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Shekhinah

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La parola Shekhinah (leggi: sce-chi-n ) una traslitterazione del sostantivo ebraico femminile singolare ascolta[?info], reso talvolta dagli omofoni Shechinah, Shekina, Shechina, Schechinah. La sua etimologia connessa al verbo ( lishkhon; radice ,--ShKN), dimorare, e pu essere resa letteralmente come "dimora", "abitazione". Nella religione ebraica, all'interno della tradizione biblica e teologica ebraica, indica la Presenza di Dio, Hashem (Suo Nome, il Signore, appellativo alternativo di Dio a cui ci si riferisce col Nome eccelso conosciuto come Tetragramma biblico), in alcuni casi visibile in quanto Manifestazione di Dio stesso attraverso una visione: per Shekhinah si intende quindi la manifestazione ed il celarsi di Dio nelle Nubi celesti, visione da cui vengono anche emanati la luce ed il fuoco celesti. A questa rivelazione legata fortemente quella degli angeli; oltre alla nube celeste talvolta vi sono anche casi in cui la Gloria divina venga celata dalla tenebra e dalla nebbia celesti: questi sono i tre livelli spirituali della visione di Dio anche raggiunti da Mos ed a cui ogni Ebreo si richiama compiendo i tre passi fatti in avanti prima dell'Amidah, preghiera che deve essere compiuta tre volte al giorno. Di Shekhinah si parla, in particolare, relativamente a:

la Tenda del convegno (Mishkan, ebr. ;radice ,--ShKN) costruita da Mos durante il soggiorno di 40 anni del popolo ebraico nel deserto (XIII secolo a.C.), narrato nel libro dell'Esodo: la Shekhinah si rivel al popolo d'Israele l'ottavo giorno dal suo completamento; il Tempio di Gerusalemme, (Beit haMiqdash, ebr. ) la cui costruzione, grazie a Re Salomone, secondo il Talmud inizi nell'833 a.e.v. e termin nell'826 a.C.; dal periodo in cui vissero i Patriarchi ebrei sino ad oggi Dio nella Shekhinah non lascia mai il luogo del Tempio di Gerusalemme anche se si parla di esilio della Shekhinah; le condizioni dello stato profetico dell'individuo prescelto da Dio per il ruolo ed i compiti che questo comporta; le manifestazioni epifaniche del Signore ai suoi fedeli (peraltro rare e occasionali nella tradizione ebraica); le grandi e terribili rivelazioni sul monte Sinai e nell'era messianica.

Molti sono i cenni alla Shekhinah nella maggior parte dei testi di Qabbalah, la tradizione mistica ebraica, che ne danno spiegazione oltre al Talmud, nei Midrashim ed in gran parte dei testi della tradizione ebraica tra cui tutto il Tanakh: sia il fumo che avvolgeva e saliva dal Sinai, sia le colonne di nube e fuoco che accompagnarono il popolo d'Israele nel deserto sono metafore che alludono alla Shekhinah, alle sue modalit ed alle manifestazioni della stessa correlate alla sua visione. Molti rabbini per Shekhinah intesero l'Essenza divina a cui si allude con l'espressione Immanenza divina in quanto eterna presenza di Dio, sua veste come medesimo aspetto della sua essenza: si tratta quindi di un termine che indica la rivelazione della Presenza di Dio e non da identificare come entit angelica. Sebbene gi precedentemente vi siano state rivelazioni individuali con la visione della Shekhinah, il momento in cui la Gloria di Dio si manifest alla collettivit fu con il Passaggio del mar Rosso quando, gi con l'inizio della liberazione dalla schiavit egiziana, il popolo d'Israele lo riconobbe come Unico Dio e proprio Re; ci avvenne anche con il Dono della Torah sul monte Sinai, descritto nel Tanakh come evento grandioso tra i pi significativi nella storia del popolo ebraico, e successivamente in modo continuo durante il cammino nel deserto durato 40 anni prima di entrare in Terra d'Israele.

Indice
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1 Etimologia ed identificazione nell'esegesi ebraica o 1.1 Nube, Gloria, Shekhinah ed altri termini 1.1.1 Termini metaforici 1.1.1.1 Sul termine "Nube" 1.1.1.2 Tre spiegazioni del termine "Gloria" o 1.2 Valenza dei generi maschile e femminile utilizzati nell'identificazione di Dio 2 Visione ed apparizione della Shekhinah 3 Mos ed i figli d'Israel o 3.1 "Mosh Rabbinu" o 3.2 I figli d'Israel o 3.3 Rivelazione sul monte Sinai 4 Sede della Shekhinah o 4.1 La provvidenza dell'Eterno Onnipotente ed Onnipresente o 4.2 La luce della Shekhinah 5 Riferimenti alla Shekhinah nell'esegesi delle Sefirot o 5.1 Kter e Malkht o 5.2 Chssed e Ghevurah o 5.3 Khokhmah, Dat e Binah o 5.4 Tifret o 5.5 Yessd o 5.6 Hod e Nezakh o 5.7 Le Sefirot ed i "Monti antichi", i sette veri Giusti 6 Gli angeli di Dio o 6.1 Il canto della Qedushah: la santificazione di Dio 7 Nel Tempio di Gerusalemme o 7.1 I patriarchi del popolo d'Israele e Sion o 7.2 Privilegio del luogo del Tempio e compiti del servizio spirituale di Israele o 7.3 Nella storia precedente alla costruzione del Tempio santo o 7.4 I kohanim o 7.5 Il terzo Tempio di Gerusalemme 8 Qualit per la rivelazione della Shekhinah e suo raggiungimento o 8.1 Figure bibliche legate alla rivelazione della Shekhinah 9 Attaccamento a Dio nel servizio spirituale 10 L'Avodah: la preghiera come esempio di correzione e risanamento 11 Il tiqqun 12 Punizioni divine 13 L'esilio della Shekhinah o 13.1 L'era messianica e "le doglie del Messia" 13.1.1 Diaspora ebraica 13.1.2 Il primo esilio: l'Egitto 13.1.3 Il Re Messia o 13.2 Rapporto di allontanamento e riavvicinamento tra Dio ed il popolo d'Israele o 13.3 Il sesto millennio 14 Teoria del Ruach haQodesh, lo spirito santo e lo spirito di pace e profezia o 14.1 Mondo

14.2 Uomo 15 La Shekhinah e l'arcobaleno (Gen.9,8-17) o 15.1 La Shekhinah, il popolo d'Israele e gli altri popoli 16 Nella relazione tra sposo e sposa 17 Ricorrenze e Festivit ebraiche secondo il Calendario ebraico lunare e solare o 17.1 Shabbat o 17.2 Rosh Chodesh, il capomese o 17.3 Il mese di Elul e Rosh haShan o 17.4 Sukkot o 17.5 Chanukah o 17.6 Purim o 17.7 Pesach o 17.8 Conteggio dell'Omer o 17.9 Lag Ba'omer o 17.10 Shavuot o 17.11 Tisha b'Av: il 9 di Av 18 Confronto tra la tradizione ebraica e la tradizione islamica o 18.1 "Tenebra e luce" 19 I significati simbolici o 19.1 Lettere ebraiche associate ad alcune modalit di Dio nella Shekhinah 20 Note 21 Bibliografia
o

22 Voci correlate

Etimologia ed identificazione nell'esegesi ebraica [modifica]


Il termine Shekhinah risale alla radice della parola abitare, in ebraico lishkhon, da cui Mishkan (Residenza), che designava il Sancta Sanctorum e, per traslato, l'intero Tabernacolo dove la Shekhinah sostava e si rivelava: dalla radice comune si rileva quindi anche l'affinit concettuale e teorica; ad essa si fa anche riferimento parlando del Tempio di Gerusalemme, sua sede principale nel Mondo Inferiore. Gi Maimonide scrisse nel testo "La guida dei perplessi" che in questo senso utile accostarvi i concetti di Onnipresenza, Provvidenza e della luce di Dio diffusa sul mondo e quindi di origine divina. Stando ai principali Testi rabbinici, quali il Talmd, e secondo l'insieme dottrinario dell'esegesi dei maestri e rabbini di sempre riconosciuta nel canone religioso ebraico, la Shekhinah definita come presenza del Signore, la sua immanenza nel mondo: La Terra intera piena della sua gloria (Is6,3). Dio si rivelato in essa anche a Mos: il termine biblico nube accenna alla parvenza che accompagna ed in cui si cela la Shekhinah, la cui essenza viene descritta come di luce e tenebra assieme, con riferimento al denso della nube: e Mos si avvicin al denso della nube ove era il Signore (Es20,21); la gloria Divina riflette sprazzi di luce ambrata... met della presenza Divina fuoco e l'altra met grandine (Pirkei di Rabbi Eliezer, 4). La nube quindi intesa come nascondimento e insieme rivelazione del Signore. Nel secondo Libro del Pentateuco Esodo viene detto che vi sarebbe stata la possibilit che, soprattutto durante il cammino verso Eretz Israel durato 40 anni, il popolo d'Israele venisse accompagnato da un angelo, l'angelo della Merkavah Metatron; grazie alla richiesta di Mos ed al rammarico provato dal suo popolo per il rischio di non poter vivere la continua presenza di Dio in

modo manifesto, Dio decise che Lui stesso sarebbe sempre stato presente in mezzo al popolo ebraico. Il concetto della Parvenza di Dio celata nella Shekhinah come luce e tenebra assieme non riguarda la tenebra della notte o quella di una delle 10 piaghe divine inferte all'Egitto n la nube o tenebra ed oscurit delle Qelippot, si tratta infatti di una tenebra unita alla Sua luce: La nube del Signore stava sopra di loro durante il giorno Num10,34; e la Tua nube sta sopra di loro Num14,14. Lo Zohar commenta dicendo che la Nube illumina e risplende anche della luce celeste e che, dal lato del peccato, esiste un'altra nube, meglio definita tenebre, che non illumina ma oscura, cosa quest'ultima non vicina a Dio. La tenebra celeste infatti anche il primo livello a cui giunse Mos prima della nube e della nebbia celesti e divine dove appunto Dio si cela con la Shekhinah.

Nube, Gloria, Shekhinah ed altri termini [modifica]


Nel testo "Khuzari" Yehuda HaLev scrive che gi Adamo, Caino, Abele, No, Avraham, Isacco e Giacobbe, Mos, i Profeti ed alcuni uomini eletti del popolo d'Israele conobbero Dio per visione profetica e ad essa si riferirono con espressioni varie quali: Gloria, Presenza Divina, Regno, Fuco, Nube, Immagine, Somiglianza, Arcobaleno, possibilit che Egli parlasse con loro; il popolo ricevette la tradizione da questi uomini eccellenti in fede e verit. Yehudah HaLev continua dicendo che essi chiamarono tali manifestazioni Gloria del Signore. La vicinanza della rivelazione della Shekhinah e della nube, termine che compare nella Torah, palese nel testo Masseket Azilut; nei Salmi ci si riferisce alla Manifestazione di Dio utilizzando il termine gloria, termine di significato analogo a Malkhut, Regno; il termine Shekhinah risale alla Tradizione della Torah orale e deriva dal termine Mishkan che indica il Tabernacolo, la tenda del convegno dove la presenza divina, o gloria divina, si rivelava: qui Mos, dopo aver ricevuto la parola divina del Signore, valutava anche i giudizi ed i verdetti di dinamiche intervenute all'interno del popolo d'Israele. Il testo di Elia Hayyim ben Binyamin da Genazzano Gli eletti dei figli d'Israel ed il Masseket Azilut affermano palesemente che la Gloria divina la Shekhinah, il secondo anche come commento sulla luce di Dio di cui Egli si avvolge come di un manto. Il termine Shekhinah riferito alla rivelazione e manifestazione dell'Essenza di Dio riguarda anche la completa e totale abnegazione dinanzi ad Essa. Termini metaforici [modifica] Yehudah HaLevi, autore del testo Il re dei Khzari, spiega come questi termini siano simbolici: perch quella colonna (di nube/fuoco) agiva solo per Sua divina volont e non era come le altre nubi e gli altri fuochi che possono essere nell'aria per mezzo di altre cause; ed era come la colonna di nube divina che non era dispersa dai venti.
Sul termine "Nube" [modifica]

Come aspetto posto appositamente da Dio, questa espressione compare per la prima volta sul Pentateuco nel termine ebraico Anan ed in seguito, anche in molti testi di maestri ebrei, generalmente nella forma plurale di un nome differente da quello del Tanakh stesso: Aravot; con

questo termine nella forma plurale, per Nubi, parola che deriva dalla concezione della rivelazione della Shekhinah, si intendono i poteri spirituali celesti di Dio sopra i quali Egli svetta e governa. Ancora anche il termine Arafel, sempre del Pentateuco, nel significato letterale di (spessa) Nebbia, anch'esso con riferimento alla Shekhinah. Sulla "Guida dei perplessi" del Maimonide scritto con il termine Nubi ci si riferisce alla Fonte dei tesori della vita e della pace; Essa custodisce anche le anime degli Zaddiqim e le anime che debbono ancora nascere e mantiene la Giustizia divina, il Giudizio e la rettitudine, da Essa dipende il flusso di ogni vita infatti anche il Maimonide ne parla a proposito della rugiada che nell'era messianica far resuscitare i morti.
Tre spiegazioni del termine "Gloria" [modifica]

Secondo HaLevi vi potrebbero essere due interpretazioni per il concetto di Gloria:

la prima afferma che si tratta della manifestazione del Signore, cos come apparve ai Profeti; in questo senso egli parla di corpo sottile che segue la volont divina la seconda concentra la propria attenzione anche su tutti gli Strumenti divini pi vicini a Lui, a cui Egli legato e con i quali Egli provvede sul mondo: la gloria del Signore comprende gli Angeli e gli strumenti spirituali (Sefirot), il trono ed il carro (Merkavah), il firmamento, le ruote e le sfere, e le altre cose che sono perpetue e stabili anche con riferimento al versetto: La Terra piena della Sua Gloria vi poi una terza interpretazione secondo la quale per Gloria, in ebraico Kavod, si intende la magnificazione e la glorificazione del Potere divino su ogni cosa creata: nella Guida dei perplessi si fa l'esempio dei minerali che, soprattutto all'attenta osservazione unita alla speculazione del fedele che si appresti a conoscere l'Opera divina, solo per il fatto di essere stati creati ed esistere sono l'attestazione di una sorta di glorificazione di Dio pur non potendo esprimere una lode tramite la parola. Questo tipo di glorificazione del divino viene definita nel testo stesso lode ponendo come termine di paragone il seguente versetto del Salmo di Davide: le mie ossa ti loderanno. Questo concetto si avvicina alla concezione di Maest divina.

Alexandre Safran afferma che l'uomo pu unirsi all'Immanenza divina: egli utilizza il termine Kavod, appunto Gloria e Maest, concezioni che presentano significati inscindibili. Viene insegnato che la Provvidenza venne rivelata soltanto a partire dalla liberazione del popolo d'Israele dalla schiavit egiziana descritta nel libro del Tanakh Esodo: precedentemente prevalevano il nascondimento e la glorificazione della Gloria di Dio tramite l'esistenza stessa della Creazione. In seguito venne sancito anche il ruolo eterno e santo del popolo d'Israele, principale servitore di Dio, anche per la venuta del Messia ed il compimento del tiqqun, che sigilla il legame tra l'uomo e la Creazione per il completamento dell'era messianica.

Valenza dei generi maschile e femminile utilizzati nell'identificazione di Dio [modifica]


Per approfondire, vedi le voci Sefirot e I significati simbolici.

Secondo l'esegesi tradizionale ebraica ogni metafora, simbologia o antropomorfismo concettuali utilizzati con riferimento a Dio sono solo metodi per comprendere le modalit corrispettive attrattaverso le quali Dio si rapporta al mondo o possibilit di conoscerne aspetti della sapienza che

Egli stesso ha impresso nella realt; secondo la tradizione ebraica infatti la Torah , come per un architetto, il piano con cui Dio ha creato il mondo ed contemporaneamente espressione della Sua essenza e della Sua sapienza. Ogni aspetto della realt ammesso e conforme alla Torah rispecchia dunque un modo per avvicinarsi alla comprensione della volont e della sapienza divine. I maestri Rabbini sottolineano l'importanza dell'impossibilit per l'uomo a conoscere Dio nella Sua totalit o nella Sua essenza perch la Sua perfezione e la Sua altezza non possono essere paragonate a nessun'altra perfezione o altezza che, messe di fronte a Lui, risulteranno sempre parziali e relative al proprio ambito. Ci vale anche per l'esegesi delle Sefirot per cui, ad esempio, Chessed e Ghevurah o Khokhm e Binah, in Lui un'unica cosa assieme a tutte le altre Sefirot, sono presenti nel mondo nelle loro corrispettive qualit riflesse nella realt e non nella loro essenza, che tutt'uno con Dio, in modo separato seppur non disgiunto, tranne in qualche raro caso di uomini eccezionali che si distinguano per virt e doti particolari. Cos anche il legame delle figure concettuali metaforiche maschile e femminile - presenti anche nell'approccio della ricerca dell'intelletto che si pu svolgere quindi secondo le caratteristiche affini ad esse secondo la tradizione simbolica mistica ebraica, pur se interpretato secondo un metodo trascendente il piano naturale e sorretto da una prospettiva spirituale, non potr mai certamente essere paragonato all'unit divina; come altre, le figure simboliche che la Qabbalah individua in quella maschile ed in quella femminile, infatti spesso anche comprese separatamente, sono accessorie alla comprensione della realt divina e, come d'altronde nessun'altra, mai viste come divinit concepite in alternativa al solo ed unico Dio. Oltre al termine gloria vi l'accostamento al significato della Matrona, o della Madre, e della Sposa che identifica l'atto della manifestazione e della rivelazione della Shekhinah come "femminile". Il canto per l'accoglienza del sabato Lecha Dodi richiama l'attenzione sull'attesa da parte del popolo d'Israele sia del sabato stesso, sia della Shekhinah per il ritorno dall'esilio, come lo sposo che attende la propria sposa che si avvicina verso il baldacchino delle nozze; ad esempio l'utilizzo del pronome Tu nella lingua ebraica varia nel caso sia maschile o femminile: testi ebraici, soprattutto quelli di preghiera, se riferiti al Signore, senza una netta distinzione utilizzano spesso la forma femminile o quella maschile.

Visione ed apparizione della Shekhinah [modifica]


Allora la gloria del Signore apparve Num16,19.

Mi sono manifestato come apparizione visibile ... E guarder la sembianza del Signore ...E videro il Signore d'Israele
( Tanakh)

Pensa di poter vedere la Shekhinah che accanto a te cos come tu vedi oggetti materiali
( Besht, Tzavaas Harivash)

Appena liberati da Dio dalla schiavit in Egitto ed iniziato l'esodo verso la Terra d'Israele, quando i figli d'Israele cantarono in lode a Dio il Cantico del mare sulle sue rive, essi poterono assistere alla visione di Dio e dei suoi angeli; estasiati dalla visione essi non volevano pi ripartire ma desideravano continuare ad assistere a ci che neppure il profeta Ezechiele mai testimoni. Fu cos che Mos chiese a Dio come avrebbe dovuto comportarsi e, dopo che Dio rese la Sua Gloria rivelata e nascosta, i figli d'Israele si mossero solo quando compresero che la Sua Gloria si trovava nel deserto dove avrebbero poi trascorso 40 anni prima di entrare in Terra d'Israele. Il Sefr Hatoda' conclude questa spiegazione affermando che quanto detto racchiuso nel versetto che afferma E Mos li condusse dal Mar Rosso... ed essi andarono nel deserto di Shur dove la parola shur, che in

ebraico significa anche visione, sta ad indicare che essi cercarono di vedere la Gloria di Dio, Re d'Israel. Lo Zohar afferma che, non mancando di essere diffusa nel mondo, la Presenza divina della Shekhinah a volte rivelata ed a volte nascosta, spesso ad intermittenza. Su una discussione sull'Amidah, preghiera che l'Ebreo deve recitare almeno tre volte al giorno, Yehudah Ha-Lew afferma che ogni Ebreo ha potenzialmente la possibilit di vedere ad occhio nudo la Gloria di Dio come successe al popolo d'Israele uscito dall'Egitto; egli afferma che possibile pregare anfinch la Shekhinah si disveli alla vista del devoto e che ci avverr come gi successo ai Profeti. Con la collaborazione del popolo d'Israele con Dio nel servizio spirituale, culmine di ci l'era messianica con il ritorno del Popolo ebraico e della stessa Shekhinah dall'Esilio in Sion e la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme, il terzo Tempio di Gerusalemme[1] quando chiunque potr vedere la Shekhinah[2] e molte altre manifestazioni celesti. Nel testo Saggezza della Cabbal lo stesso Alexandre Safran insegna che desiderio, speranza e fine dell'umanit il Ghillui Shekhinah, la rivelazione di Essa e manifestazione di Malkhut, il Regno; questo avvenimento dipende per dall'Avodah spirituale dell'uomo nella collaborazione con Dio, dalla continua tenacia nello studio della Torah e dall'osservanza senza secondi fini delle Mizvot per esse stesse: in questo modo verrando svelati il Suo Mistero e tutti i misteri. Associata alla rivelazione della Torah e dei suoi misteri si tratta quindi di una visione spirituale dell'anima, tramite lo spirito santo e lo spirito profetico, ma anche visibile ad occhio nudo, anche se per si tratta di una vista che trascende i limiti della corporeit e della materialit: con l'evento del Sinai, cos afferma lo Zohar, persino i bimbi ancora nei grembi delle loro madri ebree poterono percepire la visione della Shekhinah. Per poter accedere alla visione di Dio nella Shekhinah si avvolti da una veste spirituale e celeste definita in ebraico chaluka d'rabbanan, veste della grandezza o grandiosa/del grande o del maestro: Mos ricevette inoltre uno splendore celeste sul suo volto cosicch gli Ebrei che ne scorgevano la luce temevano per la grandiosit e l'eccezionalit di questa manifestazione e per questo ogni volta Mos, dopo aver goduto della visione, si copriva il volto con una stoffa o un velo per presentarsi nuovamente dinanzi al popolo d'Israele.

