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VULNERABILITA SISMICA

DEGLI EDIFICI PREFABBRICATI


ESISTENTI: ANALISI DI UN
EDIFICIO CRITICO SENZA
DIAFRAMMA DI COPERTURA
ALESSANDRO PALERMO
GIANDOMENICO TONIOLO
Politecnico di Milano
GEORGIOS TSIONIS
Centro di Ricerca Europeo ELSA, Ispra

SUMMARY
The present work reports the analyses made
on one of the critical buildings which had a
relevant diffusion over the Italian territory, from the
60s up to the 90s of last century, for storehauses
and agricultural destinations. It is characterised by
shed beams and interposed rafters forming roofs
without any diafragmatic stiffness.
The seismic behaviour of this type of building
has been investigated by means of modal
dynamic analyses with standard response
spectra. The results of the assessments indicate
the levels of seismic capacities that can be
expected and the effectiveness of possible simple
retrofitting intervenctions.

1. INTRODUZIONE
Nellambito del progetto di ricerca RELUIS
Valutazione e riduzione della vulnerabilit
sismica degli edifici esistenti e sulla base di un
elenco delle tipologie critiche di strutture
prefabbricate
considerate
potenzialmente
vulnerabili sotto lazione sismica (v. [01]), lanalisi
delle capacit sismiche degli edifici senza un
diaframma
rigido
rappresenta
un
passo
importante perch questa tipologia molto diffusa
sul territorio nazionale.
Un diaframma rigido previene una risposta
sconnessa allazione sismica con notevoli
distorsioni dei nodi e degli elementi non strutturali.
Ma, se questi elementi sono in grado di seguire le
grandi distorsioni senza precoci rotture, la
mancanza di diaframma rigido pu non essere
pregiudizievole per una sufficiente resistenza
sismica. In ogni caso lassenza di diaframma
rigido porta alla necessit di unanalisi dinamica
modale per cogliere tutti i rilevanti modi di vibrare.
In questottica appare importante verificare le
condizioni per le quali sia richiesto un intervento di
rinforzo e quelle per le quali sia possibile
conservare la struttura esistente deformabile
senza rilevanti carenze di capacit sismica.

Limitazioni sul mantenimento delle strutture


esistenti possono derivare principalmente dalle
limitate capacit distorsive in rapporto al tipo di
tamponamenti e dei particolari costruttivi dei nodi.

2. DESCRIZIONE DEL PROTOTIPO


Ledificio in esame costituito da due
campate di di travi 16,45 m e 19,65 m
rispettivamente, per un totale di 36,10 m di
lunghezza, e da quattro campate di solaio di 6,00
m per un totale di 24,00 m di larghezza (v. Fig. 1).
Si tratta di una costruzione progettata e realizzata
nei primi anni 80 in zona non sismica secondo le
normative di allora. Le travi a doppia pendenza
sono disposte in semplice appoggio sui pilastri (v.
Fig. 2). Gli appoggi stessi sono realizzati con
piastre metalliche e barre tonde saldate al di
sopra cos da realizzare un vincolo che lascia
libera la rotazione nella direzione della trave. Il
vincolo alla traslazione orizzontale affidato
allattrito. Sulle travi, nel piano delle falde con il 10
% di pendenza, sono posati gli arcarecci in
calcestruzzo precompresso. Le connessioni sono
realizzate con getti di calcestruzzo in opera (v.
Fig. 3). Gli arcarecci stessi hanno una sezione a I
di 20 cm di altezza e 15 cm di larghezza e sono
distanziati di 120 cm. Lastre ondulate in
fibrocemento sono posate sugli barcarecci per
completare la copertura. Trattandosi di una stalla,
non sono presenti materiali di isolamento.
ARCARECCIO

GETTO IN
OPERA

TRAVE

Figura 3: particolare nodo arcareccio-trave


I pilastri laterali hanno una sezione quadrata
di lato 40 cm; quelli interni hanno una sezione
rettangolare di lati 40x50 cm. I particolari sono
riportati in Fig. 4.
Le travi sovrapposte sono intese vincolate con
cerniere nella loro direzione, cos da formare il
classico sistema a telaio tipico delle strutture
prefabbricate monopiano. In direzione ortogonale
le travi stesse sono incastrate entro le sponde
laterali della tasca dappoggio.

