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Riassunto anatomia Sistema scheletrico Sistema muscolare Sistema cardiocircolatorio (albero vascolare) Sistema respiratorio Sistema digerente Sistema

urinario Sistema riproduttore Sistema endocrino Sistema nervoso Sistema linfatico

Organizzazione del corpo


Assi anatomici: possono essere paragonati a degli spiedini che attraversano il corpo. Queste linee immaginarie vengono utilizzate per tracciare l'asse sul quale si svolgono i movimenti di rotazione. Un po' come succede per i cardini di una porta.La porta si muove in un piano attorno ad un asse. Il piano (la porta) determinato dall'orientamento del perno nel cardine (asse). Assi principali: longitudinale (verticale). E' perpendicolare alla base di appoggio, quando il corpo in posizione eretta.Trasversale (orizzontale): diretto da sinistra a destra ed perpendicolare all'asse longitudinale.Sagittale (antero-posteriore): diretto dalla superficie posteriore alla superficie anteriore del corpo. Questo asse perpendicolare agli altri due assi.

Sistema scheletrico

Lo scheletro umano un endoscheletro, ossia una struttura di sostegno posta all'interno del corpo, formata da uninsieme di ossa e tessuto cartilagineo che sostiene il corpo umano.Nelladulto le ossa sono 206. Lo scheletro pu essere suddiviso in assile (ossa della testa e ossa del tronco e la [gabbia toracica] ) e appendicolare(ossa degli arti, cintura scapolare e cintura pelvica). Le funzioni dello scheletro sono molteplici:sostegno,protezione delle parti molli delicate,equilibrio,movimento,funzione emopoietica cio produce le cellule del sangue,plastica in quanto da forma al corpo,deposito di Sali minerali.Le ossa possono essere suddivise in: ossa lunghe,ossa dalla forma irregolarmente cilindrica, formate da una parte centrale detta diafisi e due estremit denominate epifisi (femore, omero);ossa piatte sono costituite da due sottili lamine di osso compatto che racchiudono la parte spugnosa contenente il midollo osseo (rotula, scapola);ossa corte o brevi sono ossa dalla forma cubica irregolare (vertebre). La porzione assile dell apparato scheletrico formato dal cranio, dalla colonna vertebrale, dalle coste e dal bacino. La colonna vertebrale la parte piu estesa della porzione assile. Formata da uninsieme di 33-34 vertebre (non tutte uguali) si puo dividere in cinque parti: - zona delle vertebre cervicali, le prime sette; - zona delle vertebre toraciche, dodici, dallottava alla diciannovesima; - zona delle vertebre lombari, cinque, dalla ventesima alla ventiquattresima; - zona delle vertebre sacrali, anchesse cinque, dalla venticinquesima alla ventinovesima; - zona delle vertebre coccigee, quattro o cinque, dalla trentesima ala trentatreesima (trentaquattresima). Queste sono vertebre saldate le une alle altre; in fondo a questa parte e possibile vedere un residuo della coda.La colonna vertebrale non e rigida, ma possiede una certa mobilita, data dalle articolazioni presenti tra le varie vertebre (che possono essere mobili o semimobili). La rotazione della colonna non e tuttavia a suo carico, ma e compito del bacino. La colonna si presenta (dalla vista anteriore e posteriore) rettilinea, mentre, vista di lato, presenta delle curvature normali (due lordosi nei tratti cervicale e lombare, e due cifosi nei tratti toracico e sacrale). Queste curvature della colonna si formano gia allo stato embrionale: il primo abbozzo di curva si ha quando la colonna prende la forma di una grande C, presentando una curvatura unica; in seguito, con lo sviluppo, si differenziano le due lordosi e le due cifosi. Piu precisamente, le due lordosi si formano alla nascita, compensando le cifosi. Un difetto della colonna vertebrale, abbastanza grave, e la scoliosi, che consiste nella deviazione della colonna dalla sua struttura rettilinea (considerando la vista anteroposteriore della colonna).Le vertebre si differenziano nella lunghezza: le cervicali sono piu piccole delle toraciche e delle lombari; inoltre le sacrali sono saldate insieme nellosso sacro (lunico confine tra le varie vertebre e segnato dalle linee trasversali).Esse hanno alcune caratteristiche comuni: viste dallalto presentano, dalla zona posteriore verso quella anteriore, un processo spinoso, due processi trasversi (continuazioni dei due peduncoli della vertebra superiore), la lamina, due processi articolari, il foro vertebrale (che contiene il midollo spinale, di diametro di 3 cm e circondato dalle tre meningi) con ai lati i due peduncoli ed il corpo vertebrale (la parte piu voluminosa e piena). I processi articolari sono presenti sia al di sopra che al di sotto delle vertebre, in modo da venire a contatto lun con laltro. Sulla superficie articolare del corpo vertebrale troviamo un disco fibro cartilagineo formato da un anello fibroso contenente un nucleo polposo (formato da H2O, proteine e fibre). Tale disco si puo deformare ma non riduce mai il suo volume: puo succeder allora che fuoriesca dalla sua sede, determinando unernia al disco. Tra i due corpi vertebrali larticolazione e una sinfisi coadiuvata da legamenti (come il legamento longitudinale posteriore, che unisce due vertebre dallalto in basso, il legamento longitudinale anteriore, posto anteriormente con la stesa funzione del posteriore oppure il legamenti gialli, che riempiono gli spazi tra le lamine).Nelle varie vertebre inoltre cambiano le dimensioni e la forma degli elementi che le compongono.Precisamente le vertebre sono via via piu grandi man mano che si va verso il basso, perche devono sostenere piu peso; inoltre i muscoli hanno dimensioni e forme diverse, quindi necessitano di diverse superfici di attacco. Il foro vertebrale segue un andamento opposto: e piu grande in alto, perche i nervi che passano sono piu concentrati nelle vicinanze del cervello.Le vertebre cervicali presentano questa struttura: il processo spinoso e bifido (forma a Y), mentre la faccetta articolare per le altre vertebre e tonda e concava. Le prime due vertebre hanno un nome preciso (atlante la prima ed epistrofeo la seconda) e sono diversificate dalle altre: nellatlante manca il corpo vertebrale ed essa si articola con le ossa del cranio, quindi le faccette articolari vengono a contatto con quelle dellosso occipitale (articolazione condiloidea ma con limitato movimento: solo far si con la testa). Lepistrofeo invece presenta il corpo vertebrale con un prolungamento rivolto verso lalto, il cosiddetto dente, che si incastra allinterno dellarco vertebrale dellatlante. Essa consente, coadiuvata dallatlante stesso, il movimento di rotazione del collo. Sullultima vertebra cervicale il processo spinoso non si presenta piu bifido, ma e come quello delle vertebre toraciche.Le articolazioni tra le vertebre cervicali sono artrodie.Le vertebre toraciche hanno un corpo vertebrale voluminoso, un foro vertebrale circolare, e un processo spinoso lungo ed obliquo, rivolto verso il

basso. Si distinguono dalle altre vertebre inoltre per le faccette articolari poste ai lati, utili per il contatto con le coste.Le vertebre lombari sono ancora piu grosse e voluminose, ma con un foro vertebrale piu piccolo e a forma quasi triangolare. Il processo spinoso e piu tozzo ed orizzontale. Presentano articolazioni solo con le altre vertebre.Le vertebre sacrali sono cinque, come detto, e tutte unite in un unico tratto osseo. Insieme allosso dellanca formano il bacino. Anteriormente losso sacro e piu liscio che non sulla sua superficie posteriore; sono presenti dei fori intervertebrali, che permettono il passaggio dei nervi che fuoriescono dallultima parte della colonna. Visto dallalto esso presenta le ali del sacro, due espansioni che lo articolano con losso dellanca. La cifosi e diversa tra uomo e donna: nelluomo e piu accentuata, perche non deve lasciare spazio alle gravidanze. La gabbia toracica contiene i due polmoni, il cuore, le arterie e le vene che si irradiano dal cuore, lesofago, parte della trachea e il timo (ghiandola); inoltre protegge organi che si trovano nelle parte alta della cavita addominale, come fegato e stomaco.E a forma di botte, con lapertura superiore, di forma ovale, piu piccola di quella inferiore (i diametri orizzontale e verticale dellapertura superiore sono rispettivamente di 10 e 5 cm).La gabbia toracica e in grado di eseguire movimenti collegati agli atti respiratori, dati dal movimento delle coste. Esse sono 12 paia (12 per parte) e articolate posteriormente con le vertebre toraciche (ogni costa corrisponde a una vertebra), mentre anteriormente (solo le prime sette) si articolano con lo sterno, tramite la cartilagine costale, formando la chiusura sternale. Lottava, nona e decima costa si articolano soltanto con le coste precedenti, tramite la cartilagine costale. Le coste che si articolano con lo sterno sono dette sternali, mentre le altre sono dette asternali. Le ultime due coste (11-12) sono dette fluttuanti o libere, e non presentano articolazioni nella zona anteriore. A partire dalla prima, la piu in alto, posta orizzontalmente, le coste si curvano e si allargano portandosi gradualmente in avanti e verso il basso (lultima costa e posta in modo obliquo).Le coste sono ossa piatte, di forma curva. Non hanno ne epifisi ne diafisi, quindi vengono divise in tre zone: la testa, cioe la parte vertebrale, il collo, nel mezzo (il restringimento), langolo costale, il ripiegamento ed infine il corpo della costa. La testa e la parte piu allungata e presenta due faccette articolari, in modo da collegarsi alla colonna vertebrale; nel collo e presente il tubercolo, unemergenza con la faccetta articolare per il processo trasverso della vertebra con la quale la costa si articola; tutte le articolazioni costali sono diartrosi con forme diverse, che permettono soltanto movimento di scivolamento. La gabbia toracica riesce a muoversi perche le coste, innalzandosi, amplificano il diametro antero-posteriore della gabbia toracica stessa. Le coste hanno sempre una faccia superiore ed una faccia inferiore, rivolte sempre piu verso la porzione mediale e verso la porzione laterale. Le fratture delle coste sono piu facili sullangolo costale.Lo sterno e un osso piatto, avente una struttura interna di tessuto osseo spugnoso (con presenza di midollo osseo). E divisibile in tre parti: il manubrio (zona superiore e piu ampia), il corpo (piu voluminoso ed allungato) e il processo xifoideo (la zona in basso). Nella zona tra manubrio e corpo vediamo langolo sternale, che serve a proteggere la prima costa. Il manubrio si articola con la clavicola, mentre esistono articolazioni anche tra le tre parti dello sterno, che con lavanzare delleta (20 anni circa) si ossificano. Ossa della spalla e dellanca:Il cingolo scapolo omerale, cioe larticolazione della spalla, si articola con lo sterno per mezzo della clavicola.Le scapole sono messe posteriormente, vicino alla colonna vertebrale, e si appoggiano sui muscoli che le separano dalle coste. Sono ossa piatte, con una faccia anteriore e una posteriore e delimitate da angoli e margini. Viste posteriormente presentano una divisione in due zone: quella superiore (il processo coracoideo) e divisa da quella inferiore dalla spina, che culmina nella parte interna (dietro alla cavita glenoidea) nellacromion. La cavita glenoidea e facilmente visibile nella parte anteriore e serve per larticolazione del braccio.La clavicola e anchessa un osso piatto, che possiede una faccia anteriore ed una posteriore. La sua forma e quella di una S, utile per lassorbimento degli urti. Alle due estremita della clavicola ci sono le faccette articolari per la scapola e per lo sterno. Le ossa del bacino sono invece articolate con il femore (articolazione coxofemorale, o dellanca). Losso del bacino e formato da due strutture: losso sacro, cioe le 5 vertebre sacrali, e losso dellanca, anteriore rispetto alle vertebre (le ossa dellanca sono due e si articolano lungo la linea mediana: nelladulto e soprattutto nelluomo questa sinfisi non presenta mobilita). Sono ossa di forma elicoidale e sono leggermente ruotate. Ogni osso dellanca e formato a sua volta da tre ossa piu piccole: ileo, ischio e pube, che si saldano nella superficie articolare in comune col femore, cioe la fossa acetabolare o acetabolo. Lo spazio centrale che si forma dallunione dellosso sacro e delle due ossa dellanca e detta cavita pelvica, ed e divisa in grande pelvi e piccola pelvi. Larto superiore costituito dalle ossa del braccio, dellavambraccio e della mano. Ciascuna porzione e articolata con la seguente tramite unarticolazione mobile.Losso che costituisce il braccio e lomero, un osso lungo con due epifisi e una diafisi. Lepifisi prossimale si articola con la spalla, mentre lepifisi distale si articola con lavambraccio: entrambe hanno superfici articolari che permettono molto movimento. Losso ha sezione piu o meno cilindrica dalla parte prossimale ed in corrispondenza della diafisi, mentre presso lepifisi distale e piramidale.Larticolazione con la spalla, cioe allepifisi prossimale, presenta superficie semisferica in corrispondenza della cavita glenoidea della scapola, che, per contenere la testa dellomero deve avvalersi dellaiuto del cercine, una specie di disco (uno spessore) che aumenta lampiezza della

cavita. Questa articolazione e del tipo enartrosi, cioe permette tutti i movimenti. Nellinsieme larticolazione scapolo-omerale presenta strutture che servono ad abbracciare la testa dellomero: la capsula articolare e coadiuvata dalla presenza di legamenti.La zona piu stretta adiacente alla testa dellomero e il collo, che presenta rilievi utili per linserzione dei muscoli. Questo e inoltre il tratto piu soggetto a fratture. Appena sotto il collo troviamo il corpo dellomero, con altre zone utili allinserzione muscolare; il corpo inoltre ha funzione di sostegno dellosso stesso. Lepifisi distale e piu complessa, in quanto presenta larticolazione col gomito. La superficie articolare e divisa in due estremita perche deve essere complementare allulna e al radio, le ossa dellavambraccio. La prima di queste due faccette articolari, cioe quella per lulna e di forma ellittica ed e detta condilo, mentre laltra, detta proclea, o articolazione procreare, ha forma a rocchetto con una strozzatura in corrispondenza della linea mediana.Nellavambraccio le due ossa, ulna e radio, sono poste rispettivamente in posizione mediale e laterale. Il radio si presenta piu fine in corrispondenza dellepifisi prossimale e, via via che si allontana, cresce di spessore, mentre lulna segue il comportamento esattamente opposto. Anche qui ci troviamo in presenza di ossa lunghe, che nellepifisi prossimale presentano faccette articolari complementari a quelle dellomero. Le due ossa, essendo vicine, vengono inevitabilmente a contatto: abbiamo cosi unaltra articolazione in corrispondenza dellepifisi prossimale (le tre articolazioni vengono comunque racchiuse da ununica capsula articolare). Lo spazio apparentemente cavo tra ulna e radio viene riempito da uno strato di natura connettivale, detto membrana interossea, che svolge anche la funzione di luogo per linserzione dei muscoli. La loro epifisi distale si articola con le ossa del carpo, che a loro volta si articolano con quelle del metacarpo. Tramite questa articolazione e possibile effettuare il movimento di pronosupinazione, accavallando ulna e radio, che in questo modo invertono le loro posizioni. Larto inferiore pu, come quello superiore, essere diviso in tre parti: coscia, gamba e piede. La coscia e collegata allosso dellanca per mezzo dellarticolazione coxofemorale. Losso della coscia e simile allomero e prende il nome di femore; e inoltre losso piu lungo dellintero apparato. Lepifisi prossimale, detta anche testa del femore, presenta una superficie articolare di forma sferica: la cavita acetabolare dellanca fa da elemento complementare in questa articolazione. A causa del grave peso che deve sostenere, questa articolazione e molto piu saldata rispetto a quella della spalla, tanto che sembra essere sottovuoto. Inoltre allinterno della cavita ce un cordoncino che collega le due ossa. Lepifisi distale presenta le due superfici articolari per la tibia, due articolazioni condiloidee.La gamba e formata dalla tibia e dalla fibula (altrimenti detta perone), dove la tibia e piu grossa della fibula. La tibia e lunico osso che si articola col femore, mentre la fibula presenta collegamento solo con la tibia. Nellarticolazione del ginocchio anteriormente si puo vedere un ossicino, la patella o rotula, un osso sesamoide che si sviluppa allinterno del tendine rotuleo. Il ginocchio presenta unarticolazione doppia condiloidea, dove sia allinterno che allesterno della capsula articolare sono presenti legamenti (allinterno possiamo vedere i legamenti crociato anteriore e posteriore, mentre lateralmente ci sono i legamenti collaterali, coadiuvati nel loro compito dal menisco). La tibia e posta in posizione mediale rispetto alla gamba ed e unita alla fibula tramite la membrana interossea; si articola nella zona distale con il piede, costituito a sua volta dal tarso, dal metatarso e dalle falangi. Il cranio deve la sua forma a ben 22 ossa, articolate tra loro a circoscrivere la scatola cranica che protegge lencefalo e gli organi di senso (naso, occhi e orecchie). La scatola cranica e in grado di sopportare urti piuttosto violenti.La volta cranica e formata da ossa piatte articolate tra loro dalle suture. Nel cranio ce un solo osso mobile: la mandibola, articolata con losso temporale tramite articolazioni di tipo condiloideo (dette articolazioni temporomandibolari), dotate di una capsula articolare dotata di legamenti, i quali non danno tuttavia molto supporto.Anteriormente vediamo losso frontale; posteriormente ci sono le due ossa parietali e losso occipitale (che chiude il buco tra le due parietali); lateralmente ci sono le due ossa temporali; tra le ossa facciali, cioe quelle che compongono il volto, abbiamo le ossa mascellare, nasale, zigomatiche, lacrimali, losso sfenoide e losso ecmoide. Negli spazi che inevitabilmente si creano tra questi ossicini troviamo la cartilagine.La superficie interna delle ossa della volta cranica e liscia, perche esse sono a contatto con la materia grigia. Nellosso occipitale possiamo vedere il grande forame occipitale, un vero e proprio buco che permette lattacco della testa alla colonna vertebrale, essendo in continuita con il foro presente sullatlante.I muscoli facciali sono detti mimici e vengono controllati dalle 12 paia di nervi cranici, che passano assieme ai vasi sanguiferi allinterno dei fori presenti nelle ossa. Questi passaggi rendono anche possibile la vascolarizzazione dellencefalo e degli organi di senso. La base inferiore della scatola cranica non e invece liscia: presenta tre fosse, una anteriore, una media e una posteriore. In quella posteriore, precisamente nella sporgenza presente, prende posto il cervelletto. Inoltre ce una nicchia, la sella turcica, che accoglie lipofisi, che regolarizza lattivita di tutte le ghiandole endocrine. La fossa anteriore e abbastanza liscia ed accoglie la parte anteriore del cervello. Sulla parte anteriore del cranio sono presenti le cavita orbitali, formate in parte dallosso mascellare, in parte dallosso zigomatico, in parte dallosso frontale, in parte dalle ossa lacrimali, sfenoidi ed etmoidi; tali cavita contengono gli occhi e ne permettono la vascolarizzazione e linnervatura. Inoltre possiamo vedere la cavita nasale, divisa in due parti dal setto nasale; questa cavita non e

perfettamente liscia, ma presenta degli ossicini interni che creano degli spazi (detti meati) dove laria passando crea delle turbolenze, riscaldandosi, umidificandosi e purificandosi prima di immettersi nelle vie respiratorie inferiori. Questa purificazione dellaria e possibile grazie alla forte vascolarizzazione delle pareti nasali

Sistema muscolare
Il Sistema Muscolare Esistono tre tipi di tessuto muscolare: muscolo scheletrico, muscolo cardiaco e muscolo liscio. Quelli che ci permettono di muovere il corpo, agendo sulle ossa dello scheletro, sono i muscoli scheletrici, definiti come muscoli volontari. I muscoli scheletrici sono organi contrattili connessi alle ossa e svolgono diverse funzioni: permettono i movimenti delle diverse parti dello scheletro, mantengono la postura del corpo, proteggono e supportano gli organi interni, mantengono la temperatura corporea. In ciascun muscolo scheletrico solo presenti tre strati concentrici di tessuto connettivo: l epimisio lo strato di connettivo che circonda l intero muscolo; il perimisio suddivide il muscolo in una serie di fasci di fibre muscolari, i cosiddetti fascetti secondari; l endomisio, invece, circonda le signole fibre muscolari. Tra l endomisio e le fibre cellulari si trovano cellule satellite importanti per la riparazione del tessuto muscolare danneggiato.

