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DECADENTISMO

Premessa

1883 Paul Verlain pubblica sul periodico parigino Le chat noir il sonetto Langueur i cui afferma lidentificarsi con
latmosfera di stanchezza e di estenuazione spirituale dellimpero romano alla fine della sua decadenza. Il sonetto
interpretava lo stato danimo diffuso del tempo:
o il senso di disfacimento e di fine di tutta una civilt
o lidea assaporata con voluttuoso compiacimento autodistruttivo di un imminente crollo, di un cataclisma epocale.
o Si avvertiva unaffinit con il periodo del tardo impero romano e si esaltava la suprema raffinatezza ed eleganza
di simili momenti in cui una civilt allo stremo pu esprimersi.
o Queste idee che erano proprie di circoli davanguardia e che si contrapponevano alla mentalit borghese e
benpensante ostentavano idee deliberatamente provocatorie ispirandosi al modello maledetto Baudelairiano
o La critica ufficiale usava il termine dispregiativo decadente ad indicare atteggiamenti del genere, ma quei
gruppi intellettuali vollero capovolgerne il significato e ne fecero una sorta di bandiera.
Originariamente il termine decadentismo stava ad indicare un determinato movimento letterario sorto in un dato
ambiente, quello parigino degli anni Ottanta con un preciso programma culturale, espresso esplicitamente da
manifesti, successivamente quelle tendenze sarebbero state riprese e autonomamente sviluppate in altri contesti pi
vasti e nel corso del novecento ha iniziato a designare unintera corrente culturale d dimensioni europee.

Il decadentismo appare come una somma di manifestazioni anche tra loro assai differenti :

(visione del mondo decadente)

1. Alla base vi un irrazionalismo misticheggiante (che esaspera le posizioni gi largamente presenti nella cultura
romantica della prima met del secolo). Rifiuto del positivismo : viene rifiutata dagli scrittori davanguardia la
visione positivistica che rappresentava lopinione corrente borghese. Il decadente ritiene che la ragione e la
scienza non possano dare la vera conoscenza del reale perch lessenza di esso al di la delle cose,
misteriosa ed enigmatica.
2. Solo rinunciando allapproccio razionale si pu tentare quindi di attingere allignoto. Lanima del decadente
perci sempre protesa verso il mistero che dietro la realt visibile, verso linconoscibile.
3. Per questa visione mistica, tutti gli aspetti dellessere sono legati tra loro da arcane analogie e
corrispondenze che sfuggono alla ragione e possono essere colte solo in un abbandono di irrazionalit. Ogni
forma visibile perci non che un simbolo di qualcosa di pi profondo che sta al di l di essa e si collega
con infinite altre realt in un rete segreta che solo la percezione delliniziato pu individuare.
4. La rete di corrispondenze coinvolge anche luomo portando ad estreme conseguenze lidealismo romantico che
negava consistenza alla realt oggettiva. La visione decadente propone quindi una sostanziale identit tra lIO e
il MONDO, tra oggetto e soggetto che si confondono un una arcana unit. Questa unione avviene sul piano
dellinconscio.
5. La scoperta dellinconscio il dato fondamentale della cultura decadente, il suo nucleo pi autentico. Senza la
scoperta di questa dimensione non si capirebbe nulla delle concezioni del decadentismo. Freud a fine secolo
comincer a dare una sistemazione scientifica a questa conoscenza, ma secondo un impiantio ancora positivistico
e razionalistico o . I decadenti invece si lasciano voluttuosamente inghiottire dal vortice tenebroso
distruggendo ogni legame razionale convinti solo che questo totale abbandono possa garantire la scoperta di
una realt pi vera. Freud riconoscer il suo debito verso i decadenti : ci a cui lui aveva dato veste scientifica era
stato prima di lui intuito da artisti e poeti.
6. Se il mistero, lessenza segreta della realt, non pu essere colto attraverso la scienza e la ragione, altri sono gli
strumenti privilegiati del conoscere. Questi sono tutti gli stati abnormi e irrazionali dellesistere : la malattia, la
follia, la nevrosi, il delirio, il sogno e lincubo, lallucinazione. Questi stati di alterazione sottraendoli al
limitante e paralizzante controllo della ragione aprono al nostro sguardo interiore prospettive ignote e permettono
di vedere , magari confusamente il mistero che al di la delle cose ignote. Gli stati di alterazione possono
anche essere indotti artificialmente con luso di alcool, dellassenzio e di altre droghe come hashish, oppio o
morfina. Tali stati sono ritenuti in grado di consentire il contatto con lassoluto e di stimolare infinitamente la
creazione artistica. Il poeta si trasforma in veggente attraverso una lunga, immensa e volontaria
sregolatezza in tutti i sensi.
7. Vi sono poi per i decadenti altre forme di estasi che consentono questa esperienza dellignoto e dellassoluto : se
io e il mondo non sono in realt distinti, lio individuale pu annullarsi nella vita del gran Tutto : questo
atteggiamento stato definito panismo che ricorrer particolarmente in DAnnunzio.
8. Un altro stato di grazia costituito dalle epifanie. Le definisce il giovane james joyce : una particolare realt
qualunque, cha appare insignificante alla visione comune si carica allimprovviso di una misteriosa intensit di
significato che affascina come un messaggio proveniente da un'altra dimensione come rivelazione momentanea di
un assoluto.

