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ANATOMIA UMANA

Prof.ssa Rezzani
ANATOMIA GENERALE
1) Introduzione
Lanatomia umana ha lo scopo di illustrare larchitettura e la struttura
dellorganismo umano maturo:
- studia laccrescimento prenatale, postatale
- studia la senescenza
Lanatomia mette in luce lorganizzazione strutturale e topografica del
corpo umano, senza trascurarne la funzione e le variazioni nei vari
individui che non siano anomalie.
ORGANIZZAZIONE
In tutti gli organismi pluricellulari, si pu riconoscere un disegno
costante che vede:
- cellule: sono le pi piccole unit funzionali in un organismo
dotate di tutte le caratteristiche dei viventi
- tessuti: sono associazioni di tipi cellulari con le medesime
caratteristiche morfologiche e funzionali
- organi: sono aggregazioni dei tessuti che si coordinano tra loro
per svolgere una specifica funzione. Sono parti definite
allinterno dellorganismo.
- Apparati e sistemi: sono una composizione di organi che
collaborano tra loro per svolgere una specifica funzione
nellorganismo.
Differenza tra sistemi e apparati:
- sistema: associazione di organi distinti che presentano analogie
strutturali e medesima derivazione embriologica.(es. sistema

scheletrico, sistema nervoso, sistema vascolare, sistema


muscolare)
apparato: associazione di organi che cooperano per le
medesime funzioni ma differiscono per struttura e derivazione
embriologica.

Gli apparati e sistemi del nostro corpo sono:


- apparato tegumentario
- apparato locomotore (sistema scheletrico + muscolare)
- apparato circolatorio
- apparato digerente
- apparato respiratorio
- apparato urinario
- apparato genitale (maschile o femminile)
- apparato endocrino
- sistema nervoso (centrale e periferico)
- apparati della sensibilit specifica.
2) Struttura
Gli organi sono considerati come associazioni di tessuti che si
dispongono a formare delle entit morfologicamente distinte con
precise attivit funzionali allinterno di una apparato.
Dal punto di vista strutturale sono riconoscibili i principali tessuti:
- tessuto connettivo
- tessuto muscolare
- tessuto epiteliale
- tessuto nervoso.
Gli organi, a seconda dellorganizzazione morfologica vengono distinti
in:
- organi cavi: organi che presentano un lume interno
- organi pieni: il cui interno rappresentante da parenchima.
Gli organi cavi sono distinti in:
- viscere

organi cavi dellapparato circolatorio (cuore, vasi sanguigni, vasi


linfatici)

TONACHE DEGLI ORGANI CAVI


1) tonaca mucosa

ORGANI CAVI
Gli organi cavi sono costituiti da una parete che si trova a delimitare un
lume, la cavit interna, la quale pu avere forma variabile e presentare
un contenuto.
VISCERI
Nei visceri, lo strato pi interno, prospiciente il lume, si chiama tonaca
mucosa, ed costituita da (dallinterno allesterno):
- epitelio di rivestimento
- lamina propria
- muscolaris mucosae
Procedendo verso linterno si trova la tonaca sottomucosa, a cui si
sovrappone esternamente anche la tonaca muscolare.
Lo strato pi esterno dato dalla tonaca avventizia o in alcuni casi
dalla tonaca sierosa, che si compone di:
- mesotelio
- strato sottomesoteliale, con funzione di sostegno.
VASI
Nei vasi, lo strato interno prende il nome di tonaca intima, ed
costituita da:
- endotelio: cellule epiteliali di rivestimento
- strato sottoendoteliale: corrispondente alla tonaca propria.
La tonaca muscolare, nei vasi chiamata tonaca media, costituita da
tessuto muscolare liscio e fibre elastiche.
Lo strato esterno chiamato tonaca avventizia.

La tonaca mucosa dei visceri un complesso organizzato e


relativamente indipendente che si suddivide in:
- epitelio di rivestimento: uno strato epiteliale che ha le funzioni
di mediare gli scambi metabolici che si svolgono tra il lume del
viscere e il sangue dei vasi parietali. Pu anche avere funzione
secretoria.
- Lamina propria: composizione prevalentemente connettivale.
Pu presentare numerose ghiandole intramurarie che
arricchiscono lattivit secretoria dellepitelio.
- Muscolaris mucosae: un sottile strato di tessuto muscolare
che assicura alla tonaca mucosa una motilit relativamente
indipendente. Facilita lemissione dei secreti o lassorbimento
delle sostanze dal lume.
2) tonaca intima
La tonaca intima lo strato che riveste la parte interna dei vasi, ed a
diretto contatto con il contenuto. Si compone di:
- endotelio
- strato sottoendoteliale.
Lendotelio presenta numerose funzioni, di importanza rilevante:
- impedisce la coagulazione del sangue (in virt della sua
continuit)
- pu assorbire materiali circostanti
- presenta attiva pinocitosi
- opera una selezione di cellule e molecole che possono
attraversare la parete dei vasi (es. diapedesi) nei punti in cui le
pareti sono pi permeabili (capillari e venule postcapillari).
Lo strato sottoendoteliale costituito da tessuto connettivo e ha
prevalentemente funzioni trofiche e di supporto per lendotelio, ma pu
anche essere sede di deposito per materiali assorbiti.

3) tonaca sottomucosa
uno strato che presente nelle pareti dei visceri del tubo digerente
ed totalmente assente nel cuore e nei vasi.
La tonaca sottomucosa uno strato di connettivo lasso, il cui carattere
semifluido permette di esplicare le funzioni proprie:
- rendere indipendente e svincolata la mucosa
- permettere il passaggio di vasi con funzione trofica per la
mucosa e di assorbimento
- contenere ghiandole intramurarie.
- Permettere il passaggio di innervazioni.
4) tonaca muscolare
La tonaca media, presente nei visceri, un doppio strato di fibrocellule
muscolari disposte in fasci orientati in due modi differenti, atti a
permettere:
- movimento peristolico: allargamento o restringimento della
sezione del lume in funzione del contenuto. Permesso da
fibrocellule disposte parallelamente allasse del tubo
- movimento peristaltico: ondata di contrazioni funzionali a
spingere il contenuto nella direzione di propagazione. Formato
da fasci disposti perpendicolarmente allasse del lume secondo
la circonferenza del tubo.
Il controllo dei movimenti della tonaca muscolare avviene grazie a
innervazioni controllate dal sistema nervoso vegetativo.
5) tonaca media
La tonaca media il secondo strato degli organi cavi del sistema
circolatorio.
Pu avere differente natura:
- elastica (grosse arterie)
- muscolare (nel cuore detta miocardio -, vene di propulsione,
ecc..)

fibrosa (alcune vene di ricezione).

Lattivit della tonaca media varia a seconda della sua natura tissutale:
- muscolare: in risposta allattivit sistolica del miocardio, produce
delle contrazioni che assicurano la progressione sanguigna.
- Elastica: lattivit sistolica determina una dilatazione di tipo
elastico, che assicura la progressione sanguigna nel momento
in cui ritorna allo stato disteso.
- Fibrosa: la progressione del sangue dovuta alla gravit o a
spinte esterne.
La tonaca media ricca di innervazioni.
6) tonaca avventizia
uno strato di connettivo denso che forma lavvolgimento esterno dei
visceri cavi e dei vasi.
Funzioni:
- stabilire rapporti con lambiente periviscerale e perivascolare
- assicura autonomia rispetto alle strutture circostanti
- permette legamenti fissi con estroflessioni dellavventizia stessa
Nei vasi vi sono ulteriori funzioni:
- possono essere presenti contingenti elastici o muscolari che
sono importanti per il trofismo dei vasi, chiamati vasa vasorum.
7) tonaca sierosa
Il cuore e alcuni visceri situati nelladdome sono avvolti esternamente
da una tonaca sierosa, che funge da tonaca avventizia:
- nel cuore detta epicardio,
- nei visceri detta peritoneo viscerale.
Le funzioni sono quelle della tonaca avventizia:
- contribuisce alla individualit e alla fissit degli organi.
- Forma due lamine capaci di scorrere luna sullaltra.

La tonaca sierosa formata da due strati:


- mesotelio superficiale: elementi appiattiti che si dispongono in
un singolo strato
- strato sottomesoteliale: formato da connettivo denso.

I vasi e i nervi possono penetrare nellorgano in differenti maniere:


- in pi punti per poi ramificarsi in maniera minore nei setti che
dipartono dalla capsula
- in un solo punto in una regione dellorgano chiamata ilo.
Successivamente si ramificano e giungono a tutto lorgano.

ORGANI PIENI O PARENCHIMATOSI.

Il parenchima si dispone allinterno del connettivo vascolarizzato e


innervato nelle regioni delimitate dai setti:
- svolge la funzione propria dellorgano
- si dispone in maniera differente (nidi, cordoni, tubuli, follicoli,
ecc)
- formato spesso da tessuto epiteliale secernente, ma pu
essere anche formato da tessuto linfoide o muscolare o
nervoso.

La generalizzazione degli organi pieni molto pi complessa rispetto a


quella degli organi cavi, ma sono individuabili due componenti:
- dispositivo capsulare e stromale
- parenchima
In tutti gli organi individuabile una capsula, uno strato di connettivo
denso che forma lavvolgimento esterno.
Alcuni organi pieni hanno un rivestimento peritoneale, quindi allesterno
della capsula sono individuabili:
- strato sottosieroso lasso
- lamina sierosa.
Il connettivo della capsula emana allinterno dellorgani dei setti che si
ramificano e si assottigliano, formando un reticolo tridimensionale che
serve da struttura di sostegno al parenchima.
Linsieme dei setti e del reticolo va a costituire lo stroma dellorgano
pieno, che suddivide il parenchima in lobi e lobuli, indipendenti tra loro
per quanto riguarda lirrorazione sanguigna.
Il costituente principale dello stroma connettivo fibroso, che permette
di svolgere le principali funzioni quale:
- funzione trofica e passaggio di vasi
- raccolta dei secreti
- accoglimento di nervi.
Nelle parti pi sottili dei setti connettivali vi sono delle piccole fibre
collagene che si intrecciano a formare tessuto connettivo reticolare.

Le ghiandole endocrine (il parenchima formato da tessuto epiteliale


secernente) possono funzionare grazie allo stretto rapporto che si
stabilisce tra il parenchima e lo stroma:
- la vicinanza di nervi e vasi permette lattivazione e il rilascio
ormonale con la conseguente raccolta nei vasi
3) terminologia
In anatomia si fa largo uso di termini specifici per definire la posizione
relativa della parte in esame. La terminologia comprende:
- termini di posizione: caratterizzano la posizione di una qualsiasi
parte del corpo
- termini di movimento: indicano la possibilit motoria della parte
in esame e la direzione in cui questa si muove.
La posizione anatomica del soggetto in esame :
- stazione eretta
- arti superiori applicati ai lati del tronco
- palme delle mani volte in avanti

TERMINI DI POSIZIONE

I piani trasversali individuano due facce che sono indicate come:


- cefalica o craniale quella superiore
- caudale quella inferiore

PIANI
Per individuare la posizione di qualsiasi parte del corpo umano si fa
riferimento a tre piani:
- piano sagittale: un piano verticale che taglia il corpo in senso
antero-posteriore. Frequentemente si fa riferimento al piano
sagittale mediano, che divide il corpo in due met simmetriche
dette antimeri.
- Piano frontale: perpendicolare al piano sagittale, seca il corpo
umano secondo una direzione latero-laterale
- Il piano orizzontale o trasversale: parallelo ai due piani verticali
e parallelo alla superficie dappoggio del corpo in stazione
eretta.
Dal piano sagittale mediano si possono individuare infiniti piani paralleli
che decorrono a destra e a sinistra, con due facce:
- faccia mediale: rivolta verso il piano mediale
- faccia laterale: rivolta verso lesterno del corpo.
Il piano orizzontale (o trasversale) e quello frontale non possono
individuare due parti simmetriche, quindi non esiste il loro piano
mediano.
Il piano frontale presenta comunque due facce:
- frontale
- dorsale
Per la mano sono usati i termini:
- volare
- palmare
Per il piede:
- volare
- plantare

Nel caso delle parti mobili (es. arti) si indica:


- prossimale la parte pi vicina al piano di simmetria
- distale la parte pi lontana.
ALTRI TERMINI
Altri termini utilizzati sono quelli che fanno riferimento alla maggiore o
minore distanza dalla superficie corporea:
- esterno o superficiale: parte prossima alla superficie esterna
- interno o profondo: parte pi vicina allinterno.
Tutte le regioni o le parti che sono situate sul piano di simmetria si
dicono mediane.
Il termine intermedio si utilizza per individuare la posizione di una parte
relativamente alle altre due, che saranno ad esempio cefalica e
caudale, ventrale o dorsale, ecc
TERMINI DI MOVIMENTO
La direzione dei movimenti indicata dallasse intorno al quale hanno
luogo. In virt dellintersezione dei piani si possono individuare tre tipi di
assi:
- asse trasversale: intersezione del piano frontale con quello
orizzontale
- asse sagittale o anteroposteriore: individuato dallintersezione
tra i piani trasversale e sagittale
- asse verticale: individuato dalla intersezione tra il piano frontale
e quello sagittale.
I movimenti che si svolgono in senso antero-posteriore sullasse
trasversale sono flessione e estensione.

I movimenti che avvengono sullasse sagittale, sono detti:


- rifer. Rachide: inclinazione laterale
- rif. Arti: abduzione (allontana dal piano sagittale) e adduzione (si
avvicina al p. sagittale).

Nel corpo umano si possono individuare tre regioni fondamentali:


- testa
- tronco
- arti

I movimenti che avvengono sullasse verticale sono detti:


- torsione (rif rachide e tronco)
- rotazione (rif. arti)

La testa suddivisa in:


- cranio
- massiccio facciale
- collo

Il movimento dei due segmenti ossei pi distali dellavambraccio prende


il nome di prono-supinazione.
La rotazione o la torsione vengono dette:
- esterna o extrarotazione, se si avvicinano al piano frontale
- interna o intrarotazione, se si avvicinano al piano sagittale.
I movimenti che si svolgono intorno ad un solo piano sono detti
movimenti semplici, mentre quando gli assi di rotazione sono variabili
si dice che sono movimenti combinati o complessi.
4) indirizzo topografico
La scomposizione dellorganismo in organi, apparati e sistemi
corrisponde allo studio dellanatomia sistematica:
- necessario lo studio della locazione di ciascun organo e le
rispettive vie daccesso rapide e sicure per eventuali interventi
chirurgici.
Lanatomia topografica o regionale individua delle precise regioni che
presentano limiti precisi.
DELIMITAZIONE SUPERFICIALI DELLE PARTI DEL CORPO
La delimitazione delle differenti parti del corpo umano stata eseguita
partendo da linee e punti scheletrici individuabili sulla superficie esterna
del corpo.

Il tronco si compone di:


- torace
- addome
- pelvi (zona pelvica)
Gli arti si suddividono in:
- arti inferiori
- arti superiori.
Lo scheletro, a sua volta, si pu suddividere in:
- scheletro assile
- scheletro appendicolare
Il perineo una regione romboidale al cui centro si situa lano:
- in alto confina con la sinfisi pubica, sul margine inferiore
- lateralmente con le tuberosit ischiatiche
- allapice posteriore con il coccige.
Il perineo confina con la pelvi anteriormente e posteriormente e con gli
arti inferiori lateralmente.
Lo scheletro assile comprende:
- collo
- torace
- addome
lo scheletro appendicolare formato dagli arti, che hanno la massima
possibilit di movimento.

CAVITA TORACICA
DELIMITAZIONE DELLE CAVITA

La cavit toracica contiene strutture ossee e muscolatura che hanno


funzione di protezione e movimento degli organi.
Le cavit si suddividono in:
- dorsali
- ventrali
Le cavit ventrali si
suddividono in:
- cavit toracica
- cavit addominale
- cavit pelvica
Le cavit dorsali sono:
- cavit spinale
- cavit cranica
La cavit cranica contiene
lencefalo ed situata nella
regione dorsale e ventrale
allestremit cefalica.

La cavit spinale si situa a livello dorsale, nella catena che contiene il


midollo spinale.
La cavit toracica situata nel torace in posizione ventrale. Si
suddivide a sua volta in due cavit:
- cavit pleurica: contiene i polmoni
- cavit pericardica: contiene il cuore.
La cavit addominale contiene i visceri dellapparato digerente e delle
vie urinarie. delimitata in posizione cefalica dal diaframma, che
separa la cavit toracica da quella addominale.
La cavit pelvica lultima parte della cavit addominale, contenente
la vescica urinaria e lapparato sessuale.

Nella cavit toracica sono presenti le cavit pleuriche e pericardiche.


La cavit pleurica individuata dalla pleura, una membrana sierosa
che contiene i due polmoni. Sono pertanto individuabili:
- cavit pleurica destra
- cavit pleurica sinistra
Nella parte mediale, non simmetricamente rispetto al piano sagittale
presente il mediastino, una cavit che contiene:
- trachea
- esofago
- cavit pericardica con il cuore (avvolto da una membrana
sierosa detta pericardio).
CAVITA ADDOMINOPELVICA.
Nella porzione superiore, chiamata cavit addominale sono riscontrabili
vari organi appartenenti allapparato digerente, ma anche ghiandole e
porzioni dellapparato urinario:
- visceri
- ghiandole
I reni si dice che appartengano ad una cavit detta retroperitoneale.
La cavit pelvica contiene altri componenti dellapparato urinario e
dellapparato riproduttore, nonch il retto e lano (porzioni pi caudali
dellapparato digerente).
INDIVIDUAZIONE DEI QUATTRO QUADRANTI
I quattro quadranti sono individuati da due linee:
- una linea lungo il piano sagittale mediano

unaltra linea che passa per lombelico, interseca le creste


iliache dellanca ed perpendicolare allasse verticale.
CENNI DI ANATOMIA RADIOLOGICA.
La cavit addominale a livello ventrale viene
anche suddivisa in quattro quadranti, i quali
sono:
1. superiore sinistro (QSS)
2. superiore destro (QSS)
3. inferiore sinistro (QIS)
4. inferiore destro (QID)

INDIVIDUAZIONE DEI NOVE QUADRANTI.


La suddivisione in nove quadranti avviene con due linee orizzontali e
due linee verticali:
- la linea orizzontale superiore interseca le ultime coste
- la linea orizzontale inferiore passante per la cresta iliaca
dellanca
- le due linee verticali sono simmetriche rispetto allasse mediano
ed intersecano la 9-10 costa.
I quadranti da 1 a 9 individuano:
1. ipocondrio destro: contiene il fegato
2. epigastrio: contiene una porzione del fegato e lo
stomaco
3. ipocondrio sinistro: contiene una porzione di stomaco
4. lombare destra: contiene il rene destro
5. ombelicale o mesogastrio: contiene la porzione inferiore
dello stomaco e parte dellintestino
6. lombare sinistra: rene sinistro
7. iliaca destra: osso dellanca e parte di intestino
8. ipogastrio: contiene lintestino inferiore, la vescicola
urinaria e gli organi genitali
9. iliaca destra: contiene lileo dellanca e parte
dellintestino.

Una delle pi comuni tecniche per lanalisi


anatomica macroscopica limpressione
di una lastra fotografica con i raggi X.
Normalmente, i raggi trapassano gli
organi e le strutture poco dense e non
oltrepassano quelle molto dense:
- le ossa, infatti, vengono colorate
in bianco a seguito dello sviluppo
-

della lastra
le strutture non ossee non si colorano.
Per osservare particolari strutture si immettono nellorganismo
delle sostanze particolari, dette traccianti.

Per diagnosi maggiormente specifiche si utilizzano tecniche pi


avanzate quali:
- tac, o tomografia computerizzata
- risonanza magnetica.

APPARATO LOCOMOTORE
1) introduzione

INTRODUZIONE
GENERALITA
Lapparato locomotore formato dallo scheletro, che si compone di:
- ossa
- muscoli
- articolazioni
Lo scheletro ha svariate funzioni:
- di sostegno
- di protezione delle cavit interne
- di movimento
il movimento reso possibile dai muscoli scheletrici e dalla loro
propriet contrattile.
La direzione del movimento di un osso dipende dai siti ossei di
intersezione rispetto al fulcro, che dato dal centro dellarticolazione.
Infatti, la gran parte dei movimenti scheletrici possono essere compresi
studiando il movimento delle leve.
Le leve sono di differente tipologia e hanno diverse efficace:
- leva del primo tipo: il fulcro si trova tra il carico e la forza.
Mediamente vantaggiosa
- leva del secondo tipo: il fulcro si trova allestremo opposto
rispetto alla forza ed il carico si situa nel mezzo. molto
vantaggiosa
- leva del terzo tipo: il fulcro si trova ad un estremo ed il carico a
quello opposto. La forza agisce allinterno del braccio del carico.
la leva meno vantaggiosa, ma la pi rappresentata nel corpo
umano.
Nello
-

scheletro umano si individuano:


fulcro dato dalle articolazioni
carico dato dal peso corporeo o da agenti esogeni
forza permessa dalla contrazione muscolare.

tuttavia necessario precisare che nel corpo umano i vari sistemi di


leve sono compenetrati.

Le ossa sono organi di dimensioni e forma estremamente variabili che


costituiscono, nel loro insieme lo scheletro.
Principali caratteristiche:
- colore biancastro o giallastro
- notevole resistenza meccanica
- solida consistenza
Negli esseri umani allet del completo sviluppo (25/30 anni) si contano
circa 203 ossa, ma questo numero pu subire variazioni a causa di:
- ossa soprannumerarie
- ossa sesamoidi (che si sviluppano allinterno dei legamenti in
prossimit delle articolazioni).
Il numero delle ossa varia con let:
- maggiore nei giovani
- negli anziani alcune ossa che normalmente si trovano slegate e
indipendenti sono completamente fuse.
Dal punto di vista morfologico le ossa sono distinte in:
- ossa lunghe
- ossa piatte (hanno due assi pressoch uguali e laltro molto
ristretto)
- ossa brevi o corte (hanno tre assi pressoch uguali).
Le ossa presentano sempre degli elementi descrittivi che ne
permettono lindividuazione:
- nomenclati in relazione alla parte del corpo o alla direzione in
cui si rivolgono.
Vengono chiamate eminenze delle ossa tutte le parti che presentano
una sporgenza sulla superficie dellosso. Le eminenze si dividono in:
- articolari
- non articolari.

Le eminenze non articolari, sono generalmentesede di inserzione di


tendini e legamenti. Si distinguono, rispetto alla forma in:
- bozze
- tubercoli
- protuberanze o tuberosit
- eminenze mammillari
- impronte,
- spine,
- linee,
- creste
- ecc
Nelle ossa sono chiamate cavit tutte le introflessioni rispetto alla
superficie ossea. Si dividono in:
- cavit articolari
- cavit non articolari
Le cavit articolari sono situate in fronte alle eminenze articolari
dellosso con cui si uniscono:
- sono strutturate in modo pressoch complementare per
leminenza che debbono accogliere
Le cavit non articolari hanno morfologia molto variabile e prendono
differenti nomi (docce, solchi, fosse, cavit dinserzione se si innestano
i legamenti o i muscoli).
I fori o i canali si aprono sulla superficie delle ossa e sono di due
specie:

A livello delle articolazioni sono anche da considerare i legamenti, oltre


alle ossa, che servono ad unire le ossa nei singoli distretti articolari:
- hanno forma di lamine
- hanno la funzione di unire le articolazioni tra loro.
La classificazione delle articolazioni avviene in funzione delle condizioni
funzionali che esse possono presentare. Si distinguono pertanto due
grandi categorie di articolazioni:
- sinartrosi: sono articolazioni necessarie a mantenere la
continuit tra due o pi ossa, sono articolazioni immobili.
- diartrosi: sono articolazioni per contiguit. Sono anche dette
articolazioni mobili.
SINARTROSI
La caratteristica fondamentale delle sinartrosi prevede che le ossa non
siano in diretto contatto tra loro, ma siano separate da un sottile strato
di tessuto connettivo o di cartilagine (o entrambe).
Si distinguono tre tipi fondamentali di sinartrosi:
1) suture
2) sinfisi
3) sincondrosi.
Si analizzano queste strutture passo per passo con le loro
sottocategorie.
1) Suture

canali di trasmissione: passaggio di vasi e nervi


canali nutritizi: lasciano passare i vasi che apportano alle ossa
sostanze nutritizie.

ARTICOLAZIONI
Le articolazioni sono punti di contatto tra ossa del nostro scheletro che
permettono la coesione o il movimento a livello ti tali punti.

Sono articolazioni immobili in cui le due superfici articolari sono


intramezzate da uno strato di tessuto connettivo denso.
Si possono distinguere tre tipi di suture:

suture dentate: sono articolazioni


immobili in cui le due superfici
articolari di ossa piatte presentano
una dentatura irregolare
complementare tra le due ossa.
- Suture squamose: le superfici
articolari sono tagliate di sbieco. Si formano punti in cui due
tavolati ossei sono sovrapposti. Es. larticolazione del parietale
con la squama del temporale.
Suture piane o armoniche: le due superfici hanno un andamento
lineare. Es. articolazione tra le due ossa nasali.

