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Il piacere di Gabriele d'Annunzio, scritto intorno al 1888 e pubblicato nel 1889 dall'edizione Treves.

Il piacere e il suo protagonista Andrea Sperelli introducono nella cultura italiana di fine Ottocento la tendenza decadente in Letteratura nella sua versione Estetica ,parleremo pertanto di Decadentismo estetico, negli anni seguenti nel romanzo Europeo lo sviluppo della narrazione avr pi un carattere Esistenziale (Esistenzialismo) in Italia possiamo indicare ad esempio Svevo e Pirandello. Il Piacere quindi, proprio il romanzo indicativo del Decadentismo estetico che pu essere paragonato al romanzo di O.Wilde Il Ritratto di Dorian Gray -appare la figura del Dandy leroe Decadente cultore della bellezza al di sopra della plebe (Andrea Sperelli ) che copre una crisi esistenziale attraverso il culto della bellezza ,vita e arte si confondono, una vita da artista vive o vuole vivere il personaggio del romanzo Dannunziano ma tale comportamento sembra nascondere una sostanziale inettitudine. In Pirandello invece le due cose sono separate(arte e vita) e anche in Svevo. Non ci riferiamo alle esperienze personali o autobiaografiche che ad esempio in Svevo sembrano molto evidenti ma ad una idea di Arte che si concretizza in un comportamento ove il verso e la bellezza tutto, rappresentato da quello che potremo definire un eroe decadente.....ovviamente i lettori vedevano in questo personaggio(Sperelli) la figura di DAnnunzio. Colpisce come DAnnunzio intu i primi meccanismi della societ consumistica o dello spettacolo diremmo oggi in un Paese nel complesso molto provinciale, in modo per ci sembra, confuso e contraddittorio. Si pensi al rapporto con il cinema e non solo , in particolare questo romanzo,aveva successo proprio presso le masse che il Poeta per bocca di Sperelli chiama plebe democratica .Un pubblico piccolo borghese tendenzialmente bigotto,prevalentemente femminile che il poeta abbruzzese si lavorava a puntino. Un romanzo importante comunque ...con d'Annunzio "risuon nella letteratura italiana una nota, fino ad allora estranea, sensualistica, ferina, decadente", ( B.Croce cit.Wikipedia)in contrapposizione al naturalismo ed al positivismo che in quegli anni sembravano aver ormai conquistato la letteratura italiana, con la pubblicazione del Mastro Don Gesualdo di Giovanni Verga. DAnnunzio concentr in questo romanzo molte delle tendenze che aveva orecchiato in Francia cos come far con il Superuomo (La Vergine delle rocce) lontano parente delle riflessioni ben pi complesse del filosofo tedesco Nietsche.

Riassumiamo la Fabula:
Il Romanzo racconta in terza persona,ma per il lettore sembra evidente la proiezione autobiografica,le vicende dellamore tra il conte A.Sperelli, rampollo di una antica famiglia nobile (siamo nel pieno di una crescita economica del Paese anche se molto parziale che al DAnnunzio appare volgare e grossolana ma nel quale poi prospera proprio il personaggio DAnnunzio) per la bella e ovviamente dissoluta Elena Muti (capostipite di una schiera di Donne Dive Dannunziane)una duchessa. (tanta nobilt, quasi contrapposta alla Borghesia affaristica Romana mitizzando una Roma che non esiste pi ma che era superiore ..era questo il gusto dellepoca....) Sperelli non vede da tempo linnamorata che nel frattempo andata in sposa ad un altro nobile il Lord Heathfield ,il nostro per vuole riannodare le fila di questa passione antica che Dannunzio ci narra in Flashback .LUso di questa tecnica privo per della portata filosofica che troviamo in Proust o successivamente nella grande scrittrice inglese V.Woolf. Il rifiuto di Elena costringe il Decadente Andrea a tuffarsi in una vita Libertina nel mondo galante e aristocratico romano. Ferito durante un duello ,tipico episodio che caratterizza il personaggio ma avvinghia anche il lettore. Andrea trascorre ladolescenza in casa di una cugina ove conosce la dolce Maria Ferres che secondo canoni molto battuti nella letteratura,rappresenta una femminilit opposta a quella aggressiva e dirompente di Elena. Ovviamente Sperelli instaura una relazione con Maria senza dimenticare la prima amante anzi in Maria trova una eccitante variazione erotica diciamo pi pura .Il desiderio per di Elena si fa sempre pi forte accentuato anche dal fatto che la bella signora ha un nuovo amante..Si arriva in questo modo allepilogo quando Andrea fa il nome di Elena mentre abbraccia Maria !