Mos ed i figli d'Israel [modifica]


Il Signore disse a Mos: Ecco, io ti apparir attraverso una densa nube affinch il popolo oda mentre ti parlo ed in tal modo avranno piena fiducia in te anche per l'avvenire (Esodo
19.9)

Egli (Dio) disse: "(Non pi l'angelo ma) la Mia presenza proceder (con te) ed Io ti
conceder (quello che mi domandi)". Egli (Mos) gli disse: "Se la Tua presenza non viene con noi, piuttosto non farci salire di qui. Come (altrimenti) si potrebbe comprendere che ho trovato favore ai Tuoi "occhi", sia io che il Tuo popolo, se non dal fatto che Tu verrai con noi, cos ch saremo distinti, io ed il Tuo popolo, da ogni altra Nazione che si trova sulla superficie della Terra?". L'Eterno disse a Mos: "Io far anche questa cosa che tu hai detto siccome hai trovato favore ai Miei occhi e ti ho consociuto per nome". Egli (Mos) disse: "Ti prego, mostrami la Tua Gloria!". Egli (l'Eterno) disse: "Io acconsento a far passare tutta la Mia Bont dinanzi a te e proclamer alla tua presenza il Nome Eterno..." "...E (Dio) disse: "(Ci malgrado) non ti permetter di vedere il Mio "volto" perch nessun uomo in grado di guardarmi e (continuare a) vivere". L'Eterno disse: "Ecco, presso di Me vi un posto (adatto a te, nella montagna); tu starai sopra la rupe. Quando la Mia Gloria passer

(vicino a te) Io ti metter in una fenditura della roccia e porr la Mia "mano" su di te (per proteggerti), finch io non sia passato. Poi toglier la Mia mano e tu potrai (ci che ) dietro di Me, mentre non concesso vedere il Mio volto (Esodo 33.14-23)

"Mosh Rabbinu" [modifica]


La funzione di Mos come capo dei profeti sempre stata quella di intermediario tra Dio ed il popolo di Israele: la presenza divina parl dalla sua bocca. Anche in una possibile variazione del rapporto tra Dio ed il popolo Mos non manca mai di adempiere alla propria missione affidatagli da Dio; la differenza tra i primi quattro libri del Pentateuco e Deuteronomio, il quinto ed ultimo, consiste anche nel come Mos riporta la parola di Dio: mentre nei primi Mos la rivela in terza persona dicendo Cos parl il Signore a Mos dicendo, in Deuteronomio viene utilizzata la prima persona proprio ad indicare come il fatto che la "presenza divina parl dalla sua bocca" permise a Mos di essere parte integrante di Dio, la scrittura non avveniva tramite dettatura come nei primi 4 Libri ma sorgeva spontaneamente. Secondo il trattato Taanit del Talmud ed il Sefer haZohar il merito della manifestazione della Nube durante i 40 anni del popolo d'Israele nel deserto si ascrive ad Aronne, a Mos quello della manna mentre alla loro sorella Miriam quello del pozzo d'acqua che lo accompagn sempre. Quando Aronne e Miriam morirono fu Mos a permettere che la Shekhinah fosse sempre con gli ebrei e che la sorgente d'acqua potesse continuare a seguirli. Quando mor Mos Rabbinu, per un certo periodo di tempo Dio non si rivel nella visione della Shekhinah. Il Talmud racconta che, ai tempi della schiavit del popolo d'Israele in Egitto, la figlia del faraone trov Mos in una culla galleggiante che la madre Yochebed aveva fatto per salvarlo dal decreto del faraone stesso che ordinava la morte di tutti i figli maschi ebrei a causa della previsione di un futuro salvatore maschio ebreo che avrebbe liberato gli ebrei dalla schiavit, previsione fatta al faraone dai maghi egiziani: nel Talmud scritto che, quando colse Mos dalle acque, la figlia del faraone vide che la Shekhinah era con lui. Amram e Yochebed concepirono Mos alla presenza di Dio nella Shekhinah che cos non lo abbandon mai, appunto dal concepimento, per il resto della vita cos come dopo la morte: la Shekhinah fu sempre su Mos. La sorella di Mos Miriam segu il percorso sul fiume della culla dove era Mos fino alla figlia del Faraone che lo colse comprendendo nel frattempo che si trattava di un bimbo ebreo; Miriam decise di intervenire suggerendo che una donna ebrea lo allattasse: il riferimento era proprio alla madre di Mos che cos fece. I testi commentano dicendo che Dio non permise che la figlia del Faraone lo allattasse affinch in seguito non si vantasse ingiustamente di aver allattato colui che parla con la Shekhinah, merito dovuto appunto alla stessa madre di Mos. Dio si manifest a Mos nella Shekhinah anche nell'episodio della rivelazione celeste angelica del roveto ardente quando venne incaricato per la prima volta di essere guida del popolo ebraico per la liberazione dalla schiavit in Egitto. Nella Bibbia, la rivelazione principale avviene durante il dono della Torah sul monte Sinai tramite Mos[3] ed in seguito durante la proclamazione dei tredici Attributi di Dio rivelati dal Signore[4]. La Shekhinah fu sopra la testa di Mos quando egli spieg e trasmise le regole, i precetti e gli statuti della Torah agli Ebrei.

Mos collegato alla Shekhinah in esilio.

I figli d'Israel [modifica]


Dopo la proclamazione dei dieci comandamenti detto:

Queste parole disse il Signore a tutta la vostra radunanza nel monte, di mezzo al fuoco,
alla nube ed alla nebbia... ...e diceste: ecco, il nostro Signore ci ha mostrato la sua gloria, la sua grandezza ed abbiamo udito la sua voce di mezzo al fuoco; oggi abbiamo visto che il Signore pu parlare ad un uomo e questi rimanere in vita (Deuteronomio 5.19-21)

La Torah narra ancora della rivelazione della nube anche durante il cammino del popolo d'Israele nel deserto: si racconta che ogni volta che essa si posava il popolo si accampava, ed ogni volta che si rialzava il popolo ripartiva; si dice poi che tutto il popolo pot assistere alla sua rivelazione; i maestri ebrei di sempre insegnano che il servizio per il Signore connota un momento in cui unirsi a Lui tramite il culto ed un momento per essere nuovamente coinvolti nel mondo finalmente purificati e ritemprati spiritualmente:

Nel giorno in cui venne eretto il Santuario la nube ricopr la tenda della radunanza...
Appena la nube si sollevava dal di sopra della tenda i figli d'Israele partivano e nel luogo dove si posava la nube, l si accampavano i figli d'Israele. All'ordine del Signore partivano i figli d'Israele ed all'ordine del Signore s'accampavano. Per tutto il tempo che la nube si posava rimanevano accampati. Quando la nube sostava sulla tenda per molti giorni i figli d'Israele osservavano l'ordine del Signore e non partivano. Avveniva talvolta che la nube rimanesse sopra la tenda per alcuni giorni... alle volte rimaneva dalla sera alla mattina... ...essi si muovevano, o per un giorno o per una notte... ...o per due giorni o per un mese...
(Numeri 9.15-23)

Dio si rivelava nella Shekhinah simultaneamente sia a Mos sia al Popolo d'Israele:

Ogni volta dunque che Mos si ritirava verso la tenda, tutto il popolo si alzava in piedi
fermandosi alla soglia della propria tenda e seguiva Mos con lo sguardo finch fosse entrato nella Tenda. Una volta entrato Mos nella tenda, la colonna di nube discendeva arrestandosi all'entrata della Tenda ed il Signore allora si intratteneva con Mos. Tutto il popolo poi, scorgendo la colonna di nube che si arrestava alla porta della Tenda, si alzava e si prostrava ciascuno dinanzi alla propria Tenda (Esodo 33.8-10)

Nel trattato del Talmud Sotah scritto che nel Cantico del mare, quando gli ebrei cantarono a Dio con Mos, anche i bambini si sedettero e quelli allattati lasciarono il seno per dire dinanzi alla Shekhinah che si stava manifestando: Questo il mio Dio e lo loder. Per le Dodici trib di Israele scritto anche della conca d'oro, chiamata Grande mare, con dodici buoi d'oro che la sorreggono: ogni trib di Israele possiede un ascendente spirituale in essa simbolicamente inciso ed iscritto e che, nella collaborazione con Dio anche in relazione ai Mondi ed alle creature, anche portato ad esempio nella direzione dei dodici buoi d'oro che sorreggono la conca, tre rivolti ad Oriente, tre ad Occidente, tre verso il Meridione e tre verso il Settentrione. Considerando ancora la posizione di ciascuna trib attorno all'Arca santa secondo il significato profondo della Merkavah di cui ognuna rappresenta un modo, oltre ad indicare la profusione e la presenza divina verso i quattro angoli del Mondo secondo l'Avodah spirituale del popolo d'Israele,

ci permette di comprendere come ogni cosa buona, santa, di giudizio e giustizia divini del Mondo sia comunque ordinata secondo il dominio divino ed il Regno celeste di cui il Tempio di Gerusalemme esempio, segno e modello. Secondo la prospettiva della Torah si considera quindi che il Mondo Superiore e quello inferiore si corrispondono specularmente grazie ai legami mantenuti e sorretti da Dio nell'unit sancita dal patto con il suo popolo atto a questo compito. Prima del peccato del vitello d'oro gli Ebrei potevano presentarsi dinanzi alla Shekhinah ogni volta che avessero voluto e senza alcuna esitazione mentre dopo quello, anche per il loro timore, ci avveniva solo quando convocati tramite Mos che invece poteva intrattenersi con Essa senza impedimenti. Il fatto che Dio nella Shekhinah si pos sul Mishkan fu prova del perdono del popolo ebraico. Quando Aronne mor le Nubi celesti della Shekhinah, presenti per merito suo, lasciarono provvisoriamente il popolo d'Israele che, senza la guida divina, inizi a vagare senza orientamento: si narra infatti che il Cananeo re di Arad, una volta saputo ci, attacc Israele facendo prigionieri. In seguito la Shekhinah torn scendendo sul popolo ebraico grazie alla presenza di Mos.

Rivelazione sul monte Sinai [modifica]


Per esprimere la grandiosit del momento vissuto durante la rivelazione sul monte Sinai scritto che tutte le generazioni dei figli d'Israele furono presenti e che la Torah venne rivelata nelle 70 lingue principali corrispondenti ai 70 popoli, numero in quel periodo ancora invariato: anche per l'eccezionalit delle Visioni profetiche a cui molti assistettero, si dice che fu un assaggio dell'era messianica.

Israel pot vedere quanto sar visto solo nei giorni del re Messia
( Sefer haZohar)

Lo Zohar, uno dei principali testi della tradizione mistica ebraica conosciuta come Qabbalah, afferma come un suono di Shofar provenisse dalla nube e che il popolo d'Israele vide le voci: in effetti videro le voci si riferisce anche alla visione della Shekhinah e della sua parola e fu la vera e propria trasmissione della Torah.

Sede della Shekhinah [modifica]


Per la Grandezza e l'inconoscibilit di Dio la Sua sede non nota neppure agli angeli; eppure, per il legame diretto con la sua Volont, essi affermano in lode:

Benedetta la gloria del Signore dal Suo luogo


( Targum Yonatan)

Diversi sono i Cieli al di sopra della Terra, alcuni "fisici" che comprendono la Terra e l'universo propriamente detto, ed altri celesti o spirituali; secondo la Qabbalah vi sono anche 4 Mondi, tra i quali ve ne sono di eccelsi e totalmente spirituali scendendo di grado in grado sino al mondo materiale, tutti retti nel loro legame nel regno del Signore; secondo un'opinione differente, ma compatibile con la principale che ne conta 7, si possono contare dieci Cieli tra cui l'esistenza e la presenza della Shekhinah il decimo[5], deducendo cos una residenza divina al di sopra di tutto:

Nella parte pi elevata dell'universo la Tua sede


Secondo la tradizione ebraica i versetti "Il Signore, prima che il mondo fosse creato, pervadeva il tutto", "Io sono, fui e sar" e "Io sono il primo e l'ultimo" esprimono la sua eternit e la concezione di una sede divina anteriore anche alla Creazione. Sempre il Maimonide dice che le Nubi celesti, in cui Dio si cela e si rivela nella Sua Immanenza, circondano il Mondo intero e tutti i sette firmamenti: egli utilizza il termine Aravot che sono le Nubi in cui Egli si cela; questo assunto permette di comprendere la trascendenza di Dio in relazione al Mondo dove Egli comunque presente sempre nella Shekhinah lasciando cos la possibilit di manifestare la Sua Onnipresenza[6]. Dio ha creato il Mondo per avere un Luogo in Basso, la Terra e poi il Tempio di Gerusalemme, in cui abitare e nell'accettazione del giogo del Cielo da parte dell'umanit: ci vero soprattutto nella corrispondenza tra i due Mondi e nel loro legame, il Mondo Superiore ed il Mondo Inferiore; nello Zohar si racconta infatti di una discussione tra Rav Yitzchak e Rabbi Yehudah i quali si dissero che Dio cre il Mondo Inferiore come modello in Basso del Mondo Superiore in corrispondenza l'uno dell'alto: infine viene detto che Dio, la Sua Gloria, tanto in Alto quanto in Basso. L'Ebreo deve recitare tre preghiere quotidiane: Arvith, Shachrith e Minchah, quella della sera, del mattino e del vespro; nella parte conclusiva, precedente all'affermazione di fede che tutta l'umanit riconosca il regno divino, scritto:

...Noi invece ci prostriamo al Re dei re, al Santo e Benedetto, a Colui Che ha disteso i Cieli e
fondato la Terra, la Cui sede gloriosa in alto nel Cielo e la Sua presenza potente (la Shekhinah) nel Cielo eccelso... E saprai oggi, e porrai nel tuo cuore che il Signore solo il vero Dio, nel Cielo in alto e sulla Terra in basso, e non vi nessun altro

Molti testi, tra cui lo Zohar, accennano al passaggio quotidiano della Shekhinah nel Gan Eden per sostare e gioire assieme alle anime dei giusti nel loro attaccamento reciproco.

La provvidenza dell'Eterno Onnipotente ed Onnipresente [modifica]

La Sua gloria non si pu misurare


Secondo le fonti la Shekhinah dunque eterna presenza del Signore, sua veste come medesimo aspetto della sua essenza; assioma dell'Unit divina l'affermazione di Maimonide: Lui, la Sua volont e la Sua sapienza sono una cosa sola. Ne "Il re dei Khazari" scritto che Dio provvede e governa continuamente sul mondo, persino sulle membra del corpo e, se Egli ritirasse la Sua provvidenza ed il Suo Governo da essi, essi perirebbero immediatamente ma Egli li sostenta in modo che si perfezionino: l'uomo che avr raggiunto tale consavolezza e la manterr in ogni momento della propria vita aumentando in santit e, stando in luoghi adatti alla Presenza divina, avr la possibilit di vedere la Shekhinah e gli angeli, Yehudah HaLev dice ad un livello inferiore solo a quello dei Profeti; oltre a quelle dei Profeti egli vi associa poi le visioni profetiche tramite figure e la Bat kol dei sapienti del periodo del secondo Tempio di Gerusalemme. Per Presenza divina si intende quindi la presenza di Dio nel Mondo intero da Lui sostenuto, mentenuto e migliorato nell'elaborazione in modo continuo; ci attesta la Sua Onnipresenza[7] e la Sua Onnipotenza e, poich Egli Padrone di tutto, colui che si attacchi a Dio avr la possibilit di

assistere alle delizie che riguardano il divino, i Suoi strumenti e le entit celesti a Lui pi vicine ed essere Suo amico secondo la vera vita nella consapevolezza continua della Sua esistenza, della Sua provvidenza e dei Suoi segni espressi nella Sua Gloria, la Sua presenza. L'Onnipresenza di Dio viene spiegata ancora con l'espressione Memmaleh che significa riempimento e che attesta la presenza della Shekhinah in tutto il Mondo; Memmaleh indica anche la diffusione dell'aria nella Terra e dell'anima nel corpo. Dell'Onniscienza divina Shabbatai Donnolo scrive che:

Il Signore Signore di verit, Signore Vivente e Re Eterno, Misericordioso, Benevolo e Forte; Egli
ha forza, potenza e grandezza senza limite, Egli tutto vita, misericordia, grazia, benevolenza, sapienza, intelligenza, saggezza, azione, voce, parola, vista e udito e la Sua gloria ha posto in ogni luogo. Egli vede e sente in ogni luogo, nei cieli, sulla Terra e negli abissi; Egli Tutto e tutto viene da Lui, tutto dipende da Lui e dalla Sua volont

Non controversa una tradizione secondo cui vi sono due Shekhinot, una celeste ed una in Terra: le due formano infatti una sola manifestazione divina[8]; analoga l'immagine di una Gerusalemme Celeste ed una Gerusalemme terrena, le due ovviamente strettamente connesse. Nel trattato Berachot del Talmud scritto che come Dio nella Shekhinah riempie il Mondo tutto, cos l'anima dell'uomo diffusa in tutto il suo corpo: l'Essenza di Dio pu essere definita metaforicamente anche Anima sebbene il modo di interderne il significato sia diverso da quanto concerne quella degli individui. Pur essendo presente in ogni luogo[9], Egli pu quindi manifestarsi tra i due Cherubini dell'Arca dell'alleanza, l'Aron haQodesh del Tabernacolo e del Tempio di Gerusalemme, e persino tra i capelli di un individuo o tra le dita del Kohen Gadol, ci non sminuendo il Suo Kavod, la Sua Gloria e la Sua Maest[10], privilegiando comunque il Popolo d'Israel[11] come possibilit della Sua presenza:

e benedetto sia in eterno il suo nome glorioso e si riempia della sua gloria tutta la Terra amen, amen
Il rabbino Nachman di Breslov scrive che La Sua Gloria circonda tutte le nazioni; egli stesso interpreta questo alludendo al Governo divino sul mondo tutto e su ogni sua cosa. scritto infatti che Mos fece posare parte del proprio spirito sui 70 anziani del popolo d'Israele affinch anch'essi potessero valutare e giudicare dinamiche, anche giuridiche, intervenute all'interno del popolo; 70 il numero originario dei figli d'Israele discesi per la prima volta in Egitto ed strettamente connesso al numero delle Nazioni del mondo che si ritiene siano appunto 70, tutte con un principe angelico celeste corrispondente: la Shekhinah sta in mezzo ai 70 come presenza ed assistenza divina nelle cose del Mondo Superiore celeste legato al Mondo Inferiore materiale. 70 quindi il numero delle Nazioni e la tradizione vuole che si conti sino a 72, numero del valore numerico delle lettere del Nome eccelso completo secondo l'elaborazione del Tetragramma, includendo il popolo d'Israele e Dio stesso con la Shekhinah.

La luce della Shekhinah [modifica]


I maestri della tradizione mistica ebraica insegnano che la luce spirituale dei primi sei giorni della Creazione venne celata per la previsione di Dio sulla nascita dei malvagi: un aspetto di essa viene rivelata ogni giorno dello Shabbat che l'Ebreo tenuto ad osservare e custodire; la pi parte di questa luce tenuta per i giusti nel Mondo Avvenire, intendendo l'era messianica o l''Olam Ha-Ba.

Concordemente con la rettificazione in vista dell'era messianica che in essa verr compiutamente realizzata, solo il legame con il Signore pu favorire la manifestazione della luce santa che racchiusa nella Sua rivelazione all'uomo: la fonte di questa luce quindi la Shekhinah. Nell'era messianica la rivelazione della Shekhinah sar definitivamente sancita quando anche la luce della Torah celeste e della Torah terrena sar completa e pienamente visibile cos ch la realizzazione della Regalit divina sar esaudita. Questa luce spirituale, a cui pochi hanno accesso prima dell'era messianica, permette di vedere da un'estremit all'altra del mondo come fu per Adamo prima del peccato: il rabbino Shimon bar Yochay ammette che, al livello sublime dell'ascesi e diletto di pochi, questa luce cos intensa da non essere pi contrapposta alla tenebra e che persino la misericordia ed il rigore divini sono per questi pochi eletti uniti in un'unica esperienza. Ogni ebreo dovrebbe chiedere a Dio di non essere disgiunto dalla luce della Shekhinah.

Riferimenti alla Shekhinah nell'esegesi delle Sefirot [modifica]


I Cieli raccontano la Gloria di Dio: perch le Sefirot si chiamano Sefirot? Perch scritto: I Cieli messaprim (raccontano) la Gloria di Dio
(Sefer ha-Bahir)

Proprio dalle tenebre si rivela ci che celato e capirai immediatamente che l'intento di tale
affermazione che tutte le Sefirot, chiamate segreti, non si rivelano che per mezzo della Shekhinah, che si chiama tenebre (Elia Hayyim ben Binyamin da Genazzano, La lettera preziosa)

Si dice che la Shekhinah circonda tutte le Sefirot e ci in merito al fatto che il Signore la Dimora del mondo mentre il mondo non la Sua dimora in modo unilaterale. Le Sefirot, definite anche emanazioni o strumenti di Dio, sono tutte legate tra loro e nessuna pu mancare all'altra: la decima Sefirah Malkhut, a cui i maestri mistici si riferiscono per la sapienza sulla Shekhinah, comprende infatti tutte e dieci le Sefirot indicando con ci la completa unit di Dio con tutte e dieci le Sefirot che descrivono la sapienza, la volont, le modalit ed i poteri divini. Attraverso lo studio delle Sefirot infatti possibile comprendere ogni aspetto della Creazione, dell'uomo e di Dio nonch il loro legame; si pu altres risalire alla sapienza delle Sefirot attraverso la contemplazione e la comprensione intellettuale; ci avviene quindi secondo un approccio intellettivo nello studio dei segreti della Creazione, delle creature e dell'uomo o delle loro parti, che "sigillo" nella contemplazione delle rivelazioni proprie di essi. Un'interpretazione rabbinica afferma che quando il Kohen Gadol, apprestandosi ad entrare nel Sancta Sanctorum del Tempio di Gerusalemme, pronunciava il Nome divino espresso nel Tetragramma doveva concentrare la propria attenzione su tutte le Sefirot in un medesimo momento.

Kter e Malkht [modifica]


La prima Sefirah Keter: corona e volont; ad essa si riferisce Ein Sof (Signore Iddio Infinito): essa non si pu calcolare. La Sefirah Malkhut invece la decima ed ultima ed legata al Mondo Inferiore. Le due sono strettamente connesse: tutto fluisce ed incluso nella decima Sefirah e puoi partire dalla prima sino alla decima... e dalla decima alla prima cos ch la decima diviene la

prima. Il principio della Shekhinah in Malkhut esprime la piena manifestazione di Dio, che tutte le Sefirot comprende: chiunque separi una di queste Sefirot dall'altra come se operasse una separazione in te. Anche il Sefer haTemunah mette in relazione la Shekhinah ed il patto sancito con i tre patriarchi e con re David, simbolo di Malkhut (Regno).

Chssed e Ghevurah [modifica]


Lo Zohar dice che in questo modo i flussi di Chassadim (da cui Chessed) possono essere riversati sul mondo o sulla persona particolarmente legata al Signore. Ancora lo Zohar spiega che quando la Shekhinah accompagnava il popolo d'Israele durante il giorno era piena di Chessed: misericordia, bont e gentilezza; durante la notte un cenno al legame con Ghevurah, giustizia, potenza e timore, e con Malkhut, regno ed umilt. Primi a fondare le radici del monoteismo, Avraham, Isacco e Giacobbe corrispondono agli archetipi Chessed, Ghevurah e Tiferet. Importante notare come tutte le 10 Sefirot corrispondono al corpo dell'uomo nella sua completezza, uomo che deve riuscire a rappresentare una dimora per la Shekhinah: cos molti testi, tra cui lo Zohar ed il Sefer ha-Bahir, insegnano che i tre Patriarchi del popolo di Israele (Avraham, Isacco e Giacobbe) sono il cocchio (lett. Merkavah) della Shekhinah per spiegare che come il corpo veste dell'anima ed i precetti sono veste della volont divina, cos i Patriarchi rappresentano la perfezione dell'aderenza al Volere divino: infatti la Parola Avraham in Ghimatriah vale 248, valore corrispondente ai 248 precetti positivi della Torah, inclusi anch'essi nel numero degli organi del corpo; aggiunti agli altri 365 precetti negativi che riguardano il numero delle vene del corpo si conta il numero dei 613 precetti iscritti nella Torah: scritto infatti che Dio e la Torah sono una cosa sola.

Khokhmah, Dat e Binah [modifica]


Ci permette infatti un miglioramento delle Sefirot di Khokhmah (sapienza, saggezza), Binah (intelligenza) e Daat (conoscenza): non c' verit senza spirito, La misericordia e la verit si incontrarono e la carit e la pace si baciarono' (cfr. "La Shekhinah e lo spirito santo"). Dunque la Shekhinah fornisce il "cibo spirituale" all'anima in modo da far sussistere il corpo e vivificarlo maggiormente: cos si acquisiscono saggezza, conoscenza ed intelligenza:

...la Gloria superna che il segreto della saggezza nei 32 sentieri (della Torah)... Inserisce in lui un spirito della fonte di vita...
( Sefer haZohar)

La concezione secondo la quale a maggiore spirito corrispondano pi sapienza, intelligenza e conoscenza espressa anche dal versetto che afferma che chi trova sapienza trova pace; le due si sostengono l'una con l'altra. Ad esempio di ci la natura dei profeti del popolo d'Israele che, oltre alla profezia comunemente conosciuta come veggenza e possibilit di ammonire e correggere secondo la visione del periodo vissuto e delle conseguenti necessit spirituali e pratiche, possedevano anche sapienza e conoscenze incomparabili proprio per lo spirito che li permeava e li rendeva particolarmente distinti in mezzo agli altri uomini.

Tifret [modifica]

Viene insegnato che l'era messianica sar principalmente e definitivamente legata alla Sefirah Tiferet, compassione, bellezza ed armonia, la cui sorgente la Shekhinah (cfr. La palma di Debora di Cordovero); questa Sefirah sar pienamente manifesta soltanto attraverso il tiqqun.