2) Sinfisi
Le sinfisi sono articolazioni in cui le superfici articolari sono rivestite di
cartilagine.
Nellintervallo tra i due rivestimenti di cartilagine si trova un disco
fibroso o fibrocartilagineo che:
- pu avere al centro una zona molle
- in continuit con il periostio
La mobilit delle sinfisi assai scarsa:
- dipende dallo spessore del nucleo fibrocartilagineo.
3) sincondrosi
Le sincondrosi sono articolazioni immobili simili alle sinartrosi, ma la
differenza sta nel fatto che il materiale interposto tra le due superfici
ossee cartilagine:
- la cartilagine, con lavanzare dellet si trasforma il tessuto
osseo
- quando la cartilagine di una sincondrosi si trasforma in tessuto
osseo si forma una sinostosi.
DIARTROSI

Le diartrosi sono articolazioni che consentono ampi movimenti, sono


perci chiamate anche articolazioni mobili.
Ogni diartrosi formata da alcune parti fondamentali che si ripetono
costantemente:
- superfici articolari
- capsula articolare
- cavit articolari.
Le superfici articolari possono essere concave, convesse, piane o
avere altre forme. Generalmente le due superfici articolari sono
complementari.
In condizioni normali sono solitamente lisce e rivestite da uno strato di
cartilagine articolare:
- una formazione di colore bianco che ha la caratteristica di
essere molto resistente alla pressione, abbastanza elastica e
priva di pericondrio.
A livello delle diartrosi si possono trovare per altre formazioni:
- formazioni fibrose: completano le superfici articolari e sono
solitamente chiamate labbri, menischi, cenci, ecc
- dischi articolari: sepimenti fibrosi che separano completamente
le due superfici articolari.
La capsula articolare un manicotto fibroso che avvolge
completamente larticolazione e si fissa direttamente sulle ossa ad una
certa distanza dalle superfici articolari:
- contribuisce a creare la cavit articolare
- contiene il liquido sinoviale (o sinovia) che permette la
lubrificazione dellarticolazione stessa.
La capsula articolare formata da due strati:
- uno strato superficiale detto membrana fibrosa,
- uno strato interno detto membrana sinoviale, che presenta
caratteristiche proprie, sebbene abbia la medesima origine
istologica della membrana fibrosa.

Le membrana sinoviale ricca di strutture particolari:


- presenta delle frange
- molto vascolarizzata
- provvista di numerose fibre nervose, solitamente amieliniche.
La cavit articolare solitamente una sottile fessura che contiene
sinovia, un materiale liquido. delimitata dalle superfici articolari e dalla
capsula (membrana
sinoviale).
Solitamente unica, ma nelle
ossa che possiedono un disco
completo la cavit duplice
(ossa doppie).
Il
di
-

liquido sinoviale un liquido


colore giallo:
- contiene mucina,
cellule sfaldate, goccioline di grasso.
Sono presenti granulociti, macrofagi e lifociti, monociti (in
quantit maggiore nei giovani).
Viene continuamente rinnovato, prodotto e riassorbito in egual
misura.
La mucina un prodotto di secrezione della membrana
sinoviale.

La lubrificazione con il liquido sinoviale sui capi articolari delle diartrosi


avviene con differenti modalit:
- idrostatica o idrodinamica: se sullarticolazione grava un carico
leggero il liquido rimane interposto tra i due capi articolari
- elastodinamica: il liquido sottoposto ad un carico maggiore del
normale passa dal centro alla periferia dellarticolazione.
La classificazione delle diartrosi viene effettuata in base alla morfologia
delle superfici articolari.

Si pensa che la conformazione delle superfici articolari sia data dalla


tensione dei muscoli durante i movimenti.
I vari tipi di diartrosi sono:
1) articolazioni piane o artrodie: Sono articolazioni le cui
superfici articolari sono totalmente piane e lunico movimento
concesso quello di scivolamento
2) articolazioni sferoidee o enartrosi: sono articolazioni le cui
superfici articolari sono a forma di porzione di sfera (una
concava e laltra convessa, rispettando la complementariet).
Sono articolazioni molto mobili, che permettono sia movimenti
angolari che rotatori.
3) Articolazioni a condilo o condiloartrosi: sono simili alle
enartrosi, differiscono solamente per lo sviluppo delle superfici
articolari, che non permettono movimenti uguali in tutte le
direzioni. Sono ammessi solitamente solo i movimenti angolari,
raramente concessa una piccola rotazione. Esempio:
articolazione tempora-mandibolare.
4) Articolazioni a sella: Sono date dallarticolazione tra due piani,
uno concavo, uno convesso i cui assi di curvatura sono
perpendicolari. Sono ammessi solamente movimenti angolari
orientati lungo la curvatura dei piani.
5) Ginglimi: articolazioni in cui le superfici sono rappresentate da
segmenti di cilindro (concavo e convesso nelle differenti
superfici).
Secondo landamento dellasse del semicilindro convesso nei confronti
delle ossa che prendono parte allarticolazione si possono distinguere
due differenti tipi di giglimi:
a) Troclea o giglimo angolare: lasse del cilindro pressoch
perpendicolare agli assi delle ossa che si articolano. In linea
teorica sono ammessi solamente movimenti angolari, sul piano
perpendicolare allasse del cilindro. Poich il cilindro non
regolare, non si sviluppano movimenti lungo un solo asse di
rotazione. Es. omeroulnare.

b) Trocoide o giglimo laterale: Lasse del cilindro corrisponde o


parallelo allasse di almeno una delle due parti dellarticolazione.
Ammessi solo movimenti di rotazione. Es. radioulnare.
La classificazione delle articolazioni mobili, o diartrosi, non solamente
in relazione alla morfologia delle superfici articolari, ma anche al
numero delle superfici articolari e alla distribuzione e al numero degli
assi attorno ai quali avviene il movimento.
Si distinguono quindi:
- articolazioni semplici, se vi sono solamente due superfici
articolari
- articolazioni composte se sono presenti pidi due superfici
articolari
- articolazioni complesse se sono presenti dischi o menischi
allinterno della capsula articolare.
In relazione al numero degli assi attorno ai quali si sviluppa il
movimento (al numero di gradi di libert) si possono distinguere:
- articolazioni monoassiali: possono muoversi attorno ad un unico
asse. Individuate dai giglimi angolari e da quelli laterali
- articolazioni biassiali: i movimenti avvengono su due assi
perpendicolari tra loro
- articolazioni triassiali: articolazioni che consentono movimenti
lungo tre assi ortogonali tra loro, essendo dotate di tre gradi di
libert
- articolazioni pluriassiali: sono le enartrosi, in cui possibile
svolgere teoricamente ogni movimento, con infiniti assi.
CINESIOLOGIA
In base alla forma delle articolazioni e al tipo di movimento che si pu
sviluppare attorno ad esse si classificano le diartrosi (o articolazioni
mobili) in:
- artrodie o articolazioni piane
- giglimi angolari o troclee
- giglimi laterali o trocoidi

articolazioni a sella
enartrosi o articolazioni sferoidee
condilartrosi.

Questi tipi di articolazioni possono compiere differenti movimenti quali:


- scivolamento
- movimento angolare
- rotazione
- circumduzione
- tutti i movimenti combinati dai precedenti.
Il movimento angolare un movimento che reso possibile da:
- enartrosi
- giglimi angolari
- condilartrosi
- articolazioni a sella
e detersi a la riduzione o lampliamento tra due ossa che costituiscono
larticolazione.
I movimenti angolari tipici sono quelli che si svolgono attorno ad un
asse ortogonale alle ossa e sono:
- flessoestensione (flessione = piegamento ventrale e estensione
= piegamento dorsale)
- abduzione (allontanamento) e adduzione (avvicinamento)
Talora i movimenti di flessoestensione sono di difficile definizione in
relazione alla posizione degli assi che si svolgono in determinate parti
del corpo:
- nel piede, ad esempio si parla di flessione dorsale e flessione
plantare
- nelle mani si parla di flessione dorsale/voltare e flessione
palmare.
I movimenti di abduzione e adduzione sono invece facilmente
individuabili, poich si attuano attorno al piano sagittale.

Il movimento di rotazione si riscontra quando un osso pu ruotare


attorno al proprio asse (es. la diafisi di un osso lungo).
Particolari movimenti di rotazione sono quelli di pronosupinazione,
che avvengono per rotazione allinterno (pronazione) e allesterno
(supinazione) della mano:
- la rotazione pronosupina della mano avviene grazie al giglimo
laterale del radio e dellulna.
Il movimento di circumduzione tipico delle articolazioni della spalla
e dellanca:
- si verifica quando un osso lungo circoscrive uno spazio conico
la cui circonferenza di base data dallestremo distale dellosso
durante la rotazione
- la circonduzione tipica delle enartrosi ed la fusione dei
movimenti di flessoestensione e di abduzione e adduzione.
- Si utilizza, per descrivere meglio il movimento di circumduzione
il concetto di asse meccanico dellosso, che individua il centro
di rotazione in cui simmetrico il movimento, ma non sempre
corrisponde al centro dellenartrosi (o articolazione
circonferenziale).
Nel caso delle superfici articolari ovoidali, si utilizza il concetto di
ovoide di movimento:
- un punto situato sullasse meccanico oscilla lungo un piano con
uno dei movimenti possibili dellosso.
- Dal momento che i piani delle possibili rotazioni dellosso si
incontrano in un solo punto, si dice che il movimento di un osso
sia comunque dato da movimenti di rotazione.
Si individuano tuttavia molteplici movimenti, che sono dovuti alla forma
dellarticolazione e alle forze esterne attorno ad una superficie
articolare ovoidale:
- rotazione
- slittamento
- oscillazione.

I vari tipi di movimenti articolari dipendono dalla possibilit di


unarticolazione di assumere una posizione allentata o serrata.
La posizione serrata prevede che le superfici articolari rimangano
congruenti anche quando losso giunge al limite:
- i tendini della capsula fibrosa e i loro punti di inserzione
vengono stirati al limite
- i tendini e legamenti della capsula fibrosa si contorcono a
spirale, quindi si viene a creare una posizione serrata, in cui i
legamenti mantengono congruente larticolazione.
Tutte le altre articolazioni che non prevedono il blocco serrato
dellarticolazione da parte della capsula articolare sono dette
articolazioni allentate:
- la capsula solitamente lassa, che consente la separazione
delle superfici articolari.
- Consente i movimenti di slittamento e di oscillazione che sono
necessari per compiere ampi movimenti e garantire il minor
consumo delle superfici articolari.
Un altro fattore importante per la tenuta delle articolazioni dato dal
fatto che anche i muscoli possiedono una forza traente e una possibilit
di estensione a seconda della loro disposizione in antagonisti.

MUSCOLI
GENERALITA
I muscoli scheletrici (striati) sono organi di varia forma e vario volume
costituiti di:
- parti carnose, di colore rosso
- parti tendinee, di colore bianco
Sono inseriti direttamente nello scheletro e con la loro forza contrattile
possono determinare lorientamento delle ossa, quindi il mantenimento
della postura e il movimento.
Presentano, per la loro forma numerose variazioni e si dividono in tre
classi:
- muscoli lunghi
- muscoli larghi
- muscoli brevi.
La forma e la struttura dei muscoli sono determinate da esigenze di
tipo:
- topografico
- funzionale
Il preciso numero di muscoli non pu essere determinato con
precisione, tuttavia si calcola che siano circa 374 i muscoli riscontrabili
in un organismo normale.
La massa muscolare rappresenta circa i 3/7 del peso dellindividuo
umano adulto.
POSIZIONE, RAPPORTO E CLASSIFICAZIONE.
In rapporto alla loro posizione, si possono distinguere:
- muscoli pellicciai o superficiali: hanno almeno una delle
estremit connesse con il derma sottocutaneo

muscoli sottofasciali o profondi: sono sotto la fascia superficiale


e si inseriscono con entrambe le estremit con segmenti ossei,
per cui sono detti anche muscoli dello scheletro.

Vi sono alcuni muscoli particolari che sono connessi ad organi:


- di senso: come i muscoli motori dellocchio, quelli motori degli
ossicini delludito, ecc
- digestivi, genitali e respiratori: muscolo elevatore dellano,
laringe e faringe, muscoli della lingua, muscolo cremastere,
ecc
I muscoli si fissano in almeno due punti detti punti di inserzione,
rimanendo liberi al centro.
Spesso, tra i due punti di inserzione si possono distinguere:
- punto fisso: rimane fermo durante la contrazione
- punto mobile: il punto che, durante la contrazione, si porta
verso il punto fisso.
Linserzione muscolare avviene in due modi:
- per mezzo di un tendine: le fibre carnose del corpo muscolare
si prolungano per mezzo di un tendine, il quale si giunta alla
superficie dellosso
- inserzione diretta: la fibra muscolare continua fino alla superficie
di inserzione e li vi si fissa.
I tendini sono una componente fondamentale dei muscoli:
- sono porzioni fibrose, biancastre, molto resistenti e quasi
inestensibili.
- Possono avere le forme pi svariate:
o Cilindrici
o Appiattiti
- Anche le dimensioni variano notevolmente
Le due inserzioni di un muscolo, a seconda della loro posizione,
vengono chiamate:
- inserzione prossimale o superiore o dorigine

inserzione distale o terminale o inferiore.

pennati

Alcuni muscoli presentano pi corpi muscolari, che hanno ciascuno un


tendine proprio:
- sono detti bicipite, tricipite, quadricipite se hanno pi capi
dorigine
- sono detti bicaudato o tricaudato (es. flessori delle dita) se
hanno pi capi terminali.

I muscoli che hanno forma di penna possono essere:


- pennati: si inseriscono su entrambe le facce del tendine
- semipennati: si inseriscono su una faccia sola.

Per quanto riguarda landamento delle fibre nel passaggio dalla


parte carnosa a quella tendinea, si possono distinguere:

Alcuni muscoli che differiscono da quelli spiraliformi sono detti muscoli


incrociati, in cui si hanno fasci che decorrono in direzione diversa lun
laltro (es. sterncleidomastoideo o il grande adduttore).

muscoli a fasci paralleli: landamento delle fibre parallelo


allasse del muscolo e il tendine si dispone nella medesima
direzione della parte carnosa.

Se si hanno i fasci muscolari paralleli a quelli delle fibre tendinee e


paralleli alla linea di trazione le fibre muscolari percorrono tutta la
lunghezza del muscolo e si possono avere forme:
- quadrilatere
- allungate e nastriformi
In altri casi si hanno muscoli pi brevi le cui fibre terminano a livello
delle inserzioni tendinee in modo irregolare con decorso trasversale,
distribuendosi ad intervalli regolari lungo il muscolo (es. retto
delladdome).
Una simile disposizione si pu avere nei ventri dei muscoli fusiformi:
- i ventri possono essere corti convergendo verso un tendine che
speso molto lungo.
- Il tendine si pu connettere ad una superficie ossea ristretta
oppure cambiare la direzione della trazione.
-

muscoli a fasci incrociati: i muscoli arrivano nei tendini con


decorso trasversale rispetto allasse delle fibre carnose

I muscoli a fasci incrociati sono detti:


- triangolari

Quando i due punti di intersezioni sono tali che formano un angolo tra
le due intersezioni, si dicono muscoli spiraliformi,

Vi da sottolineare le differenti propriet di queste due tipologie di


muscoli.
- quelli a fibre parallele hanno possibilit di una veloce
contrazione con un modesto sforzo di trazione, ma senza avere
particolare forza e resistenza
- quelli a fibre incrociate, possono produrre movimenti limitati ma
con notevole forza e in grado di durare nel tempo.
In base a criteri funzionali, i muscoli si possono classificare secondo il
movimento che permettono in relazione agli assi corporei in:
- flessori,
- estensori
- adduttori
- abduttori
- pronatori
- supinatori
- rotatori interni ed esterni
Si distinguono poi i muscoli in base alla concorrenza collaborativa che
esplicano tra loro per attuare particolari movimenti:
- agonisti
- antagonisti

2) cranio
La testa la parte pi craniale del collo, che si lega al tronco mediante
il collo.
Lo scheletro della testa si costituisce di due parti distinte che sono in
continuit tra loro:
- neurocranio o scatola cranica: formato in gran parte da ossa
piatte che delimitano la cavit cranica in cui viene accolto
lencefalo
- splancnocranio o massiccio facciale: ossa di forma irregolare
che delimitano le cavit che accolgono organi, come la cavit
orbitarie, cavit nasali, cavit orali.

Losso ioide fa parte dello scheletro del collo, ma connesso a strutture


del cranio.
OSSA DEL NEUROCRANIO
Le ossa del neurocranio sono ossa per lo pi piatte che formano una
scatola ossea che contiene lencefalo.
Vi sono otto ossa, di cui:
- quattro impari e mediane: frontale, etmoide, occipitale e
sfenoide
- quattro pari e simmetriche: parietali e temporali.
OSSO FRONTALE

Il neurocranio pu essere suddiviso, grazie ad un piano che parte dalla


gabella e interseca il cranio fino alla protuberanza occipitale esterna, in:
-

volta cranica: la compongono parte dellosso occipitale, parte


delle ossa temporali, parte dellosso sfenoide e del frontale e le
ossa parietali.
base cranica: parte delloccipitale, delle ossa temporali, dello
sfenoide e delletmoide, parte del frontale. (Sfenoide e etmoide
partecipano anche alla formazione dello splancnocranio).

Lo splancnocranio formato da:


- parte dello sfenoide e delletmoide
- vomere
- ossa nasali
- ossa lacrimali
- ossa mascellari,
- zigomatiche
- palatine,
- conche nasali inferiori
- mandibola

Losso frontale un osso piatto, impari, mediano e posto


anteriormente alletmoide e allo sfenoide.
Partecipa alla formazione di:
- volta e base del cranio,
- cavit orbitarie (parte superiore),
Formato da:
- squama: porzione
verticale e convessa
anteriormente
squama
- una parete
orizzontale, che
suddivisibile in:
parti
orbitarie:
porzioni

orizzontali e laterali che rivestono parte delle cavit


orbitarie
parte centrale o nasale.
Si possono descrivere tre margini:
- parietale o superiore
- inferiore o sovraorbitario
- posteriore o sfenoidale.
Faccia esterna della squama:
- convessa anteriormente
- presenta lateralmente due bozze o eminenze frontali
delimitate dalle arcate sopracigliari
- tra le due arcate vi una depressione detta glabella
- al di sotto della glabella vi la sutura frontale, che si
congiunge alle ossa nasali
- sulla parte laterale estrema, si riscontra una linea detta linea
temporale, diretta verso la parte dorsale e verso lalto, che
delimita la faccia temporale dellosso frontale.
Faccia interna della squama:
- fortemente concava
- presenta numerosi solchi vascolari che accolgono i rami
dellarteria meningea media.
- Sulla linea mediana si possono individuare un solco sagittale,
che prosegue verso il basso con una estroflessioni chiamata
cresta frontale.
- Cresta frontale e solco sagittale contribuiscono ad individuare le
due fosse craniche anteriori.
- In basso, in posizione mediana visibile il foro cieco.
- La cresta frontale si prolunga con una estroflessioni chiamata
spina nasale, che servir per suturare le ossa nasali
anteriormente e posteriormente con la parte perpendicolare
delletmoide.

Faccia esterna della parte orizzontale (visione dal basso):


- in corrispondenza della parte nasale vi una incisura
etmoidale, in cui si innesta la lamina orizzontale delletmoide.
- Il contorno dellincisura etmoidale ricco di semicellette che si
mettono in rapporto con le semicellette delle masse laterali
delletmoide per formare le cellule dei labirinti etmoidali.
- Nella parte nasale, al di sopra delle cellette sono visibili due
incavi chiamati seni frontali, il cui scopo quello di alleggerire
losso frontale.
- Ai lati dellincisura e delle cellette si riscontrano delle
depressioni particolari, che formano le cavit orbitarie
superiori.
- Nel margine laterale delle cavit orbitarie superiori si riscontra
una depressione maggiormente pronunciata, la fossa per la
ghiandola lacrimale.

Verso il piano mediano, invece possibile scorgere le piccole


depressioni, fossette trocleari, in cui si innesta la troclea per il
tendine dellocchio.

Faccia interna della parte orizzontale (visione dallalto):


- centralmente si scorge lincisura etmoidale,
- lateralmente si vedono le due superfici orbitarie convesse in
cui si riscontrano numerose impronte digitate, che accolgono i
giri dei lobi degli emisferi frontali.
Margini:
- il margine parietale sulla squama e si presenta dentellato,
formando la sutura coronale con le ossa parietali
- inferiormente e posteriormente si ha il margine sfenoideo, che si
articola formando una sinartrosi con la grande ala dello
sfenoide.
- Lateralmente, il margine sovraorbitario culmina con il processo
zigomatico, che serve per larticolazione dellosso zigomatico.
Fori
-

quando nei margini sovraorbitari si riscontra il passaggio da una


lamina sottile ad una struttura pi tondeggiante si incontra una
incisura sovraorbitaria, che talvolta pu essere trasformata in
foro sovraorbitario grazie alla presenza di un ponte osseo.
Nellincisura sovraorbitaria passano i nervi e le arterie
sovraorbitari.
Si gi detto della presenza, in prossimit della linea mediana,
in posizione inferiore, del foro cieco.

I seni frontali sono due cavit scavate nel margine nasale, che
percorrono medialmente il frontale:
- sono cavit con forma irregolarmente triangolare
- pu capitare che siano separati da una lamina mediana molto
sottile, detta setto dei seni frontali.
Sviluppo: losso frontale si sviluppa come due ossa pari, che si
fondono solamente dopo la nascita. I seni frontali si formano
completamente dopo il 15 anno di vita.

OSSO ETMOIDE
Losso etmoide un osso impari, mediano e situato:
- davanti allo sfenoide
- dietro allosso frontale.
Partecipa alla formazione di:
- cavit nasali
- cavit orbitarie
- fossa cranica anteriore.

Nellinsieme costituito da:


- lamina verticale mediana:
ha una porzione superiore
alla lamina orizzontale detta
crista galli e una inferiore,
la lamina perpendicolare.
lamina orizzontale: lamina che si interseca ad angolo retto con
la lamina verticale e alle cui estremit ha sospese due masse
laterali, detti labirinti etmoidali.

La crista galli:
- sporge nella fossa cranica anteriore, ancorando lestremit
anteriore della falce cerebrale
- si mette in rapporto anteriormente con losso frontale, con le ali
della crista galli, piccole espansioni poste nella parte inferiore.
La lamina perpendicolare:
- si articola con il vomere e con la cartilagine del setto nasale ne
permette la costruzione
- nella porzione superiore e anteriore si articola con losso
frontale, in continuit con le ali della crista galli.
La lamina orizzontale:
- detta anche lamina cribrosa, poich costellata di fori cribrosi,
in cui passa no i filuzzi del nervo olfattivo,
- inserita nellincisura etmoidale dellosso frontale

la superficie superiore della lamina orizzontale nella fossa


cranica anteriore
la superficie inferiore forma parte delle cavit nasali.

Tra la parete mediale del labirinto etmoidale e le conche sono


compresi i meati superiore e medio, che ricevono gli sbocchi
dei seni paranasali.
La faccia superiore che presenta le cellette sono suturate con
lincisura etmoidale dellosso frontale.
La faccia inferiore si articola con losso mascellare, e
presenta una lunga e sottile lamella, il processo
uncinato,
Il processo uncinato si porta in basso, dorsalmente e
raggiunge la conca nasale inferiore.
La faccia anteriore si articola con losso lacrimale e si
estende fino al processo frontale dellosso mascellare
La faccia posteriore (dorsale) si articola con il corpo dello
sfenoide e con il processo orbitario dellosso lacrimale.

Sviluppo
Le masse laterali, denominate labirinti etmoidali:
- a forma di parallelepipedo
- interposte tra le cavit orbitarie e le cavit nasali
- al loro interno sno cave e presentano numerose cellette
etmoidali, distinte in anteriori, medie e posteriori, comunicanti
con le cavit nasali.
- Nei labirinti etmoidali sono distinguibili 6 facce:
La faccia laterale detta lamina orbitaria, e forma parte
delle cavit orbitarie
La faccia mediale contribuisce a formare la parete
laterale delle cavit nasali. Possiede due lamine che si
ripiegano su se stesse dirigendosi:
In basso, formando la conca o cornetto nasale
medio, che di maggiori dimensioni e si articola
con losso palatino nella sua parte posteriore.
Medialmente la conca o cornetto nasale
superiore, di minore dimensione e posta in
posizione posterosuperiore.

Si sviluppa per ossificazione endocondrale della capsula nasale


cartilaginea. Le cellette e i labirinti etmoidali si sviluppano dopo i dieci
anni, mentre la lamina perpendicolare viene completata a circa 15 anni.
OSSO SFENOIDE
Losso sfenoide un osso impari, mediano.
Partecipa alla formazione di:
- volta cranica
- base cranica
- cavit orbitarie
- cavit nasali.
costituito da:
- corpo centrale
- grandi ali
- piccole ali
- processi pterigoidei.

Il corpo centrale un corpo di forma cuboidale situato medialmente


che a contatto:
- sulla faccia ventrale con losso etmoide
- sulla faccia dorsale con la parte basilare delloccipitale.
Costituisce la parte posteriore della volta delle cavit nasali e della
parte mediale delle cavit orbitarie:
- allinterno del corpo sono presenti i seni sfenoidali, due cavit
separate da un setto che comunicano con le cavit nasali
tramite due aperture presenti nella faccia anteriore del corpo.
Le piccole ali sono costituite da due lamine ossee che
originano dalla porzione anterosuperiore delle facce laterali del corpo
dello sfenoide:
- lamine di forma triangolare con origine nella porzione mediale e
apice in quella laterale
- formano il canale ottico, percorso dal nervo ottico
- presentano due facce, anteriore e posteriore, e due margini,
inferiore e superiore.

Le grandi ali dello sfenoide si distaccano dalla porzione laterale


inferiore del corpo:
- hanno una grossa radice
- sono fortemente concave nella porzione superiore
- si dirigono in posizione frontale e craniale
Nelle grandi ali si considerano due facce:
- esocranica
- endocranica
e tre margini:
- anteriore
- laterale
- mediale
I processi pterigoidei originano dalla faccia esocranica dello sfenoide
e si dirigono verticalmente in basso, ponendosi dietro alla tuberosit
dellosso mascellare:
- costituiti da due lamine (laterale e mediale)che delimitano una
ampia depressione, la fossa pterigoidea.

