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Acropoli di Atene

• La parte alta della città (Acropoli), inizialmente rifugio


rafforzato con mura, in epoca micenea ospita il palazzo
del re. Dopo il crollo miceneo e il passaggio al regime
democratico, viene destinata al culto della dea protettrice
della città, Atena Poliàs (protettrice della terra) e Pallàs
(guerriera).
• Periodo geometrico: piccolo tempietto a sud dell’Eretteo
• VII-VI : altre ricostruzioni e piccoli tesori per ex voto
• Tempio di Atena Poliàs, di cui rimangono le fondazioni,
eretto verso il 570-560 a. C.→frontone inizi VI
• Discussa l’esistenza di un Partenone arcaico, noto come
Ecatòmpedon, sul sito del Partenone pericleo
Eracle che lotta con
il tritone

Mostro a tre teste


• Panatenee: nate come celebrazione annuale
nell’anniversario della nascita di Atena, furono
riorganizzate nel 566 a. C. col nome di Grandi
Panatenee; si tenevano ogni quattro anni ed erano
feste panelleniche. Duravano 9 giorni alla fine di
agosto: tre di gare musicali e letterarie, due di
competizioni ginniche e uno per corse di cavalli e
cocchi. Poi un giorno per danze con armi e corsa con
le fiaccole. I festeggiamenti erano conclusi dalla
processione che attraversata la città giungeva
sull’acropoli, dove veniva consegnato alla dea il
mantello intessuto con la rappresentazione della
vittoria di Atena sui giganti.
• Premi per gare musicali, corona d’oro; ai vincitori delle
gare ginniche anfore piene d’olio e un’anfora dipinta
(nella corsa nello stadio il primo ne aveva 50; nella
corsa dei cocchi 140)
Acropoli di Atene

Metà VI : con
Pisistrato e i figli fino
al 511, ulteriore
rinnovo del tempio
di Polias, con
struttura in tufo,
frontone meridionale
in marmo
(frammenti con
Gigantomachia).
Acropoli di Atene
• 490: vittoria di Maratona e decisione di un nuovo tempio
per Atena Pallas. La conquista persiana del 480
interrompe tutto
• Nel 477 le città della costa asiatica e le isole dell’Egeo
fondano con Atene la lega di Delo di carattere difensivo
e offensivo: i confederati partecipavano armando le
proprie navi e versando dei contributi con i quali Atene si
impegnava a costruire nuove navi. Dopo il trattato
stipulato con i Persiani nel 449, pur venuti meno i
presupposti della Lega, Atene continua a considerare gli
alleati come sudditi e Pericle usa i contributi per abbellire
la città secondo un programma complesso e unitario.
Pericle
• Nato agli inizi del V da
famiglia aristocratica Ritratto di
Pericle
• 480 invasione persiana e (copia
poi vittoria a Salamina romana da
originale di
• Amico del filosofo Cresila, V
Anassagora sec. a. C.

• Capo del partito


democratico e dal 461
per trent’anni a capo di
Atene
Acropoli di Atene
• 460- 430 Propilei e Pinacoteca, Partenone.

• 421-415 tempietto di Atena Nike, nel programma


di Pericle, ma edificato dopo la sua morte

• 420 Eretteo
1 Partenone

2 Eretteo

3 Propilei

4 Tempio di Atena
1 Propilei
6 Partenone
2 Tempio
di Atena 8 Eretteo
Nike
Propilei
• Pausania: L’Acropoli ha un solo accesso: non ne offre
altri essendo tutta scoscesa e circondata da un solido
muro. I Propilei hanno un tetto di marmo bianco e ancora
ai miei tempio eccellevano per l’armonia e la grandiosità
dei blocchi di marmo...
• Ingresso monumentale al santuario in marmo bianco del
monte Pentelico. Costruzione centrale con due ali
(architetto Mnesicle), iniziata nel 437 (finito il Partenone),
interrotta nelle rifiniture nel 432 per la guerra del
Peloponneso. La costruzione è impostata su un ripido
pendio roccioso. Non ha sculture.
• Porticati in stile dorico (corpo centrale con 6 colonne,
con intercolumnio centrale più ampio →ingresso per le
processioni), per sottolineare l’identificazione civile con
le popolazioni della terraferma greca, anche se Atene è
città di origini ioniche; solo 6 colonne ioniche all’interno,
per sottolineare l’identità di stirpe tra Atene e gli alleati.
Propilei

A sinistra ala
chiamata
Pinacoteca,
perché decorata
con pitture
portatili: sala di
ricevimento. A
destra ala più
piccola per la
vicinanza con il
recinto sacro di
Atena Nike.

