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STORIA DELLA CINA

I Tre Augusti e i Cinque Imperatori [modifica]


Per approfondire, vedi la voce Tre Augusti e Cinque Imperatori.

La storia primitiva della Cina complicata da studiare per via della mancanza di una lingua scritta e
per l'inaffidabilit dei primi documenti nel descrivere fatti accaduti in tempi molto pi antichi. In un
certo senso un problema pu essere rappresentato dalla confusione che in antichit si era creata nel
popolo tra fatti e leggende riguardo alle proprie origini. Siti archeologici come quelli di Sanxingdui
() ed Erlitou () mostrano prove di una civilt dell'et del bronzo in Cina. Comunque,
la prima esauriente trattazione sulla storia della Cina, le Memorie di uno storico ( ) di Sima
Qian (), un rinomato storiografo del II secolo a.C., comincia circa 1300 anni prima, con un
racconto dei Tre Augusti e Cinque Imperatori (). Questi governanti erano re semi-mitici
ed esempi morali, e uno di loro, l'Imperatore Giallo ( ), definito come l'antenato di tutti i
cinesi.
Sima Qian riferisce che il successivo sistema di governo per ereditariet venne stabilito solo nel
periodo successivo, quello della Dinastia Xia (), e questo modello venne portato avanti nelle
successive dinastie Shang e Zhou ( ). da questo periodo delle tre dinastie (cinese: ;
pinyin: sndi) che si riesce a delineare con chiarezza la storia della Cina.

Dinastia Xia [modifica]


Per approfondire, vedi la voce dinastia Xia.

La dinastia Xia (cinese: ; Pinyin: xi). 2100-1800 a.C.. la prima dinastia ereditaria cinese,
sviluppatasi quando sul territorio appaiono le prime forme statali allinterno di una societ
fortemente stratificata e in cui lagricoltura, la tecnica, l'artigianato, larte vedono un forte impulso.
Regn su una vasta area tagliata dal Fiume Giallo comprendente le attuali regioni dellHenan e
Shandong a est, Shanxi a ovest, lHubei a nord, lHebei a sud. A lungo oggetto della tradizione
orale, la reale esistenza e storicit di questa dinastia fu a lungo messa in dubbio, e fu ipotizzato
fosse solo stata creata dal mito. A fine degli anni cinquanta gli importanti ritrovamenti archeologici
nel sito di Erlitou (citt di Yanshi, nello Henan) chiarificarono di molto le cose. Durante la dinastia
vide la luce una propria cultura collocabile tra la cultura di Longshan e quella Shang antica. Il primo
sovrano fu Y, ricordato soprattutto per le grandi opere di regolazione delle acque e i sovrani
furono
in
tutto
17.
Lesistenza di una organizzazione statale sembra dimostrata delle fondamenta di enormi palazzi a
Erlitou. Tali opere non sarebbero state possibili senza mezzi coercitivi e lutilizzo di abbondante
manodopera. La societ era fortemente gerarchizzata e questo riscontrabile nella differenza delle
tombe e delle abitazioni. Economicamente la cultura Xia era basata sullagricoltura. Erano prodotti
attrezzi agricoli, vasellame in terracotta e in bronzo; venivano praticati i sacrifici umani. Non sono
note le cause della fine della dinastia e della cultura Xia.

Storia antica [modifica]

Dinastia Shang [modifica]


Per approfondire, vedi la voce dinastia Shang.

Vaso di bronzo della dinastia


La dinastia Shang ( ) o Dinastia Yn ( ) (ca. 1600 a.C - ca. 1027 a.C.) la seconda
dinastia cinese, ma solo la prima di cui si abbiano conferme storiche, che regn sulla parte
nordorientale della Cina, nella valle del Fiume Giallo. La dinastia Shang segu la semi-mitica
dinastia Xi e precedette la dinastia Zhu.
La dinastia Shang sarebbe stata fondata da un comandante che si ribell all'ultimo sovrano della
dinastia Xi. La civilt Shang era basata sull'agricoltura, e praticava la caccia e l'allevamento di
animali. Aveva anche sviluppato un complesso sistema di scrittura, nonch tecniche di fusione del
bronzo e di produzione di vasellame molto avanzate.
Le Memorie di uno storico di Sima Qian affermano che la capitale della dinastia Shang cambi sei
volte. L'ultimo e il pi importante trasferimento fu quello nella citt di Yin, nel 1350 a.C., che segn
l'et d'oro della dinastia. La denominazione di dinastia Yin divantato un popolare sinonimo di
dinastia Shang.
A quanto risulta dalle ultime scoperte archeologiche cinesi, la dinastia Shang fu costituita nel 1766
a.C. quando Cheng Tang rovesci l'ultimo sovrano della Dinastia Xia, ristabilendo la pace e
istituendo
un
governo
pi
umano.
Durante questo periodo dinastico la citt pi importante fu Yin che divenne capitale e centro
sociale-economico della Cina settentrionale.
La forma di governo era teocratica con a capo una successione di re le cui principali funzioni erano
forse rituali pi che politiche. Il trono, ereditario, venne trasmesso di padre in figlio per trenta
generazioni e i nomi dei sovrani vennero registrati da Sima Qian.
Alla dinastia Shang successe la dinastia Zhou (1122-256 a.C.).

Dinastia Zhou [modifica]

Per approfondire, vedi la voce dinastia Zhou.

Alla fine del II millennio a.C., la dinastia Zhou cominci ad affermarsi nella valle del Fiume Giallo,
sconfiggendo la dinastia shing shong. Originariamente, era un popolo che viveva nella regione ad
ovest del regno degli Shang, e il sovrano dei Zhou, il re Wu, era stato nominato protettore
occidentale dal re Shang. Sconfitti gli Shang nella battaglia di Muye, il re Wu invoc il mandato
divino per legittimare la sua presa di potere, concetto che fu fondamentale per legittimare il regno di
tutte le dinastie seguenti. Durante la dinastia Zhou matur la filosofia cinese, con personalit come
Confucio e Laozi, fondatori del confucianesimo e del taoismo, che influenzarono il pensiero cinese
fino ai giorni nostri.

Periodo delle Primavere e degli Autunni [modifica]


Per approfondire, vedi la voce periodo delle primavere e degli autunni.

Il "Periodo delle primavere e degli autunni" () fu un periodo della storia cinese dal 770
a.C. al 454 a.C.. Prende il nome dalle cronache di quel tempo, gli Annali delle primavere e degli
autunni, tradizionalmente attribuiti a Confucio, che narrano gli avvenimenti dello stato di Lu dal
770 a.C. al 481 a.C. In realt il periodo delle "Primavere e degli Autunni" (Chunqiu) termina nel
454 a.C., anno in cui il principato di Jin si divide in tre stati indipendenti (Han, Wei, Zhao). In
questo periodo i capi militari locali al servizio della dinastia Zhou ingaggiarono una guerra interna
allo scopo di affermare la propria egemonia. Inoltre la situazione si aggrav ulteriormente con
l'invasione di alcune popolazioni straniere provenienti da nord-ovest, tra cui i barbari del Quanrong
che costrinse gli Zhou a spostare la capitale pi a est, da Hao a Luoyang. Ebbe cos inizio la
seconda era della dinastia Zhou: la dinastia Zhou orientale.
Emersero 7 stati principali, in perenne lotta tra loro: Han, Zhao, Wei, Yan, Qin, Qi, Chu; i prncipi
di quegli stati (wang) detenevano tutto il potere ma continuarono solo formalmente a servire la
dinastia dominante. Fu questo un periodo molto ricco per sviluppo della filosofia cinese; sorsero
infatti, in risposta ai profondi cambiamenti del mondo politico, le cosiddette Cento Scuole di
Pensiero,cos come alcuni fra i pi influenti movimenti (il confucianesimo, il taoismo, il legismo e
il moismo).

Periodo degli Stati Combattenti [modifica]


Per approfondire, vedi la voce periodo degli stati combattenti.

Con Stati combattenti o Regni combattenti (cinese: ; pinyin: Zhngu) si indica il periodo
storico cinese che va dal 453 a.C. al 221 a.C.
Il periodo degli stati combattenti vide numerosi stati - Han, Wei, Zhao, Qi, Qin, Yan e Chu combattersi la supremazia nell'antica Cina. Ad imporsi fu lo stato di Qin, che per raggiungere
questo scopo ricorse ad ogni mezzo, dallo scontro militare alla manovra diplomatica, dall'inganno
all'assassinio
degli
avversari.
La fase conclusiva del processo di unificazione ebbe inizio con l'ascesa al trono di Qin del re Ying
Zheng nel 246 a.C., sovrano dalle rare capacit organizzative e dall'eccezionale senso strategico,
che conquist nell'ordine: Han (230 a.C.), Wei (225 a.C.), Chu (223 a.C.), Zhao e Yan (222 a.C.) e

Qi nel 221 a.C. unificando cos la Cina e dando inizio alla dinastia Qin. Yin Zheng si rinomin Qin
Shihuangdi, nome che si richiamava agli antichi sovrani mitici.
Il Periodo dei regni combattenti vide il fiorire della lavorazione del ferro, che sostitu il bronzo nelle
armi. La sfera d'influenza della cultura cinese si allarg ad aree come lo Shu (l'attuale Sichuan) e lo
Yue (l'odierno Zhejiang). Le scuole filosofiche pi importanti, come il confucianesimo, il taoismo e
il moismo subirono varie elaborazioni e se ne aggiunsero altre, come il legismo formulato da Han
Feizi, dando vita alle Cento scuole di pensiero.

Il primo Imperatore cinese e la dinastia Qin [modifica]


Per approfondire, vedi la voce dinastia Qin.
Per approfondire, vedi la voce Imperatore della Cina.

Ying Zheng primo imperatore della Cina


Nel 246 a.C. Ying Zheng divenne re dello stato di Qin e ben presto, grazie alle sue grandi doti
strategiche, a un forte esercito e spesso ricorrendo all'inganno e all'assassinio degli avversari,
sconfisse gli altri 6 regni che occupavano il territorio cinese: Zhao, Han, Wei, Yan, Qi e Chu. Con la
sconfitta di Qi, nel 221 a.C. Ying Zheng realizz infine l'unificazione della Cina e assunse il titolo
di Qin Shi Huangdi (Primo Imperatore della Dinastia Qin). Questo atto fu una sfida alla tradizione
perch fino ad allora i termini Huang e Di erano stati utilizzati esclusivamente per indicare i grandi
imperatori della pi remota antichit, che avevano dato origine alla civilt. Ying Zheng si poneva
cos sul loro stesso piano, sottolineando il fatto che non aveva bisogno della tradizione per
legittimare il proprio potere. Si accinse quindi a realizzare una serie di riforme, sotto il consiglio del
primo ministro legista Li Si, che avrebbero lasciato un'impronta indelebile nella storia cinese.
L'antica aristocrazia venne esautorata, le famiglie nobili furono costrette a trasferirsi nella capitale
Xianyang, l'intero territorio venne diviso in distretti raccolti in governatorati, tutte le unit di misura
vennero unificate cos come la moneta e la scrittura. Per favorire la comunicazione tra le diverse
regioni venne imposto un unico scartamento assiale per i carri e fu costruita un'ampia rete stradale
per un totale di circa 6.000 km. Shi Huang Di produsse un rinforzamento delle difese settentrionali
del paese innalzate per proteggere il paese dalla incursioni dei cosiddetti barbari Hsiungnu. L'opera,
secondo lo storico cinese Sima Qian, venne affidata al generale Meng Tian e al suo esercito di
300.000 uomini. L'obiettivo imperiale doveva essere quello di collegare i vari pezzi di muraglia gi
esistenti ottenendo, come risultato, la Grande muraglia. Affinch nessuno potesse dubitare della sua
autorit invocando la tradizione, accolse la proposta di Li Si e nel 213 a.C. decret che tutti i testi
antichi fossero bruciati per cancellare il ricordo del passato, fatta eccezione per quelli di argomento
scientifico e tecnico.

I fattori che determinarono la caduta della dinastia furono numerosi, innanzitutto la frenesia con cui
Shi Huang Di aveva attuato la sua politica e la spietatezza dei metodi punitivi da lui adottati, come
il principio della responsabilit collettiva (se una persona commette un reato, tutto il suo clan
d'appartenenza ne sar colpevole). Migliaia di contadini erano stati costretti ad abbandonare i campi
per andare a combattere o per partecipare ai lavori di costruzione della Muraglia, delle strade, dei
canali e dei palazzi imperiali. Le realt locali furono sconvolte anche a causa dell'unificazione della
moneta e del sistema di scrittura.
La dinastia non sopravvisse alla morte del suo primo imperatore nel 210 a.C., il governo non fu in
grado di gestire la situazione e l'azione della corte fu pressoch paralizzata da intrighi a corte e lotte
per il potere. A seguito di un complotto attuato dal primo ministro Li Si e dall'eunuco Zhao Gao,
l'erede al trono fu costretto a suicidarsi. Zhao Gao si sbarazz anche di Li Si, che fu imprigionato e
messo a morte. Al trono fu posto Er HuangDi (Secondo Imperatore), secondogenito di Shi
HuangDi, che venne anch'egli presto ucciso. Il potere pass a Zi Ying, nipote del primo Imperatore,
il quale non os assumere il titolo di Terzo Imperatore. Mentre il governo era dilaniato da lotte
intestine, nel 209 a.C. scoppi una grande rivolta popolare che si espanse per tutto l'Impero. Le
forze principali dei ribelli erano comandate da Xiang Yu, che nel 206 ottenne la resa di Qin, mise a
sacco la capitale e fece uccidere l'Imperatore Zi Ying, e da Liu Bang, che trasfer la capitale a
Chang'An e, nel 206 a.C., si proclam Imperatore della nuova dinastia Han, assumendo in seguito il
nome di GaoZu.

