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PENISOLA COREANA:
PRESTO PER PARLARE DI PACE



di Rosella Ido







1. Le tre svolte del 2007

Nella penisola coreana e in Asia nord orientale il 2007 verr
ricordato per tre avvenimenti: la svolta epocale della politica
nordcoreana dellamministrazione Bush che, dopo sei anni di totale
intransigenza, ha iniziato seri negoziati bilaterali con la RPDC
(acronimo per Repubblica Popolare Democratica di Corea); il secondo
summit intercoreano in 59 anni che ha approfondito il dialogo fra la
giovane e vivace democrazia del sud e il nord comunista; infine, il
ritorno al potere di un presidente conservatore a Seoul dopo un
decennio di amministrazioni progressiste.
Davvero impensabile, fino alla fine del 2006, che gli Stati Uniti di
Bush si trovassero dalla stessa parte della barricata con la troika post
guerra fredda (Cina, Russia, Corea del sud) che privilegia la stabilit
del regime nordcoreano allincubo di un improvviso collasso dalle
conseguenze disastrose: milioni di rifugiati nei paesi limitrofi e armi
nucleari allo sbando.
La svolta americana iniziata dopo il riuscito test nucleare
nordcoreano dellottobre 2006 e ha avuto una immediata ricaduta
positiva nellambito dei colloqui a sei (Stati Uniti, due Coree, Cina,
Russia e Giappone): laccordo del 13 febbraio che prevede, in fasi
successive la denuclearizzazione della Corea del nord in cambio di un
pacchetto consistente di aiuti economici, la fine di tutte le sanzioni e
lo sdoganamento a livello internazionale della RPDC, a cominciare
dal riconoscimento diplomatico da parte degli Stati Uniti e del
Giappone. Il processo contempla anche la firma della pace che non
stata ancora stipulata dopo limmane tragedia della guerra di Corea del
1950-1953 e listituzionalizzazione del tavolo a sei per creare quel
sistema collettivo di sicurezza che manca in Asia nordorientale: una
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delle regioni meno integrate del mondo che dovrebbe aprirsi al
confronto reciproco sugli annosi problemi politici, sulla non
proliferazione, sulla ricerca di fonti energetiche e sulla protezione
ambientale.
Siamo solo allinizio di una lunga marcia diplomatica che,
esperienza insegna, potrebbe deragliare facilmente come gli accordi
intercoreani del 1991 e quello del 1994 (che aveva posto fine alla
prima crisi nucleare) sconfessato da George W. Bush nel 2001.
La denuclearizzazione della Corea del nord non affatto scontata.
Si tratta comunque del primo passo nella direzione giusta, dettato dal
convergere di urgenti interessi americani e nordcoreani: prendere
liniziativa per fermare lescalation nucleare da un lato; dallaltro lato,
tornare ad operare sul mercato finanziario internazionale, precluso
dalle sanzioni di Washington del settembre 2005.
Negli ultimi sei mesi dellanno il processo, messo in moto
dallaccordo di febbraio, ha subito una notevole accelerazione. In vista
delle presidenziali in Corea del sud del 19 dicembre e della scadenza
del mandato di Gorge Bush a fine 2008. Anche se chiaro che la road
map seguita al disgelo USA/RPDC, richieder tempi ben pi lunghi
della fine dellanno prossimo per essere completata.
Kim Jong-il, come duso, cercher di ottenere il massimo
concedendo il minimo, sempre pi bisognoso di aiuti e investimenti in
un paese sfiancato da sanzioni vecchie e nuove e dai ricorrenti disastri
naturali dovuti in gran parte a una gestione rovinosa delleconomia.
Limpressione che ci vorr molto tempo prima che Kim rinunci,
volontariamente, al suo status di paese nucleare, un asso prezioso nella
manica con cui garantire la sopravvivenza sua e del suo regime.
Per Kim Jong-il non facile uscire dalla guerra fredda per
motivi interni e internazionali. Come persuadere, fra laltro, llite
militare, cui deve molto, a far diventare la RPDC la Libia dellAsia di
nord est piuttosto che il Pakistan? A questultimo modello sembra,
anzi, ispirarsi il leader Kim che vorrebbe trasformarsi in un altro
alleato importante nella cintura di alleanze americane volte a
contenere lemergente potenza cinese.
La disponibilit al dialogo degli Stati Uniti di Bush con la RPDC,
se pur tardivamente, ha dato ragione alla politica di distensione
intercoreana portata avanti (con fatica vista la netta opposizione
americana dei sei anni precedenti) dal governo progressista del sud di
Rho Moo Hyun. Ha reso meno conflittuali i rapporti fra i due paesi
che tra il 2001 e il 2006 erano arrivati ai minimi termini. E ha favorito
il successo del secondo summit intercoreano che si svolto a
Pyongyang allinizio di ottobre. Il dittatore del nord, pi che mai
interessato alla continuazione degli aiuti che gli ultimi due governi
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progressisti gli hanno fornito con generosit, si mostrato disponibile
a chiedere, per la prima volta insieme al presidente del sud, una
struttura di pace per la penisola. Ha stretto, inoltre, numerosi accordi
di cooperazione con i fratelli divisi anche in vista della pi che
probabile vittoria dei conservatori, nelle imminenti presidenziali di
dicembre. Ora, silente, aspetta la prima mossa di Lee Myung Bak
(soprannominato Lee MB per distinguerlo dagli altri Lee), il vincitore
delle elezioni, che ha promesso una revisione degli impegni presi
dal presidente uscente con il suo regime.
Oltre alla conversione dellamministrazione Bush sulla via di
Damasco e al vertice intercoreano, il 2007 ha visto, dopo 10 anni di
governo liberal-progressista, il ritorno dei conservatori al potere.
Le elezioni non sono state influenzate n dalla nuova politica
americana nei confronti del nord, n dal vertice intercoreano, n (in
negativo) dalle dubbie credenziali morali del vincitore a larga
maggioranza, Lee MB. Pi che un voto convinto per lex sindaco di
Seoul ed ex manager Hyundai, la bassa affluenza alle urne ha
significato la netta bocciatura del presidente Rho e del governo in
carica in materia di economia, la mancanza di valide alternative nel
frammentato schieramento progressista e la voglia di credere nel
regno del Bengodi promesso dallex manager Hyundai: una crescita
annua al 7%, il raddoppio del reddito procapite da 20.000 a 40.000
dollari, e il passaggio del paese dal 13 al 7 posto nelle classifiche
economiche mondiali.
Ma molto probabile che, in futuro, il presidente Rho verr
ricordato per aver rafforzato la democrazia, per aver tenuto testa
allalleato americano nella sua versione pi unilateralista e bellicista e
per aver portato avanti con determinazione il dialogo e i rapporti
politici ed economici con il regime del nord. Infine, si dovrebbe dare
atto a Rho di non avere trascurato lo sviluppo economico. La crescita
nel suo quinquennato stata costante: ha toccato lapice del 5% nel
2006 e sar poco meno nel 2007.