Fibrocellula muscolare Le cellule del tessuto muscolare sono dette fibrocellule per la loro caratteristica forma allungata. La membrana cellulare delle fibre muscolari viene chiamata sarcolemma, mentre il citoplasma sarcoplasma. Le fibrocellule sono molto pi grandi rispetto alle altre cellule, sono sincizi polinucleati e sono ricche di mitocondri, necessari per ricavare l energia per la contrazione. Non tutte le cellule si sviluppano: alcune restano sottoforma di cellule satelliti, cellule staminali in grado di riparare il muscolo eventualmente danneggiato. All interno del sarcoplasma si trovano le miofibrille. Questi particolari dispositivi contrattili sono strutture filamentose costituite da proteine contrattili capaci di modificare le proprie relazioni spaziali. Le miofibrille sono costituite a loro volta da fasci di miofilamenti, composti da due proteine filamentose, actina (filamenti sottili) e miosina (filamenti spessi) : la loro disposizione alternata a conferire al sarcomero un aspetto striato. I filamenti di actina sono detti filamenti sottili e sono tenuti a registro dalla linea Z, mentre quelli di miosina sono detti filamenti spessi e sono tenuti a registro dalla linea M.

Contrazione Una fibra muscolare che si contrae esercita una tensione e si accorcia; questo processo viene spiegato attraverso la teoria dello scivolamento dei filamenti. Lo scivolamento si verifica quando le teste della miosina (filamenti spessi) si legano sui siti attivi dei filamenti di actina (filamenti sottili). L avvio della contrazione viene causato dal rilascio di ioni calcio dal reticolo sarcoplasmatico in seguito agli eventi elettrici che si manifestano sulla superficie del sarcolemma; il messaggio elettrico viene quindi distribuito dai tubuli T che si estendono nel sarcoplasma. Gli ioni calcio liberati si legano poi alla troponina, causando una variazione nell orientamento del complesso troponina tropomiosina che espone i siti attivi sul filamento di actina. Quando le teste di miosina si legano ai siti attivi si formano ponti crociati. La durata della contrazione dipende dalla durata della stimolazione elettrica; infatti la permeabilit delle cisterne terminali agli ioni calcio temporanea, e se cessa la stimolazione elettrica, il reticolo sarcoplasmatico ricottura gli ioni calcio, il complesso troponina tropomiosina ricoprir di nuovo i siti attivi e la contrazione avr fine.

Sistematica I muscoli del nostro corpo sono pi di 600 e tutti contribuiscono a dare una straordinaria capacit di movimento. I muscoli scheletrici sono riccamente vascolarizzati e innervati, e rappresentano gli organi attivi del movimento. Sono costituiti da un ventre e da parti accessorie di connettivo denso con cui si originano o terminano e che permettono di attaccarsi alle ossa (ad esempio i tendini). Si suddividono in muscoli profondi, quando sono connessi solo alle ossa, e pellicciai quando hanno almeno una delle estremit nella cute. Per quanto riguarda la forma si possono suddividere in: lunghi (con corpo e due estremit tendinee), larghi, brevi (con le tre dimensioni quasi uguali) , pennati (con le fibre disposte obliquamente rispetto al tendine) e sfinteri(disposizione ad anello). Inoltre, in generale, possono avere anche due o pi ventri.

Muscolatura assiale I muscoli della testa possono essere divisi in due gruppi: y i muscoli pellicciai o mimici

i muscoli scheletrici o masticatori

I muscoli mimici hanno origine dalle pareti del cranio e comprendono il gruppo dei muscoli associati alla bocca, cio il muscolo orbicolare delle labbra e il muscolo buccinatore, i muscoli delle palpebre e i muscoli del naso. I muscoli masticatori, invece, determinano i movimenti della mandibola. Il messetere il pi importante ed efficace, perch determina il sollevamento della mandibola; il muscolo temporale contribuisce all innalzamento della mandibola; i muscoli pterigoidei mediale e laterale permettono di elevare, portare in avanti e far muovere la mandibola da un lato all altro. I muscoli del tronco comprendono: y I muscoli del dorso trapezio grande dorsale muscolo elevatore della scapola muscoli romboidi che spostano la scapola. I muscoli del torace muscoli intrinseci, localizzati interamente nel torace, cio i muscoli intercostali, il muscolo traverso del torace e i muscoli elevatori delle coste; i muscoli toraco appendicolari, che vanno dalla gabbia toracica all arto superiore, e sono il grande pettorale e il piccolo pettorale; il diaframma che separa la cavit toracica da quella addominale ed il pi importante muscolo inspiratorio. I muscoli dell addome il grande obliquo, muscolo espiratore che va dalle ultime costole fino al pube; il grande retto, anch esso un muscolo espiratore posto nella parte anteriore dell addome. I muscoli del bacino, vanno da sacro e coccige a ischio e pube, e hanno il compito di supportare gli organi della cavit pelvica e controllare gli sfinteri dell uretra e dell ano.

Muscolatura appendicolare I muscoli dell arto superiore sono suddivisi in: muscoli della spalla, del braccio, dell avambraccio e della mano. y Il muscolo della spalla si chiama deltoide e la ricopre interamente.

I muscoli del braccio bicipite, che si trova nella parte anteriore del braccio tricipite, che si trova nella sua parte posteriore. I muscoli dell avambraccio che contribuiscono alla flessione e all estensione delle dita della mano: nelle falangi non hanno origine muscoli, ma vi si trovano solo i tendini. I muscoli dell avambraccio addetti ai movimenti grossolani di mani e dita vengono chiamati muscoli estrinseci della mano, mentre quelli addetti ai movimenti pi fini sono detti piccoli muscoli intrinseci. anteriori, con azione pronatoria; laterali, con azione rotatoria o flessoria dell avambraccio o estensoria della mano; posteriori, con azione estensoria delle dita e del carpo.

I muscoli dell arto inferiore si dividono in muscoli dell anca, della coscia, della gamba e del piede. y y Muscoli dell'anca:piccoli muscoli che flettono e ruotano la coscia, ma il muscolo pi importante il grande gluteo, responsabile della nostra postura eretta. Principali muscoli della coscia il quadricipite femorale, antero - laterale il muscolo sartorio, antero-laterale il bicipite femorale,

il muscolo semitendinoso, muscolo posteriore muscolo semimembranoso, muscolo posteriore. y Principali muscoli della gamba il muscolo tibiale anteriore peroniero anteriore il peroniero lungo e il peroniero breve, laterali il muscolo tricipite surale, che forma la massa del polpaccio. Principali muscoli del piede il muscolo estensore breve delle dita, dorsale vari muscoli plantari, responsabili della flessione delle dita

Sistema cardiocircolatorio
LAPPARATO CIRCOLATORIO (CARDIOVASCOLARE) Il sangue un tessuto connettivo allo stato liquido, circolante nei vasi sanguigni che trasporta

ossigeno,acqua e nutrienti ;esso formato per la maggior parte di plasma.Inoltre in esso sono presenti cellule con alcune funzioni:i golubuli rossi o eritrociti trasportano ossigeno e anidride carbonica,i globuli bianchi o leucociti ci difendono da virus e batteri,le piastrine o trombociti coagulano il sanguein caso di ferite.Lorgano centrale di questo apparato e il cuore, la pompa del sistema. Inoltre ne fanno parte tutti i vasi
sanguiferi che portano il sangue a tutti i distretti del corpo e tornano poi verso il cuore. I vasi che escono dal cuore sono detti arterie, mentre quelli di ritorno prendono il nome di vene. Il sangue circola per due percorsi diversi: la grande circolazione e la piccola circolazione. La grande circolazione e linsieme delle arterie e delle vene che portano il sangue alla periferia del corpo e poi di nuovo al cuore, mentre la piccola circolazione si snoda verso i polmoni, luogo in cui avviene lo scambio tra O2 e CO2. Il cuore si puo dividere in due meta, una contenente sangue arterioso e laltra contenente il venoso (nelle rappresentazioni sui libri,

per convenzione, la zona blu e venosa, mentre quella rosso arteriosa). Il sangue della grande circolazione va verso gli organi arterioso e torna venoso, mentre nella piccola circolazione avviene il contrario (al cuore va sangue arterioso, pronto per essere inviato nei vari distretti e ai polmoni va sangue venoso, pronto per cedere CO2). Il sistema circolatorio ha origine dai capillari (vasi sanguiferi molto piccoli) e termina nel cuore, dal quale si dipartono i grossi vasi (arterie e vene) che poi raggiungeranno tutti i distretti, facendosi via via sempre piu piccoli. Il sistema linfatico e di supporto allapparato vascolare perche permette il recupero delle sostanze nutritive perse dal torrente sanguifero e le riammette nella circolazione prima che il sangue giunga al cuore. I vasi sanguiferi Le arterie che si dipartono dal cuore sono molto grosse e diventano sempre piu piccole man mano che ci si avvicina alle estremita dellorganismo. La parete esterna di quelle piu grosse e formata da tre tonache, tre strati distinti che sono presenti in tutti i vasi di questo tipo (che variano soltanto per lo spessore) detti tonaca interna (o intima), tonaca media e tonaca esterna. Nelle arterie piu voluminose (come laorta), del calibro di 2-3 cm, sulla tonaca interna si puo vedere lendotelio (del tipo pavimentoso monostratificato) e fibre connettivali di tipo elastico che aiutano a sopportare la pressione creata dal cuore quando spinge il sangue. La tonaca media e muscolare, anchessa in grado di sopportare forti pressioni, formata da tessuto muscolare di tipo liscio (quando i muscoli si contraggono si ha vasocostrizione, mentre se si rilassano si ha vasodilatazione). La tonaca esterna e di natura connettivale. A grande distanza dal cuore il vaso prende il nome di arteriola, e sparisce la tonaca esterna (lasciando solo lendotelio e un sottile strato muscolare). Allestremita del percorso del sangue troviamo invece i capillari, i vasi piu piccoli in assoluto, il cui diametro puo raggiungere gli 8-10 m. Esistono poi diversi tipi di capillari per diversi organi e scambi gassosi. I capillari sono forniti delle sole cellule endoteliali per rendere piu facile il passaggio delle sostanze attraverso le pareti.Le vene sono, come le arterie, formate da tre tonache (interna, media ed esterna). La differenza principale, per quanto riguarda la struttura, e che nelle venule troviamo soltanto lo strato endoteliale e lo strato esterno di tessuto connettivo (mancano la parte muscolare e la componente elastica perche non ci sono piu le forti pressioni originate dal cuore) e nelle vene lo strato muscolare e sostituito da un altro strato piu rigido. Le vene sono sempre posizionate sopra le arterie, tranne nel tratto femorale, dove larteria si accavalla alla vena. Inoltre le vene presentano delle valvole di chiusura per impedire la caduta ed il riflusso del sangue.I capillari non sono mai unici, ma si uniscono in fitte trame che riforniscono una vasta zona.Esistono tre tipi diversi di capillari: il capillare continuo, chiamato cosi perche tra una cellula e laltra non ce spazio e le giunzioni sono molto strette; gli scambi gassosi sono possibili grazie alla diffusione attraverso le cellule endoteliali (li ritroviamo ad esempio nei polmoni). Il secondo tipo di capillare e detto fenestrato, perche il suo endotelio presenta cellule con interruzioni nel citoplasma,dove si creano fori (pori o fenestrazioni) che permettono il passaggio allesterno degli elementi nutritizi piu grossi dei gas (ad esempio nel tratto intestinale). Lultimo tipo di capillare e il sinusoide, sempre con endotelio poroso, dove pero i pori sono piu ampi per permettere il passaggio di sostanze molto voluminose. Il cuore Si trova allinterno della gabbia toracica, in una cavita apposita tra i due polmoni, detta spazio mediastino, nella parte anteriore della gabbia toracica. La sua posizione risulta un po spostata a sinistra, forma un angolo con lasse longitudinale del corpo ed e leggermente ruotato sempre verso sinistra. Dalla parte superiore prendono origine le arterie e le vene (nella zona detta base del cuore), mentre la parte inferiore, posta grossomodo nel 5 spazio intercostale, e detta apice del cuore. Generalmente il cuore ha le dimensioni di un pugno, pesa circa 250 g ed e colorato di un rosso molto intenso e scuro, dovuto alla presenza di sangue. La faccia anteriore e detta sternocostale, mentre quella posteriore prende il nome di diaframmatici, poiche si appoggia sul muscolo diaframma. Adiacenti al cuore ci sono in polmoni, sui quali il cuore si appoggia, lasciando unimpronta ben definita specialmente sul polmone sinistro. Posteriormente, nella parte alta, tocca la trachea, lesofago e il timo. La superficie esterna del cuore e circondata da una membrana detta pericardio, formata da due strati: il siroso interno e il fibroso esterno, detto anche sacco pericardico. Il pericardio siroso e formato da due strati in continuita (separati soltanto dal liquido pericardico, utile per evitare attrito tra le due pareti quando il cuore pulsa) ed avvolge perfettamente il cuore. La parte che aderisce al cuore e detta epicardio (o parete, membrana viscerale), mentre laltra e detta membrana parietale. Il sacco pericardico invece e una membrana piuttosto spessa, formata da tessuto connettivo molto elastico, contiene il cuore e lorigine dei grossi vasi e prende rapporti con tutti gli organi circostanti. Il cuore mantiene la sua posizione grazie a legamenti che si fissano al pericardio; questi legamenti sono di natura fibrosa e si agganciano alle ossa in corrispondenza dello sterno, detti questi legamenti sternopericardici, posti uno in alto ed uno in basso; inoltre vediamo i legamenti vertebropericardici, dalle vertebre al pericardio e il legamento frenopericardico, che origina dal diaframma. Il cuore e ricoperto da vasi sanguiferi che scorrono in solchi appositi e che corrispondono ai limiti delle camere in cui il cuore stesso e diviso (atri e

ventricoli, posti rispettivamente in alto e in basso). Laspetto del cuore, sia posteriormente che anteriormente e liscio, fuorche nei solchi; i solchi sono due e separano il primo i due ventricoli (solco interventricolare) e laltro separa atri e ventricoli (ed e il piu marcato). Su di essi inoltre si trovano dei cuscinetti di tessuto adiposo, di colore giallastro. Sulla superficie anteriore, in alto, e visibile un prolungamento di una delle camere superiori che si riflette allesterno, lauricula o orecchietta.Allinterno il cuore e diviso nettamente in quattro camere, due atri (le camere superiori) e due ventricoli (le camere inferiori, piu grandi). A separarli ci sono i setti, che si differenziano in interatriale e interventricolare, in modo che dopo la nascita si abbia una divisione netta e ben definita tra parte destra e parte sinistra del cuore, al fine di non permettere alcuna comunicazione tra atri e tra ventricoli allinfuori delle apposite fessure. Ogni camera ha una funzione ed una struttura definite e totalmente diverse dalle altre tre.Latrio destro, visibile sulla faccia anteriore sternocostale, presenta pareti lisce e pareti con rilievi:questi sono di natura muscolare. Precisamente la parete con i muscoli pettinati e quella anteriore. Le altre pareti sono prevalentemente lisce, tranne per il fatto che presentano alcuni buchi, dove si inseriscono la vena cava inferiore e la vena cava superiore, che raccolgono il sangue refluo rispettivamente dei distretti inferiori (organi del torace e arti inferiori) e dei distretti superiori (collo,testa, parte degli organi toracici e arti superiori) dellorganismo. Inoltre ce un forellino che rappresenta lorigine del vaso che raccoglie il sangue venoso proveniente dal cuore stesso (lo sbocco di questa vena e detto seno coronario ed e posto in corrispondenza dello sbocco della vena cava inferiore). Latrio destro presenta poi lauricula di cui si e parlato in precedenza, prolungamento formato da muscoli pettinati. Dopo la nascita, il setto interatriale lo divide dallatrio sinistro, ma prima le due camere sono in comunicazione grazie alla finestra ovale o foro di botallo, che si chiude nel momento in cui il neonato emette il primo respiro, grazie a tessuto connettivo (rimane tuttavia una piccola depressione che permette di individuare la posizione in cui essa si trovava). Questa finestrella ce perche il feto non respira durante la gravidanza: il sangue ossigenato della madre giunge direttamente al cuore del feto.Dallatrio destro il sangue passa nel ventricolo destro. Al suo interno si vedono delle strutture bianche, poste sul soffitto del ventricolo: sono lembi di tessuto connettivo che formano una valvola. Questa valvola, detta tricuspide a causa dei suoi tre lembi (detti appunto cuspidi) che vengono fissati ai margini dalle corde tendinee, a loro volta fissate alle pareti ventricolari, separa latrio dal ventricolo ed impedisce che il sangue refluisca durante la spinta cardiaca. Le pareti del ventricolo presentano le trabecole carnee, rilievi muscolari, e i muscoli papillari, che legano le corde tendinee.Il sangue si trasferisce, passando attraverso il cono arterioso, nel vaso della piccola circolazione detto arteria polmonare, alla cui origine si trova la valvola semilunare, e prosegue nei polmoni, dove si purifica della CO2 e si arricchisce di O2, per poi tornare al cuore passando nelle 4 vene polmonari (nelle quali il sangue e arterioso) che lo riportano allatrio sinistro.Nellatrio sinistro, posto sulla faccia posteriore diaframmatica del cuore, le pareti sono prevalentemente lisce, tranne allingresso delle quattro vene polmonari e dove rimane limpronta della finestra ovale. Inferiormente si vede laccesso al ventricolo sinistro, rappresentato dalla valvola bicuspide, o mitrale, simile alla tricuspide ma con due cuspidi soltanto, fissate anchesse con le corde tendinee alle formazioni muscolari.Nel ventricolo sinistro, la camera piu voluminosa presente nel cuore, le pareti presentano le trabecole carnee e i muscoli papillari (come nel ventricolo destro) che fissano le corde tendinee. Il ventricolo sinistro termina nellarteria aorta a livello della valvola semilunare. La parete muscolare del ventricolo sinistro e piu spessa di quella del destro perche deve imprimere piu spinta e pressione al sangue che deve andare nella grande circolazione (quindi in distretti lontani dal cuore rispetto alla piccola circolazione).Se le valvole non si chiudono perfettamente il sangue puo refluire nellatrio dal ventricolo, creando la patologia detta del soffio al cuore (e possibile accorgersene grazie al rumore dei vortici che il sangue crea refluendo). Questo problema si ha soprattutto a carico della valvola mitrale. Le valvole semilunari invece, sono anche dette a nido di rondine e servono perche il sangue non refluisca nel ventricolo.Le arterie che forniscono il sangue al cuore sono dette coronarie destra e sinistra (mentre le vene seguono il loro percorso) ed originano dallarteria aorta. Se una delle due coronarie si ostruisce si ha linfarto, cioe la morte di alcune cellule del cuore ed e una patologia grave; se invece si ostruisce una piccola zona delle arterie, il cuore continua il suo lavoro, con poche cellule morte. Il cuore e comunque innervato, anche se e un muscolo involontario: le cellule nervose che danno limpulso per la contrazione cardiaca sono chiamate segnapasso, pacemaker, e sono cellule nervose appositamente modificate.La parete muscolare del cuore e costituita da fibre striate involontarie innervate in modo che sia assicurata la continua contrazione muscolare. Nella parete posteriore dellatrio destro, adiacenti alla vena cava superiore, le cellule del nodo (o seno) atriale, il punto di origine della contrazione, che si diffonde alle cellule adiacenti in modo da trasmetterla a tutte le pareti striali. La trasmissione dellimpulso non passa dallatrio al ventricolo, ma avviene in un sito apposito (il nodo atrioventricolare) posto nella parte bassa dellatrio destro, tra pavimento e parete mediale. Limpulso origina in prossimita del setto interventricolare. Quando gli atri si contraggono, i ventricoli si rilasciano e viceversa (tali contrazioni sono dette alternate). II due nodi sono detti pacemaker, segnapasso. Principali vene e arterie

Il letto o tratto capillare e lunica porzione dei vasi in cui il sangue arterioso viene a contatto con quello venoso. I capillari si differenziano in base alla loro funzione: possono essere continui, come nel polmone, fenestrati, come nei reni o sinusoidali, come nel fegato. Le fibrocellule muscolari si inseriscono nel letto capillare e, sempre in questa zona, prendono origine i vasi del sistema linfatico. La grande circolazione Prende origine dallarteria aorta, che esce dal ventricolo sinistro. Laorta prosegue nel suo percorso dal basso verso lalto per un breve tratto (aorta ascendente), compie poi una curva (arco dellaorta), e scende poi nellultimo tratto, il piu lungo, che raggiunge poi con le ramificazioni tutti i distretti (aorta discendente). Questultimo tratto e diviso in due porzioni: toracica e addominale. Laorta ascendente da origine a due vasi: larteria coronaria destra e sinistra, che sono le due arterie che vascolarizzano il cuore; sono arterie molto brevi.Larco dellaorta da origine a tre vasi, che si proiettano verso lalto e vascolarizzano il collo, la testa, la spalla e larto superiore: a sinistra troviamo larteria succlavia (vascolarizza larto superiore) e larteria carotide comune (vascolarizza la testa); a destra invece possiamo vedere larteria anonima o tronco brachiocefalico, che a sua volta si divide in succlavia destra e carotide comune destra. Larteria anonima e presente perche larco dellaorta e spostato verso sinistra: serve da collegamento per la vascolarizzazione della parte destra della testa. Laorta discendente entra in profondita nel torace e passa attraverso il muscolo diaframma, entrando cosi nella cavita addominale, giungendo poi alla porzione iliaca, dove da origine alle arterie iliaca destra e sinistra. Dal tratto toracico hanno origine: le arterie bronchiali, le arterie mediastiniche, le arterie isofagee e le arterie freniche (piccole arterie che vascolarizzano il diaframma). Dal tratto addominale prendono origine sia arterie pari che arterie impari. Il primo ramo e il tronco celiaco (o arteria celiaca), poi si staccano le due arterie surrenali; piu in basso le arterie renali (che si originano perpendicolarmente allaorta addominale); poi larteria mesenterica superiore, che vascolarizza lintestino; le arterie spermatiche o ovariche, che vascolarizzano gli organi genitali e sono poste in alto perche allo stato embrionale le gonadi sono poste in alto; larteria mesenterica inferiore, che vascolarizza la porzione inferiore di intestino. Il tronco celiaco si divide poi a sua volta in arteria gastrica sinistra, arteria splenica ed epatica comune, che vascolarizzano rispettivamente lo stomaco, la milza ed il fegato.Questi vasi danno origine ad una fitta rete, detta anastomosi o circoli collaterali, che forniscono vascolarizzazione continua, anche nel caso in cui si ostruisse un vaso. Le arterie sono sempre sotto alle vene, tranne nel tratto femorale, dove vene e arterie si scambiano di posto.Le vene hanno la funzione di riportare il sangue al cuore, quindi troveremo le corrispondenti vene iliache che raccolgono il sangue dalla parte inferiore del corpo e si uniscono nella vena cava inferiore, che raccoglie anche il sangue proveniente dalle cavita addominale e toracica. Tuttavia il sangue che proviene dello stomaco, dalla milza e dallintestino viene fatto passare per mezzo della vena porta attraverso il fegato, creando cosi il circolo portale, che recupera le sostanze per immagazzinarle. La vena cava superiore raccoglie invece il sangue dalla testa, dagli arti superiori e dal collo e, seguendo il percorso dellaorta, giunge direttamente al cuore.