Dinastia Han [modifica]


Per approfondire, vedi la voce dinastia Han.

La dinastia Han (caratteri non semplificati: , caratteri semplificati: , pinyin: Hncho)


govern la Cina dal 202 a.C. al 220 d.C. Fu preceduta dalla Dinastia Qin e seguita dal periodo dei
Tre Regni. La dinastia Han diede in seguito anche il suo nome alla popolazione etnica cinese per
differenziarsi dalle numerose altre minoranze etniche presenti in Cina.
La dinastia fondata dalla famiglia Liu (), regn sulla Cina per quattro secoli diffondendo la sua
influenza
sul
Vietnam,
l'Asia
Centrale,
la
Mongolia
e
la
Corea.
Durante la dominazione Han, Il Confucianesimo divenne la filosofia ufficiale di stato, l'agricoltura e
il commercio prosperarono, tanto che la popolazione raggiunse i 50 milioni di abitanti, di cui tre
milioni abitavano la capitale Chang'an , di fatto la pi grande metropoli del suo tempo.
La dinastia Han si divide in due periodi: il primo detto Dinastia degli Han Anteriori (Qian Han
) o anche Dinastia Han Occidentali (Xi Han ) fior dal 206 a.C. - al 9 a.C. ed ebbe come
capitale Chang'an. Il secondo periodo definita Dinastia degli Han Posteriori (Hou Han ) o
anche Dinastia Han Orientali (Dong Han ) dal 25 d.C. - al 220 d.C. con capitale Luoyang,
pi a est rispetto a Chang'an, di cui il nome dinastico. Attualmente si predilige la distinzione tra
orientali-occidentali per evitare confusione con la meno nota dinastia degli Han Posteriori del
periodo delle Cinque Dinastie e dieci Regni, sebbene gli storici cinesi, come Sima Guang, abbiano
utilizzato l'altra distinzione.
Durante la dinastia Han si ebbero grandi progressi intellettuali, letterari, artistici e scientifici. Fu
perfezionata la scoperta della Carta tanto da poterla utilizzare quale supporto per la Scrittura e
soppiantare cos il precedente sistema su Seta o su piccole liste di Bamb.
Durante questa dinastia visse il pi famoso storico cinese, Sima Qian (145 a.C. -87? d.C.), il

cui Shiji o Memorie Storiche fornisce tavole genealogiche, biografie e cronache dai tempi dei
sovrani leggendari fino ai tempi dell'imperatore Wudi (141 a.C.- 87 a.C.).

L'impero Han nel 87 a.C.


La forza militare della dinastia Han permise all'impero di espandersi a occidente nella pianura
desertica del Tarim, dove erano situate le citt-stato e i principati dei Tocari, Saci e Sogdiani nella
provincia del Xinjiang-Uigur attualmente di etnia prevalentemente uigura. In questo modo la Via
della seta veniva resa sicura fino al Pamir, ai confini con la Battriana nell'odierno Afghanistan.
Anche il Vietnam settentrionale e la Corea furono invasi dagli eserciti Han. In questo periodo si
sviluppa il sistema di tributi in base al quale stati periferici indipendenti o semi-indipendenti pagano
una sorta di omaggio formale di sottomissione alla Cina, inviano doni e stabiliscono sistemi di
commercio regolato, in cambio della pace e del riconoscimento alla legittimit al governo locale.
Anche l'invio di principesse cinesi serv a mantenere l'equilibrio diplomatico con i vicini,
soprattutto con le trib e le confederazioni nomadi del nord, in particolare con i Xiongnu e i Wusun.

Tre Regni [modifica]


Per approfondire, vedi la voce periodo dei tre regni.

I Tre Regni nel 262, alla viglia della conquista da parte dell'impero di Wei
Il periodo dei Tre Regni (Cinese semplificato: ; Cinese tradizionale: ; Pinyin Sngu)
un periodo della storia della Cina. In senso strettamente accademico si riferisce al periodo tra la
fondazione del Regno Wei nel 220 e la conquista del Regno Wu da parte della Dinastia Jin nel 280.
Comunque, molti storici cinesi fanno risalire l'inizio di questo periodo all'insurrezione dei Turbanti
Gialli nel 184.

Dinastia Jin e Periodo dei Sedici Regni [modifica]


Per approfondire, vedi le voci dinastia Jn e Sedici regni.

Dopo il periodo dei tre regni, la riunificazione avvenne sotto la dinastia Jn, che pu essere divisa in
due fasi: la dinastia Jn occidentale (265 - 316), che fu in grado di unificare la Cina, e la dinastia Jn
orientale (317 - 420), che continuarono a governare il sud della Cina
Nell'anno 263, le truppe del Regno Wei conquistavano lo stato di Shu, cosicch i tre regni divennero
due. Nel 265, Sima Yung, della prestigiosa famiglia Sima, discendente di Sima Qian, sconfisse
l'imperatore Wei, togliendo cos il potere alla famiglia Cao, e instaurando la dinasta Jin. Nell'anno
280, i Jin conquistarono il regno di Wu, di modo che riuscirono a riunificare sotto la nuova dinastia
l'antico impero Han.
Comunque non dur molto tempo. La corte Jin in Luoyang fu sempre pi minacciata dai popoli
nomadi del nord che avevano formato vari stati ed avevano una grande tradizione militare difatti
riuscirono a conquistare le capitali della dinastia Jin; Luoyang nel 311, e Chang'an nel 316. Cos lo
stato Jin scompar dal nord della Cina, che rimase diviso in ben sedici regni. La conquista del nord
da parte dei popoli nomadi o seminomadi provoc un importante esodo della popolazione verso il
sud. La corte Jin si ricostitu nella citt di Jiankang, molto pi a meridione, vicino alla attuale
Nanjing, dove continuarono a governare fino al 420. Gli storici cinesi hanno cos dato il nome di
"periodo dei Sedici regni" all'epoca compresa fra il 304 e il 439, durante la quale il nord della Cina
attravers una fase di frammentazione politica e di caos. Questi sedici regni inoltre erano retti da
popoli di etnia non cinese.

Periodo delle Dinastie del Nord e del Sud [modifica]


Per approfondire, vedi la voce dinastie del nord e del sud.

Sar un altro popolo di etnia non cinese, i tuoba, coloro che riuscirono ad unificare il nord della
Cina sconfiggendo tutti questi piccoli stati e proclamando la dinastia Wei del Nord nel 440. Con il
settentrione unificato, la Cina rimase divisa in due stati: quello nordico, nel quale si succederanno le
cosiddette dinastie settentrionali: Wei del Nord, Wei del Est, Wei del Ovest, Qi del Nord y Zhou del
Nord; e un altro al sud, nel quale, essendo sconfitto l'ultimo imperatore Jin nel 420, si succederanno
quattro dinastie nella corte di Jiankang: i Song, Qi, Liang e Chen.

Dinastia Sui [modifica]


Per approfondire, vedi la voce dinastia Sui.

Dinastia Tang [modifica]


Per approfondire, vedi la voce dinastia Tang.

Periodo delle Cinque dinastie e dieci regni [modifica]


Per approfondire, vedi la voce cinque dinastie e dieci regni.

Dopo la fine della dinastia Tang, con la fondazione della dinastia Liang nel nord della Cina, inizia
una fase di instabilit in cui, in un breve periodo, si succederanno cinque dinastie nel settentrione

della Cina (dinastia Liang Posteriore, dinastia Tang Posteriore, dinastia Jin Posteriore, dinastia Han
Posteriore e dinastia Zhou Posteriore), frattanto, nel sud apparirono dieci regni indipendenti. Questa
epoca, dal 907 al 960, gli storici cinesi la conoscono come il "periodo delle Cinque Dinastie e Dieci
Regni", o semplicemente "delle Cinque Dinastie".

Dinastia Song [modifica]


Per approfondire, vedi la voce dinastia Song.

Dinastia Yuan [modifica]


Per approfondire, vedi la voce dinastia Yuan.

Dinastia Ming [modifica]


Per approfondire, vedi la voce dinastia Ming.

La dinastia Ming (Cinese: ; Pinyin: mng cho chiamata anche il grande impero
dei Ming) fu la dinastia al potere in Cina dal 1368 al 1644, sebbene troni che si dichiaravano
"Ming" (ora collettivamente detti Ming meridionali) sopravvissero fino al 1662.
La dinastia segu quella Yuan e precedette quella Qing. Gli imperatori della dinastia Ming erano
membri della famiglia Zhu.
Durante il regno dei mongoli, ci furono forti sentimenti contrari al dominio degli "stranieri" tra la
popolazione, che alla fine sfociarono in una rivolta popolare che risped la dinastia Yuan
nuovamente alle steppe della Mongolia. La rivolta, condotta da Zhu Yuanzhang, insedi la dinastia
Ming nel 1368. Questa dinastia promosse un tempo di primavera culturale, mentre i mercanti cinesi
esploravano tutto l'oceano Indiano e l'arte cinese (in special modo l'industria della porcellana)
raggiungeva traguardi mai raggiunti prima.
Sotto il regno dei Ming, vennero costruiti una vasta flotta ed esercito, con quattro navi con alberi
con 1.500 tonnellate di capacit e un esercito di terra di un milione di unit.
Pi di 100.000 tonnellate di ferro all'anno vennero prodotte nella Cina del Nord, e molti libri furono
stampati con caratteri mobili. Molto rinomate sono le ceramiche Ming, tra cui si annovera la
ceramica Wu cai. Secondo alcuni storici la Cina all'inizio della dinastia Ming era la nazione pi
avanzata della terra.
Indice
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1 Origini
2 Dalle esplorazioni all'isolamento
3 Declino dei Ming, una rivoluzione commerciale abortita
4 Voci correlate
5 Altri progetti

Origini [modifica]

L'imperatore Hongwu
La dinastia Yuan, mongola, govern prima dell'insediamento della dinastia Ming. La
discriminazione dei mongoli contro i cinesi viene spesso considerata come causa primaria per la
fine del dominio Yuan in Cina. Altre cause includono la collusione con i lama tibetani nel deprivare
i cinesi delle loro terre, la eccessiva circolazione di cartamoneta, che fece decuplicare l'inflazione
durante il regno dell'imperatore Yuan Shundi, e l'inondazione del fiume Giallo come risultato
dell'abbandono dei mongoli dei progetti di irrigazione.
Verso fine del dominio Yuan, l'agricoltura cinese era disastrata.
Quando centinaia di migliaia di civili cinesi vennero chiamati per lavorare sul fiume Giallo, matur
la prospettiva della rivolta. Dopo molti anni di lotte, il gruppo ribelle condotto da Zhu Yuanzhang, il
futuro imperatore Hongwu, divenne il pi potente dei vari gruppi cinesi Han e Zhu dichiar la
fondazione della dinastia Ming nel 1368, stabilendo la sua capitale a Nanjing e adottando
"Hongwu" (che significa immensamente marziale) come titolo e nome del suo periodo di regno.
Divenuto orfano da adolescente, Zhu era entrato in un monastero Buddista, per evitare la fame.
Durante questo periodo ader ad una societ segreta conosciuta come "il fiore di loto bianco". Pi
tardi, da condottiero ribelle, entr in contatto con gli eruditi confuciani appartenenti alla classe dei
proprietari terrieri, dai quali ricevette una educazione in affari di stato.
Si posizion quindi come difensore del confucianesimo e delle convenzioni neo-confuciane, e non
come un ribelle popolare. Malgrado le umili origini, egli emerse come condottiero nazionale contro
la decadente dinastia Yuan. Zhu divenne uno dei due soli fondatori dinastici che emersero dalla
classe rurale (l'altro Han Gaozu della dinastia Han).
Dopo aver combattuto e allontanato le calamit della invasione mongola, e date la seria minaccia
alla Cina che i mongoli ancora ponevano, Hongwu restaur la ortodossa visione confuciana che
vedeva i militari come classe subordinata alla burocrazia degli eruditi. In parole povere, mantenere
un esercito potente era essenziale perch i mongoli rimanevano ancora una minaccia.
Indotto dalla avversione confuciana verso il commercio, Hongwu appoggi la creazione di
comunit agricole largamente autosufficienti. Le tenute neofeudali che si erano sviluppate alla fine
della dinastia Song e durante quella Yuan furono espropriate con lo stabilimento della dinastia
Ming. Grandi latifondi furono confiscati dal governo, frammentati e messi in affitto; e la schiavit
ad uso dei privati venne vietata. Di conseguenza, dopo la morte dell'imperatore Yongle, contadini
indipendenti predominarono nella agricoltura cinese.