Il corpo dello sfenoide:


- la faccia superiore del corpo dello sfenoide concava ed detta
sella turcica.
- La parte pi depressa della sella la fossetta ipofisaria, che
raccoglie lipofisi.
- Il limite posteriore della sella rappresentato da una lamina
quadrangolare, detta dorso della sella, che presenta una
estremit sul margine superiore detta processo clinoideo
posteriore.
- Il dorso si unisce alla parte endocranica delloccipitale,
formando il clivo.
- Il limite anteriore della sella presenta una estremit trasversale,
detta tubercolo della sella.
- Superiormente al tubercolo vi una depressione, detta solco
prechiasmatico, che accoglie i nervi ottici. Ai lati del solco, vi
sono i fori ottici, in cui il nervo che passa si collega allorgano
visivo.
- La visione laterale del corpo della sella occupata dalle radici
delle due ali:

In posizione anterosuperiore la radice delle piccole ali


In posizione inferiore la radice delle grandi ali
Nella porzione libera delle due ali riscontrabile il solco
carotideo, che accoglie la carotide, spesso delimitato da una
lingula sfenoidale.
Nella faccia anteriore visibile un rilievo verticale mediano,
detto cresta sfenoidale, che culmina inferiormente con il
rostro, che permette larticolazione con le ali del vomere.
La cresta sfenoidale si articola con la lamina perpendicolare
delletmoide, partecipando alla formazione delle cavit nasali.
Lateralmente alla cresta sfenoidale sono presenti delle superfici
che formano la volta della cavit nasale:
Si trovano due fori simmetrici tra loro, detti aperture dei
seni sfenoidali,
Sotto i fori si vede la presenza di due laminette che ne
occludono le aperture, dette conche sfenoidali.
Lateralmente alle conche sono presenti due solchi sagittali
separati da un rilievo, detto processo vaginale:
Il solco mediale costituisce, con le ali del vomere, il
canale vomerovaginale
Il solco laterale, unendosi con losso palatino, costituisce
il canale palatovaginale,
La faccia posteriore dello sfenoide articolata con la porzione
basilare dellosso occipitale, formando una sinostosi
sfenoocipitale.

Le piccole ali sono caratterizzate da:


- faccia superiore liscia, che articolandosi con la porzione
orizzontale dellosso frontale forma la fossa cranica anteriore.
- Faccia inferiore rivolta verso la cavit orbitaria, di cui forma il
tetto superiore.
- Le piccole ali, insieme alle grandi, delimitano una ampia
fessura, detta fessura orbitaria superiore, che permette la
comunicazione tra la cavit orbitaria e la fossa cranica media,
permettendo il passaggio di numerosi vasi e nervi.
- Lestremit del margine posteriore, in posizione mediale si
estroflette formando il processo clinoideo posteriore.

Le grandi ali:
- la faccia posteriore o cerebrale delle grandi ali, fortemente
concava, partecipa alla formazione della fossa cranica media.
- La faccia esocranica delle grandi ali dello sfenoide suddivisa,
da un rilievo dentellato verticale detto margine zigomatico in:
Faccia orbitaria: partecipa alla porzione laterale delle
cavit orbitarie
Porzione laterale ulteriormente suddivisa da un rilievo a
direzione anteroposteriore detto cresta infratemporale
in:
Faccia temporale
Faccia infratemporale: forma il tetto della fossa
infratemporale e continua in basso con la lamina
laterale del processo pterigoideo. Verso il limite
posteriore della faccia infratemporale si notano i
fori ovale e spinoso. Dietro ai due fori si vede il
canale per la tuba uditiva.
- Il margine anteriore delle grandi ali dello sfenoide il margine
zigomatico.
- Il margine laterale detto margine squamoso, ed concavo e
tagliato di sbieco, per articolazione con la squama del
temporale.
- Il margine mediale costituisce parte delle radici delle grandi ali.
Si articola,
In avanti con la porzione superiore dellorbita
Indietro con la rocca petrosa del temporale.
- Lungo il margine laterale sono presenti tre fori:
Foro rotondo: che d il passaggio al nervo mascellare.
Foro ovale: in cui passano il nervo mandibolare e
larteria piccola meningea.
Il foro spinoso: in cui passano larteria meningea media e
il nervo trigemino.
I processi pterigoidei sono caratterizzati da:

La base dei processi formata da


una radice laterale che si distacca dalla grande ala
una radice mediale che si distacca dal corpo
la base attraversata dal canale pterigoideo, che permette il
passaggio ai nervi vidiani.
La lamina mediana:
Sulla faccia mediale forma la parte posteriore delle pareti
laterali delle cavit nasali
Sulla faccia laterale delimita la fossa pterigoidea, in cui
si inserisce il muscolo pterigoideo mediale. Nella faccia
superiore presente la fossa scafoidea, che ospita il
muscolo tensore del palato molle.
Termina in basso con luncino pterigoideo.
La lamina laterale:
Con la faccia laterale costituisce la fossa infratemporale
Con la lamina mediale delimita dallaltro lato la fossa
pterigoidea.
Le due lamine (mediana e laterale) sono unite in alto e in avanti,
ove formano, con le ossa mascellari e palatine, la fossa
pterigopalatina.

Sviluppo: lossificazione del corpo, delle ali e della lamina laterale dei
processi pterigoidei avviene per ossificazione endocondrale, mentre
piccola parte delle ali e la lamina mediale dei processi pterigoidei hanno
origine membranosa. Alla nascita il corpo centrale e le ali non vedono
ancora fondersi i centri di ossificazione endocondrale. Le varie parti
dellosso si fondono assieme solamente dopo i dieci anni, e la
trasformazione della sincondrosi sfenooccipitale in sinostosi avviene
dopo i 20 anni.

OSSO OCCIPITALE.
un osso impari, mediano, che delimita posteriormente e inferiormente
il neurocranio.

Partecipa alla formazione di:


- volta cranica
- base cranica
Loccipitale collega il cranio alla colonna vertebrale mediante i condili e
latlante:
- presenta il grande foro occipitale che fa comunicare la cavit
cranica con il canale vertebrale.
Ha una forma a losanga in cui si distinguono:
- 4 margini:
due superiori
due inferiori
- 2 facce (interna ed esterna)
- 4 angoli:
uno superiore
uno inferiore
due laterali.
Nellosso occipitale possibile individuare 4 parti:
- squama, posta dietro al grande foro
- parti laterali: pari e situate ai lati del grande foro occipitale
- parte basilare: che situata nella parte anteriore dellosso.
Nella faccia esterna della squama si possono individuare:
- un rilievo centrale detto protuberanza occipitale esterna, che
continua in basso fino al grande foro con la cresta occipitale
esterna. La cresta da inserzione al legamento nucale.
- In prossimit della protuberanza si individua la linea nucale
superiore, che individua due piani della squama:
Piano nucale
Piano occipitale.
- La linea nucale superiore da inserzione ai muscoli del collo.
- Il piano nucale suddiviso in quattro porzioni dalla linea nucale
inferiore, parallela alla superiore, la quale da anchessa
inserzione a muscoli del collo.

Superficie esterna delle parti laterali:


- presenta i condili occipitali, che si articolano con latlante.
- Posteriormente si apre il canale condiloideo, che da passaggio
alla vena emissaria condiloidea.
- Lateralmente ai condili vi il canale dellipoglosso, che
permette il passaggio al nervo dellipoglosso.
- A lato dei condili si pu riscontrare una depressione che forma
una cavit, detta incisura giugulare, in cui passa la giugulare.
- Lincisura individuata da un processo giugulare.
Superficie esterna della parte basilare:
- visibile il tubercolo faringeo, su cui si inserisce la fascia
faringea.
- Posteriormente al tubercolo vi una superficie scabra che da
inserzione a muscoli ventrali del collo.
Faccia interna della squama:
- presente una serie di protuberanze che formano leminenza
crociata.
- Il centro delleminenza crociata dato dalla protuberanza
occipitale interna, da cui si originano quattro raggi
- I raggi orizzontali sono:
Solchi per i seni traversi
- I raggi verticali sono:
Solco per il seno sagittale superiore, quello superiore.
Cresta occipitale interna, che prosegue fino al grande
foro occipitale, dando inserzione alla face crebellare.
- Leminenza crociata individua quattro fosse, di cui:
Due superiori dette fosse cerebrali, che accolgono i poli
occipitali del telencefalo
Due inferiori, dette fosse cerebellari, che accolgono gli
emisferi cerebellari.
Superficie interna della parte laterale:
- visibile lultimo tratto del solco per il seno sigmoideo

apertura interna del canale condiloideo, in cui passa la vena


emissaria condiloidea.
Medialmente al canale condiloideo presente il tubercolo
giugulare.
Dietro al processo giugulare si situa il canale dellipoglosso.

OSSO PARIETALE
Osso pari, simmetrico e contribuisce ampiamente alla formazione della
volta cranica.

Faccia interna della parte basilare:


- visibile una doccia (depressione) mediale che continua sul
corpo dello sfenoide che forma il clivo, che da appoggio al
bulbo e al ponte.
Margini:
- i due margini superiori formano delle suture dentate con le ossa
parietali e vengono chiamati margini lamboidei.
- I margini laterali sono detti margini mastoidei, sono divisi a
met dal processo giugulare.
La met anteriore si articola con la parte petrosa del
temporale
La met posteriore si unisce alla parte mastoidea del
temporale
Anteriormente al processo giugulare visibile lampia incisura
giugulare:
- divisa in due dal processo intragiugulare
- questo complesso forma nel suo insieme il forame giugulare,
che permette il passaggio a:
nervi glossofaringeo, vago e accessorio
vena giugulare interna.
Sviluppo: si sviluppa per ossificazione endocondrale nelle porzioni che
circondano il grande foro e per il resto per ossificazione membranosa.
Labbozzo della squama si fonde alle parti laterali attorno al terzo anno
di vita, mentre la parte basilare si fonde con il resto dellosso dopo
cinque anni di vita.

Articolato:
- sulla linea mediana (superiormente) con laltro osso parietale
(sutura sagittale)
- frontalmente con losso frontale (sutura coronale)
- posteriormente con loccipitale (sutura lamboidea)
- inferiormente con il temporale (sutura squamosa) e la grande
ala dello sfenoide.
Si presenta convesso sul lato esterno e concavo sul lato interno. Le
sue articolazioni individuano quattro margini:
- parietale quello superiore,
- frontale quello anteriore
- squamoso quello inferiore

- occipitale quello posteriore.


La faccia esterna presenta:
- superiormente un rigonfiamento detto bozza o eminenza
parietale
- scendendo si trova la linea temporale superiore, che da
inserzione alla fascia temporale
- in zona pi caudale si scorge anche la liea temporale inferiore,
che da origine al muscolo parietale.
- Nella porzione posterosuperiore dellosso si pu scorgere il foro
parietale, che da passaggio a un canale venoso che sbocca
nel seno sagittale superiore.
La faccia interna concava ed caratterizzata da:
- numerosi solchi per larteria meningea media, che si
ramificano in direzione anterosuperiore
- in posizione posterosuperiore delle fossette granulari, che
accolgono le granulazioni aracnoidali.

OSSO TEMPORALE
Losso temporale un osso pari, simmetrico che costituisce la base
cranica e parte della volta.
situato:
- posteriormente alla grande ala dello sfenoide
- inferiormente allosso parietale
- anteriormente alloccipitale.
Losso temporale si costituisce di tre parti, a maturazione avvenuta:
1) parte squamosa: lamina disposta sagittalmente nella faccia
laterale della volta cranica
2) parte timpanica: posta sotto la squama ed esternamente alla
parte petrosa, costituisce la parte esterna del meato acustico e
partecipa alla formazione del cavo del timpano
3) parte petrosa: una formazione triangolare che si dispone
orizzontalmente nellinterno della cavit cranica incuneandosi
tra la grande ala dello sfenoide e la parte basilare
delloccipitale, dirigendosi frontalmente e medialmente.
Allesterno continua postero-inferiormente con il processo
mastoideo.
Faccia esterna della parte squamosa:
- leggermente convessa e liscia
- presenta solchi per larteria temporale media.
- ricoperta totalmente dal muscolo temporale.
- La sutura parietale vede il margine anterosuperiore della
squama tagliato in sbieco in direzione latero-mediale:
Si articola superiormente e posteriormente con losso
parietale
Si articola frontalmente con la grande ala dello sfenoide.
- In prossimit del processo mastoideo vi una profonda in
dentatura detta incisura parietale.
- Dalla parte inferiore della squama si stacca un ponte osseo
orizzontale, detto processo zigomatico, che si articola con
losso zigomatico a formare larcata zigomatica.

Il processo zigomatico formato da due radici:


Radice traversa, che si dirige medialmente e si chiama
tubercolo articolare. Il tubercolo articolare si articola
con il condilo della mandibola. La porzione pi esterna
del tubercolo articolare forma il tubercolo zigomatico.
Radice orizzontale, che si porta indietro, passando al di
sopra del foro acustico esterno e prosegue nella
cresta sopramastoidea.
Tra le due radici si trova una depressione chiamata fossa
mandibolare, suddivisa in anteriore e posteriore dalla fessura
petrotimpanica.
La faccia anteriore della fossa mandibolare entra in
rapporto con il condilo della mandibola.
Attraverso la fessura petrotimpanica passano larteria
e il nervo timpanico oltre che la corda del timpano.

Sulla faccia mediale (interna, verso la colonna) sono presenti e


ben visibili due solchi:
Incisura mastoidea, quello in posizione laterale pi
ampio, accoglie il ventre posteriore del muscolo
digastrico
Solco per larteria occipitale. In posizione mediale,
meno profondo.
Linterno del processo mastoideo scavato da numerose cavit
comunicanti con il cavo del timpano e intercomunicanti tra loro,
dette cellette mastoidee.

Faccia esterna della parte timpanica:


- esternamente visibile il foro acustico esterno, a cui segue il
meato acustico esterno, che si apre nel canale timpanico
nella parte superiore il meato delimitato dalla parte
squamosa
il resto del contorno dalla parte timpanica con le sue
concavit
- posteriormente al meato acustico esterno si situa una fessura
che separa la parte timpanica dal processo mastoideo, detta
fessura timpanomastoidea.
Processo mastoideo e parte petrosa:
- il processo mastoideo un tronco di cono che si protrude
posteriormente alla parte squamosa in direzione inferiore
- la superficie ruvida (petrosa) per poter meglio dare inserzione
allo sternocleidomastoideo.
- Tra i tanti fori del processo mastoideo il maggiore detto foro
mastoideo, che continua con un canale osseo che raggiunge la
cavit cranica a livello del solco sigmoideo e d passaggio alla
vena emissaria mastoidea.

La faccia interna della squama:


- lievemente concava e presenta i solchi per rami dellarteria
meningea media

al limite inferiore della squama visibile una incisura che separa


la squama dalla piramide del temporale, detta fessura
petrosquamosa.
Nella parte mastoidea presente il solco per il seno
sigmoideo, che la continuazione del solco per il seno traverso
descritto con losso occipitale.
Il solco per il seno sigmoideo scende verso il basso, terminando
nel foro giugulare.

Parte petrosa:
- ha forma di una piramide quadrangolare con lasse maggiore
diretto latero-medialmente e frontalmente
- lapice, situato nella parte mediale, tronco e presenta
lapertura interna del canale carotideo.
- La parte petrosa, nella porzione craniale, incastrata tra la
grande ala e la parte basilare delloccipitale.
- Presenta un prolungamento cilindrico che pu protendersi per 1
o 2 cm detto processo stiloideo, che
- Faccia superiore presenta una lamina ossea che ricopre la
cavit timpanica detta tegmen tympani.
- Allestremit mediale del tegmen tympani sono visibili due fori:
Quello posteriore, di maggiori dimensioni il solco del
grande nervo petroso,
Quello inferiore, situato anteriormente il solco per il
piccolo nervo petroso.
- Allapice della piramide presente unimpronta che accoglie il
ganglio del grande nervo trigemino.
- La faccia posteriore della piramide presenta, in direzione
mediolaterale il foro acustico interno, che immette nel meato
acustico interno, in cui decorrono:
Nervo facciale
Nervo vestibolare
Vasi labirintici.
Faccia inferiore della piramide petrosa:
- nella parte anteriore si situa la fossa mandibolare,
- la faccia inferiore visibile nella base cranica

procedendo in direzione lateromediale, si scorge il foro


stilomastoideo, individuato al termine dellincisura mastoidea,
in cui passa il nervo facciale.
Anteriormente al foro si nota il lungo e sottile processo
stiloideo, da cui originano:
Tre muscoli:
Stiloglosso
Stilofaringeo
Stiloioideo
Due legamenti:
Stiloioideo
Stilomandibolare.
Anteriormente al processo stiloideo, in posizione pi mediana, si
pu scorgere la fossa giugulare, in cui accolto il bulbo
superiore della vena giugulare.
Medialmente alla fossa giugulare si riscontra lapertura esterna
del canale carotideo.

Margine superiore:
- il margine superiore si trova tra la faccia anterosuperiore e
quella posteriore
- segna il passaggio dalla fossa cranica media a quella posteriore
- segnato da un canale che il solco per il seno petroso
superiore.
Margine posteriore:
- si articola con le parti laterali dellosso occipitale
- presenta una incisura giugulare, con una spina giugulare che
si articola con le parti laterali delloccipitale a dare il foro
giugulare, in cui passano
nervo glossofaringeo
nervo vago
nervo accessorio
arteria meningea posteriore
origine della vena giugulare interna.

Margine inferiore:
- libero nella sua parte esterna, contribuisce a formare il canale
carotideo

OSSA DELLO SPLANCNOCRANIO


Le ossa dello scheletro della faccia sono situate nella parte
anteroinferiore del cranio e servono a delimitare cavit contenenti
visceri, quali:
- cavit orbitarie
- cavit nasali
- cavit orale
Sono 14 ossa, strettamente unite tra loro da sinartrosi suturali, ad
eccezione della mandibola, che possiede una articolazione mobile
(condiloartrosi).
Si possono dividere in:
1) ossa pari e simmetriche:
a. mascellare
b. zigomatico
c. nasale
d. lacrimale
e. palatino
f. conca nasale inferiore
2) ossa impari e mediane:
a. vomere
b. mandibola.
3) Osso ioide, che un osso particolare, localizzato nel collo, unito
da legamenti e muscoli alle ossa del cranio.

OSSO MASCELLARE
un osso pari e simmetrico, che forma buona parte dello scheletro
facciale contribuendo a delimitare:
- cavit nasali
- cavit boccale
- arcata dentale superiore
Nel suo interno vi il pi voluminoso dei seni paranasali, il seno
mascellare.

Il processo frontale origina dalla parete anterosuperiore e si spinge in


alto fino ad articolarsi con una piccola porzione dellosso frontale.
Il processo palatino partecipa alla formazione del palato duro. Origina
nella parte inferiore della faccia mediale e si protende orizzontalmente
articolandosi:
- medialmente con laltro osso mascellare
- posteriormente con losso palatino
Il processo alveolare posto inferiormente alla faccia frontale e
accoglie gli alveoli in cui si inseriscono i denti dellarcata dentale
superiore.

Losso mascellare presenta:


- corpo, a forma di piramide triangolare
- quattro processi:
zigomatico
frontale
palatino
alveolare.
Il corpo voluminoso e cavo, ha una superficie esterna che
corrisponde ai tegumenti della faccia, per il resto situato tra:
- cavit orbitaria
- fossa pterigopalatina
- cavit nasali.
Nel corpo si possono descrivere quattro facce:
- faccia anteriore, la pi frontale
- faccia superiore o orbitaria, che forma parte del pavimento
dellorbita
- faccia mediale o nasale, che delimita le cavit nasali
- faccia posteriore o infratemporale, che delimita il piano
frontale della fossa pterigopalatina.
Il processo zigomatico tozzo e posto tra la faccia anteriore e quella
posteriore.

la faccia anteriore del corpo:


- forma triangolare e continua:
lateralmente nel processo zigomatico.

Superiormente con il processo frontale


Inferiormente con il processo alveolare.
Al centro presenta una depressione, detta fossa canina.
Al di sotto della fossa visibile il foro infraorbitario, che forma
lapertura del canale infraorbitario in cui passano arteria e nervo
omonimi.
Medialmente la faccia presenta una apertura, incisura nasale, che
assieme allaltro osso mascellare forma lapertura piriforme, che d
accesso alle cavit nasali.
Il margine che delimita la faccia anteriore con la faccia orbitaria detto
cresta lacrimale anteriore.

La faccia orbitaria del corpo:


- leggermente concava
- si dispone orizzontalmente a formare la parete inferiore della cavit
orbitaria.
- Posteriormente presente il solco infraorbitario, che sfocia nel
canale infraorbitario in cui passano il nervo e larteria infraorbitari.
Faccia posteriore:
- Continua
lateralmente con il processo zigomatico
in basso con il processo alveolare
- presente una convessit detta tuberosit mascellare,
faccia mediale o nasale:
- costituisce la maggior parte della parete laterale delle cavit nasali
- nella sua parte centrale presenta lapertura mascellare, che d
accesso ad una grande cavit scavata allinterno dellosso, il seno
mascellare.
- Anteriormente allapertura mascellare si situa il solco lacrimale, che
diventa canale nasolacrimale per larticolazione dellosso mascellare
con losso lacrimale e la conca nasale inferiore.
- La parte posteriore si presenta rugosa, poich la parte che giunge
allinserzione con losso palatino
- Inferiormente allapertura del seno mascellare, la faccia nasale o
mediale prosegue con la faccia superiore del processo palatino.
Processo frontale:
- si distacca anterosuperiormente dalle facce esterna e nasale

si porta superiormente per articolarsi con losso frontale


ai lati si trovano:
medialmente le ossa nasali
lateroinferiormente le ossa lacrimali
posteriormente alla cresta lacrimale, margine posteriore del processo
frontale, si situa lincisura lacrimale, che con larticolazione dellosso
lacrimale, contribuisce a formare la fossa del sacco lacrimale
sulla faccia mediale del processo frontale si individua la cresta
etmoidale, su cui si articola la conca nasale media dellosso etmoide.

Processo zigomatico:
- un corpo di grosse dimensioni a forma piramidale che fuoriesce dalla
faccia esterna del mascellare
- forma larticolazione con losso zigomatico, denominata sutura
zigomaticomascellare.
- La faccia superiore partecipa alla formazione del pavimento della
cavit orbitaria.
Processo palatino:
- Ha la forma di una lamina orizzontale che si protrae dalla parte
inferiore della faccia mediale del mandibolare
- Delimita, con le sue facce:
Superiore, il pavimento inferiore delle cavit nasali
Inferiore, i 2/3 del palato duro e la cavit orale
- Il margine mediale si articola con losso mascellare controlaterale
formando la sutura palatina mediana.
- Il margine anteriore continua con la porzione anteriore del processo
alveolare.
- Il margine posteriore si articola con losso palatino, formando la sutura
palatina trasversa.
- Lunione dei due processi palatini delle ossa mascellari da luogo alla
cresta nasale, che si articola con il vomere.
- Lestremit anteriore forma la spina nasale anteriore.
Processo alveolare:
- origina dalla porzione inferiore dellosso mascellare
- da luogo allarcata alveolare superiore
- nelladulto comprende otto cavit (alveoli) separate da setti
intralveolari.
Gli alveoli anteriori sono cavit coniche che corrispondono alla
radice dei denti incisivi e canini

Gli alveoli laterali sono formati da cavit multiple separate da


setti intererradicolari, in cui si radicano i molari e premolari
Ogni alveolo presenta esternamente un rilievo detto giogo alveolare.
Sopra i gioghi dei denti incisivi presente una depressione, la fossa
incisiva.

OSSO ZIGOMATICO
Losso zigomatico un osso pari e simmetrico posto nella parte
superolaterale dello splancnocranio.
Si rapporta:
- medialmente con losso mascellare, a livello del processo
mascellare
- superiormente con losso frontale, tramite un processo frontale
- posteriormente con il temporale e lo sfenoide.
Ha una forma per lo pi quadrangolare con due processi (frontale e
temporale) in cui si individuano due facce:
- faccia laterale
- faccia mediale o temporale.
La faccia laterale:
- liscia, leggermente convessa
- presenta il foro zigomaticofacciale, che apre il canale
zigomaticofacciale
la faccia temporale:
- fortemente concava
- presenta il foro zigomaticotemporale, che lo sbocco del
canale omonimo
il margine anterosuperiore definito faccia orbitaria:
- concavo
- partecipa alla formazione del tetto della cavit orbitaria
angoli:

nellangolo superiore si estende il processo facciale, che si


articola con la sutura, con il processo zigomatico dellosso
frontale
anteriore, in senso anteroinferiore, si ha l processo mascellare
che si articola con losso mascellare
posteriore, si ha larticolazione con il processo zigomatico
dellosso temporale, tramite il processo temporale.

Allinterno dellosso zigomatico, si apre ad Y il canale zigomatico, che


da passaggio al nervo zigomatico, una delle ramificazioni del nervo
trigemino:
- il canale inizia nel foro zigomaticoorbitario
- si sdoppia in due canali che si aprono nei fori omonimi:
canale e foro zigomaticofacciale
canale e foro zigomaticotemporale.
Sviluppo: tre centri di ossificazione che si fondono completamente
attorno al 5 mese di vita.
OSSO NASALE
un osso pari di piccole dimensioni a forma di lamina quadrangolare
situato nella porzione superomediale dello splancnocranio.
Si articola:
- superiormente con losso frontale
- lateralmente con il processo frontale dellosso mascellare
- medialmente con losso nasale simmetrico.
Si possono individuare:
- due facce:
faccia anteriore: convessa in senso trasversale e forma
la parte ossea del dorso del naso. Presenta un foro
nasale, di natura vascolare
faccia posteriore: concava e contribuisce a determinare
la porzione superiore delle cavit nasali

4 margini:
laterale: si articola con il proceso frontale dellosso
mascellare
mediale: si articola con losso nasale controlaterale.
inferiore: forma il contorno superiore dellapertura
piriforme.
Superiore: con la spina nasale dellosso frontale.

OSSO LACRIMALE
Piccolo osso pari, molto sottile, di forma quadrangolare, situato nella
parete mediale dellorbita:
- dietro al processo frontale del mascellare
- davanti alla lamina orbitaria delletmoide
- sotto allosso frontale
- sopra il corpo del mascellare.
Insieme allincisura lacrimale del processo frontale dellosso
mascellare, forma la fossa del sacco lacrimale.
OSSO PALATINO
Losso palatino un osso pari e simmetrico, posto profondamente
nello scheletro della faccia:
- prende parte alla formazione del palato duro (1/3 terminale)
- formato da due lamine unite ad angolo retto aperto medialmente
- allunione delle due lamine (perpendicolare e orizzontale)
presenta tre processi:
processo orbitario
processo sfenoidale
processo piramidale.
Lamina perpendicolare:
- appiattita in senso sagittale
- presenta due facce:
faccia laterale o mascellare

faccia mediale o nasale.