Tiferet che l'albero della vita... La Shekhinah chiamata Terra, mentre Tiferet il Cielo
( Sefer haZohar)

Yessd [modifica]
Il tiqqun avviene principalmente grazie a Yessod, il giusto: il giusto il fondamento del mondo.

Cos Aronne entra nel luogo santo (dove la Shekhinah) (Lev16,3): ci conformemente al fine che
il retto, che Yessod, e la rettitudine, che Malkhut, si uniranno insieme come una coppia, cos che tutto sar benedetto da loro ( Sefer haZohar)

Hod e Nezakh [modifica]


Tu Ti rivesti di gloria e maest viene interpretato con riferimento alle due Sefirot Hod e Nezakh.

Le Sefirot ed i "Monti antichi", i sette veri Giusti [modifica]


Il Sfer haZohar associa le figure delle principali colonne del popolo di Israel, i sette giusti Avraham, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, Mos, Aronne e David alle sette Sefirot, con il legame alle prime tre grazie soprattutto ad Avraham, partendo dall'affermazione che la Shekhinah pu essere definita anche Betsabea, parola tradotta anche in figlia di sette; esiste infatti una deformazione del nome Betsabea in Bersabea come esplicito richiamo alla citt di Be'er Sheva dove Avraham si stabil per un periodo scavandovi dei pozzi che poi sarebbero stati ereditati dai figli. Lo stesso Yaakov vide la Gloria di Dio all'interno di uno dei pozzi ereditati; il legame del popolo ebraico con la sorgente sempre stato presente nella sua storia ed ognuno dei sette citati vi si rapport quando volle avvicinarsi alla visione della Shekhinah: scritto infatti che le sette Nubi che accompagnarono gli Ebrei nel deserto permettevano alla sorgente di suddividersi in torrenti, ogni volta riaffiorando ad ogni tappa nel deserto, secondo le disposizione delle 12 Trib d'Israele. Il verso che pi di tutti esprime l'accostamento della Shekhinah al numero delle sette Sefirot A Te, o Signore, si addice la grandezza, la potenza, la maest, l'eternit e la gloria a cui lo Zohar commentando aggiunge: fino a: Il Regno.

Gli angeli di Dio [modifica]


Per approfondire, vedi la voce Angelo.

Al passaggio del Mar Rosso tutto Israele pot assistere alla rivelazione della gloria splendente del Signore con tutti i suoi angeli:

ognuno cant il canto... e lo spirito santo era nella bocca di ognuno

( Sefer haZohar)

In alcuni episodi biblici si parla della rivelazione all'uomo di angeli spesso assieme alla rivelazione di Dio nella Shekhinah; affinch in questi momenti particolarmente favorevoli si possa esserne degni vi sempre la completa accettazione del Regno dei Cieli di Dio, l'unione con la Sua Gloria e la consapevolezza della Sua Grandezza, della Sua Elevatezza e della Sua Perfezione, coscienza che permette di aderire completamente alla Sua Volont: di ci prova ne la concessione dello spirito santo che, assieme alle virt descritte, permette di assomigliare agli angeli che, incapaci per natura di ribellarsi a Dio, compiono la Sua Volont e vi aderiscono quindi in modo perfetto, puro e santo. Anche il versetto gli angeli sono tenuti in vita solamente dallo splendore della Sua presenza (Esodo R.32,4): essi ricevono il proprio "cibo celeste" dalla Shekhinah e, nel momento in cui essa scende per nutrirli, si coprono il volto per non osservare a lungo la sua essenza; si racconta infatti che i due figli di Aronne morirono per aver osservato a lungo ed in modo troppo profondo l'Essenza della Shekhinah. Usualmente l'angelo Michele sta alla destra della Gloria divina mentre l'angelo Gabriele alla sinistra; talvolta cambiano posizione oppure Gabriele si pone dinanzi alla Gloria quando debba essere deciso il destino del popolo d'Israele. Nei testi dei profeti del Tanakh vengono descritti molti ordini angelici che salgono assieme alla Shekhinah. scritto inoltre che, come Mos che poteva essere avvolto dalla nube, cos anche Elia "ascese al Cielo" e poi trasformato nella sua anima in un angelo cos compreso in modo eterno assoluto nell'essenza della Shekhinah: sempre lo Zohar spiega infatti che i molti casi di apparizione del Profeta Elia a differenti maestri a distanza di secoli dalla sua ascesa sono dovuti alla sua inclusione nell'onnipresenza dell'Eterno.

Il canto della Qedushah: la santificazione di Dio [modifica]


Lo Zohar afferma:

Qual l'inno altissimo, alla Gloria di Dio, che stato affidato agli angeli perch lo intonino con
Israele? il Canto kadosh, "santo". La Berach, la "benedizione", stata affidata agli angeli perch la pronuncino da soli come stata affidata ad Israele perch la pronunci da solo. Ma l'inno kadosh stato affidato agli angeli perch lo intonino con Israele poich gli angeli possono recitare l'inno della "santificazione" - Qedushah - in onore di Dio solo insieme ad Israele... Ad Israele sono state affidate tre qedushot ("santit") in basso. Questo emerge dal versetto della Scrittura: Voi vi santificherete e sarete santi, perch Io sono santo (Lev11,44). con questo versetto che ci stata trasmessa la qedushah, la "santit"

La Qedushah una delle principali parti della liturgia ebraica composta da un canto che si insegna gli Ebrei effettuino assieme agli angeli come magnificazione e santificazione di Dio: ciascuna delle sue parti stata rivelata soprattutto durante visioni profetiche, ed in particolar modo in accordo con la visione della Merkavah. Cantata in modo diverso secondo le diverse tradizioni delle varie Comunit ebraiche, esiste in forme differenti secondo i canoni liturgici delle differenti occasioni di preghiera e possono essere tutte effettuate unicamente alla presenza di un Minian di dieci uomini Ebrei; recitata dal pubblico e dal Chazzn, il cantore della Sinagoga, quella che segue la versione "Keter per Yom Tov" e viene cantata durante la ripetizione della preghiera aggiuntiva di Musaf

delle principali tre ricorrenze ebraiche di Pesach, Shavuot e Sukkot (con l'aggiunta di Shemin 'Atzret), quando gli Ebrei si recavano in pellegrinaggio al Tempio di Gerusalemme dove i kohanim compivano il sacerdozio:

Una corona Ti offriranno, Hashem nostro Dio, le moltitudini che sono in Alto con il Tuo popolo
d'Israele in Basso. Tutti insieme proclameranno tre volte la Tua santit, come detto dal Tuo profeta: E si invitavano reciprocamente dicendo: "Santo, santo, santo Hashem, Dio delle schiere; tutta la Terra piena della Sua Gloria". Della Sua Gloria pieno il mondo e i Suoi servi domandano: "Dov' il luogo della Sua Gloria, per onorarlo?". Di fronte a questi, altri lodano e dicono: "Benedetta sia la Gloria di Hashem dal Suo luogo". Dal Suo luogo Egli si volger, con la Sua misericordia, al Suo popolo che proclama l'unicit del Suo Nome sera e mattino, sempre ogni giorno dicendo due volte con amore: "Ascolta o Israel, Hashem il nostro Dio, Hashem uno". Egli il nostro Dio, Egli nostro Padre, Egli il nostro Re, Egli il nostro Salvatore, Egli ci salver e ci liberer una seconda volta e con la Sua misericordia ci dichiarer, davanti agli occhi di ogni vivente, dicendo: "Ecco, vi ho liberati alla fine come in principio, per essere il vostro Dio". "Io sono Hashem vostro Dio". Nelle Tue sante parole scritto cos: "Hashem regner in eterno, il tuo Dio, o Zion, per tutte le generazioni, Hallelu-ya " h

Nel Tempio di Gerusalemme [modifica]


Dal primo giorno in cui il Santo e Benedetto cre l'universo desider abitare fra le Sue creature
nelle Regioni Inferiori, ma non fece cos. Ma quando il Tabernacolo fu eretto, il Santo e Benedetto fece che la Shekhinah si posasse su di esso, disse: Sia scritto che in questo giorno fu creato il mondo

( Num.R.8.6)

Oltre alla rivelazione sul monte Sinai durante il dono della Torah, si ritiene che la Shekhinah abbia accompagnato il popolo d'Israele anche nell'esilio ed scritto che ritorner nel Tempio durante l'era messianica. Nel Tempio di Gerusalemme e nel Tabernacolo, luogo principale e modello nel Mondo Inferiore della residenza divina, ogni parte rappresenta una modalit della Merkavah che, trono celeste del legame con la Shekhinah, rappresenta la presenza continua di Dio nel Mondo nell'Onnipotenza ed Onniscienza: parte dell'esegesi ebraica associa spesso la sapienza sulla Merkavah alla sapienza sulla Shekhinah, segno questo della residenza di Dio manifesto come presenza divina soprattutto nel Tempio di Gerusalemme. La Gloria di Dio si manifest anche sia al completamento del Tabernacolo sia a quello del Tempio di Gerusalemme: nel primo caso nella Torah scritto che la Nube riemp il suo spazio cosicch Mos l non pot entrare.

I patriarchi del popolo d'Israele e Sion [modifica]


Sul monte del Tempio di Gerusalemme, primo dei tre patriarchi del popolo d'Israel ad avere la visione profetica del Tempio fu Giacobbe a cui la Shekhinah si rivolse durante l'episodio della scala vista da lui in sogno che, Porta del Cielo, poggiava a terra e la cui cima arrivava al Cielo su cui degli angeli salivano e scendevano: scritto che assieme alla pietra da Giacobbe posta sotto il suo capo Dio "ripieg" tutta la Terra d'Israele, momento, questo, in cui egli ebbe la visione profetica suddetta. Lo stesso Avraham vi si diresse per la prova con cui Dio misur il suo timore nei Suoi confronti con la prova del Sacrificio di Isacco: egli scorse da lontano Dio nella Shekhinah sul monte quindi indicato infatti era stato comandato che si dirigesse proprio in quel luogo.

Privilegio del luogo del Tempio e compiti del servizio spirituale di Israele [modifica]
Secondo i commentatori la manifestazione "fisica" di Dio avvenne soprattutto sul monte Sion, luogo da cui, secondo i commenti sulla parte del Tanakh che riguardano la Creazione, ebbe origine il mondo intero: il Signore inizi a crearlo da un punto; Sion anche sede privilegiata del Tempio: questa forma di presenza divina infatti associata al Tabernacolo e al Tempio; in particolar modo se ne parla a proposito del Qodesh haQodashim, il luogo pi interno e santo del Tempio. Come luogo originario della Creazione Sion mantiene il valore di fonte di Benedizione e Bont per il Mondo intero e questo tramite il servizio spirituale del popolo d'Israele legato all'Alto ed al Basso nello stesso tempo: cos Dio ha creato il Mondo Superiore ed il Mondo Inferiore, tra loro corrispondenti, sigillandoli nel Tempio di Gerusalemme che modello di santit e purit del Mondo. L'unione ancora evidente nel legame tra il mondo dell'Alto, Sion e Gerusalemme in relazione al Mondo intero nell'Alleanza tra Dio ed Israele: infatti, come detto, Sion la sede privilegiata di Dio che manifesta la propria essenza con la visione della Shekhinah. Lo stesso Zohar afferma che Gerusalemme, in Sion, si trova nella posizione originaria della Creazione del mondo come riferimento di tutta la Terra, ci per le Benedizioni, da cui Dio risplende e perci in essa risiede la bont perfetta di tutto il Mondo. Come i due Mondi Superiore ed Inferiore si corrispondono cos per le due Gerusalemme ed il loro legame perfetto in unit, santit e bont di fronte al Santo e Benedetto che ha fatto di Israel il popolo di sacerdoti che compiono tale Avodah ornati con corone celesti e sante, cosicch esso collegato all'Alto. In vero scritto che, come fondamento del Mondo che si regge sulla Pietra del Tempio di Gerusalemme (non si tratta della pietra angolare a cui si allude invece con riferimento alle pietre poste sotto i basamenti delle colonne del Tempio di Gerusalemme) posta l da Dio per la costruzione dello stesso, Sion la fonte e sorgente necessaria alla diffusione sul Mondo delle Benedizioni, della pace e della santit: in questo senso il servizio per Dio dei Sacerdoti ebrei Kohanim, dei Leviti e di tutto il popolo d'Israele funge da intermediazione atta a questa impresa e questo fine, l'era messianica.

Nella storia precedente alla costruzione del Tempio santo [modifica]


A proposito del Tabernacolo scritto:

Poi Mos ed Aronne entrarono nella Tenda di riunione, ne uscirono e benedissero il popolo ed allora la Gloria del Signore apparve a tutto il popolo (Levitico 9.23)

Dopo la descrizione dell'Arca dell'alleanza con i cherubini, in mezzo ai quali la Shekhinah era costantemente visibile, scritto:

L io mi manifester a te, parler con te al disopra del coperchio fra i due Cherubini
posti sull'Arca della Testimonianza, l ti comunicher tutti i miei comandi per i figli d'Israele (Esodo 25.22)

Mos Rabbinu aveva la possibilit di vedere anche la luce di Dio nella Shekhinah a cui era unito anche in vita: anche per questo con l'espressione "Beith E-l" si intende il Luogo di Dio, presente al popolo continuamente e con Mos, nell'Esodo, momento di rivelazione della Sefirah Tiferet a cui il capo dei profeti era collegato[12].

I kohanim [modifica]
Nel Salmo 27 scritto:

Una cosa sola io domando al Signore: Gli chiedo di abitare nella Sua casa per tutti i giorni della mia vita per godere la gioia della Sua presenza e meditare nel Suo Santuario Ed i sacerdoti non poterono restare a compiere il loro ufficio a causa della nube, poich la gloria del Signore riempiva la casa del Signore (1 Re 8.11) ed ecco che il Tempio era pieno della gloria del Signore (Ezechiele 43.5)
Viene insegnato che il Sommo Sacerdote sapeva unire la Shekhinah al mondo e la Shekhinah Superiore alla Shekhinah Inferiore nell'atto di congiungere le proprie mani. scritto poi che, quando il sommo sacerdote si apprestava a benedire il popolo con l'elevazione delle mani, la Shekhinah risiedeva tra le sue dita; egli riusciva a legare tutti i mondi (cfr. "Sede della Shekhinah") unendo le due mani nel legame con la Shekhinah:

la parte della Benedizione sacerdotale: faccia il Signore risplendere il Suo volto su di te (Num6,25) fu interpretata: possa Egli concederti la luce della Shekhinah
( Num.R.6.5)

Il terzo Tempio di Gerusalemme [modifica]


Gli scritti dicono che il Tempio terreno collegato al Tempio Celeste di Gerusalemme: in particolare questo principio sar pienamente realizzato con il terzo e definitivo Tempio, durante l'era messianica; scritto infatti che il terzo Tempio di Gerusalemme esaudir pienamente il modello superiore, esso sar la manifestazione pi fedele di Keter, la Sefirah pi alta: come espressione della completa rivelazione della Volont divina, in questo senso tutti gli insegnamenti sulla Shekhinah potranno essere risolti nella profezia del profeta Isaia secondo cui ogni carne vedr la Gloria. La differenza tra il primo, il secondo ed il terzo Tempio consiste anche nel livello raggiunto per la rivelazione della Shekhinah e dei misteri superni; si dice infatti che durante il periodo del secondo Tempio la Shekhinah non era visibile, e questo bench il servizio dei Kohanim fosse completo, mentre durante il primo e nel terzo essa non nascosta. La differenza tra il primo ed il terzo, in entrambi manifesta, consiste nella modalit di espressione: durante l'epoca del primo prevalse la Sefirah Khokhmah, tanto che fu costruito sotto il regno di Re Salomone di cui la

saggezza, khokhmah, fu un tratto imprescindibile... Ma durante l'era messianica del terzo Tempio i maestri insegnano vi sar Keter che la completa unit di ogni cosa con Dio, il Regno della Sua gloria sar accettato in modo univoco anche nel collegamento a khokhmah e secondo i tiqqunim e le vie gi predisposti nel corso della storia. Cos la Gerusalemme Celeste sar espressione del collegamento con la Gerusalemme terrena mantenuto nell'Unit di Dio nella Shekhinah, collegamento reso stabile nel legame tra il Tempio superiore e quello terreno. Keter infatti la principale Sefirah che connota la natura del Messia. Inoltre la Shekhinah Superiore rappresenta il primo Tempio mentre la Shekhinah Inferiore il secondo. Vi poi un collegamento tra l'altare del Tempio, la cui base misura 32 cubiti, ed il termine Kavod (Gloria) che, secondo la Ghimatriah, vale numericamente 32: la Shekhinah rivelata nel Tempio di Gerusalemme fornisce le benedizione e mantiene il sostentamento del mondo intero al Regno di Dio sottomesso, cos la rampa dell'altare del Tempio corrisponde a Hessed ed i quattro corni dell'altare, legati simbolicamente alle quattro Sefirot di Nezach, Hod, Yessod e Malkhut, corrispondono anche alle quattro lettere del Tetragramma che riguarda i 32 sentieri della saggezza per il legame dello stesso soprattutto con Binah, intelligenza, e Khokhmah, appunto saggezza. Infine la connessione dei kohanim, dei leviti e del popolo d'Israele con le Sefirot Hessed, Ghevurah e Tifret sancisce quanto il servizio del Tempio di Gerusalemme vuole esprimere nella connessione con Dio ed il mondo tutto.

Qualit per la rivelazione della Shekhinah e suo raggiungimento [modifica]


Tutta la Terra piena della Sua Gloria (Is6,3). Quello che tu vai cercando tanto lontano da dove ti
trovi ti soffia sempre sul collo. Tutto il luogo in cui ti trovi infatti sacro (Es3,5). Allo stesso modo la tua anima non vive in un punto sopra il tuo corpo ma in tutto il tuo essere. Infatti, come il Creatore ricolma il Mondo, l'anima ricolma il corpo ( Talmud Bavl)

Con riferimento alla disponibilit del popolo d'Israele a portare doni per il Tabernacolo scritto:

Chiunque di cuore disposto, sicuramente si riferisce a colui il cui cuore disposto ad attrarre la Shekhinah a s
( Sefer haZohar)

Il Rebbe Kalonymus Kalmish Shapira afferma come sia possibile avvicinarsi a vedere la gloria divina solo dopo un'elevazione graduale dopo la quale ci si accosta alla Sua Gloria nel collegamento alla Sua santit della quale si sar completamente avvolti[13]. La fede e l'amore verso Dio ovviamente sono poi un aspetto fondamentale del legame con Dio nella Shekhinah:

Amerai l'Eterno tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutte le tue forze. Con
tutto il tuo cuore si riferisce al corpo; con tutta la tua anima - nefshecha - si riferisce all'anima perch l'anima ha cinque nomi: nesham, ruach, nefesh, chay, yechid; con tutte le tue forze si riferisce ai tuoi beni. Allora (quando tu ami l'Eterno tuo Dio), il Santo, Benedetto Egli sia, e la Sua Shekhinah, la

Sua Presenza, non ti lasciano ( Sefer haZohar)

Nel rispetto e nell'onore verso i propri genitori un figlio favorisce che la Shekhinah sia tra loro. Non meno rilevante l'unit degli individui nell'amore e nel rispetto tra loro, anche all'interno di una stessa comunit; la cura verso i propri correligionari per l'Ebreo come quella nella proibizione di prendere i piccoli o le uova di uccelli quando le madre sia presente: scritto che, prima di prenderli, bisogna lasciare andare via la madre e cos anche gli Ebrei devono dedicarsi molto ai propri fratelli per l'amore verso di loro anche se ci comporta un momentaneo distacco dall'attenzione diretta verso Dio, anche se il legame con Lui resta anche nel rapporto con essi ma in questo modo viene comunque un po' "trascurato"[14]. Gli individui elevati che riescano a raggiungere l'attaccamento a Dio, che nella Tradizione ebraica prende il nome di Devekut, dopo essere giunti a vette inarrivabili ai molti, non esiteranno a ritrovarsi con il prossimo, che non ha compiuto ci, per portare la propria testimonianza: cos, diversamente dalla unio mystica fondata sul distacco dal mondo, i mistici ebrei trovano la massima espressione del proprio cammino nella spiritualizzazione e nella santificazione apportate al mondo, colmi dello spirito e delle benedizioni da infondere attorno a s e nel continuo sforzo per elevare ogni aspetto che altrimenti resterebbe in balia di una prospettiva materialistica; qualit, queste, che definiscono il desiderio di Dio di risiedere in questo mondo al fine di rivelarsi nella presenza divina della Shekhinah cui i mistici ebrei sono legati in Devekut. La Shekhinah vicina anche ai proseliti. Colui che rallegra e porta gioia nel cuore dei poveri, degli orfani e delle vedove viene paragonato alla Shekhinah. L'amore per il prossimo dunque premessa alla rivelazione di Dio come segno dell'unit tra gli individui. Il Rabash ricorda che il mondo stato creato per il timore di Dio e le Mitzvot uniti all'amore; solo attraverso il timore di Dio, raggiungendo cos la parit interiore tra s ed il prossimo affinch ognuno possa godere delle medesime possibilit di espressione, Egli riveler la propria presenza, la Shekhinah, nella gioia e con gloria. Il Rabash stesso si sofferma infatti sulla caratteristica interiore che l'individuo manifesta quando solo rispetto ai momenti in cui si trova assieme agli altri quando invece dovrebbe prevalere il timore nella forma in cui stata suesposta. Un altro tratto distintivo per ricevere la rivelazione della Shekhinah e lo Spirito santo l'umilt unita ad un cuore puro spiritualmente, ci perch vi possa essere l'elevazione propria e della Shekhinah stessa nell'accettazione del Regno divino. All'umilt viene affiancato il livello di "annullamento" o abnegazione dinanzi a Dio che lascia lo spazio a Dio di manifestarSi pienamente: questo poi il principio descritto anche dal Nachman secondo cui la Gloria di Dio sar rivelata nel solo momento della piena realizzazione della Sua luce, quando non vi sar pi la tenebra che la ostacoli; il rabbino Nachman fa l'esempio di un oggetto materiale al quale, se di maggiore grandezza, corrisponde maggiore ombra: cos a maggiore luce corrisponde un'ombra minore: il senso quello della luce spirituale che pervader ogni cosa, anche l'angolo pi nascosto della materialit. Allo stesso modo prerogativa del mistico ebreo, ma anche dello studioso e dell'osservante della Torah, apportare le forme spirituali della santit e della benedizione sul mondo materiale per elevarlo alle delizie ed alle bellezze eccelse in modo che anche l'esilio della Shekhinah abbia fine e sfoci nella redenzione finale. Si dice poi che tale "annullamento", che dovr prima passare da una diminuzione del proprio ego materiale verso l'umilt, la vera unit con Dio ed causa e fonte di ogni gioia.