*3 Corrispondenze [precursore (Baudelaire) fiori del male]


*5 interpretazione dei sogni (Freud 1899)
*6 [gi presente in et romantica : Confessione di un oppiomane (Quincey), Paradisi Artificiali (Baudelaire)]
[Rimbaud : per arrivare allignoto occorre rendersi veggentiquesto avviene attraverso la sregolatezza in tutti i sensi]
*7 [DAnnunzio Meriggio da Alcione]
*8 [James Joyce Stefano Eroe , ritroviamo propaggini in Cesare Pavese in Feria dagosto ]
Poetica del decadentismo
1. Arte per i decadenti il momento privilegiato di conoscenza. Il poeta, il pittore, il musicista non sono solo
abili artefici, capaci di usare le parole, i colori , la musica, ma sono sacerdoti di un vero e proprio culto: dei
veggenti, (poeta veggente) capaci di spingere lo sguardo dove luomo comune non vede nulla. Arte , non solo
unoperazione intesa a produrre begli oggetti, ma voce del mistero che obbedisce a sollecitazioni
profonde e suprema illuminazione.
2. Questo culto religioso dellarte ha dato origine al fenomeno dellestetismo. Lesteta colui che assume come
principio regolatore della sua vita non i valori morali, il bene e il male, il giusto e lingiusto, ma solo il bello ed
esclusivamente in base ad esso giudica la realt. Egli si colloca al di l della morale comune in una sfera di
assoluta eccezionalit rispetto agli uomini mediocri. Ogni aspetto che incontra egli lo trasfigura sovrapponendo su
di esso un capolavoro artistico. Arte e vita quindi si confondono nel senso la via assorbita interamente dallarte.
3. Ne consegue che lartista si rifiuta di usare larte per promulgare idealit morali e civili e rifugge la
rappresentazione della realt storica e sociale (che era una prerogativa del realismo ottocentesco). Larte si
chiude quindi nella celebrazione di se stessa, depurandosi di tutti gli intenti utilitaristici e pratici diviene cio arte
pura. (uneccezione costituita da Dannunzio nel periodo superomistico.
4. Se la poesia veicolo della rivelazione del mistero e dellassoluto, la parola poetica non pu pi essere strumento
di una comunicazione logica, razionale, ma si propone di agire su una sfera pi profonda assumendo valore
puramente suggestivo ed evocativo. Il significato della parola si fa labile, evanescente o scompare del tutto
lasciando solo il suo alone suggestivo. Alle immagini nitide si sostituisce limpreciso, il vago, lindefinito capace di
evocare sensi ulteriori e misteriosi.
5. La parola smarrendo la sua funzione di strumento comunicativo immediato ricupera quella ancestrale di formula
magica capace di rivelare lignoto, di mettere in contatto con un arcano al di l delle cose. Inoltre la poesia,
essendo pura suggestione irrazionale, allusiva al mistero, rinuncia alla comunicazione di un significato razionale e
diviene inevitabilmente oscura al limite della incomprensibilit.
6. Il poeta che vuole comunicare lo fa in forme cifrate, allusive, enigmatiche, rivolte a pochi iniziati perch solo questi
sono in gradi di accedere al mistero e di comprendere il suo linguaggio. In situazioni estreme la poesia diviene
pura autocomunicazione : il poeta non parla ad altri ce a se stesso. Si rivela di qui il carattere estremamente
aristocratico dellarte decadente che rifiuta di rivolgersi al pubblico borghese ritenuto mediocre e volgare.
7. Questa scelta inoltre motivata dallimporsi della nascente cultura di massa, che offre al grande pubblico dei
