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COME LEGGERE UN TESTO LETTERARIO SCHEMA DELLE FASI

- MOMENTO PRELIMINARE
- LA DESCRIZIONE
1. DATAZIONE E STORIA DEL TESTO
2. ACCERTAMENTO DEL CONTENUTO SEMANTICO
2a Accertamento del contenuto semantico di un testo poetico
2b Accertamento del contenuto semantico di un testo di prosa narrativa

3. ANALISI TECNICO-FORMALE DELLA LINGUA, DELLO STILE E DELLA STRUTTURA


3a Analisi tecnico-formale delle componenti linguistiche, stilistiche e strutturali di un testo poetico
a) ricostruzione dei caratteri metrici e fonici del testo;
b) analisi della lingua e dello stile;
c) individuazione delle figure retoriche;
d) analisi del rapporto fra sintassi e struttura metrica
3b Analisi tecnico-formale delle componenti linguistiche, stilistiche e strutturali di un testo di prosa narrativa
a) distinzione fra fabula e intreccio;
b) individuazione del punto di vista narrativo e della eventuale polifonia;
c) considerazione del tempo, dello spazio, del cronotopo;
d) analisi del sistema dei personaggi.

4. ENUCLEAZIONE DEL TEMA O DEI TEMI SU CUI IL TESTO COSTRUITO

- LINTERPRETAZIONE
1. LA STORICIZZAZIONE O CONTESTUALIZZAZIONE;
2. L'ATTUALIZZAZIONE;
3. LA VALORIZZAZIONE, CIO L'ATTRIBUZIONE DI VALORE

COME LEGGERE UN TESTO LETTERARIO


PREMESSA
Con il termine "letterario" ci riferiremo qui a testi poetici in versi e a testi narrativi in prosa.
Ovviamente la denominazione di "letterario" pu riferirsi anche ad altri testi (per esempio, saggistici).
Ma qui, per comodit didattica, si privilegiano questi due tipi di testo.
Essi presentano, insieme ad alcuni importanti caratteri comuni, anche tratti specifici non meno rilevanti
che li distinguono l'uno dall'altro. Dovremo perci considerare entrambi.
I DIVERSI MOMENTI DELL'APPROCCIO AL TESTO
E opportuno distinguere, nella lettura, un momento preliminare e due fasi diverse. Il momento
preliminare consiste in un primo generico approccio al testo, una semplice lettura o assaggio da cui si
possono ricavare alcune sommarie informazioni e impressioni relative al titolo, alla lunghezza del
componimento, al tema, al senso generale, al ritmo o alla musica dei versi oppure, se si tratta di
narrativa in prosa, all'organizzazione del racconto e alle vicende della trama. Queste impressioni e
informazioni risulteranno utili perch permetteranno di formulare una prima ipotesi in base alla quale
sar possibile ritornare al testo ponendogli domande pi precise. Ogni testo offrir risposte tanto pi
varie, ricche e interessanti quanto pi puntuali saranno le domande del lettore.
Queste ultime possono essere distinte in due tipi, corrispondenti alle due fasi successive: descrizione e
interpretazione.
La descrizione il commento e riguarda gli aspetti formali ed esterni (lingua, stile, struttura, datazione,
riferimenti storici); l'interpretazione invece rivolta al significato esistenziale, psicologico, sociale,
ideologico, ecc. del testo attraverso la sua correlazione sia con il tempo storico in cui stato
elaborato (o contesto), sia con il nostro tempo e dunque con la prospettiva del lettore attuale che torna a
dargli valore e significato (, questa, un'operazione di attualizzazione).
Ovviamente l'interpretazione dovr tener conto della descrizione: nello stesso tempo, per, non sar
mai del tutto deducibile da essa, in quanto conterr sempre, necessariamente, il riferimento alla
prospettiva dell'interprete attuale. La fase della descrizione o del commento dedicata all'accertamento
del contenuto di fatto (o contenuto effettuale) del testo; quella dell'interpretazione, alla scoperta
del contenuto di verit che il testo, una volta esaminato storicamente attraverso la descrizione del suo
rapporto con il contesto, viene ad assumere per noi. Una lettura scolastica, pur restando ovviamente in
un ambito di necessit limitato, dovr comunque tener presente questa duplice esigenza.
