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studi e analisi finanziarie

Introduzione all’analisi fondamentale


La scelta dei titoli azionari su cui investire è sicuramente un aspetto
critico se si vuole privilegiare una gestione attiva.
In questo caso si suppone che i mercati non siano perfettamente
efficienti e quindi il compito dell’analista è individuare quelle azioni
che sono sottovalutate al fine di acquistarle.
Per valutare le azioni abbiamo bisogno di individuare i fattori che
influenzano i prezzi delle azioni, ovvero quali variabili
determineranno l’entità degli utili e dei dividendi futuri.
L’analisi fondamentale richiede:
a) una comprensione approfondita del funzionamento del sistema
macroeconomico, sapendo quali variabili influenzano i prezzi
delle azioni e con quale intensità;
b) conoscenza del settore di attività in cui opera la società che ci
interessa e quindi delle dinamiche competitive: un settore
potrebbe crescere più o meno dell’economia nel complesso sia
per situazioni particolari (es. crisi settoriali), sia per motivi
determinati dalla situazione del ciclo economico ; ci sono titoli
che quando vi è espansione economica nel complesso crescono
più degli altri (ciclici), altre azioni invece prediligono delle
situazioni di stagnazione (aciclici). Inoltre il livello competitivo
presente potrebbe causare pesante ripercussioni su entità
incapaci di gestirle.
Questo è il motivo perché le banche di investimento hanno
analisti specializzati su particolari settori, in quanto ogni realtà
presenta caratteristiche peculiari rispetto alle altre (es. il
settore tessile è differente rispetto al farmaceutico, cartario,
edilizio).
c) Analisi specifica del titolo: la performance reddituale dipende
molto dalle competenze distintive insite in una certa società
(es. possiede una tecnologia particolare), nonché dalla bravura
del management nel gestire l’attività e conseguire risultati
superiori alla norma.

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Inoltre vi sono altri elementi che concorrono a formare il giudizio su


un singolo titolo, tra cui la discrezionalità e la soggettività
dell’analista chiamato a svolgere l’analisi.

Quando si valuta la congruità di un prezzo di mercato occorre


prevedere quali saranno i dividendi futuri distribuiti, al riguardo un
filone di ricerca della teoria della finanza sostiene quindi che:

n
Dt
P0 = ∑
t =1 (1 + r ) t

dove:
P 0 = il prezzo dell’azione oggi
Dt = i dividendi totali futuri
r = tasso di attualizzazione: è un tasso che deve rispecchiare la
rischiosità dell’azione.
il prezzo di oggi dovrebbe essere in funzione dei dividendi futuri
attesi attualizzati.
Se si ipotizza che un tasso di crescita dei dividendi g sia costante, e
che questo sia inferiore al tasso di attualizzazione r possiamo avere
una formula più semplice:

D1
P0 =
r−g

Questo modello si chiama “dividend discount model” a tasso di


crescita dei dividendi costante ed è una delle metodologie utilizzate
per valutare il prezzo di una azione.
Es.: se per la società X si prevede che il prossimo dividendo futuro
sarà di 0,05 euro, il tasso di attualizzazione 0,2 (20%) e il tasso di
crescita dei dividendi del 15% si avrà:

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0.05
= 1 euro
0.2 − 0.15

Occorre notare che una situazione costituita da il tasso di


attualizzazione del 0,1 (10%) e un tasso di crescita dei dividendi del
5% porta ad una valutazione identica:

0.05
= 1 euro
0.1 − 0.05

Si parte dunque dallo studio dei bilanci passati della società per poi
approdare alla previsione della situazione futura aziendale e da
questa desumere l’entità dei flussi di cassa.
E’ importante anche la scelta del tasso r di attualizzazione: esso
deve essere in linea al grado di rischiosità dell’investimento.
Per certe società, quali ad esempio le società internet, dove non vi
sono dividendi (e sono previsti solo in futuro), l’impostazione
presentata non è utilizzabile.
Si cerca di valutare queste società allora con metodi alternativi, quali
ad esempio i multipli di altre società quotate (es. Prezzo/n° utenti)
oppure mediante l’utilizzo delle opzioni reali.
L’analisi fondamentale, a differenza dell’analisi tecnica, richiede un
approccio specifico per ciascun titolo e quindi ingenti risorse e
competenze per analizzarlo a fondo.
In aggiunta i prezzi di una azione possono divergere in modo
significativo dal loro “fair value” nel breve periodo, rendendo tale
tecnica utile soprattutto per un approccio di medio-lungo termine.