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PERIODICO DI INFORMAZIONE, ATTUALITÀ E CULTURA MUSICALE

MANGIARE 68 FOGLIE IL ROBOT LITTLE DRUMMER BOY


Novembre-Dicembre 2009

CHE
VOLEVA
SUONARE

Periodico di informazione, attualità e cultura musicale a cura del Saint Louis College of Music
di Flavio Fabbri

di Adriano Mazzoletti
P er l’Orchestra J
Futura la musi-
ca è prima di

N on si può dire quale eredità sia stata


lasciata o cosa abbia significato il jazz
nel 1968 senza accennare alla «rivolu-
zione culturale» che invase il mondo a metà
degli anni Sessanta e che raggiunse la sua apo-
tutto immaginazione:
una macchina non è
una macchina, un
robot non è un robot, un uomo non è un uomo.
Ma tutti suonano. In ogni sperimentazione è T
di Nicola Cirillo
he little drummer boy («Il piccolo tamburi-
no»), scritta nel 1941 da Katherine K.
Davis, suggerisce un tema natalizio, la sto-
teosi nel 1968. In Occidente - Europa e Stati presente la possibilità di assaporare a livello ria di un ragazzino povero che propone in dono a
Uniti - un numero imponente di studenti e ope- multisensoriale una forma di inquietudine, di Gesù, poiché non ha nulla, di suonare per lui il
rai prese posizione contro l’ideologia della fastidio, per ciò che non si comprende e non si tamburo. Shall I play for you, pa rum pum pum
società dei consumi, che proponeva il valore del riesce a tradurre con i tradizionali strumenti pum, On my drum? Oggi c’è un nuovo little
denaro come punto centrale della vita sociale. cognitivi. La sperimentazione vera, autentica, drummer boy: Gianluca Pellerito, 15 anni. Nato a
Nel blocco orientale le popolazioni si sollevaro- significativa, deve rompere un equilibrio menta- Palermo il 1° maggio del 1994 sotto il segno del
no per denunciare la mancanza di libertà e l’in- le, sociale, storico, percettivo e sensitivo, porta- Toro, del Toro ha la determinazione. Conosce la
vadenza della burocrazia di partito, gravissimo re con sé una rara sapienza sovversiva e avere batteria dall’età di 4 anni - énfant prodige - e gioca
problema sia dell’Unione Sovietica che dei l’ardire di mostrarsi spudoratamente coraggio- con amici tipo Peter Erskine, Alex Acuna, Gigi
Paesi legati ad essa. (...) sa, anzi arrogante nel suo essere ribelle. (...) Cifarelli, Davide Ghidoni e Michael Rosen. (...)
! CONTINUA NELLO SPECIALE SESSANTOTTO ! CONTINUA NELLA PAGINA CLASSICA-MENTE ! CONTINUA NELLA PAGINA BEYOND

SPECIALE SESSANTOTTO
J AZZ
&blues SONNY ROLLINS ALTNATIVE
ER CHICKS ON SPEED

Direttore Responsabile
Salvatore MASTRUZZI
Direttore
ROMINA CIUFFA
Redazione
Romina CIUFFA redazione@musicin.eu
Flavio FABBRI classica@musicin.eu
Rossella GAUDENZI jazzblues@musicin.eu
Valentina GIOSA alt@musicin.eu
Roberta MASTRUZZI soundtrack@musicin.eu

Contributi
Lorenzo Bertini, Rita Barbaresi, Luca Bussoletti
Nicola Cirillo, Stefano Cuzzocrea, Alessandra Fabbretti
Attilio Fontana, Gianluca Gentile, Adriano Mazzoletti
Corinna Nicolini, Livia Oreste, Paolo Romano
Sabrina Simonetti, Donato Zoppo

MUSICALL TRAINING
Music In Video
Videointerviste
‘68 ITALIAN ROCK MUSICAL LA «TAV» DEL JAZZ
Romina CIUFFA
Sabrina SIMONETTI
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Web > www.musicin.eu
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Progetto grafico
«VUOI» SI DICE AGLI ARTISTI
Romina CIUFFA Avviserei, prima che sia troppo tardi. Chiediamo venia. Chiediamo agli stonati di Youtube; dimenticando che i networks sono solo
Cristina MILITELLO Oggi sono un Bianconiglio e, con un smettere di tormentarci dal web, di cercarsi un un biglietto da visita, al cui indirizzo deve corri-
orologio al collo, corro gridando: lavoro, di iscriversi a un corso di canto ed armo- spondere un citofono che non suoni una nota sola.
Redazione «Presto, che è tardi!». Tra le pagine nia, se tenaci; perché crediamo che non esistano Continuiamo flebilmente a sostenere che il vero
Via del Boschetto, 106 - 00184 Roma della cronaca romana il Corriere stonati dove la voce e l’orecchio siano allenati artista debba saper non solo cantare e suonare
Tel. 06.4544.3086 della Sera titola: «Troppo con tecnica accurata e sacrificio. Chiediamo almeno due strumenti, ma anche solfeggiare; che
Fax 06.4544.3184 Facebook? Si cura al Gemelli», soprattutto ai loro amici di esser sinceri con loro, il vero scrittore non debba confondere «roman-
Mail redazione@musicin.eu e un occhiello: «Dipendenza come si deve a un amico. La tecnologia non può zo» con «alfabetizzazione»; e che il vero regista
dal pc, apre un nuovo repar- significare questo, l’abbassamento se non l’azze- debba saper sceneggiare. In poche parole, che in
Marketing e Pubblicità to». C’è un neonato ambula- ramento della qualità: è lo scotto da pagare? ogni settore creativo siano richieste 3 condizioni,
Mail marketing@musicin.eu torio psichiatrico sulle dipen- Piuttosto ci pignorino il pianoforte. Parliamo, qui necessarie ma non sufficienti: una profonda umil-
Tipografia denze patologiche ed è in nella rubrica ClassicaMente, di robots che suo- tà, studio incessante e fiere di paese.
Ferpenta Editore Srl fibrillazione: chi dovrebbe nano e congegni che consentono di eseguire con- Sì, proprio la porchetta o i funghi, il vino rosso, la
Via R. Gabrielli di Montevecchio, 17 - far musica trascorre il tempo certi in streaming a distanza intercontinentale, nocciola tonda gentile romana. Non è il web che
ad «addare». Non scherzia- ma siamo privi di orecchio umano: giudichiamo consacra il talento, ma il palchetto. L’evoluzione.
Roma mo. La vera musica si fa al l’artista dalle visite che riceve in termini di click, E gli artisti da web sono fermi, riversi sulle loro
Anno III n. 11 pianoforte, piegati sulla chi- nemmeno si trovasse in una stanza di ospedale. pagine online a fare spamming, chiedere amici-
Novembre-Dicembre 2009 tarra, sfiatati nel sax, alle Si visita un malato, un artista lo si ascolta. zie, creare gruppi, invitare ad ascoltare qualcosa
feste di paese e in locali sco- Mi rifiuto ancora di pensare che il parametro per che dovrebbe esser convertito in manodopera o
Registrazione presso il Tribunale di Roma nosciuti la cui insegna domani inserire una band nel palinsesto musicale sia volontariato. Ad appoggiare cause cantando testi
n. 349 del 20 luglio 2007 recherà: «Chiuso per fallimen- costituito dai downloads gratuiti: la musica non sulla guerra in congiuntivi sbagliati, senza muo-
to». Odore di anice, sigari, consta del numero di amici contati nel network, la versi dalla stanza. Forse, allora, una visita di cor-
legno, odor di muffa e di perife- musica è l’artista, è lui che ascolteremo cantare tesia gliela dovremmo fare davvero, e portar loro
STEFANO ria. Sta per: «Fatemi suonare, io stasera, non il click metallico e falso di un «add a le nocciole tonde di Ronciglione.
MASTRUZZI devo suonare, io adoro la muffa comment». Siamo tutti cantanti allora, tutti scrit-
EDITORE mentre suono». tori, tutti registi, perché ci sono i blog, Myspace e Romina Ciuffa
J AZZ
& blues SALVATORE RUSSO Esce JOE BONAMASSA Quando a 12 anni MILES DAVIS Ai tempi del bebop, tutti suonavano velo-
Music In ! Novembre-Dicembre 2009

«La Touche Manouche» per la si partecipa a un tour di B.B. King è ine- cissimi. Sentivo gli altri musicisti suonare tutte quelle scale
a cura di ROSSELLA GAUDENZI
label Saint Louis Jazz Collection vitabile cadere nella malia del blues. e quelle note, e mai niente che valesse la pena di ricordare.

QUESTAGITANOMANIA
Occorre risalire all’anno 1000 d.C. circa e alla cacciata degli zingari dall’India e dal Pakistan da parte
del re afgano Mahmud di Ghazni per capire Salvatore Russo. E ascoltare «La Touche Manouche»

za di Michael Wegen, costruttore di plettri olan- to dal padre per sfuggire alle persecuzioni naziste. Egli suona
dese e gran conoscitore dei chitarristi di jazz gipsy jazz dall’età di 10 anni seguendo le orme paterne ed ispiran-
manouche. dosi al caposcuola della chitarra del genere, Django Reinhardt, e
«Stiamo parlando del miglior costruttore di forte di un trio che suona moltissimo a livello internazionale.
plettri per chitarra gipsy: un vero artista, oltre- «Si percepisce la complessità di questo genere, ma arriva al
tutto profondo amante dell’Italia, dei nostri Da cuore, te ne arrivano le vibrazioni. In Italia siamo sommersi dalla
Vinci e Michelangelo. Nel momento in cui deci- pop music, ma in fondo la chitarra elettrica è uno strumento sordo,
do di acquistare una seria chitarra gipsy mi a differenza della chitarra gipsy; il gipsy jazz nasconde pochissi-
reco dal liutaio Leo Eimers ed è lì che nel 2007 me star e vi si riscontra un’umiltà non presente altrove: la tradi-
mi imbatto in Stochelo Rosenberg, il più gran- zione musicale zingara, tzigana, fa sì che i musicisti abbiano biso-
de chitarrista di gipsy jazz vivente, indiscusso gno gli uni degli altri, per suonare. Il jazz manouche è un genere
a cura di Rossella Gaudenzi talento internazionale e grande compositore». per addetti ai lavori, forse di nicchia, poiché percepito come anti-
Tra Salvatore Russo e Stochelo Rosenberg co. Il tramandarsi lo rende unico».
è feeling immediato. Grande stima da parte Oggi - per tramandare, appunto - esce La Touche Manouche

SALVATORERUSSO
del musicista olandese, leader del Rosenberg per l’etichetta Saint Louis Jazz Collection e contiene 13 brani,
Trio, per il talento made in Italy: ascolta brani di cui 4 composti da Salvatore Russo, 2 da Stochelo Rosenberg
composti da Salvatore e inizia a chiedergli di (il suo inedito dà il titolo al disco) e i restanti pezzi di Django
incidere insieme un disco. «Mi prendo il pieno Reinhardt e della tradizione gipsy rivisitati. Un intero anno di
merito di aver fatto conoscere Rosenberg nel lavoro. «Make the cd, Sal!, m’incitava Rosenberg fino a che non
nostro Paese: ho organizzato due concerti in ho deciso di mettermi al lavoro. È un musicista che incide rara-
Italia e quasi immediatamente è arrivata la mente e sentirmi così sollecitato è stato estremamente gratifican-

I ntramontabile, il tempo dei gitani. È accaduto che per una richiesta del bis. L’idea di registrare un disco insieme a lui era
casualità Salvatore Russo, chitarrista di fama internaziona- talmente lusinghiera che, partiti dalla proposta di fargli regi-
le, professionista da oltre 20 anni in contesti pop-rock ed strare solo due brani come special guest, il suo tocco ha invece
te. Si tratta del mio terzo lavoro discografico, successivo a dischi
rock e fusion (Salvatore Russo, 2000; Contact, 2004). I temi
gipsy mi hanno spinto a ricominciare. Ci sono temi riconoscibi-
orchestrali e neo-direttore didattico del Saint Louis di impresso tutto il disco. Ci siamo incontrati a Lecce dov’è stato li, cantabili, comprensibili. Un anno di lavoro: buttavo giù le
Brindisi, ascoltasse Nuages di Django Reinhardt e ne rimanesse registrato metà del lavoro». parti, Rosenberg le demoliva e si ricominciava, più volte ci
colpito al punto da voler conoscere a fondo questo jazz «poco La storia è antica e affascinante: occorre risalire all’anno 1000 siamo incontrati in Olanda. Difficile spiegare questo mio lavoro
ortodosso». Siamo nel 2004 e stiamo mettendo piede nel mondo d.C. circa e alla cacciata degli zingari dall’India e dal Pakistan da ai produttori...».
del gipsy jazz, o jazz manouche. parte del re afgano Mahmud di Ghazni; le varie etnie sono appro- «Da parte di Stefano Mastruzzi ho trovato il supporto neces-
Ciò che lo calamita è, ovviamente, la centralità della chitarra: date in Europa dopo una migrazione cinquecentenaria, stanziando- sario: ha avuto una visione chiara del progetto che era un pac-
basti pensare che nel ‘35 il quintetto di Reinhardt - caposcuola si, se così si può dire per una popolazione nomadica, in Ungheria, chetto finito da stampare interamente ideato da me. Il riscontro
della chitarra gipsy - comprendeva una chitarra solista, due chitar- Francia, Spagna, Grecia, ed altri Stati europei. Musicalmente le è stato molto buono, da subito: dovrò spedire una trentina di
re di accompagnamento, contrabbasso e violino, quest’ultimo etnie risultanti dai vari ceppi, migrazioni e persecuzioni, si sono copie in America perché in una settimana ne sono state vendute
nella persona di Grappelli. fuse con le culture circostanti. Il musicista tzigano unisce il gusto venti. È un disco che ha le carte in regola per diventare un best-
Nella sua ricerca e sete di conoscenza Salvatore procede dappri- musicale alla tecnica per colpire gli ascoltatori e stupirli con effet- seller. Il 2010 sarà il centenario della nascita di Django
ma a tentoni: innanzitutto su internet non trova una quantità di ti quasi circensi. Non conoscono la musica, non sono in grado di Reinhardt e spero che apra le porte alla conoscenza della musi-
informazioni paragonabile a quella oggi fruibile; inoltre come leggerla né di scriverla, occorre sempre ricordare che la loro tradi- ca manouche. Dovremmo prender parte al Fara Festival, in esta-
musicista rimane dapprima isolato in questa sua ricerca, non riesce zione musicale è legata all’oralità dalla notte dei tempi. Rosenberg te. E vogliamo diffondere un diverso modo di stare e comunica-
a trovare contatti con altri musicisti. La vera svolta è la conoscen- è di etnia sinti al 100 per 100: il nome però è stato scelto e stabili- re con gli altri. Voglio portare Rosenberg in Italia».

di Rossella
Gaudenzi

S icipa
comincia con il suonare la chitarra classica, ma quando a 12 anni si parte-
a un tour di B.B. King è inevitabile cadere nella malia del blues. Ci si
fa conoscere nei primi anni del XXI secolo, ma dopo aver affiancato, a
successo di quella dello scorso anno legata ai grandi nomi del basso elettrico in
circolazione. Nel 2009 è uscito l’album celebrativo di 20 anni di carriera, The
Ballad of John Henry, con brani originali e rivisitazioni di pezzi di Ailene
Londra nel 2008, il mito Eric Clapton, oggi, all’età di 32, si è consacrati a pieno Bullock, Tom Waits e Tony Joe White. Ora l’Europa lo attende, attende il suo
diritto tra i migliori chitarristi blues contemporanei, a livello internazionale. show teatrale e il cambio delle sue trenta (o giù di lì) chitarre sulla scena da fis-
Sono linee guida della biografia di Joe Bonamassa, lo statunitense chitarrista sare entro il 13 dicembre sul palco dell’Auditorium Parco della Musica.
dalla voce suadente propria dei veri e buoni bluesman, a breve sui palchi italia- Da tenere a mente questa Chitarra, che durerà una lunga stagione invernale.
ni; nonché valido compositore, definito erede dallo stesso B.B. King in perso- Sciorino in ordine sparso: non solo blues, ma ottimo jazz, musica folk, rock, pop
na. Lui allieta il nostro dicembre 2010 - con qualche buona azione ce lo sare- da Bill Frisell al leggendario Paco de Lucia, da Pat Metheny a Tuck & Patti, a
mo meritato - imprimendo di sé con un tocco la rassegna La Chitarra, dopo il John Abercrombie; da Mark Knopfler a Mike Stern, alla nostra Carmen Consoli.

WEWANTMILES
Vogliamo miglia e miglia da percorrere con Davis. Ne facciamo anche fino a Parigi
che fino al 17 gennaio 2010 ci fa viaggiare tra Saint Louis e l’odio di sé, l’uscita del
cool, la libertà controllata, la pulsazione del funk, la distorsione del rock, la solitudine.
arigi celebra ancora una volta Miles
P Davis. La riuscita Cité de la Musique,
struttura risalente al ‘95 che ospita il
Conservatorio, il Museo della Musica ed
una vasta sala concerti, fino al 17 gennaio 2010
apre le porte ad un’esposizione, una serie di con-
certi di prestigio, film, workshops, conferenze e
molto altro. Il tutto incentrato sull’uomo, il musi-
cista, l’artista Miles Davis qui racchiuso in un per-
corso suddiviso in otto stanze: Da Saint Louis alla
52ma Strada (1926-1948); L’uscita del Cool: l’in-
venzione e l’odio di sé (1949-1954); Miles Ahead:
in studio per la Columbia (1955-1962); Miles
Smiles: la libertà controllata (1963-1967); Miles
elettrico: la distorsione Rock (1968-1971);
All’angolo: la pulsazione del Funk (1972-1975);
Silenzio, solitudine e requiem (1976-1980); Star
People: l’icona interplanetaria (1980-1891).
Sono stanze che ripercorrono i periodi della sua
vita attraverso fotografie, estratti video dei concer-
ti, strumenti, partiture, costumi di scena, manife-
sti, oltre a dipinti e sculture, in una mostra che ha
voluto focalizzarsi sulla musica, la prima a così
larga scala sul leggendario trombettista statuniten-
se. Tra le formazioni musicali che lo rappresente-
ranno: Jimmy Cobb’s So What Band, Joe Lovano
Nonet, Paolo Fresu Quintet, Laurent Cugny
Enourmous Band. (Rossella Gaudenzi)
Music In ! Novembre-Dicembre 2009

NUNZIO ROTONDO Nella notte fra il 14 e il 15 settembre è scomparso a Roma SONNY ROLLINS Per chiunque studi il linguaggio del jazz è un’estasi e un tor-
J AZZ
& blues
Nunzio Rotondo. Di lui parla, con un’anteprima del suo libro, Adriano Mazzoletti, mento. Per chiunque ami ed ascolti il jazz è un irraggiungibile, complesso labirin-
giornalista e scrittore, dirigente Rai e conduttore radio, che si occupa di jazz dal 1955 to di idee. Sonny Rollins vincerebbe una gara spirometrica con un quindicenne

JAZZROTONDO
Se il nostro Alessandro di Paolo Romano Il Solo Album di Sonny
Manzoni, tormentato Rollins: 50 e passa
dai dubbi di lingua e di minuti di improvvisa-
stile, esponeva le bozze zione completamente
dei suoi sposi promessi da solo. Un torrente
in una casa aperta in piena di idee.
al pubblico per poterle Sconvolgente. Non una
liberamente correggere, frase uguale all’altra,
Sonny Rollins ma un perfetto
di giorno studiava marchingegno
il rapporto tra improv- di struttura e melodia.
visazione e struttura, E là, in quelle circostan-
di sera lo sperimentava ze, presi definitivamente
sul Williamsburg atto del canyon che
Bridge, nell’East Side separa un musicista,
di NYC, per capire le pur talentuoso,
reazioni della gente da un genio

di ADRIANO MAZZOLETTI

La personalità di Nunzio Rotondo è assai complessa. Dava voce jazzistica


al «fanciullino» pascoliano: pieno di speranza e insieme di timore del mondo,
SONNY, PLEASE
P
er chiunque studi il linguaggio Per i cultori delle etichette, il suo fu
incline a ripiegare in una malinconia senza altro sfogo che l’amarezza solitaria. del jazz è un’estasi e un tormen- presto definito «hard bop», come dire
to. Per chiunque ami ed ascolti un bebop più aggressivo, torrenziale,