Figura 1: pianta delledificio

Figura 2: sezione delledificio

Figura 4: particolari dei pilastri

Il collegamento fra i telai fornito dagli


arcarecci e da una trave piatta di colmo larga 80
cm ed alta 20 cm. Questa trave collegata,
attraverso barre sporgenti e getti in opera, alle
staffe sporgenti delle travi principali. Con questo si
intende ottenere un collegamento bilaterale tra i
telai in mezzeria delle campate.

La resistenza caratteristica cubica del


calcestruzzo Rck=40 N/mm2 mentre lacciaio
darmatura tipo FeB44k con tensione
2
caratteristica di snervamento fyk=430 N/mm .

Il sistema di tamponamento perimetrale


costituito da pannelli verticali larghi 200 cm
sostenuti da una fondazione continua alla base e
fissati in sommit ad una apposita trave a L su
due fronti ed alle travi principali sugli altri due
fronti.

3. PROGETTO ORIGINARIO
Qui nel seguito si riportano soltanto alcuni
calcoli per mostrare un esempio di un reale
progetto eseguito nel 1980 prima della nuova
generazione dei codici strutturali, in tempi nei
quali lindustria delle costruzioni era molto attiva.
Come gi detto, il sito di costruzione a quei tempi
non era zona sismica.
Lanalisi dei carichi vede i seguenti valori:
g1 = 0,30 kN/m2
g2 = 0,60 kN/m
g3 = 4,80 kN/m
g4 = 5,05 kN/m
g5 = 4,00 kN/m
g6 = 4,00 kN/m
g7 = 4,00 kN/m
g8 = 5,00 kN/m
q1 = 0,90 kN/m2
2
q2 = 0,60 kN/m

-lastre di copertura
-peso degli barcarecci
-peso (medio) travi corte
-peso (medio) travi lunghe
-peso travi di bordo
-peso travi di colmo
-peso pilastri laterali
-peso pilastri centrali
-sovraccarico di neve
-pressione del vento

Questi carichi portano ai seguenti sforzi assiali


rispettivamente per i pilastri laterali (campata
lunga) e centrali (h=5,30 m):
-neve+lastre
-arcarecci
-trave princip.
-trave di bordo
-trave di colmo

1,20x10,0x6,0
0,60x6,0x7
5,05x9,8
4,00x6,0
4,00x6,0/2

-peso pilastro 4,00x5,3


pilastro laterale
-neve+lastre
-arcarecci
-trave princip.
-trave princip.
-travi di colmo

N1

1,20x18,0x6,0
0,60x6,0x12
5,05x9,8
4,80x8,2
4,00x6,0

-peso pilastro 4,00x5,3


pilastro centrale

N2

=
=
=
=
=

72,0
25,2
49,5
24,0
12,0
182,7
= 21,2
= 203,9 kN

=
=
=
=
=

130,0
43,2
49,5
39,4
24,0
286,1
= 26,5
= 312,6 kN

3.1 Telai principali


La pressione del vento agisce sulla parete per
unaltezza H=5,3+1,5=6,8 m. I pannelli sono
fissati alla trave di bordo ad unaltezza di 5,3 m
dal sostegno di base. Cos, nella direzione delle
travi principali, la forza orizzontale totale dovuta al
vento (pressione+depressione) in sommit del
telaio :

(0,8+0,4)x0,60x6,0x6,82/(2x5,3) = 18,8 kN
Per quanto riguarda i carichi verticali, il centro
degli appoggi delle travi posizionato a 75 mm
dal bordo dei pilastri, cosicch le eccentricit dei
carichi, rispetto allasse dei pilastri stessi, sono
rispettivamente 125 mm e 175 mm per i pilastri
laterali e centrali. Queste eccentricit portano alla
seguente forza orizzontale sulla sommit dei telai:
1,5[182,7(0,125-0,175)+286,1(0,175-0,125)]/5,3 =
= 1,5 kN
La forza totale 18,8+1,5=20,3 kN si distribuisce
sui tre pilastri del telaio in ragione della loro
rigidezza e cio rispettivamente con W 1=W 3=5,1
kN e W 2=10,1 kN. Alla base dei pilastri laterali e
centrale si hanno dunque i seguenti momenti
flettenti:
M1 = M3 =
M2 =

