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UNIVERSITA DI PISA - DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE

APPLICAZIONI DI METODOLOGIE GEOFISICHE ALLARCHEOLOGIA

Prof. Mario Marchisio


Laboratorio di Geofisica Applicata

INTRODUZIONE
Il Laboratorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria Civile dellUniversit di Pisa attivo da molti anni in ricerche sullapplicazione di diverse metodologie geofisiche non pervasive allo studio di siti archeologici. Particolare cura stata data alla scelta delle metodologie ed allottimizzazione della programmazione delle indagini a seconda delle dimensioni delle aree da esplorare, alle condizioni geofisiche del sito, al grado di dettaglio richiesto ed al livello di urgenza nei tempi di esecuzione. La fase di programmazione infatti di grande importanza per la riuscita delle indagini: lo stesso strumento pu venire usato con modalit molto differenti, in base alle quali possono variare anche di un ordine di grandezza i tempi di esecuzione e di trattamento dei dati, ma anche la probabilit di riuscita delle indagini e di ottenimento del massimo dettaglio.

Si sono poi studiati approcci per alcune situazioni in cui non si possono utilizzare le metodologie normali per le condizioni reali del sito: per esempio quando i bersagli sono sotto-falda o quando sia i bersagli sia i terreni inglobanti sono estremamente resistivi ed amagnetici.

ARCHEOLOGIA

Con quali trasduttori individuiamo i reperti durante uno scavo archeologico?

Vista Tatto

(sensori fisici) (sensori fisici)

colore forma, dimensioni consistenza, scabrosit

Udito
Odore Sapore

(sensori fisici)

??
?? ??

(sensori chimici) (sensori chimici)

ARCHEOLOGIA

PER INDIVIDUARE OGGETTI ARCHEOLOGICI NEL SOTTOSUOLO CON TECNICHE GEOFISICHE ABBIAMO BISOGNO DI RIFERIRCI A QUALCHE CARATTERISTICA FISICA CHE LI DIFFERENZI DAL SUOLO INGLOBANTE.

metodo magnetico metodo gravimetrico

m (induzione magnetica) d (densit)

metodi geoelettrici
georadar

r (resistivit)
(conduttivit) - e (constante dielettrica)

metodi E.M. ad induzione r (resistivit)

metodi sismici

V (velocit delle onde elastiche)

METODOLOGIE GEOFISICHE PER LARCHEOLOGIA

Le metodologie geofisiche da noi applicate per la ricerca archeologica non pervasiva sono:

Magnetometria
Geoelettrica Polarizzazione indotta (I.P.)

Elettromagnetismo
Georadar

ARCHEOLOGIA
MAGNETOMETRIA: Il campo magnetico terrestre

ARCHEOLOGIA
MAGNETOMETRIA: Strumentazione

ARCHEOLOGIA
MAGNETOMETRIA: Risposte magnetiche a varie anomalie

ARCHEOLOGIA
12.00

MAGNETOMETRIA: Coltano (PI)

11.00 10.00 9.00 8.00

50 40 30 20 10

7.00 6.00 5.00 4.00 3.00

0 -10 -20 -30 -40 -50

2.00 1.00 0.00 0.00

-60 -70
1.00 2.00 3.00 4.00 5.00 6.00 7.00 8.00 9.00 10.00 11.00

Nel sito arcaico di Isola di Coltano si sperimentato il metodo magnetico per lindividuazione di focolari. Data lesiguit delle anomalie magnetiche attese ed il livello del rumore (dovuto alla ferrovia), molto pi elevato del segnale utile atteso, si adottata una tecnica con 2 magnetometri sincroni e misure molto fitte (0.25 m in entrambe le direzioni) sia di campo totale che di gradiente. Il gradiometro mobile era usato rovesciato, in modo di avere il sensore del campo totale pi vicino al suolo, contrariamente alla procedura standard. Lelaborazione molto accurata del segnale ha fornito la mappa di campo magnetico totale a fianco riportata, che ha permesso di localizzare alcuni focolari. Le mappe di gradiente, comunemente usate nelle indagini magnetiche in siti archeologici, non hanno dato buoni risultati.

