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GIVSEPPE RONCHETTI

DIZIONARIO
ILLVSTRATODi^r

SIMBOLI S3^

VLRICO HOEPLl MII^NO

SIMBOLI

EMBLEMI ATTRIBUTI
-

ALLEGORIE IMMAGINI

degli DEI, ecc.

'RtE^'^A

.4

MANUAU

HOF.PLI

G.

RONCHETTI

Dizionario illustrato dei Simboli

smboli- EMBLEMI -ATTRIBDTl


ALLEGORIE
-

IMMAGINI degli
91

DEI, ecc.

CON

TAVOLE

i%AJ3A
/B

-^-^^

ULRICO
EDITORE-LIBRAIO DELJ^ REAL

MILANr
I922

'

""

DATi^.

PROPRIET LETTERARIA

HI

^
^
r^

ABTI GRAPICHB VARESINE


PrnleJ In llaly

VARESE

AVVERTENZA
Lo scopo
presente
nostro,
in

nell'ordinare la

materia del
fu,

manuale
riguardo

forma di

dizionairio,

spela

cialmente

all'iconologia,

di

facilitare

ricerca del significato di

un quadro, di una statua

o di qualunque altra rappresentazione simbolica o


allegorica.

Vedendo, per esempio, un quadro, che


presenta

rap-

una figura con un fulmine

in

mano, o

un'aquila vicina; o con una mezzaluna sulla testa,

od una falciola

in

mano,

ecc.,

si

trova

Fulmine,
Diana

o Aquila, che rimanda

alla
il

voce Giove. La voce

Mezzaluna, rimander

lettore agli articoli

via.

Ecate Luna, ad

ecc., la

voce Falciola, rimanCerere

der

Agricoltura

in

Luglio

Pomona

Giugno

Priapo

si si

Saturno; e cos

imbattendosi

simboli,

che hanno
esamini
il

rela-

zione
conto,

con diversi
o
l'articolo,

personaggi,

rac-

che meglio
tale
sia

adatta alla cir-

costanza

di

quella

statua,

quadro

altra
attri-

rappresentazione. Ci
buti

detto anche degli


personificazione
di

dei

Santi

della

cose

inanimate.

A.
A.

Questa
tutte
le

lettera

sta

capo dell'alfabeto

di
i

quasi

lingue antiche e moderne, alla quale


il

Greci
fe-

diedero
nicio.
Il

nome
I

di

vocabolo aleph

Alpha, togliendola daWaleph significa capo o guida

in

lingua ebraica.

greci riguardavano la lettera

come

infausta, siccome quella che veniva proferita dai sacerdoti

nella formula imprecatoria dei

sacrifizi;

ed era
e

l'abbreviazione

Omega Bue Aap o Aarou.

di

ara

(maledizione).

Vedi Alfa

Lacedemoni.

Nome
i

dei

campi

Elisi degli antichi Egiziani,


si

dove
lavori

mani,

durante

l'eternit

consacravano

agricoli

che producevano dei raccolti meravigliosi.


/Aronne.

Aaron. Vedi Aba.


Figlio
in

di Ippotoone e di Melcinira. Fu cangiato ramarro da Cerere, perch si burl di lei e dei suoi sagrifizi, vedendola bere con troppa avidit.

Abacucco

Habacuc.
significa
il

Nome

che

Lottatore;

dici profeti minori degli Ebrei.

Angelo

l'ottavo

dei

do-

che, preso

per un capello, lo trasport nella prigione di Daniele

ove
I

gli

port un pane. Pane. Sporta.


G. RO.VCIIETTI.


Abaddon.

nell'Apocalisse
di

Nome
un
angelo
statrici.

dato

da

S.

Giovanni
conduttore
re,

dell'abisso,

locuste

deva-

Esse

avevano per

scrive

l'inspirato

vangelista,

l'angelo

dell'abisso
in

chiamato
taluni

Abaddon
raffiguraino

(padre della distruzione), che


cio

greco dicesi Apollyon,

Vesterminaiore.
altri

In

Abaddon

Satana;

invece videro simboleggiato

quel Gio-

vanni di Giscala che abbandon proditoriamente Geru-

salemme assediata da Tito, per


una banda
bini

tornarvi

a capo di
re,

di fanatici ribaldi che lo


infiniti

proclamarono

e cagionarono danni

alla sventurata citt. I rabil

chiamavano Abaddon
nomi delle
di

pi profondo dell'inferno.

Abadir.

Uno
Secondo
divor,
Betili.

dei
la

pietre

sacre presso
la

Fenici.

mitologia sarebbe

pietra
figlio

che Saturno
Giove. Vedi

credendo

divorare suo

Abari o Abarite.
Scita,
lo
il

quale per aver cantato


fatto
oltre

il

viaiggio

d'Apolquesto

agH Iperborei, fu Dio, da cui ebbe,


sopra
la

primo sacerdote
allo
spirito
aria.

di

profetico,

una

freccia,

quale andava per

Abbandono
Anemone
di questo

corte

dei boscUi. Zefiro amava una Ninfa nome, flora, gelosa, la scacci dalla sua la cangi in un fiore che sboccia prima di
la

comparire

primavera.

Zefiro

abbandon Anemofar-

ne
si

alle

carezze di Borea, che, non riuscendo a


l'agita,

amare,

lo schiude e l'appassisce immedia-

tamente.

Abbandono
Corvo.

dei

figli.

Credevasi
nutrire
i

che

quest'uccello
|>erdi

covasse

le

uova senza
cijisse

pulani,
le

appena
li

usciti

dal guscio, vedendoli con

piume bianche,
il

5cac-

dal nido non riconoscendoli per suoi


si

figli.

Nei
ai

Salmi
pulcini

legge:
dei

Dio provvede

nutrimento perfino
il

corvi,

che invocano

suo nome, perch

essendo come non legittimi abbandonati dai loro genitori...

Abbattimento. Mimosa pudica. Al minimo


questa pianta
lasciano

contatto le
le

foglie

di

cadere

loro

fogliolinc.

Abbondanza.
Divinit
allegorica,

rappresentata

da

una bella

giovarne coronata

di

fiori,

rami d'oro.
piena
di

Nella
e di

mano

con un manto verde a fiodestra tiene una cornucopia


e nella
sinistra,

fiori

frutta,

talvolta,

manipolo di spighe. Animali: Formica. Gli indovini predicevano abbondante ricchezza a coloro nelle cui case le formiche radunavano le provviste. Avendo le formiche portati molti grani di frumento in bocca a Mida di Frigia, ancora fanciullo, e mentre dormiva, gli si predisse che doveva diventare ricchissimo, come infatti lo divenne. Cru. Si vuole che in Egitto, nell'anno in cui comparve una gru con due teste, il raccolto fu buonissimo, e abbondantissimo quando se
un
ne
vide una
della

con tre

teste.

Pecora. Secondo

gli

in-

terpreti

Bibbia, la f>ecora simbolo di abbon-

danza

e fertilit. Vegetali: Frumento, perch un grano di frumento seminato si centuplica al raccolto. Diversi Cornucopia. Spighe. Urna, di dove

scaturisce

acqua, che porta

fertilit.


Abdia.
Il

cui

quarto dei dodici profeti minori. Pani, con nutr i cento profeti che nascose entro a caverne, per sottrarli al furore e alla persecuzione

Abdia

dell'empia Gezabele, moglie di

Acabbo

re d'Israele.

Abele.
In

ebraico

Hebel,

soffio,

oggetto
di

che passa come

un

soffio,

vanit.

Secondo

figlio

Adamo

ed Eva.

Agnello.

Abeona.

Nome di una divinit romana. Era cos detta dal verbo abire; andarsene, partire; perch presiedeva alla partenza.

Abete.
Albero die,
perfino cinquanta
elevandioisi

zione

metri.

dritto, pu raggiungere ElevaVedi Arditezza

Sublimit.

Abito. Vedi Veste.

Abnegazione.
Amatsta.

Aboppimento.
Spulo. Gli antichi
ste,

cristiani,

udendo parole disonedi


di-

che aborrivano, solevano sputare per purgarsi tale bruttura. Atto ancora in uso, come segno di

sprezzo.

AboPto. Vedi Sconciamento.

Abramo.
Patriarca,

grande

nazione ebraica.
destinata
al

sacrificio.

go di suo

figlio.

Ammali: Montone,
Vegetali:

progenitore

fondatore

della

Asino, carico di legna che sacrific in luoQuercia.

Diversi:


mand
di

gli

Altare, sul quale mise la legna. Angelo, che

co-

non sacrificare

il

figlio

Isacco.

Coltello

da

sacrificio.

Abraxas

d
di

Abrasax.
una deit dei
Basilidi,
in

Nome
la

settari

del II sepietra,
sul-

colo dell'era cristiana.

Consisteva

una

quale era rappresentato generalmente un corjx) utesta

mano sormontato da una


avente dei serpenti per le

di

gallo
e

o di leone,
insegne;
in

gambe
e

diverse

con

l'inscrizione

Abraxas

pi

spesso
i

Abrasax

lettere

greche
e

le

quali prese secondo

loro valori nugior-

merali
ni

sommate,
o
rilevasi

formano 365, numera dei


rivoluzioni

deirmno,

delle

del

sole

nel

zodialet-

co,
tera

come
di

dal

valore

numerico

di

ogni

questa parola

nell'alfabeto

greco:

ABPA2AE
,'o

O
co o tn

ABPASA2
I

o u^

ro to o oo e e o^
I

il II II

II II
T*

b?

Questo nome conteneva


che presiede\ano
ai

nomi dei
con
le

sette

angeli
virt,

sette cieli

loro

365

una
geli

p>er

ciascun

giorno
di

dell'anno.

Questi
deit.
cieli,

sette

anla

erano

emanazioni
nel

questa

Secondo
i

dottrina dei Gnostici, vi erano

365
sole.

quali con-

centravansi

tutti

primo

cielo,

sede della divinit

rap>presentata

dal simbolo
Basilidi

del

Alcuni vogliono
le

invece che

nascondessero sotto questa paTrinit,

rola la dottrina della


^ (b) e (r)

e che

iniziali

a.

(a)

stessero per le parole ebraiche

Ab, Ben,

Ruah. vale

a dire Padre,

Figliuolo e Spirito Santo.

Abrotano. Vedi Artemisia

Corona

di abrotamo.

Acacia.
Pianta graziosa ornamentale.
nico

Vedi Amore

plato-

Massoneria.
meravigliosa
in

Acadina.
Fontcna
presso
della
dei
Sicilia.

Catania,

vicinanza

Era situata due laghi chiamati

Delli, dei quali uno era di fuoco, l'altro di zolfo. Questa fontana, e i due laghi orribili che le stavano vicino, erano consacrati ai Palici, gemelli nati da Giove e da una Ninfa chiamata Talia, la quale essendo incinta, aveva talmente paura della vendetta di Giunone, che scongiur la terra d'inghiottirla, e la sua preghiera fu esaudita. Nelle profonde viscere di questa, Taha si sgrav misteriosamente di due fanciulli, che la terra stessa mise poi alla luce da

un'apertura
tur

fattasi

nel

siuo

seno,

dalla
in

quale sca-

la

fontana Acadina, che fu tenuta


nei

nerazione
tere alla

tempi

antichi,

poich

grande veserviva a met-

prova i giuramenti. Chi giurava, scriveva il proprio giuramento sopra certe tavolette, che gettava
poi nella fontana.

Se queste galleggiavano,
sincero, se

il

giura-

mento era
cecato,

ritenuto

calavano

al

fondo, edei

ra creduto falso, e lo spergiuro veniva all'istante ac-

o bruciato dalle fiamme vendicatrici

due

laghi di fuoco e di zolfo.

Acale.
Discepolo,
o
nipote,
di

Dedalo.

Inventore

della

sega e del compasso, di che Dedalo invidioso


cipit

lo pre-

da una
in

torre,

ma Minerva

per compassione lo

trasform

pernice.

Acanto.
Fratello
di

Acanlide,

fu

cangiato

in

uccello.

Se-

condo Vitruvio, era una giovane Ninfa che per aver

accolto pianta

questi
la

favorevolmente
eli

Apollo,

cangi

in

acanto.

Acanto.
Pianta che diede origine
di Archiiellura

Arti

al

capitello corintio.

Belle Arti

VeGemo.

Accademia.
Nel monumento di Andrea Alciati in S. Epifadi Pavia, si vedono due insegne, l'una di gentilizia e l'altra dell'Accademia, cio un caduceo intrecciato da doppie ali, da serpenti e cornucopie;
nio

queste rappresentano la ricchezza e


ti

felicit,

serpen-

la

prudenza e

le ali la

diUgenza, qualit necessarie

per la prospera riuscita nelle imprese. Cedro del Libano,


pulisce

simbolo dell'immortalit. Libri.


le

Lima, che

ri-

opere.

Melagrana,

emblema

dell'unirle.

Accidia. Mesembriantemo. Vedi

Pigrizia.

Acciuga.
Pesciolino
di

mare.

Vedi Prestezza.

Accordo.
Celtide.

Accusatore vano.
nell'arringa per Sesto Riccio, ciesempio dell'accusatore che faccia strepito senza alcun danno.
ta l'oca quale

Oca.

Cicerone,

Acero campestre. Vedi


Achar.
L'ente supremo,

Cautela

Essequie.

immortale,
(indigeni),
le

che,

secondo
esseri
il

la

cre-

denza dei Punditi


propria
esistenza

ha cavato dalla sua


gli

anime

materiali,

quantunque

egli sia incorporeo.

Quindi

loro

dogma

che
di
to
tal

la

creazione non che un'eslrazione o estensione

Dio, e che la distruzione del

mondo

sar soltan-

un riprendere che Dio far

tutto ci

che avr

in

modo mandato

fuori

di

se.

Acheloo.
Figlio

dell'Oceano e di Teti.
fu
ritenuto
la
il

Dio
fiumi,
il

del

fiume
il

Api
dei

cheloo,

e
e,

re

dei

perch
pi

grande

secondo

tradizione,

antico

fiumi della Grecia.

Acheloo era

rivale di Ercole nel

peggio,
si

suo amore per Deianira, col quale lott e s'ebbe la ma, potendo Acheloo assumere varie forme,
cangi prima
dei
in

seipente e poi in toro. Egli fu pe-

r vinto sotto questa

uno

suoi corni,

ch'egli

forma da Ercole, e spogliato per ricuper, cedendo

di
il

corno di Amaltea. Secondo la leggenda, questo fiume rassomigliava, nel suono delle sue acque, alla

voce di un toro i suoi meandri diedero origine alla della sua trasformazione in serpente. La vittoria di Ercole si riferisce all'incanalamento, mediante il quale Ercole confin il fiume nel suo letto, gua;

storia

dagnando
giato
nel

cos

una vasta

distesa di

terreno simboleg-

corno

dell'abbondainza.

Ovidio

raffigura

Acheloo appoggiato sopra un braccio, col capo cinto di verdi canne, e un manto verde intorno, e con un solo corno, perch l'altro gli fu rotto da Ercole. Fu anche rappresentato sotto forma di serpente o di toro, e spesso con testa umana, munita di corna

Acheronte.
FigHo del Sole e della Terra. Fu cangiato
in
fiu-

me

e precipitato
ai

nell'Inferno, per

aver somministrato
la

l'acqua

Titani

quando dichiararono

guerra

Giove.

Le

sue acque divennero

fangose e amare, e

--

le

questo uno dei fiumi che

ombre

dei

morti de

\ono passare senia speranza di


Achille.
Figlio
tide,

ritorno.

di

re dei

Peleo e della famosissima Nereide TeMirmidoni in Tessaglia. Narrasi che

sua madre lo ponesse di notte nel fuoco per distruggere le parti mortali ereditate dal padre, e l'ungesgiorno, d'ambrosia. Tedile, una notte il da Peleo mentre poneva nel fuoco il fanciullo, abbandon il figlio e fugg; e Peleo lo affid al centauro Chirone, il quale lo ammaestr nell'arte
se,

durante

sorpresa

di

cavalcare e nella caccia, insegnandogli anche la medicina, e cambi il suo nome primitivo di Ligyron (cio piagnucoloso) in quello di Achille. Chirone nutr

suo allievo con cuori di leone e midollo d'orso. Secondo altre leggende, Tedite, tent rendere inil

\ulnerabile
riusc,

Achille tuffandolo nel fiume Stige, e le tranne nel tallone. Giunto all'et di nove anni. Calcante dichiar che Troia non poteva essere presa
senza
il

suo

aiuto;

Tedite,
fatale,

sapendo
lo
vest

che

questa

guerra doveva riuscirgli

d'abiti

fem-

minili e lo intromise fra le figlie di


ro,
le

Licomede

di Sci-

quali lo chiamarono Pirra a cagione del suoi


d'oro.

capelli

tempo

Ma il suo sesso non rimase a lungo poich una delle sue compagne, Deidamia, divent tosto madre di un figlio, Pirro o Neottolemo. I Greci scopersero il suo nascondiglio e incelato,

viarono ambasciatori

gando
stare

la presenza

di

a Licomede, il quale, pur neAchille, permise loro di roviUlisse


scopr,

nel

suo palazzo.

per mezzo

di

uno stratagemma, il giovane eroe il quale promise immediatamente il suo aiuto ai Greci, e -divenne il terrore dei suoi nemici. Durante la guerra di Troia,

10

ma
rimase pro-

Achille ucdse Pantesilea, amazzone,

fondamente commosso nello scorgere la sua bellezza, e avendo osato Tersite canzonarlo, per la sua tenerezza di cuore. Achille uccise con un pugno il dileggiatore. Fra le diverse narrazioni della sua morte

citeremo
di

la

seguente:

Achille

amava

Polissena,

Priamo, e lusingato dalle promesse che gli sarebbe data in moglie se si unisse ai Troiani, egli si rec senza armi nel tempio di Apollo a Timbra, ove Paride l'uccise con una frecciata nel tallone.
figlia

Achillea millefoglie.
la

Forse la pianta che si credeva ne facesse uso nelcura delle ferite l'eroe di cui porta il nome, e che
ossia

pass a noi dalla pi remota antichit con la fama di


vulneraria,
le

di

qualche

efficacia

nel

promuovere

cicatrici

riero

delle

piaghe e delle

ferite.

Vedi Guer-

Sollievo.

Achor. Dio delle mosche,


bitanti

al qjuale,

secondo Plinio,
per

gli

adi

di

Cirene offrivano

sacrifizi
insetti,

ottenere

non
le

essere molestati

da

tali

e di guarire dal-

malattie da essi cagionate.

Aci.
Figlio di Fauno.

Fu
era

p)er la

Galatea,

la

quale

sua bellezza amato da amata da Polifemo. Questo

ciclope avendolo sorpreso con Galatea, lo schiacci con un pezzo di rupe; ma l'addolorata Ninfa cangi il di lui sangue in fiume, che fu chiamato Aci, e si trova in Sicilia. Ovidio descrive la trasformazione di

Aci
Il

coi seguenti versi:


lutto

Subito sopra Vacqua

apparve

giovanetto sino alla cintura,


in

Ed

altro

mutato non mi parve.

II

Se non ch'era d'assai maggior statura; Ed il color di prima anco disparve. Onde la faccia gi lucida, e pura Verdeggia, e ornato d'uno e d'altro corno Il capo, cui va verde canna intomo.

Acidalia.

Soprannome di Venere, ritenuta quale Dea delle a marezze e degli affanni. Nella citt di Orcomene in Beozia eravi una fontana che portava questo nome, nelle cui acque le Grazie solevano bagnarsi.

Adi

o Aclide.

tenebre. Alcuni vogliono che fosse il primo essere esistente prima della creazione e anche prima del caos, solo eterno e padre di

E>ea dell'oscurit e della

tutti

gli

Dei.

Vedi Demogorgone.
questo fiore sorto dal-

Aconito. Secondo
la

alcuni mitologi,

bava del cane Cerbero condotto da Ercole sulla terra, secondo altri dal sangue di Prometeo lacerato dall'aquila. Vedi Amore colpevole Rimorso

l'^endetta.

Acqua.
Il

culto

dell'accjua

coma elemento

trovasi

nelle

mitologie pi antiche.

La

parte importante di questo


la

elemento nei fenomeni del mondo,


condatrice,
to
la

sua azione

fe-

natura misteriosa delle sue origini,

tut-

doveva operare vivamente sull'immagmazione dell'uomo primitivo e ispirare a esso ammirazione e mesentimenti di riconoscenza.

raviglia,

Facile e naturade

doveva quindi essere il passo di considerare questo elemento come un essere divmo. Le acque terresti!, sotto le loro forme diverse di sorgenti, di fiumi, di


laghi,
le

12

di mari,

nubi,

furono
poi

come le acque del cielo che versano da principio oggetti di venerazione


pi
tardi
agli
esseri

diretta,

rivolta

personificati

che le rappresentavano nelle mitologie particolari. Gli scandinavi consideravano le acque del cielo come sacre;

l'acqua di sorgenti poi, attinta a mezzanotte o


sole,

prima del levare del


tente

diventava un rimedio po-

acquistava

propriet

magiche.

Anche

oggi-

giorno esiste la superstizione volgare in alcune nostre

Provincie che bagnandosi


feste di S.

la

notte della vigilia delle

Giovanni

in certe

acque minerali

si

guarire quasi per incanto nimali:

da malattie cutanee.
che vve nell'acqua.
religione

APesce.
dal,

possa

Anitra,

uccello

Gli Assiri

ebbero per

di

astenersi

pesce, in venerazione della loro Cibele, la quale pre-

siedeva principalmente

alla

pioggia.

doravano
tali:

il

pesce,

per l'aria la colomba.

Per l'acqua aVege-

che cresce nei corsi d'acqua, e con cui s'incoronavano fiumi. Diversi: Azpalustre,
i

Canna

zurro,

colore dell'acqua marina.

Isocaedro.

Secondo

Euclide, questa figura solida, composta di venti triangoli eguali,

simboleggia l'acqua, perch essa di naal piegarsi.

tura mobile e atta alla divisione e

Remo.

Urna,

come

il

che versa acqua, emblema delle sorgenti remo, attributo dei Fiumi. Vedi Battesimo

Dottrina

Pioggia.

Acqua
Vita.

fuoco. Vedi

Discordia

Nozze

e.

Acqua marina. Vedi Dottrina Acquario.

dei gentili.

Uno
to

dei dodici segni del zodiaco rappresentato sot-

forma di un giovanotto che versa l'acqua conteZodiaco. nuta in una urna. Vedi Ganimede

Acrimon8u
Crisoprasio.

13

Acrisie.

Re

d'Argo, padre di Danae

(vedi).

Acutezza d'ingegno.
Sfinge,
significa
la

quale,

figurata

sotto

l'asta

di

Minerva

non

esservi al

mondo

cosa tanto velata e cos

occulta,

che l'acutezza dell'umano ingegno non pos-

sa svelare e divulgare.

Adad.
Dignit dell'Assiria che supponevasi essere il SoMacrobio nei suoi saturnali dice che Adad vuol dire uno, e che Atargate era considerata come sposa
le.

di
ra.

Adad,

questi rappresenta

il

Sole e quella la Terdi

Aggiunge quindi che l'imagine

Adad

veniva

rappresentata con raggi volti


di re

all'ingi,

mentre quelli

Atargate erano emessi all'ins, e ci jjer mostrache tutto quanto produce la terra dipende dalrendere
Sole, il Dio maggiore degli Assiri. maggiormente chiaro il simbolo della Atargate veniva rappresentata seduta sc^ra

l'influenza

del

Per
terra.
leoni.

Vedi Atargate.
del
di

Adamo.
L'etimologia
sa.

suo

nome
si

sarebbe
gli

terra

ros-

La

storia

Adamo

conserva

pi

o meno
la

alterata nelle tradizioni di

tutti

antichi popoli,

sua caduta
logia.

fondamento Quantunque estraneo


il

di quasi tutta la loro teoal nostro

compito, giacch

siamo nel campo delle leggende, non sar privo d'interesse

riportare la storia della creazione e della ca-

duta

di

Adamo

presso

diversi pop>oli.
il

Secondo

gli

antichi Persiani,

Iddio, creato

mondo

nell'interval-


lo di

14

si

30
il

giorni,

riposandosi ogni cinque d,


sesta

accinse

dopo

25

alla

sua grande opera, ossia alla


e
della

creazione

dell'uomo

maschio

femmina,

di

Adamah
state
terra,

melli,

ed Evah, per cui tutte le altre cose erano create. Per popolare con maggior prestezza la volle Iddio che Eva partorisse ogni d due gee che il mondo per mille anni non perdesse alabitanti.

cuno dei suoi


prosperit delle
to,

Lucifero,

precipitato

gi

al-

l'inferno, per la sua prevaricazione, s'istizz per tanta

umane

creature e

le
i

sedusse al peccatrasgressori

per cui

Iddio,

sdegnato,

pun

del-

sua legge col diluvio universale, da cui si salvarono appena pochi individui, e divennero i generatori
la

degh uomini che abitano


niani,

tutt'ora sulla terra.


orientali,
il

dimoruiti nelle

Indie

I Baavevano nella

loro

leggenda
fissata

che

Iddio,

creato

mondo,

ne

a-

durata a quattro et, e volle per ci stabilirvi quattro uomini, maritati a quattio donne, create appositamente per essi. Si mise pertanto

veva

la

a creare

l'uomo ordinando alla terra


il

di

far

uscire
ter-

dalle sue viscere questa

eccellente creatura.

La

ra obbed, ed ecco comparire tosto

capo dell'uomo,
in
gli si

e poi successivamente le altre parti del suo corpo,


cui Iddio spir la vita e
gli occhi,
il

moto. Allora

apersero

operazioni

e l'uomo, lieto della vista del sole, le prime della sua mente rivolse a riconoscere e

Nello stesso tempo Iddio dieil suo Creatore. de all'uomo una compagna simile a lui, imponendogli il nome di Purns, e alla donna quello di Parcont.
adorare
I

figli:
il il

due coniugi vissero assieme, e procrearono quattro Bramone, Cutferi, Scindderi e Uriso, sacerdote
il

primo, re
quarto,

secondo, negoziante
la

il

terzo e meccanico
il

che con

loro

prole popolarono tutto


mondo.
re

15

lui

Secondo

Maomettani, volendo Iddio crea-

l'uomo, disse a Gabriele di andare a pigliare

pugno di ciascuno dei sette diversi strati che compongono la terra. Gabriele part subito e venne a dichia rare alla Terra l'ordine del Creatore. Essa ne fu spaventata, e preg il messaggero celeste d'esporre a Dio per parte sua, che vi era da temere che la creatura ch'egli voleva formare venisse a ribellarsi un giorno contro il suo Autore, ci che non mancherebbe di
attirarle

addosso
e

la

maledizione divina. Gabriele acquesta osservazione;


incaric

consent di
fu

riferire

ascoltata,
la

Dio

l'angelo

ma essa non Michele di eegli


si

seguire
lasci

sua volont.

Al
le

pari di Gabriele,
e ritorn al

muovere a compaissione

trono del-

l'Eterno per presentargli


lora
raele,

querele della Terra.


al

Al-

Iddio affid la commissione


il

formidabile

Azter-

quale senza perder tempo a conversare con


i

la
ra

Terra, strapp dal suo seno

sette

pugni di

comandata
la

li

port

nell'Arabia,

ove dovevasi

consumare
nistro,
le

grande opera della creazione. Iddio fu


diede poi anche l'incarico di separare
corpi,

talmente soddisfatto della pronta severit del suo mi-

che

gli

anime dai

perci chiamato l'angelo della

morte. Gli angeli impaistarono la terra presentata

da

Azraele, con

la

quale Iddio form, di sua mano, u-

na statua umana, e

la lasci lungo tempo seccare sul luogo stesso della sua formazione. Gli angeli, capitanati dal loro duce Ebli o Lucifero, l'esammaro-

no a loro bell'agio,
la,

ma

Ebli, non contento di mirar


il

le

percosse

il

ventre e

petto,

e,

dal suono, tro-

vandola vuota, disse in s stesso: questa creatura formata vuota avr bisogno di riempirsi spesso e sar
per conseguenza soggetta
a molte
tentazioni.

Allora


egli

16

che farebbero se Dio

domand

agli

angeli,

ci

volesse assoggettarli a quel nuovo sovrano che voleva dare alla terra. Ciascuno rispose che avrebbe obbedito.

Ebli

si

s stesso di

mostr dello stesso parere, non farlo. Formato che fu


gli

ma
il

risolvette in
privi-

corpo del
ossia
il

mo

uomo. Dio

comunic
gli

il

suo

spirito,

vificante suo soffio,

bigliandolo
dignit.

diede vita e intelligenza, abmaravigliosamente conforme all'alta sua


angeli di prostrarglisi
diessi

Ordin quindi agH


in segno di

nanzi,

riverenza e di onore.
Ebli,

Pronti

obbedirono, tranne

che fu perci espulso dal paradiso, e in sua vece fu introdotto Adamo, a cui, durante il sonno, estrasse Iddio dal fianco sinistro la

donna, che gh diede per compagna, e poi gli viet di mangiare un certo frutto, sotto pena di maledizione. Colse Ebli questa circostanza a lui favorevofece tanto le, si associ col pavone e col serpente, e coi suoi artificiosi discorsi, da persuadere Adamo ed Eva di gustare il frutto proibito. Accondiscesero, ed
ecco cader subito di dt>sso le splendide vesti e rimasero nudi, costretti, per rossore, a ricoverarsi sotto una ficaia e coprirsi delle sue foglie. Appena commesso peccato udirono una voce fulminante che intimava il Scendete e loro l'uscita dal paradiso, ripetendo:
uscite
altri,

da questo luogo; diverrete nemici gli uni e gli e avrete sulla terra la vostra abitazione e sussiper qualche tempo.
in

stenza

Adamo

fu

precipitato

cadde nell'isola di Ceilan, sul monte Serandib. Eva cadde invece a Gidda, porto del mar Rosso, vicinissimo alla Mecca. Anche Ebli
dal cielo
terra,

piomb nell'Arabia,
to
il

nelle

vicinanze di Bassora. porgolfo


il

pi

considerevole del

persico.

Il

pavone
I-

fu scagliato nell'Indostan, e

sentente a Nisibi o

pahan
ficate queste citt.

17

A-

nella Persia, ossia nel luogo in cui furono edi-

La
di

tradizione della caduta di

Ceilan conse\Tasi tutt'ora viva presso quegli indigeni nella denominazione di Picco d'Adamo dato dai Portoghesi al succitato monte Se-

damo

nell'isola

randib, che sorge


strasi

in

mezzo

dell'isola,

e su cui

momi-

l'impronta di un piede umano,


la

che dicesi pieleggaida,

de di Adamo,
surerebbe 21

quale,

secondo

la

metri di lunghezza, e che lasciasse

Atro-

damo con un qua. Lo stato


v ridotto
scere
di
gli

piede, tenendo l'altro immerso nell'acdi miseria e di solitudine in cui


si

l'infelice

Adamo,

gli

fece bentosto ricono-

l'enormit del
il

Dio,

suo fallo. Implor la clemenza quale mosso a piet del suo pentimento,
di

rese Eva dopo 200 anni Eva ebbe vari parti gemini,

separazione.
tutti

Uniti,
ge-

e in

uno dei

melli era

femmina. Altre leggende turche narrano che Dio cre in princpio il corpo di Adamo e lo pose come una bella statua nell'Eden. La sua anima, che egli aveva creato molti secoli prima, ebbe ordine di andare ad animare quella statua. Esaminata la dimora, l'anima espose a Dio quanto

maschio

l'altro

quella massa fragile e caduca fosse poco degna della spiritualit e della dignit del

suo essere. Iddio, non

volendo usare
nistro

la

\iolenza,

ordin al suo fedele mi-

Gabriele di pigliare uno zufolo e di suonare

un'aria o

due presso
si

il

corpo d'Adamo. Al suono di


obliasse
tutti
i

questo
timori,

strumento
essa

l'amima parve
si

suoi

commosse,

agit:

l'angelo continu

ed essa si mise a ballare intomo alla statua. Finalmente in un momento di delirio, entr nel corp>o di Adamo per i piedi, che si misero tosto in moto, e d'allora non le fu pi permesso d'abbandonare la sua
2

G. Ronchetti.

abitazione
Cabalisti,

senza espresso

ordine
dottori

dell' Eterno.

una specie
e
misteriosi

di

giudaici,

che sotto
parecriten-

reconditi
chiie

espressioni
di
fisica

nascondono
e di teologia,

verit

di

morale,

o Adam Kadmon essere la gono il prima e pi perfetta emanazione che sia uscita dall'essenza di Dio, e il primo di tutto ci che fu creaavento da principio. Lo raffigurano come un uomo
primo

Adamo

te cranio,

un

modo
cela
la la

per

cervello, occhi, orechie, piedi e mani, in che ciascuna di queste parti racchiude e
misteri.
Il

profondi

suo cranio la sapienza;


l'intelligenza,

sua

orecchia

destra

disti,

almuprudenza, la polalla prima ora del giorno Dio raccolse un vere di cui doveva comporlo, e Adamo divent quarta nella piedi, in stette embrione, nella seconda
e cos di seguito.
i

Secondo

quella

sinistra
1

nomi agli animaH, la settima fu impiegata nel i matrimonio con Eva, che Dio condusse al suo sposo dopo averle inanellati i capelli. Alle ore dieci Adamo del pecc, e alla dodicesima provava gi la pena
diede

suo peccato e
tro di lui, cio
bini,

gli effetti
i

della sentenza pronunciata con-

sudori e le fatiche.

Secondo
da
cos
vi

Rab-

Adamo

fu

creato

cielo col capo.

La

grande da toccare il materia del suo corpo fu presa da


cos
testa
il

varie provincie;

per la
di

dalla
resto

Palestina,

per

il

tronco da Babilonia,
angeli,
alla
vista

e per

altri paesi.

Gli ne
es-

una

statura

mostruosa,

mormorarono, e dissero a
seri

Dio che

erano due

supremi, l'uno

in cielo,

l'altro in terra.

Iddio, av-

vertilo

del suo fallo,


e lo

di

Adamo

appoggi la mano sul capo di ridusse a una statura di 300 metri.

suo Alcuni Rabbini soggiungono che la materia del alla corpo era tanto sottile e delicata da avvicinarlo


e dei divini attributi

19

natura angelica, con una conoscenza perfetta di Dio a segno che intenogato da Dio:

il

Qual
si

mio nome?

ch'), la pi fisolofica e

possa della divinit.


un'orribile

lehovah (colui rispondesse: profonda definizione che darIn principio Adamo si abbanrivolgendosi

don a
gli

dissolutezza,

a
i

tutti

oggetti della creazione senza p>oter soddisfare


appetiti,

suoi

disordinati

finche
frutto

si

un

con Eva. Secondo


ch'egli

alcuni

Eva

era

il

proibito,

non poteva
alla
di

toccare

senza delitto;
cagionata

ma
dalla

non seppe

resisterere

tentazione

straordinaria

bellezza

questa donna.
te

Adamo
che

fu talmente afflitto della mor1

di

Abele,

stette

30

anni

senza

avvicinare

sua moglie. In questo frattempo ebbe numerose sgualdemoni succubi (cio che si trasformano drine fra
i

in

donne) e popol

la terra di

gigcUti

e la sua apo-

stasia giunse al

punto

di

far ritornare la pelle al suo

prqjuzio, per cancellare l'immagine di


si
il

Dio.

Adauno

jjent

finalmente di aver rotta quest'alleamza e macer

suo corpo con colpi di fune per sette settimane nel


Altri
del
al

fiume Geon.
far penitenza

Rabbini dicono che


naso;

Adamo
1

jj^r

peccato originale rimase

30

anni

nell'acqua

fino

che visse separato da

Eva

ed ebbe commercio con una donna chiamata Lilit, formata come lui dal fango; che da questa unioe nacquero i demoni della terra e giganti. Eva da! canto suo si abbandon alle carezze degli angeli ribelli
i
;

ma

Gabriele che fu sempre incaricato di commissioni


li

grate,

riconcili e vissero poi in


i

buona armonia.
gli

Dio, dicono

Persiani, cre

Adamo
i

nel quarto cielo,

molto tempo prima del mondo, e giare senza distinzione di tutti


eccettuato
il

permise di mandel paradiso,

frutti

frumento che non poteva digerire dai p-

20

Eva a instigazione del demonio mangi il fruri. mento e ne fece mangiare a suo marito; perci n'ebocdii; bero lo stomaco aggravato, ci che apr i loro
allora Gabriele
re

mise fuori del paradiso, per timoli che non lordassero un luogo puro di sua natura abitanti di e che doveva rimanere tale. Secondo gli Madagascar, Adamo non era soggetto nel paradiso

Dio ad alcun bisogno corporale, e la proibizione che era vi quanto di mangiare gli aveva fatta di bere e
sembrava abbastanza inutile. Nonostandemonio and a trovarlo e gli domand perch sognon gustava i deliziosi frutti che ornavano il suo
nel paradiso,
te
il

giorno e

gli

squisiti liquori
resistette
si

qua.

Adamo
il

ma

demonio non

che scorrevano come l'acquesto primo assalto dette per vinto, e non tard
contro

mandasse ad ana ritornare e suppose che Dio lo di mannunciare al primo uomo che egli era padrone Apiaciuto. sarebbe gli giare e di bere tutto ci che bere. Quala e mangiare a mise si e credette, damo bisogno di che tempo dopo il suo ventre pieno ebbe egli ache divino luogo il sgravarsi; Adamo macchi demonio trionfante si affrett di accusarlo
bitava.
Il

presso

Dio,

che scacci

il

peccatore dal

paradiso.

venne un Qualche tempo dopo la sua disgrazia gli si apri nel terche gamba una di polpa nella tumore uscendone una fanciulla. Sorpreso

mine

di sei

Adamo da

mesi, questo, fece chiedere a

Dio da Gabriele,

creatucome doveva comportarsi verso questa nuova allevarla, e quando ra; gli fu risposto che doveva prenderla per mogiunta all'et da maritarsi di
fosse
glie.

obbed e diede il nome sua sposa. Abele e Caino furono

Adamo

di

Rahonna
di

alla

frutti

questa

unione.


Dopo
boli.
le

21

questa lunga chiaccherata, veniamo ai simFarfalla, forse per la sua leggerezza. Fico, con cui foglie si coperse dopo il peccato. Pelle di
gli

montone, che

serv

da

vestito.
il

con Eva.
sione

teologi vogliono che

Pomo, che pomo abbia


Spighe,
la

gust
il

si-

gnificato di diletto
all'aver
il

e piacere dei

sensi.

allu-

dovuto

Adamo

coltivare

terra

per

procurarsi
lavoro.

pane, con sudore.

Vanga, emblema del

Adatt9mento
de
il

ai

costumi

altrui.
dicesi,

Polpo, attaccato
colore;
si

agli scogli di cui,

ne pren-

similitudine di chi, sacrificando la pro-

pria libert, degli


altri.

sottopone alle opinioni e alle abitudini

Ade e Ades. Nome che


i

bre,

Greci davano a Plutone, re delle Ome venne poi applicato all'inferno stesso. Vedi

Plutone.

Adelaide

(Sanf).

Imperatrice.

Borsa, perch

la santa era

Barca, che le serv per evadere. molto caritatevole. Chiesa.

Adeona. Dea che


deva

presedieva all'arrivo,

come Abeona

presie-

alla partenza.

Ader.
Genio governatore del fuoco. Occupava presso
antichi
gli

Persiani

il

posto che

il

ciclope

Polifemo

te-

neva presso Vulcano.

Adianto. Dal greco


venere,

adiantos,

sempre secco.

Vedi Capel-


Admeto..

21

celebre per aver acfavoloso della Tessaglia, cacciato dal cielo, afticolto cortesemente Apollo suo bestiame. Adandogli la custodia del numeroso sua riconodella prova poUo gli diede poco dopo

Re

essendosi innamorato della suo padre, non voleva PeHa, che leggiadra Alceste, fosse stato capace di agdare in sposa, se non a chi un leone; uno stesso carro un cmghiale e

scenza-

poich

Admeto

giogare a
aiutato

da Apollo. Admeto
(era
il

Un'altra volta

do entrare un gruppo
dimenticata

nella

di serpenti
nei

camera mandati da Diana, che aveva Dei. sacrifizi fatti al mattmo ag


i

fece questo rniracolo. giorno delle sue nozze), volennuziale, vide dmanzi a se

Apollo intercedette presso la sorella, che tirarono alla sua voce. Narrasi

rettih

si

ri-

Admeto, caduto

richiesta di Apollo mortalmente infermo, i numi, a guanto se alcuno sarebbe avevano dichiarato che non ecco che subito Ed lui. per morire a non si offriva sacrifica per salvarlo. Uia la giovane sua sposa si sepolcro; gi l inconsolabile ella era nel fondo del aveva commossa Proserpina che

dolore

di

Admeto

non ostante le opposizioni di anch'esso di Admeto, Plutone; quando Ercole, amico


voleva
restituirgliela,

incontra discende all'inferno, passa l'Acheronte,

la-

nato ossia la Morte, adamantma. braccio, la lega con una catena


l'assalta,

la

doma

col

forte suo
le strap-

immobile nel pa l'infelice principessa e la ricolloca la vede giorni nove palazzo del marito, che dopo favola simnuovamente: sorridergli aprir gli occhi e
bolica che tende a mostrare

come

l'ospitalit

la

de-

vozione

dell'amicizia

sono

sempre

ricompensate.


Adolescenza.
ritirandosi

23

Viene rappresentata da Venere. nella tana, non esce se non


vita
ritirata

Orsa, perch
costretta
le

dalla

fame; allusione alla


ze.

che fanno

ragaz-

do

Gli Ateniesi chiamavano orse le fanciulle, quannozze, per amore della pudicizia, si consacravano a Diana. Vesle variegata. Gli
all'avvicinarsi delle

antichi comici introducevano nelle

commedie

il

perso-

naggio del giovane, vestito d'un abito a diversi coemblema della volubilit dell'animo e la valori:
riet

dei desideri dellet giovanile.

Adolfo (Sani').
Vescovo
dei vescovi.
di Galizia.

Mitra. Pastorale, attribuir

Toro, a cui fu esposto.


Ci-

Adone.
Giovane
niro,
re

bellissimo,

secondo Ovidio,

figlio

di

di Cipro;

e di sua figlia

Mirra

(vedi).

Ap-

pena nato Adone, Venere fu


sa
affid

cos

presa dalla belscoperto


tesoro

lezza del fanciullo, che lo nascose in un cestello ch'esa

Proserpina,

la

quale,

il

che conteneva, non volle pi restituirlo. Sottoposta la lite a Giove, questi sentenzi che durante quattro mesi di ciascun anno Adone sarebbe padrone di se, durante altri quattro mesi apparterrebbe a Proserpina, e durante gli ultimi a Venere. Adone fu ucciso a caccia da un cinghiale. Saputo Venere del ferimento del
vers
il

suo amato Adone, corse verso di


nel

lui

nettare

suo

sangue,

da

cui

spuntarono

inmiediatamente dei fiori. Morto, dovette scendere nell'Avemo, ma gli fu concesso di vivere sei mesi all'anno con Venere nel mondo superiore. Adone sarebbe la personificazione della natura vegetale, che
ripiglia

vigore al ritorno del periodo della primavera.

La morte
di

24

il

Adone
il

simboleggia
il

sole

giunto alla
il

parte settentrionale del zodiaco;

cinghiale

sim-

bolo dell'inverno,
vita di

cui

della natura.

Fra

le

freddo cerimonie usate nelle feste


soffio

fa spegnere la

(Adanie) degna d'osservazione la se terra, nel quale guente: Portavasi un vaso pieno di posti fiori, erbe, erano vi e grano, del seminato era chiamavasi arboscelli e lattughe; questo vaso

Adone

frutti,

giardino d'Adone,
nel

e terminata la cerimonia

gettavasi

mare o

in

qualche fontana.

Adonide.
L'origine del

nome

di

questa pianta mitologica,

di e deriva dal colore rosso del sangue

sformato

in

fiore

Adone, trada Venere. Vedi Ricordo doloroso.


e

Adorazione.
Parola composta da ad
os
oris,

bocca,

lette-

ralmente significa portare la goricamente l'adorazione personificata

mano

alla bocca.

Alle-

m una donpetto, tenendo na prostrata, con la mano destra sul cristiani la simbonella sinistra un turibolo. I pittori a un triangolo. davanti angeli con anche leggiarono sempre riVegetali: Elianto, perch il girasole Dicontemplare. sembra che volto verso il cielo, nella Bibbia menversi: Baciare la mano, atto, che un segno di culto. Le parole di Giob-

zionato

come
io

be:
luna,

Se

guardai
in

il

sole

e se

segreto esult

splendido e la rifulgente mio cuore e baciai a il

riferiscono alla mia mano con la mia bocca, ecc.. si corpi ce est., cio costumanza pagana di adorare
i

di

mostrar riverenza per essi, accostando mani alla bocca. Mani stese al cielo.

le

proprie

Adramelecco.
Idolo Assiro,
il

cui

culto

consisteva

nell'abbrucia-

re in

25

Riguardo
le

suo onore

propri

figli.

alla figura sot-

to cui

era rappresentato, varie sono

opinioni.
di

asserisce
altri

che era adorato sotto di un pavone.

l'effigie

Chi un mulo,

Adrano.
Divinit siciliana adorata in tutta
l'isola,

e special-

mente ad Adrano. Circa mille cani


stoditi
i

sacri

erano cu-

quali si m<mtenevamo presso il suo tempio; doppio scopo, che servissero di guida e di custodia. Infatti narrasi che se col capitavano devoti pellegrini, si vedevano questi animali andar loro incol

contro, leccar loro le


guidarli
;

mani

e correre avmti

come
o

p>er

ma

se

le

persone

erano

increduli

ladn

che volessero entrare nel tempio, essi li riconoscevano subito, e li punivano saltando loro alla gola, strangolandoli.

Adrastea
Figlia
di

(l'Inevitabile).

Giove e della Necessit, ministra


di
tutte
le
sottrarsi.

dell'e-

terna

giustizia e vendicatrice

offese,

alle

quaH nessuno poteva

Secondo alcuni, Adrastea non altro che un soprannome di Nemesi, derivato da Adrasto, che fu il primo a innalzare un
tempio a questa divinit.

Adria.
Figlia del mare.

Vedi Venezia.

Adriano (Sant',.
il

Martire. Braccio tagliato. Corvo, che protesse suo cadavere. Leone, a cui fu esposto. Ruota. Spada, strumenti del suo supplizio.

Adulatore. Ape, perch avendo


giglione

il

miele in bocca
posteriore

e
del

il

pun-

nascosto

nella

parte

corpo.


pu paragonarsi
dano,
alle

26

la

persone che con


sparlano.
sia

lingua

lo-

mentre

segretanente

Cane.

Alcuni

vogliono

che questo animale

simbolo dell'adula-

tempo del mordace detrattore. Alessandro, domandato a Diogene perch lo chiamassero cane, ebbe per risposta: Perch con quelli che mi donano mi mostro piacevole, dico male di coloro che non mi usano cortesie e lacero i tristi. Il medesimo Alessandro, per celia, mand a Diogene una sporta d'ossa; il cinico l'accett e disse: Questo bene un cibo da cani, ma non gi un presente da re. Serpente. Secondo la Bibbia, il serpente che tent Eva fu il primo adulatore. Vedi Rovinato dagli adulatore e nello stesso
tori.

Adulazione. Campanula
il

specchio di Venere. Cazza, perch ha


poi

petto

bianco e la coda nera; paragonabile a chi


l'amico,
di
lo

adula

inganna

deride.

Pitagora

non gustare gli uccelli di coda nera, n tener per amici uomini simulatori o finti, ipocriti. Si dice che la bugia ha sempre la coda nera. Rame
consigliava

Adultera. Vedi Marito


Adulterio.

di

donna adultera.

Murena
Egiziani.

vipera

accoppiate;

simbolo

presso

gli

Aello. Vedi Arpie.

Aesoulanus.
Divinit che presiedeva alla fabbricazione delle monete di rame, rappresentata sotto la figura di donna in piedi con la mano sinistra appoggiala .su un'asta, e una bilancia nella destra.


Affanni.
Nocciola
catrici del

27

insenature sembrano
ci-

di pesca,

le

cui

cuore impresse dagli affanni e dall'ansiet

dell'animo.

La

pesca simbolo del cuore.

Affanni della ricchezza. Seme. Nei Vangelo, dove


duto
sieri

si

parla
si

del

seme caai

fra

le

spine,

simbolicamente
ricchezza.

allude

pen-

affannosi

della

Affanno.
Croce, nel senso figurato,

dallo

sbiadito.

Affettiaione.

Amaranto
specie

cresta di gallo.

Simbolo derivato da una


mostra nello
bizzarro.

d'affettazione
i

che
in

questa pianta

sviluppare

suoi

fiori

modo

Affetti libidinosi.
Piedi.
le
I

filosofi

mtichissimi ritenevano

piedi qua-

parte pi vile del corpo umano, e che, nell'animo,


agli
affetti

corrispondessero
Cristo

libidinosi.

Nella Cena,
accostarsi a!

lav

piedi

agli

Apostoli,

perch levata cos

ogni lordura degli uomini,

mondi potessero

dono dell'Eucarestia.
Affetto immutabile.

Rosa

rifiorente.

Affezione.
Sassifraga.

Afflizione.
Calice,
gli

emblema
il

della

Passione.
afflizione,

antichi,

cuore,

per

Cuore. Secondo rode intemasi

mente ed esternamente.
mangiarti
il

Pitagora soleva dire:

Non

cuore. Lattuga.

comanda

di

Nella Bibbia, dove Dio mangiare l'azzimo con lattuga selvatica.


indica che in quei giorni

28
si

doveva
affliggere l'animo,

senza concedergli alcuna dolcezza corporale.


Af.

Ortica.

Presso
stipite

gli

Scandinavi questo
di

il

nome

della

se-

conda incarnazione
degli
di
fra
i

Heimdal,

quando divent
la

lo

uomini
terre,
i

liberi,

cio dei coloni e dei proclasse

prietari

quali dovevano formare


i

media

nobili e

servi. Af,

il

cui

nome

significa

avolo, avendo sposato Amma, n'ebbe Karl, che alla sua volta divenne padre di dodici figli.

Africa.
sa
in

Rappresentasi sotto forma di donna giacente in polasciva, sostenendo la testa con la sinistra avente

un ventaglio due onde, le quali rappresentano l'Oceano e il Mediterraneo; e per mostrare che questi mari la circondano, porta due anelli alle dita estreme. Si trova anche raffigurata da una donna avente in cajx) un
e nella destra
(allusione al clima ardente).

mano una melagrana,

La

figura giace su

cappello, e sulle spalle un


dietro,

manto azzurro

gettato in-

che
e

si

stende fino a terra, con la veste rossa

orlata di bianco e fibbie d'oro che circondano l'orlo

superiore

quello inferiore.
le

La

figura

stende d'am-

bo

le

parti

braccia nude, tenendo nelle mani due


piedi

due navi cariche di sotto le sembianze di una mora seminuda, coi capelli ricciuti e con una testa di elefante per elmo porta una collana di corallo, tiene un corno pieno di spighe in una mano, e nell'altra uno scorpione. Attorno le stsinno serpenti attorcigliati e un leone. Animali: Boa, serpente che vive nelle foreste africane. Drago, che vomita fuoco. Allusione forse
spighe.
suoi

Ai

figurano

grano.

Infine

viene

rappresentata

alla

29

paese.

temperatura ardente di questo


di

Elefante,

animale caratteristico

queste

contrade.

Scorpione,

che figura nelle monete di Adriano.

Afrodite. Dal greco aphros, schiuma.


vinit

Una

delle grandi di-

dell'Olimpo.

Dea

dell'amore e della bellezza.

In Omero, Afrodite figlia di Giove e di Dione, ma secondo la tradizione pi comune Afrodite sarebbe ^ata <ialla scimmia marina raccoltasi intorno alle parti mutilate di Urano, che furono gettate in mare da Crono, dopo ch'egli ebbe evirato il padre. Nata,
si avvicin all'isola di Creta e p>oi a Cipro, e passeggiando sulla riva del mare fiori spuntavano sotto
i i

suoi

piedi.

Secondo

le

idee

tura di Afrodite, ella era la

cosmogeniche della napersonificazione della poe la


di

tenza
gli

generatrice

della

natura
nella

madre
ci

di

tutti

essere viventi.
nella

Una

conferma
in

p>otrebbe

a-

versi
gli

tradizione che,
si

Dei, Afrodite
Greci,

cangi

gara di Tifone con pesce, il quale si considera


la

di grandi forze generatrici.

dei

ella

era

la

Ma, secondo Dea dell'amore

leggenda

che incitava

questa passione nei cuori degli Dei e degli uomini, e


signoreggiava, con questa potenza, tutta la creazione

animata. Vedi Venere.

Aganippe.
Figlia
cJ

del

fiume

Permesso,

che

scorreva

intorno

monte Elicona. Fu cangiata in fontana, le cui acque avevano la virt d'ispirare i poeti. Fontana sacra alle Muse, donde furono chiamate Agoiippidi o
AgcUippee.

Agata.
Pietra screziata,
gni
regolari
le

cui venature talvolta

irregolari,

somiglianti

formano dei disea una

30

figura umana pi o meno perfetta, a un animale, o anche a qualche oggetto inanimato. Famosa era l'agata di Pirro re di Albania, nella quale pretendevasi di vedere Apollo con la sua lira e le nove Muse coi

Mercurio
giovane,

loro

rispettivi

attributi.

Vedi

Persuasione

Felicit

Fortezza

Prosperit.

Agata (Sanf).

Vergine e martire. Angelo, sotto forma di un che con un gran cero acceso accompagn la martire nella prigione dove fu rinchiusa. Carboni ardenti, su cui fu posta con le mani e i piedi legati con catena di ferro. Colonna, sulla quale, nuda e col capo raso, venne sollevata con le mani legate di dietro e battuta con nervi di bue. 5. Pietro, in sembianza di un vecchio venerando, con in mano un vaso di medicamenti, con cui guar la santa e le
rese
le

mammelle

fattele

strappare

Tenaglia,

che serv per strapparle

le

da Quintiliano. mammelle.
Di-

Agatodemone
Dal greco agathos, buono,
e

daimn,

genio.

vinit benefica in onore della quale,

alla fine dei pa-

sti, i Greci bevevano un po' di vino puro. La cof>pa che serviva per quest'uso, chiamavasi coppa d'A'galodemone. Era simboleggiato con un serpente. Vedi

Buon Evento.
Agava.
di Cadmo e di Armonia. Avendo calun Semele sua sorella, amante di Giove, Bacco la colp di demenza, e in un eccesso di pazzia lacer suo figlio Penteo, re di Tebe.

Figlia

niata

Agenorea. Dea dell'industria

dell'attivit,

Roma,

por-

^
tava anche
sizione della
il

31

(diligente) per

nome

di

Strenua
cio

oppodel-

Dea Murcia,

Venere o
gli

la

Dea

la pigrizia, poich questa

rende

uomini poltroni ed

effemminati.

Agetore.
Parola che in greco sigifica condottiero, era il soprannome che davasi a Ermete o Mercurio fkcopompo (conduttore delle anime) a Giove condottiero degli eserciti, secondo i Lacedemoni; e a un
sacerdote di Venere, che dirigeva
l'isola
le

sacre

pompe

nel-

di Cipro.

Agguato.
Coccodrillo.

presentava
taidere,
ti

che presso gli Egiziani raptrasformava in coccodrillo, per come faceva quest'animale, continui agguaTifone,
si
il

male,

ai

mercanti.

Agilit.
Tipula,
insetto

leggero e agile,

che corre sull'ac-

qua senza tuffarsi n fermarsi mai. Agitazione.


Betonica, pianta
vimento.
di vento
le

cui foglie sono


al

sempre
imiinimo

in

mosoffio

Driza.
si

agita.

Graminacea che Vedi Impelo

e agitazione della

mente.

Agitazione continua.
Argento
vivo.

Aglaia.

Una

delle

tre

Grazie.

Aglio. Vedi Milizia.

Agnello. DaJ greco agnos, Agnese {Sanf)

casto,

innocente.

Apostolato

Vedi Abele
Apostoli


Castit

32

Daniele
Discor-

Dolcezza Ges Giovanna Casa Mansuetudine Maria Paolo Moderazione Obbedienza ~ Primavera Speranza Temperanza nuovo Agnese (Sani'). Agnello
Coletta (Santa)
dia

Eucarestia
Cristo

Francesco d'Asdi

sisi

(San)

{Santa)

Giovanni Battista

(San)

Innocenza

Vergine

Martiri

Orefice

(San)

Pietro

(San)

Sacrifi-

zio

del Salvatore

Svergognata

Vecchio e

Testamento.

Martire e vergine, parve con essa dopo

nimbato, che

ap-

la

sua morte. Anello, portatole

da una colomba. Angelo, che nel luogo infame, ove venne trascinata, la circond di luce vivissdma, in modo che nessuno poteva guardarla. Capigliatura, con
cui coperse la sua nudit. Corone, due, simboli della
verginit e del martirio.
glio

Diavolo, che str2uigol

il

fi-

del

Governatore,
quale
fu

luogo infame.
go,
sul
si

quale tent di violarla nel Gladio, con cui venne decollata. Re


il

posta,

ma

rimase

illesa

perch

il

fuoco

divise in

due

parti.

Rosario.

Agnocasto.
Specie di verbena. Gli antichi Greci ponevano
le

frondi di quest'arboscello nel letto delle loro spose, per

conservarne

la

castit.

Vedi

Castit

Diana

Freddezza,

Agostino (Sanf).
glia.

Vescovo. Chiesa. Cintura di cuoio. ConchiCuore infiammato d'amor divino. Diavolo, emblema dell'eresia. Libro. Monastero. Penna. Vedi
Vescovo.

33

Cerere.

Agosto. Mese a
\enne
sari lo sjjesso

cui

presiedeva

Nel
le

medio
spighe.

evo

rappresentato

mietendo

Va-

un uomo nudo che esce dal bagno, segrete con un asciugatoio, e metCane, che annuncia la tendo alla bocca un fiasco. canicola. Careggiali due, incrociati. Spighe del raccolfigur in

coprendosi

le parti

to,

che

si

falcicino in

questo mese.

Tazza,

in cui
il

si

disseta

un uomo. Vedi Zodiaco.

Ventaglio, che procaccia

fresco.

Agrai.

Vedi Agrole.

Agricoltura.
Gli
cmtichi
la

rippresentavano

sotto

l'aspetto

di

Cibele, seduta

p>er terra,

in piedi,

con una zappa, o


auiche

accompagnata da un
tata,

toro.

Viene

rappresen-

come

Cerere, coronata di spighe, con un aratro


fiorire,

d'accanto e un arboscello che comincia

e talspe-

volta con una cornucopia piena di frutti d'ogni


cie.

L'agricoltura era talmente stimata presso

gli

anin
i

tichi,

che facevano
di

scettri

dei
se

re

con

la

punta

forma

vomero; dei quali

ne servivano anche

sacerdoti.

Animali
pire
il

Bue. Secondo Plutarco, Teseo fece


sulle

scoli

bue

monete, volendo con ci stimolare

suoi popoli a coltivare la terra.

Vegetali

Olivo

in

mano
altro

a Mercurio, quale protettore delle piante; persi

ch da esso
albero

ricava molto pi utile di qualunque

fruttifero.
il

Diversi:

Falciola,

data

da Giano a Saturno,
Nilo, con la
l'agricoltura.
3

quale insegn l'agricoltura. cui statua gli Egiziani rappresentavano

Vanga.

Vedi

Cerere.

G. Ronchetti.


Agrifoglio Albero spinoso
Precauzione

34

verde.

sem,pre

Vedi Difesa

Previdenza.

Agrimonia^
Pianta che una volta passava
il

bianco dell'occhio.

come rimedio per RiconoVedi Cratitudine

scenza.

Agrote.
Parola greca che significa contadino, e nome di una delle divinit che incivilirono Fenici. Le davano per padre Agrai o Agre. Padre e figlio erano
i

inventori

dell'agricoltura,

del

torchio,

della

caccia e

del

modo

di costruire le case.

Biblo, Agrote aveera

va un tempio dove era rappresentato da un fusto di


colonna.

Nel giorno

della

sua

festa

egli

portato
collo-

processionalmente

dentro una
di

nicchia

coperta,

cata sopra un carro tirato da diversi animali.

E' an-

che

il

soprannome

Dagone.
abi-

Aiianto.
Il

nome
delle

di

questo albero bellissimo presso


significa

gli

tanti

Molucche
celeste.

albero del

Cielo.

Ve-

di

Favore
Ucceljo

Airone.
tramipoliero,

che

jpassa

lunghe

ore

col

collo ripiegato sul

petto e col capo rannicchiato fra


libidine

le

spalle.

Silenzio

Aiuto.
aiuto.

dare aiuto

Vedi Popolo

Vedi Esangue per


Tempesta.
Bisognoso

Febbraio

d'altrui

aiuto

che invoca aiuto

DomanPorgere

Aiuto reciproco.
Pipistrello.

Si vuole die

due

di questi animali ag-


grappati
sostenersi

35

abbiano
la

insieme,

molestati,

tendenza

di

a vicenda, quasi per aiutarsi reciprocamente nella loro debolezza.

Aiuto scambievole.

Vedi

Servizio scambievole.

Ajo Locuzio.
L'anno
plebeo,
te

to

364, un certo Cediiio, uomo che nell' atraversare di notche usciva dal!'<ilsovrumana, voce una citt, la del tempio di Vesta, gli manifest che Ron;a dodi

Roma
i

inform

tribuni

breve essere assalita dai Galli. Non si ascolinformazione, data da un uomo senza crediRoma fu l'anno seguente presa dai Galli, e to. liberata che fu da Camillo, questi, per rimediare alla

veva

in

t tale

negligenza

turna, eresse un tempio in onore del dio Ajo zio, nello stesso sito in cui Cedizo l'aveva

commessa, non curando quella voce notLocuudita.

Questo Dio, dice facetcmente Cicerone, quando non era conosciuto da nessuno, parlava e si faceva senma dopo ch'egli diventato celebre, pens di tire,
tacere e di diventare mulo.

Alabarda.
Specie di arma ad asta, con la punta munita di un lungo, largo e aguzzo, attraversate da un altro ferro in forma di scure. Vedi Barnaba (San)
ferro

Mcasoneria

Taddeo

(San).

Alabastro.
Pietra simile al
nera.

marmo, pi trasparente e pi Vedi Purezza.

te-

Albereila.
Alberi.
crati

Vedi Pioppo

tremulo.

E' noto che nell'mtichit gli alberi erano consaagli Dei. La Genesi parla di due alberi di pr-


digiose
qualit

36

significato,

misterioso
terrestre,

piantati

nel

mezzo
la vita
I

del paradiso

ed erano: Albero del-

e Albero della scienza del bene e del male.

vita

del primo avevano la virt di conservare la all'uomo se egli avesse conservato la sua innocenza, cio serviva a ristorare le forze perdute, e
frutti

rinvigorire

la

tempra

fiaccata,

ripristinare

l'equili-

dell'umano organismo. L'albero della scienza del bene e del male poteva essere im albero qualunque, di cui non si potrebbe dare il nome preciso, mancando ogni descrizione, ogni dato di cui si possa convenientemente dedurre. I Bizantini costumavano rappresentare Adamo ed Eva vicino a un albero simile al fico e coperto di foglie; gli Italiani ora adottarono il fico, come fecero greci, ora l'arancio, e in certi casi fu rappresentato dal
brio
dei
vari

elementi

pomo. Vedi Amadriadi.

Albero.
Cristoforo
sio

Vedi
{San)

Anna

(San)

Giuda

{SanC)

Edmondo
Martino

{Sani')

Concordia Cerva(San) Paradiso

dei Cristiani.

Albero della morte. Vedi

Tasso.

Albero della scienza del bene e dei Vedi Alberi. Albero della vita. Vedi Alberi. Albero
di

male.

Giuda.

Vedi Cercide
di

siliquasiro.

Albero d'Isaia.
Albero genealogico
al

Ges

Cristo.

Venne
dal

spesso
fino

rappresentato dalla pittura e scoltura,

XII"

XV"
suo

secolo.

Il

profeta Isaia raffigurato coricato


dal

addormentato;
cervello

suo petto,

dal

s'innalza

dalla sua bocca o un tronco d'albero vigo-

roso che
za,
gli
si

37

all'estremit
il

ramifica sempre pi a misura che s'innal-

ogni

ramificazione
del

porta

uno de-

ramo pi alto termma in un fiore sbocciato, che serve da trono a Maria Vergine, sola oppure col Ges Bambino. Spesso l'albero pi complicato. Fra ogni ramo si vede
antenati

Salvatore.

Infine,

un profeta con un
zia di
cui

filatterio

su cui scritta la profe-

esso

autore,
I

e che

con
no.

la

venuta di Cristo.
Isaia.

profeti

dell'albero e mostrano a dito la

ha sempre raj^orto guardano la cima Vergine col BambiPigrizia

Vedi

Albero morto. Vedi Inverno


rilii.

5/e-

Alberto (Sant*).
Carmelitano.
accoglie
nelle

Crocefisso.

Ges Bambino
simbolo
di

che

braccia.

Ciglio,
le

verginit.

Lampada, che illuminava


nente
le

sue veglie. Libro conte-

regole del suo ordine.

Nave, che approvvi-

gion

Messina assediata.
e

Albione
a Ercole
sotto

Berglone.
figli

Famosi Giganti,
al

di

Nettuno, che

si

of^x)sero
l'e-

suo passaggio nella Liguria,


le

Avendo

roe esaurite

sue

freccie.

Giove schiacci Albione

una tempesta Alcione.


cello

di pietre.

La credenza popolare ammetteva che


facesse
le
il il

questo

uc-

nido sulle onde del mare, e che cosette giorni

vasse
dop>o
il

uova durante

prima, e sette giorni

periodo durante quale le acque si mantenevano in perfetta calma. Si vuole che l'alcione sia una banderola naturale, e che sospeso per il becco, indichi la parte donde sofgiorno pi corto dell'anno,
fia
il

vento,

girando

il

petto verso

questa parte del-


l'orizzonte.

38

Oltre la virt di predire


all'alcione
la

venti,

si

attri-

buiva
chire

pure
colui

preziosa

qualit

df

arric-

che

lo

nella famiglia e di

che portavano le Disperazione


Teli.

possedeva, di mantenere l'unione comunicare la bellezza alle donne sue piume. Vedi Ceke Cinira Misantropo Nido d'alcione

Alcione.
Figlia
di

Eolo

moglie

di

Ceice

(vedi).

Alcitoe.
Figlia di Mineo,
to lavorare
le

la

quale avendo lavorato, e

fat-

sue sorelle
di

rante
te;
il

le

feste

Leucippe e Arsippe, duBacco, rifiutando di prenderne parper


costringerle
col
terrore,
si

Dio

del

vino,

present loro davanti successivamente in leopardo,


,

in

leone e in pantera.
salite

Intervenute alle orgie, furono as-

dal furore, e Mercurio


la

pipistrello,

mentre

le

la prima in le cangi: seconda in gufo e la terza in civetta; loro tele furono convertite in foglie di vite

e di edera.

Alessio (Sanf). Bordone da pellegrino. Scala,


Aletto
{collera

sotto

cui

visse.

implacabile,

furore

incessante).

Una
della

delle tre Erinni o Furie, figlia di

Acheronte

Notte.

Vedi
gli

Furie.

Alettoria.
Pietra

che

antichi

avevano

immaginato
e a cui

for-

marsi nel

fegato del
medicinali

gallo vecchio,

attribui-

vano

virt

meravigliose.

Vedi Lussuria.

Alettrione.

Giovane

soldato, confidente e favorito di Marte,


la

il

quale faceva

guardia durante

gli

amori di questo

39

Dio con Venere, per avvertirlo dello spuntar del giorno. Essendosi egli un giorno addormentato. Apollo (Sole) scoperse gli amanti, che Vulcano circond con una rete e li espose abbracciati alla vista degli Dei. Marte, sdegnato, cambi Alettrione in un gallo che,

memore
Alfa

della sua negligenza,

annuncia all'alba l'av-

vicinarsi del sole.

Omega.
della

Nome

prima e dell'ultima
i

lettera
i

dell'alfa-

Nel medio evo predicatori, medici e altri usavano mettere in capo alle scritture, ricette ri. Questo segno, e dissertazioni, il segno a co o che l'espressione di alfa e omega, era una specie di
beto greco.

geroglifico che indicava

il

nome

della divinit, e cor-

rispondeva a tutte quelle formule che mettevansi una


volta alla prima o ultima pagina dei

iiianesimo

Ges O Alfonso dei Liguori (Sanf). Vescovo.


Cristo

libri.

Vedi

Crifine.

Principio e

Crocefisso,
le

plina,

rammentando
Ciglio,

su cui meditava. pene corporali a cui


castit.

Discisi

sot-

top>oneva.

simbolo di
religioso

Libro delle

re-

gole

dell'ordine

del

Santissimo

Redentore,

ch'egli
rio,

fond.

Maria Vergine, che invocava. Rosa-

simbolo della devozione.

Alga marina.
Pianta
voli
le

cui

foglie strette sono

morbide e pieghe-

anche

se asciutte.

Vedi

Ali.

Vedi Ambizione Amore Dedalo Ceni Notte Morte Tempo Tommaso d'Aquino {San)

Instabilit.

Aria
Poesia
Velocii

Vento.
ai

Ali

piedi.

Vedi Mercurio

Occasione.

Ali di farfalla.

4 -Psiche.

Ali di gru.

la

Ali di pipistrello.

Junoni

Vedi Diavo/o Fama Morie


Vedi Junon
Infaticabile.

Vedi

Geni

Notte.

Ali di

sparviero.

Vedi Sacerdozio.
attribuiva
la

Alisma.
Pianta a cui
rabbia.
si

Vedi Calma

propriet di guarire

Qur'e/e

Tranquillit.

Alleanza.
rire
il

Arcobaleno. Cessato il diluvio. Dio fece appaa No un arcobaleno; simbolo dell'alleanza fra cielo placato e il mondo che si rinnova.
Pollice. Si vuole che

Alleanza segreta.
i

Barbari, stringendo alleanla

za,

costumassero
i

prendersi
e

mano

destra,
ferita
in

legare
fattasi

strettamente

pollici;

da una piccola
il

succhiarsi reciprocamente

sangue; e ci
sangue.

segno di

patto

segreto

consacrato

col

Allegoria Dal greco


In

allos,

altro,

agorein,

rappresentare.
in

termine

d'arte,

dicesi

della

composizione,

cui

adopera certe figure simboliche per esprimere idee astratte. L'allegoria deve essere semplice e intelligibile per tutti, altrimenti risulterebbe un rebus che nessuno cercherebbe di spiegare. Oltre alle allel'artista

gorie classiche,
in

come sarebbe
ecc.,
in

la

Giustizia,

raffigurata

una donna con


nell'altra,

la bilancia in

una mano

e la spa-

da
mere
suoi

citiamo

seguenti

esempi.

Un
espri-

artista, la

dovendo,

una sola rappresentazione,


citt,
i

presa di diverse

dipinse la Vittoria, coi

attributi,

che scriveva sopra uno scudo


Il

di queste citt.

figho del gran

nomi Cond, per rappre-

Musa
della storia, con in

41

libro,

sentare la storia di suo padre, fece dipingere Clio, la

mano un

sul cui dor-

so leggevasi:

Vita del principe Cond. Questa


libro,
il

Musa
azione

strappava dei fogli dal


su ogni foglio era scritto
di questo

gettandoli per terra, e

famoso capitano.
forme della

titolo di

una
di

bell^a

Velo

garza che, co-

prendo

le

figura, le lascia

mtravedere fa-

cilmente.

Allegrezza.
Animali:
Vitello,

donde nacque
chiamavcno

la

parola latina
atti

vitularis, vivere in

allegria,

dar segno, far


Presso

di

al-

legria; perci gli antichi

vitellartli
gli

coloro
so-

che

si

rallegrano e fanno festa.


toro saltellante,

ebrei,

gnando un

era segno di futura alle-

grezza, e questa doveva essere accompagnata da gua-

dagno, se nello stesso sogno fossero q>parsi dei tori Vegetali: Mandragora, che, secondo pascolanti.

Senofonte, toglie agli uomini la nvalinconia non


del
vino,

meno
in

rendendoli
gli

allegri.

Mirto.

Nei

conviti,

segno

d'allegria,

antichi

usavano

porgersi

reci-

procamente un ramo di mortella (mirto comune), inDivera: Corona di fiori, vitandosi a cantare.

specialmente di rose, che

gii

antichi ritenevano

come

segno di allegria e di festa; perci nei conviti costumavano cingersi il cajX) di ghirlande. Fuoco. Allusione ai fuochi di gioia accesi nelle allegrie popolari.

Oro, Sardonica. Verde. Vedi

Ilarit

Letizia.

Allegrezza

Amiczia.
le

Uomo
rallegrasi.

donna con

mani congiunte,

in

atto di

Allegria.

Vedi Allegrezza.

42

Alettamento degli adulatori.


Asino, fra fiori e aromi, di cui non sente il profumo. Geroglifico con cui gli Egiziani volevano rimproverare i grandi uomini i quali, anche esponendosi alle beffe, si compiacciono essere circondati dagli adulatori.

Allfader.
Il

pi antico e

il

pi grande degli

Dei scandinavi.

Vedi Odino.
Allodola.
E' uno Vedi Niso
dei

di

pochi uccelH Tradimento.

che

cantano

volando.

Al loto.

Vedi Lauro.
pianta

Alo.
Genere
quale
si

carnosa

dei

paesi

caldi

dalla

marezza
Alpini.

estrae

una sostanza amarissima.

Vedi A-

Dispetto.

Antichi
gatto
di

soldati

pedoni;
in

avevano
in

per
di

insegna

un

colore

rosso

con la testa dritta, un cerchio bianco.

camminare una targa verde, circondata da


chiaro,
atto

Altare.
teo

(San)

Vedi Abramo

Misericordia

Berta
Piet

{Santa)

Mat
elegandi diver-

Religione

Rifugio.

Altea malvarosa.
Pianta d'ornamento coi temente guarniti di foghe e
so
colore.
fusti
fiori,

dritti,

alti,

bellissimi,

Vedi Ambizione.

Alterigia.
Aquilegia.

Amabilit
Celsomino bianco.

43

Amadriadi.
Ninfe che erano generalmente le protettrici delle e una sola poteva presiedere a un'intera foresta; ciascun albero, al contraio, racchiudeva la sua Amadriade, che nasceva, cresceva e moriva con esso.
foreste,

Le Amadriadi sarebbero
secondo alcuni, fratello, secondo altri.
Dori,
al

otto,

figlie di

Nereo e
il

di

di

Amadriade

e d'Ossilo,
loro

suo

Queste diedero
fico.

nome

noce, al palmizio, al corniolo, al faggio, al pioppo,


vile

aW'olmo, alla

e al

Le Amadriadi o DriaJi
giovinette,

erano specialmente congiunte alle quercie. Furono rappresentate in vaga

forma
al

di

parte nude e

parte vestite,
tarvi intorno
te

in

atto

di scendere

dagli alberi, e saldelle frondi agita-

cantando

mormorio

dal

venticello.

Amaltea.
una Ninfa che di una capra. Questa capra essendosi retto un corno, la Ninfa Amaltea lo riemp d'erbe fresche e di frutti, e lo diede a Giolatt
altri,

Secondo alcuni era il nome Giove fanciullo; secondo avrebbe nutrito Giove col latte

della

capra

che

al-

ve,

che

lo

colloc

insieme

alla

capra

fra

le

stelle.

Secondo

Giove stesso ruppe uno dei corni della capra Amaltea, lo diede alle figlie di Melisseo, e lo dot di tale virt che, quando il p>osaltre

tradizioni.

sessore lo desiderava,
di

esso riempivasi immediat2unente

qualsiasi

cosa.

celebre

corno

di

Tale la storia dell'origine del Amaltea, chiamato comunemente

corno dell'abbondanza o cornucopia.

Amante.
Salamandra, posta
nel

fuoco,

la

quale simbolo


dell'amore.
si

44

che la salamandra divenne l'emblema delquasi

Credendo
di

gli

antichi

nutrisse
il

fuoco;

perci

l'amante

cui

ardore

sembra

alimento

alla

sua passione.

Amanti morti.
Fiaccole, due, spente e rivolte all'ingi.

Amaranto.

A
di
glie
la

questa

causa della persistenza dei fiori, anche staccati, pianta d'aspetto melanconico, le cui fo-

sono spesso segnate di macchie nere, gli antichi ai morti e la piantavano vicino alle tombe, per significare che lo spirito non era mortale
consacrarono
la

come

materia,
Elisi.
I

beata negli
t

che godeva una vita nuova e maghi attribuivano alle corone fatvir-

te di questi fiori,

grandi propriet e sopra tutto la


i

di

conciliare

favori

tava.

Vedi Affettazione

stanza

Salute perpetua

Amore

la

gloria

chi

eterno

le

por-

Co-

Stravaganza.

Amarezza.
Alo. Assenzio.

Amarezza
Favo
stelo
di
(li

nella dolcezza della vita. miele dalla cui sommit germoglia uno assenzio. Simbolo di amarezza o sciagura,
e

che

inasprisca

amareggi

il

dolce ozio e

la

tran-

quillit

della vita.
(dal

Amari llide
rito e

greco amaruss,

io

brillo).

Bella pianta per eleganza di forma, brillante coloper gradevole odore dei
fiori.

Vedi Orgoglio

Superbia.

Amatras.
Il

vero

nome sarebbe
(la

Mi-I(ami

Ama - Trasou - Olio grande e augusta Dea, che brilla in eie-


lo).

45

Secondo
la

Divinit pi pc^olare del Giappone.

leggenda questa

Dio Izanagui.
cos
sole.
li

Dea nacque Appena nata,


il

dall'occhio sinistro del


la

sua bellezza risplen-

dente illumin tutto

mondo,

e Izanagui, vedendola

meravigliosamente

Amatras
in

veglia

bella, le diede l'impero del continuamente sugli uomini, e

colma dei suoi


piedi

favori.

Viene comunemente rapprescoglio,

sentata

gianti sulle spalle, vestita di rosso

coi caF>elli ondegcon una sopravveste bianca, armata d'una sciabola e tenendo il disco del

su

uno

sole nella destra.

Amatista
di

e Ametista. Dal greco amthustos, che non


pietra

ubriaco.
rossastra.

Sorta

preziosa,

diafana,

violetta,
in

Una
p>etto

volta

questa pietra era la nona


del

ordine sul

fa

rale

gran

sacerdote

Ammirazione
Umilt.

ebreo.

Castit

Vedi Abnegazione
Fiducia

Sobrie-

Amatore.

Uomo
Amatore

che tiene nella destra un anello d'oro.

delle
la

donne

altrui.
gli

Murena,

quale,

presso

Egiziani,
le

simboleg-

donne degli altri, come chi avesse spesato una donna forestiera. Credevasi che le murene fossero tutte ferrunine, e si
giava tanto un
praticasse

uomo che

congiungessero con

le vipere.

Amazzoni
Dal greco
ne
guerriere
a,

privativo, e mazos, maunmella.

della

uomini con loro,


volta all'anno,
case,

DonCappadocia. Esse non volevano e coi quali non si univano che una
di

dopo

che

li

rimzuidavano alle loro


avessero
ucciso tre
i

condizione

che grima

dei loro nemici.

Facevano morire o storpiavano

loro


figli

46

con
molta
cura
le

maschi,
alle

allevavano

loro

comprimevano dall'infanzia la mammella destra per non aver impedimento al memeggio dell'arco. In una medaglia antica si vede una Amazzone vestita di un giubettino a foggia di corazza, terminato da una cintura e da una gonella militare, che discende appena fino al ginocchio: calza due comuni stivaletti. Porta nella mano destra, distesa, una piccola vittoria alata, avente una palma e una corona d'alloro: nella sinistra uno scudo e una lunga azza a due tagli, sc^ra la quale si appoggia come se fosse una lancia. In un'altra mefanciulle,

quali bruciavano o

daglia rappresentata
te

un'Amazzone

quasi somigliane delle ar-

alla
;

prima per

il

complesso del

vestire

una piccola vittoria, tiene Ma qualunque forma in mano un piccolo tempio. avessero questi abbigliamenti, comunemente erano pemi
soltanto che, invece di

r fatti con pelle di

fiere,

che
la

le

Amazzoni
legati

uccidespalla

vano cacciando,
destra,

costantemente

sulla

lasciando scoperta
il

sinistra;

mai discen-

dente oltre
la lancia,

ginocchio.

Le

loro armi erano le frecce,

l'azza e lo scudo.

Ambarvali-.
Feste presso
i

Romani, per ottenere dagli Dei una


Tali feste celebravansi due volte
in
al-

buona
l'anno,

raccolta.
la

seconda in giugno. La cerimonia consisteva nel sacrificare un toro, una scrofa e una pecora, dopo aver condotte tre volte le vittime intorno ai campi, accompagnate dai cittadini, uno di es6, incoronato di quercia, cantava in lode di Cerere un inno appositamente composto. Queste feste erano presiedute dai Fratelli Arvali
e
la

prima

maggio

Ambasciatore

pacifico. Vedi Pace.

Ambizione.
Ali,
zarsi.

47

con cui vuole innaldi pavone, di cui Scettro, che vuol con-

emblema
Altea

della

rapidit

malvarosa.

Ferme

l'ambizione
quistare.

ama

adornarsi.

Ambra. Vedi Eliadi. Ambrogio (Sani').


Arcivescovo
di

Milano
di

Dottore.

- Animali:
in

Ape.
culla,

Si

racconta

che mentre

Ambrogio dormiva

uno sciame

api entrasse e uscisse dalla boc-

bambino per fabbricarvi un favo di miele; che fu preso come pronostico della soave eloquenza del Santo. Cavallo, rammentando la sua apparizione nella battaglia. Colomba, che lo indic alDiversi: Bambino. Si vuole che S. l'episcopato. .Ambrogio sia stato acclunato arcivescovo di Milano, per bocca di un bambino lattante. Soldati, che
ca del
ci

scompigli. Staffile, di cui era munito

quamdo appar-

ve nella battaglia contro

gli

Anani.

Ambrosia
Dal
vjuida.
creati

greco

a,

privativo,

e
il

brotos,

mortale.
era
la

Era
be-

l'alimento

degli

Dei,
questi
delirio

come
Dei,

nettare ne
gli

poich
nel
essi

che
tutte

uomini
passioni

avevano
di

loro

con

le

cui
ali-

erano mento,

medesimi

agitati,

avevano bisogno di
spirituale

malgrado della

loro

natura.

Ambrosia marittima.
Pianta che
tramaiida

un

odore

aromatico.

Vedi

Amore
Gli
giorno

reciproco.

Amcaspandi.
aintichi
i

Persiani

riconoscevano,

anche oggidel
cielo

Parsi

riconoscono

come

creatore


e
della terra
e
di
tutti

48
gli

essere creati
sette

Dei o
e
di

saggi
cui

immortali,

che chiamavano Amcaspandi,

capo Ormuzd, comunemente da noi conosciuto sotto il nome di Oromaze. Questi saggi hanno un gran numero di ministri, che si chiamano Dzed, e sono Geni benefici, ma di ordine inferiore. Dal loro lato i Dell', nemici degli Amcaspandi, si adoperano a viziare o a distruggere il bene che questi finno. Essi sono parimenti in numero di sette, e hanno per capo Ahriman o Armane. I Persiani avevano una gran venerazione per il numero sette. Vedi Oromaze.
fanno

della poesa. Secondo Varrone, le api hanno relazione con le Muse; F>erch quando sono sparse e disunite fra loro, si riuniscono al suono del cembalo e di canti. Pindaro prende il miele col latte per la soa-

Amenit
Ape.

vit
rale,

degli

inni,

simboleggiando

il

latte

l'estro

natudalle

il

miele,

perch fatto con gran fatica

api, l'arte e la diligenza.

America.
Personificata, vestita

da

selvaggio.

Testuggine, su cui seduta; Tigre.


co e frecce,

Animali:

Diversi:
si

Aror-

arme dei

selvaggi.

Penne, con cui

navano

selvaggi dell'America.

Ametista. Vedi Ametista.


Amicizia.
Animali:
l'amicizia,
in

Cane, preso spesso come emblema delcui

considerata

specialmente

delt,
tali:

e poi un

animo disposto a giovare.

Vege"1

la

fe-

Melagrano. Mirto. Gli antichi pretesero che melagrano fecondasse se piantato vicino al mirto.

Anzi
si

49

credeva che, anche se lontani fra loro, le avviticchiandosi rispettive radici andassero a trovarsi, sale una vite quale al intorno secco, Ramo insieme. sue carica di grappoli: perch l'amicizia circonda di (veGemelli Diversi: cure anche i cuori inariditi.

di).

Mano

posta sul cuore. Urna, su cui piange


Violetto, colore.

suoi

amici defunti.

Amicizia confermata. Tazza^ o calice, scambievobnente


inviti

sporta,

gli

a bere, tanto presso

gli

antichi,

quanto oggid

segno di confermazione d'amicizia.

Amicizia con

tutti.
terra.

Uomo
Edera.

che ne solleva un altro da

Amicizia costante.
Tanaceto.

Amicizia debole.
Tre uomini che
si

tengono per

le

mani.

Amicizia salda.
Sale,
ospiti

che

gli

forestieri

antichi usavano mettere davanti agi; prima delle vivande, per dimostrare

la fermezza e la p)erseveranza dell'amicizia; donde venne che molti, verszmdo il sale sulla tavola, ritengono p>er cattivo augurio; mentre lo giudicano per

buono e

felice,

se

viene

versato

nel

vino.

Amico

inutile.
altri uccelli

Rondine, perch essa pi degli


nella

vive vinoi

cino all'uomo, senza addomesticarsi mai.

Ritoma a
fugge;

dolce

primavera;
nei

ma quando
rigido

la

temperatura
cos

ainnuncia
gli

l'avvicinarsi
infedeli,
si

del

inverno

amici
4

buoni

momenti

accerchiano,

nelle

disgrazie

allontamano.

G. RoxcHBTri.

Amida.

50

dalla quale specol

Divinit adorata dai Giapponesi,

rano di frequentemente
sentata con le
incrociate,

ottenere
il

l'eterna

felicit

solo

invocare

E' specialmente rappreseduta, con le gambe forate, orecchie


suo nome.
loto.

sopra un

Ammiratore

di se stesso.
i

propri figli, queScmmia. Per il suo amore verso che amano persone alle st'animale venne paragonato esce da tutto ci che, in opere e parole,

e stimano
loro

stessi.

Sinesio,

uomo

assai

letterato,

nel

riordi-

dubit nare le epistole da lui accuratamente scritte, egli, quantunque diceva Esse, scimmia. la d'imitare
cremettano alla luce i pi sozzi di tutti gli animali, altri. gh tutti sopra bellissimi siano dono tuttavia che

Ammirazione.
Amathta.

Ammone.
Il

nascosto,

il

Dio

ignoto,

il

Dio supremo,

re de-

quale, a Tebe, fu dea\: Dei. Divinit egiziana, alla lungo un unmenso arrivava si cui a tempio, dicato un di montoni file viale fiancheggiato da due lunghe nella stese Ammone, ad consacrato era
Il

montone

ritenuto la rapsa Tebe, se ne nutriva uno che era come si trova quale, presentazione vivente del Dio, il
nella vecchia sede di

seduto che tiene sul


pria,

Tebe, raffigurato m un uomo capo una conciatura a lui proinferiore.

con due penne sulla corona


colorato

Nella

pit-

per figurare il cietura in piedi, ora con la lo. Veniva anche rappresentato ora con la faccia umana, con corni
d'azzurro,
forse
testa di
di

montone,

orecchie, montone che spuntano al di sotto delle penlunghe due e disco un la testa sormontata da


ne. coi
soliti

51

geroglifici

attributi.

Nei

un obelisco

simbolo di questa divinit. Si vuole che anticamente Ammone. in Egitto esistesse un bosco consacrato ad acqua chiamata fontana una nel cui mezzo sorgeva
del sole, la quale allo spuntar del giorno era tiepida, a mezzogiorno fredda, e a mezzanotte tanto calda

che bolliva, per intepidirsi verso il mattino. Presso questa fontana veniva adorato un certo simulacro in forma di ombelico composto di smeraldi, e di altre

gemme, largo

di sotto, e rotondo,

che

si

assottigliava

voleva da questo idolo sapere qualche cosa; veniva portato intorno sopra una navicella dorata, a cui erano attaccate intomo molte tazze d'argento, e dentro la quale entravano donne e
verso la cima; e

quando

si

cantando certi versi scomposti, coi quali credeva ottenere dal Dio risposta a quanto desideravasi sapere. I Greci identificarono Ammone a Giove e ne fecero il loro Giove Ammone. Si racconta
fanciulle,
si

che Bacco trovcmdosi nell'Arabia deserta, arso di se(gli Egiziaoii vollero te, implor il soccorso di Giove
che fosse
tone,
irvdic
il il

Sole), che gli

apparve
col

in

fwTna
la

di

mongli

quale,

percuotendo

piede

terra,

una sorgente d'acqua, e in quel luogo fu innalzato im magnifico tempio a Giove a cui diedero il nome di Ammone, che. secondo gli antichi, prealla

siedeva

salute;

la

testa

di

montone,
gli

secondo

l'uso simbolico, rappresentava lo stesso

Dio che aveva


Egiziani quansaluto,

cura della salute di

tutti.

Dicesi che

do

si

facevuo
il

visite,

per

il

primo
f>er

usavano
il

pronunciare
ne per
versi

nome

di

Ammone,

buon augurio;
pregare
be-

ed essendo dagli
i

antichi costumato

di

morti,
li

che vissero bene,

sui sepolcri,

con di-

epitaffi

raccomandavano

agli

Dei

infernali;

52
ai

quali talvolta sostituivano delle colonne su cui

e-

pendevano rano scolpite teste di montone, fra le quali frond J con vagamente intrecciate bacche d'edera
frutta.

Ammonizione.
Ferula,
cuotere
i

con

cui,

secondo

Plutarco,

usavasi

per-

fanciulli,

come

castigo benevole.

Amo.
Ordigno da pesca. Vedi Inganno

Perfidia.

Amore.
sia

Quantunque uno dei pi

il

culto

di

questa
di

divinit

universale
tuttavia

antichi, la nascita

d'Amore

un mistero. Il soprannome uovo), sembra derivare da una pietra


nello stile antico, che porta
il

Oogenes

(nato

da un
eseguita

incisa,

nome

di Phrgllas, rap-

presentante Eros
lui

uscente dall'uovo,

col

guscio

rotto

sono notissimi i seguenti versi di a Anacreonte, in cui dipinge un nido d'amori: Un pipilar continuo
vicino;
inoltre

Fan

nell'uscir degli uovi;


i

maggiori, Vedi Porgere il cibo

assidui
ai

nuovi.

l'Eros dei Greci, il neralmente ritenuto figlio di

Amore,

Cupido dei Latini geMarte e di Venere e

rappresenta

la

passione d'amore.
si

nella pittura che

fa

Tutto simbolico d'Amore. Nasce dalla bellez-

queste za e dalla forza; ha per sorelle le Grazie: porsono sempre giovani, quegli sempre fanciullo; fenon che ma frecce, di ta Varco e la faretra piena di punte armate une, Le effetto. eguale con riscono cuore la gioia e di un metallo prezioso, portano nel soffrire mah fanno piombo, di la felicit, le altre, un a coloro che ne sono colpiti. Le ali sono
crudeli

emblema

53

della sua incostanza, la benda indica l'accecamento che produce in coloro che ferisce, e la fiaccola simb>olo dell'ardente paissione con cui accuori. Fra molti amori finti dagli antichi, cende
i

spesso
affetti
i

simboleggiavano
dell'uomo.
le

le

diverse
incise,

passioni

\aii

giochi e

che rappresentano diverse occupazioni d'Amore, sono inpietre


si

Le

numerevoli, nulla essendovi che maggiormente


sti

pre-

alla

grazia

dell'esecuzione

alle

pi

ingegnose

leone un soggetto conoscono pure rappresentazioni d'Amore che voga su di un'anfora, che
allegorie.

Amore

che

doma un
Si

frequentemente

ripetuto.

cavalca un ippocampo, di

Amore

vincitore di Ercoie.

La

favola

di

Psiche diede motivo a molte allegorie

dei tormenti
se dagli

che
la

Amore

fa soffrire all'anima, espressi

artisti

su pietre move, in (v

vede

Amore

che incatena
in diversi

sua amata, e tormenta una farfalla

felice,

modi. In una pietra incisa si vede Amore ingemente alla porta della sua bella, mentre l'Amore felice fa sopra di lui una brutta libazione.
I

poeti

circondano
coi

Amore
si

di tanti altri

amorini,

dirisi,

vinit

subalterne,

che

possono confondere coi


piccole
divinit
di

coi

giuochi,

piaceri,

allegoriche,
a-

rappresentate anch'esse sotto


lati,

forma

fanciuUetti

ma

senza frecce e senza faretra. Conosciutissima

la bella
le

composizione della venditrice d'Amori nelErcolano.


i

pitture di

Non

sono da confondersi co-

gli

Amori

tutti

fanciulli alati

che

si

vedono
si

sui

mo-

numenti

antichi.
i

Dai

loro

diversi

attributi

devono

riconoscere

vari Ceni, seguaci delle divinit, e spes-

so loro rappresentanti. Gli artisti

moderni hanno egualdi

mente

fatto

uso

di

figure

alate

adolescenti

fanciulli,

che non sono Amori. Vedi Antera

di

Psiche.


Amore,
Il

54

disse

sol che

non conosce
preteso,

leggi,
al

un gran poeta.
del

Platone ha

che

principio

mondo

gli

che uomini erano maschio e femmina a un tempo: ma piedi, quattro braccia, quattro avevano due visi, punirli, li aveper Dei gli inorgogliti, che essendosi

accade che quando le diverse parti e si separate vennero a incontrarsi, si abbracciavano morire preferivano qhe serravano cos stretta^mente

vano

divisi.

Ne

fame e di sete piuttosto di lasciarsi. Gli Dei, mossi in a piet, cambiarono questi abbracciamenti mortali carezze passeggere; quindi l'origne e il fondamento
di

dell'amore.

Vegetali:

Bellide,

che

gli

innamorati sfogliano

in-

terrogandola

sull'amore

dell'amato.

Cotogno.

Mela,

perch, sopra tutto quella dolce, dedicata a Venere.

Mirto.

Arbusto

le

cui

foglie

sono sempre verdi.

Roma, il tempio di Venere era circondato di mirto. Papavero. Presso gli antichi, gli amanti, per sapere petalo se il loro amore era pari, solevano mettere un co! colpo un poi dandogli di papavero sul pugno,
palmo
della

mano,

e,

dallo

scopio

debole o

forte,

giudicavano

Rosa, simbolo Diversi: Berillo. Fuoco. Gli principale dell'amore. quah l'acqua, cio il mare, era simEgiziani, presso fuoco quello dell'amore. il ritenevano bolo dell'odio, Donde a Cupido fu dedicata la fiaccola accesa. Lacl'intensit

della passione.

cio,

allusione

alle insidie
i

dell'amore. Lira, presso

gli

antichi,

secondo

quali,

contenendo

in

ogni gio-

condit, pare che abbia qualche affinit con l'amore, con Venere e con le Muse, e che altrettanto attrae
9I

uomini.

Vedi Sfrenatezza

dell'amore.

Amore Amore
celato.
clandestina.

55

Lairca

civettuolo.
spirale.

Valisneria

Amore
Amore
questi

colpevole.

Aconito.

coniugale.
a
foglie

Ceranio

d'edera.

Quercia.

Tiglio.

Pe:

due

ultimi simboli vedi Filemone.

corrisposto. Ambrosia marittima. La felicit infusa da questa reciprocit d'affetto pu essere paragonata alla dol
cezza dell'ambrosia, cibo degli Dei, che porta

Amore

me

di

questa

pizuita.

Vedi Amore reciproco

il

no-

A-

more scambievole.

Amore

del

marito verso
se la

la

moglie

infedelt-

Seppa. Dicesi che


sco viene percossa,

femmina

di questo mollu-

per difenderla: il maschio accorre mentre se p>ercosso il maischio, la femmina, curandosi di s stessa, fugge cercando di salvarsi.

Amore

di patria.

Esperide.

