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L UNIT & LA MOLTEPLICIT

DELLO SPAZIO & DEL TEMPO


SECONDO LA TEORIA DELLA DISCONTINUIT
DI PAVEL ALEKSANDROVIC FLORENSKIJ
L
Facolt di Teologia, Ponticia Universit Lateranense di Roma

A. Sposando lidea della complessit del reale e nella ricerca dellelaborazione di un


modello di gnoseologia losoca e scientica che ne attui una coerente interpretazione, Florenskij
individua nella matematica un possibile e credibile battistrada di una nuova svolta della scienza :
dalla rigidezza di una Weltanschauung fondata sulla legge della continuit e della causalit alla
dinamicit, quindi, di una visione della realt elaborata grazie alla teoria delle funzioni discontinue e degli insiemi. in questo quadro, che descrive il reale e le sue singole parti come insieme degli
elementi e dei piani interconnessi e in continua comunicazione, che il pensatore russo inserisce la
sua riessione sul tempo. Il presente saggio ne analizza alcuni aspetti di fondo, facendo in particolare riferimento ad una sua lettera dal gulag al glio Kirill del . In essa emerge la consapevolezza,
profondamente avvertita da Florenskij, della necessit della conduzione di una riessione sul tempo
nel suo nesso strutturale con lo spazio e dello sviluppo di una interpretazione dello spazio-tempo
nella prospettiva della teoria della relativit. Nello stesso tempo suggerisce di pensare lo spaziotempo come una realt multiforme, investigabile e descrivibile soltanto a partire dal suo presupposto
antropologico, in quanto la via verso la conoscenza del reale, e quindi anche del tempo, deve essere
cercata dalluomo prima di tutto in se stesso, nella sua interiorit.
Omnia tempus habent,
et momentum suum cuique negotio sub clo :
tempus nascendi et tempus moriendi,
tempus plantandi et tempus evellendi quod plantatum est []
Ecclesiastes

Quid est enim tempus ?


Quis hoc facile breviterque explicaverit ?
Quis hoc ad verbum de illo proferendum
vel cogitatione comprehenderit ?

A, Confessiones, ,

. I

in heaven and earth, Horatio, / Than


are dreamt of in our philosophy : queste le allusive parole che,
nellAtto (Scena ) dellAmleto, William Shakespeare pone
sulle labbra del principe di Danimarca, sconvolto per luccisione del padre.

T Ex libris di Pavel Aleksandrovi Florenskij.

. Ci sono pi cose in cielo e in terra, Orazio, che non ne sogni la tua losoa (W
S, The Tragicall Historie of Hamlet, Prince of Denmarke, [Valentine Simmes] for N[icholas]
L[ing] and Iohn Trundell, London [ (Q), (Q), (F)] ; trad. it. di Luigi Squarzina,
Amleto, ed. integrale con testo inglese a fronte, Roma, Newton, [ , ], pp. -).

!
E ancora (e qui il principe si rivolge al padre morto) :
Rest, rest, perturbed spirit ! So, gentlemen, / With all my love I do commend me
to you ; / And what so poor a man as Hamlet is / May do texpress his love and
friending to you, / God willing, shall not lack. Let us go in together ; / And still
your ngers on your lips, I pray. / The time is out of joint. O cursed spite, / That
ever I was born to set it right ! / Nay, come, lets go together .

& &
e scientica in quanto il volto empirico del reale nasconde e, insieme,
rivela una profondit carica di mistero, il suo apparire nasconde e,

. Ivi, p. [c.vo dellA.] : Riposa, riposa, spirito aannato ! Mi ado a voi, signori, con tutto il
mio amore, e ci che un poveruomo come Amleto pu fare, con laiuto di Dio non mancher dessere fatto. Rientriamo insieme. Le dita sulle labbra, mi raccomando. I tempi sono fuori di sesto ; brutta sorte, che io debba essere nato a mettere ordine. Venite, rientriamo insieme [c.vo dellA.] (ivi, p. ).
. Florenskij se ne occup in un breve ma interessante saggio intitolato Amleto, scritto nel
per la rivista letteraria Vesy [La bilancia], rimasto tuttavia inedito no alla sua prima pubblicazione nel ; cfr. Gamlet, in P A F, Soinenija v etyrech tomach [Opere in
quattro volumi, in seguito st , Moskva, Mysl : , ; , ; , tt. - , ; , ], , pp. ; trad. it. di Sarah Zilio, Amleto, a cura di Andronik Trubav, ed. it. a cura di Adriano DellAsta,
Milano, Bompiani, ( PasSaggi ). La profonda stima per lopera shakespeariana gli fu trasmessa
dal padre, il quale laveva considerata come una sorta di Bibbia laica ; cfr. F, Detjam moim.
Vospominanja prolych dnej, Moskva, Moskovskij Raboij, ; trad. it. di Claudia Zonghetti, Ai miei
gli. Memorie di giorni passati, a cura di Natalino Valentini, Lubomr k, Milano, Mondadori,
( Uomini e religioni. Saggi ), p. .
. Il nome di Florenskij ormai ben noto in Italia, per la disponibilit delle numerose traduzioni
delle principali opere losoche e religiose e lampia messe di studi saggi monograci o contributi
inclusi in riviste e miscellanee sulla sua persona e il suo pensiero : tra le pi recenti pubblicazioni, si
rimanda a S T, Come leggere Florenskij, Milano, Bompiani, ( Tascabili. Saggi ,
). Per una sintetica presentazione della vita e del pensiero losoco e scientico del Nostro (e della
sua e su di lui bibliograa), cfr. N V, Florenskij, Pavel Aleksandrovi [ad v.], in Dizionario
Interdisciplinare di Scienza e Fede, a cura di Giuseppe Tanzella-Nitti, Alberto Strumia, -, Citt del
Vaticano-Roma, Urbaniana University PressCitt Nuova, , pp. - ; I, Introduzione. La
simbolica della scienza in Pavel A. Florenskij, in F, Il simbolo e la forma. Scritti di losoa della
scienza, a cura di Natalino Valentini, Alexandre Gorelov, trad. dal russo di Claudia Zonghetti, Torino,
Bollati Boringhieri, ( Nuova Cultura , ), pp. -. Una breve presentazione di Florenskij
teologo si trova in L , Florenskij, Pavel Aleksandrovi [ad v.], in Dizionario critico di teologia,
sotto la direzione di Jean-Yves Lacoste ; ed. it. a cura di Piero Coda, Roma, Borla-Citt Nuova, ,
pp. -.

. Interessante, in questo senso, la seguente aermazione di Florenskij : Non a caso Heine aveva denito i drammi di Shakespeare un vangelo laico ; non a caso vi scorgeva la rivelazione del
mistero della natura. una formidabile rivelazione della vita profonda del mondo, e neppure una
lettera, neppure uno iota pu essere cambiato impunemente nellAmleto (I, Amleto, cit., p. ).
Riferendosi a se stesso e alla sua percezione della realt, egli scrisse : La sensazione della rivelazione
dei misteri della natura e dello spavento a essa correlato, dellAbisso di Tjutev e del sentirvisi attirati
era ed , ritengo, una delle pieghe pi recondite della mia spiritualit (I, Ai miei gli, cit., p. ).
Che la percezione del mistero fosse un tratto distintivo del suo modo di accostarsi alla realt, il pensatore russo lo ribad anche verso la ne della sua vita quando, in un lettera dal gulag staliniano, scrisse
alla moglie Anna : A questo proposito, voglio dire a te e ai bambini che tutte le idee scientiche che
mi stanno a cuore sono sempre state suscitate in me dalla percezione del mistero. Tutto ci che non
ispira questo sentimento, non rientra aatto nellambito del mio pensiero, mentre ci che lo ispira
vive nel mio pensiero e prima o poi diventa oggetto di ricerca scientica. Per questo ti ho scritto a pi
riprese che non ti devi preoccupare per i bambini e che io ho ducia in loro : anche in loro, infatti, deve
abitare listinto del pensiero scientico, che si basa su questo sentimento di ci che misterioso e viene da esso alimentato ; un sentimento inspiegabile, ma che non delude. In qualunque ambito della
realt si stagliano determinati punti ; essi sono come il fulcro di cristallizzazione del pensiero. Non
si pu tuttavia esprimere a parole in che cosa questi punti si dierenzino dagli altri, e una persona
che manca di intuizione, se anche intelligente, colta e dotata, non vede che questi punti particolari
danno accesso ai regni sotterranei dellessere. Li conosceva invece Goethe, e cos Faraday e Pasteur.
La maggioranza della gente ovviamente troppo intelligente per abbandonarsi a questo sentimento
immediato e per vedere questi punti particolari nel mondo, e resta perci sterile. Questo non signica
che la gente sia incapace di produrre qualcosa di valido ; no, la gente produce e produrr sempre, ma
in ci che produce non si sente quel fremito particolare che indica lavvento di un nuovo principio
creativo (IDEM, Pisma s Dalnego Vostoka i Solovkov, in st , , cit. ; trad. it. di Giovanni Guaita,
Leonid Charitonov, Non dimenticatemi . Dal gulag staliniano le lettere alla moglie e ai gli del grande
matematico, losofo e sacerdote russo, a cura di Natalino Valentini, Lubomr k, Milano, Mondadori,
[ Oscar Saggi , ], pp. -). Per quanto possa sembrare del tutto ingenuo e ideologicamente predeterminato un simile presupposto della conoscenza scientica di Florenskij, esso emerge, in
realt, in molti altri scienziati del passato e del presente, tra i quali Albert Einstein. Nonostante la netta dierenziazione, sul piano della fede in Dio, tra il pensatore russo ed Einstein, lo scienziato ebreo
manifest apertamente una dimensione cosmico-primordiale della propria religiosit sorprendentemente analoga, per alcuni aspetti, a quella di Florenskij quando scrisse : La pi bella sensazione
il lato misterioso della vita. il sentimento profondo che si trova sempre nella culla dellarte e della
scienza pura. Chi non pi in grado di provare n stupore n sorpresa per cos dire morto ; i suoi
occhi sono spenti. Limpressione del misterioso, sia pure misto a timore, ha suscitato, tra laltro, la
religione. Sapere che esiste qualcosa di impenetrabile, conoscere le manifestazioni dellintelletto pi
profondo e della bellezza pi luminosa, che sono accessibili alla nostra ragione solo nelle forme pi
primitive, questa conoscenza e questo sentimento, ecco la vera devozione []. Mi basta sentire il
mistero delleternit della vita, avere la coscienza e lintuizione di ci che , lottare attivamente per
aerrare una particella, anche piccolissima, dellintelligenza che si manifesta nella natura (A
E, Wie ich die Welt sehe [] ; trad. it. di Remo Valori, in Come vedo io il mondo, in I, Come
vedo io il mondo. La teoria della relativit, Roma, Newton Compton, [ , ], pp. -).

Mi piace introdurre la presente relazione citando questo breve brano di


Amleto, e ci non tanto perch il celebre dramma shakespeariano rappresenta una delle opere letterarie preferite di Pavel Aleksandrovi Florenskij
(-), quanto piuttosto perch le parole del principe, se intessute su
un pi ampio prospetto rispetto a quello della contingente trama teatrale,
fanno ricordare alcune fondamentali intuizioni losoco-scientiche del
pensatore russo : da una parte leccedenza della realt sica (nelle sue estensioni macro- e microcosmica) su ogni sua tentabile denizione losoca

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insieme, rivela un essere , dallaltra limportanza cruciale del tempo


per una comprensione oggettiva e veritiera della realt. Sottolineo veritiera, perch Florenskij, da losofo, teologo e scienziato, fu deciso assertore e testimone, no al martirio, dellesistenza della verit quale spazio
universale e assolutamente oggettivabile della conoscenza, in cui lesistente tutto si epifanizza per ci che realmente in s. Di conseguenza, egli fu
convinto di potersi avvicinare al reale conoscendolo assieme alla e dal

di dentro della sua verit pi profonda. Non ardire a una simile impresa,
non assumersene il soerto rischio, avrebbe per lui il senso dellassurda
pretesa di edicare la conoscenza, losoca e scientica che essa sia, sulla
sabbia dellassenza dellineludibile fondamento delloggettivit.
Ma c di pi ancora ; Florenskij riconobbe nelle parole The time is out
of joint , pronunciate da Hamlet, il giudizio circa il signicato della sua
stessa esperienza giovanile quella del dicile e soerto distacco dal razionalismo positivista per abbracciare unintelligenza losoca e scientica
fondata sulle basi religiose in cui, secondo la sua interpretazione, si facevano sentire i profondi mutamenti della societ e della cultura russa ed
europea degli inizi del 900 ; e, soprattutto, consider tali parole unesortazione a indagare la complessit di quella essenziale dimensione della
realt che appunto il tempo.
Florenskij fu attratto dal tema del tempo sin dagli studi di matematica,
sica e losoa allUniversit di Mosca (-) e di teologia allAcca-

