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Anatomia e Fisiologia della colonna vertebrale

Il rachide costituito dalle vertebre che sono i suoi elementi base, 33 in tutto di cui:

y y y y y

7 cervicali 12 toraciche 5 lombari 5 sacrali 4 coccigee

La loro struttura anatomica caratterizzata da una porzione anteriore, il corpo vertebrale e da una porzione posteriore, l'arco, simile ad un ferro da cavallo all'interno del quale scorre il midollo spinale. In questa sede sono presenti - disposti parallelamente rispetto all'asse maggiore del corpo vertebrale - due processi trasversi e, perpendicolarmente, il processo spinoso. Particolarmente importanti sono i processi articolari che mettono direttamente in contatto, mediante le rispettive faccette, gli archi delle vertebre sovrastanti e sottostanti. Tali elementi anatomici si sovrappongono gli uni sugli altri come una lunga fila di "dadi". Fra ogni corpo vertebrale si inserisce il disco intervertebrale che oltre a separare i corpi vertebrali ha una importante funzione di ammortizzatore.

La struttura anatomica del rachide costituita da vari elementi mobili, distinti gli uni dagli altri e connessi fra loro da numerosi elementi fibro-ligamentosi, che le conferiscono una notevole resistenza meccanica e una grande capacit di armonizzazione del movimento. La colonna vertebrale sorregge il capo, protegge il midollo spinale garantendo l'uscita dei nervi spinali, asse portante nei complessi movimenti del tronco e partecipa ai movimenti di espansione dell'apparato costale nella dinamica respiratoria. Infine, ha il compito di ammortizzare i colpi e i contraccolpi che il corpo, nel muoversi, subisce. In questa funzione aiutata dalla presenza delle curve rachidee, infatti la lordosi lombare, la cifosi dorsale e la lordosi cervicale sono tre curve mobili che conferiscono elasticit al rachide e ne aumentano la resistenza alle sollecitazioni di compressione assiale. La componente delle forze che agiscono sulla colonna viene suddivisa in 80% anteriore e 20% posteriore. I corpi vertebrali e i dischi intersomatici lavorano in distrazione su stress assiali,

mentre la colonna posteriore agisce come una catena articolata e tesa, subendo sollecitazioni in compressione conseguenti all'azione dei muscoli intervertebrali. Disco intervertebrale

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E' a diretto contatto dei corpi vertebrali e ha la funzione di ammortizzatore idraulico E' formato da due parti distinte: una parte centrale, il nucleo polposo, formata da una sostanza gelatinosa costituita per oltre l'88% di acqua; una parte anulare esterna, l'anello fibroso, caratterizzata da strutture fibro-cartilaginee disposte in strati concentrici attorno al nucleo centrale. La parte anteriore diretta verso l'addome abitualmente pi spessa e forte della corrispondente parte posteriore

La funzione del nucleo polposo quella di ridistribuire le forze di compressione nei vari segmenti del rachide, permettendo alle vertebre significativi micro-movimenti in ogni direzione, che sommandosi si traducono in quei movimenti di grande ampiezza che caratterizzano la nostra colonna vertebrale L'anello fibroso, invece, ha funzione di mantenere a stretto contatto i corpi vertebrali, di contenere il nucleo polposo e di resistere alla tensione

Nutrizione del Disco

Mentre il carico, comprimendo il nucleo polposo, produce la fuoriuscita di liquidi e l'espulsione di cataboliti, lo scarico produce la condizione inversa (imbibizione del nucleo e ingresso di sostanze nutritizie). (da Kapandji, 1974).
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Poich, a differenza della parte periferica (porzioni periferiche dell'anulus), la parte centrale del disco completamente sprovvista di vasi, il nutrimento di quest'ultima avviene per processi di osmosi, di diffusione e, soprattutto, grazie a un meccanismo di pompa per il quale una diminuzione di pressione facilita l'ingresso di sostanze nutritizie e rallenta l'espulsione di cataboliti, mentre il suo incremento determina la condizione inversa (Caillet,1973; Kapandji,1974; Kroemer,1985). Per garantire la salute del disco, l' optimum del processo nutritivo determinato dal costante alternarsi di condizioni di carico e scarico attorno a un valore soglia che si aggirerebbe intorno agli 80 Kg di pressione intradiscale lombare (il valore soglia l' elemento discriminante tra condizioni di sovraccarico e condizioni di sottocarico). Per contro, condizioni prolungate di sovraccarico e sottocarico, quali sono quelle che possono realizzarsi nelle posture fisse prolungate, ostacolano il ricambio nutritizio e possono a lungo termine favorire processi di degenerazione discale (Grieco, 1986, Kapandji, 1974) Quando si applica una pressione sul disco (es. movimento in flessione del rachide) si ottiene una fuoriuscita dei liquidi di nutrimento e una riduzione dello spessore del disco stesso Per meccanismo inverso se si toglie pressione (es. durante il sonno) avviene un richiamo di liquidi verso l'interno del disco e un ripristino della sua struttura. La deformazione del disco legata essenzialmente alla deformazione della sua matrice solida se il tempo di applicazione del carico inferiore ai due secondi, alla fuoriuscita di acqua se il tempo di applicazione del carico superiore ai due secondi (Turek, 1977). Nel primo caso il cambiamento di forma del disco non accompagnato da un cambiamento di volume, e alla rimozione del carico il recupero della forma originaria immediato, o quasi (comportamento elastico); nel secondo caso si ha sempre una riduzione di volume del disco, proporzionale alla quantit di acqua spremuta all'esterno, e il recupero della forma originaria alla rimozione del carico richiede sempre un certo tempo. Gli studi di Adams et al. (1994 ) hanno evidenziato che il disco, mantenuto sotto un carico compressivo di 1000 Newton per due ore, si riduce in altezza di circa mm. 2

Disco intervertebrale nei movimenti di flesso- estensione

Il rachide compie nel suo tratto dorso-lombare 6 movimenti elementari:


y y y y y y

Flessione Estensione Rotazione destra Rotazione sinistra Inclinazione destra Inclinazione sinistra

