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Titanio

Il titanio situato nel IV gruppo della tavola periodica con numero atomico 22, ha propriet eccellenti dal punto di
vista ingegneristico, come:
bassa densit, circa il 50% di quella del rame e il 60 % di quella dellacciaio, modulo elastico, conducibilit ed
espansione termica
alta resistenza meccanica (simile allacciaio e due volte pi dell'alluminio), allimpatto, al taglio e ai raggi
elevata resistenza alla corrosione e tensocorrosione (paragonabile ad un ottimo acciaio inox per il titanio puro, e
quasi pari a quella del platino). Rende praticamente inutili lutilizzo di rivestimenti o verniciature di protezione da
agenti atmosferici
elevata resistenza agli attacchi di erosione (almeno venti volte maggiore delle leghe rame-nichel)
elevata inerzia termica e temperatura di fusione (1678C), ci garantisce resistenza ad elevate temperature e al
creep e non infragilisce a basse temperature
facilit di lavorazione poich molto duttile, tenace e dimensionalmente stabile e buona saldabilit
elevato allungamento a rottura, circa tre volte superiore a quello di alluminio e acciaio
coefficiente di espansione termica significativamente pi basso di quello delle leghe ferrose (circa il 50% di
quello dellacciaio inossidabile e del rame); ci gli permette di essere molto pi compatibile con materiali
ceramici o con vetri rispetto agli altri metalli, specialmente quando sono implicate guarnizioni metallo/vetro o
metallo/ceramico.
periodo di dimezzamento radioattivo estremamente corto (che consente il suo uso nei sistemi nucleari)
riciclabile e atossico
antistatico e amagnetico
notevole capacit nellattenuare rumori
Ha la propriet di essere biocompatibile, in quanto presenta porosit superficiale analoga a quella dei tessuti
umani, per cui risulta fisiologicamente inerte. Tuttavia dato l'alto coefficiente di frizione non viene mai utilizzato
come componente di giunzione articolare
Essendo il raggio ionico del titanio simile a quello della maggior parte dei comuni elementi (Al3+, Fe3+, Mg2+), gran
parte dei minerali, ciottoli e suolo contengono piccole quantit di titanio, bench i veri minerali di titanio, contenenti
pi dell'1 % di titanio, si trovano solo in poche localit. Il titanio estratto dai minerali, una volta reso puro, si presenta
bianco e brillante, duttile solo se contiene quantit di ossigeno trascurabili. Si brucia in aria ed l'unico elemento
che si brucia in azoto puro. Il titanio naturale presenta cinque isotopi, tutti stabili, con masse atomiche da 46 a 50 e
sono conosciuti altri otto isotopi instabili. Il metallo naturale noto per diventare molto radioattivo dopo il
bombardamento con i deuteroni, le radiazioni emesse sono principalmente positroni e raggi gamma duri.
Il titanio pu esistere in due forme cristalline: la prima alfa e
corrisponde ad una struttura cristallina esagonale compatta,
stabile a basse temperature, mentre la seconda beta, che ha
una struttura cubica a corpo centrato, stabile alle alte
temperature. Essa presenta generalmente caratteristiche di
duttilit e quindi deformabilit superiori a quelle di un reticolo
alfa. La temperatura di transizione detta beta transus e si
trova a 883C. Esistono elementi che hanno la funzione di
stabilizzare la fase in cui solubilizzano meglio e determinano i diversi gruppi di microstrutture, rispetto alle quali si
definiscono tre principali categorie di leghe di titanio. A causa dellesistenza delle sue forme allotropiche il titanio
pu dare, come il ferro, un gran numero di leghe bonificabili.
Laumento del contenuto di
ossigeno, azoto e idrogeno
aumenta la resistenza e diminuisce
la durezza. Mentre lossigeno
lunico elemento che viene
aggiunto deliberatamente per dare
resistenza maggiore, gli altri
elementi insieme con ferro e
carbonio sono introdotti durante la produzione come impurit.
Si riporta a seguito una tabella di confronto di alcune propriet fisiche per alcuni materiali metallici:

Tra le principali limiti del titanio troviamo invece lelevata reattivit a caldo (che ne rende estremamente critica la
saldatura) e la scarsa resistenza ad usura da strisciamento. Lo sviluppo di uno specifico Know-how ha infatti portato
alla definizione di tecnologie, composizioni e trattamenti che rendono il titanio sufficientemente lavorabile (non
presenta difficolt superiori a quelle di un acciaio inox) ed estremamente resistente ad usura. Inoltre la formabilit a
freddo scarsa a causa della forte tendenza del metallo a riacquisire la sua forma originaria.
Il titanio e le sue leghe
I moduli di elasticit e la rigidit aumentano con l'incremento del contenuto di elementi in lega interstiziali e di
alluminio, con la temperatura di ricottura, con laddizione di elementi beta stabilizzanti. Invece decrescono con
l'aumento della temperatura. Siccome la struttura cubica del titanio beta contiene un maggior numero di piani di
scorrimento rispetto a quelli presenti nella forma esagonale alfa, il titanio beta pi facilmente deformabile. Le
leghe nelle regioni beta ed alfa-beta sono formabili a caldo. Le leghe beta e alcune leghe alfa-beta contengono, oltre
a molibdeno o vanadio, elementi in lega a causa dei quali la fase beta, nel range di temperatura tra 550C e un
massimo di 860C, subisce una decomposizione eutettoidica in fase alfa e in un composto intermetallico. Questo
processo usualmente associato ad infragilimento e riduce la stabilit termica. Quindi deve essere evitato durante la
produzione e la lavorazione dato che riduce la deformabilit. Per sistemi che presentano decomposizione
eutettoidica della fase beta, il processo di lavorazione procede pi lentamente a temperatura inferiore. In seguito
alla fase di lavorazione, l'indurimento delle leghe di titanio pu essere ottenuto in vari modi. Ad esempio, pu essere
precipitato un composto intermetallico dalla fase alfa per tempra e ricottura (leghe Ti-Cu), oppure, in leghe con
elementi beta stabilizzanti, la fase beta metastabile pu essere formata in aggiunta alla fase alfa per solubilizzazione,
tempra ed ageing. Nellageing la lega viene trasformata, attraverso una fase intermedia omega, in fase alfa e in fase
beta stabilizzata per arricchimento di elementi in lega. Entrambi questi processi sono utilizzati nell'industria per
migliorare le propriet meccaniche delle leghe di titanio. Il titanio commercialmente puro (non legato) costituisce
circa il 35% della produzione, mentre le leghe di titanio coprono il rimanente 65%.
A fianco sono presenti trattamenti termici
per la produzione tipica di un + titanio.
(A) diagramma di fase parziale (B)
trattamento di solubilizzazione (C)
conseguente invecchiamento

Il titanio commercialmente puro. Ci sono sei tipi di titanio commercialmente puro (CP) ed ognuno contiene una
diversa quantit di impurezze. Il Grade 1 il pi puro. In generale, sono solo tre le tipologie di maggior rilievo.

Queste contengono dal 99.01% al 99.5% di titanio, pi piccole quantit di ferro, carbonio, idrogeno, azoto ed
ossigeno. Tali elementi sono presenti normalmente in forma residuale e non hanno un effetto significativo sulle
propriet meccaniche. Quindi, il titanio CP una lega di titanio e di elementi interstiziali. Inoltre, un tipo contiene da
0.15% a 0.20% di palladio per migliorare la resistenza agli ambienti debolmente riducenti, come acido solforico ed
acido cloridrico diluiti. Le diverse tipologie non hanno resistenza simile alle leghe di titanio, esse coprono un
intervallo relativamente ampio di livelli di resistenza e sono utilizzate sia per applicazioni strutturali e non. Le qualit
a bassa resistenza, sono usate generalmente in applicazioni nelle quali serve resistenza a corrosione ed ottima
formabilit. Tutti i tipi di titanio CP sono prontamente saldabili. Esso ottenibile attraverso tutte le possibili
lavorazioni al laminatoio, per colata o per metallurgia delle polveri. Nel titanio CP, lossigeno funziona da rinforzante:
la resistenza aumenta se aumenta la quantit di ossigeno allinterno di un range controllato, poich troppo ossigeno
produce un infragilimento del materiale. Questo tipo di titanio , quindi, utilizzato per rivestimenti degli aerei,
elementi di rinforzo, pareti refrattarie, pannelli per esplosione di proiettili, anelli ed elementi di fissaggio nei motori.
Applicazioni commerciali comprendono scambiatori di calore, valvole, attrezzature per lavorazioni e componenti
marini.
Le leghe alfa
Le leghe alfa sono un p meno resistenti a corrosione rispetto al titanio CP, ma possiedono resistenza maggiore sia
di questultimo che di tutte le altre leghe di titanio, inoltre resistono allossidazione ad alte temperature (300-540C)
e al creep, anche in virt dei generalmente elevati contenuti di alluminio (58%), presentano ottima duttilit e
saldabilit, migliore del CP. I livelli di resistenza a temperatura ambiente, comunque, sono i pi bassi e queste
composizioni non rispondono a trattamento termico. Per una composizione fissata, la resistenza a snervamento e la
resistenza a creep sono influenzate dallenergia immagazzinata di deformazione e soprattutto dalla dimensione del
grano. Esistono tipologie ad alto contenuto di alluminio, con cos poca quantit di beta da essere identificate come
super alfa. Quelle pi comuni sono la lega Ti-5Al-2,5Sn ed una lega con bassa quantit di elementi interstiziali (ELI),
che ha la stessa composizione della precedente. La qualit ELI pu essere ottenuta commercialmente per colata o
con ogni altro tipo di lavorazione ed usata in numerose applicazioni aerospaziali. utilizzata per realizzare serbatoi
a riempimento di idrogeno liquido e per vasi ad alta pressione operanti al di sotto di circa 200C, poich essa
mantiene duttilit e tenacit alle temperature criogeniche. Nella classificazione esistono leghe classificate come
quasi alfa, le quali sono caratterizzate dalla presenza di una piccola quantit di elementi beta stabilizzanti. La loro
risposta a trattamento termico ed a lavorazione segue pi da vicino quella delle leghe alfa che non quella delle
convenzionali leghe alfa-beta. Unaltra lega comune la Ti-8Al-1Mo-1V , per essa sono stati sviluppati speciali cicli di
ricottura. Questi aumentano la sua resistenza al creep e la sua tenacit a frattura, poich permettono di mantenere
un buon livello di resistenza. Presentano come principale limite quello di non poter subire nessun tipo di trattamento
termico finalizzato ad un ulteriore miglioramento delle caratteristiche meccaniche ed una difficoltosa lavorabilit a
causa dellelevata resistenza a deformazione. Tali caratteristiche ne pregiudicano quindi un largo impiego in
applicazioni strutturali.
Le leghe alfa-beta
Contengono sia elementi alfa stabilizzanti che beta stabilizzanti. Queste leghe possono essere rinforzate con
trattamento termico o con lavorazioni termo-meccaniche come solution treatment, quencing, rapid quencing e
rinvenimento martensitico. Generalmente, quando si desidera un rinforzo, le leghe vengono raffreddate
rapidamente a partire da alta temperatura (nel range di temperature di stabilit alfa-beta o anche sopra la
temperatura di beta transus). Questo trattamento di solubilizzazione, seguito da un trattamento a temperatura
intermedia (invecchiamento) per produrre la giusta miscela di prodotti alfa e beta trasformati. In tal modo queste
leghe possono essere lavorate mentre il materiale ancora duttile e, successivamente, subiscono il trattamento
termico che permette di rinforzare il materiale. La risposta al trattamento termico dipende dalla velocit di
raffreddamento adottata a partire dalla temperatura di solubilizzazione e, quindi, pu essere legata alle dimensioni
della sezione. Hanno unalta resistenza ma sono meno formabili delle leghe alfa, la saldatura per fusione si ottiene
con efficienze del 100%. Dal punto di vista microstrutturale, i costituenti alfa, quelli rimasti beta e quelli trasformati
in beta possono esistere in diverse forme: equiassici, aciculari o come combinazione di questi due. Le strutture
equiassiche si formano durante la lavorazione della lega nel range di temperature alfa-beta e durante la ricottura a
basse temperature, le strutture aciculari, invece, hanno origine da lavorazioni o da trattamenti termici a temperature
prossime alla beta transus, seguiti da rapido raffreddamento. Il rapido raffreddamento dalle alte temperature nel
range alfa-beta si traduce nella formazione di strutture primarie di alfa equiassico e secondarie di beta trasformato.
Le dieci leghe alfa-beta pi comuni presentano composizioni molto diverse tra loro e, quindi, le loro caratteristiche
generali sono piuttosto variabili. Questo range di composizione comprende leghe fortemente stabilizzate con beta e
leghe profondamente indurite, quali Ti-6Al-2Sn-4Zr-6Mo e Ti-6Al-6V-2Sn, che forniscono alta resistenza a
temperatura ambiente ed a temperature intermedie. Ci sono, inoltre, composizioni pi povere di elementi in lega,
come Ti-6Al-4V, che la lega di titanio maggiormente utilizzata (rappresenta infatti circa il 45% della produzione