. Nonostante lopposto parere di qualche studioso, incontrovertibile che Florenskij proponga


uninterpretazione in chiave simbolica della realt nanco ad attribuirle, in una prospettiva ontologica, i tratti strutturali di un simbolo ; per una sintetica presentazione della teoria orenskijana
del simbolo cfr. , Il simbolo come via teologica. Spunti di riessione sul simbolismo di Pavel Florenskij,
Humanitas , , , Brescia, Morcelliana, , pp. -. Si veda, a tale proposito, il saggio
Macrocosmo e microcosmo, in cui viene interpretato proprio in questa ottica il rapporto tra uomo e
ambiente (natura, universo) : il primo strutturalmente presente nel secondo, ma anche il secondo
nel primo ; luno il simbolo dellaltro (cfr. F, Makrokosm i mikrokosm, in st , , t. , cit.,
pp. - ; trad. it. di Claudia Zonchetti, Macrocosmo e microcosmo, in I, Il simbolo e la forma, cit.,
pp. -). Florenskij ribad la sua idea del simbolismo della realt anche durante le lezioni del
, affermando : Nella nostra concezione russa del mondo deve essere cambiato il punto di vista
manicheo. Occorre rieducare se stessi, sciogliere lindurimento, comprendere che il mondo simbolo ed pieno dei simboli e che perci la sua concezione devessere simbolica [trad. dellA.] (I,
Kulturno-istorieskoe mesto i predposylki christianskogo miroponimanija [La storia e la cultura come luogo
e i presupposti della concezione cristiana del mondo], in st , , t. , cit., p. ).
. Florenskij si dimostra profondamente convinto che [] allo stesso modo in cui noi ci troviamo nel tempo vi si trova anche la realt e che, di conseguenza, tutte le nostre percezioni e valutazioni
della realt sono connesse con il tempo . Egli spiega : Ma sebbene questo fatto sia assolutamente
risaputo, tuttavia quasi a tutti sfugge quanto sia sostanziale questa penetrazione di tutta la realt nel
tempo. Si immagina il legame con il tempo come una certa casualit, alla quale, facendo il debito
sforzo, si pu sfuggire in caso di necessit, allo stesso modo in cui si pu levare lo strato di polvere
depositatosi su un oggetto. Non ci rappresentiamo il tempo sullesempio delle altre tre coordinate
della realt, riutare le quali signica uscire dalla realt ; ci rappresentiamo il tempo come una sorta
di malinteso, e il tentativo di liberarsene come lavvicinarsi a una conoscenza pi esatta della realt.
[] Qualsiasi processo reale scorre nel tempo e ha la sua durata (I, Sobranie soinenij. Stati i
issledovanija po istorii i loso iskusstva i archeologii [Opera omnia. Saggi e ricerche di storia, losoa
dellarte e archeologia], a cura di Andronik Trubav, Moskva, Mysl, , pp. - ; trad. it., Lo
spazio e il tempo nellarte, a cura e con Postfazione di Nicoletta Misler, Milano, Adelphi, [ Il ramo
doro , ], pp. -).
. La convinzione dellesistenza di un volto oggettivo della realt e, insieme, della possibilit di
cogliere e descrivere (dialetticamente, ossia per mezzo dei simboli) loggettivit del reale appartiene
al credo losoco e scientico di Florenskij. Essa emerge, ad esempio, ne La colonna e il fondamento
della Verit (), dove esorta : Non capisci che bisogna votarsi alle cose oggettive ? Loggettivit sta
fuori e sopra di te. Non ti attira, forse ? Sciagurato, miserabile, insensato ! Piangi e ti lamenti come
se qualcuno fosse tenuto a soddisfare i tuoi desideri. Se non puoi vivere senza questo o questaltro,
che importa ? Se non puoi vivere muori, dissanguati ma vivi nelloggettivit [] ; vivi nelloggettivit,
nellaria pura delle vette, sulle cime trasparenti e non nellafa delle valli metiche [] (I, Stolp i
utverdenie Istiny. Opyt pravoslavnoj teodicei v dvenadcati pismach, Moskva, Put, [Moskva, Pravda,
] ; trad. it. di Pietro Modesto, La colonna e il fondamento della Verit. Saggio di teodicea ortodossa in
dodici lettere, Introduzione di Elmire Zolla, Milano, Rusconi, [ Tradizione ], , p. ).

. in questo senso che vanno interpretate le sue parole di critica, non prive di ironia, rivolte
alla losoa e alla scienza moderne : La scienza non la verit, non vuole assolutamente esserlo,
ma intende essere gradevole e utile. Se fosse la verit, anche la pi cruenta che distrugge me e i miei
criteri, allora, io che sono un uomo, sarei costretto a piegarmi e mi piegherei. Ma, mi viene spiegato,
sulla verit non posso ardire n sperare ; in compenso posso attendermi utilit e comodit. Bene,
allora mi permetto, come uomo, di decidere da me ci che ritengo utile e comodo, e mi si risparmi
ogni benevolenza e non mi si costringa ad accettare delle comodit. Forse la vostra casetta da favola
sarebbe gradevole ai giganti, sono aari loro, ma per la vita che conduciamo io e i miei prossimi
e i miei prossimi nellumanit sono tutti gli uomini questo tipo di domicilio completamente
inadatto, e chi meglio di me potrebbe sapere che cosa per me gradevole o comodo o sgradevole ?
(I, Itogi [], Vestnik Rchd , , , pp. - [ora in st , , t. , cit., pp. -] ; trad. it.
Bilanci, in I, Il valore magico della parola, a cura e trad. di Graziano Lingua, Milano, Medusa,
[ Le porte regali , ], pp. -). Per il Nostro non si trattava, certo, di attribuire lassolutezza alle
verit scientiche o losoche, ma di inscriverle e di valutarle/vericarle dallinterno di uno spazio
veritativo pi ampio (o di un signicato pi profondo oggettivo della realt) : quello disegnato
dalle verit di ordine religioso. Egli spiega : Difatti, nonostante quanto ritiene chi crede nella scienza, le verit scientiche sono tuttaltro che longeve e, con i ritmi accelerati del moderno processo
scientico, longeve lo sono viemmeno, oltre a essere estremamente soggettive, pur se non nel senso
del singolo individuo, bens del gruppo, del circolo che le propugna ; per non parlare dei limiti che
presentano, determinati dalla loro applicazione allambito esclusivo di singole discipline, quando non
di branche delle discipline stesse. Al contrario, le verit e i simboli della religione sono onniumani
e onnistorici, universalmente comprensibili e altrettanto universalmente accettabili, rimanendo un
asse saldo della storia e non essendo soggetti, come larcobaleno, ai vortici dei tempi. mia profondissima convinzione che, se le idee qui espresse saranno avvalorate su basi religiose e poetiche, la
loro attualit sar assicurata in eterno, e ogni spirito vivo trover in se stesso una loro eco, laddove tra
una ventina danni unargomentazione scientica diverr ingenua e pretenziosa quanto un ridicolo
cappellino fuori moda (I, Macrocosmo e microcosmo, cit., in I, Il simbolo e la forma, cit., p. ).
. La traduzione russa, utilizzata dal Nostro a epigrafe di Amleto, recita : Il tempo uscito di carreggiata. / Oh me disgraziato, / che sono nato per rimetterlo / sulla vecchia strada (I, Amleto, cit., p. ).
. Cfr. I, Ai miei gli, cit., pp. -.

& &

demia Teologica () di Sergiev Posad. in questo periodo, infatti,


che egli annot nel suo Taccuino, scritto negli anni -, alcune interessanti riessioni riguardanti la questione del non tempo (bezvremee) e
della transtemporaneit (sverch-vremee) ; e sempre nello stesso periodo
fece qualche riferimento al tema del tempo nei saggi I simboli dellinnito
(Saggio sulle idee di G. Cantor) e I tipi di crescita, elaborati in chiave rigorosamente interdisciplinare (matematica, losoca e teologica). Pi tardi,
nel , Florenskij diede alla stampa La colonna e il fondamento della Verit,
sua celebre opera losoco-teologica, dove si impegn ad approfondire
il nesso tra il tempo e la memoria, e dove, in appendice, volle inserire un
breve excursus sulla transitoriet del tempo. A una distanza di circa dieci
anni egli torn di nuovo sullo stesso tema durante le sue lezioni (negli
anni -) agli Atelier superiori tecnico-artistici di Stato, dedicate alla
teoria dellarte e pubblicate soltanto dopo la sua morte con il titolo
Lanalisi della spazialit (e del tempo) nelle opere darte gurativa. Nonostante
le lezioni rappresentino un testo senzaltro privilegiato per lo studio della
teoria orenskijana del tempo, esso va tuttavia integrato con altri saggi.
Mi riferisco, ad esempio, a La losoa del culto (-), Ai miei gli.
Ricordi di giorni passati (-), a Gli immaginari in geometria ()
o ad alcuni saggi minori come Sezione aurea applicata alla scomposizione del
tempo (Il tutto nel tempo. Lorganizzazione del tempo. I cicli del tempo). Il fatto

sorprendente che Florenskij non smise di occuparsi della questione del


tempo nemmeno nelle lettere che egli scrisse tra il e il , nel periodo della lunga reclusione nelle prigioni no al denitivo trasferimento nel
gulag staliniano delle isole Solovki.
Pur imponendosi un confronto con la ricca elaborazione del tema da parte del pensatore russo, voglio procedere, nella mia presentazione della teoria orenskijana del tempo, proprio dalle sue lettere dal gulag, prendendo
in esame, in particolare, quella indirizzata al glio Kirill il aprile .
Le ragioni di questa mia scelta non risiedono solo nella volont di rendere cos omaggio alluomo, al losofo e allo scienziato che, pur al vaglio
dellatroce prova dellinternamento in uno dei pi temuti gulag staliniani,
non desistette dallesercizio della piena libert del suo pensiero, ma soprattutto perch tale lettera contiene degli spunti molto signicativi per
la comprensione delle intuizioni di fondo della sua teoria del tempo sviluppata in dialogo con scienziati come Bernhard Riemann, Albert Einstein,
Hermann Klaus, Hugo Weyl, e altri ancora. Tra di esse lintuizione che
il Nostro, nel suo costante e dialogico confronto con la matematica e le
scienze naturali, non diede mai per scontata : il realismo del tempo, ossia il
presupposto della sua datit oggettiva in quanto imprescindibile condizione dellessere e dellapparire del reale.

. I, Zapisnaja tetrad [Taccuino -], in Pavel Florenskij i simvolisty. Opyty


literaturnye. Stati. Perepiska [P. Florenskij e i simbolisti. Esperimenti letterari. Saggi. Corrispondenza],
a cura di Evgenija Viktorovna Ivanova, Moskva, Jazyki slavjanskoj kultury, ( Studia philologica ), pp. - e -.
. I, O simvolach beskonenosti (Oerk idej G. Kantora), Novyj Put , , , pp. - [ora in
st , , cit., pp. -] ; trad. it. di Claudia Zonchetti, I simboli dellinnito (Saggio sulle idee di G. Cantor),
in I, Il simbolo e la forma, cit., pp. -.
. I, Stolp i utverdenie Istiny [], cit., : pp. - e : pp. - ; La colonna e il fondamento
della Verit, cit., pp. - e -.
. I, Lo spazio e il tempo nellarte, cit., pp. -.
. I, Sobranie soinenij. Filosoja kulta (Opyt pravoslavnoj antropodicei) [Opera omnia. Filosoa
del culto (Saggio di antropodicea ortodossa)], Moskva, Mysl, .
. I, Ai miei gli, cit.
. I, Mnimosti v geometrii. Rasirenie oblasti dvuchmernych obrazov geometrii (Opyt novogo istolkovanija mnimostej), Moskva, Lazur, ; trad. it. di Claudia Zonchetti del paragrafo conclusivo del
saggio in I, Il simbolo e la forma, cit., pp. -.
. I, Zolotoe seenie v primenenii k rasleneniju vremeni [La sezione aurea in relazione con
larticolazione del tempo], in st , , t. , cit., pp. -. Secondo alcuni studiosi non tutte le ricerche di Florenskij dedicate al tema del tempo sono state gi pubblicate. Infatti, nellarchivio della
famiglia Florenskij [] c un gruppo di materiali, datati luglio , dal titolo Atomi di tempo. Sono
annotazioni sulle particelle elementari dello spazio e del tempo secondo la storia del pensiero religioso e losoco (I, Lo spazio e il tempo nellarte, cit., p. : nota ).

. Quanto alla prigionia di Florenskij e agli ultimi anni della sua vita trascorsi nel gulag delle isole
Solovki, cfr. N V, Le lettere dal lager di padre Pavel Florenskij, in Lautunno della Santa
Russia. Santit e spiritualit in Russia in un tempo di crisi e persecuzione (-), a cura di Adalberto
Mainardi, Magnano, Qiqajon, ( Spiritualit orientale ), pp. - ; V, Introduzione.
LArte della gratuit, in F, Non dimenticatemi , cit., pp. .
. Kirill Pavlovi (-), secondo glio di Pavel Florenskij, siscrisse nel allIstituto di
Ricerca Geologica di Mosca, dove studi sotto la guida di Veniamin Arkadevi Zilberminc, autorevole esperto nel campo della mineralogia e della geochimica, e del celebre scienziato Vladimir
Ivanovi Vernadskij, che ebbe un inusso determinante sulla sua formazione scientica. Negli anni
- prese parte, assieme al fratello Vasilij e sotto la guida di Zilberminc, alla spedizione geologica nei monti Pamir, mentre nel periodo estivo degli anni - anni dellinternamento del
padre nel gulag studi la fauna di Zabaical. Concludendo gli studi, Kirill si impegn con successo
in diversi settori di ricerca scientica, incluso quello dellastrosica. Come segno di profondo apprezzamento nei suoi confronti la comunit scientica scelse il suo nome per denominare uno dei crateri
situati nella parte nascosta della Luna, mentre il suo discepolo Andrei V. Ivanov chiam con il nome
del maestro un minerale ( orenskit, FeTiP ) scoperto nel meteorite Kaidun. Su Kirill cfr. V
I O, Florenskie [I Florenskij], Moskva, Nauka, ( Nauno-biograeskaja literatura ), pp. -.
. Pubblicata in st , , Moskva, Mysl, , pp. - ; trad. it. in F, Non dimenticatemi ,
cit., pp. -.

