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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE

PROF. Mario Ricolfi


APPUNTI E RIASSUNTI DI
DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. RICOLFI
AA 2009/2010
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
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STORIA
Il Bree!!o: il primo istituto nato in tema di propriet intellettuale, allinizio dellera della
rivoluzione industriale come indispensabile incentivo allo sviluppo industriale stesso.
Il Marc"io: nasce nel tardo medioevo sotto orma di marchio collettivo , collegato ai
prodotti creati allinterno delle corporazioni artigiane e !uindi con unzione distintiva,
individua il produttore e !uindi la !ualit di un bene, perc"# nel periodo delle
corporazioni occorreva esserne parte per produrre !ualcosa e bisognava anc"e seguire
gli standard !ualitativi imposti. $ra ine %&& e inizio '&& poi, a seguito della rivoluzione
rancese e con il passaggio alla libera concorrenza, il marc"io diventa individuale .
Il Diri!!o #$A%!ore: inteso come protezione dellopera letteraria o artistica, nasce sotto
(nna d)ng"ilterra nel 1%&*. al tempo lo strumento diusivo delle opere letterarie +il
,orpus -ec"anicum. era unicamente leditoria e pertanto il diritto dautore nasce come
diritto alla copia dellopera +copyright.
/lementi comuni ai tre istituti:
0 sono tutti diritti esclusivi , !uindi assoluti +validi verso erga omnes. e reali
1
+sulla cosa,
!uindi contraattore non solo il primo violatore ma anc"e tutti i successivi.
0 "anno la funzione di incentivo alla creazione , &ell$i&!ere''e #ella colle!!ii!(.
)l #iri!!o i&#%'!riale comprende le norme rierite a marc"i e brevetti, la concorrenza
sleale, lantitrust e la protezione del diritto di autore. Pi1 genericamente si pu2 dire c"e il
diritto industriale ricompresso nella macroarea della tutela della propriet intellettuale
Primi aggregati storici +italiani. urono il Di)e'!o I!alia&o +ine '&&., c"e distribuisce la
materia in due settori, il diritto industriale pubblico c"e disciplina pesi e misure, industrie
pericolose e coalizioni operaie, ed il diritto industriale privato, c"e disciplina i rapporti di
lavoro, la concorrenza, i segni distintivi e le invenzioni.
/stranea al diritto industriale rimane in a !uel punto la disciplina del diritto di autore.
3el periodo tra le due guerre si orma invece un N%oo Di)e'!o I!alia&o c"e separa la
disciplina del diritto del lavoro dal diritto industriale privato e ingloba il diritto di autore.
4empre in !uesto periodo nasce dalla deinizione di 5. 6o"ler il concetto di Be&e
I**a!eriale, centrale per la concettualizazione dei diritti collegati alla tutela delle opere
dellingegno. 7a deinizione di bene immateriale a !uindi nascere una separazione tra
lopera, linvenzione +corpus m8sticum. ed il supporto c"e la contiene +corpus
mec"anicum., tutelando la prima indierentemente dal mezzo utilizzato per divulgarla.
)noltre, stabilito c"e la tutela della propriet intellettuale applicabile ad un bene
+immateriale., presto atta ed accettata lapplicabilit analogica dellistituto pi1 vecc"io
di tutti, la propriet.
1
7a realit dei diritti in !uesto caso non a tanto rierimento alla cosa in senso dispositivo della stessa , cio
nella tutela dellappartenenza +propriet possesso., !uanto al atto c"e oltre alle tutele personali del titolare
del diritto +es risarcimento danni causati dal terzo c"e utilizza il marc"io., si applicano anc"e tutele reali
come il ripristino delle condizioni concorrenziali precedenti allindebito utilizzo, tramite notizia dellindebito
alla collettivit, pubblicazione di sentenze ecc.
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I MARC+I
FUN,IONE
Il Marc"io: un segno o simbolo atto a distinguere, allinterno di un insieme di beni o
servizi, !uelli c"e provengono da una determinata impresa.
/lementi essenziali del marc"io sono !uindi la f%&-io&e #i'!i&!ia ed il rierimento
allimpresa dal !uale il bene o servizio marc"iato proviene.
4i distingue tra i segni tipici !uali la :ditta; in !uanto !uesta distingue una sola entit,
mentre il marc"io atto a distinguere un insieme di beni +pluralit. allinterno di un
insieme pi1 ampio, e dall;insegna; c"e invece si avvicina gi di pi1 al marc"io in !uando
distingue i locali dellimpresa c"e, come noto, possono anc"e essere molteplici +e !uindi
distinguere una catena di negozi da altri negozi c"e vendono merci simili..
(ltra considerazione riguarda invece la f%&-io&e a!!ra!!ia del marc"io, c"e collegata
con linteresse dellimprenditore alla sua registrazione in !uanto capace di rendere i
propri prodotti non solo distinguibili da !uelli concorrenti, ma anc"e preeribili proprio
perc"# marc"iati +si pensi allabbigliamento..
<uesto rilevante in tema di tutele perc"# rende giuridicamente rilevante anc"e la tutela
di !uesta unzione del marc"io, in !uanto limprenditore avr sicuramente atto
investimenti ingenti in pubblicit per rendere i propri prodotti preeribili e come tali !uesti
investimenti vanno tutelati.
F%&-io&e )i%ri#ica*e&!e !%!ela!a #el *arc"io.
7a tutela dei segni distintivi risponde ad interessi sia individuali +dellimprenditore. c"e
collettivi +della collettivit..
$ra gli i&!ere''i i&#ii#%ali, come gi anticipato pi1 sopra rientrano la f%&-io&e
#i'!i&!ia e la f%&-io&e a!!ra!!ia dei marc"i, mentre tra gli i&!ere''i colle!!ii si cita
prevalentemente la f%&-io&e #i /ara&-ia del marc"io, intesa in senso di garanzia di
!ualit costante del prodotto.
<uesto evidenzia c"e vi sono principalmente 9 unzioni del marc"io:
1. unzione distintiva
2. unzione attrattiva
9. unzione di garanzia !ualitativa.
Prima della riorma del 1**2, scaturita da una direttiva ,// del 1*'', solo la unzione
distintiva del marc"io era tutelata.
Pertanto il titolare avrebbe potuto invocare la protezione solo in base al 0ri&ci0io #i
'0eciali!(, ossia verso luso non autorizzato di !uel marc"io per beni dello stesso tipo
2


nei !uali si producesse il risc"io di conusione riguardo allorigine imprenditoriale di !uei
beni.
( seguito della riorma del 1**2 invece stata riconosciuta tutela anc"e alla unzione
attrattiva, in relazione al rilievo socio economico dato agli investimenti pubblicitari e in un
certo !ual modo anc"e a !uella di garanzia !ualitativa.
2
,lassiicati in base allaccordo di 3izza c"e stabilisce le categorie merceologic"e a !uesto ine.
3el registrare il marc"io occorre !uindi c"iedere per !uale categoria merceologica si ric"iede.
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)l Principio di 4pecialit suesposto stato inoltre ridimensionato per i beni c"e )o#o&o
#i Ri&o*a&-a per i !uali esso non ora pi1 applicato +coca cola pu2 marc"iare anc"e
un asciugamano, cosiddetta Ul!ra!!ii!( del marc"io>..
(nc"e per i beni c"e non "anno rinomanza per2, la protezione stata estesa togliendo il
re!uisito dellimpresa alla base di una ric"iesta di registrazione di marc"io. ?ggi inatti
c"iun!ue pu2 registrare un marc"io e c"i gi lo "a atto lo pu2 cedere in licenza totale o
parziale, !uindi anc"e acendolo produrre a terzi.
/ rimasto peraltro il re!uisito dellU'o #el *arc"io c"e prevede c"e il non uso per un
periodo superiore a 5 anni ne determini la decadenza.
7a unzione di garanzia invece prevalentemente rimasta sotto la tutela delle leggi di
mercato per le !uali, se la !ualit cala, calano anc"e le preerenze dei consumatori.
Per2 stata riconosciuta ugualmente una tutela a !uesta unzione +in relazione
allinteresse collettivo. ogni !ualvolta il marc"io sia idoneo a creare inganno o
conusione nel pubblico +#iie!o #i %'o i&)a&&eole #el *arc"io.. <uesto si deduce
da un c"iaro precetto del ,P) c"e vieta il peggioramento !ualitativo dei beni
contraddistinti dal marc"io in assenza di una adeguata inormazione.
/ stato riconosciuto !uindi c"e linteresse collettivo tutelabile non tanto !uello di avere
una costanza !ualitativa nel prodotto marc"iato, ma di poter esercitare una scelta
consapevole in relazione a !uel prodotto.
/sempio tipico dato dalla unzione di garanzia collegata alle denominazioni
geograic"e o di origine c"e, in particolare nei prodotti alimentari, anno pensare
direttamente ad un certo livello !ualitativo dei prodotti provenienti da !uella zona.
7o strumento giuridico a diesa di !uesti interessi giuridicamente rilevanti !uindi il
#iri!!o #i e'cl%'ia, inteso come diritto reale ed assoluto +vedi prima pagina. spettante
allimprenditore.
LE FONTI
7a disciplina del diritto vigente in tema di marc"i data da tre tipi di onti: I&!er&e,
I&!er&a-io&ali, Co*%&i!arie.
Fo&!i #i #iri!!o i&!er&o.
4i tratta principalmente degli articoli dal 2129 al 2134 del codice civile e dalla le))e
50/2001 denominata Co#ice #i Pro0rie!( I&#%'!riale.
7a previsione del codice si limita ad alcuni aspetti stabilendo innanzitutto la tutela dei
marc"i tramite il #iri!!o #i e'cl%'ia, il #iri!!o #i 0re%'o +da parte di c"i anteriormente
alla registrazione altrui gi aceva uso di !uel marc"io., la 0o''i6ili!( #i *arc"i
colle!!ii, il #iie!o #i 'o00re''io&e #ei *arc"i #i fa66rica +@ si inserisce il marc"io di
commercio e si leva laltro., la possibilit di !ra'feri*e&!o #el *arc"io
9
.
2129. Diri!!o #i e'cl%'ii!(. ,"i "a registrato nelle orme stabilite dalla legge un nuovo
marc"io idoneo a distinguere prodotti o servizi "a diritto di valersene in modo esclusivo
9
2135. Tra'feri*e&!o #el *arc"io. )l marc"io pu2 essere traserito o concesso in licenza per la
totalit o per una parte dei prodotti o servizi per i !uali stato registrato, 0%rc"7 i& o)&i ca'o
#al !ra'feri*e&!o o #alla lice&-a &o& #erii i&)a&&o i& 8%ei cara!!eri #ei 0ro#o!!i o 'eri-i
c"e 'o&o e''e&-iali &ell$a00re--a*e&!o #el 0%66lico
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per i prodotti o servizi per i !uali stato registrato.
)n mancanza di registrazione, il marc"io tutelato a norma dellarticolo 25%1 +preuso..
2130. Marc"i colle!!ii. ) soggetti c"e svolgono la unzione di garantire lorigine, la
natura o la !ualit di determinati prodotti o servizi possono ottenere la registrazione di
marc"i collettivi per concederne luso, secondo le norme dei rispettivi regolamenti, a
produttori o commercianti
2131 Pre%'o. ,"i "a atto uso di un marc"io non registrato "a la acolt di continuare ad
usarne, nonostante la registrazione da altri ottenuta, nei limiti in cui anteriormente se ne
valso.
2132. Diie!o #i 'o00re''io&e #el *arc"io. )l rivenditore pu2 apporre il proprio
marc"io ai prodotti c"e mette in vendita, ma non pu2 sopprimere il marc"io del
produttore.
2135. Tra'feri*e&!o #el *arc"io. A )l marc"io pu2 essere traserito o concesso in
licenza per la totalit o per una parte dei prodotti o servizi per i !uali stato registrato,
purc"# in ogni caso dal traserimento o dalla licenza &o& #erii i&)a&&o i& 8%ei
cara!!eri #ei 0ro#o!!i o 'eri-i c"e 'o&o e''e&-iali &ell$a00re--a*e&!o #el
0%66lico.
<uando il marc"io costituito da un segno igurativo, da una denominazione di antasia
o da una ditta derivata, si presume c"e il diritto alluso esclusivo di esso sia traserito
insieme con lazienda.
3ozione !uindi centrale nella nostra produzione di diritto interno poi il 0ri&ci0io #i
!erri!oriali!(, c"e stabilisce !uindi regole valide per il territorio italiano.
7a necessit invece di dare protezione internazionale ai marc"i, "a portato alle:
Fo&!i #i #iri!!o i&!er&a-io&ale.
1995 : Co&e&-io&e U&io&e Di Pari)i ;CUP<: la prima convenzione c"e da
estensione internazionale a tutela di marc"i, brevetti e concorrenza sleale, basata sul
principio della domanda +la tutela va ric"iesta. e della reciprocit, ossia la tutela di
marc"i e brevetti riconosciuta sia ai cittadini del paese c"e a !uelli del paese aderente
,BP +c"e "anno atto domanda..
$re sono i principi c"e scaturiscono da !uesta convenzione:
Il 0ri&ci0io #i a''i*ila-io&e: per il !uale i cittadini dei paesi dellunione sono assimilati
ai cittadini del singolo paese nella ruizione dei diritti spettanti dalla normativa locale
sulla propriet industriale. :) cittadini di ciascuno dei paesi dellBnione godranno in tutti
gli altri, per !uanto riguarda la protezione della propriet industriale, dei vantaggi c"e le
leggi rispettive accordano presentemente o accorderanno in avvenire ai nazionali>;
La 0riori!( %&io&i'!a: secondo il !uale :,"iun!ue avr regolarmente depositato in uno
dei paesi dellBnione una domanda di brevetto dinvenzione, di modello dutilit, di
disegno o modello industriale, di marc"io di abbrica o di commercio, o il suo avente
causa, godr, per eseguire il deposito negli altri paesi, dun diritto di priorit entro certi
termini>;.
Pri&ci0io #i 0ro!e-io&e =!elle 8%elle>: secondo il !uale ogni marc"io dC abbrica o di
commercio, regolarmente registrato nel paese dorigine, sar ammesso al deposito e
protetto tale e !uale negli altri paesi dellBnione.
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1992 ? Co&e&-io&e U&io&e #i Ber&a ;CUB<: estende la protezione al diritto di autore,
basata sul principio di estrinsecazione, ossia c"e lopera per essere protetta deve
essere pubblicata o estrinsecata.
$ratto comune a ,BP e ,BD c"e ogni stato libero di decidere c"e cosa proteggere,
ma una volta decisa tale protezione estensibile +sempre nel paese. ai cittadini degli
altri paesi aderenti +propriet unionista., situazione c"e non ore !uindi un livello minimo
uniorme di garanzia e c"e "a portato poi alla nascita dei $E)P4 +vedi oltre..
4peciica di ,BP e ,BD c"e la domanda di protezione +registrazione. di un diritto
ac!uisito in uno stato +es registrazione di un marc"io. va comun!ue presentata +anc"e
successivamente. in tutti gli stati per i !uali si desidera protezione. Prima di !ueste
convenzioni invece, per avere protezione internazionale la domanda andava atta
contestualmente in tutti i paesi, cosa comprensibilmente piuttosto diicile ed onerosa.
(ltra caratteristica di ,BP la retroattivit della protezione, inatti per le domande di
marc"io eettuate nei 6 mesi successivi al primo deposito +nel proprio paese. la
protezione poi garantita con eetto dalla data della domanda.
1991 ? Arra&)e*e&! #i Ma#ri# e relativo protocollo del 1*'*: rierito alla registrazione
internazionale dei marc"i, un protocollo con il !uale viene integrata la ,BP al ine di
evitare di dover are domande di registrazione multiple in tutti i paesi. )l soggetto c"e "a
depositato domanda di registrazione di un marc"io in un paese, non deve inatti
presentare analoga domanda in tutti gli altri paesi nei !uali desidera protezione, ma solo
c"iedere estensione alla protezione del diritto, tramite domanda al @IPO
=
c"e veriica
lassenza di opposizioni nei 1' mesi successivi e concede la protezione registrando il
marc"io con eetto negli ordinamenti degli altri stati contraenti..
)l deposito attuato mediante !uesta convenzione non porta per2 ad un unico marc"io
protetto in pi1 paesi ma comun!ue a tanti marc"i depositati presso i vari paesi, in pratica
ad un :ascio di marc"i;.
7a :scaletta; per depositare in base all(rrangement di -adrid !uindi !uella di 1.
ottenere la registrazione nel proprio paese, 2. are domanda al F)P? a Ginevra per la
registrazione internazionale.
1994: Tra#e Rela!e# I&!ellec!%al 0ro0er!A ri)"!' ;TRIPS<: per gli aderenti a !uesto
trattato vi invece una limitazione di sovranit perc"# essi diventano obbligati da
proteggere determinati tipi di diritti, conormandosi inoltre alle regole della ,BP.
(ltra caratteristica ondamentale dei $E)P4 c"e ladesione al trattato re!uisito
essenziale per essere ammessi allinterno del F$? + o ?-,, ?rganizzazione -ondiale
del ,ommercio..
Fo&!i #i #iri!!o co*%&i!ario.
7avvicinamento alla creazione del marc"io comunitario stato atto con passi diversi.
Happrima con pronunce della corte di Giustizia c"e stabili c"e il diritto esclusivo del
titolare del marc"io poteva essere atto valere anc"e in caso di importazione di beni con
segni simili o identici da parte di altri stati membri, e poi con una direttiva c"e pur
presupponendo il permanere delle legislazioni nazionali, eliminava tutte le disparit
esistenti tra !ueste c"e potessero ostacolare la libera circolazione dei prodotti o alsare
le condizioni di concorrenza.
=
)l @IPO o OMPI ossia lOr)a&i--a-io&e Mo&#iale Della Pro0rie!( I&#%'!riale, "a sede a
Ginevra ed nata nel 1*6% con lo scopo di operare in un ambiente normativo largamente
integrato da strumenti internazionali come ,BP, ,BD e -adrid>
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4i poi arrivati, nel 1**=, al marc"io unico europeo.
1994 : Re)ola*e&!o '%l *arc"io co*%&i!ario &. 40/1994: porta invece allistituzione
di un unico marc"io europeo, abbandonando !uindi il principio di territorialit ancora
previsto dalla precedente direttiva.
Gli uici ai !uali ric"iedere la registrazione si trovano in 4pagna ad (licante e operano
una veriica c"e il marc"io per il !uale c"iesto il deposito non sia ancora registrato in
alcuno dei paesi dellunione. <uesto regolamento consente !uindi di evitare il doppio
passaggio previsto dallarrangement di -adrid e depositare una sola domanda valida
per tutta la B/. )l marc"io cosC registrato "a !uindi validit su tutto il territorio
dellunione
5
.
,iononostante, il marc"io comunitario coesiste con i marc"i nazionali, in modo da orire
alle imprese la possibilit di registrare ancora solo nel proprio paese +o c"iedere il ascio
di marc"i ,BPI-adrid. se ci2 suiciente alle loro inalit.
)n genere le imprese c"iedono la Eegistrazione del marc"io nei singoli paesi e poi
lestensione di tutela al F)P? secondo gli arrangement di -adrid. ,ontemporaneamente
c"iedono la registrazione B/ ad (licante e, scaduti i termini di opposizione a !uesta,
abbandonano le altre due +3azionale I -adrid e F)P?. e tengono solo la B/.
?ltre alla =&0*= esistono anc"e altre regole a livello comunitario come la Co&e&-io&e
#i Mo&aco '%i Bree!!i CBE in vigore dal 1*%=.
5
?cc"io perc"# si ottiene la registrazione di un solo marc"io, valido a livello comunitario. 4e
!uindi poi si scopre c"e in un solo paese cera lo stesso marc"io preregistrato, !uello comunitario
viene invalidato in totoJJ
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FATTISPECIE COSTITUTIBA
)l #iri!!o #i *arc"io si ac!uisisce con la registrazione e con luso. 3on !uindi tutelata
la semplice creazione del marc"io.
Hi ronte a modelli puri c"e prevedono c"e il diritto si ac!uisisca solo con la registrazione
o solo con luso, il modello italiano !uindi misto prevedendo importanza per entrambi
gli elementi.
)l Fa!!o Co'!i!%!io tanto nel nostro ordinamento art. 256*
6
c"e in !uello comunitario
dato comun!ue dalla registrazione, ma prevista la decadenza, come prima citato, in
caso di mancato uso per un periodo ultra !uin!uennale.
