Anda di halaman 1dari 21

Su un errore di Gdel

Giuseppe Ragun
UCAM - Universit Cattolica di Murcia, Spagna graguni@ucam.edu

05 marzo 2015

Sommario

Lo scopo fondamentale dell'articolo correggere un grave errore di interpretazione di un inesatto commento di Gdel al congresso di Knigsberg
del 1930. Malgrado la scorrettezza di Gdel sia assolutamente veniale, la
sua erronea lettura ha prodotto e continua a produrre frutti nefasti, come l'applicabilit dei Teoremi d'incompletezza all'Aritmetica del secondo
ordine full e la deducibilit, mediante essi, dell'incompletezza semantica
di questo linguaggio. I primi tre paragra servono da introduzione e se
ne approtta sia per denire i linguaggi intrinsecamente semantici sia per
evidenziare il fatto che una Teoria non formale pu essere semanticamente
completa pur impiegando un linguaggio semanticamente incompleto. Inne si propone un'interpretazione alternativa per l'infelice osservazione di
Gdel.
Abstract

The fundamental aim of the paper is to correct a harmful


way to interpretate a Gdel's erroneous remark in the Congress of Knigsberg in 1930. Despite the Gdel's fault is rather
venial, his misreading has produced and continues to produce
dangerous fruits, as to apply the incompleteness theorems to the
second order full arithmetic and to deduce the semantic incompleteness of this language by these same theorems. The rst
three paragraphs are introductory and serve to dene the languages inherently semantic and its properties, rst and second
order languages and the question of semantic completeness: in
particular is highlighted the fact that a not formal theory may
be semantically complete despite using a language semantically
incomplete. Finally an alternative interpretation of the Gdel's
unfortunate statement is proposed.

1 Sistemi formali
L'aggettivo

formale

viene spesso abusato in violazione dell'originaria accezione

che a buon diritto pu chiamarsi

hilbertiana.

Come mostreremo, tale supercia-

lit collabora con l'errata valenza data a certe aermazioni di Gdel nel produrre

gravi disguidi. frequente intendere Sistema formale come sinonimo di Sistema assiomatico, bench nessuno dubiti della

necessit in Matematica di assiomi

non formali, con tutte le drammatiche conseguenze d'ambito deduttivo che ci


comporta.
La miglior denizione di Sistema formale probabilmente quella data da

Lewis nel 1918 :


A mathematical system is any set of strings of recognizable marks
in which some of the strings are taken initially and the remainder
derived from these by operations performed according to rules which
are independent of any meaning assigned to the marks.
Cio a dire una Struttura in cui, a partire da certe stringhe di caratteri senza

assiomi formali ), si producono (deducono) altre stringhe senza


teoremi ) mediante operazioni (regole deduttive) che non fanno mai

signicato (gli
signicato (i

uso di alcun signicato assegnato ad alcun carattere. Per ottenere da tale sorta
di pallottoliere una concreta disciplina scientica, bisogna - se ci possibile

interpretare i caratteri e le stringhe in modo tale che: a) gli assiomi siano


veri ; b) le regole deduttive siano corrette, cio capaci di produrre solo stringhe
signicative vere a partire da stringhe signicative vere. Una tale interpretazione
2
si dir modello corretto . Questa concettualizzazione, per i tempi rivoluzionaria,
-

3 nonch - forse davvero per

presente anche nei contemporanei Bernays e Post

la prima volta - in Hilbert, come pu rilevarsi in molti passaggi del suo carteggio
con Frege (1899-1900):
[...] ogni Teoria solo un telaio, uno schema di concetti unitamente alle loro mutue relazioni necessarie [...].
Se con i miei punti voglio intendere un qualunque Sistema di
enti, per esempio il Sistema: amore, legge, spazzacamino ..., allora
baster che assuma tutti i miei assiomi come relazioni tra questi
enti [...]. Ogni Teoria pu essere sempre applicata a inniti sistemi
di elementi fondamentali. [...]
Tutti gli enunciati di una Teoria dell'elettricit valgono naturalmente per ogni altro Sistema di enti si sostituiscano al posto dei
concetti: magnetismo, elettricit, ..., purch siano soddisfatti gli assiomi richiesti. [...] Detta circostanza non mai una decienza (
piuttosto un vantaggio) della Teoria. [...]
La mia idea appunto questa: un concetto pu essere logicamente denito solo attraverso le sue relazioni con altri concetti. Queste
relazioni, formulate in enunciati determinati, le chiamo assiomi e
pervengo in tal modo al risultato che gli assiomi ... sono le denizioni dei concetti. [...]. Sono stato costretto [a questa concezione] dalla

1 C.

I. Lewis,

A Survey of Formal Logic, Berkeley University of California Press (1918), p.

355.

2 Un'interpretazione

modello scorretto.
3 Si

per cui si verica la condizione a) mentre la b) risulta falsa, si chiama

veda per esempio l'introduzione di Dreben e Heijenoort ai primi lavori di Gdel in

Gdel collected works, ed.

Feferman et al., Oxford univ. press (1986), vol. 1, pp. 44-48.

Kurt

ricerca del rigore nella deduzione logica e nella costruzione logica di

una Teoria .
Per inciso, il fatto che nessuno degli autori ora menzionati usi con rigore l'aggettivo

formale

non deve stupire: dato che per tutti costoro la schietta fede

(o speranza) era che ogni Teoria assiomatica fosse formalizzabile, la veste formale non era altro che
assiomatica.

il corretto modo

di presentare una qualsiasi Disciplina

Uno dei primi ad usare il termine con precisione e dovizia in-

vece proprio Gdel, per la sua attenzione nel distinguere scrupolosamente la


matematica dalla metamatematica e per la sua coscienza dei limiti espressivi
della formalit (che egli stesso contribuir a delineare). Di fatto, anche senza
scomodare la realizzabilit della condizione di categoricit (la quale pu valere

solo in Sistemi assiomatici non formali ), le Teorie assiomatiche non formali si


rendono in generale necessarie per esprimere, ed eventualmente decidere, tutto
ci per cui la Matematica stessa stata concepita.
Il concetto di formalit richiede almeno una precisazione. Dati gli scopi di
questo articolo, conveniente presentare la questione nel modo pi semplice,
ricorrendo direttamente al concetto di

macchina

(o

computer ).

L'operato di un

normale computer pu vedersi come un esempio concreto di Sistema assiomatico


(cio costituito da assiomi, regole grammaticali e deduttive): i suoi

inputs corri-

spondono agli assiomi, il programma attualmente in esecuzione corrisponde alle

outputs ai teoremi. Per denizione tale Sistema assiomatieettivamente assiomatizzabile ed sempre formale perch gli outputs del

regole deduttive, gli


co

computer dipendono solo dalle stringhe simboliche degli inputs . Se il computer


(ri)programmabile, la memoria su cui vengono registrati gli inputs ampliabile

senza limiti e le modalit del calcolo minimamente potenti , la macchina pu


simulare il comportamento di qualsiasi altra macchina che rispetti la

Church-Turing 8

e si dice

universale.

Tesi di

La domanda che allora sorge spontanea-

mente se per ogni Sistema formale esiste un'opportuna macchina in grado di


simularlo, ovvero se una macchina universale in grado di simulare
Sistema formale.

qualsiasi

9 convinsero Gdel che i

Quando i lavori di Church e soprattutto Turing


modelli di

4 Frasi

macchina da loro considerati erano, di fatto, del tutto equivalenti alle

tratte da diverse lettere di Hilbert a Frege, in G. Frege,

logica, Boringhieri Torino (1983).


