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3/9/2014 Ultima Cena (Leonardo) - Cathopedia, l' enciclopedia cattolica

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Leonardo da Vinci, Ultima Cena (1494 - 1498), tempera
ed olio su muro
Cenacolo
Opera d'Arte
Stato Italia
Regione Lombardia
Regione
ecclesiastica
Lombardia
Provincia Milano
Comune
Milano
Diocesi Milano
Ubicazione
specifica
Convento di Santa Maria delle
Grazie, refettorio
Uso liturgico nessuno
Comune di
provenienza
Milano
Luogo di
provenienza
ubicazione originaria
Oggetto dipinto murale
Soggetto Ultima Cena
Datazione 1494 - 1498
Autore LEONA RDO DA VI NCI
Materia e
tecnica
tempera ed olio su muro
Misure h. 460 cm; l. 880 cm
Leonardo da Vinci, Ultima Cena (1494 - 1498), tempera
ed olio su muro
Ultima Cena (Leonardo)
Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.

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Dette queste cose, Ges si commosse profondamente e dichiar: In verit,
in verit vi dico: uno di voi mi tradir. I discepoli si guardarono gli uni gli
altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Ges
amava, si trovava a tavola al fianco di Ges. Simon Pietro gli fece un cenno
e gli disse: D, chi colui a cui si riferisce?. Ed egli reclinandosi cos sul
petto di Ges, gli disse: Signore, chi ?. Rispose allora Ges: colui per
il quale intinger un boccone e glielo dar. E intinto il boccone, lo prese e
lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone.
(Gv 13,21-26)
L'Ultima Cena un dipinto murale, realizzato tra il 1494 e il 1498, a tempera ed olio su
muro, da Leonardo da Vinci (1452 - 1519), per il refettorio del Convento di Santa Maria
delle Grazie a Milano, dove tuttora ubicata.
Indice
1 Descrizione
1.1 Tema
1.2 Soggetto
1.3 Lunette
1.4 Note stilistiche, iconografiche ed iconologiche
2 Notizie storico-critiche
Descrizione
Tema
Il tema dell'Ultima Cena di Ges con gli Apostoli a Gerusalemme, durante la celebrazione
della Pasqua ebraica, era stato trattato pi volte a Firenze, durante il XV secolo, ma
nessun artista aveva mai cambiato l'iconografia:
Ges Cristo colto nell'atto di benedire il pane ed il vino (istituzione del sacramento
dell'Eucaristia);
Apostoli lo affiancano e tutti prendono posto dalla stessa parte del tavolo (con alcune
varianti che prevedono la collocazione di due di loro sui due lati brevi);
Giuda Iscariota, unico ad occupare il secondo lato lungo del tavolo, solo di fronte a
Ges, mentre san Giovanni, cos come narrato nei Vangeli, posa il capo sul petto di
Cristo.
Si ricordano tra gli esempi pi significativi:
Ultima Cena (1448) di Andrea del Castagno nel refettorio di Sant'Apollinare;
Ultima Cena (1480) di Domenico Ghirlandaio nel refettorio d'Ognissanti.
Leonardo sconvolge e rinnova profondamente l'iconografia alla ricerca del significato pi
intimo ed emotivamente rilevante dell'episodio religioso. Infatti, l'artista scompagina ogni
consuetudine:
i dodici Apostoli sono tutti dalla stessa parte del tavolo, sei alla destra e sei alla
sinistra di Cristo;
il momento raffigurato, che si basa sul Vangelo di Giovanni, quello in cui Ges
annuncia che verr tradito da uno dei suoi Apostoli;
il pittore studi i "moti dell'animo" degli Apostoli sorpresi e sconcertati all'annuncio
dell'imminente tradimento di uno di loro.
Soggetto
La scena dell'Ultima Cena si svolge all'interno di un'ampia sala costruita con rigore
prospettico (il punto di fuga coincide con il volto di Cristo), ritmato dal soffitto a
cassettoni e dagli arazzi alle pareti: la sala dipinta riprende e continua le linee delle pareti
di quella reale, ampliandone illusionisticamente le dimensioni, l'Ultima Cena sembra tenersi nello spazio fisico del refettorio, alla presenza
dell'osservatore. Nell'ambiente compaiono:
Ges Cristo (n. 7) con le mani vicino al pane ed al vino dell'Eucaristia, non ha un'aureola ad indicarlo quale essere divino, ma solo il cielo
luminoso contro cui si staglia, un cielo chiaro che sovrasta le colline ondulate visibili al di l delle tre aperture in fondo alla sala. Ges ha appena
annunciato il tradimento di un apostolo, le sue parole si propagano da un capo all'altro del tavolo, generando angoscia, disapprovazione e
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3/9/2014 Ultima Cena (Leonardo) - Cathopedia, l' enciclopedia cattolica
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Leonardo da Vinci, Ultima Cena (part. Giuda
Iscariota, san Pietro e san Giovanni evangelista),
1494 - 1498, tempera ed olio su muro
Leonardo da Vinci, Ultima Cena (part.
