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Notizie intorno alla vita ed alle opere di

Frate Antonio Masuccio

per Giuseppe Pennetti di Gerardo

A mio padre cui tanto debbo dedico queste poche pagine non potendo altro

AL LETTORE Lamore che porto al mio paese nativo,nel quale vidi nascere e nutrii tante dolci speranze, ed i lieti ricordi che ad esso mi legano, il desiderio che ho sempre avuto di vederlo tratto dallabbandono, in cui, per la malvagit di alcuni,per lindolenza dei pi,giace, mi spinge a dare alle stampe questi modesti studii di ricerche , fatti molto tempo fa,sulle opere di Antonio Masuccio da Volturara Irpina. Di Antonio Masuccio in Volturara , tranne alcune sue opere ,che, ignorate e polverose, si conservano da qualche famiglia di antica origine ,non esiste alcun ricordo che potesse indicare al forestiero che Volturara ha avuto anche questaltro illustre figlio. Pubblicando adunque queste poche pagine non presumo di fare gran cosa,( n questo dico per le consuete scuse o per le solite cantafavole degli autori) ma mi auguro solo che le mie parole siano dincitamento perch al Masuccio si rendano i dovuti onori. Ho scritto per i miei concittadini Da essi spero quel compatimento che mi sar dincoraggiamento per lavvenire , e mi far vedere che non sempre,ne miei affetti, son corrisposto con ingratitudine.

Volturara Irpina , Agosto 1886

Da Decio Masuccio *,Barone di Volturara (1) nacque Antonio nellanno 1618, o poco dopo (2). Quantunque lanno preciso della sua nascita non ho potuto finora determinare, per quante ricerche avessi fatte, ho ricavata quest epoca dai suoi scritti. In fatti nella prefazione che fa ad una delle sue opere, che ha per titolo Calvinus Expugnatus, il cui permesso di pubblicazione(imprimatur), porta la data del 19 Novembre 1677, dice: si m non sternet aegra senectus IAM SEXAGENARIA, qua ad praesens afficior. Avendo quindi circa sessanta anni nel 1677 deve ritenersi esser nato nel 1618 o poco dopo. La sua giovanezza fu triste e travagliata. -......Ereditai glinfortunii con la nascita, egli dice, nella prefazione che fa ad una sua opera che ha per titolo Lo Sfortunato Felice. Rimasto privo del padre suo fin dai pi teneri anni, essendo Decio Masucci morto nel 1621, per finanziari dissesti si dov vendere il feudo di Volturara, che per ducati 21.960, fu acquistato da Giovan Vincenzo Strambone, nel 1626.
*Decio:nacque il 1 Aprile 1576 da Nunzio e Maddalena Porzia. (1) Questa illustre famiglia che possed il feudo di Volturara, dal 1596 al 1626 si trova ora in Montecorvino Rovella, perch venduto il feudo di Volturara, la vedova di Decio coi figli si trasferirono prima in Napoli e dopo in Montecorvino. (2) Nei libri dellArcipretura sono marcite e non legibili le carte relative ai nati di questo periodo.