& &

Non si prospetta qui certamente il compimento di unesaustiva trattazione della concezione orenskijana del tempo nella sua complessit,
quanto piuttosto si coglie loccasione per la puntualizzazione di alcuni dei
suoi aspetti pi rilevanti, con lintenzione di procedere a uno sviluppo della
trattazione in relazione al nucleo tematico indicato dal titolo del presente
contributo.

denunci la parzialit di uninterpretazione losoca e scientica del reale


fondata sul principio della lex continuitatis. Convinto della grande complessit del reale del suo comporsi, cio, degli innumerevoli elementi
e piani che si trovano nella reciproca e ininterrotta connessione e dipendenza strutturale il matematico russo ipotizz la necessit di un nuovo,
pi oggettivo, modello di interpretazione del reale che, senza rinnegare il
contributo oerto dalle funzioni analitiche, avrebbe valorizzato le possibilit date dallo strumento delle funzioni discontinue. Quanto a Cantor,
Florenskij rimase aascinato dalla sua teoria degli insiemi, dei numeri irrazionali e dei numeri transniti, in quanto anchessi misero in questione la diusa convinzione delluniversalit e della sacralit canonica della
lex continuitatis, considerando questultima soltanto nel ruolo subordinato
di una delle innite variazioni della discontinuit.
Che lidea della legge della discontinuit sarebbe stata eletta a cardine
del pensiero del Nostro lo si poteva evincere dal tema che egli scelse per
il suo lavoro di dissertazione in matematica : Lidea della discontinuit come
elemento della concezione del mondo, lavoro iniziato gi nel cio al primo anno dei suoi studi universitari e concluso, solo in parte, nel .
Ma ci divenne evidente soprattutto quando nel pubblic un breve
ma programmatico saggio intitolato Su un presupposto della concezione
del mondo, la cui prospettiva di fondo e il punto di arrivo sono contenuti
nelle propulsive parole poste a esordio della sua interessante riessione :
Lesigenza di una concezione del mondo poliedrica e ad ampio spettro si
sta diondendo nella societ come unonda durto ; e non solo unesigenza della ragione, bens una brama profonda .
A giudizio del giovane studente di matematica, la situazione complessiva della scienza moderna che costringe ad attendere e a preparare una
simile svolta, situazione che egli descrive con le seguenti parole :

. D
Utile viatico, per potersi inoltrare nella viva profondit dei contenuti della
lettera di Florenskij al glio, la premessa di due fondamentali elementi
che ne possano illuminare la comprensione : il primo riguarda il pensiero
orenskijano in generale, il secondo la sua teoria del tempo.
a) Il primo presupposto consiste nel riconoscere che lidea della discontinuit rappresenta lelemento fondante e prospettico dellintero edicio del
pensiero del Nostro.24 noto che Florenskij incontr ed elabor tale idea
grazie a Nikolaj Vasilevi Bugaev, suo professore e decano della prestigiosa facolt di sica e matematica dellUniversit di Mosca, e a Georg
Cantor, matematico e logico tedesco che egli, fra i primi, fece conoscere
in Russia. Bugaev colp il giovane studente per il coraggio con il quale

. Per uno studio specico della teoria orenskijana del tempo rimando a , Il mistero del tempo
come quarta dimensione in Pavel A. Florenskij, Filosoa e Teologia , , , , pp. - (ripubblicato dalla rivista telematica di losoa Dialegesthai allindirizzo : mondodomani.org/dialegesthai/
lz.htm) ; G T, Pavel Florenskij e luni-totalit del tempo. Frammenti teoretici sparsi per una
affermazione del tempo come eventit, in Excerpta. Voci e testimonianze del pensiero contemporaneo, a cura di
Piero Davide Accendere, Padova, il prato, ( I Cento Talleri ), pp. -.
. Dovendo denire tratti caratteristici del proprio pensiero, egli scrisse : [] Florenskij ritiene che lessenziale per la conoscenza del mondo sia la logicit come rapporto funzionale, inteso,
tuttavia, nellaccezione della teoria delle funzioni e dellaritmologia. Nel mondo regnano la discontinuit quanto alle correlazioni e la discretezza quanto alla realt. Ci che risulta inaccettabile per
il positivismo e il kantismo in quanto distruzione della continuit, invece logico e corrisponde
a funzioni discontinue, polivalenti, straticate, prive di derivate ecc. (F, Avtoreferat [Nota
biograca, -, pubblicata in forma ridotta in Enciklopedieskij slovar Russkogo bibliograeskogo
instituta Granat, , coll. -, Moskva, , ora nella versione integrale in st , , cit., pp. -] ;
trad. it. di Claudia Zonchetti, in I, Il simbolo e la forma, cit., p. ). Cfr. anche W U,
Florenskijs Beitrge zu einer Logik der Diskontinuitt, in Pavel Florenskij Tradition und Moderne. Beitrge
zum Internationalen Symposium an der Universitt Potsdam, - . April , hrsg. v. Norbert Franz,
Michael Hagemeister, Frank Haney, Frankfurt am Main, Lang, , pp. -.
. Per una breve presentazione della persona e del pensiero di Nikolaj Vasilevi Bugaev () si veda , Verit come ethos. La teodicea trinitaria di P. A. Florenskij, Roma, Citt Nuova, ,
pp. -.
. Cfr. ivi, pp. -

. Bugaev, pur riconoscendo i rilevanti risultati conseguiti dalla ricerca scientica, denunci il
pernicioso totalitarismo di una scienza che ponga sulla legge della continuit il perno di ogni ermeneutica del reale, eleggendola a unico principio strutturale e regolatore dellesistenza sia delluomo
inteso questo in tutta larticolata estensione della sua identit psicosica sia delluniverso. Al contrario, egli fu convinto assertore della multiforme complessit della realt, ossia del suo comporsi di
innumerevoli elementi ( le particelle) in grado di relazionarsi e di determinare, per la variet delle
loro combinazioni, la sionomia dellassetto globale del reale.
. Cfr. ivi, p. : nota .
. F, Ob odnoj predposylke mirovozzrenija [] ; trad. it. di Claudia Zonchetti, Su un presupposto della concezione del mondo, in I, Il simbolo e la forma, cit., pp. - : 3.

& &

limmensit dei fatti che la scienza ha accumulato, il ritmo impetuoso della


vita, la dicolt di orientarci, limpossibilit di scorgere il disegno formato
dalle macchie colorate della modernit a toglierci le forze. Ma sopra ogni cosa,
siamo imbevuti del veleno di un pensiero tendenzioso e non riusciamo pi ad
accostarci direttamente a una questione, ad analizzarla nella sua essenza. Per noi
le ipotesi assurgono a dogmi, i dogmi si irrigidiscono e lo spirito si chiude nellinvolucro fossilizzato delle opinioni altrui ; il criticismo svapora, la scienza perde la
sua essenza E attraverso la spessa corazza dei falsi assiomi non c modo di
giungere allaria fresca !
Quante le ipotesi di cui abbiamo fatto dei dogmi ! E da quante teorie di solo
apparente evidenza il pensiero tendenzioso si creato una religione !

Va ricordato che nello scritto Su un presupposto della concezione del mondo il


giovane matematico non dimentic di evidenziare il contributo che diede
Cantor ad un ripensamento di quella che la prima delle scienze reali, la
geometria, da considerare unultima roccaforte dellidea della continuit.
Il profeta della discontinuit elabor i presupposti che rendono possibile constatare che, in via di principio, le gure spaziali sono discontinue e,
dunque, che solo particolari condizioni apportano loro quel complesso di
segni tramite il quale abbiamo il diritto di denirle continue . Florenskij
scrive :

Che dietro ai dogmi e alla religione della scienza di cui parla Florenskij
si debba intravedere la legge della continuit, lo si chiarisce immediatamente dal proseguimento della lettura del medesimo saggio, dove viene
spiegato che, malgrado lantichit dellidea della continuit, solo recentemente, nellOttocento, si arriv ad una sua vera e propria canonizzazione,
e ci soprattutto grazie alla matematica. I matematici, cio, presero
[] a dedicarsi esclusivamente a questioni in cui la continuit era eettivamente
riscontrabile, abituandosi gradualmente allidea che fossero le uniche esistenti.
Certo, non notare problemi che presentavano unevidente discontinuit non era
possibile, ma essi venivano ignorati, assumendone la discontinuit come caso accidentale, se non increscioso, e di intralcio alla soluzione.

Ecco perch, di conseguenza, doveva essere di nuovo la matematica ad


accorgersi, di fronte ad un pensiero scientico fondato esclusivamente
sullidea della continuit, dellesistenza di [] una serie di dissonanze dolorose se non di note stonate ,32 ponendo rimedio alla monotonia di una
concezione del mondo che domin le menti di intere generazioni. E la matematica non deluse tali aspettative grazie a Bugaev e a Cantor. Il merito
del matematico tedesco fu, secondo Florenskij, quello di aver elevato
lidea della continuit a pura astrazione concettuale dandone la celebre
denizione : il continuum un gruppo coerente e perfetto di punti e
di aver confutato la sua interpretazione canonica dimostrando matematicamente che, in realt, la discontinuit a regnare sovrana.

.
.
.
.

Ivi, p. .
Ivi, p. .
Ivi, p. .
Ibidem.

Quante pi dimensioni ha il contenitore di gure geometriche preso in considerazione, quanto pi liberamente si schiudono i petali delle diversit, tanto pi
inaspettati e vividi saranno gli sbalzi improvvisi nelle propriet di dette gure.
Tuttavia, persino nel piano e nelle linee curve troviamo una tale ricchezza di sfumature nella discontinuit che il loro studio necessiterebbe di opere speciche.

Di conseguenza aggiunge :
Laermazione che lo spazio continuo una semplice supposizione. Lo spazio
reale da noi ritenuto continuo perch in esso sono possibili forme continue,
come per esempio le linee continue, laddove il suo fondamento solitamente
rappresentato dalla possibilit nello spazio di movimenti continui dei punti, tali
cio che la traiettoria del punto sia una curva continua.

b) Il secondo presupposto da richiamare brevemente sta nella convinzione di Florenskij dellinscindibile nesso tra spazio e tempo, nel senso che
luno non pensabile senza laltro. Sono soprattutto gli studiosi che si occupano del pensiero teologico del Nostro a non considerare con la dovuta
attenzione un simile ampliamento della sua concezione del tempo. Tale
tentazione comunque comprensibile, e ci gi per il fatto che nora la
teologia, salvo qualche rara eccezione, non si lasciata tanto sdare dalla

. Ivi, p. . E continua : Gi oggi, per, disponiamo di un certo numero di lavori al riguardo, cos
che risulta possibile fornire un quadro coerente ; che siamo in grado di studiare come in una gura
nora ritenuta continua si insinui la discontinuit di una delle propriet, sia essa il numero delle
tangenti, il raggio di curvatura o quantaltro ; che sia possibile osservare come, poi, il numero di questi
punti peculiari della curva cresca, come essi vadano a formare un punto di accumulazione, come
il gruppo delle peculiarit cresca di aspetto, come diventi, secondo la terminologia di G. Cantor, un
gruppo di seconda specie e come, inne, la curva si disintegri e si spanda su tutto il piano sotto forma
di brandello piatto. Insomma, gi oggi assistiamo alla disintegrazione della curva, alla distruzione
della sua piena continuit, concorrendo, con ci, a rendere la discontinuit pi facilmente recepibile,
pi convincente da un punto di vista psicologico (ivi, pp. -).
. Ivi, p. .

& &

complessit interdisciplinare del tema del tempo, dimostrandosi poco interessata a elaborare uno sguardo sulla realt del tempo per mezzo di un
confronto con le teorie proposte dalla scienza. La verit che Florenskij,
anche come teologo, aveva la forma mentis di uno scienziato convinto della
necessit di considerare lo spazio-tempo un solo costrutto unico e omogeneo, necessit ormai com noto generalmente riconosciuta grazie alla
teoria della relativit ristretta che stabilisce unequivalenza tra lo spazio e
il tempo.
Ecco perch nella lettera al glio egli non trascur di sottolineare :

dello spazio. Secondo lui non possibile ricondurre lo spazio-tempo n


a un concetto astratto n a unassociazione di elementi psicologici e di
sensazioni. Ne la principale prova lesistenza di asimmetria e irreversibilit.
Lasimmetria riguarda laspetto spaziale della realt. La sua esistenza
viene confermata dal fatto che vi sono oggetti che non si distinguono tra
loro per nessuna caratteristica identicabile astrattamente ( per esempio
guanto destro e sinistro), [] cio che non possono essere ricondotti ad
alcun concetto estraneo e che si possono distinguere solo nella relazione
delluno con laltro o con qualsiasi altro caso di asimmetria . Tuttavia,
gli oggetti asimmetrici sono eettivamente diversi, cosicch non possono
essere scambiati luno con laltro. La loro dierenza reale, non soggettiva,
non dovuta insomma allarbitrio, al desiderio, allabitudine o a un riesso
condizionato. Mentre, per, essa sperimentabile come incompatibilit
spaziale, rimane comunque dicile formularne una denizione in grado
di esprimere in che cosa esattamente si dierenziano gli oggetti asimmetrici. Il problema che non si riesce a dimostrare in che cosa consista
il principio di dierenziazione di un oggetto dallaltro : non lo si riesce a
fare perch tale caratteristica discriminante non esiste ; ed proprio questa
assenza di presupposto che secondo Florenskij dimostra che lo spazio
non n un concetto n un complesso psicologico o psicosiologico.

Poich per spazio e tempo sono sempre collegati da un E , cio non


sono concepibili separatamente, si deve parlare di spazio-tempo nel senso di
Minkowski, [] vale a dire di unessenza inscindibile che pu essere divisa in spazio
e in tempo soltanto nel pensiero astratto (o dogmatico).

. L - K
Il punto chiave della riessione di Florenskij sul tempo, formulata nella
sua lettera dal gulag, consiste nel ribadire la reale esistenza del tempo e
. Nonostante il tema del tempo non sia per niente assente nelle riessioni della teologia del
presente e del passato, la sua interpretazione si limita, nella maggior parte dei casi, esclusivamente a evidenziare il signicato soteriologico della realt del tempo (tempo come storia della salvezza). Per dirla con A. Darlap : Die theologische Frage nach Zeit und Zeitlichkeit steht im Kontext
eines Heilsgeschehens, bzw. einer Heilszusage an den Menschen, des Anrufs an seine Entscheidung,
das Heil in der Tat seiner Freiheit anzunehmen ; diese theol. Frage nimmt ihren Ausgang demgem nicht im naturwissenschaftl. Z.verstndnis, sondern bezieht sich auf ein Selbstverstndnis des
Menschen als eines heilsbedrftigen u. heilsfhigen Wesens, das der naturwissenschaftl. u. techn.
Selbstinterpretation des Menschen voraufgeht (A D, Zeit [ad v.], in Herders Theologisches
Taschenlexikon, , hrsg. v. Karl Rahner, Freiburg i.B., Herder, , p. ). Si veda inoltre H
B, Temps [ad v.] (. Singularit du temps chrtien ; . Le temps commun de la vie humaine ; .
Structuration chrtienne du temps ; . Enjeux actuels de la temporalit), in Dictionnaire de Spiritualit, ,
Paris, Beauchesne, , coll. - ; T F, Zeit. Zeitlichkeit (iv. Systematisch-theologisch)
[ad v.], in LthK, , coll. - ; J J S, Tempo [ad v.], in Dizionario Interdisciplinare di
Scienza e Fede, cit., consultabile anche allindirizzo : www.disf.org/Voci/.asp. Tra i pochi teologi
che hanno tentato di elaborare una riessione sul tema del tempo in dialogo con le scienze naturali si
veda T F T, Space, Time and Incarnation, Oxford, Oxford University Press, ;
I, Space, Time and Resurrection, Grand Rapids, Eerdmans, . Tra i tentativi pi recenti vanno
segnalati i saggi di A V. N, Light from the East. Theology, Science, and the Eastern Orthodox
Tradition, Minneapolis, Fortress, ; O. P, Boestvennaja metrika vselennoj. Slovo o prostranstve
i vremeni [Metrica divina delluniverso. Discorso sullo spazio e sul tempo], Moskva, Palomnik, .
. Oggi si denisce uno spazio-tempo di Minkowski come uno spazio vettoriale reale di quattro
dimensioni, dotato di un prodotto scalare con segnatura (), cio (+,-,-,-). Tale prodotto scalare
quindi non degenere, ma non denito positivo.
. F, Non dimenticatemi , cit., p. .

