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A.

TIZIANI

MATERIALI METALLICI
La solidificazione

Stato liquido e stato solido Nucleazione Accrescimento Stato vetroso Tempo di solidificazione Struttura dei getti e dei lingotti Sottoraffreddamento costituzionale Difetti di solidificazione Controllo della struttura Saldatura per fusione
2

Stato liquido e stato solido

Lo stato solido

Lo stato liquido

Diagramma di distri uzione delle distanze


3

Stato liquido e stato solido

"unzione di distri uzione radiale in un metallo solido a

"D# % $ ! 3 2 1 a 2a 3a !a $a %a distanza
!

Stato liquido e stato solido

La presenza per piccoli valori di r di alcuni massimi e minimi en pronunciati testimonia l&esistenza di un ordine a corto raggio' ordine c(e sparisce a valori elevati di r) *l primo di questi massimi da notevoli informazioni sulla coordinazione)

La solidificazione
disordine Stato liquido

ordine #ilascio del calore latente Legge di +i s

Stato solido

"inc(, avviene la solidificazione di un metallo puro -cio, finc(e la fase liquida e quella solida coesistono.' la temperatura del sistema rimane costante
%

La solidificazione
a
ultimata la solidificazione' la temperatura riprende a scendere' con una pendenza in generale diversa - e cp sono differenti per lo stato liquido e per lo stato solido del metallo. Temperatura nominale di solidificazione

Temperatura

Tempo
/

La solidificazione

Considerazioni solo di tipo termodinamico 1eccanismi c(e rendono possi ile la solidificazione Aspetti cinetici ad essa collegati Nucleazione e accrescimento

Termodinamica

43 possi ile prevedere lo stato di equili rio del sistema6 in ogni evento spontaneo l34N4#+*A L*74#A -+. D*1*N8*SC4

Termodinamica e Cinetica G
Liquido 1inimizzazione dell34nergia li era -+. Solidificazione in corrispondenza al sottoraffreddamento T Aspetti cinetici T Temperatura T Tf
2

G Solido

T come forza5motrice della solidificazione

La solidificazione
Alla temperatura di equili rio termodinamico -la temperatura nominale di solidificazione. la solidificazione avviene in tempi infiniti

La solidificazione viene :attivata; dal sottoraffreddamento -T.

*l liquido scende al di sotto della temperatura nominale di solidificazione' venendosi a trovare in una situazione di insta ilit< termodinamica e fornendo quindi la forza motrice al processo di solidificazione
19

La solidificazione

Temperatura

T = sottoraffreddamento

Temperatura nominale di solidificazione

Tempo
11

La solidificazione
Curva :reale; di solidificazione6 sottoraffreddamento #allentamento della velocit< di raffreddamento dovuto allo sviluppo del calore latente di solidificazione :Competizione; tra calore latente e raffreddamento operato dalla forma "ase :centrale; della solidificazione6 il calore sviluppato prevale su quello asportato' innalzamento della temperatura del metallo -fenomeno della recalescenza.) "ase terminale della solidificazione6 calore latente via via pi= trascura ile' prevale l3asportazione termica del sistema' A assamento della temperatura
12

Stato liquido e stato solido

13

Schema generale della solidificazione.

1!

Stato liquido e stato solido

Concetti fondamentali N8CL4A>*?N4 Aggregazione di un numero non molto elevato di atomi per formare piccolissime porzioni o nuclei di cristallo

ACC#4SC*14NT? @rogressiva associazione di altri atomi con aumento della fase cristallina e diminuzione del liquido

1$

Nucleazione

Concetti fondamentali N8CL4A>*?N4 ?1?+4N4A Spontanea aggregazione di atomi nella massa liquida per formare i nuclei N8CL4A>*?N4 4T4#?+4N4A * nuclei si possono formare facilmente in corrispondenza di6 5 frammenti della stessa sostanza cristallina in precedenza non completamente fusi o volutamente aggiuntiA 5 inclusioni di particelle estraneeA 5 particolari posizioni della superficie del liquidoA 5 pareti del contenitore)
1%

La solidificazione
Nucleazione e accrescimento

Nucleazione omo enea

Accrescimento
Nucleazione etero enea

1/

Nucleazione e accrescimento

10

Nucleazione e accrescimento
Nucleazione omogenea

Nucleazione eterogenea -parete stampo.