globale). Considerando un basso indurimento, lalto contenuto di alluminio di questultima le conferisce


uneccellente resistenza ed ottime propriet ad elevate temperature. Essa considerata una lega di titanio per scopi
generici e le pu essere attribuita qualsiasi forma attraverso lavorazione o per colata. Alterando i livelli interstiziali di
Ti-6Al-4V si danno nuove propriet alla lega, per esempio la riduzione degli elementi interstiziali produce
uneccellente tenacit. Un punto importante nelle applicazioni criogeniche e nelle applicazioni a profonda
immersione dato da un trattamento termico appropriato. La resistenza della lega Ti-6Al-4V aumenta fino al 35% di
quella in condizioni ricotte. Nel 1972 General Electric annuncia una nuova lega alfa-beta, nota come Ti-17, la sua
composizione Ti-5Al-2Sn-2Zr-4Mo-4Cr. La lega stata sviluppata per applicazioni in motori aerei, come materiale
per i dischi di eliche e di compressori. Essa presenta migliori propriet rispetto alle leghe di titanio idonee a subire
trattamento termico utilizzate commercialmente. In aggiunta, la lega Ti-17 ha una buona liscezza, un buon
comportamento a fatica con intaglio sotto carico ciclico e un livello di resistenza a snervamento da 1034 a 1172 MPa.
Unaltra sua caratteristica la capacit di essere indurita attraverso tutto il campione, con propriet resistenziali
uniformi sulla sezione trasversale da un minimo di 15 mm a un massimo di 150 mm. Attualmente la lega utilizzabile
solo per fare barre, billette e pezzi forgiati. Unaltra nuova lega alfa-beta stata sviluppata da RMI (Ohio): si tratta
della lega Ti-6Al-2Sn-2Zr-2Mo-2Cr-0,25Si. Essa ha una combinazione molto migliore di resistenza e tenacit rispetto
alle altre leghe profondamente indurite, comprese Ti-6Al-2Sn-4Zr-6Mo e Ti-6Al-6V-2Sn. Applicazioni potenziali per
questa nuova lega comprendono complessi datterraggio degli aerei, paratie forgiate, dischi di eliche e rotori di
elicotteri. Altre due importanti leghe alfa-beta sono Ti-6Al-2Sn-4Zr-2Mo e Ti-6Al-2Sn-4Zr-6Mo, tra le due, la seconda
sviluppa una resistenza maggiore. Entrambe queste leghe trovano impiego in componenti per i compressori di
motori a propulsione ed in strutture per missili ed aeroplani. Una lega alfa-beta unica per le sue propriet la Ti-3Al2,5V, spesso usata per fogli utilizzati nella produzione di strutture a nido dape.
Le leghe beta
Presentano caratteristiche meccaniche eccellenti (le pi elevate tra le leghe di titanio), ma non sono saldabili (o
perlomeno non senza notevoli complicazioni tecnologiche). Il titanio pu esistere completamente in fase beta a
temperatura ambiente (fase beta metastabile). Laddizione di alcuni elementi in lega, infatti, pu inibire la
trasformazione da beta ad alfa. Le leghe beta sono abbastanza ricche di beta stabilizzanti (e povere di alfa
stabilizzanti), in modo che possa essere ottenuta con velocit di raffreddamento appropriate una microstruttura in
cui sia presente solo fase beta. Proprio a causa del loro alto contenuto di elementi in lega, le leghe beta hanno
densit maggiore (4,84 - 5,06 g/cm3) rispetto alle leghe alfa-beta, quindi i valori dei loro rapporti resistenza -densit
non possono essere alti come quelli delle leghe alfa o alfa-beta. Le leghe beta sono instabili e la precipitazione di fase
alfa nella fase beta metastabile un metodo usato per rinforzarle. Sono in grado di acquisire una buona durezza,
hanno buona lavorabilit a freddo, quando sono invecchiate presentano alta resistenza. Attualmente ci sono quattro
leghe beta commercialmente utilizzabili ed una in fase di sviluppo. Le quattro commercialmente utilizzabili sono:
Ti-3Al-8V-6Cr-4Mo-4Zr (Beta C), Ti-4,5Sn-6Zr-11,5Mo (Beta III), Ti-8Mo-8V-2Fe-3Al e Ti-13V-11Cr-3Al. La lega in fase
di sviluppo in Lockheed Missiles and Space Company la Ti-2Al-11V-2Sn-11Zr, nota come Transage 129. Ci si
aspetta che questa nuova lega offra buone propriet per applicazioni a scopo generico nelle strutture aerospaziali. I
livelli di resistenza a temperatura ambiente di Transage 129 sono circa uguali a quelli della lega Ti-13V-11Cr-3Al. La
lega Beta III lavorata molto usata per chiodature e dispositivi di fissaggio simili. Affidabili chiodature in Beta III
possono essere realizzate in condizioni di sovra-invecchiamento o per trattamento in soluzione. Le seconde
condizioni danno una maggior resistenza, un maggior modulo elastico ed eccellente stabilit termica fino a 430C,
con un adeguato margine derrore nella perforazione. Questa lega attrattiva per entrambe le applicazioni poich
possiede alta resistenza e notevole resistenza al stress corrosion e permette di sfruttare i vantaggi produttivi della
ricalcatura a freddo. Unaltra lega beta impiegata per realizzare dispositivi di fissaggio la Ti-8Mo-8V-2Fe-3Al. Essa,
ha applicazioni in missilistica e nella struttura degli aerei. La sua resistenza pari a circa il doppio di quella di Beta III.
Le leghe beta possono essere formate prontamente a temperatura ambiente ed a temperature un po pi alte.
Inoltre, hanno miglior saldabilit rispetto alle leghe alfa-beta. Possono essere trattate a caldo in soluzione, formate
in condizioni non eccessivamente pesanti ed indurite per invecchiamento nella parte finale della lavorazione,
ottenendo alta resistenza. In generale, i componenti prodotti in lega beta non possono essere ottenuti per colata.
A livello commerciale si usa anche fare riferimento alla quantit di alliganti presenti. Si riporta quindi anche una
differente classificazione:
Titanio puro o non legato:
classificato dalla normativa americana ASTM in cinque categorie (grado 1-2-3-4-7) a seconda delle propriet
meccaniche. In generale allaumentare del grado si ha un incremento delle caratteristiche meccaniche, ad eccezione
del grado 7 che presenta temperatura di fusione, carico a snervamento e a rottura, allungamento a rottura e durezza
pari al grado 2 ma con una maggiore resistenza alla corrosione ed alle alte temperature. Generalmente viene
utilizzato quando richiesta elevatissima resistenza alla corrosione (superiore a quella di acciaio inox e rame) e

ottima saldabilit (entrambe caratteristiche peggiorate dall aggiunta di elementi in lega), a prezzo per di
caratteristiche meccaniche decisamente inferiori. Lelevato allungamento a rottura lo rende particolarmente adatto
anche a tutte quelle applicazioni che richiedono elevata duttilit, anche a temperature elevate, con possibilit di
esercizio fino ai 350C costanti e brevi esposizioni fino a 540C. Limpiego a temperature inferiori agli 0C ne
aumenta inoltre le caratteristiche meccaniche. Le principali applicazioni riguardano strutture e recipienti per
apparecchiature chimiche, marine, scambiatori di calore, tubazioni di condensatori, attrezzature per galvanica, anodi
e catodi di diverso tipo, recipienti in pressione, impieghi in edilizia e restauri conservativi, contenitori di prodotti
alimentari, occhialeria, bigiotteria ed oreficeria.
Titanio basso legato:
Si distingue per le diverse percentuali degli elementi alliganti e per le piccole aggiunte di Palladio (0,2%) e di nichelmolibdeno (0,8% Ni, 0,3% Mo) al fine di migliorarne la resistenza meccanica per il grado 12 e la resistenza a
corrosione in condizioni riducenti per il grado 7 e 11.
Titanio legato:
Comprende il gruppo pi numeroso di leghe di interesse industriale ed in particolar modo le Ti-6Al-4V
A titolo riassuntivo e di chiarimento delle sopra esposte classificazioni si riportano nella tabella seguente le alcune
delle qualit di titanio legato e non legato di maggiore impiego industriale e reperibilit sul mercato

Con il titanio si possono anche fare delle superleghe con laggiunta di manganese, cromo, vanadio e alluminio che
hanno notevoli caratteristiche meccaniche, sono facilmente lavorabili, saldabili e con un ottimo comportamento al
fuoco. Tuttavia lalto prezzo ne limita lutilizzo. Inoltre forma un carburo che costituisce l'elemento attivo di varie
leghe refrattarie, preparate per sinterizzazione del carburo di titanio, miscelato o meno con carburo di tungsteno,
con un legante formato da cobalto o nichel. Queste leghe sono impiegate per la produzione di palette per turbine, di
utensili da taglio e anche, data l'elevata durezza e la resistenza agli urti, per la fabbricazione di filiere e di elementi di
stampi o di utensili
Propriet meccaniche
Densit

Dipende dalla quantit degli elementi in lega. Generalmente le leghe beta sono pesanti perch contengono elementi
in lega come il molibdeno che ha relativamente unalta densit.
Resistenza a trazione
leggermente inferiore a quella di un acciaio di impiego strutturale, rispetto al quale presenta per una densit
inferiore di circa il 40%. Essa varia da 240 MPa per il titanio CP pi tenero a oltre 1400 MPa per le leghe ad alta
resistenza. A temperature elevate i diversi tipi di titanio CP presentano propriet a trazione caratteristiche. Tutte le
leghe, specialmente quelle ad alta resistenza, mantengono valori convenzionali sia di resistenza a trazione che di
resistenza. Normalmente, la duttilit aumenta con l'aumento della temperatura. Tuttavia, c una leggera irregolarit
nel caso del titanio CP in quanto la sua duttilit aumenta coerentemente fino a temperature comprese tra 200C e
300C, ma da l in poi diminuisce fino a 400-450C, assumendo valori simili a quelli riscontrati a temperatura
ambiente. Quando aumenta, ci sono significative riduzioni nella tenacit della lega. La resistenza a trazione,
specialmente ad alta temperatura, pu accrescere per rafforzamento della matrice metallica con fibre come SiC.
Resistenza a compressione.
In generale, il titanio e le sue leghe sono tanto resistenti a compressione quanto lo sono a trazione. Per il titanio CP,
la resistenza a snervamento in compressione circa uguale a quella in trazione, mentre per le leghe Ti-6Al-4V e Ti5Al-2,5Sn le resistenze a compressione sono leggermente maggiori di quelle a trazione.
Resistenza a taglio
La resistenza a taglio del titanio e delle sue leghe pari circa al 60 - 70% della loro resistenza ultima a trazione.
Resistenza a snervamento portante
La resistenza a snervamento portante di fogli in titanio o in lega di titanio allincirca 1,2 - 1,6 volte la resistenza a
snervamento in trazione per un valore E/D di 1,5 (rapporto tra la distanza dangolo E dal centro del foro ed il
diametro D del foro stesso). Inoltre circa 1,7 - 1,95 volte la resistenza a snervamento in trazione per un valore E/D
pari a 2. La resistenza ultima portante 1,4 - 1,65 volte la resistenza ultima a trazione per E/D di 1,5 ed 1,8 - 2,1
volte la resistenza ultima a trazione per E/D pari a 2.
Resistenza a fatica.
Il titanio presenta limite a fatica (tipico degli acciai ma non di alluminio e magnesio. In condizioni atmosferiche
normali, il limite del titanio ricotto e lavorato e delle sue leghe varia da 0,5 a 0,65 volte la resistenza ultima a
trazione, come determinato dai test di fatica su campioni non intagliati per 10 milioni di cicli. Il valore precedente
non tiene conto della presenza di stress residui, dovuti ad angoli, intagli, fori, superfici ruvide ed altre discontinuit
che riducono apprezzabilmente la resistenza a fatica. Quando la resistenza a trazione aumenta, tuttavia, ci sono
significative riduzioni nella tenacit della lega. Le curve di fatica non mostrino un ginocchio evidente, come accade
nel caso di alcuni metalli. Inoltre l'effetto dintaglio minore di quello previsto dai fattori di concentrazione degli
sforzi e dalla velocit di propagazione della cricca per fatica. Infine la resistenza statica residua dei campioni criccati
migliore rispetto a quella degli acciai e delle leghe di alluminio.
Durezza
L'assorbimento di ossigeno sulla superficie del titanio, quando il materiale riscaldato, causa un aumento di durezza
nello strato superficiale. Rettifica e lucidatura possono avere un effetto simile sui campioni metallurgici ed per
questo motivo che i valori di durezza possono essere ingannevoli. Per determinate leghe il rapporto fra durezza e
resistenza a trazione noto, quindi una misura di durezza pu essere usata per dare un'indicazione delle propriet
meccaniche locali o alternativamente per controllare il successo del trattamento termico. La durezza del titanio
superiore all'alluminio, nel CP grade 1 lavorato normalmente minore di 120 Bhn (Brinell), il range di durezza degli
altri tipi di titanio CP varia da 200 a 295 Bhn per materiali lavorati e da 200 a 220 Bhn per materiali ottenuti per
colata. La durezza delle leghe di titanio ricotte nel range da 32 a 38 Rc. Le leghe Ti-5Al-2,5Sn e Ti-6Al-4V hanno una
durezza di 320 Bhn in condizioni as-cast (colata grezza, senza ulteriori lavorazioni o trattamenti termici); la versione
ELI di questultima lega ha una durezza di 310 Bhn, sempre in condizioni as-cast.
Rigidezza
I valori del modulo elastico variano tipicamente da 80 a 125 GPa, circa 50% di quelli dellacciaio, che risulta
comunque superiore ad alluminio e magnesio. Generalmente da 110 a 117 GPa in condizioni di ricottura. Eccezioni
sono le leghe Ti-13V-11Cr-3Al (98 GPa) e Ti-8Al-1Mo-1V (127 GPa). Il modulo di Young dipende inoltre dal processo
di lavorazione usato per produrre il materiale ed in parte dalla direzionalit della prova sul materiale. C una
tendenza generale per i materiali contenenti molto alluminio ad avere un modulo abbastanza alto rispetto alle altre
leghe. Le leghe che induriscono per invecchiamento, hanno un modulo a trazione un po pi alto in condizioni
invecchiate che in condizioni ricotte. Il modulo a compressione uguale o un p pi alto di quello a trazione. Il
titanio CP ha modulo torsionale o di taglio di circa 45 GPa, il modulo di taglio delle leghe di titanio compreso tra 42
e 50 GPa. difficile dare un valore certo per il rapporto di Poisson delle leghe di titanio poich l'anisotropia conduce
a piccole differenze sia nel modulo di taglio che nel modulo elastico, i quali, una volta considerati insieme per
calcolare il rapporto di Poisson, possono condurre a valori che variano da 0,29 a 0,39 per i fogli ricotti di ASTM Grade