ARCHEOLOGIA
MAGNETOMETRIA: S. Piero a Grado (PI)
Mappa magnetica San Piero a Grado

Data la notevole estensione dellarea ed il ripetuto rinvenimento, dopo arature, di materiali fittile, ipotizzando la presenza strutture in cotto, si optato, per la prima fase, per una campagna di magnetometria. Oltre alla mappa riportata a destra, Nord Magnetico nei profili con anomalie pi evidenti sono state eseguite modellazioni quantitative delle anomalie, ottenendo modelli bidimensionali (o tomografie magnetiche verticali) come quello riportato in basso. Le profondit (circa 1.5 m) sono risultate perfettamente congruenti con quelle rilevate in un involontario scavo, dovuto alla rottura di un tubo di irrigazione.
160nt 120nt 80nt 40nt 0nt -40nt

Suscettivit relativa relativa 0.0065

-80nt -120nt

0.0060 0.0055 -0.50 -1.00 -1.50 -2.00 -2.50 4.00 6.00 8.00 10.00 12.00 14.00 16.00 18.00 20.00 22.00 24.00 0.0050 0.0045

Profondit (m)

0.0040 0.0035 0.0030 0.0025 0.0020 0.0015 0.0010 0.0005 0.0000 -0.0005

Distanza (m)

ARCHEOLOGIA
GEOELETTRICA

ARCHEOLOGIA
GEOELETTRICA

ARCHEOLOGIA
GEOELETTRICA: Arrays

ARCHEOLOGIA
GEOELETTRICA
I metodi geoelettrici sono basati sulla valutazione delle resistivit dei corpi presenti nel sottosuolo. I tipici risultati possono essere: Mappe di resistivit Tomografie di resistivit per es. La distribuzione della resistivit in sezioni verticali. Con la tecnica della polarizzazione indotta (I.P.) unaltra quantit pu essere misurata: la caricabilit o leffetto I.P.. LI.P. uno strumento utile per evidenziare situazioni anomali nel sottosuolo.

ARCHEOLOGIA
GEOELETTRICA: Strumentazione

Un nuovo strumento multi-elettrodo permette di collegare simultaneamente molti elettrodi (24 48 .. 256 ..) con cavi opportuni. Il tempo necessario ad eseguire tomografie geoelettriche decresce da giorni a qualche ore. Gli ultimi strumenti multicanale multielettrodo riducono il tempo di misure a pochi minuti. I strumenti migliori permettono anche di misurare leffetto I.P.: trattandosi di un effetto del secondo ordine, necessario di uno strumento di qualit elevatissima.

ARCHEOLOGIA
GEOELETTRICA: Ripoli (PI)

Resistivit (Ohm*m) 60 55 50 45 40 35 30 25 20 15 10
Profondit (m)

0.00

-0.50

-1.00

-1.50

5.00

10.00

15.00

20.00 Distanza (m)

25.00

30.00

35.00

40.00

Una serie di prove stata eseguita in due zone dellAgro Pisano (nellansa a nord di Riglione e nellarea tra la Via Aurelia e la Tenuta di S. Rossore) per verificare le possibilit di riconoscere con metodi geoelettrici i limites della centuriazione. Nella prima area si operato sulla continuazione di un limes individuato dallanalisi topografica in localit Rigoli. Attraverso detta prosecuzione ipotetica si sono eseguiti diversi profili geoelettrici che hanno permesso di riconoscere alcune anomalie interpretabili come una massicciata resistiva di circa 8 m di larghezza e 0.5 m di spessore sotto il terreno agricolo a piccola profondit (circa 1 m) sopra il terreni limosi in posto. In alcuni profili pi a nord si anche riconosciuta la presenza di un fosso a lato della strada.

