Anda di halaman 1dari 7

Due lacune nel saggio di Marradi

di Felice Addeo e Paolo Diana


ricercatori, Universit di Salerno

Conosciamo personalmente ed apprezziamo lautore del saggio che


commenteremo, e sappiamo che egli accoglier le nostre critiche,
incluse quelle severe; per questo motivo, ci soffermeremo su due difetti,
entrambi importanti, che abbiamo rinvenuto nel testo.
La prima critica riguarda la mancata presenza di riferimenti
allanalogia organicista, che nello sviluppo delle scienze sociali ha avuto
unimportanza superiore allimitazione sterile della fisica dellOttocento
e, oltretutto, ha unorigine storica molto pi prestigiosa dello scientismo.
Senza fare riferimento alle analogie organiciste contenute nei versi
del Rig Veda del settimo secolo a. C., che sono alla base della divisione in
caste della societ indiana, basterebbe pensare alla presenza di chiari
elementi organicistici nellopera di Aristotele 1, e ancor pi in quelle di
Platone e in tanti autori neoplatonici, da Paolo di Tarso a Marsilio Ficino
(1469-1474). Il famoso apologo con cui il patrizio Menenio Agrippa
convince i plebei romani a porre fine alla secessione sul Monte Sacro
costituisce un esempio e un punto di riferimento organicista per le
Scholae del Medioevo.
Lanalogia organicista ha, tuttavia, la sua espressione pi esplicita e
completa nel Motu Cordis di William Harvey (1621), unopera che
com noto ha rivoluzionato le nozioni classiche sulla circolazione del
sangue. Il primo filosofo politico che adotta lanalogia organicista
James Harrington (1656), un sostenitore di una forma di repubblica
anarchica in contrasto con la dittatura di Cromwell2.
Nel secolo successivo, lanalogia organicista venne riproposta
dalleconomista fisiocratico Franois Quesnay, secondo il quale qualsiasi
crisi economica nasce dalla rottura dellordine della natura (1758). Una
tesi simile si trova anche se marginalmente nellopera di un altro
economista, Jean Baptiste Say (1803).
Nel frattempo, i prodromi dellevoluzionismo si incominciavano a
notare in Geffroy Saint-Hilaire (1816) e anche in Goethe (1790) e
nellidealismo tedesco (in particolare Schelling, 1800). Il trionfo
dellevoluzionismo in sociologia si deve naturalmente a Herbert Spencer3
che dedica alla sua particolare interpretazione del darwinismo tutto la
sua monumentale opera (1855; 1862; 1873; 1876-96). Nellultimo volume
dichiara che la divisione del lavoro, che gli economisti consideravano un
fenomeno sociale, stata riconosciuta dai biologi come una
1

E del suo alunno medievale Johannes Saresberiensis (John of Salisbury, 1159).


Per questo motivo lopera fu sequestrata dal potere politico e lautore ebbe serie difficolt a conservarne le stampe.
3
Per lidea che linterdipendenza tra le parti che compongono la societ sia assimilabile allinterdipendenza tra le parti che
compongono un corpo, Spencer in debito con il fisiologo H. Milne-Edwards che parla di divisione fisiologica del lavoro
(1841).
2