5,1x5,3 = 27,0 kNm


10,1x5,3 = 53,5 kNm

La verifica dei pilastri stata condotta con il


Metodo delle tensioni ammissibili codificato dalle
Norme Tecniche del DM 26.03.1980. Come
previsto da queste norme per le verifiche di
pressoflessione, le seguenti situazioni sono state
considerate:
N = Nk
N = Nk

con
con

M = c Mk
M = c Mk

dove =() e c=1/(1-N/NE) tengono conto degli


effetti del secondo ordine per la snellezza dei
pilastri. I calcoli dettagliati sono riportati qui di
seguito:
I1 = 21.3108 mm4 i1 = 115 mm
8
4
I2 = 41.710 mm i2 = 144 mm
2
Ec = 570040 36000 N/mm
2
E* = 0,4 Ec = 14400 N/mm
ho = 2 h = 10,60 m
1 = 10600/115 = 92 1 = 1,46
2 = 10600/144 = 74 2 = 1,14
NE1 = 2E*I1/ho2 = 2698 kN
2
2
NE2 = E*I2/ho = 5271 kN
N1/NE1 = 0,068
c1 = 1,07
N2/NE2 = 0,054
c2 = 1,06
Le verifiche di resistenza delle sezioni di base dei
pilastri sono condotte con unanalisi elastica delle
tensioni in sezione parzializzata con il valore
convenzionale Es/Ec15 del coefficiente di
omogeneizzazione e con riferimento alle seguenti
tensioni ammissibili di acciaio e calcestruzzo:
sad=255 N/mm2

cad=6+(Rck-15)/4=12,2 N/mm2

Pilastri laterali con 3+318 (As=As=768 mm )


b=400 mm, d=360 mm, d=40 mm
N = 203,9 kN
M = 1,0727,0 = 28,9 kNm
s = 20 N/mm2 (<sad)
c = 3,6 N/mm2 (<cad)

N = 203,9 kN
M = 1,11x33.3 = 37.0 kNm
2
s = 61 N/mm (<sad)
2
c = 5,1 N/mm (<cad)

N = 1,46203,9 = 297,7 kN
M = 1,0727,0 = 28,9 kNm
s = 3 N/mm2 (<sad)
2
c = 3,8 N/mm (<cad)
Pilatro centrale 2x(218+216)(As=As=911 mm2)
b=400 mm, d=460 mm, d=40 mm
N = 312.6 kN
M = 1,0653,5 = 56,7 kNm
2
s = 58 N/mm (<sad)
2
c = 6,5 N/mm (<cad)

Pilastro centrale 218+216+216+218


2
2
2
(As=512 mm , As=As=402 mm , Aso=512 mm )
b=500 mm, d=360 mm, d=260 mm, d=140 mm,
do=40 mm

N = 2,00x312,6 = 623,2 kN
M = 1,15x59.9 = 68,9 kNm
s = 32 N/mm2 (<sad)
c = 9,3 N/mm2 (<cad)

3.2 Direzione ortogonale


Nella direzione degli arcarecci la pressione
del vento agisce sulla parete ancora per
unaltezza H=5,3+1,5=6,8 m, mentre i pannelli
sono fissati sullala superiore della trave principale
ad unaltezza media di 6,5 m dal sostegno di
base. Cos, nella citata direzione, la forza
orizzontale totale dovuta al vento (pressione +
depressione) sulla copertura, rispettivamente per
gli allineamenti laterali e centrale dei pilastri, :
2

(0,8+0,4)x0,60x10,0x6,8 /(2x6,5) = 25,6 kN


(0,8+0,4)x0,60x18,0x6,82/(2x6,5) = 46,1 kN
Alla base di ciascuna dei cinque pilastri degli
allineamenti rispettivamente laterale e centrale il
momento flettente :
M1 = 25,6x6,5/5 = 33,3 kNm
M2 = 46,1x6,5/5 = 59,9 kNm
I calcoli dettagliati sono riportati qui di seguito:
4

