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LOSSERVATORE ROMANO
POLITICO RELIGIOSO

GIORNALE QUOTIDIANO

Non praevalebunt

Unicuique suum
Anno CLIV n. 148 (46.690)

Citt del Vaticano

mercoled 2 luglio 2014

Al vaglio iniziative politiche mentre continuano gli sbarchi

Iniziata marted mattina la quinta riunione

La questione migratoria
priorit europea

Il Papa
con il Consiglio di cardinali

STRASBURGO, 1. Una politica europea pi umana sulla questione


delle migrazioni come priorit del
Parlamento europeo stata indicata
oggi dal suo presidente, il socialista
Martin Schulz, rieletto dallAssemblea di Strasburgo nellincarico gi
ricoperto nella scorsa legislatura. Ieri, dopo le nuove morti di migranti
in Mediterraneo, la commissaria
uscente agli Affari interni, Cecilia
Malmstrm, aveva dichiarato che
lEuropa sta cercando il modo di aumentare il contributo comunitario
allimpegno dellItalia per gestire
laumento
dei
flussi
migratori
nellambito delle risorse disponibili. Ma la questione migratoria, come emerge anche dalle parole di
Schulz, non riconducibile al solo
versante finanziario, sia pure importante. In essa sintrecciano molteplici
aspetti, dai soccorsi alle migliaia di
migranti e profughi in cerca di
scampo da guerre e fame, alla lotta
alle organizzazioni criminali che li
sfruttano, ai timori sul piano sanitario, fino alle politiche di cooperazione con i Paesi di provenienza.
Su tutti questi aspetti non mancano polemiche. Il Governo italiano,

impegnato nelloperazione Mare Nostrum che ha salvato oltre sessantamila persone dallinizio dellanno,
ma che viene contestata da alcune
forze politiche, tornato ieri a denunciare, con il ministro dellInterno
Angelino Alfano, lassenza dei partner continentali. Del superamento
di questa condizione il presidente
del Consiglio dei ministri, Matteo
Renzi, promette di fare un punto
cruciale del semestre di presidenza
di turno italiana dellUnione euro-

pea, che inizia oggi. Da parte sua, il


sottosegretario alle Politiche europee, Sandro Gozi, ha detto che i capi di Stato e di Governo dellUnione, designando Jean-Claude Juncker
come prossimo presidente della
Commissione europea, lo hanno gi
impegnato politicamente a mettere
limmigrazione come grande priorit
dei cinque anni di legislatura.
Stanno intanto raggiungendo i
porti italiani le navi che nel fine settimana hanno soccorso e imbarcato

La Chiesa dopo lennesima tragedia


nel Mediterraneo

Servono
umanit e democrazia
Migranti a bordo della nave Chimera (Afp)

PAGINA 7

oltre cinquemila profughi e migranti.


A Pozzallo, nel ragusano, atteso
larrivo della fregata Grecale che sta
trainando il peschereccio nel quale
sono stati trovati i corpi di trenta
persone, tutte subsahariane, allapparenza morte per asfissia. Sempre a
Pozzallo la polizia ha fermato due
presunti scafisti libici.
Ieri era stata comunicata la scoperta di unorganizzazione di trafficanti, in prevalenza eritrei, etiopi e
sudanesi, responsabile, tra laltro, del
viaggio finito il 3 ottobre dellanno
scorso con il naufragio davanti a
Lampedusa nel quale morirono 366
profughi, soprattutto eritrei. Loperazione di polizia ha portato a nove
arresti di persone rintracciate nelle
province di Agrigento, Catania, Milano, Roma e Torino. Le indagini
hanno consentito di ricostruire le
rotte e le tappe di questi viaggi segnati da sfruttamento e violenze.
Lo stato febbrile di uno dei migranti salvati nel fine settimana a
bordo della nave Orione aveva provocato ieri un allarme sanitario. Si
erano diffuse voci su un contagio di
malaria e persino di vaiolo o di ebola, la terribile febbre emorragica della quale in atto unepidemia in
Africa occidentale. Stamani, il ministero della Salute ha comunicato che
luomo ha la varicella, come accertato nellIstituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma,
dove il paziente stato trasferito
dallOrione con un elicottero. Un
comunicato specifica che non sono
pi necessarie le misure di quarantena adottate ieri.

Unimmagine della riunione del dicembre 2013

Ha avuto inizio questa mattina,


marted 1 luglio, la quinta riunione
di Papa Francesco con il Consiglio
di cardinali, voluto dallo stesso
Pontefice per aiutarlo nel governo
della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della
Costituzione Apostolica Pastor bo-

nus sulla Curia Romana. I lavori


proseguiranno fino a venerd 4 luglio.
I precedenti incontri del Consiglio hanno avuto luogo nei giorni:
1-3 ottobre 2013, 3-5 dicembre 2013,
17-19 febbraio 2014 e 28-30 aprile
2014.

Messaggio alla conferenza sulle mine antipersona

Il ricorso alle armi una sconfitta per tutti


PAGINA 8

Massiccia operazione israeliana su Gaza dopo il ritrovamento dei cadaveri dei tre studenti rapiti il 12 giugno

Obiettivo Hamas
Unito al dolore inenarrabile delle famiglie il Pontefice ammonisce che la violenza chiama altra violenza
TEL AVIV, 1. Raid aerei su 34 obiettivi collegati ad Hamas e alla Jihad
islamica. iniziata questa notte, secondo i quotidiani Haaretz e
The Jerusalem Post, una massiccia
offensiva israeliana su Gaza, poche
ore dopo il ritrovamento dei corpi
senza vita dei tre studenti di una
scuola rabbinica sequestrati in Cisgiordania il 12 giugno scorso. Hamas responsabile, Hamas pagher
ha detto il premier israeliano, Benja-

min Netanyahu, puntando il dito


contro il movimento che controlla la
Striscia di Gaza.
La notizia delluccisione dei tre
giovani israeliani scomparsi una
notizia terribile e drammatica ha
dichiarato il direttore della Sala
stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi. Lassassinio di
persone innocenti sempre un crimine esecrabile, e un gravissimo
ostacolo sul cammino verso quella

Oggi il mensile donne chiesa mondo

La scelta della solitudine

pace per la quale dobbiamo instancabilmente continuare a impegnarci


e a pregare. La violenza ha aggiunto chiama altra violenza e
alimenta il circolo mortale dellodio.
Papa Francesco si unisce al dolore
inenarrabile delle famiglie colpite da
questa violenza omicida e al dolore
di tutte le persone colpite dalle conseguenze dellodio, e chiede a Dio
di ispirare a tutti pensieri di compassione e di pace.
Dopo 18 giorni di ricerche a tappeto, la morte di cinque palestinesi e
larresto di altri quattrocento, ieri
lesercito israeliano ha trovato i cadaveri di Eyal Yifrah (19 anni), Gilad Shaar (16) e Naftali Fraenkel
(16) nei pressi del villaggio di Halhul vicino a Hebron in Cisgiordania. Il ritrovamento ha suscitato vivissima emozione in tutto Israele.
Quella che era sembrata allinizio
una spaccatura allinterno dellEsecutivo israeliano tra quelli pi
propensi per una reazione limitata e
quelli che invece auspicavano una

vasta offensiva si poi andata risolvendo. Il capo di stato maggiore,


Benny Gantz, ha fatto sapere che
migliaia di soldati e di agenti sono
mobilitati contro Hamas.
Washington, nel frattempo, ha
condannato lassassinio dei tre studenti. Il presidente degli Stati Uniti,

Barack Obama, ha reagito subito definendo l'uccisione un insensato atto di terrore. Dal canto suo, Hamas
nega qualsiasi responsabilit. Continua, intanto, la caccia ai presunti responsabili del sequestro. Subito dopo il ritrovamento dei corpi stato
convocato il Gabinetto di sicurezza

per stabilire le misure da prendere:


immediata la decisione di demolire
le case di alcuni palestinesi, ritenuti
presunti responsabili. Questa mattina, vicino al confine con Israele nel
sud della Striscia di Gaza sono stati
feriti almeno quattro palestinesi,
mentre un altro stato ucciso nel
nord di Jenin, citt della Cisgiordania. Un portavoce militare di Tel
Aviv ha affermato che, nel secondo
caso, si trattava di un membro di
Hamas che aveva cercato di fare
esplodere una bomba. Lagenzia palestinese Wafa afferma che la vittima
stava portando cibo alla famiglia.

A colloquio con padre Vincenzo Bondo


in Corea con poveri e senza tetto

Benvenuti
nella Casa di Anna
Candele accese a Tel Aviv per ricordare gli studenti sequestrati e uccisi (Ansa)

CRISTIAN MARTINI GRIMALDI

A PAGINA

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha nominato Osservatore Permanente della Santa
Sede presso lO rganizzazione
delle Nazioni Unite Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor
Bernardito C. Auza, Arcivescovo
titolare di Suacia, finora Nunzio
Apostolico in Haiti.

Dipinto sul soffitto della chiesa Debre Berhan Selassie a Gondar, in Etiopia (foto Gerster)
IN

ALLEGATO

Il Santo Padre ha nominato


Consultori del Pontificio Consiglio della Cultura i Reverendi
Padri: Paul Br, S.I., Professore
di Sacra Scrittura presso lIstituto Teologico della Compagnia di
Ges in Abidjan (Costa dAvo-

rio); Pablo dOrs, C.M.F., Direttore del Laboratorio di Scrittura


Teatrale dellUniversit di Madrid (Spagna); Kevin Fitzgerald,
S.I., Docente di Bioetica presso
lUniversit di Georgetown (Stati
Uniti dAmerica); il Reverendo
Fernando Ortega, Decano della
Facolt di Teologia presso la
Pontificia Universit Cattolica di
Buenos Aires (Argentina); gli Illustrissimi Signori: Professor Edward Alam (Stati Uniti dAmerica), Docente di Filosofia e Teologia presso la Notre Dame
University in Louaze (Libano);
Professor Ralf van Bhren (Re-

pubblica Federale di Germania),


Docente di Arte cristiana e Architettura sacra presso la Facolt
di Comunicazione Sociale Istituzionale della Pontificia Universit della Santa Croce in Roma;
Professor Glenn Chatelier, Direttore dellUfficio per gli Affari Internazionali presso la Assumption University in Bangkok
(Thailandia); Edio Costantini,
Direttore del Centro Studi Nazionale Luigi Gedda del Centro Sportivo Italiano - CSI (Italia); Professor Ivano Dionigi,
Magnifico Rettore dellUniversit di Bologna e Presidente della

Pontificia Accademia Latinitatis (Italia); Dottor Joachim Hake, Direttore della Katholische
Akademie di Berlino (Repubblica Federale di Germania);
Dottoressa Choe Hyondok (Corea), Coordinatrice della Ctedra de Estudios de Corea y del
Este Asitico presso lUniversit
del Costa Rica; Dottoressa Marguerite Lna, Docente di Filosofia presso il Collge des Bernardins di Parigi (Francia); Professor Piotr Pasterczyk, Docente di
Storia della Cultura presso lUniversit Cattolica di Lublino (Polonia).

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pagina 2

mercoled 2 luglio 2014

Riprese le operazioni militari contro i filo-russi nellest

Al via il semestre di presidenza

Non prorogata la tregua in Ucraina

LItalia
e le sfide dellEuropa

KIEV, 1. Il presidente ucraino, Petro


Poroshenko, ha annunciato nella
notte la decisione di non prorogare
il cessate il fuoco unilaterale. Attaccheremo i separatisti che controllano
da oltre due mesi gran parte delle
regioni di Donetsk e Lugansk ha
affermato stamane il capo dello Stato in un discorso alla Nazione. Ma
ha sottolineato il nostro piano
di pace, in quanto strategia per
lUcraina e il Donbass, resta in vigore. Kiev si detta comunque disposta a tornare al regime del cessate
il fuoco in qualunque momento, se
ha precisato il presidente verr
constatato che tutte le parti si adopereranno per attuare i punti essenziali del piano di pace. La tregua,
inizialmente proclamata per una settimana dallo stesso Poroshenko il 20
giugno scorso, era poi stata prorogata di altre 72 ore. La scadenza di ieri
sera, scattata alle 22 ora locale,
praticamente passata sotto silenzio,
mentre si protraeva una riunione di
emergenza, presieduta sempre da
Poroshenko, del Consiglio nazionale
per la sicurezza e la difesa.
La replica da Mosca non si fatta
attendere. Il presidente della Duma
(la Camera bassa del Parlamento),
Serghiei Narishkin, citato dallagenzia Itar-Tass, ha detto che in Ucraina c bisogno di una tregua vera e
non apparente, per rendere possibile un dialogo tra il Governo di Kiev
e i separatisti. intervenuto anche
il ministero degli Esteri, affermando
la necessit di promuovere una riunione urgente del gruppo di contat-

di LUCA M. POSSATI

Manifestanti a Kiev chiedono la fine dei combattimenti (La Presse/Ap)

to Kiev-Mosca-Osce-separatisti per
risolvere la crisi e attuare gli accordi
raggiunti che non hanno avuto effetto si legge in una nota del ministero ripresa dallItar-Tass a causa della posizione di Kiev.
Lannuncio della fine del cessate il
fuoco arrivato qualche ora dopo

Il premier albanese annuncia una visita in Serbia

Nuovo corso nelle relazioni


tra Tirana e Belgrado

Barroso durante il discorso al Parlamento di Tirana (Ansa)

TIRANA, 1. Il premier albanese, Edi


Rama, ha annunciato una prossima
visita a Belgrado, la prima di un
capo di Governo di Tirana dal
1946. Questa visita sar un nuovo
passo nelle relazioni regionali, attraverso la normalizzazione dei
rapporti fra Serbia e Albania ha
precisato Rama a margine di una
conferenza stampa con il presidente uscente della Commissione europea, Jos Manuel Duro Barroso,
ieri a Tirana proveniente da Belgrado. Rama non ha ancora precisato quando si recher in Serbia.
Le relazioni diplomatiche fra
lAlbania e la Serbia sono sempre
state condizionate dalla delicata
questione del Kosovo. Ma recentemente, grazie alla mediazione di
Bruxelles, il Governo di Tirana ha
avviato un dialogo diretto con le
autorit di Belgrado. Noi abbiamo la volont di assumere un nuovo ruolo nella regione e di promuovere la collaborazione, perch
lUe sia consapevole che i Balcani
hanno bisogno dellEuropa, quanto
lEuropa stessa ha bisogno dei Balcani ha ribadito Rama. Noi ha
ribadito Duro Barroso accogliamo con favore questincontro che
pi che simbolico, perch cento
anni fa, in questa regione, scattata la prima guerra mondiale. Il
fatto che adesso ci sia la pace, nonostante la necessit del suo con-

solidamento, un risultato magnifico ha concluso il presidente


uscente della Commissione europea. Venerd scorso, lAlbania ha
ottenuto dal Consiglio europeo lo
status di Paese candidato allUe.

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una conversazione telefonica a quattro fra Poroshenko, i presidenti russo e francese, Vladimir Putin e
Franois Hollande, e il cancelliere
tedesco, Angela Merkel, nella quale
si pi volte cercato di spingere
Kiev a prorogare il cessate il fuoco.
Secondo Poroshenko, non sono stati

In stato di fermo
lex presidente
francese
Nicolas Sarkozy
PARIGI, 1. Lex capo dello Stato
francese Nicolas Sarkozy si trova
in stato di fermo nellambito delle
indagini su una vicenda di intercettazioni con laccusa di concussione e violazione del segreto
istruttorio. la prima volta che
in Francia, nei confronti di un ex
presidente della Repubblica, protetto dallimmunit fin quando
in carica, viene disposto dalla magistratura lo stato di fermo.
Sarkozy, convocato allalba dai
giudici dellanticorruzione, arrivato a Nanterre, periferia di Parigi, con unauto dai vetri oscurati.
Durante linterrogatorio sulla vicenda della fuga di notizie sul
provvedimento di intercettazione
nei suoi confronti, nellambito di
presunti finanziamenti illeciti libici alla sua campagna presidenziale del 2007, i magistrati hanno
deciso di procedere con lo stato
di fermo. La giustizia indaga
ha commentato il portavoce del
Governo, Stephane Le Foll e
deve andare fino in fondo:
Nicolas Sarkozy un cittadino
come gli altri davanti alla legge.

Confronto
a Bruxelles
sul clima

Schulz rieletto
presidente
del Parlamento Ue

BRUXELLES, 1. Hanno preso il


via a Bruxelles i negoziati sul
pacchetto clima-energia per il
2030, con un nuovo aspetto in
via di definizione: il target
sullefficienza energetica. Cruciale inoltre la questione del taglio delle emissioni nocive: Germania, Belgio, Danimarca, Grecia, Irlanda, Lussemburgo e
Portogallo hanno inviato una
lettera alla Commissione definendo cruciale un impegno politico in questa direzione. Di
tuttaltro avviso, la Gran Bretagna, che non ritiene necessari altri vincoli oltre a quello sulla riduzione di anidride carbonica.

BRUXELLES, 1. Il socialdemocratico tedesco, Martin Schulz, stato


eletto oggi presidente del Parlamento europeo, nella prima sessione della nuova Assemblea dopo le elezioni tenutesi a maggio.
Schulz stato eletto al primo
scrutinio con 409 voti degli eurodeputati, ben superiori alla maggioranza necessaria. Il voto avvenuto a scrutinio segreto. la
seconda volta che Schulz ricopre
lincarico di presidente del Parlamento Ue. La carriera politica di
Schulz si svolta interamente
allinterno del Partito socialdemocratico tedesco, cui si iscrisse a diciannove anni nel 1974.

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

Carlo Di Cicco
vicedirettore

Piero Di Domenicantonio

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va


Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va
Servizio culturale: cultura@ossrom.va
Servizio religioso: religione@ossrom.va

caporedattore

Gaetano Vallini

segretario di redazione

Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998


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rispettati alcuni punti concordati nei


precedenti colloqui telefonici.
Il mancato prolungamento della
tregua ha avuto come immediata
conseguenza la ripresa delloperazione militare contro i miliziani separatisti dellest del Paese. Intensi combattimenti sono infatti segnalati nelle localit di Marinka e Karlovka, vicino a Donetsk, capitale dellomonima regione sud-orientale ucraina,
citt che conta quasi un milione di
abitanti ed controllata dai filo-russi
da ormai pi di due mesi, e a
Kramatorsk, dove ci sarebbero sette
morti. Spari sono inoltre stati registrati allaeroporto di Donetsk.
E nonostante la crisi, le esportazioni di metano russo verso lEuropa
sono in aumento. Nel primo semestre di questanno sono infatti salite
a 82,88 miliardi di metri cubi, il 2,8
per cento in pi rispetto allo stesso
periodo del 2013. Lo sostiene lamministratore delegato del gigante
russo del gas Gazprom, Alexiei
Miller, in un comunicato ufficiale.

Non parler a braccio, come di


consueto, ma user un discorso
scritto. Per la prima volta. una
partita decisiva quella che attende
il presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi che domani a
Strasburgo presenter al nuovo
Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria, il programma del
suo Governo per il semestre della
presidenza italiana dellUe.
La partita decisiva perch il
presidente del Consiglio, forte del
successo elettorale del Partito democratico alle ultime elezioni europee, chiamato a dare risposte
concrete in un momento delicatissimo, soprattutto per la tenuta di
quel che egli stesso ha chiamato il
sogno degli Stati Uniti dEuropa,
avuto da quella generazione che
nelle macerie del dopoguerra inizi
la creazione di un nuovo soggetto.
I dossier sul tavolo sono tanti.
Leconomia, anzitutto. Nelle conclusioni dellultimo Consiglio Ue
del 26 e 27 giugno i leader hanno
approvato il principio del miglior
uso della flessibilit nellapplicazione delle norme del patto di stabilit, tra le quali, ad esempio, il
tetto del tre per cento del deficit in
rapporto al pil (prodotto interno
lordo). Difficile dire, per, quanto
e in che termini questa flessibilit
avr un impatto sulleconomia reale, e soprattutto sullabbattimento
del debito pubblico di molti Paesi.
Quali saranno i margini di manovra? A chi spetter decidere in relazione alle diverse situazioni nazionali? AllEuropa o ai singoli Governi? La flessibilit sar legata a
unagenda di riforme? E quale sar
il ruolo della Bce? A queste domande lItalia non potr non rispondere. Sar infatti la prima presidenza Ue chiamata a interpretare
un allentamento del patto di stabilit, mettendo in pratica quellEuropa a pi velocit evocata nei
giorni scorsi dal cancelliere tedesco, Angela Merkel, quale inevita-

Allo scopo di rispondere agli attacchi speculativi

Linea di credito
per le banche bulgare
SOFIA, 1. LUnione europea ha accolto la richiesta della Bulgaria, approvando una linea di credito da 3,3
miliardi di lev (1,6 miliardi di euro)
a supporto delle banche del Paese,
sottoposte a un attacco speculativo.
Lo ha reso noto lufficio della Commissione europea a Sofia.
In un comunicato, si afferma che
il sistema bancario in Bulgaria
ben capitalizzato e dispone di alti
livelli di liquidit rispetto ai sistemi
bancari di altri Paesi dellUe.
Alla linea di credito comunitaria
si ricorso per non permettere la
destabilizzazione del sistema bancario, dopo che nei giorni scorsi sono
stati diffusi messaggi anonimi via
internet e sms, secondo i quali la
terza banca per grandezza in Bulga-

ria, la First Investment Bank (Fib),


verserebbe in gravi difficolt finanziarie, avviandosi verso un vero e
proprio crack.
Tali notizie hanno provocato il
panico tra i bulgari, che hanno letteralmente preso dassalto le filiali
della Fib per ritirare i propri depositi. Una settimana fa, una situazione analoga si era registrata con
unaltra banca, la Corporate commercial bank. Dopo che la Banca
centrale bulgara si appellata alle
autorit
competenti,
chiedendo
ladozione di tutte le misure necessarie nei confronti dei divulgatori
anonimi di queste speculazioni e
voci malintenzionate, il servizio per
la sicurezza nazionale ha gi effettuato sei arresti.

Clienti in fila agli sportelli della First Investment Bank (Afp)

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bile veicolo di crescita e di rilancio


del mercato del lavoro.
Ed infatti loccupazione il secondo dossier sul tavolo di Renzi.
Com prevedibile, lItalia cercher
di rafforzare soprattutto lo strumento della Garanzia giovani, il
progetto Ue che prevede finanziamenti ai Paesi membri il cui tasso
di disoccupazione giovanile supera
il 25 per cento. E tuttavia, anche
questa sfida si presenta molto pi
complessa del previsto: stando
allultimo rapporto dellO rganizzazione mondiale del lavoro, mancano ancora sei milioni di posti di lavoro per tornare alla situazione
pre-crisi. Nel febbraio 2013 oltre
ventisei milioni di persone in Europa erano disoccupate: dieci milioni
in pi rispetto al 2008. Ad aprile
2014, stando ai dati Eurostat, la disoccupazione giovanile ha toccato
il tasso del 23,5 per cento. Tutto
questo senza contare come sottolineano da tempo gli esperti che
un impegno serio sulle politiche
del lavoro implica un impegno altrettanto serio su tutta una serie di
altre questioni chiave come la mobilit transnazionale, la riforma dei
sistemi dellistruzione, gli investimenti nella ricerca e nella formazione.
Il terzo fronte critico quello
dellimmigrazione: lItalia, qui, si
trova in prima linea. Nello scorso
fine settimana le navi della Marina
militare hanno prestato soccorso a
oltre cinquemila migranti. Continuando il lavoro della presidenza
greca, Roma punta a dare vita a
una vera politica comune europea
per la gestione dei flussi in modo
da creare unequa ripartizione degli
oneri fra i Paesi pi esposti alla
pressione migratoria e gli altri Stati
membri. Una gestione unitaria e
condivisa che passi attraverso
linternazionalizzazione degli interventi di accoglienza e il rafforzamento di Frontex, lagenzia che
si occupa della gestione delle frontiere esterne della Ue. Si tratta per, anche in questo caso, di aprire
un confronto durissimo: finora
lazione di Frontex sempre stata
diretta principalmente verso lEst
Europa, e non verso il Mediterraneo, segno della preponderanza
degli interessi dei membri Ue economicamente pi influenti, come la
Francia, la Germania e la Gran
Bretagna.
La politica estera, infine. La crisi
ucraina ha portato allo scoperto
tutta la cronica debolezza diplomatica europea, soprattutto nei confronti dellintraprendenza politica
di un leader come il presidente russo, Vladimir Putin. E in questo caso, tale debolezza appare ancor pi
marcata se si pensa alle trattative
sui rifornimenti di gas, punto cruciale nelle strategie di Mosca: ogni
Paese Ue sembra convinto che solo
negoziati bilaterali con la Russia
possono dare accordi pi favorevoli. Bruxelles rischia cos di restare
vittima di un nuovo conflitto energetico, pi che di unimprobabile
versione aggiornata della guerra
fredda.
Laltro nodo riguarda i rapporti
con la Gran Bretagna: la spaccatura sulla nomina di Jean-Claude
Juncker alla presidenza della
Commissione, con lopposizione
netta del premier David Cameron e
infine il ricorso al voto, per la prima volta nella storia dellUe, stata lennesima conferma del passaggio difficile che i rapporti tra Londra e Bruxelles stanno attraversando. La linea di Cameron e i suoi
sembra per gi tracciata: la permanenza in Europa devessere decisa dai cittadini britannici con un
referendum.
Tanti, difficili dossier, dunque.
Troppi, forse, per una sola presidenza. Troppi per unEuropa che,
dopo londata di euroscetticismo
alle ultime consultazioni continentali, ha bisogno anzitutto di nuove
idee e di progetti ambiziosi di lungo respiro. Insomma, di una nuova
politica che sappia restituire fiducia
in una visione comune.

