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Chimica Industriale 2 lezione 1 del 07-03-2016

La chimica industriale 2 si occupa delle scienze dei materiali non dei processi. I materiali di
cui trattiamo in questo corso sono tre grosse categorie che possono comprendere tutti i materiali
che si usano materiali metallici e leghe metalliche, materiali ceramici e materiali polimerici. I materiali
che trattiamo sono non soltanto materiali organici come i polimeri, ma molto di pi i materiali
inorganici, ma anche materiali ibridi come i materiali ceramici. Lobiettivo finale studiare tutto
questo in funzione della struttura dei materiali. Tutte le propriet dei materiali devono poter essere
interpretate sulla base della struttura, struttura molecolare, che qualcosa di pi complesso che dire
formula. Significa configurazione, costituzione, conformazione. Quando si parla di struttura del
polimero si parla della struttura della singola macromolecola che pu essere diversa a seconda di
come stata sintetizzata. Lobiettivo quello di dare delle interpretazioni sulle propriet, quindi
capire le relazioni che intercorrono fra le propriet fisiche e meccaniche di un materiale e la struttura
cristallina. Questo significa approccio molecolare allo studio della scienza dei materiali. Oltre a una
struttura cristallina bisogna andare a un livello di organizzazione strutturale diverso che si chiama
morfologia, che nei metalli fondamentale, perch nel caso dei metalli, come i cristalli sono
organizzati in una scala superiore questa definisce completamente le propriet fisiche. Perch un
certo metallo, lo stesso, pu avere un comportamento di materiale estremamente resistente, duro e
pu avere delle applicazioni, e lo stesso metallo invece ha delle propriet di grande flessibilit, pu
essere lavorato, ecc Tutto questo dipende da struttura, morfologia e quindi come il materiale
stato prodotto, perch non c soltanto la produzione a livello di estrazione di minerale, produzione
del ferro per esempio in un altoforno, ma c anche la lavorazione. Questo un altro passo, struttura
molecolare viene dalla sintesi, ma la struttura cristallina e la morfologia dipendono completamente
da come il materiale viene lavorato, processato, cio quali sono le condizioni in cui il materiale
cristallizza, se durante il processo di lavorazione vengono introdotte delle forze meccaniche. Per fare
questo bisogna partire dalla struttura, quindi la prima parte del corso sar dedicata essenzialmente
ad una carrellata di strutture, cio riprenderemo i concetti vecchi di strutture cristalline dei materiali.
Poi passeremo alla descrizione della fase solida dei polimeri diversa da quella dei metalli perch i
polimeri sono semi cristallini e quindi i cristalli dei polimeri sono diversi dai cristalli dei metalli, quindi
si utilizzano le stesse convenzioni per poterli descrivere per c una complicazione dovuta al fatto
che le molecole dei polimeri sono delle macromolecole per cui ci sono delle condizioni diverse per
cui un polimero possa cristallizzare e il cristallo di polimero ha una forma unica, la lamella cristallina.
Questa caratteristica dei polimeri definisce le propriet fisiche e meccaniche. Anche per i materiali
ceramici ci sono delle strutture tipo che descriveremo. La seconda parte del corso continuer con la
descrizione delle tecniche che si usano per studiare la struttura dei materiali, e quindi diffrazione dei
raggi X. La diffrazione importante per poter individuare un materiale, possiamo estrarre delle
informazioni che servono in scienza dei materiali, quindi tralasceremo tutta la parte che riguarda la
struttura. Per completare lo stato solido dei materiali c la parte che riguarda la descrizione dei
materiali amorfi, ci sar una descrizione anche di uno stato intermedio, che uno stato di
aggregazione intermedio fra quello cristallino e quello amorfo e quindi sono dei cristalli liquidi o
mesofasi solide. ci sar la parte delle nanostrutture cio come nello stato amorfo certi materiali
possono organizzarsi in modo ordinato pur essendo quello stato uno stato non ordinato, non
cristallino.
Ci sono certi materiali che possono dare unorganizzazione a livello dei nanometri formando
delle nanostruttura pur stando non in uno stato cristallino.
Materiali metallici:
I materiali metallici sono essenzialmente cristallini, hanno buone propriet meccaniche, sono
buoni conduttori termici ed elettrici. Le propriet meccaniche sono diverse a seconda del tipo di
materiale, ci sono alcuni che hanno propriet di grande resistenza, altri no. Si dividono in due grosse

