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Marco Barlotti

Appunti di


per linsegnamento di Matematica discreta e logica
(corso di laurea triennale in Informatica)
Vers. 2.2
Anno Accademico 2011-2012

In copertina una vignetta di Paolo Mottura tratta da I TL 2482-4 Topolino e il naufrago dello spazio
di Silvano Mezzavilla ( Disney).

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.2 - Pag. I

PERCHE QUESTI APPUNTI, E COME USARLI


(Prefazione alla vers. 2.2)

Questi appunti vogliono costituire un supporto scritto alla parte di Teoria dei grafi
delle lezioni che tengo per linsegnamento di Matematica discreta e Logica per il Corso di
Laurea triennale in Informatica presso la Facolt di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
allUniversit di Firenze.
Si tratta di un work in progress basato sugli appunti integrativi che ho gi diffuso
nellanno accademico 2010-2011. Anche per questo motivo, inevitabile la presenza di errori
materiali; inoltre, per quanto mi sia sforzato di conciliare il rigore con la chiarezza, alcuni
brani del testo possono risultare poco comprensibili. Sar grato a tutti coloro, e specialmente
agli studenti, che vorranno segnalarmi qualunque problema, dai pi banali errori di stompa
alle oscurit nellesposizione.

Firenze, 08.05.2012

Marco Barlotti

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.2 - Pag. II

AVVERTENZA
Tutti i diritti di questa pubblicazione sono dellautore.
consentita la riproduzione integrale di questa pubblicazione a titolo gratuito.
altres consentita a titolo gratuito lutilizzazione di parti di questa pubblicazione in altra
opera allinderogabile condizione che ne venga citata la provenienza e che della nuova opera
nella sua interezza vengano consentite la riproduzione integrale a titolo gratuito e
lutilizzazione di parti a queste stesse condizioni.
Luso di questa pubblicazione in quasiasi forma comporta laccettazione integrale e senza
riserve di quanto sopra.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.2 - Pag. III

SOMMARIO

1. - Generalit sui grafi


1.1 - Prime definizioni . . . . . . . . . . . . . . . .
1.2 - Da un grafo allaltro . . . . . . . . . . . . . . .
1.3 - Prime propriet . . . . . . . . . . . . . . . .
1.4 - Isomorfismo
. . . . . . . . . . . . . . . . . . .
1.5 - Esempi di grafi . . . . . . . . . . . . . . . . .
1.6 - Frammenti di topologia . . . . . . . . . . . . .
1.7 - Grafi disegnati su una superficie . . . . . . . . . .
1.8 - Disegni sul piano di alcuni grafi considerati nella sez. 1.5
1.9 - Sottografi . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
1.10 - Calibro . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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1
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4
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7
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2. - Connessione
2.1 - Cammini, circuiti, cicli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 15
2.2 - Connessione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 17
2.3 - Matrice di adiacenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 21

3. - Alberi
3.1 - Alberi e foreste . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 29
3.2 - Caratterizzazione degli alberi come grafi connessi minimali . . . . . . . . pag. 30
3.3 - Classi di isomorfismo degli alberi con pochi vertici . . . . . . . . . . pag. 33

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.2 - Pag. IV

4. - Grafi piani
4.1 - Definizione e prime propriet . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 35
4.2 - Calibro e planarit . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 38
4.3 - Il teorema di Kuratowski . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 40

5. - Grafi euleriani
5.1 - Definizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 41
5.2 - La caratterizzazione dei grafi euleriani senza orientamento . . . . . . . . pag. 41
5.3 - La caratterizzazione dei grafi euleriani con orientamento . . . . . . . . . pag. 45

6. - Grafi hamiltoniani
6.1 - Definizione e prime propriet. . .
6.2 - Qualche condizione sufficiente .
6.3 - Il caso dei grafi piani . . . . .
6.4 - Il caso dei grafi con orientamento

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7. - Colorazioni
7.1 - Colorazione di carte geografiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 59
7.2 - Il grafo duale di un grafo disegnato nel piano . . . . . . . . . . . . . . pag. 61
7.3 - Colorazione dei vertici di un grafo . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 64

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 1

1.- GENERALIT SUI GRAFI

1.1 - Prime definizioni.


Si dice grafo una terna Z (i , _, +) dove i , _ sono insiemi e + una funzione
che a ogni j _ associa
un insieme {@" , @# } k (i )
oppure
una coppia ordinata (@" , @# ) i i .
Nel primo caso si parla di grafo senza orientamento, nel secondo caso di grafo
con orientamento (o, con terminologia meno felice: grafo con direzione) (in inglese:
digraph, contrazione di directed graph). Gli elementi dellinsieme i si dicono vertici
di Z ; gli elementi dellinsieme _ si dicono lati di Z (oppure archi di Z , specialmente
quando Z un grafo con orientamento); la funzione + si dice funzione di incidenza fra lati
e vertici di Z .
Sia j un lato di Z , e sia +(j) {@" , @# } oppure +(j) (@" , @# ); se @" @# , j si
dice un cappio (in inglese: loop), se invece @" @# , j si dice un collegamento (in inglese:
link).
Un grafo nel quale la funzione di incidenza iniettiva si dice grafo semplice,
mentre (in contrapposizione) un grafo nel quale la funzione di incidenza non iniettiva si
dice un multigrafo. Un multigrafo con almeno un cappio si dice talvolta pseudografo.
Due lati j" , j# si dicono paralleli se +(j" ) +(j# ) . Un grafo semplice se e
soltanto se non possiede alcuna coppia di lati distinti paralleli.
Un grafo Z (i , _, + ) si dice finito se ki k e k_k sono numeri naturali. Se
Z (i , _, +) un grafo finito, ki k si dice lordine di Z .

Si dice grafo orientato (o grafo asimmetrico: le due espressioni si equivalgono)


un grafo con orientamento con la seguente propriet:
per ogni coppia di vertici @, A, se c un arco con primo estremo @ e secondo
estremo A allora non c nessun arco con primo estremo A e secondo estremo @ (1).

Come si vede, la nozione di grafo orientato diversa da quella di grafo con orientamento.
importante non confondere i due concetti!

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 2

Dunque col termine grafo si indicano due famiglie (la prima quella dei grafi
senza orientamento, la seconda quella dei grafi con orientamento) che possono anche
presentare situazioni molto diverse.
In questi appunti, specificheremo capitolo per capitolo (o addirittura sezione per
sezione) se ci riferiamo a una sola delle due famiglie (e in tal caso a quale), oppure
tratteremo in distinte sottosezioni il caso dei grafi senza orientamento e quello dei grafi
con orientamento.
Cominciamo subito con le altre definizioni generali sui grafi, che diamo appunto
separatamente nei due casi.

1.1.a - Altre prime definizioni per i grafi senza orientamento.


Sia Z (i , _, +) un grafo senza orientamento.
Se j _ e @ +(j), si dice che il vertice @ e il lato j sono incidenti (ma anche,
confidenzialmente, che @ un vertice di j).
Due vertici @, A si dicono adiacenti se esiste un lato j col quale sono entrambi
incidenti. Si noti in particolare che un vertice risulta adiacente a se stesso se e soltanto se
esiste un cappio incidente ad esso.
Due lati si dicono consecutivi se esiste un vertice incidente a entrambi.
Ad ogni vertice @ di Z si associa un numero naturale grZ (@), detto grado (o
valenza) di @ (in Z ), definito come il numero dei collegamenti (di Z ) incidenti con @ pi il
doppio dei cappi (di Z ) incidenti con @ . Tutte le volte che non necessario evidenziare il
grafo Z si scrive gr(@) anzich grZ (@) .
Un vertice di grado ! si dice isolato. Un vertice di grado " si dice una foglia.

Osservazione 1.1.1
Sia Z un grafo senza orientamento, e sia @ un vertice di Z . Se Z semplice e senza cappi,
grZ (@) il numero dei vertici di Z adiacenti a @ e distinti da @ .
Dimostrazione Poich Z non ha cappi, grZ (@) il numero dei collegamenti
incidenti a @ ; poich Z semplice, i collegamenti incidenti a @ sono in corrispondenza
biunivoca con i vertici di Z adiacenti a @ e distinti da @ .

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 3

1.1.b - Altre prime definizioni per i grafi con orientamento.


Sia Z (i , _, +) un grafo con orientamento.
Se j _ e +(j) (@, A), si dice che
@ e j sono incidenti, e @ il primo vertice di j (detto anche vertice di entrata di j) ;
A e j sono incidenti, A il secondo vertice di j (detto anche vertice di uscita di j) ;
A adiacente a @ .
In un grafo con orientamento, in particolare, non si dice che @ e A sono
adiacenti ma si precisa se A ad essere adiacente a @ o viceversa (naturalmente, in
generale possono accadere entrambe le situazioni: ci avviene se e soltanto se esistono
due archi j" , j# tali che +(j" ) (@, A) e +(j# ) (A, @) ). Anche nei grafi con orientamento
si ha che: un vertice risulta adiacente a se stesso se e soltanto se esiste un cappio
incidente ad esso.
Siano j" , j# due lati di Z . Si dice che j# consecutivo a j" se il secondo vertice di
j" coincide col primo vertice di j# .
Sia Z (i , _, +) un grafo con orientamento. Ad ogni vertice @ di Z si associano
due numeri naturali:
grZ(/) (@), detto grado in entrata di @ (in Z ), definito come il numero degli archi
di Z per i quali @ vertice di uscita ;
grZ(?) (@), detto grado in uscita di @ (in Z ), definito come il numero degli archi
di Z per i quali @ vertice di entrata ;
Tutte le volte che non necessario evidenziare il grafo Z si scrive gr(/) (@) e
gr (@) anzich rispettivamente grZ(/) (@) e grZ(?) (@) .
(? )

Un vertice @ si dice isolato se gr(/) (@) gr(?) (@) ! .


Un vertice @ si dice una foglia se gr(/) (@) gr(?) (@) " .

Osservazione 1.1.2
Sia Z un grafo con orientamento, e sia @ un vertice di Z . Se Z semplice e senza cappi,
grZ(?) (@) il numero dei vertici di Z adiacenti a @ distinti da @ .
Dimostrazione Poich Z non ha cappi, grZ(?) (@) il numero dei collegamenti che
hanno @ come vertice di entrata ; poich Z semplice, tali collegamenti sono in
corrispondenza biunivoca con i vertici di Z adiacenti a @ .

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 4

1.2 - Da un grafo allaltro.


Sia Z (i , _, +) un grafo con orientamento. Si dice grafo senza orientamento
associato a Z il il grafo senza orientamento Z* (i , _, +* ) per il quale la funzione di
incidenza +* definita per ogni j _ ponendo
+* (j) {@, A} se e soltanto se +(j) (@, A) .
Sia Z (i , _, +) un grafo senza orientamento, e sia _- il sottoinsieme di _
formato dai lati che sono incidenti a vertici distinti (quelli cio che abbiamo chiamato
collegamenti). Si dice sostegno di Z il grafo (senza orientamento) Z! (i! , _! , +! )
semplice e senza cappi cos definito: i! i ; _! + (_- ) ; +! id_! .
Se Z un grafo con orientamento, si dice sostegno di Z il sostegno del grafo
senza orientamento associato a Z .
In altre parole, il sostegno di Z ottenuto da Z mantenendo gli stessi vertici,
eliminando i cappi e considerando un lato (e un solo lato!) per ogni coppia di vertici
adiacenti in Z : tale lato viene identificato (come in generale si pu fare per ogni grafo
semplice e senza cappi) con la coppia di vertici a cui esso incidente.
Ci sono importanti propriet che sono verificate da un grafo se e soltanto se sono
verificate dal suo sostegno: per lo studio di queste si possono pertanto, in molti casi,
limitare le nostre considerazioni ai grafi semplici e senza cappi. Si vedano in proposito i
capitoli 4 e 6. Per ora ci limitiamo ad osservare che losservazione 1.1.1 pu essere cos
riformulata:

Osservazione 1.2.1
Sia Z un grafo senza orientamento, e sia @ un vertice di Z . Il numero dei vertici di Z
adiacenti a @ il grado di @ nel sostegno di Z .

1.3 - Prime propriet.


Teorema 1.3.1

Sia Z (i , _, +) un grafo senza orientamento con k_k - . Si ha


! gr(@) #- .
@i

Dimostrazione Possiamo procedere per induzione su - .


Se - !, in Z non ci sono lati, cosicch ogni vertice di Z ha grado ! ; dunque per
- ! il teorema vero.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 5

Supponiamo che il teorema sia vero per - 5 ", e proviamolo per - 5 . Sia
Sia Z (i , _, +) un grafo con k_k 5 , e sia Z! il grafo ottenuto da Z sopprimendo un
lato. Possono verificarsi due casi:
il lato soppresso un collegamento, incidente due vertici @" e @# ; allora
grZ! (@" ) grZ (@" ) ",
vertici @, cosicch

grZ! (@# ) grZ (@# ) "

grZ! (@) grZ (@)

! grZ (@) ! grZ (@) # ;


!