. Egli spiega : Il compito fondamentale delle scienze naturali quello di provare la realt dello
spazio-tempo, ovvero di provare limpossibilit di ricondurre lo spazio-tempo sia a un concetto
astratto di ordine e rapporto di qualcosa di a-temporale e a-spaziale (come hanno fatto i razionalisti),
sia allassociazione (o riesso condizionato) di elementi psicologici, sensazioni, altrettanto a-temporali
e a-spaziali (come hanno fatto i rappresentanti del sensismo delle pi varie scuole, gli empiristi
inglesi, i seguaci di Hume, Berkeley, Bacon, Mill, Mach e altri). Nel caso di una risposta contraria,
si sopprimono le scienze naturali in quanto tali con labolizione della realt del loro oggetto, la
materia, poich non ha senso esaminare qualcosa che non c e che soltanto sembra esistere seppur
in maniera forzata (Kant) (ivi, pp. -) ; cfr. ivi, p. .
. Ivi, p. .
. Florenskij scrive : Chiunque vede la loro dierenza e si convince facilmente che essa
insormontabile. Tuttavia, nessuno sa rispondere in modo astratto a questa domanda. Non si trova
nessuna caratteristica che possa palesare ci che manca al guanto destro per essere quello sinistro.
Il fatto poi che questi oggetti siano eettivamente diversi, lo si vede dalla loro incongruenza, ossia
dallincompatibilit spaziale (in senso geometrico), dallimpossibilit di inlare un guanto nellaltro.
Presi separatamente, a ogni elemento delluno corrisponde un elemento dellaltro. Nondimeno, se si
cerca di esprimere perch la somma di caratteristiche uguali non conduce a un medesimo risultato,
se si vuole dimostrare in che cosa consiste la caratteristica che dierenzia un risultato dallaltro, si
nisce in un vicolo cieco, oppure si deve ricorrere a un articio, introducendo nei concetti-somme
in questione i termini destro e sinistro o altri equivalenti, vale a dire quelli stessi che si sta cercando di
denire (ivi, pp. -).

& &

Ci che lasimmetria per lo spazio, lirreversibilit lo per il tempo. Per


dirla con il pensatore russo : Essere, signica essere nel tempo ; essere nel
tempo, signica essere irreversibile, cio storico. A B non B A .
Anche in questo caso non si pu denire esattamente in che cosa la direzione dal passato verso il futuro si dierenzi dalla direzione opposta. Infatti,
gli elementi e lordine dei due processi sono gli stessi, eppure, nonostante
manchi loro un segno distintivo, le direzioni di entrambi i processi sono
sostanzialmente diverse e non dipendono dal nostro desiderio di vedere
scorrere il processo in senso opposto. convinzione di Florenskij che vi
siano alcune manifestazioni del tutto evidenti dellirreversibilit del tempo,
tra cui il secondo principio della termodinamica o, in senso pi vasto, il
principio di dispersione della materia-energia. Tuttavia rimane vero e
facilmente sperimentabile che ogni processo naturale irreversibile : se si
svolto da A verso B, esso non pu percorrere lo stesso tratto da B verso A.
Detto ci Florenskij afferma : Essere nello spazio-tempo sinonimo di essere irreversibile e asimmetrico . Egli allo stesso tempo invita ad esaminare
tale stato di cose (tale aspetto cos connotativo della realt) nella prospettiva della geometria analitica. Questultima aiuta a comprendere che la non
identit tra i due corpi asimmetrici, o tra un elemento storico e quello antistorico, signica che questi fattori non possono essere fatti coincidere mediante alcuna traslazione ; nel senso che un corpo non pu analiticamente
essere ricondotto a un altro a lui asimmetrico mediante la trasformazione lineare delle coordinate. Un signicativo approfondimento di questo
problema o di questa caratteristica dello spazio-tempo si otterr con
lesame della sua proiezione nello spazio bidimensionale, tridimensionale
o quadridimensionale. Florenskij spiega :

dellaltro negativa. In altri termini, un contorno delimita una certa parte del piano.
Senza uscire dal piano, il segno della supercie non pu cambiare. Un contorno
delimita una certa parte del piano da tutto il resto ed evidenzia il contenuto delimitato, mentre laltro contorno, che uguale , separa lintero piano da una parte
di questo ed evidenzia la mancanza di contenuto nellinsieme del piano, cio la
grandezza del buco. In altre parole, mediante il contorno il piano viene diviso in
una parte interna ed una esterna. Se si passa dal piano allo spazio tridimensionale,
si possono portare i triangoli alla congruenza e allora la supercie positiva ricopre
non la supercie, bens il buco ad essa corrispondente. Allo stesso modo, con
due superci simmetriche, la prima delimita il corpo e indica un dato contenuto,
mentre la seconda indica uno spazio vuoto, una mancanza e delimita in fondo tutto ci che non quel corpo o un corpo siatto. Queste superci possono essere
portate alla congruenza soltanto facendo ricorso ad una quarta dimensione, allora ogni punto del corpo si troverebbe a coincidere con il corrispondente spazio
vuoto del punto. Ma le normali alle facce indicheranno la direzione opposta. Ci
che per una supercie lesterno, per laltra linterno, e viceversa.

Se prendiamo in esame il piano quale spazio bidimensionale, un triangolo che


uguale a un altro non pu mediante alcuno spostamento sul piano essere portato
a coincidere con quello ad esso uguale, e la supercie delluno positiva, quella

A questo punto Florenskij fa due importanti osservazioni. La prima evidenzia che lesame dellasimmetria in una prospettiva quadridimensionale
invita a riconoscere la possibilit dellinversione del corpo, una possibilit constata il Nostro irrealizzabile nelle condizioni siche dellesistenza, perlomeno (!) nch si tratta dello spazio euclideo (nch essa viene
compresa alla luce della geometria euclidea). Tale impossibilit si fonda sul
principio di dispersione della materia-energia :
Se, infatti, la dispersione della materia-energia signica la deconcentrazione, ossia
luscire dallinterno verso lesterno, allora linversione del senso direzionale delle
normali, che tramuta linterno in esterno e lesterno in interno, signicherebbe
un processo di concentrazione, il conuire della materia-energia in determinati
punti ; alluderebbe cio a una inversione del processo del mondo, a una storia
rovesciata. [] Formalmente, per il rovesciamento di un corpo occorre il cambiamento del senso direzionale della quarta coordinata spazio-temporale, ovvero del
tempo. A questo ne, il corpo dovrebbe essere dotato di una velocit che superi
quella della luce, per la qual cosa la velocit crescente del corpo dovrebbe passare
attraverso il valore V = C ; per questo servirebbe tuttavia una forza innitamente
grande e un lavoro innitamente grande.

. Ivi, p. .
. Florenskij spiega : [] dobbiamo creare qui questo termine [materia-energia], perch la
materia viene caratterizzata dalle propriet dellenergia e lenergia dalle propriet della materia, cio
dal peso e dalla massa ; per esempio il calore, nellaccezione moderna, non energia, ma qualcosa di
simile alla materia, e lo stesso vale per lelettricit (ivi, p. ). E continua ancora : Essa [materiaenergia] ha la tendenza a deconcentrarsi, ovvero a diminuire la sua concentrazione, il suo contenuto
nello spazio nel corso del tempo, sia rispetto a un dato punto dello spazio, che rispetto a una data
direzione (in senso lato, rispetto a qualsiasi linea, a qualsiasi supercie) ; ha cio la tendenza ad
attenuare la precisione della sua articolazione, a passare da uno stato ordinato (una distribuzione
ordinata) a uno meno ordinato (ibidem).
. Ivi, p. .

. Ivi, pp. -.
. Ivi, p. . Florenskij dedic al tema dellinversione del tempo e del rovesciamento del corpo
uninteressante riessione ne Gli immaginari in geometria (), saggio in cui rivalutando positivamente la rappresentazione del mondo aristotelico-tolemaica e dantesca ipotizz la possibilit

& &

Ma tutto ci, come facilmente comprensibile, impossibile soprattutto


se si rimane a pensare lo spazio-tempo nella prospettiva della geometria
euclidea.
La seconda osservazione di Florenskij riguarda la supercie negativa e il
suo signicato, dal punto di vista della sica, come mancanza. Egli constata che solo se viene indicato in che cosa consiste concretamente questa
mancanza, si pu parlare del senso sico di un corpo asimmetrico (o di
una gura piana) . In altri termini, da un punto di vista della concretezza sica, interno ed esterno, in quanto presupposti dellasimmetria,
esigono che venga determinato il contenuto delluno come dellaltro. Questa esigenza, per, conduce ad aermare lesistenza della curvatura dello
spazio-tempo, ed proprio questo il punto verso il quale il pensatore russo
intende condurre la sua riessione.
Secondo il Nostro, lesistenza reale della curvatura dello spazio-tempo
un inconfutabile dato di fatto. Nel mondo sico, cio, impensabile un
piano quale conne tra un corpo (interno) e altri corpi (esterno). Infatti,
ci che viene chiamato piano soltanto una faccia di una supercie chiusa,
di un poliedro o di una supercie molto grande, chiusa e curva, perch un
corpo non si denisce attraverso il piano, altrimenti si perderebbe il senso
dellinterno/esterno. Altrettanto anche lo spazio sico pu essere solo
curvo, cio dotato di una curvatura media diversa da zero. Ci signica
che la distinzione tra interno ed esterno insita nella natura stessa della supercie curva ed , perci, indipendente dal nostro arbitrio. Interno
ed esterno vengono semplicemente determinati dal segno della curvatura media sulluno e sullaltro lato della supercie. Quindi la curvatura della
supercie un fattore sico del fenomeno. Tutto ci, poi, si pu esprimere
anche in questi termini : esiste un potenziale della forma, perch la forma crea un campo di forze che determina landamento dei fenomeni. La
forma un fattore, e la curvatura della forma-supercie il potenziale del
campo di questo fattore laddove esso raggiunge il suo valore massimo .
Detto ci, Florenskij constata : Di qui deriva la necessit di studiare la
struttura delle formazioni naturali e articiali, come ci che determina

il carattere e landamento dei fenomeni. Questi ultimi sono pienamente


determinati dallinterazione dei campi morfologici .
Di conseguenza, il Nostro giunge alla seguente conclusione :
[] la struttura della materia quale sua forma spazio-temporale, cio forma in
movimento e cambiamento, caratterizza le propriet di una determinata formazione materiale ed la causa dei fenomeni che ne derivano. Tutti i processi hanno
luogo sulla supercie, sul conne tra ed , ma questo conne
qualcosa di molto pi complesso di quanto non appaia a unanalisi sommaria. Penetrando nella profondit del corpo, noi creiamo una nuova supercie di
conne, ed questa poi, e non linterno del corpo, che studiamo e che oggetto
di ricerca.

A ci aggiunge unaltra considerazione : Poich lo spazio non esiste senza


il tempo, anche la curvatura della supercie non una curvatura astratta
della geometria, bens una curvatura secondo tutte le coordinate, vale a
dire, anche secondo quelle del tempo . sul presupposto che la curvatura dello spazio determini la curvatura del tempo che egli spiega : Landamento degli eventi sulle superci di diversa curvatura differente .

del processo di inversione e di rovesciamento, affermando : Per il momento lunico mezzo che possiamo immaginare per tale processo laumento delle velocit o forse di velocit di determinate
particelle del corpo oltre la velocit massima c, ma non abbiamo prove per sostenere limpossibilit
di un qualsivoglia altro procedimento (I, Mnimosti v geometrii. Opyt novogo istolkovanija mnimostej,
Moskva, Pomore, ; trad. it. di Claudia Zonchetti, Gli immaginari in geometria, in I, Il simbolo
e la forma, cit., p. ).
. I, Non dimenticatemi , cit., p. .

. Ivi, pp. -. E aggiunge : Tu dirai : e le propriet chimiche ? Giusto, ma le propriet chimiche


sono solo un caso particolare di manifestazione delle strutture, cio delle strutture del nucleo,
dellatomo, delle molecole e di altre strutture pi complesse, dove in molti casi non risulta determinante
la struttura chimica, bens una struttura pi grossolana, istologica, vale a dire, per esempio, una
struttura ultramicroscopica o microscopica, e forse addirittura una ancora pi grossolana. Temo,
tuttavia, che alla ne di questa spiegazione tu mi possa fraintendere, comprendendo le mie parole in
quel senso generico e indenito in cui solitamente si parla del signicato della struttura (ivi, p. ).
. Ibidem.
. Ibidem.
. Ibidem. E spiega : Sulla base di principi generali, questo del tutto ovvio, ed noto a ognuno
attraverso la propria esperienza tecnica e quotidiana ( per esempio dal comportamento di superci
lucide e ruvide, dalla corrosione di sporgenze e angoli ecc.). Ci trova conferma attraverso la sperimentazione esatta. Sia da una serie di ricerche in generale, che anche da studi condotti da me, stato
stabilito che dalla curvatura dipende lelasticit del vapore, la temperatura del punto di refrigerazione
e di ebollizione, nonch le propriet meccaniche, elettriche e cos via. Io in particolare ho dimostrato ci relativamente alla velocit delle reazioni chimiche e al potenziale elettrochimico. Lo stato
dispersivo della materia porta ad animare tutti i processi, non solo perch si ingrandisce la supercie
specica (di un grammo), ma soprattutto perch cresce la curvatura di tutte le superci che la delimitano. Io (ma anche altri) ho determinato sperimentalmente, per i fenomeni citati, le dipendenze
funzionali dalla curvatura. Si pu presumere (mi ripropongo sempre di esaminarlo, ma non ho n
tempo, n la letteratura scientica) che si potrebbe generalizzare questa dipendenza partendo dal
principio della identit delle leggi della natura, indipendentemente dallo spazio in cui viviamo. Lo si
deve fare nel seguente modo : osserviamo dallesterno una supercie curva e troviamo che il decorso
delle reazioni su di essa accelerato. Di conseguenza, su questa supercie il tempo scorre pi velocemente che presso di noi. Ci signica che il tempo ha una pi grande curvatura (ivi, pp. -).