5 Ammesso,

Alle origini della nuova

come caso non banale, di limitarsi allo studio dei Sistemi dotati di modelli con

un universo di cardinalit innita (in breve:

modelli inniti ).

casualit. I computer
simulare abbastanza bene l'intervento della casualit nei calcoli tramite le generazioni
random dei numeri.
6 Bisogna

per escludere il caso in cui nell'elaborazione sia consentita

possono

7 Oltre

alle elementari operazioni aritmetiche, si richiede, in concreto, la possibilit di eet-

tuare cicli condizionati (in linguaggio informatico, strutture come IF-THEN-ELSE-END IF,
FOR-BREAK-CONTINUE o DO WHILE-END DO, etc.).

denisce il concetto di macchina con l'assumere che le operazioni eettuabili da una


macchina sono tutte e sole quelle che corrispondono alle funzioni ricorsive generali.
9 A. M. Turing, On computable numbers, with an application to the Entscheidungsproblem,

8 Essa

qualsiasi

Proceedings of the London Mathematical Society (2) 42 (1937), pp. 230-265.

sue funzioni ricorsive generali (cio lo convinsero della

Tesi di Church-Turing ),

egli, in una postilla aggiunta nel 1963 al testo del suo pi celebre lavoro, scrisse:
In consequence of later advances, in particular of the fact that
due to A. M. Turing's work a precise and unquestionably adequate
denition of the general notion of formal system can now be given,

i due Teoremi
di incompletezza ] is now possible. That is, it can be proved rigorously that in every consistent formal system that contains a certain
a completely general version of Theorems VI and XI [

amount of nitary number theory there exist undecidable arithmetic


propositions and that, moreover, the consistency of any such system

10 .

cannot be proved in the system

chiarendo, in una nota al pi dello stesso testo, che:


In my opinion the term "formal system" or "formalism" should
never be used for anything but this notion. [...]
La proposta di Gdel era dunque quella di far coincidere, per denizione, i

eettivamente (oppure, in base alla Tesi di Church-Turing, ricorsivamente ) assiomatizzabili (ovvero la totalit dei Sistemi simulabili mediante una

Sistemi

macchina universale) con i Sistemi formali. Ma tale suggerimento, che di fatto


implica un restringimento della classe poc'anzi denita da Lewis, non ha avuto successo. Certamente, non si tratta in fondo che d'una convenzione; ma se
si mantiene l'originaria denizione bene precisare le peculiarit conseguenti
a tale scelta. Consideriamo il caso in cui un sottoinsieme degli assiomi innito. Tale sottoinsieme deve essere specicato mediante un'opportuna regola,
chiamata comunemente

schema assiomatico.

Se lo schema assiomatico mecca-

nicamente riproducibile, cio se tutti gli inniti assiomi possono essere generati
da un opportuno programma della macchina, si riottiene un Sistema eettiva-

11 . Ma, nel rispetto della formalit, anche ammesso

mente assiomatizzabile

che ci possa risultare impossibile, cio che il contenuto semantico dello schema assiomatico non sia traducibile in nessun programma meccanico (risultando,
dunque, ineliminabile). L'esempio illuminante di questo caso si pu costruire a

PA): supposta coerente, si aggiungano


veri nell'intuitivo modello (standard ). Per costruzione, si forma un Sistema sintatticamente completo che, come

partire dalla Teoria aritmetica formale (

come nuovi assiomi la classe dei suoi enunciati

conseguenza del primo Teorema d'incompletezza, non pu essere eettivamente


assiomatizzabile. Lo indicheremo con

PAV.

Eppure

tale Sistema formale :

necessario dare un signicato agli enunciati soltanto per stabilire se sono o non
sono assiomi.

Una volta fatto, l'enunciato pu riconvertirsi in stringa senza

signicato, dato che il Sistema pu dedurre i suoi teoremi senza farne alcun
uso. Il fatto che l'insieme degli assiomi non pu essere specicato una volta per
tutte in termini meccanici ma solo in termini semantici, non tange la formalit

10 K. Gdel, On formally undecidable propositions of Principia mathematica and related


system I, in Kurt Gdel collected works, op. cit., vol. 1 p. 195.
11 E gli assiomi si dicono eettivamente numerabili.

di

PAV 12 .

Un Sistema costituito da una macchina universale assieme al suo

programmatore (umano) pu esemplicare questa Teoria. Ammettendo che il


programmatore sappia prima o poi stabilire il valore di verit di un qualsiasi
enunciato (per la qual cosa certo che la macchina non potr aiutarlo sempre,
ma egli dovr a volte - innite volte - ricorrere a criteri semantici) tale Sistema
in teoria in grado di individuare tutte le verit della Teoria dei numeri naturali
e anche di risolvere il

problema dell'arresto 13 .

2 Linguaggi semantici e Sistemi non formali


Consideriamo un arbitrario linguaggio che, come normalmente, faccia uso di

14 di caratteri. Combinando in alcuni modi niti questi

una quantit numerabile

caratteri, si formano alcune stringhe di base che chiameremo

termini

del lin-

guaggio: quelli raccolti in un dizionario. Quando i termini vengono interpretati


semanticamente, cio ad essi viene assegnato signicato, si ha la loro distinzione
in aggettivi, sostantivi, forme verbali, etc.. Un'opportuna grammatica stabilir
poi le regole di formazione delle

proposizioni.

Mentre i termini sono di nume-

ro nito, le combinazioni dei termini consentite dalla grammatica formano una


quantit innito-numerabile di possibili proposizioni.
In un linguaggio non banale, il signicato associato a ciascun termine e dunque a ciascuna proposizione che lo contiene, non sempre unico. Una medesima
proposizione pu

ciati.

enunciare

diverse cose, rappresentando quindi diversi

enun-

Per esempio, la medesima proposizione avere il vento in poppa un

enunciato diverso a seconda della circostanza: a bordo di un veliero oppure nei


vari casi in cui il senso gurato. Quanti signicati possono associarsi a uno
stesso termine? Ovvero, quanti diversi enunciati per ciascuna proposizione? La
risposta, per un normale linguaggio semantico, potr sorprendere.
Supponiamo di assegnare a ciascun termine un numero nito di signicati ben determinati. Potremmo allora istruire un computer a considerare tutte
le possibilit di interpretazione di ciascun termine.

Il computer, per sempli-

care, potrebbe assegnare i diversi signicati a un uguale numero di diversi


nuovi termini che avr prima denito.

Per esempio, potrebbe denire il ter-

mine vento-f  per l'uso di vento in senso gurato. La macchina sar poi in
grado, usando le regole grammaticali, di generare tutti gli innito-numerabili
enunciati. In questo caso diremo che, nello specico linguaggio, il signicato
stato

eliminato 15 .

12 Non

Pi in generale, questo caso si ha quando i signicati ammes-

cos, naturalmente, se lo schema irriducibilmente semantico si assumesse come regola

deduttiva.

13 La

problematica di interesse propriamente logico circa la realizzabilit di un tale Sistema

non riguarda certo le sue dicolt pratiche, ma proprio lo sforzo del programmatore (leggasi:
dei matematici) di individuare i nuovi e sempre pi complessi ragionamenti che gli permettano
sia di riconoscere gli inniti enunciati indecidibili, sia di stabilirne la verit (o falsit). Per
convincersene basta considerare l'
dei modelli

forced

ipotesi del continuo, l'assioma di scelta e la stessa peculiarit

che ne hanno permesso di concludere l'indecidibilit.

14 Finiti, come gli usuali simboli alfa-numerici, oppure, per generalizzare, innito-numerabili.
15 Lo preferiamo, per brevit, al pi corretto meccanicamente riprodotto.

si per ciascun termine sono

eettivamente numerabili :

anche nel caso di una

quantit innito-numerabile di signicati, il computer pu denire una quantit


innito-numerabile di nuovi termini ed associare un solo signicato per termine,
in modo da stabilire una corrispondenza biunivoca tra proposizioni ed enunciati.
Che cos potr riprodurre interamente per combinazione.

intrinsecamente semantico
non eliminabile ) se adopera almeno un termine con
una quantit non eettivamente numerabile di signicati; con la possibilit, che
commenteremo presto, che tale quantit sia anche non numerabile. Dal fatto
Per denizione, diremo allora che un linguaggio

(ovvero con un signicato

che una proposizione rappresenta pi di un enunciato se e solo se essa contiene


almeno un termine diversamente interpretato, segue una condizione equivalente

un linguaggio intrinsecamente semantico se e solo


se l'insieme di tutti i possibili enunciati non eettivamente numerabile.
per l'intrinseca semanticit:

Un primo esempio importante di un tale linguaggio stato considerato nel


paragrafo precedente. Il fatto che gli assiomi di

PAV

non sono eettivamente

numerabili dimostra che nella proposizione enunciato di


dello standard il termine

vero

PA vero

nel suo mo-

ha una quantit non eettivamente numerabile

(bench numerabile) di signicati diversi.

