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la cerimonia del sutra del loto nei nostri cuori

rev. Nisshin m. claus (23/04/2008)

La Cerimonia del Sutra del Loto nei


nostri cuori

“Conseguite consapevolezza in modo che possiate godere


di pace e sicurezza illimitata”.
Sutra del Loto Cap.III

Tutto ciò che facciamo e pensiamo, quindi, non solo le nostre azioni, ma anche i
nostri pensieri, ci rimangono dentro sporcandoci o riempiendoci di luce secondo
la loro qualità.
Credo che sia innegabile che la sensazione che si prova comportandoci in maniera
consona al Dharma, abbia l’effetto di una doccia su di noi, rendendoci più puliti
interiormente. Allo stesso modo ci sentiamo come sporchi quando ci
comportiamo male e lo sappiamo. Molti sono i casi di cronaca che riguardano
persone che hanno commesso azioni aberranti e che ad un certo punto della loro
vita, complice magari la conversione a qualche religione, hanno sentito il bisogno
di dedicarsi ad azioni caritatevoli ed altruistiche. Chi si comporta male e ne è
cosciente, sente ad un certo punto questo “sporco” e istintivamente nasce dentro
di sé, il bisogno di mettere ordine nella propria vita. L’unico mezzo a nostra
disposizione per “pulire le nostre vite” è quella di immergerle in un mare di
pensieri ed azioni “alte”, occupandoci delle nostre azioni e dei nostri pensieri,
consapevoli che questo costituisce l’addestramento necessario per poter godere in
pieno delle gioie della Fede.
Molti pensano che si debba andare a fare i missionari in Africa, io dico invece che
è la nostra vita che in ogni istante o frangente ci dà la possibilità di scegliere,
rivolgendoci sempre la stessa domanda: “Che persona vuoi essere?”
Rifiutare qualsiasi forma violenta di comunicazione, rifiutare qualsiasi scontro
sia verso noi stessi che verso gli altri, ci rende forti perché più consapevoli e
impegnati nel proseguo delle nostre aspirazioni. Ma quali sono queste
aspirazioni?
Io desidero essere sereno e so che questa serenità me la può dare solo la pace con
me stesso.
Ma cosa vuol dire essere in pace con se stessi?
Per me essere in pace con me stesso, significa fare di tutto per non cadere vittima
della rabbia o peggio dell’odio. So bene quanto questo sia difficile, ma è proprio
qui che nasce la soddisfazione. Quando nella mia mente si affacciano pensieri
“sporchi” riconosco che dentro di me ci sono questi pensieri, quindi ne divento

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HOKKEKYO SHU – SCUOLA DEL SUTRA DEL LOTO
WWW.HOKKEKYOSHU.IT
la cerimonia del sutra del loto nei nostri cuori
rev. Nisshin m. claus (23/04/2008)
consapevole standone attento; se non riesco a non alimentarli, cerco di sostituirli
con pensieri che portano a stati d’animo più elevati. Ciò mi permette di
mantenere una certa integrità. Certo…come dicevamo è un addestramento e in
quanto tale deve essere portato avanti senza integralismo o sensi di colpa.
Per riuscire a fare un chilometro di corsa bisogna prima farne cinquecento metri,
perciò non sentitevi sconfitti se vi sembra di fare di tutto ma i risultati tardano ad
arrivare o peggio siete fraintesi. In questi momenti tenete sempre presente che
almeno voi provate a essere migliori, il resto aspetta agli altri.
Ogni uomo o donna desidera la felicità e la chiave per ottenerla è la
consapevolezza delle nostre azioni o pensieri, perché là dove c’è consapevolezza è
più difficile sbagliare.
Tutti noi lo sappiamo, ma spesso cadiamo preda degli eventi e dei dubbi,
precipitando in stati vitali molto bassi e a questo livello ci comportiamo. Proprio
perché è difficile non cadere, ci viene in aiuto la “Celebrazione del Sutra del
Loto”, la nostra pratica quotidiana in Hokkekyo Shu, portandoci le buone parole
che illuminano le nostre profondità, ricordandoci la scelta che abbiamo fatto.
Come la spugna bagnata sul viso di un sudato ciclista, che arranca in salita sotto il
caldo cocente. Questo deve rappresentare la celebrazione, per aiutarci nel
concreto nelle nostre vite. Non deve diventare un’austera pratica ascetica, svolta
solo perché dobbiamo farla. Immaginiamo di leggere i Salmi del Sutra del Loto
come se li esponessimo a qualcuno e questo ci aiuterà a dare alla funzione un
carattere più forte, e noi saremo i primi a beneficiarne.
In mezzo al caldo della vita di tutti i giorni, la celebrazione deve rappresentare la
nostra volontà di aprire una finestra, per permetterci di respirare meglio,
abbassando così i nostri bollori. Consiglio sempre ai praticanti di raccogliersi per
alcuni minuti prima di dare inizio al viaggio, ripetendo a noi stessi quali sono i
motivi che ci portano lì. Qualora aveste davvero poco tempo da dedicare alla
funzione, per impegni di lavoro o altro, prendete un Salmo fra quelli scelti per la
nostra preghiera e dopo aver preso rifugio nei nostri tre gioielli, leggete e
nutritevi di quello. Una pratica svolta con questa convinzione e questo stato
d’animo non può non portare i suoi deliziosi frutti.

Volevo concludere questa meditazione ricordando le vittime degli scontri in Tibet


per le quali desidero che i vostri cuori si uniscano al mio a formare un’unica
preghiera rivolta e dedicata alla pace. Quella stessa pace che desidera ognuno di
noi nel proprio cuore.

Nisshin

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