12

Nucleazione

N8CL4A>*?N4 ?1?+4N4A Spontanea aggregazione di atomi nella massa liquida per formare i nuclei Nucleazione omogenea in un liquido costituito da particelle con legami non direzionali.

29

Nucleazione

N8CL4A>*?N4 ?1?+4N4A La variazione di energia li era c(e si (a nella formazione del nucleo , la somma di due termini6 5 un termine negativo' perc(, sotto la temperatura di fusione -Tf. il solido (a energia li era +s B +l) Gm @er un volume finito' tale termine vale V con Gm C differenza molare di energia li era tra liquido e solido e D C volume molareA per un nucleo di raggio r tale termine assume il valore6

! 3 Gm r 3 V

21

Nucleazione

- un termine derivante dal fatto c(e il nucleo , separato dal liquido e c(e questa superficie (a una energia li era superficiale per unit< di area - . A per un nucleo di raggio r' tale termine assume il valore di

! r 2
Date le ridottissime dimensioni dei nuclei il rapporto superficieEvolume , elevato6 il fattore superficiale , rilevante)

LA DA#*A>*?N4 D* 4N4#+*A T?TAL4 4&

! 3 Gm 2 G = r + ! r 3 V

22

Nucleazione

Variazione di energia libera, superficiale, di volume e totale nella formazione di un nucleo di cristallizazione.

23

Nucleazione

! 3 Gm 2 G = r + ! r 3 V
@er assi valori di r' prevale il termine positivo e l&energia totale aumenta) Solo dopo c(e il raggio (a raggiunto un valore critico -rc. l&energia interfacciale diventa piccola rispetto a quella di volume e l&energia glo ale diventa negativa) +li aggregati con raggio minore di rc ritornano allo stato liquido +li aggregati con raggio maggiore di rc aumentano di dimensione' divenendo N8CL4*
2!

Nucleazione

! 3 Gm 2 G = r + ! r 3 V
1entre l3energia superficiale non , molto influenzata dalla temperatura' Gm ne dipende in maniera significativa e diventa sempre pi= negativo man mano c(e questa decresce al di sotto di quella di equili rio) Si puF dimostrare c(e con Lf T4 T

Gm = V

T TE

C calore latente di fusione C temperatura di equili rio C sottoraffreddamento


2$

Nucleazione

G in funzione di r per alcuni valori del sottoraffreddamento T.


Si pu! notare come all"aumentare del sottoraffreddamento si abbia una notevole diminuzione di Gc accompagnata da una riduzione anche di rc.

2%

Nucleazione

D4L?C*TA& D* "?#1A>*?N4 D4* N8CL4* Dipende6 dalla arriera termodinamica di nucleazione dalla possi ilit< di movimento delle particelle all&interfaccia liquido5solido)

2/

Nucleazione

La arriera termodinamica

Gc = 1%V E 3G
2 3

La formazione di un nucleo dipende dal fatto c(e un agglomerato di particelle superi o meno questa arriera energetica minima) *l processo di nucleazione , termicamente attivato) Gc C arriera termodinamica alla nucleazione )

20

Nucleazione

La arriera cinetica
*l movimento , un processo termicamente attivato e si puF dire c(e la pro a ilit< per cui esso avvenga ad una certa T ,6

$n # T

dove Cn , la arriera cinetica alla nucleazione )

22

Nucleazione

"requenza di nucleazione C C numero di nuclei per unit< di volume in grado di accrescersi C numero di em rioni -aggregati di particelle di dimensioniinferiori alle critic(e. c(e passano a nuclei -aggregati di particelle di dimensioni superiori alle critic(e. 43 sufficiente un atomo perc(, l3em rione diventi nucleo *potizzando il numero di em rioni piccolo rispetto al numero totale di particelle' atomi' molecole per unit< di volume Nv e c(e il mescolamento tra le varie specie presenti sia ideale si (a

Ni = Nve

Gi E #T

Ni C numero di em rioni per cm3 di dimensioni :i;


39

Nucleazione

Nc = Nve

Gc E #T

Nc C numero di em rioni per cm3 di dimensioni critic(e La frequenza di nucleazione sar< data da Nc per la frequenza con cui gli atomi circostanti trasformano un em rione in nucleo' cio, la frequenza con cui gli atomi adiacenti all&interfaccia liquido 5 em rione -Ns6 circa 199. si aggregano all&em rione stesso) Guesti cercano di attraversare l&interfaccia un numero di volte al secondo pari al prodotto tra la frequenza di vi razione f -19H13 1Es. per la pro a ilit< del salto in una certa direzione -circa 9)1/.)