prodotti fatti in serie, come i romanzi dappendice e i racconti pubblicati su giornali e riviste per famiglie. Anche le
arti figurative con lavvento della fotografia consente lindefinita riproducibilit tecnica delle immagini distruggendo
lunicit dellopera darte. Per questo lartista sente il bisogno di difendersi, di differenziarsi e si rifuggia nel
linguaggio ermetico per salvare larte vera. In questo periodo si delinea quindi una frattura radicale tra artista e
pubblico, tra intellettuale e societ, frattura che esaspera il conflitto gi profilatosi in et romantica agli albori del
capitalismo industriale moderno.
8. Vi sono vari mezzi tecnici con cui lo scrittore decadente (sia prosatore che poeta) ottiene questi effetti di
suggestione. Innanzitutto la musicalit : la parola vale non tanto quale significante logico, che richiama un
preciso referente reale, ma quale pura fonicit che si carica di valori magicamente evocativi. Nella visione
decadente la musica la suprema delle arti, proprio perch la pi indefinita.
9. La trasformazione di parola in musica esplicitamente teorizzata dallarte poetica di Paul Verlaine. Un
andamento musicale ha parimenti la prosa narrativa dei romanzi di DAnnunzio. Nella poesia cadono i nessi
sintattici tradizionali : la sintassi di fa vaga e imprecisa, altamente ambigua. Lo strumento forse pi usato quello
metaforico. La metafora decadente non intesa come ornamento dellespressione, n come rapporto di
somiglianza tra due oggetti come avveniva nella tradizione. La metafora decadente presuppone una
concezione irrazionalistica : espressione di una visione simbolica del mondo, dove ogni cosa rimanda
ad altro e allude alla rete di relazioni che uniscono le cose in un sistema di analogie universali.
10. Il rapporto metaforico simbolico e il simbolo oscuro e misterioso, allusivo, polisemico, cio non si possono
dare equivalenti logici esaurienti poich esso lascia sempre un margine un alone inafferrabile.
11. Analogo alla funzione della metafora la sinestesia. Essa una fusione di sensazioni ovvero di impressioni che
evocano altre impressioni relative a sensi diversi. Anche la sinestesia rimanda a una rete simbolica
sotterranea al reale che presuppone una segreta unit del tutto, una zona oscura dove tutte le sensazioni si
fondono in un complesso indistinto.
12. In relazione a questa analogia universale si tenta di fondere i vari linguaggi artistici al fine di ottenere unarte che
abbia effetti propri di arti diverse : suggestioni musicali con la parola, plastiche e visive con la musica (Wagner).

*1 illiminazioni (Rimaboud) prose liriche 1873-1875


*2 concetti teorizzati originariamente in Inghilterra da John Ruskin e Walter Pater, in Francia da Huysmans in
controcorrente. Avranno poi massima risonanza con Oscar Wilde e Gabriele DAnnunzio.
*8 Walter Pater (teorico dellestetismo inglese) afferma che tutte le arti tendono alla musica. Ricerca del tempo perduto
(Proust)
*9 trasformazione dellarte poetica in musica : Sera Fiesolana di DAnnunzio, Alba Festiva in Myricae di Pascoli.
*10 Assiuolo di Pascoli, Temporale di Pascoli.
*11 pionieristico in questo caso Corrispondenze di Baudelaire poi abbiamo il sonetto Vocali di Rimbaud, Sera Fiesolana
di DAnnunzio, La mia sera di Pascoli.
*12 Fusione della arti operata da Wagner : Gesamtkunstwerk
Temi e miti della letteratura decadente.