@i

per tutti gli altri

@i

il lato soppresso un cappio, incidente il vertice @" ; allora


grZ! (@" ) grZ (@" ) # e grZ! (@) grZ (@) per tutti gli altri vertici @, cosicch ancora
! grZ (@) ! grZ (@) # .
!

@i

Per lipotesi di induzione,

@i

! grZ (@) #5 "


!

@i

da cui

! grZ (@) ! grZ (@) # #5 " # #5


!

@i

@i

come si voleva dimostrare.

Teorema 1.3.2
In qualsiasi grafo senza orientamento, il numero dei vertici di grado dispari pari.
Dimostrazione Ovvio, perch in base al teorema 1.3.1 la somma dei gradi di
tutti i vertici un numero pari.

Corollario 1.3.3 (Teorema delle strette di mano)


Se alcune persone si scambiano, anche ripetutamente, una stretta di mano, allora
( 3)
pari;

il numero delle persone che hanno dato un numero dispari di strette di mano

(33) il numero delle persone che hanno stretto la mano a un numero dispari di persone
pari.
Dimostrazione Sia Z (i , _, +) il grafo senza orientamento in cui i
linsieme delle persone date, _ linsieme delle strette di mano scambiate e la funzione
di incidenza + associa a ogni stretta di mano le due persone che se la sono scambiata. La
(3) segue dal teorema 1.3.2 applicato al grafo Z , la (33) segue dal teorema 1.3.2 applicato
al sostegno di Z (cfr. sez. 1.2 e oss. 1.2.1) .

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 6

Teorema 1.3.4

Sia Z (i , _, +) un grafo senza orientamento con k_k - e ki k 8. Se ogni vertice di Z


ha grado almeno #,
8 -.
Dimostrazione Ricordando il teorema 1.3.1,
#8 ! # ! gr(@) #@i

@i

da cui immediatamente lasserto.

Lanalogo del teorema 1.3.1 per i grafi con orientamento molto meno
suggestivo e non ha conseguenze analoghe al corollario 1.3.3.

Teorema 1.3.5

Sia Z (i , _, +) un grafo con orientamento con k_k - . Si ha


! gr(/) (@) ! gr(?) (@) - .
@i

@i

Dimostrazione Possiamo procedere per induzione su - .


Se - !, in Z non ci sono lati, cosicch ogni vertice di Z ha grado in entrata ! e
grado in uscita !; dunque per - ! il teorema vero.
Supponiamo che il teorema sia vero per - 5 ", e proviamolo per - 5 . Sia
Sia Z (i , _, +) un grafo con orientamento con k_k 5 , e sia Z! il grafo ottenuto da Z
sopprimendo un lato. Possono verificarsi due casi:
il lato soppresso un collegamento, con primo vertice @" e secondo vertice @# ;
allora
grZ(?! ) (@" ) grZ(?) (@" ) ", grZ(/!) (@# ) grZ(/) (@# ) "
e naturalmente
grZ(?! ) (@) grZ(?) (@) e grZ(/!) (@) grZ(/) (@) per tutti gli altri vertici @,
cosicch

! gr(?) (@) ! gr(?) (@) "

@i

Z!

@i

! gr(/) (@) ! gr(/) (@) " ;

@i

Z!

@i

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 7

il lato soppresso un cappio, incidente il vertice @" ; allora


grZ(?! ) (@" ) grZ(?) (@" ) ",

grZ(/!) (@" ) grZ(/) (@" ) "

e naturalmente
grZ(?! ) (@) grZ(?) (@)

grZ(/!) (@) grZ(/) (@)

cosicch ancora

! gr(?) (@) ! gr(?) (@) "

@i

Z!

@i

! gr(/) (@) ! gr(/) (@) " .

@i

e infine

@i

! gr(/) (@) 5 "

Z!

! gr(?) (@) " 5 "

da cui

Z!

@i

In ogni caso, per lipotesi di induzione,


! gr(?) (@) 5 "
e
@i

per tutti gli altri vertici @,

@i

Z!

! gr(/) (@) " 5 "

@i

! gr(?) (@) ! gr(/) (@) 5

@i

@i

come si voleva dimostrare.

1.4 - Isomorfismo.
Siano Z" (i" , _" , +" ) e Z# (i# , _# , +# ) grafi. Si dice isomorfismo tra Z" e Z#
una coppia (:, <) tale che:
( 3)

: una corrispondenza biunivoca tra i" e i# ;

(33)

< una corrispondenza biunivoca tra _" e _# ;

(333)

per ogni j _" , :(+" (j)) +# (<(j)) .

Un isomorfismo tra un grafo Z e se stesso si dice un automorfismo di Z .

1.5 - Esempi di grafi.


In questa sezione presentiamo alcuni grafi non orientati, semplici e senza cappi, ai
quali nel seguito far comodo poter fare riferimento.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 8

i grafi T8
Per ogni numero naturale 8, si indica con T8 (e si dice cammino di lunghezza 8) il grafo
(i , _, +) dove
i !, ", ..., 8;
_ 2, 2 " T (i ) ! 2 8;
+ id_ .

i grafi G8
Per ogni numero naturale 8 $, si indica con G8 (e si dice ciclo di lunghezza 8) il grafo
(i , _, +) dove
i ", #, ..., 8;
_ 2, 2 " T (i ) " 2 8 ", 8;
+ id_ .
Si considerano anche i grafi G" (ciclo di lunghezza ", consistente in un vertice con un
cappio) e G# (ciclo di lunghezza #, consistente in un due vertici con due collegamenti che
li hanno come estremi).

i grafi O8
Per ogni numero naturale 8 ", si indica con O8 (e si dice grafo completo su 8 vertici)
il grafo (i , _, +) dove
i ", #, ..., 8;
_ 2, 5 T (i ) " 2 5 8;
+ id_ .

i grafi O78
Per ogni coppia di numeri naturali 7, 8 con 7, 8 ", si indica con O78 (e si dice
grafo completo bipartito su 7 e 8 vertici) il grafo (i , _, +) dove
i @" , @# , ..., @7 , A" , A# , ..., A8 ;
_ @3 , A4 T (i ) " 3 7, " 4 8;
+ id_ .

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 9

Esercizio 1.5.1
Si dimostri che
( 3)

T! isomorfo a O" e T" isomorfo a O# ;

(33)

G$ isomorfo a O$ ;

(333) O"" isomorfo a T" (e quindi a O# ), O"# isomorfo a G$ (e quindi a


O$ ) e O## isomorfo a G% ;
(3@)
7, 8 " .

O78 isomorfo a O87 per ogni coppia di numeri naturali 7, 8 con

1.6 - Frammenti di topologia.


In questa sezione riportiamo nella forma pi semplice (che certo non quella pi
elegante) nozioni essenziali senza le quali non potremmo procedere.
Sia f una superficie (2), e sia j f . Sia [!, "] {B ! B "}.
Si dice arco di curva in j limmagine di una funzione continua f : [!, "] p j (3) .
I punti f (!) e f (") si dicono estremi dellarco di curva. Se f (!) f ("), larco di curva si
dice aperto; se f (!) f ("), larco di curva si dice chiuso. Se f iniettiva (fatta salva
comunque la possibilit che sia f (!) f ("), cio che larco sia chiuso) larco di curva si
dice semplice.
Sia j f . Due punti A, B j si dicono connessi se esiste un arco di curva in
j che li ha per estremi. j si dice connesso se due suoi punti qualsiasi sono connessi.
Non difficile vedere che la connessione cos definita una relazione di equivalenza in
j : le classi di equivalenza si dicono componenti connesse di j ; si dimostra che tali
componenti connesse sono sottoinsiemi connessi di j , ed anzi, nellinsieme dei
sottoinsiemi connessi di j ordinato rispetto allinclusione, esse sono massimali.

Una corretta definizione generale di superficie esula dagli scopi e dalle possibilit di questo
insegnamento; del resto gli unici esempi che avremo motivo di considerare sono il piano, la superficie
sferica e la superficie toroidale. Intuitivamente, si pensi al contorno (qualunque cosa ci significhi...) di
un corpo solido (qualunque cosa ci significhi...). Tecnicamente, col termine superficie intendiamo
riferirci a una variet differenziabile di dimensione 2. In ogni caso, una superficie deve essere dotata di una
metrica.
3

La continuit riferita alla metrica di j indotta da quella che si sta considerando in f .

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 10

intuitivo, ma tuttaltro che facile a provarsi, il seguente importante teorema del


quale omettiamo la dimostrazione:

Teorema 1.6.1 (di Jordan)


Sia c il piano euclideo (4). Ogni curva semplice chiusa in c divide c in due sottoinsiemi
connessi, uno limitato (5) (detto regione interna alla curva) e uno non limitato (detto
regione esterna alla curva).

1.7 - Grafi disegnati su una superficie.


Sia f una superficie. Un grafo Z (i , _, +) si dice disegnato su f se:
( 3)

i un insieme di punti di f ;

(33)
_ un insieme di archi di curve semplici su f (ai quali pu essere
assegnato un verso) ;
(333) + associa a ogni elemento di _ linsieme dei suoi due estremi (oppure la
coppia ordinata dei suoi due estremi, se agli elementi di _ associato un verso).

Siano Z un grafo e f una superficie. Si dice disegno di Z su f un grafo disegnato


su f isomorfo a Z .

Osservazione 1.7.1
Per ogni grafo Z esiste un disegno di Z sul piano.

cio .

cio contenuto in un cerchio opportunamente scelto.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 11

1.8 - Disegni sul piano di alcuni grafi considerati nella sez. 1.5.

Disegno sul piano dei grafi P! , P" e P# :

Tre disegni sul piano del grafo P$ :

Disegni sul piano dei grafi C" , C# e C$ :

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 12

Due disegni nel piano del grafo C& :

Tre disegni sul piano del grafo K% :

Disegni nel piano dei grafi K& e K' :

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 13

Due disegni nel piano del grafo K#,$ :

Un disegno nel piano del grafo K$,$ :

1.9 - Sottografi.
Sia Z (i , _, +) un grafo. Si dice sottografo di Z un grafo Z! (i! , _! , +! )
tale che i! i , _! _ e +! la restrizione di + a _! .

Osservazione 1.9.1
Sia Z (i , _, +) un grafo. Per ogni j _, si ottiene un sottografo di Z sopprimendo j
dallinsieme dei lati di Z ; per ogni @ i , si ottiene un sottografo di Z sopprimendo @
dallinsieme dei vertici di Z e contestualmente tutti i lati incidenti a @ dallinsieme dei lati
di Z .

Sia Z (i , _, +) un grafo, e sia k i . Si dice sottografo di Z indotto da k il


grafo (k , _! , +! ) dove _! linsieme di tutti i lati di Z incidenti soltanto a vertici di k (e
+! la restrizione di + a _! ).

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 14

Siano Z (i , _, +) un grafo e Z! (i! , _! , +! ) un sottografo di Z . Si dice


sottografo di Z indotto da Z! il sottografo di Z indotto da i! .
Sia Z (i , _, +) un grafo. Un sottografo Z! (i! , _! , +! )
indotto (tout-court) se il sottografo di Z indotto da i! .

di Z si dice

Sia Z un grafo senza orientamento. Un sottografo di Z si dice ciclico se ha 8


vertici (con 8 ) ed isomorfo al grafo G8 (cfr. sez. 1.5).

1.10 - Calibro.
Sia Z (i , _, +) un grafo senza orientamento. Si dice calibro di Z (in inglese:
girth, letteralmente giro-vita) il minimo intero positivo 8 tale che Z ha un sottografo
ciclico isomorfo a G8 .

Osservazione 1.10.1
Un grafo senza orientamento ha cappi se e soltanto se ha calibro ". Un grafo senza
orientamento privo di cappi un multigrafo se e soltanto se ha calibro #. Il calibro di un
grafo senza orientamento semplice e privo di cappi (che non sia privo di cicli, cfr. sez.
3.1) almeno $ .

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 15

2.- CONNESSIONE

2.1 - Cammini, circuiti, cicli.


Sia Z (i , _, +) un grafo.
Si dice passeggiata (in inglese: walk) in Z una sequenza finita
@! , j" , @" , j# , @# , j$ , @$ , ..., j= , @=
nella quale = " , @! , @" , @# , ..., @= i , j" , j# , ..., j= _ e +(j3 ) @3" , @3 (se Z
senza orientamento) oppure +(j3 ) (@3" , @3 ) (se Z con orientamento) per 3 ", #, ..., = .
I vertici @! e @= si dicono gli estremi della passeggiata. Se @= @! , la passeggiata
si dice chiusa.
Il numero naturale = si dice lunghezza della passeggiata.
Una passeggiata in cui i lati sono tutti distinti si dice cammino (in inglese: trail).
Un cammino chiuso nel quale compare almeno un lato si dice circuito (in inglese:
circuit).
Una passeggiata in cui i vertici e i lati sono tutti distinti (fatta comunque salva la
possibilit che gli estremi coincidano) si dice cammino semplice (in inglese: path). Un
cammino semplice chiuso si dice circuito semplice oppure ciclo (in inglese: cycle).