La faccia laterale o mascellare:
Presenta delle rugosit per larticolazione con losso
mascellare
In posizione posteriore si articola con il processo
pterigoideo dello sfenoide
Nella parte centrale presenta il solco palatino
maggiore, che assieme allosso mascellare forma il
canale palatino maggiore, in cui passano i vasi e nervi
palatini maggiori.
La faccia nasale:
Costituisce la parete laterale delle cavit nasali
Percorsa da due creste orizzontali:
La superiore la cresta etmoidale, che si
articola con la conca nasale media dellosso
etmoide
Linferiore la cresta concale, che si articola
con la conca nasale inferiore.
Dal margine superiore della lamina di protende il
processo orbitario, che partecipa alla formazione della
parete inferiore delle cavit orbitarie.
Posteriormente al processo orbitario vi un altro
processo di minor dimensione che si articola con la
faccia inferiore del corpo dello sfenoide, il processo
sfenoidale.
Tra i due processi situati nella parte superiore si
individua lincisura sfenopalatina, che in rapporto al
corpo dello sfenoide forma il foro sfenopalatino.

La lamina orizzontale:
- si presenta appiattita con due facce:
superiore o nasale, che forma il pavimento delle cavit
nasali
inferiore o palatina, che forma il terzo inferiore del palato
duro.

Il margine anteriore della lamina si articola con il processo


palatino del mascellare, formando la sutura palatina trasversa
Il margine posteriore libero e delimita la apertura posteriore
delle cavit nasali o coane.
Il margine mediale si articola con losso palatino controlaterale,
formando:
Superiormente la cresta nasale
Inferiormente la cresta palatina

Punto di unione delle due lamine:


- vi un rilievo piuttosto voluminoso, detto processo piramidale,
che si dirige lateralmente, indietro e in basso per articolarsi con
il processo pterigoideo dello sfenoide.
- Il processo piramidale, si incastra inoltre nellincisura
pterigoidea, posta tra le due lamine del processo pterigoideo.
- Su tale processo sono presenti i fori palatini minori, che
aprono il canale palatino minore che sfocia nel canale palatino
maggiore.
Sviluppo: losso palatino si sviluppa da un centro di ossificazione
intramembranosa dal secondo mese di vita embrionale, da cui si
originano parte della lamina verticale e il processo piramidale. Le
restanti parti si sviluppano nei mesi successivi.
CONCA NASALE INFERIORE
un osso pari, situato nella parte inferiore delle cavit nasali.
Ha la forma di una laminette ricurva che delimita, insieme allosso
mascellare e allosso palatino, il meato nasale inferiore. Si
distinguono:
- due facce:
mediale
laterale
- due margini:
superiore
anteriore.

La faccia laterale:
- rivolta verso la parete laterale delle cavit nasali
- concava
- delimita a lato il meato nasale inferiore.
La faccia mediale:
- convessa e rivolta verso il setto nasale
margine superiore
- sottile ed fissato alla parete delle cavit nasale articolandosi
con:
cresta concale del mascellare
lamina perpendicolare del palatino.
- La parte in mezzo del margine superiore si mette in relazione
con il seno mascellare, riducendone lapertura
- Presenta tre processi
Processo lacrimale, si articola con losso lacrimale
Processo mascellare, inferiore, restringe lapertura del
seno mascellare
Processo etmoidale, anteriore, si articola con il
processo uncinato delletmoide.
Il margine inferiore pi spesso e rugoso e sporge libero nelle cavit
nasali.

VOMERE
IL vomere un osso impari e mediano che partecipa alla formazione
del setto nasale osseo, delimitando le due cavit nasali.
Ha la forma di una sottile lamina quadrangolare in cui si possono
descrivere due facce, destra e sinistra, e quattro margini.
Le due facce sono lisce e possono presentare dei solchi vascolari e
nervosi di piccola entit.
Il margine superiore:
- si articola per schindilesi con la faccia inferiore del corpo dello
sfenoide
- si sdoppia nelle due ali del vomere, che si dirigono
anterolateralmente
- tra le due ali del vomere vi il solco del vomere, che accoglie il
rostro dello sfenoide.
Il margine anteriore:
- obliquo e si articola con la lamina perpendicolare dellosso
etmoide.
Margine posteriore:
- sottile e libero,
- forma la parte posteriore del setto nasale
margine inferiore:
- si articola con la cresta nasale (formata dalle ossa palatine e
dalle mascellari)

MANDIBOLA
La mandibola un osso impari, mediano che forma la parte inferiore
dello scheletro facciale e accoglie larcata dentale inferiore.
lunico osso del cranio che forma una diartrosi, articolazione
temporomandibolare, che permette alla mandibola di compiere ampi
movimenti.
La mandibola costituita da:
- corpo, parte mediana, orizzontale a forma di ferro di cavallo con
concavit posteriore
- rami: parti laterali quasi verticali unite allapice posteriore del
corpo.

Nel corpo della mandibola si possono distinguere:


- due facce, una interna e una esterna
- due margini:
superiore, che detto parte alveolare, poich presenta
gli alveoli che accolgono i denti.
Inferiore, che detto base e forma il mento.
Nei rami si possono individuare:
- due facce, laterale e mediale
- quattro margini, anteriore, superiore, posteriore inferiore.
- Due processi:
Processo condiloideo
Processo coronoideo.
La faccia esterna della mandibola convessa:
- nella parte mediale presenta la sinfisi mandibolare, che il
punto di fusione dei due abbozzi primitivi
- la sinfisi termina inferiormente con la protuberanza mentale.
- Lateralmente alla sinfisi presente il foro mentale, apertura
esterna del canale mandibolare, che permette il passaggio dei
vasi e nervi mentali.
- Pi lateralmente al foro visibile la linea obliqua, che prosegue
posteriormente con la base del processo coronoideo.
La faccia interna concava posteriormente:
- in prossimit della linea mediana sono presenti quattro piccoli
rilievi, le spine mentali, che danno origine ai muscoli
genioglossi e genioioidei
- pi lateralmente visibile la linea miloioidea, che da inserzione
al muscolo miloioideo.
- A livello dei molari, lateralmente alle spine mentali, presente la
fossetta sottolinguale, che accoglie la omonima ghiandola.
- Al di sotto, vi la fossetta sottomandibolare, che accoglie la
ghiandola sottomandibolare.
Il margine inferiore del corpo arrotondato:

presenta, al limite con la faccia interna, le fossette digastriche


che accolgono i muscoli digastrici.

Il margine superiore presenta gli alveoli inferiori con i relativi rilievi,


che danno inserzione ai denti dellarcata inferiore.
Ciascun ramo della mandibola origina dallestremit inferiore del corpo
e forma un angolo ottuso aperto anteriormente, detto angolo della
mandibola:
- i rami hanno forma quadrangolare sviluppata maggiormente in
altezza
La faccia laterale del ramo presenta:
- inferiormente una superficie rugosa, detta rugosit
masseterina, su cui si inserisce il muscolo massetere.
La faccia mediale del ramo presenta:
- inferiormente una superficie rugosa, rugosit pterigoidea, su
cui si inserisce il muscolo pterigoideo mediale
- al centro visibile il foro mandibolare, da dove origina il canale
mandibolare e contiene i nervi e i vasi alveolari inferiori
- dal foro mandibolare si diparte anteroinferioriemte il solco
miloioideo, in cui decorre il nervo miloioideo.
Il margine anteriore del ramo mandibolare:
- presenta due labbri che delimitano la fossa retromandibolare:
un labbro laterale che la continuazione della linea
obliqua del corpo della mandibola
un labbro mediale, detto cresta temporale,
I margini posteriore e inferiore sono arrotondati e assieme formano la
parte posteriore dellangolo della mandibola.
Il margine superiore presenta:
- al centro lincisura della mandibola, concava superiormente,
che da passaggio a vasi e nervi masseterini

anteriormente allincisura si trova il processo coronoideo, con


lapice superiore che da inserzione al muscolo temporale
posteriormente allincisura presente il processo condiloideo:
si possono individuare una porzione ristretta, detta collo
del condilo, e una porzione pi ampia, detta testa del
condilo,
la testa del condilo rivestita da cartilagine e entra nella
fossa mandibolare dellosso temporale per formare
larticolazione temporomandibolare.

Sviluppo: lossificazione della mandibola avviene per ossificazione


membranosa mantellare:
- presente un abbozzo di cartilagine, cartilagine di Meckel, che fa
da modello-stampo, non partecipando direttamente alla
formazione dellosso
- inizialmente langolo della mandibola molto ottuso, poi, con il
rimodellamento osseo, diminuisce.
- La fusione della sinfisi mandibolare avviene prima della nascita.
OSSO IOIDE
Losso ioide un osso impari e mediano non articolato con le altre
ossa del cranio:
- situato nel collo tra la C3 e la C4, sotto la mandibola e sopra la
laringe
- molto mobile poich la sede di inserzione di molti muscoli, tra
cui i sopra e sottotiroidei
- da inserzione allo scheletro fibroso dei muscoli della lingua
- ha forma di ferro di cavallo con la concavit posteriore da cui
originano:
corna maggiori: si dirigono in alto e indietro, sono sede
di inserzione.
Corna minori: sono disposte nel punto in cui dal corpo
si distaccano le corna maggiori. Sul loro apice si
inserisce il legamento stiloioideo, che lo connette al
processo stiloideo del temporale.

CONFIGURAZIONE GENERALE DEL CRANIO.

Le ossa che compongono lo scheletro della faccia e quelle che


compongono la scatola cranica formano un complesso di strutture che
non sono descrivibili a prescindere dalla forma unitaria del cranio.

La conformazione delle ossa del cranio, allesterno e allinterno, con


una visione generale permette di scorgere le strutture funzionali delle
ossa.

CONFIGURAZIONE ESTERNA DEL CRANIO


PROIEZIONE ANTERIORE
Osservando frontalmente il cranio si possono individuare i limiti che
suddividono lo splancnocranio dal neurocranio:
- sutura frontonasale: larticolazione dellosso frontale con le
ossa nasali. il limite in vicinanza del piano sagittale mediano.
- Sutura frontomascellare: articolazione tra il frontale e il
processo frontale dellosso mascellare, pi lateralmente rispetto
al precedente.
- Margine sovraorbitario: il margine dellosso frontale che
corre al di sopra della cavit orbitaria
- Sutura frontozigomatica: articolazione tra losso frontale e
losso zigomatico (processo frontale).
Superiormente alla cavit orbitaria:
- losso frontale presenta le bozze frontali
- nella porzione inferiore dellosso frontale vi sono le arcate
sopraccigliari, che a livello del piano sagittale individuano una
depressione chiamata glabella.
Inferiormente alla cavit orbitaria, in direzione latero-mediale, sono
visibili:
- ossa nasali unite dalla sutura internasale

il corpo delle ossa mascellari con il foro infraorbitario, al di


sotto del quale vi la fossa canina.
Lateralmente la sutura zigomaticomascellare, che avviene tra
il processo mascellare dellosso zigomatico e il processo
zigomatico dellosso mascellare.

Medialmente si ha la apertura piriforme, che delimita laertura per le


cavit nasali:
- individuata dalle ossa nasali e dalle ossa maschellari
- presenta inferiormente e medialmente la spina nasale
anteriore.
- Al di sotto si nota la sutura intermascellare, che unisce
insieme le due ossa mascellari.
Al di sotto delarcata alveolare superiore o mascellare, vi la
mandibola, che presenta:
- arcata alveolare inferiore,
- inferiormente allarcata e ai suoi gioghi vi la sinfisi
mandibolare, che termina con la protuberanza mentale
- a lato della sinfisi si possono notare i fori mentali, che danno
passaggio a vasi e nervi mentali.

PROIEZIONE SUPERIORE.
Descrivendo il cranio visto dallalto si individuano le ossa che
compongono la volta, ovvero:
- frontale
- le due parietali
- la squama delloccipitale.
IN direzione ventro-dorsale si possono individuare le suture tra le ossa
piatte della volta, che sono tutte dentate:
- sutura coronale: tra losso frontale e le due parietali,
- sutura sagittale: la sutura tra le due ossa parietali
- sutura lamboidea: sutura tra le parietali e la squama
delloccipitale.

Vi sono alcuni punti di notevole importanza:


- il punto in cui si incontrano la sutura sagittale e quella coronale
detto bregma.
- Il punto pi alto del cranio, situato a met della sutura sagittale
detto vertex
- Il punto in cui si incontrano la sutura sagittale e quella
lamboidea detto lambda.
PROIEZIONE LATERALE.
La proiezione laterale del cranio mette in evidenza la regione
temporale, che formata da:
- ossa parietale
- frontale
- temporale
- grande ala dello sfenoide.

Nella regione temporale visibile la delimitazione tra la volta e la base


del cranio, individuata dalla linea temporale superiore:
- questa inizia in corrispondenza del processo zigomatico
dellosso frontale
- termina a livello dellasterion, punto in cui si uniscono le ossa
temporale, parietale e occipitale.
Sotto la linea temporale superiore visibile unampia regione
denominata fossa temporale, delimitata:
- in avanti dal margine posteriore dellosso zigomatico
- posteriormente dalla linea temporale superiore
- in basso dallarcata zigomatica.
Inferiormente alla fossa temporale, larcata e la cresta infratemporale
dello sfenoide descrivono la fossa infratemporale, che da inserzione
al muscolo omonimo.
Frontalmente alla fossa temporale si pu osservare losso zigomatico.
Sotto larcata zigomaticotemporale, visibile:
- incisura mandibolare
- processo condiloideo della mandibola articolata nella fossa
mandibolare dellosso temporale
- tuberosit masseterina, sullosso mandibolare.
PROIEZIONE INFERIORE.
La proiezione inferiore esterna molto complessa nel suo insieme e
per renderla maggiormente visibile ed esaustiva necessario
rimuovere la mandibola dalla sua articolazione con il temporale.
Per migliorare la descrizione, si individuano tre regioni:
- anteriore: delimitata dal margine del palato osseo
- media: tra il palato osseo e una linea immaginaria che passi per
il margine anteriore del grande foro occipitale.
- Posteriore: dal grande foro procedendo posteriormente.

La regione anteriore:
- delimitata frontalmente dallarcata dentale mascellare
- posteriormente sono visibili i processi palatini delle ossa
mascellari e le lamine orizzontali delle ossa palatine, che
formano il palato osseo.
- Processi palatini e lamine orizzontali sono articolati nella sutura
palatina mediana.
- Tra processo palatino e lamina orizzontale del palatino vi la
sutura palatina trasversa.
- Nella parte anteriore della sutura mediana visibile la fossa
incisiva in cui sono situati i fori incisivi che danno origine ai
canali incisivi.
- Nella parte posteriore delle ossa palatine sono riscontrabili i
processi piramidali, che presentano:
foro palatino maggiore, nella parte pi anteriore
fori palatini minori, ai vertici del processo piramidale.
La regione media la regione pi complessa:
- posteriormente alle ossa palatine si vedono le lamine laterali e
mediali dei processi pterigoidei dello sfenoide, che delimitano
la fossa pterigoidea.
- La lamina laterale mediana del processo pterigoideo dello
sfenoide presenta luncino pterigoideo,
- Tra il margine posteriori delle lamine orizzontali delle ossa
palatine e le lamine mediali dello sfenoide sono presenti le
aperture posteriori delle cavit nasali o coane, che sulla
linea mediana sono separate dalla lamina perpendicolare del
vomere.
- Il vomere si articola con la faccia inferiore del corpo dello
sfenoide, incastrando il rostro.
- Sulla linea mediana la regione costituita quasi completamente
dalla parte basilare delloccipitale:
Visibile il tubercolo faringeo
- Lateralmente sono presenti delle regioni quadrangolari, formate
da:
Osso temporale e grande ala dello sfenoide
anteriormente

Posteriormente dalla faccia inferiore della piramide del


temporale e dalle parti laterali delloccipitale.
In queste regioni si possono descrivere:
Frontalmente la fossa mandibolare, divisa in due
regioni dalla fessura petrotimpanica:
Sono visibili tre fori:
Spinoso
Ovale
Lacero (delimitato dalla parte basilare
delloccipitale e dalla rocca petrosa del
temporale)
In corrispondenza dellapice della piramide della rocca
petrosa del temporale visibile lapertura interna del
canale carotideo.
Posteriormente si possono trovare:
Foro acustico esterno, che da origine al meato.
Parte timpanica del temporale
Processo stiloideo del temporale
Foro stilomastoideo, posto appena dietro al
processo stiloideo
Il foro e la fossa giugulare (piramide petrosa e
parte laterale delloccipitale).
Apertura esterna del canale carotideo
Anteriormente al condilo delloccipitale il canale
dellipoglosso.

La regione posteriore formata dalla parte mastoidea del temporale e


dallosso occipitale:
- lateralmente si vede il processo mastoideo, con lincisura
mastoidea.
- Medialmente il processo giugulare e il condilo delloccipitale.
- Medialmente, in direzione ventro-dorsale si possono vedere:
Grande foro occipitale
Cresta occipitale esterna
Protuberanza occipitale esterna

Tra il grande foro e la linea nucale superiore, che separa la


base dalla volta, si trovano:
Il piano nucale, diviso in quattro parti da:
Linea nucale inferiore
Cresta occip. esterna.

Posteriormente visibile il rilievo della protuberanza occipitale interna,


detto diploe.

CONFIGURAZIONE INTERNA DEL CRANIO

BASE DEL CRANIO.

La descrizione della configurazione interna del cranio corrispondente


a quella del neurocranio.
Si prendono in considerazione pertanto la volta e la base del cranio.
VOLTA DEL CRANIO.
Internamente, la volta del cranio formata da:
- osso frontale
- ossa parietali
- osso occipitale.
Appare fortemente concava e sono visibili le varie suture tra le ossa:
- sutura coronale: tra losso frontale e le ossa parietali
- sutura sagittale: tra le due ossa parietali
- sutura lamboidea: tra la squama delloccipitale e le ossa
parietali.
Anteriormente:
- visibile la cresta frontale
- la cresta continua con il solco per il seno sagittale superiore
della dura madre.
Lateralmente sono visibili:
- solchi per larteria meningea media

foro parietale, situato prossimamente alla sutura lamboidea su


ogni osso parietale.

La superficie interna della base del cranio molto flessuosa, poich vi


sono numerose impronte digitate, causate da:
- solchi del telencefalo
- solchi vascolari
- canali e altri rilievi ossei.
La base del neurocranio costituita da:
- lamina orizzontale dellosso frontale
- sfenoide
- temporale
- occipitale.
Nellinsieme si presenta come un piano inclinato indietro, in cui si
individuano tre fosse craniche:
- fossa cranica anteriore
- fossa cranica posteriore
- fossa cranica media.
Fossa cranica anteriore
La fossa anteriore delimitata da:
- frontalmente dal piano che separa la volta dalla base del cranio
- posterolateralmente dal margine posteriore delle piccole ali dello
sfenoide
- centralmente dal solco prechiasmatico, che si trova sulla
faccia superiore del corpo dello sfenoide.

Nella fossa si possono individuare:


- medialmente:
in posizione frontale la cresta frontale al di sotto della quale vi
il foro cieco.
Posteriormente, nellincisura etmoidale dellosso frontale, si
situa la lamina cribrosa, con la crista galli.
Dietro la lamina cribrosa si situa la sutura sfenoetmoidale,
dietro la quale vi il solco prechiasmatico, che accoglie il
chiasma dei nervi ottici.
- Lateralmente:
Sulle lamine orizzontali del frontale sono presenti numerose
impronte digitate
Posteriormente terminano con le piccole ali dello sfenoide.
Il margine libero delle ali dello sfenoide termina con i processi
clinoidei anteriori.

Fossa cranica media.


La fossa cranica media delimitata:
- anteriormente dal margine posteriore delle piccole ali dello
sfenoide
- postero-lateralmente dal margine superiore della piramide
petrosa, in cui vi il solco per il seno petroso superiore.
- Postero-medialmente dal dorso della sella turcica.
Nella fossa cranica media si possono vedere:
- anteriormente:
in posizione mediana la sella turcica con la fossetta
ipofisaria e posteriormente il dorso della sella.
Lateralmente alla sella, in profondit vi il solo carotideo, in
cui passa larteria carotide interna.
posteriormente al solco carotideo, in prossimit del foro
lacero, presente lapertura interna del canale carotideo.
Il foro lacero delimitato dallapice della piramide del
temporale e lateralmente dalla lingula sfenoidale.
- Lateralmente.

Individuata dalle grandi ali dello sfenoide e dalla faccia


superiore della piramide del temporale.
Sono presenti numerose impronte digitate per i lobi temporali
del telencefalo.
Sono presenti numerosi fori e canali:
Fessura orbitaria superiore: tra la piccola e la
grande ala dello sfenoide. Passano i nervi
oculomotore, trocleare, oftalmico, abducente e le vene
oftalmiche
Foro rotondo: per il nervo mascellare. Situato nella
parte superiore della grande ala.
Foro ocale: per il nervo mandibolare
Foro spinoso: per larteria meningea media e il nervo
spinoso.
Solco per larteria meningea media: a lato del foro
spinosi, sia sul temporale che sullala dello sfenoide.
Solchi per il piccolo e il grande nervo petroso
Sulla faccia superiore della piramide del temporale possibile
vedere i solchi e le aperture dei canali del piccolo e grande
nervo petroso.
Nella faccia superiore si vede leminenza arcuata e il tegmen
thympani.

Fossa cranica posteriore.


Delimitata da:
- anteriormente dal margine superiore della piramide della rocca
petrosa del temporale, a livello del solco per il seno sagittale
superiore, e dalla sella turcica
- posteriormente dalla protuberanza occipitale interna
- lateralmente dal solco per il seno trasverso.
Formata da:
- dorso della sella, che assieme alla parte basilare delloccipitale
forma la sincondrosi sfenooccipitale.
- Maggior parte dellosso occipitale
- Faccia posteriore della piramide del temporale.

La fossa cranica posteriore presenta:


- centralmente il grande foro occipitale, che da passaggio a:
bulbo
arterie vertebrali
nervi accessori
radici ascendenti del nervo dellipoglosso.
- Anteriormente al grande foro la parte basilare delloccipitale presenta il
clivo, che accoglie il bulbo
- Posteriormente al grande foro occipitale presente la cresta
occipitale interna, che giunge alla protuberanza occ. Interna.
- Ai lati della cresta sono visibili le due fosse cerebellari, che accolgono
i lobi del cervelletto, delimitate da:
Solco del seno sigmoideo anteriormente
Solco del seno trasverso posteriormente.
- Il solco per il seno sigmoideo termina in corrispondenza del foro
giugulare, formato da:
Incisura giugulare del margine mastoideo delloccipitale
laterale
Piramide del temporale.
Pu essere diviso in due dal processo intragiugulare, che da
passaggio a:
Met anteromediale, dal nervo glossofaringeo
Met posterolaterale da nervo accessorio e vago e
dalla vena giugulare interna.
- Nella faccia posteriore della piramide del temporale sono visibili:
Foro acustico interno: d passaggio ai nervi statoacustico,
facciale e intermedio.
Apertura esterna del canalicolo del vestibolo: per il sacco
endolinfatico.
Solco per il seno petroso inferiore.
- Nelle parti laterali delloccipitale sono visibil:
Canale condiloideo: attraversato da una vena
Canale dellipoglosso: per il nervo ipoglosso.

CAVITA COMUNI AL NEUROCRANIO E SPLANCNOCRANIO.


Le cavit che sono comuni al neurocranio e allo splancnocranio sono:

cavit orbitarie ed orbite


cavit nasali
fossa infratemporale
fossa pterigopalatina.

CAVITA ORBITARIE ED ORBITE


Sono due cavit pari e simmetriche, poste sotto allosso frontale, nella
parte superiore dello scheletro facciale:
- contengono il globo oculare e i suoi annessi
- hanno la forma di una piramide quadrangolare con lasse
maggiore diretto in avanti e lateralmente.

forma il seno mascellare


presenta il solco infraorbitario che da accesso al canale
infraorbitario.

La parete laterale dellorbita formata dallosso frontale e dalla faccia


anteriore della grande ala dello sfenoide.
La parete mediale della cavit orbitaria:
- formata da (in direzione fronto-occipitale):
processo frontale del mascellare
osso lacrimale
lamina orbitaria (o papiracea) dellosso etmoide
faccia laterale del corpo dello sfenoide.

La base della piramide corrisponde allapertura dellorbita ed formata da


quattro margini:
- margine superiore:
costituito dallarcata sovraorbitaria e dai processi zigomatico e
frontale dellosso frontale
indentato nella sua parte centrale per la presenza della
incisura sovraorbitaria, che talvolta pu divenire foro per la
formazione di un ponte osseo.
- Margine inferiore o infraorbitario: costituito lateralmente dallosso
zigomatico e medialmente dallosso mascellare
- Margine laterale: formato dallosso zigomatico
- Margine mediale: formato dal processo frontale dellosso mascellare.
Il tetto della cavit orbitaria concavo:
- costituito da:
lamina orizzontale dellosso frontale anteriormente
posteriormente dalla piccola ala dello sfenoide.
- Lateralmente presente una depressione profonda che funge da
fossa per la ghiandola lacrimale.
La parete inferiore o pavimento dellorbita:
- formata da:
faccia orbitaria del mascellare
processo orbitario dello zigomatico
processo orbitario del palatino

Lapice dellorbita corrisponde allapertura del canale ottico e presenta:


- fessura orbitaria superiore: formata dalla piccola e grande ala dello
sfenoide in prossimit delle loro radici

fessura orbitaria inferiore: posta tra la faccia inferiore e quella


laterale della cavit orbitaria. Delimitata dalla grande ala dello sfenoide
e dalla lamina orbitaria del mascellare.
Fori etmoidali: si trovano tra la faccia superiore e quella inferiore.
Canale e foro ottico: visibili nella piccola ala dello sfenoide.