Viene insegnato che chi voglia avvicinarsi alla Shekhinah dovr essere colmo di gioia ed il Signore la aumenter per lui; le suppliche dell'afflitto vengono comunque ascoltate ed esaudite quasi con maggiore sollecitudine:

...perch il dolore di una persona tocca la Shekhinah


I maestri insegnano che quando un individuo si trova di fronte ad un malato egli dovrebbe sedersi pi in basso di questo, anche per terra, perch la Shekhinah sosta sopra il suo capo per sorreggerlo nella malattia. La Shekhinah sta quindi sopra al malato ed a colui che sente prossima la morte. Anche al fine di una elevazione del proprio livello spirituale nell'attaccamento a Dio, molto importante anche la Hitbodedt, la solitudine non permanente: un modo per trovare con pi facilit il proprio legame con Dio; la hitbodedt, la solitudine, la pi grande di tutte le virt. La hitbodedt presuppone che l'uomo, ogni giorno, consacri almeno un'ora o due a restare, da solo a solo, con il suo Creatore, in una stanza o in un campo. Questo colloquio pu comportare tanto lagnanze quanto spiegazioni, parole di grazie e di scusa, parole di pentimento per il passato o richieste di misericordia per il futuro. L'uomo prega Dio, supplicandoLo, benedetto Egli sia, di riavvicinarlo a Lui per poterLo servire in verit. In questa preghiera, in questa conversazione, l'uomo pu impiegare il linguaggio che gli consueto. Il testo Taharat ha-Kodesh dice che in questa ora di solitudine, tempo minimo in cui la persona pu dedicarvisi per Dio nella notte e all'alba quando la propria famiglia dorme e nascosto persino allo sguardo altrui, l'uomo potr sottomettere a Dio il proprio cuore indurito e comprendere anche la propria vocazione perch non pi inseguito dai propri pensieri e dalle proprie preoccupazioni: egli scoprir cos le radici del proprio amore e del proprio timore per Dio[15]. Anche se una quantit giusta di orgoglio necessaria per evitare di non riuscire a considerare e vivere la propria dignit, contro ogni eccesso in tal senso vi un esempio di ammonizione che avverte di tenersi lontani dall'altezzosit del cuore: scritto che Dio si manifest nella Shekhinah sul monte Sinai discendendo su di esso ma senza elevare il monte stesso; a questo proposito viene insegnato che, quando Dio decise di manifestarsi per il dono della Torah, tutti i monti desiderarono che ci avvenisse in essi ma Dio scelse il monte pi umile, il monte Sinai. L'atto di adirarsi come se portasse la Shekhinah ad allontanarsi. Tra i peccatori che commettano le trasgressioni pi gravi detto che a causa degli adulteri la Shekhinah sembra allontanarsi. Nel trattato Sotah il Talmud afferma che l'adulatore, lo sfacciato, il menzognere ed il calunniatore non possono assistere alla rivelazione della Shekhinah. Anche se per motivi differenti, l'idolatria, l'omicidio e l'immoralit portano la Shekhinah ad allontanarsi. Si riporta che l'uomo malvagio non ha parte con la Shekhinah, mentre i giusti e retti, avvolti da essa una volta senza pi peccati[16], sono il suo onore:

i giusti sono il volto della Shekhinah


Cos proprio Dio stesso a desiderare di risiedere in seno ai giusti. scritto che essi devono divenire un cocchio celeste e terreno per la Shekhinah, cos come per la Merkavah; l'Ari haKadosh afferma che ogni ebreo dovrebbe avere questa intenzione in ogni momento della propria vita e, non appena si svegli, dovrebbe recitare anche un versetto istituito dallo stesso Maestro della citt pi mistica d'Israele che cos afferma: Signore del Mondo, rendimi degno di essere un trono

per la Shekhinah!. Ci dovr essere effettuato solo con pensieri e cuore puri: proprio il cuore puro la necessit fondante della salvezza; il cuore, come principale recettore della Profezia, diviene il fulcro nell'uomo proprio come Sion per il Mondo ed per questo motivo che lo studio della Torah effettuato nell'unio mystica con Dio permette all'Ebreo di essere centro di diffusione di Pace e Benedizione per la Creazione e per la parte dell'umanit meritevole di questo: gli sudiosi di Torah arrecano al mondo la pace. Alla luce di questo principio il Tempio di Gerusalemme deve essere paragonato all'interezza di ciascun Ebreo che sappia trasmettere la parola di Dio attorno a s proprio come fu per Mos, capo dei profeti, che ricevette la Torah sul monte Sinai per trasmetterla al popolo e ad altri come ad esempio Jetro prima assieme a Dio e poi tramite la tradizione orale della Torah. Anche Rashi commenta:

...Da qui apprendiamo che colui che prende parte ai pasti nei quali siedono anche studiosi di Torah deve essere considerato come se partecipasse dello splendore della Presenza divina
In un commento al Talmud lo stesso Maestro afferma:

E colui che adempie il precetto benedetto con la Presenza Divina


La volont di Dio si esprime anche nell'accettazione da parte degli ebrei della Torah e dei comandamenti in essa presenti; la condotta etica, morale e personale di ciascuno deve essere quindi conforme ai dettami della parola divina al fine di legarsi a Dio con un approccio al mondo, alle creature ed al prossimo avendo sempre presente Dio e non dimenticando l'aspetto santo e spirituale: le molte esperienze devono essere pervase dalla consapevolezza che la presenza divina non manca mai di accompagnare l'uomo in ogni suo pensiero ed in ogni suo atto, nei bisogni come nelle grazie ricevute. Bench la manifestazione abbia maggiore rilevanza durante la vita di chi degno di assistervi, molti testi descrivono parte del processo cui soggetta l'anima del defunto dopo la morte, segnato dalla sua presentazione di fronte alla Shekhinah appunto, passaggio necessario al percorso che essa deve compiere unitamente al giudizio ricevuto per le azioni compiute e le parole dette durante la propria vita. Yehudah Ha-Lew scrive che il legame con la Presenza divina permette di non distaccarsi dal mondo. Oltre alla gioia provata assieme alle anime dei giusti pi elevati nel Gan Eden, un versetto afferma che Dio, Onnipresente, presente nella Shekhinah anche nel Ghehinnom. Alcuni testi affermano che l'anima di tutti si trova dinanzi ad essa prima che si nasca; cos anche dopo la morte[17]. Maimonide ha insegnato che la Teshuvah porta l'uomo a riavvicinarsi, ritrovare e riunirsi a Dio nella Shekhinah in vita: questo insegnamento della Tradizione ebraica presente anche nel Tanakh e, oltre agli ammonimenti dei Profeti che insistono sulla Teshuvah del popolo d'Israele, anche nel Pentateuco dove Mos ne ammette l'importanza ricordando il momento in cui anche i peccatori di esso torneranno in vita a Dio finalmente divenuti coscienti e consapevoli di dover abbandonare la precedente condotta moralmente ed eticamente non corretta che, dovuta alla trasgressione dei precetti, degli ordini e degli statuti della Torah, porta ad ignorare gli insegnamenti divini.

Sapendo ci, sorveglierai ogni tuo minimo gesto. Ricordati dei vincoli con i quali Dio ti ha unito
alla Sua Gloria; sii sempre umile dinanzi a Lui; temilo, abbandonati alla Sua giustizia, sappi accettare i suoi decreti; avrai cos il Suo consenso e la tua fine, la tua vita eterna, sar piena di beatitudine, come sta scritto: La Tua bont circonda chi si abbandona al Signore. Siate in Dio nella gioia, nell'esultanza, o giusti, lanciate grida di gioia, voi, retti di cuore (Bahya Ibn Paquda, I doveri del cuore)

Si dice che chi d ospitalit in modo corretto come se ricevesse la Shekhinah. Le ispirazioni profetiche hanno sempre sostenuto poi che, nel compimento dell'era messianica, la Shekhinah sar visibile a tutti.

Figure bibliche legate alla rivelazione della Shekhinah [modifica]

Rabbi Eleazar fece una domanda a Rabbi Shimeon. Egli disse: "Il Santo, Benedetto Egli sia, sa in
anticipo che gli uomini moriranno. Perch allora invia le anime degli uomini in questo mondo? Ne ha bisogno?" (Rabbi Shimeon) rispose: "Questo quesito stato posto ai saggi ed essi lo hanno risolto cos: il Santo e Benedetto crea le anime e le fa discendere in questo mondo per far conoscere la Sua Gloria" ( Zohar, il Libro dello splendore)

Quando Dio si rivel anche ad Avraham, assieme alla sposa Sarah il padre del popolo d'Israele continu ad avvicinare persone alla fede in Dio con maggior solerzia; scritto che egli cre delle persone mettendole sotto le ali della Shekhinah: l'espressione creare riferito all'essere umano si riferisce in particolare al fatto che un uomo favorisca il proprio prossimo nel raggiungimento di un grado spirituale e di una consapevolezza precedentemente ad esso sconosciuti. Di Avraham si parla anche in merito all'insegnamento secondo cui accogliere gli ospiti cosa pi grande di accogliere la Shekhinah. Ci si riferisce all'episodio dei tre ospiti, (in realt i tre angeli Michele, Gabriele e Raffaele), accolti da Avraham che per l'appunto diede priorit all'ospitalit per essi interrompendo un dialogo con Dio che stava compiendo in quel momento. Si insegna che, una volta fuggito da Esa perch minacciato di morte da lui, Giacobbe lo incontr nuovamente: scritto che egli si inchin 7 volte verso di lui; i Maestri si chiedono come sia possibile che Giacobbe, Zaddiq, si sia potuto inchinare verso il malvagio Esa spiegando che egli si inchin alla Shekhinah riportando Esa, in quel momento anche intimorito, ad uno stato pi elevato e distruggendo il suo male e la radice dell'impurit, lo riport allo stato spirituale della sua nascita. La Shekhinah abbandon momentaneamente Giacobbe quando Giuseppe venne venduto dai fratelli per giungere poi in Egitto: lo spirito lo abbandon e ci avvenne perch la Shekhinah non presente dove tristezza, in questo caso causata dal dubbio di Giacobbe che suo figlio Giuseppe fosse morto. Quando Giacobbe sent prossima la morte e chiese al figlio Giuseppe di giurargli che il suo corpo venisse poi sepolto in Terra d'Israele, egli si chin al figlio ma subito fece altrettanto verso la Shekhinah per evitare di essere considerato colpevole per il gesto manifestato verso Giuseppe, cosa verso un figlio non propria di un padre, in pi Zaddiq. Oltre alla rivelazione ai padri del popolo d'Israele Avraham, Isacco e Giacobbe ed i suoi figli, la Shekhinah fu quindi vista da Mos, Aronne, alcuni tra gli altri sacerdoti del Tempio e da molti profeti, tra cui Samuele. Quando fu costruito il Tempio di Gerusalemme, il re Salomone scrisse il

Cantico dei Cantici ispirato dallo Spirito Santo proprio perch la Shekhinah era discesa nel Tempio stesso e quindi sul mondo: egli compi il tiqqun unitamente al tiqqun effettuato ed iniziato da Mos negli anni precedenti. Nello Zohar scritto che Dio decise che Amram potesse concepire Mos solo quando avesse avuto una parte con Lui nella Shekhinah. Tra le Profetesse si racconta che la Shekhinah fosse presente nell'abitazione di Avraham prima anche per il merito di Sarah e poi anche grazie alla compagna di Isacco Rebecca: lo stesso Isacco ne not la scomparsa dopo la morte della madre Sarah ed il ritorno con l'incontro della futura moglie Rebecca. Di re David in un Salmo scritto:

Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato


Secondo i commentatori, ed in particolare negli insegnamenti dello Zohar, questo versetto non si riferisce al giorno della nascita, ma al giorno in cui re David ricevette un'anima in pi, lo Spirito Santo; ci avvenne soprattutto per la rivelazione della Shekhinah. Solo cos egli pot essere chiamato figlio: dice lo Zohar che questa definizione si riferisce al momento in cui la persona che riceva quest'anima riconosca finalmente la Shekhinah e quindi la sovranit del Signore riconosciuto come un Padre. Inoltre chi si ribella alla Casa di David, da cui discende il Mashiach, si ribella alla Shekhinah. Il profeta Giona cerc di mancare al confronto dinanzi alla Shekhinah, per evitare di essere pervaso dallo Spirito Santo, ed astenersi da quanto il Signore gli aveva comandato:

fugg dalla Profezia


( Sefer haZohar)

L'Ebraismo afferma che il ruolo principale di tiqqun del popolo d'Israele il servizio per l'Eterno affinch possa essere raggiunta ogni cosa buona promessa per l'era messianica: ogni epoca rappresenta un passo successivo per questo fine, ed in ogni tempo vi sono sempre maggiori benedizioni recitate ed apportate al mondo: i profeti ne sono i principali ispiratori spirituali; prima di ravvedersi Giona cerc di evitare di avere questa responsabilit. Sui figli dei profeti, termine con cui si intende anche i loro discepoli, Yehudah Ha-Lewi scrive nel testo Il re dei Khzari:

E quando la presenza divina stava in Terra Santa, nel popolo disposto alla profezia, vi erano
uomini che si appartavano ed abitavano nei deserti, unendosi ai loro simili; non vivevano totalmente solitari, ma erano aiutati dalla teoria e dalla pratica della legge, che li facevano arrivare a quel grado per mezzo della purezza: questi erano i figli dei profeti...

Rabbi Shimon bar Yochay, autore dello Zohar, venne continuamente accompagnato dalla Shekhinah tanto che molti uomini non poterono avvicinarsi a lui per evitare di incorrere nel pericolo della rivelazione che pu avvenire solo ad individui di elevatissima statura spirituale, in grado di sostenere l'altissimo livello di santit. Si racconta che, poco prima della propria morte, Rabbi Shimon bar Yochay fece avvicinare a s molti suoi discepoli e compagni di studio in modo da poter rivelare dinanzi alla Shekhinah quei segreti che non avrebbe mai potuto portare con s nell'Aldil

senza averli trasmessi a quegli uomini degni di questo come il Rabbino Elazar ed il Rabbino Abba, anch'essi all'altezza di ricevere la visione della Shekhinah. Anche i discepoli di Rav Hillel, maestro ebreo dell'inizio del periodo rabbinico (I secolo a.C. I secolo d.C.), e Rabbi Akiva sarebbero stati degni di assistere alla manifestazione di Dio, ma si considera che il periodo storico in cui vissero non fosse il momento adatto per tale rivelazione. Per quanto concerne la rettificazione del peccato dei dieci fratelli nei confronti di Giuseppe, figli di Giacobbe, effettuata dai dieci rabbini martiri uccisi dai Romani all'epoca dell'invasione della Terra d'Israele, come essi rappresentano i dieci fratelli cos Rabbi Akiva rappresenta la Shekhinah; egli infatti, nel momento in cui esal l'ultimo respiro, pronunci la parola Echad dello Shema: Echad significa Uno e si riferisce a Dio ed alla Sua Unit. Al momento della sua uccisione, operata da alcuni Romani dell'epoca in Terra d'Israele, le ali della Shekhinah erano su di lui. Il testo dello Zohar specifica come, al momento in cui il corpo di Adamo creato da Dio non era ancora vivente, alcuni spiriti vagarono attorno ad esso per entrarvi ingiustamente, ci sino a quando scese la Shekhinah dinanzi alla presenza della quale gli spiriti fuggirono e si dispersero cos ch poi il corpo del primo uomo dell'umanit potesse ricevere spirito vivente. Secondo il primo libro dei Re, il profeta Elia sul monte Oreb

[...] entr in una caverna per passarvi la notte, quand'ecco il Signore gli disse: Che fai
qui, Elia?. [...] Gli fu detto: Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore. Ecco, il Signore pass. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero. (1 Re 19, 9.11-12)

Attaccamento a Dio nel servizio spirituale [modifica]


Quando l'Ebreo deve chiedere qualche cosa al Creatore, benedetto Egli sia, deve ricordarsi che la
sua anima un membro, se cos possiamo dire, della Shekhinah, della Presenza divina, una goccia nel mare. Che preghi dunque per la Shekhinah poich ci che manca a lui manca anche alla Shekhinah che soffre con lui. Sia certo che la sua preghiera agisce in alto per la Shekhinah. Se egli veramente attaccato alla Shekhinah attirer abbondanza di benedizioni anche su se stesso. Sappia che solo uno strumento e che il suo pensiero e la sua parola riflettono mondi divini che si estendono e si espandono in lui: il suo pensiero il mondo del pensiero divino e la sua parola mossa dalla Shekhinah che il mondo della parola. Quando l'uomo attira cos la luce del Creatore, benedetto Egli sia, nel suo pensiero e nella sua parola, il Creatore stesso nel cuore della sua preghiera. Cos la sua preghiera esaudita...

La Shekhinah giunge dal Cielo recitando a memoria gli inni e le lodi (al Signore)
( Nachman di Breslov, Sefer Ha-Alef Bet)

Per Avodah, tradotto anche con la parola lavoro, si intende l'impegno spirituale a cui si adempie compiendo i precetti prescritti nella Torah in modo da poter percorrere le vie della Torah che Dio ha voluto. Modello perfetto di preghiera, il Salmo 42 (Sal42) afferma:

Come il cervo anela ai corsi d'acqua, cos la mia anima anela a Te, o Signore. La mia anima ha sete del Signore, del Signore vivente. Quando potr venire e mostrarmi davanti al Signore?
Ancora re David disse:

Io metto sempre il Signore dinnanzi ai miei occhi


Il tiqqun viene incluso nelle preghiere spesso introdotte da una breve recitazione che afferma: Al fine di unire il livello Kudsh Berkh Hu (l'aspetto di santit e benedizione divine) ed il livello Shekhint (nella rivelazione della Shekhinah), con timore ed amore, amore e timore, per unire il Nome Yud-He con Vav-He in unione completa in nome di tutto Israel... scritto che le Benedizioni possono essere associate ai flussi di Chassadim e quindi della Sefirah Chessed, la cui fonte originaria nel Signore; questo uno dei principi attraverso il quale viene spiegato che il tiqqun concerne ogni abbondanza di bont e santit permeanti il mondo e persone delle varie epoche considerati dal Signore, ed in alcuni casi da alcuni altri, come Zaddiqim, uomini giusti, buoni ed integerrimi. A proposito delle Berachot, preghiere e benedizioni che l'Ebreo tenuto a recitare anche prima di mangiare un cibo, sul testo Shlulkhan ha-Tahor scritto che la Shekhinah la sorgente dell'abbondanza sul mondo e le creature e che anche le Benedizioni recitate dal Popolo d'Israele sono veicolo atto a questo fine[18]. La Shekhinah si trova di fronte all'Ebreo anche nell'atto di compiere e recitare anche una sola Benedizione. Cos anche il rabbino Nachman di Breslov ricorda che una persona che richiede compassione per la sua generazione sar ricompensata con una rivelazione della presenza divina. Per quanto concerne il momento di raccoglimento e di meditazione che alcuni devoti dedicavano e dedicano tuttora prima della preghiera, il testo Sefer Charedm riporta l'insegnamento secondo cui l'Ebreo che si appresti ad unirsi a Dio libera il pensiero dalle cose materiali per collegarlo a Dio nell'amore e nel timore: questa libert spirituale si esprime nello spazio infinito slegato quindi dalla materialit che si esplica nella percezione della luce della Shekhinah che su di esso ed attorno ad esso si dispiegava miracolosamente permettendo cos di rallegrarsi e tremare di fede[19]. Il fondamento della preghiera nel legame tra Dio ed il devoto spiegato in molti testi di quei rabbini che espressero l'amorevole e particolare cura che il devoto deve mettere nel legame con la comunit propria quando si rivolga a Dio: si sottolinea l'importanza dell'uso della forma plurale ad indicare come Dio e l'unit particolare del popolo d'Israele condividono anche le sofferenze; nel testo "Magghid Devarav le-Yaakov" viene evidenziato come Dio ed il popolo d'Israele soffrano assieme e che quest'ultimo debba anche incentrare la propria preghiera al fine di liberare la Shekhinah e diffondere benedizione e gioia sul mondo. Un concetto simile riguarda l'ordine e l'educazione ad eseguire le Mitzvot per esse stesse in modo disinteressato e con cuore puro per affrettare la fine dell'esilio anche per la Shekhinah. Ci palese anche nell'attenzione che il devoto deve rivolgere ai bisogni del prossimo anche nelle proprie preghiere: ad esempio di questo il testo suddetto cita il versetto: ama il prossimo tuo come te stesso. Viene insegnato poi che la prima persona che giunge in Sinagoga prima che venga completato il Minian star innanzi alla Shekhinah e porter benedizione anche sugli altri: essa si mette parlare

con lui in modo amichevole per conoscerlo fino a quando, come un Re che incontri un cortigiano e gli chieda dove possano essere gli altri, si prende cura con lui di chi si aggiunger per il Minian. I rabbini insegnano come Dio e Mos si fossero indispettiti quando sembr che il popolo si riferisse in preghiera in un modo ed innanzi alla Rivelazione in un altro; inoltre, come riporta anche il Talmud, la Shekhinah non solo presente con dieci uomoni ebrei o con tre ma anche con un solo uomo ebreo[20]. Il Rebbe Shapira spiega poi come, oltre alla rivelazione privilegiata "faccia a faccia" tra l'Eterno e Mos, ci si possa avvicinare alla Shekhinah anche durante la preghiera. Fondatore della Chassidut, anche il Ba'al Shem Tov spieg ai suoi discepoli che la preghiera deve essere fatta con tale concentrazione da percepire di entrare nel palazzo del Re salendo di stanza in stanza per incontrarLo: cos, egli dice, dopo avere passato tutti i guardiani, gli angeli, potr vedere la gloria del Re in tutto il suo splendore. La parola ebraica Israel pu essere tradotta con canto di Dio: lo Zohar esprime questo accostamento parlando dell'Hallel che, inno composto dei Salmi con i quali si celebra la Gloria di Dio, si fonda sulla parola Hallelu-yah, parola di lode a Dio in cui incluso il Suo nome, Yah, ed il concetto di lode; il valore numerico di hallel infatti lo stesso di quello della parola Ado-nay (ossia 65). Israele rivolge dunque a Dio lodi ininterrotte, cos come detto: "O Dio, non concederTi tregua, non tacere e non startene tranquillo!". Israele vegli dunque sul precetto delle lodi e lodi Dio senza fine: quanto rivela la parola Hallelu-yah: Nome (di Dio) e lode (della Comunit di Israele) nella stessa parola. Nel commento Em haMelekh al Libro di Rut Ben Ish Chay afferma che l'uomo che pensa alla Shekhinah sopra la propria testa ha la certezza che mai si allontaner dalle Leggi che Dio ha donato al popolo d'Israele. Del testo andato perduto di Rabbi Hamnuna Saba lo Zohar commenta che si considera inoltre proibito cercare di scorgere la Shekhinah nel corso dell'Amidah preferendovi invece l'unione meditativa, interiore e spirituale: nel corso di tale preghiera doveroso quindi tenere anche gli occhi chiusi e non considerare superficialmente l'importanza di essa e dell'onore di Dio. L'individuo che si azzardasse a scorgere la Shekhinah durante l'Amidah, cosa dunque proibita, incontrerebbe per sventura l'angelo Satan e perderebbe la morte per il "bacio" di Dio. Inoltre quando egli avesse necessit o bisogno della Shekhinah, Essa non starebbe con lui. Tutto questo perch incorrerebbe in ci che detto: Mi avete disprezzato. Si resti comunque certi che il Re dei re, nella Shekhinah, sempre dinanzi a colui che a Lui si rivolga.

L'Avodah: la preghiera come esempio di correzione e risanamento [modifica]


La preghiera un modo per accogliere la Volont del Creatore di istituire un rapporto con il creato. Pi si accetta tale Volont, pi l'esperienza della Presenza di Dio nella nostra vita si fa intensa
( Chayyim di Volozhin, Nefesh haCahayyim)

Una delle principali caratteristiche del popolo d'Israele in quanto popolo prescelto da Dio quella di collaborare con Lui in modo che il mondo possa continuare a sussistere nel modo migliore, ci non

mancando il valore della preghiera degli individui dei popoli in grado di poterla effettuare, cosa promessa e concessa da Dio soprattutto attraverso la Teshuvah o altre forme di attaccamento a Dio: tra i tanti benefici tratti dal servizio per Dio vi sono certamente la sussistenza stessa del mondo che si mantiene anche sullo studio della Torah attraverso la quale stato creato e grazie al quale vengono aumentati il livello e la quantit di pace personale e generale, il tiqqun come rettificazione del peccato di Adamo ed Eva, anch'essi in grado di effettuare la Teshuvah, e secondo tutti i significati ad esso attribuiti dai Maestri delle varie epoche secondo le necessit predominanti del periodo, le opere buone, la giustizia, la verit, quindi quanto espresso nelle preghiere stesse che l'ebreo deve compiere ogni giorno e secondo le solennit ebraiche celebrate ogni anno: questo il senso del servizio a Dio che sottolinea l'importanza dello stretto legame divino con il popolo. A questo proposito importante il significato dell'essere inclusi e legati in Devekut a Dio nella Sua Shekhinah: i maestri insegnano che ogni ebreo dovrebbe rappresentare il Tempio di Gerusalemme come dimora della Shekhinah ed proprio questo il senso del contributo alla provvidenza sul mondo offerto con il servizio e tramite il quale si capisce che ogni gesto, anche il minimo e apparentemente meno rilevante, comporta un'influenza ed un cambiamento nei Reami eccelsi per poi riflettersi nuovamente nella realt secondo la Volont e l'esamina di Dio. I maestri insistono spesso sulla devozione che ogni individuo dovrebbe assumere continuamente in un legame con Dio sostenuto dall'apprezzamento dell'origine divina di ogni cosa ad esempio nell'osservazione e nella contemplazione della Natura cos come di ogni creatura ed ogni essere vivente: il legame con Dio deve permeare la vita di ognuno evitando cos di compiere un servizio parziale per distrazioni, causa e conseguenza di un momentaneo o duraturo disgiungimento da Dio. I maestri sottolineano che ci non sempre possibile per tutti e che allora bisogna aver tenacia e forza di volont e cercare Dio in modo continuo in modo da poter legarsi a Lui nella gioia e nel dovere religioso: le Mizvot, lo studio della Torah e la preghiera ne sono il mezzo ed il fine, purch supportati dalle Middot, ovvero da un senso etico e da una consapevole condotta morale corretti ed esemplari. I Maestri definiscono quindi una vita e lo stato interiore della devozione il campo della Shekhinah.