Osservazione 2.1.1
Una passeggiata che non sia della forma
@, j, A, j, @
se ha i vertici tutti distinti (fatta comunque salva la possibilit che gli estremi coincidano)
un cammino semplice.
Dimostrazione Sia
@ @! , j" , @" , j# , ..., @3" , j3 , @3 , ..., @4" , j4 , @4 , ..., @=" , j= , @= A
una passeggiata con i vertici tutti distinti (tranne la possibilit che sia @ A). Se fosse
j3 j4 con ! 3 4 =, dovrebbe essere @3" @4" (ma questo impossibile
perch per ipotesi i vertici sono tutti distinti) oppure @3 @4" e @3" @4 ; questo
compatibile con la nostra ipotesi (che i vertici siano tutti distinti, tranne eventualmente
gli estremi della passeggiata) solo se 3 " e 4 # =, cio se la nostra passeggiata
della forma
@, j, A, j, @ .

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 16

Teorema 2.1.2
Sia Z (i , _, +) un grafo. Siano @, A i con @ A, e supponiamo che esista in Z una
passeggiata di estremi ? e A .
Una passeggiata in Z che abbia lunghezza minima fra tutte quelle di estremi @ e A un
cammino semplice (di estremi @ e A).
Dimostrazione Sia P
@ @! , j" , @" , j# , @# , ..., j3 , @3 , j3" , ..., j4 , @4 , j4" , ..., j= , @= A
una passeggiata che abbia lunghezza minima fra tutte quelle di estremi @ e A.
Supponiamo per assurdo che P non sia un cammino semplice, cio (tenendo conto
dellosservazione 2.1.1 e dellipotesi @ A) che sia @3 @4 per una scelta opportuna di 3
e 4 tra ! e = (con, per fissare le idee, 3 4). Allora, poich per ipotesi non pu essere sia
3 ! sia 4 =,
@ @! , j" , @" , j# , @# , ..., j3 , @3 @4 , j4" , ..., j= , @= A
sarebbe una passeggiata di estremi @ e A avente lunghezza
= 4 3
con
! = 4 3 =, assurdo per come abbiamo scelto P .

Osservazione 2.1.3
Il teorema 2.1.2 non si pu estendere al caso in cui @ A : infatti nel grafo seguente

c la passeggiata chiusa @, j, @, j, @ ma non ci sono circuiti.

Teorema 2.1.4
Sia @ i . Un circuito in Z che abbia lunghezza minima fra tutti quelli passanti per @
un ciclo.
Dimostrazione Sia C
@ @! , j" , @" , j# , @# , ..., @=" , j= , @= @
un circuito che abbia lunghezza minima fra tutti quelli passanti per @ . Se @=" @, per la
minimalit di C deve essere = ", cosicch j" un cappio e C un ciclo, come si
voleva. Se invece @=" @, il cammino
@ @! , j" , @" , j# , @# , ..., @="
una passeggiata di lunghezza minima (per la minimalit di C) fra gli estremi distinti @ e
@=" , quindi (per il teorema 2.1.2) un cammino semplice; in particolare, anche @" , @# , ...,
@=# sono distinti fra loro, da @ e da @=" . Ci prova che C un ciclo, come si voleva.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 17

2.2 - Connessione.
Sia Z un grafo senza orientamento.
Siano P"
@ @! , j" , @" , j# , @# , j$ , @$ , ..., j= , @= @
una passeggiata di estremi @ e @, e P#
@ @! , j" , @" , j# , @# , j$ , @$ , ..., j= , @=
@
una passeggiata di estremi @ e
@ .
Indicheremo con P"" (e chiameremo passeggiata inversa di P" ) la passeggiata
@ @= , j= , @=" , j=" , @=# , ..., j# , @" , j" , @! @
di estremi @ e @ (tale passeggiata esiste perch Z senza orientamento).
Indicheremo con P" P# (e chiameremo passeggiata somma di P" e P# ) la
passeggiata
@ @ , j , @ , j , @ , ..., j , @ @ @ , j , @ , j , @ , ..., j , @
@
!

"

"

"

"

di estremi @ e
@ .
Si noti che la somma cos definita non unoperazione nellinsieme delle
passeggiate in Z : si pu fare la somma di due passeggiate, infatti, soltanto se il secondo
estremo della prima coincide col primo estremo della seconda.

Osservazione 2.2.1
Sia Z un grafo senza orientamento. Linverso di un cammino [semplice] di Z anchesso
un cammino [semplice] di Z . La somma di due cammini (anche se semplici) di Z non in
generale un cammino di Z .
Dimostrazione Sia P una passeggiata: poich P" ha gli stessi vertici e gli stessi
lati di P, se P un cammino [semplice] anche P" lo . Per convincersi che in generale la
somma di due cammini (anche semplici) non un cammino, si consideri il seguente grafo
Z:

La somma tra il cammino semplice C" @! , j" , @" , j# , @# e il cammino semplice


C# @# , j# , @" , j$ , @$ una passeggiata ma non un cammino.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 18

Sia Z (i , _, +) un grafo senza orientamento. Due vertici @, A i si dicono


connessi (in Z ) se esiste (almeno) una passeggiata di estremi @ e A, oppure se @ A
(cosicch anche i vertici di grado zero sono connessi a se stessi).

Osservazione 2.2.2
Sia Z (i , _, +) un grafo senza orientamento. Due vertici @, A i con @ A sono
connessi (in Z ) se e soltanto se esiste in Z un cammino semplice di estremi @ e A.
Dimostrazione Poich un cammino semplice una particolare passeggiata,
chiaro che se esiste in Z un cammino semplice di estremi @ e A allora @ e A sono
connessi in Z . Viceversa, supponiamo che @ e A siano connessi in Z e che sia @ A :
allora esistono in Z passeggiate di estremi @ e A ; scegliendone una di lunghezza minima
abbiamo, per il teorema 2.1.2, un cammino semplice di estremi @ e A .

Un grafo senza orientamento si dice connesso se comunque presi due suoi vertici
essi sono connessi. Un grafo con orientamento si dice connesso se il suo sostegno (cfr.
sez. 1.2) connesso.

Teorema 2.2.3
Un grafo connesso se e soltanto se il suo sostegno connesso.
Dimostrazione Se Z un grafo con orientamento, lasserto si limita a ripetere la
definizione di grafo connesso, quindi possiamo supporre che Z sia un grafo senza
orientamento.
Supponiamo che il sostegno di Z sia connesso. Siano ?, @ vertici di Z ; per ipotesi,
nel sostegno di Z c una passeggiata di estremi ? e @; poich ogni lato del sostegno di Z
(identificabile con un opportuno) lato di Z , tale passeggiata esiste anche in Z , dunque
(per larbitrariet di ? e @) Z connesso.
Supponiamo infine che Z sia connesso. Siano ?, @ vertici del sostegno di Z ; essi
sono anche vertici di Z e, per ipotesi, in Z c una passeggiata di estremi ? e @;
eliminando in tale passeggiata gli eventuali cappi e sostituendo, se necessario, a un lato
quello ad esso parallelo che appartiene al sostegno di Z , da tale passeggiata di estremi ? e
@ si ottiene una passeggiata nel sostegno di Z ancora di estremi ? e @ ; dunque (per
larbitrariet di ? e @) il sostegno di Z connesso.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 19

Teorema 2.2.4
Sia Z un grafo connesso. Se Z ha una foglia @, il grafo ottenuto da Z sopprimendo @ (e
lunico lato di Z incidente con @) connesso.
Dimostrazione Per il teorema 2.2.3, possiamo supporre che Z sia un grafo senza
orientamento, semplice e senza cappi.
Sia Z" il grafo ottenuto da Z sopprimendo @ (e lunico lato di Z incidente con @) e
siano @, A due vertici di Z" : dobbiamo dimostrare che @ e A sono connessi in Z" . Poich
Z" un sottografo di Z , @ e A sono anche vertici di Z ; poich Z connesso, @ e A sono
connessi in Z e quindi (osservazione 2.2.2) in Z esiste un cammino semplice
@ @! , j" , @" , j# , @# , ..., @=" , j= , @= A
di estremi @ e A . Ma non pu essere @ @3 per nessun 3 compreso tra " e = " : infatti,
essendo @ una foglia, c un solo lato incidente con @ e se fosse @ @3 questo lato
dovrebbe coincidere sia con j3 sia con j3" , assurdo perch in un cammino non pu
comparire due volte lo stesso lato. Dunque C di fatto un cammino in Z" , e si cos
provato che @ e A sono connessi in Z" , come si voleva.

Teorema 2.2.5
Sia Z un grafo connesso. Se in Z c un ciclo, ciascun grafo ottenuto da Z sopprimendo
un qualsiasi lato del ciclo un grafo connesso.
Dimostrazione Per il teorema 2.2.3, possiamo supporre che Z sia un grafo senza
orientamento, semplice e senza cappi. Sia
@ @! , j" , @" , j# , @# , ..., @3" , j3 , @3 , ..., @=" , j= , @= @
un ciclo di Z . Sia Z" il grafo ottenuto da Z sopprimendo j3 , e proviamo che comunque
presi due vertici @ e A di Z" essi sono connessi in Z" . Poich Z" un sottografo di Z , @ e
A sono anche vertici di Z ; poich Z connesso, @ e A sono connessi in Z e quindi
(osservazione 2.2.2) in Z esiste un cammino semplice C! di estremi @ e A . Se ogni lato di
C! diverso da j3 , C! anche un cammino di Z" ; in caso contrario C! C" C# C$
dove
C" un cammino semplice di estremi @ e @3" (oppure @ e @3 ), costituito dai vertici e
lati che si susseguono in C! fino a j3 escluso;
C# il cammino semplice @3" , j3 , @3 (oppure @3 , j3 , @3" );
C$ un cammino semplice di estremi @3" e A (oppure @3 e A), costituito dai vertici e
lati che si susseguono in C! a partire dal vertice che segue j3 .
Indichiamo con C# il cammino semplice che si ottiene percorrendo il ciclo dato
da @3" a @3 senza passare per j3 , cio
@3" , j3" , @3# , ..., @" , j" , @, j= , @=" , j=" , @=# , ..., @3" , j3" , @3 .

Allora C" C# C$ (oppure C" aG # b" C$ ) una passeggiata in Z" di


estremi @ e A : pertanto @ e A sono connessi in Z" e la dimostrazione completata.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 20

Teorema 2.2.6

Sia Z (i , _, +), con ki k 8 e k_k - . Se Z connesso,


- 8 ".
Dimostrazione Per il teorema 2.2.3, e poich il numero dei lati di un grafo non
inferiore a quello del suo sostegno, baster dimostrare lasserto per il sostegno di Z ,
ossia supporre che Z sia un grafo senza orientamento, semplice e senza cappi.
Poich lasserto banalmente vero se Z ha un solo vertice, possiamo procedere
per induzione sul numero dei vertici di Z . Supponiamo dunque che il teorema sia vero
per tutti i grafi con 8! " vertici, e proviamo che vero anche per ogni grafo con 8!
vertici. Sia Z! un grafo connesso con -! lati e 8! vertici. Se ogni vertice di Z ha grado
almeno #, addirittura -! 8! in base al teorema 1.3.4; in caso contrario, c almeno
una foglia @ (infatti, poich Z connesso, non ci possono essere vertici di grado zero).
Per il teorema 2.2.4, il grafo ottenuto da Z sopprimendo @ (e lunico lato di Z
incidente con @) ancora connesso, ed ha 8! " vertici e -! " lati ; applicando ad esso
lipotesi di induzione, si ottiene che
- ! " a8 ! " b "
da cui -! 8! "
come si voleva.

Teorema 2.2.7
Sia Z (i , _, +) un grafo senza orientamento. La relazione in i definita da
@ A @ e A sono connessi in Z
una relazione di equivalenza in Z .
Dimostrazione La riflessiva per definizione; simmetrica perch
linversa di una passeggiata una passeggiata; ed transitiva perch la somma di due
passeggiate una passeggiata.

Sia Z (i , _, +) un grafo, e sia Z! (i , _! , +! ) il suo sostegno. I sottografi di Z


indotti dalle classi di equivalenza in cui si ripartisce i rispetto alla relazione
considerata nel teorema 2.2.7 per Z! si dicono componenti connesse di Z .

Teorema 2.2.8
Sia Z un grafo. Ogni componente connessa di Z un sottografo connesso di Z . Ogni
sottografo di Z di cui una componente connessa sia sottografo proprio non connesso.

