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Fisica

Appunti di Fisica

Michele Perini

Liceo Scientico Copernico

A.S. 2017-2018

Michele Perini Fisica 1 / 125


1 Induzione magnetica
Legge di Faraday-Neumann-Lenz
Induttanza
Circuiti RL
Energia del campo B
Trasformatori

2 Leggi di Maxwell
Prima legge di Maxwell
Seconda legge di Maxwell
Terza legge di Maxwell
Quarta legge di Maxwell
Leggi dell'elettromagnetismo
Leggi di Maxwell in assenza di cariche
Onde elettromagnetiche
Michele Perini Fisica 2 / 125
3 Cinematica relativistica
Assiomi relatività ristretta
Orologio luce
Galileo vs Einstein
Diagrammi spazio-tempo
Dilatazione dei tempi
Contrazione delle lunghezze
Trasformazioni di Lorentz
Velocità relative
Eetto Doppler
Esempi

4 Dinamica relativistica
Enermoto
Energia
Michele Perini Fisica 3 / 125
Energia e quantità di moto
Esempi
Massa relativistica

5 Atomi e Quanti
Thomson
Millikan
Corpo nero
Quantità di moto dei fotoni
Eetto fotoelettrico
Eetto Compton
Particelle e onde
Meccanica Quantistica

6 Fisica e matematica
Derivate
Michele Perini Fisica 4 / 125
Equazioni dierenziali
Integrali
Sistemi caotici

Michele Perini Fisica 5 / 125


Induzione magnetica Legge di
Faraday-Neumann-Lenz

d ΦB
∆V = −
dt
Sperimentalmente si verica che una variazione di
usso di campo magnetico attraverso una spira
provoca l'induzione di una corrente (con conseguente
dierenza di potenziale associata) nella spira che è
tanto maggiore quanto più rapidamente varia il usso
di B. La corrente indotta tende ad opporsi alla
variazione di usso del campo magnetico.

Michele Perini Fisica 6 / 125


Induzione magnetica Induttanza

Nel caso di un solenoide con N spire di sezione S e


lunghezza l si ha:

d µI Nl
¡ ¢
d ΦB d (N B S) dB
∆V = − =− = −N S = −N S =
dt dt dt dt
N2 dI N2
= −µ S →L=µ S
l dt l
Michele Perini Fisica 7 / 125
Induzione magnetica Induttanza

Nel caso di un solenoide con N spire di sezione S e


lunghezza l si ha:

d µI Nl
¡ ¢
d ΦB d (N B S) dB
∆V = − =− = −N S = −N S =
dt dt dt dt
N2 dI N2
= −µ S →L=µ S
l dt l
Michele Perini Fisica 7 / 125
Induzione magnetica Induttanza

Nel caso di un solenoide con N spire di sezione S e


lunghezza l si ha:

d µI Nl
¡ ¢
d ΦB d (N B S) dB
∆V = − =− = −N S = −N S =
dt dt dt dt
N2 dI N2
= −µ S →L=µ S
l dt l
Michele Perini Fisica 7 / 125
Induzione magnetica Induttanza

L Denizione di
induttanza:
dI
V V =L
dt
Nel caso di un solenoide con N spire di sezione S e
lunghezza l si ha:

d µI Nl
¡ ¢
d ΦB d (N B S) dB
∆V = − =− = −N S = −N S =
dt dt dt dt
N2 dI N2
= −µ S →L=µ S
l dt l
Michele Perini Fisica 7 / 125
Induzione magnetica Circuiti RL

Circuito RL, con I (0) = 0

Michele Perini Fisica 8 / 125


Induzione magnetica Circuiti RL

Circuito RL, con I (0) = 0


E L
+
I

Michele Perini Fisica 8 / 125


Induzione magnetica Circuiti RL

Circuito RL, con I (0) = 0

R
E³ tR
´
I (t ) = 1 − e− L
− R
E L
+
I

Michele Perini Fisica 8 / 125


Induzione magnetica Circuiti RL

Circuito RL, con I (0)

Michele Perini Fisica 9 / 125


Induzione magnetica Circuiti RL

Circuito RL, con I (0)

Michele Perini Fisica 9 / 125


Induzione magnetica Circuiti RL

Circuito RL, con I (0)

R
tR
I (t ) = I (0)e − L
L

Michele Perini Fisica 9 / 125


Induzione magnetica Energia del campo B

Energia immagazzinata in un solenoide

I I I
dI 1
Z Z Z
U= V dq = L dq = LI d I = LI 2
0 0 dt 0 2

Michele Perini Fisica 10 / 125


Induzione magnetica Energia del campo B

Densità di energia in un solenoide ideale di


sezione S e lunghezza l , con B = µ Nl I
³ ´2
1 N2
U
1
LI 2 2
µ l S NBlµ 1 2
u= =2
= = B
Sl Sl Sl 2µ
L'espressione u = 2µ
1
B2 è valida in generale.

