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L’AUTORE

Paolo Puppa è ordinario di storia del teatro e


dello spettacolo alla Facoltà di Lingue e di
Letterature dell'Università di Venezia, nonché
direttore del dipartimento delle arti e dello
spettacolo. Ha insegnato e diretto laboratori Nuovi Linguaggi
teatrali in università straniere, come a Londra, Los Centro Studi Teatrali
Angeles, New York, Princeton,Toronto,
Middlebury, Budapest, Parigi, Lilles.  Dirige la con il sostegno degli Assessorati
collana di drammaturgia Il Metauro. alla Cultura, alla Pubblica Istruzione e
Oltre a numerosi volumi di storia dello spettacolo e monografie e ai Servizi Sociali
con il patrocinio del Comune di Loreto
saggi vari, tra cui studi su Pirandello, Ibsen, Fo, D'Annunzio, Svevo,
Rolland, Goldoni, ha all'attivo molti copioni, pubblicati, tradotti e
rappresentati anche all'estero, tra cui La collina di Euridice Oltre le Parole
(premio Pirandello '96) e Zio mio (premio Bignami-Riccione '99).  
Si ricordano, in particolare Famiglie di notte (Sellerio 2000) e Venire, a
2009
Venezia (Bompiani 2004). Sempre nel 2006 ha ottenuto il premio
come autore dall'Associazione critici di teatro per Prole di Giuda da lui ✺✺✺
stesso recitato. Nel 2008 ha vinto il premio teatrale Campiglia
Marittima con Tim e Tom.

LETTERE IMPOSSIBILI
di e con Paolo Puppa
✺✺✺

Prossimo appuntamento:
Domenica 17 maggio 2009, ore 18.00 ✺✺✺
Palacongressi - Loreto
Performance
Gruppo del laboratorio Venerdì, 15 Maggio - ore 21.00
Oltre le Parole
Palacongressi - Loreto
Ayres Marques Andrea Anconetani
Ponte Blu – Associazione Nuovi Linguaggi – Centro Studi Teatrali
Tel. 071.976057 Telefax: 071.978.825
ponteblu@gmail.com info@nuovilinguaggi.net
LETTERE IMPOSSIBILI IL TESTO
Queste nove Lettere impossibili contengono epistole scritte da personaggi
di Paolo Puppa celebri ad altri, più o meno della medesima rinomanza, con
risposte sempre sfasate e indirizzate ad altri a mostrare la non reciprocità
dell’investimento amoroso o dell’interesse portato dal primo
verso il secondo. Il testo cerca anche, là dove possibile, ovvero
dove non si tratta di protagonisti stranieri, di riprodurre in qualche
modo gli stilemi espressivi dei personaggi stessi. Ma si tratta sempre
di Lettere verosimili, perché costruite su basi rigorosamente
HE NRI K I BS EN e HI LDUR ANDE RSE N filologiche e su materiali biografici rispettosi. Così, nel caso della povera figlia di
Joyce rimasta in manicomio la maggior parte della sua
infelice esistenza, circuita e poi abbandonata da Beckett, molto più
✺✺✺ motivato nel conservare un rapporto col padre, così avviene con Dino
Campana, a sua volta ricoverato in manicomio, invano tentato di
I TALO SVE VO e LUI GI PI RANDE LLO riallacciare una relazione con Sibilla Aleramo, mai dimentica e indifferente al poeta,
un tempo suo rapinoso e fuggevole amante. Così ancora Gadda, innamorato della
fraternità nell’iniziazione militare verso il brillante magistrato e poeta in erba Ugo
Betti, così Lombroso travolto
da effusioni senili per il nipote Leo Ferrero, o Ibsen anziano, spaventato
dalle pressioni di una giovane pianista, disposta a vendicarsi con
Strindberg, o D’Annunzio nelle sue fantasticherie agonizzanti a favore
di una sconosciuta, o Govoni smanioso di messinscene nel suo
tempestare la Duse, o Pasolini in un messaggio postumo a Don Milani,
o di Italo Svevo ossessionato dal non essere riconosciuto come scrittore e snobbato
crudelmente da Pirandello. Lo scopo di queste bizzarre scritture monologanti, sotto
con forma di Lettere, è ribadire la spietata negazione del verso dantesco “Amor che a
PAOLO PUPPA nulla amato amar perdona”. L’amore, come si sa, è per lo più un gioco solitario,
cieco e mai caratterizzato dalla corrispondenza tra l’Io e l’altro.
Paolo Puppa

Organizzazione
Ayres Marques
Andrea Anconetani