caratteristica dei corpi viventi: questa divisione porta alla societ a


convertirsi in un corpo vivente allo stesso modo degli animali e
aggiunge che le societ, come i corpi viventi, si creano come germi, si
originano in gruppi estremamente piccoli in confronto con la massa, che
solo alcuni riescono a sviluppare.
Negli ultimi decenni del secolo XIX, le metafore organiciste di
Spencer si diffondono nel continente, dalla Francia (Izoulet 1895) e dal
Belgio (de Greef 1880) alla Russia (Von Lilienfled 1873-1881). Il noto
positivista tedesco Albert Scheffle (1875-78) sostiene che tutti i
cosiddetti fenomeni sociali non sono altro che funzioni organiche del
corpo sociale, che avrebbe cellule, tessuti, nervi, ossa, carne e sangue
come qualsiasi altro organismo. Alfred Espinas non cos assertivo, ma
nei suoi studi delle societ degli animali si chiede se esse siano un
organismo unico (1877) e attribuisce ad esse caratteristiche tipiche della
societ umana4
Dopo le opere di Spencer e di Scheffle, lanalogia organicista perse
molto del suo fascino nel corso ventesimo secolo. rinata, per,
potentemente nellultimo quarto del secolo grazie al grande successo
che ha avuto Edmund Wilson con la sua Nuova Sintesi (1975) e il suo On
Human Nature (1978).
Con questo rapido excursus sullorganicismo, crediamo di aver
mostrato la rilevanza delle mancanze nel saggio di Marradi. A difesa
dellautore, bisogna rimarcare che nella versione originale dellarticolo
che commentiamo, essendo tratta da un intervento ad un convegno, non
era oggettivamente possibile affrontare tutti i temi possibili. Tuttavia,
Marradi ha per pubblicato sia una versione scritta in spagnolo, (quella
che stiamo commentando) sia una traduzione in italiano (2010). Di
conseguenza, avrebbe comunque potuto dedicare uno spazio alla critica
di questo ulteriore caso di soggezione delle scienze sociali nei confronti
delle scienze della natura (quindi, non limitandosi solo al caso delle
scienze fisiche).
Tra laltro, a nostro avviso, lassoggettamento delle scienze sociali
alla biologia e alla fisiologia pi grave dellassoggettamento alla fisica,
in quanto la prima forma ha forgiato per decenni le teorie nelle
discipline sociali, mentre la seconda ha provocato come ha sottolineato
lautore pi volte, anche in altre sue opere principalmente abusi
terminologici e ridicoli tentativi di adattare gli strumenti delle scienze
fisiche allo studio dei fenomeni sociali.
Il secondo difetto che abbiamo trovato nel saggio la quasi totale
assenza di pars construens. Lautore stesso, nella conclusione del suo
saggio, si rammarica che invece di rivendicare unuguale dignit,
cercando strumenti adeguati ad una situazione epistemologica, per pi
di due secoli la maggior parte dei psicologi, economi, politologi, sociologi
4

e una parte degli antropologi hanno scelto la strada dellimitazione.


Daltra parte, esistono gi frammenti di questo paradigma alternativo,
sparsi nelle opere di Max Weber, Mead, Blumer, Schutz, Garfinkel e molti
altri.
Da un punto di vista metodologico, molte strade sono state aperte
grazie allopera multiforme di Donald Thomas Campbell, il cui contributo
alla creazione di nuovi strumenti concettuali e tecniche stato finora
gravemente sottovalutato5.
Una rassegna del genere necessita di un lavoro di un respiro cos
ampio che travalicherebbe i limiti di un saggio e, probabilmente, le
energie e le conoscenze di un unico autore. Ma alcuni spunti interessanti
potrebbero essere integrati nel saggio a partire da stralci e riflessioni
tratte da opere dello stesso autore che nonostante la sua risaputa
preferenza per la pars destruens spesso ha integrato le sue critiche con
proposte di concetti e tecniche alternative.
Gi dal suo primo manuale di metodologia (1980), Marradi non si
limitato ad attaccare i termini-feticcio, ma si dedicato a eliminare
alcuni idoli non terminologici, come ad esempio il mito della maggiore
accuratezza del linguaggio scientifico rispetto al linguaggio ordinario,
confrontando il significato del termine teoria in 5 dizionari monolingue
(che trattavano il linguaggio ordinario) e in unampia variet di citazioni
tratte da testi scientifici ed epistemologici (1984) 6.
In un saggio successivo, lautore ha illustrato un fenomeno
assolutamente sconosciuto, e contraddetto da autori di qualsiasi
orientamento epistemologico (non solo neopositivista), identificando cos
anche una pluralit di meccanismi psicologici tipici del mondo
accademico, che trasformano inevitabilmente il linguaggio scientifico
preteso esatto in una vera Torre di Babele (1987).
Nellintroduzione alla traduzione italiana di un classico di Smelser,
Alberto Marradi ha criticato la visione riduttiva e sciento-centrica del
dibattito dominante nelle scienze politiche (1982). In varie opere ha
sottolineato (1996; 2007, cap. 1) la natura superficiale e la sostanziale
inesattezza7 della distinzione universalmente adottata tra quantitativo e
qualitativo, sostituendola in una pi articolata tassonomia, in cui viene
effettuata una distinzione tra approccio standard (che include il metodo
sperimentale e quello dellassociazione) e un approccio non standard
(che comprende tutte le forme di ricerca che non usano la matrice dei
dati).
In un saggio successivo (2000), ha sostenuto che la concezione del
metodo come sequenza ordinata e rigida di passi (comune a diversi
5

