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Analisi dei Repertori

A.A. 2013/2014
Docente: Luppi Gian Paolo
Studente: Zivas Elena Sofia
Trio in Mi bemolle maggiore, op.100, F. Schubert
Premessa storica:
Franz Schubert nasce a Vienna nel 1797.
Il padre, Franz Theodor, insegna alle scuole elementari ed egli stesso ad impartire le prime nozioni
di musica al giovane Franz. Nel 1808 Schubert inizia gli studi di canto, violino e pianoforte ed entra
a far parte del coro della Cappella Reale.
Dal 1814 al 1818 continua i suoi studi di canto presso il maestro M. Holzer, aggiungendo l'arte
dell'organo e del contrappunto, mentre lavora insieme al padre a scuola. Parallelamente cerca di
staccarsi dall'ambiente e dalla presenza del padre e si concentra sulle esecuzioni della sua musica,
ma con poco successo.
Nel 1818 Schubert abbandona definitivamente l'incarico alla scuola e, conclusa la sua relazione con
un soprano per via della sua situazione economica, si trasferisce da amici dove continua a comporre
senza per mantenere un impiego fisso.
Nel 1822 si manifesta la sifilide, la quale indebolisce il musicista.
Durante un suo viaggio ad Eisenstadt contrae una febbre tifoide.
Muore poco dopo, il 19 novembre del 1828, a meno di 32 anni.
Opere:
Durante la sua breve carriera, Schubert si dedica a molti generi musicali (dalla musica sacra a quella
sinfonica); l'unico seguito con continuit durante tutta la sua carriera il Lied, genere nel quale ha
molto successo. Sperimenta ed evolve la forma del Lied e gli attribuisce nuovi significati con nuova
importanza; cura particolarmente le scelte poetiche.
Le tre serie di Lieder pi importanti, dette cicli liederistici, sono ''La bella mugnaia'', il ''Viaggio
d'inverno'' e il ''Canto del cigno''.
Anche nel genere cameristico Schubert dimostra il suo valore compositivo scrivendo (oltre a vari
quintetti, ottetti e sonate) quindici quartetti e tre trii per pianoforte, violino e violoncello.
Il mio lavoro si basa sull'analisi del secondo trio di Schubert.
Trio no.2 in Mib maggiore, op100
Il trio no.2, catalogato D929 (catalogo Deutsch) una delle ultime opere complete del compositore,
scritta nel novembre del 1827. Viene pubblicato come opus100 da Probst nel 1828 e viene eseguito
per la prima volta ad una festa privata di un suo amico nel gennaio del 1828, poco prima della sua
morte.
Come il primo trio di Schubert (in Sib maggiore), il 2 ha una durata insolitamente lunga rispetto
agli altri trii composti in quell'epoca: dura infatti quasi 50 minuti.
Il secondo tema del primo movimento ricorda quello iniziale del Minuetto e Trio della Sonata in Sol
maggiore (D894).
Il tema principale del secondo movimento ispirato ad una canzone popolare svedese,"Se solen
sjunker".

Struttura formale:
Il trio composto da quattro tempi:
Allegro;
Andante con moto;
Scherzo, allegro moderato; Trio;
Allegro moderato.

