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LOSSERVATORE ROMANO

gioved 21 gennaio 2016

pagina 5

La visita di Papa Francesco


al tempio valdese di Torino
il 22 giugno 2015

di ANTHONY CURRER*
Rispondere con fede al messaggio del
Vangelo implica necessariamente unintera
rete di relazioni, implica il fatto che dobbiamo tener conto di coloro che hanno risposto, come noi, nella fede. Questo vale
sia per i singoli individui che per le comunit cristiane, siano esse parrocchie, diocesi, comunit ecclesiali nazionali o internazionali. Nelle nostre decisioni e nelle nostre azioni, dobbiamo prestare attenzione
agli altri cristiani che vivono al di fuori
della nostra comunit e che sono nostri
fratelli e nostre sorelle. Nessuno agisce in
maniera unilaterale. E questo un dato di
fatto della vita ecclesiale.
Oggetto di studio della Commissione
internazionale anglicana cattolica (Anglican-Roman Catholic International Commission - Arcic) attualmente il modo in
cui la Chiesa, a livello locale e universale,
discerne il giusto insegnamento etico.
Punto di partenza per queste riflessioni
la visione teologica condivisa da cattolici e
anglicani, secondo la quale viene riconosciuta sia la pienezza ecclesiale di una
chiesa locale sotto il suo vescovo, sia la
necessit che essa si relazioni alla pi ampia comunione di chiese.
Al di l di questo principio fondamentale, o convinzione di base, c necessariamente una tensione vitale tra, da una parte, la legittima autodeterminazione di una
comunit cristiana in un luogo specifico e,
dallaltra, i limiti imposti a tale libert dai
doveri nei confronti della comunione nel
suo insieme. La Comunione anglicana si
descrive come una comunione di chiese;
tale definizione suggerisce una struttura
decentralizzata in cui esiste a livello locale, ovvero nelle varie province che sono
molto spesso chiese nazionali, un alto grado di autonomia. Attraverso i loro sinodi,
le province discernono e promulgano linsegnamento ecclesiale. Questo modello di
autorit decentralizzata, malgrado i suoi
punti di forza, stato fonte di considerevoli tensioni in anni recenti, quando le decisioni di una provincia sono risultate problematiche per altre province della Comunione.
La questione che, ultimamente, ha provocato maggiori contrasti naturalmente
quella dellinsegnamento etico e, in particolare, della sessualit. Le due province
anglicane dellAmerica del Nord hanno
preso importanti decisioni al riguardo lo
scorso anno. Nel luglio 2015, la
Convenzione generale della
Chiesa episcopale, ovvero

Il dialogo con gli anglicani e i metodisti

Prima di ogni contrasto


landa, la Scozia, il Galles, lIndia del Sud
e il Sud Africa, sono aperte a simili cambiamenti.
Malgrado i considerevoli sforzi compiuti per assicurare unampia consultazione,
inevitabile che questo tipo di decisioni
causeranno, e hanno gi causato, insoddisfazioni in alcune province della Comunione anglicana, particolarmente in Africa.
In risposta alle decisioni prese dalla Convenzione generale della Chiesa episcopale
degli Sati Uniti nel luglio scorso, larcivescovo di Canterbury, Justin Welby, primate della Comunione anglicana, ha espresso
la sua profonda preoccupazione, affermando che le decisioni provocheranno
disagio in alcune province e avranno un
impatto sullinsieme della Comunione anglicana, come pure sulle sue relazioni ecumeniche e interreligiose.
Larcivescovo Welby ha annunciato, il
16 settembre, la sua intenzione di invitare
gli altri primati per un incontro che si
tenuto a Canterbury dall11 al 16 gennaio
scorsi. Egli ha evidenziato che la questione della sessualit non sarebbe stato lunico punto allordine del giorno e che altri
temi sarebbero stati vagliati attentamente,
come la protezione dei bambini e degli
adulti vulnerabili, lambiente e la violenza
per motivi religiosi. Alla luce dei timori
nutriti da alcuni su una lacerazione interna della Comunit dovuta alle questioni