N = 2.00x203,9 = 407,8 kN
M = 1,11x33,3 = 37,0 kNm
s = 4 N/mm2 (<sad)
c = 5.3 N/mm2 (<cad)

N = 312,6 kN
M = 1,15x59.9 = 68.9 kNm
2
s = 138 N/mm (<sad)
2
c = 9,3 N/mm (<cad)

N = 1,14312,6 = 356,4 kN
M = 1.0653,5 = 56,7 kNm
s = 45 N/mm2 (<sad)
c = 6,6 N/mm2 (<cad)

Pilastri laterali 2+2+218 (As=As=As=512 mm )


b=400 mm, d=360 mm, d=200 mm, d=40 mm

I1 = 21.310 mm i1 = 115 mm
I2 = 26.7108 mm4 i2 = 115 mm
ho = 2 h = 13.0 m
1=2 = 13000/115 = 113 1=2 = 2.00
NE1 = 2E*I1/ho2 = 1791 kN
2
2
NE2 = E*I2/ho = 2245 kN
N1/NE1 = 0.102
c1 = 1.11
N2/NE2 = 0.127
c2 = 1.15

3.3 Adeguamento del progetto


Dalle verifiche sopra riportate risulta che, in
base alle norme di allora ed alla collocazione non
sismica del sito, la struttura era ampiamente
verificata. Si suppone ora che, al seguito
dellevoluzione della normativa, il sito oggi ricada
in zona sismica, come di fatto avviene per larga
parte del territorio italiano.
Va quindi verificata la compatibilit della
struttura per le nuove azioni sismiche prescritte
dalle attuali Norme Tecniche (DM 14.01.08).
Questa verifica viene riportata nei capitoli
seguenti, con riferimento al solo Stato limite ultimo
(di salvaguardia della vita), in termini di resistenza
sotto terremoto violento. Per una maggiore
generalit non si fa riferimento ad uno specifico
sito,
ma
ad
una
generica
situazione
rappresentabile dallo spettro di risposta per suolo
di categoria B dellEurocodice 8 (v. [02]), essendo
questo ben rappresentativo di una vasta famiglia
di spettri del territorio nazionale.
Non viene considerato lo Stato limite di danno
sotto terremoto ricorrente in quanto, per la scelta
di un eventuale intervento di adeguamento,
questa verifica non viene richiesta. In ogni caso si
deve assumere che la deficienza connessa con la
presenza di appoggi a secco, con vincolo
orizzontale di solo attrito, venga eliminata tramite
linserimento di opportuni connettori metallici.

4. ANALISI DINAMICA MODALE


Lo stesso assetto di struttura viene sottoposto
ad unanalisi dinamica modale su di un modello
tridimensionale (v. Fig. 5) che riproduce con
fedelt le stesse caratteristiche geometriche e
statiche. Per tali analisi si impiegato il codice di
calcolo Castem (v. [03]).

Figura 5: modello della struttura.


I pilastri sono rappresentati come elementi
lineari incastrati alla base. Le travi principali sono
rappresentae come elementi lineari posizionati
sulla linea media passante per il baricentro della
trave stessa. Gli arcarecci sono rappresentati
come elementi lineari posizionati sull'estradosso
delle travi, collegati con queste attraverso
elementi verticali infinitamente rigidi che salvano
le eccentricit dei rispettivi assi.
I vincoli delle travi sui pilastri sono
rappresentati da cerniere nel piano di flessione
verticale e da incastri nei piani della torsione e
della flessione orizzontale. I vincoli delle travi di
bordo sono rappresentati da cerniere nei due
piani di flessione retta e da un incastro nel piano
della torsione. Gli arcarecci sono incastrati sugli
elementi rigidi di collegamento con le travi.
La massa degli elementi portanti e della
copertura viene uniformemente distribuita sugli
arcarecci. La massa dei pannelli viene
concentrata in parti sui nodi delle travi di bordo e
di quelle principali. Queste ultime masse agiscono
solamente nella direzione ortogonale al piano dei
pannelli.
Per lanalisi sismica si pone per i pilastri la
rigidezza flessionale della sezione fessurata
uguale alla met della rigidezza della sezione
integra.
Una prima analisi condotta mantenendo nel
modello le caratteristiche dell'attuale assetto
strutturale con la sua copertura deformabile
(senza un diaframma rigido).