Sotto Hongwu, i burocrati mongoli che avevano dominato per quasi un secolo sotto la dinastia Yuan
vennero sostituiti dai cinesi Han. Il tradizionale sistema confuciano di esaminazione, che
selezionava i burocrati di stato o i servi civili sulla base del merito, venne ripristinato. I candidati
per i posti nel servizio civile e per alcuni uffici nell'esercito, di nuovo dovevano passare i
tradizionali esami competitivi sui classici. La classe dei letterati confuciani, marginalizzati durante
gli Yuan per circa un secolo, di nuovo tornarono ad assumere la loro posizione predominante nello
stato cinese.
Hongwu tent, e in parte ci riusc, di consolidare il controllo su tutti gli aspetti del governo, in
maniera che nessun altro gruppo potesse guadagnare abbastanza potere da sovvertire il suo, e per
rinforzare le difese del paese contro i mongoli. Come imperatore Hongwu concentr sempre di pi
il potere sulle sue stesse mani ed abol il segretariato imperiale, che era stato il corpo
amministrativo centrale principale durante le dinastie precedenti, dopo aver arrestato una congiura
per la quale aveva accusato il suo primo ministro.
Mentre imperatori incompetenti potevano avvicendarsi, il primo ministro poteva garantire un livello
di continuit e competenza nel governo. Hongwu, desideroso di concentrare autorit assoluta sulle
sue mani, abol l'ufficio del primo ministro e cos rimosse la sola assicurazione contro imperatori
incompetenti. Hongwu venne succeduto da suo nipote, che venne per subito usurpato da suo zio
Chengzu, un figlio di Hongwu pi giovane, che regn come l'imperatore Yongle dal 1403 al 1434, e
fu responsabile del ritorno della capitale di nuovo a Pechino.
Hongwu aveva notato il ruolo distruttivo degli eunuchi di corte sotto i Song, riducendone cosi i loro
numeri, vietando loro di maneggiare documenti, insistendo che rimanessero illetterati e liquidando
quelli che commentavano sullo stato degli affari. Hongwu aveva una pronunciata avversione verso
gli eunuchi imperiali (una corte di servi castrati per l'imperatore) evidente nella tavoletta del suo
palazzo che enunciava: "Gli eunuchi non possono avere nulla a che fare con l'amministrazione."
Sotto il suo successore, comunque, essi cominciarono a riguadagnare la loro vecchia influenza.
Il ruolo dell'imperatore in questo divenne ancora pi autocratico, anche se Hongwu necessariamente
continuava ad usare quello che egli chiamava "Grande Segretariato" per gestire la mole immensa di
incartamenti della burocrazia, che includevano memoriali (petizioni e raccomandazioni al trono),
editti imperiali di risposta, notizie di vari tipi e registri delle tasse.
Durante il regno di Hongwu, la dinastia Ming vide una rapida e drammatica crescita della
popolazione, soprattutto grazie all'aumentata disponibilit di cibo dopo le riforme agricole di
Hongwu. Alla fine della dinastia Ming la popolazione probabilmente era cresciuta di almeno il 50%.
L'imperatore Hongwu temeva sempre pi ribellioni e colpi di stato. Rese la critica da parte di
qualunque dei suoi consiglieri una offesa capitale. Una storia dice che uno studioso confuciano, che
si opponeva alle politiche di Hongwu, decise di andare nella capitale e rimproverare l'imperatore.
Dopo aver attratto degli ascoltatori, port con s una bara. Alla fine del suo discorso, sal sulla bara,
attendendo l'ordine di esecuzione dell'imperatore. L'imperatore, al contrario, fu cos colpito dalla
sua spavalderia che gli risparmi la vita.

Dalle esplorazioni all'isolamento [modifica]

Questo potrebbe essere l'unico esemplare rimasto di un grande oggetto di arredo laccato dalla
"fabbrica Orchard" (la bottega imperiale della lacca) stabilitasi a Pechino all'inizio della dinastia
Ming. Decorata con draghi e fenici, era stata fabbricata per un palazzo imperiale. Costruita durante
il periodo del regno Xuande (1426-1435) della dinastia Ming. Attualmente in mostra al Victoria and
Albert Museum a Londra.
Tra il 1405 e il 1433, gli imperatori Ming inviarono sette spedizioni marittime per esplorare i mari
del Sud e attraverso l'oceano Indiano. La xenofobia e l'introspezione intellettuale caratteristici
dell'era nella sempre pi popolare nuova scuola neo-confuciana, non condusse cos all'isolamento
fisico della Cina. I contatti con il mondo esterno, in particolare con il Giappone e il commercio con
l'estero incrementarono notevolmente.
L'imperatore Yongle tent strenuamente di estendere l'influenza della Cina al di fuori dei suoi
confini, incoraggiando gli altri regnanti a spedire ambasciatori in Cina per offrire tributi. Gli eserciti
cinesi riconquistarono Annam e bloccarono l'espansionismo mongolo, mentre la flotta cinese
varcava i mari della Cina e dell'Oceano indiano, arrivando fino alle coste orientali dell'Africa. I
cinesi acquisirono una certa influenza sul Turkestan, le nazioni marittime dell'Asia spedirono
convogli con omaggi per l'imperatore cinese. All'interno del paese, il "Gran Canale" venne espanso
ai suoi limiti pi estremi e funse da stimolo per il commercio interno.
L'impresa pi straordinaria, comunque, fu quella rappresentata dalle sette spedizioni navali di
Zheng He, che attravers l'oceano indiano e l'arcipelago asiatico di sud-orientale. Un ambizioso
eunuco musulmano di discendenza Hui, esterno alle strutture elitarie degli eruditi confuciani, Zheng
He condusse sette spedizioni dal 1405 al 1433, sei delle quali sotto gli auspici di Yongle.
Probabilmente arriv fino al Capo di Buona Speranza e, secondo la controversa "ipotesi del 1421",
nelle Americhe. L'incarico di Zheng del 1403, per condurre una squadra marittima fu un trionfo per
le lobby commerciali che cercavano di stimolare il commercio tradizionale, non il mercantilismo.
Gli interessi delle lobby commerciali erano connessi anche a quelli delle lobby religiose. Entrambe
erano offensive per le sensibilit neo-confuciane delle lite erudite: lobby religiose incoraggiavano
il commercialismo e l'esplorazione, che avvantaggiavano gli interessi commerciali, per deviare i
fondi statali dagli intenti anticlericali dei letterati confuciani. La prima spedizione nel 1405
consisteva in 62 navi e 28000 uomini, a quel tempo la pi grande spedizione navale della storia. Le
navi a pi strati di Zheng He trasportavano fino a 500 soldati ma anche partite di beni da esportare,
soprattutto sete e porcellane, e riportavano indietro beni di lusso stranieri come spezie e legni
tropicali.

La ragione economica per queste enormi imprese poteva essere stata importante, e molte delle navi
avevano larghe cabine private per mercanti. Ma l'obiettivo principale era probabilmente politico, per
acquisire nuovi stati come tributari e marcare la riemersione dell'impero cinese dopo quasi un
secolo di dominio barbarico.
Il carattere politico dei viaggi di Zheng He indica il primato delle lite politiche. Nonostante le loro
forze formidabili e senza precedenti, i viaggi di Zheng He, a differenza delle spedizioni europee pi
tardi nel XV secolo, non erano intese ad estendere la sovranit Cinese al di l dei mari. Indicativa
della competizione tra le lite, queste escursioni erano anche diventate politicamente controverse.
I viaggi di Zheng He erano stati appoggiati dagli eunuchi di basso rango suoi compagni a corte e
strenuamente opposti agli ufficiali di istruzione confuciana. Il loro antagonismo era in effetti cos
grande che essi provarono a cancellare le menzioni delle spedizioni navali nei registri ufficiali
dell'impero. Secondo una interpretazione di compromesso le incursioni dei mongoli orientarono il
bilanciamento a favore delle lite confuciane.
A partire dalla fine del XV secolo, ai soggetti imperiali venne impedito di costruire navi per
l'oceano o di lasciare il paese. Alcuni storici speculano che questa misura venne presa come risposta
alla pirateria.
Secondo storici degli anni 1960, come John Fairbank e Joseph Levinson, questo rinnovamento si
convert in stagnazione, la scienza e la filosofia vennero strette in una rete di tradizioni che
soffocavano ogni tentativo di intraprendere qualcosa di nuovo. Gli storici che mantengono questa
posizione mettono in evidenza, nel XV secolo, l'abbandono per decreto della grande flotta, il divieto
di costruzione di navi per mare, il decadimento dell'industria del ferro.

Declino dei Ming, una rivoluzione commerciale abortita [modifica]


Le lunghe guerre con i Mongoli, le incursioni giapponesi in Corea e le violazioni dei pirati
giapponesi nelle citt costiere nel XVI secolo indebolirono il potere dei Ming, che divenne, come
dinastie precedenti, vulnerabile a colpi di stato.
Gli storici discutono la progressione relativamente pi lenta del mercantilismo e
dell'industrializzazione di tipo europeo in Cina, a partire dai Ming, questione particolarmente
spinosa, considerando i paralleli tra la commercializzazione della economia Ming, l'era del
cosiddetto "capitalismo incipiente" in Cina, e l'ascesa del capitalismo commerciale nell'Ovest. Gli
storici hanno provato a capire perch la Cina non sia progredita con lo stesso passo a partire
dall'ultimo secolo della dinastia Ming.
All'inizio del XXI secolo, comunque, alcune premesse di questo dibattito sono state attaccate.
Storici economisti come Kenneth Pomeranz hanno iniziato a ribattere che la Cina era
tecnologicamente ed economicamente alla pari con l'Europa fino al 1750 e che la divergenza era
dovuta a condizioni locali, come l'accesso alle risorse naturali dal Nuovo Mondo.
Molto del dibattito nondimeno incentrato sul contrasto tra i sistemi politici ed economici tra Est ed
Ovest. Assumendo per vera la premessa causale che le trasformazioni economiche inducono
cambiamenti sociali, che a loro volta hanno conseguenze nella politica, si pu comprendere perch
l'ascesa del capitalismo, un sistema economico nel quale il capitale viene investito per produrre
ulteriore capitale, sia stato in qualche modo una forza trainante l'ascesa dell'Europa moderna. Il
capitalismo, dopo tutto, pu essere rintracciato in numerosi stadi distinti della storia dell'Occidente.
Il capitalismo commerciale era il primo stadio.

Ma in Europa i governi spesso proteggevano e incoraggiavano la classe capitalista borghese,


composta principalmente da mercanti, attraverso controlli governativi, sussidi e monopoli (ad
esempio la compagnia britannica delle Indie orientali. Gli stati assolutisti dell'era spesso ambivano a
trarre beneficio dal crescente profitto della borghesia, per espandere o centralizzare i loro stati
nazione.
La questione appare ancor pi anomala se si considera che durante l'ultimo secolo della dinastia
Ming emerse una genuina economia della moneta, a lato di imprese mercantili ed industriali di scala
relativamente larga, di propriet sia privata che statale, come ad esempio i grandi centri tessili del
Sud-Est. Per alcuni aspetti, la questione al centro dei dibattiti concernenti il relativo declino della
Cina rispetto all'Occidente moderno, almeno fino alla rivoluzione comunista.
Gli storici cinesi marxisti, specialmente durante gli anni 1970 identificavano l'era Ming come una di
"capitalismo incipiente", una descrizione che sembra abbastanza ragionevole, ma che non spiega la
degradazione del commercio e l'aumentata regolamentazione statale del commercio durante l'era
Ming. Gli storici marxisti postulano perci che il mercantilismo di tipo europeo e
l'industrializzazione potevano essersi evoluti se non fosse stato per la conquista dei Manchu e
l'espansione dell'imperialismo europeo, specialmente dopo le guerre dell'oppio.
Una critica di orientamento post-modernista, comunque, contesta che questo punto di vista sia
semplicistico se non errato. La proibizione delle rotte oceaniche, viene asserito, era intesa per
evitare la pirateria e venne stabilita nel medio-Ming su richiesta urgente della burocrazia che
metteva in evidenza gli effetti nocivi che stava avendo sulle economie delle coste. Questi storici,
che includono Jonathan Spence, Kenneth Pomeranz e Johanna Waley-Cohen negano che la Cina si
fosse in qualche modo "ripiegata su se stessa" e asseriscono che questa visione della dinastia Ming
incoerente con il crescente volume di affari che stava avvenendo tra la Cina e l'Asia sud-orientale.
Quando i portoghesi raggiunsero l'India, trovarono una rete commerciale in rapida espansione che
seguirono poi fino alla Cina. Nel XVI secolo gli europei cominciarono ad affacciarsi sulle spiagge
dell'Est e fondarono Macao, il primo insediamento europeo in Cina.
Altri storici solitamente collegano lo sviluppo prematuro del mercantilismo di tipo europeo e
l'industrializzazione al declino della dinastia Ming.
Molto di questo dibattito sulla degradazione del commercio incentrato sul ruolo del supporto dello
stato.
Durante i primi anni della dinastia Ming, Hongwu piant le fondamenta per uno stato disinteressato
al commercio e pi interessato ad estrarre rendite dall'agricoltura. Con scarsa comprensione dei
processi economici dei mercati, Hongwu, supportato dagli eruditi confuciani, si rimise al punto di
vista confuciano che i mercanti fossero semplicemente dei parassiti. Con una visione tipicamente
confuciana, Hongwu percepiva che l'agricoltura doveva essere la sorgente della prosperit del paese
che e che il commercio fosse ignobile e parassitico.
Probabilmente questa visione venne accentuata dalle sue origini umili. Ne risult che il sistema
economico Ming enfatizzava l'agricoltura, a differenza di quello della dinastia Sung, che aveva
preceduto i mongoli e che si affidava su mercanti e commercianti per le rendite. Le leggi contro i
mercanti e le restrizioni sotto le quali lavoravano gli artigiani, rimasero essenzialmente come quelli
durante i Sung, ma ora anche i mercanti stranieri del periodo mongolo cadevano sotto queste nuove
regolamentazioni, e la loro influenza diminu rapidamente.