Il primate della Comunione anglicana Justin Welby

la provincia anglicana degli Stati Uniti, ha


rivisto i suoi canoni sul matrimonio per
renderli sessualmente neutri e ha approvato liturgie per il matrimonio di coppie
omosessuali; tali disposizioni sono entrate
in vigore a partire dal 1 novembre 2015.
Il 22 settembre, a seguito di un periodo
di consultazione durato due anni, una
Commissione sui canoni matrimoniali ha
prodotto un rapporto intitolato This Holy Estate, presentandolo al Consiglio del
sinodo generale della Chiesa anglicana del
Canada. Il rapporto finale menziona anche il contributo apportato sulla questione
dal dialogo anglicano-cattolico, il quale ha
fatto presente le implicazioni di un cambiamento dei canoni relativi al matrimonio, affermando che tale cambiamento
indebolirebbe la base stessa della comunione che esiste tra noi. This Holy
Estate conclude affermando che tenta
di mostrare quanto sia teologicamente
possibile estendere il canone matrimoniale
alle coppie omosessuali senza diminuire,
danneggiare o limitare le ricche implicazioni teologiche del matrimonio come viene tradizionalmente inteso. Questa proposta di cambiamento verr discussa nel
Sinodo generale del 2016. Le province
dellAmerica del Nord sono in prima linea
nel promuovere questa svolta; anche altre
province, tra cui il Brasile, la Nuova Ze-

legate alla sessualit, larcivescovo si augurato che le altre tematiche, davanti alle
quali una risposta coordinata nellinsieme
della Comunione risulterebbe benefica per
tutti, possano dimostrare la necessit di
un approfondimento e di un rafforzamento dei legami di comunione.
Al momento dellannuncio fatto dallarcivescovo Welby, molti commentatori nei
mass-media hanno suggerito che la sua intenzione era quella di sostituire la relazione di comunione delle province con un
modello federale meno coeso, in cui le
chiese membro si relazionerebbero con
Canterbury, ma non necessariamente le
une con le altre. Le varie province, cos lasciavano intendere i commentatori, avrebbero conservato il nome di anglicane,
ma senza tentare di mantenere una disciplina o una dottrina comuni. Un simile
cambiamento di rotta nellecclesiologia anglicana assesterebbe un duro colpo alle relazioni ecumeniche anglicane-cattoliche
che sono state portate avanti finora sulla
base di unecclesiologia di comunione
condivisa da entrambe le tradizioni. Tuttavia, Lambeth Palace ha respinto fermamente tali supposizioni, insistendo sul fatto che non vi alcuna intenzione di abbandonare le strutture della Comunione,
ma vi piuttosto la volont di rafforzare
tali strutture rivalutandole e incoraggian-