Amore

disonestissimo.
Gli
Egiziani,

Pernice.
surioso,

volendo

raffigurare

gero-

glificamente un

uomo

disonestissimo,

brutalmente luscongiun-

senza scrupoli, dipingevano due pernici; persi

ch credevano che, se prive del maschio,


gessero fra loro; e
il

maschio montasse

il

pulcino ap-

pena sgusciato dall'uovo, l Romani solevano chiamare pulcino^ un fanciullo depravato; e a un uomo disonestissimo davamo il ncme di gatto pulcmario, cio.


che cerchi di pigliare
tale,
i

56

Si

pulcini.

racconta

che un

detto pernice, s^inncunor della propria madre.

Amore

divino.

Cuore infiammato. Evangelario aperto. Fiaccola, come questa, l'anima del cristiano brucia ed illuminata dall'amore di Dio. Freccia, simbolo della preghiera che,

similmente alla freccia, s'innalza verso

il

cielo per salire

a Dio.

Amore
Amore

eterno.
tricolore.

Amaranto
Filadelfo.

fraterno.

Vedi Castore

e Polluce.

Amore
Rosa

lascivo.
incarnatina.

Amore
il

Leteo.
che
si

Amore
bene che
le

faceva

disamare e
altri,

dimenticare
e

tutto
at-

voleva agli
fiaccole

la cui statua,

che
le

tirava

ardenti

nel

fiume,

quivi

spe-

si

si trovava nel tempo di Venere Ercina; dove recavano a pregare i giovani che desideravano scordarsi delle loro innamorate, come le giovani che si accorgevano d'aver mal posto i loro amori. Vedi Lete.

gneva,

Amore materno.
Musco, che preserva
dre protegge
i

dalle intemperie

luoghi che

copre, mantenendosi sempre vivo;


suoi
figli

similmente la

ma-

li

ama d'amore
prendere
i

costante.

Amore
adulti,
si

paterno.

Pellicano.

Una

volta,
il

per

pellicani

circondava

nido dei piccoli, appena nati,

con un cerchio di fuoco. Alla vista del fumo, i geaccorrevano, e sbattendo le ali, credendo di spegnere il fuoco, alimentandolo con l'aria, ne ottenitori


nevano
i

57
in
le

modo
ali

l'effetto

of^)osto,

che, per difendere

pulcini,

abbruciandosi
;

non potevano pi vocos


se
stessi,

lare,

venivano presi
figli.
i

sacrificando

per

amore dei

Amore
ragazzi.

per
In

bambini.
dagli
antichi

Delfino,

ritenuto

appassionato

per

medaglie figura un delfino frenato da Amore; come anche in certe statue di Venere si vede accanto Amore seduto sul delfino, o in
molte
altro

modo da

esso sorretto.

Amore

platonico.

Acacia bianca.

Amore
Rosa

puro.
bianca.

Amore

reciproco.
due,
accese,

Fiaccole,

legate
loro.

insieme

nel

mezzo

con un nastro poi divise fra


tera).

Palma

(vedi

An-

Amore
Mela,

scambievole.

gettatasi scambievolmente da due Amorini, baciandola prima di lanciarla; mentre uno lancia la mela l'altro con le mani alzate la riceve e, baciatala

a sua volta, la rimanda

al

compagno.
persona amorevole e beil

Amorevolezza. Beccaccia. Emblema


nevole; perch
si

di

vuole che sia l'uccello che abbia

maggior amore verso l'uomo.

Amorino

giallo.

Vedi Reseda.
la
i

Amor

proprio.
sugli

Benda
pedisce di
sione alla

occhi,

quale,

figurativamente,

imallu-

conoscere

propri

difetti.

Narciso,

favola del giovanetto Narciso.


Amos.
Quarto
dei
profeti

58

minori.

Pecora, per essere

stato pastore.

Vedi

Profeti.
-

Ampolla. Vedi

Lottatore

Martirio.

Amuleto.
Immagine,
indosso,
esisteva

figura

o segni che

le

attribuendo loro grandi virt;

persone portano credenza che

da tempi immemorabili.

Nell'antichit furono

Caldei, gli Egiziani e gli Orientali, particolarmente i con maggior ardore. amuleti gh adottarono i Persi che di astri, anelli Essi consistevano in figure di Dei o
magici,

dati
e
i

frammenti di pergamena su cui erano tracGreci caratteri sacri o versetti dei Libri Santi. I
ricevettero gli amuleti come importazione il e ne usarono alla loro maniera, secondo
il

Romani

orientale,

genio e l'indole nazionale. Durante -amuleti, le nazioni portavano degli


vieto

medioevo tutte malgrado il didegli

dei

concili.

Oggigiorno,
sotto

l'uso
diversi,

amuleti
i

ancora

generale,
i

nomi

presso

popoli

dell'Asia,

selvaggi dell'America,

l'Oceania.

Non

nemmeno ancora scomparso


i

dell'Africa e deldel

tutto in certe parti

rallo dei napolitani,

dell'Europa; tale il corno di cocos contro il malocchio, come

ha sempre detti portafortuna. La Chiesa cattolica li approva proibiti. Le medaglie, croci, ecc., che essa e benedice, si distinguono dagli amuleti, in ci che
essa non attribuisce a loro, per se stesse, alcuna virt. ELssa vede soltanto, in questi oggetti, dei simboli che

hanno
santi,

il

e,

vantaggio di ricordare l'idea di Dio e dei presso chi li portano, delle testimonianze di
tutti
gli

piet,

come

atti

caritatevoli,
la

di

attirare

la

grazia

divina.

Essa liasima

credulit

suj^erslizio-


63,

59

significato.

che darebbe loro un altro

Vedi Su-

perstizione.

Anamelecco.

Nome

di

una divinit menzionata nella Bibbia ac-

canto a quella di Adramelecco, e sono indicati entrambi come Dei a cui si offrivano sacrifizi di bamlobini, che venivano bruciati al fuoco davanti alle ro statue. Alcuni vogliono che sia stato adorato sotto la

figura di

un cavallo,

altri

di

un pavone o

di

una quaglia.

soprannome di Venere. celebre prima di Apelpoco Questo soprannome era di Afrodite Anadiomdipinto famoso suo il ma le;
dall'onda,
ne, in cui la

Anadiomne. Dea sorgente

Dea

era rappresentata
asciugarsi
i

come sorgente dal


mise tosto
in

mare
d'altri

in

atto

di

capelli,

gran voga questa poetica idea, e dest


artisti.

l'emulazione

Anaiti.
Divinit
asiatica,
alle

di

cui

il

nome

trovasi

scritto

variamente,
volte
si

Anca, alle volte Aneiri, alle Tanaidi o Nanea. In molti luoghi dell'Asia le
volte

sacrificavano

numerosi schiavi d'cunbo

sessi.

Gli

scrittori

greci identificarono talvolta Anaiti con la lo-

ro

Artemide.

Ananasso.
Frutto che
frutti

ha fama d'essere
anzi
alcuni
altri

il

pi

saporito

dei
;

conosciuti,
delicati

pretendono
trovansi
figura

che

tutti

saperi

degli

frutti

radunati
sulle

confusi

nell'ananasso.

Esso

spesso

stof-

fe ornate del

XV"

secolo.

Vedi Perfezione,

Anarchia.
Allegoricamente viene
ra in atto furioso, con

60

da una
figu-

rappresentata

una benda

sugli occhi,

che l'acper ati

ceca;
tributi:
di.

capelli sparsi e le vesti

lacerate.

Ha

Giogo spezzato. Libro

delle leggi sotto


civile.

pie-

Pugnale, simbolo della guerra

Torcia, emdi-

blema dell'incendio devastatore che l'anarchia fa


vampare.

Anceo.
Figlio
di

Licurgo;
e picuit

il

quale

amava

occuparsi

di
gli

agricoltura,

molti vigneti.

Un
il

veggente
stava

predisse che egli non


vigna.
mettersi

assaggerebbe
in

vino

della sua
pei

Venuto
alle
il

il

momento

cui

Anceo

labbra la prima tazza del suo vino, e


veggente, questi
gli

beffeggiava

rispose:
in

Dalla

taz-

za

alle

labbra v'

un

tratto.

Infatti

quell'istante

e Anceo fu avvertito che il cinCalidone si trovava nella sua vigna. Egli abbandon la tazza del vino, usc per dare la caccia alla belva, la quale l'assal, uccidendolo. D'al-

nacque un tumulto,
ghiale di

lora in poi la suddetta

frase fu

usata

come

prover-

bio per significare un


si

avvenimento impreveduto, che frapponga all'esecuzione di qualsiasi proponimento,

Ancile. Era cos chicunato una specie

di

scudo, miracolo-

samente sceso dal cielo, e consacrato a Roma nel tempio di Marte. Gli aruspici, consultati intomo a cos strano prodigio, ne trassero infallibile indizio che
l'impero del

mondo

fosse serbato a quella citt nella

quale

il

sacro arnese venisse custodito.

Perci

Numa
utti
gli

Pompilio, per impedire che fosse rapito, ne fece fabbricare


altri

undici,

perfettamente
si

eguali.
gli

anni nel mese di

maggio,

portavano

ancili

in


processione,

61

e durante la solennit im-

attorno

a
le

Roma,

era

vietato

prendere

armi o iniziare qualsiasi

presa.

Ancora.
Strumento di ferro a due uncini, cui si attacca gomena, e che si lascia cadere in mare, per tener ferma la nave dove si vuole fermarla. Vedi CeleriCustodia FeCommercio moderata t
la
lice

{San)

SpeParlamentario Rifugio Niccolo {San) Stirpe di Stabilit Speranza in ranza Selenco Vita.

Fermezza Fdomena Dio


(Santa)
Conchiglia,
di
attributi

Ancusu Vedi Duglossa. Andrea (Sanf).


Barca.
sua
professione
pescatore.

La
ciale

croce del
in

suo martirio,
di

che rammentano la Croce di S. Andrea. che ha una forma speil

forma

X,

e porta

nome

del

santo

p>er

distinguerla dalla croce

comune. Delfino. Diavolo,


due.

in

forma

di

serpente.

Libri,

Andromeda.
Cefeo e di Cassiopea. Ebb bella di Giunone, la quale per punirla la condann a essere legata con catene dalle Nereidi, ed esposta su uno scoglio a un mostro marino; ma passando Perseo in aria sul cavallo Pegaso, e vedendola sul punto d'essere divorata
Figlia del
di
re

etiope

l'audacia

vantarsi pi

dal mostro, lo impietr, mostrandogli la testa di


dusa, e liber questa principessa,
restituendola

Me-

a suo

padre,
glie.

il

quale per gratitudine gliela diede per mofra le stelle in

Minerva pose Andromeda


con
le

di

fanciulla

braccia tese e jicatenate a


la

forma una

roccia,

per commemorare

sua liberazione.


Anello.
L'uso degli
to

62

alle dita

anelli portati

come ornamenl'anello
I

antichissimo.
i

Presso

Romani

serviva

a distinguere di ferro. tavano l'anello d'oro; i cavalieri l'anello giorno nel sposa sua alla anello Il marito dava un che si contraeva di nozze, ed era pegno dell'unione d l'anello alla giovane Il momento in cui il marito un vecchio libro di dice sacerdote, al sposa davanti

differenti ordini cittadini.

nobili por-

massima importanza. Se il manto passa ferma l'anello appena entratovi il dito, e non padrona, ma se sar donna la giuntura, seconda alla
segreti,

della

accompagna

l'anello

fino

alla

radice

del

dito,

egli

ancora in voga; sar capo e sovrano. Questa idea di curvare procurano educate ben signorine le cos
il

dito

anulare al

momento

in

cui

ricevono l'anello,

giuntura. Le giovani in modo di fermarlo alla prima superstizione, fanno il inglesi che oservano la stessa a motivo della pi gran caso dell'anello matrimoniale, ohe mettendo Credono meravigliosa. propriet sua ponenanelli in un berretto da notte, e

uno

di questi

notte in sogno il dolo sotto il guanciale, vedranno la Agnese (Sanf ). marito che loro destinato. Vedi {Santa) d'Alessandria Caterina Amatore Pietro Nobilt Fedelt Fede Cuore

Ricordo Vescovo
(^San)

del

bene ricevuto
matrimoniale.

Servit

Vincolo

Anemone
ciasse

(dal greco anmos, vento).


fiore

Gli antichi supponevano che questo

non sboc-

che

al

soffio

del vento.

Vedi Abbandono

Da

Malattia.

Anflarao.

Testio. Figlio di Oicle e d'Ipermnestra, figlia di

Melampo. Alcune
figlio

63

lo

parte del padre egli discendeva dal celebre veggente


tradizioni

rappresentano
ci che

come
era

di

Apollo

e d'Ij>ermnestra.
p>er

non per
ch'egli

che un'espressione p>oetica

significare

veggente e profeta. Erifile sua moglie, indic a Polinice, che le offriva un monile d'oro, il luogo in cui
si

era nascosto per non

aiuiare alla

guerra di

e-

be,

dove

egli

doveva

perire.

Un

giorno prima ch'egli

fosse inghiottito dalla

terra

col suo carro,

essendo a
caui-

mensa

coi capi dell'esercito, un'aquila volauid gli p>or-

t via la lancia, la quale,

dove

la lasci cadere,
si

si

gi in lauro.

Il

giorno seguente la terra

aperse sotto
lo rese

Anfiarao e
immortale.

l'inghiott col

suo carro,

ma Giove

Anfone.
Figlio di

Giove e

di AntioF>e, regina di

Tebe; mu-

sico e poeta greco.

Dicesi che nella costruzione delle

famose mura di Tebe, aiutato dal fratello Zeto, al suono della lira di Anfione le pietre non solamente si spostavano, ma si ponevano anche una sopra l'altra
in

modo da formare

il

muro.

Anftrite.
ride.

Dea del mare, figlia di Nereo e dell'Oceanina DoDopo aver lungo tempo rifiutato di maritarsi spoNettimo. Fu madre di Tritone. Rappresentasi cotirato

munemente sopra un carro

da due

delfini, in for-

ma

di conchiglia, e con

uno

scettro d'oro nella destra,

come Dea del mare. Angelica.

Da angelo, a motivo delle grandi virt medicinali che si attribuivano a questa pianta. Con la sua radice si prepara un liquore ardente. Vedi Entusiasmo
Estasi

Inspirazione.

64

(dal greco aggelos, messaggero). sono esseri puramente spirituali, intermeangeli Gli teologia li divide in tre gediari fra Dio e l'uomo. La

Angelo

cori. La prima comrarchie e ciascuna di queste in tre sarebbe l'amore; i attributo cui il prende i serafini, posa, i troni, sui quali meditare; il per distinti cherubini, comprende seconda per cos dire, la maest divina. La sucoro d'angeli cui fu data la potest
le

dominazioni,

gli

potest, che

che hanno il dono dei miracoh; le oppongono ai demoni. L'ultima comazioni; dagli aiposta dai principati, che vegHano sulle
uomini;
le virt,
si

esecutori del volere cangeli e dagli angeli, che sono gli gli angeh si natura, e uffici loro ai di Dio. Riguardo

elementi: i Serafini, le fecero corrispondere ai quattro al tuocorrisponderebbero Virt e le Potenze o Potest, Troni e gh i terra; alla Angeli, gli e co; i Cherubini e i Principati, Arcangeli, all'acqua; le Dominazioni angeli didegli caratteristco all'aria. Le ah, distintivo
la candida mostrano la prontezza ai divini comandi; pudore, il piede nudo e veste simbolo del vergine dimostrano il diprezzo delle gli occhi rivolti al cielo, momli di che sfavillano, a preziosi coi e cose terrene, Regione deU beni, di cui feconda la

ricordanza dei delle ah vana fra Z. 4. felicit immortale. Il numero angeli figurano munib gli secolo, 6XV" nel e 5 e forse degli occhi simbolo d'ali di penne di pavone:
degli angeli; e che talvolta si vedon coprire le ah l'occhio agli uommi perch gh antichi paragonavano
divini, detti angeli, o,

ci

specialmente geni,

quali senza

l'illuminazione di

un lume superiore,

cio

Dio,

non
in-

possono da loro stessi esercitare il come un octendere. Poich, dicevano, l'intelletto per partecima vede, stesso s per non quale, chio il

proprio ufficio d


pazione della luce.
Vegetali:
ta

65

degli

Gli attributi

angeli

sono:

Ciglio bianco. S.

Matteo pone questa pianangeli,


la

come

principale attributo degli

cui

na-

tura venne paragonata alla celeste sostanza degli angeli;


ci,

perch

il

giglio

estirpato e spogliato dalle radi-

da se stesso, e il suo vigore non dipende ne dalla radice n dalla terra, ma quasi per virt un sugo interno che sparge lo fa rinverdire, imicol

tempo

rifiorisce

tando cos

la virt

delle sostanze celesti.

Diversi:

Diadema. Nimbo rotondo. Palma. Sardonica, presa come simbolo di acutezza di mente, allegrezza e virt. Scudo. Spada, di cui sono armati, secondo la loro mansione. Verde scuro, colore attribuito agli angeli. Vedi Ahacucco bramo Agaia (Sani') Calerina d'AAgnese (SanC) Anna {SanC)
lessandria

(Sanla)

Colomba
di

(Santa)

Cecilia

(Sanici)

Domenico

Filomena Genoveffa Maddalena


(San)
sa
(Sanla).

Cuzman
(Santa)

(Santa)
il

Gregorio

(Santa)

Giacobbe Girolamo Grande Matteo


Francesco d'Assise
(San)

(San)

(Sanla)

Colella
(Sani')

Crislma (Santa)
Elisabetta

(San)

Isidoro (Sani')

(San)

Tere-

Angelo della morte.


Presso gli ebrei un angelo pieno d'occhi il quale, con una spada sfoderata da cui pende una goccia di fiele, si pone davanti all'uomo moribondo il quale, quando lo vede, trema, apre la bocca dove l'angelo vi sparge dentro la goccia di fiele che gli causa la morte, lo fa puzzare e diventare livido.

Angerona.
Deit
per
5
i

la cui

natura e
stessi.

gli

attributi

erano un mistero

Romani

Talora presa come

Dea

del

G. RONCUETTI.

a le azioni,
li

66

che piacere, talora dell'operare,


esortava,

Alcuni vollero

muove cio gli uomini stimolava e Orta come la Dea Stimula U nome da a^e^ facendo derivare il suo Angerona denv d' nome invece che 11

da anger,

perche questa cio affanno, dolore,


le

Dea

al collo, che veva un panno Intorno vuole che Macrobio Ma bocca che chi sa patire e mostrasse turata, la bocca legata e affarim, infine 1^ tacere dissimulando gU --plinto Fhnio Secondo lieta e piacevole. vita una poi dendo bisogna non che mostrare per fatta

legava anch Angerona con

questa

Dea

parure del

fu cos rehgione per divulgarli. segreti misteri della

Venere mischi i Alla morte di Adone, Dalle lagr. del giovane amato. suoi pianti col sangue deUa albero Tasso, me nacque la calendula. Cipresso. pianta s. comunemente cipresso, come il

'^TllnMa.

morte, che,

nei cimiteri.

Anguilla.
I

naturalisti

non sono

riusciti

ancora ad assicurarsi
anguille;

in

qual

essi

avviene la riproduzione delle viviparo, o oviparo o ignorano se questo pesce

modo

ovoviviparo.

Secondo

gli

Eglzlam

le

anguille non so-

nascono dal fango, opno ne maschi ne femmine, e scorticature gli scogli, e dalle contro sfregandosi pure soltanto i e l'adoravano anguille. Essi si generano le Raccontasi mangiarle di diritto sacerdoti avevano il
Elgin, nella che un decano della chiesa di avendo voluto cedere a non Scozia, in Murray di cambiato in anguilla con tutti sua chiesa ai monaci, fu Vedal cuoco zoccolante. marinati canonici, e
i

provincia

suol

di Arricchito

per

le

discordie dei cittadini

Losa

67

Memoria estinta dopo morte non raggiungibile Speranza certa nel dubbio. Misantropo Profano

Angustia. dallo sbiadito.

Anhour.
Dio adorato
desi, la

nell'alto

Egitto.

Simboleggiava,

ere-

forza cosmogonica del sole.


in

Era

rjippresentato
il

con una corda

mano, con

cui

conduce

sole.

Anima.
In ogni tempo
si

cercato di definire cosa l'anima.

Secondo
altri,

alcuni,
la

un raggio della divinit; secondo

il

coscienza, lo spirito,
;

sentimento dei

piaceri e dei dolori interni


vita

la sfjeranza di un'altra
tutti
gli

che

si

trova nel cuore di

uomini

ci\iliz-

zati o selvaggi;

ima fiamma ha detto alcuno;


il

un

altro:
il

il

cer\ello con le sue potenze:


volontario.-

sentimento e

movimento

L'immaginazione dei Greci

diede una forma sensibile all'anima, rappresentandola


ora come un uccello con la testa umana, ora con una piccola figura riproducente le fattezze della morte, con proporzioni assai ridotte; talvolta l'anima
sorretta

da geni

alati

o arpie.

primi Cristiani diedero

all'anima un'apparenza di una nave che approda al


porto, di
corsa,

un cavallo che
spesso,

si

affretta

a compiere la sua

pi

quella di una colomba.

partire

dal XIII" secolo, l'anima


sotto la

sembianza di

comunemente rappresentata un piccolo essere ummo nudo e


da
angeli.

privo di sesso.
s'innalza
al

Ora
la

entra nella gloria eterna, ora essa

cielo

portata

Dal

XVI T
si

al

XVIII"
va sotto
so,

secolo,

rappresentazione dell'anima

tro-

la figura di la

una

fanciulla.

Un

dotto ha prete-

secondo

rivelazione di

uno

^>ettro,

che l'anima


da
tutte le parti.

68

rassomigliasse a un vaso sferico levigato che ha occhi

Animali: Aquila, simbolo dell'anima battezzata. Farfalla, che l'imagine pi usata, fino dai tempi remotissimi, per rappresentare l'anima. Trovata geniale, in cui
il

bruco che

striscia sul suolo,

si

avvol-

ge attorno a una pianta, rappresenta la vita terrestre vincoli che lo legano al corpo, dell'uomo; ma, sciolti lo spirito se ne va alle superiori regioni, lasciando il corpo esamine. Cos il bruco, svestita la larva trasformasi in agile farfalla, che non pi tocca la terra, ma
i

gode delle aree dimore.


polcri cristiani,

Il

perch,
di

non solo nei


dei

se-

ma

nelle

tombe
Gli

marmo

Romani
so-

nelle

antichissime

vente questi simboli.


testa

il

degli

Etruschi,

s'incontrano

artisti antichi

diedero alla

di
i

Platone
filosofi

le

ali di

farfalla, per significare che

pi distinto difensore dell'immortalit dell'anima umana. Esiste un'urna sepolcrale

fu tra

greci

con

Amore che, avendo nelle mani una farfalla, le avvicina una fiaccola accesa, per simboleggiare la puDante rificazione dell'anima per mezzo del fuoco.

cant

Non

v'accorgete che noi slam vermi

Nati a formar r angelica farfalla?


vuole composto d'un elemento primo animale creato da Dio. Sparlo chiamavano quali i gli Egiziani, viero. Presso sillabe, si ha due in parola questa Baieth; dividendo gli bai (anima) ed elh (cuore); donde si deduce (he

Pesce; perch

si

purissimo e fosse

il

Egiziani,

come anche

gli

stoici,

quale sede principale dell'anima.

in

ritenessero

il

cuore

Diversi:

P.na

Simbolo ricavalo dalla gianduia


sta nell'interno del cervello,

forma

di pina, po-

che

gli antichi

ritenevano

la
ni,

69

sede dell'anima. Piramide. Sembra, secondo alcu

che

gli

Egiziani con questi imponenti monumenti,


l'amima,

intendessero simboleggiare

avendoli

dedicati

come

sepolture

dei

re

e degli

uomini eccelsi;
il
il

quasi
resti

per testimoniare che, morto e corrotto


l'anima,
la quale,

corpo,

secondo

essi,

finito

ciclo di tren-

tamila anni, avesse a generare e farsi un altro corix>,

a paragone della piramide, la quale, stando immobile la cima, immaginata girare intomo alla base, descrive

im circolo nello spazio, che simboleggia il percorso di detti anni, in cui, secondo gli Egiziani, le cose

dovevano ritornare nello stato primitivo. Scintille numerose uscenti da un braciere ardente. Stella, simbolo
egiziano dell'anima
e

dell'immortalit dell'anima,
,

la
vi-

quale, priva del corpK)


gore.

conserva

il

suo potere e

Timeo

di Socri disse che ogni


stella,

anima

compa-

gna e congiunta a una

quale genio protettore

alla salvezza e custodia di essa.

Vedi Bellezza

dell'anima.

Anima candida
e

e pura.
la

Cigno, simbolo d'uomo pieno di dottrina, benigno

mondo

d'ogni disonore che possa macchiare

can-

didezza della sua anima.

Anima

corpo.

Il bastone a cui avvolto un sei pente non solo presso gli Ebrei, e nella Bibbia, dove si legge che il popolo d'Israele fu salvato da morte con l'esporre un serpente crocefisso ma anche presso gli

Serpente.

Egizicuii e

Romani

fu simbolo salutare dell'anima e


il

del corpo.

Gli antichi volevano che


E^culapio,

serpente,

con-

sacrato

conoscesse un'erba atta a ren-

dere la vita.


Anirna
l'olio

70

rappresenta
la
la
vita,

vita.
la

Lucerna accesa,
che

quale
viva

mantiene
si

fiamma
il

simboleggia

l'umore
al

vitale, di cui

alimenta

calore per dar vita


si

corpo; mancando quest'umore,

spegne calore e
al

corpo.

Plutarco paragon la lucerna

corpo,

la

fiamma all'anima.

Anima purgata
Scolopendra,

dai vizi.
si

perch

vuole
si

che

quest'animale,

quando
e
si

si

sente preso all'amo,


il

allarga pi che

distende, rodendo

filo

dell'amo, e

pu dopo averlo
a

ingoiato, getta fuori le interiora, e liberatosi dall'amo,


le
ritira

ritornando

vispo

come prima; similmente


vizi

chi,

purgato l'anima dai


ritorna

e dalle passioni che lo

opprimono,
beata.

una

vita

normale,

tranquilla

Animali

alati.

Vedi: Ezechiele.
astrologi predicevano
la

Anime
felicit a

dei morti.
Gli

Capricorno.
zodiaco,

massima
la

coloro che nascessero sotto questo segno dei

segno che

platonici

chiamavano

porta

degli Dei, perch ritenevano che per essa salissero in


cielo le

ajime sciolte dal legame del corpo,


partecipi della divina natura;
le
e,

dove so

no
tal

fatte

per questo,

segno celeste significava talora

anime dei de

fumi, talora la Morte, e qualche volta la prospera fortuna e la felicit suprema.

Animo.
L'anima, specialmente
Pignatta.
in

quanto sente e vuole.

copi-

Le donne di Sparta, nei funerali dei re, stumavano percorrere la citt percuotendo certe
vuote,

snate

quale dimostrazione che

la

citt,

priva

del suo re,


so,
si

71

che presso
rileva

non aveva animo, era cio disanimata. VaCaldei rappresentava l'animo, come
i

da questo
terra,

detto:
l'ira,

Nel suo vaso abitano


la libidine e
altri

le

bestie della

cio
alle

affetti

o passioni comuni

bestie.

Anche

nei

Salmi,
il

se-

condo

gli

interpreti

della

Bibbia,

talvolta

vaso

emblema

dell'animo.

Animo clemente.
CoiTucopia
di
frutti.

contenente

ramoscelli

di

olivo

carichi

Animo

eccelso.
simbolo biblico dell'animo puro ed
le ele-

Cicogna,
vato sopra

cose terrene, dedito soltanto alla con-

templazione delle cose divine; perch la cicogna cerca

sempre luoghi

alti

per fare

il

nido.

Animo
lo

grato.
dei

Cane, che guarda una statua o un sepolcro, simbo-

d'uomo ricordevole
il

favori

benefci ricevuti,
gli

p>erch

cane mai

si

dimentica di coloro che

usa-

rono delle amorevolezze. Delfino. Raccontasi che un delfino, chiamato ad alta voce da un fanciullo, soleva
frettolosamente corrergli incontro,
la

mettendogli sotto

schiena,

si

offriva a portarlo se gli fosse piaciuto;


il

e ci perch
pescatori,
gli

fanciullo oltre
ferita

medic una

ad averlo liberato dai da essi fattagU.

Animo
egiziano

triviale.
le

Cicogna, che depone

uova per
in

terra.

Geroglifico

d'uomo dedito

alle

cose basse; perch queluoghi


alti,

st'uccello,

solito a nidificare

in

questo

modo

agisce contro natura.

Anira.

Uno

dei

dodici Dai-tho,

geni

che,

nel

buddismo


sponde
alle

72

L'ottava,

giapponese, presiedono alle ore.

che

corri-

due ore dopo mezzogiorno presso d noi, sotto la protezione di Anira. Viene rappresentato con una figura smorfiosa, sormontata d'una specie di testa di montone, e facendo con una mano,
talvolta

armata d'una sciabola, un gesto minaccioso.

Anitra^ Vedi Acqua

Papero.

Anna

(Sani').
di

Albero, sotto il quale Angelo, che la mand dal suo sposo. Nido di piccioni, che offerse a Maria Vergine. Porta dorata, dove incontr Giovacchino.

Madre

Maria Vergine.
sterilit.

pianse per la sua

Anra Perenne.
Divinit

romana che presiedeva


le

agli

anni.
e

Se ne
le
si

celebravano

feste

il

giorno

di

marzo,

una vita lunga e felice. Secondo la favola, Anna, sorella di Didone, fugg da Cartagine dopo la morte di quella principessa, e venne in Italia, dove Enea l'accolse onorevolmente. Lavinia, moglie di Enea, ne divenne mielosa e decise di ucciderla. Anna, saputo in sogno del pericolo che la minacciava, si nascose nel fiume Numico. di cui divenne la divinit. Essa fu poi chiamata Peoffrivano sacrifizi per
ottenere

renne. Alcuni scrittori

ne fosse secondo

hanno creduto che Anna Perenche fosse Temide, o Io. Infine altri autori, Anna era una vecchia che port viveri al popolo romano ritiratosi sul monte Sacro, e alla quale la Repubblica rese gli onori divini. Cola luna; altri
sia,

munque
lare
feste,

Anna

Perenne divenne
gaudenti.

la divinit

tute-

dei
si

Romani

D'ordinario,

nelle

sue

veva

in

predicevano tanti anni di vita a colui che beonore di Perenne quanto erano le tazze ch'egli

73

per significare passar-

poteva vuotare
le

in

suo onore; cos divent proverbia-

la frase

commode perennare

sela allegramente.

Anno.
II

ritorno

dell'anno nuovo era dai

diversi

popoli

celebrato con cerimonie pi o


gli antichi persiani

meno
e
gli

speciali.

Presso

un giovinetto
al
il

scelto per la sua rara

bellezza,

si

a\'\icinava
gli

re

presentava doni

nuovo anno da parte di Dio, I Galli cominciavano l'anno con la cerimonia del vischio di quercia che essi chiamavano vischio deldicendo che
portava
l'anno

nuovo.

druidi,

sacerdoti

dell'antica

Galliu,

accompagnati dai magistrati e dal popolo andavano in una foresta, vi alzavano intorno alla pi bella
quercia un altare triangolare di zolle, e incidevano sul

tronco e sopra
to,
i

pi grossi rajni di quest'albero riveripotenti.


il

nomi degli Dei che credevano pi


vestito

Poi
vi-

un druido,
schio,

di
altri

tonaca bianca,

tagliava

mentre due

druidi ai piedi dell'albero sta-

vano attenti a raccoglierlo in un panno, avendo cura non colasse a terra. Distribuivano l'acqua dove facevano stemprare questo nuovo vischio, e persuadevano il popolo che guariva da diverse malattie e che era
efficacissimo
stico,

contro

sortilegi.
si

L'anno

ecclesia-

che comincia a Pasqua,


di
al

apre egualmente con

la distribuzione dell'acqua benedetta.

no platonico uno spazio le tutto deve ritrovarsi


pi
celesti.

Chiamasi antempo alla fine del quamedesimo posto; alcuni


anni climaterici
si

per dicono che ci dovr avvenire soltamto dei corIl

pregiudizio

degli

dura

ancora.
lire

La

dottrina degli anni climaterici

fa risa

fino a

Pitagora, e

si

basa sulla rivoluzione com-

74
piet che
il

set-

ogni nostro temperamento soggetto

anche che si rinnova mteramente anni; alcuni dicono questo rmnov amento non abte- altri pretenaono che anni; cos gU anni climaterici nove ogni bia luogo che nove. Quarantanove e ottantuno si contano per sette o partigiani di questa dotsono importantissimi, dicono i formato l'anno fatale, perche
per nove. In generale si dalla moltiplicazione di sette a sette anni, denti dell'infanzia cadono crede che di il corpo cessa quattordici, a manifesta la pubert si t non ci ecc. crescere al ventunesimo anno,
i

trina-

ma

sessantatre

Ma
.

esatto.

,.

Animali:
e

Avvoltoio,
in

presso

gh Egiziam.

qual.

^i;

dividevano l'anno
inverno;

tre

stagioni:

comprendendo

ciascuna

primavera, estate iO giorm, ai


1

giorni, che chiamavano quali aggiunsero poi cinque Egiz.am la femmma gli secondo Ora. intercalari. tre tempi dell anquesti dell'avvoltoio si conforma a a. genestimolata quando no nel senso cio che giorni, senza mancinque fecondarsi nel rare, impiega natura aperta al vento; legiare ne bere, tenendo la e altrettanti ne impiega giorni 120 sta poi fecondata rimane altri 120 giorm Negli piccoli. per allevare i

libera,

Secondo Plm.o curando soltanto se stessa. paragonandoli uova tredici l'avvoltoio deporrebbe in luna, che avvengono della congiunzioni alle tredici un formando bocca coda m un anno. Scrpcnle con la rami; peiVegetali: Palma con dodici cerchio pianta metta f"" "" p^^^ ch si vuole che questa ^ perche i noccio i de f mtlc

ogni luna nuova. Inoltre, una della palma presentano

forma
arbitri

simile

alla

lima

Diana,
l'anno,

dovendo generare

gli

dei

mesi e del.

abbracciava la palma.

Infine,

secondo

ba-

bilonesi, e

Plutarco Io

riferisce;

perch la palma por-

ge "'airuomo trecentosessanta
ni

utilit;

numero

dei

gior-

dell'anno detratti quelli intercalari.

Annullamento.
Spugna, perch, secondo Valeriano, Augusto ebbe
a dire che
il

suo Aiace

pletamente

annullata

una spugna, alludendo


s'era
lisciato

lasciato cadere sopra spada sulla quale Aiace cadere spontaneamente.


s'era
alla

tragedia che aveva com-

Ansiet.

Magnolia precoce.

Anteo.
Figlio di

Nettuno e della Terra, gigante e


I

lotta-

tore di Libia, la cui forza era invincibile finch rima-

neva a contatto con sua madre.


tavano nel suo paese erano
i

forestieri

che capicon
lui,

costretti a lottare

vinti

erano

uccisi,

e coi loro teschi egli fabbric

una

casa a Nettuno. Ercole scopr l'origine della sua forza, lo sollev

da terra e Vedi Combattimento

lo soffoc nell'aria.

della

ragione

con l'appetito.

Antero. Dio che puniva chi non amava essendo amato. Credesi figlio di Venere e di Marte. Venere, vedendo che Amore non cresceva, ne domand la causa
a Temi, la quale le rispose che ci dipendeva dal non aver egli un compagno. Allora Venere gli diede Anteo. La loro rappresentazione allegorica consisteva in due fanciulli alati, in atto di contendersi un ramo di palma, quale simbolo dell'amicizia reciproca; come indica appunto l'etimologia del nome Antero.
I

Greci mettevano nelle scuole questo simbolo.


per
chi

76
di

non
essere
ingrati

ricordare ai
li

giovani

verso

amava,

ma

ne ricambiassero

l'affetto.

Antieiverta.

Vedi Prorsa
legato

e Porrma.

Antichit. Ghianda. Libro


hoUa.

in

cartapecora

munito

di

Antiope.
Figlia
di

Nitteo.

re

di

Tebe,

fu

sedotta

duran-

preso la forma di te il sonno da Giove, che aveva e Zeto. Ella Anfione gemelli: due ebbe ed Satiro; bellezza. era celebre in tutta la Grecia per la sua

Sua

zia

chiuse

come schiava
figli

mente.
suoi

Dirce, moglie di Lieo, per gelosia la rinin casa sua, trattandola malai Alfine riusc a fuggire e a rifugiarsi presso

ormai
e
li

cresciuti,

ai

quali

raccont

le

sue

tremenda vendetta. Infatti, legarono Duce sulle Tebe, dopo aver conquistato Bacco, per vendiMa infuriato. toro un di corna baccanacare Dirce, che aveva sempre celebrato i
sciagure

indusse

camcon gran solennit, fece impazzire Antiope, e fontana. in Dirce bi


li

Antirrino.
Pianta
i

cui

fiori,

premuti lateralmente,

si

aprono
di

come due labbri, donde ebbe il nome di Bocca Presunzione. leone. Vedi Capriccio. Antonio (Sanf).

Soprannominato

l'abate,

perch credesi sia

il

fon-

datore della vita monastica dei cristiani primitivi. Animali: Corvo, che gli portava il pane. Porco, emblema della lussuria che lo tent. -- Diversi: Bastone

stampella,

su cui

si

reggeva.

Campanello.
di-

Croce doppia,

dei patriarchi.

Diavolo, che, sotto

77 -versi

aspetti

dei

pi

strani

animali, l'assedi

di

ten-

tazioni.
sario.
ligiosi

Fuoco. Libro delle regole degli Antoniani. RoTau, segno che portavano sul loro vestito i redell'ordine di S. Antonio.

Antonio da Padova (Sanf).


Animali: Asino, al quale fece adorare il S. SaVegetali: Cicramento. Pesci, a cui predicava. DKersi: Croceglio, simbolo di castit. Quercia.
.

fisso.

Disciplira,

emblema
in

della sua austerit. Fuoco.

Cesa Bambino

braccio.
Eternit.

Antro delHeternit. Vedi


Anub.
Divinit egiziana,
sorella.
figlio

di

Iside e di

Nepthis sua
stato

Pare che
allo stato

l'ufficio

di

Anubi
delle
si

sia

quello

di
sta

sopraintendere
vita

al

passaggio
casse

futuro.
nelle

Quindi

anime da quevede rappresenpapiri mortuari


al

tato
in

nelle colonne,

e nei
il

atto

di

condurre per
d'Osiride.

mano

defunto davanti
la

tribunale

Questo
di cane,

Dio veniva dipinto


con
faccia ora
il

col

capo di sciacallo o
ora
dorata,
e

nera

teneva
sotto

nella sinistra

tau, e nella destra scuoteva

un ramo

di

caduceo e il palma. Anucoricato so-

ti trovasi

anche

forma

di sciacallo,

Forse con questo ufficio di custode venne lo scambio della forma di sciacallo con quella del cane, come alcuni asseriscono avesse testa di cane, o rappresentato da
pra
il

sarcofago, o sopra la capella mortuaria.

questo

animale.

Anuk. Dea egiziana,


Elssa

considerata

come moglie
sotto
la

di

Kneph.
di

per

lo

pi

rappresentata
trono.

figura

una donna seduta su un

La

sua acconciatura


comune
ansa,
l'ufficio

78

sarmontata da penne e foglie di vario colore, cinta da un diadema. Tiene nella sinistra lo scettro a fiore
di loto,

a tutte

le

Dee, e nella destra


vita

la cro-

ce

ad

segno

della

divina.

Si

vuole

che

abbia

simile a

quello di Vesta dei

Romani.

Ape.

Re amato Regno
lo

Insetto che figura nelle monete greche, quale emblema del lavoro e simbolo dell'impero. Vedi Adulatore Amenit della Ambrogio (SanC) poesia Artemide Efesiaca Attivit Bernardo (San) Castit Colonia Dolcezza Eloquenza soave Et dell'oro Impero Industria Lavoro Melonia Muse Melissa Piacere nato dalla mestzia Popolo Popo-

frenato dalla legge

Prosperit salutare

Verginit.

Apet.

Dea
di

degli

egiziana,

rappresentata

sotto

la

figura

un ippopotamo con mammelle


la

p>endenti.

Simboleg-

gia

maternit

rallattamento.

Api.

Dio
cro
la

egiziano, adorato

sotto la

forma del toro


sulla
testa,

sa-

di

Menfi,

col

disco solare

sotto

d uomo a testa di toro. Chi vuole che Luna. Erodoto cos lo descrive: e un giovane toro, la cui madre non pu aver parto, e credesi dagli Egiziani fecondata da un gio mandato dal cielo, e che cos produce il dio
figura
identificasse la
I

Api Api
altro

rag-

Api.

che dimostrano che il vitello era realmente Api, erano, che l'animale fosse tutto nero, avesse sulla fronte un segno bianco quadrato, una figura simile a quella di un'aquila sulla schiena, due
segni
il

dio

colo rassomigliante a

79

qualit di peli nella coda, e sulla lingua

un bernocche
il

un certo

insetto,

lato

destro del corpo fosse segnato con


ca,

una macchia bian-

simile alle

coma

della luna nuova.

Apocna.
Pianta
il

cui

odore aromatico
si

attira le

mosche a sucfiori,

chiare un liquido dolce che

trova nei

chiudendosi,

le

imprigiona.

Vedi Inganno

quali,

Men-

zogna.

Apollo.
ne e

Latona o Lete, la cui unioDiana significa la unione del cielo e della notte, da cui provengono raggi del sole e della luna. In cielo lo chiamavano Febo, perch conduceva il carro del Sole, in terra Apollo. Egli era il Dio che presiedeva al tiro delFiglio di
la

Giove

e di

generazione di Ap>ollo e

l'arco,

ai

vaticini

alla

musica,

e pi

tardi

fu

angli

che Dio della luce,

raffigurato

nel Sole.

Perci

antichi lo rappresentavano in diversi modi, e fu chia-

mato con
fiore della

diversi nomi.

Rappresentasi comunemente nel

giovent e di maschia bellezza, coi capelli

lunghi, fronte coronata dal sacro alloro, e con in

ma-

no
di
tico

la

lira

e l'arco, attributi suoi particolari.

Apollo usurp la presidenza dell'arte suo Dio Peone; quindi si disse Esculapio essere figlio d'Apollo. Animali: Cicala, emblema della musica. Colomba. Si vuole che a Napoli esistesse una

Pi tarmedica all'an-

statua di Apollo,
riferiscono

la

quale, oltre

gli

attributi

che

si

comunemente a questo Dio, aveva una codavanti


gli

lomba

sulle spalle, e

stava Partenope in

atto di adorare quest'uccello,

augurio, e le

da cui essa prese buon fu guida quando approd in Italia. Cor-


vo,

80

che rivel ad Apollo l'Infedelt di Coronide, il era bianquale, per ricompensa, cangi il corvo, che gli altri con sfuggire per stesso, Apollo nero. in co,

Dei
se,

alle persecuzioni di

Tifone,

si

mut

in corvo. Inol-

indovinasse molte cotre si credeva che quest'uccello Callo, perch canvoci. diverse con annunciandole

tando annuncia

lo

spuntar

del sole;

forse

perch

buone

voce le cose spesso gli antichi indovinavano dalla sua ch'esso secoido avvenire, o cattive che dovevano
cantava
in

di Apollo.

tempo o fuori tempo: allusione all'oracolo AGrifo. Lupo. La favola ohe parla di

poUo- servo pastore di

Admeto

re della Tessaglia, era

una allegoria della stagione invernale, la quale pareva ritornata la in certo modo rendere il Sole schiavo.

Ma

buona stagione,
del

il

Dio
il

trionfante

detto

vincitore

lupo,

animale dei paesi freddi


per
cui

che domina di

soprannome di Apollo Liesisteva un lupo cio. In Delfo nel tempio di Apollo Giove per nafavola. la secondo perch, di metallo; mut a Giunone la gravidanza di Latona,
inverno,

ebbe

scondere
questa

Apollo. lupa, nel cui stato diede alla luce messaggero .veloce Omero, da chiamato Sparviero, il volo d'Apollo; forse per la vista acutissima e per
in

Vegetali: Elianto o Corona veloce di quest'uccello. al giovanetto GiaciuAllusione Ciacinlo. dei Sole. nascere questo fioto, dal cui sangue Apollo fece questa pianta, ma re. Il sole dissecca esternamente Dicesi che ApolLauro. rifiorisce. e rigermoglia
essa
lo

dopo il prima si coronasse di fronde di melo, ma di lauche capo il cinse suo amore per Dafne, non si il lauro fu dedicato Dafne, di leggenda la ro. Oltre virt ocad Apollo, perch ritenevasi aver una certa
culta ignea,

dando

il

suo legno sfregalo con l'edera

il


fuoco,
attributi

81

Diversi:
ferisce

emblema del sole. del Dio solare che


Corona
al

Arco
col

e frecce,
dei

dardo

suoi raggi.

di lauro. Lira, simbolo dell'armo-

nia dei movimenti degli astri, che viene dal sole.

pode, proprio
Sole.

Dio augure

divinatore.

T'ri-

Vedi

Apollo con quattro orecchie.


Lacedemoni esisteva una statua d'Apollo Presso con quattro orecchie e altrettante mani; e ci, secondo alcuni, perch sotto tale aspetto fu visto questo Dio combattere per loro. Altri vogliono invece che
i

con questa rappresentazione si volesse simboleggiare la prudenza derivata d'Apollo, la quale ascolta con le orecchie ben aperte, ma tarda nel parlare.

Apollo Delfico u Delfnio.


Presso
nati
i

Greci,

molti
di

altari

di Af)ollo

furono or-

con immagini
Dio,
in

questo

dato
rava.

a Delfo

Alcuni vogliono che forma di delfino, nuotando, sia an(vedi) dove sfiecialmente lo si adodelfino.

Apollo Lirico.
Esiste
nistra

una statua

di

Apollo che
lira,

tiene la

mano

si-

sull'estremit

della

poggiata sul dorso di

un

cigno, il quale, ritorcendo dolcemente il collo, e volgendo il becco alle corde, sembra suonare dolcemente la lira. Nella mano destra, poggiata sul ginocchio destro, ha im u"co, e ai piedi giace la faretra,

per significare
teso,

ne l'arco
le

ma

che non sempre questo Dio tiequalche volta sveglia il silenzio del

Muse. Tale statua

un'allegoria della

musica.

Apollo Pizie. Soprannome derivatogli 6 G Ronchetti.

per

aver

il

Dio ucciso

il

alle azioni,
li

66

muove
li

piacere, talora dell'operare, che

cio gli uomini

come

la

Dea

Stimula

facendo derivare il Angerona derivAlcuni vollero invece che il nome di questa Dea aperch dolore, da angor, cio affanno, le legava anche che collo, al intorno veva un panno vuole che Angerona con la bocca. Ma Macrobio che chi sa patire e mostrasse bocca legata e turata,
esortava,
la

stimolava, e Orta suo nome da agere.

tacere

dissimulando

gli

affanni,

infine

li

vince

go-

Secondo Plmio dendo poi una vita lieta e piacevole. non bisogna che questa Dea fu cos fatta per mostrare divulgarli. per reUgione della misteri parlare dei segreti

Angoscia.

Venere mischio Calendula. Alla morte di Adone. Dalle lagriamato. giovane del suoi pianti col sangue albero della nacque la calendula. Cipresso. Tasso,
i

,-

me

morte,

che,

come

il

cipresso,

comunemente

si

pianta

nei cimiteri.

Anguilla.
I

naturahsti non sono riusciti ancora

ad

assicurarsi

in

essi

qual modo ignorano

anguille; avviene la riproduzione delle o oviparo o se questo pesce viviparo,


gli

ovoviviparo.

Secondo

Egiziani

le

anguille

non

so-

dal fango, opno ne maschi ne femmine, e nascono

pure sfregandosi contro gli scogli, Essi l'adoravano e soltanto si generano le anguille. mangiarle. Raccontasi sacerdoti avevano il diritto di Elgin. nella provmcia di chiesa che un decano della voluto cedere la avendo non Scozia, in di Murray angiulla con tutti in sua chiesa ai monaci, fu cambiato zoccolante. Vecuoco dal suoi canonici, e marinati
i i

e dalle scorticature

di Arricchito per

le

discordie

dei

cittadini

tosa

67

Memoria estinta dopo morte non raggiungibile Speranza certa nel dubbio. Misantropo Profano

Angustia. dallo sbiadito.

Anhour.
desi, la forza

nell'alto Egitto. Simboleggiava, erecosmogonica del sole. Era rappresentato con una corda in mano, con cui conduce il sole.

Dio adorato

Anima.
In ogni ten^>o
si

cercalo di definire cosa l'anima.

Secondo
altri,

alcuni,
la

un raggio della divinit


il

secondo

coscienza, lo spirito,
;

sentimento dei

piaceri e dei dolori interra


vita zati

la

che

si

trova nel cuore di


;

tutti

speranza di un'altra gli uomini civiliz;

o selvaggi
il

una fiamma ha detto alcuno


il

un

altro:
il

cervello con le sue potenze:


volontario.

sentimento e

movimento

L'iiranaginazione dei

Greci

diede una forma sensTbile all'anima, rap>presentcmdola


ora come un uccello con la testa umana, ora con una piccola figura riproducente le fattezze della morte, con proporzioni assai ridotte; talvolta l'ankna
sorretta

da geni

alati

o arpie.

primi Cristiani diedero

all'mima un'apparenza di una nave che approda al


porto, di un cavallo che
corsa,
si

affretta

a compiere

la

sua

pi

spesso,

quella di una colomba.

partire

dal

XI ir

secolo, l'anima

comunemente rappresentata

sotto la

sembianza di un piccolo essere umano nudo e

privo di sesso.
s'innalza
al

Ora
la

entra nella gloria etema, ora essa

cielo

portata

da

angeli.

Dal XVII"
si

al

XVIII"
so,

secolo,

rappresentazione dell'anima

tro-

va sotto la figura di una fanciulla. Un dotto ha pretesecondo la rivelazione di uno spettro, che l'anima

za,

84

invano

fanno mostra

d'armi

d'apparecchi

di

guerra.

Apparenza.
senza.

Vedi Molla
fallace.

apparenza

poca

es-

Apparenza

Mercorella.

Appestati. Vedi Carlo Borromeo

{San).

Appetito.
Euridice morsa al piede dal serpente; allegoria dell'umano appetito che perturba gli affetti dell'animo. Il piede, specialmenite il calcagno, simbolo della

cupidigia
al

umaina.

Nella Genesi
tenderai
i

si

legge che
al

Dio
>

disse

serpente:

Tu

insidie

suo calcala

gno. Cristo volle lavare


darli

piedi agli

ApostoU per mon-

e purgarli
di

dalle passioni terrene.

Anche

fa-

vola
essere

Achille,

inmierso

fanciullo

nello
al

Stige,

per

reso

invulnerabile,

riguardo

piede non ba-

gnato,
roso,

significa

che

egli

sarebbe stato forte e valo-

se dai

propri

affretti

e vinto.
petito.

Vedi Combattimento

non fosse stato dominato della ragione con Vap-

Applauso.
Mani,
cui
gli

in

atto di battersi far

antichi solevano

il palmo. Sgabello, con rumore in segno di ap-

plauso,

commedia
di
il

finita,

o dopo qualche discorso. per


Clelio
si

Nell'orazione
poi
si

Cicerone

legge:

Di

sente

rumor

degli sgabelli, e s'alzano le grida.

Approvazione.
Aprile.

Vedi Consenso.

Mese consacrato dai Romani a Venere. Il suo nome fu generalmente considerato come derivato da apcrire, o dall'aprirsi delle gemme delle piante, o dal-

l'aprirsi del

mami
zante

lo
al

seno della terra nella vegetazione. I Rerappresentavano sotto la figura d'uomo dansuono di un istrumento. Il medio evo. con
delle zolle erbose
in

figura portante
lo

dei

fiori.

Vasari

un giovane pastore dal volto piutcapelH e la barba tosto delicato, col capo scoperto, rabbuffati; le braccia nude fino ai gomiti, con un tabarro che scende fino al ginocchio, e il petto peloso. Vicino al pastore, che suona la zampogna, pose una
raF>present
i

capra e

un capretto ap>pena partorito.


mirto e un braciere d'incenso:

Viene anche
in

rappresentato da un

giovane vestito di verde, con

mano

il

allusione alla

fragranza della primavera. Vedi Zodiaco.

Aquila. Secondo
di

la

mitologia
il

greca

l'aquila
gli
il

era

uccello
In
se-

Giove, e teneva
in

fulmine fra
la

artigli.

guito

ha rappresentato
questo senso
si

forza e

potere sovrano,

trova nei simboli dei popoli, dei

principi e degli eserciti.

dicava
di

la citt

di Eliopoli,

Nel linguaggio geroglifico indi Emesa, d'Antiochia e


ai

Tiro.

L'aquila
dei

f)oneva5

stendardi

Persi

divenne

tempi di Ciro sugli anche sotto i Tologli

mei

l'emblema dell'Egitto.
doni
fra
ai
gli

Allorquando
in

Etruschi
fu

inviarono
osservato,

Romani
attributi

segno di

miicizia,

della sovranit di cui loro

fecero omaggio, uno


d'avorio.

scettro

sormontato da un'aquila
in

Da
lo

quel

tempo

poi

l'aquila

fu

spesse
ro-

volte impiegata

come emblema

della

Repubblica
gli

mana, e
protettrice

diveime sc^ra tutto sotto


legioni:

imperatori.
la

L'aquila era alla guerra l'insegna e quasi


delle

divinit

essa

era
sulla

affidata

a ciascun

capo della legione, innalzata


ca,

punta di una pic-

si

conficcava nel suolo nel mezzo del quartiere

Anima
-l'olio

vita.
la

Lucerna accesa,
che
l'umore
al

quale
viva
la

rappresenta

la

vita,

mantiene

fiamma

simboleggia

vitale, di cui si alimenta il calore per dar vita e corpo; mancando quest'umore, si spegne calore la e corpo, al lucerna la paragon corpo. Plutarco

fiamma all'anima.

Anima purgata
Scolopendra,

dai vizi.
si

perch

vuole
si

che

quest'animale,

quando

si

sente preso all'amo,


il

allarga pi che

pu

le

dell'amo, e dopo averlo e si distende, rodendo dall'amo, ingoiato, getta fuori le interiora, e liberatosi ritornando vispo come prima; similmente a
filo

ritira

chi,

purgato l'anima dai


ritorna

vizi

e dalle passioni che lo

opprimono,
beata.

una

vita

normale,

tranquilla

Animali

alati.

Vedi: Ezechiele.
astrologi predicevano
la

Anime

dei morti.
Gli

Capricorno.

massima

questo segno de! felicit a coloro che nascessero sotto la porta chiamavano platonici i zodiaco, segno che essa salissero in per che ritenevano perch degli Dei,
cielo le

legame del corpo, dove sonatura; e, per questo, divina no fatte partecipi della le anime dei de talora significava celeste tal segno

anime

sciolte dal

funti, talora la

luna e la

Morie, e qualche volta felicit suprema.


in

la

prospera for.

Animo.
L'anima, specialmente
Pignatta.

quanto sente e vuole.

stumavano
gliate

Le donne di Sparta, nei funerali dei re, copercorrere la citt percuotendo certe piquale dimostrazione che la
citt,

vuote,

pnva


del suo re,
so,
si

71

non aveva animo, era cio discinimata. Vai

che presso
rileva

Caldei rappresentava l'animo, come


detto:
l'ira,

da questo
terra,

Nel suo vaso abitano


la libidine

le

bestie della

cio
alle

e altri affetti

o passioni comuni

bestie.

Anche

nei

Salmi,
il

se-

condo

gli

interpreti

della

Bibbia,

talvolta

vaso

emblema dell'animo.

Animo clemente.
Cornucopia contenente
di frutti.

ramoscelli

di

olivo

carichi

Animo

eccelso.
simbolo biblico dell'animo puro ed
le

Cicogna,
vato sopra

ele-

cose terrene,

dedito soltanto alla con-

templazione delle cose divine; perch la cicogna cerca

sempre luoghi

alti

per fare

il

nido.

Animo
lo

grato.
sep>olcro,

Cane, che guarda una statua o un

simbousa-

d'uomo
il

ricordevole
si

dei

favori e

benefici ricevuti,
gli

perch
delfino,

cane mai

dimentica di coloro che


fcuiciullo,

rono delle amorevolezze. Delfino. Raccontasi che un

chiamato ad alta voce da un


e
si

soleva

frettolosamente corrergli incontro,


la schiena,

mettendogli sotto
gli

offriva a portarlo se
il

fosse piaciuto:

e ci perch
pescatori,
gli

ad averlo liberato dai medic una ferita da essi fattagli.


fanciullo oltre

Animo
egiziano

triviale.
le

Cicogna, che depone

uova per
in

terra.

Geroglifico

d'uomo dedito
solito

alle

cose basse; perch queluoghi


alti,

st'uccello,

a nidificare

in

questo

modo

agisce contro natura.

Anira.

Uno

dei

dodici Ddi-tho,

geni

che,

nel

buddismo

Aratro.
Questo strumento
dell'agricoltura,

88

fondamentale
ogni

pi

importante
il
il

fu

in

pi

prezioso

ritrovato

tempo celebrato come dell'industria umana, come


la

vero sostegno
della

degli

imperi,

base dell'agiatezza

ricchezza delle nazioni.

L'aratro esisteva pres-

so i popoli della pi remota antichit; gli Egiziani ne facevano autore Osiride, i Fenici Dagone, Cinesi Chin-hong, i Greci Cerere e Trittolemo; e gi
i

nei tempi di

coltura

Giacobbe
Cerere

senza senso

in

si

arava
{Sant').

la terra.

Vedi Agri-

Et

deWargento

Fatica

Isidoro

Arboscello
Arca.

fiorito.

Vedi Agricoltura.
forma
di

Specie di feretro
re,

cassa quadrangola-

ornato di scolture.
di

Vedi

Penati.,

Arca

Nc. Vedi No.


di

Arcade.
Figlio

Giove e

di Callisto,

diede
fu

il

suo

nome
da
ri-

all'Arcadia.
certi

Arcade

fatto

adulto

presentato
il

cacciatori

a Licaone, suo avolo,

quale

lo
il

cevette con piacere,


tere

ma

in

seguito per provare


gli

po-

di
le

Giove,

quando

l'ospit,

apparecchi per

Sdegnato Giove d'una prova cos empia, cangi Licaone in lupo, e Arcade in orso, collocandolo in cielo presso sua madre.
cena

membra d'Arcade.

Arcangeli.
Angeli d'ordine superiore, cio
i

quelli

che portano

messaggi dell'Altissimo
ne
trova che
Il

in

occasione di maggior imsette;

portanza. Se

ammettono
il

ma

nella

Bibbia

non
le

si

Michele.

nome di tre: Gabriele, Raffaenome di Gabriele significa in e-

braico forza
e a
di

89

fu

Dio;
di

egli

mandato a Zaccaria
la

Maria

per annunciare
e

loro

nascita

di

L,io-

Ges Cristo. Raffaele (Dio savann. giovane Tobia Michele, nato) fu il compagno del significa eh pu panome cui principe degli angeli, il
Battista

ragonarsi a
lo

Dio?

il

che vincitore di Satana, e colui


dell'inferno.
attribuiti
gli

cacci nelle voragini

no nei costumi e con porta loro mansione, cos Gabriele

Si rappresentacorrispondenti alla
il

giglio

come

se-

puro, quando angno di purezza, e veste di colore ^}o- ma se apdi l'incarnazione nuncia alla Vergine Volivo. Raffaele viene conviene gli pace di portatore
in costume da viaggiatore. Michele e dedicato arcangeli Agli ecc. quello da guerriero, segno questo del colore violetto e il topazio, come che getcredevasi perch furie impetuose,

rappresentato

in

quietare le

tandolo

in

acqua
il

bollente, facesse

cessare

il

bollore.

Vedi Gregorio

CraTde

[San).

Apchipenzolo.
voro.
di Strumento per mettere a piombo un pezzo Ordine. Vedi Massoneria
la-

Architettura.
Animali:

Rondine.

Alcuni vogliono
il

che
gli

l'uomo
argini

imparasse da quest'uccello fiumi, costruire muraglie lungo


i

modo

di fare e

fabbricare

case

una rondine che costruisce il nido, dell'architetpresta per emblema dell'architetto e si capiil orna che pianta Acanto, Vegetali: tura. Diversi: Colonna, uno dei printello corintio. Filo a piomcipali elementi di architettura. Compasso.
di

terra;

perci

bo.

Pianta

geometrica.

Regolo.

Squadra.

Architrave,

Vedi Sostegno.

piet che
;

il

nostro temperamento soggetto osjni

set-

alcuni dicono anche che si rinnova interamente anni pretendono che questo rinnovamerito non abaltri te; anni climaterici bia luogo che ogni nove anni; cos gli

ottantuno contano per sette o nove. Quarantanove e questa dotsono importantissimi, dicono i partigiani di formato sessantatre l'anno fatale, perch
si

trina:

ma

In generale dalla moltiplicazione di sette per nove.

si

crede che la pubert


crescere al
esatto.

denti

dell'infanzia

cadono
il

sette

anm,
e
,.

si

manifesta a quattordici, ventunesimo anno, ecc.


Avvoltoio,
in

corpo cessa di
ci
. .

Ma

non

Animali:
e

presso

gli

Egiziani,

quali
estale
ai

dividevano Tanno
quali

tre

stagioni:

primavera,

inverno; comprendendo ciascuna

120

giorni,

aggiunsero

poi cinque

giorni,

che chiamavano

intercalari.

Ora, secondo gh Egiziani la femmma tre tempi dell'andell'avvoltoio si conforma a questi stimolata al genequando che cio senso nel no,
senza manimpiega nel fecondarsi cinque giorni, al vento; leaperta natura la tenendo giare ne bere, giorni e altrettanti ne impiega sta poi fecondata 120 giorm rimane 1 20 per allevare i piccoli. Negli altri
rare,

curando soltanto s stessa. Secondo uova, paragonandoli tredici l'avvoltoio deporrebbe luna, che avvengono in alle tredici congiunzioni della in bocca, formando un coda la un anno. Serpente con con dodici rami; perPalma Vegetali: cerchio. fuori un ramo a metta ch si vuole che questa pianta noccioli de frutto perch Inoltre, nuova.
libera,

Plinio

ogni luna

forma simile alla luna della palma presentano una arbitri dei mesi e delDiana, dovendo generare gli BaInfine, secondo palma. la l'anno, abbracciava
i


bilonesi, e

75

perch
utilit;

Plutarco lo

riferisce;

ge all'uomo trecentosessanta
ni

la palma pornumero del gior-

dell'anno detratti quelli intercalari.

Annullamento.
Spugna, perch, secondo Valeriano, Augusto ebbe
a dire che
il

suo Aiace

pletamente

annullata

tragedia che aveva comlasciato


sulla

s'era

cadere sopra
quale Aiace

una spugna, alludendo


s'era
lasciato

alla

spada

cadere spontaneamente.

Ansiet.

Magnolia precoce.

Anteo.
Figlio di

Nettuno e della Terra, gigante e


I

lotta-

tore di Libia, la cui forza era invincibile finch rima-

neva a contatto con sua madre.


tavano nel suo paese erano
i

forestieri

che capilui,

costretti

a lottare con

vinti

erano

uccisi,

e coi loro teschi egli fabbric

una

casa a Nettuno. Ercole scopr l'origine della sua forza, lo sollev

da terra e lo soffoc nell'aria. Vedi Combattimento della ragione con rappeiilo.

Antero. Dio che puniva chi non amava essendo amato. Credesi figlio di Venere e di Marte. Venere, vedendo che Amore non cresceva, ne domand la causa
a Temi, la quale le ripose che ci dipendeva dal non aver egli un compagno. Allora Venere gli diede Anteo. La loro rappresentazione allegorica consisteva in due fanciulli alati, in atto di contendersi un ramo di palma, quale simbolo dell'amicizia reciproca; come indica appunto l'etimologia del nome Antero.
I

Greci mettevano nelle scuole questo simbolo.

Argano.
Strumento per
dall'arte.

92

psi.

alzare

Vedi Natura

vinta

Ang^ntino.
Deit adorata dagli antichi come presiedente alle monete d'argento, nel modo stesso che /^sculanus (che era ritenuto padre di Argentino), era Dio delle monete di rame, che precedettero quelle d'argento.

Argento. Vedi Dubbio Timidezza. Paura

'

Luna

Martirio

Argento
Argira.
ncwne,

vivo. Vedi Agitazione continua.

Ninfa che presiedeva a una fontana di questo in Acaia. Essa si innamor perdutamente di
i

Sileno,

giovane pastore di bellezza rara, e gli prodisuoi favori. Ma essendosi la bellezza g a lungo di Sileno apioassita, la Ninfa l'abbandon. Il pastore struggendosi dal dolore. Venere, mossa a comin

passione, lo trasform
la
si

fiume, che

and a cercare
Infine
il

fontana presieduta dalla

Ninfa.
in

pastore

dimentic di Argira, e d'allora


si

poi,

coloro che

fiume,

bevevano o che perdevano

la

e delle persone gi

bagnavano nelle acque di quel memoria delle passate tenerezze da loro amate.
di

Argo.
Presso
cuni,
e di
i

Greci era

figlio

Agenore secondo

altri.

Arestore secondo alI poeti dicono che

aveva cento occhi; e alcuni pretendono che il suo corpo fosse coperto di occhi, di cui la met restavano aperti mentre gli altri dormivano. Giunone gli diede a custodire l'infelice Io, che Giove aveva cangiata in giovenca, per sottrarla alle ricerche della g-


Iosa moglie.

93

addorla

Mercurio, per ordine di Giove,


col

ment
lesta.
la

Argo

suono

del
gli

flauto,

gli

tagli

Giunone raccolse

occhi di
le

Argo

e ne orn

coda del pavone; uccello che


Io simboleggia la Ivuia, e
notte
stellata,
altri

fu sacro.

Secondo
mattino
stesso
celesti

alcuni
chi
la

Argo

dai cento ocdel


sole

cui

il

crespuscolo
raffigura
le
Il
il

uccide.

Secondo

Argo

onniveggente che guida al pascolo


ossia
le

vacche
e fa

nuvole gravide di
scorra
di

pioggia.
il

vento tnp>e-

stoso

uccide Argo, cio

oscura

sole

che

la

nuvola

qua e

per

le

regioni

del

cielo.

Si

il

nome
altri.

Argo a un uomo
sui

geloso e inquieto, che


interessi,

vegli incessantemente

degli

propri

su quelli

Vedi Universo.

Argo.

Nave

degli

Argonauti,

fabbricata coi

pini

del

monte Pelio, e avente per albero una quercia della foresta di Dodona.

Argonauti
Eroi dei tempi favolosi della Grecia,
l'ardita sp>edizione

celebri

per
l'in-

che intrapresero per mare, con


del
vello
re

tendimento di rendersi padroni


Colchide. Giasone,
Tessaglia,
cui
il

d'oro

nelle

figlio

di Esone,

di

lolco nella
il

fratello

uterino

Peha contendeva

non poteva ottenere il trcxio se non a patto che conquistasse prima il vello d'oro. Giasone, accompagnato da un gran numero di eroi, tra quali
regno;
i

Linceo, Peleo, Orfeo, Castore e Polluce, Teseo,


leagro, Piritoo, ecc., s'imbarc sulla

Medel
e

nave Argo. Tifi


i

ne dirigeva mare, Orfeo con la


lira.

il

timone.

Linceo spiava

pericoli

blandiva l'ozio degli

eroi

col

canto


comune
ansa,
l'ufficio

78

sormontata da penne e foglie di vario colore, cinta da un diadema. Tiene nella sinistra lo scettro a fiore
di loto,

a tutte

le

Dee,
vita

'e nella destra la cro-

ce

ad

segno

della

divina.

Si

vuole

che

abbia

simile a

quello di Vesta dei

Romani.

Ape.
Insetto che figura nelle monete greche, quale emblema del lavoro e simbolo dell'impero. Vedi Adu' latore Amenit della Ambrogio {SanC) poesia Artemide Efesiaca Attivit Bernardo {San) Castit Colonia Dolcezza Eloquenza soave Et dell'oro Impero Industria Lavoro Melissa Melonia Muse Piacere nato dalla mestizia Popolo Popo-

Re amato Regno
lo

frenato dalla legge

Prosperit salutare

Verginit.

A pei.
Dea
di

degli

egjzianii,

rappresentata

sotto

la

figura

un ippopotamo con mammelle pendenti. Simbolegla

gia

maternit

l'allattamento.

Api.

Dio
cro
la

egiziano, adorato sotto la

di

Menfi,

col

disco solare
testa

sulla

figura

d'uomo a

di toro.

forma del loro satesta, o sotto Chi vuole che Api

Luna. Erodoto cos lo descrive: Api un giovane toro, la cui madre non pu aver altro parto, e credesi dagli Egiziani fecondala da un ragidentificasse la

gio
I
il

segni

cielo, e che cos produce il dio Api. che dimostrano che il vitello era realmente dio Api, erano, che l'animale fosse tutto nero,

mandato dal

avesse sulla

fronte

un

segno

bianco quadrato, una

figura simile a quella di un'aquila sulla schiena,

due

colo rassomigliante a un

79

lingua un bernoce

qualit di peli nella coda, e sulla

certo insetto,

che

il

lato

destro del corpo fosse segnato con


ca,

una macchia bian-

simile

alle

coma

della

luna nuova,

Apocna.
Pianta
il

cui odore aromatico attira le


si

mosche a sucfiori,

chiare un liquido dolce che

trova nei

chiudendosi,

le

imprigiona.

Vedi Inganno

quali,

A/en-

zosna.

Apollo.

Latona o Lete, la cui unioDiana significa la unione del cielo e della notte, da cui provengono raggi del sole e della luna. In cielo lo chiamavano Febo, perch conduceva il carro del Sole, in terra Apollo. Egli era il Dio che presiedeva al tiro delFiglio di

Giove

e di

ne e la

generazione di Apollo e

l'arco, ai vaticini

alla

musica,

e pi tardi fu annel Sole.

che Dio della luce,

raffigurato

Perci

gli

antichi lo rappresentavmo in diversi modi, e fu chia-

mato con

diversi nomi. Rappresentcsi

comunemente

nel

fiore della

giovent e di maschia bellezza, coi capelli

lunghi, fronte coronata dal sacro alloro, e con in

ma-

no
di
tico

la

lira

e l'arco, attributi suoi particolari. Pi tar-

Apollo usurp la presidenza dell'arte medica all'ansuo Dio Peone; quindi si disse Esculapio essere figlio d'Apollo. Animali: Cicala, emblema della musica. Colomba. Si vuole che a Napoli esistesse una

statua di Apollo,
riferiscono

la

quale, oltre

gli

attributi

che

si

comunemente a questo Dio, aveva una coe davcmti


gli

lomba
atto
di

sulle spalle,

stava Partenone in

adorare quest'uccello, da cui essa prese buon

augurio, e le fu guida

quando approd

in Italia.

Cor-

96

me. Gli scrittori qualche volta fanno allusione a questo avvenimento mitologico, per caratterizzare una nascita miracolosa, che si produce in seno della morte

della

corruzione.

Aristeo
i

disparve

dalla
si

terra
ri-

sul

monte

Emo

(oggid

Balcani),

dove

era

tirato.

Egli era riguardato

come

il

protettore del be-

stiame, della vite e dell'olivo.

Aristocratico.
Tallone rosso.

Aritmetica.
Personificata, rappresentata

da una

bella donna,
si
'

con indosso una veste sulla cui frangia parole: Par, Impar (pari, dispari). Ha

leggono

le

in

mano una

tavoletta piena di cifre. Una miniatura del XVI secolo rappresenta l'aritmetica sotto la figura di donna

avente in

mano un

rosario

di

grani

od

olive infilate

due

volte nel

loro spessore.

In altre rappresentazioni

figurata in

conta sulle dita.


presentata

una donna che conta delle palle, o che Venezia nel palazzo ducale rap-

da Pitagora.
Clotilde
{Santa).

Armata. Vedi Armatura.


Guernimento
persona.

dei

soldati

antichi
i

Vedi Et
{San)
{San)

Martino
littore

Michele
figurati

del ferro

per

ditesa

della

Giorgio

{San)

{San)

Principati

Wallf^rie.

Armellino. Vedi Ermellino.

Armi.
L'essere
torit
gli

Dei

armati d l'indizio di au-

e della forza delle armi.


tutti
gli

rono rappresentare

Poich i Greci usaDei con l'arme accanto,

volendo con questo significare che ogni cosa soggiace


alle
tre
i

97

armi e che
Fenici,
gli
il

la

come

ragione fondata nelle armi; nienmercanti, e dati al contmuo traff'.co,


la

figuravano

Dei con

borsa di danaro, pensando

che
armi.

tutto

mondo

consistesse

chezza.

Vedi Eia

del

rame

nell'oro

nella

ric-

Ragione posta

nelle

Armonia.
Marte e di Venere. Moglie di Cadmo, dono di nozze, le diede un peplo e una collana ch'egli aveva ricevuti da Vulcano e da Europa. Fu da Giove cangiata con Cadmo in drago.
Figlia
di
il

quale, per

Armonia.
Accordo
pressione
di strumenti

piacevole.

e di
Lira.

voci che

fanno un'immusicali.

Strumenti

Arnia.
Piccola capanna ricoperta di paglia dove
si

tengo-

no

le

api.

Vedi Bartolomeo
medicinale,
cui

{San).

Arnica.
Pianta
e annusati,
i

fiori,

ridotti

in

polvere
il

destano
di

fortemente lo starnuto, donde

nome di tabacco Vedi Sorpresa. Arno.


Vasari
lo

montagna datole dagli

alpigiani.

raffigura

coronato

di

spighe,

miglio

saggina, con un corno pieno di frutta, tenendo aperto

un

vaso

giglio in

d'acqua posato sopra un leone e con un mano.

Aro

o Gigaro.
il

Pianta velenosissima

cui bel

frutto rosso distilla


attratti

un sugo acre

violento.

ragazzi

dalla bel-

lezza del frutto, mangiandolo, s|>esso ne sono vittime.

Vedi
7

Insidia

Orrore

Spavento.

G. Ronchetti.

98

Aronne.

Sommo

sacerdote degli Ebrei.

Mandorlo. La

verga o bacchetta di Pietre preziose. colosamente.


in

mandorlo

di

Aronne fiori miraNel razionale, quasi

ordini

aveva quattro forma di pianeta, questo sacerdote del quale vi primo nel preziose, di pietre
la

erano

sardonica,

che

rappresentava
quella

Ja
di

trib

di

topazio, che indicava il di smeraldo simboleggiava la trib per la trib Macarbonchio il v'era ordine condo la di Aser, e il diaspro per nasse, il zaffiro per quella

Dan,

Ruben, e Giuda; nel se-

lo

trib d'Issacar;

nel terzo ordine

figurava

quella di

Beniamino,

di e Vamatista per quella

y^\^^J INet-

trib
rillo

quarto v'era il crisolito per la taU; e finalmente nel quella di Zbulon, e il beper l'onice di Gad.
per
l'altra di

Efrain.

Vitello d'oro.

Arpa.

Uno

dei

pi

vecchi
si

strumenti

di

musica

...
clie
.

si

conoscano e di cui dell'antichit. Vedi Lenella Bibbia e nelle opere


ci7ra

trova

memoria a ogni passo


Tersicore.
,

{Santa)

Davide

Arpie.
Figlie
di

Taumante
e

e di Elettra.

Erano

tre,

cio

Aello, Ocipete dute presso le

seCeleno. Omero le rappresenta rafiie Esiodo Erinni sull'Oceano.

Pi tardi, poeti gura come vergini di gran bellezza. sotto le torme dipingerle nel gareggiarono e artisti loro capo diedero Alcuni pi orride e spaventose. ucorpo coperto di penne, braccia
di

gallina,

ali

mane con

artigli,

petto bianco e

gambe d uomo

ter-

hanno loro dato volminanti in piedi di gallina. Altri Alcuni supposero d'orso. orecchie e giovinette to di del volar rumoroso. ch'esse siano emblemi allegorici


della distruzione, della
delle locuste.

99

puzza e della contaminazione

Ariosto ne fa la seguente descrizione:


sette
in

Erano

una schiera,

tulle

Volto di donna avean, pallide e smorte. Per lunga fame attenuate e asciutte. Orribili a veder pi che la morte. L'alacce grandi avean, deformi e brutte:

Le man
Grande
e

rapaci,
fetido

e
il

Vugne incurve

torte;

ventre, e lunga coda.

Come
Arpocrate. Dio del
lenzio.
la

di

serpe

che s'aggira e snoda.

silenzio.

Era rappresentato

da un

gio-

vane con un dito

sulle

Le

sue

statue

labbra in atto d'imporre sitrovavano nell'entrata delsi


egiziani.

maggior parte dei tempi renani ed

Vedi

Silenzio.

Arrendersi.
Scudo. Raccontasi che
resa.
certi

soldati accerchiati

da
di

Cesare, misero la testa sotto lo scudo,

come segno

Arrendevolezza.
Sa/ree, allusione alla flessibilt dei suoi rami.

Arricchimento.
Serapide.

Volevasi

che

adorando

questo

Dio

si

potesse maggiormente arricchire; credendo che spesso demoni concedessero ricchezza agli uomini. Seconi
principi dei do alcuni Serapide e Proserpina erano grandi demoni; poich il medesimo Dio, che gli EGreci fu chiagiziani chiamavano Serapide, presso mato Ades (Plutone).
i i

Arricchito per
Anguilla.

le

discordie dei cittadini.


in

Uomo

atto di pescare un'anguilla.

Se


se

100

(discordia

l'acqua chiara e tranquilla (concordia dei cittadini);

ne prendono poche, mentre, se torbida


si

dei cittadini), nella

fa
i

una pesca abbondante. Aristofane,


fji

commedia
:

Cavalieri,

dire al personaggio

AI-

lantopoli

Hai Che

fallo

come

chi

nei

quieti

stagni
il

aWanguilla pesca nulla prende:

Ma
La
Arroganza.

poich avr
citt

fango sossopra volto


lu

Far gran preda;


tutta,

quando hai turbala


gran acquisto.

allor

fai

Tacchino. Turbante.

Ars noe.
Figlia
di

Nicocreone,

re
il

di

Fu amata da Arceofone,

quale,

Salamina in Cipro. non corrisposto,

mor di dispiacere. Questa fanciulla, per aver assistito con indifferenza al funerale del giovane, fu da

Venere cangiata

in

ciottolo.

Arsippe. Vedi
Arte.

Alcitoe.

Acanto, dalle cui


pitello corintio;

foglie

si

ricav l'ornato del


artisti

ca-

serv

talmente agli
arte.

che

fin

per

simboleggiare

la

loro

Arte militare.
f

Cicogna. Uccello che presso gli antichi era sacro imbolo della milizia; perch osservarono che le cicogne si radunavano in gran numero in luoghi slal iliti,

ove

convenivano di

notte.

Di

qui

la

simili-

trdine
tegici

degli
militari.

accampamenti e degli spostamenti

stra-

Arte superflua.
Ciotola
rotta.

Diogene,

vedendo un ragazzo che

101

beveva nel cavo della mano, spezz la propria ciotola, per mostrare che dove la natura tutto, l'arte
sup>erflua.

Artemide.

Una
di

delle
di

grandi

deit

della

Grecia,
di

era

figlia

Giove e

Latona, e sorella
distinguere
fra

Apollo.
punti
di

Nella
vista

descrizione della natura e del carattere di questa deit

necessario

vari

dai quali

veniva considerata dai Greci,

nonch fra

l'Artemide propriamente greca e certe deit straniere identificate dai Greci con la loro propria Artemide.
1"

Artemide come
E^sa
la

sorella di Apollo.

Sotto questo
di

riguardo
femminile.

considerata

come una

specie luce

Apollo

Dea

della

lunare,

come
e
le

Apollo
turna,

Dio

solare.
si

poich la tranquilla luce notla

cui
fasi

spesso
della

accompagna
o
si

rugiada,

varie

luna hanno,

avessero,

grande influenza su tutta

sempre creduto la natura, Artedelle donne, so-

mide era considerata come Dea grandemente benefica.

Ella era per eccellenza la


e
la

Dea

pra tutto vergini,


animali
di
lattanti

protettrice
fiere
i

dei

giovani,

degli

delle

che vivono nei


mortali,

boschi

montagna. Cacciatrice fra


della

Artemide era
finita,

fierissima

sua
corso

verginit.
il

A
suo

caccia
bel

la

Dea

compiacevasi
fresco
le

tuffare

corpo

dentro
sue

qualche

d'acqua,

circondata

dalle

Ninfe, tra

quali primeggiava per l'alta statura. Ri-

guardo agli attributi di questa Dea veggasi Diana. 2" Artemide Arcadica. Dea delle Ninfe, e come tale adorata' nei primitivi tempi in Arcadia, ove Artemide andava cacciando accompagnata da venti Ninfe, e con ahre sessanta figlie dell'Oceano; essa eseguiva danze nelle foreste di montagne. Il suo arco

102
e
le

Pan
le

frecce

erano temprate da Vulcano, e


i

somministrava
tro cervi

cani.

Il

suo carro era tirato

da quat-

con corna d'oro. L'Artemide Apqllo. aveva nessuna attenenza con 3" Artemide T aurica. Le leggende di questa
sono mistiche, e il almeno nei tempi primitivi,

Arcadica non

Uea

connesso, suo culto era orgiastro e con sacrifizi umani, fe-

nella 1 auride una condo la leggenda greca, eravi propria Artemide, Dea, identificata dai Greci con la

le cogli slranien gettati su cui venivano immolati tutti sbarcarono con la sua Oreste e Ifigenia ste tauriche. prese Brauron nell'Attica, donde la Dea

immagine a
i\

era Brauronia. L'Artemide Brauronia quest'ultima atta in e Sparta, e adorata in altare finche venivano vergheggiati al suo

nome

wli

Atene

fanciulli

spiccasse
reste

il

Ifigenia

sangue. Secondo nascosero il

un'altra

tradizione,
d.

U-

simulacro

Artemide

e la Taurica in un fastello di vimini nome d. Ariana. s'ebbe che ad Arioia nel Lazio, di ad Artemide immolata essere doveva Ifigenia, che

trasportarono

e divenne sua sacerdotessa,


I30,

fu,

con l'andar del temdistmta

identificata

con

la

Dea.

cazione della divinila ch'ella fosse un'antica la natura. Credesi Artemid nome il applicarono asiatica, a cui i Greci abbastanza chiarito de Il suo carattere generale erano eunuMegabisi. sacerdoti, suoi i dal fatto che la rappred'Efeso tempio chi e che la su statua nel in^magiL'intera mammelle. sentava fornita di molte rassomiglia aperte, braccia le ne della Dea, che ha una coromummia. Il suo capo coperto da
a una

Artemide Efesaca. Deit interamente fosse la personifidall'Artemide Greca, e pare che ahmentatnce dele fecondatrice forza
4"

103

na murale, come quello di Cibele, e circondato da un nimbo raffigurante la luna; sopra il suo petto si scorgono segni zodiacali del Toro, dei Gemelli e del Cancro, sotto ai quali si trovano molte mammelle,
i

il

rovesciata,

rimanente del corpo, assai simile a una piramide coperto di figure d'animali mistici. Il

simbolo di questa divinit era un'ape.


greca,

Riguardo
Eileitia.

alcune deit considerate come identiche all'Artemide


veggasi Briiomarle.

Diana. Ditmna.

Artemisia. Secondo alcuni, ni nome di questa pianta deriva da Artemisia, moglie di Mausolo; altri invece, basandosi sulla propriet di questa pianta di destare
flusso
il

dei mesi nelle

fanciulle,

lo

fanno derivare da

Arthemis, nome greco di Diana, protettrice delle vergini.

Vedi Abrotano

Fedelt coniugale

Salute.

Arti.

Vedi Inventore

delle arti.

Arti del disegno.


Calaio,
delle
arti

consacrato
del

Minerva,
diede

quale
al

inventrice
il

disegno.

Vitruvio

chiama calathus
origine
cih
si

paniere
corintio.

che,

secondo

lui,

capitello
le

Evonimo, pianta con


di

preparano

cannucce

carbone che servono a disegnare.

Articiocco
Artifizio.

Vedi Carciofo.

Clematite vitalba.
scitare foglie

Una

volta

mendicanti, per sule

compassione,
di

usavano applicare sulla pelle


piaghe
artifidali,

questa pianta leggermente contuse, le quali


delle

producevano
nabili.

iacdlmaite

sa-

Artigli.

Vedi

Dioivolo.


Apuepi
Hapoepi.

104

Personaggio favoloso degli Egiziani, lo stesso che l'Apollo dei Greci. Questo Dio apparteneva a quelli del terzo ordine, i quali venivano riguardati come

forme o trasformazioni divine, venute a contatto col

mondo

fisico

per via

dell'incarnazione.

Era rappretrono,

sentato col corpo

umano, seduto sopra un


regioni
superiori

con

la

testa di sparviero e lo pschent,

simbolo del potere che


e
inferiori.

Arueri

esercitava nelle
in

Teneva
del

mano

il

tau,

simbolo

della vita

divina,

e lo scettro con la testa di cucufa,

insegna ordinaria

Dio.

Apuspice.
Presso
i

Gentili, colui che ricavava

presagi dalle

interiora degli animali.

Apvali Fpatelli.
Cos chiamavansi dodici sacerdoti, che presiedevano ai sacrifizi in onore di Cerere, per implorare un raccolto abbondante. I Fratelli Arvali avevano per distintivo una corona di spighe, legata di dietro con un nastro bianco. Vedi Ambarvali.

Asbamo.
Soprannome
giuramenti,
di

Giove
acqua

protettore

della

santit

dei
in

derivante
la

dalla

fontana
a

Asbameone
coloro

Cappadocia,
per
le

cui

ritenevasi sana e piacevole

persone dabbene,
resi

e pestifera

che

si

erano
giuri
lisi

colpevoli di spergiuro.

Appena che
presi

gli sper-

bevevano di quest'acqua, erano


costretti

da para-

confessare

il

loro

delitto.

Ascalafo.
Figlio
tri,

di

Gorgira.

d'Acheronte e della Notte, o, secondo alCostui pales che Proserpina, mal


grado
ni
il

105

sette

divieto di Giove,

aveva mangiato

gra-

melagrana, quando Cerere scese nell'inferno in cerca di sua figlia, Proserpina; e Cerere, sdegnata, spruzz il viso dell'accusatore con l'acqua del fiume Flegetonte, cangiandolo in barbagianni, uccello che
di

poi

Minerva prese a proteggere,


di

perch

Ascalafo

l'avvertiva

tutto

ci che

si

faceva di notte.

Asclepio.

Nome
Ascoi ie.

greco di Esculapio.

Feste dell'otre in onore di Bacco. Si celebravano saltando a piede zoppo sopra un'otre di pelle di becco unta d'olio e piena di vino. Colui che riusciva a
restarvi sopra

riceveva l'otre in prerhio della sua defeste si immolava un becco, nemico popolo celebrava Bacco con rozzi ver-

strezza.

In
Il

tali

delle
si,

viti.

e s'imbrattava di feccia.

Asfodelo.
I

Greci seminavano l'asfodelo intorno


grata
ai

alle

tombe

come pianta

morti.

Vedi Rammarico.

Asgard.
ve.

Soggiorno favoloso degli Asi o divinit scandinaVi si andava dalla terra su per un gran ponte
Biffost

detto

che

si

credeva

essere
si

l'arcobaleno

l'aurora boreale.

La

valle d'Ida

stendeva nel mez-

zo di esso. In questa valle sorgeva un palazzo d'oro, abitazione di Odino, intorno al cui trono erano collocati

dodici seggi,
di

riservati

ad

altrettanti

giudici in-

caricati
sta
il

decidere sulle contese degli uomini.


il

Que-

citt

fantastica era situata sotto


I

frassino ^drasil,

pi bell'albero del mondo.

s'innalzavano al di sopra del cielo e coprivano

rami di quest'albero con


la

106

Sotto
le

loro

ombra
vi

tutto

l'universo.

sue

smisule

rate cui

radici

erano alcune
la

fontane maravigliose,
l'albero,

acque avevano Servivano anche a


il

virt

d'infondere la sapienza.
e

inaffiare

fonnare

la

rugiada, ecc. Credevasi che alla fine del

mondo As-

gard divenisse Asi.

soggiorno degli uomini virtuosi.

Razza
mit

divina che,

guidata

da Sigge, venne dalfino


all'estre-

l'Asia nella Scandinavia.

Essa penetr
a

l'Alemagna e la Russia. Il suo capo and a stabilire in Svezia la sede del suo impero sotto il nome di Odino (vedi), e istitu una casta sacerdotale. Tutti gli Dei
dell'Europa
settentrionale,

traverso

scandinavi
il

appartengoifo

quella
es&i
il

razza,
di

abitano

cielo,

che ha preso da

nome

asgard,

soggiorno degli Dei.

Aski.
Figlia

dell'Oceano e di Teti, moglie di Giapeto.


suo

Diede
do.

il

nome a una

delle quattro parti del

Come

continente,

viene personificata in

monuna don-

na coronata di rose, con accanto un braciere d'incensi fumanti. Gli emblemi dell'Asia sono: Cammello, animale caratteristico di questo paese. Serpente. Alcuni vogliono che l'emblema speciale dell'Asia consista in tre serpenti, basandosi su alcune monete d'argento con l'inscrizione: C/ESAR. IMP. VII, e sul
cui rovescio figurano tre serpenti,
zati,

dei quali

due

driz-

il

terzo giacente, che col caix) cinge e lega la

coda

di

uno, e con la coda la coda dell'altro. Fra


si

vede sorgere la Vittoria sopra un canestro di vimini, simbolo dell'abbondante fertilit della terra asiatica. Porta l'iscrizione ASIA RECEPFA.
serpenti

Asina.

Vedi Gravidanza

celata.

Asino.

107

Gli Egiziani solevano disegnare


del

la

figura

di

que-

st'animale sulle focacce che offrivano a Tifone,

Dio

male; mentre l'asino era onorato nell'Arcadia e nella Guidea. Secondo una vecchia leggenda, appena che Giove prese possesso dell'impero celeste, gli uomini gli chiesero una giovinezza eterna, ci che venne loro concesso;
rante

ma

egli

incaric

l'asino

di

Si-

leno di portare sulla terra questo


il

dono
si

prezioso.

Du-

viaggio l'asino ebbe sete e

avvicin a una
la

fontana

per

!;ere,

ma

il

serpente

che

custodiva,

per ricompensa del suo permesso, gli chiese il tesoro di cui era portatore, e lo stupido animale cedette il

dono

lora in poi

un po' d'acqua. Dicesi che d'alvecchi serp>enti cambiano la pelle e ringiovaniscono perpetuamente. Un tempo i cristiani usavano fare una festa speciale per l'asino, inlrodudel cielo per
i

cendolo

in chiesa,

ove
e

ammesso
nera
to degli

nel

coro;

Bel principio

Carro tirato asini zo della stoltezza Francesco d'Assise (San)


all'imparare

Buon da Eremita Lon da Dio Marito economo Padre


adulatori

sulla

schiena.

cantava una messa o era perch portava una croce AllettamenVedi Abramo Antonio da Padova (SanC)
gli
si

ci

tosto

abbandonato

augurio

Derisione
Gentili

Disprez-

Fatica servile

Inattitudine

Indisciplinato

Lascivia
e

tano

moglie prodiga
Pigrizia

Orecchie d'asino
Testa

Ostinazione

parco

famiglia prodiga

Pelle d'asino

Priapo

d'asino

Vignaiolo.

Asmodeo.
Demonio che
invase
la

giovane

Sara,

figlia

di

Anna

e di Raguele, e che fu scacciato con l'esala-


zione del
so
lo
fiele di

108

spirito
istinti

un pesce. Sembra che Asmodeo fosdell'amore impuro e la personificazione


Gli Ebrei
tre teste,
lo

degli
re

voluttuosi.

ritenevano quale

una simile a quella uomo, la terza, a un di quella a di un toro, un'altra, un serpente, aveva coda per montone; un di quella \m drago, cavalcava piedi d'oca, e alitava fuoco; e lancia. Seuna e stendardo uno mano e portava in
dei demoni.

Aveva

condo

alcuni,

Asmodeo

sarebbe

il

serpente

che

se-

dusse Eva.

Aspersorio. Arredo sacro con


dice
di
il

cui
altari

il

sacerdote asperge e bene-

popolo e

gli

con l'acqua benedetta. Ve-

Chiesa.

Aspettativa delusa. Gambero, e una mano in atto di afferrarlo, percon un ch nel momento in cui si crede di prenderlo,
guizzo repentino,
si

slancia lontano.

Aspide. Molte

cose

dissero

gli

antichi

intorno

questo

cos faserpente, che la morte di Cleopatra ha reso moso; ma essi lo conobbero assai poco, a giudicarne

loro senili. dalle contraddizioni che s'incontrano nei acquatici; se aspidi e terrestri aspidi creati Si sono cenerognoli, ne moltiplicarono le specie; si dissero la lunloro diede si ecc.; bruni, verdi,
neri,
gialli,

ghezza di un piede,

un cubito, di un braccio, perAlcuni lo fanno munito di fino di cinque cubiti. bocca come zanne di cindi escono uncini che gli sgocciolano ghiale, ahri gli danno denti concavi che suo corpo dal che dice continuo veleno. Agricola una puzza insopportabile; secondo Eliano, ha
di

esce

scaglie

rosse,

cammina lentamente

sparge

veleno

dalla bocca.

109

Brunetto Latini, dice che iaspide porcarbonta in capo una pietra preziosa che ha nome dipietra, quella vuole Vincanlalore quando chio, e ce sue parole, e quando iaspide se ne avvede, fn-*

contamente ficca iuna orecchia in terra e Valtra si tura con la coda, si che non ode le parole dello mcanlalore.
I

cristiani del

medio evo raffiguravano


piedi del Salvatore;

l'a-

spide
lit,

come emblema
ecc.

della cupidigia e della incredui

Lo
suo
il

si

vede sotto
divino

co-

me

sotto quelli
al

del cristiano fedele, che deve, egual-

mente
spide
diversi

maestro,

canmiinare
fu
sotto

su

ain

basilisco .

L'aspide

rappresentato

modi,

ma

ordinariamente

forma

d'un

rettile corto, senza zampe, con una testa larga, oppure sotto quella di un quadrupede avente zampe cor-

tissime e

una coda

di serpente.

Asprezza.
Berberi.

Uva

acerba.

Assalto.
Picca

abbassata

orizzcHtalmente.

Piede

sinistro

piantato in avanti, ci che nelle statue e nelle


glie

medalo

segno

d'assalto;

perch
aiuta
il

in

iale

posizione
in

slancio del piede destro


direzione.

colpo

qualunque

Gli antichi maestri d'armi, quando si doveva combattere con arma da lanciare, comandavano ai fanti di pont il piede sinistro in avajiti, perch in
questo
le

modo

il

colpo riusciva pi forte nel lanciare


se
il

freccie.

Mentre

combattimento doveva essere


in

alla

spada, allora comandavano di porre


affinch la destra
si

avanti

il

piede destro,
al

trovasse pi vicina

ferire.

Assedio.
sta

ilo

salita

Scala a mano, come segno di delle mura.

alla

conqui-

Assenzio. Dal greco


vivace,
di

apsnlhion,
forte,

impossibile

bersi.

Pianta

odore

maro. Vedi Amarezza


della
vita

penetrante e d'un sapore a-

Amarezza

Ravvedimento

nella dolcezza

Sacerdozio.

Assiolo.
Piccolo uccello notturno,
locco.

Vedi Mimio
divinit

affine

al

gufo e

all'al-

Parassita.

Assur. Suprema
inunediata

adorata dagli Assiri, sotto


protezione
vivevano,
e

la
il

tui loro

speciale

impero
figura

fioriva.

Era ^neralmente
un cerchio.

personificato
Il

da una

alata

dentro

suo simbolo era

un'aquila.

Asta.
Si dice che
gli

antichi
le

dall'origine del

mondo
gli

ebe

bero in venerazione
per questa
posteriori

aste,
si

come Dei
statue
gli

immortali,

venerazione
nelle

vuole

che anche
l'asta.

avessero

loro

Dei Anzi un

semplice bastone dritto presso


della
divinit.