Le due ultime sono anche dette flessioni laterali. Estensione E' eseguita dalla contrazione dei muscoli posteriori: gli erettori spinali.Durante questo movimento il nucleo polposo del disco intervertebrale viene spinto in avanti sollecitando la porzione anteriore dell'anello fibroso. Flessione Il movimento di flessione inizia da una breve contrazione dei muscoli della parete addominale, ma effettivamente svolto dagli erettori spinali che, allungandosi a poco a poco, contrastano la forza di gravit evitando che il tronco cada bruscamente in avanti. Durante questo movimento si tendono i legamenti e i muscoli posteriori, il nucleo polposo viene spinto indietro provocando una sollecitazione della porzione posteriore dell'anello fibroso,fino a fissurarlo e a romperlo con conseguente migrazione del nucleo. Rotazione e Inclinazione

Questi movimenti sono effettuati dalla muscolatura addominale e da alcuni muscoli dorsali in sinergia con gli erettori spinali; il lavoro di questi ultimi sar tanto pi intenso quanto la colonna sar flessa in avanti, proprio per la loro funzione antigravitaria. I muscoli erettori spinali essendo coinvolti in tutti i movimenti del rachide subiscono col tempo un accorciamento, con conseguente aumento della pressione sui dischi intervertebrali. Degenerazione del disco intervertebrale

Il disco, cos come l'osso, pu andare incontro a lesioni progressive da fatica a seguito di carichi cumulativi inferiori al carico di rottura o a seguito di carichi mantenuti nel tempo. Queste consistono essenzialmente in: fissurazioni all'interno dell'anulus, specie nella sua porzione posteriore, pi sottile e meno robusta, o a livello dei piatti vertebrali, con penetrazione al loro interno di materiale nucleare; questo fenomeno molto frequente nelle persone giovani e di mezza et, mentre raro nell'anziano a causa della bassa pressione intranucleare . Penetrazione delle lamelle interne dell'anulus nel nucleo (fenomeno frequente nell'anziano).

Ernia del Disco

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Un'azione eccessiva e prolungata del carico discale, sommata al naturale invecchiamento di queste strutture, pu provocare un progressivo deterioramento dell'anello fibroso, che tende a fissurarsi e a rompersi con conseguente discopatia e fuoriuscita del materiale nucleare (ernia del disco), ed interessamento delle strutture adiacenti. Per i suoi stretti rapporti anatomici con le strutture ligamentose, tale fuoriuscita molto rara a livello anteriore mentre pi probabile a livello posteriore o postero-laterale Si pu quindi definire la disfunzione discale come un'anomalia anatomica e funzionale del disco intervertebrale, tale da poter essere identificata come causa prevalente della lombalgia o lombosciatalgia La disfunzione discale pu essere reversibile (dislocazione, bulging o protrusione) o irreversibile (ernia estrusa o sequestrata)

Baricentro o centro di gravit:

Punto di applicazione della risultante delle forze parallele verticali dall'alto verso il basso

Equilibrio:
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y y y y

Nel corpo umano l'equilibrio un insieme di aggiustamenti automatici ed inconsci che ci permettono, contrastando la forza di gravit, di mantenere una posizione o di non cadere durante l'esecuzione di un gesto L'unico momento in cui il corpo umano non resiste alla forza di gravit quando si sdraiati Il baricentro, o centro di gravit, il punto di applicazione di tutte le forze peso su un corpo, la verticale passante per il baricentro detta linea di gravit La posizione del baricentro cambia in relazione alla forma e alla posizione di tutte le parti che compongono un corpo Questo avviene anche nel corpo umano, che paragonabile ad una struttura formata da pi segmenti sovrapposti; nell'uomo fermo in piedi, il baricentro situato davanti al terzo superiore dell'osso sacro (ombelico)

Condizioni di equilibrio

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Il baricentro si proietta sul terreno all'interno di una zona detta base d'appoggio Fino a quando la proiezione del centro di gravit si mantiene all'interno della base di appoggio si in una condizione di equilibrio, quando tale proiezione si sposta verso la sua periferia si perde progressivamente stabilit e si costretti, per mantenere l'equilibrio, ad un aumento di lavoro muscolare o a una veloce variazione della base di appoggio La grandezza e la forma della base di appoggio sono fattori che influenzano la stabilit Quando siamo in piedi con base instabile possiamo aumentare la base di appoggio: allargando le gambe con l'uso di un supporto esterno (es. un bastone) appoggiando un ginocchio su una superficie (es. sul letto).

Proiezioni del Baricentro corporeo in alcune posizioni di lavoro

Principi di Stabilit
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Pi basso il baricentro, maggiore la stabilit del corpo. Si guadagna stabilit quando la base di appoggio orientata nella direzione del movimento. Pi ampia la base di appoggio maggiore la stabilit del corpo. Maggiore l'attrito fra le superfici di supporto e le parti del corpo a contatto con esso pi il corpo stabile. Da questo principio si desume l'importanza delle calzature, fra i fattori che influenzano la stabilit.

Le Leve
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Nella "Macchina Umana" i singoli movimenti dei diversi segmenti articolari si basano sui meccanismi fisici delle leve. Nella forma pi tipica e conosciuta, la leva una barra rigida che ruota attorno ad un asse, il Fulcro, e alla quale vengono applicate due forze antagoniste: La Potenza La distanza della Potenza dal fulcro viene definito Braccio della Potenza. La Resistenza La distanza della Resistenza dal Fulcro viene definita Braccio della R esistenza.