2. Meglio tardi che mai. Il nuovo corso dellamministrazione Bush

I test missilistici del luglio 2006 e il test nucleare dellottobre
successivo hanno dimostrato che le minacce del regime nordcoreano
erano serie e che Pyongyang in grado di miniaturizzare le testate
nucleari e montarle su missili di raggio tale da raggiungere qualsiasi
paese della regione.
Dopo questa tardiva presa di coscienza il Dipartimento di Stato di
Condoleezza Rice ha varato, senza peraltro riconoscerlo ufficialmente
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e senza che siano stati chiariti i retroscena, uno spettacolare cambio di
rotta nei confronti della Corea del nord.
Accantonato il kit ideologico neocon, i vecchi amici e le antiche
fobie condivise dal presidente (la stessa Rice aveva incastonato la
RPDC nella retorica formulazione degli avamposti della tirannia
alla fine del 2004), il segretario di Stato sembra aver dato carta bianca
allabile negoziatore degli accordi Dayton, Cristopher Hill, che, a
differenza del suo predecessore, James Kelly (che non aveva il
permesso del vicepresidente Cheney di dialogare direttamente con i
rappresentanti nordcoreani o di offrire incentivi), aveva gi raggiunto
laccordo del settembre 2005 dopo un primo incontro segreto con il
rappresentante nordcoreano Kim Gye Gwan [AM 2005-2006, p. 420].
Il CVID di marca neocon (Complete Verifiable Irreversibile
Dismantlement) senza contropartite per non premiare un cattivo
comportamento, stato semplicemente archiviato.
Fino ad allora la strategia dellamministrazione nei confronti della
RPDC si era svolta su due binari paralleli che hanno creato una
notevole confusione. Il primo era il binario diplomatico rappresentato
dai colloqui a sei voluti dal dipartimento di Stato, ma gestiti con molta
abilit dalla Cina cui Washington aveva appaltato il congelamento
della situazione. In attesa che le pressioni psicologiche ed economico-
finanziarie, adottate negli anni precedenti, provocassero limplosione
del regime.
Il secondo binario, sottotraccia, era guidato dal dipartimento del
Tesoro che, il 15 settembre 2005, in base ad una attivit di intelligence
condotta nel biennio precedente sulle attivit illecite oltremare di
Pyongyang, aveva accusato una piccola banca privata di Macau, il
Banco Delta Asia (BDA), di essere la centrale operativa dello smercio
di dollari contraffatti e del riciclaggio di denaro sporco (traffico di
droghe incluso).
Queste accuse avevano portato sia al fallimento del BDA e al
blocco de conti nordcoreani (25 milioni di dollari ), sia al blocco di
tutte le attivit finanziarie della Corea del nord, in quanto
praticamente tutte le banche del globo, in Asia, Europa e America,
erano state consigliate dal dipartimento a non intrattenere nessuna
relazione finanziaria con Pyongyang, pena lesclusione dal mercato
finanziario americano. Come risultato chiaro nel 2007, la RPDC non
ha pi potuto effettuare (sebbene non ci fosse un divieto esplicito)
nemmeno la legittima vendita di lingotti doro (estratto dalle sue
miniere) al London Gold Exchange. E ha dovuto accontentarsi di
vendere altrove e al ribasso [W/N 1 maggio 2007, Gold
Digging...].
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Anche Condoleezza Rice era al corrente delle grandi manovre del
dipartimento del Tesoro. Per il semplice fatto che il direttore della
sezione per i crimini finanziari del dipartimento del Tesoro non pu
agire di sua iniziativa ma ha lobbligo, a norma del Bank Secrecy Act,
di consultarsi con il segretario di Stato e con lavvocato generale del
dipartimento della Giustizia.
Come si documentato nei precedenti Asia Maior, questa
strategia sotterranea ha avuto un effetto boomerang: ha fatto fallire il
primo accordo raggiunto nellambito dei colloqui a sei il 19 settembre
del 2005, ha congelato ulteriori colloqui per oltre un anno, ma
soprattutto ha spinto la Corea del nord a premere sullacceleratore per
dotarsi della bomba e dei vettori per trasportarla. Non ha stupito che,
malgrado le sanzioni comminate dal Consiglio di Sicurezza alla
RPDC dopo i test missilistici e quello atomico, il regime di Kim Jong-
il abbia continuato a porre come pregiudiziale a ulteriori colloqui il
sollevamento delle suddette restrizioni finanziarie. Questa volta da
una posizione di forza [AM 2005-2006, pp. 423-426].
A produrre limprovviso cambiamento a 360 della strategia
americana e la rincorsa ad un accordo hanno sicuramente contribuito,
secondo gli analisti, oltre alla paura di un secondo test atomico
minacciato da Pyongyang, molti altri fattori. La sconfitta dei
repubblicani alle elezioni di mezzo termine nel novembre del 2006
che ha consegnato il Congresso ai democratici da sempre fautori del
dialogo con il regime di Kim Jong-il; lallontanamento di alcuni falchi
dellamministrazione, ostili a qualsiasi dialogo con la RPDC (a
cominciare da Donald Rumsfeld e John Bolton); la disperata necessit
di accreditare alla Casa Bianca almeno un successo nel quadro
desolante di una politica estera fallimentare e controproducente per
poter concentrare tutte le energie sulla polveriera medio orientale.
Nonch, si sostenuto, lidea di inviare un messaggio, peraltro molto
ambiguo, allIran. Come quello della Rice del 21 dicembre, secondo il
quale gli Stati Uniti non hanno nemici permanenti ma sono aperti al
dialogo per chiudere confronti o conflitti [W/CNN 21 dicembre
2007].


3. Laccordo di Pechino

La Corea del nord del resto, lanciato il sasso (il test nucleare) ha
ritirato la mano dicendosi pronta a riprendere il dialogo previo lo
sblocco delle sanzioni finanziarie. Una finestra di opportunit che il
dipartimento di Stato, questa volta, ha colto al volo.
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Il primo segnale di questa svolta epocale stato costituito da tre
incontri. Lincontro a Pechino a fine dicembre 2006, richiesto dagli
americani allambasciata nordcoreana della capitale cinese, fra i due
rispettativi rappresentanti ai colloqui a sei, Cristopher Hill e Kim Gye-
gwan. Lincontro a Berlino degli stessi nel gennaio 2007 per discutere
le basi di quello che sarebbe diventato laccordo del 13 febbraio. Il
terzo incontro, quello pi pressante per il regime, si svolto nella
capitale cinese fra il rappresentante nordcoreano e il funzionario del
dipartimento del Tesoro americano, Glaser, per risolvere la questione
del blocco dei conti al Banco Delta Asia.
Da questa improvvisa apertura americana a un dialogo costruttivo
e non fittizio come nel passato, nato laccordo di Pechino del 13
febbraio 2007, sottoscritto dai paesi del tavolo a sei che, dallagosto
2003, si erano riuniti per tentare di risolvere la crisi nucleare. Il tavolo
negoziale, dato per morto dopo il test nucleare dellottobre 2006, ha
acquistato molto importanza solo nel momento in cui gli Stati Uniti si
sono impegnati bilateralmente con la Corea del nord e, soprattutto,
quando hanno assicurato alla RPDC che avrebbero risolto il problema
dei conti congelati al BDA di Macao entro 30 giorni dalla firma
dellaccordo stesso.
Lintesa del 13 febbraio potrebbe sembrare un dja vu, ovvero
una riedizione dellaccordo (framework agreement) raggiunto
dallamministrazione Clinton e dal regime nordcoreano nel 1994 per
risolvere la prima crisi nucleare. In realt non si tratta di unintesa
complessiva, ma di un accordo di principi che dovrebbe essere
costruito e precisato con certosina pazienza, passo dopo passo in base
alla formula action for action [Hayes 14 febbraio 2007, The
Beijing Deal is not the Agreed Framwork]. La meta del disarmo
nucleare ancora lontana, ma il miglior compromesso possibile, a
bomba (o bombe?) accertata, sottoscritto e garantito dai paesi del
forum a sei, compresa la Corea del nord.
I punti essenziali dellintesa di Pechino, che si richiama
esplicitamente allattuazione dei principi generali raggiunti nel
comunicato congiunto del settembre 2005, sono stati divisi in fasi
successive [AM 2005-2006, pp. 420-423].
La prima fase dellaccordo ha previsto la chiusura del reattore
nucleare di Yongbyon e gli impianti per riprocessare il plutonio
nonch il ritorno degli ispettori dellAIEA (Agenzia Internazionale per
lEnergia Atomica) per monitorare e verificare lattuazione del
processo entro 60 giorni. In cambio, gli altri 5 rappresentanti si sono
impegnati a fornire alla RPDC una prima tranche di aiuti energetici,
pari a 50.000 tonnellate di greggio.
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Al termine di questa fase se ne sarebbe aperta una seconda che
impegnava la Corea del nord a dichiarare tutti i programmi nucleari e
a mettere fuori uso tutte le strutture nucleari in cambio di ulteriori
950.000 tonnellate di greggio o lequivalente in energia o in generi
alimentari. A questo punto Washington avrebbe iniziato il processo
(senza specificare quando) per depennare Pyongyang dalla lista degli
stati che appoggiano il terrorismo (cosa che avrebbe spianato la strada
ad aiuti alla Corea del nord da parte degli enti finanziari
internazionali).
La terza fase, quella che dovrebbe portare alla vera e propria
denuclearizzazione, ancora tutta da negoziare.
Inoltre, come previsto nellaccordo del 2005, i sei si sono
impegnati a creare un meccanismo di pace e di sicurezza in Asia di
nord est. Unaltra clausola ha stabilito che alcuni dei sei paesi (i
belligeranti nella guerra di Corea: le due Coree, Stati Uniti e Cina?)
avrebbero discusso, in un forum separato, un trattato di pace
permanente per rimpiazzare larmistizio del 1953.
Un punto molto importante del comunicato ha riguardato la
creazione di cinque gruppi di lavoro per discutere ciascuno, in
dettaglio, i seguenti problemi: la denuclearizzazione, la
normalizzazione dei rapporti Stati Uniti/RPDC, la normalizzazione dei
rapporti Giappone/RPDC; la cooperazione economica ed energetica;
la creazione di un meccanismo di pace e sicurezza dellAsia di nord-
est. I gruppi (che si sono riuniti per la prima volta dopo 30 giorni dalla
firma dellaccordo) servono soprattutto, per trattare in parallelo e non
in sequenza, come in passato, tutti gli aspetti rilevanti dellaccordo.
Washington ha accettato da Pyongyang una vecchia richiesta: il
principio della contemporaneit delle azioni fra i cinque e la Corea
del nord.
Va ancora sottolineato che, dalla fine del 2006, tutte le intese
raggiunte in sede multilaterale sono state sempre precedute da incontri
bilaterali fra Cristopher Hill e Kim Gye Hwang e poi avallate nel
concerto a sei. Come, ad esempio, lincontro a Ginevra dei due
diplomatici dall1 al 2 settembre in preparazione di una nuova
sessione dei colloqui che si sono svolti a fine mese.
In questa sede i sei hanno verificato il completamento della prima
fase dellaccordo del 13 febbraio slittata in luglio, una volta risolta la
questione del Banco Delta Asia, come si dir. La RPDC aveva chiuso
il reattore di Yongbyon da 5 megawatt, limpianto per riprocessare il
plutonio e gli impianti per fabbricare le barre di plutonio; il tutto sotto
il controllo degli ispettori dellAIEA, ritornati nel paese dopo circa
cinque anni dallespulsione. In cambio la Corea del sud e la Cina
hanno inviato alla RPDC, 50.000 tonnellate di greggio ciascuna.
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Il 3 ottobre seguente Pechino ha rilasciato un nuovo comunicato
dei sei che precisava le obbligazioni della RPDC nella seconda fase: la
messa fuori uso (disablement) del reattore di Yongbyon e un
resoconto completo e corretto entro la fine del 2007 di tutti i suoi
programmi nucleari, inclusa una chiarificazione sul programma
alluranio, la cui supposta esistenza ha fatto detonare la presente crisi
nucleare nellottobre del 2002. Gli Stati Uniti, sempre secondo
laccordo di ottobre, assumevano limpegno di dirigere le operazioni
per rendere inoperativo limpianto e di provvedere ai costi iniziali.
[W/N 4 ottobre 2007, Second Phase Actions].
In sostanza, gli Stati Uniti vogliono sapere dal regime: quanto
plutonio e quante bombe ha prodotto, che cosa ha fatto dei tubi di
alluminio acquistati dalla Russia e se li ha usati per il supposto
programma segreto alluranio; infine, se ha fornito tecnologia e know
how nucleare alla Siria. Questultima richiesta si riferiva al misterioso
bombardamento israeliano, il 6 settembre precedente, di un edificio in
una remota localit in Siria sulle rive dellEufrate. La costruzione,
fotografata dai satelliti circa un mese prima, sembrava simile al
reattore nucleare di Yongbyon e, secondo indiscrezioni, i nordcoreani
avrebbero potuto aiutare i siriani a costruirlo [W/P 15 settembre 2007].
Lincidente ancora avvolto nel mistero perch gli israeliani, che
ne hanno dato notizia ufficiosa dopo la denuncia dei siriani, si sono
chiusi in un silenzio ermetico e il dipartimento di Stato, malgrado le
accuse di mollezza nei confronti dei nordcoreani da parte della destra
repubblicana, ha fatto lo stesso [W/NYT 25 ottobre 2007, The Right
confronts Rice over North Korea Policy].
Ritornando allaccordo del 3 ottobre, Washington si impegnata,
non appena la RPDC avesse adempiuto ai suddetti impegni, a
rimuoverla dalla lista nera degli stati che appoggiano il terrorismo e a
porre termine al regime di sanzioni (Trade with the Enemy Act) in
vigore dalla fine della guerra di Corea.
Al 31 dicembre 2007 la seconda fase non si ancora conclusa.
Del resto un ritardo era previsto nella stessa road map del 3 ottobre.
La Corea del nord non ha le capacit di immagazzinare pi di
200.000-300.000 tonnellate di greggio ed ha chiesto, in cambio delle
restanti tonnellate (in un successivo colloquio a fine ottobre),
equipaggiamenti e materiali per le miniere di carbone, le linee
elettriche e i generatori di energia per un valore di duecento ottanta
milioni di dollari. Materiali che non era possibile inviare entro fine
anno [Hayes 14 novembre 2007, The Six Party Talks.].
Ma quello che Washington voleva veramente da Pyongyang,
entro fine 2007, era il resoconto completo e corretto di cui si detto
pi sopra. La lista (di cui si ignora il contenuto) sottoposta da
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Pyongyang ai rappresentanti americani, in novembre, non stata
ritenuta soddisfacente.
Il punto pi controverso relativo al progetto segreto alluranio,
causa di questa complicata crisi nucleare [AM 2002 pp. 284-289].
Molti specialisti dubitano addirittura dellesistenza del progetto. Fra
questi lex ispettore ONU, David Albright, che combatt la tesi delle
armi di distruzione di massa irachene, preludio alla guerra di in Iraq.
Albright al ritorno da Pyongyang, che frequenta con una certa
assiduit dal 2003, ha sostenuto che lesistenza del programma per
arricchire luranio pu essere una prova altrettanto falsa ovvero un
altro caso di mancanza di prove paragonabile alle false asserzioni
sul programma nucleare iracheno [W/AT 24 febbraio 2007, Yes, we
have no uranium].
Se cos fosse lamministrazione dovrebbe cercare un
compromesso per salvare la faccia. Forse per questo motivo sia Rice
sia Hill si sono mostrati ottimisti e inclini alla pazienza pur
insistendo per un inventario completo.
Secondo Peter Hayes linventario, la consegna del materiale
richiesto e la cancellazione della RPDC dalla lista degli stati canaglia
potrebbero avvenire entro aprile 2008, mentre la fase successiva e pi
impegnativa che deve ancora essere delineata richieder tempi molto
pi lunghi [Hayes 14 novembre 2007, The Six Party Talks.].