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mercoled 2 luglio 2014

Sintensifica
in Siria
il conflitto
tra islamisti
DAMASCO, 1. Il conflitto siriano
vede in queste ore unintensificazione degli scontri tra gruppi ribelli, in particolare islamisti, su
diversi fronti. La televisione di
Stato ha riferito di almeno 14
morti e oltre cinquanta feriti in
un attacco a colpi di mortaio nella provincia di Idlib, nel nordovest, attribuendone la responsabilit a terroristi, espressione con
la quale la stampa governativa definisce comunque tutte le formazioni ribelli, di qualsiasi matrice.
Sostanzialmente uguale il bilancio fornito dallOsservatorio siriano per i diritti umani (Ondus),
lorganizzazione con sede a Londra considerata espressione dellopposizione in esilio, che parla
di quindici morti, precisando che
tra loro ci sono donne e bambini.
Secondo lOndus, lattacco stato sferrato dal gruppo islamista
Jund Al Aqsa, che di recente
aveva minacciato di colpire le
aree di Idlib sotto il controllo
delle forze del Governo del presidente Bashar Al Assad.
Poche ore prima erano stati segnalati combattimenti alla periferia di Damasco, a Hamuriye e
Mliha, rispettivamente a est e a
sud della capitale siriana, tra miliziani dello Stato islamico dellIraq e del Levante, che di recente, dopo loffensiva in Iraq, ha
cambiato il proprio nome in Stato
islamico, e altre formazioni di insorti ribelli.
Sempre
secondo
lO ndus,
dallinizio dellanno almeno settemila persone, compresi centinaia
di civili, sono state uccise in scontri tra le milizie islamiste che si
combattono in Siria.

Le perduranti violenze hanno causato pi di duemila morti

Giugno di sangue in Iraq

Poliziotti iracheni sul luogo di un attentato a Mossul (Ansa)

BAGHDAD, 1. Un bilancio di vittime cos pesante


in Iraq non si registrava dal maggio del 2007: a
giugno, infatti, a causa delle perduranti violenze
legate alloffensiva dei miliziani dello Stato islamico (Is), i morti sono stati pi di duemila. Secondo le stime fornite dai ministeri dellInterno, della
Difesa e della Sanit, le vittime sono in gran parte civili. E, come rilevano gli analisti, alla luce
della progressiva avanzata dei qaedisti, si teme
che anche luglio possa risultare un mese cruento.
Ieri, intanto, il presidente statunitense, Barack
Obama, ha disposto linvio di altri trecento soldati, appoggiati da elicotteri e droni, per aumentare

Bombe esplodono davanti al palazzo presidenziale

Attentati
in Egitto
IL CAIRO, 1. Il primo anniversario,
ieri, delle grandi manifestazioni che
in Egitto portarono alla destituzione del presidente islamista,
Mohammed Mursi, sono state contraddistinte da quattro ordigni
piazzati davanti al palazzo presidenziale del Cairo: nel tentativo di
disinnescarli, due ufficiali del corpo degli artificieri sono morti. Le
esplosioni, che fanno seguito ad altri gravi attentati dinamitardi com-

Accolto il ricorso
per la diga
sul fiume Mekong
BANGKOK, 1. La Corte suprema
amministrativa della Thailandia
ha accettato di esaminare una
causa intentata dagli abitanti di
alcuni villaggi contro la decisione di Bangkok di acquistare
energia dalla mega-diga di
Xayaburi, sul fiume Mekong, in
costruzione nel vicino Laos, giudicata dagli esperti una minaccia allambiente e alla sicurezza
alimentare nella regione.
Il caso non avr impatto diretto sulla scelta del Governo
del Laos di andare avanti con il
progetto della diga. Ma una decisione del tribunale che mettesse in discussione la validit di
un contratto di acquisto firmato
tra lAutorit dellelettricit thailandese e la societ di produzione energetica di Xayaburi farebbe venire meno parte dei 3,5 miliardi di dollari previsti per la
realizzazione dellimpianto. La
diga, dal costo di quasi tre miliardi di euro, la prima di una
serie di undici impianti sul corso
del fiume Mekong in suolo laotiano destinati dicono gli osservatori a danneggiare fortemente sia la vita del fiume sia le
condizioni di sopravvivenza di
una popolazione valutata attorno ai sessanta milioni di persone.

pagina 3

piuti la settimana scorsa, hanno alzato il livello della tensione.


In questo clima, il nuovo presidente Abdel Fattah El Sissi in
un discorso televisivo alla Nazione,
in cui ha sottolineato che un anno
fa i militari, appoggiati dal popolo,
hanno riunificato il Paese ha
garantito che lo Stato vendicher
le vittime degli attentati in maniera
giusta e rapida. Le vittime sono
un colonnello e un maggiore degli
artificieri, che stavano disinnescando due ordigni piazzati a poca distanza luno dallaltro davanti al
palazzo presidenziale Etehadiya,
dove El Sissi lavora, nel quartiere
nord-orientale della capitale.
Tra i feriti, che secondo il ministero della Salute sono tredici, alcuni gravi, spiccano un generale
capo del dipartimento degli artificieri e un capitano. Una terza
bomba stata disinnescata, mentre
una quarta, secondo fonti della sicurezza, esplosa senza causare
vittime.

la sicurezza presso lambasciata americana e allaeroporto internazionale di Baghdad. Sempre ieri il


portavoce del dipartimento di Stato americano,
Jen Psaki, ha affermato che per gli Stati Uniti
priva di qualsiasi significato la creazione, da
parte dei miliziani, di un califfato islamico. Si
tratta di uniniziativa, ha detto Psaki, che dimostra la volont dei miliziani di controllare le popolazioni attraverso la paura.
Sul piano militare, nel frattempo, si segnala che
lesercito iracheno sta avanzando, sebbene con fatica, nel tentativo di riprendere Tikrit, citt chiave
a nord di Baghdad conquistata tre settimane fa

Per la prima volta


uno sciita
ministro
in Arabia Saudita
RIAD, 1. Per la prima volta nella
storia delArabia Saudita uno sciita stato nominato ministro. Si
tratta, secondo quanto riferito
dallemittente
televisiva
Al
Arabya, di Muhammmad ben Faysal Abusaq, designato dal re Abdallah alla guida del Ministero
incaricato dei rapporti con la
Shura, una sorta di Parlamento
con soli poteri consultivi e non
legislativi. A giudizio degli osservatori, la nomina vuole essere un
segnale di distensione interna, per
evitare che il conflitto a sfondo
confessionale tra sunniti e sciiti,
in atto in gran parte del Vicino
oriente, investa anche il regno. La
designazione del nuovo ministro
il secondo provvedimento preso
dal sovrano in poche ore riguardo
al Governo. Sabato, infatti, aveva
rimosso il vice ministro della difesa, il principe Khaled ben Bandar
ben Abdelaziz, su richiesta del titolare del dicastero, Salman ben
Abdelaziz.

dai qaedisti. Entro la fine della settimana, ha riferito il ministero della Difesa iracheno, entreranno
in funzione i primi cinque caccia russi, atterrati
domenica nella capitale irachena come prima
avanguardia di una dozzina di velivoli acquistati
dallIraq.
Questa mattina, intanto, alla presenza del premier Nouri Al Maliki vi stata la prima seduta
del Parlamento iracheno, uscito dalle legislative
del 30 aprile: e ci mentre da pi parti si esercitano crescenti pressioni affinch, per far fronte alla
grave crisi, venga formato un Governo di unit
nazionale.

Distensione al 38 parallelo
SEOUL, 1. La Corea del Nord ha inviato alla Corea del Sud una proposta di pace finalizzata a sbloccare le
relazioni e condizionata alla fine degli atti ostili militari lungo il confine, incluso quello nel mar Giallo.
Un alto funzionario di Pyongyang,
citato dallagenzia ufficiale nordcoreana Kcna, ha riferito che la commissione nazionale di Difesa, lorgano istituzionale pi importante, ha
inviato una proposta definita
speciale alle autorit sudcoreane, con la decisa volont di aprire
una nuova fase di svolta nelle relazioni tra Nord e Sud.
La proposta una chiamata per
dimostrare davanti a tutti i coreani e
al mondo la coraggiosa decisione di
cessare ogni atto ostile militare capace di guidare le relazioni Nord-Sud
sullorlo di una guerra e di creare
una atmosfera serena sul principio
della riunificazione pacifica precisa
la nota divulgata dalla Kcna.
Le autorit sudcoreane, riporta
ancora lagenzia di stampa nordcoreana, dovrebbero, per, chiarire la
loro vera e sincera posizione per garantire la pace, fermando tutti gli at-

ti ostili militari continui in tutte le


zone lungo la linea di confine, comprese le acque nel mare Occidentale
di Corea, il mar Giallo. Lofferta,
inoltre, chiede la fine di ogni tipo
di calunnia e degli altri atti psicologici e di cospirazione, come le due
parti hanno convenuto nei colloqui
ad alto livello dello scorso febbraio.
Liniziativa del regime comunista
di Pyongyang segue alcune settimane di ripetuti attacchi verbali contro
la Corea del Sud per le sue attivit
di pattugliamento e le esercitazioni
nel mar Giallo, tra cui i lanci di artiglieria nelle acque contese, minacciando nel caso anche devastanti
rappresaglie. Se negli anni passati
il mar Giallo stato teatro di sanguinosi scontri a fuoco tra le due
parti, il mar del Giappone continua
a essere il poligono di tiro preferito
dalla Corea del Nord, come dimostrato dai due missili a corto raggio
lanciati domenica mattina, che hanno contribuito ad aumentare la gi
alta tensione nella penisola.
Anche dallaltro fronte di contrasto per la Corea del Nord, quello
con il Giappone, arrivano messaggi

LOnu indaga sui crimini di guerra nello Sri Lanka


avere ordinato luccisione dei leader
dei ribelli che si erano presentati per
arrendersi.
Il Governo dello Sri Lanka sostiene
da sempre che i leader tamil sono stati uccisi in combattimento. Il ministro
della Difesa ha negato che i militari
abbiano preso di mira civili o commesso gravi abusi nel corso della
guerra, che ha messo fine alla trentennale lotta armata dei ribelli delle Tigri
per la liberazione dellEelam tamil
(Ltte) per rivendicare lindipendenza
di uno Stato federato nelle regioni
nord-orientali dellisola.
La settimana scorsa, lAlto commissariato dellOnu per i diritti umani ha
dato il via libera a una commissione
di esperti con il compito di accertare
presunti abusi commessi da entrambe
le parti durante il conflitto, al fine di
evitare limpunit e garantire giustizia.
Linchiesta durer circa dieci mesi.

ISLAMABAD, 1. Sempre pi capillare loffensiva delle forze pakistane


contro i talebani nel Nord Waziristan. Da ieri, infatti, i soldati
stanno realizzando un rastrellamento casa per casa a caccia dei
miliziani, con lobiettivo di sradicarli da unarea che finora risultata essere una loro roccaforte. Le
operazioni sono state condotte
anzitutto nel capoluogo di Miranshah. Qualche giorno fa carri armati e mezzi corazzati avevano
gi preso posizione in punti strategici della zona: ora le autorit
pakistane hanno deciso di dispiegare anche la fanteria. Intanto, in
un comunicato lesercito ha affermato che dallinizio della campagna militare contro i talebani, iniziata il 15 giugno, sono stati uccisi
circa quattrocento miliziani: diciannove i soldati pakistani rimasti uccisi nei combattimenti.
Sta finora compiendo progressi
loffensiva lanciata da Islamabad,
sebbene fino allultimo il primo
ministro, Nawaz Sharif, ha cercato di caldeggiare solo lopzione
del dialogo con i miliziani. E intanto il prezzo che stanno pagando i civili, in questo scenario,
molto alto. Si stima infatti che
siano migliaia le persone costrette
a lasciare la propria casa per sfuggire alle violenze. Non solo: durante la fuga spesso sono presi di
mira dai talebani, cos la ricerca
di un luogo pi sicuro si trasforma in un rischio ancor pi grave,
nonch in un incubo. Molti civili
si sono rifugiati in Afghanistan,
dove alcuni campi profughi, segnalano fonti locali, sono gi
stracolmi. Il rischio, denunciano
alcune agenzie umanitarie, che
presto possa verificarsi una vera e
propria crisi umanitaria.

Pyongyang invia una proposta speciale di pace a Seoul

Oltre quarantamila civili uccisi nellultima fase dei combattimenti contro i guerriglieri separatisti tamil

COLOMBO, 1. Una nuova inchiesta


delle Nazioni Unite sulle accuse di
crimini di guerra nello Sri Lanka sta
causando ulteriori pressioni sul Governo del Paese asiatico.
Secondo un rapporto dellOnu, negli ultimi cinque mesi del sanguinoso
conflitto contro i ribelli tamil nel
maggio del 2009 oltre 40.000 civili
morirono nei bombardamenti dellesercito, con le forze armate governative accusate di avere condotto esecuzioni sommarie dei guerriglieri separatisti, che cercavano di arrendersi.
Un recente rapporto che esamina le
presunte uccisioni e sparizioni di oltre
cento tamil alla fine della guerra
potrebbe rivelarsi preoccupante per
lentourage del presidente srilankese,
Mahinda Rajapaksa. In particolare,
uno dei suoi fratelli, il ministro alla
Difesa, Gotabhaya Rajapaksa, con cittadinanza statunitense, accusato di

Capillare
offensiva
antitalebana
in Pakistan

Un soldato cingalese di pattuglia nella citt di Aluthgama (Ansa)

distensivi. Prende infatti oggi il via a


Pechino il primo incontro tra rappresentanti di Tokyo e di Pyongyang
dopo il recente annuncio nordcoreano dellavvio di unapposita unit
per investigare sui possibili sopravvissuti tra i giapponesi rapiti negli
anni Settanta e Ottanta. Le delegazioni saranno guidate dal direttore
generale per gli Affari di Asia e
Oceania del ministero degli Esteri
giapponese, Junichi Ihara, e lambasciatore particolare nordcoreano per
la Normalizzazione dei rapporti con
il Giappone, Song Il-ho.

Fitta agenda
per Fabius
a New Delhi
NEW DELHI, 1. unagenda di lavoro molto fitta quella che sta caratterizzando la visita in India del
ministro degli Esteri francese,
Laurent Fabius. Il capo della diplomazia francese ha incontrato,
tra gli altri, il primo ministro indiano, Narendra Modi, e il ministro degli Esteri Sushma Swaraj.
Durante i colloqui, ieri, sono stati
numerosi i temi trattati: dalla difesa al nucleare civile, dalla sicurezza allo spazio. Obiettivo di
fondo, sottolineato nel corso degli
incontri, quello di favorire un
consolidamento nei rapporti fra i
due Paesi nei diversi ambiti.
Il ministro degli Esteri francese
ha messo in evidenza che una sfera di importanza strategica
quella economica: al riguardo
Fabius ha auspicato che Parigi e
New Delhi possano promuovere
intese dirette a favorire robusti investimenti che producano effetti
positivi sul piano del lavoro e
delloccupazione. Attenzione particolare stata poi data alle questioni legate al clima. India e
Francia hanno rinnovato limpegno a combattere le minacce allequilibrio ambientale del pianeta: e nelloccasione Fabius ha ricordato limportante appuntamento della conferenza internazionale sul clima in programma a
Parigi nel 2015.

LOSSERVATORE ROMANO

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La poetessa scomparsa il 30 giugno


E Trenta giugno si intitola
un componimento scritto anni fa
in cui immaginava la sua morte

Ricordo di Maria Luisa Spaziani

Il sorriso della Volpe


di SILVIA GUIDI
na coincidenza, certo, ma fa
un po impressione, a tanti
anni di distanza, leggere il titolo di una poesia e sapere
che la data dellultimo
giorno di vita di chi lha scritta. Il finale di
Trenta giugno non potrebbe essere pi
esplicito: Bruciano e si consumano le stelle, / regna la Grande estate. / Passano
dentro l'ombra dei balconi / figure esauste
dagli occhi lucenti. / Grava sopra gli asfal-

Lucas Carnach
Venere e Cupido (1530, particolare)

mercoled 2 luglio 2014

ti la polvere di Milano, / al chiosco dei


giornali i fogli gialli / pendono come bandiere disertate. / Morder l'erba vorrei. Morire un poco / (con te, senza di te) contro
la terra / che aspra inonda di profumo anche / la luna piena / come quando ( certo) / lunghe notti di grilli inebriate /
splenderanno di fuochi e di comete / sopra
la cieca pietra che fu un giorno / Maria
Luisa.
Maria Luisa Spaziani morta nel pomeriggio del 30 giugno nella sua casa romana; era nata a Torino nel 1922. A chi scrive
accaduto di conoscerla allinizio degli anni Novanta, a Parma, dopo la premiazione
di un premio di poesia. Elegante, estremamente gentile e cordiale con noi ragazzi,

impazienti di conoscere il parterre de roi


che componeva la giuria, ma un po malinconica e piuttosto silenziosa, seduta accanto a un Attilio Bertolucci curioso di tutto e
sorridente, felice di poter parlare della sua
opera con ragazzi del liceo classico che
stavano preparando lesame di maturit ed
esibivano citazioni e commenti da critici
letterari in erba.
Alla domanda sul nesso misterioso che
talvolta avvicina il dono della poesia a
quello della profezia, la Volpe (il senhal
con cui la chiamava Eugenio Montale)
Maria Luisa Spaziani avrebbe probabilmente risposto con un sorriso un po scettico e con le parole di quella serata di mezza estate di tanti anni fa, accanto al battistero di Parma: Ai poeti dovete credere
ma fino a un certo punto, ragazzi. A Montale spesso chiedevo dove aveva visto gli
alberi, i paesaggi, gli scorci di mare che
riusciva a descrivere in modo cos bello e
incisivo nelle sue poesie. E lui mi rispondeva con uno sguardo tra l'ironico e l'intenerito: Mai visti. Mi piace il suono delle
parole. Funzionano, quando le scrivo una
dopo laltra. Tutto qui. Comunque, continuate a scrivere; un bellissimo mezzo di
locomozione, la scrittura. Non smettete di
scrivere. E soprattutto di leggere. Alla vostra et vidi per la prima volta Mario Luzi
attraverso i vetri delle Giubbe Rosse. Non
avrei mai avuto il coraggio di entrare e
pregai un cameriere di indicarmi, dall'esterno, i poeti di Firenze. Il nome di Luzi lo
conoscevo perch avevo al liceo un professore geniale a cui devo pressoch tutto della mia prima formazione letteraria. Grazie
a lui, credo per la prima volta in un liceo
italiano, si sono fatti i nomi di Montale,
Sinisgalli, Penna e Luzi. Nei miei appunti
di quelle lezioni Luzi aveva due zeta. Mi
limitai a stamparmi nella memoria i volti
di quei giovani fiorentini visti attraverso la
nebbia dei vetri.
Dopo qualche aneddoto divertente sui
mesi ad Harvard con Ingeborg Bachmann
(mai conosciuto una persona pi distratta) grazie ai seminari organizzati da Kis-

singer e sulla borsa di studio a Parigi nel


1953 che lavrebbe portata a innamorarsi di
Baudelaire e Proust e insegnare letteratura
francese tutta la vita ancora raccomandazioni.
Se riuscite, scrivete lettere; a macchina,
a mano, ma scrivete. Oggi abbiamo un
diavolo cancellatore pericoloso, il telefono, uninvenzione utilissima che tuttavia

la pena anche imparare il tedesco per leggere Rilke in lingua originale. Non accontentatevi della letteratura italiana.
Della vita non vi fidate troppo, sembrava dire la poesia di Maria Luisa Spaziani
di quegli anni; il significato c' ma inaccessibile, Nella nebbia dormiamo, / eppure la luna c', / se ne sta assorta e remota /
nei suoi feudi lontani.
Durante il viaggio, le parole
fanno compagnia, ma non dissetano e non sfamano: La paUna volta chiese a Eugenio Montale
rola, la figlia notarile / di cento
dizionari, la farina / vergine
dove aveva visto i paesaggi
d'acqua e lievito, lontana / dal
descritti in modo cos bello nelle sue poesie
farsi pane. La vita un Transito con catene come recita il
Mai visti, mi piaceva il suono delle parole
titolo di una sua raccolta di
Funzionano, tutto qui
componimenti, una festa meravigliosa ma pungente come foglie di ortica strette nel palmo
impedir ai nostri discendenti di scoprire della mano (I fasti dellortica). E la distanza
le sfumature che affiorano solo dalle lette- siderale della luna ne uno specchio, core, di sapere tante cose sui rapporti uma- me in Giudecca (Dolce sera: la luna si dini. Unultima raccomandazione prima dei sfoglia / lenta sulla palude dell'attesa.
saluti: Leggete Racine, vale la pena impa- (...)Sono la tua statua/senza occhi n marare il francese anche solo per questo. Vale ni. / Quella storia che chiamano la vita/avr un senso domani).
Lunico alleato protagonista di La
stella del libero arbitrio la disponibilit
a lasciarsi sorprendere dal fascino infinito
del mondo, una giovinezza permanente
che fa scrivere poesie damore anche a settantanni (come nella bellissima A sipario
abbassato: Ti guardavo le palpebre dormire, / le ciglia in lieve tremito. / Talvolta /
a sipario abbassato che si snoda / con
inauditi attori e luminarie / la meraviglia). Chi ama e chiede di essere riamato
diceva spesso Spaziani citando Camillo
Sbarbaro un ricco che chiede lelemosina a un povero. E a chi le chiedeva commenti a caldo, nel 2012, dopo luscita del
Meridano Mondadori dedicato alle sue
opere, rispondeva che, sinceramente, pensava di meritarselo. In fondo, quello di
Montale tutto un mondo di no, mentre il
mio sempre stato un mondo di s.