La frase appartiene dunque ad un

linguaggio intrinsecamente semantico.


Quando l'insieme di tutte i possibili enunciati numerabile ma non

vamente

eetti-

numerabile, si ha ancora che possono denirsi una quantit innito-

numerabile di nuovi termini in modo da associare un solo signicato per termine


(ristabilendo dunque una corrispondenza biunivoca tra proposizioni ed enunciati). Solo che tale operazione non pu essere eseguita da una macchina. Ritor-

PAV : una frase intrinsecamente semantica serve a denire


unica
rappresentazione simbolica. Ogni enunciato di PAV corrispondente alla proposizione enunciato di PA vero nel suo modello standard viene di fatto sostituito
con un opportuno enunciato di PA. La denizione di nuovi termini, in questo
caso, consiste proprio nel servirsi delle formule di PA per esprimere gli enunciati
di PAV.
niamo all'esempio di

tutti i suoi nuovi assiomi, ma poi ogni assioma formulato con la sua

Veniamo ora al caso di un linguaggio intrinsecamente semantico in cui tutti


i possibili enunciati sono

non numerabili,

cio in cui esiste almeno un termine

con una quantit non numerabile di signicati.


le

propriet

N ),

dei numeri naturali standard (

sottoinsiemi di

N, P(N),

Dalla non numerabilit delovvero dell'insieme di tutti i

questo caso di grande interesse, perch soltanto un

linguaggio siatto capace di

esprimere

queste propriet. Stavolta non pos-

sibile denire nuovi termini in modo da riassociarvi un unico signicato, perch

16 . Nemmeno possibile

il numero delle possibili stringhe soltanto numerabile

riaccomodare le cose in modo che ad ogni termine sia riassociata una quantit
al pi innito-numerabile di interpretazioni, perch anche in questo modo ot-

16 Talvolta

la non numerabilit viene interpretata semplicemente come una numerabilit

non formalizzabile, cio intrinsecamente metamatematica.

Anche secondo questa visione,

tuttavia, non pu ammettersi che tale numerabilit sia capace di assegnare una

simbolica diversa

stringa

a ciascun elemento dell'insieme non numerabile; perch altrimenti non c'

alcuna ragione che impedisca di formalizzare tale funzione nella Teoria formale degli insiemi.

numerabile di enunciati. Non c' dunque


modo di evitare che almeno un termine abbia una quantit non numerabile di
interpretazioni.

terremmo una quantit totale soltanto

Sulle prime, questa caratteristica potrebbe sorprendere o addirittura essere


giudicata inaccettabile; ma in realt ci si verica in tutti i normali linguaggi
naturali. Naturalmente, non si deve intendere che i signicati che in potenza
possiamo assegnare al termine aare, per fare un esempio, vengano specicati una volta per tutte (cosa evidentemente impossibile).
dubbio che

tutti quelli che gli verranno mai assegnati

numerabile (di pi: nita). Ma ci non toglie che la

Cosippure fuor di

sono solo una quantit

possibilit

di interpreta-

zione del termine spazi dentro una collezione in potenza innita e, addirittura,
non limitata da alcuna cardinalit pressata. Alcuni classici paradossi possono

17 ,

essere interpretati come una conferma di questa propriet. Quello di Richard

per esempio, pu esser letto come una metadimostrazione del fatto che le denizioni semantiche non sono numerabili; essendo dunque

potenzialmente capaci di

denire ciascun elemento di un insieme di oggetti di cardinalit superiore al numerabile (e quindi ciascun numero reale). La stessa tecnica

diagonale

usata nel

ragionamento rivela che il linguaggio naturale in grado di adottare un diverso


livello (o contesto) semantico guardando dal di fuori ci che stato prima
denito, ovvero quello che lo stesso linguaggio ha precedentemente aermato.
Le identiche parole usate in diversi contesti hanno un diverso signicato e per il
numero di contesti, anche annidati, non c' alcun limite. Il paradosso di Berry,
d'altra parte, mostra chiaramente che una quantit nita di caratteri, molteplicemente interpretata, in grado di denire una quantit innita di oggetti.
Anche qui la chiave dell'argomento l'uso di due diversi contesti interpretativi
per il termine denire.
Finalmente, consideriamo un arbitrario Sistema assiomatico e supponiamo-

SA ). Si vuole che SA sia capace di predicare ed eventualmente


tutte le propriet dei numeri naturali. In particolare deve essere ca-

lo coerente (

18

decidere

pace di distinguere una propriet dall'altra in modo da dedurre, in generale,


teoremi

diversi

a partire da propriet

diverse.

Posto che

SA

faccia uso di una

quantit numerabile di simboli, se lo interpretiamo in un determinato modello


convenzionale, ad ogni formula sar associato un unico signicato. Le formule
interpretate saranno dunque di quantit numerabile e non potranno esprimere
tutte le propriet dei numeri naturali. Di conseguenza

di considerare un modello non convenzionale

l'unica possibilit quella

del Sistema, capace di assegnare

pi di un signicato (invero una quantit almeno 2

) ad almeno una formula

19 .

e che verichi i rimanenti requisiti che si richiedono per un normale modello


Questo realmente ci che avviene nella cosiddetta

17 In

Aritmetica del secondo ordi-

cui si ammette che tutte le possibili denizioni semantiche dei numeri reali si trovino

in una matrice numerabile e poi, con un criterio

diagonale,

si denisce un numero reale che

non sta nella matrice.

18 Con decidere un enunciato, intendiamo concludere che esso o il suo negato un teorema.
19 Tale modello non pu dunque essere confuso con un convenzionale modello di universo non

numerabile di un Sistema formale. Quest'ultimo, considerato ad esempio per


ad assegnare

un solo signicato alle sue proposizioni:

eccedenti dell'universo non avr rappresentazione in

PA, continuer

una quantit non numerabile di elementi

PA.

ne (full) (ASOF ): di questo tipo, non convenzionale, il suo modello standard


un Sistema
assiomatico con queste capacit non pu essere formale. Per quanto abbiamo
che si pu dimostrare unico a meno d'isomorsmo. evidente che

osservato, infatti, si ha che devono necessariamente esistere stringhe con pi

identiche formule; ma allora,


identici teoremi, in contrasto
con le nostre pretese. Dunque nessun tipo di interpretazione pu permettere ad
un Sistema assiomatico di esprimere e studiare tutte le propriet dei numeri
naturali nel rispetto della formalit.

signicati, ovvero

diverse

propriet espresse con

ammettendo la formalit, da esse si dedurrebbero

3 Logica classica del primo e del secondo ordine


Il Calcolo logico predicativo classico del primo ordine

20 o semplicemente

ca classica del primo ordine un Sistema formale che costituisce il


struttura (ovvero il linguaggio ) delle ordinarie Teorie assiomatiche.

niverso (

Nel 1929 Gdel dimostr la

U ) del modello.

questa Teoria, cio che tutti e soli i suoi enunciati


dello) sono teoremi

In esso i

21 possono riferirsi soltanto alle variabili dell'u-

quanticatori esistenziali

logi-

nucleo di

completezza semantica di
validi (cio veri in ogni mo-

22 . Un Sistema assiomatico basato su tale logica, comunque,

pu aggiungere schemi assiomatici e/o regole deduttive

proprie tali da invalidare

questa propriet. La generalizzazione pi ampia del risultato di Gdel dovuta

ad ogni Sistema formale.