4. Critiche e riserve allaccordo di Pechino

Laccordo del 13 febbraio (integrato dallaccordo del 3 ottobre),
appoggiato a spada tratta da Bush e da Rice, ha suscitato critiche e
perplessit. Negli Stati Uniti neocon e falchi, come lex rappresentante
allONU, J. Bolton, hanno gridato alla svendita. Nelle file dei
democratici si per lo pi sottolineato con amarezza che, dopo sei
anni di politica insensata e intransigente, si stava tornando al
framework agreement del 1994 voluto da Clinton e affossato da Bush.
Il tutto sintetizzabile nella frase: back to the future. Ma nelle analisi
pi misurate il meglio tardi che mai ha prevalso.
A livello internazionale laccordo di Pechino ha soddisfatto, in
prima battuta, Corea del sud, Cina e Russia che, negli ultimi sei anni,
avevano spinto (invano) gli Stati Uniti a trattare a tu per tu con il
regime del male, preoccupati per una possibile e incontrollabile
escalation nordcoreana.
Unica voce dissonante nel concerto a sei stato ed il Giappone
,che ha rifiutato di partecipare agli aiuti promessi al regime finch non
avesse dato risposte soddisfacenti sulla fine dei suoi cittadini rapiti un
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trentennio fa in piena guerra fredda. Pyongyang (dopo la restituzione
nel 2003 di cinque dei rapiti) lo considera, invece, un capitolo chiuso.
E evidente che il governo giapponese si trovato spiazzato (e isolato
nel concerto a sei) dallimprovviso cambio di rotta
dellamministrazione americana. Anche il successore del falco Abe, il
primo ministro Fukuda, ha chiare difficolt a disfare una politica che
appoggiata dalla maggioranza dei suoi concittadini e ad accettare che
Pyongyang venga cancellata dalla lista degli stati canaglia prima del
suddetto chiarimento. A costo della freddezza (impensabile fino al
2006) del suo alleato americano; come ha dimostrato la prima visita,
in novembre, del premier Fukuda al presidente Bush.
LUnione Europea non ha preso parte al processo dei sei paesi
impegnati nei colloqui, ma sempre stata critica nei confronti della
politica americana [AM 2005-2006, p. 433].
LItalia di Prodi ha fatto la sua parte (mentre dal 2001 al 2005 era
stata del tutto assente). Il 16 febbraio, nel corso della visita del
presidente della Corea del sud, Rho Moo-hyun, a Roma, il premier
Prodi ha indicato che laccordo del 13 febbraio era un esempio
dellapplicazione di un metodo multilaterale e poteva servire per
risolvere altri dossier delicati di cui si occupa la comunit
internazionale a cominciare da quello iraniano [W/AFP 16 febbraio
2007]. Il ministro degli Esteri Massimo DAlema aveva espresso la
stessa convinzione da Seoul il 5 febbraio. Il sottosegretario agli Esteri,
Gianni Vernetti, a Pyongyang il 17 settembre, ha valutato
positivamente il duplice processo in corso: i colloqui a sei per il
disarmo nucleare e il dialogo intercoreano. Si augurato che la RPDC
possa aprirsi al dialogo e alla cooperazione con la comunit
internazionale nellambito dei diritti umani, tema che Italia e Europa
seguono con attenzione. Ha offerto il contributo dellItalia per le
disastrose inondazioni dellagosto precedente e per iniziative nel
campo dellinfanzia e della maternit attraverso lUNICEF (United
Nations Children Fund) e lOMS (Organizzazione Mondiale per la
Sanit). Tra gli accordi culturali, importante e significativo (come si
dir) il contributo italiano di 750.000 euro per il restauro delle tombe
del periodo Kogury [W/Aise 17 settembre 2009].