)noltre, nel nostro ordinamento, data tutela alluso ed in particolare al 0re%'o +uso
altrui precedente alla ric"iesta di registrazione.. 4e inatti il marc"io "a ac!uisito
notoriet generale +rispetto al territorio nazionale., esso non registrabile perc"# privo
del re!uisito di :novit;. Hiversamente, se la notoriet solo locale, al precedente
utilizzatore spetta un #iri!!o #i 0re%'o , limitatamente alla zona di preutilizzo .
/ da notarsi c"e il diritto di preuso non conerisce lac!uisto di un diritto a avore del
primo utilizzatore, ma circoscrive unicamente la protezione del marc"io
successivamente registrato +impossibile oppure non esclusiva nella zona di preuso..
)l marc"io di diritto +!uello duso si c"iama di atto., inoltre pi1 tutelato di !uello di atto
perc"# in capo al titolare vi una 0re'%&-io&e #i !i!olari!( +in base alla leggeJ.. )l
titolare di marc"io di atto dovr invece dimostrare di esserlo +cio di aver usato gi
prima !uel marc"io..
La re)i'!ra-io&e #el *arc"io
7a registrazione di un marc"io pu2 essere sostanzialmente eettuata in tre modi:
1. De0o'i!o &a-io&ale +Bicio italiano Drevetti e -arc"i.K
2. De0o'i!o i&!er&a-io&ale +dep. 3azionale I F)P? Ginevra.
9. De0o'i!o Co*%&i!ario +(licante B(-).
7e due ipotesi +1 e 2 verso la 9., dieriscono, oltre c"e per !uanto gi espresso nel
paragrao delle onti, anc"e per i vari termini previsti per Lesame della domanda.
1 e 2 : Na-io&ale. 3el diritto nazionale c"iun!ue vi abbia interesse pu2 are
osservazioni sulla domanda di marc"io entro due mesi dalla pubblicazione.
?ppure, entro tre mesi da tale data, c"i "a un interesse coniggente con la ric"iesta di
registrazione pu2 are opposizione sulla base degli impedimenti relativi previsti allart.
1%6 comma 5 c"e rimanda i punti H e M dellart. 12 +marc"io gi registrato da altri o
con ac!uisita rinomanza altrove..
<uesta opposizione da !uindi vita ad un contraddittorio davanti alla commissione dei
ricorsi c"e pu2 poi essere a sua volta impugnato in cassazione. )noltre, anc"e lautorit
giudiziaria ordinaria pu2 attivarsi per impedire la registrazione di un marc"io in base ad
impedimenti di altro genere.
5 ? Co*%&i!aria: le dierenza sta sostanzialmente nelle modalit di esame della
domanda da parte delluicio competente, nei termini +NNNNN. per lopposizione +tutti
possono are opposizione entro 9 mesi, non solo i titolari interessi coniggenti. e nel atto
6
,"i "a registrato nelle orme stabilite dalla legge un nuovo marc"io idoneo a distinguere prodotti o servizi,
"a diritto al suo uso esclusivo per i prodotti per i !uali stato registrato.
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c"e contro le decisioni delluicio su eventuali ricorsi si pu2 are impugnazione presso il
tribunale comunitario di prima istanza e, per sole !uestioni di legittimit, alla ,orte Hi
Giustizia della comunit. +!uindi ad esempio se una registrazione u atta in mala ede
oppure no..
Re8%i'i!i 0er la re)i'!ra-io&e
Perc"# si possa procedere con la ric"iesta di registrazione, occorre c"e il segno sia
idoneo ad essere registrato come marc"io, dotato di capacit distintiva, estraneo alla
orma del prodotto +in certa misura., lecito, nuovo e non contrastante con diritto anteriori
di terzi.
3ella normativa nazionale !uesti re!uisiti sono espressi in positivo mentre in !uella
comunitaria lo sono in negativo +come impedimenti alla registrazione.. 4i proceder di
seguito con lespressione in negativo visto c"e la normativa comunitaria pi1 nuova ed,
in senso generale, a da guida a !uella domestica.
?ccorre !uindi c"e non sussistano impedimenti alla ric"iesta. $ali i*0e#i*e&!i possono
essere A''ol%!i o Rela!ii, con la distinzione c"e !uelli assoluti sono tutti essenziali e
non superabili, mentre !uelli relativi sono superabili con il consenso del terzo.
/LI IMPEDIMENTI RELATIBI ALLA RE/ISTRA,IONE DEL MARC+IO.
4ono !uelli alla base dei !uali stanno ragioni c"e anno capo ai diritti anteriori c"e un
terzo pu2 vantare sul segno. )l consenso del terzo pu2 per2 ar superare limpedimento
in !uestione. Possono essere rappresentati da:
a< *a&ca&-a #i &oi!(C
6< i&co*0a!i6ili!( co& i #iri!!i #i !er-i.
?ccorre innanzi tutto sottolineare c"e lelemento di congiunzione tra impedimenti
assoluti e relativi il divieto del deposito del marc"io in mala ede, come ad esempio la
pratica di stocO p8ling, ossia il deposito di molteplici marc"i al solo scopo di impedire ai
concorrenti la possibilit di registrarne uno
%
. <uesto produce !uindi un impedimento c"e
a seconda della attispecie orienta limpedimento tra !uelli assoluti e !uelli relativi.
)l atto poi c"e gli impedimenti relativi possano essere atti valere solo da c"i "a un diritto
coniggente signiica c"e gli uici di registrazione non eettuano controlli su !uesti
impedimenti ma solo su !uelli assoluti. ) relativi !uindi possono essere atti valere solo
mediante opposizione +sia alla domanda di registrazione c"e successivamente in sede
giudiziaria. e ci2 signiica c"e nel registro delluicio marc"i possano convivere marc"i
coniggenti, ogni !ualvolta il precedente titolare non a opposizione.
4i parla !uindi di N%lli!( Rela!ia perc"# essa invocabile solo da c"i "a il diritto
anteriore coniggente e non da c"iun!ue vi abbia interesse.
%
4i veda la registrazione di 7indt del coniglietto come marc"io di orma c"e conigge con la prassi
comune di creare per pas!ua i coniglietti di cioccolato, diusa tra vari imprenditori, c"e !uindi
avrebbe limitato a !uesti di continuare a arlo.
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7a 'e8%e&-a !e*0orale delle opposizioni "a rilevanza. )natti se immaginiamo tre
soggetti c"e abbino registrato lo stesso marc"io in tempi diversi:
(0 ( (I
se ( a causa per contraazione a (I +c"e "a registrato dopo., (I non pu2 opporre
linvalidit di ( perc"# esisteva (0 +c"e "a registrato prima di (., in !uanto, essendo la
novit un impedimento relativo, solo (0 "a diritto a ar valere i suoi diritti e annullare (.
)noltre, si noti c"e una domanda di marc"io comunitario, avendo eetto in tutti i paesi, "a
la conseguenza di precludere una successiva domanda interna nel singolo paese.
Co&ali#a #el *arc"io +(rt. 2' ,P).: il titolare del diritto anteriore c"e venga a
conoscenza di una domanda successiva di deposito di marc"io conliggente con il suo,
pu2 ar valere il suo diritto anteriore entro 5 anni dal momento in cui venga a
conoscenza delluso. 4e ci2 non avviene per2, il marc"io viziato viene sanato :ab inizio;
e !uindi si convalida.
7a convalida pone per2 problemi di possibile coesistenza di marc"i identici per prodotti
identici e !uindi di conusione per il pubblico e indebito approittamento di investimenti
del concorrente. <uesto un problema aperto. 4e il risc"io di conusione pu2 essere
sanato con linormazione, per !uanto riguarda lindebito approittamento occorre ar
rierimento allart. 25*' e !uindi alle regole sugli eventuali atti di concorrenza sleale.
+vedi oltre..
La *a&ca&-a #i &oi!(. ar!. 12 CPI
7art. 12 ,P) stabilisce c"e non sono nuovi innanzitutto i segni c"e sono diventati di uso
comune nel linguaggio corrente o negli usi del commercio.
4ono inoltre speciicati ca'i #i co&!ra'!o:
1. tra marc"i registrati +il titolare di una registrazione anteriore si contrappone ad una
registrazione o domanda di atta posteriormente. 4uddivisi in tre sottocategorie:
a. tra -arc"i identici per prodotti identici +ovviamente i intende dello stesso tipo.. 4e
c !uesto tipo di conlitto, il marc"io registrato dopo
'
sicuramente nullo, non
ric"iede c"e possa generare conusione + intrinseca>...
b. $ra -arc"i identici o simili per prodotti identici o aini. +!uindi - identici per
prodotti simili, o - simili per prod. identici o per prod simili ecc. .. ,on !uesti
re!uisiti, la registrazione posteriore nulla se da !uesta possa derivare un
risc"io di conusione o di associazione
*
tra i due segni +elemento necessario..
c. il marc"io registrato anteriore goda dello stato di rinomanza
1&
. )n !uesto caso vi
una deroga al principio di specialit, !uindi sono nulle le registrazioni successive
di un segno identico o simile, anc"e per prodotti non identici o aini +!uindi per
classi merceologic"e diverse., e a condizione c"e il marc"io successivo sia
idoneo a trarre un indebito vantaggio da o dare ingiusto pregiudizio alla notoriet
'
Pri&ci0io %&io&i'!a della ,BP. Per determinare la data a cui ar decorrere, si sceglie la data
del primo #e0o'i!o #ella #o*a&#a +nel primo paese. e non a !uella di riconoscimento negli altri
paesi dellestensione del diritto.
*
,onusione di livello minore, ossia suscettibile di generare associazione mentale tra i produttori
+es, c"e si pensi c"e i due diversi produttori sono associati>.
1&
3ella normativa europea si parla di :notoriet; . 7a rinomanza si decide con un giudizio di atto
dellorgano giudicante, non esistono liste, ed "a diverse gradazioni: pi1 orte, pi1 settori
merceologici protegge.
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
del marc"io anteriore +PP).. 3on ric"iesta conusione, e il marc"io posteriore
nullo.
2. tra un *arc"io re)i'!ra!o e 'e)&i #i'!i&!ii &o& re)i'!ra!i +marc"i di atto
11
, ditta,
insegna, nome a dominio..
)n !uesto caso si parla delle regole rierite al ,d :Diri!!o #i Pre%'o; di cui allart. 25%1.
Pa osservato c"e colui c"e usava gi solo a livello locale il marc"io successivamente
registrato da altri, pu2 continuare ad usarlo nella stessa zona. 4i ritiene invece c"e il
registrante possa usarlo ovun!ue, anc"e in !uella zona dove esisteva il preuso.
( livello comunitario !ueste previsioni "anno molta importanza, in !uanto elevata la
possibilit di un uso locale diicile da accertare>
Di!!aD i&'e)&aD &o*e a #o*i&io: anc"e in !uesto caso sia la normativa domestica c"e
comunitaria aermano lincompatibilit dei segni da registrare !uando siano identici ad
altri segni usati non per prodotti ma bensC come ditta, insegna o nome a dominio +art. 12
comma c.. (nc"e in !uesto caso per2 occorre c"e da tale identicit possa derivare
conusione per il pubblico, anc"e solo intesa come risc"io di assimilazione.
7a notoriet locale o nazionale comun!ue considerata e, sia a livello comunitario c"e
domestico necessario c"e ditta e insegna godano di una certa rinomanza,
aermazione commerciale sul territorio ainc"# possano avere azione invalidante
12
.
9. tra marc"i registrati e diritti anteriori di terzi. #iri!!o #i a%!oreD al &o*eD all$i**a)i&e.
Diri!!o a&!eriore al 0ro0rio ri!ra!!oK il ritratto di una persona non pu2 essere
registrato senza il consenso dellinteressato o, dopo la morte, dei suoi congiunti
indicati dalla legge + un diritto personalissimo, non trasmissibile, non a carattere
patrimoniale..
Diri!!o a&!eriore al 0ro0rio &o*e
15
+es pastiglie leone.K si vedano innanzi tutti gli art
6 e % del codice civile. Per opporsi alluso occorre c"e ci sia la rieribilit, !uindi c"e
sia c"iaramente rieribile ad una persona. Per opporsi alla registrazione occorre
!uindi anc"e c"e da !uesto possa derivare un pregiudizio alla reputazione, onore,
decoro della persona>
4i veda anc"e larticolo del ,P) e lesclusione della ditta dalla tutela, per via della
previsione di legge c"e prevede c"e il nome dellimprenditore sia contenuto nella
ditta
1=
.+es, il ratello di Gucci c"e vuole mettere il suo cognome Gucci nella sua ditta
c"e produce anc"essa vestiti..
3ei casi in cui ci vuole il consenso dellae&!e #iri!!o, !uesto colui c"e, attraverso
lutilizzazione primaria del segno, lo porta alla notoriet.
4i noti c"e una volta registrato come marc"io un nome, il titolare civilistico di !uel
11
Marc"io #i fa!!o: marc"io utilizzato ma non registrato. 7a attispecie costituiva del diritto luso
+e dal !uale derivi per2 un minimo di notoriet>.. 7eicacia invalidante ce l"a il marc"io di atto
c"e abbia notoriet non puramente locale.
12
4i ricordi c"e a livello comunitario possono averla sia in ase di ric"iesta di registrazione c"e
dopo di azione giudiziaria di nullit
19
4i noti c"e in !uesto caso, !uando luso del nome "a la possibilit di ledere il decoro della
persona al !uale rieribile +c"e un reato>., e'i'!e %& #oere #i %fficio #i i&!ere&!o. <uindi
la nullit non pi1 solo ric"iedibile dai diretti interessati ma anc"e duicio.
1=
)n !uesto caso per2, la giurisprudenza "a stabilito c"e bisogna inserire nella ditta degli elementi
distintivi, c"e distinguano il nome presente nella stessa con lo stesso nome precedentemente
registrato da altri come marc"io.
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
nome deve comun!ue sottostare alle norme di diritto industriale se lo vuole
registrare anc"e lui, senza alcun diritto di natura civilistica.
(ltri diritti esclusivi +es, un disegno o igura coperta da diritto dautore senza
autorizzazione.. )n !uesti casi c si un diritto anteriore coniggente, ma non sono
segni distintivi di impresaJJ
)n alcuni dei casi di cui sopra, lavente diritto pu2 non soltanto ric"iedere linvalidit del
marc"io, ma pu2 anc"e rivendicarlo +art. 11'/122., in !uesti casi !uindi lavete diritto pu2
c"iedere la registrazione a proprio nome, la non accettazione della ric"iesta di
registrazione, o la ric"iesta di registrazione a proprio nome con varianti +es, parte
igurativa dl marc"io diversa..
/LI IMPEDIMENTI ASSOLUTI
Eieriscono invece a vizi genetici, intrinseci del segno o ragioni di ordine generale.
Qanno !uindi una valenza generale ed attinente alla unzione stessa del marc"io e
c"iun!ue vi abbia interesse pu2 !uindi c"iedere la nullit sulla base di !uesti dietti.
a< &o& i#o&ei!( a'!ra!!aK
6< #ife!!o #i ca0aci!( #i'!i&!ia +segni privi di carattere distintivo R nella direttiva.K
c< cara!!ere #e'cri!!io del segno +es parola pane non registrabile come marc"io per
il pane.K
#< 'e)&i #ie&%!i #i %'o co*%&eK
e< alc%&e i0o!e'i #i *arc"i #i for*a +es orma dello sc"iaccianoci, comune a tutti i
prodotti di !uel tipo e !uindi non registrabile come marc"io.K
f< illicei!( +contrariet allordine pubblico o buon costume.
/ detto c"e sia a livello nazionale c"e comunitario !uesti impedimenti assoluti rilevano
gi in ase di registrazione e possono poi essere atti valere da c"iun!ue vi abbia
interesse anc"e in sede giudiziaria, compreso il convenuto di una eventuale azione di
contraazione
15
a< No& i#o&ei!( a'!ra!!a 4i tratta della non idoneit del segno ad essere registrato
come marc"io. Per desumere !uesta nozione occorre ar rierimento alla:
#efi&i-io&e #i *arc"io data dallart. = del regolamento =&/*= c"e recita>;tutti i segni
che possono essere riprodotti graficamente come le parole (compresi i nomi), lettere,
cifre, la forma dei prodotti o del loro confezionamento, a condizione che siano idonei a
distinguere i prodotti da quelli di altre imprese;.
7a previsione del ,P) allart. % invece aggiunge anc"e i suoni e le tonalit cromatic"e,
purc"# idonei a distinguere.
Ha tale deinizione si pu2 desumere il generale principio di e'!ra&ei!( #el *arc"io al
0ro#o!!o. )l segno !uindi registrabile solo se non il prodotto stesso, ma pu2
dierenziarsi da esso.
Per i suoni inoltre +marchio musicale. va speciicato c"e importante c"e !uesti siano
riproducibili graicamente !uindi mediante spartito +si a :per elisa;, no al gracc"io di un
15
Perc"# c"i subisce lazione di contraazione pu2 ar annullare il marc"io sulla base di
impedimenti assoluti e !uindi salvarsi dallazione di contraazione subita>
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
corvo>. e c"e le combinazioni di colori siano atte a distinguere limpresa +cosa
diicilissima. !uindi no ai colori puri e orse alle combinazioni cromatic"e.
4ono !uindi esclusi i marchi olfattivi perc"# non riproducibili graicamente +se non in
modo diicilissimo.. Per i proumi inoltre lodore non un segno ma il prodotto stesso, e
!uindi escluso, mentre una eventuale carta igienica alla camomilla potrebbe essere
accettata ma occorre considerare c"e lodore di camomilla diicile da riprodurre
graicamente e !uindi diicile c"e si ottenga la registrazione.
3umeri o lettere inoltre devono avere capacit distintiva, !uindi pi1 acile c"e siano
registrabili numeri composti +ac!ua di colonia ==1%. piuttosto c"e numeri piccoli +salvo
Secondary Meaning., oppure numeri singoli ma con una particolare caratterizzazione
graica.
6< Dife!!o #i ca0aci!( #i'!i&!ia: deriva dallinidoneit di !uel marc"io a distinguere il
prodotto rispetto agli altri. / il punto pi1 importante di tutti e va visto anc"e in base al
principio di estraneit al prodotto da parte del segno, per il !uale il segno deve si essere
idoneo a distinguere il prodotto ma nel contempo deve essere anc"e concettualmente
separabile da esso, senza c"e la natura delle due cose si cononda, diversamente non
sarebbe pi1 un marc"io ma un componente intrinseco del bene +es aspiratori H8son con
il coperc"io trasparente. <uesto non registrabile come segno distintivo in !uanto il
coperc"io un elemento intrinseco del bene.
(llo stesso modo la parola :miele; non pu2 essere utilizzata come marc"io per il miele,
perc"# "a carattere descrittivo e non consente di separare un produttore dagli altri.
c< Marc"i #e'cri!!ii: la regola generale !uindi c"e i marc"i c"e "anno !uesto
carattere descrittivo +es contengano esclusivamente gli elementi descrittivi., non
possono essere registrati come marc"io individuale perc"# sono anc"e
conseguentemente privi di potere distintivo +miele nellesempio precedente..
/ per2 tollerata la presenza di carattere descrittivo nel ,H :*arc"i e'0re''ii;, ossia
!uei segni c"e contengono caratteri descrittivi senza per2 coincidere pienamente con la
denominazione del bene +es, Dergasol come crema da sole al bergamotto.. )n !uesto
caso la registrazione possibile se lalterazione dalla denominazione del bene di un
certo rilievo e suiciente a garantire il carattere distintivo.
(ltro discorso per il carattere descrittivo dei cd *arc"i )eo)rafici +es :arance di
4icilia;. c"e in generale non dovrebbero !uindi essere registrabili perc"# contengono
carattere descrittivo. 4ono per2 previste due eccezioni:
a avore della registrazione come marc"io collettivo, !uindi utilizzabile da tutti i
produttori di !uella zona c"e rispettano le regole prestabilite nella registrazione del
marc"io.
se lindicazione geograica di antasia e non collegabile con lorigine di provenienza
+o meglio, lorigine geograica non rilevante per determinare le !ualit del prodotto
R es, sigarette :cortina;.
16
K
Per i marc"i delle maniestazioni sportive, alla ine la discussione "a portato a stabilire
c"e lunico modo di ornire una tutela nazionale +allestero non serve. adeguata !uello
di are una legge speciale.
16
4e lorigine geograica rilevante e viene inserita nel marc"io individuale composto +cio c"e
contiene anc"e altri segni oltre allorigine geograica., occorre c"e sia vera +es olio ,arli di
)mperia con olive $unisine.