Il contenuto del teorema 2.2.8 si usa esprimere dicendo che: le componenti


connesse di un grafo sono i suoi sottografi connessi massimali.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 21

Sia 5 , 5 " . Un grafo si dice 5 connesso se, comunque scelti 5 " suoi
vertici, il grafo ottenuto sopprimendo tali vertici (e, ovviamente, tutti i lati ad essi
incidenti) connesso. Ovviamente, un grafo " connesso se e soltanto se connesso.
Pi avanti (capitolo 6) ci far comodo il seguente risultato, la cui dimostrazione
sostanzialmente analoga a quella del teorema 2.2.5:

Teorema 2.2.9
Sia Z un grafo. Se Z indotto da un suo sottografo ciclico, allora Z # connesso.
Dimostrazione Sia C!
@ @" , j# , @# , ..., @3" , j3 , @3 , j3" , ..., @=" , j= , @8 @
il ciclo che induce Z . Dobbiamo dimostrare che il grafo Z! ottenuto da Z sopprimendo @3
(e tutti i lati ad esso incidenti) connesso, cio che presi comunque due vertici @, A di Z!
esiste in Z! un cammino di estremi @ e A. Per ipotesi, nel ciclo C! compaiono tutti i
vertici di Z , dunque sar @ @2 e A @5 per certi numeri naturali 2, 5 compresi tra " e
8 (ma diversi da 3).
Se 2, 5 sono entrambi minori di 3 (o entrambi maggiori di 3), un cammino in Z! di
estremi @2 e @5 si legge direttamente in quel che resta di C! dopo la soppressione di @3
(e di tutti i lati ad esso incidenti); se invece (ad esempio) 2 minore di 3 mentre 5
maggiore di 3, per trovare in Z! un cammino di estremi @2 e @5 basta percorrere a ritroso
C! da @2 a @ e poi ancora da @ a @5 .

2.3 - Matrice di adiacenza.


Sia Z (i , _, +) un grafo, e siano @, A i . Ricordiamo che si dice che A
adiacente a @ se esiste j _ di estremi @ e A. In particolare:
un vertice @ di Z adiacente a se stesso se e soltanto se esiste un cappio
incidente @;
se Z un grafo senza orientamento, il vertice A adiacente al vertice @ se e
soltanto se il vertice @ adiacente al vertice A;
se Z un grafo con orientamento, dal fatto che il vertice A adiacente al
vertice @ non possiamo ricavare alcuna informazione sulleventualit che il vertice @ sia
adiacente al vertice A;
se Z un grafo orientato (ossia asimmetrico), dal fatto che il vertice A
adiacente al vertice @ possiamo dedurre che il vertice @ non adiacente al vertice A.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 22

Sia Z (i , _, +) un grafo finito con i {@" , @# , , @8 }. Si dice matrice di


adiacenza di Z la matrice (+3,4 ) cos definita:
+3,4 il numero dei j _ di estremi @3 e @4 .

Teorema 2.3.1
Sia Z (i , _, +) un grafo finito con i {@" , @# , , @8 }, e sia A (+3,4 ) la matrice di
adiacenza di Z .
(1)

Z un grafo semplice se e soltanto se


+3,4 {!, "} a3,4 {", , 8};

(2)

Z privo di cappi se e soltanto se


+3,3 ! a3 {", , 8}

(cio se e soltanto se tutti gli elementi della diagonale principale di A sono nulli);
(3)

se Z un grafo senza orientamento,


+3,4 +4,3 a3,4 {", , 8}

(cio A una matrice simmetrica).


Dimostrazione Ovvio.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 23

Teorema 2.3.2
Sia Z (i , _, +) un grafo finito con i {@" , @# , , @8 }, e sia A (+3,4 ) la matrice di
adiacenza di Z . Per ogni 5 , sia A5 (,3,4 ) il prodotto righe per colonne
AAA A.

5 copie di A

Per ogni 3,4 {", , 8}, lelemento ,3,4 il numero delle passeggiate distinte di
lunghezza 5 di estremi @3 e @4 .
Dimostrazione Procediamo per induzione su 5 . Se 5 ", lasserto segue dalla
definizione di A. Supponiamo allora che lasserto sia vero per 5 ", cio che il numero
delle passeggiate distinte di lunghezza 5 " di estremi @3 e @4 sia lelemento -3,4 di posto
(3, 4) nella matrice A5" .
Ogni passeggiata di lunghezza 5 di estremi @3 e @4 si decompone in una
passeggiata di lunghezza 5 " di estremi @3 e @2 e in una passeggiata di lunghezza " di
estremi @2 e @4 (per ogni vertice @2 tale che @4 adiacente a @2 ). Al variare di @2 in i , il
numero delle passeggiate distinte di estremi @3 e @4 dunque
! (# passeggiate di lunghezza 5 " di estremi @3 e @2 ) (# lati incidenti @2 e @4 )

@2 i

ossia, tenendo conto dellipotesi di induzione,

! -3,2 +2,4
8

2"

essendo -3,2 lelemento di posto (3, 2) della matrice A5" . Ma questo, per definizione di
prodotto righe per colonne, appunto lelemento di posto (3, 4) della matrice A5 , come
si voleva dimostrare.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 24

Esempio 2.3.3
Sia Z il (multi)grafo con (cappi e) orientamento disegnato qui sotto.

La matrice di adiacenza A di Z

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M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 25

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Dunque, ad esempio: nel grafo dato, non esiste nessuna passeggiata di lunghezza
' che finisca in @" ; esistono "$ passeggiate distinte di lunghezza ' che iniziano in @$ e
finiscono in @& ; ed esistono '$ passeggiate distinte di lunghezza ' che iniziano in @" e
finiscono in @$ .

Esempio 2.3.4
Sia ^#,$ il grafo completo bipartito su sottoinsiemi di # e $ vertici (dunque, un grafo
semplice, senza cappi e senza orientamento) disegnato qui sotto.

La matrice di adiacenza A di ^#,$


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M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 26

e si ha:
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A '

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' %)
' %)

!
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%)
%)
!
!
!

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(#
(#
(#

!
!
(#
(#
(#

!
!

(#
.

(#
(#

come (in questo caso particolare) sarebbe peraltro stato facile calcolare a priori.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 27

Esempio 2.3.5
Sia Z il (multi)grafo con (cappi e) orientamento disegnato qui sotto.

Ci chiediamo quante siano le passeggiate di lunghezza ' da @" a @# . Per


rispondere, scriviamo la matrice di adiacenza A di Z :
!
A !
"

$
"
!

"
#
!

e calcoliamo

A# A A

!
!
"

$
"
!

" !
#
!

!
"

$
"
!

" "
# = #
! !

$
"
$

'
#
"

dalla quale potremmo ricavare tutte le informazioni sulle passeggiate di lunghezza # fra i
vari vertici. Calcoliamo poi
A% A# A#

"
#
!

$
"
$

' "
#
#

"
!

$
"
$

' (
# = %
" '

#%
"$
'

")
"'
(

dalla quale potremmo ricavare tutte le informazioni sulle passeggiate di lunghezza % fra i
vari vertici.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 28

A questo punto ci basta calcolare lelemento di posto (", #) della matrice


A A% A# , cio ci basta moltiplicare la prima riga di A% per la seconda colonna di
A# :
'

( $ #% " ") $ ** .
Naturalmente avremmo ottenuto lo stesso risultato osservando che A' A# A% e
quindi moltiplicando la prima riga di A# per la seconda colonna di A% :
" #% $ "$ ' ' ** .

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 29

3.- ALBERI

In questo capitolo considereremo soltanto grafi senza orientamento.

3.1 - Alberi e foreste.


Si dice albero un grafo connesso senza cicli. Si dice foresta un grafo senza cicli.

Osservazione 3.1.1
Ciascuna componente connessa di una foresta un albero.
Dimostrazione Ovvio per il teorema 2.2.8 .

Osservazione 3.1.2
Una foresta semplice e priva di cappi.
Dimostrazione Sia Z un grafo: proviamo che se non semplice, oppure ha
cappi, ha cicli e dunque non una foresta. In effetti, se in Z esistono due lati distinti j" e
j# incidenti la stessa coppia di vertici @, A, c il ciclo
@, j" , A, j# , @ ;
se in Z c un cappio j incidente un certo vertice @, c il ciclo
@, j, @ .

Osservazione 3.1.3
Una foresta non ha circuiti.
Dimostrazione Per il teorema 2.1.4, un circuito di lunghezza minima un ciclo.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 30

3.2 - Caratterizzazione degli alberi come grafi connessi minimali.

Teorema 3.2.1
Sia Z (i , _, +) un grafo. Sono fatti equivalenti:
( 3)

Z un albero;

(33) comunque presi due vertici distinti di Z , in Z esiste esattamente un cammino che
li ha per estremi.
(333) Z connesso, ma togliendo un lato qualsiasi il grafo risultante non connesso;
Dimostrazione
(3) (33). Per definizione di albero, Z connesso, dunque comunque presi due
vertici distinti esiste almeno un cammino che li ha per estremi: resta da provare che ce
n sempre uno solo. Supponiamo per assurdo che esistano due vertici distinti @, A di Z
tali che esistono in Z due diversi cammini
@ @! , j" , @" , j# , @# , ..., @<" , j< , @< A
e

@ @! , j" , @" , j# , @# , ..., @="


, j= , @= A

di estemi @ e A . Scegliamo @, A e i due cammini in modo che la somma < = delle loro
lunghezze sia minima: questo comporta che i vertici @3 e @4 sono a due a due tutti distinti
tra loro. Ma allora percorrendo il primo cammino da @ a A e poi (a ritroso) il secondo
cammino da A a @ si ottiene un circuito in Z , e ci assurdo (come volevamo) perch Z
un albero.
(33) (333). Per la (33), comunque presi due vertici distinti di Z esiste un
cammino che li ha per estremi: dunque Z connesso. Sia Z" il grafo ottenuto da Z
sopprimendo un lato j qualsiasi, e sia +(j) @, A; in Z esiste il cammino
@, j, A
e quindi, per la (33), non ci sono altri cammini di estremi @ e A. Dunque in Z" @ e A non
sono connessi e pertanto Z" non connesso.
(333) (3). Per la (333) Z connesso; se in Z ci fosse un ciclo, per il teorema 2.2.5
ciascun grafo ottenuto da Z sopprimendo un qualsiasi lato del ciclo sarebbe ancora un
grafo connesso, e ci sarebbe assurdo per la (333): dunque in Z non ci sono cicli, e quindi
Z un albero, come si voleva.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 31

Teorema 3.2.2
In un albero finito che non consista di un solo vertice ci sono almeno due foglie.
Dimostrazione Poich lalbero finito, si possono trovare due vertici @ e A che
hanno distanza massima . . Proviamo che @ e A hanno grado " .
Supponiamo per assurdo che (ad esempio) @ non abbia grado " : poich lalbero
non consiste di un solo vertice, se @ non ha grado " ha grado almeno # ; sia allora j un
lato incidente a @ diverso da j" e sia +(j) {@, @}. Sia
@ @! , j" , @" , j# , @# , ..., j. , @. A
un cammino di lunghezza . con estremi @ e A . Se @ @3! per qualche 3! compreso tra ! e
. si ha un circuito
@ @3! , j, @ @! , j" , @" , j# , @# , ..., j3! , @3!
assurdo per definizione di albero. Se invece @ @3 per 3 !, ..., . , @ e A sono due
vertici dellalbero aventi distanza . ": infatti
@, j, @ @! , j" , @" , j# , @# , ..., j. , @. A
un cammino di lunghezza . " con estremi @ e A (ed necessariamente lunico
cammino di estremi @ e A, per la (33) del teorema 3.2.1) . Ma ci assurdo, perch
avevamo scelto @ e A in modo che avessero distanza massima.
In ogni caso si raggiunge un assurdo, dunque @ ha grado " ; ed esattamente allo
stesso modo si dimostra che A ha grado " .

Esempio 3.2.3
Sia Z (, _, id_ ) il grafo (infinito) che ha per vertici i numeri interi relativi e per lati le
coppie {8, 8 "} con lidentit come funzione di incidenza. Z un albero (infinito)
senza foglie.

Teorema 3.2.4

Sia Z (i , _, +) un grafo finito con ki k 8 e k_k - . Sono fatti equivalenti:


(3) Z un albero;
(33) Z connesso, e - 8 " ;
Dimostrazione
(3) (33). Un albero connesso per definizione, dunque resta da dimostrare che
un albero con 8 vertici ha esattamente 8 " lati.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 32

Procediamo per induzione su 8. Per 8 ", lalbero consiste di un solo vertice e


zero lati, come si voleva. Supponiamo che (ipotesi di induzione) ogni albero con 8 "
vertici abbia 8 # lati, e sia Z un albero con 8 vertici e - lati. Per il teorema 3.2.2, Z ha
almeno due foglie; sia Z" il grafo ottenuto da Z sopprimendo una foglia e lunico lato ad
essa incidente. Allora Z" un albero (perch sopprimendo una foglia un grafo connesso
rimane tale, teorema 2.2.4, e certamente sopprimendo qualsiasi cosa non si introducono
cicli), con 8 " vertici e - " lati; per lipotesi dinduzione si ha
- " 8 " "
da cui immediatamente
- 8"
come si voleva.
(33) (3). La (33) ci assicura che Z connesso. Supponiamo per assurdo che Z
abbia un ciclo, e sia Z" (i , _ , + ) il grafo ottenuto da Z sopprimendo una qualsiasi
lato di tale ciclo: per il teorema 2.2.5, Z" un grafo connesso, e si ha ki k 8 e
k_ k - "; esso ha 8 vertici e - " lati; per il teorema 2.2.6, deve essere
-"8"
ossia - 8, contro la (33). Si cos ottenuto un assurdo, e ci prova che Z non ha cicli,
come si voleva.