& &

Di conseguenza : [] poich conosciamo il valore della curvatura della


supercie, possiamo dedurre anche la curvatura del tempo [] .
Ebbene, la riessione di Florenskij sullo spazio-tempo, adata alla lettera
al glio, si ferm qui. Purtroppo, non venne pi ripresa in quanto nel
il pensatore russo venne fucilato. Essa, tuttavia, pi che suciente per
poter cogliere le intuizioni teoretiche della teoria orenskijana del tempo,
intuizioni che chiaramente evidente vanno comprese, misurate e
soppesate alla luce di tutto ci che il pensatore russo scrisse sullargomento
prima del suo arresto e della sua detenzione nel gulag.

spazi sono dierenti, tuttavia ognuno pu cogliere ed esprimere uno dei


molteplici strati della dimensione spaziale del reale, avvicinandosi progressivamente allo spazio concreto, cio alla nostra esperienza vitale .
Allo stesso tempo, per, essi non costituiscono un sistema chiuso, ma aperto ad altre esperienze e descrizioni della spazialit del reale, come ad esempio quelle prodotte da un artista o da un fruitore dellarte.
Vi , dunque, uno spazio astratto, ossia una descrizione della spazialit
del reale dalla geometria. Il Nostro, com noto, simpegn alquanto nelle
ricerche riguardanti proprio tale descrizione ; ricerche condotte con la ferma convinzione che dovevano essere superate le strettoie della geometria
euclidea o kantiano-euclidea che denisce lo spazio come innito, illimitato ( nel senso della distinzione di Riemann ), omogeneo, isotropo, bipolare, continuo, connesso, tridimensionale e univoco, con una curvatura
costante uguale a zero. Spiega Florenskij :

. L
Mi riferisco, prima di tutto, allidea della multispazialit sviluppata, ad
esempio, ne Lanalisi della spazialit (e del tempo) nelle opere darte gurativa.
In questo saggio, che unampia trattazione dei fondamenti e dei concetti
chiave della teoria orenskijana dellarte, viene contestato il ruolo di assolutezza di una descrizione della spazialit del reale operata esclusivamente
dalla sica. Essa non lunica possibile, ma una fra le tante descrizioni
attuabili eettuate per mezzo dei dierenti modelli spaziali, descrizioni
che presuppongono lesistenza di una grande variet degli spazi . Tale
variet pu essere sperimentata da ogni uomo, ma essa viene percepita
con accentuata evidenza dai pittori e dai conoscitori delle opere darte.
Florenskij, tracciando uno schema a grandi linee e non chiuso, ne propone
una sua descrizione : vi uno spazio concreto e uno astratto ; il primo lo
spazio sperimentato dalluomo per mezzo dei suoi sensi, il secondo, invece,
quello teorizzato dalla sica e dalla geometria ; in altri termini, la dimensione spaziale del reale viene sperimentata e, insieme, pensata come spazio
psicosiologico, sico (della sica) e geometrico (della geometria). I tre

ovvio che non si pu parlare di falsit per quanto riguarda la concezione


spaziale di Euclide e Kant, perch si tratta in eetti della costruzione di un solido
schema sulla base di determinate premesse ; lo schema per totalmente astratto,
costruito dagli sforzi di ricercatori che, nel corso dei secoli, e particolarmente
negli ultimi tempi, hanno cercato con tutte le loro forze di ripulirsi delle ultime
tracce di e-videnza. Per la teoria kantiano-euclidea dello spazio un punto donore
isolarsi completamente da una percezione concreta e visiva del mondo, e tutti i
suoi sforzi pi intensi sono indirizzati proprio a ci, a un isolamento denitivo. Il
suo compito, sebbene costruito dalluomo, del tutto e assolutamente in-umano,
libero dal minimo segno di antropocentrismo.

Ecco perch la stessa geometria euclidea va considerata un semplice


ramo insignicante della geometria. Il fatto spiega il pensatore
russo che nella geometria abbiamo a che fare non con un solo spazio

. Ivi, p. .
I, Lo spazio e il tempo nellarte, cit., p. . Riferendosi, in un altro saggio, al tema della
complessit multiforme dello spazio ( la multispazialit), il pensatore russo scrive : [] esistono delle
realt, cio esistono dei centri dellessere, dei grumi di essere, soggetti a leggi proprie, e perci aventi ciascuno la propria forma ; perci nulla di ci che esiste pu essere considerato come materiale
indierente e passivo []. E inne, lo spazio stesso non soltanto un luogo omogeneo e senza
struttura, n una semplice casella, ma a sua volta una realt particolare, interiormente organizzata,
dovunque dierenziata, sempre dotata di una struttura e di un ordine interiore (I, Obratnaja perspektiva [], in Trudy po znakovym sistemam, , , Tartu, , pp. - [ora in st , , t. , cit.,
pp. -] ; trad. it. di Carla Muschio e Nicoletta Misler, La prospettiva rovesciata e altri scritti, a cura di
Nicoletta Misler, Roma, Gangemi, [ Interpretazione e documenti , ], p. ).

. I, Lo spazio e il tempo nellarte, cit., p. . Spiega Florenskij : evidente che non vi alcun
fondamento per aermare a priori lidentit dello spazio psicosiologico con quello sico, perch la
nostra vita di tutti i giorni non tiene conto dei fondamenti astratti della sica, e a sua volta la sica,
nelle sue costruzioni, si distanzia consapevolmente dai fenomeni psichici e psicosiologici (ibidem).
. Il concetto di spazio estetico uno strato autonomo nella concezione generale dello spazio. Il
pi vicino al concetto di spazio estetico il concetto di spazio psicosiologico, mentre il pi lontano
il concetto di spazio geometrico ; quello che si costruisce attraverso la sica si trova a met fra gli
ultimi due (ibidem).
. Per la descrizione di tali propriet cfr. ivi, pp. -. Si veda, inoltre, I, La prospettiva
rovesciata, cit., pp. -.
. I, Lo spazio e il tempo nellarte, cit., pp. -.
. Ivi, p. ; cfr. anche I, La prospettiva rovesciata, cit., p. .

& &

ma con una quantit innita di spazi diversi . Per dirla con altre parole :
Innite sono le variet di spazio geometrico, e innite sono quindi le possibili variazioni delle sue propriet caratteristiche .
Vi , poi, uno spazio sico, ossia una descrizione della spazialit del reale
fatta da parte della sica. Si tratta di una descrizione che gi nella versione
elaborata da Newton contraddisse alcune propriet dello spazio euclideo,
ma che condusse a punti di vista sullo spazio sostanzialmente dierenti,
soprattutto quando la sica inizi a pensare lo spazio sul terreno di entrambi
i principi di relativit, stabilendone la nitezza, la non omogeneit, lanisotropia, la multidimensionalit (cinque dimensioni nella concezione di
Eddington), la dierenza della sua curvatura dallo zero (diversa inoltre nei
diversi punti), la multivocit e, in base a un dato approccio ( lutilizzazione
degli immaginari), la sua non connessione . E ci non tutto : In futuro
si pu prevedere la negazione, a cui gi si accenna nel pensiero contemporaneo, della continuit sulla base della teoria dei quanti . Come nel caso
dello spazio astratto della geometria, anche in quello della sica Florenskij
aggiunge unimportante constatazione, e cio che esso non uno spazio
unico nel suo genere. Infatti, visto che le propriet dello spazio dipendono
dai molteplici processi che avvengono in esso, tali propriet possono subire
innite variazioni.
Vi , inne, uno spazio psicosiologico, anchesso profondamente incompatibile con quello kantiano-euclideo. Tale spazio, che ha al centro luomo
ed a lui commisurabile in quanto terreno della sua vita e della sua manifestazione, , in primo luogo, nito. E non pu essere diversamente in
quanto, sebbene lo spazio psicosico possa essere grande o piccolo, []
lo si pensa sempre saturo di determinate sensazioni e per le sensazioni
linnito unassurdit . Si tratta, allo stesso tempo, di uno spazio limitato, soprattutto se viene costruito sulla base delle impressioni visive che

Florenskij distingue tra ristrette e complete. Esso, poi, non omogeneo ed necessariamente anisotropo, anzi, multianisotropo, in quanto
esiste una propria anisotropia [] dello spazio psicosiologico per ciascuna delle capacit percettive . Infatti, ciascun organo di percezione ha
i suoi assi, che, in generale, non corrispondono n per numero, n per
direzione agli assi degli altri organi . Essendo, per, anisotropo, lo spazio
psicosiologico non possiede n la bipolarit, n la continuit. Quanto alla
sua discontinuit, il Nostro afferma :
[] lo spazio delle percezioni sostanzialmente e interamente discontinuo ed
costituito da singoli elementi. In certi casi esso granulare e deve essere immaginato come simile a quel tessuto di singole cellette scintillanti che si vede in un
cocomero tagliato. In altri casi lo spazio costituito da un reticolo strutturato
secondo un certo ordine oppure un altro. Ma, in ogni caso, [] lo spazio non
pu mai essere ricondotto allo schema di un continuum. I suoi elementi sono di
numero nito e separati fra loro, e non possiedono unestensione, o almeno non
la possiedono nella sua pienezza, vale a dire nelle tre dimensioni.

. I, Lo spazio e il tempo nellarte, cit., p. [c.vi dellA.].


. Ibidem.
. Ivi, p. .
. Cfr. ivi, p. .
. Ivi, p. . E spiega ancora : Aermare che lo spazio psicosiologico innito come non dire
niente, perch noi non possiamo pensare linnit delle sensazioni n come gi data attualmente, n
come in una crescita potenzialmente illimitata ; qualsiasi sensazione, qualsiasi genere di sensazioni ha
una sua misura interiore, che non pu essere superata n in forza, n in volume, n in durata (ivi,
pp. -).

. Le impressioni ristrette aiutano a costruire uno spazio ristretto : quello, cio, che vediamo
nella nostra impressione istantanea, anzi, di cui facciamo esperienza attraverso i nostri sensi. Esso
necessariamente limitato, avendo una cornice al di l dei conni della quale non si pu andare in un
determinato momento. Essa deriva dalla linea formata dallarcata sopraccigliare vista da me, dalla
linea del naso, ecc., che racchiudono lo spazio, mentre tutto ci che al di l di tali limiti risulta irraggiungibile (ivi, pp. -).
. Le impressioni complete sono quelle che, sommandosi a quelle ristrette, portano a crearsi
lidea di uno spazio visibile nella sua completezza. Si tratta delle impressioni acquisite grazie alle
nostre esperienze visive precedenti, ad esempio quelle che uno acquisisce quando, prima di crearsi
unidea dello spazio mediante unimpressione ristretta, si voltato indietro. Il Nostro spiega : Infatti
quello che io ho visto prima del mio ingresso nellaula, sulla porta, sulle scale, in qualche modo
collegato nella mia coscienza, e quello che ho visto continua a restare visibile, legato cio in un certo
qual modo alla percezione visiva, sebbene questa somma di immagini visive differisca sostanzialmente dalla mia percezione istantanea (ivi, p. ).
. chiaro che lo spazio da noi percepito non pu essere identico in tutte le direzioni, visto che
in noi stessi, nellorganizzazione stessa del corpo che percepisce, conosciamo assi che si distinguono
qualitativamente luno dallaltro nella nostra autocoscienza sensoriale immediata. Assi di questo tipo
sono molti, e quanto pi attentamente ci orizzontiamo nella struttura e nelle funzioni del nostro
corpo, tanto pi si presentano motivi per i quali lo spazio non pu essere isotropo (ivi, p. ).
. Errata corrige di isotropia nella trad. it. del testo cit.
. Ibidem.
. Ibidem.
. Ivi, p. .

& &

Come gi nel caso degli spazi della geometria e della sica, anche in quello
e su quello psicosiologico, occorre riettere in termini di pluralit, per
le innite variazioni delle descrizioni che vi aeriscono, a loro volta correlate allinnita quantit degli spazi che le sottendono. Il che dipende, non
per ultimo, dal genere di percezioni che si trovano alla base di una data
costruzione spaziale. Florenskij spiega :

posto che vi sono, in essi, alcune caratteristiche strutturali di universale


validit. Ad esempio, che questi spazi hanno caratteristiche di una vera
dimensione spaziale del reale : hanno, cio, una supercie curva che
una linea di conne tra interno ed esterno, tra dentro e fuori. Inoltre, la
curvatura della loro supercie determina quella del tempo, cosicch dalla
prima si pu dedurre la seconda. E ancora : sono la materia-energia e le
cosiddette forze a inettere la curvatura della supercie di ogni spazio
assieme a quella del tempo.
Florenskij, ne Lanalisi della spazialit (e del tempo) nelle opere darte
gurativa, insiste su ognuna di tali caratteristiche, evidenziando in particolare il nesso fra le forze e le curvature della supercie e del tempo. Riguardo a questultima caratteristica, egli invita ad ampliare il concetto di
forze attive nello spazio, elaborato da Riemann e sviluppato brillantemente da Einstein, Weyl e altri. Nel senso che tali forze, che determinano
la curvatura dello spazio, andrebbero comprese tenendo conto anche
di altre prospettive oltre a quelle della sica meccanica. Ovvero, se nella
meccanica la forza si denisce come la causa dellaccelerazione, allora si
deve riconoscere che esistono forze [] nel senso preciso e corretto del
termine che comunicano laccelerazione e producono cambiamenti delle
caratteristiche del reale, senza essere tuttavia forze meccaniche o siche,
tali cio da non poter essere notate se gli organi di percezione rispondono
soltanto agli inussi sici e meccanici . Infatti, vi sono dierenti forze : la
forza di gravit, la forza durto, la forza magnetica, la forza della luce, ma
anche quella dellattenzione, la forza della passione, la forza della bellezza,

Di fatto, se gi stata indicata da tempo la non omogeneit fra lo spazio visivo e quello muscolare e, al limite, fra quelli visivo-contemplativo, visivo-cinetico,
muscolare-percettivo, muscolare-tattile, tanto pi allora dobbiamo ripetere la stessa cosa per quanto riguarda lo spazio auditivo, quello termico, quello dellodorato,
quello del gusto, ecc. e, pi oltre, riguardo a spazi ancora pi specici che corrispondono a un gruppo o a un altro di percezioni. necessario tenere a mente
che nella disomogeneit e anisotropia degli spazi psicosiologici qualsiasi nuovo
fattore qualitativamente originale d anche una struttura sostanzialmente nuova
dello spazio [].

