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Approvato dal CdA di Soles spa in data 06/05/2010

SO.L.E.S. S.p.A.







Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo
ai sensi del Decreto Legislativo
8 giugno 2001, n 231





MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO SO.L.E.S. S.p.A.
PARTE GENERALE

I
INDICE pag.

DEFINIZIONI 1

1. IL DECRETO LEGISLATIVO N. 231/2001 2
1.1. Il regime di responsabilit amministrativa previsto a carico delle persone giuridiche 2
1.2. Sanzioni 4
1.3. Azioni esimenti dalla responsabilit amministrativa 4


2. IL MODELLO ADOTTATO DA SO.L.E.S. S.p.A. 6
2.1. Motivazioni nelladozione del MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO 6
2.2. Finalit del MODELLO 6
2.3. Struttura del Documento 8
2.4. Aggiornamento, modifiche ed integrazioni del MODELLO 9
2.5. Relazioni tra le componenti del MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO 10


3. CODICE ETICO 11
3.1. Premessa 11
3.2. La nostra Vision 11
3.3. La nostra Mission 11
3.4. Ambito di applicazione 11
3.5. Principi etici di riferimento 12
3.6. Principi inerenti la gestione dellAZIENDA 13
3.6.1. Rapporto con i CLIENTI 13
3.6.2. Rapporto con i DESTINATARI 14
3.6.3. Rapporto con i TERZI 15


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PARTE GENERALE

II
pag.

4. ORGANISMO DI VIGILANZA 17
4.1. Requisiti dellORGANISMO DI VIGILANZA 17
4.2. Identificazione dellORGANISMO DI VIGILANZA 18
4.3. Funzioni e poteri dellORGANISMO DI VIGILANZA 19
4.4. Reporting dellOdV nei confronti degli organi societari 20
4.5. Flussi informativi nei confronti dellOdV 21
4.6. Nomina, compenso e revoca dellORGANISMO DI VIGILANZA 23

5. SISTEMA DISCIPLINARE E SANZIONATORIO 24
5.1. Principi generali 24
5.2. Sanzioni per i lavoratori dipendenti 24
5.3. Misure nei confronti degli Amministratori 25
5.4. Misure nei confronti di collaboratori esterni 26

6. DIFFUSIONE E FORMAZIONE 27
6.1. Diffusione del MODELLO 27
6.2. Formazione dei DESTINATARI 27
6.2.1. Soggetti con funzioni amministrative e di rappresentanza 28
6.2.2. Dipendenti che operano in particolari aree di rischio 28
6.2.3. Altro personale 28
6.3. Informativa ai TERZI 29

ALLEGATI:
Parte Speciale A Violazione dei principi etici espressi dallAzienda
Parte Speciale B Reati in danno alla Pubblica Amministrazione
Parte Speciale C Reati in tema di falsit in moneta, carte di pubblico credito e valori di bollo e
strumenti o segni di riconoscimento
Parte Speciale D Reati societari e di market abuse
Parte Speciale E Reati con finalit di terrorismo o di eversione dellordine democratico
Parte Speciale F Reati contro la persona e la personalit individuale
Parte Speciale G Reati cosiddetti transnazionali

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PARTE GENERALE

III
Parte Speciale H Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilit di provenienza
illecita
Parte Speciale I Omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime commesse in violazione
delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dellingegno e della salute sul
lavoro
Parte Speciale J Delitti informatici e trattamento illecito di dati
Parte Speciale K Delitti di criminalit organizzata
Parte Speciale L Delitti contro lindustria e il commercio
Parte Speciale M Delitti in materia di violazione del diritto di autore
Parte Speciale N - Reati in danno allamministrazione della Giustizia


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PARTE GENERALE

1
DEFINIZIONI

AZIENDA

si intende SO.L.E.S. S.p.A.
con sede legale in via Gramadora 5 47100 Forl (FC)
Capitale Sociale: 1.548.000,00 euro i.v.
Partita IVA: 01334530407
Numero REA: 192312 CCIAA
e tutte le sue unit organizzative.

CODICE ETICO

il documento ufficiale dellAZIENDA che contiene la dichiarazione dei
valori, linsieme dei diritti, dei doveri e delle responsabilit dellente nei
confronti dei portatori di interesse (dipendenti, fornitori, clienti, ecc).
parte integrante del MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E
CONTROLLO.


DECRETO

si intende il Decreto Legislativo dell8 giugno 2001 n 231 e le seguenti
integrazioni/modifiche.


DESTINATARI

si intendono tutti i dipendenti dellAZIENDA con qualsivoglia funzione e
qualifica nonch coloro che rivestono anche di fatto funzione di
rappresentanza, di amministrazione o di direzione, di gestione e di
controllo dellAZIENDA nonch le persone sottoposte alla direzione e
vigilanza di questultimi.


ENTE

si intende qualsiasi persona giuridica alla quale si applicano pienamente
le disposizioni di cui al DECRETO.


MODELLO DI
ORGANIZZAZIONE,
GESTIONE E
CONTROLLO
(MODELLO)

sistema di autodisciplina aziendale adottato dallAZIENDA, la cui
applicazione sottoposta al controllo di un ORGANISMO DI VIGILANZA.
Vi sono riportate le procedure da seguire nello svolgimento delle attivit
in maniera tale da prevenire la commissione di reati ex D.Lgs. 231/2001
nel rispetto dei valori e dei principi enunciati nel CODICE ETICO.



ORGANISMO DI
VIGILANZA (OdV)

organismo costituito in forma collegiale, dotato di autonomia ed
indipendenza rispetto allorgano di gestione dellAZIENDA, e preposto a
vigilare in ordine allefficacia ed allosservanza del MODELLO DI
ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO.

TERZI

ogni persona, fisica o giuridica, tenuta ad una o pi prestazioni in favore
dellAZIENDA o che comunque intrattiene rapporti con essa senza essere
qualificabile come DESTINATARIO.


CLIENTI

si intende ogni persona fisica e/o giuridica che, rapportandosi con
lAZIENDA, usufruisce delloggetto della produzione dellAZIENDA.