Maria Luisa Spaziani


con Eugenio Montale

La provocazione da una mostra alla National Gallery

Chiss se la bellezza esiste

di ALESSANDRO SCAFI
La bellezza negli occhi di chi guarda.
La mano che ha appuntato questa frase ha
disegnato un cuore per mettere il punto
finale. Il foglietto era stato attaccato chiss da chi, insieme a tanti altri, su un pannello nellultima sala di una mostra che si
conclusa da poco alla National Gallery
di Londra, Una strana bellezza: i maestri
del Rinascimento tedesco. Lidea delle
curatrici
(Susan
Foister
e
Jeanne
Nuechterlein) era quella di invitare il pubblico a unesperienza interattiva. Dopo
aver ammirato, percorrendo le cinque sale
della mostra, i dipinti, i disegni e le stampe di artisti come Hans Holbein il Giovane, Albrecht Drer e Lucas Cranach il
Vecchio, il visitatore giungeva alla sesta

A partire dalla filosofia classica


il dibattito ha attraversato i secoli
Confrontandosi
con la dittatura del relativismo
arrivato ai confini della fede
sala dove poteva scrivere i propri commenti sullinterrogativo proposto durante
tutto il percorso: che cosa rende bella
unopera darte? Cos la bellezza? un
concetto assoluto o tende a cambiare a seconda dei contesti e delle sensibilit, che
mutano nel tempo e variano nello spazio?
Il quesito ha stimolato le menti pi vivaci nella storia della cultura, e resta di attualit, anche dopo la conclusione della
mostra londinese. Del resto, una definizione sicura che spieghi cosa sia veramente la
bellezza non sembra sia mai stata condivisa. Mentre i pensatori platonici lhanno
sempre considerata come una forma ideale
sovrasensibile e identificato il Bello con il

Vero, nel Settecento si pensava che la bellezza fosse una qualit legata alla percezione sensoriale. Bellezza definita su
Wikipedia come linsieme delle qualit
percepite tramite i cinque sensi, che suscitano sensazioni piacevoli che attribuiamo me Gli ambasciatori di Holbein, il Coma concetti, oggetti, animali o persone miato di Cristo dalla Madre di Albrecht Altdorfer, Venere e Cupido di Lucas Cranach
nelluniverso osservato.
Ma esiste veramente la bellezza? Se il Vecchio, il Ritratto di un giovane uomo di
soltanto negli occhi di chi guarda, come Hans Baldung Grien, il San Girolamo di
scriveva lanonimo visitatore della Natio- Albrecht Drer venivano apprezzati per la
nal Gallery, allora non si tratta di una pro- loro composizione e capacit espressiva.
priet oggettiva delle cose che possa essere Eppure, gi a partire dallOttocento e
ammirata esteticamente o discussa razio- allinizio del Novecento, la percezione di
nalmente. questo il punto di vista dei queste opere era diventata pi complessa:
cosiddetti
soggettivisti
o
nichilisti se cera chi ammirava labilit tecnica di
dellestetica per i quali ogni teoria sulla quegli artisti e li adottava come portavoci
bellezza si riduce a considerare le prefe- esemplari dellidentit nazionale tedesca,
renze estetiche come fenomeni socio-psi- altri confrontavano le loro opere con i cacologici variabili, mentre chi ha unattitu- polavori del Rinascimento italiano e finidine pi incline a un realismo oggettivo rono per considerarle quasi brutte. Anche
cerca invece di identificare le propriet la politica internazionale svolse il suo ruouniversali della bellezza, spiegare le moda- lo tra i conoscitori darte nel Regno Unito, visto che due guerre mondiali contraplit della loro conoscenza
posero la Germania alla Gran Bretagna e
e riconoscerne i canoni
la formazione stessa delle colgenerali.
Non tutti poi sono
lezioni della National Gallery
daccordo nellammettere
ne risent. La prima sala della
che possano essere consimostra raccoglieva il tipo di
derate cose belle le
dipinti ammirati nel 1824, anastrazioni, come i pensieri
o le virt, o le sensazioni
fisiche, come quelle generate da un sapore o da un
profumo. LOxford English Dictionary, citato dagli
organizzatori dellesposizione, definisce la bellezza
come una combinazione
di qualit, quali forma,
colore o sagoma che appagano il senso estetico,
soprattutto la vista. La
mostra sui maestri del Rinascimento tedesco intendeva proprio esaminare i
cambiamenti nel modo in
cui quei dipinti tedeschi
del Rinascimento venivano percepiti al loro tempo, poi nel recente passato e infine ai giorni nostri.
Il grande rinnovamento
culturale e artistico che si
verific tra Quattrocento e
Cinquecento in Europa
coinvolse anche la Germania, dove artisti come Drer e Hans Holbein il
Giovane acquisirono fama
Albrecht Altdorfer, Commiato di Cristo dalla Madre (1520)
internazionale. Dipinti co-

no della fondazione della galleria nazionale britannica, per proseguire poi, nella sala
successiva, con lesposizione di quadri del
Rinascimento tedesco acquisiti tra Ottocento e Novecento, non tutti veramente
apprezzati.
Erano esposti anche documenti darchivio relativi alla vendita di corpose collezioni di dipinti tedeschi, considerati mediocri. Nelle altre sale il visitatore poteva
ammirare lo stile e la tecnica, la forza
espressiva e linvenzione compositiva di
maestri come Holbein, Drer e Cranach,
insieme a testimonianze e materiali storici
che documentavano il modo in cui quelle
opere venivano percepite e apprezzate al
tempo della loro realizzazione.
Strange Beauty: Masters of the German Renaissance confermava lidea, radicata nella cultura filosofica dellO ccidente,
che il bello si definisce in funzione del
giudizio relativo di chi lo esprime; che
non esiste un assoluto bello in s e che
appunto la bellezza negli occhi di chi
guarda. Ritornano in mente le argute osservazioni di Voltaire sulla relativit del
concetto di bellezza esposte nel Dizionario
filosofico. Per un rospo, scrive Voltaire, il
bello assoluto la sua femmina, con i suoi
occhi sporgenti, la testa piccola, la gola
larga e piatta, il ventre giallo, il dorso bruno; per il diavolo la bellezza un paio di
corna, quattro artigli e una coda; se consultiamo i filosofi, continua Voltaire, siamo sommersi di argomenti senza capo n
coda. Resta il fatto, secondo lilluminista
francese, che una stessa opera teatrale pu
entusiasmare o annoiare il pubblico se
rappresentata in citt e culture diverse, e
che dunque il bello resta relativo.
Per i cristiani Dio si reso visibile nel
mistero dellIncarnazione, un paradosso,
incomprensibile alla ragione, che genera
nella fede e promette nella comunione divina la coincidenza degli opposti, donandoci la speranza che il relativo si trasfiguri
in assoluto. Nel mondo di oggi sembra
imperare quella che Papa Benedetto XVI
definiva la dittatura del relativismo:
pu il cristiano ancora anelare a un senso
di Vero e Bello assoluto? La dinamica interazione tra fede e bellezza, tra liturgia e
arte ha sempre attratto il magistero della
Chiesa ed oggi sempre pi discussa da
molti autori cristiani.

Lidea classica (in particolare pitagorica) che la natura, e quindi anche le opere
darte, siano caratterizzate dallarmonia (e
da una struttura matematica) stata accolta e rielaborata nella visione cristiana del
Dio creatore, il primo e il migliore degli
artisti, che ha saputo disporre luniverso in
numero e misura (Sapienza, 11, 20). Se per
il neoplatonico Plotino larte era un modo
per riprodurre materialmente e catturare
in forma visibile la bellezza e la verit del
mondo invisibile, cio la dimensione
dellUno oltre lessere, per i neoplatonici
cristiani la bellezza dellarte e della natura
erano la rivelazione ai sensi e allintelletto
umani dellordine divino. Per loro (forse
anche per noi?) larte dovrebbe rappresen-

Nel 1965 i padri del concilio Vaticano II


si rivolgevano agli artisti
perch offrissero il bene del Bello
a un mondo minacciato dalla disperazione

tare la vita dello spirito che pulsa dietro le


apparenze.
Gi nel 1965 i padri del concilio Vaticano II si rivolgevano agli artisti perch offrissero il bene della bellezza a un mondo
minacciato dalla disperazione, traducendo
il messaggio della Chiesa nel linguaggio
delle forme e delle figure, per rendere
sensibile il mondo invisibile. Pi recentemente, nella Lettera agli artisti (1999), Giovanni Paolo II associava ogni autentica
ispirazione artistica al soffio divino del
primordiale Spirito creatore e auspicava
lincontro tra il genio delluomo e il divino mistero di bellezza nel cosmo, mentre
Benedetto XVI esortava a non dimenticare
il meraviglioso patrimonio di arte e bellezza suscitato e ispirato dalla fede cristiana.
E pochi mesi fa uscito La bellezza educher il mondo (Bologna, Emi, 2014, pagine 64, euro 5,90), un libro che raccoglie
vari testi sulleducazione scritti dal cardinale Bergoglio tra il 2008 e il 2011. Sicuramente la bellezza negli occhi di chi
guarda, ma quella mano anonima alla
National Gallery di Londra ci invita ad
andare oltre le speculazioni senza capo
n coda dei filosofi su cui ironizzava
Voltaire, e a sigillare i nostri pensieri con
il profilo creativo di un cuore.

LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 2 luglio 2014

pagina 5

Il nostro scopo
non quello di convertire
o di dar loro semplicemente da mangiare
Sono persone che hanno perso la dignit
e noi proviamo a ridargliela

A sinistra
la cucina della Casa di Anna
In basso, padre Vincenzo

cevo la prima elementare. Io sono


andato a vivere con mio padre, ma
per un po di tempo ho continuato a
vedere anche mia madre. Quando
per facevo la quinta elementare, lei
sparita del tutto. Poi anche mio
padre mi ha abbandonato: con laiuto di qualche amico e di mia zia un
po sono andato avanti.

A colloquio con padre Vincenzo Bordo che vive in Corea con senza tetto e ragazzi di strada

Benvenuti
nella Casa di Anna
di CRISTIAN MARTINI GRIMALDI
stato assegnato a padre Vincenzo
Bordo, originario di Piansano (Viterbo) il premio Ho-Am 2014, il Nobel
della Corea del Sud. la prima volta che un italiano ottiene questo
massimo riconoscimento sudcoreano.
Padre Bordo missionario degli
oblati di Maria Immacolata ed stato premiato per il servizio a senzatetto, anziani soli e giovani di stra-

da, attraverso una serie di programmi da lui creati e che includono una
mensa e un centro per la giovent
nella citt di Seongam, a unora e
mezzo da Seoul.
Ci viene a prendere allo storico
mercato Moran: Benvenuto nella
vera Corea!, esordisce padre Vincenzo. Ci districhiamo tra la folla di

avventori: Qui puoi trovare di tutto, dal trapano elettrico alla carne di
cane!. Ma per quanto sia forte la
tentazione, non siamo qui per assaporare piatti esotici che una certa
cultura globalizzata ha reso perfino
tab. Usciamo dal mercato e ci avviamo verso la Casa di Anna, dove
Vincenzo opera e vive.
Bordo arrivato a Seongnam nel
1990. Come un san Francesco
nellera della globalizzazione, la prima domanda che ha fatto appena
sbarcato in estremo oriente stata:
dove sono i poveri? Quando arrivai, qui non cera nulla: era praticamente una bidonville dove tutti vivevano alla giornata, per le strade.
Oggi la citt conta un milione di
abitanti.
Per quattro anni Vincenzo ha fatto
il viceparroco, inserendosi pian piano nella societ, anche grazie allo
studio del coreano. Ha cominciato
seguendo le attivit di una suora che
lavorava con i poveri, poi nel 1993
ha creato la mensa per gli anziani:
da qui che partito tutto. Negli anni Novanta era il primo e unico ritrovo a Seoul dove i poveri potevano avere un pasto caldo al coperto.
In cucina ci sono decine di volontari, maschi e femmine, per lo pi
studenti. Ma in tutto i volontari sono seicento, divisi in trenta gruppi
di venti volontari ciascuno. C il
medico, lo psichiatra, il barbiere, il
consulente per il job hunting, ci sono
le classi per i senzatetto. Per chi
vuole, c anche il counseling religioso: Il nostro scopo non quello di

convertire, e neppure di dire: hanno


fame e gli diamo da mangiare; sono
persone che hanno perso la dignit
umana, dunque proviamo a ridargliela.
Perch questo nome, Casa di Anna?
Nel 1998 c stata la grande crisi
economica, tanta gente da un giorno
allaltro si ritrovata in strada. Un
signore, Matteo, venne da me e mi
disse: So che lavori per i poveri. Se
vuoi ti metto a disposizione un locale per realizzare una mensa. Era il
proprietario di un ristorante di tre
piani.
Perch lo faceva?
Mi disse: Sono cattolico, ma sono un pessimo praticante, vado poco
in chiesa, prego raramente, per mia
madre morta da poco e voglio fare
qualcosa per onorare la sua memoria.
Mi lasci indovinare, la madre si chiamava Anna?
Esatto. Matteo ci finanziava per la
preparazione dei pasti due volte a
settimana. Subito la mensa si riemp
di unottantina di persone. A quelli
che venivano chiedevo: E domani
che mangi? Loro mi rispondevano:
Domani non mangio. Allora abbiamo prolungato la mensa di un altro giorno a settimana. Ma comunque rifacevo sempre la stessa domanda: Domani che mangi? E tutte le
volte ricevevo la stessa risposta:
Domani non mangio. Siamo pas-

Padre Vincenzo, quale percentuale dei


ragazzi che vengono qui alla fine riescono a trovare un lavoro stabile e a
rifarsi una vita dignitosa?

sati a servire la mensa quattro giorni


a settimana, poi cinque, mentre oggi
la serviamo ogni giorno. Tutto questo che vedi, nato dallascolto. Da
quello che io chiamo il grido dei poveri.
Sembra di sentire le omelie di Papa
Francesco... Ma non c solo la mensa:
lei gestisce anche un centro di prima
accoglienza.
Abbiamo quattro case famiglia,
con quaranta ragazzi. I giovani che
vengono da noi si dividono in tre
gruppi: gli orfani, gli abbandonati e
quelli che scappano di casa. Questi
ultimi sono molti. Quando i genitori
divorziano, la tradizione confuciana
vuole che i figli passino automaticamente con il padre. Ma quando costui, come solitamente avviene, si risposa con una donna proveniente
anche lei da ununione fallita, si crea
un nuovo nucleo familiare in cui la
convivenza tra figliastri e gentiori
acquisiti molto complicata. cos
che arrivano da noi molti giovani.
In quali casi invece i figli vengono abbandonati?
Pu succedere che il padre separato o divorziato porti con s il figlio
a vivere in unaltra citt e da un
giorno allaltro lo abbandoni. Cambia numero di telefono, cambia indirizzo e semplicemente scompare.

Parlo di ragazzi giovanissimi, molti


dei quali hanno meno di dieci anni.
Sui bambini continuano a venire
scaricate tutte le problematiche di
una societ sempre pi friabile, che
antepone i desideri degli adulti ai
bisogni dei pi giovani e deboli.
Quello, ad esempio, Ji-hoon: ha
otto anni. Il padre, divorziato, lo
picchiava ogni giorno. arrivato da
noi solo pochi giorni fa.
Padre Vincenzo ci presenta quindi
Ye-jun, che ha ventanni e genitori
separati. un ragazzo robusto, con
un tatuaggio tribale sul bicipite che
gli spunta dalla maglietta e quattro
piercing allorecchio sinistro.
Sono arrivato qui per la prima
volta a 15 anni, sono stato cinque
mesi e me ne sono andato, sono tornato due anni dopo per stare altri
sei mesi, poi di nuovo me ne sono
andato. Ho fatto piccoli lavoretti, tipo il parcheggiatore durante i banchetti matrimoniali; vivevo nelle case
degli amici, poi ho capito che dovevo studiare e sono tornato. Mi sono
reso conto che da solo non ce la facevo. Ora voglio prepararmi bene,
fare un po di soldi e andare a vivere
per conto mio.
I tuoi genitori dove sono?
[Ye-jun fa una smorfia come per
dire che non ne ha la pi pallida
idea] Sono divorziati da quando fa-

Se vengono da piccoli, vi riescono


circa lottanta per cento. Ma per
quelli pi grandi estremamente
difficile: hanno molte pi ferite dentro e questo rende il recupero molto
pi difficile. Hanno capito che possono fare soldi facili, basta rubare, e
quando vengono da noi e vedono
che devono impegnarsi nello studio,
devono seguire le regole, rispettare
una certa forma di disciplina, sono
in molti ad abbandonare ogni tentativo: le alternative che trovano nella
strada appaiono ben pi a portata di
mano.
Anche lei ha avuto problemi allinizio,
ad esempio con il vecchio prete della
parrocchia qui accanto.
S, voleva mandarmi via, per loro
questa attivit non aveva nulla a che
fare con la Chiesa. Dicevano: Vincenzo strano, sta con i barboni.
Per loro essere parroco significa celebrare la messa e confessare, mentre i
barboni portano la puzza e danno
fastidio. Ho passato quattro anni di
sofferenze e di lotte. A un certo
punto anchio mi chiedevo se davvero quello che stavo facendo fosse
giusto. Mi dicevo: Forse sbaglio,
possibile che tutti siano nel torto
tranne me?. Per ho trovato la forza di continuare. Questo premio per
me stato importante anche psicologicamente, mi ha dato una grande
soddisfazione.

Libert e laicit in Papa Francesco

Per comprendere un gesuita


di VITTORIO V. ALBERTI
Perch questo libro non ha in copertina
una foto di Papa Francesco? Perch si
ritenuto di interpretare in questo modo,
gi a partire da qui, ci che il suo essere
gesuita afferma e propone: il fatto, cio,
di non concentrarsi solo o troppo su di
lui, di non vederlo come un idolo, una
superstar, o addirittura unicona, un logo che ritrae un one man show. La spiritualit e formazione gesuitica , infatti,
anti-idolatrica in radice. Si contrappone
nettamente a ogni culto della personalit e, quindi, a ogni prospettiva individualistica.
Per fare solo un esempio, nelle regole
dellordine dei gesuiti, le Costituzioni,
scritto che i gesuiti
sono contenti di
portare la tonaca
del Signore. Del
Signore, appunto.
Non la propria. E
perch ci sia reale
Anticipiamo in esclusiva
perch, cio, si
stralci dal libro Il Papa
formino veramente
gesuita. Pensiero incoma non fare lidolo di
pleto, libert, laicit in
se stessi i gesuiti
Papa Francesco (Milano,
hanno
sviluppato
Mondadori
Education,
un sistema di edu2014, pagine VIII-192, euro
cazione che tende a
14). Qui sopra parte della
orientare il desidePremessa
orizzontale
rio, senza reprimedellautore e a fianco un
re, al tempo stesso,
estratto dal capitolo I
le giuste ambizioni,
gesuiti.
i talenti, le volont
del singolo.
Un Papa un
sacramento, cio
un segno, un po come un cartello
stradale che d la direzione verso un
luogo. Cos, lo sguardo che ora rivolger verso Papa Francesco terr ben presente lorizzonte, il luogo verso il quale
questo segno d la direzione, e quindi
lattenzione. Nel cattolicesimo e molto nei discorsi dei gesuiti il Papa ,
infatti, un segno visibile di una realt
pi alta e grande: la centralit di Cristo, tratto primario della prospettiva
ignaziana. Un tratto che fa s che il gesuita , come ha detto Francesco, un
uomo decentrato, nel senso che si
propone di svuotarsi nella propria in-

Lanticipazione

dividualit per porre al centro della propria esistenza, delle proprie azioni, meditazioni, scelte, riflessioni, il Cristo,
che cos va inteso come centro della storia e pienamente presente oggi nel
mondo (storia di Dio che entra nella
storia degli uomini). Cosa significa?
Che la spiritualit gesuitica dispone di
essere ben piantati per terra, nella storia, per cercare Cristo nel mondo storico, attuale, quello nel quale viviamo.
Per quale ragione? Perch il cristiano
crede che Cristo sia il Dio che si fatto
uomo. E quindi Cristo stesso, come uo-

mo, ha sperimentato le cadute, le tentazioni, le angosce di ogni essere umano.


In questo senso, la spiritualit gesuitica
potenzia quella generale cristiana, nel
senso che pone lenfasi in particolare
sullumanit di Cristo. Occorre tenere
conto di questa concezione, anche se si
atei o agnostici o, da cattolici, avversi
o estimatori di Papa Francesco, per capire ci che fa e dice questo Pontefice
alla luce della sua formazione di gesuita.
Diversamente, si rischia fortemente di
andare fuori strada e, dunque, di non

afferrare una prospettiva sua propria


che, per quanto complicata da tenere
sempre presente, non prescindibile. In
altre parole, se intendo accostare Francesco alla sua identit di gesuita, non
posso non cercare di assumere, sul piano dellapproccio conoscitivo, prima di
tutto la spiritualit del gesuita e soprattutto prenderla seriamente, nel senso
che devo scartare ogni pregiudizio di
valore, sia esso positivo o negativo.
Solo cos, credo, avr un orientamento opportuno per quanto critico alla
questione.

Il segreto nella domanda


Erano quasi due secoli, 182 anni, che non si aveva primo impulso della conoscenza.
Ed ecco, proprio in questo, vedo lelemento pedaun Pontefice proveniente da un ordine religioso.
Lultimo fu il camaldolese Gregorio XVI, eletto nel gogico ignaziano nel pensiero di Bergoglio: nel por1831, e mai cera stato, in quasi mezzo millennio, un re questioni senza chiuderle. Insomma, lattitudine a
Papa gesuita. Ma perch non c mai stato un Papa concentrarsi molto sulle domande, pi che sulle rigesuita? Perch la Compagnia ha sempre svolto una sposte, e in questo vedo anche una certa distinzione
funzione pi dedita alla formazione, rispetto a quel- con i precedenti Pontefici. Certo, Bergoglio giudica,
la di assumere incarichi nel governo della struttura prende posizioni forti, spesso coraggiose e diromecclesiastica, incarichi gerarchici della Chiesa istitu- penti, specie in materia di giustizia e pace, nel senso
zionale.
che intende contribuire a dare una direzione al monSpesso si sente dire che i gedo attuale, ma lo fa senza risuiti formino, o abbiano semdurre, restringere il campo, anpre formato, i dirigenti, i capi,
che quando ha parole forti di
Il
metodo
pedagogico
i leader. Restando solo allampotente condanna, come per
bito ecclesiastico, per esempio,
esempio sulla corruzione o sui
di Ignazio di Loyola
pi della met dei cardinali
casi di pedofilia.
procede
per
interrogativi
riuniti in conclave ha studiato
Nella prima lettera ai Corindai gesuiti che, di fatto, offrozi, Paolo scrive che luomo
Che poi sono il vero motore
no un metodo di formazione
spirituale giudica ogni cosa.
della
p
p
re
n
d
i
m
e
n
t
o
che rivela elementi importanti
Il giudizio tutto qui, nel conper intendere Francesco.
ferire un potere che renda attiIl metodo pedagogico gesuivi in questo mondo. Cos, quetico deriva da quanto a riguardo ha lasciato e tra- sto un invito a non essere passivi osservatori dei
smesso Ignazio di Loyola. Esso, in sintesi, si propo- processi sociali. Il giudizio di Francesco aperto,
ne di favorire e valorizzare la capacit di ciascuno a ma c. E, per questo, molto impegnativo.
partire dal suo spazio interiore, sicch leducazione
Questo di affermare tenendo aperta la discussionon tanto far rispondere un allievo a un sistema di ne, cio, affermare domandando, un procediinformazioni preconfezionate, quanto piuttosto mento assai complicato da attuare. A riguardo, mi
quello di fargli prendere coscienza di s. Come av- viene in mente Oscar Wilde, secondo il quale le riviene questo processo? Attraverso gli interrogativi, sposte sono capaci di darle tutti, per le domande
che poi sono il vero motore dellapprendimento, il che ci vuole un genio.