N
ella notte fra il 14 e il 15 settembre è scom- tutto a modo suo. Esordisce con un rubato per il jazz è un irraggiungibile, complesso spesso frammentato e con zero con-
parso a Roma Nunzio Rotondo. La sua tromba sola, come una invocazione tenera e labirinto di idee. Da 65 anni (sic!) è cessioni ai melodici di Saint Louis,
morte a 85 anni segue di poche settimane struggente; e si inoltra quindi nel giro armonico nei più importanti santuari del mondo prima, di Chicago, poi, di inizio seco-
quella di un altro nostro musicista di jazz, Gianni gershwiniano, a tempo lentissimo, senza vinco- di musica afroamericana e conta una lo. Il resto è storia. Collaborazioni
Basso, di qualche anno più giovane. Nato a li nel suo più libero canto. Del tema originario produzione in studio e live da doverla sterminate con i mammasantissima
Palestrina nel 1924, figlio di un clarinettista e di egli espone poche note e subito se le scrolla di almeno dividere in decadi per provare che, di decennio in decennio, andava-
una cantante, venne subito avviato allo studio dosso: è se stesso, lamentoso e commosso, a repertarla con dovizia. È Sonny, al no affermandosi. Indomito scopritore
della tromba e nel 1944, quando Roma non era implorante e disperato. Sotto il volo della sua secolo Theodor Walter, Rollins, il di giovani talenti, Rollins ha sfatato,
stata ancora liberata, faceva già parte della sezio- tromba ha predisposto un fondale scritto per sax ragazzo ottantenne di Harlem che se tra gli altri, i cliché per cui i sassofo-
ne trombe di una orchestra dell’Eiar, quella diret- alto e tenore, che evocano a note lunghe il fami- c’è un solo appassionato che, non nisti «vecchi» non hanno più fiato
ta da Piero Rizza con Armando Trovajoli con il liare disegno del tema di Gershwin. Dopo il suo avendolo ancora fatto, si perde la (vincerebbe una gara spirometrica con
quale Nunzio avrebbe avuto, negli anni successi- assolo, Rotondo lascia spazio al sax alto di chance di ascoltarlo l’11 novembre al un quindicenne) e non hanno più idee
vi, occasione di esibirsi spesso. Marcello Boschi, che vi colloca il più bell’asso- Parco della Musica capitolino, beh... (visto che continua a sfornare nuovi
La personalità di Rotondo è assai complessa. lo della sua vita, perfetto e quasi furioso nella dovrebbe per penitenza essere costret- album di una bellezza imbarazzante).
Dava voce jazzistica al «fanciullino» pascolia- sua ansia scalpitante. to ad un anno di ascolto forzato e con- Ripropone all’Auditorium di Roma
no: pieno di speranza e insieme di timore del Non so se qualcuno nel lontano 1950 abbia tinuo di Korn e Sepultura. una capacità pressoché infinita di
mondo, incline a ripiegare in una malinconia sottoposto qualche studioso americano o I suoi solos sono materia di studio inventare storie che inchiodano alla
senza altro sfogo che l’amarezza solitaria. Di anche europeo a un blindfold test. Con ogni obbligatoria per diplomarsi alla poltrona e tolgono il fiato; lui le chia-
sicuro c’è che Rotondo non ha mai voluto stac- probabilità sarebbe rimasto assai sorpreso Berklee di Boston, dove ti fanno rom- ma «creative session», spettacolari
carsi da Roma, anche quando ebbe offerte allet- nell’apprendere che quella tromba e quel sax pere le corna sulla trascrizione ritmica giochi al rilancio con i suoi musicisti,
tanti da grandi musicisti, come Lionel Hampton, alto erano due ragazzi provenienti da quella esatta della sua più celebre St. Thomas: tutti rivolti a seguire un’idea e a dire
Clark Terry, Sonny Rollins o Dizzy Gillespie che all’epoca era considerata la più inaccessi- una manciata di poche note messe là a la loro: con Rollins Bob Cranshaw al
sempre alla ricerca di giovani talenti. Il suo bile periferia del jazz. costruire il principio di una storia da contrabbasso, Kobie Watkins alla
rifiuto di inserirsi nel mondo del jazz internazio- Nel corso della sua continua evoluzione è raccontare, con intervalli desueti piaz- batteria, Victor Y See Yuen alle per-
nale, che forse considerava difficile o insidioso, possibile individuare due momenti topici. Il zati a prolusione di uno dei più intri- cussioni e Bobby Broom al piano, gli
che lo avrebbe allontanato dalla semplice e tran- primo copre il periodo 1950-54, caratterizzato ganti, lucidi e complessi assoli del jazz stessi che hanno suonato nel suo ulti-
quilla vita romana, lo indusse a trovare rifugio da una produzione discografica con formazioni (provare per credere). Sarà che il gusto mo Sonny, please e che compaiono
per lungo tempo negli studi della Radio e cam- di sei-sette elementi e da una notevole attività per il calypso gliel’avevano trasmesso i anche nel recentissimo Road Show,
biare spesso partner, anche se per lui era diffici- concertistica. Il secondo periodo, 1958-1975, genitori delle Isole Vergini, sarà che il Vol. 1 che dovrebbe iniziare a racco-
le trovare musicisti alla sua altezza. segna invece gli anni più intensi del lavoro blues l’ascoltava da ragazzino per stra- gliere le migliori session effettuate
Il suo debutto discografico avvenne il 9 negli studi radio con complessi di quattro-cin- da, ma Sonny si ritrovò a 16 anni a per il mondo, molte delle quali
marzo 1950. Quella prima seduta ebbe grande que musicisti. padroneggiare ogni più sottile sfumatu- appartenenti a registrazioni private
significato per il jazz italiano: un giro di boa di Della sua lunga attività sono attualmente ra della musica di Harlem e a buttarsi del Colosso del Sassofono. Mi cor-
notevole importanza. Dei tre brani incisi il reperibili solo quattro cd. Il primo è la riedizio- in uno studio disperato, che - a sentir le reggo, lasciamo a Roma il suo, di
primo è il bel tema di Piero Piccioni Boppin’ for ne del long playing Rca Romano Mussolini con interviste, cui mite e umile si sottomet- Colosseo, e apriamo il cuore e le
Bop, in cui Rotondo si limita a suonare sedici Nunzio Rotondo e Lilian Terry, con una splen- te da altrettanti 65 anni - continua come orecchie all’ultimo dei grandi gladia-
battute, incastonate fra uno splendido Marcello dida copertina in cui i tre protagonisti sono se fosse il primo giorno di alfabetizza- tori del bop.
Boschi e un modesto Bruno Campilli, pianista fotografati, in una bella giornata di sole roma- zione musicale.
che scomparve dal mondo del jazz così come no, sulla terrazza del Pincio che si affaccia su Se il nostro Alessandro Manzoni, Post Scriptum. La recensione è fini-
era apparso. Dove invece Rotondo è realmente piazza del Popolo. Il secondo una riedizione tormentato dai dubbi di lingua e di ta. Per i più pazienti, spiego la prima
superbo è in The Man I Love. Un Rotondo davi- delle sue prime incisioni, con The Man I Love, stile, esponeva le bozze dei suoi sposi riga. Qualche anno fa, al Saint Louis
siano non per scelta estetica ma per urgenza in un cd della Riviera Jazz Record. promessi in una casa aperta al pubbli- College of Music di Roma, il giova-
interiore - lo sarebbe stato anche senza Miles La cospicua produzione realizzata per la co perché le potesse liberamente cor- ne e bravo chitarrista Antonio Nasone
Davis - e il modello sono le ballad incise dal radio e la tv giace ancora negli archivi del reggere, il buon Sonny - troppo presto mi diede da ascoltare il Solo Album di
quintetto di Charlie Parker, come ricorda anche nostro servizio pubblico. Solo di recente la gio- assediato da un travolgente successo - Sonny Rollins: 50 e passa minuti di
Marcello Piras. vane etichetta Via Asiago Dieci, che si prefigge decise di darsi uno stop, basta serate e improvvisazione completamente da
Ma a parte che qui i ruoli sono invertiti-pre- di rendere pubblico l’archivio radiofonico, ha basta registrazioni: di giorno studio solo. Un torrente in piena di idee.
dominante la tromba, secondario il sax alto-, diffuso due cd con ventinove brani del periodo del rapporto tra improvvisazione e Sconvolgente. Non una frase uguale
Rotondo ha personalità tanto forte da ripensare 1964-1980. struttura armonica, di sera via a speri- all’altra, ma un perfetto marchinge-
mentarlo per strada, sul Williamsburg gno di struttura e melodia. E là, in
ADRIANO MAZZOLETTI, «IL JAZZ IN ITALIA DALL’ERA DELLO SWING AGLI ANNI 70» Bridge, nell’East Side di NYC, per quelle circostanze, presi definitiva-
ANTEPRIMA DAL VOLUME DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE EDITO DA EDT capire la reazione della gente, perché mente atto del canyon che separa un
la musica jazz è della gente. musicista, pur talentuoso, da un genio.
CLASSICA
MENTE
Music In ! Novembre-Dicembre 2009

MARIO BRUNELLO Shuffle Bach Perché nel ‘capannon’, luogo che useremo per dar vita ai pen- PLACIDO DOMINGO
a cura di FLAVIO FABBRI
sieri e alle idee, una volta si lavorava il ferro. Lavoro duro, materia di fuoco e terra, che la tenacia, la Eccellenza spagnola a ser-
passione, l’intelligenza arriva a piegare e dar forma. Non lasciamo la nostra mente alla ruggine vizio di sua Maestà svedese

di Flavio Fabbri

Viene da pensare che la metafisica è anche ritmica, che le suggestioni sonore e magiche di atmosfere eteree hanno molto
in comune con la modernità aggressiva del Barocco. Si sperimenta - con uno sperimentatore dall’intelligenza vorace,
Mario Brunello - come l’ibridazione, nella sua semplicità naturale, venga crescendo e mutando nell’esecuzione, fino
a lacerare la «pupa» culturale degli ambienti più conservatori, in una prova di volo libero e contaminazione artistica

Il
g enio è sempre moderno. Bach in quattro serate, ma non Giulini, Eliahu Inbal, Marek Janowski, Riccardo Muti, Zubin
solo. L’opera d’arte musicale che Mario Brunello ha fatto Mehta e Seiji Ozawa. Molto attivo in formazioni cameristiche, ha
risuonare nel Teatro Palladium della Garbatella romana, è collaborato con diversi solisti di fama, come il pianista Andrea
un fulgido esempio di forza creativa, ibridazioni e rovesciamenti Lucchesini e i violinisti Gidon Kremer, Salvatore Accardo e Frank
sonori, con un’idea forte di fondo: raccontare la tradizione classi- Peter Zimmermann, a cui si aggiungono il progetto tutt’ora in
ca attraverso la musica contemporanea, quella che nasce a cavallo corso con Vinicio Capossela, Uri Caine e Gian Maria Testa e gli
tra Ottocento e Novecento, fino ai giorni nostri. spettacoli teatrali con Maddalena Crippa e Marco Paolini.
Si chiama Shuffle Bach il suo nuovo lavoro, presentato al Shuffle Bach, in anteprima assoluta per l’Italia, è il tentativo
Romaeuropa Festival 2009 e dedicato al Concerto Brandeburghese coraggioso e difficile di far dialogare e interagire secoli diversi,
di Johann Sebastian Bach. Un singolare quanto originalissimo tito- culture lontane, intelligenze e sensibilità poco affini, che solo la
lo tecnico, in cui il genio di Eisenach viene fuso, come in un’alche- passione e l’amore per la musica possono vantare in comune.
mica pozione di metalli, con un secolo barocco e denso di ritmi per Un’opera, ma soprattutto una performance, in cui Brunello fa gira-
la musica di Charles Ives e Philip Glass, Alfred Schnittke e Giya re la testa al pubblico del Palladium, mischiando i secoli, riempien-
Kancheli, George Crumb e Giovanni Sollima. do gli spazi vuoti dell’arte e invitando il pubblico a giocare con la
Brunello si è presentato al pubblico nelle vesti di violoncellista storia. Ascoltando Unanswered Question di Ives del 1906, o
e di direttore, accompagnato dall’Orchestra dell’Accademia di Violoncelles vibrez! di Sollima del 1993, ma anche Concerto gros-
Santa Cecilia. Allo spettatore è toccato il compito di stabilire quali, so di Al Fred Garryevi Schnittke o i Morning Prayers di Giya
tra i brani eseguiti nelle prime tre serate, siano stati i più belli ed Kanchel, viene da pensare che la metafisica è anche ritmica, che le
esaltanti e i componimenti più votati hanno dato vita alla serata suggestioni sonore e magiche di atmosfere eteree hanno molto in
finale, entrando di fatto nella ‘top chart’ di Shuffle Bach. È come comune con la modernità aggressiva del Barocco.
immaginare il pubblico e gli esecutori all’interno di in un gigante- Si è così sperimentato come l’ibridazione, nella sua semplicità
sco iPod che interagiscono con la struttura e i file virtualizzati dalle naturale, venga crescendo e mutando nell’esecuzione, fino a lace-
onde sonore, per un risultato assolutamente divertente e unico nel rare la «pupa» culturale degli ambienti più conservatori in una
suo genere: «Prove dove si concerta-scrive Brunello nel suo blog- prova di volo libero e contaminazione artistica. «Perché nel
concerti dove... si riprova». Anche l’aspetto tecnologico e comuni- ‘capannon’, luogo che useremo per dar vita ai pensieri e alle idee,
cativo, quindi, come in molti altri artisti sensibili al tempo che una volta si lavorava il ferro. Lavoro duro, materia di fuoco e
vivono, ha avuto il suo peso in questo nuovo progetto. terra, che la tenacia, la passione, l’intelligenza arriva a piegare e
Mario Brunello prima ancora di essere un artista di fama mon- dar forma. Non lasciamo la nostra mente alla ruggine».
diale è uno sperimentatore dall’intelligenza vorace, in cerca di Musica come antiruggine, insomma, un lubrificante per l’intelli-
soluzioni sempre nuove in grado di soddisfare le proprie curiosità genza, la creatività, la sensibilità, che il maestro di Castelfranco
culturali e artistiche. Fondatore e direttore dell’Orchestra d’archi Veneto diluisce per bene, passa con cura, accertandosi che nessun
italiana, nel 1986 ha vinto il primo premio al Concorso meccanismo culturale e sociale sia tralasciato. Solo in questo
Internazionale Ciajkovskij di Mosca, nella categoria dedicata al modo la musica creativa, le opere d’arte, i linguaggi del futuro
violoncello, esibendosi poi nelle maggiori sale da concerto di tutto avranno vita assicurata anche in tempi di omologazione e irrigidi-
il mondo, diretto da nomi di grande prestigio quali Claudio menti ideologici.
Abbado, Myung-Whun Chung, Valery Gergiev, Carlo Maria Bach sarà sempre moderno, incredibilmente più di un iPod.

È la storia di un’amicizia, quella tra il tenore Placido


Domingo e la soprano Birgit Nilsson, e di un premio
da un milione di dollari consegnatogli dal Re di Svezia

PLACIDA MENTE Center Honors» del governo statunitense, la Legione d’Onore


francese, il titolo di Cavaliere Onorario dell’Impero Britannico,
la Laurea ad honorem dell’Università di Oxford e il Premio
Mikhail Gorbachov per le cause umanitarie.
È stata la stessa Nilsson, prima di morire, a decidere che il
primo vincitore del premio a lei intitolato fosse il celebre tenore,
amico e direttore d’orchestra spagnolo Placido Domingo.
«Desiderava onorare uno dei più grandi cantanti lirici di tutti i
tempi; un artista che ha saputo offrire un contributo senza egua-
li alla musica operistica e concertistica», ha spiegato Rutbert

IL 13 ottobre 2009 il Maestro Placido Domingo ha ricevu-


to, dalle mani di Re Gustavo di Svezia, il premio di un
milione di dollari assegnato ogni due o tre anni dalla
bizioni nei ruoli di Isotta e di Brunilde nelle produzioni di
Wieland Wagner a Bayreuth, sono considerate pietre miliari della
sua carriera e della storia della lirica. Lasciò le scene nel 1982.
Reisch, presidente della Birgit Nilsson Foundation. «Attraverso
la scelta del primo vincitore, Birgit Nilsson ha voluto sottolinea-
re come lo scopo del premio da lei istituito sia il riconoscimento
Fondazione Birgit Nilsson, un premio tra i più alti mai conferiti Di leggenda si può già parlare in vita anche per Placido dell’eccellenza nell’arte dell’esecuzione musicale».
nella storia della musica classica, quasi un Nobel, attribuito pro- Domingo, uomo cordiale, estroverso, sorridente, amabile con Un premio immaginato dalla mirabile soprano svedese quale
babilmente a uno dei maggiori tenori della storia contempora- tutti ma duro e rigoroso con se stesso, considerato a ragione dai riconoscimento formale e materiale dedicato a tutti quegli artisti
nea. A render solenne l’evento c’erano, oltre alla Regina Silvia critici e dalla stampa un tenore inarrivabile, per potenza ed ele- che si sono distinti come cantanti nel campo dell’opera, del con-
con la famiglia reale al completo, numerose personalità del ganza. Una carriera stupenda, ma non senza problemi e momen- certo e dell’oratorio; come direttori d’orchestra nel campo del-
mondo musicale ‘colto’, operistico e lirico, tutti a corte del gran- ti drammatici, soprattutto negli anni delle difficoltà economiche, l’opera e del concerto; o come produzione specifica di una com-
de Domingo. con una moglie (la soprana Marta Ornelas) anche lei impegnata pagnia operistica, a condizione che questa produzione sia realiz-
Tra discorsi ufficiali, brani di opera eseguiti dalla soprano nel ‘Bel canto’ e un figlio da crescere. zata e diretta in modo magistrale e, soprattutto, che venga rappre-
Nina Stemme con l’orchestra reale svedese e filmati tratti «Studiavamo ore ed ore, ogni giorno. Dovevamo fermarci a sentata nello spirito del compositore.
dall’Otello e la Turandot, la cerimonia ha dato anche occasione Tel Aviv sei mesi e ci restammo quasi tre anni. La nostra vita era Una serata di metà ottobre indimenticabile, quella alla Royal
al tenore di ricordare la Nilsson: «Provo tanta emozione, ma miserrima, 330 dollari al mese in due. I soldi ci bastavano appe- Opera House di Stoccolma, in cui un commosso e solare Placido
anche tristezza e rimpianto per una grande artista, una donna na per sfamarci. Non potemmo mai permetterci uno svago, un Domingo ha ricevuto uno dei premi più ‘consistenti’ della storia
che ha certamente influenzato la mia carriera». capriccio», ha raccontato Domingo in un’intervista al giornalista della musica classica, ma anche un abbraccio caloroso da parte
Placido Domingo ha attraversato tutta la storia della concerti- Renzo Allegri. Tanto studio, assoluto impegno, fede e rinuncia, di un’amica dalla voce indimenticabile. Investirà la vincita in
stica, fin da quel febbraio del 1969 quando al Metropolitan di fino all’agognato e meritato successo planetario. 130 i ruoli ope- giovani artisti, consolidando il concorso per voci nuove
New York si trovò a duettare proprio con il soprano Birgit ristici sostenuti, più di qualsiasi altro artista. Nel 2009 sono esat- «Operalia» da lui fondato anni fa. A chi gli ha chiesto quali fos-
Nilsson: due voci dalle straordinarie qualità artistiche, unite dal tamente 40 gli anni che separano Domingo dalla sua prima esibi- sero le registrazioni discografiche che preferiva dell’amica
lavoro e dall’amicizia. Per questo un cenno deve andare, qui, a zione al Metropolitan, dove ha poi inaugurato la stagione per ben Nilsson, il tenore ha risposto: “Una delle mie preferite di tutti i
lei (1918-2005), che esordì all’Opera di Stoccolma nel 1946. La 21 volte. tempi è ‘In questa reggia’, ma il disco non regge assolutamente
sua carriera internazionale ebbe inizio nei primi anni Cinquanta Eccellenza artistica e professionale, testimoniata non solo il confronto con il suono che ho sentito cantando insieme a lei».
con i debutti a Glyndebourne, Bayreuth, Vienna e Monaco di dalla straordinarietà del suo repertorio e della sua carriera operi- Una storia d’amicizia che sfida il tempo e la sorte, dunque,
Baviera, a cui ne seguirono altri, pochi anni dopo, in America del stica, ma anche dai risultati ottenuti come direttore d’orchestra, incompiuta teoria di voci svolta ‘in un tempo di favole’ dove
Nord e in America Latina. La sua apertura della stagione 1958 amministratore, responsabile di iniziative umanitarie e ideatore sempre cantando, come recita la Turandot di Giacomo Puccini:
alla Scala di Milano nei panni di Turandot, il suo debutto come di concorsi e programmi per giovani artisti, vanta innumerevoli «... In gioia pura, sfidasti inflessibile e sicura l’aspro dominio e
Isotta presso il Metropolitan di New York nel 1959 e le sue esi- onorificenze, tra cui la «Medal of Freedom» e il «Kennedy oggi rivivi in me!». (Flavio Fabbri)
Music In ! Novembre-Dicembre 2009 CLASSICA
MENTE
ORCHESTRA J FUTURA Opere per robots Una macchina GARR Oggi Lola non è solo un/a amante dei Kinks ma un
non è una macchina, un robot non è un robot, un uomo non è sistema audio visuale di LOw LAtency che consente a più
uomo. Ma tutti suonano, e sognano di diventare musicisti musicisti di suonare insieme essendo fisicamente lontani

! CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA

IL ROBOT ESSERE di FLAVIO FABBRI

CHE
VOLEVA
SUONARE
UBIQUI
Robot che suonano e un’opera pensata per automobile e orchestra: ma riusciremo a convivere davvero con
il rumore tecnologico, le spigolosità, le superfici metalliche, le densità gassose di scarto della nostra band?