Si vedano, ad esempio, i seguenti contributi: 1959 (con Fiske), 1963 (con Stanley), 1974, 1988, 1999 (con Kenny).
Nonostante la riconosciuta arbitrariet di stabilire categorie in un campo fluido come il linguaggio, lautore ha stimato che la
dispersione semantica del termine nel linguaggio ordinario sia di 4 o 5 volte superiore rispetto alla sua stessa dispersione nel
linguaggio scientifico (1984).
7
In quanto, ad esempio negli strumenti tipici dellapproccio detto quantitativo (il sondaggio mediante questionario chiuso) la
maggior parte delle domande non originano variabili quantitative (ossia cardinali) ma qualitative (ossia categoriali o nei
migliori dei casi ordinali)
6

pensatori, come Francis Bacon e Cartesio) inadeguata per descrivere


leffettiva realizzazione di qualsiasi ricerca e questo ancor pi nelle
scienze sociali (1996). Altri saggi gi tradotti in spagnolo si occupano
della classificazione (1991- 1993) e della tipologia (2000; 2007),
rivendicando il ruolo centrale che questi tradizionali strumenti
gnoseologici occupano nella moderna ricerca sociale, nonostante
lostracismo a cui sono stati sottoposti da parte dellevoluzionismo e del
neopositivismo: il primo puntava a sostituire le classificazioni con le
genealogie; per il secondo lunico strumento accettabile era ed la
misurazione.
Le sue critiche alla ricerca di leggi nelle scienze sociali, cos come la
forte presa di posizione contro la pretesa di misurare senza potere
contare effettivamente su unit di misura e su propriet effettivamente
misurabili e contro la pretesa di realizzare esperimenti quando non
esistono le condizioni scientifiche per adottare il metodo sperimentale,
non compaiono per la prima volta in questo saggio che stiamo
commentando, ma nel suo primo manuale di metodologia (1980), e si
rafforzano nel secondo manuale, sia nella versione italiana (2007) sia
nella versione in spagnolo (2007, con Archenti e Piovani).
Tradotta in spagnolo ma in inglese (1990) e in francese (1989)
stata la sua critica a molti metodologi di origine statunitense, ed ai loro
seguaci europei, circa lassimilazione dei concetti di validit e
attendibilit: al contrario lui difende la tesi che considera la validit una
relazione tra due concetti (quello indicato e lindicatore) e pertanto non
si pu misurare; mentre la fedelt (un termine che ha cercato di
introdurre nel linguaggio metodologico italiano) appartiene alla
relazione tra lo stato di un soggetto in una propriet e il dato
corrispondente nella matrice (1990).
Un tema a cui non ha mai smesso di dedicarsi, a partire dagli anni
settanta (1976 in italiano, 1978 in tedesco, 1981 in inglese), la
proposta di un modo radicalmente alternativo di effettuare lanalisi
fattoriale e lanalisi delle componenti principali, che d molto spazio alla
saggezza del ricercatore e meno, invece, ai vincoli introdotti per pura
necessit di algebra matriciale. A riguardo, con il suo collega Di Franco
ha realizzato un volume sintetico, gi pubblicato in italiano (2003) e in
inglese (2013). di cui sta per essere realizzata una versione in spagnolo.
Non sono state invece tradotte le sue critiche radicale allabitudine
da parte di molti ricercatori, professionali e accademici, di affermare che
il campione della propria ricerca e casuale e rappresentativo senza
preoccuparsi minimamente di comprovare questa affermazione. Marradi
ha mostrato che il termine rappresentativo completamente sprovvisto
di significato se usato in forma generale, ovvero se non si riferisce ad
una specifica variabile. Oltretutto Sollecita anche un uso rigoroso del
termine casuale che suppone unuguale possibilit da parte di tutti i
membri di una popolazione di essere estratti in un campione. Aggiunge,
4