LA DESCRIZIONE
Dopo una rapida lettura preliminare, occorre tornare a leggere il testo per darne una descrizione. solo
rileggendo che si passa a una lettura orientata, meno impressionistica e volta a porre una serie di
interrogativi: quando stato scritto questo testo, in quale occasione e per quali destinatari? che cosa
dice? come lo dice? quale immaginario esprime? A queste domande corrispondono quattro livelli
diversi di descrizione:
1) datazione e storia del testo, come risposta alla domanda "quando e per chi esso stato concepito?";
2) accertamento del contenuto semantico (parafrasi letterale, ricerca sul vocabolario dei termini rari e
difficili, comprensione della sintassi del periodo, evidenziazione dei passaggi logici e degli snodi
concettuali e narrativi) come risposta alla domanda "che cosa dice il testo?";
3) analisi tecnico-formale delle componenti linguistiche, stilistiche e strutturali, come
risposta alla domanda "come lo dice?";
4) enucleazione del tema o dei temi su cui il testo costruito, come risposta alla domanda "quale
immaginario esprime?".
Questi quattro punti sono stati qui esposti secondo l'ordine in cui preferibile seguirli. Esso procede da
fuori a dentro il testo, e precisamente dalla sua genesi (1) alla sua comprensione semantica (2), stilistica
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(3) e tematica (4).


I punti 2 e 3 assumono caratteri diversi per il testo poetico e per quello narrativo in prosa e quindi
andranno considerati in modo distinto. Viceversa la trattazione dei punti 1 e 4 non dipende dal tipo di
scrittura letteraria e perci possibile dare suggerimenti di approccio unitari.
1 DATAZIONE E STORIA DEL TESTO
La datazione e la storia del testo sono indispensabili per capire l'occasione in cui il testo stato scritto,
a quali destinatari rivolto, a quale fase della storia dell'autore appartenga l'opera, e, insomma, per
metterne a fuoco la genesi. Bisogner sempre ricondurre la singola lirica al libro di cui fa parte o il
singolo racconto alla raccolta che lo contiene. Anche nel caso di una poesia lirica o di un racconto, non
mai casuale la sua collocazione all'interno del libro da cui tali testi sono tolti: quest'ultimo (per
esempio, il Decameron di Boccaccio o il Canzoniere di Petrarca) va comunque considerato non
un'antologia di componimenti disparati, bens un'opera organica e unitaria. Cos un sonetto della Vita
nuova di Dante o del Canzoniere di Petrarca va inserito sia nella storia artistica dei due autori sia nello
sviluppo narrativo e nella struttura organizzativa delle due opere. infatti molto diverso se si tratta, per
esempio, di un sonetto giovanile scritto quando Laura era in vita oppure di un sonetto della vecchiaia
composto dopo la morte della donna. Cos la novella boccacciana del principe Tancredi e della figlia
Ghismunda (IV,1), che rivendica il proprio diritto a un amore liberamente scelto, pu essere
compiutamente compresa solo pensando di quale "giornata" essa faccia parte (la quarta, dedicata agli
amori infelici), mentre i suoi contenuti andranno valutati anche in rapporto all'evoluzione dell'autore
dalle atmosfere nobiliari della produzione giovanile a quelle borghesi e mercantili del periodo
fiorentino durante il quale il Decameron viene elaborato (e ci infatti permette all'autore una
prospettiva critica nei confronti del principe Tancredi, tipico rappresentante della nobilt). Per quanto
riguarda il destinatario, si ricordi che proprio le donne sono indicate da Boccaccio come quello
principale a cui l'opera rivolta. Per quanto riguarda l'occasione, il rinvio al tempo della pestilenza e al
progetto di rifondazione di una civilt dopo la catastrofe spiega l'interesse per un uso pi libero del
corpo e per nuovi valori (come la responsabilit individuale e una morale valorizzata nei suoi aspetti
privati e individuali).
2 ACCERTAMENTO DEL CONTENUTO SEMANTICO
Bisogna distinguere in questo caso l'analisi necessaria per un testo poetico (2A) da quella per uno di
prosa narrativa (2B).
2A Accertamento del contenuto semantico di un testo poetico
Il primo obiettivo da conseguire la realizzazione, scritta o anche solo mentale, di una parafrasi del
testo. La parafrasi consiste in una vera e propria traduzione dal linguaggio del poeta in quello pi
semplice e attuale del lettore. Si sviluppa in due tipi di lavoro: ricerca sul vocabolario del significato
delle parole "difficili" o che hanno un senso diverso da quello odierno, e ricostruzione della struttura
logico-grammaticale dei singoli periodi e poi del testo nel suo insieme. La ricerca sul significato delle
parole tanto pi importante in quanto spesso nel passato termini ancor oggi in uso avevano un diverso
significato. Per esempio, nel sonetto dantesco Tanto gentile e tanto onesta pare, i due aggettivi
presenti al primo verso (gentile e onesta) sono comuni anche nell'italiano moderno, tuttavia Dante
li usa in un senso molto diverso da quello attuale, come qualunque buon vocabolario pu documentare
(e infatti vogliono dire, all'incirca, "nobile e decorosa").