Pieter Paul Rubens, Miracolo di santIgnazio


(1618-19, Kunsthistorisches Museum, Vienna)

Credo che venga proprio da questo metodo delle


domande il modo di dire secondo il quale, un gesuita, a una domanda risponde sempre con unaltra
domanda. A questo proposito vorrei riferire una barzelletta che mi raccont uno di loro: Un giorno un
tale chiede a un gesuita: Perch voi gesuiti rispondete sempre a una domanda con unaltra domanda?. E il gesuita: Chi le ha detto questa falsit?.
Verrebbe da dire che il segreto nella domanda. Il
segreto di tutto, probabilmente. Forse anche quello
di chiedersi se Dio esista o no.
Cos, restando alle domande, ho cercato qua e l e
ho trovato una qualche risposta alla domanda chi
un gesuita?. una persona formata per apprendere
a riconoscere qualcosa che a un non credente in Dio
pu risultare poco digeribile: lopera di Dio nella vita. Cos, il gesuita ha sviluppato tale metodo per riconoscere, discernere i segni che Dio produce nella sua esistenza, nella sua vita reale. E, fatto interessante, non si tratta di segni derivanti da una fede
astratta, fatta di principi esterni, normativi, ma un
riconoscimento di elementi concreti il pi delle
volte sorprendenti nella vita della persona.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

mercoled 2 luglio 2014

Nuovi vescovi e priorit pastorali

Primavera
per il Pakistan

Soddisfazione dellepiscopato statunitense per la decisione della Corte suprema su un aspetto dellObamacare

Un atto di giustizia e libert


WASHINGTON, 1. La giustizia ha
prevalso e dunque pu ben dirsi
che questo un gran giorno per la
libert religiosa. il tono della
reazione soddisfatta con cui i presuli
statunitensi hanno accolto la sentenza della Corte suprema, che si
pronunciata su un aspetto controverso dellAffordable Care Act,
provvedimento meglio conosciuto
come Obamacare, stabilendo che i
datori di lavoro non possono essere
costretti a fornire ai propri dipendenti la copertura assicurativa anche
dei servizi contraccettivi e abortivi
quando tali pratiche si scontrano
con le proprie convinzioni religiose.
La Corte suprema, massimo organo giudiziario statunitense, ha infatti accolto a stretta maggioranza
cinque a quattro il ricorso presentato dai titolari di una catena di negozi per il fai da te che hanno op-

posto i principi etici, derivanti


dallappartenenza alla confessione
battista, alla sottoscrizione di piani
assicurativi sanitari che prevedono
anche il rimborso di servizi abortivi
e contraccettivi.
La reazione dellepiscopato, da
tempo impegnato nella battaglia per
il pieno riconoscimento dellobiezione di coscienza su temi eticamente
sensibili, affidata a una nota firmata dal presidente della Conferenza
episcopale, larcivescovo di Louisville, Joseph Edward Kurtz, e dal responsabile dellapposito comitato
per la libert religiosa, larcivescovo
di Baltimore, William Edward Lori.
I presuli parlano appunto di vittoria
della giustizia e di una pagina importante per la difesa della libert
religiosa: Accogliamo con favore la
decisione della Corte suprema che
ha stabilito che gli americani posso-

no continuare a seguire la propria


fede quando amministrano unazienda. In questo senso, ora il momento di raddoppiare i nostri sforzi
per costruire una cultura che rispetti
pienamente la libert religiosa.
Dello stesso tenore la reazione del
cardinale arcivescovo di Boston,
Sean Patrick OMalley: Siamo grati
ai giudici che proteggono la libert
delle societ e degli individui.
In base allObamacare, come
noto, le Chiese sono direttamente
esentate dal fornire la copertura sanitaria abortiva, ma le altre organizzazioni o i privati che gestiscono
aziende, scuole od ospedali possono
appoggiarsi ad assicurazioni terze.
Un meccanismo approntato dallamministrazione federale per ovviare al
rifiuto delle organizzazioni coinvolte, ma che stato accolto come un
ulteriore attacco alla libert religio-

sa, sfociando cos in una cinquantina di azioni e ricorsi legali ancora


pendenti davanti alle corti di giustizia. La nuova sentenza arriva proprio nel mezzo delle Due settimane per la libert, la campagna promossa dallepiscopato statunitense
che ha preso il via il 21 giugno e si
concluder il 4 luglio, giorno dellindipendenza. Quindici giorni di preghiere, riflessioni, catechesi e manifestazioni per mobilitare la comunit
cattolica e richiamare lattenzione
dellopinione pubblica sulla difesa
di un principio fondamentale, la libert religiosa.

LAHORE, 1. Siamo grati al Santo


Padre. Ha nominato il nuovo arcivescovo di Lahore, il nuovo vescovo di Faisalabad, Joseph Arshad, il
nuovo amministratore apostolico a
Multan, Benny Travas. Sono passi
molto positivi per la Chiesa. Nuovi
leader e nuove idee: la Chiesa in
Pakistan ne ha bisogno. una
nuova primavera. Lavoreremo insieme per il progresso e per la crescita. quanto ha dichiarato domenica scorsa larcivescovo di Lahore,
Sebastian Francis Shaw, in occasione della consegna del pallio da parte del Papa. Fra i nuovi vescovi
ha spiegato Shaw allagenzia Fides
c un approccio comune: tutti
guardiamo alla nostra situazione
con speranza, cercando di collaborare. A esempio, le commissioni per
la catechesi, la liturgia, la Caritas e
leconomia si confronteranno e opereranno insieme. Inoltre, fra noi c
una sintonia umana fin dai tempi
del seminario. Intendiamo adottare
una metodologia di cooperazione
in tutti i campi. Pi unit giover
al futuro della Chiesa.
I presuli pakistani condividono le
urgenze pastorali. Una di queste,
ricorda monsignor Shaw, la formazione dei catechisti: Solo a
Lahore ne abbiamo trecento, sparsi
sul territorio. I catechisti sono una
presenza importantissima, perch
vivono in mezzo alla gente e hanno
il polso della vita delle comunit.
Sono laici, sono i nostri missionari
nelle periferie.
I centri di catechesi sono punti
vitali per la Chiesa locale e per
levangelizzazione, in particolare
per la formazione del popolo ai sacramenti come battesimo, cresima,
matrimonio. Vanno formati secondo

Dalla prima scuola fondata da Pascal de Luchon alledificazione di un altro istituto affidato ai cappuccini

Figli di unaltra Etiopia


di EGIDIO PICUCCI
Non ho mai visto nulla di cos bello e voglio morire qui. I vecchi raccontano che abba Pascal de Luchon
(un cappuccino nato nei pressi di
Tolosa nel 1874) abbia detto esattamente queste parole quando, attraversata lassolata Dancalia e lintero
Guragh, scopr dallalto di una collina una terra la regione del Wolayta, nellEtiopia meridionale che
conservava venature di innocenza
primordiale nel candore degli armenti, nelle acque animose dei fiumi,
nellarmonia delle stagioni.
Le cose andarono diversamente:
padre Pascal non mor nella terra sognata ma a Bangui (oggi nella Repubblica Centroafricana) nel 1950,
dove era stato esiliato dal negus sul
finire della seconda guerra mondiale.
Egli, tuttavia, rivive nei cattolici,
chiamati ancora pascalia, e nelle
scuole, per le quali non si trovato
nome pi adatto del suo, perch la
prima fu aperta proprio da lui sul
versante della collina che da Dubbo
degrada verso la pianura, seminascosta fra spalliere di ondeggianti eucaliptus.
Era il 1931 e il missionario che
imparava una lingua nel giro di una
settimana e insegnava il catechismo
servendosi delle leggende del luogo
tir su quattro pareti in cicca (fango e paglia), e vi riun un gruppetto
di bambini cui insegnava il wolaytigna e i primissimi elementi dellaritmetica per prepararli a un futuro diverso da un presente che ne faceva
tanti piccoli schiavi. Aumentando il
gruppo degli alunni, si fece aiutare
da due confratelli maltesi, fra Henry
e fra Fortunato. Oggi quella casa vive solo nel ricordo di chi lha vista,
di chi lha frequentata e dei missionari che, dopo averne costruita
unaltra e unaltra ancora nel corso
degli anni, si preparano a celebrarne
lanniversario
(lottantatreesimo)

dellapertura costruendo, sempre a


Dubbo, una scuola mista per seicento ragazzi.
proprio dei missionari rimboccarsi le maniche e risolvere con piccoli progetti le urgenze dellAfrica
ignota, quella di cui non si ragiona
mai, quella dei villaggi poveri che
non avvistano prospettive perch avvolti nelle pieghe inaccessibili di un
continente travagliato. Fedeli alla
tradizione ecclesiastica, i missionari
mai e in nessun luogo hanno operato il taglio della lingua, non hanno
cio mai imposto la propria lingua
agli indigeni tra cui hanno lavorato.
Nessuna meraviglia, quindi, che abba Pascal insegnasse il wolaytigna e
che i confratelli che ne hanno continuato il lavoro abbiano fatto altrettanto nella scuola che aprirono a
Soddo, capoluogo del Wolayta, per

le bambine, tenute lontano dal mondo dellistruzione da preconcetti che


ne facevano piccole macchine da lavoro per la casa e per il campo.
Negli anni Settanta del secolo
scorso spiega monsignor Domenico Crescentino Marinozzi, gi vicario apostolico di Soddo-Hosanna i
missionari erano accettati solo come
operatori sociali e la loro attivit
soggiaceva a regole ben definite, come lapertura di una scuola. Non fu
difficile, allora, inventare una scuola
per sole bambine, nonostante lopposizione di chi la reputava inutile,
perch le bambine wolayta si preferisce tenerle a casa per aiutare le
mamme. Fu estremamente penoso e
imbarazzante passare di capanna in
capanna per convincere e strappare
un s agli anziani che si opponevano
in nome di una tradizione che nessu-

Un missionario che opera nel Tigr

Africa vittima
di uneconomia mondiale ingiusta
WUKRO, 1. Nessuno in grado
di immaginare lorrore delle conseguenze della miseria: parole di
padre ngel Olaran, dei Padri
Bianchi, impegnato per ventanni
in Tanzania e per altrettanti in
una delle regioni dellEtiopia pi
povere e disperate. Arrivato a
Wukro, piccola citt del Tigr, nel
nord del Paese, nel 1994, con il
compito di aprire una scuola di
formazione agraria, le sue attivit
si sono subito allargate a tutti i
settori della vita locale colpiti da
fame e miseria. Padre Olaran
riferisce lagenzia Fides ha avviato e mantiene numerosi proget-

ti, che comprendono un centro di


assistenza per i bambini denutriti,
iniziative di microcredito per aiutare le prostitute a trovare un lavoro, formazione dei giovani, supporto a piccole cooperative e piani di riforestazione e irrigazione.
La povert in Africa la conseguenza di uneconomia mondiale
basata sullingiustizia, afferma, e
gli aiuti umanitari sono solo un
palliativo alle sofferenze di chi
paga tali conseguenze: Aiutare
quelli che sopravvivono nella miseria aiuta anche noi, perch ci
permette di condividere qualcosa
e conoscere gli altri.

no osava interrompere per non perdere le radici tribali. Finalmente il


s venne e la scuola fu aperta con
450 alunne. La gente parl del miracolo dei missionari; in ogni caso
per una ventina danni fu lunica
scuola del genere in tutto il Sud
Etiopia, impegnata puntualizza
Marinozzi a sostenere la promozione della donna, educata alla passivit, alla sottomissione e alla coscienza di s come creatura debole e
adatta solo ai lavori di casa. Fu anche un importante precedente perch
negli anni successivi, specialmente
durante il regime comunista, furono
aperte altre scuole femminili, raggiungendo percentuali da Paesi europei.
Oggi la piccola scuola, sorta a
fianco della missione, divenuta
lAbba Pascal Girls School. Superata una grossa crisi che aveva ridotto
il numero delle alunne da duemila a
duecento, grazie alla paziente passione di due nonni per lAfrica, Antonio e Lina, ne accoglie 909, sistemate in edifici rigorosamente nuovi e
tutte preoccupate di capire e crescere. Tutte quelle che superano la decima (seconda superiore) dice il
responsabile, fra Aklilu Petros accedono ai due anni propedeutici
alluniversit con valutazioni impressionanti. Questanno 32 su 45 vi sono entrate con un meritatissimo ottimo. Lo stesso avvenuto con le
ragazze che hanno iniziato la quinta

elementare nel 2006 e che hanno sostenuto a giugno la maturit: venti si


sono iscritte alluniversit, avviandosi
a diventare madri di un Paese nuovo, partorendo nel corpo e nello spirito unEtiopia nuova.
La stessa cosa avvenuta con le
prime scuole di Dubbo, dalle quali
sono usciti centinaia di alunni, decine dei quali sono entrati nella storia
della nazione sia come professionisti
di vario genere, sia come medici od
operai specializzati in varie discipline, sia come politici, artefici del
nuovo corso del Paese, come Hail
Marim Desalegn, primo ministro
della Repubblica, o come il presidente della Banca nazionale o il vice
rettore dellHawassa University.
Come non prepararsi, quindi, a ricordare solennemente lottantatreesimo anniversario dellapertura della
prima scuola, se non costruendone
unaltra pi grande, visto che lesperienza ci ha dimostrato come fra i
suoi muri e fra quelli delle altre continui a maturare una schiera di uomini che accompagna il divenire della gente, la speranza e i sogni di avere quello che milioni di altri individui gi posseggono perch hanno saputo tessere la propria storia in modo diverso? E come non chiamare
anche questa Abba Pascal School e
affidarla ai cappuccini locali che
hanno accettato di invecchiare accanto agli umili, ragionando di un futuro diverso?

le nuove linee della teologia e della


pastorale. La Chiesa organizza corsi
di formazione per catechisti in tutto
il Pakistan con uno sforzo di collaborazione interdiocesano. Altra
priorit listruzione. Nelle scuole
cattoliche, solo a Lahore, ci sono
pi di ottocentomila studenti, il 90
per cento dei quali sono musulmani. Le scuole sono preziose per
educare al dialogo nella societ: in
esse si realizza un dialogo di vita che la strada per la costruzione di una societ aperta, tollerante
e pluralista, caratterizzata dalla pacifica convivenza. Attraverso gli allievi, abbiamo il contatto con le famiglie: cos le scuole diventano i
nostri centri specializzati. Il dialogo conclude larcivescovo
la via maestra per il futuro della nazione.

Due convegni del Wcc

C bisogno
delle donne
GINEVRA, 1. Pace e giustizia non
sono possibili senza il coinvolgimento e la partecipazione delle
donne: quanto stato sottolineato a un convegno svoltosi nei
giorni scorsi presso lIstituto ecumenico di Bossey, in Svizzera,
promosso dal movimento Women in Church and Society del
World Council of Churches
(Wcc). Allevento hanno preso
parte anche venticinque donne
provenienti da Canada, Stati
Uniti, Corea del Sud, Camerun,
Irlanda, Stati Uniti, Scozia, Palestina, ciascuna delle quali vittima di abusi e profonde conoscitrici dei conflitti nel proprio
Paese.
Secondo lorganismo del Consiglio ecumenico delle Chiese,
necessario un maggiore coinvolgimento delle donne nelle risoluzioni dei conflitti, nei negoziati,
e nella costruzione della pace nei
Paesi coinvolti in scontri armati.
Limportanza della partecipazione e dellimpegno delle donne rappresentanti le Chiese in
Africa nella lotta allhiv e allaids
stata invece al centro di un altro convegno del Wcc, svoltosi a
Nairobi, in Kenya. Le donne
che svolgono un ruolo di leadership nelle Chiese spiega Rose
Wafula, responsabile per il ministero della Salute kenyano della
sezione Prevention of Mother to
Child Transmission devono
accompagnare le persone affette
da hiv. Devono mobilitare le comunit e sensibilizzarle. Nelle
nostre Chiese abbiamo bisogno
delle donne per raggiungere le
famiglie, i governi e le ong e
far s che lhiv e laids non siano
pi una minaccia.

LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 2 luglio 2014

pagina 7

La Chiesa italiana dopo lennesima tragedia delle migrazioni nel Mediterraneo

Servono
umanit e democrazia
ROMA, 1. A pochi giorni dal primo
anniversario (8 luglio) della visita di
Papa Francesco nellisola di Lampedusa, lungo le coste siciliane gli immigrati continuano a morire. Dopo
lennesima tragedia avvenuta luned,
ancora una volta la Chiesa cattolica
lancia un accorato appello per mettere la parola fine alle stragi del
mare. Sono situazioni cos gravi
ha dichiarato il cardinale arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco,
presidente della Conferenza episcopale italiana che fanno vergognare e che dunque devono essere superate per il bene e per il rispetto di
tutti. Il porporato ha espresso un
auspicio forte, deciso, chiaro, incontestabile e inequivocabile per il
superamento di unemergenza che
riguarda soprattutto lItalia.
Un richiamo allEuropa perch
dia risposte in tempi rapidissimi
arriva da padre Giovanni La Manna, direttore del Centro Astalli. Di
fronte allennesima tragedia nel canale di Sicilia il gesuita si appella
allEuropa, affinch dimostri che
non ha rinunciato ai valori che so-

no alla base della sua Costituzione.


Il Consiglio dEuropa della settimana scorsa ha sottolineato padre La
Manna stato lennesima occasione sprecata. Loperazione Mare
Nostrum uno sforzo doveroso,
ma rappresenta solo un primo passo. La vera sfida trovare alternative protette e legali per mettere in
salvo le vittime innocenti di guerre
e persecuzioni. Se in tempi rapidissimi lUnione europea non trover
una risposta efficace a questa emergenza umanitaria, dimostrer di essersi ridotta a unassemblea di Stati
preoccupati di guardare solo ai singoli immediati interessi nazionali.
Nei suoi tweet il direttore del Centro Astalli ha ripetuto incessantemente le parole Basta morti!.
Di progetti di sviluppo e scelte
politiche umanitarie volte a impedire tragedie del mare come quella di
luned ha parlato invece il direttore
della Fondazione Migrantes, monsignor Giancarlo Perego: Ogni attesa, ogni gesto di indifferenza si trasforma irrimediabilmente in nuove
tragedie di cui non possiamo non

sentirci responsabili. Mare Nostrum ha spiegato monsignor Perego stato la prima grande risposta dellItalia ai morti dellottobre dello scorso anno: ora serve un
passo in avanti, con progetti di sviluppo nei Paesi di provenienza dei
migranti forzati. Serve uno scatto di
democrazia, servono politiche umanitarie. Le nostre comunit ha aggiunto non possono rimanere indifferenti, lEuropa non pu dimenticare i morti che continuano.
Dello stesso avviso larcivescovo
di Agrigento, monsignor Francesco
Montenegro, secondo il quale nessuno pu sognare che queste morti
finiscano fino a che questi viaggi
continuano. Sono viaggi di speranza ma diventano sempre pi viaggi
di morte.
Alla vigilia dellanniversario della
visita del Papa a Lampedusa, nella
quale furono pronunciate parole
molto dure contro la globalizzazione dellindifferenza, la Chiesa cattolica chiede ancora una volta che la
questione immigrazione sia affrontata in tempi rapidi.

Due bambini soccorsi in mare dagli operatori della Marina militare italiana (Afp)

Preoccupazione dellepiscopato spagnolo per la nuova legge sulleducazione

Religione in castigo
MADRID, 1. Sempre meno spazio alla religione nelle scuole spagnole:
lallarme lanciato dai presuli iberici
al termine della Commissione permanente, che nei giorni scorsi si
riunita nella capitale. In una nota,
diffusa al termine dei lavori, si
esprime infatti preoccupazione
per come, da parte del Governo
centrale e delle Comunit autonome, si stia concretizzando lo sviluppo normativo della nuova legge
sulleducazione che ha aperto la
porta allinadempimento sia dei diritti dei genitori a educare i figli secondo le proprie convinzioni interiori sia degli accordi Chiesa-Stato
sullinsegnamento della religione.
Il riferimento, ha chiarito incontrando i giornalisti il segretario generale e portavoce dellepiscopato
spagnolo, reverendo Jos Mara Gil
Tamayo, alla riforma della pubblica istruzione, nota come legge
Wert dal ministro che lha promossa, perch comporter ancora meno religione nelle scuole. La riforma Wert non rispetta il diritto dei
genitori a educare i figli secondo le
proprie convinzioni e se non sar
corretta i vescovi chiederanno al
Governo di stabilire con un decreto lorario minimo dellinsegnamento religioso, ha assicurato il sacerdote.
Secondo Gil Tamayo, con la nuova legge lora di religione si ridotta alla met ed alla merc delle
decisioni politiche o dei centri educativi, a differenza dellattuale legge sulleducazione varata dal precedente Governo. In alcune Comunit
autonome, sempre secondo il portavoce dellepiscopato, linsegnamento
della religione alle elementari di
soli 45 minuti la settimana, che

sono un tempo totalmente insufficiente per impartire una minima


educazione di qualit e comporta
la riduzione del 50 per cento del
tempo finora riservato allinsegnamento della materia.
I vescovi nel loro comunicato ricordano poi come il problema non
riguardi la sola Chiesa cattolica, ma
tutte le confessioni religiose. Non si
tratta cio di rivendicazioni di privilegi da parte della Chiesa, ma innanzitutto di garantire il diritto costituzionale della libert di educa-

zione. Senza dire, aggiungono i presuli, che questa situazione di grave


discriminazione rischia di tradursi
anche in ulteriori licenziamenti
per gli insegnanti di religione, che
cos andranno a ingrandire il gi
folto esercito dei disoccupati. La
normativa, sottolineano i vescovi, va
dunque a scontrarsi con il sentire
della maggioranza degli spagnoli, in
quanto due alunni su tre scelgono
liberamente e volontariamente i
corsi di religione come tappa fondamentale del loro percorso educativo.

Si sentiva intermediario fra la creazione e gli uomini

Gaud
larchitetto di Dio
di LLUS MARTNEZ SISTACH*
Linteresse universale suscitato dal
nostro architetto Antonio Gaud ha
portato alcuni a qualificarlo come
un ambientalista. Se con questa affermazione si vuole sottolineare che
Gaud nella sua opera creativa si
ispir alla natura, laffermazione
ovvia. nota la sua frase: Questalbero, che davanti al mio laboratorio, il mio maestro. Tuttavia,
durante la vita di Gaud, la natura
non era vista come ambiente minacciato dallazione delluomo che bisogna salvare o preservare. Questa
sensazione posteriore a Gaud, e
ovviamente ha ragioni solide.
La natura come la vedeva Gaud
e la vedono i credenti soprattutto opera di Dio, una creazione
divina, con delle leggi che bisogna
capire per prolungare lopera di
Dio. In questo punto la tradizione
gaudiana ha conservato un altro
pensiero, che potrebbe causare un
sorriso benevolo nelluomo secolarizzato di oggi. Gaud non voleva
che laltezza totale del tempio della
Sagrada Familia superasse laltezza

della montagna di Montjuc, perch lopera delluomo non deve essere superiore allopera di Dio.
La natura in cui Gaud cercava
lispirazione e larmonia delle sue
creazioni era una creazione divina,
con delle leggi che bisogna capire e
una bellezza da ammirare e imitare.
Gaud, piuttosto che un salvatore
della natura, era un ammiratore, un
interprete dei suoi misteri, nei quali
vedeva limpronta divina.
Il qualificativo dato a Gaud
come larchitetto di Dio lo us
don Manuel Trens, un sacerdote di
Barcellona, molto sensibile ai temi
dellarte, in un articolo pubblicato
in occasione della morte dellarchitetto. Dire che Gaud volle essere
larchitetto di Dio non unaffermazione gratuita. In quasi tutte le sue
opere c sotto una chiara volont
di riprodurre, proseguire e migliorare lopera della natura, che per lui
era come dire lopera divina. Perci
Gaud vedeva la natura come larchitettura creata da Dio e se stesso
come lintermediario architettonico
fra Dio e gli uomini, interprete e
prolungatore della creazione di Dio.

In Polonia asta della Caritas


per aiutare gli scolari meno abbienti
POZNA, 1. Aiutare un milione di
bambini che vivono in situazione di
indigenza: lo scopo dellasta on
line promossa per la prima volta in
Polonia dalla Caritas dellarcidiocesi
di Pozna attraverso il sito internet
www.caritaspoznan.pl e dal portale
Allegro. Liniziativa intitolata Lo
zainetto del sorriso, nellambito del
programma Condividi con altri la
tua gioia, un progetto-pilota volto a raccogliere fondi per sovvenzionare i corredi scolastici degli alunni
meno abbienti che frequenteranno
la scuola da settembre. Abbiamo
deciso di lanciare quel progetto
spiega al Sir monsignor Stanisaw

Gdecki, arcivescovo di Pozna e


presidente della Conferenza episcopale polacca cercando dei mezzi
nuovi per agevolare coloro che vorrebbero aiutare gli altri. La realt di
internet molto vasta e porta effetti
benefici nella comunicazione tra le
persone. Ne vogliamo approfittare
condividendo la gioia, grazie a internet, nella vita reale. Secondo il
direttore della Caritas diocesana,
don Waldemar Hanas, il progetto
va incontro allappello di Papa
Francesco di cercare strade nuove
per la carit e andare nei luoghi trascurati.