(...) A Kourliandski
ncora oggi, grazie ad artisti come Dmitri gramma di Ansgar Beste, Edgar Varése e Georges Antheil,
e Suguru Goto, è possibile se non il rombo universale di una Porsche accompagnato
immergersi in ambienti negativi e rabbiosi. da clacson, frecce, tergicristalli e luci? Nessun’altra, è Il Conservatorio di Musica Giuseppe Tartini di Trieste
La Biennale di Venezia 2009 ce ne ha dato la possibilità ovvio, perché si parla qui di lavori leggendari, come il e la New World Symphony di Miami, collegatisi
quest’anno, ospitando alcune delle più rare performances Ballet mècanique del 1924, pensato per 16 tastiere mec- in streaming con le istituzioni musicali del Texas, di Seattle,
musicali di questi tempi, al limite tra sperimentazione e caniche sincronizzate, 2 pianoforti con pianisti dal vivo, di Yale e di Barcellona, hanno dimostrato l’efficacia
provocazione, tra avanguardia e creatività: «Il Corpo del percussioni (3 xilofoni, 4 grancasse, 1 gong, incudini), 3
suono», un’arca musicale su cui sono saliti 73 compositori eliche d’aeroplano di dimensione e materiali diversi, 7 dei nuovi sistemi EchoDamp e Lola sulla trasmissione sonora
da tutto il mondo - Stati Uniti, Giappone, Germania, campane elettriche e, incredibile per il tempo, il clacson.
Svezia, Russia, Norvegia, Grecia, Belgio, Svizzera, Serbia, Ma c’è anche Hyperprism del 1923, composizione basa- di Flavio Fabbri
Cile, Francia, Spagna, Italia - per 87 esecuzioni, con 26 ta sull’idea di scomporre i suoni come il prisma con i colo-

U
novità di cui 16 assolute, distribuite nell’arco di 9 giorni. ri, isolandone i singoli componenti tra frequenza, durata e na grande opportunità per e complesse apparecchiature per
Nove puntate di un libro fantastico, fatto di installazioni, intensità. Qualcosa che non fu capita, perché nuova, trop- quanti sono coinvolti nella gestione audio di una sala concerto
incontri, laboratori e convegni, in cui si parla di corpo e di po presto svelata e che per questo ha dovuto pagare lo produzione di eventi arti- o di un intero teatro, in grado di eli-
sue estensioni, di ‘body and machine’, di tentativi di fon- scotto di un senso comune della melodia vecchio e in crisi: stici e musicali, una grande speran- minare echi ed effetti indesiderati
dere le due dimensioni plurime attraverso la comunicazio- «Non è troppo presto, ma forse troppo tardi», amava affer- za per i molti che stanno faticosa- che le lunghe distanze sulla rete
ne emotiva, quindi la musica principalmente. mare tristemente Varése. mente emergendo dall’anonimato e causano nella gestione dell’audio.
Niente di nuovo, in fin dei conti, se non un ritorno a Dimensioni estreme del pensiero e dell’esecuzione che vedono nel progresso tecnolo- Per meglio calarsi nella dimensio-
determinate sensibilità che hanno fatto la storia dell’arte e musicale, senza ritegno alcuno, dedicate a spostare in gico dei prossimi anni una reale ne digitale e multimediale del con-
dell’espressione artistica: futurismo o dadaismo, tanto per avanti le lancette del tempo, vecchie pratiche e tronfi orgo- chance professionale. Ad alimenta- vegno sono stati effettuati diversi
iniziare. Due volani culturali epocali che hanno trasporta- gli neoclassici, ma così intense che solo per un attimo re questo bagaglio di aspettative è collegamenti streaming con eleva-
to, con le macchine e con la fantasia, l’essere umano avan- hanno lasciato passare un po’ di luce dal piano orizzonta- stato il Garr, l’Associazione che tissima capacità di banda tra il
ti di 100 anni rispetto alla tabella di marcia degli ultimi mil- le del futuro. Sonorità ottenute da materiali eterodossi per gestisce la Rete Italiana Conservatorio di Musica G. Tartini
lenni. Dal momento che la tecnologia ha fatto ingresso il panorama classico, come pettini, vetri, polistirolo, cam- dell’Università e della Ricerca che, e gli Stati Uniti: due dimostrazioni
nella società degli uomini con essi s’innesca un rapporto panelli, sirene e motori d’aereo. Gli oggetti ritrovano uno in un incontro (il «Terena- con la New World Symphony
indissolubile, fatale, appassionante, moltiplicante potenzia- spazio fisico riempiendo uno straordinario teatro cinque- Internet2-Garr: Performing Arts (NWS) di Miami, una con la TCU
lità insite e ignote. Ma questa domanda non se la sono pro- centesco, da cui poi si elevano a musica con un arsenale di Production Workshop») tenuto School of Music del Texas e la
prio posta i primi pionieri inusitati e sorprendenti presso il Conservatorio di Musica Washington University di Seattle,
della musica-macchina, del effetti percettivi. Giuseppe Tartini di Trieste, ha pre- un’altra con la Yale School of
rumore come sinfonia del Qui, tra autentiche aurore sentato al pubblico due novità tec- Music e un’altra ancora con il
futuro, della musica con- boreali sonore, trova posto nologiche importanti - EchoDamp Grand Teatre del Liceu di
creta od elettronica. reale il gesto nuovo di e Lola (LOw LAtency audio visual Barcellona, durante le quali i parte-
Un primo esempio di Kourliandski, la sua «musi- streaming system) - che consento- cipanti hanno avuto l’occasione di
estemporaneità espressiva ca oggettiva» e il suo «cata- no la prima di controllare l’audio e ascoltare in altissima qualità brevi
e musicale è la Robot strofismo tecnologico». l’eco in modo integrato e digitaliz- performance eseguite da archi, pia-
Music di Suguru Goto, L’artista russo pensa i musi- zato; la seconda di ottenere flussi noforte e fagotto, oltre a qualche
eclettico artista giapponese cisti e i loro strumenti come streaming audiovisivi ad alta defi- minuto dell’opera La Cenerentola
affascinato dalla robotica, parti di un oggetto monoliti- nizione, con latenze infinitesimali di Gioachino Rossini.
dai new media, dalla possi- co, impegnati a suonare tali da garantire performance musi- Il Garr è stata la prima rete euro-
bilità di interagire con le ‘tutti’ dall’inizio alla fine, cali e artistiche di qualità mai rag- pea dell’Università e della Ricerca
macchine e dalla loro come un unico meccani- giunta prima. a collaborare in quest’ambito con
improbabile attitudine alla smo. Nella sua musica non Fino ad oggi per due musicisti Internet2, consorzio non-profit di
musica e alla lettura delle c’è maestro né esecutori, c’è che avessero voluto esibirsi da 207 tra università, imprese e fonda-
note. Tant’è che i suoi solo un bottone da premere ‘luoghi’ diversi, ma in una stessa zioni, che sviluppa tecnologie e
‘musicisti artificiali’ si per far partire una macchina esecuzione musicale, non c’era applicazioni avanzate per la rete e
sono cimentati con stru- in grado di suonare la com- altra via se non la tecnologia Dvts, per trasferimenti ad alta velocità
menti percussivi, sugge- plessità non robotica del- che permetteva interazioni multi- negli Usa. L’idea animatrice e la
rendo lampi di luce colora- l’anima. Concetti difficili e mediali e video a lunghe distanze, speranza latente di questa prima
ta e ritmi stravaganti. semplici allo stesso tempo. ma con latenze enormi dell’ordine edizione europea è stata quella di
Anche i Robot suonano, sentono o si emozionano? Anche Oggi viviamo l’era del digitale e della riproduzione infi- di 400 millisecondi. Oggi, con immaginare la nascita di una
loro sognano di diventare dei musicisti? Una cosa è certa nita di un brano, del premi e scrolla sul mouse, nelle molte- Lola, si può scendere a 30 millise- comunità più ampia di utenti e arti-
secondo Goto, già noto per l’invenzione della ‘body suite’ plici forme del remastering e del mixaggio, ma oltre condi, su distanze di centinaia di sti, che possa beneficiare dello
(tuta digitale per danzatori in grado di produrre musica a all’aspetto tecnico e tecnologico c’è assolutamente una chilometri. Praticamente suonare scambio di esperienze e costruire
partire dai movimenti): la musica delle macchine (fatta dimensione spirituale che subisce un’accelerazione eccezio- insieme essendo fisicamente lonta- nuove e più strette collaborazioni
dalle e con le macchine) è l’inizio di una nuova forma nale. Diceva Kourliandski: «Un oggetto trasferito dal ni, molto lontani. «Un sogno nato tra i protagonisti del settore musi-
espressiva del suono, per capacità esecutive infinitamente mondo materiale allo spazio artistico diventa un’immagine, nel 2005, assistendo alla prima cale e, più in generale, delle arti
più grandi delle nostre: «Un giorno presenterò un’intera da vedere o da ascoltare, esattamente come la pipa di MasterClass intercontinentale alla espressive in Europa. La tecnologia
orchestra di robot che non si stancherà mai di suonare». Magritte non è assolutamente una pipa». Una macchina Conferenza Garr e oggi finalmente viene qui a mostrarsi come possibi-
Oltre a due computer e un programma musicale che non è una macchina, quindi, un robot non è un robot, un realizzato qui dal nostro lità e opportunità di fare musica,
garantisce interazione continua con l’ambiente, è stato il uomo non è un uomo, ma tutti insieme sono dei suoni e suo- Conservatorio», ha dichiarato buona musica, senza limiti geogra-
pubblico a dare l’input finale con un ‘click’ del mouse. Un nano. Un punto di vista non significativamente definitivo, Massimo Parovel, direttore del fici e temporali, grazie a piattafor-
omaggio al genio musicale e all’ardore futurista di ma segnato dal senso transitorio di una dimensione musica- Conservatorio di Musica di Trieste. me digitali di alta qualità, diffuse,
Giovanni Russolo forse, ma che non ha convinto fino in le temporanea e caratterizzata dall’esigenza e dal caso, una L’utilizzo di EchoDamp, unita- orizzontali, culturalmente ‘open
fondo il pubblico del teatro. Certo è che presto dovremo ‘situazione’ tipica dell’Orchestra J Futura. mente alla piattaforma Lola, con- source’, effettivamente aperte a
abituarci al fatto che le macchine faranno parte integrante Un compito per molti sicuramente ingrato, ma per tanti sente un processo d’integrazione nuove soluzioni ed applicazioni, in
della nostra vita, assolutamente più di adesso e in modo altri davvero imperdibile, ricco di bizzarrie filosofiche, tec- delle funzioni di un singolo com- cui le prossime generazioni possa-
decisamente diverso; esse saranno più autonome, interatti- nologiche, poetiche, musicali e artistiche. Qui si è ritrovata puter, equivalente oggi alle costose no affacciarsi concretamente.
ve e vogliose di comunicare con noi, anche suonando. e ha incantato l’Orchestra J Futura, composta da giovani di
Riusciremo a convivere davvero con il loro ‘rumore’ tec- età compresa tra i 18 e i 30 anni. ‘J’ sta per Jeunesse, Junior,
nologico, con le loro spigolosità, le superfici metalliche, Juventud, ma anche Joy, Jump, Joke, Juego, e rappresenta
con le loro densità gassose di scarto? un modo per rapportarsi al mondo, agli altri e alla vita attra-
Chi ha avuto la fortuna di assistere all’altra grande per- verso un complesso di idee portatrici di grande versatilità
formance Emergency Survival Guide, di Dmitri stilistica ed esecutiva. Le stesse da cui discende la sensibi-
Kourliandski, eseguita in prima assoluta e commissionata lità artistica e la caparbietà imprenditoriale di Paola Stelzer,
proprio dalla Biennale, probabilmente potrebbe dire la sua fondatrice dell’Orchestra, accompagnata in quest’avventura
anche su queste tematiche complesse. Un’opera pensata e dal direttore artistico e co-fondatore Maurizio Dini Ciacci.
realizzata per automobile e orchestra: una Porsche 2000 ‘Futura’, infine, sta proprio per tutto ciò che ancora avre-
del 1976 e la meravigliosa Orchestra J Futura. Quale mo modo di aspettarci dal mondo della musica ‘colta’ in
migliore cornice sonora poteva accogliere le opere in pro- trasformazione digitale ed espressiva irreversibile.
BEY&further
OND Music In ! Novembre-Dicembre 2009

GIANLUCA PELLERITO Ha 15 anni, NAKED MUSICIANS Sono folli CARMINE TORCHIA Piazze
a cura di ROMINA CIUFFA
una batteria, nell’iPod la scaletta del suo creatori rapiti dalla lucida forza d’Italia Il diario di una strampala-
prossimo concerto e un po’ di Frank Sinatra emotiva di un collettivo siciliano ta discesa nell’Ade della musica

! CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA a cura di NICOLA CIRILLO

LITTLE DRUMMER BOY


Pa rum pum pum pum.
Gianluca Pellerito è un piccolo tamburino,
a soli 15 anni si è già esibito a New York e,
per la ricreazione, ha amici davvero «grandi».
Quando «play» vuol dire davvero due cose

(...) G ianluca Pellerito si prepara a diventare la nuova stel-


la italiana del jazz. Un adolescente, con amici così,
a ricreazione pensa al futuro in modo diverso dai
suoi coetanei. Tra i prodigi, come lui, oggi c’è lo sbalorditivo e
negativo: temo commenti
non veritieri. Un po’ me la
prenderei. Penso di essere
umile: a scuola non si parla
Michael Rosen; Giuseppe Milici, grandissimo armoni-
cista; Michael Eknasten al pianoforte e Marco
Panacia al contrabbasso. So che dovrò tornare ma
ancora non so quando. C’è gente che pensa che quan-
altrettanto piccolo Igor Falecki, polacco di 6 anni, i cui video già da mai della mia attività musi- do vado via a suonare me ne frego della scuola. Invece
qualche anno popolano la rete; ieri c’era il pugliese Michelino Uli, cale, anche se tutti lo sanno no: quando torno devo studiare il doppio.
che a 4 anni debuttava in un live al Kandysky di Foggia con un e fanno il tifo per me. Qual è il tuo genere preferito?
grande solo di batteria. Ma ora, davanti a noi, c’è Pellerito. Cosa studi? Ascolto il mio gruppo preferito, gli Incognito, ma
Secondo anno di liceo anche il jazz puro, soprattutto i grandi padri come
Gianluca, la tua biografia ufficiale dice che suoni da quando classico. Ho bei voti e le Charlie Parker, Duke Ellinghton, Charles Mingus.
avevi 4 anni. Ci spieghi come è accaduto? mie materie preferite sono Cos’hai ora nel tuo Ipod?
È stata un’enorme fortuna. Mi sono ritrovato in casa la batteria di storia e italiano. La scaletta del mio prossimo concerto e un po’di Frank
mio padre, che suonava da autodidatta. È cominciata così. A 8 anni Come è il rapporto con i Sinatra. A differenza dei miei coetanei non lo ritengo
ho partecipato alla Berklee Summer School at Umbria Jazz Clinics tuoi compagni? un pezzo d’antiquariato. Lo swing è molto piacevole.
e sono entrato nel circuito del Berklee College of Music di Boston. Sono molto «amiciaro», Quali sono i tuoi modelli, chi ammiri?
Quando sono tornato a Palermo, a 10 anni, alla scuola di musica come si dice a Palermo. E Peter Erskine, uno dei miei batteristi preferiti; con lui
internazionale mi hanno accolto a braccia aperte. questa è una delle poche cose che so in siciliano, che non conosco. ho suonato il 31 luglio al Teatro di Verdura di Palermo nel «Three
I tuoi genitori sono musicisti? E come vive a Palermo un giovane musicista? Drums Show», accompagnati dall’Orchestra della Fondazione The
No, mio padre suonava la batteria solo da autodidatta. Mia madre Io ci vivo benissimo. Davvero, non ho nessun tipo di problema. Brass Group. Il terzo «drum» era Alex Acuna: di lui mi affascina la
ascolta tanta musica da sempre, e la mia sorellina più piccola balla Credo che Palermo sia una città bellissima, ma non soddisfa tutte capacità di poter suonare benissimo sia la batteria che le percus-
da quando aveva 5 anni. Ora ne ha 10. le mie aspirazioni. Vorrei diventare un batterista di livello interna- sioni. È una cosa che piacerebbe poter fare anche a me. Ci sono
Che genere si ascolta in casa? zionale e in questo la mia città non può aiutarmi per niente. Dopo altri due batteristi che adoro: Dave Weckl e Steve Gadd.
Funk, jazz e latin. Io preferisco la latin e la funk, ma da quando la maturità verrò a Roma, una città che mi piace moltissimo e che Se non avessi trovato una batteria in casa, cosa avresti suonato?
sono andato alla Berklee ho cominciato ad apprezzare il jazz, che mi dà la possibilità di crescere nella musica. Ci sono molti posti Per il momento penso solo alla batteria. Sicuramente non la tastie-
è la madre di tutti gli altri generi. Io non sono pop e non sono rock. dove poter studiare bene, poi andrò all’estero. ra, anche se la studio per una formazione a livello personale.
Il rock non lo apprezzo, il metal neanche: è pesante e non ho I tuoi «friends» sono tutti più grandi di te... L’unico strumento che mi potrebbe attirare adesso è il sassofono.
pazienza nell’ascoltarlo. Io non ho mai suonato con dei miei coetanei. Proprio mai. Cosa hai sacrificato per la musica?
La tua popolarità sta crescendo. Forse anche grazie alla tua Ti sei mosso spesso per suonare? Niente. Forse un po’ di gioco, ma la musica per me è anche gioco.
presenza nella trasmissione di Fiorello. Suono soprattutto a Palermo. Certo più grande divento, più le date A cosa pensi prima di salire sul palco?
È stata l’esperienza più bella della mia vita, grazie alla quale ho crescono e più mi dovrò muovere. La cosa che faccio sempre è il segno della croce. Può sembrare
conosciuto Michael Rosen, una persona fantastica, un grande Lo scorso 8 luglio, a New York con il tuo Quartet, sei stato ospi- strano ma è vero. Sono cattolico e credente e prego sempre che il
musicista e un amico. Ed ora anche il mio direttore artistico. te dell’ Istituto Nazionale di Cultura: il più giovane musicista Signore mi accompagni. È una cosa che faccio da sempre.
Chi sono i tuoi fan e cosa ti chiedono? italiano a suonare a Park Avenue. Vero?
Molti coetanei. Un commento che mi ha colpito, pubblicato di Un grande sogno che si è avverato, perché desideravo vedere la Proprio come nel popolare canto natalizio, quando il little drum-
recente su un social network, diceva: «Non smettere mai di suona- città. Anche se ho fatto un solo concerto mi sono trattenuto una set- mer boy, povero e senza doni, decide di regalare al suo piccolo Dio
re». Non me lo aveva mai detto nessuno. Per ora nessun feedback timana e mezzo. L’ho presa come una vacanza. Lì ho suonato con un concerto. E quegli gli sorride: a lui e al tamburino.

NAKED
IMPR CARMINE TORCHIA
OVVI
di Luca Bussoletti

BARBONE
SARE Quella che sembra la degenerazione
di un artista in barbonaggio

MUSICIANS di Flavio Fabbri


è in realtà il ritorno fulgido
all’essenza reale di questo mestiere
di una jeep ma con i treni, non tra i bao-
bab del Kenya ma nelle piazze nostra-
Naked perché sono corpi, poliformi, aperti, porosi, bianchi, neri, rossi e gialli. ne. Apre la custodia della chitarra e
Tutta carne da macello e del perché è impossibile che l’uomo sia atterrato sulla Luna canta. La gente si ferma e si stupisce. E
gli compra i dischi. Con la cacciagione
della giornata ci si paga un albergo e da

C i sono tanti modi di dare nome a un buon


disco, ma ‘Carne da cavallo’ è più una defi-
nizione che un semplice titolo. I Naked
Musicians, d’altronde, non sono un gruppo
carne di cavallo, da macello anche, esposta al
pubblico, che si narra, si fa notizia, luce,
immagine, urgenza comunicativa.
Un lavoro che segue i precedenti A sicilian
S e non v’interessa morire di televoto
e pochi mesi dopo morire artistica-
mente, vuol dire che forse ancora
credete nel peso delle canzoni originali.
mangiare e via verso una nuova città.
È una scelta atavica, quasi nostalgica,
ma allo stesso tempo moderna e corag-
giosa. Carmine Torchia tiene un diario
musicale tradizionale, o per meglio dire norma- way of cooking mind (2004) e Antivatican Sicuramente crede nelle sue creazioni di questa strampalata discesa nell’Ade
le, visto che nel nome che hanno scelto si fon- Coalition against the Hippies Resistance Carmine Torchia, artista che dal della musica: Piazze d’Italia consente a
dono tradizioni lontane, metafore accattivanti e (2008), che vede ancora il poliedrico batteri- MySpace ha iniziato un lungo viaggio di tutti di scoprire che quella che a molti
sapori antichi della terra di Sicilia. Naked? sta-compositore-presidente-fondatore note che lo ha fatto passare dai click da sembra la degenerazione di un artista in
Perché sono corpi, poliformi, aperti, porosi, Francesco Cusa dirigere 24 musicisti senza social-network ai la maggiore dei concerti. barbonaggio è in realtà il ritorno fulgi-
bianchi, neri, rossi, gialli. Vivi come il sangue, partitura o note, in preda all’improvvisatore Il cantautore calabrese è d’animo nobile e do all’essenza reale di questo mestiere.
la luce, il sole, la terra e la carne degli emisferi esaltato, lanciati in un progetto originalissimo i suoi brani ne sono uno specchio pulito. In fondo scriviamo canzoni e le can-
meridionali del mondo. e avanguardista: una conduction: «Un sistema C’è gentilezza e ricercatezza. Non c’è tiamo in giro. Nulla di più. «Ho compre-
L’uscita del loro terzo lavoro, Emiliano non convenzionale di direzione semiotica in voglia di urlare né di apparire. È eviden- so che quando non si muovono le cose intor-
Culastrisce, ne è stata la dimostrazione antropo- cui si utilizzano dei simboli appositamente te da subito che il percorso promoziona- no a te, devi muoverle tu», commenta il
logica ed etnomusicale di come all’evoluzione creati», un piano espressivo dettato diretta- le per dare un senso alla sua carriera musico nel frontespizio del libro. Così il
delle idee segue necessariamente la trasforma- mente da uno sguardo destro derivato dalla debba essere altro da quello che predilige Maometto Carmine ha girato nelle sue
zione della musica e la trasposizione di un con- tradizione jazzistica e uno sinistro da quella la major. Spenta la tivù Carmine accende scarpe su e giù per la penisola (o mon-
cetto di arte, da verticale a orizzontale, da chiu- cameristica e colta. il computer. Fino a qui è storia di molti. tagna, se vogliamo rimanere nella meta-
so ad aperto, da selettivo a contaminato. Si dice «free jazz», ma è fatto anche con Il risvolto degno di nota, però, è che fora) e nel frattempo ha scritto, ha dise-
Il gruppo di artisti, prodotti dalla vivace eti- violoncello, clarinetto, pianoforte, tromba, poi anche il computer si spegne magica- gnato, ha studiato, ha vissuto.
chetta siciliana Improvvisatore Involontario contrabbasso, viola, chitarra e se non bastasse mente. Forte di un pubblico creato attra- Ora è tornato a casa e forse il compu-
che conta ormai oltre 30 membri tra Roma, ci sono anche gli electric live, i videosaxopho- verso la rete, il pescatore Torchia infila i ter lo riaccenderà, ma con la dimostra-
Bologna, Venezia, Udine, Parigi e New York, nics e i visuals. Ci sono Biagio Guerrera, piedi nell’acqua per toccare con mano i zione pratica - messa su carta stampata
ha scelto inequivocabilmente la strada del- Riccardo Pittau, Mauro Schiavone, Carlo pesci finiti nella sua tonnara dolce. Non - che il pubblico che si crea attraverso il
l’improvvisazione e della performance teatral- Natoli, Toni e Carlo Cattaneo, Maurizio c’è sangue però, ma l’amore della gente web, se coltivato con i concerti, è un
musicale certamente, ma nel delirio delle per- Morello e tanti altri artisti-musicisti, che non che esce di casa e si infila nei piccoli loca- pubblico reale. Più reale di chi preferi-
cezioni visive, uditive e cromatiche del corpo sono (solo) dei folli, ma creatori e innovatori li di tutta Italia per ascoltare dal vivo sce schierarsi con la squadra blu o con
improvvisatore che si agita tra scrittura, lettu- rapiti dalla lucida forza emotiva di un colletti- Trema la foglia e tu e L’astrologo. Ma non quella rossa pur di non uscire dalle
ra, musica, design, video e fotografia. vo siciliano entrato a far parte della grande basta. Il cacciatore imbraccia un fucile a 6 quattro mura della propria sicurissima
Un fronte ‘teatral-visual-performativo di famiglia dell’Improvvisatore Involontario, corde e si getta nella savana. Non a bordo prigione... scusate, volevo dire casa.
jazzisti rinomati e rocker rampanti, disturbato- uno degli attori più interessanti della scena
ri d’ogni sorta e voci angeliche’ (si definisco- delle etichette e dei collettivi indipendenti ita-
no), in cui la musica si assaggia come fosse liani. Giustappunto, nessuno di prevedibile.
Music In ! Novembre-Dicembre 2009