Sebbene gli ultimi imperatori Ming, dopo i contatti con gli europei, vedessero l'insorgere di una
genuina economia monetaria basata sull'argento (dovuta in gran parte al commercio con il Nuovo
Mondo attraverso gli spagnoli e i portoghesi), con lo sviluppo di imprese industriali e mercantili
relativamente di larga scala e di propriet sia pubblica che privata (notevoli i grandi centri tessili del
Sud-Est), l'et Ming non vide probabilmente un "capitalismo incipiente" per la predominanza
dell'influenza politica su quella economica.
Come gi menzionato, Hongwu pose le basi per uno stato disinteressato al commercio e pi intento
ad estrarre rendite dal settore agricolo. Anche se il commercio era stimolato dal flusso di argento dal
Nuovo Mondo, utilizzato per pagare le esportazioni cinesi di t, seta, e ceramiche, e nonostante gli
uomini di affari cinesi trovarono una maniera per produrre in massa porcellane meno costose per
soddisfare i mercati europei, comparando l'andatura dell'economia con quella europea durante la
genesi del capitalismo mostra il ruolo cruciale svolto dal supporto statale del capitalismo.
In Europa i nuovi capitalisti, che ricavavano molti dei loro profitti dalla compravendita di beni,
erano protetti e incoraggiati da controlli, sussidi e monopoli dei governi. La borghesia, dopotutto
era una nuova e appetibile base tassabile per i troni in Europa, ma non nella stessa misura in Cina.
Sebbene il regno di Hongwu vide l'introduzione della carta moneta, lo sviluppo del capitalismo
venne intralciato dall'inizio o almeno impedito nel raggiungere il suo vero potenziale. Non capendo
l'inflazione, Hongwu spargeva cos tanta carta moneta in ricompense che dal 1425 lo stato venne
obbligato a reintrodurre monete di rame, dato che la valuta di carta si era degradata alla settantesima
parte del suo valore originale.
Il controllo statale (ma non necessariamente il supporto) della economia cinese e della societ in
tutti i suoi aspetti, rimase la caratteristica dominante dello stile di vita cinese ai tempi dei Ming
come in quelli precedenti. La concentrazione del potere avrebbe potuto avere implicazioni anche
disastrose se l'imperatore fosse stato incompetente o disinteressato al governo. La questione chiave
in questo declino fu la innovazione politica dei Ming nel concentrare tutto il potere sulle mani
dell'imperatore. Storici occidentali osservano anche che le qualit degli imperatori declinavano e
questo venne esacerbato dalla centralizzazione della autorit.
Come gi menzionato, il ruolo dell'imperatore divenne ancor pi autocratico sin dall'era di Hongwu,
nonostante questi per necessit continu ad utilizzare quelli che egli chiamava Gran Segretari per
assisterlo negli immensi incartamenti della burocrazia, che includevano memoriali (petizioni e
raccomandazioni al trono), editti imperiali di risposta, resoconti di vario genere e registri delle tasse.
Hongwu nel 1380 abol il segretariato imperiale, che era stato il corpo amministrativo principale
sotto precedenti dinastie, dopo aver soppresso una congiura per la quale aveva incolpato il suo capo
ministro. Quando la carica imperiale divenne ereditaria, i cinesi stabilirono l'ufficio del primo o
capo ministro; mentre potevano avvicendarsi imperatori incompetenti, il primo ministro poteva
garantire un livello di continuit e competenza nel governo.
Nell'abolire la carica del primo ministro Hongwu rimosse la sola assicurazione contro imperatori
incompetenti. Hongwu venne succeduto da suo figlio, ma il trono di questo venne rapidamente
usurpato da Cheng Zu, che regn come l'imperatore Yongle dal 1403 al 1424, e che fu responsabile
dello spostamento della capitale a Pechino.
Yongle era molto attivo e competente come amministratore, ma era stata stabilita una serie di cattivi
precedenti. In primo luogo, anche se Hongwu aveva mantenuto alcune pratiche mongole, come le
punizioni corporali, con costernazione delle lite acculturate e della loro insistenza su un regno

basato sulla virt, Yongle eccesse questi confini, facendo eliminare famiglie di suoi oppositori
politici e assassinando arbitrariamente migliaia di persone.
In secondo luogo, nonostante l'avversione di Hongwu per gli eunuchi, racchiusa in una tavoletta sul
suo palazzo che recitava "Gli eunuchi non devono avere nulla a che fare con l'amministrazione", i
suoi successori ridiedero vita al loro ruolo informale nella gestione del potere.
Hongwu, a differenza dei suoi successori, not il ruolo distruttivo degli eunuchi di corte sotto i
Song, riducendone drasticamente il loro numero, vietando loro di maneggiare documenti, insistendo
che rimanessero illetterati e liquidando quelli che commentavano sugli affari di stato. In terzo
luogo, il Grande Segretariato di Yongle, sarebbe diventato una sorta di strumento di irrigidimento e
consolidazione che divenne strumento di declino.
In precedenza, comunque, imperatori pi competenti sopravvedevano o approvavano tutte le
decisioni di questo concilio. Hongwu stesso era generalmente riconosciuto come un imperatore
forte che fece scaturire un'ondata di potere imperiale efficace che perdur molto tempo oltre il suo
regno, ma la centralizzazione dell'autorit si rivel disdicevole sotto imperatori meno competenti.

Dinastia Qing [modifica]


Per approfondire, vedi la voce dinastia Qing.

La dinastia Qing o Ch'ing (Manci: daicing gurun; cinese: ; pinyin: qng cho; Wade-Giles:
ch'ing ch'ao), a volte nota anche come dinastia Manci, fu fondata dal clan Manci degli Aisin
Gioro, nell'attuale Manciuria, espansasi poi nella Cina vera e propria e nei territori circostanti
dell'Asia interna, costituendo cos l' Impero del grande Qing (Cinese: , pinyin:
dqngdgu). Dichiarata in seguito come Recente dinastia Jin nel 1616, cambi il suo nome
nel 1636 in "Qing" e conquist l'intera Cina nel 1644 governandola fino al 1912. La denominazione
"Jin" non da confondersi con la dinastia "Jin" del periodo tra il 936 e il 946.
Indice
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1 Formazione dello stato Manci
2 La conquista della Cina
3 Kangxi e il consolidamento
4 Gli imperatori Yongzheng e Qianlong
5 Ribellioni, tumulti e pressioni esterne
6 Il governo dell'imperatrice favorita Cixi
7 Governo Qing e societ
o
7.1 Societ
o
7.2 Politica

o
o

7.3 Burocrazia
7.4 Esercito

7.4.1 Inizi e primi sviluppi

7.4.2 Pace e Stagnazione

7.4.3 Transizione e Modernizzazione


8 Caduta della dinastia
9 L'eredit
10 Note
11 Bibliografia
12 Voci correlate
13 Altri progetti
14 Collegamenti esterni

Formazione dello stato Manci [modifica]

Bandiera della dinastia Qing, 1862-1890


La dinastia Qing non fu fondata dall'etnia degli Han che formano la stragrande maggioranza della
popolazione.
Il popolo semi-nomade dei Manci si distinse per la prima volta nell'attuale Cina nord-orientale.
Traendo vantaggio dall'instabilit politica e dalle ribellioni popolari che sconvolgevano la dinastia
Ming, le forze militari dei Manci si riversarono nella capitale dei Ming, Pechino, nel 1644 e vi
rimasero fino alla detronizzazione della dinastia Qing nel corso della Rivoluzione Xinhai del 1911,
quando l'ultimo imperatore abdic all'inizio del 1912.
Lo stato Manci fu formato da Nurhaci all'inizio del XVII secolo. Originariamente vassallo dei
Ming, si dichiar imperatore della recente dinastia Jin nel 1609. Nello stesso anno estese le risorse
economiche ed umane - come anche la tecnologia - schiavizzando gli abitanti cinesi della
Manciuria. Nel 1625 Nurhaci costitu la sua capitale a Shanyang (in Manci: Mukden), ma l'anno
successivo sub la sua prima grande sconfitta militare di fronte al generale Ming Yuan Chonghuan.
Nurhaci mor lo stesso anno. Uno dei traguardi pi importanti fu la creazione di otto unit di
bandiera responsabili per l'amministrazione civile e militare di tutte le loro truppe e delle loro
famiglie.
Il successore di Nurhaci, Huang Taiji (Abahai) prosegu l'opera del padre incorporando le prime
unit cinesi nel suo esercito. Huang Taiji adott inoltre diverse istituzioni politiche Ming nel suo
stato Manci, ma forn anche alla dominazione Manci tali istituzioni attraverso un sistema di
quote. Quando Lingdan Khan, l'ultimo gran Khan dei Mongoli, mor sulla strada per il Tibet nel
1634, suo figlio Ejey si arrese ai Manci e diede il grande sigillo della dinastia Yuan a Huang Taiji.
Nel 1636 Huang Taiji rinomin lo stato "Qing" (puro), facendo intuire l'ambizione di espanderlo

oltre la Manciuria. In una serie di campagne militari sottomise la Mongolia interna e la Corea e
assunse il controllo della regione del fiume Amur (Heilongjiang).

La conquista della Cina [modifica]


Dopo anni di tumulti, la capitale Ming, Pechino, venne saccheggiata da una coalizione di forze
ribelli capeggiate da Li Zicheng. La dinastia Ming fin ufficialmente quando l'ultimo imperatore
Ming si suicid impiccandosi su un albero di una collina che dominava la Citt proibita. Dopo aver
preso Pechino nell'Aprile del 1644, Li Zicheng condusse un esercito di 60.000 uomini per
confrontarsi con Wu Sangui, il generale al comando della guarnigione Ming forte di 100.000
uomini a guardia di Shanhaiguan ( ). Shanhaiguan il passo fondamentale nord-orientale
della grande muraglia cinese, situata a cinquanta miglia a nord-est di Pechino e per anni le sue
difese avevano tenuto i Manci fuori dalla Cina. Wu, preso tra due nemici, decise di avvicinarsi ai
manci e si alle con il principe Dorgon, reggente dell'imperatore Shunzhi allora di sei anni, figlio
dell'imperatore Huang Taiji che era passato a miglior vita l'anno prima.
Insieme i due eserciti incontrarono le forze ribelli di Li Zicheng nella battaglia del 27 maggio 1644.
Anche se i ribelli furono messi in fuga, l'esercito di Wu era cos stremato dal combattimento del
giorno che non ebbe altra possibilit se non quella di unirsi alle forze mancesi per riprendere
Pechino il 6 giugno e iniziare la conquista dell'intera Cina. Ci vollero altri diciassette anni per
combattere i lealisti dei Ming, i loro pretendenti e i ribelli. L'ultimo pretendente Ming, il principe
Gui, ripar in Birmania ma fu recuperato da una spedizione dei Qing capeggiata da Wu Sangui che
lo fece portare nella provincia dello Yunnan dove venne giustiziato all'inizio del 1662.
I governatori manci istituirono il famoso "ordine del codino", che costrinse gli Han ad adottare la
capigliatura manci (il "codino infame") e l'abbigliamento in stile manci che simboleggiava la loro
fedelt alla dinastia. La severa regola decretava che tutti i maschi Han cinesi si dovessero rasare i
capelli sulla fronte a met del capo e raccogliere tutti i capelli rimasti in una lunga coda. Questo
ordine violava l'etica confuciana e la pratica cinese, che stabiliva che non si dovevano tagliare i
capelli. Comunque i Cinesi non avevano scelta, qualcosa dovevano farsi tagliare: o i capelli o la
testa. Durante i 268 anni di governo manci vi furono diverse ribellioni proprio a causa di questa
ordinanza.

Kangxi e il consolidamento [modifica]


L'imperatore Kangxi (r. 1662 - 1722) sal al trono all'et di sette anni. Nei primi anni del suo regno
fu molto aiutato dalla nonna, la grande favorita Xiaozhuang.
I manci si resero conto che difendere il loro impero, acquisito di recente, non era un compito
facile. La vastit del territorio cinese significava che vi erano truppe di bandiera per proteggere le
citt chiave e formare l'osso di una rete di difesa che si fondava fondamentalmente su soldati Ming
arresisi alla nuova dinastia regnante.
Proprio tre generali Ming che si arresero si distinsero per i loro contributi alla causa imperiale Qing,
ricevettero il titolo nobile di principi feudali ( ) e il titolo di governatori di vasti territori nella
Cina meridionale. Il loro capo era Wu Sangui (), che ricevette la provincia dello Yunnan e il
Guizhou, mentre i generali Shang Kexi () e Geng Zhongming () rispettivamente il
Guangdong e il Fujian.