Base di quadriga
con Agrippa
(epoca romana)
Prospetto
occidentale
dei Propilei
Particolare del settore centrale dei Propilei
Propilei, lato orientale
Santuario di Atena Nike
• Pausania: alla destra dei Popilei c’è il tempio della Nike
senza ali. Di qui si vede bene il mare e proprio da qui
secondo la tradizione Egeo si gettò e trovò la morte.
• Già in funzione da epoca antichissima, ubicato in difesa
dalle incursioni (altare, poi casa, poi tempio distrutto dai
Persiani). Non viene ricostruito da Pericle, ma nel 421, al
tempo della pace di Nicia (guerra del Peloponneso).
• Architetto Callicrate
• Tempietto ionico (il dorico ricordava Sparta con la quale
c’era stata la guerra), circondato da balaustra in marmo
con raffigurazioni di Vittorie (famosa la Nike che si
allaccia il sandalo) e di Atena. Sul fregio continuo,
battaglie.
Tempio di Atena Nike
Tempio di Atena
Nike, fronte orientale
Dal tempio di Atena Nike: Nike che si slaccia un sandalo e Nike che
trascina il toro al sacrificio. Atene, Museo dell’Acropoli
Acropoli di Atene
• Dopo i Propilei, Pausania ricorda insigni capolavori di
scultura, come l’Ermes propileo (di Alcamene, anche se
P. si sbaglia e lo attribuisce a Socrate) e, in uno spiazzo,
altre opere e oggetti curiosi (come il sasso su cui si era
riposato il Sileno che accompagnava Dioniso al suo
arrivo in Attica)
• Poi si segue la via sacra, percorsa dalle processioni
delle Panatenee. A destra erano (oggi distrutti) il
Brauronion, santuario di Artemide Brauronia, protettrice
delle partorienti, e la Calcoteca, magazzino di offerte e
ex voto di bronzo.
• Poi molti altri gruppi statuari (tra cui Atena e Marsia di
Mirone)
Partenone
• Pausania dedica al Partenone solo alcuni cenni
ai frontoni e si sofferma sulla descrizione della
statua di Atena.
• Fu costruito tra il 448 e il 433 a. C., nel periodo
di massimo potere economico e culturale
raggiunto, sotto Pericle, da Atene
• Era tutto in marmo pentelico fino alle tegole.
Architetti Ictino e Callicrate. Fidia maestro delle
sculture
• E’ il tempio di Atena Parthénos, vergine.
Tempio ottastilo, periptero. Originalità: forma molto allargata, con 8
colonne invece di 6 sulla fronte, per permettere uno spazio interno con
un colonnato a U adatto a contenere e esaltare la statua colossale
della dea in oro e avorio, alta 12 m. Spazio posteriore (forse il solo cui
competeva il nome, in quanto serviva a raccogliere le vergini che
tessevano il peplo) di forma rettangolare, diviso in tre navate da quattro
colonne ioniche.
• Le dimensioni della base del Partenone
sono di 69,5 per 30,9 metri. La cella era
lunga 29,8 metri e larga 19,2, con
colonnati dorici interni in due anelli,
strutturalmente necessari per sorreggere il
tetto. All'esterno, le colonne doriche
misurano 1,9 metri di diametro e sono alte
10,4 metri. Le colonne d'angolo sono
leggermente più grandi di diametro.
Curva delle
linee; entasis
delle colonne
che sono
inclinate verso
l’interno.

Misto di dorico
(frontoni e
metope) e
ionico (fregio
continuo lungo
il muro esterno
della cella).
Frontoni
Partenone, fronte
orientale

Nascita di Atena
tra gli altri dei che
assistono
(restano otto dei
ventuno
personaggi)
Partenone, fronte
orientale
Testa di Cavallo dalla quadriga di Selene, dall’estremità settentrionale
del frontone orientale del Partenone.
Londra, British Museum
Dioniso,
Demetra,
Kore, Iride
dal frontone
orientale del
Partenone
Londra,
British
Museum
Partenone, fronte
occidentale (verso i
propilei)

Scontro tra Atena e


Poseidone per il
possesso dell’Attica
(restano solo pochi
frammenti, ma fu
dipinto nel 1600)
Torso femminile di divinità
nell’atto di correre verso
sinistra, dal frontone
occidentale del Partenone.