COORDINAMENTO NAZIONALE PER L’ALTA FORMAZIONE MUSICALE Sta per MICHEL AUDISSO Docet
TRAINING
nascere la TAV della didattica della musica jazz, una linea ad alta velocità con tappe: Civici Corsi Parigi, Verona, Roma, Brindisi, a cura di ROBERTA MASTRUZZI
di Jazz di Milano - Fondazione Siena Jazz - Saint Louis College of Music di Roma e Brindisi. a passo di danza e sax

LATAVDELJAZZ
DI PAOLO ROMANO
MICHELAUDISSO SECONDA PELLE
a cura di
Rossella Gaudenzi

il
privilegio di inaugurare la Stagione di li ricorrenti nell’opera, di vaga ispirazione
Balletto 2009-2010 della Fondazione all’Amélie di Yann Tiersen. I musicisti scelti
Arena di Verona spetta quest’anno a sono quelli degli Escaping Strings, il sound
Michel Audisso, autore delle musiche della degli archi è adatto al genere balletto. La confer-
nuova produzione Seconda Pelle del coreografo ma dell’Arena di Verona arriva in estate.
canadese di origine haitiana Hans Camille L’impronta al balletto viene data dalle musiche
Vancol, in scena il 7, 8, 13, 14 e 15 novembre al composte da Michel Audisso. Ha avuto quasi
Teatro Filarmonico. Polistrumentista e compo- carta bianca, poche linee guida: qualche indica-
sitore francese residente in Italia da quasi 30 zione sulla durata e sulla ritmica. Ma l’espe-
anni, vanta un’esperienza musicale diversificata: rienza del compositore legata alla danza ha
jazz, musica leggera, spettacoli teatrali e danza radici remote.
contemporanea. Fa da tempo parte del corpo «Lavoro a contatto con la danza dal 1978,
docente del Saint Louis di Roma come coordina- quando a Parigi muovevo i primi passi in duo
tore della sezione fiati, docente di sax e direttore con un amico ballerino -sax e danza-. Un paio
della promettente, neonata, Marching Band. di anni dopo ho collaborato con la bravissima
«Non conoscevo personalmente Hans Camille Karine Saporta, divenuta celebre nella danza
Vancol; mi ha contattato dopo aver apprezzato il contemporanea. L’arrivo in Italia è legato
disco del 2004 Petits Voyages del gruppo che soprattutto al jazz, ma al 1983 risale l’impor-
dirigo, Escaping Strings, in cui un quintetto jazz tante collaborazione con Virgilio Sieni. Nel
e un quintetto d’archi si affiancano in un connu- 1995 torno a far parte delle orchestre, per 10
bio di jazz, musica classica e sonorità elettroni- anni accanto alla compagnia di Aurelio Gatti
In Europa si sta definendo l’impianto didattico dell’Alta formazione musicale e, con esso, che. Nel dicembre 2008 mi ha proposto di com- (La Fabula di Orfeo, Tango Eros, L’Orfeo dei
porre le musiche per un balletto da rappresenta- Pazzi). Oggi compongo per l’Arena di Verona:
quello inerente il Jazz. Un sistema di curricula didattici leggibili e comparabili, processi di re nel giugno 2009. Baudelaire e Les Fleurs du una prova inattesa intensa e gratificante».
verifica e percorsi formativi trasparenti e svolti nella piena condivisione dei risultati di appren- Mal, erano l’idea originaria, ho inizialmente Seguirà a breve la produzione del disco delle
dimento attesi, tra l’altro, sono necessari per creare standard riconoscibili e misurabili. A ciò ricevuto delle poesie della raccolta; poi mi sono musiche del balletto Seconda Pelle, registrate
sono particolarmente attente tre istituzioni private: il Saint Louis College of Music di Roma, concentrato sulla suddivisione del balletto in tre presso il Saint Louis Recording Studio per l’eti-
i Civici Corsi di Jazz di Milano e la Fondazione Siena Jazz, che oggi creano il Coordinamento atti: mattino, pomeriggio e sera». chetta Saint Louis Collection. Un nuovo genere
nazionale delle Scuole dell’Alta formazione jazzistica. E chi c’è, c’è. A Faenza, Palazzo delle Michel inizia a lavorare; poi incontra a Verona per l’etichetta, quello della musica per balletto,
il coreografo per definire due temi fondamenta- che va ad ampliare un catalogo già in crescita.
Esposizioni, venerdì 27 novembre 2009, la Jazz Convention «L’Alta Formazione Jazzistica
nelle Istituzioni pubbliche e private in Italia: obiettivi comuni e collaborazioni».

A
lle 10.10 di una tiepida mattina romana d’ot-
tobre un’agenzia di stampa che recita nel
titolo «Il meeting degli indipendenti apre al
mento stesso e la creazione di uno schema for-
mativo utile ad individuare il riconoscimento di
titoli congiunti fra gli associati. JAZZ
CONTEST
Jazz» scuote il vostro annoiato redattore, che Detto fuor di tecnicismi, con poca diplomazia
ancora impigrito la legge, quella e le altre che di e un tocco di politica: si verrà a formare una
là a pochi minuti inizieranno a tamburellare sul importante lobby (uh, che scandalo, le lobbies
monitor. Niente male: la notizia, per una volta, che nel mondo anglosassone sono addirittura
c’è ed è di quelle di cui è bene parlare, di quel- agevolate e favorite dalla legge) che porrà le
le di cui c’è, in qualche misura, bisogno. fondamenta per un riconoscimento, anche nor-
Approfondisco un po’ ed eccoci a raccontarlo ai
nostri lettori. Di che si tratta?
mativo, degli istituti d’eccellenza nella forma-
zione musicale jazzistica. I TALENTI
VANNO PREMIATI
Sta per nascere, per così dire, la TAV della E il panorama che si va delineando, senza il
didattica della musica jazz, una linea ad alta bisogno di essere delle grandi «cassandre» di
velocità che parte dai Civici Corsi di Jazz di predittività, è quello di una progressiva erosio-
Milano, passa per la Fondazione Siena Jazz e ne dell’autorità formativa dei Conservatori che,
arriva a Roma al Saint Louis College of
Music. E mentre parte l’alta velocità di alcuni
dei più prestigiosi istituti di formazione jazzisti-
ca nazionale già dotatisi delle adeguate «infra-
a forza di non voler volgere lo sguardo alla real-
tà dei fatti, resteranno chiusi nella loro caverna
baronale, mentre opportunamente i risultati
conseguiti e tangibili delle istituzioni del
I talenti vanno premiati. E quale miglior rico-
noscimento può ricevere un musicista che
non sia quello di suonare su un palco?
Questa è la filosofia che fin dalla sua prima edi-
zione nel 2008 ha ispirato il Jazz Contest, con-
Biriaco e giornalisti specializzati, come la stori-
ca penna di Adriano Mazzoletti. Al concerto
finale che si svolge nell’ambito dell’Atina Jazz
Festival accede anche il gruppo più votato dalla
giuria popolare, ovvero il pubblico presente alle
strutture», i pachidermici benemeriti Coordinamento offriranno un solido percorso di
Conservatori (ingessati in una soffocante buro- avviamento professionale ai giovani e talentuo- corso per giovani jazzisti organizzato dal Saint varie serate nei locali. Il premio per il vincitore
crazia autoreferenziale e in programmi che per si musicisti (che si suderanno un diploma degno Louis College of Music. È per questo che i vin- consiste nella possibilità di pubblicare un cd per
vetustà annoierebbero Orlando di Lasso) conti- per davvero degli standard anglosassoni ed citori hanno avuto sempre più di un’occasione l’etichetta Saint Louis Jazz Collection e in un
nuano felici a viaggiare sullo scarto ridotto, internazionali). per farsi notare. La prossima? L’European Jazz contratto di management per un anno con l’op-
accumulando ritardi davvero imperdonabili e Ed ecco perché l’alta velocità è già partita e Expo di Cagliari, che quest’anno premia la car- portunità di partecipare ad alcune tra le più
chiusure a stento giustificabili. non nasce come un fenomeno «contro», ma nel riera di un ospite d’onore, Enrico Rava, e ascol- importanti manifestazioni jazzistiche.
Un po’ di storia: dieci anni fa a Bologna si segno opposto della progettualità. Effetto: chi ta esibirsi (il 22 novembre) Laura Lala e il suo Il Laura Lala Quartet è in studio per ultimare
incontrarono ben 29 ministri e dirigenti del- fino ad oggi il dialogo l’ha rifiutato rischia di quartetto, vincitrice del Jazz Contest 2008, e gli le registrazioni di Pure Songs, dodici composi-
l’istruzione da tutta Europa; definirono un per- trovarsi inesorabilmente al palo a stretto giro di Ipocontrio, freschi di «incoronazione» al zioni originali incise con la partecipazione stra-
corso attraverso il quale armonizzare i sistemi posta. Basta scorrere i princìpi costituenti del Festival estivo di Atina Jazz. ordinaria al piano di Salvatore Bonafede. Gli
di istruzione superiore, spesso disomogenei tra Coordinamento nazionale per accorgersi quanto Il meccanismo del concorso musicale è sem- Ipocontrio, trio salernitano formato da Bruno
loro, e arrivare alla creazione di uno standard il progetto sia strutturato: anche solo da un plice: l’iscrizione è gratuita e aperta a tutti quegli Salicone al piano, Franceseo Galatro al contrab-
qualitativamente misurabile attraverso il quale punto di vista logistico gli istituti che vorranno artisti portatori di un progetto musicale originale basso e Armando Luongo alla batteria, sarà
agevolare lo scambio culturale, la formazione e entrare a far parte di questo nuovo «sistema in stile jazzistico. Le selezioni avvengono duran- invece impegnato in una serie di concerti che
i percorsi di accesso alle professioni. La musi- didattico formativo» dovranno (oltre ad avere te serate nei locali romani - nell’ultima edizione culmineranno nella partecipazione al concerto
cale compresa. Provate a indovinare qual’era la tutte le certificazioni di agibilità lato sensu pre- sono stati ospitati dal Bebop Jazz Club di Roma, finale presso il Teatro comunale di Cassino nel-
nazione con il maggior deficit da recuperare per scritte dalla legge) impiegare un corpo docente ma per la prossima edizione si prevede una fase l’ambito dell’Atina Jazz Festival 2010.
varietà dell’offerta formativa, programmi e cicli qualificato, avere la disponibilità di strutture eliminatoria in quattro città (Roma, Milano, Il Jazz Contest non si ferma qui: per la prossi-
di studio in tutta Europa? No, non era la qualificate predisposte specificamente per la Siena, Brindisi), per dare più spazio ai gruppi ma edizione prevede di allargare letteralmente le
Grecia... poveri noi. musica jazz e fornire, di conseguenza, tutta la provenienti da tutta Italia - e arrivano alla fase sue frontiere, coinvolgendo nel concorso artisti e
Insomma, queste linee guide, filtrate poi nel strumentazione idonea per il corretto svolgi- finale i gruppi selezionati da una giuria tecnica festival europei, per dare alla competizione un
gergo comune come Dichiarazione di Bologna mento dei corsi jazz e soprattutto dovranno uni- formata da musicisti come Enzo Pietropaoli, respiro assolutamente internazionale, come si
e ancora parzialmente ignorate dai tanti gover- formarsi agli stardard qualitativi di verifica delle Maurizio Giammarco, Paolo Damiani, Bruno addice a chi è talentuoso. (Roberta Mastruzzi)
ni che si sono succeduti (è sempre bene non competenze e abilità d’ingresso e di uscita dei
investire denari pubblici per progetti solidi di propri allievi.
formazione superiore, o no?), hanno costituito Il Saint Louis College of Music, la Fondazione
il preambolo perché i tre suddetti istituti italia- Siena Jazz ed i Civici Corsi di Milano raccolgo-
ni promuovessero tra loro un «Coordinamento no una sfida importantissima, alla quale si sono
nazionale delle Scuole dell’Alta formazione andati preparando nel corso degli anni da un lato
jazzistica». maturando un’esperienza preziosa nel settore
Il Coordinamento ha individuato da subito della didattica jazz, dall’altro soffrendo tutti gli
dei princìpi e delle linee guida chiare ed inequi- effetti distorsivi legati alla difficoltà tutta italiana
voche per consentire, previa presentazione dei di fare impresa, vuoi per la nefasta congiuntura
requisiti richiesti, l’adesione di altri istituti economica di medio-lungo periodo vuoi per la
dello stesso genere. Come dire, un protocollo giungla normativa ed impositiva vigente.
ISO con obiettivo la realizzazione di program- La buona, edificante notizia, allora, è la
mi didattici condivisi e comparabili per conse- seguente: in questo Paese c’è ancora qualcuno
guire l’eccellenza degli studenti, l’interscambio che crede che investire nella formazione e
professionale dei giovani musicisti diplomati nella cultura può essere una gran buona idea.
presso le istituzioni facenti parte del coordina- E non lo dice solo, lo fa.
speciale
1968 MANGIAR LA FOGLIA In questo contesto nacque il movimento «hippy», parola JOHNNY È il Sessantotto, taciturno in
Music In ! Novembre-Dicembre 2009

gergale che stava a significare «uno che ha mangiato la foglia», in seguito ribattezzato un lucido silenzio riflessivo, perché cono-
a cura di ROMINA CIUFFA
«figlio dei fiori». Si distinse per costumi liberali e ampio uso di droghe, soprattutto LSD. sce il futuro e non glielo fanno dire

! CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA di ADRIANO MAZZOLETTI di ATTILIO FONTANA e ROMINA CIUFFA

HAMANGIATO68FOGLIE
Il «nostro ‘68» arriverà tardi. Solo negli anni Settanta quando, sotto la spinta politica dell’estrema sinistra, inizieranno le
contestazioni ai grandi del jazz classico. Count Basie, Duke Ellington, Stan Getz, furono accusati di «fascismo» e d’esser
«servi della Cia» da alcuni fra i più accaniti contestatori che frequentavano Umbria Jazz. La quale fu sospesa per tre anni.

JOHNNY
(...) D
iffusa in buona parte del mondo, dall’Occidente
all’Est comunista, la contestazione generale ebbe

SULLA LUNA
come nemico comune il principio dell’autorità.
Nelle scuole gli studenti contestavano i professo-
ri, la cultura ufficiale e il sistema scolastico clas-
sista. Nelle fabbriche gli operai rifiutavano l’organizzazione del lavo-
ro e i principi dello sviluppo, che mettevano in primo piano il profitto
a scapito dell’elemento umano. In famiglia veniva contestata l’autori- COS’È «’68 ITALIAN ROCK MUSICAL»?
tà dei genitori. Facevano esordio nuovi movimenti che mettevano in
discussione le discriminazioni di sesso e di razza. Gli obiettivi comuni Innanzitutto un’epoca. I Beatles, Bob
dei diversi movimenti erano il principio di uguaglianza, il rinnovamen- Dylan, Mina, Guccini ed altri poeti. Le nostre
to della politica in nome della partecipazione di tutti alle decisioni, madri e i padri fumatori, le zampe d’elefante
l’eliminazione di ogni forma di oppressione sociale e di discriminazio- e il rosso politica. Ma anche un musical per
ne e l’estirpazione della guerra. noi, nuovi pezzi, nuovi artisti, vecchie cose da
Negli Stati Uniti già negli anni 50 era venuto maturando un movi- gridare: vogliamo esser liberi, vogliamo lavo-
mento nero per l’eguaglianza, promosso dalle comunità di colore. rare, vogliamo contestare etc. Lo facciamo
Uno dei momenti più significativi fu il boicottaggio nel 1955 degli seguendo Johnny, che è il ‘68: un ragazzo al
autobus di Montgomery (Alabama) per protesta contro la segrega- confine della gravità, con sogni grandi in un
zione razziale. Anche gli studenti bianchi del Nord affiancarono le mondo stretto. Voler andare sulla luna prima
proprie proteste alla popolazione di colore. Le battaglie per il rico- ancora di cambiar le cose, far gridare la chitar-
noscimento dei diritti civili ai neri si dividevano in due filoni: il ra oltre il rumore assordante della vita terre-
primo, pacifista, auspicava la progressiva integrazione delle masse stre, dei quiz, della politica e della famiglia
di colore nella società bianca; era guidato da Martin Luther King, ossessiva, della borghesia e del proletariato, di
apostolo della «non violenza», che si era dedicato alla lotta contro la professori, dittatori, laureati e notai. Il sogno di
discriminazione razziale. Il suo celebre discorso, «I have a dream», cambiare bastando solo dita su fili di metallo e
in cui auspicava l’uguaglianza tra i popoli, scatenò un’ondata di pro- un alfabeto sonoro, quello di una musica
teste e di violenze, culminate nel suo assassinio nel 1968. nuova. A noi è piaciuto insegnarla, riscriverla,
Il secondo, più intransigente, fu quello delle Black Panther, che a noi piace cantarla e ballarla.
chiedevano la formazione di un potere contrapposto a quello dei bian- Così abbiamo preso Johnny e lo abbiamo
chi, libertà e occupazione, case e istruzione per tutti, la fine delle messo in mezzo a un palco, sempre in silenzio,
oppressioni verso le minoranze etniche. Il movimento era guidato da con una chitarra in mano e i dubbi affissi negli
Angela Davis, Elridge Cleaver e Malcolm X, che preferì cancellare il occhi. Un trascinatore silenzioso, attento alle
suo cognome americano «Little» sostituendolo con una «X». Era pro- masse ma anche disinteressato, un fatalista se
penso ad un’alleanza tra tutti i popoli neri e lottava per la superiorità vogliamo, che non reagisce ma che è causa di
razziale del proprio. Dopo un viaggio in Egitto ed Arabia Saudita rin- inesorabilmente sul testo. Ma la canzone di Migliacci fu ripresa da reazioni. Johnny non è solo il 1968, ma anche il
negò le sue teorie e disse che «esistevano dei bianchi sinceri» e che Joan Baez che ne fece un vero e proprio inno alla pace. Altre canzo- 2010, il significante di un contenitore che tra-
era «amico di buddisti, cristiani, indù, agnostici, atei, bianchi, neri, ni cosiddette «di protesta» vennero composte e cantate da Lucio sporta merce usata, il «visto uno visti tutti»
gialli, marroni, capitalisti, comunisti, socialisti, estremisti e modera- Battisti, Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini e i Nomadi. emblema del cambiamento necessario e di una
ti». Morì nel 1965 assassinato da tre membri della Nation of Islam. Contrariamente alla canzone, il jazz italiano negli anni precedenti al rivoluzione stridente che avviene senza corag-
Negli Stati Uniti le lotte si polarizzarono contro la guerra del ‘68 non aveva ancora assunto quelle caratteristiche, non solo musi- gio, in cuor proprio, nella rabbia e nello sdegno
Vietnam, assumendo la forma di un conflitto antimperialista. Essa, cali, che lo avrebbero contraddistinto in ambito europeo. presenti quando i tempi devono di nuovo cam-
iniziata nella prima parte degli anni 60, cambiò il modo di guardare Il boom economico, con la ritrovata tranquillità che toccò l’apice biare e non sono solo maturi, ma scaduti.
l’America. In questo contesto nacque il movimento «hippy», parola all’inizio degli anni Sessanta, coinvolse anche il mondo del jazz che Oggi che si rimasterizzano i Beatles, proposti
gergale che stava a significare «uno che ha mangiato la foglia», in ottenne vasta popolarità in quanto tale. Il rock’n’roll apparso in Italia come unica grande zattera della nostalgia sulla
seguito ribattezzato «figlio dei fiori». Si distinse per costumi liberali intorno al 1958, quando la RCA iniziò a pubblicare i primi dischi di quale salvarsi dal grande naufragio - mentre la
e ampio uso di droghe, soprattutto LSD, un allucinogeno di cui si Elvis Presley, non influì negativamente sui gusti del pubblico e non politica sbiadisce, la tv è lo zoo dei padroni, chi
teorizzavano le doti di espansione della mente. creò soverchi problemi di lavoro ai musicisti. Affondava le radici nel la guarda pecore impazzite e noi tifosi da
Gli elementi di novità erano molteplici. Innanzitutto era ritenuto rhythm’n’blues che molti musicisti italiani conoscevano per averlo acquario - un gruppo di autori, talent scouts,
importante il riferimento alle lotte dei popoli del terzo mondo e alla ascoltato e praticato già nel dopoguerra. Little Richard o Fats musicisti, allievi, insegnanti, ballerini, che si
rivoluzione cubana. Una situazione diversa si stava verificando, Domino, che si trovavano al centro del movimento, erano epigoni muovono all’interno del Saint Louis College of
invece, nei Paesi del Patto di Varsavia. Le manifestazioni chiedeva- diretti della tradizione del blues nero, dove non mancavano né swing Music, ha ripescato il 1968 facendolo specchia-
no maggiore libertà; la più alta fra di esse fu la rivolta studentesca in né improvvisazione. Musicisti jazz come i sax Gabriele Varano e re in una scatola a forma di tv, l’embrione di ciò
Cecoslovacchia, che condusse alla Primavera di Praga. La presenza Paolo Tomelleri, il pianista Nando De Luca non ebbero soverchie che siamo diventati: innocenti sognatori di
di giovani operai a fianco degli studenti fu la caratteristica del difficoltà ad inserirsi nei gruppi r’n’r di Peppino Di Capri e Adriano scene violente, con pretese semplici che le
Sessantotto italiano, il più ampio con quello francese tra tutti quelli Celentano. menti della comunicazione strumentalizzano e
dell’Europa occidentale. In Italia la contestazione era il risultato di Per contro, quei primi anni Sessanta furono per il jazz italiano un trasformano in irrinunciabili necessità. Uno
un malessere sociale, accumulato negli anni Sessanta e dovuto al momento di grande vivacità e affermazione. Tutti «si buttarono alla spaesato Johnny - in un lucido silenzio musica-
fatto che il boom economico non era stato accompagnato da un ade- scoperta del jazz». Il jazz passò dalle sale da ballo a quelle da con- le - fa da perno a un’umanità confusa mentre
guato aumento del livello sociale ed economico della classe operaia. certo ed anche nei night club i musicisti di jazz erano scritturati come l’atteso mondo «migliore» woodstockiano si
La contestazione negli anni Settanta degenerò in seguito negli «anni «attrazione». Quando però, verso il 1965, l’Italia fu invasa dalla riversa su un mero «bisogno di nostalgia» e sul
di piombo» che culminarono con il rapimento e l’assassinio di Aldo musica inglese, dove la tradizione nero-americana e l’improvvisazio- senso di frustrazione che aleggia, soprattutto
Moro da parte delle Brigate Rosse. ne erano assenti e lo strumentario era fatto in gran parte di chitarre e tra i giovani, sopra la consapevolezza che un
Il jazz in quanto tale inizialmente non venne influenzato da quel bassi elettrici, i musicisti jazz ebbero meno lavoro. Molti furono «meglio» c’è già stato e che non ci sia più spa-
movimento. La sua «rivoluzione» l’aveva già vissuta anni prima con costretti a riciclarsi. Altri si rifugiarono all’estero in attesa di tempi zio per l’arte e le forme innocenti di crescita.
Miles Davis e John Coltrane, Ornette Coleman e Don Cherry i cui migliori. Altri entrarono in complessi che accompagnavano cantanti È perché abbiamo ancora argomenti che
importanti lavori: Kind of Blue, Something Else e Tomorrow is a di gusto e stile più vicini alla loro sensibilità: Bruno Martino, Gino abbiamo fatto un musical «contromano».
Question furono pubblicati, suscitando perplessità, ma anche grande Paoli, Bruno Lauzi, Mina, Ornella Vanoni o Fred Bongusto. Alcuni Prodotto e creato da un team di professionisti
interesse, nel 1958 e ‘59. Negli Stati Uniti nel 1968 gli avvenimenti vennero assunti nelle tre orchestre di musica leggera della RAI. Altri dello spettacolo e da una coraggiosa produzio-
più significativi furono invece la creazione della World Greatest Jazz ancora, soprattutto a Roma, lavorarono negli studi per la sincronizza- ne, con un cast di 22 giovanissimi talenti «non»
Band, un’orchestra che annoverava al suo interno alcuni fra i miglio- zione delle colonne sonore cinematografiche. provenienti da talent show, Sessantotto vuole
ri esponenti del jazz classico di Chicago e New York, la nascita del I gusti del pubblico indirizzati verso la musica dei Beatles e dei divertire, innanzitutto, ma senza cancellare la
quartetto della tromba Chuck Mangione, l’unione fra Gerry Mulligan loro innumerevoli imitatori, la conseguente scomparsa dei night, facoltà di pensare, rivedere e rivivere un
e Dave Brubeck, la nuova Reunion Band di Dizzy Gillespie, ma sostituiti da discoteche con musica riprodotta, la massiccia program- momento delicato della storia dei nostri cro-
soprattutto la cosiddetta «svolta elettrica» di Miles Davis, mentre mazione di musica cosiddetta «beat» alla radio pubblica, causarono mosomi senza associarla a qualcosa di pesante
Don Cherry, abbandonato Ornette Coleman, iniziava a collaborare una lenta ma inarrestabile erosione del favore che il jazz aveva otte- o distante. Dopo il successo dell’anteprima,
con il pianista sud-africano Dollar Brand, che in seguito assumerà il nuto presso vasti strati di pubblico. Bisognerà attendere i secondi debutta ufficialmente a Roma, per poi toccare
nome musulmano di Abdullah Ibrahim. anni Settanta, con i grandi festival, per vedere nelle nuove generazio- Milano e partire in tour nazionale.
Se negli Stati Uniti il jazz alla fine degli anni Cinquanta sembrava ni un rinnovato interesse per il jazz. Il «nostro ‘68» arriverà tardi. Così noi siamo un po’ Malcolm X (siamo
non aver ancor assunto connotazioni politiche, alcuni musicisti ave- Solo negli anni Settanta quando, sotto la spinta politica dell’estrema ordigni non scoppiati) ma in un animo di arti-
vano però preso coscienza dell’annoso problema dei diritti civili e sinistra, inizieranno le contestazioni ai grandi del jazz classico. sti (non scoppiamo, cantiamo).
contribuirono alla lotta dei neri per la conquista della parità. I più Count Basie, Duke Ellington, Stan Getz, furono accusati di «fasci-
sensibili furono Max Roach, Sonny Rollins e Charles Mingus che smo» e d’essere «servi della Cia» da alcuni fra i più accaniti conte-
crearono composizioni dedicate al movimento. Fra le molte Original statori che frequentavano Umbria Jazz, che fu costretta a sospendere
Fables of Faubus che Mingus indirizzò al governatore razzista la manifestazione per tre anni. Ma questa è un’altra storia.
dell’Arkansas, oppure Freedom Suite incisa da Sonny Rollins nel C’è da registrare che nel 1968 alcuni musicisti romani iniziarono,
1958. Fu però il mondo della canzone a prendere posizione con i con un ritardo di almeno dieci anni, ad interessarsi al «free jazz».
maggiori interpreti del pacifismo e della solidarietà tra i popoli, Joan L’atteggiamento di forte reazione di questi musicisti causò inizial-
Baez e Bob Dylan. mente numerosi problemi alla diffusione del jazz presso molti strati
In Italia dal punto di vista musicale, le prime tracce della ribellio- del pubblico. Per quanto riguarda il jazz, il 1968 non fu certo un anno
ne appaiono nel 1966, quando Franco Migliacci e Mauro Lusini di grandi cambiamenti come lo furono il 1917, quando i dischi della
scrissero C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Original Dixieland Jazz Band invasero il mondo, il 1935 quando
Stones, cantata da Gianni Morandi, anche se per quanto riguarda il esplose «l’era dello swing», il 1945 quando si assistette alla nascita
cantante bolognese la sua avventura «politica» terminò presto perché del «bop» o quando nel 1958 e 1959 «il modale» e il «free jazz»
scoraggiata soprattutto dalla Rai, la cui censura finì con l’abbattersi modificarono il linguaggio del jazz.
speciale
Music In ! Novembre-Dicembre 2009