ARCHEOLOGIA
TOMOGRAFIA ELETTRICA: Vada Volaterrana (LI)

Fin dai nostri primi esperimenti non ci siamo basati su semplici profili geoelettrici, ma su tomografie geoelettriche: questa tecnica parte da rilievi in campagna eseguiti con la classica tecnica delle pseudosezioni di resistivit che permette di ottenere immagini puramente qualitative del sottosuolo. I dati ottenuti vengono poi trattati con complessi programmi di inversione quantitativa per ottenere sezioni con le distribuzioni delle resistivit effettive nel sottosuolo, cio delle tomografie geoelettriche.

ARCHEOLOGIA
TOMOGRAFIA GEOELETTRICA ORIZONTALE: S. Piero a Grado (PI)

Dipolo P=1.70 m
50

45

10

15

20

25

30

35

40

45

50

55

60

Nella parte pi interessante del sito si sono effettuate una serie di tomografie geoelettriche sugli profili dellindagine magnetica. Con una tecnica di slicing si sono costruite una serie di tomografie orizzontali a diverse profondit. Viene riportata quella relativa ad una profondit di 1.5 - 1.7 m.

CHIESINA

Profondit 1,0 m

Profondit 1,2 m

Profondit 1,4 m

Profondit 1,6 m

Profondit 1,8 m

Profondit 2,0 m

Profondit 2,2 m

Profondit 2,4 m

Y = 4,0 m

0,0 m

2,4 m

Y = 3,5 m

0,0 m

2,4 m

Y = 3,0 m

0,0 m

2,4 m

Y = 2,5 m

0,0 m

2,4 m

Y = 2,0 m

0,0 m

2,4 m

Y = 1,5 m

0,0 m

2,4 m

Y = 1,0 m
0,0 m

2,4 m

Volumi > 1000 Ohm*m


0,0 m

2,4 m

0 .0 0 .5 1 .0 1 .5 2 .0 2 .5

0 .0 0 .5 1 .0 1 .5 2 .0 2 .5

0 .0 0 .5 1 .0 1 .5 2 .0 2 .5

0 .0 0 .5 1 .0 1 .5 2 .0 2 .5

0 .0 0 .5 1 .0 1 .5 2 .0 2 .5

0 .0 0 .5 1 .0 1 .5 2 .0 2 .5

0 .0 0 .5 1 .0 1 .5 2 .0 2 .5

0 .0 0 .5 1 .0 1 .5 2 .0 2 .5

0 .0 0 .5 1 .0 1 .5 2 .0 2 .5

0 .0 0 .5 1 .0 1 .5 2 .0 2 .5

Volumi > 1000 Ohm*m

GEOELETTRICA EFFETTUATA SUL LAGO DI MASSACIUCCOLI

ARCHEOLOGIA
POLARIZZAZIONE INDOTTA: Ponsacco (PI) Esempio di tomografia elettrica su di un sito indagato vicino a Ponsacco (PI): la tomografia elettrica mette in evidenza qualche debole anomalia che, da sola, non sarebbe risultata molto significativa. Data la presenza superficiale di qualche residuo di scorie, si sono eseguite anche misure con la tecnica della Polarizzazione Indotta, tipica della Geofisica Mineraria: si misura un effetto del secondo ordine, la caricabilit. Come si vede, questa seconda tomografia non mostra alcuna anomalia relativa allo strato aerato, con presenza di ceramica, ecc., ma mostra unanomalia evidentissima in corrispondenza di una fornace poi scavata.