categorie: ferro e tutte le leghe ferrose, e leghe non ferrose, cio materiali metallici non a base di
ferro.
Quando si parla di leghe di ferro significa gli acciai. I materiali ceramici sono sostanze
essenzialmente inorganiche che contengono elementi metallici e non metallici; il tipo di legame
chimico diverso dal legame chimico che c nei metalli e gi questo caratterizza in modo deciso un
materiale ceramico da un metallo, un legame metallico responsabile dellalta conducibilit elettrica
dei metalli, nei materiali ceramici ci sono molti legami covalenti ma anche ionici. I materiali ceramici
possono essere diversi: cristallini, amorfi o anche misti, mentre i metalli sono quasi sempre cristallini.
Le propriet meccaniche sono queste, questa una lista e possiamo immaginare (in quanto di
materiali ceramici ne conosciamo tantissimi) che sono duri, fragili, bassa tenacit e duttilit,
resistenza a sforzo di compressione, scarsa resistenza a sforzo di trazione. Anche buoni isolanti
termici ed elettrici, elevata temperatura di fusione, elevata stabilit chimica ad agenti aggressivi.
Normalmente ci sono due grosse categorie: materiali ceramici tradizionali che sono
essenzialmente a base di argilla, silice e feldspati e poich parliamo di argilla e silice qui dentro c
anche il cemento. Poi ci sono i materiali ceramici avanzati, che sono anche dei materiali ceramici, per
esempio lossido di allumina un materiale ceramico, un ossido dal punto di vista chimico, per in
scienze dei materiali va nella categoria dei materiali ceramici quindi anche se non c il silicio, uno
pensa alle ceramiche come silicati, in realt non cos, i materiali ceramici sono anche ossidi, carburi,
nitruri che hanno caratteristica di essere estremamente resistenti, altissime temperature di fusione
(2000/3000C), quindi hanno delle applicazioni speciali.
Poi abbiamo i materiali polimerici, che sono semicristallini, possono essere fragili ma anche
estremamente duttili, possono essere completamente amorfi o semicristallini, le propriet
meccaniche sono molto diverse a seconda del polimero, possono somigliare in molti casi ai metalli
o in altri casi alle ceramiche o possono avere propriet tutte le propriet intermedie. Possono quindi
avere propriet molto diverse a seconda delle strutture.
Si dividono in due grosse classi: termoplastici e termoindurenti e poi abbiamo gli
elastomeri. I materiali termoindurenti sono dei materiali che hanno una struttura reticolata per cui
sono infusibili, non possono essere fusi e cristallizzati pi volte, come invece avviene per i materiali
termoplastici. I termoplastici possono essere fusi e cristallizzati tante volte e la struttura non cambia.
I materiali termoindurenti sono le resine in cui per attivazione dei legami trasversali tra le
macromolecole rende il materiale molto rigido quindi non si pu fondere ma si pu solo degradare
ad alte temperature. Quindi il materiale il materiale termoindurente un materiale che una volta
reticolato va preso cos come sfornato. La reticolazione avviene nello stampo con una resistenza
meccanica elevatissima, paragonabile a quella dei metalli. La classificazione diversa che viene fatta
nei materiali: materiali strutturali e materiali funzionali. I materiali strutturali sono quei materiali che
hanno propriet tali che definiscono delle propriet meccaniche particolari e quindi hanno una
classificazione rispetto alle propriet meccaniche che mostrano, quindi un materiale resistente, poco
resistente, duttile, fragile. I materiali funzionali sono i materiali che hanno una struttura tale da
definire della propriet speciali, non meccaniche ma elettriche, magnetiche, ottiche, quindi dei
materiali che hanno una struttura tale da essere semiconduttori per esempio, quelli sono materiali
funzionali. La prima cosa che caratterizza questi materiali il tipo di legame. I legami metallici, i
materiali ceramici legame ionico e covalente, nei materiali polimerici non ci sono quasi mai i legami
ionici ma ci sono essenzialmente legami covalenti e forze di van der waals che tengono unite le
macromolecole di cristallo.
Accanto a queste tre categorie differenti di materiali, c tutta una categoria differente che
parla di materiali compositi, cio materiali in cui uno di questi tre materiali di base, metalli, ceramiche
o polimeri, vengono mescolati con degli additivi, con scopi diversi che possono essere quello di
migliorare le propriet meccaniche o indurre delle propriet speciali. Quindi il materiale composito
una miscela di una matrice che pu essere una matrice organica come un polimero in cui viene