Sistema respiratorio
Il sistema respiratorio ha la funzione di introdurre laria dallesterno ai polmoni, dove avvengono gli scambi gassosi tra O2 e CO2. Inoltre ha la funzione di espellere la CO2 allesterno. I due fenomeni si chiamano rispettivamente inspirazione ed espirazione.Lapparato e formato da diversi organi: naso e cavita nasali (vie di conduzione), faringe (in comune con lapparato digerente), laringe (organo principale di formazione), trachea (che si divide in rami), bronchi (distribuiti come un albero ribaltato) e polmoni (dove avvengono gli scambi gassosi).Le pareti interne di questo apparato sono generalmente ricoperte di muco, prodotto dalle cellule caliciformi, utile per intrappolare gli elementi patogeni dellaria e per proteggere le vie respiratorie. Naso e cavita nasali Nelle cavita nasali e presente la mucosa respiratoria, formata da tessuto epiteliale cilindrico pseudostratificato cigliato. Incontriamo poi le cellule caliciformi, poste come popolazione allinterno del tessuto epiteliale: queste cellule sono in gradi di secernere muco (per questo dette anche mucipare); le ciglia poste sul polo apicale delle cellule permette lo scorrimento del muco, che ripercorre le vie aeree e passa poi in quelle digerenti, arrivando allo stomaco, dove viene digerito assieme agli elementi patogeni. Il fumo rallenta il movimento delle ciglia e puo dare origine a bronchite cronica.Il naso e formato da uno strato cutaneo e da uno scheletro cartilagineo. Il limite interno delle cavita nasali e detto coana, ed e qui che ce la comunicazione con la faringe. Le cavita nasali sono divise dalla parete mediale; entrambe le cavita presentano una volta ed un pavimento: la prima e limitata dallosso frontale e dallosso nasale, mentre il pavimento prende origine dallosso palatino e dallosso mascellare. Il setto nasale e formato da una parete anteriore cartilaginea, che si continua superiormente con un osso detto ecmoide, mentre il tratto inferiore e delimitato dallosso vomere, mentre sul retro troviamo losso sfenoide.In corrispondenza della volta troviamo dei forellini, e qui la volta prende il nome di lamina cribrosa, e forniscono il passaggio verso alcune cellule importanti per lolfatto. In

corrispondenza di alcune ossa parietali ci sono delle camere, dette seni paranasali, che conferiscono leggerezza alla struttura e consentono la modulazione di alcuni suoni. Queste cavita durante i raffreddori si possono chiudere a causa del muco, oppure se il muco vi staziona troppo sono il luogo in cui si creano le sinusiti.Linterno delle cavita nasali presenta delle formazioni ossee dette cornetti (tre: superiore, medio ed inferiore, questi ultimi due dipendenti direttamente dallosso ecmoide), che favoriscono il crearsi di vortici daria quando essa viene ispirata. Cio permette allaria stessa di riscaldarsi, purificarsi ed umidificarsi prima di prendere la via dei polmoni; cio e possibile grazie alla mucosa che ricopre questi ossicini e le pareti interne nei meati, cioe negli spazi presenti tra i cornetti. La faringe Si aggancia tramite la membrana faringo-basilare allosso occipitale, ha una lunghezza di circa 1012 cm in verticale.Ha rapporto quasi diretto con le vertebre cervicali, mentre lateralmente e vicina ai muscoli del collo e posteriormente e a contatto con lesofago, mentre inferiormente con la laringe. La parete anteriore presenta varie aperture: una permette la comunicazione con le cavita nasali; nel tratto intermedio ce ne una per la cavita boccale; inferiormente ne possiamo vedere una terza, che sfocia nella laringe. Queste aperture distinguono anche i tre tratti in cui la faringe si divide: rinofaringe, orofaringe e laringofaringe. Nella rinofaringe ce poi un tratto di parete laterale con dei solchi ed un forellino: qui ce la zona di comunicazione tra faringe o tube uditive, per far fronte ai cambiamenti della pressione atmosferica esterna (se non ci fosse si andrebbe incontro alla rottura del timpano). Troviamo poi una ammasso di tessuto linfoide, utile perche formato da cellule che riescono ad aggredire gli elementi nocivi contenuti nellaria; tali cellule sono linfociti e volgarmente vengono chiamati tonsille (che funge da barriera specialmente in giovane eta, perche negli adulti si atrofizza. Se il tessuto linfoide si gonfia troppo ostruisce le vie aeree superiori (adenoidi), obbligandoci a respirare solo con la bocca. In questo primo tratto lepitelio e di tipo colonnare pluristratificato cigliato.Il secondo tratto della faringe, ovvero lorofaringe, inizia a livello dellarco glosso-faringeo, detto anche istmo delle fauci; nellorofaringe e presente altro tessuto linfoide che svolge la stessa funzione del precedente, spostata pero a difendere le vie aeree dalle impurita provenienti dalla cavita boccale. Qui il rivestimento di cellule non e piu solo di tipo respiratorio (in quanto deve passare anche il cibo), ma lepitelio, che deve sopportare anche urti meccanici, e pluristratificato pavimentoso.La laringofaringe e il tratto piu lungo e qui cominciano a differenziarsi il tratto respiratorio e quello digerente. Tuttavia lepitelio resta comune, di tipo pavimentoso pluristratificato. Allesterno, a rivestire la mucosa troviamo i muscoli che la avvolgono e servono specialmente per favorire lo scorrimento del cibo: sono tre (superiore, medio ed inferiore), disposti sia posteriormente che lateralmente e sono detti muscoli costrittori. La via del cibo ha origine dove ce lepiglottide, una placchetta grigia che, aprendosi e chiudendosi, impedisce al cibo di passare nella laringe. La deglutizione inizia quando la lingua spinge il bolo alimentare nella faringe e quando esso ha raggiunto linizio dellesofago la placchetta cartilaginea si rimette nella posizione originale, cioe volta ad aprire le vie aeree. La laringe La laringe e un organo piuttosto complesso, piccolo (si estende dalla IV alla VI vertebra cervicale), e costituito da cartilagine, muscoli e membrane. Svolge due funzioni: conduzione dellaria e fonazione (modulazione dei suoni). Si trova nella regione sottoioidea, anteriormente rispetto al collo, sotto allosso ioide (a forma di ferro di cavallo).Le cartilagini che compongono la laringe sono distinte in due tipi: pari (poste cioe a due a due) ed impari (piu voluminose e singole).La prima delle cartilagini impari e la cartilagine tiroidea; essa e formata da due lamine unite sulla linea mediana a formare un angolo (nella donna di circa 120 e nelluomo di 90) detto pomo dAdamo. Le pareti laterali non si vedono, a causa dei grossi muscoli che le ricoprono.La seconda cartilagine impari e detta cartilagine tricoidea, posta sotto la tiroidea: anteriormente e formata ad anello e posteriormente si continua verso lalto formando una lamina, cha avvolge la laringe.La terza cartilagine e lepiglottide, descritta come una foglia il cui picciolo si attacca alla cartilagine tiroidea e si e detto che chiude le vie aeree al passaggio del cibo.Le cartilagini pari si notano solo sulla parte posteriore e sono dette cartilagini aritenoidee: sono due, di forma piramidale a base triangolare e le troviamo appoggiate sulla cartilagine tricoidea a livello del margine superiore della lamina posteriore. Inoltre ci sono le cartilagini corniculate, che si trovano sullapice delle cartilagini aritenoidee e sono a forma di uncino (o di un piccolo corno) e le cartilagini cuneiformi, che si trovano sopra le corniculate e sono ancora piu piccole.La maggior parte delle cartilagini che costituiscono la laringe sono di tipo ialino e col tempo si possono ossificare, tra cui solo parte dellepiglottide e le aritenoidee sono di tipo elastico e non vanno incontro ad ossificazione. Le cartilagini sono unite le une alle altre mediante articolazioni mobili.La laringe prende inoltre rapporto con la carotide e con la vena giugulare, che si appoggiano su di essa: oltre ai muscoli, a lato della laringe troviamo il fascio arterio-veno-nervoso. Posteriormente troveremo lesofago.Per quanto riguarda le membrane ne troviamo di tre tipi: la prima, molto estesa (va dallosso ioideal margine superiore della cartilagine tiroidea), e in grado di accorciarsi e allungarsi, ed e detta membrana tirotricheale. Questa membrana dona una certa mobilita alla laringe, in modo che essa posa innalzarsi fino allosso ioide. Inoltre ce la membrana tracheale, che si estende dalla

cartilagine tricoidea alla trachea. Infine esiste unaltra membrana, posta internamente alle cartilagini.Per mantenere in sede la laringe ci sono il legamento vestibolare, posto nella zona superiore (dalla cartilagine tricoidea allaritenoidea), dove ci sono le corde vocali false, e il legamento vocale, con attacchi simili al precedente, nella cui zona vediamo invece le corde vocali vere. Il legamento vestibolare inoltre funge da protezione per le corde vocali vere, perche non possano muoversi dalla loro zona.La parete interna della laringe e rivestita da mucosa respiratoria, con epitelio cilindrico pseudostratificato cigliato, che riveste epiglottide, legamento vestibolare, legamento vocale e un tratto delle corde vocali. Queste ultime, viste superiormente, si presentano tese tra la cartilagine tiroidea e le due aritenoidee. La mucosa di rivestimento in questo tratto e formata da epitelio pavimentoso pluristratificato (e le corde appaiono bianche perche la mucosa non e vascolarizzata). Le corde vocali vibrano al passaggio dellaria e, poiche sono abbastanza elastiche producono le vibrazioni che danno origine ai suoni. Sono piu lunghe nelluomo (1,5 cm) che nella donna (1 cm) e sono dotate di un certo grado di tensione. Il movimento delle cartilagini aritenoidee permette lallargamento e il restringimento delle aperture tra le corde vocali, ed e dato da sottili muscoli della laringe.La componente muscolare nelle laringe permette il movimento delle membrane e delle corde vocali: ne fanno parte il muscolo crio-aritoneideo posteriore, che e allacciato alle cartilagini aritenoidee, posteriormente, ed e definito come muscolo abduttore delle corde vocali (determina unapertura delle cartilagini) ed e lunico muscolo che svolge questa funzione (nel caso in cui venga a mancare si chiude anche la via aerea. Gli altri muscoli hanno la funzione di adduttori delle cartilagini e sono: aritenoideo obliquo posteriore (due muscoli i cui fasci si dispongono obliquamente), aritenoideo trasverso posteriore (le fibre sono disposte trasversalmente, determina lavvicinamento delle corde vocali), trico-aritenoideo laterale (la cartilagine tricoidea e aritenoidea, determina lapertura delle corde vocali e la loro tensione, posto dietro alla lamina della cartilagine tricoidea), tiro-aritenoideo (tra cartilagine tiroidea e aritenoidea, determina laccorciamento delle corde vocali), tiroepiglottideo (tra cartilagine tiroidea ed epiglottide) e ari-epiglottideo (tra cartilagine aritenoidea ed epiglottide). La trachea e i bronchi La trachea e un tubo semirigido dotato di strutture cartilaginee, che inizia in corrispondenza della VI vertebra cervicale e termina a livello della V vertebra toracica. Nel torace, piu precisamente nella porzione del mediastino inferiore, si divide in due rami.Nel tratto superiore, anteriormente, da supporto alla tiroide. I muscoli si dispongono lateralmente,in modo da creare i vari strati cutanei e cartilaginei. Posteriormente prende rapporto con lesofago.Il canale tracheale ha sezione sempre circolare dovuta al fatto che esso e formato da anelli cartilaginei. Questi anelli, nel numero di 16-20, permettono di mantenere aperta la trachea e posteriormente mancano di un piccolo tratto di cartilagine (quindi la struttura piu che ad un anello e paragonabile ad un ferro di cavallo); questa particolare conformazione serve perche lesofago, a contatto con la trachea, deve espandersi senza impedimenti per far passare il bolo alimentare (il muscolo tracheale, presente sulla trachea, si flette, permettendo lespansione del tratto di esofago interessato).Il rivestimento interno della trachea e formato da epitelio respiratorio che aiuta a purificare ulteriormente laria immessa durante linspirazione. La tonaca sottomucosa e invece formata da tessuto connettivo, mentre allesterno, a ricoprire tutta la trachea, troviamo la tonaca avventizia, formata da tessuto connettivo fibrillare.La trachea si estende nel torace a partire dalla porzione del mediastino superiore, per poi terminare nella sua stessa biforcazione allorigine dei bronchi (quindi dellalbero bronchiale), nella porzione mediastinica inferiore. Notiamo subito la differenza tra i due rami: quello di sinistra e piu lungo e fine, mentre quello di destra e piu corto, ma piu capiente. Cio e dovuto al fatto che la trachea, per lasciare spazio ai grandi vasi si deve leggermente spostare verso destra. Lalbero bronchiale si sviluppa nel parenchima polmonare: il polmone di sinistra e piu piccolo del destro (cio e dovuto alla stretta vicinanza del cuore) ma compensa allungandosi verso il basso; allo stesso modo il polmone destro e piu tozzo perche sotto di se ha il fegato.I bronchi, finche si resta nel ramo principale, presentano la stessa struttura della trachea;addentrandosi nei polmoni, dove si dividono in rami sempre piu piccoli e numerosi, i canali bronchiali perdono la componente cartilaginea interna. Le divisioni avvengono senza un ordine preciso, ma rispettano quello che e landamento del parenchima polmonare. I tratti dove permangono ancora le placche cartilaginee prendono il nome di bronchioli. Man mano che la cartilagine sparisce viene sostituita da fibrocellule lisce; lultima sezione, dove il canale si fonde col parenchima polmonare, e detta alveolo. Il polmone I polmoni sono lunico organo parenchimatoso (un organo del quale tutta la struttura concorre a formare il parenchima) dellapparato respiratorio.I polmoni sono due, sono posti nella cavita toracica, sulla base poggiano sul muscolo diaframma,mentre lapice sporge al di sopra della clavicola.Nei polmoni si possono vedere una faccia costale, che aderisce alle coste, e una faccia mediale, che viene anche detta mediastinica, che aderisce al mediastino. Medialmente presentano un margine verso lo sterno, detto sternale, e un margine verso le vertebre, detto vertebrale. Esternamente appaiono lisci, fuorche nelle zone dette lobuli, che rappresentano lunita piu piccola

del polmone. La colorazione e rosea nel bambino e via via piu ingrigita nelladulto (per la presenza di elementi che si sono depositati tra un lobulo e laltro, sulle linee divisorie formate da tessuto connettivo).I polmoni presentano una struttura molto friabile, quindi gli organi circostanti lasciano impronte piu o meno marcate sulla superficie: la piu visibile sul polmone sinistro e quella lasciata dal cuore. Altre impronte vengono lasciate dallaorta (arco dellaorta e aorta ascendente), dallesofago e dalle varie arterie che si sviluppano dallaorta stessa. Sul polmone destro troveremo sempre le impronte cardiaca ed esofagea, pero sparira limpronta dellaorta, sostituita da quella della vena cava inferiore.Sulla superficie esterna ci sono delle membrane dette pleure, che sono organizzate in una struttura a doppio foglietto: quello piu interno e detto foglietto viscerale, mentre quello esterno, che aderisce alla gabbia toracica, e detto foglietto parietale. Questi due foglietti sono praticamente lo stesso foglietto, in quanto si riflettono su un punto della faccia mediale detto ilo polmonare, anche punto dingresso per lalbero bronchiale e per i vasi che portano il sangue ai polmoni. Sotto allilo polmonare possiamo poi vedere una piega dovuta alla pleura viscerale, dove troviamo il legamento polmonare. Lo spazio tra i due foglietti e riempito dal liquido pleurico, che facilita lo scivolamento delle due pleure durante i movimenti respiratori. In corrispondenza dellapice, alla base concava del polmone, le due pleure si dividono maggiormente, dando luogo al seno costo-diaframmatico, spazio che risulta essenziale per lespansione del polmone durante latto respiratorio. Lungo la linea mediana troviamo invece il seno costo-mediastinico, analogo al precedente per la funzione che svolge.Esternamente e visibile una linea obliqua che divide il polmone sinistro in lobo superiore e lobo inferiore, mentre il destro e diviso in tre lobi (partecipa alla divisione anche una linea orizzontale). I lobi polmonari possono a loro volta essere divisi in altre parti macroscopiche: i segmenti (da qui il nome di divisione segmentale). Questa divisione segue la ramificazione interna dellalbero bronchiale, quindi avremo 10 segmenti per ogni polmone. Il bronchiolo, che nella parte piu sottile prende il nome di bronchiolo terminale, va a finire nel sacco alveolare, prendendo il nome di bronchiolo respiratorio. Il sacco alveolare e un insieme di piu alveoli (e qui che avvengono gli scambi gassosi), circondato da una sottilissima membrana detta lobulo polmonare.Gli alveoli sulla superficie esterna presentano una fitta trama vascolare, facente parte della piccola circolazione, dove avviene lo scambio tra O2 e CO2. In sezione e possibile vedere linterno della cavita alveolare, che e formato da due tipi di cellule: i pneumociti di primo ordine (o piccole cellule alveolari) e i pneumociti di secondo ordine (o grandi cellule alveolari). Quelli di primo ordine rappresentano la maggior parte delle cellule che formano la parete dellalveolo, hanno poco citoplasma e presentano espansioni citoplasmatiche (che servono per formare la parete dellalveolo); quelli di secondo ordine, presenti ogni tanto allinterno del muro di espansioni citoplasmatiche, si estendono nel lume dellalveolo e producono, tramite i corpi multilamellari, una sostanza, detta surfactant (una lipoproteina) che si dispone sulle pareti interne. Questa sostanza serve per evitare che lalveolo collassi durante la respirazione.I pneumociti di primo ordine formano la membrana attraverso la quale avvengono tutti gli scambi gassosi nellalveolo: sulla sua superficie si formano vescicole piene di gas che passano attraverso il citoplasma dei pneumociti e si immettono poi nel flusso sanguifero.Allinterno della cavita alveolare troviamo anche i macrofagi, che hanno funzione di spazzini, in quanto rappresentano lultima difesa contro gli agenti esterni.I buchi tra un alveolo e laltro sono riempiti da tessuto connettivo. La respirazione Durante la respirazione la gabbia toracica si amplia sotto lazione dei muscoli respiratori e si innalza, aumentando cosi il suo diametro antero-posteriore.I polmoni si ampliano a livello del seno costodiaframmatico e del seno costo-mediastinico.