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
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$ra i descrittivi, vi sono anc"e !uelli cosiddetti :*arc"i #e6oli; ossia c"e "anno un
elemento descrittivo debole
1%
e !uindi sono in teoria registrabili, anc"e se beneiciano
poi di una tutela ineriore rispetto ai marc"i orti. +es, i marc"i c"e assomigliano ai marc"i
deboli sono registrabili, se assomigliano a !uelli orti invece no..
#< Se)&i #ie&%!i #i %'o co*%&e. 3on sono registrabili come marc"i !uei segni c"e
consistono esclusivamente in segni divenuti di uso comune nel linguaggio corrente o
negli usi correnti del commercio +es S per i medicinali..
e< Marc"i #i for*a la legge prevede come principio generale la possibilit di registrare
come marc"io la orma di un prodotto ma, allo stesso modo, circonda !uesta previsione
di alcune cautele volte ad evitare c"e con la registrazione della orma si ottenga una
situazione di monopolio sulla produzione del bene.
7a prima di !ueste cautele prevede c"e la orma registrata debba comun!ue essere
idonea a distinguere il produttore. 7a registrazione !uindi negata per orme generic"e
o banali +es bottiglia !ualun!ue..
7a seconda cautela prevede c"e sia di impedimento alla registrazione al cd :for*a
&ece''aria;, ossia !uella orma c"e esclusivamente imposta dalla natura del prodotto
+come lo sc"iaccianoci>..
)n !uesto senso occorre speciicare c"e la orma necessaria pu2 essere correlata anc"e
con altri diritti, come ad esempio !uelli di brevetto su una invenzione c"e deve avere
necessariamente una determinata orma :for*a i&&oa!ia;. 7a legge stabilisce per
!uesti casi c"e la protezione alternativa, o si protegge il brevetto industriale o si c"iede
la registrazione del marc"io.
)nine lart. * ,P) stabilisce c"e non possono essere registrati i segni di orma c"e danno
un valore sostanziale
1'
al prodotto . / !uesto il caso della cd :for*a or&a*e&!ale; c"e
rileva in !uanto da un valore speciale, di ornamento, al prodotto.
Hopo ladozione delle leggi sul design per2 mutata linterpretazione di !uesta cautela,
mutando da speciale ornamento a orma di carattere individuale, !uindi molto meno
esigente sul piano dellinnovazione estetica. 3e consegue c"e alcune orme sono
magari tutelabili come modelli di utilit o design, con protezione limitata !uindi nel tempo
e non potenzialmente eterna come il marc"io.
f< Licei!(: )l marc"io ovviamente deve essere lecito ainc"# possa essere registrato. )l
marc"io illecito !uando contrario alla legge
1*
, allordine pubblico
2&
o al buon
costume
21
.
)l marc"io altresC illecito !uando ingannevole
22
con riguardo allorigine geograica,
alla !ualit o alla natura del prodotto, casi nei !uali si parla di Dece!!ii!( del segno.
<uesta caratteristica va per2 accertata con riguardo allapprezzamento del consumatore
1%
,ontrariamente, i marc"i orti sono !uelli con orte capacit distintiva, !uindi molto acilmente
diendibili.
1'
,io una caratteristica estetica c"e sia idonea a essere determinante per la scelta del pubblico.
)n !uesto caso !uindi il design sarebbe la cosa da tutelare e non il marc"io +con durate !uindi
diverse>.
1*
Per esempio il marc"io c"e riproduca dei timbri di stato +come !uelli dei metalli preziosi.
2&
,ome il ascio littorio, la svastica o altre cose contrarie allordine costituzionale.
21
,ontrari al senso comune del pudore nella sua connotazione notoriamente elastica c"e lo
contraddistingue>
22
<uindi !uesto istituto si applica solo ai marc"i denominativi o espressivi, c"e contengono
!uindi un messaggio c"e si presta ad ingannare +es, carta igienica :,otonelle;, c"e evocava il
cotone ma ne era priva..
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
medio. / !uindi escluso c"e sia ingannevole un prodotto c"e si c"iama :pan di stelle;
+perc"# tutti sanno c"e il pane non arriva dalle stelle., mentre ingannevole la carta
igienica :cotonelle; c"e di carta e non di cotone>
7illiceit o la decettivit pu2 anc"e essere sopravvenuta, cio diventarlo
successivamente. )n !uesto caso la sanzione sempre la decadenza del marc"io.
4empre a proposito di non ingannevolezza, sono !uindi anc"e esclusi gli stemmi e gli
emblemi degli stati nazionali e delle organizzazioni internazionali riconosciute
+disposizioni contenute nella ,BP..
Ac8%i'!o e 0er#i!a #i ca0aci!( #i'!i&!ia
7a mancanza di capacit distintiva, il carattere descrittivo e luso comune del segno
possono essere superati dal cd. Secondary Meaning
2
. ossia !uindi dallac!uisto del
carattere distintivo attraverso luso.
4ono in pratica le ipotesi nella !uali il segno originariamente 1.sia privo di carattere
distintivo, 2. abbia carattere descrittivo o 9. sia di uso comune, ma nelle !uali esso
stato usato cosC massicciamente e con unzione distintiva dallimprenditore c"e il
pubblico oramai lo percepisce come indicazione di provenienza da una impresa.
Bn esempio pu2 essere rappresentato da :!l "iornale;, segno !uindi privo di carattere
distintivo +tutti gli altri giornali si c"iamano comunemente :giornale;. c"e per2 stato
tutelato +e registrabile. grazie al Secondary Meaning.
-a non tutti gli impedimenti possono essere superati con il 4econdar8 -eaning. /
escluso !uindi c"e esso sani i casi di impedimenti relativi e c"e super la non idoneit
astratta. <uindi un proumo non pu2 essere registrato con il secondar8 meaning perc"#
non comun!ue un segno idoneo a essere registrato comun!ue.
7onere della prova dellesistenza di un 4econdar8 -eaning incombe ovviamente sul
titolare del segno, il !uale deve dimostrare la sua notoriet e associazione comune del
pubblico alla sua impresa +con, ad es. indagini demoscopic"e..
Marc"io ol)ari--a!o: Bn altro eetto delluso e del tempo, di natura opposta a 4-, si
"a !uando il marc"io registrato diventato di tale uso comune da determinarne la
perdita del carattere distintivo, inendo !uindi per identiicare solo pi1 il prodotto e non il
produttore. Hiventa in pratica il nome proprio del bene +cellop"an, premaman.. ecc...
Prima della riorma del 1**2 listituto della volgarizzazione si applicava applicava la
Teoria O))e!!ia, cio il giudice doveva solo accertare c"e il marc"io avesse
eettivamente perso la capacit distintiva.
Hopo la riorma si sono stemperati !uesti toni con lintroduzione di un elemento
soggettivo. 7a Teoria So))e!!ia sulla volgarizzazione +art. 19 comma = ,P). c"iede
non solo c"e il marc"io sia diventato comune e generico ma occorre c"e la perdita di
capacit distintiva sia derivata dalla attivit o inattivit
2=
del titolare del marc"io .
<ualora un marc"io sia inserito in un dizionario, il titolare pu2 pretendere c"e sia inserito
il simbolo :r; del marc"io registrato.
4econdar8 -eaning +ac!uisto carattere distintivo con luso..
29
4egno privo di capacit distintiva c"e per2 lac!uisisce con luso. 3on applicabile agli
impedimenti relativiJJ
2=
4ono i casi in cui il titolare del marc"io ometta di diendersi dalle imitazioni di terzi e/o i
incoraggi luso del marc"io come :nome; del bene e ne tolleri la diusione in !uesti termini.
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
Histintivit:
Polgarizzazione +perdita carattere distintivo con luso..
Hue istituti derivanti !uindi da dietti o speciic"e del carattere descrittivo.
NULLITE E DECADEN,A
4ono due istituti c"e solo apparentemente assomigliano a !uelli civilistici. 7a nullit
civilistica per2 pu2 essere atta valere da tutti coloro c"e vi "anno interesse mentre
!uella nel diritto dei marc"i solo dai titolari di diritti anteriori coniggenti. (nc"e la
decadenza "a poco a c"e are con !uella civilistica c"e prevede una generica estinzione
del diritto per inerzia protratta nel tempo.
?ccorre segnalare c"e !uesti istituti sono stati particolarmente modiicati per via della
durata potenzialmente illimitata della privativa sui marc"i, c"e inizialmente dura 1& anni
dalla domanda di registrazione ma pu2 essere rinnovata praticamente in eterno.
3el diritto dei marc"i !uindi le cause di decadenza e !uelle di nullit generalmente si
contrappongo. -entre !uelle di nullit attengono a dietti originari del segno, !uelle di
decadenza si rieriscono invece a dietti sopravvenuti del segno o del suo uso. $utte le
cause di nullit sono gi state viste +impedimenti>., vediamo la Hecadenza.
7a #eca#e&-a +art. 26 cpi. !uindi un enomeno c"e sta a indicare un dietto del
marc"io non genetico
25
ma unzionale
26
, !uindi derivanti da una situazione
sopravvenuta. (vviene con la volgarizzazione
2%
, per non uso
2'
+art. 2= ,P)., per
decettivit sopravvenuta
2*
e perc"# diviene contrario alla legge, ordine pubblico e buon
costume.
7a volgarizzazione gi stata vista.
7a decadenza 0er &o& %'o si "a !uando il marc"io non sia atto oggetto di uso eettivo
per un periodo superiore a 5 anni dalla registrazione o dallultimo uso eettuato, !uesto
per evitare enomeni di accaparramento dei marc"i con inalit monopolistic"e.
Per %'o effe!!io si intende un uso vero, non meramente inalizzato alla conservazione
del marc"io. 3on !uindi eettivo un uso ad esempio solo pubblicitario se allo stesso
non corrisponde la disponibilit dei beni sul mercato. 7uso per2 non deve essere
necessariamente del titolare ma anc"e da parte di un altro soggetto c"e lo accia con il
suo consenso.
4ono ammessi inoltre in )talia i cd -arc"i Hiensivi +esclusiva internazionale... c"e in
pratica sono marc"i simili a !uello a risc"io di decadenza. 7uso di !uesti marc"i simili
inatti utile per impedire la decadenza del principale.
/ altresC esclusa +rimandata. la decadenza !uando il non uso non deriva dalla volont
del titolare ma da altre cause, come nel caso dei armaci !uando tardi ad arrivare
lautorizzazione amministrativa.
25
Hal momento della nascita
26
sopravvenuto
2%
/ la perdita del carattere distintivo del marc"io c"e si "a per azione o non azione del titolare
2'
)l titolare deve usarlo entro 5 anni dal momento della concessione della licenza oppure dopo il
primo utilizzo !uesto non pu2 essere sospeso luso per 5 anni o pi1 +salvo motivo legittimo di
sospensione, es, blocco vendita di un armaco per legge..
2*
Dece!!ii!(: ossia divenuto idoneo a creare inganno +art. 1= ,P)..
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
3el caso di decadenza per non uso, possibile la ria6ili!a-io&e o 'a&a!oria se il
titolare del marc"io c"e sarebbe decaduto per non uso ne riprende luso prima c"e sia
proposta domanda di accertamento di decadenza. )n !uesto caso la decadenza non
opera pi1 se il segno riusato per almeno 9 mesi e 1 gg prima c"e !ualcuno accia
azione di decadenza., salvo c"e il riutilizzo non sia unicamente inalizzato ad impedire
lazione di decadenza da parte di terzi.
La #eca#e&-a 0er #ece!!ii!( 'o0rae&%!a: 4i "a !uando il marc"io diviene idoneo
ad indurre in inganno il pubblico, in particolare circa la natura, la !ualit e la provenienza
dei prodotti o servizi , a causa del modo e del contesto in cui viene utilizzato dal titolare
a con il suo consenso.
)n pratica essa esclusa !uando vi un rapporto di inormazione corretto da parte
dellutilizzatore del marc"io. 3on tutela di !ualit ma di correttezza proessionale.
LA TUTELA DEL MARC+IO
L$a-io&e #i co&!raffa-io&e.
7azione di contraazione
9&
: +art. 2& ,P) 1c lettera D oppure art. 5 direttiva. nata per
tutelare la unzione primigenia del marc"io, !uella distintiva, e per impedire ai terzi di
immettere sul mercato dei beni muniti di segno identico o simile a !uello del titolare in
materia tale da creare una conusione nel pubblico tra i beni contraatti e !uelli originali.
4volge !uindi sia il ruolo di tutelare gli interessi del titolare dei diritti sul segno c"e di
evitare conusione ed inganno nei consumatori.
)l re!uisito essenziale perc"# si abbia contraazione c"e il titolare del diritto di marc"io
o i licenziatari dello stesso esperiscano lazione. )n presenza del consenso di !uesti
inatti, luso del terzo non costituisce in alcun modo contraazione. )noltre necessario
c"e luso del marc"io avvenga :in commercio;.
7a nozione di contraazione speculare con le ipotesi di conlitto ra segni distintivi viste
per veriicare la validit della domanda di registrazione:
1. 0ri*o !i0o #i co&fli!!o: -arc"i identici per prodotti identici. ?ssia viene usato un
:segno; identico al marc"io, per contrassegnare prodotti identici a !uelli per cui
registrato. )n !uesto caso si "a sicuramente contraazione e non necessario c"e si
crei conusione. <uindi nemmeno un :disclaimer; potrebbe giustiicare luso del
segno identico.
2. Seco&#o !i0o #i co&fli!!o -arc"i identici o simili per prodotti identici o aini.
)n !uesto caso occorrono alcuni re!uisiti perc"# possa aversi contraazione: occorre
c"e la simultanea presenza sul mercato del marc"io anteriore e del segno
successivo possa generare risc"io di conusione e c"e !uesto possa generare
risc"io di associazione
91
tra i segni.
9&
Si "a co&!raffa-io&e 'olo 'e l$%'o #el *arcio aie&e =i& co**ercio> ;le))e
co*%&i!aria< o i& a!!ii!( eco&o*ica ;le))e i!alia&a.. )noltre luso del marc"io deve servire per
identiicare il produttore, se !uindi ci2 non avviene +es, uso di un marc"io altrui in una immagine
di un !uadro. non si "a contraazione. BBI
91
,onusione di livello minore, ossia suscettibile di generare associazione mentale tra i produttori
+es, c"e si pensi c"e i due diversi produttori sono associati>.
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9. Ter-o !i0o #i co&fli!!o il marc"io registrato goda dello stato di rinomanza
92
. )n
!uesto caso vi una deroga al principio di specialit, !uindi si "a contraazione da
parti di c"i usa un segno identico o simile, anc"e per prodotti non identici o aini
+!uindi per classi merceologic"e diverse., e a condizione c"e il marc"io successivo
sia idoneo a trarre un indebito vantaggio da o dare ingiusto pregiudizio alla notoriet
del marc"io anteriore +PP)..
Le a!!ii!( ri'era!e al !i!olare ;ar!. 20 CPI<
7a legge precisa !uali attivit di utilizzazione dei marc"i sono riservate al titolare e, per
conseguenza, esse diventano vietate se compiute da terzi.
4icuramente apporre il marc"io sui prodotti o sulle conezioni e la prima di !ueste
attivit, insieme alla possibilit di vendere i prodotti cosC contrassegnati. ,"i appone,
vende o tenta di vendere + contraazione anc"e latto preparatorio. sicuramente
compie un reato, indipendentemente dal atto c"e sia stato lui ad apporre il segno
contraatto o c"e sia a conoscenza della contraazione.
4i citino i problemi di territorialit dovuti a internet ed il caso del martini venduto in sud
america spiegato a lezione.
Le li6ere %!ili--a-io&i 'e*0re co&'e&!i!e a !%!!i i !er-i ;ar!. 21 CPI<
3ella libera utilizzazione il comportamento integra tutti gli elementi del divieto, ma per
ragione degne di tutela !uesto giustiicato. 4ono 9 i casi:
1. &o*e e i&#iri--oK ossia il marc"io registrato pu2 essere usato da c"i l"a nel
nome o nellindirizzo +es, abito in via coca cola>..
2. %'o #i i&#ica-io&i #e'cri!!ie, come indicazioni relative a specie, !ualit,
!uantit, provenienza geograica. / gi stato detto c"e la registrazione del
marc"io con !ueste caratteristic"e possibile solo !uando esso abbia anc"e
carattere distintivo e non solo descrittivo +es, il giornale un marc"io registrato,
ma la parola :giornale;, c"e una indicazione di specie del prodotto, pu2 essere
usata anc"e da 7a 4tampa.. )n !uesti casi !uindi la componente descrittiva deve
rimanere liberamente utilizzabile.
9. del marc"io di impresa !uando F &ece''ario 0er i&#icare la #e'!i&a-io&e di un
prodotto +come i ricambi di concorrenza per le auto, c"e "anno scritto sulla
scatola a !uale prodotto si applicano.K
per i 9 punti di cui sopra, le utilizzazioni sono legittime purc"# luso sia conorme ai
principi di correttezza proessionale +!uindi niente urbate nellutilizzo di marc"i altrui..
L$ESAURIMENTO DEL MARC+IO.
Per e'a%ri*e&!o si intende c"e il diritto del titolare sul marc"io registrato si esaurisce
dopo c"e il bene contraddistinto dal marc"io sia stato immesso in commercio dal titolare
o con il suo consenso..
92
3ella normativa europea si parla di :notoriet; . 7a rinomanza si decide con un giudizio di atto
dellorgano giudicante, non esistono liste, ed "a diverse gradazioni: pi1 orte, pi1 settori
merceologici protegge.
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<uando in pratica il bene marc"iato venduto, la societ c"e vende non "a pi1 alcun
diritto sulle vendite successive, c"e possono avvenire liberamente. 7a stessa libert vale
anc"e per i beni esportati o importati.
4i badi per2 c"e il principio dellesaurimento valido in )talia e nella ,// parlandosi
!uindi di E'a%ri*e&!o I&!er&o e E'a%ri*e&!o Co*%&i!ario. )natti anc"e a livello
comunitario la libera circolazione dei beni principio degno di tutela, da non ostacolarsi
a mezzo del diritto sui marc"i. Peraltro, in ambito ,// occorre veriicare anc"e !uali
sono i soggetti interessati, inatti una impresa italiana potrebbe impedire limportazione
in )talia di prodotti con il suo stesso marc"io provenienti da altri paesi ,//.
L$e'a%ri*e&!o I&!er&a-io&ale invece non avviene in !uanto la unzione distintiva non
lunica ad essere tutelata giuridicamente, esiste anc"e !uella degli investimenti
pubblicitari +ad esempio., per cui il bene venduto a 5 in Bganda non pu2 essere
esportato in )talia a !uel prezzo !uando da noi magari costa 2&, causando una
alterazione del mercato.
LA CIRCOLA,IONE DEI DIRITTI SUL MARC+IO
,ome per tutti i diritti di carattere patrimoniale la cessione dei diritti sul marc"io
possibile usando gli ordinari strumenti civilistici di cessione dei diritto.
3ella prassi commerciale e nel linguaggio legislativo per2, si parla generalmente di
:!ra'feri*e&!o; del marc"io, per evidenziarne i vari casi di cessione, e di :lice&-a; per
identiicare i casi di concessione duso.
7a riorma del *2 "a ortemente agevolato la traseribilit di !uesti diritti rimuovendo il
vincolo di cessione anc"e dei cespiti aziendali c"e consentivano la produzione del bene
oggetto di marc"io. / rimasto !uindi un ruolo cruciale alla previsione generale c"e vieta
il traserimento !uando da ci2 possa derivare inganno del pubblico. )l bilanciamento tra
le esigenze di circolazione del diritto e la tutela del consumatore punto centrale delle
regole sulla cessione civilistica.
(llopposto per2 vi una presunzione di traserimento del marc"io !uando lazienda
ad essere venduta.
2135. Tra'feri*e&!o #el *arc"io. A )l marc"io pu2 essere traserito o concesso in
licenza per la totalit o per una parte dei prodotti o servizi per i !uali stato registrato,
purc"# in ogni caso dal traserimento o dalla licenza &o& #erii i&)a&&o i& 8%ei
cara!!eri #ei 0ro#o!!i o 'eri-i c"e 'o&o e''e&-iali &ell$a00re--a*e&!o #el
0%66lico.
<uando il marc"io costituito da un segno igurativo, da una denominazione di antasia
o da una ditta derivata, si presume c"e il diritto alluso esclusivo di esso sia traserito
insieme con lazienda.