Il tiqqun [modifica]
Per approfondire, vedi le voci Hester Panim, Messia, Mondo Superiore e Mondo Inferiore, Pardes, Peccato originale, Reincarnazione e Tiqqun 'Olam.

Io prego, io supplico alla Tua presenza al fine di riparare il torto che Ti ho causato con i miei peccati...
Il maestro e qabbalista Alexandre Safran scrive:

Desiderio dell'uomo congiungere il mondo al Signore, rendere la Sua presenza reale quaggi, unire la Terra ed il Cielo, realizzarne l'unit totale
( Alexandre Safran, La Kabbal)

L'era messianica sempre stata profetizzata come momento di armonia nella completa scomparsa di ogni peccato, di cattiverie, invidie, macchie spirituali, torti, danni, morte, istinto cattivo e cose che deturpano l'integrit della persona e del Creato; ecco allora che anche il mondo pu risentire della conseguente mancanza di quanto dalla Torah venga riconosciuto bene e buono. I maestri insegnano che ogni sofferenza inflitta da Dio seguita certamente da un vantaggio in modo che l'uomo si redima accorgendosi dei propri errori e sbagli e riconosca la priorit del bene e dell'abbondanza di

quanto si ottenga sottomettendosi a Dio e riconoscendone il consiglio, le vie ed i dettami. Ogni mancanza nel mondo o nell'individuo creata al fine di avere la consapevolezza dell'operosit tra gli esseri viventi in relazione al riconoscimento del Regno divino che tutto pervade, anche nei momenti di mancanza sebbene ci avvenga secondo piani divini differenti in rapporto al Mondo Spirituale ed a quello materiale: questo un ulteriore significato della variet dei Nomi di Dio che comunque riconosciuto Dio secondo la fede dell'uomo.

Ma il Santo e Benedetto Vita, e la Sua Shekhinah Vita...


( Sefer haZohar)

I testi tradizionali dei rabbini insegnano che senza la misericordia e la bont il mondo non potrebbe sussistere: cos detto come Mos dispens i gradi di gentilezza con la Shekhinah e che per questo gli venne concessa la qualit di Chessed: misericordia, bont, gentilezza ed anche grandezza; allo stesso modo, afferma sempre lo Zohar, i Chassidim, i pii, procedono attraverso i precetti, le Mitzvot, affinch il Signore si diletti nel mondo e lo favorisca dal lato della misericordia. Il Rabbino Moshe Cordovero ammette che il tiqqun con la Shekhinah viene effettuato durante lo studio della Torah e la preghiera, cose grazie alle quali Essa non si ritirer mai da sopra loro; dei piccoli che stanno studiando scritto:

S, perch quando questi bambini studiano Torah, la Shekhinah arriva e d loro forza e coraggio
per studiare Torah. Se non fosse per l'assistenza del Santo e Benedetto i bambini non potrebbero tollerarlo

Per tiqqun si intende quindi la rettificazione spirituale, anche intesa come apporto di abbondanza spirituale al mondo, accrescimento della prosperit con la rettificazione del peccato originale di Adamo ed Eva. Una delle rettificazioni principali avvenne con i quattro rabbini che ascesero al Pardes: anch'essi, ed in particolar modo Rabbi Akiva, ebbero uno stretto legame con la Shekhinah. scritto che per giungere al Pardes si deve giungere prima alla rivelazione della Shekhinah e questo perch il tiqqun avvenga nel miglior modo possibile; altrettanto insegnato che perch essa si manifesti bisogna prima entrare nel Pardes: i due sono quindi collegati indissolubilmente. Come segno di eccedenza del rigore contrapposto alla misericordia, si vuole che la Shekhinah si sia ritirata fino al Settimo Cielo durante le generazioni che trasgredirono, sino a ritornare di cielo in cielo con Mos che rinsald il legame tra Mondo Superiore e Mondo Inferiore[21]; seppure in maniera differente e non cos determinante ci pu succedere ancora ma, come afferma anche Alexandre Safran, tale situazione non irrimediabile[22]. Similmente il Talmud afferma che chi compie dei peccati volontariamente sembrerebbe quasi calpestare la Shekhinah. Anche il seguente versetto si riferisce alla Shekhinah:

L'"angelo" che mi liber da ogni male (Genesi 48.16)


Il reperimento delle 288 scintille celesti disperse nella Creazione un ulteriore aspetto del tiqqun, completamento anch'esso in previsione dell'avvento dell'era messianica: la Qabbalah insegna che durante i primordi della Creazione alcuni vasi, forme mistiche della Qabbalah ebraica rivelata, non poterono contenere le luci in essi e si ruppero provocando cos la dispersione di esse in scintille

divine che vengono liberate di volta in volta da pochi eletti del popolo d'Israele in grado di possedere le qualit e le doti spirituali necessarie a questo compito che risale anche alla correzione del peccato originale. Il completamento di questa santa missione coincider con la rivelazione del Messia e della Gloria divina. 202 scintille delle 288 sono state gi reperite nell'esilio in Egitto. Vi sono quindi due modalit di tiqqun tra loro collegate: la prima quella secondo cui, ad aumento di bont, di bene e di abbondanza, il male risulta esserne soverchiato e con ci abbia meno spazio, spazio occupato quindi in maggior parte dal bene; affinch per vi sia la completa estirpazione del male, il secondo tipo di tiqqun deve avvenire con la presa di coscienza degli errori e l'intento di sanarli e di non commetterli pi; intento, questo, compiuto unitamente a quello della rettificazione del peccato originale: in quest'ultimo caso ci avviene in momenti di difficolt, di mancanze spirituali ma anche di armonia affinch il male non prenda forza dal bene. I due casi non si respingono ma possono anzi essere anche applicati nel medesimo tempo: il caso infatti anche quello dell'assenza del Tempio di Gerusalemme a causa della quale il mondo soffre una sorta di lieve carestia spirituale che per non mai portata al limite della sopportazione umana e di crisi cosmica; sono molti infatti i casi citati dai Rabbini secondo cui in molte epoche vi furono spiragli di luce messianica, arrivando alla sua completezza nell'era messianica quando il definitivo terzo Tempio di Gerusalemme, secondo le profezie dei profeti del popolo ebraico, sar ricostruito. Questa speranza ha sempre suscitato in ogni ebreo la volont ed il desiderio di affrettare la venuta del Messia operando nel miglior modo, osservando con scrupolo la Torah ed attenendosi il pi fedelmente possibile al servizio per Dio fatto anche di studio, preghiera ed opere buone. Un ulteriore aspetto comune ai due tiqqunim dunque anche quello del risanamento dell'origine di ogni peccato attraverso l'ascesa al Pardes, esperienza spirituale che consiste anche nel rettificare il primo peccato compiuto dall'uomo, quello di Adamo ed Eva: si pensa che sanando le cause e le conseguenze del peccato originale l'uomo non ritorni a compierne altri perch, questo, origine di ogni peccato. Viene insegnato che chi dona un'offerta per una persona povera riesce a contribuire alla rettificazione dello stato seguito all'esilio della Shekhinah: facendo Tzedakah si porta infatti redenzione al mondo. Importanti sono anche la preghiera e lo studio della Torah eseguiti dopo la mezzanotte, studio al quale si dedicarono e si dedicano molti santi maestri nella speranza per il ritorno dall'esilio e per la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme; i maestri definiscono questo momento Tiqqun Chazot: Se una persona studia la Torah di notte la Shekhinah risiede con quella persona. Questo aspetto del servizio spirituale deve essere vissuto nella consapevolezza dell'esilio della Shekhinah e nel tentativo di affrettarne il tiqqun; esso protegge persino dai nemici. Solo quando tutte le 12 trib d'Israele saranno in Terra d'Israele e la luce della luna sar come quella del sole la rettificazione della Terra d'Israele e della completezza della rivelazione della Shekhinah sar realizzata in tutto il Mondo.

Punizioni divine [modifica]


Tre degli esempi in cui compare la Shekhinah secondo l'attributo punitivo compaiono entrambi nel Tanakh: - il primo riguarda lo sconvolgimento e la confusione creati da Dio al Faraone ed alle sue truppe migliori al passaggio del Mar Rosso tra le mura d'acqua; si racconta che dopo che il popolo d'Israele ebbe passato il Mar Rosso quando, seguito dalle proprie truppe, anche il Faraone cerc di fare

altrettanto, le colonne di fuoco si posero davanti al popolo mentre la nube dietro...: dopo che persino le ruote dei cocchi egiziani furono scardinate, le mura d'acqua si riversarono sugli Egiziani e sul Faraone che, lungo il percorso che aveva seguito il popolo d'Israele attraverso l'asciutto, si erano promessi: Inseguir, raggiunger, spartir il bottino, appagher il mio spirito con loro, sguainer la mia spada ed il mio braccio li sterminer; tra i differenti casi di difesa del popolo d'Israele, questo fu il pi miracoloso; - il secondo avvenne con i seguaci di Core che volle soppiantare e sostituire Mos; egli si chiese perch Mos ed Aronne si palesassero come guide del popolo quando in realt tutto il popolo era santo: fu cos che Dio pun Korakh ed i suoi seguaci per aver messo in dubbio la Volont divina e la purezza e l'innocenza dei due fratelli Mos ed Aronne. Importante notare che Core era un levita, malgrado avesse dimostrato ribellione, ed era stato considerato uno dei migliori discepoli dello stesso profeta Mos. Fu cos che apparve la Gloria divina che apr la terra sotto i piedi di Korakh e dei suoi seguaci ingoiandoli a facendoli sprofondare vivi nello Sheol. Come segno di pentimento e di riconoscimento della verit da parte di Core, si dice che dove sprofondarono essi proclamarono: Mos vero e la sua Torah vera; e noi siamo impostori; - infine, come gi sopra detto, Nadav ed Abiu morirono per aver guardato a lungo la Shekhinah fissandola; ricavandone l'insegnamento dal Sefer HaLikutim, i rabbini spiegano che ci avvenne anche da parte di Abele che per questo ebbe un decreto divino di morte, poi avvenuta con l'uccisione ingiusta da parte del fratello Caino: come Nadav ed Abiu morirono per decreto divino tramite un fuoco celeste, cos Abele venne condannato a morire per decreto divino ma fu Caino a causarne la morte per i motivi spiegati dai commentatori. Il rabbino Arizal spiega questa concezione affermando che in questo modo, fissando la Shekhinah in profondit, l'uomo creerebbe un "alterego" troppo marcato rischiando cos, cercando di superare i limiti posti da Dio, di estraniarsi da Dio e quindi da s e dal mondo; ci significa che, non rispettando pi i confini posti da Dio nei limiti concessi all'uomo, limiti che comunque lo includono nell'esistere spirituale di Dio e del Mondo come confini di coinvolgimento in cui muoversi, non rispettando quindi la coscienza di non poter giungere all'onniscienza della conoscenza di Dio poich, l'uomo, essere s superiore ma pur limitato e certamente di grandezza inferiore a quella di Dio, si creerebbe cos una sorta di sfida a Dio che causerebbe una "distorsione spirituale" esplicitata nell'alienazione spirituale da Dio, da s e dal Mondo. Dio punirebbe quindi l'uomo con la stessa misura della trasgressione: in questo caso, poich l'uomo che fissa in profondit la Shekhinah verrebbe ad ambire ad un'esistenza oltre i propri limiti, Dio lo punirebbe con un "alter-ego" oltre i limiti dell'accettabile; inoltre per voler raggiungere ci che per l'uomo inarrivabile, e quindi oltre le proprie capacit, Dio lo punirebbe con l'estraneazione che lo porrebbe oltre le propria esistenza. L'uomo non pu quindi ridurre l'Altezza eccelsa e la Grandezza incommensurabile di Dio ad un solo sguardo, anche se retto dalla coscienza o dalla consapevolezza che, come suddetto, sono nell'uomo comunque inferiori all'Onniscienza di Dio. Anche il Maimonide scrive:

...Ora, giacch viene loro (ai figli del Kohen Gadol Aronne Nadav ed Abiu) rimproverata la forma
della loro percezione, alla quale si mescola della "corporeit", essi dovettero necessariamente essersi precipitati a percepire prima di aver raggiunto la perfezione. Essi avrebbero dunque meritato la "distruzione", ma Mos intercedette per loro, ed essi vennero lasciati sopravvivere finch non vennero "bruciati" (*da un Fuoco Celeste creato dal Signore e non da una persona con del fuoco comune) a Tabera dove Nadav ed Abiu vennero "bruciati*" nel Tabernacolo, stando alla tradizione corretta. E se questo accade a costoro, tanto pi bisogna che noi, che siamo loro inferiori, e con noi coloro che a noi sono inferiori, tendiamo e ci sforziamo di portare a compimento la nostra preparazione e di raggiungere le premesse che purifichino la nostra percezione dall'impurit, ossia dagli errori, per poi iniziare ad osservare la presenza santa del Signore

( Maimonide, La guida dei perplessi)

L'esilio della Shekhinah [modifica]


Per approfondire, vedi la voce Hester Panim.

Il soggiorno della Neshama (cfr. Anima) in questo mondo ci ricorda il mistero della Galt haShekhinah, dell'esilio della Presenza divina; ha come scopo quello di raccogliere, di rilevare le scintille divine disperse in questo mondo materiale... L'uomo tutto qui! La sua creazione e la sua discesa in questo mondo sono destinati a fare di lui, in lui, una dimora per Lui, Benedetto Egli sia; una dimora qui in Basso, nel Mondo Inferiore, al fine di trasformare le tenebre in luce, affinch la Gloria di Dio riempia la totalit di questa Terra materiale, affinch ogni carne veda questa Gloria (Shneur Zalman di Liadi, Tanya)

Per esilio della Shekhinah si intende la Sua presenza tra gli Ebrei anche nei quattro esili ed in Diaspora in genere infatti per ritorno, con riferimento al periodo in cui vissero i Patriarchi ebrei in poi, si intendono la Sua rivelazione o quella di manifestazioni divine correlate.

L'era messianica e "le doglie del Messia" [modifica]


Secondo la tradizione ebraica la Shekhinah and in esilio con il popolo d'Israele; l'esilio della Shekhinah inizi contemporaneamente a quello del popolo d'Israele e solo quando anche i bambini ebrei, che usualmente studiano Torah fin da piccoli, furono esiliati. Analogamente i Rabbini parlano ed insegnano che nel corso della storia, in momenti specifici ed in uno particolare individuato da alcuni Maestri nel periodo immediatamente precedente all'avvento o arrivo del Messia, potrebbe avvenire il nascondimento del "Volto" di Dio, ed ci che causerebbe l'avvicendamento delle modalit pi rigorose del Volere divino: quella delle conseguenze e delle cause di colpa del nascondimento del "Volto" non viene considerata come definitiva condizione vissuta dal mondo nel legame con Dio ed un aspetto che, pur accettato, deve essere vissuto dal popolo d'Israele con la medesima forza e consapevolezza del comando divino e dei benefici della vita ebraica nel rispetto dei precetti della Torah e della condotta in essa racchiusa. Condizione non permanente anche quella dell'esilio con la cui fine, con l'avvento dell'era messianica, la presenza Divina torner con il popolo in Terra d'Israele. Come gi detto, nell'Amidah si dice:

E Tu, nella Tua grande misericordia, accoglici, gradiscici e possano i nostri occhi vedere il Tuo
ritorno a Zion nella Tua clemenza. Benedetto Tu Signore, Che fa ritornare la Sua presenza (trad. Shekhinato) a Zion

Per quanto concerne l'era messianica in altri testi sacri scritto:

Li (i discepoli) sazier nel mondo avvenire dello splendore della Shekhinah


( B.B.10a)

Allora tutto si rovescer: ogni uomo sar desideroso di ascoltare la Torah, la Shekhinah si manifester sulla Terra e l'attributo del rigore si rovescer in attributo della misericordia...
(Natan ben Sa'adyah Har'ar, Sha'arei Zedek)

E la Terra sar piena della conoscenza della Sua gloria come il mare pieno d'acqua

(Abacuc 2.14)

destinato ad allietarsi con la Shekhinah nel mondo a venire che la gioia da tutti i lati
Le doglie dell'avvento dell'era messianica riguardano anche le sofferenze che il popolo d'Israele dovette affrontare con una fede sempre pi forte in Dio secondo il dovere di compiere il servizio spirituale di cui ogni ebreo responsabile e testimone. Ogni sofferenza affrontata dal popolo d'Israele risulta quindi un modo per congiungersi a Dio consapevoli delle proprie mancanze spirituali che solo nella rivelazione divina possono trovare soluzione anche tramite la Teshuvah, il pentimento inteso come ritorno a Dio da parte del popolo sostenuto dagli insegnamenti dei Rabbini che hanno sempre saputo guidare il popolo ispirati dalla sapienza e dal consiglio divini. Diaspora ebraica [modifica]

Il Santo e Benedetto disse: Io sono Colui Che in questo mondo ridusse il Tempio un mucchio di
rovine, e sono Colui Che ne far una cosa di bellezza nel mondo avvenire... Egli ricostruir il Tempio e vi far abitare la Sua Shekhinah ( Midrash a Cant.4.4)

Ovunque andarono esuli, la Shekhinah li accompagn


( Mistica ebraica, Sefer haTemunah)

cos che loro (i figli d'Israele) sappiano che l'Uno Santo e Benedetto li am e che la Shekhinah col Carro Celeste (Charryiot: la Merkavah) and in esilio per stare con loro
( Sefer haZohar)

stato insegnato che Rabbi Shimon bar Yochay disse: vieni a vedere quanto amato il popolo
d'Israel davanti al Signore, perch ovunque sia stato esiliato la Shekhinah andata con lui. Mi sono rivelato a te sulla casa di tuo padre quando eravate in Egitto (1Sam2,27). Fu esiliato a Babilonia e la Shekhinah era con lui, come scritto: Per amor vostro sono stata mandata in Babilonia; e, quando saranno redenti nel futuro, la Shekhinah sar con lui, come scritto: Allora il Signore torner con la tua cattivit (Deut30,4)... Significa che il Santo Unico e Benedetto torner con esso dai luoghi dell'esilio ( Meg.29a)

Gli angeli con la Shekhinah accompagnarono quindi il popolo d'Israele anche nell'esilio di Babilonia ed in quello di Roma con la distruzione del secondo Tempio di Gerusalemme. Un principio di fede quindi quello che Dio sia sempre presente nella vita dell'uomo, sia Egli manifesto o meno secondo le virt o i meriti dell'uomo; ci non indica soltanto la Sua perfetta immutabilit, in questo caso compresa alla luce della Sua onnipresenza, ma anche la concezione secondo cui ogni cosa del mondo, anche le disgrazie pi atroci ed in un primo momento difficilmente comprensibili alla ragione umana, si risolveranno in un bene, prima nascosto, secondo la provvidenza divina e le ricompense pi ampie dell'era messianica. Secondo l'insegnamento della Torah che afferma che il Messia potrebbe manifestarsi in qualunque momento e secondo i meriti dell'uomo, fondamento della religione ebraica credere nella possibilit che l'uomo possa contribuire al miglioramento individuale, storico e naturale; il popolo d'Israele adempie a ci soprattutto spiritualmente, ci non negando l'aspetto materiale ed in particolar modo l'incontro tra i due livelli secondo la morale e l'etica insegnate dai Rabbini e nella Torah: questo poi un ulteriore significato del tiqqun e del contributo dell'uomo e dell'umanit intera all'arrivo del Messia.

Il merito del Brit milah favorisce la continua presenza di Dio assieme al popolo d'Israele, anche in esilio; esiste poi un particolare legame tra il Brit milah, la Terra d'Israele ed i gradi di attaccamento a Dio nella Shekhinah. Il primo esilio: l'Egitto [modifica] Prima che il popolo d'Israel divenisse popolo del Signore per la liberazione dalla schiavit in Egitto, prima Avraham, poi Giacobbe ed i suoi figli vennero accolti dai Faraoni differenti che governarono in differenti epoche. Dio nella Shekhinah fu quindi in Egitto[23]; il testo midrashico Bereshit Rabba e lo Zohar (commento a Esodo) raccontano della Shekhinah anche a proposito dei padri Avraham, Isacco, Giacobbe e del figlio prediletto di Giacobbe (Giuseppe)[24]. Si dice che quando Giacobbe entr in Egitto, per poi stabilirvisi assieme ai discendenti da cui poi sarebbe sorto il popolo d'Israele, anche la Shekhinah fosse con lui come presenza e rivelazione. La Shekhinah fu anche con gli altri capostipiti delle Dodici trib di Israele: anch'essi parteciparono al tiqqun che si completer con l'era messianica. La presenza divina fu con Giuseppe anche negli anni di prigionia. Il Midrash spiega come Giuseppe ebbe meriti in terra d'Egitto, proprio per il legame indissolubile con Dio: Giuseppe disse: L'interpretazione dei sogni spetta al Signore (Gen40,8); Rabbi Shimon bar Yochay afferma che Dio nella Shekhinah accompagna tutti i giusti e favorisce loro e chi si trovi vicino a loro come fu per Avraham, per Isacco, per Giacobbe e per Giuseppe[25]. Per il decreto del faraone contro i bambini maschi ebrei le loro madri li fecero fuggire anche se ancora molto piccoli: La Shekhinah li aliment infatti successivamente essi furono tra i primi a proclamare dinanzi a Dio nella Shekhinah: "Questo il mio Dio..." Fu proprio in Egitto che la Shekhinah, cos scritto ed insegnato, inizi a rivelarsi nella proclamazione e nel riconoscimento di Dio stesso come Re, questo anche se gi con i patriarchi del popolo d'Israele Egli fosse gi manifesto e riconosciuto Unico Dio e Re del Mondo. In Ghimatriah la parola Shekhinah ha valore numerico 385 come Mizraim, Terra d'Egitto: ci significa che Dio accompagn il popolo d'Israele in Egitto come negli altri esili, cos anche nella Redenzione futura. Il Re Messia [modifica]

Poich Essa (la Shekhinah) sar unita alla vita ed unificata nel grande nome (Y-H-W-H); non vi sar bisogno di accorrere ad appellativi n alcunch verr pi associato al nome... ...ed il Suo nome sar uno
Secondo le Scritture il Messia, lo spirito ed il Tetragramma divini sono stretti da un legame spirituale che sar palesato durante l'era messianica. I maestri della tradizione ebraica hanno sempre insegnato che l'intento della redenzione finale fu nel "pensiero" del Signore sin da prima della Creazione. Viene riportato che il suo nome (del Signore e del Messia) si diffonder in tutto il mondo; poi scritto e il Suo Spirito si librava sulla superficie delle acque (Gen1,2): Zohar e Midrash interpretano anche questo versetto come riferito sia alla Shekhinah, sia allo spirito del Mashach, o Messia[26].