1) Fornire una sintesi esauriente delle tematiche affrontate dal decadentismo europeo un impresa impossibile,
cercheremo di individuare quei filoni particolarmente significativi .
2) Latmosfera dominante nellet del decadentismo rappresentata da uno stato danimo di stanchezza derivante dal
senso di disfacimento di una civilt che si avverte prossima al crollo. Da qui deriva lammirazione per le epoche di
decadenza, come la grecit alessandrina, la tarda latinit imperiale, let bizantina, dove lesaurirsi delle forze si
traduce in estrema raffinatezza.
3) Al culto per la raffinatezza estenuata di tali epoche si unisce il vagheggiamento del lusso raro e prezioso e della
lussuria complicata da perversit e crudelt. Nelle fantasie perverse di lussuria e crudelt raffinata si esprime la
stanchezza di una fantasia sazia che ricerca il nuovo e linaudito per trovare ancora stimoli che le impediscano di
cadere nellinerzia e nella noia.
4) Al tempo stesso si manifesta una sensibilit acutissima ed esasperata al limite dalla nevrastenia. La nevrosi una
costante che segna tutta la letteratura decadente e spesso viene tematizzata direttamene in personaggi di romanzi,
drammi , poesie.
5) Accanto alla malattia nervosa, la malattia in genere una altro grande tema decadente. Da un lato essa si pone
come una metafora di una condizione storica, di un momento di crisi profonda, di smarrimento delle certezze, di
angoscia per il crollo, avvertito prossimo,di tutto il mondo. Dallaltro lato, la malattia diviene condizione privilegiata,
segno di nobilt e distinzione, di quella separazione sprezzante verso la massa che contrassegna laristocraticismo
degli intellettuali di questa et e costituisce uno strumento conoscitivo eccellente. Alla malattia umana si associa la
malattia delle cose, il gusto decadente ama tutto ci che corrotto, impuro, putrescente.
6) La malattia e la corruzione affascinano i decadenti anche perch sono immagini della morte. La morte in questo
periodo un tema dominante, ossessivo. E rappresentata nella letteratura decadente con una volutt morbosa di
annientamento. Se vero quanto dice Freud che luomo ha in se due pulsioni : lEros e il Thanatos, ovvero la
pulsione creatrice e quella distruttrice, possiamo affermare che questa et vede il trionfo incontrastato della seconda.
Se c una malattia, essa non del singolo individuo, ma della civilt. Questa ossessiva presenza della morte, con i
suoi corollari della malattia e della decadenza evidentemente il simbolo di un dato epocale di una condizione
generale della societ europea.
7) Sempre allinterno della stessa cultura, al fascino della malattia, della decadenza e della morte si contrappongono
per delle tendenze opposte : il vitalismo , cio lesaltazione della pienezza vitale senza limiti e senza freni che
afferma se stessa al di l di ogni norma morale, la ricerca del godimento ebbro, dionisiaco, la celebrazione della
forza barabarica che impone il suo dominio sui deboli e pu cos rigenerare un mondo esausto. Queste due
componenti opposte si possono trovare sullarco della produzione Dannunziana. In realt questi atteggiamenti sono
solo in apparenza contradditori : il culto della forza e della vita in Dannunzio e nellet decadente in generale non sono
che un modo per esorcizzare lattrazione morbosa per la morte, per cercare di sconfiggere un senso di stanchezza e di