Vedi Como

Guerra intimata Lancia supremo Valoroso.

Giunone Lucina Minerva Onore


a

Egiziani fu simbolo

Asta celibare.

Nome
fosse

che

Romani
nel

diedero
petto
di

una

lancia

stata

immersa

un

gladiatore

che ab-

battuto e ucciso.

Vedi Copula
tutti

maritale.

Astarte.

Dea

adorata presso

popoli semitici. Si vuo-

le

Ili

la

che

Astarte
tutto

personificasse
lo

forza

d'amore che
o
il

penetra
del

l'universo e

feconda,

principio

concepire

e partorire.

Questa Dea, che sembra

rappresentare la Luna, era adorata sotto diversi so-

propri.

divermero dei nomi consacravano piccioni, granchi, e in tempi pi recenti anche leoni, e fra le frutta, la melagrana, oltre a delle stacciate in forma di falce per imitare la figura della luna nuova;

prannomi,

quali
gli

alla

lor volta
le
si

Fra

animali

non

si

spargeva sangue
sacrifizi

sui

di

lei

altari,

ma

le si of-

frivano
capretti.

di

animaH maschi,
singolare
I

specialmente
del

La

parte per pi
orgie

suo

culto

consisteva

nelle

oscene.

sacerdoti di
e
si

Astante
sacri,

erano eunuchi
ossia

vestiti

da donna,

chiaunavano

donne dette sacre, ossia prostitute, le quali prostituivansi pubblicamente per anicchire il tempio della loro Dea. I luoghi consacrati al suo culto erano specialmente fioriti giardini con frondosi alberi. Dalla forma e dagli attributi con cui veniva rappresentata la Dea, risulta che l'immagine pi antica che se ne conosca, quella di Pafo, era una pietra conica bianca. Nella Fenicia raf^resentavasi con una figura avente la testa di vacca o di toro. In ultimo ebbe sembianza umana, e sulle medaglie di Settimio Severo, vedesi col capo radiante, seduta su di un leone, col fulmine in una mano e
bagascioni,
e
lo

scettro

nell'altra.

Secondo
as

alcuni

l'etimologia
(stella)
;

di
se-

Astarte deriverebbe dal persiano sitrah

condo
l), te

altri

dall'irlandese

(fuori),

lar

(oltre,

di

(Dea), traducendo la Dea dei lunghi viaggi, per spiegare la somiglianza con la peregrinante luna.

Astemio.
Civetta, che succhia le proprie uova. Si credeva ch^

le

112

vino

uova
si

di quest'uccello, date per tre giorni nel

a chi
tal

ubriacava, avessero la virt di suscitare una


il

ripugnanza per

vino da prenderlo in odio.

Asteria.
Figlia
di

Coeo
la

e fu

di

Febea, sorella
resistenza,
la

di
il

madre

di Ecate;

amata da Giove,
sua
si

quale,

Latona e non
in

potendo
quaglia.
l'isola di

vncere
E.ssa

trasform

poi

gett

nel

mare,

ove divenne

Delo.

Astinenza sessuale. Mula; perch animale


so

per

istinto

naturale avverl'a-

all'accoppiamento.

Gli antichi credevano che


in

more ardente
una mula.

di un innamorato venisse assai mitigato,


cui
si

cospargendolo di }x>lvere

fosse

avvoltolata

Astrea.
Figlia
di
altri

Astreo
di

secondo
ralmente

re d'Arcadia e dell'Aurora, e Giove e Temi; riguardata gene-

come Dea

della
gli

giustizia.

Nell'et dell'oro

abitava sulla terra fra


l'et

uomini onesti; nell'et del-

l'argento discendeva raramente dal cielo;


del

n
co,

la
il d'i

ma quando rame cominci a fabbricare armi, abbandoterra e vol in cielo, dove divenne, nel zodiasegno della Vergine.
Rappresentasi sotto forsevero,

ma
no,

donna dallo sguardo


spada o delle spighe

d'aspetto
in

nobile

e maestoso, con la h'ilancia o una


la

palma

una ma-

nell'altra.

Astri. Vedi Astronomia.

Astro della China.


Bel
fiore,

per Ta sua elegante forma stellata chia-

mata volgarmente Margherita o Regina Margherita. Vedi Eleganza Stima.


Astronomia.

113

Gli antichi Thanno personificata con la musa Udandole per attributi principali la sfera, la corona di stelle e degli strumenti matematici. Nel medio evo fu raippresentata sotto la figura di una
rania,
in mano talvolta una rosa dei venti, un moggio pieno d'acqua, sotto cui sono indicati alcuni astri. Gli artisti moderni trattarono questo soggetto in maniere assai diverse, per esempio, sotto la figura di Atlante che sostiene il mondo e contemplando il cielo; setto forma di donna con ali nei

donna,

avente

una

palla,

capelli,

rnucchiati,

piede destro poggiato su dei volumi amtenendo nella destra uno stile, col quale indica una sfera su cui la figura appoggiata. Gli
e
il

emblemi
la,

gli

attributi

dell'cistronomia

sono:

Aqui-

uccello che raggiunge una

grande altezza. Astri,

che studia.
stanze.
nio.

Compasso, che serve per misurare le diClobo celeste, che rappresenta il suo domi*
suo strumento principale.

Telescopio,

Astuzia.
Camaleonte,
i>erch,
dicesi,

muta

di

colore secon-

do

diversi tempi della sua vita. Pernice.

raffiguravano
ricoli,

Gli antichi un uomo furbo nello schivare i pecon una pernice e un cacciatore da essa bur;

lato nell'inseguirla

segnasse
si

ai

pulcini,

perch volevasi che la pernice inancora inabili al volo, a stendere coprirsi

rovesciati per terra

da

loro stessi di

fo-

glie

erba,

all'avvicinarsi
fischio;

del

cacciatore,

avvertiti

dalla

madre con un
poi

mentre essa volando dalo lusingava


via,

vanti ai piedi dell'inseguitore,


pigliare,

a lasciarsi
lo
li

repentemente volava

ritornando poal-

co dopo, finche cos, ingannando il cacciatore, lontanava dai pulcini, e con un altro fischio
8

av-

Q. Ronchetti.

veniva di fuggire.
il

114

che.

Serpente

secondo

Mose
nelle

e
fa-

vole di

Ko/penenuta pi astuto degli animali. astuzia. Esopo la personificazione dell

Atalanta o Atalante.
Arcadia L'una era dagli antichi mkologi. destrezper celebre e Climene, figlia di Giasone e di le sue frecce uccise Con l'arco. za nel maneggiare attentarono al suo pucentauri Reco e Ileo, che i .Col^^^.. e - trovo Argonauta dore: and cogli del cinghiale d, caccia alla dopo qualche tempo coW. azio^ primo il scaglio Calidone, contro cui essa e da l'onore di vedersi presenta
dell

Due donne

di questo

nome sono

state

spesso con-

fuse

ne che

le

procacci

Meleagro
agilit

famosa per bellezza e per Scheneo, re di Sciro. era altre Superba di questa e delle
nella
corsa.
doti di cui era
fornita,

il

premio della

lotta.

-L

altra,

figlia

d,

alla sua mano, lasciava alla corsa. Ella si Insieme con lei una prova gi suo col seguiva poi lo sorpassare dal pretendente, esserdoveva colpirlo, a giungeva vellotto, e se non ucciso e caso il pretendente era gli sposa; nell'altro Pacorsa. della al termine la sua testa appendevasi tal sorte, tinuna subirono recchi dei suoi adoratori

vano

impose a coloro che aspu sostenesse ^si di ciascuno che

Macareo. che Ippornene, figlio di Ata astuzia della velocita di giunse a trionfare per d oro, che, pomi alcuni dati aveva Lnta La Dea gli dopo l'altro, e mentre ieUorrere, lasci cadere l'uno rallento a corraccogherh. Atalanta si fermava per giungere alla n^eta pot Ippomene sa in modo che ^tentazione della fanprima di lei. Allora la crudele viva, che nell im cosi passione dulia si cambi in nozze, gh sposi .misero pazienza di consumare le

aiutato

da Vener

perfino

115

a profanare il tempio di Cibele, presso il quale la corsa aveva avuto luogo. La Dea. irritata, volle castigarli, e li cangi in leoni, che la mitologia figura attaccati
al

suo carro.

Atamante.
Eolo, era re dei Minii in Orcomeno di Dicesi che esper moglie Nefele. sendo stato cangiato in fiume, una fiaccola si accendeva nelle sue acque nell'ultimo quarto di luna.
Figlio di

Beozia.

Aveva

Atanasia. Dal greco athanasla, immortalit. Pianta durevoli. Vedi Tanaceto. ri gialli

coi

fio-

A targato
Dea
mina,
natura.

<

Atergate.

della Siria, personificazione del princHjio femdella generazione o delle forze passive della

Era venerata in forma di donna con la coda di pesce, e anche sotto le sole sembianze di donna e il resto del corpo di pesce. Secondo Macrobio Atargate raffigurava la Terra, la quale, come simDecreto. bolo, simile alla Luna. Vedi Adad

Ate.
di
ale, male. Si credeva figlia di Giove e Eride o della Discordia. Presso i Greci era la Dea della ingiustizia e dell'offesa, di cui Omero cos ne

Dal greco

parla:
se:

Questa Dea agisce e influisce in tutte le co il delitto che figlia tremenda di Giove: altera la raigione e sparge dovunque il terrore. Gli agili suoi piedi sembrano aver le ali. Librandosi sul capo degli uomini, li eccita tutti al male, all'iniquit. e non li abbandona se non dopo averli fatti cadere

la

nei lacci della perversit .

Avendo Ate

suggerito

a Giove
getto a

il

decreto con cui Ercole sarebbe stato sogil

Euristeo,

padre degli Dei, trasportato dal-


la

116
la

collera,

l'afferr

per

la

precipit

sulla

terra,

splendida sua chioma e giurando che non avrebbe

mai fatto ritorno all'Olimpo. Da quel tempo essa non cessa di perseguitare il mondo con infinita rapisuoi passi lasciano imdit, e ovunque si ferma,
i

pronte di distruzione e di sterminio.

Atene.
Civetta.
vetta,

Emblema

di

questa

citt,

perch
a

la

ci-

che

La Dea
tavano per

vede di notte, della saggezza


le

consacrata

Minerva.

infatti,

vede
di

tenebre e nulla

sfugge.
la

Le monete

malgrado le Atene por-

effige

civetta.

Atergate. Vedi Aiargate.

Athor o Hathor.
Divinit egiziana,
figlia

di

Ra

(o

Sole).

Ha

per

emblema

la

vacca.

Le

sue rappresentazioni sono mol-

teplici. Ordinariamente raffigurata con la testa di vacca portando il disco del sole tra le corna; talvolta anche sotto forma umana, portando l'avvoltoio

sul capo, proprio a tutte le divinit madri, e

il

disco

del sole fra due corna di vacca, insieme a due pen-

ne; inoltre molto


cia

comune
che
si

e antica l'immagine a fac-

umana

di fronte,

avvicina alla forma trian-

vacca, avente sul capo un tempio come principale ornamento, da cui ebbero origine i capitelli d'Hathor del tempio dei Tolomei. che falsamente furono detti a testa d'Iside. La Dea
golare,

con

due corna

di

talora

tiene

strumenti musicali

come segno

di

gioia;

ed

la personificazione

delle donne,

ma
:

specialmente
fu
il

delle vergini e
nutrice, e

delle

principesse.
tutti

Athor
gli

chiamata
suo

anche signora di
al

Dei

nome

sembra alludere

mondo
in

e alla natura.
la

Greci cre-

dettero riconoscere

essa

loro

Venere Afrodite,

che
rappresenta
il

117

fecondila.

l'idea

della

ci

pare

alluda

simbolo della vacca.

Ati n Atti.
Cibele era mBellissimo giovane Frigio del quale lo nomino suo che e amore; casto namorata di puro e mtatta la sacerdote a condizione ch'egli conservasse
fajre obbligansua verginit; ci che egli promise di promessa, poila per viol Ati giuramento. dosi con figlia del ch innamoratosi di una bellissima Ninfa, dell'amor sovente godendo Sangario,

Dio

fluviale

subito

che fece la Dea ne fu tanto sdegnata, da se e morire la Ninfa e scacci il giovane comfallo del ravvedutosi quale dal suo servizio. Il pazzo cormesso, divent tanto furioso, che come monti gridando e urlando, battendo la tereva per
suo.

Di che

sta

qua e

l,

stracciandosi
fin

il

pietre,

con cui
la
in pino,

per evirarsi,
a

corpo con acutissime e mentre stava per


del

uccidersi,

Dea mossa

piet

suo

stato,^

lo

con cui si coron in memoria dell anintorno ad A.H cora amato giovane. Un'altra favola in terra (che sparso Giove di seme la seguente. Dal giovane) sognava di essere forse con qualche bella aveva che ma d'uomo, nacque un genio in forma Di Agdiste. chiamato fu e sesso, l'altro e per l'uno
cangi
che spaventati
gli

gli

altri

Dei,

tagliarono la frutquesta nacque un albero di melagrano, dei cui riemp il ti la figlia di Sangario passando di l si

parte

come di cosa mostruosa, maschile gettandola via. Da

grembo per mangiarli


allora
rest

ma
a

questi

tosto

sparirono,

gravida,

un

selva,

bambino, ove una capra andava ad allattarlo, in modo che sopravvisse. Fatto gi grande fu chiamato Ati,
bel

suo tempo mise alla luce nascose m certa vergogna che per
e

118

ed era di una bellezza piuttosto divina che umana; per cui il Genio Agdiste lo am ardentemente. Avvenne che un bel giorno and a Pessinunte citt principale della Frigia, ove il re del paese gli diede in sposa la propria figlia: e gi tutto era preparato
per celebrare le nozze,
suoi incanti,

quando Agdiste, che andava


il

dietro all'amato giovane quivi arriv; e mediante certi

fece impazzire talmente Ati e


si

re

suo

suocero,

che furiosi

evirarono con

le

proprie ma-

ni. pentito poi Agdiste di ci che aveva fatto, perch l'amore di Ati non era ancora del tutto spento, preg Giove, e l'ottenne, che le altre parti de! corpo dell'amato giovane non potessero mai corrom-

Ma

persi.

Gli

antichi

personificavano
frutti;

in

Ati
le

fiori

che
fin-

non producono semi ne sero che si evirasse.

perci

favole

Atlante.
Gigante, figlio di Giove, o Giapeto, e di Climene, e padre delle ladi e delle Pleiadi, chiamate dal suo no-

me
te

Atlantidi.

Un

giorno essendo stato avvertito dall'O-

da Giove, prese a odiar talmencompagnia, che non volle pi ricevere nessuno in casa sua. Perseo vi and, chiedendo ospitalit ad Atlante, ed essendogh stata negata, Perseo, offeso, mostrandogli la testa di Medusa, lo trasform in una montagna tanto alta, che vi poggiava sopra il cielo con tutte le sue stelle. Altre tradizioni vogliono che
racolo di guardarsi
la

Atlante, avendo guidato i Titani nella loro lotta contro Giove, questi, vinto che l'ebbe, lo condzuin a
essere
la

cariatide

del

firmamento.
il

Per

cui

rap-

presentato nell'atto di reggere


di

globo celeste. L'idea

ra

Atlante sostenitore del cielo sembra essere la pue semplice personificazione d'una nozione cosmo-

grafica

119

degli
antichi
ri-

proveniente

dalla

credenza

spetto alla natura del cielo e la sua relazione con la


terra.

Atreo.
marito di Erope, quale sedusse la propria cognata Erope, che ebbe da lui due figli. Atreo, per
Figlio di Pelope e d'Ippodamia,
di
e

fratello

Tieste,

il

vendicarsi,

fece tagliare a pezzi


la

figli

di Tieste,
il

fa-

cendogli

mangiare
indietro

loro

carne e bere
il

loro

san-

gue

in

un convito. Dicesi che

sole stesso inorridito,


coi

ritornasse

per non illiMninare


delitto.

suoi

raggi

tanta scelleratezza; e tutta la stirpe di

Atreo fu po-

co dopo punita di cos enorme

Atropo.
Dal greco a
la

privativo,

Irop'm,

cangiare, perch'

essa era inflessibile.

Una

delle tre Parche, figlia del-

Notte e

dell' rebo.

Vedi Parche.

Attaccamento.
Cane. L'affezione di quest'animale p>er il suo padrone conosciutissima. Edera, le cui barbatelle e le
radici
si

ficcano negli interstizi dei muri, attaccandosi

terwcemente.

Ipomea.

Attacco. Vedi Segnale d'attacco.

Atteone.
Celebre cacciatore, figlio di Aristeo e di Antonoe, di Cadmo. Sorprese Diana e le sue compagne p>erci mentre nude si bagnavano in una fontana
figlia
;

fu dalla

propri
in

Dea trasformato cani. Dopo la sua


!o
si

un cervo, e divorato dal morte, Atteone fu venerato


in
p>er

Beozia e
dai

invocava
sole

protezione contro

gli

effetti

disastrosi

del

canicolare.
altro,

sbranato

cani

non era

Forse Atteone che un'immagine


gi

120

della natura vegetativa che soffre e avvizzisce ai rag-

cocenti della canicola.

Atti.

Vedi

AH
conosciuto per la sua
il

Attivit.

Ape,
secondo

insetto
i

attivit.

Timo.
che

Greci, per

suo aroma
evo,
le

forte, piccante,

dame, per simboleggiare l'attivit dei loro cavalieri, ricamavano sulle loro sciarpe un'ape ronzante intorno a un ramo di

energia.

Nel medio

timo.

Attributi.
arti, l'attributo un oggetto reale o che serve a far conoscere un perso naggio. L'impiego degli attributi in arte antichissimo. Presso certi popoli, in Egitto per esempio, l'at-

Nelle belle

convenzionale,

una parte considerevole dell'arte, se non Presso Romani, questi atGreci e tributi erano scelti in modo da rammentare una parte di storia del Dio e dell'eroe rappresentato, e anche a ricordare, a simboleggiare una virt, una potenza
tributo era
la

principale.

particolare del
tributo del
lo

personaggio.

Cos

il

fulmine era

l'at

di

padrone del cielo. Giove; il pavone, quelGiunone, per simbolo del suo orgoglio, ecc.
le

D'altra parte,

qualit e le virt,
lo

e perfino le forstesso

me
gio

degli

Dei,

erano molteplici:
ciascuno

personagassai

poteva

a vicenda

possedere degli

attributi

diversi,

aventi

un

significalo

speciale:

cos

per Mercurio, Dio dei ladri, degli oratori, dei mercos per Apollo, Dio della luce, della canti ecc.
;

In architettura, l'atmedicina, della musica, ecc. tributo indicava spesso la destinazione di un edificio:

Vaquila indicava un tempio di Giove: la


pio di Apollo;
le

lira

un tem-

quadrighe sormontavano

la

sommi-

121

teatri, ecc. delle maschere ornavano una nuova simbolica nacque dal cristianesimo. Dal principio timida e poco variata nell'arte delle catacombe, essa si arricch all'infinito quando l'arte nuova usc da sotto terra coi fedeli, e le chiese

dei circoli
tardi,

Pi

si

moltiplicarono.

Gli

atlributi

cristiani,

che

si

rife-

riscono
santi,

ordinariamente

alla

vita
le

degli

apostoli,

de

o destinati a rammentare

circostanze del loin


i

ro
ta

martirio,
l'arte,

sono innumerevoli.
la

D'allora

poi,

tutat-

tutta

cognizione umana, ebbe


scienza,

suoi

tributi.

Di dove nacque una


e

l'iconologia.

Atum

Atmu. Vedi

Nefer.

Audacia.
Collo.

Cicerone disse:

Nondimeno
cio

quali

saranno

quelli ristoratori di gran collo;

'anto superbi che

ardiscano,
cia,

mentre
della

il

pretore

presente nella provin-

giudicare la volont sua. Larice. Considerato cogigante


vegetazione,

me

quest'albero
,

s'innalza

audacemente a grande altezza.

Augure.
Presso i Romani, chi era incaricato, con l'interpretazione di segni e di indizi, di dichiarare la volont degli Dei, per il buon governo dello Stato e
delle persone.

Una

delle sorgenti di questi loro indizi

era

l'osservazione degli uccelli.

Augurio buono. Vedi Buon

augurio.

Augurio Augurio
tore,

cattivo.
di

Vedi Cattivo augurio.

morte.

Lupo. Raccontasi che quando Massimino imperauomo feroce e bellicoso, venne in Italia contro
e

Massimo
la

Balbino, per essere


egli
si

500

lupi entrati
gli

nel-

citt

dove

era ritirato; ^li indovini

pr-


nosticarono
soldati.

122

infatti fu ucciso dai propri la morte: Nella rovina, che gli Ebrei ebbero sotto Alupi e le iene, correvano per tutta la citt driano,
i

urlando.

Auguste!.
Soldati pedoni, avevano per insegna un gallo verde in corsa con la testa ripiegata sulla schiena, in una targa bianca, circondata d'un cerchio rosso, allargandosi
fino
al

margine.

Aureola. Vedi Nimbo.

Aurora.
Figlia di Iperione e di Tea. I greci la chiamavano Eos. Presiedeva alla prima luce del giorno e abitava un palazzo vermiglio. Aveva le dita e U

braccia rosee; dicevasi che


ogni mattina dal suo
d'oro,
si

lieta

e robusta
il

si

levas

letto,

indossava
i

suo mantell

affrettava a bardare

suoi cavalli

Lampo
delli

Fetonte

(splendore
luce

scintilla)

per

gratificare
il

diurna
Sole,

Dei e uomini, prevenendo

corso

de|

spargendo di rose gialle e vermiglie il sue cammino. Raippresentasi ordinariamente coronata raggi, e talvolta alata alcuni le mettono in man^ una fiaccola. Tre mortali furono sucessivamente mati dall'Aurora: il titano Astreo, il bel cacciator Orione e Titone re dei Troiani, il quale la spos]
e
;

e per lui chiese e ottenne in


talit,

dono da Giove

l'imjnorj

ma
e

per essersi scordata di chieder mche ui

perpetua giovinezza,
lezza
attrattiva.

egli invecchi perdendo ogni be Ridotto Titone vecchio tutte ghe, non capace d'altro che di far sentire la sul voce, fu dall'Aurora abbandonato, e convertito in cicala: allegoria del giorno che bello e fresco la

mattina,

poi

dai

raggi

cocenti

del

sole

vien

fatto


\ecchio,

123

la

secco

deforme.

Titone

rese

madre

di

da Anon cess chille. Dopo la morte del figlio. Aurora scendono sull'erba di piangere; e le sue lagrime, che

Mennone, principe

degli Etiopi, che fu ucciso

e sui fiori,

formano
il

la

rugiada.

boleggiavano

crepuscolo con

la siella

Gli Egiziani simVenere. Vedi

Speranza.

Austerit.
Carciofo.
questa divisa:

Nella Scozia, l'ordine del cardo aveva Nessuno mi offende impunemente.

Autorit.
Bastone
di

comando.

Corona.

Globo.

Scellro.

Tutti questi attributi sono insegne di onnipotenza.

Autorit della Chiesa.


Chiavi incrociate.

Autunno.
Nella personificazione delle stagioni, che nello stesso tempo simboleggiano le et dell'uomo, l'autunno raffigura la vecchiaia, prima della decrepitezza, rappresentata dall'inverno. Vasari lo rappresent con Cornucopia piena di frutta, specialmente Bacco. d'uva. Fichi secchi, che si sacrificavano a Bacco. Dio della vendemmia. Selvaggina e uccelli. In autunno

si

apre la caccia. Vite carica d'uva, segno della ven-

demmia. Vedi Mascherala.


Avarizia.
Personificata
in

una
in

figura

magra,

macilente,
le

di

sguardo sospettoso,
freddo; tenendo
il

atto di tirare

a s

braccia
o pre-

e le mani, ristringendosi nei paimi,


pollice stretto

come

se gelasse dal
dita,

mendo
Nibbio

contro

una borsa. (vedi Rapccit). Rospo.


il

p>etto

fra

le

Animali: Lupo.
Diversi; Borsa

no
sinistra

124

chiusa. Forziere, in cui sono custoditi

suoi tesori.

Main-

con

le

dita strette; perch,

secondo

gli

terpreti

dei

sogni,

essendo essa anche segno di gua pi


atta al custodire,

dagno
pi

e arricchimento, e pi

come
stret-

tardiva,

adatta alla tenacit. Diogene sole

leva dire non doversi pyorgere agli amici


te;

mani

cio

alla

piacevolezza

si

doveva

aggiungere

la

liberalit.

Avaro

ricco.
i

Tantalo, secondo

seguenti versi di Petronio:

Non

pu

il

misero Tantalo infelice


ber,

Tra l'acqua

ne

vicin frutti
lice.

corre.

Ne Ne
Avatara.
Parola
scesa,

l'ardente

desio

saziar gli

Questi pu avanti agli occhi nostri porre L'imagine d'un, ver cui ogni ben scorre
si

pu mai per

la

fame

torre.

sanscritta,

che

propriamente

significa

di-

ossia

Vatto del discendere; come, per esempio,

da un battello o altro veicolo; ma viene particolarmente applicata alla incarnazione delle divinit indiane e alla loro comparsa in terra solo qualche forila

manifesta.
Citiso.

Avormiello. Vedi

Avvenimento
Barca
col
lo

del cristianesimo.
Pietro, che

figura non soanche nei ducati d'oro di Camera Apostolica, quale segno della felicit seguitane dopo essere stata predetta tano tempo prima.

pescatore S.

nell'anello del

Papa,

ma

Avvenimento
Mula.

fortuito.
che

Raccontasi

Gabba
per

fu

incoraggiato
visto

nuove e generose

imprese,

aver

partorire

una sua mula,


suo

125

ci che prese per

nonno,

rispondendo

buon augurio, perch agh indovini che prometteci

vano gesta gloriose al bambino, disse che rebbe quanto partorisse una mula.

avver-

Avversarlo.
Testa, col collo, la faccia e
tratto,
gli

occhi

in

gesto con-

secondo

gli

astrologi,

quali,

chi

nasceva
dello

qusmdo un
Scorpione,
carattere

simile segno, posto nel

decimo grado

ascende sopra l'orizzonte, predicevano un


indomabile e ostinazione nelle opinioni.

Avversit.
Bastone, su cui
sa
sotto
le
si

appoggia per
che

sostenersi,

oppresco!

sventure
{perch

l'aggravano.

Capanna,

tetto

rotto,

sicuro

per

non possiede nemmeno un rifugio riposarvi, ^pada spezzata, che non pu


Veste nera, perch porta
il

pi difenderla.
giorni
felici.

lutto

Vedi Disprezzo

matore deiravversit
sit.

dell'avversit

dei

Do-

Fatto pi potente dalVavv^r-

Avvilimento.
Polpo. Dicesi che quest'animale
do, che
di
sia

talmente timi-

vedendo

il

pescatore non
attacca
ai sassi

si

sfuggire,
la

ma

si

muove, n cerca pi vicini, oppure


si

piglia

mano

del pescatore,

gli

attacca

alle

gambe; e cos vien preso; a somigliauiza di chi, preso da subitanea paura, avvilito e attonito non sappia
darsi ragione del

male o del pericolo che

lo sovrasta.

Avvocato.
Palma, come emblema
che anticamente
avvocati.
si

di

eloquenza

vittoriosa,

attaccava alle porte delle case degli


Avvoltoio.
I

126

vollero

poeti
e

molti

naturalisti

dare un
per

istinto

ghiotto
alla

crudele a questo

uccello;

opposizione

Compassione Marte Meta Rimorso Morte Natura


Cenienario
Invidia

supposta generosit dell'aquila.

Vedi Anno

Divina provvidenze.
Misericordia

Presagio

Testa

d'avvoltoio.

Azalea. Dal greco

azalos,

bruciato,

arido.

Pianta

che

ama

terreni aridi.

Vedi Temperanza.
a Giove, simboleggia
i

Azzurro.
Questo
colore,

dedicato

l'ele-

vazione di mente. Secondo Platone,

sacerdoti d'Isi
la
le

de erano
te
al

vestiti

d'azzurro,
svegliati

affinch

mirandoH
colore,
di
la

gen-

innalzassero,
cielo.

da questo

menti

Cicerone us talvolta
con ci

vestirsi

questo co-

mente sua si innalzava molto. Leggesi in Ester che il re Assuero aveva tutta la camera addobbata d'azzu^ra,
lore,

volendo

significare

che

per

mostrare

Aria
restia

suoi

Cherubini
Gloria

Maria
Cielo
<

alti

pensieri.

Vedi Acqua
Dignit

Vergine

Euca-

Trinit

Virt.

B.
Baali Bel o
Signore,
in

Belo.

padrone.

Nome
d
al

generico

indicante
la

Dio
deno-

molte lingue siro-arabiche. Nella Bibbia


si

minazione di Baal
dei

nume maschio
si

principale

Fenicii;

e nelle cerimonie con cui lo

venerava

127
parlasi

che
gli
si

delle

offerte

d'incenso

porgevano,

delle frutta,

dei dolci,
gli

come pure

dei torelli, e perfi-

no dei bambini che

Moloch.
crifci,

come al Dio si immolavano, Baal danzavano, durante i saintorno all'altare, e se le loro preghiere non
I

sacerdoti di

erano esaudite, facevansi sul corpo dei tagli coi col telli finche ne fosse corso il sangue, al pari dei sacerdoti di Bellona.
I

suoi adoratori

si

inginocchiavano

davanti alla sua


rare in suo

statu?.,

baciandola, e solevano giu-

nome. Vedi Omorol(a.


presso
Fenici.

Baau.

Dea <lella Babbuino.


intelligenza

notte

Specie di scimmia che mostra un'obbedienza e una Ira rimarchevole. Vedi Equinozio
Lettere

Luna
e

Nuotatore

Sacerdote

Terra.

Baccans^i.
Orgie
naie
in
in

festive

sacre

in

onore di Bacco presso

Romani. Dicesi fossero


Etruria e
segreto.

introdotte dall'Italia meridie*

quindi a

Roma,
a

ove celebravansi
bere
fuori

Gli

iniziati

davansi

d'ogni

misura, e ubriachi che fossero, trascendevano in ogni


sorta
dieci
nersi

di

eccessi.

Il

tempo
i

dell'iniziazione
l'iniziato

era

di

giorni,

durante

quali
nel

doveva

aste-

da ogni piacere;

decimo sedeva a solenne


nel
ini-

banchetto,

era purificato con acqua e introdotto

santuario. In principio soltanto le


ziate,

donne venivano
tre giorni

e le orgie

si

celebravano durante

in

ciascun anno.

Pacula Annia, matrona della Campania, pretendendo essere mossa dall'influenza diretta di Bacco, cambi interamente il modo di cele-

Ma


hrazione,

128

di giorno,

ammise

gli

uomini all'iniziazione, e ordino

che

le

feste.

Imo a quel tempo celebrate

avessero a solennizzarsi la notte; e che invece di tre


giorni all'anno,
ni

fossero a esse consacrati cinque giorin

per ciascun mese. D'allora

poi la licenza e la

sfrenatezza non ebbero pi

limiti.

Tanto
alle

gli

uomini

quanto
voglie,

le

donne abbaodonavansi

pi

snaturate

e coloro che tentavano farsi protettori del pu-

dore cadevano vittime del loro zelo. Gli uomini, co-

me

se fossero invasati,

profferivano oracoli; e

le

maTeper

trone,

abbigliate

da baccanti,

scapigliate e con torce


il

accese in mano, correvano furiosamente verso


vere,

immergendo nell'acqua
composte
la

le

torce,
si

le

quali,

essere

di

zolfc
si

e creta, non

spegnevano.
di

Durante
o
fichi

cerimonia
vite,

portava un'anfora

vino
noci
reg-

con rami di

a
in

cui seguiva

un canestro

di

secchi,

ultimo venivano
la

donne che

gevano un grande
pesa
al

fallo,

cui

immagine veniva apfico,

collo,

oppure attaccata a un'altra parte pi


Soppresse queste orgie come imsi

bassa del corpo; e prima era fatto di legno di


poi di cuoio rosso.

morali e licenziose,
feste

continu a celebrare Bacco con


nelle
di

pi semplici e innocue,
vecchie sacerdotesse
la citi
in

quali

sacerdoti

e
ra,

le

ornati
vino,
al

ghirlande

d'edee

portavano per

miele, ciambellotti.

un altare a manichi,
braciere per

mezzo

quale era un piccolo

ardervi
si

sacrifizi

di

quando
il
1

in

quando.
di

Queste

feste

celebravano a
questo giorno

Roma
i

6 marzo
la

ogni anno; e in

giovani

romani che
to-

avevano compito l'anno sedicesimo ricevevano


ga
virile.


Baccanti.

129

in

Sacerdotesse di Bacco, che


fra le

origine erano scelte


alle
i

donne pi venerate,
la

le

quali insegnavano
la

peisone del loro sesso


vori

religione,
il

morale
di

la-

domestici.
si

Ma

quando
altre
in

culto

Dionisio,

da

propag in pratiche degenerarono


Atene,
in

citt

della Grecia, queste

abusi vergognosi; e

quando
la di
*

questo
si

stato

furono

trasmesse

un
poi

popolo gi

corrotto,
stessa

trascese in tali eccessi

da scandalizzare
in
il

Roma
di

impudica.

D'allora
e

nome

Baccanti divenne obbrcibrioso.


le

applicabile

a tutte
dei lo(infu-

dorme
favori.
si

ro

Le Baccanti,
dividevano
in

temperamen'o ardente e prodighe dette anche Menadi


tre classi:
;

riare),

le

Cerane, o ma-

trone, in
sa,

numero
Cori,

di quattordici

le

Tiadi, o sacerdotes-

ossia

semplici

Baccanti.

Queste erjmo

ordinariamente piene d'ardore, talora seminude e coperte soltanto con pelle di tigre, di pantera o di volpe

intomo

al

corpo;

talvolta
fino

vestite
ai

d'abito leggero

t
di

trasfparente,

discendente
di

piedi.

Ghirlande

pampani e
no
de
e saltando
di

coi capelli sciolti,

edera servivano loro di cintura. Andavaportavano fiaccole accese e tirsi,

vino,

qua e l, gridavino: evohe. Bacche! Caldanzavano abbandonandosi a movimenti

incomposti; accompcignandosi col suono di cembali e


crotali.

cro al

nume

Vinte finalmente dalla potenza del liquore sadi cui celebravano le conquiste, cadevano

in delirio spaventevole,
ti

gli

eccessi dell'intemperanza.
il

abbandonandosi a gara a t'.;rLe Baccanti avevano

F>er

emblema

fallo.

Bacco. Dio del


9

vino e della viticoltura, chiamata Dionisio

O. Ronchetti.


dai Greci.

130

la

Bacco rappresentava

potenza produttrice

l'uotraboccante e inebriante della natura, la quale ritrae vita; di tenor sobrio e tranquillo usato mo dal suo

ma

in

senso pi generale rappresentava quell'energia

dell'udella natura, la quale, per effetto del calore e quepiante. delle frutti mido, porta a maturit i

sto

Dio

si

attribuiscono numerose

avventure, e

gli

si

diede un gran numero di soprannomi, che rammentano qualche parte della sua vita o cerimonia del suo culto. La tradizione comune dice che Bacco

nacque da Giove Giunone, gelosa

e Semele, di

una

delle figlie di

Cadmo.

Giove di

Semele. la indusse a ch'edere a mostrariesi nella medesima gloria e maest

con cui usava presentarsi a Giunone sua mogHe. Anda date a vuoto tutte le supplicazioni per distorla
proposito
cos

pericoloso.

Giove

fin

per

consentire,

It

comparve davanti

fra tuoni e lampi; Semele, at-

territa,

fu involta dalle fiamme, e mor.


er-i

Giove per

salv

figlio che non il una coscia, aveva raggiunto la maturit, se lo cuc in Giove consitempo. suo a luce alla poi diede e io lo portasse gn poi il neonato a Mercurio, perch

ancora nato; e perch non

allevarono in Ninfe del monte Nisa, le quali lo terra che vien la simboleggia Semele una spelonca.
alle

ma il frutto delle bruciata dai raggi estivi del sole, e salvo maturante, e vivificante sue viscere, il calore
dell'acqua, ossia dale mantenuto in vita dalle Ninfe
le

nuvole

irrigatrici.

Bacco, secondo

diversi

effetti

del vino,

di tenero fanfu rappresentato sotto forma allegro e giogiovane di ciullo coi capelli ricciuti, o col capo vecchio di o riscalda; vino il condo, perch troppo bere calvo e quasi iodato, p^^r mostrare che il


affretta
la

131

vestito,

vecchiaia.
il

Talora era
il

do, perch

vino apre
segreti

cuore all'espansione e

oppure nuaha

rivelazione dei
ti,

altrimenti gelosamente custodi-

vino Inol> donde il proverbio che la verit sta nel in testa, perch corna con rappresentato tre si vede con pelle di becco. nei suoi viaggi si copriva sempre carro tirato da Talvolta era rappresentato sopra un
nell altra o pantere, con una tazza in mano e di fontane sorgere far per un tirso, di cui si serviva pampani di corona una portava vino. Ordinariamente
tigre,

di

edera.
si

Una

bella

leggenda che mostra quanta


all'uso

efficacia

attribuisse

dagli antichi

del vino,

quella dei pie quanto fosse la poter za di Bacco, a quella Icaria di dall'isola Viaggiando rati Tirreni.
di

Nasso, Bacco, che aveva assunto la forma di un mantello di porbei ragazzo coi capelli ricciuti e il
pora,
fu preso

da alcuni

pirati

con se e andario a vendei e in del divino fanciullo, la nave

Italia.

che decisero portarlo a un cenrio

Ma

venne

trasformata

in

modo, che la prora prese forma di pantera, e l'albero attaccaconvertito in un lungo tirso, alla cui cima erano
te vele

porporine e risplendenti, dove era tessuto

in

oro

Timolo monte della Lidia, e le Baccanti che quivi andavano scorrendo. La nave era carica di edera e di e di vit: con bellissima uva, che pendeva da rami,
sotto

sgorgava una fontana di squisito vino, mentre un coro di Ninfe invisibili cantava. Pantere e le.'ni marinai, i quacomparvero nella nave, spaventando in delfini, trasformati furono mare, in buttatisi li meno il capitano. Acete, di cui ne fece il suo primo
i

sacerdote.

Animali: Becco, perch animale lussurioso, o per-


che Bacco
assal
il

132

altri

quando Tifone Dei in Egitto. mut Bacco Inoltre, secondo alcuni, perch Giove perGiunone, a nasconderlo bambino in capretto per del Dio al grata vittima sempre poi ci il becco fu
si

cangi

in

quest'animale,
cogli

cielo,

fuggendo

vino; oppure fu
tenuto
figura

forse perch

questo animale era

ri-

assai nocevole alle viti. Delfino, dei con Bacco; allusione forse alla leggenda questo perch oppure delfini, in marinai trasformati vino, Dio fugg al mare. Fa cii acqua, mescolata col

che

spesso

credevasi

tempo.

di conservarlo moltissimo e loquace, che gh fu garrulo Gazza, uccello avesse


la
virt

consacrato

quale primo trionfatore delle Indie, perlecito rimproverare si gridava ed era di licenza. simbolo vizi del trionfatore. La gazza i pantere e da tirato era Pantera. Il carro di Bacco

ch nei trionfi

tigri,

per mostrare che

vino rende
di

gli

uomini feroci

terribili

come
le

la

nat^ira

queste belve. Inoltre la

pantera,
tare

ritenuta animale
Baccanti",

caldissimo, e agile nel sal-

come

credevasi

anche amante del

vino. Serpente.

Quando Bacco

considerato

Dio

del-

Tigre. la Natura, ha per emblema il serpente. Vegetali: Edera. Si vuole che Bacco inventasse le ghirlande, e che la prima che intrecciasse fosse d'edera.

ragioni;

Questa pianta fu data al Dio del vino per diverse perch egli sempre giovane, come quella

sempre verde; perch? lega tutto ci a cui si appiperch, diglia, come il vino legi la mente umana; forza oce virt certa una possiede essa cono alcuni,
culta,

che agita

la

mente umana e

la

furore, in

modo

che anche senza bere

riempe quasi di il vino, gli uo-

mini sembrano ubriachi

Inoltre dicesi che

Bacco am

Fico. Talvolta
di
fico,

133

in

una fanciulla detta Ckso, che poi cangi il Dio del vino si coronava
in

edera.

di foglie

memoria
fico),

della

ninfa Sica
lui,

(parola

greca
in

che significa
quest'albero.
sta pianta

che amata da

fu cangiata
il

Vite, perch oltre a dare

vino, in que-

amava.
si

fu trasformata la ninfa Stafile, che

Diversi:

Boccale. Si vuole che

il

Bacco nome di

boccale sia derivato da baccanale. In Atene, quando


spillava
il

vino nuovo, celebravtisi la festa del boc'

cale,
si

bevendo a gara. Canestro, la statua di Bacco vede sovente sormontata da un canestro bacchico,
cista.

chiamato
il

Coma, emblema
gli

dell'audacia, perch
stesso talora rapgli

bere fa arditi

uomini.

Bacco
vasi

presentato con piccole cc-na. Inoltre

antichi
in

beveHi

vano
corno.

in

corni

di bue, o con
attributo

fatti

forma

Fallo,

quale Dio

della

produzione
i

della Natura. Ferula. Bacco,


guaci,
zi
si

vedendo che

suoi se-

quando erano
battevano con

ubriachi,
grossi
li

come

forsennati e pazferendosi,

e duri

bastoni,

e talvolta
ni,

uccidendosi,

persuase, invece dei basto-

con cui, anche perproducevano alcun male. Fichi secchi. Nei sacrifizi a Bacco si offriva un canestro di fichi secchi. Maschera. La maschera scenica un atdi

portare la leggera ferula,


si

cuotendosi, non

tributo di
niesi

questo Dio, perch la tragedia degli Ateparti

ebbe direttamente origine da alcune


si

del'e

cerimonie che
simi presso
i

praticavano fino dai tempi antichis-

greci,

aPe
Tirso.

feste di Dionisio.

Tazza

m
al-

forma

di

tripode.

Tripode

che,

secondo

cuni, era l'emblema della verit, perch l'oracolo, che da esso veniva, si credeva dicesse sempre il vero, donde il tripode venne paragonato a una tazza di vinn.

liquore
il

134

verit.

quale sovente fa dire la

Vaglio, che
le

portavasi nelle feste di Bacco, e contava fra

sue

cose sacre; perch gli antichi credevano che i sacramenti di Bacco giovassero molto alla purgazione dell'animo,

come

si

purga
alcuni

il

grano col vaglio. Boccacfatta con l'ubriachezza, la Bacco, perch, passata che
il

cio riferisce che

credettero che questa purga-

zione negli uomini

fosse
di

quale
sia col

il

sacramento

vomito o

in altro

modo, riordinandosi

cervello,

pare che l'animo, dimenticato ogni affanno, rimanga


treuiquillo

e lieto.

Baciare

la

mano. Vedi

Adorazione.

Badava. Dea del fuoco


Baei.

sotterraneo

presso

Bramini.

Re
so
!

dell'inferno,

una

delle potenze
tre

infernali
teste:

presdi
ro-

maghi; lo rappresentavano con

spo,

uomo

e gatto.

o Bamen. divinit deg'li antichi Perdelle numero Veniva, Secondo le trasiani, immediatamente dopo Ormuzd. placa l'ira, bont, dizioni antiche, questo Dio ispira la che hanno mortali fra l'abbondanza sparge la luce e

Bahamany Bah man


nel

rarima pura, e
le

la cui vita

conforme

ai principi deli

virt.

Egli

ha

sotto

la sua protezione

buoi,

montoni e
sticati.

tutti gli animali Egli vigila principalmente sull'anima del toro Abudad, in cui sono disposti i germi della vita unisopra un versale. Oltre a ci, questa divinit, seduta

capaci di essere

addome-

trono
le

d'oro,

riceve
giusti

nel

soggiorno
le

dell'eterna

felicit
dag^'.

anime dei

che

sono condotte davanti

zedi celesti,

135

il

dopo che

essi

hanno passato

porto Tci-

nevad.

Bai va.
Oivinit
dei

Lapponi

che,

secondo

loro,

presie-

de

al

fuoco.

Bala-Rmas. Baladva. Figlio di Wasudeva e di Royani,


di Crisna,

fratello

uteriio

den, e, questa forma per insegnare gli uomini la giustizia ed estirpare con un vomero i giganti tra i quali Watarassuan.
la

incarnazione del serpente mondiale Anauisecondo altri, dell'islesso \'isnu, che prese

Egli era cos forte, che stritolava con la sointeri eserciti.

clava
in

E' rappresentato con un vome-

ro

mano.

Baldanza.
Oleandro
rosso.

Balder u Baidr. Figlio di Odino


pi
bello,
il

Frigga,

marito
Dei.

di

Nanna,

i!

Abitava un palazzo magnifico, ove egli era assediato da sogni terSua madre. ribili che pronosticavano la sua morte.
pi saggio degli
Frigga,
re

volendo scongiurare
gli

il

pericolo,

fece
il

presta-

tutti

esseri

animati e inanimati

giuramen-

ti di non nuocere a Balder, tuttavia, essa trascur una pianta misera e spregevole, il vischio. Mentre gli Dei si divertivano nell'Asgard a provare l'invulnera-

biHt di
altri

Balder,

lancicindogli contro pietre,

frecce e

oggetti,

Loki, Dio del male, va trovare Hcder,

Dio cieco
il

della guerra e fratello di Balder, e

arma
a

suo braccio d'un ramo di, vischio,


al

incitandolo

prender parte

gioco;

Balder,
indignati,

colpito

da Hoder,

cadde morto. Gli Dei

non potendo ven-

(iicaro,
gli

\%

d'asilo
inviola-

perch Asgard

un luogo

Frigga manda bile; Hermonder, il messaggero degli Dei, a Hel che regna nel soggiorno della Morte, per rimandarle suo figlio dietro un premio, e Hel esige che tutti gli esseri piangano Balder, per renderlo a sua madre; uno solo rifecero dei magnifici funerali.
fiut le sue lagrime,

Tock, gigante

di cui

Loki prese

la forma.
tili:

Tutte le preghiere presso di esso sono inuBalder deve rimanere in potere di Hel fino al
egli rifabbrichevi

Ragnarok (gran crepuscolo). Allora, (cielo) coi suoi fratelli, e il Gimle


Balena. Vedi Carro
Baiecitra.
tirato

regner eter-

namente.

da balene.

Giona.

Antico strumento da
alla guerra.

guerra.

Vedi Preparazione

Bali.
gigante dei demoni Daitia, il quale, col favore Brahma, conquist l'intera terra, ma essendo in guerra con Indra, Visn promise aiuto a quest'ultimo, e apparve a Bali sotto la forma del nano Wamen, chiedendogli tre passi e mezzo di terra per costruirsi una capanna. Bali acconsent alla domanda.

Re

di

Il

nano immediatamente
il

si

ingrand,

in

modo
egli
il

che

il

suo corpo tocc


sotterraneo,
l'ultimo
e

cielo.
il

Col primo passo


cielo e col terzo

misu-

r la terra, col secondo

mondo
per
altro
,

occupando

cos

l'intero

universo,

mezzo passo
che

promessogli

non

rimase

corpo dello stesso Bali, sul petto del il quale Visnu pose il piede. Bali abbracci il ginocchio del Dio, scongiurandolo a rimaner sempre presso di lui. Visnu acconsent alla richiesta e gli diede
spazio
il

dominio del mondo sotterraneo. Nel settembre, quan-

- 137

si

do

la

plrmavera comincia nel Malabar,

solennizza

col l'uscita di Bali dal


to Balisatma,

mondo

sottenaneo, chiama-

o abitazione di Bali.

Ballerino.
Tortora.

Credevasi
al

suonare
menti

il

piffero,

che quest'uccello, sentendo o la cornamusa, facesse dei movi-

simili

ballare.

Balsamina impeiziente.
belliuommi,

chiamata volgarmente si fende con impeto lanciando semi a considerevole distcuiza, mentre le valvole si ripiegano sopra s stesse. Vedi Impazienza.
Il

frutto

di

questa piamta,

giunto

a maturit,

Balsamo.

Vedi EUgio

(Sant').

Balsamo consolatore.
Rosmarino.

Bambino. Vedi Ambrogio


Bandi, rola.

(Sant').

Bandierina a due punte. Vedi


ktabilii.

Frrif olezza

In

Giacomo Bandiera. VecK Ferdinando (San) Giacomo il Maggiore (San) delle Marche {San)

Luigi

(San).

Barba.
I

popoli
al

antichi

davano
non solo

in

generale

molta
in

im-

portanza
te

volto

ornato di una bella barba.


si

Una

barba lunga e

folta

considera

Oriense

come
che

il

pi bell'ornamento,

ma una

condizione di
ne
di

dignit e pregevolezza.
fa,
si

tiene

Tanto la stima che come garanzia dell'onoratezza


si

un

individuo, cos che, dubitando, per esempio, della sincerit di qualcuno,

suol dire:

ossia giudica dal suo aspetto se sia

Guardagli capace

la

barba,
dire
il

di

vero.

138

la

Un

rabbuffo,

frase familiare:

un biasimo si esprimono con Onta alla tua barba! Gli auguri

di

esprimono sempre con le parole: Voglia Iddio conservarvi la barba! Non si chiedono grazie e favori senza ripetere: Vi prego per la vostra barba, o per la vita della vostra barba; ne si pu meglio apprezzare il valore di un oggetto, che dicendo I greci e i romani consaVale pi che la barba. cravano le primizie delle loro barbe ai fiumi, alle tom-

buona fortuna

si

be degli amici, agli altari d'Apollo, e sopra tutto, a quelli di Giove Capitolino. Nerone faceva conservare la sua barba in una scatola d'oro ornata di piePerForza tre preziose. Vedi Dignit virile
fezione

Sapienza

Uomo

Virti.

Barbabietola.
Ortaggio conosciutissimo. Vedi Lascivia.

Barbagianni.
Uccello
di

rapina

notturno,

chiamato

anche Al-

locco bianco.

Vedi Ascalafo.

Barbara (Santa).
Patrona
sta

degli

artiglieri.

Calice,

perch
senza

quesa-

santa

viene

invocata per non

morire
uccise

cramenti.

Cannone. Fulmine, che

suo

padre

dopo la di lei morte. Gladio, con cui fu decapitata da suo padre, Dioscoro, per aver abbracciata la fede cristiana. Libro di preghiere. Mammelle, che le
furono tagliate. Ostia, medesimo significalo del caliper palce. Penne di pavone, che la santa portava con Torre riceverla. per ma. Roccia, la quale si apr
tre

finestre

in

cui

fu rinchiusa

Avvenimento

Barca.

Vedi Adelaide

{Sani')

da suo padre. Andrea {SanC)

del Cristianesimo

Caronte

Gi-

Uano
(San).
l'Ospilaliero

130

Pescatore

(San)

Pietro

Bardana
ti,

Lappa.
sferici,
vesti.

Pianta comune munita di capolini perci si attaccano facilmente alle

uncina-

Vedi Ca-

parbiet,

Barnaba (San).
In origine
si

chicunava Cioseffo. Gli Apostoli, dei


gli

quali era seguace,

imposero

il

nome
di

di

Barnaba,

che

Alabarda, arma
Dalmatica,
tra.

significa figlio di profeta e

figlio

consolazione,

egli

che ricorda il suo martirio. Croce. appartenne alla trib di Levi. Mi-

Pastorale, per essere

Pietre,

stato vescovo di Milano. con cui fu lapidato. Rogo, rammentando il

suo martirio. Scure.

Bartolomeo. (San).
Dall'ebraico bar
stolo.

Tolmai,
Croce.

'figlio

di

Folmai. i^x)-

Sub

to

vivo.

la crocifissione

dopo

essere stato scortica-

Coltello.

Pelle umana.

Attributi

del suo martirio.

Baruch.
Parola ebraica che
feti.

significa

Benedetto. Vedi Pro-

iase

di

colonna. Vedi

Principio.

Basilico.
Pianta comune odorosa. Vedi Povert

/bovina.

basilicos piccolo re. Molte favole si spacciarono intomo a questo animale. Tre specie ne

Basi SCO. Dal greco


Ji

avevano creato con la lro fintasia gli antichi; il primo ardeva tutto ci che avvicinava, e faceva un
deserto di ogni luogo in cui uidasse, poich
le

pian-


te

140

lui;
il

e animali appassivano dinanzi a

secondo

e-

una specie di gorgone errante, che col suo sguardo letale dava la morte a tutto ci che vedeva; il
ra
terzo col semplice tatto faceva cadere le carni dalle

ossa

agli

animali

con cui veniva a contatto; e

di-

cevasi che un quarto, concentrazione di malanni,


nisse prodotto dalle

ve-

uova

di

galli

giunti a et decre-

pita

{ova centonina), covate da rospi e


lo

da

serpenti.

Ecco come

descrivono

gli antichi:

Il

basilisco di

grandezza non pi di dodici


suo nome regale; oppure, che

dita,

con una macchia


il

bianca nel capo, e un certo distinto diadema, donde

sia detto basilisco, per-

ch
ve

Questo muocapo con poche, non molte piegature come avviene negli altri serpenti; ma dal mezzo in su cammina dritto ed elevato. Si vede rappresentato con
altre specie di serpenti lo riveriscono.
il

un corpo squamoso, rigonfio, che termina in una lunga coda di serpente, incurvata; ha la testa di gallo, coronata, ed munito di otti piedi di rospo. Ci che
si

altro

dice nella Bibbia del basilisco non sembra indicare che un serpente velenoso e malefico, simbolo di
di miseria,
di

Colpa
da buoni
bito adatto

colpa,

distruzione.

Divinit

Vedi Calunniatore

Eternit

Male

derivalo

principii.

Bassa plebe.
Tunica, perch l'usavano
al
i

servi

romani, quale a-

lavoro.

Bassezza.
Cuscuta, pianta parassita che vive a profitto di chi Sparviero, che scende a terra, perch la sostiene.
quest'uccello
s'innalza

o piomba

al

basso

in

linea

'retta; mentre
so, descrivono

141

nell'altro ca-

gK altri uccelli, nell'uno e sempre ima spirale.


di gatto,
il

BasU
Dea con
gitto,

la

testa

adorata nel basso E-

che personifica

calore fecondatore del sole.

BastU*do.
Bozzacchio.
del

Mulo,

generato

dall' accoppiamento

cavallo e im'asina.

Basto. Arnese che Vedi Servit.

si

mette per sella alle bestie da soma.

Bastone.
Il

bastone fino dai tempi pi remoti fu distintivo

d'onore

Avversit
nei fatti

{San) (San)

Segnale d'attacco

Debolezza Bordone Ciano Fermezza Marco Misantropo


Concordia
nei fatti

di

comando.

Vedi Aniomo

{Sani')

Ciuseppe

Isidoro

(Sant')

Litigioso

ozioso

Raffaele

(San)

Viandante.

Bastone d& pastore. Il pedum degli antichi,


curva
core o
ta)

all'estremit,
le

cio un bastone piegato in che serviva per prendere le pele

Pan
di

capre per

gambe. Vedi Cenoveffa (San-

Talia.

Bastone
velluto

comando.
governatore
di

Quello del
mit.

Rcana,

foderato

di

cremisi con pezzi

di

metallo dorati all'estre-

Vedi Autorit.
d'oro
e

Bastone pastorale.
Bastone
d'argento,
ricurvo
nella

sommi-

t e fornito di

fregi;

ed

segno di autorit spirituale

dei vescovi e degli abati.

Da

principio fu di legno:

perto di

142

coquello di sant'Agostino fu di legno e di avorio; lamme d'oro fu quello di san Remigio, ve-

scovo di Reims. Vedi Pastorale.

Batavi. Popolo di
mati a
ra

Roma

bionda.

germanica. I Batavi erano rinoper l'alta loro statura e la capigliatuCome guerrieri avevano per insegna due
stirpe

serpenti azzurri a guisa di caduceo, in

so;

il

me,

uno scudo rosbastone era bianco, con quattro specie di squal'una sovrapposta all'altra, le cui punte erano
all'ingi.

rivolte

Battaglia. Vedi Segnale d'attacco.

Battaglia dubbia.
soldati che combattono con la sega; incerti della sega tirata innanzi attacchi allusione agli sicura. e indietro, senza prendere una posizione

Sesa.

Due

Battesimo.
Il

primo sacramento che


all'uomo
era
al

la

Chiesa cristiana con-

ferisce

suo ingresso nel mondo. Anticaspesso

mente esso

differito

anche

fino

un

e-

ricevette che poco t avanzata, e Costantino non lo tempo prima della morte. Le cerimonie del battesimo anpresso gli antichi erano le stesse che si praticano
il che oggigiorno. Nel giorno stabilito il vescovo, o conversacerdote delegato da lui, accompagnava il

tito

alla

toccava le ephphela
le

fede cristiana alla porta del battesimo, e gli orecchie e le pupille pronunciando le paroin caldaico,

aperre in latino, a esempio

Dopo le del Salvatore nella guarigione del cieco nato. introimposizioni delle mani e dopo gli esorcismi era
dotto
nio,

nel
alle

battistero;
?aie

quivi
alle

egli

rinunciava
opere,
della

al

demoin

pompe,

sue

volgendosi

pirinoipio

verso

occidenlte,

intunagine

tenebre,

poi
te
ti

143

il

verso l'oriente, simbolo della luce; il celebranfaceva la benedizione dell'acqua per indicare tutmisteri della Scrittura,
la creazione,

diluvio,

il

passaggio
tuffava

del

mar Rosso,

ecc.

Poi

il

convertito

si

multaneamente una delle


nit.

a tre volte nella piscina, nominando sitre persone della S. S. TriNell'uscire dal sacro luogo, il vescovo faceva al
fino

battezzato l'unzione della testa.


si

In

alcuni

luoghi

gli

lavavano

piedi,
si

uszuiza

particolare

della

Chiesa

di

Milano, e

cc^riva di una veste bianca, simbolo

della purezza, che portava per un'intera settimana. Animali: Colomba. Quando Ges Cristo fu bat-

tezzato

nel

lomba
ni

di

Giordano, sul capo gli si p>os ima coima bianchezza purissima. Pesce. I Cristiadell'acqua del
invisibile,

attribuivano la virt
alla

fonte battesi-

maJe
rioso.

presenza di Cristo
lettera

pesce miste-

Diversi: Bianco, simbolo di purezza e inno-

cenza.

Bimo,

simbolica

p>er

la

manifestazione

del rice\'uto battesimo.


so,

Fonte baliesimale. Stola. Vache serve per attingere l'acqua benedetta. Verde,

colore della speranza.

Batti o Bapti.
Sacerdoti della dea Cotitto, le cui feste si celebravano con danze e ogni sorta di licenze; quindi deriv il proverbio: Adoratore di Cotitto, per designare un individuo che F>erde il suo tnpo a imbellettarsi

come facevano

Batti.

Vedi

Cotilto.

Baucli Vedi Filemone. Bavani <> Bhavani.


Quella
Parvati,
sorella

che

l'esistenza,

ed

chiamata
Ind,
la

anche
figlia,

regina dei monti, divinit degli

e sposa di Sivac.
la

Essa

la

causa,

supresi

ma

creatrice,

grande ceraia. Presso

di lei

ere-

144

de posta una grande


lefico

cesta

che racchiude

degli esseri. Si presenta sotto

due

aspetti:

l'uno

modehi mad-

distruggitore,

l'altro

creatore

fecondo

beni

reali,

ed

il

Unita a Sivah, dei due poteri generatori. Presiede


che

principio femminile della creazione. forma il simbolo mistico dell'unione


ai parti,

a ogni spe-

delle miniere. E' ancie di riproduzione, e agli scavi degli Ind. Si l'Iside una potente guerriera ed

prende:
tiva,

1. per la luna, sorgente dell'umidit pnmiglobo il riempita di germi dal sole e inondante

di

essi;

2." per
le

il

Gange (chiamato anche Bhgirai

th),

che ha

sorgenti nel cielo,

la trra per farvi nascere tutti

frutti:

donde scende sulEssa rappre-

con la fiamsenta inoltre la combinazione dell'onda la mitologia secondo mondo del principio vero ma, presenta l'unione ind. E' rermfrodito primitivo che anche tra i dei due sessi. Finalmente essa interviene
mortali che piacoioni agli Dei e
gli

Dei

stessi.

Beatitudine futura. Latte e miele. Secondo


mette di condurre
re
latte

la

Bibbia,

il

Signore proteo-

e miele.

il suo popolo in Allusione simbolica, secondo

una

terra ove scori

logi,

alle

dehzie
i

celesti

alla

beatitudine
ritenuti

futura;
i

perch fra
dolci e

cibi

nostri questi

sono

per

pi
ri-

squisiti,

acquistandoli senza fatica, e

non

alcuna preparazione o condimento, ma ci e non sono concessi per liberalit e grazia di Dio, ottenuti per industria dell'uomo.

chiedono

Beatrice (Santa).
JV^artire.

Cadaveri dei suoi


Faustino,
ai

fratelli,

decapitati,

S.

Simplicio e S.

quali

diede segretafu

mente sepohura.
lata e poi

Cero.

Corda, con cui

strango-

gettata sulla via.


Beccaccia. Animale poco
l'andare

145

intelligente;
la

Tatteggiamento
abbacinantesi

goffo,

impacciato,

vista

facilmen-

te alla luce, e gli occhi

fisionomia

stupida,

grandi e aperti le danno una che divent proverbiale, quantunvirt

que come simbolo rappresenti una Vedi Amorevolezza.

piacevole.

Becco.
Maschio
animali pi
sta a pi

della

capra,

considerato

come uno
Adulto,
i

degli

accesi alla produzione.

egli

ba-

di cento

femmine, e

p)erci

becchi vivono
di

poco tempo, e sono gi vecchi


sei anni.

Vedi Bacco

diisima

nell'et

Diavolo
dagli

Capricorno

cinque o
marito

Castit grandel

Guardarsi

stolli

Marito di donna adultera


Svergognata.

domata Marzo Priapo


Libidine

Dominazione

Becco con quattro cerna. Vedi


Begonia.
Pianta d'aspetto
ghi,
in

Daniele.

grazioso,

dai

fiori

copiosi

vaaltri,

che

si

succedono continuamente
la

gli

uni agli
in

modo
(1

che

pianta

si

mostra tutto l'anno

fiore.

Vedi
Bel

Cordialit.

Belo. Vedi

Baal.

Bel principio tosto abbandonato. Asino che corre. Allusione a un'impresa prmcipiata coraggiosamente e bene, ma presto abbandonata
rere
;

perch
in

gli

asini,

in

principio cominciano a cor-

fretta,

ma dopo

poco temjx) rallentano

tal-

mente da dover essere


verbio:
IO

trascinati dietro.

Donde

il

pro-

Trotto d'asino poco


O. ROXCHETTI.

dura.


Belizama.

146

Nome
trice

sotto cui
arti.

delle

La

Galli adoravano Minerva, invenraffiguravano senza egida e seni

una tunica senza maniche, piedi appoggiata sulla mano destra, e nell'attitudine di una donna che medita.
vestita di
incrociati,

za lancia,

la

testa

Bella di giorno.

Nome volgare del convolvolo tricolore, cos chiamato, perch i suoi fiori si aprono allo spuntar del
giorno
e
si

chiudono

verso

sera.

Vedi

Civetteria

Bella di notte.

Nome
si

volgare della nitaggine jalappa,

cui

fiori

aprono la sera e sul far del giorno di Notte Riposo Timidezza.

si

chiudono. Ve-

Belladonna.
Pianta
velenosa.

Vedi

Silenzio.

Belle Arti.
Acanto.

Belle imprese finito malamente.


Seppia.

Allusione a chi grcin cose e belle di se

promettendo, pareva
gnifici

che dovesse

raggiungere ma-

che poi avesse miseramente deluso rasp>ettativa generale; p>erch la seppia, se mai fa di se mostra ai pescatori, tosto che scorge i preparativi per essere presa, sparge intorno a se una masuccessi, teria
vista,

ma

nerastra,

intorbidendo l'acqua, sottraendosi alla


il

fugge, deludendo cos

pescatore.

Bellezza dell'anima
Danae.
giadrissima
I

poeti

simboleggiavano
la

con

questa

leg-'
sij

fanciulla

bellezza

dell'anima,

che

contiene nelle virt naturali, e presero la pioggia

d'o-^

IO,

147

l'abbondanza
dei
celesti

scesale

in

grembo,

per

beni.

Bellezza della virt.


Cap'iglialura.

Nella

Bibbia,

dove

si

parla

della

forte e lunga capigliatura di Sansone,

di

cui egli a-

veva tanta cura, si allude a un ornamento di grande virt del capo, cio l'intelletto, la quale pi cresce,
tanto pi

diventa

forte

contro

le

passbni.

Filistei
gli

che

si

sforzavano di legare Sansone,

raffigurano

affetti

umani e

la

forza della concupiscenza.

Belk^zza effimera.
Emerocallide.

Bellico. Vedi Ombelico.

Belllde.

Nome
prati

scientifico

della

praiolina,

marghertla

fior

di primavera.

Vedi Amore

dei

Candore

Innocenza.

Bellimbusto.
Guanti gialli. Il detto: in guanti gialli, allude a una persona elegante; il lion dei francesi.

Bel li uomini. Vedi Balsamina impaziente.


Bellona.

Dea
il

della guerra,

sorella
Il

di

Marte,

corrispon-

dente alla greca Enio.


carro e
i

suo ufficio era di preparare


egli

cavalli di

Marte, quando

andava

in

Rappresentasi coi capelli biondi, sparsi, il fuoco negli occhi, agitando una fiaccola accesa con una mano, e brandendo con l'altra una sferza inguerra.

sanguinata, di cui

Talora

combattenti. si serve i>er amimare aggiunge una tromba alla bocca, come segnale d'attacco del combattimento. In Roma, Bellona aveva un tempio alla cui porta era ima piccola
i

le

si

chiamata bellica, lanciava una picca tutte


colonna
la

contro
le

la

quale
si

l'araldo

volte

che

dichiarava

guerra.

Bellonari.
Sacerdoti di Bellona, i quaH celebravano le feste con la della Dea, facendosi varie incisioni nel corpo spada, e offrendole il sangue che sgorgava dalle lopopolo per puferite, e di cui ne beveva anche il
ro
rificarsi.

berretto

Vestivano di nero, parimente nero.

col

capo

coperto

d'un

Belzeb.
Dall'ebraico beel, divinit o idolo, e zebub, mopi moil sca. Potenza malefica, il pi importante,
lesto

dei demoni,
delle

il

principe dell'inferno.
gli
si

Dio

mosche,

facevano

sacrifizi

Preso come abbru-

scacciando sopra gli altari materie fetide, il cui fumo Gh ciava le mosche, affinch ne liberasse il mondo. lo chi spaventevole; e orrido dicono scrittori sacri lo eguale alalto come una torre, altri di una statura

fa
la

nostra;

alcuni

lo

figurano

sotto

la

forma

di

un

lo immaserpente; ve ne sono anche di quelli che ginarono sotto le fattezze di una bella donna.

Benda.
Striscia o fascia

delle

religiose

si

che si avvolge abbassano sulla

al

capo.

Le bende
per
signifi-

fronte

gli occhi per care che esse chiudono volontariamente hanno riquali alle mondo del non osservare le folhe

nunciato.

Si

chiama benda
della
i

reale
di

un
re

diadema,

per-

ch

il

distintivo

dignit

anticamente era

una benda che


jjjore

re

Amor

Fortuna favore Regia Obbedienza

portavano sulla fronte. Vedi AErrore Anarchia proprio

Giustizia

Ignoranza

potest.


Ben-dzai-ten.

149

della
scienza,

Dea

giapponese

dell'eloquenza,

dell'amore, della musica e della ricchezza. E' la pro(musicitettrice delle donne, soprattutto delle geishe
sta

e cantanti), e anche dei pescatori e dei marinai.

Bene circondato
Rosa,
fastidi,
i

dal male.
rappresentano
la
le

le

cui

spine

quali spesso amareggiano ci che

punture dei si poteva


vita

avere di dolce;
talmente

poich

gioia
affanni,

della

nostra

circondata
si

dagli

che quasi sempre


il

con l'allegrezza
il

trova congiunto

dolore.

Donde

proverbio:

Non

v' rosa senza spine.

Benedetto (San).
dettini.

dell'ordine religioso dei BeneCampanello, spezzato dal diavolo, e col cui suono il Monaco romamo avvertiva S. Benedetto quhdo gli calava il pane in un canestro legato a una corda, nella grotta di Subiaco, dove si nascose

Abate,

fondatore

per

sfuggire

ai

pericoli

della

corruzione.

Cocolla.

Colomba,
gli

sotto la cui

forma

egli vide

l'cmima di sua

sorella salire al cielo.

fece

gettar

via

il

Corvo, nutrito dal santo, e che pane avvelenato mandatogli.


Pastorale.
Spine.

Diavolo.
cio.

Disciplina.
nutrice
di

Libro.
S.

Stac-

Benedetto avendo rotto uno staccio di terra cotta avuto in prestito, il bambino lo rimise nella sua forma primitiva. Tazza. I monaci che lo vollero per loro superiore, ben tosto si stamcarono della rigida disciplina ch'egli esigeva, e, {tentiti

La

della loro scelta,


si

deliberarono di av\elenarlo,
la benedisse

ma

la tazza tarla

spezz,

quando
Tiara.

prima di por-

alle labbra.

Benefattore.
Lino,

per

il

suo

prodotto

utilissimo.

150

.
e di pampan, in ca-

Beneficenza. Corona di olmo (campestre) po alle figure, emblema di


Benefcio ricambialo.

beneficenza.

Aquila. Narrasi che un mietitore, mandato compagni a prendere dell'acqua, trov presso la

dai
fon-

tana un serpente che avvolgeva nella sue spire un'aquila, che il mietitore liber, tagliando il serpente con
la falce.

Ritornato presso

suoi

compagni diede
volle
dissetarsi,

loro

a bere;

ma quando

egli

stesso

com-

parve l'aquila a un tratto, togliendogli dalla bocca il vaso d'acqua, scagliandolo lontano, e mentre il mietitore si meravigliava di ci, tacciando l'aquila
d'ingratitudine,

vide

suoi

compagni

uno a uno

cadere a terra, e allora comprese che l'acqua era avvelenata, e cos egli fu salvo per il benefizio ricambiato
dall'aquila.

Benignit.
Aquila, che
gli
si

ciba con un altro uccello nello stes-

so vaso. Berillo, dedicato alle Dominazioni, coro deangeli che rendono l'uomo benigno.

Benito (San).
gialla, con cui, sotto l'Inquisizione, si vecondannati al rogo, e sulla quale era raffigurato un uomo sopra tizzoni infiammati, e circon-

Casacca
i

stivano

dato da diavoli esultanti di

gioia.

Berberi.
Pianta
fiori

irta

di spine e a
irritabili

frutto acerbissimo.

suoi

sono assai
si

e al

mi

ripiegano

sul

pistillo.

minimo contatto gli staVedi Asprezza. Ruvi-

dezza.

Beripione. Vedi Albione,


Berillo.
Pietra
preziosa,

151

variet

giallastra

marino. Vedi

Impero Bernardo (San). Abate.


to,

Amore ^
Scienza.

Benignit

dello

smeraldo Dominazioni

Api. Arnia. Cane.


lui,

La madre
di

del san-

incinta

di

s'immaginava

portare in

grem-

bo un cane che abbaiasse fortemente. Ci che pi


tardi
il

fu

considerato quale pronostico dello zelo che


di

santo mai cess

spiegare contro

nemici della
le tenta-

Chiesa.
egli
si

Chiesa.

Croce, simbolo delle austerit a cui

sottoF>oneva.

Diavolo, di cui respinse


terra,

zioni.

Maria Vergine. Mitra, per


l'arcivescovato.

avendo

egli

rifiutato

Penna, perch fu scrittore. Strumenti della passione, reunmentando le varie pene corporali che si infliggeva.
Ostia.

Berretta o berretto. Vedi Liberatore


Berretta cardinalizia.

della

patria.

Berrettino quadrato rosso concesso ai cardinali, per


distinguersi

dai

prelati

in

quei

luoghi

dove
Il

essi

non

possono far uso del cappello rosso.


in

colore rosso,

questo caso,
il

ricorda

ai

cardinali tanto la dignit,


essere disposti per a-

quanto

martirio a cui
fede.

devono

more

della

Vedi

Cardinali.

Berretta ebraica. Vedi Giuseppe {San)


Berretta ovale. Vedi
Vulcano.

Profeti.

Berretto con piume Vedi Leggerezza.


Berretto da prete. Vedi Evonimo.
Berretto frigio. Vedi Ecaie
Libert

Emancipazione

Mitra.


Berta (Santa).

152

(
f

Aliare, davanti al quale Badessa e vedova. una delle sue figlie, al momento d'essere rapita, rinsuoi voti. Fanciulle, essa prese il velo con novo due delle sue figlie. Fontana. Mancando d'acqua il suo monastero, ella acquist una sorgente limitrofa, tracci un solco con la rocca e l'acqua la segu al
i

|
|

f
\
|:

convento.

Bertuccia.
coda,

Specie di scimmia dal corpo gracile, affatto senza faccia rugosa, orecchie tonde e somiglianti a

quelle dell'uomo.

Vedi Sciagurato.
anticamente
del
gli

Besa
popoli

Beso.
assai

Dio che
della

Egiziani presero ai
rappresen-

spiagga

mar Rosso. E'

tato da un nano robusto e d'aspetto bestiale, vestito d'una pelle di pantera la cui coda gh pende di dietro fra le gambe, talvolta col capo acconciato con un mazzo di penne di struzzo. Era il buffone degli Dei, e, come il signore padrone del piacere e della gioia,
tale,

egli

presiedeva
al

ai

finimenti

delle donne,

alle lo-

ro danze,

loro sonno; col coltello alla mano vegliava nelle camere da letto per allontanare gli spio gH animali dannosi. Lo si rappresenriti maligni

pa o

tava talvolta saltando sconciamente e suonando l'arguerra ed eseil tamburello, tal altra armato a guendo una danza di combattimento. Ai tempi dei

Romani, questo Dio aveva un oracolo famoso in Abido, e dove non vi rendeva le sue risposte se non
in
biglietti

suggellati.

Besamondo.
Divinit
di).

giapponese,

dell'ordine

dei

Fotochi

(ve-


Betir.
lo.

153

Idra.

Bestia con sette teste. Vedi

che si riguardavano come discese dal cieDicevansi piene di spirito profetico, e s'attribuiva loro il dono della parola e spontaneit di movimento.
Pietre

Beto'^ica.
Pianta rinomatissima presso gli antichi. Con le sue foglie secche si prepara una polvere a forzare lo starnuto; spandono un odore aromatico cos forte, che sovente cagionano a coloro che le raccolgono uno sbalordimento analogo a quello prodotto da soverchia
dose di vino. Vedi Agitazione. Commozione.

Betula piangente.
Pianta
linconia.
i

cui rami s'inclinano verso terra.

Vedi Ma-

Bevitore. Spugna, simbolo proverbiale comunissimo.


Siva. Si confonde spesso con Darida aveva fatto per dodici anni penitenza in onore di Brahma, e in ricompensa ricevette da questo Dio un libro e alcuni braccialetti.
figlia

Bhadracali. Moglie o
Bhavani.
Il

di

gigante

Brahma
quali
ze,

gli

poteva
gli

pure alcune preghiere, con le aumentare unmensamente le sue fordiede il privilegio di non poter essere ucinsegn

ciso

ferito

da alcuno.
i

Il

gigmte credette d'allora


chia-

in poi

che solo

suoi degni emuli fossero gli Dei. Sfiquesti

d Isvara (Siva), e mata Sorga che gli


delle

mand una femmina


testa,

tagli la
egli

la

quale non era


simili,

che apparente, avendone


quali

altre

molto

una
il

era

tosto

sostituita

alla

tagliata.

Perci

nel

giorno appresso

esso

sfid

nuovamente Isvara,

quale
gli

154

gli

mand

tagliarono cinque

contro cinque donne sante che altre Iteste (immaginarie, e il

di

seguente rinnov la sfida.

Isvara deliberava con Visingolare forza uscente una tratto sn, quando a un Isvara, gli usc dalla in pass questi di corpo dal femmina gifronte per l'occhio e si trasform in una - PaPetracari o BhadracaU gantesca che chiamasi le teste Sette volte in sette giorni ella abbatt

goda.

del gigante Darida,

ma non
ricorse

colp

mai

la testa reale. lo

Per

trionfare di

lui

all'astuzia,

priv del

ricevuti da Brahma, libro e dei braccialetti che aveva Suo padre l'ace finalmente gli tagli la vera testa.
gli fece procolse freddamente al suo ritorno ed essa riconciliarsi con per Isvara, collera. sua vare tutta la Kuetradiede due giovani serve, Virapatra e
lei,

le

viaggiare senza e un vascello su cui poteva essa soggiorn fra quale del grazia in veduta, essere qualche tempo nel gli uomini. Poi essa dimor per mezzo trionf di questo con e scimmia, corpo di una spos un mortale, ma tutti i suoi nemici. Pi tardi
cuela,

E' rappresentata con otto facce e seocchi rotondi e denti dici mani nerissime, con grandi Porta a ciascuna cinghiale. di zanne alle somiglianti
rest

vergine.

intorno al orecchia un elefante, e serpenti attorcigliati sciabola, una tridente, un corpo. Porta una spada,

un

giavellotto,

una picca, una scimmia con

la

tskara

o ruota mistica.

Bharava. Vedi
Bla.

Siva.

Greci ne Parola greca che significa violenza. I padre lo avevano fatto una divinit, cui davano per Stige e Pallade per madre.


Biagio

155

(San).

Vescovo. Martire, prima di decollarlo gli laceiarono le costole con pettini di ferro, per questo i cardatori lo presero p>er
sa.
il

loro patrono.

Cefo. Chie-

Como

d'avorio con finimenti d'argento, chiamato

dai francesi olifant, che portavasi al collo, e serviva

come strumento da
spina di pesce,
di
ferro.

fiato.
il

Fanciullo soffocato da una


Pettini

che

Santo salv. Papero.

Bianco.
I

Traci,
dagli
i

fausti

che furono i primi a distinguere i giorni infausti, segnavano i primi con pietre

biamche e secondi ccm pietre nere. Da ci derivarono presso i Greci e i Romani varie frasi relative li giorni dell'anno, e quel modo di dire dies albo si-

gnanda
e dal

lapillo,
p>ossibile,

che

nostri,

allontanandosi dal vero

in fare un segno Girci con un carbone bianco. Presso gli Egiziani, e Romani, i sacerdoti eremo vestiti di bianco; come lo erano, secondo Virgilio, anche buoni poeti, gli uomini d'ingegno. Le donne, che avevano sempre p>ortato il lutto in abito nero al f>ari degli uomini presso i Greci e i Romami, sotto gli imp)eratori, cambia reno quest'uso, e le vedove lo portarono in abito bianco, con bende egualmente bianche; per mostrare la loro purit e candidezza verso il marito. Coloro che in Roma aspiravuio alla magistratura portavano

hanno trasformato

toghe bicinche, perci


volta
il

si

chiamavano candidati.
il

Una
dei

bicuico

era p>erfino
re,

carattere

distintivo

capitani

e dei

come

lo

fu

poi

il

colore porpora.

Quantunque

bianco sia simbolo principale dell'inil nocenza e della semplicit, alcuni lo vollero secrio di biasimo, perch Giudei vestirono di qxiesto CQi

lore Cristo per

156

fa menzione di

maggior biasimo e scorno. Tito Livio un esercito di Sanniti, il quale era era fregiato con una linea bianca, per mostrare che
gilio

un
lo

esercito di soldati nuovi, cio senza gloria; e Virchiama scudo senza gloria di colui che aveva
gloriosi

scudo bianco; perch era usanza dei valorosi cascrivere

pitani di
in

sopra

gli
il

scudi

loro fatti

bianco segno di allegrezantichi usavano vestirsi gli za, perch nei banchetti cattolica dopo la riChiesa la Q)s colore. di questo
guerra.

Altri vollero

surrezione di Cristo tutta trionfante

si

veste di bianal-

co; e

gli

angeli
si

dopo

la risurrezione, in segno di

nit

Maria
Nome

mostrano in una veste bianchissima. VeCheruCastit Battesimo di ApastoU GiuCristo Ges Fede Eucarestia bini Legge vecchia e legge nuova Innocenza stizia
legrezza,

Vergine

Martirio

Purezza

Tri-

Verginit.

Biancospino.
volgare del cratego bianco. I Romani portavano nei matrimoni delle torce di biancospino, perch credevasi che quest'arboscello avesse la propriemolivo se t di allontanare i malefizi. Per lo stesso

ne attaccavano alcuni rami dove dormivano i bambini Speranza. dea

alle

finestre
nati.

delle

camere

appena

Vedi Car-

Biasimo.
Lancia, con
alcuni.
la

punta a foggia

di

freccia,

secondo

Bibieisia e

Edesia.
e

Da

bibere, bevere,

da edere, mangiare. Dee


presiedeva
ai

dei

banchetti di

Roma. L'una

liquori che

si

157

bevevano

nei

conviti,
al

ed era detta anche Potino ;

l'altra

presiedeva

mangiare.

Bibli e
Bibli

Cauno.
Mileto e della ninfa Cianca.
l'obblig
a

Figli di

La
da

giovane
il

avendo concepito una colpevole passione per


fratello,

suo
Bibli

cercare lontano

essa

la

tranquillit

che non poteva avere nella casa paterna. ne and lungo tempo inutilmente in traccia, e infine in un bosco, dove a forza di piansi ferm gere fu convertita in fonte inesauribile, che da essa

prese

nome.
(che ha due
teste).

Bicipite
Biel.

Vedi Ciano.

Dio della
ni.
I

foresta Ercinia presso gli uitichi Sasso-

falegneoni

portavano

ai
gli

suoi

sacerdoti

le

loro
il

ascie

da benedire. Presso
della

Scandinavi,
delle

Biel era
foreste.

Dio

vegetazione,

protettore

Bietola. Vedi Barbabietola.

Biforme.
Bacco, perch rappresenta vasi ora con barba, ora senza; ossia perch il vino, quando se ne beve pi del solito, rende gaio o tristo secondo il naturale.
a

Soprannome dato
giovuie,

ora

era

vecchio,

Bifronte. Che ha due

fronti.

Soprannome specialmente

di

Giano, il quale era rappresentato dagli antichi con due facce, p>erch si supponeva che guardasse avanti e indietro, p>er mostrare ch'egli aveva la conoscenza
del
le

passato e dell'avvenire.
loro

Gli Ateniesi posero


'

sul-

monete una

testa di

donna

unita a quella di

Cecrope, ch'essi riguardavano quale istitutore del matrimonio, e quest'emblema dissero bifronte.


Bifrost.

158

Parola celtica che significa arcobaleno, ed un ponte che va dalla terra al cielo, secondo la mitologia scandinava. Esso oltremodo solido e costrutto con maggior arte che qualsiasi opera del mondo; ina

malgrado la sua gli di Muspele,


Il

solidit

verr spezzato

quando
i

fi-

geni

malvagi,

attraversati

gran

fiumi d'inferno, passeranno su questo ponte a cavallo.

ponte di fuoco,

il

quale

si

vede

nel

rosso del-

l'arcobaleno.

Biga. Carro Romani.


chi
greci.
in

tirato

da due cavaUi, pi
con
le

in

uso presso
la

Le

statue

bighe

furono

prima

volta erette agli Dei, e in seguito ai vincitori dei gio-

Sotto bighe

gli

imperatori romani

si

decretarono
della
patria.

statue

agli

uomini

benemeriti

La

biga era uno degH emblemi della

vittoria.

Vedi

Carro.

Bilancia.
bio

{San)

Temi
Equit

Vedi Aesculanus
Giustizia

Mercante
Astrea

Dub

Michele

Zodiaco.

Bimo.
Lettera
simbolica.

Vedi Battesimo.

Bindzourou.
Dio giapponese Bipenne.
Scure a due
della medicina.

tagli.

Vedi Punizione

severa.

Bisaccia.
tro

Specie di sacco di pelle concia, che portavasi diedorso, passando le braccia p>er due cinghie di il

cuoio che lo sostengono.


cose terrene.

Vedi Preoccupazione

delle


Bisognoso
Cranchio
incapace
consiglio
e pinna.

159

d'altrui aiuto.
Geroglifico egiziano di persona
ai

di

provvedere

propri

bisogni,

senza

il
il

o l'aiuto degli

altri;

p>erch

volevasi

che

granchio nascondendosi nelle


tiene
corsi,

valve della pinna,

che

aperte per

sollecita la pinna,

fame, quando vede i pesciolini acla quale chiudendo le valve


la

trova di che alimentarsi, e ci con l'aiuto altrui, sen-

di

za di questo, secondo Aristotile, fame.


Bito.

pinna morirebbe

Ente
quali
lo

chimerico,

immaginato

dai

Valentiniani,

riguardavano come principio della loro ge-

nerazione.

Bitone

e Cleobi.
giovani, Bgli di Cidippe, sacerdotessa di
tirare
il

Due
none
in

Giucar-

Argo. Non trovandosi buoi per ro della loro madre, si posero essi stessi
clcimazioni
della

sotto

il

giogo

e lo tirarono quaranta stadi fino al tempio, fra le acsi rallegrava con Questa preg la Dea che li ricompensasse col pi bel dono che p>otesse essere concesso a un mortale; donde avvenne che i gio-

moltitudine, dei

che

la

madre dell'amore

figli.

vcuii,

coricatisi

per

la

stanchezza

presso

il

tempio,

non si svegliarono pi; ci che fu riguardato come una prova che la mrote il pi felice avvenimento
F>er

l'uomo.

Blito.

Pianta
frtigola.

dai

frutti

insipidi

Vedi Sciocco
gli

che

somigliano

ima

Stolto.

Boa.
Secondo"
antichi,

questo serpente grosso, soleva


tener
dietro
agli

160

il

armenti per succhiare

latte

delle

vacche.

Vedi Africa.
Beozi diedero a Minerva, per
i

Boarmia.
Soprannome che
i

aver insegnato agli uomini l'arte di aggiogare


e di valersene nei lavori agricoli.

buoi

Bocca. Vedi Verecondia. Boccale. Vedi Bacco.


Bolla.

Ornamento
fanciulli dei

in forma di palla, o romani portavano appeso

di

cuore,

che

al collo e scen-

deva vano
bolla,

sul petto;
lo

era d'oro,
di

ma

figli

dei liberti e dei


in

cittadini
la

portavano
toga

cuoio.

All'et

cui lascia-

pretesta
la

(toga bianca orlata di porpora) per

prendere
e

virile, essi cessavano di portare la sospendevano al collo dei Lari, cui la Veconsacravano. Vedi Rimedio contro l'invidia

la

rit.

Bolla.
Specie di
atti

sigillo

di

metallo che
e

si

appendeva
principi.

agli

dei

papi,

degli

imperatori

dei

Vedi

Antichit.

Bolla di sapone. Vedi

Fragilit

umagia.

Bona Dea.
Divinit
no,

romana, sorella, moglie o figlia di Fauchiamata anch'essa Fauna o Fatua, come divina-

trice.

Dea
era

culto

affidato

rinomata per castit e profezia, e esclusivamente alle donne.


ogni

il

suo suo

Il

santuario era una grotta nel monte Aventino.


festa

La

sua

celebravasi

anno

il

giorno
e le

"
1

di

maggio
e

nella casa del console o pretore;

cerimonie ave-

vano luogo

di notte,

ed erano eseguite da Vestali,


le

161

condizione,
esse.

donne soltanto
a

di

nobilissima
in

per sola

lito,

potevano prender parte


nessun
i

Durante

so-

lennit

uomo

era

lecito

metter

piede nella

casa, e anche
coperti di
tal

loro ritratti

un

velo.
le

non erano tollerati se non E* noto che P. Clodio profan in

occasione

sacre cerimonie, entrando nella casa

di

Cesare travestito da donna. Le. donne che celebrala

vano

festa di

Fauna,
cose,

vi

si

stenendosi

da
gli

varie

sf>ecialmente

dovevano preparare ada ogni comconsole o come un tempio,


il

mercio con
tore
fiori

uomini.
dalle

La

casa del

precoi

era

ornata

Vestali,

e frondi di ogni albero, tranne

mirto, a cagione

del suo significato erotico.

La

testa della statua della


cir-

Dea

veniva coronata di pampani, e un serpente


i

condava

suoi piedi.

tesse portare

con s

Quantunque nessuna donna podel vino, eravi in mezzo alla stan-

za un vaso pieno di vino, con che le donne facevano le loro libazioni, ma quel vino per chiamavasi latte,
e mellarium vino non a
di
il

vaso che

lo

conteneva, in
Dicesi

modo che
il

il

veniva

pronunciato.

che

sacrifizio

questa

Dea

consistesse

nell'immolazione di galline
nero.

vario colore,
principio

tranne
alle

il

In

seguito

le

donne
credesi

davmo
re
il

loro

danze bacchiche e a be-

vino per esse preparato.

La Dea
si

stessa

che ne abbia dato loro esempio, poich


tre

dicesi,

menper-

era

ancora sulla terra, che

ubriacasse,

Fauno l'uccise con un bastone di mirto, sublimandola poi alla condizione di Dea. Fauna veniva anche considerata come una Dea dotata di facolt sanatrice, come la indica il serpente attorcigliato ai
ci

suoi piedi.
1 1

O. Ronchetti.

162

at-

Bonifacio.

Fontana. Grappolo d uva. Libro Vescovo. Spada. traversato da una spada.

Bont.
coonorata dai Romani. Rappresentasi ruta. Le sta apdi coronata e d'oro perta d'un velo petto per nutrire il presso un pellicano che si apre che cresce sulla albero giovane propri piccoli, e un

Divinit

sponda

di

un

ruscello.

Rosa,

colore.

Ruta, pian-

ta benefica.

Bop.

Vedi Odino.

nel mebastone che portavano i pellegrini cingevaSanta Terra dio evo. Quando ritornavano da significare che erano no il bastone d'una palma, per di questa pianta. fecondi cos luoghi, stati in quei Francesco Concordia Vedi Alessio (Santi (San) -Maggiore il Giacomo Saverio (San) T^t^^a {Santa). Rocco (San) Pellegrinaggio
i

Bordone.
Era
il

Borea. Vedi
Borkani.

Venti.
di divmita adorale dai sono le principali di cu. bakyamuni, .\-

.....

Nome

di

un gran numero

Calmucchi e dai Boretti. Teugin Borkan. il creatore supremo, Ordara e OUangotocobida o Abiduba. Grulekkan, classi, cio in buodue in dividono si na I Borkani con un rappresentali uni sono ni e m malefici. GH masorridenti, e gli altri, cio
aspetto piacevole e
i

orribile, mostruosa, con una bocca lefici, con forma sopra seduti vedono Si e con occhi fieri e minacciosi. scettro e daluno parte una da mano stuoie con in GH idoli sono d ordinano d. l'altra un campanello.

163

rame, vuoti e indorati a fuoco, e di un'altezza di a 5 metri. I piedestalli su cui posano contengono ciascuno un piccolo cilindro fatto con le ceneri dei santi, nel corpo dei quali passato il borkano che ti
adora.

Vi sono anche

inunagini di borkani disegnate

dipinte,

tanto sulla carta chinese, quanto su piccoli

brani di stoffa.

Borrana.
Pianta a foglie rugose e
bonza.
irte

di

peli.

Vedi Bur^

Borsa.
Sacchetto destinato per lo pi a tenere Antichissimo
e
chiudevtisi
laide
il

danaro.

n'

Era comunemente di cuoio, stringendola con corregge. Vedi Adel'uso.

na na

(Sanf)

Elisabetta

Avarizia d^ Ungheria

Carit
(Santa)

di Cusa {Santa) Giuda Lorenzo (San) Matteo (San) co Mercurio Niccola (San)

Mercante ULiberalit
ric-

ElemosiGiovan-

Priapo

sura.

Borzacchio. Vedi Bozzacchio.

Bosso
soggetto

o Bossolo.
il

Pianta
a

cui

legno,

quando
ne
viene

ben secco, non va


intaccato

screpolarsi,

Vedi Fermezza

dal tarlo.

Stoicismo.

Bossolo o Bussolotto. Vaso di latta o di legno


chi

usato per lo pi dai cie-

per

raccogliere

l'elemosina.

Vedi Carit

E-

lemosina.

Botte. Vedi

Dailfoku

Libidine.
acre.

Bottone d'oro. Vedi Ranuncolo

164

Bozzacchio.
Susina gonfia e inutile, non venuta a maturit, perch guastata dagli insetti. Vedi Bastardo.

Bpaocio (Quattro) Vedi Quanon Braccio tagliato. Vedi Adriano Braciere d'incensi. Vedi Aprile

Quenavadi
Asia.

{Sani').

Brahma.
Dio
tore del

quale creadell'India, ritenuto primitivamente

mondo,

degli

Dei

e di tutti gli esseri.

Nella

Brahma forforma attuale della religione degli Ind, sostenitore) e con bie conservatore (il ma con Visn triade degli Dei principali presva
so
(il

distruttore)

la

quattro facce e Ind. Viene rappresentato con manoscritto che libro un mani quattro tenente nelle vaso da tener acqu>. contiene una parte dei Veda, un seduto su sacrifizi. un rosario e un cucchiaio da oche. od cigni quattro da sorretto
gli

di

un loto, Brevit della vita. Palmo della mano.


della vita

corso il I Greci paragonavano palmo, cio una corta misura esimbolo preso nel meguale a quattro dita. Spanna, palmo. desimo senso del

umana

al

Briareo.
Gigante Figlio del Cielo e della Terra.
le quali

con cen-

opponevano, a Giove cinquanta spato mani, cinquanta teste e altretde e cinquanta scudi, e con fiamme. Briareo m eiemandava tante bocche da cui parte nella guena Prese Egeone. chiamato era lo dapprima sotto oppresso contro gli Dei, e
dei Titani
il

vogliono monte Etna, ne fu poi liberato. Altri precipito nel mare; Nettuno, dopo averlo vinto, lo

che

ma

pacificatosi poi

con

esso,

lo

pose

tra

le

divinit

165

inarine e gli diede in moglie la propria figlia Cinipolia.

Omero racconta che Giunone, Nettuno e Minerva avendo cospirato contro Giove, Briareo, pregato da Teti, sal nel cielo e s'assise accanto al padre degli
congiurati, presi Dei con aspetto cos terribile, che da spavento, abbandonarono l'impresa. Giove lo ricompen eleggendolo a sua guardia con Gige e Cotto.
i

Briglia.

Vedi Redini.
Litigioso.

Brigoso. Vedi

Britomarte. Dal cretese


sionata
ci fu
p>er

britus,
figlia

dolce, e marlis,
di

vergine.

Bella e per-

Ninfa di Creta,
la

Giove

e di

Carme, appasreti,

caccia, dicesi inventasse le

cuni

Alhanno preteso che questo soprannome le fosse dato per essersi questa Ninfa nascosta fra le reti da
soprannominata Ditlina
(da dilftuon,
rete).

pescatore
di
lei
si

p>er

sottrarsi

alle

assicuit

di

Minosse, che

era innamorato.

Briza.
di

agitano al minimo Frivolezza. Vedi Agitazione Brocca. Vedi Elisabetta d'Ungheria {Santa).
I

fior

di questa pianta

:si

vento.

soffio

Bronte. Famoso

ciclope, figlio del Cielo e della Terra.


personificato.

Gedi

nio del tuono

Fabbricava
Piracmone,

fulmini

Giove, e faceva uno spaventevole fracasso battendo


sull'incudine

compagni.

Uno

con

Sterope e

ciclopi

suoi

dei quattro cavalli del Sole.

Broteo.
Figlio
di

Vulcano

di
la

Minerva,

che vedendosi
si

da

tutti

beffeggiato

per

sua bruttezza,

gett

nel fuoco del

monte Etna.

166

Bruco,
Insetto

che

si

trasfonna

in

farfalla.

^ Vedi Corpo
, ,
,.

umano.

Bruno (San).

CataMco. Fondatore dell'ordine dei Certosini. ciufh di due in terminano Crocefisso, le cui braccia
frutti

foglie

d'olivo;

allusione
S.

all'olivo

che
i

pro-

spera nei

terreni

pi

sterili.

