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7. Le lettere sotto l'assolutismo: da Tiberio a Claudio 7.1.

Gli intellettuali di fronte al dispotismo Augusto negli ultimi anni del suo regno assunse atteggiamenti pi rigidi e intolleranti: vedi, per esempio, la vicenda dell'esilio di Ovidio, o la condanna al rogo di opere ritenute lesive dell'autorit imperiale. I successori di Augusto (Tiberio, Caligola e Claudio) continuarono la politica di accentramento. L'aristocrazia romana, nonostante la posizione di privilegio, non si rassegnava alla perdita di reale potere politico, ed alimnent tendenze di opposizione, fondate sul culto delle antiche libert repubblicane. Questa opposizione sterile trov l'appoggio della maggior parte degli intellettuali (che invece da molto tempo erano legati al potere). Da questa ostilit aristocratica e dall'opera deformatrice degli storiografi nacque l'immagine fosca di questa epoca storica: gli imperatori ne escono come figure grottesche, mostri di crudelt. In realt in quest'epoca miglior la condizione economica dei sudditi romani, si port avanti l'accentramento dell'Impero e si allarg la base sociale della classe burocratica. Per quanto riguarda la cultura, indubitabilmente essa fu repressa. Tiberio, Caligola e Claudio amarono la vuota erudizione e intervennero con condanne, roghi, esili contro gli scrittori. 7.2. La protesta degli umili: Fedro Il poeta Fedro (vissuto nella prima met del I secolo d.C., ma ci sono ignoti la data di nascita e di morte) nacque in Macedonia. Era di condizione servile e venne a Roma come schiavo, poi affrancato. Scrisse 5 libri di favole, di cui ci giunta solo una parte. L'intento di Fedro non era solo didattico (era maestro di scuola), ma egli si riprometteva la gloria da un genere nuovo per la letteratura latina. Fedro riprese il genere favolistico del greco Esopo: rappresentava sotto la veste degli animali i costumi e i difetti degli uomini. Fedro svilupp il significato di protesta sociale gi presente nelle favole esopiche. Malgrado la cautela di espungere nomi e di velare le allusioni, Fedro ebbe un processo da un potente ministro di Tiberio. Le sue favole pi vitali sono quelle dove si leva l'amara protesta dell'umile costretto a subire i soprusi dei potenti, camuffati da una maschera di legalit (vedi la favola del lupo e dell'agnello). Meno felici le favole con intenti filosofici. Il suo stile umile: la semplicit costitu la ragione del successo di Fedro nelle scuole di tutti i tempi. Questa stessa semplicit ci dice che le sue favole sono pi un documento socistorico dell'epoca che un'opera d'arte.