esaurimento che si affaccia nonostante ogni sforzo di tendere le energie verso mete sovraumane. Il vitalismo
superomistico non che laltra faccia della malattia interiore, del disfacimento e degli impulsi autodistruttivi o
meglio la maschera che cerca inutilmente di nasconderli.
8) Un altro senso dellestenuante morbosit e il vitalismo barabarico sono entrambi il rifiuto aristocratico della
normalit, di una ricerca esasperata del diverso, dellabnorme, in polemica con la visione normale, benpensante,
borghese, che lartista ha in orrore. Il conflitto con la societ e latteggiamento antiborghese si esasperano allestremo
e lartista decadente si isola ferocemente dalla realt contemporanea, orgoglioso della propria diversit.
9) Nascono alcune figure ricorrenti nella letteratura decadente che assumono spesso una dimensione mitica.
Innanzitutto la figura dellartista maledetto che profana tutti i valori e le convenzioni della societ, che sceglie
deliberatamente come un gesto di rifiuto, il male e labiezione e si compiace di una vita misera, errabonda e sregolata
condotta sino al limite estremo dellautoannientamento.
10) Altra figura tipica quella dellesteta. E lartista che vuole trasformare la sua vita in opera darte sostituendo alle leggi
morali le leggi del bello e andando costantemente alla ricerca di sensazioni squisite e piaceri raffinati, modellati
sullesempio delle grandi opere poetiche, pittoriche o musicali del passato. Lesteta ha orrore della vita comune, della
volgarit borghese, di una societ dominata dallinteresse materiale e dal profitto, dallegualitarismo democratico e si
isola in una sdegnosa solitudine circondato solo dalla bellezza e dallarte. Il presente per lui il trionfo della bruttezza
dello squallore e ci che bello pu essere collocato solo nel passato, in et di suprema raffinatezza come quella
greca o quella rinascimentale.
11) Una terza figura fondamentale quella dellinetto a vivere. Linetto escluso dalla vita che pulsa intorno a lui e a cui
egli non sa partecipare per mancanza di energie vitali, per una sottile malattia che corrode la sua volont. Pu
rifugiarsi solo nelle sue fantasie per compensare la realt frustrante, vagheggiando sogni dazione da cui escluso.
Vorrebbe provare forti passioni , ma si sente inaridito, isterilito, impotente. Pi che vivere osserva vivere. E proprio la
sia qualit di intellettuale, il continuo osservarsi e studiarsi che gli raggelano i sentimenti e lo bloccano dallazione
isolandolo dalla vita che scorre fuori e lontano da lui. La sua vita interiore diviene una dimensione alternativa, parallela
alla realt vera nella quale leroe si chiude interamente perdendo i contatti con il mondo esterno talora arrivando ad
una lucida follia.
12) Di contro a questi uomini deboli, malati, incapaci di vivere, nella letteratura decadente troviamo unimmagine antitetica
di donna: donna fatale, dominatrice del maschio fragile e sottomesso, lussuriosa e perversa, crudele e torturatrice,
maga ammaliatrice al cui fascino non si pu fuggire, che succhia le energie vitali delluomo come un vampiro, lo porta
alla follia, alla perdizione, alla distruzione. La donna fatale una figura che esprime conflitti profondi, e per questo
appare lequivalente dei mostri che emergono dagli incubi degli scrittori romantici : non per nulla essa assume tratti
che sono propri di Satana o caratteri vampireschi.