Bruno fond

suo

Dito sulle labbra, convento nella solitudine desolata. dai certoosservato rigorosamente simbolo del silenzio del suo ordine. Maregole delle Libro sini. Fontana. volge le spalle; riccamente adornata, alla quale

mondo, e l esclusione delper indicare la sua fuga dal Mitra ai piedi, perche convento. suo le donne dal Olivo, ramo la dignit arcivescovile il santo rifiut Palma. Pastorale, posto a, suoi

trona

forma

di crocefisso.

1 mitra. per lo stesso motivo della intorno alla testa del bantu, figurano stelle sei volta morto. una settima sul petto. Testa di

Stelle

ai-

piedi,

Bruttura delle ricchezze. Pavone con la coda dritta e

spiegata, e

un piede

al-

Boccaccio, siccome il pazato e steso; perch, dice altera che grida, cos il ricco con

vone un uccello pavone abita sopra i tetti, voce si vanta; e siccome il cos, alti luoghi degh edihci, e sempre sale sopra i pi essendonon e prominenze, le ricco cerca sempre il di inoltre il pavone e ornato gliele date le usurpa: trae si maniera di e diletta di lode, si
belle penne,

che rivolge m giro 1 occh.ua vagheggiare se stesso, parti di dietro piene di lezle nude lascia ta coda, e

zo
chi

Dal che
le

ci

vengono

significate la
la

vesti

d'oro,

la vanagloria,

porpora d^i ricsuperba pompa.

167

onde bene ne

e le orecchie inchinate alle adulazioni;

nasce che la lordura loro, che altrimenti forse sarebbe stata nascosta, si scopre, e sotto quello splendore appare un cuor misero, cruciato da ansiosi pensieri; la

dappocaggine,
cizie

la

pazzia, l'inerzia dei costumi,


i

le

spor-

dei vizi, e molte volte

corpi fradici dal lezzo.

B,ubbula. Vedi Upupa.

Buccina.
Conchiglia che serviva da tromba
Tritone.
ai Tritoni.

Vedi

I Fenici, per essere il bue necessario all'uomo, chiamarono con la prima lettera dell'alfabeto, pei significare che deve essere considerato il primo e il

Bue. A.

lo

pi importante degli animali, p>erch, preso

come

smi-

bolo della produzione della

terra,

questa la prima

Lavoro Luca Mansuetudine Moneta Lucia dopo Pazienza Tommaso d'Aquino


tura

che somministra

gli

Apostoli

Eustachio
Giustizia

Ebreo Carro tiralo da buoi Francesco d'Assise {San) {Sant')


Italia

alimenti

all'uomo.

Vedi Agricol-

{San)

{Santa)

Quiete
bue.

la fatica

Sconvenienza
{San)

Teschio di

Vittoria.

Bue con

ia testa di leone.

Vedi Terra

fruttifera.

Bugia. Vedi Menzogna.

Buglossa. Dal greco


borragine coi

bous,
fiori

bue,

glssa,

lingua.

Specie di

azzurri.

Vedi Menzogna.

Bulbo. Vedi Nozze.


Bulea
si

168

di

e Buleo. Soprannome di Minerva,

Vesta e

di Giove, che
al

credevano presiedere

alle
si

deliberazioni e

buon

consiglio.

Le

loro

statue

consiglio dei Cinquecento in


sti

trovavano nella sala del Atene, ed erano da que-

adorati all'entrare della sala, per supplicarli di sa-

vie ispirazioni.

Bulino.
Strumento
cisione.

di

cui

si

servono

gli

incisori.

Vedi

In-

Buona fortuna. Vedi Buon augurio.


il

Fortuna.

Asino, che fu pronostico di


quale, in procinto d'attaccare

vittoria
il

per Angusto,
in11

nemico, avendo
asino; chiesto

contrato un
loro

uomo che conduceva un


seppe
che

nome,

l'uomo

si

(fortuna), e l'asino

Niche

(vittoria).
il

chiamava Tiche Mario trovandosi


quale,

presso Fannia, vedendo un asino,

ragliando

fortemente e coirendo, entr in casa sua, prese questo avvenimento come augurio che sarebbe stato vittorioso se combatteva per mare. Inoltre era di buon augurio se una persona ammalata avesse visto un asino che, caduto a terra, si alzasse da se stesso, ci che era indizio che l'ammalato si sarebbe rimesso in salute. Colomba. Venere mand a Enea due colom-

Cesare le colombe in segno di buon augurio. furono di buon augurio, quando fecero il loro nido su una palma nel luogo che egli scelse per piantare

be

l'accampamento,

dove fece

atterrare

tutte

rispettando quella col

nido delle colombe.

le pahne Nel gior-

no

in

cui

un'aquila

nacque Diadumeniano, figlio di Macrino, un colombino, ponendolo nella gli port

culla; ci

169

segno
(in

che fu preso

co;Tie

da

fanciullo

che doveva essere fatto imperatore. Gli indovini pre-

ad Alessamdro Severo che sarebbe imperatoin cui nacque, una vecchierella don a sua madre delle colombe.
dissero
re,

perch nel giorno

Buon evento. Uno degli Dei

Censenti dei Romani, la cui statua

figurava nel Campidoglio accanto a quella della

Do-

na Fortuna, sua sposa, o, secondo altri, sua sorella. Rappresentavasi sotto l'aspetto di un giovane nudo,
ritto

in

piedi e tenente in

mano un papavero
Dea.

e delle

spighe, o la cornucopia,

e nell'cdtra

una tazza.

Buona Dea. Vedi Bona Buona notizia.


Iride pratense.

Buona
nistra.

volont.
in

Due donne

piedi

che

si

tocccuio

la

mano

si-

Buona volont ostacolata dal dubbio. Fumo perch, se la buona volont non
;

sorretta

da buoni consigli, a nulla riuscirebbe di buono; comt il fumo riesce senza utilit, se non accompagnato, o
illuminato,

dal fuoco.

Buone
legoria

parole.
di

Donna che

versa l'acqua da un olla all'altra: aluna persona che suggerisce buoni consigli.

Burbanza.
Borrana.
^

BusiiM.
Tiranno,
figlio

di

Nettuno, e gigante mostruoso,

i)

quale uccideva sull'altare degli

Dei

tutti

forestieri.

sacrificato
lo stesso

170

in

che per disgrazia fossero capitati


suo padre.

Egitto.

Avrebbe

Ma

Ercole, lasciatosi
al
.

prendere da

Busiri,
i

condotto
lacci

all'altare,

momento

del sacrificio, rotti

con cui era legato, massacr


e
il

con

la

sua clava

servi

tiranno.

Bussolotto. Vedi Bossolo.

Butomo.
Pianta chiamata volgarmente giunco
dei fossi.

Vedi Condiscendenza

fiorito,

agio

Flessibilit.

c.
e. Nelle tabelle dei tribunali romani
di

C
lo

era

il

segno

Condemno,

infausto

tristo,

come

chicima Ci-

cerone.

Cabir!.
Sacerdoti ed eroi deificati, venerati dai pagani co-

me

autori
I

della
misteri

reHgi)0De

fondatori
in

della

razza
Cabiri

umana.

pi

rinomati

onore dei
i

erano quelli celebrati nella Somatracia; e cxii riti si celebravano nel buio dellla notte e con la segretezza pi profonda. I candidati, per l'iniziazione a
questi
stit
riti,

dopo

le

dovute prove

di

astinenza,

ca-

e silenzio,

venivano purificati con acqua e san-

gue; sacrificavano quindi un toro o un montone e bevevano a due fontane, l'una chiamata Lete (oblio)
e
iKaltra

Mnemosine

(memoria),

affinch

perdesse-

ro la
te
le

memoria del passalo e potessero tenere a mennuove istruzioni. Venivano poi trcisportati in
le

un'oscura torre o caverna, dove

loro orecchie erascro-

no assordate dai suoni pi spaventevoli, come

sci

I7i

d'acqua, muggiti di tuono, strida formidabili, menle

tre

tenebre venivano alternativamente interrotte da

che lasciavano vedere i fantasmi pi orribili con un cadavere esjwsto sopra una bara. Riempiti cos di terrore, erano fatti passare improvvisamente ad altre scene; luce e allegra musica succedevano alla lampi
oscurit
e
il

e ai suoni spaventosi,
lieti

il

cadavere rrsuscitava Allora


si

tempio risuonava di
le

voci.
i

comin-'

ciavano
scia
di

dottrine recondite e

riti

segreti, e l'iniziato

era posto su un trono risplendente, ornalo di una fa-

porpora e coronato d'olivo.


in

Le cerimonie
il

fi-

nivano con danze e orgie,


stico
fallo.

cui s'introduceva

mi-

Caccia.
Animali:
so nel

Cane. Civetta imbrigliata. Falco, famola

medio evo per


Reti.

caccia. Lepre.

Diversi.

Lacci

Cacciatore.
con la testa nuda, e il resto ves to, che feCacciatore di nobili. un orso con uno spiede. Uomo che segue tre cani che insieme corrono contrarisce

Uomo

riamente.

Cacciatore di principi.

Due

uomini che

conducono due cani a guinzaglio.

Caco.
Faunoso ladrone,
figlio

di Vulcaiio,
il

abitatore del-

l'Aventino, e terrore di tutto

paese circostante. Era

un gigante mostruoso, vomitava fuoco e abitava una profonda caverna, alla cui entrata stavano appese le teste e le braccia di coloro che aveva uccisi. Questa
caverna
egli

buoi non

scondeva

chiudeva con un sasso che venti paia di avrebbero potuto smuovere. Quivi egli nafurti, nei quali era famoso. Passando Er-

172

a Gerione,
le

cole in Italia cogli armenti

tolti

Caco
tracce,

gli

rub alcune vacche, e per nasconderne


trascin per la

le lo

coda nella spelonca.


sua clava.

Ma

le

vacche

tradirono coi loro muggiti; allora Ercole l'affront e


l'uccise

con

la

Cacodemone.
*

Genio malefico, spirito delle tenebre, che nella credenza dell'antichit e del medio evo, si attaccava a ciascun uomo, e cercava di trascinarlo al male. Gli astrologi danno questo nome alla dodicesima casa del
cielo,

ricavandone

essi pronostici

di disgrazia.

Cacto. Vedi Fiore

d cacto.

Cadavere. Vedi

Beatrice

{Santa)

Sommissione.

Cadmo.
tello

Figlio di Agenore, re fenicio, e di Telefassa e frad'Europa, Fenice e CiHce. Quando Europa fu

rapita

da Giove a Creta. Agenore mand


Riuscite

il

figlio

in

cerca della sorella


di essa.

con ordine di non ritornare senza

vane

tutte

le

sue ricerche,
il

Cadmo
gli

and a consultare l'oracolo


din di

di Delfo,

quale

or-

cessare la ricerca della

sorella,

ma

seguisse

una vacca che

egli avrebbe incontrato, e dove essa sarebbe caduta spossata, ivi fondasse una citt. Cadmo, trovata la vacca indicatagli e seguitala, dove si ferm, ivi fond la citt detta Cadmea, che pi taidi

divenne l'acropoli di Tebe. Volendo sacrificare qui la vacca a Giove, mand alcune persone a prendere acqua alla vicina fontana di Marte, custodita da un drago, figlio di questo Do, il quale le uccise. Cadmo
a sua volta uccise
i

il

drago, e semin, per consiglio di

Minerva, suoi denti, dai quali nacquero uomini armache si uccisero fra loro, eccetto cinque. Echione, ti,

Udeo, Ctcmio, Iperenore


leggenda tebana, furono
nizione

173

e Peloro,
gli

quali,

secondo
fu

la

antenati dei Tebani. In pu-

d'aver

ucciso

il

drago,

Cadmo
in

costretto

a servnre per otto anni Marte.

Passato questo tempo.


moglie Armonia.

Marte

gli

perdon, e

gli

diede

Cadmo
ide

regn molto tempo su Tebe;


i

ma quando
si

sap-

dall'oracolo che consult, che


soffrire

suoi p>osteri doveesili

vano
mati

grandissime

disgrazie,
Illiria,

volontatrasfo.'-

riamente con
in

Armonia

in

e in ultimo,

draghi,

entrambi

furono da Giove
Elisi.

ammessi

nell'eterna vita dei

Campi

La

storia di

Cadmo
l'al-

pare simboleggiare l'immigrazione di una colonia fenicia o egiziana in Grecia,

trasportando in queste
le

fabeto,

l'arte

di

esplorare

miniere

il

culto di

Bacco. In un vaso greco


to di

Cadmo
sul
i

raffigurato in at-

scagliare

una pietra
dirige

drago,

mentre dietro

lui sta

Minerva che

suoi colpi, e davanti


citt

una

figura che personifica la

nuova

che deve essere

fondata.

Caduceo.
Dal
keion,
latino

caduceum,
gli

corruzione dal greco Jfru'

oggetto appartenente a un eroe.

Mazza

o ba-

stone che portavano


tori
in

antichi araldi e gli ambascia-

tempo
nastri

di guerra.

Esso non era

in origine altro
stri-

che un ramo di lauro o di olivo guemito di due


scie

di

lana, che poi

poeti convertirono in

due

serpenti,

trando due
fra loro
la

raccontando che Mercurio un d inconche combattevano insieme, gett sua verga per separarli, alla quale i serserp>enti
si

penti attorcigliati

avvolsero placidaunente, e

da quel

giorno furono adottati quale simbolo di pace.

Al

ca-

duceo Mercurio aggiunse

le

alette,

essendo Dio della


eloquenza. Vedi
cio

174

Baiavi
dalla
Felicit

Concordia

licit

pubblica

Generazione

tenza e forza del fato

- Commer Eloquenza Forza Mercurio Mitra Pace Po


Accademia
Fevinta

sapienza

Prosperit.

Cagna. Vedi Lamia. Calai e Zete. Figli di Borea o Aquilone


Arpie dalla

Orizia.

Fecero

il

le viaggio di Colchide cogli Argonauti, e sciacciarono spalle le avessero che Dicono Tracia.

coperte di scaglie d'oro, le


ghi cadenti sul collo.

ali ai

piedi, e

capelli lun-

Calamaio. Vedi Clio Calamita. Vedi Forza


Calasrrit.

Matteo
tempesta,
in

{San).

Potenza.
grandine rompencalamus, canna.
rotte, get-

Dal

latino

calamitas,

te gli steli di frumento, Sventura, specialmente pubblica.

latino

Canne
i

tate

a terra, fuoco, Bibbia, preso per


la

che,
le

secondo
e

teologi,
^

nella

molestie

le

calamit

che

dell'uomo; secondo l'interpretaprovino Tu con il fuozione dei seguenti versetti dei Salmi e: Sial'argento, esamina si come co ci esaminasti, si
fortezza
:^

mo

passati per

il

fuoco e l'acqua.
paniere.

Calato.

Dal

latino

calathus,

cestello,

Nel senso
vimmi.
in

ordinario era un paniere

di

giunchi, e di

lana: quasi cilindricui le donne riponevano la loro alto, largamente dilatato. in era, esso base, alla co dei paPer analogia, s diede il medesimo nome a fiori, frutmettevano si dove simile, nieri di forma
i

ta,

ecc.

Proserpina. lo port

in

testa,

ed era consa-

175

crato specialmente a Minerva.

Canestro

Minerva

Vedi Arti

del disegno

Proserpina.

Calcedonia.
cui nome deriva da una citil Mmore. Vedi Misericordia. Giovarmi EvanCaldaia. Vedi Cecilia {Santa)

Variet di agata
dell'Asia

gelista

(San).

Calendula.
tura e nuoce molto alle biade, e
il

Pianta comunissima, che ingombra talvolta la colsi dice che comunichi


suo odore
al

vino fatto dei vigneti

abbondanza. Vedi Angoscia Pene. Inquietudine


in

in

cui

cresca

Disperazione

Calendula
I

pF^j viale.

fiori

di questa pianta

tino,
sto,

quando

fa bel tempo, e

tanto pi se

aprono che al matchiudono assai preminaccia un temporale. Vedi Pre-

non

si

si

sagio.

Calice.
Bibbia
rato
e

Vaso che sacordote adopera nella messa. Nella il nome di calice si adopera in senso figuil

significa

eredit o parte di ciascuno;

significa

anche

le afflizioni
i

che Iddio
dolori

manda
in

a^li

uomini o so-

pra tutto indica


se lecito offrire

ineffabili

della passione del

Redentore. Bonifacio richiesto


i!

sacrifizio in

un concilio se fosvasi di legno (come usarisp>ose:

vasi nella p>overt dei tempi apostolici),

Una
Ve-

volta

aurei sacerdoti

usavano

calici di

legno; ora al

contrario, sacerdoti di
di

Afflizione

Eucarestia

Giacomo

legno usano calici d'oro.


(Santa)

Barbara
delle

vanni Evangelista

(San)

Marcello

Marche

Chiesa (San) Gio{San)

Pas-


sione di Cristo
capitale.

176

Penitenza

Prete

Supplizio

Calidcne.
logia greca per

mitoForesta nei dintorni dell'Etolia, celebre nella cinghiale mostruoso ucciso da Mfcil

leagro.

Cai ipso.
Figlia di

Atlante.

Ogigia, situata temvorevolmente Ulisse, sulla quale fu gettato dalla lui sette anni; ma con visse e l'am, Calipso pesta. Pepreferiva l'amore della patria e della sua
Ulisse

Abitava nella selvosa isola di nell'alto Oceano, dove ricevette fa-

promettesse

quantunque nelope, alla bellezza di questa Dea. a l'immortalit. Al fine gli Dei mossi la rivedere compassione del desiderio di Ulisse di
patria,

gli

mandarono Mercurio ad annunciare a Calipso di riche era volere di Giove che Ulisse fosse hbero
tornare
a
casa.

Ella non ebbe


part,

ardire

di

opporsi

a
lui
ri-

che da questo comando. Ulisse ne Nausitoo, e Nausinoo figli, due aveva avuto
e Calipso,
rhase inconsolabile.

Calisto o Callisto. FigHa di Licaone, re d'Arcadia, una delle Ninfe nome il favorite di Diana, e conosciuta anche sotto la rese Diana, di forma la presa Giove, di Elice.
madre, e Diana essendosene accorta dalla difficoh prendere che aveva questa Ninfa nello spogliarsi per oltre la pi spinse Giunone Ma scacci. la il bagno, Arcade, in vendetta, e la trasform con suo figlio da Giove nel orsa, nella qual forma furono posti
ceilo,

dove

coslituiscoino

la

oosteflazione

dell'Orsa
astri,

maggiore

e minore.

Giunone, veduti questi

mon-

lo di

177

a giacere nell'Oceano.

nuovo

in furore, e

preg gU Dei del mare a non

permettere che avessero mai

Calla.
Pianta

comune

nei

giardini.

Vedi

Insaziabilit.

Callafutunga.

Nome
gli

del

supremo autore
che risiede nel
i

di

tutte

le

cose presso

abitanti

dell'isola degli

Amici
cielo,
la

E' una
talento

Dea
il

mare del Sud. donde dirige a suo


nel
tutti
i

fulmine e
potere

venti,

pioggia e

muta-

menti dell'aria.
gette al

Alcune
di

divinit

subalterne sono sog-

questa Dea,
sul

ma

non credesi che

abbiano influenza alcuna


jx)

destino degli uomini do-

la morte.

Calleca.
le le

Dea, detta anche Kallfka, Kalk o KalU, la quaadorata nelle Indie dai Gent, che ne celebrano
feste

l'ultimo giorno di settembre.


il

Il

suo nome degli

riva dall'abito clie porta,

quale nero; poich

Indiani

chiamano
Dicesi

Inaili

l'inchiostro.

Le

diverse parti

del corpo di Calleca

adoransi in vari luoghi dell' In-

dostan.

che essa niscesse interamente armata dagli occhi di Drugah, nel tempo in cui questa Dea
analogia

era vivamente stretta dai tiranni della terra, evidente

con

la

Pallade greca.

Calliope.

Muse, che presiedeva alla poesia all'eloquenza, ed esercitava una specie di supremazia sulle altre Muse. Rappresentasi sotto l'aspetto di giovane donna coronata di lauro, in atto maestoso, tenendo nella destra una troni' ha, e nella sinistra un libro, e tre poemi vicino a lei:
delle nove

Una

epica

qualche

volta

12

Q. Ronchetti.

l'Iliade,

178

l'Odissea e
e

l'Eneide.
stile
;

una tavoletta
Callirroe.

uno

tal

altra

Talvolta ha in un rotolo.

mino

Figlia di un re di Calidone, amata svisceratamente da Coreso, sacerdote di Bacco. Sdegnando la


giovinetta
la

passione di Coreso,
di

questi
di

si

rivolse

al

suo

Dio,
e

pregandolo

vendicarlo

tanta

insensiin
tal

bilit,

Bacco
i

l'acconsent,

facendo diventare

modo

ubriachi

Calidonesi, da divenire

furiosi;

per-

ci consultarono

l'Oracolo,

il

quale rispose, che quei


se
lei

malanno non sarebbe


Callirroe,

cessato,

non
si

si

sacrificava

o un'altra, che per


alcuna
offerta,

offrisse;

ma

non

essendosi
reso
fiori,

fu

condotta

all'altare.

Codi

gran sacrificatore nel vederla tutta


e

adornata
coltello
;

seguita

da

tutto

l'apparecchio
il

del

sacrifizio,

preso dal rimorso, invece di rivolgere

conim-

tro la vittima, se lo cacci nel petto, uccidendosi


pietosita
si

da tanto amore, ma troppo

tardi,

sacrific per placare

l'ombra di Coreso.

Callirroe
Figlia

d'Acheloo, e seconda moglie d'Alcmeone.


Callisto. Vedi Calisto.

Calma.
Alisma.

no

conosciutissime.

Camomilla, le cui propriet calmanti Mcnianto. Pianta che Cresce


e
fiorisce

soai

margini

dell'acqua,

soltanto

nei

giorni

di

calma.

Calore.

Menta

peperiia,

allusione

al

suo odore piccante.

Calunnia.
Luciamo descrive
ta

l'allegoria

della

Calunnia dipin-

d'Apelle nel

modo

seguente:
le

sa di giudice,

uno che aveva

Stava sedendo a guiorecchie lunghe simi-


li

179

cui due donne, una per lato, non so che pian pizrno: era una di queste l'Ignoranza, l'altra il Sospetto, e porgeva la mano alla Calunnia, che veniva a lui in forma di donna bella e ornata, ma che nell'aspetto mostrava di essere tutta piena d'ira e di sdegno; e aveva nella sinistra mano una facella accesa, e con la destra -i capelli un giovane nudo, il quale tirava dietro per miserabilmente si doleva alzando le giunte mani al

quelle dell'asino;
di dir

mostravano

cielo.

Andava

innanzi

a costei

il

Livore,

cio

Vln-

vidia,

che era un

uomo

vecchio magro e pallido, co-

me

chi sia stato

nivano due donne,

cendo
cora
de,
il

lungamente infermo; e dietro le vele quali parevano lusingarla, fafesta della bellezza sua, e adornandola anpi che f>otevano, e domandavansi l'una Frol'altra

Insidia.

Dietro

queste

seguiva
certi

poi

un'altra

donna chiamata Penitenza, con


tutti

pochi
voler-

panni intorno

rotti

e squarciati,
oltre

che

largamente

piangendo
Verit.

si

affliggeva

modo;

e pareva

sene morire dalla vergogna, perch vedeva venire la

Calunniatore.
Basilisco,

perch, secondo la favola, uccide senza

toccare
niatori

lesioni visibili, similmente ai calunche segretamente spargono voci infami damnosissime; e ci senza un motivo palese, di cui il ca-

senza

lunniato

possa

difendersi.

Orecchie
altrui.

mozzate; seconla

do

teologi,

segno degli uomini che usano

calun-

nia per detrarre la

fama

Calva. Soprannome
ni

di

Venere a Roma, derivato da alcuderidere

dal verbo calvcre,


si

o molestare,

il

quale
ri-

credesi

riferisca

ai

capricci degli

amanti. Altri


feriscono che

180

consacr
il

Anco Marzio,

tempio di Ve-

nere Calva, presso il Campidoglio, quando commciarono a cascare i capelli a sua moglie; mentre una temterza tradizione connette la fondazione di questo quale le pio alla guerra contro i Galli, durante la

donne romane
Calza.

fama

si

tagliassero

capelli per far-

ne corde di archi.

Vedi Manipulari
figlio

Cama.
Dio dell'amore presso gH Indiani, pa e di Maja, e nella sua seconda
di

Casiadi

nascita,

Vi-

sguardo di sn e di LachsmJ, fu incenerito da uno d'Anannome il prese e Dei, fuoco del signore degli famiglia (l'incorporeo). Poi egli rinacque nella

ga

di

Crisna

sotto

rappresentato

nome di Prodimna. Cama viene come un bel giovane a cavalcioni^ di


il

un papagallo, con arco e frecce ornate


bero a
lui
(il

di

fiori.

L'al-

Smara
occhi).

chiamavasi anche (Dio dai grandi Darpaga e risplendente)


sacro l'amra.

Cama

Cam ad va.
Secondo la mitologia degli Indiani, la vacca sor(bedell'amrita ta dal mare nella fabbricazione vanda dell'imortalit degli Dei), imbolo dell'allevamento del bestiame. Secondo altri, Camadeva era carestia, la Dea della terra. Invocata, durante una vacca, e dal re Prithu, essa comparve in forma di chiunque le chiedeva qualche favore, doveva portare un vitello per succhiarle le mammelle; allora
essa

dispensava

sementi,

cibi

ogni

sorta

di

cose

preziose.

Essa

fu poi denominata

Prithivi.

moglie di

Prithu, e fu spesso rappresentata

come una vacca.


Camaleonte.
Specie
di

181

pelle

di

lucertola

la
i

cui

ha

la

propriet
intorno

cambiare colore.
si

Fra

numerosi

prodigi

credeva che un litigante era certo di guadagnare la sua causa, se portava con se una lingua di camaleonte strappata all'animale quana questo animale,

do viveva. Si faceva tuonare e piovere bruciandonegozzo sopra una tegola arroventata. Una il donna partoriva senza dolore, se le si legava al venire la lingua del camaleonte. Alcuni assicurano cht
la testa e

quest'animale

si

nutre d'aria.

Vedi Astuzia.
vi ha pianta vaghezza possono stare

Camelia.
Forse
i

in

tutto

il

regno vegetale non


p>er

cui

fiori

per vigoria e

a confronto delle camelie.

Vedi Fierezza.

Carni.
Semidei e
pone.
Essi
i

pi antichi oggetti del culto del Giap-

erano

prima

uomini

riguardevoli

che

la

gratitudine e la venerazione divinizzarono dop>o morte.

La

loro

storia,

della teologia del Sinto, piena di


vigliose,
d'altri

che forma una delle parti principali avventure marariportate su


giganti,
I

di

vittorie

su draghi,

avvenimenti straordinari.
loro

loro tempi

chiama-

vansi mia,

soggiorno delle amime.


i

Credesi che questi


tmto
rispetto,

semidei abbiano per

nipoti

da

credersi in dovere di visitarli

una volta ranno.

Camice.
Tonaca
fino
ai

di

tela

bianca con maniche ampie, lunga


cele-

piedi,

che s'indossa dai sacerdoti nella


uffici

brazione degli
all'amitto;
si

divini.
il

Il

ma

secondo

rito

camice si mette sopra ambrosiano e maronita

Vedi Pietro {San) Camicia di Nesso. Vedi Nesso.


fa
il

contrario.

Virt.


Cammello.
I

182

musulmani hlinno per questo animale una spevenerazione, e credono sia peccato caricarlo troppo e farlo lavorare pi di un cavallo; la ragione di questo rispetto che essi hanno per il cammello, si
cie

di

ghi sacri dell'Arabia, ed esso che porta

che questo animale sopra tutto comune nei luoCorano, il


si

quando
duttori

va

in

pellegrinaggio

alla

Mecca.

con

animah, dopo averli fatti bere in un bacino, prendono la schiuma che cola dalla loro bocca e se ne fregano devotamente la barba, dicenpadre pellegrino padre pellegrino Essi do credono che questa cerimonia li preservi da disgradi

questi

zie

nei

loro

la

gnorante

viaggi.

Forte
alla

Vedi Asia

Disputa delViFortezza d'animo Ricco

Rispetto

madre

Sobriet.

Cammino

acceso. Vedi Gennaio.

Camomilla.
Pianta conosciutissima come rimedio popolare, per sua propriet in grado eminente di virt tonica.

Vedi Calma.

Campana. Vedi
Campanello.
(San)

Congregazione

Segnale.

Vedi Antonio {SanC)

Priapo

Benedetto

Unit della Chiesa.

Campanula.
Pianta
specchio
fiori

cotmunissima
di

nelle

iepi,

chiamata
per
molli

anche
suoi

Venere,
V($it.

considerevole

violacei,

Carezze

verdi nel

fondo.

Vedi Adulazione

Campi

Elisi.

Vedi

Elisio.

Canace.
Figlia d'Eolo e di

Enarelc.

Fu amala da Neltu-


no,

183

Avendo segretamente

da

cui

ebbe

diversi

figli.

Macareo, diede alla luce un figlio, il quale esposto dalla balia in un certo sito, scopr col suo gridare la sua nascita all'avolo. Sdegnato Eolc di tale incesto lo fece mangiare dai cani, e mand un pugnale alla figlia, per uccidersi da se stessa. Macareo si ricover in Delfo, dove fecesi sacerdote
spesato sua
fratello

di

Apollo.
Destino.

Canapa. Vedi Cancro.

Nome

di

una costellazione. Vedi Vita

Zodiaco.

Candelabro.
Nell'Apocalisse
in
si

parla di sette candelabri d'oro,

Giovanni vide un personaggio venerabile, misterioso e terribile nell'aspetto. Era il medesimo Ges Cristo. Questa visione di S. Giovanni
a cui S.

mezzo

form

il

primo

modello

divino.

Vedi Devozione

Teologia

della

liturgia

Sacramento

del

culto

Serafini

Virt spirituale.

Candia.
Cipresso;
pressi
tagliati

perch

si

vuole

che

in

quest'isola

ci-

rinascono.

Candore.
Animali:
tali:

Colomba,
Ciglio.

allusione

evidente.
biuica.

Bellide.

bianco.

Mammola

VegeOleandro

Diversi:

Perla.

Cane. La carne
frivasi
in

dei cani

era

ritenuta
e

cos

pura, che ofEgitto


cani

sacrifizio

agli

Dei,

ponevasi sulle tavole


In
i

che
te

venivano
in

loro

apparecchiate.

erano tenuti
consacrati

grande onore, dove erano specialmenIside;


la

venerazione per

essi

dimi-


do ucciso
il

184

quando Cambisi, aven-

nu d'assai in quelle contrade

bue Api e fattolo gettare nel pubblico cani furono i soli che andarono a cibarletamaio, Roma si manteneva un cane si del suo cadavere. nel tempio di ELsculapio, e se ne crocefiggeva uno ogni anno, in punizione di non aver avvertito coi latrati dell'arrivo dei Galli. Gli scavi di Pompei hanno
i

fatto

conoscere

un uso
si

singolare

degli

abitanti
in

di

quella citt, che


pi.

vuol credere

comune

quei tem-

Presso alcune porte delle case vedesi dipinto un cane con le parole cave canem, ci che dimostra che chi non teneva un cane per guardiano, ne voleva avere almeno la figura. In certe feste, chiamate gautiche,
i

re di

Macedonia facevano
di

sfilare

soldati fra le
la

due

met del corpo


purificarli
vi
re,

un cane per fame


colpe.
cui abitanti

rassegna e

dalle loro
i

fosse

un paese

Narrasi che in Etiopia avevano un cane per

e pigliavano le sue carezze e i suoi latrati per segni della sua benevolenza o del suo sdegno. I Parsi o Guebri veneravano anch'essi i cani, e dicesi che anche adesso, quando un guebro in agonia, prendesi un C2uie e se ne avvicinano le fauci alla bocca del moribondo, affinch egli riceva la sua anima con conol'ultimo sospiro. Il cane lor serve anche a far scere se il defunto e fra gli eletti. Prima di seppel-

conduce un calire il cadavere, lo si pone a terra; si ne che non abbia conosciuto il morto; e col mezzo corpo che di un pezzo di pane, si attira pi vicirio al deil pi avvicina, ne se cane il Pi possibile. e funto felice. Se giunge fino a montargli addosso un deposto viene che pane di tozzo a strappargli il segno sicuro che il defunto in cielo; ma se li cane
si

allontana
del

felicit

morto.

un pregiudizio che fa di.sperare Alcuni credono ancora che

dell.
i

la

Irati

185

un cane smarrito annunciano la morte. Bisogna che il cane della morte sia nero; e se abbaia mestamente a mezzanotte interpretato dalla persona che l'ode come morte inevitabile che egli anmmcia a qualcuno della famiglia. Vedi Adulatore
di

postaia

Animo A Arduinna Aitaccamenlo Carro do Custode da Domenico Cuz Diana Ebreo Emulazione man Fuga Golo Fame Guardia Memoria Menefronte Mercurio Ob Pro Odorato Rocco Teologo Uberto
Agosto
{San)

Amicizia

grato

Bernartirato

Caccia

Cacciatore

cani

Cattivo

augurio

delle
di

cose

sacre

Disprezzo

(San)

Esculapio
Litigioso

Fedelt

Gentili

sit

Gratitudine

Lari

bedienza

Pigro

Principe

feti

Raffaele

{San)

Rissa

{San)

Sfacciataggine

Soldato

Testa

d'

cane

{SanC)

Vizio e lascivia.

Cane con due teste. Vedi Gerione. Cane con tre teste. Vedi Cerbero.
Canestro.
condato
steri

Sulle medaglie antiche, un canestro coperto e cirdi edera e di penne di pavone indica i midei

Baccanali.

La

statua

di

Bacco
Il

vedesi

so-

vente sormontata da un cajiestro.

canestro bacchi-

co
sia,

{cista)

rappresentato
festa

che

fjerci

in molte medaglie dell'Asono chiamate cistofore. In Atene cc-

lebravasi

una
di

detta

processione

del

canestro.

Portavasi sopra un carro, lentamente tirato da buoi

un
ta
il

canestro

giunchi,

raffigurando
i

quello

in

cui

Proserpina stava ponendo

fiori

da Plutone.
carro,

Una

folla

di

quando venne rapidonne ateniesi seguiva


canestro
misterioso.

portando

ciascuna

un

186

pieno di cose che avevasi cura di ben nascondere sotto un velo di porpora; le quali consistevano in sesamo, focacce tonde, grani di sale, papaveri e pastiglie.

Vedi Bacco

Calato.

Canestro
mavera.

di fiori.

Vedi Europa

Canestro Cang-Y.
lo

di spigiie.

Vedi Cerere


il

Flora

del

Pri-

Estale.

Divinit onorata nella Cina come inferiore, avente potere di vita e


spiriti

Dio
di

cie-

morte.
il

Le

stanno sempre accanto tre


dei quali chiamato

subalterni,

primo

Tdnquam,
a
cui tutti

dispensa la pioggia per


il
i

rinfrescare e nutrire la terra;

il

Dio

del mare,

secondo Tsququam, naviganti fanno vo';i


il

partendo, e ringraziamenti nel ritorno;

terzo,

Tel-

quam, presiede

alle

nascite

all'agricoltura.

Canna.

Misura Muse Musica Paolo


fiumi.
jiQ

Pianta che cresce nell'acqua stagnante e lungo Fragilit urnaCalamit Vedi Acqua Loquacit Letteratura Indiscrezione
{San)

Piacere e dispiacere Vanit. ga

Privo di potenza

Sirin-

Canneto.
Il

gli

le

barbiere di Mida, nel fargli la barba, vedendoorecchie d'asino, moriva dalla voglia di rivela-

re la sua scoperta, ma temendo d'attirarsi addosso qualche malanno, fece una buca nella terra, e in quella disse ci che voleva divulgare; poi ricopertala, se fatti suoi. Poco dopo in quel luogo ne and per
i

quale, quando era agitato dal il che Mida aveva le orecchie ripetendo andava vento,

crebbe un canneto;
d'asino,

187

{Santa).

Cannone. Vedi Barbara

Canutezza. Vedi Vecchiaia. Caos. Dal greco khaos, voragine. Nella


personifiazione dello

mitologia

la

spazia ivuoto

indetenn:nato,
riempito

quale

si

presentava

prima

della

creazione,
gli

di tenebre e di nubi.

Secondo
raffigura

alcuni,
in

mtichi sim-

boleggiavano
buta,
lementi,

il

caos con Ciano,


la

cui la faccia bar-

orrida e tetra,
e l'altra
la

confusione degli e-

faccia,

giovane, piacevole e serena,

rappresenta
e
il

bellezza della divisione degli elementi,

mirabile ordine dell'universo.


gli

che
iale

Egiziani

si

astenessero

dal

Porco. Si vuole mangiare il ma-

non perch fosse considerato animale immondo,


piuttosto

ma
perti
il

perch era ritenuto come simbolo della


il

tenebre;

a ci perch

porco, avendo
sopraccigli,

gli

occhi co-

superiormente dai
pieno
di luce,

cielo

tiene

non guarda mai sempre gli occhi ricompiacendosi cos


inoltre

volti

a terra,

madre

della

notte,

soltanto
to del

che il fegaporco scemasse al decrescere della luna, e che avesse una certa conformit e relazione con essa. Alla luna erano dedicate le cose fosche, scure, tene-

dell'oscurit.

Credevasi

brose.

Capanna. Vedi
Francesco
Saverio

Avversit
{San)

Et
capolini

dell'argento
{San).

osti-

Girolamo

Caparbiet.
Bardana. Pianta natamente agli abiti.
Capelli.
i

cui

attaccano

Varie

furono
i

le

superstizioni

e
ai

le

pratiche

simera,

boliche presso

Gentili

riguardo

capelli.

Vi

per esempio, l'usanza di rader una porzione del ca-

188
p,
ai al

o tosare

capelli

in

forma speciale;
e
guerrieri

il

dedicare
loro
i

numi
d

le

trecce dei

bambini,
I

quelle delle spose

del

matrimonio.

tagliavano

dopo la vittoria, per consacrarli agli Dei; marinai dopo essere scampati da una procella, apcapelli ad alberi sacri; seppellivansi nelpendevano le tombe degli amici, come fece Achille al funerale
capelli
i

di

Patroclo; oltre
vari

al

raderli e strapparli,
lasciarli
altri,

come
e

si

usa

fra
rati,

popoli,
si

oppure

sporchi

trascu-

muni

secondo che sono coda cui vengono colL?ti, e il loro dolore mediocre o violento. Presso cedemoni i soldati dovevano radersi i capelli davanti, e ci per evitare che nel combattere il nemico potescapelli, mentre lasciavase facilmente pigHarli per

come

fa d'alcuni

e straordinarie le sciagure

no lunghi quelH
tato
di

di
il

dietro,

affinch,

se

avessero tenfer-

fuggire,
i

nemico avesse avuto agio di


e
farii

donde avveniva che per questo timore combattevano con magmarli

per

capelli,

prigionieri;

gior
rio.

ostinazione,

e con
sacri,
le

la

faccia

rivolta
i

all'avversa-

Gli

scrittori

specialmente
loro
allusioni

sovente dai capelli esempio, Isaia dicendo:


ser
raffilalo
e

presero metaforiche; per


profeti,
il

In

quel d

Signore pasil

rasoio

su

coloro

che sono oltre

fiu-

rader al re degli Assiri il capo e i peli dei me, del popiedi e r intera barba; intendeva la distruzione parole Le divino. castigo per re suoi dei polo assiro e in di Osea, ed anche i canuti capelli si sono diffusi
e Efraim, ed esso lo ignor indicavano la decadenza dell'AL'espressione d'Israello. regno del rovina la pocalisse, ed avevano (le locuste) i loro capelli sialla mil ai capelli delle donne, riferivasi storicamente pustrana acconciatura del capo dei Saraceni, come

clero corrotto. re ai costumi biasimevoli del

Nei

teir.-


pi
essi

189

capelli
sotto
certi
sigilli,

moderni
stavano

furono trovati
invece

Mollezza

della

firma.

Vedi

Capigliatura

Penilenza.

Capelli
Salvatore.

bianchi.

Vedi

Maest

sapienza

del

Capelli rossi.

Vedi Luglio.

Capelli tagliati. Vedi Debolezza d'animo

Morte.

Capelvenere.
Pianta sempre verde d'aspetto
so.

delicato
dei

grazio-

Cresce nelle grotte,


nei

nell'interno

pozzi

cam-

pestri,

luoghi umidi e ombros.i.

Rimedio contro l'ubriachezza

Vedi Plutone
Segreto.

Capigliatura. Vedi Agnese Sant') la virt Capelli Afaddalena

Bellezza del-

{Santa).

Capigliatura di serpenti. Vedi Discordia


rie

Capitello.

Medusa Vedi Guadagno Capo. Vedi

Gorgoni
Perfidia.

FuPrinci-

Fine.

Divinit

pio

Salvezza

Testa.

Capo coronato. Vedi Dominio. Capo rasato. Vedi Servit.


Cappa.
Specie
di

mamtello
gli

con cappuccio
Italiani

di

dietro

del

quale
colo

si

cc^rivano
imitando
della

dati

alle

armi nel se-

XV,
Uomo

anzi dall'uso
re:

gli Spagnoli. Da questo nome, cappa, affatto propria a chi se-

guiva la professione delle armi, venne


di

spada

cappa, cio

modo di uomo dato alla


il

di-

mi-

lizia.

Vedi Imperatore.
Vedi Luigi
(San).

Cappella.

Cappello.
L'origine del cappello, tanto
to

come ornamento quanI

come

copertura, antichissima.
bianchi,

cappelli degli ansi

tichi

erano d'ordinario

nei vasi etruschi.

vagit servile
degli
eventi.

Vedi Estate
Nobilt

come

Ippocrate

Povert

pu vedere Mal-

Prosperit

Cappello rosso. Vedi Cardinale. Cappello verde. Vedi Arcivescovo Cappuccio.


Abito che
di
gli

capo

Vescovo.

antichi portavano sul

in

cambio

cappello, e che oggid ancora parte della tonaca di molti ordini religiosi. Vedi Inverno.

Capra. Femmina

del

becco;
in

animale
Egitto,

che era

in

grande
di

venerazione a

Menda

dove era Pan,


la

vietato

gran diviucciderne, perch nit di Menda, avesse preso la figura di una capra,
credevasi

che

e perci gli

si

dava
la

il

viso

di

quest'animale.

Mentre

capra e s'immolava la pecora, nelcol onoravasi la Tebaide si venerava la seconda e si sacrificava la prima. Presso i Greci, la capra era consacrata a Giove, in memoria della ninfa Amaltea; i Lacede-

moni immolavano

capre a Giunone, e capre inimolavansi nei sacrifizi che si facevano ad Apollo DelGiufico. I Romani, nelle medaglie, rappresentavan9 none Sospita con una pelle di capra indosso. Ujia
le

volta

si

credeva che
i

la

per cercare
dote,
ticola

tesori

sotterrati.

capra fosse tm ottimo mezzo Narrasi che un sacermessa,


conservasse una par-

dopo celebrata

la

quel

per comunicare una capra, per sacrificarla in luogo stesso, dove credevasi esistere un tesoro

nascosto.

Vedi Aprile

Ardore

Febbre

Libidine

191

Sacrifizio

Meretrice

Sbigottimento

per

le

viti

Vagabondaggio.
divino

Capretto. Vedi Ardore Caprccio.

Primavera.

Antirrino maggiore. Testa di donna, meglio an Cora se ornata di antirrino mtiggiore, che nel linguaggio dei fiori simbolo di capriccio.

Capricorno.
ti

Uno

dei segni dello zodiaco.

Felicit

suprema

Vedi Anime

dei mor-

Fortuna prospera

Zo-

diaco.

Caprifico.
Fico
selvatico.

Lascivia frenata

Vedi Caprotina
Temperanza.

Giunone

gli

Caprifoglio. Vedi Loniccra.

Caprimulgo. Con questo nome,


antichi

che significa succhia- capre,


si

chiamavano

l'uccello che oggid

chiama

cal-

cabotte,

boccaccio ecc. Vedi Pratica darmosa.

Capro. Vedi Becco.


Caprotina. Soprannome
rigine nel di

Giunone a Roma,
seguente.

di cui narrasi l'olo

modo

Quando

Stato romano
il

fu indebolito dalla devastazione del


vicino,

Galli,

pop>olo

Postumi Livio, si avanz da Fidene fino alle porte di Roma, chiedendo donne romauie in matrimonio e minacciando distruggere Roma se non si dava ascolto alla sua richiesta. Mentre il senato romano stava deliberando sul da farsi, una schiava di nome Tutela o Filote si offerse pronta a recarsi con le sue compagne, travestite da donne libere, nel campo del nemico. Lo stratagemma riusc, e quando
sotto


inebriati

lyz
si

furono addormentati nel

di vino,

Latini

campo, le schiave ne diedero segno con un cafuori delle mura, prifico ai Romani, i qauli usciti sconfissero il nemico. Il senato ricompens la magnaloro

nimit delie schiave

restituendo loro la libert e assul

segnando a ciascuna una dote


Il

pubbhco

tesoro.
libe-

7 luglio, giorno in cui

Roma

fu in tal

modo

Nonce Caprotna, e una annua con festa in onore di Giunone Caprotina fu celebrata licos donne dalle Lazio il tutto in molto tripudio
rata,

ebbe nome

di

bere

come

schiave.

La
il

l'antico

caprifico,

solennit aveva luogo sotto sugo lattiginoso sgorgante da

quest'albero veniva offerto in sacrifizio alla Dea.

Caraffa.

Vaso
lo

di vetro, corpacciuto

con piede o senza e col-

allungato.

Vedi Purezza.

Carattere variabile.
Egiziani raffiguravano una perquale non sapesse mantenersi nel modo di vivere propostosi, mostrandosi talvolta capace di domare l'animo e il corpo, tal altra diventando
Iena,

con cui

gli

sona

instabile,

la

triste

debole,

si

lasciasse

vincere

da ogni minima

Perch credevasi che la iena cambiasse di sesso a ogni dato intervallo di anni, cio da maschio diventasse femmina, per ritornare maschio, alternavoglia.

tivwnente.

Carbonchio.
Rubino
di

Carit

di

colore

simile

al

carbone accesso. Ve-

Chiarezza di mente

Giustizia

Troni.

Carboni ardenti. Vedi

A gala

(Sani')

Isaia.

193

Battista

Carcere.
tro

{San)

Vedi

Giovanni

(San)

Pie-

Prigione.

Carciofo.
Pianta spinosa conosciutissima Vedi Austerit
Fragilit

umana.

Cardamina.
Pianta vivace, la cui specie pi comune la cardamina pratense, chiamata volgarmente crescione dei
prati.
I

suoi

fiori

bianchi,

rosati,

sbocciano

all'iri-

zio della

primavera. Vedi Cecit patema.

Cardea.
Giano, innamorato di una ninfa chiamata Crane, sedotta, la ricompens accordandole la protezione dei cardini delle porte, con la facolt di aprirle e chiuderle a suo piacimento. Le diede inoltre una bacchetta di biancospino, detta verga gianale, la quale aveva la virt di scacciare le streghe, che venivano di notte a succhiare il sangue ai bambini. Questa Ninfa fu F>oi chiamata Dea Carna o Cardea, il cui potere, oltre ai cardini, si estendeva sulle parti nobili del corpo umano. Il primo Bruto, fondatore della Repubblica romana, le innalz un tempio sul monte Celio in riconocenza dell'avergli la Dea dato forza e mezzo di fingere e chiudere in

dop averla

cuore,

sotto
il

l'apparenza
re

d'imbecillit,

il

disegno
si

di

scacciare

Tarquinio. In onore di Cardea,

ce-

lebrava una festa nel mese di giugno,

no
al

dell'antico

primo gioril anno romano, perch presiedendo essa


facevano cerimonie per
che
si

chiudere e all'aprire, apriva e chiudeva l'anno. In


festa
si

questa

la

conserva-

zione dei

figli,

raccomandavano

alla

Dea;

si

battevano tre volte le porte della casa con rami di biancospino; e il padre di famiglia purificava con ac13

G. Ronchetti.


qua
le

194

vicinanze della sua dimora e immolava a beI congiunti nefizio dei figli una scrofa di due anni. di frue gli amici si regalavano lardo, fave e farina

mento.

Cardinale.
EHgnitario
della

Chiesa cattolica. Gli etimologisti


sull'origine

non vanno d'accordo

di

questa

parola,

ma

cardil'opinione pi probabile ch'essa derivi da i essendo porta, una gira cui su ne, sostegno e perno ecclesiastico. cardinali come i cardini del governo nel cardinalizio, conceduto ai cardinali

Berretto

In1404. Cappello rosso. Nell'anno 1245 il papa rosso, nocenzo IV prescrisse ai cardinali il cappello ma non fu collocato sugh stenuni se non dopo il Por1300. Croce arcipiscopale. Mazza d'argento.

pora.

Cardo. Vedi
Carestia.

Carciofo.

allusione Locuste (vedi Fame). Vacche magre, sogno di Faraone, spiegato da Giuseppe.

al

Pianta che si attorciglia e sembra carezzare tutto ci che incontra.


delle siepi.

Carezze. Campanula

Carezze amatorie.
e femmina, in atto di baaarsi; sensi congiungono fra loro non uccelli questi perch za essersi prima baciati e accarezzati.

Piccioni, maschio

Cariatide.
i

Dal greco Karuats,


Caria,
e

idos,

fanciulla

della

citt

di

chiamata in greco Karuai. Figura di donna, coqualche volta d'uomo, impiegata in luogo di l'origine attribuiscono ne lonna o di pilastro. Alcuni

alle giovani

195

lacedemoni che si recavano ogni anno a Caria F>er danzare in coro dinanzi la statua di Diana Cariatide. Secondo Vitruvio, tal nome deriva da

una

vittoria

riportata dagli

Elleni contro

gli

abitanti

di Caria, citt del Peloponneso,

che erasi alleata coi

Persi. Tutti gli uomini furono uccisi, e le donne di maggior considerazione, dopo di aver seguito il carro dei vincitori, furono fatte schiave e costrette a con-

servare

loro

abiti

sfarzosi.
gli

Una

tale

vendetta
scultori
le

fu

tanto pi terribile, che


vollero

architetti

gli

ne

perpetuare

la

memoria, impiegando
loro

figure
i

scolpite di

donne

coi

vestimenti p>er sostenere

cornicioni degli edifizi.

simile uso furono pure im-

piegate le statue di uomini, che in tal caso prendono


il

nome

di

cariatidi.

Tuttavia, siccome

nomi

greci

di atlante e di

telamone sono derivati da due verbi greci che significano portare e sostenere, e sono perci pi evidenti, essi dovTebbero essere adottati di

preferenza.

Vedi

Vittoria.

Caridd.
Figlia di

Nettuno e della Terra, che Giove, per


lanci in

causa della sua insaziabile rapacit,

mare,

dove essa divent un vortice che inghiottiva qualunque nave, fk> la rigettava spinta da onde furiose che
l'innalzava
al
cielo.

Vedi

Scilla.

Carit.
per la quale amiauno Dio sopra prossimo nostro come noi stessi. Nell'uso ordinario non si attribuisce sempre alla parola carit il senso evangelico, e il pi sovente se ne fa

Virt

teologale
il

tutte le cose e

un sinonimo
mosina.

di

umanit, di

commiserazione, di

ele-

Gli

artisti

rappresentarono ordinariamente la

Carit sotto la figura di una giovane

madre

circon-


data
cio

196

la

dai

suoi

figli.

Paolo Veronese

rappresent

sotto l'aspetto di

una

bella bionda, portante in brac-

un giovinetto e ricoverando sotto il suo manto rodue fanciulle in piedi. Animali: Colomba, che fu proposta da un apostolo come esempio di carit, Diversi: Borsa virti d'un santo e religioso amore.
sa

aperta. Bossolo.

Carbonchio, pietra dedicata alla carit. Cuore infiammato, che tiene in mano. Pani, che quale virt teologale, la dispensa. Rosso, perch,

carit

deve essere accesa d'amore ardente. Scodella, con cui dispensa il cibo ai poveri.

Carit romana.
Sotto questo nome si indica un quadro raffigurante una giovane donna di Roma che allatta in carcere il proprio padre condannato a morire di fame; simbolo
di misericordia

e di umanit.

Cariti.

Greci davano Nome che Borromeo (San). Carlo


i

alle

Grazile.

Appestati. Crocefisso. Arcivescovo di Milano. Durante la peste di Milano, si vide il santo pastore girare per le contrade con im crocefisso nelle mani, a piedi nudi e una corda al collo. Lbro, perch scrisse varie opere.

Carna. Vedi Cardea.


Caronte.
Favoloso
morti
al di
le

battelliere
l dei

che trasportava

le

ombre

de:

fiumi e degli stagni che circonda-

vano
per

regioni

infernaH.

Per pagare questo


alla persona

tragitto

mettevasi un obolo in
sepi>ellirsl.
I

bocca

che stava

poeti antichi lo dipingono in


di

di vecchio orrido,

aspetto truce, con

le

forma guance in-


cavate e squallido,
mili

197

la barba rabbuffata, gli occhi sia due fiamme, con un panno intomo raccolto da un nodo senz'arte, che in parte gli copre le membra, e un palo lungo con cui dirige la barca.

Carro.

A
carri

tutte

le

divinit
tirati

del paganesimo

si

attribuivano

ga

variamente
Elia

su cui sono

Impero

p>ortati.

Vedi Bi-

Trionfo di Cristo.

Carro tirato da aquile. Vedi dove. Carro tirato da asini. Vedi Sileno.
Carro tirato da balene. Vedi Oceano. Carro tirato da becchi. Vedi Pan.

Carro tirato da buoi. Vedi

Saturro.

Carro tirato da cani. Vedi Vulcano. Carro tirato da capre. Vedi Thor.
Carro tirato da
Morte

Notte

cavalli.

Vedi Luna

Plutone

Marte

Sole.

Carro tirato da cavalli marini. Vedi Nettuno. Carro tirato da cervi. Vedi Artemide Arcadica

Diana.

Carro tirato da Carro tirato da Carro tirato da Carro tirato da Carro tirato da
latea

cicogne. Vedi Mercurio.


cigni. Vedi Venere.
civette. Vedi Minerva.

colombe. Vedi
delfni.
Teti.

Venere.

Nettuno

Vedi

Anfitrite

Ca-

Carro tirato da draghi. Vedi Medea. Carro tirato da elefanti. Vedi Tempo. Carro tirato da galli. Vedi Notte.

Capro tirato da

198

gatti.

Vedi Freya.

Carro tirato da leoni. Vedi Cihele. Cappo tipato da liooopni. Vedi Castit.
Cappo tipato da lupi. Vedi Marte. CaPPO tirato da montoni. Vedi Giano
curio.

MerVenere.

Cappo tipato da opse. Vedi Cielo. Cappo tipato da pantepe. Vedi Bacco.

Cappo tipato da passepi. Vedi Notte Cappo tipato da pavoni. Vedi Giunone. Cappo tipato da seppenti. Vedi Cerere. Cappo tipato da tigpe. Vedi Bacco.
Capta. Vedi Soggezione.

Captagine.
famosa nei tempi antichi per essere stata diE' celebre il detto: Delenda Carthago (Cartagine ha da essere distrutta). Aveva per emblema una
Citt
strutta.

testa di cavallo.

CaPte da giuoco. Vedi

Discordia.

Captigua. Vale a dire educato dalla


le

stella

27

costellazioni della

luna),

figlio

Cartiga (una deldi Siva e Par(cartighe)

vadi;

fu

nutrito

allevato

da 6

criticas

Scanda. Egli fu il duce deil'esercito degli Dei contro gli Asuri; cui vinse, e tagH in due l'idea del male (il gigante Sura-Parpma o Torache); da una met nacque il pavone, che gli
e denominato

da

esse

servi

da

cavallo,

dall'altra
nelle

un

gallo.

Cartigua

grandemente venerato
il

Indie,

specialmente sotto
(vale

nome

di

Scanda, di Subraman})a-Mahasena

a dire gran capitano) di


ce) e di
sf)esso

199

sei

Sadanana (Dio con


si

fac-

Cumara
nei

(il

giovinetto), e gli

offrono assai
in

sacrifizi

suoi

propri tempi,

quelli
e

di

Siva.

Egli

vien

raippresentato

con

sei

teste

dodici

braccia,

mogli:

con un'arma in ciascuna Devmei e Veliamme.


gialla.

di

esse.

Ha

due

Casacca

Vedi Benito

{San).

Cascata. Vedi

Cateratta.
{Sant')

Cassa. Vedi Eligio

Pigrizia

lascvia.

Cassandra.
Figlia di
ta

Priamo re di Exuba, perdutzuiente amada Apollo, che le promise qualunque cosa purch
accondiscendere alla
di conoscere
il

volesse

sua passione.

Ella deil

mand
intento,

futuro, e

quando ottenne

suo

non volle mmtenere la parola data, di che Apollo si vendic facendo che nessuna fede si piestasse alle di lei predizioni, per vere che fossero. Alricevesse il dono delle profezie tri dicono che essa col fratello Eleno, col quale stata, da fanciulla, messa una notte nel tempio d'Apollo, ove furono entrzunbi trovati con serpenti attorcigliati ai corpi che loro leccavano le orecchie, ci che diede loro la facolt

di

conoscere
Troicuii,

l'avvenire.

Fu

considerata

come

pazza dai
te.

le

sue profezie furono spregia-

Quando Troia

fu incendiata, cerc asilo nel tem-

pio di Minerva, dove fu trovata da Aiace, che le fe-

ce violenza.

Nella divisione delle spoglie

di

Troia,

Agamennone, innamoratosi di lei, la prese in moglie e la men seco in Grecia. Parecchie volte essa gli
predisse
le

tomo;
insieme

ma
a

egli

gli toccherebbero al suo rinon vi bad, e fu ucciso a tradimento Ca^auidra da Egisto, che durante l'as-

sventure che

_
senza di

200

Agamennone aveva goduto

favori di sua

moglie Clitennestra.

Cassetta. Vedi Luca (San)

Medicina.

Castagna. Vedi Virt. Castagno. Vedi Previdenza.

Castagno d'india. Vedi


Castali a.
Celebre
fontana
della
i

Ippocastano.

Focide,

considerata

come

una
glia

delle sorgenti cui

favoriti delle

Muse bevevano

l'estro

e l'ingegno.

Narra

d'Acheloo, Parnaso, avendo inspirato un violento cunore ad Apollo, fosse da lui cangiata in quella fontana mspiratrice.

o di

la favola che Castalia, fiCastalio re delle vicinanze del

Da

essa le

Muse

presero

il

nome

di Castalie.

Castello.

Vedi

Nobilt.

Castigo. Vedi Punizione.


Castit.
nit,

Grecia e in Roma, nelle maggiori solenfacevansi processioni di giovinetti dell'uno e delperl'altro sesso, i quali cantavano inni agli Dei,
Nella
suasissimi

che la castit di chi


occhi
del
cielo.

cantava fosse gran


castit

merito

agli

La

fu

personifiliocorni.

cata

in

Animali:
cetti

una donna su un carro Agnello. Ape. Plutarco,


tirato

da due
nei

suoi

pregli

coniugali,
i

dice che le api trattano malissimo

quali abbiano appena abbandonato gli amuomini plessi delle donne; ma assalgono con maggior impeto le donne che vi si prestarono. Piccione selvatico,

quale, contrariamente ai piccioni domestici, si accoppia assai di rado. lioltre volevasi che cibandosi spesso della sua carne, si perdesse il vigore virile, Vegetali: Agnocasto. Cicuta. Credevasi che bagnanil

do
voglie

201
i

testicoli, si

col sugo di questa pianta

calmassero

le

Ruta. Secondo gli antichi, questa pianta, mangiata o presa per infusione, impedisce il generare. 0\'idio disse: 5e di ruta ti pasci
amorose.
Ciglio.
e gli

occhi movi

si

Salice.

Un

tempo

Al venereo desio rimedio trovi. credeva che mettendo un ramoBianco. Mutante^


sacrificare,

scello di salice nel letto, avesse la virt di indurre alla castit.

Diversi: Amatista.
ai

indumento imposto

sacerdoti

nel

come

segno di castit; poich i sacerdoti accostandosi all'altare devono principalmente curare di dare esempio di una castit inunacolata. Ombelico. Gli interprete
della Bibbia vogliono che l'ombelico tagliato sia nella

donna segno

di

castit,

nel

senso

della

circonci-

sione, la quale presa

come simbolo

dell'estirpazione

dal cuore di ogni libidine e lascivia. Smeraldo.


di

Ve-

Freno

alla lussuria.

Castit grandissima. Lomo esile che con la destra


corna.

tiene

un becco per

le

Castore

Polluce.

Gemelli celebrati nella favola per la loro nascita e per la loro amicizia. Giove avendo, sotto forma di cigno, posseduta Leda, moglie di Tindaro, ella partor due uova ciascuno dei quali conteneva due gemelli. Dall'uno, che aveva Giove per autore, nacquero Polluce ed Elena, che furono entrambi immortali; dall'altro Castore e CHtennestra, che, generati da Tindaro, furono mortali. I due fratelli
e con gli altri giovaGrecia andarono nelle Colchide alla sp>edizione detta degli Argonauti, e in molte occasioni si distinsero per coraggio; ma Castore essendo stato ucni

contrassero vi\-issima amicizia,


della

ciso,

202

mortalit,
gliono,

Polluce ottenne di dividere con lui la sua imcos che ogni sei mesi, o, come altri voogni giorno dovevano
alternativamente vivere

e morire.

Per

quest'atto di fraterna piet

Giove

li

tra-

sport in cielo, dove formano la costellazione dei


melli.

Ge-

Castore e Polluce furono presi come simbolo

dell'amor fraterno.

Castoro. Animale che

vive

in

colonie.

Vedi

Industria.

Castrone.
Puledro castrato. Vedi Desiderio di dorrinazione.

Catafalco. Vedi Bruno

(San).

Catena.
rore

(San)
tro

FuVedi Claudio (San) Diavolo Giovainni Evangelista Germano (San)


Libero

(San)

Libert

Schiavit

Matrimonio
Tirannia.

Pie-

Cateratta.
Cascata d'acqua. Vedi

Veemenza.

Caterina d'Alessandria (Santa).


Vergine e martire.
la,

Mas&imino,

iper

martorizzar-

la

fece

attaccare
di

a una macchina

composta
essendosi

di
le

ruote,

guernita

punte acutissime,

ma
si

corde rotte miracoloscimente quando


vere
le

volle far

muo-

ruote,

il

tiranno le fece tagliare la testa.

Anello, che Ges


i

Bambino

le

mise

al

dito.

Angeli,

quali la portarono nella tomba. Colomba, che le apparve per incoraggiarla. Corona, perch disprezz le grandezze mondane. Fulmine, che spezz la mac-

china del

suo

supplizio.

Libro.

Mammelle

scoperte.

Ruota. Spada, con cui fu decapitata. Staffile, perch fu flagellata. Tomba, dove fu portala dagli angeli.

203

Caterina da Siena (Santa).


Crocetta d'argento, attaccata Domenicana. una corona, che diede a Ges Cristo sotto l'asijetto di un povero. Cuore. Un giorno le apparve Ges Cristo circondato di viva luce, e alla Santa, caduta
a terra,
cuore.
af>erse
il

petto

p>onendovi

dentro

il

proprio
i

Ces

Cristo.

Stimate, che ebbe durante

suoi

lunghi digiuni.

Cattedra.

Luogo
so.

elevato a
ai

modo

di

sedia,

donde

colui

che

insegna parla

suoi

discepoli

raccolti intorno

a es-

Vedi Dottrina.

Cattiveria.

Negro
Cattivi Cattivi

vestito

di

rosso.

Zizzania.
cattivi.
cattivi.

costumi. Vedi Costumi


pensieri. Vedi Pensieri

Cattivo augurio. Cane nero, il cui incontro improvviso riguardavasi

come
quello

di

sinistro

augurio,

pi pericoloso

ritenevasi

di

una cagna pregnante.

Cattivo debitore.
Lunaria
del papa.

maggiore,

chiamata

volgarmente

moneta

Causa prima che governa l'universo. Vedi Nave del Sole.

Cautela. Acero campestre. I fiori di quest'albero tardano a schiudersi e cadono lentamente.


Cavalla, Vedi Cerere

Ociroe

Sconciamento

Cavalletto. Vedi Pittura.

204

Cavallo. Nella mitologia il cavallo era consacrato a Marte, come l'animale pi utile nella battaglia. L'incontro di un cavallo era presagio di guerra; e Persiani, gli Ateniesi e i Masageti immolavano cavalli al
i

Sole.

Anche
Gli

al

mare

offrivansi talvolta cavalli in sa-

crifizio.

Svevi,

antichi

popoli

della

Germcinia,

ne mantenevano a spese comuni nei boschi sacri, e da essi ricavavano presagi. Gli Sciti adoravano Marte,

renza

Anima A da Dominazione Giacomo Maggiore Guerra Impero Marco Marte Mauri Martino Nettuno Timidezza Vagabon do
di

Lacedemoni il Sole, Ambrogio {SanC)


Carro
tirato

sotto la figura di cavallo.

Ve-

Arcieri

rione

cavalli

Costanza
sugli

Desiderio di supremazia
Eligio

altri

(Sanf)

Fatto pi potente dall'avversit


il

Ferocit frenata

{San)

Giorgio

{San)

Inge-

gno mirabile Marcello {San)


{San)

Italia

Lussuria

Malizia

{San)

feroci

Orgoglio

Sconvenienza
Teodosiani
Velocita

Privo di potest Scoraggiamento

Mauritania RiveSogVittore
{San).

gezione

ozioso

Vendetta

Cavallo alato. Vedi Pegaso. Cavallo con otto gambe. Vedi Odino. Cavallo di legno. Vedi Cavallo marino.
Follia.

Vedi Ippocampo.
interrotta

Cavicchio. Vedi Necessit.

Cavolo. Vedi Contentezza

Profitto.

Cece.

Specie

di

legume conosciutlssimo.

Munificenza

Vedi Cicerone

Salvezza.


Cecilia

205

(Santa).

Martire.

Angelo. Alla
da un angelo,
rispose

sera delle sue nozze con


gli

Valeriano, che era pagano. Cecilia


era custodita
il

rivel

che essa
la
si

quale non permetteva

che la
giovane

si

toccasse.

sposa

Valeriano chiese di vederlo, e che lo vedrebbe qaeJora

facesse battezzare; ed egli abbracci la religione crisliana.

Ritornato a casa dopo la sua conversione, egli

un angelo che custodiva la sua sposa. Arpa, perch la santa patrona della musica. Calvide
infatti

daia d'acqua bollente


to
dtil

in

cui fu messa.

Collo intacca-

Corona di rose e di gigli bianchi, datale dall'angelo. Organo, che comunemente le si mette in mano. Spada, che serv a decapitarla.
carnefice.

Cecit.

il

Nel senso figurativo. Talpa. Conosciutissimo detto: Pi cieco di una talpa; alludendo all'avdimora nella tenebra sotterranea.

versione di quest'animale per la luce, e alla sua abituale

Cecit paterna.
Cardamina.

Cedrina. Vedi Verbena. Cedro o Cedrato.


Albero che
cop>erto di
fiori.

nei

f>aesi

meridionali

Vedi Misericordia

si

trova
Piet.

sempre

Cedro del Libano.


Grande
i

albero sempre verde che vive vecchissimo.


le

Feunoso per
sacri
rati

immagini poetiche che ne ricavarono


e

scrittori,

specialmente

profeti

loro

discorsi.

Immortalit

Vedi Accademia

negli

inspi-

Eternit

Potente.

Cedronella. Vedi Melissa.


Cefalo. Vedi Digiuno.

206 -

Cece.
Figlio d'Esper e sposo di Alcione.

Fu

tale

il

suo

dolore per la morte di sua madre, che and a Claro


a
consultare
l'oracolo
la

per

sapere
Altri

come

risuscitarla,

ma
glie,

anneg per

strada.

vogliono che anne-

il mare per andare a trovare u moda cui Aurora l'aveva diviso. Gli Dei informarono Alcione in sogno della sorte del marito; e quando l'indomani trov il suo corpo sulla spiaggia, si gett nel mare. Gli Dei ricompensarono la loro fedelt, cangiandoli tutti e due in alcioni, e vollero che il mare fosse tranquillo quando questi uccelli

gasse nel passare

fanno

il

loro nido.

Celata.
Specie di elmo, senza cimiero ne cresta. Vedi Fanfarone

Minerva
Nella
stelle.

Roma.
vengono
gui-

Celebrit.
Stella.

paragonati alle

Bibbia gli uomini Dice Daniele:

illustri

/ dotti a

sa di stelle splendono.

Celerit moderata.
Delfino avvolto a un ancora.

Emblema che

si

tro-

va in alcune monete di Tito Vespasiano; e significava che conviene affrettarsi con lenta prestezza, il che dissero i Latini con una sola parola, malurandum.

Celibato.
Croce.
notare
di

Nel XIIP,
lungo

XIV

XV"

secolo,

per dela

un

celibato,

dicevasi

portare

croce

San Nicola.

207

volevasi che

Celidonia o Chelidonia. Dal greco khlidn, rondine; perch


la rondine
ai
si

servisse di questa pianta per

suoi

piccoli.

Vedi Cura materna

dare la

vista

Prmavera.

Celti.

Nome
come

di

un'antica

razza che occupava una gran

parte dell'Europa centrale e occidentale.

Spada,

insegna emblematica.

Celtide.

Albero il cui legno assai ricercato per la sua pieghevolezza e che serve a fabbricare strumenti muConceria. sicali. Vedi Accordo

Cembalo.
Strumento da
legno
di
sottile
il

suonare

fatto

con

un

cerchio

di

cui

disco di cartap)ecora

e fornito
di

sonagli,

conosciuto comunemente sotto

tamburello.
Ciuhtlo.

Vedi Baccanti

Cibele

nome Danza
il

Cenere. Vedi Lutto Centaurea.


Pianta che cresce
in

Penitenza.

abbondanza
croce

nei

campi
S.

chia-

mata volgarmente
fioraliso

battisegola,

di

fior

d' aliso.

d'Assise

(San)

Vedi

Felicit

Stefano,

Francesco

Timidezza.

Centauro.
I
figli

centauri
di

erano

esseri

favolosi

della

Tessaglia;

Issione e di

Nefele, cio nuvola foggiata da

Giove a somiglianza di Giunone. Mostri mezzo uomini e mezzo cavalH sempre armati di clava, e maneggiavano l'arco con molta destrezza. I Lapiti loro vicini li invitarono un giorno alle nozze di Piritoo. Nacque una rissa, e a cui segu una battaglia.
;


dopo
la

208

avanzi dei centauri si dispersero; da Ercole. I mitologi handiverse maniere l'origme e in no tentato di spiegare come la natura dei centauri; alcuni li considerano una trib prima domatrice di cavalli in Grecia. Da il principio la gente si immagin che il cavaliere e

quale

gli

ma

alla fine furano uccisi

cavallo fossero un solo animale,

mo
la

lotta

apparire degli Spagnoli dei Lapiti e dei Centauri, dicesi essere simin

come avvenne al priAmerica. Riguardo al-

bolo della lotta fra la civilt greca e i superstiti della primitiva barbaria pelasgica. Gli antichi credettero seriamente all'esiistenza dei centauri. Al dire di Plutarco ne aveva veduto uno, e Plinio afferma che une venne portato dall'Egitto a Roma sotto Claudio, e
ch'egli
lo

vide conservato
d'Assisi

nel

miele.

' Francesco
locit

(San)

Vedi Chirone VeNesso

della vita

umana.

Centenario.
Avvoltoio, simbolo dell'anno presso gli Egiziani; perci un avvoltoio vecchio, o morto, fu preso come segno di cento anni, e altrettanti ne predicono gli avindovini a ogni avvoltoio veduto. Cos, i dodici
voltoi
visti

da RomoJo, fu segno che l'impero Roanni.

mano doveva durare 1200 Centiman.

Giganti con cento mani e cinquanta teste, Cigc. Cielo e della Terra. Vedi Briareo

figli

del

oeppi.
gionieri.

Strumento col quale si serravano i piedi Schiavit. Vedi Matrimonio

ai

pri-

Cerbero. Cane di
avva
tre

Plutone,

figlio

di

Tifone e

di

Echidna;

teste,

coda

di drago, e tre teste di serpente


sulla

209

capo e il collo il Slava nell'entrata dell'Inferno come vigile guardiano, pronto a divorare chiunque si presentasse. I morti stessi dovevamo placarlo presentandogli una focaccia di miele, che si aveva cura
schiena,
di

o secondo Seneca,

cinto

serpenti.

loro tomba con l'obolo destinato Cerbero era sopra tutto terribile per tentavano di forzare le gli eroi che ancora viventi porte dell'Inferno. Il nome di Cerbero deriva da una parola greca, che significa divoratore di carne. Pcci alcuni vollero che fosse simbolo della terra, la corpi morti. Vedi Ercole. quale consuma
di

mettere

nella

a Caronte.

Ma

Cerchio. Vedi Circolo. Ceroide siliquastro.


Pianta chiamata anche albero d'amore o della Giudea, i cui fiori rossi appariscono al principio della primavera, e son riuniti a fasceti numerosi sui
grossi

Vedi Novella giovinezza Cercopi.


Specie di
fare
ai
folletti

rami e amebe sulla parte superiore del tronco. Vigore rinascente.

scaltri

maliziosi

che solevano

passanti

burle poco piacevoli.


vi

Narra

la

fa-

vola che fra questi


cattivissimi,

furono due

fratelli

malvagi e

ne.

Essi

chiamati l'uno PassaJo e l'altro Alcmofuron pi volte ripresi dalla madre, e pre-

cambiare la loro pessima condotta; ma vedennon poter distoglierli dalle loro opere malvage, raccomand loro che si guardassero almeno di non capitare fra i piedi di Melampigo. Or avvenne che avendo essi sorpieso Ercole mentre dormiva sotto un albero, combinarono di fargli qualche scherzo stravagante; ma sul punto di effettuare il loro disegno Ercole si dest, e alzatosi li prese, e legatili insiegati a

do

di

14

Q. Ronchetti.


me
per
i

210

due
lepri,

piedi,
alla

come

se fossero state se
li

e at-

pose dietro le spalle, poi pendevano m quel mentre se ne and. I Cercopi, nere e modo, videro che Erede avave le natiche sommessamente discutere pelose, per cui si misero a loro detto la fra loro di quanto tante volte aveva madre, e conclusero di essere in mano a Melampigo. sciolinteso ci, ne ebbe tanto piacere, che h
taccatili

clava,

Ercole,

se,

lasciandoli

andare;

ma

li

trasform

in

scimmie.

Cenere.

Una
colto, glia di

dell' agricoltura

del racdelle grandi divinit di Roma, Dea e della civilizzazione. Era fi-

Saturno e di Opi; nata nelle vicinanze di Enla fertina in Sicilia, con che si volle significare figlia sua rapita Plutone Avendo paese. lit di quel spoglie la Proserpina, Cerere percorse sotto umane dell'Etna, e, terra; accese due fiaccole alla fiamma serpenti, visit tutti i salita sul carro tirato da due scoperto la dimopaesi senza trovarla. Dopo aver
ra

della

figlia,

grazie

all'aiuto

di

Elio

(Sole)

daldi

l'occhio penetrante,

fece

dono a Trittolemo,

figlio

Celeo,
figlia,

il

quale la

ospit durante la ricerca di sua

no,

spighe di gradel suo carro e delle sue preziose per lui tutti gli affinch le spandesse per terra, e

uomini

godessero

della

beneficenza
ricorse

degli

Dei.

Per

Giove, il quale riavere la figlia. Proserpina noa promise di fargliela restituire, purch regno di Plunel alimento avesse ancora preso alcun

Cerere

tone.

Ma

(vedi
tro

Ascalafo),

questa avendo gi gustata una melagrana Cerere non pot pi ottenere alall'anno.

che di averla sulla terra per sei mesi m Questa Dea era rappresentata con una falciola e di una mano e nell'altra un mazzetto di spighe


papaveri
spighe,

211

col

(simbolo di
e
la

fertilit),

capo coronalo di

pure di papaveri e di spighe. Talvolta le si poneva accanto un canestro di spighe. In una moneta della citt di Metaponto, ul rovescio \\ sono impresse delle spighe di frumenveste

cosparsa

to,
si

sulle

cui

foglie

figura

un
tirato

sorcio.

sul

dritto veste,

vede Cerere col manto


porta fra
le

indietro

sulla

spighe e
capelli,

le

foglie

un diadema coperto
sciolti

in

parte

dai

graziosamente

sparsi

iulla

fronte.

fiaccola,

ia serpenti.
irhissimo

Nei cammei Cerere rappresentata con l'aratro e la scrofa, su un carro tirato Sotto il carro si trova l'emblema antiCavalla. Cerere per sfuggire alle voglie mut in cavalla. Scrofa pregna, che le

della Sicilia.

di
i

Animali: Nettuno

si

sacrificava,

quale simbolo della

fertilit
si

deila ter-

ra.

Serpente.
in

perch

le

biade non

innalzano per

tropfx)

alto,

ma
i

pare

che vadano

serf>endo

erra

oppure perch

corpi pieghevoli dei serF>enti as-

somigliano ai turtuosi solchi, prodotti dai buoi nell'a-

are la terra.
ili* ateniese

Vegetali:
in

Fico,

che Cerere; diede


lui

Tcevirta.

Fkalo
nel

ricompensa dell'ospitalit da
estivo in cui

Diversi:

Fiaccola, simbolo degli ardenti


i

aggi solari,

tempo

contadini mie-

:ono le

biade mature.

Cerere Negra.
Nell'Arcadia,
ere, questa fu

presso

un antro consacrato
della
rapita
figlia,

a
sia

Ceper

chiamata Negra, perch era


il

vestita di

lero;

sia

per

dolore

o sdegno che ebbe della violenza fattale da Neto in forma di cavallo. Ritiratasi Cerere nell'ano, non volendo quasi pi vedere la luce del cielo, a terra cess di produrre suoi frutti, perci ne sei


gu
oltre

212

pestilenza,

alla

carestia,

una grande

che

potevano pero mosse a piet tutti gli Dei, i quali non dove si sapendo non provvedere alla miseria umana, quei cacciando Pane, Dio il trovasse Cerere. essa se ne stava tutdintorni, capit nel luogo dove di averla trovata, il ta mesta; e tosto avvis Giove

Ma

a pregarla quale immediatamente mand le Parche affatto placata usci hnalin modo che rasserenata e a prodall'antro, e allora la terra cominci

mente
durre

soHti

pestilenza.

In legno seduta sosacrato a Cerere, con una statua di di donna, ma con la testa e

cessando contemporaneamente la memoria di ci, quell'antro venne confrutti

pra un sasso,
il

in

figura

collo di

cavallo,

intomo a cui

si

avvolgevano dei

lunga fino a terra, e serpenti. La copriva una veste e una colomba nelin una mano aveva un delfino
l'altra.

Cero. Lunga e

grossa

cerimonie religiose, sit in cui si trovarono

candela di cera, che serve alle necesdalla e che ebbe origine


i

primitivi cristiani

di

illumi-

catacombe. Venare le celebrazioni dei loro riti nelle Bia{Santa) Beatrice di Ardore della fede

Claudio {San) (San) gio Luce della Chiesa Cristo

Fede

Ceso

Trinit.

Cerro. Vedi Resistenza. Cerva. Vedi Desiderio ardentissimo


Giunone Conservatrice.

Diana

Cervo. Animale timido


accorgimento,

trov-a e mansueto per natura, non d prova d quale altra difesa che nella fuga, nella

evitando

le

insidie

che

gli

Vedi Apparato d'armi senza coraggio

sono

tese,

Atteom

Carro
tirato

213

di cervo

stachio

(San)

mento della

adulatori

Corno Timore Uberto


{Sant')

da

cervi

Iniquit

Fuga domata

Giuliano

VOspitaliero

Longevit

Eu
Penti-

lascivia

Preghiera

Rovinato dagli {Sant') Udito

Vergogna della

dignit perduta.

Cesare.
Coltello. Allusione a! cos detto taglio cesareo, che

all'addome e all'uesso non pu uscire per le vie naturali; e dicesi che tede operazicme sia stata denominata da Giulio Cesare, che in questo modo sarebbe stato estratto dall'utero materno.
consiste in
tero

un'apertura che
il

si

fa

per

estrarre

feto

allorch

Cesta.

Vedi Laborioso.
di

Cesto

Venere.
le

Cinto che racchiudeva


mabilit.

grazie,

desideri e

l'a-

Giunone se lo fece prestare da Venere per farsi amare da Giove; ma glielo tolse in presiza di Paride, per essere giudicato degno del fatai po-

mo

della discordia. Davasi


maritale,

il

nome
fiori

di cesto

anche
di

al

cinto

trapunto

di

ornato

gioie,

che dalla six)sa veniva dato allo sposo, donde ne venne che illegittime nozze si chiamtiavano incesto e
;

anche oggid
persone
nei

dicesi

incesto

la

relazione

carnale

fra
e

primi

gradi

discendente.

Vedi Cinto

di

parentela

accendente

Venere.

Cheipanto. Vedi Violacciocca.

Chenopodio.
Dal greco
Ifhn,

nos,

oca, e pous, podos, piede.

Pianta chiamata volgarmente anserina.

Vedi

Insulto.

Chero.

Da

parola greca che significa opportunit di tem-


p.

214

Dea Occadi

Dio presso

Greci che corrisponde alla

sione dei Latini.

Era rappresentato

sotto l'aspetto

un
si

bel giovane nella pi florida et, coi capelli sparafferal vento, e le mani e le braccia in atto di

rare.

Cherubini.
Simboli immediati della
Divinit,

esseri

intelli-

mongenti potentissimi, col cui aiuto si succedono nel do gli avvenimenti d'ordine naturale e morale. SeGenesi, all'ingresso del paradiso terrestre fu
condo
la

posto

un cherubino, che roteava una fiammeggiante

spada per custodire il sentiero conducente all'albero della vita, dopo che fu discacciato da quel soggiordi no di dehzie la prima coppia umana, colpevole disubbidienza. I Cherubini si vedono rappresentali con faccia di fanciullo con intomo otto aU, due sopra,

tando

sotto il mento, e due per orecchia, dencsopraddette parti la stabilit e cognizione de delle cose, che non si conservano in altro luogo figure corpo. Talvolta si vedono con sei ali. se la oppu intera, senza che il corpo sia appariscente;

due
le

re
le
sti

anche con due sole ali, e di piedi in diversi atti. mani e


i

fanciulli
Il

interi

cor
arti'

genio degh

prese per tante licenze, da rappresentare si Cherubini in quella guisa che pi gli aggrada e 1( Cherubini pi volte contro la verit. Gli emblemi dei

sono:
in

generale.

Azzurro, Bianco. Colori dedicati agli angel Smeraldo, simbolo di castit.

Cheto. Vedi Forchi. Chiacchepone. Vedi Fanfarone. Chiare2za.


colore dedicato al sole. Sole Tutti i pi' che con l'onorata loro opera abbiam uomini, grandi
Giallo,


illustrata
istruiti

215

abbiano
gli

la

patria,

con elevata dottrina

gli

uomini,

furono detti lumi, e S. Ambrogio


uo-

chicuna luminari coloro che vissero santi fra


mini.

Chiarezza

di

mente.
risplende nelle
della

Carbonchio, perch

tenebre.

Ecate Ferdinando Germano Ciano Grammatica Mitra Papa Papato Portunno Potenza Chiesa. Ada Ges
Chiave. Vedi Autorit
Cibele
delt

Chiesa

Chiesa
'

Dignit

Discrezione

Fe-

Fedelt segreta
{Santa)

(San)

Genovejfa

(San)

Ospite

Parto

Pietro

{San)

Plutone

Segreto

Sicurezza

Terra

Uberto

{Sant').

Societ religiosa, fondata


Grifo.

Cristo.

nimali:

Dante

fa tirare

il

carro della Chiesa


leo-

da quattro animali
ne,

fantastici,

met aquila e met

perch

la loro

natura corrisponde alla doppia naCristo


.

tura
sorio.

umana

e divina di
rito

Diversi:
si

Nel
si

cattolico,
tre

quando

CMisacra

Asperuna

chiesa
te

fanno

aspersioni

nell'interno

e altrettan-

intorno

all'edifizio

con acqua benedetta e issopo.


Ostia.
tau

Calice, vaso sacro.

Chiavi, d'oro e d'argento.

Pila.

Serpente

di

bronzo sul
p)er

simbolico.
in

Questi
i

simboli
si

servono

anche

l'edifizio
il

cui

fedeli

raccolgono per esercitare

loro

culto.

Chiesa.
Tempio.
{Sant')
tilde

{Scmta)

Bernardo

Vedi

Adelaide
{San)

{SanC)

Agostino

Biagio {San)

Costantino {San)

Clo-

\francesco d'A.s-


ss

216
il

(San)

Gregorio
stolte.

Grande {San)

Vergini

savie e

Vergini

Chimera.
da Echidna, si dice nato da Tifone e una di leone, di una teste, ire diedero a cui alcuni vomitava capra e una terza di drago, dalle quali fiamme e fumo. Altri vogliono che

Mostro che

continuamcmte
"di

avesse la testa di leone e

il

corpo di capra e la co-

da

Esso devastava le campagne di Licaa, La Pegaso l'uccise. e Bellerofonte cavalcando il moderne siparola chimera e divenuta nelle lingue e nelle nonimo di cosa immaginaria e impossibile; specie di camuna a d si che nome il belle arti sol corpo. che riunisce parecchie figure in un
drago.

meo

Vedi Facolt

oratoria

{Le

tre

parti

della).

Chimica.
Lambicco. Storta.

Chioccia.
Gallina quando cova e quando ha di Tenerezze materne.
i

pulcini.

\/ Ve-

Chiocciola.

Lumaca grande
se

terrene

Pace
di

col

guscio.

Vedi Dedito

alle

co-

Pigrizia.

Chiodo.
Nei primordi

Roma,

usavasi conficcare, agli idi lamo giorno di ciascun anno, un chiodo nelle pareli Capitolino. In alcune octerali del tempio di Giove
casioni

per tener conto degli anni di settembre, il tredicesi-

chiodo creava un dittatore per infiggere il per notare l'anno, solamente ne nella grande ca ma per la superstiziosa opinione che una suaggravatasi sui cittadini, sarebbe cessata
si

sacra parete:

lamit


bito,

217

senza
stata

sarebbe

rimasta

inchiodata
fosse
solito.

pi

moversi,

se

quella

usuale

cerimonia

Fermezza
tic

un funzionario diverso del


Luigi
Preservazione

{San)
dalle

compiuta da Vedi Elena {Sani')


Necessit

Nor
in

epidemie.

Chione.
Figliuola di Dedalione.
lo

Fu molto amata da Apolli

da Mercurio, ed

essa

spos entrambi

una

volta.
lira,

Ebbe
e

dal primo Filamene celebre suonatore di

secondo Autolieo rinomato ladro al paChione diverme tanto orgogliosa per la sua bellezza, che os preferirsi a Diana, la quale F>er punirla le trapass la lingua con una freccia.
dal
ri

di suo padre.

Chirone.
Centauro,
gliuola
figlio di

Saturno e della ninfa Fibra,

fi-

dell'Oceano.

preso

da

Opi,

sua

Saturno temendo di essere sormoglie, si trasform in cavallo

per possedere Filira, dalla quale ebbe Chircme. mezzo uomo e mezzo cavallo. Dimorava ordinariamente
nelle

vicinanze del

Pelio,

dove

la

sua scienza e la
virt delle piati-

sua sciggezza attiravano molti giovani greci avidi d'istruzione.


te.

Conosceva SF>ecialmente
di

le

Esculapio e di Achille. Colpito da una freccia d'Ercole bagnata nel sangue dell'idra; bench sarebbe stato risparmiato, desider la morte,
e,

Fu maestro

fulminato da Giove, fu collocato nel zodiaco sotil

to

nome

di Sagittario.
Clio.

Chitarra. Vedi
Cibele.
la

Figlia del Cielo e della Terra. Si suppone che sia stessa che Cerere, Rea, Opi, Vesta. Madre Bo-

na,

gran Madre, ecc.

Dea

della

fecondit della na-


tura.

218

Secondo Diodoro, essa era figlia di un princi-^ pe della Lidia, e alla sua nascita fu esposta sopra
una montagna;
va che
la nutr,

ma

fu conservata in vita
il

da una

bel-

e ricevette

nome

di Cibele,

dalla

montagna su

cui

venne allevata. Ritornata alla corte

paterna, s'innamor di Ati (vedi), bel giovane, che fu poi dal di lei padre mutilato. In Frigia, le feste di Cibele
detti
si

celebravano con gran solennit.


o coribanti
(vedi Dattili),

suoi sacerdoti,

galli

non ano amNeldi-

messi al servizio della


le

Dea

previa mutilazione.
invasi

celebrazioni

delle sue
essi

feste,

da furore

vino,

come pazzi

andavano

saltellando per le stra-

de riempendo

l'aria di strida

e di urli misti al

suono

di tamburi, cembali, flauti, lance e scudi, in

commero-

morazione del dolore


Ati.

di Cibele per la perdita del suo

La Dea

era rappresentata
a partorire,

come una donna


la

busta,

gi presso

per indicare

fecon-

dit della terra.

Teneva

le

chiavi in

mano, e aveva

corona di in capo la corona murale, e talvoha una un carro sopra seduta anche Rappresentavasi pino. mentre Ati tirato da due o quattro leoni ammaestrati,
le

fianco con una palla in mano, appogpino, albero consacrato alla Dea. Il un giandosi a cembalo e l'attributo costante di questa divinata. Vedi Vittoria dei popoli. Terra Agricoltura

cammina a

Ciborio.

Coppa che
il

contiene
in

le

ostie
si

consacrate,

anche

piccolo

santuario

cui

ripongono.

Nei primi

tempi del cristianesimo, qualchevolta sospendevasi al tabernacolo una colomba d'oro o d'argento, che raffigurava lo Spirito Santo, e dentro cui conservava*!
l'eucarestia per
le

persone inferme. Vedi Eucarestia.

Cicala.
I

219

compiacquero di rappresentare !a dalla voce melodiosa, ed famosa l'ode di Anacreonte, nella quale egli chiama la cicala prediletta di Apollo e aiutata dalle Muse.
poeti greci
si

cicala

come im animale

Platone racconta che


ce delle Muse,
le
si

certi

uomini, iiKantati dalla vo-

lasciassero
in cicale.

morire di faune, e che


Si vuole che presso gli

Dee

li

convertirono
il

Ateniesi essa fosse


nobilt.
I

simbolo della grjuidezza e della


tale

Latini

non ebbero

aunmirazione per

questo insetto, n orecchie temprate a gustarne la melodia.


sisi

Vedi Apollo

{San)

bilt

Loquacit punita della stirpe Poesia

Aurora Musica No Vana


Francesco d'Asgarrulit.

Cicerchia odorosa.
Pianta a fusto erbaceo rampicante, chiamata volgarmente pisello odoroso. Vedi Delicatezza.

Cicerone. Cece. Marco Tullio Cicerone dediccuido


un
calice d'argento,
calice

agli

Dei

invece del suo nome,

fece scol-

pire sul

un cece, secondo l'uso di allora d'aemblematicamente un frutto consonante a un cognome, come la lente per Lentulo, la fava per
dottare

Fabio,
sti

il

pisello

per

Pisone,

ecc.

D'altronde
la pi

queno-

cognomi vanno connessi

all'agricoltura,

bile e la pia

onorevole occupazione degli antichi

Ro-

mani.

Ciclamino.
Questa pianta presenta un fenomeno singolare, ed
che
la
i

suoi peduncoli raccolti a spira, a contatto del-

radice
i

della

quando

fiori

terra, .i alzano e si raddrizzano sono prossimi ad aprirsi, e poi di bel


Vedi Diffidenza.
Ciclape.

220

~
il

nuovo s'abbassano per nascondere

frutto

sotterra.

Dal greco

^u^f/os,

cerchio,

ops,

occhio.

Nome

figli del Cielo dato ai fabbri di Vulcano, ed erano una smiavessero che supponeva e della Terra. Si

surata

statura

un occhio

solo

collocato

in

mezzo

per dell'opinione della fronte. Alcuni mitologi sono vapori che i s'intendono Ciclopi di che sotto il nome e dei nell'aria, e sono causa del tuono
s'iimalzano
lampi, perci
saette
di
i

si

rapresentano
altri

come

fabbricatori delle
i

Giove; mentre
primi
abitanti

vogliono che
Sicilia,
i

Ciclopi

fossero
crudeli,

della

quali

erano

di statura giantesca e

l'Etna.

Vedi Meteorologia

dimoravano intorno ab
Sicilia.

Cicno.
Apollo e di Tirie. Disperato di non polago toro che desiderava, si precipit nel un avere ter Fi-Apollo. da cigno di Canope e fu cangiata in tutti i arrestava quale il brigante, Marte,
Figlio di

glio

di

viaggiatori
le

che
di

si

recavano
re

Delfo,

rubando

loro

offerte

destinate

ad Apollo. Fu
dei

ucciso
il

da Ercole.

Figlio
la

Stelno,

Liguri,

quale pianse

Apoldisgrazia del suo amico Fetonte, che tanto e di Nettuno di Figlio lo lo cangi in un cigno. FiTroade. nella Colone di re Calice, che divenne di suo filonome, sua seconda moglie, innamorata non corrisposta, lo calunni presso Cicno,

gliastro,

che

lo

fece gettare nel


la

mare

in

rante

guerra di

Troia,

fu

strozzato

un baule. Cicno, duda Achille

invulnerabile. con la correggia dell'elmo, perch era

Fu

cangiato

in

cigno.

Cicogna.
Uccello che
venerazione.
fu

221

considerato

sempre

Arte
delizie
rio

Vedi Animo

militare

templazione divina

brit

terrene

Piet

Con Guardia Medicina Mercu Primavera


Carro ttato
cicogne

eccelso

Derisione

da

con

speciale
triviale

Animo

Disprezzo delle
Salu-

Religione

Sicurezza.

Cicoria.
Pianta erbacee la cui pwlpa, convenientemente preparata e mescolata con farina di frumento, serv talvolta
carestia.

ad accrescere il volume del pane Vedi Frugalit. Cicuta.


tutte le parti

in

tempo

di

Pianta delle pi velenose, che sfregata manda da un odore nauseante di topo. Vedi Ca-

stit

Supplizio.

Cieco. Vedi Genoveffa {Santa)


Cielo.
Gli
versi

Ignaro di Dio.

astronomi

antichi
i

ammettevano

tanti

cieU

di-

quanto erano diversi moti che osservavmo negli astri. Alcuni facevano i cieli solidi e di cristallo perch potessero sostenere i corpi celesti e in pari

tempo dar passaggio alla luce; e questi cieli avevano la forma sferica, siccome quella che era la pi appropriata
ai

loro

mo\imenti.
i

'

Cos

gli

antichi

contail

rono sette
della

cieli

p>er

loro

sette

picineti,

cio

cielo

Luna, di Mercurio, di Venere, del Sole, di Marte, di Giove e di Saturno. L'ottavo, che chiamavasi il firmamento, era p>er le stelle fisse. Alcuni ammettevcino un nono cielo, al quale davano il nome di primum mobile. Infine si avvolse il tutto con un cielo

empireo, di cui

si

fece

il

soggiorno delle Divinit,


e in questo

222

Azzurro. ebbero dieci cieli. simPlutarco, secondo altare, Cuore accesso sopra un la sua etermt per che quell'anima, di e cielo del bolo che sottoposta a invecchiare. Globo luminoso,

modo

si

non

presso
perci

gli

Egiziani
del
cielo.

simbolo

rappresentava la luna e il sole, Oro, metallo dedicatogli. cielo.

Vedi Decimo
Cielo.

Personificazione della volta celeste,

del

cielo

stel-

orse: orsa maglato. Aveva un carro tirato da due Urano. Giunone Vedi minore. giore e orsa

Ciglio.

Vedi Giunone Lucina.


gli

Cigno.
Uccello celebre presso
suo cantare morendo.
antichi per
il

supposto

Apollo Lrico

Leda
sa

Muse

Vedi Anima candida Carro tirato da cigni Orfeo Musica

Poeta

Stimolo alla gloria

pura Cicno

Poe-

Venere.