Teorema 3.2.5
In una foresta con 8 vertici, - lati e 5 componenti connesse, si ha
8 -5.
Dimostrazione Siano T" , T# , ..., T5 le componenti connesse della foresta data.
Per 3 ", #, ..., 5 siano 83 e -3 rispettivamente il numero di vertici e il numero di lati di
T3 . Ricordando losservazione 3.1.1 e applicando lequivalenza tra (3) e (33) del teorema
3.2.4, si ha
8" -" " ;
8# -# " ;
...
85 -5 " .
8 ! 83
5

Sommando membro a membro, e ricordando che

3"

- ! - 3 , si ha
5

3"

lasserto.

Teorema 3.2.6
Sia T un albero con 8 vertici. Qualunque grafo Z semplice e senza cappi in cui ogni
vertice ha grado almeno 8 " ha un sottografo isomorfo ad T .
Dimostrazione Procediamo per induzione su 8. Se 8 ", T consiste di un
vertice isolato e certamente (isomorfo a un) sottografo di qualsiasi grafo dato.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 33

Supponiamo dunque che lasserto sia vero per 8 ". Sia @ un vertice di grado "
(una foglia) di T, sia j il lato (lunico lato!) incidente con @, e sia A laltro vertice
incidente con j; sia T" lalbero ottenuto da T sopprimendo @ e j . Poich T" un albero
con 8 " vertici, per lipotesi di induzione c un isomorfismo : tra T" e un sottografo
di Z . Sia A! :(A): A! un vertice di Z e quindi, per ipotesi, ha grado almeno 8 " ;
poich Z un grafo semplice e senza cappi, per losservazione 1.1.1 ci sono in Z almeno
8 " vertici adiacenti a A! , dunque in : uno almeno di essi non corrisponde a nessun
vertice di T" : dunque possibile estendere : a tutto T , e il teorema cos dimostrato.

3.3 - Classi di isomorfismo degli alberi con pochi vertici.


un utile esercizio individuare tutti gli alberi con un (piccolo) numero
assegnato di vertici, naturalmente a meno di isomorfismo.
Con un solo vertice, c soltanto il grafo K" che consiste in un vertice isolato.
Con due vertici, c soltanto il grafo completo K# (=P" ) formato da due vertici e
un lato incidente entrambi.
Con tre vertici, c soltanto il cammino P# formato da tre vertici @" , @# , @$ e da due
lati j" , j# tali che +(j" ) @" , @# e +(j# ) @# , @$ .
Con quattro vertici, ci sono due alberi non isomorfi: il cammino P$ (formato da
quattro vertici @" , @# , @$ , @% e da tre lati j" , j# , j$ tali che +(j" ) @" , @# , +(j# ) @# , @$ e
+(j$ ) @$ , @% ; e la stella S$ formata da un vertice di grado $ adiacente a tre vertici di
grado " .
Lasciamo al lettore la determinazione dei tre alberi non isomorfi con & vertici, dei
sei alberi non isomorfi con ' vertici e degli undici alberi non isomorfi con ( vertici.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 34

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 35

4.- GRAFI PIANI

4.1 - Definizione e prime propriet.


Un grafo disegnato nel piano (cfr. sez. 1.7) si dice senza sovrapposizione di lati se
due suoi lati comunque presi hanno in comune al pi uno o entrambi i vertici. Un grafo si
dice piano (o planare) se isomorfo a un grafo disegnato nel piano senza
sovrapposizione di lati.

Teorema 4.1.1
Un grafo piano se e soltanto il suo sostegno (cfr. sez. 1.2) piano.
Dimostrazione Sia Z un grafo piano, e sia Z! un disegno di Z nel piano senza
sovrapposizione di lati. Un disegno nel piano del sostegno di Z si ottiene in modo ovvio
da Z! eliminando alcuni lati, e quindi tale disegno ancora senza sovrapposizione di lati.
Viceversa, sia Z un grafo il cui sostegno Z piano; allora esiste un disegno Z ! di
Z nel piano senza sovrapposizione di lati. Un disegno di Z nel piano si pu ottenere da Z !
aggiungendo eventualmente lati paralleli a lati gi esistenti e/o cappi e/o assegnando un
orientamento a tutti i lati co disegnati: poich le linee non hanno spessore, ciascuna di
queste aggiunte pu avvenire senza creare sovrapposizione di lati. Dunque anche Z un
grafo piano.

Per il teor. 4.1.1, in questo capitolo considereremo soltanto grafi senza


orientamento, semplici e privi di cappi.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 36

Teorema 4.1.2
Ogni albero un grafo piano.
Dimostrazione Dimostriamo il teorema per gli alberi finiti, procedendo per
induzione sul numero 8 dei vertici. Se 8 ", lasserto ovvio. Supposto vero il teorema
per tutti gli alberi con 8 " vertici, sia T un albero con 8 ( ") vertici. Per il teorema
3.2.2, T ha almeno due foglie: sia T lalbero ottenuto da T sopprimendo una foglia; per
lipotesi di induzione esiste un grafo Z disegnato nel piano senza sovrapposizione di lati
isomorfo ad T , e Z pu certamente essere completato (aggiungendo un segmento
opportunamente piccolo) in modo da ottenere un grafo Z disegnato nel piano senza
sovrapposizione di lati isomorfo ad T.

Sia Z un grafo disegnato nel piano, e sia j linsieme dei punti del piano che non
sono vertici di Z e non appartengono ad alcun lato di Z . Le componenti connesse di j
(nel senso considerato nella sez. 1.6) si dicono facce di Z . In generale, il numero delle
facce di un grafo dipende dal particolare disegno nel piano che stiamo considerando;
ecco due disegni nel piano di ^% che hanno rispettivamente & e % facce (non si dimentichi
la faccia illimitata, detta esterna!):

Per se un grafo disegnato nel piano senza sovrapposizione di lati il numero


delle facce non dipende dal particolare disegno che stiamo considerando ma soltanto dal
numero dei suoi vertici e dal numero dei suoi lati:

Teorema 4.1.3 (formula di Eulero)

Sia Z (i , _, +) un grafo connesso con ki k 8, k_k - . Se Z disegnato nel piano


senza sovrapposizione di lati con 0 facce, si ha
4.1.F1

8 - 0 #.

Dimostrazione Procediamo per induzione sul numero - dei lati di Z . Se - !,


Z consiste di un solo vertice: dunque 8 " , - ! e 0 " , cosicch vale la 4.1.F1 .
Supponiamo (ipotesi di induzione) che la 4.1.F1 valga per tutti i grafi piani connessi con
- " lati.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 37

Sia Z (i , _, +) un grafo piano connesso con ki k 8, k_k - . Se Z un


albero,
0 "
e
(per
il
teorema
3.2.4)
- 8 ",
cosicch
8 - f 8 (8 ") " # e quindi vale la 4.1.F1 . Se Z non un albero, in Z
esiste un ciclo; sia Z" il grafo ottenuto da Z togliendo un lato da tale ciclo. Allora Z" ha 8
vertici, - " lati e 0 " facce (perch togliendo un lato da un ciclo la faccia interna e
la faccia esterna individuate da tale ciclo si fondono in una faccia sola); poich per
lipotesi dinduzione la 4.1.F1 vale per Z" , si ha
8 (- ") (0 ") #
ossia
8-0 #
come si voleva.

Corollario 4.1.4

Sia Z (i , _, +) un grafo con ki k 8, k_k - . Se Z disegnato nel piano con 0


facce e 5 componenti connesse, si ha
8 - 0 5 ".

4.1.F2

Dimostrazione Per ciascuna componente connessa Z3 di Z , siano 83 il numero


dei vertici, -3 il numero dei lati e 03 il numero delle facce. Per il teorema 4.1.3 si ha
per 3 ", ..., 5
83 -3 03 #
e quindi
! (83 -3 03 ) #5 .
5

(*)

3"

Si ha

! 83 8
5

3"

mentre

! -3 5

3"

! 03 0 (5 ")
5

3"

perch la faccia esterna viene conteggiata 5 volte anzich una sola. Dalla (*) si ricava
dunque che
#5 ! (83 -3 03 ) ! 83 ! -3 ! 03 8 - 0 5 " .
5

3"

3"

3"

3"

da cui subito la 4.1.F2 .

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 38

4.2 - Calibro e planarit.


Una importante e utile condizione necessaria di planarit pu essere espressa
mediante il calibro (cfr. sez.1.10).

Teorema 4.2.1

Sia Z (i , _, +) un grafo con ki k 8, k_k - . Se Z piano e ha calibro non


inferiore a - ,
-

-# (8

#).

Dimostrazione Supponiamo che Z sia piano e un (qualsiasi) suo disegno


nel piano senza sovrapposizione di lati abbia 0 facce. Ognuna di esse ha un contorno
formato da almeno - lati, quindi
-0 #perch ogni lato di Z appartiene al contorno di al pi due facce (eventualmente di
nessuna, ad esempio se uno dei suoi estremi una foglia).
Ricordando che per la %.".F# 0 - # 8, si ha che
- (- # 8) -0 #ossia
( - # ) - - (8 # )
da cui immediatamente lasserto.

Corollario 4.2.2
Se 8 &, il grafo completo O8 non piano.
Dimostrazione Per 8 $, il grafo completo O8 ha calibro $, 8 vertici e
lati. Se un grafo piano, per il teorema 4.2.1 deve essere
8a8"b
#

$( 8 # )

ossia
8# (8 "# !
cio
(8 $)(8 %) !
e questa condizione, se 8 &, non verificata.

8a8"b
#

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 39

Corollario 4.2.3
Se 8 e 7 sono numeri interi positivi entrambi maggiori di #, il grafo completo bipartito
O8,7 non piano. In particolare, il grafo completo bipartito O$,$ non piano.
Dimostrazione Il grafo completo bipartito O8,7 ha calibro %, 8 7 vertici e
87 lati. Se piano, per il teorema 4.2.1 deve essere
87 #(8 7 #) .
Poich O8,7 O7,8 , possiamo supporre che sia 8 7 . Se fosse 8 %, si avrebbe
%7 87 #(#7 #) %(7 "),
assurdo. Se fosse invece 8 $, si avrebbe
87 $7 #7 " #7 #
da cui 7 #, assurdo perch abbiamo supposto $ 8 7 .

Corollario 4.2.4
Il grafo di Petersen non piano.
Dimostrazione Il grafo di Petersen ha calibro &, "! vertici e "& lati. Se fosse un
grafo piano, per il teorema 4.2.1 dovrebbe essere
"&

&
$

ossia %& %!, assurdo.

Corollario 4.2.5
In un grafo piano semplice e senza cappi c almeno un vertice di grado non superiore a
&.

Dimostrazione Sia Z (i , _, +) un grafo piano con ki k 8, k_k - . Se Z


semplice e senza cappi ha calibro almeno $, quindi per il teorema 4.2.1 deve essere
- $8 ' .
Daltro lato, per il teorema 1.3.1 si ha !gr(@) #- e quindi, se ogni vertice
@i

avesse grado almeno ', sarebbe

'8 ! gr(@) #- '8 "#


@i

assurdo.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 40

4.3 - Il teorema di Kuratowski.


Sia Z (i , _, +) un grafo. Si dice suddivisione di Z qualunque grafo (i , _ ,
+ ) ottenuto da Z applicando un numero finito di volte il seguente procedimento:
i i @! , _ a_\-! b -" , -# , +(-! ) @" , @# , + (-" ) @" , @! ,
+ (-# ) @# , @! .

Al di l dei formalismi, il procedimento descritto consiste nelleliminare un lato e


poi aggiungere un nuovo vertice @! e due lati incidenti ciascuno @! e, rispettivamente, uno
degli estremi del lato eliminato. Se dato un disegno nel piano di Z , un disegno del grafo
ottenuto con unapplicazione del procedimento descritto si ottiene utilizzando gli stessi
archi di curve semplici piane e semplicemente evidenziando un punto che corrisponda
al vertice aggiunto: dunque Z un grafo piano se e soltanto se ogni sua suddivisione un
grafo piano.

In particolare, se Z ha come sottografo una suddivisione di O& o di O$,$ , allora Z


non un grafo piano. Il matematico polacco Kazimierz Kuratowski (")*'-"*)!) ha
dimostrato che vale anche linverso, ottenendo cos una significativa caratterizzazione dei
grafi piani:

Teorema 4.3.1 (Kuratowski)


Un grafo piano se e soltanto se nessun suo sottografo (isomorfo a) una suddivisione di
O& o di O$,$ .
Dimostrazione Omettiamo la dimostrazione di questo teorema.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 41

5.- GRAFI EULERIANI

5.1 - Definizione.
Sia Z (i , _, +) un grafo. Un cammino di Z (eventualmente chiuso, cio
eventualmente un circuito)
@! , j" , @" , j# , ..., @3" , j3 , @3 , ..., @=" , j= , @=
si dice euleriano se _ j" , j# , ...,j3 , ..., j= (cio se vi compaiono tutti i lati di Z ).
Poich in un cammino i lati sono tutti diversi fra loro, in un cammino euleriano di Z ogni
lato di Z compare esattamente una volta. Se Z non ha vertici isolati, in un cammino
euleriano di Z compare ogni vertice di Z (eventualmente pi volte); in particolare, tranne
il caso che Z abbia infiniti vertici isolati, se esiste in Z un cammino euleriano allora Z
un grafo finito.
Un grafo si dice euleriano se in esso esiste un circuito euleriano.

