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Alcibiade

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Alcibiades Cleiniou Scambonides

Alcibiades Cleiniou Scambonides [1] (in greco antico / Alkibiads; Atene, 450 a.C. 404 a.C.) stato un generale e politico greco.
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1 Vita 2 Curiosit 3 Note 4 Fonti 5 Voci correlate 6 Altri progetti

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Vita [modifica]
Figlio di Clinia (discendente di Eurisace figlio di Aiace) e Deinomaca (appartenente alla famiglia dei Deinomachi), nacque ad Atene. Era un parente stretto di Pericle, il quale, dopo la morte di Clinia durante la battaglia di Coronea (447 a.C.), divenne il suo tutore. Privato presto del controllo del padre, possedeva grande bellezza ed era l'erede di grandi ricchezze, che divennero ancora pi consistenti dopo il suo matrimonio. I maestri della sua et adulta non poterono compensare la mancanza di metodi correttivi di cui la sua giovent era stata in difetto. Da Protagora, Prodico ed altri impar ad ignorare i comuni ideali di giustizia, temperanza, osservanza religiosa e patriottismo. Era in grado di ammirare ma non di seguire i pensieri profondi, la vita ascetica del suo maestro Socrate. Ma se i suoi vizi erano grandi, pi grandi erano le sue abilit. Prese parte alla battaglia di Potidea (432 a.C.), durante la quale la sua vita fu salvata da Socrate, un favore che gli ricambi alla battaglia di Delo (424 a.C.). Alcibiade nutriva una grande ammirazione per Socrate; una volta disse: "La sua natura cos bella, preziosa, divina ed essenzialmente meravigliosa che ogni cosa che egli disponga deve essere sicuramente seguita, come anche la voce del buono". Come ricompensa per il suo valore, il ricco Ipponico gli offr la mano di sua figlia. Da quel momento, egli ebbe un posto importante nella politica ateniese durante la guerra del Peloponneso. Amichevole verso Sparta in un primo momento, divenne susseguentemente il leader del partito opposto a Nicia, e dopo la pace del 421 a.C. mise in atto un inganno a danno degli ambasciatori ateniesi e persuase gli ateniesi stessi a concludere una alleanza (420 a.C.) con Argo e Mantinea. Quando Nicia fall in Tracia (418 a.C.-417 a.C.) divenne il primo sostenitore della spedizione in Sicilia, vedendo l'opportunit di realizzare i suoi ambigui progetti che includevano la conquista della Sicilia stessa a cui sarebbe seguita quella del Peloponneso e di Cartagine (anche se questa pare la considerasse una "conquista collaterale"). La spedizione fu ideata con grande entusiasmo e Alcibiade, Nicia e Lamaco furono nominati assieme comandanti. Il giorno prima che le navi salpassero, si verific l'oscuro episodio della mutilazione delle Erme e Alcibiade fu accusato non solo di aver commissionato il crimine ma di aver anche profanato i misteri eleusini. La sua richiesta per una indagine immediata fu rifiutata ed egli fu costretto a salpare con questa accusa pendente sul capo. Appena raggiunta la Sicilia fu richiamato per assistere al suo processo, ma si diede alla fuga durante il viaggio di ritorno volgendo verso Sparta. Avendo appreso di essere stato condannato a morte durante la sua assenza e che le sue propriet erano state confiscate, peror manifestamente la causa degli spartani e li persuase ad inviare Gilippo per assistere i siracusani e per fortificare la citt di Decelea in Attica. In seguito attravers l'Asia Minore, indusse molte delle alleate ioniche di Atene a ribellarsi e concluse una alleanza con il satrapo persiano Tissaferne. In pochi mesi per perse la confidenza con gli spartani e, su istigazione di Agi II, del quale aveva eccitato la personale ostilit (correva voce che il suo ultimo figlio fosse in realt figlio di Alcibiade), fu emanato un ordine di esecuzione a suo carico. Ricevuta per tempo una informazione su questo ordine, persuase Tissaferne (412 a.C.) ad adottare la politica negativa di lasciare Atene e Sparta consumarsi per le loro lotte reciproche. A questo punto Alcibiade fu costretto a ritornare ad Atene ed us Tissaferne per raggiungere il suo scopo. Intavol negoziazioni con l'oligarca Pisandro, ma, non arrivando a risultati soddisfacenti, si un alla flotta a Samo, che rimase fedele alla democrazia, e fu conseguentemente richiamato da Trasibulo,

anche se non era ritornato subito ad Atene. Nominato comandante nelle vicinanze dell'Ellesponto, sconfisse la flotta spartana ad Abido (411 a.C.) e a Cizico (410 a.C.), e riconquist Calcedonia e Bisanzio. Al suo ritorno ad Atene dopo questi successi, fu accolto con inaspettato entusiasmo (407 a.C.); tutti i procedimenti contro di lui furono annullati ed fu nominato generale con pieni poteri. Tuttavia, il suo scarso successo ad Andro e la sconfitta di Nozio (407 a.C.) ad opera del suo immediato subalterno Antioco, indussero gli ateniesi a togliergli l'incarico. Si ritir allora nel Chersoneso in Tracia. Dopo la battaglia di Egospotami e la sconfitta definitiva degli ateniesi, attravers l'Ellesponto e si rifugi con Farnabazo in Frigia, con l'obiettivo di assicurare l'aiuto di Artaserse contro Sparta. Gli spartani per indussero Farnabazo a metterlo fuori strada; in procinto di partire per la corte persiana la casa di quest'ultimo fu data alle fiamme, e Alcibiade, nell'inseguire i sicari con il pugnale in mano, fu ucciso da una pioggia di frecce (404 a.C.).