‘68 ITALIAN ROCK MUSICAL Torna al Teatro


Greco, dal 9 al 20 dicembre. Il servizio di MUSIC IN
FRATELLI FONTANA Labicarte è
una piazza monumentale, loro ne sono
‘68 Recensione Loro sono
stelle e questo cd un salame
1968
CAROSELLO Siamo tutti una
VIDEO su www.youtube.com/musicinchannel la fontana al centro che zampilla talenti Negroni: vuol dire qualità. lunga, spezzata Linea di Cavandoli.

IL MUSICAL di ROMINA CIUFFA


FONTANA
Se le fontane richiamano arte,
allora questa famiglia è come
un monumento, a Roma:
un fontanone che zampilla talenti

Videointervista
F ontana e arte, un
connubio reso
ra, alla ricerca di
talenti, all’accompa-
ufficiale dai fratelli gnamento artistico
Maria Grazia e Attilio dei grandi nomi
www.youtube.com/musicinchannel Fontana al punto da della musica italiana.
creare Labicarte, un Lui, il fratello mino-
luogo dove esercitare re, bravo paroliere

D
al 9 al 20 dicembre al Teatro Greco di libera creatività senza anche nel suo ultimo
Roma replica il 1968. Tornano gli hippies, l’ossessione di cerca- cd «A», era uno dei
l’hashish, i megafoni, la rabbia, il gioco re situazioni definitive. «Quant’abbondanza c’è». Ragazzi Italiani che nel 1997 cantavano a
della sedia, ma soprattutto una musica di qualità. Lei, pianista diplomata al Conservatorio di Santa Sanremo Vero amore; Lucio Dalla lo sceglie per
Il Saint Louis College of Music fa l’en plein di Cecilia, a soli 13 anni aveva già prestato la voce la sua Tosca ed Elisa per il musical Hair; scrive
talenti: Fabrizio Giorgi (Ernesto), Marco Meccoli per la colonna sonora di Profondo Rosso, capola- l’opera Actor Dei insieme alla sorella. Entrambi
(Johnny), Nicole Di Gioacchino (Lauretta), Elena voro horror di Dario Argento; una vita dedicata collaborano con il Saint Louis College of Music
Allegri (Patty), Francesco Mantuano (Silvio), all’insegnamento, alla tv, al musical, alla scrittu- e sono autori di ‘68 Italian Rock Musical. (RC)
Giovanbattista Mazza (armonica) e tutti gli artisti

E DOPO IL CAROSELLO
che hanno frequentato il corso Andiamo in Scena
di Maria Grazia e Attilio Fontana, Franco Ventura,
Michela Andreozzi, Orazio Caiti e Giulio Costa.
Allievi e autori hanno compiuto un miracolo:

TUTTI A NANNA
rappresentare l’unico musical italiano in cui
tutti sanno cantare, ballare, recitare, interpreta- Manca la strumentalizzazione: Sessantotto non
re. Ossia dare. Vivere un ‘68 nel 2009. Ricreare pretende di raccontare ciò che accadde allora per
il bianco e nero. Fare un twist. Mangiare una regalarlo alla politica, ma attraversa con obiettivi- di Romina Ciuffa
Dufour, la caramella che ci piace tanto. tà, in un flusso continuo e corale, tutti gli ambiti
Va detto, manca qualcosa rispetto agli altri che risentirono del cambiamento - famiglia, uni- Carosello sostituiva le benzodia- Guarda quant’è bello, guarda il Carosello
musical. Innanzitutto, la spocchia. Gli artisti di
Sessantotto sono ragazzi normali - non piacerà al
versità, boom economico, fabbrica, scontri con la
polizia, musica, minigonna e Rischiatutto - senza IL zepine, lo zapping furioso, il bran-
co, l’aperitivo alla milanese, i rea-
mentre tuo fratello muore in piazza!
Johnny perde sangue, il padre sta in
mercato nepotistico ed eccentrico delle grandi macchiarsi di significati da asservire ad altri lity, la politica. Il Carosello non
produzioni - e, ancor più grave, studiano. Canto, scopi. Manca la dipendenza, il fine di lucro. sostituiva il bacio della buona- mutande, il fratellino piscia al letto,
ballo, recitazione, storia del musical, regia, back- A questo musical, siamo sinceri, manca il notte, una cena in famiglia, la let- la mamma sta in cucina. Arriva l’arrotino,
side, coreografia, repertorio, vocal ensemble. Musical stesso. È la sua salvezza: in un parallelo tura di un libro, il cinematografo, il muretto Agostino è sul pulmino
Tale dettaglio li colloca totalmente controcorren- troverebbe perfetta collocazione nel circuito off- sotto casa. Per 20 anni fu trasmesso tutti i perché la Polizia se l’è portato via!
te ed è destinato a causar loro disagi nello scon- Broadway e consentirebbe all’industria italiana di giorni, dalle 20.50 alle 21, interrotto solo della
trarsi con la preparazione dei colleghi italiani. esser rivalutata per qualità e meriti dell’investi- morte del Papa e dei Kennedy, dalla strage di
Manca il diavolo: non piacerà all’industria mento privato. Per questi motivi Sessantotto ha, Piazza Fontana e dallo sbarco sulla Luna.
che gli stessi non s’interessino ai reality e non come il negativo di una foto d’epoca, tutti i requi- Più che pubblicità, un teatrino con palchetto
vendano l’anima alle majors per scrivere, pre- siti per entrare in una nuova storia, quella in cui i e sipario. Qualità in bianco e nero, un braccio
parare, ultimare, mandare in scena uno dei giovani riprendono, oggi come allora, possesso di di ferro tra il consumismo scalpitante e la
migliori spettacoli musicali degli ultimi anni. se stessi e delle proprie, frustrate ambizioni. povertà di una guerra da cui facevano capolino
i prodotti pubblicizzati da Carmencita e
Caballero (Carmencita, sei già mia, chiudi il gas
e vieni via), Calimero (Uh Ava, come lava!), la
Linea di Osvaldo Cavandoli. Carosello faceva
rima con manganello e si era tutti, come
Agostino Lagostina, una linea virtualmente infi-
nita di cui si formava parte integrante ma che,
perso il proprio disegnatore, si bloccava su se
stessa, proprio in pizzo.

ERBA DA MOTEL
POTAREWOODSTOCK
L’ altra faccia di Woodstock. Lo storico con-
certo che riunì sullo stesso palco il meglio
del rock - Jimi Hendrix, Janis Joplin, Who,
familiari, tra conformismo e voglia di libertà.
Motel Woodstock è la storia di Elliot, architet-
to trentenne che lascia New York per aiutare i
Jefferson Airplane, Grateful Dead e altri - «per 3 genitori a risollevare le sorti di un vecchio motel
giorni di pace e musica» visto da una prospettiva nella sconosciuta cittadina di Bethel sulle rive
insolita e finora inesplorata: quella di chi su quel del White Lake. Quando Elliot scopre che una
AA.VV. - ‘68 ITALIAN ROCK MUSICAL prato ci è nato e cresciuto e, fiutando l’affare, ha vicina località ha rifiutato di accogliere il festival
affittato i propri pascoli agli organizzatori del di Woodstock, contatta gli organizzatori offrendo
FEED
back
L’amore è libero e siamo liberissimi
di amare ‘68 Italian Rock Musical
lità e testi che si addicono ai grandi parolieri.
Un lavoro che si apprezza ancor di più dinanzi
mega-raduno. La musica non è solo lo slogan
hippy peace and love, ma è anche guerra di soldi.
loro ospitalità e la sua licenza per organizzare un
festival da camera nei suoi terreni.
come fosse Mamma mia!. Ci piace- a un dettaglio: quando nel 2008 iniziò il corso Il festival da camera si trasforma nel più gran-
rebbe esser giustificati a cantarne i motivi - «Andiamo in Scena» da cui il cd è tratto, per de concerto rock mai organizzato e la tranquilla
intonare Sfatti, Carosello, Se mi vuoi mi sposi, scelta non si conosceva il leitmotiv del vita di provincia viene invasa da migliaia di per-
Democrato praticità - come quando, dal nulla, Musical e lo si affidava alla personalità dell’in- sone: artisti, musicisti, attivisti pacifisti, giornali-
si sente fischiettare Take a chance on me degli tero corpo allievi che avrebbe superato le sti. L’invasione sarà compensata da un mucchio
Abba o si vive il «dramma-mia», quella reitera- audizioni e reso questo uno spettacolo cucito di dollari che, da sempre, fanno girare il mondo.
ta tentazione, durante una lunga giornata, di a pennello dal sarto: i fratelli Fontana. Ma sarà anche l’occasione per entrare in contat-
gracchiare «mamma mia» senza pudore. Per la nostra doccia il rock del titolo, corali- to con una cultura diversa che sognava di cam-
Simile sindrome colpirà chi darà fiducia a tà, blues e pop, un duo (Emanuela Monni alla biare il mondo e per tre giorni trasformò una col-
questo gioiellino di produzione indipendente batteria e Alessandro De Panfilis al basso) che lina nel centro dell’universo di allora.
(Saint Louis College of Music, D’AltroCanto suona dal vivo anche sulle scene, ampie citazio- In un film ambientato nel 1969 ti aspetti come
Produzioni). Se i nostri tic non ci bastano, ni tematiche e twist intorno alle sedie fino al minimo di ascoltare un riff distorto di Hendrix o
potremo affidarci ai loro. Che, direttamente Ritorno dalla luna di Johnny (Marco Meccoli), la voce roca di Janis Joplin, ma nel film di Ang
dal ‘68, ci consegnano - pronti da canticchia- unico momento in cui il ‘68 da lui rappresenta- Lee non ce n’è quasi traccia. Come Bob Dylan a
re nel secondo millennio - brani di elevata qua- to apre bocca (non sarà un caso che il Woodstock, la musica del festival è la grande
Carosello fu interrotto solo per assente. Il concerto sarà una eco lontana, che
trasmettere la missione lunare viene dalla stanza accanto, sogno che non si fa
dell’Apollo 14). Oltre alla luna prendere. Come dicono i saggi, il bello non è la
lavatrici, mariti, Beghelli, quiz Ce lo ricorda uno dei protagonisti di Motel destinazione ma il viaggio in sé. Nel suo tentati-
televisivi, sesso e bigotte. Woodstock, l’ultimo film di Ang Lee che si rive- vo di raggiungere il concerto, il protagonista spe-
Dalla luna anche le voci, che la un regista eclettico capace di passare da una rimenterà il gusto della ricerca e, inciampando in
son di stelle: limpide, preparate, sceneggiatura all’altra - da Banchetto di nozze a droghe, amore libero, omosessualità, nuove filo-
emotive. Talenti che sono come Tempesta di ghiaccio, da I segreti di Brokeback sofie di vita, cambierà percorso più volte per
il salame Negroni: le stelle sono Mountain a Lussuria - senza mai ripetersi, pur conquistare una nuova consapevolezza di sé.
tante, milioni di milioni, la stella mantenendo lo sguardo disincantato sul mondo Alla fine rimane il solito prato da ripulire per
di Negroni vuol dire qualità. E le che lo contraddistingue. In Motel Woodstock tornare alla normalità, per tornare ognuno al pro-
stelle di questo musical sem- svela anche un lato ironico, dando vita ad una prio business. Che sia il prossimo concerto da
brano uscir proprio da questo commedia che si regge in equilibrio tra cinismo organizzare o il prossimo affare da concludere
carosello. (Romina Ciuffa) e spensieratezza, tra momenti comici e drammi poco conta. (Roberta Mastruzzi)
ALTER
NATIVE
Music In ! Novembre-Dicembre 2009

C.O.S. La chitarra-stiletto la colleghiamo ad un pedale e poi al Marshall: que- BLACK HEART PROCESSION I BHP sono
a cura di VALENTINA GIOSA sto strumento è nato dalla mia frustrazione di non poter usare tacchi alti visto «un uomo ubriaco senza scarpe», disse una
che ho dei piedi enormi. Così ho riciclato un paio di scarpe economiche di Zara. volta Pall Jenkins. Tanto per capire il mood.

CHICKS ON SPEED
PATCHWORK DI ARTE POP
a cura di Valentina Giosa
& SCALZI
UBRIACHI
L’ A
electro pop fem-band più folle sin dal 1997 è tornata a stupire con ppuntamento all’Alpheus il 6
un nuovo album e nuovi progetti che, come sempre, riescono a dicembre con l’indie d’essai dei
racchiudere come solo pochi sanno fare musica, moda, sperimen- Black Heart Procession, tra i gruppi più
tazione. Un gruppo multidisciplinare d’arte o, che dir si voglia, un col- rappresentativi della scena a stelle e stri-
lettivo dove si fa tutto ciò che è artistico e che ammette in entrata e usci- sce, in tour per presentare il loro ultimo
ta personalità artistiche di vario tipo, mentre trova nell’australiana Alex album, Six (uscito in ottobre per la
Murray-Leslie e nell’americana Melissa Logan le due anime stabili. Sin Temporary Residence), già dal titolo
dalle serate nei bar di Monaco di Baviera guidate da un’etica di perfor- significativo ritorno alle «nude» origini
mances fatte di arte, grafica e collages fatti in casa, queste chicks fan da di 2, del 1999, vero e proprio album-
sé i costumi di scena al più basso costo e con materiale riciclato, senza testamento che segnò la loro ascesa nel
escludere sacchetti di plastica e nastro gaffer. firmamento post-rock accanto agli allora
Con la tedesca Kiki Moorse avevano cantato I don’t play guitar e ave- emergenti Sigur Ros, Elbow e Low. Nati
vano fatto il botto, un botto fai-da-te. Ma poi videoinstallazioni e proget-
ti fuori norma son ciò che le distingue: le «pollastre veloci», tra l’altro,
hanno disegnato un enorme seno all’esterno di un palazzo di Melbourne
e fatto un concerto in un parco per il principe di Norvegia. «Crediamo in
un nuovo tipo di femminismo: esci e realizza ciò che vuoi. Si tratta di
libertà, e dovrebbe essere possibile per tutti» dichiaravano. Oggi - inno-
vative e sempre al passo con i tempi - le Chicks on Speed raccontano a
Music In com’è nato il quinto lavoro registrato in ben 10 città diverse
tramite il media che ha ormai conquistato il mondo rendendo ogni
distanza un soffio, Skype.
Alex Murray-Leslie e Melissa Logan ci rivelano come nascono i loro
curiosi «oggetti-strumento», anticipandoci inoltre nuove collaborazioni
in vista fra cui quella con Yoko Ono e Brian Eno. a San Diego dalle ceneri dei Three Mile
Pilot, formati sulla dorsale della premiata
Il vostro quinto album, Cutting The Edge, prende il nome da uno dei coppia Pall Jenkins e Tobias Nathaniel, i
vostri «oggetti-strumento», le forbici elettroniche. Come è nato e BHP hanno dato vita a sei album (da 1,
cosa lo differenzia dagli altri vostri lavori? Come scegliete di solito gli artisti con cui lavorare? del 1997, per passare a 3, Amore del
AML Consideriamo questo album un disco «bubble gum pop intelligen- ML Scegliamo sempre di lavorare con amici-artisti che poi diventano Tropico e The Spell) in una dozzina d’an-
te», un mix di pop e arte, diciamo un «patchwork di arte pop». È la defi- collaboratori e parte della grande «famiglia Chicks» cosi come è stato ni, tracciando un percorso tortuoso fatto
nizione giusta per descrivere l’ispirazione che abbiamo preso dagli anni con Fred Schneider, che è forse una delle nostre più lunghe conoscenze. di illuminazioni e cadute. Un chiaroscuro
Sessanta tanto quanto dalle girls-band che abbiamo voluto «sporcare» La collaborazione più bizzarra? che ben si adatta alle loro atmosfere
un po’. Il bubble gum pop è la radice dell’ondata femminile, alla Kylie AML Mark Stewart. È arrivato, ha urlato nel microfono, lo ha rotto ed minimali e intimiste, giocate su ipnotiche
Minogue o alla Madonna, l’opposto delle ‘girl monsters’ (The Slits, The è andato via: eccezionale! linee di piano e tesi feedback di chitarra,
Raincoats) in cui invece ci riconosciamo molto. Quella che ancora non avete realizzato? violini e fisarmoniche di sapore zigano,
ML Direi che è un album frivolo ma nello stesso tempo con un contenu- AML Ci piacerebbe lavorare con Yoko Ono per una performance di accompagnati dallo straniato canto alla
to, un messaggio. Divertitevi sì, ma andate anche più a fondo se volete. arte e poi ci sarebbe il progetto con Brian Eno insieme alla nostra luna di Jenkins. I BHP sono «un uomo
Gonne-amplificatori, chitarre-stiletto, sassofoni-chitarra elettrica… Chitarra-stiletto Orchestra. Vorremmo includerlo in una performance ubriaco senza scarpe», disse una volta
Come nascono i vostri «oggetti-strumento»? di moda e arte. Jenkins, tanto per capire il mood. Con o
AML L’ idea è nata nel corso degli ultimi 5 anni. Abbiamo cominciato Cosa vi ispira da anni e vi fa essere sempre piene di brillanti idee? senza scarpe, con Six la processione dei
connettendo un microfono su scatole di sigari, pietre e forbici. Poi AML Prendiamo inputs da diverse cose, arte, musica, moda, new-medias cuori neri riprende a marciare, e anche
abbiamo iniziato a pensare di sviluppare questo discorso soprattutto o anche esperienze di vita quotidiana che contribuiscono in misura ugua- piuttosto spedita. Ascoltare ad esempio
dopo aver scoperto Hangar a Barcellona, un media-art space dedicato le alla nostra ispirazione. Per l’ultimo album sono stati fondamentali, per Witching Stone, pilotato sulla progressio-
solo a questo. È lo spazio più incredibile che abbia mai visto e al mondo esempio, Scott Walker, Yoko Ono, The Slits, il bubble gum pop degli anni ne batteria-basso-chitarra, e Drugs, per
ci sono pochi posti simili. Abbiamo così iniziato a collaborare con il Sessanta, il Jpop, Clara Rockmore, Eartha Kitt, Joni Mitchell e l’artista solo voce e piano, ballata magica e
direttore Pedro Soler, Alex Posada, Merche Blasco e il resto del team. La surrealista Helen Vanel. sospesa con relativo video da «Gabinetto
chitarra-stiletto è certamente uno degli strumenti che più usiamo dal La contaminazione di diverse forme d’espressione è molto evidente. Vi del Dr. Caligari» e un occhio verso
vivo. La colleghiamo ad un pedale e poi al Marshall. dividete con disinvoltura fra moda, musica e design dando vita ad un Mercury Rev e Dresden Dolls. Per resta-
Credo che questo strumento sia nato dalla mia frustrazione di non poter singolare crossover fra le arti. Come vi definireste esattamente? re nei dintorni di fine millennio.
usare tacchi alti visto che ho dei piedi enormi! Perciò è una sorta di AML Ci piace chiamare il nostro stile «Objektifications». Siamo molto
oggetto fetish del desiderio. Ho riciclato un paio di scarpe economiche ispirate da artisti come Elsa Schiaparelli, Meret Oppenheim, Salvador LORENZO BERTINI
di Zara. Fra i nostri progetti c’è anche quello di realizzare un’intera Dali, Oscar Schlemmer e anche da Bauhaus e Shiburi per esempio. Il