Michele Perini Fisica 11 / 125


Induzione magnetica Trasformatori

Michele Perini Fisica 12 / 125


Induzione magnetica Trasformatori

I due solenoidi che


costituiscono il
trasformatore hanno
entrambi le spire di sezione
S e hanno in comune lo
stesso campo magnetico B
B

∆V1 ∆V2

Michele Perini Fisica 12 / 125


Induzione magnetica Trasformatori

I due solenoidi che


B1 = B2 = B
costituiscono il
trasformatore hanno
d B1 d B2
=
entrambi le spire di sezione dt dt
S e hanno in comune lo d B1 d B2
−N2 SN1 = −N1 SN2
stesso campo magnetico B dt dt
B N2 ∆V1 = N1 ∆V2
∆V1 ∆V2
∆V1 ∆V2 =
N1 N2

Michele Perini Fisica 12 / 125


Leggi di Maxwell Prima legge di Maxwell
P
iqi
ΦE =
ε
La prima legge di Maxwell è il teorema di Gauss per il
campo elettrico. La legge aerma che il usso del
campo elettrico attraverso una
supercie chiusa è dato dalla somma delle
cariche interne alla supercie diviso la
costante dielettrica. Questa legge è l'equivalente
matematico del campo elettrico generato da una
carica elettrica puntiforme così come previsto dalla
legge di Coulomb.

Michele Perini Fisica 13 / 125


Leggi di Maxwell Seconda legge di Maxwell

ΦB = 0
La seconda legge di Maxwell è il teorema di Gauss
per il campo magnetico. La legge aerma che il
usso del campo magnetico attraverso una
supercie chiusa è 0. Questa equazione si ottiene
dal fatto che le linee di campo del campo magnetico
sono linee chiuse che non si intersecano tra loro. La
legge è la traduzione matematica del fatto che non
esistono le cariche magnetiche.

Michele Perini Fisica 14 / 125


Leggi di Maxwell Terza legge di Maxwell

d ΦB
CE = −
dt
La terza legge di Maxwell è la generalizzazione
matematica della legge di Faraday-Neumann-Lenz (la
circuitazione del campo elettrico corrisponde alla
dierenza di potenziale). La legge aerma che la
circuitazione del campo elettrico lungo una
linea chiusa è pari all'opposto della
variazione del usso di campo magnetico nel
tempo attraverso una supercie aperta il cui
bordo è la linea chiusa lungo la quale si
calcola circuitazione.
Michele Perini Fisica 15 / 125
Leggi di Maxwell Quarta legge di Maxwell

d ΦE
CB = µ I i + µε
X
i dt
La quarta legge di Maxwell è il completamento del
teorema di Ampere (al quale si aggiunge un addendo
necessario alla conservazione della carica elettrica).
La legge aerma che la circuitazione del campo
magnetico lungo una linea chiusa dipende
dalla somma delle correnti concatenate e
dalla variazione del usso del campo
elettrico nel tempo attraverso una supercie
aperta il cui bordo è la linea chiusa lungo la
quale si calcola circuitazione.
Michele Perini Fisica 16 / 125
Leggi di Maxwell Leggi dell'elettromagnetismo
In sintesi le cinque leggi che governano tutti i
fenomeni elettromagnetici sono:
P
iqi
ΦE =
ε
ΦB = 0
d ΦB
CE = −
dt
d ΦE
C B = µ I i + µε
X
i dt
~ = qE
F ~ + q~ ~
v ×B

Michele Perini Fisica 17 / 125


Leggi di Maxwell Leggi di Maxwell in assenza di
cariche

In assenza di cariche elettriche le leggi di Maxwell


diventano:
ΦE = 0
ΦB = 0
d ΦB
CE = −
dt
d ΦE
C B = µε
dt

Michele Perini Fisica 18 / 125


Leggi di Maxwell Onde elettromagnetiche
Dalle equazioni di Maxwell in assenza di cariche
elettriche è possibile ricavare che l'oscillazione di
campi elettromagnetici nel tempo origina un
fenomeno ondulatorio, le onde elettromagnetiche, per
le quali:
~ ⊥B
E ~

Michele Perini Fisica 19 / 125


Leggi di Maxwell Onde elettromagnetiche
Dalle equazioni di Maxwell in assenza di cariche
elettriche è possibile ricavare che l'oscillazione di
campi elettromagnetici nel tempo origina un
fenomeno ondulatorio, le onde elettromagnetiche, per
le quali:
~ ⊥B
E ~
la velocità di propagazione delle onde
1
elettromagnetiche è c = p
εµ