31

Nucleazione

La pro a ilit< c(e il salto a

ia successo , data dalla relazione6

$ n E #T

Dove Cn C arriera cinetica alla nucleazione per particella *l numero di atomi tra quelli Ns c(e nell&unit< di tempo si aggregano a ciascun em rione , data da6

Ns f e

$ n E #T

32

Nucleazione

La frequenza di nucleazione sar< allora6

%n = N v N s f e Gc E #T e $n E #T
1 Nv 2 C numero di atomi o particelle nel volume D

Ns C Numero di atomi c(e si possono aggregare all&em rione

C frequenza di vi razione C pro a ilit< di salto in una direzione

15 fattore termodinamico6 pro a ilit< di superare la arriera termodinamicaA 25 fattore cinetico6 pro a ilit< di superare la arriera cinetica)
33

Nucleazione

&ndamento della frequenza di nucleazione 'curva continua( in funzione della temperatura. e curve tratteggiate 'con scale delle ascisse diverse da quelle della %n( rappresentano l"andamento del termine cinetico e di quello termodinamico.

3!

Nucleazione

)nfluenza del sottoraffreddamento sulla velocit* di nucleazione.

3$

Nucleazione

+assimo sottoraffreddamento per alcuni metalli liquidi.


3%

Nucleazione

N8CL4A>*?N4 4T4#?+4N4A La nucleazione omogenea , un caso quasi impossi ile) Nel liquido sono facilmente presenti particelle estranee o superfici di contenimento) Tale presenza avr< come conseguenza una variazione di energia superficiale tra liquido e solido' ed in particolare un a assamento) *mportante risulta a tale scopo la forma geometrica dell&em rione) La nucleazione , enormemente favorita dalla presenza di superfici estranee) Si puF dimostrare c(e

2 r = sin = rc sin Gv
I c
3/

Nucleazione

LC
Liquido Em!rione Su!strato

SC

SL

30

Nucleazione

Liquido

Em!rione Su!strato

7agna ilit< uona

Liquido

Em!rione

Su!strato

7agna ilit< scarsa

32

Nucleazione

Nucleazione omogenea Nucleazione eterogenea -parete stampo.


!9

ACC#4SC*14NT? * cristalli presentano dei difetti di costruzione c(e rendono possi ile una crescita continua a spirale ) La velocit< di crescita dipende dalla facilit< con cui una particella possa li erarsi dal liquido' attraversare l&interfaccia e quindi formare nuovi legami caratteristici del solido)

Liquido

Solido
!1

Accrescimento

*l processo di trasporto , come quello relativo alla nucleazione ossia termicamente attivato) Se definiamo Ca l&energia li era di attivazione per particella nel passaggio liquido5solido o arriera cinetica all&accrescimento' nel passaggio inverso l&energia sar< maggiore) La quantit< necessaria per il passaggio sol)5liq) dovr< essere aumentata dell&energia li era tra liq) e sol) c(e per mole , stata indicata con Gm e per particella Gm -con N C n) di Avogadro.) N

!2

Accrescimento

Variazione dell"energia libera di una particella all"interfaccia liquido, solido cristallino.

!3

Accrescimento

Analogamente a quanto visto per la nucleazione' la velocit< di accrescimento sar< data da6

Va = - d f e
termine cinetico

$ a E #T

1 e

Gm E N#T

termine termodinamico

Al punto di fusione il termine termodinamico , nullo' dato c(e alla Tf ' +l C +s per cui Da , nulla ) Con l&aumentare del sottoraffreddamento aumenta il termine tra parentesi e quindi Da)
!!

Accrescimento

La velocit< di accrescimento raggiunge un massimo e poi diminuisce quando il termine cinetico assume il controllo del processo)

Velocit* di accrescimento in funzione della temperatura, come si vede il suo andamento . del tutto analogo a quello della %n.

