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Venezia Impossibile il progetto

Venezia Impossibile un lungometraggio promosso dallAssociazione culturale no profit Noi Cinema costituitasi per supportarne la realizzazione Venezia Impossibile oggi un lungometraggio tratto dallomonimo romanzo di Marco Toso Borella in fase di produzione sotto la regia di William Carrer (ideatore), la direzione di Giulio Pizzato e il coinvolgimento di oltre duecento persone tra attori e staff tecnico. Il progetto, una produzione IrisFilm e Gp Production, societ che hanno messo a disposizione lattrezzatura tecnica, ha gi realizzato oltre met delle 120 scene molte delle quali, per accelerare i tempi, sono gi in postproduzione. La conclusione del lavoro prevista per ottobre 2013 con la successiva realizzazione di prodotti finiti DVD, Blu-Ray, Pellicole, Digital Download tra novembre e dicembre 2013. Maturato per quasi dieci anni nella mente del regista William Carrer che gi nel 2003 aveva immaginato un cortometraggio tratto dallomonimo romanzo; il progetto ha preso forma come lungometraggio nel 2011 nella fase di pre-produzione insieme a Giulio Pizzato (attuale direttore di produzione), alla sceneggiatrice Sabrina Gioda e al compositore delle musiche Gigi Marcarini, proseguendo con il reclutamento di professionisti tra staff artistico e tecnico che, di giorno in giorno mettevano le proprie competenze gratuitamente a disposizione del progetto; per giungere al primo ciak nellagosto 2012. Caratteristica del progetto quella di essere una produzione a budget zero, indipendente e senza investitori, con la volont di dimostrare che in Veneto ci sono le competenze professionali per realizzare prodotti di qualit. E che, nonostante il periodo di difficolt economica in cui versa il paese, ci sono giovani che credono ancora in progetti culturali e sogni da perseguire anche senza fini puramente materiali. Questi i valori portanti del progetto stesso che, oltre a voler dimostrare qualit e professionalit vuole farsi portavoce di un gruppo nutrito di giovani che crede nel futuro e nei propri sogni. Sotto il Patrocinio della Regione Veneto.

Sinossi Se nel 1797 Venezia si fosse difesa, se avesse cacciato i conquistatori francesi, avrebbe continuato la sua storia illuminata? In una Venezia truce, spietata, opportunista, terribile, che ha sconfitto Napoleone, Leonardo Rizzi, Provveditor Capo de La Quarantia Civil e al Criminal dello Stato Veneto, compie le sue misteriose indagini, muovendosi nei meandri soffocanti di un regime dittatoriale mostruoso, creato da una casta nobiliare ormai degenerata. E il 1989: lanno del crollo del muro di Berlino e della caduta di alcune dittature europee. Venezia Impossibile ci porta in una Venezia parallela che non pi, che avrebbe potuto essere, che non mai esistita. Diretto da William Carrer Photography: William Carrer Sceneggiatura: Sabrina Gioda Musiche: Gigi Marcarini Prima macchina: Giulio Pizzato Produttori: IRISFILM PRODUZIONI - GP PRODUCTIONS Cast Francesco Wolf Leonardo Rizzi [protagonista] Davide Strava Marco Avanzi Roberto Vertieri Marco Giustini Max Fazenda Pericle Lisengrini Elena Semenzato Elena Costantini Roberto Pavin Doge Davide Trevisan - Reinhart Liberamente tratto dallomonimo romanzo di Marco Toso Borella, Supernova Edizioni

Responsabile Comunicazione: Francesca Anzalone, mailto: francesca.anzalone@netlifesrl.it mobile 347 4686369