Con il passare degli anni i tre signori feudali e i loro territori divennero inevitabilmente sempre pi
autonomi. Infine, nel 1673, Shang Kexi present una petizione all'imperatore Kangxi, manifestando
il suo desiderio di ritirarsi dalla sua citt natale nella provincia di Liaodong ( ) e nomin suo
figlio come successore. Il giovane imperatore garant il suo ritiro ma neg l'eredit del suo feudo.
Come reazione gli altri due generali decisero di fare due petizioni dello stesso tipo per mettere alla
prova la capacit risolutiva di Kangxi, pensando che non avrebbe corso il rischio di offenderli. Ma il
giovane imperatore ripar al loro bluff accettando le loro richieste e ordinando che tutti e tre i loro
feudi venissero restituiti alla corona.
Messo faccia a faccia con la perdita del potere, Wu Sangui cap di non avere altra scelta se non di
scatenare una rivolta. Fu raggiunto da Geng Zhoming e dal figlio di Shang Kexi, Shang Zhixin (
). La ribellione che ne scatur dur otto anni. Al culmine dei periodi favorevoli per i ribelli, essi
riuscirono ad estendere il loro controllo a nord fino al fiume Changjiang (). Tuttavia il governo
Qing riusc a sedare la ribellione e riprese a esercitare il suo controllo su tutta la Cina meridionale;
questa ribellione sarebbe stata conosciuta nella storia cinese come la Rivolta dei tre feudatari.
Le minacce, tuttavia, non erano tutte intestine. L'imperatore Kangxi condusse la Cina
personalmente in una serie di campagne militari contro il Tibet, la Zungaria e poi la Russia.
Concert il matrimonio di sua figlia con il Khan Gordhun per evitare un'invasione. La campagna
militare di Gordhun contro i Qing fall, rafforzando ulteriormente l'impero. Anche Taiwan fu
catturata dalle forze Qing nel 1683 dal figlio di Zheng Jing, Zheng Ke-Shuang; il precedente (suo
nonno Koxinga) l'aveva conquistata dagli Olandesi.
Alla fine del XVII Secolo la Cina era nel suo momento di massimo splendore dall'inizio della
Dinastia Yuan e Kangxi era riuscito a rafforzare il controllo del governo Qing sulla Cina vera e
propria.
Kangxi tratt inoltre con molti missionari Gesuiti che vennero in Cina con la speranza di ottenere
conversioni di massa. Sebbene il loro intento avesse fallito, Kangxi continu a ospitare
pacificamente i missionari a Pechino.

Gli imperatori Yongzheng e Qianlong [modifica]

Questo vaso in giada e metallo fu creato nel periodo Qing, durante il regno di Qianlong nel XIX.
secolo. conservato alla Smithsonian Institution di Washington, D.C.
Yongzheng (r. 1723 - 1735) e suo figlio Qianlong (r. 1735 - 1796) e i loro regni erano all'apogeo del
potere Qing, governando su pi di 13 milioni di chilometri quadrati di territorio.
Dopo la morte di Kangxi nell'inverno del 1722, il suo quarto figlio Yinzhen gli successe come
imperatore Yongzheng. un personaggio controverso a causa delle voci sulla sua possibile
usurpazione del trono e negli ultimi anni di Kangxi fu coinvolto in dure lotte politiche con i suoi
fratelli. Yongzhen era un amministratore che lavorava sodo e governava con il pugno di ferro. Il suo
primo passo verso un regime pi duro arriv quando port il sistema di esaminazione statale ai suoi
standard originari. Nel 1724 scopr tassi di cambio illegali sulle monete, che venivano manipolati
dagli ufficiali perch si adattassero ai loro bisogni finanziari. Quelli che venivano colti in flagrante
sulla violazione dei nuove leggi venivano immediatamente esautorati o, nei casi estremi, giustiziati.
Yongzheng ordin anche la creazione di un centro di comando generale ( ) che divenne di
fatto il Consiglio dei ministri fino alla fine della dinastia.
Yongzheng dimostr grande fiducia negli ufficiali Han e nomin molte delle sue guardie personali a
posizioni prestigiose. Nian Gengyao venne nominato per condurre una campagna militare al posto
del fratello dell'imperatore Yinti nello Qinghai. Le azioni arroganti di Nian, comunque, portarono
alla sua caduta nel 1726. Il regno di Yongzheng vide il consolidamento del potere imperiale al suo
apogeo nella storia cinese e diversi territori vennero incorporati nel Nord-Ovest.
Yongzheng mor nel 1735. Gli succedette il figlio Hongli con il nome di Qianlong. Era conosciuto
come un abile generale. Succedendo al trono all'et di 24 anni, Qianlong condusse personalmente
l'esercito nelle campagne vicino allo Xinjiang e in Mongolia. Rivolte e sommosse nello Sichuan e
in parti della Cina meridionale vennero successivamente placate.

Per circa quarant'anni, durante il regno di Qianlong, il governo Qing vide il ritorno di una grande
corruzione. L'ufficiale Heshen fu probabilmente uno dei pi corrotti nell'intera dinastia Qing. Alla
fine fu costretto a suicidarsi dal figlio di Qianlong, Jiaqing (r. 1796 - 1820).

Ribellioni, tumulti e pressioni esterne [modifica]

Impero Qing nel 1892

Bandiera della dinastia Qing dal 1890 al 1912


Opinione comune sulla Cina del XIX secolo che in quest'era il controllo dei Qing si indebol e la
sua prosperit diminu. Infatti la Cina soffriva di un enorme squilibrio sociale, di stagnazione
economica e di un esplosivo tasso demografico che complic sempre pi la fornitura di cibo. Gli
storici offrono varie spiegazioni a questi avvenimenti, ma generalmente si d'accordo che il potere
dei Qing era, nel corso dei secoli tormentato da problemi interni e da una pressione esterna che era
semplicemente esagerata per il vetusto governo cinese, la burocrazia e gli affari economici.
La rivolta dei Taiping a met del XIX secolo stata la prima grande occasione di sentimento antimanci che minacciava la stabilit della dinastia Qing, un fenomeno che sarebbe solo aumentato
negli anni successivi. Comunque il numero orribile di vittime di questa ribellione - ben 30 milioni
di persone potrebbero essere morte - e la completa devastazione di una vasta area nel sud del paese
sono state in un certo senso adombrate da un altro conflitto significante. Sebbene non proprio
sanguinoso, il mondo esterno con le sue idee e le sue tecnologie ebbero un impatto rivoluzionario
tremendo su uno stato Qing incerto e sempre pi debole.
Uno dei temi principali che colpirono la Cina del XIX secolo era il problema di come trattare con
altri paesi. Nei secoli precedenti l'Europa e la Cina erano state molto isolate - la corte cinese vedeva
il mondo esterno come barbaro e incivile e perci non aveva interessi a sviluppare relazioni esterne.
Gli stati europei, nel frattempo, non avevano interessi a commerciare con la Cina poich era
semplicemente troppo lontana. Comunque il XIX secolo vide una graduale espansione degli imperi

europei in tutto il mondo, dato che gli stati europei sviluppavano economie pi forti costruite sul
commercio marittimo. Verso la fine del XVIII secolo colonie europee si erano stabilite nella vicina
India e in Indonesia, mentre l' Impero russo aveva annesso aree della Cina settentrionale. Durante le
guerre napoleoniche la Gran Bretagna tent di forgiare un'alleanza con la Cina, spedendo una flotta
ad Hong Kong con doni per l'imperatore, inclusi esempi delle ultime tecnologie e arti europee.
Quando l'ambasciata britannica ricevette una lettera da Pechino che spiegava che la Cina non era
impressionata dagli sviluppi raggiunti dall'Europa e che Giorgio III era benvenuto nel rendere
omaggio alla corte cinese, il governo britannico, altamente offeso, rinunci a qualsiasi tentativo
successivo di riconciliare le relazioni con il regime dei Qing.
Quando le guerre napoleoniche finirono nel 1815 il commercio mondiale aument rapidamente e la
vasta popolazione cinese offr mercati illimitati per le merci europee, il commercio tra mercanti
europei e cinesi si espanse nei primi anni del XIX secolo. Questo commercio aumentato, tuttavia,
port ad un'ostilit crescente tra governi europei e il regime dei Qing.
Nel 1793 il regime dei Qing stabil ufficialmente che la Cina non aveva bisogno dei manufatti
europei. In seguito i principali mercanti cinesi accettavano soltanto lingotti d'argento per il
pagamento delle loro merci. La grossa richiesta europea di merci cinesi come la seta, il t e l'oppio
pot essere riconosciuta solo se le compagnie europee avessero setacciato le loro offerte d'argento in
Cina. Alla fine del 1830 i governi di Gran Bretagna e Francia erano profondamente preoccupati per
l'accumulo dei metalli preziosi e cercarono schemi commerciali alternativi con la Cina - il pi
estremo dei quali era rendere la Cina dipendente dall'oppio. Quando il regime dei Qing cerc di
bandire la tratta di oppio nel 1838, la Gran Bretagna dichair guerra alla Cina.
La prima guerra dell'oppio rivel lo stato fatiscente dell'esercito cinese. Sebbene l'esercito cinese
superasse di gran lunga quello britannico per numero, la loro tecnologia e le tattiche erano
inadeguate per una guerra contro la potenza mondiale dominante dal punto di vista tecnologico. La
marina Qing, composta interamente da giunchi di legno non poteva competere contro le navi da
guerra corazzate a vapore della Royal Navy. I soldati britannici, usando fucili moderni e artiglieria
superavano per manovra e per potenza le forze Qing nelle battaglie di terra. I Qing si arresero nel
1842 e ci segn un colpo decisivo e umiliante alla Cina. Il Trattato di Nanchino, che richiedeva
pagamenti di riparazione di danni di guerra, permise l'accesso senza restrizioni agli Europei nei
porti cinesi e cedette l'isola di Hong Kong alla Gran Bretagna, rivelando molte inadeguatezze nel
governo Qing e provocando ribellioni sparse contro il regime.

In questa vignetta di satira politica, la Cina viene divisa tra Regno Unito, Germania, Russia, Francia
e Giappone
Le potenze occidentali, ampiamente insoddisfatte del Trattato di Nanchino diedero solo un
appoggio superficiale al governo Qing durante le ribellioni del Taping e dei Nian. Le rendite cinesi
precipitarono durante le guerre mentre vaste aree agricole vennero distrutte, milioni di persone
persero la vita ed eserciti senza numero si sollevarono e si armarono per lottare contro i ribelli. Nel
1854 la Gran Bretagna tent di negoziare di nuovo il Trattato di Nanchino inserendo clausole che
permettessero l'accesso commerciale ai fiumi cinesi e la creazione di un'ambasciata britannica
permanente a Pechino. Quest'ultima clausola oltraggi il regime dei Qing che si rifiutarono di
firmare e provocarono cos un'altra guerra contro la Gran Bretagna. La seconda guerra dell'oppio
termin con un'altra cocente sconfitta cinese, mentre il Trattato di Tianjin conteneva clausole che
insultavano ampiamente i Cinesi, quali la richiesta che tutti i documenti ufficiali cinesi venissero
scritti in inglese e una provvigione che garantisse alle navi da guerra britanniche accesso illimitato a
tutti i fiumi navigabili cinesi.

Il governo dell'imperatrice favorita Cixi [modifica]


Alla fine del XIX secolo emerse un nuovo capo. L'imperatrice Cixi, concubina dell'imperatore
Xianfeng (r. 1850-1861), madre dell'imperatore bambino Tongzhi e zia dell'imperatore Guangxu,
riusc con successo a controllare il governo Qing e fu di fatto leader della Cina per 47 anni. Inscen
un colpo di stato per detronizzare la reggenza condotta da Sushun nominato dall'ultimo imperatore.
Era nota per la sua partecipazione dietro le quinte () in politica.
Nel 1860 la dinastia Qing aveva sedato le ribellioni con l'aiuto di una milizia organizzata dalla
nobilt cinese. Il governo Qing aveva proceduto per il trattamento dei problemi di modernizzazione
che tent con il movimento di autodeterminazione. Diversi eserciti modernizzati furono costituiti,
incluso il molto famoso esercito Beiyang; comunque le flotte del "Beiyang" furono distrutte nella
prima guerra sino-giapponese (1894-95), che port a desideri per ulteriori riforme pi grandi e pi
estese. Dopo l'inizio del XX secolo la dinastia Qing era in un dilemma. Poteva procedere con le

riforme e alienare cos la nobilt conservatrice o poteva bloccare le riforme alienando i


rivoluzionari. La dinastia Qing tent di seguire una via di mezzo, ma fin per alienare entrambe le
parti.
Dopo 10 anni di reggenza nel regno dell'imperatore Guangxu (r. 1875 - 1908), la pressione
occidentale era cos forte che fu costretta a rinunciare ad ogni sorta di potere. Nel 1898 Guangxu
tent la riforma dei cento giorni (/), nei quali vennero implementate nuove leggi
e alcuni vecchi regolamenti vennero aboliti. Mai come prima si diede cos tanta fiducia a pensatori
progressisti riconosciuti come Kang Youwei mentre pensatori di matrice conservatrice riconosciuta
come Li Hongzhang vennero esautorati da posizioni alte. Ma gli ideali vennero repressi da Cixi e
Guangxu fu imprigionato nel suo palazzo. Cixi si concentr sull'accentramento del proprio potere.
In occasione del suo 60esimo compleanno spese pi di 30 milioni di monete d'argento per
decorazioni e avvenimenti, risorse che inizialmente dovevano essere impiegate per
l'ammodernamento della marina Beiyang.
Nel 1901, in seguito all'assassinio dell'ambasciatore tedesco, l'alleanza delle otto nazioni (
) entr in Cina come forza militare unita per la seconda volta. Cixi reag dichiarando guerra a
tutte e otto le nazioni, ma fin solo per perdere il controllo di Pechino per un breve periodo di
tempo. Insieme all'imperatore Guangxu fugg a Xi'an. Come ricompensa militare l'alleanza stil un
elenco che comprendeva una miriade di richieste al governo Qing, incluso una lista di individui da
colpire, nella quale Cixi era al primo posto. Dopo che Li Hongzhang fu mandato a parlamentare,
l'Alleanza ritir molte delle richieste.