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PARTE GENERALE

2
1. IL DECRETO LEGISLATIVO N. 231/2001

1.1. IL REGIME DI RESPONSABILIT AMMINISTRATIVA PREVISTO A CARICO DELLE
PERSONE GIURIDICHE

Il Decreto Legislativo n. 231 dell8 giugno 2001, che introduce la Disciplina della responsabilit
amministrativa delle persone giuridiche, delle societ e delle associazioni anche prive di
personalit giuridica, ha adeguato la normativa italiana in materia di responsabilit delle persone
giuridiche a convenzioni internazionali precedentemente sottoscritte dallItalia, in particolare la
Convenzione di Bruxelles del 26 luglio 1995 sulla tutela degli interessi finanziari della Comunit
Europea, la Convenzione di Bruxelles del 26 maggio 1997 sulla lotta alla corruzione di funzionari
pubblici sia della Comunit Europea che degli Stati membri e la Convenzione OCSE del 17
dicembre 1997 sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche
ed internazionali.
Il DECRETO ha introdotto nellordinamento italiano un regime di responsabilit amministrativa in
sede penale a carico delle persone giuridiche (di seguito anche denominate ENTI), che va ad
aggiungersi alla responsabilit della persona fisica che ha realizzato materialmente i reati e che
mira a coinvolgere, nella punizione degli stessi, gli ENTI nel cui interesse o vantaggio tali reati
siano stati compiuti.
La responsabilit prevista dal DECRETO comprende i reati commessi allestero, purch per gli stessi
non proceda lo Stato in cui stato commesso il reato.
I punti chiave del DECRETO riguardano:

a) lindividuazione delle persone che, commettendo un reato nellinteresse o a vantaggio
dellENTE, ne possono determinare la responsabilit.
In particolare possono essere:

1. soggetti in posizione apicale, ovvero quei soggetti che rivestono funzioni di
rappresentanza, amministrazione o direzione dellENTE o di una sua unit organizzativa
anche in via di fatto;
2. soggetti in posizione subordinata, ovvero coloro i quali sono sottoposti ai poteri di
direzione o vigilanza dei soggetti di cui al punto 1;


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b) le tipologie di reato previste:

i) reati in danno della Pubblica Amministrazione previsti dagli artt. 24 e 25 del DECRETO;
ii) reati in tema di falsit in moneta, carte di pubblico credito, valori di bollo e strumenti o
segni di riconoscimento (art. 25-bis, inserito nel DECRETO dall'art. 6 del D.Lgs. 25
settembre 2001 n. 350, poi convertito nella legge 23 novembre 2001, n. 409 e
modificato dallart. 15 co. 7 lettera a) della Legge 23 luglio 2009, n. 99);
iii) reati societari (art. 25-ter, inserito nel DECRETO dall'art. 3, comma 2, del D.Lgs. 11
aprile 2002, n. 61) e di market abuse (art. 25-sexies, inserito nel DECRETO dall'art. 9,
comma 3, della legge 18 aprile 2005, n. 62);
iv) reati con finalit di terrorismo o di eversione dellordine democratico (art. 25-quater,
inserito nel DECRETO dall'art. 3 della legge 14 gennaio 2003, n. 7);
v) reati contro la persona (art. 25- quater. 1 inserito nel DECRETO dall'art. 8 della legge 9
gennaio 2006, n. 7) e contro la personalit individuale (art. 25-quinquies inserito nel
DECRETO dall'art. 5 della legge 11 agosto 2003, n. 228);
vi) reati cd. transnazionali (per i quali introduce la responsabilit amministrativa dellENTE,
ai sensi del DECRETO, lart. 10 della legge 16 marzo 2006, n. 146);
vii) omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle
norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro (art. 25-
septies inserito nel DECRETO dall'art. 9 della legge 3 agosto 2007, n. 123);
viii) ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilit di provenienza illecita (art.
25-octies inserito nel DECRETO dall'art. 63 comma 3 DPCM 16 novembre 2007);
ix) delitti informatici e trattamento illecito di dati (art. 24-bis inserito nel Decreto dallart.
7 della legge 18 marzo 2008, n. 48);
x) delitti di criminalit organizzata (art. 24-ter inserito nel DECRETO dall'art. 2, Legge 15
luglio 2009, n. 94);
xi) delitti contro lindustria e il commercio (art. 25-bis.1 inserito nel DECRETO dall'art. 15
co. 7 lettera b), Legge 23 luglio 2009, n. 99);
xii) delitti in materia di violazione del diritto dautore (art. 25-novies inserito nel DECRETO
dall'art. 15 co. 7 lettera c), Legge 23 luglio 2009, n. 99);
xiii) reati in danno allamministrazione della Giustizia (art. 25- novies inserito nel DECRETO
dallart. 4 della legge 3 agosto 2009, n. 116).
Altre fattispecie di reato potranno in futuro essere inserite dal legislatore nel DECRETO.

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1.2. SANZIONI

Le sanzioni previste per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato sono:

sanzioni pecuniarie;
sanzioni interdittive;
confisca del profitto;
pubblicazione della sentenza.

In particolare le principali sanzioni interdittive consistono in:

interdizione dallesercizio dellattivit;
divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione;
sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni;
esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi, e/o revoca di quelli
eventualmente gi concessi;
divieto di pubblicizzare beni o servizi.


1.3. AZIONI ESIMENTI DALLA RESPONSABILIT AMMINISTRATIVA

Gli artt. 6 e 7 del DECRETO prevedono tuttavia forme specifiche di esonero dalla responsabilit
amministrativa dellENTE per i reati commessi nellinteresse o a vantaggio dellENTE sia da soggetti
apicali sia da soggetti a questi sottoposti.
In particolare nel caso di reati commessi da soggetti in posizione apicale lart. 6 prevede lesonero
qualora lENTE stesso dimostri che:

a. lorgano dirigente abbia adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del
fatto, un modello di organizzazione e di gestione idoneo a prevenire reati della specie di quello
verificatosi;

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b. il compito di vigilare sul funzionamento e losservanza del modello nonch di proporne
laggiornamento sia stato affidato ad un Organismo di Vigilanza dellENTE, dotato di autonomi
poteri di iniziativa e controllo;
c. le persone che hanno commesso il reato abbiano agito eludendo fraudolentemente il
suddetto modello;
d. non vi sia stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dellOdV.

Per quanto concerne i soggetti non apicali, lart. 7 prevede lesonero nel caso in cui lENTE abbia
adottato ed efficacemente attuato prima della commissione del reato un modello di organizzazione
gestione e controllo idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi.

Il DECRETO prevede, inoltre, che il modello, debba rispondere alle seguenti esigenze:

1. individuare le attivit nel cui ambito esiste la possibilit che siano commessi reati;
2. prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e lattuazione delle
decisioni dellENTE in relazione ai reati da prevenire;
3. individuare modalit di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la
commissione di tali reati;
4. prevedere obblighi di informazione nei confronti dellOdV;
5. introdurre un sistema disciplinare interno idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle
misure indicate nel modello.


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2. IL MODELLO ADOTTATO DA SO.L.E.S. S.p.A.

2.1. MOTIVAZIONI DELLAZIENDA NELLADOZIONE DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE,
GESTIONE E CONTROLLO

LAZIENDA al fine di assicurare condizioni sempre maggiori di correttezza e di trasparenza nella
conduzione degli affari e delle attivit aziendali, ha ritenuto conforme alle proprie politiche
aziendali procedere alladozione di un MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, CONTROLLO E GESTIONE in linea
con le prescrizioni del DECRETO e sulla base delle Linee Guida emanate dalle Associazioni di
Categoria. Tale iniziativa stata assunta nella convinzione che ladozione di tale MODELLO possa
costituire un valido strumento di sensibilizzazione nei confronti di tutti i DESTINATARI, affinch
seguano, nellespletamento delle proprie attivit, comportamenti corretti e lineari nel rispetto dei
principi etici e dei valori sui quali si fonda storicamente lAZIENDA, tali da prevenire il rischio di
commissione dei reati contemplati nel DECRETO.