Di questo pi diffusamente parler in altra operetta, sulla origine, e vita di Volturara, che quanto prima dar alle stampe. Compiti gli studii sacri e Teologici presso le scuole dei Minori Conventuali in Napoli nel Monastero di S. Lorenzo, che fu culla di tanti uomini illustri, ivi fu consacrato monaco. Dalle sue opere edite, e dalle moltissime inedite, vediamo quale vasta coltura aveva il Masuccio, e come ponesse lingegno a molti generi di componimento. Nellopera sacra, nella filosofia, nella morale, nel romanzo, nel poema, sempre grande. Desta meraviglia, come abbia potuto scrivere tanto, egli che, tra la predicazione e la scuola, occupava gran parte del suo tempo. Dalle lettere ebbe il pi grande compenso, cui un uomo possa aspirare, la gloria e limmortalit. Fu chiamato Predicatore famoso, uomo di pellegrina eloquenza. Fu membro di molte Accademie letterarie dei suoi tempi, ed ebbe la stima e lamicizia dei letterati e degli uomini illustri del secolo. Insegn, nelle scuole del suo Ordine, Sacra Teologia, e Filosofia. Lultima opera da lui data alla luce fu quella che ha per titolo: Calvinus exspugnatus, la cui prefazione porta la data del 1677. In essa accenna alla prossima pubblicazione di altre sue opere, ma, aegra senectus, le infermit spensero quellanima grande; il fragile corpo fu schiacciato dal peso delle opere, e dal lavoro, ed il suo grande desiderio, rest un pio desiderio dei cultori delle lettere, che in Antonio Masuccio ebbero un grande esempio da imitare(1). Detto quanto mi riuscito di sapere intorno alla vita delluomo, eccomi ora a dare un breve cenno dello scrittore. Le opere di Antonio Masuccio sono: I PANEGIRICI SACRI I Panegirici sacri, editi nel 1650, per i tipi di Secondino Roncagliolo, furono la prima opera data alla luce dal nostro Masuccio, e fu dedicata a D. Francesco Marino Caracciolo, Principe dAvellino. Contiene dodici panegirici. Francesco Loredano, illustre scrittore del secolo XVII, a proposito dei Panegirici sacri, scrisse:<<Ricevo una parte dei panegirici di V.S. che sono un tutto di perfezione. Veramente avendo trattato una materia ordinaria con forme sublimi pu a ragione pretendere ogni maggior gloria.>>
(1) Saverio Quadrio, nella storia di ogni poesia, al Vol. 2 p 322 dice che mor in Napoli nel 1682.

LA BIZZARRIA D INGEGNO Per i tipi di Secondino Roncagliolo nel 1650 in Napoli, vide la luce in 8 La bizzarria dingegno, ovvero laquila delle scuole, per la vita di Frate Giovanni Duns Scoto detto il Sottilissimo, Francescano Conventuale. In questa operetta, scritta con stile brillante, fatto vedere a che lingegno umano applicato ai ragionamenti Filosofici e Teologici pu arrivare, e Giovanni Duns Scoto, che fu insigne monaco del suo ordine, ci mostrato in tutta la vastit di un ingegno arguto e sottile. ORICALCO POETICO DELLA GIUDEA DESOLATA Questa opera, che vide la luce in Napoli nel 1664, fu dedicata a G. Battista Brancaccio. Lautore dopo una lunga lettera di dedica al Brancaccio, spiega perch non ha chiamato poema il suo ORICALCO POETICO; ed ecco le sue parole: <<Non ho voluto dare il titolo di poema alla presente opera per pi ragioni-Prima perch gli eroi sono due, cio Vespasiano e Tito, ed il poema ne ricerca un solo. In oltre perch lazione