4i noti c"e la ratio prevede c"e non vi sia inganno, !uindi perettamente legittima una
riduzione del livello !ualitativo dei beni il cui marc"io ceduto, purc"# vi sia adeguata
inormazione del pubblico.
7a cessione separata dallazienda possibile inoltre solo per i marc"i speciali mentre
per !uelli generali +es M)($. pi1 diicile e occorrerebbe comun!ue inormare
adeguatamente il pubblico del mutamento del soggetto responsabile della produzione.
)l Mrazionamento merceologico del marc"io +cessione per prodotti non aini., !uindi la
cessione per prodotti diversi possibile ma delicata, preeribilmente esperibile sotto
orma di licenza c"e di cessione.
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7a cessione per prodotti aini invece da ritenersi vietata, perc"# si incorrerebbe in un
caso di decettivit sopravvenuta
99
e !uindi di decadenza del marc"io. / altresC vietato il
razionamento geograico +allinterno dello stesso territorio. del marc"io, in !uanto le
merci potrebbero comun!ue circolare.
La lice&-a #i *arc"io ;ar! 25 CPI<
,ome per la cessione, anc"e possibile c"e luso del marc"io sia concesso a terzi, sia
in orma esclusiva c"e non esclusiva.
7a lice&-a &o& e'cl%'ia prevede c"e il titolare del marc"io possa continuare ad
utilizzarlo per gli stessi beni insieme con il licenziatario e c"e possa anc"e concederne
luso ad altri licenziatari ancora. 7a licenza pu2 altresC essere rierita allintero territorio o
parte di esso.
/ !uindi !uesta una ipotesi di :couso; del marc"io c"e pone i problemi gi visti per la
cessione di tutela dellac!uirente dei prodotti. 7a legge prevede !uindi una clausola
contrattuale espressa per cui i beni oerti dal licenziatario non esclusivo devono essere
dello stesso identico tipo.
7a licenza non esclusiva possibile !uindi solo con !uesta previsione perc"# i beni
possono circolare, !uindi livelli !ualitativi diversi produrrebbero inganno per il pubblico,
con decadenza del marc"io per decettivit sopravvenuta.
)l titolare del marc"io concesso in licenza non esclusiva pu2 !uindi esercitare lazione di
contraazione verso il licenziatario se !uesti non rispetta !uesto precetto di uguaglianza
dei beni marc"iati oerti.
9=
La lice&-a e'cl%'ia. )n !uesto caso poc"i problemi pone il caso in cui il titolare
conceda la licenza di marc"io ad un terzo in modo esclusivo, spossessandosi totalmente
della possibilit di usarlo.
/ per2 possibile c"e il titolare decida di concedere licenza esclusiva a pi1 terzi,
concedendogli di utilizzare il marc"io per parte dei prodotti o servizi per i !uali
registrato.
Lice&-a e'cl%'ia 0er 6e&i &o& affi&i +generi completamente diversi..
)n !uesto caso si pongono poc"i problemi per via della oggettiva diicolt c"e da tale
situazione ne derivi un inganno per il pubblico.
Lice&-a e'cl%'ia 0er 6e&i affi&i +generi diversi ma assimilabili
95
.
)n !uesto caso, anc"e in assenza di una previsione legale come !uella prevista per
le licenze non esclusive, occorre prestare attenzione c"e non venga atto un uso
decettivo del marc"io, situazione c"e ne comporterebbe la sicura decadenza anc"e
in assenza di speciica previsione pattizia.
4ulle licenze di marc"io si ricordi anc"e il parallelismo con il ranc"ising, contratto c"e
armonico con le disposizioni sui marc"i perc"# incorpora tutte !ueste tutele inora
esposte +il ranc"isee si obbliga a conormarsi alle istruzioni del ranc"isor, ne acuisce il
OnoT "oT ecc...
99
Perc"# due produttori produrrebbero con lo stesso marc"io prodotti identici, !uindi creando
conusione nel pubblico circa lorigine del prodotto.
9=
)n pratica gli spetta sia azione eUtracontrattuale +normale contraazione. c"e contrattuale +per
via della clausola contrattuale espressa c"e prevede luguaglianza dei beni.
95
,ome le cravatte e le cinture o gli orologi>.
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For*a e 0%66lici!( &ella circola-io&e #ei *arc"i.
3ellordinamento italiano vige, in linea generale, il principio di libert delle orme !uindi
non ric"iesta una orma speciica per i casi di traserimento dei marc"i, salvo i casi di
donazione
96
.
)l codice per2 prevede delle regole sulla pubblicit di !ueste cessioni, c"e devono
essere trascritte presso lBicio )taliano Drevetti / -arc"i. 7a trascrizione per2 prevede
la orma scritta, !uindi !uesti contratti sono generalmente atti con scrittura privata
autenticata.
Per il marc"io comunitario invece prevista la orma scritta ad substantiam , pena !uindi
la nullit del traserimento.
<uesta diversa previsione "a importanti risvolti: in )talia inatti la trascrizione serve solo
per determinate c"i per primo abbia trascritto e !uindi sia leettivo titolare del diritto, nel
diritto comunitario invece essa costitutiva del diritto stesso e !uindi regola sia il
conlitto tra ac!uirenti c"e le eventuali azioni di contraazione.
96
Per la donazione, di !ualun!ue bene, prevista la orma solenne dellatto pubblico a pena di
nullit.
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LE INBEN,IONI
Per i&e&-io&e si intende la soluzione di un problema tecnico, in !ualsiasi campo della
tecnologia intesa sia come processo c"e come prodotto.
Halle invenzioni si dierenziano i cd :*o#elli #i %!ili!(
53
; c"e invece costituiscono
soluzioni di problemi tecnici mediante interventi sulla orma di macc"ine, utensili
strumenti ed oggetti duso, in modo da conerirgli migliore eicacia o comodit di
applicazione. )n pratica il modello di utilit si applica ad una invenzione gi esistente.
Halle invenzioni occorre distinguere le semplici :'co0er!e; in !uanto tali, ossia delle
rivelazioni di ci2 c"e gi esiste in natura. Perc"# vi sia invenzione occorre !uindi c"e vi
sia un possibile controllo delle orze in gioco, un riproducibilit a piacere da parte
delluomo del processo considerato.
)n !uesto senso non sono !uindi brevettabili le !eorie 'cie&!ific"e ed i *e!o#i
*a!e*a!ici, essendo riconducibili ad ipotesi di spiegazione dei enomeni della natura.
I&e&-io&i #i Proce''o o #i Pro#o!!o
7a distinzione rilevante perc"#, sebbene la normativa consenta la brevettabilit di
entrambi i casi, vi sono risvolti diversi.
3el caso di invenzioni di processo la legge vieta ai terzi luso ed il commercio dei
prodotti derivanti dal processo stesso solo se ricavati anc"e dai terzi mediante lo stesso
processo +!uindi se li producono diversamente non c problema>.. 3el caso di
invenzioni di prodotto invece, il divieto di uso e commercio attribuito ai terzi senza
alcuna limitazione, essendo irrilevante il procedimento utilizzato per produrre il prodotto
protetto dallaltrui brevetto.
<uesto "a risvolti in molti casi, come !uelli di nuova %!ili--a-io&e #i 'o'!a&-a &o!a. 7a
legge prevede inatti la brevettabilit di sostanze gi note, solo in relazione a nuovi e
speciici utilizzi, con rierimento a !uelli originariamente noti e sperimentati, conigurando
!uindi il cd Bree!!o #$%'o.
7uso !uindi assume un carattere di particolare importanza nelle invenzioni di prodotto,
c"e risultano proteggibili sempre e soltanto in unzione del loro uso e cio alla loro
destinazione al soddisacimento di uno speciico bisogno delluomo
9'
.
9%
(i modelli il codice attribuisce un rinvio alle norme sui brevetti. 4ono !uindi e!uiparabili come
normativa.
9'
,on risvolti ad esempio sulle biotecnologie. )l materiale biologico non brevettabile in se, ma
solo in unzione di una applicazione industriale concretamente indicata, descritta e rivendicata.
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
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I BREBETTI PER INBEN,IONE
)l #iri!!o #i 6ree!!o il diritto esclusivo di attuare una invenzione e di disporne entro i
limiti e le condizioni stabilite dalla legge. )l diritto si estende anc"e al commercio del
prodotto a cui linvenzione si rierisce.
F%&-io&e
La 0ri*a f%&-io&e !uella di ornire un i&ce&!io all$i&&oa-io&e, cosC c"e gli
inventori abbiano interesse a produrreK
La 'eco&#a f%&-io&e correlata al 0%66lico #o*i&io c"e deriva dalla protezione
brevettuale. 7invenzione inatti liberamente disponibile dopo c"e decorso il periodo
ventennale di protezione
La !er-a f%&-io&e riguarda la #iff%'io&e #ella co&o'ce&-a +#i'clo'%re. perc"# grazie
al re!uisito di descrizione completa dellinvenzione c"e esiste nella domanda di brevetto,
si attua una diusione della conoscenza stessa e !uindi la possibilit per altri inventori di
andare avanti partendo da !uella base.
Para#o''o #i "aarol#: se linvenzione non osse protetta, linnovatore non accetter di
presentare la propria idea nemmeno per venderla perc"# !uesto la renderebbe
disponibile a coloro ai !uali stata rivelata +linormazione non "a valore dopo c"e
stata data..
Fo&!i
7e onti del diritto di brevetto: anc"e !ui si applica la ,BP, con 12 mesi dal brevetto per
presentare domanda di protezione anc"e negli altri paesi aderenti +ma ci2 signiica c"e
devo are una domanda per ogni paese..
/siste inoltre per i brevetti unaltra convenzione denominata P,$ Pa!e&! Coo0era!io&
A)ree*e&! per la !uale si a una domanda di brevetto a Ginevra e laccettazione vale
poi per tutti i paesi aderenti.
4ono inoltre presenti norme nel codice civile, art. 25'= e seguenti e soprattutto il ,P).
O))e!!o #el #iri!!o #i 6ree!!o
,ome stabilito dallarticolo =5 ,P):
Possono costituire oggetto di brevetto per invenzione le invenzioni nuove c"e implicano unVattivit
inventiva e sono atte ad avere unVapplicazione industriale.
3on sono considerate come invenzioni ai sensi del comma 1 in particolare:
a. le scoperte, le teorie scientiic"e e i metodi matematiciK
b. i piani, i principi ed i metodi per attivit intellettuali, per gioco o per attivit commerciale
ed i programmi di elaboratoreK
c. le presentazioni di inormazioni.
7e disposizioni del comma 2 escludono la brevettabilit di ci2 c"e in esse eV nominato solo nella
misura in cui la domanda di brevetto o il brevetto concerna scoperte, teorie, piani, principi,
metodi, programmi e presentazioni di inormazioni considerati in !uanto tali.
3on sono considerati come invenzioni ai sensi del comma 1 i metodi per il trattamento c"irurgico
o terapeutico del corpo umano o animale e i metodi di diagnosi applicati al corpo umano o
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animale. <uesta disposizione non si applica ai prodotti, in particolare alle sostanze o alle miscele
di sostanze, per lVattuazione di uno dei metodi nominati.
3on possono costituire oggetto di brevetto le razze animali ed i procedimenti essenzialmente
biologici per lVottenimento delle stesse. <uesta disposizione non si applica ai procedimenti
microbiologici ed ai prodotti ottenuti mediante !uesti procedimenti.
E$ irrilea&!e ai fi&i #ell$o!!e&i*e&!o #el 6ree!!o c"e l$i&e&-io&e a66ia alore
!ec&ico o eco&o*ico.
Le arie!( e)e!ali: in !uesto caso occorre distinguere tra invenzioni c"e riguardano
lagricoltura, lallevamento ecc come ertilizzanti, procedimenti, macc"inari eccetera
dalle vere e proprie nuove variet vegetali ottenute con procedimenti biotecnologici. )
primi sono proteggibili con le norme sui brevetti per invenzioni, le seconde invece
sono aidate alla protezione di leggi speciali, stante la delicatezza dellargomento.
in sintesi, per essere proteggibili comun!ue le nuove variet vegetali inventate
devono avere re!uisiti di stabilit, riproducibilit tali da poterle correttamente
dierenziare da !uelle gi esistenti in natura.
Il 'of!Gare: indubbio c"e esso rappresenti una invenzione con applicazioni in
campo industriale. ,iononostante, per motivi politici, si voluta escludere la sua
brevettabilit, sia a livello comunitario c"e poi domestico. )l sotTare !uindi oggi
proteggibile con il diritto di autore +legge 51'/1**2. e non con i brevetti.
,iononostante, sono segnalate brevettazione di atto di sotTare. (nc"e alle banc"e
dati si applica la non proteggibilit con il brevetto, essendo il risultato di attivit
puramente intellettuali.
For*%le #i )iocoD 0ro)ra**i !elei'iiD !o!ocalcio: sono ritenuti non brevettabili
per dietto di contenuto tecnologico, ancorc"# in presenza di importanti risvolti
commerciali. 4i privilegiato !uindi laspetto intellettuale della creazione.
Tra!!a*e&!i c"ir%r)iciD #ia)&o'!iciD !era0e%!ici: lart. =5 esclude espressamente
c"e siano brevettabili i trattamenti c"irurgici, diagnostici o terapeutici. 4ono esclusi
dal divieto per2 i armaci, c"e rimangono brevettabili.
Ra--e a&i*ali: vige il generale principio di non brevettabilit del vivente e perci2 non
sono brevettabili. )l divieto per2 non si estende alle invenzioni microbiologic"e +es,
vaccini., c"e per2 possono essere brevettate solo come processo e non come
prodotto +!uindi si alle :abbric"e; di batteri, intese come procedimento, e non ai
batteri stessi..
Le i&e&-io&i 6io!ec&olo)ic"e: !ui si pone il problema della non brevettabilit delle
scoperte, in !uanto le biotecnologie in ondo non anno altro c"e scoprire o utilizzare
!ualcosa c"e gi esistente in natura.
7a normativa comunitaria ==/*' e la legge italiana %'/2&&6 "anno risolto !uesto
problema di incompatibilit stabilendo c"e la preesistenza allo stato naturale del
materiale biologico non di ostacolo alla brevettabilit se esso isolato dal sua
ambiente naturale tramite un procedimento tecnico inventivo. <uindi, in !uesto contesto
:artiiciale; sono brevettabili sia il materiale c"e il procedimento per ottenerlo.
Eimane comun!ue la condizione per la !uale la unzione e lapplicazione industriale
devono essere descritte e speciicamente rivendicate.
7a nuova utilizzazione poi del materiale ottenuto a sua volta autonomamente
brevettabile, come visto dai principi generali sui brevetti di prodotto +e duso..
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<uanto alla relazione tra le biotecnologie e le norme sulle variet vegetali e sulle razze
animali, il compromesso stato trovato nel senso c"e:
se scoperto un intero genoma vegetale, linvenzione brevettabile come propriet
industriale secondo le leggi speciali e non come invenzione biotecnologica, caso
riservato !uindi solo allinvenzione di singoli geni.
4e linvenzione riguarda geni animali, essa brevettabile solo se non inalizzata
unicamente allottenimento di una nuova razza animale.
E'cl%'io&i: data lampiezza del campo delle biotecnologie e dei risvolti etici c"e esso
comporta, il legislatore "a deciso di porre dei limiti alle ipotesi di brevettabilit:
esclusa la brevettabilit dellorganismo vivente umano visto nella sua unitariet,
nella sua unzione complessiva, a partire dal concepimento in poi.
W esclusa altresC la brevettabilit la mera scoperta di uno degli elementi del corpo
umano, osse anc"e solo un gene.
)n generale esclusa la brevettazione di invenzioni la cui attuazione contraria alla
dignit umana, alla tutela della salute, della vita, delle persone e degli animali o alla
tutela della biodiversit ecc. 4ono altresC vietati i procedimenti di screening genetico
inalizzati alla discriminazione razziale ecc.
Fa!!i'0ecie co'!i!%!ia
?vviamente il re!uisito essenziale per la costituzione del diritto c"e si ottenga la
registrazione del brevetto. )l brevetto "a !uindi eicacia costitutiva del diritto.
)l ric"iedente gode di tutele diversiicate a seconda del momento: non "a inatti alcuna
tutela prima della domanda, "a una tutela provvisoria durante la ase di esame della
domanda da parte delluicio ed "a una tutela completa dopo lottenimento del brevetto.
<uesto nellordinamento comunitario. )n !uello italiano invece non vi tutela provvisoria
se non sul piano processuale. / inatti possibile, durante la ase di esamina della
domanda, c"ieder al giudice dei provvedimenti di tutela cautelare.
La #o*a&#a #i 6ree!!o
7a procedura di domanda pu2 essere anc"e !ui nazionale, internazionale +,BP. o
comunitaria. 7a prima prevede domanda presso 7uicio )taliano -arc"i e Drevetti.
La #o*a&#a i&!er&a-io&ale, posta sulla base del P,$ +$rattato di ,ooperazione in
materia di Drevetti. "a lo scopo di orire una procedura unica per depositare una
domanda di brevetto simultaneamente in un grande numero di paesi. 7a domanda si a
a Ginevra agli uici del F)P?. 3on esiste per2 un Xbrevetto internazionaleX, poic"# la
concessione deinitiva prerogativa dei vari 4tati aderenti al $rattato c"e emettono
!uindi singoli brevetti e la procedura P,$ "a !uindi gli stessi eetti di una serie di
domande nazionali nei singoli 4tati designati. ?gni domanda internazionale oggetto di
una ricerca internazionale eettuata da un uicio brevetti incaricato, c"e la svolge per
conto dellV?-P)K nel caso dellV)talia lVuicio competente lVBicio /uropeo dei brevetti.
Il Bree!!o e%ro0eo: stato istituito con la ,onvenzione di -onaco sul brevetto
europeo del 1*%9, si ottiene mediante domanda alluicio ubicato a -onaco di Daviera.
4ebbene si parli di brevetto europeo come se osse un titolo unitario, in eetti non
cosC: sia la domanda c"e lVesame sono inatti univoci, ma il titolo, una volta rilasciato,
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diventa una collezione di brevetti nazionali e conerisce al titolare gli stessi diritti c"e gli
verrebbero coneriti dai vari brevetti nazionali degli stati designati.
) brevetti europei sono concessi dopo unVaccurata ricerca dello stato della tecnica ed un
esame di merito c"e ne veriica i re!uisiti di brevettabilit.
Il Bree!!o Co*%&i!ario )l Drevetto ,omunitario /uropeo un titolo brevettuale unitario
valevole per lVintero territorio della ,omunit /uropea. / stato istituito con la
,onvenzione di 7ussemburgo del 1*%5 c"e non per2 mai entrata in vigore, per le
resistenze di determinati Paesi +Hanimarca ed )rlanda su tutti. maniestate dopo la
sottoscrizione. <uesto problema stato superato nel 1*'' con la sottoscrizione di un
nuovo testo modiicato, ma anc"e in !uesto caso la convenzione non stata ratiicata a
causa di problemi di prestigio nazionale legati alla lingua cui dovrebbe essere redatta la
domanda di brevetto. ?ggi stata messa in dubbio anc"e la necessit di un titolo
brevettuale unitario, da valutare in relazione ai costi e alla lessibilit del gi collaudato
Drevetto /uropeo.
Re8%i'i!i #i acce''o alla #o*a&#a #i 6ree!!o
4ono = I1 come dallart. =6/=%/=' del ,P)
a< La Noi!(: secondo lart. =6 linvenzione non deve essere una cosa gi esistente o
c"e gi risulta dallo stato della tecnica. )ntesa in senso stretto, ossia non deve esistere
gi una cosa uguale
9*
.
Per S!a!o #ella Tec&ica si intende tutto ci2 c"e gi stato reso accessibile al pubblico,
mediante descrizione scritta od orale, utilizzazione o !ualsiasi altro mezzo e !uesto sia
nel territorio dello stato c"e allestero, !uindi una nozione assoluta, non territoriale.
7e predivulgazioni c"e distruggono lelemento di novit possono consistere sia in
brevetti o domande di brevetto anteriori ma anc"e in pubblicazioni tecnic"e +dizionari
tecnici, enciclopedie., o !ualun!ue altra prova di preutilizzo di !uella invenzione. 4i noti
c"e la novit esclusa anc"e se la divulgazione precedente alla domanda di brevetto o
il preutilizzo sono atti dallo stesso inventoreJ
7a novit per2 non esclusa !uando ancorc"# si conoscesse gi la sostanza, se ne
ignorava una sua utilizzazione +es, per un armaco, ancorc"# la sostanza esista gi per
altre malattie, si pu2 brevettare il suo uso per altre patologie..