5. Le vittorie del leader Kim

Anche questa volta la strategia del rischio calcolato fino al punto
di non ritorno (brinkmanship) del caro leader ha pagato.
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Kim Jong-il ha costruito la bomba, ricavandone una
legittimazione interna per s e non di riflesso quale devoto figlio del
presidente eterno della RPDC, Kim Il sung, fondatore della dinastia.
Ha costretto gli Stati Uniti di Bush a un mirabile voltafaccia,
come hanno sostenuto molti osservatori, e cio a trattare con il
segmento dellasse del male di cui aveva sia ridicolizzato il capo
supremo (nano, bambino viziato etc.), sia sminuito le minacce
nucleari [AM 2004, pp. 258-262].
Il leader Kim ha ottenuto la promessa di quegli incentivi (la
maggior parte ancora sulla carta) che Bush asseriva non avrebbe mai
concesso a un regime malvagio per non dare un segnale sbagliato
agli altri stati canaglia. In realt proprio quello che successo, come
ha sottolineato, questa volta a ragione, lex ambasciatore allONU,
John Bolton [E 15 febbraio 2008].
Delle vittorie tattiche del caro leader, che hanno implicato una
decisa marcia indietro dellamministrazione, la pi emblematica
quella del caso BDA; la cui soluzione ha richiesto non i 30 giorni
previsti, ma quattro mesi.
Un imbarazzato dipartimento di Stato ha dovuto combattere fino a
giugno per aggirare il marchingegno costruito dal dipartimento del
Tesoro che pure aveva dato via libera al trasferimento dei fondi.
Infatti nessuna banca, a cominciare dalla banca centrale cinese,
aveva accettato il trasferimento dei soldi nordcoreani (dopo il teorico
via libera del Tesoro) perch rimanevano in essere le sanzioni
comminate in base al Patriot Act. In sintesi, la macchinosa soluzione
dei problemi tecnici per trasferire i fondi nordcoreani dopo mesi di
vani tentativi, si risolta grazie ai buoni uffici della Russia.
Il Banco Delta Asia, consolidati in un solo conto i 52 conti
correnti nordcoreani, ha trasferito la somma nientemeno che alla
Federal Reserve di New York (lunica non vincolata dal Patriot Act)
che lha inviata alla Banca centrale russa che, a sua volta, lha
trasferita ad una banca privata russa dove pare ci fossero altri conti
nordcoreani. Una trafila piuttosto umiliante per gli Stati Uniti.
Unaltra incongruenza con la politica precedentemente adottata
trapelata con ritardo sulla stampa. Alla fine di gennaio gli Stati Uniti
avevano lasciato passare, senza ispezionarlo, un cargo nordcoreano
contenente armi, per lEtiopia; violando le sanzioni del Consiglio di
Sicurezza del 2006 su cui tanto avevano insistito [W/NYT 15 aprile
2007, Ethiopia Denies Shipment].
Unaltra vittoria di Kim, che sembra essere sfuggita alla maggior
parte degli osservatori, la cancellazione della RPDC dalla lista degli
stati che producono o smerciano droga. Laveva inserita Bush nel
2003 nel rapporto annuale del presidente sul traffico di stupefacenti.
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Lasciutta motivazione recita: La Corea del nord non presenta
requisiti tali da influire sugli Stati Uniti [W/BN 20 settembre 2007].
Non seguita alcuna spiegazione. La generica accusa che la RPDC sia
uno stato malvagio e mafioso semplicemente caduta [AM
2005-2006, p. 424].
Ma il gesto pi significativo e imprevedibile per vincere la
diffidenza del regime e riabilitare la Corea del Nord e il suo leader a
livello internazionale, stata la lettera personale di Bush a Kim Jong-
il promosso per la prima volta a leader Kim (cos ama essere
chiamato), cio a partner con cui trattare seriamente. Per inciso, la
lettera stata composta a Seoul dai diplomatici sudcoreani e da Hill
che poi lha consegnata a Pyongyang. Il dittatore del nord, forte delle
sue vittorie, ha snobbato il messaggio presidenziale che lo richiamava
agli impegni presi. La sua breve risposta stata inoltrata verbalmente
dal rappresentante nordcoreano a New York. Pare sia stata un secco:
Noi facciamo la nostra parte e voi fate la vostra [W/Y 13 dicembre
2007, N.K. acknowledges Bush's letter but stays mum on future
intentions].
In questa nuova e insolita danza diplomatica, in cui sembra
spettare agli Stati Uniti lonere della prova di buona fede, si inserisce
lassenso dato dal dipartimento di Stato a uniniziativa molto
particolare: il via libera alla Philarmonic Orchestra, invitata in agosto
dal ministero della cultura nordcoreano, a suonare a Pyongyang. La
notizia esplosa sulla stampa internazionale a una settimana di
distanza dalla lettera di Bush al leader Kim [W/NYT 10 dicembre
2007, Philarmonic Agrees to Play in North Korea].
Fra i precedenti il pi famoso stato il concerto della
Philadelphia Orchestra in Cina nel 1973, subito dopo la storica visita
di Nixon nella capitale cinese, nel bel mezzo della cosiddetta
diplomazia del ping pong. Ancor prima, nel 1956 e nel 1959, i viaggi
rispettivamente della Boston Symphony e della New York Philarmonic
diretta da Leonard Bernstein nellUnione Sovietica post stalinista.


6. Problemi internazionali e interni della RPDC

La domanda nodale se Kim vorr davvero privarsi
volontariamente del suo prezioso asso nella manica in cambio
dellagognato riconoscimento americano e dellingresso nella
comunit internazionale.
E chiaro che non potr ottenere dalla prossima amministrazione,
anche se democratica, pi di quello che gli ha offerto nel 2007
lamministrazione Bush. Ed anche evidente che lapertura del paese
13
pi chiuso del mondo esporrebbe i suoi sudditi al rischio della
conoscenza del mondo che li circonda con i rischi connessi per s e
per il suo regime. Come uscire da questo circolo vizioso?
Se Kim volesse temporeggiare, lelezione nel dicembre 2007 di
un esponente dellodiato partito conservatore gliene d lestro, visto
che il nuovo inquilino della Casa Blu (la Casa Bianca sudcoreana) ha
promesso di fare le pulci agli accordi economici raggiunti da Kim con
il presidente uscente, Rho, e soprattutto di legare aiuti e cooperazione
al suo effettivo disarmo nucleare.
poi probabile che il caro leader tenter di prolungare il processo
di denuclearizzazione in atto, sperando di assumere lo stesso
complicato ruolo del Pakistan in un nuovo scenario da guerra fredda.
In cui svolgerebbe, riabilitato come il Pakistan dopo un periodo di
quarantena, un ruolo geopolitico rilevante come alleato degli Stati
Uniti nel cordone sanitario attorno lemergente potenza cinese.
Non si tratta di illazioni. Nel marzo 2007 il principale negoziatore
nordcoreano, Kim Kye-gwan, ad un convegno organizzato negli Stati
Uniti, ha rimbrottato Washington di essersi troppo appoggiata alla
Cina. Con che risultato, ha chiesto? Abbiamo condotto i test
missilistici e il test nucleare facendo quello che volevamo fare. La
Cina non ha risolto nulla. [W/CH 10 marzo 2007].
Bill Richardson, governatore del New Mexico, al termine del suo
ultimo viaggio nella RPDC, ha rivelato con un certo stupore che la
Corea del nord si percepisce come un alleato degli Stati Uniti
contro la Cina. E che intende svolgere un ruolo strategico come stato
cuscinetto fra gli Stati Uniti e la Cina [W/N China Matters 1 maggio
2007, Gold Digging...].
Non c da stupirsi. Come i cinesi sanno bene, i colloqui a sei
rappresentano il microcosmo dellequilibrio strategico che Pyongyang
teme di pi. Dal suo punto di vista, Cina, Giappone e Russia sono
nemici che puntano a una sua permanente debolezza.
Lo scenario, per ora ipotetico, ma comprensibile (dal punto di
vista nordcoreano), esula dallaccordo del 13 febbraio. Non prevede (
un vecchio vizio) alcun ruolo attivo per Seoul, se non come ruota di
scorta degli Stati Uniti. N si riferisce alla struttura di sicurezza
dellAsia nordorientale che dovrebbe essere cornice e punto di arrivo
degli accordi del 2005 e del 2007: la via migliore per evitare (o
posticipare) lipotizzata guerra fredda (o calda) fra Cina e Stati Uniti.
Sembra trattarsi, adattato ad un altro contesto e ad altri tempi, del
vecchio gioco condotto dal defunto padre Kim Il sung con Russia e
Cina che oggi non sono pi per Kim Jong-il alleati credibili e
funzionali; come ha dimostrato la loro adesione alle sanzioni
comminate dal Consiglio di Sicurezza nel 2006.
14
Kim Jong-il ha il dente avvelenato contro la Cina non solo per
aver firmato le sanzioni ONU, ma aver collaborato con Washington
nel caso BDA. Per questo sta cercando di scrollarsi di dosso il gigante
cinese, ma non potr farlo sia per la stretta vicinanza geografica, sia
finch il suo regno rimarr nelle disastrose condizioni attuali. La
Cina non ha certo mandato gi latteggiamento di sfida dellalleato n
ha gradito le avances allAmerica. Pechino preoccupata, a breve
termine, che il suo ruolo nei colloqui a sei diminuisca con
lapprofondirsi del dialogo bilaterale USA/RPDC. Nel lungo termine,
a livello strategico, teme davvero che Washington e Pyongyang
stringano accordi che possono nuocere agli interessi nazionali cinesi.
Ciononostante continua ad aiutare Pyongyang e, parallelamente,
estende la sua influenza economica comprando miniere, diritti portuali
e cos via. Il governo cinese il primo a dubitare che la Corea del nord
abbia intenzione di abbandonare il suo status di potenza nucleare.
I rapporti di Kim Jong-il con la Russia sono meno conflittuali: il
confine fra la RPDC e la Siberia di appena 19 chilometri e Mosca
lontana. Ma le relazioni non sono pi quelle di un tempo. Mosca, a
differenza di Pechino e Seoul, fa parte anche dello PSI, guidato dagli
americani. La sua partecipazione al blocco navale risponde
principalmente agli enormi rischi di proliferazione nelle ex
repubbliche sovietiche piuttosto che ad un impegno attivo per
contenere la Corea del nord; ciononostante la sua adesione stata
anche una bacchettata al leader Kim.
Per di pi la Russia, a differenza dellURSS, svolge un ruolo di
secondo piano in Asia nordorientale e negli stessi colloqui a sei.
Lunico vero intervento, piccolo ma importante, lo ha fornito per
risolvere le questioni tecniche del Banco Delta Asia.
A fine ottobre ha detto a chiare lettere che non avrebbe pagato un
rublo per acquistare i materiali richiesti dal regime in cambio di
petrolio, ma avrebbe mandato la sua quota di greggio. La Russia non
disposta a prestare alcunch a un paese che non ha mai ripagato (n
mai ripagher) i debiti contratti con lex URSS, pari a otto miliardi di
dollari. LICG ipotizza che Mosca potrebbe valersene come arma di
pressione sulla RPDC nel tavolo a sei (cancellando, come ha
ipotizzato, il debito) o che potrebbe compensarli con la Corea del sud
che vanta un credito di 1,3 miliardi di dollari. In sintesi la RPDC il
paese meno appetibile per gli interessi economici di Mosca finch
Pyongyang rester un paese nucleare (con tutti i rischi paese connessi)
e con uneconomia disastrata. I grandi colossi di stato guardano
piuttosto al Giappone, alla Cina e alla Corea del sud per gli ingenti
investimenti previsti nella regione [W/ICG 4 Dicembre 2007, North
Korea-Russia Relations].
15
Oltre ai problemi internazionali Kim Jong-il ha da dipanare una
considerevole matassa di problemi interni.
La RPDC ha bisogno di profonde riforme di struttura e di
liberalizzazioni, ma Kim teme la contaminazione ideologica
dellOccidente; soprattutto quella dei fratelli divisi della Corea del
sud: un altro pianeta rispetto alla RPDC che dimostrerebbe ai suoi
sudditi lefficacia del capitalismo. Probabilmente questa la ragione
del muro di sfiducia cui ha alluso, con rammarico, il presidente del
sud, Rho, dopo il summit di ottobre.
Per ora il leader Kim ha tenuto a bada il suo popolo, oltre che con
la disinformazione, la propaganda e i gulag, con la politica
difensiva, convenzionale prima, nucleare poi; facendo intravedere
che la bomba ha garantito la sicurezza del paese e che le risorse
adoperate dallo stato guarnigione per le spese militari possono essere
convogliate nello sviluppo economico [AM 2005-2006, p. 435]. Ma
non potr portare avanti il gioco allinfinito.
Nel 2007 la situazione economica della RPDC non cambiata
molto dallanno precedente. Come si vede nella tabella in appendice la
maggior parte dei dati economici della Corea del nord non ci sono per
il semplice fatto che ha smesso di rilasciare dati statistici dagli anni
sessanta quando si verificarono le prime battute darresto della rapida
crescita economica del dopoguerra. Gli unici dati di cui si dispone
sono quelli macroeconomici che la Banca Centrale della Corea del sud
ha cominciato a rilasciare negli ultimi anni. Sicuramente
approssimativi, danno almeno unindicazione di massima e, nel
quadro comparativo con la Corea del sud, registrano come lo scorso
anno il divario impressionante fra le due met della penisola [AM
2005-2006, pp. 436-439].
Altri problemi del leader Kim (66 anni il prossimo febbraio) sono
ancora meno leggibili, data la blindatura del Palazzo. Si dice che non
goda di ottima salute e sia indeciso sulla nomina del successore: uno
dei figli, una leadership collettiva, un militare in caso di continua
guerra fredda, un tecnico in caso di pace? Qui si entra nel campo
delle pure illazioni che vanno di pari passo con la vecchia
cremlinologia.