L'avvento dell'era messianica sar segnato dalla correlazione tra il Ghillui Shekhinah ed il ghillui sod ha-da'at, distintamente la rivelazione della Presenza divina e la rivelazione della conoscenza con il Messia. Quando l'esilio del popolo d'Israele ha termine la Shekhinah esce con esso per accompagnarlo con gioia e gaudio in Terra d'Israele. Una discussione rabbinica rivelata verte sull'accostamento dell'era messianica con una fase particolare della luna, fase che sar visibile in questo momento, e con il significato e l'esperienza dello Shabbat. Dalla Shekhinah deriva la rugiada celeste che nell'era messianica permetter ai corpi di resuscitare con il ritorno in essi delle anime dei defunti. Alla fine dei tempi la Shekhinah salir sul monte Abarim dove fu sepolto Mos ed annuncer al mondo la redenzione.

Rapporto di allontanamento e riavvicinamento tra Dio ed il popolo d'Israele


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Il Cantico dei Cantici scritto dal re Salomone metafora dell'amore tra Dio e lo stesso Re Salomone e tra Dio ed il popolo d'Israele: l'amore e la devozione totali che li unifica, cos afferma il Sfer Hatoda' di Eliahu Kitov, vengono sottolineati in cinque espressioni del Cantico dei Cantici corrispondenti a cinque visioni profetiche rivelate a re Salomone 3.5 5.9-10 6.12-13 8.22 9.2 Dal patto con Dio sul monte Sinai sino all'era messianica vengono contati altrettanti periodi in cui il popolo d'Israele pi vicino a Dio: la prima volta nel deserto quando venne costruito il Mishkan:

E la Nube copr la tenda di radunanza e la Gloria di Dio riemp il Tabernacolo (Esodo


40.34)

la seconda durante il periodo di 410 anni del primo Tempio di Gerusalemme:

Ed i kohanim non potevano servire a causa della Nube, poich la Gloria di Dio riempiva la Casa di Dio (1 Re 8.11)
la terza quando Ezr ricostru il Tempio sino a quando, dopo che i Greci del tempo lo sconsacrarono, la Shekhinah "lo abbandon"; la quarta volta fu al tempo degli Asmonei che purificarono nuovamente il Tempio cosicch la Shekhinah vi fece nuovamente ritorno. La quinta e definitiva riguarda l'era messianica quando il terzo Tempio di Gerusalemme sar ricostruito ed allora sar eterna ed evidente a tutti i popoli la profezia secondo cui Dio dimorer per sempre in mezzo ad Israele. I cinque momenti corrispondono, come sopra detto, a cinque rapporti di vicinanza citati del Cantico dei Cantici suddetto: 1.13 2.6 3.4 5.1 ed 8.3, versetto che esprime l'intensit dell'era messianica unitamente a Molte acque non possono spegnere l'amore ed i fiumi non possono sommergerlo...poich l'amore forte quanto la morte.

Il sesto millennio [modifica]


I maestri spiegano che l'aspetto eccelso dell'era messianica, cui viene associato il settimo giorno dello Shabbat, avr luogo soprattutto nel settimo millennio dalla data della Creazione e che il sesto millennio corrisponde al sesto giorno dando maggior risalto al momento del tramonto poco prima dello Shabbat: l'inizio del sesto millennio corrisponde cos all'anno 1240 d.C. e lo Zohar ne connota un gran risveglio della parte pi celata della Torah, la Chassidut e la Qabbalah, sottolineandone il legame con la scienza. Lo Zohar insegna che, poco dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme sino al sesto millennio, la seconda lettera del Tetragramma Hei sembra disgiunta dalla Vav creando cos un affievolimento delle rivelazioni sino a quando esse tornano al proprio stato perfetto con la rettificazione e l'unione delle due lettere racchiuso nell'espressione ...la Shekhinah sorger dalla polvere, iniziando ci appunto con il sesto millennio; in Ghimatriah la lettera Hei vale infatti 5 mentre la Vav vale 6, corrispondendo quindi al quinto ed al sesto millennio.

Teoria del Ruach haQodesh, lo spirito santo e lo spirito di pace e profezia [modifica]
...Subito la presenza divina d tre voci al pastore fedele e gli dice: "Alzati pastore fedele, di te
stato detto: la voce del mio amato batte, a proposito delle Sue quattro lettere. Ed stato detto: aprimi mia sorella, mia compagna, mia colomba, mia perfetta, e cio finita la tua colpa, figlia di Zion, non continuer a tenerti lontana, poich il Mio capo si riempito di "rugiada"". Cosa significa si riempito di rugiada? Poich disse il Santo Benedetto: "Pensavi che, dopo la distruzione del Beit HaMiqdash, Io me ne fossi andato nella Mia dimora dove risiedo? Non cos, non me me sono andato mentre tu eri in esilio ed il segno che il mio capo si riempito di rugiada". La Hei la presenza divina in esilio, la sua completezza e la sua vita la rugiada. E queste sono la lettera Yod, la lettera Hei, la lettera Vav. La Hei, che la presenza divina, non viene compresa nel tal (rugiada), ma solamente la lettera Yod, le lettera Hei, la lettera Vav, il cui valore numerico arriva a quello di tal (39), che riempie la presenza divina di ci che scaturisce da tutte le fonti superiori... ( Petikhat Eliyahu Hanav)

Il Ruach haQodesh (ebr. ) il termine che indica lo spirito santo e lo spirito di pace e profezia, di esso si trovano molti cenni nel Talmud e se ne trovano commenti anche nello Zohar[27]. Comunemente con l'espressione Ruach haQodesh ci si riferisce ad un livello di profezia o alla profezia stessa, ma, come afferma anche Mos Maimonide sulla Guida dei perplessi, esistono 12 livelli di profezia superiori ad esso: la tradizione ebraica insegna infatti che i saggi possono possedere lo spirito santo nel corso di tutta la loro vita adulta mentre lo spirito profetico viene donato ai profeti soltanto nei momenti necessari alla profezia. Tutti i profeti ricevono dunque lo spirito santo e lo spirito della profezia, i due connessi, direttamente da Dio nella Shekhinah e cos anche il capo dei profeti Mos per il quale, quando nacque, venne la lettera ebraica Hei che riguarda la Shekhinah, lo illumin e riemp la casa dello splendore celeste. Lo spirito santo e quello di profezia sono quindi uniti all'anima, che ad essi anela, spinta dalla fede e dalla volont di essere attaccata a Dio:

Meravigliosamente adorna dello splendore del mondo, la mia anima langue d'amore per Te. Ti
supplico, o Eterno, guariscimela; manifestandole la bellezza del Tuo splendore si rafforzer, guarir e godr gioia eterna ( Yedid Nefesh)

L'immagine che meglio riassume l'atto pi importante del profeta o del mistico nel tiqqun spirituale nel legame con Dio quella del succhiare dalla Shekhinah, metodo secondo il quale vengono tratti gli afflussi del Ruach haQodesh tramite una sorta di potere o di forza che tende ad attrarre a s l'emanazione divina della pace: insegna infatti Yehudah HaLev che, una volta avvicinitatisi alla Shekhinah in preghiera, bisognerebbe concedarsi da Essa dicendo: Colui che fa la pace poich Dio Fonte di pace e la Sua manifestazione della Shekhinah ne l'esempio pi diretto ed esplicito. I rabbini hanno sempre sostenuto che la profezia proviene unicamente dal Signore, in una discussione sulla Shekhinah il commento al testo Sefer Yetzirah di Saadyah Ben Yosef conferma che lo spirito dell'Eterno rester su di lui: spirito di saggezza, spirito di comprensione, spirito di consiglio (Is11,2). Sempre nella stessa parte del commento l'autore parla quindi di Ruach haQodesh: vi una metafora individuata dai rabbini tra la Shekhinah, lo Spirito Santo e l'albero della vita. La Shekhinah la fonte dell'albero della vita, posto nel Gan Eden, cui viene associato il diagramma dei dieci strumenti di Dio detti Sefirot:

al loro interno ci sono la lettera yod, la lettera hei, la lettera vav e la lettera hei, che il sentiero di
Atzilut (il mondo dell'emanazione) ed il canale tramite il quale viene irrigato l'albero delle Sefirot con i suoi rami e ramificazioni, proprio come l'acqua irriga un albero e lo fa crescere con la sua irrigazione... Tu sei la causa di tutte le cause e Colui da cui hanno origine tutti gli effetti come una fonte che irriga l'albero, e quella fonte come l'anima per il corpo, che la vita del corpo ( Petichat Eliyahu Hanav)

L'idea che l'albero della vita corrisponda alla Shekhinah, e che colui, su cui vi lo spirito santo, aumenti in sapienza, espressa nello Zohar spiegando come egli si nutra soprattutto di un cibo spirituale, cibo paragonato al frutto dell'albero della vita: la saggezza d vita a coloro che la posseggono. La Shekhinah viene anche definita Eterna Fonte di acqua viva indicando con ci appunto la derivazione divina di ogni benedizione e bont: infatti la stessa Torah viene paragonata ad acqua ed stretta la connessione con il calice di vino che segue la Birkat Hamazon di un pasto a cui abbiano partecipato tre Ebrei e, come il vino sollecita la rivelazione dei segreti, l'afflusso della Shekhinah come Fonte permette l'accoglimento delle verit profonde della Torah affini al significato simbolico del vino. Il risultato dell'abbondanza che viene dalla Shekhinah viene indicata con l'espressione il campo delle mele sante, abbondanza spesso simboleggiata dalla rugiada in merito a quella celeste[28]. Si vuole che, oltre a tutti i profeti, investiti dello spirito santo, anche molti re d'Israele abbiano profetizzato: tra essi i pi importanti sono Re David, scelto come principale ramo dinastico da cui scritto discender il Messia, e suo figlio re Salomone: re Salomone chiese la saggezza proprio nella rara occasione della rivelazione divina della Shekhinah e per questo ottenne anche ricchezza e gloria.

Ancora il Sefer haBahir ammette che come l'acqua in Natura per i frutti ed il suo sostentamento, la Sapienza e le anime dei giusti mantengono un legame particolare con l'Albero della vita: infatti, cos scritto, se gli Ebrei osservano le Mizvot e si comportano rettamente, Dio risiede in mezzo ad essi, li moltiplica e li rende fertili.

Mondo [modifica]
Oltre allo spirito anche la diffusione della pace richiede uno sforzo da parte dell'uomo nei confronti del Signore stesso. Yehudah HaLev insegna che la Presenza divina ha un legame con il popolo d'Israele come l'anima lo ha con il corpo: questa analogia trova un sigillo nella concezione secondo cui la Presenza divina offre sapienza, conoscenza ed intelligenza, benedizione e vigore spiirituale all'eletto ed alle sue cose favorendolo nelle sue qualit; in caso contrario persino la bellezza resa pi fragile e prevalgono la desolazione e la debolezza: esempio ne sono i segni che gli eletti sono in grado di percepire attorno a s e nel mondo, ci quando la Shekhinah si allontana o quando vengono moderati o chiusi i flussi spirituali. Lo spirito divino e la vita spirituale che derivano da Dio ritemprano e rinvigoriscono quindi sia l'anima sia il corpo dell'uomo; cos anche per il Mondo che, in vista dell'era messianica e tramite il tiqqun tenendo comunque in considerazione i criteri di Ghevurah, viene favorito in abbondanza spirituale, soprattutto nella manifestazione della Sefirah Tiferet, ed in quella materiale. Metafora dell'anima che si insegna sostenga la vita del corpo, la Shekhinah, conosciuta anche come la decima Sefirah Malkhut, rappresenta la sussistenza che Dio mantiene sul Mondo: in questo modo vi un aumento della santit, della bont e della luce divine nell'uomo ed appunto nel Mondo[29]. Come si comprende anche dagli scritti di Mos Luzzatto si ritiene infatti che Dio ordini, governi e sostenga ogni cosa elargendo o meno i flussi e gli influssi o le emanazioni secondo la Provvidenza individuale o collettiva in considerazione di tutte le Sefirot: quindi possibile comprendere ci direttamente dalle figure che Dio imprime nella realt. Le due Sefirot che esprimono queste modalit divine sono soprattutto Tiferet e Malkhut:

due Sefirot come una sola, Tiferet e la Sekhinah, cio Malkhut, che sono il fondamento dell'attivit creatrice
(Elia Hayyim ben Binyamin da Genazzano, La lettera preziosa)

Nell'accostamento a questo principio, che richiama anche quello della Volont creatrice di Dio, vi quello intermedio tra i due che prevede la nascita di tutte le anime nell'era messianica e l'aumento o la diminuzione di essa nel corso delle varie epoche. Ci affermato anche nello Zohar che commenta dicendo che nella moltitudine del popolo la Gloria del Re.

Uomo [modifica]

La Shekhinah sar con loro, sotto gli occhi di tutti... L'attributo non eserciter infatti la propria
azione nella durezza.... i profeti non verranno meno, conoscenza e fede saranno ben radicate... La Shekhinah sar con loro pubblicamente: saranno tutti prodi, amorevoli, rigorosi nell'applicazione dei precetti e nella Torah. Quell'anno di remissione sar infatti di moderato rigore: le formazioni si moltiplicheranno sulla Terra ed il mondo sar pieno di creature... Vi sar invece una grande abbondanza e delizia e moltiplicazione dei frutti; molti saranno Profeti e gli intelligenti, tutti pace, amicizia, ricchezza, gloria e timore del Signore...

( Mistica ebraica, Sefer haTemunah)

Oltre alla sussistenza del vigore spirituale e materiale del mondo, la Shekhinah quindi anche fonte del vigore spirituale dei profeti e dei saggi che da essa, come immanenza e rivelazione di Dio, traggono e ricevono lo spirito santo e lo spirito di profezia[30]. Sorgente dello spirito santo e dello spirito di profezia lo Shalom a cui sono associati anche la bont, il bene e la gioia[31]. Sono quindi gli strumenti divini individuati nelle Sefirot a distinguere questi uomini eletti in mezzo al popolo d'Israele tanto da poter godere il privilegio di assistere, in taluni casi, alla visione del fulgore della Shekhinah e di altre particolari spirituali delizie celesti[32]:

Su poltrone di gemme e perle con sedili imbottiti essi siedono, inneggiando ed esaltando il Santo e Benedetto Che d vita ai Mondi, ed ognuno gode a propria misura dello splendore della Shekhinah
( Midrash Konen)

La Shekhinah non splende in mezzo alla vanit, alla tristezza, allo scherno, alla leggerezza o alla futile ciarla, sibbene in mezzo alla gioia del dovere religioso
( Talmud)

Esiste quindi un rapporto con Dio nella Shekhinah atto a permettere di riceverne la spiritualit quasi fosse un cibo, ci ad indicare non soltanto la stretta connessione tra l'ambito spirituale e quello materiale ma soprattutto la priorit del primo sul secondo affinch quest'ultimo possa essere vissuto nel modo migliore e pi consono ai dettami divini della Torah: si dice che il successore di Mos Giosu fosse

nutrito dalla Shekhinah Benedetta la porzione di un corpo che pu essere nutrito col cibo dell'anima
( Sefer haZohar)

La Shekhinah e l'arcobaleno (Gen.9,8-17) [modifica]


In pi testi si dice come la Shekhinah sia spesso spiritualmente pervasa da tre colori principali: il bianco, il rosso ed il verde (spesso anche il blu: e sotto i Suoi piedi (della Shekhinah) come una lastra di zaffiro); questi tre colori corrispondono alle Sefirot Chessed, Ghevurah e Tiferet e sono l'origine di tutti i colori dell'arcobaleno. Lo Zohar afferma che esiste un arcobaleno celeste, quello della Shekhinah, e quello comune, terrestre; il patto con No per tutta l'umanit che segu al diluvio si riferisce ad entrambi.

...vidi come un fuoco cinto di splendente luminosit. Come l'aspetto dell'arcobaleno che
nella nube in giorno di pioggia tale era l'aspetto della luminosit tutt'intorno: esso era l'aspetto dell'immagine della gloria del Signore (Ezechiele 1.27-28)

I tre colori succitati sono gli stessi della mela, il cui significato simbolico profondo, e della stella, ulteriore appellativo metaforico utilizzato per definire una modalit della Shekhinah.

La Shekhinah, il popolo d'Israele e gli altri popoli [modifica]


Il commento dello Zohar alla Parashah di Ietro, suocero di Mos, racconta che re David fu investito dello Spirito Santo e, profetizzando l'era messianica, comprese come tutta l'umanit intera potr lodare ed esaltare la Gloria di Dio. In quanto redenzione divina, l'uscita dall'Egitto viene paragonata all'era messianica e rappresenta uno dei primi tiqqunim. Nello Zohar scritto che tutti gli angeli principi superni degli Egiziani e delle altre Nazioni accompagnarono Israel protetto dalla Shekhinah sino a quando si accamp nella tappa di Eitam.

Nella relazione tra sposo e sposa [modifica]


Il Talmud, nel trattato Sotah, afferma:

Se marito e moglie ne sono degni la Shekhinah indulge tra loro...


Ed ancora in un Midrash scritto:

Non l'uomo senza la donna, non la donna senza l'uomo e non entrambi senza la Presenza divina
Nel Testo di mistica ebraica Lettera sulla santit si descrivono molti dei passaggi necessari al fine di avere un rapporto d'amore con la propria moglie santo, buono e corretto: si dice in particolar modo che Dio contribuisce come Creatore Onnipotente e nella Provvidenza al concepimento ed alla procreazione di figli e che l'uomo dovrebbe vedere la Shekhinah sulla propria sposa, con ci confermando la santit e la purezza tra marito e moglie; si noti che un discepolo dovrebbe imparare il rapporto con la Shekhinah dal legame che il proprio maestro tiene con la sua sposa. La donna poi simbolo della Terra mentre l'uomo rappresenta l'aspetto superiore, ci non escludendo la parte trascendente e spirituale della donna (cfr. sopra "Sefirot"). Rabbi Mosh Cordovero dice:

...Perci tutti i bisogni della famiglia sono tiqqunim della Shekhinah dalla quale addolcita...
(Mosh Cordovero, La Palma di Debora)

Ricorrenze e Festivit ebraiche secondo il Calendario ebraico lunare e solare [modifica]


Ogni ricorrenza ebraica, ognuna con caratteristiche e peculiarit proprie, costituisce un passaggio nella vita degli ebrei iscritto nella spiritualit del popolo d'Israele e nell'esperienza religiosa che si rinnova ogni volta anche nel legame con Dio che scandisce questi momenti in vere e proprie occasioni per rivelare e manifestare il legame con il popolo d'Israele, la Torah, le altre Nazioni, la creazione e le creature tutte, tutto ci ogni volta con la speranza continua nell'avvento del Messia, nell'accettazione del Regno di Dio in tutto il mondo e nella rivelazione della Shekhinah.

Shabbat [modifica]

Questo giorno per gli ebrei il giorno in cui Dio ha aggiunto l'anima al mondo come segno della realizzazione completa della Creazione avvenuta in origine durante i sei giorni prima del Sabato. Molti sono i segni del legame con Dio vissuto durante questo giorno, alleanza e patto tra Dio ed il popolo d'Israele, liturgici, pratici e spirituali purch pervasi dalla santit. Il legame con la Shekhinah viene vissuto sin dall'inizio dell'accesso spirituale degli ebrei alla solennit del sabato quando, la sera al tramonto del venerd, gli ebrei riunitisi in preghiera recitano il canto Lecha Dod ricevendo un'anima in pi ed in cui si paragona la manifestazione della Shekhinah e del sabato stesso a quella della sposa. Per accoglierli anche il Rabbino conosciuto come Arizal usava recarsi con tutta la propria comunit ed i propri allievi e discepoli alle colline della citt ebraica di Tzfat pervaso da esperienze spirituali ed estatiche comunque sempre misurate ed allo stesso tempo ricche di pienezza solenne e riverenziale verso Dio. Si tratta infatti del giorno di maggior attaccamento all'unit divina. La sera del venerd, dopo la preghiera, finalmente davanti alla tavola apparecchiata, l'ebreo pronto a santificare lo Shabbat con il Kiddush; prima del Kiddush, dopo aver cantato Shalom aleichem, si recita il Canto Eshet Chayil che, diretto verso la Shekhinah e onorando la propria sposa e portandole benedizione nell'accettazione di entrambi del Regno, dei comandamenti e della parola divini, l'esempio delle qualit imprescindibili di Dio e della sposa stessa nel legame con il proprio marito, con la propria famiglia e secondo i doveri che esige la natura pi gentile, pura, buona, giusta e santa cui deve adempiere, siano essi interiori o pratici. Durante il sabato l'ebreo deve attenersi a molti precetti positivi ed a molte restrizioni, anche in quest'ultimo caso vissuto nella vigilanza non mancando nel godere delle delizie messianiche del giorno: l'esegesi rabbinica insegna infatti che chi non si compiaccia nelle delizie di questo giorno, anche se circondato dalla presenza divina, nel Mondo Futuro sar come una sedia per i giusti, metafora che indica la perdita spirituale mancando all'obbligo dell'osservanza e della piacevolezza che l'ebreo tenuto a vivere. La Qabbalah spiega come durante Yom Kippur e lo Shabbat, i due giorni pi santi e solenni, ogni Sefirah sorge ad un livello superiore; si descrivono e confrontano le ascese metaforiche e spirituali di ogni Sefirah, ed in particolare della Sefirah Malkhut che meglio esprime le modalit della Shekhinah e la conoscenza di cosa queste significhino.

Rosh Chodesh, il capomese [modifica]


In Rosh Chodesh, al rinnovamento della luna di ogni mese, gli ebrei compiono alcune preghiere aggiuntive in quelle giornaliere, le Tefillot di Arvit, Shachrit, Minh, e durante la Birkat Hamazon, la benedizione ed il ringraziamento a Dio dopo i pasti; entro i 15 giorni iniziali del mese, con alcune eccezioni in alcuni periodi dell'anno, viene effettuata anche la Benedizione o santificazione della luna che, come gli altri pianeti e le stelle, compie continuamente la volont di Dio che ne sostiene l'esistenza. La luna, il cui significato viene associato ad una modalit della Shekhinah soprattutto nell'analogia col rinnovamento spirituale del popolo d'Israele, spesso paragonata alla comunit dello stesso che, come nelle fasi lunari, ha conosciuto e conosce momenti e tappe differenti nel corso di tutta la propria storia corrispondenti a fasi differenti della propria spiritualit. Si ritiene che compiere la Benedizione per il rinnovamento della luna sia come accogliere la Shekhinah, cosa stretta al suo accoglimento.

Il mese di Elul e Rosh haShan [modifica]

Dal capomese di Elul comincia il giorno in cui viene espressa la Misericordia divina poich culmina con il giorno di Rosh haShan conosciuto anche come giorno del giudizio divino dell'anno. In Elul la Shekhinah nel mondo in modo ancor pi evidente. L'Alter Rebbe insegna infatti che come un uomo che, per incontrare il re, normalmente deve passare per corridoi, tante stanze e sale per riuscire nell'intento, nel mese di Elul ci si pu attaccare a Dio con maggiore intensit e pi facilit poich come un re che "scende" nei campi, raggiungibile quindi senza le difficolt usuali: il mese di Elul infatti periodo di Teshuvah. Giorno del Giudizio divino, Giudizio nella Misericordia, la festivit ebraica di Rosh haShan, uno dei capodanni del calendario ebraico, cade nel primo giorno del mese di Tishr ed avviene anche in ricordo della Creazione, in particolare della creazione di Adam, dell'uomo, di Adamo ed Eva. I Maestri spiegano che l'inizio della Creazione avvenne il 25 giorno del mese di Elul ma che gli Ebrei ricordano la sua nascita il 1 di Tishr con la creazione dell'uomo poich con l'uomo che si realizza quanto Dio desider dando vita all'Opera della Creazione: per avere un Luogo in Basso in cui abitare, intendendovi in modo esplicito il Tempio di Gerusalemme; infatti solo grazie al servizio fedele e volenteroso degli individui che Dio si pu rivelare ad essi. Alla rivelazione della Shekhinah sono quindi direttamente collegati la concezione e l'effetto del tiqqun.