/ altresC esclusa leicacia della cd 0re#i%l)a-io&e a6%'ia, ossia gli atti di terzi c"e
nei 6 mesi antecedenti la domanda i brevetto divulgano con abuso evidente ai danni del
ric"iedente. ?ccorre !uindi dimostrare labuso evidente.
/ inine altresC esclusa anc"e la divulgazione preventiva nel corso di esposizioni uiciali
+riconosciute tali da decreti ministeriali..
6< L$Ori)i&ali!( art. =' +attivit inventiva 0 non ovviet., si aggiunge in pratica alla novit
lelemento di ornire un apporto signiicativo al progresso della tecnica, non deve !uindi
essere !ualcosa c"e, sebbene non ancora esistente, possibile raggiungere in modo
evidente dallo stato attuale della tecnica da parte di una persona esperta del ramo.
Gli elementi sono !uindi 9, lo stato della tecnica, lesperienza nel ramo, levidenza.
7a veriica di !uesto re!uisiti attivata, nel brevetto /uropeo, dalluicio dei brevetti c"e
esamina la domanda, secondo precisi criteri. 3el diritto italiano non invece previsto
9*
Eicordarsi lesempio della otocopia. 7a :novit; distrutta !uando linvenzione successiva
una otocopia di !uella precedente.
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
alcun controllo preventivo di originalit dellinvenzione, lasciandosi ad eventuali azioni
legali successive al brevetto il giudizio di merito sullesistenza del re!uisito.
Le Rie&#ica-io&i, sono un elemento importante della domanda di brevetto e
consistono in parti del documento la cui inalit di acilitarne la consultazione,
attraverso il titolo, la classiicazione e la descrizione, da parte di c"i esperto del ramo,
il contenuto della domanda di brevetto. / proprio nelle rivendicazioni c"e linventore
condiziona lambito di protezione del proprio brevetto, e conseguentemente la sua
opponibilit ai terzi, mediante descrizione e rivendicazione dello stesso.
c< L$I&#%'!riali!(. lart. =* ,P) prevede c"e linvenzione sia atta ad avere una
applicazione industriale se il suo oggetto pu2 essere abbricato o utilizzato in !ualsiasi
genere di industria, anc"e !uella agricola +nelle norme americane si parla invece di
:Btilit;..
)n /uropa !uesta norma intesa in senso stretto, !uindi eventuali scoperte parziali
+come la ricerca, c"e non porta ancora a nessuna utilizzazione pratica comprovata. non
sono brevettabili. )n B4( invece sono pi1 tolleranti e considerano anc"e i contributi alla
ricerca +Eesearc" $ools. come oggetto di mercato e con utilit, !uindi proteggibili.
Giova a !uesto proposito ricordare il legame inscindibile della brevettabilit con luso c"e
si intende are del prodotto o processo. )l principio generale inatti c"e una cosa c"e
non serve a nulla non si possa brevettare.
(d esempio nel campo delle biotecnologie, lapplicazione industriale c"e si intende
eettuare deve inatti essere indicata c"iaramente nella domanda di brevetto
=&
.
#< La Licei!(: cio !uelle la cui #ttuazione contraria allordine pubblico
=1
o al buon
costume.
<uesto pone dei problemi per !uelle invenzioni di non provata dannosit, come gli ?G-
o nelle biotecnologie +come luso di topolini geneticamente modiicati., c"e sono stati
oggetto di una speciica legierazione nella direttiva cee +HPE 9 2&&6, si vedano i vari
commi ed in particolare il comma 6. c"e in sostanza tendono a cercare un bilanciamento
tra i risc"i ed i beneici c"e, se e!uo, consente la brevettazione.
Hopo lunga discussione il proessore ci "a detto c"e !uesta norma va intesa come un
divieto di brevetto per invenzioni c"e abbiano unicamente la possibilit di uso illegittimo.
/ inoltre da sottolineare c"e la brevettazione non conerisce anc"e lautorizzazione a
produrre loggetto derivante dal brevetto. <uindi perettamente lecito brevettare nuove
armi o veleni, anc"e se non si "a lautorizzazione a produrle.
e. La '%fficie&-a #ella #e'cri-io&e, !uesto un re!uisito c"e non riguarda linvenzione
stessa ma il documento di dic"iarazione di invenzione nel !uale la stessa deve essere
descritta in modo suicientemente c"iaro e completo perc"# ogni persona esperta del
ramo possa attuarla.
<uesto re!uisito ondamentale per la validit della domanda di brevetto e la ragione
il gi noto contemperamento degli opposi interessi del titolare +di proteggere il brevetto.
e della collettivit +di progredire nella conoscenza.
=&
<uesto porta a rilettere sulla unzione di base dei brevetti, ossia c"e servano a avorire lo
sviluppo della tecnica. <uindi se una cosa non serve a nulla, non considerata proteggibile con
brevetto.
=1
Or#i&e P%66lico lVinsieme di norme ondamentali dellVordinamento giuridico riguardante i
principi etici e politici la cui osservanza ed attuazione ritenuta indispensabile per lVesistenza
dellordinamento stesso.
Pag. 2'/56
APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
Per giudicare la suicienza della descrizione, lesperto del ramo in pratica non deve
essere costretto a svolgere alcuna ulteriore attivit di ricerca e/o di sperimentazione per
ottenere il risultato utile.
4i noti c"e per le invenzioni correlate a organismi viventi, essendo impossibile ornire
una descrizione assoluta, in base alla convenzione di Dudapest si soddisa il re!uisito
della descrizione suiciente mediante deposito di un campione. $uttavia, se linventore
omette di descrivere anc"e solo uno degli elementi esenziali di !uesta invenzione, la
stessa annullabile.
,"i applica !ueste normeN )n primo luogo vengono veriicate in ase di domanda del
brevetto allagente brevettale e poi dalluicio dei brevetti e inine in caso di
contestazione dal giudice sulla base della perizia tecnica degli esperti di parte.
So))e!!i
7invenzione pu2 nascere allinterno di una impresa, essere rutto di un lavoro di team
oppure nascere allinterno di enti e strutture pubblic"e di ricerca.
7e invenzioni dei dipendenti art 6= ,P). in !uesto caso la domanda c"i pu2 brevettare,
il dipendente o limpresaN <ui vige un principio di tendenziale appartenenza del diritto
allimpresa, ancorc"# la capacit inventiva del dipendente debba comun!ue essere
riconosciuta.
7a presunzione opera anc"e per i brevetti ric"iesti entro un anno da !uando il
dipendente "a cessato il rapporto di lavoro con limpresa.
I&e&-io&e #ei #i0e&#e&!i
I&e&-io&e #i 'eri-io: ) diritti appartengono completamente al datore di lavoro ogni
!ualvolta linvenzione scaturisce nelladempimento di un contratto di lavoro c"e
comprende lattivit inventiva
=2
, salvo il diritto morale di essere riconosciuto come autore
materiale dellinvenzione.
I&e&-io&e a-ie&#ale : 4pettano altresC al datore di lavoro i diritti !uando linvenzione
=9

atta nelladempimento di un contratto di lavoro c"e non prevede speciicamente lattivit
inventiva. )n !uesto caso per2, al lavoratore inventore spetta un equo premio
$$
per
linvenzione +attenzione, spetta 4?7? se il datore di lavoro decide di brevettare., oltre al
diritto di essere riconosciuto autore.
7art. 6= si presta a dubbi interpretativi c"e "anno per oggetto proprio la determinazione
delle!uo premio e del giusto compenso. <uesti due elementi vanno !uindi valutati,
alternativamente nelle tesi a avore del datore di lavoro o del lavoratore, in relazione alla
retribuzione ricevuta dal dipendente c"e "a inventato, al valore del brevetto realizzato e
al contributo c"e il dipendente "a ricevuto dallorganizzazione del datore di lavoro con
rierimento allattivit inventiva atta +es, il valore delluso dei macc"inari c"e gli "anno
permesso di inventare..
I&e&-io&e occa'io&ale: )nine, !uando linvenzione
==
del dipendente avviene in capo
allo stesso e al di uori del contratto di lavoro +il dipendente inventa si dentro limpresa,
ma uori orario e per conto suo., il diritto di invenzione spetta al lavoratore.
=2
<uindi si "a una retribuzione speciica per lattivit inventiva.
=9
(ttenzione, si parla di invenzione c"e rientri nel campo di attivit dellaziendaJJ
==
7e!uo premio si calcola in base al valore dellinvenzione e in rapporto alla retribuzione del
dipendente.
Pag. 2*/56
APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
4e invenzione rientra nel campo di attivit dellimpresa, al datore di lavoro spetta il
diritto di ac!uistare il brevetto, tramite diritto di opzione
=5
, oppure di usare linvenzione in
modo esclusivo o non esclusivo.
I&e&-io&i #i !ea*
3el caso di lavoro di team, lunico appiglio nel ,P) stabilisce c"e ai diritti di propriet
industriale appartenenti a pi1 soggetti si applicano le norme del codice civile sulla
comunione, in !uanto compatibili.
<uesto pone molti problemi dovuti alla speciicit del diritti di brevetto e alle diicolt di
coordinare la sua ruizione simultanea da parte di pi1 soggetti.
?ccorre poi distinguere i due diritti, ossia !uello di depositare la domanda di brevetto e
!uello poi di ruire del brevetto stesso.
4i ritiene c"e il primo spetti disgiuntamente e individualmente
=6
a tutti i membri del team,
anc"e in pendenza di una decisione condivisa +ad esempio mentre usano linvenzione i&
re)i*e #i 'e)re!o
43
..
<uanto alle !uote, si pu2 applicare la presunzione di eguaglianza prevista nella
comunione o le regole conseguenti, mentre proili problematici si presentano per le
ipotesi di cessione.
)n !uesto caso la norma sulla libera cessione della propria !uota sembra mal applicabile
ai brevetti +uno del team potrebbe liberamente vendere la propria !uota ad un
concorrente., !uindi sembra preeribile usare le norme sulla comunione ereditaria c"e
prevedono la prelazione agli altri titolari prima di vendere a terzi.
)n caso di licenza, se esclusiva e dura I di * anni considerata atto di alienazione
='
e
!uindi necessita delle maggioranze relative +atto di straordinaria, !uindi 2/9.. 4e la
licenza non esclusiva, considerata ordinaria amministrazione.
I&e&-io&i i& 0%66lic"e '!r%!!%re #i ricerca
)n !uesto caso occorre esaminare dettagliatamente lart. 65 ,P) c"e prevede principi
divergenti rispetto alle invenzioni dei dipendenti.
Ti!olari!( #el ricerca!ore: !uando il rapporto di lavoro intercorre con una universit o
con una pubblica amministrazione avente tra i suoi scopi istituzionali inalit di ricerca, il
ricercatore eV titolare esclusivo dei diritti derivanti dallVinvenzione brevettabile di cui eV
autore.
)n caso di pi1 autori i diritti derivanti dallVinvenzione appartengono a tutti in parti uguali,
salvo diversa pattuizione.
I&e&-io&i fi&ali--a!e o fi&a&-ia!e: 7e disposizioni precedenti non si applicano nelle
ipotesi di ricerc"e inanziate, in tutto o in parte, da soggetti privati ovvero realizzate
nellVambito di speciici progetti di ricerca inanziati da soggetti pubblici diversi
dallVuniversit, ente o amministrazione di appartenenza del ricercatore. )n !uesto caso la
titolarit del brevetto appartiene !uindi allenteJ
=5
3on una prelazione !uindi, ma una opzione c"e se esercitata obbliga il titolare a vendere il
diritto.
=6
(nc"e a nome degli altri ovviamente. 4e lo a solo a nome proprio vi lazione di rivendica da
parte degli altri oppure lazione penale di appropriazione indebita.
=%
?vviamente se si tratta di un caso ove improbabile il riverse engineering..
='
,ome per gli aitti ultranovennali>
Pag. 9&/56
APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
?ccorre !uindi coordinare le due norme precedenti con i restanti commi dellarticolo:
le universit o gli enti "anno !uindi il diritto di stabilire limporto massimo dei canoni di
licenze ed uso delle invenzioni realizzate, ma allinventore spetta in ogni caso non meno
del cin!uanta per cento dei proventi o dei canoni di sruttamento dellVinvenzione.
4e le universit o enti non determinano detti canoni, alle stesse compete il trenta per
cento dei proventi o canoni realizzati.
I&er-ia #ell$i&e&!ore. $rascorsi cin!ue anni dalla data di rilascio del brevetto, !ualora
lVinventore o i suoi aventi causa non ne abbiano iniziato lo sruttamento industriale, a
meno c"e ci2 non derivi da cause indipendenti dalla loro volont, la pubblica
amministrazione di cui lVinventore era dipendente al momento dellVinvenzione ac!uisisce
automaticamente un diritto gratuito, non esclusivo, di sruttare lVinvenzione e i diritti
patrimoniali ad essa connessi o di arli sruttare da terzi, salvo il diritto spettante
allVinventore di esserne riconosciuto autore.
La Pa!er&i!( #ell$i&e&-io&e
)l diritto di essere riconosciuto autore dellinvenzione un diritto della personalit e come
tale indisponibile ed inalienabile. Per le invenzioni si applica inoltre lart. 62 c"e
prevede c"e !uesto diritto possa essere rivendicato, anc"e dopo la morte dellinventore
stesso, dal coniuge o dai discendenti ino al secondo grado.
3elle norme sulla domanda di brevetto, indipendentemente da c"i si presenti a
c"iederlo, necessario sempre indicare a c"i appartiene la paternit dellinvenzione,
c"e pu2 essere !uindi anc"e oggetto di rivendica giudiziale successiva.
TUTELA
)l diritto di brevetto dura !uindi 2& anni dal momento della domanda e non ne
rinnovabile ne prorogabile.
7unica eccezione di prorogabilit rappresentata dai cd Cer!ifica!i Co*0le*e&!ari,
possibili solo nel settore armaceutico, c"e consentono prolungamenti del tempo in
relazione al tempo intercorso tra la domanda di brevetto e lottenimento della
autorizzazione amministrativa alla commercializzazione del prodotto. <uesto per via dei
tempi lung"i di autorizzazione allimmissione in commercio +c"e durano circa % anni>.,
test preliminari, ecc.
) diritti del titolare consistono nella acolt esclusiva di attuare lVinvenzione e di trarne
proitto nel territorio dello 4tato. )noltre:
6ree!!o #i 0ro#o!!o: il diritto di vietare ai terzi di produrre, usare, mettere in
commercio, vendere o importare a tali ini il prodotto in !uestioneK
6ree!!o #i 0roce''o. il diritto di vietare ai terzi di applicare il procedimento, nonc"#
di usare, mettere in commercio, vendere o importare a tali ini il prodotto
direttamente ottenuto con il procedimento in !uestione.
?cc"io c"e vi una presunzione di ottenimento del prodotto con il processo se il
prodotto cosa nuova+discovery.
Li*i!a-io&i.
7e acolt esclusive di cui sopra non si estendono:
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
agli atti compiuti i& a*6i!o 0ria!o
=*
ed a fi&i &o& co**erciali , ovvero in ia
'0eri*e&!ale.
alla preparazione estemporanea e per unit di medicinali nelle armacie su ricetta
medica ed ai medicinali cosC preparati, purc"# non si utilizzino principi attivi realizzati
industrialmente +0ro#%-io&i )ale&ic"e.
a c"iun!ue nel corso dei dodici mesi anteriori alla data di deposito della domanda di
brevetto o alla data di priorit, abbia atto uso nella propria azienda dellVinvenzione
+#iri!!o #i 0re%'o.. 7a prova del preuso e della sua estensione eV a carico del
preutente.
Lice&-a o66li)a!oria. da rilasciarsi a avore di ogni interessato c"e la ric"ieda se il
titolare non "a attuato linvenzione brevettata, producendo nel territorio dello 4tato o
importando oggetti prodotti in uno 4tato membro della /B o dello 4pazio economico
europeo ovvero in uno 4tato membro dellV?-,.
)noltre: (rt. 91 e 91 bis $E)P4 0 7icenza obbligatoria anc"e sempre concedibile nel
campo dei armaci +ad un prezzo diverso., per consentire ai paesi poveri di produrre e
vendere a prezzi ineriori medicinali c"e altrove "anno un costo eccessivo, solo per2 per
uso locale. Panno !uindi prese misure adeguate ainc"# il armaco non esca da !uel
paese +per evitare la speculazione economica., ed anc"e possibile c"e sia una
azienda non residente in !uel paese a produrlo.
7e licenze obbligatorie per2 sono poco usate, perc"# si a prima a mettersi daccordo
con la casa armaceutica per la vendita a prezzi ineriori in un determinato paese.
Bree!!o #i0e&#e&!e: !uello c"e riguarda linvenzione secondaria c"e non pu2
essere attuata senza ledere i diritti +e !uindi il consenso. del titolare di una invenzione
principale. / prevista in !uesto caso una concessione di licenza obbligatoria, salvo c"e
la nuova invenzione a valle della prima si discosti da !uesta per novit, altezza inventiva
+in pratica brevettabile a se stante..
Deca#e&-a
<uanto a decadenza, una volta era prevista per non attuazione dellinvenzione entro
tempi corrispondenti allinteresse dellindustria nazionale +in pratica, se non veniva
utilizzata.. ) $E)P4 per2 "anno stabilito c"e non pi1 cosC, inatti ora libera scelta
dellinventore decidere se attuare o meno linvenzione +inoltre normale inventare una
cosa in un paese ed utilizzarla solo in altri, non giusto c"e il brevetto decada nel paese
di produzione..
,ome si visto prima !uindi, in caso di inutilizzo, gli stati nazionali sono in grado di
imporre una licenza duso obbligatoria.
?ggi il brevetto per invenzione decade principalmente per mancato pagamento entro sei
mesi dalla data di scadenza del #iri!!o a&&%ale #o%!o , con alcune precisazioni di
carattere amministrativo riportate nel codice.
N%lli!(
)l brevetto eV nullo:
=*
<ui si dierenzia dal diritto di autore c"e protetto anc"e in ambito privato con lazione di
contraazione.
Pag. 92/56
APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
a. se lVinvenzione non eV brevettabile per mancanza dei re!uisiti di brevettabilit.
b. se, priva del re!uisito di suiciente descrizioneK
c. se lVoggetto del brevetto si estende oltre il contenuto della domanda inizialeK
d. se il titolare del brevetto non aveva diritto di ottenerlo e lVavente diritto non si sia valso
delle acolt accordategli dallVarticolo 11'.
4e le cause di nullit colpiscono solo parzialmente il brevetto, la relativa sentenza di
nullit parziale comporta una corrispondente limitazione del brevetto stesso.
Effe!!i #ella &%lli!(
1. 7a declaratoria di nullit del brevetto "a eetto retroattivo, ma non pregiudica gli atti di
esecuzione di sentenze di contraazione passate in giudicato gi compiuti, i contratti
aventi ad oggetto lVinvenzione conclusi anteriormente al passaggio in giudicato della
sentenza c"e "a dic"iarato la nullit nella misura in cui siano gi stati eseguiti, i
pagamenti gi eettuati ai sensi degli articoli 6= e 65, a titolo di e!uo premio, canone o
prezzo.
E'a%ri*e&!o
7E'a%ri*e&!o del brevetto non trattato in particolare ma allart. 5 del ,P) con
disciplina comune. ,ome per i marc"i !uindi, la prima vendita con il consenso del
titolare non esaurisce, in caso di esportazione
5&
, il diritto di protezione dato dal brevetto.
5&
,ome in /uropa e per i marc"i, se vendo in )talia dopo la prima vendita il diritto si esaurisce, in
/uropa anc"e ma se vendo uori dal territorio la protezione si mantiene.
Pag. 99/56
APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
DISE/NI E MODELLI
Defi&i-io&e
Per Di'e)&o o Mo#ello
11
si intende laspetto, in termini di caratteristic"e della orma,
della struttura, delle linee, dei contorni, dei colori, dei materiali e dellornamento, di un
prodotto intero o di una sua parte, dove per Pro#o!!o si intende un oggetto industriale o
artigianale, eventualmente inclusi i componenti destinati allassemblaggio per ormare il
prodotto complesso
52
, gli imballaggi, i simboli graici, i caratteri topograici e le
presentazioni, ecc.
La f%&-io&e !ec&ica: non costituiscono oggetto di registrazione come disegni o modelli
!uelle caratteristic"e dellVaspetto del prodotto c"e sono determinate unicamente dalla
unzione tecnica del prodotto stesso, e !uelle c"e devono essere necessariamente
riprodotte nelle loro esatte orme e dimensioni per potere consentire al prodotto di
essere unito o connesso meccanicamente con altro prodotto.