discontinuata, avvengach questa guerra fu terminata in due volte, con lintervallo di molto tempo tra la prima e la seconda. E finalmente per i sfuggire il titolo di temerario, stimando il lettore che io volessi cimentarmi con Torquato Tasso, con lo scrivere poemi lirici.>> Si difende poi dai suoi avversarii, i quali lo accusano di scrivere sempre cose profane anzich sacre, e ne spiega la ragione con acconce parole. Incomincia cos: <<De la Giudea service a suon di lira. Canto loppresso orgoglio.....>> Il poema, in ottava rima, diviso in 24 canti. Con verso ora concitato, ora dolce e soave, ci fa assistere ai diversi episodii, narrando le vicende della lunga guerra incominciata dallImperatore Vespasiano, e menata a termine da Tito, con la distruzione di Gerusalemme. Lopera dest in quei tempi molto rumore, e di molta gloria si circond il nome del Masuccio. Tra i tanti componimenti di lode indirizzatigli per questo suo poema, vi un sonetto bellissimo del Loredano che incomincia; <<Marmi non ho per eternar tuo nome Che avere eternit deve in misura. Non tengo lauri a coronar tue chiome, Ch ogni diadema il tuo gran merto oscura.>> LO SFORTUNATO FELICE Lo sfortunato felice, ovvero lAbido, istoria Gallicena, fu data alle stampe in Napoli nel 1666. E un romanzo con fondamento storico. In esso si narra come un figlio naturale, nato da Martinissa figlia di Gargone Re della Gallizia, e dal principe Floridauro, fatto abbandonare in un bosco da Gargone, appena nato, onde nascondere la colpa di sua figlia, dopo una vita di angoscie e patimenti, fu riconosciuto. Ricevuto il nome di Abido, dopo la morte di Gargone, regn sul trono della Gallizia, ed avendo introdotti nel suo regno molti miglioramenti, dopo un governo saggio, compianto da tutti, mor nella tarda et di 90 anni, lasciando a ciascuno dei suoi quattro figli un regno; al primo cio la Gallizia, al secondo la Castiglia, al terzo Granata, al quarto la Navarra. Gli episodi di questo romanzo sono in qualche punto commoventissimi. Lo stile qua e l spigliato, la lingua eletta, largomento piacevolissimo. Lautore, che in qualche punto obbligato a coprire con denso velo le nudit scabrose, e le difficili posizioni create dallo incontro di Martinissa con Floridauro, se la cava con una disinvoltura ed una maestria sorprendenti, conciliando il Monaco col Secentista. E un romanzo che, accanto allo scrittore del secento, co suoi periodi larghi, senza incisi formolati, mostra lartista che ti presenta la sua opera piena di vita e che tu leggi dun sol fiato. CALVINUS EXPUGNATUS Quasi a giustifica, ed a combattere i suoi avversarii, che glincolpavano di scrivere cose mondane, egli che era maestro di Teologia, e Filosofia, ci da lopera eminentemente filosofica e morale Joannes Calvinus expugnatus, ceteriqu recentiores hacretici profligati, opus dogmaticum admodum pubblicata in Napoli in 8 per i tipi di Antonio Bulifon nel 1680 in bellissima edizione. E scritta in lingua latina, con stile puro. In essa sono combattute le teorie di Calvino mediante confutazioni, ed argomenti stringenti. E divisa in trentotto capitoli, e ci mostra quale sapere aveva il Masuccio, dal perch egli esposta una teoria la combatte non con uno ma con molti argomenti. Questa opera oggi ricercatissima ebbe molto plauso nellepoca in cui fu pubblicata, e D. Giuseppe Mendozza, revisore dei libri da pubblicare, dando il permesso di pubblicazione, diceva:<<Theologiae Dogmaticae quaestiones difficilissimas, tanta claritate elucidatas, argomentorum robere firmatas, ae ab Haereticorum quibusuis telis, tam nervose vindicatas, (opus) continet, ut ad Hereticos omnes enervandos, imo exenervandos, opus obsolutissimum, censer queat...>> IL TEATRO DELL AMICIZIA E questa lopera che maggiormente ha data la gloria al Masuccio, essendo oggi egli ricordato col nome di autore del Teatro dellamicizia. E un romanzo, il cui argomento, la narrazione della vita di due principi francesi, Amico Duca del Ber, ed Amelio Conte di Chiaromonte , vissuti ai tempi dellImperatore Carlo Magno, che simili in tutto nello aspetto, simile avevano lanimo gentile. La loro vita piena di episodii molto pietosi, e perigliosi, un continuo esempio di vera amicizia, che giunge a tanto, che Amico sostituendosi ad Amelio assente, si batte in duello con Arderico, terribile guerriero di quei tempi, andando incontro a certa morte, onde salvare il fido compagno, cui lamore che portava a Bolifena figlia di Carlo Magno, aveva procurata questa avventura. La somiglianza perfetta del volto, della persona, e finanche della parola, pot favorire il pietoso inganno, e la morte del terribile nemico, che aveva rivelato questo amore a Carlo, diede il possesso della mano dellamata principessa ad Amelio, possesso stabilito da Carlo, come premio della vittoria. Il Dottor Paolo Francesco Pellieri pubblic in Genova nel 1661 questo romanzo, che il Masuccio non voleva pubblicare. Il Pellieri nella prefazione che fa al Teatro dellamicizia dice:<<Ti assicuro che sotto il tuo occhio non sar capitata ancora unopera cos vaga per la materia; cos saporita per le vivezze;

cos alta per lo stile; cos naturale per li verosimili; cos sincera per gli episodii; cos pura per lelocuzione; cos ingegnosa per la invenzione>>. Il successo di questo romanzo crebbe a tal segno, che se ne fecero cinque edizioni, tre delle quali dopo la morte del Masuccio. Anche oggi si legge con piacere. Altre due opere diede alla luce il Masuccio, ma di esse non posso dire che il titolo, non essendomi riuscito averne copia alcuna, per quante ricerche avessi fatte. Le opere sono: 1. SPECCHIO DEI GOVERNANTI, politica cristiana. 2. PITTURE DI PURITA,seconda parte dei panegirici Sacri Queste due opere furono pubblicate tra il 1666 ed il 1678.