5.2 - La caratterizzazione dei grafi euleriani senza orientamento.


Teorema 5.2.1 (Euler)
Sia Z un grafo senza orientamento privo di vertici isolati. Sono fatti equivalenti:
( 3)

in Z esiste un circuito euleriano

(33) Z connesso, e ogni vertice di Z ha grado pari.


Dimostrazione (3) (33). Sia G un circuito euleriano di Z . Poich Z non ha
vertici isolati, in G compare ogni vertice di Z : dunque Z connesso. Sia ora @ un vertice
di Z ; ogni volta che @ compare in G vi compaiono anche due collegamenti di Z incidenti
@ oppure un cappio di Z incidente @; poich ogni lato di Z compare una e una sola volta
in G , il grado di @ deve essere pari.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 42

(33) (3). Procediamo per induzione sul numero - di lati di Z . Se - ", Z


consiste di un vertice con un cappio, quindi euleriano. Sia allora - ", e supponiamo
(ipotesi di induzione) che ogni grafo connesso privo di vertici isolati con tutti i vertici di
grado pari che abbia meno di - lati sia euleriano.
Sia Z un grafo connesso con tutti i vertici di grado pari e - lati (necessariamente
privo di vertici isolati). Allora (per il teorema 1.3.4) Z finito e (per il teorema 3.2.2) non
pu essere un albero, dunque ha almeno un circuito; sia G! un circuito di lunghezza
massima in Z .
Dimostriamo che G! un circuito euleriano di Z procedendo per assurdo: se non
lo fosse, il grafo Z ottenuto da Z eliminando tutti i lati che compaiono in G! avrebbe
almeno un lato j; sia Z" la componente connessa di Z a cui appartiene j. Poich ogni
vertice di Z ha grado pari e per passare a Z abbiamo tolto i lati di un circuito (quindi
uno o pi cappi e una o pi coppie di collegamenti per ogni vertice), anche in Z (e
quindi in Z" ) ogni vertice ha grado pari; inoltre Z" un grafo connesso con meno di lati, quindi per lipotesi di induzione esiste in Z" un circuito euleriano G" .
Siano @ e A due vertici di Z scelti rispettivamente in G! e in G" in modo che
abbiano distanza minima (esistono certamente perch Z connesso). Deve essere @ A;
altrimenti nel cammino di minima lunghezza avente per estremi @ e A
@, j" , @" , j# , @# , ..., @=" , j= , A
se j= appartenesse a G! anche A apparterrebbe a G! (asurdo per come abbiamo scelto @ e
A), e in caso contrario j= sarebbe un lato di Z" cosicch apparterrebbe a G" (che per
ipotesi un circuito euleriano di Z" ) e dunque @=" sarebbe un vertice di Z" (nuovamente
assurdo per come abbiamo scelto @ e A). Poich @ A, tale vertice comune a G! e G" e
quindi percorrendo a partire da @ tutto G! e poi tutto G" avremmo un circuito di Z di
lunghezza maggiore di quella di G! . Per noi avevamo scelto G! in modo che avesse
lunghezza massima fra tutti i circuiti di Z : dallipotesi che G! non fosse un circuito
euleriano di Z si cos raggiunto un assurdo, come si voleva.

Corollario 5.2.2
Sia Z un grafo senza orientamento privo di vertici isolati, e siano @, A due vertici di Z .
Sono fatti equivalenti:
( 3)

in Z esiste un cammino euleriano di estremi @ e A;

(33) Z connesso, @ e A hanno grado dispari e ogni altro vertice di Z ha grado pari.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 43

Dimostrazione (3) (33). Sia Z il grafo ottenuto da Z aggiungendo un nuovo


lato j incidente @ e A. In Z esiste un circuito euleriano (ottenuto completando con j il
cammino euleriano di estremi @ e A esistente per ipotesi in Z ), dunque (per il teorema
5.2.1) Z connesso e ogni suo vertice ha grado pari. Ne segue che Z connesso (per il
teorema 2.2.5, o direttamente per la (3)), che @ e A in Z hanno grado dispari (infatti
aggiungendo j il loro grado era aumentato di uno) e che ogni altro vertice di Z (avendo in
Z lo stesso grado che ha in Z ) ha grado pari.
(33) (3). Sia Z il grafo ottenuto da Z aggiungendo un nuovo lato j incidente @
e A. Poich Z connesso e ogni suo vertice ha grado pari (infatti aggiungendo j il grado
di @ e A aumentato di uno), per il teorema 5.2.1 in Z esiste un circuito euleriano G .
Togliendo da G il lato j, si ottiene un cammino euleriano di Z di estremi @ e A.

Esempio 5.2.4 (i ponti di Knigsberg)


La citt di Kaliningrad, attraversata dal fiume Pregolya, unenclave russa di %$! !!!
abitanti situata tra la Polonia e la Lituania. Fondata nel "#&& col nome tedesco di
Knigsberg, appartenuta alla Prussia e poi alla Germania fino al "*%&, quando fu
occupata dallArmata Rossa; ha assunto il nome attuale in onore di Mikhail Kalinin
(")(&-"*%') alla morte di questultimo.
Nella Knigsberg del diciottesimo secolo cerano due isolotti sul fiume Pregolya
collegati alla terraferma da sette ponti, grosso modo cos:

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 44

Nelle giornate non troppo fredde (siamo a &% di latitudine nord...) gli abitanti di
Knigsberg passeggiavano tra gli isolotti, e a poco a poco si diffuse questa domanda: sar
possibile trovare un percorso che attraversi una e una sola volta ciascuno dei sette ponti?
La risposta (negativa) fu data da Leonhard Euler in una nota del "($' (Solutio
Problematis ad geometriam situs pertinentis, in Commentarii Academiae Scientiarium
Imperialis Petropolitanae ), pagg. "#)-"%!) considerata il primo lavoro che precorre la
teoria dei grafi (tant vero che ad Eulero vengono accreditati il teorema 5.2.1 e il
corollario 5.2.2) . Per noi naturalmente oggi banale osservare che il (multi)grafo che
schematizza la situazione dei ponti di Knigsberg (vedi sotto) ha quattro vertici tutti di
grado dispari, cosicch non possibile percorrere i sette ponti una e una sola volta
nemmeno se si accetta di terminare il percorso in una regione territoriale diversa da
quella dalla quale si partiti.

Esempio 5.2.5
Un classico (quanto facile) rompicapo chiede di disegnare la busta qui sotto
riprodotta senza mai staccare la penna dal foglio e senza mai ripassare su uno stesso
tratto ( lecito per ritornare su singoli punti gi tracciati):

Interpretando il disegno come un grafo disegnato sul piano che ha per lati i
segmenti tracciati e per vertici i punti comuni ad almeno due di tali segmenti, il problema
si traduce nel cercare un cammino euleriano: per il corollario 5.2.2 tale cammino esiste,
parte da uno dei due vertici di grado dispari e termina sullaltro vertice di grado dispari.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 45

5.3 - La caratterizzazione dei grafi euleriani con orientamento.

Teorema 5.3.1
Sia Z un grafo con orientamento privo di vertici isolati. Sono fatti equivalenti:
( 3)

in Z esiste un circuito euleriano

(33) Z connesso, e per ogni vertice @ di Z si ha gr(/) (@) gr(?) (@).


Dimostrazione analoga a quella del teor. 5.2.1, e si lascia al lettore quale utile
esercizio.

Corollario 5.3.2
Sia Z un grafo con orientamento privo di vertici isolati, e siano @" , @# due vertici di Z .
Sono fatti equivalenti:
( 3)

in Z esiste un cammino euleriano di estremi @" e @# ;

(33) Z connesso, gr(?) (@" ) gr(/) (@" ) ", gr(/) (@# ) gr(?) (@# ) " e per ogni altro
vertice @ di Z si ha gr(/) (@) gr(?) (@).
Dimostrazione analoga a quella del corollario 5.2.2 (utilizzando il teorema
5.3.1 in luogo del teorema 5.2.1), e si lascia al lettore quale utile esercizio.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 46

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6.- GRAFI HAMILTONIANI

6.1 - Definizione e prime propriet.


Sia Z (i , _, +) un grafo (che, per evitare inutili distinguo e complicazioni,
supporremo avere almeno tre vertici). Un cammino semplice di Z (eventualmente chiuso,
cio eventualmente un ciclo)
@" , j# , @# , j$ , ..., @3" , j3 , @3 , ..., @8" , j8 , @8
si dice un cammino hamiltoniano se i @" , @# , ...,@ 3 , ..., @8 (cio se vi compaiono tutti
i vertici di Z ). Poich in un cammino semplice i vertici sono tutti diversi fra loro (fatta
salva la possibilit che gli estremi coincidano, cio che sia un ciclo), in un cammino
hamiltoniano di Z ogni vertice di Z compare esattamente una volta (mentre ogni lato di Z
compare, come in qualsiasi cammino, al pi una volta). In particolare, se esiste in Z un
cammino hamiltoniano allora i un insieme finito.
Un ciclo che sia un cammino hamiltoniano si dice un ciclo hamiltoniano. Un
grafo si dice hamiltoniano se in esso esiste un ciclo hamiltoniano.

Osservazione 6.1.1
Un grafo senza orientamento con 8 ( $) vertici hamiltoniano se e soltanto se
indotto da un suo sottografo isomorfo al ciclo G8 .

Osservazione 6.1.2
Un grafo senza orientamento (con almeno tre vertici) hamiltoniano se e soltanto se il
suo sostegno hamiltoniano.

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Esempio 6.1.3 (Il giro del mondo su un icosaedro)


Anche i matematici, qualche volta, cercano di fare fortuna con gli affari. Il matematico
inglese William Rowland Hamilton (")!& ")'&) cerc nel 1857 di commercializzare
col nome di Icosian game un gioco basato sulla proiezione nel piano di un dodecaedro,
i cui vertici e spigoli possono essere interpretati come vertici e lati di un grafo (piano, fra
laltro). Ogni vertice era etichettato col nome di una grande citt del mondo, e bisognava
fare il giro del mondo toccando una e una sola volta tutte le citt e tornando a quella di
partenza. Erano previste anche varianti, fra le quali la possibilit di un gioco per due
giocatori; ma liniziativa non ebbe successo, e nonostante lalta qualit del materiale
(prodotto da J. Jacques and Sons) solo pochi esemplari furono venduti.
Potete anche voi divertirvi a fare il giro del mondo cercando un ciclo hamiltoniano nel
grafo del dodecaedro qui di seguito riportato:

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 49

Nel seguito di questo capitolo (esclusa la sez. 6.4) considereremo sempre grafi
senza orientamento. Per losservazione 6.1.2, potremo supporli semplici e senza cappi.

Osservazione 6.1.4
Per ogni numero naturale 8 ( $) il grafo completo O8 hamiltoniano.
Dimostrazione Siano @" , @# , ..., @8 i lati del grafo. Comunque presi @3 e @4 , per
definizione di O8 esiste un lato j34 incidente con essi, e tali lati sono a due a due distinti
perch hanno estremi distinti. Dunque
@" , j"# , @# , j#$ , ..., @8" , j8"8 , @8 , j"8 , @"
un ciclo hamiltoniano di O8 .

6.2 - Qualche condizione sufficiente.


In questa sezione diamo qualche condizione sufficiente affinche un grafo (senza
orientamento, semplice, senza cappi e con almeno tre vertici) sia hamiltoniano o abbia un
cammino hamiltoniano.
Lidea di partenza : se in un grafo c un cammino semplice nel quale gli estremi
hanno grado abbastanza grande, allora in quel grafo c un ciclo con gli stessi vertici.

Lemma 6.2.1
Sia Z un grafo senza orientamento semplice e senza cappi, e sia
@" , j# , @# , j$ , ..., @3" , j3 , @3 , j3" , @3" , ..., @=" , j= , @=
un cammino semplice di estremi @" e @= in Z . Se
(+ )

tutti i vertici di Z a cui adiacente @" appartengono al cammino;

(, )

tutti i vertici di Z a cui adiacente @= appartengono al cammino;

(- )

grZ (@" ) grZ (@= ) =

e
allora in Z esiste un ciclo i cui vertici sono esattamente @" , @# , ..., @=" , @= .

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Dimostrazione Posto i! @" , @# , ..., @=" , @= , sia


A @3 i! / @3" adiacente a @" in Z
e sia
B @3 i! / @3 adiacente a @= in Z .
Se dimostriamo che A B g, otteniamo un ciclo hamiltoniano di Z
considerando un qualsiasi elemento @3 A B; detti infatti rispettivamente
j" il lato incidente @3" e @"
e
j! il lato incidente @3 e @=
si ha il ciclo
@3" , j" , @" , j# , @# , j$ , ..., @3" , j3 , @3 , j! , @= , j= , @=" , ..., j3# , @3"
come si voleva.