La Fig. 6 mostra appunto, per l'attuale assetto


della costruzione, i tre principali modi di vibrare:
traslatorio lungo Y, traslatorio lungo X e torsionale
attorno a Z. I tre corrispondenti periodi propri di
vibrazione sono rispettivamente T=1,07 sec.,
T=0,99 sec, e T=0,81 sec. I due modi traslatori
coinvolgono praticamente l'intera massa con una
partecipazione rispettivamente del 99 % e del 97
%.
L'analisi dinamica modale stata ripetuta
sullo stesso assetto strutturale supponendo la
copertura irrigidita nel suo piano con un apposito
intervento di rinforzo (per esempio con tiranti posti
incrociati fra gli arcarecci). Nel modello questo
irrigidimento stato simulato con un'inerzia
orizzontale degli arcarecci fortemente incrementata.
I risultati sono riportati in Fig. 7. Per i tre
principali modi di vibrare i periodi propri di
vibrazione sono rispettivamente T=1,04 sec.,
T=0,68 sec. e T=0,52 sec., con il 100 % di massa
partecipante coinvolta nei modi traslatori lungo Y
e lungo X. Si nota come i periodi propri di
vibrazione dei secondi due modi (traslatorio lungo
X e torsionale attorno a Z) risultino decisamente
ridotti grazie alla presenza del diaframma rigido di
copertura. Nell'assetto non irrigidito influiva
fortemente l'inflessione propria delle travi nel
piano orizzontale.

5. VERIFICA PER AZIONE SISMICA


I risultati dell'analisi modale sono stati
utilizzati per la definizione delle forze sismiche
attraverso lo spettro di risposta. Per questo si
assunto il modello dato dall'Eurocodice 8 per il
tipo 1 con suolo di categoria B. Si sono
considerati due livelli di azione sismica
caratterizzati da accelerazioni di picco al suolo
rispettivamente di ag=0,15g (zona 3) e ag=0,25g
(zona 2).
I calcoli sono ripetuti per due valori del fattore
di struttura q = 1,5 e q = 2,5. Il primo corrisponde
alla struttura esistente priva di capacit dissipativa
a causa degli inadeguati particolari d'armatura (in
primo luogo l'eccessiva spaziatura delle staffe nei
pilastri). Il secondo corrisponde a una struttura
con capacit dissipativa ottenuta tramite il
confinamento della base dei pilastri con delle
fasciature in materiale fibroso o jacketing con
piastre metalliche.
Per il calcolo delle sollecitazioni si sono
considerate le due combinazioni di azioni,
EX+0.3EY e 0.3EX+EY, dove EX e EY sono gli
effetti dell'azione sismica lungo le due direzioni
principali della struttura.

modo traslatorio Y

modo traslatorio Y

modo traslatorio X

modo traslatorio X

modo torsionale

modo torsionale

Figura 6: modi vibratori con copertura flessibile.

Figura 7: modi vibratori con copertura rigida

La verifica delle sezioni alla base dei pilastri in


pressoflessione deviata si pone nella forma

M Eyd
k=
M Ryd

M
+ Ezd
M Rzd

ag = 0,15g
q = 1,5
q = 2,5
EX+0,3EY EY+0,3EX EX+0,3EY EY+0,3EX
0.36
0.91
0.11
0.29
1.73
2.20
0.51
0.66
1.82
1.18
0.55
0.37
0.39
0.43
0.12
0.14
ag = 0,25g
q = 1,5
q = 2,5
EX+0,3EY EY+0,3EX EX+0,3EY EY+0,3EX
1.37
3.40
0.36
0.91
5.96
7.59
1.73
2.20
6.05
3.93
1.82
1.18
1.26
1.38
0.39
0.43