!$

Accrescimento

T*@* D* ACC#4SC*14NT? Durante la solidificazione due tipi di calore vengono rimossi6 Calore specifico del liquido Calore latente di fusione *l primo puF essere rimosso per irraggiamento -nell&atmosfera. eEo per conduzione del contenitore *l secondo deve essere rimosso dalla superficie solido5liquido prima c(e la solidificazione sia completata) La maniera con cui questo calore viene rimosso determina il meccanismo di accrescimento e la struttura finale)
!%

Accrescimento

1) Accrescimento planare Avviene per movimento di una interfaccia piana liquido5solido nel liquido) La temperatura del metallo liquido , maggiore della temperatura di solidificazione e la temperatura del solido , inferiore a tale temperatura) *l calore latente viene rimosso dall&interfaccia del solido affinc(, la solidificazione continui) ?gni nucleo c(e si formi all&interfaccia e tenti di crescere essendo circondata da un liquido a temperatura pi= elevata della Tf' deve attendere c(e il liquido all&interfaccia si porti alla Tf)

!/

Accrescimento

Kf

@rotu eranza

S"LI#"

LI$%I#"

T reale

T di solidificazione
Direzione di crescita

@osizione interfaccia S 5L

!0

Accrescimento

2) Accrescimento dendritico Avviene quando la nucleazione , de ole ed il liquido si sottoraffredda al di sotto di Tf prima c(e il solido si formi) 5 Si forma la piccola protu eranza solida detta dendrite 5 *l calore latente di fusione viene scam iato con il liquido c(e innalza la sua temperatura 5 Sullo stelo primario della dendrite si formano i racci secondari e terziari) 5 L&accrescimento dendritico avanza fino a c(e il liquido non raggiunge la temperatura Tf) *l solido quindi si accresce con struttura planare) L3accrescimento planare , diverso da quello dendritico in quanto , differente la modalit< di smaltimento del calore latente)
!2

Accrescimento

S"LI#"

LI$%I#"
T reale T di solidificazione
Direzione di crescita

@osizione interfaccia S 5L

J
$9

Accrescimento

Struttura dendritica in una lega Al5Si

Struttura dendritica in una g(isa


$1

Tempo di solidificazione

*l tempo di solidificazione interessa anc(e le dimensioni delle dendriti la cui caratteristica dimensionale , la distanza dei racci secondari -SecondarL dendrite arm spacing . SDAS)

S/&S = #t

n s

n e M dipendono dalla composizione del metallo)

SDAS

$2

Tempo di solidificazione

L J

S/&S = #t sn

log S/&S = log # 0 n log ts


n C pendenza delle rette -C LEJ.

$3

Tempo di solidificazione

Andamento dello SDAS in un getto in lega Al5Si' con spessore -e quindi velocit< di raffreddamento. varia ile
$!

ST#8TT8#A D4* +4TT* 4 D4* L*N+?TT* * metalli vengono colati entro forme ove solidificano c(e possono essere o getti finiti' o lingotti -forme semplici c(e ric(iedono successivamente o lavorazioni a caldo o a freddo per la produzione del pezzo finito.) *n entram i i casi si possono distinguere tre zone6 1. >?NA "#4DDA 2. >?NA C?L?NNA#4 3. >?NA 4G8*ASS*AL4 1. Stretta anda di grani orientati casualmente alla superficie dei getti) *l metallo alla superficie , il primo a solidificare) Alto T e nuclei eterogenei) Si formano molti grani all&interfaccia)
$$

Struttura dei getti e dei lingotti

In ordine di lettura. Sviluppo della macrostruttura di un getto durante la solidificazione. inizia la nucleazione1 si forma la zona fredda1 zona colonnare generata dalla crescita preferenziale1 la nucleazione addizionale origina la zona equiassica.

$%

Struttura dei getti e dei lingotti

@arete dello stampo >ona a grana fine >ona a grana colonnare

2$hill grains3

orientati in direzione non favorevole, quindi la crescita . lenta. ) grani con orientazione favorevole diventano colonnari.

"ronte di solidificazione a crescita competitiva dei grani nella zona raffreddata ha come risultato lo sviluppo colonnare di quelli con orientazione favorevole, cio. secondo la direzione dello smaltimento di calore. liquido
$/

Struttura dei getti e dei lingotti

2. >ona con grani allungati orientati in una particolare direzione cristallografica -nei metalli "CC i piani preferenziali sono gli -111.. e dato c(e il calore viene rimosso dal getto attraverso il materiale del getto stesso' i grani nella zona fredda incominciano a crescere in direzione opposta alla direzione del flusso di calore ossia dalla zona pi= fredda alla pi= calda) Guesto indica c(e i grani crescono perpendicolarmente alla parete e danno propriet< anisotropic(e alla zona colonnare) Tale zona , pi= favorita dall&accrescimento c(e dalla nucleazione -sottoraffreddamento minore.) * grani possono essere composti da dendriti se il liquido , sottoraffreddato o a morfologia planare se il liquido non lo ,)
$0