CAVITA NASALI
Sono cavit situate nel centro dello splancnocranio e appartengono
alle vie respiratorie, accogliendo la mucosa respiratoria e olfattiva.
Sono divise in due met simmetriche dal setto nasale, che appartiene
al piano sagittale mediano.
Le cavit nasali hanno la forma di una fessura allungata in senso
fronte-occipitale:
- in alto sono pi ristrette
- in basso sono pi allargate, ma assumono uno un aspetto
labirintico per la presenza delle conche nasali.
Nelle cavit si possono individuare:
- due aperture: anteriore e posteriore
- quattro pareti: superiore, inferiore, laterale, mediale.
Lapertura anteriore o piriforme:
- delimitata da:
margine inferiore delle ossa nasali superiormente
lateralmente e in basso dalle incisure nasali delle ossa
mascellari.
- A livello della linea mediana, anteriormente, visibile la spina
nasale anteriore.

Le aperture posteriori o coane:


- forma quadrilatera
- separate dal margine posteriore del vomere
- limiti:

superiore > corpo dello sfenoide a cui si sovrappongono


le ali del vomere
inferiore > lamina orizzontale dellosso palatino
laterale > lamina mediale del processo pterigoideo dello
sfenoide.
La parete superiore o volta delle cavit nasali:
- formata, in senso antero posteriore da:
ossa nasali
spina nasale dellosso frontale
faccia inferiore della lamina cribrosa dellosso etmoide
facce anteriore e inferiore del corpo dello sfenoide
ali del vomere.
- La faccia anteriore del corpo dello sfenoide presenta le aperture
per i seni sfenoidali.

La parete inferiore o pavimento delle cavit nasali:


- formata da:
processi palatini dellosso mascellare nella parte
anteriore
lamine orizzontali delle ossa palatine nella parte inferiore
- sulla linea mediana si trova la cresta nasale.
- Lateralmente alla cresta vi sono gli sbocchi dei canali incisivi.

La parete laterale delle cavit nasali:


- Inclinata in senso mediolaterale dallalto verso il basso
- formata
anteriormente da:
processo frontale del mascellare
osso lacrimale
medialmente da:
faccia mediale del labirinto etmoidale

faccia nasale dellosso mascellare


conca nasale inferiore
posteriormente da:
lamina perpendicolare del palatino
lamina mediale del processo pterigoideo dello
sfenoide.
Dalla parete laterale della cavit nasale sporgono verso le
cavit le tre conche nasali:
La conca nasale superiore e quella media sono processi
della faccia mediana dei labirinti etmoidali
La conca nasale inferiore un osso indipendente.
Tra le conche e la parete laterale si individuano i tre meati
nasali (inferiore, superiore, medio).
Nei tre meati nasali sboccano i seni paranasali:
Nel meato nasale superiore sboccano le cellette
etmoidali posteriori
Nel meato medio i seni frontale e mascellare.
Nel meato nasale inferiore sbocca il canale
nasolacrimale.
Posteriormente e superiormente alla conca nasale superiore si
trova il recesso sfenoetmoidale, in cui:
Si apre il seno etmoidale
visibile il foro sfenopalatino, che comunica con la
fossa pterigopalatina.
Linfundibolo situato tra il processo uncinato (processo
anteriore della lamina mediale delletmoide) e la bolla etmoidale
(sporgenza di una cellula etmoidale voluminosa, situato al di
sopra del seno mascellare).

La parete mediale delle cavit nasali data dal setto nasale,


formato:
- superiormente dalla lamina perpendicolare dellosso etmoide
- inferiormente dal vomere.

FOSSA INFRATEMPORALE
La fossa infratemporale uno spazio irregolare situato nella parete
laterale del cranio:
- lateralmente al ramo della mandibola
- posteriormente alla tuberosit mascellare
- medialmente dal processo pterigoideo dello sfenoide (lamina
laterale).

Si possono individuare, nella fossa, quattro pareti:


- superiore
- mediale
- laterale
- anteriore
La fossa risulta comunque molto aperta, poich mancano le pareti
inferiore e posteriore.
La parete superiore:

formata da:
faccia infratemporale della grande ala dello sfenoide
in questa si aprono i fori ovale e spinoso, che
permettono la comunicazione con la cavit
cranica.

La parete mediale corrisponde alla lamina laterale del processo


pterigoideo dello sfenoide:
- anteriormente al processo pterigoideo si trova lapertura
pterigomascellare, che mette in comunicazione la fossa
infratemporale con la fossa pterigopalatina.
- La porzione superoanteriore della fessura continua con la
fessura orbitaria inferiore, che
posta tra la grande ala dello sfenoide e losso
mascellare
permette di comunicare alla fossa infratemporale con la
cavit orbitaria.
La parete laterale della fossa infratemporale formata dallarcata
zigomatica e dalla faccia mediale del ramo della mandibola
La parete anteriore della fossa infratemporale formata dalla
tuberosit mascellare.
FOSSA PTERIGO-PALATINA
La fossa pterigopalatina lo spazio compreso tra:
- la tuberosit mascellare in avanti
- processo pterigoideo indietro
- lamina perpendicolare del processo palatino medialmente.
Si possono descrivere tre pareti che individuano la fossa
pterigopalatina:
- anteriore,
- posteriore

mediale.

La parete laterale manca poich a quel livello si trova la fessura


pterigomascellare, che comunica con la fossa infratemporale.
La parete anteriore rappresentata dalla tuberosit dellosso
mascellare:
- superiormente si trova la porzione pi mediale della fessura
orbitaria inferiore, che comunica con la cavit orbitaria
La parete posteriore formata dalla faccia anteriore del processo
pterigoideo dello sfenoide:
- nella sua parte visibile presente lapertura per il canale
anteriore del processo pterigoideo.
La parete mediale costituita dalla faccia laterale della lamina
perpendicolare del palatino:
- in alto presenta il foro sfenopalatino che mette in
comunicazione la fossa con le cavit nasali
- nella parte pi alta della fossa visibile il foro rotondo.

CRANIOMETRIA
Il cranio normale presenta dimensioni e forme differenti negli individui in
relazione a:
- razza
- sesso
- et
Per poter apprezzare quantitativamente le differenze e individuare
eventuali situazioni patologiche necessario individuare:
- punti craniometrici: punti di repere sulla superficie del cranio
- diametri craniometrici: misure che uniscono i punti
craniometrici
- indici craniometrici: rapporti tra le misurazioni delle varie parti.
PUNTI CRANIOMETICI
Sono molteplici i punti individuabili, ma i principali sono:
- anteriormente:
glabella: punto mediano posto tra le due arcate
sopraccigliari
bregma: punto mediano sulla sutura coronale, in
prossimit dellintersezione tra la sutura coronale e
quella sagittale.
Nasion: punto mediano di sutura nasofrontale.
Mentoniero: punto mediano sulla protuberanza mentale.
- Posteriormente:
Inon: apice della protuberanza occipitale esterna
Vertex: punto pi alto del cranio, situato medialmente
sulla volta cranica in prossimit della sutura sagittale.
Altri punti interessati al dimorfismo sessuale sono:
- processo stiloideo:
- processo mastoideo.
INDICI CRANIOMETRICI.

Sono dei rapporti percentuali utili per esprimere le proporzioni tra le


distanze da differenti punti sul cranio.
Uno degli indici lindice di altezza:
- esprime in dimensione metrica la distanza tra il vertex e il punto
mentoniero.
Il pi comune indice percentuale lindice cefalico:
- il rapporto tra
lunghezza massima del cranio sulla linea mediana
larghezza del cranio a livello del bregma.
Il valore dellindice cefalico individua differenti tipi di crani:
- dolicocefali: sono crani con indice craniometrici inferiore a 75%
- mesocefali: sono crani con indice tra 75 e 80 %
- brachicefali: cranio con indice maggiore di 80 %
DIMORFISMO SESSUALE
Il cranio maschile ed il cranio femminile presentano delle apprezzabili
variazioni degli indici craniometrici:
- questa differenza di forma tra il cranio maschile e quello
femminile detta dimorfismo sessuale.
Nel cranio maschile:
- osso frontale pi pronunciato,
- glabella e arcate sopraccigliari ben evidenti
- ossa parietali pi lunghe rispetto al cranio femminile
- sono ben evidenti i due processi che indicizzano il dimorfismo:
stiloideo
mastoideo
Nel cranio femminile si notano:
- processi (mastoideo e stiloideo) poco pronunciati e poco
evidenti
- protuberanze delloccipitale pi pronunciata

maggiori dimensioni dellosso frontale, che presenta una sutura


coronale quasi mediana
minore dimensione delle ossa parietali
glabella poco evidente, poich le arcate sopraccigliari sono
meno prominenti.

DIMORFISMO LEGATO ALLETA


Nel neonato, il cranio molto pi grande in relazione al corpo che in un
adulto:
- in un neonato il cranio sta a 1:4 con il corpo
- nelladulto solamente 1:8
Nel neonato:
- il neurocranio molto pi sviluppato dello splancnocranio
- lo scheletro facciale si sviluppa in seguito in relazione alla
respirazione, alla masticazione e allo sviluppo dei seni
paranasali.
- Non tutte le ossa sono completamente suturate, e per
permettere lo sviluppo dellencefalo tra le ossa piatte del
neurocranio sono presenti fontanelle, che sono composte da
connettivo fibroso.
- Losso frontale, alla nascita ancora diviso nei due abbozzi.
Nelladulto, lo scheletro aumenta di volume, soprattutto quello facciale e
si formano le suture, con la scomparsa delle fontanelle.
Nellanziano, le suture vanno incontro a obliterazione, con la
formazione di sinostosi.
ARTICOLAZIONI DEL CRANIO
La maggior parte delle articolazioni del cranio rappresentata dalle
sinartrosi (art. immobili).
presente una sola diartrosi, larticolazione temporomandibolare.

SINARTROSI
La maggior parte le sinartrosi sono suture dentate:
- sutura coronale
- sutura sagittale
- sutura lamboidea
- sutura metodica, quando presente, tra i due abbozzi dellosso
frontale.
Una sutura squamosa quella tra losso parietale e la parte squamosa
del temporale.
Nello scheletro facciale, invece, si ha una prevalenza quasi totale di
suture piane:
- solamente larticolazione tra il vomere e il rostro dello sfenoide
una articolazione per schindilesi.
SINCONDROSI
Esiste nel cranio una sola sincondrosi:
- si forma tra la parte basilare dellosso occipitale e il corpo dello
sfenoide.
- Questa sincondrosi si trasforma in sinostosi nellet adulta.
Anche molte altre strutture del viscerocranio e del neurocranio si
trasformano, nellanzianit, in sinostosi.

ARTICOLAZIONE TEMPOROMANDIBOLARE.
Tipo: condiloartrosi doppia (diartrosi).

Stabilita tra:
- fossa mandibolare del temporale
- condilo della mandibola.
Larticolazione temporomandibolare una articolazione doppia perch
tra i due capi articolari presente un disco articolare, composto da
cartilagine fibrosa che suddivide la cavit articolare in due separate
cavit:
- superiormente tra la fossa mandibolare del temporale e la
superficie superiore del disco
- inferiormente tra la superficie inferiore del disco fibrocartilagineo
e il condilo della mandibola.
Le superfici articolari:
- nel temporale composta da:
fossa mandibolare posteriormente
tubercolo articolare anteriormente.
-

Nella mandibola:

formata dalla testa del condilo, che un rilievo ellissoidale


con lasse maggiore diretto posteriormente e medialmente.

Tra le superfici articolari interposto un disco articolare fibrocartilagineo,


che adeso lateralmente alla capsula articolare:
- rende concordi le due superfici articolari
- divide larticolazione in due met, che individuano due cavit
inferiore
superiore
- ogni cavit articolare rivestita dalla membrana sinoviale.
La capsula articolare che comprende le due cavit:
- si inserisce:
superiormente attorno al contorno anteriore del tubercolo
articolare e davanti alla fessura petrotimpanica.
Inferiormente al collo del condilo.
- Rinforzata dai legamenti:
Legamento laterale
Legamento mediale.
La struttura della mandibola stabilizzata da altri due legamenti:
- legamento stilomandibolare, dal processo stiloideo del temporale
raggiunge il margine posteriore del ramo della mandibola
- legamento sfenomandibolare, che unisce la spina sfenoidale con la
lingula mandibolare.

MUSCOLI DELLA TESTA.


I muscoli presenti nella testa possono essere distinti in due categorie:
- muscoli cutanei o mimici,
- muscoli masticatori.
Inseriti nel cranio si possono trovare anche altri muscoli che sono per
legati ad altri segmenti corporei:
- muscoli del bulbo oculare
- ossicini delludito
- muscoli del palato molle
- muscoli della lingua.
- Muscoli del collo.
MUSCOLI CUTANEI O MIMICI
I muscoli mimici o cutanei sono presenti prevalentemente a livello della
faccia e con la loro contrazione permettono di:
- stirare la cute
- formare pieghe sul volto (formazione delle espressioni)
- controllare il calibro degli orifizi naturali (rima oculare, buccale e
narici).
MUSCOLI DELLA VOLTA CRANICA
I muscoli della volta cranica sono due, uniti tra loro da una ampia
aponeurosi quadrilatera, la gela aponeurotica:
- muscolo occipitofrontale
- muscolo temporoparietale.
Funzioni: Il muscolo occipitale pota indietro il cuoio capelluto, mentre il
frontale lo sospinge in avanti, corrugando la fronte e sollevando le
sopracciglia. Il temporoparietale solleva il padiglione auricolare.
MUSCOLI DELLA FACCIA.

I muscoli della faccia sono muscoli che si inseriscono su uno strato


cutaneo per permettere il movimento mimico degli apparati tegumentari
facciali o degli orifizi.
SI suddividono in:
- muscoli del naso
- muscoli delle palpebre
- muscoli del padiglione auricolare
- muscoli della bocca.
Tra i muscoli del naso dilatano o restringono le narici. Si individuano:
- muscolo procuro
- muscolo nasale
- muscolo elevatore dellala del naso
I muscoli del padiglione auricolare muovono il padiglione auricolare e sono:
- muscolo auricolare superiore,
- muscolo auricolare anteriore,
- muscolo auricolare posteriore.
I muscoli delle palpebre sono:
- muscolo orbicolare dellocchio, diviso in:
parte palpebrale
parte orbitaria.
Parte profonda, che spreme il sacco lacrimale.
- Muscolo corrugatore del sopracciglio.
I muscoli della bocca sono numerosi, e contribuiscono al movimento delle
labbra e della cavit boccale:
- muscolo orbitario della bocca
- grande e piccolo zigomatico
- buccinatore
- muscolo depressore dellangolo della bocca
- muscolo depressore del labbro inferiore
- muscolo mentale.

MUSCOLI MASTICATORI.
I muscoli masticatori sono muscoli scheletrici che, originati dalle ossa
del cranio, si fissano sulla mandibola agendo sullarticolazione
temporomandibolare.
Sono quattro:
- muscolo temporale
- muscolo pterigoideo laterale
- muscolo pterigoideo mediale
- muscolo massetere.
Il muscolo temporale un ampio muscolo a forma di ventaglio, che
dalla parte laterale del cranio connette il ramo della mandibola:
- origine: linea temporale inferiore, fascia temporale e parte
superiore della fossa temporale
- inserzione: processo coronoideo della mandibola.
- la fascia temporale una robusta lamina fibrosa che origina
dalla linea temporale inferiore e si fissa allarcata zigomatica.
Il muscolo massetere un muscolo di forma rettangolare teso tra
larcata zigomatica e langolo della mandibola. Si distinguono due
porzioni:
- parte superficiele
origine: porzione anteriore del margine inferiore
dellarcata zigomatica
inserzione: si fonde con la parte profonda e si
inseriscono nella tuberosit masseterina del ramo della
mandibola.
- Parte profonda:
Origine: porzione posteriore del margine inferiore
dellarcata zigomatica.
Inserzione: si fonde con la parte superficiale e si
inseriscono nella tuberosit masseterina.
- Funzione: innalzare la mandibola.

Il muscolo pterigoideo laterale posto nella fossa infratemporale,


medialmente al ramo della mandibola:
- origina con due capi:
capo superiore: origina dalla faccia infratemporale della
grande ala dello sfenoide
capo inferiore: origina dalla faccia laterale del processo
pterigoideo dello sfenoide.
- Inserzione: i due ventri si fondono e si inseriscono a livello della
fossetta pterigoidea del collo del condilo della mandibola, alla
capsula e al disco articolare dellATM.
- Funzione: protrusione della mandibola (la fa avanzare).

Il muscolo pterigoideo mediale situato come il precedente nella fossa


infratemporale, medialmente al ramo della mandibola:
- origine: fossa pterigoidea e tuberosit dellosso mascellare.
- Inserzione: sulla tuberosit pterigoidea, in prossimit della
faccia interna dellangolo della mandibola.
- Funzione: innalza la mandibola.
Azione
Innalzamento della mandibola
(chiusura bocca)
Abbassamento della mandibola
(apertura bocca)
Protrusione della mandibola
Retrusione della mandibola
Movimenti laterali

muscolo
Temporale, massetere, pterigoideo
mediale.
Pterigoideo laterale, ventre anteriore
del digastrico, miloioideo e
genioioideo.
Pterigoideo laterale
Temporale, fasci posterioi
Pterigoideo laterale e mediale

3) Tronco

La pelvi lunione della parte terminale del rachide (osso sacro e


coccige) e della cintura pelvica formata dalle ossa dellanca:
-

Il tronco la porzione pi voluminosa del corpo umano e racchiude le


cavit interne.
In senso cranio caudale formato da:
- collo
- torace
- addome
- pelvi
Nella sua parte dorsale, il tronco presenta il rachide, formato dalla
colonna vertebrale rivestita dorsalmente da masse muscolari disposte
su pi strati.
Il collo, il segmento che collega il tronco e la testa:
- passaggio di numerose formazioni (midollo spinale, vasi, nervi)
che si interfacciano tra il tronco e il cranio nei due sensi
- nella regione dorsale, la nuca, il collo presenta il tratto cervicale
della colonna vertebrale, che accoglie il midollo spinale, ed
rivestito da imponenti masse muscolari.
Il torace una formazione ossea formata dalle coste che si articolano
dorsalmente con la colonna vertebrale e frontalmente con lo sterno,
formando nel complesso la gabbia toracica:
- rivestita da muscoli intrinseci ed estrinseci
- chiusa inferiormente dal muscolo diaframma, che delimita la
cavit toracica da quella addominale.
- Tramite la clavicola e la scapola, al torace unito larto
superiore.
Laddome costituito solamente dalla colonna vertebrale in posizione
dorsale, mentre frontalmente vi sono fasci muscolari che formano le
pareti addominali.

chiusa inferiormente da un piano muscolofasciale e cutaneo


detto diaframma pelvico
perineo, zona in cui sono presenti i tratti terminali del tubo
digerente, dellapparato urogenitale.

COLONNA VERTEBRALE
La colonna vertebrale un complesso osseo che costituisce lo
scheletro assile del rachide, formata da 33-34 ossa articolate tra loro,
chiamate vertebre.
situata nella parte dorsale del tronco e fornisce al corpo sostegno sia
a livello statico che dinamico.
Decorre in senso craniocaudale articolandosi con il collo in posizione
craniale e con losso dellanca in posizione caudale.
Si suddivide in cinque segmenti:
1) tratto cervicale: 7 vertebre (C1 - C7)
2) tratto toracico: 12 vertebre (T1 - T12)
3) tratto lombare: 5 vertebre lombari (L1 L5)
4) tratto sacrale: 5 vertebre fuse assieme a formare losso sacro.
5) Coccige: quattro o 5 vertebre unite a formare il tratto coccigeo.
La colonna vertebrale non rettilinea dal punto di vista fisiologico, ma
presenta alcune curvature normali sul piano sagittale che su quello
frontale.
Sul piano sagittale, secondo Roche-Rigaud si riscontrano:
1) lordosi cervicale: convessit interna del tratto cervicale, 36
2) cifosi toracica: convessit esterna del tratto toracico, 35
3) lordosi lombare: convessit interna del tratto lombare, 50
4) cifosi sacrococcigea: convessit esterna di 50.

CARATTERISTICHE GENERALI DELLE VERTEBRE


Le due cifosi sono dette curve primarie, poich corrispondono alla
posizione assunta dal feto nella permanenza nellutero e sono presenti
fin dalla nascita.
Le due lordosi, invece, si assumono con la crescita e la stazione
eretta, quindi sono curve secondarie.
Tutti i punti di flesso della curvatura sono graduali, ad eccezione
dellarticolazione tra la 5 vertebra lombare e losso sacro, che
brusca:
- si determina una sporgenza che detta promontorio.
Sul piano frontale si possono formare delle curve fisiologiche di piccola
entit, dette scoliosi:
- la pi accentuata una piccola concavit a sinistra in prossimit
del cuore e dellaorta
- vi sono altre due curve con concavit a destra nei segmenti
cervicale e lombare.
Le scoliosi fisiologiche derivano probabilmente dallatteggiamento
posturale legato allutilizzo della mano destra.
Allinterno della colonna vertebrale presente il canale vertebrale:
- formato per la sovrapposizione dei fori vertebrali
- accoglie il midollo spinale rivestito dalle meningi.

Le vertebre sono ossa che presentano delle sorprendenti caratteristiche


comuni. Tuttavia vi sono delle particolari differenze che permettono di
riconoscerne il tratto di appartenenza.
Fanno eccezione losso sacro e il coccige, in cui le vertebre sono fuse,
ma possibile tuttavia riscontrare alcune delle caratteristiche proprie
delle vertebre nei singoli segmenti fusi.
Le vertebre sono ossa brevi, formate da tessuto osseo spugnoso
rivestito da tessuto osseo compatto. Nelle vertebre sempre
individuabile:
- corpo
- arco
- foro vertebrale (delimitato dal corpo e dallarco)
- due processi traversi
- un processo spinoso
- processi articolari.
Il corpo la parte pi voluminosa della vertebra ed situato in
posizione ventrale:
- ha forma cilindrica grossolana e si possono distinguere:
tessuto osseo spugnoso allinterno, che affiora quasi in
superficie
tessuto osseo compatto a formarne un anello periferico
- sono presenti due facce intervertebrali (superiore e inferiore) e
una circonferenza, che sempre concava in senso verticale e
anterolaterale, tranne nella parte dorsale ove in prossimit del
foro la superficie convessa.
- Disco intervertebrale tra le due ossa articolate.
Larco la parte posterolaterale della vertebra, formato da:
- peduncoli nella parte pi ventrale
- lamine
- processi

I peduncoli dellarco sono due lamine appiattite trasversalmente


dirette in senso ventrodorsale che uniscono il corpo alle lamine:
- i margini superiore e inferiore sono incavati e formano le
incisure vertebrali
- i due peduncoli, insieme allarco e al corpo, delimitano il foro
vertebrale
Le lamine dellarco vertebrale hanno forma appiattita e sono inclinate
dallalto verso il basso e dorsalmente. Si uniscono posteriormente nella
linea mediana:
- la faccia interna delimita il foro vertebrale
- la faccia esterna continua centralmente con i processi spinoso e
trasversi.
I processi trasversi si originano dallunione dei peduncoli con le
lamine e si dirigono lateroposteriormente.

CARATTERI SPECIFICI DELLE VARIE VERTEBRE


VERTEBRE CERVICALI
Generalmente le vertebre cervicali possiedono caratteristiche che
permettono di distinguerle dalle altre:
- hanno dimensioni minori (meno carico da sopportare)
- il corpo:
forma quadrangolare con il diametro trasversale
maggiore di quello anteroposteriore
faccia intervertebrale superiore concava
ai lati della faccia superiore si estendono i processi
uncinati.
Inferiormente, in corrispondenza dei processi uncinati si
nota una depressione.

I processi articolari sono quattro, due superiori e due inferiori:


- originano nel punto di incontro tra le lamine e i peduncoli
- i peduncoli articolari superiori convergono posteromedialmente
e presentano le faccette articolari superiori, per larticolazione
con la vertebra sovrastante
- i peduncoli articolari inferiori si dirigono caudalmente e
terminano alle estremit con le faccette articolari inferiori
- tutte le faccette articolari sono rivestite da cartilagine ialina.
Il processo spinoso impari e mediano e origina dalla confluenza dei
due archi (lamine) e si protende in direzione ventroinferiore con
inclinazione a seconda della posizione della vertebra nella colonna.

I peduncoli:
sono diretti verso lesterno dorsalmente.
le incisure vertebrali superiori sono maggiormente
profonde di quelle inferiori.
Le lamine vertebrali sono larghe e sottili
I processi trasversi:
Formati da due lamie ossee che assieme al peduncolo
formano i fori trasversari, in cui passano i vasi
vertebrali.
Ai lati del foro sono presenti due tubercoli (anteriore e
posteriore).

I processi articolari:
Posti dietro ai processi trasversi
Faccette articolari
superiori piane e inclinate indietro e in alti
inferiori piane e inclinate avanti e in basso.
Il processo spinoso:
Corto e quasi orizzontale
Dalla C2 alla C6 bifido.
Il foro vertebrale ha forma triangolare ed pi ampio rispetto a
quelli degli altri segmenti.

PARTICOLARI VERTEBRE CERVICALI


Atlante (C1):
- si articola con i condili delloccipitale
- non ha corpo vertebrale, poich fuso con lepistrofeo a
formare il dente.
- formato da due assi, uno anteriore e uno posteriore, che si
uniscono nelle masse laterali, su cui sono situate le faccette
articolari.
- Arco anteriore:
Faccia convessa che presenta nel punto mediano il
tubercolo anteriore.
La faccia interna al foro vertebrale presenta la fossetta
del dente, rivestita di cart. Ialina per larticolazione con il
dente dellasse (C2).
- Larco posteriore:

Ricurvo con convessit posteriore


Medialmente presenta il tubercolo posteriore.
Lateralmente, vicino alle masse laterali, visibile il solco
per larteria vertebrale, che accoglie i vasi vertebrali e il
1 nervo spinale.
Le masse laterali:
Nella parte superiore le faccette articolari superiori,
che si articolano con il condilo delloccipitale, sono
concave e allungate.
Nella faccia inferiore sono presenti le facce articolari
inferiori che sono piane, per larticolazione con
lepistrofeo.
Dalla faccia laterale delle masse si distaccano i
processi trasversi, perforati dal foro trasversario.
La faccia mediale, prominenza allinterno del canale
vertebrale, per legamento trasverso che racchiude il
dente della C2.
Il foro vertebrale:
Forma quadrangolare
Suddiviso dal legamento trasverso del dente in:
una parte anteriore, pi piccola, in cui si situa il
dente
una parte posteriore, di maggiori dimensioni,
attraversata dal midollo spinale.

