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NOTA SULLE COLORAZIONI

MAURIZIO MONGE

Sia data una funzione f : N N. In questa nota mostriamo come sia possibile
colorare i naturali con tre colori in modo che il colore di n sia differente da quello
di f (n) per ogni n tale che n 6= f (n).
Mostriamo inizialmente che `e possibile colorare gli interi {1, . . . , M } in modo che
il colore di a, b sia differente per ogni a, b M tali che f (a) = b. Per fare questo
useremo il seguente
Lemma 1. Sia un grafo diretto sullinsieme finito di vertici V e spigoli E V 2 ,
tale che ogni vertice `e connesso con al pi`
u uno spigolo uscente. Allora vale uno dei
seguenti fatti
esiste un vertice in cui non arriva nessuno spigolo entrante, oppure
 il grafo `e ununione di cicli,
dove per ciclo si intendo un grafo su n vertici che possono essere numerati in modo
che dal vertice i-esimo parta precisamente una freccia che lo connette al vertice
(i + 1)-esimo (modulo n).
La dimostrazione del lemma `e immediata:
Dimostrazione. Siccome da ogni vertice parte al pi`
u una freccia, il numero totale di
frecce #E `e #V . Sia (v) il numero di frecce entranti nel vertice v V . Allora
X
(v) = #E #V.
vV

Ora, se (v) = 1 per ogni v V abbiamo il caso , perche in tale caso #E = #V , da


ogni vertice arriva e parte precisamente una freccia, e possiamo partire da un vertice
e seguire le frecce fino a tornare al vertice di partenza ottenendo una componente
connessa del grafo che `e un ciclo. In caso contrario i (v) non potranno essere 1
per ogni v, e quindi deve esistere un vertice orfano per cui (v) = 0, ovvero in cui
non arriva nessuna freccia, e abbiamo quindi il caso .

Usando il lemma `e immediato dimostrare per induzione che ogni grafo con le
suddette ipotesi pu`
o essere colorato con tre colori in modo che ogni freccia che non
ritorna sul vertice di partenza colleghi due vertici di colore differente. Infatti nel
caso  basta mostrare che ogni ciclo di 2 vertici pu`o essere colorato con tre
colori in modo che questa condizione sia soddisfatta, mentre nel caso possiamo
rimuovere un vertice orfano e la (eventuale) freccia uscente, colorare il grafo con un
vertice in meno, e rimettere il vertice colorato di un colore differente di quello del
vertice a cui `e collegato.
Chiaramente il problema di colorare lintervallo {1, . . . , M } con tre colori in modo
che a, b abbiano colore differente ogni qual volta a, b M e f (a) = b pu`o essere
trasposto in un problema di colorazione di grafi costruente un grafo sui vertici
{1, . . . , M } e aggiungendo una freccia che parte da a e arriva in b se f (a) = b
(chiaramente da un vertice,ln-esimo poniamo, non parte nessuna freccia nel caso
in cui f (n) > M ).
Abbiamo quindi dimostrato il seguente
Date: 27 febbraio 2015.
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NOTA SULLE COLORAZIONI

MAURIZIO MONGE

Lemma 2. E possibile colorare lintervallo {1, . . . , M } con tre colori in modo che
a, b abbiano colore differente ogni qual volta a, b M e f (a) = b.
Per passare a una colorazione su N possiamo ora costruire una tale colorazione
dellintervallo {1, . . . , M } con tre colori per ogni M N, e passare a una colorazione
su N in modo che la colorazione sui primi k interi sia la stessa di quella che si era
trovata una per lintervallo {1, . . . , M } per qualche M k.
Questo pu`
o essere fatto per raffinamenti successivi (precisamente come per il
lemma di Schur), o ad esempio prendendo un ultrafiltro non principale, e per ogni
k partizionando gli interi k in colori ci formati dagli M tali che la colorazione
dellintervallo {1, . . . , M } assegna il colore i a k, e assegnando a k il colore tale per
cui ci sta nellultrafiltro (come quanto fatto per passare dal caso infinito a quello
finito del teorema di Schur usando gli ultrafiltri).
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