La Venezia Impossibile di William Carrer


Dallidea al primo ciak, il regista racconta Prima di leggere un testo come regista lo leggo come direttore della fotografia. Quando si legge un romanzo come quello di Marco, la fantasia inizia a lavorare da subito. Gi dopo aver letto la prima pagina ci si trova proiettati in una realt parallela. Venezia Impossibile per me nientemeno che la proiezione metaforica di quella che la Venezia reale moderna, e per moderna intendo la Venezia vissuta da me nei miei quasi quarant'anni. Quando ho letto il romanzo la prima volta, nel 2003, la prima cosa che ho pensato stata quella di girare un cortometraggio sperimentale, in puro stile Lars Von Trier, ispirato in modo marcato a Dogville, un film in cui non esiste una vera scenografia, ma solo alcuni elementi scenici e dei bravi attori, il tutto girato in un teatro completamente nero e con segnate in bianco solo le linee di costruzione delle location. Questa scelta era la pi ovvia sia per la questione economica, sia per scelta stilistica. Immaginate un film basato sul DISINCANTO, dove gli attori vivono in una realt senza vere basi, punti di riferimento importanti, una guida forte, ma solo propaganda, falsit e gestione univocamente arrivista del patrimonio culturale e monetario frutto di lotte e fatiche di Chi nei secoli passati riuscito a fondare e far conoscere Venezia al mondo intero. Questa non stabilit, questo non avere punti di riferimento forti, riflesso anche nella nostra reale Venezia, hanno trovato in me la voglia di essere raccontati in un modo che solo il cinema pu fare. In fin dei conti, il cinema da sempre la grande farsa, e permette di raccontare storie in modi che solo l'immaginazione altrimenti potrebbe fare. Pi e pi volte mi sono ripetuto Ce la faremo? Ce la faremo! Ce la far? Ce la far! Sei su un trampolino, sotto c' una vasca dove l'acqua come per magia, in stile "i dieci comandamenti" di Cecil Demille, c' solo sulla met destra; nella met sinistra non c' nulla, il vuoto, il pavimento. Tu "devi" tuffarti e far vedere a tutte le persone che credono in te che riesci a non farti male sia se cadi a destra, sia se cadi a sinistra. E lo devi fare bene. Ma dentro di te sai che quello che stai facendo esattamente quello che hai gi girato con la tua mente. La scena ce l'hai gi dentro. Possono cambiare le facce, i muri, i vestiti, ma quello che c' dentro no. I messaggi, i riferimenti, il sottotesto non cambia. solo questione di far entrare nelle persone che hai accanto questi elementi, questa passione, questa energia, e sono convinto che una buona met del lavoro lo facciano la mente ed il cuore delle persone, della squadra. Solo se la passione e gli obiettivi sono comuni un prodotto come un film pu funzionare. In fin dei conti non siamo molto diversi da un'orchestra sinfonica. C' uno che dirige, nel senso che ha il compito di trasmettere la propria passione e le proprie sensazioni all'orchestra intera, in modo che queste vengano enfatizzate e moltiplicate esponenzialmente. E la differenza tra una buona orchestra ed una mediocre dovuta anche a questa "armonia" che il direttore riesce a trasmettere. Poi anche vero che i musicisti tecnicamente devono essere bravi, ma, a mio avviso, la tecnica non fa il 100% della qualit. La tecnica e le qualit professionali comunque hanno un peso non indifferente, ed innegabile che molti ruoli necessitano di essere coperti da persone con esperienza e molto qualificate. Soprattutto quando si usano attrezzature particolari.

Nel mondo delle produzioni l'esperienza conta tantissimo. Tutto questo porta una persona ad un livello di consapevolezza e ad un bagaglio culturale e professionale tale da poter credere un giorno in un progetto come Venezia Impossibile. Si mettono in gioco tutti questi elementi legati assieme dalla passione e la voglia di creare un qualcosa assieme ad altri appassionati. E questo non pu che portare soddisfazione, divertimento ed esperienze sempre nuove ed emozionanti. In fin dei conti il cinema un gioco di emozioni, e cos' meglio di vivere emozioni e riuscire a trasmettere le stesse a molte altre persone?