La leva in equilibrio quando: Potenza x Braccio della Potenza = Resistenza x Braccio della Resistenza

Forze applicate al Disco Intervertebrale Nel corpo umano il segmento osseo l'asse della leva, l'articolazione il fulcro, la forza peso la potenza e la forza muscolare la resistenza, quindi la leva articolare in equilibrio quando:

forza muscolare x distanza dei muscoli dall'articolazione = Peso x distanza del peso dall'articolazione

A livello del fulcro della leva, se la applichiamo alle vertebre lombari, si sommano il peso sollevato, la forza necessaria per svolgere il compito, il peso delle strutture sovrastanti (capo, torace, arti superiori e visceri) e la tensione generata dai muscoli e legamenti che agiscono a questo livello Tale somma prende il nome di sovraccarico discale

Perch tenere un peso pi vicino al corpo?


y y

Minore la distanza del peso sollevato dall'articolazione Minore sar la forza muscolare necessaria a sollevarlo, quindi minore sar il sovraccarico discale

Pressione sui dischi intervertebrali

Il BMI
Il BMI l'indice pi utilizzato per ottenere una valutazione generale del proprio peso corporeo

IL Body Mass Index (BMI) o Indice di Massa Corporea (IMC) un parametro molto utilizzato per ottenere una valutazione generale del proprio peso corporeo. Esso mette in relazione con una semplice formula matematica l'altezza con il peso del soggetto. Si ottiene dividendo il peso in Kg del soggetto con il quadrato dell'altezza espressa in metri. Il risultato di tale formula classifica il soggetto in un'area di peso che pu essere: normale sottopeso - sovrappeso - obesit di medio grado - obesit di alto grado.

BMI < 16.5 16-18.5 18.5-25 25-30 30-40 > 40

CONDIZIONE GR AVE MAGREZZA SOTTOPESO NORMOPESO SOVRAPPESO OBESITA' DI MEDIO GR ADO OBESITA' DI ALTO GR ADO

Esempio: Se il vostro peso 80 kg e siete alti 185 cm, il vostro B.M.I. : 80/ (1,85 x 1,85) = 23,4 Il vostro peso corporeo si colloca nella fascia "NORMOPESO"

Il valore ottimale di BMI

Studi statistici hanno dimostrato che il valore di BMI associato a minore morbilita' e mortalita' per tutte le patologie per cui il sovrappeso un fattore di rischio (malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, osteoartrosi, alcune neoplasie) e' compreso tra 20 e 25.

IN PARTICOLARE IL VALORE DI BMI OTTIMALE E' RISPETTIVAMENTE:

da 19 a 35 anni: BMI= 22 (19 -25) pi di 35 anni: BMI= 24 (21 -27)

. Il BMI un indice molto utile, veloce da calcolare ed adattabile alla maggior parte dei soggetti. Tuttavia il BMI nasconde in s dei grossi limiti soprattutto quando viene riferito ad atleti. Questo parametro, infatti, rappresenta un calcolo approssimativo poich non tiene conto del tipo di costituzione fisica (longilinea, media, robusta) e delle masse muscolari del soggetto. Un classico esempio quello riportato nell'immagine seguente:

Entrambi i soggetti risultano obesi. In realt la percentuale di grasso corporeo di Mario molto bassa mentre quella di Gianni elevata.

Avere un BMI <25 dunque una condizione necessaria, ma non sufficiente, per potersi definire "normopeso".

Avere un BMI >25 dunque una condizione necessaria, ma non sufficiente, per potersi definire "sovrappeso". La percentuale di massa grassa il vero indicatore per determinare il peso forma; essa si pu misurare ricorrendo a varie metodiche tra le quali la pi diffusa la plicometria. A dire il vero, la massa grassa pu essere stimata anche a partire dal BMI, ma tale calcolo mantiene tutti i limiti appena descritti per la valutazione del body maxindex.

Circonferenze corporee
Le circonferenze corporee esprimono le dimensioni trasversali dei vari segmenti del corpo umano. Si tratta di dati antropometrici molto utilizzati nella pratica clinica, tanto che il loro valore, correttamente interpretato secondo gli standard di riferimento, permette di valutare in modo pratico, economico e con una discreta attendibilit, numerosi fattori, tra i quali ricordiamo: la crescita di un individuo (circonferenza cranica o del braccio) la distribuzione del tessuto adiposo sottocutaneo (congiuntamente alle pliche) ed il rischio cardiovascolare (circonferenza addominale, rapporto vita/fianchi o vita/coscia, circonferenza del collo) lo stato di nutrizione (circonferenza del braccio o della coscia) costituzionelongilinea, normolinea o brevilinea (circonferenza del polso o del torace) Affinch il valore misurato sia attendibile molto importante che l'operatore rilevi le varie circonferenze nel pieno rispetto degli standard antropometrici. Le misure, infatti, possono variare notevolmente in relazione alle diverse condizioni fisiche e posturali: la circonferenza del braccio misurata con il bicipite rilassato sensibilmente inferiore rispetto a quella rilevata a muscolo contratto; analogo discorso per la circonferenza toracica in condizioni di riposo o di massima inspirazione.

Le circonferenze pi misurate, e di cui vedremo una breve carrellata, sono: la circonferenza del torace, la circonferenza della vita, la circonferenza dei fianchi, la circonferenza della coscia, la circonferenza del braccio, e la circonferenza del polso. Indicazioni generali: utilizzare una cordella metrica flessibile ma anelastica; se si misurano gli arti, valutare sempre lo stesso lato del corpo; rilevare le circonferenze tre volte per punto e considerare la media aritmetica come valore reale;

le circonferenze devono essere rilevate con l'estremit del metro corrispondente allo zero nella mano sinistra; tale estremit dev'essere quindi posta sopra alla parte restante della cordella tenuta nella mano destra; il piano del metro deve essere parallelo al pavimento o, pi precisamente, perpendicolare all'asse longitudinale della regione corporea misurata; la pressione applicata al metro influenza la validit e l'affidabilit della misurazione, bisogna quindi evitare di stringerlo troppo o di mantenerlo eccessivamente allentato; alcune circonferenze, come quelle rilevate ai glutei o alle cosce, possono variare in relazione alla fase del ciclo mestruale (in alcune donne aumentano nei giorni che precedono il flusso per la comparsa di edema e ritenzione idrica); opportuno che le misurazioni ripetute su un soggetto avvengano sempre con lo stesso strumento e da parte dello stesso esaminatore. Valgismo Consistente in una predisposizione delle ginocchia verso linterno, con i condili che arrivano a toccarsi e il piede che poggia sulla parte esterna. Il trattamento correttivo: consiste nellavere un buon equilibrio muscolare antero posteriore e sulla parte trasversale del piede.