Sistema digerente
Il sistema digerente si tratta di un canale alimentare lungo 10-11 m organizzato e diviso in varie parti: cavita boccale,faringe, esofago (punto di passaggio tra le cavita toracica e addominale), stomaco, intestino tenue (diviso in duodeno, digiuno ed ileo), intestino crasso (diviso in cieco, colon a sua volta diviso in ascendente, trasverso, discendente, sigmoideo e retto).Gli organi che lo compongono sono tutti organi cavi, in continuita luno dopo laltro. Inoltre,annesse allapparato digerente, troviamo alcune ghiandole, che producono sostanze utili per facilitare la digestione: pancreas, fegato e ghiandole salivari. La funzione dellapparato digerente e quella di fornire i nutrienti necessari alle cellule ed introdotti sotto forma di cibo. I processi della digestione iniziano nello stomaco e terminano nel duodeno. Questi processi disgregano il cibo negli elementi essenziali che lo compongono, che verranno poi assorbiti dal torrente sanguifero a livello dellintestino tenue. Nellintestino crasso avviene lassorbimento degli elementi liquidi, dei sali minerali e delle vitamine, rendendo nello stesso tempo piu solide le sostanze di rifiuto che vengono espulse dallorganismo (feci). Il cibo, come laria, ha bisogno di essere depurato delle sostanze nocive prima di essere digerito: incontriamo barriere di questo tipo a livello della faringe, dello stomaco (che produce HCl che abbassa il pH, uccidendo i batteri e digerendo il muco proveniente dallapparato respiratorio) e dellintestino (che possiede una flora batterica buona e ammassi di tessuto linfoide). Lungo lapparato digerente troviamo diverse formazioni e caratteristiche della parete: nella cavita boccale possiamo vedere vari strati di cellule appiattite (struttura molto resistente); nello stomaco vediamo una mucosa con cellule cilindriche che producono varie sostanze (HCl, enzimi, ecc.); nellintestino tenue incontriamo cellule cilindriche con diverse specializzazioni, dette espansioni microvillose (poste sullapice delle cellule), che aumentano la superficie assorbente (i villi intestinali); nellintestino crasso vediamo strutture meno ampie ma simili a quelle del tenue. La cavita boccale La cavita boccale e posta anteriormente al viso, ed e limitata dalle labbra. Il vestibolo e la porzione di cavita che sta tra le guance, le arcate dentarie e la lingua.Le ossa che circondano la cavita sono: osso mascellare, mandibola, osso palatino (che forma il palato duro, posto anteriormente al palato molle, senza ossa); le pareti laterali sono formate dalle

guance, che non hanno ossa. Linterno e rivestito da epitelio pavimentoso pluristratificato, per evitare il piu possibile lesioni causate dalla masticazione di cibi consistenti. Sulla parete dellarcata superiore, vicino ai molari, ci sono due forellini: sono i dotti che fanno parte delle ghiandole salivari; altri due dotti sono presenti sotto la lingua.Il limite posteriore e rappresentato dalla doppia arcata (istmo delle fauci)che termina nel prolungamento detto ugola. Un arco e rivolto verso la lingua (arco glosso-palatino), laltro verso la faringe (arco glosso-faringeo); entrambi sono composti da tessuto linfoide, sede delle tonsille. In corrispondenza delle guance troviamo dei muscoli, i muscoli masticatori, che permettono, contraendosi, la masticazione del cibo; inoltre troviamo il muscolo buccinatore, particolarmente sviluppato nei bambini, che serve per la suzione.La cavita possiede un elemento mobile, la lingua, che poggia sulla base. La lingua e un elemento prevalentemente muscolare, che serve per facilitare il movimento del cibo allinterno della cavita e per larticolazione delle parole e dei suoni. Sul dorso presenta una mucosa dotata di strutture dette papille linguali: esse sono corpuscoli deputati a raccogliere lo stimolo del gusto. Le papille si trovano soltanto sul corpo della lingua, cioe la parte mobile. La parte posteriore, la radice, va a fissarsi sulla faringe ed e lunica parte immobile della lingua.Le ghiandole salivari piu importanti sono tre: parotidi, poste anteriormente allorecchio;sottomandibolari, poste sotto il mento, quelle che producono circa il 70% della saliva; sottolinguali,poste sotto la lingua. Sono ghiandole esocrine appartenenti al tessuto epiteliale, il cui secreto, la saliva, viene emesso nei dotti salivari (1-1,5 l di saliva al giorno). Questo secreto serve per iniziare il processo di masticazione ed inoltre contiene lamilasi, un enzima che interviene nei processi di rottura dei legami nellamido e svolge una piccola funzione battericida. La ghiandola parotide, la piu voluminosa, produce un secreto di tipo prevalentemente sieroso, e lo libera a livello dellarcata dentaria superiore. La ghiandola sottomandibolare produce un secreto misto tra sieroso e mucoso. La ghiandola sottolinguale e la piu piccola e secerne saliva mucosa e la immette ai lati di una piega della lingua, detta frenulo.Nel suo movimento la lingua esegue anche il compito della spinta del cibo, necessaria alla deglutizione: il bolo va a sbattere sul palato duro, poi sul palato molle ed infine entra nel canale alimentare.Tutta la superficie della lingua e ricoperta dalle papille linguali, distinte in vari tipi: le papille filiformi, le piu numerose, sono rivestite da un epitelio pavimentoso pluristratificato a forma di piramide e non sono in grado di percepire il gusto, ma facilitano lo scorrimento del cibo verso il retro; le papille fungiformi, piu voluminose, visibili come puntini rossi, disposte tra quelle filiformi, hanno il compito di percepire il gusto e si differenziano dalle altre perche possiedono alcune cellule a funzione sensoriale, che, disposte insieme, formano i calici gustativi, le zone di percezione; le papille circumvallate, che si dispongono a V tra il corpo anteriore e la parte posteriore della radice, sono 12; le papille fogliate, ai lati della lingua, sono localizzate sulle pareti. Lesofago Attraversa tutta la gabbia toracica e termina, una volta oltrepassato il diaframma, nello stomaco. Si posiziona posteriormente rispetto ai visceri, tranne nel tratto inferiore dellaorta, dove passa sopra allarteria. Ha una lunghezza di circa 25 cm e la sua superficie, che vista in sezione presenta varie tonache, ha dei raggrinzimenti.Le tonache che formano la parete dellesofago sono quattro: dallinterno abbiamo la tonaca mucosa interna (formata da epitelio pavimentoso stratificato), poi la tonaca sottomucosa (di tessuto connettivo), quindi la muscolare ed infine la tonaca avventizia. I muscoli che compongono la terza tonaca sono lisci e si dispongono in una struttura ordinata in due strati: uno circolare e uno longitudinale. Questa disposizione facilita i movimenti di contrazione che creano la peristalsi, cioe il movimento che permette al cibo di avanzare verso lo stomaco. La tonaca avventizia infine e formata da tessuto connettivo che serve a ricoprire e isolare la struttura. Il canale esofageo presenta tre restringimenti: il primo si ha allorigine dellesofago, dove termina la faringe (anello cricoideo della faringe), il secondo dove ce la biforcazione della trachea nei bronchi e larco dellaorta va a spingere lesofago contro la trachea stessa e il terzo dove ce il punto di passaggio tra cavita toracica e addominale allinterno del diaframma, dopo il quale il canale continua per 2 cm circa ed entra nello stomaco. Lo stomaco Lo stomaco e lorgano principe dellapparato digerente. Ha una forma a J (o a pera rovesciata) si trova nella regione epigastrica ed occupa parte della regione ipocondriaca sinistra. Si presenta come una sacca abbastanza appiattita con una faccia anteriore ed una posteriore e due curvature, la piccola a sinistra e la grande a destra. Lo stomaco e diviso in quattro porzioni: cardias, che origina alla fine dellesofago; fondo dello stomaco, che segue il cardias ed e la zona piu grossa sotto il diaframma; corpo, la zona piu dilatata; piloro, che si continua nel primo tratto dellintestino tenue.Lo stomaco e un organo superficiale e anteriore rispetto allorganismo. Anteriormente prende rapporti con il diaframma, con il fegato (sulla destra) e con la parete addominale anteriore (sulla sinistra); posteriormente prende rapporto con la milza, con il rene sinistro e la sua ghiandola surrenale, con il pancreas e con il colon.La membrana peritoneale avvolge completamente lo stomaco con la sua parte viscerale: in questo modo lo possiamo definire un organo peritoneale. In corrispondenza delle due curvature il peritoneo forma due pliche: il piccolo omento, o legamento gastro-epatico, che parte dalla piccola curvatura e si lega al fegato, e il grande omento, che si diparte dalla grande curvatura e si lega al colon trasverso, dopo essere passata su tutta la parete

addominale. Il grande omento e importante perche protegge ed isola tutti gli organi della cavita addominale, sprovvista di ossa ed e sede di tessuto adiposo.La parete interna dello stomaco presenta dei rilievi, detti vie del cibo, nelle quali si sospetta che transiti il cibo, rimanendo per piu tempo nella zona inferiore, dove le pieghe si fanno piu irregolari.Lo stomaco e inoltre divisibile in aree gastriche, puntini posti sulla parete e fossette gastriche, cio i canalini che delimitano le aree. Il rivestimento delle aree gastriche e formato da cellule in grado di produrre muco, mentre le fossette sono gli sbocchi per i dotti delle ghiandole gastriche. La parete e in generale formata da epitelio cilindrico monostratificato, in grado di produrre muco. Le ghiandole sono diverse a seconda dellarea che si sta osservando: a livello del cardias e del piloro troviamo ghiandole tubolari composte, mentre nel corpo e nel fondo troviamo ghiandole tubolari composte. Questa diversita e dovuta al fatto che servono secreti diversi nelle varie zone. Le cellule piu superficiali, dette cellule parietali, producono HCl e unaltra sostanza, il fattore intrinseco, necessario per lassorbimento della vitamina B12, fondamentale per leritropoiesi (formazione delle cellule del sangue). Le cellule principali o zimogeniche, poste piu in profondita, producono lenzima pepsinogeno nella forma inattiva: a contatto con lHCl esso si trasforma in pepsina e comincia il lavoro di digestione delle proteine. Ci sono poi le cellule enterocromaffini, che producono la gastrina, secreto necessario per risvegliare le cellule parietali e principali. Questi tre tipi di cellule partecipano tutti alla produzione dei succhi gastrici, fortemente acidi, il cui pH viene neutralizzato grazie allazione del muco, prodotto da altre cellule superficiali. Il muco inoltre serve per umettare il cibo. Se il pH rimanesse acido lHCl avrebbe la possibilita di attaccare anche le pareti dello stomaco, creando lulcera gastrica, di cui e responsabile anche un batterio. A livello del cardias e del piloro le ghiandole sono tubolari composte e producono muco. La tonaca sottomucosa e costituita da tessuto connettivo e vi trovano spazio i vasi sanguiferi che vascolarizzano tutto lo stomaco.La tonaca muscolare presenta, oltre allo strato circolare e allo strato longitudinale, uno strato di muscolatura disposta in modo obliquo: questo serve perche nello stomaco deve avvenire un rimescolamento del cibo, in modo che sia inzuppato di tutti i succhi gastrici. Lo stomaco e lunico organo con una tale diversificazione a livello muscolare.Al di fuori del rivestimento muscolare ce solo il peritoneo.Lo stomaco non e pero in grado di digerire i grassi: la loro digestione avviene nel duodeno. Soltanto nei bambini la digestione dei lipidi puo avvenire nello stomaco, poiche vengono prodotti gli enzimi renina e lipasi dalle cellule enterocromaffini. Lintestino tenue Lintestino tenue e un tubo lungo circa 6 m ed occupa una buona parte della cavita addominale, tranne nelle zone epigastrica ed ipocondriaca sinistra. Anteriormente e ricoperto dal grande omento, mentre le sue anse sono raccolte nel colon, che fa da cornice.Si divide in tre parti: duodeno, digiuno ed ileo. Tra le varie parti non ce una netta differenza e addirittura tra digiuno ed ileo non ce un punto netto di separazione.Allinterno dellintestino tenue vengono completati i processi digestivi e si attua il processo di assorbimento delle sostanze nutritive.Il duodeno e il tratto piu breve, lungo circa 25-30 cm ed ha forma a C: il tratto orizzontale superiore comunica con il piloro e la seguono una parte discendente, una leggermente ascendente ed una piega, definita fessura digiuno-duodenale. Tutta la zona orizzontale e peritoneale, mentre la restante parte e retroperitoneale.Posteriormente prende rapporti con il rene destro, la ghiandola surrenale, la vena cava inferiore,laorta ed il pancreas, mentre anteriormente si appoggia alla cistifellea e al fegato.La superficie interna presenta dei rilievi che non si distendono nel momento in cui il bolo entra dal piloro: essi sono detti pliche circolari e aumentano la superficie assorbente dellorgano. Nel tratto discendente del duodeno ci sono le due papille duodenali: la maggiore rappresenta lo sbocco dei due tubicini che provengono dal pancreas e dal fegato, che con i loro secreti aiutano a portare a termine la digestione. Il succo pancreatico e ricco di enzimi, mentre la bile, prodotta dal fegato, aiuta la digestione dei lipidi. La papilla duodenale minore invece comunica solo col pancreas. Gli strati che formano le pareti del duodeno sono le quattro tonache (mucosa, sottomucosa, muscolare e sierosa o avventizia). Le pliche circolari sono sollevamenti delle tonache mucosa e sottomucosa.La tonaca mucosa presenta poi altre specializzazioni: la superficie e costellata di villi intestinali, che svolgono la funzione di aumentare la superficie assorbente delle pareti. Ogni villo e formato da unasse connettivale ricoperta di cellule, dette enterociti, del tipo cilindrico monostratificato, che svolgono funzione di assorbimento. Nellasse del villo sono contenuti i capillari sanguiferi e un capillare linfatico (detto vaso chilifero) che assorbono rispettivamente gli elementi nutritizi digeriti e la loro componente lipidica. Ogni villo presenta poi numerose estroflessioni citoplasmatiche (i microvilli) che servono per aumentare ulteriormente la superficie di assorbimento. Alla base dei villi ci sono dei canali che danno origine alle cosiddette ghiandole intestinali o ghiandole del Galeazzi, che contengono cellule endocrine aventi la funzione di risvegliare tute le altre cellule con il loro secreto.La tonaca sottomucosa e formata da tessuto connettivo molto vascolarizzato, caratterizzato dalla presenza delle ghiandole del Brunner, importanti perche secernono un muco che neutralizza ulteriormente il pH leggermente acido del bolo alimentare.La tonaca muscolare e formata dallo strato circolare e dallo strato longitudinale, gli unici che servono per i movimenti peristaltici utili allavanzamento del chimo.La tonaca sierosa si divide in due tratti: il primo e peritoneo, mentre il secondo e

una guaina connettivale.Il digiuno inizia in corrispondenza di una piega, detta flessura, e rappresenta i 2/5 dellintestino tenue. Ha una lunghezza di 6 m circa e si presenta raccolto in anse, dotate di una certa mobilita,poste sotto il grande omento. Occupa quasi tutte le regioni delladdome; posteriormente si appoggia sui reni, sul pancreas e sugli ureteri; ai lati, superiormente e inferiormente prende rapporto con lintestino crasso; frontalmente si appoggia sulla vescica e, nella donna, sulle ovaie. Il nome gli deriva dal fatto che il cibo ormai digerito non si ferma mai al suo interno, ma vengono solo assorbite le sostanze nutritizie, lasciandolo sempre vuoto.Lileo non ha un punto dorigine vero e proprio, ma diviene tale in seguito a modificazioni graduali del digiuno. Anche in questi tratti dellintestino la parete e divisa in quattro tonache, ma il peritoneo presenta una piega in piu che ricopre digiuno ed ileo: il cosiddetto mesentere, che si piega in due foglietti per ricoprire tutte le anse, dove peraltro scorrono i vasi sanguiferi che poi andranno a raggiungere il canale intestinale.La superficie interna del digiuno e diversa da quella dellileo: la prima presenta dei rilievi, mentre la seconda e piuttosto liscia. Tuttavia possiamo notare i villi, piu piccoli a causa della vicinanza con lintestino crasso, dove la funzione assorbente e molto limitata. Inoltre possiamo vedere dei noduli linfatici, che nellileo sono riuniti nelle tonsille addominali o placche di Peier. Queste servono ad eliminare i batteri che riescono a superare lo stomaco per mezzo delle immunoglobine che producono: esse sono sostanze che attaccano tutto cio che e estraneo. Lintestino crasso Circonda a mo' di cornice lintestino tenue, ha lunghezza pari a circa 1,5 m, non e organizzato in anse, ha un calibro piu grosso rispetto al tenue ed e diviso in varie parti: cieco, colon ascendente, colon trasverso, colon discendente, colon sigmoideo e intestino retto.Lintestino crasso occupa una buona parte delle cavita addominali, ovviamente escluse quelle centrali. Anteriormente prende rapporto con il grande omento, posteriormente con il rene, il fegato, la milza, il pancreas ed i grossi vasi. Forma delle grosse curvature, dette flessure coliche destra e sinistra. Il punto di passaggio tra ileo e crasso e rappresentato dalla valvola ileo-cecale, un piccolo sfintere muscolare che si apre soltanto quando in chimo deve passare.Il cieco e un sacchettino che si presenta liscio fuorche nella zona della valvola ileo-cecale. Il peritoneo si dispone antero-lateralmente, lasciando scoperta la parte posteriore. Sul margine inferiore possiamo vedere una piccola espansione, detta appendice vermiforme, costituita da tessuto linfoide (lunga circa 9-10 cm, rappresenta una barriera difensiva), avvolta completamente da peritoneo, che forma un meso che si fissa sulla parete posteriore. Puo prendere posizioni diverse rimanendo pero sempre nella regione iliaca destra.Il colon ascendente sale verso lalto e termina in corrispondenza della flessura; e ricoperto dal peritoneo soltanto nella zona antero-laterale.Il colon trasverso attraversa tutto laddome, e totalmente avvolto dal peritoneo e si fissa alla parete posteriore per mezzo del meso colon trasverso.Il colon discendente ha lo stesso comportamento dellascendente e rimane scoperto dal peritoneo.Il colon sigmoideo e completamente avvolto da peritoneo e si ancora alla parete per mezzo del meso colon sigmoideo.Il retto e lultima porzione di intestino crasso, scoperta dal peritoneo.La superficie esterna del colon presenta dei rilievi, detti gibbosita o austra, visibili sia esternamente che internamente. In corrispondenza delle gibbosita possiamo vedere tre striscioline, dette tegne (anteriore, mediale e posteriore), che sono lorganizzazione del tessuto muscolare longitudinale, che, senza questi sostegni, si rilascerebbe, conferendo un aspetto liscio al colon. Inoltre, in corrispondenza delle tasche troviamo le appendici epiploriche, depositi di tessuto adiposo. In corrispondenza del retto non ci sono ne le tegne, ne le gibbosita.La struttura del colon appare simile a quella del tenue: le quattro tonache hanno solo piccole differenze. Sulla tonaca mucosa sono presenti delle ghiandole tubolari mucipare, che riversano il loro secreto direttamente sulla parete, dove non ci sono villi. La tonaca sottomucosa e sempre formata da tessuto connettivo. La tonaca muscolare e formata da una parte circolare, uguale per tutto il colon, e da una parte trasversale, che forma le tre tegne. Il fegato Il fegato non e soltanto una ghiandola: svolge numerose funzioni utili allorganismo (interviene nel processo di distruzione dei globuli rossi invecchiati; funge da deposito per le sostanze nutritizie, come il glucosio; filtra gli ormoni che hanno gia svolto la loro funzione; filtra i farmaci; interviene nei processi metabolici; produce la bile), come un vero e proprio organo. Ha notevoli proprieta rigenerative.Il fegato e posto nella regione ipocondriaca destra, e si estende nella regione epigastrica e nellipocondriaca sinistra; e lorgano piu voluminoso dellorganismo e pesa 1,5 kg, piu altri 500 g quando e ripieno di sangue.Ha la forma di un ovoide con una parte mancante, superficie liscia nella parte anteriore e superiore e presenta solchi sulle pareti posteriore ed inferiore (solchi dovuti allimpronta di altri organi).Viene diviso in due parti principali. La parte anteriore, a sua volta divisa in lobo destro (pi voluminoso) e lobo sinistro, dove si vede che il peritoneo si unisce, formando il legamento falciforme, al cui interno ce il legamento rotondo, un residuo della vena ombelicale. La parte iteroposteriore, viene poi divisa in lobo destro, lobo sinistro, lobo quadrato e lobo caudato (questi ultimi due a causa della presenza della vena cava inferiore e della cistifellea.Il peritoneo lascia scoperta una parte rombica per ripiegarsi e dare origine al peritoneo parietale,cioe al legame triangolare. Il fegato presenta un punto dentrata e duscita dei condotti, dotto ilo del fegato, che funge da