*3 Nave di DAnnunzio. Leopold Von Sacher Masoch. Huysmans, Wilde, DAnnunzio.
*4 Des Esseintes di Huysmans. Trionfo della morte di DAnnunzio.
*5 Vergini delle rocce di DAnnunzio. Coscienza di Zeno di I. Svevo.
*6 Trionfo della morte e Contemplazione della morte di DAnnunzio. Morte a Venezia T. Mann.
*7 Il vitalismo vede il suo teorico in Nietzsche. Trionfo della morte di DAnnunzio.
*10 Verlaine sulle pagine della rivista luteche aveva introdotto la formula poeti maledetti
*10 Des Esseintes di Huysmans. Dorian Gray di Wilde.
*11 Memorie del sottosuolo Dostoievskyj.Trionfo della morte DAnnunzio.Una Vita e Senilit Svevo.Fu Mattia Pascal.Piran
*12 Venere in pelliccia di Masoch. Opere teatrali di DAnnunzio. Wilde.
13) Linetto vivere conosce una variante originale col fanciullino pascoliano. Il rifiuto della condizione adulta, della
vita di relazione al di fuori del tiepido e protettivo nido familiare, il regredire a forme di emotivit e sensibilit infantili che
si pongono in antitesi alla visione matura della realt, si traducono in un atteggiamento di trepida indagine del mistero
del mondo. Il fanciullino portatore di una visione fresca e ingenua delle cose nella loro vergine essenza, liberandole
dalle incrostazioni di cui le hanno ricoperte le convenzioni della vita normale, adulta. Il mito pascoliano del
fanciullino esprime lesigenza di una regressione a forme di coscienza primigena, anteriori alla vita logica, quindi
anchesso espressione dellirrazionalismo e del misticismo che sono propri delle concezioni decadenti.
14) Alla crisi e alla malattia interiori il decadentismo pu reagire, come abbiamo detto, appellandosi alla forza barbara e
ferina. Da questa ha origine unaltra figura mitica : quella del superuomo che DAnnunzio propone a partire delle
Vergini delle rocce manipolando a suo uso e consumo le teorie di Nietzsche. Il superuomo Dannunziano vuole
essere lantitesi degli eri deboli e inetti, perplessi e sconfitti dei primi romanzi : anche la malattia, il disfacimento e la
morte, anzich inghiottirlo nel loro vortice insidioso, non fanno che esaltarne la sua forza. Il mito si carica di significati
politici : il superuomo deve mirare alla rigenerazione dellItalia, riportandola alla sua grandezza passata e per fare
questo deve imporre un saldo dominio sconfiggendo le forze disgregatrici del parlamentarismo, del liberalismo , della
democrazia, dellegualitarismo, instaurando una dittatura di eletti e di forti. Ma si anche detto che il superuomo
non che una maschera costruita da DAnnunzio per esorcizzare le forze oscure della disgregazione, il fascino
della morte e del nulla. Dietro il superuomo facile quindi scorgere sempre la fisionomia delleroe decadente, corroso
dalla malattia interiore, inetto e impotente che il velleitarismo dannunziano male riesce a mascherare.
15) Caratteristica degli eroi decadenti pertanto una psicologia complicata, tortuosa, dominata da spinte
contraddittorie e ambivalenti. Tipici della letteratura decadente sono lattenzione per lambiguit della psiche. Nasce
da questo una nuova struttura romanzesca : non pi il romanzo realista che studia le psicologie individuali in rapporto
a determinati ambienti sociali, ma il romanzo psicologico in cui la dimensione soggettiva viene prepotentemente in
primo piano, oscurando quella sociale. In Italia il vero promoter del romanzo psicologico Svevo, con Una vita e
Senilit.