Ci che ora, in riferimento al nostro tema, ci preme conseguire che se


vero che data la molteplicit, facilmente dimostrabile, delle descrizioni
dei dierenti spazi vi una molteplicit/variet delle dimensioni spaziali
del reale, ci deve signicare, data lindissolubilit del nesso tra spazio e
tempo, che vi ossia fa parte della complessit del reale anche una molteplicit/variet dei tempi. Ed proprio questa una delle intuizioni chiave
della teoria del tempo elaborata da Florenskij.
. L
Anzitutto va ricordato che, malgrado la diversit e persino le profonde
dierenze tra gli spazi della geometria, della sica, dellesperienza
psicosiologica e, ovviamente, dellarte, il pensatore russo d per presup. Ivi, p. .
. Tale teoria poggia sulle riessioni di tipo teoretico, traendo lispirazione, tra laltro, dalle
ricerche della sica contemporanea ( la teoria della relativit ecc.). Tuttavia, il Nostro considera la
multitemporalit un fatto di cui si pu fare realmente lesperienza, e ci grazie al fatto che ogni
uomo partecipa dei molteplici processi sici e psicosici di dierenti velocit. Egli spiega : Ma anche
lesperienza quotidiana dimostra che non esiste un tempo unico. Esistono molti tempi e si pu, a certe
condizioni e con certi [mezzi], dichiarare che un dato tempo obbligatorio, dichiarare cio che il
calcolo del tempo deve essere condotto in base a certi processi sici, come, per esempio, il ritorno del
sole al suo posto precedente fra le stelle ; e dichiarare inoltre che questo calcolo si far sulla base del
ritorno del sole al suo posto precedente nel corso di ventiquattro ore. Il numero dei calendari pu essere
innito [c.vi dellA.] (ivi, p. ).

. Una riessione pi dettagliata sulla curvatura si trova in ivi, pp. -.


. Cfr. ivi, p. .
. Ivi, p. .
. Secondo Florenskij, sono le forze, ossia un determinato centro di forze, a denire con precisione un dato spazio (Riemann), conferendo a questultimo propriet corrispondenti alle caratteristiche della loro attivit di forze. In altre parole, la curvatura di questo spazio si stabilisce in ciascun
punto attraverso le forze che vi agiscono, in rapporto naturalmente allazione di queste forze, di
queste e non di altre qualsiasi, che possono invece essere rivelate da una sensibilit verso un altro genere di forze. Se ci rivolgiamo a unaltra sensibilit, anche se essa appartiene a questo stesso oggetto
di percezione in questo stesso punto, se vogliamo valutare come agiscono forze diverse su questa
diversa sensibilit, allora la curvatura dello spazio si rivela unaltra, e tutto lo spazio mostra una struttura diversa. Ci ovvio, perch lo spazio il principio che unisce i centri di forza, principio che d al
campo di forze la possibilit di dispiegarsi. Questo signica che esso deve comprendere in s le forze
o possedere una capienza (ivi, pp. -).
. Ivi, p. .

& &

e cos via . Insomma, la forza della bellezza, ad esempio, esiste in misura non minore della forza magnetica e di quella di gravit .
Come gi ricordato, la curvatura della supercie determina la curvatura
del tempo. Dunque, a ogni spazio del reale corrisponde un proprio scorrere del tempo, ogni spazio ha un proprio orologio di dimensione sia macroche microcosmica. Ma quale degli orologi mostra il tempo vero, quello
oggettivo del reale ? Tutti, risponderebbe Florenskij. Perch cos come non
si possono suddividere le forze, che agiscono negli spazi multipli, in esteriori, cio universalmente validi, ed interiori, cio di carattere puramente soggettivo (meno oggettive o del tutto prive di oggettivit), allo stesso
modo non si pu suddividere il tempo nei tempi di maggiore o di minore
importanza. Ma c di pi ! La multitemporalit determinata non solo
dalla molteplicit degli spazi. Essa, infatti, caratterizza il tempo specico
di ogni singolo spazio. Ci signica che ogni tempo spaziale ha una sua
complessit. Ci dovuto al fatto che la supercie curva di ogni spazio,
ogni sua forma, non un rigido e impenetrabile continuum, ma composta
come un insieme discontinuo. Si pu, perci, dire che nei dierenti spazi
scorrono i dierenti tempi, aggiungendo, per, che ogni singolo tempo

un insieme, ossia una sequenza dei singoli istanti. chiaro allora come sia
la curvatura della supercie a determinare la velocit di scorrimento di tali
istanti e la durata del tempo.
Tutto ci signica, ad esempio, che per conoscere una cosa nella sua
oggettivit, incluso il suo tempo, necessario conoscere il manifestarsi
del suo essere nei dierenti istanti di tempo, abbracciando complessivamente tutti gli stadi del suo progressivo sviluppo. Il che vale anche, in
modo particolare, se si intende conoscere un uomo, la sua identit individuale. Per Florenskij, la possibilit di conoscere un uomo direttamente proporzionale alla quantit di informazioni relative alle manifestazioni
del suo essere in dierenti istanti di tempo che possono essere raccolte
e distribuite nellordinata progressivit di una linea. Ovviamente, la lunghezza di una simile serie di manifestazioni condizionata dalla lunghezza
della vita biograca. In questo senso va detto che, secondo il Nostro, la
vita di ogni uomo un insieme (una forma) circoscritto da due poli di ordine spaziale e temporale : la nascita e la morte, un insieme che egli chiama
leternit biograca (relativa). Si capisce che un simile sguardo sulluomo,
da conoscere nel e con il suo tempo, predilige la dimensione biologica
della vita umana, che poi quella di un organismo vivente. Tale vita, nel
suo insieme nella sua forma che varia da persona a persona, ha una sua

. Ivi, p. . A questo proposito spiega ancora : In rapporto a essi [una massa inerte e un pezzo di
ferro] n lo spettacolo, n la parola sono delle forze, ma questo non signica affatto che non esistano
la forza dello spettacolo e la forza della parola. Un pezzo di ferro non sensibile (come in eetti si
pensa comunemente) alla forza della parola e dello spettacolo allo stesso modo in cui n luomo, n
un ciottolo sono sensibili alla forza di una calamita. Lassenza di unazione di accelerazione, in tutti
questi casi, non attesta linesistenza di forze corrispondenti, ma soltanto linesistenza di un inusso
reciproco attivo-passivo [] (ivi, pp. -). E ancora : Dunque, traendo le conclusioni, sottolineiamo
di nuovo che si pu chiamare forza a buon diritto tutto ci che in grado di agire producendo delle
variazioni nelle caratteristiche del reale, vale a dire comunicando unaccelerazione al loro scorrere
nel tempo continuo e rettilineo. Le forze della realt sono molteplici e diverse, e lattivit di ciascuna
di esse si manifesta e compare soltanto in presenza di una corrispondente sensibilit degli oggetti
al loro inusso e rimane sconosciuta se questa sensibilit manca. Fra le diverse forze non c una
frontiera divisoria, da un lato della quale si trovi ci che oggettivo e dallaltro ci che soggettivo
(ivi, p. ).
. Ivi, p. 47. E continua : Ma probabilmente qualcuno obietter che la forza della bellezza non in
grado di dimostrare la sua azione in modo diretto e di cambiare le propriet caratteristiche del reale,
che questa forza deve passare attraverso unelaborazione cosciente e vitale prima di manifestarsi in
unesperienza valutabile dallesterno, e inne che noi non conosciamo i complicati processi e percorsi
attraverso i quali agisce tale forza. Non approfondiremo ulteriormente queste considerazioni e per
il momento risponderemo soltanto alla questione seguente. Noi non sappiamo niente dei percorsi e
dei processi generali attraverso i quali si manifesta lazione di una forza qualsiasi, meccanica o sica,
e osserviamo sempre solo azioni gi pronte, nate non si sa come ; bisogna, semmai, riconoscere [il
contrario] : che sono meno incomprensibili quelle azioni che passano attraverso la nostra coscienza o
la nostra autocoscienza sensoriale (ibidem).

. Il Nostro svilupp questo tema gi nel ne Il signicato dellidealismo, dove scrive : Si pu


comprendere un fenomeno come un tutto, nella sua interezza, non dopo aver staccato da esso un
momento sul quale poi si concentrer tutta lattenzione, ma abbracciando complessivamente tutti gli
stadi dello sviluppo. [] Noi aermiamo che una personalit unica ed identica a se stessa si conosce
nella sua biograa ; ma cosaltro pu signicare questa connessione ( personalit biograa) in s
contraddittoria, se non un riconoscimento del fatto che la personalit irriducibile ad un particolare
momento isolato dellesistenza, cio, in altre parole, che la sua natura sovra-empirica ? Ogni
momento della biograa di una data personalit una sezione della sua realt come spazio empirico,
cio una realt di ordine inferiore. La personalit stessa, nella sua integralit, non contemplata
concretamente, ma pensata in astratto come una sintesi incognita di tutti i momenti della sua
biograa. Questunit non nel tempo o, per lo meno, non nel tempo come lintendiamo noi, ma
in quella dimensione temporale che, paragonata con la nostra, si chiama eternit, sebbene questa non
sia leternit in senso assoluto (I, Smysl idealizma, Sergiev Posad, [ora in st , , t. , cit.,
pp. -] ; trad. it. di Rossella Zugan, Il signicato dellidealismo, a cura di Natalino Valentini, Milano,
Rusconi, , pp. -). Cfr. inoltre I, Lo spazio e il tempo nellarte, cit., pp. -.
. Riettendo altrove su questo tema, il Nostro scrisse : Non il tempo a muovere la vita, ma
sono la crescita, la vita a fare il tempo. Di conseguenza, i processi della crescita biograca non possono essere misurati con il tempo, ma con i processi della vita si deve misurare il tempo biograco. []
Dunque, il tempo biograco si denisce per mezzo dellattivit vitale dello stesso organismo, cos
come il tempo astronomico mediante i processi della natura esterna [trad. dellA.] (I, Zolotoe
seenie v primenenii k rasleneniju vremeni [La sezione aurea in relazione con larticolazione del tempo],
in st , , t. , pp. -: e ).

& &

curvatura sia spaziale sia temporale, il punto pi estremo della quale viene
chiamato sin dallantichit lacme. Si tratta di quel punto della curvatura
spaziale e temporale della vita delluomo, in cui si avverte lespansione pi
completa, totale e armoniosa delle sue possibilit psicosiologiche.
Il fatto che, per Florenskij, luomo una realt estremamente complessa, irriducibile alla dimensione soltanto biologica della vita, nonostante
questultima sia di capitale importanza per la sua esperienza del reale. Ogni
uomo, cio, per il semplice fatto di essere, di nascere in una determinata
famiglia, in un determinato contesto geograco e sociale ecc., partecipa di
molti altri spazi e viene a stretto contatto con molti altri tempi ancora del
reale, con le curvature in cui linizio, lacme e la ne non sono deniti dalla nascita e dalla morte, ossia dalla dimensione esclusivamente biologica
della vita delluomo. Tali spazi e tempi possono essere di ordine superiore
o inferiore, con le curvature che testimoniano lesistenza di un altro insieme appartenente allumanit, un insieme che supera quello dato dalla sola
vita biologica delluomo, o che appartiene ad una struttura pi profonda
dellessere umano. Tra gli insiemi di ordine superiore insiemi che non
sono altro che manifestazioni della realt multiforme della vita Florenskij
cita la stirpe (il genus). Ogni uomo che nasce si posiziona, indipendentemente dalla sua volont, nello spazio-tempo di un albero genealogico che,
nella sua complessa forma caratterizzata dalla progressiva ramicazione,
ha le propriet di un unico insieme. Questo posizionamento determina
luomo, cos come lui, a sua volta, condiziona lo svolgimento del processo
della successiva ramicazione. Le forze vitali di una determinata stirpe, la
sua specica curvatura spazio-temporale, inseriscono luomo in un determinato spazio-tempo di vita ; questi a sua volta pu agire con maggiore o
minore intensit allinterno dello spazio-tempo imprimendo il timbro incancellabile della propria personalit ad uno ma anche a pi di uno dei
molteplici punti della curvatura spazio-temporale di tutta la stirpe.
Certo, la realt di cui luomo fa parte ancora molto pi complessa
e multiforme, in quanto egli, salvaguardando la sua irripetibile identit

personale, esiste nello spazio-tempo di molti e dierenti ordini superiori


e inferiori, facendo dunque esperienza delle molteplici curvature che causano lo scorrere di dierenti tempi. Riferendosi ad alcuni insiemi di ordine
superiore, Florenskij scrive :

. Cfr. I, Lo spazio e il tempo nellarte, cit., pp. -.


. Cfr. I, Il signicato dellidealismo, cit., pp. -. Va ricordato che la realt della stirpe, assieme al tema della genealogia, fu per molti decenni al centro degli interessi di studio del Nostro.
Si vedano, ad esempio, le sue lezioni del -, pubblicate recentemente con il titolo Imja roda
(Istorija, rodoslovie i nasledstvennost) [Il nome della stirpe (Storia, genealogia ed ereditariet)], in
st , , t. , cit., pp. -. La ragione pi profonda di un simile orientamento della sua ricerca fu di
natura non semplicemente teoretica, ma prima di tutto esistenziale. Di ci parla egli stesso nel saggio
Ai miei gli, concepito come una raccolta (dedicata ai gli) dei ricordi personali riguardanti la propria
famiglia ; cfr. I, Ai miei gli, cit., pp. -.

Dalla stirpe come immagine intera a quattro dimensioni gi relativamente pi


facile il passaggio, almeno mentale, alla trib, al popolo, allo Stato, alla razza e
inne allumanit intera, la cui unit concreta fu compresa e sentita da Auguste
Comte in unesperienza quasi mistica, contro lo stampo razionalista del suo pensiero. Tutti questi enti, estendendosi nelle quattro dimensioni, hanno ciascuno
una propria forma, tratti unitari, e si rivelano come genii o angeli custodi della
trib, del popolo, dello Stato, della razza e di tutta lumanit.

Ma ci non tutto. Cos come un insieme matematico ha, secondo la


teoria del gruppo, un suo numero ideale e un numero cardinale, lo stesso si pu dire salvaguardata la dovuta analogia degli insiemi con curvature spazio-temporali di ordine superiore o inferiore. Tutti questi, e quindi
anche ogni curvatura spazio-temporale, hanno un loro numero ideale,
ovvero una invariante, il quale dal di dentro di un ordine inferiore appare
come una manifestazione del numero ideale, ossia dellidea di un insieme
di ordine superiore. Tale invariante rappresenta ci che rende uniti istanti
di tempo di una storia personale o collettiva, e perci appartiene allidentit di un determinato insieme. Luomo non la dovrebbe assolutamente
riutare se non a prezzo della propria vita in quanto proprio essa,
linvariante, a guidare e orientare la legge di sviluppo dellinsieme (della
sua vita), caratterizzando la forma della sua linea temporale.
. I
Da quanto detto si evince con molta chiarezza che la concezione
orenskijana del tempo decisamente antropocentrica. Il che corrisponde
coerentemente con il ruolo di assoluta centralit che lantropologia assume nel pensiero, anche scientico, di Florenskij. Infatti, nonostante lideale
afnit tra luomo e il mondo ( lambiente, la natura, luniverso), il loro
reciproco determinarsi in un processo di continua interazione e profonda compenetrazione , luomo a essere il fulcro delluniverso. Secondo
Florenskij, tale centralit trova una sua conferma nella capacit delluomo
. I, Lo spazio e il tempo nellarte, cit., p. .
. Cfr. ivi, p. .