Varismo Predisposizione delle ginocchia verso lesterno. Il trattamento correttivo: occorre migliorare la muscolatura varizzante e rieducare i flessori e rotatori esterni. Ginocchio lasso E caratterizzato da inabilit articolare e conseguente ginocchio instabile. Trattamento correttivo: potenziamento del tono dellapparato estensore con carichi crescenti. Ginocchio flesso difficolt ad estendere completamente il ginocchio. Trattamento correttivo; consiste nelleffettuare esercizi di allungamento della muscolatura posteriore, andature sui talloni e tonificazione del muscolo quadricipite femorale.

prassia eriva dal greco praxa, dal tema di prss, fare. In neurologia si definisce come la capacit di compiere correttamente gesti coordinati e diretti a un determinato fine. Un gesto abituale non deve essere pensato e monitorato, ma si realizza senza controllo cognitivo (attentivo). Se il gesto nuovo il soggetto deve invece selezionare la sequenza degli atti e controllare il loro svolgimento ed eventualmente modificare il piano. Il progetto d'azione deve cio essere immaginato e monitorato nell'atto della realizzazione. Nell'individuo normale l'acquisizione di un nuovo schema motorio progredisce attraverso stadi in cui il movimento controllato in modo attivo e accurato. I singoli movimenti devono essere prodotti lentamente prestando attenzione ad ogni singola azione e alle sue conseguenze. Ciascuna azione deve essere selezionata e la sequenza deve essere assemblata e immagazzinata in memoria (ordine e timing). Con la pratica la sequenza si consolida e diviene automatica.

Fasi di acquisizione di una prassia: y y y Preparazione: lazione viene eseguita molto lentamente, viene esercitato un forte controllo, vengono curate le singole parti dellazione; Composizione: lazione viene eseguita pi velocemente ma vengono commessi errori di esecuzione; Proceduralizzazione: a questo livello lazione viene svolta fluentemente, in modo routinario, automatizzato.

Attivit intenzionale Agire sul mondo esterno e conoscerlo significa costruire strutture motorie (sequenze di movimenti ordinati rispetto ad uno scopo e a specifiche esigenze adattive) o strutture percettive. Il bambino possiede alla nascita un patrimonio di strutture, deve tuttavia continuamente costruirle e ricostruirle adattandole alle specifiche condizioni ambientali. Il processo di ristrutturazione costituisce la condizione per l'acquisizione di nuove conoscenze e competenze, per lo sviluppo di una sempre maggior destrezza e maggior capacit di rappresentarsi il mondo esterno, di riconoscerlo e di agirvi in modo adattivo. Un modo per organizzare la conoscenza l'azione e l osservazione dei risultati delle proprie azioni. La rappresentazione dello spazio si costruisce tramite le azioni dirette esercitate sugli oggetti. Il confronto tra esperienze provenienti da canali differenti offre la base per rendere coerenti le esperienze e costruire categorie e concetti per classificare e organizzare gli interventi sul mondo esterno rendendo azioni e riconoscimenti sempre pi precisi. La rappresentazione costituisce quindi una costituente fondamentale del movimento intenzionale (diretto a uno scopo). Differenti livelli di organizzazione (e di controllo) sottostanno alla realizzazione del comportamento intenzionale: y y y rappresentazione mentale dell'attivit e pianificazione degli atti sequenziali indispensabili per realizzarla (preparazione dell'azione) feed-forward controllo (feed-back) nel corso dell'azione ad opera del sistema effettore verifica del risultato (feed-back a posteriori).

L'azione finalizzata consiste nell'assemblamento di atti elementari in serie e si caratterizza per una progressiva minor variabilit maggior economia (utilizzazione dei soli atti necessari allo scopo).

Il ginocchio un'articolazione complessa nella quale si pu riconoscere una componente ossea ed un apparato capsulo -legamentoso con formazioni tendinee. La parte ossea costituita da:

estremit inferiore dei femore, rappresentata dalla troclea comprendente i due condili separati dalla gola intercondiloidea estremit superiore della tibia con i suoi piatti tibiali, interno ed esterno rotula, anteriormente

Interposti fra i condili femorali e i piatti tibiali sono presenti due formazioni fibrocartilaginee a semi-anello, chiamati menischi, la cui funzione quella di aumentare la congruenza articolare durante il movimento di flesso -estensione e rotazione del ginocchio (ne consegue che l'asportazione completa dei menisco aumenta l'instabilit rotatoria del gino cchio). Il menisco interno ha una forma di semi-luna aperta mentre quello esterno ha una forma di "C" chiusa. Ciascun menisco, a selezione triangolare, composto da una zona posteriore detta "corno posteriore", una zona anteriore detta "corno anteriore" e una regione intermedia detta "pars media" . L'apparato capsulo-legamentoso consente Il controllo degli assi di flessione e di rotazione articolare mediante una azione di coaptazione delle componenti ossee.

Possiamo distinguere: Il sistema di unione centrale o "perno" centrale situato nella gola intercondiloidea costituito dai due legamenti crociati anteriore e posteriore: i due legamenti crociati

sono essenziali per la stabilit articolare in senso anteroposteriore e sono dei corti e robusti cordoni fibrosi che si incrociano a X. Il sistema periferico formato da un compartimento interno (o mediale) e da un compartimento esterno (o laterale).

Le strutture pi importanti deI compartimento interno sono: il legamento collaterale mediale e il legamento posteriore obliquo. Nel compartimento esterno riconosciamo Il legamento collaterale esterno. Il compartimento anteriore dei ginocchio chiamato anche "meccanismo estensore dei ginocchio". E' costituito dalla rotula, che si trova al centro, sulla quale si inseriscono i tendini e i legamenti, e precisamente: sul polo superiore della rotula si inserisce Il tendine quadricipitale; ai margini della rotula si inseriscono i legamenti alari; dal polo inferiore delta rotula si origina Il tendine rotuleo che si inserisce poi sulla tuberosit della tibia. Il fascio vascolo-nervoso decorre posteriormente, ed costituito dall'arteria e vena poplitea e dal nervo grande ischiatico, che a ques to livello si divide in nervo tibiale posteriore e nervo sciatico popliteo -estemo.