Il risultato finale della parafrasi consister in un equivalente semantico del testo, trasferito in una forma
linguistica vicina alla nostra di oggi e dunque pi comprensibile. Da questo punto di vista, la parafrasi
una prima attualizzazione del testo, che per ha il vantaggio di restare fedele al contenuto semantico
dell'originale. Essa dunque, sempre, indispensabile.
Si devono considerare tuttavia due limiti di qualunque parafrasi. Anzitutto essa riduce sempre la
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ricchezza dei significati del testo. Per esempio, nel sonetto di Dante sopra considerato la parafrasi dei
due versi iniziali (Tanto gentile e tanto onesta pare/ la donna mia quand'ella altrui saluta) molto
difficilmente pu dare conto del peso dell'etimologia latino nella parola donna (da "domina" =
signora, padrona), n del particolare valore di saluta che significa anche "annuncia e dona la salvezza
eterna". In secondo luogo, molte forme di poesia moderna si fondano su una voluta apertura e
indeterminatezza del significato, su una sua costitutiva molteplicit o ambiguit, che impossibile
rendere attraverso una semplice parafrasi, dato che questa tende a interpretare il senso in una sola
direzione.
Utile alla ricostruzione del significato complessivo del testo anche l'individuazione dei vari passaggi
logici, ovvero la segmentazione del testo nelle sue unit o nei suoi nodi narrativi e argomentativi.
opportuno in genere suddividere il testo in parti distinte (per esempio, nel sonetto di Dante sopra
ricordato e riportato pi avanti, si possono individuare una parte descrittiva e una successiva, che
implica una conclusione morale).
2B Accertamento del contenuto semantico di un testo di prosa narrativa
Ovviamente nella narrativa in prosa le difficolt sono minori. A questo fine le operazioni necessarie
sono le seguenti: la ricerca delle parole "difficili" sul vocabolario e lo svolgimento della sintassi dei
periodi pi complessi; la suddivisione del testo in sezioni o parti caratterizzate da una autonoma
ragione narrativa e da uno specifico motivo conduttore; infine l'individuazione del tema del racconto e
del suo messaggio conclusivo. Per quanto riguarda questi due ultimi punti prendiamo ancora come
esempio la novella di Tancredi e di Ghismunda. Qui utile distinguere un prologo contenente la
presentazione dei due principali protagonisti; un antefatto in cui si narrano gli amori segreti della donna
con un valletto, e l'azione vera e propria che a sua volta si articola in tre nuclei narrativi: 1) Tancredi
sorprende gli amori della figlia e del valletto; 2) dialogo fra Tancredi e la figlia che reagisce alle accuse
del padre con una appassionata autodifesa; 3) uccisione del valletto e suicidio di Ghismunda. Segue
infine la conclusione, in cui Tancredi decide di seppellire insieme i due amanti ammettendo cos il
proprio errore. Il messaggio conclusivo della novella contenente il suo tema fondamentale e il suo
principale nucleo ideologico va rintracciato appunto in tale soluzione, che vuole rivendicare i diritti
della donna alla libera scelta amorosa.
3 ANALISI TECNICO-FORMALE DELLA LINGUA, DELLO STILE E DELLA STRUTTURA
Anche in questo caso necessario distinguere un testo poetico da uno narrativo. Nel primo infatti la
legge della contiguit decisiva: una parola posta di seguito alla altre perch legata a esse da ragioni
foniche e metriche. Fra una serie di parole simili o sinonimiche il poeta sceglier quella che per suono,
misura, accenti si adatta meglio alle precedenti e alle seguenti. Perci in un testo poetico i significanti
hanno in genere un peso assai maggiore che in un testo di prosa narrativa. In quest'ultimo prevalgono
invece scelte dovute a ragioni strutturali, a registri linguistici, al punto di vista narrativo, al tipo di
focalizzazione, al sistema dei personaggi.