& &

di poter organizzare per mezzo di unattivit culturale lo spazio, anzi,


gli spazi del reale. Egli spiega :

determinare lo scorrimento del tempo, allora egli deve agire con estrema
responsabilit, cogliendo la radicale contrapposizione tra le parole del serpente tentatore, sareste come di (Gn ,), e quelle della Scrittura, Voi
siete di, siete tutti gli dellAltissimo (Sal [],), parole che per
Florenskij mirano a denire il nucleo pi profondo della realt delluomo.
S, il pensatore russo lo dice frequentemente nei suoi scritti e lo dice come
frutto della sua stessa percezione di s e della vita : luomo un essere paradossale, [] tempio di Dio, ma anche Colui che in lui vive, il nito
e linnito, lanimale e dio [] , egli partecipa della complessa realt
della vita come facitore dei propri spazi e dei propri tempi e, contemporaneamente, come ospite degli spazi e dei tempi organizzati con le loro
speciche curvature dagli altri, tra i quali gli spazi e i tempi organizzati
dalla stessa vita.
Ci che ora mi preme di sottolineare la capacit delluomo evidenziata da Florenskij di organizzare e abitare spazi e tempi multipli. In realt,
tale capacit di carattere strutturale, in quanto luomo deve gestire prima
di tutto la sua stessa complessit che di proporzioni innite e che presente e percepibile su ogni piano o strato della sua esistenza sica, biologica, psichica, intellettuale, spirituale e sociale. Insomma, la vita porta
luomo ad abitare, e a organizzare a sua volta, spazi dierenti collocati
fuori e dentro di lui, spazi multipli di vario ordine. E la stessa vita, di conseguenza, lo porta a fare lesperienza della simultaneit dei dierenti tempi,
e ci senza che questi diventino per lui la causa di un disorientamento storico-temporale. Infatti, la grandezza divina delluomo sta, tra le altre cose,

In certi casi si tratta dello spazio delle nostre relazioni vitali, e allora lattivit
corrispondente si chiama tecnica. In altri casi si tratta dello spazio mentale, di un
modello mentale della realt e la realt della sua organizzazione si chiama allora
scienza o losoa. Inne la terza classe di casi si trova fra i primi due. In essi lo
spazio, o meglio gli spazi, sono visibili come spazi della tecnica, ma allo stesso
tempo non ammettono lingerenza della vita, come gli spazi della scienza e della
losoa. Lorganizzazione di questi ultimi spazi si chiama arte.

Sarebbe interessante indagare come Florenskij interpreti lo svolgimento di


una simile attivit, proprio in considerazione del fatto che questo cruciale
argomento viene abbondantemente trattato seppur solo sotto il prolo
estetico ne Lanalisi della spazialit (e del tempo) nelle opere darte gurativa.
Pur non essendo evidentemente possibile sviluppare in questo contesto un
adeguato approfondimento dellargomento, tuttavia utile evidenziarne
lestrema importanza ai ni di una consona disamina del tema, e ci non
solo perch Florenskij interpreti lattivit di organizzazione dello spazio
come creazione di [] una curvatura consapevole dello spazio in conformit a uno schema o a un altro . Ma prima di tutto perch, se vero
che luomo pu agire strutturando gli spazi, di conseguenza visto che
lo spazio, come gi ricordato, non esiste come indipendente dal tempo,
ma solo come spazio-tempo egli pu inuire anche sui tempi. Infatti,
lidea orenskijana dellorganizzazione dello spazio invita a pensare luomo come artece del tempo, in quanto organizzando lo spazio, gli spazi,
egli determina la sua/loro curvatura e con essa anche quella del tempo.
Nonostante il Nostro non avesse la possibilit di sviluppare la riessione
sullorganizzazione dello spazio cos come riusc a farlo nellambito
dellestetica, egli non intese limitarsi a questo, ma volle dire di pi, gettando la luce sulla vera natura delluomo, evidenziando, cio, le sue titaniche potenzialit. Infatti, se luomo pu organizzare gli spazi in cui pu
. Come gi ricordato, Florenskij sostiene la necessit dellidea della multispazialit del reale,
ricollegandola alla sua concezione dello spazio come [] quellambiente nel quale si distribuiscono
non soltanto i pesi e i volumi, i corpi liquidi e quelli solidi, ma anche altre propriet siche : le temperature, gli stati elettrici e magnetici, ecc. E inoltre nello spazio si distribuiscono tutti i nostri stati
emozionali in rapporto alla realt, cio quello di cui abbiamo parlato accennando a spazi specici per
le singole sensazioni (F, Lo spazio e il tempo nellarte, cit., p. ).
. Ivi, p. .
. Ivi, p. .
. Cfr. ivi, p. .

. Cfr. I, I simboli dellinnito, cit., in I, Il simbolo e la forma, cit., p. .


. Cfr. IDEM, Ai miei gli, cit., pp. -.
. I, O tipach vozrastanija, Bogoslovskij vestnik , , , , pp. - [ora in st , , cit., pp.
-] ; trad. it. di Claudia Zonchetti, I tipi di crescita, in I, Il simbolo e la forma, cit., p. ; cfr. anche
I, I simboli dellinnito, cit., p. .
. Interessante, a questo proposito, la riessione di Florenskij sullattivit di organizzare lo spazio (gli spazi) linguistico ; cfr. I, Antinomija jazyka, Studia Slavica Academi Scientiarum Hungaric , , -, Budapest, Akadmiai Kido, , pp. - ; trad. it. di Maria Chiara Pesenti, Le
antinomie del linguaggio, in I, Attualit della parola. La lingua tra scienza e mito, Milano, Guerini e
Associati, , pp. -.
. Se le categorie siche ci insegnano che dellatomo si deve parlare n pi e n meno come di un
sistema solare e che, di fatto, non v motivo alcuno di aermare che il primo sia pi semplice del secondo, tanto pi bisogna insistere sulla non minore complessit nel passaggio dalluniverso alluomo,
allorch non possiamo non tenere conto di categorie biologiche, psicologiche, misteriche e spirituali.
E allora davvero lingegno si confonde, la mente vacilla nel constatare linnita complessit delluomo ; innita, certo, poich man mano che scendiamo dallinterno alle sue parti, dalle parti alle parti
delle parti, e da queste ultime alle loro parti, non solo non notiamo semplicazioni, ma constatiamo,
piuttosto, che la complessit non fa che aumentare (I, Macrocosmo e microcosmo, cit., pp. -).

& &

proprio nella capacit di poter giungere alla sintesi dei tempi con dierenti
curvature : sia quella dei singoli processi, determinati da una singola curvatura di un dato spazio, composti dagli inniti istanti di tempo, sia quella dei
tempi appartenenti agli spazi diversi. Secondo Florenskij, questa straordinaria capacit di sintesi legata allattivit della coscienza, che coincide
con lentrata in quello spazio del sentire, del percepire, del ricordare e del
pensare il reale, che collocato nellinteriorit pi intima e misteriosa del
cuore umano.
Quanto pi la coscienza delluomo attiva, tanto pi in grado di realizzare la sintesi del tempo/dei tempi, vale a dire in modo tanto pi intero e
compatto il tempo viene vissuto da essa . Insomma, grazie allattivit
della propria coscienza che luomo in grado di cogliere, come in un unico insieme, i molteplici istanti di tempo che scorrono su una determinata
curvatura dello spazio-tempo e i dierenti tempi legati ai dierenti spazi.
Al contrario, se egli rinuncia a essa, il tempo/i tempi di cui fa esperienza si
disgregano (per e in lui). Disgregandosi, per, essi producono parti singole, autosucienti, ciascuna delle quali aderisce allaltra soltanto esternamente e dalla cui percezione separata non si pu presentire niente riguardo allaltra. Pi luomo rinuncia alla sua coscienza, pi essa si indebolisce,
perdendo man mano i punti di appoggio per confrontare le impressioni
acquisite. Tale stato di coscienza non permette alluomo di costruirsi di s
degli altri, della realt della vita ecc. unidea chiara e precisa. Una simile
situazione vicina allincoscienza , in quanto il pensiero delluomo con
una coscienza cos ignara, cos indebolita (essendo cio posseduto da una
sola impressione nella quale non si intravede la variet), [] conduce a
una condizione ipnotica, quasi di mezzo sonno, dove la volont diventa
inattiva e il movimento si congela .
Se, alla ne, luomo si trova in uno stato di completa inattivit della
coscienza, [] si interrompe totalmente la sintesi del tempo, e insieme a
essa si spegne la stessa coscienza temporale . Ma se ci accade, luomo

perde completamente lorientamento nello spazio/negli spazi e nel tempo/nei tempi della sua stessa vita e, come una semplice [] cosa in mezzo alle cose del mondo, viene trasportato insieme alle altre sulla supercie
del ume del tempo . Il fatto spiega il Nostro che egli non sa niente
di ci, perch non cosciente in generale di quello che avviene in lui. Il
tempo si disgregato, e ciascun suo momento della coscienza esclude del
tutto qualsiasi altro. Il tempo diventato per la coscienza soltanto un punto, ma non un punto di pienezza, che assorba in s tutto il tempo, bens un
punto di svuotamento dal quale stato estratto e cacciato via qualsiasi tipo
di variet, movimento, forma .
. C : A
Dovendo denire in modo estremamente sintetico la sua complessa teoria
dello spazio-tempo, il pensatore russo cos si esprime :
Quanto allo spazio e al tempo, Florenskij professa un atomismo originale. La
lotta con la concezione kantiana dello spazio e la coscienza della convenzionalit
e dellinsuciente essibilit degli spazi proiettivi non euclidei convogliarono linteresse di Florenskij verso gli spazi non proiettivi e la topologia.

Con il presente saggio ho voluto presentare almeno alcune implicazioni


che una simile teoria aveva comportato e comporta per la cristallizzazione e la comprensione del concetto orenskijano di tempo. Scrivo alcune,
in quanto, in questa sede, non stato possibile menzionarle e analizzarle
tutte. Non mi stato possibile soermarmi, ad esempio, su quelloriginale
riessione con la quale il Nostro intende confutare lidea della irreversibilit del tempo, proponendo lidea del tempo capovolto ; riessione che
poggia sullo studio della realt del sogno quale luogo della manifestazione

. Si tratta di una capacit che dovrebbe caratterizzare ogni attivit di organizzazione dello spazio, inclusa quella dellarte ; cfr. I, Lo spazio e il tempo nellarte, cit., pp. -.
. Ivi, p. .
. Questa constata il Nostro precisamente la coscienza quotidiana della maggioranza
persino in rapporto alla propria vita, la quale si disgrega in singoli frammenti che si succedono lun
laltro soltanto per contiguit ma che non derivano da una sola integra unit temporale tutta la loro
biograa, biograa che dispieghi la variet interiore e il ritmo della personalit (ivi, p. ).
. Ivi, p. .
. Ibidem.

. Ibidem ; cfr. anche I, La colonna e il fondamento della Verit, cit., p. .


. I, Avtoreferat, cit., in Il simbolo e la forma, cit., p. .
. Essa si trova sviluppata, ad esempio, nellultima lezione tenuta presso gli Atelier, nellintroduzione della quale aerma : Il tempo scorre sempre in una direzione che ha un unico verso e, in un
signicato preciso e sostanziale, irreversibile. Questa lopinione comune sul tempo e sullo spazio.
Cercher ora di dimostrare che tale opinione sbagliata (I, Lo spazio e il tempo nellarte, cit.,
p. ). Cfr. inoltre linteressantissima riessione sul tempo capovolto in I, Ikonostas [-],
in st , , cit., pp. - ; trad. it., Le porte regali. Saggio sullicona, a cura di Elmire Zolla, Milano,
Adelphi, ( Piccola Biblioteca , ), pp. -.

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degli spazi immaginari. Non mi stato nemmeno possibile approfondire la sua idea dello spazio-tempo elaborata, nella prospettiva losocoteologica, allinterno di unampia riessione presente ne La losoa del
culto dedicata alla realt del culto cristiano. Ricordo solo che lelaborazione di tale idea viene animata dalla convinzione della centralit del tema
del tempo per il cristianesimo e, contemporaneamente, del ruolo di
questultimo per un approfondimento decisivo e assolutamente originale
di tale tema, legato alla proposta, specicamente cristiana, di organizzare
il tempo secondo uno schema fondato sulla Rivelazione di Dio in Ges
Cristo. Per dirla con le sue parole :

Prima di concludere desidero ricordare che se vero che Florenskij si dedic, s, a elaborare un pensiero speculativo circa la questione del tempo,
altrettanto lo il fatto che la teorizzazione di cos originali soluzioni interpretative egli la evinse dalla carne e dal sangue di unesperienza viva,
sperimentandole sotto la forma delle profonde e misteriose dinamiche che
attraversano come correnti sotterranee o invisibili so daria lampio
ed eterogeneo spazio della vita e della storia umana. Mi riferisco, in particolare, a quella identicazione interiore del pensatore russo con le prospettive interpretative della sua teoria del tempo, ossia a quellesperienza
del senso pi profondo della questione del tempo che egli ebbe nellultimo
periodo della sua vita, quando dovette subire lisolamento della prigionia, prima, e linternamento nel gulag, dopo, e che con lantecedenza
di alcuni decenni evidenzi riferendosi al destino spirituale di Amleto. Il
drammaturgo inglese, cio, costruisce la trama del dramma in modo che
il protagonista, Amleto, principe di Danimarca, sperimenti il nesso tra il
tempo e la memoria (il ricordarsi di un altro). Infatti, dopo la rivelazione
del padre e della verit sulla sua morte, e dopo aver accolto le sue implorazioni acciocch venisse ricordato e vendicato, Amleto inizia a vivere in un
altro spazio, quello del costante ricordo dellassassinio del padre :

Il cristianesimo ebbe un interesse molto pi elevato, rispetto alle religioni precristiane, per unesatta organizzazione del tempo (e perci anche per la sua concezione come qualcosa di unitario), interesse che era la traccia della coscienza
illuminata delleternit.