2.2. FINALIT DEL MODELLO

Il MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO predisposto dallAZIENDA si fonda su un sistema
strutturato ed organico di procedure ed attivit di controllo che nella sostanza:

individuano le aree/i processi di possibile rischio nellattivit aziendale, vale a dire quelle
attivit nel cui ambito si ritiene pi alta la possibilit che siano commessi i reati e/o le
violazioni al CODICE ETICO;
definiscono un sistema normativo interno diretto a programmare la formazione e
lattuazione delle decisioni della societ in relazione ai rischi/reati da prevenire attraverso:

a. un CODICE ETICO, che fissa i valori ed i principi di riferimento;
b. procedure formalizzate, tese a disciplinare in dettaglio le modalit operative nelle
aree sensibili;
c. un sistema di deleghe di funzioni e di procure per la firma di atti aziendali che
assicuri una chiara e trasparente rappresentazione del processo di formazione e di
attuazione delle decisioni;

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determinano una struttura organizzativa coerente volta ad ispirare e controllare la
correttezza dei comportamenti, garantendo una chiara ed organica attribuzione dei compiti,
applicando una giusta segregazione delle funzioni, assicurando che gli assetti voluti della
struttura organizzativa siano realmente attuati;
individuano i processi di gestione e controllo delle risorse finanziarie nelle attivit a rischio;
attribuiscono allOdV il compito di vigilare sul funzionamento e sullosservanza del MODELLO
e di proporne laggiornamento.

Pertanto il MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO si propone come finalit quelle di:

dichiarare, promuovere e difendere i principi etici che caratterizzano loperato dellAZIENDA;
migliorare il sistema di corporate governance;
predisporre un sistema strutturato ed organico di prevenzione e controllo finalizzato alla
riduzione del rischio di commissione dei reati e delle violazioni al CODICE ETICO nellambito
dellattivit aziendale;
determinare, in tutti coloro che operano in nome e per conto dellAZIENDA, la
consapevolezza di poter incorrere, in caso di violazione delle disposizioni ivi riportate, in un
illecito passibile di sanzioni, sul piano penale ed amministrativo, non solo nei propri
confronti ma anche nei confronti dellAZIENDA;
informare tutti coloro che operano a qualsiasi titolo in nome, per conto o comunque
nellinteresse dellAZIENDA che la violazione delle prescrizioni contenute nel MODELLO
comporter lapplicazione di apposite sanzioni ovvero la risoluzione del rapporto
contrattuale;
ribadire che lAZIENDA non tollera comportamenti illeciti, di qualsiasi tipo ed
indipendentemente da qualsiasi finalit, in quanto tali comportamenti sono comunque
contrari ai principi etici cui lAZIENDA si attiene.



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2.3. STRUTTURA DEL DOCUMENTO

Il presente MODELLO costituito da una Parte Generale e da singole Parti Speciali, predisposte
dallAZIENDA, per le diverse tipologie di reato previste dal DECRETO e per le possibili violazioni ai
valori espressi nel CODICE ETICO.
Nella Parte Generale, dopo un richiamo ai principi del DECRETO, vengono illustrate le componenti
essenziali del MODELLO con particolare riferimento al CODICE ETICO, allOdV, alla formazione del
personale ed alla diffusione del MODELLO nel contesto aziendale, al sistema disciplinare e alle
misure da adottare in caso di mancata osservanza delle prescrizioni del MODELLO.

La Parte Speciale A trova applicazione per i comportamenti non conformi a quanto espresso
nel CODICE ETICO, ossia per tutte le violazioni ai valori e principi etici individuati e dichiarati
dallAZIENDA.

La Parte Speciale B trova applicazione per le tipologie specifiche di reati previste ai sensi degli
artt. 24 e 25 del DECRETO, ossia per i reati in danno alla Pubblica Amministrazione.

La Parte Speciale C trova applicazione per le tipologie specifiche di reati previste ai sensi
dellart. 25-bis del DECRETO, ossia per i reati in tema di falsit in moneta, carte di pubblico credito,
valori di bollo e strumenti o segni di riconoscimento.

La Parte Speciale D trova applicazione per le tipologie specifiche di reati previste ai sensi
dellart. 25-ter e 25-sexies del DECRETO, cio per i reati societari e di market abuse.

La Parte Speciale E trova applicazione per le tipologie specifiche di reati previste ai sensi
dellart. 25-quater del DECRETO, cio per i reati con finalit di terrorismo o di eversione dellordine
democratico.

La Parte Speciale F trova applicazione per le tipologie specifiche di reati previste ai sensi degli
artt. 25-quater.1 e 25-quinquies del DECRETO, cio per i reati contro la persona e la personalit
individuale.

La Parte Speciale G trova applicazione per le tipologie specifiche di reati previste ai sensi
dellart. 10 della legge 16 marzo 2006, n. 146, cio per i reati cd. transnazionali.


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La Parte Speciale H trova applicazione per le tipologie specifiche di reati previste ai sensi
dellart. 25-septies del DECRETO, cio per i reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o
gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e
della salute sul lavoro.

La Parte Speciale I trova applicazione per le tipologie specifiche di reati previste ai sensi
dellart. 25-octies del DECRETO, cio per i reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni
o utilit di provenienza illecita.

La Parte Speciale J trova applicazione per le tipologie specifiche di reati previste ai sensi
dellart. 24-bis del DECRETO, cio per i reati che riguardano delitti informatici e trattamento illecito
di dati.

La Parte Speciale K trova applicazione per le tipologie specifiche di reati previste ai sensi
dellart. 24-ter del DECRETO, cio per i reati che riguardano delitti di criminalit organizzata.

La Parte Speciale L trova applicazione per le tipologie specifiche di reati previste ai sensi
dellart. 25-bis.1 del DECRETO, cio per i reati che riguardano delitti contro lindustria e il
commercio.

La Parte Speciale M trova applicazione per le tipologie specifiche di reati previste ai sensi
dellart. 25-novies del DECRETO, cio per i reati che riguardano delitti in materia di violazione del
diritto dautore.

La Parte Speciale N trova applicazione per le tipologie specifiche dei reati previste ai sensi
dellaart. 25-novies del DECRETO, cio per i reati in danno allamministrazione della Giustizia.


