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di intercapedine daria, preparano il

campo alla cortina ultima in mattone


pieno. In taluni casi, la struttura cemen-
tizia lascia il posto a montanti e travi in
acciaio, coibentati verso esterno da uno
spesso cappotto isolante, su cui sono ap-
plicati sottili elementi in clinker posati
a mattone. Anche se in questo caso non
portante di per s, il mattone si mostra
come fosse la scorza di un muro pieno,
solido, di confine.
Da sempre la progettazione di Gehry si
contraddistingue per alcuni temi co-
stanti. Tra questi, posto privilegiato oc-
cupano il pensiero sulla stabilit degli
edifici, a dispetto di quanto apparente-
mente trasmesso dalla forma, e la portata
paesaggistica dellintero gesto proget-
tuale. Il primo tema , in questo caso,
nuovamente indagato ed esaltato nel
confronto diretto fra i tratti caratteristici
dellesistente e del nuovo edificio. Il se-
condo trova necessariamente riscontri
nellintorno del Museo: infatti, la strada,
ledificato, i volumi pi alti della preesi-
stenza, oltre al fiume accanto al Museo
stesso, partecipano tutti, in questo senso,
al progetto. La strada, assolutamente ret-
tilinea, accentua le sinuose ridondanze
rosso mattone, ed ancora le rimarca
per contrasto quanto inscritto a carat-
teri chiari sullasfalto, al centro delle car-
reggiate. Ledificato residenziale, pun-
tuale e tipico nei suoi spioventi accen-
tuati, a sua volta evidenzia la foggia on-
divaga dei volumi del MARTa Herford.
Le fabbriche pi elevate, bianche, del
complesso industriale originario ancora
sottolineano oppositivamente lo svi-
luppo orizzontale dei nuovi spazi. Lo
specchio dacqua corrente a fianco del
Museo raddoppia, ribaltandole, qualit e
forme dellopera di Gehry, offrendosi
quale migliore visuale per il ristorante
della nuova struttura.
Gli interventi di Gehry si concentrano
principalmente sui lati nord e sud del
lotto assegnato. Complessivamente, la
superficie coperta delle strutture rag-
giunge i 5.000 m
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, fra aree espositive e
servizi. Non secondario il ruolo degli
spazi aperti a pi stretto contatto con il
Impressiona osservare le planimetrie
del MARTa Herford e scorgere, nelle
differenze fra lattuale trasformazione di
Frank Gehry e loriginario impianto in-
dustriale risalente agli anni 50, quanto
distanti e diversi siano lodierno assetto
ed il precedente, e pure quanto efficace-
mente dialoghino con la citt e contri-
buiscano ai suoi equilibri.
Il progetto dellarchitetto di scuola ca-
liforniana nella citt del nord della Ger-
mania consiste, in effetti, nella trasfor-
mazione di un edificio esistente, dalle
logiche geometriche particolarmente
squadrate e regolari, sia nelle due che
nelle tre dimensioni. Pi di altre occa-
sioni architettoniche note del mede-
simo progettista, questa, ad Herford,
esalta la plasticit deformativa delle su-
perfici e dei volumi costruiti, ancor pi
di quando larchitetto si confrontato
con ben altre dimensioni e portate, af-
fidandosi a materiali, come ad esempio
e specialmente le lamiere, con i quali le
torsioni, le piegature ed anche i cam-
biamenti di stato superficiale risultano
teoricamente pi semplici. Il virtuosi-
smo formale raggiunge qui un livello
alto, esibendosi quasi unicamente nella
sola dimensione orizzontale, con una
serie di volteggi e di rigonfiamenti a ca-
ratterizzare insolitamente quanto di
norma perfettamente retto, verticale
ed a piombo.
In questo caso, la struttura muraria e
massiva, come lo la scelta della pelle
esterna, in mattoni laterizi. Le mura pe-
rimetrali sono normalmente costituite
da setti in cemento armato per 35 cm di
spessore, internamente rivestite; verso
lesterno, 11 cm di isolante, poi 3 cm
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Alberto Ferraresi
gehry partners, llp
MARTa Herford,
Herford, Germania
P
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Schizzo.
Nella pagina a fianco:
i muri in mattoni infrangono le logiche leggi
gravitazionali; le soluzioni di dettaglio costruttivo
nascondono la cifra dello spessore laterizio.
FOTOGRAFIE thomasmayerarchive.com
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N
Il laboratorio dei modelli allinterno dello studio
di progettazione (foto: Frank O. Gehry & Associates).
Una sezione generale lungo lasse est-ovest e un prospetto-
sezione che inquadra lingresso principale.
La planimetria dellinsediamento mette in luce le differenze
formali tra preesistenza e nuovo intervento.
Qui e nella pagina a fianco:
laccostamento della strada rettilinea al Museo esalta
le sue forme curvilinee.
breve passeggiata, sul tappeto rosso di
mattoni posati di coltello, conducente
scenograficamente allentrata.
In relazione al nome assegnato al com-
plesso, M sta per mobili, poich specifica-
mente si espongono arredi di design, ma
potrebbe pure certamente voler dire
museo;Art sta, in massima sintesi, per ar-
chitettura, ma ovviamente potrebbe rap-
presentare arte, intendendo sia larte
delle opere contenute, sia pure quella
dello spettacolare contenitore.
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costruito. Entro il lotto, il manto pavi-
mentale nuovamente in laterizio, in
continuit con i setti verticali. Cammi-
nando da sud verso nord, sul lato della
strada su cui insiste il Museo, seguendo
le anse dei muri, anchessi in laterizio, ci
si trova come richiamati verso lingresso,
senza possibilit di ripensamento. Fra i
volumi di progetto, infatti, sinsinua una
Scheda tecnica
Progetto: Gehry Partners, LLP
Sup. area: 7.780 m
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Cronologia: 1998, progetto;
2004-08, fine lavori
www.marta-herford.de
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Le forme rotondeggianti del MARTa si distinguono
nettamente dalle caratteristiche spigolosit
dellarchitettura locale.
Stralcio di sezione orizzontale (fornito da Stefan
Hoffmann dello Studio Archimedes GbmH, che ha
curato il progetto esecutivo dellintervento).
Legenda:
1. canaletta di scolo sottostante
2. giunto aperto
3. sigillante siliconico
4. lamiera in acciaio inossidabile, 10 mm
5. mattone
6. isolamento
7. muro in calcestruzzo
8. finitura interna
Nella pagina a fianco:
in evidenza il piano pavimentale in mattoni:
estende e definisce anche al calpestio
lintervento di Gehry.