5 (Ti-6Al-4V). Il valore generalmente accettato per il titanio CP 0,36 e quello per ASTM Grade 5 0,31. Infine il
basso modulo significa eccellente flessibilit, che la propriet basilare per il suo utilizzo in dispositivi dentali e
dispositivi protesici umani leccellente biocompatibilit del titanio fornisce un motivo supplementare per luso per
protesi corporee.
Resistenza ad alta temperatura
Per lunghi tempi di servizio, il limite superiore di temperatura per il titanio in aria calda circa 590C, poich un
metallo reattivo che pu accogliere e dissolvere interstizialmente elementi quali ossigeno, idrogeno, azoto.
Generalmente trova impiego fino a temperature di circa 540C, poich la trasformazione allotropica da struttura HCP
a struttura BCC limita ulteriormente la sua massima temperatura di applicazione. Per applicazioni a breve termine,
invece, come le pareti refrattarie che circondano i motori a propulsione di aeroplani ed elicotteri, il titanio
considerato utile fino a 1090C. Per questo metallo, il limite di temperatura inferiore noto -253C, cio la
temperatura dellidrogeno liquido. A questa temperatura, la qualit ELI e le leghe Ti-6Al-4V e Ti-5Al-2,5Sn forniscono
massima tenacit. Le leghe seguono un modello simile, anche se la loro conducibilit termica tende ad aumentare
maggiormente a temperatura elevata, normalmente mostrano un incremento del 60-80% fra temperatura ambiente
e 500C. Questo metallo ha una temperatura di ebollizione pari a 3285C ed un alto punto di fusione 1660C, in virt
del quale il titanio pu essere considerato per applicazioni in blindature balistiche. Infatti, lalta temperatura di
fusione, tende a ridurre la predisposizione alla fusione ed all'accensione delle blindature durante l'impatto balistico,
la buona durezza e la leggerezza sono fattori aggiuntivi per considerare il titanio in questa applicazione.
Creep
Nel 1960 e nei primi anni del 1970, la resistenza al creep delle leghe di titanio viene aumentata sostanzialmente con
lintroduzione del silicio, come nella lega IMI-679 (Ti-2,25Al-11Sn-5Zr-1Mo-0,25Si). Questa buona, fino a circa
540C, tuttavia, le propriet a creep delle leghe alfa-beta non sono confrontabili con quelle di sistemi ad alta
temperatura, come le superleghe a base nichel, in cui pu essere mantenuta una buona resistenza fino a 0,8 del
punto di fusione. Alcune leghe di titanio basate su fasi alfa intermetalliche (alfa due e gamma), possono mostrare
buone propriet a creep fino a 0,6 del punto di fusione, ma leghe alfa-beta, o solo alfa, o solo beta non hanno
significative propriet a creep, nemmeno a 0,5 del punto di fusione. Esistono poche informazioni pubblicate sulle
propriet a creep del titanio CP, principalmente poich le applicazioni correnti non richiedono la conoscenza
dettagliata di queste propriet. Generalmente, i valori di resistenza a creep per un materiale che mostra lo 0,1% di
deformazione plastica in 100.000 ore di funzionamento sono circa il 50% della resistenza a trazione a temperature
fino a 300C. Il titanio CP nell'industria chimica a temperature superiori i 150C, usato come rivestimento
supportato da acciaio. Generalmente, le leghe alfa-beta normalmente hanno la temperatura massima di
funzionamento in condizioni di creep attorno ai 300-450C, le quasi alfa trattate termicamente nel campo di
stabilit della fase alfa-beta: arrivano fino a temperature nel range 450-500C, quelle trattate termicamente nel
campo di stabilit della fase beta sono adatte ad essere utilizzate fino a 600C.
Tenacit a frattura e resistenza ad impatto
La tenacit dipende dalla resistenza, dalla composizione (quantit di elementi interstiziali presenti), dalla
microstruttura e dalla tessitura. In generale, la tenacit delle leghe di titanio varia inversamente con la resistenza,
come quella degli acciai o delle leghe di alluminio. In origine, i trattamenti termici convenzionali a cui viene
sottoposto il titanio, sono stati sviluppati per conferirgli propriet a trazione ottimali, piuttosto che per migliorarne la
tenacit a frattura. Tuttavia, per determinate leghe alfa-beta, possibile aumentare significativamente la tenacit a
frattura con semplici cambiamenti nella procedura di trattamento termico, o tramite una variazione secondaria nella
chimica della lega, per esempio, riducendo il livello di ossigeno nella lega Ti-6Al-4V per produrre la qualit ELI. Tali
miglioramenti producono, soltanto piccole diminuzioni nella resistenza a fatica e a trazione. Altri tipi di leghe, come
le quasi alfa trattate termicamente in campo di stabilit della fase beta, hanno miglior tenacit a frattura rispetto alle
leghe alfa-beta. Come la tenacit a frattura, anche la resistenza a impatto del titanio e delle sue leghe
inversamente influenzata dallaumento di resistenza e di quantit di elementi interstiziali. La resistenza a impatto
Charpy con intaglio a V per titanio CP lavorato nel range tra 15 e 54 J, mentre in condizioni di colata grezza, a
seconda della qualit, sta circa tra 4 e 11 J, per leghe di titanio ricotte e per i materiali con invecchiamento pi basso
varia da 14 a 27 J, per Ti-5Al-2,5Sn d compresa tra 20 e 23 J.
Propriet elettriche
La resistivit elettrica del titanio CP varia nellintervallo 48 - 60 x 10-6 ohm*cm a temperatura ambiente ed aumenta
con lincremento di temperatura, raggiungendo i 135 - 146 x 10-6 ohm*cm tra i 540 ed i 760C. A temperatura
ambiente, la resistivit elettrica delle leghe di titanio considerabilmente pi alta e varia tra i 92 x 10-6 ohm*cm della
lega Ti-8Mn ed i 199 x 10-6 ohm*cm della Ti-8Al-1Mo-1V, assumendo valori intermedi se sono presenti un maggior
numero di elementi in lega. La resistivit delle leghe di titanio aumenta allaumentare della temperatura fino ad un
certo punto, ma con velocit minori rispetto al titanio CP nellintervallo tra 430 e 650C. Ad un ulteriore aumento di
temperatura, la resistivit rimane costante o decresce con velocit moderata.

Propriet termiche
La conduttivit termica del titanio CP compresa tra 15,6 e 21,6 W/m*K , che simile a quella dellacciaio
inossidabile austenitico, ed abbastanza indipendente dallaumento di temperatura. Quella delle leghe di titanio
circa met di quella del metallo non legato ed aumenta allaumentare della temperatura. Lespansione termica del
titanio e delle sue leghe abbastanza bassa, variando da 8,6 x 10-6 m/m/K a 9,5 x 10-6 m/m/K nellintervallo di
temperature da -210 a 110C e da 9,5 x 10-6 m/m/K a 10,8 x 10-6 m/m/K nel range da 110 a 1530C.
Propriet magnetiche
Il titanio CP e tutte le sue leghe sono non magnetici. La permeabilit del titanio CP 1.00005-1.0001 a 955 Hm-1. Ci
lo rende ideale ad applicazioni in cui linterferenza elettromagnetica deve essere minimizzata, comealloggiamenti
per apparecchiature elettroniche e strumenti di registrazione per pozzi profondi.
Resistenza ad usura
Le superfici di titanio e di tutte le leghe di titanio prodotte commercialmente hanno resistenza ad usura
relativamente bassa. In particolare, le superfici di titanio a contatto reciproco tra loro o con altri metalli si
danneggiano velocemente per usura in condizioni di contatto per strisciamento o per attrito. Anche con un leggero
carico e con un piccolo movimento relativo, quindi pu avvenire il grippaggio completo delle superfici. Questa
situazione dovuta allusura adesiva, in cui le asperit microscopiche sulle superfici del metallo entrano in contatto
tra loro come conseguenza dello strisciamento relativo ed esse tendono a saldarsi insieme, formando un legame che
pu avere resistenza a rottura maggiore della resistenza del metallo sottostante. La frattura, avviene in
corrispondenza di una delle asperit, provocando un trasferimento di metallo da una superficie all'altra. I residui
formati originano usura accelerata. Per usare il titanio in condizioni in cui lusura potrebbe essere un problema,
essenziale limpiego di rivestimenti protettivi.
Propriet chimiche
Resistenza a corrosione
Il titanio e le sue leghe si corrodono rapidamente in ambienti che distruggono il loro film protettivo: acido cloridrico,
fluoridrico, solforico, fosforico e formico. Lattacco in tutti questi mezzi, eccetto quello in acido fluoridrico, ridotto
dalladdizione di sali acidi, acidi ossidanti ed altri adeguati inibitori. Variazioni di trattamento termico influenzano la
reattivit di molte leghe. Il titanio superiore allacciaio inossidabile per resistenza a corrosione ed al pitting in
ambienti marini e nella maggior parte delle soluzioni neutre di cloruri. Le eccezioni principali, sono le soluzioni
bollenti di cloruri di alluminio, i cloruri di stagno, i cloruri di rame, i cloruri di zinco, i cloruri di magnesio ed i cloruri di
calcio, che corrodono per pitting le leghe di titanio. Il titanio non attaccato da soluzioni di cloruri di ferro e di cloruri
di sodio in condizioni proibitive anche per lacciaio inossidabile. Gli idrocarburi puri non sono considerati corrosivi
per il titanio, inoltre mostra resistenza a corrosione a molti idrocarburi fluorati o clorati e ad altri simili composti
utilizzati come fluidi in scambiatori di calore o in scambiatori idraulici. Non consigliato per impieghi con ossigeno
gassoso o liquido, dato che possono avvenire reazioni violente. Quando una superficie di titanio appena creata,
come quella dovuta ad una cricca o ad una frattura, viene esposta allossigeno gassoso, anche a -160C ed a
pressione di circa 0,35 - 0,70 MPa, inizia la combustione (reazione violenta), in ossigeno liquido, il titanio meno
sensibile ad impatto rispetto a molti composti organici. Inoltre mostra reazioni piroforiche nellimpatto con
trifluoruro di cloro, fluoro liquido e tetraossido di azoto. Il film dossido stabile, prevalentemente TiO2 e
sostanzialmente inerte fornisce al materiale uneccezionale resistenza a corrosione in una vasta gamma di mezzi
aggressivi. Essendo un materiale estremamente reattivo, ogni volta che il titanio metallico esposto all'atmosfera o
ad un ambiente contenente ossigeno libero, esso si ricopre immediatamente di un film dossido sottile e tenace. La
presenza di questo, conferisce al materiale la sua eccellente resistenza a corrosione. A condizione che sia presente
una sufficiente quantit dossigeno, il film pu autorigenerarsi quasi immediatamente se danneggiato
meccanicamente. Siccome la passivazione del titanio dipende dalla presenza del film dossido superficiale, questo
metallo sensibilmente pi resistente a corrosione nelle soluzioni ossidanti, che nei mezzi non ossidanti, in cui ci
sono alte velocit d'attacco. Inoltre, il materiale resistente all'attacco in miscele di acidi cromitici, solforici e nitrici
forti ed acido cloridrico contente cloro e dalle soluzioni dei composti del cloro come cloriti, ipocloriti, clorati,
perclorati, diossido di cloro, alogenuri ed alogeni, in un vasto intervallo di temperature e di concentrazioni. Il titanio
non soggetto a rottura per stress-corrosion o per pitting in soluzioni acquose di cloruri di metalli inorganici ed ha
uneccezionale resistenza ad acqua di mare, anche in condizioni di alta velocit o in acqua inquinata. Nonostante il
materiale abbia una significativa velocit di corrosione in mezzi che producono idrogeno per reazione col metallo
stesso come gli acidi solforici o cloridrici, la presenza in soluzione di ioni di rame o di ferro, riduce la velocit di
corrosione. Ci accade anche utilizzando metalli nobili, come elementi in lega o adottando tecniche di protezione
anodica. I film dossido protettivi sul titanio si formano solitamente quando il metallo entra a contatto con acqua,
anche se questa presente solo in tracce o in forma di vapore. Inoltre, se il titanio esposto ad ambienti altamente
ossidanti in completa assenza di acqua, possono avvenire una rapida ossidazione ed una reazione violenta, spesso
piroforica. Esempi di questo tipo di comportamento si trovano nelle reazioni fra titanio ed acido nitrico secco e tra