2.4. AGGIORNAMENTO, MODIFICHE ED INTEGRAZIONI DEL MODELLO

Essendo il presente MODELLO un atto di emanazione dellorgano dirigente (in conformit alle
prescrizioni dellart. 6, comma 1, lettera a del DECRETO), la sua adozione, le successive modifiche e

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integrazioni sono rimesse alla competenza dellOrgano Amministrativo dellAZIENDA, fatto salvo
quanto diversamente previsto nelle singole Parti Speciali dello stesso.
In particolare sono demandate allOrgano Amministrativo dellAZIENDA:

- lattivit di verifica dellaggiornamento del MODELLO (da svolgersi con cadenza almeno
annuale);
- la responsabilit di modificare o integrare, a seguito della suddetta verifica annuale o
comunque su proposta motivata dellORGANISMO DI VIGILANZA, il MODELLO stesso.
Tutte le modifiche e le integrazioni di cui sopra, saranno tempestivamente comunicate ai
DESTINATARI.

2.5 RELAZIONE TRA LE COMPONENTI DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO

Il MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO adottato dallAZIENDA si compone di tre distinte
parti strumentali allefficacia del MODELLO stesso:
1. CODICE ETICO lo strumento di portata generale per la promozione della condotta etica
aziendale, ribadendo e facendo rispettare ai DESTINATARI, linsieme dei valori etici e dei principi
morali cui lAZIENDA fa costante riferimento nellesercizio delle proprie attivit;
2. Sistema di Procedure e Attivit di Controllo, di cui la cogente analisi riportata in sintesi nelle
Parti Speciali del MODELLO;
3. ORGANISMO DI VIGILANZA, la cui attivit fondamentale per la puntuale ed efficace applicazione
del MODELLO.

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3. CODICE ETICO


3.1. PREMESSA

Il CODICE ETICO costituisce parte integrante del MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO
adottato ed implementato da SO.L.E.S. S.p.A. .
I valori e i principi ivi dichiarati rispecchiano le norme etiche sulle quali si fonda loperato
dellAZIENDA, nel rispetto dei principi etici di riferimento, tenendo conto costantemente delle
esigenze manifestate da ogni singolo CLIENTE sia esso un soggetto pubblico o privato.

Il corretto e trasparente svolgimento delle attivit, unitamente alla dovuta diligenza tecnica,
rappresentano il fondamento su cui ogni DESTINATARIO basa il proprio operare quotidiano.


3.2. LA NOSTRA VISION

Mantenere un ruolo di leader nei mercati in cui SO.L.E.S. S.p.A. opera, perseguendo leccellenza
tecnica dei servizi offerti attraverso la ricerca e linnovazione, col supporto dellesperienza
maturata in quaranta anni di attivit.


3.3. LA NOSTRA MISSION

Rispondere alle esigenze del mercato in cui lAZIENDA opera, offrendo soluzioni innovative, originali
e di alto contenuto tecnico che garantiscano la massima soddisfazione dei CLIENTI in modo efficace
ed efficiente.


3.4. AMBITO DI APPLICAZIONE

Le disposizioni contenute nel CODICE ETICO vengono applicate da tutti i soggetti che secondo i
principi di sana e prudente gestione e nel rispetto delle leggi, regionali, nazionali e comunitarie,

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nonch delle politiche, piani, regolamenti, e procedure interne, contribuiscono alla Mission
dellAZIENDA.

In particolare:
tutti i DESTINATARI, senza alcuna eccezione, uniformano lo svolgimento delle proprie
mansioni nellambito delle proprie responsabilit ai principi enunciati nel CODICE ETICO;
i TERZI sono incoraggiati al rispetto dei principi definiti nel CODICE ETICO, a tal fine lAZIENDA
diffonder il proprio CODICE ETICO in vigore secondo le modalit ritenute pi opportune.

LAZIENDA si impegna a dotarsi degli strumenti pi opportuni affinch il CODICE ETICO sia
efficacemente diffuso e pienamente applicato da parte dei DESTINATARI.
dovere di tutti i DESTINATARI conoscere il contenuto del CODICE ETICO, comprenderne il
significato ed attivarsi per chiedere gli eventuali chiarimenti in ordine allo stesso.
Il CODICE ETICO assume una dimensione complementare al vigente Sistema Qualit, di cui
lAZIENDA si dotata, certificato e conforme alle Norme UNI EN ISO 9001:2000, con certificazione
n 103/SGQ/EA28 01/A dellICIC Istituto di Certificazione qualit Imprese e servizi per le
Costruzioni.


3.5. PRINCIPI ETICI DI RIFERIMENTO

Con ladozione del CODICE ETICO, lAZIENDA si impegna a rispettare, nello svolgimento di tutte le
proprie attivit, le leggi internazionali, nazionali e regionali in vigore in Italia e in ciascun Paese
nel quale opera o si potr trovare ad operare anche tramite branch locali.
Nel rispetto del principio di legalit sopra enunciato lAZIENDA simpegna a far s che la
propria attivit sia volta al rispetto dei seguenti principi:

Onest: nei rapporti con i CLIENTI, tra i DESTINATARI e verso i TERZI, ladesione e la concreta
applicazione di quanto dichiarato nel CODICE ETICO costituisce elemento essenziale della
buona gestione aziendale.
Trasparenza: lAZIENDA impronta i rapporti di qualsiasi natura e verso qualsiasi
stakeholder alla chiarezza delle intenzioni e allassenza di volont di occultamento,
rispettando al contempo gli obblighi derivanti dalla normativa vigente in materia di
trattamento dei dati riservati.

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Imparzialit: lAZIENDA basa i propri rapporti verso lesterno sulla totale assenza di
discriminazioni in merito a sesso, condizione sociale, etnia di appartenenza, religione,
convinzioni ideologiche e politiche.
Verificabilit: tutte le attivit dellAZIENDA vengono adeguatamente registrate in maniera
da consentire la verifica dei processi di decisione, autorizzazione e svolgimento.
Orientamento al CLIENTE: fidelizzare i nostri CLIENTI offrendo soluzioni versatili, create su
misura, che riescano ad anticiparne le future esigenze rappresenta uno dei principali
obiettivi del nostro operare quotidiano.
Continuo miglioramento: il costante e continuo miglioramento uno dei cardini della
filosofia aziendale, da perseguire attraverso esperienza, ricerca e innovazione volte a
rendere sempre pi efficaci ed efficienti le soluzioni proposte.
Professionalit: utilizzo dei pi moderni metodi professionali, costituiscono elemento
fondamentale nel raggiungimento degli obiettivi aziendali.


3.6. PRINCIPI INERENTI LA GESTIONE DELLAZIENDA

LAZIENDA attua una gestione amministrativa, contabile e finanziaria volta ad assicurare, oltre ad
una sana e corretta gestione, la continuit aziendale nellinteresse dei DESTINATARI, dei TERZI, dei
CLIENTI e in generale di tutti i soggetti portatori di interesse nei confronti dellAZIENDA.

Il sistema di contabilit aziendale garantisce la registrazione di ogni operazione di natura
economico/finanziaria nel rispetto dei principi, dei criteri e delle modalit di redazione e tenuta
della contabilit dettate dalle norme vigenti.