San Filippo), 1494 - 1498, tempera ed
olio su muro
Leonardo da Vinci, Ultima Cena (part.
Ges Cristo), 1494 - 1498, tempera ed
olio su muro
stupore incredulo negli Apostoli che, in una sorta di moto ondoso, divergono da lui raggruppandosi a tre a tre, e in questo loro allontanarsi
isolano la figura immobile del Redentore che si erge possente ed eroica e mite allo stesso tempo, in una solitudine che sempre l'unica
compagna nei momenti difficili e cruciali della vita.
Apostoli presentati mentre si comunicano l'un l'altro la propria sorpresa sgomenta o il proprio orrore,
creando un movimento drammatico in cui risuona la rivelazione del tradimento: ogni loro movimento si
origina da Ges e su di lui di nuovo converge seguendo una serrata concatenazione ritmica dalla quale
solo Giuda Iscariota si distingue, isolato nella propria colpevole consapevolezza. Infatti, notiamo:
San Bartolomeo (n. 1) balzato in piedi e si protende verso Ges poggiando le mani sul tavolo.
San Giacomo il Minore e sant'Andrea (nn. 2 - 3) si sono alzati in piedi.
Giuda Iscariota (n. 4) con uno scatto nervoso, si gira per guardare verso Ges ed appoggia il gomito
destro sul tavolo; egli tiene con la mano destra il sacchetto delle monete e con la sinistra sta per
prendere un pezzo di pane: il gesto anticipato da Cristo per rivelare il traditore.
San Pietro (n. 5) si slancia in avanti brandendo con la mano destra un coltello (presagio del ferimento
del soldato durante la cattura di Ges) e portandosi vicino a san Giovanni evangelista (n. 6) che,
chino verso di lui, ne raccoglie la richiesta che gli viene sussurrata.
San Giacomo il Maggiore (n. 9), inorridito, con le braccia allargate sembra trattenere sia san Filippo
(n. 10), la pi dolce ed allo stesso tempo la pi patetica delle figure dipinte da Leonardo, sia san
Tommaso (n. 8), che alza il dito con fare interrogativo: questo l'indice che l'apostolo vorr infilare
nelle piaghe di Ges, dopo la Resurrezione.
San Matteo, san Giuda Taddeo e san Simone lo Zelota (nn. 11 - 13) discutono fra loro concludendo
e spegnendo la violenza dei sentimenti accesi dalle parole di Cristo e manifestatisi a partire da
sinistra, col gesto prepotente di san Bartolomeo (n. 1).
Nel dipinto ogni particolare curato con minuziosa attenzione e perfino gli oggetti e le pietanze presenti
sulla mensa sembrano partecipare all'intenso pathos della scena: coltelli, piatti, brocche e pani equilibrano
i movimenti convulsi degli Apostoli.
Lunette
Sopra l'Ultima Cena si trovano, oltre una cornice baccellata, tre lunette, dipinte a secco, riportate alla
luce solo nel 1854, che accolgono entro ghirlande di frutta, fiori e foglie, su sfondo rosso gli stemmi di
Ludovico il Moro (al centro), della moglie Beatrice d'Este (1475 - 1497) e dei loro due figli, Ercole
Massimiliano (1493 - 1530) e Francesco (1495 - 1535), rispettivamente conti di Pavia e di Bari.
Note stilistiche, iconografiche ed iconologiche
Nel dipinto si evidenzia in particolare:
Il Cenacolo, non solo solo un capolavoro d'arte, ma una vera e propria testimonianza di fede vissuta, il
cui senso legato al fatto che l'artista lo realizz in un refettorio: infatti, la cena di Cristo
rappresentata nel luogo dove un tempo la comunit consacrata mangiava, dove per la condivisione dei
pasti si riunivano quei cristiani, i frati, formalmente impegnati a seguirlo con un vincolo che coinvolgeva
tutta la loro vita nei suoi pi diversi aspetti.
Leonardo deriva la composizione della figura di Ges Cristo da tre fonti iconografiche:
l'immagine bizantina del Pantokrator, il re giudice ed eterno sacerdote vestito del cielo e della terra,
con le braccia estese per accogliere o respingere in virt del mistero della sua passione;
l'immagine del Legislator comune nell'arte paleocristiana e medievale: il Signore che allarga le braccia
per trasmettere il rotolo o il libro del suo Vangelo ai credenti: tra temi discussi alla cena, c'erano
infatti quelli del "regno" e della "nuova legge" dell'Amore;
l'immagine del Vir dolorum con le braccia estese e la testa inclinata in segno di tristezza o di morte,
in cui Ges, deposto dalla croce, rappresentato eretto con evidenti piaghe sul proprio Corpo.