$uttavia possono costituire oggetto di registrazione i disegni o modelli c"e possiedono i
re!uisiti della novit e del carattere individuale !uando "anno lo scopo di consentire
lVunione o la connessione multipla di prodotti intercambiabili in un sistema modulare.
Fo&!i
7a Hirettiva ,/ %1/1**' "a ortemente modiicato la disciplina domestica di disegni e
modelli, obbligando gli 4tati membri dellVB/ ad uniormare le norme vigenti sulla tutela
giuridica di disegni e modelli, mirando cosC a risolvere lVeterogeneit delle legislazioni.
7V)talia "a dato attuazione alla Hirettiva nel *5/2&&1, realizzando una proonda revisione
della legislazione in materia di disegni e modelli, simboleggiata dal ricordato passaggio
dalla terminologia di disegni e modelli ornamentali a !uella di disegni e modelli
registrati.
7a normativa nazionale aceva inatti rierimento ai cosiddetti disegni e modelli
ornamentali caratterizzati da inalit essenzialmente estetic"e e su !uesta base distinti
dal marc"io c"e invece aveva ed "a unzioni prettamente distintive +al di la dellestetica..
7abbandono dello :speciale ornamento; dai re!uisiti di tutela, toglie inoltre spazio alla
tutela concorrenziale contro limitazione servile, c"e !uindi rimane aidata alla
protezione delle norme sulla concorrenza sleale.
Re8%i'i!i 0er la re)i'!ra-io&e.
7a registrazione di un disegno o modello possibile presentando domanda presso
lVBicio )taliano Drevetti e -arc"i e viene concessa !uando il disegno o modello presenti
i caratteri della &oi!( e della i&#ii#%ali!(.
Noi!(. Bn disegno o modello eV nuovo se nessun disegno o modello identico eV
stato divulgato anteriormente alla data di presentazione della domanda di
51
Hisegno bidimensionale, modello tridimensionale.
52
)n !uesto senso i ricambi auto sarebbero registrabili e !uindi sarebbe vietata la riproduzione di
concorrenza. Per il momento per2 la norma prevede una deroga per i ricambi, c"e rimangono
tuttora producibili da terzi.
Pag. 9=/56
APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
registrazione. ) disegni o modelli si reputano identici !uando le loro caratteristic"e
dieriscono soltanto per dettagli irrilevantiK
I&#ii#%ali!(: il carattere individuale appartiene invece ai disegni e ai modelli la cui
impressione generale suscitata nellutilizzatore inormato dierisce
considerevolmente dallimpressione generale suscitata dai disegni e modelli
precedentemente divulgati.
La Di%l)a-io&e: la disciplina dei disegni e modelli dierisce in parte da !uella prevista
per le divulgazioni di altri diritti di propriet industriale.
)natti, mentre il re!uisito di novit distrutto per gli altri diritti in ogni caso in cui loggetto
di tutela era gi stato reso noto al pubblico, per marc"i e modelli contano solo le
divulgazioni c"e possono ragionevolmente essere conosciute negli ambienti
specializzati del settore interessato.
T%!ela
Bna volta registrato il disegno o modello, il titolo #%ra ci&8%e a&&i, prorogabile per
ulteriori !uin!uenni ino ad un *a''i*o #i 21 a&&i.
) disegni e i modelli c"e al tempo stesso accrescono lVutilit dellVoggetto e sono dotati
intrinsecamente di valore artistico e carattere creativo particolare possono essere
ulteriormente tutelati dal diritto dVautore, estendendo la durata della relativa tutela ino a
%& anni dopo la morte del titolare
,ome per tutti gli altri diritti di propriet industriale occorre distinguere il diritto alla
registrazione da !uello di utilizzazione c"e scaturisce dalla registrazione stessa.
)l diritto alla registrazione spetta allVautore del disegno o modello ed ai suoi aventi causa.
/ possibile la re)i'!ra-io&e *%l!i0la ino a 1&& disegni.
)l contenuto del diritto uguale a !uello dei brevetti e cosC !uello delle limitazioni allo
stesso.
I&e&-io&i #i #i0e&#e&!i: salvo patto contrario, la registrazione per disegni e modelli,
c"e siano opera di dipendenti, in !uanto tale opera rientri tra le loro mansioni, spetta al
datore di lavoro, ermo restando il diritto del dipendente di essere riconosciuto come
autore del disegno o modello e di are inserire il suo nome nellVattestato di registrazione.
) diritti derivanti dalla registrazione sono ovviamente trasmissibili sia inter vivos c"e
mortis causa.
Pag. 95/56
APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
IL DIRITTO DI AUTORE : COPHRI/+T
Fo&!i
W disciplinato prevalentemente dalla 7egge 22 aprile 1*=1, n. 699 e successive
modiicazioni, e dal $itolo )S del 7ibro <uinto del ,odice ,ivile.
(l momento della sua emanazione, la legge n. 699 era sostanzialmente conorme alla
tutela minima prevista dalla Co&e&-io&e #i Ber&a. 3el corso del tempo le sue
disposizioni sono state modiicate in pi1 occasioni, in recepimento, tra lValtro, di diverse
disposizioni comunitarie, oltre c"e in adeguamento al dettato della successiva
,ostituzione repubblicanaK il suo impianto, tuttavia, rimasto sostanzialmente invariato.
O))e!!o #el Diri!!o #i A%!ore
4ono protette dal diritto di autore tutte le opere dellVingegno aventi carattere creativo,
!ualun!ue ne sia il modo o la orma di espressione, c"e appartengono:
alla le!!era!%ra: opere letterarie, drammatic"e, scientiic"e, didattic"e e religiose, sia
in orma scritta c"e orale
alla *%'ica: opere e composizioni musicali, con o senza parole, opere drammatico
musicali e variazioni musicali purc"# costituiscano unVopera originale in s#
alle ar!i fi)%ra!ie: opere di scultura, pittura, disegni, incisioni o appartenenti ad arti
igurative similari, compresa la scenograia
allIarc"i!e!!%ra: i disegni e le opere dellVarc"itettura, le opere del disegno industriale
c"e presentino carattere creativo e valore artistico
al !ea!ro: opere coreograic"e e pantomimic"e +con o senza traccia scritta.
alla ci&e*a!o)rafia: opere cinematograic"e, mute o con sonoro, e otograic"e.
)noltre sono protette anc"e le cosiddette Xelaborazioni di carattere creativoX, come ad
esempio le traduzioni in unValtra lingua, le trasormazioni da una orma letteraria o
artistica in unValtra, gli adattamenti, le riduzioni, ecc.
( seguito del recepimento delle direttive ,/ Y inoltre, sono ricompresi nellVelenco:
i 0ro)ra**i 0er ela6ora!ore.
le 6a&c"e #i #a!iC
Le o0ere #el #i'e)&o i&#%'!riale c"e presentino di per s# carattere creativo e
valore artistico
59
.
7a deinizione di cui sopra appartiene agli articoli 1 e 2 della legge 699, dove !uindi
viene dato un elenco tassativo, anc"e esempliicativo +art. 2., ma comun!ue aperto.
59
3elle opere di i&#%'!rial #e'i)& vi una eccezione al generale principio secondo il !uale non
si a una valutazione sul merito artistico. 7a protezione con il diritto di autore data inatti solo se
e in !uanto !ueste opere siano dotate di valore artistico. , !uindi un giudizio di merito.
Pag. 96/56
APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
O0ere co*0le''e e co*0o'!eD ca'i #i co*0le''i!( 'o))e!!ia
7opera oggetto del diritto dautore pu2 essere realizzata da un solo soggetto ma, pi1
re!uentemente, essa invece il risultato della collaborazione di pi1 persone, attivit c"e
pu2 ric"iedere anc"e una organizzazione e coordinamento molto complessi e la
presenza di pi1 autori.
)n !uesto contesto, !uando da pi1 contributi ne deriva un opera a se stante dotata di
carattere creativo, indispensabile stabilire !uale sia lapporto dal !uale deriva il
carattere creativo, ai ini di evidenziare c"i titolare dei diritti e i rapporti tra i vari
soggetti.
)l legislatore "a disciplinato tali aspetti in modo particolare solo per alcune tipologie di
o0ere co*0o'!e, ossia di opere dovute alla collaborazione tra pi1 persone il cui
contributo distinguibile e separabile.
O0ere ci&e*a!o)rafic"e +art ==05&.
4ono considerate sia unVopera collettiva in !uanto c un soggetto c"e coordina tutti, sia
composta perc"# creata da parti e contributi molto diversi.
4i considerano coautori dellVopera cinematograica lVautore del soggetto, lVautore della
sceneggiatura, lVautore della musica
5=
ed il regista.
7Vesercizio dei diritti di utilizzazione economica dellVopera cinematograica spetta per2 al
produttore dellVopera stessa, c"e si presume essere colui c"e indicato come tale sulla
pellicola cinematograica, e dura ino a %& ani dopo la morte di tutti gli autori
55
.
4alvo patto contrario, il produttore non pu2 eseguire o proiettare elaborazioni,
trasormazioni o traduzioni dellVopera prodotta senza il consenso degli autori indicati
nellVart. ==.
Gli autori delle parti letterarie o musicali dellVopera cinematograica possono riprodurle o
comun!ue utilizzarle separatamente, purc"# non ne risulti pregiudizio ai diritti di
utilizzazione il cui esercizio spetta al produttore. <uesto signiica c"e possono utilizzarli
in un opera c"e non sia di nuovo unopera cinematograica, salvo c"e !uella originale
non sia proiettata o diusa entro 9 anni dal compimento.
Gli autori dellVopera cinematograica "anno diritto c"e i loro nomi siano menzionati nella
pellicola. )l produttore "a acolt di apportare alle opere utilizzate nellVopera
cinematograica le modiic"e necessarie per il loro adattamento cinematograico.
O0ere *%'icali, coreo)rafic"e e 0a&!o*i*ic"e c"e vedono composizioni di musica
con parole:
4alvo particolari convenzioni tra i collaboratori, lVesercizio dei diritti di utilizzazione
economica spetta allVautore della parte musicale, salvi tra le parti i diritti derivanti dalla
comunione. )l diritto del musicista !uindi prevale.
)l proitto della utilizzazione economica ripartito in proporzione del valore del rispettivo
contributo letterario o musicale.
5=
Gli autori della musica, delle composizioni musicali e delle parole c"e accompagnano la musica
"anno diritto di percepire direttamente da coloro c"e proiettano pubblicamente lVopera un
compenso separato per la proiezione
55
(ttenzione. <uesto diritto gli spetta in virt1 della sua attivit di coordinamento dellopera stessa
ma limitato alluso cinematograico della stessa. Gli autori !uindi mantengono i singoli diritti di
utilizzazione dei loro contributi in ambiti diversi da !uello cinematograico.
Pag. 9%/56
APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
3elle opere liric"e si considera c"e il valore della parte musicale rappresenti la razione
di tre !uarti del valore complessivo dellVopera.
3elle operette, nei melolog"i, nelle composizioni musicali con parole, nei balli e balletti
musicali, il valore dei due contributi si considera uguale.
,iascuno dei collaboratori "a diritto di utilizzare separatamente e indipendentemente la
propria opera, salvo c"e lVautore della parte letteraria non pu2 disporne per congiungerla
ad altro testo musicale, allVinuori dei casi in cui il musicista non la ponga in musica entro
certi termini oppure dopo averla posta in musica non la esegua o rappresenti ecc.
)l legislatore "a inoltre previsto delle attispecie generali:
O0ere colle!!ie ;ar!. 5 e 3<
4i tratta di opere scritte mediante lVunione di lavori o rammenti di lavori di autori diversi e
riuniti da un coordinatore per uno scopo determinato, per lo pi1 divulgativo, didattico o
scientiico, c"e "anno carattere di creazione autonoma +enciclopedie, i giornali, le
antologie, le riviste..
4ono protette come opere originali ed considerato autore dellVopera collettiva c"i
organizza e dirige la creazione dellVopera stessa.
7e diverse parti sono considerate per2 come opere creative autonome il cui diritto di
singola utilizzazione spetta a ogni singolo autore, ci2 permette !uindi agli autori delle
singole parti dellVopera collettiva di utilizzare la propria opera separatamente, con il limite
dellVosservanza dei patti convenuti.
7e opere collettive !uindi,a dierenza di !uelle composte "anno un coordinatore c"e
sceglie, decide e coordina il lavoro delle diverse parti dellopera. Bn esempio potrebbero
essere: le ecc>
)noltre lart =& sancisce c"e il collaboratore di opera collettiva +eccetto rivista o giornale.
"a diritto c"e il suo nome iguri nella riproduzione della sua opera. 3ei giornali !uesto
diritto non compete, salvo patto contrario, al personale della redazione.
O0ere i& colla6ora-io&e. ar!. 10
4e lVopera stata creata con il contributo indistinguibile ed inscindibile di pi1 persone, il
diritto di autore appartiene in comune a tutti i coautori.
4ono applicabili !uindi le disposizioni c"e regolano la comunione 7e parti indivise si
presumono di valore uguale, salvo la prova per iscritto di diverso accordo.
7a diesa del diritto morale pu2 peraltro essere sempre esercitata individualmente da
ciascun coautore e lVopera non pu2 essere pubblicata, se inedita, n# pu2 essere
modiicata o utilizzata in orma diversa da !uella della prima pubblicazione, senza
lVaccordo di tutti i coautori.
$uttavia, in caso di ingiustiicato riiuto di uno o pi1 coautori, la pubblicazione, la
modiicazione o la nuova utilizzazione dellVopera pu2 essere autorizzata dallVautorit
giudiziaria, alle condizioni e con le modalit da essa stabilite.
Per coordinare le previsione dei tre punti precedenti con le varie e mutevoli realt c"e si
possono preigurare si noti c"e nelle opere collettive, sia c"e il contributo sia distinguibile
o meno, si pu2 applicare il principio generale secondo il !uale :ciascuno dei collaboratori
"a diritto di utilizzare separatamente la propria opera, 0%rc"7 &o& 0er co&)i%&)erla a#
al!ra o0era ae&!e lo '!e''o cara!!ere>.
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
O0ere 'o))e!!e a# ela6ora-io&e crea!ia.
7e cd O0ere Deria!e sono !uelle opere c"e, senza pregiudizio dei diritti esistenti
sullopera originaria
56
, scaturiscono da elaborazioni di !uesta di carattere creativo, !uali
le traduzioni in altra lingua, le trasormazioni in una diversa orma letteraria od artistica,
le modiicazioni ed aggiunte c"e costituiscono un riacimento sostanziale dellopera
originaria.
4e lopera modiicata !uindi suicientemente creativa da poter essere considerata
essa stessa unopera autonoma, in base allart %. lautore della modiica diventa titolare
dei diritti riguardo lopera modiicata.
7a prima rase per2 sottolinea c"e occorre coordinare !uesta previsione con il diritto
esclusivo dellautore dellopera originaria di elaborare e trasormare la sua opera
contenuto allart. 1'J
3e consegue !uindi c"e lutilizzazione dellopera elaborata pu2 avvenire solo con il
consenso dellautore dellopera originaria, prestato di solito con contratti tra le parti.
)noltre:
O0ere fo!o)rafic"e
Per le opere otograic"e previsto un duplice livello di protezione.
0 /sse sono protette dal diritto dautore, ai sensi dellart. 2, solo se "anno carattere
creativo.
0 )n assenza di tale carattere creativo sono sottoposte alla disciplina degli art. '% e
successivi c"e prevedono, a avore del otograo, il diritto esclusivo di riproduzione,
diusione e spaccio della otograia per ventVanni dalla produzione della otograia
stessa.
0 3essuna protezione spetta invece alle otograie c"e "anno contenuto meramente
arc"ivistico, come le otograie di scritti, documenti, carte di aari, oggetti materiali,
disegni tecnici e prodotti simili.
4ono considerate otograie ai sensi dellart. '% le immagini di persone o di aspetti,
elementi o atti della vita naturale e sociale, ottenute col processo otograico o con
processo analogo, comprese le riproduzioni di opere dellVarte igurativa e i otogrammi
delle pellicole cinematograic"e.
4e lVopera stata ottenuta nel corso e nellVadempimento di un contratto di impiego o di
lavoro, il diritto esclusivo compete al datore di lavoro.
7a cessione del negativo o di analogo mezzo di riproduzione della otograia comprende,
salvo patto contrario, la cessione dei diritti previsti allVarticolo precedente.
Gli esemplari della otograia devono riportare il nome del otograo, la data dellVanno di
produzione della otograia, il nome dellVautore dellVopera dVarte otograata. )n assenza,
la loro riproduzione non considerata abusiva e non sono dovuti i compensi indicati, a
meno c"e il otograo non provi la malaede del riproduttore.
7a riproduzione di otograie nelle antologie ad uso scolastico ed in generale nelle opere
scientiic"e o didattic"e lecita, contro pagamento di un e!uo compenso c"e
determinato nelle orme previste dal regolamento.
56
W necessario per2 prima della modiica are un accordo c"e sancisca i rispettivi diritti, c"e
saranno poi !uelli c"e uno pu2 esercitare.
Pag. 9*/56
APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
7a riproduzione di otograie pubblicate sui giornali od altri periodici, concernenti persone
o atti di attualit od aventi comun!ue pubblico interesse, lecita contro pagamento di
un e!uo compenso.
O0ere *%l!i*e#iali
7e nuove tecnologie permettono al creazione di opere molto complesse c"e a seconda
delle tipologie possono assumere !uindi la orma di opere collettive oppure di opere
composte.
7a caratteristica per2 di !ueste opere !uella di radunare al loro interno una molteplicit
di contributi diversi per i !uali occorre !uindi l consenso di tutti gli aventi diritto sugli
stessi.
Fa!!i'0ecie co'!i!%!ia #el #iri!!o #$a%!ore
)l diritto di autore si ac!uista a titolo originario mediante la creazione dellopera stessa e
con la sua estrinsecazione.
<uindi non necessaria alcuna orma di issazione su supporto materiale, con
eccezione delle opere coreograic"e o pantomimic"e la cui traccia deve invece essere
issata per iscritto.
,iononostante, ancorc"# lopera sia ammessa tante se in orma scritta c"e orale,
necessaria comun!ue una sua !ualc"e orma di estrinsecazione, c"e sia la issazione o
anc"e la semplice comunicazione orale a terzi.
3e consegue !uindi c"e il diritto di autore, anc"e nella sua componente patrimoniale,
pu2 essere attribuito a titolo originario solo a persone isic"e, !uelle cio c"e compiono
lattivit creativa.
7e previsioni c"e attribuiscono !uindi i diritti di utilizzazione alleditore +opere collettive. o
al produttore +cinematograic"e., sono !uindi ac!uisti non gi a titolo originario ma
sempre derivativo.
I re)i'!ri.
/ istituito comun!ue lobbligo di depositare presso la Presidenza del ,onsiglio dei
-inistri un esemplare o copia dellVopera o del prodotto, nei termini e nelle orme stabilite
dal regolamento, in orma di copia, partitura o esecuzione. Per le otograie escluso
lVobbligo del deposito.
$ale deposito per2 "a meramente eetto di pubblicit notizia, non costitutiva.
La 0a!er&i!( #ell$o0era
)n !uesto senso esiste una 0re'%&-io&e le)ale, per cui considerato autore dellopera,
salvo prova contraria, c"i in essa indicato come tale nelle orme duso ovvero
annunciato come tale nella esecuzione, recitazione rappresentazione della stessa.
7a legge tutela !uindi sia linteresse dellautore a rivelare la sua identit c"e a
nasconderla. / inatti possibile pubblicare lopera con il proprio nome, con uno
pseudonimo conosciuto o con uno anonimo.
3el caso di anonimato, la legge tutela il diritto dellautore di rivelarsi successivamente
come tale, con eetti per2 limitativi sulla durata del diritto di autore
5%
.
5%
)l diritto su opere anonime dura %& dopo la prima pubblicazione dellopera e non dopo la morte
dellautore. 4e !uesti per2 si rivela +o lo anno gli eredi., si applica il termine consueto.
Pag. =&/56
APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
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La ce''io&e #ei #iri!!i
)l atto c"e lac!uisto del diritto avvenga a titolo originario non esclude c"e lautore possa
disporne anc"e prima della creazione dellopera stessa, con la conseguenza c"e essi
passano allac!uirente a titolo derivativo non appena la creazione stata ultimata.