ARCHEOLOGIA
POLARIZZAZIONE INDOTTA: Ponsacco (PI)

ARCHEOLOGIA
ELETTROMAGNETISMO

Gli strumenti elettromagnetici ad induzione a bassa frequenza costituiscono uninteressante alternativa alle tecniche pi usuali per le indagini non pervasive per archeologia. Questa tecnica permette di ottenere mappe di conducibilit del sottosuolo a diverse profondit camminando con un strumento a spalla: la produttivit, in termini di profili o superfici indagate in un certo tempo, per esempio in una giornata, elevatissima ed i costi operativi sono pertanto bassissimi. Il potere risolutivo non elevatissimo (ma funzionano bene anche in presenza di terreni argillosi od umidi, dove il Georadar non applicabile). Si tratta di un approccio ottimale per lesplorazione preliminare di vaste aree, salvo poi utilizzare altre tecniche sulle eventuali aree di anomalie evidenziate.

ARCHEOLOGIA
ELETTROMAGNETISMO: S. Piero a Grado (PI)

Nella stessa area delle tomografie geoelettriche, sono stati eseguiti una serie di profili con una strumentazione elettromagnetica multifrequenza (GEM 300): vengono qui riportate 2 mappe EM a confronto con una tomografia geoelettrica orizzontale.

ARCHEOLOGIA
ELETTROMAGNETISMO: Vada Volaterrana (LI)

Profondit del muro 1m circa dal piano di campagna e larghezza 70-80 cm circa

ARCHEOLOGIA: GEORADAR

Il radar RIS/MF costruita dallIDS (Italia) uno strumento MULTICANALE che pu usare pi antenne simultaneamente. Le antenne possono variare da frequenze molto basse (50 MHz) con alta profondit di indagine ma bassa risoluzione, a frequenze molto alte (2 GHz) con altissima risoluzione ma bassa profondit di indagine.

GEORADAR: Gli elementi principali di un georadar


UNITA DI ACQUISIZIONE DATI
Unit di controllo e acquisizione

Antenne

Accessori (ruota metrica, unit di controllo remoto)

SOFTWARE DI ELABORAZIONE Permette di elaborare i dati radar acquisiti sul campo

GEORADAR: Principio di funzionamento del georadar

Monitor

impulso elettrico generato

Trasmettitore 1 Antenna 2

Ricevitore
3
moto antenna

impulso elettrico irradiato

impulso elettrico ricevuto


oggetto sepolto

Schema a blocchi di principio

mappa radar

GEORADAR: Principio di funzionamento del georadar

3000 2000

Ampiezze

1000 0

Primo riflett.

-1000 -2000

Rifless. aria-parete Secondo riflett.

-3000 0

50

100

150

200

250 300 Campioni

350

400

450

500

GEORADAR: Principio di funzionamento del georadar

Loggetto Loggettosepolto sepoltoviene vienevisto vistodal dalgeoradar georadarin inmodo mododeformato deformato
x-N x0 x-N Trasmettitore
Antenna
Ricevitore N Monitor

x-1 x0 d0 d-1

x1 d1

xN x

moto antenna

d-N

d0

dN

d-N

dN

oggetto sepolto

Acquisizione

Generazione iperbole

Mappa radar

GEORADAR: Come si vede un bersaglio

Il bersaglio ortogonale alla linea di scansione

Il bersaglio parallelo alla linea di scansione

produce sempre un pattern iperbolico

produce un pattern con andamento sub-orizzontale

Per questi motivi sempre necessario effettuare scansioni trasversali e longitudinali

GEORADAR: Strumentazione
Lunit di acquisizione trasportabile il nucleo base per le diverse configurazioni. Pu essere collegata a tutte le antenne IDS per affrontare indagini di vario tipo. E una soluzione spallabile che si adatta ad ogni ambiente operativo. Include un software di elaborazione in grado di fornire primi risultati direttamente sul campo. lunit di acquisizione

antenne

GEORADAR: Strumentazione

GEORADAR

Schema della copertura radar realizzata sul prato

GEORADAR: Lunit di elaborazione

GEORADAR: Camposanto Monumentale (Pisa)