I piani principali del corpo umano

La fisiologia associa al corpo umano tre piani, detti piani principali, che hanno unimportanza fondamentale nella descrizione del movimento articolare. La posizione di riferimento del corpo (posizione anatomica) che si usa per definire questi piani quella eretta con gli arti inferiori uniti. I piani principali normalmente definiti sono tre:

1. Il piano sagittale, definito come il piano di


simmetria del corpo;

2. Il piano frontale, definito come il piano


perpendicolare a quello sagittale che passa per il centro di massa del corpo nella sua posizione di riferimento; Il piano orizzontale, definito come il piano ortogonale agli altri due e passante per il centro di massa del corpo.

3.

E importante notare come questa descrizione venga effettuata in modo oggettivo, essendo legata allidentificazione del centro di massa che non un punto anatomico ed interno al corpo. Questo pone grossi problemi quando si desidera esprimere la posizione di punti anatomici rispetto alla terna ortogonale individuata dalle intersezioni dei piani principali, soprattutto nei nostri ambiti robotici. Il problema si complica ulteriormente quando si considerano i singoli segmenti corporei o ossei. In questo caso in fisiologia si continua a parlare di piano sagittale, frontale, e orizzontale del segmento corporeo o del segmento osseo specifico. Poich per i segmenti corporei ed ossei, salvo casi rari, non presentano ovvie simmetrie, difficilmente si riesce ad individuare in modo unico il piano sagittale e di conseguenza anche gli altri piani.

L'anca
L'anca l'articolazione prossimale dell'arto inferiore ed caratterizzata da tre gradi di libert descritti secondo i seguenti assi: y y

un asse trasversale o medio laterale situato su un piano frontale passante per il centro dell'articolazione ed orizzontale. Rispetto a questo asse si effettuano i movimenti di flessoestensione; un asse antero posteriore, posto su un piano sagittale passante per il centro dell'articolazione ed orizzontale. Rispetto al quale si effettuano i movimenti di adduzione-abduzione, un asse verticale che, quando l'anca nella posizione di riferimento (soggetto in postura eretta), molto vicino all'asse longitudinale dell'arto inferiore (asse che congiunge la testa del femore con il centro dei malleoli, nella posizione di postura eretta del soggetto). Rispetto a questo asse, si effettuano movimenti di rotazione, esterna ed interna.

y y y y

Questi movimenti si svolgono a livello di unarticolazione singola, articolazione che realizza, infatti, un giunto sferico. La posizione anatomica o di riferimento per i movimenti dell'anca quella con il soggetto in postura eretta. Questa posizione valida anche per l'articolazione del ginocchio e della caviglia.

I movimenti di flessione e di estensione


La flessione il movimento che porta la parte anteriore della coscia verso il tronco, per cui la coscia e tutto l'arto inferiore si trovano anteriormente a un piano frontale passante per il centro dell'articolazione. L'ampiezza massima della flessione condizionata da diversi fattori: a seconda che essa sia di tipo attivo o passivo e dalla flessione del ginocchio. Nei movimenti attivi dell'anca la flessione di circa 90 con ginocchio esteso e di 120 con ginocchio flesso. Nella flessione passiva i valori cambiano rispettivamente in 120 e 140.

L'estensione il movimento che porta l'arto inferiore posteriormente al piano frontale. Come per la flessione la sua ampiezza differente a seconda che sia di tipo attivo o passivo e che avvenga a ginocchio flesso o esteso. I valori tipici per unestensione attiva sono: 20 e 10 rispettivamente per ginocchio esteso e ginocchio flesso. I valori caratteristici per unestensione passiva sono 20 e 30, rispettivamente per un affondo a ginocchio esteso e per ginocchio flesso tirato all'indietro.

I movimenti di abduzione e adduzione


L'abduzione il movimento che porta l'arto inferiore esternamente allontanandolo dal piano di simmetria del corpo. L'abduzione dell'anca, misurata come angolo tra l'asse longitudinale dell'art o inferiore e l'asse formato dall'intersezione del piano sagittale e frontale, raggiunge i 45 se di tipo attivo ma pu arrivare a 180 in movimenti passivi come nella "spaccata frontale" di una ballerina.

L'adduzione il movimento che porta larto ad avvicinarsi al piano di simmetria del corpo umano. A causa del contatto degli arti inferiori non esiste un movimento di adduzione "puro"; esso possibile solo se accompagnato da una lieve flessione o estensione dell'anca. Poich li movimento di adduzi one dipende dal grado di flessione o estensione dell'anca non si parla di escursione angolare tipica.

I movimenti di rotazione interna ed esterna


Questi movimenti avvengono rispetto all'asse verticale dell'articolazione. La rotazione esterna il movimento che porta la punta del piede in fuori, quella interna lo porta in dentro. La relativa escursione massima viene misurata con il ginocchio flesso di 90. A partire da questa posizione quando la gamba si inclina in fuori si misura la rotazione interna, la cui ampiezza massima varia da 30 a 40. Quando la gamba si inclina in dentro si misura la rotazione esterna, che ha un'ampiezza massima di 60.

Il ginocchio
Il ginocchio l'articolazione intermedia dell'arto inferiore. E' un'articolazione che ha principalmente due gradi di libert, la flesso-estensione, e la rotazione interna-esterna. Il primo predomina in ampiezza sul secondo, il quale pu avvenire solamente quando il ginocchio in posizione di flessione.