3.6.1. RAPPORTO CON I CLIENTI

LAZIENDA crede in un rapporto con il CLIENTE fondato sulla fiducia, la correttezza e la lealt ed il
riconoscimento delle differenti prerogative professionali e tecniche.

fatto divieto assoluto ai DESTINATARI di promettere e svolgere pratiche di favore, al di fuori delle
politiche commerciali aziendali, ad utilit di particolari CLIENTI a discapito di altri, atte a costituire
disparit di trattamento o posizioni di privilegio nellerogazione dei servizi resi.

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Ogni comunicazione rivolta allesterno dellAZIENDA, realizzata in forma documentale,
radiotelevisiva, informatica o orale, avviene nel rispetto dei diritti e doveri previsti dal vigente
ordinamento in materia di rapporti di lavoro.
Per garantire completezza e coerenza delle informazioni, definito che i rapporti dellAZIENDA con i
mass-media vengono tenuti solo dai DESTINATARI di volta in volta appositamente individuati dai
vertici aziendali.

3.6.2 RAPPORTO CON I DESTINATARI

LAZIENDA uniforma i propri processi di selezione ed acquisizione del personale al rispetto dei
principi e valori enunciati nel proprio CODICE ETICO secondo criteri comparativi basati sul merito.
LAZIENDA, inoltre, prevede lottimizzazione dellimpiego delle risorse umane, uniformando i propri
processi decisionali in materia al criterio della ricerca della massima efficienza e del
raggiungimento degli obiettivi. A tal fine le risorse umane dellAZIENDA vengono impegnate
seguendo criteri di merito, efficacia ed efficienza, nel rispetto della Legge, della Contrattazione
Collettiva applicata e dei principi etici di riferimento.

I DESTINATARI adempiono ai propri doveri dufficio conformemente agli obblighi sottoscritti nel
contratto di lavoro concluso con lAZIENDA ed uniformano il proprio operato alle disposizioni del
presente CODICE ETICO.

I DESTINATARI sono tenuti ad operare seguendo quanto definito nel MODELLO DI ORGANIZZAZIONE,
GESTIONE E CONTROLLO, in unottica tecnico/economica, e di responsabilizzazione nei confronti dei
diversi committenti siano essi persone fisiche o soggetti dotati di personalit giuridica privata o
pubblica.

Losservanza delle disposizioni contenute nel CODICE ETICO costituisce parte integrante ed
essenziale delle obbligazioni contrattuali facenti capo ai DESTINATARI.
La violazione di tali disposizioni costituisce inadempimento alle obbligazioni derivanti dai
rapporti intrattenuti a qualsiasi titolo con lAZIENDA e, quindi, illecito disciplinare o inadempimento
contrattuale con ogni conseguenza di legge.


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LAZIENDA si impegna nel garantire ai DESTINATARI il pieno rispetto delle norme vigenti in materia
giuslavoristica e antinfortunistica, assicurando la disponibilit di tutti i dispositivi di protezione
individuale.

fatto divieto assoluto ai DESTINATARI di dare e promettere denaro o altra utilit a favore di CLIENTI
e di TERZI, finalizzati al conseguimento di un vantaggio, anche non economico, nel supposto
interesse dellAZIENDA o del soggetto agente.

fatto divieto ai DESTINATARI di ricevere denaro, doni o qualsiasi utilit (il cui modico valore non
costituisca segno di mera cortesia) da CLIENTI e da TERZI.
I DESTINATARI che ricevano doni o altre utilit al di fuori di quelle di modico valore, costituenti
pratiche di ordinaria cortesia, sono tenuti a darne tempestiva comunicazione allOdV, il quale ne
valuter lentit e la rilevanza, provvedendo eventualmente alla restituzione e ad informare nel
contempo il CLIENTE od il TERZO circa la politica dellAZIENDA in materia.

Ciascun DESTINATARIO tenuto al rispetto dei principi enunciati nel presente CODICE ETICO in ogni
occasione in cui, a qualsiasi titolo, intrattenga rapporti, anche con i mass-media, o effettui tramite
questi qualsivoglia dichiarazione comportante anche solo potenzialmente un qualsiasi riflesso
sullimmagine dellAZIENDA.

LAZIENDA promuove e valorizza un sistema di preparazione e formazione continua, oltre che
professionale, anche etica.

3.6.3 RAPPORTO CON I TERZI

Nella selezione dei fornitori di qualsiasi natura, lAZIENDA adotta criteri di valutazione comparativa
idonei ad individuare il miglior contraente, in ragione della qualit del bene/servizio rapportata al
miglior prezzo o allofferta pi vantaggiosa.

fatto divieto assoluto ai DESTINATARI di svolgere pratiche di favore ad utilit dei TERZI, atte a
costituire disparit di trattamento o posizioni di privilegio nelle procedure di acquisto di beni e
servizi.


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I DESTINATARI preposti alla stipula di contratti o al conferimento di incarichi di qualsiasi natura per
conto dellAZIENDA, devono improntare i procedimenti negoziali alla ricerca del massimo vantaggio
per la stessa, alla luce dei criteri stabiliti dalla normativa di settore ed agli indirizzi aziendali di
esecuzione posti a garanzia della scelta del contraente, ed uniformando il proprio agire ai principi
di Trasparenza ed Imparzialit.

I DESTINATARI di cui al punto precedente, nello svolgimento delle funzioni cui sono preposti, devono
agire nellesclusivo interesse dellAZIENDA, astenendosi dal porre in essere condotte nelle quali
possa anche solo potenzialmente essere ravvisata una situazione di conflitto di interessi, ovvero
configurare ipotesi di reato od altri illeciti.

La violazione da parte del TERZO dei principi alla base del CODICE ETICO dellAZIENDA potr
comportare la risoluzione, anche di diritto, del rapporto contrattuale in essere, nonch il pieno
diritto dellAZIENDA di chiedere ed ottenere il risarcimento dei danni patiti per la lesione della
propria immagine ed onorabilit.
A tal fine la regolamentazione dei rapporti dellAZIENDA con i TERZI potr prevedere clausole di
risoluzione con il contenuto di cui sopra.