dove MEyd e MEzd sono le due componenti del


momento flettente agente attorno agli assi
principali y e z della sezione, mentre MRyd e MRzd
sono i due corrispondenti momenti resistenti di
flessione retta. Lesponente 1 viene valutato in
funzione della geometria della sezione, dellazione
assiale adimensionale e del rapporto meccanico
darmatura. Per le pratiche applicazioni, i valori di
si possono ottenere da apposite tabelle (v. [04]).
Le Tabb. 1 e 2, riportano i valori di k per i
pilastri P1, P2, P3 e P4 (v. Fig. 5), rispettivamente
per la struttura con copertura flessibile e copertura
rigida.
Si nota come nell'attuale assetto costruttivo
(con q=1,5) la struttura, portata in zona sismica 3
(ag=0,15g), esca di poco dai limiti di sicurezza
(k=2,2). Ai fini della stessa verifica un intervento di
irrigidimento
della
copertura
ridistribuisce
diversamente le azioni sui pilastri senza portare
per alcun vantaggio (k=1,90). Con un
confinamento della base dei pilastri (q=2,5), la
struttura diventa invece ampiamente adeguata
(k=0,66), ancora senza efficacia di un eventuale
irrigidimento della copertura (k=0,57).
Portata in zona sismica 2 (ag=0,25g) la
struttura, nel suo assetto attuale (con q=1,5),
risulta decisamente inadeguata (k=7,59 e k=6,31)
indipendentemente dall'eventuale irrigidimento
della copertura. Il confinamento della base dei
pilastri la porterebbe di poco fuori dai limiti di
sicurezza (k=1,23 e k=1,28).
Nelle Tabelle 3 e 4 vengono infine dati i valori
di scorrimento di piano allo stato limite di danno.
Si assunto un valore medio di 2,5 per il rapporto
tra lintensit sismica allo stato limite ultimo e
lintensit sismica allo stato limite di danno, come
assunto dall'Eurocodice 8.
Si nota come, anche in zona 2, il limite
dell'1% imposto dalle norme per questo tipo di
struttura, sia rispettato con buon margine (X=0,79
e X=0,72) indipendentemente dall'eventuale
intervento di irrigidimento della copertura. Si ripete
che questa verifica non richiesta per le
costruzioni esistenti e comunque, come si vede,
resterebbe soddisfatta.

P1
P2
P3
P4

P1
P2
P3
P4

Tabella 1: valori di k con copertura flessibile


ag = 0,15g
q = 1,5
q = 2,5
EX+0,3EY EY+0,3EX EX+0,3EY EY+0,3EX
0.92
0.68
0.25
0.18
0.93
1.66
0.27
0.48
1.09
1.90
0.33
0.57
1.04
0.79
0.33
0.25
ag = 0,25g
q = 1,5
q = 2,5
EX+0,3EY EY+0,3EX EX+0,3EY EY+0,3EX
3.45
2.55
0.92
0.68
3.19
5.73
0.93
1.66
3.64
6.31
1.09
1.90
3.34
2.54
1.04
0.79