*14 Superuomo : personaggio Claudio Cantelmo (eroe delle Vergini delle Rocce), Stelio Effrena (eroe del Fuoco).
*15 I nuovi aristocratici, gruppo di eletti, di forti devono sottomettere la grande bestia: il popolo trasformandolo in un
docile strumento delle conquiste imperiali.
*15b contraddizioni dei personaggi superomistici : la loro forza non si concreta mai veramente in azione, il gesto eroico
solo alluso, rimandato ad un vago futuro.
*16 Colui che dalla Franca propone il romanzo psicologico in antitesi a quello naturalista paul bouget, romanziere
che al tempo ebbe larga risonanza. La Coscienza di Zeno di Svevo. Fu Mattia Pascal e uno, nessuno,
centomila Pirandello.

Coordinate storiche e radici sociali del decadentismo.

(Decadentismo e Romanticismo)

1. sul piano culturale tra il romanticismo e il decadentismo non c soluzione di continuit, ma gli storici hanno
successivamente sottolineato che quasi tutte le tendenze e le tematiche del Decadentismo possono gi trovare
riscontri o anticipazioni nel clima romantico, in particolare nel Romanticismo tedesco e inglese. Pertanto il
Decadentismo pu a buon diritto essere ritenuto una seconda fase del Romanticismo. Certo il Decadentismo ha
una sua fisionomia specifica che rimanda a un clima culturale e storico particolare, ma per massima parte i suoi
aspetti salienti si individuano rispetto al Romanticismo pi come svolgimenti, accentuazioni, esasperazione che
come novit assolute.
2. Gli aspetti salienti che caratterizzano il nuovo clima decadente potrebbero essere cos schematizzati :
a. Sulla base di un comune irrazionalismo e un rifiuto della realt con conseguente fuga verso un
altrove ideale e fantastico :
i. Let romantica propone uno slancio entusiastico, forme di ribellione eroica e titanica.
ii. Il Decadentismo contrassegnato da un senso di stanchezza, estenuazione e smarrimento,
languore, presentimento di fine e di sfacelo che inibisce ogni slancio energico e induce a
ripiegarsi allanalisi inerte della propria malattia e debolezza.
b. Valore dellarte :
i. Mentre lartista romantico mosso da uno slancio verso lideale opera un impegno, magari solo
negativo con la rivolta, trattando i grandi problemi,
ii. Lartista decadente rifiuta invece ogni impegno, erige la forma artistica come valore supremo
e afferma il principio della poesia pura, non contaminata da interessi pratici, morali o politici.
c. Modalit creative :
i. Il Decadente esalta lartifizio, la complicazione, la creazione di un prodotto squisito,
cerebrale.
ii. Il romantico esalta la forza creatrice immediata del genio, ponendo come valore assoluto la
natura e tutto ci che spontaneo e immediato.
3. La continuit tra Romanticismo e Decadentismo corrisponde alla sostanziale omogeneit delle condizioni di
vita materiale nellarco del secolo, non vi frattura sul piano dellassetto economico e sociale. La crisi di
coscienza, il rifiuto della realt, le tematiche negative , tutti fattori che accomunano Romanticismo e Decadentismo
si possono quindi collegare a omogenee reazioni di poeti e artisti delle due et di fronte ai tratti pi
inquietanti del moderno asseto capitalistico e industriale. Gli aspetti pi specifici del clima decadente
possono invece essere messi in relazione con gli sviluppi che caratterizzano particolarmente la situazione
europea di fine secolo : la grande industria con limpiego massiccio delle macchine, la produzione su vasta
scala, la razionalizzazione del processo produttivo, hanno raggiunto dimensioni colossali,
4. Questa organizzazione produttiva da anche origine alla societ di massa in cui gli individui perdono la loro
fisionomia peculiare e si riducono a rotelle di un ingranaggio sempre pi perfezionato che ne condiziona i
comportamenti, idee, scelte.
5. Nellapparato industriale e finanziario monopolistico lintellettuale non trova pi posto, spinto ai margini,
si sente inutile e frustrato. I nuovi processi produttivi lo declassano anche materialmente, lo relegano a funzioni
dequalificate, ripetitive, impiegatizie : perde definitivamente quel privilegio materiale e spirituale di cui aveva
goduto in precedenti et della storia. Proprio per questo reagisce disperatamente accentuando la sua diversit
e la sua eccezionalit attraverso lestetismo, il maledettismo, il superomismo. Gli artisti romantici pi sensibili
avevano recepito il fenomeno riflettendolo in figure di eroi intellettuali deboli, smarriti, schiacciati dalla realt,
oppure per reazione titanicamente ribelli, ma ora a fine secolo in fenomeno raggiunge proporzioni macroscopiche.
6. Stritolato da un apparato produttivo disumano e minaccioso, lo scrittore poi preso da un ingranaggio perverso :
scrivere ormai vuol dire solo produrre per un mercato; lopera darte si riduce sempre pi a merce. Lartista
allora come si visto cerca di reagire rifiutandosi di rivolgersi al pubblico comune, individuando una cerchia
ristrettissima di iniziati a cui indirizzare le sue opere e accentuando le caratteristiche ermetiche del suo
linguaggio nel tentativo di sottrarre la sua creazione al circuito di mercato, di salvarne laura ineffabile.
7. Anche i conflitti di classe che esplodono prepotentemente come mai prima lasciano lintellettuale smarrito e
spaventato poich egli estraneo sia agli interessi dei borghesi che a quelli del proletariato.