Per dimostrare che A B g, cio che kA Bk !, utilizziamo la nota relazione


kA Bk kAk kBk kA Bk

che vale qualunque siano gli insiemi A e B. Da essa si ricava che


kA Bk kAk kBk kA Bk

e nel nostro caso si ha:

kAk grZ (@" ) (per la (+) , essendo Z semplice e senza cappi: si noti che lunico
vertice del cammino che non della forma @3" @" , che non adiacente a se stesso
poich non ci sono cappi);
kBk grZ (@= ) (per la (,) , essendo Z semplice e senza cappi);
kA Bk = (perch @= non appartiene n ad A n a B).

Pertanto

kA Bk kAk kBk kA Bk grZ (@" ) grZ (@= ) kA Bk = kA Bk !

come si voleva.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 51

Corollario 6.2.2
Sia Z un grafo senza orientamento semplice e senza cappi con 8 ( $) vertici, e siano
siano @, A due vertici di Z tali che
grZ (@) grZ (A) 8 .
Se in Z esiste un cammino hamiltoniano di estremi @ e A, allora in Z esiste un ciclo
hamiltoniano (ossia Z hamiltoniano).
Dimostrazione Sia
@ @" , j# , @# , j$ , ..., @3" , j3 , @3 , ..., @=" , j= , @= A
un ciclo hamiltoniano di estremi @ e A in Z . Poich @" , @# , ..., @3" , @3 , ..., @=" , @= sono
tutti e soli i vertici di Z , si ha 8 = . Valgono dunque le ipotesi del lemma 6.2.1, dal
quale segue immediatamente lasserto.

La seguente condizione sufficiente affinch un grafo sia hamiltoniano dovuta al


matematico norvegese ystein Ore (")**-"*')).

Teorema 6.2.3 (Ore)


Sia Z un grafo senza orientamento semplice e senza cappi con 8 ( $) vertici. Se
comunque presi due vertici @, A di Z non adiacenti si ha
grZ (@) grZ (A) 8
Z hamiltoniano.
Dimostrazione Possiamo pensare di avere ottenuto Z a partire dal grafo
completo O8 su 8 vertici sopprimendo 4 lati (eventualmente 4 ! ; dimostriamo che Z
hamiltoniano per induzione su 4.
Per 4 !, Z coincide con O8 e dunque hamiltoniano per losservazione 6.1.4.
Possiamo allora supporre, per lipotesi di induzione, che sia hamiltoniano ogni grafo
ottenuto da O8 sopprimendo 4 " lati (e quindi ogni grafo ottenuto da Z aggiungendo
un lato incidente due vertici non adiacenti).
Siano @, A due vertici non adiacenti in Z , e sia Z Z @A ; notiamo che Z
ancora un grafo semplice (perch @ e A non erano adiacenti in Z ) e non ha cappi (perch
non ne aveva Z ); poich due vertici non adiacenti in Z non sono adiacenti nemmeno in
Z , e poich il grado di ogni vertice in Z non inferiore al suo grado in Z , Z verifica
lipotesi del teorema e dunque (per lipotesi di induzione) ha un ciclo hamiltoniano G! .
Se in G! non compare il lato di estremi @ e A che abbiamo aggiunto in Z , G! un
ciclo hamiltoniano di Z e dunque Z hamiltoniano; in caso contrario, togliendo tale lato
da G! otteniamo un cammino hamiltoniano di Z di estremi @ e A; poich sono verificate
le ipotesi del corollario 6.2.2, possiamo comunque concludere che Z hamiltoniano. Il
teorema cos completamente provato.

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Non sorprendente che una condizione leggermente pi debole di quella del


teorema di Ore garantisca comunque lesistenza di un cammino hamiltoniano. La
dimostrazione utilizza anchessa il lemma 6.2.1:

Teorema 6.2.4

Sia Z (i , _, +) un grafo senza orientamento semplice e senza cappi con ki k 8. Se


comunque presi due vertici @, A di Z non adiacenti si ha
grZ (@) grZ (A) 8 "
allora in Z esiste un cammino hamiltoniano.
Dimostrazione Osserviamo in primo luogo che Z connesso. Siano infatti @, A
due vertici distinti di Z e supponiamo per assurdo che appartengano a componenti
connesse distinte Z@ , ZA di Z , aventi rispettivamente 8@ e 8A vertici; allora
grZ (@) 8@ ",

grZ (A) 8A ",

8@ 8 A 8

cosicch
grZ (@) grZ (A) (8@ ") (8A ") 8@ 8A # 8 #
contro la nostra ipotesi.
Ora prendiamo in Z un cammino semplice T!
@" , j# , @# , j$ , ..., @3" , j3 , @3 , j3" , @3" , ..., @=" , j= , @=
di lunghezza massima, e supponiamo per assurdo che esista in i un @ non appartenente
a T! (cosicch in particolare = 8 e quindi = 8 ") .
Osserviamo ora che in Z esiste un ciclo G! i cui vertici sono esattamente @" , @# , ...,
@= (anche se non necessariamente in questordine). Se @" e @= sono adiacenti, ci ovvio;
in caso contrario possiamo applicare il lemma 6.2.1 perch @" e @= ne verificano le
ipotesi: se infatti (ad esempio) @= fosse adiacente a un vertice @=" non appartenente a T! ,
si potrebbe prolungare T! fino a @=" contro lipotesi che T! abbia lunghezza massima in
Z ; inoltre, per ipotesi,
grZ (@! ) grZ (@= ) 8 " = .
Dunque in Z esiste un ciclo G! i cui vertici sono esattamente @" , @# , ..., @= (anche
se non necessariamente in questordine). Poich Z connesso, ogni vertice di G!
connesso a @ . Sia @0 il vertice di G! che ha distanza minima da @ : allora al cammino di
minima lunghezza che ha per estremi @ e @0 non appartengono altri vertici di G! . Questo
fatto ci fornisce la desiderata contraddizione: infatti andando da @ a @0 e poi percorrendo
tutto G! fino a tornare a @0 si ottiene un cammino semplice di lunghezza maggiore di =,
contro lipotesi che questa fosse la lunghezza massima di un cammino semplice in Z .

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 53

Sia Z (i , _, +) un grafo senza orientamento, semplice e senza cappi, e siano @,


A vertici distinti non adiacenti di Z . Si dice grafo ottenuto da Z aggiungendo il lato @A
(e si indica con Z @A) il grafo (i , _ , + ) tale che
_ _ j ;

+ + ; + (j ) @, A .
_

Teorema 6.2.5
Sia Z un grafo senza orientamento semplice e senza cappi con 8 ( $) vertici.
Comunque presi due vertici @, A di Z (non adiacenti) tali che
grZ (@) grZ (A) 8
Z hamiltoniano se e soltanto se Z @A hamiltoniano.
Dimostrazione Se Z hamiltoniano, aggiungendo un lato si ottiene ancora un
grafo hamiltoniano. Per dimostrare limplicazione opposta, vale il ragionamento che
abbiamo usato nella dimostrazione del teorema 6.2.3: supponiamo che Z @A sia
hamiltoniano, e sia G! un ciclo hamiltoniano di Z @A ; se fra i lati di G! non c il lato
j cha abbiamo aggiunto per passare da Z a Z @A, G! un ciclo hamiltoniano di Z e
non c altro da dimostrare; altrimenti, togliendo j si ottiene da G! un cammino
hamiltoniano di estremi @ e A; per il lemma 6.2.1, si conclude comunque che Z
hamiltoniano.

Sia Z! (i , _! , +! ) un grafo senza orientamento con ki k 8, e si definisca


ricorsivamente
Z3" Z3 @3 A3 con @3 , A3 vertici non adiacenti di Z3 tali che grZ3 (@) grZ3 (A) 8
finch esistono in Z3 due vertici @3 , A3 non adiacenti tali che grZ3 (@) grZ3 (A) 8 .

Questo procedimento termina dopo al pi 8# passi. Lultimo grafo ottenuto si dice


chiusura di Z .

Osservazione 6.2.6
La chiusura di un grafo come sopra introdotta ben definita, cio non dipende dalla
scelta delle coppie @3 , A3 di vertici non adiacenti in Z3 tali che grZ3 (@) grZ3 (A) 8.
Dimostrazione Omettiamo questa dimostrazione.

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Esempio 6.2.7
Determiniamo la chiusura del grafo Z disegnato qui di seguito:

Poich 8 &, grZ (@# ) $ e grZ (@& ) #, aggiungiamo un lato di estremi @# e @& :

Si noti che avremmo anche potuto aggiungere un lato di estremi @$ e @% : non per un lato
di estremi @% e @& (perch grZ (@% ) grZ (@& ) # # % & 8). Adesso per, nel
nuovo grafo, @& ha grado $; ora possiamo dunque aggiungere un lato di estremi @% e @& :

Infine possiamo aggiungere un lato di estremi @$ e @% , ottenendo

In questo grafo non ci sono vertici non adiacenti per i quali la somma dei gradi sia
almeno 8: il procedimento perci termina, e il grafo a cui siamo arivati la chiusura di
quello da cui siamo partiti. Si noti che abbiamo ottenuto il grafo completo O& sui cinque
vertici del grafo iniziale.

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Teorema 6.2.8
Un grafo senza orientamento (semplice e senza cappi, con almeno $ vertici)
hamiltoniano se e soltanto se la sua chiusura hamiltoniana.
Dimostrazione Ovvio per il teorema 6.2.5 .

Corollario 6.2.9
Condizione sufficiente affinch un grafo senza orientamento semplice e senza cappi con
8 ( $) vertici sia hamiltoniano che la sua chiusura sia il grafo completo O8 .
Dimostrazione Ovvio per il teorema 6.2.8 e losservazione 6.1.4 .

Esempio 6.2.10
Il grafo Z considerato nellesempio 6.2.7 hamiltoniano, perch la sua chiusura il grafo
completo O& . Un ciclo hamiltoniano di Z incontra, nellordine, i vertici @" , @% , @# , @$ , @&
e infine di nuovo @" .

6.3 - Il caso dei grafi piani.


interessante avere a disposizione qualche condizione necessaria affinch un
grafo sia hamiltoniano. Una, banale, la seguente:

Teorema 6.3.1
Ogni grafo hamiltoniano # connesso
Dimostrazione Per losservazione 6.1.1, questo teorema semplicemente una
riformulazione del teorema 2.2.9.

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Pi interessante il seguente risultato, che per si applica soltanto ai grafi piani


(cfr. capitolo 4):
Teorema 6.3.2 (Grinberg)
Sia Z un grafo piano semplice e senza cappi, e sia G! un circuito hamiltoniano in Z .
Fissato un disegno di Z nel piano senza sovrapposizione di lati, sia = il numero massimo
dei lati nelle facce di Z e per 4 $, %, ..., = sia
34 il numero delle facce interne a G! col contorno formato da 4 lati;
/4 il numero delle facce esterne a G! col contorno formato da 4 lati.
Allora
(3$ /$ ) #(3% /% ) $(3& /& ) ... (= #)(3= /= ) ! .
Dimostrazione Chiamiamo diagonali di Z i lati che non appartengono a G! .
Cominciamo a ragionare sulle facce interne a G! , contandole in due modi diversi.
Se ci sono . diagonali interne a G! , le facce interne a G! sono . ". Ma sono anche
3$ 3% ... 3= . Dunque:
3$ 3% ... 3= . ".
Ora contiamo in due modi diversi i lati delle facce interne a G! . Se sommiamo i
lati di tutte le facce, ottenendo $3$ %3% ... =3= , contiamo due volte ciascuna delle .
diagonali interne a G! e una volta sola ciascuno degli 8 lati di G! ; dunque:
$3$ %3% ... =3= #. 8 .
Sottraendo membro a membro da questa uguaglianza il doppio della precedente,
otteniamo unuguaglianza nella quale non compare pi il numero . delle diagonali
interne a G! :
3$ #3% ... (= #)3= 8 # .

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Possiamo ora ripetere lo stesso conteggio ragionando sulle facce esterne a G! , sui
loro lati e sulle diagonali esterne a G! . Si ottiene che
/$ #/% ... (= #)/= 8 #
e infine, sottraendo membro a membro, si ha lasserto.

Esempio 6.3.3
In questo grafo tutti gli 34 e tutti gli /4 sono nulli tranne per 4 $ e 4 ( ; inoltre,
certamente 3( ! e /( ".

Se nel grafo ci fosse un circuito hamiltoniano, per il teorema di Grinberg dovrebbe essere
( 3 $ /$ ) & ( " ) !
ossia
3 & /& &
assurdo perch la coppia (3$ , /$ ) pu assumere soltanto i valori (#, !), (", ") e (!, #).
Possiamo dunque concludere che il grafo non hamiltoniano; ma allo stesso risultato
saremmo potuti giungere ancor pi facilmente usando il teorema 6.3.1 anzoch il teorema
6.3.2 e osservando che il grafo non # connesso (perch il grafo ottenuto
sopprimendo, ad esempio, @$ , non connesso).