logica classica del
secondo ordine, si estende l'uso dei quanticatori esistenziali ai predicati ovvero
alle propriet degli elementi di U. Dal punto di vista insiemistico, le variabili
predicative spaziano nell'insieme di tutti i sottoinsiemi di U, cio P(U). Nei casi
non banali U innito (usualmente numerabile) e pertanto P(U) ha cardinalit
ad Henkin

23 ed estende la completezza semantica

Nel Calcolo logico predicativo classico del secondo ordine o

non numerabile. Se consideriamo un'arbitraria Teoria assiomatica fondata sulla


logica classica del secondo ordine, si hanno dunque tre casi fondamentali:
1. Gli assiomi e/o regole della Teoria assicurano comunque la formalit. In
questo caso necessario (anche se non suciente) che la variabilit dei

numerabile di P(U). Nel caso


assiomi di comprensione.
Questo caso conosciuto come Semantica generale o di Henkin.

predicati sia limitata ad un sottoinsieme

tipico, ci si realizza mediante degli opportuni

P(U). QueSemantica standard. Per

2. Non si pone alcun limite per la variabilit dei predicati dentro


sto intendere pieno (

full )

conosciuto come

quanto visto, si ottiene in ogni caso un Sistema non formale, in particolare


dotato di una quantit non numerabile di enunciati.

20 Denito

da Russell e Whitehead nei

Principia Mathematica, Cambridge University Press

(1913).

21 In realt uno soltanto dei due necessario.


22 K. Gdel, op. cit., documenti 1929 e 1930, vol. 1, p. 61 e p. 103.
23 L. Henkin, The completeness of the rst-order functional calculus, The journal of symbolic

logic (1949), n.14, pp. 159-166.

3. Si pongono limiti alla variabilit dei predicati dentro

P(U) ma non tali da

vericare la formalit. Gli enunciati possono essere non numerabili oppure


numerabili ma, in quest'ultimo caso, non

eettivamente.

Nel caso 1), la Teoria sempre semanticamente completa; cosa succede nei casi
rimanenti?
Come importante esempio del caso 2) c' proprio l'aritmetica

ASOF. In essa

si denisce, come schema assiomatico, un principio di induzione per qualunque


propriet dei numeri naturali. Dunque un intendere

full

della regola induttiva

anche necessario per concludere la categoricit, cio l'isomorsmo di due qualsiasi


modelli diversi. Infatti, il modello standard N non che l'intuitivo modello
minimale che contiene soltanto 0, s(0), s(s(0)),... e nessun altro elemento.
L'universo U di un'altra qualsiasi interpretazione che, oltre a contenere oggetti
isomor a 0, s(0), s(s(0)),... contenga anche un elemento estraneo e che sodche implica la non numerabilit degli enunciati della Teoria. Tale intendere

dis a tutti gli altri assiomi di Peano

full 25 .

24 , pu essere scartato solo dall'induzione

ASOF

A partire dalla categoricit dell'

immediato dimostrare che per tale

Teoria non vale il Teorema di compattezza, che un corollario del Teorema di


completezza semantica. Pertanto si pu concludere che
cio la

logica del secondo ordine full

il linguaggio dell'ASOF,

non semanticamente completa.

Come

LS ). In una forma semplicata che comprende entrambe le versioni (in gi e


in su ), il Teorema di L-S pu enunciarsi cos: ogni Sistema con un linguaggio semanticamente completo e dotato di almeno un modello innito, ammette
modelli di qualsiasi cardinalit innita. Dato che modelli di cardinalit diversa
non possono essere isomor, si ha che per un Sistema con un modello innito,
la categoricit e la completezza semantica del suo linguaggio sono due propriet
complementari, impossibili ad essere entrambe soddisfatte.
alternativa pi generale si pu utilizzare il Teorema di Lwenheim-Skolem (

A questo punto doverosa una precisazione che, sorprendentemente, non ho


mai rilevato in alcuna pubblicazione. Sia attraverso la non validit del Teore-

L-S, quello che si conclude


del linguaggio dell'ASOF, in concreto della logica del
secondo ordine full. Ma ci non signica che ogni Sistema che usi al suo interno
la logica del secondo ordine full debba essere necessariamente semanticamente
incompleto. Pretenderlo nel caso dell'ASOF, per esempio, implica pretendere

ma di compattezza, sia attraverso il Teorema di


l'incompletezza semantica

che essa sia sintatticamente incompleta: infatti immediato dimostrare che per
un Sistema categorico, la completezza semantica e sintattica si equivalgono. Ma
non c' nulla ad impedire che un Sistema categorico (che pertanto, per il Teorema di

L-S, usa un linguaggio

semanticamente incompleto) sia sintatticamente,

s(), s(s()),..., cio inniti altri elementi estranei.


ogni suo sottoinsieme che contenga 0, s(0), s(s(0)),...
coincida con U, ovvero che non esista alcun sottoinsieme proprio (cio con meno elementi) di
U che contenga 0, s(0), s(s(0)),... A questo punto U scartato perch il suo sottoinsieme {0,
s(0), s(s(0)),...}, non contenendo proprio. curioso che per esprimere la semplicissima
chiusura minimale che denisce N risulta che imprescindibile un linguaggio intrinsecamente
24 Contenendo, dunque, anche
25 Infatti esso impone per U

che

semantico.

26 . D'altra parte se, pi in generale, la Teoria

ovvero semanticamente, completo

fosse semanticamente incompleta in tutti i casi in cui non si verica la formalit,


allora il concetto di formalit sarebbe equivalente a quello di completezza semantica. E ci non sembra aatto corretto: un Sistema non formale pu essere
capace di dedurre tutte e sole le proposizioni valide, in forza di un opportuno
tipo di deduzione intrinsecamente semantico.

ASOF,

A partire dall'

si pu ripristinare la formalit limitando il principio

di induzione a propriet esprimibili

formalmente

(e dunque mediante una cor-

rispondenza iniettiva tra formule e propriet): cos si pu ottenere il Sistema


formale

PA, tuttavia incapace di esprimere, e dunque anche decidere, innite (e

precisamente 2

, dato che tale numero resta invariato per sottrazione di

0 )

propriet dei numeri naturali. Ora l'induzione non pi in grado di scartare tutti i modelli non isomor a
Che eettivamente

N 27 , per cui la categoricit non pu essere conclusa.

PA possiede modelli non standard, si pu attualmente dimo-

strare in quattro modi: 1. tramite il Primo Teorema d'incompletezza assieme


al Teorema di completezza semantica; 2. mediante il Teorema di compattezza;
3. con il Teorema di Lwenheim-Skolem

all'ins ;

4. come conseguenza di un

Teorema di Skolem del 1933 che conclude la non categoricit di

PAV 28 .

Inne ricordiamo che i Teoremi di incompletezza sono validi per ogni Sistema
eettivamente assiomatizzabile (e dunque formale) in cui pu denirsi ogni funzione ricorsiva generale. Si possono applicare dunque a
Per

PA

PA

ma non all'

ASOF.

ci rivelano un ulteriore limite: se si ammette la sua coerenza, anche

pu

delle propriet dei numeri naturali che esso

esprimere ce ne sono innite

(0 ) che non pu decidere.

4 Da un errore a un orrore
Nel terzo volume dei gi citati

Kurt Gdel collected works, pubblicato nel 1995,

sono raccolti gli scritti non pubblicati del grande logico austriaco.
curatori dell'edizione, il documento

*1930c

Secondo i

, con buona probabilit, il testo

29 .

presentato da Gdel al convegno di Knigsberg il 6 settembre 1930

26 Qualcosa

di pi in G. Ragun,

I conni logici della matematica, ed.

Aracne, Bubok, Lulu,

Scribd o Amazon (2011), parr. 2.16 - 2.17.