inoltre, che anche i campioni estratti casualmente perdono questa


caratteristica se gli individui estratti non sono reperibili o rifiutano
lintervista e si distribuiscono in maniera non equa, ad esempio perch
alcune categorie di persone (impiegati, professionisti, etc.) si trovano
spesso fuori casa o perch altre sono restie a sottoporsi allintervista
(1985; 1989; 1997).
Il suo contributo stato ed tuttora fondamentale nella riflessione
metodologica su una della fasi pi importanti e pi sottovalutate della
ricerca empirica, la raccolta delle informazioni. Ascoltando con
attenzione la registrazione di un intervistato che rispondeva ad una serie
di domande rilevate con scala Likert, lautore ha scoperto un bias finora
sconosciuto, che ha definito reazione alloggetto (2002). Si tratta della
tendenza di alcuni intervistati a reagire ad uno degli oggetti cognitivi
citati in una frase invece di riferirsi allintera frase: Ci sono altre
distorsioni che finora sono rimaste nascoste perch non risultano in
alcun modo da un questionario compilato secondo i canoni tradizionali.
La pi grave consiste nel fatto che una quota cospicua di interrogati non
reagisce alle affermazioni, ma ai personaggi, alle azioni, alle situazioni
menzionate dalle affermazioni stesse (Marradi 2002, 27). Questo
succede preferibilmente, ma non esclusivamente, quando gli oggetti
cognitivi sono emotivamente carichi di senso positivo (madre, amore) o
negativo (sindacati, partiti, politici, immigrati) e quando il livello di
istruzione dellintervistato basso.
Altri contributi allo studio delle distorsioni che si verificano usando
le tecniche di scaling sono stati ottenuti esaminando decine di sondaggi
nazionali e internazionali (2012); sempre in tema di scala Likert, il
gruppo di ricerca guidato da Marradi ha dimostrato che le categorie di
risposta di una Likert (ad esempio, le classiche per nulla, poco,
abbastanza, molto) non sono in assoluto percepite come equidistanti
dagli intervistati (per questo motivo scorretto analizzare la variabile
risultante da una scala Likert come se fosse una variabile cardinale).
Un altro importante contributo riguarda i termometri dei
sentimenti e la tecnica della deflazione, ideata da Marradi, grazie alla
quale si possono rilevare i veri sentimenti (in quanto depurati della
desiderabilit sociale) degli intervistati rispetto agli oggetti cognitivi
presentati durante la somministrazione dei termometri (1998) e, al
contempo, si possono eliminare gli effetti della tendenza da parte di ogni
intervistato ad attribuire i punteggi sistematicamente alti o
sistematicamente bassi (1979). La deflazione una delle creazioni
dellautore che si pi diffusa e deve il suo nome allanaloga procedura
usata dagli economisti per depurare prezzi di beni specifici dalleffetto
del livello generale dei prezzi (Marradi 1987, 58).
Uno strumento pi complesso e raffinato ideato dallautore,
immaginato per combinare i vantaggi semantici dellapprossimazione
standard e i vantaggi sintattici delluso della matrice dei dati,
5