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4. ORGANISMO DI VIGILANZA


4.1. REQUISITI DELLORGANISMO DI VIGILANZA

LORGANISMO DI VIGILANZA (OdV) nominato dal CdA dellAZIENDA, in linea con le Linee Guida delle
principali associazioni di categoria e con la normativa in materia, possiede le seguenti
caratteristiche:

a. autonomia e indipendenza. Sono requisiti fondamentali, presuppongono che i membri dellOdV
non svolgano mansioni operative n abbiano poteri decisionali o responsabilit gestionali
concernenti le attivit che costituiscono loggetto della loro funzione di controllo. Al fine di
assicurare tali requisiti garantita allOdV lindipendenza, prevedendo un'attivit di reporting
al vertice dellAZIENDA;

b. onorabilit. La carica di componente dellOdV non pu essere ricoperta da chi:
i) stato sottoposto a misure di prevenzione disposte dallautorit giudiziaria e secondo la
normativa vigente;
ii) stato condannato con sentenza passata in giudicato (salvi gli effetti della
riabilitazione):
- a pena detentiva per uno dei reati previsti in materia bancaria, finanziaria e
tributaria,
- a pena detentiva per uno dei reati previsti nel titolo XI del Libro V del codice civile e
nel R.D. n. 267 del 16/03/1942,
- alla reclusione per un tempo non inferiore a sei mesi per un delitto contro la Pubblica
Amministrazione, il patrimonio, lordine pubblico e leconomia pubblica,
- alla reclusione per un tempo non inferiore ad un anno per qualunque delitto non
colposo;
iii) si trovi in relazione di parentela con soggetti in posizione apicale o sottoposti
dellAZIENDA;

c. comprovata professionalit. LOdV possiede, al suo interno, competenze tecnico-professionali
adeguate alle funzioni che chiamato a svolgere. Tali competenze, che unitamente ai

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precedenti requisiti garantiscono lobiettivit di giudizio, sono rilevabili dal curriculum
professionale di ciascun componente;

d. continuit dazione. LOdV svolge in modo continuativo le attivit necessarie per la vigilanza
sul MODELLO con adeguato impegno e con i necessari poteri di indagine direttamente derivanti
dai vertici dellAZIENDA. A tale proposito lOdV si configura come struttura riferibile allAZIENDA,
alla quale non sono assegnate deleghe operative n altre funzioni al di fuori di quanto
riportato nel presente MODELLO;

e. disponibilit di mezzi organizzativi e finanziari necessari per lo svolgimento delle proprie
funzioni.

In relazione all'ultimo punto e al fine di garantire il maggior grado di indipendenza possibile, nel
contesto di formazione del budget aziendale lOrgano Amministrativo dellAZIENDA dovr approvare
una dotazione adeguata di risorse finanziarie, di cui lOdV potr disporre per ogni esigenza
necessaria al corretto svolgimento dei propri compiti.


4.2. IDENTIFICAZIONE DELLORGANISMO DI VIGILANZA

In ottemperanza a quanto previsto allart. 6, lettera b, del DECRETO, lORGANISMO DI VIGILANZA
stato individuato e nominato formalmente dallOrgano Amministrativo dellAZIENDA, come organo
collegiale composto da 3 membri aventi le seguenti caratteristiche professionali:

1 esperto in ambito legale;
1 esperto tecnico in materia di consulenza organizzativa e formazione;
1 esperto delle procedure interne e conoscitore dellattivit caratteristica svolta dallazienda
(membro interno).

Al fine di assicurare continuit operativa allOdV, i vertici dellAZIENDA si impegnano, qualora
venisse a mancare il numero minimo di componenti richiesto, a nominare entro 10 giorni dalla
data di accadimento di tale circostanza, altro/i membro/i.

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LOdV sopra indicato ritenuto lorgano pi idoneo a svolgere il tipo di attivit richiesta, attesi i
requisiti di cui al paragrafo 4.1 del presente documento.

4.3. FUNZIONI E POTERI DELLORGANISMO DI VIGILANZA

LOdV dellAZIENDA preposto a:

1. vigilare sullapplicazione del MODELLO in relazione alle diverse tipologie di reati contemplate
dal DECRETO;
2. verificare lefficacia del MODELLO e la sua capacit di prevenire la commissione dei reati di
riferimento e delle violazioni al CODICE ETICO;
3. individuare e proporre ai vertici dellAZIENDA aggiornamenti e modifiche al MODELLO in
relazione alla mutata normativa o alle mutate condizioni aziendali, affinch questi li
sottopongano allapprovazione dellOrgano Amministrativo dellAZIENDA.

Su di un piano pi operativo sono affidati allOdV dellAZIENDA, i seguenti compiti:

a) verificare periodicamente la mappa delle aree a rischio reato al fine di segnalare leventuale
necessit di adeguamento ai mutamenti dellattivit e/o della struttura aziendale. A tal fine
ciascun DESTINATARIO tenuto a segnalare allOdV le eventuali situazioni in grado di esporre
lAZIENDA al rischio di non conformit con quanto prescritto dal MODELLO. Tutte le comunicazioni
devono essere inviate allOdV in forma scritta (anche via e-mail) e non anonima;

b) effettuare periodicamente verifiche mirate su determinate operazioni o atti specifici, posti in
essere nellambito delle aree di attivit a rischio come definite nelle singole Parti Speciali del
MODELLO;

c) controllare limplementazione di quanto previsto dai Piani dAzione relativi a ciascuna attivit a
rischio, elaborati sulla base dellanalisi dei rischi svolta in AZIENDA (effettuata nel primo
semestre 2009 ed aggiornata anche secondo le indicazioni dellOdV), e verificarne lefficacia;


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d) raccogliere, elaborare e conservare le informazioni rilevanti in ordine al rispetto del MODELLO,
nonch aggiornare la lista di informazioni che devono essere obbligatoriamente trasmesse allo
stesso OdV (v. successivo paragrafo 4.4);

e) condurre le indagini interne per laccertamento di presunte violazioni delle prescrizioni del
presente MODELLO portate allattenzione dellOdV da segnalazioni o emerse nel corso
dellattivit di vigilanza dello stesso.

Al fine di rendere realizzabile l'attivit dell'OdV, necessario che:

le attivit poste in essere dallORGANISMO DI VIGILANZA non possano essere sindacate da
alcun altro organismo o struttura aziendale, fermo restando che lOrgano Amministrativo
dellAZIENDA in ogni caso chiamato a svolgere attivit di vigilanza sulladeguatezza del
suo intervento;

lORGANISMO DI VIGILANZA, nel rispetto della normativa sulla privacy abbia libero accesso
presso tutte le funzioni dellAZIENDA - senza necessit di alcun consenso preventivo -
onde ottenere ogni informazione o dato ritenuto necessario per lo svolgimento dei
compiti previsti dal D.Lgs. 231/2001 e dal presente MODELLO;

lORGANISMO DI VIGILANZA possa avvalersi - sotto la sua diretta sorveglianza e
responsabilit - dellausilio di tutte le strutture dellAZIENDA.


4.4. REPORTING DELLOdV NEI CONFRONTI DEGLI ORGANI SOCIETARI

LOdV riferisce in merito allattuazione del MODELLO e allemersione di eventuali criticit ad esso
connesse. In particolare, lOdV provvede a fornire la seguente informativa:

a. un rapporto operativo semestrale, presentato allOrgano Amministrativo dellAZIENDA, nel
quale sono specificati gli interventi effettuati, le criticit riscontrate e lo stato di
implementazione degli action plan previsti dalle singole Parti Speciali;


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b. un rapporto annuale sintetico sullattuazione del MODELLO nellAZIENDA, da trasmettere a
cura dellOrgano Amministrativo allAssemblea dei Soci, cui viene allegato il piano delle
attivit previste per lanno successivo.