Londra, British Museum


Cecrope e figlia: rilievo di marmo dal frontone occidentale del
Partenone.
Atene, Museo dell’Acropoli
Metope
• Furono le prime ad essere scolpite
• Delle 92 che ornavano la trabeazione del tempio, solo
diciannove del lato sud sono abbastanza conservate
• Rappresentazioni di conflitti epici o mitici: N caduta di
Troia; O Amazzonomachia; S Centauromachia; E
Gigantomachia →simboli del confronto tra mondo greco
e barbarico, culminato con la sconfitta dei Persiani.
• Disomogeneità nell’esecuzione (più mani)
• Figure più distaccate dal fondo rispetto a Olimpia e
prevalere delle linee curve
• Nuovo linguaggio
Centauro che
rapisce una
Lapitide.
Centauro e
Lapite
Fregio
• Attorno alla cella, lungo 200 m, con processioni di carri e
cavalieri e personaggi a piedi, che iniziano dall’angolo
SO e si dipanano sui due lati, per convergere sulla fronte
E, dove gli Ateniesi vivi incontrano i loro dei.
• Sul lato orientale l’atto conclusivo delle Panatenee, cioè
l’offerta del peplo alla dea.
• In gran parte conservato
• Interpretazioni: lettura storica→evento specifico, lettura
mitica→origine della città
Beschi: a sud l’assetto democratico (dodici tribù
clisteniche), a ovest la struttura arcaica (quattro tribù e
dodici fratrie)
Poseidone, Apollo e Artemide
Ricostruzione della statua
crisoelefantina (1000 chili
d’oro, alta quasi 15 m) di
Athena Parthenos di Fidia

Dalla descrizione di
Pausania e da copie: nella
destra una Nike, nella
sinistra lo scudo con
all’interno la gigantomachia,
all’esterno
l’amazzonomachia; sui
sandali la centauromachia
(guerre mitiche per ricordare
le guerre persiane) ; l’egida
ha al centro la gorgone.

Era costruita su
un’incastellatura lignea,
poggiata ad un albero
maestro di cui resta traccia
nella cella.
Atena
Copia del II sec. d. C. circa
Marmo, h. cm 104
Tra Partenone e Eretteo era il
tempio antico, l’edificio più sacro
dell’Acropoli, che conteneva la
statua più venerata di Atena, un
idolo in legno di forma primitiva
(xoanon, caduto dal cielo in tempi
antichissimi), cui si faceva indossare
il peplo.
Era sacro a Atena Poliade e a
Eretteo o Erittonio, divinità
antichissima che secondo la
tradizione aveva regnato ad Atene,
assimilato poi a Poseidone, dio
ionico dei terremoti e del mare.
Distrutto dai Persiani, viene riparato
e continua per qualche decennio.
Poi scompare e Pausania non lo
vede e non ne ha sentito parlare.
Restano tracce.
Eretteo (421-409 a.C.)
• Pausania: C’è poi un edificio chiamato
Eretteo...composto da due ambienti; all’interno c’è un
pozzo, in cui si trova acqua di mare, nel quale si sente il
rumore delle onde. E nella roccia c’è una forma di
tridente, una delle testimonianze prodotte da Poseidone
per il possesso della regione. C’erano poi vari ex voto;
inoltre un ulivo, l’argomento proposto dalla dea nella
contesa con Poseidone; l’ulivo andò in fiamme quando i
Meli incendiarono la città, ma ricrebbe nello stesso
giorno.
Di forma complessa, ionico.
La parte orientale è dedicata
ad Atena Poliàs, riprendendo
il culto del vicino tempio
arcaico; conteneva lo xoanon
che secondo la tradizione
sarebbe caduto dal cielo;
quella occidentale a
Poseidone/Eretteo: l’anomala
inserzione del portico nord
costituiva, con il suo ampio e
elegante colonnato ionico,
come un baldacchino che
indicava i buchi del tridente e
una cisterna. Di fronte l’albero
Sul lato meridionale la
loggetta delle Cariatidi
inglobava la tomba di
Cercope, mitico re
dell’Attica che vi
introdusse il culto di
Zeus. Al posto delle
colonne sono collocate
figure in marmo di
fanciulle, vestite di un
peplo sottile (forse di
Alcamene).
Loggia delle Cariatidi
Ritornando verso i Propilei
era possibile ammirare
l’Atena Promachos, altra
statua di Fidia, in bronzo, con
lancia la cui punta luccicante
si vedeva dal mare, alta circa
sette metri e mezzo
(identificata la base, fu
probabilmente portata a
Costantinopoli e distrutta nel
1203, dopo l’assedio dei
crociati) e l’Atena Lemnia,
non armata, con l’elmo in
mano (ricostruita su copie).