titanio e cloro secco, tuttavia la quantit di umidit necessaria per impedire l'attacco in queste condizioni piccola
(anche 550 ppm). Con l'aggiunta di piccole quantit di palladio al titanio CP, migliora la sua resistenza agli acidi
riducenti, come solforico, cloridrico e fosforico, ma permette anche di incrementare la temperatura critica di
corrosione per crevice in acqua marina. Ci esteso ad alcune leghe ad alta resistenza, in tal modo possibile
associare buona resistenza a corrosione e buone propriet a trazione. Altre leghe resistenti a corrosione sviluppate
nel corso degli anni includono Ti-0,8Ni-0,3Mo come possibile sostituto delle leghe titanio/palladio e Ti-6Al-7Nb, che
usata come materiale per impianti chirurgici. Pi alta la contaminazione e maggiore il contenuto di ioni
metallici nell'acido, migliori sono le prestazioni del titanio. Questo in contrasto con gli acciai inossidabili, che spesso
sono influenzati in modo negativo dagli agenti contaminanti. Siccome il suo stesso prodotto di corrosione (Ti4+)
altamente inibitore, il titanio presenta spesso alte prestazioni nei flussi di riciclo dell'acido nitrico, come i cicli della
caldaia. I livelli di concentrazione degli ioni metallici a 20-100 ppm possono fornire uninibizione estremamente
efficace alla corrosione. Potenti inibitori per il titanio in mezzi acidi riducenti comprendono ossigeno, cloro, bromo,
nitrati, cromati, permanganati, molibdati e ioni metallici cationici, come ferrico (Fe3+), rameico (Cu2+), nicheloso (Ni2+)
e molti ioni di metalli preziosi. La resistenza utile a corrosione del titanio non legato, aumenta significativamente
quando la concentrazione dello ione ferrico viene incrementata di quantit molto piccole, questo potente fenomeno
di inibizione, consente al titanio di essere utilizzato con successo in apparecchiature per il trattamento di acido
cloridrico (HCl) caldo e di soluzioni acide di H2SO4. Anche se l'inibizione possibile nella maggior parte degli acidi
riducenti, la protezione del titanio dalle soluzioni di acido fluoridrico estremamente difficile da realizzare. L'acido
fluoridrico provoca generalmente una corrosione generalizzata molto veloce in tutte le leghe di titanio e dovrebbe
essere evitato. In conclusione, la resistenza ambientale del titanio dipende soprattutto da un film dossido
superficiale (principalmente TiO2) molto sottile, tenace ed altamente protettivo, molto stabile al di sopra di un certo
range di pH, di potenziale e di temperatura, la cui formazione particolarmente favorita quando il carattere
ossidante dell'ambiente aumenta. La gamma di applicazione del titanio, gi vasta, pu essere espansa unendolo in
lega con determinati elementi nobili o imponendo potenziali anodici.
Stress corrosion
Nonostante il titanio e le sue leghe siano resistenti a corrosione in molti mezzi, lo stress corrosion pu avvenire in un
numero limitato di ambienti altamente specifici. Il titanio e le sue leghe sono soggetti a stress corrosion in acido
nitrico fumante. Qui, la criccatura principalmente intergranulare ed il fenomeno si presenta soltanto in condizioni
anidre, la presenza di una minima quantit dacqua (anche 1.5 - 2%), inibisce completamente la reazione. Tutte le
leghe di titanio sono sensibili a stress corrosion in questo ambiente, ma mentre per alcune necessaria la presenza
di un eccesso di diossido d'azoto, altre possono criccarsi in assenza di questo componente. L'unico altro ambiente in
cui il titanio CP e le leghe di titanio mostrano stress corrosion il metanolo, la rottura avviene di nuovo per
criccatura intergranulare e si verifica con maggior probabilit nel caso in cui bromo, cloro o ioni di iodio siano
presenti nell'alcool. La presenza di una piccola quantit dacqua impedisce ancora completamente l'attacco. Alcune
leghe di titanio possono subire stress corrosion in idrocarburi clorurati. Per esposizioni prolungate ad alta
temperatura in presenza di alcuni metalli, i vapori di tricloroetilene possono decomporsi parzialmente per formare
acido cloridrico, ci provoca il fenomeno di stress corrosion in alcune leghe di titanio, specialmente in quelle che
contengono alluminio. Si deve, far attenzione quando si sgrassano questi materiali. Nonostante sia stato dimostrato
con prove di laboratorio che le leghe di titanio sono sensibili alla criccatura per stress corrosion in sale caldo, non
mai stata riscontrata alcuna rottura durante la vita dei componenti, anche nel caso dimpiego delle leghe nella
realizzazione di pezzi per applicazioni aerospaziali ad alte temperature (anche 600C). Questa criccatura pu
avvenire in forma intergranulare o transgranulare. Ogni tipo di titanio CP sensibile in una certa misura a questa
tipologia di corrosione, le leghe alfa sono apparentemente le pi interessate dallattacco per stress corrosion in sale
caldo, le leghe alfa-beta sono meno sensibili, ma la sensibilit cresce allaumentare del contenuto di alluminio. La
lega Ti-8Al-1Mo-1V, sia laminata che ricotta due volte, ed anche la lega Ti-8Mn, che non contiene alluminio, sono
molto sensibili a questo tipo di corrosione. Leghe con resistenza intermedia sono Ti-6Al-4V, Ti-6Al-6V-2Sn e Ti-13V11Cr-3Al. Una delle leghe pi resistenti alla criccatura per stress corrosion in ambienti caldi e salini la Ti-4Al-3Mo1V. Se un campione in lega di titanio contenente una cricca per fatica preesistente caricato in condizioni di sforzo
piano, la presenza di acqua di mare ridurr la resistenza del materiale alla propagazione della cricca. La sensibilit
delle leghe di titanio, a questa forma di criccatura, influenzata in modo negativo dalla presenza di quantit di
alluminio, stagno ed ossigeno, mentre alcuni beta stabilizzatori, come niobio e tantalio, riducono il rischio dattacco.
I diversi tipi di titanio CP, non sono influenzati da livelli di ossigeno inferiori allo 0.32%. Questi contenenti questa
quantit di ossigeno, mostrano una rapida propagazione della cricca in acqua marina, anche soggetto a bassi valori di
stress. Le leghe che mostrano una certa sensibilit alla rapida propagazione della cricca in acqua salata sono: titanio
non legato, Ti-8Mn, Ti-3Al-11Cr-13V, Ti-5Al-2,5Sn, Ti-6Al-4V, Ti-8Al-1Mo-1V; la lega Ti-4Al-3Mo-1V non interessata
da questo tipo di fenomeno. Il grado di sensibilit di alcune leghe di titanio alla formazione di cricche per stress
corrosion in acqua salata, pu essere miglioratp con un trattamento termico, cio un rapido raffreddamento da

temperature sopra la beta transus, mentre un invecchiamento a temperature comprese nellintervallo 480-750C
tende a ridurre la resistenza allaccelerazione della criccatura. Linfragilimento da metallo liquido correlato alla
criccatura per stress corrosion: il cadmio fuso, largento, il mercurio e le sue, creano criccature. Per ridurre la
formazione di cricche, richiesta deformazione plastica piuttosto che deformazione elastica.
Corrosione galvanica
Quando larea del materiale anodico piccola rispetto a quella del titanio, si verifica una forte corrosione del
materiale anodico, nel caso in cui i ruoli dei due materiali siano invertiti, lentit dellattacco inferiore. Il titanio
differisce dalla maggior parte dei materiali in quanto, se accoppiato ad un metallo pi nobile in una soluzione
aggressiva, il potenziale delettrodo del titanio tende ad aumentare e la velocit di corrosione diminuisce. Come
esempio pratico, si consideri il caso dei sistemi di canalizzazione per il trattamento dell'acqua di mare. Idealmente,
questi potrebbero essere fabbricati interamente in titanio ma, dove ci non possibile, si usano leghe
galvanicamente compatibili con il titanio, come Inconel 625, Hastelloy C, 254 SMO, Xeron 100, o materiali compositi
che possano essere impiegati a contatto diretto con il titanio. Nonostante parecchi acciai inossidabili altamente
legati e molte leghe a base nichel siano soltanto leggermente meno nobili del titanio nella loro condizione passivata,
una volta che divengono attivi la velocit dell'attacco localizzato pu essere estremamente alta, conducendo ad una
rapida rottura.
Resistenza ad erosione
L'erosione una forma d'attacco accelerata, legata ad alte velocit dell'acqua ed a turbolenze locali che eliminano
l'ossido superficiale dei metalli che si proteggono con film, esponendoli cos allambiente corrosivo. A seguito della
sua capacit di riparare rapidamente il film dossido protettivo, il titanio ha una resistenza estremamente alta a
questa forma d'attacco. In acqua di mare pura, l'erosione trascurabile fino ad alte portate (18 m/s). Questo metallo
resiste persino ad acqua di mare (fluente a 2 m/s) contenente sabbia e polvere di SiC. La velocit derosione in
queste condizioni corrisponde ad una penetrazione di solo 1 mm durante quasi otto anni. necessario sottolineare,
tuttavia, che con polvere di SiC molto grezza ad alte portate, la velocit di erosione del titanio diviene superiore a
quella di materiali come il cupro-nichel, poich in queste condizioni, il film dossido non ha sufficiente tempo a
disposizione per riformarsi ed il titanio sottostante ha durezza minore del cupro-nichel. Infine stato ampliamente
dimostrato, che il titanio rimane completamente inalterato in condensatori ed in dispositivi di raffreddamento per il
trattamento delle acque che hanno un contenuto elevato di sabbia, mentre nelle stesse condizioni il cupro-nichel
pu giungere a rottura in 2-3 anni.
Corrosione per crevice
Il titanio particolarmente resistente a questa forma di attacco e lo subisce solo in determinati casi specifici. In
condizioni di scambio di calore pu verificarsi in soluzioni di cloruro di sodio a temperature inferiori a 70C, ma anche
il pH della soluzione importante. In soluzioni di sali di cloruri ad elevate temperature lattacco avviene oltre i 90C,
con un incremento di frequenza nellintervallo 150-200C. Soluzioni acide e neutre provocano massima sensibilit a
questo tipo di corrosione, mentre non stato osservato attacco a pH 9 o maggiori. Questo attacco avviene con la
stessa frequenza per il titanio non legato e per le comuni leghe di titanio. Nel caso del titanio, forma e dimensioni
della fessura, hanno un'influenza critica sul comportamento a corrosione, quando le due superfici sono cos vicine da
essere a contatto tra loro, esse o non sono bagnate dal corrodente o, se sono bagnate inizialmente, il flusso di
soluzione limitato e la corrosione soffocata prima che il film dossido di titanio venga distrutto. Quando le
superfici sono troppo lontane, la diffusione di ossigeno sufficientemente veloce da passivare il materiale. Un
fattore limitante nell'applicazione del titanio, in ambienti in cui sono presenti cloruri acquosi, pu essere evitato con
l'uso di leghe titanio/palladio (2% di palladio) che elimina virtualmente il rischio di corrosione per crevice in acqua di
mare, ma esse vengono attaccate fortemente dopo lesposizione per un lungo periodo ad elevate temperature.
Lavorazioni del titanio
Fusione
Le grandi strutture in Titanio, ottenute per fusione, hanno successo commerciale e tecnico, come applicazione
motoristiche, per turbine sia terrestri che aeronautiche. Il processo di casting avviene per cera persa, con uno
stampo solitamente in alluminio.
Forgiatura
Gli impianti di lavorazione delle leghe di Ti per forgiatura, devono applicare sforzi elevati in ambienti puliti. Infatti
latmosfera di lavoro mantenuta inerte eper evitare linterazione tra il Ti e il materiale dello stampo sinterpone un
foglio di materiale bassofondente. I forgiati in lega di titanio, offrendo ununica combinazione di bassa densit, alta
resistenza e durezza, buona resistenza alla corrosione, sono particolarmente usati per la produzione di componenti
strutturali e per parti di turbine di aerei sia militari sia commerciali. A differenza delle leghe di alluminio e del ferro
che riscontrano problemi nella produzione di forgiati, le leghe del titanio possono essere forgiate in intricate ed
inusuali forme di dimensioni abbastanza grandi e con propriet meccaniche superiori. Molte propriet come la