do i dissenzienti a far sentire la propria


voce, senza temere di esporre le proprie
critiche.
Larcivescovo Welby ha sempre sostenuto di voler fare in modo che tutti i primati, come unico gruppo, convochino insieme la prossima Lambeth Conference, la
conferenza che riunisce tutti i vescovi anglicani del mondo e che ha luogo ogni
dieci anni. Tutto sembra suggerire che
presto vi sar lannuncio della prossima
Lambeth Conference, probabilmente non
per il 2018 ma per il 2020, e che tale annuncio sar in s un chiaro segno del desiderio dei primati di continuare a collaborare a sostegno dellunit della Comunione.
In secondo luogo, larcivescovo si sforzer di approfondire i legami di comunione con quelle province che, pi di altre,
sono state scandalizzate dalle recenti decisioni delle prime. La pi forte protesta nei
confronti delle province dellAmerica del
Nord viene da quelle affiliate alla Gafcon,
raggruppamento che prende il nome dalla
Global Anglican Future Conference tenutasi a Gerusalemme poco prima della
Lambeth Conference del 2008. Alcuni dei
primati invitati allincontro del gennaio
2016 sono membri della Gafcon; essi asseriscono di rappresentare la maggioranza
degli anglicani del mondo.
Un primate della Gafcon, larcivescovo
Stanley Ntagali dellUganda, ha messo in
guardia sul fatto che non parteciper pi
agli incontri a meno che non sia ripristinato lordine divino. La Gafcon sostiene
di non essere in comunione con le province anglicane dellAmerica del Nord e appoggia piuttosto un gruppo dissidente
chiamato Anglican Church of North America (Acna). Larcivescovo Welby, anche
nellintento di avvicinarsi alla Gafcon, ha
chiesto
allarcivescovo
Foley
Beach
dellAcna di assistere ad alcuni degli incontri dei primati in veste di osservatore.
Larcivescovo Welby si inoltre impegnato a fondo nellallacciare forti contatti personali con molti di questi primati, nella
speranza che, in tal modo, fosse scongiurata una spaccatura.
Due recenti cambiamenti, a livello di
nomine di responsabili ecclesiali, potrebbero contribuire in maniera decisiva a rafforzare le relazioni nella Comunione, evitando ulteriori dissensi. Nellaprile dello
scorso anno, larcivescovo nigeriano Josiah
Atkins Idowu-Fearon stato nominato segretario generale della Comunione anglicana. Teologicamente conservatore ed
esperto di relazioni tra cristiani e musulmani, larcivescovo Idowu-Fearon il primo africano a rivestire un ruolo di prima
importanza nellAnglican Communion Office. Questo riflette il peso crescente in
termini numerici delle province africane
allinterno della Comunione. Sempre nel
2015, la Convenzione generale della Chiesa episcopale degli Stati Uniti ha eletto il
vescovo Michael Curry della diocesi della
Carolina del Nord come suo ventisettesimo vescovo presidente. Curry, evangelicale
moderato, il primo afroamericano a occupare questa posizione. auspicabile che
sia larcivescovo Fearon, sia il vescovo
Curry contribuiscano a sanare le tensioni
tra gli anglicani africani, prevalentemente
evangelicali, e i loro confratelli pi liberali
in Europa e nellAmerica del Nord.
Sempre in in vista dellincontro dei primati, larcivescovo Welby aveva espresso
la sua visione, affermando: Per la differenza tra le nostre societ e le nostre culture, come pure per la velocit del cambiamento culturale in gran parte del global
north, siamo tentati di dividerci come cristiani: il comandamento delle Scritture, la
preghiera di Ges, la tradizione della
Chiesa e la nostra stessa comprensione
teologica ci esortano invece allunit. Nella famiglia anglicana del XXI secolo deve
esserci spazio per profondi disaccordi e
persino per mutue critiche, a patto che rimaniamo fedeli alla rivelazione di Ges
Cristo, insieme. E ha aggiunto: Deside-

ro fortemente che ci incontriamo sotto la


guida dello Spirito Santo e cerchiamo il
modo di impostare un percorso che ci
permetta di concentrarci sul servizio e
sullamore reciproco e, soprattutto, sullannuncio della buona novella di Ges
Cristo.
Nessuno, tanto meno larcivescovo Welby, si aspetta che lincontro dei primati
potesse risolvere le profonde differenze
teologiche tra le varie province. Tale speranza non sarebbe stata realistica per un
incontro di una settimana. Lobiettivo era
pi modesto: che i primati riescano ad
ammettere, nel rispetto reciproco, le
loro divergenze, riconoscendo che
le posizioni di coloro con i quali non sono daccordo sono
comunque tenute in buona
fede.
Per dare espressione visibile e concreta a questa
speranza nel contesto
dellincontro dei primati,
larcivescovo ricorso a
un insolito supporto.
Lestremit in avorio di
un pastorale che si crede essere appartenuto a
san Gregorio Magno, il
Papa del VI secolo che
invi santAgostino come missionario nel sud
dellInghilterra, stato
concesso in prestito a
Canterbury dalla chiesa
romana di San Gregorio al Celio. Per i primati riuniti, ha rappresentato un simbolo del
loro comune patrimonio e della loro comune tradizione, un ricordo del coraggioso viaggio
apostolico
di Particolare del pastorale
santAgostino, grazie al
cui ministero hanno ricevuto la grazia del messaggio evangelico
di Ges Cristo. Inoltre, come simbolo del
vincastro del pastore, la punta del pastorale ha manifestato il segno visibile del ministero dellUnico Pastore che riunisce il
gregge disperso e lo riconduce allunit.
Quanto ai lavori della Commissione internazionale anglicana-cattolica, dal 28
aprile al 4 maggio 2015 si svolto il quinto incontro della sua fase attuale (Arcic
III) a Villa Palazzola, la residenza estiva
del Venarable English College di Roma. Il
mandato di questa terza fase di Arcic sia
promuovere la recezione dei risultati precedenti della Commissione, raccogliendoli
in un unico documento che verr probabilmente ultimato il prossimo anno, sia riflettere sul tema di La Chiesa come comunione locale e universale e come, nella
comunione, la Chiesa locale e universale
giunga a discernere il giusto insegnamento
etico. A tal fine, la Commissione ha lavorato a una bozza di documento, concentrandosi sullaspetto ecclesiologico del
suo mandato, ovvero esaminando quelle
strutture delle nostre due tradizioni che
facilitano la comunione allinterno di ciascun livello della Chiesa locale, regionale e universale e tra un livello e laltro.
Gioved 30 aprile, i membri della Commissione hanno avuto unudienza privata
con Papa Francesco, che ha incoraggiato il
loro lavoro e ha osservato, nel contesto
delle attuali persecuzioni dei cristiani:
Esiste un legame forte che gi ci unisce,
al di l di ogni divisione. Larcivescovo
di Birmingham, Bernard Longley, co-presidente cattolico della Commissione, ha
ringraziato il Santo Padre per lispirazione
e la guida offerte, insieme allarcivescovo
Welby, in particolare attraverso il comune impegno nel promuovere la giustizia in
favore delle vittime dello sfruttamento o
dellindifferenza. Larcivescovo anglicano
David Moxon ha espresso al Papa la sua
riconoscenza per lattenzione rivolta alla
predicazione del Vangelo, per la semplicit del suo stile di vita, per il suo ministero