7e norme sui contratti c"e riguardano le opere dellingegno ric"iedono la orma scritta
<uesto avviene ad esempio nei contratti di edizione e nei vari contratti dopera c"e
vedono a carico del prestatore di lavoro lonere di creare opere destinate ad essere
sruttate economicamente in esclusiva dal datore di lavoro.
)n caso di lavoro subordinato invece, il datore di lavoro ac!uista i diritti in modo diretto
+ancorc"# derivato. dallautore. ?ccorre per2 c"e il contratto preveda espressamente
c"e lattivit del lavoratore sia rivolta alla creazione di opere protette dal diritto di
autore
5'
.
-olto importante: !uesta cessione a titolo derivativo viene atta nellambito della
generale previsione per cui il diritto di utilizzazione ceduto non implica !uello di altri diritti
c"e non siano necessariamente dipendenti da !uello traserito. ) diritti sullopera si
intendono !uindi ceduti al committente entro i limiti delloggetto e delle inalit del
contratto
5*
. 7a regola generale !uindi !uella di un !ra'feri*e&!o li*i!a!o allo 'co0o
20
.
Co&!e&%!o #el #iri!!o #i a%!ore
7Vautore "a la acolt +positiva. di sruttare la propria opera in ogni orma e modo,
secondo il riconoscimento dato anc"e a livello costituzionale alla libert di iniziativa
economica privata.
7a stessa gli spetta anc"e in senso negativo, ossia nellimpedire a terzi di sruttare
economicamente la propria opera.
)l diritto consiste di due elementi ondamentali: il Diri!!o Morale e il Diri!!o #i
U!ili--a-io&e Eco&o*ica. )l primo strettamente legato alla persona dellVautore e,
salvo casi particolari, tale rimane, mentre il secondo originariamente dellVautore, il
!uale pu2 cederlo dietro compenso +ma anc"e gratuitamente. ad un ac!uirente
+licenziatario., il !uale a sua volta pu2 nuovamente cederlo nei limiti del contratto di
cessione e della legge applicabile, ermi i diritti morali.
5'
Hiversamente, il datore di lavoro ac!uisisce solo i diritti di utilizzazione economica dellopera
nellambito proessionale in cui opera, ma gli autori sono liberi di utilizzarla altrove.
5*
<uindi lautore pu2 usare e sruttare la sua opera per atti diversi da !uelli ceduti.
6&
4i tratta delle cd EJ!ra%!ili--a-io&i: si "anno !uando si a un uso nuovo dellopera, diverso da
!uello contrattualizzato con il titolare dei diritti. ?gni utilizzazione eUtra ric"iede il nuovo consenso
del titolare.
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
Diri!!i *orali
-irano a tutelare la personalit dellVautore, il suo onore e la sua reputazione con una
corretta comunicazione agli altri delle sue opere.
) diritti morali sono per loro natura imprescrittibili, irrinunciabili, inalienabili e autonomi +il
diritto morale indipendente dai diritti di sruttamento economico., !ualora inatti
concorrano gravi ragioni morali, lVautore pu2 sempre disporre il ritiro dellVopera dal
commercio +anc"e dopo la cessione dei diritti economici..
3onostante lVinalienabilit del diritto morale, se lVautore riconosce e accetta le
modiicazioni della propria opera, Xnon pi1 ammesso ad agire per impedirne
lVesecuzione o per c"iederne la soppressione X.
) diritti morali sono inoltre illimitati nel tempo in !uanto durano per sempre e possono
essere atti valere anc"e dagli eredi.
)l diritto morale si speciica in una serie di acolt:
Il #iri!!o alla 0a!er&i!( #ellIo0era. +art. 2&.
7Vautore gode del diritto di essere pubblicamente indicato e riconosciuto come
lVarteice dellopera e allVinverso, c"e non gli venga attribuita unVopera non sua o
diversa da !uella da lui creata.
7Vusurpazione della paternit dellVopera costituisce 0la)io , contro il !uale il vero autore
pu2 diendersi ottenendo per via giudiziale la distruzione dellVopera dellVusurpatore, oltre
al risarcimento dei danni.
7Vautore di unVopera anonima o pseudonima "a sempre il diritto di rivelarsi e di ar
riconoscere in giudizio la sua !ualit di autore +art. 21.1..
)l diritto di paternit si estende anc"e al potere di pretendere c"e il nome dellVautore
venga indicato sullVoperaK tuttavia !uesta acolt non "a carattere inderogabile ma
dipende dallVopera e dagli accordi presi.
7Veditore obbligato a riprodurre e porre in vendita lVopera col nome dellVautore, ovvero
anonima o pseudonima, se ci2 previsto dal contratto.
Gli autori dellVopera cinematograica "anno diritto c"e i loro nomi siano menzionati nella
proiezione della pellicola cinematograica.
)l diritto di paternit tutela, oltre a !uello dellVautore, anc"e lVinteresse pubblico,
garantendo la collettivit da ogni orma di inganno o conusione nella attribuzione della
paternit intellettuale.
Hopo la morte dellVautore mantengono tali diritti anc"e i discendenti. W il diritto morale
c"e regola la pubblicazione delle opere inedite eettuata dagli eredi dellVautore.
Precisamente: X )l diritto di pubblicare le opere inedite spetta agli eredi dellVautore o ai
legatari delle opere stesse, salvo c"e lVautore abbia espressamente vietata la
pubblicazione o lVabbia aidata ad altriX.
Il #iri!!o allIi&!e)ri!( #ellIo0era + art. 2&.
7Vautore "a diritto ad essere giudicato dal pubblico per lVopera cosC come egli lV"a
concepita e a conservare la reputazione c"e deriva dalla corretta conoscenza
dellVopera. <uesto diritto tutela non solo le modiic"e dellVopera ma anc"e !ualsiasi
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
modalit di comunicazione dellVopera c"e ne alsi la percezione e !uindi il giudizio da
parte del pubblico.
7a tutela del diritto morale allVintegrit dellVopera riguarda solo !uelle modiic"e c"e
comportano un concreto pregiudizio per la personalit dellVautore.
3el valutare se la modiicazione dellVopera sia di pregiudizio allVonore a alla reputazione
dellVautore necessario ar conciliare e tener conto delle esigenze di carattere tecnico
sorte nel corso della realizzazione dellVopera o delle esigenze pratic"e del committente
c"e lVopera non "a soddisatto. )n particolare:
nelle o0ere #ellIarc"i!e!!%ra lVautore non pu2 opporsi alle modiicazioni c"e si
rendessero necessarie nel corso della realizzazione. Hel pari non potr opporsi a
!uelle altre modiicazioni c"e si rendesse necessario apportare allVopera gi
realizzataX +art. 2&.2.K
nelle o0ere ci&e*a!o)rafic"e al produttore attribuita X la acolt di apportare
alle opere cinematograic"e le modiic"e necessarie per il loro adattamento
cinematograicoXK
negli ar!icoli #i )ior&ale al direttore attribuita la acolt di X introdurre
nellVarticolo da riprodurre !uelle modiicazioni di orma c"e sono ric"ieste dalla
natura e dai ini del giornaleX +art. =1 ..
Il #iri!!o #i 0e&!i*e&!o.
7Vautore pu2 domandare il ritiro dellVopera dal commercio se concorrono gravi ragioni
morali.
)n tal caso lVautore "a lVobbligo di corrispondere un indennizzo a coloro c"e "anno
ac!uistato i diritti di riprodurre.
<uesto diritto inalienabile e irrinunciabile ma a dierenza degli altri diritti morali, dopo
la morte dellVautore non pu2 essere esercitato dai amiliariK precisamente X personale e
non trasmissibile X+art 1=2.2..
Il #iri!!o #Ii&e#i!o.
,ontroversa la !uestione di ar derivare dallVart.1=2 il diritto dellV autore di impedire
la prima pubblicazione dellVopera, recedendo dai contratti con cui egli abbia disposto
dei diritti di utilizzazione.
Diri!!i 0a!ri*o&iali ;o =#i %!ili--a-io&e eco&o*ica><
7Vautore "a il diritto esclusivo di pubblicare lVopera e di utilizzare economicamente la
stessa in ogni orma e modo, originale o derivato, nei limiti issati dalla legge.
) diritti durano per tutta la vita dellVautore e ino a %& anni dopo la sua morte. ( dierenza
dei diritti morali !uesti possono essere traseriti oppure, in taluni casi, degradati a diritti a
compenso in caso di utilizzazione dellVopera da parte di terzi.
4i considera :prima pubblicazione; la prima orma di esercizio del diritto di utilizzazione.
) diritti di utilizzazione economica sono raggruppati in 9 categorie e sono indipendenti tra
loro: lVesercizio delluno non esclude !uindi lVesercizio dellValtro.
Diri!!i #i ri0ro#%-io&e e #i'!ri6%-io&e.
Diri!!i #i co*%&ica-io&e al 0%66lico.
Diri!!i #i !ra#%-io&e e# ela6ora-io&e.
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
Hiritti di riproduzione distribuzione
1< Ri0ro#%-io&e ;ar!. 15<
4i rierisce alla realizzazione di copie, temporanee o no, dellVopera, non solo su supporti
materiali ma anc"e digitali
61
.
)l diritto di riproduzione comprende la riproduzione con i soli mezzi autorizzati dallVautore
e ogni mezzo di riproduzione diritto indipendente dagli altri.
3el caso di copie di libri, si ricordi c"e consentita la riproduzione :mediante otocopia,
Uerocopia o sistema analogo; purc"# si rispetti il limite del 15Z del volume o ascicolo.
2< Di'!ri6%-io&e ;ar!. 13<
)l diritto esclusivo di distribuzione "a per oggetto la messa in commercio o in
circolazione, o comun!ue a disposizione, del pubblico, con !ualsiasi mezzo ed a
!ualsiasi titolo, dellVoriginale dellVopera o degli esemplari di essa.
,omprende, altresC, il diritto esclusivo di introdurre nel territorio degli 4tati della
,omunit europea, a ini di distribuzione, le riproduzioni atte negli stati eUtracomunitari.
Bna volta c"e la speciica copia dellVopera stata messa in commercio, sotto
autorizzazione dellVautore, sono legittime le distribuzioni di copie successive. 4i vedano
a proposito del diritto di distribuzione le norme sullesaurimento.
5< Tra'cri-io&e ;ar!. 14<
7autore "a il diritto esclusivo di trasormare lVopera orale in opera scritta o di riprodurla
in !ualun!ue modo o orma, come la copiatura a mano, la stampa, la litograia,
lVincisione, la otograia, la onograia, la cinematograia ed ogni altro procedimento di
riproduzione.
4< Nole))io e 0re'!i!o ;ar!. 19:6i' <
Eiguarda il diritto di autorizzare il prestito o il noleggio ad opera di terzi. W un diritto
esclusivo c"e viene mantenuto dallVautore anc"e dopo la vendita +art. 1'0bis.=..
Per :noleggio; si intende la messa a disposizione per un determinato periodo e a ronte
di un pagamento, mentre con :prestito; si indica la libera messa a disposizione atta da
istituzioni pubblic"e.
)n caso di cessione di !uesto diritto a Xun produttore di onogrammi o di opere
cinematograic"e o audiovisive o se!uenze di immagini in movimentoX, lVautore
dellVopera noleggiata "a diritto a un e!uo compenso.
7Vesercizio di tale diritto non riguarda il prestito privato e le bibliotec"e statali per il !uale
non necessaria lVautorizzazione dellVautore.
61
4i presti attenzione c"e per le copie digitali non vi esaurimento del diritto, in !uanto talmente
perette da conondersi con loriginale.
Pag. ==/56
APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
Hiritti di comunicazione al pubblico
1< E'ec%-io&eD ra00re'e&!a-io&e e reci!a-io&e i& 0%66lico ;ar!.11<
<uesto diritto "a per oggetto lVesecuzione, la rappresentazione e la recitazione in
pubblico XdellVopera musicale, dellVopera drammatica, dellVopera cinematograica, di
!ualsiasi altra opera di pubblico spettacolo e dellVopera oraleX.
4ono escluse le orme di comunicazione non pubblic"e, cio lVesecuzione, la
rappresentazione e la recitazione c"e avvengano nella cerc"ia amiliare, nei centri
sociali o istituti di assistenza e nelle associazioni di volontariato, purc"# non vengano
eettuate per scopi di lucro.
7Vautore "a diritto ad un compenso in caso di Xesecuzione in pubblici esercizi a mezzo di
apparecc"i radioriceventi sonori, muniti di altoparlante, di opere radiodiuseX.
7Vammontare della remunerazione stabilito periodicamente dallVaccordo tra la 4)(/ e i
rappresentanti dellVassociazione sindacale competente.
<uesto principio stabilisce un eccezione allesercizio del diritto esclusivo da parte del
titolare. )natti, anc"e il titolare dei diritti di una canzone deve pagare i diritti 4)(/ !uando
canta lui stesso la sua canzone, per poi riceverli indietro dalla 4)(/ stessa..
2< Co*%&ica-io&e a 0%66lico #i'!a&!e ;ar!. 12<
Eientra sempre tra i diritti esclusive dellVautore la comunicazione dellVopera al
pubblico,Xsu ilo e senza iloX, attraverso lVutilizzo dei mezzi di diusione a distanza
+telegrao, radio, televisione e analog"i..
)l diritto di comunicazione al pubblico non si esaurisce con nessun atto di comunicazione
e messa a disposizione.
Tra#%-io&eD *o#ifica-io&e
)l diritto esclusivo di tradurre "a per oggetto la traduzione dellVopera in altra lingua o
dialetto. )l diritto esclusivo di elaborare comprende tutte le orme di modiicazione, di
elaborazione e di trasormazione dellVopera previste nellVart. = +?pere Herivate. e
incontra i limiti gi visti per il diritto morale allintegrit dellopera:
nelle o0ere #ellIarc"i!e!!%ra lVautore non pu2 opporsi alle modiicazioni c"e si
rendessero necessarie nel corso della realizzazione. Hel pari non potr opporsi a
!uelle altre modiicazioni c"e si rendesse necessario apportare allVopera gi
realizzataX +art. 2&.2.K
nelle o0ere ci&e*a!o)rafic"e al produttore attribuita X la acolt di apportare
alle opere cinematograic"e le modiic"e necessarie per il loro adattamento
cinematograicoXK
negli ar!icoli #i )ior&ale al direttore attribuita la acolt di X introdurre
nellVarticolo da riprodurre !uelle modiicazioni di orma c"e sono ric"ieste dalla
natura e dai ini del giornaleX +art. =1 ..
7Vautore "a altresC il diritto esclusivo di pubblicare le sue opere in raccolta. / "a inine il
diritto esclusivo di introdurre nellVopera !ualsiasi modiicazione.
Pag. =5/56
APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
Le li6ere %!ili--a-io&i
4econdo il diritto dVautore italiano, talune opere possono essere, sotto determinate
condizioni, liberamente utilizzate. )n particolare:
ar!icoli #i a!!%ali!(D eco&o*ici o 0oli!ico reli)io'i, pubblicati in riviste o
giornaliK possono essere riprodotti su altre riviste o giornali purc"# la riproduzione
non sia stata espressamente riservata +per esempio tramite la diusa indicazione
Xtutti i diritti riservatiX. e vengano riportati i rierimenti allorigine dellarticolo +nome
della rivista/giornale, aurore ecc..
#i'cor'i !e&%!i i& 0%66lico, purc"# si indic"i la onte , il nome delloratore, data
e luogo ecc.
(llo stesso modo esistono taluni scopi e modalit di utilizzo di unVopera protetta, tipizzati
dalla legge, c"e ne consentono la libera utilizzazioneK in particolare:
il ria''%&!oD la ci!a-io&e, la riproduzione di brani o parti di opera per scopi di
critica, discussione o insegnamento, purc"# non costituiscano concorrenza
allVutilizzazione economica dellVopera e vengano menzionati i dati dellopera
+$itolo, autore editore ecc..
?ltre alle libere utilizzazioni previste dallVart. %&, la normativa naturalmente non prevede
restrizioni allVuso delle Xlicenze libereX internazionali, ossia le licenze :creative commons;
date per scopi non commerciali.
/stinto il diritto dVautore, lVopera diviene di pubblico dominio ed liberamente utilizzabile
da c"iun!ue, anc"e a ini economici, purc"# sia rispettato il diritto morale alla titolarit
artistica.
I 0ro)ra**i 0er ela6ora!ore
7a tutela dei programmi per elaboratore stata introdotta nellVordinamento giuridico
italiano con il H. lgs. 51'/1**2secondo il !uale il sotTare viene e!uiparato ad unVopera
intellettuale ed introdotto, !uindi, tra le opere protette dal diritto dVautore. / altresC
aidato alla 4)(/ la tenuta di un Eegistro pubblico speciale per i programmi per
elaboratore +iscrizione acoltativa..
7a 7H( protegge i programmi per elaboratore sia nella loro orma di codice sorgente,
ovvero nel linguaggio in cui sono scritti, sia nella orma di codice oggetto, intesa come la
traduzione del linguaggio del programma in bit o linguaggio macc"ina.
4econdo i principi generali della 7H( allVautore spettano i diritti morali e !uelli
patrimoniali, tuttavia, !uando la creazione di un sotTare rientra nelle mansioni del
lavoratore dipendente, i diritti patrimoniali spettano al datore di lavoro, mentre i diritti
morali appartengono allVautore eettivo.
4ono esclusi dalla tutela della 7H( :le idee e i principi c"e stanno alla base di !ualsiasi
elemento di un programma, compresi !uelli alla base delle sue interacce; )n campo
europeo, successive modiic"e alla tutela del sotTare vengono apportate dalle direttive
*2/1&&/,//[11Y e *9/*'/,//.
3on necessaria alcuna autorizzazione del titolare dei diritti per le seguenti attivit:
0 uso e correzione degli errori se sono necessari per corretto unzionamento del
sotTare +art. 6=0ter .K
Pag. =6/56
APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
0 creazione di una copia di bacOup, :!ualora tale copia sia necessaria per lVuso;
+art. 6=0ter.2 .K
0 studio del unzionamento del programma, :allo scopo di determinare le idee ed i
principi su cui basato ogni elemento del programma stesso; +art. 6=0ter.9 .K
0 riproduzione, traduzione e modiica del codice del sotTare, se sono
:necessarie per conseguire lVinteroperabilit, con altri programmi, di un
programma per elaboratore creato autonomamente; +art. 6=0!uater.1 lett. ( ..
) diritti patrimoniali sui programmi per elaboratore, come per ogni altra opera creativa
tutelata dalla 7H(, Xdurano tutta la vita dellVautore e sino al termine del settantesimo
anno solare dopo la sua morteX +art. 25 ..
Le 6a&c"e #a!i
7e banc"e dati sono tutelate dalla legge sul diritto dVautore in seguito allattuazione della
direttiva *6/*/,/ relativa alla tutela giuridica delle banc"e dati, e sono deinite come
:raccolta di opere, dati o altri elementi indipendenti sistematicamente o metodicamente
disposti ed individualmente accessibili mediante mezzi elettronici o in altro modo;.
) database sono tutelati sia come opere dellVingegno di carattere creativo, sia come bene
prodotto grazie a rilevanti investimenti di denaro, tempo o lavoro, Xindipendentemente
dalla tutelabilit della banca di dati a norma del diritto dVautore o di altri dirittiX. 3el primo
caso agisce il diritto dVautore, il creatore della raccolta il titolare delle acolt esclusive
di natura patrimoniale e morale limitatamente allVopera, non al contenuto, poic"# :la
tutela delle banc"e dati non si estende al loro contenuto e lascia impregiudicati diritti
esistenti su tale contenuto; +art. 2 n.* ..
3on necessaria alcuna autorizzazione del titolare dei diritti per le seguenti attivit:
0 lVaccesso e la consultazione +non la riproduzione. svolte per inalit didattic"e o
di ricerca scientiica +art. 6=0seUies lett. ( .K
0 lVuso per ini di sicurezza pubblica o nellVambito di una procedura
amministrativa o giurisdizionale +art. 6=0seUies lett. D 7.699/=1.K
0 le operazioni indicate allVarticolo 6=0!uin!uies 7H( se compiute da un utente
legittimo e necessarie per lVaccesso al contenuto della raccolta +art. 6=0seUies
lett. D,2 .K
) diritti patrimoniali sui database, come per ogni altra opera creativa tutelata dalla 7H(,
Xdurano tutta la vita dellVautore e sino al termine del settantesimo anno solare dopo la
sua morteX +art. 25 ..