Asse o epistrofeo (C2):


- la seconda vertebra cervicale
- modificata soprattutto a livello del corpo vertebrale, che fuso
con quello dellatlante, formando il dente:
origina da un tratto ristretto e si ingrandisce
cranialmente, per terminare con lapice del dente.
Nella parte anteriore del dente vi la faccia articolare
anteriore, sivestita da cartilagine ialina, per larticolazioe
con larto anteriore dellatlante.

Nella faccia posteriore presente la faccia articolare


posteriore, che da inserzione al legamento trasverso.
Lateralmente al dente vi sono le facce articolari superiori, che
sono inclinate lateralmente.

Sesta vertebra cervicale o C6:


- ha la sua particolarit nel tubercolo anteriore:
molto sviluppato ed detto tubercolo carotideo, poich
rappresenta il punto di repere per larteria carotide
comune.
Vertebra prominente o C7:
- ultima vertebra cervicale
- presenta caratteristiche intermedie con le vert. Toraciche.
- ha un processo spinoso che non bifido, lungo e sporgente,
palpabile alla base del collo
- il processo trasverso:
lamina posteriore molto sviluppata e sporgente.
Foro trasversario pi piccolo e da passaggio alla sola
vena vertebrale.
La carotide entra, infatti, nella C6.

La testa della costa si pone tra la faccetta costale superiori della


costa in questione e della faccetta costale inferiore della costa
precedente.

I peduncoli hanno origine dalla parte alta del corpo e hanno una
incisura vertebrale molto profonda.
Le lamine vertebrali sono estese e si sovrappongono a quelle della
vertebra sottostante.
I processi trasversi:
- sviluppati e si dirigono lateralmente e posteriormente
- sulla faccia anteriore delle loro estremit vi sono le faccette
costali del processo trasverso, che si articolano con il
tubercolo costale della costa.
I processi articolari sono verticali superiormente:
- presentano faccette articolari piane e rivestite da cartilagine
ialina
- le faccette articolari superiori sono rivolte posteriormente
- le faccette articolari inferiori sono rivolte anteriormente.
Il processo spinoso molto lungo e inclinato verso il basso.

VERTEBRE TORACICHE
Le vv toraciche hanno tutte un volume maggiore rispetto alle cervicali,
che aumenta in senso cranio-caudale in relazione al peso che debbono
sopportare.
Tutte le 12 vv toraciche si articolano con le coste, quindi presentano
lateralmente delle faccette costali.
Il corpo delle vertebre toraciche:
- cilindrico
- si articola con le coste mediante due faccette costali, superiore
e inferiore, poste vicino ai peduncoli dellarco vertebrale.

Il foro vertebrale di dimensioni minori rispetto a quello delle vertebre


cervicali.
PARTICOLARI VERTEBRE TORACICHE
Le vertebre toraciche che presentano particolari caratteristiche sono:
- T1
- T10
- T11 e T12
A prima vertebra toracica (T1):
- corpo simile a quello delle vv cervicali, con i processi uncinati
sul margine laterale superiore del corpo.

La prima costa si articola solamente con la T1, quindi


superiormente presenta una faccetta costale pi accentuata.
La faccetta costale inferiore invece pi piccola per
larticolazione con la seconda costa.

La decina vertebra toracica o T10:


- possiede una sola faccetta costale, quella superiore, per
larticolazione con la decima costa.
Le ultime due vertebre toraciche o T11 e T12:
- presentano caratteristiche di transizione, simili alle vertebre
lombari:
- processi spinosi pi corti e laminari, come lamine disposte
orizzontalmente
- processi articolari orientati sul piano sagittale,
con faccette articolari superiori rivolte medialmente
faccette articolari inferiori rivolte lateralmente
- faccetta costale unica, poich le ultime due coste (coste
fluttuanti) s articolano solamente a livello della testa e non a
livello dei processi trasversi.
- Processo trasverso tripartito, diviso in tre differenti processi:
Mammillare
Accessorio
anteriore
VERTEBRE LOMBARI
Le vertebre lombari hanno un corpo di dimensione sempre maggiore,
aumenta in senso cranio-caudale, hanno un processo spinoso
appiattito e tre processi (anteriore, mammillare e accessorio) in luogo
del processo trasverso.
Il corpo delle vertebre lombari:
- voluminoso con un diametro trasversale maggiore di quello
anteroposteriore

ha forma di cuneo, essendo pi spesso centralmente che


dorsalmente.

I peduncoli sono tozzi e presentano una incisura vertebrale inferiore


pi profonda rispetto a quella superiore.
Le lamine sono spesse e sviluppate in altezza.
I processi trasversi sono sostituiti da tre processi differenti:
- processo costiforme: laminette diretta lateralmente che
corrisponde alla costa
- processi mammillare e accessorio sono piccoli rilievi associati
al precedente, posti luno sopra laltro.
I processi articolari superiori:
- originano subito posteriormente al processo costiforme
- si dirigono verticalmente in alto
- hanno faccette articolari superiori a forma di cilindro cavo,
con concavit dorsale e mediale.
I processi articolari inferiori:
- si portano verticalmente verso il basso
- hanno faccette articolari cilindriche convesse, rivolte
anteriormente.
Il processo spinoso robusto e tozzo:
- ha la forma di una lamina disposta verticalmente
- si protende indietro orizzontalmente.
Il foro vertebrale triangolare con la base anteriore, in prossimit del
corpo vertebrale. di dimensioni ridotte.
OSSO SACRO
formato dalla fusione delle cinque vertebre sacrali:
- assieme al coccige e alle ossa dellanca forma lo scheletro della
pelvi.
- Ha la forma di una piramide quadrangolare capovolta.

Si possono individuare:
- una base superiore
- un apice inferiore
- una faccia ventrale o pelvica
- una faccia dorsale
- due facce laterali
Losso sacro percorso internamente dal canale sacrale, che la
porzione pi caudale del canale vertebrale.
La faccia pelvica concava e rivolta verso il basso:
- presenta quattro rilievi trasversali, dette linee trasverse.
- Alle estremit laterali si trovano file di 4 fori, fori sacrali.
- I fori comunicano con il canale sacrale e danno passaggio a
rami anteriori dei nervi spinali sacrali.
La faccia dorsale convessa e molto accidentata, per la presenza di
numerosi rilievi e depressioni:
- i processi spinosi delle vv sacrali sono visibili sulla linea
mediana nella cresta sacrale mediana.
- A lato della cresta, per la fusione delle lamine delle vertebre, si
formano due docce sacrali.
- A livello delle ultime due vertebre, la cresta e le docce si
interrompono, consentendo lapertura dello iato sacrale.
- A lato delle docce, si presentano due rilievi dovuti alla fusione
dei processi articolari, detti creste sacrali mediali (o
articolari).
- Le creste sacrali mediali, terminano a livello dello iato sacrale
con i corni del sacro.
- Lateralmente alle creste mediali, i fori sacrali posteriori, che
danno passaggio ai rami posteriori dei nervi spinali sacrali.
- Lateralmente ai fori, vi sono le creste laterali sacrali, formate
dalla fusione dei processi mammillari e accessori.
Le facce laterali del sacro sono triangolari e si restringono in senso
craniocaudale:

in alto presentano la faccia auricolare, una superficie liscia


ricoperta da cartilagine ialina, per larticolazione con losso
dellanca.
Dorsalmente alla faccia auricolare, vi unaltra depressione in
cui si inseriscono i tendini dellarticolazione sacroiliaca: la
tuberosit sacrale.

La base del sacro:


- nella sua parte centrale ha una superficie ovale, che si articola
con la faccia intervertebrale inferiore della L5, formando il
promontorio.
- Dietro la case, visibile lapertura del canale sacrale.
- Lateralmente allapertura canale sacrale, sono presenti i
processi articolari superiori della prima vertebra sacrale, con
faccette articolari sacrali, rivolti dorsalmente.
- Lateralmente sono presenti due superfici lisce, le ali del sacro,
che sporgono in posizione superiore.
Lapice del sacro presenta:
- una piccola superficie liscia che corrisponde al corpo della
quinta vertebra sacrale e si articola con la base del coccige
- dorsalmente, lo iato sacrale, che rappresenta lapertura
inferiore del canale sacrale.
COCCIGE
Il coccige lultimo segmento, rudimentale, della colonna vertebrale,
che si formato per la fusione di 4/5 vertebre coccigee:
- solo nella prima vertebra coccigea sono riscontrabili i caratteri
propri delle vertebre
- ha forma di una piramide rovesciata, con base superiore e apice
inferiore
- si articola allosso sacro, per formare, insieme a questi, la parete
posteriore della pelvi.

La base del coccige formata dalla faccia intervertebrale superiore


della prima vertebra coccigea, che si articola con lapice del sacro:
- lateralmente e dorsalmente sono visibili i corni del coccige,
arcaici processi articolari.
- Lateralmente alla base, si distaccano i processi trasversi, di
dimensioni molto ridotte.

TORACE
OSSA DEL TORACE
La componente ossea del torace formata dalla gabbia toracica, che
costituita da:
- posteriormente: dalle 12 vertebre toraciche
- lateralmente: dalle 12 coste
- anteriormente: dalle cartilagini costali e dallo sterno.
La gabbia toracica ha la forma di un tronco di cono appiattito in senso
anteroposteriore, con due aperture:
- apertura inferiore del torace, che rappresenta la base inferiore
- apertura superiore del torace, che ne rappresenta lapice
tronco.
La forma della gabbia toracica varia in relazione alla respirazione:
- inspirazione: aumenta il diametro dorsoventrale e le coste si
alzano
- espirazione: diminuisce il diametro dorsoventrale e le coste si
abbassano.
Lapertura inferiore chiusa dal muscolo diaframma, che separa la
cavit toracica da quella addominale, dando il passaggio ad alcuni
organi tra le due cavit (esofago e vasi).
La cupola diaframmatici convessa superiormente e raggiunge la
convessit massima in prossimit del processo tifoideo dello sterno:

parte della gabbia toracica occupata da organi della cavit


addominale.
Nella parte mediana della cavit toracica presente uno spazio
connettivale di notevole importanza, il mediastino, che
lateralmente delimitato dalle logge pleuropolmonari.

Lapertura toracica superiore da passaggio alle formazioni che


comunicano con il collo e con larto superiore dalla cavit toracica, ed
delimitata da:
- corpo della prima vertebra toracica
- dalla prima costa
- manubrio dello sterno.
Questa apertura ha una forma di cuore in senso dorso-ventrale, ed
inclinata verso il basso.
Lapertura toracica inferiore delimitata:
- posteriormente dalla dodicesima vertebra toracica e dalla
dodicesima costa
- lateralmente dall11 costa e dallarco costale
- frontalmente dallangolo sottosternale e dal processo xifoideo
dello sterno.
COSTE
Le coste sono ossa piatte, allungate, in numero di dodici paia,
articolate:
- indietro con le vertebre toraciche
- in avanti con lo sterno
le ultime due paia di coste non raggiungono lo sterno.
Larticolazione con lo sterno non avviene direttamente, ma mediante
cartilagini costali, quindi si distinguono:
- coste vere: le prime sette, possiedono cartilagini costali che si
uniscono direttamente allo sterno

coste false o asternali: ottava, nona e decima costa,


raggiungono lo sterno mediante la fusione delle loro cartilagini
costali con quelle della settima costa.
Coste fluttuanti: la 11 e 12 costa, non raggiungono lo sterno,
nonostante abbiano una piccola porzione cartilaginea alle
estremit.

Malgrado la loro lunghezza, le coste debbono essere considerate ossa


piatte, poich sono formate da lamine con un rivestimento esterno di
osseo compatto che circonda tessuto osseo spugnoso.
Hanno forma di lunghi nastri ossei incurvati ad arco, concavit mediale,
in cui si possono distinguere:
- testa
- collo
- corpo.
Caratteristiche comuni a tutte le coste.
La testa della costa lestremit posteriore ingrossata:
- presenta una faccia articolare, divisa in due faccette, che si
articolano con le faccette costali di due vertebre consecutive.
Il collo una porzione ristretta che segue la testa:
- percorso superiormente da una cresta
- tra collo e corpo visibile un rilievo detto tubercolo costale:
presenta una faccia articolare che si articola con la
faccetta costale trasversa, presente sul processo
trasverso delle vertebre
Il corpo della costa lungo ed appiattito:
- presenta una faccia concava e una convessa
- le due facce sono separate da margini smussati
- nel margine inferiore presente un solco per vasi e nervi
intercostali.
Le coste, portandosi dalla colonna vertebrale allo sterno:

decorrono in senso mediolaterale


effettuano una torsione a livello dellangolo della costa, per
proseguire in senso anteromediale.
Dirigendosi in avanti la costa si torce e mostra superiormente la
faccia esterna.

A livello dellestremit anteriore, presente una piccola depressione


che accoglie la cartilagine costale.
Le coste aumentano di dimensione dalla 1 alla 8, poi diminuiscono fino
alla 12.
La 1, la 2 e la 11 e 12 costa presentano caratteristiche peculiari.
La prima costa:
- la testa si articola solamente con la T1
- il tubercolo costale molto sviluppato ed privo di solco
costale
- nella faccia superiore presente il tubercolo del muscolo
scaleno anteriore, che separa:
posteriormente il solco per larteria succlavia
anteriormente il solco per la vena succlavia.
- Anteriormente al tubercolo costale si trova anche il tubercolo
del muscolo dentato anteriore.
La seconda costa:
- pi lunga della prima
- ha un orientamento simile
- nella parte posteriore presenta la tuberosit del dentato
anteriore.
Undicesima e dodicesima costa:
- sono le coste fluttuanti
- sono brevi e non si articolano con lo sterno
- non hanno tubercolo e angolo costale
- si articolano in un punto solo con la T11 e T12.

CARTILAGINI COSTALI
Le cartilagini costali hanno la forma simile a quelle delle coste da cui
originano:
- Lestremit laterale connessa allestremit anteriore della
costa
- Lestremit mediale articolata con lo sterno mediante artrodie.
- La prima cartilagine costale articolata mediante una
sincondrosi e rappresenta uneccezione.
Nella 8,9,10 costa, la cartilagine costale non si unisce direttamente allo
sterno, ma alla cartilagine della 7 costa mediante dei tratti fibrosi.
Nella 11 e 12 costa, la cartilagine termina libera e appuntita.
STERNO
Lo sterno un osso piatto, impari e mediano, posto nella parte
anteriore nella gabbia toracica.
composto da tre porzioni unite da cartilagine ialina o da tessuto
osseo, che in senso craniocaudale sono:
- manubrio
- corpo
- processo xifoideo.
Lo sterno un osso allungato che presenta concavit dorsale:
- lasse maggiore diretto in senso craniocaudale con
inclinazione ventrale
Il manubrio dello sterno la parte pi larga dellosso:
- sul margine superiore presenta lincisura giugulare.
- Lateralmente allincisura giugulare, le incisure clavicolari.
- Inferiormente, sul margine laterale, sono visibili le incisure
costali, per la prima costa.
- In prossimit del punto di unione tra corpo e manubrio,
lateralmente presente una incisura per la seconda cartilagine
costale.

La saldatura dellarticolazione manubriosternale, presenta un


rilievo accentuato, detto angolo sternale.

Il corpo dello sterno ha centralmente una superficie rugosa e presenta


delle sporgenze date dalla fusione degli abbozzi di ossificazione:
- ai margini si riscontrano le incisure costali per le coste da 3 a 7
Il processo xifoideo articolato con lestremit caudale del corpo:
- pu essere bifido, perforato o mancante.

ARTICOLAZIONI DEL TRONCO.


ARTICOLAZIONI DELLA COLONNA VERTEBRALE
Le articolazioni della colonna vertebrale possono essere classificate in:
- intrinseche: quelle tra le vertebre
- estrinseche: articolazioni della colonna con le coste, con il
cranio, con le ossa dellanca.
Tra le articolazioni intrinseche si possono annoverare:
- art. tra i corpi vertebrali
- art. tra processi articolari
- legamenti a distanza.
ARTICOLAZIONI TRA I CORPI DELLE VERTEBRE
Le articolazioni tra i corpi vertebrali sono sinfisi che si stabiliscono tra
le facce intervertebrali:
- sono concave
- rivestite di cartilagine ialina.
Tra le superfici articolari si interpone un disco intervertebrale
fibrocartilagineo biconvesso.
Larticolazione rinforzata da legamenti:
- longitudinale anteriore
- longitudinale posteriore.

I dischi intervertebrali sono costituiti da un anello fibroso periferico e


da un nucleo polposo centrale:
- lanello fibroso formato da cartilagine fibrosa pi abbondante
in fibre rispetto a nucleo polposo
corrisponde allepifisi del corpo vertebrale
le fibre sono disposte sia concentriche, che a fasci
obliqui, che penetrano nei corpi delle vertebre contigue.
- Il nucleo polposo molle ed formato da cartilagine con scarse
fibre, molti condrociti, abbondante matrice e acqua:
ernia del disco: avviene quando il nucleo polposo
fuoriesce da una rottura dellanello fibroso, formando
unernia che inficia le formazioni vicine.
- Le dimensioni dei dischi sono, come quelle dei corpi, sempre
maggiori in senso craniocaudale.
- La presenza dei dischi permette alla colonna movimenti di
torsione e inclinazione nei vari piani.
Il legamento longitudinale anteriore un legamento che si unisce
nella parte anteriore ai corpi vertebrali e in parte anche ai dischi
intervertebrali:
- origina dallosso occipitale
- termina nella faccia pelvica del sacro.
Il legamento longitudinale posteriore ha forma di fascia sottile ed
posto nel canale vertebrale e decorre:
- dalloccipitale
- al canale sacrale.
ARTICOLAZIONE TRA PROCESSI ARTICOLARI
Sono artrodie che si stabiliscono tra le faccette articolari inferiori di una
vertebra e quelle superiori della vertebra sottostante:
- le superfici articolari sono solitamente piane
- solamente nelle vertebre lombari vi sono faccette articolari
ricurve, che permettono maggiore mobilit nello scivolamento.

I mezzi di unione tra le faccette sono dati dalle capsule articolari, che
si inseriscono in vicinanza delle superfici articolari.

Processo mammillare della vertebra inferiore.

LEGAMENTI A DISTANZA
I legamenti a distanza sono legamenti che uniscono parti diverse delle
vertebre e comprendono:
- legamenti gialli
- legamenti interspinosi
- legamento sopraspinoso
- legamenti trasversari.
Il legamenti gialli sono legamenti rettangolari tesi tra il margine
inferiore di una lamina vertebrale e il margine inferiore della
soprastante:
- sono due per ogni coppia di vertebre (Dx e sx) e chiudono lo
spazio interposto tra le lamine
- il loro nome dovuto al colore, il quale dipende dalla ricchezza
di fibre elastiche.
- Delimitano posteriormente il canale vertebrale.
I legamenti interspinosi sono tesi tra i vari processi spinosi:
- continuano ventralmente nei legamenti gialli
Il legamento sopraspinoso un cordone fibroso teso dallosso
occipitale fino alla faccia dorsale del sacro:
- unisce gli apici dei processi spinosi
- in avanti si fonde con il margine posteriore dei legamenti
interspinosi.
- Diventa molto spesso in posizione caudale a formare il
legamento nucale:
Teso tra la protuberanza occipitale esterna e il processo
spinoso della settima vertebra cervicale.
I legamenti intertrasversari sono fasci fibrosi che uniscono gli apici
dei processi trasversi:
- poco sviluppati nel segmento cervicale
- aumentano nel tratto lombare e toracico.
- Nel lombare sono tesi tra:
Processo costiforme della vertebra superiore

ARTICOLAZIONE DELLE PRIME DUE VERTEBRE CERVICALI E


CON LOCCIPITALE.
ARTICOLAZIONE ATLANTOCCIPITALE
Condiloartrosi.Si stabilisce tra:
- condili dellosso occipitale: convessi e allungati dallavanti
allindietro e verso lesterno.
- faccia articolare superiore delle masse laterali dellatlante:
hanno una forma corrispondente ai condili, ma sono concavi.
Larticolazione racchiusa da una capsula articolare che si inserisce
sul contorno delle superfici articolari.
A rinforzo dellarticolazione sono presenti:
-

membrana atlantooccipitale anteriore: dal contorno anteriore del


foro occipitale si fissa sul margine superiore dellarco anteriore
dellatlante
membrana atlantooccipitale posteriore: dal contorno posteriore
del foro si inserisce sullarco posteriore

ARTICOLAZIONE ATLANTOASSIALE LATERALE


Costituita da due artrodie che si svolgono tra:
- faccette articolari inferiori dellatlante
- faccette articolari superiori dellepistrofeo
La capsula articolare diparte dalle superfici articolari delle faccette.
Larticolazione rinforzata da:

legamenti atlantoassiale anteriore: margine inferiore dellarco


anteriore dellatlante >> superficie anteriore del corpo dellasse.
Legamento atlantoassiale posteriore: margine inferiore dellarco
posteriore >> contorno superiore del corpo.

ARTICOLAZIONE ATLANTOASSIALE MEDIANA:


Si stabilisce tra:
- faccia posteriore dellarco anteriore dellatlante
- faccia anteriore del dente dellepistrofeo.
una articolazione di tipo trocoide in cui:
- cilindro pieno: rappresentato dal dente
- cilindro cavo: rappresentato dalla fossetta del dente
dellatlante e dal legamento trasverso dellatlante.

La stabilizzazione dellarticolazione atlantoassiale mediana


estremamente complessa, ed ad opera di numerosi legamenti:
- legamento dellapice del dente: si inserisce sul contorno
anteriore del foro occipitale e si lega allapice del dente.
- Legamenti alari: dal dente si portano sulle superfici mediali dei
condili delloccipitale.
- Legamento crociato dellatlante: formato da:
Fibre trasversali del legamento trasverso dellatlante
Fibre longitudinali dei fascicoli longitudinali che dipartono
dal contorno anteriore del foro delloccipitale e scendono
fino alla faccia posteriore del corpo dellasse.
- Membrana tectoria: diparte dal clivo delloccipitale e si inserisce
sulla faccia posteriore del corpo dellepistrofeo, continuando nel
legamento longitudinale posteriore.

ARTICOLAZIONI DEL SACRO E DEL COCCIGE.


ARTICOLAZIONE LOMBOSACRALE.
larticolazione tra la quinta vertebra lombare e losso sacro. Si stipula
tra:
- quinta vertebra lombare: faccia intervertebrale e faccette
articolari inferiori
- osso sacro: superficie ovoidale e processi articolari superiori
della sua base.
I legamenti che rinforzano larticolazione sono:
-

soliti legamenti delle altre vertebre:


legamento longitudinale (anteriore e posteriore)
legamenti interspinoso e soproaspinoso
legamento giallo
legamento intertrasversario (teso tra il processo
costiforme e le ali del sacro)
legamento ileolombare, che unisce il processo costiforme
della L5 alla cresta iliaca dellosso dellanca.

ARTICOLAZIONE SACROCOCCIGEA
una sinfisi che si stabilisce tra:
- faccetta articolare sullapice del sacro
- faccia intervertebrale superiore della prima vertebra coccigea.
Tra le superfici articolari frapposto un disco fibrocartilagineo.
Larticolazione rinforzata da cinque legamenti:
- legamento sacrococcigea anteriore: teso tra la faccia pelvica
del sacro e la faccia anteriore del coccige.

Legamenti sacrococcigei posteriori, superficiale e


profondo: uniscono la faccia dorsale del sacro alla faccia
dorsale del coccige.
Legamento sacrococcigei laterali: dalle superfici laterali del
sacro si portano ai corni del coccige.

MOVIMENTI CONCESSI PER LE ARTICOLAZIONI DEL RACHIDE.


Le caratteristiche delle articolazioni tra i corpi vertebrali e tra i processi
articolari delle vertebre consentono una scarsa motilit:
- consentito solamente
lo scivolamento delle facce articolari
deformazione del disco intervertebrale
- il movimento pi ampio dato dalla somma dei movimenti in
tutte le singole articolazioni
Nelle vertebre cervicali:
- buona possibilit di flessoestensione
- buona inclinazione laterale
- rotazione massima possibile a livello dellarticolazione
atlantoassiale mediana.
Nel tratto toracico:
- flessoestensione scarsa
- inclinazione laterale buona
- tutti i movimenti sono maggiori nel tratto inferiore.
Nel tratto lombare:
- buona la flessoestensione, massima a livello dellarticolazione
lombosacrale
- discreta linclinazione
- scarsa la rotazione
Nellarticolazione sacrococcigea:
- piccoli movimenti di flessoestensione per il coccige

questi movimenti aumentano in prossimit del parto nelle


donne, facilitando lespulsione del feto.

ARTICOLAZIONI DEL TORACE


Le articolazioni del torace comprendono:
- articolazioni costovertebrali
- art. sternocostali
- art. condrocostali
- art intercondrali
- art. sternali.