Notizie storico-critiche
3/9/2014 Ultima Cena (Leonardo) - Cathopedia, l' enciclopedia cattolica
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Leonardo da Vinci, Ultima Cena (part.
Ghirlanda con frutta), 1494 - 1498,
tempera ed olio su muro
Da tempo il duca Ludovico Maria Sforza detto il Moro (1452 - 1508) aveva avviato nel Convento di Santa Maria delle Grazie a Milano dei lavori di
costruzione ed abbellimento, soprattutto nella chiesa che aveva destinato a mausoleo per la propria famiglia, e nel 1494 egli commission a
Leonardo da Vinci l'esecuzione dell'Ultima Cena per il refettorio del Convento domenicano, che fu portato
a compimento sicuramente entro il 1498, quando lo descrive il matematico Luca Pacioli (1445 ca. - 1517)
nella lettera dedicatoria, scritta allo stesso Ludovico il Moro, del suo trattato De Divina Proportione.
La fama di quest'opera fu immediata, anche se la sua esistenza materiale apparve quasi subito
compromessa: un documento del 1517 infatti, riferisce che esso cominciava gi a deteriorarsi e Giorgio
Vasari che lo vide nel 1568, scrisse addirittura: "Tanto mal condotto che non vi si scorge pi se non una
macchia abbagliata"
[1]
. Le pessime condizioni di conservazione sono dovute in gran parte alla tecnica
usata da Leonardo, il quale poco incline alla rigidit dell'affresco, prefer sperimentare una sorta di tecnica
su tavola adattata al muro.
Nel corso dei secoli, il Cenacolo fu sottoposto a vari interventi di ridipintura, dal 1977 al 1999 stato
oggetto di un radicale e straordinario restauro che:
ha eliminato le sovrapposizioni di colore non originali, rendendo i suoi cangiantismi, il valore plastico e i
toni chiaroscurali;
ha consolidato il colore originario rivelando (pur nella perdita irreparabile di molte parti) una delicatezza
esecutiva ed una luminosit inaspettata.
Note
1. GIORGIO VASARI, Vite de' pi eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri (1568)
Bibliografia
CA RLO BERTELLI et. al., Storia dell'Arte Italiana, volume 2, Electa - Bruno Mondadori Editore, Firenze 1991, pp. 25 - 27
GI ORGI O CRI CCO et. al., Itinerario nell'arte, volume 2, Zanichelli Editore, Bologna 1999, pp. 388 389
ENRI CA CRI SPI NO, Leonardo, Giunti Editore, Firenze 2007, pp. 83 - 88 ISBN 9788809052970
FRA NCESCA DEBOLI NI , Leonardo. Un uomo universale agli estremi confini della mente e dell'arte, Leonardo Arte Editore, Milano 1998, pp. 58
- 59 ISBN 9788878139629
MI LENA MA GNA NO, Leonardo, Mondadori-Electa Editore, Milano 2007, pp. 90 - 101
PI ETRO C. MA RA NI , Leonardo, Mondadori-Electa Editore, Milano 2006, pp. 130 - 187
EMMA MURA CCHI OLI , Il Rinascimento in Italia: Leonardo, Michelangelo,Raffaello: l'arte si misura con il divino, col. "La Bellezza di Dio. L'Arte
ispirata dal Cristianesimo", Edizioni San Paolo, Palazzolo sull'Oglio (BS) 2003, pp. 16 21
ROLF TOMA N, Arte italiana del Rinascimento, Konemann Editore, Colonia 1999, pp. 372 - 373 ISBN 3829020406
TI MOTHY VERDON, La bellezza nella Parola. L'arte a commento delle letture festive. Anno B, Edizioni San Paolo, Milano 2008, pp. 110 - 113
ISBN 9788821566134
STEFA NO ZUFFI , Episodi e personaggi del Vangelo, Mondadori Electa Editore, Milano 2002, pp. 258 - 259 ISBN 9788843582594
Voci correlate
Arcidiocesi di Milano
Cenacolo
Leonardo da Vinci
Ultima Cena
Collegamenti esterni
Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri" (http://fe.fondazionezeri.unibo.it/catalogo/scheda.jsp?
decorator=layout&apply=true&tipo_scheda=OA&id=34431&titolo=Leonardo+da+Vinci%0a%09%09%09%0a%09%09+++++%2c+Ultima+Cena)
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Ges Cristo Apostoli
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