La Corte europea di Strasburgo d ragione alla Francia

Proibire burqa e niqab


non viola i diritti delluomo
STRASBURGO, 1. La legge che in
Francia vieta di indossare il velo
islamico integrale (burqa e niqab)
non contraria ai diritti delluomo e
persegue un obiettivo legittimo: lo
ha stabilito oggi a Strasburgo la
Corte europea dei diritti delluomo,
respingendo il ricorso di una ventiquattrenne francese musulmana.
Nessuna violazione della libert di
religione, dunque, n mancato rispetto della vita privata.
Nella loro sentenza, i giudici sostengono che il provvedimento
entrato in vigore l11 aprile 2011 con
lo scopo di proibire luso del burqa
e del niqab nei luoghi pubblici in
quanto i due indumenti nascondono
integralmente o parzialmente il viso
persegue lo scopo legittimo di
proteggere i diritti e le libert altrui
e di assicurare il rispetto dei minimi
requisiti del vivere insieme. La
Corte europea ha dunque accolto la
tesi del Governo francese secondo la
quale indossare un velo che nasconde il viso viola i diritti altrui a vivere liberamente uno spazio pubblico.

Strasburgo per non ha accettato la


motivazione secondo cui la legge sarebbe stata introdotta per assicurare
la sicurezza pubblica in quanto un
divieto totale di niqab e burqa non
pu essere considerato necessario
in una societ democratica. Parigi
avrebbe cio potuto ottenere lo stesso risultato imponendo lobbligo di
mostrare il viso in caso di controllo
didentit. I giudici in qualche modo bacchettano la Francia ritenendo che emanare leggi come quella
in questione possa contribuire al
rafforzamento di stereotipi e intolleranza verso certi gruppi, mentre lo
Stato ha il dovere di promuovere la
tolleranza. La legge francese, pur
senza nominarlo, vieta di fatto di
indossare il velo islamico integrale
nei luoghi pubblici, prevedendo una
multa di 150 euro o lobbligo di frequentare corsi di educazione civica
per chi dissimula il volto. Pi dura
la sanzione per chi obbliga una
donna a indossare il burqa contro la
sua volont: 30.000 euro di multa.

Gaud voleva finire le sue creazioni


con la croce a quattro braccia sul
punto pi alto, come si far quando
finir la costruzione della Sagrada
Familia.
Nel 1991, a centoquarantanni dalla nascita di Gaud, a Barcellona fu
fondata unassociazione per promuovere la sua beatificazione. Completate le formalit del processo a livello diocesano, la causa adesso a
Roma. Speriamo che un giorno
possiamo vedere il grande architetto
sugli altari. Se questo desiderio si
realizzasse, sarebbe il primo architetto della storia inserito nellelenco
cristiano dei santi. E certamente entrer come uno sguardo e una visione della natura profondamente francescani e come un genio che espresse in tutte le sue creazioni artistiche
il desiderio di estendere lopera della natura, identificata come lopera
di Dio. In questo senso, il titolo di
architetto di Dio diventa una
chiave per comprendere tutta la sua
attivit creativa.
*Cardinale arcivescovo di Barcellona

morto Christian Fhrer

Con la preghiera
min
il muro di Berlino
BERLINO, 1. Nella Germania
orientale era considerato uno dei
protagonisti della rivoluzione pacifica che port nel 1989 alla caduta del muro di Berlino: Christian Fhrer, pastore evangelico
di Lipsia, morto ieri allet di 71
anni, dopo una lunga malattia.
In particolare il suo nome legato alla Nikolaikirche, la chiesa di
San Nicola, dove dal 1982 ogni
luned si pregava per la pace. Il 9
ottobre 1989 la preghiera sfoci
in una manifestazione di settantamila persone che bloccarono
Lipsia, sfilando per il rispetto dei
loro diritti. Un movimento di popolo straordinario, che contribu
alla svolta epocale: un mese dopo, il 9 novembre, cadeva infatti
il muro che divideva la capitale.

Lutti
nellepiscopato
Monsignor Petero Mataca, arcivescovo emerito di Suva, nelle
Isole Fiji, morto alle 10 di luned 30 giugno allet di 81 anni. Il
compianto presule era nato in
Cawaci, arcidiocesi di Suva, il 28
aprile 1933, ed era stato ordinato
sacerdote il 19 dicembre 1959.
Eletto alla Chiesa titolare di Siminina e nel contempo nominato
ausiliare di Suva il 27 agosto
1974, aveva ricevuto lordinazione
episcopale il successivo 3 dicembre. Promosso arcivescovo di Suva il 10 aprile 1976, aveva rinunciato al governo pastorale dellarcidiocesi il 19 dicembre 2002. Le
esequie saranno celebrate venerd
11 luglio, alle ore 10, nella cattedrale del Sacro cuore a Suva.
Monsignor Antonio Jos Ramrez Salaverra, vescovo emerito di
Maturn, in Venezuela, morto
sabato 28 giugno allet di 96 anni. Il compianto presule era infatti nato il 31 ottobre 1917 a Cariaco, arcidiocesi di Cuman. Ordinato sacerdote il 14 luglio 1940,
con lerezione, il 24 maggio 1958,
della nuova diocesi di Maturn,
ne era stato nominato primo vescovo. Aveva ricevuto lordinazione episcopale il successivo 14 settembre e aveva partecipato alle
prime due sessioni del concilio
Vaticano II. Il 7 maggio 1994 aveva rinunciato al governo pastorale della diocesi. Le esequie saranno celebrate venerd prossimo, 4
luglio.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 8

mercoled 2 luglio 2014

Messaggio di Papa Francesco alla conferenza sulle mine antipersona

Il ricorso alle armi


una sconfitta per tutti
Pubblichiamo in una nostra traduzione
italiana il messaggio che il cardinale
segretario di Stato Pietro Parolin ha
inviato a nome di Papa Francesco al
presidente della terza Conferenza di revisione della Convenzione sul divieto
dimpiego, di stoccaggio, di produzione e
di trasferimento delle mine antipersona
e sulla loro distruzione, che si svolta
a Maputo, in Mozambico, dal 23 al
27 giugno.

in generale, e alle mine in particolare, rappresenta una sconfitta di tutti.


Questa Conferenza di revisione
loccasione per ritornare sul considerevole lavoro svolto e per guardare
al futuro, poich ci sono ancora
grandi sfide da affrontare. Ma soprattutto unoccasione per rinnovare

i nostri impegni e prendere le decisioni che simpongono al fine di


cambiare il presente: il presente di
tante famiglie, comunit, regioni e
Paesi che continuano a vivere ogni
giorno nella paura delle mine,
nellinsicurezza e nella povert.
Lambiente che li circonda implica

Signor Presidente,
con grande gioia e considerazione che Papa Francesco coglie loccasione dello svolgimento della terza
Conferenza di revisione della Convenzione sulle mine antipersona per
rivolgersi attraverso di lei, Eccellenza, a tutti gli Stati aderenti, alle Organizzazioni internazionali e alla societ civile. Mi sia concesso di esprimere in modo particolare la mia solidariet e il mio affetto a tutte le
persone vittime delle mine antipersona. Esse portano, sul loro corpo e
nella loro vita, i segni di unarma disumana, unarma irresponsabile,
unarma da vigliacchi. Le loro ferite
ci ricordano che il ricorso alle armi

una minaccia costante, mentre dovrebbe essere fonte di fertilit, di


sviluppo e di gioia di vivere.
Signor Presidente,
Ogni persona alla ricerca della
pace, lopposto della paura. Le mine
antipersona sono subdole perch
prolungano la guerra e alimentano
la paura anche dopo la fine dei conflitti. Aggiungono al fallimento umano provocato dalla guerra un sentimento di paura che prevale nello stile di vita e altera la costruzione della
pace. Questo sentimento distruttore non solo della persona che lo subisce ma anche di quella che limpone. La pace gioia di vivere, fiducia
nel giorno per giorno, rapporto di
fraternit, di gratuit, dove linteresse di tutti si pu trovare solo nella
condivisione, nella cooperazione, e
nel rifiuto dellodio e dellindifferenza. Tutte le persone, vittime dirette o
indirette delle mine, sono l per ricordarci in ogni momento questo
fallimento umano e il vuoto che ne
la conseguenza. Convenzioni come
quella sulle mine antipersona o quella sulle munizioni a grappolo, non
sono solo freddi quadri giuridici, ma
rappresentano una sfida per tutti co-

loro che cercano di salvaguardare e


di costruire la pace, e, in particolare,
di tutelare i pi deboli. La dignit
umana ci che noi tutti, forti o deboli, ricchi o poveri, abbiamo in comune, al di l delle nostre diverse limitazioni. La vera ricchezza non
quella del denaro, la vera forza non
quella delle armi. La vera felicit
nellamore, nella condivisione e nella
generosit del cuore... Vogliamo veramente la sicurezza, la stabilit e la
pace? Allora riduciamo i nostri stoccaggi di armi! Bandiamo le armi che
non hanno ragion dessere in una

Unesperienza fondata su un programma di scambi spirituali

Monaci protagonisti del dialogo tra le religioni


di WILLIAM SKUDLAREK*
Anche prima del 1978, anno in cui
la Confederazione benedettina istitu commissioni per il dialogo interreligioso in Europa e Nord America,
alcuni monaci erano gi impegnati
nel dialogo con i seguaci di altre religioni. Tra i pi noti di questi pionieri vi era Henri Le Saux (19101963), monaco benedettino del Monastero di Sainte-Anne de Kergonan
in Francia (Bretagna). Arrivato in
India nel 1948, adott presto la veste zafferano di un sannysi, il rinunciante ind, prendendo il nome
indiano Abhishiktnanda (Gioia
dellUnto). Negli Stati Uniti, il
monaco trappista Thomas Merton
(1915-1968) approfond gli insegnamenti e le pratiche spirituali del cristianesimo occidentale e orientale e
di altre tradizioni religiose. Poco
prima della sua morte accidentale
nel 1968 durante una conferenza
monastica panasiatica a Bangkok,
una delle rare occasioni in cui ha lasciato il suo monastero in Kentucky,
spieg il motivo per cui desiderava
imparare dalle altre religioni: Io
parlo come monaco occidentale che
in primissimo luogo interessato alla propria vocazione e dedizione
monastica [...] Sono venuto come
pellegrino, desideroso non di raccogliere informazioni o fatti sulle altre tradizioni monastiche, bens di
abbeverarsi alle antiche fonti della
concezione e dellesperienza monastica. Io non cerco solamente di saperne di pi in fatto di religione e
di vita monastica, ma di fare di me
stesso un monaco migliore e pi illuminato [...] A mio giudizio siamo
arrivati oggi a un grado tale di maturit religiosa per cui dato a
qualcuno di poter attingere alla disciplina e allesperienza diciamo ind o buddista, pur rimanendo del
tutto fedele al proprio impegno cristiano e monastico. Credo anzi che
alcuni di noi abbiano bisogno di
una tale esperienza per migliorare la
qualit della loro vita monastica.
Limportanza del dialogo interreligioso per i monaci e le monache,
soprattutto coloro che sono stati
coinvolti nella creazione di comunit monastiche in Paesi dove il cristianesimo una religione di minoranza, stato riconosciuto dallAlleanza inter-monastica (Aim), unorganizzazione fondata nel 1961 per
aiutare le nuove comunit monastiche cattoliche in Asia e in Africa.
Molto presto lAim ha cominciato a
organizzare conferenze per aiutare i
monaci e le monache cristiani a
comprendere meglio le culture e le
tradizioni religiose dei popoli fra i
quali vivevano.

Il successo delle due conferenze


asiatiche sponsorizzate dallAim,
una a Bangkok nel 1968 e laltra a
Bangalore nel 1973, convinse il cardinale Sergio Pignedoli, secondo
presidente del Segretariato per le religioni non-cristiane (oggi Pontificio
consiglio per il dialogo interreligioso), a scrivere allabate primate
dellordine benedettino Rembert
Weakland nel 1974 per invitare gli
ordini monastici della Chiesa a essere coinvolti nel dialogo interreligioso. La ragione per cui fece questappello, disse, che il monachesimo
costituisce un ponte tra le religioni. La richiesta del cardinale Pignedoli port alla creazione nel
1978 delle sottocommissioni per il
dialogo interreligioso allinterno
dellAim in Europa e in Nord America, e, successivamente, alla creazione del Dialogo interreligioso monastico (Dialogue interreligieux monastique/Monastic interreligious dialogue, Dimmid) come un segretariato
indipendente allinterno della confederazione benedettina, con collegamenti formali ai due rami dellordine cistercense.
Uno dei principali obiettivi del
Dimmid quello di promuovere
linteresse e limpegno dei monaci e
delle monache cattolici nel dialogo
interreligioso. Strumenti per raggiungere questobiettivo sono una
rete di commissioni nazionali e re-

gionali, convegni interreligiosi e una


rivista multilingue dedicata al dialogo dellesperienza religiosa. Questa
rivista, dal titolo Dilatato Corde,
stata lanciata nel 2011, e i numeri
attuali e precedenti possono essere
trovati sul sito www.Dimmid.org.
Ogni anno i principali articoli sono
pubblicati in forma di libro dalla
casa editrice Lantern Press a New
York. Il nome della rivista, Dilatato Corde, proviene dalla Regola di
san Benedetto, che invita coloro che
seguono la vita monastica a correre
sulla via dei comandamenti di Dio
con un cuore dilatato (Prologo,
49).
Il Dimmid si concentra sul dialogo con i monaci e le monache di altre tradizioni religiose, la cui vita
monastica, si deve rilevare, precede
il monachesimo cristiano di circa un
migliaio di anni. Al di l di voler
offrire ospitalit e vivere in pace e
nel rispetto reciproco con i loro fratelli e sorelle monaci buddisti e ind, un numero crescente di monaci
cattolici condividono la convinzione
di Thomas Merton che possiamo
imparare in profondit, per esempio, la disciplina o lesperienza buddista o ind [e perci] migliorare la
qualit della nostra vita monastica.
A tal fine, un programma di scambi
spirituali tra monaci e monache
giapponesi buddisti zen e comunit
monastiche europee in corso dal

1979. Questo programma una forte


espressione della tradizione monastica dellospitalit raccomandata da
san Benedetto nella sua Regola. Padre Pierre-Franois de Bthune,
O.S.B., primo segretario generale del
Dimmid e per molti anni consulente
del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, descrive questo tipo di scambio nel suo libro Lospitalit. La strada sacra delle religioni
(Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2013).
NellAmerica del Nord, le riunioni dei gruppi monache in occidente e monaci in occidente si sono
svolte dal 2004 per fornire ai monaci e alle monache buddisti, cattolici
e ind lopportunit di riflettere sulle sfide di condurre una vita monastica in una cultura che pone sempre pi importanza ai beni e al piacere. Inoltre, la commissione nordamericana del Dimmid ha sponsorizzato tre importanti dialoghi buddisti-cattolici, chiamati Incontri di
Getsemani; lanno prossimo si terr
il quarto incontro, che affronter il
tema della maturazione spirituale.
Grazie soprattutto al libro di Raimon Panikkar, Beata semplicit. La
sfida di scoprirsi monaco (Cittadella,
Assisi 2007), divenne sempre pi
chiaro che monaco pu anche essere inteso come un archetipo, vale a dire, un prototipo di impegno
totale per la ricerca della bellezza,

Messa e processione in Vaticano

Celebrata la festa dei protomartiri romani


Quando si interrompe il vincolo di amore tra i fedeli
e la Chiesa di Cristo, accade ci che accade tra due
coniugi nel momento in cui si separano. Ha usato
questo termine di paragone il cardinale Gianfranco
Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della Cultura, per far capire il valore immenso della testimonianza dei martiri cristiani il cui ricordo stato celebrato luned pomeriggio, 30 giugno, nella festa dei
santi protomartiri della Chiesa di Roma, organizzata
come da tradizione dalla Pontificia accademia cultorum martyrum.
I martiri, ha spiegato il porporato, sono infatti
quelli che, pur di conservare lindissolubilit del rapporto con Cristo, accettano perfino la morte. Commentando il Vangelo di Matteo al capitolo 24 (4-13),
il cardinale ha poi invitato a riflettere sul termine
inganno. Ingannare, ha detto, significa deviare
dalla retta via per avventurarsi su viottoli e rischiando di girare a vuoto. Il martire, invece, colui che
ha seguito Cristo, vera via, senza prendere strade alternative, anche se quella intrapresa era piena di
ostacoli e di difficolt.
Dopo la celebrazione della messa nella chiesa di
Santa Maria della Piet in Campo Santo Teutonico,
il cardinale ha poi guidato la processione eucaristica
lungo i viali della Citt del Vaticano. La commemo-

razione si infine conclusa proprio sulla piazza intitolata ai protomartiri romani, nello stesso luogo in
cui sorgeva il circo di Caligola e Nerone.

della verit e della bont definitiva


che il segno distintivo di ogni autentico ricercatore spirituale. Una
definizione del monachesimo pi
profonda e pi inclusiva, che si
esprime in questa comprensione di
monaco che non diminuisce ma
esalta il ruolo di monaci e monache
professi, ha portato il Dimmid a
espandere la propria comprensione
del dialogo monastico come un
dialogo a livello dellesperienza e
della pratica religiosa. Cos, mentre
i partner principali del Dialogo interreligioso monastico continuano a
essere i monaci e le monache di altre tradizioni spirituali, il dialogo
condotto a livello dellesperienza religiosa si estende anche ai ricercatori
spirituali che non fanno parte di
una forma istituzionalizzata di monachesimo. Tra questi praticanti spirituali non formalmente monastici
occupano un posto importante i
musulmani, le cui pratiche religiose
sono spesso parallele a quelle dei
monaci e delle monache. Diverse
comunit monastiche in Europa e
nellAmerica del Nord hanno stabilito stretti legami spirituali con i loro vicini musulmani. A livello internazionale, il Dimmid coinvolto in
un dialogo continuo con i musulmani sciiti dellIran. Lesempio di
Christian de Cherg e della comunit trappista di Tibhirine in Algeria
ha spinto un numero crescente di
monaci e di monache cattolici a riconoscere e imparare dagli insegnamenti spirituali e dalle pratiche
dellIslam.
Negli ultimi anni siamo diventati
sempre pi consapevoli che essere
religiosi oggi significa essere interreligiosi, cio aperti a ricevere
gli stimoli che le altre religioni possono offrire, consapevoli che se conosciamo solo la nostra religione
probabile che la comprendiamo e la
viviamo in maniera incompleta. Come diceva Goethe, Chi non conosce le lingue straniere, non sa nulla
della propria. Oggi, sappiamo come le sue parole sono applicabili alla conoscenza e alla pratica del cristianesimo, e in modo particolare,
alla vita monastica. Come ha detto
Papa Francesco durante il suo incontro con la classe dirigente del
Brasile il 27 luglio 2013, laltro ha
sempre qualcosa da darmi, se sappiamo avvicinarci a lui con atteggiamento aperto e disponibile, senza
pregiudizi. Questo atteggiamento
aperto, disponibile e senza pregiudizi, lo definirei come umilt sociale
che ci che favorisce il dialogo.
Solo cos pu crescere una buona
intesa fra le culture e le religioni.
*Consultore del Pontificio consiglio
per il dialogo interreligioso

societ umana e investiamo nelleducazione, nella salute, nella salvaguardia del nostro pianeta, nella costruzione di societ pi solidali e fraterne con le loro diversit, che sono un
arricchimento.
Papa Francesco esorta tutti gli attori di questa splendida impresa
umanitaria a preservare lintegrit
della Convenzione, a svilupparla e a
metterla in atto il pi fedelmente e
rapidamente possibile. Papa Francesco esorta tutti i Paesi a impegnarsi
nellambito della Convenzione affinch non ci siano pi vittime di mine!
Affinch non ci siano pi zone colpite dalle mine e, nel mondo, nessun
bambino debba vivere nella paura
delle mine!
Possa questa Convenzione, in ci
che essa ha di esemplare e di profetico nella sua intuizione originale, essere un modello per altri processi, in
particolare per le armi nucleari e per
altre armi che non dovrebbero esistere. Poniamo la persona umana, le
donne e gli uomini, le ragazze e i ragazzi, al centro dei nostri sforzi per
il disarmo. Che significato hanno la
pace, la sicurezza e la stabilit se le
nostre societ, le nostre comunit e
le nostre famiglie vivono costantemente nella paura e nellodio distruttivo? Diamo spazio alla riconciliazione, alla speranza, allamore che
si esprime nellimpegno per il bene
comune, nella cooperazione internazionale per aiutare i pi deboli tra i
nostri fratelli e le nostre sorelle, al fine di mettere in atto politiche fondate sulla nostra dignit comune, al
servizio di un futuro necessariamente
comune.
Signor Presidente,
A nome di Papa Francesco, vorrei
congratularmi con lei e con il Mozambico per limpegno a favore della Convenzione e vorrei augurare a
voi partecipanti a questa Conferenza
pieno successo nei vostri lavori.

Guidata dal cardinale Tauran

Preghiera
per la pace in Siria
e Iraq
Roma prega per la pace in Iraq e in
Siria: mercoled sera, 2 luglio, il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente
del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, guider la celebrazione nella chiesa dei Santi Dodici
Apostoli, con la partecipazione di
rappresentanti delle comunit mediorientali residenti in Italia. Organizzato dal vicariato di Roma ufficio per la pastorale delle migrazioni
e dal Centro per la cooperazione
missionaria tra le Chiese, in collaborazione con lassociazione Finestra
per il Medio Oriente, lincontro
avr inizio alle ore 19. Si tratta
spiega il vescovo Matteo Zuppi, ausiliare di Roma e incaricato per la
Cooperazione missionaria tra le
Chiese di una risposta allappello
dellepiscopato iracheno, rilanciato
domenica scorsa da Papa Francesco
allAngelus. Nel contempo vi sar
anche una nuova invocazione per il
popolo siriano e per salvare citt
come Aleppo, aggiunge il presule.
La liturgia sar animata dal coro
della parrocchia dei Santi Fabiano e
Venanzio, dalla comunit carismatica
Ges Ama, dalla comunit melchita
di Santa Maria in Cosmedin e da
quella maronita della chiesa di San
Marone.

donne chiesa mondo

Sua madre confrontava


tutte queste cose nel suo cuore

LOSSERVATORE ROMANO luglio 2014 numero 25

Dipinto sul soffitto della chiesa


Debre Berhan Selassie a Gondar,
in Etiopia (foto Gerster)

La scelta della solitudine


Non ci sono solo gli eremiti, ma pure le eremite, anche se
molti tendono a dimenticarlo perch si tratta di una vita
pericolosa e spesso malvista dalle autorit ecclesiastiche e
laiche. Fin dalle origini per ci sono state donne che hanno
deciso di vivere fuori dal chiasso del mondo,
nellisolamento, nel silenzio, nel raccoglimento. E non
chiuse in un monastero. La loro scelta non solo un
fenomeno lontano nel tempo, bens un modo di vivere
praticato anche oggi, una via importante di ricerca del
rapporto con Dio, di chi vuole ascoltare direttamente
come dice Antonella Lumini intervistata da Lucetta
Scaraffia la voce dello Spirito santo, un ascolto tanto
pi importante perch le donne sono pi ricettive, sanno
riconoscere la tenerezza di Dio, trasmetterla e raccontarla.
Isolarsi dal mondo dedicandosi solo alla meditazione e al
rapporto con Dio una scelta di coraggio. Lo per gli
uomini, lo tanto pi per le donne, alle quali in passato
stata pi volte proibita, tanto da indurle a travestirsi da
uomo per ritirarsi in eremitaggio. Troppo rischioso
lisolamento, troppo radicale per una donna quella scelta di
vivere protetta solo dalla fede nei boschi e nelle grotte.
Meglio il convento, pi sicuro, protetto e disciplinato da
regole certe. Pure in molte sono riuscite, fin dai primi secoli
del cristianesimo, a vincere la sfida, magari scegliendo come
romitorio le mura della citt. Ne parla Mario Sensi nel suo
articolo sulle origini di questa vocazione che rifiorita dopo
il concilio Vaticano II e che ha spinto negli anni novanta
Adriana Zarri, ricordata da Giulia Galeotti, a rifugiarsi fra le
montagne del Piemonte, dove prega, coltiva, si dedica agli
animali, accoglie quanti passano, dove non accade nulla
ma succede la vita. Oggi la scelta di vivere in solitudine
lo spiegano molte moderne eremite si pu anche fare in
una citt, nel mezzo della vita di ogni giorno con i suoi
problemi e i suoi affanni. Anche una casa qualunque, un
normale appartamento di un condominio, pu diventare
una pustinia, un luogo del deserto in cui raccogliersi nella
meditazione e nel silenzio. Catherine de Hueck ha ricreato
una pustinia nei boschi canadesi e ha raccontato questa
esperienza in un libro. Le Madonna House nellAmerica
settentrionale in questi anni si sono moltiplicate. Riflettere,
meditare, staccarsi dal mondo, cercare un rapporto con Dio
e con la parte pi profonda di se stessi unindicazione
preziosa anche per le donne di oggi. (r.a.)

tra Dio e lumanit, tra tutti gli esseri viventi. La relazione di amore accoglie, sostiene.
Quella che lei pratica una maternit spirituale, la stessa che ha visto come caratteristica dello Spirito santo. Nel suo libro parla di
un nuovo tempo che si sta aprendo per
lumanit, unera della madre.