ARTICOLAZIONI COSTOVERTEBRALI.
Le coste si articolano posteriormente con le vertebre in due punti,
quindi vi sono due tipi di articolazioni costovertebrali:
- articolazione della testa della costa: articolazione della testa
della costa con le faccette articolari costali sui corpi vertebrali.
- Articolazione costo-trasversaria: articolazione del tubercolo
costale con il processo trasverso delle vertebre toraciche.
Larticolazione della testa della costa:
- tipo: artrodie doppie
- si stabilisce tra la testa della costa e le faccette articolari costali
(inferiore e superiore) delle vertebre contigue.
- La prima, lundicesima e la dodicesima costa si articolano con
una sola faccia articolare laterale sul corpo vertebrale.
Le superfici articolari sono chiuse da una capsula articolare:
- si inserisce in vicinanza della rima articolare
- esternamente rinforzata dal legamento raggiato.
- Allinterno della capsula presente il legamento
intraarticolare, che divide in due settori la cavit articolare, teso
tra:

Cresta della testa


Anello fibroso del disco intervertebrale
Larticolazione costotrasversaria:
- si stabilisce tra
la faccia articolare del tubercolo costale
faccia articolare del processo trasverso.
- Pu essere considerata unartrodia, nonostante la forma
arcuata delle facce articolari.

ARTICOLAZIONI STERNOCOSTALI
Sono artrodie doppie che si stabiliscono tra:
- cartilagini costali delle coste vere
- incisure costali dello sterno.

Il rinforzo avviene ad opera di:


- capsula articolare, che si fissa sui contorni articolari
- legamento del tubercolo costale: unisce il tubercolo costale
>> apice del processo trasverso
- Legamenti costotrasversari: sono di tre tipi
Interosseo: faccia posteriore del collo della costa >>
faccia anteriore del processo trasverso
Superiore: margine inferiore del processo trasverso
della vertebra soprastante >> margine superiore del
collo della costa sottostante.
Laterale: margine superiore del collo della costa, vicino
al tubercolo >> base del processo trasverso della lamina
della vertebra soprastante.

La prima articolazione sternocostale fa eccezione, una sincondrosi.

Le cartilagini costali hanno una estremit mediale a forma di cuneo, in


cui sono presenti due faccette articolari, separate da una cresta
orizzontale.
Le incisure costali hanno due faccette piane convergenti che si
adattano al cuneo della cartilagine costale.
Il rinforzo e la fissazione dellarticolazione sono dovuti a:
- presenza della capsula articolare
- la capsula rinforzata da legamento sternocostale raggiato:
i fasci si estendono sulla faccia anteriore dello sterno
con quelli del legamento sternocostale raggiato della
costa opposta, formando la membrana sternale,
aderente al periostio.
- Allinterno della capsula articolare presente anche il
legamento sternocostale intraarticolare:
Teso tra la cresta della cartilagine ostale e il fondo
dellincisura costale dello sterno
Divide in due met la cavit articolare.
ARTICOLAZIONI COSTOCONDRALI
Sono sincondrosi che si formano tra:
- estremit anteriore delle coste
- estremit laterali delle cartilagini costali.
ARTICOLAZIONI INTERCONDRALI
Sono particolari tipi di giunzione che si stabiliscono tra:
- cartilagini costali delle coste false
- cartilagine della 7 costa.
Sono formate da fasci fibrosi.
ARTICOLAZIONI STERNALI
Sono le articolazioni che si formano:
- tra manubrio e corpo dello sterno

tra corpo e processo xifoideo.

Larticolazione manubriosternale:
- una sinfisi, in cui presente un disco fibroso tra le due unit
ossee
- i fasci fibrosi del periostio fungono da rinforzo come dei
legamenti.
Larticolazione xifosternale:
- una sincondrosi che si trasforma in sinostosi nelladulto.
- Si forma tra il corpo dello sterno e il processo xifoideo.
MOVIMENTI DELLE ARTICOLAZIONI DEL TORACE
Le faccette articolari sono generalmente piane, nelle articolazioni tra le
coste e le vertebre, e tra le coste e lo sterno:
- permesso leggero scivolamento
- il movimento dipende dalla somma complessiva dei movimenti
delle 12 articolazioni.
- I movimenti permettono di abbassare e innalzare la gabbia
toracica, consentendo la respirazione.
- Nella respirazione si ha una rotazione delle coste a livello del
collo.

MUSCOLI DEL DORSO


I muscoli del dorso sono disposti in tre strati sovrapposti:
- piano superficiale: si trovano muscoli che originano dalla
colonna vertebrale e si inseriscono a livello degli arti.
- Strato intermedio: sono presenti muscoli che dalle vertebre si
postano alle coste.
- Strato profondo: vi sono i muscoli del dorso propriamente detti,
che hanno origine e inserzione sulla colonna vertebrale.
MUSCOLI SPINOAPPENDICOLARI.
I muscoli del dorso superficiali sono anche detti muscoli spino
appendicolari. Sono cinque muscoli che si dispongono in due strati:
- superficialmente vi sono
trapezio
grande dorsale
- profondamente
piccolo romboide
grande romboide
elevatore della scapola
TRAPEZIO
Il trapezio un ampio muscolo appiattito di forma triangolare, che
forma una losanga che si estende dalla nuca fino alla porzione inferiore
del torace.
Sono distinguibili tre parti del muscolo:
- parte discendente
- parte trasversa
- parte ascendente.
La parte discendente:

origine: linea nucale superiore, protuberanza occipitale esterna


e legamento nucale.
Inserzione: terzo laterale del margine posteriore della clavicola.

La parte trasversa:
- origine: processi spinosi e legamenti interspinosi delle vertebre
da C7 a T3.
- Inserzione: sul margine mediale dellacromion (scapola) e sul
margine posteriore della spina della scapola.
La parte ascendente:
- origine: processi interspinosi e legamenti trasversi delle
vertebre toraciche dalla T3 alla T12.
- Inserzione: nel margine mediale della scapola, nel punto in cui
diparte la spina.
Azione: Il muscolo trapezio ha origine e inserzione interscambiabili, a
seconda del movimento che deve compiere, poich prende un punto
fisso differente:
- se il punto fisso sulla colonna:
parte discendente >> innalza la scapola
parte trasversa >> sposta medialmente la scapola
parte ascendente >> abbassa la scapola.
- Se il punto fisso la scapola:
Se si contrae da una sola parte >> inclina la testa dal
lato di contrazione
Se si contrae bilateralmente solleva il tronco.
GRANDE DORSALE
Il grande dorsale un muscolo appiattito che si trova nello strato pi
superficiale dei muscoli spino appendicolari. Ha forma triangolare e
riveste la parte postero-laterale della regione lombare:
- origine: tutto il muscolo confluisce nella fascia toracolombare,
che si lega a:
processi spinosi delle ultime 6/7 vertebre toraciche

processi spinosi delle vertebre lombari


cresta sacrale media del sacro
labbro esterno del terzo posteriore della cresta iliaca.
Inserzione: i fasci si dirigono superiormente e lateralmente,
passando dorsalmente alle ultime 3/4 coste, inserendosi nella
cresta del tubercolo minore dellomero.

Azione: anche il grande dorsale, come il trapezio, ha dei movimenti


differenti a seconda di come si prenda il punto fisso:
- punto fisso sul tronco >> porta indietro lomero (estensione del
braccio).
- Punto fisso sullomero >> solleva il tronco e le coste.

MUSCOLO ELEVATORE DELLA SCAPOLA.


Il muscolo elevatore della scapola posto profondamente al muscolo
trapezio e si porta dalla regione posterolaterale del collo al margine
mediale della scapola.
- Origine: dai tubercoli posteriori dei processi trasversi delle
prime quattro o cinque vertebre.
- Inserzione: si inserisce nel margine mediale della scapola,
superiormente allorigine della spina.
- Azione: solleva la scapola e la sposta medialmente.
MUSCOLI SPINOCOSTALI.

MUSCOLI PICCOLO E GRANDE ROMBOIDE


I muscoli piccolo e grande romboide sono posti profondamente al
muscolo trapezio e uniscono la colonna vertebrale con il margine
mediale della scapola.
I due ventri muscolari si dirigono paralleli e si affiancano anche nelle
origini e nelle inserzioni.
Azione: entrambi i muscoli spostano medialmente la scapola.
Il muscolo piccolo romboide:
- origine: legamento nucale e processo spinoso della vertebra
prominente (C7)
- inserzione: margine mediale della scapola, vicino allorigine
della spina.
Il muscolo grande romboide, separato da un sottile spazio dal piccolo
romboide:
- origine: processi spinosi delle prime quattro vertebre toraciche
(T1-T4)
- inserzione: margine mediale della scapola, sotto allorigine
della spina.

I muscoli del piano intermedio sono detti anche spino costali, poich
uniscono la colonna vertebrale alle coste.
Sono muscoli dai ventri appiattiti, posti profondamente ai muscoli
spinoappendicolari. Sono uniti dalla lamina posteriore della fascia
toracolombare e sono:
- dentato posteriore inferiore
- dentato posteriore superiore.
Il muscolo dentato posteriore superiore:
- origine: processi spinosi delle ultime due vertebre cervicali e
dalle prime due toraciche
- direzione: i fasci si dirigono in basso e lateralmente.
- inserzione: faccia esterna delle coste, dalla seconda alla quinta
- azione: solleva le coste (atto dellinspirazione).
Il muscolo dentato posteriore inferiore:
- origine: lamina posteriore della fascia toracolombare
- direzione: si porta in alto e lateralmente
- inserzione: faccia esterna delle ultime quattro coste.
- Azione: abbassa le coste (muscolo espiratorio).

MUSCOLI PROPRI DEL DORSO O SPINODORSALI


I muscoli del piano profondo sono situati a ridosso della colonna
vertebrale nel solco compreso tra i processi spinosi delle vertebre e gli
angoli costali:
- sono numerosi s disposti in piani sovrapposti
- si estendono dalla base del cranio alla faccia posteriore del
sacro
- sono muscoli propri del dorso e agiscono modificando
lassetto della colonna vertebrale.
- Rivestiti dalla lamina inferiore della fascia toracolombare, che li
separa da tutti gli altri muscoli degli strati pi superficiali.
I muscoli propri del dorso sono costituiti da:
- muscoli spinotrasversari
- muscolo erettore della colonna
- muscoli trasversospinali
- muscoli interspinosi
- muscoli intertrasversari.

MUSCOLI SPINOTRASVERSARI.
I muscoli spinotrasversari sono rappresentati da:
- Muscolo splenio della testa
- Muscolo splenio del collo.
Il muscolo splenio della testa situato
- Profondamente al trapezio, allo sternocleidomastoideo e al
dentato posteriore superiore
- Superficialmente al muscolo erettore della colonna.
Origine: parte inferiore del legamento nucale e processi spinosi della
vertebra prominente, delle T1 e T2.
Direzione: si dirige in alto e lateralmente.
Inserzione: due terzi anteriori della linea nucale superiore e al
processo mastoideo del temporale.
Azione: dipende dalla relazione con il controlaterale:
- inclina la testa dirigendola dal proprio lato se si contrae da una
parte sola,
- se si contrae da entrambe i lati, provoca lestensione della testa.
Il muscolo splenio del collo situato:
- profondamente a dentato posteriore superiore e romboidi
- superficialmente al muscolo erettore della colonna.
La topografia del muscolo splenio del collo
- Origine: processi spinosi della T3,T4 e T5
- Direzione: in alto e lateralmente
- Inserzione: processi trasversi delle prime tre vertebre cervicali.
- Azione: estende il tratto cervicale della colonna.
MUSCOLO ERETTORE DELLA COLONNA
Il muscolo erettore della colonna un lungo muscolo, esteso dal
sacro alla nuca, in cui si possono distinguere tre parti:

ileocostale: fascio pi laterale


lunghissimo: intermedio, pi interno
spinale: mediale.

Il muscolo ileocostale si pu suddividere in due tratti:


- ileocostale dei lombi: suddiviso a sua volta in una parte
lombare e una parte toracica:
ileocostale dei lombi lombare:
origina: dal labbro esterno della cresta iliaca e
dalla lamina posteriore della fascia
toracolombare.
Inserzione: in angolo delle ultime otto coste.
Ileocostale dei lombi toracico:
Origine: angolo delle ultime sei coste
Inserzione: angolo delle prime sei coste e
processo trasverso della vertebra prominente.
-

Ileocostale del collo:


Origine: angoli delle prime cinque o sei vertebre
Inserzione: processi trasversi della 4 5 6 vertebre
cervicali.

Il muscolo lunghissimo, situato in posizione intermedia tra


lileocostale e lo spinale, pu essere suddiviso in tre parti:
- muscolo lunghissimo del torace:
origine: faccia dorsale del sacro e processi spinosi delle
ultime vertebre lombari.
Inserzione: possiede inserzioni doppie per ogni tratto
vertebrale. Lateralmente sinserisce ai processi
costiformi (tratto lombare) e agli angoli di ogni costa.
Medialmente ai processi accessori delle vertebre lombari
e ai processi trasversi delle vertebre toraciche.
- Muscolo lunghissimo del collo:
origina: dai processi trasversi delle prime 6 vertebre
toraciche

inserzione: tubercoli posteriori delle vertebre cervicali


da C2 a C5.
Muscolo lunghissimo della testa:
Origine: processi trasversi delle prime vertebre
toraciche e delle ultime 5 cervicali (da C7 a C3).
Inserzione: processo mastoideo del temporale.

Il muscolo spinale il pi mediale dei muscoli erettori della colonna e


anche esso diviso in tre parti:
- muscolo spinale del torace:
origine: dai processi spinosi delle prime tre vertebre
lombari e delle ultime tre toraciche
inserzione: processi spinosi delle toraciche dalla 2 alla
9.
- muscolo spinale del collo:
origine: processi spinosi delle prime due vertebre
toraciche e dalle ultime 2 cervicali
inserzione: processi spinosi della seconda, terza e
quarta vertebra cervicale.
-

muscolo spinale della testa:


origine: ha origini come lo spinale del collo (ha origine in
T1 e T2, C6 e C7).
inserzione: tra la linea nucale superiore e quella
inferiore sullosso occipitale, dopo essersi fuso con il
muscolo semispinale della testa.

Azioni: i muscoli erettori della colonna vertebrale hanno movimenti che


estendono la colonna, indispensabili per il mantenimento della stazione
eretta:
- Se i muscoli si contraggono da un solo lato inclinano la colonna
I muscoli che sinseriscono a livello della testa la inclinano, seguendo il
lato di contrazione.

MUSCOLI TRASVERSOSPINALI
I muscoli trasversospinali si estendono dal sacro alla base del cranio
e sono posti profondamente al muscolo erettore della colonna.
Originano dai processi trasversi delle vertebre e si inseriscono nei
processi spinosi.
Sono divisi in tre parti:
- muscoli semispinali
- muscoli multifidi
- muscoli rotatori
Il muscolo semispinale il muscolo pi superficiale ed costituito da:
- muscolo semispinale del torace:
origine: processi trasversi delle ultime tre vertebre
toraciche
inserzione: prime sei vertebre toraciche e ultime due
cervicali.
- Muscolo semispinale del collo:
Origina: dai processi trasversi delle prime 6 vertebre
toraciche
Inserzione: processi spinosi delle vertebre cervicali (C2C5).
- Muscolo semispinale della testa:
Origine: dai processi trasversi delle vertebre da C4 a T6
Inserzione: sulla squama dellosso occipitale, tra le due
linee nucali.
Il muscolo multifido anchesso suddiviso in tre parti:
- Muscolo multifido del torace.
- Muscolo multifido del collo.
- Muscolo multifido della testa.
I fasci del muscolo multifido si estendono dalla faccia posteriore del
sacro allasse:
- sono piccoli fasci muscolari che hanno.

Origine: processi trasversi


Inserzione: nei processi spinosi da una a quattro
vertebre soprastanti.
I muscoli rotatori sono i pi profondi dei muscoli trasversospinali s
possono essere suddivisi in:
- rotatori dei lombi
- rotatori del torace
- rotatori del collo
Sono costituiti da piccoli fasci muscolari che:
- origine: processo trasverso
- inserzione: processo spinoso della vertebra sovrastante.
Azione: i muscoli trasversospinali estendono la colonna vertebrale e la
ruotano dal lato opposto alla contrazione.
I muscoli che si inseriscono a livello delloccipitale estendono la testa e
la ruotano dal lato opposto.

MUSCOLI INTERSPINOSI
I muscoli interspinosi sono muscoli che si posizionano lateralmente
ai legamenti interspinosi e hanno:
- origine: sul processo spinoso, nella faccia superiore
- inserzione: sul processo spinoso della vertebra soprastante,
nella faccia inferiore.
- Azione: sono estensori della colonna.
MUSCOLI INTERTRASVERSARI
I muscoli intertrasversari sono tesi tra i processi trasversi delle
vertebre contigue.

Sono distinguibili in tre tratti a seconda dei processi trasversi:


- intertrasversari cervicali: sono doppi, una anteriore e uno
posteriore al processo trasverso
- intertrasversari toracici: sono singoli oppure assenti.
- Intertrasversari lombari: sono doppi e tesi tra i processi
costiformi.
Azione: inclinano la colonna vertebrale dal proprio lato di contrazione.
Se si contraggono su due lati la stabilizzano.
FASCE DEI MUSCOLI DORSALI
I muscoli del dorso, sono rivestiti da una lamina connettivale, che
distinguibile in due tratti:
- fascia nucale
- fascia toracolombare
La fascia nucale situata tra i muscoli trapezio e splenio della testa:
- lateralmente continua con la fascia cervicale superficiale
- medialmente si unisce al legamento nucale
- in alto aderisce alla squama dellosso occipitale
- in basso si sdoppia e avvolge il dentato posteriore superiore.
La fascia toracolombare riveste i muscoli propri del dorso
sdoppiandosi in due lamine:
- lamina posteriore o superficiale:
superiormente contigua con la fascia nucale.
Riveste il muscolo erettore della colonna
Posteriormente si fissa al labbro esterno della cresta
iliaca.
Medialmente si inserisce ai processi trasversi delle
vertebre toraciche e lombari e alla cresta sacrale media.
Lateralmente si inserisce con gli angoli costali e alla
cresta iliaca. Dove non pu legarsi alle coste prosegue
anteriormente nella lamina profonda.
- lamina anteriore o profonda:

limitata al tratto lombare


posta tra
muscolo erettore della colonna (verso lesterno)
muscoli quadrato dei lombi e ileo psoas
(allinterno)
superiormente si fissa alla 12 costa
inferiormente si giunta al labbro interno della cresta iliaca
lateralmente si unisce alla lamina posteriore
medialmente si unisce ai processi costiformi delle
vertebre lombari da L1 a L4.

MUSCOLI DEL COLLO


In relazione alla loro posizione rispetto al rachide, i muscoli del collo si
suddividono in:
- Anteriori
- Laterali
- Suboccipitali.
I muscoli suboccipitali sono situati profondamente ai muscoli del dorso,
e comprendono anche parte di alcuni muscoli anteriori profondi.
MUSCOLI ANTERIORI DEL COLLO.
Anteriormente al rachide si possono individuare sue strati:
- superficiale, che comprende i muscoli sopraioidei e
sottoioidei.
- Profondo, direttamente davanti alle vertebre cervicali, che vede
protagonisti i muscoli prevertebrali.
MUSCOLI SOPRAIOIDEI.
I muscoli sopraioidei sono posti tra il cranio e losso ioide compresi in
uno sdoppiamento della lamina superficiale della fascia cervicale.
Comprendono i muscoli:
- miloioideo
- digastrico
- stiloioideo
- genioioideo.
Azione: Prendendo come origine il cranio, i muscoli sopraioidei
sollevano losso ioide.
Il muscolo digastrico forma unarcata che unisce il processo
mastoideo del temporale alla mandibola, mediante due ventri e un
tendine intermedio, che si fissa sullosso ioide:

ventre anteriore: origina dalla fossa digastrica sul margine


interno del corpo della mandibola e si porta al tendine
intermedio.
Azione: abbassa la mandibola, se prende come punto
fisso losso ioide.
Ventre posteriore: dal tendine intermedio si porta al processo
mastoideo.
Azione: estende la testa.

Il muscolo stiloioideo un muscolo fusiforme, che unisce losso


temporale, in prossimit del processo stiloideo, allosso ioide:
- nella sua inserzione sullosso ioide si sdoppia e accoglie in
mezzo il tendine intermedio del muscolo digastrico
- passa anteriormente al ventre posteriore del muscolo digastrico
- azione: sposta indietro losso ioide.
Il muscolo miloioideo una ampia lamina muscolare che unisce la
mandibola allosso ioide:
- origina dalla linea miloioidea sul corpo della mandibola e si
inserisce sullosso ioide e nella parte mediana si fonde in una
linea (rafe miloioideo) con il controlaterale.
- Passa profondamente al ventre anteriore del digastrico
- Separa la cavit orale inferiore dallo spazio sopraioideo.

MUSCOLI SOTTOIOIDEI.
I muscoli sottoioidei sono quattro muscoli pari, posti tra losso ioide e
il tronco rivestiti da guaine fasciali che derivano dalla fascia cervicale
media.
I muscoli sottoioidei comprendono:
- muscolo sternoioideo: il pi mediale e unisce lo sterno e la
clavicola allosso ioide
- muscolo omoioideo: unisce losso ioide alla scapola. pi
laterale dello sternoioideo. un muscolo digastrico, costituito
da:
ventre superiore, si inserisce medialmente sullosso
ioide.
tendine intermedio. Posta sotto lo sternocleidomastoideo
ventre inferiore, lorigine, sullincisura del margine
superiore della clavicola.
- Muscolo sternotiroioideo: situato profondamente al muscolo
sternoioideo e unisce lo sterno alla laringe. Origina dallo sterno
e si inserisce sulla linea esterna della cartilagine della laringe.
- Muscolo tiroioideo: la continuazione superiore del muscolo
sternotiroioideo, che raggiunge losso ioide.

Il muscolo genioioideo unisce la mandibola allosso ioide, posto


superiormente al muscolo miloioideo e contribuisce a formare il
pavimento della bocca.

Azioni: Tutti i muscoli sottoioidei, contraendosi abbassano losso ioide.


Il muscolo omoioideo tende anche la fascia cervicale media.
Il muscolo sternoioideo abbassa la laringe, mentre il muscolo tiroioideo
la alza.

Azione: il muscolo genioioideo e miloioideo contribuiscono a portare in


avanti losso ioide.

MUSCOLI PREVERTEBRALI.
I muscoli prevertebrali sono muscoli situati profondamente nel collo,
anteriormente al rachide cervicale, ricoperti dalla fascia cervicale
profonda.
Comprendono i muscoli:
- retto anteriore della testa

lungo del collo


lungo della testa.

Il muscolo retto anteriore della testa un breve muscolo situato tra


la base del cranio e la C1:
- origina dalla massa laterale dellatlante
- si dirige in alto medialmente e si inserisce sulla faccia inferiore
della parte basilare del foro delloccipitale.
- Azioni: flette la testa
Il muscolo lungo del collo unisce le vertebre da C5 a T3 con le prime
vertebre cervicali:
- formato da tre fasci di fibre
- le fibre collegano i tubercoli e i corpi vertebrali.
- Azioni: se si contrae da un solo lato inclina la testa
lateralmente, se si contrae da entrambi, flette la testa in avanti.
Il muscolo lungo della testa unisce la superficie inferiore dellosso
occipitale alle vertebre cervicali, decorrendo ventralmente al muscolo
lungo del collo:
- azione: se si contrae da un solo lato inclina la testa
lateralmente, se si contrae da entrambi, flette la testa in avanti.

MUSCOLI LATERALI DEL COLLO


I muscoli laterali del collo comprendono:
- platisma (muscolo cutaneo)
- sternocleidomastoideo
- muscoli scaleni
- retto laterale della testa.
Il muscolo platisma una lamina ampia e sottile contenuta nel
connettivo sottocutaneo, superficialmente alla fascia cervicale
superficiale:
- azione:
stira e corruga la cute del collo
abbassa la mandibola
sposta in basso la commessura labiale.
Il muscolo retto laterale della testa un piccolo muscolo situato tra la
C1 e la base del cranio:
- origina dalla massa laterale dellatlante
- si porta in alto e lateralmente
- si inserisce a livello della faccia inferiore del processo giugulare
dellosso occipitale.
- Azione: inclina la testa dal lato di contrazione.

Origine: tubercoli anteriori dei processi trasversi delle vertebre


da C3 a C6.
Direzione: si porta in basso
Inserzione: tubercolo per il muscolo scaleno sulla 1 costa.

Il muscolo scaleno medio :


- origine: processi trasversi delle ultime 6 vertebre cervicali, tra i
due tubercoli.
- inserzione: faccia superiore della prima costa, posteriormente
al solco per la vena succlavia.
Il muscolo scaleno posteriore:
- origine: tubercoli posteriori dei processi trasversi delle ultime
3/4 vertebre cervicali
- inserzione: faccia superiore della seconda costa.
Rif anatomico-clinico: tra lo scaleno medio e quello anteriore, nella
regione sopraclavicolare presente il punto di repere per larteria
succlavia, che irrora gli arti superiori.

MUSCOLI SCALENI.
I muscoli scaleni sono situati profondamente allo
sternocleidomastoideo, lateralmente alla colonna vertebrale nel tratto
cervicale:
- Collegano le vertebre cervicali alle prime due coste.
- Sono tre muscoli detti:
Muscolo scaleno anteriore
Muscolo scaleno medio.
Muscolo scaleno posteriore
Il muscolo scaleno anteriore:

Azioni. La loro funzione dipende dal punto fisso:


- punto fisso sulla colonna >> innalzamento delle coste
(inspiratori)
- punto fisso sulle coste >> inclinazione della colonna.
MUSCOLO STERNOCLEIDOMASTOIDEO
Il muscolo sternocleidomastoideo un robusto muscolo di tipo
bicipite situato nella parte anterolaterale del collo:
- origine: ha due capi articolari di origine:
capo sternale: manubrio dello sterno, margine sup.
capo clavicolare: origina dal quarto mediale della faccia
superiore della clavicola.
- Direzione: i capi dorigine si fondono in un unico ventre
quadrilatero e spesso

Inserzione: processo mastoideo e parte anteriore della linea


nucale superiore.
Avvolgimento: avvolto in uno sdoppiamento della fascia
cervicale superficiale.