27 L'argomento della precedente nota non consente di scartare U se il sottoinsieme {0, s(0),
s(s(0)),...} non pu essere specicato in formula. E ci possibile perch per ogni propriet
non formulabile in PA - e ne esistono certamente - possiamo costruire una propriet non
formulabile che valga per 0, s(0), s(s(0)),... ed essi soltanto.
28 T. Skolem, ber die Unmoglichkeit..., Norsk matematisk forenings skrifter, series 2, n.
10, 73-82, ristampato in Selected works in logic, edited by Jens E. Fenstad, Univ. di Oslo
(1970), pp. 345-354.

29 Cos

textual notes del volume (p. 439):


*1930c [...] was one of several items in

si aerma infatti nelle


The copy-text for

an envelope that

Wiener Vortrge ber die ersten zwei  (manuscripts, proofs for the three papers in
Monatshefte [1930, 1931, and 1933i ] plus Vienna lectures on the rst two.) On
the basis of that label, *1930c ought to be the text of Gdel's presentation to
Gdel labelled Manuskripte Korrekt der 3 Arbeiten in Mo[nats]H[efte] +

Menger's colloquium on 14 May 1930 - the only occasion, aside from the meeting in Knigsberg, on which Gdel is known to have lectured on his dissertation

10

Nella prima parte del documento, Gdel presenta il suo Teorema di completezza semantica, esteso al calcolo funzionale ristretto (identicabile senza

30 con la

alcun dubbio

logica classica del primo ordine ), gi dimostrato un anno

prima nella tesi di dottorato. Al termine di questa esposizione, egli aggiunge:


[...] If the completeness theorem could also be proved for the higher parts of logic (the extended functional calculus), then it could
be shown in complete generality that syntactical completeness follows from monomorphicity; and since we know, for example, that
the Peano axiom system is monomorphic, from that the solvability
of every problem of arithmetic and analysis expressible in Principia
mathematica would follow.
Such an extension of the completeness theorem is, however, impossible, as I have recently proved [...].

This fact can also be ex-

pressed thus: The Peano axiom system, with the logic of Principia
mathematica added as superstructure, is not syntactically comple-

31 .

te

In sintesi, Gdel aerma che generalizzare il Teorema di completezza semantica


al calcolo funzionale esteso impossibile. Infatti in questo caso anche il Sistema assiomatico di Peano, strutturato con la logica dei
(

PM ),

Principia Mathematica

sarebbe semanticamente completo. Ma poich esso categorico, da ci

seguirebbe che anche sintatticamente completo. Ma proprio quest'ultima cosa


falsa, come egli - a sorpresa - annuncia di aver dimostrato.
Ora, indipendentemente da ci che Gdel intende con calcolo funzionale
esteso, la frase contiene un errore. Si hanno infatti due casi:
a. Se con Sistema assiomatico di Peano strutturato con la logica dei

intende la Teoria formale

PA

PM  Gdel

(o un'altra qualsiasi Aritmetica formale)

l'errore consiste nel ritenerla categorica.

ASOF, allora Gdel

b. Se invece allude all'unica aritmetica categorica, cio all'

sbaglia applicandovi il suo Teorema d'incompletezza.


L'idea che si aermata la seconda, ma - scandalosamente - senza segnalazione dell'errore.

Piuttosto, esaltando il merito di aver rilevato per la prima

volta l'incompletezza semantica della logica del secondo ordine

full.

In ci

probabile che sia stata grande l'inuenza della seguente frase contenuta nella
seconda edizione (1938) dei

32 :

Grundzge der theoretischen Logik,

di Hilbert ed

Ackermann

results [...]. Internal evidence, however, especially the reference on the last page
to the incompleteness discovery, suggests that the text must be that of the later
talk. Since no other lecture text on this topic has been found, it may well be that
Gdel used the same basic text on both occasions, with a few later additions.

30 Per

convincersene, basta consultare la nota n. 3 in K. Gdel,

op. cit., doc. 1930, vol.

1,

p. 103.

31 K. Gdel, op. cit., doc. *1930c, vol. 3, pp.


32 Traduzione in inglese di L. M. Hammond

Chelsea, New York (1950), p. 130.

11

27-29.
et al.

in

Principles of Mathematical Logic,

Let us remark at once that a complete axiom system for the universally valid formulas of the predicate calculus of second order does
not exist. Rather, as K. Gdel has shown [K. Gdel, ber formal
unentscheidbare Stze der Principia Mathematica und verwandter
Systeme, Mh. Math. Physik Vol. 38 (1931)], for any system of primitive formulas and rules of inference we can nd universally valid
formulas which cannot be deduced.
L'eco delle sfortunate parole di Gdel al congresso spinge gli autori (probabilmente Ackermann, data l'et di Hilbert) ad attestare che il primo Teorema
d'incompletezza concluda

direttamente

l'incompletezza semantica della logica

del secondo ordine! Falso e sbagliato.


Purtroppo oggi la convinzione che i Teoremi di incompletezza possano appli-

ASOF

carsi anche all'

e - soprattutto - che essi abbiano come corollario l'incom-

full pressoch unanime. Lo


Wikipedi a all'articolo pi specialistico. Nella

pletezza semantica della logica del secondo ordine


si pu constatare consultando da

stessa nota introduttiva del documento, cos scrive Goldfarb:


Finally, Godel considers categoricity and syntactic completeness
in the setting of higher-order logics.

[...]

Noting then that Peano

Arithmetic is categorical - where by Peano Arithmetic he means the


second-order formulation - Gdel infers that if higher-order logic is
[semantically] complete, then there will be a syntactically complete
axiom system for Peano Arithmetic.
his incompleteness theorem:

At this point, he announces

The Peano axiom system, with the

logic of Principia mathematica added as superstructure, is not syntactically complete. He uses the result to conclude that there is no
(semantically) complete axiom system for higher-order logic

33 .

interpretando, senza ombra di dubbio, che Gdel si riferisce all'aritmetica categorica del secondo ordine; senza tuttavia osservare che in questo caso il
Teorema di incompletezza non potrebbe applicarsi. Goldfarb trascura che l'induzione del secondo ordine

full, l'unica capace di assicurare la categoricit, ge-

nera una quantit non numerabile di assiomi, cos da invalidare l'eettiva as-

ASOF

siomatizzabilit del Sistema. Di fatto, l'

potrebbe essere sintatticamente

completa.
L'incompletezza semantica della logica del secondo ordine

full

viene spesso

conclusa anche con un metodo dierente a quello di passare per l'incompletezza

ASOF (uno stimolo freudiano ?). Si suppone, per assurdo, che


validi del secondo ordine full siano eettivamente numerabili e

sintattica dell'
gli enunciati

si giunge ad un assurdo applicando il Teorema di incompletezza o quello di

34 .

Tarski

Ma questa supposizione eccessiva:

la completezza semantica di

un Sistema assiomatico corretto richiede semplicemente che gli enunciati validi

33 W. Goldfarb, Note to *1930c, op. cit, vol. 3, pp. 14-15.


34 Esempi emblematici, rispettivamente, in: J. Hintikka, On
Series (2000), p. 22 e S. Shapiro,

Gdel, Wadsworth Philosophers


Do Not Claim Too Much: Second-order Logic and First-order

Logic, Philosophia Mathematica n.

3, vol. 7 (1999), p. 43.

12

siano teoremi, non necessariamente che siano eettivamente numerabili.

Nel

quest'ultima condizione impossibile


dato che, come si mostrato, l'ASOF una Teoria intrinsecamente semantica.

caso in esame, anzi, sappiamo gi che

Queste dimostrazioni non sono pertanto in grado di escludere la completezza


semantica del suo linguaggio (come invece si pu fare attraverso il Teorema di

L-S

o la non validit del Teorema di compattezza).

Le ragioni essenziali di questo deplorevole disguido sono da imputare, con


ogni probabilit, alle ambiguit della terminologia, sia antica che moderna.