Nel silenzio e nel mondo


Dialogo con Antonella Lumini, eremita urbana a Firenze
di LUCETTA SCARAFFIA
Antonella Lumini, questa fragile donna
dagli occhi grandi e luminosi, definita
eremita urbana, mi venuta a prendere
al binario della stazione di Firenze, con
cortese sollecitudine. Il dialogo stato subito facile e intenso: Antonella guarda agli
altri con interesse e amore, da lei ci si sente sinceramente accolti e subito verrebbe
spontaneo raccontarle tante cose personali, appoggiare sulle sue spalle un po del
fardello di sofferenza che ognuno di noi si
porta nel cammino quotidiano. Ma vinco
la tentazione che per gi mi dice molto di lei per cominciare quello che, pi
che una vera e propria intervista, sar un

Io mi metto in ascolto, accolgo e scrivo


Finito il tempo delle mediazioni
oggi dobbiamo ascoltare direttamente
la voce dello Spirito
dialogo. Siamo quasi coetanee, quindi dipaniamo insieme la storia della nostra generazione, che ha traversato il Sessantotto,
ricavandone per non solo insegnamenti
negativi, ma anche una ricerca di autenticit che poi ha segnato le nostre vite e soprattutto il nostro ritorno alla fede.

donne chiesa mondo

Quali sono stati gli eventi pi significativi di


quegli anni?
Un senso profondo di infelicit e di dolore sfociato, a 24 anni, in una grave malattia, dalla quale guarii con la macrobiotica e il ricorso alle tecniche orientali di spiritualit. Poco dopo, un forte richiamo al
silenzio mi spinse verso luoghi solitari immersi nella natura. Tutto mi appariva come un miracolo. Il contatto con lanima
apre alla meraviglia, alla gioia. Essenziale
fu lincontro con padre Vannucci, che conobbi poco prima della morte. Leremo di
San Pietro alle Stinche, da lui fondato, e i
suoi libri hanno avuto una grande importanza nel mio percorso.
Ha mai pensato di entrare in monastero?
Ho frequentato alcuni monasteri, ma ho
sempre sentito che non erano la mia via.
Di particolare importanza stato leremo
di Cerbaiolo, per pi di trentanni rifugio
dellanima. Antico monastero benedettino
arroccato su un monte proprio di fronte
alla Verna, fu poi donato ai francescani.
Distrutto durante la guerra stato fatto ricostruire da Chiara, leremita che lo ha
abitato fin dagli anni Settanta. Questi
soggiorni e la vicinanza con la figura di
Chiara, che considero mia maestra spiri-

tuale sono stati fondamentali per la mia


crescita.

il loro fardello di dolore, altre alla ricerca


di una via in mezzo a difficolt e sbandamenti. Vengono per tempi pi o meno
lunghi, poi magari ritornano dopo periodi
di lontananza. una specie di maternit
spirituale. La mia porta aperta, ma devo
comunque difendere i miei spazi di silenzio che mi nutrono spiritualmente.

Quando ha capito la sua vocazione?


stata una strada lunga e difficile perch non intravedevo sbocchi, n trovavo
risposte adeguate a quel richiamo che sentivo molto forte. Mi attirava il silenzio e
ho cercato in ogni modo di custodirlo nella mia casa, nel centro di Firenze. Mi ha
aiutata monsignor Gino Bonanni, parroco
della Badia Fiorentina, chiesa cara a La
Pira, che mi regal un libro decisivo: Pustinia: le comunit del deserto oggi di Catherine de Hueck Doherty (Jaca Book, 1981).
Pustinia un termine della tradizione ortodossa significa luogo in cui potersi
isolare e raccogliere nel silenzio. Pu essere anche un angolo della casa, per cui ho
cominciato a percepire la mia casa come
una pustinia. Ho sistemato una piccola
stanza per la meditazione e lascolto. Leggo un passo scritturale, invoco lo Spirito
santo (in ebraico, la ruah), poi mi immergo nel silenzio. L porto tutto.
Ma lei non uneremita stanziale, mi sembra
di capire che si muove molto
Per anni ho compiuto pellegrinaggi solitari, in Egitto, a Gerusalemme, in Grecia.
Mi sono recata a Patmos per meditare
lApocalisse. Ho scritto su alcuni quaderni
ci che ricevevo in meditazione: cose pi
grandi di me. Io semplicemente mi metto
in ascolto, accolgo, scrivo. Oggi finito il
tempo delle mediazioni, dobbiamo ascoltare direttamente la voce dello Spirito e
credo che ora siano le donne a dover parlare, perch le donne sono pi ricettive,
sanno riconoscere la tenerezza di Dio, trasmetterla, raccontarla. Se la Chiesa sposa di Cristo, madre, non un vero controsenso che le donne abbiano avuto raramente la possibilit di esprimersi? necessario che le potenzialit femminili, materne, emergano proprio nella Chiesa.
Lumanit ne ha bisogno.
Lei ha scritto nel suo ultimo libro, Dio
madre. Ma diceva di avere scritto sempre il
frutto delle sue meditazioni, in questi anni.
S, per pi di ventanni ho scritto senza
sapere cosa dovevo farne di tutti quei quaderni. Da alcuni anni, ho cominciato a
pubblicare qualcosa, per me si aperta
una nuova fase, quella della testimonianza, che alterno al silenzio. Sono invitata a
parlare, a tenere incontri di meditazione,
spesso da gruppi di laici, in vari luoghi
dItalia. Senza dubbio sono attratta dai
lontani, so cosa vuole dire esserlo. Cerco
di trovare un linguaggio che arrivi a tutti,
adatto alle diverse circostanze: non posso
parlare allo stesso modo in una parrocchia
o a un gruppo di femministe. Questi in-

Jean Guitton, Florence (1920)

contri a volte sono organizzati dalla Chiesa locale, altri da gruppi che chiedono solo un avvicinamento alla spiritualit. Ci
sono persone che chiedono ascolto, colloqui individuali. Alcune solo per depositare

Da oltre trentanni un forte


richiamo al silenzio e alla solitudine
ha spinto Antonella Lumini
(Firenze, 1952) a condurre una vita
di nascondimento nel mondo. La
sua unica regola consiste nella
ricerca di un equilibrio fra dentro e
fuori, fra ascolto di Dio e ascolto
delle persone, fra ricerca interiore e
immersione nella realt. Dopo studi
filosofici, si dedicata allo studio
della Scrittura e di testi spirituali
frequentando corsi di filologia
biblica. Lavora a tempo parziale
alla Biblioteca Nazionale Centrale
di Firenze, dove responsabile del
Settore dei libri antichi. Tiene
incontri di spiritualit e
meditazione. Tra i suoi libri pi
recenti, Memoria profonda e risveglio
(2008); Dio madre (2013).

Oggi siamo in un momento di grande


prova. Tutte le resistenze che ostacolano
lopera dello Spirito sono come uscite allo
scoperto. Satana, in ebraico avversario,
sta tirando fuori tutte le sue forze. Lo vediamo dalla crisi della maternit. Le donne, che sono al cuore dellamore, stanno
perdendo il senso materno, la capacit di
accogliere e di amare. Ma oggi assistiamo
alla riscoperta di Maria da parte di tante
donne che se ne erano discostate: cos viene riconosciuto un nuovo modello femminile che chiede di essere incarnato sempre
pi universalmente. C un aspetto nella
maternit divina che mi commuove profondamente: i figli, aprendosi al materno
amore, scoprono che la madre portava nel
suo cuore le pene che essi non volevano
sentire. Sono la madre di una umanit
ferita che sanguina per quanto si allontanata da me dice lo Spirito santo. Ma la
nuova era, quella dellamore materno, si
sta avvicinando: lumanit comprender,
non potr pi credere di bastare a se
stessa.

Quali sono i suoi progetti per il futuro?


Il suo libro Dio madre organizzato seSento che venuto il momento di apricondo le regole delle sacre rappresentazioni
della tradizione medievale: il percorso interio- re una pustinia, un luogo dove ospitare le
re si sviluppa attraverso dialoghi con santa persone che hanno bisogno di silenzio e
Maria Maddalena e lapostolo Giovanni, che rivela coOra sono le donne a dover parlare
me il suo vangelo sia stato
ispirato da Maria. un liperch le donne sono pi ricettive
bro di meditazioni centrato
Sanno riconoscere la tenerezza di Dio
su un messaggio, una voce
che lei ha sentito: Sono lo
sanno trasmetterla e raccontarla
Spirito santo, sono la madre
che in Dio.
Certo, lidentificazione dello Spirito con di ascolto. Affido questa intuizione allo
la componente materna di Dio ha dei pre- Spirito. Unaltra iniziativa significativa
cedenti nei Padri orientali, che lo associa- portata avanti dal Tempio per la pace, che
vano alla sopha, la Sapienza divina e inol- frequento da molto tempo. unassociatre in ebraico ruah femminile. giunto zione laica sorta a Firenze che raccoglie
il momento in cui lumanit percepisca persone di diverse religioni e non credenti.
Dio come una presenza amorosa, non pi Lidea sarebbe quella di ottenere dal cogiudicante. La condanna ce la diamo noi, mune di Firenze uno spazio permanente
non Dio. Ed proprio questo che dice Pa- per il silenzio come stato fatto a Berpa Francesco, che punta a risvegliare i lino.
cuori, le coscienze, per renderli pi aperti
Ci si allontana con dispiacere da questa
allamore. Il momento che viviamo ci ap- fragile figura femminile che sa irradiare
pare tenebroso, ma in atto una grande tanto amore, che sa vivere in ogni momenespansione spirituale che pu riconciliare to la maternit spirituale. Ma sapere che
lumanit a se stessa. Se ci apriamo Antonella Lumini vive nel mezzo di una
allamore, diveniamo strumenti dellopera citt, mescolata alla vita affannata e tesa
dello Spirito santo, crescer la comunione di ogni giorno, riempie di speranza.

donne chiesa mondo women church world mujeres iglesia mundo femmes glise monde donne chiesa mondo women church world mujeres iglesia mundo femmes glise monde donne chiesa mondo

Il respiro della preghiera


DE

che il volto dellessere amato si offra ai vostri


occhi quando guidate, quando battete a macchina, quando fate unassicurazione, e cos di
seguito. In un modo o nellaltro, siamo in grado di delineare contemporaneamente queste
due realt, il volto dellessere amato e quello
che stiamo facendo.
Amici miei, la preghiera cos. Se vinnamorate, impossibile separare la vita e il re-

HUECK D OHERTY

hi entra in pustinia per la prima


volta, prover per un giorno o
due, in una certa misura, il rumore interiore. La prima volta che
una donna del nostro gruppo vi
andata, mi disse al ritorno: Cara mia, che
terribile esperienza! Sapete cosa mi successo?. Le dissi: S, penso di saperlo. Ma ditemelo lo stesso. Lei mi disse: Tutti i miei
pensieri mi ronzavano dentro come mosche.
Pensavo che avevo i miei jeans da rappezzare,
che cera da ripulire il giardino dalle erbacce.
Pensavo a tutto tranne che a Dio. Le dissi:
Oh! perfettamente naturale. Ci vuol tempo alluomo di oggi per piegare le ali dellintelligenza e aprire le porte del cuore.
Per quelli di voi che entreranno in pustinia
per un giorno o due, questo lessenziale: piegare le ali dellintelligenza. In questa civilt
occidentale tutto passa dalla testa. Siete troppo intellettuali, troppo pieni di ogni specie di
sapere. La pustinia vi mette, per prima cosa e
soprattutto, in contatto con la solitudine. In
secondo luogo vi mette in contatto con Dio.
Anche se non provate assolutamente nulla, resta il fatto che siete venuto per incontrare
Dio, per un appuntamento assolutamente personale. Avete detto al Signore: Signore, voglio prendere nella mia vita occupata queste
24, queste 36 o queste 48 ore per venire a te,
perch sono molto stanco. Il mondo non come tu vorresti che fosse, e neanchio. Voglio

Lautrice
Queste parole sono state scritte per coloro
che chiedevano di sperimentare il silenzio
nella pustinia una capanna nei boschi
canadesi costruita da Catherine de
Hueck Doherty su modello di una pratica
spirituale da lei conosciuta nella sua
infanzia russa. Catherine era nata nel 1896
in una ricca famiglia russo-polacca per
questo era cattolica e poi costretta dalla
rivoluzione a fuggire con il marito, un
aristocratico russo, in Canada e negli Stati
Uniti. Ha conosciuto lesilio e la povert,
poi di nuovo la ricchezza e la vita
mondana, da cui si ritir per vivere accanto
ai poveri di Toronto. In seguito, fond ad
Harlem una Casa dellamicizia, e qui
alcune persone vennero a condividere la
sua vita. Amica di Dorothy Day, si
impegn a creare luoghi di silenzio per la
preghiera e la meditazione, che chiamer
Madonna House. Progetto a cui si dedica
fino alla morte, nel 1985. Nei suoi numerosi
scritti rivela limportanza e la necessit del
silenzio nella vita contemporanea.

venire a riposare sul tuo petto come san Giovanni il Prediletto. E per questo che sono venuto qui. O potete anche dire: Signore, io
non credo in te. Non credo nemmeno alla tua
esistenza. Penso che tu sia morto. Ma mi hanno detto che forse sei vivo in questa buffa capannetta in mezzo ai boschi. Voglio venire a
vedere. Posso?.
Si pu venire a fare un ritiro di questo genere per mille ragioni, ma lessenziale ripiegare quellintelletto che ha fabbricato tante
torri di Babele e che continua a farne, e aprire
quel cuore che solo capace di ricevere la parola di Dio.
San Paolo dice: Pregate senza sosta. La
preghiera la fonte e la parte pi intima delle

Siete troppo intellettuali


troppo pieni di ogni specie di sapere
La pustinia vi mette in contatto
prima con la solitudine e poi con Dio

nostre vite. Quando pregate, ritiratevi nella


vostra camera, chiudete la porta e pregate il
Padre vostro nel segreto. Queste parole di
nostro Signore significano che dovete entrare
in voi stessi e stabilirvi un santuario; il luogo
segreto il cuore umano. La vita di preghiera
la sua intensit, la sua profondit, il suo ritmo la misura della nostra salute spirituale
e ci rivela a noi stessi. Levatosi molto prima
del giorno, usc per andare in un luogo deserto, e l pregava. Con gli asceti il deserto
interiorizzato, e significa la concentrazione di

uno spirito raccolto. A questo livello, in cui


luomo sa come restare in silenzio, si trova la
vera preghiera. E qui che egli riceve una visita
misteriosa.
Anche questa una cosa che la pustinia
vinsegner se vi lasciate fare. Vi insegner la
preghiera, forse una preghiera differente da
quella cui eravate abituato.
Si dice spesso di non avere il tempo di pregare. Dov il luogo della preghiera? La preghiera nellintimo. Io sono una chiesa. Sono
il tempio del Padre, del Figlio e dello Spirito

Santo. Essi vengono a me. Il Signore ha detto


che il Padre suo e lui sarebbero venuti a far
dimora in me. Non ho bisogno di andare da
nessuna parte. Questo daltronde non vuol dire che non si deve render gloria a Dio in chiesa, l dove tutti gli altri vengono a pregare,
ma questo significa che bisogna pregare costantemente. Non ci dovrebbe essere interruzione nella nostra preghiera. Esiste una pustinia del cuore. Perch il mio cuore dovrebbe
essere lontano da Dio mentre vi parlo? Quando siete innamorati di qualcuno, si direbbe

spiro dalla preghiera. La preghiera semplicemente unione con Dio. La preghiera non ha
bisogno di parole. Quando due persone sono
innamorate, si guardano lun laltra, si guardano negli occhi, oppure la donna resta semplicemente rannicchiata nelle braccia del marito.
Non parlano n luno n laltra. Quando
lamore raggiunge il suo punto culminante,
non trova pi da esprimersi. Raggiunge
quellimmenso regno del silenzio in cui palpita e assume proporzioni ignote a coloro che
non vi sono entrati. Cos per la vita di preghiera con Dio. Voi entrate in Dio e Dio entra in voi, e lunione costante.
Il giorno del mio battesimo, i miei piedini
fecero il primo passo verso quellunione con
Dio per la quale sono venuta al mondo. Posso
passare tutta la vita senza mai ricordarmene.
Sar una vita arida. Sar una vita infelice. Ma
qualunque cosa mi accada, se mi ricordo che
esisto per essere unita a Dio, e che sono unita
a Dio in ogni istante, tutto quello che ho da
fare pensarci. In effetti, non ho neanche da
pensarci. Il suo volto sempre davanti a me.

La presenza delle eremite nella storia della Chiesa ortodossa russa

Salvata da un semplice fazzoletto


di MARTA DELLASTA
l deserto, la ricerca della
lontananza assoluta dagli uomini e della vicinanza continua con Dio, entrato a far parte
della spiritualit russa sin dal momento in cui, nel X secolo, un
paese giovane e poco civilizzato
come la Rus di Kiev abbracci il
Vangelo, e assieme a esso ricevette
da Bisanzio una cultura spirituale
e teologica ricca e profonda: solo

Cuore profondo
che mantiene in vita il corpo
ma che non vuole rivelarsi
trentatr anni dopo il battesimo
del popolo, il prete Ilarion cerc
il deserto fuori dalle mura della
citt, in una grotta sulle pendici
della collina che digradava verso
il Dniepr. Di l sarebbe nato il

grande Monastero delle Grotte di


Kiev, ancora oggi centro spirituale
dellortodossia.
Dopo Ilarion la vita monastica
ha costituito uno dei centri di gravit della storia russa, testimoniata
dalle molte vite di santi e dagli
splendidi monasteri che ancora rimangono (erano 1025 prima della
rivoluzione), ma al suo interno la
vita eremitica, soprattutto quella
femminile, rimasta sempre volutamente nascosta, come un cuore
profondo che mantiene in vita il
corpo ma che non vuole rivelarsi.
Spesso, infatti, non ci rimane neppure testimonianza della sua esistenza. Del resto il desiderio
delleremita era proprio quello di
nascondersi totalmente al mondo
per essere noto soltanto a Dio. E
cos stato. Solo in qualche caso
arrivato sino a noi il nome di
una santa eremita, come Dosifeja,
che nel XVIII secolo ha vissuto
sotto spoglie maschili, e come
padre spirituale ha benedetto,

fra molti altri, anche il giovane


monaco Serafino, che poi sarebbe
diventato il grande santo di Sarov.
Ma la vita di preghiera e lofferta totale di s di queste ignote
eremite, pur senza lasciare grandi
testimonianze storiche, hanno edificato nel profondo la vita della
Chiesa, consolidando la sua forza
spirituale e assicurandone la continuit nel momento della grande
prova, la rivoluzione del 1917. In
quel frangente il ruolo di queste
donne stato talmente essenziale
che un vescovo ortodosso russo
ha potuto dire che la salvezza della Chiesa russa non si deve al klobuk (cio allalto copricapo dei
monaci) ma al semplice fazzoletto
con cui le donne fedeli usavano
coprire il capo. Quando la rivoluzione dottobre ha spazzato via le
forme ecclesiastiche istituzionali,
ha sconvolto gli ordinamenti,
chiuso i monasteri, disperso i credenti, tornato il momento delle
eremite, che gi erano pronte a vi-

n una villa signorile, Villa Fabri a


Trevi, posta su un terreno in declivio
con affaccio sulla valle spoletana, riccamente decorata ad affresco agli inizi
del Seicento, nella cosiddetta sala degli Eremiti raffigurata una vera e propria
Tebaide (deserto egiziano), che comprende,
accanto agli eremiti, anche quattro eremite in
gloria: Maria Maddalena, la penitente, Maria
Egiziaca, Sofronia Tarentina e Dympna. Nei
riquadri sottostanti si ha la narrazione delle
loro storie e lelogio delle loro virt, in un
buon latino classico.
Maddalena, sorella a Marta santa, / sfarzo, gioie e lussuria tien lontani. / Deserti i
luoghi, gli angeli compagni, / tende lorecchio a sovrumano canto. // Sofronia a un
tronco incide vita e nome, / fiaccata spira in
un deserto luogo. / Inanimato il corpo, son
gli uccelli / a coprir di premura e foglie ed
erbe. // Dympna si nega al padre incestuoso,
/ con Gerberno ripara in siti impervi. / A
Gerberno la morte porta il servo, / alla vergine il padre tronca il capo. // Maria Egizia di
sole scura e orrenda / Azozimo la scopre in
luogo occulto. / Lanima va, di Cristo preso
il corpo, / la fossa del leone letto e tomba.
Come per gli eremiti, negli spicchi sono
rappresentate le allegorie di povert, castit e
obbedienza. Le allegorie sono sintesi delle
virt esercitate in forma eroica dalle quattro
sante. Sofronia di Taranto, venerata come
anacoreta e martire, lunica italiana. Vissuta
nel IV secolo in Puglia, raggiunta la maggiore et, decise di fuggire da casa e di seguire
lesempio di santa Pelagia, vivendo cio da
anacoreta e da penitente. Per questo raggiunse le Isole Cheradi, allora dette Pelagie, dove
era stata eretta una chiesa in onore di Pelagia, dove si costru una capanna di rami e di
tronchi. Trascorreva la giornata meditando
sulle cose divine, conversando con gli angeli,
digiunando e scrivendo le sue memorie sui
tronchi degli alberi. In questo atteggiamento
appunto raffigurata a Trevi e a San Pietro
Mandurino a Manduria. Quando mor gli
uccelli ne avrebbero ricoperto il corpo con
fiori e fronde. Alcuni pescatori, sbarcati
sullisola e attirati dal profumo dei fiori che
la ricoprivano, scoprirono il corpo esanime di
Sofronia che trasferirono a Taranto, dove le
diedero una degna sepoltura, ricorrendo la
relativa festa il 10 maggio.
Sofronia non era sola: una presenza di eremite testimoniata fin dai primi secoli del
cristianesimo. Gli eremiti fecero la loro prima
apparizione nel III secolo, nel deserto della
Tebaide, dopo essersi diffusi in Palestina e
quindi in tutto lOriente, e a partire dal v secolo sono operanti infatti anche in Occidente, dove per il deserto dei nostri asceti furono le foreste, i boschi o le caverne naturali.
Il movimento monastico femminile in Italia
cominci a diffondersi, pur con delle eccezioni, a partire dal VI secolo, dando vita a raggruppamenti ascetici, come ricorda Gregorio
Magno proprio per Spoleto, dove Gregoria
ricevette labito monastico dal famoso monaco Isacco il Siro, un eremita orientale che si
era attestato sul monte Luco. Ma fino al basso medioevo le testimonianze sicure di eremite vissute nei boschi o in grotte naturali sono
pochissime; n va dimenticato che per condurre una siffatta vita, in pieno medioevo, alcune donne si dovettero travestire da uomini.
Nellagiografia del deserto, vicino ad Alessandria dEgitto dalla met del V secolo
allinizio del secolo seguente, vivevano per lo
meno sei vergini travestite. Anastasia,
Apollonia, Anastasia, Eufrosine, Ilaria e Teodora. Pi tardi vivono nelle stese condizioni
Matruna, Eugenia, Pelagia e Marina. Si tratta di unonda lunga, che giunge fino al secolo XIII, tanto il Martyrologium Franciscanum
cita quattro o cinque donne vissute di nascosto tra i frati, come frati.
Non casuale quindi che la memoria delle
eremite sia raffigurata proprio in questo luogo: il territorio di Trevi stato interessato dal

Femmes au dsert

Le comunit del deserto oggi


di CATHERINE

La testimonianza

di MARIO SENSI

vere ovunque, nascoste, senza appoggiarsi a una struttura ma disposte al rischio della povert assoluta, pronte a dissimularsi nel
nuovo, tremendo deserto della societ sovietica atea, che espelleva
con violenza qualsiasi forma religiosa.
Tra i dossier dei fucilati del terrore staliniano, negli anni Trenta
del Novecento, si trovano spesso
delle donne dallaspetto semplice,
registrate solitamente come semianalfabete e casalinghe, cameriere, donne delle pulizie:
solo oggi, dopo lunghe e puntuali
ricostruzioni storiche, possiamo riconoscerle come monache che
continuavano a vivere la loro vocazione disperse nel mondo.
Raccontava padre Aleksandr
Men, grande e luminoso evangelizzatore ucciso nel 1990, forse ultimo martire del regime morente,
che il suo battesimo e la sua crescita spirituale erano avvenuti
allombra del monastero di san

Sergio di Radone, nella cittadina


allora ribattezzata Zagorsk in onore di un leader bolscevico, dove
vivevano nascosti alcuni sacerdoti
e monaci. Ma quando, durante la
guerra, la morte per malattia o
larresto avevano portato via letteralmente tutti i monaci e sacerdoti, lunico punto di riferimento era
rimasta madre Marija, una monaca clandestina. Sono stato spesso
ospite di madre Marija, che ha lasciato un segno indelebile sul mio
destino e sulla mia vita spirituale.
Donna di grande ascesi e di preghiera, non aveva per la bigotteria, il tradizionalismo e la ristrettezza mentale che si trovano spesso in chi veste labito. Era sempre
piena di gioia pasquale, totalmente affidata alla volont di Dio, immersa nel mondo dello spirito, mi
ricordava un po san Serafino, un
po san Francesco dAssisi. Madre
Marija aveva la dote dellapertura:
alle persone, ai loro problemi, alle
loro ricerche, era aperta al
mondo.
Dalle sue mani padre Men ha
ricevuto la missione di predicare
Cristo alluomo sovietico, alluomo doggi, che incatenato al mondo orizzontale non sente quasi
pi la nostalgia di un Altro.