Allegro
Il primo movimento in forma sonata: quindi composto dalla Esposizione, dallo Sviluppo e dalla
Ripresa.
Esposizione
L'esposizione si apre con il primo tema in Mi bemolle maggiore. Il tema composto da tre frasi,
ciascuna di quattro battute. La prima frase ha un carattere brillante e lirico, quasi liederistico, e
annuncia con tutte e tre le voci all'unisono la tonalit e l'umore allegro di questa prima parte (in
forte). Un tocco interessante si aggiunge grazie al leggero pizzicato degli archi.
La seconda ha invece un carattere pi tranquillo, conclusivo (in piano), si concentra pi sulla cellula
ritmica che melodica passandola dagli archi (prime due battute) al pianoforte (due battute
conclusive), utilizzando lo stile spezzato introdotto da Beethoven.
La terza frase, con ruolo chiaramente di collegamento tra il primo tema e il periodo successivo si
conclude con una scala che inizia dal pianoforte e passa al violoncello (di nuovo lo stile
spezzato).
Il periodo che segue un ponte modulante che dura 36 battute (battute 13 e seguenti).
E' un tratto meno importante dal punto di vista della melodia, ma molto importante armonicamente
dato che ci conduce al periodo successivo. Si nota un cambio di scrittura: viene inserito un elemento
di suddivisione ternaria (il violino accompagna con delle terzine, battuta 15 e seguenti). Durante
tutto il ponte Schubert utilizza elementi del primo tema, inserendo una melodia che pare una
proposta alternativa alla prima frase (violoncello, dalla battuta 16).
Dalla battuta 38 iniziano dei trilli negli archi insieme a scale cromatiche con forte carattere
transitorio al pianoforte.
Il ponte si conclude a battuta 47, e inizia un periodo che definiamo tema secondario, che inizia in Si
minore. La definizione data dalle caratteristiche stesse del periodo: anche se presenta una melodia
ben distinta, ha una durata molto lunga e manca di stabilit armonica per essere definito un tema
principale.
Inizia con due battute introduttive degli archi. Poi il pianoforte, seguendo la tessitura ritmica degli
archi, elabora il tema (composto da due frasi di quattro battute ciascuna). Il carattere molto intimo
(pianissimo), con un motivo ritmico costante e la melodia seguente anch'essa lo stesso motivo.
Le battute 57-58 ripetono l'introduzione in Sol maggiore, seguite di nuovo dal tema. Questa volta
Schubert cambia la strumentazione, assegnando agli archi il tema e al pianoforte
l'accompagnamento ritmico. Mantiene il carattere intimo, ma cambia tonalit (Sol minore).
Da battuta 67 a battuta 75 si nota un cambio di scrittura, con elementi ternari al pianoforte,
sottoposti allo schema ritmico del tema secondario (mantenuto dagli archi).
Dalla battuta 76 segue un tratto dove gli elementi ternari e quelli binari del tema vanno dagli archi
al pianoforte, in una elaborazione che riporta a Sol minore.
La battuta 98 segna una fermata con una cadenza sospesa sulla dominante di Sib maggiore.
Fino a battuta 115 segue una parte con tratti transitori, che si ferma anch'essa con una cadenza
sospesa.

Alla battuta 116 inizia il secondo tema, in Sib maggiore (in questo caso Schubert cambia le tonalit
passando scolasticamente alla Dominante della tonalit di impianto).
Esso composto da tre periodi, ciascuno formato da otto battute; ogni periodo pu essere analizzato
in due frasi di quattro battute (la prima con carattere di apertura, la seconda con carattere
conclusivo).
Il tema si apre con un accompagnamento di terzine al pianoforte e la melodia agli archi; il carattere
tranquillo, leggero, la melodia semplice e molto cantabile. Si nota il contrasto di tessitura e
carattere rispetto al primo tema.
Nel secondo periodo si ripete il tema con strumentazione inalterata, cambiando solo le ottave agli
archi. Il terzo periodo ha un carattere conclusivo ed formato da due cadenze perfette (V-I) in Sol
minore e tenendo solo il fa del violoncello ritorna in Sib maggiore (battute 136-138).
Dalla battuta 140 inizia una nuova idea, con scrittura diversa, meno densa e pi calma: qui la
musica ricorda elementi del ponte modulante a battuta 13, solo pi disteso. Si tratta di un ponte
transitorio o episodio di chiusa, che ci guida verso lo sviluppo.
Il ponte inizia con due frasi da otto battute, muovendosi tra Sib maggiore e Sol minore; la prima
frase annuncia la linea melodica distribuita a tutti e tre gli strumenti (il pianoforte con ruolo pi
accompagnatore). La seconda ripete la melodia cambiando strumentazione (le parti si invertono: il
violino prende la parte del violoncello creando uno sfondo molto delicato e il pianoforte prende la
melodia). La melodia di questo episodio cantabile, lirica.
Da battuta 156 inizia una progressione con carattere opposto a quello tranquillo appena passato,
riprendendo con forza l'elemento ternario al pianoforte, intrecciato con delle sincopi agli archi.
Da battuta 161 incontriamo due periodi di sei battute ciascuno, con carattere cadenzante. Anche qui
si incastrano elemento ternario con sincopi e accenti che, insieme alla dinamica (fortissimo) aiutano
a creare tensione.
Da battuta 173 fino a battuta 186 segue un tratto conclusivo, dove riprendono gli intrecci di scale
(non pi cromatiche bens melodiche in Sib maggiore), seguiti da una cadenza perfetta sempre in
Sib maggiore. Gli ultimi accordi (piano) preparano per il ritornello (guidando verso Mib maggiore).
Le battute 187-194 possono essere definite un breve periodo introduttivo formato da accordi che
guidano verso Si minore; dopodich arriviamo allo sviluppo.
Sviluppo
Lo sviluppo si basa principalmente sull'elaborazione di un elemento formalmente meno importante:
la seconda sezione del secondo tema (ovvero il ponte di battuta 140 e seguenti). La scelta di
Schubert particolare, ma non unica; anche in Beethoven si incontrano sviluppi basati su parti
secondarie dell'esposizione.
Una possibile spiegazione potrebbe essere che il compositore sceglie per l'elaborazione una idea
musicale pi melodica rispetto al primo tema ad esempio. Ci gli permette una maggiore libert
inventiva e presenta meno possibilit di creare ripetizioni troppo simili tra loro. In ogni caso si nota
come in tutto lo sviluppo si incontrano gruppi di frasi basati sulla stessa melodia, in tonalit sempre
diverse e talvolta inaspettate. La dinamica dello sviluppo varia dal mezzo forte al forte, con
pochissimi momenti fortissimo.
Lo sviluppo ha inizio a battuta 195 e presenta subito la prima frase del ponte riportato mezzo tono
sopra (in Si minore). In questo modo annuncia la sua intenzione di dedicarsi a una idea ben precisa
e riconoscibile.
Da battuta 205 a battuta 220 incontriamo una sezione di elaborazione del ponte. La scrittura cambia,
torna l'elemento ternario al pianoforte mentre gli archi seguono una progressione che ricorda sia il
ponte che il secondo tema (grazie alle terzine e al movimento delle voci). Da Si minore si passa a
Re maggiore, e con un cambio rapido a Re minore si arriva a Fa maggiore, collegandosi con la