3A Analisi tecnico-formale delle componenti linguistiche, stilistiche e strutturali di un testo poetico
Si tratta ora di considerare le caratteristiche peculiari del testo in quanto testo letterario di poesia. Si
pu dividere l'analisi in quattro momenti: a) ricostruzione dei caratteri metrici e fonici del testo;
b) analisi della lingua e dello stile; c) individuazione delle figure retoriche; d) analisi del rapporto fra
sintassi e struttura metrica.
a) La ricostruzione dei caratteri metrici e fonici del testo richiede innanzitutto il riconoscimento della
forma metrica adoperata dal poeta (il testo di Dante, gi citato per esempio, un sonetto). quindi
opportuno individuare la eventuale divisione in strofe, il sistema delle rime e il tipo di versi impiegati.
Nel sonetto ovviamente si tratter di tutti endecasillabi divisi in quattro strofe (due quartine e due
terzine). Ma in molte altre forme poetiche vi possono essere metri diversi variamente alternati. Nella
poesia moderna, infine, si possono incontrare testi formati da versi liberi, divisi o meno in strofe. Si
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possono dunque verificare le rime, cercando di capire l'incremento di significato che esse possono
comportare. Nel sonetto di Dante, per esempio, pare del primo verso rima con guardare, con
laudare e con mostrare dei vv. 4, 5 e 8. Se si considera che il verbo "parere" significa in Dante
'apparire, mostrarsi', facile verificare che questa catena di rime ruota tutta attorno al tema capitale del
testo: la relazione tra il mostrarsi miracoloso di Beatrice e la visione di lei da parte del poeta (con
l'unica eccezione del verbo "laudare", che costituisce il modo attraverso il quale il poeta, che guarda, si
mette in contatto con l'apparizione femminile e la celebra). Nelle terzine mira rima con Sospira
(vv. 9 e 14), rafforzando il collegamento tra contemplazione e commozione (di sospiro o di lode).
L'analisi metrica si completa soffermandosi sugli eventuali enjambements e sulla loro funzione. Nel
sonetto di Dante ce ne sono tre ai vv. 1-2, 7-8 e 12-13, e riguardano tutt'e tre la rappresentazione di
Beatrice, che ne riceve un effetto di distensione e di pacificazione. poi necessario verificare le figure
foniche, come le allitterazioni (qui ce ne sono diverse: miracol mostrare.// Mostrasi. vv. 8-9: spirito
soave, v. 13, che anticipa il conclusivo Sospira).
Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand'ella altrui saluta,
ch'ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l'ardiscon di guardare.
Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d'umilt vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi s piacente a chi la mira,
cha d per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender non la pu chi non la prova:
e par che de la sue labbia si mova
un spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: Sospira.
b) L'analisi della lingua e dello stile si effettua interrogandosi innanzitutto su quei luoghi del testo che
stato necessario modificare per avvicinarli all'uso medio. Pi in generale, si tratta di valutare il tipo di
lingua impiegato dal poeta (una lingua stilizzata o innovativa, vicina o lontana dall'uso, concreta o
astratta, sublime o realistica, ecc.). Tale valutazione deve tenere conto del contesto linguistico-culturale
nel quale un dato testo stato prodotto (il che tutt'altro che facile, soprattutto per uno studente e
soprattutto davanti a testi antichi). Un confronto tra un sonetto di Dante e uno di Cecco Angiolieri,
per, potr riuscire quanto mai istruttivo da questo punto di vista: entrambi riveleranno una lingua
lontana dalla nostra, ma mostreranno anche le diverse scelte dei due autori. Lo stile potr presentare
periodi brevi o lunghi, struttura ipotattica o paratattica, ordine normale degli elementi logici o
inversioni (anastrofi o iperbati). Il sonetto di Dante, per esempio, ha uno stile abbastanza piano e
scorrevole, ben adatto alla raffigurazione armoniosa del soggetto.
c) L'individuazione delle figure retoriche infine, completa la ricognizione sulle scelte stilistiche. Nel
caso del sonetto di Dante si possono evidenziare soprattutto lanadiplosi ai v. 8-9 (mostrare.//
Mostrasi), che ha, come si accennato, una funzione rilevante dal punto di vista semantico, e la
metafora del v. 6 (vestuta, cio 'vestita' per 'atteggiata'), che sottolinea la natura angelica di Beatrice,
la cui veste costituita dalle sue virt, e in particolare dall'umilt (che ha nel testo significato assai
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pi ampio e intenso che nell'italiano moderno).