. Desiderando solo evocare il tema del tempo capovolto, inteso come tempo che scorre negli
spazi immaginari, mi permetto di citare le seguenti parole del Nostro : noto : in un intervallo che
brevissimo secondo la misura esterna, il tempo del sogno pu durare ore, mesi, perno anni e in
certi casi particolari, secoli e millenni. In questo senso nessuno dubita che il dormiente, isolato dal
mondo visibile esterno e passando con la coscienza nel secondo sistema, acquista anche una nuova
misura del tempo in forza del quale il suo tempo, rispetto al tempo del sistema da lui abbandonato,
trascorre con incredibile velocit. Ma se tutti sono daccordo, anche senza conoscere il principio di
relativit, che nei singoli sistemi, come nel caso osservato, il tempo trascorre secondo una sua velocit e una sua misura, non tutti, per, e nemmeno molti, hanno meditato sulla possibilit che il tempo
trascorra a una velocit innita e perno rovesciandosi su se stesso, che, col passaggio alla velocit
innita, il suo corso prenda il senso inverso. Ma intanto il tempo davvero pu essere istantaneo e
uire dal futuro al passato, dagli eetti alle cause, teleologicamente, e ci avviene appunto quando la
nostra vita passa dal visibile allinvisibile, dal reale allimmaginario (I, Le porte regali, cit., p. ).
. Va detto che la teoria dello spaziotempo proposta da Florenskij estremamente stimolante
dal punto di vista teologico, in quanto tra le altre cose invita a trovare nuovi approcci interpretativi ai temi arontati sulle pagine della Sacra Scrittura, approcci che, ad esempio, pongono in grande
rilievo la circostanza che lo stesso annuncio di Ges Cristo faccia costante riferimento alle coordinate
spazio-temporali (come ad esempio le aermazioni : Anche se io rendo testimonianza di me stesso,
la mia testimonianza vera, perch so da dove vengo e dove vado. Voi invece non sapete da dove
vengo o dove vado , Gv ; Dove vado io, voi non potete venire , Gv ; Figlioli, ancora per
poco sono con voi ; voi mi cercherete, ma come ho gi detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi : dove
vado io voi non potete venire. [] Simon Pietro gli dice : Signore, dove vai ? . Gli rispose Ges :
Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi ; mi seguirai pi tardi , Gv ; Nella casa del Padre
mio vi sono molti posti. Se no, ve lavrei detto. Io vado a prepararvi un posto ; quando sar andato
e vi avr preparato un posto, ritorner e vi prender con me, perch siate anche voi dove sono io.
E del luogo dove io vado, voi conoscete la via , Gv ; Il Maestro ti manda a dire : Il mio tempo
vicino , Mt ; Ges allora disse loro : Il mio tempo non ancora venuto, il vostro invece
sempre pronto []. Andate voi a questa festa ; io non ci vado, perch il mio tempo non ancora
compiuto , Gv ).
. F, Lo spazio e il tempo nellarte, cit., p. .

. Tuttavia, Florenskij fece tali esperienze della quarta dimensione del reale quelle, cio, che
gli permisero di sperimentare la misteriosit della realt del tempo in diversi momenti della vita,
ancor prima dellarresto. Si veda quanto a questo proposito scrive allamico Vasilij Vasilevi Rozanov
in FLORENSKIJ, Na Makovec (Iz astnogo pisma) [in st , , t. , cit., pp. ] ; trad. it. di Rossella Zugan,
Sulla collina Makovec (da una lettera personale), in I, Il cuore cherubico. Scritti teologici e mistici, a cura
e con Introduzione di Natalino Valentini, Lubomr k, Casale Monferrato, Piemme, ( LAnima
del mondo , ), pp. -.
. Atto , Scena : SPETTRO [...] Devo dirti addio ! La lucciola mostra che lalba si avvicina, il suo
fuoco senza calore comincia a impallidirne. Addio, addio, addio ! Ricordati di me. (Esce). A []
Ricordarmi di te ? S, povero spettro, nch memoria avr luogo in questo globo impazzito. Ricordarmi di te ? S, dalle tavole della memoria canceller i ricordi triviali, fatui, le massime di tutti i libri,
tutte le forme, le impressioni passate, che giovent e osservazione vi copiarono ; e solo il tuo comando vivr nel libro, nel volume del mio cervello, sgombro di soggetti pi vili : cos, per il cielo ! []
(S, Amleto, cit., p. ).

F G [] Fare thee well at once. / The glowworm shows the matin


to be near / And gins to pale his uneffectual re. / Adieu, adieu, adieu ! Remember
me. (Exit.) H [] Remember thee ? / Ay, thou poor ghost, while memory
holds a seat / In this distracted globe. Remember thee ? / Yea, from the table of
my memory / Ill wipe away all trivial fond records, / All saws of books, all forms,
all pressures past / That youth and observation copied there, / And thy commandment all alone shall live / Within the book and volume of my brain, / Unmixd
with baser matter. Yes, by heaven !

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Il tempo del giovane principe, allora, la sua curvatura viene determinato dalla curvatura dello spazio della memoria e della vendetta. Essa inizia a inuire sulla velocit di scorrimento degli istanti di tempo vissuti da
Amleto, squarciando drammaticamente il velo che si frapponeva fra lui e
la rivelazione delleettiva consistenza della sua realt : To be, or not to
be, that is the question .
Certo, Florenskij non visse per la vendetta. Purtroppo, negli ultimi anni
di vita fu gettato con violenza in uno spazio organizzato dai soi mortali
della spettrale operosit di anime morte ; e la curvatura di tale spazio inizi a determinare il suo tempo : la velocit del suo scorrimento e la sua durata. Ci che suscita sincero stupore e commossa ammirazione , da una
parte, linteriore accettazione da parte di Florenskij della realt di vita
da detenuto, assieme alla sua spazialit e temporalit ; dallaltra, la capacit del pensatore russo di trascendere, in se stesso, lo spazio e il tempo
del gulag grazie alla partecipazione interiore ad altri spazi e ad altri tempi
di ordine superiore. Egli, cio, visse in mezzo agli altri prigionieri, e con
essi condivise le lacrime della fatica dei pesanti turni di lavoro, il terrore
e le incertezze riguardo al futuro e la nostalgia del mondo libero ; contemporaneamente, per, cerc di reagire, mettendo in comune i talenti
di studioso e di docente, alleviando la solitudine dei compagni di sfortuna
con conferenze dedicate a svariati argomenti scientici e dando lezioni di
sica, matematica e chimica.
Tuttavia, per non rimanere inghiottito e trasformato dalle forze dello
spazio in cui si trovava, per non crollare sotto il tremendo peso dei singoli istanti di tempo che imprimevano il loro ferreo ritmo alle giornate
innitamente lunghe perch abitate dal dolore del detenuto, Florenskij
impar ad aprire la porta dingresso verso gli spazi e i tempi con le curvature determinate da altre forze, di ordine superiore, tra le quali la
forza dellarte letteraria e, soprattutto, quelle forze dellamore e della

memoria che lo tennero intimamente unito alla moglie, ai cinque gli, alla
madre e ad altri familiari. Uno straordinario documento che testimonia
tale sua capacit di entrare e abitare grazie agli autentici sentimenti di
amore negli spazi e nei tempi degli altri, sono le gi citate lettere dal gulag. In esse confessa : Vi sento tutti dentro di me, come parte di me stesso,
e non posso guardarvi dal di fuori ; Dico soltanto che il mio punto dappoggio
interiore nei confronti del mondo gi da tempo si spostato da me a voi, o piuttosto in voi . E ancora : chiaro che non penso che a voi. [] Sento che
ormai non c niente che mi interessi di per s, e solo ci che in qualche
modo si riferisce a voi muove il mio pensiero .
Certo, tutto ci non sarebbe stato possibile se Florenskij non avesse cercato e abitato quello spazio degli spazi che organizzato dalla forza della
fede in Dio, lo spazio della memoria di Dio con una curvatura del tutto
particolare : quella dellEternit. Il pensatore russo fu sempre convinto, anche nella fase pi drammatica della sua vita, dellesistenza di tale sublime
spazio di ordine superiore e, insieme, della necessit di entrare e permanere in esso. Perch l, in quello spazio, si epifanizza alluomo la verit
che i torrenti del tempo non possono portar via e la morte corrosiva
non corrode ; l brilla la Stella radiosa del mattino (Ap ,), la cui
mite luce illumina e mette in sintonia con il ritmo originario lo scorrere di
tutti i tempi.
Florenskij sapeva che per entrare in tale spazio e sperimentare il ritmo
originario che unica in s, in ununica sintesi, i ritmi di tutti i tempi
non occorre andare lontano. Esso, s, nel Cielo, sopra le nostre teste,
ma anche (e contemporaneamente) l, nelle misteriose e insondabili
profondit del cuore, dove luomo solo se veramente lo desidera e vi si

. Essere, non essere, qui sta il problema [Atto III, Scena I] (ivi, pp. -).
. Tale presa di posizione viene testimoniata, ad esempio, dalle sue stesse parole scritte in una
lettera ( novembre ) al glio Vasilij : Sarebbe ora che tu capissi che tutto ci che succede ha
un suo signicato e si combina in modo tale che, in ultima analisi, la vita si dirige verso il meglio. I
dispiaceri, nella vita, non si possono evitare ; ma i dispiaceri sopportati consapevolmente e alla luce
degli avvenimenti generali ci educano e arricchiscono e, in seguito, portano i loro frutti positivi
(F, Non dimenticatemi , cit., p. ). In unaltra lettera (- marzo ), indirizzata alla moglie, leggiamo : Ognuno ha la propria disgrazia e la propria croce. Non mormorare pertanto contro
la tua. Negli ultimi tempi ho visto tante di quelle disgrazie, di tutti i tipi e dovute a ogni genere di
cause, che di fronte ad esse la mia disgrazia sembrava svanire (ivi, p. ).
. Cfr. ivi, p. .
. Cfr. ivi, pp. e .

. Cfr. ivi, pp. , , e .


. Ivi, pp. e [c.vo dellA.].
. Ivi, p. ; cfr. anche pp. -.
. Cfr. I, La colonna e il fondamento della Verit, cit., pp. - e -.
. Ivi, p. . Il Nostro spiega : In lui, immarcescibile, trova protezione lessere corruttibile di
questo mondo ; da lui, forte, riceve la fortezzapurezza. Dio dona la vittoria sul tempo e questa vittoria il ricordo da parte di Dio-indimenticanza. Lui stesso sopra il tempo e pu far partecipare
alleternit tutto, ricordandolo (ivi, pp. -).
. Ne parla, con parole estremamente toccanti, anche nel testamento quando, rivolgendosi ai
suoi cari con il presentimento dellapprossimarsi incalzante dei tempi dicili per lui e per loro, consiglia : da tanto che voglio scrivere : osservate pi spesso le stelle. Quando avrete un peso nellanimo, guardate le stelle o lazzurro del cielo. Quando vi sentirete tristi, quando vi oenderanno,
quando qualcosa non vi riuscir, quando la tempesta si scatener nel vostro animo, uscite allaria
aperta e intrattenetevi da soli col cielo. Allora la vostra anima trover la quiete (IDEM, Testamento
[ aprile marzo ], in I, Non dimenticatemi , cit., p. ).

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lascia portare dal soo potente dello Spirito pu sperimentare il proprio


radicamento nellessere, ossia pu toccare con mano la verit sul proprio
essere fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Sottolineando la centralit, per luomo, di una simile esperienza di s, il pensatore russo scrive :
Discendi in te stesso e vedrai le ampie volte. Abbandona il timore, scendi ancora
pi in basso nella profondit della grotta. I tuoi piedi poggiano sulla calda sabbia,
morbida di giallo velluto, che d sollievo. Qui il tuo passo leggero. Qui secco
e quasi caldo. Frammenti di tempo come gocce, ritmicamente si staccano dalle
volte e precipitano nel profondo dellabisso. Le gallerie echeggiano, colme di un
suono che in esse si libra : come se innumerevoli pendoli battessero i colpi. Come
nella bottega dellorologiaio, ritmi incalzanti si rincorrono e si sovrappongono
lun laltro, si intrecciano e si sciolgono. Nello spazio dilatato vibra il nostro senso
destinale. I cuori di tutte le creature pulsano in queste profondit. Qui, nel passaggio dalle tenebre alla luce, hanno origine tutte le cose del mondo. In queste grotte
un intrecciarsi di ritmiche vibrazioni, veloci e lente, sorde e sonore, di rimbombi
e di echi che si richiamano, questo il vivo grembo che si chiama Universo. Qui,
nel grembo della terra, si raccolgono anche i ussi stellari che si cristallizzano
in pietre preziose. Proprio qui, sotto le volte di queste grotte del cuore, sorger
splendente la Stella del Mattino.

I
Tutte le illustrazioni presenti in questo contributo sono cortesia dellArchiv
svj. Pavla Florenskogo di Mosca, diretto dalligumeno Andronik Trubav, che si
ringrazia sentitamente, cos come si esprime una profonda gratitudine alla famiglia Florenskij per la preziosa collaborazione offertaci in questa come in altre
occasioni.
T Kirill Pavlovi Florenskij, glio di Pavel Aleksandrovi, ;
foto di A. A. Pronin

. I, Il cuore cherubico, cit., pp. -.

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T Pavel Aleksandrovi Florenskij,

T Pavel Aleksandrovi Florenskij con i gli Kirill e Michail,


Zagorsk (Sergiev Posad),

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T Pavel Aleksandrovi Florenskij (in prima la, primo da destra)


con i partecipanti alla Prima Conferenza Sovietica
sui materiali elettroisolanti,
Mosca, maggio,

T Pavel Aleksandrovi Florenskij con la moglie Anna Michajlovna


e al pianoforte, Zagorsk (Sergiev Posad),

! !

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T Florenskij nei dintorni di Zagorsk (Sergiev Posad),


autunno

T - Florenskij nei dintorni di Zagorsk (Sergiev Posad), autunno

! !

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T Florenskij nel secondo e ultimo arresto, febbraio

T La famiglia Florenskij. Da sinistra a destra : la madre Olga Pavlovna,


la suocera, il glio Michail, la glia Marija, la sorella Julja, la moglie Anna
Michajlovna e Pavel A. al centro ; Zagorsk (Sergiev Posad), ottobre

T Attestato della fucilazione di Pavel A. Florenskij, dicembre

! !

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T Ritratto di Florenskij ad opera di anonimo,


gulag delle isole Solovki, - aprile [L. ]

T Ritratto di Florenskij ad opera di anonimo, spedito ai familiari


nella lettera dal gulag delle isole Solovki del - marzo [L. ].

! !

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T
T - Lettera di Florenskij dal gulag ai familiari,
isole Solovki, - settembre [L. ].

! !

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T Disegno di Florenskij dellalga Corallina ofcinalis delle isole Solovki,


inserito nella lettera dal gulag, - ottobre [L. ].

T Disegno di Florenskij dellalga Polysiphonia urceolata f. roseola Kjellm


delle isole Solovki, inserito nella lettera dal gulag
del - gennaio [L ].

note biografiche
degli autori

il ne