mescolato una sostanza organica o inorganica che induce delle propriet particolari. Classici
compositi possono essere per esempio se introduciamo nei materiali polimerici (base organica) delle
fibre di vetro che fa parte dei materiali ceramici (silicati), ottengo un materiale misto, polimerico pi
ceramico. Fibre di carbonio che sono dei tecno-materiali, cio che hanno delle propriet
particolarissime, e danno alla matrice polimerica delle propriet di grandissima resistenza meccanica
ma nello stesso tempo la base organica quindi c ancora un po'di flessibilit tipica di un materiale
polimerico. Il calcestruzzo un composito: essenzialmente cemento, pi molta roba che pu essere
sabbia, pietre varie, e altro. Un composito naturale il legno, che lignina pi tanta altra roba.
Relazioni propriet struttura: I materiali metallici hanno legame metallico, quelli ceramici
ionico e covalente ecc Questo non basta perch se dovessimo guardare soltanto questa tabella,
allora i legami pi forti sono quelli che hanno energia di legame pi alta e quindi sono tuti i composti
a base di fluoro dovrebbero essere quelli di altissima resistenza meccanica, in realt non cos, come
si fa a spiegare che i legami metallici hanno unaltissima resistenza meccanica e a volte no. E basta
questo per poter dire che un materiale ceramico ha poca resistenza alla trazione e alta resistenza alla
compressione, da cosa lo deduciamo soltanto guardando la forza? Quindi chiaro che la
sollecitazione diversa quindi non basta la forza del legame ma bisogna andare allo stato di
aggregazione successivo che la struttura cristallina non basta la forza dei legami. E quindi nella
struttura cristallina ideale, ci sono quei legami, per soltanto guardando la struttura cristallina ideale
certe propriet non si spiegano. Ma la struttura cristallina reale presenta dei difetti che vengono fuori
dal processo di cristallizzazione e che influenzano in modo determinante le propriet fisiche e
meccaniche del materiale. Quindi bisogna conoscere il tipo di legame che c nella struttura
cristallina, come le molecole sono tenute insieme nella struttura, e poi se ci sono difetti nella struttura
cristallina. Tutto lo studio delle propriet dei materiali si basa sul fatto che nella struttura ci sono dei
difetti che influenzano in modo differente le propriet meccaniche. Vedremo che un particolare tipo
di difetto, le dislocazioni definiscono in modo completo se un materiale un materiale che pu
subire deformazione plastica, che si riesce a deformare oppure no, oppure un materiale rigido al
punto che non si riesce a deformare.
Come si fa a dire se ci sono dei difetti, ci sono delle tecniche che ci consentono di poter
vedere i difetti ma c un teorema, nel senso che un materiale cristallino contiene sempre dei difetti,
per come cristallizzato. Ci sono dei metodi che consentono di poter limitare la presenza di difetti.
Normalmente un materiale cristallini ne presenta diversi e a seconda di come viene cristallizzato,
processato o lavorato possono essere innescati difetti differenti. Naturalmente per poter descrivere
i difetti, per poterli capire bisogna sapere cos un cristallo.
Un cristallo un oggetto in cui vi una ripetizione periodica di una unit, che in questa
raffigurazione una pallina, ma questa unit pu essere un atomo, una molecola o un gruppo di
molecole, nei metalli questa pallina uno ione. Nei cristalli molecolari dove non ci sono atomi ma ci
sono molecole che si organizzano, questa pallina un gruppo di atomi. Questa unit che si ripete si
chiama unit simmetrica che si ripete identica in tre dimensioni: nella direzione b si ripete ad una
certa distanza definita da questo asse b, per cui si ripete identica lungo questa direzione sempre
dopo una distanza definita dal vettore b, lungo a ritroviamo lo stesso atomo a distanza a e questa
ripetizione lungo a, b e c di vettori traslazione uguali ad a, b e c definiscono un reticolo cristallino
A seconda di quanto valgono a, b e c e degli angoli tra a, b e c definiamo dei sistemi cristallini.
La minima unit solida, si chiama cella elementare che questo oggetto ed quello che si ripete
nelle tre dimensioni nello spazio. Quindi in un cristallo il contenuto della cella elementare si ripete
identica nelle tre dimensioni che non sono necessariamente perpendicolari fra di loro ma dipende
dagli angoli, alfa beta e gamma. A seconda di a, b e c, alfa beta e gamma ci sono sette sistemi
cristallini. Sistema cubico quello in cui a, b e c sono uguali, alfa beta e gamma sono 90, la cella
elementare un cubo esatto che si ripete identico in tre dimensioni, questo definisce un reticolo
cubico (Per il resto vedere lezione 2).