d) Il rapporto fra sintassi e struttura metrica (la strofe, in genere) del testo pu essere di coincidenza
oppure di non coincidenza. Nel primo caso prevalgono la forza e la compattezza dell'espressione o
dell'argomentazione; nel secondo pu essere pi efficace l'esito emotivo. Nel secondo caso, infatti, si
pu registrare un particolare effetto di sottolineatura della porzione di periodo che, a causa della non
coincidenza fra sintassi e metrica fuoriesce dalla strofe invadendo la successiva. Un esempio famoso
quello dell'Inferno dantesco, nel canto di Francesca (V, vv. 133-137). Mentre frequentemente in Dante
il periodo coincide con l'estensione della terzina, in questo caso il senso della terzina Quando
leggemmo il disiato riso/ esser baciato da cotanto amante,/ questi, che mai da me non fia diviso resta
sospeso: il periodo si conclude infatti nella terzina successiva con il verso la bocca mi baci tutto
tremante che viene ad assumere cos maggiore intensit.
3B Analisi tecnico-formale delle componenti linguistiche, stilistiche e strutturali di un testo di prosa
narrativa
La narratologia ha distinto essenzialmente quattro tipi di approccio: a) distinzione fra fabula e intreccio;
b) individuazione del punto di vista narrativo e della eventuale polifonia; c) considerazione del tempo,
dello spazio, del cronotopo; d) analisi del sistema dei personaggi.
a) La distinzione fra fabula e intreccio insegna a distinguere ci che fondamentale per la trama da ci
che secondario. La fabula il resoconto della storia narrata nei suoi essenziali rapporti temporali e
causali; l'intreccio invece l'ordine della narrazione come si presenta nel testo (e dunque con quelle
anticipazioni, quei flash-back o quelle divagazioni che la fabula deve invece trascurare).
b) Il punto di vista quello con cui condotta la narrazione. Il narratore infatti pu raccontare lui la
storia, in modo distaccato, esponendola dalla propria ottica, oppure pu assumere il punto di vista dei
personaggi e rappresentare le vicende dalla loro prospettiva ideologica e magari anche linguistica. Nel
primo caso tipico dell'epica antica il narratore sa tutta la verit dell'accaduto e il suo racconto ha
un carattere monologico; nel secondo tipico del romanzo moderno il racconto procede attraverso
focalizzazioni diverse, a seconda delle prospettive dei personaggi, e assume il carattere della polifonia
o della plurivocit. Il narratore fa sentire cio altre voci oltre alla propria e riproduce, con esse, codici e
registri linguistici diversi, nonch culture e ideologie diverse corrispondenti alle varie classi sociali dei
protagonisti. Nei Promessi sposi, per esempio, quando il racconto focalizzato su Renzo il linguaggio
assume movenze e toni popolareschi, mentre se focalizzato su padre Cristoforo s'innalza in senso non
solo lessicale ma anche religioso. Di conseguenza, a differenza dall'epica classica, il racconto moderno
presenta spesso il fenomeno del plurilinguismo e del pluristilismo.
c) Ogni racconto (sia in versi che in prosa, questa volta) costruito su assi temporali e spaziali. Si pu
distinguere il tempo della storia (o della vicenda narrata) da quello della narrazione: la storia nei
Promessi sposi copre due anni, ma la narrazione non ha sempre la stessa velocit: i primi sette giorni
della vicenda sono narrati in ben diciassette capitoli (quasi met del romanzo) e in essi dunque il tempo
della narrazione pi lento che nei capitoli successivi. L'indugio o la velocit della narrazione possono
segnalare i centri di interesse del racconto. Il tempo poi pu essere vissuto in modo diverso: nelle
societ arcaiche in modo circolare e ripetitivo, a seconda del ritmo delle stagioni e dei raccolti; nelle
societ moderne, in modo rettilineo e progressivo. Analogamente decisiva la dimensione spaziale del
racconto. Per esempio, la concezione spaziale della Commedia di Dante verticale: il viaggio procede
dapprima verso il basso, sino al fondo dell'Inferno, poi verso l'alto, sino alla vetta della montagna del
Purgatorio e ai cieli pi elevati del Paradiso. Cercare la verit compiere questo percorso. Quando
Ulisse pretende di trovare il senso della vita attraverso un viaggio invece orizzontale (non dalla terra al
cielo, ma esplorando la terra), viene punito con l'inabissamento che lo spinge in basso, verso l'Inferno,
ed cos costretto anche lui a riconoscere la legge della verticalit. interessante studiare anche il
rapporto fra tempo e spazio. Essi si condizionano a vicenda: di qui il concetto di cronotopo. Per
esempio, nei Promessi sposi troviamo il cronotopo della strada. Nei viaggi di Renzo abbiamo il tempo
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incalzante e affannoso della fuga a cui si unisce il variare continuo dello spazio, degli incontri, delle
esperienze.