in difesa dei poveri e degli emarginati e


per il ruolo positivo svolto al servizio della riconciliazione internazionale. Egli ha
concluso osservando che tutto ci ha
contribuito a rendere ammirevole agli occhi dei cristiani di tutto il mondo il ministero del Vescovo di Roma.
Quanto alle relazioni con i metodisti,
dal 9 al 16 ottobre 2015, la Commissione
mista per il dialogo tra la Chiesa romanocattolica e il Consiglio metodista mondiale si riunita a Kuala Lumpur, in Malaysia. Si trattato del quarto e ultimo incontro dellattuale fase di dialogo. La
Commissione sta finalizzando un rapporto
che sar presentato alla Conferenza metodista mondiale prevista per lagosto prossimo a Houston, nel Texas, e al Pontificio
Consiglio per la promozione dellunit dei
cristiani.
Il rapporto intitolato La chiamata alla santit: dalla gloria alla gloria. Sulla
base delladesione metodista alla Dichiarazione comune sulla dottrina della giustificazione, avvenuta nel 2006, la Commissione ha riconosciuto che metodisti e cattolici hanno espresso un accordo di base circa
la natura e leffetto della grazia sul credente, sottolineando che la crescita nella
santit attraverso la vita quotidiana in Cristo la chiamata di tutti i cristiani. Nel
presentare sia le convergenze che le divergenze delle rispettive interpretazioni del
vivere in santit e del morire in santit, il
rapporto affronter tematiche relative alla
pratica devozionale cattolica che sono tradizionalmente problematiche per i metodisti.
Le questioni teologiche che dividono i
cristiani, sia tra una comunit e laltra che
allinterno di una stessa tradizione, sono
indubbiamente importanti. Tuttavia, ci
non deve far scordare il fatto che, dietro a

in avorio (VI secolo) appartenuto a san Gregorio Magno

queste tematiche controverse, vi un profondo accordo teologico che viene portato


gradualmente alla luce, con perseveranza e
attenzione, dai tanti dialoghi condotti a livello internazionale e nazionale e aventi
natura sia ufficiale che informale. Inoltre,
c molto che pu e deve essere fatto dai
cristiani insieme. Rivolgendosi alla comunit valdese di Torino, nel giugno 2015,
Papa Francesco ha parlato della necessit
che cattolici e valdesi collaborino al servizio dellumanit sofferente: dei poveri, degli ammalati, dei migranti. Egli ha affermato: Le differenze su importanti questioni antropologiche ed etiche, che continuano ad esistere tra cattolici e valdesi,
non ci impediscano di trovare forme di
collaborazione in questi ed altri campi. Se
camminiamo insieme, il Signore ci aiuta a
vivere quella comunione che precede ogni
contrasto. In linea con le parole di Papa
Francesco, anglicani, metodisti e cattolici
intendono proseguire il loro cammino comune, impegnandosi insieme nella difesa
dellambiente, nella ricerca della giustizia
per i migranti, nella protezione dei cristiani perseguitati, nella lotta contro la povert. Cos facendo, potranno sperimentare
quella comunione che viene prima di ogni
conflitto.
*Assistente per la sezione occidentale
del Pontificio Consiglio per la promozione
dellunit dei cristiani