sezione seguente.
Da battuta 221 a battuta 236 la nuova sezione continua in Fa maggiore e sia gli archi che il
pianoforte costruiscono un accordo di nona sulla tonica, sempre in carattere di progressione (in ogni
ripetizione della cellula ritmica viene aggiunta una nota all'accordo).
A battuta 237 inizia un ponte di sei battute che compie un giro armonico... dalla tonica di Fa#
minore, alla Sottodominante, per fermarsi sulla Dominante (Do# maggiore) in una ampia cadenza
sospesa arpeggiata in terzine.
La cadenza si conclude e passa delicatamente in La# minore (relativa minore della Dominante).
Dopodich ritorna invariata melodicamente la melodia del ponte fino a battuta 255. Gioca tra la
tonalit raggiunta e la relativa maggiore. Qui la melodia viene eseguita dal pianoforte, mentre gli
archi accompagnano.
Dalla battuta 255 alla battuta 272 incontriamo nuovamente una sezione con carattere di
progressione; le terzine al pianoforte riprendono. La progressione inizia in La maggiore e passa a
Do maggiore.
Dalla battuta 273 inizia una sezione (sempre in Do maggiore) nella quale le tre voci costruiscono un
accordo di nona sulla tonica, come succede nella precedente sezione analoga.
Notiamo a questo punto una ripetizione dello schema pi grande di due sezioni (quella composta
dalla progressione, la quale guida alla seconda con l'accordo creato a strati) con una sottile
differenza: la tonalit della sezione con l'accordo a strati scende da Do# maggiore a Do maggiore.
A battuta 289 incontriamo nuovamente le sei battute caratterizzate da sincopi e forti accenti; anche
qui la musica compie un ampio giro armonico che parte dalla tonica (Do# minore) e va alla
Sottodominante, per poi rimanere sulla Dominante (Sol# maggiore). Crea in questo modo una
cadenza sospesa arpeggiata (esattamente come la prima volta).
A battuta 299 incontriamo il tema del ponte per la terza volta, ora in Reb maggiore.
Notiamo che, all'orecchio, la cadenza sospesa in qualche modo si conclude, dato il gioco
enarmonico tra Do# e Reb.
Dalla battuta 309 si ripete a sua volta la progressione (con l'accompagnamento di terzine). Questa
volta inizia in Mi maggiore e con una cadenza perfetta si collega a Sol maggiore. Anche l ripete lo
stesso giro armonico e, a battuta 325, mentre continua la elaborazione varia per la prima volta in
modo notevole: crea delle cadenze perfette in gruppi di quattro battute; cos si sposta da Sol minore
a Sib maggiore, a Re minore.
A battuta 337 inizia una breve progressione differente dalle elaborazioni viste fin'ora: si distinguono
due frasi da quattro battute ciascuna. La prima in Sib maggiore mentre la seconda una
Diminuita. La progressione si ripete una seconda volta, variando alla fine e concludendo in Sib
maggiore.
Da battuta 355 a battuta 384 segue un periodo caratterizzato da un lunghissimo pedale di
Dominante (appunto Sib) che perdura per tutto il tratto. Anche durante questo periodo vi sono
varianti della cellula del ponte come anche delle elaborazioni precedenti, le quali passano dagli
archi al pianoforte.
Nelle battute 368 e 372 si incontra nuovamente il pizzicato degli archi, ricordandoci di questo
elemento quasi dimenticato dopo l'inizio dell'esposizione.
Infine, dopo un accordo di settima allargato nelle battute 382-384 si arriva alla ripresa.
Ripresa
La ripresa