7. Lultimo anno del presidente Rho Moo Hyun

Gli obbiettivi del presidente Rho alla sua elezione (fine del 2002)
erano tre: la continuazione del dialogo e della distensione con i fratelli
del nord, un rapporto pi paritario con gli Stati Uniti di Bush,
maggiore equit sociale.
16
Pur avendo adempiuto in pieno alle prime due promesse, lascia la
carica amareggiato dal giudizio severo che i cittadini della Corea del
sud danno del suo quinquennato.
Anche allestero, al di l di un ristretto gruppo di specialisti, pochi
si sono accorti di quanto importante sia stata la sua azione per frenare
gli effetti potenzialmente disastrosi della deriva neocon nei primi sei
anni di Bush e continuare dialogo e cooperazione con il regime di Kim
Jong-il.
Bench il rapporto con Bush sia stato, fin dallinizio difficile, Rho
ha tenuto ben presente limportanza dellalleanza americana in s e
per s e gli interessi nazionali del suo paese.
Ha mandato, con conclamata sofferenza, un nutrito contingente in
Iraq (il terzo dopo quello americano e inglese) in virt del trattato
militare che lega Seoul a Washington dalla fine della guerra di Corea;
e ha siglato, nel 2007, un trattato di libero scambio con gli Stati Uniti
cui la presidenza Bush tiene molto e di cui, se verr approvato dai due
parlamenti nel 2008, beneficer sicuramente anche leconomia
sudcoreana. Ha detto bene Howard French, da molti anni
corrispondente in Asia: con un presidente pi falco o semplicemente
pi accomodante, lamministrazione Bush avrebbe adottato
unattitudine di confronto pi marcata di quella alla fine seguita
[W/IHT 28 dicembre 2007, Shuffled off to history, veneration of
Rho Moo Hyun will follow].
Va ancora aggiunto che, pur avendo ottimi rapporti economici e
politici con la Cina (prima destinataria delle sue esportazioni),
lamministrazione Rho ha condiviso la preoccupazione del regime del
nord per una possibile colonizzazione economica cinese della
RPDC, e teme, a ragione, che, in caso di sollevazioni o sommosse
interne, il grande vicino possa mandare le sue truppe. Di fatti sembra
sia una possibilit contemplata dalle Forze Armate cinesi. E quello
che ha riferito un gruppo di esperti americani in studi strategici che, in
giugno, hanno avuto uno scambio di opinioni con colleghi cinesi
compresi rappresentanti delle forze armate [W/USIP 27 dicembre
2007, Keeping an eye on an Unruly Neighbour]
E indicativo che i cinesi abbiamo affermato che, in caso di
instabilit del regime di Kim, la Cina preferirebbe ottenere un
mandato dellONU per mandare i suoi soldati. Non un cenno al ruolo
di Seoul. Il motivo? Pechino sa che in caso di gravi disordini i soldati
sudcoreani e quelli americani (presenti a sud 38 parallelo)
interverrebbero immediatamente e cerca un appiglio che legittimi
linvio di truppe cinesi. Per questa ragione fin dal 1999 ha sostenuto
(perfino nei libri di testo) che la parte settentrionale della RPDC (che
in realt apparteneva al regno fondante lidentit coreana, Kogury),
17
stata cinese fin dal periodo Han e che in seguito fu annessa dalla
dinastia coreana, Chson (1392-1910). Una tesi che il governo Rho ha
contestato con indignazione.
Per controbilanciare la crescente influenza economica cinese, il
governo del sud ha pianificato da tempo un sensibile aumento degli
investimenti del suo paese nelle infrastrutture e nello sfruttamento
delle notevoli risorse minerali nordcoreane. E sta spingendo
Pyongyang a diversificare le sue relazioni e a intraprendere la strada
delle riforme per facilitare lintegrazione della RPDC nella comunit
internazionale. Questo il senso del viaggio senza precedenti di un
gruppo di uomini di affari delle due Coree in Vietnam, dopo aver fatto
tappa in Cina, a fine giugno.
Da quando Corea del sud e Vietnam hanno stabilito le relazioni
diplomatiche (1992) il commercio bilaterale cresciuto dieci volte
(per un totale di 4,85 miliardi di dollari nel 2006) e gli investimenti
sudcoreani hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 11 miliardi di
dollari, facendo della Corea del sud il maggiore investitore del paese
[W/Y 13 novembre 2007]. Sono seguiti: linvito a Pyongyang del
leader vietnamita, Manh, tra il 16 e il 18 ottobre, ricambiata dalla
visita del primo ministro nordcoreano, Kim Yong-il (che non il caro
leader) in Vietnam alla fine dello stesso mese. Mahn si poi recato a
Seoul a met novembre.
La speranza del governo progressista che lapprezzamento
dimostrato da Kim Jong-il per le riforme vietnamite (doi moi), iniziate
a met degli anni ottanta, si traducano in azioni concrete.
E finalmente Rho nellultimo scorcio, decisamente intenso, della
sua presidenza, riuscito a realizzare il sogno a lungo accarezzato
(irrealizzabile nei primi sei anni della bellicosa presidenza Bush) di un
vertice con Kim Jong-il. Il primo summit in 7 anni e il secondo nei 59
anni dalla fondazione dei due stati coreani (1948).