Gli assi a b e c sono tre vettori che definiscono di quanto ripete ununit lungo quella
direzione definita da quel vettore. Quindi a, b e c definiscono le tre direzioni e anche quanto vale il
periodo cio la distanza lungo quella direzione, quindi sono vettori che hanno una direzione e un
modulo. La combinazione di a b e c e alfa beta e gamma definisce questi sette sistemi. I reticoli sono
di pi perch ogni sistema cristallino pu avere reticoli diversi. Questo un sistema, un sistema
cubico, la cella elementare un cubo, perch a, b e c sono uguali e gli angoli sono tutti 90. Il reticolo
per pu essere di tre tipi differenti con una cella elementare sempre cubica. Il reticolo pu essere
primitivo e si indica con P, se lunit che si ripete presente solo ai vertici della cella elementare, il
reticolo si chiama F quando lunit si trova ai vertici della cella e anche al centro delle facce del cubo,
il reticolo pu essere di tipo I cio a corpo centrato quando le unit stanno ai vertici del cubo e anche
al centro del cubo. Quindi abbiamo lo stesso sistema cristallino, cubico, e tre tipi di reticoli. Dal punto
di vista rigoroso, i singoli P, F e I indicano anche che questi reticoli hanno una simmetria diversa, cio
il reticolo primitivo un reticolo in cui se io ho ununit in una posizione x, y e z della cella elementare,
dove per x, y e z cosa intendo? Se io ho una cella elementare come questa possibile associare a
una cella elementare anche un sistema di assi cartesiani e normalmente si utilizza la terna destra
dove y questa e z va in alto. Questa una cella elementare esagonale. X non coincide con a, mentre
y coincide con b. Quindi ci sono due sistemi in cui definire le coordinate di un atomo: il sistema
cartesiano x, y e z, e poi ci sono i vettori associati ad a b e c. chiaro che in un sistema cubico, dove
la cella elementare un quadrato, x coincide con a, y coincide con b e z coincide con c. In un sistema
esagonale o monoclino dove langolo non pi novanta gradi, x, y e z non necessariamente
coincidono con a, b e c. In questo caso in un sistema monoclino o esagonale dove c un angolo
diverso da 90, x non coincide con a, y coincide con b e zeta coincide con c. in un sistema triclino
dove a, b e c sono diversi e i tre angoli sono diversi, a, b e c non coincidono con x, y e z.