(Decadentismo e Naturalismo)

1. Nonostante lantitesi tra le concezioni di fondo (positivismo in primis), non dobbiamo dimenticare che le due
correnti sono compresenti lungo gli anni settanta-ottanta e per i primi anni novanta. Solo dalla met del
1890 il Naturalismo comincia a esaursi e le tendenze decadenti a prendere il sopravvento.
2. Nella Parigi che vedeva nascere i periodici Le Chat Noir, Lutece, Le Decadent in cui operavano Verlaine,
Rimbaud, Huysmans, erano ancora pienamente attivi scrittori naturalisti : Zol, Maupassant, Daudet.
3. Non si pu dire quindi che il Decadentismo sia frutto di una situazione storica diversa e successiva rispetto a
quella del Naturalismo-Verismo, ma sono due tendenze parallele in certo modo complementari che nascono
sul terreno delle stesse condizioni oggettive.
4. Le opposte fisionomie delle due correnti si possono solo spiegare col fatto che esse sono espressione di gruppi
intellettuali diversi che diversamente si collocano nei confronti di un medesimo contesto storico.
5. Gli scrittori naturalisti sono sostanzialmente integrati nellordine borghese, ne accettano lorizzonte culturale
costituito dal positivismo, dallo scientismo, dal materialismo. Al massimo come avviene per Zol, possono criticare
gli aspetti pi aberranti del sistema, ritenendo di poterlo migliorare. Tali posizioni divengono via via pi
insostenibili man mano che si accentuano le trasformazioni della struttura socio-economica, la fiducia nella
scienza si esaurisce nello scrittore e questo porta allesaurirsi del Naturalismo e allaffermarsi incontrastato del
Decadentismo.

(Decadentismo e Novecento)

1. Alcuni hanno proposto di impiegare il termine Decadentismo a designare tutto quanto il Novecento, altri invece
ritengono sia pi corretto limitarlo i soli fenomeni letterari di un periodo pi ristretto. E vero che molte tendenze
del 900 hanno radici in quel clima e ad esso sono legate da molti fili : Crepuscolarismo, Futurismo,
Dadaismo, Surrealismo, la poesia ermetica; ma questi fenomeni, pur essendo nati dalla crisi epocale apertasi
negli ultimi due decenni dellOttocento, si collocano in contesi ormai diversi.
2. Decadenti Italiani : DAnnunzio e Pascoli (Fogazzaro che in passatto godette di grande fortuna e
considerazione oggi considerato un minore). Vi una certa perplessit nellincludere anche Svevo e
Pirandello che per certi aspetti hanno le loro radici in quel clima, ma che poi se ne distaccano per una pi lucida
consapevolezza critica, per una proposizione del mondo pi moderna, pi aperta, ma ci uniformiamo a quanto
indicato dal Salinari che fece approfonditi studi proprio sul Decadentismo in Svevo, Pirandello e DAnnunzio.
3. Il termine Decadentismo ha avuto in origine una connotazione negativa e nella critica del Croce lha conservata
nel suo giudizio negativo sulla malattia decadente. Oggi appare chiaro che il Decadentismo non ha implicato
assolutamente una decadenza della cultura e dei valori artistici, anzi si dimostrato un terreno fertile, da cui sono
scaturite opere di grande profondit e forza innovativa. La malattia decadente, come gi quella romantica,
ha un alto valore conoscitivo : lo strumento che consente agli scrittori di andare a fondo nellesplorare la crisi
di un epoca e permette loro di trovare le forme di espressione pi penetranti per renderla sulla pagina letteraria.
Decadentismo
(visione del mondo)

Rifiuto del Mistero Corrispondenze Identit Inconscio Stati abnormi Panismo epifanie
positivismo Io-Mondo della coscienza

Decadentismo
Poetica

Poeta estetismo Poesia Rivoluzione del Valore suggestivo Oscurit Reazione alla musicalit Poesia
veggente pura ling. poetico della parola enigmatica cult. di massa pura

Arte poetica Linguaggio Il simbolo La sinestesia La fusione delle


P. Veraline metaforico arti

Decadentismo
Temi e miti della letteratura decadente

Ammirazione per Perversione e Sensibilit La La Il Vitalismo Superomismo Rifiuto aristocratico


epoche di decadenza crudelt nevrastenica malattia Morte dannunziano della normalit

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