duttilit, la resistenza a fatica e a creep, possono essere significativamente influenzate dalla forgiatura, questo unito
ad un buon controllo della microstruttura la chiave del successo della forgiatura delle leghe del titanio. Il maggior
fattore di caratterizzazione della forgiabilit delle leghe del titanio sono le temperature di forgiatura e la loro velocit
di deformazione, per questo stata introdotta la forgiatura isoterma che prevede un controllo mascherato della
temperatura attraverso il riscaldamento della pressa alla stessa temperatura del materiale da lavorare. La maggior
parte del titanio usato per le forgiature del tipo a-b con la fase a hcp compresa tra il 15% e il 30% in una matrice di
fase b, anche se esempi di forgiature con leghe in fase b esistono. Il vantaggio delle leghe di tipo b per i forgiati,
nella eccellente forgiabilit, la bassa temperatura di forgiatura, la possibilit di configurazioni complesse rispetto alla
classica lega Ti-6-4. La Ti-10-2-3 usata anche nellindustria elicotteristica perch superiore alla meno costosa Ti-6-4
nella resistenza a fatica (50% in pi). Infatti la Westland Helicopter, usa questa lega per la produzione tramite
forgiatura di tre componenti della testa del rotore per lelicottero Lynx:il mozzo, i bracci, e lalbero.
Formatura Superplastica SPF/DB
Una riduzione del 50% dei costi e del 40% del peso, sono possibili con il processo della formatura superplastica con
"bonding diffusion", ottenuto dalla North American Aircraft Division della Rockwell International. Il processo fornisce
due inusuali propriet della lega di Titanio 6Al-4V, la superplasticit e la diffusione del bondability, per produrre
strutture con configurazioni complesse. I benefici sono misurabili in comparazione con i componenti in lega di
titanio, ottenuti con metodi convenzionali. Le limitazioni nellefficienza e i costi eccessivi di questi processi di base,
ne possono seriamente inibire luso per grandi applicazioni, sia come quantit sia come dimensioni, soprattutto nel
caso del titanio e delle possibili applicazioni nellindustria aerospaziale. La formatura superplastica con diffusione di
bonding, un nuovo processo di fabbricazione che in parte risolve i problemi precedentemente elencati, quindi
permette di ottenere strutture con configurazioni complesse unendo propriet particolari come la superplsaticit a
costi fino ad ora sconosciuti. La superplasticit, un fenomeno dal quale il materiale riceve una straordinaria
possibilit di flessibilit unita ad alta resistenza meccanica. I materiali che dimostrano queste propriet sono
caratterizzati da una dimensione della grana molto fine, tipicamente circa 10 micron. La struttura della grana
uniforme su tutto il materiale e presenta resistenza a elevate temperature. Con qualche eccezione la lega
commerciale 6-4 ha tutti requisiti, compreso la dimensione media dei grani, per essere considerato il materiale
migliore tra le leghe del titanio lavorabile in SPF/DB. Questa lega usata essenzialmente in condizioni di
ricristallizazione da invecchiamento
Metallurgia delle polveri
possibile ottenere manufatti da polveri di Ti
puro o in lega come piatti e fogli di titanio
poroso, che stato studiato per fungere da
supporto meccanico per membrane
elettrolitiche, per alte differenze di pressione,
per celle per lelettrolisi dellacqua e
tecnologie simili. Piatti porosi spessi 5-10 mm
e fogli spessi 2.5-25 m sono prodotti per
rullaggio di una billetta di polveri compresse,
sinterizzazione, secondo rullaggio, e ricottura.
Si sono ottenute una porosit del 50% con pori
interconnessi e una struttura a nido dape di
buone propriet meccaniche, con un buon
rapporto qualit-prezzo.

Elementi "Fully Dense" in lega di titanio


Si possono ottenere prodotti "Fully Dense" in lega di Ti a partire da polveri prealligate a basso contenuto di Cl. Si
rende necessario luso di polveri ottenute via HDH o MHR. Sono stati studiati manufatti ottenuti per pressione a
freddo a 360 MPa, sinterizzati in vuoto a 1260C per 2 ore e pressati isostaticamente a caldo a 927C per 30 minuti.
Si sono rilevate propriet meccaniche analoghe o superiori ai manufatti prodotti in modo tradizionale da trafilati.
Laser Forming
La Aeromet Corporation di Eden Prairie (Minnesota), ha sviluppato Lasform, un processo di fabbricazione per
addizione con laser (LAM) per la realizzazione di componenti 3-D densi (porosit residua minore del 2%),
direttamente dal modello CAD alla forma finita. Il macchinario lavora come un plotter controllato dal computer: la
testina di stampa costituita da un serbatoio di Ti in polvere (anche in lega) e da un potente laser (circa 20kW) che
fonde la polvere depositando uno spot di metallo che si salda sul precedente. Una volta creato, il pezzo necessita
solo di uneventuale lavorazione superficiale per ridurre la rugosit o aggiustare le tolleranze pi strette

(attualmente il processo ha una precisione di circa 0.8 mm) e di eventuali trattamenti termici. Il processo permette
di produrre pezzi in lega di Ti solo se si parte da polveri gi alligate, ottenibili solo dai processi HDH e MHR. Questa
tecnica non necessita n di sinterizzazione, n dei costosi stampi e calcoli necessari. Si ottengono manufatti di
migliore e pi precisa resistenza a fatica grazie alla grana fine e omogenea generata dal processo. Non permette,
per, le grandi produttivit dei PIM ed quindi pi indicato per piccole produzioni o per realizzare prototipi.
Materiali Compositi

I materiali compositi a matrice di Titanio hanno riscosso, soprattutto nellultimo decennio, un notevole
interesse nel mondo scientifico per le prospettive dimpiego in condizioni doperativit contraddistinte da
temperature e sollecitazioni estreme. Le caratteristiche dalta resistenza a bassa temperatura ed a creep,
rispetto alla lega della matrice, elevano le prestazioni dei motori a turbina a livelli non raggiungibili con i
materiali normali. Le matrici che maggiormente sono state studiate nei compositi sono Ti-15V-3Cr-3Al-3Sn
e Ti-6Al-4V, grande interesse hanno recentemente suscitato le matrici costituite da leghe di Nb e Ti 3Al a
fase ortorombica (O) basate sul composito Ti2AlNb. Tra le fibre maggiormente utilizzate troviamo la SCS-6,
fibra di carburo di silicio rivestita di C+SiC. Per quanto riguarda le tecniche di produzione dei compositi a
matrice di Titanio, si possono elencare le seguenti:
Tecniche di produzione in situ
Sono le tecniche maggiormente utilizzate per la realizzazione dei compositi a matrice di Titanio a rinforzo
discontinuo (TMC-DR), dove il rinforzo generato direttamente allinterno della matrice. Un vantaggio di questo tipo
dapproccio sta nel fatto che linterfaccia tra rinforzo e matrice tende a rimanere esente da difetti quali
adsorbimento di gas o presenza di strati di reazione, che ne comprometterebbero le caratteristiche. Grande
vantaggio di questa famiglia di processo, che la fase rinforzante e omogeneamente distribuita nella fase matrice e
che le dimensioni e le spaziature del rinforzo possono in qualche modo essere controllate attraverso le modalit di
solidificazione e dai tempi di reazione. Questa tecnologia offre, a costo relativamente basso, la possibilit di
combinare resistenza e tenacit aumentando il rapporto matrice/rinforzo. Come limite c la bassa orientabilit del
rinforzo in seno alla matrice e la difficolt nel controllare la cinetica dei processi chimici o la forma delle fasi
rinforzanti. Ne fan parte: Solidificazione direzionale di liquidi eutettici, Ingot metallurgy, Rapid solidification
processing powder metallurgy (RSP/PM), Sintesi da reazione chimica, Dispersione esotermica (XD), Self-propagating
high-temperature synthesis (SHS)
Tecnologie di sinterizzazione per la produzione di TMC con rinforzo discontinuo:
Powder metallurgy (PM), Gas atomization, Powder blending, Mechanical milling, HIP
Tecnologie di sinterizzazione per la produzione di TMC con rinforzo continuo
foil/fibre/foil (diffusion bonding), Powder cloth-metod, Weaving, Filament winding, Spray forming, Electric arc
spraying, Plasma spraying, Physical vapour deposition (PVD), EBED, Sputtering, Triode sputtering
Trattamenti Termici
Il titanio e pi in particolare le leghe dalla famiglia alfa + beta, pu essere trattato termicamente al fine di
migliorarne le propriet tecnologiche. Per tali operazioni sono generalmente necessari forni sofisticati, in grado di
operare sotto vuoto o dotati di controllo dellatmosfera, in modo da controllare lelevata reattivit a caldo del titanio
con idrogeno, ossigeno e azoto. La contaminazione da parte di questi ultimi, a temperature elevate, porta in genere
alla comparsa di fenomeni d infragilimento e criccature.
Trattamenti di ricottura:
Consistono in un riscaldamento del materiale al di sotto della temperatura di transizione alfa-beta (883C per il
titanio puro e superiore nelle forme legate). Non comportano modificazioni nella microstruttura del materiale.
Hanno lobbiettivo di attivare termicamente dei processi di riassestamento del reticolo cristallino deformato e
consentendo di rimuovere le tensioni accumulate durante i processi di formatura per deformazione plastica. La
ricottura viene generalmente eseguita sui prelavorati, in modo da addolcire il materiale prima delle successive
lavorazioni secondarie, ma pu anche essere effettuata come trattamento a termine. In questo caso le propriet
meccaniche, non saranno quelle massime ottenibili con il titanio ma si disporr comunque di una elevata duttilit.
Trattamenti di bonifica (tempra + invecchiamento):
Comportano delle trasformazioni di fase: si effettuano riscaldando il materiale al di sopra della temperatura di
transizione alfa-beta con una permanenza di 10-30 minuti nel campo di stabilit bifasico (alfa+beta) o monobasico
(beta) a seconda dei casi. La tempra fa si che una parte della fase beta metastabile, non abbia il tempo di ritornare
alla configurazione stabile alfa rimanendo intrappolata nel reticolo cristallino, anche a temperatura ambiente. La
percentuale di fase beta residua, pu essere variata a piacimento (gestendo temperature, tempi di permanenza e
velocit di raffreddamento) ed in generale un suo aumento comporta miglioramenti di resistenza a trazione e
snervamento e modulo elastico, a prezzo di una minore duttilit. Leffetto combinato della presenza di fase beta e
delle notevoli tensioni residue generate dal trattamento, possono per rendere estremamente fragile il componente
che viene quindi nuovamente riscaldato (rigorosamente al di sotto la temperatura di transizione) e raffreddato in