P1
P2
P3
P4

P1
P2
P3
P4

Tabella 2: valori di k con copertura irrigidita

P1
P2
P3
P4

ag = 0,15g
X %
Y %
0,24
0,48
0,41
0,48
0,41
0,37
0,24
0,37

ag = 0,25g
X %
Y %
0,40
0,79
0,69
0,79
0,69
0'61
0,39
0,61

Tab. 3: scorrimento di piano copertura flessibile

P1
P2
P3
P4

ag = 0,15g
X %
Y %
0,25
0,44
0,29
0,44
0,29
0,43
0,25
0,43

ag = 0,25g
X %
Y %
0,41
0,73
0,48
0,73
0,48
0'72
0,41
0,72

Tab. 4: scorrimento di piano copertura rigida

6. CONCLUSIONI
Per l'adeguamento sismico di edifici,
progettati e costruiti in tempi passati senza
riferimento all'azione dei terremoti n a specifiche
norme, in ogni caso va sanata la carenza degli
appoggi a secco che funzionano per solo attrito.
L'esperienza del Friuli (1976) e di molti altri eventi
sismici avvenuti nel mondo ha mostrato
chiaramente che, sotto lazione combinata delle
scosse ondulatorie e sussultorie, le travi in
semplice appoggio possono venire sobbalzate
fuori dal pilastro. Questo appunto lunico tipo di
crollo rilevato in Friuli, dove vi era un centinaio di
edifici industriali prefabbricati, che erano stati
progettati prevalentemente non per zona sismica
e che per il resto hanno avuto un ottimo
comportamento.
Gli appoggi ad attrito vanno dunque dotati di
apposite connessioni meccaniche in grado di
trasmettere le azioni orizzontali anche in assenza
di gravit. Questi interventi in genere non sono
invasivi
n
eccessivamente
costosi
e
rappresentano in ogni caso la condizione
indispensabile per assicurare la capacit sismica
della struttura. Recentemente approcci progettuali
differenti affidano alle connessioni meccaniche di
copertura,
opportunamente
modificate
e
progettate, parte o la totale capacit dissipativa
della struttura [05] limitando il danneggiamento
nelle colonne.
Detto questo, dalle analisi condotte nei
capitoli precedenti si possono trarre le seguenti
indicazioni di massima.
Una struttura ben progettata con le vecchie
norme non sismiche pu essere in grado di
resistere, con un livello di sicurezza un po ridotto
rispetto a quello codificato dalle norme attuali per
le nuove costruzioni, alle azioni sismiche di una
zona 3 (ag=0,15g). Del resto un criterio
generalmente riconosciuto quello di ammettere
per il costruito un livello di sicurezza inferiore.
Se rinforzata con un adeguato confinamento
delle basi dei pilastri per fornirle un certo grado di
duttilit, la struttura risulta adeguata alle azioni
sismiche di un zona 2 (ag=0,25g), sempre con un
livello di sicurezza un po ridotto.
In ogni caso un eventuale intervento di
irrigidimento della copertura, per assicurare
unazione diaframma al complesso strutturale,
non porterebbe alcun vantaggio con riferimento
alla capacit sismica dei pilastri.
Lopzione di mantenimento della copertura
flessibile lascia per forti incertezze su alcuni
aspetti del comportamento strutturale. Una
risposta disuniforme al sisma porta rilevanti
distorsioni ai nodi. Questi dunque vanno verificati,
con riferimento agli specifici particolari costruttivi,
con riferimento alla loro capacit deformativa.
Oltre che sui nodi, lassenza di diaframma pu
influire sensibilmente sul comportamento di altri

elementi. Per esempio con notevoli azioni flettenti


orizzontali per le quali le grandi travi in
precompresso delle coperture prefabbricate non
sono in genere progettate.
Con riferimento ancora ai nodi, si rileva che il
comportamento delle connessioni usate nelle
strutture prefabbricate non , allo stato attuale,
adeguatamente conosciuto per quanto riguarda le
loro propriet sismiche come la duttilit, il
degrado, Alcuni risultati di una campagna
sperimentale da poco iniziata sono rintracciabili in
[06].
Si rileva infine che, oltre alla conoscenza del
loro
comportamento,
per
una
corretta
progettazione delle connessioni, in modo che non
compromettano la duttilit dellintero complesso
strutturale, serve la puntuale applicazione dei
criteri
della
gerarchia
delle
resistenze.
Unorganica trattazione di questo aspetto
riportata in [07].

RINGRAZIAMENTI
La ricerca descritta nel presente articolo
supportata dal Progetto Nazionale di Ricerca
RELUIS Valutazione Sismica e Riduzione della
Vulnerabilit degli Edifici in Calcestruzzo Armato
finanziato dal Dipartimento della Protezione Civile
(2005-2008).

7. BIBLIOGRAFIA
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[04] F. BIONDINI, G. TONIOLO, Formulazione
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PORETTI,
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[06] R. FELICETTI, M. LAMPERTI, C. ZENTI,
G. TONIOLO,Analisi sperimentale del
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tegolo-trave di strutture prefabbricate, 17
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[07] F. BIONDINI, L. FERRARA, G. TONIOLO,
Capacity design criteria for connections in
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2008.