Yuan Shikai era un abile adepto alla politica

Governo Qing e societ [modifica]


Societ [modifica]

Banconota da 2000 web del 1859 emessa dalla dinastia Qing


Gli uomini manci avevano l'abitudine di raccogliere i capelli in un codino. Durante la dinastia
Qing i manci resero questa pratica obbligatoria anche per la popolazione Han e qualsiasi uomo che
fosse stato trovato sprovvisto di codino per strada veniva decapitato.
L'imperatore Kangxi ordin che venisse redatto il pi grande dizionario di caratteri cinesi e sotto
l'imperatore Qianlong venne eseguita la compilazione dei lavori importanti sulla cultura cinese.
Migliaia di libri considerati politicamente inaccettabili dai governatori manci vennero distrutti man
mano che il catalogo veniva compilato.
Il 24 aprile 1909 venne fondata la Biblioteca Capitale, che sarebbe poi diventata la Biblioteca
nazionale della Cina,[1] la pi grande biblioteca asiatica [2][3] e una delle pi grandi al mondo,
contenente circa 23 milioni di volumi.[4]

La Concubina di Guangxu: Zhen

Politica [modifica]
Il corpo amministrativo principale della dinastia Qing era il Gran Consiglio composto
dall'imperatore e dagli alti ufficiali. La dinastia Qing era caratterizzata da un doppio sistema di
nomine con la quale ogni posizione nel governo centrale aveva un manci e uno Han che lo
assegnava. Durante il regno di Qianlong, per esempio, i membri della sua famiglia si distinguevano

per i paramenti con un grande emblema circolare sulla schiena, mentre uno Han poteva solo sperare
di indossare capi di abbigliamento con un emblema quadrato. Questo significava effettivamente che
qualsiasi guardia di corte poteva distinguere i mebri della famiglia semplicemente guardando la
schiena. Se si eccettuano la Mongolia, il Tibet e lo Xanjiang, la dinastia Qing oper un blando
sistema di controllo e l'imperatore Qing si comportava come i Kahn mongoli, paladini del
Buddhismo tibetano e sostenitore dei Musulmani.
Come questo sistema debba essere definito con precisione ancora oggetto di controversie per via
delle sue attuali implicazioni politiche. I sostenitori del nazionalismo cinese rimproverano al
governo Qing su queste aree di aver dato un estremo grado di autonomia all'interno di uno stato
nazionale singolo, mentre i sostenitori dell'indipendenza tibetana sostengono che la dinastia Qing
fosse un'unione personale tra parecchi stati nazionali.
Comunque la politica dei Qing cambi con l'istituzione della provincia dello Xanjiang nel 1884. In
risposta all'azione militare britannica e russa in Xanjiang e Tibet, i Qing mandarono unit del nuovo
esercito che agirono sorprendentemente con successo contro le unit britanniche.
L'abdicazione dell'imperatore manci che aveva integrato l'impero port inevitabilmente a dispute
sullo status dei territori esterni dei Qing. Era e rimane la posizione dei nazionalisti mongoli e
tibetani, poich giurarono fedelt al monarca Qing in una formula personale per cui, con
l'abdicazione dei Qing, non erano legati da alcuna fedelt allo stato cinese. Questa posizione venne
rifiutata dalla nuova repubblica cinese e in seguito dalla repubblica popolare, che hanno reclamato
che queste terre rimanessere parte integrante della Cina. Le potenze occidentali accettarono la
seconda di queste teorie, soprattutto per evitare attriti con la Cina.

Burocrazia [modifica]

Vasi Qing al Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona


Il sistema amministrativo della dinastia Qing si evoluta dai suoi predecessori, i Ming. Nella sua
forma pi evoluta di stato, il governo Qing era concentrato attorno all'imperatore come sovrano
assoluto che presiedeva su sei ministeri, ognuno di questi comandato da due segretari di stato
supremi (|Shngsh) coadiuvati da quattro assistenti segretari (|Shlng). A differenza del
sistema Ming, comunque, la politica razziale dettava che le nomine dovevano essere divise tra i
Cinesi mandarini che avevano passato i livelli pi alti degli esami imperiali e i nobili manci. I sei
ministri e le loro rispettive aree di competenza erano le seguenti:

Ministero delle nomine civili ( |Lb) - L'amministrazione del personale di tutti gli ufficiali
civili, inclusa la valutazione, la promozione e il licenziamento, Era inoltre incaricato della 'lista
d'onore'.
Ministero dell'economia (|Hb) - La traduzione letterale della parola cinese 'h'
'faccenda di casa'.Per la maggior parte del periodo storico Qing il principale cespite di guadagno
governativo proveniva dalla tassazione sulla propriet terriera a cui si aggiungevano monopoli
ufficiali su tematiche essenziali quali il sale e il t. Cos' 'faccenda di casa' in una dinastia Qing
prevalentemente agraria era la base della finanza imperiale. Il dipartimento era incaricato della
raccolta dei guadagni e della gestione finanziaria del governo.
Ministero del cerimoniale ( |Lb) - Questo era responsabile per tutte le materie che
riguardavano il protocollo di corte, che includeva non solo l'adorazione periodica degli antenati e
tutti gli attributi divini dell'imperatore nella sua figura di "figlio del Cielo" (Tianzi| ) per
assicurare la gestione corretta dell'impero ma anche per la cura della buona ospitalit verso gli
ambasciatori ospiti delle nazioni tributarie. Il concetto cinese di cortesia (li| ) come venne
insegnato da Confucio era considerato parte integrante dell'educazione. Una persona istruita si
diceva "conoscesse il libro dei riti di cortesia" (" "). Cos le altre funzioni dei ministri
erano quelle di supervisionare l'ampio sistema di esaminazione civile per entrare nella burocrazia.
Poich la democrazia era sconosciuta alla Cina pre-repubblicana, il neo-confucianesimo vedeva
negli esami sostenuti dallo stato come un modo per legittimizzare un regime permettendo che la sua
intelligentsia partecipasse ad un sistema non elettivo e altrimenti autocratico.
Ministero della guerra ( |Bngb) - A differenza della dinastia precedente dei Ming che
avevano pieno controllo di ogni materia militare, il consiglio di amministrazione militare dei Qing
aveva a confronto molti meno poteri. Per prima cosa, le unit di bandiera erano sotto il diretto
controllo dell'imperatore e dei principi ereditari di Manciuria e Mongolia, lasciando ai ministri
solamente l'autorit sui grandi eserciti standard. Inoltre le funzioni dei ministeri erano puramente
amministrative - Campagne e movimenti di truppe erano monitorati e diretti prima dall'imperatore
tramite il consiglio di amministrazione dei manci e poi dal Centro di Comando generale (Junjichu|
).
Ministero della giustizia ( |Xngb) - Si occupava di tutte le materie legali inclusa la
supervisione dei vari tribunali legali e delle prigioni. L'apparato legale Qing era relativamente
debole se paragonato con i sistemi legali odierni poich non vi era alcuna separazione tra l'esecutivo
e il legislativo di ogni governo. Il sostema legale poteva essere inconsistente e a volte arbitrario
poich l'imperatore governava per decreto e aveva potere decisionale su tutti i risultati giudiziari.
Gli imperatori potevano, e lo facevano, sovvertire giudizi di corti inferiori ogni tanto. L'equit dei
trattamenti era anche una tematica nel sistema di apartheid praticato dal governo manci sulla
maggioranza cinese Han. Per ovviare queste inadeguatezze e mantenere la popolazione in riga i
Qing hanno mantenuto un codice penale molto sever one iconrfonti dei popolosi Han, ma non pi
severa di altre dinastie cinesi precedenti.
Ministero delle infrastrutture ( |Gongbu) - Si occupava di tutti i progetti di costruzione
governativi inclusi i palazzi, i templi e anche le riparazioni delle vie idriche e dei canali irrigui. Era
anche incaricata di coniare monete.
Oltre ai sei ministeri c'era un ufficio degli affari feudatari (|Lfnyun), unico per il governo
Qing. Quest'istituzione ha avuto orgine per controllare l'operato degli alleati mongoli dei Qing.
Quando l'impero si espanso ha assunto la responsabilit amministrativa di tutti i gruppi etnici che

vivevano all'interno e intorno all'impero inclusi i primi contatti con la Russia - considerata una
nazione tributaria. L'ufficio aveva lo status di un pieno ministero ed era capeggiato da ufficiali dello
stesso rango. Comunque le nomine erano inizialmente ristrette ai candidati di etnia mancese o
mongola. Anche se il ministero dei rituali e l'ufficio degli affari feudatari hanno condiviso i doveri
di un ministero degli esteri presto divennero uno solo. Questo stato limitato dalla tradizionale
considerazione imperiale di considerare la Cina come il centro del mondo e tutti gli stranieri come
barbari estranei alla civilt non meritevoli di uno status ugualitario a livello diplomatico. C' voluto
il 1861, un anno dopo la sconfitta nella seconda guerra dell'oppio contro la coalizione anglofrancese, perch il governo Qing si piegasse alle pressioni straniere e creasse un degno ufficio per
gli affari esteri conosciuto per il nome preoccupante di "Tribunale per la gestione degli affari di tutte
le nazioni" (Znglggoshw Ymn| ), altrimenti detto per abbreviazione
"Znglymn" (). L'ufficio era originariamente inteso come temporaneo e equipaggiato
con ufficiali scelti dal centro di comando generale (Jnjch |) su base part-time. Comunque,
poich i regolamenti d'affari con gli stranieri divennero sempre pi complicati e frequenti, l'ufficio
aument di dimensioni e importanza con l'aiuto della fonte di guadagno delle imposte doganali che
erano sotto la sua diretta giurisdizione. Nonostante il sospetto della corte imperiale verso tutto ci
che era straniero, l'ufficio divenne uno dei dipartiemnti pi potenti all'interno dell'ultimo governo
Qing.

Esercito [modifica]
Inizi e primi sviluppi [modifica]
Lo sviluppo del sistema militare Qing pu essere diviso in due vasti periodi separati dalla rivolta dei
Taiping (1850 - 64). La fase iniziale dell'esercito Qing era radicato nelle unit di bandiera manci,
create per la prima volta da Nurhaci come modo per organizzare la societ manci al di l di piccole
affiliazioni di clan. C'erano in tutto otto unit di bandiera, differenziate dai colori: Giallo, giallo
bordato, blu e blu bordato. Il giallo, il giallo bordato e le bandiere bianche erano conosciute come le
tre bandiere superiori ( ), sotto il comando diretto dell'imperatore. Solo i manci che
appartenevano alle tre bandiere superiori potevano essere selezionate come guardie del corpo
personali dell'imperatore. Le altre bandiere erano conosciute come le cinque bandiere inferiori (
) ed erano comandate dai principi manci ereditari - discendenti della famiglia immediata di
Nurhaci - conosciuta informalmente come principi della corazza di ferro ( ). Insieme
formavano il consiglio governativo della nazione manci come pure il comando superiore
dell'esercito. nel 1730 l'imperatore Yongzheng form il centro di comando generale (Junjichu|
) inizialmente per dirigere giorno dopo giorno le operazioni militari, ma gradualmente Junjichu
assunse altri compiti militari e amministrativi e serv le autorit centrali per la corona. Comunque i
principi della corazza di ferro continuarono ad esercitare un'influenza considerevole sugli affari
politici e militari del governo Qing fin nel regno di Qianlong.
Mentre il potere qing si espandeva a nord della grande muraglia negli ultimi anni della dinastia
Ming il sistema di bandiere fu espanso dal figlio di Nurhaci e dal suo successore Hong Taiji per
includere bandiere cinesi e mongole specchiate. Mentre conquistavano territori precedentemente
sotto il governo dei Ming gli eserciti relativamente piccoli venivano allargati dall'esercito dello
stendardo verde ( ) che infine super le truppe di bandiera di tre ad uno. L'esercito dello
stendardo verde venne cos chiamato per il colore del loro stendardo di battaglia, costituito da quelle
truppe cinesi Han della dinastia Ming che si erano arrese ai manci durante la conquista. Venivano
condotti da un gruppo misto di ufficiali dallo stendardo verde e dalle otto bandiere. Le unit di
bandiera e lo stendardo verde erano eserciti regolari, pagati dal governo centrale. Inoltre i
governatori regionali per passare a quelli provinciali e via via fino agli amministratori dei villaggi

