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Figlio di Apelle, un ufficiale tolemaico, Aristofane visse probabilmente tra il

257 a.C. e il 180 a.C., ad Alessandria [1] e, secondo le fonti, fu allievo di Ca


llimaco [2].
Fu nominato, da Tolomeo IV Filopatore, Direttore della Biblioteca di Alessandria
[3], dopo Eratostene[4], all'incirca a 62 anni. Sempre secondo Suda, sospettato
di voler passare a lavorare con Eumene II di Pergamo, fu incarcerato e, liberato
, mor in seguito a complicazioni all'et di 77 anni.
Opere
Delle sue numerose opere sono rimasti circa 400 frammenti [5], spesso non testua
li, la maggior parte nelle raccolte di scolii [6], dalle quali si apprende che a
vrebbe curato edizioni critiche di Omero, Esiodo, i lirici (incluso Pindaro), i
tre tragici maggiori.
In queste edizioni, Aristofane introdusse elementi divenuti poi canonici: fu, ad
esempio, nota la sua ipotesi che fissava la fine dell'Odissea a XXIII, 296 e, i
noltre, utilizz vari segni diacritici, come T = ?e?a????? =keraunion, per indicar
e i versi atetizzati (ritenuti spuri); C (s??a) e ? (a?t? s??a) = sigma e anti sig
ma, per indicare due versi consecutivi di identico contenuto e pertanto intercam
biabili; * (aste??s???)= asteriscos, per contrassegnare un verso erroneamente ri
petuto in un altro luogo del poema.
Per quanto riguarda la lirica, suddivise i testi lirici - anche nei cori tragici
- non in versi ininterrotti, come prosa, ma in ???a metrici. Pubblic la prima ed
izione completa di Pindaro, in diciassette libri, come prova la presenza di tre
sue varianti nelle note marginali del papiro dei Peani (>e? de).
Inoltre, esempio della sua edizione critica dei tragici la presenza, nei manoscr
itti, delle sue introduzioni (hypotheseis) ad alcune tragedie di Euripide, Sofoc
le ed Eschilo.
Infine, Aristofane avrebbe studiato anche autori di prosa, riunendo i dialoghi d
i Platone in cinque trilogie: 1. Repubblica, Timeo, Crizia; 2. Sofista, Politico
, Cratilo; 3. Leggi, Minosse, Epinomide; 4. Teeteto, Eutifrone, Apologia; 5. Epi
stole, Critone, Fedone. Dal fatto che l'ultima comprendesse le Epistole e questa
la pi antica menzione di esse, ci permette algli studiosi di fissare un terminus
post quem per la raccolta[7].
Ulteriori opere perdute erano di carattere prosopografico, come il Sui personagg
i (?e?? p??s?p??), o comparativo-filologico, come i Brani paralleli di Menandro
e di coloro da cui attinse (?a???????? ?e???d??? te ?a? ?f'?? ???e?e? ?????a?);
lessicografico, come le Glosse (G??ssa?), i Proverbi o un trattato Sui Pinakes d
i Callimaco; grammaticale, come il Sull'analogia (?e?? ??a????a?), o di epitomat
ore, come una sintesi del Sugli animali (?e?? ????) di Aristotele [