Volendo conoscere meglio lesperienza di


vita cristiana vissuta fino al suo pi alto
grado dintensit, una suora francese
andata a dialogare in punta di piedi in
silenzio, verrebbe da dire con una
cinquantina di eremite sparse tra Europa,
America del nord e Asia. Il risultato il
volume Femmes au dsert (Saint-Paul) che
suor Marie Le Roy Ladurie pubblic nel
1971. Nella raccolta avvincente ed
estremamente varia di testimonianze, le
eremite che vollero tutte rimanere
nascoste anche nellidentit raccontano i
diversi momenti della loro vocazione: la
chiamata, la formazione, leremo, il pane
quotidiano, la manna nascosta, la
preghiera, il combattimento. Le
testimonianze, da cui risulta chiaramente
la matrice femminile della vocazione, sono
accomunate dalla radicale reazione
allassenza di Dio in un mondo
sottomesso a efficienza e rendimento. Le
Roy Ladurie va alla ricerca delle cause
che spieghino il nuovo interesse degli anni
Sessanta verso la vita eremitica da parte
delle donne, e tra queste ampio risalto d
allemancipazione femminile: Per la sua
evoluzione sociale, la sua esperienza
professionale, la sua maturit affettiva una
donna pu avere oggi le qualit richieste
da una vita solitaria. Una solitudine
liberamente scelta, cio, del tutto diversa
da quella solitudine imposta dalle
circostanze che invece le donne hanno
vissuto per secoli. (@GiuliGaleotti)

Dei boschi e delle citt


Alle origini di una vocazione rifiorita dopo il concilio Vaticano
movimento eremitico femminile sin dal tardo
antico come testimonia unepigrafe rinvenuta
a Matigge di Trevi che ricorda infatti la casta
puella Cassia Lucia ( 337). Questa ridente
cittadina, arroccata su uno sperone dei contrafforti dellAppennino, umbro-marchigiano,
posta quasi al centro della Valle Spoletana,
uno dei tanti luoghi dello spirito dove il fenomeno delleremitismo al maschile e al femminile iniziato sin dal tardo antico, soprattutto per il fascino di Monteluco, il monte
sovrastante la citt. Gli eremiti che, su questo
monte, per secoli, avevano testimoniato una
forma di vita che vedeva attuata parallelamente limpostazione solitaria orientale con
quella cenobitica occidentale, fondata sullora
et labora, intorno al Mille si aggregarono alla

Su un terreno che si affaccia


sulla valle di Spoleto
sorge Villa Fabri
Decorata con affreschi del Seicento
ritrae quattro eremite in gloria
riforma cluniacense. Cos in molti dei loro
eremi abbandonati subentrarono, agli inizi
del secolo XIII, donne che avevano aderito al
movimento penitenziale, diffuso in tutta Europa. A Spoleto crocevia di esperienze religiose questo movimento fu particolarmente
vivace e diede origine a una serie di comunit bizzocali che, agli inizi, occuparono le
pendici del Monteluco. Sullo scorcio del secolo XIII le fondazioni eremitiche femminili
che si erano insediate sul Monteluco e nel
pomerio della citt, erano salite a una quindicina e la maggior parte avevano mantenuto
la propria identit eremitica. E questi luoghi
di preghiera, posti tutti entro il raggio di
mezzo miglio dalla citt, avevano finito, per
una strana coincidenza, per occupare quasi
tutte le colline che per gli spoletini costituiscono laffaccio sui quattro punti cardinali: si
era cos formata una singolare cintura protet-

tiva spirituale con funzioni apotropaiche, il


corrispettivo della cinta urbica medievale che
proprio in quegli anni veniva portata a termine.
Nel contempo il movimento penitenziale
femminile prosperava anche nelle citt vicine:
a Montefalco erano sorte cinque fondazioni a
carattere bizzocale; due a Bevagna; due a
Spello; una a Trevi. Se sono mancate figure
di spicco come una Franca (eremita del secolo XI nelle Marche), una Chelidonia (eremita nella Valle dellAlto Aniene), o una
Sperandia (penitente, asceta e pellegrina venerata a Cingoli), tanto per rimanere nella
Italia centrale tuttavia il loro stile di vita
rimane pur sempre impressionante. Strumenti di santificazione, comuni nei vari bizzocaggi, furono: meditazione sulla passione di Cristo, penitenza, disciplina e sostentamento affidato quasi esclusivamente allelemosina che
alcune religiose personalmente questuavano
di porta in porta. Anche quando alcune comunit, di obbedienza vescovile, furono sottoposte a una regola sia agostiniana, sia benedettina questa fu mera clausola di regolarit e non comport subordinazione alcuna al
corrispettivo ordine maschile.
Dopo un breve periodo di stasi, verso la
fine secolo XIII ci fu una ripresa del movimento penitenziale femminile. Non sfugga
poi il fatto che nei reclusori di queste eremite
della citt, come negli eremi recuperati, dopo
un periodo di abbandono, dai mendicanti
vanno ricercate le radici delle osservanze
in particolare di quella francescana che fecero la loro apparizione tra il tardo Trecento
e linizio del Quattrocento.
Il fenomeno della reclusione urbana fu oggetto anche dellattenzione dellautorit civile, come si evince dalla legislazione comunale
che a favore del movimento dei reclusi dispose elemosine obbligatorie sia da parte del
Comune, come da parte dei testatori, cosicch questa forma di vita religiosa per le riconosciute funzioni sociali e apotropaiche fu a
lungo protetta.
In seguito per la presenza di donne in
questa area, che gi aveva avuto una limita-

II

zione da parte dell'autorit ecclesiastica, fu


inibita dallautorit civile. Le eremite, sia urbane che montane, vennero cos rinchiuse nei
conventi. Gli eremi del Monteluco erano stati appena abbandonati quando un nuovo genere di solitari torn a popolare il monte:
erano intellettuali confluiti da tutta lEuropa.
N mancavano visitatori desiderosi di ritemprarsi nello spirito, come Michelangelo Buonarroti, che ne scriveva in questi termini al
Vasari, il 18 settembre 1556: Ho avuto piacere nelle montagne di Spoleto a visitare quei
romiti, di modo che io sono ritornato meno
che mezzo a Roma, perch veramente non si
trova pace se non nei boschi.
La congregazione di Monteluco fu soppressa nel 1795 e non pi ripresa, ma il movimento eremitico, lungi dallessersi esaurito,
tornato a far parlare di s dopo il concilio,
tanto che stato oggetto di trattazione alla
IX assemblea generale ordinaria del Sinodo
dei vescovi dedicata alla vita consacrata
(1994). Si riconosce agli eremiti il diritto di
una loro specificit nella Chiesa, con la precisazione che la vocazione degli anacoreti o
eremiti di Oriente differente da quella seguita in occidente: Nelle Chiese orientali la
vocazione eremitica considerata allinterno
dei monasteri ed regolata da speciali norme
e dalla dipendenza dal superiore o dal vescovo se si prevede di vivere fuori del monastero, ancorch si ammettano delle eccezioni.
Nella Chiesa latina, invece, leremita riconosciuto come dedicato a Dio nella vita consacrata se, con voto o con altro vincolo sacro,
professa pubblicamente i tre consigli evangelici nelle mani del vescovo diocesano e sotto
la sua guida osserva la propria norma di
vita.
Dal relativo Instrumentum laboris si apprende poi che, dopo il Vaticano II, c stato un
rifiorire di questa vocazione, stante lesistenza di molti eremiti, chierici e laici e di eremite che vivono nella solitudine, o presso monasteri, o in un eremo, oppure abitano in
mezzo alla gente. Sono queste, appunto, le
moderne forme di vita eremitica praticate un
po ovunque.

Il saggio

In castro poenitentiae
Pur uscito molti anni fa In castro
poenitentiae. Santit e societ femminile
nellItalia medievale di Anna Benvenuti
(Herder, 1990) rimane, insieme ad altri
saggi scritti dalla medievista italiana, il
punto di riferimento principale per chi
voglia informarsi sulla vita delle eremite
cittadine che popolavano i borghi abitati
nel Medioevo. A partire dal XIII secolo si
assistette infatti al fiorire di un nuovo tipo
di recluse urbane, viventi sia sole che con
poche compagne nel cuore della citt o
nei sobborghi, murate in cellette o lungo
le mura stesse delle citt. I fedeli
offrivano loro sostentamento, il vescovo e
il clero i sacramenti e la cura spirituale.
La loro presenza divenne una
caratteristica peculiare delle citt italiane
medievali, e questa tipologia, frequente
nelle raccolte agiografiche, testimonia una
spontaneit creativa della religiosit
femminile che non fu pi eguagliata nei
secoli successivi. Le recluse davano
consigli spirituali a chi si avvicinava loro
e, negli auspici della citt, allontanavano i
pericoli con le loro preghiere dalle cellette
spesso di confine fra labitato e i campi.
(@LuceScaraffia)

Il film

Le meraviglie
il delicatissimo confine, nella vita di
una ragazza, tra infanzia ed et adulta,
quando c chi ti vede bambina e chi
invece gi donna,
mentre tu, nel
mezzo, non sai
ancora chi ti senti.
Un confine questo
che Alice
Rohrwacher, nel
suo film Le
meraviglie
(2014), inserisce in
unaltra frontiera,
quella tra mondo
contadino e luci
della citt. Il padre
apicultore urla in
mutande contro i
rumori oltre
ringhiera, e
Gelsomina
rapita dallo
sbrilluccichio come avviene soprattutto
alle adolescenti attente e disciplinate a
quel mondo porge invece la mano. E lo fa
violando il volere paterno, dopo aver
tratto da lui (e dalle arnie) la forza per
farlo (il che, in una parola, significa essere
adolescenti). Il finale, meraviglioso, lascia
immaginare la donna che Gelso
(interpretata da Maria Alexandra Lungu,
profilo imperturbabile e occhi guizzanti)
diventer. Diversa da un mondo adulto
cos deludente (nelle tante varianti
proposte dalla vicenda), pi forte nella
citt anche perch cos vicina alla terra.
(@GiuliGaleotti)

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PREMIO

AD

ANNE-MARIE PELLETIER

Per la prima volta il Premio Ratzinger, destinato agli


studiosi di teologia, stato assegnato a una donna, la
francese Anne-Marie Pelletier, esperta di ermeneutica
ed esegesi biblica. Nata nel 1946, Pelletier che nei suoi
lavori ha indagato anche la posizione della donna nel
cristianesimo e nella Chiesa ha insegnato linguistica
generale e letteratura comparata alluniversit di Parigi X,
teologia del matrimonio allInstitut catholique di Parigi,
e, dal 1993, sacra Scrittura ed ermeneutica biblica allo
Studio della Facolt Notre Dame del seminario di Parigi.
Fino allo scorso anno stata anche docente di Bibbia
allIstituto europeo di scienze delle religioni, inquadrato
nellcole pratique des hautes tudes di Parigi.
Tra le sue opere, Lectures du Cantique des Cantiques. De
lnigme du sens aux figures du lecteur (1988), Lectures
bibliques. Aux sources de la culture occidentale (1995), Le
christianisme et les femmes. Vingt sicles dhistoire (2001),
Dge en ge les Ecritures. La Bible et lhermneutique
contemporaine (2006), Le signe de la femme (2006), Le livre
dIsae, l'histoire au prisme de la prophtie (2008). La
premiazione di Anne-Marie Pelletier, e degli altri vincitori
del premio Ratzinger 2014, avverr il prossimo
22 novembre.

CONTRO

LO STUPRO COME ARMA DI GUERRA

Sono stati lattrice statunitense Angelina Jolie e il


ministro britannico degli Esteri William Hague ad aprire,
in giugno a Londra, il primo vertice internazionale voluto
allo scopo di fermare le violenze sessuali sulle donne
durante i conflitti e luso dello stupro come arma di
guerra. Il summit rientra nella campagna che il Governo
inglese porta avanti ormai da tempo, e che lo stesso
ministro Hague raccont su donne chiesa mondo del
settembre 2013. Per la prima volta dunque, i
rappresentanti di pi di cento Paesi tra cui il segretario
di Stato americano John Kerry e oltre novecento
esperti militari e giuridici, membri di organizzazioni non
governative e associazioni umanitarie, nonch esponenti
religiosi hanno affrontato il drammatico fenomeno. I
quattro giorni sono stati loccasione ufficiale nel corso
della quale Hague e Jolie hanno domandato che il
documento con il piano per mettere fine allimpunit
degli stupri di guerra sia apertamente appoggiato dai
Governi di tutto il mondo. Anche Papa Francesco ha
espresso la sua solidariet alliniziativa, attraverso un
tweet inviato ai follower nella mattina di apertura dei
lavori: Preghiamo per tutte le vittime di violenza
sessuale in situazioni di conflitto ha scritto il Pontefice
e per coloro che combattono tale crimine.

INFIBULATE

DURANTE LE VACANZE ESTIVE

stato uno shock per la Svezia quando i servizi sanitari


di Norrkping, cittadina di ottantamila abitanti, hanno
scoperto che circa sessanta bambine e ragazze tra i
quattro e i quattordici anni che frequentano la scuola
pubblica, hanno subito la mutilazione dei genitali.
Anticipando molti Paesi, gli svedesi hanno messo fuori
legge la pratica gi nellormai lontano 1982, con pene dai
quattro ai dieci anni, e anche per questo pensavano che il
fenomeno allinterno dei loro confini fosse ormai
debellato. Si scoperto invece che fin dallentrata in
vigore della norma, laberrante pratica considerata un
rito di passaggio viene effettuata durante i periodi
estivi, quando i migranti, con famiglie e figlie al seguito,
tornano nel Paese dorigine. Secondo i dati pi recenti,
oltre centoquaranta milioni di donne nel mondo hanno
subito la violenza dellinfibulazione, con pi di trenta
milioni tra bambine e ragazze attualmente a rischio. Il 14
aprile scorso, in Gran Bretagna, si aperto il primo
processo contro un medico colpevole di aver effettuato la
pratica su una quattordicenne. E per la prima volta,
proprio il Consiglio musulmano della Gran Bretagna ha
condannato le mutilazioni genitali femminili come non
islamiche: schierandosi contro la pratica, stato
sottolineato che essa non pi legata alla dottrina
dellIslam. Lorganizzazione islamica, riferisce il

quotidiano The Guardian, invier opuscoli informativi


a tutte le cinquecento moschee che fanno parte della sua
rete, sottolineando i rischi connessi alle mutilazioni e
ricordando che chi le pratica rischia in Gran Bretagna
fino a quattordici anni di carcere.

BIMBI

CHE EMIGRANO SOLI E SUOR

VALDETT

Dal 2011 a oggi il numero di minori che rischiano da soli


la vita attraversando il Centro America per arrivare negli
Stati Uniti raddoppiato di anno in anno. Se allora non
superavano i settemila, ci si attende che saranno oltre
sessantamila nel 2014. Riconoscendo questa ennesima crisi
umanitaria, il Pentagono ha annunciato che ospiter
milleottocento bimbi arrivati da soli negli Stati Uniti
dallAmerica Centrale perch i centri adibiti rischiano di
esplodere. Intanto le autorit di Nogales (Arizona) hanno
spostato pi di un migliaio di ragazzi dalle celle degli

uffici doganali ai locali della polizia di frontiera. Dopo


aver visitato le strutture, circondate di filo spinato,
allestite a Nogales, il console onorario dellHonduras
Tony Banegas che ha voluto incontrare ognuno dei 236
bimbi honduregni presenti ha raccontato: Vivono in
una cantina, dormono in contenitori di plastica con una
coperta termica come quelle di carta-alluminio, usano
servizi igienici portatili. La Chiesa fa presente alle
autorit che si tratta di minori in fuga, non di criminali.
A nome della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, ad
esempio, monsignor Mark Joseph Seitz, vescovo di El
Paso, va ricordando ai politici che i minori partono per
sfuggire dalla violenza: Questi ragazzi, ma ci sono anche
bambini di cinque anni, non lasciano le loro comunit
per nuove avventure, ma fuggono dalle guerre. Una
guerra che i loro governi stanno perdendo quando non
riescono a proteggere il loro popolo. Dal canto suo suor
Valdett Willeman, delle missionarie scalabriniane e attuale
direttrice del Centro dassistenza per i migranti ritornati,

LOSSERVATORE ROMANO luglio 2014 numero 25


Inserto mensile a cura di RITANNA ARMENI e LUCETTA SCARAFFIA, in redazione GIULIA GALEOTTI
www.osservatoreromano.va - per abbonamenti: ufficiodiffusione@ossrom.va

riporta numeri inquietanti: solo nel mese di maggio sono


stati pi di cento i bambini rimpatriati per via aerea,
senza contare coloro che rientrano via terra; e se solo in
questo primo periodo del 2014 si contano oltre tremila
bambini rimpatriati, negli ultimi anni il loro numero
arrivato a superare i quindicimila.

D ONNE

PER LE D ONNE IN

MARO CCO

Negli ultimi decenni in Marocco sono stati fatti passi


avanti molto importanti nel campo della salute di donne
e bambini. Tuttavia le cifre della mortalit maternoinfantile continuano a essere elevate, in particolare se si
tiene conto che il 93 per cento dei decessi evitabile e il
73 per cento si verifica nelle strutture sanitarie. Inoltre,
nel Paese si registrano i tassi di incidenza e mortalit pi
alti della regione per quanto riguarda il cancro al collo
dellutero, la seconda tipologia di tumori pi frequente
nelle donne. Migliorare lassistenza al parto e al post
parto quindi una priorit per cercare di limitare il
fenomeno. A questo fine, circa un paio di anni fa, stato
promosso un programma per la formazione del personale
sanitario. Finora sono stati formati 369 professionisti, tra i
quali oltre il 70 per cento donne, su tematiche specifiche
delle attivit assistenziali, come le cure demergenza

ostetrica e neonatale, il controllo del cancro cervicale e la


rianimazione neonatale.

UN

ALBERO DI FRUTTI

Un piccolo albero ricchissimo di frutti portato allaltare:


cos Fede e Luce il movimento internazionale che
riunisce persone con disabilit mentale, le loro famiglie e
amici ha salutato, nel corso dei funerali, la fondatrice
della sezione italiana, Mariangela Bertolini, scomparsa a
Roma il 29 maggio. Nata a Treviso nel 1933, mamma di
tre figli, tra cui Chicca (nata con gravi problemi), e
giornalista (ha fondato e diretto per anni il bimestrale
Ombre e Luci), dopo aver conosciuto Jean Vanier a
Lourdes Mariangela organizz il pellegrinaggio che Fede
e Luce (nato in Francia nel 1971) fece a Roma in
occasione dellanno santo del 1975. Da l partito tutto:
stato solo grazie allimpegno e alla tenacia di Mariangela
Bertolini, donna dolcissima e fortissima insieme, infatti,
che il movimento sorto e si diffuso in Italia dalla
Valle dAosta alla Sicilia per rispondere alla grande
solitudine delle famiglie. Nei frutti di quellalbero cerano
tutti i ragazzi, gli amici, i padri, le madri, le sorelle e i
fratelli che in questi trentanni di vita comunitaria hanno
arricchito le vite di tantissimi.