Cilicio o Cilizio. setole Specie di giubbone o camicia fatta di lana, chiamato sacco (daldi cavallo o di pelo di capra; abbia Preso il l'ebraico shaph); e alcuni credono che
perch tessuto coi ruvidi peli delle usavano di cocapre della Cilicia. Gli antichi non di metsoltanto ma cilicio, col corpo prire tutto il

nome

di

cilicio

terlo

attorno

alle

reni,

nei

giorni di

lutto

e di

ca.a-

mit.
re

Quando
il

coprirsi

cilicio si soleva pusi faceva uso del capo di polvere o di cenere. Anche i

primitivi

gli anacoreti ne fadi cintura, che forma in anche cevano uso, e ai portavano sulla carne, aggiungendo alle setole e martorizzare maggiormerte peli punte di ferro, per

cristiani

e specialmente

talora

mortificare
la

223

Mortificazione

carne.

Vedi Lutto

Martirio

Penitenza.

Ciliegio lauceraso. Vedi Lauceraso.

Cinclo.

Genere d'uccello dell'ordine


volgarmente
Zingari.

dei passeri,

chiamato

merlo

acquatico.

Vedi Poverissimo

Cineraria.
Bella pianta a
ii

fiori
Il

col disco giallo, a corona tmla

un bell'azzurro.

suo

nerino del di sotto delle

foglie.

nome deriva dal colore Vedi Dolore.

ce-

Cinghiale. Animale selvatico

Vedi Diana Forza del corpo Fortezza d'animo indebolita Meleagro iell' animo ttnpelo Inverno Roma.
simile al porco.

Cingolo
1

cordiglio.
con

Cordicella
nice.

due
i

fiocchi

sacerdote cingesi

fianchi,

all'estremit, con cui mettendola sopra il ca-

Vedi Pietro
erano

(San).

Cinico.
I cinici filosofii

greci,

quali in principio

mo-

travansi austeri seguaci della virt; poi degenerarono

idrindecenza e nel sudiciume, mordendo a guisa di ^ani difetti degli altri: per cui la parola cinismo livenne sinonimo di impudenza e sfacciataggine.
i

Mosca canina, alla cui importunit udenza e l'audacia del cane.


Sinira.

si

aggiunge l'im-

Re

leggendario di Cipro, e fu sacerdote di Venefiglia

e a Paso. Spos Metame,


iibbe molti
figli,

del

Re

fra

quali Mirra e

Adone,

Pigmalione, il qua-

le

224

cise

uoso con la scoprendo

nel conunercio incefu generato InvolontariameBte s. ucpropria figlia Mirra. Cm.ra p.


il

aeUtto.

Le

sue cinquanta
in

figlve

cangiate gettarono in mare e furono

alcioni.

Vedi

Mirra.

Cnaglossa.
gua canina,
vato dal

lingua di carr Pianta chiamata volgarmente nome der. come lo dice appunto il suo

,.

,,

lin-

greco
il

/fun.

cane,

glossa,

lingua.

Vedi

Rompere

silenzio.

Cinquanta. Vedi Impotenza Vrrile Cinque. Vedi Numeri simbolici.


^'srecie
di cintura,

Remissione.

fac^rparte dei riti verginit. Vedi Cesto

i che presso i Greci e chiamava, e nuzial.

Romani

Nozze

-^o

di

Verginit.

^'S:jilcuiuson.ale^-^^^ Raffaele .^^^^


Bibbia
narra

da Tobia

cinto

come 1 angelo e come pronto a


era

-';^"^'^^'

nleva che la cintura ^i ^^^"^^^fX^f}^^^^ Anche m viaggio. ^l^'^' loro che si mettevano la p"va Galhe Nelle Romani usavano la cintura. cui andava an cintura fu una punizione
i

/;f^^^

zione della

ZI
niili,

qualche idea d'infamia.


costretti

to^ferano

lasciarla,
gli

deb falliti e altri e per motivo di que-

'^^sos

che borsa una cintura alla


riferisce

antichi

Gali attaccavano
.

le

chiavi

altri

og^ets^^^

privazione per dimostrare La decadunento.^ dell'abito mdicava di questa parte al rinuncio Borgogna, di duca V dova di Filippo I. la cintura sulla tomle loro

condizioni.

La

diritto di successione,

deponendo

---

225

'ba
lo

del

Ceremia marito. Vedi Agostino (SanC) ParMaria Vergine Margherita {Santa) Temperanza Preparazione alla guerra

Tommaso
Ciotola.

(San).

Specie di scodellino.

Vedi Arte

superflua.

Ciottolo.
Pietra di forma rotonda o arrotondata.

no

Durezza

di cuore

Vedi
(San).

Arsi-

Girolamo

Ciparlsso.
Giovinetto
levato,
la

bellissimo

amato
un
dal

da Apollo.
ch'egli

Avendo
al-

per innavertenza
e

ucciso

cervo

aveva

che

gli

era

caro,

dolore voleva darsi


lo

morte;

ma

Apollo,

impietosito,

trasform

in

cipresso.

Cipolla.
Ortaggio conosciutissimo, odore penetrante, che irrita mare. Vedi Cosa profana
opera dei nemici
contenente
gli

un

olio

di

Grandezza Lagrime Luna.

occhi

facendoli lagriacquistato

Cipresso.
Pianta dal fogliame scuro, che serve specialmente d'ornamento nei cimiteri. La pianta pi antica d'I;alia senza dubbio un gigantesco cipresso, che sorge a Somma Lombardo. Il Cant afferma che sotto la sua ampia ombra rifKjs Scipione, dopo aver combattuto Annibale altri isseriscono che la pian;

^ '

goscia
I

Candia Morte Ombre


Potente mjiga,
15

ta

fosse adulta al

tempo

di Giulio Cesare.

Ciparisso

Perpetuit

Giunone Mani

Vedi An-

Plutone.

ICirce.
j

-,

figlia

del Sole.

Viveva

in

un'isola

O. RoNCHETri.

lungo
era

la

costa
di

occidentale
lucenti

d'Italia
in

11

costrutto

pietre,

luogo

suo palazzo^ aperto cu-

addomesticati. copda^o da leoni e da lupi ca..a.^ si ^^ettava a lavoro il durante a tessere, e in be.he trasformare Avvelen su. manto, e soleva Ivi Uree nella sua isola forestieri che capitavano a le Glauco perche marino, cangi Scilla in mostro Ulisse nel Ricevette Ninfa. aveva preferita questa compai .

Lavorava

suoi trattenerlo cangi suo palazzo, e per prepaUquore un bere loro a gni fn porci, da'ndo vl^ ne non Ulisse cui di rato con delle erbe, e ne bevesse, -^h^^^^^^^^^^ cuni dicono per, ch'egh che gli serv di contravve. va gli indic una radice un anno intero ed ebbe lei con UHsse rimase di pax. e Latino. Pn-^ due figli, Adrio o Agrario salvo m patri^ tornare per come, tire ella lo avvert infernah e chiedere cod visitare le regioni

L'

avesse
siglio

da

a Tiresia.
e

Nei tempi
pianta

di

superstizione

(chiamata
quello

volgarmente
della

erba

d ignoranza qutX maga) si adocvrcea

nerava negU

incantesimi,

OPCOlo.

che

ricordi

dande U nome di maga Circe. Vedi

MaUa
Etcrmta

Sortilegio.

Vedi Contrariet
Canestro.

Dio

Perfezione.

Cista. Vedi

Cisterna. Vedi Geremia


Citerea.

Giuseppe.
,

M
,.

da isola d, Cileia. linguaggio poe, Nel adorata. specialmente dove era degli

,,,.
1

^.,

Soprannome

di

Venere,

tolto

tico

quest'isola

divenuta la patria allegorica

amori ed era
trice.

227
allora

coin
un'isola

ritenuta

incanta-

Citerone.

Vedi

7Vin/e.

Citiso laburno.
Arix>scello
all'ebano,
il

cui
il

legno

scuro
di
i

rassomiglia
falso

un p

donde

suo

nome

ebano.

QueVe-

sta pianta di

bel portamento, e

cui fiori

hanno u

grato odore, fu talvolta causa di avvelenamento.


di

Malvagit.

Citt.

Papavero,
tanti

Corona murale, emblema delle mura della citt. il cui capo oltre a contener molti semi,
gli

che raffigurano
case di una

abitanti,

internamente diviso
alle

io

compartimenti
citt.

paragonabili

strade

alle

Vedi Eugenio

{Sant').
cittadini.

Cittadini.

Vedi Salvatore dei

Cittadino oppresso dal forestiero. Toro atterrato da un lupo; allusione alla lotta di questi due animali, in cui il lupo, vincitore, simboleggia Danao, quale forestiero; mentre Gelanore, simboleggiato nel toro, rap>presenta il cittadino. Vedi
Forestiero.

Ciuffo.

Vedi
di

Scelleraggine.

CivetU.
Genere
ni,

uccello

appartenente

ai

rapaci

nottur-

un uomo Vedi Atene Caccia Carro da Danaro Danni Forza Meditazione Minerva Mar Sapienza
lo

che di notte

manda un

grido che somiglia all'u-

dd

in

pericolo.

Alciioz
tirato

Astey
vinta

mio

civelt'i

scambievoli

dalla sapienza
'e

Vittoria.


Civetteria.

228

Bella di giorno. Dafne laureola.

Clandestina. Vedi Latrea

clandestina.

Clara

(Santa).
delle
religiose
le

Fondatrice
tello

di

S.

Clarisse o Clarine,

quali vestivano

Francesco dette tonaca e man-

e andavano a piedi nudi, con zoccoli o senza, secondo la stagione. Croce. Giglio di purezza. Pane. Pastorale. Reliquario.

Claudio (San).
Vescovo e patrono
prigionieri

dei

tornitori.

Catene

dei

Fanciullo

che si annegato

spezzarono al suo intervento. Cero.


che
il

santo

risuscit.

Zufolo-

Clava.
t
le

Bastone nodoso, molto pi grosso da una estremiche dall'altra, e di cui si servivano gli antichi qua-

arma

offensiva.

La

di -Ercole.

E,ra d'olivo selvatico,

clava l'attributo pi comune e la favola aggiun-

dici e divent

ge che, consacrata a Mercurio da Ercole, mise raForun grande albero. Vedi Ercole

za

Melpomene

Virt.

Clematite Vitalba.
te

Pianta che cresce nelle siepi, chiamata volgarmenInganno erba dei pitocchi. Vedi Artifizio

Povert.

Clemenza.
Vasari la personific in una donna nuda, che spre Fulmine. Tanle mammelle, schizzando latte. to nelle medaghe di Antonino Pio, quanto in quelle di Nerva, figura un fulmine in un letto; e ci significa che sebbene qu^ti imperatori avessero avuta la fa-

me

colta di offendere,
se ne

229

la

astenevano per

loro cle-

menza. Vedi Animo clemente.

Clibano.
Cos
nello

chiaimavano
in

consistente
il

per cuocere
scienza.

antichi una specie di forgli un vaso di terra scoperto, usato pane. Vedi Cuore Esame di co-

Clio.

La prima delle nove Muse, figlia di Giove e di Mnemosine. Presiede alla storia, e viene rappresentata, seduta o in piedi, sotto le sembianze di una giovane coronata di lauro, con una tromba nella destra e un libro, o un rotolo, nella sinistra; e talvolta con un scrigno accanto, contenente dei manoscritti. Viene auiche rappresentata con una chitarra, di cui ella passa per inventrice. Per attributi ha anche il calamaio e il globo. Clio, avendo osato un giorno biasimare Venere del suo amore per Adone, la Dea, irritata, le inspir una passione violenta p)er Piero,
che
la

rese

madre

di

Giacinto.

Gii tori.
Figlia di

Mirmidone, era tanto piccola che Giodovette


trasformarsi
in

ve per
Clizia.

visitarla

formica.

Figlia
le
si

dell'Oceano e di Teti.

Fu amata
si

dal So-

(Af)ollo),

e ne divenne talmente gelosa nel vederlasci

di

abbandonata per Leucotoe, che fame, ma Apollo la trasform


eliotropio.

morire
chia-

in

un

fiore

mato

Clotilde

(Santa).
di

Regina

Francia.

battaglia di Tolbiac,

vinta

Armata, ricordando la da suo mante Clodoveo;

230

delU .io,a che fu ca,a ella tonao ^ che cristiana. Chiesa,


facendo
costruire
di in vino l'acqua

- -ve^ione
de

a.U

W.

un monastero. Clot una fontana per incitare

f^^^n astor
il

tervo
a
la

Lll

operai.
ella

Ciglio, insegna regale.


fiss

Tomba. Rimas

Sva
tomba

Tours. presso la sua dimora a

di S.

Martmo.
filare.

^'m
tre

greco

klethein,

La

pi

giovane

delle

Parche

(vedi).

era ntenola e' ,ava anche Kncph. ed ac del ,^[ sulla superBc e muove che Dio di ulmrilo montone con la lesla d, a Cnufi era mppre.en.ato vaso, o da un un Sora -J^talora ne questo D,o .1 qua e ne consacrato a e sopra, col serpente trovasi in una barca capo. suo posto sul questo emblema

^"

stal
di

*
.

Lbe

lora

""Sa rampicante, magnifiche che r^rol


Legame.

girevole,

coi

fusti

lunghr^uni

ghirlande fion.e,

Ved,

uom. aver div<rato un

VeA Aspio

^^^^..^^^^_

'""

-/vin

!l"^r!enT

,-(e'--

L-uriu

Nilo

Rovina

- Uomo *

- OcdcnU cond.
bassa

onori. zione salito agli


Cocito.

231

il

Fiume
che non

dell'Inferno
s'ingrossava

che circondava
fuorch
dal

Tartaro,
dei
tristi.

pianto

Cocolla.

La
si

veste di

sopra con cappuccio che portavano

nonaci. Nella vita di S. Benedetto, abate di

Aniano,

trova che

lunghe fino

al

monaci per abuso portavano le cocolle tallone, e che per l'uniformit e per
fossero di
oltre
il

umilt prescrisse che


nedetto
{San).

48

centimetri,

o che

almeno non scendessero

ginocchio.

Vedi De-

Cocomero.
Pianta il cui grosso frutto, simile a una zucca, con la polpa rossa, conosciutissimo. Vedi Sciocchezza.

Coda. Vedi Diavolo.

Coda Coda Coda


creto

di
di

cavallo. Vedi Pasci. pavone. Vedi Volubilit

po
Coda

di pesce. Ved' Atargale Dagone DeEurinome Glauco Ponzio Ippocam-

Nereidi

della

ricchezza.

Sirene

Tritone.

di volpe.

Vedi
in

Sport.

Cofano.
Scatola elegante
cui le

donne ripongono

le

gioie.

Vedi Lussuria.

Colchico.
Tutte
velenose,
le

parti

di

questa piauita sono pi o


il

meno
riece

ma

specialmente
tutto

bulbo,
cani
(il

il

quale
lupi,

mortifero

sopra

per

dal
il

che
no-

venne

al

colchico

autunnale

pi

velenoso)
perversa.

me

di

ammazza- cerni. Vedi Indole

Coletta (Santa). Badessa francescana.

232

j|

Agnello, che l'accompa-

gn in chiesa, e s'inginocchi durante l'elevazione. Angelo, che le apparve. Crocefisso, alla cui contemplazione attese negli ultimi giorni
ria

di

sua

vita.

Ma-

Vergine,

che

le

apparve.

Collana.

Vezzo o catena
torno al collo,
gli

d'oro o di gioie che

si

porta

in-

detta altrimenti monile;


i

e che presso

Ebrei,

Greci e

specialmente

Romani come ornamento


'

le

dalena

(Santa)

nuziale.

Ricchezza
(San)

Tommaso d'Aquino

donne l'adottarono Vedi MadTeresa


(Santa)

Virt salda.

Coli era.
Personificata in un uomo che si passa attraverso il corpo una spada, e avente ai piedi un leone -e delle fiamme.

Collina. Collo.

Vedi Davide

Vedi Audacia

(San).

Superbia.
Cecilia

Colio Intaccato.

Vedi

(Santa).

Colobio. Tunica senza maniche, o con maniche tanto corte che non giungono al gomito. Nei primi tempi del cristianesimo
il

colobio era veste dei monaci,

massi-

Essa divenne poi veste propria dei Vescovi, dopo che S. Silvestro papa ordin che fossero aggiunte le maniche affinch potesse servire ai celebranti, coprendo la nudit delle braccia. Vedi Stefano (San) Vescovo.
dei solitari in Egitto.

mamente

Colomba.
a

Uccello che gli antichi consacrarono specialmente Venere, ed era vietato ai suoi sacerdoti di man-

giarne.

233

era
sacra,
fosse

Anche
che
sotto

presso

gli

Assiri

perch
volata

credevzuio
al

l'anima

di di

Semiramide

Negra Colomba
Felicit

colomba. Vedi Ambrogio AApostoli Apollo Anima {Sani') Buon auBenedetto (San) ria Ballesimo Carit Carro tirato da coCandore gurio Cerere Caterina d'Alessandria {Santa) lombe
cielo

forma

Angeli, che la copersero Vergine e martire. una veste bianca, lorquando, nuda, a suci a: tromba, verme vituperata per tutta la citt. Colomba. Corona, portatale da un angelo duTinte il suo martirio. Crocefisso. Manto regale. Nuvola, che vers l'acqua per sp)egnere il rogo durante il suo suppli-

Grande Medicina No Pace Paolo Timore Tommaso d'Aquino Vedova Colomba (Santa).
futura
il

(Santa)

Davide

{San)

delle

anime

Gregorio

{San)

Giuseppe Innocenza
Peristera

{San)

Lussuria

provvidenziale

Pacifico

{San)

Pietro

{San)
{San)

Profeti

Sincerit

Spirito

Santo

Teresa

{Santa)

continente

Venere.

con

zio.

Orso,

il

quale,

esposta

la

santa

nell'anfiteatro,

la

salv dalle voglie di un

giovane sozzissimo,

d'a-

spetto pi di bestia che

d'uomo.
paese

Coionia. Molte persone d'uno


altro.

stesso

stabilite
si

in

un
esse

Api

in

sciame, perch quando l'arnia

trova

soverchicimente

ingombra
in

di

api,

una parte

di

emigra andando

cerca di una nuova dimora.

Colonna.
si

L'origine della colonna rimonta ai tempi in cui cominci a piuitare ritti i tronchi degli alberi per

- 2M puntellare
la
le abitazioni dei primi uomini raccolti nelconvivenza comune. Vedi Agata {Sani') Ar-

Fermezza Forza Mos Paolo Termine Colomna Vedi


ca

chitettura

Cristina

{Sarta)

Felicit

Massoneria
{San)

per la patria

za

Sublimit della gloria


Kirt.

pubbli-

Morti

Sicurez-

Valen-

tianesi

bellica.

Bellona

Guerra.

Colonna
Presso
navale.

rostrata.
i

Romani
rostri

no ornata di

era una colonna d'ordine toscao prore di bronzo. Vedi Vittoria

Colpa.
Basilisco.

Simbolo

biblico.

Coltello.
Il

coltello

presso gli antichi consisteva


il

in

una
gli

la-

ma

larga che finiva in punta e

dorso ricurvo, ed

era destinato principalmente per

mali sugli

tolomeo
Crudelt

como

il

Litigioso

Durezza Ecate Impero Maggiore Morte


{San)

altari

degli

Dei.

ammazzare Vedi Abramo


Cristina

Cesare

{Santa)

mitigata


BarGia-

ani-

{San)

Giustizia

Parole

Pericoloso

Provocazione.

Col u tea.
Credevasi
perisse.

che

quest'albero,

tagliandone

rami,

Vedi

Puerilit.

Comando. Mano tesa


cio
il

con l'indice sporgente


l'obbediente;
cos

dritto,

il

bracstato

teso

verso

dicesi

essere

gesto usato generalmente dai principi e dai sovrani.

Combattimento.

235

Teschio di cavallo attorniato da vespe svolazzanPresso gli antichi il cavallo era simbolo della guerra, e il suo cadavere emblema delle vespe, .e quali, alla loro volta, simboleggiavano la zuffa e
ti.

l'istinto

di

offendere

il

nemico.

Combattimento
molte
la

della ragione con l'appetito.

Ercole <^e uccide Anteo; soggetto che figura in medaglie antiche; in cui Ercole rappresenta
ragione
Il

lo

spirito

umano,

Anteo
le

raffigura

il

corpo.
della

petto di Ercole era considerato quaJe $ede


e

sapienza
guerra

della
col

prudenza,
e
la

quali

sono

in

continua

desiderio

volont;

poich

l'appetito si oppone sempre alla ragione, la quale non pu prevalere, se non s'innalza al di sopra delle

passioni

materiali

dell'uomo.

Commedia.
Socco. Presso
co,
i

Greci e

Romani: calzare

SOC'

equivaleva

recitare

commedie.

Commercio.
Ancora. Caduceo. Mercurio. Passati
boli mitologici presso
i

in

uso

sim-

moderni,

si

ramment che Mer-

curio
ro

commercio, e i negozianti presecaduceo e Mercurio, senza ricordarsi che quest'ultimo era anche il Dio dei ladri.
presiedeva
al

per simbolo

il

Commozione.
Belonica.

Como.
Dio che presiedeva
tripudio
ai

conviti

ogni specie di

e di

gozzoviglia.

ma

di

im

bel

giovane,

Rappresentavasi sotto forcol cap coronato di fiori,

acceso di ebbrezza,

cascante dal sonno,

appoggiato

nella destra

236

mano
sinistra,

a un'cista che sostiene nella

e tenendo

una fiaccola accessa rivolta verso terra, in modo che sembra bruciarsi con essa le gambe. Questo Dio, o forse un altro dello stesso nome, presiedeva pure agli ornamenti delle donne e della giovent
nuziali,

effemminata,
fiori

la

sua statua ornata di


all'ingresso

ghii-

lande e di

collocavasi

delie

camere

forse

come

pronvotore ai piaceri d'Imene.

Cam passio ne.


vi

Deit allegorica. Chi trovava sicuro asilo.


le

si

ricoverava nel suo tempio

Avvoltoio, che col becco


gli

si

squarcia

cosce.

Perch, secondo

Egiziani,
i

nei

centoventi giorni, che impiega nell'allevare

figli,

per

timore di lasciarli incustoditi, non


in

si

allontana da loro

cerca di preda,

e se per caso non trovasse nelle

vicinanze di che cibarli, allora intaccandosi col bec-

co

le

cosce, ne cava

il

sangue con cui nutrisce

Compasso.
stronomia

Vedi Acale
Geometria

Architettura

Massoneria
bianco.

A-

fi?u.

Scienza.

Compatimento.
Violacciocco

quarzmtino

Compatimento Pignatta. Una


lo

della

suocera.
due
giorni

volta la sposa,

nozze, doveva chiedere una pignatta alla sposo; la quale, oltre a negargliela,

dopo 'e madre delmaltrattala

la

va ingiurandola
fin

aspramente;

ci

perch

sposa

da principio si abituasse a sopportare mente le sofisticherie e le stravaganze della

pazientesuocera.

Concerto.
Celtide,
il

cui

legno serve a fabbricare strumenti

musicali a

fiato.

Conchiglia.

Vedi

Agostino

{Sanf)

Andrea

237

Buccina (SanC) Michele (San)


Divinit
dei

Giacomo
Tritone

il

Maggiore (5an)
Venere.

Concordia.
Romcini.
la

La Concordia
\-iene

era

al

pari

della

Pace,

con

quale
e

spesso

confusa,

n-

guardata

figlia di

Giove

di

Temi,

e s'invocava per

l'unione delle famiglie,

dei cittadini,

degli sposi, ecc.

Rappresentavasi ordinariamente seduta, con xma taz-

za nella destra e nella sinistra lo scettro, e talvolta una cornucopia o due; oppure con un ramo di olivo e il caduceo, o anche avente nelle mani una prua di nave e lo scettro o la cornucopia. Questa era la personificazione della Concordia civile. La Concordia militare era rappresentata vestita di una lunga tunica, in piedi, fra due stendardi. Nelle monete di Sabina Augusta rappresentata seduta su una sedia, appoggiandosi sopra una lamcia, p>orgendo con la destra una tazza. Animali: Cornacchia. I Greci, dopo aver invocato Imene nelle nozze, solevano anche nominare la cornacchia per augurio di concordia. Persone. Nelle medaglie di Domizia Augusta, da un lato figura un pavone con l'iscrizione AUGUST. Narrasi che Domiziano salutasse Domizia col nome di Augusta, dopo avergli dato im figlio. In seguito la ripudi per il suo carattere volubile, ma dovette

CONCORDIA

riprenderla
ferirsi

costretto

dal

p>op>olo.

A
la

ci

credesi

ri-

l'inscrizione

di

concordia,

quale sopra

tut-

to si desiderava nei matrimoni. Si vuole che il pa vone simboleggiasse l'Impero, al quale Domizia venne ridata, o forse anche perch Domiziano facendosi

chiimar Giove, volle che sua moglie fosse onorata coi

nome

di

Giunone, alla quale era consacrato

il

pavo*

238
ne

Vegetali:

Albero, perch

tutti

suoi ,ami

s,

""'

"*'""

Zo

^rJ^nr^bolo
una

delle

confrater-

da una parte
'vi'r

figura

tU

^^

rV' J.

tlMua'parte

vi

^^^^i, ,.

due

nra-

per loro sono smrili


della

due

meaesirna

cordia fondato.

.1

^^^'^^tA P"--"/; ^e
I :>

-'P-^.^^Xn.lla
,

con-

m^gs'"

Nassau, consiste
fondatore
lacco,

un

del

da .bo

ti da un r, k,a^^ <="''^"f;'i7' P^r*. D-e e .^.

^^

unisce -''|';f;;'';J'"arLa. Giogo, che cuore, non dalle '^"'' croce dalla sormontato

due

'-''.^f^^lfVLBE
el

oXe
principe

della

concordia
Lu,g,

Tdato

dal

Guglielmo

^:--'?rdr:t^^^^^^^ 'l='ta:"^Mt':^itti;ltru:^: .Romam^'W eordta presso

fM^,'
i
co;cordia.

^^ ^^ iSrNapoieoel.(ond6r<>rd;ned._
cui

-"!'f man. mcroc.ate ottangolare con due

il

emblema

-"""; palm.
(ra

due

e
la

239

in

parola Concordia.
Effetti

Verghe legate

fascio.

di

Vedi

della

concordia e della discordia.

Concordia nelle cure famigliari.


Pernice. Credevasi che
questi uccelli facessero
il

maschio e
nidi per

la

femmina
le

due

ripK>rvi

uova:
alle-

dividendosi

p>oi
;

la

cura di far nascere, nutrire e


si

vava
le

pulcini

p>erci

simboleggi la concordia nel-

cure familiari fra marito e moglie, con due pernici

che covano.

Concupiscenza.
Torello,
le,

simbolo

della

forza

dell'appetito

carna-

perch nessun animale p>ossiede un

istinto cos sfre-

nalo per l'accoppiamento quanto un toro giovane.

Condanna.
Pollice verso.
te

ferito

in

Quando un modo da non


gli
il

gladiatore era gravemen-

poter pi combattere,

il

suo avversario
ucciderlo:
la tribuna
te;

stava sopra con la spada pronto a


sp>ettatori

se

maggior numero degli


in

del-

volge\a

gi
il

il

pollice, era

segno di mor-

e all'opposto, cio
gli si

pollice volto all'ins, era sevita.

gno che

concedeva la

Condiscendenza.
Butonio.
Giacinto,
pietra.

Conforto.
Origano, allusione
gli

alle

sue virt medicinali presso

antichi.

Zaffiro,

pietra preziosa.

Congreguione. Campana e melagrana. La prima come segno


richiamo, e la seconda,
zione.

di

simbolo di riunione, associa-


Vite
che.

240

Congregazioni dei cristiani.


simbolo della secondo S. Ambrogio, una certa con pianta quale si plebe della Chiesa, la si tieumilt del propaggme radice di fede, e con la

ne bassa;
leva,

ma

zappata

all'intorno,

si

lega

si

sol-

mantenuta dal a Ui e pergolato indica l'eguaglianza, ricco e onorato abbia quanto per sa e che nessuno avvdisca si e che nessuno povero

finch

non pieghi verso ^-ra

L ordme

de

da

insuperbirsi,

n dubiti
tutti

di

essere

abbassato

e disprezzato

jjerche

avranno confidenti nella fede,

cielo la

mede-

sime ricompensa.

Coniglio. Vedi Fecondit

Spagna.

punta piatta ed acuta; ^**S'rumento di metallo con legna o pietre. spaccare per .seive battendovi sopra

Vedi Scioglimento.

Consacrazione.
delia
salita
in

una pira accesa, segno Aquila, che s'innalza sopra defunto sovrano cielo dell'anima del
1

tempo diverse monete Simbolo che si trova in una In matrone. Pavone Per la consacrazione delle una da PAVLINA. medaglia con l'iscrizione DIVA et, coperta di un in donna di testa parte si vede una medesima figura intera seduta velo e dall'altra, la
del
sopr'a
Tie

che

Romani costumavano annoverare

tra gli

Uei.

un pavone che

la porta

in

alto,

con

inscnzio-

CONSACRATIO.
donna che

In un'altra

inscrizione

DIV/E MAXIMIN/E.
sta sopra

medaglia con la figura un capo

di

una luna, con le corna volte un pavone che ta la ruoparte all'ingi. e dall'altra

la,

241

La
medesi-

con l'inscrizione
inscrizione
si

CONSACRATIO.

ma

trova nelle medaglie di Faustina, do-

ve figura un pavone.

Consenso.

Mano
antichi

alzala.

nelle

Segno di approvazione usato dagli adunanze dei soldati.

Consenti.
ai dodici Dei supefemmine; che formavano il consiglio di Giove. Ciascuno di essi presiedeva a uno dei mesi dell'mno: Venere all'aprile, Ap>ollo al mag^o. Mercurio al giugno. Giove al luglio. Cerere all'agosto. Vulcano al settembre. Marte all'ottobre. Diana al novembre. Vesta al dicembre, Giunone al gen naio, Nettuno al febbraio e Minerva al marzo.

Nome
sei

che

Romani davano
e
sei

riori,

maschi

Conservazione delle vigne.


Callo.

Methona,

nel

territorio
il

di

Trezene

nel

l'Argolide, per evitare che


bruciasse
gallo nel

libeccio danneggicisse e

le gemme delle viti, usavano sacrificare un modo seguente: Due uomini, preso un gallo

bianco,

dopo
la

averlo squartato in
in

due tirandolo conciascuno


le

temporaneamente
in
e,

direzione opposta,

con

mano

sua parte girava intomo a tutte


al p>osto
le

vigne,

ritornati

dove avevano ucciso


persuasi

il

gallo, ne
il

sotterravano

parti;

che

in

quell'anno

vento non avrebbe danneggiato


lo

le viti,

perch

al

gal-

attribuivano una certa virt


e

solare.

Consiglio

cuore. \^edi Cuore

e consislio.

Consiglio popolare.
Gru. Vogliono alcuni che presso
riunione
16
gli

Egiziani una

di

gru simboleggiasse

il

governo popolare;

Q. Ronchetti.


perch, se
si

242

si

vuol prendere buone risoluzioni, e se


le

desidera che

cose abbiano un felice successo, con-

vien consultare pi persone.

Con SO.
Antica deit romana. Alcuni
le

lo

vogliono Dio dele mistesi

deliberazioni segrete,
cio
il

altri

il

Dio nascosto

rioso,

Dio

delle basse regioni.

Poco

sa in-

torno a questo Dio; e l storia dell'introduzione del

suo culto sarebbe


cazione
la

la
i

di

Roma

seguente. Quando dopo l'edifiRomani non avevano donno e

loro

richiesta

per ottenerne dalle trib vicine fufece correre voce di aver troIl

rono respinte,

Romolo
e

vato l'altare d'un Dio ignoto sotterra.

Dio

fu chiae
feste

mato Conso,
se

Romolo
ai

gli

promise

sacrifizi

procurava mogli

suoi

Romani. V'

chi vuole

essere

Conso una
cavalli,

deit infernale, basandosi sulla trai

dizione del

suo altare rinvenuto sotterra, e perch

muli e
vinit

sotto la protezione speciale delle di-

infernali,

erano adoperati nelle corse


questo Dio,
e,

alle

con-

sualia,

nome

delle feste di
trattati

inghirlan-

dati

di fiori,

con cura speciale e gran solen-

nit in quell'occasione

Consolazione.
Digitale

porpora; pianta adoperata come rimedio


di

nelle malattie
la

cuore,

nello

stesso

tempo mitiga
Grigio

malinconia

prodotta

da

questa

malattia.

chiaro.

Consoli Romani.
Scure.

Consolida. Vedi

Delfino.

Contadino.

243

Uomo
assai

seduto in terra.
vicinanze
e

abitanti nelle
soffice

Porco. Si vuole che g'u dove il terreno bagnato, non si servissero d'aratro o
del

Nilo,

ci'altro

strumento adatto per lavorare

la

terra,
I

ma

la

coltivassero mediante le pedate dei porci

Latini chia-

mavano porca
Iona,

il

solco dei

campi

semiriati.

Rana. La-

fuggendo

la riva

Giunone, pass suld'una palude ove alcuni contadini lavoravano


la p>ersecuzione di

la terra, e chiesto loro dell'acqua per

rinfrescarsi,

le

venne negata.

Latona per
in

punirli

ottenne

da Giove

che fossero trasformati

ruie.

Contemplazione divina.
Cicogna, simbolo biblico di un'anima pura elevata
sopra
le

cose terrene,

soltanto

dedita
la

alla

contemfare

plazione delle

cose divine;
alti

[j^rch

cicogna cerca
e per

sempre luoghi
il

per la propria dimora

nido.

Contentezza.
In una
lettera

di

Vasari a Monsignor Minerbetti


si

Vescovo d'Arezzo,
mi chiedete,
sar dipinta
titudine di
la

legge:

<(

La Contentezza che
di
letizia,
in

quale,

senza mandarvi a'tro disegno


at-

da me a sedere colma

riposo, coronala di lauro,

rose

ed

olive

palme, fra mirti e fiori, guardando il cielo con contemplazione divina, avendo attorno vasi verdi per le
speranze,
rali

pieni di onori,
altri

come corona,
gioie,

scettri

tempod'oro,

e spirituali,

di

perle,

oro e ricchezze,

alcuni pieni

di

libri

sacri

e profani, statuette
in

medaglia, scienze, tenendo


nell'altra
il

una maiio una palma, e corno d'Amaltea; n mancher di farle

_
cotto
1

244

gioghi
roti, rostn

piedi
e

lacci

sciolti,

catene,

r mare
f

a
il

pi povera, sul tazza, dentro

volete servit; e se la varie invenzioni di con Diogene potremo fare il cinico


alla

sole .

il

Oro, che pu soddisfare


.

-^^f .^ -Z desideri.
^'
i

Contentezza interrotta.
Cavolo,
no.
il

bere vmo a voloncavolo crudo si potesse mangiato piantat, vicmo alle cavoli i e che t senza ubriacarsi; moltissimo. viti, le danneggiassero

simbolo

dell'allegria.

e nemico del vi quale, secondo Plinio, Credevasi che dopo avere

Continenza.
Specie
ner cui
si

-.^

di

temperanza,
il

particolarmente la virt
/ nosfn renj

raffrena

desiderio voluttuoso.

ggi

nell'evangelio di S.

Luca:

- Cordone .ano
i

M.
dri

Cristo, di cui Quest'avvertimento di Ges

pa^

della Chiesa hanno all'osservanza, come allusivo mente raccomandato perduto andar continenza, non doveva
Ta

cos spesso e co.i

costante-

La
i

e alla

per

ministri

delFaltare, pi

Sa ["ce a esercitare tale virt. tabernacoli, si posadelle feste dei la celebrazione gpalma e di salice simbol vano nelle mani rami di hrondi Serpente continenza. giando quest'ultimo la come emblema consigli agh Ebrei,

Secondo

specialmente obbligai la Bibbia, nel-

zoche Mos
della
virt

contraria

ai

piaceri.
,.
,

Contrariet.
Crcoli

similitudme d. due due. che si toccano, a girano nel senso conche contigue ruote meccaniche toccano reciprole cui punte si trario. Frecce, due,
.

camente

le

penne.

Contumace.
Orecchie
diente
ai

245

turate;

quale

richiami

fattigli,

simbolo d'uomo disubbiche non vuole tollerare in-

timazioni, n sottoporsi alla legge.

Convallaria.

Ve
nelle,

notissima sotto
ecc.,

ne sono di diverse specie, fra le quali, quella nome volgare di mughetto, campail
e
i

cui
;

fiori

di soave odore

si

aprile a

maggio

e la Convallaiia sigillo di

Vedi Discrezione

aprono da Salomone.

Felicit rinnovata.

Convolvolo tricolore. Vedi Bella

di giorno.

Capo coronato. Vedi


Coppa.
Asta

Domnio.

Vedi Tazza.
celibarc;

Copula maritale.
perch,

come

questa,

fitta

nel

cor-

po del gladiatore e con lui congiunta, cos la sposa deve congiungersi col marito, affinch, come dice l;i Bibbia, siano due in una sola carne. Cornacchie accoppiate,

quale simbolo della

legittima congiunzione
questi
gli

maritale;

perch

si

vuole che

uccelli

si si

uni-

scono insieme nel


creazione,

modo con

cui

uomini

conpro-

giungono normalmente per


Credevasi inoltre che
to venereo p>er bocca.

istinto

naturale

alla

senza mai trascendere ad alcuna lascivia.


le

cornacchie consumassero

l'at-

Coraggio.
Leone. Animale che simboleggia
raggio.
la

forza e

il

co-

Pioppo

nero, consacrato a

Ercole.

Turchese,

pietra dedicata al coraggio.

Corallo.
I

Romani

lo

portavano come amuleto e come og-

A*TU

getto gradito

agli Dei, e lo

mettevano

sulle culle dei

neonati per preservarli

da
fine.

malattie perniciose

IL. a 111

ornavano col corallo


rdi

gli elmi e gli scudi.

Vedi Ne-

Principio e

Corazza. Vedi Egida

Fortificazione.

Corda. Vedi
Matteo
{San)

Beatrice

{Santa)

Servit

Disperazione

Umilt.

Cordialit.
Begonia.

Cordiglio.

Vedi Cingolo.
e serve a restnn-

Cordone.

Parte dei vestimenti sacerdotali, la lunghezza del cagere l'ampiezza e a raccorciare al sacerdote negli inciampo mice, perch non rechi
uffizi

accessorio indispensabile Il cordone un per cui fu giudicato ragione la ecco ed del camice, sacerdote e i sacrificatori della tale. Siccome il gran
divini.

trib di Levi

ch
;

vi

fosse,

benavevano una cintura sulla tunica, aderente. semplicemente dire, cos per

ministri

della

nuova

alleanza,

che adottarono

la

maggior vevano anche nel salmo 92 detto che di fortezza, e ne ha cinti


l'Apocalisse
ai
il

dell'antica, doparte dei vestimenti di quelli Inoltre, poich cordone. iT ammettere


i7

Signore

si

ammantalo

suoi fianchi; poich nel-

mistica sufficiente cinti nelle sacre funzioni.

ci mostrato m mezzo lungo ab)o e cinto d'un sette candelabri, vestito aveva una ragione si d'oro, cintura petto di una perch i sacerdoti fossero anchessi
il

Verbo

eterno

Vedi Contmenza

om-

maso d'Aquino

{San).


Coreggato.
per

247

Strumento contadinesco, fatto di due bastoni l^za'i capi con la gombina, che serve a trebbiare j1 grano e le biade. Vedi Agosto.
i

Cori.

Vedi Angeli.
odore insopportabile
di
ci-

Coriandolo.
Pianta che esala un
mice, donde
il

nome

di erba cimicina.
i

Ma
il

questa esa-

lazione passeggera,

semi perdono

loro ingratise ac-

simo odore
quistano

misura che vanno

matur=indo,

invece

un

odore

aromatico

gradevolissimo.

Vedi Meriio
Coribanti
Sacedoti
e

occulto.

Cu reti.
Cibele.
lo

di

Fu

loro

dato

bambino,
gli

mentre

custodivano

in cura Giove donnivano con

occhi aperti.

Corinto.
Pegaso, emblema che figura nelle medaglie
sta
citt

di que-

delle pi

importanti

dell'antica Grecia.

Corna.

Vedi Como.

Cornacchia.
Gli antichi credevano che quest'uccello deponesse
soltanto

due uova, dalle quali nascessero un maschio

e una

femmina. Ma se fossero stati due maschi o due femmine, allora tanto maschi quantn le femmii

ne
per

si

accompagnavano
il

fra

loro,

se

uno

di questa

coppia morisse,
tutta
la

superstite

rimaneva

scompagnato

invocava
niugi,
<;ordia

prima del matrimonio, si morto uno dei col'altro conservasse la vedovanza. Vedi ConCopula maiitale Danni scambievoli
vita.

Perci,

la

cornacchia,

affinch

Fedelt di messaggero sta alla senile sapienza


quietudini
la vita

di

Inverno Sprezzatore delle ingiurie.

Minerva

Giovanile sagaat prepo-

Infelicit coniugale

In-

Prosperit del-

Corniola.
Specie

n e i Ureci agata molto stimata presso i per e incisioni le Romani; adoperata una volta per Pace. la scultura. Vedi Gioia
Corno
bue
gli

corna.
si

Gli antichi

servirono

sacrifizi per bere e per far libazioni nei

lungo tempo di corna di Presso

simbolo della il Orientali le corna furono sempre portadivinit molte forza e della potenza; e perci simbolo questo a vano questo attributo. Per allusione Tracia ornavano d, di Macedon:;a. di Siria e di
re

corna

loro diademi.

Nella provincia di Napoli


la iettatura

re-

gna una superstizione, chiamata virt di un talismano; credesi che un corno abbia la
e
nelle

per cui

conversazioni,
stregone,
il

quando
si

si

sospetta

essere prele

sente

uno

gli

fanno

le

per scongiurare

Diavolo Rovina Pan Mose Oceano


Dignit sacrosanta
Satiro

sacrilegio.

Vedi Africa

Bacco Forza
Lari
dei popoli
fiato,

coma con

dita

Sonno.

Corno.
di metallo. Oggi anticamente facevasi di corno, poi gin o con la larghi o tre strumento d'ottone in due

da Davasi questo nome a uno strumento

che

campana molto
tamento

larga.

Vedi Biagio
).

(San)

Inci-

Uberto {Sani

jcopta. Corno dell'abbondanza. Vedi Comucopi

249

della

Corno

di cervo.

Vedi Incostanza

fortuna.

Cornucopia.
Corno dell'abbondanza, che
sulle
Siria.

s'incontra

spessissimo

medaglie antiche, e specialmente su quelle della

Questo emblema fu anche spesso impiegato come ornamento architettonico; e si trovano antichi capitelli ionici, le cui volute rappresentavano corni d'abbondi
fiori,

danza. Le pi delle volte se ne fa uscire una quantit


frutta

fogliami,

talora

gii

si

fa

HKxnete e medaglie d'oro.

cademia mente
Estale

tuna e
virt

videnza

Autunno Buon Et Fiumi mAmore amore Primavera Ricchezza Temi


Agricoltura
dell'oro

Vedi Abbondanza AcAnimo cleAmaltea


evento

versare

Concordia

Felicit

For-

Iconologia

Ilarit

Piet

Priapo

Prov-

Verunno.

Cornuti.
Soldati

Romani
giallo,

di fanteria.

Avevano

p)er

insegna

uno scudo
cui

con un cerchietto nero intomo, nel


serpenti rossi,
si
i

mezzo figuravano due


d'avvicinarsi la testa;

quali,

uin

scendo da

un sostegno pure rosso,


nel

piegavano
di questo

modo

mezzo

so-

stegno v'era una piccola rotella gialla con due linee


centrali

incurvate,
e

che

si

tagliavano

fra loro

in

due
fi-

parti

eguali,

nella

parte superiore

della rotella

gurava

la lettera

T, insegna

dei centurioni.

Corona.
Ornamento
gli

circolare di metallo,
al

foglie o

antichi

portavano

collo e

al

capo,

fiori, che adoperan-

dolo anche come decorazione nelle feste a nei funerali, a premio dell'ingegno, al valore militare e navale,

al

merito

civile.

La leggenda

mitologica

at-

di questo ornamento per 1 mventore anche a Giano Bifronte, che passa molte monete che perci delle navi e del danaro, ed hanno la teSicilia della e dell'Italia Grecia,

tribuisce

la

prima Introduzione

della
sta
sul

di

Giano

sul

dritto,

una nave o una corona

rovescio.

Vedi Agnese
{Santa)

(SanQ

Caterina

d'Alessandria
Elisabetta

Legge _ Susanna
{SanC)
ropa
Fiacre
(5an)
Pietro

Colomba

{San)

Lucia {Santa) Nobilt Martiri


{San)

Padre Re
d'Ungheria
Gloria
Luigi

{Santa)

Dignit

Edmondo tu ImperatoreAutorit
Cecilia

(Santa)

{Santa)

G&nzaga

{San)

Eterno

r Paolo

Rkompensa

Sovrano

{Santa).

Corona del rosario. Vedi Rosario. Corona di abrotano. Vedi Iside. Inverno Corona di canne. Vedi Fiumi Silvano. Vedi Corona di cipresso. Corona di cotogno. Vedi Giunone. Corona di ebano. Vedi Plutone. Corona di edera. Vedi Talia. Corona di edera e di lauro. Vedi Poeta. Mercurio. Corona di edera, olivo e gelso. Vedi Tirannia. Corona di ferro. Vedi Pan. Corona di fico. Vedi Melpomene Corona di fieno- Vedi Vertunno. Corona di finocchio. Vedi Fauno. Allegrezza Corona di fiori. Vedi Abbondanza Fede Euterpe Ebe Como

flora

Primavera,

Corona Corona Corona Corona CopoHR Corona Corona Corona


Clio

251

Sole.

di fiori
di

e frutta. Vedi Pomona.

gemme.
ghiande

Vedi

di

di quercia.

Vedi Terra.

di gigli.

Vedi Giunone.

di
di
di di

gigli e canne. Vedi Fauno. gramigna. Vedi Rkompena

militare.

lana e narcisi. Vedi Parche.


lauro.

j
1

trionfale

di
di

Igiea

Vedi
Lari

Pace

Apollo

Melpomene

Provvidenza

Calliope

Onore

Vittoria.

Corona Corona Corona Corona Corona Corona Corona Corona Corona Corona
d'olmo
e

maggiorana e rose.
mirto.

Vedi Imene.

Vedi Ovazione.

di
di di di di

mirto e rose. Vedi Erato. olivo. Vedi Giove.

olmo

pam pani.

Vedi Beneficenza.

origano dittamo. Vedi Lucina.

palma. Vedi Muse.

di
di

pam pani.

Vedi Bona Dea.

pampani ed edera. Vedi Bacco. di pampani e olmo. Vedi Corona


pampani.

Corona Corona Corona Corona Corona


cittadini.

di
di di

papaveri. Vedi Notte.

di
di

Pan. Fauno. quercia. Vedi Ecate


pino. Vedi Cibele

perle. Vedi Polinnia.

pioppo. Vedi Ercole

Salvatore

dei

Corona

di

raggi.

Vedi Aurora.


Corona
virt

25^

di

rose.

Vedi Asia

Ricompensa

alla

Verginit.

Corona
Corona
rose.

di rose e maggiorana. Vedi Corona


e

di

maggiorana
di

rose.

rose e mirto. Vedi Corona Vedi Bont.

di mirto

Corona Corona
Fratelli

di ruta.

di

spighe.
Cerere

Vedi Agricoltura
Estate

Corona
Luigi

di spine.

{San)

Vedi

Fede

Ai-vali

Segesta.

Ges

Cristo

Penitenza.

Corona
giusti

di stelle.

Vedi Astronomia Maria Vergine Thor

Corona di uva. Vedi Settembre Corona imperiale. Vedi Fritellaria. Corona murale.
scalasse

Gloria dei

Urania.

Vertunno.

Era d'oro fregiata di le mura di una


Efesiaca

merli.
citt

Davcisi al
assediata.

primo che

mide

Cibele

Vedi ArteItalia

Citt

Provincia.

Corona
Davasi
tuno.

radiata.
agli

Dei

agli

eroi

deificali.

Vedi Net-

Coronide.

Fu amata da Apollo, ma gli fu corvo che avvert Apollo dell'infedelt di Coronide, fu per ricompensa cangiato di bianco in nero. Vedi Esculapio.
Figlia di Flegia.
e
il

infedele;

Coronilla.
Pianta che
nasce
nelle
siepi,
i

cui

fiori

comin-

ciano
tutto
l'estate.

253

ad apparire in aprile e continuano quasi per Vedi Ingenuit.

Coppo e anima. Vedi Anima e corpo. Corpo umano. bruco si trasforma in Bruco. Come
il

farfalla;

cos

morte abbandonato dall'anima, che passa alla vita etema. Vaso. Secondo teologi. S. Paolo dice che il nostro corpo un tabernacolo, pre$o nel senso di un tabernacolo dell'ail

corpK),

dopo

la

nima.

Correggiato. Vedi Careggiato.

Correzione.
Triangolo
(vedi).

Corruzione.
dallo,
allusione
all'oro.

Cortonacesi.
fanteria, che avevano per insegna un scudo rosso, con l'ombelico color d'argento, e nel margine aveva due cerchi, di un verde porro quell'interno, e quell'esterno bianco.

Soldati

di

drago

nello

Corvo.
E' nota
ce
degli
l'abilit di

quest'uccello di imitare la voe

parola;

anche di ripetere qualche uno studio speciale delle inflessioni della sua voce e delle circostanze che accompagnavano il suo volo. In generale il corvo
altri

animali,

gli

auguri

facevcino

considerato

come

presagitore
tu
sei
il

di

sventure;

donde

la

espressione comune,
ve.

corvo delle cattive nuoquest'uccello vuoisi


fino
se-

La

durata
e,

della

vita

di

colare,

secondo EUiodo, giunge a caunpare

duemila cinquecentottantadue anni. Vedi Abbandono dei figli Adriano {Sant') Antonio (SanC)

Apollo mazione
{Sant')

254

Diffa

dino

Benedetto

Discordia

Eretico

Oratore

Ripulse, vituperosa

Diavolo Frode Mitra No O Paolo


(San)
militare

Elia

Enrico

{San)

Pioggia

Set^.

Cosa

fatta all'improvviso.
Gli antichi,
fatta

Fungo. una cosa

ancora oggi,

per

denotare
l'aspetin

talmente presto che nessuno

tava, dicevano essere

un fungo, perch esso nasce

una

sola notte, istantaneeimente.

Cosa

fatta in

lungo tempo.
di gravidanza della

Elefante giovane, ancora senza denti; perch credevasi che


il

tempo

femmina
gli

di

quest'animale
il

durasse dieci anni.


partorisci pi presto di

Presso

antichi,
espri-

detto:

Tu

un elefante,

meva rimprovero per


che cosa.

chi

tardava nell'eseguire qual-

Cosa non raggiungibile.


Anguilla, inseguita da un
coda,
la

uomo che
pu

l'afferra per la

quale, essendo IfscTa, scivola e sfugge dalla


essere

mano

e diffcilmente l'anguilla

rattenuta.

Cosa precoce.
Pernice. Pulcino di quest'uccello uscente
in
.

parte

dall'uovo rotto

allusione

a cosa venuta a perfeziosi

ne prima del tempo: perch

vuole che

il

pulcino

quasi impaziente dell'indugio, non


si
si

aspetta che l'uovo

apra naturalmente per


sforza di rompere
i

ellflto del

covare;

ma

esso

il

guscio

da

se stesso,

mettendo

fuori la testa, poi

piedi,

e col resto del corpo an-

cora attaccato

al

guscio, corre in cerca di cibo.

Cosa profana.
Cipolla, che
gli

255

e dicesi

Egiziauii aborrivano;

che

non mangiassero

cipolle

perch
il

Dittide,

devoto alla
in

Dea
carle

Iside,

mentre, presso
nel fiume e

Nilo, cercava di sradipoi egli

cadde

anneg; e d'allora

fu tenuto in venerazione, e in sua

memoria
causa

la cipolla

fu

ritenuta

cosa

profana,

quale

della

morte

altrui.

Coscienza pura.
Zaffiro, pietra preziosa.

Costantino
di basiliche

(San).
romane. Croce, col motto:
conversione.

Chiesa, ricordando ch'egli fu fondatore delle gran-

/n hoc signo

vinces, che gli cip^arve in cielo.


cise
la

sua

Apparizione che deLabaro. Monogramma di

Cristo.

Costanza.
Amaranto.
I

Costanza.
Legione
in
istituita

dall'imperatore

O>stanzo;

aveva

per insegna uno scudo azzurro con un cavallo d'oro

igiarsi

un cerchio verde, contro con tutto il petto.

il

quale sembrava appog-

[Costume da cacciatore. Vedi )stume da pellegrino. Vedi


\liero

Eustachio
Giuliano

(SanC).
l'Ospita-

{San)

Rocco

{San).

>stumi.
lariio.

Vedi Adattamento

ligidezza dei costumi

ai

coitumi altrui

An-

Tolleranza dei costumi del

postumi

cattivi.

Loglio, simbolo della corruzione dei costumi.

tlstene

256

mon-

soleva dire essere cattiva abitudine non

frumento dal loglio; volendo con ci significare che gli invidiosi dovevano essere allontanati dalil

dare

la

Repubblica, percht
il

inutili

e dannosi alla citt, quan-

to

loglio al frumento.

Costumi

dissoluti.
(vedi).

Triangolo

Costumi perseveranti.
Penne
non muta
ch
di gru.
i

Bel simbolo di persona che con

l'et

propri co>tumi e le proprie opinioni; per-

gli altri uccelli mutano le penne a ogni et, e cambiano il colore delle piume, mentre quelle delle gru si mantengono sempre dello stesso colore.

Cotitto. Meretrice
e

di

Tracia

innalzata
della

agli

onori

divini,

diventata

perci

Dea
si

dissolutezza.

Le

sue

feste,

dette cotizzie,

celebravcuio durante la notte,

con ogni specie di lascivie e di scostumatezze. Credesi comunemente che i sacerdoti di questa Dea si
chiamassero Baiti o Bapii
gnarsi),

(dal

greco

hapie'xn,

banel

perch

soliti

a prendere bagni e lavarsi

modo

pi effeminato.

Cotogno.
Pianta
tichi,
il

cui frutto era assai stimato presso gli an-

che lo consideravano come emblema di amore e felicit e perci se ne servivano nelle feste pubbli;

che e private,
trimoni.
licit.

principalmente

Vedi Amore

in

occasione
di cotogno

dei

Corona

maFe-

Cotta.
Sopravveste
di

pannolino

bianco,

che

gli

eccle-

siastlci

portano nelle funzioni sacre. Vedi Luigi Gon(San).

zaga

Coturno.
Specie di stivale usato dagli antichi, di un'altezza che sorpassava la met deHa gamba, e talvolta giungeva fino al ginocchio. Il coturno, con la sua
suola
ristica,

pi pi

ilta

del

solito,

era

la

calzatura
degli

caratte-

dignitosa

magnifica,
si

attori
il

della

tragedia;

quindi
alla

figurativamente
stcsa.

coturno

tragedia

nome Vedi Melpomene


diede
Isidoro
{Sani').

di

Tragedia.
di

Covone

frumento. Vedi

Crane. Vedi Cardea. Crapula.


Abitudine di
tmfiente.
il

riunirei

a -mangiare e bere smoderai

Pesce, che presso


il

Romani
i

era ritiuto

principale e

pi eccellente dei cibi; e mai


lauti,

mancava
avessero
re-

nei

loro conviti

per quanto

satirici

spesso biasimato

l'uso

del pesce, quale


lusso.

alimento
si

lativo all'ingordigia e al

Erasmo
religione,

meraviglialoro
il

va come mai

cristiani,
il

per

nei

di-

giuni mangiassero pesce,

quale fu ritenuto
il

prin-

cipale lusso dei ghiotti, soggiungendo che


gi
ritenuto
delittuoso,

suo uso

chi

se

ne cibava con ver-

gognoso nome era chiamato apfagonio, e goloso, mentre la medesima cosa presso i cristiani era gran santimonia.

Cratego biancospino. Vedi Cresima.


lettera

Biancospino.

Croce accantonata da quattro


simbolica,

evangelisti.

Trimo.
manife-

presso

Cristiani,

per la

stazione della cresima.


17

G. Ronchetti.

.10

Crespino. Vedi Bcxhtn. Cresta di gallo. Vedi Pnapo.


Cribro. Vedi VagXxo.
Crisolito.
Pietra
Sap'xQnza

colore

preziosa

di

Vigilanza

giallo

verdastro.

Vedi

j.

Virt.
,

Crisoprasio.

giallo chiaro e verde Variet di quarzo di colore pomo. Vedi Acrimonia.

Cristianesimo. Avvenimento Alfa e Omega. Vedi


nesmo.

del

/-

Lristia-

i-

Cristina
fu legata,

(Santa).
a.

Colonna, Angeli, che l'estrassero dall'acqua.


e saettata con
frecce,

cui
la

delle

quali

due

lingua.

cuore e una nel fiancolpirono nel petto, due nel le mammelle e la tagHarle co Coltello, che serv a dinanzi a d'argento e d'oro Idoli Frecce.
cui fu condotta

nuda

col

capo

rasato. Libro.

Macma

legatele

al

collo

e poi

gettata

nel

lago.

/ ettim

di

piedi e le mani strettamenferro coi quali, nuda, i le carni. Serpente persquarciate furono le te legati, del suo velenosi. Tenaglia ch fu esposta ai rettili fu getche indicare per martirio. Torre infiammata,
tata in

una fornace.

Cristo.

Vedi Ges Cristo. Cristoforo (San).


L'etimologia del 'uo nome, che
in

greco signihca

leggenda che gh fa Porta-Cristo, diede origine alla gigante Poliil come guado, attraversare il mare a
sulle spalle, femo, portandosi Ges Bambino

donde

259

La
figura

venuto l'uso di cos d^ingerlo.


santo,
la

di quevol-

sto
te

ordinariarrente colossale,
delle

ornava

altre

facciata
cos

chiese

delle cattedrali.

G>llopotesse

cavasi
vedersi
tesse

all'ingresso

dei

tempio,

affinch

da lontano; perch credevasi che uno non pon alcuno altro acciin lo

perire di morte subitanea,


colpisse in quel

dente

l'immagine del santo.


carnefici.

gVmo

cui avesse veduto


gli fior in

Albero, che

mane.
la

Frecce, lanciategli contro, e che ritornarono sui suoi

Ges Bambino. Macina,


gli

che,

secondo

leggenda,

venne attaccata

al

collo

quando venne

gettato nell'acqua. Serpente, con cui il Santo fu in vanamente martorizzato. Statura gigantesca. Testa di

cane.

Gli

cuitichi

pittori

rappresentavamo S.

Cristo-

foro con una testa i cane.

Critica.

Momordica
Croce.

piccante.

Crivello. Vedi Vaglio.

Strumento di pena
zioni

capitale

presso

parecchie
la

nas'in-

antiche.

Qual simbolo
antichi

religioso

croce

contra
degli

fra

parecchi
e

popoli.

Nelle

cerimonie
sovente

Indiani

degli

Egiziani
di

comparisce

T, e tal altra del segno algebraico + La croce in forma di X, detta decussata, chiamavasi nel medio evo la croce di S. Andrea. Li croce in forma di T, si d come attributo all'apostolo San Filippo. Questa forma di croce si riferisce ad
la croce, talvolta in

forma

alcune idee mistiche dei cnstiani intorno alla

lettera

credendo di riconoscere la slessa lettera nel segno che il profeta Ezechiello dice di mettere in fronte a quelli che gemono. L'istruil

T,

tau

degli

Ebrei,


mento
dell'umana
i

260

diede
origine

esenzione

leg-

gende d'ogni genere, narrandosi che l'albero della croce, piantato

da Loth, o anzi dallo


mondo, era
costruzione

stesso

Adamo

fin

dal principio del

uscito

da un granello
terrestre,

o da un rampollo trasportato dal paradiso

aveva

servito

alla

del

tempio

di

Salo-

mone,
vulgate

ecc.

racconti

derivati dalle

idee mistiche che

associavansi alla croce. Pie leggende furono

dopo

di-

dalla

piet

dei

fedeli

intorno

prodigiose

apparizioni di croci luminoie nell'aria e simili; e da

un
fece

cos

venerabile
fini

oggetto,
umani..

la

malizia

di

taluni

ne
di

abuso per

La

croce simbolo

pene, di afflizioni, e nel lingoiaggio ecclesiastico, rap-

presenta le prove che Dio n^anda ai

cristiani.
il

Gli aniil

mali che circondano la croce,


l'aquila,
la

come
gli

leone,

falco,
gli

colomba
vinti

e la

pecora,

simboleggiano
altri

uni

Andrea Bartolomeo Bernardo da Cresima Domenico Cuzman Elena Ges Maggiore como Mar^ Maddalena Lorenzo Marta Paolo Mattia Taddeo Simone Tommaso d'Aquino Tau Tormento
J

vizi

dalla

croce,

le

virt

che

essa produce.

Antonio
(San)
ta)

(SanC)

Vedi Affanni Barnaba


(San)

{SanC)

{San)

Caterina
{Santa)
di

Siena {San-

Celibato

Clara

Costantino
{San)

{San)

{Santa)

Eligio

{San)

Francesco
Gia-

d'Assisi
il

{San)

Gabriele
{San)

Cristo

Giovanni Battista
{Santa)

{San)

{San)

gherita

{Santa)

{Santa)

Martirio

{San)

{San)

Pietro

{San)

Rassegnazione
{San)

{San)

{San)

Teresa

{Santa)

Tribolazione.

Croce
ta,

261

Vedi

arci pi scopale.
aste,

Croce a doppie
attributo

con quella superiore pi cor-

Arcivescovo
ria

dei

cardinali e degli

Cardinale

arcivescovi.

Elisabetta

d'Unghe-

(Santa).

Croce pettorale.
Piccola croce che
il

papa porta sospesa

al

petto.

Vedi Pie/ro

{San).

Croce pontefcale.
E' una croce avente
sivamente
al tre aste

e che appartiene esclu-

Pontefice.

Vedi Papa.
Cristo.

Crocefisso. Croce con inchiodato sopra Ges


ticolarit
cefissi

Le
i

parcro-

dell'esecuzione
le

artistica

nel
e
i

formare

variano secondo

epoche

luoghi, e quindi

nelle

vente
veste,

immagini antiche della Chiesa greca vedesi sorappresentato Cristo, per decenza, in lunga a cui fu poi sostituita una sp>ecie di corta giubdi

ba.

Prevalse pi tardi l'uso

cingere

l'effigie

del

Salvatore soltanto di perizoma


vergogne),

(cintura per coprir le


chiodi,
in
p>oi

adop>erando quattro

uno per
fu

cia-

scun membro.
I

Dal
tre,

terzo secolo

preferito
i

uso

di

soli

venenedo

forati

ambedue

piedi

da un
volta
II

solo

sgabello,
si

medesimo chiodo, oppure sorretti da uno infisso al tronco da questo chiodo, e talvedcMio con lo sgabello anche due chiodi.
con
la
la

crocefisso figura per lo r>i

corona di
cinta
di

spi-

ne,

ma

talvolta

anche

con

fronte

un

diadema, e anche con le chiome lunghe e ondeggianti, e qualche volta col cajx) cinto solamente di lu-

minosa aureola.
dei Liguori

Vedi Alberto

{SanC)

(SanC) Alfonso Antonio da Padova {Sant')

Bruno
letta

{San)

{Santa)

Ungheria {Sani")
rolamo {San).

Colomba
am

Carlo Borromeo
{Santa)

{San)

Elisabetta di

Francesco Saverio {San)

Co
Gi-

Croco.
Giovane,
fa,
il

quale

cos

ardentemente una Nin-

che fu trasformato m una pianta detta zafferano. Vi fu un altro Croco, amico di Smilace. Costoro si amavano cos teneramente e innocentemente, che innamorati
in
gli

Dei

di tale loro amicizia,

li

trasmutarono

fiumi.

Croco autunnale. Vedi


Crono.
tani; spos

Zafferano.

Fi^io di Urano e di Gea, il pi giovane dei TiRea, che lo fece padre di Estia (Vesta),
(Cerere),

Demetra

Era (Giunone), Ades

(Plutone),

Posidone (Nettuno) e Zeuh (Giove). istigazione della madre. Crono evir il padre per aver gettati
i

Ciclopi,

figli

anch'essi
in

di

Gea,
il

nel

Tartaro,
le

dal

sangue sparso
I

questo

modo nacquero
loro

Erinni.

Romani

identificarono

Saturno col Crono

dei Greci.

Vedi Saturno.
leguminosa
cui

Crotalaria.
Pianta
ifrotalon,
il

nome

deriva

dal

greco

che significa nacchere, f>er esprimere lo strepito che fanno i legumi spinti dal vento uno contro l'altro, e che imita in qualche modo il suono delle
nacchere.

Vedi Danza.

Crotalo.
Specie di castagnette. Secondo Suida sembra che
il

crotalo fosse una canna tagliata per lungo in due

pezzi, che battuti insieme

'263

producevano un suono. Secrotalo potevano essere di conchiglia o di bronzo egualmente che di legno. Alle donne che, danzando, suonavano il crotalo da

condo Eustazio,

pezzi del

vasi

il

nome

di crolalistricc.

Vedi Baccanti.

Crudelt.
Coltello.

Con

questo

nome

gli

Egiziani

chizmna-

vano Oco (Artaserse) re dei Persi, uomo crudelissimo, il quale ovunque capitava spargeva sangue, e non risparmi di scannare lo stesso Api. Ferro, allusione alle armi. Pollice rovesciato. Gesto usato anticamente

da

alcuni tiranni per daxe agli


il

aissassini

agli scan-

natori

segnale dei

momento opportuno

di

ammazBib-

zare coloro che dal tiranno erano condannati. Rovo.

come

tutte

le

piante armate di spine, che nella

bia sono simbolo di uomini crudeli. Spine.

Cubo. Vedi
Cuculo.

Terra.

Uccello di passaggio. In
e

Italia

arriva in aprile

parte

in
il

settembre.
nido, e la
altri.

non fanno
in

E' noto che questi uccelh femmina depone il suo uovo

quello
lo

degli

Dovendo
e
iiido

sgravarsi

dell'uovo,
nella

essa

depone sull'erba, grande bocca lo porta nel


insettivo.

presolo
di

poi

sua

qualche piccolo
di

uccello

Non

depv.ne pi

nel nido.

Vedi Egoismo

Primavera

Giunone

Nozze
religione
stes-

un

sole

uovo

Trasformazione.

Culto.
Gli
sa.

atti

rituali

d'una

religione.

La

Passiflora.

Cuneo. Vedi

Conio.

264

Cunina.
dormienti nella culla. Protettrice del fanciulli
di Terra.

.,

Ve-

Cuore.

,consacrato a MerAnimali: Ibis, dagli Egwiam Inoltre al cuore e al parlare. curio, che presiedeva appena nato pesasse due perch volevasi che l'ibis neonato. attribuito al cuore di un

dramme, peso
Diversi:

Anello
gli

sul dito anulare,

emblema

del cuore.

Secondo

antichi

nervo nato dal cuore,

piccolo anatomici esisterebbe un che salendo per la schiena ar-

anulare. In simili anelh soleriva e termina nel dito delle persone che l'immagine raffigurare vasi anche
si

mostrare pubblicaonoravano e rispettavano, per esse erano molche mente, con una certa ambizione, (vedi Esa^ Clihano l'anello. to a cuore a chi portava volevano anti^chi medici I me d coscienza). Pesca.

confacesse meravigliosamente che questo frutto si gh diede la forma del cuore, natura la che cuore, e qual parte esteriore sia evidente a
affinch dall'aspetto
sia prodotto. del corpo per giovane consacrato a Iside, e
il

al

P^^^-^
che
il

pesco fu
il
i

suo

frutto f^^^^^^

sembra
paesi

cuore

umano

giovani e le fanciulle,

In ceru e le foglie la bngua. costumavano porgersi

cui era intagliato reciprocamente una pesca eloro cuore era il che mostrare cuore, e ci per {Santa) Caterina da Siena Vedi Afflizione rito Divina provvidenza dia Conca, Cielo Sincenfa -Preghiera Mano posta sul cuor.

im

li

Teresa
{San).

{Santa)

Verit

Vincenzo

dei

Pao^

Cuore
cuore,
le

265

il

consiglio.
frecce
la

Arco. Faretra. Frecce. I^ faretra simboleggia


il

consiglio e
le

pensieri,

l'arco

rap-

presenta

bocca e

labbra.
"

Cuore infiammato. Vedi Carit. Amore divino

Agostino

{Sani')

Cupidigia. Aspide (vedi).

Cupido.
Era,

come Amore, una modificazione


il

del

greco
dalla

Eros, di cui

culto

fu

trapiantato

Roma

Grecia. Cicerone dice che

Amore

era figlio di

Giove

e di Venere, e Cupido della Notte e dell'Erebo. I Greci mettevano pure qualche differenza fra Cupido e Amore, e chiamavano il primo Imeros e il secondo

Eros.
l'altro,

L'uno soave

moderato,

in^irava
gli

saggi;

impetuoso e violento, invasava

stolti.

Ve-

di

Amore.
e

Cupido

fortuna.

Allegoria allusiva all'influenza che la fortima pu


avere nelle cose amorose; queuitunque
vinca tutte le volont ostinate,

Cupido da

solo

spezzi ogni cuore in-

durito, e gli animi pi superbi e pi feroci fa diventar

umili e mansueti in

modo, che

volontieri poi

si

sotto-

pongono

ai

lacci amorosi.

Cura

della propria famiglia. Oca, che cova. Gli antichi credevano che l'oca non covasse fuorch le proprie uova, rifiutando anche quelle delle altre oche. Di qui nacque il significato allusivo a chi attende da solo alla prc^ria famiglia, senza curarsi di quanto facciano
gli
altri.

Cura materna.
Celidonia.

266

Curiosit. Rana, forse perch quest'animale ha


genti e
fissi.

gli

occhi spor-

Cuscino. Vedi Cuscuta.


diavolo,
tigna,

yoluituoso.

Pianta parassita chiamata volg,armente capelli del


ecc.

Vedi Bassezza.

Custode.
il

Occhio posto sopra due teste. Presso gli Egiziani buoni geni tutelari della casa capo rappresentava
i

(Manes), e

gli

occhi

simboleggiavano

la

divinit.

Custode delle cose sacre.


Cane accovacciato con
la

testa
gli

alzata,

guardando
i

fissamente una statua; secondo

Egiziani, presso

quali tal cane era simbolo del beccamorto, che ave-

va

l'ufficio

di

custodire

cadaveri chiusi nel

vetro.

Custode

di s stesso.

Uomo

armato con una freccia

in

mano.

Custodia.
esistesse

Corinti Animali: Montone. Dicesi che presso una statua in bronzo, di Mercurio, con accanto un montone, e ci perch Mercurio pi degli
i

altri

custodiva

le

gregge e accresceva

il

loro prodotto.

Oca

legata a un ancora,
custodia.

sicura

emblema

una costante
gli

Vegetali; Lauro, che

antichi

consacrarono alla difesa, e ritenevano che nei sacrifizi,

in

qualunque luogo fosse

portasse sicurezza.
un'altra
di

stato piantato, o posto,

Diversi:

Teste, una
la

d'uomo

donna, di profilo con

faccia all'infuo-

ri,

267

fKjsle
gli

su

una piramide rovesciata; immagine che

presso

Egiziani aveva la virt di allontanare ogni

molestia dei demoni.

D.
Dachscia.
L'operoso,
dito grosso
sudi,
figlia
il

dilgente.

Uno
gli

dei

Rasci
figlie

nati dal

del piede di
di

Brahma. Sua moglie Prasdiede

Suayambu,

50

e nessun
figlie

maschio, e per aver un nip)ote spos queste

vari Dei. Schakll, toccata in moglie a Slva e venuta

con

lui

a contesa a cagione d'una


dichiar
al

trascuratezza in

un

sacrifizio,
il

marito che essa voleva de-

porre
altro.

corpo ricevuto da Dachscia e prenderne un

suo corpo fu infatti consumato immediatamente dal fuoco, ma essa rinacque come Parvadi. Siva si strapp nella disperazione un capello, dal quale nacque 11 gigante Welapotre, che mozz 11 capo a Dachscia e turb 11 sacrifizio. Gli Dei p'-egarono allora Siva di perdonare a Dachscia, il quale fu richiamato alla vita; ma il suo capo essendo stato con* sumato dal fuoco, Siva gli diede in sua vece una leIl

sta di capra.

Dado. Vedi Grazie


Daduohi.
Soprannome
vano nelle con torce
feste
in

Uno

Guerriero

Ignorariza.

dei sacerdoti

di

Cerere,

quali usa-

e nei sacrifizi di correre nel tempio

mano.
del

cia dall'ahare, e portandola in

un certo luogo

prendeva una tormano, correva fino a tempio, dove la rimetteva in madi


essi


no a un
di altro

268

terzo, cos

che

la

consegnava a un

seguito,

Dafne.
Figlia del fiume

Penco, della quale Apollo


di
la

si

in

namor per opera zato gli strali dopo


Insensibile
trarsi

Cupido,

di

cui

aveva disprez-

sua vittoria sul serpente Pitone.

all'amore del Dio,

alle sue importunit per

Dafne cercava di sotmezzo della fuga; ma


punto
di

inseguita

da

lui,

ed essendo

sul

essere rag-

giunta,
in

invoc l'aiuto degli Dei, che la cambiarono

lauro.

foglie,

volle

Apollo, intrecciatosi una corona delle sue che il lauro gli fosse per sempre con-

sacrato.

Dafnie laureola.
e

Arbusto grazioso per l'eleganza del suo fogliame fiori in gran parte odorosi, che sbocciano a mez-

zo inverno. Vedi Civeileria

di

Gentilezza.

Dafni.
Pastore di
Sicilia,
figlio

Mercurio
Ninfe.
la

di

una
gli le

Ninfa
insegn

siciliana.

Fu
e

allevato

dalle

Pane
e

a
lo

cantare
istruirono
di

suonare

zampogna;
fu

Muse
a
.

nella
lei

poesia.
sola,

Aveva promesso
spergiuro
e

E^henaide

amare

ma

divenne cieco. Gli Dei avendo piet della suo sventura, lo accolsero nell'Olimpo. Si vuole che fosse lo
inventore della poesia pastorale.

Dagone.
Secondo la Bibbia, era la principale divinit dei Era rappresentato col busto e la testa d'uomo, mentre la parte inferiore terminava in coda di
Filistei.

pesce;

alcuni

scrittori

l'hanno

confuso con Oannes,

- 269
di cui
si

disse che fosse


in

mezzo uomo

mezzo

pesce,

che andasse

Babilonia a insegnarvi parecchie arti. e che poi se ne tornasse al mare. Dagone sarebbe stato il primo a insegnare cigli uomini l'uso del pane,
e
ci

secondo

alcuni

lo

conformerebbe
fenicio

il

nome

di

questo

Dio derivato dal


altri

dagan che

significa

frumento, mentre

lo

fanno derivare dairebraico

dag

(pesce).

Daiboth. Dio giapponese con volto di donna, una corona sul capo coperto da capelli neri lanosi, grandi orecchie, petto

femminile e grosse mani.

La

sua

effigie sen-

za

piedi, dorata e circondata

seduta sopra un altare nelle


altri

da raggi d'oro, scorgesi pagode e circondata da

Dei armali.

Dakoku.
Cos chiamasi nel Giappone una delle quattro deit
della

ricchezza,

venerata

specialmente dai

mercanti.

Col suo martello essa cava fuori quel che desidera, siede sopyra una botte pjena di riso e ha al fianco una tasca in cui custodisce il suo tesoro.

Daitia o Daida.

Nome
Atri
ai

generico di

lutti

cattivi

demoni
deit

originati

da

discendenti

da Barigiad,

appartenente

Daitia, di nome Erunio, si Brahma, e fece una cos rigida penitenza, che Brahma, gli promise ch'egli non sarebPitri.

Uno

di

questi

consacr

al

culto di

be' ucciso ne dagli


casa,
cos che

Dei,

ne dagli uomini,

ne dagli
promessa,

animali, ne di giorno ne di notte, ne dentro ne fuori


di
egli,

issicurato
delitti,

da

tale

conmiise ogni sorta di


rare

si

fece perfino ado-

come Dio.

II

suo

figlio

Pragalide non devi per

270

mai dalle vie della rettitudine, e un giorno che il padre battendo incrudelito con la mano una colonna, chiese beffeggiando se Visn onnipotente era anche
in essa,
il

Dio balz
notte.

fuori

mezz'uomo

mezzo

leone,

l'uccise sulla

soglia

del palazzo nel

separarsi

del

giorno

dalla

Dalia.
Bel
fiore dei nostri giardini.

Vedi Riconoscenza.
ma-

Dalmatica.
Tunica bianca,
niche,

orlata di porpora e a lunghe

importata dalla Dalmazia a Roma. Oggigiorno dalmatica chiamasi quell'ornamento di chiesa che portano i diaconi e i suddiaconi quando assistono il sacerdote all'altare e nelle processioni. Si dice che

papa
il

Silvestre

impose

ai

diaconi

di

abbandonare
perch
biasi-

colobio

indossale

la

dalmatica,

mava
no

l'uso di portare le braccia nude. Gli artisti sosoHti a rappresentare San Stefano vestito di dal-

matica;
santo,

ma

questo

un anacronismo, perch quel

primo diacono della Chiesa, dovette portare maniche corte. Vedi Barnaba (San) il colobio a Francesco d'Assisi Diacono Daniele {San)

{San).

Danae.
Figlia di Acrisio re
la
gli

d'Argo e

di Euridice.

Il

padre

rinchiuse in

bronzo perch l'oracolo aveva predetto che un di lei figlio gli avrebbe dato

una

torre di

la

morte.

Ma

suoi sforzi i>er impedirle di diventar

madre furono vani, poich Giove, innamorato di lei, Dagli le scese in grembo convertito in pioggia d'oro.
abbracciamenti del padre degli Dei Danae ebbe un figliuolo che fu chiamato Persoe. Acrisio, vedendosi

deluso, pose sua


e
figlia

271
il

bambino
in

e
in

una
si

cassetta
sottrarsi

questa

fece

gettare

mare, persuaso di

cos al destino vaticinatogli.

La

cassetta

diresse ver-

so

l'isola

di

Serifo,

una delle Cicladi; un pescatore

cos

a nome Ditti con la rete la trasse a terra, e salvati madre e figlio, li consegn a suo fratello Polich'era
re
dell'isola.

dette

Polidette

voleva
la

far

sua

moglie Danae,
schiava.
anni.

ma

poich ella

rifiutavasi,

fece sua alcuni

La

predizione fu poi compiuta

dopo

Vedi Bellezza deWanima.

Danai di.
Figlie
di

Danao.

Danao.
Padre delle cinquanta fanciulle conosciute sotto il nome di Danaidi Era figlio di Belo e di Ar.chirroe
(la

fonte scorrente), figlia del Nilo; e fratello di

E-

itto,

padre di cinquanta
Sorta
discordia
le

figli

detti dal
i

giziadi.

tra

nome paterno due fratelli, Danao


divenne re d'Argo,

asso in Grecia con


figli

sue

figlie e

di Egitto lo seguirono,
gli

e scongiuratolo di riconspose.

iliarsi,

chiesero le

figlie in

onsentisse alla loro richiesta;

ma

Pare ch'egli acnon fidandosi dei fi-

li del fratello, e informato inoltre dall'oracolo che arebbe privato dal trono da un suo genero, costrin-

le figlie

a giurare solermemente che avrebbero uccinella

gli sposi,

tutte

il

giuramento,
il

rb

in

vita

prima notte delle nozze. Mantennetranne Ipermnestra, la quale suo sposo Linceo, che pi tardi rile

nciliato
1

con Danao,
delitto,

loro

divenne re d'Argo. In pena Danaidi, secondo la favola, fu-

|ino

nell'Averno condannate ad attingertr incessan mente acqua per riempire un \aso senza fondo. Il

significato naturale di

272

Argivo moHe sorgen-

questo miti deve ricercarsi nel


territorio

fatto
ti,

dell'esservi

nel

ma

facilmente disseccabili;

Danao

rappresenta

la

industria

umana che

cerc con l'arte di rimediare alla

naturale deficienza d'acqua in Argo.

Danaro.
Civetta,

parola

che presso

gli

Ateniesi

era

sino-

nimo

di

danaro.

Plutarco racconta che un servo di


le

Gilippo ebbe a dire che sotto


ne dormivano molte civette:
affidatagli,

tegole del suo padre

perch Gilippo avendo

usurpata una parte di una grossa


scose sotto

somma

di

danaro

per essere portata a Lacedemonia, la nale

tegole della sua casa; e, pver legge,

non
al-

valendo
cos,
il

la

testimonianza
GilipipK),

dei

servi

contro

padroni
violare

servo di
oltre

con la suddetta astuta


il

lusione,
la

legge,

rese
il

ad accusare un servizio

padrone, senza
Ateniesi.

agli

Pecora.

Si

vuole

che

nome

di

pecunia derivasse da pecora;


si

perch ogni avere un tempo


greggi.
Il

stimava dal numero dei


di Severo re dei

primo conio delle

monde

Romani, portava animali d'ovile. Testuggine. Sulle monete dei Peloponnesi figurava il motto: Le tartarughe (danaro) vincono la virt e la sapienza. Vedi Moneta. Matteo {San)

Daniele.

Uno
tro
il

dei quattro profeti maggiori.

Agnello, Bec-

co con quattro corna, ricordando la sua profezia con-

ne:
cui

regno dei Medi. Drago, che fece uccidere. Leorammentando quelli che riempirono la fossa in fu calato. Vedi Profeti.

Daniele (San).
Palmatca. Palma.

Dannazione.
Sabina.

273

Danni derivati dall'indugio.


Riccio coi piccoli; perch quando
questo animale sente
i

la

femmina
dicesi,
si

di
in

dolori

del parto,

dugia a sgravarsi pi che pu, per cui avviene che, prolungando il parto, ne risente poi maggiormente dolore

nel

mettere alla

luce

piccoli

cresciuti

di vi-

lume.

Danni scambievoli.
Civetta
sivo
e

cornacchia.

Geroglifico

egiziano,
insidia
si

allu-

due nemici mortali, che con ogni


nuocersi
la

cer-

cano di che fra

reciprocamente; perch
la

riteneva
istinto

civetta e

cornacchia esistesse un
si

naturale di odio; e

che la cornacchia

sfogasse

rubare di giorno
questa
vetta,

le

uova della
rubasse
le

civetta,

alla luce diventa

quasi cieca.

sapendo che Mentre la cicornacchie,


il

a sua

volta,

uova

alla

per mangiarle.

Inoltre

credevasi

che mescolando

sangue della civetta con quello della cornacchia,


nessun

in

modo

potesse l'uno con

l'altro

unirsi.

Danno.
escrementi, la

Oca, che pascola, perch dove essa sparge i suoi vegetazione abbrucia. Topo, che reninservibile

de

tutto ci

che rode.

Nu-rasi che
topi

nella
gli

battaglia

di

Lanuvio,
e

avendo
di

rosicchiati

scudi, gli indovini predissero essere ci segno di gran-

dissima

rovina,

indizio

quei danni, che poi


fu

ne

seguirono.
i

Al

tribuno
gli

Carbone
i

segno

di

morte,

quando topi Nocumento.


18

rosero

legacci

delle scarpe.

Vedi

G. Ronchetti.

Danno
Tirso,
cio,

274

occulto.
la

cui

asta

di

legno
la

coperta di edera,
si

simbolicamente, sotto
il

soavit del vino


il

tro-

va nascosto

danno. Macrobio disse che


traverso,

padre
nel-

Bacco
l'edera.

ferisce di

con

la

punta nascosta

Danza.
Greci avevano personificata la danza in Tersicouna delle nove Muse, ma non era la sola divinit amica di quest'arte. Le altre Muse, le Grazie, le Baccanti, le Ninfe dei boschi, delle praterie e delie acque, e qualche Dio silvestre, come i Fauni e i SaI

re,

tiri,

sono spesso rappresentati dai

{joeti

e dagli
dei

arti-

sti

come formanti

dei

cori,

in

compagnia

Risi

e degli Amori, fanciulli caparbi e folleggianti. Cembalo, Crotalaria, Maschera, Tirso, ricordando

baccanali.

Danza dei morti. Nome di una pittura


presentavano
le le varie

allegorica nella quale

si

rap

forme e azioni della Morte nel varie condizioni dell'uomo, e che cos chiamossi

quel componimento consisteva una danza da essa condotta. Pare che l'idea d questa danza dei morti fosse originariamente tedesca e appartenesse alla poesia, ma fu poi argomento an-

principalmente perch

in

che
pi

ai

poeti e

artisti

d'Inghilterra e di

Francia.

La

1312, quella che Tedeschi trovasi in Basilea la Piccola. I Francesi e diedero a questo ballo sing'olare il nome di danza macabra. Parigi si dipinse una simil danza sui muri del cimitero degli Innocenti, intorno alla met secolo. Trovansi spesso di simili pitture nedel
antica,

che

risale

aW'anno

XV

gli

275

a
fresco,

antichi

cimiteri;

celebre era quella

ora

distrutta, del cimitero della chiesa dei

sobborgo
ta

di

San Giovanni

di

Domenicani nel Basilea. Questa danza

dei morti, erroneamente attribuita a Holbein. era sta-

dipinta

da ignoto

artista

in

lenza che impervers a Basilea nel


vasi

memoria della pesti1431. Componerap-

di

sessanta

figure

di

grandezza naturale,
mendicante,
i

presentanti

personaggi di ogni condizione, dal pa[>a


fino
al

dall'imperatore

quaH
Nel
in

tutti

erano dalla morte


secolo

invitati

a danzare, secondo che discrittivi sotto.

chiaravano alcuni versi morali sima voga e


citt.

XV
dei

questo genere di composizione


si

fu

in

grandis-

dipinsero

altre

simili

danze
titolo

molte

Goethe comp>ose una ballata col

Danza

morti, che fu tradotta

da A. Maffei,

della quale dia-

mo

il

seguente saggio:

La

fiera

congrega vuol darsi


ricco,

trastullo,

E
La Lo

l'anche e gli stinchi gi snoda alla danza.


il

Col povero
strascico

col vecchio

il

fanciullo

ridda s'intreccia, s'ingrossa, s'avoTza.

impaccia del lungo lenzuol;

E
Ne
Or
Di
Dardo.

poi che timore

si

non han del pudore.


lo

scuotono
s'alzano

terghi,

gettono al suol.

tibie,

piegan ginocchi;

V'accadono orrendi novissimi gesti. nacchere a guisa, di tasti mal tocchi. Vi scricchiola e crocchia lo strano tenor,

ecc.

Arma
lanciata

antichissima,

specie

di

freccia

che

veniva

mano. Vedi Teresa

(Santa).

Dattili.

Nome

che portavano

primi sacerdoti di

Cibele.

276

scopritori dell'uso del fuoEssi erano riguardati come dell'arte di lavorare quee ferro, del e co, del rame Passarono dalla Frigia nell'isola di Cresti metalli. stabilire i misteri religiosi della ta, e furono i primi a quella specie di medicina e pure Grecia, portandovi da formole magiche d'incanto, che era accompagnata del suono e del l'arte anche

Insegnarono

ai

Greci

ritmo

musicale.

Dopo

di

essere

stati

lungo

tempo

anch'essi nel nusacerdoti di Cibele, furono posti divmit domero degli Dei e venerati come geni o e mpreservativo di serviva mestiche. Il loro nome pencoli. Chiamanmaggiori nei fiducia vocavasi con attnbuivasi una idei alcune pietre cui
si

pure

dattili

virt miracolosa

talismani o e con le quali facevansi


al

amuleti che

si

portavano

pollice.

Datura stramonio.
parte di questa pianta inSi vuole che qualunque e si dice di ubriachezza specie una produca ghiottita e Malabar di ladri che le cortigiane dell'India e i cache coloro a prendere far delle Canarie usano di
;

di semi di stradono nelle loro mani un mezz'ottavo allo scopo di monio misto con un liquore gradevole,

turbare

la

mente e

poterli

pi facilmente

derubare,

dal che forse deriv il dato a questa pianta.

gannatore

nome di erba da incantesimo, Incanto inVedi Finzione

Simulazione.

Davide.

Re
quila.

simbolica. Leone. Da un centro dell'occhio dell'aquila di combattere Golia. sogno che il profeta ebbe prima baimi. i accompagnava cui con Diversi: Arpa,

a i J /iAmmali: d'Israele, guerriero e profeta. ne Davide Dante, con alto senso poetico, pose

277

Fionda, che gli servi per abbattere Golia. Salterio, Spada, con cui tagli la testa al filisteo. Testa di Golia.

Davide (San).
Collina, che
la
Il
si

sollev sotto

suoi piedi.

Colomba,
Pero.

quale
santo,

lo

indic ai suoi compagni. Fontana.


di unione,
in

come segno
ai

diede un ramo di quegli

sta

pianta

Gallesi,

guerra contro

Anglo-

Sassoni.

Debolezza.

Uomo
perch,
si

disteso

sulla

gramigna.

Topo

tramortito,

dicesi,

p>er

ogni minima privazione languisce,


volte

consuma

e
le

uscendogli
la

scampa poco, e il pi delle interiora. Di qui nacque il

muore
far

detto:

morie del topo.

Debolezza d'animo.
l'ergine
la

coi

capelli

tagliati.

Secondo
nei

la

Bibbia,
tagliati
i

forza di

Sansone risiedeva
fatti.
si

capelli,

quali,

venne facilmente preso.


curvato che

Debolezza nei

Uomo Decimo
Il

sostiene

sopra un bastona.

cielo.
di

nome

decimo

cielo,

chiamato anche Empireo,


seggio dei
beati,

davasi un tempo a quello che credevasi l'ultimo del

Trono
sa.

cieli,

ove dai teologi

si

costitu

il

di zaffiri. Il colore dello zaffiro era simbolo

dello splendore di quella luce che ogni altra sorpas-

la

similitudine
il

del

trono significa la sua fer-

mezza, perch
tondit
fissa,

decimo cielo preso come una roferma e senza moto. I Gentili posero
quale indizio della ferma eternit;
fa

Giove
cje

sul

trono,

stando ferma

muovere

il

tuttp.

Prima
nel
di

278

Decorazione mlitape.
riprendere le
ostilit
istitu

contro

francesi,

1839 Abd-el-Kaden

fra le sue truppe

una

al portavasi decorazione militare la quale consiste m essa cammello; turbante e alla corda del cbque dita per il pnmv una mano d'argento, con e con selle per il gragrado, con sei per il secondo decoloro cui conferita, questa do pi elevato.

attaccata

cora^ione attribuisce, fra

gli

altri privilegi,

quello di

sospendere la

mano
il

della giustizia,

quando un deco-

rato intercede per

colpevole.
.

Decreto.

di donna, che molto venerata, in sembianza Si crede che pesce in terminava dall'ombelico in gi (vedi). Alatgale di la stessa divinit

Dea

sia

Dedalion^.
Fratello di Ceice.
te di

Tanto

si

, addoloro per la mori

ma

del

Chione monte Parnaso,


figlio

gi dalia ci^ sua figlia, che si precipit Apollo lo cangio in jalco.

ma

^
A?!nise,

di

Eupalamo.

Egli
lui

fu
si

l'artefice
1

mdeve tempi, e a pi ingegnoso dei suoi meccanici e strumenti altri venzione del cuneo, di i navigare. Fece statue che dell'uso delle vele per pnu e .1 animate; muovevano da s e parevano facesse alle statue e che le occhi gli aprisse che mo nipote dall'altro. Uccise suo
Toi piedi staccati tIio, al pari di

figj- /-r lo superasse poi -1 finestra, per paura che Quivi lece .1 Creta a ricovero fuge da Atene e si MiPasifea. moglie del re celebre lahlnlo, e aiut perci il passione; sua la brutale nosse, a soddisfare

Im

l'uno valentissimo,

gettando

da una


re

279

da
lui

Io

fece

rinchiudere nel

labirinto

costrutto.

Quivi,
figlio

secondo la favola, fece per se e per il suo Icaro, che gli era compagno di prigionia, ah
di cera,

di

penne e

con cui

tutti
il

e due presero

il

volo

e fuggirono

da Creta.
cadde
Icario.

Ma
in

calore del sole avendo

disciolto la cera delle ali di Icaro,


in

che volava troppo


in
il

alto,

questi

quella parte del mare, che


si

fu poi

detto

Dedalo
ricevuto
in

ricover

Sicilia,

dove fu
poi
lo
lo

ospitalmente

da Gxalo,
stufa,

quale
re-

fece soffocare

una

perch Minosse
gli

stituiva

minacci di dichiarargli la guerra, se non fuggitivo vivo o morto. il

Dedito alle cose terrene.


Chiocciola
bia
reni,
tali.

che,

secondo

gli

interpreti,

nella
affetti

Bibtei-

simbolo di un
dedito
ai

uomo
e

schiavo degli
nei

sensi

ingolfato

piaceri

bru-

Del.
Gli uomini, alzati
la
gli

occhi al cielo, contemplando

miracolosa disposizione dell'universo, pensarono che


esistere Colui,

doveva
e

che con

infinito

amore

e potere,
le

somma provvidenza

ordina e governa tutte

cose,

ne ha continua cura.

questo essere supremo fu

chiamato Dio; perch datore di tutti i beni, etemo, infinito, invisibile. Ma la debole natura dell uomo, e la sua mente incor pi debole di essa, quando ard
spaziare

da

s sola

neU'immensit del creato, non fu-

rono bastanti a guidarlo nell'importante ricerca e Io deviarono dal vero. Perduta la vera Divinit, l'uo-

mo
e
il

volle vedere

con

gli

occhi
il

del

corpo,
la

e ci
le

fu

occasione di credere
cielo fossero

che

sole,

luna,

stelle

Dei. Di poi questa credenza and


crescendo
cati
in

280

giudibestie,

modo
come
alle

Dei,
lutti

tali

che perfino uomini furono anche le si adorarono


si

e a

s'innalzarono simulacri, ci che


virt,

fece an-

che non solo


ciascuno

ma

anche

ai

vizi,

dando a

loro nome di Dio e di Nume; a quelle il Geni buoni, perch fossero presenti e giovassero; a questi. Geni cattivi, perch non nuocessero e stesse-

ro lontani.

Perci presso

gli

antichi vi fu un'infinit

citdi Dei, poich non soltanto le nazioni, ma ogni t, ogni luogo, ogni passione umana, e ogni persona, L'Asia, che si pu dire, se ne faceva a modo suo.

fu certamente la culla di tutte


to

le

societ

umane,

tan-

feconda di creazioni religiose, trasmise le sue favole all'Egitto, che le pass alla Grecia, la quale le modific e le arricch di finzioni. L'uomo avendo una
tendenza speciale a prestare un corpo, una volont e passione a tutti igili oggetti di cui non arriva a conoza misura
tranne
scere l'origine e lo scopo, moltiplic le sue divinit sene non potendo pi supplire loro altre forme
;

quella

degh
che

esseri

che conosceva,
gli

ne

venne,

naturalmente, ne; quantunque, secondo Plinio, nei primi tempi dopo diluvio universale, quando gli uomini abitavano sotil
to le quercie,
sacri;

vest

tutti

Dei

di

forme uma-

avevano queste per perch le quercie davano

Numi
loro

e pe.

tempi

ghiande,
e dalle
si

con
in-

cui vivevano,

e riparandoli dalla pioggia


in

temperie.