5 Chiarendo i termini
L'espressione calcolo predicativo esteso viene usato per la prima volta da Hil-

Grundzge der theoretischen Logik


full. Questa era
la prima volta nei Principia Mathematica (PM ). L'idea
all'ASOF (ipotesi b.) implica che egli con calcolo fun-

bert nella prima edizione (1928) dei citati

dove, senza alcun dubbio, indica la logica del secondo ordine


stata considerata per
che Gdel si riferisca

zionale

esteso intenda la stessa cosa. Ma in quale lavoro egli ha dimostrato o

almeno ipotizzato che i Teoremi di incompletezza possono estendersi alla logica


del secondo ordine

full ?

In nessuno.

Nella sua dimostrazione del 1931, Gdel fa riferimento a un Sistema formale


con un linguaggio che, oltre al calcolo logico del primo ordine, permette l'uso
di

variabili funzionali

esse)

non legate (cio senza la possibilit di quanticare su di

35 . Poi dimostra che non si tratta di una reale estensione del linguaggio,

in grado, per esempio, di intaccare l'applicabilit del Teorema di completezza


semantica. Nella pubblicazione

1932b, dichiara la validit dei Teoremi d'incomZ, fondato sulla logica del primo ordine, con

pletezza per un Sistema formale,

gli assiomi di Peano e un principio d'induzione denito tramite una funzione


ricorsiva. Tutt'altro che un'induzione

full.

If we imagine that the system

Poi aggiunge:
is successively enlarged by the

introduction of variables for classes of numbers, classes of classes of


numbers, and so forth, together with the corresponding comprehension axioms, we obtain a sequence (continuable into the transnite) of formal systems that satisfy the assumptions mentioned above

36

[...]

parlando esplicitamente di

assiomi di comprensione

e di Sistemi

formali.

In-

ne, nella pubblicazione del 1934, che contiene l'ultima e denitiva dimostrazione del primo Teorema d'incompletezza, allo scopo sia di generalizzare che di
semplicare la dimostrazione, permette la quanticazione non solo sulle variabili funzionali ma anche su quelle proposizionali: un secondo ordine dichiarato.
Tuttavia degli appositi assiomi di comprensione limitano gli enunciati all'innito

35 K.

Gdel,

op. cit., vol.

espressioni come

x(f (x)),

1, p. 187. L'obiettivo semplicemente quello di poter esprimere


dove

una funzione ricorsiva, che non sarebbero permesse nel

calcolo funzionale ristretto.

36 K.

Gdel,

op. cit., vol.

1, p. 237.

13

numerabile

37 . Gdel non perde mai occasione di sottolineare con scrupolo che

si riferisce sempre ad un Sistema formale e che, conseguentemente, gli enunciati


sono numerabili:
Dierent formal systems are determined according to how many
of these types of variables are used. We shall restrict ourselves to

p,
q, r,...[variabili proposizionali ]; x, y, z,...[variabili per numeri naturali ]; f, g, h, ...[variabili funzionali ]. We assume that a denumerably
the rst two types; that is, we shall use variables of the three sorts

innite number of each are included among the undened terms (as
may be secured, for example, by the use of letters with numerical
subscripts).
[...]
For undened terms (hence the formulas and proofs) are countable, and hence a representation of the system by a system of positive
integers can be constructed, as we shall now do

38 .

Ci troviamo dunque nel caso 1) del terzo paragrafo: ben lontani dal secondo
ordine

full.

Eppure, nell'introduzione allo stesso articolo, Kleene, nel sintetizzare

il lavoro di Gdel, non evita di commentare ambiguamente:


Quantied propositional variables are eliminable in favor of function quantiers. Thus the whole system is a form of full second-order

39 .

arithmetic (now frequently called the system of "analysis")


Ma pu voler dire solo che l'intero Sistema una versione
ampia possibile) dell'Aritmetica del secondo ordine

full.

formale

(forse la pi

Che sia proprio questo

il calcolo funzionale esteso a cui Gdel si riferiva nel 1930? Lo discuteremo


nel prossimo paragrafo.
Ora sembra opportuno mettere sotto accusa l'attuale, diusissima, tendenza

primo ordine,

a catalogare le Teorie assiomatiche in base all'ordine espressivo (

secondo ordine,

etc.) senza fare le necessarie distinzioni. Essa in linea con il

disuso del termine

formale

nella sua pura accezione hilbertiana, usata anche da

Gdel. Senza che si chiarisca se la semantica

generale

full

(ovvero

standard )

oppure

(ovvero rispettosa della formalit) oppure ancora intermedia (caso n.

3 del terzo paragrafo), i Sistemi del secondo (o pi) ordine vengono normalmente considerati come quelli per cui non valgono la completezza semantica e le
propriet ad essa connesse, in contrapposizione a quelli del primo ordine. Ma,
anzitutto, anche un Sistema classico del primo ordine pu possedere degli assiomi

propri che violano tanto la completezza semantica come la stessa formalit40 .

37 K.

Gdel,

On undecidable propositions of formal mathematical systems , op. cit., vol.

1,

p. 353-354.

38 Op. cit., p. 350 e p. 355.


39 S. C. Kleene, op. cit., p. 339.
40 A sostegno: M. Rossberg, First-Order

Logic, Second-Order Logic and Completeness,


WEB :

Hendricks et al. (eds.) Logos Verlag Berlin (2004), sul

http://www.st-andrews.ac.uk/~mr30/papers/RossbergCompleteness.pdf

14

Inoltre, Henkin ha dimostrato che in condizioni di formalit, la completezza semantica vale

qualunque sia l'ordine espressivo.

Come si osservato nel secondo

paragrafo, l'aspetto cruciale risiede nelle conseguenze semantiche della cardinalit del linguaggio della Teoria, indipendentemente dall'ordine espressivo. L'unica peculiarit legata all'uso dei quanticatori

sulle variabili predicative

(o super-predicative, etc.) che quando esistono modelli inniti (e dunque nei


casi non banali) esse - in mancanza di opportuni assiomi di comprensione - spaziano su insiemi non numerabili, originando Sistemi intrinsecamente semantici.
Ma gli assiomi di comprensione possono cambiare radicalmente le cose.
Una superciale interpretazione del Teorema di Lindstrm aggrava la situazione. Esso aerma che ogni Teoria classica espressa in un linguaggio semanticamente completo
non un

deve.

pu

essere espressa con un linguaggio del primo ordine. Il

pu

Il Teorema non vieta la completezza semantica, n la formalit,

41 . Aerma soltanto che, quando si ha

dei linguaggi di ordine superiore al primo

questo caso, la Teoria pu essere ri-espressa in un - pi semplice - linguaggio del


primo ordine. Certamente, questa propriet distingue la particolare importanza
del primo ordine espressivo

42 . Ma ci non va radicalizzato. Il raggruppamento

delle Teorie assiomatiche in base all'ordine espressivo , in generale, fuorviante


delle loro propriet logiche fondamentali, a meno che non si chiarisca ogni volta
l'eetto concreto degli assiomi. Perch tali propriet sono solo conseguenza delle premesse. Il fondamentale strumento di classicazione resta il rispetto della
formalit hilbertiana.
Ritornando al tema in sospeso, un'altra fonte di disguido probabilmente relazionata all'uso del termine

metamatematica.

Anche se Gdel lo intende

nel corretto senso ampio che include ogni sorta di argomentazione esterna al
linguaggio codicato della matematica formale (e dunque con la possibilit di
impiegare deduzioni intrinsecamente semantiche e/o che facciano uso del concetto di verit), nei suoi Teoremi lo impiega sempre limitandolo a un uso deduttivo

formalizzabile

(bench possibilmente non ancora formalizzato) e, anzi, addirit-

tura decidibile. Nella breve pubblicazione che anticipa i suoi Teoremi d'incom-

43 , ad esempio, Gdel chiama in causa una metamatematica capace di

pletezza

decidere se una formula un assioma o no:


[...]

primo Teorema d'incompletezza ] still holds for all

IV. Theorem I [

-consistent extensions of the system S

that are obtained by the ad-

dition of innitely many axioms, provided the added class of axioms


is decidable, that is, provided for every formula it is metamathematically decidable whether it is an axiom or not (here again we suppose
that in metamathematics we have at our disposal the logical devices
of

41 Nel

PM ).

caso del secondo ordine, si pu avere completezza semantica del linguaggio senza che

esso sia formale, in uno dei casi inglobati nel punto 3) del terzo paragrafo.