Struttura dei getti e dei lingotti

3) *n molti casi il metallo puro continua a crescere in maniera colonnare fino a c(e tutto il liquido non si esaurisce) Nelle leg(e ed in particolari circostanze nei metalli puri' si forma al centro del getto o del lingotto una zona equiassiale) La zona equassiale contiene nuovi grani' orientati casualmente dovuti a 6 assa temperaturaA elementi in legaA agenti inoculanti) Guesta zona del getto (a propriet< isotrope)

$2

Struttura dei getti e dei lingotti

Con riferimento alla struttura di un lingotto avremo quindi6 1a zona si forma per nucleazione eterogenea e smaltimento di calore attraverso la lingottiera) 2a zona nasce dalla competizione tra la crescita di alcuni cristalli della prima zona e favorevolmente orientati nella direzione del flusso termico) 3a zona gli agenti nucleanti sono poc(i e quindi i cristalli sono di grosse dimensioni ed , presente un significativo sottoraffreddamento costituzionale)

%9

Struttura dei getti e dei lingotti

43 stato verificato sperimentalmente c(e la transizione dalla zona colonnare a quella centrale dipende dal prodotto

N 4
dove NL , il gradiente di temperatura nel liquido ed # , la velocit< di solidificazione) Agendo su tale valore si puF variare l&estensione della zona colonnare)

%1

S?TT?#A""#4DDA14NT? C?ST*T8>*?NAL4 Nelle leg(e il solido (a composizione diversa dal liquido con cui si trova in equili rio ) 4& possi ile pertanto realizzare un sottoraffreddamento del liquido antistante l&interfaccia anc(e con gradiente di temperatura positivo -S)C).) La condizione , c(e il gradiente della curva della Teffettiva sia minore del coefficiente angolare della tangente nel punto iniziale alla curva TL) Nelle leg(e il primo solido conterr< meno soluto rispetto al liquido da cui si , formato) *l liquido in prossimit< del nucleo solido si arricc(ir<' al procedere della solidificazione' di soluto) *l valore andr< rapidamente diminuendo con la distanza in direzione ortogonale del fronte)

%2

Sottoraffreddamento costituzionale

*n corrispondenza alle variazioni di composizione del liquido varia anc(e la temperatura di inizio solidificazione in ogni punto del liquido stesso) Si (a quindi c(e nella zona di fronte all&interfaccia la temperatura di liquidus , superiore alla Teffettiva e quindi in questa zona il liquido , sottoraffreddato) A causa del sottoraffreddamento costituzionale si puF avere una struttura cellulare) *nfatti se una zona di interfaccia quasi piana si trova ad essere pi= avanti del resto di zone vicine del solido' si trover< in un liquido maggiormente sottoraffreddato e quindi accrescer< pi= velocemente sottraendo calore latente e rigettando atomi di soluto intorno)
%3

Sottoraffreddamento costituzionale

Guindi nell&intorno l&accrescimento viene rallentato per la presenza di soluto) Guesto fenomeno accade in altri punti a distanza circa regolare' si creano cosN delle pretu eranze solide a contorno pi= o meno tondeggiante La struttura di una lega dipende quindi dal sottoraffreddamento termico e costituzionale) Le strutture c(e si ottengono sono6 a terrazze colonnari dendritic(e
%!

Sottoraffreddamento costituzionale

/istribuzione del componente soluto nel liquido durante la solidificazione di una fase in un sistema binario.

5ona di sottoraffreddamento di composizione.