Arreforio, di cui restano solo


le fondamenta (Arrèfori, le
ragazze che tessono il peplo)
L’Acropoli dopo l’antichità
• La Grecia dal 1204, dopo la conquista di Costantinopoli
da parte dei crociati, cadde sotto il dominio dei signori
feudali di Occidente
• Il Partenone, fu usato come chiesa cristiana: le lastre
centrali del fregio est vennero eliminate, le metope
scalpellate ad eccezione di quelle del lato sud, meno
visibili, e di una del lato nord, interpretata come
Annunciazione
• Alla metà del 1400 la Grecia passa in mano dei Turchi:
Atene diviene un villaggio piuttosto squallido, di aspetto
orientale, nel quale l'Acropoli era una fortezza difesa da
truppe indisciplinate, dove spiccavano gli imponenti
avanzi degli edifici antichi
Ciriaco d’Ancona nel 1412
visitò Atene: disegno del
Partenone
L’Acropoli dopo l’antichità
• Durante il governo turco Il Partenone venne trasformato
in moschea, nell'Eretteo era alloggiato l'harem del
comandante, i Propilei erano destinati a polveriera e,
colpiti da un fulmine, furono danneggiati
irreparabilmente.
• Jacob Spon, un medico di Lione, nel 1676 soggiornò ad
Atene e scrisse l'opera Viaggio in Italia, in Dalmazia, in
Grecia e nel Levante. Poté identificare il tempio di Atena
Nike sull'Acropoli, poi abbattuto nel 1687 per erigere un
bastione; sbagliò completamente con il Partenone, per le
cui sculture negò la paternità a Fidia, attribuendole ad
epoca adrianea (riconobbe Adriano nel frontone). Spon
fu uno degli ultimi Europei a vedere il Partenone intatto:
il 26 settembre 1687, mentre i Veneziani assediavano
Atene, una bomba cadde sul tempio, trasformato dai
Turchi in una polveriera, e lo ridusse in rovine.
L’Acropoli dopo l’antichità
• Nel 1687, il Partenone, che dopo l'esplosione dei
Propilei, ospitava la polveriera, fu colpito da una
cannonata del generale veneziano Morosini, il
quale, impadronitosi dell'Acropoli, volle
distaccare il gruppo delle sculture del frontone
occidentale, scampato all'esplosione, per
portarle a Venezia: durante l'operazione di
distacco le corde si spezzarono e le statue
finirono in frantumi, così che solo una testa fu
portata in patria, da dove poi finì a Parigi, mentre
il resto rimase sul posto e fu trasformato in calce
dai Turchi.
Veduta di Atene al tempo del
Morosini
L’Acropoli dopo l’antichità
• Quanto ancora sopravviveva era sufficiente per
suscitare la bramosia di qualunque collezionista:
così il francese Fauvel, pittore insediato ad
Atene dall'ambasciatore di Francia a
Costantinopoli, coinvolto da tempo nell'acquisto
di antichità, riuscì a corrompere le autorità
turche, comprando una grande quantità di
frammenti del Partenone e dell'Eretteo, che poi
finirono, in epoche e circostanze diverse e mai
chiarite, a Palermo, Padova, Würzburg, Roma,
Londra e in ville di campagna inglesi.
L’Acropoli dopo l’antichità
• Inizi 1800: Lord Elgin (v. dispense Storia
dell’Archeologia)
Marmi Elgin al British Museum