I movimenti di flessione e di estensione


La flessione il movimento che avvicina la faccia posteriore della gamba alla faccia posteriore della coscia. E' considerato come il movimento che avviene rispetto ad un asse posto sul piano frontale e che attraversa orizzontalmente i due condili femorali (asse di flesso-estensione). Poich l'asse di flesso-estensione orizzontale, a causa del valgismo fisiologico del ginocchio, esso forma un angolo di 93 con l'asse della gamba, e di 81 con il cos detto asse anatomico del femore (asse della diafisi femorale). Ne consegue che durante la flessione completa, l'asse longitudinale, della gamba non si mantiene sul piano sagittale: il tallone si sposta medialmente, e quindi ad una flessione si accompagna sempre una adduzione.

L'estensione il movimento per il quale, a partire dalla posizione anatomica, possibile provocare, passivamente, movimenti di estensione limitati a 5 o 10 a partire dalla posizione di riferimento.

I movimenti di rotazione interna ed esterna

La rotazione interna-esterna della gamba attorno al suo asse longitudinale avviene solamente quando il ginocchio flesso. La posizione di riferimento utilizzata per la sua misura con il soggetto seduto a gambe pendenti, con una flessione del ginocchio pari a 90 gradi. In queste condizioni la rotazione interna, porta la punta del piede in dentro mentre la rotazione esterna la porta in fuori. L'angolo quello che l'asse del piede forma con la sua posizione di riferimento. I valori tipici sono di 30 e 40, rispettivamente per la rotazione interna ed esterna.

I movimenti di abduzione-adduzione
Il ginocchio non possiede questo grado di libert. Esiste tuttavia un lieve movimento che la gamba pu compiere intorno ad un asse perpendicolare all'asse di flesso-estensione e all'asse della gamba. Nella posizione di riferimento utilizzata per la valutazione della rotazione intera-esterna la gamba presenta un breve movimento passivo di abduzione-adduzione che per scompare del tutto a ginocchio esteso; se questo movimento persiste anche a ginocchio esteso il comportamento va ritenuto patologico. Ad ogni modo, a causa del valgismo fisiologico del ginocchio durante la flessione, la gamba si porta verso il piano di simmetria del corpo, movimento che sul piano frontale pu essere visto come un movimento di adduzione. Il valore tipico di questo angolo 10- 15.

La caviglia e il piede
La caviglia e le articolazioni del piede permettono a quest'ultimo un movimento caratterizzato da tre assi e tre gradi di libert: y un asse trasversale passante tra i malleoli: esso corrisponde all'asse di rotazione dell'articolazione tibio-tarsica, su cui si effettuano i movimenti di flesso-estensione (flessione dorsale e flessione plantare rispettivamente), l'asse longitudinale della gamba intorno al quale si effettuano i movimenti di abduzione ed adduzione, l'asse longitudinale del piede intorno al quale si effettuano i movimenti di rotazione interna-esterna.

y y

Mentre il movimento di flesso-estensione conferito alla caviglia, gli altri due gradi di libert del piede sono da attribuire, anche se in rapporti differenti, all'articolazione astragalo-calcaneale, medio-tarsica, tarsometatarsica e scafo-cuboidea. Il ruolo che le articolazioni del piede rivestono in realt duplice, infatti oltre a dare al piede i gradi di libert menzionati hanno l'importante compito di adattarlo alle asperit del terreno modificandone la sua forma, e di creare tra suolo e gamba un sistema di ammortizzatori che dia al passo elasticit e scioltezza. Le caratteristiche cinematiche del piede risultano quindi piuttosto complesse, data anche la natura di questa estremit e la diversit delle funzioni che chiamata/deputata a compiere: compiti di presa, compiti di equilibrio stazionario, compiti sensitivi, etc. Dal punto di vista della sua riproduzione robotica questo giunto viene quindi spesso semplificato ed analizzato solo per la sua funzione nel compito di camminamento.

I movimenti di flessione e di estensione


La posizione di riferimento per la flesso-estensione del piede si realizza quando il piano plantare perpendicolare all'asse longitudinale della gamba. Partendo da questa posizione, la flessione del piede (che come si detto pu essere attribuita alla caviglia), il movimento che avvicina il dorso del piede alla faccia anteriore della gamba, mentre l'estensione del piede allontana il dorso dello stesso dalla faccia anteriore della gamba e lo porta a disporsi sul prolungamento della stessa. L'angolo di flesso-estensione del piede viene misurato come l'angolo che la pianta dei piede forma con l'asse verticale della gamba. In flessione questo angolo ha valori massimi

tipici che variano da 20 a 30, mentre in estensione la sua ampiezza varia da 30 a 50 gradi.

I movimenti di abduzione-adduzione
La posizione di riferimento con il piede sul piano orizzontale, in queste condizioni si ha un movimento di abduzione quando la punta del piede si porta in dentro, verso il piano di simmetria del corpo, mentre si ha un movimento di adduzione quando la punta del piede gira all'esterno e s allontana dal piano di simmetria. L'ampiezza dei movimenti di adduzione-abduzione eseguiti unicamente nel piede varia dai 35 ai 45. Va tenuto presente che il movimento del piede sul piano orizzontale pu essere aumentato grazie alla somma delle rotazioni esterne-interne del ginocchio e dell'anca che possono portare il piede ad abduzioni di 90.

I movimenti di rotazione interna -esterna


La posizione di riferimento quella definita per il movimento di flesso-estensione. La rotazione interna il movimento che orienta la pianta del piede verso l'interno, questo movimento viene indicato come supinazione. L'ampiezza di questo movimento di circa 50. La rotazione esterna il movimento che orienta la pianta del piede verso l'esterno, viene indicato come movimento di pronazione. L'ampiezza di questo movimento circa la met di quello di supinazione e varia dai 20 ai 25.