Diri!!i co&&e''i allIe'erci-io #el #iri!!o #Ia%!ore
4ono una serie di diritti c"e nascono in capo a soggetti diversi dallautore dellVopera, ma
la cui esistenza direttamente XconnessaX appunto allesercizio dei diritti dautore,
poic"# si rieriscono ad attivit intellettuali e commerciali determinanti per il sistema
dellVindustria culturale.
$radizionalmente sono i diritti disciplinati dal $itolo )) della legge 699/1*=1 +artt. %2 e
seguenti. relativi allincisione e produzione di onogrammi, !uelli relativi alla produzione
di opere audiovisive e cinematograic"e, !uelli relativi allemissione radioonica e
televisiva e !uelli degli artisti interpreti ed esecutori.
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
Diri!!i #el 0ro#%!!ore #i fo&o)ra**i
4alvi i diritti c"e spettano allVautore, il produttore conserva sui suoi onogrammi alcuni
diritti esclusivi, per la durata e alle condizioni stabilite dalla legge. $ali diritti esclusivi
comprendono:
0 lVautorizzazione alla riproduzione dei suoi onogrammi, diretta o indiretta,
temporanea o permanente, in tutto o in parte, in !ualun!ue modo o orma e con
!ualsiasi processo di duplicazione
0 lVautorizzazione alla distribuzione degli esemplari dei suoi onogrammi.
0 lVautorizzazione al noleggio ed il prestito degli esemplari dei suoi onogrammi.
0 lVautorizzazione alla messa a disposizione del pubblico dei suoi onogrammi, in
maniera tale c"e ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti
individualmente.
$ali diritti non si esauriscono con la vendita, con la distribuzione o con la messa a
disposizione del pubblico dei onogrammi. )l produttore conserva !uindi i suoi diritti
esclusivi sul onogramma anc"e !ualora esso venga venduto, noleggiato, dato in
prestito o messo a disposizione di una terza persona. <uestVultima non potr !uindi
esercitare alcun diritto connesso al onogramma senza lVautorizzazione del produttore.
I&ol!re.
il diritto di artisti, interpreti ed esecutori. /s, PogoreliO c"e suona ,"opin. 3on
priva altri di are la stessa cosa.
il diritto dellente di radiodiusione c"e protegge la ripresa dello spettacolo
trasmesso.
)l diritto dei otograi:
) diritti connessi ai onogrammi "anno una durata di 5& anni dalla prima issazione del
onogramma.
Diri!!i rela!ii al ri!ra!!o
)l ritratto di una persona non pu2 essere esposto, riprodotto o messo in commercio
senza il consenso del soggetto tranne !uando la riproduzione dellVimmagine
giustiicata dalla notoriet o dallVuicio pubblico ricoperto, da necessit di giustizia o
polizia, da scopi scientiici, didattici o culturali, o !uando la riproduzione collegata a
atti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico.
)l ritratto non pu2 essere messo in commercio o esposto se pregiudica lVonore, la
reputazione o comun!ue il decoro della persona ritratta.
E'a%ri*e&!o #el #iri!!o #$a%!ore
)l diritto di distribuzione dellVoriginale o di copie dellVopera non si esaurisce nella
,omunit europea, se non nel caso in cui la prima vendita o il primo atto di traserimento
della propriet nella ,omunit sia eettuato dal titolare del diritto o con il suo consenso.
K%i&#iD i& 0ra!icaD 'i e'a%ri'ceL.
<uanto disposto dal comma precedente non si applica alla messa a disposizione del
pubblico di opere in modo c"e ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento
scelti individualmente, anc"e nel caso in cui sia consentita la realizzazione di copie
dellVopera.
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
7esaurimento non avviene, in deroga, per2 nelle riproduzioni digitali dellopera. 4e
ac!uisto un libro !uindi lo posso rivendere a mio piacimento, ma se "o scaricato una
traccia digitale 3?3 P) / /4(BE)-/3$?, perc"# possibile realizzare copie
identic"e, perette, c"eap e in numero ininito.
(i ini dellVesaurimento di cui al comma2, non costituisce esercizio del diritto esclusivo di
distribuzione la consegna gratuita di esemplari delle opere, eettuata o consentita dal
titolare a ini promozionali, ovvero di insegnamento o di ricerca scientiica.
Differe&-e !ra co0Ari)"! e 6ree!!o
il primo tutelato dalla ,BD, il secondo dalla ,BP.
Per i re!uisiti di accesso, purc"# non sia una copia di !ualcosaltro !ualun!ue cosa
proteggibile con il cop8rig"t, unico re!uisito la originalit !uindi. 3el Patent invece i
re!uisiti sono molteplici +come visto..
,ome attispecie costitutiva, per il cop8rig"t automatica e senza ormalit essendo
suiciente la creazione e divulgazione, per il Patent ci vuole la domanda ed una
autorizzazione, ecc.
3el Patent inoltre sono protette anc"e tutte invenzioni e!uivalenti o simili, una
protezione orte, mentre il cop8rig"t vieta la riproduzione del contenuto ma non la
divulgazione dello stesso +delle idee..
)l cop8rig"t ammette inoltre gli I&co&!ri For!%i!i ossia le violazioni innocenti ove
!ualcuno riprende una opera altrui inconsapevolmente +scrivo una canzone uguale ad
unaltra esistente non conoscendola. c"e nel patent vietata.
)nine la durata, %& anni dalla morte dellautore per il cop8rig"t, 2& anni dal brevetto per il
brevetto
62
.
)noltre, rispetto ai brevetti, la tutela del diritto di autore consente di realizzare la
protezione del diritto di espressione c"e un diritto delluomo e molto importante. Qa in
pratica la unzione di realizzare la tutela di un diritto costituzionale.
62
7a ragione per cui lopere dellingegno "a protezione lunga perc"# essa no blocca le opere a
valle della stessa, essendo tutelata la orma e non il contenuto.
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
CONCORREN,A SLEALE
7Vart. 2199 c.c. disciplina le orme della concorrenza sleale prevedendo dei
comportamenti tipici ed una clausola generale idonea ad abbracciare comportamenti,
anc"e non tipizzati, c"e, tuttavia, integrino gli estremi della concorrenza sleale.
,ostituiscono comportamenti tipici di concorrenza sleale:
lVuso di nomi o segni distintivi idonei a produrre conusione +cd. Co&corre&-a
Co&f%'oria. con i nomi o i segni distintivi legittimamente usati
69
da altri e lVimitazione
servile
6=
dei prodotti di un concorrente .
la diusione di notizie ed apprezzamenti sui prodotti e sullVattivit di un concorrente,
idonei a determinarne il discredito cd +Co&corre&-a De&i)ra!oria.
lVappropriazione dei pregi dei prodotti o dellVimpresa di un concorrente. <uesta non
intesa nel senso di imitazione dei prodotti, ma di appropriazione dei pregi in termini
di ci2 c"e si dice e si a +es, penna tipo :parOer;..
7Vart. 25*' c.c., come detto, contempla, inine, una clausola generale idonea a
ricomprendere tutti gli ulteriori atti di concorrenza sleale non tipizzati.
,ostituisce, cosC, concorrenza sleale il valersi di ogni mezzo non conorme ai principi
della correttezza proessionale ed idoneo a danneggiare lVazienda altrui.
7a sostanza !uindi c"e si pu2 avere un illecito anc"e uori dai casi di violazione dei
diritti di propriet industriale o diritto di autore.
Ri*e#i
) principali rimedi contro gli atti di concorrenza sleale sono contemplati agli art. 25** c.c.
e 26&& c.c. dove si prevede c"e:
Ar!. 2199: 7a sentenza c"e accerta atti di concorrenza sleale ne inibisce la
continuazione e d gli opportuni provvedimenti ainc"# ne vengano eliminati gli eetti.
Ar!. 2200 : Ri'arci*e&!o #el #a&&o.
4e gli atti di concorrenza sleale sono compiuti con dolo o con colpa, lVautore tenuto al
risarcimento dei danni. (ccertati gli atti di concorrenza, la colpa si presume.
)n tale ipotesi pu2 essere ordinata la pubblicazione della sentenza.
Il #iri!!o 'o))e!!io
7a normativa precedente alla tipizzazione dei casi di concorrenza sleale collegata
!ueste responsabilit allambito di applicazione dellart. 2&=9 sullillecito
eUtracontrattuale.
3on vi dubbio invece c"e a seguito dellemanazione delle norme di cui al 25*' sia
nato un nuovo diritto soggettivo, ossia !uello alla concorrenza :leale;, c"e vede dei
soggetti legittimati attivi e passivi.
69
7uso dei la discriminante di !uesta tutela rispetto a !uella sui marc"i.
6=
4i noti c"e pu2 dare imitazione servile solo la riproduzione delle orme esterne del prodotto o
del suo pacOaging, c"e sono le unic"e in grado di ungere da segni distintivi del prodotto.
7imitazione servile da luogo ad alternativit delle tutele +marc"i o concorrenza sleale..
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
$itolare di !uesti diritti po essere per2 solo un imprenditore, essendo prevista per i
cittadini una normativa separata a tutela del consumatore.
)l titolare per2 pu2 non essere tecnicamente limprenditore, essendovi casi, come laitto
o lusurutto di azienda , nei !uali limprenditore un terzo ma il proprietario mantiene
titolarit delle azioni contro la concorrenza sleale,a tutela della sua propriet.
Gli atti di , sleale possono inoltre avvenire tra imprenditori posti a diverso livello,
essendo diversa la nozione di concorrenza rilevante giuridicamente rispetto a !uella
economica +es, grossista verso dettagliante..
/ possibile inine aver atti di ,4 anc"e tra proessionisti +!uindi tecnicamente non
imprenditori. e per interposta persona.
)nine, il diritto soggettivo alla concorrenza leale si pu2 conigurare sia come diritto
individuale c"e collettivo +interessi di una categoria proessionale..
Ra00or!o co& l$illeci!o ciile 2045
Pista lesistenza dellillecito civile al 2&=9 perc"# introdurre anc"e il 25*'N 7a risposta
risiede nel atto c"e il 25*' stabilisce gi i casi in cui c idoneit a causare il danno
altrui, ed !uindi una tutela anticipata, contro il pericolo di subire danni.
<uesto a si c"e sia possibile !uindi ottenere dei procedimenti di urgenza +non solo dei
rimborsi., per evitare c"e il danno sia atto.
)noltre la norma ad oc serve anc"e per stabilire in cosa consiste :lingiustizia; del danno,
perc"# diversamente sarebbe molto diicile stabilirlo in un ambiente di mercato +se io
vendo un auto in pi1 danneggio laltra casa automobilistica, ma ci2 non ingiustoJJJ..
La corre!!e--a 0rofe''io&ale
Hiicile la deinizione di correttezza proessionale per mancanza di una interpretazione
tipica. 4i pu2 ar rierimento ai principi della lealt e della correttezza commerciale cosC
come ric"iamare i valori costituzionali di cui allart. =1 c"e prevede c"e liniziativa
economica non possa svolgersi in contrasto con lutilit sociale o in modo da recare
danno alla sicurezza, alla libert, alla dignit umana.
3ei conronti del consumatore invece, il metro per valutare le azioni commerciali !uello
di stabilire se !ueste possano o meno trarre il consumatore in inganno.
7a contrariet ai principi di correttezza proessionale stata deinita in alcune
interpretazioni della giurisprudenza c"e "a ormulato una decina di ipotesi cosC tipizzate:
Boico!!a))io: inteso come riiuto di intrattenere rapporti con un concorrente oppure
con una attivit collegata o dipendente ormato spontaneamente o sulla base di
accordi con altri imprenditoriK
Be&#i!e 'o!!oco'!o, !uando eettuate ad esempio per ar uscire dal mercato
concorrenti pi1 deboli e approittare successivamente di libert sul mercato.
'!or&o #i #i0e&#e&!i, !uando si miri a danneggiare limpresa altrui in modo
superiore al beneicio portato dallac!uisto della orza produttiva sottratta. deve
essere almeno un gruppo di dipendenti, !uesti devono essere in unzioni strategic"e,
e poi va anc"e guardato il modo in cui vengono attratti i dipendenti nella nuova
impresa.
7a ratio !uindi per giudicare se lo storno lesivo oppure isiologico in base a leggi di
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
mercato, consiste nello stabilire se vi stato animus nocendi , cio il motivo unico
per cui sono stati distratti dipendenti dallaltrui impresa stato !uello di danneggiarla.
la *e&-o)&a: come dic"iarare cose non vere per avere vantaggio sui concorrentiK
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
ANTITRUST
,on il termine a&!i!r%'! si deinisce il complesso delle norme giuridic"e c"e sono poste
a tutela della concorrenza sui mercati economici.
$ale complesso normativo, detto anc"e Hiritto antitrust o Hiritto della concorrenza,
appresta una tutela di carattere generale al bene primario della concorrenza inteso
!uale meccanismo concorrenziale, impedendo c"e le imprese, singolarmente o
congiuntamente, pregiudic"ino la regolare competizione economica adottando condotte
c"e integrano intese restrittive della concorrenza, abusi di posizione dominante e
concentrazioni idonee a creare o raorzare una posizione di monopolio.
)n secondo luogo, per estensione, viene deinito XantitrustX anc"e lVorgano o autorit c"e
vigila sullVosservanza e il rispetto di tali norme, cio lV(utorit garante della concorrenza
e del mercato +(G,-..
7e norme (ntitrust rappresentano la risposta dei moderni ordinamenti giuridici
allVeccesso di poteri di mercato e alle distorsioni ad esso arrecate da accordi ra
produttori.
7e principali legislazioni moderne sono il rutto dellVaermazione del liberismo c"e "a
prodotto due eetti: da un lato, la soppressione dei vincoli per lVeconomia derivanti dallo
4tato, dallValtro il divieto per le imprese di abusare di posizioni dominanti a danno del
consumatore.
)l ine ultimo delle normative antitrust dun!ue !uello di sostenere unVeconomia di
mercato libera +dove ogni impresa assume le proprie decisioni in modo indipendente dai
suoi concorrenti., in modo da garantire una orte concorrenza c"e conduca ad una
distribuzione pi1 eiciente di merci e servizi, a prezzi pi1 bassi, ad una migliore !ualit
ed al massimo dellVinnovazione.
LIa&o*alia i!alia&a
)n )talia lVintroduzione di una normativa antitrust nazionale avvenne con notevole ritardo
sia rispetto agli altri 4tati europei, sia rispetto alle ,omunit europee: solo nel 1**&,
inatti, u approvata la legge 1& ottobre 1**&, n. 2'%, recante X3orme per la tutela della
concorrenza e del mercatoX.
7a legge introduce due ondamentali orme di violazione: lIa6%'o #i 0o'i-io&e
#o*i&a&!e e lIi&!e'a re'!ri!!ia #ella co&corre&-a. 7e violazioni antitrust negli 4tati
Bniti "anno rilevanza penale, mentre nel diritto europeo sono punibili con sanzioni
amministrative.
7a legge introduceva per la prima volta le aut"orit8, c"e gi avevano una pluriennale
esperienza positiva nei Paesi di common laT +)ng"ilterra e 4tati Bniti..
7Vantitrust italiano ed europeo "anno il potere di comminare multe c"e possono arrivare
ino al 1&Z del atturato aziendale per ogni anno di violazione, e dun!ue dispongono di
adeguati meccanismi sanzionatori.
)l Parlamento italiano, nellVintrodurre norme per la tutela della concorrenza similari a
!uelle comunitarie, ne "a voluto enatizzare la inalit di Xattuazione dellVart. =1 della
,ostituzione a tutela e garanzia del diritto di iniziativa economicaX, deinendo il mercato
concorrenziale come il !uadro entro il !uale si svolge la libert di tale iniziativa.
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
)l diritto antitrust "a il duplice scopo di garantire i diritti del cittadino0consumatore, e la
libera concorrenza delle imprese. 7a nascita di un trust associata ad un pi1 generale
pericolo democratico per la posizione di orza c"e un soggetto monopolista di natura
privata assume nel mercato di rierimento. 4i pensi, ad esempio, al potere assunto nella
Germania nazista dai cartelli del settore elettrico (/G, dellVacciaio +Pereinigte
4ta"lTerOe (G. e della c"imica +)G Marben..
Gli 4tati nazionali potrebbero non avere la orza e lVautorevolezza di legierare in merito
a poteri economici troppo orti, c"e vengono a crearsi in situazioni di monopolio.
Di'ci0li&a co*%&i!aria
Le fa!!i'0ecie
7e disposizioni antimonopolistic"e sono inalizzate a c"e non venga impedito, ristretto o
alsato il gioco della concorrenza allVinterno del mercato comune: secondo lVart. '1 del
$rattato di Eoma
4ono incompatibili con il mercato comune e vietati tutti gli accordi tra imprese, le
decisioni di associazioni di imprese e le pratic"e concordate c"e possano pregiudicare il
commercio tra gli 4tati membri e c"e abbiano per oggetto o eetto di impedire,
restringere o alsare il gioco della concorrenza allVinterno del mercato e in particolare
!uelle consistenti nel:
a. issare direttamente o indirettamente i prezzi dVac!uisto o vendita ovvero tutte le
transazioniK
b. limitare o controllare la produzione, gli sbocc"i, lo sviluppo tecnico o gli investimentiK
c. ripartire i mercatiK
d. applicare, nei rapporti commerciali con gli altri contraenti, condizioni dissimili per
prestazioni e!uivalentiK
e. subordinare la conclusione di contratti allVaccettazione da parte degli altri contraenti di
prestazioni supplementari c"e non abbiano alcun nesso con lVoggetto dei contratti stessi.
I 0roce#i*e&!i
<ualora venga constatata lVesistenza di unVinrazione, lVautorit controllante propone i
mezzi atti a porvi termine. <ualora non sia posto termine alle inrazioni, la ,ommissione
contesta lVinrazione ai principi con una decisione motivataK essa pu2 essere pubblicata e
autorizza gli 4tati membri ad adottare le necessarie misure, di cui deinisce le condizioni
e modalit, per rimediare alla situazione.
<uesta disposizione comporta tre ordini di intervento:
un primo, non procedimentalizzato, di vigilanza e monitoraggioK
un secondo suddiviso in una ase iniziativa e una istruttoriaK
lVultimo decisionale, nel caso in cui il divieto sia violato.
W sempre compito della ,ommissione deinire le condizioni e le modalit adatte a porre
rimedio alla situazione, pur sempre basandosi sulle misure adottate dagli 4tati.
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
Do*a&#e fre8%e&!i a)li a00elli.
-i parli di:
esaurimento del marc"io
registrazione del marc"i
diritto esclusivo del marc"io
nullit assoluta del marc"io
attispecie costitutiva e decadenza del marc"io
,essione del marc"io
<uanti anni dura il diritto di marc"ioN
<uali sono le cause di nullit del marc"io
<uali sono gli impedimenti alla registrazione del marc"ioN
<ual la unzione del marc"ioN
<uali sono gli impedimenti assolutiN
-i parli del re!uisito della liceit.
<uali sono i casi di decadenza dei marc"iN
-i dica !ualcosa sugli impedimenti assoluti e relativi.
<ual la dierenza tra non uso eettivo e uso occasionaleN
<uali sono le unzioni del marc"io giuridicamente tutelateN
<ual la attispecie ac!uisitiva del diritto su un segnoN +dierenziare il marc"io
dallart. 25*' concorrenza sleale..
,os il marc"io di attoN
3el traserimento del marc"io obbligatoria anc"e la cessione dellaziendaN
Histinzione tra normativa ante e post *2.
,ome pu2 avvenire il traserimento del marc"ioN
,"i il titolare del diritto di brevettoN
-i parli delle invenzioni dei dipendenti
-i parli delle invenzioni da parte dei ricercatori universitari
?gm, topolini, biodiversit, mi dica !ualcosa>.
<uando il datore di lavoro "a diritto dVopzioneN
esaurimento del diritto dVautore
,"e cosa un opera compostaN
-i parli delle opere dellVingegno.
<ual il contenuto del diritto dVautoreN
-i parli della tutela delle opere otograic"e.
-i parli della protezione delle opere cinematograic"e
<uali sono i diritti dellautore su un opera dellingegnoN
<uali opere possono essere protette dal diritto dautoreN
!uali sono i ini dellVantitrustN
Hesign e banc"e dati, c"e natura "annoN
-i parli del rapporto di concorrenza tra soggetto attivo e passivo.
-i parli della concorrenza sleale.
<uali sono i re!uisiti di tutela del designN
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APPUNTI DI DIRITTO INDUSTRIALE
PROF. Mario Ricolfi
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