Azione. Il movimento prodotto dallo sternocleidomastoideo dipende


sia da quale punto si prende come origine, sia dalla relazione con il
controlaterale:
- se lorigine sullo sterno e sulla clavicola:
contrazione singola >> rotazione della testa dal lato
opposto
contrazione del controlaterale >> estensione della testa
- se lorigine sul cranio >> solleva il torace, fungendo da
muscolo inspiratorio.

MUSCOLI SUBOCCIPITALI
I muscoli suboccipitali sono posti profondamente attorno alla colonna
cervicale. Uniscono le prime due vertebre alla superficie inferiore
dellosso occipitale.
I muscoli suboccipitali comprendono:
- piccolo retto posteriore della testa: origina con unapertura a
ventaglio dal tubercolo posteriore dellatlante e si inserisce sotto la
linea nucale inferiore
- grande retto posteriore della testa: pi superficiale rispetto al piccolo
retto posteriore, origina dal processo spinoso dellepistrofeo e si
inserisce lateralmente al piccolo retto.
- Obliquo superiore della testa: origina dalle masse laterali e sin
inserisce a fianco al muscolo grande retto sulla squama delloccipitale.
- Obliquo inferiore della testa: origina dalla parete laterale del
processo spinoso dellepistrofeo e si inserisce sulla massa laterale
dellatlante.

Azione. Sono principalmente tutti estensori della testa.


Il muscolo grande retto posteriore e lobliquo inferiore ruotano la testa,
mentre il muscolo obliquo superiore inclina la testa dal proprio lato di
contrazione.
FASCE DEL COLLO
Nel collo vi sono delle fasce connettivali che avvolgono i vari strati di
muscoli e organi cervicali.
Si possono descrivere:
1) fascia cervicale superficiale
2) fascia cervicale media
3) fascia cervicale profonda.
FASCIA CERVICALE SUPERFICIALE

La lamina cervicale superficiale riveste esternamente tutto il collo, ed


origina dalla sinfisi mentoniera continuando:
- in alto con le fasce della faccia
- in basso con le fasce pettorali e deltoidea
- posteriormente con la fascia nucale.
In prossimit della linea mediana la lamina inspessita, aderisce alla
lamina cervicale media e forma la linea alba del collo.
Lateralmente si sdoppia e accoglie il muscolo sternocleidomastoideo. In
seguito si riunifica, ma posteriormente si sdoppia nuovamente per
accogliere il trapezio.
Si fissa:
- in alto: con la sinfisi mentoniera, con il processo mastoideo del
temporale, con la linea nucale superiore, fino alla protuberanza
occ. Esterna.
- In basso: aderisce al manubrio dello sterno sdoppiandosi in due
foglietti che si legano ai margini. Posteriormente avvolge il
trapezio, passando superiormente ai muscoli scaleni e
fissandosi ai processi trasversi delle vertebre cervicali.
FASCIA CERVICALE MEDIA
La fascia cervicale media (o lamina pretracheale) posta
profondamente alla lamina superficiale, tra losso ioide e lapertura
superiore del torace.
Avvolge, nei suoi sdoppiamenti, i muscoli sottoioidei.
La lamina ha la forma di un trapezio, in cui:
- la base maggiore corrisponde allapertura superiore del torace
- la base minore allosso ioide
- lateralmente termina con lavvolgimento del muscolo omoioideo,
ma prosegue con una sottile lamina connettivale fino a fondersi
posteriormente con la fascia cervicale profonda.

Nella parte anteriore circonda il fascio vascolonevroso del collo,


formando la guaina carotidea.
In prossimit dellapertura superiore del torace, si fissa alla faccia
posteriore del manubrio dello sterno e al margine posteriore della
clavicola:
- dietro al manubrio si origina uno sdoppiamento posteriore,
che:
divide il mediastino in parte anteriore e posteriore
giunge fino al pericardio.

FASCIA CERVICALE PROFONDA


La fascia cervicale profonda o lamina prevertebrale tesa tra la base
del cranio e le prime vertebre toraciche:
- posta ventralmente ai muscoli prevertebrali e scaleni
- dorsalmente alla faringe, allesofago e al fascio vascolonevroso
del collo
Origina in alto dalla faccia inferiore delosso occipitale nella sua parte
basilare, si fissa lateralmente ai tubercoli anteriori delle vertebre
cervicali.
Termina nel torace, disperdendosi a ridosso delle prime due o tre
vertebre toraciche.
Gli organi cervicali sono posti tra la faccia anteriore della fascia
profonda e quella posteriore della fascia media.

MUSCOLI DEL TORACE


La muscolatura del torace segue la divisione in:
- muscoli intrinseci: muscoli che hanno sia origine che
inserzione a livello del torace
- muscoli estrinseci: muscoli che hanno origine o inserzione che
non appartengono al torace.
MUSCOLI ESTRINSECI
I muscoli estrinseci del torace comprendono:
- muscoli spinoappendicolari: vedi muscoli del dorso
- muscoli spino costali: vedi muscoli del dorso
- muscoli toracoappendicolari: originano dal torace e si
inseriscono sugli arti superiori.
Grande pettorale
Piccolo pettorale
Muscolo succlavio
Muscolo dentato anteriore.
- muscolo diaframma.

MUSCOLO GRANDE PETTORALE


Il muscolo grande pettorale ha forma di ventaglio e unisce la
superficie ventrale del torace con lomero.
Delimita la parete anteriore della cavit ascellare.
Origine: un muscolo formato da tre capi:
- parte clavicolare: origina dalla met mediale del margine
anteriore della clavicola
- parte sternocostale: origina dalla faccia anteriore dello sterno e
dalla seconda alla sesta cartilagine costale.
- parte addominale: origina dalla parte superiore della lamina
anteriore della guaina dei muscoli retti.
Direzione: si dirige lateralmente, verso la spalla.
Inserzione: al tubercolo maggiore dellomero, con un robusto
tendine appiattito.
Azione: adduce e ruota internamente lomero. Se prende un punto
fisso sullomero un muscolo inspiratorio accessorio.
La faccia superficiale del grande pettorale in rapporto con la
ghiandola mammaria. La faccia profonda in rapporto con il piccolo
pettorale e i muscoli intercostali.
Tra il margine superiore del pettorale e il margine inferiore del deltoide:
- triangolo deltoide-pettorale. Da passaggio alla vena cefalica.

MUSCOLO PICCOLO PETTORALE


Il muscolo dentato anteriore un ampio muscolo piatto, situato nella
parte laterale della gabbia toracica:
- origine: faccia laterale delle coste da 1 a 10, ha delle digitazioni
che si intersecano con quelle dellobliquo esterno delladdome.
- Direzione: dorsalmente.
- Inserzione: margine mediale della scapola.
- Azione: sposta la scapola anteriormente ed esternamente e
solleva le coste.
MUSCOLO DIAFRAMMA.

Il muscolo piccolo pettorale posto profondamente al grande


pettorale:
- origine: 2, 3, 4 costa, con tre digitazioni
- direzione: in alto e lateralmente
- inserzione: processo coracoideo della scapola.
- azione: lazione dipende da cosa si prende come punto fisso:
torace >> abbassa la scapola
scapola >> solleva le coste (inspirazione).
MUSCOLO SUCCLAVIO.
Il muscolo succlavio un muscolo di piccole dimensioni posto tra la
prima costa e la clavicola:
- origine: facce superiori della 1 costa.
- Inserzione: faccia inferiore laterale della clavicola, nel solco per
il muscolo succlavio.
- Azione: abbassa la clavicola.
MUSCOLO DENTATO ANTERIORE

Il muscolo diaframma costituito da unampia lamina, fortemente


convessa in alto, che comprende:
- centro tendineo: porzione fibrosa
- porzione muscolare esterna, suddivisa in tre parti:
parte lombare
parte sternale
parte costale.
il pi importante muscolo respiratorio:
- a riposo ha un apice che giunge alla quarta costa, internamente
alla gabbia toracica
- contraendosi, si abbassa di circa due coste.
Separa la cavit addominale da quella toracica.
La parte lombare, classicamente si illustra come costituita da tre fasci
tendinei dorigine a destra e tre a sinistra, detti pilastri:
- pilastro mediale:
origina dai corpi della 2 3 4 vertebre lombari
tra i pilastri mediali destro e sinistro presente unarcata
fibrosa, detta legamento arcuato.
Dal legamento arcuato originano due fasci muscolari,
che si incrociano e permettono la formazione di due
orifizi:

Orifizio aortico: quello posteriore e inferiore, a


ridosso delle vertebre. Vi passano laorta e il
dotto toracico (linfatico)
Orifizio esofageo: quello superiore e anteriore
in cui passano lesofago e i nervi vaghi.
Pilastro intermedio: sono pi piccoli e originano dai corpi della
3 vertebra lombare.
Pilastro laterale:
Origine: processi costiformi della 2 vertebra lombare.
Ciascun pilastro, subito dopo lorigine si divide in due
arcate, andando a fondersi con il legamento arcuato dei
pilastri mediali:
Legamento arcuato mediano: si fissa ai corpi
della L2 e L1 e al disco intervertebrale,
circondando il muscolo grande psoas.
Legamento arcuato laterale: si inserisce alla
12 costa in corrispondenza dellestremit
superiore del quadrato dei lombi.

La parte lombare prevede fibre muscolari che dipartono dalle ultime 6


coste e si interdigitano con il muscolo trasverso delladdome:
- tra la parte costale e quella lombare presente un interstizio
fibroso triangolare, detto trigono lombocostale.
- Tra la parte sternale e quella costale presente una struttura
simile, detta trigono sternocostale.
La parte sternale del diaframma origina dalla faccia posteriore del
processo xifoideo dello sterno.
Il centro tendineo una porzione fibrosa a forma di trifoglio in cui si
possono individuare le foglie anteriore, destra e sinistra:
- tra la foglia anteriore e quella di destra presente il grosso
orifizio della vena cava, in cui passa la vena cava inferiore.
La fascia diaframmatica riveste
- la faccia superiore del muscolo diaframma, separandolo da
pericardio e pleura

la faccia inferiore, separando il muscolo dal peritoneo parietale.

Azione. Il diaframma interviene nella meccanica dellinspirazione, se si


contrae
- solleva le ultime sei coste
- si abbassa di un paio di coste
- amplia la cavit toracica determinando linspirazione.
Quando si rialza permette la meccanica dellespirazione.

MUSCOLI INTRINSECI DEL TORACE


I muscoli intrinseci del torace comprendono:
- muscoli elevatori delle coste
- muscoli intercostali
- muscoli sottocostali
- muscolo traverso del torace.
MUSCOLI ELEVATORI DELLE COSTE
I muscoli elevatori delle coste sono dodici paia di piccoli muscoli
triangolari, con apice in alto, situati nella parte profonda del dorso
lateralmente al rachide:
- origine: dai processi trasversi delle vertebre C7-T11
- inserzione: margine superiore della costa sottostante tra il
tubercolo e langolo costale.
- Azione: sollevano le coste, agendo come inspiratori.
Questi, i pi comuni sono detti muscoli elevatori delle coste brevi,
ma vi possono essere anche muscoli, nella parte inferiore del torace,
che raggiungono anche coste pi in basso, sono perci detti lunghi.
MUSCOLI INTERCOSTALI
Sono delle lamine muscolari che occupano gli spazi intercostali. Si
suddividono in:
- muscoli intercostali esterni
- muscoli intercostali interni
- muscoli intercostali intimi
I muscoli intercostali esterni:
- origine: margine inferiore delle coste
- direzione: in basso e in avanti
- inserzione: margine superiore della costa sottostante
- azione: muscoli inspiratori, alzano le coste.
I muscoli intercostali interni sono pi profondi:
- origine: labbro mediale del solco costale

direzione: indietro e in basso, dallangolo costale allo sterno


inserzione: margine inferiore della costa sottostante
azione: espirazione.

I muscoli intercostali intimi sono presenti solamente nel tratto tra la


linea ascellare media e lo sterno:
- origine: margine inferiore della costa
- direzione
- inserzione: margine superiore della costa sottostante.
- Azione: abbassano le coste
MUSCOLI SOTTOCOSTALI
I muscoli sottocostali sono alinterno della gabbia toracica, in
prossimit delle estremit posteriori degli spazi intercostali:
- originano dalla faccia interna della costa
- si dirigono in basso e medialmente
- si inseriscono alla faccia interna della costa successiva.
- Azione: abbassano le coste, favorendo lespirazione.
MUSCOLO TRASVERSO DEL TORACE
Il trasverso del torace un muscolo appiattito che si trova sulla faccia
interna, parete anteriore, del torace:
- origina: dalla faccia posteriore dello sterno (corpo e xifoideo)
- direzione: in alto e lateralmente in cinque lamine
- inserzione: faccia interna delle cartilagini costali dalla 2 alla 6.
- Azione: abbassa le cartilagini costali, agendo da muscolo
espiratorio.
FASCE DEL TORACE
Sono due le fasce principali del torace:
- fascia toracica: continua la fascia pettorale e ricopre i muscoli
intercostali esterni.
- Fascia endotoracica: riveste internamente alla gabbia, i
muscoli intercostali interni, intimi e sottocostali, separandoli
dalla pleura.

MUSCOLO OBLIQUO ESTERNO DELLADDOME.

MUSCOLI DEL TORACE


I muscoli delladdome sono distinti in:
- Anterolaterali
- Posteriori.
MUSCOLI ANTEROLATERALI DELLADDOME
I muscoli anterolaterali delladdome sono rappresentati da:
- muscoli anteriori:
retto anteriore delladdome
piramidale.
- muscoli laterali, appiattiti e sovrapposti, che in corrispondenza
delle loro inserzioni inferiori delimitano il canale inguinale:
obliquo esterno
obliquo interno
trasverso delladdome
MUSCOLO RETTO ANTERIORE DELLADDOME
Il muscolo retto anteriore delladdome un muscolo simmetrico,
costituito da una lamina muscolare spessa che si estende dalla pelvi al
torace:
- origine: 3 capi >> facce esterne della 5 6 7 cartilagine
costale e processo xifoideo dello sterno.
- Inserzione: le fibre scendono verticalmente e confluiscono in un
grosso tendine che sinserisce sul tubercolo pubico e sulla sinfisi
pubica.
- rivestito dalla guaina del muscolo retto delladdome, una
aponeurosi dei muscoli laterali delladdome.
- interrotto da 3/4 lamine tendinee, dette iscrizioni tendinee.
- Azione: abbassa le coste (espiratorio), aumenta la pressione
addominale, flette il torace sulla pelvi.

Il muscolo obliquo esterno delladdome formato da una ampia


lamina, appiattita, che decorre posteroanteriormente e verso il basso,
andando dalla gabbia toracica fino alla pelvi.
Possiede unampia aponeurosi, che contribuisce a formare:
- legamento inguinale
- anello inguinale superficiale
- guaina dei retti
- linea alba.
La sua sistematica prevede:
- origine: faccia esterna delle ultime otto coste, incrociandosi con
il dentato anteriore
- inserzione: le inserzioni avvengono in luoghi differenti,
i fasci che originano dalle ultime tre coste >> cresta
iliaca, labbro esterno.
Gli altri fasci proseguono nellaponeurosi, che si dirige in
basso ventralmente.
- Rivestimento: rivestito da fasce
Esternamente >> fascia superficiale delladdome.
Internamente >> fascia intermedia delladdome, che
riveste esternamente lobliquo interno delladdome.
- Azione: un muscolo che pu avere differenti azioni.
Se linserzione considerata sulle coste >> espiratorio,
poich le abbassa.
Se si contrae da un solo lato >> ruota il torace dalla
parte opposta, inclina la colonna dal proprio lato.
Se si contrae da entrambi i lati >> flette la colonna
lombare
Aumenta la pressione delladdome.
Laponeurosi ha fibre che si inseriscono in luoghi differenti:
- fibre mediali: contribuiscono a formare la guaina dei retti e, con
il controlaterale, la linea alba.

Fibre inferiori: formano tra la spina iliaca anterosuperiore e il


tubercolo pubico:
Legamento inguinale
Pilastri laterale e mediale dellanello inguinale
superficiale.

MUSCOLO OBLIQUO INFERIORE DELLADDOME.


IL muscolo obliquo interno delladdome unampia lamina
muscolare che si trova profondamente allobliquo esterno:

si porta con decorso obliquo in verso lalto decorrendo dorsoventralmente

La sistematica del muscolo prevede:


- origine: terzo laterale del legamento inguinale, spina iliaca
anteriore superiore, fascia toracolombare.
- Direzione: caudo-cranialmente e dorso ventralmente (dal basso
indietro allalto in avanti).
- Inserzione: ha due differenti punti di inserzione a seconda dei
fasci che si considerano:
Fasci posteriori: margine inferiore delle ultime tre
cartilagini costali.
Fasci mediali: continuano con unaponeurosi che forma
guaina dei retti e la linea alba.
- Azione:
se si contrae da un solo lato >> inclinazione del tratto
lombare del rachide in quel lato.
Se si contrae bilateralmente >> flessione del tratto
lombare.
Gli avvolgimenti delle varie fasce e le fasce formate sono:
- avvolgimento inferiore: fascia addominale profonda.
- Avvolgimento superiore: fascia addominale intermedia.
- Il margine inferiore dellaponeurosi, che si unisce a quella del
muscolo trasverso, si inserisce al margine superiore del pube,
formando il tendine congiunto (o falce inguinale).
Dimorfismo sessuale: nel maschio alcuni fasci dellobliquo anteriore si
uniscono ad altri fasci originati dal tubercolo pubico, formando il
muscolo cremastere:
- attorno al funicolo spermatico e al testicolo
- solleva la gonade.

MUSCOLO TRASVERSO DELLADDOME.


Il muscolo trasverso delladdome un muscolo profondo, al di sotto
dellobliquo interno ed esterno:
- formato da una porzione di fibre muscolari appiattite e da
unampia aponeurosi.
- Le fibre sono disposte trasversalmente, in direzione posteroanteriore.

La sistematica del muscolo prevede:


- origine: faccia interna delle ultime 6 cartilagini costali,labbro
interno della cresta iliaca, fascia toracolombare.
- Direzione: si dirige dorso-ventralmente per formare
anteriormente
- Inserzione: aponeurosi ampia che contribuisce a formare la
guaina dei retti e la linea alba.
- Azione: contraendosi abbassa le coste e agisce da espiratore.
Insieme ai muscoli obliqui, aumenta la pressione addominale,
favorendo lo svuotamento dei visceri.
La parte inferiore dellaponeurosi si unisce con quella dellobliquo
interno e forma il tendine congiunto.

MUSCOLI POSTERIORI DELLADDOME.


I muscoli posteriori delladdome sono:
- quadrato dei lombi.
- Ileopsoas (vedi arto inferiore).
- piccolo psoas (vedi arto inferiore).
MUSCOLO QUADRATO DEI LOMBI
IL muscolo quadrato dei lombi un muscolo appiattito, quadrilatero
teso tra:
- dodicesima costa
- cresta iliaca.
La sistematica prevede la suddivisione in due fasci:
- fascio posteriore:
origine: labbro interno della cresta iliaca e legamento
ileolombare
inserzione: processi costiformi delle prime 4 vertebre
lombari e margine inferiore della 12 costa.
- Fascio anteriore:
Origine: processi costiformi da L2-L4
Inserzione: 12 costa.
Azione: abbassa la 12 costa, inclina lateralmente la colonna lombare
e la pelvi.

FASCE E DISPOSITIVI DEL TORACE


I muscoli delladdome sono rivestiti da dispositivi fibrosi:
- fascia di rivestimento delladdome
- fascia trasversale.
I muscoli retti sono rivestiti da una aponeurosi, la guaina dei muscoli
retti che prosegue dai muscoli:
- obliquo esterno
- obliquo interno
- trasverso delladdome.

La fascia trasversale una lamina fibrosa quadrata che presenta


quattro margini:
- margine posteriore: si porta a rivestire le facce anteriori dei
muscoli quadrato dei lombi e grande psoas.
- Margine anteriore: forma parte della guaina dei muscoli retti e a
livello della linea mediana prosegue con il controlaterale.
- Margine superiore: continua con la fascia che riveste
inferiormente il diaframma (fascia diaframmatica inferiore)
- Margine inferiore: si fissa a margine superiore della pelvi e al
margine posteriore del legamento inguinale, proseguendo nella
fascia iliaca.
GUAINA DEI MUSCOLI RETTI ANTERIORI

FASCIA DI RIVESTIMENTO DELLADDOME


La fascia di rivestimento delladdome posta superficialmente ai
muscoli delladdome, profondamente alla cute. divisa in tre sottili
lamine.
- fascia di rivestimento superficiale: ricopre la faccia esterna del
muscolo obliquo esterno delladdome:
medialmente si fonde con la guaina dei muscoli retti
in basso forma il legamento sospensore del pene o
del clitoride e continua andando a costituire la fascia
spermatica esterna, che riveste il cordone spermatico.
- Fascia di rivestimento intermedia: posta tra lobliquo esterno e
lobliquo interno.
- Fascia di rivestimento profonda: situata tra lobliquo interno e il
muscolo trasverso.
FASCIA TRASVERSALE
La fascia trasversale riveste la superficie interna del muscolo
trasverso delladdome, separandola dal peritoneo parietale e dalla
cavit addominale.

La guaina dei retti anteriori deladdome, un dispositivo che


racchiude il muscolo retto anteriore delladdome.
costituito dalle aponeurosi dei muscoli obliquo esterno e trasverso
delladdome, completato dalla fascia trasversale.
Nella guaina si descrivono due lamine:
- lamina anteriore: riveste anteriormente il muscolo retto anteriore
delladdome. Formata da:
tre quarti supreiori >> aponeurosi del muscolo obliquo
esterno e dalla lamina di sdoppiamento anteriore
dellobliquo interno.
Quarto inferiore >> anche dallaponeurosi del muscolo
trasverso
- Lamina posteriore: riveste posteriormente i retti delladdome.
Formata da:
Tre quarti superiori >> foglietto posteriore dellobliquo
interno, aponeurosi del trasverso delladdome e fascia
trasversale.
Quarto inferiore >> solamente dalla fascia trasversale.

Il punto di passaggio tra il rivestimento posteriore della guaina con le


aponeurosi a quello con la sola fascia trasversale si chiama linea
arcuata.
LINEA ALBA
La linea alba delladdome una linea fibrosa situata tra i margini
mediali dei muscoli retti delladdome:
- decorre dal processo xifoideo dello sterno fino al margine
superiore della sinfisi pubica
- formato dallincrocio sulla linea mediana delle aponeurosi
dellobliquo interno e del trasverso delladdome.
- La linea alba si interrompe a livello dellombelico a formare
lanello ombelicale.
LEGAMENTO INGUINALE.
Il legamento inguinale un cordone fibroso, costituito dalle fibre
inferiori dellaponeurosi del muscolo obliquo esterno, teso tra:
- spina iliaca anteriore superiore
- tubercolo pubico.
Nel legamento inguinale si possono descrivere:
- faccia superiore: concava, che nella parte mediale accoglie il
cordone spermatico nel maschio e il legamento rotondo
dellutero nella femmina
- faccia inferiore: aderisce alla fascia del muscolo ileopsoas,
contenuto nella lacuna dei muscoli insieme al nervo femorale
lateralmente. Medialmente vi la lacuna dei vasi ricoperta
dallavventizia.
- Faccia anteriore: continua dallaponeurosi del muscolo obliquo
delladdome.
- Faccia posteriore: corrisponde al tratto ileo pubico della fascia
trasversale.
Dalla parte mediale, origina un fascio che si dirige dorsalmente per
inserirsi sulla linea pettinea, detto legamento lacunare:
- delimita medialmente la lacuna dei vasi.

Dalla faccia inferiore del legamento inguinale parte larco ileo pettineo.

CANALE INGUINALE
Il canale inguinale un passaggio posto tra:
- il margine inferiore e le aponeurosi dei muscoli larghi
delladdome,
- legamento inguinale.
Nel maschio: da passaggio alla gonade nel feto che deve raggiungere
lo scroto e nelladulto al cordone spermatico. Il canale pi corto
rispetto alla femmina (circa 4 cm) e pi ampio.
Nella femmina: attraversato dal legamento rotondo dellutero. Il
canale pi lungo e pi stretto.
Nel canale inguinale si possono descrivere:
- due aperture: anello inguinale superficiale e anello inguinale
profondo.
- 4 pareti: inferiore, superiore anteriore e posteriore.
Lanello inguinale superficiale formato dalla porzione inferiore
dellaponeurosi del muscolo obliquo esterno delladdome:
- pilastro laterale: formato dalle fibre che dipartono dalla spina
iliaca e si dirigono verso il tubercolo pubico
- pilastro mediale: fibre che raggiungono la sinfisi pubica.
- Fibre intercurali: sono fibre perpendicolari ai pilastri che
chiudono superiormente e lateralmente la fessura delle fibre che
costituiscono i pilastri.
- Legamento inguinale riflesso: deriva dalle fibre dellaponeurosi
dellobliquo esterno controlaterale che superano la linea
mediana. Delimita medialmente lanello.

Lanello inguinale profondo corrisponde al punto in cui nel feto il


peritoneo e la fascia trasversa delladdome si invaginano per
accompagnare la discesa nel testicolo nello scroto:
- delimitato medialmente dal legamento interfoveolare
- nelladulto da passaggio ai componenti del cordone spermatico
o al legamento rotondo dellutero.
La parete superiore del canale inguinale corrisponde a:
- margine inferiore dellobliquo interno e trasverso delladdome
La parete inferiore corrisponde alla met mediale del legamento
inguinale (accoglie il cordone spermatico).
La parete anteriore costituita dallaponeurosi del muscolo obliquo
esterno, che aderisce al legamento inguinale.
La parete posteriore formata dalla fascia trasversale che si fissa al
margine posteriore del legamento inguinale. Il legamento, in questo
punto rinforzato:
- medialmente dal tendine congiunto (o falce inguinale).
- Lateralmente dal legamento interfoveolare.
Rif anatomico-clinico: Il canale inguinale ha enorme importanza
clinica, poich il punto in cui vanno ad estrinsecarsi le ernie inguinali:
- la parete posteriore la pi debole
- pu essere spinta in avanti per permettere la formazione di
sacche erniarie.