ingresso per la vena porta, per larteria epatica e da fuoriuscita del dotto biliare, che raccoglie ed porta fuori la bile.Posteriormente il fegato prende rapporti con il colon (flessura destra e colon trasverso), con il duodeno, il pancreas, lo stomaco, lesofago (solo un tratto) e i reni (specialmente quello di destra). Anteriormente presenta il seno costo-diaframmatico, spazio tra il fegato e il diaframma, e sporge la cistifellea.La circolazione nel fegato e doppia: larteria epatica vascolarizza il parenchima del fegato, mentre la vena porta trasporta il sangue dallapparato digerente, da cui entra nel circolo portale dove vengono assorbiti gli elementi nutritizi. La quantita di sangue trasportata dai vasi epatici e molto minore rispetto a quella del circolo portale, che non partecipa alla vascolarizzazione del fegato. Lunita costituente piu piccola presente nel fegato e il lobulo epatico, in cui si svolgono tute le funzioni del fegato. Ha le dimensioni di 1 mm, quindi risulta visibile ad occhio nudo. Ha una forma prismatica al cui centro si puo vedere un piccolo spazio; al centro troviamo un canalino, detto vena centro-lobulare, attorno alla quale si dispongono a raggiera le cellule (epatociti) che vanno a formare il lobulo. Essi si dispongono in file uno sopra laltro, formando un muro: tale disposizione e detta muralium. Hanno una struttura esagonale e sono uniti tra loro per mezzo di giunzioni molto strette.Alla superficie del lobulo si formano due piccoli spazi, posti in corrispondenza degli angoli, detti spazi portali, dove arrivano le diramazioni della vena porta, dellarteria epatica e dei dotti biliari. Il sangue, entrato dalla vena porta e dallarteria epatica, si porta verso gli spazi portali tra i vari muralium, dove troviamo capillari sinusoidi (con ampie aperture) in modo che il sangue entri in contatto con gli epatociti per poi spostarsi allinterno della vena centro globulare. Le varie vene centro globulari poi si uniscono per dare origine alla vena epatica, che poi si immettera nella vane cava inferiore.A livello delle membrane degli epatociti si formano piccole conche, che unite creano canalini utilizzati per il trasporto della bile. La bile viene prodotta dagli epatociti, viene liberata nei suddetti canalini e, uscendo dal muralium, si riversera nello spazio portale piu vicino, dal quale si incanalera nel dotto biliare ed uscira dal fegato. Essa e formata da sali biliari, da pigmenti biliari, da colesterolo e da fosfolipidi. Ha il compito di emulsionare i grassi, cioe di ridurli di dimensioni, prima che essi vengano assorbiti dal vaso chilifero.Nel muralium ci sono poi delle cellule dette di Cupper che hanno unazione fagocitaria e sono ricche di enzimi litici: sono queste che inglobano i globuli rossi invecchiati e i piccoli detriti che si trovano nel circolo del sangue.Se le giunzioni cellulari tra i lobuli epatici si allentano, la bile puo entrare nel circolo sanguifero attraverso le vene centro-lobulari: quando la bile entra in circolo si ha la patologia dellittero, e si assume un colorito giallognolo.Le pareti degli epatociti presentano sul lato dove sono esposte al capillare sinusoide delle espansioni microvillose, per aumentare la superficie assorbente: in tal modo lepatocita recupera elementi nutritizi dal torrente sanguifero e funge da magazzino (il glucosio si accumula sotto forma di glicogeno). Questo spazio, nel quale avviene lassorbimento, viene chiamato spazio del Biose.La bile, raccolta da tutti i condotti biliari entra in un unico grande vaso, detto condotto coledoco che sfocia nel duodeno a livello della papilla. Lungo il suo percorso incontra la cistifellea, un sacchettino a forma prima stretta, poi allargata, poi nuovamente stretta, che funge da raccoglitore e da concentratore di bile (assorbendo un po di liquido). La struttura della cistifellea presenta internamente dei rilievi e difetta della tonaca sottomucosa. In certi casi la cistifellea puo essere asportata, quindi la concentrazione della bile avverra a livello dei condotti. Il pancreas Lo troviamo nella regione epigastrica, in una piccola porzione posteriore, raccolto nella C duodenale; ha una forma stretta e allungata, e lungo 25-30 cm ed e diviso in quattro parti. La testa, il collo, il corpo e la coda, che termina nella regione ipocondriaca sinistra, dove si appoggia alla milza.Il pancreas e un organo retroperitoneale; la superficie esterna non e liscia, ma ha una struttura lobulare.Questa ghiandola viene considerata sia esocrina che endocrina, quindi produce un secreto che viene liberato allinterno di dotti e un altro che viene liberato direttamente nel torrente sanguifero. Dal punto di vista esocrino (99%) si tratta di una ghiandola tubolo-acinosa composta, dove allinterno di ogni singolo lobulo ci sono parti piu chiare (che rappresentano la sua componente endocrina 1%). Queste piccole parti sono dette isole di Langherans, che prendono la forma di piccoli nidi.La parte esocrina produce un succo (il succo pancreatico), formato da un insieme da enzimi necessari alla digestione, che viene immesso per mezzo del dotto pancreatico nel duodeno (i lipidi sono attaccati dalle lipasi, gli zuccheri dalle amilasi e le proteine dalle proteasi). Il succo pancreatico viene richiamato quando il chimo entra nel duodeno mediante una secrezione ormonale a carico degli enterocromaffini.La parte endocrina presenta tre diversi tipi di cellula (che formano tutte insieme le isole di Langherans): cellula , cellula e cellula , che producono tre diversi ormoni (insulina, glucagone e somatostatina). Il primo ha azione iperglicinizzante, permette cioe di smaltire zuccheri alzando la glicemia (prodotto dalle cellule ); il secondo ha azione ipoglicinizzante, quindi svolge la funzione opposta al primo (prodotto dalle cellule ); il terzo inibisce le cellule e le cellule (prodotto dalle cellule ).

Sistema urinario
Sistema urinario.Le cellule dellorganismo producono prodotti di scarto che a lungo andare diventano tossici perlorganismo stesso: lapparato urinario provvede a purificare il sangue da questi prodotti e ad eliminarli. I reni sono gli organi principe di questo apparato, che conta poi anche gli ureteri, la vescica e luretra. I reni Si trovano nella cavita addominale, posti posteriormente a livello della doccia poro-vertebrale, cioe una nicchia ai lati della colonna vertebrale tra la dodicesima vertebra toracica e la terza lombare. I reni sono lunghi circa 10-12 cm, hanno larghezza di 5 cm e profondita di 3-3,5 cm; non sono perfettamente allineati (il destro e piu basso del sinistro, poiche sopra di esso ce il fegato); hanno forma a figliolo con un polo superiore ed uno inferiore, una faccia anteriore ed una posteriore, una parete concava mediale ed una convessa laterale.Sulla parete mediale si possono vedere unarteria (arteria renale), che entra direttamente dallaorta addominale, ed una vena (vena renale) che esce e porta fuori dal rene il sangue filtrato fino alla vena cava inferiore, oltre ad un condotto che trasporta lurina fuori dal rene, luretere.Esternamente li vediamo lisci in superficie, di un colorito rosso-bruno molto intenso (a causa dellintensa vascolarizzazione); possiamo inoltre notare, sopra i reni, due ghiandole (una per ogni rene) di forma oculare, le ghiandole surrenali.Il rene destro anteriormente prende rapporto con la ghiandola surrenale, il fegato ed il duodeno;lateralmente con il colon; inferiormente con le anse del digiuno. Tra rene e fegato e tra rene e digiuno si interpone il peritoneo, rendendolo un organo retroperitoneale. Il rene sinistro anteriormente prende rapporto con la sua ghiandola surrenale e lo stomaco, lateralmente con la milza; in prossimita dellilo con il pancreas, il colon e le anse del digiuno. Vale anche qui il discorso fatto a proposito del peritoneo, che separa il rene sinistro dal digiuno e dallo stomaco.Posteriormente entrambi i reni poggiano direttamente sul piano muscolare, identico a destra e a sinistra: la parete apicale appoggia sul diaframma, la porzione inferiore sul trasverso delladdome e la parte mediale sul quadrato dei lombi e sul grande psoas.Il rene in tal modo non ha grandi protezioni; essendo poi organi retroperitoneali possiedono una membrana di natura fibrosa che li avvolge e li protegge, la cosiddetta capsula renale. Al suo esterno e visibile un cuscinetto adiposo, che li isola dallesterno. Ce poi una terza membrana, la fascia renale, che passa attorno al rene avvolgendo anche la ghiandola surrenale e,

inferiormente, i due foglietti di cui e formata la fascia non si fondono mai: per questo comportamento, in seguito alla riduzione di tessuto adiposo, il rene tendera ad abbassarsi (tosi renale). In sezione trasversale vediamo come il foglietto anteriore della fascia renale sia un pezzo unico, in continuita, tra i due reni, mentre posteriormente questo non accade: la fascia si interrompe a livello del corpo vertebrale. Nel caso di infezioni alla parte anteriore i reni verranno entrambi intaccati, mentre posteriormente no.La superficie esterna del rene presenta poi dei solchi, per mezzo dei quali possiamo dividere il renestesso in vari lobi. Nel bambino i lobi sono molti, mentre nelladulto variano dagli 8 ai 12.In sezione, in corrispondenza dellilo renale, troviamo uno spazio, detto seno renale, dove si trovano dei tubicini (i calici renali): per ogni rene ci sono 12 calici minori che convergono in 3 diversi calici maggiori. I 3 calici maggiori si uniscono poi nelluretere, dove viene convogliata lurina raccolta dai calici.Allinterno, attorno al seno renale, vediamo il parenchima renale, dove avvengono tutte le operazioni di purificazione del sangue; viene diviso in due parti: quella esterna detta corticale e quella interna, detta midollare.Larea midollare presenta delle zone a struttura piramidale, dette piramidi di Malpighi, intervallate da zone dette colonne del Bertin, con la base maggiore rivolta verso la parte corticale del rene e la punta verso linterno in continuazione con i calici minori.Microscopicamente larea midollare e caratterizzata da varie striature; microscopicamente invece ne parenchima si possono osservare numerose formazioni che rappresentano le unita morfofunzionali del rene, dette nefroni, che svolgono la funzione filtrante. Ogni neurone e formato da due parti: il corpuscolo renale e il tratto tubulare renale. Il corpuscolo e la parte arrotondata (ce ne sono due),mentre la parte tubulare va a formare un percorso che parte dalla porzione tubulare composta prossimale, per poi salire e scendere linearmente formando lansa di Henle, terminando infine nella porzione tubulare composta distale. Nel neurone avvengono i processi di filtrazione del sangue e la produzione dellurina, che viene poi condotta al canale collettore, per essere poi espulsa dalla struttura a piramide nel calice minore corrispondente.La porzione corticale ospita la parte del corpuscolo renale, mentre la porzione midollare presenta tutti i dotti della parte tubulare. La filtrazione del sangue avviene a livello del corpuscolo, che crea lultrafiltrato, che non e urina definitiva, ma deve essere concentrato in modo da recuperare i liquidi ancora utili e le sostanze che non devono andare perse: questo secondo processo, di riassorbimento, avviene a livello dellansa di Henle.Il rene e un organo molto vascolarizzato: il sangue proviene dallarteria renale che a livello dellilo si divide in varie arterie segmentate, che al loro volt si dividono in arterie interlobuli, disposte tra un lobo e laltro. I vari vasi interlobuli danno poi origine alle arterie arciformi, che si dispongono tra la zona corticale e quella midollare. A questo punto da queste ultime prendono origine altre arterie, dette interlobulari, che si dividono poi nelle arterie afferenti, che entrano nel corpuscolo renale; una volta avvenuta la filtrazione il sangue uscira dalle vene efferenti che lo ricondurra alla vena cava inferiore. Nella porzione midollare originano anche delle arterie, dette arterie rette, che seguono landamento dellansa di Henle.Il polo del corpuscolo dove si forma la preurina viene detto polo urinifero, opposto al polo capillifero, dal quale si origina il tratto tubulare.Il sangue proviene dallarteriola afferente e viene filtrato allinterno del corpuscolo ed esce tramite la vena efferente. Il glomerulo muscolare e contenuto nella capsula di Boumann, che consiste in un foglietto che aderisce al glomerulo in un doppio rivestimento (doppio perche il sangue contenuto nel glomerulo non deve fuoriuscire. Il foglietto viscerale del corpuscolo e formato dai podociti, di forma stellata, che presentano prolungamenti detti pedicelli. Il capillare del glomerulo e di tipo fenestrato, in modo che le sostanze piu piccole vengano espulse dallendotelio (da cui passano pi sostanze), dalla membrana basale (in cui passano meno sostanze) e dai podociti (da qui passa il minor numero di sostanze): questi tre elementi formano la barriera emato-urinaria. Il filtrato prodotto qui viene detto preurina ed e molto simile al plasma sanguigno (in un giorno i reni producono 180 l di ultrafiltrato da 1500 l di sangue ripulito). La preurina viene raccolta tra le due membrane che formano la capsula di Boumann (nel polo urinifero)e viene condotta fino al tubulo contorto prossimale. I capillari mantengono la loro forma e vengono ripuliti grazie alle cellule del mesangio (che svolgono appunto il compito di mantenere la forma del glomerulo anche nelle anse, oltre alla fagocitazione). Il tubulo e circondato da cellule cilindriche con microvilli che permettono il 75% del riassorbimento (il restante 25% si divide tra anse di Henle, 5%, e tratto distale del tubulo, 20%) di H2O, proteine e sali, mentre a carico delle anse (dove le cellule non sono piu cosi cilindriche e i microvilli sono minori in numero e dimensioni) ce il riassorbimento di ioni Na/K e nella porzione distale (dove i microvilli sono scarsi e corti) si recuperano ancora H2O, ioni e alcune proteine; in questo modo lurina e quasi definitiva.Il tubulo contorto distale riappoggia al corpuscolo renale in corrispondenza del polo vascolare, nel punto in cui ci sono i vasi afferenti ed efferenti, formando lapparato iuxta-glomerulare, costituito di cellule iuxta-glomerulari che si dispongono attorno ai vasi sanguiferi, vicine alle cellule che formano la macula densa e alle cellule ilari (nella zona tra corpuscolo e tubulo). Queste cellule svolgono la funzione recettiva della pressione sanguigna e della composizione dellurina: nel caso in cui si abbia riduzione di pressione le cellule agiranno inibendo leffetto assorbente dei tubuli: le cellule della macula densa informano le cellule ilari, che mandano uno stimolo alle cellule iuxtaglomerulari,le quali producono lormone renina, che determina vaso costrizione.Lurina e formata da H2O, urea e acido urico, con una concentrazione del 2% di sali (solfiti, fosfati,ecc, che, se iperprodotti,

danno i calcoli renali) e pigmenti biliari (la cui concentrazione determina la colorazione piu o meno gialla dellurina).Lurina a questo punto passa dai dotti collettori e viene raccolta nel tubulo collettore principale, che termina a livello dellapice della piramide e sbocca in diversi tubuli collettori; la porzione terminale della piramide, detta papilla renale, convoglia lurina entro piccoli imbuti (i calici minori) che sfociano poi nel calice maggiore. 3-4 calici maggiori si uniscono nelluretere che fuoriesce dallilo renale ed entra nella cavita pelvica. Luretere Formato da tre tonache: tonaca mucosa, costituita da epitelio di transizione con diversi strati di cellule (che si distendono per poi tornare alla posizione di partenza) dotate di impermeabilita a causa delle sostanze tossiche che non devono fuoriuscire; tonaca muscolare, organizzata nelle due strutture circolare e longitudinale, in alcuni tratti presenta una struttura irregolare (zone queste in cui viene chiamato uretere plessiforme); tonaca avventizia, non formata da peritoneo (luretere e un organo retroperitoneale).Ha una lunghezza di circa 30 cm, non ha sezione costante: presenta tre punti di costrizione,localizzati rispettivamente dopo lemergenza dellilo renale, dove luretere sovrasta i vasi iliaci e nel tratto di ingresso della vescica.La presenza di calcoli nellurina puo ostruire o lesionare le pareti delluretere, provocando dolore e la perdita di sangue nelle urine.I due ureteri sboccano poi nella vescica, un sacchettino fibroso-muscolare. La vescica Si tratta di un sacchettino che quando e ripieno e di forma rotonda, costituita da una parete formata da tonache: mucosa interna (epitelio di transizione), tonaca muscolare (permette lo svuotamento della vescica, organizzata in struttura circolare, longitudinale e plessiforme) e tonaca avventizia (tessuto connettivo, visto che e un organo sottoperitoneale).Nella cavita pelvica il peritoneo non avvolge gli organi ma si adagia soltanto su di essi.La vescica prende rapporto posteriormente con il retto e anteriormente con la sinfisi pubica. Nella donna tra vescica e retto ce lutero.Lurina accumulata viene eliminata attraverso luretra (150-300 cm3).