d) Definire il sistema dei personaggi aiuta a capire come costruito il racconto e quale sia il suo
messaggio. I personaggi spesso sono ideati a coppie, per similarit o per opposizione, secondo un
sistema binario. Per esempio, nei Promessi sposi le vittime sono due, Renzo e Lucia, in antitesi a due
oppressori, don Rodrigo e Innominato, i primi due sono protetti da un'altra coppia formata da fra
Cristoforo e dal cardinale Federigo, mentre i due oppressori si avvalgono dell'aiuto di altri due
personaggi, don Abbondio e Gertrude. I rappresentanti della Chiesa "buona" si oppongono a quelli
della Chiesa "cattiva" o corrotta, sia ai vertici che alla base della gerarchia: il cardinale Borromeo in
opposizione a Gertrude, padre Cristoforo a don Abbondio. Anche i personaggi del potere laico sono
contrapposti fra "buoni" e "cattivi" con lo stesso criterio: l'Innominato che si converte in antitesi a don
Rodrigo. Occorre notare che tale netta distinzione fra "buoni" e "cattivi" funzionale al messaggio
ideologico e religioso del romanzo.
4 ENUCLEAZIONE DEL TEMA O DEI TEMI SU CUI IL TESTO COSTRUITO
Ogni testo ruota su uno o pi temi essenziali, che rinviano ai fondamenti antropologici della condizione
umana e all'immaginario dell'epoca in cui vissuto l'autore. Se per esempio si legge la novella di
Tancredi e di Ghismunda nel Decameron (IV, 1), bisogna subito intuirne un fondamentale elemento del
contenuto: la rivendicazione dell'amore, consapevolmente e responsabilmente scelto, da parte della
protagonista. Qui il tema, che in questo manuale abbiamo definito L'amore e la donna, si carica di
valenze che rinviano a impulsi propri della condizione umana di ogni tempo, ma anche ad aspetti propri
di un'epoca e di un mondo: da un lato all'immaginario della Firenze borghese a met del Trecento, con
la rivalutazione degli aspetti naturali e corporei e della libera scelta individuale tipica della nuova
societ mercantile; dall'altro al motivo, quanto mai attuale, dell'emancipazione femminile (Ghismunda
si oppone insieme all'autorit del padre e a quella del principe, dunque dello Stato). Ma al di l di tale
indicazioni, che dovranno essere tenute presenti soprattutto nella fase dell'interpretazione,
l'enucleazione del tema utile perch, cogliendo i motivi fondamentali del testo, permette di definire
anche una delle principali angolazioni da cui condurre la lettura e di far crescere l'interesse a mano a
mano che questa procede ed essi si rivelano e si sviluppano. Inoltre permette di chiarire perch l'autore
abbia scritto proprio la novella o la poesia che stiamo leggendo e per quali ragioni storiche e culturali
abbia privilegiato un determinato tema.
L'INTERPRETAZIONE
Nella fase della descrizione al centro della classe c' il testo; nella fase dell'interpretazione al centro va
posta la classe stessa come comunit che s'interroga sull'attualit e sul valore del testo, sulle domande
da porgli, sul giudizio da dare su di esso e sulle conseguenze stesse dell'atto della lettura.
Nell'interpretazione si possono distinguere tre operazioni: 1) la storicizzazione o contestualizzazione;
2) l'attualizzazione; 3) la valorizzazione, cio l'attribuzione di valore.