ORRORI
serie di chitarre-stiletto con Max Kibardin. Vorremmo creare la nostro designer preferito del momento è Pelican Avenue che ha ispirato il
«Chitarra-stiletto Orchestra» e fare un concerto per l’apertura della nostro ultimo video «Terrible Twins».
mostra «The Making of Art» alla Shirn Kunsthalle di Francoforte. A proposito di moda, avete disegnato collezioni per Crystal Ball e

MALEDETTI
Innovative e sempre al passo con i tempi, avete registrato l’album in Yoox, ed ora la collezione Insight on Chicks on Speed…
diverse locations tra cui treni, toilettes di gallerie d’arte e stanze ML Abbiamo creato trenta capi ispirati al surf; abbiamo anche fatto una
d’albergo utilizzando anche Skype. Com’è andata? canzone abbinata alla collezione che è poi diventata un video. L’idea è
AML Abbiamo letteralmente registrato in 10 Paesi diversi (Vienna, una nata quando ci siamo rese conto che non esisteva un abbigliamento idoneo
fattoria di Oxford, una camera di albergo di New York, un aereo verso per le surfiste, ma tutte dovevano rifarsi all’ immagine maschile stereotipa-
Riga, Lettonia) on line e off line. L’idea di creare uno studio «portatile» ta. Eppure ci sono figure femminili leggendarie che hanno rivoluzionato il
ha influenzato molto il taglio e lo stile dell’album. Nello studio degli mondo del surf, ad esempio Isabel Letham. Noi le celebriamo così.
Astrud a Barcellona abbiamo addirittura ballato nude sul tetto e girato Fra gli altri progetti c’è anche la pubblicazione del secondo libro…
un video mentre registravamo simultaneamente la canzone. ML Sì, ma questo è un segreto.
ML Skype è fondamentale per noi, lo usiamo per provare e per sperimen- Avete dichiarato recentemente in un’intervista: «Adoriamo l’Italia ma
tare e serve anche a tenere insieme il gruppo. Inoltre ha contribuito tanto nessuno ci invita mai». È vero?
alla versatilità dell’album. Gli stili e i diversi tipi di musica sono frutto AML Non esattamente. Abbiamo suonato in Italia molto spesso durante la
dei nostri viaggi e delle tante persone con cui abbiamo collaborato. nostra carriera. Negli ultimi anni Yoox è stato uno dei nostri maggiori
Infatti il nuovo disco ospita nomi importanti come Fred Schneider e Tina sostenitori, ma anche la Diesel. Ci siamo esibite proprio pochi mesi fa per
Weymouth. il grande anniversario del brand. In Italia torneremo presto, in jeans.

LET’S DANCE P
robabilmente una delle band
al momento più amate in
Inghilterra, i Golden Silvers
sono stati fra gli headliner del
della disco psycho-pop di True
Romance (True No. 9 Blues) che ha
scatenato tutti in pista, la band ritor-
na con un nuovo video dal titolo 10
a nni fa cinque ragazzi dal fascino mau-
dit e con la passione per il garage e le
GOLDEN SILVERS

NME Radar Tour 2009, festival Please Venus, un tuffo nella spen- sonorità «oscure» si aggiravano nel-
inglese che ha aperto la strada a sieratezza e leggerezza della disco- l’area di Southend suonando The Witch dei The
Maximo Park, Glasvegas, Crystal soul anni 70 arricchito di un pizzico Sonics e Jack the Ripper degli Screaming Lord
Castles, La Roux, Friendly Fires, di psichedelia di beatlesiana memo- Sutch. Il successo per i The Horrors non tarderà
White Lies, Heartbreak, Blood Red ria. Semplice e quanto mai attuale ad arrivare una volta che i brani originali verran-
Shoes, Forward Russia, Howling la formula dei Golden Silvers: no alla luce.
Bells. Vincitori della Glastonbury intrattenimento, kitsch «intelligen- Con sonorità e atmosfere garage, shoegaze,
Festival 2008’s New Talent te» e (l’oramai immancabile) retro. post punk e gothic rock e un look già ben defini-
Competition e dopo il successo E funziona. (Valentina Giosa) to, la band inglese comincia a farsi un nome già
con il primo disco Strange House, a cui seguiran-
no importanti esibizioni come il Glastonbury
Festival, il Carling Weekend, diversi festival
scandinavi, il Summer Sonic Festival in
Giappone e Splendour in the Grass in Australia.
La band è ora in tour in Europa (a Roma il 18
novembre al Circolo degli Artisti) per pro-
muovere il secondo album Primary Colours
pubblicato a maggio, prodotto da Craig Silvey,
Geoff Barrow dei Portishead e Chris
Cunningham, e nominato per il 2009 Mercury
Prize. (Valentina Giosa)
Music In ! Novembre-Dicembre 2009 PO P C K
pop&rock
PIETRA MONTECORVINO Nascondi la UN TRENO ROCK Senza i limiti delle 4 piste, diffi- FUMETTI POP Ma no, di
mano perché sai che la responsabilità di una cilmente i Beatles e George Martin avrebbero tirato fuori che m’illudo? Ancora è tutto a cura di ROMINA CIUFFA
passione mediterranea non la puoi sostenere le geniali sovraincisioni di «Revolver» e «Sgt. Pepper». nuvole e niente che si afferri.

!"#$%&'%()*"&(&#"+$,#-%&!"&."#,
a cura di Sabrina Simonetti
e Romina Ciuffa

di somigliare sempre di più a tutto quello che c’è


Videointervista da vivere, senza rimanere ferma alle mie radici.
Scopriamo nel tuo album miscugli di cori
www.youtube.com/musicinchannel africani e indiani: da dove provengono?
Da musicisti arrivati coi barconi. Non portano
solo cose brutte come può sembrare, ma arte e un
S i chiama Barbara D’Alessandro, è cono-
sciuta come Pietra Montecorvino («per-
grandissimo contributo alla musica.
Perché è difficile avere successo in Italia?
ché quando si apriva la porta di San Perché non c’è spazio per le cose che dura-
Pietro, che si apre ogni 7 anni, io mi tro- no, ma solo per l’usa e getta. Ormai nella musi-
vavo lì») e siede accanto a Eugenio ca c’è un cambio velocissimo tra un artista e
Bennato, Sanremo compreso. Questo non vuol l’altro e, alla fine, non ci si ricorda di nessuno,
dir nulla: una pietra è una pietra, si provi a lan- solo tanto anonimato.
ciarla e lei sarà forte ovunque cada, anche in Quali sono i tuoi prossimi impegni artistici?
fondo a un lago, perché avrà sempre il proprio Spagna innanzitutto, perché è lì che sta
spazio. E, soprattutto, a morra cinese la batte uscendo il mio disco: sarò presto a Malaga,
solo la carta: carta canta, appunto. Barcellona, Pamplona. Poi in Belgio, in
Da cui una riflessione: ascoltando il suo ultimo Francia e in altri Paesi d’Europa.
album, Italiana, la signora Montecorvino fa Come hai scelto le tue cover?
rimpiangere una Salerno-Reggio Calabria non PHOTOCREDITS ARIANNA TONDO
Con naturalezza: andavamo sempre a finire
ancora pronta, fa cinicamente soffrire perché ce sui sentimenti e sempre su pezzi degli anni 60,
lo offre ora che è inverno e poi ci spiega: «Di vuoi più bene?», la mia prima esperienza. un momento in cui la musica costituiva una
getto, è venuto di getto». Con la complicità del Cantavo «Sud», scritta da Claudio Mattone e visione del mondo ben determinata. Ho preferi-
tarantico potere di Eugenio che firma la direzio- Renzo Arbore. to Tenco, che è un po’ l’eroe di quel periodo, ma
ne musicale, di Erasmo Petringa agli arrangia- Cosa c’è di nuovo oggi in te? anche Modugno e Battisti (che mi ricorda l’in-
menti e in chitarra battente, e di tutti loro: Luigi Tanta nicotina in più, ma soprattutto creder- fanzia) e Umberto Balsamo, una canzone poco
Tenco, Domenico Modugno, Fred Buscaglione, mi tutti i giorni un’artista alle prime armi. nota che si chiama «Tu non mi manchi».
Lucio Battisti, Mogol e quanti altri, che lei qui Chi ha suonato con te in Italiana? È tutta emozione o anche un briciolo di reci-
interpreta «mediterraneamente». Gli arrangiamenti sono di Eugenio Bennato, tazione?
E un inedito - Amante italiana, scritto col com- che lavora con me da sempre. Ha curato quasi Un insieme, perché c’è un po’ di tutto.
pagno di una vita Bennato - ancor più mediter- tutti i miei dischi tranne uno che ho scritto io, un Presunzione, insicurezza, passione, anche reci-
raneo in un bel video che parla di mare napole- disco di tanghi, «La stella nel cammino». Oggi tazione: ci sono io, io come sono.
tano e rende Pietra una gemma, ma anche una esce un album di cover anni 60, con un inedito E il cinema, quanto ti appartiene?
fata. Perché (un omaggio al cognato Edoardo scritto da me e Eugenio, «Amante italiana». È una passione che non si spegne, e che vor-
per il suo Pinocchio?) i capelli li ha turchini. Che influenze ci sono nella tua musica? rei si accendesse sempre di più nella mia vita.
Come nasce la tua carriera artistica? Sicuramente ho il Mediterraneo nelle vene ed è Ho da poco finito di girare un film con John
Nel 1983 in un film di Renzo Arbore, «F.F.S.S. parte della mia espressione artistica, ma appar- Turturro, che sarà al Festival di Berlino a feb-
Che mi ha portato a fare a Posillipo se non mi tengo al mondo e non cesso di esplorarlo. Spero braio, e spero di aver fatto una bella figura.

MEMORIE La casa editrice

DI MONDI
La storia del rock parte da Abbey Road Lightbox fissa
e dai limiti delle 4 tracce della Emi gli incubi
di artisti pop

UN TRENO NOTTURNI
(CristinaDonà,
Piero Pelù,
Morgan, Meg,
Irene Grandi,

ROCK
di Donato Zoppo
di Romina
Ciuffa
The Niro e
molti altri) in
un fumetto,
che è poi

C osa c’è da raccontare sul rock? Una


domandina del genere me la porto dietro
«Q ui tutto
pesa poco,
tutto è neb-
una domanda:
precipitando
nel sogno,
da anni. Tempi foschi quelli dell’univer- bia, è vapore senza precipito?
sità, quando frequentavo Giurisprudenza per far appiglio, ogni forma
contenti i miei, ma per far contento il mio dura appena, come
demone davo sfogo a una malsana passione per una nuvola, poi cam- foglie. Nessuno mi ha mai creduto...», ma i fol-
il rock. Ascoltando, studiando, scrivendo a più bia. E come nuvole, letti gli rompono gli occhiali (una paura che
non posso. A mio modo, raccontando. Era tanto queste forme, a guar- prende forma onirica) e lui sparisce. «Dove sei
simpatico il professore di Economia Politica, dare da vicino sono sognatore? Devi spiegarmi i segreti del sogno
esperto di qualsiasi dettaglio relativo alle curve ancora e solo nebbia. lucido, devi insegnarmi a controllare i sogni...»,
dell’offerta e della domanda, all’oligopolio e Vorrei la gravità, vor- invoca l’ombra. Niente da fare, s’è svegliato.
alla stagflazione, ma il rock non era pane per i rei la vecchia terra, Piero Pelù viene trovato a sognare «un sogno
suoi denti. «E cosa c’è da raccontare sul rock?», quella pressione antica sui talloni...». Questo è maledetto che non facevo da millenni», un asino
mi chiese quando gli spiegai che studente non precipitare durante un sogno. assorto a contemplare uno strapiombo, «ti prego
lo ero a tempo pieno, che dedicavo le mie ener- non mancano studi del genere. Ma se avete Graziano Staino racconta, nella collana «ipota- allontana l’asino dal precipizio! Io sono legato
gie da gavetta come scribacchino in un giorna- tempo e pazienza di spulciare, scoprirete che il lamica» Black Books della casa editrice venezia- a quell’asino da un filo profondo e impalpabile.
le locale, che già cominciavo a tenere i miei mezzo secolo che ci separa dal 5 luglio 1954 - na Lightbox, «una monocromatica storia a fumet- È una specie di simbiosi emotiva: tutto quello
incontri sulla storia del rock. E questa domanda Elvis varca la soglia degli studi Sun Records di ti» in cui sognano i personaggi della scena musi- che provo lo prova anche lui». In questi mondi
si è presentata nuovamente - sotto altre vesti, Sam Phillips per registrare That’s All Right - è cale italiana - Manuel Agnelli degli Afterhours, notturni, «io sono un rebetiko», dice l’ex leader
con un’altra ben più insidiosa questione - quan- ricco di eventi, di contatti con altre forme di Cristina Donà, Morgan, Piero Pelù, Francesco dei Litfiba, «quindi siamo in Grecia», la
do sono stato invitato a tenere il workshop arte, di sapere e di attività umane. Bianconi dei Baustelle, Meg, Enzo Moretto di A Santorini del primo Novecento per l’esattezza.
Rock’n’ Roll Train presso il Forum dei Giovani Parlare di rock significa parlare di storia con- Toys Orchestra, Simone Cristicchi, Irene Grandi, «Posso suonarti un brano rebetiko», ma
di Quadrelle il 10 ottobre 2009. temporanea: è una musica che nasce registrata, Paolo Benvegnù, The Niro, Stefano Bollani, riprendono il cammino («Non c’è gusto a canta-
Cosa c’è da raccontare sul rock, ma soprattut- dunque è il prodotto dell’industria discografi- Cristiano Godano dei Marlene Kuntz e Cesare re per te, sei troppo rigido e silenzioso», dice
to, come narrare i suoi 55 anni? Come farlo in ca, segue e asseconda l’evoluzione del mercato Basile - intorno a una misteriosa «ombra di all’ombra) fino a incontrare il «nano greco»: «La
un’oretta a disposizione, di fronte a giovanissi- e della tecnologia. Tanto per intenderci: senza i vuoto» che disperatamente vuol capire. parola sogno non ha senso, i sogni non esistono,
mi che hanno scoperto il celebre riff di Smoke limiti delle 4 piste degli studi Emi di Abbey Il racconto è un sogno in sé, con i cambia- ed io certo non sono un sogno. Ti è mai capitato
On The Water perché lo fischiettava il papà? Road, difficilmente i Beatles e George Martin menti strutturali che l’inconscio compie - una di fare un sogno in cui sai che stai sognando?
Non si può che puntare alla sintesi estrema, avrebbero tirato fuori le geniali sovraincisioni macchina a più pedali, una caduta infinita che è Nel sonno, bisogna raggiungere lo stadio pre-
esponendo personaggi, decadi e correnti, dagli di Revolver e Sgt. Pepper. La stessa tecnologia desiderio ma anche paura di volare, luoghi che lucido, mettere in dubbio la realtà del sogno.
anni 50 di Chuck Berry al recente In Rainbows ha consentito ad un Anton Corbjin di realizza- mutano senza troppo senso, guerre (i conflitti Dubitare che quello che si sta vivendo sia realtà,
dei Radiohead. Senza dimenticare, però, che il re il visionario videoclip di Heart Shaped Box del sé) vinte o perse, volti che si intercambiano ad esempio notando che accadono cose impossi-
rock è una cosa seria, soprattutto per me che dei Nirvana e a Woodroffe e Fisher di progetta- e nessuna spiegazione - e con il senso dell’ete- bili, come volare, respirare sott’acqua. Allora si
ogni sera, prima di addormentarmi, recito le re il trionfale Bridges To Babylon Tour dei reo e del pesante insieme. Librarsi e non cadere può controllare il mondo onirico».
giaculatorie a San Jimi, Madonna Janis, Rolling Stones. mai. Precipitare e ossessionarsi. Ma l’ombra E precipitare? Un lungo volo e laggiù la terra
l’Arcangelo Brian Jones e Beato John Lennon. Se poi volessimo parlare del parallelismo tra vuol capire: a Cristicchi viene chiesto, nei testi amica mi accoglierà come un cuscino. E se
Perché trattasi di cosa sacra. Come ogni concer- l’evolversi del rock’n’roll e del costume, dei di Dario Honnorat, cos’è il sogno lucido, quel- anche mi attende un dolore di roccia dura con-
to d’altronde. Pensate al rito celebrato dal Gran rapporti con l’arte grafica, la letteratura, la foto- l’esperienza onirica in cui il sognatore si rende tro le ossa, sarà realtà, perlomeno. Sarà mate-
Sacerdote Elvis Presley, alla grandiosa liturgia grafia, la spiritualità e le droghe, ci sarebbe da conto di star sognando, ha percezione cosciente ria, concretezza, veglia. Ma no, di che m’illudo?
amministrata dai Led Zeppelin, alla dimensione far spaventare sul serio il docente di Economia del suo mondo onirico e, con la pratica, può Ancora è tutto nuvole e niente che si afferri, non
mistica di un live degli U2, a quella orgiastica e Politica. Caro professore, e se facessimo una esplorarlo, controllarlo e modificarlo a piacere. c’è niente di fisso, niente di solido. Qui non c’è
dionisiaca dei Mars Volta. Volendo si potrebbe bella cattedra di storia del rock? Nell’attesa, «Aspetta! Conosco questo luogo! È qui che nulla che sia coerente. E non sopravvivrei, se
raccontare il rock attraverso i suoi concerti, e cordiali saluti. una volta ho visto dei folletti in mezzo alle non ci fosse un suolo su cui atterrare.
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Music In ! Novembre-Dicembre 2009

BASTARDI SENZA GLORIA Quentin Tarantino MUSIC IN VIDEO Venere, Biorn IO, DON GIOVANNI
a cura di ROBERTA MASTRUZZI Senza mai peccare di snobismo intellettuale ma con l’en- Le stanze in cui viviamo ci somiglia- Mozart mette la musica,
tusiasmo di un bambino di fronte al suo gioco preferito no. Per questo manca sempre qualcosa Casanova lo stile di vita

BASTARDO CON GLORIA Non mi interessa fare


cartoni animati, ma rendere
di Roberta Mastruzzi autentica la violenza.

