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9 febbraio 2008 A S.E.

Vittorio Lupi Vescovo eletto di Savona-Noli


Mi chiamo Francesco Zanardi, ho 37 anni sono nato a Torino e adottato quando avevo 3 mesi da una famiglia di Spotorno e sono dichiaratamente Gay. Sono cresciuto in parrocchia a Spotorno e sono stato educato alla sincerit e alla giustizia soprattutto da Don carlo Rebagliati che essendo a conoscenza dei miei problemi famigliari ed essendosi affezionato a me in modo particolare mi ha sempre aiutato e cresciuto come un padre. Durante un campeggio estivo quando avevo 11 anni, accadde il dramma che mi cambi radicalmente la vita, fui piu volte e per diversi anni violentato dallallora vice parroco di Spotorno (dal momento che non so che uso verr fatto di questa lettera allo scopo di tutelarmi lo chiameremo Pippo, sar ben lieto qualora vi fosse tra noi un incontro di rivelarle il suo nome gi noto alla Curia e al Vaticano e comunicato pi volte non solo da me anche a Don Andrea Giusto) Pippo, allontanato dalla scuola media di Valleggia per problemi di pedofilia, accolto a Spotorno da due sacerdoti caritatevoli Don Giovanni Busoni e Don Carlo Rebagliati. A Spotorno oltre che a me violent altre persone miei coetanei e carissimi amici, per nascondere queste altre violenze e le sue tendenze pedofile, fece credere di fare la corte a una signora, madre di due figli che insieme a lei frequentavano la parrocchia, questa donna aveva responsabilit educative nel gruppo scout Spotorno 1. Da bambino traumatizzato dai problemi di rapporto con i miei genitori adottivi trovai rifugio in parrocchia dove Don Carlo mi mise a disposizione oltre al suo enorme affetto e la sua comprensione un sottoscala dove mi ritiravo dando sfogo ai miei interessi che col tempo sono diventati la mia professione. Verso i 17 anni impaurito e stanco delle continue violenze sessuali che ero costretto a subire da parte di Pippo, mi allontanai dalla parrocchia e per mia disgrazia alla ricerca di affetto caddi nel mostruoso ambiente della droga, quando mia madre lo venne a sapere si suicid. Dopo poco tempo Don Pippo chiese di essere trasferito da Spotorno, fu nominato da Mons. Giulio Sanguinetti parroco di S. Lorenzo in Orco Feglino, rimasi ulteriormente scioccato quando poco tempo dopo ottenne da Mons. Lanfranconi il permesso di costituire in parrocchia una comunit famiglia per minori in difficolt. Dopo la morte di mia madre, ancora prima che fosse sepolta mio padre si port in casa la sua amante e la figlia, io avevo 24 anni i rapporti con mio padre erano pessimi e diventavano di giorno in giorno insopportabili, mi allontanai da casa e vissi per quasi un anno in un magazzino senza acqua e servizi igienici, nel frattempo cresceva sempre pi dentro di me la voglia di uscire dalla droga con il risultato che non ce la facevo. Abbandonato a me stesso e non vedendo sbocchi alla mia vita cercai come mia madre la morte per suicidio, ma quella sera avvenne un miracolo trovai il coraggio di chiedere nuovamente aiuto a don Carlo che nel frattempo era stato trasferito nella piccola parrocchia di Tosse e assunse lincarico di economo diocesano. Quella sera fuori di me a causa del mio stato psicologico e sotto leffetto della cocaina tentai di uccidere mio padre, Don Carlo chiamo la polizia e mi segui fino a casa scongiurando la tragedia, io scappai per non essere arrestato e mi rifugiai da un amico. Poco dopo Don Carlo mi raggiunse e mi porto a casa sua dove dallo stress di quellanno di vita e sentendomi nuovamente al sicuro il mio organismo si rilasso al punto tale che dormii per tre giorni ininterrottamente, Don Carlo di tanto in tanto veniva a vedere se respiravo. Piano piano riuscii a rilassarmi, a riprendere il mio lavoro una vita dignitosa e una discreta sicurezza economica, Don Carlo aveva fatto con me un patto che avrei dovuto rispettare quattro punti, io ne aggiunsi un quinto. 1. piantare le cattive compagnie e andare al Sert 2. liberarmi di una persona che nellintento di portarmi a letto mi dava soldi