Sistema riproduttore femminile e maschile


LAPPARATO RIPRODUTTORE FEMMINILE Lapparato riproduttore produce le cellule germinali, nella donna lovulo e nelluomo lo spermatozoo, prodotti rispettivamente dalle ovaie e dai testicoli.Le cellule somatiche possiedono un corredo cromosomico diploide, mentre quelle germinali ne possiedono uno apolide, prodotto tramite la meiosi. Lutero Si tratta di un organo prevalentemente muscolare, lungo circa 7-8 cm, che puo pero ingrandirsi di circa 30 volte durante la gravidanza e si trova sulla piccola pelvi.Ha una forma di pera capovolta ed e formato da tre parti: il fondo (la parte superiore), il corpo (parte piu voluminosa) e il collo (la parte inferiore). Lutero e un organo cavo che presenta due aperture superiori, le tube uterine, alle cui estremita si

trovano le ovaie, ed una inferiore a livello del collo uterino che si continua con il canale vaginale. Lutero prende rapporto, anteriormente, con la vescica urinaria e, posteriormente, con il retto. Assume una posizione angolare nelle pelvi: un angolo si stabilisce tra pelvi e collo ed un altro tra collo e canale vaginale, rispettivamente detti angoli di antiversione e di antiflessione. La posizione non e pero sempre uguale: lutero puo essere retroverso, cioe spostato piu indietro, o laterale, senza che cio comporti problemi. Gli elementi di fissita attraverso i quali mantiene la sua posizione sono gli organi con i quali prende rapporto.Si tratta di un organo sottoperitoneale, tranne nella zona delle tube, che sono completamente avvolte. Il peritoneo si appoggia sullutero come fosse un lenzuolo, lo riveste nella zona superiore e,sia anteriormente che posteriormente, si flette e torna verso lalto: questo comportamento determina il crearsi di due cavita, il cavo retto-uterino, posteriore, e il cavo vescica-uterino, in posizione anteriore. Lateralmente il peritoneo si chiude formando il legamento largo, che si fissa sulle pareti laterali della cavita pelvica, impedendo la rotazione dellutero, che puo invece alzarsi ed abbassarsi. Sono poi presenti altri legamenti, che vanno dallutero al sacro (legamenti utero-sacrali), che impediscono che cada verso il basso (prolasso uterino); un altro legamento va dalle tube al canale urinario, il legamento rotondo, che impedisce la risalita dellorgano; il legamento sospensore dellovaia mantiene lovaia verso lalto; il legamento utero-ovarico, che va dallutero allovaia e anche detto legamento proprio dellovaia.Lungo la piega del legamento largo scorrono i vasi sanguiferi; inoltre questo legamento presenta una depressione, detta fossa ovarica o borsa ovarica, entro la quale si appoggia lovaia.Al di sotto della tuba uterina i due foglietti del peritoneo si uniscono, dando origine al meso saltiange, che comprende il meso ovario, un foglietto che ricopre le ovaie partendo dal meso saltiange.Lutero e formato da tre tonache: mucosa molto sviluppata, muscolare e sierosa. La tonaca mucosa va incontro a modificazioni cicliche, dette ciclo uterino o ciclo mestruale, in cui la mucosa si rinnova continuamente. Questultima e formata da epitelio cilindrico monostratificato, di cui alcune cellule hanno funzione secernente e altre sono dotate di ciglia; questa doppia popolazione ha la funzione di accogliere lo zigote, mentre il muco favorisce le cellula uovo nel trovare il sito di inserzione e gli fornisce elementi nutritizi nei primi momenti; le cellule cigliate determinano il movimento della cellula uovo dalle tube allutero.Sotto questo epitelio ce un ricco strato di connettivo con molte ghiandole, che, a seconda del periodo, si modificano, facendosi piu voluminose e contorte. Si puo dividere questo periodo in due fasi: fase proliferativi (1-4 giorni) e fase secretoria. La porzione piu profonda e detta strato basale,risalendo verso lalto incontriamo lo strato spongioso e in superficie ce lo strato composito. Nel ciclo uterino si rinnovano completamente gli strati composito e spongioso, che vengono eliminati.Le ghiandole sono di tipo tubolare semplice nella fase proliferativa precoce (la mucosa ne e molto ricca); dopo 7-8 giorni gli ultimi due strati possono essere accomunati nello strato funzionale, dato che subiscono le modificazioni; dopo 10-12 giorni le ghiandole si fanno piu voluminose ed aumentano di numero. Questi processi avvengono sotto il controllo di particolari ormoni prodotti dalle ovaie e controllati a loro volta dallipofisi.Nella seconda fase, dal 14 giorno in poi, la mucosa si presenta con ghiandole ancora pi voluminose, del tipo composto. Il loro citoplasma si arricchisce di vacuoli che immagazzinano sostanze nutritizie (14-22 giorno). Nella fase secretoria tardiva (fino al 28 giorno) le ghiandole sono molto grosse e fortemente vascolarizzate e la mucosa e pronta ad accogliere la cellula uovo fecondata. Se cio non avviene si ha vasocostrizione che impedisce che gli elementi nutritizi arrivino allo strato funzionale, che si disgrega e si distacca, mediante la mestruazione, un processo emorragico. Lo strato funzionale e anche detto endometrio.Al di sotto della mucosa troviamo la tonaca muscolare, detta miometrio, molto spessa e sviluppata che serve al momento della nascita: le contrazioni che permettono lespulsione del feto avvengono a carico del miometrio e sono di tipo involontario (possono essere aumentate soltanto da un ormone ipofisario). La struttura e organizzata in modo circolare, longitudinale ed obliquo, con le fibre disposte in maniera un po irregolare. Allesterno della tonaca le fibre possono allungarsi e dividersi durante la gravidanza, in modo da permettere lespansione dellutero. La tonaca avventizia e formata dal doppio foglietto del peritoneo.In corrispondenza del fondo lutero si continua con due canali, detti tube uterine o tube di Fallopio. Le tube uterine Sono canali interperitoneali che si possono dividere in tre parti: istmo, in corrispondenza dellutero, ampolla, nel centro, infundibulo, la zona piu ampia. Linfundibulo termina in un margine allungato, le fimbrie. Nel tratto centrale dellampolla avviene la fecondazione dellovulo. La tuba e un canale la cui tonaca mucosa e formata da epitelio semplice con cellule cigliate e secernenti, che si dispone a rilievi in modo da accogliere la cellula uovo. Le cellule secernenti producono una sostanza ricca di elementi nutritizi per la cellula uovo perche il movimento attraverso le tube puo durare dei giorni.Fuori dalla mucosa ce un rivestimento muscolare, che contraendosi facilita i movimenti della cellula uovo.La tonaca avventizia e formata dal peritoneo. Il mancato movimento delle cellule uovo nelle tube determina sterilita. Gli spermatozoi allinterno delle tube si muovono controcorrente e, sempre allinterno della tuba, avvengono le prime divisioni cellulari dellovulo fecondato. Lovaia

Ha forma ovale, misura 4-5 cm in lunghezza, appare di un colorito bianco-giallino a causa della tonaca avventizia chiara; si trova nella piccola pelvi, posta nella fossa ovarica, ma nella donna primipara si pone con un asse spostato e piu rialzato. Lovaia e mantenuta in posizione dal legamento proprio dellovaia, dal legamento sospesnsore dellovaia e dal legamento mesovario, nella piega del legamento largo.Sopra lovaia troviamo le fimbrie della tuba, che risucchiano la cellula uovo che scoppia dal follicolo liberandolo. La superficie esterna non e completamente liscia ma permangono le cicatrici dovute allo scoppio del follicolo.Nelle ovaie si possono distinguere due zone: la corticale esterna e la midollare interna.Nella corticale incontriamo i gameti femminili nei vari stadi, mentre nella midollare vediamo connettivo e vasi sanguiferi. Le cellule germinali si formano gia nellembrione al settimo mese di vita endouterina, attraverso divisioni mitotiche, e vengono subito circondate da cellule follicolari, creando un sistema follicolare (il follicolo primordiale).Il primo stadio del suo sviluppo viene detto oogone, dopo il quale inizia il processo di meiosi che origina il follicolo primario (oogone con uno strato glicoproteico, la zona pellucida, attorno ai quali si costruisce uno strato di cellule follicolari, la zona granulosa). A rivestire tutta questa struttura ce la teca follicolare, uno strato di tessuto connettivo.A questo punto fino ad uno stimolo ormonale che interviene nella puberta, tutto resta fermo come,interrompendo la maturazione del follicolo. Dopo lo stimolo la struttura resta simile, con laggiunta del liquido follicolare allinterno di un antro contenuto nelle cellule follicolari. Esternamente la teca si differenzia in due strati, sviluppandosi: teca interna, a contatto con lo strato granuloso, e teca esterna, che contiene il follicolo. La teca interna si differenzia in cellule che producono ormoni estrogeni. In questo stadio il follicolo viene chiamato secondario. Tuttavia tende ad ingrandirsi, divenendo follicolo di Graaf. Loocita ormai maturo viene allora circondato dalle cellule follicolari che gli si dispongono attorno a mo di raggiera, formando la corona radiata. Allesterno la teca divisa in due zone continua le sue funzioni. In questo stadio il follicolo si trova nella zona corticale dellovaia, quindi puo avvenire lo scoppio del follicolo che libera loocita con lo strato glicoproteico e la corona radiata, determinando una struttura aperta con attaccata la teca ed una parte di zona granulosa.Sullovaia rimarranno la restante parte della struttura granulosa e una parte di teca, che verranno riempite con un coagulo.Se lovocita viene fecondato le cellule della teca interna si ingrandiscono e producono progesterone,creando il corpo luteo gravidico. Questo va incontro a modificazione e produrra lormone HCG(gonadotropina corionica). Nel primo trimestre di gravidanza la placenta sostituisce il corpo luteo nella produzione di HCG.In caso di mancata fecondazione le cellule dellovaia che si cicatrizzano dopo lo scoppio del follicolo si atrofizzano e diventano il corpus albicans. Il periodo dello scoppio del follicolo viene chiamato ovulazione ed e regolato da ormoni: nella prima parte del periodo viene prodotto lormone follicolo-stimolante (FSH), mentre nella seconda parte lormone luteinizzante (LH). Entrambi sono prodotti dallipofisi.Lendometrio va incontro a due fasi di modificazione durante il ciclo uterino (parallelo a quello dellovulazione). Linizio del ciclo uterino si ha con il risveglio del follicolo, fino allovulazione,che corrisponde alla meta tra fase proliferativa e fase secretoria per lendometrio. Quando la cellula uovo entra nelle tube inizia la fase secretoria, poi le strade si differenziano come gia visto, in caso di gravidanza o meno.Questa fase ciclica ha inizio con la puberta e termina con la menopausa, ma durante la gravidanza si interrompe. La prima parte e controllata dallormone FSH e durante questa fase si produce pi estrogeno; la seconda e controllata dallormone LH, e vede aumentare la produzione diprogesterone. Lovulo puo essere fecondato dal 14 giorno per 2-3 giorni. LAPPARATO RIPRODUTTORE MASCHILE Lorgano principe di questo apparato e il testicolo, che produce le cellule germinali maschili: gli spermatozoi. Il testicolo Le vie spermatiche sono: epididimo, condotto deferente, condotto eiaculatore ed uretra. Luretra rappresenta lorgano in comune con lapparato urinario.Annesse a questo organo ci sono delle ghiandole accessorie: vescichette seminali, prostata e ghiandole bulbo-uretrali. Il testicolo e contenuto in un sacco cutaneo posto sotto il perineo, detto scroto, che forma due tasche interne, ciascuna delle quali contiene un testicolo. La struttura e lievemente staccata dal resto del corpo perche gli spermatozoi necessitano di basse temperature per svilupparsi e conservarsi. Nella vita embrionale i testicoli si formano vicino ai reni, per scendere poi nel sacco scrotale, trascinando con se un cordoncino detto funicolo spermatico, nel quale si trovano elementi vascolari, le vie spermatiche e i nervi. Il funicolo e rivestito da un muscolo che con la sua contrazione sposta verso lalto il testicolo quando viene a contatto con qualcosa di troppo freddo allesterno. Nello scroto posiamo notare la presenza di due rivestimenti: il primo un sistema di doppie membrane, detto tonaca vaginale (che ha la stessa funzione della pleura nel cuore), costituita di una membrana unica ripiegata su se stessa; il secondo e piu interno, e unaltra tonaca, detta albuginea, che aderisce al testicolo, di natura connettivale, la quale invia dei setti allinterno del testicolo stesso.Nel testicolo si vengono a creare delle aree diverse, divise dai setti, dette lobuli, che a loro volta contengono circa 800 tubuli, detti tubuli seminiferi, lunghi diverse decine di metri e raggomitolati, al cui interno avviene la produzione di spermatozoi. Al vertice di ciascun tubulo si trova un tubicino che, unito agli altri, va a formare una rete, la rete testis. Dalla rete testis emergono altri tubuli piu

piccoli, i retti efferenti, da cui si originano le vie spermatiche.Il primo tratto delle vie spermatiche e lepididimo, un tubulo organizzato in anse che si dispone a partire dal polo apicale del testicolo, appoggiandosi sulla parete posteriore e risale quindi nel condotto deferente.Le vie spermatiche sono importanti perche, oltre a condurre gli spermatozoi, gli forniscono la mobilit (perche a questo livello non sono ancora completamente maturi e non possono muoversi).Esse sono formate da epitelio cilindrico cigliato coadiuvato da un epitelio muscolare con fibre muscolari lisce.Gli spermatozoi sono prodotti dai tubuli seminiferi, formati da tante cellule derivanti da unuguale cellula progenitrice, che funge anche da origine per gli spermatozoi.Appoggiati allo strato connettivale esterno dei tubuli troviamo gli spermatogoni, prodotti dallembrione, che alla nascita interrompono la maturazione, per riprenderla soltanto nella puberta, sotto effetto e controllo di ormoni. Una parte degli spermatogoni da inizio alla meiosi, dando origine agli spermatociti, distinti in spermatociti di primo e di secondo ordine. La fase successiva permette lo sviluppo degli spermatidi, che diverranno poi spermatozoi. Nel tubulo seminifero gli spermatogoni continuano il loro processo meiotico in modo da non esaurirsi mai: questa fase non e ciclica, ma continua. Tutti questi processi impiegano due mesi per compiersi in tutte le varie fasi. Il tubulo seminifero inoltre possiede altre cellule, dette cellule del Sertoli, molto voluminose, che si estendono dalla base alla porzione centrale dove si trovano gli spermatozoi. Queste cellule danno un supporto strutturale al lobulo e aiutano gli spermatozoi nei processi meiotici.Tra un lobulo e laltro ce tessuto connettivo costellato di altre cellule: le cellule di Leydig, deputate alla produzione del testosterone, lormone maschile che controlla lo sviluppo di queste stesse cellule e dei caratteri secondari maschili. La cellula germinale maschile si presenta divisa in tre parti: testa, collo e coda. Nella testa troviamo il nucleo con un po di citoplasma ed un elevato numero di mitocondri; la coda e formata da un flagello, che dona mobilita allo spermatozoo. La motilita viene acquisita nelle vie spermatiche, quindi la struttura dei condotti deve aiutare lo spermatozoo ad uscire dal testicolo, almeno per i primi momenti. La loro completa maturazione si ha quando essi escono dallapparato genitale. Lepididimo Si trova in corrispondenza del testicolo, che segue durante lo sviluppo dalla vita embrionale in poi; e un tubulo lungo vari metri formato da: testa, corpo e coda.Presenta un epitelio interno cilindrico pseudostratificato dotato di stereociglia, che aiutano gli spermatozoi nel movimento. Quando ce produzione di spermatozoi la pressione interna aumenta ed e essa stessa che li spinge fuori dal testicolo, grazie anche alla natura anelastica della tonaca albuginea.Gli spermatozoi acquistano mobilita quando incontrano sul loro cammino le vescichette seminali.Queste ghiandole di tipo tubulare producono una sostanza che costituisce il 50-55% del secreto seminale, costituita da proteine e fruttosio. Tale sostanza serve per fornire il nutrimento agli spermatozoi.Il prossimo passo e la formazione del liquido seminale definitivo. Il condotto eiaculatore.Questo condotto va ad attraversare la prostata, unaltra ghiandola che secerne un liquido ricco di zuccheri utili perche gli spermatozoi sopravvivano e mantengano la mobilita. La prostata si trova inferiormente alla vescica. Luretra Luretra e lultimo tratto, in comune con lapparato urinario. La ghiandola prostatica e in grado di produrre una certa penicillina che protegge il liquido seminale disinfettando il condotto uretrale.

Sistema endocrino
IL SISTEMA ENDOCRINO Lo compongono le ghiandole endocrine, una serie di ghiandole che producono secreti destinati ad essere riversati nel torrente sanguifero, denominati ormoni, di natura proteica, glicoproteica e steroidea, capaci di fornire stimoli, a cui lorganismo non risponde in maniera immediata. Queste ghiandole si formano per invaginazione del tessuto epiteliale nel tessuto connettivo sottostante, che non mantiene alcuna via di comunicazione con lesterno. Se e presente una via di comunicazione attraverso la quale le ghiandole inviano il secreto, diventano esocrine. Le ghiandole endocrine Le possiamo ritrovare: nella cavita cranica (epifisi ed ipofisi), nella parte anteriore del collo (tiroide e paratiroidi), nella cavita toracica (timo, anteriormente alla trachea, sviluppato nel bambino, che poi va involgendosi in un ammasso di tessuto adiposo), nella cavita addominale (ghiandole esocrine dellepitelio esterno dello stomaco, le ghiandole enterocromaffini; ghiandole surrenali, sopra il rene, di natura nervosa, che producono adrenalina e noradrenalina; pancreas, 99% esocrino, 1% endocrino presso le isole di Langherans, che produce insulina, glucagone e somatostatina; gonadi, che producono testosterone oppure estrogeno e progesterone). Tutti questi prodotti vengono condotti direttamente al circolo sanguifero. Lipofisi Si trova in una nicchia dellosso sfenoide detta sella turcica. Ha le dimensioni di un acino duva, cioe 1-1,5 cm. Presenta un peduncolo che la collega allipotalamo, una porzione del cervello. Produce una serie di ormoni che agiscono in modo da controllare le attivita di tutte le altre ghiandole endocrine dellorganismo.La si puo dividere in due parti, data la loro diversa origine embriologica: la zona ad origine nervosa e quella che la connette al cervello, mentre laltra ha origine epiteliale, per invaginazione.La parte nervosa (neuroipofisi) e in grado di produrre due ormoni: la vasopressina (ADH ormone antidiuretico) che agisce sul rene e lossitocina, che agisce sulla muscolatura liscia dei visceri. La vasopressina favorisce il riassorbimento a livello tubulare distale nel nefrone: viene rilasciata quando ce variazione di pressione nel corpuscolo renale. Lossitocina agisce sulla muscolatura liscia, prevalentemente sulla parete muscolare dellutero (nella donna) al momento delle contrazioni del parto, mentre nelluomo agisce contraendo i primi tratti delle vie spermatiche. La parte epiteliale (adenoipofisi), invece, produce molti piu ormoni: ACTH, che risveglia le ghiandole surrenali; TSH, che agisce sulla tiroide; GH o ormone della crescita, che agisce sulle ossa e sui muscoli, favorendo il metabolismo cellulare; PRL o prolattina, che stimola la produzione di latte da parte delle ghiandole mammarie (dopo il parto); FSH o LH, due ormoni che regolano la produzione ormonale delle gonadi (follicolostimolante e luteinizzante); LSH, agisce sui melanociti, le cellule pigmentate della pelle.Tutti questi ormoni rappresentano un legame chimico con le cellule recettrici presenti nel flusso sanguigno, che andranno poi a colpire le cellule bersaglio, sugli organi. Ad esempio se vi e carenza nella produzione di GH puo subentrare il nanismo ipofisario.I due ormoni rilasciati dalla neuroipofisi vengono prodotti a livello ipotalamico e da li passano nel peduncolo fino alla neuroipofisi. La neuroipofisi e dunque formata da neuroni, modificati allo scopo di produrre ormoni; questi neuroni si radunano in agglomerati, detti nucleo sopraottico e nucleo paraventricolare, circondati (nei bottoni sinaptici) da capillari sanguiferi fenestrati perche possano passarci gli ormoni.Ladenoipofisi viene poi divisa a sua volta in tre parti: pars distalis, la piu estesa, pars intermedia,separa ladenoipofisi dalla neuroipofisi, ed infine

pars tuberalis, attorno al peduncolo. Ha inoltre una struttura molto diversa: ogni cellula si specializza per creare un differente ormone. In questa porzione dellipofisi ce una vasta rete capillare di tipo fenestrato, detta stavolta circolo portale o collaterale ipofisario, che permette limmissione in circolo degli ormoni. La tiroide Prende rapporto posteriormente con la cartilagine tiroidea della laringe e lateralmente con i grandi vasi del collo, essendo anche fortemente vascolarizzata.La si puo dividere in due lobi laterali e nellistmo, la porzione centrale. In certi soggetti c anche un piccolo prolungamento, detto lobo piramidale. Ha un aspetto lobulare, conferitole dalla presenza dei numerosi vasi sanguiferi. Le dimensioni possono variare in seguito a particolari condizioni,come ad esempio durante il ciclo ovarico o quello uterino nella donna ed e diversa nel bambino rispetto alladulto.Presenta un rivestimento esterno, detto capsula, che aderisce al parenchima tiroideo e allesterno si trova la guaina. Sono entrambi tessuti di natura connettivale, allinterno dei quali scorrono i vasi sanguiferi che si ramificano per entrare nel parenchima.Il parenchima tiroideo e di tipo follicolare: i follicoli sono separati dalla capsula e dalla guaina per mezzo di piccoli setti connettivali, dove si diramano i capillari che vascolarizzano i vari follicoli. Il follicolo presenta uno spazio esterno, la cavita follicolare, circondato da cellule anchesse di tipo follicolare. Allinterno delle cavita si trova una sostanza di natura proteica, la colloide, prodotta dalle cellule follicolari.La colloide e un preormone: legando i suoi amminoacidi ad atomi di I (almeno 3-4), che ricava dai vari sali di I che assorbe dal torrente sanguifero la colloide o tireoglobulina diventa ormone T3 (3 atomi di I) o T4 (4 atomi di I) detto anche tiroina. A questo punto, dato che le cellule follicolari non oppongono alcuna resistenza, lormone puo passare nel torrente sanguifero.Questo e lunico esempio di ormone che viene prodotto in due tempi/luoghi diversi. Lormone tiroideo va ad agire sul metabolismo cellulare aumentando lassorbimento di O2. Diversi aspetti del follicolo identificano lo stato della tiroide in quel momento. Ad esempio se i follicoli sono di piccole dimensioni, vuol dire che la ghiandola e in fase di riposo dopo aver prodotto la colloide, mentre se sono piu grossi, significa che stanno producendo proteine. Linizio della sintesi proteica si ha per mezzo dello stimolo che crea lormone TSH. Allinterno dei follicoli troviamo poi unaltra popolazione cellulare: la cellule parafollicolari, o cellule C. Producono la calcitonina, che viene immessa direttamente nel sangue e ne regola il tasso di Ca, riducendolo se e troppo elevato. Le paratiroidi Poste vicino alla tiroide, si trovano in diverse posizioni: esterne al parenchima tiroideo ma dentro la guaina (2 per lato, in corrispondenza dei 2 lobi tiroidei) oppure interne al parenchima. Sono costituite dalle cellule principali e dalle cellule ossifile, ma lormone paratiroideo viene prodotto dalle cellule principali. Questo ormone interviene nel metabolismo del Ca, alzandone il tasso nel sangue, se e basso. Le cellule ossifile sono poche e pressoche sconosciute, ma si pensa che siano uno stadio giovanile delle principali.Anche queste ghiandole sono circondate da una trama vascolare. Il timo Posto nella parte superiore della cavita toracica, molto sviluppato nel bambino (si estende fino al cuore), nelladulto subisce una grande involuzione.Ha un aspetto lobulare, i setti sono delimitati dalla guaina e dalla capsula che li inviano anche allinterno del parenchima.I lobuli presentano una parte interna piu chiara, detta sostanza midollare, ed una parte esterna pi scura, chiamata sostanza corticale. Il timo e una ghiandola endocrina particolare: e formata da cellule che appartengono alla linea bianca del sangue, i linfociti, che riconoscono le sostanze estranee, sviluppando i linfociti T, che agiscono da sistema immunitario. Nel bambino questa e la funzione piu importante del timo, in modo che il corpo possa poi riconoscere le sostanze estranee. Gli elementi che formano la ghiandola sono quindi precursori dei linfociti T.In eta adulta il timo si involve in tessuto adiposo. In un esperimento (iniezione di parti funzionanti del timo nei topolini) in alcuni di essi si e notato che vivevano piu a lungo, quindi si ipotizza che linvoluzione del timo partecipi ai processi di invecchiamento. Gli ormoni che produce il timo sono ancora in fase di studio, pero la sostanza viene in generale chiamata timosina. Le ghiandole surrenali Sono due, poste sul polo apicale dei reni, una per rene, ai lati della colonna vertebrale; sono ghiandole retroperitoneali e presentano un aspetto lievemente lobulare; quella di sinistra e piu schiacciata. Sono fortemente vascolarizzate ed hanno un colorito giallastro (dovuto ad una buona componente lipidica presente nella loro struttura).Producono diversi ormoni, con funzioni diverse, che nellinsieme vengono definiti corticosteroidi.Anche in queste ghiandole individuiamo due parti: una esterna, corticale, ed una interna, midollare,che ha origine nervose, quindi e controllata dal sistema nervoso simpatico.Gli ormoni prodotti dalla parte corticale sono prodotti da tre zone diverse, identificabili dal loro aspetto: la zona glomerulare, esterna, produce ormoni mineral-corticoidi, che agiscono a livello renale favorendo lassorbimento minerale (soprattutto di Na+); la zona fascicolata, mediana, produce ormoni glico-corticoidi, che intervengono nel metabolismo degli zuccheri (soprattutto nellimmagazzinamento sotto forma di glicogeno), come il cortisolo, che a livello epatico si trasforma in cortisone; lultima zona, la zona reticolare, piu interna, adiacente alla parte midollare,