E, secondo Pausania,
pietre

Arcadia

adora-

vano trenta
delle quali

quadre senz'altra figura; ciascuna

aveva il suo nome di diversi Dei. Inoltre l'origine del culto delle divinit abbia che opinione avuto principio con la venerazione dell'asta, e perci
quest'arma era simbolo della divinit. L'uso delle
sta-


tue

281

ai

oer

rappresentare
ai

gli

Dei, venne dagli Egiziani

trasmesso
tutti
i

Greci e da questi pass


degli

Romani. Non

simulacri
il

d'essere

loro

Dei erano raffigurati in modo simbolo da tutti compreso, poich gran


si

parte delle cose


sacerdoti

tenevano occulte
il

in

modo
e
gli

che
altri

soli

ne

sapevano

significato,

ac-

cettavano ci che a
rare
oltre.

tutti

era lecito sapere, senza cuprincipio

Gli antichi

in

fecero

loro

si-

mulacri di legno:

cipresso, loto, bosso,

quercia

pero

e radice d'olivo; perch consideiavano la pietra materia

troppo dura per farne dcgH Dei, e ritenevano


e

che l'oro
sterile

l'argento

fossero

quasi

fece

della

terra

infeconda, perch dove esistono miniere

di

questi metalli, di rado

produce

altro:

gli antichi

chia-

mavano

quella terra inferma e mfelice, che non produceva erba, fiori e frutti, di cui {Stessero nutrirsi e vivere. Pare che anche Platone volesse che gli Dei
si

facessero di legno; p>oich


degli

dice:

abitazione
loro
cose,

Dei, non

si

Essendo la terra deve fare di questa le


le

immagini n d'oro,

d argento, perch sono


possiede.

per cui nasce invidia di chi

questo riguardo Lattanzio dice che

le statue degli

Del

mostravano l'avarizia degli uomini, i quali sotto veste ci religione si prendevamo il piacere di aver oro,
avorio,

gemme

e altre cose preziose, facendo di quelquello che rappreesso

e le sacre immagini, le quali avevano care pi per la


nateria di cui erano fatte che
p>er

sentavano.
/orio
lette,

Tornando
non

Platone,

dice

che

l'a-

cosa che prima aveva anima, e poi la perperci

buono per farne


il

statue

agli

Dei,
li

e soggiunge che n

ferro a
si

ci

buono,

altri metalli

duri, perch

adoperano nella guer-


ra,

282

Secondo Plinio^
in

e sono strumenti

d'uccisione.

di GioPopulonia esisteva una statua molto antica fu fatta Esculapio a Come sola. vite ve, fatta di una (agnocasto), e dalla materid viticcio

una statua

di

della

statua

fu

detto

Agnite.

L'uso delle statue di

fu soggiogata dai metallo venne dall'Asia, quando Romani. ~ Uei, diRomani numeravano pi di trentamila I
,

visi

in

categorie.

Il

Primo

orbine

era

dodici
del
si

grandi numi

{Du majorum
venerati

gcni'mm)
sotto

composto di o numi

consiglio

{consenies),

nomi

diver-

Estia-Vesta,

Greci e dai Latini chiamati Era-Giunone, Pallade Atena-Minerva, Afrodite-Venere, Demetra-Gerere, Artemide-Diana, PosidoneZeus-Giove, Ermes-^Mercurio, A.res-Marte, questo Febo. o Nettuno, Efesto-Vulcano. Apollo principali, divinit altre aggregate ordine erano pure sekcii, e furono Giache i Romani chiamavano Dii mitologia greca), Crono ( che non ha riscontro nella Silene-Luna, AElio-Sole. no-Saturno, Rea-Cibele, o Dio Demone-Genio Dioniso-Bacco,
dai

rispettivamente:

des-Plutone,
Il

tutelare.

nori

Dei misecondo ordine, ossia quello degli principalcomponevasi {Dii minorum gentium),
di

mente
sia

due

classi:
ascritti

1."

degli
le

Dei

detti mJ.gefes. os-

degli eroi

fra

divimt

come

semidei;

ho2" dei semones, cos chiamati quasi fossero semi deg.i maggiori e Dei mnes, vale a dire minori degli era infinito. I boschi, uomini. Il numero di questi popolati di l^auni, prati, le solitudini erano
fiumi
i

di Silvani,

di

driddi,

ecc.

vqIo

degli

Zefiri;

Ninfe, di Driadi, di Amadal L'agitazione dell'aria era prodotta l'arcobaleno era la via percorsa
Satiri,

di


da
Iride;
il

283

la

la

rupi era natura sotto l'incanto della ridente mitologia era dotata di vita e d'intel-

suono stesso ripercosso dalle


infine

ninfa

Eco;

tutta

letto.

Dei tutelari.
Teste,
scolpite

due.

con

le

lettere

DM.

ne.

monumenti
consacrata
dei morti.

antichi,

{diis manlbus); indicano che la tomai

ba

stata
tutelari

raccomandata
Egiziani,

Dei mere

Mani
senza

Gli

volendo
teste

esprial-

la stessa

cosa, raffiguravano
(vedi

due

cuna inscrizione

Custode).

Deianira.
Figlia
di

Eneo,

re
le

dell'Etolia.

che
Il

Narra
a
colui

la

favola

sua bellezza
mostrato
il

procur molti adoratori;


soltanto
tra
i

padre promise di
il

ma
sa-

darla
p,
e
^

che

rebbesi
=ole

forte

pretendenti.

fu

vincitore,

spos Deianira.

Er Viaggiando
offerse
di

Leianira col
enti

dell

manto, furono arrestati dalle gonfie corEveno. e il centauro Nesso si

)ortare

Deianira sana e salva sull'altra sponda. Er;oie acconsent, ma appena che il centauro tocc la riva ento di farie violenza a vista del marito, il quale,
prcolo di mira, lo feri

mortalmente con una freccia awe2nata. Nesso nel morire pens a vendicarsi, e diede Deianira la sua camicia intrisa nel proprio sanue avvelenato dalla freccia, dicendo che essa avrebe
>
ta

la

da

el

il marito qualora fosse preamore. Essa accett il dono, e quanErcole si mostr infedele, gli mand la camicia centauro, che da lui indossata gli fu causa

Virt di

richiamare

illegittimo

di

una

lorte
lorte,

straziante.

Deianira, inconsolabile per la di lui di CUI era stata cagione involontaria, per di-


sperazione
si

284

suo sangue nacque una

uccise,

e dal

pianta chiamata ninfea.

Deidamia.

Due donne di questo nome sono principalmente nominate nella mitologia. La prima, detta anche Ippodamia, era figlia di Adrasto re d'Argo, e sposa di
Piritoo, le cui nozze furono insanguinate dal famoo combattimento dei Centauri e del Lapiti. L'altra, figlia
di

Licomede

re

di

Sciro,

'"sola

del

divenne segretamente madre di Pirro


per opera di Achille, guerra di Troia.
trafugato dalla

mare Egeo, o Neottolemo

madre Teti a

quella corte, in vesti femminili, per allontanarlo dalla

Delfnia.

Soprannome d'Artemide
Delfnie.
Feste che
tanti
si

in

Atene.

celebravano specialmente dagli


in
altre
citt

abi-

di

Egina
in

onore di Apollo Delfico. Celebradella

vansi
sette

pure

Grecia,

in

Atene
e

giovani e sette fanciulle portavano al tempio di


di

Apollo Delfico rami d'olivo avvinghiato


di lana

bende

bianca

al

modo

dei supplicanti.

Delfnio.
Pianta a fogliame leggerissimo e a fiori bizzarri, chiamata consolida regale, o fior di cappuccio. Vedi Incostanza Leggerezza.

Delfino.

Fra

muti

abitatori

delle

onde

il

delfino

uno
cochi'

dei pi decantati dai

poeti,

avendolo considerato
si

me amico

degli

uomini;

racconta

perfino

ne avesse salvati diversi dalle onde. Vedi

Amore

pei

285

Animo grato Andrea {Sant') Bacco Carro tirato da delApodo Delfico Cerere Negra Fuga Celerit moderata fini Ces Cristo Impero del mare dai pericoli
bambini

Infedelt degli adulatori

me
to

Nettuno
Fe/ocit
il

Piet per

Migrazione Salvamendelle
anii

morti

Venere.

Delfo.
Citt della Focide, e
i

una delle pi famose presso


di

Greci per

suo santuario di Apollo. Narra la legin

genda che Apollo,

cerca

un
il

sito

per fondare

un oracolo, giunto a Crissa sotto


subito le
sotto
la

monte Parnaso,

invaghito della solitudine e sublimit del luogo, pose

un tempio, che fu poi finita fratelli Trofonio e Agamede. Uccise poi l'immane serper.te che infestava queldi

fondamenta

sorveglianza

dei

le

regioni,

e dal putrefarsi del mostro,


Pito,

chiamato
sacerdoti,
sulla
tese

Pizio

il

nume.
in

il tempio fu Gli mancavano


i

ed

egli

trasformatosi

delfino,

trasport

sua schiena nel golfo di Crissa una nave creveleggiante


vi

da Gnosso, e
la
citt
il

Cretesi

sbarcati

da

quella

fondarono

di

Crissa

divennero
ave-

sacerdoti del

tempio, e
di
la

nume imjxKe

loro di veli

nerarlo col

nome

va incontrati sotto

Apollo Delfico, p>erch forma di un delfino.

Deliberazione.
Sedere,
quistano
le

allusione al detto:
vittorie.

Romani sedendo

ac-

Delicatezza.
Ccherchia. Spugna.
o
di

Plutarco cita il seguente detun certo poeta comico: Se pi tenero di una


spugna, non fo* divenlar
le

286
il

suo corpo, parlando del-

bastonate,

con cui uno doveva essere battuto.

Delicato.

Uomo
Delirio.

ozioso

vestito

di

seta.

ta dagli stregoni per

Mandragora. Pianta, che una volta era adoperaprovocare un delirio furioso.

Delitto.

Pugnale.
Delizia.
Fragola.

Delizie.

Topo bianco; con cui tanto gli Egiziani quanto Greci simboleggiavano le carezze degli amanti; ritenendo questo animale assai lascivo. E che gli amanti

usassero di vezzeggiarsi col nomignolo di


il

lopo,
e

lo
gli

dice

seguente verso:

Poich topo mi chiami,

occhi tuoi.

Delizie lussuriose.
Porco. Dicesi che
in

un tempio di Tebe

esistesse

una colonna in cui erano incise molte maledizioni contro il re Mene, rappresentato da un porco, il quale costumi degli Egiziani, fu il primo a corrompere
i

alterando la loro vita semplice e sobria, introducendo


il

lusso,

di

moderati
Perci

li

fece intemperanti,

di for-

ti,

eftemminati.

vollero

che

fosse

rappresen-

tato
si,

da un porco. Plotmo, parlando


della
le

della palingenedelle
la

cio

rigenerazione,
di

ritorno

anime,
vita
Li

dice che

anime

coloro

che spesero

piaceri lascivi e disonesti, ritornano in porci.


Delta. (A)

267

Nel termine
re-

Quarta
ligioso,

lettera dell'alfabeto greco.

denota un triangolo circondato di raggi, nel quale disegnato un occhio e le lettere ebraiche che comi)ongono il nome di Jehovxh. Vedi Dio.
D. M.

Vedi Dei Melari.


o genio della
terra,
si

Demogorgone.
Divinit

che era adorato so-

pra tutto nell'Arcadia.

Lo

rappresentava

come un

vecchio pallido, macilente, coperto di musco, che abitava nelle viscere della terra in
ternit

compagnia dell'E-

del

Caos. Consideravasi come generato da


le cose.
si

nessuno e padre di tutte


to della

Narrasi che, annoiacostruisse


in

solitudine

sotterranea,
s'assise,

una

pic-

cola palla,

su
tutta

cui
la
in

levatosi

aria

girasse

intomo a
il

terra

e formisse

in

questo

modo
insi

cielo.

Gett

questo cielo un po' di


il

fango

fiammato, che form


sarono, e

sole.

Il

sole e la terra
il

spola

da questa unione nacque


terrore
il

Tartaro e

Notte. Credesi che questo Dio sia stato piuttosto oggetto

di

che di culto,
i

proferirne

nome, e solo
produrre
gli

nelle loro esorcizzazioni,

e infatti non osavas maghi se ne servivano quando l'arte loro da se non


effetti

bastava
vano-

che

se

ne

aspetta-

Demone.
Dal greco damon,
i

dio,

genio.

demoni,
e

sono
sono
ci

esseri

intermediari
di

Secondo Platcme fra gli Dei e i


e

mortali;
agli

incaricati

interpretare

portare

Dei
uni,

che viene dagli uomini, e a questi ci

che viene dagli Dei;


degli e
la

come

le

preghiere e
altri.

sacrifizi

volont

degli

Sempre secondo


Platone,
i

288

d'aria,

demoni sono
cielo,

vestiti

vagano
segreti

al

di

sopra del

girano intorno alle stelle e fanno sog-

giorno sulla terra;


l'avvenire,

vedono senza velo


gli

del-

e regolano

eventi a loro talento.

Ogni

mortale alla sua


ticolare che lo

neiscita affidai-'

a un demone partermine della sua

accompagna

fino al

carriera vitale, e ne conduce l'anima al luogo in cui

deve essere purificata o punita.

Demonio.
Spirito del
di

male secondo

la

credenza

cristiana.

Ve-

Diavolo.

Denaro. Vedi Danaro. Dente di elefante. Vedi Sonno.


E' mani aperte dietro le orecchie. Inoltre perch l'asino aprendo il suo lungo muso e sporgendo fuori le labbra, mostrando denti, sembra ridere. Quando a Diogene fu detto: Molti ridono del caso tao; egli rispose: E rasino si ride di loro; ed essendogli stato replicatoSi, ma coloro non si curano dell asino; N io altres mi curo di loro; ribatt Diogene. Cicogna. Dicesi che i cortigiani, volendo beffeggiare e schernire qualcuno costumassero percuotersi il capo con le dita raccolte e tese, a guisa di becco di cicogna. Gesto ancora in
nel senso ridicolo.
le
i

Derisione. Asino. Animale preso sempre

noto l'atto di beffeggiare nel porre

uso.

Deserto. Vedi Giovanni


{San).

Battista [San)

Girolamo

Desiderio.
Garofano.

289

Desiderio ardentissimo.
Cerva, che guarda nell'acqua di una fonte. Nella

Bibbia
rivi

si

legge:

Come

la

sitibonda cerva desidera


te

dell'acqua, cos anche V anima mia a

Dio:

per-

ch,

dicono
di

gli

interpreti

della

Bibbia,
nel

la

cerva

talmente
serpenti

natura

calda che gode


e

mangiare

freddissimi,

dopo

la

digestione

eccitandosi

sempre pi il calore naturale, con desiderio intenso va cercando l'acqua dei freschi ruscelli.

Desiderio carnale. Mosca.


Desiderio di dominazione.

Uomo

coi

caF>elli

crespi

che cavalca un castrone.

Desiderio
la

di

grandezza.

Senape. Ramoscello di questa pianta strappato con bocca, quale simbolo di mente e di pensiero che si
allusione
alla

elevano;
di

propriet

eccitante

del

seme

questa pianta.

Desiderio di pace. Donna seduta in tribunale con


zaia.

la

mano

destra al-

Desiderio

di

supremazia.
altro.

Uomo

che guarda un cavallo sopra un

Desiderio intenso.
Ciacinlo
giunchiglia.

Desiderio sfrenato. Dipsa, presa come simbolo

della
S.
in

stessa

sete,

coallu-

me
seo,

spesso
ali

si

trova nella Bibbia.


fu guari^o

Ambrogio
casa del

dendo
deramo
19

idropico che

Faridesi-

dice:
i

empia cosa

l'aver sete,

quando

si

beni terrestri.

O. Ronchetti.

l-)\}

DesolsuEone.
Piaga.

Destino.
Divinit o volont divina che regola in

modo

fa-

gli antichi il Destitale gli avvenimenti futuri. Presso rappresentano era figlio del Caos e della Notte, e in mano, un'urna con vasi sopra un globo terrestre e

Canapa dove erano racchiuse le sorti dei mortali. filo del nostro destino che al allusione Probabile Uno. questo simbolo difilano le Parche. Alcuni spiegano
cendo che
il

lino,

al

pari dell'uomo
il

(Adamo), projI

viene dalla terra; e che

lino

spezzato significa

ritorno dell'uomo alla terra. Vedi Fato.

Determinato numero
ScToja.

di anni.

Presso

gli

antichi,

vesse partorito dei porcellini le mammelle, era segno di

quando una scrofa ain numero maggiore del-^ un dato numero di anni
Si
volle

determinato

dai

porcellini.

perci

che

la

mise alla luscrofa che in Lavinio (oggid Pratica) pasidovevanoi che segno fosse ce trenta piccoli,
sare trent'anni,

prima

che

si

costruisse

la

citt

di

Alba.

Deu cai ione.


Pandora e marito di dePirra. Secondo la leggenda. Giove irritato dei distruggere per diluvio un mand uomini degli litti
Figlio
di

Prometeo e

di

la terra;

si

e sua moglie, su
siglio

poterono salvare soltanto Deucalione una nave che si costruirono per con-

di Prometeo, la quale dopo nove giorni di navigazione approd sulla sommila del monte Parnaso. Allora essi consultarono l'oracolo di Temi, per sapere come popolare la terra, ed ebbero per rispo-

sta
le

di velarsi

la

faccia e di gettarsi dietro le spalle avola,


terra,

ossa

della

loro

perci

essi

gettarono
di
tutti

le
gli

pietre,

ossa

della

che

l'avola

uomini.

Ogni

ciottolo

gettato

da Deucalione diven-

ne un uomo, e da ogni pietra gettata da Pirra nacque

una donna.

Devastazione.
Formica e un mazzetto
ziani,

di origano

presso gli Egidei

simbolo della distruzione e rovina


possessioni e
abitati;
la

campi,
ix>polo

delle

dei

luoghi

abbandonati, che erail

no
e

stati

rappresentando la formica
lo

l'origano

solitudme e

spopolamento.
si

Perch
o zolfo
usa-

voievisi

che mettendo l'organo dove


po'
esse

trovassero le
sale,
il

formiche, spargendovi sopra un


in

di

polvere,

avre'obero

abbandonato
Perci
gli

formicaio

andando a

stabilirsi

altro\e.

antichi

vano mescolare e spargere l'origano selvatico intor no ai mucchi delle biade, affinch le formiche non
portassero via
il

grano.

Devozione.
Candelabro
Rosario.

acceso

davanti

al

tabernacolo.

Oro.

Turibolo.

Diacono. Dal greco


mente
gelo.

Jio}(onos,

servo.

Ministro

immediatail

inferiore al

sacerdote:

prete che canta

van-

Dalmatica. Evangelario.

Diadema.
In origine era una
la

favola
di

mal
delle

benda di seta o di lana, che da Bacco, per sollievo del capo prodotto dal bere eccessivo. Il diadema
dice inventata
e

divinit

dei

re

d'Egitto
il

portava

del

serpente

sacro.

Oggid

diadema

il simbolo una specie

di

292

Angelo Dominazione Dominazioni Melpo mene Regia raggi. Vedi Ecatc Luna. Diadema
potest
Virt.

corona

ornata

di

perle

pietre

preziose.

Vedi

di

Dialettica.
L'arte
di

ragionare

con

Animali: Ragno, con logiche, o con sottigliezza. le argosimbolicamente raffigurare volle cui Aristone

stringenti

argomentazioni

Zanzara, la mentazioni artificiose, prive di utilit. volta posata una volo, quale, quasi impercettibile al stimolo, o sottilissimo e acutissimo con sul corpo punge con tenui pungolo, al pari della dialettica, la quale gli atrafigge e punge stimoli e acutezze di parola, l'inche assalisce, ardore e astuzia nimi, con tanta venga 1 indonde comprende ne vede, ne gannato
ganno.

Diversi:

Mano

con

le

dita strette in pugno..

e brevit de^ quale manifestazione dei passi stringenti Paglia argomenti dai quali sorretta la dialettica.
gli

in pi mo misurata col moggio. Zenone, che soleva paragonava le dialettici, del di schernire le arguzie non si misurasse il alle misure giuste, con cui per

frumento,

ma

la

paglia e

il

letame.

Diamante.

Da
causa

una parola
la

greca
Il

che

significa

indomabile,

sua durezza.

pontefice

degli

Ebrei por-

forma di steltava sul petto un ornamento d'ore in circondato diamante un figurava centro cui nel la,

d due smeraldi;
voleva
consultare

e nei sacrifizi,

quando

il

pontefice

Dio

per
al

preghiere, su tale ornamento, e interrogava

alzate le

mani
il

qualche cosa, cielo, volgeva

d-^po
gli

le

occhi

Dio su

ci che desi-

derava aver

risposta;

quale se

prometteva

cose

prospere e
vissima;
siderio,
felici,
il

293

di

dieonantc scintillava

luce

vi-

non prometteva cose secondo il deallora il diamante non si cambiava; mentre


se
di

ma

appariva
nato
il

color
alla

sanguigno,
morte.

popolo

se Dio avesse destiVedi Sole Stabilil.

Diana.

Dea
tutta

che

fu

anticamente

adoiata

Roma

in

l'Italia,

protettrice

della caccia.

La chiamavaterra

no Luna o Febea
nell'Inferno.

in cielo.

Diana

in

ed Ecale

Aveva ancora
da
lei

molti altri soprannomi seonorati.

condo

luoghi

particolarmente
castit,

Era

creduta la

ed era talmente vergognosa che cangi Atleone in cervo, per averla guardata mentre si bagnava. Diana aveva un seguito di bellissime Ninfe, e voleva che fossero pudiche al p>ari di lei; si dice per che Junasse il pastore Endimione e che spesso di nof^e scendeva dal cielo
della

Dea

per venirlo a trovare


cia,
I

.Andava continuamente a cacecc.,


in

e non abitava che le selve seguita dai suoi cani.


i

Satiri,

Fauni e Driadi,

celebravano

feste

Ninfa tutta succinta, coi stivaletti rossi coi capelli un po' sparsi e graziosamente annodati insieme con un velo o ima benda, con una mezzaluna in testa, e talvolta su un carro tirato da due cerv^tte, armata di arco e di faretra piena di frecce. Animali: Cane, Cerva, dai piedi di bronzo e dalle corna d'oro dei monte Menalo, consacrata a Diana, ed era vietato ucciderla. I Romani appendevano le coma di cerva nel tempio di questa Dea. Cinghiale. Vegetali: Agnocasto,
in

suo onore. Rappresentavasi


;

abito di

simbolo di

castit.

Diana Lucina. Vedi

Lucina.

^-

294

,
.

Diaspro.
Principati

colon. Pietra preziosa di diversi

^ Vedi Grazia
xr
i

Sapienza

Sincmt.
,
,
.

Diavolo.

Nome
lore),

derivato

equivalente

dato agli perch p-etendevano di eguacapo, cacciati dal cielo paesi, al volgo si rappregHarsi a Dio. In tutti i
senta
gri
il

greco daholos (calunniatore) accusa-^ (avversano, satan all'ebraico al loro specialmente angeli reprobi, e
dal

^N

diavolo

come un mostre
il

nero, rnentre
Il

ne-

gli

attribuiscono

colore

bianco.

cristianesigli

mo

lo

artigli

pipistrello, rappresenta peloso, con ali di e corna coda coi. mani, ai piedi e alle
i

(le

essenziale dei diavoli, corna sono una parte importanza, e lor vengono grande pi vi annettono la muniti di forcone e uncmo si degradano);
tolte

quali

quando

di catene per mcatenarli. per tormentare i dannati, e colon: fulvo ne^ quattro Ai diavoli furono dedicati sotto cui toranimai, principali ro, rosso e verde. I simboleggiava, che o uomini agli ma si presentarono Corvo, perch nero come no il diavolo sono: Becco. biblico. Pipistrello, alludiavolo. Drago, simbolo il Rospo. Serpente, ali. sue sione al suo colore e alle Eva. /olpe, tento diavolo il sotto la cui sembianza se ta del certa astuzia. Una che simboleggia la sua "" non -^ Giappone persuasa che il diavolo ^^ Agostino (Sj"') --1

volpe.

Vedi Agnese {SanO Antonio Andrea {SanC)


(San)

Bernardo (San)
[Santa)

Maddalena
(San).

(^-0 - ^-^^^^^ - v - tUg^o - M-^ Martino


{Sant)
[San)

chele

2^5 -

Dice.
Personificazione
di
T emi.

della

giustizia,

figlia

di

Giove

Essa era considerata come una delle


fatti

ore.

vegliava sui
di

degli uomini e avvicinavasi al trono

Giove lamentandosi tutte le volte che un giudice violava la giustizia. Nei tragici Dice apparisce come una deit che punisce severaunente ogni ingiustizia, vigila severamente sul mantenimento della giustizia, e trafigge il cuore dell'ingiusto con la spada fabbricata

da /Esa. Aveva per


dello
spirito.

figlia

Esichia,

cio la tran-

quillit

Dice

era

rappresentata

come

una bella donna in atto di trascinare con una mano Adica (l'Ingiustizia) nel mentre impugna coll'altra
un bastone con cui
la

p>ercuote.

Dicembre. Mese consacrato


alcuni a sua
figlia,

anticcunente

Vesta),
II

in

a Saturno (secondo onore del quale si cein

lebravano
questo
quasi

Saturnali.
il

giorno

cui

ha luogo
celebrato

ili

mese
tutti
i

solstizio

d'inverno

fu

da

popoli
nascita

antichi

con gran solennit c<Mne


I

giorno

della

del Sole.

Persiani

festeggiai

vano quella
ci

di Mitra, gli Egiziani di Osiride,


i

Gre-

di Ercole,
il

popoli del
solstizio
il

Nord chiamavano

la notte

che precede

evo

si

personificava

madre delle notti. Nel medio mese di Dicembre con im uo


della

mo
se

che uccide un porco. L'attiibuto di questo me-

una

torcia,

quale simbolo

breve

durata

dei suoi giorni.

Vedi Zodiaco.

Dlcerlon.
ta

Candelabro a due bracci, dai quali ciascune porun cero acceso, con cui il vescovo, secondo la

- 2% liturgia
al

di

Costantinopoli,

impartisce

la

benedizione

popolo.

Vedi Ges

Cristo.

Dichiararsi vinto.
Porgere erba con
antichi
la

mano,

gesto

che

presso
si

gli

equivaleva a confessarsi vinto da chi

por-

geva l'erba, assoggeltandosigli. Uso, dicesi, introdotto nei primi tempi dai pastori, i quali- nella sfida alla
corsa, o altra contesa fa loro,
il

vinto strappava dal


vincitore.

suolo

dell'erba

per porgerla

al

Dichiarazione di guerra. Vedi Guerra


Dieci.

intimata.

Vedi

A'uTTteri

simbolici.

Difesa.
Animali: che
di lupi

Volpe,

che porta
i

una

Scilla

marittima

nella sua tana, in dilesa contro


i

lupi; perch credevasi

toccando

la

scilla morissero.

Agrifoglio, albero munito di spini.

Vegetali:

Diversi:

Pelle
fra

foca portata

indosso,

perch

si

credeva che

tutti gli

animali acquatici, la foca noin venisse colpita

fulmine. L'imperatore Augusto conservava gelosamente una pelle di foca per ripararsi dal fulmine. Scudo, emblema principale della difesa. Furono ritenuti per vili soldati che avevano pi speranza

dal

di salvezza nello scudo che nella spada.

Difetto.

Giusquiamo nero.
sgradevole
e

Pianta
piena

malefica

di

odor
difetti.

forte^

velenosa,

quindi di

DifTamazione.
Corvo.

Diffidenza.
Ciclamino, allusione
coli.

al

fenomeno dei

suoi

pedun-

Digitale.

297

Bella pianta perenne ve-

Dal

latino digitus,
le

dito.

vengono usate in medicina, come rimedio potente per regolare movimenti del
lenosissima,
cui
foglie

cuore.

Vedi Consolazione

Lavoro

muliebre.

Digiuno.
Cefalo. Si vuole che questo pesce non
dei
rifiuti
s'

nutri che

del

mare,

in

modo

che

pu considerarsi

sempre digiuno.

Dignit.
Vegetali:
questo
di
fiori.

flore

Garofano. Nelle isole delle Molucche. segno di distinzione. Magnolia a gran-

Diversi:

Azzurro. Chiavi. Corona.

Dignit sacerdotale.
Patera,

che

sacerdoti

adoperavano

nei

sacrifizi.

Dignit sacrosanta.
Corno. Presso
to dagli
le

gli
i

antichi,

tanto dai Gentili, quan-

Ebrei e
luna,

Cristiani, le

corna di cervo e quel-

della

furono sempre ritenute come segno di


il

onore e di potenza. Nella Bibbia,

corno

spessissi-

mo

preso per la potenza regale, per

una certa conil

nessa somiglianza che

hanno

il

*_orno,

raggio e la

corona.
na,

Perci

Mos

viene rapp esentato con le cor


i

che simboleggiano
il

raggi

di

Sole,

cui splendore gli

Israeliti

fuoco del Divino non potevano sopparlasse loro ve-

portare, perci ottennero


lato.

che
la

Mos

Presso

gli

Ebrei

medesima parola esprime

corno e corona.

Dignit Barba

virile.
(vedi

Uomo).

Diletto.

298

parte
diletto

Pomo. Secondo la maggior pomo di Adamo simbolo di


sessuale.

dei

teologi,
di

il

piacere

Diliezian.

Termine

ascetico.
pietra.

Affetto, cura

diletta,

spirituale.

Granata,

Diligenza paterna nel l'ai levare


cura nel
covare e ciistodire
le

figli.

Siluro glauco. Dicesi che questo pesce abbia gran

uova, deposte

dalla

femmina, fino a quaranta o cinquanta giorni, e non abbandoni i piccoli nati se non quando sono capaci
di difendersi dagli attacchi degli
dicesi essere la
altri pesci.

E. tanto

sua affezione che piuttosto di abbanle

donare
scatori.

le

uova, se tirate sulla riva,

segue con tale

persistenza,

da

lasciarsi

prendere facilmente dai pe-

Diluvio. Vedi Salvezza umana.

Dimenticanza.
Lunaria maggiore.

Dimora
costrutto

stabile.
sasso.

Aquila che porta un


il

Credevasi che l'aquila^


di

nido,

avesse

cura

mettervi

dentro u(
si^

sasso per renderlo maggiormente


curo.

fermo, stabile e

Dinasti

()

Del dinasti.

Con
nastia

questo

nome vengono
gli

qualificati,

nel

sistemi
alla
dij
li

storico dell'Egitto,

Dei che fecero parte

egiziana, cio
tutti

che regnarono sugli uomini.


l'ordinatore del
il

pi antico di

stato Fta,

mon^

do

fisico,

l'Efesto dei Greci e

Vulcano

dei Latini


Dopo
lo

299

di

lui

spazio di

30.000

regn sugli uomini Fre, o il Sole, per anni; Crono o Saturno gli venaltri tutti

ne dopo, e con undici dettero, regnarono in


dei

Dei che a questo succe3.984 anni. Otto semiper


il

occuparono
7
anni,
fra
gli

poi

il

trono

solo

spazio
i

di re
in-

e dietro

a questi vennero per ultimo

scelti

uomini:

ed da questo punto che


la

comincia

effettivamente

storia

dell'Egitto.

Dio.

La
tivi

materializzazione

di

Dio ripugnava
simix)lico.

ai

primi

cristiani.

Anche
gli

nei primi secoli


in

non fu general-

mente raffigurato che


del secolo

modo

partire

XII

antichi cominciaroro a

dare a Dio

una figura umana, rappresentandola per presso a poco come quella del Dio Figlio, r
in
il

distintivo del pa-

dre comunemente consiste nel globo terrestre che tiene

mano, mentre il Figlio regge la croce. I simboli e attributi di Dio sono: Arcobaleno, sul quale Iddio spesso rappresentato seduto. Cuculo, perch ncm ha ne principio, n fine. I Persiani, ritenendo Giove signore del Cielo, per fargli sacrifizi, salivano in luoghi altissimi, e chramavano Giove circolo del cielo. Pass quest'uso ai Turchi, e di qui ebbero
gli

origine quei loro gridi mattutini che


reti,
il

fanno

sui

mina-

cui senso

dice,
il

che Dio sempre fu e sempre


loro

sar,

salutando cos
e la

Maometto. Anche
alti e
si

Sae-

maggior parte delle mavano Dio circolo e con ci


raceni,
;

nazioni, chia-

sforzavano di
divina.

sprimere

il

sempiterno. Delta.

Occhio
passa
e

in

un triangolo. S.

Nimbo. Giacomo chiama Dio l'oci

Mano

chio del

mondo, padre
nulla
gli

di tutti

lumi, che tutco tra-

celato.

Scellro,

emblema

della

potenza
religione,

300
I

teologi,

suprema.

Sole.

tanto dell'antica

quanto di quella cristiana, dissero Dio Ottimo Massimo, unico, luminoso e buono. Cos il so le, essendo uno solo, luminoso e prodigo del suo
fu preso

calore,

per

simbolo di

Dio.

Tre,

perch

avendo l'angelo del Signore chiamato Samuele due


volte,

pens che dovesse aspettare la terza voce, per

conoscere ch'essa fosse di Dio.


duto.

Trono, su cui

se-

Vedi Padre Eterno.

Dio-uomo.
Scarafaggio- S. Agostino, parlando della meravi-

umanit di Cristo, us l'espressione: no scarafaggio. Vedi Unigenito.


gliosa

Quel buo

Diogene. Vedi Contentezza.


Dione.
Figlia dell'Oceano e di Teli, secondo
altri,

di

U-

rano
di

Gea. Amata da Giove, essa fu madre Afrodile, secondo Omero.


e
di

Dionea.

Da
sta
insetti;

pianta

Dione, madre di Afrodite. Le foglie di quotrasudano un umore dolce che attira gli'

ma appena una mosca


i

viene

a posarsi sopra
si

per succhiarlo,
e

due lobuli delle


l'insetto.

foglie

chiudono

imprigionano

Vedi

Insidia.

Dionigi
questo

Dionisio
apostolo
quali

(San).
Parigi.
Il

Martire e primo
santo
i

vescovo di
serviva
di

nome
guerra

di
ai

grido

di

Francesi,

andavano

pitato.

Gladio, con cui fu deca Montiose Saint-Denis! Tempio, davanti al quale fu giustiziato. Testa tagliata, che, dopo il suo supplizio, il santo prese ini

all'assalto

alle

parolej

mano
lega.
e,

301

percorse pi
di

baciatala

sulla

fronte,

una

Dionisie.
Feste che celebravansi
co. Vedi Baccanali.
in

onore di Dionisio o Bac-

Dionisio.

Nome
di

greco di

Bacco,

cos

chiamato dalla

citt

Nisa, dove fu allevato.

Dioscuri. Denominazione speciale

di

Castore e Polluce.

Dipsa. Genere
go della
so pi

di serpente col
testa,

corpo compresso, meno


serie
spirali

lar-

con scaglie delle


altre.

del dor-

grandi delle

Vedi DciiJerb

sfrenato.

Dipce.

Seconda moglie
pe.

Vi

di

Lieo, re di Tebe.

Vedi Antioquella
di

fu un'altra Dirce. la quale

avendo orgogliocon

samente

paragonata la sua bellezza Minerva, fu convertita in pesce.

Discernimento.
Voglio,

simbolo evidente.

Disciplina.
Verga.

Disciplina.

una sferza composta di o di fili metallici, che un tempo usavasi nei chiostri per batterai da s a sconto dei peccati. Vedi Alfonso dei Liguori {SanC) Antonio da Padova {Sant') Benedetto {San)
consistente
in

Strumento

funicelle a nodo,

di catenelle


Isa

Domenico
{San).

di

Cuzman

{San)

Lui^i Gonza-


Discipline.

302

Con

questa parola tolta dal latino

generale tutto ci che e della sapienza. curio, quale Dio dell'eloquenza

s'insegna nelle scuole.

Disco. Vedi Amalras


Spese pubbliche
e

private

Ecatc

Mer Ra
Sole

si

abbraccia

Terra.

Discordia.
Nefiglia della Notte e sorella di della madre e Morte, della e Parche mesi, dell'Omicidio, delMiseria, della I%me, della Guerra, dal cielo perch scacci la Giove la Contesa, ecc.
Malefica deit,
delle

autrice ^i dis&enzione

fra

gli

petui

litigi.

Non
alle

essendo

Dei, e cagione di perquioidi stata mvitata con

gh

nozze di Teti e Peleo, si offese vendicarsi gett sulla ^mensa un per che talmente, per pomo d'oro, sul quale era scritto ada pi bella, Dee tre frale cor.lesa famosa cui si suscit quella
altri

Del

della
tante

quale fu giudice Paride,


calamit.
Virgilio
l'ha
all'ingresso

da

cui

derivarono
gli
altri

collocata

cm

mostri

dell'Inferno,

con

capigliatura

dt

insanguinate, e Iha serpenti, annodata con bende diede a Enea, varaffigurata sullo scudo che Venere squarciato, e semanto col combattenti, gante fra flagello. Alcuni le sanguinose col Bellona, guita da un pumettono una torcia in una mano e nell'altra e destra nella serpente un gnale, oppure una torcia e una spada. Aristide la finge una donna
i

nella sinistra

col

capo

alto,

occhi biechi,
tinuo

livide e smorte, con gli di lagrime che di conpregni guasti e

con labbra

rigano

le

se le mani,

ma
e

gambe

torte

a gote pallide, che mai non tiene sempre pronta a muoverle; con le piedi sottili, e con un coltello caci


ciato nel petto, e intorno

303

una tenebrosa e

otcura nebla circon-

bia

in

forma
in

da
la

tutta.

che a guisa di Ariosto, con una invenzione


di nubi,
l'cuigelo

rete

tutta

sua,

ce

mostra

un monastero presiedente a un'elezione.


che
la

Quivi trovandola

cercava,
cento.

La conobbe
Ch'or
I

al vestir

di color

Fatto a Uste ineguali ed


la coprivano, or no,

infinite.

che

passi e

il

vento

Le giano aprendo, ch'erano


crini

sdrucite.

area qual d'oro


e
bigi,

qiml d'argento,
lite:

neri

aver pareano

Altri in treccia, altri in nastro eran raccolti.

Molti

alle

spalle,

alcuni al petto sciolti

Di

citatorie piene e di libelli

D'esamino e di carte di procure Avea le mani e il seno, e gran fastelli

Di
Per

chiose,

di

consigli

di

letture.

cut

le

facolt

de'

poverelli
sicure;
i

Non
Avea

sono

mai

nelle

citt

dietro e dinanzi e

d ambo

lati

Notai, procuratori ed avvocati.

Agnello e lupo. L'istinto naturale di didue animali era ritenuto talmente potente, da credere che gli agnelli appena nati, sena mai aver visto un lupo, al suo urlare cadessero
cordia
fra

Animali:

questi

norti

dalla

paura.
di

credevasi

che

perfino

le

pari-

inanimate
tinto

questi

animali

conservassero
se

tale

di

discordia;
si

poich

volevasi che

nelle lire
inc-

nei liuti

accoppiassero corde fatte di budella di

ora,

a quelle di lujx),
le

non

si

potessero far suonare

tando
1

prime mute per la paura. Ci che avveniva

304

anche per tamburi fatti di pelle di pecora e di lupo; poich all'atto di suonarli, la pelle di pecora resta-

va muta,

mentre

si

udiva soltanto quella del

Vegetali:

Pomo.

lupo.

Diversi:

Acqua
Vedi

fuoco
Effetti

scintillante,

contenuti

in

vasi

separati.

della concordia e della discordia.

Discordia militare.
padiglione

che un'aquila, posatasi sopra il un certo imperatore, assalita da due corvi, li combatt gettandoli per terra; ci che fu presagio per l'imiperatoire di perdere una battaglia per causa di discordia fra i suoi soldati.
di

Corvo.

Narrasi

Discrezione.
Vegetali:
bianca,
e

Convallaria
gli

sigillo

di

Salomone.
al
festini,

Rosa

che

antichi
sulle

posero

in

mano

Silenzio;

che dipingevano
i

porte dei

per

awer

tire

convitati di dimenticare ci che avessero udito.

Diversi:

Chiave, che chiude

segreti.

Disgrazia. Dormala, perch


insidiando
gli

II
ritenevasi

che

portasse
si

sfortuna

e infelicit a coloro nella cui casa

fosse introdotta,

animali domestici.

Disperazione.
Animali:
Alcione,
Alcione.
di

Allusione alla
cangiato
in

disperazione
quest'uccello

figlio

Eolo,
vinta

Ragno. Dopo aver


di

Minerva

nella

sua abili

Aracne, disperata dell'oltraggio ch< le fece subire la Dea, si appese e fu trasformata Vegetali: Calendula. Alla morte di ragno. done, Venere, desolata mischi le sue lagrime col sangue dell'amato, dalle quali nacque il fiorrana'
ricamatrice,

il

Diversi:

Corda, allusione

al suicidio,

dallo

chia-

ro.

Grigio scuro. Pugnale.

Disperazione occulta. Rosa smorta.


Dispetto.
Alo.

Dispiacere.
Freccia, simbolo biblico delle pene che pungono
cuore.
il

Vedi Piacere

e dispiacete.

Disprezzo. Cane. Simbolo


gevole.

biblico di cosa vile, abbietta e spre-

Disprezzo dell'avversit.
1

Naufrago sopra una testuggine, agitata furiosamente dalle onde, simbolo degli impeti della fortuna avversa e un raggio di sole, quale segno della reisistenza e forza d'animo, che ripara dalla sommerI

sione.

Disprezzo della stoltezza.


Asino,
scimmie.
in

atteggiamento di saltare o di disputare,


il

o di suonare

flauto;

circondato

da una truppa

di

Geroglifico egiziano.

Disprezzo delle delizie terrene.


Cicogna, che divora dei serpenti.
(imbolo di sentimenti elevati,

La prima come
i

mentre
i

seri>enti

raffi-

urano

le

delizie

terrene,

cio
col

piaceri e le passioni
corpK

ateriali,

perch

strisciano

terra,

si

ascondono

sotterra.

isputa dell'ignorante. Cammello, ritenuto dagli antichi per animale proano. Simbolo di persone che disputano senza u
20

O. Ronchetti.

506

principio di distinzione fra

un argomento e l'altro; ru ragionamneti, riminando a guisa di cammello i loro opmione. un'altra or una volgendo nella mente or

Dlsslmulatope dei
Gatto,

vizi.

perch quest'animale cerca d gli escementi enascondere, sotterrando o coprendo, che


piscia;

vacuati.

Dissimulazione.
Maschera, che dissimula
i

veri

lineamenti.

Dissipatore di ricchezze. scudi Gallina, che becca e mangia


liquefatto,

Crededi galhna con loro pezzi dei mescolando vasi che


d'oro.

questo

si

consumasse,

trasformandosi

carne.

Dissolutezza. Vedi

Cotitto.
.

Distinzione. Unghia fessa; simbolo bibhco


stinzione,

,.

che allude lebbra, sappiano discernere lebbra da


renze dei peccati,
il

di elezione e di diall'avvertimento onde i sacerdoti

cio

le

ditte-

giusto dall'ingiusto.

Distrazione.
Farfalle.

Distruzione. Vedi Arpie.

Disuguaglianza della legge.


Tela
sche e
di
altri

ragTo,
simili

perch capitando
insetti,

in

essa

le

mo-

restano

presi

e periscono
la

mentre queUi pi grossi e pi


salvandosi
i

forti

rompono
la

Je a

facilmente:

cos

la

legge,

colpisce spess.
tannc

deboli,

rompono,

risparmiando sovente coloro che annullano e la rinnovano

Dite.

307

Soprannome di Plutone presso chiamavano Dis Pater (ossia divis


le

Romani, che
11

lo

pater,

padre del-

ricchezze).

Dito.
I

Romani avevano messe


di

le

dita

sotto

la

protesul

zione

Minerva.
battaglia
il

Quando un Romano moriva


o
in

campo

di

paese
gli
si

straniero,

prima
gli
si

di

abbandonare
f>ortav2isi

cadavere,

tagliava un dito che

nel

luogo nativo del


si

defunto,
fatti

e
al

fa-

cevano
intero.

funerali che

sarebbero

cadavere

mettevasi al pubblico inmaggior offerente alzava la mano chiusa con un sol dito disteso. I medesimi Romani per chiamare i loro schiavi per eseguire qualche servizio, facevano un certo strepito con le dita che esprimevano con la parola crepitare digit'is. Per cui l'ob-

Roma, quando
il

ccmto

tributi,

bedienza
sione
di

al

segnale delle dita


servit.

era

divenuta l'espres-

della

Oreste

sciva

Vedi Enrico Misura Infamia

Pollice

Stomaco

Pollice verso

Tommaso

{San)

{Sant')

Furie

Mollezza laSpirito Santo


Vendetta.

Dito nell'orecchio. Vedi Perdono.

Dito
{San)

sulle

labbra. Vedi

Arpocrate

calori

Bruno

Silenzio.

Dittamo. Le glandole
icmo un
olio

del dittamo bianco o frassinella, sq>avolatile,

formando,

dopo

estivi,

verso sera, un'atmosfera eterea che circonda la pianta e se si avvicina un Ixmie, quest'atmosfera si accende, ardendo con luce viva, tinta di rosso e di verde nelle variet a fiori porporini; affatto verde nella
;


variet

308

"

fiori

bianchi.

Vedi Ardore

Organo

diiamo.

Diverti mento. Due donne che colgono delle

rose.
.

Divina presenza,
i

teologi, e simbolo Aquila, la quale, secondo divinit che guidella dell'influenza della presenza e divine. da alla suprema conoscenza delle cose

Divina provvidenza.

gli egiziani Avvoltoio che rode un cuore. Presso ^ mondo, che si nutre dell'avvoltoio era simbolo del nascono e muoiono; e avenla propriet dei corpi che della sapienza nel cuore^ sede la posta do gli antichi che mangia il cuore cos l'immagine dell'avvoltoio e sostiene dalU alimenta si significa che il mondo la quale e inti. Dio; di sapienza della provvidenza nemmeno sussistere potrebbe nita. e senza cui non
il

t:

mondo.
Divinit.

Cos chiamasi

in

teologia
i

l'essenza

derata astrattamente:

pagani la

Dio consH chiainavano nume


di

.j

Basilisco.

Gh

ve)

simboleggiavano maggior fiato di tutti g che quest'animale avesse una tal venerazione pl avevano altri animali; e e consacravano statu basilisco, che gli facevano il con gh occh sparviero, d'oro, dandogli il capo di espon quando E aprire. e chiudere che si potevano

(Uk)J Egiziani, che con Ammone ritenevanj fiato, o lo spinto il

vano

l'effige

metteva

in

con gli occhi aperti, tutto ritenuto conj gran festa, perch ci era
i

Egitto

indizio che gli

Dei

li

guardassero e promettessero
se
la

C
'

gni bene a
gli

tutti;

mentre
allora

statua
di

compariva
mestizia
e

ce

occhi

chiusi,

era

segno


pianto,
ro.

309

credendo che gli Dei fossero adirali con loCapo, simbolo della divinit di Dio che precede

ogni cosa, e a cui tutte le cose sono soggette. S. Gi-

rolamo ebbe a dire che gli Egiziani onoravano tutti capi con tale insensata religione, che si astenevano dal mangiare le teste di tutti gli animali, ritenendo di Plaoffendere la divinit, mangiandone. Secondo
i i

tonici

il

cipio di

capo membro divinissimo, assoluto prinquali sono dati all'uotutti gli altri membri,
i

mo, perch siano

servi

del

capo.
divino.

Divino intelletto. Vedi


Divoratore.

Intelletto

Coccodrillo con la bocca aperta. Polpo coi piedi


troncati.

Simbolo di
altrui,

chi,
si
il

dopo aver consumato,


dispone a consumare
i

nel

mangiare, i beni
pri;

pro-

perch dicesi che

polpo, stimolato dalla fame,

non avendo

altro cibo,

mangia

propri tentacoli.

Divozione.
Docilit.

Vedi Devozione.

Giunco
Dodici.

dei campi, pianta molto pieghevole.

Vedi Numeri simbolici. Dolcezza. Agnello. Animale timido, d'indole


i

dolce.

Ape, che

succhia

fiori.
il

Fico. Credevasi che piantando la ruil

ta presso
I

fico,

cui

frutto

dolcissimo e succosi

so,

quella

diventasse
gli

meno amara. Nella Bibbia


il

legge

che

uomini santi riposavano sotto

fico,

cio vivevano dolcemente e in pace. In

una

certa

mesu

dagha figura un uno dei quali


le

fico

piantato

fra

due

monticelli,

scritto

AMBROSIA, ma

nell'altro

lettere

sono

distinguere che

talmente consumate che non si pu una mezza N, da cui si arguisce ^-


sere
l'iniziale

310

allusione

di

NETTARE:
fico.

chiara
gli

al

simbolo di dolcezza del

Malva, che
le

antichi

piantavano sulle
morti.

tombe per addolcire

pene dei

Dolcezza delia verit.


Fico e miele, che gh Egiziani sacrificavano a Mercurio,

accompagnando
tolta.

l'offerta

col

grido

di

parole,

che significano dolce

verit.

Dolcezza

Fico sradicato. Narrasi che la vita dolce dei cittadini Romani cess con la morte di Alessandro Severo perch poco prima ch'egli morisse, tre alberi di fico caddero davanti al padiglione dell'imperato-;
;

re,

a cui era legato.

Dolci ricordi.
Pervinca.

Dolore.

Uomo

che tiene

la

testa

con una mano.

Cine\

raria. Ferro.

Rosa

smorto, colore.

Dolori acuti.

Arco
gine,

teso, in

mano a Lucina
altro

sotto l'aspetto di Ver-j

perch nessun

dolore

ritenuto

pii

in4

tenso di quello del parto,

a cui presiedeva Lucina.

aiuto. Gatto con un topo in bocca, con cui gli antichi raffiguravano un uomo caduto nelle memi del nemico, ch in modo compassionevole aiuto chiami; perch il toj p preso dal gatto manda un certo grido compassic nevole paragonabile alla voce di chi domandi aiutc E' noto il detto: // topo Ecale, aiuto ciama, derivate
dalla favola seguente. Giove per divertimento mise
il

Domandare

3!1

il

Sole e la Luna, seconproponendo loro di produrre degli animali per riempire la terra. Apollo produsse subito l'uomo, al quale Ecate contrap>pose una scimmia; ch'ella fece. Apollo ridendosi di ci, la fece assalire da un leone, che cre. Ma Ecate

gara Apollo con Ecate

(o

do

alcuni) ancora giovinetta,

sdegnata d'essere superata nella burla, gener il gatto, del quale ridendosi Apollo, p)er scherno d'Ecate
produsse
il

topo.

Ella

montata

in

maggior
forza,

collera,
alla

poich non poteva vincere con la


astuzia,
il

ricorse

spingendo imp>etuosamente la scanmia contro


il

leone e
alle

gatto contro
del

il

topo;
il

la

tacc
scinato

natiche

leone,

quale,

scimmia si da essa

at-

tra-

sbattuto per terra,


il

si

inaspr
si

talmente da
salv ponenil

diventare furioso:

topo, fuggendo,

dosi ai piedi di Apollo.


leone,
volle che
e
il

Ma
si

Giove per vendicare


leone,

sangue della scimmia avesse


sanasse
il

virt

medicinali,

con questo

quando
che
e
il
;

fosse tormentato

dalla febbre, e perci

dicesi

leone

desidera

sempre
il

la

carne di
a

scimmia
la
alte

rese

talmente ardente
di

seme del
tauito

gatto, che

femmina
strida

quest'animale costretta
ci

mandar

sentir F>ene di
gli
altri

che

dolce e dilettevole pei

animah.

Domatore

dell'avversit.

perch credevasi che portando indosso un pezzo di tale pelle, si potesse andare ovunque, anche fra nemici, senza subire alcuna molestia. La iena era ritenuta di un tal potere di
vestito di pelle di iena,

Uomo

preservazione da credere che la sua lingua tenuta sotto


i

piedi,

avesse la virt di far tacere l'abbaiare dei

cani.


Domenico
di

312

Guzman

(San).

Fondatore dell'ordine dei predicatori e, dicesi, delAngeli, che lo servivano a tavola. l'Inquisizione. Cane. La madre del Santo, prima della sua nascita, sogn che portava in grembo un cane bianco e nero, quale aveva in bocca una torcia che avvicinava il a una sfera rappresentante il mondo. Croce astile, che

si

ai

fondatori dei grandi ordini religiosi.


le

Disci-

plina,

ricordando

regole
il

rigorose dell'ordine

che

egli fond.

Ciglio, che

Santo porta quale emblema


il

di virginit.

Globo, che
le

cane, spesso rappresentato

vicino al Santo,

cerca di

accendere con la fiaccola.

Libro contenente
gli

sue regole.
Ostensorio.

porge

il

rosario.

Maria Vergine, che Pane portato da anapparve


sulla

geli.

Rosario.

Stella,

che

gli

fronte

quando

fu battezzato.

Dominazione,
Diadema. Vedi Desiderio
di

dominazione.

Dominazione dell'animo.
golo

Leone cavalcato da un uomo, e guidato col punsimbolo di padronanza del proprio animo.
;

Dominazione
delFavversit.

dell'avversit.

Vedi Dominatore

Dominazione
Dominazione
Donna
lo sellato.

del marito.
per
le

Donna che mena un becco


sugli
altri.

corna.

austera che con la destra conduce un caval-

Dominazioni.

Uno
vanti
al

dei

nove

cori degli angeli,

che assistono dai

trono dell'Eterno ed eseguiscono

suoi

co-


mandi.

313

Berillo, al quale
i

Hanno
virt di

per attributi:

si
i

die-

de
tivi

la

catnemici, porgere aiuto contro e di rendere l'uomo invincibile, benigno e di buon

ingegno.

Diadema. Globo.

Scelirc.

Dominio. Capo coronato,


ri

che, sognato, secondo gli spiegato-

dei sogni, segno di dominio. Oro. Serpente.

Nar

rasi

che all'imperatore Aureliano, quantunque di na-

scita plebea, un scrivente gli predisse l'impero del mondo, quando, essendo egli ancora fanciullo, que-

sto rettile

circond la vasca in cui

si

lavava,

senza

mai poterlo uccidere.


l'indovinare,
pente,
lare.

Ma
si

sua madre, che era sacei

dotessa del tempio del Sole, ed esperta nell'arte del-

non solo

ma

lo

consider quale

oppose all'uccisione del sergenio domestico tute-

Un

caso simile pronostic l'impero a Severio, cui

un serpente cinse il capo mentre dormiva. I Greci avevano monete con l'impronta di due serpenti che si guardavano a vicenda, con un ravvolgimento semicircolare, la coda verso l'interno, con l'inscrizione che dice: // dominio di due supremi. Anche sognando un serpente era segno di grandezza. Mammea madre di Alessandro Severo, un giorno prima di sgravarsi sogn d'aver dato alla luce un piccolo serpente. Ad Alessandro il Grande, fu predetta la grandezza del suo impero quando sogn che un serpente si congiunse con sua madre Olimpia.

Dominio giusto.
Orecchia turata con
la

memo. S vuole che


la

in

Om-

dia esistesse una statua di Giove senza orecchie, per

ammonire che deva giustizia,

chi dettava

legge agli
favorire

altri,

e renpriv?(-

non doveva

nessuno


tamente;
recchia

314
e

giovare a
tutti

ma

consigliare

pubblica-

mente. Alessandro soleva dire, ch'egli serbava un'oal

reo e un'altra all'accusato.

Danna. Vedi
Afula con
di
sottrarsi

Molestie
al

Pauroso

debole.

Donna avversa
la

concepire.
attaccata
gli

frusta

aL

basto:

allegoria

donna che respinge


alla

amplessi del

marito,

per
il

maternit;
se

perch la mula rimanda

seme fecondatore,
correre

non bastonata subito e fatta

dopo l'accoppiamento.

Donna impudica.
Gallina con la cresta dritta, la coda alzata e con
fatte galline
ai piedi. Secondo gli antichi, sifcombattono col gallo, e dojx averlo vinto, si mettono a cantare come esso, e a guisa di maschi tentano di montare il gallo e le altre galline. Questo simbolo si adatta anche per una donna che voglia

due

piccoli speroni

sottomettersi

il

marito.

Donna

laboriosa.
fuso nella

Donna con un

mano

destra.

Donna senza
Donina
di

testa.

Vedi taverna.
emblemi
donna
per-

virile.
l'altra

Orsa. Pantera; l'una e

di

gran animo, austera e dotata di forza


le

virile;

ch
pi

femmine
dei

di

questi

animali sono pi
altri

ardite e
le

feroci

maschi,

mentre negli

animali

femmine sono pi deboli.

Donnola.
dice che in Sardegna

Specie di mammifero dell'ordine dei carnivori. Si le donne, per vezzo, usano por

di Disgrazia

315

VeIndovino.

tare sulle spalle questo animaletto addomesticato.

Calanti

Doride.
Figlia

dell'Oceano e di Teti. Sf>os suo fratello

Nereo, da cui ebbe cinquanta Ninfe dette Nereidi.

Dormiglione.
Doronico.

Vedi Sonnacchioso.
peli serici.

Pianta col colletto munito di


luoghi selvosi e ombrosi.

Nasce

nei

Vedi Freddezza.

Dorso

<)

schiena.

Vedi Fuga.

Dottori.
tenuto

Padri della Chiesa, le cui opinioni e dottrine sono in grande venerazione. Lucerna. Simbolo

biblico.

Dottrina.
Il

complesso delle opinioni di una scuola o di un

filosofo,

ligione.

Acqua

ovvero

il

complesso

dei

dogmi

di

una

re-

limpida e chiara, oppure profonda;

simbolo della dottrina, la quale pu essere chiara e


nella

evidente a tutti, oppure astrusa e occulta mente degli uomini. Le cose chiare e manifeste sono paragonate alle acque trasparenti e chiare, che non scorrono tro{>po profondamente mentre le cose astruse e celate, sono paragonate alle acque pi pro-

manifesta,

fonde.
il

Caitedra.

In

questo

senso
la

viene

interpretalo
di

detto

dell'Evangelo:
gli

Sopra
i

cattedra

Mos

sederono
del primo

Scribi ed

Farisei.

Come

anche quello

Salmo: E nella cattedra della pestilenza non sedette; ci che viene interpretato per la dottrina cattiva, quella degli eretici. Lira, attributo di Orfeo, e simbolo della buona dottrina; perch si vuole

316

che questo celebre poeta insegnasse agli uomini la religione, e col suono dolce della lira, cio con piacevoli

bon ordinate parole, mitigasse


i

cuori feroci
riunis-

degli uomini, e purgasse


se gli
lira

costumi selvaggi, e

uomini sparsi e vaganti.

Anche

nella Bibbia la

simboleggia le virt morali. Pane, preso come simbolo del cibo dell'anima. Le dodici corbe di pezzi di pane, che avanzarono alla cena della larga liberalit di Cristo,

secondo

gli

interpreti,

simbolicamente
apostoli.

rappresentauio

la

dottrina

dei dodici

Dottrina celeste.
Pioggia.
le

Mos

invita

il

cielo e la terra

ad ascollare

sue parole, e desidera che la sua dottrina accresca

giada,
tutte
ficarsi
trisce.

abbondi a guisa di pioggia, la quale, come la rucadendo a gocce sulle erbe, sugli arboscelli e
le piante,

e tutte le cose che sono atte a molli-

e intenerirsi, inumidisce e abbondantemente nu-

Anche

Cori degli angeli, figurativamente sono

presi

per le acque,
il

come

si

legge nel Salmo:


lodino
il

le

acque che sopra


gnore.
riga

cielo sono,

nome

del Si'
ir-

ogni profeta, appena che apra la bocca


tutta la
terra,

inaffia

cio

infonde

la

disci-

plina nelle orecchie e nei cuori degli uomini.


tutti gli

Inoltre

antichi

paragonarono
mitologia,

le

discipline alle acque,

come

risulta

dalla

per

esempio

la

favola

della fonte Castalia.

Dottrina dei gentili.

Acqua
perch
salsedine.

marina,
e

in

opposizione
la

dell'acqua dolce;

inutile

infruttuosa per

sua

amarezza e

Doveri della sposa.


Pelle di pecora con
la

lana, su cui

gli

antichi co-

317

stumavano far sedere la sposa novella, come segno di promessa al marito che avrebbe adempito alle cure familiari da buona massaia.

Drago.
Il

bri della mitologia antica e del

drago o dragone una delle creazioni pi celemedio evo. L'imporfenomeni pi singolari della mente
la
u-

tanza data a questo essere nella storia favolosa presenta uno dei

mana,

in

quanto

sua esistenza

venne fermamente
Incontrasi nelle
nelle leg-

creduta dagli antichi d'ogni nazione.


allegorie sacre

degli Ebrei egualmente che


e dei Giapponesi, se
i

gende dei Chinesi


gli

primi dei quali


sui lo

rendono una specie di culto:


vestiti,
i

ne vedono
i

ro

loro quadri.

Essi riguardano

draghi co-

me
la

principio della
stagioni

felicit;

gano delle
tutti

facciano a
il

s'immaginano che disponlor talento cadere


tuono.

pioggia e rumoreggiare
i

Sono

persuasi che

beni della terra siane confidati alla loro custo-

dia, e
Il

che abitino ordinariamente sulle alte montagne. drago degli antichi era una specie di serp>ente moArmonia struoso con le ali e i piedi. Vedi Africa Carro tirato da draghi Asmodeo Cadmo

Diavolo Fo Girolamo Matteo Michele Minerva


CortoTacesi

Daniele

Filippo {San)

{San)

Giorgio

{San)

Margherita {Santa)

{San)

(San)

Trionfo del

cristianesimo.

Drago
Driope.

di

sette

teste.

Vedi Cerione.

Driadi. Vedi Amadriadi.

Amata da ApolNinfa d'Arcadia amata da Mercurio. Driope, avendo in braccio suo


Figlia di Eurito e sorella di Jole.
lo,

venne trasformata

in

loto.


figlio,

318

spicc un
darglielo

co

iper

ramo d'un albero consacrato a Bacin mano, e farlo trastullare, ma il


la

Dio del vino, irritato, la trasform in albero, e madre ebbe ap>pena il tempo di chiamare sua
rella per consegnarle
il

so-

fanciullo,

il

quale sarebbe an-

ch'esso

stato
di cui

rinchiuso

nella

scorza.
le

Dorina

di

Lemno,
gare
le

Venere prese

sembianze per obbli-

donne

dell'isola a disfarsi dai loro mariti.

Dubbio.
Argento. Bilancio
che parte vada a
tro l'altro col
in
bilico,

perch non

si

sa

da

inclinarsi.

Uccelli, due,

l'uno con-

becco aperto.

Dubbioso.
di

che tiene un lupo per le orecchie, allegoria una persona che si trovi in condizione tale, da non poter con sicurezza abTaandonare ne seguire una

Uomo

impresa.

Due,

Vedi Numeri
di

simbolici

Unione.

Durezza
Ciottolo

cuore.

(Vedi Arsinoe).

Durezza mitigata.
Coltello
fra alcuni
frutti

di

olivo.

E.
Eaco.
e di Egina. Devastato il suo repreg Giove che glielo ripopolasse, ci che suo padre fece trasformando una moltitudine di formiche in uomini, che furono perci detti Mirmu doni. Eaco. ritenuto per il pi giusto re del suo lem-

Figlio di

Giove

gno dalla

peste,

p,

319

giustizia
i

govern

suoi sudditi con tanta

e sag-

gezza,

giudici delle che dopo morte fu posto fra anime che discendevano nell'inferno. Vedi Inferno.

Ebano.
Albero del legno nero. Vedi Corona di ebano.

Ebano
Ebe.

falso. Vedi Citiso.

Figlia di

Giove
la

e di

suo padre

elesse

a presiedere

Giunone. Era tanto bella che alla giovent. Ella


il

ebbe
Dei,

l'incarico di versare nei bicchieri

nettare degli

ma

essendo un giorno caduta


e

in

modo
non
si

che

la

veste le scivol sul capo, p>er vergogna,

lasci

pi vedere;

Giove

la

surrog col giovinetto Gani-

mede.
te,

poeti dicono che Ercole, deificato

dopo morla

sposasse Ebe, in cielo, con che vollero significare

che alla giovinezza va quasi sempre


forza.

accoppiata
e

Rappresentasi

coronata

di

fiori

cmi una

tazza d'oro in mano.

Ebreo. Due; simbolo


rialmente soltanto

biblico allusivo a chi osserva matei

precetti della legge; per essere

il

bue emblema della fatica. Cane. Vipera; con questi Cristiani simboleggiavano ainimali, da loro spregiati,
i

gli ebrei.

Ecate.
Divinit lunare
e infernale,
figlia

del titano Per-

seo e di Asteria, secondo Esiodo, di

Giove

Latona,
age

secondo

altri.

Era

la

Dea

degli incantesimi, delle apspettri,

parizioni notturne e degli

e alla

not'e
i

si

girava insieme con


intorno
ai

le

anime dei morti per


i

trivi

sepolcri,

e al suo avvicinarsi

cani ulula-

-^ 320

stare
al

vano e gualvano. Questa Dea faceva

di l

del fiume Stige per cento anni l'ombra di coloro che non erano stati sepolti. Exate era rappresentata coro-

nata di quercia, con delle fiaccole in mano, e inviluppate di serpenti, e la statua di questa
di
solito

le spaile

Dea

era

posta

davanti

alle

porte

delle
si

case,

per

scongiurare
presentata

gli incanti.

Ma
e

sopra tutto
sei

vede raptre

con

tre

teste

mani, talvolta con

corpi, variamente coronata e vestita a seconda delie sue attribuzioni. Nel Museo Capitolino si trova una

statuetta
re:

in

bronzo, di Ecate, composta di tre figuin testa

una ha

un berretto

frigio,

con un diadema

di sette raggi, tiene nella

mano

destra un coltello e

coda di un serpente; un'altra ha in mani delle fiaccole, sulla fronte una mezzaluna con un fiore di loto, e la terza ha una chiave e una fune e rappresenta la portinaia dell'inferno, in questa testa ha un disco, simbolo della luna nuova
nella sinistra la.

ambo

le

Dea

si

sacrificavano cani neri,

presso

le

porte,

per
nera,
lat-

espiazione

a favore dei quale divinit infernale; e


te e miele.

morti;
si

la

pecora

faceva libazione di
il

Ecate era consacrato

numero

tre.

Eccesso.
Sedici; allusione al detto degli antichi:

avanzare

di

sedici piedi, che equivaleva all'eccedere di gran lunga.

Eccitazione.
Vite, perch, sacra a Bacco, produce il vino che riscalda ed eccita le passioni. E' noto il detto: senza Cerere e Bacco, Venere si raffredda; cio senza pane

e vino la lussuria

non

si

desta.

Echino. Vedi Riccio marino.

Eco.
Figlia

321

Terra.

dell'Aria e

della

Giunone
a

la

con-

dann a non
piacevoli
le

ripetere che le ultime parole di chi l'a-

vesse interrogata,
discorsi,

per

averla tenuta
si

bada con

dei

mentre Giove

intratteneva con

spinta

Giunone non lo disturbasse. Reda Narciso, che amava ardentemente, and errando per le grotte, le montagne e per le foreste, e si secc dal dolore. Fu cangiata in rupe. Riguardo
sue Ninfe, affinch

alla sua rappresentazione.

Eco

stessa dice:

che cerchi pur

lu sciocco pittore

Di far di me pittura; che son tale Che non mi vide mai occhio mortale,

E
De

non ho forma,
e

corpo,

ne

colore.

l'aria,

de

la

lingua a tutte l'ore

Nasco, e son madre poi di cosa, quale Nulla vuol dir, per che nulla vale

La voce che gridando Quando son per perir, gli


Rinnovo,
e

io

mando

fore.

ultimi accenti

con

le

mie Valirui parole


l'aria poi coi venti.

Segno, che van per

Sto nelle vostre orecchie, e come suole

Chi quel, che far non pu, pur


Dipinga
il

tenti.

suon chi

me

dipinger vuole.
rappresentata

In una pittura di Pompei,

Eco

da
la

una
copre

fanciulla
in parte,

nuda, con

un manto leggero

che

seduta sopra una rupe, e abbracciando

un amorino alato; tiene nella mano sinistra due lance. Ha un cane accanto, e nello sfondo si vede 'una figura
2t

seduta,

con un amorino

in

braccio.

G. Ronchetti,

Edera.

322

Pianta poeticamente celebre, emblema dell'lmmorpoeti. Vedi Ami' talit, con cui si coronavano i grandi
cizia costante
j,-

edera

Attaccamento Bacco Corona


Pertinacia

Poesia

Tenacit

Vecchiezza.

Edifzio.

vano un

Sasso attaccato a un filo, con cui gli antichi segnaedifizio, o il sito, e l'opera fatta.

Edmondo
Re
degli

(Sant).
Angli
orientali.

Albero, a cui fu atCorona. taccato e poi crivellato di ferite con frecce.


Frecce. Lupo.

Dopo

essere stato decapitato, la testa

del Santo venne gettata in


la

su

un bosco per sottrarla alvegli ricerca dei cristiani; ma un lupo enorme l'abnon e animali, dagli di essa, per difenderla
finche
i

bandon

cristiani

l'ebbero

trovata.

EfFemminatezza.
simile Lepre, allusione alla sua naturale timidezza e snervati; uomini degli a quella delle donnicciole e del suo pelo. Inoltre la lepre conalla

morbidezza

sacrata a Venere.

Effetti della

concordia e della discordia.

riferisce alElefante e formica. Questo simbolo si concordia la Per dice: che la sentenza di Sallustio crescono, per la discordia le grandi
le

cose

piccole

sentenza, scemano. Per esprimere la prima parte della divenda cresciuta tanto formica si rappresenta una (simbolo accanto caduceo un con elefante; tare un
della concordia).

Per

la

un elefante che finisce in qua e il fuoco (simbolo della discordia).

seconda parte, rappresentasi una formica, vicino all'ac-


Ega.
Secondo
scelta

323

alcuni, figlia di
altri,

Oleno, discendente da Vulera figlia di Melisseo, e fu

cano. Secondo

Ega

per allattare Giove,


ufficio,

ma

non essendo adatta a

questo
di).

fu adempiuto dalla capra


altre tradizioni,

Amallea

(ve-

Secondo

Ega
anzi

era

figlia

del iole,

di meravigliosa

bianchezza e uno splendore abbaglianbella

tissimo,
i

ma non

per,

tamto

orribile,

che

Titani nell'assalto contro l'Olimpo ne rimasero cos

sgomentati,

sconderla

in

da pregare la loro madre Terra di nauna spelonca a Creta, ove stette finch
i

Giove ebbe ordine da un oracolo, per vincere Titani, di coprirsi con la pelle di Ega. E' evidente che in alcune di queste storie Ega considerata come una Ninfa, e in altre come una capra, quantunque le due idee non siano chiaramente distinte l'una dall'altra.

Egeone. Vedi

Briareo.

Eger o Aeger.
Dio, che nella mitologia scuidinava simboleggia
il

mare selvaggio, turbolento, furioso. Sua moglie Ran; le sue figlie sono le onde, Duva, la tuffatrice; Blodug' hadda, colei che ha l'acconciatura di sangue; B^lgja,
l'ondata, ecc.

Egeria. Ninfa dotata Diana cambiata

di
in

una bellezza
fonte.
I

straordinaria,

da
co-

Romani l'adoravano
donne
incinte le

me

divinit dei

parti,

e le

facevano
segreil

sacrifizi

per sgravarsi felicemente.

Fu amante
antonomaisia,
nel

ta e ispiratrice del re

Numa. Per
si

no-

me

di

questa

Ninfa

applica,

linguaggio mo-


tutto
in

324
si

prendono
consigli,

derno, a una donna da cui


politica.

sopra

Egida, Scudo

Amaltea, o

Giove coperto della pelle della capra quella di Ega, a cui fu attaccata la testa di Medusa, mediante la quale vinse i Titani; e poi la don a Minerva. Questo scudo lanciava lamcanpi, e coloro che osavano guardarlo erano tosto
di

di

giati in pietra.

La

parola egida
di

si

ristrinse

poi partifa

colarmente

alla

pelle

capra.

Omero

la

sem-

pre entrare nell'armatura di Giove, al quale perci d il soprannome di egiaco, portatore dell'egida. I

Greci rappresentavano l'egida con


di

in

mezzo
d'oro,

la testa

Medusa

contornata di

frange

ciascuna

delle quali valeva cento tori. I poeti e gli artisti che vennero, poi dell'egida ne fecero una corazza o un usbergo coperto di metallo in forma di scaglie. Gli

imperatori romani
buto,

vollero

anch'essi

l'egida per

attri-

volendo cos mostrarsi nel carattere di Giove.

Vedi Minerva.
Egida. Secondo Diodoro
della
Siculo, un mostro terribile, figlio

Terra,
all'India,

il

quale

spirando
tutti
i

molto

fuoco

dalla

bocca, arse la Frigia,


fino
le

boschi di l del

Tauro

selve del

to e la Libia, distruggendo

Libano in Fenicia, l'Egituna gran parte degli uola pelle.

mini.

Minerva venne
il

in

soccorso dell'umana genera-

zione; uccise

mostro e ne indoss

La

cata-

avvenimento somiglia assai a quelstrofe la di Fetonte; divulgata e accreditata nei tempi antichissimi anteriori alle osservazioni astronomiche dei
di questo

Caldei e di

altre

nazioni, per

spiegare forse

il

so-

verchio

325

avvicinamento della terra a qualche cometa,

altra

causa a noi ignota, velata e sfigurata dalla


per
colpire
gli

favola,
rore.

animi

di

meraviglioso

ter-

Egitto.
Figlio di Belo e di Anchirroe, una figlia del Nilo. Alcuni lo dicono figlio di Nettuno e di Libia. Aveva cinquanta figli, che sposarono le cinquanta figlie di

suo fratello

Danao

(vedi).

Coccodrillo. In zJcune

monete di raune di Augusto figura im cocodrillo legato con una catena a una palma, con l'iscrizione COL/EG., cio colonia dell'Egitto. E' legato alla palma per indicare la vittoria d Augusto. In un'altra moneta d'argento,

pure di Augusto,

si

vede un coccodrillo

con l'inscrizione
Plinio,
fra
gli
il

/EGYPTO
Nealce,
i

CAPTA.

Secondo
la

pittore

avendo dipinto

guerra

Egiziani e
sul Nilo,

Persi,

e volendo mostrare che


simile a quella del
il

avvenne
mare,

la cui

acqua

e non
del

potendo raggiungere
rese

suo

scopo ptr
diriva,

mezzo

colore,

evidente

il

suo concetto

pingendo, come
beveva, e
Ibis,

accessorio,

due,

un coccodrillo uno bianco e


ritenuti

un asino sulla che gli stava in


nero;

che

agguato.
questi

l'altro

i>erch

uccelli

furono
si

propri e familiari dell'Egitto.


sia

Inoltre

vuole che

l'ibis

l'emblema dell'Editto,
il

perch queindo esso cammina, op>pure apre

becco,

con
golo

la distanza dei piedi,

o col becco forma un trianalla


lettera

equilatero;

figura simile
i

greca

delta,

nome che

Greci diedero a quella parte delin

l'Egitto,

che presentasi

forma

di

triaingolo.

Egle.

Una

delle

figlie

di

Esculapio.

Una

delle tre

Eliadi,
figlie

326

il

del

Sole.

Dicesi che

nome

di

Egle

(splendore) derivasse dalla bellezza del corpo umano alla profesin istato di sanit, o dall'onore tributato
sione medica.

Vedi Eliadi
noto che
questi uccelli
il

Egoismo.
Cuculo.
nido,
e
la
;

E'

non fanno
in
si

il

femmina depone
e che
il

suo uovo

quello
sforza

degli altri

cuculino di pochi giorni


gli

di cacciar fuori

dal nido

altri

uccelletti,
tutti,

per ese per-

sere

il

nido troppo piccolo per contenerli


tollera
il

ch la sua voracit non dere la beccata; per cui


appropriato dell'egoismo.
Eileitia.

compagni nel prencuculo l'emblema pi

Chiamata anche

Eleitia, o

meglio

llitia.

Dea

della

deva

agevolava nascita che veniva in aiuto alle partorienti, o renprotraeva lo e favorevole, parto quando era il quando era avversa. Queste due fundifficile

Secondo

diverse Eileitie. zioni erano originariamente assegnate a di Giunone, figlie erano Eileitie Omero, le
dei matrimoni, cui obbedivano.
Eileitia,

Dea

Secondo Esiodo

Giove fu il padre di d'Ebe. Artemide ed


deit differenti,
la

Eileitia

quale era sorella erano originariamente


la

ma

poi divennero quasi identiche. El-

puniva

le violazioni della castit

accrescendo

do-

temuta dalle lori del parto, ed era perci dispiacevano. le frequenti nascite le Anche

fanciulle.

Elefante. Anticamente questo animale, ornato


datura, accresceva la
onori della

di

ricca

bar-

pompa

dei principi e delle perl'elefante bianco ha


si

sone riguardevoli. Nel


gli

Bengala

divinit.

Quando

conduce

al

pas-

seggio,
dieci

327

p>ortano

persone d'alto grado


gli

un bal-

dacchino con cui

lo

coprono

la testa.

La

sua marcia

una specie di trionfo, e tutti gli strumenti del paese accompagnano. Si osservano le stesse cerimonie quando lo si conduce a bere. All'uscire dal fiume,
piedi un personaggio della corte gli lava no d'argento. L'effigie dell'elefante figura
i

in

un baci-

sulle

meda-

glie di

Cesare, prima per allusione alla parola Kaiser,


in

che significa elefante


di,

lingua punica, e poi, pi tar-

su Giuba,

vittoria che Cesare riport Numidia. Vedi Africa Cesa fatta in lungo tempo Effetti della concordia e delia discordia Equit Fo Forza e stabilit Guardarsi dagli stolti Ira provocata Legione quinta Loquacit disprezzata Mansuetudine Pauroso Munificenza Oriente Piet Proboscide di elefante Provvigio-

come simbolo

della

re della

ne

pidit

Re Re Temperanza.
senza dignit
Religioso
di

Stu^

Elefante con coda Eleganza.


Astro della
dendro. Rubino
Eleitia.

gambero.

\'edi Insuccesso.

China o Regina Margherita. Rodo;

pietra dedicata all'eleganza.

Vedi
(I

Eileitia.

Elementi

quattro).

nuta sospesa

Giunone appesa, cio attaccata a una catena e teal cielo da una mcinc uscente da una
ai piedi, in

nuvola; con delle pietre legate

modo

che

uno

di essi sia pi allungato dell'altro:


l'aria, la

Giunone simche soquale

boleggia
l'acqua,
stiene

catena

il

fuoco, la pietra pi alta,

il

piede basso la terra.

La mano

Giunone rappresenterebbe Giove, da

cui,

~
signore del cielo,
lui governati.

328

gli

dipendono

elementi e

sono da

questo secondo Omero.

Elemosina.
Olivo, il quale, secondo la Bibd'uomo buono, abbondansimbolo specialmente bia, legge: te dei frutti della misericordia. Nei Salmi si

Borsa. Bossolo.

Uolvo

fruttifero nella

casa del Signore.

l'olio

preso per la stessa elemosina, il quale, messo nella lucerna, questa, secondo la Bibbia, deve restare ac-

cesa dalla sera alla mattina, sericordia sia continua.

cio

l'opera

della

mi-

Eiena.

'

Donna
finiti

celebre per la sua bellezza e causa di mali. Ella nacque a un parto con Polluce,

in-

da

Leda, regina di Sparta e moglie di Tindaro. Un giorno che ella danzava nel tempio di Artemide, fu rache pita da Teseo, da cui ebbe una figlia; prima dai Liberata anno. decimo suo avesse compiuto il Spara ricondotta fu Polluce, e Castore fratelli suoi Elena crebbe in tanta fama, andarono a gara fra Grecia che tutti i principi della spos Menelao. Pasella ed isposa in averla loro per di Paride, sati tre anni di unione con lui, s'invagh
ta.

Per quel primo

ratto

quel tempo alla corte di Sparta, e abbandonato lo sposo e la patria, se ne fugg col suo amante nella reggia di Priamo. Fu questa la causa

venuto

in

strinse fra Menelao e gli altri prinfamosa guerra che poi termin quella cipi greci, e di con la distruzione di Troia. Morto Paride, Elena

della lega che

si

spos

il

di lui fratello Deifobo,

ch'ella consegn pi

suo tardi al furore dei Greci per farsi perdonare il Spara ricondusse la e riprese la Menelao adulterio.


ta.

329

Rimasta vedova, venne scacciata dai figli naturali di Menelao, e si rifugi a Rodi, ove Polissa. moglie del re Tlepolemo, la fece immergere nel bagno e appendere in seguito a un albero. Elena per i Greci rest sempre il tipo della bellezza.

Elena (Santa).
Secondo
gi sorgeva
la storia.

Elena, all'et di 79 anni, and

su cui il monte Calvario, un tempio di Venere, e ivi, con la guida di un erudito ebreo che aveva raccolto religiosa-

a Gerusalemme per visitare

mente e conservate
sito,

tutte le tradizioni riguardanti quel

fece fare
il

degli scavi,

che scoprirono
facile

tre

croci,

e anche
cato dal

cartello

di quella del Salvatore,

ma

stac-

tronco.

Non
il

era
si

quindi

distinguere

questa dalle altre due, e

dovette ricorrere a un innel

gegnoso

espediente,

quale consisteva

porre

contatto un morto con le tre croci estratte dal suolo,


e nell'ammettere per
I
il

vera quella che avesse operato

miracolo di risuscitarlo.

Una

sola delle tre rispose

portentosamente alla prova, e per conseguenza fu


conosciuta e accettata per vera.
sione,

Chiodo
Morto

ri-

della Pasrisuscitato.

trovato sul Calvario.

Croce.

Elenio.
Dicesi che questa pizmta nacque dalle lagrime delI

la

famosa Elena, causa Lagrime Pianto.

la distruzione di Troia.

Vedi

Eleo.
Personificazione della piet o misericordia. Gli
teniesi

Adi-

furono
e

soli

che adoravano questo ente

fra tutti gli

Dei era questo


tutte
le

il

pi

giovevole

fino,

Ha

vita

umana

in

sue vicende. Coloro che

plichevoli
all'altare di

330

si

imploravano l'aiuto degli Ateniesi


Eleo.

avvicinavano sup-

Elettra,

Cio
lia,

la

rilucente

brillante,

figlia

d'Atlante e di

Pleione, una delle Pleiadi; moglie di Corito re d'ItaFiglia dell'Oceano e di Teti, e moglie di Taumanto, da cui ebbe Iride e le Arpie. Figlia di A-

gamennone e

sorella di

Oreste, chiamata
i

da Omero
il

Laodicea, e che, secondo

commentatori, dovette
capelli.

no-

me

di Elettra allo stato di nubilt in cui visse lungo


al

tempo, oppure
lorch

biondo colore dei suoi


dall'assedio
(vedi),
lei

Al-

Agamennone, tornato
di

di

Troia,

per vittima dell'oidio

Egisto

Elettra pose
il

tutte le sue sperauiize in Oreste,


le,

da
e

salvato,

qua-

giunto a et matura, decise di vendicare suo pacos

dre,

indegnamente ucciso;
Egisto

accompagnato da

Pilade venne a Micene, e uccise non solo Egisto,

ma
a

anche sua madre.


prendere
marito,
la
in

aveva

costretta

Elettra
di

marito un certo nobil

assai povero:

ma
il

Micene, questi; uomo dabbene, anzi che il


protettore
dell'infelice

uomo

divenne

donzella,

riguard

come un sacro

inviolabile

deposito
il

affi-

datogli dagli Dei, e la restitu a Oreste, diede in sposa a Pilade.

quale

la

Eleusinie.

Nome
vano nove
Il

delle

grandi

feste

mistiche

di

Demetra o
serie
la

Cerere, che clebravansi


giorni,

a Eleusi nell'Athica; dura-

e consistevano in
delle
il

una

di

riti.

momento

pi splendido

feste

era

grande
chia-

processione che

aveva luogo

quinto

giorno,

mato giorno delle torce, in cui talvolta vi prendevano parte non meno di 30.000 persone, coronale di mirto

e di edera, e

331

cominciava verso sera,

siccome
in

la

festa

mano. Gli iniziati ai misteri delle Eleusinie dovevano subire una serie di prove consistenti in riti non molto diversi, a quainto credesi, di quelli dei Mossemi della moderna Europa; bench gli effetti ne fossero molto diversi, e gli iniziali non si considerassero come legati l'uno verso l'altro da nessun legame. Ogni Ateniese doveva passare tra queste cerimonie una volta durante la sua vita. Erano esclusi dalle Eleusinie i bastardi, gli schiavi e le meportavano
fiaccole
retrici,

come pure

forestieri,

e negli ultimi tempi


delitto capitale

cristiami

e gli epicurei.

Avevasi per

il

rivelare

alcuno dei misteri, o applicare a

usi privati

alcuna di quelle sacre solennit.

Elevazione. Abele. Albero


I

la cui

sommit

si

eleva a

altezza. Morello, colore. Si vuole che al


rello

grande monte Moil

fosse
si

dato questo nome per essere


in

pi
la

alto

che

trova

Toscana

facendo derivare

parola

morello da moal, che nella lingua degli antichi ara-

mei

significa elevazione.

Elfi.
Spiriti
folletti

dei

Germani,

geni
la

delle

acque.
la

Idei
sia.

monti e dei boschi.

Amavano
quali
al

musica e
della

poe-

Talora

essi

abitavano nei tronchi degli alberi, e


nelle

narrasi di

foreste

venir
in

notte

pini e gli abeti si

trasformavano

aree forme e dan-

zavano al raggio della luna fino al comparire dell'alba. Gli Elfi dei menti erano di natura pi elevata, vevano la faccia di risplendente bianchezza, la teta coperta d'un berretto dal quale

pendeva un camdi cristallo;

anello

d'argento,

piedi

calzati

vive-

332

fiori,

vano ai miele e del profumo dei


si

dormivano

nei

adagiavano su le ci^ loro calici, voluttuosamente contemplare gli tilti di privilegio Il me degli alberi.
nello

splendore

della

loro
figli

bellezza
nati

era

concessa
i

pochi, e tra questi ai privilegio potevano far partecipi di tale

domenica,
i

quali

loro favonti.

lo
il

eieCarro, che lo trasport al Celebre profeta. dove visse Eremo, deserto. nel nutr lo che Cor^^o,

stivasi.

fiamme, profeta. Fanciullo, ch'egli risuscit, con cui vebestia, d Pelle angelo. portatogli da un fiammeggiante. Vedi Profeti.

lane,

Spada

Elladi.
Egle, Figlie del Sole; si chiamavano Fetonte; della Faetusa, ed erano sorelle di
tanto
si

Lampezza

cm

morte
in

addolorarono, che
tremuli,

gli

Dei

le

trasformarono

pioppi

le

loro

lagrime

diventarono

grani

di ambra.

Elianto.

Dal greco
la

helios, sole e anthos,

fiore.

Allusione

al-

forma

e al colore del girasole

so/e.

Vedi Adorazione

Apollo

annuo, o corona del Preghiera.

Eligio (Sant). Vescovo e orefice


quila.

di professione.


'

a Anunali:
i

j Adi
san

Cavallo,
il

venne
to

patrono dei fabbri che protettore dei maniscalchi. Orso,


perch,

egli
il

Balsamo che. Diversi: a servirlo. Eligio, orehce Cassa. corpo. suo dal scolava morto, dei santi m cass( argentiere, racchiudeva le reliquie dei teoe venerazione alla esporle per meglio
costrinse
<

preziose,
li

croce lucente apparve Croce. Alla sua morte, una cielo. Diavolo, eh sopra la sua casa, e disparve nel


il

333

santo afferr per

tunque vescovo,
orefice
nio,

naso con una tenaglia. Quannon abbandon il suo mestiere <3i e l'impiegava per glorificare Dio. Il demoil

egli

geloso,

lo

disturbava
suddetto,

in

questo lavoro, perci lo


alcuni

prese nel

modo

che

lo

battesse

sull'incudine.

Incendio,

affermano anche che il santo


in

spense con le preghiere.


mestiere.

Incudine, strumento del suo


Stella,

Lebbrosi.

Martello.

forma

di

croce.

Elio.
Divinit
luce.

greca,
Sole.

personificazione

del

sole

della

Vedi

Eliotropio.
assai

Dal greco comune


Clizia

hlios,

sole

Irpein,

girare.

nei

camipi e lungo le strade,


delle

Pianta chiamata

volgarmente
di

erba

verrucchie

o dei porri.

Ve-

Ceiosia.

lisabetta (Santa).

Madre
0,

di S.

Giovanni
igli

Battista.

Angeli. Rifufiglio.

giatasi nel deserto,

angeli nutrirono suo

Lei-

su cui era adagiata alla

nascita del

Precursore.

Roccia, apertasi per ricevere la Santa.

lisabetta d'Unglierla (Santa). Regina. Borsa, ricordando le sue elemosine. 3rocca, con cui dissettava i poveri. Corone, tre. Cro:c arcipiscopale. Crocefisso, che colp suoi sguardi orquando entr in chiesa, e la fece rivestire di abili iemplicissimi quanto essa vi ritorn. Fiori. Mentre x)rtava delle monete d'argento eii poveri, incontrata interrogata da suo marito, che biasimava le sue lar jhezze, essa rispose che portava dei fiori. Storpi, che

a santa curava.


1^1 Iseo
<

334

teste,

Profeta.
role

Aquila
riposi
in

a due

allusione alle pa-

del profeta
spirito

dette a

doppio
il

Ti prego che il tuo me. Fanciullo, rammentando


Elia:
risuscit.

Sunamite che trovare nel Giordano.


figlio

di

Scure, ch'egli fece

Elisio

Eliso.
antichi

Greci e Romani davano questo nome dimorare al luogo dove credevano che andassero a quarta giusti dopo morte. Era, secondo i Greci, la

Gh

dell'Inferno; secondo i Romani la settim.a. una eterna primavera; l'alito dei venti non regnava Vi il profumo si faceva sentire che per spandere intorno dei fiori; un sole novello e nuovi astri non erano mai
divisione

da alcune nubi
le

velati.

Boschetti balsamici,

selve

di

rosai e di mirti coprivano

con

le

fresche loro

ombre

anime fortunate. Solo


i

cantarvi

rosignolo aveva diritto di il propri piaceri, e non interrotti che dalle ar-

monie dei grandi poeti e dei pi famosi cantori. Con dolce mormorio il fiume Lete vi scorreva, e le sue onde spargevano d'oblio i mali della vita.- Una terra sempre ridente rinnovava tre volte ogni anno le sue produzioni, e con dilettevole vicenda offriva fiori e
frutti.

Ignoti

vi
le

conservavansi piafelicit. L rinnovavansi ancora i pi lusinghieri guerra ceri della vita. L'ombra di Achille muoveva gloalle belve feroci, e Nestore vi narrava k proprie
rie.

et in cui

erano dolori e vecchiaia; immortali si era goduta la maggior

Robusti

atleti esercitavansi

alla lotta; giovani nel

vigore dell'et lanciavansi alla corsa, mentre giocondi vegliardi reciprocamente invitavansi ai banchetti. Dai
fisici

godimenti stavano lontano.


la

mali dello
vili

spirito,

l'ambizione,

sete dell'oro,

l'odio e le

passioni,


da
la

335

dell'Eliso.

cui

sono

mortali agitati, pi non conturbavano


degli
abitatori

tranquillit

Secondo

al-

cuni.
vi

Saturno, sovrano di questo delizioso soggiorno,

dell'oro,
altri,

regnava con Opi sua sposa, e vi fece rivivere l'et cos brevemente durata sulla terra. Secondo
tutto veniva governato

con

le giuste leggi d

Ra-

daunanto.

Elle.
Figlia di

Atamante

e di Nefele.

Vedi

Frisso.

Elleboro. Questa pianta sempre verde e che


parti,

fiorisce nel

cuo-

re dell'inverno, potentemente velenosa in tutte le sue

e un tempo godeva molta riputazione come rimedio contro la pazzia. Narrasi che le figlie di Pre-

te

erano talmente impazzite che credevano di essere vacche e, come se fossero tali in realt, andavano errando per la caunpagna, riempenstate trasformate in
l'aria di

do

lamenti e di strida.

Melampo
loro

le

fece rien-

trare in cervello amministrajdo


di elleboro.

Eilera.

Vedi Mania Vedi Edera.

Pazzia

una buona dose


Scandalo.

Elmo,
Armatura del capo, che era in uso nella pi mota antichit. L'elmo non serv unicamente come
difesa del capo,
re

di

anche a far bella mostra, o qua! distintivo di onore, secondo vari ornamenti. Si cerc infine di formare una specie di spauracchio per il nemico, sormontandolo di spaventevoli figure. Non v'ha parte dell'armatura che offra pi dell'elmo magi

ma

giore variet di forma.


testa di

primi furono forse pelli di


tessuti.

animali o calotte di diversi


calotte
s;

Pi tardi

queste
coi

fecero

di

metallo,
e

perfezionandosi
foggiate secon-

progressi delle arti meccaniche,

do
336

Et
il

gusto o
del

bisogni dei diversi tempi.

rame

Et

del ferro

Minerva

Vedi Celata
-

Plutone.

Eloquente.
Pappagallo, allusione alla sua
za nell'imparare a esprimere
le

facilit

e prontez-

parole.

Eloquenza.
Ercole col caduceo,
in
le ali
ti

piedi e con

una palma

mano

(segno

dell'eloquenzia

vittoriosa);

come

si

vede personificata in

un bassorilievo francese. La figura poggia col gomito su una base (emblema delia fermezza dell'eloquenza). Di fronte gli sta un vaso

che

manda fiamme
Iride.

(impeto deireloquenza).

la

Ve-

Secondo Omero, gli oratori Troiani erano eloquentissiimi perch mangiavano i fiori dell'iride.
gestali:

Inoltre
quelli
le

colori di questo fiore vennero paragonati

dell'arcobaleno, personificato in Iride,


ritenuta

quatuffa

fu

quale

Dea
del

dell'eloquenza.

Loto d'Esi

gitto.

Al tramonto

sole,

questa

pianta

nell'acqua per non risalire che allo spuntar del giorno. Gl'i Egiziani la consacrarono al Sole, Dio dell'elo-

quenza.
ne.

Diversi
gli

Caduceo, simbolo della persuasioil

Secondo

antichi, la

serpente
della

emblema

del-

l'astuzia,

e secondo

Bibbia,

prudenza, per

cui

serpenti del caducea, simboleggiano l'accortezi za e la prudenza necessarie all'eloquenza, rappresen tata dal bastone. Mani con le dita allargate. Quintidifendendo liano soleva rimproverare coloro che,

qualche causa, tenevano le mani sotto il mantello, come di cosa trattata svogliatamente. Sirena, simbolo di una felicissima facolt di F>ersuadere, per cui
fu

detto che Catone grammatico era

una

sirena

la-

tina.

Torrente,

la

cui

corrente

paragonata

alla

fecondit

forza del

impeto di parole.

discorso che fluisce con

gran

Vedi Forza dell'eloquenza.

Eloquenza soave.
Ape. Raccontasi che mentre Platone, ancora bambino, donniva in culla, delle api gli
le
s

posarMio

sul-

labbra; ci che

fu preso

come pronostico

ch'egli

doveva diventare un parlatore singolarmente soave. Un caso simile, dicesi, avvenne a S. Ambrogio. Gli antichi,

volendo lodare l'eloquenza e soavit del parlare


qualcuno, solevano dire essere stato nutrito dalle

di api.

Diogene chiamava
e
^x)crito)

il

parlar piacevole

(nel senso

lusinghiero

un laccio melato.

Emancipazione.
BerreiLo frigio, con cui,
ni del
in

Francia,

repubblica-

1793 onorarono l'immagine

della libert; qua-

le

simbolo dell'emancipazione.

Emblema.
In origine questo

nome
di

fu dato

dai Greci e dai


ai

Romani

alle

opere

intarsiatura,

fregi

dei

vasi

e cigli ornamenti degli abiti. In seguito l'emblema diverme una figura simbolica, rappresentazione di un'idea mediante un oggetto, che la simboleggi. L'uso degli emblemi quasi antico quanto primi monumenti della storia, e parecchi esempi ce ne forniscono le sacre scritture. Cos si legge che Aronne portava sul petto dodici pietre, che rappresentavamo le dodici trib di Israele. Fra i geroglifici Egiziani si trova im gran numero di emblemi. Le armi degli eroi, i vai

si

sacri,

le

porte

dei

templi,

mobili

degli

mtichi

erano carichi di emblemi ricavati principalmente dalazioni


attribuite
alle

molte loro divinit.


Correziore.

Ile

Emendamento. Vedi 22 O. Ronchetti,


Emerocallide.

338

Bel

Dal greco hmra,


fiore,

giorno, e k(illos, bellezza.

ma

di poca durata. Vedi Bellezza effimera.