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Lautore diventa attore. Come si coniuga la visione del regista con quella operativa di gestione dei ruoli
Venezia Impossibile vista dal Direttore di Produzione Giulio Pizzato Una delle caratteristiche di Venezia Impossibile quella di fare vivere in prima persona il film a tutti quelli che lavorano dietro al progetto. Una comparsa, un cameo, un dettaglio che non vada a snaturare la trama, ma che possa in qualche modo fare sentire proprio il film. Un caso emblematico l'autore del libro da cui liberamente tratto il film, Marco Toso Borella. Si deciso di aggiungere una scena in sceneggiatura in cui un insegnante, ideologicamente appartenente al regime dittatoriale, spiega ai propri alunni com' la Vera storia di Venezia, senza la conquista da parte di Napoleone. Nasce cos la scena 15, con Marco/Insegnante ed un coro di 18 ragazzi che intona linno del Doge Biaberini. Dialoghi piuttosto corti, ma forte impatto emozionale giocato sul coro e sui movimenti. La scena 15 stata girata a Murano allinterno del patronato di San Donato. Unesperienza nuova e sicuramente emozionante sia per lautore che per i ragazzi. Si arriva alla mattina presto e Marco comincia a provare la parte "Ragazzi, vado bene cos?". Nel suo doppio ruolo Marco deve diventare attore ma anche actor coach per i ragazzi che non hanno la minima idea di cosa sia un set, ma soprattutto che la stessa scena pu venire girata anche per trenta volte. E fondamentale quindi che sul set ci sia complicit e unatmosfera piacevole. La concentrazione deve rimanere sempre alta, ma allo stesso tempo si deve creare armonia e coinvolgimento. Per questo sono previste numerose pause, sia per permettere agli attori di conoscersi meglio che per dare la possibilit di rilassarsi per qualche minuto. Organizzare la scena non stato per nulla semplice: location a Murano, una decina di persone di troupe, 18 comparse, i tempi ristretti, come sempre. Come vestiamo il professore? Come vestiamo le comparse? Come portiamo l'attrezzatura a Murano? Abbiamo avuto un grande supporto: il parroco di Murano ci ha dato disponibilit di pi stanze del patronato (da allestire come base operativa tecnica, come sala trucco e come set per le riprese), per non parlare di Marco stesso, che ha pensato al catering per tutti i presenti (tra cast, troupe e comparse). Entrato appieno nello spirito Venezia Impossibile in cui ciascuno pensa al gruppo, Marco una grande risorsa, un supporto nella ricerca location, logistica e catering. Sembra banale, ma anche i pasti sono unattivit importante da gestire in un gruppo sempre numeroso. E, da non dimenticare, momenti di aggregazione in cui il gruppo consolida la propria realt. Altro elemento centrale del progetto, non solo dal punto di vista tecnico ma anche umano laspetto empatico. Nella logica di Venezia Impossibile ciascuno vive il suo Venezia Impossibile. Perch il film fatto di persone che credono in un sogno, perch si sentono parte di esso e non perch hanno un ritorno economico.

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Venezia Impossibile 1989 Il Serenissimo Principe fa sapere che,


Romanzo di Marco Toso Borella, Supernova edizioni, 2003 Venezia Impossibile 1989 Il Serenissimo Principe fa sapere che , un romanzo ambientato in un universo parallelo. Laffetto e lammirazione provati per la storia dellantica Repubblica Serenissima mi hanno fatto spesso immaginare come sarebbe oggi la gi splendida Venezia se non fosse stata depredata e razziata dalle dominazioni straniere, specialmente da quella napoleonica. Far muovere un personaggio reale, plausibile, soprattutto attuale, in un teatro cos affascinante e perduto stata la prima molla che mi ha spinto a concepire Venezia impossibile. 1989: lanno nel quale Leonardo Rizzi, Provveditor Capo de La Quarantia al Civil e al Criminal dello Stato Veneto, compie le sue misteriose indagini, muovendosi nei meandri soffocanti di un regime dittatoriale mostruoso, imbellettato ed incorniciato da una splendida citt che tutto il mondo ci invidia. Sin dallinizio assistiamo al risveglio di un uomo solo, funzionario quasi inconsapevole di un regime soffocante. Tra le 5 W del giornalismo anglosassone c dove e quando, Where e When. Dove e quando vive questuomo solo? Venezia Impossibile non risponde correttamente a queste domande, e lo fa per poter dare pi forte un messaggio. Per rispondere alle prime due W, user altrettanti termini, uno molto conosciuto, laltro usato pi raramente. Il Dove una Venezia che non mai esistita, un non luogo, un Ou topos, unUtopia, unisola che non c. Troveremo anche pi avanti questo termine, con un significato diverso. Il Quando un non tempo un Ou Cronos, unucronia. Venezia Impossibile, quindi, una storia ambientata in unutopia ucronica (What?), una Venezia che diventata uno stato totalitario e che si manifesta e parla per bocca di uno dei suoi funzionari Pericle Lisengrini, la cui visione dellumanit devastata e devastante. Portare un personaggio in un non luogo e in un non tempo presenta il vantaggio di essere il padrone assoluto di tutto ci che accade. Venezia Impossibile la storia di un uomo vero (Who?), mi auguro credibile nelle sua pulsioni, ma solo, troppo solo per sostenere la sua stessa visione di un mondo migliore. E una visione che nemmeno lui sa di avere e di cui non sa dare una spiegazione (Why?), ma che lo costringer a lottare quando tutto luniverso di cui fa parte gli croller addosso. La sua visione del mondo diviene quindi EU topia: il miglior luogo possibile, il realizzarsi di unUtopia ideale nella Venezia che non esiste: una utopia nellutopia.

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