produce due ormoni, ladrenalina e la noradrenalina, due neurotrasmettitori che agiscono a livello nervoso, aumentando il metabolismo (ladrenalina rende irregolare la produzione e lutilizzo di ossigeno) o riducendolo (la noradrenalina lo riporta in condizioni normali). Lepifisi Si tratta di una ghiandola piu piccola posta nel cranio, formata da cellule di natura nervosa dette pineacociti, produce lormone melatonina.Questo ormone e soggetto al circolo circodiano, cioe allalternarsi di luce e buio durante la giornata(di notte viene prodotta, mentre di giorno si assopisce). Interviene nel controllo dellattivita delle gonadi; nelluomo e fortemente legata alle fasi di sonno e veglia (a diversi fusi orari infatti il corpo si deve adattare).La melatonina, essendo priva di effetti collaterali, puo essere somministrata ai bambini che soffrono dinsonnia. La milza Viene definito anche un organo linfoide, appartenendo al sistema linfoide dellapparato digerente; si trova nella regione ipocondriaca sinistra e si estende sotto la cupola diaframmatica. Presenta un colore rosso-bruno, data la fortissima vascolarizzazione; e friabile e non e un organo indispensabile alla vita dellorganismo.Svolge varie funzioni, come la distruzione dei globuli rossi invecchiati, il recupero delle sostanze ancora utili (dopo la distruzione dei globuli), come il ferro, e sede di linfociti T e B (e una barriera difensiva legata al sistema immunitario).Prende rapporto con il diaframma, anteriormente con lo stomaco, posteriormente con il pancreas e il rene sinistro, e cio si puo vedere dallimpronta che questi organi lasciano sulla milza stessa.Ha le caratteristiche di un organo parenchimatoso, possiede un ilo in cui si inseriscono i vasi sanguiferi; e un organo peritoneale (il peritoneo che la ricopre si origina da un foglietto dello stomaco che origina il legamento gastro-dienale, che si apre a le avvolge completamente. Il parenchima e costituito di due parti: la polpa rossa (cosi chiamata perche formata dalla stessa componente delle cellule del sangue) e la polpa bianca, che formano un reticolo costituito da tutta la porzione vascolare.Allesterno vediamo un rivestimento capsulare, formato dal peritoneo, mentre allinterno troviamo in gran parte la polpa rossa, in cui incontriamo una gran numero di macrofagi, che eliminano i globuli rossi invecchiati.La polpa bianca e invece organizzata a formare dei cerchi, detti linfonoduli, formati da linfociti, che riconoscono e attaccano le sostanze estranee.

Il sistema nervoso
IL SISTEMA NERVOSO Formato da cellule particolari, dette neuroni, con una forma precisa. Il neurone e divisibile in corpo (che contiene il nucleo, detto pirenoforo), dal quale si origina la seconda parte, un prolungamento unico, detto assone o neurite, che termina nei bottoni terminali o sinaptici. Il pirenoforo si dirama anche nei dendriti, altri prolungamenti.I neuroni possono assumere diverse forme: un neurone puo essere multipolare, come quello appena descritto, bipolare, cioe con il nucleo che origina solo due prolungamenti opposti (uno e il dendrite e laltro lassone), ritrovabili negli organi di senso, oppure pseudounipolari, anche detto neurone T,dal cui corpo di diparte un peduncolo che si divide in due rami, uno con la funzione di assone,laltro con quella di dendrite.La cellula nervosa e lunica in grado di eccitarsi dopo uno stimolo. Quando raccoglie lo stimolo nervoso attraverso i dendriti, la cellula lo conduce tramite lassone (quindi la trasmissione dello stimolo va sempre dal dendrite allassone e mai allopposto), formando una catena di dendriti e assoni.Nel tessuto nervoso ci sono poi altre cellule, che non sono in grado di condurre gli impulsi nervosi,ma sono in grado di fornire supporto ai neuroni o di riparare eventuali danni (il neurone da solo non in grado di rigenerarsi). Queste cellule sono dette cellule di Schwann nel SNC e oligodendrocitinel SNP. Accelerano inoltre il passaggio degli impulsi, perche avvolgono completamente il neurone, isolandolo dallesterno.Anatomicamente distinguiamo il sistema nervoso centrale (SNC) ed il sistema nervoso periferico(SNP).Il SNC e contenuto allinterno di strutture ossee: scatola cranica e cavita vertebrale della colonna vertebrale. I due elementi principali che lo compongono sono lencefalo e il midollo spinale.Il SNP e apparentemente il piu esteso tra i due: ne fanno parte tutti i nervi che si originano dal SNC. Le loro emergenze si posizionano sul midollo spinale (questi nervi sono detti spinali); distinguiamo pero 12 paia di nervi cranici, che si distribuiscono sulla faccia e originano direttamente dallencefalo.I nervi si riuniscono in fasci e si inseriscono in particolari punti detti plessi, innervando gli arti. Il plesso brachiale e quello cervicale innervano larto superiore, mentre il plesso sacrale e quello lombare innervano larto inferiore (questi ultimi due originano dal tratto inferiore della colonna vertebrale). In corrispondenza di questi plessi della zona inferiore si origina il nervo sciatico, il piu voluminoso del corpo umano.

Struttura del SNC e del SNP Dal punto di vista anatomico viene diviso in due componenti: sostanza bianca e sostanza grigia. Per quanto riguarda i neuroni, la divisione e fatta in questo modo: il corpo rappresenta la sostanza grigia e lassone la sostanza bianca.Nel SNP il sito di localizzazione dei corpi dei neuroni viene detto ganglio, mentre tutti gli assoni circondati dalla guaina mielinica formano i nervi periferici. In questa parte del sistema nervoso ce molta sostanza bianca e pochissime aree grigie.Nel SNC la sostanza grigia si dispone invece sullesterno dellencefalo, formando la corteccia cerebrale, detta anche materia grigia. Nellencefalo troviamo anche altri corpi, detti nuclei, che sono formati da un insieme di corpi di neuroni. Qui linsieme di piu assoni forma la sostanza bianca, raggruppata in tratti o colonne di sostanza bianca. Trasmissione degli impulsi Lavvio della trasmissione avviene quando un impulso viene captato da un recettore, che puo essere situato a livello cutaneo oppure a livello degli organi (rispettivamente detti recettori esterni e recettori interni). Essi recepiscono la modificazione nellambiente che li circonda: i recettori cutanei (di natura somatica) percepiscono sensibilita tattile, del dolore, termica, ecc. e sono detti recettori per la sensibilita; i recettori collegati agli organi invece captano gli stimoli odorosi, del gusto, visivi, uditivi e dellequilibrio, e sono detti recettori sensoriali. Ce poi una terza famiglia di recettori, posti a livello viscerale (che captano stimoli quali il bruciore di stomaco, ad esempio). Gli stimoli viaggiano attraversi i nervi del SNP per giungere al SNC, dove vengono elaborate le informazioni, nel cervello. Le vie che partono dagli organi di senso e arrivano al cervello sono dette vie afferenti o vie sensitive. La risposta del cervello parte e si sposta nelle vie efferenti o vie motorie, per raggiungere gli organi effettori, quelli che daranno la risposta vera e propria (solitamente i muscoli scheletrici).La risposta e pero differente se lo stimolo arriva da un organo come lo stomaco: limpulso entra allora nel cosiddetto SNA, il sistema nervoso autonomo, diviso in simpatico e parasimpatico, che influenza la muscolatura liscia, il cuore e le ghiandole. Queste ultime in particolare possiedono cellule, dette mioepiteliali, che si contraggono per favorire luscita del secreto. I recettori si possono poi dividere in famiglie: i recettori cutanei sono esterorecettori, quelli della muscolatura scheletrica sono propriorecettori e quelli contenuti nei visceri sono enterorecettori. Nella strada verso il cervello lo stimolo incontra il primo neurone della catena nel ganglio periferico (questo neurone, avendo un braccio lunghissimo sara un neurone a T) che porta il segnale fino alla corteccia, dalla quale gli interneuroni trasmettono lo stimolo; fatto cio dalla corteccia, precisamente dai neuroni multipolare, partira la risposta, che seguira le vie motorie verso gli organi effettori. Nelle muscolatura scheletrica manca il neurone periferico.Nel caso in cui la risposta sia involontaria, lo stimolo si ferma al ganglio periferico(detto anche motorio), ed interviene il SNP.Uno stimolo di questo tipo, cioe che richiede una risposta motoria, viene detto riflesso, ed il suo percorso viene chiamato arco riflesso.Ad esempio: poggio una mano su un chiodo, arriva lo stimolo del dolore che attiva il primo neurone sensoriale; a questo punto ho due possibilita. 1a) Nel SNC (midollo) si puo avere una risposta immediata e un neurone la conduce subito allorgano effettore (alzo la mano tramite una contrazione muscolare). 2a) Lungo il midollo linformazione sale a raggiunge la corteccia cerebrale,dove si crea la consapevolezza di cio che sta accadendo, quindi si elabora linformazione e la risposta motoria parte verso il muscolo, che alza la mano.Gli archi riflessi possono essere di vari tipi, semplici o complessi. Ad esempio il riflesso patellare (quello che il neurologo prova martellando il ginocchio) coinvolge solo il midollo, creando linnalzamento involontario della gamba. Un altro esempio e il riflesso i stiramento: le vie sensitive a livello della muscolatura (nella quale i fasci muscolari captano le modificazioni dei muscoli)mandano uno stimolo ed il motoneurone invia subito una risposta al muscolo. Possono esserci anche vie diverse, come ad esempio un neurone ne attiva un secondo, che trasmette pero lo stimolo a piu neuroni, creando vie nervose diverse per lo stesso segnale. Organizzazione del midollo spinale Dalla colonna vertebrale emergono i nervi spinali, che sono in numero uguale alle vertebre. Il midollo spinale e lungo circe 45 cm, ha un diametro di 1-1,5 cm e non si estende per tutta la colonna vertebrale (termina intorno alla 1a 2a vertebra lombare). Dopo questa zona ci sono soltanto filamenti, detti cauda equina, che emergono.Il midollo spinale non ha sezione costante: nel tratto cervicale e nel tratto toracico-lombare ce un rigonfiamento, dovuto alle emergenze dei nervi che servono per collegare arti superiori e arti inferiori al midollo stesso.La sostanza bianca si trova allesterno, mentre la sostanza grigia allinterno, organizzata a forma di farfalla o di H.La sostanza grigia puo essere distinta in: corno anteriore e corno posteriore, le due ali, e braccio centrale e canale centrale (o canale ependimale), che sono rispettivamente lunione tra le due parti e il canale posto medialmente lungo tutta lestensione del midollo.La sostanza bianca invece e distinguibile in fasci: anteriore, posteriore e laterale. Sulla linea mediana del midollo sono presenti dei solchi: il solco mediano anteriore, il piu pronunciato, e il solco mediano posteriore, piu piccolo.Dalla periferia del midollo spinale emergono i nervi che si originano dalle corna anteriori e posteriori, attraverso cui ce il passaggio delle vie sensitive e delle vie motorie.Ciascun nervo spinale e dotato di una parte sensitiva e una motoria, in modo da creare fasci

periferici misti.La distribuzione delle due sostanze varia lungo il decorso del midollo: nel tratto toracico ce molta pi sostanza bianca, mentre nei tratti cervicale e lombare accade il contrario, dato che ci sono le vie nervose degli arti. La sostanza bianca e maggiore dove ci sono vie composte da tanti assoni. Nella distribuzione dei corpi neuronali ce un preciso ordine, per cui avremo aree specifiche. Ad esempio nel derma troviamo i corpuscoli di Bacini, recettori di tipo presso rio, formati da tanti cerchi concentrici che, compressi, danno origine allo stimolo. Oppure il corpuscolo di Meissner, anchesso un recettore, subisce delle modificazioni nella struttura. Altri esempi di recettori sono le terminazioni nervose libere.Attorno al midollo si dispongono tre strati di tessuto connettivo (le meningi) che fungono da protezione: la dura madre e lo strato piu esterno, a contatto con la vertebra, seguita dallaracnoide, nel mezzo, seguita a sua volta dalla pia madre, lo strato interno, a contatto con la parte esterna del midollo. Tra le tre membrane scorrono il liquido cefalo-rachidiano, indispensabile per evitare attrito ed usura delle meningi e per dare nutrimento alle cellule, e i vasi sanguiferi. Nello spazio e anche possibile iniettare farmaci.I gangli spinali sono posti ai lati della colonna e li ce la sede dei corpi dei primi neuroni (sostanza grigia) che captano gli stimoli trasmessi dai recettori.I nervi sono un insieme di assoni che formano la sostanza bianca e sono circondati dalle cellule di Schwann o dagli oligodendrociti. Decorso delle vie nervose Le vie nervose, uscendo dal midollo spinale, si collegano al cervello tramite il tronco dellencefalo, o tronco cerebrale.La sensibilita viene distinta in tre tipi diversi, perche stimoli diversi necessitano di risposte diverse.Il primo tipo e la sensibilita esterocettiva, che raccoglie gli stimoli provenienti dallesterno, dai recettori cutanei (tattili, termici, dolorifici, di pressione). La sensibilita propriocettiva, il secondo tipo, raccoglie le informazioni dallapparato locomotore, dai recettori posti a livello muscolare, osseo, ecc. Lultimo tipo di sensibilita e quella enterocettiva, che origina dai recettori a livello viscerale, che prende soltanto la via del SNA perche necessita di risposte involontarie. Ognuna di queste diverse sensibilita necessita di una via nervosa dedicata. In questo modo si creano la via esterocettiva, la via propriocettiva e la via enterocettiva.La via esterocettiva viene anche detta via spino-talamica perche passando attraverso il midollo raggiunge il talamo (un nucleo di sostanza grigia nellemisfero encefalico). La sensibilita si divide in due gruppi: il primo riguarda gli stimoli termici e dolorifici, mentre il secondo riguarda quelli tattili protopotici (molto grossolani) e di pressione. Nel primo caso i recettori cutanei vengono stimolati e parte la via nervosa dai fasci periferici. Il primo neurone che trasmette il segnale e del tipo a T ed e un protoneurone, e termina sul corno posteriore del midollo spinale dove ce il secondo neurone. Lassone di questultimo passa sulla meta collaterale del midollo e si dispone nella fascia laterale di sostanza bianca. Il secondo neurone, detto deutoneurone, manda il segnale vero il cervello fino al talamo, da cui parte il terzo neurone che raggiunge la corteccia cerebrale, dove larea sensitiva e deputata alla percezione di questi stimoli.Nel secondo caso il primo neurone e ancora detto protoneurone e il suo compito termina sul corno posteriore del midollo. Qui parte il secondo neurone, che si dispone nel cordone anteriore (nel quale forma il fascio spino-talamico anteriore): da qui sale e termina nel talamo, da dove il terzo neurone mandera il segnale alla corteccia cerebrale.La sensibilita tattile epicritica o discriminativa (sempre esterocettiva) e quella che permette di distinguere i vari tipi di superficie. La via che percorre viene detta via spino-bulbo-talamica e muta rispetto alle altre. Il primo neurone rimane il protoneurone ma nel midollo non si interrompe,iniziando la risalita e formando il fascio posteriore, o fascicolo gracile che si interrompe nel tronco dellencefalo in corrispondenza del bulbo. In questa zona si trovano nuclei di sostanza grigia dalla quale parte il secondo neurone che si dispone contro-lateralmente nella sostanza bianca dellencefalo (menisco mediale) e raggiunge il talamo. Da qui parte il terzo neurone che va alla corteccia.Queste tre vie hanno in comune il fatto di essere formate da tre neuroni e si proiettano nella meta corteccia opposta rispetto al punto in cui sono partite.La via propriocettiva riceve e trasmette gli stimoli dellapparato locomotore ed e sempre attiva,perch da informazioni anche sul tono muscolare e sui tendini. Si puo distinguere in cosciente e incosciente: la prima fornisce le informazioni che si possono capire a partire dallorigine dello stimolo (ci accorgiamo che corriamo, camminiamo, alziamo un arto, ecc.), mentre la seconda, che si ferma al cervelletto, elabora risposte che riguardano azioni semivolontarie e automatiche.La via seguita dalla sensibilita cosciente e identica a quella epicritica e giunge alla corteccia cerebrale.Quella incosciente invece raggiunge il cervelletto, che si trova davanti al tronco dellencefalo,seguendo questa via: protoneurone (nel ganglio spinale) fino al corno posteriore, passa nella met opposta (contro-laterale), si dispone lateralmente e risale fino al cervelletto, uscendo dal tronco dellencefalo attraverso i peduncoli, creando il fascio spiro-cerebellare ventrale. Esiste anche la via dorsale, che segue piu o meno lo stesso percorso, ma posteriormente rispetto al fascio spirocerebellare ventrale.La via enterocettiva trasmette gli stimoli derivanti dai visceri dellorganismo. Risposte del sistema nervoso (le vie motorie) Le risposte del sistema nervoso giungono agli organi effettori tramite le vie efferenti (o motorie) che partono dalla corteccia cerebrale: la risposta spesso e volontaria, perche interessa muscoli