In un qualunque reticolo posso definire delle coordinate x, y e z degli atomi dentro la cella
elementare; se questa lorigine, questo x, questo y e questo zeta. Anche nel monoclino la base
non pi un quadrato in quanto langolo gamma diverso da 90. Qualunque operazione di
simmetria che dobbiamo fare su questi sistemi la possiamo fare immaginando un sistema cartesiano
x, y e z e quindi ogni atomo ha delle coordinate. Consideriamo una cella con gamma=/90, lorigine
ha coordinate (0, 0, 0), latomo in alto a destra ha coordinate 0, b, 0, latomo in basso a sinistra ha
coordinate x=a*cos (gamma-90); y=a*sen (gamma-90); z=0.

Esiste un modo pi semplice per definire le coordinate, usare le coordinate frazionarie, che
sono delle coordinate che sono delle frazioni degli assi a, b e c, per cui le coordinate frazionarie di
questo atomo quali sono? (sistema monoclino) Latomo 0, b, 0 diventa in frazioni degli assi, dividendo
per il valore dellasse: 0, 1, 0, perch io ho fatto una traslazione di 1 lungo b. un atomo che sta al
centro dellasse b, sempre con x=0, avr coordinate cartesiane 0, b/2, 0, in coordinate frazionarie o,
, 0. Le coordinate dellatomo in basso a sinistra adesso saranno 1, 0, 0 perch ora sto lungo a e
traslo di una quantit che a, per cui la sua coordinata frazionaria di a 1, poi b 0 perch non ha
traslato lungo b.

Quindi le coordinate frazionarie sono proprio i punti del reticolo. Se io ho un reticolo del
genere, questa piccola la cella elementare che si ripete tante volte, questo a e questo b, su ognuno
dei nodi di questo reticolo c la stessa unit che si ripete. Quindi questo un reticolo in cui la cella
elementare si ripetuta, la coordinata di questatomo quant? 2, 2, 0.

Cosa significa P? Se io ho un atomo in x, y e z, per esempio a 0, 0, 0 lunica operazione di


simmetria che c nel reticolo primitivo la traslazione lungo a, lungo b e lungo c. perch lunica
operazione di simmetria , se x, y e z sono le coordinate frazionarie e non cartesiane. Lunica
operazione di simmetria che la x deve aumentare di 1 la y e la z potrebbero anche non cambiare.
Quindi vuol dire che questoperazione mi ha portato latomo allorigine qui. Quindi P significa che io
sto apportando unoperazione di simmetria x+1, in realt c anche laltra operazione, cio x, y+1, z,
e poi, x, y, z+1. Se vediamo il simbolo P vuol dire che io ho queste operazioni di simmetria di semplice
traslazione. Tutto il resto del cristallo si costruisce da questa operazione di simmetria a partire da
uno solo. Se invece di partire dal simbolo P, parto dal simbolo I, vuol dire che ho questa situazione:
nella simmetria I il sistema cubico a corpo centrato questo vuol dire che le coordinate di questi 5
atomi sono: 0, 0, 0; 1, 0, 0; 0, 1, 0; 1, 1, 0; , , . Qualunque sia il sistema, cubico o monoclino non
importa perch non lo stiamo facendo con le coordinate cartesiane. Qualunque sia questangolo le
posizioni degli atomi di questo reticolo sempre lo stesso li chiamiamo sempre cos.