^'

Empiet.
Gallo, perch
e
assalisce
si

congiunge con
il

la propria

rnadre,

crudelmente

proprio padre;

ed per
,

il questo che gli antichi, nell'otre che racchiudevano viuna gallo, un anche mettevano colpe, reo di tali Epera e un cane. Ippopotamo, con cui i sacerdoti mgiusta empia, persona una simboleggiavano

gizlani

ingrata;
tali

per

ammonire

gli

uomini

guardarsi
|

vincendoli con la forza della volont, dipingevano due unghie di questo animale, volte alfin da giol'ingi, perch volevano che l'ippopotamo, della impossess,arsi vane, combattesse il padire per riprovazione loro della segno quale Inoltre,

da

difetti,

madre.

dei dell'empiet, solevano fare i scettri, le insegne in forprincipi e alcune armi, con la parte superiore o di rame, di testa di cicogna d'oro, d'argento

ma

d'CTX>potamo. e le parti inferiori in quella d'unghia anteposta alper significare che la piet deve essere quale ritenevano antichi gli che Quaglia, l'empiet.

simbolo di disprezzo verso


la
religione.

gli

Dei

dell'odio contro

terra. tenuLibro che svolazza e una donna in un'anfora bibli Allegoria donne. due ta per aria da altre
(Zaccaria).

Empiet della

e ingrato. fatPiccione selvatico; perch appena cresciuto e di scac-. cerca e padre, il becco col assalisce to forte, 1 ciarlo per accoppiarsi con la madre.

Empio

Emulazione.
Cane e
lepre,

339

morta. Si vuole che il cane, finche ha forza di fuggire, Tinsegue straziandola e godendo nel bagnarsi del suo sangue; ma quando vede la lepre, esausta di forze, cadere sfinita, il cane allora si ferma, senza toccarla, dimenando fortemente la coda, dicesi, per mostrare che non desilepre
la
ferita,

derava

la

sua carne,

ma

ottenere soltanto la

\'ittoria.

Enceiado.
Gigante formidabile,
tano
gli

figlio

del

Tartaro o di
alla

I i-

della
e

erra

fece

parte

guerra

contro

ma Minerva Giove lo coperse dell'enorme p>eso del monte Etna. Dal suo infuocato alito, esalano ficimme che getta quel vulcano. AUorqucindo egli tenta di voltarsi da un fianco all'altro, fa tremare tutta la Sicilia, e un denso fumo oscura
Dei,

vedendoli

vittoriosi,

fugg;

lo

arrest opponendogli la SiciUa, e

l'aria

che

la circonda.

Enciclopedia. Vedi Enciclopedico. Enciclopedico.

Uomo

con

sette

teste; dagli

astrologi collocato nel

Iquindicesimo grado dei Gemelli, volerKlo con questo segno significare che chi nasce sotto questo grado sapr molte cose, cio tutte le scienze e le arti. I[K)ltre gli promettevano che sarebbe stato abilissimo nelle aziende pubbliche, quanto private, suscitando
meraviglia fra
gli

uomini. Tale

emblema pu

servire

mche i>er la Endimione.


ice,

enciclopedia.

Pastore di rara bellezza,

figlio

di Etlio e di

Ga-

e nip>ote di Giove, che lo eanmise in cielo;

ma

vendo mancato di rispetto a Giunone, venne co^.f annato a un perp>etuo sormo, o, secondo alcuni, per

340

asseriscono che

scrittori la durata di trent'anai. Altri

desiderasse di Giove gli aveva concesso quello che senza indormire sempre poter di chiese egli ed pi,

una grotta del vecchiare, ne morire. Egli dormiva in (Diana) lo viLuna la notte ogni e monte Latmos,
sitava,

contemplando

la sua bellezza,

baciandolo.

Dea
mani

Greci. della strage in guerra, presso i l'identificarono con la loro Bellona.

Ro-

Enrico

(Sanf).

Vescovo
corpo. Dito,

il

Corvo,

che

fece
il

riconoscere

il

suo

quale conserv

suo anello. Scure, del

suo supplizio.

Entusiasmo.
Angelica.

Eolo.
Figlio di

Giove
Il

di

regnava sopra le

isole

Menalippe, e re dei venti; Vulcanie, chiamate m seguito,

da

giorno suo palazzo risuonava tutto il d arsuono continuo un udiva di gridi di gioia e vi si Dio che tiene un come dipinge lo Virgilio monia. caverna, per preincatenati in una profonda
lui

Eolie.

venti

quelle da essi fatte allorvenire altre rovine simili a italiano, e separarono la Sicilia dal continente

ch

ecc. Gli attribuiscoaprirono lo stretto di Gibilterra; e sei femmine, maschi sei quali dei no dodici figli, voluto loro, avendo forse con ci

che
sto

si

sposarono fra

indicare

Dio

principali noti agli antichi. Uue.i dodici venti quale embleviene rappresentato collo scettro,

ma

della sua autorit.

Eoo.

Uno

dei quattro cavalli del Sole.

Eos.

341

Dea

dell'aurora presso

Greci.

Vedi Aurora.

Epimelidi.

Vedi Ninfe.

Ep meteo.
Figlio di Giapeto e di Climene. e fratello di Pro-

meteo:

il
il

dopo
gli

fatto.

suo nome significa che non riflette se non Egli aveva formato gli imprudenti e
nella
stessa

stupidi,

maniera che Prometeo [prc'


gli

vidente) aveva formato

uomini dotati di prudenza

e d'ingegno.
tata

Epimeteo

sp>os

Pandora

(vedi),
in

rifiu-

da

Prometeo.

Egli
si

venne

trasformato

ima
na-

scimmia; e ci da taluni
to

spiega per essere egli stafelice

un valente

scultore,

imitatore

della

tura.

Episcopato.
Dignit e
ufficio

di

vescovo.

Violetto,

colore.

Equeja. Dal latino


mani.

equejas,

da equus,
questa

cavallo.

Divinit
i

protettrice dei cocchieri e dei mulattieri presso

Ro-

L'immagine

di

Dea,

chiamata

anche

Ippona, coronata di

fiori,

veniva per lo pi colloca-

ta nelle scuderie sopra la rastrelliera.

Equinozio.

Nome
la notte,

che significa eguale durata del giorno e delil

che

si

verifica

due

volte all'anno,

cio in

principio della primavera e in principio dell'autunno.

Babbuino seduto. Gli Egiziani credevcino che, durante


al
gli

equinozi, quest'animale bevesse dodici volte

versando il superfluo una volta a ogni facendo altrettanto la notte; perci essi costumavano collocare la figura di un babbuino seduto .^uU'orlo delle fontane, allo scopo di conservare la
giorno,
ora,

342

che, duransorgente perennemente. Inoltre credevano volte al giorno, dodici babbuino, il equinozi, te gli che potesse a ogni ora, mandasse il pi acuto grido

dare.

Bilancia,

coi

piatti

allo

stesso

livello.

Elefante.

pietruzze Narrasi che un guardiano mescolasse delle elefante un a destinato l'orzo con e molta polvere peso del grala sua custodia, per eguagliare il
sotto

no

sottratto a suo profitto; e che

una mattma accor^

guardiano aveva della carne ai topi per rendere fuoco, gettasse della cenere nella pentola
l'animale che
il

la pari all'astuto custode.

Era.

Nome

che

Greci davano a Giunone, quale dei-

alimento dei ficazione dell'aria, dell'elemento amabile, Giunone. Vedi natura. viventi, vita della

Eracle.

Vedi Ercole.

Erato.
E'
il

nome

della sesta fra le

Muse,

e presiedeva

ed erotica. Rapprealla poesia Ninfa vispa e giosentasi sotto l'aspetto di giovane con la lira nella rose, di cosa, coronata di mirto e accompagnata plettro; il destra nella e sinistra
lirica,

anacreontica

mano

fiaccola acd'un amorino alato armato d'arco e una tortoalcune figurano quale cesa in mano, vicino al da amorosi soggetti dei simboli beccano; che si
rclle
lei

trattati.

Era invocata
di
aprile,
il

dagli

amanti,
i

e sopra

tut-

to nel

mese

quale presso

Romani

era

particolarmente consacrato all'amore.

Vedi Muse.

Erba.

Vedi Porser

erba.

Ere ina.
Divinit
infernale,

343

di

figlia

Trifonio.

Si

racconta
laisd
si

che mentre stava scherzando con Proserpina, sfuggire un'oca che aveva in mcuio, la quale
scose sotto

na-

una

pietra in

una caverna,
dal

qumdo Prosgorg

serpina cav
sotto
la

l'uccello

suo

nascondiglio,

una fonte che fu chiamata Ercina; sulla cui riva fu poi innalzato un tempio, con la statua d'una fanciulla con un'oca in mano, e nella
pietra

caverna
ti

si

trovavano due statue con bastoni attorniaTrifonio ed Ercina, rassomiglianti alle

da

serpenti,

statue di Elsculapio e di Igiea.

Ercole.
Figlio di Giove e di Alcmena. I Greci lo chiamavano Eracle. Giove, per possedere Alcmena, prese le sembianze di suo marito Anfitrione mentre questi era

Giunone per vendicarsi della Giove con una mortale, fece in modo che Alcmena, la quale doveva dare alla luce due
assente.

La
di

gelosa

infedelt

gemelli, ritardasse
risteo.

cole
colpi,

il

il parto, facendo nascere prima Eu(Vedi Calanti). Nel giorno in cui nacque Ertuono si fece sentire in Tebe a raddoppiati

molti

altri

prodigi

cinnunciarono

la

gloria

del

figlio

di Giove.

di essi fosse

Volendo Anfitrione sapere qual suo figlio, mand due serpenti presso la
parve
atterrito
i

loro culla; Euristeo

dallo spavento e

voleva fuggire;
strando
fin

ma

Ercole strozz

due

serpenti,

mo-

dal suo nascere ch'egli era degno d'aver


dei mitologi per

Giove per padre. La maggior parte


dicono che Giunone,
cole,
la quale,

dai primi giorni d'Ergli

diede pi di una prova dell'odio che

portava
eli

per causa della madre,

mand due

draghi alla

lui


culla per farlo divorare;
ventarsi,
li

344

il

ma

fanciullo, senza spali

prese fra le mani e


alle preghiere di

fece in pezzi;
si

la

Dea

allora,

Minerva

raddolc al-

quanto, e acconsent anche a dargli il proprio latte per renderlo immortale. Ercole divenne di una straordinaria statura e di una forza di corpo incredibile;
era anche un famoso mangiatore; e doveva anche essere un gran bevitore, se si deve giudicare dalla

grandezza della sua tazza, che dicesi fossero necessari due uomini per portarla; egli per non aveva bisogno che di una mano per servirsene quando beErcole, diventato grande, and in un luogo veva.

isolato

per

decidere
allora
gli

a qual

genere

di

vita

dovesse

apparvero due donne di grande statura, una delle quali molto bella, che era la Virt, aveva un aspetto maestoso e pieno di dignit, accompagnata dal pudore degli occhi, dalla modestia
applicarsi:
in
tutti
i

suoi gesti,

e vestita di bianco. L'altra,

che

chiamavasi Volutt, era molto paffuta, pi colorita, con uno sguardo procace, e i magnifici suoi abiti la facevano conoscere per quello ch'essa era infatti. Ciascuna di esse procur di guadagnarselo con le
promesse,

ma
viene

finalmente decise di

seguire
il

la

Virt,

che
egli

qui

considerata

come

valore.

Avendo
e fai

ticoso,

dunque abbracciato un genere di vita aspro and a presentarsi a Euristeo, sotto


doveva, intrapprendere
i

cui

ordini
le

suoi

combattimenti e

mitologi

sue fatiche per la sorte della sua nascita. Alcuni pretendono che questo procedere non fosse

volontario, e che
mettersi
alle

da
di

principio egli

ricusasse di sotto-

leggi

Euristeo.
lo

Giunone per punirlo

della sua disubbidienza,


egli

uccise

propri

figli,

colp con tale delirio, che credendo di togliere la vj-

ta

345

in

quelli di

Euristeo.

Tornato
di

se

slesso,

ne fu
gli

tanto addolorato, che rinunci alla relazione degli uomini,


indi

consult

l'oracolo

Apollo
il

il

quale
di

ordin di sottomettersi per lo spazio di


agli

dodici

anni

ordini di

Euristeo, secondo

comando

Gio-

ve, e gli annunci ch'egli sarebbe posto nel regno degli

Dei, allorch avesse compiuti

gloriosi suoi destini.


le

Euristeo, istigato
difficili,

da Giove,
I.

gli

comand

cose pi

le

quali furono poi chiamate le dodici fati-

che d'Ercole, che sono:

Lotta col leone di


la

Necon

mea;
le

il

quaJe era un mostro che aveva

pelle in-

vulnerabile;

ed Ercole non potendo


-

ferirlo

ne

frecce ne con la clava, lo cacci entro la sua tana


ivi

lo soffoc tra le braccia.

2.

L'Idra di Lana.
ira-

Era un
mortale.

grosso serpente con nove teste, di cui una

Ercole,

dopo aver con


appena

le

frecce starnata la

bestia, l'affront

senza paura, tagliando con la spada


tagliate,

le teste, delle quali, per,

ne rinasce-

vano due. Allora, ricorrendo all'aiuto di lolao, suo fido compagno, fece dare il fuoco a un bosco vicino,
e
si

fece portare dei tronchi in

fiamme.
tutte

Con
le

questi

affront l'idra e bruci

mam mano

tes:e;

su

quella che era immortale gett un masso enorme. Nella bile velenosa sparsa dall'idra morente, intrise le sue
frecce, e ne ottenne che le ferite

da

esse prodotte di-

venissero insanabili.

Erimanto, che Ercole insegu e spinse fino alla cima del monte Erimanto che era coperto di neve, dove lo afferr e lo
-

3. // cinghiale di

port vivo a Euristeo.

4.

La

cerva di Cerinea, dalle

corna d'oro e

rame; sacra ad Artemide. Ercole dovendola prendere viva l'insegu un anno intero; infine la fer con una freccia a un piede e la
i

piedi

di

prese.

5.

CU

uccelli

di

Stinfalo,

muniti

di

arti-


gli,

346

ali

e becco di bronzo e penne pure di bronzo,

che

essi

lanciavano qome frecce; e questi uccelli era-

no tanto grandi, che stendendo le ali toglievano la luce del sole al mondo. Ercole ne uccise alcuni, altri spavent con un sonaglio di bronzo, in modo che non comparvero pi, - 6. // cinto d'Ippolita, regina delle Amazzoni, che desiderava possedere Admeta, figlia di

Euristeo.
Ippolita,

Ercole, per averlo, entr in rappor-

to con

ma Giunone
si

in

sembianza

di

Amazil

zone diffuse la voce che


allora le

voleva rapire la regina:


le

Amazzoni

presero

armi contro Ercole,


il

quale, uccisa Ippolita, pot avere


-

desiderato cinto.
o

7.

Ripulimenlo delle

stalle

di

Auga

Augea,

re

degli

Epei neir Elide, ricco d'immensi armenti. Ercole doveva ogni giorno nettare dall'accumuilato letame quelle stalle; impresa che pareva impossibile. Augia stesso, sentito di che si trattava, non dubit promettere

decimo dei suoi armenti, tanto era persuaso di un simile tentativo. Pure Ercole vi riusc; deviando il corso del fiume Alfeo o del Penco, o tutti e due, facendo passare le acque nelle stalle di Augia, cos che la forza della corrente fail

dell'ineffettuabilit

cilmente trascin via

il

letame,

8. // foro di Creta,

mandato da Nettuno, contro Minosse,


reva
infuriato

per quest'isola,
vivo.
-

quale scoril che Ercole prese e


di

port a

Micene

9.

Le

cavalle

Diomede,

a cui Diomede, re dei Bistoni in Tracia, gettava in pasto gli stranieri che capitavano sulErcole vinse Diomede e diede lui la le sue rive.
bestie feroci,

pasto alle sue bestie. Poi leg queste e


Euristeo,
il

le
1

port vive a
0. / buoi di

quale

le

rimise in libert.

Cenone,

di cui Ercole

giungerle questa impresa dovette Intrapprendere

doveva impadronirsi e per ragun lun-

verso la Libia; e
gli
si

347
si

fa viaggiare Ercole tra-

go viaggio. Comunemente
denominate
offeso

fa piantare le colonne
si

da

lui

sullo stretto di Gibilterra;

racconta che,

dai raggi cocenti


lui
i

del

sole
il

trzmnontante, punto

contro di
tanto
fatto

suoi strali,
lasci

onde

Sole,

ammirato da
battello

ardire

gli

l'uso

del

suo

d'oro

a forma di tazza.

Con
il

l'aiuto

di

questo pot
Quivi,

l'eroe passare l'Oceauio

e giungere a Eritrea.

ucciso

cane Ortro che erano a custodia del gregge di Gerione, se ne impossess (vedi Gerione). Durante quest'impresa Ercole ebbe
il

gigante Eurizione e

molte avventure.

II. /
fatto

pomi d'oro
in

delle Esperidi;

dono della Terra


diti

a Giunone,

occasione dei

suo matrimonio con Giove. Questi pomi erano custodalle

Esperidi

(vedi).

Ercole doveva

andare a

prendere questi pomi d'oro, senza sapere dove abitassero le Esperidi. Per questo dovette fare nuovi e
lunghi
viaggi,
in

cui

ebbe occasioni d'incontrare

di-

verse altre avvenuture accessorie.

Prima

di
le

tutto

andi

d all'Eridano,

allo

scopo di interrogare

Ninfe

questo fiume riguardo alla via da percorrere per giungere alle Esperidi.
l'infallibile

Gli fu suggerito di ricorrere


egli

al-

Nereo;

lo

sorprese

nel

sonno,

lo

tenne stretto fintanto che non seppe che la via


caso. Allora Ercole, passata la
gitto
i

gli

sa-

rebbe stata rivelata da Prometeo incatenato nel CauLibia,


si

rec

in

Edo-

ove v'era un re crudele, Musiride, che afferrava


li

forestieri e

sacrificava a Giove.
stessa
sorte,

Anche Ercole
spezz
i

veva subire

la

ma

egli

le

catene
figli.

con cui era legato e uccise Busiride ed Dall'Egitto Ercole and in Etiopia, poi

suoi
di
l

dai

mare in India, e giunse cos al Caucaso dove liber Prometeo uccidendo l'aquila che gli rodeva il fegato.


Insegnatagli

348

delle

Prometeo
al

la

via

Esperidi,

giunse

paese degli Iperborei dove Atlante egli finalmente regge sulle spalle il mondo. Qui terminava la sua spedizione; poich con l'astuzia persuase Atlante di

andare

cailui a prendere i tre pomi d'oro. - 12. La pesante fatica tura di Cerbero, che fu l'ultima e pi

prescritta

da Euristeo a Ercole. Giunto Ercole alle in porte dell'Inferno trov Teseo e Piritoo legati
Erseguito al tentativo fatto di rapire Proserplna. dalle cacole liber Teseo, e voleva anche sciogliere la terra e tene Piritoo, ma in quel momento trem poi gli diePlutone l'impresa. abbandon egli allora
Cerbero, de il permesso di portare con se il cane strmeroe L domarlo. a purch riuscisse senz'armi su trascin lo e l'incaten Cerbero, gola gendo alla
alla luce del sole; e
risteo, lo

dopo averlo

fatto vedere a

Eu-

cole

si

madri

quale comp le cinquanta

ricondusse all'Inferno. seguito alla liber dal servizio di Euristeo, e in rese altre gesta. Ercole, in una notte,
figlie

Con

questa fatica Er-

di T'espi,

e questo

fatto

si

conta come la am cosi molte mogli e gran numero di amanti. E da vestiva si piacerle, ardentemente Onfale che, per indosOnfale che lasciando lana donna e filava la pei sua pelle di leone e portasse la clava
sasse
la

tredicesima

sua

fatica.

Ercole^ ebbe

beffa.

La

causa della morte di quest'eroe fu


e la gelosia
di

la

Deianira. Essendo vendetta di Nesso degli amori di suo avvertita stata principessa questa
marito, gh

mand

in

dono

la camicia di Nesso, cre-

dendo che donne; appena


trisa

avesse la virt

d'impedirgli d'amare altre indossatala, il veleno di cui era inil

fece
e

sentire

suo

effetto

introducendosi
alle

nelle
dellf

y^ne,

penetr

in

un momento

midolla

ossa.

349

in-

Tent

egli,

ma

invano, di levarsi la mortifera

camicia, poich erasi attaccata alla pelle, e quasi

corporata alle
va,

membra; a misura
tempo
fine,

ch'egli

la

straccia-

laceravasi nel

stesso la propria pelle

le

carni.
si

Vedendo
il

finalmente seccarsi le

membra,
il

e che

avvicinava

suo
la

alz un rogo sopra


leone
vi
si

moncoric

te

Oeta,
si

distese

sua pelle di
il

sopra,
tete

pose

la

clava sotto
il

capx), e ordin a Filot-

di

appiccarvi

fuoco e di aver cura delle sue


il

ceneri.

Appena

fu

acceso

rogo,

dicesi

che

il

ful-

mine cadesse dal cielo e riducesse tutto in cenere m un btante, per purificare tutto ci vi era di mortale in Ercole. Giove allora lo colloc fra gli Dei; e m Ercole era anche cielo spos la giovinetta Ebe. Un antico autore dipinge Erritenuto per il Sole.

cole estremamente nerboruto, con spalle quadrate, car-

occhi grandi, barba od orribilmente trascurati; Ercole fu soprannominato Melampigo, cio del nero seGreci gli uomini forti dere, perch cos chiamavano

nagione

scura,

naso

aquilino,

folta, capelli increspati

e robusti, e al contrario dicevano Leucopigo, cio ctie

ha

il

sedere bianco, a chi era molle ed effeminato.


si

la

Ercole

vede ordinariamente rappresentato con

clava in
e con la

mano (emblema di desiderio e di prudenza), pelle del leone Nemeo (emblema di gramdezch'egli

za
ro,

generosit),

porta sopra un
sinistra
tre

braccio

sulla testa.

Talvolta tiene nella

pomi (To-

come segno d'aver domato


Questo eroe

la

Volutt e seguita

la Virt.

trovasi spesso coronato di piop-

po bianco; albero consacratogli per essersene cinto il capo quando discese all'Inferno; e la cui parte biauica delle foglie che aderivano al capo conserv il pr-


fumo.

350

il

prlo colore, mentre quella esterna divenne nera per

Gli animali sacri a Ercole erano:


catagli quale

Folaga, dedi-

emblema

della sua voracit; perch era

ritenuto uccello

grandemente vorace e ingordo. Nar-

ra la favola che Ercole, passando per l'isola di


di,

Roche
aven-

sorpreso dalla

fame,
i

chiese a un

contadino,

arava, di vendergli

suoi buoi per sfamarsi,


i

ma

buoi dall'aratro, e do egli ricusato. Ercole stacc dopo averli immolati agli Dei se li mangi con alcuni suoi compagni, ritenendo per sua parte un bue intero.
Il

povero

contadino,
Ercole,

disperato
si

per

la

perdita

dei

buoi,

non potendo vendicarsi,


di

e maledire

che

egli

mise a bestanmiarc ne rise, dicendo che

mai mangi con tanto piacere nel sentirsi ingiuriato. Ci diede origine, quando Ercole fu fatto Dio, che la popolazione del paese gli consacrasse im altare detto Giogo del bue, sul quale sacrifcavasi un paio
di buoi col giogo;

e durante la cerimonia

sacerdoti

bestemmiavano e dicevamo tutto il male possibile, credendo in quel modo rinnovare a Ercole il piacere ch'egli ebbe nel sentirsi bestemmiare e maledire dal proposito di questo buoi. contadino a cui mangi volendo sacontadini, certi che racconta si sicrifcio,
i

crificare

sostituirono

un bue a Ercole, essendo quello fuggito, con un pomo, facendovi le gambe e

lo
le

eorna con dei pezzetti di legno. E dicesi che ci fu cosa tanto grata e cara a Ercole, che d'allora in
poi rest presso
sacrificava.
i

tebani l'usanza di sacrificargli dei

pomi. Leone, emblema della forza.

Toro, che

gli si

Eloquenza Forza

Vedi Combattimento

della

ragione

con l'appetito

dell'eloquenza.

Ercok armato.
Dicesi che
se
in

351

della Grecia,
esistes-

Olimpia,

citt

una statua
il

di metallo alta dieci cubiti,

che rappre-

con intomo al corp>o la pelle con la bocca aperta faceva da celata, con la clava in ima mano, l'arco nell'altra, e la faretra che gli pendeva alle spalle. Anche i Lacedemoni lo fecero armato, e ci f>erch Ercole essendosi recato a Sparta conducendo seco un giovinetto suo cugino chiamato Eono, o Licinio, il quale gironzando tutto solo p>er la dtt, capitato davanti alla casa del re Ippocoonte, fu assalito da un terribile cane, che Eono fer con una pietra facendolo rientrare in casa ma, al suo abbaiare, accorsero figli di Ippocoonte assalendo il giovanotto, uccidendolo a bastonate. Ercole, saputa la cosa, sdegnato e dolente per la morte del cugino, affront gli uccisori, ma dopo un lungo combattimento dovette ritirarsi per essere slato ferito a una coscia, sottraendosi a ima moltitudine di gente ostile accorsa e a cui non poteva resistere;
sentava

Ercole nudo,
cui cap>o

di leone,

ma

ix>i,

radunati
i

anch'agli
figli,

nryalti
il

uomini,

riusc

uccidere non solo

ma

anche

padre Ippocoonte,
per questo, dicesi,

devastmdo
i

inoltre tutta la casa.


lo

Lacedemoni
Legione

fecero armato.

Erculiani.
Illirica

ai

tempi

di

Diocleziano;
le
ali

aveva
in

per insegna un'aquila

azzurra con

distese,

con un largo cerchio giallo estremit, e spartito con una linea nera in due egualmente distanti.
rotella rossa,

una

alle

parti

rebo.
Figlio
fratello

del
della

Caos

della
ch'egli

Notte,
spos,

o,

secondo

altri,

Notte,

da

lui

ebbe


Etra e
il

352
gli

antichi

Giorno. Presso
inflitto

rebo era anche


che stavano

una parte del


Virgilio,

loro inferno,

e a coloro

nell'Erebo veniva

l'rebo

un castigo speciale. Secondo forma una delle grandi divisioni

invisibile, che al di l dello Stige, e coimprende vari distretti particolari, che sono il luogo destinato ai bamibini; il luogo destmato a coloro che si tolsero la vita; i campi del pianto con boschetti,

del

mondo

di l

ove stanno coloro che morirono per amore; e di questi una campagna luminosa, destinata soggiorno di quelli che si distinsero per valore

al

al

di

guerriero.

Eredit.
Salice, preso

come simbolo
albero

di eredit divina;

percre-

ch

il

salice,

giocondo,

cio

rigoglioso,

sce vicino alle correnti d'acqua;

cosi dall'abbondan-

za dell'eredit, raffigurata neiracqua, nasce l'allegrezza e la giocondit; ci lo dimostra la stessa parola ebraica vehirbe nachel, cio giocondit, e salice

del

torrente,

con cui

il

salice

chiamato nella

Bibbia.

Eredit invidiata.
Scimmia.

mondo due

figli:

Credevasi che quest'animale mettesse al uno, amato teneramente, l'altro tra-

scurato e disprezzato quasi fino all'odio.

si

voleva

che il scimmiotto preferito godesse di tutte le cure materne, portandolo fra le braccia, mostrandolo a
tutti,

passandolo
di stringerlo,

ad
da

altri,

finch

il

scimmiotto,

maneggiarlo e di sballottarlo, veniva soffocato. Perci la scimmia era costretta ad allevare e custodire l'altro figUo. prima tanto disprezzato. Con questo geroglifico gli Egiziani volevano significare un'eredit capitata a una persona invidiata.

furia

Eremita.
Asino
selvatico,

simbolo biblico.

Eremo
primi

o eremitaggio.
rustica

Grotta,

capainna,

dove abitavano

solitari

cristiani

che segregati dal moido


suoi
fiori,

vano
miti

alle

meditazioni e alla preghiera.


i

si

consacraPolitala,
gli ere-,

pianta che conserva sempre


volontieri

e che
del

piantavano

all'entrata

loro

rico-

vero.

Vedi

Elia.

Eresia. Piombo.
Eretico.
Seguace o difensore di un'opinione contraria
credenza della Chiesa Cattolica.

alla

Corvo,

il

quale,
il

mandato da No
luvio

fuori dell'arca per sapere se

di-

era

cessato,

fermatosi

mangiare
allusione
sacri,

certi

corpi

corrotti

dall'acqua,

non
gli

ritorn;

coloro

he,
la

dcpK)

aver

presi

ordini

abbandonano
perch

fede

cristiana

per

combatterla.

Struzzo,

quest'uccello,

quantunque pro\A'isto di ali, non pu dzarsi a volo da terra similmente a chi, munito dele penne della scipienza, non sa innalzarsi alle cose divine. Talpa che, nella Bibbia, paragonata agli uomini i quali, sebbene mostrino di veder qualche :osa, non arrivano per mai a scorgere lo splendore della verit che tanto chiara.
;

rica.

:lai

Pianta poco socievole, che sccwnpare prontamente luoghi che si mettono a coltura. Vedi Solitudine.

Eri ce.
Figlio di Bute, re della Sicilia, e di Venere.
goglioso della sua forza, portava per bastone
23

Oral-

un

G. Ronchetti.

bero pieno
e
li

354

piombo, lottava con tutti i viandanti Ercole azzuffatosi con lui, lo soffoc e seppell sotto il tempio che aveva dedicato a Venere.
di

uccideva,

ma

Ericina.

Venere derivato dal monte Ericc, da in Sicilia, ove aveva un famoso tempio edificato Enee, e secondo Virgilio, da Enea.

Soprannome

di

Eridano. Vedi Po.


Erinni.

Dee
furie dei

della

vendetta,

identificate

pi

tardi

con

le

Romani. Vedi Furie.

Erittonio.
d re d'Atene, creduto figlio di Vulcano e dal Vulcano ricompensare Giove Volendo Minerva.

Quarto

l'avergli

fabbricate le armi eccellenti nel suo confht' Minerva; ma i to cogli Dei, gli promise in sposa giuramento fatt< stto malincuore e sforzato da un pri per le acque del fiume Stige, di accordargli la

ma

sigliata

con grazia che chiedesse. Minerva, segretamente da Giove, difese con ogni sforzo la propri? dell) vergmit; ma rimasero sul suo corpo le tracce

coi passione di Vulcano, delle quali essa purgandosi un panno di lana, e dal cielo gettandolo in terra V nacque da quello Erittonio. Veduta poi Minerva

deformit del neonato, il quale, fra le altre mestruo serpenti, lo nasco sita, aveva le gambe a guisa di Aglauro,^ perch ad diede lo e dentro un canestro
segretamente, Aglauro manc al se fan greto ingiuntogli; e allora Minerva raccolse il crebb nascosto di quivi e tempio, suo vm ciullo in
lo

allevasse,

ma

sotto

le

sue cure.

Erittonio

cresciuto

in

et,

veden


dosi le
il

355

e
in

gambe deformate
di
farsi

orribilmente,

coraggio

vedere

pubblico,

non avendo invent un

carro, che nascondeva met del suo corpo. Erittonio. per la sua gran fama, d'uomo giusto, dopo morte merit

d'essere

posto

in

cielo,

dove forma

la

costella-

zione

deW Auriga.
rappresentante

Erma.
Figura

un busto umano,
in

il

quale

dal petto e dall'attaccatura degli omeri

gi conti-

nua

in

sottile base.

piramide tronca rovesciata, p>osante sopra una Prapo. Vedi Ermete

Erma

di Giano.

Vedi Fermezza

d propositi

Ermafrodito.
Mercurio e di Venere. Il suo volto ai padre accoppiava anche la bellezza della madre. Essendo un giorno affaticato, si ferm presso una fontana, le cui acque limpide e tranquille lo invitarono a bagnarsi. La ninfa Salmace, che
Figlio
di

lineamenti

del

persiedeva a quella fonte, l'am per lungo ten^x> e


ottenne dagli Dei che
uniti,
i

loro corpi rimanessero sempre


solo,
il

formandone uno
sessi.

quale conservasse amrap)pre-

bo
il

Gli ermafroditi sono d'ordinario


antichi

sentati

monumenti con un braccio sotto capo per significare la loro mollezza. Secondo alnegli

cuni,

l'ermafrodito sarebbe un'allegoria della natura.

Ermellino.
Piccolo
corruttibilit

quadrupede dal Purezza

pelo

bianco.

Vedi

In-

Tatto.

Ermete.
Antica
sotto
il

divinit

greca,

che

Romani conobbero

Maia.

ncwne di Mercurio; era figlio di Giove e di Si crede che in principio fosse considerato


come Dio
statue

356

cui le sue degli armenti e delle gregge, per

sulle sono spesso con un montone accanto o la statua distingueva che fallica spalle. La forma qued'Ermete in Atene, sembra anche indicare che fedella promotore come to Dio veniva considerato tardi venne Pi bestiame. del e campi condit dei questo scariguardato come Dio dell'eloquenza, e in

so

le

sue

statue erano
nelle

poste

come ornamento

nelle

accademie. Le statue d'Ermete erano scuole e testa moriginariamente pezzi quadrati con sopra un futalora statue sue Alle erma. tagliata, a guisa di significare che esper catene, delle attaccate rono conquistava sendo Dio dell'eloquenza, incantenava e Mercurio. Vedi uditori. l'animo degli

Ernesto (Sanf).
Abate.
perto
il

Intestini.

ventre, e

Nel martorizzarlo, gli fu adopo aver attaccata l'estremit dello si costrinse

j'intestino a
^finche
il

un palo;

a corrervi intorno

santo cadde morto.

Ero.
d AbiSacerdotessa di Venere. Leandro, giovane ne se Venere, di festa una in veduta do, avendola di pan amore. invagh perdutamente e fu corrisposto Leandro passava di notte l'EUesporto

Ero aveva cura di porre ogni notte ura gh seraccesa in cima a una torre affinch riuscite fehcemente visite diverse visse di faro. Dopo
a nuoto; ed
fiaccola

Per

visitarla.

fece tanto questo modo, avvenne che il mare si fu mipo?Leandro a procelloso che per sette giorni de in fine vinto dall'ardente
in

sibile

di ritentarlo. aspettare che il masiderio di rivedere l'amata, senza travolto per dalle nuoto; a re si calmasse, si gett spiaggia. Ero. dispcsulla morto respinto fu onde,

Ma

357

rata, preciphossi in mare. Alcune medaglie rappresentano Leandro preceduto da Cupido che vola davanti a lui con una fiaccola in mano per guidarlo

nel

pericoloso

tragitto.

Erope.
Sposa di
mangiare
in

Atreo.

Essendosi

asciata
figli,

sedurre

da

Tieste suo cognato, n'ebbe due

che Atreo fece un convito allo stesso Tieste. Vedi Atreo.

Eros.

Nome

prese

Greci di Amore.

Errore. Benda, che copre

gli

occhi.

Errori. Vedi Peccati

umani.

Erta.
Scritto

variamente

Herta,
la

Hertus,

Aerta,

Aorta
questo

ed Eoria.
il

Secondo

mitologia

tedesca,

nome

le

antiche nazioni germaniche

generalmeite dato alla divinit principale dele scandinave; rappresi

sentava la madre terra, che


eravi

impicciava negli affari

degli uomini. Dicesi che nel Casto, isola dell'Oceano,

un bosco dove stava

riposto

un carro coperto

di

dr2iPF>o,

che p>oteva toccare solo un sacerdote, il quale conosceva quando era venuta la Dea a sedervis: sopra, e a quella, tirata da due vacche, con gran
devozione andava dietro. Si facevano
feste

e giubilo

dove

degnava di passare o di fermarsi; di gueiVa e ferro non si parlava; allora soltanto si conosceva e si amava la pace e la quiete. Quando
la
si

Dea

essa era sazia delie conversazioni dei moitali,

il

sa-

cerdote la rimetteva nel tempio. Alcuni

scrittori
sia

sup-

pongono che
altri

la

suddetta isola dell'Oceano

Riga

lo

Zetland.

Erta era adorata sotto una va-


riet di

358

Rea. Cibele e Opi

nomi,

dii

cui

principali sono del tutto ana-

loghi a quelli di Terra, Tellure,

dei Greci e dei

Romani.
Verga^

Erudizione.
Libro, in cui essa ripone la sua sapienza.

emblema

dell'autorit.

Esame

di coscienza. cubano, usato un tempo

nelle

cerimonie sacre e

umano. che, nella Bibbia, viene paragonato al cuore nel cose alcune offrirgli di profeti Dio comanda ai quanolibano, cio tacitamente in s stesso esaminate,

do l'uomo pentendosi
segretamente

degli
si

errori

cormnessd,

la

sua

accende e rimorde, sforcoscienza zandosi cos a poco a poco di purgare il suo peccato.

Esangue per
te
e,

libidine. che quest'uccello patisse talmenCredevasi Airone. nell'accoppiamento da perdere sangue dagli occhi
per lo sforzo, mandasse gridi acutissimi di dolore.

Escolano.

Vedi Aesculanus.
di

Asclepio. Esculapio Dio della medicina; lgHo


nide,
sotto
la
le
il

quale

essendo

stata

Apollo e di Corocondannata a morire


alla
il

frecce di
figlio

Diana prima che avesse dato


sul

luce vere

d'Apollo, allorquando gi
bruciato

suo cada-

veniva

venne per salvare


uscire

rogo. Apollo stesso interbambino ancora vivo e farlo dal seno della madre; poi l'affidc) al centauro
il

Chirone che gli insegn a guarire tutti i mali. ELsculapio divenne cos benefattore dell'umanit; ma volle i far pi del suo dovere, volle anche risuscitare
morti; allora Giove adirato per questo sconvolgimenPito dell'ordine naturale lo fulmin, anche perch

359
tone
si

lagn che per lui si spopolavano le regioni delApollo vendic la morte di suo figlio uccidendo i Ciclopi che fecero i fulmini a Giove. Nel'Inferno.
gli

ultimi

tempi del
in

paganesimo,
tutti
i

in

cui

usavasi
si

vedis-

dere un'allegoria
se

racconti mitologici,
l'aria,

che

ELsculapio

significava
il

mezzo
stagioni,

della

sa-

lute

e della vita, che

Sole era suo padre, perche

esso

variando

il

corso

secondo
quali

le

produce

uno
il

stato salubre nell'atmosfera.


le

La

stessa idea scor-

gesi nelle sue figlie,

hanno qualche relazione


Pcuiacea
il

col padre.
versale,

Igiea la salute,
il

rimedio uni-

Egle lo splendore. Escuijlapio rappresentasi seduto; con una mano tiene un con l'altra poggia sopra una testa di seri| bastone, ip>ente, e un cane steso ai suoi piedi. In alcune medaglie figura con una lunga barba, e porta un bastone con un serpente attorcigliato. Animali: Ca}l

Jaso

medicare,

ne,

alla

cui

lingua,

come

quella del serpente,


guarire.
Inoltre,

gli

antichi
la

attribuivcUio virt di

secondo

leggenda, Esculapio fu nutrito con carne di cane.

Callo,
gevit,

emblema
e

della vigilanza richiesta

da un buon

medico. Serpente, simbolo della sagacit e della londagli antichi ritenuto efficacissimo per molti
il

rimedi.

Inoltre,
al

serpente,

cambiando

di

pelle,

era

paragonato
Scioni era

ricuperasse la

malato che, per op>era della medicina, salute. Diversi: Pina, che presso i

come emblema d' Esculapio, perch, dicesi, questo Dio era scolpito con una pina n mano. Tazza, emblema delle medicine.
ritenuta

Esichia.
Figlia
di

Dice

(Vedi).

Esperide.
Pianta
il

cui

nome

deriva

dalle

isole

Esperidi;


patria degli
aranci,

360

secondo

gli

antichi

autori.

Vedi

Amore

di patria.

Esperidi.
Figlie

della

Notte e del drago Ladone. Soggiorbellissimo igiardino nelle parti occiden-

navano

in

un

tali della terra in cui cresceva il famoso albero dei pomi d'oro, custodito dal feroce drago Ladone, che non dormiva mai. Alcuni autori pensano che il custodito tesoro consiistesse non in pomi, ma in peco-

re,

poich tanto

gli

vaino

con

la

stessa

uni quanto le altre si chiamaparola greca. Altri vollero che

fossero cedri o arance.


le

Secondo Nassio,
il

la favola delil

Esperidi sono
i

le

ore della sera,

giardino,
il

fir-

drago lo zodiaco o l'orizzonte che taglia l'equatore ad angolo obliquo. Ercole o il Sole rapisce i pomi d'oro, cio quando quest'astro comparisce fa sparire dal cielo
le stelle;
tutti

mamento;

pomi d'oro sono

gli

astri

minori.

Espero.
Fratello
di

Atlante,

il

quale saliva
gli

spesso

sulla

cima
tato

di

un monte per osservare


in

astri.

Perseguiprese
il

da Atlante, fugg
di

Italia,

che da
in

lui

nome
spero,

Esperia.

Esperio fu cangiato

una

stella

che splende dopo il tramonto, chiamata auiche Veera cara a Venere, e si credeva che avesse il campito di guidare i cortei nuziali e accompagnasse la nuova sposa a casa dello sposo. Rappresentavasi in figura di

un

bel giovinotto con

una

fiac-

cola in mano.

Espiazione.
Callo.
brei,
il

Nelle

feste

dell'Espiazione,

presso

gli

<

capo

di

famiglia

usava prendere un

gallo,

girandolo tre volle intorno al cap>o, e intorno a quel-

li

361

dei

membri

della sua famiglia, pronunciando le se-

guenti parole:

Questo gallo
io

luogo succeda questa espiazione.


alla

morte,

alla

vita.

mia vece, e in mio Questo gallo vada Amen. Le donne sacrifisia in

cavano

invece

una

gallina.

Esplorazione.
Stella.

Una

volta
i

credevasi

che

le

stelle

fossero

abitate
ti
i

da

angeli,

quali,

vigilant.i

investigassero tutle stelle

fatti

degli uomini. Platone

prende

per

gli

esploratori.

Essequie. Acero campestre, con


ancora
i

cui

si
i

cororwivano

giovani

imberbi

che,

presso

Rodiani,

celebravano

giuochi

funebri.

Estasi.
Angelica.
I

ta f>er ispirarsi

Lapponi si coronavano con questa pianquando componevano dei versi.

Estate.
Stagione
in

che,

allegoricamente,

viene

personificata

un giovanotto coronato di spighe, o rappresentata sotto l'aspetto di una donna coronata di spighe mature, tenendo in una mano la falciola, e nell'altra un manipolo di spighe, o la cornucopia. Di secche spighe coronata andava L'ardente state, e tutta ignuda stava; canta il poeta. Nel paragone con le

quattro et
tura.

dell'uomo,

l'estate

rappresenta

l'et

ma-

Animali:

Scrofa selvatica

(cinghiale); per-

ch
cipio

si

vuole che partorisca una volta sola e al prindell'estate


;

donde nacque
la

il

detto,

che non

bi-

sogna aspettare pi
partorito.

pioggia qucuido la scrofa ha

Diversi:

Canestro

di

spighe.

Cappel-

lo,

362 ~-

che ripara

il

di

Mascherata

sole ardente di questa stagione.

Ve-

Stagioni delVanno.

Estia.
Figlia di

Crono

e di

Rea. Estva rappresentava


il

il

focolare
la

domestico, come

centro di tutta la vita del-

famiglia.

La Dea

giur per

capo

di

Giove

di

rimanere per sempre vergine, e perci le si offrivano anno. Estia non soin sacrifizio giovenche di un solo anche patrolo era la protettrice della famiglia, ma

na dello Stato.
sotto
il

Romani adoravano
(vedi).

la

stessa

Dea

nome
la

di Vesta

Et (Le quattro) del mondo.

Dopo
scorse

fu

diviso

creazione dell'uomo, il in quattro periodi

tempo che
principali

tra-

corri-

spondenti alle condizioni d'animo degli uomini. Queste et, progressivamente, sono: Et deWoro. Durante la quale regnava Saturno, ed erano tempi fortunati in cui il male era sconosciuto,
cit,

gli

uomini, semplici, vivevano in piena


frutti

feli-

che la terra spontaneamente che fosse vecchiezza: dopo sapeva si non produceva; nel lunghi anni gli uomini rimanevano come assorti della simbolo Ape, morte. sonno, e questa era la

godendo dei

dolcezza nata dalla prosperit. Cornucopia, da cui sporgono fiori e frutti, che la terra produceva abbondantemente. Olivo, simbolo di pace. Et dell'argento. Durante quest'et gli uomini cominciarono a diventare cattivi; rimanevano fanciulli una morbosa fino a tarda et e diventavano pigri in sonnolenza. La terra rifiut di produrre spontaneamente ci che serviva alla nutrizione. Allora Saturno
insegn l'agricoltura. Le stagioni cominciarono a farGiove regnava sugli uosi sentire. In questo periodo

mini.

363

Aratro, emblema del lavoro. Capanna, che l'uomo dovette costruire per ripararsi dalle intemperie. Spighe, quale simbolo del frutto del lavoro. Et del rame. I mali fecero progressi costanti,
gli

degli
si

uomini divennero selvaggi e violenti; la perversit istinti obblig l'uomo a difendersi, e procurar-

delle armi per assicurarsi la difesa:

ta e la guerra.

Armi.
il

verme

la

lot-

sta

di

leone,

poich

Elmo, sormontato d'una tecorallo era ancora onorato.


difesa.

Scudo,

emblema
del ferro.

della

Spine,

simbolo

dei

mali che cominciarono ad assalire l'uomo.

decadenza morale e del che macchiarono la condotta degli uomini. Credono alcuni che quest'ul-

Et

Lt

della
i

disordine,

piena di

tutti

delitti

tuna condizione della societ


to in cui era
il

umana alluda allo mondo quando Dio volle punirlo

sta-

diluvio

universale.

col

Armatura

completa,

pnsich

l'arte della

guerra

si

era svili^jpata.

Elmo, sormontato
gli

da ima

testa di volpe,
il

quale segno che l'astuzia e


coraggio. Scudo, Spada.

ingaimi sostituirono
Eternit.

Vedi

Etere.
Idea personificata
tari di cui si

fu,

di una delle sostanze elemenform l'universo. Secondo Igino, l'Etere insieme con la Notte, col Giorno e coirtirebo,

generato dal Caos e dalla Caligine. Secondo ELsiodo,


era
figlio

dell'Erebo

della

Notte sua

sorella,

Giorno. I figli dell'Etere e del Giorno erano la Terra, il Cielo e il Mare, e dal suo congiungifratello del

mento con la Terra nacquero tutti vizi che distruggono l'umana razza, come pure Giganti e TitanL
i

Questi ragguagli dimostrano che nelle cosmogenie greche l'Etere veniva considerato come una delle sostan-


ze elementari di cui
si

364

l'universo.

form

Pi

tardi ven-

ne considerato come l'ampio spazio del


gli

cielo,

sede de-

Dei. Virgilio lo considera

come

il

sovrano signo-

re della natura.

Egli dice che nella primavera Etere


se-

discende dal cielo, e s'insinua a poco a poco nel

no della gia che

terra,
la

e versa sopra di essa una dolce piog-

rende feconda.

Eternit.
L'idea deireternit fra quelle che
stro
l'intelletto

no-

meno comprende. Da un

lato vi

deve essere una

durata
ternit
intiera
fine.

infinita attualmente trascorsa; senza cui l'eavrebbe avuto principio; dall'altro vm'etemit deve sempre scorrere affinch essa non abbia

Credevasi che l'Eternit accompagnasse sempre

tutti gli

Dei
gli

eterni e

immortaH: bench Boccaccio

di-

ca che
a

antichi

la diedero p>er
(vedi),

compagna
considera

soltanto
il

Demogorgone
coi

ch'egli

primo

di tutti gli

Dei. Claudiano descrive l'antro dell'Eterversi: lungi, e secrela.

nit

seguenti
s

In parte

da noi

Che alcun mortai vestigio non v'appare. Ove all'umana mente il gir si vieta N ponno, anco gli Dei forse arrivare.

Una spelonca giace d'anni lieta. Madre d'infiniti anni, e d'et pare. La qual con modo, che mai non vien meno.

Manda

richiama

tempi all'ampio seno.

Questa col flessuoso corpo cinge

Un

serpe pien di verdeggianti squame,


ci

Qual

che trova avidamente stringe

Come

chi divorar ei tutto brame.

365

la coda si caccia in gola, e finge Voler mangiarla con avida fame. Vassene in giro, con l'usate tempre. Onde part, cheto ritorna sempre.

Alla porta con faccia riverenda, E d'armi piena sta Valma Natura,

Come
Chi

custode,

che fedele attenda


diligente cura;

vien, e

va con

D'intorno volan l'anime, e che penda

Ciascuna par con debita figura Dalle membra, che a lei &on date m sorte. starmo con lei fino che piace a Morte.

Nell'antro poi, nella spelonca immensa

Un
Il

vecchio che ha di bianca neve asperso


e
il

mento,

crine sta, scrhe e dispensa

Le ferme

leggi date all'Universo.


il

mentre che a disporre


le

tutto

perua

Con

l'animo al bell'ordine converso.


stelle.

Certi numeri parte tra

Onde n'appaion
Con

poi

si

vaghe

e belle.

ordini immutabili prescrive

ciascuna quando abbia a gire, o, stare Da che quando tra noi si muore, o vive.

Ha

vita, e

morte, poi

toma a guardare
corso arrive

riveder

come

al suo

Marte, qual, bench avvezzo a camminare Per via certa, va pur a certo fine; Che cos vogUon le leggi divine.

Come con certo passo giri intomo dove portando giovamento al mondo. Come la Luna si nasconda il giorno,

tosto

muti

il

bel

lume fecondo.

366

--

Come partendo sia tardo al ritorno Saturno orrido, mesto, ed infecondo Quanto Venere bella, e dopo lei
Errando vada
il

messaggier de
s

Dei.

E
Il

quando Febo alVantro


la

avvicina

Subito ad incontrarlo

potente

Natura

viene,

agli alti rai s'inchina


e

bianco

Vecchio umile,

riverente.

Allora da s s'apre la divina Spelonca, allor si veggono patente

L'adamantine
Tutti
i

porte, e a

segreti

poco a poco appaion di quel loco.

Quivi secoli sono di diversi Metalli fatti in variati aspetti, pare ciaschedun di lor tenersi Nel seggio suo con suoi compagni eletti. Questo di ferro, onde soventi fersi I mortali fra lor danni e dispetti; Di rame quello, al cui governo stato II mondo tutto un poco men turbato.

Uno
In

ve n' d'argento, che risplende


bel

seggio

elevato

d'ogni

intorno;

Ma di rado tra A far di bel


s

noi mortai discende

lume

il

mondo

adorno.

Quello, che pi degli

altri in alto

ascende

E' d'oro,

e d'oro son quei, ch'egli

ha intorno.

Tutti p'eni di fede, e di prudenza.

Di

bont, di giustizia e di clemenza.


gli

son

anni beati, che ai mortali

Apporteran felicilade immensa, Allor che avr piet dei nostri mali Febo, che questi a modo suo dispensa.

E
La Di
bella Astrea di

367

far che dal Ciel spiegando Vali

nuovo ancor accesa


a star fra noi
poi.
di

riveder

il

mondo
pii

Verr senza

mai partirne
forma

L'eternit fu personificata in
di, vestita di

donna

in pie-

verde, perch non invecchia mai, con una

palla nella destra, e un aunpio velo sul capo, che le

copre

gli

omeri.

Animali: Basilisco, simbolo degli Egiziani; perch, fra tutti serpenti, credevano che questo fosse l'unico che non si potesse uccidere con la forza. Serpente, che si morde la coda formando cos un cerchio senza principio ne fine. Vegetali: Cedro del Libano, ritenuto fncorruttibile. Olivo. Credevasi che il legno di quest'albero, resistente a qualunque algente distruttivo,
i

durasse eternamente.
varsi delle sue

Diversi:

Circolo,

figura senal

za interruzione di continuit. Luna, allusione


fasi,
in

rinnoi

cui invecchia, per

giovanire.
figura con

In alcune mwiete di

sempre inFaustina si vede una

una veste di donna nella mano sinistra, porgendo con la destra un piccolo uccello con la luna, con l'inscrizione /ETERNITAS. Inoltre, in altre monete figura l'effigie di Severo Alessandro Augusto,
in

atto

di

alzare

con

la

destra

la

luna nuova,
Sale,
il

l'inscrizione
le

PERPETVITATI AVG.
antichi era
si

con qua-

presso

gli

simbolo dell'eternit e della

sapienza i>erch non

corrompe. Sedia. In una me-

daglia, in cui si vede l'effigie di Roma in una sedia con un piccolo scudo, si legge: /ETERNITAS. Alla quale Giove, secondo Virgilio, non pose termine o tenpo, ma era promesso un regno etemo.

ROM/E

Il

nome

stesso

di

Roma

fu

interpretato per eternit.


si

In un'altra moneta, con l'inscrizione Eternit,

scor-

368

porge con la destra un geg una figura seduta, che fera, in terra una fiFeccia nio, e con la sinistra pone anche queldivenne Dio, di simbolo la quale, essendo medaglie di Faustina, che tu lo dell'eternit. Nelle stera, seduta sopra statuetta deificata, figura una /t rmscrizione 1 tKcon e stesa, destra con la mano riNITAS. Sole e luna, simbolo degh Egiziaiu, che eterni deLa elementi quali pianeti tenevano questi due conla propria virt generassero,

"^

natura, i quali con cose inferiori. servassero e perpetuasesro tutte le

Eto.

Uno Uno

dei quattro cavalli del Sole.

Eucarestia.
cattolica, che pu dei sacramenti della chiesa e del sangue di Ges corpo del sacrifizio il definirsi: vino; istituito dallo Cristo sotto le specie di pane e di teessere spirituale nutrimento dei
deli.

stesso Salvatore per

Agnello, simbolo di Cnsto. I elltVesua carne. cano, che nutrisce i propri figli di sacrifizio: le doppio del simbolo Vile, getali: Spighe. Diversi: vino. spighe per il pane, e la vite per il purezza. della colore Bianco, celeste.

Animah:

Azzurro, colore CaVce solo, o con


Ostia irradiata col lore del sangue.

l'ostia

sopra.

Ciborio.
di Cristo.

Ostensorio.

monogramma

Rosso, co-

acque furono ritenute fertilissime. tazza la solita cornucopia, e una con Rappresentasi bere, quale segno della da porgere di atto in mano m
lo

Eufrate. Fiume

cui

bont delle sue acque.

Eufrosine.

Una

delle tre Grazie.

Eugenia (Santa).
Spada, con

369

cui fu decapitata.

Eugenio (Sanf).
Cina. Mezza ferrata, con Vescovo. mazzato dai pagani. Vedi Vescovo.

cui fu

am-

Eumenid. Dee investigatrici


mate Furie
ferno;
Furie.
e
in

e vendicatrici

dei

misfatti,

chia-

pi

Dire in cielo, Eumenidi nell'inpropriamente Erinni dai Greci. Vedi


terra.

Eupatorio. Pianta comune nei luoghi umidi, agosto. Vedi Ritardo.


Euridice. Moglie
di

fiorisce in luglio e

Orfeo.

Vedi Appetito

Orfeo.

Eurinome.
Figlia

dell'Oceano e di Teti. Aveva

la

parte su-

periore del corpo di

donna

e quella inferiore di pesce,

oppure soltanto la testa di donna. Cos chiamavasi anche una divinit infernale, che mangiava i morti fino all'ossa; e rappresentavasi del colore di mosca, seduta sopra una pelle d'avvoltoio, digrignando sempre denti. E' probabile che fosse una personificazione del1

la morte.

Euristeo. Re di Mecene, Vedi Ercole.

figlio

di

Anfitrione e d'Alonena.

Euro. Vedi

Venti.

Europa.
Figlia di
giorno,

Agenore

re dei Fenici e di Telefassa.

Un

mentre essa stava con altre fanciulle di Tiro

370

del re un bel toro sue compagne, vide fra gli armenti ben tornite corna, e piccole con neve, bianco come la

Timidetta con aspetto placido e mansueto.


pio, essa gli
si

in

princi-

dergliesi sulla
si

seavvicin, poi fatta pi ardita, oso il toro schiena. Allora tutt'a un tratto

la bella Euslancia nel mare, porta seco nuotando di Creall'isola giunse non finche ropa, e non si ferma

ta

dove, riassunte

le

forme

di

Giove,

egli

si

palesa
di

alia rapita fanciulla, che lo fa

padre

di

Mbosse,

bi Radamanto, e secondo alcuni anche di Sarpedone. fancmlla, Venere dell'ingannata dolore al vuole che pianto, o Euand a consolarla dicendole: (( Tergi il nome )>. La tuo il porter mondo parte del

ropa

una

origine del

nome

di

Europa non

conosciuto.

Alcuni

figlia d Agenore credettero spiegarlo, dicendo che la cagione dell ea all'Europa nome suo aveva dato il

poich, sestrema bianchezza della sua carnagione; Giunone, di e Giove una figlia di

condo

la

favola,
il

aveva rubato
all'Europa.

belletto

di

sua madre per regalarlo

Come nome
con
le

greco.

Europa

significa

pro-

sulla spiaggia
si

giocando babilmente dai grandi occhi. Rappresentasi sue compagne, al momento che

una prateria, o da esso traspora Creta. oppure tata in alto mare; Come una delle cinque parti del mondo. 1 Europa, regma del contipersonificata, porta la corona, quale
avvicina
il

toro, in

capelh; e tiene nente, con perle intrecciate coi

m mano

un canestro

di

fiori.

Eustachio (Sant).
Era pagano, capo
dei
soldati
sotto

Iraiano.

--

Bue

di

bronzo circondato di fiamme,


le
gli

nel quale tu rin-

chiuso con sua moglie e giorno, mentre cacciava,

sue

figlie.

Cervo che un
parlo, e
1

apparve,

gli

in-

371

dusse a farsi cristiano. Costume da cacciatore. Sporta, ricordando cli'egli fu garzone di coloni.

Euterpe.

Una delle nove Muse. Presiedeva alla poesia lirica e alla musica. Rappresentasi sotto l'aspetto di fanciulla coronata di fiori, tenendo nella destra un doppio con intorno flauto, e nella sinistra carte da musica
;

diversi

strumenti musicali.

Vedi Muse.

Eva.

Nome
essere la
di cui,
prirsi.

della

prima donna. In ebraico

Heva

deriva

dalla medesima radice di haim, la vita, perch doveva

madre di tutti viventi. dopo il peccato, dovette


i

Ammali:
filare

Pecora,
In

Serpente, che la tent.

la lana p>er co-

Diversi:

Diavolo,

forma di serpente. Pomo, causa del suo primo peccalo. Evantgelario. DiacoLibro dei Vangeli. Vedi Amor divino VeLorenzo {San) no Stefano {San)

Irit

della religione.

Evangelisti.
I

Sono quattro: Giovanni, Luca, Marco, Matteo. monumenti primitivi del cristianesimo rappresenta-

vano abbastanza frequentemente Cristo in persona o sotto figura di un agnello, posto su un monticello di dove scaturiscono quattro corsi d'acqua, simbolo dei quattro evangelisti, i quali, in seguito, furono raffigurati

da quattro
i

segni

emblematici:

un

giovinetto,

un leone, un toro, un'aquila. Talvolta, questi animali


umbolici portano
Dlemi, :olare
libri

degli evangelisti.

Questi emstile

secondo alcuni,
a

esprimerebbero
evangelsti
;

lo

partisi

ciascuno
a

degli

secondo

altri,

iferirebbero
verse

Ges

Cristo,

quale allusione alle di-

fasi della

sua vita mortale.

372

Evento. Vedi Buon Evento.


Evirazione. Vedi Ingrato verso
i

genitori

Evonimo.
Il carbone ottenuto dal legno di questa pianta molto apprezzato per abbozzare disegni. Volgarmente l'evonimo noto sotto il nome di berretto da prete,

o fusaggine
sione
le

il

fusain dei francesi,

quali, per l'espres-

fusain, intendono

un disegno a carbone. Ve-

di Arti del disegno.

Ezechiele.
Il

terzo fra

quattro profeti maggiori.

Animali
i

sua visione. Ossa umane, che coprono un campo, con cui il profeta figura il risorgimento del popolo ossa, che al soffio profetico si scuotono, riprendono carne, s'animano e formano una masalati simbolici della
;

sa vivente.

F.
F.

Nel sistema penale dei Romani

era la lettera che

veniva impressa con ferro rovente sulla fronte di uno


schiavo sottrattosi al suo padrone con la fuga, e indi

cava

fugitivus.

Facce Facce Facce Facce

(cinque). Vedi
(otto).

Siva.

(due). Vedi Ciano.


Vedi Bhadr acali.
Vedi Brahma.
e

(quattro).

Faccia e mani nere. Vedi Tardo Faccia velata. Vedi Pudicizia.

instabile

Face

o faceiia.

Vedi Fiaccola.
I

373

Facolt oratoria (Le tre part della).


Chimera,
diziaria,
la
in
il

cui

il

leone rappresenta la parte giu-

per

terrore che

produce
tale

sui

rei;

la

capra

parte

dimostrativa,

perch

genere di
il

parlare

suole andare liberamente vagando; e

drago, la dee

berazione,

per

la

variet

degli

argomenti,

per

unghi
dere.

giri

e avvolgimenti con cui devesi quivi {persua-

Faetusa.
Figlia del Sole,
alla

quale,

unitamente alla sorel-

a Lampezia. erano affidati in custodia le sette greggi

giovenche e altrettzmti di elette pecore, ciascun gregge di cinquanta capi, il cui nimiero mai cresceva
di

n diminuiva. Vedi Eliadi.

Faggio.
Albero
[>er

d'asF>etto maestoso,

sia

per elevazione, sia

l'elegcuza

del

suo

fogliaime.

Vedi
e

Giove
milizia

Prosperit.

Falce. Morte

Vedi

Giugno

Punizione

Lavoro Tempo.

alciola. Vedi Agricoltura Cerere Estate - Giugno Luglio Pomona Priapo


Raccolto

Saturno.

Falco.
Uccello
di

rapina.

Vedi Caccia

Dedalione

Sanguigno.
albicella.

Falco

Vedi Aquila pigargo.


insegna due serpenti az-

^Falconieri.
Soldati,
.urri,

che avevamo

F>er

con orecchie aguzze e dritte, di tinta pi chiaa del fondo dello scudo color porp>ora; i quali si iegavano nella parte superiore verso una specie dj


tronco

374
dal

quale

che

li

sosteneva,

da ambo

lati

uscivano lunghi rami ad angolo acuto, e fra queste


inclinazioni

trovavasi

l'ombelico dello scudo,

d'oro.

Fallo.
Presso
condit, e
gli

Egiziani

il

fallo era

l'emblema della
le

fe-

da

esso presero
in

quella nazione celebrava

nome nome

feste falliche

che

di Osiride.

le celebrazioni di queste feste portavasi attorno lo

Durante un fal!

di

legno.
gli

e presso

Tali feste furono poi imitate dai Greci, Ateniesi la processione del fallo faceva^
il

parte delle feste dionisie. Coloro che portavano


all'estremit
fori;
di
i

fallo

una lunga pertica chiamavansi


Greci apparivano per
lo

fallotinti

e presso

pi

di

mosto il viso, coperti di pelli d'agnello e con in capo una corona d'edera. In generale il fallo in seguito era considerato come un segno protettore; lo si rappresentava sulle facciate delle case e lo
si

portava a

guisa di amuleto. Queste superstizioni rimasero popolari

fino

al

medioevo, e

il

fallo

si

trova ancora nelle

scolture delle facciate delle chiese del


secolo.

Vedi Baccanti

Bacco

XI IT

XI V

Fecondit

Priapo.

Falsa acacia. Vedi Robinia.

Falsa modestia.
Satirio.

Falsa religione.
Lanterna
Falsit.
Mancinella. Pianta
e dall'apparenza di
il

cieca.

cui frutto, d'odore piacevo!^ suj

una mela verde, contiene un

caustico ch' veleno potente.

Fama.
Messaggera
ra,
in

375

di

per pubblicare

Giove. Dicesi generata dalia Terdelitti e le infami azioni degli Dei,


figli,

vendetta della morte dei Gigjuti, suoi


Rap>presentavasi
alata,

da

loro

sterminati.
chic,

e
le

con tante orcc


sue penne.

occhi e lingue,
il

quanto erano

Ane

dava volando per


principio, cresceva

mondo
le

di

notte e di
e sui
tetti;

giorno,

stava in vedetta sopra

torri

piccola da

tando buone o cattive

gradatamente camminando. Appornotizie, gli antichi finsero due


chiamata

Fame;
ciava
il

l'una

era

buona
ria,

Dea che annunche apportava


si
il

bene, e l'altra cattiva o

male, alla quale per differenza della prima,

attri-

buivano

ali

di pipislrello.
il

Per compagne
gli
il

alla

buona

fama
so;
in la

si

dava
il

Grido, con

occhi gonfi e infiamveloce e strepitopiaceri,

mati per
faccia,

forte gridare;

Rumore
di

Gloria trionfante e colma


e che a
la

pallida

guisa di regina siede in alto segi

gio,

tenendo

Virt sotto
il

piedi;

il

mani stese verso no di maest e


;

cielo,

come
la

chi giubili

Vanto con le V Onore piesi

la

Lode

vestita

riccamente e con orna-

menti sfarzosi.

Mentre

cattiva

Fajna
faccia

finse

ac-

compagnata

aW Infamia
cioso e di

brutta e deforme; dalla Calunnia; dal Rimprovero, di gesto violento e minacvolto


terribile;

daW Esaltazione, ben vestita, ma

con

simulatrice;

e dall'Obbrobrio
la

scacciato

e schernito. Vasari rappresent

Fama

con una veste

piena di lingue;

le

ali

aperte,

dandole due trombe,

una

di

fuoco,

l'altra

d'oro; ponendola a cavallo del

globo terrestre; e mettendole accanto un tronco d'albero secco sul quale vi sono due cicale. E al Principe, che gli chiese
le.
il

significato del tronco

con

le

cica
la

Vasari

cos spiega la sua invenzione:

Perch

376
j
'

che ha Fama non dice mai tanto con le lingue, di che le cicale che piena la vesta, figurata per i savi, facciano magodono, che sono il popolo minore, non che il nome di colui ali le con portando gior rumore,

dove non giunmerita lode in quella parte di altezza, di fuoco tromba la e ali di fama;
gono
altro

che le maldicenza delle opere tristi; e la tromba buone che si lasciano d'oro per le lodi eterne di quelle fa si per il mondo, dove ella cavalcando
per
la

risonando
sentire.

Dai moderni la Fama viene comunemente talora vestita rappresentata come una donna alata,
sottile,

da un panno
banditrice. In

core tutta succinta, che sembra

rere velocemente,

con una tromba in bocca m atto di un ballo pantomimico eseguito dinanzi a

Luigi XIII, la

Fama ridicola, ossia quella che sparge era raffigurata da una vecchia volgo, le notizie del alla bocca una tromba di portandosi asino, un sopra persona dt proverbio: legno, per alludere all'antico

villassio

tromba segno di una Fulmine, che presso gli Egiziani era altra rinessuna perch fama largamente divulgata, di Amadre Olimpia, tuono. del sonanza e pi forte Magno, nella prima notte che pass co
lessandro
marito,
credette

di legno.

che

le

fosse

corso un

fulmine nel

provoc un inventre, essendosi udito un tuono, che in fiamlargamente seguito in propagandosi cendio,
me.

ci.

secondo

gli

indovini,

fu
figlio.

indizio

della
nel

fama che doveva


ritratto

acquistare

suo

Apelle,

Alessandro Magno, mise in mano al re sua faun fulmine, per mostrare la grandezza della alscultore, Lisippo, Mentre ma ovunque divulgata. di un fulinvece Alessandro, stesso dello statua
di
la

mine,

mise

in

mano una

lancia,

ci

per

signifi-

377

care che la fama di questo re non sarebbe durata una sola et, se qualcuno avesse scritto il vero di Alessan-

dro e non delle favole. Pegaso, secondo alcuni, alludendo al cavallo alato che figura in alcune medaglie antiche. Tromba. I Romani alla sommit del temTritcmi trcmibettieri con pio di Saturno collocarono
i

volendo con ci significare che la storia delle cose fatte dal tempo di Saturno fino al loro, fosse nota, evidente, divulgata in modo che mai
le

code

nziscoste,

possa essere dimenticata


di

mentre

le

cose

fatte

prima

Saturno, essendo oscure e incognite, rimangono naraffigurate dalle

scoste nelle tenebre,


li,

code dei Trito-

chinate a terra e nascoste.

Vedi Mala-Fama-

Fama

oscurata.
e sole. Gli antichi, volendo simboleggiare d'ingegno superato e oscurato da un altro di
il

Fuoco

m uomo
;

aggior ingegno, rappresentavano

fuoco sotto

il

so-

perch lo splendore del fuoco, quantunque di notsi

manifesti nel suo pieno vigore, emergendo;


sole
{j^rde
la

alla

resenza del

sua forza illuminante.

me.
Secondo Esiodo questa
;.

divinit era figlia della


altri

Notsul

Virgilio la pose alle porte dell'Inferno, e

sponde del fiume Cocito, ove alberi spogli di foglie anno un'ombra triste e malinconica. Seduta in mezD di un arido campo strappa con le unghie alcune ante sterili. I Lacedemoni avevano nel tempio di Mirva

un quadro rappresentante

la

Fame,
la

la cui vista

Itanto destava spavento.

Aveva

figura di

donna

acilenta, pallida, abbattuta, di

un

orribile

magrezza,
guan-

le

tempie incavate, la pelle della fronte aggrin-

ta e secca, gli occhi quasi spenti e affossati, le


ce color di piombo,
le

378

le

labbra e

mani spolpate

e le-

gate dietro
dai

le

spalle.

Cane. Parlasi di una certa fame canina, chiamata Greci, bulimia o bulimo; malattia che produce una fame insaziabile. E' noto il detto: aver fame canina.

Davide

dice:

Si volteranno verso
trafitti

la

sera,

guisa di cani saranno cruciati, e

dalla fame...

Locusta, allusione alla carestia derivata dalla devastazione dei campi prodotti

da

questi insetti.

Vedi

Inferno dei poeti

(Sackeville).

Famiglia prodiga e padre parco. Vedi Padre


parco
e

famiglia prodiga.

Fanatismo. Figura umana con occhi, e in mano un

orecch'e d'asino, una benda agli

pugnale.
(Santa).

Fanciulle. Vedi Berta


Fanciullo. Vedi Biagio

:EUa

(San)

Eliseo

{SanC)

Claudio (San) Vincenzo dei Paoli

(San).

Fanfarone.

Uomo
stito,

con tenendo

la
in

celata in testa, tutto

il

resto

ben ve-

mano una
teste.

spada.

Fantastico.

Uomo
Faone.

con due

Celebre amante di Saffo, era navicellaio a Mitilene,


gi in et avanzata e di brutto aspetto
;

ma

avendo un

giorno tragittato graziosamente e senza accettar paga-

mento Venere,
lezza.
lui,

la

Dea

lo

dot di giovent e bels'invagh

Dopo

di

ci

Saffo

perdutamente

di

Faretra. Cos chiamavano


tro la quale
si
i

379

Apollo Lirico

Cuore

Romani la guaina enGreci e portavano le frecce. Vedi Amore


e consiglio

Farfalla. Vedi

Anima
za

Adamo

Distrazione

Diana.

Ali

di

Incostanza

farfalla

Leggerez-

Psiche.

Faro.
Torre o molo qualunque,
cesi
il

in

cima

al

quale sono acai

lumi durante
i

la

notte,

per mostrare

porto e

pericoli.

Vedi Speranza

Fardello. Vedi Novembre

naviganti

Vita.

Rapina.

Fascetto di fieno. Vedi Roma. Fascia. Vedi Principe. Fascio di verghe. Vedi Giustizia
Fastidioso.
vamente,
ruvido e

Unione.

Riccio di mare, p>erch coperto di spine, figuratiriesce intrattabile al pari di un individuo


difficile.

Fate.
Elsseri

sovrumani che

si

rap>presentavano sotto la forritenuti


in

ma

di

donne, e che erano

possesso di un

certo potere magico.

La

fate del

gono a quel genere di divinit le Ninfe dei Greci e gli Elfi dei Germani che sopravvissero al paganesimo e che il popolo mescol con le credenze del cristianesimo. Al pari delle Ninfe

medio evo appartensecondarie pagane

genet'llidi,
gli

esse presiedevano

al

giorno di nascita denella


culla, e
talle

uomini,
li

assistevano

neonati

volta

nutrivano del proprio latte; abitavano,


l'interno

come
le

Ninfe,

delle

verdeggianti

colline

isole

dei laghi delle montagne, e avevano palazzi incantati.

JJOU

Le

fate

avevano
di

il

nerabili,
uccelli,

interpretare
i

potere di rendersi invisibili, invullinguaggio profetico degx! il


tesori

di scoprire

nascosti, di trasportarsi in

Il medio evo distinun attimo da un luogo quali sarebbero la une, Le fate. di specie gueva due Alcina e altre, fata Morgana, Melusina, Viviana.

all'altro.

non erano che

incantatrici possenti sul fare delle


le

Me-

dee e delle Circi pagane. Erano

Fate dei

castelli

stirpi. Le altre Fa. baronali, le protettrici delle illustri caverne, le fontane, e i luote abitavano i boschi, le chamati e chiamansi anerano ghi da loro frequentati delle /afe; talune di pietre le fate, cora le grotte delle brillantissimo nel loro avevano un occhio di diamante bere alla fon-_ per mezzo della fronte, che si toglievano questi occhi di uno trovato avesse tana, e chiunque tutto il tempo della sua felice vivere di sicuro era figura di talvolta ai mortali vita. Esse apparivano fancome volte altre e deformi, e vecchie aggrinzate

ciulle

pi sfolgorante bellezza. Danzavano collme e nei prati. Lnotte al chiarore di luna sulle delle foreste si misteriosa nell'ombra rano esse che
della
di

occupavano a ricamare

preziosi

tessuti

destinati

fregiare i principi loro le convocava credevasi governata da una vergine che avessero abusato una volta l'anno, puniva quelle che quelle che se ne del proprio potere, e ricompensava e della virdell'innocenza difesa a giovate fossero Una legge regolare del loro destino era quella
t.

protetti.

La

trib

della

fate

di

dover

tutti

vole trasformazione

gU anni assoggettarsi a una spiaceun dato in qualche animale, per


durante
i

numero

di

giorni,

quali

erano

esposte

condizione e perfino alla tutti i casi della nuova loro risiedeva principalmente Fate delle potere iporte. Il

nella

381

magica loro bacchetta,

ma

questo non

le

sot.

traeva ai pericoli che correvano nei tempi segnati, cui rimcineva come sospeso il privilegio della loro so-

vrumana natura. Vedi Melusina.

Fatica
Personificata,
si

rappresenta vestita di pelle di asi-

no, che le copre la testa e le


tralci,

Vite, gambe. mincando di sostegno, ripiegano verso

cui

terra,

come
tra

se fossero stanchi di reggersi.

Inoltre neisun'ail-

pianta

nella
\ite.

sua

coltivazione

richiede

maggior
fatica

Bacco all'uom die con Vedi Opera e legrezza, dice Esiodo. Quiete dopo la fatica.
lavoro della

fatica

al-

Fatica instancabile.
Formica, allusione al suo iiK.essante lavoro, giorno e notte, nel raccogliere le provviste, e agli sforzi con cui spinge o traiscina tutto ci che f>er volume o peso non pu portare.

Fatica senza frutto.

Uomo
Uomo

che mette un ponte

al

di l dell'acqua.

Fatica senza sensOv


che
tira

l'aratro

da

stesso.

Fatica servile. Asino col basto, animale che sembra


portare sempre dei pesi e faticare molto.
bia
(Ecclesiastico)
il

destinato

Nella Bib-

si

legge che all'asino tanto ne-

cessario

cibo,
il

il

bastone e la soma, quanto necesF><ine,


il

sario al servo
terpreti

c<istigo

e
chi

il

lavoro.

Gli

inle

dei

sogni

vogliono
guisa

che

sogna

d'aver

orecchie
sottoposto

lunghe

all'altrui

segno che sar servit e a grande fatica.


d'asino,

Fatiche di Ercole. Vedi Ercole.

Faticoso.

382

terra.

Uomo
Fato.

che scava una fossa nella

Potere occulto che regola casi degli uomini senza Filo, fuso, rocca. che questi possano ribellarsi. Allusione alle Parche. Stella. Simbolo degli Egiziani. Secondo Platone, le Parche sarebbero un simi

bolo del lento moto del pianeta Saturno, pianeta, per


cui
si

completano e perfezionano

Destino

Potenza
i

tutte

le cose.

Vedi

e forza

del fato.

Fatto pi potente dall'avversit. Cavallo morso alile natiche da un


vasi che

lupo.

Crede-

puledri

quali avessero combattuto col lu-

po, e riuscissero a salvarsi, diventassero migliori e veloci

alla

corsa,

facendosi pi coraggiosi e pronti.

Il

lupo

era

ritenuto

talmente

avverso

al

cavallo,

da

credere che se un cavallo focoso avesse messo il piede sulle pedate del lupo, perdesse ogni vigore diventando poltrone, p>erch gli si intormentivano le gambe.

Fatua.
Fatuit.

Vedi Bona Dea.

Leggerezza e vanit, senza


no,
ciso.

cattiveria.

Melagra-

albero dai

fiori

splendidi,

ma

senza odore. Nar-

Fauna.

Vedi Bona Dea.


benefico
;

Fauno.
Dio campestre, genio campagna, del bestiame
pastori
i

dei

monti,

della
da.

venerato
lui
il

specialmente

quali riconoscevano in
il

fecondatore del
nel resto

gregge e

difensore contro

lupi.

Viene rappresene

tato senza peli

dal

fianco

all'ins,

simile

- 363 a

un

Satiro,

e,

come

questo,

coronalo

di

gigli

canne, talora di pioppo o di finocchio.

Fava.
Gli antichi pretendevano che la fava primo legume di cui siansi cibati gli uomini
gli scrittori latini, fe

sia
;

stata

il

e secondo
di

fave erano tenute


si

in

una specie

venerazione.

Gli Egiziani

astenevano dal mangiar

fave; perci non ne seminavano, ne le toccavano nepsacerdoti pi superstiziosi non opure con mano; e savano perfino di guardarle, considerandole come imi

scepoli,

monde. Pitagora ne a\eva interdetto egli aveva una venerazione


perch servivano

l'uso ai suoi di-

particolare

per

le fave,

alle sue operazioni

magiche.

Fu

detto che le facesse bollire, e le esponesse per alnotti alla luna finche
(si

cune

non

si

fossero convertite in

sangue

credevano che le fave suoi fiori si nascessero dal sangue umano, e che mutassero in sangue), di cui egli si serviva per scrivere sopra uno sjjecchio convesso ci che voleva. Aldice che
gli

antichi

lora

c^p>onendo

queste

lettere

in

faccia

alla

luna,

quando era
ni,

piena, faceva vedere ai suoi amici lontatutto ci che aveva scritVuoisi che Pitagora avesse preferiuccidere da uomini che l'inseguivano, al

nel disco di quest'astro,

to sullo specchio.

to

lasciarsi

salvarsi attraverso
tichi

un campo di fave. Presso

gli
;

ancre-

offrivansi

fave nere alle divmit

infernali

dendo che potessero Vedi Freno alla


Pianto.

servire di rifuso a certe anime.

lussuria

Funesto

Mani
il

Favo.
Celletta di cera
di

dove

le api

depongono

miele.

Ve-

Amarezza

nella dolcezza della vita.


Favola.
ces:

384

figlia del Sonno e della Notte. Dlche si maritasse col Falso, e che si occupasse continuamente a contraffare la storia. Rappresentasi sotto

Deit allegorica,

r aspetto di donna magnificamente


dolcemente, con una maschera
volto,
in

vestita,

sorridente

mano
Il

o avvicinata al

oppure

in

atto di avvolgersi in

sono disegnati diversi animali.


1

Pignotti

un velo, su cui immagina

origine della favola coi seguenti versi:

Una dorma

pi bella assai del sole,

pi lucente e di maggior etade.

Mandala
Dalle

fu su

la terrestre

mole

celesti lucide

contrade.

Per

dissipar col suo divin fulgore

La

cieca nebbia dell'umano errore.

Nude

le

membra

aveva,

il

crine incolto,

E rozza Ma cosa

era negli atti e semplicetta.

non mortai sembrava al volto, Tanto pi vaga quanto pi negletta,

fulgorando quasi accesi faci, Cettavan lampi i negri occhi vivaci.

Mover
Il

vedevasi

in

portamento altero

franco pie sicura e baldanzosa.


lo

Sereno era

sguardo, e insiem severo,

stava su la fronte maestosa.


tardi suoi timidi amici sprezza.

Figlia della virt, nobil fierezza.

Che

Era costei la pi Del del, la Verit:


Lassuso accesa
in

lucida dea
fiaccola ardente

una man /enea.

Nell'altra uno specchio in guisa tal lucente

383

d'ogni oggetto

Che r immagine mostra

Non

qual

ci

sembra,

ma
si

qual

in effetto. rio

In questo se talor
Ipocrita,

specchia

il

Volto,

non mirasi il soave le mani giunte in atto


il

pio,

l'umil volger d'occhi, o l'andar grave.

Ma

cade

manto, e appar sotto di quello


il

La man Al

che stringe e cela

reo coltello.
contenti

suo primo apparir


i

lieti e
si

L'accolsero

mortali, e

piegaro

Umili a

lei

davanti e riverenti;

Ma
La

quando nel cristallo si specchiaro. Vedendo si sformato il proprio aspetto.


cacciaron con rabbia
e

con dispetto.

La
Pili

santa dea fra i miseri mortali non trovando allor atto soggiorno.
l'ali

Gi disdegnosa dispiegava Per far dal basso mondo Quando un'augusta dorma

al

del ritorno;

e lei sen venne.

Che dolcemente
Serio,

il

di

lei

voi rattenne.
il

ma non
atti,

severo
e
il

volto avea;
;

Dolce Lento

negli

accortamente schiva
cauto pie movea,
il

e sospeso

pochi saggi
i

detti

labbro. apriva.

1 sguardi,

gesti a

misurare intesa.
recar offesa.

Quasi temesse

altrui

Fermati, o dea, disse con dolce suono.

Frena

lo

sdegno, e rasserena
in

il

ciglio.

Guardami

volto,

io
il

la

Prudenza sono:
consiglio,

E
25

se

udrai paziente

mio

O. Ronchetti.


Quanto

386

fosti quaggi finor schernita, Tanto, credilo a me, sarai gradita.

Poscia a celar le insegna i suoi Entro d'un velo saggiamento oscuro,

precetti.

a inviluppare

in fra

soavi detti
e

Il ver, s

che non sembri acerbo


si

duro.

Come

su legno ruvido

stende

Gomma

che

liscio e

dolce al tatto rende.


indi la

D'azzurro ammanto

dea

riveste.

In vago ordin dispon le chiome bionde, Tutta di lieti fiori orna la veste.
Il fatai vetro in

bianco drappo asconde,

In maschera gentil chiuso e raccolto


il

Stassi

severo maestoso volto.


ella

Nel mondo

torn

cos

mutata.

La
Da'

saggia guida avendo sempre al fianco.


cui dolci precetti ammaestrala.
lei

Solo quando a

piacque,

il

drappo bianco
volse.

Dal

cristallo

fatai la

diva sciolse,
il

dov'essa accenn soltanto

Lo
Che

specchio in guisa tale ella volgea.


si

chi
la

ritrovava

ad

esso avante.

Non

propria figura vi scorgea.


il

Ma

d'un'altra persona

reo

sembiante.

Onde

veniva che nei difetti altrui

Qualche volta scopriva ancora

sui.

Anzi, per ischivare ogni sospetto. il temuto vetro in guisa tale. Che invece di mostrar l'umano aspetto. La figura pingea d'un animale.

Mut

387

umane

E
Al

die la voce e le passioni

destrier generoso e al fido cane.

Onde se volle pingere un meschino Oppresso da un potente scellerato. Ella dipinse un tenero agnellino Da un lupo predator preso e sbranato, O un feroce sparvier che d'alto piomba Su l'innocente e timida colomba.
Tutte
la

gente in
finte

lieta

fronte udiva

Le

graziose e
i

istorielle.

Ed

difetti

altrui
i

tosto

scopriva
in

Ciascuno, e non

propri espressi
ignoti

quelle,

se

dei propri sospettava,

Credeali a ciascun altro e a s sol

noti.

Cos l'uno dell'altro

si

rideva,

il

derisore stesso era deriso:


ricette

Cos trov

Ornata alquanto:

ancor la dea e con cambiato viso


il

Insegn della vita

buon
il

sentiero,

cos dilett

dicendo

vero.

Favonio. Vedi

Venti.

Favore.
Divinit
allegorica;
figlio

dell'Ingegno e della
o

Fortuna.
occhi; in

poeti lo rappresentano giovane, alato, semcieco,

pre pronto a fuggire,

con una benda


gli

agli

mezzo

alle ricchezze,

onori e

piaceri;

con un piede sopra una ruota e l'altro in aria. Dicono che l'Invidia gli slava sempre accanto.

Favore celeste.
Ailanto.

Febbraio. Il nome
gare,
di

386 -

questo

mese deriva da februo, purconsacrato


a

purificare.
in

Era

Nettuno,

che

marinai

questo mese pregavano anticipatamente di


i

essere propizio ai navigatori,

quali,

all'aprirsi
i

della
di

primavera,

disponevansi a intrapprendere

viaggi

mare.
si

Il

medio evo

scaldano.
forti

lo

rappresentava con figure che


acquatico,
allusio-

Airone, uccello

ne alle

pioggie che avvengono in


siignificato.

questo mese.
ver-

Pesce, che ha
sa acqua.

il medesimo Vedi Zodiaco,

Urna che

Febbre.
Capra, che gli antichi ritenevano mai senza febLeone. Secondo naturalisti antichi, il leone va molto soggetto alla febbre, e sopratutto alla quarbre.
i

tana.

Febbre.
Divinit
suoi
i

che

sacrifizi.

ebbe anticamente suoi Nel tempio di questa Dea


i

altari

p>ortavansi
si

rimedi prima di darli agli ammcdati, e

lasciava-

no per qualche tempo


dio
evo,
si

esposti sul suo altare.

riconosceva

nel

quartiere

del

Nel meVaticano

una Madonna
sentata

delle febbri, curiosa sopravvivenza ap-

parentemente pagana.

La

febbre veniva talvolta rappreleone,

da una donna stesa sopra un cui bocca esala del vapore.

dalla

Febea.
Cosi chiamavasi Diana
in

cielo.

Febo.
pollo e di Elio.

Dal greco phobos, Vedi

brillante.

Sopranonme

di

A-

Sole.

3ft9

Fecondit. Nei giuochi Lupercali, in una ^>elonca si sacrificava un cane al dio Pane dove lascivamente gio;

vami nudi portavano


striscie

in

mano
capre

delle sferze, formate di

immolate, e le donne spontaneamente si offrivano a essere con quelle battute, credendo cos divenir feconde. Animali: Coniglio, F>cr la sua fecondit straordinaria. Gallina e uovo perch la gallina depone un uovo al giorno e alle volte da uno solo nascono due pulcini. Dicesi che presso Macedoni esistesse una gallina, che in una sola volta facesse diciotto uova, e, covatele, da ciascuno ne uscissero due pulcini. Lepre. Secondo una credenza antica, la natura fu tanto prodiga di fecondit a questi animali, da dar loro la virt di generare tanto maschi quanto le femmine, senza il loro reciproco coiKorso. Pecora. Quando le matrone mettevano alla luce dei gemelli, sacrificavamo a Giunone, protettrice dei parti e patrona dell'abbondanza dei regni, una pecora con due agnelli legati insieme. Vegetali: Senape, perch il suo piccolo seme, seminato in terra feconda, produce una pianta pi grande di tutti gli altri semi simili; C03, un piccolo principio, produce gramde abbondanza. Ges Cristo disse che chi avr tanta fede qumto un grano di senape, al suo comando far muovere i monti, e far tutto ci che per virt, o immaginazione d'alcuno non sembra possibile a
di

pelle

delle

farsi.

Diversi:

della fecondazione.

Vedi

Fallo,

emblema pi

caratteristico
figli.

Lussuria feconda di

Fede.
Deit
allegorica,
le

rappresentata

cereria

d'un

velo

bianco, con

mani congiunte, accompagnata da un

3%
cane,

oppure

raffiigurata

con due donne che

si

tense-

gono per mano. I Cristiani la angelo e una duta sopra un liocorno, condotto da un
vergine;

rappresentavano
nel

perch

la

castit,

raffigurata

liocorno,

sorretta dalla fede.

Essa

porta la tiara,

ed

par-

essendo nuda zialmente coperta d'un manto bianco, e del mistero luce della simbolo cintura; fino alla alata per volare al ciedella religione. Inoltre essa la fede deve creperch occhi bendati,
lo,

e ha gli

dere
trarli

ciecamente ai

misteri

Porta

la

mano

al cuore.

senza cercare di peneSolano, pittore, detto

in piedi comunemente lo Zingaro, l'ha rappresentata in accesa fiaccola una occhi, con una benda sugli In un quadro di petto. sul aperto occhio un mano e vicmo a un Mignard raffigurata da una donna, TestaNuovo il ha e troce una altare, che regge un fanciullo le porge un ginocchia; sulle mento

calice,

due

altri

antica.

Un

altro

pittore

sostengono le Tavole delia legge con la rappresent seduta


destra,

n cuore
nistra,

nella

mano
la

liziano

raffigur

e una palma nella siin una giovane donna,

calice, e sostenendo con che con una mano innalza il con l'aiuto di due angeli. l'altra una croce enorme Diversi: Anelcerulea.

Vegetali:

Passiflora

portavano come segno presso gli antichi, che lo per ornamento, ne. non e libero, di fede dell'uomo nella averne pi di uno. Anche in origine, era lecito tede. della simbolo quale Bibbia l'anello preso detto dell hteologi, si riferisce il cui, secondo gli nella sua mano. Presso l'anello Date vangelo: testamenti erano convahdate
lo

antichi,

le

tavolette

dei

da

sigilli

d'anelli

di sette

testimoni

quali

facessero

Bianco, colore dedicatole. fede del testamento fatto.

Cero,
d
fiori

391

simbolo della fede dei primi cristiani. Corona bicmchi, quale ricompensa. Corona di spine,
si

emblema della pjenitenza a cui la fede Fiamma, che jporta in mauio, simbolo dallo, emblema della religione. Libri,
do
la

sottopone.

dell'ardore.

ranrmientan-

Bibbia,
piegata.

le

tavole della legge,


dice:

vangeli.
la
i

Mano
ecco

destra

di lui la fede
riede.

Che

Virgilio

Ecco

destra,

noi portando

Dei, penati
In una

Ostia.
di

Specchio,

emblema
si

della verit.

medaglia
disco
re

Adriano

vede
(che

una
alcuni

figura

con

un

nella

mano

destra

vogliono
'

esse-

uno specchio), con accanto una colonnetta


della
rettitudine

dritta:

simbolo
antichi.

la

fermezza

della

fede.

Tripode, col fuoco sacro,


Vela,

allusione ai

sacrifizi

degli

simbolo della speranza.

Velo bianco,

con cui Numa ordin ai sacerdoti di coprire la mano destra, per indicare che la fede va riguardata con tutta sincerit. Vedi Fidio.

Fede

fallace.

Dice un proverbio. Non credere n a donna ne a grembiule; alludendo alla leggerezza e smemoratezza della donna che, talvolta, dimentiGrembiale.

cando mente

le le

cose
lascia

poste

in

grembo,
terra.

alzainlosi,

sbadata-

cadere a

Fedelt.
Animali:
Cane,
il

Socrate prende

la cui fedelt ben conosciuta. cane per simbolo del giuramento,

quando
getali:

esorta
in

d'essere

fedeli

obbedienti a

che tengono
di cuore.
rata.

mano

Veronica.

governo della citt. Pianta cui frutti sono


il
i

Ve-

coloro

in

forma

Diversi:

Anello, simbolo della fede giu-

Chiave.

- Wl Fedelt coniugale.
Artemisia. Allusione
alla

moglie del re Mausolo,


fiore.

che polla

il

nome

di

questo

Fedelt
re

di

messaggero.
sc^ra

Cornacchia

una colonna.

Narrasi

che

un

d'Egitto facesse innalzare una colonna quale mo-

numento a una cornacchia, per aver questa adempito con cura e fedelt l'ufficio di messaggero, volando e fermandosi dove era stata mandata.

Fedelt eterna.
Semprevivo.

Fedelt segreta.
Chiave e
sigillo.

Federico (Sanf).
fattagli.

Vescovo. Intestini, che escono da una Spada, con cui fu ferito.

ferita

Fedra.
Figlia di

Minosse e

di

Pasifea.

Vedi

Ippolito.

Felce.
umidi.

Pianta perenne che cresce nei boschi e nei luoghi Vedi Sicurezza Sincerit.

Felice (Sanf). Papa. Ancora,

oltre agli attributi del

papa.

Felice presagio. Calanto niveo.


Felicit.
I Romani la personificarono in una donna sopra un bel seggio, col caduceo nella destra e una grande cornucopia nella sinistra; il primo, emblema della

virt,

l'altra,

della dovizia.

Vegetali:

minore.

In

Oriente questo

fiore

rappresenta

Centaurea bene il

supremo e
Olivo.
figura con
in
si

303 -

Nelle monete di Antonino Pio

chiama centaurea del sultano. Cotogno. si vede una

un ramo d'olivo carico di frutti e di touna mano, e nell'altra il caduceo, con l'inDiversi: Agata, scrizione FELICITAS AVG. pietra. Nave, la quale figura in certe medaglie di Aglie

driano

e di

Augusto,

con l'inscrizione come sopra

Vedi Macaria.

futura delle anime. Colomba, inargentata davanti e indorata sup>eriorpiente nella parte di dietro. Simbolo biblico in cui,
Felicit

secondo
quiete

teologi,

la

parte inargentata
vita

raffigura
ci

!a
evi-

acquistata

nella

presente,

che

dente; mentre la parte dorata, non


stante,

visibile,

e s<^racio

indica

l'oro

promesso nella

vita

futura,

la

perp>etua

felicit.

Felicit passeggera.

Rondine, jperch
e
ci

ci

visita

nella

buona

stagione

abbandona

in

quella

cattiva.

Felicit pubblica.

Caduceo. Colonna. Nelle monete di Giulia Mammea, vedesi una figura col gomito appxoggiato sopra un capitello d'una colormetta e tenendo nella destra
il

CA

caduceo, con Tinscrizione FELICITAS PVBLIS. C. La colonna ha un significato relativo al

pubblico.

Felicit rinnovata.
Convallaria.

Felicit

suprema.
(Vedi Anime dei mmit).

Capricorno.

Femmina. Vedi
\

Peccato e innocenza.

^
Fenice.

394
j

anunali favolosi delVismo, mamalomo definito rantichit. dagli Arabi cui non si conosce il nodi creatura cio Ijismo, jnolo della granme signora il corpo. La si immagin di una certa ornata testa la con dezza di un'aquila; penne del collo dorate, cresta o ciuffo luminoso; le la coda bianca, mescolata le altre di color porpora; scintillanti come stelocchi a penne incarnatine, e gli

Nome

del pi celebre fra

gli

le.
i

Si credeva
deserti
dell

abitasse che la fenice unica, isolata,


secoli.

Arabia, e vivesse diversi


ie

Plinio
al-

afferma che

fu posto
il

il

nome

derivato
i

da un

bero detto fenice, tra quelle che sono selstessa pabna. e ci perch quale moriva seccava e vatiche, se ne trov una la
poi

quale presso

Romani

era la

da

se stessa
il

rinasceva e rinverdiva.
derivi

Ahri

vo(glio-

no che

suo

nome

dal

greco phonix, rosso,

allusione ai Fenici,
la porpora.