scheletrici.Nel caso in cui la risposta sia volontaria, passa dalla via piramidale. Questa via parte dalla cortecciacerebrale ed arrivano agli organi effettori passando solo da due neuroni molto lunghi, collegati da una sola sinapsi. Per questo motivo queste vie sono anche dette motorie monosinaptiche. Il corpo del primo neurone e molto grande ed ha una forma piramidale (da qui il nome dalla via). Da qui parte lassone che in un punto preciso (la cosiddetta decussazione delle piramidi) dopo il tronco dellencefalo passa nella meta contro-laterale (formando il fascio cortico-spinale laterale) per continuare il suo cammino fino al corno anteriore del midollo. Da questo punto parte il secondo neurone che attraverso la radice anteriore arriva fino allorgano effettore. Questi assoni formano il fascio cortico-spinale anteriore, ed esiste anche quello posteriore. Talvolta lincrocio non si ha a livello della decussazione ma sullunico bottone sinaptico della via. Di queste vie fanno parte anche quelle che innervano i muscoli della faccia.Nel caso invece in cui la risposta sia automatica o semivolontaria, essa passa dalla via extrapiramidale. Questa porzione e formata da circuiti che collegano le varie sedi dei nuclei di sostanza grigia e permettono ai muscoli di sentire certe situazioni (lessere seduti o alzati, ad esempio). Nellencefalo troviamo diversi nuclei formati da sostanza nigra e nucleo rosso: lesioni a questi nuclei portano al morbo di Parkinson, determinando sovreccitazione dei muscoli dovuta allinibizione del controllo dei nuclei di sostanza grigia sui muscoli stessi. Il tronco dellencefalo Si pu dividere in pi parti: una inferiore, che si continua col midollo, detta bulbo o midollo allungato, una centrale, detta ponte, e una superiore, che si continua con lencefalo, denominata mesencefalo.Nel bulbo possiamo individuare la linea mediana che e anche il punto in cui si incrociano le vie nervose (precisamente dove si vedono dei rigonfiamenti); anteriormente sono anche visibili le cellule piramidali con le decussazioni. Un altro rilievo, laterale rispetto alle piramidi, e loliva o nucleo olivare, che rappresenta il punto darrivo delle vie nervose extramidollari. Il ponte e formato da fibre disposte trasversalmente, che permettono la connessione col cervelletto. Il mesencefalo superiormente appare formato da due fasci nervosi che si divergono, formando una V, detti peduncoli cerebrali, che si uniscono ai due emisferi cerebrali. Nello spazio tra i due peduncoli ci sono delle sporgenze formate da nuclei di sostanza grigia appartenenti alle vie ottiche ed acustiche.Posteriormente il tronco dellencefalo si trova in rapporto col cervelletto, a cui e collegato tramite i peduncoli, posti sul ponte, che sono 3: superiore, medio e inferiore. Allinfuori dei peduncoli non ce contatto tra i due organi e lo spazio che si crea e in continuazione con il canale ependimale ed e pieno di liquido cefalo-rachidiano (lo spazio piu superiore e chiamato quarto ventricolo). Inoltre presenta dei rilievi (sempre posteriormente) ancora a livello del ponte: sono nuclei di sostanza grigia che rappresentano lorigine dei nervi cranici (origine apparente, questa, perche la vera origine si ha a livello dei nuclei interni al tronco).Il mesencefalo posteriormente presenta altri peduncoli, nel cui mezzo si trova la ghiandola epifisi. I nervi cranici Sono 12 paia e vanno ad innervare specifiche aree della faccia.Il primo e il nervo olfattivo, che origina nella parte alta del mesencefalo. Appartiene allorgano di senso dellolfatto (il naso) e trasferisce gli stimoli che gli derivano dallepitelio olfattivo della cavit nasale. Si tratta di un nervo sensitivo. Il secondo e il nervo ottico, che trasmette gli impulsi visivi che derivano dagli impulsi luminosi captati dal bulbo oculare. Crea la via ottica ed e un nervo sensitivo.Il terzo nervo e il nervo oculomotore, che innerva i muscoli attorno al bulbo oculare, permettendogli di contrarsi e muovere locchio. Gli impulsi gli arrivano dal cervello e si tratta di un nervo prettamente motorio.Il quarto nervo e il nervo procreare, che ha lo stesso comportamento del 3. Nervo motorio.Il quinto nervo e il trigemino o trigemello, voluminoso, emerge tra il ponte e il mesencefalo. Si tratta di un nervo misto, perche fornisce sensibilita e movimento ai muscoli masticatori.Il sesto nervo e il nervo abducente, simile ai nervi 3 e 4. Nervo motorio. Il settimo nervo e il nervo facciale, che emerge dal tronco dellencefalo. Si tratta di un nervo misto, ma con predominanza della componente motoria: innerva i muscoli della faccia detti pellicciai, i piu superficiali. La branca sensitiva raccoglie lo stimolo del gusto sulla parte anteriore della lingua. Lottavo nervo e il nervo acustico o vestibolo coclearie, che si distribuisce nellorecchio raccogliendo gli stimoli uditivi e dellequilibrio (e sensitivo).Il nono nervo e il nervo glosso-faringeo, che raggiunge la lingua e la faringe. Abbiamo a che fare con un nervo misto: la parte sensitiva innerva la parte di lingua non toccata dal nervo 7, mentre la parte motoria innerva i muscoli della faringe. Il decimo nervo e il nervo vago, nervo misto che non si distribuisce sulla faccia, ma nella cavita toracica ed in quella addominale: innerva la laringe, il cuore, i bronchi, i polmoni ed i visceri dellapparato digerente, fornendo movimento. Innerva anche lorecchio esterno (il padiglione auricolare).Lundicesimo nervo e il nervo accessorio, prettamente motorio, che innerva i muscoli del collo (muscolo sterno-cleido-mastoideo e trapezio).Lultimo e dodicesimo nervo cranico e il nervo ipoglosso, soltanto motorio, che innerva la muscolatura della lingua.Il tronco dellencefalo (Part II) Organizzazione interna.Nel bulbo e nel ponte lorganizzazione di sostanza bianca e grigia del midollo scompare. Piu si sale verso il cervello, pi la parte sensitiva si sposta verso i lati del tronco dellencefalo, mentre la parte motoria si organizza e si dispone medialmente (organizzazione della sostanza grigia). La sostanza

bianca circonda tutto.La sostanza grigia non forma piu un agglomerato a forma di H, ma si dispone in gruppetti che vanno a formare le reali origini dei nervi cranici. Ad esempio il nervo trigemello e formato da una branca superiore optalamica (branca mascellare) e da unaltra branca, la mandibolare (che innerva i vari denti). Il cervelletto Fa parte del SNC cha viene raggiunto dalle vie propriocettiva incoscienti.Trova posto dietro al tronco dellencefalo, da cui e separato per mezzo del quarto ventricolo, ma con il quale comunica per mezzo dei tre peduncoli. Sta nella scatola cranica, in basso, a livello occipitale e superiormente prende rapporto con lemisfero cerebrale.Il cervelletto ha una funzione di integrazione e coordinamento della postura e del tono muscolare,che rientrano nei circuiti dellapparato vestibolare nei processi di equilibrio; inoltre controlla lattivita motoria di tipo volontario, facendo in modo che risulti armoniosa.Si pu dividere in due parti dette emisferi; la superficie esterna presenta numerosi solchi e rilievi(offrendo maggiore superficie per lestensione della sostanza grigia). La sostanza grigia qui si trova esternamente e viene detta sostanza cerebellare, mentre quella bianca sta allinterno.Il cervelletto e divisibile in un altro modo: dallalto possiamo notare altri due solchi, pi pronunciati, che lo dividono in lobi. La fessura primaria divide il cervelletto in lobo anteriore e lobo posteriore. Medialmente ce unaltra depressione, denominata verme.Visto dal basso invece, oltre a presentare ancora le due depressioni, mostra un terzo lobo centrale,detto lobo floculo-nodulare, formato da due parti, il loculo e il nodulo.Dal punto di vista filogenetico lo si puo invece dividere in tre zone: archicerebellum, la zona pi antica, paleocerebellum e neocerebellum, quella piu moderna e voluminosa, della quale sono dotati solo gli animali pi evoluti. Tutte e tre le parti sono legate a particolari vie nervose. Larchicerebellum corrisponde al lobo floculo-nodulare e conferisce stabilita ed equilibrio; il paleocerebellum raccoglie le informazioni delle vie propriocettive incoscienti dando una risposta di coordinamento del tono muscolare (corrisponde al lobo anteriore); il neocerebellum infine comprende il lobo posteriore e riceve informazioni dai nervi piramidali, coordinando i movimenti di tipo volontario affinch siano armonici.Allinterno della sostanza bianca del cervelletto troveremo dei nuclei di sostanza grigia che rappresentano stazioni per le vie nervose. Il nucleo piu voluminoso e detto nucleo dentato ed e coinvolto nella via controllata dal neocerebellum. Al paleocerebellum si legano il nucleo globoso ed il nucleo emboliforme. Legato poi allarchicerebellum troviamo lultimo nucleo, cio il nucleo del postigio o nucleo del letto.La sostanza grigia sulla corteccia cerebellare e organizzata in tre strati. Quello pi interno, aderente alla sostanza bianca e detto strato dei granuli, data la presenza di granuli nel citoplasma. Quello intermedio, formato dalle cellule del Purchinje, e pi sottile e vi troviamo grandi corpi neuronali. Il terzo, pi superficiale, e formato dallo strato molecolare. Tra i vari strati ce uniformit di distribuzione in tutto lorgano.Nella corteccia cerebellare troviamo tante vie sensitive che arrivano, ma una sola che si diparte:prende il nome di fibre muscoidi e scende attraversando prima le cellule dei granuli, poi gli altri due strati (dove pero si chiama fibre rampicanti) e si originano dalle cellule del Purchinje. Il cervello Superiormente presenta dei solchi. Si e notato che il cervello maschile e piu voluminoso di quello femminile. A contatto con la superficie esterna ce la membrana della pia madre. Il cervello ha la forma di un guantone da boxe e presenta superiormente un solco (solco centrale) molto profondo, che lo divide in due emisferi.In ciascun emisfero e presente un solco detto scissura di Rolando, obliqua, insieme ad un altro solco, la scissura di Silvio, che dividono lencefalo in lobi. Superiormente si individuano il lobo frontale, in posizione anteriore, e il lobo parietale, posteriormente; inferiormente invece si trovano il lobo temporale e il lobo occipitale, delimitato dal solco parieto-occipitale. Le ossa del cranio si trovano in corrispondenza di queste aree.Ogni lobo assolve ad una funzione diversa: il lobo occipitale ad esempio comprende le aree deputate alla vista. Ogni lobo puo essere poi diviso in aree piu piccole, dette giri o circonvallazioni,delimitate d altri solchi piu piccoli. Tutto cio permette di aumentare ulteriormente la superficie di neuroni.La corteccia continua anche nelle zone interne, deputate a raccogliere gli stimoli della vita viscerale.Lorganizzazione interna del cervello prevede la divisione tra sostanza grigia (posta esternamente,sulla corteccia) e sostanza bianca (internamente, dove sono dislocati nuclei di sostanza grigia).Sopra alla zona dove ce il 4 ventricolo troviamo il 3 ventricolo e sopra di esso vediamo gli altri due (ventricoli laterali), sempre cavi.I nuclei che troviamo sono di diverso tipo. Ci sono i nuclei della base, separati tra loro da fasci di sostanza bianca. I nuclei della base si dividono in nucleo caudato, putamen e globus pallidus e talamo, il piu grosso, sede di vie sensitive ed afferenti. I fasci di sostanza bianca che li separano fanno da collegamento tra i due emisferi (fasci interemisferici): il piu grosso ed importante e il corpo calloso; esiste poi anche un altro fascio, detto commessura anteriore. Inoltre troviamo fasci intraemisferici, cioe che attraversano un solo emisfero, che contengono gli assoni delle vie sensitive e delle vie motorie. I nuclei della base hanno forma a ferro di cavallo. Il talamo e lipotalamo Ogni emisfero possiede il suo talamo, che si trova medialmente e va a costituire una delle pareti del terzo ventricolo, che si forma appunto tra i due talami.Il talamo pu essere diviso in tre parti, ciascuna delle quali riceve stimoli specifici: abbiamo larea laterale, comprendente i nuclei di sostanza grigia laterali, larea anteriore, con i nuclei anteriori, e larea ventrale, contenente i nuclei mediali o ventrali. Le varie aree sono

separate da striscioline di sostanza bianca.Larea ventrale puo poi essere divisa ulteriormente. Si crea cosi larea ventrale posteriore,raggiunta dagli stimoli sensitivi generali, rappresenta la stazione da cui parte il terzo neurone della sensibilit enterocettiva, dove spiccano due nuclei di sostanza grigia, i corpi pericolati, uno laterale e laltro mediale, che rappresentano stazioni per le vie ottiche ed acustiche. Le altre aree in cui si divide la ventrale rappresentano stazioni per vie nervose di tipo involontario che non abbiamo visto. Al di sotto del talamo troviamo lipotalamo. In questa porzione troviamo nuclei diffusi nella sostanza bianca, come il nucleo sopraottico o il nucleo paraventricolare, che producono gli ormoni liberati dalla neuroipofisi. Tutta la restante parte dellipotalamo controlla le attivita vegetative, viscerali. La corteccia cerebrale Il suo spessore e uniforme, e divisa in 6 strati e la distribuzione delle cellule che la compongono varia a seconda della zona in cui si osserva.I sei strati sono detti strati granulari e si dividono in questo modo: 1 e 6 non hanno delle vere e proprie cellule nervose, il primo e detto strato molecolare e il sesto polimorfo, formato dalle cellule polimorfe; 3 e 5 sono costituiti da neuroni motori, deputati allinvio di stimoli motori; 2 e 4sono formati da cellule fornite di granuli che controllano gli stimoli sensitivi. La distribuzione delle cellule non e uniforme perche ogni area della corteccia ha una sua funzione. Individuiamo l'arco sensitivo primario esattamente adiacente alla scissura di Rolando, sul lobo frontale. Larea motoria primaria si trova invece davanti alla scissura, sul lobo frontale. Nel lobo occipitale troviamo larea ottica, mentre sotto a questo lobo vediamo larea olfattiva. La superficie esterna della corteccia e molto vascolarizzata ma non possiede sistema vascolare linfatico. Le cavita sono ripiene del liquido cefalo-rachidiano che non e presente solo tra le membrane e le meningi.

Sistema linfatico
L'apparato linfatico pu essere definito come parte specializzata del sistema circolatorio. costituito anch'esso da un liquido (la linfa) che circola in un circuito di vasi (linfatici), simili alle vene e con valvole a nido di rondine, e che al termine del suo percorso viene riversato nel sangue attraverso la vena cava superiore.La circolazione della linfa differisce dalla circolazione sanguigna in quanto i vasi linfatici non formano un circuito chiuso, ma un sistema a senso unico che inizia a fondo cieco dagli spazi intercellulari dei tessuti di molti organi del corpo. Per questo motivo la composizione chimica della linfa varia a seconda dei tessuti e degli organi in cui si trova (per esempio la linfa che si forma durante la digestione contiene un ricco contenuto di sostanze grasse, differenziandosi quindi dalla linfa che si forma a digiuno). Generalmente ha una composizione simile a quella del plasma sanguigno, con la presenza di globuli bianchi. In effetti la linfa si forma a livello dei capillari arteriosi, dalle cui pareti trasuda il plasma per effetto della pressione arteriosa e si diffonde nei piccoli spazi fra le cellule. In questo liquido interno avvengono gli scambi di cessione delle sostanze nutritive e la raccolta di quelle di rifiuto che raggiungeranno la circolazione sanguigna in due modi: y y una parte viene riassorbita dai capillari venosi per effetto della pressione osmotica proteica (proteine all'interno dei capillari) e rientra quindi nel torrente circolatorio sanguigno. Un'altra parte viene raccolta invece dai capillari linfatici le cui estremit a fondo cieco assorbono il liquido direttamente negli spazi interstiziali esistenti fra i capillari sanguigni e le cellule. Da una fitta rete di capillari linfatici, la linfa passer attraverso vasi di calibro maggiore e transiter lungo il suo percorso nei gangli linfatici (ghiandole linfatiche) nei quali verr filtrata e purificata da germi patogeni e altre particelle di rifiuto.

Nella parte sinistra del corpo, i vasi linfatici confluiscono in una dilatazione chiamata cisterna del chilo (o di Pequet) dalla quale prende origine un grande vaso linfatico, il dotto toracico, che sfocia nella vena succlavia sinistra.Nella parte destra del corpo la linfa viene invece raccolta dal grande dotto linfatico che sfocia nella vena succlavia destra. Funzioni del sistema linfatico y y Trasporto e difesa, sorveglianza immunologica: purificazione della linfa, produzione e circolazione dei linfociti. Mantenimento dell'ambiente idrico interno e drenaggio di liquidi eccedenti nei tessuti

Linfa Trasporto e scambio di sostanze nutritive e di rifiuto, trasporto di leucociti nei vasi (capillari) linfatici Nodo linfatico Filtrazione e purificazione da particelle di rifiuto e agenti infettivi, eliminazione di microrganismi patogeni e cellule maligne. Produzione di linfociti e sede dello stadio finale di maturazione di alcuni lifonciti e monociti. Le ghiandole linfatiche sono presenti in diverse aree del corpo, abbondanti soprattutto nel collo (gruppo sottomascellare e gruppo cervicale superficiale) e ascelle (gruppo ascellare). Gruppo inguinale attraversato dalla linfa proveniente dagli arti inferiori e dai genitali esterni. Presenza importante nella zona dell'intestino e del torace. Organi specializzati del sistema linfatico tonsille, timo e milza, (appendice). Tonsille Sono costituite da tessuto linfoide che forma un anello protettivo nella mucosa della cavit buccale e a livello della faringe. Si distinguono in Tonsille palatine, tonsille faringee e tonsille linguali. Servono come prima linea di difesa dall'esterno, proteggono dai batteri che possono invadere i tessuti attorno agli orifizi delle cavit nasale e orale.

Timo

Organo centrale primario del sistema linfatico situato nel mediastino che si estende dal collo, in corrispondenza del margine inferiore della ghiandola tiroide, fino alla quarta cartilagine costale. un organo che adempie alle sue funzioni gi prima della nascita (come sede di formazione di linfociti), nell'infanzia fino alla pubert dove raggiunge la sua massima grandezza per poi ridursi in un processo di atrofizzazione nell'et adulta. Ha un colore grigiastro nel bambino che poi diventa giallastro nell'adulto quando il tessuto linfoide viene rimpiazzato dal grasso. Svolge un ruolo importante nei meccanismi immunitari. Secerne diversi fattori, tra cui la Timosina, che controllano la differenziazione dei linfociti nelle loro trasformazioni in vari tipi di cellule T.
Milza situata nella cavit addominale, al di sotto del diaframma, sopra il colon discendente e ed esternamente al fondo dello stomaco e al rene di sinistra. un organo linfoide che pu essere considerato come un voluminoso ganglio linfatico dove vengono prodotti leucociti non granulari: Linfociti, Monociti, Plasmacellule. Ha diverse funzioni: y y Difesa: eliminazione per fagocitosi dei microrganismi presenti nel sangue durante il passaggio attraverso i sinusoidi della milza, cellule reticoloendoteliali (macrofagi). Emolisi: I macrofagi dei sinusoidi inoltre rimuovono dal sangue anche i globuli rossi invecchiati e la piastrine imperfette. Scindono dagli eritrociti distrutti le molecole di emoglobina, ricavandone ferro e globina che vengono riportate nel torrente sanguigno per essere utilizzate successivamente dal midollo osseo e dal fegato. Riserva: La milza pu accumulare un considerevole volume di sangue al suo interno (nei seni venosi).

La milza a livello circolatorio sanguigno rifornita dell'arteria lienale o splenica (aorta > tronco celiaco > arteria lienale > vena lienale > vena porta).

Alcune note di immunologia Essendo quindi L'apparato linfatico parte attiva del sistema immunitario, segue una breve descrizione di alcuni punti chiave dell'immunologia coinvolti nella reazione dei linfociti e nella loro capacit di neutralizzare batteri, virus, sostanze chimiche estranee e cellule maligne: Antigene Gli antigeni sono macromolecole che inducono il sistema immunitario a produrre anticorpi. Si tratta di solito o di una proteina di rivestimento di cellule o di microrganismi o di una sostanza chimica che i linfociti riconoscono come estranea al corpo e che scatena la loro reazione. Anticorpo I linfociti reagendo producono delle sostanze (proteine) che si legano all'antigene, creando cos un blocco in grado di disattivare e distruggere il microrganismo estraneo (virus, batteri, etc.). La produzione di anticorpi avviene per tentativi e una volta trovata la composizione risolutiva, i linfociti ne conservano la "memoria" (sia dell'anticorpo prodotto, sia dell'antigene contro il quale hanno reagito). La memoria secondo i casi pu durare mesi, anni o per tutta la vita.Nelle vaccinazioni si utilizza questa capacit dei linfociti di produrre gli anticorpi, particolarmente contro i virus e le tossine. L'antigene (p. es. solo L'involucro del virus o il virus stesso molto indebolito) viene iniettato per scatenare la reazione dei linfociti con la conseguente produzione di anticorpi. Per un certo periodo di tempo (per esempio nell'antitetanica "batterio" di almeno 10 anni) i linfociti saranno capaci di neutralizzare ed eliminare subito i portatori dei quell'antigene.