Egli era per cos dire tutto impregnato darte, [] pot compiere la sua straordinaria educazione estetica sotto la cura paterna, []. Dal padre appunto ebbe il culto delle cose darte, il culto spassionato della bellezza, il paradossale disprezzo de pregiudizi, lavidit del piacere. [] fin dal principio egli fu prodigo di s; poich la grande forza sensitiva, ondegli era dotato, non si stancava mai di fornire tesori alle sue prodigalit. Ma lespansione di quella forza era in la distruzione di unaltra forza, della forza morale che il padre stesso non aveva ritegno a reprimere. [...] Il padre gli aveva dato, tra le altre, questa massima fondamentale: bisogna fare la propria vita come unopera darte. Bisogna che la vita dun uomo dintelletto sia opera di lui. La superiorit vera tutta qui. C ne abbastanza per il lettore dellepoca ....... Il protagonista del romanzo un esteta - come il Barone Des Esseintes di Joris Karl Huysmans(scrittore di quegli anni) o il Dorian Gray di Oscar Wilde - che, seguendo la tradizione di famiglia, ricerca il bello e disprezza il mondo borghese, conduce una vita eccezionale, vive la sua vita come unopera darte e rifiuta le regole basilari del vivere morale e sociale. La sua sensibilit straordinaria implica, per, una certa corruzione, evidente nella sadica sovrapposizione delle due donne, corruzione che fa parte di quella necessit ideologica e psicologica del dandy, giustificata anche dalla Roma corrotta e lussuriosa. Ovvimente storicamente le cose sono diverse ma il romanzo si leggeva cos Altri aspetti del Romanzo.........

Andrea Sperelli vive il tutto non senza unintima sofferenza, dovuta alla degradazione di quella forza morale, della sua personalit, perch questi comportamenti presumono uno spirito forte, che domini le proprie debolezze. Questo suo atteggiamento ha, dunque, una ragione pi profonda. Infatti, ha vissuto la separazione dei genitori, la madre ha anteposto l'amante al figlio e il padre lo ha spinto verso l'arte, l'estetica e gli amori e le avventure facili. forse per questa infanzia che Andrea passa da una storia all'altra, senza nessun rimpianto o amarezza, che studia cinicamente e accuratamente ci che dovr dire ad una donna per sedurla ed ottenere da lei quello che lui vuole. Insomma, Andrea diventa una figura intermedia tra il superuomo e linetto, che ha perso il dominio di s, la propria genuinit, la facolt di agire senza ambivalenze e di godere a pieno i piaceri agognati. Perci la sua eccezionalit ha anche un secondo risvolto negativo: sempre e comunque destinato al fallimento, soprattutto in amore, prima con Elena Muti, poi con Maria Ferres. Questo personaggio, che tipico della letteratura decadente e crepuscolare, segue lideologia dannunziana, non solo per quello che concerne lestetismo, ma soprattutto perch denuncia la crisi dei valori e degli ideali aristocratici a causa della violenza del mondo borghese commerciale e affaristico.

Servendosi dei pi svariati materiali, soprattutto francesi (Baudelaire, Flaubert, Huysmans, Verlaine, Moras, i preraffaelliti, Wagner e molti altri ancora ), quasi volesse costruire con la sua opera dice Mario Praz una monumentale enciclopedia del decadentismo, D'Annunzio si propone di uscire dai limiti del Naturalismo, non pi imitando, ma continuando la natura. Inaugurando con questo romanzo un tipo di prosa introspettiva psicologica che conoscer in seguito notevoli sviluppi, descrizione psicologica che cerca di scandagliare le complicazioni e le deviazioni della vita mondana e amorosa del protagonista ultimo discendente d'una razza intellettuale, educato a costruire la propria esistenza come un'opera d'arte. Qualche spunto,... confronto con Pirandello La crisi esistenziale del protagonista appare avvolta e nascosta proprio dietro il comportamento da esteta di Sperelli,lestetismo una reazione a questa condizione,una copertura.Il personaggio invece, di Serafino Gubbio di Pirandello,solo per fare un confronto. si muove tutto dentro questo orizzonte di crisi e la Dannunziana diva russa dello schermo apparentemente al centro della vicenda, solo una forma insignificante utile per sviluppare una fabula da romanzo popolare rimane invece drammatica limpassibilit finale del povero operatore Serafino.Negli altri romanzi del drammaturgo siciliano forte invece anche una componente ironica che ci smbra assente in DAnnunzio-

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