3. essere sempre sincero e qualora fossi ricaduto avvisare immediatamente Don Carlo 4. recuperare a poco a poco un rapporto sano con mio padre io aggiunsi un quinto punto, che per sentirmi pi tutelato avrei consegnato a lui lincasso del mio lavoro per potermi mantenere e comperare lattrezzatura necessaria a perfezionare il mio lavoro. In quel periodo Don Carlo quasi mi obbligo a approfondire il mondo dellinformatica perche aveva capito che era il futuro e oggi grazie a lui ritengo di essere un ottimo programmatore. Purtroppo a causa del violento e traumatico rapporto con mio padre ricaddi nella droga e capii che mi occorreva un supporto maggiore come la comunit, entrai a S. Remo presso la comunit LAncora la quale fu per me una autentica ancora di salvezza, ricostruii la mia oramai devastata personalit e finalmente cominciai ad avere fiducia in me stesso e speranza per il futuro, ma purtroppo con quello che le racconter in seguito non mi ancora possibile recuperare la fede. Uscito dalla comunit con tutto il lavoro di ricostruzione psicologica che avevo fatto su me stesso, oltre che a trovarmi senza lavoro ebbi un altro trauma: mi accorsi di essere gay, era il 1999 avevo gi 29 anni e oltre allet fu molto difficile per me anche a causa delle violenze subite, affrontare questa cosa. Mi trovai veramente spiazzato e non sapendo come reagire andai a chiedere consiglio al mio unico padre e amico, il solito Don Carlo il quale mi disse che non ero certamente un mattone bruciato e dimenticato nel forno dal Signore mentre costruiva la sua chiesa, riebbi un p di speranza cercai di reagire davanti a questa consapevolezza che data la mia et fu problematica per una serie di motivi che non sto a citare adesso, pensavo che sarei rimasto solo per tutta la vita. Un giorno in Curia si ruppero i telefoni. Don Carlo mi chiamo chiedendomi aiuto tecnico e si apr una nuova occasione lavorativa della mia vita, era lanno 2000, mi dimostrai pi che competente e onesto al punto tale che mi chiese di progettare linformatizzazione di della Curia di Savona che fino ad allora non era produttiva al punto tale che i computer venivano utilizzati come banali macchine da scrivere. Progettai lattuale sistema telefonico in selezione passante ( con lo stesso numero cambiando solo le ultime 2 cifre possibile raggiungere lufficio desiderato ) questo impianto era in grado grazie a un particolare sistema, di capire se le telefonate uscenti erano destinate alla rete mobile o a quella fissa e nel caso si componesse un numero di cellulare utilizzava in modo automatico una sorta di telefono cellulare a due linee riducendo cosi moltissimo i costi telefonici. Purtroppo ho parlato al passato perche anche se questo sistema fisicamente esistente, a causa della mancanza di manutenzione dovuta al fatto che io vengo considerato un impestato e che la mia presenza in Curia non gradita, completamente allo sfascio e non funziona pi. Costruii la rete, il server che gi allora rispettava la normativa sulla privaci (legge 196\2003), fui cosi bravo che quando lingegner Biagi garante della privacy dellospedale Galiera di Genova fu chiamato da Mons. Domenico Calcagno per adeguare la Diocesi alle nuove normative sulla privacy non solo trov tutto gi in regola ma mi fece addirittura i complimenti per come avevo gestito e rispettato gi allora la normativa non ancora in vigore. ( purtroppo oggi questa mia creazione da me amministrata fino al gennaio 2007 completamente distrutta e non pi conforme alle normative sulla privacy attualmente in vigore a causa delle scelte prese dalla Curia allo scopo di allontanarmi e a altre cause che citer di seguito) Purtroppo mi cadde ancora una volta un altro macigno sulla testa, non so e non voglio sapere quali sono stati gli sporchi giochi di potere che si sono sviluppati allinterno di quellambiente cosi marcio che attualmente la Curia di Savona ma di fatto accaduto quanto segue, leconomo Don Rebagliati venne letteralmente fatto fuori e con lui i suoi (amici) io ero tra quelli, tra quelli cera anche la COOP COEDIS che avanza ancora oggi del credito, ma per sua fortuna al contrario di me essendo una ditta con pi di 20-25 operai riusc a non fallire. Fui fatto fuori in un modo veramente infame, per un anno abbondante non mi furono pagati i servizi prestati dalla mia ditta alla Curia con la scusa che non vi erano i soldi per pagarmi, ma allo stesso tempo Mons. Calcagno continuava commissionarmi nuovi lavori e pretendeva da me che