Sukkot [modifica]
Sukkot conosciuta come la festa delle capanne; dopo l'uscita dall'Egitto, durante il cammino nel deserto il popolo d'Israel abitava in capanne. Durante questa ricorrenza anche gli Ebrei di oggi usano allestire delle capanne dove soggiornare. Secondo la radice ebraica della parola Shekhinah se ne deduce un'altra: dimora. Si racconta che all'interno della capanna ogni Ebreo completamente avvolto dalla santit dei precetti; allo stesso modo il popolo d'Israel continuamente protetto dalla Shekhinah. Nel deserto la nube con la Shekhinah fu per Israel proprio una dimora. Anche il canto del sabato Yedid Nefesh dice:

Manifestati e stendi benevolo su di noi la tenda della Tua pace (sukat shelomah). La Terra risplenda della Tua Gloria, ci si rallegri e si gioisca in Essa...
La parola ebraica Sukah significa Tabernacolo, tenda o capanna. La rivelazione della nube e della Shekhinah avvennero nel mese del calendario ebraico di Nissan; la festa di Sukkot, che si celebra nel mese ebraico di Tishr, rappresenta anche il momento in cui tutta l'umanit accetta il giogo del Regno e della Regalit divini.

Chanukah [modifica]
Il nome stesso di questa festivit, che ricorda il miracolo di un'ampolla d'olio del Tempio di Gerusalemme, di cui molte cose vennero devastate dai Greci dell'epoca, durata per otto giorni anzich solo per un giorno, rimanda alla parola Shekhinah: la parola ebraica Chanukah caratterizzata infatti dalle lettere Chaf e Hei che, unite nella sigla Khah, sottintendono il termine Shekhinah; secondo la Ghimatriah questa sigla ha valore numerico 25, lo stesso numero delle lettere del primo versetto dello Shema che proclama l'unit divina con l'aggiunta del primo giorno di Chanukah che corrisponde ancora al 25 giorno del mese di Kislev. Il Talmud afferma ancora che la Menorah poi una prova per tutti coloro che vengono al mondo che la Shekhinah risiede in mezzo ad Israel (Shab. 22 b). La luce della Menorah rappresenta anche

la luce della Torah: Gli studiosi della Torah procurano al mondo la pace (Berachot 64 a). Quando Dio si rivel a Mosh all'interno della tenda del Tabernacolo per parlargli la prima cosa che venne ascoltata dal capo dei Profeti fu il comando di accendere i lumi.

Purim [modifica]
Il nascondimento della Shekhinah sta in relazione alla sua rivelazione secondo i differenti livelli di spiritualit raggiunti dal popolo d'Israele anche assieme all'umanit; cos nella redenzione finale la Shekhinah sar visibile a tutti. Un esempio di nascondimento e rivelazione espresso dall'evento storico e provvidenziale ricordato con la Festa ebraica di Purim ed avvenuto durante l'esilio babilonese durato 70 anni per la fine del quale l'ebrea Ester assieme al cugino Mardocheo istitu un digiuno di tre giorni per tutto il popolo assoggettato sino a quel momento. Si racconta che Ester si present al Re Assuero per intercedere a favore del popolo: alla fine dei tre giorni di digiuno Ester si present al Re Assuero che vide la sua figura come un angelo e questo anche perch la Shekhinah si era rivelata tramite lei; malgrado il dialogo tra i due Ester rimase vergine per il proprio futuro sposo Mardocheo: significato anche questo della protezione della Shekhinah che la cel anche allo sguardo del Re Assuero. Durante l'evento storico celebrato con la festa di Purim molti si convertirono all'Ebraismo: anche di loro detto che vennero sotto le ali della Shekhinah.

Pesach [modifica]
In questa ricorrenza, che permette all'ebreo di rivivere la liberazione della schiavit in Egitto quasi come se vi avesse partecipato personalmente, bisogna raggiungere gioia e letizia nell'adempimento di tutte le Mitzvot comandate per l'evento stesso e soprattutto durante il Seder di Pesach, la celebrazione effettuata dagli ebrei prima della cena: i Maestri spiegano che con la gioia e la letizia provate durante il racconto del Seder di Pesach si acquisisce il merito di poter allietare la Shekhinah di cui si potr quindi godere la rivelazione durante l'era messianica. Tra le diverse tradizioni pratiche seguite dagli ebrei durante questa ricorrenza vi quella dell'utilizzo delle Matzot, i pani non lievitati: essi rappresentano la completa accettazione del Regno di Dio, della Sua Volont e della Sua provvidenza; poich il lievito, proibito durante Pesach, rappresenterebbe un alter-ego troppo "gonfio", proprio come il lievito gonfia il pane, durante i giorni di Pesach gli ebrei mangiano pane non lievitato e si astengono da qualsiasi lievito per sottolineare l'importanza dell'abnegazione, dell'umilt e dell'accettazione di Dio e della Sua rivelazione della Shekhinah, qualit che iniziarono ad essere evidenti soprattutto con la liberazione dalla schiavit d'Egitto e dell'esodo che culminarono con il dono della Torah quando la Shekhinah fu vista da tutto il popolo d'Israele, principio di nascita del popolo d'Israele quale popolo di Dio.

Conteggio dell'Omer [modifica]


Tra il secondo giorno di Pesach e la festa di Shavuot, festa in cui viene celebrato il periodo delle primizie in Israele e si ricorda il dono della Torah, gli ebrei sono tenuti a contare 49 giorni in cui si ricorda il manipolo d'orzo secondo l'offerta fatta durante l'esistenza del Tempio di Gerusalemme, il conteggio dell'Omer. Secondo un insegnamento una modalit della Shekhinah racchiusa nel significato esoterico di questo conteggio. Ci si riferisce in particolare anche all'esilio della Shekhinah che si dice finir assieme al ritorno del popolo d'Israele nella Terra promessa da Dio dopo l'uscita dall'Egitto:

secondo i maestri ebrei ci avverr quando si saranno compiuti tutti i tiqqunim ed il Messia si riveler; cos anche gli ebrei di oggi contano questi 49 giorni chiedendo a Dio di purificare, rettificare e sanare dai guasti compiuti le proprie anime e di correggere in collaborazione le conseguenze degli errori dell'uomo; oltre alla correzione vi anche il dovere dell'apporto di santit e benedizione al mondo al fine di elevarlo spiritualmente, anch'esso un ulteriore aspetto per affrettare la venuta del Messia e sforzo che avviene alla presenza della Shekhinah. Si crede infatti che la Shekhinah si riveler solo quando l'umanit ne sar degna ed per questo che il conteggio tra Pesach e Shavuot sancisce il legame tra la liberazione dalla schiavit ed il dono della Torah sul monte Sinai quando furono terribili per tutto il popolo le rivelazioni della parola e della sapienza di Dio attraverso la Sua presenza, la Shekhinah. La Qabbalah insegna che il conteggio dell'omer d'orzo, in quanto cibo semplice e spesso riservato all'alimentazione degli animali in rapporto al grano per l'uomo, cela anche il mistero dell'elevazione spirituale anche del grado pi semplice della materia, anch'essa funzione del tiqqun.

Lag Ba'omer [modifica]


Durante la festivit di Lag Ba'omer, che avviene nel 33 giorno del conteggio dell'Omer, si ricorda la fine dell'epidemia che aveva colpito molti discepoli di Rabbi Akiva e la fine di molti eventi tristi; in questa ricorrenza gli ebrei, con onore e riverenza ma anche gioia e soddisfazione, celebrano anche la morte di Rabbi Shimon bar Yochay che volle che il popolo festeggiasse questo giorno perch lui stesso, maestro del Talmud, aveva compiuto in vita tutto quanto richiesto a lui da Dio secondo la propria missione di Zaddiq, uomo giusto, senza lasciare nulla di incompleto. Rabbi Shimon bar Yochay fu infatti meritevole di essere sempre accompagnato dalla Shekhinah e di essere oggetto di molte rivelazioni, profezie, visioni e miracoli; a lui si attribuisce l'opera dello Zohar ed altre di pari rilievo. Ebbe molti discepoli, tutti eletti in mezzo al popolo d'Israel. Ebbe momenti di difficolt che suscitarono nel maestro un maggior attaccamento a Dio nella Sua presenza divina: tra questi si ricorda il periodo di tredici anni durante i quali fu costretto a nascondersi e vivere con il proprio figlio in una caverna perch minacciato da una condanna a morte sancita dai governanti romani dell'epoca in cui visse: in questi anni fu sostenuto assieme al figlio da un albero di carrube e da una sorgente d'acqua sgorgata miracolosamente.

Shavuot [modifica]
Durante la ricorrenza di Shavuot, chiamato periodo delle primizie in Terra d'Israele per i primi pani di grano offerti nel Tempio di Gerusalemme e che ricorda il dono della Torah, gli Ebrei sono finalmente pronti a rinnovare lo stato spirituale vissuto ai piedi del monte Sinai: Mos ricevette tutta la Torah assieme agli appartenenti del popolo d'Israele presenti ma anche alle anime di ciascun ebreo che poi sarebbe nato successivamente e data nelle 70 lingue delle 70 Nazioni del mondo, Torah che poi trasmise personalmente. Durante questo evento Mos ed il popolo d'Israele poterono assistere a rivelazioni divine che mai furono ed anche alla manifestazione della Shekhinah: per la magnificenza dell'esperienza detto che il popolo d'Israele pot assistere a cose che saranno rese possibili solo durante l'era messianica. Gli ebrei di oggi effettuano una celebrazione specifica fatta di preghiera e di riunione all'interno delle comunit ebraiche di tutto il mondo con gioia, solennit e santit ed usano fare una veglia in cui dedicarsi completamente allo studio della Torah in modo che, unitamente al periodo trascorso nel conteggio dell'omer, possano compiere il tiqqun dei 24 ornamenti della sposa, ovvero la Shekhinah. Con questa espressione si intende lo studio di alcune parti dei 24 Libri della Torah con l'intenzione di adempiere alla glorificazione ed all'onore attribuiti a Dio.

Durante il dono della Torah gli ebrei furono per la prima volta proclamati "popolo di Dio" e per questo ad essi venne attribuito il compito e la responsabilit nel mondo del servizio spirituale per Dio nella collaborazione soprattutto anche per il mantenimento ed il sostentamento spirituale. Anche per questo le Scritture affermano pi volte che l'evento del Sinai fu come un matrimonio tra Dio ed il popolo d'Israele, matrimonio sigillato in tutto l'insieme della Torah con cui si stabil uno dei patti principali tra Dio e gli ebrei. Durante il dono della Torah la Shekhinah, in quanto visibile e capace di aver reso tutti gli ebrei completamente puri, elevati spiritualmente e capaci di accedere alla parola divina, permise a tutto il mondo di essere riscattato dal peccato originale; si dice che se l'umanit avesse mantenuto questo stato perfetto si sarebbe presto rivelato il Messia.

Tisha b'Av: il 9 di Av [modifica]


Nella data del 9 di Av e nel 17 di Tammuz, ogni anno, gli ebrei ricordano con due digiuni i due giorni in cui vi furono per il popolo d'Israele molte disgrazie, alcune tra le quali la distruzione del primo e del secondo Tempio di Gerusalemme, secondo il Talmud entrambi il 9 di Av nell'anno 416 a.C. e nel 70 d.C., e la rottura delle prime Tavole della Legge da parte di Mos a causa del peccato del vitello d'oro operato da una parte del popolo durante l'episodio avvenuto sul Sinai con il dono della Torah. L'avvenimento della distruzione del Tempio di Gerusalemme, fulcro centrale della vita religiosa ebraica, rappresent per gli ebrei e, di conseguenza, anche per il mondo e per il resto dell'umanit una perdita ed una mancanza ineguagliabili: esso la principale residenza della Shekhinah il cui esilio ebbe inizio proprio a partire da ci. Durante questa ricorrenza gli ebrei usano incontrarsi nelle Sinagoghe e recitare anche il brano liturgico del Libro delle Lamentazioni, in ebraico Eikhah. L'esegesi ebraica spiega che le lettere della parola Eikhah sono "Alef-Yod-Khaf-Hei"; queste quattro lettere possono essere suddivise in due parole che sono Ei, Dove, ed il richiamo delle lettere Khaf-Hei alla parola Shekhinah: il significato risulta essere quindi Dove la Shekhinah?, domanda posta ai figli di Israele affinch prendano coscienza della mancanza creata nel mondo con la distruzione del Tempio di Gerusalemme, mancanza di pari rilevanza alla cacciata di Adamo ed Eva dal Gan Eden. Le profezie dei profeti del popolo d'Israele affermano che con l'era messianica il Tempio di Gerusalemme, il terzo e definitivo, verr ricostruito e che la Shekhinah si manifester universalmente a tutti gli esseri viventi. Molti maestri insegnano infatti che tutte le occasione di lutto cambieranno radicalmente in momenti di gioia ed esultanza, che morte, peccato, male ed ogni cattiveria non saranno pi e che prevarr la diffusione pi ampia del bene, della pace, della bont, dell'armonia e della santit.

Confronto tra la tradizione ebraica e la tradizione islamica


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Anche nell'Islam sono tante le allusioni alla nube oscura ed all'Essenza del Signore:

l'inviato di Allah rispose ad una persona che gli chiedeva dove fosse il Signore prima di creare il creato: in una nube oscura sopra la quale non v' aria e sotto la quale non v' aria
Anche Abd al-Karm al-Jl dice:

Egli Si trovava in una nube oscura prima di creare il creato e cos rimane dopo averlo creato

Quest'ultimo versetto della tradizione indica anche la natura e l'origine increata della nube secondo cui, nella tradizione ebraica, Dio e la Shekhinah sono una stessa cosa poich Dio si rivela nella nube stessa; i due figli di Aronne Nadav ed Abiu morirono anche per avere fissato con lo sguardo la Shekhinah a lungo con l'intento di voler penetrare il mistero dell'essenza di Dio, cosa per l'uomo troppo gravosa.

"Tenebra e luce" [modifica]


Anche nella religione islamica si parla di occultamento a proposito della tenebra che occulta la luce della Nube. Con ci si intende la luce spirituale divina contrapposta alla tenebra dell'oscurit e dell'impurit, principio valido anche nella Religione ebraica. Ma il termine tenebre si riferisce anche alla "tenebra celeste unita alla Sua luce" come parvenza della Shekhinah, ovvero l'Essenza di Dio, metafore, queste, dell'Unit di Dio e non dei due elementi sopraccitati nel confronto con l'Islam: nella religione ebraica si dice infatti che il velo della tenebra della Shekhinah nasconde la sua luce. "Egli (la Shekhinah nella nube) luce e tenebra assieme" infatti, come gi detto, esistono differenti tipologie di tenebra e quella della Shekhinah, unita alla Sua luce e descritta metaforicamente anche come Nube, riguarda invece l'altissima e santa parvenza dell'Immanenza di Dio e non gli altri casi gi qui descritti precedentemente come quello della tenebra oscura dell'impurit, appunto con una connotazione negativa.

I significati simbolici [modifica]


Per approfondire, vedi la voce Valenza dei generi maschile e femminile utilizzati nell'identificazione di Dio.

Nel Canto Eshet Khayil (Mishl 31. 10-31), usualmente recitato nella sera del venerd prima del Kiddush, si usa per la Shekhinah la metafora della donna virtuosa che si dedica a molte buone azioni:

...una donna virtuosa chi pu trovarla? Il suo valore superiore a quello delle perle... Ella arreca sempre bene e mai male... Schiude le mani al povero e le porge all'indigente...
Il Rabbino ortodosso Aryeh Kaplan, la cui morte datata nell'anno 1983, cos scrisse: Chi cerca un maestro spirituale prima di tutto deve osservare che rapporto ha il maestro con la sua (del maestro stesso) sposa. Il modo con cui la tratta gli fornir preziose indicazioni sul suo rapporto con la Shekhinah

Tua moglie sar come una vite fruttifera all'interno della tua casa
A proposito di questo versetto scritto che, come la Shekhinah risiede nel luogo pi interno del Tempio, il Sancta Sanctorum, cos una donna modesta non sosta all'ingresso della propria casa: Una vite fruttifera la Shekhinah!

La Shekhinah paragonata alla Rosa dai tredici petali: come la rosa presenta i colori bianco e rosso cos in Dio prevalgono le Sefirot Chessed e Ghevurah; inoltre i tredici petali corrispondono ai tredici Attributi della Clemenza divina fondati appunto su Chessed. A ci si fa riferimento soprattutto nei commenti esegetici della Qabbalah sulle Sefirot Malkhut e Binah e sul loro rapporto.

La Shekhinah anche l'archetipo della comunit del popolo d'Israele proprio per il ruolo di servizio per il Signore assegnatogli: vi ho liberato perch siate il mio popolo... e per essere il vostro Signore. La Shekhinah nel Sefer haBahir anche detta Zedek, Giustizia. Egli cavalca i cieli in tuo aiuto, le nubi con la sua Maest; Le nubi spandano Giustizia; In essa abitava la Giustizia; Il Signore regner in eterno, il tuo Dio, Sion, di generazione in generazione; La fortezza di Sion, che la citt di David: questi versetti fungono da commento a tal proposito nel testo suddetto. Volont: anche in molti testi moderni della tradizione ebraica ricordato quanto i Maestri ebrei affermavano: Dio Tutto Volont. Maest: anche la "Guida dei perplessi" dice che Dio muove tutto, tanto la parte quanto il tutto: Maest si riferisce al movimento delle 7 sfere celesti governate in Aravot, le Nubi. Makom, luogo: per Makom si intende anche un nome di Dio e ci si riferisce ad esso nel caso della preghiera rivolta a Dio e quindi alla Shekhinah con atto di amore e supplica. Cuore: questa metafora per la Shekhinah indica lo Spirito Santo legato alla saggezza Profetica (cfr. Zohar: il cuore... colmo di tutto) con la quale vennero ornati anche coloro che si occuparono di preparare, costruire ed arredare il Tabernacolo. La Shekhinah associata all'anima ed il Tabernacolo o il Tempio al corpo: essa nutrimento al mondo intero come lo spirito santo nell'uomo favorito in questo; secondo questa analogia la Shekhinah viene definita parte pi interna, mentre quelle esterne vengono anche definite gusci: cos anche il cervello, "luogo" principale dell'anima i cui flussi poi si irradiano attraverso tutto il corpo, esternamente costituito da diversi livelli di rivestimento. Un'opinione rabbinica dello Zohar associa una modalit di Dio nella Shekhinah al canto ma un'altra ad essa contraria. In questo senso la Shekhinah viene anche definita mare, poich da essa derivano tutti i flussi, anche per il tiqqun. Cielo: questo significato simbolico comprende l'eccellenza, l'altezza del Signore che tutto predispone, governa e provvede. Ancora due nomi legati alla Shekhinah: Eden e Teshuvah. Soprattutto per la posizione rispetto al resto della struttura della costruzione del Tempio di Gerusalemme, si dice che il muro occidentale del Tempio rappresenta il segreto ontologico e mistico della modalit della Shekhinah. Questa espressione risalente alla distruzione del Tempio presente nell'Haggadah e si riferisce alla preghiera ed alla richiesta di perdono rivolte a Dio dal re di Giuda Ezechia quando seppe che avrebbe ricevuto una punizione per non aver avuto figli, la punizione di "non poter partecipare al Mondo Futuro": quando egli seppe ci si volse verso il muro. Si dice inoltre che la Shekhinah continu a risiedere presso il muro stesso rimasto sino ad oggi. Il detto biblico che afferma La presenza divina ad Occidente conferma poi anche la direzione che i Sacerdoti del tempio di Gerusalemme assumevano durante il servizio spirituale, ovvero verso il Santo dei Santi, luogo verso il quale ogni ebreo deve essere rivolto durante le preghiere di Shachrit, Minh ed Arvit;

l'origine biblica presente nell'atteggiamento di Avraham che, diversamente dalla maggioranza della generazione dell'epoca che adorava il sole e volgeva ad esso verso Oriente le proprie celebrazioni, fu il primo a volgersi ad Occidente proprio dal monte Moriah dove ebbe appunto rivelazioni di Dio di grande importanza.

Anche i precetti vengono associati alla Shekhinah e sono sua salvaguardia: la Shekhinah infatti anche metafora della legge divina donata in modo definitivo sul monte Sinai. I maestri ebrei hanno sempre insegnato come prima dell'era messianica, il mattino, vi sia un momento intermedio chiamato alba: in questo caso la Shekhinah viene simbolicamente definita dallo Zohar stella del mattino: il tiqqun con la Shekhinah preparazione alla finale rivelazione della Stessa per l'era messianica. Anche il nome cerva connota inoltre il significato della Shekhinah in relazione all'avvento dell'era messianica. Achat: Ci significa: io prego solo per la Shekhinah, per l'Achat, per l'Una. Di Shekhinah si parla nello Zohar anche nella modalit metaforica della candela in merito al legame con Dio dell'uomo elevato, legame paragonato appunto alla fiamma bianca e blunera con lo stoppino nel significato simbolico di queste tre parti. Le due Sefirot esplicitamente legate alla Shekhinah sono Binah, alla Shekhinah Alta, e Malkhut, alla Shekhinah Bassa: la prima riguarda la parte pi nascosta e difficile da reperire mentre la seconda riguarda la rivelazione manifesta; la prima corrisponde anche al pensiero dell'uomo, la seconda anche alle Sefirot associate alle emozioni, ovvero alla pace, al discorso e all'azione. Esiste poi una relazione tra Malkhut, la Terra e la luna: una simbologia del Tetragramma consiste anche nel legame materiale esistente tra il sole e la luna; come la luna riceve la luce del sole, e Malkhut anche il Regno divino palese anche nel mondo materiale nell'esempio della Terra, cos la modalit di ogni governo e dominio divini sul mondo procede secondo la stessa modalit del Reame celeste che investe del proprio potere lo stesso mondo materiale, secondo la propria sussistenza: anche questo attesta il Governo di Dio su tutti i Mondi, spirituali e materiali. Quando Avraham si diresse con la sposa Sarah in Terra d'Egitto dalla Terra d'Israele, anche per la carestia presente in quest'utlima, egli scese di livello: Avraham chiese a Sarah di dire di essere sua sorella per timore che, nel caso gli Egiziani fossero venuti a sapere che erano sposi, lo uccidessero per prendere lei. In Genesi scritto che si accorse della sua bellezza: infatti precedentemente alla discesa di livello egli ne coglieva la parte pura, santa e nel bene assoluto mentre quando discese pot coglierne anche un aspetto minore, la bellezza fisica; cos Avraham, richiamandosi al livello superiore perso, ma che comunque poi riacquis con maggior forza, fece riferimento all'espressione metaforica mia sorella. Si accenna all'espressione mia sorella anche con riferimento alla Shekhinah, e quindi riguardo al livello santo della purit, dell'elevatezza e del bene. ...

Lettere ebraiche associate ad alcune modalit di Dio nella Shekhinah [modifica]

L'ultima Yod, ,considerata nella forma del Tetragramma Yod-Hei-Vav-Yod sancisce la valenza della Shekhinah in Basso. Secondo i maestri ebrei la lettera ebraica che, nel proprio significato simbolico ed esegetico, rivela molti dei segreti della Shekhinah la Hei: . Oltre a queste il Sefer haZohar parla in proposito anche della lettera ebraica Daled, . In relazione a Dio nella Shekhinah la lettera Chet, ,allude alla Sua luce. Il testo mistico "Sefer ha-Temunah" afferma che anche le lettere Kaf e Lamed, e ,lettere che secondo l'esegesi ebraica del testo presentano una vicinanza precipua, vengono citate con riferimento alla Shekhinah: la Kaf per quanto concerne la simbolologia correlata al Tempio di Gerusalemme, essa sembra infatti rappresentare un recipiente; la Lamed per quanto concerne la modalit Sefirotica dell'Intelligenza che, come fuoco la cui natura insita il circondare, paragonata all'Onnipresenza divina che tutto pervade e circonda:

Kaf: l'attributo del Regno; indica tuttavia il Tempio Terreno giacch il recipiente della
Shekhinah... Questo attributo chiede sempre di ricevere clemenza e misericordia dalla lamed, che intelligenza... ( Mistica ebraica, Sefer haTemunah)

Viene associata alla Shekhinah anche la lettera Nun, ,prima ed ultima lettera della parola Neeman che compare nell'espressione E-l Neeman, Dio Fedele. La lettera ebraica Samekh, ,per il suo significato mistico indica metaforicamente la presenza di Dio nella Shekhinah attorno e nel Mondo nonch alla Comunit d'Israele ed in seno alla stessa. Rabbi Bachya ben Asher insegna che le due cinghie dei Tefillin indicano l'influenza del Mondo Superiore verso il Mondo Inferiore, l'afflusso dall'Alto verso il Basso, e Dio nella Shekhinah domina i quattro venti talvolta facendoli discendere ed a volte ascendere; il Tetragramma sigillato nei Tefillin e, secondo un metodo della Ghimatriah, esso vale 300 che anche il valore numerico della lettera ebraica Shin ( )che concerne appunto una modalit della Shekhinah. ...