8. Il summit intercoreano: un successo per Rho

Il summit, secondo evento chiave del 2007, avrebbe dovuto
svolgersi alla fine di agosto, ma stato spostato ai primi di ottobre
perch la Corea del nord stata colpita, ancora una volta e peggio che
mai, da rovinose inondazioni. Nel paese, gi incapace di sostentare la
sua popolazione, stato sommerso almeno l11% dei terreni
coltivabili. Il bilancio della peggiore inondazione in 40 anni stato
molto pesante: 300 i morti, 46.000 le abitazioni distrutte, 300.000 le
persone rimaste senza tetto. Colpiti il sistema di irrigazione, le
18
infrastrutture gi in pessimo stato, le industrie, le miniere e centinaia
di piloni dellelettricit. Nemmeno Pyongyang stata risparmiata.
Quando, ai primi di agosto, stata data notizia dellimminente
vertice, il GPN (Grande Partito Nazionale) che rappresenta i
conservatori, ha accusato Rho di maneggi pre-elettorali per rafforzare
il fronte progressista, ancora frazionato e senza un candidato per le
presidenziali di dicembre; di voler vincolare il governo successivo ad
accordi troppo generosi e senza contropartite dalla RPDC; di aver
accettato come sede dellincontro ancora Pyongyang e non Seoul,
come aveva promesso Kim Jong-il al presidente del sud Kim Dae-jung
nello storico incontro del 2000. Infine, circolava la preoccupazione
che lingenuo e incapace Rho si sarebbe fatto circuire dallastuto
caro leader.
In realt il secondo summit, citato dallagenzia cinese Xinua
come uno dei dieci eventi pi importanti del 2007, ha segnato molti
punti a favore di Rho. Emozionato, con al fianco la moglie, lavvocato
dei diritti umani stato il primo presidente sudcoreano a varcare a
piedi la linea di demarcazione fra i due paesi. E passato su una
striscia gialla con la scritta pace e prosperit (nome dato da Rho alla
sunshine policy del suo predecessore) per poi partire in macchina alla
volta di Pyongyang. E stato accolto senza una parola o un sorriso da
un Kim molto serio, conscio di essere sotto i riflettori internazionali
come il capo del nono paese nucleare. Rho ha tenuto visibilmente a
freno gioia e lingua (non gli si attribuita nessuna gaffe con grande
sollievo dei suoi concittadini) e ha declinato lofferta dellospite di
fermarsi un giorno in pi.
Sia chiaro. Gli accordi sottoscritti dai due leader non fanno parte
di un trattato di pace e quindi non hanno valore vincolante, ma il
vertice stato importante per Seoul sotto tre profili.
Ha ribadito la volont dei due leader di sostituire larmistizio del
1953 con una pace duratura. E la prima volta che il regime del nord
ha ammesso la partecipazione di Seoul e aderito a alla domanda
congiunta di trasformare larmistizio in un regime di pace. Dal 1974 il
solo interlocutore valido per Pyongyang erano gli Stati Uniti.
Nella dichiarazione si specifica che entrambi cercheranno di
organizzare un incontro dei capi di stato delle tre o quattro parti
interessate riecheggiando la formula adottata nel comunicato del 13
febbraio che aveva lasciato perplessi gli osservatori.
Questa dizione stata subito criticata dalla Cina perch,
correttamente, pensa che potrebbe essere esclusa da un futuro trattato
di pace. Si tratta, in realt di un vecchio problema perch larmistizio
che pose fine alla guerra di Corea fu firmato da un rappresentante
americano (per lONU) e da un rappresentante nordcoreano per
19
larmata popolare della Corea del nord e per i volontari del popolo
cinesi. Seoul non ha mai firmato, ma indubitabile la sua
partecipazione.
E anche evidente che Pechino non potrebbe mancare in un
processo che, sposato nel 2007 anche dagli Stati Uniti, prevede un
meccanismo di sicurezza collettivo. Lesempio da seguire, come si
sostenuto fin dallo scoppio della seconda crisi nucleare, dovrebbe
essere il processo di Helsinki che port alla creazione dellOCSE
(Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza) in Europa.
In secondo luogo le due Coree hanno sottoscritto molti accordi
concreti e di reciproco vantaggio attraverso la creazione di solide
infrastrutture e progetti economici di mutuo beneficio che dovrebbe
ampliare la collaborazione finora limitata allarea industriale di
Kaesong e al complesso turistico del monte Kumgang, tanto avversati
dallamministrazione Bush prima maniera.
Terzo e non ultimo punto di rilievo: il vertice ha avuto una
funzione importante dal punto vista geopolitico e geoeconomico. Le
critiche dei falchi negli Stati Uniti e dei conservatori in Corea del sud
secondo le quali lamministrazione progressista avrebbe concesso
troppo a Kim Jong-il, non hanno considerato, come ha sottolineato
Foster-Carter, che il governo Rho ha voluto proteggere gli interessi
nazionali del suo paese. Di fronte al pericolo, temuto a ragione da
Seoul, che la presenza cinese si possa trasformare in invadenza o,
nella peggiore delle ipotesi, invasione, Rho ha riaffermato, giocando
la carta pancoreana, gli interessi della repubblica del sud al di l della
zona smilitarizzata, la frontiera pi agguerrita del mondo, con due
milioni di uomini che si fronteggiano [Foster-Carter 15 ottobre 2007,
Summit Success?].
Con questi accordi, poi, la Corea del sud, che schiacciata fra un
Giappone ad alto livello tecnologico e una Cina ultradinamica a bassi
salari, sogna di fare della RPDC una piattaforma privilegiata di
esportazione grazie alle materie prime del nord (sulle quali Pechino
sta gi mettendo le mani), ai bassi salari e alla disciplina della mano
dopera. Lingua e cultura comuni facilitano immensamente la
collaborazione. Lideale per Seoul sarebbe delocalizzare anche le
grandi industrie per garantire loro un alto livello di competitivit.
La prevista costruzione di un cantiere navale a Nanpo, vicino alla
capitale nordcoreana potrebbe essere un buon inizio. Ne beneficerebbe
sicuramente la cantieristica sudcoreana che oggi la prima al mondo,
ma tallonata dalla Cina.
Nellentourage di 300 persone, che hanno accompagnato il
presidente, erano compresi i capi dei grandi conglomerati (chaebol)
come Hyundai Motor, Samsung Electronics, LG e Posco. A differenza
20
delle compagnie di Taiwan in Cina, questi chaebol non hanno mai
investito nella Corea del nord. Eccezione che conferma la regola
stata Hyundai, il cui fondatore, nel governo precedente, gioc la parte
di primo ambasciatore economico in un paese chiuso ermeticamente e
ancor meno conosciuto di quanto non sia oggi.
I chaebol non hanno trovato, finora, le condizioni adatte per
investire data la precariet delle infrastrutture (strade, ferrovie, ponti,
elettricit, telecomunicazioni) e la mancanza di una burocrazia con
una parvenza di efficienza. Per questo nord e sudcoreani dovrebbero
completare varie misure incluse laccesso, le comunicazione e le
pratiche doganali.
Uno dei punti pi rilevanti e sensibili per la sicurezza della
penisola riguarda lapertura di una zona speciale nel Mare Occidentale
che copre larea di Haeju vicino al contestato (dai nordcoreani)
confine marittimo e alle acque che circondano la stessa area che ha
visto scontri sanguinosi fra le rispettive marine. Lultimo in ordine di
tempo avvenne nel 2002 durante la World Cup.
Kim Jong-il ha spinto per accelerare lespansione del complesso
industriale di Kaesong dove 26 imprese coreane, per lo pi piccole e
medie, hanno spostato la loro produzione valendosi della conveniente
mano dopera nordcoreana [AM 2005-2006, pp. 444].
Un altro punto importante relativo alla riparazione e al
mantenimento congiunto della dissestata linea ferroviaria fra Kaesong
e Pyongyang e il tratto ferroviario tra la zona industriale di Kaesong e
Sinuiju, al confine nord occidentale con la Cina. La costruzione di
questultima linea, ha un rilievo anche simbolico perch sar percorsa
dalle due squadre olimpiche riunite in viaggio verso Pechino nel 2008.
Nel comunicato non mancato un cenno alla cooperazione
umanitaria, compreso laccordo dei due leader per aumentare il
numero degli incontri fra le famiglie separate dalla guerra di Corea
[W/AT 5 ottobre 2007, Korean Leaders at Business End of
Summit]. I due leader si sono detti pronti a realizzare gli accordi
raggiunti nei colloqui a sei del settembre 2005 e del febbraio 2007.
La felice conclusione del vertice, il 4 ottobre, stata rafforzata
dallaltrettanto proficuo round del tavolo a sei del giorno precedente
che ha specificato, come s detto, i dettagli della seconda fase del
processo di denuclearizzazione.
Se pur per poco le azioni di Rho sono risalite di una decina di
punti. Il summit, che ha sollevato molto meno entusiasmo del
precedente, stato approvato dal 78% dei suoi concittadini a fronte
del 23% dellala pura e dura conservatrice [Foster-Carter 15 ottobre
2007, Summit Success?].
21
Due le ricadute immediate. Il primo vertice, dal 1992, dei primi
ministri delle due Coree a Seoul, tra il 14 e il 16 novembre e, dall11
dicembre, la corsa giornaliera del treno della paceche attraversa il
confine, il cui viaggio inaugurale era avvenuto in maggio. La tratta
di soli 25 chilometri. Serve soprattutto per spostare su rotaia, a costi
minori, materie prime e prodotti finiti da e per la zona industriale di
Kaesong.