LOdV dovr, in ogni caso, riferire tempestivamente allOrgano Amministrativo dellAZIENDA in
merito a qualsiasi violazione del MODELLO ritenuta fondata, di cui sia venuto a conoscenza tramite
segnalazione da parte dei DESTINATARI o che abbia accertato durante lo svolgimento delle proprie
attivit.
La presenza dei suddetti rapporti di carattere funzionale, anche con organismi privi di compiti
operativi e quindi svincolati da attivit gestionali, costituisce un fattore in grado di assicurare che
lincarico venga espletato dallOdV con le maggiori garanzie di indipendenza.
LOdV dellAZIENDA potr essere convocato in qualsiasi momento dai suddetti organi o potr a sua
volta presentare richiesta in tal senso, per riferire in merito al funzionamento del MODELLO od a
situazioni specifiche.


4.5. FLUSSI INFORMATIVI NEI CONFRONTI DELLOdV

Segnalazioni da parte di esponenti aziendali o da parte di terzi

In ambito aziendale dovr essere portata a conoscenza dellOdV ogni altra informazione, di
qualsiasi tipo, proveniente anche da TERZI ed attinente allattuazione del MODELLO nelle aree di
attivit a rischio.
Valgono al riguardo le seguenti prescrizioni:

devono essere raccolte eventuali segnalazioni relative alla violazione del MODELLO o
comunque conseguenti a comportamenti non in linea con i principi e valori espressi
dallAZIENDA nel proprio CODICE ETICO;
lOdV valuter le segnalazioni ricevute ascoltando eventualmente lautore della
segnalazione e/o il responsabile della presunta violazione e motivando per iscritto eventuali
rifiuti di procedere ad una indagine interna;

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le segnalazioni, nel rispetto dei principi enunciati nel CODICE ETICO, dovranno essere in
forma scritta e non anonima ed avere ad oggetto ogni violazione o sospetto di violazione
del MODELLO;
al fine di facilitare il flusso di segnalazioni ed informazioni verso lOdV, prevista
listituzione di canali informativi dedicati;
le modalit di raccolta e conservazione delle segnalazioni pervenute saranno regolamentate
dallOdV.

LAZIENDA si impegna a far s che vengano garantiti i segnalanti contro qualsiasi forma di
ritorsione, discriminazione o penalizzazione, assicurando altres la riservatezza dellidentit del
segnalante (fatti salvi gli obblighi di legge) e la tutela delle persone accusate erroneamente e/o in
mala fede.

Obblighi di informativa relativi ad atti ufficiali

Oltre alle segnalazioni di cui al paragrafo precedente, devono essere obbligatoriamente trasmesse
allOdV dellAZIENDA le informative concernenti:

- provvedimenti e/o notizie provenienti da organi di polizia giudiziaria, o da qualsiasi altra
autorit, dai quali si evinca lo svolgimento di indagini, anche nei confronti di ignoti, per i
reati di cui al DECRETO;
- le richieste di assistenza legale inoltrate dai dirigenti e/o dai quadri in caso di avvio di
procedimento giudiziario per i reati previsti dal DECRETO;
- i rapporti preparati dai responsabili di altre funzioni aziendali nellambito della loro attivit
di controllo e dai quali possano emergere fatti, atti, eventi od omissioni con profili di
criticit rispetto allosservanza delle norme del DECRETO e dei principi espressi nel CODICE
ETICO;
- le notizie relative alleffettiva attuazione, a tutti i livelli aziendali, del MODELLO DI
ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO con evidenza dei procedimenti disciplinari svolti e
delle eventuali sanzioni irrogate ovvero dei provvedimenti di archiviazione di tali
procedimenti con le relative motivazioni.



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Sistema di deleghe

AllOdV, infine, deve essere comunicato il sistema di deleghe adottato dellAZIENDA ed ogni
successiva modifica allo stesso.


4.6. NOMINA, COMPENSO E REVOCA DELLORGANISMO DI VIGILANZA

LORGANISMO DI VIGILANZA, in osservanza dellart 6 del DECRETO, di diretta nomina del Consiglio di
Amministrazione dellAZIENDA, previo accertamento del possesso dei requisiti soggettivi previsti dal
paragrafo 4.1 del presente MODELLO.
La nomina si perfeziona con la formale accettazione dellincarico espressa da ciascun componente
dellOdV.
Il trattamento economico dei componenti dellOdV viene determinato dal CdA dellAZIENDA
contestualmente alla nomina.
LORGANISMO DI VIGILANZA ha durata pari al Consiglio di Amministrazione dellAZIENDA.
Qualora venisse a mancare anche solo uno dei requisiti soggettivi di cui al paragrafo 4.1 del
MODELLO, il CdA dellAZIENDA provveder alla sostituzione del componente dellOdV coinvolto.

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5. SISTEMA DISCIPLINARE E SANZIONATORIO

5.1. PRINCIPI GENERALI

La predisposizione di un adeguato sistema sanzionatorio per la violazione delle prescrizioni
contenute nel MODELLO condizione essenziale per assicurare lefficacia del MODELLO stesso.
Al riguardo, infatti, larticolo 6 comma 2, lettera e) del DECRETO prevede che i modelli di
organizzazione e gestione debbano []introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il
mancato rispetto delle misure indicate nel modello[].
Lapplicazione delle sanzioni disciplinari prescinde dallesito di un eventuale procedimento penale,
in quanto le regole di condotta imposte dal MODELLO sono assunte dallAZIENDA in piena autonomia
e indipendentemente dalla tipologia di illecito che le violazioni del MODELLO stesso possano
determinare.

5.2. SANZIONI PER I LAVORATORI DIPENDENTI

I comportamenti tenuti dal lavoratore in violazione del presente MODELLO sono da considerarsi
illeciti disciplinari ai sensi del vigente Contratto Collettivo Nazionale per i dipendenti delle imprese
edili e affini del 20 maggio 2004.
Con riferimento alle sanzioni nei riguardi di detti lavoratori, queste vengono irrogate nel rispetto
delle procedure previste dallart. 7 della legge 20 maggio 1970 n. 300.
In particolare, in applicazione dellart. 99 (Provvedimenti Disciplinari) del vigente Contratto
Collettivo Nazionale di Lavoro per le imprese edili, si prevede che:

1. Incorre nei provvedimenti di:
rimprovero verbale;
rimprovero scritto;
multa non superiore allimporto di tre ore di retribuzione
1
;
sospensione dal lavoro e dalla retribuzione fino a tre giorni;

1
Costituita per gli impiegati dagli elementi di cui ai punti da 1) a 8) dellart. 44 e, per gli operai dagli elementi di cui al
punto 3) dellart. 24.