Note [modifica]
1. ^

perch con i loro occhi vedono il ritorno del Signore a Zion (Isaia 52.8)
2. ^

Si manifester la gloria del Signore e tutti gli esseri viventi insieme vedranno che la bocca del Signore ha parlato (Isaia 40.5)
3. ^

Mosh sal al monte e questo fu avviluppato dalla nube. La maest divina si


fiss sul monte Sinai che fu avvolto dalla nube per sei giorni, ed il settimo giorno il Signore chiam Mos dal denso della nube. La maest divina appariva come

fuoco divorante alla sommit del monte alla presenza dei figli d'Israel. Mos penetr nel denso della nube, sal sul monte restando l 40 giorni e 40 notti
(Esodo 24.15-18)

4. ^

Il Signore discese nella nube, si ferm presso di lui e proclam il nome del
Signore. Pass la divinit davanti a lui e proclam queste parole: Il Signore ...
(Esodo 34.5-6...)

5. ^

Ci sono nove firmamenti e la Shekhinah il decimo


( Sefer haZohar)
6. ^

Il Santo e Benedetto e la Shekhinah sono un'Unit


( Sefer haZohar)
7. ^

La Sua Shekhinah tanto nei Mondi Superiori quanto in Terra


( Midrash Konen)
8. ^

Un eretico disse a R. Gamliel: Voi affermate che dovunque sono riunite 10 persone per
pregare, la Shekhinah risiede fra loro; quante Shekhinot ci sono!? e R. Gamliel rispose: se il sole, che soltanto uno dei milioni di miriadi dei Suoi servi, pu trovarsi in tutti i luoghi del mondo, quanto pi di cos pu la Shekhinah splendere nell'universo intero! ( Talmud Sanh.39a)
9. ^

E la Terra sar piena della conoscenza della gloria del Signore come il mare pieno d'acqua (Abacuc 2.14)
10.^

Un pagano chiese a Rav Meir...: " possibile che Colui del quale scritto: Ecco il Cielo e
la Terra Io riempio (Ger23,24), abbia parlato con Mosh fra le due stanghe dell'Arca?" Gli rispose: "Portami degli specchi grandi". Glieli port; allora gli disse: "Guarda in essi la tua immagine". La vide grande. Gli disse poi: "Portami degli specchi piccoli". Glieli port; e gli disse ancora: "Guarda la tua immagine". E la vide piccola. Allora gli disse: "Se tu che sei mortale puoi cambiare te stesso come vuoi, Colui che parl - ed il mondo fu -, tanto pi. Cos, quando Egli vuole, "il Cielo e la Terra io riempio", e quando vuole Egli parla tra le due stanghe dell'Arca". Disse Rav Chaninah bar Ish: "Qualche volta il mondo e quanto lo riempie non riesce a contenere la Gloria del suo Dio, qualche altra volta Egli parla con l'uomo fra i capelli del suo capo, come sta scritto: E rispose il Signore a Giobbe dalla tempesta (Giobbe38,1), fra i capelli del suo capo"... (Bereshit Rabb)
11.^

La Presenza divina non si trova se non nelle tende di Shem


(Bereshit Rabb)
12.^

...egli (Mos) l'uomo di fiducia di tutta la mia casa. Sai bene che la Shekhinah la casa
dell'attributo che parl con Mos e perci si chiama Beith El, Casa del Misericordioso... cio

la casa di Tiferet (cfr. "Sefirot")... e l'Eterno gli parl dalla tenda dell'assemblea... Mos si univa alla luce mentre era ancora in vita (Elia Hayyim ben Binyamin da Genazzano, Gli eletti dei figli d'Israel)
13.^

cos tu vedrai solamente santit, spirito e la gloria del Signore che riempe tutta la Terra
14.^

... in questo senso che possiamo interpretare il versetto: Tu lascerai andare la madre
(degli uccelli) e prenderai i piccoli - i figli - per te (Deut22,7). Questo versetto pu insegnarci che, sebbene con il loro mutuo attaccamento gli Ebrei si separino un po' dalla "Madre", dalla Shekhinah e trascurino un po' la Devekut, il loro attaccamento alla Shekhinah, tuttavia prendi i figli per attaccarti ad essi... Sappi, fratello mio, che l'amore che lega gli ebrei gli uni agli altri, in una unione sincera, senza maldicenza e senza parole sciocche e vane, un amore per il bisogno della Shekhinah ( Taharat ha-Kodesh)
15.^

...I sigufim (le mortificazioni) invece hanno il potere di riunire il cuore ed il cervello
dell'uomo al suo Dio. Tuttavia, se l'uomo si purifica da tutti i suoi peccati, allora merita che la Shekhinah, la Presenza divina, lo avvolga. Il secondo modo di vivere la hitbodedt, la solitudine, consiste nel riflettere, da solo a solo con il Creatore, sulla grandezza del Suo Nome, benedetto Egli sia, e sui mondi che ha creato, sui Suoi eserciti (celesti), sui Suoi servitori, sulle Sue creature, grandi ed imponenti. Attraverso questa contemplazione l'uomo si riveste di vergogna davanti alla maest della Sua Gloria, benedetto sia il Suo Nome ( Taharat ha-Kodesh)
16.^

... possibile che dei giusti che sono coscienti a questo alto livello della Presenza divina
provino, gi in vita, che la loro anima legata al fascio dell'Eterno. Essi sono infatti una residenza per la Shekhinah, sono una dimora per la Presenza di Dio (Ramban, Rabbenu Bacya, Recanati (Rabbino), Commento a Deut. 11, 22)
17.^

(nell'al di l) i giusti sono seduti e godono dello splendore della divinit


( Talmud di Babilonia, Berachot, 17,a)
18.^

Noi chiamiamo le benedizioni Berakhot perch la Shekhinah, la presenza divina, la


sorgente dell'abbondanza. Ella forma uno stagno superiore da cui la Sua sovrabbondanza si riversa su tutte le creature, secondo i loro rispettivi meriti. Sappi che le Berachot che noi pronunciamo sono necessarie a tutti i mondi: essi le attendono; tutte le creature beneficiano di questa sovrabbondanza attirata dalle Berachot che Israele pronuncia ( Shulkhan haTahor)
19.^

...Questo significa che liberavano il loro pensiero dalle cose di questo mondo e lo
collegavano al Signore di tutto, benedetto Egli sia, nel timore e nell'amore; percepivano la luce della Shekhinah, della divina Presenza, al di sopra della loro testa e la sentivano espansa tutto intorno a loro; erano cos installati nella luce. Tremavano e si rallegravano, come detto: "Servite l'Eterno con timore e rallegratevi con tremore"

( Sefer Charedim)
20.^

Donde si deduce che il Santo e Benedetto Si trova nella Sinagoga? Come detto: Il
Signore sta nell'Assemblea Divina (Sal82,1). E donde si deduce che quando dieci uomini (Minian) si riuniscono in preghiera la Shekhinah in mezzo a loro? Come detto: Il Signore sta nell'Assemblea Divina. E donde si deduce che quando tre siedono e giudicano la Shekhinah in mezzo a loro? Come detto: In mezzo ai giudici Egli giudica. E donde si deduce che, quando due siedono e si occupano dello studio della Torah, la Shekhinah in mezzo a loro? Come detto: Allora i tementi del Signore si parlarono l'un l'altro ed il Signore porse orecchio ed ud (Mal3,16). E donde si deduce che, quando un uomo solo siede e si occupa dello studio della Torah, la Shekhinah con lui? Come detto: In ogni luogo in cui Io sar causa che il Mio Nome venga ricordato verr a te e ti benedir ( Talmud Ber. 6 a)
21.^

In origine la sede della Shekhinah era nelle regioni pi Basse. Quando Adamo pecc
(essa) sal al Primo Cielo; quando pecc Caino sal al Secondo Cielo; nella generazione di Enoch sal al Terzo Cielo; nella generazione del diluvio al Quarto; nella generazione della torre di Babele al Quinto; gli abitanti di Sodoma fecero s che salisse al Sesto; e gli egiziani, al tempo di Avraham, al Settimo. Per contro sette uomini giusti nacquero e la fecero discendere. Avraham la riport al Sesto; Isacco al Quinto; Giacobbe al Quarto; Lev al Terzo, Kohath al Secondo, Amram al Primo e Mos fece s che scendesse dall'Alto al Basso della Terra ( Gen.R.19.7)
22.^

...(in questo modo) la divinit "abbandona" il mondo, risale verso le altezze, perch l'uomo
respinge i piedi della Shekhinah residente fra gli uomini. Distrugge la dimora che il Signore ha desiderato avere quaggi. Ma tale situazione non irrimediabile... ( Alexandre Safran, La Kabbal)
23.^

E fece scendere la presenza divina in Egitto con lui


( Gen.R.86.2)
24.^

Finch non vide (Potifar) la presenza divina su di lui (Giuseppe)


( Gen.R.86.5)
25.^

E da quando gli affid... E benedisse il Signore la casa dell'egiziano... (Gen39,5). Insegna


Rabbi Shimon bar Yochay: in tutti i luoghi dove vanno i giusti la presenza divina (la Shekhinah) va con loro. Isacco scese in Gerar e la benedizione venne con lui, come detto: Ed Isacco semin in quella terra... e lo aveva benedetto il Signore (Gen26,12); scese Giacobbe presso Labano e la benedizione stava con lui, come detto: ed il Signore ti ha benedetto per causa mia (Gen30,30); scese Giuseppe presso Potifar: e la benedizione stava con lui. Benedisse il Signore la casa dell'Egiziano per causa di Giuseppe. E la benedizione del Signore si estendeva su tutto ci che aveva in casa e nei campi ( Gen.R.86.6)
26.^

mentre lo spirito di santit e la Shekhinah santa aleggiavano e spiravano sopra di esso,


come detto: e il Suo Spirito aleggiava (Gen1,2): si riferisce allo spirito del Re Mashiach, come detto: sopra di lui si poser lo Spirito del Signore (Is2,2) ( Gen.R.2.4)
27.^

Come si intende: lo spirito ritorna? Questa la Shekhinah, "che " lo spirito santo
( Sefer haZohar)
28.^

rugiada che riempie la presenza Divina di ci che scaturisce da tutte le fonti superiori
( Petichat Elyahu Hanav)
29.^

La Terra risplendeva per la Sua gloria (Ezechiele 43. 2)


30.^

tuttavia pi in alto di queste la forma cabbalistica profetica la quale ricevuta dalla bocca della Shekhinah
(Natan ben Sa'adyah Har'ar, Sha'arei Zedek)
31.^

Infatti la Shekhinah li circonder con la forza della misericordia che Essa contiene...
( Mistica ebraica, Sefer haTemunah)
32.^

...e che provengono dalle Sefirot che danno vita alle anime superiori e le alimentano tanto
da farle godere del fulgore della Shekhinah e da incoronarle con un diadema di gioia perenne... (Avraham ben Shmuel Abulafia, I sette sentieri della Torah)

Spirito Santo
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Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: cos di chiunque nato dallo Spirito. (Giovanni 3, 8)
Dio Spirito Santo

Colomba dello Spirito Santo


Terza Persona della Santissima Trinit

Attributi Lingue di fuoco; vento; acqua; colomba

Lo Spirito Santo , nella tradizione ebraica, cristiana ed islamica, lo spirito di Dio. Per quasi tutte le confessioni cristiane, lo Spirito Santo la Terza Persona della Trinit. Riguardo allo Spirito Santo la teologia cristiana stata quella sviluppata nei secoli pi recenti; per questa ragione le diversit tra le varie confessioni cristiane in questo campo sono maggiori rispetto a quelle riscontrabili rispetto alla teologia su Dio Padre e su Dio Figlio. Nella fede cattolica lo Spirito Santo procede in egual misura dalle altre due persone, il Padre e il Figlio. Secondo invece la fede delle chiese orientali lo Spirito Santo procede esclusivamente da Dio Padre. Con il termine tecnico procedere si intende una derivazione che non ha implicazioni temporali, n di priorit, in quanto lo Spirito Santo non pu intendersi teologicamente a posteriori rispetto alle altre due persone.
Indice

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1 Etimologia 2 Nell'Antico Testamento 3 Nel Nuovo Testamento 4 Sette doni dello Spirito Santo 5 Simboli dello Spirito Santo 6 La figura dello Spirito Santo in Gioacchino da Fiore 7 Differenze teologiche tra confessioni religiose 8 Feste legate allo Spirito Santo 9 Congregazioni dello Spirito Santo 10 Interpretazioni psicologiche della Trinit 11 Note 12 Voci correlate 13 Altri progetti 14 Collegamenti esterni

Etimologia [modifica]
In ebraico spirito viene tradotto con la parola "( ruach"), un nome di genere femminile. Ruach significa anche vento, respiro. "Spirito Santo" " , ruach haQodesh". Per la Religione ebraica con tale termine viene indicata la Potenza divina che pu riempire gli uomini, ad esempio i profeti. Questo concetto non ha avuto tuttavia uno sviluppo particolare nell'Ebraismo, come invece si avuto nel Cristianesimo. In greco antico "spirito" si dice "" o "" ("pneuma"; da "", "pne", cio "respirare/soffiare/aver vita"), ed di genere neutro e da esso deriva il termine pneumatologia, con il quale viene indicata la scienza dello spirito in genere e la scienza teologica giudaico-cristiana che studia la relazione tra lo stesso Spirito Santo e le persone della Trinit cristiana. In latino Spirito "Spiritus" (da "spiro", cio "respirare", "soffiare") ed di genere maschile. Da l e dal greco l'equivoco di una Trinit tutta maschile.

Nell'Antico Testamento [modifica]


Per approfondire, vedi le voci Ruach haQodesh, Shekhinah e Spirito Santo nell'Antico Testamento.

Il nome Spirito traduce il termine ebraico "( ruach") che, nel suo senso primario significa "soffio", "aria", "vento", "respiro". Poich larga parte dell'Antico Testamento condiviso dalle religioni ebraica, cristiana ed islamica, le considerazioni seguenti sono largamente condivise dalle tre religioni. Gi dalle prime righe della Genesi si intravede la presenza dello Spirito di Dio nel mondo. Secondo l'Antico Testamento lo Spirito Santo ha:

funzione creante (prende parte alla Creazione)

funzione generante (il soffio vitale di Dio opera continuamente nel creato rinnovandolo) funzione conducente (lo spirito di Dio guida il suo popolo soprattutto nelle grandi svolte, attraverso guide carismatiche, re e profeti)

Nel Nuovo Testamento [modifica]


Per approfondire, vedi la voce Spirito Santo nel Nuovo Testamento.

Nel Nuovo Testamento si ha la piena rivelazione dello Spirito Santo. Il Vangelo di Giovanni presenta pi chiaramente rispetto agli altri vangeli lo Spirito Santo come una persona distinta, chiamato il Consolatore, che Ges stesso promette ai suoi discepoli (Gv 7,37-39, Gv 14,16-17, Gv 14,26, Gv 15,26 e Gv 15,7). Nei vangeli lo Spirito Santo accompagna tutta la vita di Ges. menzionato nel racconto del:

suo concepimento: (Mt 1,18 e Lc 1,34-35) suo battesimo, dove appare sotto forma di colomba: (Mt 3,13-17, Mc 1,9-11, Lc 3,21-22 e Gv1:31-33) suoi miracoli: (Mt 12,15-21, Mt 12,28, Mc 3,22-30) sua morte: (Mt 27,50, Mc 15,37, Lc 23,46 e Gv 19,30)

La manifestazione pi evidente dello Spirito Santo riportata nel racconto della Pentecoste (Atti degli Apostoli 2,1-11). Gli apostoli e Maria erano riuniti, quando lo Spirito Santo come lingue di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro. Gli apostoli poterono quindi predicare il vangelo in lingue che non conoscevano.

Sette doni dello Spirito Santo [modifica]

Per la dottrina cristiana, nella stessa pneumatologia, vanno distinti i sette doni e i nove frutti dello Spirito Santo.[1] I primi sarebbero, tanto quanto i sacramenti, indipendenti dal cammino di santit cos com' delineato nel modello proposto dalla Chiesa, mentre gli altri invece no. Secondo la tradizione cristiana lo Spirito Santo offre sette doni:[1] o sapienza o intelletto o consiglio o fortezza o scienza o piet o timore di Dio

Il Catechismo della Chiesa Cattolica cita come riferimento biblico le parole del profeta Isaia (Libro di Isaia 11, 2),[1] in cui per assente il dono dello spirito di piet. Inoltre il timor di Dio sembrerebbe essere in diretto contrasto con la seguente affermazione neotestamentaria:

Nell'amore non c' timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perch il timore suppone un castigo e chi teme non perfetto nell'amore. (1 Giovanni 4, 18)

San Paolo enumer i nove "frutti" dell'azione dello Spirito Santo, in chi lo invoca e accoglie:

Il frutto dello Spirito invece : amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bont, fedelt, mansuetudine, autocontrollo. (Galati 5,22)

Nel Nuovo Testamento lo Spirito Santo detto il "Parclito". Questa parola deriva dal greco , (paracletos), un termine del linguaggio giuridico che significava letteralmente "chiamato appresso", cui l'equivalente latino l'ad-vocatus, cio "avvocato", inteso come "difensore" o "soccorritore", per estensione "consolatore". Il contesto in cui si usa questo termine nei testi profani quello del processo, ed indica "colui che sta al lato dell'accusato" per difenderlo. Ges, nel suo discorso di addio riportato nel Vangelo di Giovanni promette ai suoi discepoli di non lasciarli soli, ma di mandargli un consolatore (Gv 14,16, Gv 14,26, Gv 15,26, Gv 16,7). In Gv 14,16 lo Spirito chiamato "altro paraclito", a significare che il primo paraclito lo stesso Ges. Lo Spirito Santo fu donato alla Chiesa e agli Apostoli con la resurrezione di Cristo e in modo visibile durante la pentecoste. Esso si riceve, dalle mani di un Vescovo (successore degli Apostoli), durante il sacramento della Cresima.

Simboli dello Spirito Santo [modifica]


La Chiesa Cattolica elenca i simboli con cui indicato lo Spirito Santo nella Bibbia.[2] Questo elenco condiviso da larga parte delle confessioni cristiane.

Acqua: come segno di nuova vita. Al tempo di Mos la salvezza del popolo ebraico fu data dall'acqua scaturita dalla roccia, l'azione dello Spirito nel battesimo dona la nuova vita. Fuoco: simboleggia la capacit delle azioni dello Spirito di trasformare le cose. il simbolo riportato nei vangeli nel racconto della Pentecoste. Vento: riprende il significato letterale di "Spirito", ovvero "soffio"; cos in Atti 2 quando si abbatte come vento gagliardo nella casa dove gli apostoli erano riuniti per la Pentecoste. Nube e Luce: cos rappresentato lo Spirito Santo nei racconti di Mos sul monte Sinai, dell'Annunciazione, della Trasfigurazione, dell'Ascensione. Sigillo: legato al simbolo dell'unzione, indica come l'alleanza abbia carattere definitivo. Mano: l'imposizione delle mani un gesto usato gi nella chiesa primitiva per invocare la discesa dello Spirito Santo su un fedele. Dito di Dio: che ha scolpito i dieci comandamenti, con cui Ges scacciava i demoni. Colomba: durante il battesimo di Ges (Mt 3,16)

La figura dello Spirito Santo in Gioacchino da Fiore [modifica]


Per approfondire, vedi la voce Era dell'Aquario.

Gioacchino da Fiore stato uno dei primi teologi ad approfondire lo Spirito Santo. Egli concep la teoria della storia secondo cui, dopo un'era del Padre (corrispondente all'ebraismo e all'Antico Testamento), era seguita un'era del Figlio (in cui Ges s' rivelato nel Cristianesimo e nel Nuovo Testamento) ed infine sarebbe giunta l'ultima era, l'era dello Spirito. Tale concezione gioachimita in questi ultimi decenni ha influenzato anche, ma non solo, il pensiero New Age a proposito del passaggio dall'era dei pesci a quella dell'aquario.[3]

In ambito cattolico, molti teologi hanno ripreso questa concezione in relazione all'et dello spirito che sarebbe scaturita negli anni sessanta e settanta del Novecento in seguito al concilio Vaticano II e che ha visto la nascita di numerosi movimenti e gruppi di preghiera carismatici sullo Spirito Santo in quella che venne chiamata una "nuova Pentecoste".

Differenze teologiche tra confessioni religiose [modifica]


Per approfondire, vedi la voce Spirito Santo secondo le diverse confessioni.

La teologia riguardo lo Spirito Santo si differenzia molto nelle varie religioni, confessioni e movimenti sia all'esterno che all'interno del mondo cristiano. La religione ebraica e l'islamismo riconoscono lo Spirito Santo solo come Spirito di Dio. Tra le religioni cristiane ci sono alcune che riconoscono lo Spirito Santo come terza persona della Trinit, altre confessioni, le antitrinitarie, che invece negano tale aspetto.

Feste legate allo Spirito Santo [modifica]


La cittadina di Gangi sulle Madonie (PA) festeggia solennemente lo Spirito Santo con una tradizione che ha dello spettacolare. Una processione di circa 40 statue si snoda fino al Santuario per poi compiere i cos detti miracoli (corse) sul sagrato della chiesa.

Congregazioni dello Spirito Santo [modifica]


Nella Chiesa cattolica sono numerose le congregazioni religiose dedicate allo Spirito Santo: la Congregazione dello Spirito Santo, fondata a Parigi nel 1703 per le missioni estere e affiancata, dal 1921, dal ramo femminile delle Suore Missionarie dello Spirito Santo; le Missionarie Serve dello Spirito Santo e le Suore Serve dello Spirito Santo dell'Adorazione Perpetua rami femminili di vita attiva e di vita contemplativa dei verbiti; la congregazione polacca delle Suore Canonichesse dello Spirito Santo; le Figlie dello Spirito Santo, fondate nel 1706 a Lgu de Plrin; le Suore dello Spirito Santo, sorte ad Ariano Irpino nel 1887 per l'insegnamento; le Suore Oblate dello Spirito Santo, fondate nel 1882 da Elena Guerra per propagre la devozione allo Spirito Santo; la congregazione messicana dei Missionari dello Spirito Santo, sorta nel 1914.

Interpretazioni psicologiche della Trinit [modifica]


Nei suoi scritti, il fondatore della Psicologia Analitica Carl Gustav Jung sostiene che nella concezione cristiana del Dio trinitario ci sia uno squilibrio interno a vantaggio dell'elemento maschile sull'elemento femminile[4]. Perci Dio deve proiettare fuori di s gli elementi femminili, che egli non in grado di accogliere in s come parti di s. Jung sostiene perci che l'immagine trinitaria di Dio sia incompleta e debba essere completata con una quarta persona, l'"umbra trinitatis", l'ombra di questo Dio cristiano. Proprio in questi termini Jung spiega il simbolo dell'Anticristo, che urge per venire alla luce. Il pensiero di Jung ha influenzato il movimento New Age. Pi recentemente una psicoanalista italiana Silvia Montefoschi ha ripreso le tesi trinitarie del maestro della psicoanalisi e le ha sviluppate con altri esiti. Tali tesi sono pubblicate in "Il vivente" (1988) e in "Il regno del figlio dell'uomo" (1997). L'allieva di Jung infatti ritiene che la componente

femminile di Dio sia gi compresa nella trinit, nella persona dello spirito santo. Lo Spirito, quale dialettica erotica Madre-Figlia, completa cos l'altra dialettica, la dialettica spirituale Padre-Figlio.