lintervista con le storie8. Questa tecnica formalmente, ma non


sostanzialmente, analoga alle vignette usate dagli psicologi sociali nei
paesi anglosassoni della sociologia del lavoro e della psicologia sociale;
ma lautore la usa per rilevare le posizioni degli individui su dimensioni
psico-antropologiche di portata pi ampia9, ottenendo risposte meno
influenzate dalla desiderabilit sociale (2005). I ricercatori che hanno
usato questapproccio nelle proprie ricerche possono testimoniare
lefficacia di questo strumento nella neutralizzazione di questa piaga
endemica di ogni intervista, con questionari o senza (Addeo e Diana
2010).
Un tema trattato in questo contributo dellautore la sua
convinzione che la conoscenza chiara ed esplicita, spesso esplicitata in
forma scritta, che corrisponde allidea greca di episteme, galleggia in
realt, non solo nella vita quotidiana ma anche nella scienza, in un
oceano di conoscenza tacita nel senso di Polanyi (1958; 1966) e di
Koestler (1967). Questa tesi stata formulata nel 2003, ma da anni
lautore, con la sua scuola, si dedicato allanalisi empirica, con un
programma di ricerca basato su un confronto tra le definizioni verbali
che vengono attribuite dalle persone comuni agli oggetti della vita
quotidiana, come ad esempio una sedia o una lampada, e le loro
concettualizzazioni di oggetti che non sono sedie o lampade ma che
corrispondono alla definizioni fornite dagli intervistati di sedia o lampada
(Marradi e Fobert Veutro 2001). Successivamente, la stessa tesi stata
adattata al confronto delle definizioni verbali date dalle persone comuni
al termine menzogna insieme alle identificazioni di menzogne in frasi
false di diversi tipi (Biondi 2008). Passando da persone comuni a
scienziati, il confronto si esteso alle definizioni di termini del
linguaggio scientifico, come ad esempio esperimento e prova, e le
identificazioni di esperimenti e prove presenti in particolari sequenze di
azioni ed eventi (Fazzi 2008).
In tutte queste ricerche, la capacit dellintervistato di
rappresentare tramite le definizioni verbali date a molti termini tutto
quello che effettivamente conoscevano sulle sedie, lampade, menzogne,
esperimenti e prove, sono risultate assai scarse. Rispetto alla funzione
dei concetti e dei termini lautore ha dedicato voluminosi e penetranti
saggi in italiano e in inglese (2011).
Malgrado le importanti lacune che denunciamo, ci pare che questo
saggio abbia mostrato la quantit e importanza di possibili contributi da
parte di Marradi alla costruzione di un paradigma delle scienze sociali
alternativo a quello che ha come riferimento la scienza fisica dell800.
8

La 'storia' un episodio costruito e presentato in modo da stimolare una reazione da parte dell'intervistato, inducendolo a
prendere posizione sull'argomento e a rivelare cos le sue opzioni di valore in modo pi completo e meno sorvegliato di quanto fa
di solito quando risponde a una domanda diretta (...) A questo episodio-base segue una domanda diretta" (Marradi, 2005).
9
Attualmente, il repertorio elaborato da Marradi comprende "storie" riferite alle seguenti dimensioni di valore:
universalismo/particolarismo; responsabilit/dipendenza; passivit/attivismo; razionalit/sentimento; rispetto acritico delle
norme/valutazione critica delle norme; favore per lo sviluppo economico e tecnologico/favore per la difesa della natura ( Marradi,
2005).
6

Il nostro auspicio che lautore, da solo o con i suoi collaboratori,


risponda personalmente allinvito che lui stesso rivolge ai colleghi,
allattivit che lo stesso suo critica- naturalmente dando il giusto
riconoscimento a precursori del calibro di Vico, Dilthey, Weber, Schutz,
Berger e Luckmann, Campbell.