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il lavoratore che violi le procedure interne previste dal presente MODELLO (ad es. che non
osservi le procedure prescritte, ometta di dare comunicazione allOdV delle informazioni
prescritte, ometta di svolgere controlli, ecc.) o adotti, nellespletamento di attivit nelle
aree a rischio, un comportamento non conforme alle prescrizioni del MODELLO stesso,
dovendosi ravvisare in tali comportamenti uninosservanza di quanto stabilito dal primo
comma dellart. 70 del CCNL.

2. In caso di maggiore gravit o di recidiva nelle mancanze di cui al punto precedente,
lAZIENDA pu ricorrere allapplicazione della sospensione dal lavoro mentre nei casi di
minore gravit pu procedere al rimprovero verbale o scritto.

3. Nel rispetto della normativa vigente, previsto il licenziamento per giusta causa, o
giustificato motivo, nei casi in cui le mancanze di cui sopra si concretizzino nella
commissione di uno o pi dei reati previsti dal DECRETO, venendosi a configurare un
notevole inadempimento degli obblighi contrattuali ovvero mancanze inerenti allattivit
produttiva, allorganizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa ovvero la
commissione di reati per i quali, data la loro natura, si renda incompatibile la prosecuzione
anche provvisoria del rapporto di lavoro.

Il sistema disciplinare viene costantemente monitorato dallOdV e dalla Direzione del Personale.


5.3. MISURE NEI CONFRONTI DEGLI AMMINISTRATORI

In caso di violazione del MODELLO da parte di Amministratori e Sindaci dellAZIENDA, lOdV
informer tempestivamente il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale e lAssemblea dei
Soci.
Tenuto conto che tali soggetti sono nominati dallAssemblea degli Azionisti dellAZIENDA; nellipotesi
in cui sia stata pronunciata sentenza di condanna per uno dei reati di cui al D.Lgs. 231/01, si
proceder alla convocazione dellAssemblea degli Azionisti per deliberare i provvedimenti che
riterr opportuni.
La condanna ad uno dei reati di cui al D.Lgs. 231/01, configura una giusta causa di revoca del
mandato.

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5.4. MISURE NEI CONFRONTI DI COLLABORATORI ESTERNI

Per collaboratori si intendono coloro i quali, in virt di specifici mandati o procure, rappresentano
lAZIENDA verso i TERZI.
Ogni comportamento posto in essere dai collaboratori esterni in contrasto con le linee di condotta
indicate dal presente MODELLO potr determinare, grazie allattivazione di opportune clausole, la
risoluzione del rapporto contrattuale. La Direzione del Personale cura con la collaborazione
dellOdV lelaborazione, laggiornamento e linserimento nelle lettere di incarico o negli accordi di
partnership di tali specifiche clausole contrattuali che prevederanno anche leventuale richiesta di
risarcimento di danni derivanti allAZIENDA dallapplicazione da parte del giudice delle misure
previste dal DECRETO.



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6. DIFFUSIONE E FORMAZIONE

6.1. DIFFUSIONE DEL MODELLO

Il MODELLO entra in vigore a decorrere dalla data di Delibera della sua approvazione da parte del
Consiglio di Amministrazione dellAZIENDA.
A partire da tale momento devono essere rese disponibili:

la Parte Generale del MODELLO, sul sito internet dellAZIENDA;
le Parti Speciali (esclusi gli Allegati e le relative carte di lavoro), sul sito internet dellAZIENDA;
una copia elettronica del MODELLO tramite invio di e-mail (con richiesta di conferma
dellavvenuta lettura) a tutti i DESTINATARI;
il CODICE ETICO deve essere diffuso a tutti i dipendenti, tramite le modalit previste dal Piano
di Formazione e Informazione.

In tutti i nuovi contratti di assunzione previsto linserimento di uninformativa relativa ladozione
del MODELLO.

6.2. FORMAZIONE DEI DESTINATARI

Ai fini dellattuazione del MODELLO, la Direzione del Personale gestisce la formazione dei
DESTINATARI con il supporto dellORGANISMO DI VIGILANZA.
Lattivit di formazione, finalizzata a diffondere la conoscenza della normativa di cui al DECRETO,
differenziata nei contenuti e nelle modalit di attuazione in funzione della tipologia di DESTINATARI
cui si rivolge e del livello di rischio dellarea in cui questi operano.
La formazione sar effettuata secondo le modalit che seguono e verr pianificata in apposito
documento annuale redatto dalla Direzione del Personale ed approvato dai vertici dellAZIENDA.

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6.2.1. Soggetti con funzioni amministrative, di direzione, di rappresentanza, di gestione e
controllo

I soggetti con funzioni amministrative e di rappresentanza dellAZIENDA sono formati in maniera
approfondita sugli aspetti normativi di riferimento e hanno partecipato attivamente alla stesura
del presente MODELLO. Detti soggetti provvedono al proprio continuo aggiornamento, tramite
partecipazione a workshop sulla materia e monitoraggio dellevoluzione normativa.

6.2.2. Dipendenti che operano in particolari aree di rischio

La formazione dei dipendenti che operano in particolari aree di rischio avviene attraverso
seminari, nei quali vengono trattati i seguenti argomenti:

- introduzione al DECRETO ed illustrazione del CODICE ETICO aziendale;
- illustrazione della Parte Generale del MODELLO;
- illustrazione delle Parti Speciali del MODELLO, con preciso riferimento alle singole aree di attivit
ritenute a rischio.

Lultimo punto oggetto di periodici aggiornamenti appositamente pianificati.

6.2.3. Altro personale

La formazione del personale non operante in aree di rischio dovr avvenire attraverso lo
svolgimento di un seminario, nel quale vengono trattati i seguenti argomenti:

- introduzione al DECRETO ed illustrazione del CODICE ETICO aziendale;
- illustrazione del MODELLO implementato ed attuato nellAZIENDA.


NOTA. Per i seminari di cui ai punti 6.2.2. e 6.2.3. prevista la raccolta delle firme
attestanti la presenza. La relativa documentazione viene archiviata a cura
dellUfficio del Personale e messa a disposizione dellOdV.


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6.3. INFORMATIVA AI TERZI

Ogni comportamento posto in essere dai TERZI in contrasto con i valori espressi nel CODICE ETICO e
tale da comportare il rischio di commissione di un reato sanzionato dal DECRETO potr determinare,
grazie allattivazione di opportune clausole, la risoluzione del rapporto contrattuale.
I vertici aziendali cureranno con la collaborazione dellOdV lelaborazione, laggiornamento e
linserimento nelle lettere di incarico o negli accordi di partnership di tali specifiche clausole
contrattuali che prevederanno anche leventuale richiesta di risarcimento di danni derivanti
allAZIENDA dallapplicazione da parte del giudice delle misure previste dal DECRETO.
Inoltre ai fini di unadeguata attivit di informativa, la Direzione del Personale dellAZIENDA in
stretta cooperazione con lORGANISMO DI VIGILANZA provveder a curare la diffusione del contenuto
del MODELLO e del CODICE ETICO.