I l cinema salverà il mondo e


lo farà sacrificando se stesso.
L’ultimo film di Quentin
Girato in 4 lin-
gue, con tutto
ciò che ne con-
di fabbrica: come i suoi precedenti lavori,
Bastardi senza gloria è un film nel film,
tante sono le citazioni, a volte trasforma-
Tarantino, Bastardi senza glo- segue incom- te in parodie, altre in ossequiosi omaggi a
ria, parte da una fattoria nella prensioni com- registi, attori e sceneggiature di ogni
campagna francese all’epoca prese. Questo nazionalità e genere, che se ne consiglia
dell’occupazione nazista e fini- sarà il filo con- una visione multipla per poterle indivi-
sce in un piccolo cinema di duttore della duare ed apprezzare tutte.
Parigi dove una tremenda ven- pellicola e in Le citazioni sconfinano anche nella
detta sta per essere consumata. alcuni punti la musica, ed è così che nella colonna sonora
Protagonisti della storia sono chiave di volta molti brani del passato rievocano classici
un irreprensibile comandante della narrazione. cinematografici, ma anche semisconosciu-
delle SS che parla molte lingue Come a dire che ti film di serie B. Dal brano che accompa-
(Christoph Waltz), una ragazza la storia europea gna la prima scena - The green leaves of
ebrea riuscita a salvarsi dal- sarebbe stata diversa se avessimo parlato tutti la stessa lingua. summer - tratto da un film di John Wayne (La battaglia di Alamo)
l’eccidio della sua famiglia e Ma la diversità porta anche ricchezza e ne sa qualcosa il regi- a numerosi brani scritti da Ennio Morricone (The verdict, The sur-
proprietaria di un cinema parigino (Mèlanie Laurent), un gruppo sta americano, cresciuto in una videoteca dove ha potuto assapo- render e Un amico, scritti per i film di Sergio Sollima La resa dei
di marines infiltrati nelle retrovie - i bastardi del titolo - dediti alla rare e amare l’intera cinematografia europea, dai registi più conti e Revolver) fino a David Bowie e la sua Cat People (Putting
cattura e all’uccisione dei nazisti, con il vizio di togliere lo scalpo famosi a quelli sconosciuti anche nella loro stessa patria, dagli out the fire) che, estratte dalla pellicola per cui sono nate e trapian-
ai cadaveri per conto del loro comandante (Brad Pitt). spaghetti western alle commedie francesi fino ai melodrammi tate nel terreno fertile dell’immaginazione tarantiniana, riprendo-
Svelare oltre la trama sarebbe un grave peccato per un film che tedeschi, senza mai peccare di snobismo intellettuale ma con no vita e acquistano nuove sfumature di colore.
tenta di riscrivere la storia, fregandosene di rispettare tempi e l’entusiasmo di un bambino di fronte al suo gioco preferito, da In colonna sonora anche brani tratti da vecchie commedie
fatti realmente accaduti. Qui Tarantino spinge al massimo il vero appassionato di cinema. Ed è un pregio non da poco, è raro tedesche, fino al gran finale con di nuovo protagonista
pedale dell’immaginazione sfruttando a pieno le potenzialità trovare un regista che sappia riconoscere il valore del lavoro Morricone che con Rabbia e tarantella, scritta per Allònsanfan
della settima arte e realizzando un film - il primo in assoluto altrui. A pensarci bene, è raro trovarlo in qualsiasi settore e non dei fratelli Taviani, chiude tutti i giochi: sarà il momento in cui il
nella storia del cinema - con un’anima veramente europea. solo nel cinema. Tarantino invece ne ha fatto il proprio marchio cinema riscriverà la storia.

di Roberta Mastruzzi

A Napoli, un’inse-
gnante di lettere in scuole
serali si trova ad affronta-
lo dell’incubatrice ma
anche quello che separa ed
esclude la propria vita da
VENERE IN BIORN

re una gravidanza non pre- quella degli altri.


vista. Il suo compagno Un tema così delicato,
rifiuta la paternità e la che tocca sfere profonda-
bambina nasce prematura, mente radicate nell’intimi-
dopo solo sei mesi di tà di un essere umano,
gestazione. Maria, la richiedeva una colonna
madre interpretata da sonora all’altezza, perché
Margherita Buy, si troverà la musica potesse riempire
ad affrontare un momento difficile, nell’attesa con discrezione questo spazio bianco. L’autore
che la figlia Irene completi la sua crescita den- delle musiche originali, Nicola Tescari, ha il
tro un’incubatrice, senza sapere se la figlia riu- merito di lasciare spazio nella scelta dei brani di
scirà a sopravvivere e con quali conseguenze
sulla sua salute.
Lo spazio bianco è un film tratto dall’omoni-
mo libro di Valeria Parrella, diretto da
Francesca Comencini - da non confondere con
repertorio alle voci femminili. Una scelta non
così scontata, considerato il fatto che quando si
parla di maternità la voce delle donne, indiscu-
tibilmente principali artefici di tale evento, è
messa spesso in secondo piano.
L e stanze in cui viviamo ci somi-
gliano. Parlano di noi, del nostro
stato d’animo. Il video Venere
dei Biorn - gruppo romano emergente
della scena indie rock, un pittore che
la sorella Cristina, ugualmente regista ma con Ad accompagnare l’attesa di Maria la voce realizza piccoli affreschi sonori - è il
uno stile più conformista - che sceglie di affron- energica di Blondie con Call me, quella strug- primo estratto dall’omonimo album.
tare il racconto di una maternità vissuta e sof- gente di Cat Power e la sua Where is my love?, Parla di due stanze, un uomo e una
ferta da una donna sola in una città estranea, in quella di Nina Simone che interpreta I wish I donna e due solitudini, un gatto rosso,
preda a dubbi e paure, ferita dagli uomini e knew how it would be feel to be free, l’indimen- un cucciolo di Labrador. Lei è tornata
dalla burocrazia italiana per la quale esistono ticabile voce di Ella Fitzgerald con una malin- da un viaggio e si prepara ad incontrare
ancora figli «illegittimi». conica Misty e le sonorità elettriche di Dani lui che è tornato da una rapina ed è feri-
È l’attesa di Maria che non sa attendere, è il Siciliano in Same. Una colonna sonora tutta al to. Lei in una stanza rossa ed accoglien-
difficile percorso della piccola Irene verso la vita, femminile per un film che non si rivolge solo te, lui in una stanza fredda e spoglia,
è la distanza con cui si guarda il mondo quando alle donne, perché la nascita di una nuova vita affiancate, un muro di separazione,
si è costretti a guardarlo attraverso un vetro, quel- dovrebbe riguardare tutti. qualche centimetro che evoca film
come Bound e il cinese The Hole. Ci
sono quadri, un pacco regalo da scarta-

DON GIOVANNI
re, un divano bianco e un cavalletto: gli
oggetti si accumulano per colmare un
vuoto. Per quanto una stanza possa
somigliare a noi, sembra mancare qual-
cosa: «Completami, completalo il mio
mondo». Verso la fine del video ci sono

N
ella Venezia del Settecento un giovane ebreo zando strumenti antichi e registrando in una piccola anche loro, i Biorn, e sono Aure (batte-
viene battezzato e prende i voti da sacerdote. chiesa nella campagna laziale, nel tentativo di ricreare ria, percussioni), Blaze (voce, chitarre,
Un prete sui generis: si chiama Lorenzo Da l’atmosfera della prima esecuzione in pubblico synth), Eddie (voce, basso, contrabbas-
Ponte ed è poeta e libertino. Intimo amico di Giacomo dell’Opera, avvenuta a Praga nel 1787. so) e Manuele (chitarre, synth, piano-
Casanova, seguirà le sue orme, intrecciando storie e Il regista ha voluto che fossero gli stessi attori impe- forte, fisarmonica), mentre «tutto scor-
avventure con centinaia di donne e scrivendo invettive gnati nella messa in scena ad interpretare le celebri arie re così leggero senza troppi sé» ma in
contro la stessa Chiesa e l’Inquisizione. Esiliato a mozartiane, e realtà e finzione si mescolano. Il dramma un video sorprendente.
Vienna, conoscerà Mozart e per lui scriverà i libretti giocoso (questo il sottotitolo originale dell’opera, in
delle sue opere in italiano: Le nozze di Figaro, Così fan affiancamento al titolo originale Il dissoluto punito ossia
tutte e lo stesso Don Giovanni. il Don Giovanni, K 527) di Don Giovanni si confonde
Il regista Carlos Saura dirige il suo primo film musi- con la storia dello stesso Lorenzo, combattuto tra la sua
cale Io, Don Giovanni, dedicato alla vita finora poco vocazione libertina e la tentazione di un amore unico ed
conosciuta del librettista di Mozart. È la storia vera di eterno per la sola donna che abbia amato, Annetta.
un’amicizia ed il racconto della nascita di un’opera L’amore per questa donna ritrovata dopo anni di lon-
di Roberta Mastruzzi immortale, il Don Giovanni, nata dall’incontro di tre tananza e la difficile impresa di riconquista, dopo la sco-
grandi personalità: Mozart metterà la musica, Lorenzo perta di Annetta - proprio come accade nell’opera
da Ponte le parole e Casanova il suo stile di vita. Il pro- mozartiana - del lungo elenco delle sue avventure,
getto musicale del film è stato seguito da Nicola Tescari, influirà sull’opera dello scrittore e contribuirà a dare
che ha ricostruito il suono di un’orchestra del 700 utiliz- quel tocco di immortalità proprio dei capolavori.
Music In ! Novembre-Dicembre 2009 SOUND
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VIOLA DI MARE Merita d’essere visto solo CINEMA E STEREOTIPO Ciò METROPOLIS Nella
perché meritava d’essere letto, per dire «Non c’è che gli americani vogliono farci THE SOLOIST Non città muta le musiche di
paragone» ascoltando qualcosa della Nannini credere degli arabi. Aladino a parte lo vedremo mai. Aljoscha Zimmerman

VIOLA
Mio padre lo voleva maschio. Doveva essere per forza
ARABINMACCHINA

DI MARE
come lui, il figlio del curatolo delle cave di tufo di Cala
di Tramontana. Una femmina è roba di signorine,
tutti sono capaci. Digli che sono una femmina. Sono
nata io. Una femmina, papà. Rassegnati, sono io.
Ecco, io sono nata così. E lo giuro, c’era la luna piena

di Rita Barbaresi

L
a viola di mare è un pesce ermafrodita che nella Sicilia dell’800. Tematiche ancora al cen- merito: alleggerire un prologo troppo lungo e
transita nella fase maschile. In Sicilia lo tro di mille dibattiti, molto più semplicemente lento. Scorre il film e istintivamente la musica
chiamano anche «minchia di re», da cui una storia popolare satura d’amore. avverte l’inconscio: è fuori contesto, non è affat-
Giacomo Pilati trae il titolo per un romanzo che Merita d’esser visto - Viola di mare - per i to in sintonia con il film. Siamo abituati a colon- di Alessandra Fabbretti
racconta dal 2004. Meritava di essere letto per i medesimi motivi. La regista Donatella Maiorca ne sonore fedeli e mansuete, suddite della storia;

C
temi trattati: pregiudizio, soprusi, la vergogna di - tornata al cinema 10 anni dopo un film dal tito- la senese, invece, rompe l’idillio e superbamen- he tipo di immagine offre il cinema made
una famiglia per un amore omosessuale vissuto lo simile, Viol@ - porta sul grande schermo que- te graffia e conduce alle pagine di Minchia di in Usa degli arabi? «Fatta qualche ecce-
sto amore nato tra le zagare di un’isola del Re, ad Angela (Valeria Solarino) e Sara (Isabella zione, si tratta di un’immagine stereoti-
Mediterraneo. Ma il valore aggiunto - accelera- Ragonese) che si desiderano consapevoli che pata. La società appare retrograda, lontana
zione di cui il film aveva bisogno per non «ci sarà qualcosa nei tuoi occhi viola, ci sarà dalla modernità, schiava dell’Islam e - peggio
disperdere l’incanto della storia - è nella colon- qualcosa nella vita per cui valga la pena». ancora - dell’islamismo», afferma Habib Attia,
na sonora, firmata da Gianna Nannini con la Viene naturale ascoltando Sogno andare alle produttore televisivo e cinematografico tunisi-
collaborazione di Wil Malone (produttore degli immagini del video Attimo (protagonista la stes- no e direttore generale della Cinetelefilms, la
ultimi due album della rocker senese). È proprio sa Solarino) e capire quanto piaccia alla Nannini prima compagnia di produzione tunisina priva-
lei ad affermare che per far arrivare al pubblico restar fuori dagli schemi musicali (e non). ta che punta sullo sviluppo di co-produzioni
la magia del luogo con l’odore del tufo di Solo la presenza spregiudicata della sacerdo- con l’Europa e sta lavorando su un progetto di
Favignana era indispensabile il suono acustico tessa del rock italiano ha consentito a questo co-produzione con l’Italia. Non sbaglia.
della chitarra, suono acido del rock. Viola di mare di non entrare in quella categoria di Il grande schermo hollywoodiano è popolato
Brava la Maiorca a decidere di contrastare le film didascalici che, come spesso accade, sono i di ricchi sceicchi che dilapidano dollari e giova-
immagini dolci, drammatiche e romantiche di figli di una presunzione tipica di alcuni registi, ni danzatrici sempre sorridenti e disponibili. La
una storia popolare con una colonna sonora che si ostinano a rovinare traducendo in immagi- cinematografia allude con ripetitività alla cultu-
fuori dagli schemi classicheggianti; brava la ni pagine di romanzi meritevoli di notorietà a pre- ra arabo-musulmana, ma in modo errato fin
Nannini a raccogliere la provocazione con un scindere dal distacco miope dello schermo. quando la parola arabo voglia suggerire solo, in
un contesto di paesaggi esotici, sinuose fanciul-
le e pericolosi individui pronti a far saltare in

ME Q
aria l’Occidente.
u a n d o il cinema non aveva voce, erano le colonne sonore per film muti (da Ernst Lubitsch Gli appassionati di Indiana Jones non possono
immagini e la musica a raccontare una sto- a Chaplin e Buster Keaton) presente l’11 novem- non ricordare la scena ne I predatori dell’arca
ria. Questa sinergia ha dato luce a capolavori bre all’Auditorium Parco della Musica e il 13 perduta in cui Harrison Ford abbatte con un

TRO
che ancora oggi non hanno perso di fascino: novembre al Teatro Cassia per suonare dal vivo colpo di pistola il tracotante guerriero arabo
Metropolis di Fritz Lang è uno di questi. Uscito con la sua orchestra le musiche originali da lui vestito di nero. Altrettanto feroci, ma incapaci,
per la prima volta nelle sale cinematografiche composte. La storia è storia: Metropolis è una sono i terroristi contro cui si cimenta Arnold
nel 1927, nel 2001 è stato restaurato e dichiara- città immaginaria (ma quanto?) i cui abitanti Schwarzenegger in True Lies (1994), mentre

PO
to patrimonio dell’umanità dall’Unesco; la sua vivono su due livelli diversi, rigorosamente Doc, l’eccentrico co-protagonista di Ritorno al
sceneggiatura ha ispirato molti compositori a distinti: in superficie vivono quelli che comanda- futuro (1985), viene preso a colpi di kalashnikov
creare per la pellicola un commento sonoro. no, nella città sotterranea tutti gli altri. da alcuni terroristi libici. In Hot Shots 2 (1993)
Il primo fu G. Huppertz nel 1926, negli anni Considerato da molti il capostipite dei film di l’intera missione dell’agente Topper (Charlie

LIS
80 fu Giorgio Moroder a realizzare una versione fantascienza, Metropolis è molto di più: il rac- Sheen) si svolge in Iraq per salvare dalla prigio-
rock - tra i brani inseriti anche Love Kills di conto attuale dei pericoli insiti in una società nia alcuni soldati americani ed è lo stesso presi-
Freddie Mercury - fino ad arrivare ai nostri gior- rigidamente divisa in classi sociali, d’incomuni- dente degli Stati Uniti ad affrontare in un duello
ni e ad Aljoscha Zimmerman, autore di oltre 400 cabilità, d’ingiustizia. (Roberta Mastruzzi) stile Star Wars il dittatore Saddam Hussein.
Politically incorrect.

THE SOLOIST
Alan Nadel, docente nella Rutgers University
(Kentuky, Usa) in uno studio analizza il celebre
cartone della Walt Disney Aladdin (1992), e
avanza una teoria: realizzato durante il conflit-
to del Golfo, esso contro tendenza intendeva
offrire una visione innovatrice degli arabi, dove
L’ennesimo film che in Italia non vedremo, la colonna sonora di un grande i «vecchi» venivano sostituiti con i «nuovi».
Dario Marianelli che scaricheremo illegalmente, lo scotto che pagheremo Aladdin e Jasmine abbraccerebbero i valori
all’ignoranza di una distribuzione venale che plagia i suoi stessi spettatori americani, rifiutando il passato e le tradizioni.
Per avvalorare la propria tesi Nadel cita una
strofa della canzone cantata dagli innamorati
nella famosa scena del volo sul tappeto magico,
di Flavio Fabbri a dare un nuovo senso alla propria vita. Ne nasce una storia di grande A Whole New World: «I can’t go back to where
amicizia, di amore per il prossimo e di rinnovata voglia di vivere, grazie I used to be», non posso tornare dov’ero.
anche alla musica. Nel mondo della musica, invece, una singola-
Ma The Soloist non è solo questo, perché Nathaniel e Steve esistono re inversione di tendenza. Diversi studiosi
per davvero. Le musiche del film, bellissime, sono state scritte da un otti- hanno confermato un avvicinamento del pub-
mo Dario Marianelli, al suo terzo lavoro con Wright e già vincitore di un blico a quella araba proprio in seguito agli

«T he Soloist» è innanzitutto una grande storia di amore per la


musica e per la vita. Una storia che in Italia probabilmente
non vedremo mai al cinema, l’ennesimo caso di ottimo cine-
ma che non troverà mai una distribuzione, l’altra occasione perduta dal
nostro mercato per proporre al pubblico italiano una bella storia: commo-
Golden Globe come miglior colonna sonora per Espiazione, proponendo
(già nel trailer ufficiale) il Prelude Cello Suite No. 1 di John Sebastian
Bach e One Day Like This degli Elbow, attingendo inoltre a piene mani
dalla bravura del violoncellista Ben Hong. Il resto dei componimenti
sono presi da Ludwig van Beethoven, Neil Diamond e Jerry Jeff Walker.
attacchi del 2001: c’è chi li teme, ma c’è anche
chi nutre curiosità e interesse per un universo
tanto lontano e composito. Così numerose star
spiccano il volo proprio dopo la data critica
dell’11-09, come la bella libanese Nancy
vente, costruttiva, socialmente impegnata, istruttiva e piena di buoni pro- Con tali presupposti, perché la Universal Pictures non distribuirà que- Ajram, che nel 2008 vince il World Music
positi. Il Joe Wright di Orgoglio e Pregiudizio ed Espiazione, vincitore di sto film in Italia? Si parla tanto di contenuti di qualità, di mercato ‘alto’, Award per le vendite ed è la prima testimonial
tanti premi ai festival di Boston, Chicago e ai Bafta Awards, non proprio di valor aggiunto della musica ai prodotti cinematografici, che poi si fini- scelta dalla Coca Cola per il mondo arabo.
l’ultimo arrivato, con grandi incassi ai botteghini e al mercato homevi- sce sempre a guardare alla fiction televisiva o a gioielli rari del cinema Dawn Elder, vicepresidente di una delle eti-
deo. Ma allora, perché questo film non è nelle nostre sale? italico (come gli acclamati Gomorra e Il divo). Se proprio i distributori chette commerciali che più hanno contribuito al
Negli Usa è uscito ad aprile scorso, in Gran Bretagna a settembre, il non vogliono correre rischi, perché non uscire dal circuito delle sale cine- boom dell’Arab music negli States, Mondo
resto delle uscite programmate arriva fino a febbraio 2010, proponendo matografiche ed entrare su altre piattaforme di distribuzione? Melodia, si dimostra molto ottimista: gli appas-
il film in ordine di debutto nelle sale tedesche, spagnole, greche, olande- C’è il web oltre alle sale, ci sono le pay-tv, si potrebbero decidere delle sionati non diminuiranno, tutto il contrario.
si, francesi e scandinave, compresa l’Europa dell’Est. Non ha incassato uscite (windows) in contemporanea o a poca distanza, ovvero su piatta- Dopo il 9/11 molti concerti furono annullati
molto, è vero - solo 33 milioni di dollari a fronte di una spesa di produ- forme scelte (satellite, digitale terrestre, Internet). Soluzioni non manca- dagli stessi musicisti arabi che, per rispetto,
zione di 60 milioni - e forse anche qui sta la ragione di tale ‘svista distri- no per chi voglia (davvero e in cuor suo) combattere la pirateria digitale preferirono non esibirsi. «In quel momento li ho
butiva’. Di questi tempi non c’è tanta voglia di rischiare. del download illegale. Per un buon prodotto c’è sempre un prezzo giusto, capiti-sostiene Elder-ma mai come ora la gente
La storia è bella. Nathaniel Ayers (Jamie Foxx) è un ragazzo di colore che tutti sono disposti a pagare. Forse ciò che manca in questo Paese è la dimostra di voler conoscere il Nord Africa e il
schizofrenico che vive da clochard e suona un violoncello scassato (con voglia di far vedere del buon cinema e di far sentire della buona musica Medioriente. È come se ci dicesse: ne vogliamo
sole due corde) ai bordi delle strade. Steve Lopez (Robert Downey Jr.) è al di là dei noiosissimi ‘cinepanettoni’ e ‘cinecocomeri’ che tanto piaccio- sapere di più!». Staremo a vedere se i grandi
invece un giornalista nel mezzo di una crisi di nervi, che nella ricerca di no. Soldi facili contro buon gusto e storie avvincenti? Inutile accettare la della music industry saranno in grado di coglie-
una storia da raccontare s’imbatte nell’artista disabile e a sua volta riesce sfida, in Italia sappiamo già come va a finire. (Noi lo scaricheremo). re questo non sottile messaggio.
BALLET IPERCORPO Intervista Un soda- FLAMENCO. Il critico si affidi al
Music In ! Novembre-Dicembre 2009

IL LAGO DEI CIGNI Rimpiangendo il passato


a cura di ROSSELLA GAUDENZI lizio lega cinque compagnie nazio- pubblico: c’è una sanguigna Fuensanta e sperando nel futuro senza mai essere soddisfat-
nali multidisciplinari all’avanguardia La Moneta tra la luna e gli uomini. to del presente: così ho trascorso la mia vita.

IPERCORPO
«Nanou» è innanzitutto un nome di donna; identifica un
a cura di Rossella Gaudenzi

prodotto nato dall’unione di tre persone ma che si riassu-


me in una persona terza. È inoltre il titolo di un film del
1986, è il titolo di una canzone, è il nome di un vulcano
australiano, e in dialetto romagnolo significa «mio caro»

cano australiano. Infine, per rimanere radicati alle nostre origi-


ni, in dialetto romagnolo significa «mio caro». Gruppo in quan-
to fa capo a competenze unite in linea orizzontale e non vertica-
le: le mie di attore e danzatore, quelle di Rhuena di danzatrice
ed ex ginnasta, quelle di Roberto di sound designer ed esperto di
post produzione.
Qual’è la natura del network-festival IperCorpo, e quale

C
ominciamo con il parlare di un network: una rete di pro- tipo di sinergia lega le 5 compagnie che lo compongono? bia per uccellini e un tappeto. Due performers che sembrano
getti collegati tra loro per la condivisione di modi, finali- Il progetto IperCorpo nasce dapprima dall’interazione delle sospesi, quasi una sorta di En Attendant Godot del XXI secolo
tà e programmi. Il network in questione nasce nel 2006 e compagnie Città di Ebla di Forlì e dei romani Santasangre, volto rafforzato da magistrali effetti di luci e suoni.
si chiama IperCorpo, il sodalizio lega 5 compagnie nazionali ad inventare realtà giovani attraverso un’esperienza di scambio; «Lo spettacolo Motel (Faccende Personali)-Prima Stanza,
multidisciplinari all’avanguardia: Città di Ebla, Santasangre, i Santasangre rappresentavano una realtà isolata a Roma, che della durata di 30 minuti, è il primo atto di una trilogia suddivi-
Gruppo Nanou, Cosmesi, Ooffouro. «IperCorpo», il festival di approdando nella città romagnola ha potuto trovare un confron- sa in stanze. Elementi forti del nostro lavoro sono, da sempre, i
danza, teatro, musica, video e arti visive (Forlì, 18 settembre-3 to reale con diversi artisti, basato su un vero rapporto di amici- suoni e le luci. Quanto ai suoni, Roberto procede con un lavoro
ottobre), è giunto alla IV edizione: una sede di sperimentazioni e zia. Claudio Angelini della compagnia Città di Ebla ha poi invi- di microfonatura, utilizziamo perlopiù suoni reali che vengono
confronti, un laboratorio creativo senza confini di genere. La tato altri gruppi; abbiamo così trovato un contatto artistico che campionati e rielaborati digitalmente. Il risultato è una ‘dram-
voce di Marco Valerio Amico, attore e danzatore, racconta il ci ha permesso di continuare a sviluppare, come singole indivi- maturgia sonora’ in cui c’è un continuo passaggio tra ciò che è
Gruppo Nanou (finalista del Premio Equilibrio all’Auditorium di dualità, i singoli linguaggi. Non si può assolutamente parlare di presente in scena e ciò che è evocato. Le luci vogliono essere di
Roma nel 2008), che nasce a Ravenna nel 2004 ed è composto, una lobby strutturata al fine di ottenere finanziamenti, né propo- forte effetto e in questo il lavoro di Fabio Sajiz è esemplare, è in
oltre a lui, da Rhuena Bracci e Roberto Rettura, in scena a Forlì niamo un «pacchetto» commerciale che abbia un suo riconosci- grado di dare l’effetto di un’intimità spiata, più che gettata
con Motel (Faccende Personali)-Prima Stanza. mento artistico. Non esiste, per dirla in breve, una «generazione addosso. Il motel è un asettico non-luogo, i due personaggi in
Gruppo Nanou: la prima curiosità che nasce è sulla natura ipercorpo». scena lasciano intravedere la preparazione di una cena, ma
di questo nome. L’ultimo lavoro del Gruppo Nanou Motel (Faccende lasciano anche ad intendere che qualcosa si svolge al di fuori di
Nanou raccoglie una pluralità di significati: è innanzitutto un Personali)-Prima Stanza ha ricevuto un paragone lusinghiero da quelle quattro mura».
nome di donna; identifica un prodotto nato dall’unione di tre parte del critico Rodolfo Di Giammarco: Marco Valerio Amico e «Non c’è nessun messaggio da esplicitare, bensì un invito. Il
persone, ma che non incarna nessuna delle tre perché si riassu- Rhuena Bracci sono stati definiti realizzatori di «tableaux tentativo è quello di lasciare spazio al vuoto narrativo; lo spet-
me in una persona terza. È inoltre il titolo di un film (C. vivants minimalistici che paiono ispirarsi a stupendi quadri tatore può e deve metterci del suo, senza essere guidato nella
Templeman, 1986), è il titolo di una canzone, è il nome di un vul- imborghesiti di Hopper». Un tavolo centrale, due sedie, una gab- visione e nell’interpretazione».