tenevano le loro milizie irregolari locali per servizi di polizia e riparazione di inconvenienti. A
queste milizie veniva garantito solitamente un piccolo stipendio annuale dalle offerte regionali per
obblighi di servizio part-time. Ricevevano davvero pochi sostegni militari, quando questo capitava,
e non venivano considerate truppe combattenti.
Pace e Stagnazione [modifica]
Gli eserciti di bandiera erano divisi per etnie, ossia tra mancesi e mongoli. Sebbene esistesse un
terzo ramo di uomini di bandiera cinesi, fatto da quelli che si erano uniti ai manci prima della loro
conquista della Cina, gli uomini di bandiera cinesi non vennero mai considerati dal governo Qing
come pari agli altri due rami in parte perch vi si erano aggregati in un secondo tempo ed anche per
la loro schiatta han. La natura del loro servizio - principalmente in fanteria, artiglieria e tra i
vettovagliamenti - era considerato estraneo alla tradizioni nomadi dei manci che prediligevano la
cavalleria come tecnica di combattimento.
Dopo la conquista, i cinesi melle truppe delle unit di bandiera furono velocemente spostati
nell'armata dello stendardo verde e gli uomini di bandiera cinesi smisero di esistere del tutto dopo la
riforma delle insegne voluta dall'imperatore Yongzheng per ridurre le spesse imperiali. L'origine
socio-militare del sistema delle insegne signific che la popolazione all'interno di ogni gruppo e le
loro sottodivisioni erano ereditarie e rigide. Solo in circostanze speciali specificate da un editto
imperiale erano permessi spostamenti di soldati tra le varie insegne. Al contrario l'armata dello
stendardo verde fu fin dall'inizio pensata come formata da professionisti volontari. Comunque
durante il lungo periodo di pace dal XVII secolo alla met del XIX, gli arruolamenti dalle comunit
rurali diminuirono, in parte per la posizione negativa del neoconfucianesimo nei confronti della
carriera militare. Al fine di mantenere le forze, la armata dello stendardo verde inizi far diventare
ereditaria la carriera militare.
Dopo la conquista, l'esercito delle insegne manci, forte di circa 200.000 uomini fu diviso: met
divenne l' armata proibita delle otto insegne ( Jnl Bq), di stazione a Pechino; essa
fungeva da guarnigione della capitale e forza d'attacco principale del governo Qing. Il resto delle
truppe delle insegne fu distribuito a guardia delle citt chiave ed era conosciuta come armata
territoriale delle otto insegne ( Zhfng Bq). I governanti manci, ben consci del loro
stato di inferiorit, rinforzarono la politica di segregazione razziale dividendo dai manci e dai
mongoli i cinesi han per paura di essere assimilati dalla cultura di questi ultimi, dato che vivevano
insieme e gli han erano numericamente superiori. Questa politica fu applicata direttamente alle
guarnigioni delle insegne, che in molte citt occupavano una zona fortificata all'interno del centro
abitato. Essendo Pechino la sede imperiale, il reggente Dorgon fece spostare tutta la popolazione
cinese nei quartieri meridionali, successivamente noti come "cittadella esterna" ( wichng).
La parte fortificata a nord, detta "cittadella interna" ( nichng), fu suddivisa tra le altre otto
insegne manci, cosicch ognuna era responsabile di una sezione della cittadella che circondava la
Citt Proibita ( Zjnchng).
La politica di dislocare le truppe delle insegne in varie citt non era un mezzo per proteggere ma
piuttosto un modo per incutere timore ai cinesi soggiogati. Come risultato, dopo un secolo di pace e
mancanza di allenamento sul campo, le truppe dell'insegna manci si erano molto indebolite.
Inoltre, prima dela conquista l'insegna manci era una armata di cittadini e i suoi membri erano
contadini e pastori manci obbligati a prestare servizio militare per lo stato in caso di guerra. La
decisione del governo Qing di far diventare le truppe delle insegne una forza fatta di professionisti
per cui ogni benefit e bisogno era supplito dalle casse dello stato port la ricchezza e con essa la
corruzione ai soldati semplici dell'insegna Manchu e affrett il decadimento dell'esercito. Questo
accadde anche per lo stendardo verde. In tempo di pace, il mestiere di soldato divenne solo un

lavoro da cui ricavare ricchezze. Soldati e comandanti trascuravano allo stesso modo le
esercitazioni, preoccupandosi solo dello stipendio. La corruzione era dilagante, dato che i
comandanti delle unit regionali facevano la cresta al momento di richiedere risorse al quartier
generale. Quando scoppi la rivolta dei Taiping a met del XIX secolo la corte dei Qing scopr - in
ritardo - che n le truppe delle insegne n quelle dello stendardo verde, riuscivano a sedare i
rivoltosi e neanche a tenere a bada gli invasori alle frontiere.
Transizione e Modernizzazione [modifica]
All'inizio della rivolta dei Taiping, le forze dei Qing soffrirono una serie di sconfitte disastrose,
culminanti nella perdita della citt capoluogo di regione Nanchino (??) nel 1853. I ribelli
massacrarono l'intera guarnigione manci e le loro famiglie presenti nella citt e fecero di questa la
loro capitale. Poco dopo una pattuglia di spedizione Taiping penetr a nord fino alla periferia di
Tientsin (??) in quella che era considerato il cuore dell'impero. In grande allarme, la corte ordin al
mandarino cinese Zeng Guofan (???) di riorganizzare le milizie regionali e del villaggio
(Tunyong ?? e Xiangyong ??) in un esercito regolare per contenere la rivolta Taiping. La strategia
di Zen era di appoggiarsi alle famiglie nobili locali per far nascere un nuovo tipo di organizzazione
militare dalle province direttamente minacciate dai Taiping. Questa nuova forza venne chiamata
"Armata Xiang" (??), dal nome della regione in cui era stata creata. L'Armata Xiang era un ibrido
tra milizia locale e esercito regolare. I soldati avevano ricevuto un addestramento professionale ma
erano pagati con i fondi regionali e i soldi che i loro comandanti - per lo pi piccoli nobili cinesi potevano raccogliere. La Armata Xiang insieme alla sua erede, la Armata Huai (??), creata dal
collega e pupillo di Zen, Li Hongzhang (???), furono poi chiamate Yongying (??).
Poich Zen aveva iniziato la sua carriera come mandarino e non aveva alcuna esperienza militare,
bas il piano per la formazione della Armata Xiang su quella del generale della dinastia Ming Qi
JiGuan (???), che a causa della debolezza delle truppe regolari Ming aveva deciso di formare il suo
"esercito privato" per combattere i pirati giapponesi. L'idea di Qi si basava principalmente sul
concetto neoconfuciano di vincolare la lealt delle truppe ai loro superiori immediati e alla regione
in cui erano cresciuti i soldati, il che inizialmente diede alle truppe un certo spirito di corpo. Quella
di Qi era per solo una soluzione provvisoria per un problema specifico - combattere i pirati - cos
come lo dovva essere anche il piano di Zen con la Armata Xiang - sedare la rivolta dei Taiping. In
realt il sistema Yongying divenne poi un'istituzione permanente dell'organizzazione militare dei
Qing che nel lungo periodo port diversi problemi.
Innanzitutto, il sistema Yongying segn la fine del dominio manci nell'organizzazione militare
imperiale. Sebbene le armate delle insegne e dello stendardo verde continuarono a depredare le
risorse destinate all'intera amministrazione Qing, da allora in poi i corpi Yongying divennero di
fatto le truppe di prima linea del governo imperiale. In secondo luogo il sistema Yongying era
finanziato con denaro delle province e guidato da comandanti regionali e questo passaggio di potere
dal centro alle regioni indebol il controllo del governo centrale sull'intera nazione. Comunque
nonostante questi aspetti negativi questa "devoluzione" fu ritenuta necessaria dato che la priorit era
recuperare il gettito fiscale nelle province occupate dai ribelli. Alla fine la natura della stuttura del
comando Yongying fece si che i suoi comandanti, una volta fatta carriera e arrivati ai ruoli
burocratici, gettarono il seme per la fine dei Qing e il definitivo scoppio degli scontri tra signori
della guerra locali.
Alla fine del XIX secolo la Cina stava velocemente precipitano in uno stato semicoloniale. Anche
gli elementi pi conservatori della corte Qing non poterono pi ignorare la debolezza dell'esercito
cinese a confronto con i "barbari" stranieri che premevano alle porte. Nel 1860, durante la seconda
guerra dell'oppio la capitale Pechino fu conquistata e il vecchio palazzo d'Estate fu preso dalla

relativamente piccola coalizione anglo-francese (25.000 uomini). Nonostante i cinesi avesero


inventato la polvere da sparo all'epoca della dinastia Song e usassero le armi da fuoco gi da allora,
le armi costruite in Occidente con le tecnologie della grande rivoluzione industriale come ad
esempio la canna da fucile con scanalature (1855), il fucile Maxim (1885), e le navi da guerra a
vapore (fine dell'Ottocento) avevano reso l'esercito e la marina cinesi, per tradizione ben addestrati
ed equipaggiati, obsoleti. I tentativi di "occidentalizzare" e modernizzare le truppe cinesi, per la
maggior parte nell'esercito Huai non ebbero grande successo, in parte per mancanza di denaro e in
parte per poca volont da parte del governo Qing di fare queste riforme.
La sconfitta nella prima guerra sino-giapponese del 1894 - 1895 segn lo spartiacque per la politica
del governo Qing. Il Giappone, una nazione a lungo considerata dai cinesi come poco pi di uno
stato nato da una banda di pirati, aveva battuto il suo vicino maggiore e cos annullato l'orgoglio dei
Qing: la nuova flotta del mare del Nord. Cos facendo il Giappone divenne la prima nazione asiatica
a raggiungere la potenza coloniale dei paesi occidentali. La sconfitta fu cos ancor pi scioccante se
vista nel contesto in cui accadde, solo tre decenni dopo il Rinnovamento Meiji adottata per emulare
lo sviluppo economico e tecnologico delle nazioni occidentali. Alla fine, nel dicembre 1894 il
governo Qing realizz delle riforme concrete nel'esercito e per riaddestrare unit speciali con azioni
tattiche e armamenti occidentali. Queste unit furono dette la nuova armata modello (????). Il corpo
di punta divenne il Beiyang (???), sotto la supervisione di un ex comandante dell'armata Huai, il
generale cinese han Yuan Shikai (???), che in seguito sfrutt la sua posizione per diventare
presidente della repubblica.

Caduta della dinastia [modifica]


All'inizio del XX Secolo iniziarono ad esserci ribellioni di massa. Cixi e l'imperatore Guangxu
morirono entrambi nel 1908, lasciando l'autorit centrale in crisi e senza effettivo controllo del
paese. Pu Yi, il figlio maggiore del principe Zaifeng, di soli due anni, fu nominato successore,
lasciando a Zaifeng la reggenza. Il Generale Yuan Shikai fu allontanato. A met del 1911 Zaifeng
cre il "Gabinetto della famiglia imperiale", un organo di consiglio del governo imperiale formato
quasi interamente da membri della famiglia manci Aisin Gioro. Questa azione suscit molte
critiche da parte dei funzionari anziani come Zhang Zhidong.
La rivolta di Wuchang nel 1911 port alla proclamazione di indipendenza e della Repubblica di
Cina, a Nanjing, con Sun Yat-sen come presidente provvisorio. Numerose province iniziarono a
separarsi dal controllo dei Qing. La situazione disperata, il governo imperiale richiam Yuan Shikai
al comando dello stato maggiore e della armata Beiyang, affinch sconfiggesse i rivoluzionari.
Dopo aver ricevuto carica di Primo Ministro e aver creato il suo Gabinetto, Yuan os chiedere la
rimozione di Zaifeng dalla reggenza e con l'appoggio della imperatrice vedova Longyu la richiesta
venne esaudita.
Senza Zaifeng, Yuan Shi-kai e i suoi comandanti Beiyang riuscirono a dominare la politica dei
Qing. Essi ritenvano che la guerra fosse un'opzione irragionevole e costosa, specialmente ora che il
governo Qing puntava alla riforma nel senso di una monarchia costituzionale. Similmente, il
governo di Sun Yat-sen voleva una repubblica costituzionale, con lo stesso obiettivo di un
miglioramento per la comunit e l'economia cinese. Con il permesso dell'imperatrice vedova
Longyu, Yuan inizi a negoziare con Sun Yat-sen. Gli accordi portarono alla abdicazione
dell'imperatore bambino Pu Yi (1912) e alla nomina di Yuan alla presidenza della repubblica. Si
concluse cos la storia imperiale bimillenaria della Cina.

L'eredit [modifica]

Come conseguenza della rivoluzione Xinhai si insedi una nuova Repubblica di Cina e l'ultimo
imperatore, Pu Yi abdic. I 268 anni della dinastia Qing avevano conosciuto gloriosi successi,
umilianti sconfitte e profondi cambiamenti in tutti gli aspetti della vita dei cinesi. La Cina di oggi
stata plasmata da queste esperienze. Il consolidamento del potere dei Qing fu accompagnato da
un'espansione territoriale e i confini della Cina moderna riflettono in gran parte i successi delle
campagne militari della dinastia.

La rivoluzione cinese [modifica]


Per approfondire, vedi la voce Rivoluzione cinese.