Questo vuol dire che unoperazione di simmetria I unoperazione che da x, y e z porta non
soltanto le operazioni di traslazione +1 lungo a, b e c, ma c anche questa operazione qua: x+1/2,
y+1/2, z+1/2. Quindi significa che c una simmetria. Questo pi generale perch io posso anche
non partire necessariamente da una struttura in cui glia tomi stanno allorigine del reticolo. Cio
immaginiamo questa situazione qui. Stessa cella elementare generica. Invece di partire da una
situazione semplice in cui il primo atomo sta in una posizione 0, 0, 0, un atomo sta in una generica
posizione x, y e z, questa posizione quanto vale? In coordinate cartesiane si fa il calcolo considerando
langolo ecc, in coordinate frazionarie questo sar 0.25, 0.25, 0. Questa operazione la devo applicare
a qualunque sia x, y e z, quindi non necessariamente a 0, 0 e 0, ma dire che il sistema centrato, cio
con simmetria I, vuol dire che io devo avere questo atomo qui ne devo avere necessariamente un
altro rispettando questa regola cio deve stare a 0.25+0.5, 0.25+0.5, 0+0.5.

Quindi corpo centrato I, non significa necessariamente al centro della cella, ma molto pi
generica la descrizione in termini di simmetria. Questo vale per qualunque altra simmetria.
Consideriamo F, a facce centrate. Questo vuol dire che io posso avere gli atomi nella posizione ai
vertici della cella elementare ma non necessariamente, anche in posizioni x, y e z generiche. Io ho
questo che viene fuori dalla traslazione lungo b, questo dalla traslazione lungo a ecc. in pi devo
avere una simmetria F. significa che ora la centratura non del centro ma di ogni faccia,
cominciamo con la base, se io ho un atomo a 0, 0, 0 devo ritrovare un atomo nella posizione , ,
0. Quindi questa volta loperazione di simmetria x+1/2, y+1/2, 0. Quindi questa volta loperazione
di simmetria non coinvolge la terza coordinata 0. Ma la stessa cosa vale anche per le altre facce.
Quelli che stanno di fronte sono ovviamente lo stesso atomo traslato di 1 lungo un asse, quindi sono
la stessa cosa. La traslazione di 1 lungo i tre assi porta allo stesso atomo sempre, perch io sto
trasferendo tutto allaltra cella elementare. Questo perch se prendiamo un atomo che si trova nella
faccia di sopra, corrisponde allo stesso atomo della faccia di sotto in quanto, la faccia di sopra della
cella rappresenta la base per la cella di sopra, quindi se lorigine la spostiamo i due atomi sono uguali.

Vediamo il tetragonale, anche il tetragonale pu essere primitivo cio non ci sono operazioni
di simmetria oltre la traslazione e quindi traslo di uno, traslo di uno e traslo di uno, oppure c la
centratura, corpo centrato significa che oltre agli atomi che si trovano ai vertici, oppure in una
generica posizione x, y e z, c anche un atomo nella posizione x+1/2, y+1/2, z+1/2. Nel sistema
esagonale abbiamo solo due possibilit, reticolo primitivo e a corpo centrato. Nel sistema esagonale
la cosa importante che la cella elementare questa, per il fatto che abbiamo a e b uguali e gamma
120, viene fuori sicuro un esagono, perch latomo al centro come se fosse circondato da sei atomi
alla stessa distanza. Quindi viene fuori un esagono. Per anche se si vede lesagono in realt la cella
elementare non un esagono. Poi dopo se ci costruiamo tutto il reticolo ci ritroviamo anche
lesagono. Il sistema ortorombico interessante perch possiamo avere il reticolo primitivo e
possiamo avere oltre al reticolo F, possiamo avere reticoli in cui sono centrate le singole facce e
questo reticolo si indica con C perch centrata solo la faccia ab, quindi non c loperazione di
simmetria F. Operazione di simmetria F significa che c loperazione x+1/2, y+1/2, z, poi c
loperazione, x+1/2, z+1/2, y; x, y+1/2, z+1/2. ci sono tutte tre le possibilit. Qui invece abbiamo
soltanto x+1/2, y+1/2, z; non c la traslazione contemporanea delle facce b e a.