La chinesiologia (a volte indicata anche come cinesiologia) una scienza che tratta lo studio del movimento umano in tutte le sue forme. In italiano la chinesiologia non va confusa con la kinesiologia, che presenta la stessa forma fonetica, ma con una grafia differente. L'etimologia risulta la stessa per entrambe e fa riferimento ai termini greci "kinsis", nel senso di movimento, e "logos ", nel senso di studio (con il significato dunque di "studio del movimento"), ma mentre la kinesiologia opera nell'ambito delle discipline terapeutiche alternative, la chinesiologia opera nel campo delle scienze motorie. La chinesiologia un'attivit che viene normalmente svolta in palestra; oggigiorno si assiste ad una evoluzione della stessa disciplina, in quanto molti professionisti del settore motorio gestiscono o lavorano in studi privati. I campi di applicazione e le potenzialit sono vaste, abbracciando l'indirizzo educativo (educazione fisica nelle scuole, anche per portatori di handicap), preventivo (cinesiterapia posturale, cinesiterapia per la terza et, indicata soprattutto per la degenerazione fisiologica articolare, dell'osteopenia e della sarcopenia, ottimizzazione dei gesti tipici del fitness), formativo e/o conservativo (cinesiterapia per le patologie vertebrali adolescenziali), ricreativo (ginnastica con musica, animazione, giochi, ecc.), sportivo (preparazione ed ottimizzazione del gesto atletico, allenamento specifico, ecc.), rieducativo (recupero funzionale, algie, ecc.). Ancora oggi la cinesiterapia associata alla sola ginnastica correttiva, termine questo assolutamente errato nella forma e nella consistenza pratica. Per ginnastica si intende tutta una serie di movimenti codificati o non, il cui valore terapeutico intrinseco ed indiscusso, ma la sua esecuzione non prescinde n da una valutazione motoria n dal conseguente e successivo ragionamento; caratteristiche proprie della chinesiologia. Ci condurr l'operatore chinesiologo, alla scelta del processo specifico adatto per il singolo caso. da sottolineare l'importanza della chinesiologia nel campo delle attivit educative, in quanto la stretta associazione tra maturazione organica ed esperienza motoria, o meglio neuromotoria, crea le condizioni affinch si creino le migliori condizioni per uno sviluppo psicomotorio ottimale nei bambini, potenziandone le risorse. Anni addietro gli Istituti Superiori di Educazione Fisica (Roma e Napoli tra i primi) promuovevano questo percorso di studi in chinesiologia, percorso di specializzazione triennale i cui fruitori erano i professori in educazione fisica. Successivamente in Italia stata costituita con atto pubblico nel 1962 la Unione Nazionale Chinesiologi U.N.C., associazione professionale che ha lo scopo di

promuovere, tutelare, vigilare e favorire le attivit degli iscritti nella loro professionalit. Ad essa possono aderire oltre ai laureati in Scienze Motorie e ai diplomati I.S.E.F. (Istituto Superiore di Educazione Fisica) anche i soggetti in possesso dei titoli di studio rilasciati dalle ormai cessate Accademie di Educazione Fisica. Federica Poppi 22 dicembre alle ore 11.00 Segnala Ciao ragazzi! Eccovi di seguito una serie di domande ke erano presenti in 3 diversi compiti dell'esame di Antropometria. RINGRAZIAMO DI CUORE ADRIANA KORUNKOVA X IL GRANDE LAVORO FATTO!!!! LE RISPOSTE ESATTE SONO SEGNATE SONO NEL COMPITO DEL 23 LUGLIO, XKE' ADRIANA HA POTUTO VEDERLO E SE LE E' SEGNATE. X LE ALTRE DOMANDE ANDATE A VEDERE L'ARGOMENTO. MI RACCOMANDO, RIBADISCO DI NN PUBBLICARE SULLA BAKECA INFORMAZIONI SUGLI ESAMI!!!! CIAO A TUTTI!!!! COMPITO ANTROPOMETRIA, KINESIOLOGIA, BIOMECCANICA (1. ANNO) Sapere bene il rachide! Testo di Kapandji. 1. BODY MASS INDEX-valori per un soggetto normale, soprappeso ecc. 2. con DEXA QUANTI COMPONENTI RILEVO: 3, 2 o 4 COMPONENTI? 3. formula Jackson & Pollock, a cosa serve? 4. circonferenza WHR 5. BIOIMPEDENZIOMETRIA (non bisogna assumere alcolici 24 ore prima, no fumatori oppure..?) 6. i Percentili 7. la forza di gravit (definizione) 8. DISTENSIONE (definizione) 9. PIEGAMENTO (definizione) 10. il centro di rotazione della vertebra dorsale? 11. Legamento crociato anteriore 12. VARISMO GINOCCHIA 13. VALGISMO GINOCCHIA 14. LA PRASSIA cos? 15. indice ponderale 16. dove si prende la plica tricipitale? 17. dove il mesosterno? 18. La ventilazione con let: scegliere tra: diminuisce lo spazio anatomico, diminuisce lo spazio fisiologico ? 19. Per aumentare la contrazione concentrica del gluteo cosa devo fare? A. anca estesa e ginocchio flesso B. anca estesa ginocchio esteso C. anca flessa e ginocchio flesso d. anca flessa e ginocchio esteso? 20. Livello primario del movimento? (non so da dove lhanno tirato fuori..) 21. compartimento capsulo-legamentoso del ginocchio (comprende solo regione posteriore, laterale e mediale, o tutte) 1. scoliosi destro convessa (tra le risposte cera:vede il gibbo a destra?) 2. flessione dorsale del piede (muscolo tibiale anteriore o posteriore?) 3. piede NON ha questo ruolo (sensitiva, si oppone alla resistenza, ammortizza impatto, sopporta il peso corporeo)