OPERE INEDITE Le opere inedite del Masuccio sono: Iris biblica, Joannes Calvinus expugnatus tomus posterior, Maternitatis Divinae, Dieci altri tomi di panegirici dei Santi, Teatro evangelico quadragesimale, LAmazone Assira, istoria in due tomi, LOriente conquistato poema eroico, Organo lirico, poesie diverse, Bizzarrie di ingegno, discorsi storici, Galleria di passione, sermoni dellEucarestia e della Croco, La Monarchia trionfata, tragedia ideale Drammatica, La libert tiranneggiata, tragicommedia ideale drammatica, La fortuna degli sciocchi, commedia metrica.

APPENDICE PASQUALE SAVINO Nacque in Volturara, il 23 Maggio 1744, da Matteo e Geronima Pisacreta. Mor il 16 Febbraio 1815. Datosi al sacerdozio fu Vicario foraneo. Letterato, poeta, e predicatore celebre, fu tenuto in gran concetto dai suoi contemporanei. Predic con grande onore e molte volte, in Nola, Casoria, Aversa, Capossele, Calabritto, Monteverde, Bisaccia, ecc... e financo in Napoli. Le sue prediche, di cui ne conservo alcune scritte, sono bellissime per dottrina, stile, e concetti elevati.

Appendice a cura di Edmondo Marra 2013

Giuseppe Gaspare Baldassarre Pennetti

1859-1912 Ingegnere e Storico

Nato a Volturara il 6.4.1859 a Volturara , morto a Stigliano l11 Agosto 1912 allet di 53 anni , ingegnere. Figlio di Gerardo e Teresa Raimondi . Sposato con Severina Guerriero. Fratello del pi famoso Vincenzo ha dato tanto al paese , anche se alla fine si trasferisce a Stigliano . Pubblic diversi opuscoli tra i quali - Storia di Volturara Irpina nel 1901 -Notizie intorno alla vita e alle opere di frate Antonio Masuccio. -Contributo di ricerche sulla vite e le opere di Fr Geronimo da Sorbo -Per la Storia di Cervinara Fu primo Presidente della Societ Operaia di Mutuo Soccorso di Volturara Irpina allet di 23 anni nel 1883 , poi socio benemerito , insieme ad Alessandro Sarni. Consigliere comunale nel 1889 viene dichiarato decaduto per non essersi mai presentato in Consiglio. Rieletto nel 1895 vi rester fino al 1909 come consigliere comunale. Scrisse inoltre -1899 Stigliano : notizie storiche con 34 documenti inediti ed un' appendice su Aliano, Cirigliano, Gorgoglione - Napoli : tip. M. D' Auria . -1901 Concessioni e grazie fatte dai principi Antonio e Luigi Carafa a' cittadini di Stigliano, Aliano, S. Arcangelo, Roccanova e S. Chirico Raparo in Basilicata - Napoli - 1906 Biblioteca storica della provincia di Avellino : commemorandosi il primo centenario dell' assunzione di Avellino a capoluogo Potenza Tipografia editrice Garramone e Marchesiello - 1909 Notizie storiche di San Mauro Forte e degli altri paesi del Mandamento, Accettura-GaragusoOliveto (in Basilicata), Avellino, tipo-litografia E. Pergola, 1909. - 1911 Volturara Irpina : sommario delle notizie storiche e dei documenti / Avellino : tip. Pergola , Pubblic sui giornali dellepoca La Sentinella irpina, La Provincia e Il popolo irpino, dal 1888 al 1895, dei Profili storici sui paesi dellIrpinia

Severina Guerriero . moglie


Le foto sono per gentile concessione famiglia Pennetti e C. Meo

P.S. Francesco Antonio Masuccio mor nel 1682 . Il padre Detio Masuccio stato lunico volturarese che ha comprato tutto il paese per 19.000 ducati nel 1596 e lo ha dominato per circa 30 anni . Con lacquisto del feudo diviene Barone della terra di Voltorara ed stato lunico nobile volturarese nellarco della sua storia millenaria . In un atto notarile del 1630 risulta testimone , per cui mor intorno al 1631 .

Il suo nome scritto sulla campana piccola del campanile in piazza ed del 1599 .

Elaborazione di Edmondo Marra 2013