modo lento, in quello che viene generalmente indicato con trattamento di invecchiamento. Con la bonifica si riesce
ad ottenere ottime propriet meccaniche (resistenza a trazione superiori ai 1000Mpa), con buone doti di duttilit. I
trattamenti superficiali, a differenza di ricottura e bonifica, non modificano direttamente le caratteristiche
morfologiche o microstrutturali del materiale di base ma si limitano ad alterarne le caratteristiche nella zona
superficiale, ricoprendo questultima con materiali di riporto dalle specifiche caratteristiche.
Rivestimenti e Trattamenti Superficiali
Rivestimenti antiossidazione
Lelevata reattivit a caldo del titanio ne compromette la resistenza a corrosione. Infatti, a temperatura ambiente lo
strato di ossido che si forma in superficie compatto e stabile, a temperature superiori ai 400C circa questo
comincia a dissolversi andando a formare un composto a base di ossidi di titanio e alluminio poroso non protettivo.
Per ovviare a questi problemi sono stati sviluppati specifici processi di rivestimento antiossidante che ne
garantiscono lintegrit a temperature superiori. Questo tipo di tecnologia risulta in genere meno sofisticata e quindi
pi economica rispetto ai rivestimenti PVD.
Incremento del film superficiale.
Lo spessore del film dossido naturale presente sul titanio pu essere aumentato artificialmente per fornire un
rivestimento, che ha lo scopo di evitare lusura in situazioni di contatto per scorrimento, che coinvolgono carichi
leggeri a basse velocit. Il metodo pi comune, lanodizzazione in elettroliti acidi o alcalini. Lanodizzazione in
soluzione acida provoca un film di spessore dipendente dalla tensione applicata. Per mezzo di un elettrolita alcalino,
invece pu essere prodotto un ossido poroso di un certo spessore, all'interno del quale possono essere incorporati
lubrificanti solidi convenzionali, come bisolfuro di molibdeno. Pur non essendo adatto ad applicazioni in cui
compaiono alti carichi, lincremento dello spessore del film dossido superficiale, presenta il vantaggio di essere
relativamente poco costoso, di essere effettuato a temperatura ambiente, in modo da non provocare la completa
deformazione del componente e di non aver alcun effetto negativo sulla resistenza a fatica del titanio stesso.
Recentemente, possibile aumentare lo spessore del film dossido tramite riscaldamento controllato del materiale.
Ci ha un effetto benefico sulla resistenza ad usura e permettere lutilizzo del titanio in condizioni molto pi gravose
rispetto a quelle in cui possono essere utilizzati i film dossido prodotti convenzionalmente.
Conversione dei rivestimenti
Durante trattamenti termici a temperatura relativamente elevata, numerosi elementi possono diffondere allinterno
della superficie del titanio per fornire uno strato superficiale duro. Un esempio la carbonitrurazione, che avviene
immergendo il componente da trattare in un bagno fuso di cianuro a circa 800C. Anche se questo processo migliora
sostanzialmente la resistenza ad usura, la temperatura a cui viene effettuato pu causare problemi di deformazione
del componente trattato, inoltre la maggior parte dei rivestimenti di conversione provoca una forte diminuzione
delle propriet a fatica del titanio. Forme alternative del rivestimento di conversione son: borodizzazione,
carburazione, cianurizzazione e trattamenti di diffusione di alluminio, rame, cromo e stagno. L'ultima versione di
questi processi il laser o lalligazione superficiale con fasci elettronici. In questo caso, il rivestimento superficiale sul
titanio viene fuso e successivamente lo strato fuso raffreddato velocemente.
Processi di deposizione per riduzione o per elettrolisi
difficile depositare metalli sul titanio a causa della presenza del film dossido stabile sulla sua superficie. Tuttavia, le
tecniche che si stanno sviluppando attualmente permettono di depositare rivestimenti aderenti alla superficie ed
alcuni di questi, come la deposizione di cromo duro, forniscono al titanio buona resistenza ad usura. Similmente, una
deposizione di nichel per riduzione pu consentire un miglioramento nella resistenza ad usura, specialmente se nel
rivestimento vengono incorporati PTFE o materiali ceramici. A seguito del miglioramento della resistenza ad usura
pu verificarsi un deterioramento delle propriet a fatica del titanio, le quali possono essere in gran parte ristabilite
attraverso la pallinatura del componente prima delloperazione di deposizione.
Fiamma, plasma e rivestimenti a spruzzo con pistola per detonazione
La tecnica ampliamente usata nell'industria aeronautica. Pu essere ottenuta una soddisfacente aderenza tra il
substrato ed il rivestimento. Normalmente la resistenza a trazione e la resistenza a fatica del titanio, vengono ridotte
in seguito a questi rivestimenti. Le caratteristiche superficiali del prodotto finale sono quelle del rivestimento e
possono essere selezionate a seconda dell'applicazione grazie alla versatilit dei processi attraverso cui sono
realizzati i rivestimenti stessi. La spruzzatura di molibdeno al plasma ed alla fiamma stata effettuata in modo
soddisfacente per sviluppare e proteggere le superfici di titanio in contatto per scorrimento, per esempio, sugli steli
delle valvole delle automobili e sulle facce scorrenti delle bielle in lega di titanio.
Pallinatura
Riduce attrito ed usura, pu essere molto utile per ristabilire le propriet a fatica del materiale trattato mediante
altre tecniche. Viene effettuata prima delloperazione di rivestimento, ma pu dover essere eseguita in seguito al
rivestimento stesso se questultimo coinvolge il riscaldamento del titanio, che provocherebbe il rilassamento degli
sforzi introdotti durante la pallinatura.

Rivestimenti di nitruro

Hanno durezza di circa 2000 HV e basso coefficiente dattrito. Sono


stati sviluppati per il trattamento degli acciai da utensili, possono
avere un effetto benefico sulla resistenza ad usura, a scapito di una
riduzione delle propriet meccaniche, principalmente della resistenza
a fatica, che pu essere recuperata tramite pallinatura. Nella
nitrurazione al plasma, la superficie attivata da plasma in atmosfera
di azoto o di ammoniaca. Altre tecniche per introdurre azoto
allinterno della superficie sono l'impianto ionico e la nitrurazione con
gas ad alta pressione, per il procedimento oggigiorno pi diffuso per
eseguire rivestimenti in materiali duri, quali nitruro di titanio (TiN),
carbonitruro di titanio (TiCN), nitruro di titanio ed alluminio (AlTiN),
nitruro di cromo (CrN) e nitruro di zirconio (ZrN) quello denominato
PVD, ossia Physical Vapour Deposition. Questa tecnologia ha
lobbiettivo di aumentare la resistenza allusura dattrito e di adesione,
portando anche ad apprezzabili incrementi di resistenza alla
corrosione acida. Queste caratteristiche ne fanno una delle tecnologie
indispensabili nella produzione di componenti in lega di titanio
soggetti a strisciamento, che altrimenti andrebbero incontro ad una rapidissima usura generando tra laltro
surriscaldamenti per attrito inaccettabili. La profondit varia generalmente tra i 20 e i 120m.Questo procedimento
viene eseguito in camere ermetiche a temperature di circa 400C in cui una scarica elettrica fatta passare
attraverso un gas rarefatto, generalmente di 0.00003 bar. Queste condizioni consentono di realizzare un arco
elettrico tra il componente da rivestire (polo positivo), ed il materiale di riporto (polo negativo), in genere inserito
nel forno sotto forma di pastiglie. Con differenze di potenziale di 250V e correnti prossime agli 80A si determina la
vaporizzazione della pastiglia e la conseguente migrazione dei vapori verso la superficie del componente da rivestire,
per effetto del campo elettrico. Le propriet dei rivestimenti in materiali estremamente duri sono molto utili per
ridurre lusura e, dunque, per aumentare la vita operativa di utensili e stampi. Tali rivestimenti, si possono applicare
soltanto su materiali metallici, in quanto il processo fa capo a fenomeni elettrici che presuppongono una buona
conducibilit del supporto da rivestire. Dal momento che le temperature in gioco durante la deposizione dello strato
sono relativamente elevate (circa 400 C), il metallo da trattare non deve subire trasformazioni strutturali o chimicofisiche tali da alterarne le caratteristiche meccaniche finali. I rivestimenti possono solo essere fatti su materiali duri
gi in partenza poich, se venissero eseguiti su materiali teneri, a cedere sarebbe non il rivestimento ma il materiale
sottostante. Nel settore dei rivestimenti ceramici anti-usura il riporto PVD pi utilizzato a livello industriale ancora
sicuramente il Nitruro di Titanio (TiN)
Propriet del Nitruro di Titanio (TiN) - PVD
Proprieta` Fisiche
Propriet Chimiche
Punto Fusione: 2.930-2.950 C
Il TiN non attaccato dai seguenti acidi: HCL, HNO3,
Durezza: 2.200-2.500 HV a 20 C 200 HV a 1.000 C
H2SO4
Coefficiente dilatazione termica: 9,35 x.10-6 x C-1
Il TiN si dissolve facilmente in acqua regia
Conducibilit termica (25C): 0,046 cal-cm/sec-cm2 C Il CO, H2, N2 non reagiscono con il TiN
Conduttivit termica: 0,07 cal x s-1 x cm-1 x C-1
Il NO e O2 ossidano rapidamente il TiN ad elevata
Modulo di Young: 30 x 10 4 Kg/mm.2
temperatura (1.200 C), mentre la reazione pi lenta
Densit: 5,4 gm/cm3
in presenza di CO2
Resistivit elettrica (25C): 25 w x cm
Il TiN si ossida a partire da 320 C in presenza di miscele
Coefficiente dattrito dinamico: 0,05-0,10 (TiN su TiN)
O2-Ar, e tale ossidazione accellera progressivamente
Coefficiente dattrito statico: 0,13-0,15 (TiN su TiN)
con l'aumentare della temperatura
Coefficiente dattrito contro 100C6: 0,65
Carico Critico di adesione: 70-80 N
Rugosit superficiale su substrato: Ra: 0,10; Rz: 3,2
(spessore TiN 5 mm) con Ra: 0,02 e Rz: 0,12
Ottimi risultati sono stati ottenuti anche nel campo della deformazione plastica a freddo, con il rivestimento di
punzoni e matrici aventi tolleranze dimensionali strette o con requisiti di rugosit superficiali molto elevati
(lappatura). Nelle applicazioni sugli utensili i film di TiN sono utilizzati per le loro caratteristiche di refrattariet come
barriere termiche per la dissipazione del calore sviluppato durante le lavorazioni. Inoltre i riporti di TiN riducono
notevolmente le forze d'attrito tra utensile e materiale lavorato, limitano le interazioni fisico-chimiche fra utensile e
truciolo e di incollaggio del materiale sugli spigoli taglienti. Infine l'elevata durezza del TiN riduce i fenomeni di
craterizzazione e limita i fenomeni di abrasione e usura. L'effetto globale dei riporti di TiN sugli utensili in generale si