9. Uneconomia da resuscitare?

Prima di entrare nel merito della terza svolta del 2007, ovvero il
ritorno al potere dei conservatori, va precisato lo stato dellarte
delleconomia sudcoreana che stato il tema dominante delle elezioni
e della sfiducia nel governo in carica negli ultimi due anni tanto che il
nuovo presidente ha promesso di far risuscitare leconomia [AM
2005-2006 pp. 449-450].
Pure il quadro economico non sembra affatto desolante. Basta
scorrere i rapporti della lOCSE (Organizzazione per la Cooperazione
e lo Sviluppo), dellFMI (Fondo Monetario Internazionale), della
Banca Mondiale.
I fondamentali della Corea del sud sono sani. Le finanze dello
stato sono cos solide che si prevede un surplus del bilancio dell0, 5%
del PNL nel 2007. Linflazione dovrebbe attestarsi per il 2007 tra il
2,5-3,5%, tetto previsto dalla banca centrale di Corea; la
disoccupazione al punto pi basso da quattro anni a questa parte. Nel
2007 il rafforzarsi del won sul dollaro non ha avuto riflessi negativi
sulla crescita del PNL e sulle esportazioni, il valore dellindice di
Borsa (Kospi) nei quinquennato di Rho raddoppiato [EIU SK C.R.
III, p. 14]. Va ricordato che la Corea del sud il terzo paese, dopo
Cina e Giappone, a detenere il debito pubblico americano.
E un fatto che sotto le due amministrazioni progressiste si
verificato il pi lungo periodo di crescita ininterrotta della storia della
Corea del sud. Mentre la crisi finanziaria e bancaria del 2007- 2008
che ha sconvolto il paese si verificata sotto il governo conservatore
di Kim Young Sam [AM 1998, pp. 93-106].
Il risanamento stato opera del governo progressista di Kim Dae
jung (pi noto a livello internazionale per la sunshine policy con il
regime nordcoreano) che, con molta determinazione, provvide a
scorporare i conglomerati e a risanare banche e finanze.
Nel quinquennato di Rho la crescita delleconomia continuata
ed stata la pi rapida dei paesi OCSE.
22
Il vigore dei settori di alta tecnologia e la forte domanda cinese
hanno alimentato la crescita negli ultimi quattro anni con esportazioni
da record anche nel 2006 malgrado latonia della domanda interna.
Allattivo del governo di sinistra (secondo i conservatori) la
conclusione di un trattato di libero scambio con gli Stati Uniti firmato
a Seoul il 30 giugno. Dovrebbe essere ratificato dai due parlamenti nel
2008.
Per gli Stati Uniti sarebbe laccordo pi ampio dopo il NAFTA
(North America Free Trade Agreement) del 1994; per la Corea del sud
il pi ampio in assoluto.
Il governo sudcoreano ha vinto due battaglie: riuscito a tener
fuori dal trattato il riso che, malgrado i sussidi statali viene pagato dai
consumatori 4 volte il prezzo di mercato. Per inciso, il governo
sostiene il mercato comprando il surplus che viene spedito in Corea
del nord. In secondo luogo Seoul ha strappato agli Stati Uniti la
concessione di ridurre gradualmente le imposte sullimportazione di
carne (prima che fosse bloccato per i problemi connessi alla mucca
pazza era il principale mercato americano) nel giro di dieci anni. Ma
non ha ottenuto linclusione dei prodotti di Kaesong (che in
territorio nordcoreano) nel trattato: un grave punto di frizione che ha
chiara valenza politica. Gli Stati Uniti hanno ottenuto la rimozione
dellimposta doganale dell8% allesportazione di automobili e la
revisione del sistema di tassazione che, sostengono, penalizza la
vendita dei loro veicoli in Corea del sud.
Gli obbiettivi strategici di Washington sono due: contrastare,
attraverso accordi bilaterali, i tentativi della Cina di espandere la
propria influenza nella regione e ridurre il grande deficit commerciale
con la Corea del sud. Un esempio. Nel 2006 sono state vendute in
Corea del sud solo 5.000 automobili contro gli 800.000 veicoli
sudcoreani venduti negli Stati Uniti. Questo enorme divario ha
costituito nel 2006 allincirca l80% del deficit commerciale
americano con la Corea del sud pari a circa 13 miliardi di dollari
[W/NYT 2 aprile 2007, U.S. and South Korea Reach Landmark
Trade Deal]. I vantaggi per Seoul dovrebbero essere: laccesso
preferenziale al mercato americano rispetto ai suoi competitori, Cina e
Giappone, un aumento delle esportazioni e un incentivo a migliorare i
settori pi inefficienti, come quello dei servizi, esponendoli alla
competizione.
Seoul ha anche iniziato le trattative per un trattato analogo con
lUnione Europea (che ha gi dichiarato linclusione dei prodotti di
Kaesong) e con il Canada.


23
10.1. Le cause della sconfitta dei progressisti

Certamente i problemi non mancano. Lo squilibrio fra il settore
manifatturiero e quello dei servizi e fra le grandi e le piccole imprese
ha accentuato la disparit dei redditi in un paese in cui i salari sono
circa un terzo della media OCSE.
Vi sono anche carenze strutturali. Gli investimenti esteri sono
ancora pochi e le piccole imprese soffrono per la mancanza di mano
dopera. LOCSE ha suggerito un alleggerimento delle leggi
sullimmigrazione per ovviare al problema.
Mancano ancora efficienti ammortizzatori sociali e le pensioni di
anzianit dovrebbero essere estese a pi categorie.
Unaltra questione nodale, che ha giocato un ruolo determinante
nei risultati elettorali di dicembre, il problema della disoccupazione,
del precariato e del cosiddetto declassamento dei giovani.
La disoccupazione giovanile aumentata rispetto al periodo
precedente la crisi finanziaria del 1998 passando dal 6-8% a ben oltre
il 10% dal 2003 in poi. In parte il fenomeno, molto pi elevato della
media OCSE tra i 25 e i 29 anni, dovuto allingresso tardivo dei
giovani sul mercato del lavoro per la partecipazione quasi universale
allistruzione terziaria e per il lungo servizio di leva obbligatorio.
Riflette anche il fossato crescente fra le competenze fornite dal
sistema educativo e i bisogni del mercato del lavoro.
Nel 2006 il precariato dei giovani fra i 15 e i 29 anni era oltre il
33%; un numero crescente di giovani diplomati non trova un impiego
corrispondente alle qualifiche acquisite negli anni scolastici.
In tutti questi campi lamministrazione Rho ha preso delle
iniziative, ma non riuscito a incidere a livello sistemico. In altri
termini, sintetizza uno studio dellOCSE, le regole del sistema
educativo e del mercato del lavoro, che hanno funzionato bene in
passato, vanno modernizzate e adeguate allevoluzione rapida
delleconomia del paese che divenuta pi complessa e si estesa a
livello mondiale [OECD 20 dicembre 2007, La Core peut mieux
faire].
Vero e proprio errore del governo Rho stato limprovvido
intervento statale per frenare le speculazioni nel settore immobiliare. Il
tentativo di calmierare i prezzi di case e appartamenti ha ridotto la
domanda e fatto salire i prezzi alle stelle nellarea della capitale dove
vive la met circa della popolazione. Costringendo molti a un pesante
pendolarismo giornaliero.
A questi problemi si aggiunta unaltra preoccupazione relativa
al trattato di libero scambio con gli Stati Uniti. Alcuni studiosi coreani
sostengono che il trattato coster al settore agricolo decine di miglia di
24
posti di lavoro e una perdita di oltre due miliardi di dollari con
lingresso di prodotti agricoli a buon mercato (soia, granturco ecc.).
Contadini, operai e studenti hanno manifestato per tutto il periodo dei
negoziati.
Il 30 giugno, giorno della firma dellaccordo, secondo il sindacato
dei metalmeccanici, sono scesi in piazza 20.000 lavoratori del settore
cui si sono aggiunti contadini e studenti. Alla Hyundai e alla Kia
Motors hanno scioperato in 40.000 [W/BBC 30 giugno 2007,
Koreans Protest over Trade Pact].
Per tutti questi motivi la maggior parte dellelettorato ha tolto il
suo appoggio al governo progressista e ha posto le sue speranze non
nei partiti, ma in uomo: il pragmatico e taumaturgico Lee Myung Bak.


10.2 Progressisti senza timoniere: le elezioni del 19 dicembre

Di fatti, un altro dato emerso con chiarezza nella campagna
elettorale e nelle elezioni presidenziali stata linadeguatezza della
politica, sia in campo liberale sia in campo conservatore. I candidati
erano 12. Tre o quattro i cavalli di punta, ma Lee MB, ex manager
Hyundai ed ex sindaco di Seoul, stato il favorito da quando sceso
in campo nel maggio 2007. Ha vinto con larghissima maggioranza, la
pi grande nella storia della giovane democrazia sudcoreana, con il
48,7% delle preferenze e uno scarto di 5,3 milioni di voti. Anche
Seoul, piazza tradizionale dei progressisti dal 1987, ha svoltato a
destra. Chung Dong-hyung, il candidato del partito dopposizione,
NPDU (Nuovo Partito Democratico Unito), ha raccolto il 26,1% dei
voti. Buon ultimo lultraconservatore Lee Hoi-chang, al suo terzo
tentativo, che ha racimolato il 15,1%.
Ma sono state anche le elezioni pi demotivate della storia di un
paese in cui le presidenziali erano solite suscitare un parossismo di
emozioni secondo il britannico Economist [E 13 dicembre 2007,
Lees Hope for the Best Birthday Present]. La partecipazione stata
solo del 62,9%, ben pi bassa che nel 2002 (70,1%) e la pi bassa in
assoluto nella storia della repubblica.
LURI, il partito nato per sostenere il presidente Rho nel
novembre 2003, era in sofferenza da un paio danni. I compagni di
partito hanno attribuito al presidente le sconfitte che hanno fatto
perdere al partito le elezioni dopo la grande vittoria alle
amministrative del 2004.
A febbraio, per evitare ulteriori problemi, Rho si dimesso
dallURI, gi svuotato da defezioni di massa. Ma la scomunica dei
suoi compagni di strada non ha risolto le contraddizioni dello
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schieramento liberal-progressista, n scongiurato lo scioglimento del
partito stesso; un evento che lavvocato dei diritti umani ha definito lo
shock pi grande della sua vita [W/ KH 30 dicembre 2007]. Il nuovo
schieramento uscito dalle ceneri dellURI, il NPDU (Nuovo Partito
Democratico Unito) fino ad ottobre non riuscito ad esprimere un
candidato unico, si presentato indebolito, senza un leader in grado di
competere con i due pesi massimi dellopposizione, senza un
programma economico innovativo e, soprattutto, senza la prospettiva
di rispondere alle aspettative dellelettorato dei giovani, che erano stati
il grande sostegno del governo progressista. La campagna del
candidato del NPDU, lex giornalista ed ex ministro per
lunificazione, Chung Dong-hyung si concentrata, piuttosto, sulla
dimostrazione che il favorito Lee MB era moralmente inadatto a
diventare presidente della Corea. Accuse, del resto, echeggiate, anche
se con sfumature diverse, dalla rivale alle primarie, signora Park.
Due i casi pi gravi contestati a Lee MB. Le speculazioni
immobiliari degli anni sessanta che gli avrebbero consentito di
evadere le tasse alla grande (grazie ad un prestanome) e di accumulare
un notevole patrimonio personale. E la compartecipazione (forse la
propriet) di una societ di investimenti, la BBK. Si tratta di un
pasticciaccio relativo alla manipolazione di titoli di Borsa, alla
fabbricazione di documenti falsi, allappropriazione indebita di fondi
(finiti in gran parte in una banca svizzera) e al fallimento di una banca
legata alla BBK che ha frodato 55.000 investitori. Il suo ex socio,
estradato da una prigione americana a un carcere di Seoul lo ha
accusato di correit.
Lee ha smentito e il 5 dicembre stato assolto dal pubblico
ministero per mancanza di prove. A due giorni dalle elezioni, i
rappresentanti del NPDU hanno diffuso un video, girato nellottobre
2000 in cui Lee, parlando della sua esperienza di imprenditore,
sosteneva di aver fondato la BBK. Un pasticciaccio, appunto, di cui si
parler anche nel 2008. Il presidente Rho ha chiesto, infatti,
listituzione di una commissione di inchiesta indipendente per
esaminare il caso prima delleventuale insediamento. Il parlamento ha
approvato.
La poca coesione del partito di governo, privo di un capo
carismatico, e le divisioni del fronte progressista hanno favorito i
conservatori, in testa nei sondaggi per tutto il 2007.
Il GPN, forte dellappoggio dei suoi giornali, aveva boicottato
lamministrazione Rho per tutta la legislatura. Nel 2004 aveva tentato
pretestuosamente limpeachment, ma senza successo vista la reazione
immediata della maggioranza dei cittadini [AM 2004, pp. 276-279].
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I due candidati favoriti alle primarie di agosto erano Lee MB e
Park Chung-hee. Agli inizi di novembre si aggiunto alla
competizione Lee Hoi-chang che, lasciato il GNP, si presentato
come indipendente contando sui voti dellestrema destra del suo
partito e sulla linea dura verso Pyongyang [W/Y 9 novembre 2007,
Growing opposition rivalry prompts harder line on N. Korea].
Dopo una lotta senza esclusioni di colpi con la signora Park, Lee
MB ha conquistato, alle primarie di agosto, anche la candidatura del
GNP. Le accuse di corruzione, che hanno percorso la campagna
elettorale, non hanno cambiato lesito del 19 dicembre.