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Amica di Ges
Marta, la santa del mese, raccontata da Mariapia Veladiano
on mi son persa una parola.
Arrivavano da tutte le parti
le parole su di lui: ha guarito un lebbroso, un indemoniato. Ha detto che il Figlio
delluomo deve soffrire, morire e risorgere.
E poi lo ha detto ancora, soffrire, morire,
risorgere. I miracoli non mi impressionavano molto, quanti maghi, millantatori,
spacciatori di miracoli passavano per la
strada e stregavano le piazze. Tutti poi a
discutere sul niente per giorni. Tutti con
lanima appesa al desiderio del messia
promesso. Deve essere re. Fare i miracoli.
Cacciare i nemici. Restituire la terra. Altro
che morire. Perch le parole si possono
ben ascoltare senza intendere. Ma si pensa
meglio quando intanto le mani lavorano e
a me sembrava che proprio questo fosse
promesso, un messia che sa la nostra paura di soffrire, di morire e che nulla abbia
avuto senso. Ne parlavo con Maria che mi
aiutava e si incantava ogni tanto, a guardar lontano.
Era arrivata anche la novit di una guarigione strana e piena di scandalo. La storia era confusa, i viaggiatori la infiorettavano. Era un uomo con la mano secca, dicevano, forse tutte e due e anche i piedi,
un paralitico. Ma poi era stato chiaro che
era una, la mano destra, e lui laveva guarito di sabato, dentro la sinagoga, in mezzo, davanti a tutti. E tutti a farsi meraviglia per il sabato e per la sinagoga, bestemmia dentro il giorno consacrato, e io
invece mi guardavo la mano destra amica
mia che mi obbediva in tutti i movimenti
fini del lavoro, mille e mille volte al giorno e allora, e la immaginavo morta, inerte, innaturale le dita distese, lontane, non
potevano prendere il pane o pettinare la
piccola Maria sorella mia. E poi invece la
peste finiva e la mano tornava viva viva
viva. E se poteva far questo di sabato in
sinagoga era lui, era lui e come facevano a
non capire gli altri? Solo chi non sa quanto sia preziosa una mano. Mano di Dio.
Destra di Dio che fa meraviglie.
Anche di questo ho parlato con Maria,
mentre facevamo insieme i lavori, il pane
da domare con le nostre quattro mani benedette. Lazzaro ascoltava e ci raccontava
quel che raccoglieva. Poi un giorno ha
detto che stava arrivando. Non era solo,

N
Il romanzo eremitico di Adriana Zarri

Teologia totale
di GIULIA GALEOTTI
n giorno, tra queste pagine, caduta inattesa la narrazione di un miracolo; e mi sta anche bene perch
in esso intendevo celebrare la fantasia di Dio. Per
la normalit la mia vera passione: lovvio dellesistenza quotidiana in cui non succede niente, ma succede tutto: succede la vita. Se a parlare Benedetto, lo scrittore protagonista di Dodici
lune (1989), si tratta per di una frase capace di ritrarre, tanto la
rispecchia, anche lincredibile autrice del romanzo, Adriana
Zarri.
Negli anni, abbiamo imparato a conoscere questa eremita cattolica, nata nel 1919 a San Lazzaro di Savena (vicino Bologna),
figlia di un mugnaio (ex bracciante) e nipote di un capomastro.
Dirigente dellAzione cattolica prima e giornalista poi, dopo aver
vissuto in diverse citt italiane (tra cui soprattutto Roma), dal
settembre 1975 Adriana Zarri sceglie la vita eremitica, prima ad
Albiano, quindi a Fiorano Canavese e, infine, da met anni Novanta, a Strambino, in provincia di Torino. Nei suoi eremi,
Adriana prega, coltiva, si dedica agli animali, accoglie quanti
passano, e scrive.
Teologa conciliare gi prima del concilio Vaticano II, autrice
prolifica, voce profondamente cattolica e profondamente dissenziente, prima laica ammessa nel direttivo dellAssociazione teologica italiana nel lontano 1969, eremita per trentacinque anni,
Adriana Zarri stata una donna libera, legata forse solo a un
senso del sacro restituito dallintreccio tra fede nuda, giustizia sociale, femminismo e amore per gli indifesi, i deboli, i perseguitati. Cos questa teologa che negli anni, ha sostenuto, da cattolica, posizioni controverse, scomode, clamorose andata perennemente allincontro con la Parola, trasmessa dal suo eremo a
unumanit libera di credere, e di non credere.
Ma tra le tante parole lasciateci nei saggi, nelle memorie e negli articoli (per LOsservatore Romano, il Manifesto, Il
Regno, Concilium, Rocca e tanti altri ancora), le pagine
del diario di Bruno sono davvero una meravigliosa perla impregnata di vita (Un tempo scriver anni dopo Adriana ero
unintellettuale pura; oggi sono unintellettuale incarnata, contaminata, sporcata di vita materiale).
, dunque, eremita da nemmeno quindici anni quando Zarri
firma quello che rimarr il suo unico romanzo teologico. Lei, cos convinta che una teologia impura, contaminata, compromessa
col vivere una teologia piena di passioni, di eventi, di topi, di
tutto; una teologia totale perch il discorso su Dio il discorso
su tutto, in Dodici lune racconta lanno di fuga sabbatica dello
scrittore Bruno, arroccatosi in un piccolo borgo di montagna, solo con la governante e il gatto Mimmo. Riflettendo di amore, felicit, perdita, morte, risurrezione, Dio, sesso, differenza tra donna e uomo, paternit, solitudine, senso della vita, teologia, significato dello scrivere, concilio (inascoltato) e misoginia (troppo
ascoltata, invece, specie nella Chiesa), il tempo di Bruno come
sospeso. Lui, rimasto letteralmente travolto dalla morte della moglie Lia ricordate Lia nella Bibbia o Lia in Dante? e dalla
perdita del figlio non nato (due morti che si sveleranno con calma, nella narrazione), circondato da una natura fortissima (ora
amica, ora inclemente), impregnato del suo dolore.
Lesperienza dello scrivere , essa pure, in qualche modo, eremitica, in quanto avviene ha scritto Adriana in una solitudine totale, in cui lautore solo con se stesso e con Dio, se ci crede; e la pagina bianca una sorta di tacito deserto che va fiorendo di parole. La donna che ha trovato nelleremitismo la sua
strada di vita, crea la figura di un uomo che, sebbene eremita a
tempo, riuscir a trovare proprio in questa dimensione la strada
per rinascere.
Giunto a un editore si legge nel prologo delle Dodici lune
il diario parve testimoniare una singolare storia senza storie,
anche se intercalata da racconti che viaggiano in parallelo col
diario stesso, quasi a rilevarne, per contrasto, la nudit. Questi
racconti che intervallano il diario come regali che, qua e l,
Bruno fa a Lia sono parabole moderne. C la parabola del galeotto, e del gesto di preghiera che, letteralmente suo malgrado,
gli sfugge di mano (si guard il braccio, come se fosse di un altro, a fare quel gesto antico che gli era rimasto come scritto nei
muscoli, da secoli, senza che neanche lo sapesse); la parabola
del vagabondo, morto con gli occhi aperti per guardare subito
Dio; quella sulla terza et, e sul senso autentico della fede e del
pregare; e ancora linfertilit, la fantasia di Dio, la maternit, con
i terribili echi della sua assenza nel figlio.
Rapisce il fluire di questo diario teologico (e quindi umano,
nellottica di Adriana), in cui Bruno fa un passo avanti e tre indietro; Dio sta sulla soglia, entra, tace, risponde; Bruno torna e
ritorna sugli stessi dettagli, letti e vissuti ogni volta in modo diverso. Argomenta in un modo, e poi, lindomani, sostiene il contrario. Linterlocutore Lia, a volte Dio, a volte indistinguibile. Si distingue solo il percorso di un uomo che impara a leggere la solitudine che nei mesi, tra ottobre e luglio, diventa un
vuoto pieno.
Sembrano pagine delle grandi mistiche del passato. Ma sembra anche, in qualche passaggio, di leggere Niente e cos sia di
Oriana Fallaci. Perch, per molti versi, anche il diario di Bruno
un diario di guerra. Di una guerra vinta, per.
Mi ha levigato il dolore, mi ha levigato lamore, mi ha levigato la vita; e adesso scrive Bruno, ma in controluce il sorriso
radioso di Adriana rotolo verso limmenso mare: il tuo grembo, il grembo materno di Dio: il seno di Abramo, come dicevano
gli Ebrei.

Al sepolcro ho avuto paura


che capitasse e che non capitasse
Paura di sperare
e di non poter sopravvivere dopo
Come sopravvivere dopo aver visto Dio?
cera un gruppo impreciso di persone con
lui. Io lo volevo vedere. Ascoltare quel
che diceva e vederlo. Avevo capito che era
lui. Cielo se erano tanti quelli che lo seguivano, chi lo amava, chi era curioso, chi
stava a vedere. Ma ho fatto sapere chiaro
chiaro che sarebbe stato il benvenuto da
noi. Mi son preparata, ho fatto lievitare
pane per tanti il giorno prima, insieme a
Maria, e sono arrivati, mamma quanti.
Non ci stavano, dentro casa. Molti erano
fuori, davanti, ospiti nostri per. Non si
accoglie un maestro e lo si lascia da solo e
Maria rimasta con lui, con loro e io ho
portato il pane e lacqua, per tutti. Certo
che ero stanca ma non lo sentivo, come
capita quando si felici, solo che non arrivavo a servire tutti. E Maria poi si sarebbe dispiaciuta di non aver aiutato. La conoscevo bene. Per questo lho chiamata.
Ma andando e venendo ascoltavo e lo
guardavo mentre mangiava e per perdevo qualche parola.
Amiche di Ges eravamo dopo quellincontro. E anche Lazzaro. Per sempre amici.
Cos quando si ammalato Lazzaro
glielo abbiamo fatto sapere. Non ci sembrava grave, era per dire che il suo amico
era malato, ne aveva guariti tanti. Non si
pensava alla morte. Neanche si affacciava
questa parola. E invece Lazzaro fratello
nostro morto, e la pietra rotolata a separarci per sempre dal corpo suo ancora
bello, le nostre mani lo avevano lavato e
lo sapevano. Chi ha fratelli pu capire lo
spazio intorno che ancora si piega a lasciar posto al suo corpo che manca.
Cos quando ho sentito che veniva verso Betania son corsa da lui. Aveva anche
risuscitato qualcuno. Ma non si sa che cosa si dice quando il vuoto per chi non c
pi tuttintorno e anche in cielo.
Risorger me lo ha detto subito. E
anche qui ho capito. Io credo, lho detto subito anchio. Io credo.
Ma glielho fatto ripetere pi chiaro.
Risorger non solo nellultimo giorno ma
oggi. Questo volevo sentire. E quando
lha detto ho chiamato Maria. Sorelle siamo. Diverse, un amore a volte sghembo,
per lasciare spazio e trovare spazio. A prestarci le parole qualche volta, a dire a sorpresa le stesse parole uguali: Signore, se

Johannes (Jan) Vermeer,


Cristo nella casa
di Marta e Maria

Laureata in
filosofia e con la
licenza in teologia
fondamentale, la
scrittrice Mariapia
Veladiano (Vicenza,
1960) ha insegnato
lettere per pi di
ventanni in un
istituto
professionale.
Attualmente
preside a Rovereto.
Tra i suoi libri, La
vita accanto (2011),
Il tempo un dio
breve (2012), Ma
come tu resisti, vita
(2013), Parole di
scuola (2014). Per
noi ha scritto santa
Teresa Benedetta
della Croce
(agosto-settembre
2012)

tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe


morto. Anche lei. Lui pu, Lazzaro risorger, lui il messia.
Poi al sepolcro ho sentito lodore e ho
avuto paura che capitasse e paura che non
capitasse. Paura di sperare e di non poter
sopravvivere dopo. Come si pu sopravvivere dopo aver visto Dio?
Lazzaro tornato. E anche Lui ha saputo nellamico suo Lazzaro che sarebbe

tornato e che la morte non lultima parola. Chiss se questo lo ha aiutato sulla
croce.
Amiche di Ges. Libere di servire. Libere dallessere serve. Libere di ascoltare.
Libere di raccontare. Sono Marta amica di
Ges e sorella di Maria e di tutte le Marte
di nome Maria, Lucia, Valentina, Debora,
Alberta, Elisabetta, Giulia. Amica di
Ges.

Ivan Rabuzin,
Paesaggio con case (1973)

di ROBERT PETER IMBELLI

Pasquale Cati, Il Concilio di Trento (1588, particolare)

donne chiesa mondo

luglio 2014

La trasformazione
confessa: Il Signore il fine della storia
umana, il punto focale dei desideri della
storia e della civilt, il centro del genere
umano, la gioia dogni cuore, la pienezza
delle loro aspirazioni (n. 45). Per Francesco,
che riecheggia il Vaticano II, Ges stesso la
gioia del Vangelo, la gioia che i cristiani
cercano di condividere con gli altri. Egli il
Vangelo personificato, e la sua ricchezza e la
sua bellezza sono inesauribili, afferma il
Papa. In ogni tempo la Chiesa chiamata a
sondare di nuovo la ricchezza inesauribile di
Cristo e a considerare le sfide e le possibilit
del presente alla luce del Vangelo che Ges
Cristo. Le ben note parole dellapostolo Paolo
rivelano una dimensione costitutiva del
mistero di Cristo: Poich quanti siete stati
battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo.
Non c pi giudeo n greco; non c pi
schiavo n libero; non c pi uomo n
donna, poich tutti voi siete uno in Cristo
Ges (Galati, 3, 27-28). Ges Cristo non
solo il nuovo Adamo, ma con la sua vita,
morte e risurrezione, d anche vita alla nuova
comunit, la Chiesa, che il suo stesso corpo.
Tutti coloro che sono battezzati in Cristo
diventano membra del suo corpo e, in tal
modo, entrano nella nuova creazione dove
lappartenenza etnica, la cultura e la sessualit
non vengono negate, ma trasformate e
trasfigurate. Pertanto, una chiave per una
teologia pi profonda della persona, donna e
uomo, la comprensione pi piena della
trasformazione alla quale Cristo chiama i suoi
discepoli. lo stesso apostolo Paolo a offrire
unimmagine senza eguali di ci che
comporta la trasformazione in Cristo. Quel
che emerge dalla testimonianza e dagli scritti
di Paolo che la trasformazione in Cristo
richiede agli uomini e alle donne un
riorientamento radicale e una conversione
costante (metnoia). Se il percorso
trasformativo viene svolto con fedelt, fiducia
e paziente sopportazione (hypomon), d
origine nientemeno che a un nuovo s,
ricreato a immagine di Cristo. Ricordiamo
alcune tra le affermazioni di Paolo che pi
colpiscono. Nella stessa Lettera ai Galati, in
cui Paolo sottolinea lunit dei credenti in
Cristo, dice di s: Sono stato crocifisso con
Cristo e non sono pi io che vivo, ma Cristo
vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo
nella fede del figlio di Dio, che mi ha amato

e ha dato se stesso per me (2, 20). proprio


mettendo a morte cos il proprio ego,
costruito su desideri e impegni diventati
idolatri, che egli si rende libero per una
nuova vita in Cristo, la quale ,
inscindibilmente, una nuova vita per gli altri,
in comunit. Paolo lo approfondisce nel ben
noto passo della Lettera ai Filippesi. Dopo
aver elencato tutte le cose che aveva
erroneamente considerato motivo di orgoglio
e di vanto, cose che erano servite solo a
separarlo dagli altri, ora le considera ostacoli
alla vita vera. Paolo scrive del suo struggente
desiderio di conoscere lui, la potenza della
sua risurrezione, la partecipazione alle sue
sofferenze, diventandogli conforme nella
morte, con la speranza di giungere alla
risurrezione dai morti (3, 10-11). E il
conoscere Cristo in modo sincero

Robert Peter Imbelli, sacerdote


dellarcidiocesi di New York, ha
studiato a Roma negli anni
del concilio Vaticano II. Ordinato nel 1965, ha conseguito
la licenza in sacra teologia
alluniversit Gregoriana e il
Ph.D. in telogia sistematica
alluniversit di Yale. Per ventisette anni padre Imbelli ha
insegnato teologia al Boston
College, dove oggi professore
emerito. Con Liturgical Press,
ha appena pubblicato Rekindling the Christic Imagination: Theological Meditations on the New Evangelization.

lautore

n un articolo apparso sullO sservatore


Romano dell8 marzo scorso, Lucetta
Scaraffia, a proposito della riflessione sul
ruolo delle donne (e degli uomini!) nella
Chiesa, ha scritto: Al centro del
problema non la modernizzazione, ma
qualcosa di pi profondo e importante che
tocca la natura spirituale della Chiesa.
La sfida prosegue quindi di
disegnare i tratti spirituali e teologici di
una tradizione cristiana aperta al
femminile. Questa serie di articoli
pubblicati sullOsservatore sono piccoli
contributi verso tale obiettivo. Il presente
contributo intende offrire una prospettiva
sulla particolare natura spirituale della Chiesa.
Prende come punto di partenza unintuizione
profonda di santIreneo di Lione, citata da
Francesco nellEvangelii gaudium. Ireneo dice
del Signore Ges Cristo che omnem novitatem
attulit, semetipsum afferens, cio che Cristo
nella sua venuta, ha portato con s ogni
novit. Il Papa insiste: Egli sempre pu,
con la sua novit, rinnovare la nostra vita e la
nostra comunit. E aggiunge: Ogni volta
che cerchiamo di tornare alla fonte e
recuperare la freschezza originale del Vangelo
spuntano nuove strade, metodi creativi, altre
forme di espressione, segni pi eloquenti,
parole cariche di rinnovato significato per il
mondo attuale (n. 11). Il concilio Vaticano II,
come noto, ha dato inizio a un ritorno alle
fonti, un ressourcement, che ne ha guidato le
deliberazioni e influenzato profondamente i
documenti da esso promulgati. Quel ritorno
alle fonti stato certamente un ritorno alle
Scritture stesse, nonch agli scritti dei vescovi
e dei teologi della Chiesa antica. Ma pi nel
profondo, il concilio ha rappresentato un
nuovo ritorno allunica fonte, che Ges
stesso. Ges, secondo lo stesso incipit di
Lumen gentium, la luce delle genti. E
Gaudium et spes, con frasi che risuonano,

inscindibile dal servire coloro per i quali


Cristo morto. Inoltre, la configurazione a
Cristo non la vocazione solo di Paolo, ma
la grazia e la chiamata di tutti coloro che
sono battezzati in Cristo. Cos egli esorta i
Corinzi: Lamore del Cristo ci spinge, al
pensiero che uno morto per tutti e quindi
tutti sono morti. Ed egli morto per tutti,
perch quelli che vivono non vivano pi per
se stessi, ma per colui che morto e
risuscitato per loro (2 Corinzi 5, 14-15). Il
riorientamento radicale della persona a Cristo
e alle membra di Cristo tesse vincoli spirituali
tra i battezzati che sono sconvolgenti nelle
loro implicazioni. Ogni riforma autentica
nella Chiesa deve riscoprire la nuova realt
che il mistero pasquale del Signore porta in
essere. Cos Paolo ci insegna, come ha
insegnato ai Corinzi, che noi tutti siamo
stati battezzati in un solo Spirito per formare
un solo corpo, giudei o greci, schiavi o liberi;
e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito
(1 Corinzi 12, 13). Di fatto, Dio ha composto
il corpo, conferendo maggior onore a ci che
ne mancava, perch non vi fosse disunione
nel corpo, ma anzi le varie membra avessero
cura le une delle altre. Quindi se un membro
soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se
un membro onorato, tutte le membra
gioiscono con lui (1 Corinzi 12, 24-26). La
sfida evangelica a vivere questa visione della
comunione, nel XXI secolo tanto pressante
ed esigente quanto lo era nel primo! Infatti,
ovviamente il peccato sinsinua. E il peccato
non solo aggredisce Dio, ma corrode anche
sempre la comunit umana e la comunione. Il
peccato lacera il corpo di Cristo. Da qui
limportanza della confessione sacramentale
nella Chiesa, come insegna costantemente
Papa Francesco sia con le parole sia con
lesempio. La lotta quotidiana per la fedelt e
la trasformazione illustrata in modo
commovente da san Paolo nel quinto capitolo
della Lettera ai Galati. I desideri della carne
e quelli dello spirito si combattono, e la
posta lio che diventiamo. ovvio, qui, che
carne non si riferisce alle sole trasgressioni
sessuali, ma ancor pi al cuore indurito che
erutta rivalit, gelosia, invidia e odio. La
guida dello Spirito, al contrario, produce una
messe generosa di amore, gioia e pace, che
promuove e alimenta ledificazione del corpo
di Cristo. Riassumendo la nuova vita nello

Spirito, Paolo afferma: Tutta la legge infatti


trova la sua pienezza in un solo precetto:
amerai il prossimo tuo come te stesso. Ma
poi, con un cri du coeur, avverte i Galati e
noi: Se vi mordete e divorate a vicenda,
guardate almeno di non distruggervi del tutto
gli uni gli altri! (5, 14-15). Si percepisce in
queste parole la descrizione di unantieucaristia demoniaca. Infatti, proprio come la
vera eucaristia unisce e alimenta il corpo di
Cristo che la Chiesa, il dissenso tra cristiani
divide e avvelena il corpo. Potrebbe sembrare
che sia stato detto molto poco in merito a un
approccio alla valorizzazione del ruolo delle
donne nella Chiesa e allincorporare le vere
sensibilit femminili. Certamente altre
riflessioni di questa serie hanno offerto
suggerimenti e approcci pi pratici. Ma la
mia argomentazione che farlo con la
profondit necessaria comporta il recupero
della novit specifica del Vangelo di Ges e
della Chiesa, nata dal fianco del Crocifisso.
Questo recupero ancora pi urgente in una
cultura che non ha dimenticato le proprie
radici cristiane, ma d prova del frenetico
desiderio di strappare tali radici. Papa
Francesco, attingendo alla sua eredit
ignaziana, ha evidenziato ripetutamente il
ruolo indispensabile del discernimento
spirituale nella Chiesa. Molto prima di
Ignazio di Loyola, per, Paolo insisteva sulla
necessit che i cristiani praticassero il
discernimento per non adattarsi ai valori del
mondo che sono antitetici al Vangelo (la
mondanit spirituale contro la quale
Francesco mette in guardia). Paolo scrive ai
cristiani di Roma: Vi esorto dunque, fratelli,
per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri
corpi come sacrificio vivente, santo e gradito
a Dio; questo il vostro culto spirituale. Non
conformatevi alla mentalit di questo secolo,
ma trasformatevi rinnovando la vostra mente,
per poter discernere la volont di Dio, ci che
buono, a lui gradito e perfetto (Romani 12,
1-2). Quindi, mentre procediamo a dare forma
a una teologia pi inclusiva, fondamentale
che i nostri criteri di discernimento siano
basati su valori evangelici e non mondani.
Infatti, oggi come ai tempi di Ireneo, i
cristiani si devono confrontare con un
recrudescente gnosticismo che, pur
strombazzando la diversit e la differenza,
di fatto sovverte la distinzione fondamentale
tra uomo e donna, i quali, insieme,
comprendono limmagine di Dio. Questo
gnosticismo contemporaneo rispecchia in
modo fin troppo fedele lideologia e gli
imperativi della societ capitalistica. Qui,
spesso le persone vengono ridotte a
funzionari intercambiabili, il cui unico scopo
il servizio a Mammona. La visione gnostica,
nelle sue molteplici vesti, quella di una
fusione androgina, mentre il novum cristiano
quello di comunione, di persone distinte in
relazione, ognuna delle quali contribuisce con
le proprie capacit e i propri doni. Anche qui
Paolo insegna in maniera esemplare: Poich,
come in un solo corpo abbiamo molte
membra e queste membra non hanno tutte la
medesima funzione, cos anche noi, pur
essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo
e ciascuno per la sua parte siamo membra gli

uni degli altri. Abbiamo pertanto doni diversi


secondo la grazia data a ciascuno di noi
(Romani, 12, 4-6). Mentre procediamo verso
una Chiesa pi inclusiva, una Chiesa che
apprezza, pi che in passato, i doni unici di
ognuno, sia i laici sia le persone ordinate
devono essere radicati in quella spiritualit
di comunione che Giovanni Paolo II ha
evocato nella Novo millennio ineunte. Faremmo
bene a scolpire queste sagge parole di Papa
Wojtya nelle nostre menti e nei nostri cuori:
Prima di programmare iniziative concrete
occorre promuovere una spiritualit della
comunione, facendola emergere come
principio educativo in tutti i luoghi dove si

El Greco, San Paolo Apostolo (1610-1614)

plasma luomo e il cristiano, dove si educano


i ministri dellaltare, i consacrati, gli operatori
pastorali, dove si costruiscono le famiglie e le
comunit. Spiritualit della comunione
significa innanzitutto sguardo del cuore
portato sul mistero della Trinit che abita in
noi, e la cui luce va colta anche sul volto dei
fratelli che ci stanno accanto. Spiritualit
della comunione significa inoltre capacit di
sentire il fratello di fede nellunit profonda
del Corpo mistico, dunque, come uno che
mi appartiene, per saper condividere le sue
gioie e le sue sofferenze, per intuire i suoi
desideri e prendersi cura dei suoi bisogni, per
offrirgli una vera e profonda amicizia.
Spiritualit della comunione pure capacit
di vedere innanzitutto ci che di positivo c
nellaltro, per accoglierlo e valorizzarlo come
dono di Dio: un dono per me, oltre che per
il fratello che lo ha direttamente ricevuto.
Spiritualit della comunione infine saper
fare spazio al fratello, portando i pesi gli
uni degli altri (Galati, 6, 2) e respingendo le
tentazioni egoistiche che continuamente ci
insidiano e generano competizione,
carrierismo, diffidenza, gelosie. Non ci
facciamo illusioni: senza questo cammino
spirituale, a ben poco servirebbero gli
strumenti esteriori della comunione.
Diventerebbero apparati senzanima, maschere
di comunione pi che sue vie di espressione e
di crescita (n. 43).