traduce in un incremento della vita utensile, in un miglioramento della qualit delle superfici lavorate, in un aumento
della produttivit delle macchine utensili. Inoltre l'evoluzione tecnologica dei processi PVD ha portato alla
costruzione di impianti di dimensioni sempre maggiori con la possibilit di rivestire utensili di lunghezza fino a 2-3 m.,
e un numero di componenti molto elevato nella stessa carica di rivestimento. Un'altra caratteristica molto
importante dei riporti PVD la possibilit di rivestire pi volte lo stesso utensile. Oltre a questi campi di applicazione
l'utilizzo dei rivestimenti PVD-TiN si sta estendendo in campi molto diversificati fra loro per migliorare le
caratteristiche superficiali antiusura, anticorrosione o decorative di componenti costruiti soprattutto in acciaio e in
carburo. Per quanto riguarda le applicazioni nell'industria biomedica, il rivestimento di protesi con strati di TiN riduce
notevolmente il coefficiente d'attrito, aumenta la durezza superficiale e la resistenza alla corrosione riducendo
l'interazione dei liquidi biologici con i metalli base, e diminuendo il rischio di rigetto.
Attualmente al rivestimento standard con TiN si sono affiancati i seguenti rivestimenti:
TiCN: con caratteristiche elevate di tenacit e di durezza il carbonitruro di Titanio adatto per il rivestimento di
utensili nella lavorazione di materiali acciaiosi, soprattutto nelle operazioni con taglio interrotto (fresatura).
TiAlN: possiede un'elevata resistenza all'usura e all'ossidazione ad alta temperatura; inoltre forma uno strato
esterno di Ossido d'alluminio (Al203), quando questo riporto viene esposto ad elevate temperature. La formazione di
tale ossido riduce i fenomeni di diffusione sulla superficie rivestita e diminuisce l'usura per diffusione presente sugli
utensili. Per quanto riguarda la resistenza all'ossidazione, mentre il TiN inizia ad ossidarsi a temperature inferiori a
500 C, il TiAlN inizia ad ossidarsi solo a temperature oltre i 700 C. Il TiAlN adatto per il rivestimento di utensili
nella lavorazione di materiali altamente abrasivi (ghise, superleghe) e operazioni ad elevata velocit di taglio.
Ti2N: questo rivestimento di colore grigio-argento, possiede delle caratteristiche, non ancora del tutto esplorate, che
sono soprattutto unelevata tenacit e un basso coefficiente dattrito.
Colorazione
dovuta a fenomeni di interferenza ottica, in funzione del potenziale finale raggiunto. Se il potenziale finale viene
mantenuto per un certo tempo, ad esempio alcuni minuti, lo spessore dellossido cresce di alcune decine di
nanometri e quindi si ottengono colori posizionati pi in alto nella scala cromatica. Le propriet dei film colorati che
si formano durante il processo di anodizzazione del titanio sono fortemente condizionate dalla fase iniziale del
trattamento. Se il primo film si forma con adeguata morfologia e nano struttura, anche il film che si accresce
successivamente conserva tali propriet. Se invece il primo film si forma in modo incontrollato, il film che si accresce
su di esso diviene non aderente e fragile. Seguendo le stesse procedure e le stesse condizioni operative, e se il
materiale dipartenza identico, si ottiene una perfetta riproducibilit del colore. Utilizzando leghe di titanio e non il
metallo commercialmente puro si ottengono colori molto simili, ma non identici almeno per colori superiori
allazzurro. Differenze spesso modeste tanto, praticamente impercettibili si osservano anche su campioni di titanio
diversamente incrudito. Molto importante nel determinare la brillantezza dei colori la lucentezza di partenza del
materiale. La sensazione cromatica fortemente dipendente dalla finitura superficiale. Colori lucidi si ottengono solo
partendo da superfici lucide. Superfici sabbiate o rugose tendono a dare colori pastello.
COLORI ottenibili con i Processi PVD
TiNx
giallo leggero/oro/giallo ottone/bronzo
TiCxNx
oro/violetto/marrone/rossastro
TiZrNx
oro/giallo/verde/ rosso
TiCx
grigio chiaro/ grigio scuro
TiAl based
marrone/giallo/grigio/violetto/blu-rame-marrone/rossastro
Titanio nel campo Biomedico
Sono stati fatti veloci e significanti progressi nello sviluppo di strumentazioni mediche e impianti che raggiungono
anche la durata di pi di venti anni. I materiali richiesti devono essere sempre pi sofisticati e il titanio e le sue leghe
sono stati sperimentati in numerose situazioni. Il successo clinico dovuto alle buone propriet meccaniche, alla
resistenza alla corrosione e una superiore biocompatibilit.
Biocompatibilit
Avendo estremamente bassa tossicit ben tollerato sia dai tessuti ossei che molli. Inoltre, esami istopatologici non
hanno rilevato cellule mutate vicino agli impianti. stato osservato con analisi spettrochimiche un aumento di
elementi metallici nei tessuti adiacenti. Comunque non sono stati rilevati effetti clinici negativi. Si ha un inscurimento
del tessuto molle adiacente allimpianto di titanio CP, che pu essere dovuto alla bassa durezza e alla scarsa
resistenza allabrasione del materiale non legato. Il titanio forma prontamente ossido di titanio o ossidi complessi e
composti idruri. Quindi possibile che parte del materiale rimosso dallimpianto sia immediatamente stabilizzato
dalla formazione di questi composti inerti e i tessuti non danno risposta agli ossidi di titanio inerti chimicamente.
Lossido di titanio usato in creme per trattamenti dermatologici. Attenti esami dei tessuti adiacenti alla lega Ti6Al4V
hanno rilevato n cellule grandi non macrofaghe, n altri segni di infiammazione. Il materiale si rivelato quindi
sicuro in applicazioni intravascolari grazie alla alta elettronegativit e alla superficie passive.

Figura 4: processi chimici che avvengono allinterfaccia impianto biotessuti.


LA LEGA TI-6AL-4V:
Questa designazione identifica tutte quelle leghe a base di titanio il cui contenuto di alluminio e vanadio
rispettivamente compreso tra 5.5-6.75% per lalluminio e 3.5-5% per il vanadio. In realt la definizione della
composizione di tali leghe impone limiti anche su diversi altri elementi (carbonio, ferro, idrogeno, azoto, ossigeno e
altri) e, come gi accennato nella prima sezione, per ciascuna nazione esistono diverse specifiche con limiti
leggermente diversi per alcuni elementi.

I trattamenti termici, le lavorazioni ed eventuali rivestimenti superficiali a cui viene sottoposta una lega con una
determinata composizione possono determinare caratteristiche anche molto differenti. Parlando di Ti6Al4V si
intender quindi una famiglia di materiali le cui esatte caratteristiche saranno di volta in volta progettate in funzione
delle specifiche esigenze. Tra i titani legati la lega in esame certamente quella che ha trovato maggiore sviluppo in
campo industriale ed il suo consumo pari a circa il 50% della produzione totale di titanio. Lindustria aerospaziale

ne impiega oltre l80%, il settore delle protesi mediche circa il 3% mentre il resto si divide tra i restanti impieghi
industriali. Questa lega caratterizzata da unelevata versatilit, ed utilizzabile anche a temperature comprese tra i
400 e i 500C. Tra le principali varianti di questa lega si nominano la Ti-6Al-4V Grado Eli (Extra Low Interstitial), che
presenta tolleranze pi strette per quanto riguarda presenza di ossigeno e ferro (0,13% maxO, 0,25% maxFe), ed
caratterizzata da ottima duttilit e resistenza fino a temperature criogeniche (-190C: azoto liquido; -224C elio).
Unaltra variante, ottenuta con laggiunta dello 02% di palladio, la Ti-6Al-4V Pd che garantisce invece eccellenti
doti di resistenza a corrosione, peraltro gi ottime nella formulazione di base.
CARATTERISTICHE DELLA LEGA TI6AL4V:
Sotto presente un Illustrazione schematica della formazione della classica struttura nella lega Ti6Al4V mediante
lento raffreddamento da una temperatura superiore a beta transus. La microstruttura finale determinata da piatti
di fase alfa separati tra loro da fase beta
La densit, la temperatura di fusione e modulo elastico
varino dal titanio puro del 2.4%. Il calore aumenta di circa il
10%. Mentre, il Ti6Al4V assume propriet termicamente ed
elettricamente isolanti (in termini relativi) grazie ad una
conducibilit termica dimezzata ed una resistivit, pi che
tripla nei confronti del Ti puro.
Confontandolo con altri materiali:
bassa densit rispetto agli acciai (circa 45%), ma
maggiore rispetto alle leghe di alluminio e di magnesio
(rispettivamente +36% e +61%), con un rapporto
prestazioni-peso comunque favorevole
elevata temperatura di fusione, superiore anche a
quella di acciai legati e inox (circa +7% e + 14%
rispettivamente), oltre che, ovviamente alle leghe da
fonderia di alluminio e magnesio
modulo elastico inferiore rispetto agli acciai (circa la
met) ma superiore a quello di alluminio e magnesio legati
(rispettivamente di circa +55% e +145%)
calore specifico paragonabile agli acciai e di quasi il 70% inferiore alle leghe di alluminio e magnesio;
conducibilit termica bassa, gli acciai ed il magnesio presentano valori circa doppi e quelli tipici
dellalluminio sono superiori di circa il 50%
- coefficiente di espansione termica della Ti6Al4V appena inferiore a quella del metallo puro
Nella lega Ti6Al4V la resistenza a corrosione, subisce un decadimento ma rimane comunque al di sopra degli
standard di leghe leggere e acciai, compresi gli inox. Lallungamento a rottura, da cui dipendono duttilit e tenacit
inferiore mediamente 15 %, rispetto il CP, che rimane comunque un valore superiore a quello dei gi buoni acciai da
bonifica (7-10%).In ogni caso i valori rimangono compresi tra il 5 e il 15% per le leghe di magnesio e tra il 2 e il 10%
per quelle di alluminio e quindi garantiscono una duttilit mediamente inferiore a quella del Ti6Al4V. Questa
garantisce il miglior compromesso nelle leghe di titanio per la facilit nel saldare, lavorare ad utensile e per la
deformazione plastica, versatilit e costo.
Resistenza a trazione (o carico di rottura):
Per la lega Ti6Al4V pu superare il valore di 1200 Mpa in
componenti allo stato ricotto, risulta generalmente
inferiore ai valori ottenibili con acciai altoresistenziali (fino
a 1500 Mpa per gli acciai da bonifica), ma superiore a
quella delle leghe di alluminio (non pi di 700 Mpa) e
ancor pi del magnesio che anche nel caso di componenti
laminati a freddo non supera i 260 GPa. Tale valore risulta
peraltro notevolmente influenzato dai trattamenti termici
effettuati, con cui si possono ottenere guadagni
dellordine dei 200 Mpa e, se pur in modo minore, dal
tenore di ossigeno che permette di avere incrementi di
70-100 Mpa. A fianco riportato landamento della
resistenza a trazione e di resistenza allo snervamento, in
funzione del contenuto di ossigeno, misurato su campioni
sottoposti ad annealing e successivo raffreddamento in aria. Anche la presenza di fibrature indotte da lavorazioni in
campo plastico possono indurre considerevoli aumenti della resistenza a trazione, dellordine circa di quelli ottenibili

con trattamenti termici. A titolo di esempio si riportano i valori di resistenza a trazione e snervamento di un provino
misurati in direzione rispettivamente parallela e perpendicolare alla fibratura.

Resistenza a compressione
Varia considerevolmente in funzione dei trattamenti termici eseguiti sul materiale e dei processi produttivi. I valori
massimi ottenibili sono paragonabili a quelli dei migliori acciai inox austenitici, inferiori di circa il 40% rispetto agli
acciai altolegati e pi che doppi di quelli tipici delle leghe di alluminio.

Decisamente interessante inoltre la resistenza a snervamento in compressione delle leghe Ti6Al4V, che
raggiungono valori leggermente superiori alla rispettiva grandezza misurata in trazione, cosa che invece non si
riscontra in materiali pi prestazionali quali gli acciai da bonifica, per i quali il carico di snervamento a compressione
di circa due terzi rispetto a quello di trazione.
Comportamento a fatica
Generalmente riferito al limite a fatica, che
definito come il carico per il quale si garantisce al
90% lindennit del componente dopo 2X106 cicli di
sollecitazione. Tale grandezza che per le leghe
Ti6Al4V pu variare tra i 500 e i 700Mpa, di
fondamentale importanza nella progettazione di
parti soggette a sollecitazioni variabili con elevate
frequenze e non propria di tutti i materiali. Per la
maggior delle leghe leggere sottoposte a carichi
ciclici, infatti non esiste un valore di tensione al di
sotto del quale garantita una vita indefinita del
componente e la progettazione deve quindi essere
fatta per un certo numero di cicli. Le curve a fianco
riportate consentono di osservare come il
comportamento fatica del Ti6Al4V sia
notevolmente influenzato dalla morfologia del
materiale. In linea generale si pu affermare che
tutte le modifiche che comportano un incremento
della resistenza a snervamento inducono anche un
miglioramento della resistenza a fatica. In
particolar modo risultano favorevoli microstrutture
alfa aciculari e morfologie a grana fine. In relazione
a questultima si osservano infatti valori di tensioni
limite decisamente superiori in campioni sottoposti
a raffreddamenti rapidi (durante i quali la velocit
di nucleazione dei grani prevale su quella di accrescimento degli stessi, producendo morfologie a grana fine) durante

trattamenti termici di solubilizzazione da temperature di stabilit della fase beta. Nel grafico sotto rappresentato
esplicitamente leffetto della dimensione dei grani per leghe di titanio preparate con diversi trattamenti termici.