42 Una propriet che, d'altronde, pu gi evidenziarsi grazie alle capacit espressive della Teo-

ria formale degli insiemi: ogni Sistema formale, infatti, in quanto totalmente rappresentabile
in tale Teoria - che del primo ordine - esprimibile al primo ordine.

43 K.

Gdel,

op. cit., doc. 1930b, vol.

1, p. 143.

15

Theorems I, III [analogo al IV ma gli assiomi aggiunti sono di


numero nito ], and IV can be extended also to other formal systems,
for example, to the Zermelo-Fraenkel axiom system of set theory,

-consistent.

provided the systems in question are

Ma in entrambe le rigorose dimostrazioni posteriori,

formalizzer questo proces-

so, che adesso chiama metamatematico, mediante le funzioni ricorsive, palesando


che nelle parole appena citate si riferisce proprio all'usuale decidibilit meccanica. Del resto, anche nel Teorema che conclude la consistenza dell'assioma di
scelta e dell'ipotesi del continuo con gli altri assiomi della Teoria formale degli
insiemi, fa lo stesso: usa la metamatematica solo a scopo semplicativo, dichiarando esplicitamente che tutte le dimostrazioni potrebbero essere formalizzate
e che le generali considerazioni metamatematiche potrebbero essere interamente
lasciate da parte

44 .

6 Una spiegazione alternativa


Per quanto osservato, sembra davvero irragionevole ritenere che Gdel abbia
mai potuto mettere per iscritto che le sue dimostrazioni di incompletezza fossero valide per l'Aritmetica non numerabile del secondo ordine
paragrafo sonderemo pertanto l'altra possibilit, cio la

a.

full 45 .

In questo

del quarto paragrafo.

Essa, ricordiamo, comporta che Gdel nel 1930 ritenesse, erroneamente, categorica un tipo di Aritmetica formale e, di conseguenza, semanticamente incompleto
il suo linguaggio. ci ragionevole (o pi ragionevole del caso precedente)?
Certamente no per il Sistema considerato da Gdel nella sua prima dimostrazione del 1931: perch ad esso applicabile il Teorema di completezza se-

46 . ,

mantica, come Gdel stesso segnala nella nota n. 55 della pubblicazione

anzi, questo il primo momento in cui si dimostra l'esistenza di modelli non standard dell'Aritmetica formale: come mai Gdel non lo segnala? Il tema merita
un breve approfondimento.
Come abbiamo osservato, a parte l'uso dei Teoremi d'incompletezza, l'esistenza di modelli non standard per

PA si pu dimostrare attraverso il Teorema


all'ins, oppure un Teorema di-

di compattezza, quello di Lwenheim-Skolem

mostrato da Skolem nel 1933 (citato nella nota n. 28). Quest'ultimo conclude
la non categoricit di

PAV

(da cui segue

a fortiori

anche quella di

PA). Il Teo-

rema di compattezza si deve proprio a Gdel (1930) e discende dal suo Teorema
di completezza semantica; ma Gdel non ne fa mai uso, in nessuno dei suoi
lavori

47 . Inoltre, malgrado la sua capitale importanza per la teoria dei model-

li, nessuno, eccetto Maltsev nel 1936 e 1941, ne fa alcun uso se non dopo il

48 . Non molto pi fortunata la storia del Teorema di

1945

44 K. Gdel, op. cit., doc. 1940, vol. 2, p. 34.


45 Quando io stesso l'ho suggerito, nel libro citato

Kurt Gdel collected works


46 Op. cit., p. 187.
47 Ci
48 Ci

L-S.

La prima di-

nella nota n. 26, la mia conoscenza dei

era insuciente.

confermato da Feferman

, Op. cit., vol.

1, nota n. 23, p. 33.

attestato sia da Vaught che da Fenstad:

16

Op. cit., vol.

1, p. 377 e vol. 2, p. 309.

49 . In

mostrazione, di Lwenheim (1915), verr semplicata da Skolem nel 1920

ingi, capaci di concludere la non cate-

entrambi i casi, si tratta di versioni all'

goricit della Teoria formale dei numeri reali e della Teoria formale degli insiemi
ma non quella di

PA. Tuttavia Skolem e Von Neumann sospettano una validit

50 . Anche Tarski pare si sia occupato del tema

molto pi generale del risultato

in questi anni, probabilmente ottenendo la versione all'

ins

del Teorema in un

51 . In ogni caso l'argomento continua ad avere scarsa popo52


53
larit
almeno no alla generalizzazione di Maltsev del 1936 , che, includendo
seminario del 1928

per la prima volta la versione all'

ins, permetter la conclusione generale della

non categoricit di tutte le Teorie con modelli inniti, dotate di un linguaggio


semanticamente completo.
In questo quadro di disinteresse per il tema, Gdel non soltanto non fa
eccezione, ma la sua notoria inclinazione platonista lo spinge a didare e/o
disprezzare ogni interpretazione che faccia riferimento a oggetti estranei a quelli
che egli ritiene esistere indipendentemente dalla Teoria considerata. Che, con
ogni plausibilit, ritiene anche unici. Nell'introduzione del suo primo articolo
sulla completezza semantica, per esempio, dimostra di ritenere categorica anche

54 .

la Teoria formale dei reali al primo ordine

Su queste basi, si pu congetturare la seguente alternativa per l'ipotesi

a.

Quando scopre la non categoricit del Sistema formale aritmetico a cui applica i
suoi Teoremi d'incompletezza, Gdel insoddisfatto e cerca subito un'estensione
che, bench formale, sia in grado di assicurare la categoricit della Teoria. Probabilmente egli ritiene di averla individuata in una versione formale della logica

full :

del secondo ordine

proprio quella che sar considerata nella dimostrazione

del Primo Teorema d'incompletezza del 1934, in cui consentita la quanticazione sulle variabili funzionali e proposizionali pur nel rispetto della formalit.
Questa ipotesi compatibile col fatto che Gdel potesse ritenere semanticamente incompleto questo linguaggio, dato che in entrambe le sue versioni del
Teorema di completezza semantica non si ammette l'uso di quanticatori sulle

55 . Con in mente questa generalizzazione (perfettamente de-

variabili funzionali

49 I

rispettivi lavori, che fanno riferimento al Calcolo logico del primo ordine anzich alla

completezza semantica, possono trovarsi in: J. V. Heijenoort,

From Frege to Gdel,

University Press (1967), pp. 232 - 251 e pp. 254 - 263.

50

interessante questo commento del 1925 di Von Neumann, in:

theory, in From Frege to Gdel, op. cit., p.


[...]

Haward

An axiomatization of set

412:

no categorical axiomatization of set theory seems to exist at all; [...]

And since there is no axiom system for mathematics, geometry, and so forth
that does not presuppose set theory, there probably cannot be any categorically
axiomatized innite systems at all.

51 La

notizia si deve a Maltsev: nella sua pubblicazione del 1936 (citata in nota seguente)

egli aerma di averlo saputo da Skolem.

52

indicativo, per esempio, che Hilbert non ne faccia cenno nel seminario di Amburgo del

The foundations of mathematics, in From Frege to Gdel, op. cit., p. 464.


53 A. Maltsev, Untersuchungen aus dem Gebiete..., Matematicheskii sbornik 1, 323-336;
traduzione inglese in: The metamathematics of algebraic systems: collected papers 1936-1967,
1927:

Amsterdam (1971).

54 K. Gdel, op. cit., doc. 1929, vol. 1, pp.


55 Op. cit., documenti 1929, 1930 e 1930a,

61-63.
vol. 1, p. 69, p. 121 e p. 125.

17

nibile come calcolo funzionale esteso), si spiegherebbe perch nel frattempo


annunci il risultato generale senza menzionare modelli non standard.