%$

Sottoraffreddamento costituzionale

Strutture di solidificazione delle leghe binarie in funzione del gradiente di temperatura imposto al liquido)

%%

D*"4TT* D* S?L*D*"*CA>*?N4 Durante la solidificazione i materiali possono o contrarsi -nella maggior parte dei casi. o espandersi -qualc(e caso.) materiale Al Cu 1g >n "e @ +a K2? ritiroO 5 /)9 5 $)1 5 !)9 5 3)/ 5 3)! 5 2)/ P 3)2 P 0)3

%/

Difetti di solidificazione

#itiro -s(rinMage.) * ritiri -contrazioni volumetric(e. possono essere6 5 unidirezionali5 solo una direzione del getto viene interessata alle variazioni volumetric(e 5 cavit< 5 quando la solidificazione inizia su tutta la superficie del pezzo 5 risucc(io 5 quando una superficie si raffredda pi= lentamente delle altre

%0

Difetti di solidificazione

+eccanismo del ritiro dei metalli. 'da &. /e S6 e 7. Vidts(

%2

Tempo di solidificazione La Delocit< alla quale avviene l&accrescimento del solido in una forma dipende da6 5 velocit< di raffreddamento 5 velocit< di estrazione del calore *l tempo di solidificazione -su :macroscala;. si ricava mediante la relazione di CKD?#*N?D

V 2 t s = 8- . &
ts C tempo ric(iesto per la solidificazione del getto D C volume del getto A C superficie del getto a contatto con la forma 7 C costante di forma c(e dipende dal tipo e della temperatura iniziale del liquido e della forma)
/9

Difetti di solidificazione

#imensioni della materozza La tecnica utilizzata per controllare cavit< e risucc(i , l&uso della materozza adiacente o connessa al getto) Guando il metallo nel getto tende a contrarsi dalla materozza fluisce nuovo liquido c(e riempire i vuoti La regola di C(vorinov puF essere usata per calcolare le dimensioni della materozza) ts'materozza Q ts'getto

V 2 V 2 V V 8- . m 8- .G - . m - .G & & & &


/1

Difetti di solidificazione

#*T*#? *NT4#D4D#*T*C? Avviene durante l&accrescimento dendritico) *l liquido puF trovare difficolt< a fluire dalla materozza alla sottile rete dendritica)

/2

Difetti di solidificazione

#*T*#? *NT4#D4D#*T*C?

Liquido

/3

Difetti di solidificazione

Si producono nel getto piccoli pori dovuti al ritiro) Guesto difetto , c(iamato microporosit< ed , difficile da prevenire' in generale si interviene6 5 sulla viscosit< o fluidit< del liquido' 5 sulla pressione metallostatica' 5 meglio sulla velocit< di raffreddamento riducendo le dimensioni delle dendriti6 piccoli SDAS CCQ piccoli ritiri)

/!

Difetti di solidificazione

@?#?S*TA& +ASS?S4 1olti metalli contengono allo stato liquido una grande quantit< di gas) L&alluminio ad esempio dissolve allo stato liquido molto K2' mentre la solu ilit< allo stato solido , estremamente assa
/$

Difetti di solidificazione

@?#?S*TA& +ASS?S4 L&eccesso di idrogeno forma olle c(e possono restare intrappolate nel metallo solido formando porosit< gassose) Gueste possono essere diffuse in tutto il getto o solo tra le raccia dendritic(e) Dale la legge di S*4D4#T 6

O gas = # p gas
M C costante nel sistema metallo5gas ed aumenta all&aumentare della temperatura pgas C pressione parziale del gas a contatto con il metallo
/%

Difetti di solidificazione

@?#?S*TA& +ASS?S4

//

Difetti di solidificazione

@?#?S*TA& +ASS?S4

Schema di formazione delle soffiature in funzione della velocit* di crescita del solido Variazione della solubilit* di idrogeno ed azoto nel ferro in funzione della temperatura. /0

Difetti di solidificazione

Le porosit< gassose -da idrogeno. si presentano in forma sferica e molto lucenti6 @er minimizzare le porosit< gassose6 5 tenere la temperatura del liquido assa 5 aggiungere degli elementi c(e formino con il gas composti solidi 5 tenere pgas assa6 lo si ottiene con colate sotto vuoto) Durante la fa ricazione dell&acciaio' l&ossigeno si dissolve nel liquido e durante la solidificazione si (a6

1 $ + 92 $9 2
con formazione di olle c(e rimangono nel getto)
/2

Difetti di solidificazione

L&ossigeno puF essere eliminato aggiungendo Al c(e porta alla formazione di Al2?3 calmando il agno per questo l&acciaio viene detto calmato)-Milled. 1inuscole particelle di Al2?3 prevengono l&ingrossamento del grano nei trattamenti ad alta temperatura) L&acciaio effervescente viene utilizzato nella laminazione delle lamiere portando a lisce le superfici) * getti di acciaio non possono essere trattati per eliminare il gas dopo la solidificazione)

09