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Il bel gioco

Il rapporto tra arte moderna e arte antica che per secoli apparso continuo e coerente, con l'arte del
Novecento sembra incrinarsi per modularsi su diversi registri e assumere un inedito significato.
Di fronte alla maestosit dei monumenti antichi l'artista contemporaneo non pi quello ritratto da Heinrich
Fssli in un celebre disegno a sanguigna (1778-1880) dove il pittore, seduto accanto ai frammenti del
Colosso di Costantino, ritratto sgomento e sopraffatto, introducendo a un ambito di pensiero dove il
passato, guardato con una sensibilit moderna, viene vissuto come distanza e abisso.
Se in passato il riferimento allarte antica equivaleva al riconoscimento del principio di auctoritas ad essa
attribuito, a partire dalle avanguardie storiche e successivamente, la citazione si fa linguistica, le immagini
del passato sono assunte come segno, ossia spoliate del loro valore storico di exemplum, oppure come spazi
immaginifici da reinventare.
Osservare il presente, come larcheologo scruta il passato, per lartista contemporaneo significa svelare
memorie nascoste e interrogarsi sulla nostra identit e sulle nostre origini.
Lintervento di Giuseppe Tabacco allinterno del Museo delle Mura trae dallantico sia un vocabolario
plastico attraverso luso di materiali arcaici e organici (la cera dapi) che una visione metaforica e poetica
che larte distilla dallarcheologia. Per comprendere il rapporto molteplice e complesso tra arte
contemporanea e arte antica lartista propone un metodo progettuale che si fonda sul linguaggio condiviso
degli archetipi: quelle invarianti figurative e astratte che custodiscono significati ancestrali di tipo collettivo,
immagini primordiali comuni a tutta lumanit e che spesso nascono dallimitazione simbolica delle leggi
della natura. Un metodo, una via, che attraverso il processo dellimitazione simbolica consente di
approfondire anche lantinomia apparentemente irriducibile tra organicit e astrazione.
La virt del simbolo quella di introdurre tra due immagini un processo di avvicinamento e insieme di
allontanamento. Nella prima opera in mostra il Pozzo una metafora antropologica che rivela la ricchezza
e lambiguit dellimmagine, sempre in bilico tra una potenzialit smisurata (allacqua subordinata la
possibilit di sussistenza) e -in negativo- la possibilit di occultare, di nascondere, di falsificare, oltre che la
fatica dello scavare e dellattingere. I blocchi di cera vergine allinterno del pozzo, in relazione ai pensieri e
alle memorie che riaffiorano, rievocano una delle pagine pi celebri della letteratura, il processo che Proust
sperimenta quando ritorna con la memoria alla sua infanzia trascorsa a Combray non appena riconosce il
pezzetto della madeleine che la zia inzuppava nel tiglio []E come in quel gioco, che piace ai giapponesi,
di buttare in una ciotola di porcellana piena d'acqua dei pezzettini di carta a tutta prima indefinibili che,
non appena immersi, si stirano, assumono contorni e colori [...] cos, ora, tutti i fiori del nostro giardino
[...] e la campagna circostante, tutto questo che sta prendendo forma e solidit uscito, citt e giardini,
dalla mia tazza di t.
Il percorso delle immagini prosegue con lopera Isola, che nasce dalla volont di organizzare la lettura
delle forme della natura e la struttura della storia, come sedimento immediatamente percepibile.
Uno sguardo doppio che intreccia il ritmo delle strutture della natura e della storia al ritmo delle strutture
architettoniche antiche.
Nellultima opera Quadri rivive la tensione tra interno ed esterno, spesso incarnata nella arti figurative
dallimmagine della finestra che ha il ruolo specifico di tener ben separati i due mondi. La sua permeabilit
deve essere solo simbolica. Cosa succede se questa funzione viene declinata?
Il percorso illustrato quindi da immagini poste a confronto che, a loro volta, introducono un nuovo
linguaggio e rendono lopera darte un gioco creativo. Un gioco, unarte che si confronta con la natura e il
passato rispettando la loro origine libera e caotica, che nasce dalla comprensione del caso e del movimento
infinito.
Raffaella Rinaldi