4. formula SIRI BREZNEK 5. Che cos Massa Magra? 6. KINESIOLOGIA- quali componenti devo conoscere? (anatomia, biomeccanica, neurologia ecc.?) 7. Quando agisce 1 forza su un punto fisso, essa pu essere scomposta in componente statica, dinamica o mista? 8. Pressione discale nella sequenza: supino-eretto-seduto, aumenta o diminuisce? 9. antiversione bacino (accentua lordosi lombare) 10. esercizio crunch, perch si fa flettere le anche? (per detensionare ileopsoas) 11. fatica del giorno dopo 12. fibre veloci 13. fibre lente 14. flessione del rachide: forame si apre o chiude? 15. circonferenza fianchi dove si prende? 16. busto soma senza arti, testa e senza collo? 17. pletismografo 18. Bioimpedenziometria : sfrutta legge Archimede, legge di Boyle dei gas, legge adiabatica.) 19. muscolo poliarticolare quale : il 1.dito, deltoide (monoarticolare) bicipite femorale (biart.) sovraspinoso (mono) 20. Nelluomo e donna adulta i valori di riferimento assoluti sono: peso,altezza oppure indice ponderale..ecc. 21. In vicinanza dellarco posteriore c: legamento interspinoso, legamento giallo, legamento comune anteriore? 22. cosa serve la scomposizione dei vettori? 23. flessione dorsale dellarticolaz.tibiotarsica : 40-50, 30-40 o 20-30. 24. Sostegno statico del rachide..vedi divisione pilastro anteriore, pilastro posteriore COMPITO 23/07/2010 (domande sono in ordine casuale, in presenz di un elenco di pi risposte quelle in MAIUSCOLO sono quelle esatte!) 1. nella flessione del ginocchio ileopsoas : diventa extrarotatore dellanca solo quando il ginocchio flesso a 60, SOLO IN CATENA CINETICA APERTA, non lo diventa mai. 2. GINOCCHIO VALGO: TORSIONE TIBIALE INTERNA E TORSIONE FEMORALE ESTERNA 3. Nel determinare il movimento il muscolo si comporta da: agonista,fissatore, sinergico, TUTTE LE RISPOSTE SONO VERE. 4. Muscolo poliarticolare di questi: flessore 1.dito, deltoide, sovraspinoso, BICIPITE FEMORALE. 5. Traslazione : SPOSTAMENTO DAL PUNTO DI RIFERIMENTO, spostamento attorno un fulcroecc. 6. Articolazione tibiotarsica ha: flessione dorsale di 20-30(QST E' QLLA GIUSTA), 40-50. 7. Pletismografia, rileva la composizione corporea attraverso: ..LA LEGGE ADIABATICA DEI GAS 8. per studiare la kinesiologia quali componenti devo conoscere: anatomia e sistema locomotore,

biomeccanica, neurofisiologia, TUTTE LE RISPOSTE SONO VERE. 9. La Prassia : LA CAPACITA' DI ELABOR ARE IL MOVIMENTO 10. la forza di gravit agisce: dallalto verso il basso, agisce su un segmento statico in equilibrio,, TUTTE LE RISPOSTE SONO VERE. 11. coppia AGONISTA-ANTAGONISTA:psoas+ ileo, femorale retto+ gluteo, piriforme+ adduttore 12. Pesata idrostatica rileva: densit corporea, il peso corporeo, volume corporeo, TUTTE LE RISPOSTE SONO VERE! 13. BMI nel 5 percentile significa che: tutti gli altri soggetti (il 95%) sono probabilmente DI PESO SUPERIORE, sottopeso ecc. 14. I menischi nella flessione del ginocchio: avanzano, ARRETARNO, il ME avanza e MI arretra, il ME arretra e MI avanza 15. Nelle tabelle di BMI i dati sono elaborati e dipendono da: solo sesso, solo et, SIA SESSO KE ETA'. 16. Il ginocchio ed il suo compartimento capsulo-legamentoso comprende: compartimento anteriore, compartimento mediale, comp.posteriore, TUTTI I COMPARTIMENTI INDICATI. 17. nella flessione del rachide: IL FORAME DI CONIUGAZIONE SI APRE, si chiude, il nucleo viene spinto indietro, nucleo viene spinto avanti. 18. in visione frontale il soggetto avr allineamento:a) MEATO ACUSTICO ESTERNO, ACROMION, GRANDE TROCANTERE E MALLEOLO. b) meato acustico, popliteo, cifosi dorsale, malleolo esterno c) meato acustico, cifosi dorsale, sporgenza glutea, malleolo esterno 19. la postura : la somma di atteggiamenti, la somma di, ORIENTAMENTO DEL CORPO NELLO SPAZIO. 20. WHR correlato a: biotipo, alla distribuzione non uniforme del grasso viscerale,., TUTTE LE RISPOSTE SONO VERE. 21. dove si misura il punto vita: allaltezza dellombelico,PUNTO MEDIO TRA ANGOLO COSTALE INFERIORE E CRESTA ILIACA, nella max.sporgenza glutea. 22. Indice ponderale di LIVI: RADICE CUBICA DEL PESO SU ALTEZA 23. Nel grafico della contrazione isotonica(sulle X il tono, sulle Y ROM) la curva sar: gaussiana, curva a 45, UNA CURVA PREVALENTEMENTE ORIZZONTALE (ATTENZIONE, VEDERE NOTA A FONDO PAGINA). 24. Che sia efficace il diaframma in inspirazione forzata: il diaframma pu salire, I PILASTRI DEL DIAFRAMMA POSSONO ARRETRARSI, il centro frenico 25. La ventilazione con let: diminuiceprech diminuisce lo spazio fisiologico, diminuisce lo spazio morto anatomico,DIMINUISCE PERCHE' C' RIGIDITA' DELLE CARTILAGINI COSTALI. 26. mesosterno dove ? E' IL PUNTO DI INTERSEZIONE CON LA 4^CARTILAGINE COSTALE 27. La pesata idrostatica rileva: il volume corporeo, peso corporeo, densit corporea, TUTTE LE RISPOSTE SONO GIUSTE. 28. la forza del muscolo direttamente proporzionale alla: sua sezione longitudinale, sua larghezza, sua lunghezza, NESSUNA RIPOSTA E' VERA.

NOTA ALLA DOMANDA N23: la curva della contrazione isotonica con il tono indicato sull'asse delle X e il Rom su qllo delle Y dovrebbe essere una curva prettamente orizzontale, dato ke il tono muscolare nn cambia. In caso di qst domanda kiedere spiegazioni al professore (sempre se le dara'), altrimenti lasciar xdere....e' gi un esame maledetto, nncreaiamoci problemi.