1 Storicizzazione o contestualizzazione
Per questa operazione occorre ovviamente ritornare al primo momento della descrizione e cio alla
datazione e storia del testo, al momento in cui esso stato scritto e alla fase della storia artistica
dell'autore in cui esso rientra. Ma ci non basta. Non si tratta di riferire meccanicamente l'opera a un
periodo, ma di giustificare tale riferimento attraverso un'analisi degli aspetti formali, dell'ideologia e
della poetica di un testo. Per esempio, la prosa di Boccaccio assai pi complessa ed elaborata di
quella del Novellino (una raccolta di novelle risalente a circa cinquant'anni prima), fatta di periodi
brevi uniti, quasi sempre, dalla congiunzione e. Invece Boccaccio usa ampiamente l'ipotassi: si sente
gi, nel suo periodo e nell'uso elegante della lingua, l'esperienza preumanista del conoscitore dei
classici latini (Cicerone soprattutto). Per quanto riguarda l'ideologia, il Medioevo di Boccaccio non
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quello di Dante. Diversa la sua idea di "fortuna" (coincidente con i capricci del caso e non pi con il
volere di Dio) e di "virt" (Ghismunda esaltata come un'eroina e giudicata "virtuosa", mentre, per
scelte simili, Francesca da Rimini viene condannata da Dante); diversa la sua concezione dell'amore,
dei diritti della carne, della responsabilit individuale. L'analisi convergente di questi aspetti stilistici e
ideologici permette di collocare Boccaccio in un contesto preciso, quella della Firenze borghese e
mercantile di met del Trecento. Inoltre nella genesi del Decameron ha un peso decisivo la grande peste
del 1348, suggerendo all'autore l'esigenza di indicare i valori fondamentali su cui ricostruire una nuova
civilt dopo la catastrofe (di qui la sintesi di valori cortesi e mercantili, di "gentilezza" nobiliare e di
spregiudicatezza borghese che Boccaccio propone). La conoscenza non solo dell'ideologia ma anche
della poetica di un autore pu offrire un aiuto decisivo alla contestualizzazione di un'opera. Per
esempio, la poetica di Boccaccio edonistica, non moralistico-religiosa: vuole procurare il piacere del
lettore piuttosto che elevarlo a Dio; e se utilitaria (Boccaccio vuole anche indicare alle donne una
serie di comportamenti pratici possibili), non lo tuttavia in senso precettistico-religioso come quella
di Dante. Siamo gi, insomma, in una fase storica successiva.
Si noti che la contestualizzazione non affatto un'operazione meccanica o oggettiva, ma un atto
interpretativo e dunque soggettivo che chiama in causa la responsabilit del lettore.
2 Attualizzazione
Essa consiste nel definire il significato per noi di un testo. Il lettore insomma mette a confronto il
mondo del testo e il proprio, stabilisce dei confronti e dei paralleli fra il passato e il presente, segna
delle differenze e delle somiglianze. Questa operazione il presupposto di ogni operazione critica: se
infatti il testo non avesse alcuna ragione d'interesse per noi, non si vede perch dovremmo
occuparcene. Ma, mentre in un saggio di critica specialistica l'attualizzazione resta spesso implicita,
nella pratica didattica bene che essa emerga. Bisogna cio che siano chiarite le ragioni per cui si legge
un testo e che la lettura si concluda con una definizione del significato che esso viene ad assumere per
noi oggi.
Si osservi tuttavia che percepire la distanza di un testo, ci che lo distingue da noi e dal nostro tempo,
non meno importante del coglierne invece i rapporti di continuit con l'oggi. Il significato per noi di
un testo pu consistere nel fatto che esso rappresenta un momento storico irripetibile e una esperienza
irriproducibile al presente, oppure al contrario nel fatto che esso prospetta soluzioni e problemi ancora
attuali. La lettura dei poemi omerici, per esempio, pone sotto i nostri occhi un mondo mitico
inconciliabile con il presente e da ci deriva una parte del loro fascino , ma anche situazioni
(come l'amore filiale, l'amicizia, l'eroismo) che riflettono sentimenti e valori che si prolungano sino a
oggi perch sembrano coincidere con la stessa condizione umana. L'attualizzazione pu essere
collegata alle soluzioni formali o al messaggio ideologico o al tema di un'opera. In particolare alcuni
grandi temi che definiscono la condizione umana e l'immaginario di ogni tempo l'amore, la morte, la
corporalit, la maniera di vivere lo spazio e il tempo, la guerra si, prestano in modo significativo
all'attualizzazione di un testo, e per questo a essi sono dedicati, in questo manuale, appositi percorsi
tematici. Abbiamo gi mostrato, per esempio, nel punto 4 della descrizione, l'attualit del tema della
donna e dell'amore nella novella di Tancredi e di Ghismunda, nel Decameron.
Il problema dell'attualizzazione di un testo ha molti aspetti in comune con la sua valorizzazione, vale a
dire con l'assegnazione a esso di un valore. L'attualizzazione, insomma, sempre l'altra faccia della
valorizzazione, a cui strettamente congiunta: per molti aspetti, dare significato e dare valore sono
infatti operazioni che si sovrappongono nel corso di una lettura.