continuassi a effettuare le manutenzioni, dallaltro lato il nuovo economo Don Piero Giacosa non mi saldava le fatture, cos nel giro di poco non riuscivo pi a pagare i fornitori, le tasse ecc. Allo stesso tempo non potevo nemmeno rifiutarmi di effettuare le manutenzioni e i lavori in corso dopera perche avrei dato alla Curia un ottimo motivo o scusa per non pagarmi, (cercavano proprio quello). Parlai pi volte con il Vescovo Domenico Calcagno, con il Vicario Andrea giusto, cercai di parlare con lEconomo Piero Giacosa che puntualmente con una scusa evitava di affrontarmi, cosa che ha sempre fatto anche quando don Giampiero Bof chiese a lui udienza per cercare di chiarire il mio dramma. Finalmente in modo veramente poco corretto mi licenziarono ufficialmente dandomi il dovuto e risarcendomi i danni provocati da questa situazione con un misero abbuono di qualche mese di affitto del mio appartamento che di propriet della Diocesi, ma la mia ditta oramai era arrivata al capolinea e mi trovai tra cause per mancato pagamento e penali costretto a chiudere. Sto tuttora pagando le rate delle tasse e di qualche fornitore. A causa di quel pesante anno di stress e dopo avere visto distrutto tutto quello che avevo costruito dopo essere uscito dalla comunit mi venne un fortissimo esaurimento nervoso e ad un altro tentativo di suicidio accaduto nellaprile del 2007 a ricoverarmi prima in ospedale e poi decisi di rientrare nuovamente per un breve periodo in comunit a S. Remo per cercare di ritrovare un po di chiarezza e tranquillit interiore. In quei terribili momenti le uniche persone che mi furono molto vicine e cercarono invano di aiutarmi furono il solito Don Carlo e il Canonico Giampiero Bof. Ma purtroppo questa via crucis per me non finisce qui. Ad giugno 2007, dopo essermi un po rimesso, torno dalla comunit e Don Carlo sentendosi responsabile delle ingiustizie che avevo dovuto subire fu nuovamente disposto ad aiutarmi. Essendo diventato responsabile dellufficio beni culturali e consapevole della situazione di abbandono del sistema informatico resasi evidente dalle continue perdite di dati, dallimpossibilit di accedere al sistema e dai continui malfunzionamenti mi commissiona un nuovo server che rispettasse le norme di legge e che garantisse la sicurezza oramai molto precaria almeno dei dati dellufficio beni culturali raccolti in anni di lavoro e quantificati da lui e dal Dott. Paolo Pacini in pi di un miliardo di . Ma la Curia di Savona colpisce ancora, in modo sempre pi infame e questa volta anche calunniante nei miei confronti. Allo scopo di allontanarmi nuovamente e in modo definitivo dagli uffici, vengo accusato dagli attuali gestori del sistema informatico, da Don Andrea Giusto e Don Antonio Ferri di aver messo sul server della Curia delle mie foto e dei filmati che mi ritraggono in scene pornografiche e di masturbazione di gruppo. Don Carlo viene convocato di urgenza dal Vicario S.E. Andrea Giusto il quale ordina che in occasione dellarrivo del nuovo Vescovo io venga immediatamente allontanato dalla Curia perch non possibile che una persona come me circoli in tale ambiente cosi limpido e sacro. Monsignore, mi rivolgo a lei non chiedendole di credermi ma di riflettere semplicemente, le pare che una persona che fa il tecnico informatico possa essere cosi stolto? Io ho ricevuto queste accuse ma non ho mai visto le prove che comunque sono facilmente fabbricabili, basta guardare le foto su internet che ritraggono Sua Santit il Papa mentre si fa sodomizzare. Pu vederle con i suoi occhi a questo indirizzo ( http://www.gaywave.it/tag/papa-wojtyla/ ) Adesso cosa dovrei dire, mi vengono negati i pi fondamentali diritti che si concedono a qualunque essere umano come il lavoro e il diritto alla vita, dopo essere stato rovinato nel mio lavoro e nella mia psiche dalla Curia di Savona, vengo calunniato e discriminato perch sono gay o pi semplicemente scomodo. Trovo ancora pi ingiusto il fatto che quel sacerdote che mi violent giri ancora indisturbato tra i bambini e gli scout del Savona 7 anzi che essere aiutato a curarsi presso una delle tante comunit per pedofili e non mandato pi semplicemente a marcire in carcere come troppo spesso succede. Non trovo allora neppure giusto che in seminario attualmente vi sia a farsi prete un ragazzo gay,

come non trovo giusto che negli uffici della Curia lavori unaltra persona che spesso si aggira in piazza del popolo abituale luogo di incontro per i gay che sono alla ricerca di avventure. Vogliamo forse usare due pesi e due misure? Perche? Se non sbaglio Ges disse a chi voleva lapidare ladultera ( chi senza peccato scagli la prima pietra ) dopo averle raccontato in modo molto sintetico e superficiale la mia vita le chiedo umilmente comprensione e giustizia nonch mi sia almeno data lopportunit di poter conferire con lei. Intanto chiedo a lei successore degli apostoli di pregare con me invocare il perdono a Dio perche dopo tutto questo io non riesco ancora a perdonare. La saluto cordialmente con profonda stima e devozione Francesco Zanardi.