0.6 - 0.8

0.8 - 1.0

1.0 - 1.2

1.2 - 1.4

1.4 - 1.6

Le mappe tomografiche a diversi intervalli di profondit (in metri)

GEORADAR: Camposanto Monumentale (Pisa)


Il battistero fotografato durante gli scavi (Manghi - Severini, 1936)

Mappa tomografica

Mappa cartografica ricostruita

Cartografia originale

ARCHEOLOGIA
GEORADAR: Esplorazione urbana

Profilo GEORADAR per lindividuazione delle tubazioni della posta pneumatica e gli altri sottoservizi nel sottosuolo (Napoli)

ARCHEOLOGIA
GEORADAR: Chiesa di S. Romano (LU) Un rilievo Georadar estremamente dettagliato stato eseguito nella chiesa di San Romano a Lucca allo scopo di rilevare la presenza di eventuali resti archeologici sotto il pavimento, specialmente nei primi 50cm, interessati dai lavori. Il rilievo stato eseguito su di un reticolo molto fitto, a maglie quadrate di 50 cm, in tutte le aeree agibili, per un totale di circa 2800 m. Dopo un accurato trattamento dei dati di ciascun profilo, sono state elaborate, per ogni area e per le due direzioni di acquisizione, sezioni tomografiche multi-stratigrafiche (con la tecnica delle time-slices.

Nellesempio riportato si nota la sostanziale assenza di strutture sepolte fino a 50-60 cm, mentre sono ben evidentialcune strutture a profondit maggiore.

ARCHEOLOGIA
GEORADAR: Vada Volaterrana (LI)

ARCHEOLOGIA
GEORADAR: Vada Volaterrana (LI)

ARCHEOLOGIA
GEORADAR: Cappelle Medicee (FI)

Indagine nelle Cappelle Medicee a Firenze per la ricerca di eventuale cripte contenenti sepolture dei Granduchi dei Medici.

ARCHEOLOGIA
GEORADAR: Cappella Medicea (FI)
Pavimento La sezione georadar mostra chiaramente la cripta contenente le spoglie di Gian Gastone dei Medici

Volta

Muri laterali

ARCHEOLOGIA

ARCHEOLOGIA
PROGETTAZIONE DI UNA CAMPAGNA GEOFISICA PER ARCHEOLOGIA
La progettazione di unindagine geofisica sempre la fase pi delicata. Punto di partenza: lanalisi delle propriet fisiche dei possibili bersagli dellindagine e dei terreni inglobanti primo screening con eliminazione dei metodi incompatibili

condizioni generali di fattibilit: accessibilit, terreni pi o meno accidentati, vegetazione, presenza di ostacoli, presenza di sorgenti di disturbo, ecc.
Punto due: profondit di indagine ipotizzata

dimensioni dei bersagli (spessori; dimensioni laterali; allineamenti)


Purtroppo in genere le prestazioni in termini di profondit di indagine e di potere risolutivo sono in contrapposizione. Punto tre: scelta di uno o pi metodi di prospezione: quando possibile luso sinergico di pi metodi molto vantaggioso pianificazione degli interventi (su diversa scala e in successione temporale) criteri di qualit analisi tempi e costi (comprese le operazioni di trattamento dei dati e loro interpretazione, spesso pi onerose delle operazioni in campagna)

ARCHEOLOGIA

CONCLUSIONI: Alcune metodologie geofisiche di indagini del sottosuolo sono, con eventuali adattamenti tecnologici, potenti strumenti per lesplorazione non pervasiva del sottosuolo a varia scala e con differente dettaglio. Unattenta scelta delle tecniche da utilizzare ed unaccurata programmazione sono la fase pi delicata. Le prospezioni geofisiche dei siti archeologici anche nei casi pi complessi hanno tempo e costi molto inferiori agli interventi diretti. E da notare limportanza delle informazioni negativi che permettono di evitare scavi in aree sterili. I dati cos ottenuti permettono altres di ottimizzare la programmazione degli scavi.