3 Valorizzazione
l'atto attraverso cui si attribuisce valore a un testo. Si distingue dall'attualizzazione (con cui pure ha
molto in comune) perch tende a un giudizio complessivo di sintesi che coinvolge anche gli altri
elementi dell'interpretazione. Per esempio, se io dico Dante il pi grande poeta del Medioevo, da
un lato compio una operazione di storicizzazione collocando Dante nel suo tempo, ma dall'altro ne
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compio anche una di attualizzazione, perch lo pongo all'interno di una gerarchia di valori che tutta
attuale e che rispecchia il punto di vista dell'oggi (altre epoche hanno espresso infatti giudizi diversi:
per la maggior parte degli autori del Cinquecento il pi grande poeta del Medioevo era Petrarca, non
Dante). Va osservato che il giudizio di valore pu anche non essere strettamente estetico. Per esempio,
nell'espressione sopra riportata (Dante il pi grande poeta del Medioevo) si usa l'aggettivo
"grande" e non "bello": si evoca insomma una dimensione che anche morale e civile e che ha a che
fare con la complessit dell'esperienza conoscitiva dell'autore considerato. Inoltre l'importanza di un
testo pu essere dovuta al suo valore non di "monumento" in campo strettamente artistico ma di
"documento" o di testimonianza in campo storico. Lo stesso concetto di valore estetico d'altronde
variabile nel tempo e comunque difficilmente definibile in modo assoluto. Il giudizio di valore perci
deve considerare aspetti diversi (l'interesse che suscitano i contenuti e i temi, la complessit e la
ricchezza dell'esperienza conoscitiva e della testimonianza storica, il livello dell'elaborazione formale e
l'originalit della scrittura).
Poich sempre un giudizio di valore a dare ragione di una lettura scolastica (leggiamo certi autori
perch, essendo ritenuti i maggiori o i pi significativi, sono entrati a far parte del canone), con un
giudizio di valore che essa va conclusa. E qualora la discussione comune si orientasse per un giudizio
negativo, bisognerebbe dedurne che quel determinato gruppo di lettori (la classe, in questo caso)
implicitamente propone di espellere quel testo dal canone. Ogni lettore infatti contribuisce, magari in
misura minima e quasi trascurabile (in relazione, infatti, alla sua competenza specifica, alla sua
influenza o autorit), alla conservazione o alla mutazione del canone e dunque anche alle letture che
ogni programma scolastico impone o suggerisce (e che sono infatti relativamente variabili nel tempo).
Se un testo incontrasse un numero sempre minore di lettori, al punto che i maestri delle scuole
elementari e i professori delle scuole medie cessassero di proporlo, esso uscirebbe dalla lista dei libri da
leggere e cadrebbe nell'oblio, per sparire per sempre oppure magari per riemergere all'attenzione dei
lettori fra qualche decennio o fra qualche secolo.
I CLASSICI E IL PIACERE DELLA LETTURA
Il piacere della lettura non un punto di partenza, ma un punto di arrivo. Quando si ha a che fare con
un testo artistico-letterario, e dunque estremamente complesso ed elaborato, la lettura sempre
un'operazione impegnativa; e oggi, in una societ multimediale fondata sull'immagine e sul suono, lo
ancor di pi. Nel campo della lettura di testi letterari, il processo non va da "leggere per divertirsi" a
"leggere per educarsi", bens da "leggere per educarsi" a "leggere per divertirsi". Solo dopo avere
appreso un determinato metodo e avere imparato a superare gli ostacoli che la lingua e la cultura del
passato e la specificit stessa del letterario pongono al lettore d'oggi, possibile leggere per "piacere" i
classici della letteratura italiana. Le note e i consigli che abbiamo qui dato, e che abbiamo riassunto nei
quattro punti della descrizione e nei tre della interpretazione, vogliono solo contribuire a elaborare
questo metodo.
Si tenga per presente che, per apprezzare e amare la letteratura, essa va anche desacralizzata. Leggere
per la prima volta un testo non molto diverso, nella sostanza, da conoscere una persona nuova.
Bisogna osservarlo attentamente, imparare a rivolgergli le domande che possano scoprirlo e rivelarlo.
Ma esso, come ogni esperienza umana, ci parla della vita che tutti viviamo e dei problemi che tutti
dobbiamo affrontare, ponendo interrogativi o prospettando soluzioni che riguardano sia la nostra
esistenza intima sia quella pubblica e sociale. Solo recuperando questa familiarit con l'esperienza
formalizzata dal testo letterario potremo imparare, leggendo, a educarci e, insieme, a divertirci.