Emble-

matico questo suo commento al congresso di Knigsberg subito dopo il suo


famoso annuncio, il 6 settembre 1930

56 :

(Assuming the consistency of classical mathematics) one can even


give examples of propositions (and in fact of those of the type of
Goldbach or Fermat) that, while contentually true, are unprovable
in the formal system of classical mathematics. Therefore, if one adjoins the negation of such a proposition to the axioms of classical mathematics, one obtains a consistent system in which a contentually
false proposition is provable.
Ammessa la correttezza, qui egli evita di menzionare modelli standard, forse
perch ha in mente una dimostrazione pi generale di quella al momento disponibile, che valga per un'aritmetica formale che ritiene categorica. E che, come
annuncia nella frase dibattuta, usa il calcolo funzionale esteso.
Comunque sia, la dimostrazione di Skolem del 1933 deve averlo sorpreso:
neanche il Sistema, semanticamente e sintatticamente completo, degli enunciati veri per il modello standard categorico.

Un primo inquietante segnale

del fatto che la non categoricit riguarda tutti i Sistemi formali (non banali),
indipendentemente dalla completezza o incompletezza sintattica. Gdel, nel recensire l'articolo di Skolem, si limita laconicamente ad osservare (nalmente!)
che una conseguenza di questo risultato, cio la non categoricit di

PA,

era

57 . In seguito, in ogni lavoro,

gi derivabile dai suoi Teoremi d'incompletezza

ignorer sempre il tema della non categoricit, forse a dimostrazione della sua
determinata losoa platonista.

Neppure ritorner mai ad aermare che dai

suoi Teoremi d'incompletezza si pu derivare l'incompletezza semantica di un


qualche linguaggio.
Il Teorema di Henkin del 1949, dimostrer inne che in tutti i Sistemi formali (e, dunque, in particolare anche laddove possono applicarsi i Teoremi di
incompletezza) c' completezza semantica del linguaggio e pertanto, a parte i
casi banali, non ci pu essere categoricit.

7 Conclusioni
Riassumiamo brevemente le conclusioni di questo articolo:

formale, pi ampia di quella di Sistema


eettivamente assiomatizzabile, fa s che il Sistema classico che ha per
assiomi gli enunciati della logica del primo ordine veri per il modello
standard dell'Aritmetica, possa essere considerato come formale.

1. L'accettata denizione di Sistema

2. Il paradosso di Richard pu essere letto come una prova del fatto che le
denizioni semantiche non sono numerabili.

56 Op.
57 Op.

cit., doc. 1931a, vol.


cit., doc. 1934c, vol.

1, p. 203.
1, p. 379.

18

Quello di Berry, del fatto

che un numero nito di espressioni semantiche pu denotare un numero


innito di oggetti.
3. Un Sistema assiomatico che permette di esprimere e studiare una quantit
non numerabile di propriet non pu essere formale.
4. Il modello categorico dell'Aritmetica fondata sulla logica del secondo ordine

full

un'interpretazione che, prima di soddisfare gli assiomi, associa

enunciati diversi ad almeno una formula.

Ne risulta pertanto una

Teoria non formale.


5. Un Sistema assiomatico pu risultare semanticamente completo pur adoperando un

linguaggio

semanticamente incompleto. In particolare, l'Arit-

metica fondata sulla logica del secondo ordine

full

potrebbe essere seman-

ticamente (e quindi anche sintatticamente, essendo categorica) completa.


6. Il testo (non pubblicato) della lettura di Gdel al convegno di Knigsberg
del 6 settembre 1930 contiene un errore.

Nella comune interpretazione,

non solo tale errore non viene segnalato, ma mediante esso viene erroneamente dedotto che: a) i Teoremi di incompletezza possono applicarsi anche
all'Aritmetica categorica fondata sulla logica del secondo ordine
l'incompletezza semantica della logica del secondo ordine

full

full ;

b)

conseguen-

za dei Teoremi di incompletezza o del Teorema di indenibilit della verit


di Tarski.
7. La precedente interpretazione insostenibile, sia per logica sia sulla base
delle pubblicazioni di Gdel.
8. Il raggruppamento delle Teorie assiomatiche in base all'ordine espressivo
in generale fuorviante delle loro propriet logiche fondamentali. Tali propriet sono solo conseguenza delle premesse e il fondamentale strumento
di classicazione resta il rispetto della formalit hilbertiana.
9. Come lettura alternativa del manoscritto in esame, possibile che Gdel si riferisca all'Aritmetica formale considerata nella sua dimostrazione
del 1934, in cui permessa la quanticazione sulle variabili funzionali e
proposizionali. Se cos, nel 1930 egli la riteneva categorica, il che compatibile con il fatto che il suo Teorema di completezza semantica non pu
applicarsi ad essa a causa di detta quanticazione.
Sembra, inne, ragionevole anche il fatto che Gdel non abbia mai smentito la sua scorretta aermazione: oltre a non avere a cuore il tema della non
categoricit, non doveva preoccuparsi di correggere un testo non pubblicato.

8 Bibliograa

ENDERTON H. B.,

Second-order and Higher-order Logic, Standford En-

cyclopedia of Philosophy (2007), http://plato.stanford.edu/entries/logichigher-order/

19

FEFERMAN S. ET AL.

, Kurt Gdel collected works, ed.

Feferman et al.,

Oxford univ. press (1986 -1995).

Selected works in logic,

FENSTAD J. E.,

ed. Jens E. Fenstad, Univ. di

Oslo (1970).

Alle origini della nuova logica, ed.

FREGE,

HEIJENOORT. V.,

HENKIN L.,

Boringhieri Torino (1983).

From Frege to Gdel, Haward University Press (1967).

The completeness of the rst-order functional calculus, The

journal of symbolic logic n. 14 (1949).

HILBERT D., ACKERMANN W.,

Principles of Mathematical Logic, ed.

L. M. Hammond et al., Chelsea, New York (1950).

HINTIKKA J.,

KENNEDY J.,

On Gdel, Wadsworth Philosophers Series (2000).

Completeness Theorems and the Separation of the First


and Higher-Order Logic, (2008), http://igiturarchive. library.uu.nl/lg/20080317-201019/UUindex.html

LEWIS C. I.,

A Survey of Formal Logic, Berkeley University of California

Press (1918).

The metamathematics of algebraic systems: collected papers 1936-1967, ed. Benjamin Franklin Wells, Amsterdam (1971).

MALTSEV A.,

RAGUN G.,

I conni logici della matematica, ed.

Aracne, Bubok, Lulu,

Scribd o Amazon (2009-2011).

La logica matematica dopo Gdel, ed.

RAGUN G.,

Bubok, Lulu, Scribd

o Amazon (2013).

RAGUN G.,

The Gdel's legacy: revisiting the Logic, Intellectual Archive

n. 2, vol. 1, anche in Bubok, Lulu, Scribd e Amazon (2012).

ROSSBERG M.,

ness, ed.

First-Order Logic, Second- Order Logic and Complete-

Hendricks et al., Logos Verlag Berlin (2004), http://www.standrews.

ac.uk/~mr30/papers/RossbergCompleteness.pdf

RUSSELL B., WHITEHEAD A. N.,

Principia Mathematica,

Cambridge

University Press (1913).

Do Not Claim Too Much: Second-order Logic and Firstorder Logic, Philosophia Mathematica n. 3, vol. 7 (1999).

SHAPIRO S.,

TURING A. M.,

On computable numbers, with an application to the Entscheidungsproblem, Proceed. of the London Mathematical Society n. 42,
vol. 2 (1937).

20

On Quantifying into Predicate Position: Steps towards a


New(tralist) Perspective, (2007), http://philpapers.org/autosense.pl?searchStr=Crispin%20Wright.

WRIGHT C.,

ZALAMEA F.,

Filosofa sinttica de las Matemticas contemporneas,

(2009), http://les.acervopeirceano.webnode.es/200000065- 18c1b19bb9/ZalameaFil-Sint-Mat-Cont.pdf 13

21