IL LAGO DEI CIGNI


IL
Lago dei Cigni è il primo dei tre cigni una delle opere più importanti
balletti di P. I. Tchaikovsky che del repertorio ballettistico. La poesia
egli compose con grande entusia- del tema d’amore esercita un fascino
smo tra il 1875 e 1876, traendo ispira- durevole rappresentando la romantica
zione dalla tradizione favolistica tede- aspirazione verso un ideale irraggiun-
sca e dalle tematiche romantiche. gibile: la donna-cigno bianca, figura
Dall’intenso lavoro nacque una musica emblematica ed eterea, alla quale si
ricca di fascino e di colore che, però, contrappone la donna cigno nero,
risultò troppo impegnativa per i balle- enigmatica e seducente. Le due figure
rini che necessitavano di ritmi più sem- celano archetipi e dicotomie dell’amor
plici: fu quindi modificata per esigenze sacro e dell’amor profano, di Eros e
coreografiche. Thanatos, del bene e del male.
Quello che sarebbe diventato il L’opera è il più completo omaggio
orse più spesso il critico, di qualsivoglia forma arti- «balletto dei balletti» venne accolto alla bravura della prima ballerina, un
stica, dovrebbe affidarsi al pubblico in sala e tenere con grande freddezza e, dopo poche cigno, chiamata ad essere di volta in
in giusta considerazione - ponderare - il riscontro repliche, ritirato dalle scene. Negli volta simbolo di estrema dolcezza o di
che questo pubblico esprime. anni successivi alla sfortunata prima, assoluta malvagità. Sono necessarie
Come quello per la terza edizione di «Flamenco!», il la massima autorità allora riconosciuta grandi doti tecniche e interpretative
festival creato dalla Fondazione Musica per Roma che ha nel mondo della danza - il marsigliese per comunicare al pubblico lo spesso-
riunito per 11 giorni autunnali gli appassionati del fla- Marius Petipa, impareggiabile mae- re psicologico e la complessità del
menco tutto, non trascurando nessuna disciplina nelle tre stro di danza del Balletto Imperiale di doppio personaggio Odette/Odile:
categorie rappresentate, cante, toque e baile. Per il San Pietroburgo - progettava una proprio per questo, al Teatro
primo, tre interpreti: Esperanza Fernàndez, Diego El riforma del balletto, convinto che l’in- dell’Opera dal 27 novembre al 2
Cigala, El Pele; due per il toque (la chitarra accompagna- successo non fosse da imputare alla dicembre, ci si affida all’interpreta-
ta dal ritmo di palmas y tacones), il sassofonista valen- di Livia Oreste musica ma all’allestimento. Con l’aiu- zione di grandi ètoile internazionali
ciano Perico Sambeat e il chitarrista Juan Manuel to del suo collaboratore Lev Ivanov e del calibro di Svetlana Zakarhova.
Canizares. Questo è il Fato, [...] Invincibile, non lo del maestro Riccardo Eugenio Drigo, Con le sue ideali proporzioni, la tec-
Quindi, el baile: quale migliore inaugurazione se non domini mai. Non resta che rassegnarsi. riordinò le sequenze musicali secondo nica cristallina e la delicata intensità si
l’irruenta presenza sulla scena della sanguigna Fuensanta Così tutta la vita è un’alternanza ininter- più giuste esigenze drammaturgiche. dimostra interprete d’eccellenza; ogni
Fresneda Galera «La Moneta»? Uno strepitoso De entre rotta di pesante realtà, sogni fugaci e L’opera, come oggi la conosciamo, piccolo gesto, ogni passo, ogni port de
la luna y los hombres per un’ora e mezza di struggente si fonda sui due temi fondamentali bras strega il pubblico. Impossibile
interpretazione. Un plauso che doverosamente si estende
fantasie di felicità... Non c’è approdo. della danza ottocentesca: realtà e distogliere lo sguardo da un corpo ete-
ai chitarristi Miguel e Paco Iglesias, alla cantante Eva Vaga per questo mare, finché esso non ti sogno. La calda atmosfera romantica e reo che, come suggerisce ogni passo
Duran, alle capacità percussive di Josè Carrasco. La avvolge e ti inghiotte nelle sue profondità. la perfetta armonia tra la parte lirica e sulle punte, tende ad innalzarsi al cielo
padronanza assoluta di una tecnica solida appresa dai quella drammatica fa del Lago dei con emozioni fortemente terrene.
migliori maestri è rafforzata dalla carica drammatica ed
espressiva che solo l’esperienza formativa di chi si è esi-
bito nei tablaos può possedere.
Non un posto vuoto, il pubblico in visibilio palpita
all’unisono con l’artista. Assiste al cambio di vesti e al pas-
saggio tra i colori tradizionali del flamenco: bianco, nero,
rosso. Assiste al passaggio tra ruoli talvolta nettamente
definiti, talvolta talmente sfumati da perdersi, come in un
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gioco: così la virilità dell’hombre può sciogliersi in morbi-
de costruzioni e quello della mujer può oscillare tra una
femminilità sfacciata e un’aggressività ed un piglio felini.
Seducente il gioco di simmetrie che proietta su due
grandi teli la ballerina in video in differenti momenti.
Fuensanta la Moneta diviene una e trina: campeggia sulla
scena in carne ed ossa e si ammira e fa ammirare proiet-
tata sul telone. Poi i fantasmi scompaiono e la ballerina,
nuovamente sola in campo, torna a catturare l’attenzione
generale. Sul palco si è affacciato un intero mondo, o I nostri cameramen sono lì fuori
meglio, uno stile di vita. Tanto distante da quello espres-
so dal balletto classico da poter sembrare al confronto Music In Video è videointerviste, riprese, showreels,
addirittura sgraziato. O lo si ama o lo si odia, ma quando musica in movimento e i vostri video in anteprima
lo si ama ed è così ben fatto il consenso è universale. Non Music In Channel > redazione@musicin.eu
Music In ! Novembre-Dicembre 2009

KATIA LABÈQUE Shape of my Heart La QUARTETTO NAZIONALE Senza fil- PONENTINO TRIO Ruma Però,
FEED
back
falda del mio cappello nasconde gli occhi di tro Stanno abituandoci a sonorità melodi- si co’ ‘sto canto, io v’ho svejato, a cura di ROMINA CIUFFA
una bestia che solo lei, al piano, sa calmare che groove che ci spalancano le orecchie m’aricommanno che me perdonate

PONENTINO TRIO - RUMA


KATIA LABÈQUE - SHAPE OF MY HEART
BEYOND No, non è un refuso. Questo ne», fontana con la quale abbeveriamo i turisti
CLASSICA Questo album merita non parole, ma silenzi. Per tale motivo tutto ciò &further album si chiama Ruma, una che ci sfamano. Questo bel Ruma - dopo un pre-
cedente Roma, lo senti er Ponentino? scalpitavo
MENTE che sto per dire deve suonarvi come la lavatrice che gira mentre la possibile etimologia - rilevano -
radio passa Chick Corea. Appunto: terza traccia, We will meet again che risale alla lingua degli Oschi, popolazione sotto al fico perché Rumina ne benedisse un
(Bill Evans) riarrangiata da lui e, mentre il duo suona due pianoforti, la lavatrice è in pre- indoeuropea di ceppo sannitico della Campania secondo - raccoglie ancora repertorio romane-
lavaggio ma non la si sente più. Non voglio, non devo assolutamente cadere nel tranello, antica pre-romana, cui si riconduce una pluralità sco con le più belle canzoni antiche e moderne e
non io, non quello di dire che i primi due brani - Moon over Bourbon Street e Shape of my di popoli dell’Italia meridionale. Possiamo sceglie- i testi basati sulle poesie di Trilussa, Belli,
heart di Sting - hanno fatto breccia in quel luogo dentro di me dove l’alcol è l’unico appi- re tra due significati: «colle» o «zinna» (la zinna Pascarella etc. (c’è un affabulatore nel gruppo).
glio per amare, un luogo in cui prima solo «Leaving Las romana è la tetta italiana). Preferiamo la secon- Tra cui La povera Cecija, Sinnò me moro, Li
Vegas» mi aveva rinchiuso. da se diamo rilievo alla presenza, nella nostra nummeri, Cristo al mandrione, Il walzer della
È che adoro girare per New Orleans ubriaca quando romanità, di una lupa che ci ha sfamato (io, per- toppa, Più semo
c’è luna piena. La falda del mio cappello nasconde gli sonalmente, la compro perché il mio nome deri- e mejo stamo,
occhi di una bestia, ho il viso di un peccatore e le mani va da Romolo). Scegliamo colle, invece, se è che ad ascoltarli
di un prete. Non posso cadere nella tentazione di domenica e andiamo a Squarciarelli a fa’ ‘na gita «nde ‘sta serata
recensire Sting se è lei che lo accompagna, la pianista a li Castelli - traccia 12 - ma è chiaro, ci fa como- piena de dorcez-
preferita di Madonna, cui Miles Davis dedica due brani do utilizzarli entrambi, a seconda che sia giorno za pare che nun
- Katia Prelude e Katia (You’re under arrest, 1985) -, o che sia notte, per due diversi, irrinunciabili vizi. esisteno dolori»
francese e un po’ italiana per una madre, Ada Cecchi, La dea Rumina o Ruma era una «zinnona» indi- (Nina, si voi dor-
nata a Torre del Lago ed ex-allieva di Marguerite Long. gena, protettrice dei lattanti e degli armenti, ed mite).
C’è in quest’album anche una sorella che non c’è, aveva un sacello in riva al Tevere proprio presso Loro cantano
Marielle, dalla quale pianisticamente solo qui si separa il fico detto «ruminale». Sotto l’ombra del fico, tanto pe’ cantà,
(la loro Rapsodia in Blu di George Gershwin ha vendu- nella stagione calda, ruminavano i buoi, mentre i noi li ascoltiamo
to oltre 500mila copie) e con la quale - fraterna sbalor- pecorari andavano al sacello ad offrirle latte. perché ce piace-
ditiva carriera - ha fondato la KML Recordings per lo Oggi là sotto a prendere il ponentino ci va questo no. E - nostalgia di
sviluppo e la diffusione del repertorio per due pianofor- Trio, nato durante la Festa de’ Noantri 2004. Gabriella Ferri - accade un classico: il friccicore
ti. La lavatrice è un rombo, i panni sporchi si lavano in casa. Dà la copertina all’album di Cesario Oliva (chitar- ar core (mettice ‘na pezza).
Ma, mentre io sono ancora sotto una finestra di notte a combattere il mio istinto bestia- ra e voce), Daniela De Angelis (voce) e
le sotto una pallida luce lunare, tutt’a un tratto al piano con lei va a sedersi Herbie Costantino Pucci (affabulatore, clown) il «naso- Romina Ciuffa
Hancock per darmi un classico, My Funny Valentine, qui a Bourbon Street con questa bot-
tiglia mezza vuota, mai mezza piena, di whiskey. Provo a ricordare, me lo ripetevo prima
di ubriacarmi, devo amare ciò che distruggo e distruggere ciò che amo - devo amare ciò
che distruggo e distruggere ciò che amo, come una tiritera insisto ma c’è Chopin, ora. MONO - HYMN TO THE IMMORTAL WIND
Lei, sola, Chopin, Prélude n. 4, ed io sotto una luna da lampioni. (Centrifuga).
Gli occhi tesi a guardare la stessa finestra, nessuno si affaccia, poi capisce: ci vuole un
pezzo dei Radiohead (sceglie Exit Music), il lunare Notes to the future e, in formazione B ALTER
NATIVE
camente orientali. Sound dove l’intimità del-
for Bang (la B sta anche per Beatles) Because, Purple Diamond con David Chalmin, il suo l’emozione si mostra nuda e impotente di fron-
amato Satie con Gnossienne n. 3 e, al piano con Gonzàlo Rubalcaba in persona, Bésame Quinto lavoro in te alla forza espressiva del gruppo, alla sua
Mucho in controtempo, bacio sì e bacio no, come fosse stanotte l’ultima volta. L’ultima studio per i Mono, necessità di suonare, di farsi ascoltare attra-
volta è stata già, tanti anni fa. Bésame mucho non si dà ai lupi mannari, non ci voleva. quartetto capita- verso milioni di mp3 sincronizzati.
Ripara, la Labèque, cambiando ancora una volta registro, come piace a lei, con una nato da Takaakira I Mono dosano sempre con molta sapienza la
Meditation di Bernard Hermann da Wuthering Heights. Tempestosissime, queste cime, Goto, composto forza dei live, con la cura dei suoni digitali delle
ed è meditando che mi ricordo dei panni. da Tamaki Kunishi, loro produzioni. Ashes in the Snow, Battle to
Yasunocri Takada Heaven o Burial at sea, sono esempi della pro-
ROMINA CIUFFA e Yoda. fonda volontà di rappresentare il dramma dei
Sette le tracce che costituiscono Hymn to the corpi e delle note in conflitto, che il ‘vento
Immortal Wind (Conspiracy Records, 2009), immortale’ dei Mono trasforma e doma conti-
concept album vecchio stampo prodotto da nuamente. Un post-rock visionario e sinfonico
AMBROSE FIELD & JOHN POTTER - BEING DUFAY Steve Albini (Nirvana, Sonic Youth, Pixies, che in Italia ancora non trova riscontro, forse
Neurosis, Mogwai), centrato su cupi noises e anche per la miopia delle corporazioni della
BEYOND I vasti campi della musica campo della musica d’avanguardia; un’elettro- un’orchestra di 30 elementi, tra archi tardo- mediocrità targate MTV o X-Factor.
&further elettronica e delle nuove tec- nica che parte da ciò che è tangibile e lo tra- romantici, fiati, arrangiamenti sovrapposti e
nologie si riconfermano terri- sforma nel nuovo ed irrealizzabile; un’elettroni- danze emotive sostenute da percussioni tipi- Flavio Fabbri
torio fertile per una sperimentazione che non ca che esplora, pesca, riedita, combina, incide,
vuole essere simbolo di ricerca instancabile di sovrincide, trasforma, deforma, trasfigura ma
novità intellettuale, ma piuttosto fonte di nuove mai assale né prevale; diventa corpo sonoro, GRAZIA DI MICHELE - PASSAGGI SEGRETI
interpretazioni e letture di un passato storico fascio caleidoscopico polimorfo e quasi intangi-
che percepiamo come remoto, troppo spesso bile per riflettere la volontà di spingersi oltre le
dimenticato se non sconosciuto, alla luce di
come si è trasformata la concezione di arte e
possibilità della vocalità umana e trascenderle. PO PCK
pop&rock
La separazione
vista attraverso
ganza strumenti di altre
terre (tra cui stick, dholak,
musica al cospetto di una modernità quanto la stortura della tabla, banjo indiano) in un
mai conoscitrice e rispettosa. guerra (Anja), la disperazione tessuto armonico tradizio-
Ecco allora Guillame Dufay - il più grande com- dei clandestini, la solitudine del nale, ribadendo col suono
positore franco-fiammingo di polifonia di tutto il carcere, le dinamiche dell’amo- l’universalità dei temi trat-
XV secolo, attivissimo anche in diverse corti ita- re (Il resto è vita, Fino all’ultima tati (tra tutte si ascolti Il dirit-
liane e autore imprescindibile per i nostri carezza), ma anche la tensione to di amare).
monumenti nazionali quali Palestrina e erotica che attraversa la vita Collaborazioni col brindisi-
Monteverdi - rivivere nel 2009, tra sacro e pro- nelle sue varie fasi (Allo sbara- no Bungaro - nella scrittu-
fano, come se dal ‘400 avesse potuto conti- glio, Autunno perfetto), fino ra di due brani - e con il
nuare a fare musica, attraversando tutti gli svi- all’ironica rappresentazione dei poeta Raffaele Pietrangeli
luppi e le correnti, per giungere sino ai giorni modelli televisivi. in altri due. Elementi che
nostri cambiato, ma memore delle sue origini. Sembra come se la tecnica del «cantus fir- Grazia Di Michele dà alla luce un album bello e uniti alla versatilità interpretativa di Grazia Di
E le strutture complesse della sua polifonia, in mus», stra-abusata da Dufay, potesse rivivere controcorrente, in un periodo in cui i cantauto- Michele, che si muove con disinvoltura tra
cui ogni cosa è calcolata a puntino, si specchia- ancora e rendere le sue stesse composizioni ri scelgono di rifugiarsi nell’intimismo puro. armonizzazioni jazz (Il mare in una stanza), folk
no nei paesaggi sonori creati dall’elettronica di «cantus firmus» di una composizione ulteriore, Argomenti importanti e nessuna vuota retori- (Caterina) e pura linea melodica (duetta con
Ambrose Field, vero esperto di musica quadri- più ampia, distesa, immensa, che non è tributo ca: uno sguardo attento sulla realtà, per offrir- un insolito Massimo Ranieri ne L’amore va in
fonica, magnifico nel creare landscapes artifi- passivo verso un passato la cui immensità si ci una chiave di lettura emotiva. All’intenso liri- scena), contribuiscono a fare di Passaggi
ciali con l’ausilio di suoni campionati dalla natu- estende per secoli (come sempre avviene per smo dei testi corrisponde una trama melodica segreti uno dei migliori album cantautorali ita-
ra o dal contesto urbano. gli artisti «da repertorio»), ma un modo nuovo sapientemente semplice, arricchita da arran- liani degli ultimi tempi.
Un’elettronica che si avvale della voce del teno- ed odierno di «essere Dufay». giamenti originali: ottimo il lavoro di Filippo De
re inglese John Potter, membro dell’Hiliard Laura che è riuscito a inserire con gusto e ele- Nicola Cirillo
Ensemble, con esperienza già maturata nel Gianluca Gentile

MASSIVE ATTACK - SPLITTING THE ATOM


QUARTETTO NAZIONALE - SENZA FILTRO
J AZZ le. I Fantastic4 sono Alessandro Centofanti ALTNATIVE
ER C’era una volta il trip hop. Se si
dovesse pubblicare un libro sul
title track il gruppo si è affidato a due perso-
naggi divenuti presenze caratterizzanti di ogni
& blues (organo e tastiere), Marco Rinalduzzi (chitarra fiabesco suono degli anni 90, il produzione firmata Massive: Daddy G e
Opera prima del elettrica e acustica), Marco Siniscalco (basso capitolo sui seminali Massive Attack iniziereb- Horace Andy, un uomo che è parte essenziale
Quartetto nazionale elettrico e acustico), Marcello Surace (batteria), be così. Ma il favoloso stile della band di Bristol dell’intera storia del reggae. In Pray for the
finalmente, e senza e superpoteri «progressive». non si smentisce neppure nel nuovo millennio Rain è Tunde Adebimpe dei Tv On The Radio
filtro. Si realizza così Ottime sonorità blues innanzitutto, fuse a jazz e il recentissimo Splitting the Atom ne confer- ad accompagnare il gruppo, mentre le corde
il progetto da tempo e rock, le stesse che hanno iniziato a girare ma il talento in maniera ine- di Martina Topley Bird colo-
ambito di 4 musicisti per Roma e a rendersi note, orecchiate, attra- quivocabile. rano una nuova versione di
di grande esperien- verso i concerti degli ultimi mesi (anche Quattro nuovi brani, usciti Psyche, curata da Van
za, legati da tempo ai Marcello Rosa come special guest). dopo posticipi durati un Rivers & The Subliminal Kid.
più importanti palchi Senza filtro (Rinaldo Musica) propone perlopiù anno, preludio di un album C’è anche un altro remix,
del pop-rock italiano e internazionale e agli innu- brani inediti strumentali e vi affianca arrangia- previsto nel 2010. quello di Bulletproof Love,
merevoli contributi in studio di registrazione. menti complessi con soli strepitosi ne che valo- Gli ingredienti sono ormai composto da Christoff
Punto di partenza: groove, prelevato da trascor- rizzano il groove: energia, gusto e raffinatezza un classico: ritmiche legate Berg, con tanto di featurig
si rhythm’n’blues, jazz e rock. Percorso: scrittura dei musicisti. Linee chiare e semplici in coperti- alla dance più urbana, di Guy Garvey degli Elbow, a
di composizioni e arrangiamenti articolati, na come si richiede a chi fa musica, non grafi- arrangiamenti eterei, melo- chiudere questo capitolo
aggiunta di soli a ispirazione rock (Jimy Hendrix, ca. Infatti, contenuto articolato e imperdibile. die ipnotiche e attitudine della saga.
Brian Auger) e jazz (Jimmy Smith). Approdo: cinematografica. Non man-
forte componente melodica, totalmente origina- Rossella Gaudenzi cano le belle voci. Per la Stefano Cuzzocrea