11. Lee MB: luomo dei miracoli?

La vittoria di Lee MB era annunciata fin dalla sua scesa in campo
nel maggio 2007. Lee MB ha il fascino dellimprenditore di successo
e ha giocato le sue carte sulla delusione e lo scontento dei suoi
concittadini, gi tangibili nel 2006.
Non un uomo nuovo e non ha combattuto contro le dittature
come Rho e la giovane classe dirigente del suo governo. Ha fatto parte
di quellapparato industriale e militare che ha innescato la
modernizzazione della Corea del sud, pur con costi sociali altissimi.
Nato nel 1941 da una famiglia povera di emigrati in Giappone,
tornata a Seoul nel 1946, ha attraversato tutta la storia della Corea
postbellica: dalla divisione nel 1948, alle dittature, alla democrazia;
dalla fame (quando la Corea del sud aveva un reddito procapite pari a
quello dei pi poveri paesi africani) al pieno successo economico e
alla democrazia.
Imprenditore prima e popolare sindaco di Seoul poi, con ottime
conoscenze e legami a livello internazionale, partito dal nulla. Ha
fatto i lavori pi umili per mantenersi agli studi fino alluniversit.
Estraneo per nascita e censo alllite politica del paese, ha cominciato
giovanissimo la sua scalata allinterno della Hyundai quando era
unazienda di 90 impiegati. Grazie allamicizia con il fondatore,
Chung Ju-yung, ha bruciato rapidamente le tappe della sua carriera nel
periodo delle dittature divenendo amministratore delegato a soli 35
anni (1976), un record in un paese confuciano dove lanzianit ha un
peso preponderante. Quando dopo 27 anni ha lasciato la Hyundai
come presidente della Hyundai Engineering and Construction, la
piccola azienda della sua giovinezza era diventata un colosso di
160.000 dipendenti, filiali e interessi in molti paesi stranieri.
Finita la carriera di imprenditore si buttato in politica, pur non
abbandonando gli affari (vedi caso BBK). Deputato dal 1992 al 1998
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diventato sindaco (2002-2006) di Seoul. Si conquistato la fama di
uomo pragmatico, ha ridotto la congestione del traffico, creato zone
verdi e rimesso in luce un corso dacqua che era stato coperto e
sormontato da una brutta sopraelevata nel periodo delle dittature.
Insomma si presentato come lesponente di una nuova destra,
pi moderna, centrista e ambientalista, slegato dalle ideologie dantan.
Una figura abbastanza unica nel panorama politico sudcoreano.
Buon venditore di se stesso, Lee MB, chiamato buldozer per la
sua tenacia, non ha mancato, nella sua campagna elettorale, di toccare
le corde pi sensibili di tutte le classi sociali a partire dai pi poveri,
con lamarcord di quando vendeva dolcetti e fiammiferi su una
bancarella per aiutare la madre e i suoi sei fratelli.
In sostanza ha promesso tutto a tutti e a tutti di pi.
E persino riuscito, nelle ultime battute della sua campagna
elettorale, a ottenere lappoggio della moderata Federazione dei
sindacati coreani (ma non di quella pi a sinistra e militante, la
Confederazione dei sindacati), pur essendo nota la sua avversione agli
scioperi e la sua ovvia propensione a favorire i grandi complessi
industriali come ha messo in rilievo un giornale dei progressisti [W/H
10 dicembre 2007, Labor Union Throw Support to anti-labor ].
Ai giovani, che si sono sentiti traditi da Rho, Lee MB ha
promesso che avrebbe creato un mondo dove possono scegliere un
lavoro adeguato. Al popolo che vende al minuto, alle piccole e
medie imprese - ha detto- creer un mondo che funziona. Senza fallo
far rinascere leconomia [W/NYT 16 dicembre 2007, Only
suspense in South Korea Election is Margin of Victory].
La piattaforma del presidente pragmatico per rimettere in sesto
leconomia andata dalle ricette pi ortodosse (abbassare le tasse
delle imprese) ai progetti faraonici. Come quello che prevede di
unificare due fiumi e creare unarteria navigabile che tagli la Corea
del sud da sudovest a nordest.
Ha promesso di realizzare la sua visione: una crescita annua al
7%, il raddoppio del reddito procapite da 20.000 a 40.000 dollari in un
decennio e il passaggio del paese dal 13 al 7 posto nelle classifiche
economiche mondiali. Ha chiosato lEconomist: Non ha promesso
che far volare gli asini [E 13 dicembre 2007].
Linsistenza sui problemi quotidiani della gente ha posto Lee MB
in netto contrasto con i due predecessori, Kim Dae Jung e Rho Moo
Hyun, che avevano un obbiettivo chiaro: democratizzare la societ
sudcoreana e realizzare la riconciliazione con la Corea del nord.
Nellestate 2007, messi da parte lideologia del pancoreanismo e
il simbolismo dellunificazione della patria, Lee MB ha affrontato,
pragmaticamente anche i rapporti intercoreani promettendo ai
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fratelli divisi del nord il suo aiuto perch raggiungessero i 3.000
dollari procapite (una manna per l80% della popolazione che vive
con meno di 1 dollaro al giorno) in dieci anni. E la costruzione di un
nuovo mirabolante complesso industriale intercoreano. Lee MB ha
riflesso la svolta morbida del GNP che, in luglio per la prima volta,
non legava pi alla denuclearizzazione la politica di aiuti.
Ha poi corretto la sua posizione nellultimo scorcio elettorale
quando la scesa in campo dellaltro Lee (Hoi-chang), che prometteva
fuoco e fiamme al regime del nord, sembrava potesse costargli il voto
dellelettorato della destra estrema del suo partito. In realt non si
prevedono cambiamenti sostanziali.
Ha anche promesso il ristabilimento di solide relazioni con gli
Stati Uniti e un dialogo strategico con la Cina, paese in cui vorrebbe
aumentare anche gli investimenti. Washington e Pechino hanno
gradito.
La governabilit e la possibilit di realizzare la politica di Lee
MB sono legate al risultato delle elezioni per il rinnovo del
parlamento (unicamerale) dellaprile 2008 in quanto il GNP, a fine
dicembre, ha 128 seggi su 299, tredici meno del NPDU. Per il
momento non prevedibile un ripensamento cos a breve
dellelettorato; tanto meno una rimonta del lacerato fronte progressista
addirittura in cerca di un leader nel campo avverso. A meno che lo
scandalo BBK non travolga Lee MB prima dellinsediamento. Dopo
godr dellimmunit per tutta la durata del suo mandato, tranne che
per i crimini di tradimento o insurrezione.
Il 2008 si profila come un anno di cambiamenti e di instabilit per
le due Coree. Stati Uniti e Corea del nord dovranno buttare pi carte
sul tavolo per capire fino a che punto sono disposti ad onorare gli
impegni presi. Lee MB, che ha ricevuto uneredit pi che discreta dal
suo predecessore, dovr cominciare a guadagnarsi la fiducia dei suoi
concittadini mantenendo almeno qualche promessa.




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