La

do prevede che

quali furono i primi a scoprire i quanfavola racconta che la fenice, cala di morire si avvicina il tempo

contro se stessa si lacera, a terra, e col becco rivolto versa molto sangue, dal plaghe di piena e cos tutta e poi diventa quale prima nasce un certo vermicello, e derivato cui da un pulcino somigUante all'uccello insieme col va ne se penne, le messe 11 quale appena la dicesi essere prima nata

padre
fuori

fenice,

cello

dopo aver

dove sole spunta appena pervenuti, tosto che il nuovo ucil e muore padre dall'orizzonte, il Ovidio, la fenice, Secondo venne. donde ritorna vita, comsecoli della sua lunga
in

Eliopoli.

trascorsi

palma un nido fatto di posto alla sommit di una sopra questo m e mirra cassia, nardo, cinnamomo della sua tempo il finisce odori pone, e cos in quelli

vita,

395

nasce
peso,
alle

tiice

che dal corpo del jjadre subito

un'altra fenice, la quale,

dopo

essere cresciuta, e ac-

quistata

la

forza

sufficiente

per

sopportare

il

stacca

quel

nido

dai

rami,
(in

portandolo

davanti

porte del tempio del Sole

Eliopoli. citt dedicata

al Sole). Aggiunge che i sacerdoti d'Egitto con grande onore e riverenza prendevano questo uccello morto,

facendogli
animali

delle
sacri

essequie

misteriose,
fare.

che a molti

altri

costumavano

La credenza

comune vuole per che


prie ceneri.
lo

la fenice rinascesse dalle pro-

La

favola di questo pieraviglioso ucceldagli


scrittori

viene

anche menzionata
padri della
la

rabbini
I

dai pi antichi

Chiesa cristiana.
la

primi

ritenevano che
s

ragione per cui

fenice

vive co-

lungo temix), ed in certo modo esente dalla morte, perch fu il solo animale che non mangiasse del
frutto

vietato

Immortalit
rezione

del

paradiso. Vedi Ges Cristo Rinnovamento della vita Risur-

Speranza.

Ferdinando (San). Re di Spagna.


niere
ci
rie
i

Bandiera.

Egli

era

gonfalo-

Giacomo. Chiavi, ricordando che scacMauri dalla Spagna. Spada. Allusione alle vasue campagne in onore di Cristo contro Maodi S.
i

mettani.

Ferite amorose. Arco, attributo priiKpale del Dio dell'amore, il quale ferisce di lontano, come se una freccia uscisse
dagli occhi della persona amata, penetrando in quelH

dell'amante.

Mirto,

foglie

bucherellate;

delle ferite d'eunore, dell'affanno e della tristezza,


cui
gli amanti sovente, ono tormentati.

anblema da

per

il

desiderio

che hanno,


Fermezza.
so.

3% -

che mantiene stabili i bastimenti. BosChiodo, che ferma saldamente ci che unisce. Colonna, dedicata dagli antichi alla fermezza. Anche in diversi luoghi della Bibbia la colonna presa come simbolo di fermezza.

Ancora,

Fermezza Erma d'i

di

propositi.

Giano.

La mancanza

di piedi

e di

mani

denota che la forza d'animo non abbisogna d'altro aiuto per compiere ci che si proposto di fare.

Fermezza

nei fatti.
con un bastone
in

Uomo
Ferocit.

dritto

mano.

Montone. Questi animali, ancora pri\i un istinto combattivo cozzandosi ferocemente fra loro. Tigre. E' noto il detto
Animali:
corna,
di

rivelalo gi

poetico:
la

allattato

dalla

tigre

ferocit

di

qualcuno.
nati di

arcana,

per

esprimere
I

Vegetali:
gli

Quercia.

poeti

chiamavano
i

dura quercia,
in

uomini
;

sel-

vaggi, feroci e crudeli privi di ogni civilt

forse per-

ch

popoli

primitivi,
i

mancanza
figli

di

abitazione,
delie

solevano

ricoverare

loro

nelle

fessure

quercie o delle rocce.

Ferocit frenata.
Cavallo col freno
feroce e indomabile,
in

bocca; allusione a un uomo


che obbedisca per alla
leg-

ma

ge e alla

raigione.

Ferocit mitigata.
Tigre, animale feroce, sogigiogata al carro di

Bac

co;

perch
la

credevasi
crudelt

che
di

l'uso

mitigasse

un

moderato del vit animo Teroce. PlautJ

voleva che a un
vino, perch col

397

adirato fosse dato del

uomo molto

vino lavasse la bile.

Fepona.

Dea
deva
cato
loro
ai
il

protettrice

degli
orti.

schiavi

affrancati,

presie-

boschi e agli

E.ssendosi un giorno appic-

fuoco in una selva, ove aveva un tempio, coche si accfngevano a trasportare altrove la sua statua accorgendosi che il legno, di cui era composta,

rinverdiva,

cerdoti

abbandonarono l'impresa. I suoi sacarboni accesi senza camminavano sopra


i

abbruciarsi.

Ferrata. Vedi Prigione.

Ferro. Secondo
adoperasse
e gli

la

mitologia.

Vulcano
per
i

fu

il

primo che

questo

metallo
coltivare

voro

Dolore Morie Prova


Insolenza

strumenti

da

da guerra Vedi Crudelt LaIra Invdia Sdegno Rapina


far

armi

campi.

Strage.

Fertilit.
Vite carica di grappoli. Allusione alla grande pro-

uzione di
ronco.

questa

pianta,
nella

rispetto

all'esilit
si

del

suo

Dicesi

che

Frigia

%"idero

grappali

almente
arro.

voluminosi,

che

uno

solo

ne

riempiva

un

Ferula.
Pianta celebre nella mitologia, nella storia e nella
tedagogia degli antichi.
a
solidit
I

suoi fusti

hanno abbastan-

durezza e il peso di un astone ordinario. Gli adoratori di Bacco, nelle loro


aver
la

senza

este,

attere

andavano armati di questi fusti per potersi impunemente fra loro ubriachi. Gli impera-

tori

398

portavano uno scettro di ferula, quale emblema paterna, che corregge senza ferire. I poeti finsero che Prometeo avesse rinchiuso nel fusto midolioso della ferula il fuoco rapito dal Cielo
dell'autorit

per farne dono

Bacco

alla

Terra.

Vedi Ammonizione

Grammatica.

Fervore.
Rosso, colore dedicatogli.

Fessoti ia.

Dal
la

latino

fessus,

stanco.

Era presso

Romani
inlo-

Dea

dei
il

viandanti stanchi.

Anche

guerrieri
alle

vocavuio
ro

suo soccorso, per poter

resistere

dure fatiche.

Feste.

Baccanali Eleusinie Misie Palilie Matronali feste Priapee feste Quinquatro Saturnali.
Ipana

Vedi Ascolie

Festino.
banchetti,

Prezzemolo, con cui Greci s'incoronavano credendo che questa pianta avesse la

nei
vir-

t di eccitare l'appetito e l'allegria.

Fetsci.
Specie d'idoh dei
paragonarsi

ai

Negiri

di

Guinea, che possono

geni

degli

antichi.
feitisso,

La

parola fetiscio
in-

derivata

dal

p>ortoghese
divinila

cantesimo.
la

Quesbe
loro
in

che significa variano a secooida


consistono
in
in

del-

volont dei
gusci

sacerdoti:
in

animali
pietre,

disseccati,
in

rami d'albero,
ecc.,

montagne,

d'uovo,

ne hanno delle piccole

che

portano al collo o al braccio che sono d'ordinario frammenti di metallo o di conchiglie. La domenica negri si radunano ai piedi di un albero che chiamano albero dei fetisci; vi apparecchiano una lavo
i


la

399

imbandita di vino, di riso e di miglio; si passa giornata a ballare; un sacerdote, seduto sopra una specie di altare, fa offerte ai fetisci e spruzza
la

con acqua che estrae da un vaso in cui un serpente. Quest'albero un oracolo che si consulta in occasioni importanti, e non manca mai di far conoscere la sua risposta p>er bocca di un cane nero, che sarebbe il diavolo. Un enorme scoglio chiamato Tabra, sporgente in mare in forma di
gli

astanti

rinchiuso

penisola,

il

gran

fetiscio

della

Costa

del

Cajx.

Gli

rendono onori particolari, come al pi px)tente dei fetisci. Al Congo, nessuno beve senza fare un'offerta al suo principale fetiscio, che ordinariamente un dente d'elefante. Il feticismo, cio l'adorazione dei fetisci, una delle forme pi degradevoli delsi

l'idolatria.

Fetonte.
Figlio
del
di

Sole e di Climene.

Avendogli Epafo
Sole,

rinfacciato
tavasi,

non essere

figlio

del

come van-

and a lagnarsene con sua madre, la quale lo rimand al Sole, per sapvere dalla propria sua bocca la verit riguardo alla sua nascita. Fetonte noi
tard quindi a recarsi al palazzo del Sole, e lo tro-

v seduto sul suo trono rilucente per l'oro e

le
i

gemsuoi

me; appena che


-aggi,

il

Sole

lo

vide entrare depose

motivo della sua venuta, in segno iella sua paternit, giur per lo Stige di nulla ricue sentito
il

argli.

Allora
il
il

il

temerario

giovane
Sole,

chiese

permesso
ir-

l'illuminare
gli

mondo

per un giorno solo, lasciandoIl

condurre

suo carro.

obbligato da

evocabile
togliere
il

giuramento,
figlio

adoper

ogni

mezzo per

di-

da

cos

diffcile

impresa,

ma

tutto

u invano.

Fetonte, che non

conosceva

pericoli,

per-

sist

400
e

sal

nella sua
di

domanda
i

sul

carro;
questi

ma

inca-

pace
to, |x>

guidare

focosi

cavalli,

deviarono
in

dal solito cammino, e ora innalzandosi troppo

al-

minacciando
al

il

cielo d'inevitabile incendio, ora tropi

basso discendevano, disseccando


le

fiumi e brufino nelle


in-

ciando

montagne.
viscere,

La

Terra,

irritata

teme sue
sti,

and, a lagnarsi con


tutto
lo

Giove; quedell'universo,

per prevenire
di

scompiglio
dal

con un colpo
lirono.
lo,

folgore rovesci

carro

Fetonte

e lo precipit nell'Eridano, dove le Ninfe lo seppel-

Questa disgrazia scombussol talmente


fu
costretto

il

cie-

che Giove che


del
si

di

rifarlo,

fu

allora,
il

dicesi,

rimase un giorno senza vedere


in

sole.

Questa favola,
vinosa
mitigati
sole

sostanza,
i

simboleggia l'azione rocui


effetti

d'estate,

possono essere

da Giove con opportuni temporali.

FJaccola.
Presso
rali,

gli

antichi

si

portava la fiaccola

ai

fune-

erano per lo pi cerimonie notturne, sia perch serviva a dar fuoco alla pira; alla
sia iperch questi

quale

do

altrove la faccia.

Amore

Baccanti

Ecale
bert

Segnale d'attacco
yerit

Amor Como Imene Luna Morte Nozze umano


divino

il

portatore della fiaccola

dava fuoco volgen

Vedi Amanti morti

Amore

reciproco

Auror.

Bellona

Cerere

Giovanni Battista {San) Lucina


Sonrfb

Li-

Spirito

Vesta

Vita.

Fiacre
ture
di

(San).
il nome di fiacre fosse dato alle vetpiazza perch furono da principio destinate
i

Si vuole che

a portare fino a S. Fiacre

parigini che vi

andavano


in

401

pellegrinaggio.
il

Corona,

atribuendogli
Peritola

la

leg-

genda
Il

titolo

di

principe.

Libro.

di

rame.

santo patrono dei calderai. Sedile di pietra. Nella

cappella di questo santo a S. Fiacre, esiste una pietra su cui


rire
i

fjellegrini si

seggono devotamente secondo


altri,

p>er

guapro-

dalle

emorroidi

o,

di

una speae
il

di

male detto San Fiacre. Vanga,


giardinieri.

F>er

essere

tettore dei

Fiala.
Recipiente
di

vetro

in

forma

di

piccolo

pallone

sormontato da un collo dritto e

sottile.

Vedi Medicina.

Fede
Fico.
e

Fiamma. Vedi

Avvenimento propizio

Iconologia

Collera

Vesta.

Fichi secchi.

Vedi Autunno

Bacco.

Dicesi che sotto un fico venissero allattati

Romolo

Remo

st'albero.
stito
Il

da una lupa, e celebre perci divenne queTacito racconta che dopo aver questo esianni,
il

830

secc, poi
fico

fu

veduto
di

rinverdire.

fatto

che

della piazza romaina


la

fu

qui/i
sotto

piantato per
il

conservare

memoria
e

quello

quale,

per

popolare

tradizione,

voleyaisi

che fostagliavasi

sero stati

allattati

Romolo

Remo. Non
vecchiaia.
altro.

mai,
secco,

e
i

si

lasciava morire di

Quando
Si

era

sacerdoti ne sostituivino un

chia-

mava

ruminale, da ruma, mimmella. Il fico detto Navio era quello che Tarquinio Prisco fece a Roma piauitare nel comizio ove l'augure Azio Navia aveva

Icon

un

rasoio

tagliato

in

due
i

p>arti

una
di

cote.

La
nella

credulit

pop>olare

riponeva

durata di quest'albero. Vedi


Cerere
26

Corona

di fico

Adamo Bacco Dolcezza Dolcezza

destini

Roma

Q. ROXCHETTI.

402

della verit

Libidine

Dolcezza

tolta

Presagio di beni

Foglie di fico
Priapo.

Fico selvatico. Vedi

Caprifoglio.

Ficoide. -Vedi Mesembriantcmo.


FIdio.

Dio che presso


mento
della

Romani
di

presiedeva
a

al

manteniun'alle-

fede;

cui

esiste

Roma

un uomo sbarbato, con l'aspetto per d'et matura, presso il quale posta una figura, con la parola HONOR. Questa porge e prende la mano a una donna in sembianza di una vergine, con la parola VERITAS. E nel mezzo a queste due
gora, consistente in
figure
si

vede un fanciullo, con


si

la

parola
tre

AMOR.
virt sola

E
no

tale
le

composizione mostra che queste


inviolata;

cose su cui la fede


cio
la

appoggia e che
verit

conii

servano
desiderio

nelle

promesse,

devono reggersi reciprocamente, ma se l'amore non interviene col suo favore, facilmente la fede si rompe; perch la verit gedell'onore,

nera
trisce.

la

fede,

l'onore

la

mantiene,

l'amore

la

nu-

Fiducia.
Amalista.

Fieno. Vedi Fascetlo


Fierezza.
Camelia.
Figli.

di

fieno

Manipolo.

Vedi Abbandono
philos,

dei figli,

Flladelfo.

Dal greco
ta
i

amico

e adelphos, fratello. Pian-

cui

rami,

naturalmente scostati l'uno dall'altro.


hanno
sieme.
la

403

tendenza

ad

avvicinarsi

intrecciarsi

in-

Vedi Amore

fraterno.

Filatterio.
Pezzetto di pergamena su cui gli Ebrei scrivevano qualche passaggio della Scrittura, e che essi
attaccavano
al

braccio

Vedi Gabriele

{San)

alla

fronte

Profeti

come

amuleti.

Reilorica.

Filemone

>

Bauci.

Questa coppia viene celebrata nella mitologia come modello dei costumi semplici e puri, e di rara ospitalit. Viaggiando Giove e Mercurio sotto forma umana nella Frigia, non trovarono chi volesse dar loro ricovero; ma capitati nella capanna di Fi-

emone
sti

e Bauci, furono ospitalmente ricevuti


i

da que-

due coniugi, che lavarono loro piedi, e misero loro davanti un parco pranzo campestre consistente
in

frutta,

miele e

latte.

Commossi
si

divini

viaggialoro
coil

tori

da tanta
la
il

cordialit,

fecero

presto a

noscere,

prima volta col far nascere,


vino
i

durante
a

anchetto,
osi

misura che

si

beveva.
tosto

Avveduprendere

di

ci

due vecchi,
corse
a

corsero

'unica oca che avevaro in Ccisa per sacrificarla agli


!)ei;

ma
i

l'oca

rifugiarsi
i

in

seno a Giove;
ospiti

quindi

due

numi condussero
e

loro

un

nonte vicino,
)ieni

mentre questi
sii

si

stavano guardando
il

di

meraviglia,
ai

Dei

affondarono
in

villag-

io

che era

loro piedi, eccetto la

capanna di

File-

un magnifico temio. Inoltre Giove disse loro di chiedergli qualunque vore desiderassero, che egli li avrebbe soddisfatti; [la quei modesti e contenti vecchi chiesero solo di
ere sacerdoti di quel tempio, e morire tutti e

one e Bauci, che convertirono

due

404
insieme. Vennero appagati, e dopo essere vissuti in una lunga e beata vecchiaia, un bel giorno, mentre
se

ne stavano seduti
si

davanti alla porta del

tempio,

avvede che Bauci si trasformava in un tiglio, e Bauci si accorse che suo marito diventava una quercia. Allora tutti e due a un tempo
ecco che Filemone
si

diedero e ricevettero parole di vicendevole addio,


cos

cambiati,
alberi sacri

furono

poi

lungo

tempo

venerati

come

davanti a quel tempio.

Filippo (San).
Apostolo.
tate dal

Drago,

uscito
le

dall'altare

di

Marte
risusci-

e che uccise diverse persone,


santo,
di

quali

furono

all'estremit

dopo aver scacciato il mostro. Tau, un lungo bastone. Vedi Apostoli.

Fiira.
Figlia dell'Oceano.

Fu molto amata da
insieme.

Saturno.

Opi avendoli
in

sorpresi

Saturno
e

si

trasform

cavallo per fuggire pi presto,


le

Filira

and va-

montagne, ove diede alla luce il centauro Chirone, ed ebbe tanto orrore d'aver messo al mondo un tal mostro, che preg gli Dei di trasformarla in ippocastano.
Flilide.

gando per

FigHa
i

di

Licurgo

re

di

Tracia.

Avendo

concesso

suoi favori a

Demofoonte,

figlio di

Teseo, col pat-

to che la sposasse al suo ritorno da Creta, vedendo che tardava troppo, si impicc, e fu cangiata in mandorlo. Demofoonte bagn poi quell'albero col suo pianto, il quale com\nci subito a germogliare.

Filo. Vedi Fato.

Filo a piombo.

Vedi

Architettura.

~
Filomela.
Figlia di

405

Pandione
re

re

d'Atene, e sorella di Progne,


Tracia.

moglie di Tereo
e

di

rivedere la sorella,

preg Tereo di andare

reo la viol,

condur seco Filomela. Ma e perch non potesse parlare le tagli la lingua. Filomela per per mezzo di un ricamo
l'infame offesa,
e
unitesi

Progne desiderando in Atena durante il viaggio Te-

manifest alla sorella


vendetta uccisero
giare
il

alla

piccolo Ito, e lo diedero a

manProdalla

a
gli

Tereo.
poll

Dopo
ancora
il

averne molto
la

mangiato.
ragazzo,

gne
quale
nero

testa

del

riconobbe

proprio
le sorelle,

figlio.

E
in

mentre
uccelli.

Tereo
Pro-

correva per punire


tutti

le

quali fuggivano, ven-

e tre dagli

Dei trasformati
e

gne

in

rosignolo, e fugg nei boschi per piangere Ito;


in

Filomela
quale,

rondine,

come
upupa,

tale

si

lagna,

garrendo
pu.

cio quasi con la lingua mutilata, dal perfido Tereo,


il

cambiato

in

va

gridando pu,
stata
e

dove? dove? quasi cercando Progne Secondo altri mitologi. Progne sarebbe
cio

e Filomela.

biata

in

rondine.

Filomela

in

rosignolo

camTereo in

sparviero.

Filomena (Santa).
Diocleziano,
collo,

Vergine e martire, fu decapitata. che voleva violarla, le


per gettarla poi nel
la

Ancora,
fece

che
al

legare

Tevere. Angeli, che sal-

varono

santa,

liberandola dall'ancora. Frecce ar-

roventate con cui doveva essere saettata,


partirono dall'arco,

ma
di

che non
le

si

rivolsero

contro chi

sca-

gliava
\

sulla

martire.

Ciglio,

emblema

verginit,

Palma

del

suo martirio.

Staffile.
staffili

Nuda

legata

lun palo, fu flagellata con

piombati e di ferro


chiamati scorpioni.
gettata in carcere,

406

ove

Piena di ferite, la santa venne le apparvero due angeli, unrisanandola.

gendole tutto

il

corpo,

Filosofa.

Fermezza
mette
false
in al

di

ragione,
degli

elevazione
accidenti

di

spirito

che

di

sopra
del

della

vita

e delle

opinioni

voilgare.

Raffaello

la

personific

una giovane donna,


omiata di figure

marmo
tro

una sedia di rappresentanti Artemide Efeseduta

sopra

siaca, vestita

d'una
e
e

stoffa su cui figurano tessuti


libri

quatcol

elementi,

avente dei

sulle

ginocchia,

titolo

Naiuralis

Moralis.

Ha

accanto

due

puttini
di

che reggono delle tavolette; su quella del puttino


sinistra
si

legge Causarum, e su quella del puttino a

destra,

Cogniiio.
trovi.

Pino, albero che

si

eleva ovun-

que

si

Filosofa morale.
Allegoricamente,
figure simboliche,

viene

rappresentata

con

quattro

cio:

Fortezza,

Giustizia,
si

za,
ta

Temperanza;
la
filosofia

cardinali virt, su cui

Prudenpoggia tut-

morale.

Fine,
Capitello,

che corona e
finita:

finisce

la

colanna. Piedi.

qual segno di opera

una volta usavasi l'espressione ad calcem, per significare che un affare, o una
finita.

opera era

Vedi Principio
alle

e fine.

Finezze.
Volpe. Allusione evidente
li

furberie proverbia-

di quest'animale.

Finocchio,
liquore

Pianta aromatica dai cui grani piccante. Vedi Forza,

si

fa

un

eccellenti

- 407

Finzione. Datura stramonio.

Fionda o frombola.
Strumento di corda o di cuoio da lanciare sassi o palle di piombo, usato dagli antichi. Vedi Davide

Forza

Litigioso.

Fioraiiso u Fior d'ali so. Vedi Centaurea.

Fior cappuccio.

Vedi Aquilegia.
Vedi
Passiflora.
Bellide.

Fior di passione.

Fior di primavera. Vedi

Fiore di arancio.
Verginit.

Flore
Fiori

di cacto.

Vedi

Corona di fiori Aria Giovent betta d'Ungheria (Sant') Odorato. Maggio

Vedi

Uomo

raro.

Elisa-

Lussuria

Fiorrancio.
taliere

Vedi Calendula.
Cristo

Fiume. Vedi Ces


{San).

Ciuliano

F Ospi-

Fiumi.
Presso
agli
tutti
i

popoli cintichi

fiumi parteciparono

onori divini; e furono consacrati

come

figli

del-

l'Oceano e di Teti. Quanto ai fiumi le cui acque avevano qualche cattiva qualit, si dicevano fiumi dell'Inferno. Gli attributi dei fiumi in generale sono:

emblema della fertilit del terreno che Corona di canne per essere la canna simbolo dell'acqua. Urna versante acqua, e su cui ordinariamente si af^xggiano fiumi. Vedi Acheloo Aci Arno Eufrate A^i7o Po TeCornucopia,
attraversano.
;

vere.

~
Flamini.
Ordini
di

408

Roma,
istituiti

sacerdoti

dell'antica

da

Pompilio. Ogni Flamino era destinato al servizio di qualche particolare deit; e godevano gran
reputazione,
le

Numa

loro
e

mogli,

dette

Fiammica,
I

assistesi

vano
di
il

ai

sacrifici

altre

cerimonie.

Flamini

distinguevano

per

im

pileo

cappello

particolare,

forma conica, color di fuoco, che fermavasi sotto mento; era formato di pelle di agnello, e aveva alla sommit un grosso fiocco di filo o di lana. Il loro numero, che originariamente era solo di tre, crebbe poi secondo che si introducevano nuove deit; e in ultimo anche gli imperatori, venendo dopo morte deificati, avevano un Flaminio a essi destinato.

Flammeo.
Velo
giallo

fiammante che

le

sp>ose

giorno del matrimonio.

Vedi Imene
nella

Nozze.
in

portavano nel

Flauto. Questo strumento usavasi


le

maggior parte
e

del-

cerimonie greche e romane,


di
in

come

occaisione di
tutto
nei

nozze,

espiazioni,

di

sacrifizi,

sopra

funerali,

cui oantavansi le nenie, che richiedevano


flauti.
il

necessariamente l'accompagnamento di

Di

qui

venne
terpe.

il

detto

ormai

conviene

mandare
di salute.

flauio,

quando un malato era disperato

Vedi Eu-

Flegetonte. Fiume dell'Inferno, ed


que esalavano
ardente.
piante,

era

uno stagno
e
il

le

cui ac-

vapori

solforei,

cui

fango era
alberi

Sulle

sue rive

non crescevano

Flegone,

409

Uno

dei

cavalli dei

Sole.

Flessibilit.

Butomo,

allusione

alla

pieghevolezza dei rami di

questa pianta.

Flora.

Dea molto
deva

antica dell'Italia centrale,


fiori

che

presie-

allo sbocciar dei

e alla primavera. Rapita

da
del

Zefiro,

che la fece sua sposa, non solo la dot


di

privilegio

presiedere

ai

fiori,

ma

di

quello

ancora assai pi gradito di godere di una perpetua


giovinezza.
la

Alcuni credettero che questa


Greci.

Dea
in

fosse
di

Clori

dei

Rappresentasi
fiori,

sotto

l'aspetto

bella
no,

Nmfa

coronata di

avendone anche

ma-

ha per

con una veste dipinta a fiorami di ogni colore, attributo \m canestro di fiori. Flora aveva
e
in

un suo sacerdote,
!?nnissime feste
cette Florali,
la

suo onore
aprile
al
1

si
.

dal

28

celebravano somaggio, le cos

cui origine sarebbe la seguente.

Un

sacerdote d'Ercole,
solo,

trovandosi

un giorno
al
il

nel

tempio

per passare
ai

il

tempo, propose

partita

dadi a condizione che se

suo Dio una Dio perdeva,

avrebbe dovuto dare qualche segno che manifestasse


di
le;

concedergli cosa degna della grandezza di Erco-

ma

se vinceva, egli

gli

preparerebbe una sontuo-

sa cena, facendo intervenire

una

delle pi belle

donlui

ne che potesse trovare,

la

quale resterebbe con

Poi cominci a giuocare tirando i dadi con una mano p>er se, e con l'altra per Ercole, e
notte.

una

fisult

che nantenendo

il il

Dio

fu

vincitore;
ch'egli

per cui

il

sacerdote,

patto,

stesso

propose,

appa

ecchi la cena dovuta, con un letto magnificamente


ornato, e fatta venire
ta Laurenla,

410

donna, chiamacompiacevasi
nel
di-

una

bellissima

la quale segretamente
favori,
la

spensare

suoi

chiuse

tempio

con

Ercole, lasciandovela sola quasi tutta la notte.


ra la

Narfacile

favola che Ercole l'avesse molto


le

cara e che

perci
e
in

apparve
al

ordinandole

di

mostrarsi

piacevole

primo
spuntare

che

incontrasse
ci
il

andando
che
ella
si

piazza

allo

dell'aurora,

fece; e incontr

un Tarrutio

ricchissimo,

quale

invagh di
lasci

lei

e l'am tanto, che

venendo a morte

la

venendo
erede

erede della maggior parte dei suoi averi, dicos assai ricca, e morendo poi fece suo
il

popolo

romano;

il

quale

l'ebbe

perci

in

grandissima
forse di
il

venerazione

sempre,

ma

vergognandosi
le

far tanto onore a

una
le

metetrice,

cangi
fe-

nome chiamandola
in

Flora, e

furono ordinate
si

ste,

cui s'incoronavano le porte delle case,

por-

tavano corone

in testa, e in queste feste, celebrate con grande lascivia dalle meretrici, facevansi cacce di lepri e di caprioli, perch questi animali erano]
^

custoditi

nei

giardini

sotto

la

protezione

di

questa]

Dea.

Fo.
Sotto questo nome Sua madre trovandosi
i

Cinesi adorano
incinta
di
lui,

commercio con un elefante bianco, di inghiottire uno di questi animali, favola che dii de luogo agli onori che i re indiani rendono aj elefanti bianchi. Fo usc dal ventre di sua madl
dal lato destro.
era
fece
cos
sei

Dio Budda.l sogn di aver o secondo altr


il

Fin dal momento della sua nasciti


che che
e

robusto
passi,

camminava. Si racconta ci con una mano mostrando

cielo
role:

4M

facesse udire queste padi

e con

l'altra
il

la

terra,

Io sono

solo

degno
ie

essere

onoralo sulla

lena.
li

A
i

diciassette anni spos tre donne,


tre

con

le

quaabi-

visse

anni .Poi
solitario

abbandon
si

and ad

tare

un luogo

con quattro
trent'anni

filosofi,

dei quali
inspirato,

scguiva

consigli.

sent

prese

il

nome
di

dottrina,

Fo, e cominci a predicare la sua popoli con un gran facendo trasecolare


di
i

numero
nit,
cinesi,

prestigi.

Malgrado

la

sua
I

pretesa

divi-

Fo non

fu esente dalla morte.

bonzi, sacerdoti

assicurano

che

pass successivamente nel

nacque ottomila volte e che corpo di un gran numero


Per-

di animali, prima di elevarsi alla dignit di Dio.

ci egli rappresentato sotto

forma
ecc.

di

un elefanle, di

un drago,

di

una scimmia,

Foca.

Sp>ecie di

mammifero marino. Vedi Pe//e


Vedi
Generazione

di

Foca

Sonnacchioso.

Foglie di fico.
Partenza

Penitenza.

Foglie morte. Vedi Malinconia Foglie verdi. Vedi Speranza. Folaga.


cesi
le

Legge

Tristezza.

Uccello acquatico della famiglia delle

anitre.

Diin

che

le

folaghe siamo prodotte senza uova; alcuni


conchiglie

fanno provenire dalle


altri

che trovansi

mare,
tissimo

vogliono che esista un albero somigliamsalice,


il

al

cui

frutto

si

cambia

in

folaga,

le

foglie

di

quest'albero

che cadono

nell'acqua

producono pesci. Altri ancora dicono che le folaghe si formano nel legno in corruzione, mutandosi il legno imputridito in veime e questo in uccello. N

4J2

basta; si racconta che un prete avendo pescato una grande quantit di alghe e canne marine, vide ali.
estremit
le

delle

loro

radici

certe conchiglie
si

singolari,

quali essendo state aperte,


di

trov dentro un uc-

cello invece

apparenza

un mollusco. Vedi Ercole poca essenza Sciocco.

Mol*a

Folgore.
Folla.

Vedi Fulmine.
rappresenta
e
in

Personificata,

si

buffone
sonagli.

in

mano,

con uno scettro da capo un berretto ornato di


i

Aquilegia del Canada; pianta


allo

cui
dei

fiori

bizzarri
foni,

rassomigliano alquanto

scettro

buf-

emblema

della follia. Cavallo di legno, che essa

cavalca.

Fontana. Vedi Berta Bruno {San)

{Santa)
Clotilde

Bonifacio

{Santa)

{San)

Davidei

{San).

Fontanali feste.
Feste in

onore delle Ninfe che presiedevano


il

alle]

fontane. Si celebravano

giorno

3 di ottobre. Quel

giorno gettavansi nelle fontane delle ghirlande con cui


in

seguito

venivano coronati

fanciulli

Fonte battesimale.
Vaso
di di pietra

o di metallo

in

cui serbasi l'acqua

benedetta per battezzare nelle chiese parrocchiali. VeBattesimo.

Forbici.

Vedi Parche.
fratello e spjoso

Forchi.
Figlio di Nereo,
di

Cheto; coppia
per
cui
di
il

che

rappresentava
si

quella
mostri,

terribile

forza,

mare

popola

di

atterrisce

l'animo

chi

su di esso
stri
si

413

avventura. Forchi era


il

il

cap>o i tutti

mora^;-

marini, che eran detti


il

suo esercito, e Cheto


di questi mostri.

presentava

mare come patria

Forcone,
Arnese
rami
di

ferro

con manico
rebbi.

lungo,

due o

tre

accuminati

detti

Vedi Diavolo.

Forestiero. Lupo, in opposizione


tadino;

del

toro,

simbolo del
storiella.

cit-

come

risulta
gli
il

alla

seguente
e

Danao
Argo;
metdi
fine

movendosi contro

Argivi,

chiedendo che fosse


in

scacciato Gelanore,

quale signoreggiava
lupo,
asfjettava
il

avendo veduto combattere un lupo e un


tendo
questa
re,

toro,
la

se

in

luogo

del

battaglia.

E^seijdo

poi

lujx)

stato

vincito-

promesse un tempio
far credere
ai

ad Apollo

Licio, allo scopo

di

cittadini

che quel segno era manlui,

dato dagli Dei per mostrare che


se

Danao, dovescredettero
facil-

essere vincitore;

cittadini

lo

mente,
tenuto

facendo
per
il

Danao
toro,

imperatore.
visse

perch

Gelanore fu ricon loro; mentre


il

Danao
ri.

fu preso per iorestiero perch venuto di fuo-

Uccelli Narraisi che Alessandro


edificare
la
citt

Grande
Egitto,

volene
gli

do

di

Alessandria

in

architetti

non trovando gesso ne


segnare

terra

biuica in nesalla fa-

sun luogo per tracciare la picmta,


rina,

ricorsero

spargendola per
citt.
ivi

confini
uccelli

delle
si

mura

della

Ora avvenne che


gli

gli

raduna-

rono

da ogni parte per


citt

cibarsi

di

quella farina;

e da questo fatto

indovini predissero

ad Alessanessere

dro che la

doveva prosperare ed
le

nutrice

e madre di tutte

genti,

e che della
i

fertilit

del

suo terreno dovevano usufruirne

forestieri.

414 --

Forma. Vedi Materia


Formica.
Effetti della

e forma.

Vedi Abbondanza
concordia
e

Devastazione

instancabile

zione

mento

Frequenza Lavoro Morte


Salvezza.

della

discordia

degli uditori

Piet


si

Fatica

Investiga-

Provvedi-

Fornace.

Dea
pane.

che presiedeva

ai

luoghi

dove

cuoceva

il

Fornello.

Vedi Clibano.
la

Forte. Cammello, per


tare
il

sua forza di resistenza nel por-

carico per pi giorni di seguito;


la

sopportando

pazientemente

fame

e la sete.

Fortezza.

La
dinali,

fortezza,

considerata

come una
sotto

delle virt cardi dorma una mano

viene

rappresentata

l'aspetto
in

armata di scudo della Fede, e tiene la spada fiammeggiante. Agata.

Fortezza d'animo..

Uomo
me ma
un
more.

seduto su un cammello fermo,

Incudine
te
;

Allusione a un

uomo d'animo

fortissimo,

che non

affronta impavido qualsiasi colpo di sventura

distico greco dice:

A^ teme incude strepito o rufurore.

A^ saldamente altrui forza,

Cicerone:
la

Assidui a

un'opera d

notte,

battendo
chi
affati-

medesima incudine; volendo alludere a


lo

candosi continuamente raggiunge

scc^o

prefsso.

Fortezza d'animo
Cinghiale
e
leone.
in

indebolita.
Allegoria
di

persona

ardita

che

si

scoraggi

circostanze impreviste; p>erch di

cesi

che

il

leone

malvolontieri

affronta

il

cinghiale,

e che una volta volendo assalirne u.io, vedendolo arricciare le setole, se ne fugg.

Fortificato contro
Riccio.

pericoli.

una persona sicura dalle insidie, dai p>ericoli e da qualsiasi caso di sfortuna perch si vuole che questo amimale, sentendo l'odore delle bestie che lo cercano, o il latrare di un cane, si raccoglie in palla, rizzando le spine per sua dife
Allusione
a
sa,

rendendosi cosi riparato e sicuro contro qualun-

que pericolo.

FoKifcazione. Corazza. Nel senso morale,


arti
vitali.
Il

la

quale difende

le

filosofo Antistene disse essere la


si

virt

arma
a e
lo

(corazza), che non

toglie.

Perch

la spa-

scudo possono sbalzare e perdersi;


la

ma

le

rmi della sapienza sono ferme e sicure

Gli antichi
(difeso
la

onevano
Jalla

sede
;

della

sapienza nel

petto

corazza)
stessa.

anzi

talvolta
disse:

preso
eri

per
gi
tu

sa-

)ienza

Orazio

Non

corpo
gu-

enza petto.
cio in

Testuggine, per essere riparata dal


resistere

modo da

a qualsiasi f>crcossa.

'ortuna. Questa Dea, dispensatrice del bene e del male, nne talora rappresentata con due facce, una bianla buona, l'altra nera, la cattiva fortuna. Nei armi antichi si vede seduta quale donna onestaente vestita da mal-ona, mesta in viso e sconsoladavinti alla quale si trova una giovane bella. ga d'aspetto e lieta, che le d la mano destra, la ale raffigura la Fortuna presente; e di dietro si e un'altra fanciulla, malinconica, ap>poggiata alU

--

416
rappresenta la Pa-ata

sedia della

matrona,

Fo

cieca e calva anche rappresentata tuna Essa venne sopra un, poggia quali uno dei le aU ai piedi, la rappresentavano Sciti I

r \1\
su

l'altra

in

aria.

un Cd vali

frecce-

in

atto

di

col-

r' ^: Sa o"r
sitava
la

Fortuna non i r;::ra/aTvero ip si rapP. Allora Riana. Livi oca una donna m pd,

Sa

Dea

sotto l'aspetto di

::"

rXi
ael

Lfed

.1

palla e la ruo.. beni materiali; la

d,nstab,Ut e (u.acit; umane. governo dell, vicende

^-la

^-!,
suS

^-^PP^f"S
"ent

.ione

comune

consiste

-"XTa

rr^^^:=;-^tvX-:q
r.r:=:e:r'a:rc:ir:n^^^^^^^^^ m una donn la rappresent Ina Alberto Durer .-"-r;a.^c le ali, -pnrano
sinistra

briglia.

Un

= rappresento altro pittore

un vaso prezioso.

lasciando data su una roccia,

.H^;;:' ^'\ "f F"^ ^ cadere d^Ua mano d


",",

'

Ta

una corona, uno


delle spine

scettro,

dei pezz,
sinistra.

doro, e por-

gendo

con

la

mano

Ved. Cup,Jo


e fortuna

417

tuna

Incostanza della fortuna

Mala-For-

Sorte.

Fortuna e Amore.
Dkesi che in Egira esistesse una statua della Fortuna con la cornucopia in mano, con accanto un

Amorino
che,
in

alato,

seduto;

con cui
la

si

voleva mostrare
la

amore, poco vde

bellezza,

passione e

la gentilezza, se

non

si
il

protetti dalla Fortuna; poi-

ch,

senza ricchezze,

solo

tive per le

donne
per
il

volubili,

che non

amore ha poche attratsi danno per pas-

sione,
ti

ma

nella

cornucopia.

danaro e preziosi doni, simboleggjiI Latini chiamavano fortima le

ricchezze.

rtuna prospera. Capricorno (vedi Anime Gru lo.


Dio
si

dei morti).

protettore delle porte che, girzmdo sui cardini,


si

aprono e

serrano,

dette dai

Latini fores.

Fona.
Personificata
di leone.
in

Elrcole.

Uomo

Botticelli la rippresent

con la lesta con una donna ro-

un trono. Rubens la figur in una sul quale disegnato un leone. La si vede rappresentata da una figura vestita di pelle di leone, sostenendo con una muio la base di una colonna, tenendo nell'altra un ramo di quercia. Animali: Rinoceronte. Vegetali: Finocchio,
busta seduta

su

donna con uno scudo,

:he

gladiatori

mescolavano

Forza,

vincitori

ai loro cibi per acquistare erano coronati di questa pimta.

Quercia,

albero

resistentissimo,

consacrato a Ercole.

Diversi:
il

Barba, ornamento

attrae
27

ferro.

virile. Calamita, che Clava, principale attributo di Ercole

O. RoxcnBTTi.


Colonna, che
pollice
la

418

Corna. Fionda, allu stretta in pugno, col


i

Forza
il

sostiene.

sione a Davide. Pollice.


alzato,
il

Mano
presso

quale,

Latini,

era
forte

consi-

derato come
altre dita,

pi utile all'uomo, e pi

delle

attribuendogli inoltre una specie di domi-

nazione nella mano.


forza.

Smeraldo, pietra dedicata

alla

Spalla, simbolo biblico di forza e vigore.

Forza d'animo.

Vedi Fortezza d'animo.

Forza del corpo e dell'animo.


Cinghiale e leone aggiogati insieme:
presenta la robustezza del corpo;
il

il

primo rap-

secondo, la virt

e forza d'animo.

Forza dell'eloquenza.
Gli antichi
buto,
eretto,
la

rappresentavano con Mercurio bar-

vecchio e di corpo macilente,


cio
in
I

ma

col

questa

sola

parte giovane:

membro emblema

della forza.

Francesi invece ricorrevano a Ercole,

ritenuto pi gagliardo di Mercurio, raffigurandolo co-

me un
li

vecchio quasi decrepito, calvo, con pochi capelcol

in

testa,

viso di colore scuro,

tutto

crespato e

rugoso, vestito di pelle di leone;


stra
la

dandogli nella desinistra;

clava

un arco nella
agli

portava

la

faretra

pendente
quali

omeri,

e aveva
attaccate
se

molte
alla

catene
lingua,

d'oro e

d'argento sottilissime,
tirava
dietro

con

le

molte p>ersone,
Si pi

che

sembravano
l'eloquenza

per seguirlo
vecchia

volontieri.

raffigurava
perfetta
nei

perch

vecchi che nei giovani.

Fulmine;
Manda
in

essa

allusione alla for-

za dell'eloquenza che percuote l'animo degli uditori.

Nella Bibbia

si

legge:

fuori nubi dall' eslrei

mit della terra,

converte

pioggia

lampi.

Dove

per
la

419

le nubi s'intendono gli uomini santi, per i lampi forza di persuadere, e per la pioggia, l'eloquenza. e

Forza

stabilit.
su
cui

Elefante,

seduto un uomo.

Forza vinta dalla sapienza. Leone prostrato con le gambe davanti


te

a terra, avenprincipale

sul

capo un caduceo

dritto;
;

attributo

di
la

Mercurio. Dio dell'eloquenza il leone simboleggia forza. In una medaglia d'Antioco, si vede un leogli

ne chinato a terra, e una civetta che


la quale simboleggia

vola sopra,
sapienza.
del
il

Minerva,
in

Dea
sia

della

Alcuni vogliono invece che ci


crepuscolo
vespertino,
cui
il

un'allegoria

leone simboleggia

sole e la civetta la notte.

Forziere, Cassa di legno o


di Avarizia.

di ferro per

chiudere denaro. Ve-

Fosforo.
Figlio di
di

Eos (Aurora)
suo

e d'Astreo o. secondo altri,


lo rap

Cefalo; dicesi che Venere

giovane e lo
pari
di
in

fe-

ce

guardiano del

tempio.

Al

Espero,
figura
di

rappresentavasi questa stella del mattino


bel

giovane, con una

fiaccola in marno.

Fosforo era

chiamato Lucifero dai Latini.

Fossa. Vedi
{San)

Faticoso

Giovanni

Evangelista

Massonera.

Fotochi.
Divinit straniere introdotte nel Giappone.
di

Un

Dio
terra

questo

nome separ
era
lo
tentati,

l'isola

di

Fungo

dalla

ferma.

L'idolo

d'oro massiccio;

alcuni

ladroni

ne furono

rapirono e portandolo in luogo

cos nascosto,
tochi,

420
si

Foin-

che non
si

potuto pi trovarlo.

sdegnato,

vendic

facendo
che univa
il

dalle

onde

ghiottire la lingua di terra

l'isola al

conti-

nente,

indi
di

ebbe cura

di togliere

suo

idolo

dalle

mani
lo

quei profani,
galleggiare

fece

sulle

quantunque massiccio, egli acque e approdare senza

umano concorso
Fragilit
Animali:
tela.

all'isola di

Mettogawma.

umana.
Ragno,
allusione alla fragilit della sua

Vegetali:
;

Canna, simbolo
'^fiore

biblico.

Carciofo

selvatico

allusione al suo

color porpora, sboccia-

to fra le spine,

che presto
speranze,
gli

si

imbianca, ed portato
e
alla

via
nire

dal minimo soffio di vento; similmente allo svadelle

umane

facilit

con

cui,

per ogni minima causa,


vita.

uomini spesso perdono

la

Rosa. Fiore grazioso, odoroso; ma di breve durata; paragonabile al bene fugace della nostra vita:
L'et d'un giorno solo della rosa:

'

N
La
Diversi:

prima

naia,
si

che vecchiezza opprime


e graziosa.

belt sua

vaga

Bolla di sapone, o d'acqua, simbolo eviden-

te della fragilit

umana.

Fragola.
Questa pianta ebbe il nome dalla particolare fragranza dei suoi frutti. I medici antichi attribuivano molte virt alle diversi parti della fragola. Vedi Delizia Primavera.

Framea.
Specie di dardo o spiede, usato dagli antichi come

arma. Vedi Morte.

Frammassonera.

Vedi Massoneria.

421

Francesco d'Assisi (Sani'). Fondatore dei frati minori. Fu battezzato col nome di Giovanni, ma fu poi soprannominato Francesco,
forse perch

impar con

facilit

la

lingua francese.

Animali:
tutti
i

Agnello (simbolo del Redentore), e che giorni andava a messa e s'inginocchiava alla

elevazione dell'ostia. Asino. Bue.


tale
il

Un

giorno di

Na-

santo fece assistere alla messa questi due ani-

mali
la
fico
to,

in

memoria della
che

nascita di Ges. Cicala.

Narra
su

leggenda

quest'animaletto,

cantando

un

contiguo alla celletta di Francesco, col suo canlo

eccitava, oltre
le

il

consueto,

alle

divine lodi.
f]ui

E
da

che un giorno

disse:
gli

Sorella cicala, vieni

me. Tosto obbed, e

vol in marno. Lepre, che. pre-

sa nel laccio, fn regalata al Santo, e che, messala in


libert,

non volle fuggire,


ai quali

ma

gli

salt

in

braccio.

Pesci,

predicava. Raccontasi che una grossa

tinca, regalatagli viva, rimessa nell'acqua

geva,

ma

guizzava a
si

fior
il

non simmerd'acqua intomo alla baregli la licenzi e la

chetta in cui

trovava

santo:

benedisse, e la tinca disparve.

Tortore,

con

le

quali

aveva divini colloqui. Uccelli, che chiamava fratelli. Vegetali: Centaurea celeste, ricordando il suo a-

more per

la

natura.
si

Ciglio,

emblema

di

verginit.
il

Spine, sulle quali

coricava per mortificare

Diversi: Angeli, che e per resistere alle tentazioni. lo confortarono durante una malattia, cantando e suo-

corpo

nando. Centauro, simbolo del diavolo e la forza brutale, ch'egli

respinse.

Chiesa di Laterano che crollale

va, e che

il

santo sostenne con

proprie spalle. Alil

lusione al sogno che ebbe lorquando

papa esitava
fondato

ad approvare

le

regole

dell'ordine

religioso


da
S.

422

il

Francesco. Croce. Dicesi che


sulle spalle.

santo nascesse

con una croce impressa


delle regole che fond.

Dalmatica, per-

gli apparve. Libro Neve. Narra la leggenda che il santo, mentre pregava fervidamente, venne jissalito dalla tentazione, e per liberarsi si denud, battendosi con la disciplina, e dopo essersi avvoltolato nella

ch era diacono. Ges Cristo, che

neve,

fece sette figure di neve, e disse, indicandole a una a una, questa mia moglie, questi sono i mjei

due figli, queste le mie due figlie, la sesta la mia donna di servizio, la settima il servitore, poi torn ad avvoltolarsi nella neve, e il diavolo tutto tremante di freddo se ne fugg. Rogo, sul quale voleva salire per provare la sua fede, e per convertire una mondana.
le

Rosario.

Serafino crocefisso,

che

gli

impresse

cinque piaghe della Passione di Cristo. Stalla, dodi Dio.

ve nacque, perch sua madre volle ch'egli venisse al

mondo come
alla sua

il

figlio

Stella,

che

sal

al cielo

morte.

Stimate.

Teste

di

morto, davanti a

cui meditava.

Francesco Saverio (San).


Bordone, per essere
allusione alla
elio,

stato missionario.
gli

Capanna, doil

ve spir. Crocefisso. Fuoco, che

circonda

petco,

consolazione ricevuta dal Signore.


della sua purezza.

Ci'

Granchio di mare. Durante una tempesta di mare, volendo il santo quietare le onde, vi immerse il crocefisso, che un'ondata
gli

emblema

strapp,

dopo ventiquattro

ore,

vide comparire

un granchio che, a fior d'acqua, gli riportava il crocefisso. Indiana, che Francesco liber di morte Imminente, per non potersi sgravare, e che battezz. Infermo. Raccontasi che, in viaggio per la Terra Santa

423
giunto a Venezia
bili,
si

ritir

nell'ospedale degli incura-

dove Irovavasi un infermo con una piaga talmenFrancesco stesso prov molta ripugnanza

te

orrenda e puzzolente, che quasi nessuno ardiva av-

vicinarglisi.

nell'assisterlo,

ma

vergognandosi della sua debolezza,

abbracci

infermo, e pose la bocca sulla ferita puzil

zolente fino a succhiarne

marciume Nave. Durante

una tempesta, che dur tre giorni, il Santo fu presente contemporaneamente in due navi, distanti fra loro e, facendo da pilota, le condusse salve In porto. Pellegrina

da missionario.

Francia.
Ciglio, che nei secoli passati era
di Francia.

emblema

de! regno

Fratelli

Campali. Vedi Arval


Vedi Dittamo.
comune

Fratelli.

Frassinella.

Frassino.
Il

frassino

l'antico continente;
beri,

uno dei pi gramdi alberi delnon teme la vicinanza Si altri alil

ma

ai

quali esso riesce nocivo appropriandosi

ampiamente distende, in modo che venne paragonato a un lirauino, quale si compiace nel veder tutti soffrire e perire il
loro alimento con le sue radici, che

intorno a

lui,

purch nulla

Grandezza

Odino
che
si

gli

manchi. Vedi Asgard


Tiranna.

Freccia.

Arma

antica

lanciava con

l'arco.

Alcune
di

popolazioni dell'Asia, usavano portare una

sp>ecie

corona di frecce, quale jq^pvmto


dei
busti

si

antichi
di

di

alcune divinit

vede sulle teste del paganesimo.

In

mano

Apollo quale Dio

solare, le frecce e l'ar-

co rappresentano
la terra.
il

424

Amore Amore Apollo Cuore Edmondo Filomena Taddeo


Vedi America
(San)

vigore dei raggi solari vibranti suldivi'

no

Contrariet

Cristina

{Santa)

Cristoforo
stesso

e consiglio

Custode

di

se

{Sant')

Dispiacere

{Santa)

Peste

Piacere e Dispiacere
{San)

Sebastiano

{San)

Ke/o-

cit.

Freddezza.
Agnocasto. Secondo Plinio, le sacerdotesse di Ceformavano i loro giacigli di questa pianta allo scopo di conservare la castit. I monaci di un certo ordine portavano un coltello, il cui mzmico fatto di
rere

legno d'agnoceisto doveva rendere loro


sibile.

Doronico.

Nufar.

il cuore insenPianta ritenuta come cal-

mante dell'ardore del sangue. Una Ninfa, che amava appassionatamente Ercole, morta dal dolore per essere egli
stato
insensibile
alle

sue attrattive,

fu dal-

l'eroe trasformata in

Nufar.

Freno.
darli.

Ordigno che si mette in bocca ai Vedi Nemesi Temperanza.

cavalli per gui-

Freno.
Ritegno.

Topazio.

Freno Freno
Fava
cio,
ni,

alla lascivia. Vedi Lascivia domata.


alla lussuria.
coperta d'un velo, secondo alcuni, nel senso si debba evitare, con gli occhi e con le ma-

che

vere casti.
la

ogni occasione atta a eccitare la lussuria, per viGli antichi, per la forma, paragonavano
ai testicoH.

fava

423

dei sogni, se
i

Frequenza degli
fessori

uditori.
gli interpreti

Formica. Secondo

pro-

di letteratura avessero sognato di sentirsi

cam-

minare delle formiche sulle orecchie, era segno che


molti uditori avrebbero assistito alle loro lezioni.

Frey.
Fratello
di

Freya.

Presiedeva alle nozze, all'aballa chiarezza del jole e a

bondanza,
tutti
i

alla ricchezza,

frutti

della terra.

Freya.
Figlia di
dinavi.

Njord
su

Dea

dell'amore presso
tirato

gli

Scane pos-

Andava

un carro
la

da due

oalt'i,

sedeva
glieva

una collama
in

meravigliosa,

Venere. Spos Oder, e


se

loro figlia

come il cinto di Hnoss racco-

tutte

le

bellezze.

dell'amore

violento

agitato,

Freya era il simbolo come Frigga lo era

dell'amore calmo e coniugale.

Frigga.
Sposa di Odino,
ne dei Romami.
Il

la

quale,

nella mitologia Scandi-

nava, corrispondeva all'Era dei Greci e alla Giuno-

suo amore per lo sposo e

il
i

suo
suol

amore materno
tentativi

p>er

uno

dei suoi

figli,

Balder. e

per

farlo

ritornare in

vita

dopo morte, ne
abitata
e
colti-

fanno
glia.

il

simbolo della sposa e della madre di famila

Rappresentava anche

terra

vata.

Frisso.
Pioggja
che
scroscia.

Figlio

di

Atcmante

di

Nefele
sare

(nuvola); fratello di Elle

(Helle, viva luce).

Avendo Atamante
donna
terrena.

lasciata la moglie celeste per spo-

Ino

figlia

di

Cadmo,

Nefele, of-

- 426
fesa,

per castigo

mand

un'ostinata siccit sulla ter-

ra di

Alamante,

Ino volendo approfittare di questa

occasione per togliere di


to,

mezzo

figli

del primo let-

cercava

indurre

lo

sposo di immolare

Frisso

ed

Elle a Giove per ottenere la cessazione della


Allora,
al

siccit.

momento
i

del

circondando

figli

di

sacrificio Nefele intervenne una nube, dalla quale usc un

montone dal
le,

vello d'oro,

che

li

port per aria, trapissare


flutti,
il

sportandoli verso Colchide.

Nel

mare, El-

spaventata dal frastuono dei


la

Frisso

seppell

sulla

spiaggia,
di

cadde in mare. denominato quel


continu

luogo Ellesponto dal


la
ivi

nome

sua sorella,

sua fuga.
sacrific
il

Frisso,

giunto felicemente in Colchide,

genti, e

resta

montone a Giove, protettore dei fugil vello d'oro a un albero in una foconsacrata a Marte, facendolo custodire da
appese
drago,
il

un

terribile

quale divorava

tutti

queUi che

venivano per

toglierlo.

Friteilaria imperiale.
I

fiori

di

questa pianta, chiamata anche corona


alla

imperiale,

formano

verticello a guasi di corona, cui sovrasta


foglie.

Vedi Maest
si si

sommit del fusto un elegante un ciuffo di Potenza.


venti. Briza.
soffio,

Frivolezza.
Banderola, che
ta
le

volta a

tutti

Piane

cui

spighe

agitano

al

minimo

che

simboleggia la mobilit dei sentimenti dell'animo.

Frode.
Apelle la personific in una donna (vedi Calunnia); mentre Dante la raffigura in un serp>ente con la testa

d'uomo

e la

coda che termina

in

scorpione,

come

ri-

sulta dai seguenti versi:

427

quella sozza imagine di froda

Sen venne, ed arriv la testa e il busto. Ma iti su la rha non trasse la coda.

La

faccia sua era faccia

d'uom

giusto.

Tanto benigna avea

di fuor la pelle,

E
Lo

d'un serpente

tutto l'altro fusto.

Due

branche avea pilose in fin l'ascelle; dorso e il petto ed ambedue le coste


e

Dipinte avea di nodi

di rotelle. e sovrapposte

Con

pi

color,

sommesse

Non Ne
Immagine
aspetto
desti,
si

fur mai in drappo Tartari ne Turchi. fur tai tele per Aragne imposte.

degli ingannatori e fraudolenti, che nello mostrano benigni, di modi piacevoli e mole

ma

cui

azioni finiscono per rivelarsi piene di

mortifero veleno.
vicino a

Corvo

con una pietra nel becco,


in

un vaso. Dicesi che


in

Libia

si

usa conservare
di anfora, che
i

l'acqua

recipienti di terra, in

forma

tati,

corvi, assevengono esposti scoperti sui tetti, e che non trovando acqua altrove, volano a questi vasi e bevano introducendo la testa nell'apertura; ma quando si accorgono che l'acqua si abbassa, vanno in

cerca di certe pietruzze che lasciano cadere nel vaso,

per far risalire l'acqua alla portata del becco.

Rame.

Frombola. Vedi Fronda.


Frugalit.
Cicoria. Vegetale
valescenti.

poco nutriente

buono per con-

Frumento.
la valle del

Alcuni vogliono che questa piante sia originaria delGiordano, perch la Vergine dei zodiaci


egiziani,
tiene in

428

copiata in seguito dai Greci e dai Romani,

mano un mazzo di spighe di frumento. Vedi Abbondanza Ricchezza Spiga.

Frutta. Vedi Corona

di fiori e frutta

Custo.

Frutto della continenza.


Mandorlo, simbolo
perta
di di

casta continenza, perch la

scorza della mandorla oltre a essere amarissima, co-

dall'altro

un guscio duro; spogliata per dall'una si trova un frutto saporito. La scorza e

e
il

guscio figurano l'astinenza d'ogni piacere, che in principio pare amara,

ma da

essa poi

si

coglie

un

frutto

dolce e piacevole.

Frutto delle altrui fatiche.


Fuco, simbolo
dunate con
la

di chi ricava utilit e


il

godimento del

lavoro altrui; perch

fuco vive delle provviste ra-

fatica delle api.

Frutto delle opere malvage.


Stoppia
(vedi Raccolto).

Fuco.

to:

Maschio

delle api.

Vedi Frutto

delle altrui fatiche

Parassita.

Fuga. Cane con

la

coda

fra
le

le

mettere la coda tra


di

gambe. E' noto il det gambe, allusivo alla vilt

d'animo e mancanza

questo animale timido, per

nima minaccia

di

Cervo, che corre; fugge ad ogni mipericolo. Dorso. Leggesi nella Bibcoraggio.
istinto,

bia che vicino all'idolo di

Dagone

fu collocata l'arl'idolo, di

ca del Signore, la quale, di notte, spezz


cui,
al

mattino, se ne trov soltanto

il

dorso, ci fu
l'idolo

indizio

che

alla

venuta del

vero

Dio,

falso

mostra
le spalle.

429
in

fuga; perch chi fugge

sarebbe scacciato e messo

Fuga

dai pericoli.
Dicesi che
questi
auiimali,
il

Delfino.

quando
a

pre-

vedono una tempesta, corrono verso


sull'onda,
rarsi presto

porto, saltando

quasi
in

volessero invitare

naviganti
le

riti-

porto, e non affidare

loro navi alle

onde.

Fuga popolare.
Sciame, con sotto
polo,
il

fumo. Le

api,

simbolo di po-

da nessun
se

altra

cosa maggiormente sono spa-

ventate e messe in fuga che affumicandole.


similitudine

Di questa
loro re.

ne serv Apollonio, nel descrivere la

fuga dei Brebici quando videro ucciso

Amico
fiore

Fugacit dei beni.


Pesca su un
della vita
sia colto

vassoio.

Simbolo del
altro

dell'et

d'ogni bene che tosto passa, e della stessa instabilit

umana; perch nessun

frutto
la

quando

va a male cos presto come

p>esca.

Fulmine.
Secondo
l'oriente
gli

antichi, quuido

il

fulmine, partito dal-

non avendo fatto che sfiorare qualcuno, ritornava dalla medesima parte, era segno di una felicit perfetta. Tiberio portava una corona di lauro
e

per
tre

ripararsi
sf>ecie

dal

fulmine.

Gli

antichi
rosso,

distinguevano
il

di

fulmini:

bianco,

nero;

era chiaro, penetrante e faceva dei miracoli:


il

primo beveva
altro

vino passando per una botte, senza lasciar alcuna


nella

traccia

botte;

fondeva l'argento e
nelle

ogni

metallo che trovava

casse

senza darmeggiarle :

uccideva

le

persone senza lasciar alcun segno negli


abiti,
il

430

si

racconta che a una donna stato fulminato

feto che

aveva

in seno,

senza far nulla a essa; ecc.


pi purgato. L'altro ab-

questa specie

di

fulmine veniva da Minerva, ed


il

era bianco perch ritenuto

bruciava ci che incontrava, perci era rosso, ed era

mandato da Giove.
bruciava,

Il

terzo, che era

umido, non ab-

ma

tingeva solamente, lo dissero nero, e fu


al

dato a Vulcano, che presiedeva


mortali. Selce,

fuoco fumoso dei

Vedi Asterie Barbara (Santa) Caterina d'Alessandria (Santa) Clemenza Fama Forza delV eloquenza Giove Velocit.

emblema

del fulmine.

Fumaria.
Pianta dai
cina.
fiori

senza odore, di sapore amarissimo,


fiele

perci stata chiamata

di

terra.

Vedi Medidal dubbio

Fumo. Vedi Buona


Ignoranza.

volont ostacolata

Fune. Vedi Corda. Funesto.


Fava, che presso
i

Romani,

ritenuta

cosa funesta,

era usata nei sacrifizi che facevano ai morti, a cui la

fava era consacrata. Ancora oggid nel d dei morti


usasi

mangiare fave.

Fungo. Vedi Cosa


chezza

fatta

all'improvviso

Scioc-

Sospetto.

Fuoco.
Tutte
Presso
e
lo
le

nazioni

adorarono

il

fuoco,

come

il

pi

nobile degli elementi, e


i

come
la

viva immagine del sole

Romani

il

fuoco era una divinit familiare;


figura
di

rappresentavano sotto

Vulcano

in

mezzo
il

431

ai Ciclopi.
il

Una
fuoco,

quale arde

Vestale presso un altare sopra opjpure una donna che tiene

un vaso pieno di fuoco e ai suoi piedi una salamandra. sono pure simboli con quali gli antichi esprimevano il fuoco. Numa istitu in Roma il culto del fuoco cterno,
il

quale circola
alle

in

tutte

le parti

dell'universo,
il

che era affidato


depositario
del

Vestali;

e volle che

tempio

fuoco avesse forma rotonda, affinch pirappresentasse l'universo, il cui centro, secondo tagorici, occupato dal fuoco. Vedi Acqua e fuoco
i

te

Amore Allegrezza Antonio da Padova {SanC) Francesco Saverio oscurata

Inverno
vina.

violenta

Anlonio Fama Guerra Morte Marte mor Rovina

{Sant')

Calamit

(San)

(pianeta)

naturale e

Spirito

Santo

Vita di-

Fuoco

acqua. Vedi Acqua


animale famoso per
le

fuoco.

Furberia.
Volpe,
biali.

sue astuzie prover-

Furie.
Divinit infernali, ministre della vendetta del Cielo contro
i

malvagi, e incaricate dell'esecuzione delle


di
essi

sentenze emanate contro


ferno.

dai

giudici

dell'In-

Secondo Esiodo erano nate dal sangue che cadde sulla terra dalle ferite di Urano, lorquando questi
fu mutilato
delitto

dal

figlio

Crono,

in

modo

che

il

primo
si

generato

nella

pi antica

famiglia

divina

supponeva generato subito dopo


Notte, o delle Tenebre.
1

lo spirito

della venfiglie

detta e della punizione. Altri le ritenevano


I

della

poeti ne finsero tre:

Alef-

to,

Tisifone,

Megera,

le quali

venissero a turbare le


no
gli

432

le passioni

menti umane; perch tre sono

che induco-

uomini

a far del male, senza riguardo alla

propria fama, alla famiglia, n alla propria vita.

Vira
la

che cerca la vendetta;

la

Cupidgia,
si

che brama

ricchezza, e la Libidine che


nesti piaceri.
stri,

in

preda a diso-

Le Furie erano

rappresentate

come moali

dallo sguardo
coi piedi di

minaccioso, con grandi


di staffile,
di

diste-

se,

rame; munite

torce,

avevano dei serpenti arrotolati intorno alle mani ed ai piedi. Alcuni danno loro ali di pipistrello, e le
mettono
in

mano una

lorda, simbolo

scitati nel

petto dalle tre passioni suddette.

degH ardori suDante le

presenta coi seguenti versi:

Dove
Tre
furie

in

un punto furon
di

dritte
tinte:

ratto

infernal

sangue

Che membra femminine aveano ed

atto,

E
Onde

con idre verdissime eran cinte;


le

Serpentelli e ceraste avean per crine.


fiere

tempie erano avvinte.


la

Stazio descrive Tisifone d'asjjetto spaventoso, con


capigliatura
di serpenti,
vestita

d'un abito scucito a

tergo e allacciato al petto

da

fibbie di serpenti, met-

tendole nella destra una sferza d'idra e nella sinistra


il

fuoco.

Ovidio

la

dipinge turbata
serpenti,

in

volto,
le

col ca-

pelli

bianchi
faccia,

mescolati a

che

scendono
di
insie-

sulla

coperta

d'un vestito tutto

cosparso

sangue, con una cintura di serpenti attorcigliati

me, e una fiaccola


di

in

mano

tinta

pure
lo

di

sangue;

fa-

cendola accompagnare dal Timore e


Lissa.

Spavento. Ve-

4i)

Sicilia

Furie

di

Oreste.
in

Dito. Si vuole che

un cerio luogo della

anticamente esistesse un dito di pietra pMJsto sopra un sepolcro e che tale segno avesse rapporto con Oreste,
il

quale,

p>erseguitato

dalle

Furie,

impazzito,

si

sa-

rebbe staccato un dito coi denti.

Furore.
Deit
allegorica.

Rappresentasi

sotto

l'aspetlc

di

uomo
dato,
mi,

terribile nel viso, quasi


in

sanguinoso, talvolta benel-

atto di

fremere, e seduto sopra corazze,

mani legate dietro la schiena con catene; oppure con le catene spezzate, e in atto di stracciarsi i cap>elli. Animali: Coccodrillo, che si percuote da s stesso; perch, secondo ali Egiziani, quando gli sfugge la preda,
scudi e altre armi,

con

le

inveisce

furiosamente contro se stesso.

Vegetali:

Maudragora. La radice di questa pianta, la cui forma pu essere paragonata al corp>o umano, emette,
secondo
la
la

leggenda,

delle

grida orribili strappando-

dal suolo.

Gli stregoni se ne servivano per comdelirio

porre
Vite,

una
che

bevanda provocante un
gli

furioso.

Egiziani volevano nata dal Sangue dei

Gigamti,

e considerata anche quale simbolo del

lore provocato dall'ubriachezza.


allusione
alla

fu-

Diversi:

Vento,

sua impetuosit.

Furore bestiale.
Leone, che sbrana
i

suoi

leoncini;

allusione

a un
al-

furore violentissimo e sfrenatamente sfogato sugli


tri.

Di

tale

furore dice la

favola essere stato preso

Ercole, e diventasse talmente smamioso, che non solo


[uccidesse
I

figli

di

un suo
i

ospite,
figli

ma
da

incrudelisse

anche talmente contro


7R

propri

ucciderli; ci

RoMrHRTTr

che non
i

434

leone che sbrana

differisce dall'allegoria del

propri leoncini.

Furore implacabile.
Vipera piegata
tripartita;
in

molti

giri,

con fuori

la

lingua,

simbolo biblico. Si vuole che nessun furola quale,


sal'a-

re possa paragonarsi a quello della vipera,

appena toccata, s'infuria a tal segno che mai si zia, finch non abbia avvelenato col morso chi vesse disturbata, oppure non muoia di rabbia.

Furto.

Mano

sinistra,

che fu ritenuta inclinata

al

furto.

Secondo Plauto, Sofondidisca, mediatrice d'amori illeciti, chiesta la mano del fanciullo Pechinio, ed egli avendole steso la destra, ebbe a dire: dov' quell'altra tua sinistra rubatrice? Al medesimo significato allude Catullo dicendo che Marrucino non adoperava
rettamente la
do, toglieva
i

mano

sinistra,

ma

fazzoletti a chi

scherzando e bevennon ne aveva cura.

Fusano. Vedi Evonimo. Fuso. Vedi Donna laboriosa


Parche.

Fato

Nozze

G.
Gabriele.

Uno
tro.

dei

primi

angeli

significa fortezza di

Dio.

Croce
Ciglio,

del

paradiso,

il

suo

nome
scet-

astile,

come

Filatterio,

su

cui sono

tracciate

le

prime parole

della salutazione angelica.


za, fKrtato in

mano

nell'annunciare a

emblema di purez-j Maria Vergine^

l'incarnazione del figlio di Dio.

Gaggia. Vedi Acacia.

435

Galanteria. Mazzetto di fiori. Galanti. Serva d'Alcmena. Quando Alcmena stava


tere

p>er

metdi

alla
si

luce

Ercole,

Giunone,
lei

sotto

l'aspetto

vecchia,
le

mise a sedere alla di


per
imp>edire
il

porta stringendosi

ginocchia

parto

Giunone mortalmente
varsi

odiata, perch

d'Alcmena, da amala da Giove.

Galauiti accorgendosi che la


fintanto che

padrona non f>oteva sgraGiunone teneva le ginocchia a quel


che

modo, and a
messo
al

dirle

Alcmena aveva

finalmente
la finta

mondo un
si

bel

bambino. Ci udendo
si

Giunone Lucina,
desimo
istante

alz piena di rabbia, e nel mesgrav.

Alcmena
l'astuzia
viva,
di
la

Giunone poi
le in
si

a-

vendo saputo per mangiarla

Galanti,

gett

sopra

trasform

donnola.

Galante niveo.
Pianta chiamata volgarmente bucaneve, che sboccia
il

suo fiorellino nel mese di febbraio, quando spesil

so la neve copre

terreno.

Vedi Felice presagio

Nuova

speranza.

(alatea.

Una
ma
jl

delle Nereidi,

amata da Polifemo e da Aci,


al

prefer

questo giovane avvenente pastore

de-

forme ciclope.
za,

Sdegnato Polifemo di tale preferenschiacci Aci con una rupe. Sent tanto dolore
la

Gal atea per


unirsi

sua morte, che


gala,

si

gett in

mare per
Galatea
Altri

alle

Nereidi sue sorelle.


latte;

Il

nome

di

viene

dal greco

poich secondo alcuni,


bianchezza.

era

la

Ninfa dotata

di

mirabile

invece asseriscono che cos fosse chiamata perch cai-

436

del quale fa bian-

mava

il

mare medesimo,
le

la

spuma

cheggiare

onde. Galatea viene rappresentata sopra

da due delfini, in forma di conchiglia, da alcune figlie dei Tritoni, che circondano la leggiadra Ninfa, la quale alzando le candide braccia stende al dolce soffio di zefiro un purpureo panno, facendo a se ombra. Ha le chiome bagnate, che in parte scendono vagamente sul volto, e
un carro
tirato

guidati talvolta

in

parte sopra

le

bianche spalle.

Galega.
Pianta
tente

che

medici

antichi

vantarono

qual

po-

rimedio

antispasmodico.

Vedi Ragione.

Galla.
Escrescenza prodotta
vari
insetti

sui

vegetali dalle punture di

Vedi Leggerezza. Gallina. Vedi Dissipatore di ricchezze

impudica

Fecondit

Sanit

Donna
sempre
sta-

Sicurezza.

Gallina faraona.
Gallo.
Caldo, animoso e
to
la

Vedi Meleagridi.
vigilante,
il

gallo

considerato
gallina

l'emblema del
sollecitudine

vigile

coraggio,
Il

come
era
sulle

della
sulle

materna.
e

gallo
e

riprodotto

medaglie

greche

romane

gemme,
nazioni.
la

figurava negli spettacoli pubblici di quelle

Quelli di

Rodi

e di

da Apollo Empiet Medicina Morte more


Carro
tirato

loro valentia nel

combattere.
galli

Delo erano celebri per Vedi Alettrione


Conservazione delEspiazione

le

vigne

Esculapio

Lotta
nerva

Lussuria

Mercurio

Mi-

Notte

Persia

Pietro (San)

Profeti

Salute

Soldati persiani
Vittoria.

Ti->

religioso

Vigilanza

Gambero. Vedi
Elefante

437

Aspellaliva delusa

di e

Cancro

con coda di gambero.

Ganesa o Ganeca.
Dea
tata
in

della

sapienza presso
figura
di

gli

Indiani,

rappresengiallo-

una
fornita

piccola,

tozza,

color
in

gnolo,
volto

quattro

braccia,

luogo

del

una proboscide d'clcfarte. La sua ordinaria cavalcatura era un topo, emblema della previdenza. Questo topo era prima un Gigante, cui gli Dei avevano concesso l'immortalit; ma egli abusando del suo p
fere,

port la desolazione fra


il

gli

uomini, che implosi

rarono
dei

soccorso di Ganesa; costei


denti
e
il

strapf>

uno
il

suoi

lo

lanci con tanta forza


gli

contro

Gigante,
atterr.

che
Il

dente
si

entr

nello

stomaco e
in
gli

lo

Gigante

tramut subito
e
assal

topo grosso
salt

come una montagna


sulla schiena dicendo:

Ganesa, che

D^or
in

in

avanti tu sarai la mia

cavalcatura,
i!

d'allora

poi non
f>er

abbai>don
ufficio

mai
di

vincitore.

Oggid Ganesa ha
di

di

agitare

l'aria

nei

boschetti

Cailassa con
ai

un ventaglio
genitori

penne

per

dar
dei

fresco

suoi

cari

Siva

Parvadi, mentre Nureda suona la

lira,

con accompa-

gnamento

cori

celesti.

Ganga.

Una
cui
gli

delle tre

Dee

delle

acque
i

(del fiume

Gang?)

Indiani rivolgevano

loro omaggi.

EUsa usc

armata del cervello di Giove degli Indiani i quali racdi lei una favola che molto assomiglia a quella di Alfeo e di Aretusa.
contano

Ganimede.
Figlio
di

Troo,

re

di Troia,

era talmente bello,


il

che Giove volle farlo suo coppiere. Perci, mentre


giovinetto stava

438

_
sul
lo
il

Giove, presa
Cielo,

la

un giorno cacciando forma di un'aquila,

monte Ida.
trasport in
di

e lo pose nel zodiaco sotto

nome

Ac-

quario.

Garofano. Vedi Ardore


Garrulit. Rondine.

Desiderio

Dignit.

Un
il

poeta dice:
dire, e

Se

molto

molte cose presto

Di

chi parla mostrasse la

prudenza

La
Vedi Vana
Gatta.

rondine pi di noi savia sarebbe.


garrulit.

Vedi Laschia
che

delle donne.

Gatto.
Raccontasi
si

un giorno

il

gatto

di

Maometto

era accucoiato sulla manica penzolante della sua


e

veste,
il

sembrava meditarvi
sollecitato

cos

profondamente, che

profeta,

a recarsi alla preghiera, e non

osando

distoglierlo dalla sua estasi, tagli la

manica
il

del suo vestito.

Al

suo ritorno trov


tagliata,
si

il

gatto

quale
alla

rinveniva
vista

dal

suo assopimento estatico,


alz per

che,

della

manica

accorgendosi della tene


fargli

rezza del suo padrone,

riverenza,

coda ritta, e pieg la schiena in arco per testimoniargli maggior rispetto. Maometto, che capiva becon
la

nissimo

ci

che tutto questo significava, assicur

al

prediletto gatto

Poi passandogli tre volte la mano sulla schiena, gli comunic per contatto la virt di non mai cadere che sulle quatCarro tiralo Augusta tro zampe. Vedi Alpini
un posto
nel paradiso.
(/a

gatti

Dissimulazione

</ei

vizi

,'

Domandare;

439
aiuto

Libert

Indipendenza

Luna

suo-

Svezia.

Gazza.
Uccello notissimo, chiamato zmche pica.
narra di una gazza, la quale sentendo in

Plutarco
pi

Roma
p>er

nare

trombettieri,

come

stordita,

rest

muta

giorni,

ma appena

che fu rinvenuta imit tutte

dulazioni delle trombe.

Gazzarra

Vedi Adulazione

Licenza

Loquacit

le

mo-

Bacco
Pierie.

Oea.

Nome
Cazza.

che

Greci davano alla Terra.

Gazzarra.

Gefjon.
Divinit scandinava la cui storia

ha molta

affinit

con quella di Frigga sopra tutto per la benefica influena che le si attribuiva sulla cultura de! suolo.
Protettrice

speciale

delle

vergini,

alle

quali

offriva

dopo m(Me la sua celeste dimora. genda racconta che Gefjon port
visto tratto di

Una
via

vecchia leg

terreno che

il

re di Suithiod le

un giorno un aveva

consegnato per coltivare, e


questa rapina ebbe origine
zia,

lo
il

precipit in mare.

Da

lago di Maelar in Sve-

e l'isola di Seeland in

Danimarca.

Gelosia.
Eliotropo

Menta
si

(vedi

Minta).

Gelso.
Il

gelso non
tepori

affretta

a germogliare e
molti

fiorire

ai

primi

dell'aria,

come fanno
agli sbalzi

altri

alberi

andando
ture
e

cos soggetti
effetti

repenti di tempera-

gli

dannosi della brina.

Ma

germoglia


quando
la
il

440

sia

freddo del tutto scomparso e che


gelso
il

venuta
alfiori

mite temperatura primaverile normale.


il

Inoltre
i

cuni vogliono
in

germoglia e mette
si

una

sola notte, e
il

frutto

sviluppa prestamente
soffrire

per evitare

danno che potrebbe venire del caldo. Vedi Prudenza.

dal soprav-

Gelsomrno.
Gemelli.

Vedi Amabilit.

Costellazione e segno del zodiaco. Gli Egiziani li facevano corrispondere a due divinit inseparabili. Oro e Arpocrate; i Greci e i Latini le chiamavano Castore
e Polluce,
si

altri

diverse altre denominazioni.


in

Pare che

abbia voluto porre

Vedi Castore

e Polluce

cielo

il

simbolo

deW amicizia.

Zodiaco.

Gemito.
Pioppo tremulo.

Gemme.
Pietre preziose
lavorate

per

servire

d'ornamento.

Vedi Venust.

Generazione.
Animali:
Scarafaggio, che
gli

Egiziani credevano
tut-

nascere dall'acqua,
to quanto esiste
al

considerata quale origine di

padre

di tutte le

mondo. Omero chiama l'oceano Vegetali Foglie di fico, emcose.

blema della generazione pronta e abbondante. Gli amtichi paragonavano la linfa delle foglie di fico e la
loro grossezza all'abbondanza dell'umore genitale. Ver-

ga d'oro
ziani.

Diversi:

Caduceo, simbolo degli Egi-

Generosit.
Arancio coperto di
fiori,

frutti

e foglie. Leone,

ri-

tenuto

441

Una
favola
di

come animale

generoso.

La

Fonlaine accredita tale opinione.

Geni.
Spiriti,

demoni buoni o
perfino
di

cattivi, che,

secondo

l'opi-

nione degli antichi, presiedevano al destino di ciascun

uomo,
ogni
pizio
sul

ciascun essere.

Presso

Cristiani

uomo credeva
e
l'altro
il

aver seguaci due geni, l'uno pro-

infausto,

che vegliavano
Il

specialmente

mortale che

cielo loro confidava.


di
felicit,

buon genio
al-

procurava ogni specie


l'altro tutto
il

s'incolpava

male che succedeva. Tali geni venivano rappresentati nudi o quasi con le ali d uccello: se
femminile,

di sesso
strello

come

fanciulle con le ali di pipi-

o di falena, e

Junoni

Lari

vestite

da capo a

piedi.

Vedi

Penali.

Genio.
Acanto.
to

Platano,

albero

consacrato

al
il

godimengenio.

dello spirito, e

con cui s'incoronava

Genio

piacere.
i

Mirto, secondo
boscello fra
tutti
il

f>oeti,

quali ritengono quest'ar-

pi delicato e piacevole agli occhi,

tanto per essera sempre verde, quanto per la sua for-

ma leggiadra, possedendo inoltre un odore soave, in modo d'essere meritatamente consacrato a Venere,
emblema
del piacere e la pi gentile delle Dee.

Gennaio. Mese dedicato

a Giove. Gli antichi lo rappresentavano con persone sedute a banchetto, davanti a un camino acceso. Vedi Zodiaco.

Genoveffa

(Santa).
a

Angelo. Durante un pellegrinaggio della santa


va,

442

Saint-Denis, un angelo le riaccese


spentole dal
diavolo.

cero, che portail Bastone da pastore, ricor-

dando

essere stata pastorella.

Chiave, perch protet-

Gregge, che trice di Parigi. Cieco, a cui rese la vista. messale custodiva. Libro delle preghiere. Medaglia,

Germano. Pam, che porta, rammenebbe del popolo durante una careche tando le cure Velo, per aver vostia. Rocca, perch soleva filare. tata la sua verginit a Dio.
al

collo

da

S.

Gentilezza.

Dafne
Gentili.

laureola.

Nome
stianesimo

dato a quelli che nei primi tempi del Cri-

gli

Ebrei

avevano religione diversa della giudaica. chiamavano Goijm, che significa le li

die non hanno ricevuto ne la fede, ne la sono per legge del Signore. Negli scritti di S. Paolo CaAsino. Greci. di nome il sotto lo pi compresi ne; animali che simboleggiano gli eretici.
nazioni

Genziana
Pianta
i

gialla.
cui
fiori

mancano

di odore. t

Vedi

Spregio.

Geometria.
e cdmDicesi che Cicerone in Sicilia dalia sfera scoperto il seabbia marmo un sopra scolpiti dro

polcro di Archimede.
geometrici.

Compasso. Regole. Solidi

Geranio. Il nome
geranos,
a

di

che significa
di

questo fiore deriva dalla parola greca gru, a cagione dell'appendice

forma

becco assai lungo,


coniueiale

Vedi Amore

di cui

munito

il

frutto.

Tristezza,

Geremia.

443

Uno
lura
di

dei pi
lino,

grandi profeti degli Ebrei.

tre

Cincui

fu gettato.

emblema d'immacolit. Cisterna, in Pietre, perch lapidato. Vedi Profeti,

Gerione.
Secondo
dal
ventre
i

p>oeti,

gigamte
figlio

mostruoso con
Crisaore
e
di

corpi

in

su,

di

Callirroe
al-

Regnava
tri

nella Betica, al

mezzod della Spagna;


l'isola

vogliono che abitasse

Eritrea

situata

all'

stremo Occidente;
di

e poss^eva una grande mandria da un cane con aue teste, e un drago con sette teste. Gerione nutriva suoi buoi con carne umana. Ercole uccise il suo cane, il drago e lo buoi,

custodita

stesso Gerione.

tre

coipi di questo gigante rdippre-

sentavano forse

tre

piccoli eserciti

che difendevano
a
tre

il

che egli oppose venne ad assalirlo, oppure erano


suo
territorio,

Ercole
tre

quando
coi

Provincie occufratelli,

pate dallo stesso Gerione; o infine


avessero un'inima sola,

quali viveva in stretta unione e armonia,

che pareva

ma

dei

quali

non pot im-

pedire la rovina. Altri mitologi, allegorizzando, asseriscono

che Gerione significhi

il

fulmine che rompe

abbatte e incenerisce.

Vedi Spagna.

Germano (San).
Catene
dio,
sjjezzate,

per aver

liberato
citt di
le

dei

prigionieri.

Chiave, quale protettore della

Parigi. Incen-

che

il

Santo spense con

preghiere.

Germe.
Corpo organico
tiene
i

esistente nei semi fecondi,


di

che conOri-

rudimenti

una nuova

pianta.

Vedi


Geroglifici.

444

igreco

Parola
gluphein
glio sacro,

che,

derivata

dal

hiros

(sacro)

(scolpire),

significa

propriamente un
materia.

inta-

un carattere sacro, per


pietra
e
in

lo pi scolpito nel

legno,

nella

simile

Ma

siccome

questo carattere scolpito riproduceva mali o d'altri


linee geometriche,
beti,

immagini d'anioggetti di natura e d'arte, e non pure

come

la

maggior parte degli

alfa-

ne seguiva che la parola geroglifico da concreto divenendo astratto, passava a significare qualunque
scritto
(sia

poi scolpito o

dipinto,
si

religioso

com-

merciale non importa), che


tate dalla to uso

componga

di figure imi-

dd

natura o dall'arte. Gli Egiziani fecero molgeroglifici; adoperando segni figurativi o

rappresentativi,

come

p.

es.,

la

figura del cavallo per

indicare questo

animale,

due mammelle per indicare


altri;

questo membro, e cos di molti


cio quelli

segni simbolici,

che furono

tratti

a significare qualche idea

per una relazione metaforica dell'idea con la figura;

come per esempio l'anima umana espressa per mezzo dell'uccello a testa umana che vola sopra la mummia, del braciere dal quale s'innalza il fumo verso
la divinit,

ecc.

IServaso (San).
Albero, posto fra
taso.
lui e

suo fratello gemello S. Pro-

Martello, del suo supplizio.

Ges Bambino.

Antonio da
Ges
Animali:

Pomo, che

tiene

in

mano. Vedi Alberto


{Sani')

Padova

Giovanni Battista

{San)

{SanC)
{San)
{San).

Cristoforo

Giuseppe

Cristo. Agnello, per

la

sua

dolcezza.

Delfino.

445

il

che nei monumenti dei Cristiani

simbolo della mi

grazione delle anime, per la figura di Cristo. Fenica,

simbolo della Risurrezione. Pellicano, simbolo dell'amore ardente del Salvatore per gli uomini redenti col
divin

sangue.

Pesce,
il

il

quale,

sopra

tutto,

presso

Cristiani

era

principale

emblema
il I

del

Redentore.
(pesce)
la

Nei monumenti
que,
in

dei primi secoli,

pesce figura ovunr I

lettere

nella

parola
iniziali

\ H

quale costituita dalle

della frase less Xrists


Cristo,
di

The Uios
legno,
glio,

Soler,

cio

Ges

Dio

figlio,

salvatore; o in figura.

Serpente di rame posto su un

emblema

di Cristo crocifisso.

Vegetali: Ci-

specialmente bianco, che nella Bibbia talvolta


il

simbolo di Cristo. Vite, simboleggiando


crifizio.

vino del saio

Allusicele anche alle parole del Salvatore:


i

sono

la vite e voi

tralci.

Diversi

A.

P.

a,

w. Id-

dio, parlcuido di se stesso, dice ch'egli Yalfa e l'ome-

ga, cio
ci

il

principio e la fine,

il

finito e l'infinito.

Percri
ri

queste

due

lettere

diventarono

simbolo del

stianesimo. Bianco,

simbolo della verit.


le

Dopo
di

la

surrezione di
Cristo stesso

Cristo,

chiese
ai suoi

si

parano

bianco

comparve

discepoli in veste can

.didissima, per dar loro segno della beatitudine celesta

\Cero acceso, simbolo della doppia natura di Cristo

La

cera,

raffigura
di

quella
spine.

umana,
Croce,

la

fiamma quella

[divina.
\cerion,

passione. Didue braccia simboleggiano le due nature del Redentore. Fiume, simbolo biblico, adoperato pi frequente, per esempio, dove si legge: L'impero del \fiume rallegra la citt di Dio, che, secondo i teologi.
della
le

Corona
cui

Luel

fiume
lui

non

che

Cristo,

jjer

dolcissimi

rivi

che da

derivano.

Globo

crocifero,

quale attribu-

to

del salvatore del

mondo. Monogramma
simbolo
biblico,

di Cristo

Nimbo

crocifero a lui speciale, e anche in


Pietra,

forma

di

mandorla.

che

alcuni

trag-

gono da Isaia, dove dice: Ecco ch'io metto nei fondamenti di Sion una pietra preziosa eletta, grandissima, e di grande onore. Sole, emblema frequente nelle

Sacre Scritture.

Uovo

di struzzo,

simbolo della

ri

Pasqua si usa ancora mangiar uova. Francesco d'AsVedi Caterina da Siena {Santa) Passione Gregorio il Grande {San) (San) sisi
surrezione.
di

Cristo

Sacrifizio

del

Salvatore.

Ghianda.

Oscenit. Vedi Antichit Ghirlanda. Corona intrecciata di fiori. Vedi Corona


cera.

Gli-

Giacinto.

da Zefro. Avendo

Bel giovane di Sparta, assai amato da Apollo e egli contraccambiato l'amore del primo. Zefiro, indispettito della freddezza e indifferenza mostratagli da Giacinto, decise di vendicarsi del suo rivale. E perci, mentre Apollo giuocava al disco con Giacinto, Zefiro soffi sul disco lanciato do
Apollo, e lo fece cadere sul capo di Giacinto, che da quel colpo mor. Apollo, dal sangue dell'amato gio-

vane fece nascere un fiore il quale ebbe nome giacinto e ne pose il corpo fra le costellazioni.

Giacinto.
Si disputa
tra
il
i

botanici

se
i

appartenga

quest.

genere di pianta

fiore in cui

poeti finsero trasfoi

mato da Apollo
ro.

sui

giovane Giacinto ucciso da Zeli il Alcuni pensano essere il delphnium Ajacis, perche suoi fiori, secondo Ovidio, si leggono le parol*


AI
degli

447

le

AI,

che rammentano
giovinetto.
il

launentevole

grida del
il

moribondo
che
sia
il

Altri

vogliono che

giacinto

antichi sia
giglio

comune; e altri pensano martagone. Vedi Apollo.


gladiolo

Giacinto.

Nomi

di

una

pietra trasparente e di

un bel

rosse.

Vedi Condiscendenza.

Giacinto giunchiglia. Vedi Desiderio


Giaco. Grande
ottone,
saio
di

intenso.

maglie

fitte

d'acciaio

di

fil

di

che

o pi comunemente di ferro, fatto in mode resisteva ai colpi di pugnale, difendendo cos

chi l'indossava.

Vedi Prudenza.

Giacobbe.
Patriarca. Per aver osservato che nascendo teneva in

calcagno di Elsa, suo fratello gemello, fu il chiamato Jacob, che vuol dire soppiantatore. Angelo, contro il quale lott. Scala, che toccava il cielo, e che gli apparve in sogno.

mano

Giacomo
ce,

delle

Marche (San).
la

Bandiera, per aver predicato

guerra santa. Calieretici


il

con due

scriventi,

perch gM

tentarono di-

verse volte di avvelenarlo.

Rana,
il

cui gracchiare lo
e

disturbava mentre leggeva


al

breviario,

che tacque

comando
il

del

Santo.

Giacomo
[toria.

Maggiore (San).
gli

Bandiera, per aver condotto

Spagnoli alla

vit-

Bordone, ricordando il suo pellegrinaggio, di jCampostelle. Cavallo bianco, su cui apf>arve alla
[testa
Ito.

dei soldati spagnoli. Coltello, perch fu sgozzaConchiglm, col nome del Santo, e che i pellegrini

_
usavano attaccare
pugnale.

448

in

al loro mantello. Croce affilata Mezzaluna, emblema della sua vittoria

sui

Mauri, Spada con cui fu decapitato.

Giacomo

il

Apostolo.

Minore (San).
Gladio del suo martirio. Leva con capo e, ferito, dal popolo gettato

cui tu percosso sul

dal terrazzo del tempio. Pani, dei quali ne chiese la


moltiplicazione a

Ges
al

Cristo.

Vedi Apostoli.

Giallo.
Colore dedicato
tallo
solari.

Sole, perch simile all'oro, mee

principale

ed emblema della luce


il

dei

raggi

Gli antichi ritenevano questo colore di buon


attribuendogli
significato

augurio,

di

speranza cerl'au-

ta di godimento. Perci gli Ateniesi

chiamarono
in

rora speranza, perch

Vedi Affanno

zione

Gloria

Religione

Fede Giuseppe Inganno Ricchezza Speranza


Angustia
Chiarezza
Disperazione
Inquietudine

si

rinnova di giorno

giorno.

Corru{San)

Nobilt

Tradimenio.

Giano.
Secondo
lici,

la

mitologia,

il

pi

antico

dei

re

ita-

regn nel Lazio contemporaneamente con Sa-

turno.

da

lui

E' detto portinaio del Cielo; apre l'anno 6; si denomina il primo mese; presiede alle sta-]
alla conservazione della terra,

gioni,
cielo.

del

mare

del

Giano era
il

di

rara prudenza, e sapeva indovi'

nare

passato e l'avvenire, perci lo

si

rappresenta

con due facce, e anche con quattro, munito di unaj chiave, perch credesi inventasse le serrature, e un|
bastone
in

mano,

p>erch

accoglieva

con

cortesia

i]

viandanti.

Aveva un carro Vedi Caos - Incostanza

tirato

da due montoni Potenza di Dio !


Principio
l'anno.

449

dcllanno

Prudenza

Siagiori

del'

Giganti.
Figli del Cielo e della Terra.

Esiodo
lo

li

fa nascere

dal sangue che

still

dalla piaga di Urano.

Avevano
terin

una mostruosa
ribile e feroce,

statura,

grande forza,
i

sguardo

lunghi

capelli,

gran barba,

luogo

di

gambe due
e
teste.

serpenti

della testa,

alcuni

che terminavano dalla parte avevano anche cento braccia e


l'ardire

cinquanta
cielo

Ebbero

di

dar l'assalto

al

per deironizzare Giove, e a questo scop>o lan-

ciarono contro

cadendo
sul
atterrito
in
in

gli Dei enormi scogli, alcuni dei quali mare divenivano isole, e gli altri cadendo suolo formavano delle montagne. Giove stesso,

in

alla vista di
gli

uomini cos formidabili, chiim

sua difesa

Dei,

ma

quasi
si

tutti

se

ne fuggirono
figu-

Egitto, dove per timore


di

nascosero sotto la

aveva predetto che Giganti dovevano essere invincibili e che nessuno degli Dei potrebbe togliere loro la vita, alra
diversi
i

animali.

Un

antico oracolo

meno che non chiamassero qualche mortale .Avendo Giove vietato all'Aurora, alla Luna
le la

in

aiuto-

e al

So-

di

scoprire

suoi
<li

disegni,
i

ne prevenne la Terra,
propri
figli,

quale cercava
di

sostenere

e per con-

siglio

venisse

Minevra mand in traccia a soccorrerlo. Assecondato


i

di

Ercole perche
questo
eroe,

da

giunse a sterminare
Itaro, o,

Giganti, precipitandoli nel Tarli

secondo

altri,

seppell vivi, parte sotto l'Et-

Ina, parte in

diversi paesi.

|Gigaro.

Vedi Aro.
figlio

Uge.
Il

Uno
29

dei Titani,
G. Ronchetti.

del Cielo e della Terra, di


cento mani e cinquanta
dirottissime

450
teste.

E-ssendosi per le grandi

pioggie

aperta la terra,

Gige

discese in

quell'abisso,

d'ambo

dove trov un cavallo di bronzo che fianchi aveva una sp>ecie di porta, ch'egli
un corpo morto
in in

apri. In questo cavallo trov

di straor-

dinaria grandezza,
d'oro.

il

quale aveva

dito
dito,

un anello
poi

Egli lo prese e se lo mise


cogli
altri

and
girava

a
il

unirsi

suoi

compagni.

Quando
quando

castone dell'anello verso la parte interna,


invisibile,

diventarimet-

va

mentre

lui

vedeva

tutto;

teva l'anello col castone in fuori,


visibile

ritornava a essere

come prima.
San

Giglio.
Il

giglio

bianco,

detto

volgarmente

fiore

di

Luigi, o giglio di sant'Andrea, pianta celebre pres-

so

poeti,

che la supposero nata dal


il

latte di

Giunone.
del-

In ogni tempo

giglio fu ritenuto

come simbolo
Liguori
ISant')

Alfonso Angelo Antonio da Padova Ar Candore Domenico Cuzman Filomena Ges Gonzaga\ Maest Maria Purezza Tommaso d'Aquino
di

l'innocenza, del candore e della purit verginale.

Ve-

Alberto

{Sani')

dei

{SanC)

cangeli

Castit

Clara {Santa)
{San) {San)

Clotilde

(Santa)

di

{Santa)

Francesco d'Assisi
Francia
{San)

Francesco Saverio (San)


Cristo

Gabriele

Giovanni Battista Innocenza

Giunone!

Giuseppe {San)

Luigi

{San)

Vergine

Primavera

Principati

Pudicizia

Sovranii

{San)

Verginit.

Ginepro.
Arboscello sempre verde. Vedi Protezione.


Ginestra.
Arboscello che
reni

451

luoghi
incolli

fiorisce

nei

ter-

poveri,

sabbiosi.

Vedi Nobilt senza

ricchezza.

Ginocchio.
vizio

Vedi Impedimento

Misericordia

Inclinazione al

Umilt.

Giobbe.
Profeta
sul

visse.

Lebbra, di cui era coperlo. Letame,

quale

Vedi

Profeti.

Giocondit.