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Esempio 6.3.4
In questo grafo tutti gli 34 e tutti gli /4 sono nulli tranne per 4 & e 4 ( ; inoltre,
certamente 3( ! e /( ".

Se nel grafo ci fosse un circuito hamiltoniano, per il teorema di Grinberg dovrebbe essere
$(3& /& ) &( ") !
ossia
$(3& /& ) &
assurdo perch $ non divide &. Possiamo dunque concludere che il grafo non
hamiltoniano. Osserviamo che questa volta il teorema 6.3.1 non sarebbe stato di alcun
aiuto perch il grafo proposto # connesso.

6.4 - Il caso dei grafi con orientamento.


Teorema 6.4.1
Sia Z un grafo ottenuto da un grafo completo O8 assegnando un orientamento a ciascuno
dei suoi lati. In Z esiste un cammino hamiltoniano.
Dimostrazione Sia G!
@! , j" , @" , j# , ..., @3" , j3 , @3 , ..., @=" , j= , @=
un cammino di Z di lunghezza massima, e supponiamo per assurdo che G! non sia
hamiltoniano; sia @ un vertice di Z non appartenente a G! .
Se fra i lati di Z ce ne fosse uno incidente la coppia ordinata (@= , @ ), potremmo
prolungare G! aggiungendo @ dopo @= , assurdo per la massimalit di G! ; dunque un tale
lato non esiste, e pertanto esiste un lato incidente la coppia ordinata (@ , @= ).
Consideriamo il minimo intero non negativo 3 per il quale esiste in Z un lato incidente la
coppia ordinata (@ , @3 ); se fosse 3 !, potremmo prolungare G! aggiungendo @ prima
di @! , assurdo per la massimalit di G! : dunque 3 !; ma allora possiamo comunque
allungare G! inserendo @ tra @3" e @3 . In ogni caso, dunque, si raggiunto un assurdo.
Pertanto G! un cammino hamiltoniano di Z , come si voleva.

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7.- COLORAZIONI

7.1 - Colorazione di carte geografiche.


Gli stampatori di carte geografiche preferiscono usare colori diversi per regioni
confinanti, in modo da renderle pi facilmente distinguibili (due regioni si dicono
confinanti se hanno in comune uno o pi tratti di curva che non si riducono a un solo
punto). Lesperienza di secoli ha convinto che qualsiasi carta geografica nel piano possa
essere colorata (usando colori diversi per regioni confinanti) con al pi quattro colori; ma
la dimostrazione di questo fatto tuttaltro che banale.
Iniziamo con un risultato abbastanza sorprendente.

Teorema 7.1.1
Sia V una carta geografica che si possa disegnare tracciando, in una zona delimitata da
una curva semplice chiusa, tratti di curve semplici che
sono chiuse, oppure
uniscono due punti del confine della zona.
Allora V pu essere colorata (usando colori diversi per regioni confinanti) con due colori.
Dimostrazione Diamo il semplice algoritmo di colorazione con due colori (< e
,). Allinizio coloriamo in < lintera zona che ospita la carta geografica. Per ogni linea
che si traccia per disegnare la carta geografica, operiamo come segue:
se una linea chiusa, cambiamo colore a tutte le regioni interne a tale linea
chiusa;
se una linea che unisce due punti del confine della zona (e quindi la divide in
due parti), cambiamo colore a tutte le regioni di una delle due parti (a nostra scelta).

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 60

Esempio 7.1.2
Per colorare questa carta geografica (usando colori diversi per regioni confinanti) sono
sufficienti due colori:

Esempio 7.1.3
Per colorare questa carta geografica (usando colori diversi per regioni confinanti) due
colori non bastano:

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Esempio 7.1.4
La carta geografica dellesempio 7.1.2 colorata in bianco e rosso:

7.2 - Il grafo duale di un grafo disegnato nel piano.


Noi dimostreremo che ogni carta geografica si pu colorare (usando colori diversi
per regioni confinanti) con al pi cinque colori. Per far ci, ricondurremo il problema di
colorare le regioni di una carta geografica a quello di colorare i vertici di un grafo piano
(senza orientamento) in modo che a vertici adiacenti vengano assegnati colori diversi.
Le regioni di una carta geografica V si possono pensare come le facce interne di
un grafo Z (senza orientamento) disegnato nel piano i cui vertici sono i punti di
intersezione delle linee di confine mentre i lati sono i tratti di linea di confine compresi
fra due vertici: Z si dir il grafo associato alla carta geografica V.
Ad ogni grafo Z senza orientamento disegnato nel piano senza sovrapposizione di
lati associamo un (multi)grafo (con cappi) Z senza orientamento (detto duale di Z )
disegnato nel piano come segue:
per ogni faccia di Z (interna o esterna) scegliamo un punto, che sar un vertice
di Z ;
per ogni linea di confine (compresa fra due vertici adiacenti di Z ) fra due facce
di Z , disegniamo attraverso di essa una tratto di curva semple che unisce i vertici di Z
corrispondenti a quelle due facce di Z .
Tale grafo Z non ovviamente determinato in modo univoco, ma facile
convincersi che tutti i duali di Z sono fra loro isomorfi. Inoltre, poich Z disegnato nel
piano senza sovrapposizione di lati anche Z disegnato nel piano senza sovrapposizione
di lati.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 62

Esempio 7.2.1
Il grafo rosso (di vertici ", #, $, %) duale del grafo nero (di vertici +, ,, - ). Il grafo nero
(di vertici +, ,, - ) duale del grafo rosso (di vertici ", #, $, %).

La situazione vista nellesempio 7.2.1 del tutto generale. Vale infatti il seguente

Teorema 7.2.2
Sia Z un grafo senza orientamento disegnato nel piano. Ogni grafo duale di qualsiasi
grafo duale di Z isomorfo a Z .
Dimostrazione Omettiamo la dimostrazione di questo teorema.

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 63

Osservazione 7.2.3
Due duali di uno stesso grafo sono senzaltro isomorfi. Tuttavia, abbastanza
sorprendentemente, grafi isomorfi possono avere duali non isomorfi. Sia Z" il seguente
grafo (in nero)

e sia Z# il seguente grafo (sempre in nero, isomorfo a Z" )

Nel duale di Z" (in rosso) ogni vertice ha grado al pi $ (per la precisione: i
vertici corrispondenti alle facce ", # e $ hanno grado $ mentre il vertice corrispondente
alla faccia % ha grado "). Invece, nel duale di Z# (sempre in rosso) il vertice
corrispondente alla faccia $ ha grado % (mentre i vertici corrispondenti alle facce %, # e "
hanno grado rispettivamente ", # e $). Dunque il duale di Z" e il duale di Z# non sono
isomorfi!

M. Barlotti - appunti di Teoria dei Grafi per il corso di laurea in Informatica - vers. 2.# - Pag. 64

7.3 - Colorazione dei vertici di un grafo.

Sia V ( -" , -# , , -5 ) un insieme finito (i cui elementi sono detti colori).

Se Z (i , _, +) un grafo senza orientamento, si dice colorazione dei vertici di


Z una qualsiasi funzione i pV . Una colorazione dei vertici di Z si dice una buona
colorazione se a vertici adiacenti assegna colori diversi.

Teorema 7.3.1
Sia 8 un numero intero positivo. Sono fatti equivalenti:
(+) ogni grafo piano ammette una buona colorazione dei vertici con al pi 8 colori;
(,) ogni carta geografica nel piano si pu colorare con al pi 8 colori in modo che a
regioni confinanti restino assegnati colori diversi.
Dimostrazione Supponiamo che valga la (+). Sia V una carta geografica nel
piano, e sia Z! il grafo associato a V: allora Z! un grafo disegnato nel piano senza
sovrapposizione di lati, e tale anche un suo qualsiasi duale W, nel quale vertici adiacenti
corrispondono a regioni confinanti di V. Per la (,), esiste una buona colorazione dei
vertici di W con 7 8 colori che pu essere interpretata come una colorazione di V con
gli stessi 7 colori, nella quale a regioni confinanti restano assegnati colori diversi.
Viceversa, supponiamo che valga la (,). Sia Z un grafo piano, che possiamo
supporre disegnato nel piano senza sovrapposizione di lati, e sia W un suo duale: come si
osservato nella sez. 7.2, anche W un grafo disegnato nel piano senza sovrapposizione
di lati, quindi possiamo considerare la carta geografica V le cui regioni sono le facce di
W: per la (,), tali regioni possono essere colorate con 7 8 colori in modo che a regioni
confinanti restino associati colori diversi. Ma tale colorazione delle regioni di V, cio
della facce di W, d luogo ad una buona colorazione dei vertici di ogni duale di W; e
poich qualsiasi duale di W isomorfo a Z (per il teorema 7.2.2) si provato che Z
ammette una buona colorazione dei vertici con 7 8 colori.

Il prossimo risultato prova, in base al teorema 7.3.1, che ogni carta geografica nel
piano si pu colorare con & colori in modo che a regioni confinanti restino assegnati
colori diversi. In realt, i matematici sono ormai convinti che % colori bastino: nel "*('
infatti lo statunitense Kenneth Appel ("*$# vivente) e il tedesco Wolfgang Haken
("*#) vivente) hanno ricondotto la dimostrazione di questo fatto a un grandissimo, ma
finito, elenco di casi che sono stati poi uno a uno verificati con un elaboratore elettronico.

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Teorema 7.3.2
Sia Z un grafo senza orientamento disegnato nel piano. Esiste una buona colorazione dei
vertici di Z con al pi & colori.
Dimostrazione Procediamo per induzione sul numero dei vertici di Z .
Possiamo supporre che Z sia semplice e senza cappi; dunque, per il corollario 4.2.5 esiste
un vertice @! di Z di grado al pi & .
Sia Z! il grafo ottenuto da Z sopprimendo @! e tutti i lati (al pi &) incidenti @! .
Per lipotesi di induzione, esiste una buona colorazione dei vertici di Z! con al pi &
colori. Siano @" , @# , , @= i vertici adiacenti a Z! in Z : se = & o se comunque la buona
colorazione dei vertici di Z! assegna a @" , @# , , @= meno di & colori, possiamo assegnare
il quinto colore a @! e ottenere cos dalla buona colorazione dei vertici di Z! una buona
colorazione dei vertici di Z : in questo caso non c altro da dimostrare.
Resta da considerare il caso in cui = & e la buona colorazione dei vertici di Z!
assegna a @" , @# , , @& cinque colori distinti -" , -# , , -& . Supponiamo che i cinque lati
di Z che hanno primo estremo in @! e secondo estremo in @" , @# , , @& si susseguano
proprio in questordine in senso orario.
Sia Z",$ il sottografo di Z indotto dai vertici colorati con -" e -$ , e sia Z",$ la
componente connessa di Z",$ a cui appartiene @" . Se @$ non un vertice di Z",$ ,
scambiando fra loro i colori -" e -$ in tutti i vertici di Z",$ si ottiene ancora una buona
colorazione di Z! nella quale per questa volta per i vertici @" , @# , , @& si usano soltanto
i colori -# , -$ , -% e -& (infatti dopo lo scambio dei colori -" e -$ al vertice @" resta
assegnato il colore -$ ); assegnando a @! il colore -" si ottiene dunque una buona
colorazione dei vertici di Z con i colori -" , -# , , -& .
Resta da considerare il caso in cui @$ un vertice di Z",$ . In questo caso (per il
teorema 2.1.2) c in Z",$ (e quindi in Z! ) un cammino semplice di estremi @" e @$ i cui
vertici sono colorati soltanto con -" e -$ ; considerando anche i lati di estremi @! , @" e
@! , @$ si trova in Z un ciclo i cui vertici (a parte @! ) sono colorati soltanto con -" e -$ : il
vertice @# interno a tale ciclo, mentre il vertice @% esterno a tale ciclo.
Sia allora Z#,% il sottografo di Z indotto dai vertici colorati con -# e -% , e sia Z#,% la
componente connessa di Z#,% a cui appartiene @# . Il vertice @% non pu essere un vertice di
Z#,% , perch non ci pu essere un cammino semplice di estremi @# , @% i cui vertici sono
colorati soltanto con -# e -% : infatti, come si osservato nel paragrafo precedente, @#
interno e @% esterno a un ciclo i cui vertici (a parte @! ) sono colorati soltanto con -" e -$ .
Poich @% non pu essere un vertice di Z#,% , scambiando fra loro i colori -# e -% in
tutti i vertici di Z#,% si ottiene ancora una buona colorazione di Z! nella quale per questa
volta per i vertici @" , @# , , @& si usano soltanto i colori -" , -$ , -% e -& (infatti dopo lo
scambio dei colori -# e -% al vertice @# resta assegnato il colore -% ); assegnando a @! il
colore -# si ottiene dunque una buona colorazione dei vertici di Z con i colori -" , -# , ,
-& , come si voleva dimostrare.

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Esercizio 7.3.3
Qual il minimo numero di colori con i quali si possono colorare le regioni della
seguente carta geografica in modo che a regioni confinanti restino assegnati colori
diversi?