La rivoluzione cinese ebbe inizio con la rivolta di Wuchang (1911), durante la quale la maggioranza
delle province meridionali della Cina aderirono alla nuova entit statale. La proclamazione della
repubblica avvene il 1 gennaio 1912, e Sun Yat-sen fu nominato presidente provvisorio dal
Consiglio delle province. Pochi mesi dopo, Sun Yat-Sen, per evitare ulteriori conflitti, rinunci alla
presidenza a favore di Yuan Shikai, generale dell'esercito del nord, che aveva nel frattempo fatto
dichiarare la caduta dell'ultimo imperatore della Cina, Aisin-Gioro Pu Yi.
Alla caduta della monarchia le province periferiche del Tibet e dello Xinjiang si resero autonome.
La Mongolia divenne indipendente perch era un territorio della Corona e, alla dissoluzione della
dinastia, non sussistevano ormai pi legami con la Cina .
Il 12 agosto 1912 fu fondato il Guomindang (partito nazionalista), di cui lo stesso Sun Yat-sen fu
acclamato presidente. Nel novembre 1913 Yuan Shikai sciolse il parlamento ed inizi un processo
di accentramento su di s del potere che lo avrebbe quasi portato, nel 1916, ad essere insediato
come imperatore. Il 6 giugno di quello stesso anno per, pur essendo gi iniziati i riti di
intronizzazione, Yuan Shikai mor lasciando la Cina alla merc dell'anarchia del governo dei signori
locali (i "signori della guerra").
Nel frattempo, nel 1915, il Giappone aveva presentato al debole governo cinese le ventuno
richieste, nelle quali si imponeva il riconoscimento degli interessi giapponesi sul territorio cinese,
nonch la partecipazione di consiglieri giapponesi alla pubblica amministrazione. Questo episodio
fu di ispirazione per il movimento del 4 maggio 1919 che ebbe come uno dei maggiori ispiratori
Chen Duxiu (1879-1942). Il movimento si proponeva una rinascita culturale in virt della scienza e
della democrazia, nel rifiuto della cultura tradizionale.
Nel luglio 1921 venne fondato a Shanghai il Partito comunista cinese, che ebbe come primo
segretario Chen Duxiu. Nello stesso periodo il Guomindang venne riorganizzato come moderno
partito di massa da consiglieri sovietici. La prima fase di esistenza del Partito Comunista Cinese
(Pcc) viene definita epoca delle "basi rosse" (1927-1934), ed individuata dalla storiografia quale
"prima fase dell'esperimento degli istituti politici e giuridici" su cui si sarebbe fondata la Repubblica
Popolare. Nelle "aree liberate" furono adottati importanti atti normativi, tra i cui intenti
comparivano la ridistribuzione delle terre, l'ottenimento della parit dei diritti tra uomini e donne, la
repressione dell'usura del brigantaggio e della corruzione morale che regnavano nel paese. Il Pcc
cerc di sviluppare, nelle basi rivoluzionarie rurali sotto il suo controllo, un proprio sistema
giudiziario e di governo. Grazie alla figura predominante di Mao Zedong si giunse, alla fine del
1931, alla fondazione della Repubblica sovietica cinese. La legittimazione legislativa dell'evento fu
fornita dalla stesura e, dalla conseguente promulgazione, di una bozza costituzionale che distribuiva
tutto il potere nelle mani di operai, contadini, soldati dell' Armata Rossa (il nuovo nome attribuito

all'esercito comunista) e chiunque appartenesse ad una classe sociale riconosciuta povera. Essa
enunciava per la prima volta il principio di "dittatura del proletariato".
Seguirono alcuni anni con un'alternanza al potere repubblicano di alcune "cricche" militari.
Il 12 marzo 1925 mor Sun Yat-sen. Segu l'ascesa del generale Chiang Kai-shek, che elimin in un
primo tempo la componente comunista dall'esercito (1926), ed in un secondo tempo costrinse le
forze comuniste alla clandestinit (1927) dando inizio ad una guerra civile che sarebbe terminata
solo nel 1950. Da questo momento inizi il cosiddetto decennio di Nanchino (1927-1937).
La crescente aggressivit giapponese port all'invasione della Manciuria (1931) e di Shanghai
(1932). Il governo di Chiang Kai-shek prefer per continuare la guerra civile, lasciando campo
libero ai giapponesi. I comunisti di Mao Zedong, che nel frattempo avevano istituito la "repubblica
sovietica cinese" nel sud del paese, furono costretti ad intraprendere una lunga marcia (1934-1935)
per sfuggire all'accerchiamento delle truppe di Chiang. Nel 1936 i generali di quest'ultimo, lo
arrestarono a Xi'an costringendolo a parlamentare con i comunisti e a formare un fronte unico
antigiapponese. Da parte comunista l'epoca di Yan'An (1935-1945) ossia la seconda fase della
"sperimentazione", coincise con la fine della Lunga Marcia e fu caratterizzata dall'uso
indiscriminato della legislazione comunista e nazionalista, con l'esclusione dei provvedimenti
nazionalisti ritenuti assolutamente incompatibili con l'ideologia e l'etica rivoluzionaria.
Con la sconfitta dei paesi dell'Asse nella seconda guerra mondiale, la Cina si ritrov fra le potenze
vincitrici, ottenendo un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza dell'ONU.
La terza ed ultima fase, l'epoca post-bellica (1946-1949), si svilupp nell'arco di tempo che va dalla
capitolazione del Giappone alla fondazione della Repubblica Popolare. In questo periodo il partito
provvide al perfezionamento delle istituzioni che avrebbero amministrato il paese. Nel 1946 riprese
la guerra civile, e forze comuniste si assestarono nel nord del paese, mentre quelle nazionaliste
arretrarono verso sud. La debolezza dell'esercito nazionalista si dimostr nell'avanzata quasi
incontrastata degli avversari che costrinse infine Chiang Kai-shek a rifugiarsi con le sue ultime
truppe sull'isola di Taiwan (luglio 1949).
Il 1 ottobre del 1949 avvenne la fondazione della Repubblica Popolare Cinese ad opera del Partito
comunista. I comunisti, che non mancarono mai di fare ampio ricorso ai mezzi politici per sostenere
l'azione militare, promossero diverse riforme nelle zone sotto il loro controllo anche durante i
periodi di guerra civile. Come si precedentemente detto, il partito aveva provveduto gi da un
ventennio alla compilazione di una legislazione adatta allo stato che si approntava a governare. La
fondazione della Repubblica Popolare Cinese pose le basi per l'instaurazione di un sistema politico
socialista e diede vita ad una nuova era nella storia della legislazione cinese. Per concludere il
processo di costruzione della base giuridica del futuro governo, pochi mesi prima dell'instaurazione
della Repubblica Popolare, il comitato centrale del Partito Comunista Cinese abol tutta la
legislazione nazionalista definita "lo strumento volto a proteggere il potere reazionario dei
latifondisti, dei compradores, dei burocrati e dei borghesi e l'arma con la quale opprimere e vessare
le masse popolari".

La Repubblica popolare cinese [modifica]


Per approfondire, vedi la voce Repubblica popolare cinese.

Mao Zedong proclama la Repubblica Popolare Cinese


Nel 1950 furono introdotte una serie di riforme, fra cui quella agraria (ripartizione delle terre) e fu
divulgata anche nelle campagne quella sul matrimonio (divorzio e libert della donna) introdotta
negli anni '30 dal Guomindang. Circa 5.000 missionari cristiani furono espulsi e nel periodo di
terrore della riforma agraria (1950-1952) furono sterminati milioni di contadini e proprietari terrieri.
Nelle campagne dei Tre contro (Sanfan) e Cinque contro (Wufan) lobiettivo fu costituito dalla
corruzione degli industriali e dei capitalisti cinesi, cosa che costitu un pretesto per la
nazionalizzazione di numerose imprese.
Il primo piano quinquennale (1953-1957, attuato a partire dal 1955) denot una forte impronta
sovietica nel privilegiare lindustria pesante a scapito della tradizionale risorsa economica cinese,
lagricoltura.
Nel 1956 col discorso Sui dieci grandi rapporti, Mao Zedong volle esporre la nuova visione
socialista dei rapporti sociali, lanciando contemporaneamente la campagna dei Cento fiori.
Questultimo movimento era aperto agli intellettuali, che furono incoraggiati a partecipare al
dibattito sullevoluzione dello stato socialista; ben presto per questi iniziarono a criticare
aspramente il governo, per cui si rese necessaria una campagna correttiva denominata Campagna
contro la destra in cui mezzo milione di funzionari e intellettuali furono destituiti o mandati ai
lavori forzati.
Pur essendo stato predisposto un secondo piano quinquennale, esso perse importanza di fronte al
grande balzo in avanti (1958-1960), nel quale si avvert un significativo distacco dalla linea
dellUnione Sovietica: venne avviata la collettivizzazione delle terre ed incoraggiato ogni sforzo per
la produzione di materiali industriali come lacciaio. Il Grande balzo in avanti ebbe esiti
fallimentari, causando una carestia nella quale si stima siano morte decine di milioni di persone.
Nel 1959, in seguito alla repressione della rivolta di Lhasa, il Dalai Lama fugg in esilio in India,
ove costitu il Governo tibetano in esilio. Quello stesso anno il maresciallo Peng Dehuai critic Mao
Zedong definendo il Grande Balzo espressione di un fanatismo piccolo borghese, e venne
destituito immediatamente dopo. Come reazione la destra del Partito, nella persona del sindaco di
Pechino Peng Zhen e del suo vice, lo scrittore Wu Han, iniziarono a diffondere ed a rappresentare il
dramma teatrale La destituzione di Hai Rui. Questo si rifaceva allepisodio storico dellingiusta
destituzione dellintegerrimo funzionario imperiale Hai Rui, celandosi dietro la figura di costui
quella dello stesso Peng Dehuai.
Nel 1962 vi fu la breve guerra Cino-Indiana, che si concluse a favore della Cina. In precedenza, per
due volte la Repubblica Popolare aveva tentato la riunificazione con Taiwan: le due crisi dello
stretto (la prima nel 1954-1955 e la seconda nel 1958) si risolsero con un "cessate il fuoco" e un

conseguente ristabilimento dello status quo ante bellum , dovuto anche all'intervento statunitense in
favore dell'isola.
Nella seconda met degli anni Sessanta si assistette ad una radicalizzazione della lotta tra la destra e
la sinistra del partito, questultima sotto la guida di Mao Zedong e Lin Biao, che si proponevano
una maggiore politicizzazione della societ. Fu creato a questo scopo il movimento di educazione
socialista, che trov per scarso consenso; la destra cerc infatti di delimitare questo movimento in
ambito puramente intellettuale e culturale (tesi di febbraio), ed ebbe cos inizio la rivoluzione
culturale (1965-1969). La sinistra istitu un gruppo per la rivoluzione culturale, presieduto da
Chen Boda e guidato dalla cosiddetta banda dei quattro, e volle coinvolgere gli studenti delle
scuole secondarie, i quali furono invitati a lasciare gli studi per organizzare ovunque delle sedute di
indottrinamento politico e di distruzione della vecchia cultura, culminando in episodi di fanatismo
quali la Comune di Shanghai. Il movimento, oltrepassando le intenzioni degli ideatori ebbe leffetto
di minare seriamente le basi dellorganizzazione statale, e per estinguerlo si dovette ricorrere alla
forza militare.
Nel 1971 mor Lin Biao in un incidente aereo. Nello stesso anno il segretario di stato americano
Henry Kissinger visit segretamente la Cina, che pochi mesi dopo venne ammessa allONU
occupando il posto di Taiwan. Nel 1972 segu la visita del presidente americano Nixon.
Nel 1973 inizi un nuovo contrasto tra la sinistra e la destra del partito, prima sotto linsegna della
campagna contro Confucio (ove per Confucio si intendeva attaccare Zhou Enlai), che suscit come
risposta da parte di questultimo la critica a Lin Biao, critica a Confucio. Nello stesso periodo Deng
Xiaoping ricomparve sulla scena pubblica.
Nel 1975 Zhou Enlai avanz il piano delle quattro modernizzazioni (industria, agricoltura, difesa,
scienza). L8 gennaio 1976 moriva Zhou Enlai, e il 9 settembre scomparve anche Mao Zedong. Ad
ottobre venne arrestata la banda dei quattro mediante unazione di polizia. Nellaprile era stato
designato Hua Guofeng come primo ministro, un funzionario che si schier con lala radicale
estromettendo il moderato Deng Xiaoping, la cui linea trionf a partire da un paio danni dopo. Il
1979 fu l'anno della guerra sino-vietnamita, che contribu a guastare i rapporti con il Vietnam (e
l'URSS): si dovette attendere la caduta del muro di Berlino e altri dieci anni per arrivare, per 1999,
alla firma di un trattato di alleanza tra le nazioni socialiste.
Nei primi anni ottanta iniziarono le riforme economiche che portarono al ritorno di una limitata
propriet agricola, alla liberalizzazione di alcuni settori del mercato ed allistituzione delle zone
economiche speciali, sottratte alla legislazione economica nazionale ed aperte agli investimenti
stranieri ed infine alla revisione del sistema abitativo urbano. Nel 1984 furono abolite le comuni
popolari.

Le proteste di piazza Tiananmen

Nel 1986 la corrente riformista guidata da Hu Yaobang lanci il movimento del doppio cento
richiamandosi a quello dei cento fiori (1956), secondo cui si proponeva una maggiore separazione
tra le funzioni del Partito e quelle dello Stato. Seguirono manifestazioni studentesche di sostegno a
Hu Yaobang. Questultimo mor il 15 aprile 1989, e nelle commemorazioni gli studenti invocarono
la democrazia. Gli organi di stampa replicarono che si trattava solo di pochi gruppi di
controrivoluzionari, allora gli studenti iniziarono le manifestazioni che continuarono con gli
scioperi della fame e gli applausi a Gorbachv, in quel momento in visita ufficiale in Cina e
considerato il campione delle riforme in Unione Sovietica. Le proteste culminarono nelle giornate
del 16 e 17 maggio 1989 presso piazza Tiananmen a Pechino, quando lesercito disperse i
manifestanti sparando sulla folla. Probabilmente lordine di aprire il fuoco arriv dalla stessa
dirigenza, preoccupata che il movimento democratico potesse pregiudicare le riforme economiche.
Negli anni novanta leconomia cinese, con la nuova formula economia socialista di mercato (1992)
ha registrato una crescita significativa ed a tratti eccessiva, tanto da rendersi necessarie talvolta
manovre di freno alla stessa. Deng Xiaoping si ritir dalla vita politica attiva nel 1992 e mor il 19
febbraio 1997. "Uomo forte" di Pechino divenne Jiang Zemin: sotto la sua guida vi fu nel 19951996 la terza crisi dello Stretto di Taiwan, ancora una volta risoltasi con un nulla di fatto; nel luglio
del 1997 tuttavia Hong Kong ritorn alla Cina, e Macao segu lo stesso destino nel 1999.
Nel novembre 2002 Hu Jintao successe a Jiang Zemin alla segreteria generale del Partito Comunista
Cinese. Nel 2003 Hu Jintao fu designato presidente della Repubblica popolare cinese. Nel 2007 il
parlamento cinese ha votato una legge che consente la propriet privata ai suoi cittadini. Un passo
storico per una nazione ufficialmente comunista[1].