Tenacit a frattura
Tale propriet descritta attraverso un
parametro K detto fattore di intensificazione
degli sforzi. Esso fornisce una stima delleffettivo
stato di sforzo cui soggetto il materiale nel caso
di presenza di cricche, che chiaramente
determinano a livello locale delle condizioni di
maggiore criticit. Tale valore quindi
confrontato con un parametro sperimentale (Kc,
ovvero K critico), che altro non che il valore
assunto da K in condizioni di incipiente
propagazione instabile della cricca (in altre
parole se per un certo carico applicato K=Kc vuol
dire che il componente si sta rompendo). La lega
Ti6Al4V presenta una buona tenacit a frattura
(che vuol dire alti valori di Kc), superiore a quelle
delle leghe di alluminio e magnesio ma inferiore a quelle eccellenti degli acciai. In termini generali si pu affermare
che le condizioni favorevoli allincremento di tali caratteristiche sono lassenza di fase beta non trasformata e la
presenza di morfologie lamellari della fase alfa beta. Per impieghi inoltre che richiedono una elevatissima tenacit a
frattura si ricorre alluso della lega Ti6Al4V Grado Eli pu presentare valori di Kc anche doppi rispetto a quelli delle
Ti6Al4V con normali tenori di ossigeno. I valori tipici di Kc per la lega Ti6Al4V variano tra i 33 e gli oltre 110 Mpa*m1/2
e risultano quindi estremamente variabili in funzione del tenore di ossigeno e dei trattamenti termici eseguiti sul
materiale. In particolar modo trattamenti di solubilizzazione da fase beta, quindi superiori ai 980C, possono
produrre, a parit di resistenza allo snervamento, valori di Kc superiori del 50% rispetto a trattamenti analoghi
eseguiti da temperature di
stabilit bifasica alfa-beta.
Per quanto riguarda la
temperatura del
trattamento di annealing si
registrano valori crescenti
col crescere della
temperatura come
mostrato a fianco.

Resistenza allimpatto
I valori tipici delle leghe
Ti6Al4V per le due prove condotte a temperatura ambiente sono rispettivamente di 20J e 24J circa. Allaumentare

della temperatura il favorito comportamento plastico del materiale permette assorbimenti di energia superiori come
mostrato dai due grafici sottostanti, tracciati da prove rispettivamente Izod e Sharpy condotte a diverse temperature
per provini rinvenuti di Ti6Al4V.

Resistenza alle alte temperature


Si caratterizza valutando la variazione delle precedenti grandezze allaumentare della temperatura. La Ti6Al4V
presenta un buon comportamento meccanico fino a temperature ed comunemente impiegato a temperature
anche superiori ai 300-350C. Rispetto agli altri materiali di riferimento, risulta inoltre inferiore ai migliori acciai da
bonifica ed inox austenitici, ma nettamente superiore rispetto a alluminio e magnesio, come del resto logico
aspettarsi da materiali che hanno trovato largo impiego in fonderia grazie proprio alle basse temperature di fusione.
Particolarmente importanti ai fini del mantenimento dalle caratteristiche meccaniche, sono i trattamenti termici
eseguiti sul materiale. A seguito si riportano a fine comparativo le resistenze a trazione di campioni di Ti6Al4V fino a
temperature di quasi 600C, precedentemente sottoposti a trattamento di annealing e tempra (1 ora a 955C,
raffreddamento in acqua, invecchiamento di 4 ore a 525C e raffreddamento finale in aria).

Analogo discorso per la resistenza a rottura e a snervamento in compressione i cui valori in funzione della
temperatura sono riportati nei grafici a seguito:
Da notare nel grafico a fianco, la
sostanziale ininfluenza del tempo
di permanenza ad alta
temperatura al di sopra dei 30
minuti, poich il decadimento
delle propriet meccaniche
avviene in modo rapido nei primi
minuti di esposizione.

Resistenza a creep
L elevata resistenza termica della lega in esame si
manifesta anche in unottima resistenza al creep. In
generale si pu affermare che la fase alfa conferisce
migliori doti di resistenza a creep rispetto alla fase
beta e che quindi risulta importante valutare
attentamente le temperature di annealing, da cui
dipendono i prodotti di tempra, a cui sottoporre il
materiale. Un modo per incrementare le doti di
resistenza a creep della lega Ti6Al4V, buona ma
comunque inferiore rispetto a quella di altre leghe
di titanio appositamente formulate), senza
aumentare troppo la frazione di fase beta,
producendo uninfragilimento del materiale,
quello di indurre unalterazione della struttura
cristallina da equiassica ad acculare.
Modulo di Young
Il valore del modulo elastico per questa lega oscilla in un
range abbastanza ampio e comunque intermedio tra i
valori tipici dei materiali a base di Titanio. In letteratura
sono riportati valori compresi tra i 100 ed i 130 GPa per la
Ti6Al4V, valore abbastanza elevato ma non eccezionale
per materiali di impiego strutturale. Per un raffronto di
massima si ricorda che per gli acciai superano
generalmente i 200-210 Gpa mentre per le principali
leghe di alluminio e magnesio i valori tipici sono
rispettivamente di 70 e 45 Gpa. In generale si pu
affermare che per questi tipi di lega multifase il valore del
modulo elastico determinato dalla media dei valori
delle due fasi quindi dalle rispettive frazioni in volume,
e che aumenta allaumentare della concentrazione di
stabilizzanti della fase alfa. Anche i trattamenti termici
di bonifica hanno una notevole influenza sul valore
finale di E, in particolar modo lageing risulta
indispensabile per un ripristino a valori accettabili del
modulo elastico dopo le operazioni di tempra condotte
dalla temperatura di 800C. In queste condizioni si
assiste infatti ad un brusco calo del modulo elastico Con
le operazioni di ageing si pu recuperare in buona parte
tale variazione con aumenti anche dellordine dell8%.
Piccole variazioni si possono inoltre avere per la
presenza di impurit (non oltre il 3% con normali
standard qualitativi di produzione), ed in particolar
modo di ossigeno come rappresentato a fianco.

Un ulteriore modo per intervenire sulle propriet


elastiche del materiale quello di sottoporlo a
deformazione plastica, inducendola formazione locale
di martensite secondaria, che gli conferisce una
elevatissima rigidezza. A fianco riportato un esempio
relativo ad un provino ottenuto per sinterizzazione a
1260C sottoposto a tempra in acqua e
invecchiamento. Sempre attraverso deformazione
plastica possibile indurre nel reticolo del materiale
una fibratura orientata in modo da esaltarne le
caratteristiche elastiche in una particolare direzione.
Ad esempio dellanisotropia indotta da processi di
estrusione e laminazione si riportano i valori di E
ottenuti da provini ricavati da una medesima lastra
laminata in Ti6Al4. Langolo alfa in ascissa esprime
lorientazione relativa del provino rispetto alla
direzione di deformazione. Ultima ma non meno
importante dipendenza quella dalla temperatura,
come si vede nel grafico sottostante, allaumentare
della quale si assiste chiaramente ad una diminuzione
del modulo elastico. Per la lega in esame si parte da un
valore medio di circa 115Gpa a per arrivare a moduli
paragonabili a quelli del vetro (70-80 GPa) a
temperature dellordine dei 500C, oltre i quali non ne
comunque previsto limpiego se non per brevi istanti.

Modulo elastico di compressione


Valgono le medesime considerazioni fatte sopra, con la differenza di valori leggermente superiori, quindi la
resistenza elastica alla deformazione maggiore per la compressione.
Coefficiente di Poisson
Dipende dalla presenza di fase martensitica, caratterizzata da valori del coefficiente superiori rispetto a quelli delle
fasi alfa e beta, la differenza del valore di di circa il 20%. In letteratura si registrano valori compresi tra 0.26 e 0.35.
Deformazione a rottura
Il Ti6Al4V presenta buone caratteristiche di duttilit, con valori di deformazione a rottura a temperatura ambiente di
circa 15%. Questo valore cala progressivamente per temperature al di sotto degli 0C, mantenendosi per superiore
al 10% fino a circa 150C. Alle alte temperature invece la deformazione a rottura rimane praticamente quella a
temperatura ambiente fino a circa 400C, dopo di che ricomincia a crescere. Il grafico seguente ne mostra
landamento dopo 30 minuti di esposizione per campioni di Ti6Al4V ricavati da una barra estrusa e da una lamiera
rinvenuta. Per quanto riguarda leffetto dei trattamenti termici si riscontra un comportamento decisamente pi
duttile per campioni allo stato rinvenuto rispetto a quelli sottoposti a solubilizzazione e invecchiamento. Per questi
ultimi inoltre landamento delle curve sforzo/deformazione pressoch lineare e quasi verticale fino a deformazioni

di circa l1% Ci vuol dire che il materiale si comporta in


modo rigido, sopportando carichi elevati senza
deformarsi, oltre le quali il provino snerva a sforzo
praticamente costante fino a rottura. Nei grafici sotto,
appunto riportato landamento delle sopraccitate curve
per campioni rinvenuti (grafico a sinistra) e sottoposti a
solubilizzazione e invecchiamento (grafico a destra)
dopo 30 minuti di esposizione. Si nota anche che le
curve per i campioni di Ti6Al4V rinvenuti non sono
tracciate fino a rottura, non sono quindi individuabili i
relativi allungamenti ma comunque evidente che le
deformazioni ottenibili sono nettamente superiori
rispetto ai campioni di destra.

Sempre in riferimento alle curve in analisi occorre precisare che gli andamenti sono riferiti rispettivamente a provini
ricavati da elementi estrusi (grafico a sinistra) e da preformati non specificati (grafico di destra) a che quindi i valori
numerici riportati sono da ritenersi rappresentativi di due tipologie di comportamento ma non direttamente
utilizzabili per un confronto quantitativo dei trattamenti termici.
Conducibilit termica
Per la lega in esame il valore a temperatura
ambiente di circa 7 W/mK, e quindi
notevolmente inferiore a quello dellacciaio
legato (40-50 W/mK e circa 15 W/mK per gli
inox austenitici), delle leghe di alluminio
(variabile tra 12-30 W/mK), e di quelle di
magnesio (16 W/mK circa). Rispetto a questi
ultimi il titanio alle alte temperature, inibisce
la trasmissione del calore, e di questo si deve
chiaramente tener conto durante le fasi di
progetto di componenti termicamente
stressati. Allaumentare della temperatura
laumento della conducibilit termica
grossomodo lineare e di circa 1.7 punti ogni 100C per materiale allo stato ricotto e 1.1 punti per componenti
sottoposti a solubilizzazione e invecchiamento.
Coefficiente di dilatazione termica
Il Ti6Al4V risulta isotropo solo per manufatti che non hanno
subito notevoli orientazioni della struttura cristallina in
seguito a processi di deformazione in campo plastico. Per
questi ultimi infatti le differenze nelle direzioni parallele
(maggiore dilatazione termica) e perpendicolari (minore
dilatazione termica) alla fibratura possono essere dellordine
del 20%. Il valore raggiunto della lega Ti6Al4V (circa 8.610-6
/C-1 e prossimo a quello del titanio puro), conferisce quindi a
questo materiale uneccellente stabilit dimensionale alle alte
temperature.

Calore specifico
I valori di calore specifico a pressione e volume costante sono molto simili loro e anche simili a quelli del titanio puro.
La loro dipendenza dalla composizione e dai trattamenti termici eseguiti sul materiale abbastanza limitata.
Resistenza a corrosione
Nel Ti6Al4V la resistenza a corrosione, se pur minore
rispetto a quella del titanio puro, rimane a livelli
eccellenti garantendo durate praticamente illimitate
anche in ambienti chimicamente aggressivi quali acqua
marina o soluzioni ricche di cloro, anche a temperature
prossime allebollizione. La dissoluzione del biossido di
titanio comincia solo oltre i 400C, quindi oltre le
temperature di normale utilizzo ed a 500C porta alla
formazione di un multistrato poroso non pi protettivo.
Da qui la velocit di contaminazione cresce con legge
approssimativamente parabolica fino ai 750C e quindi
lineare. A fianco sono riportate diverse curve di
ossidazione, valutate attraverso laumento di peso per
unit di superficie del provino, per diverse temperature
tra i 650-950C. Si nota immediatamente che per
temperature inferiori ai 650C il fenomeno
estremamente limitato. Questo rende quindi il titanio
gi di per se adatto allutilizzo nella maggior parte delle
applicazioni di interesse industriale, dove raramente si
raggiungono temperature superiori ai 400C. Se si
volesse comunque aumentare la curabilit chimica
anche alle pi alte temperature si pu effettuare un
trattamento di anodizzazione.