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Corriere della Sera 11 maggio 2009

INTERVENTI E REPLICHE
Artemidoro: le ricerche sul papiro

Nel suo articolo «Artemidoro, due prove sulla falsità» (Corriere, 29 aprile ), Luciano Canfora dà notizia
di un mio contributo su L' Indice (che anticipa un mio più ampio lavoro). Temo però che l' articolo di
Canfora e, soprattutto, il suo titolo diano un resoconto fuorviante della mia ricerca, attribuendomi
conclusioni opposte rispetto a quelle da me effettivamente raggiunte.
Lungi dall' aver fornito alcuna «prova sulla falsità» del papiro, ho infatti argomentato che, tra le teorie
proposte, quella del falso ottocentesco sia di gran lunga la meno verosimile. Credo inoltre di avere
dimostrato in modo cogente che la ricostruzione del papiro accettata finora (anche da chi lo ritiene un
falso) sia fondamentalmente sbagliata. Il papiro da integro non si presentava come l' inizio di un libro di
una «Geografia», con «proemio», mappa e descrizione dell' Iberia. Invece, dopo una lunga sezione
perduta, l' ordine era: carta geografica, descrizione dell' Iberia (basata, con modifiche, su una sezione
della «Geografia» di Artemidoro), disegni, e infine una autonoma «lode della Geografia». Si trattava, in
altri termini, di un rotolo miscellaneo.
Canfora ha di recente addotto come indizio della falsificazione il fatto che il papiro «volesse apparire
"completo": dal proemio che spiega ab ovo cosa sia la geografia, all' ultimo, malconcio rigo (...) con una
frase evidentemente conclusiva» (Quaderni di Storia, numero 69, 2009, pag. 261).
In base allo stesso ragionamento il suo carattere miscellaneo potrebbe ora essere addotto contro l'
ipotesi della falsificazione. Se, infine, menzionavo l' ipotesi di «un falsario più recente» era solo per
scartarla. È congettura meno inverosimile di quella del falso ottocentesco ma che non presenta a mio
parere alcun vantaggio rispetto a quella più ovvia e convincente: che, cioè, si tratti di un rotolo
miscellaneo antico.

Giambattista D' Alessio


King' s College London