Quindi il reticolo centrato pu essere C ma pu essere anche A o B. Se il simbolo A, vuol


dire che centrata la faccia ab e quindi loperazione di simmetria x+1/2, y+1/2, z (penso io), se il
simbolo B centrata la faccia ac, quindi loperazione di simmetria sar x+1/2, 0, z+1/2. Questa
descrizione abbastanza importante per poter poi capire un po' le strutture dei metalli. Questa
una descrizione rigorosa e generica e vale per qualunque tipo di materiale. Se ci riferiamo ai metalli
troviamo questi simboli dove la simmetria I viene indicata con struttura cubica a corpo centrato
quindi CCC, oppure in inglese BCC (body centred cubic), e quindi normalmente si dice che un metallo
cristallizza in una struttura CCC, questo significa che una struttura in cui la cella elementare cubica
e ha una simmetria il cui primo simbolo I; cubico a facce centrate in italiano CFC, troviamo in
inglese FFC, esagonale compatto invece EC, dove c il reticolo esagonale dove langolo 120 per
la cella elementare questa in rosso.

Una delle caratteristiche di queste strutture per i metalli il cosiddetto fattore di


impaccamento. Queste strutture sono quelle che si chiamano strutture compatte che vuol dire una
cosa precisa: cio queste strutture per i metalli si definiscono compatte perch se io considero la
dimensione vera degli atomi, le dimensioni degli assi a b e c in una struttura compatta tale che gli
atomi sono a contatto e non c spazio. Nei metalli gli ioni sono veramente delle sfere che lasciano
degli spazi che si chiamano interstizi. In una struttura compatta si ha il massimo grado di
impaccamento quindi la massima densit possibile, quindi queste strutture consentono di arrivare
per i metalli al massimo impacchettamento possibile. A seconda se cubico a facce centrate o cubico
a corpo centrato c una diversa densit di impaccamento che si pu calcolare per la cosa
importante che il massimo impaccamento significa che la densit deve essere la pi alta possibile.

Il fattore di impaccamento come si definisce? Si definisce come il volume degli atomi dentro la cella
elementare, diviso il volume della cella elementare. Il volume della cella elementare banale: se un
cubo abbiamo a^3, se non un cubo si calcola in base alla forma. Il volume degli atomi che stanno
nella cella elementare diviso il volume della cella elementare. Questo definisce il fattore di
impaccamento, quanto pi alto questo numero pi il sistema compatto. Per calcolare il fattore di
impaccamento dobbiamo sapere quanti atomi si trovano nella cella elementare e qual il volume
occupato dagli atomi. Se ogni atomo una sfera, il suo volume 4/3 pigreco r^3. Quello che non
conosciamo il raggio dellatomo, che troviamo subito: se questo un cubico semplice ed una
struttura compatta, il raggio dellatomo per forza met dellasse b se gli atomi si toccano lungo gli
assi perch vediamo che non si toccano lungo la diagonale nel cubico semplice, perch io ho messo
soltanto gli atomi ai vertici per cui questo di tipo P, non c centratura. Quindi r b/2. Questo il
volume di un atomo, quanti atomi ci sono nella cella elementare? Ci sono 8 atomi condivisi per da
8 altre celle, quindi ogni atomo contribuisce per un ottavo, quindi il numero di atomi presenti in una
cella elementare 1. Da questo gi viene fuori una prima cosa: fattore di impaccamento molto alto
vuol dire alta densit, vuol dire certe propriet, fattore di impaccamento basso vuol dire propriet
diverse. I metalli che cristallizzano in una struttura con alto fattore di impaccamento che sono quelli
a corpo centrato e facce centrate hanno una maggiore duttilit, tendono a deformarsi pi facilmente,
questa una cosa che poi va spiegata. E lo spiegheremo quando faremo i meccanismi di
deformazione.