Michele Perini Fisica 19 / 125


Leggi di Maxwell Onde elettromagnetiche
Dalle equazioni di Maxwell in assenza di cariche
elettriche è possibile ricavare che l'oscillazione di
campi elettromagnetici nel tempo origina un
fenomeno ondulatorio, le onde elettromagnetiche, per
le quali:
~ ⊥B
E ~
la velocità di propagazione delle onde
1
elettromagnetiche è c = p
εµ
la direzione di propagazione è parallela ed
equiversa a ~ ×B
E ~

Michele Perini Fisica 19 / 125


Leggi di Maxwell Onde elettromagnetiche
Dalle equazioni di Maxwell in assenza di cariche
elettriche è possibile ricavare che l'oscillazione di
campi elettromagnetici nel tempo origina un
fenomeno ondulatorio, le onde elettromagnetiche, per
le quali:
~ ⊥B
E ~
la velocità di propagazione delle onde
1
elettromagnetiche è c = p
εµ
la direzione di propagazione è parallela ed
equiversa a ~ ×B
E ~
E = cB

Michele Perini Fisica 19 / 125


Leggi di Maxwell Onde elettromagnetiche
Dalle equazioni di Maxwell in assenza di cariche
elettriche è possibile ricavare che l'oscillazione di
campi elettromagnetici nel tempo origina un
fenomeno ondulatorio, le onde elettromagnetiche, per
le quali:
~ ⊥B
E ~
la velocità di propagazione delle onde
1
elettromagnetiche è c = p
εµ
la direzione di propagazione è parallela ed
equiversa a ~ ×B
E ~
E = cB
densità di energia istantanea
u = 12 εE 2 + 2µ
1
B 2 = εE 2 = µ1 B 2
Michele Perini Fisica 19 / 125
Cinematica relativistica Assiomi relatività ristretta

Assioma 1: Invarianza delle leggi siche


Le leggi della sica hanno la stessa forma in tutti i
sistemi di riferimento inerziali.

Michele Perini Fisica 20 / 125


Cinematica relativistica Assiomi relatività ristretta

Assioma 1: Invarianza delle leggi siche


Le leggi della sica hanno la stessa forma in tutti i
sistemi di riferimento inerziali.

Assioma 2: Costanza della velocità della luce


La velocità della luce nel vuoto (c ), è la stessa in tutti
i sistemi di riferimento inerziali ed è indipendente dal
moto della sorgente o dell'osservatore.

Michele Perini Fisica 20 / 125


Cinematica relativistica Orologio luce
Due osservatori O e O0 rilevano all'istante t = t0 = 0
l'emissione di un raggio laser lungo la direzione
dell'asse y:
osservatore O si muove lungo l'asse x a velocità
costante

Michele Perini Fisica 21 / 125


Cinematica relativistica Orologio luce
Due osservatori O e O0 rilevano all'istante t = t0 = 0
l'emissione di un raggio laser lungo la direzione
dell'asse y:
osservatore O si muove lungo l'asse x a velocità
costante

osservatore O0 si muove lungo l'asse x0 ∥ x a


velocità costante

Michele Perini Fisica 21 / 125


Cinematica relativistica Orologio luce
Due osservatori O e O0 rilevano all'istante t = t0 = 0
l'emissione di un raggio laser lungo la direzione
dell'asse y:
osservatore O si muove lungo l'asse x a velocità
costante

osservatore O0 si muove lungo l'asse x0 ∥ x a


velocità costante

l'evento A è l'emissione del raggio laser

Michele Perini Fisica 21 / 125


Cinematica relativistica Orologio luce
Due osservatori O e O0 rilevano all'istante t = t0 = 0
l'emissione di un raggio laser lungo la direzione
dell'asse y:
osservatore O si muove lungo l'asse x a velocità
costante

osservatore O0 si muove lungo l'asse x0 ∥ x a


velocità costante

l'evento A è l'emissione del raggio laser

l'evento B è l'assorbimento del raggio laser da


parte di un ricevitore

Michele Perini Fisica 21 / 125


Cinematica relativistica Orologio luce
Due osservatori O e O0 rilevano all'istante t = t0 = 0
l'emissione di un raggio laser lungo la direzione
dell'asse y:
osservatore O si muove lungo l'asse x a velocità
costante

osservatore O0 si muove lungo l'asse x0 ∥ x a


velocità costante

l'evento A è l'emissione del raggio laser

l'evento B è l'assorbimento del raggio laser da


parte di un ricevitore

O e O0 si muovono solo lungo l'asse x ∥ x 0 quindi


0
per indipendenza delle diverse direzioni y = y
Michele Perini Fisica 21 / 125
Cinematica relativistica Orologio luce
y

evento A visto da O

A
O x

y0

evento A visto da O 0

A
O0 x0
Cinematica relativistica Orologio luce
y B y

c∆t
evento A visto da O ∆y evento B visto da O

A
O x ∆x O x

y0 B y0

c∆t 0
evento A visto da O 0 ∆y 0 evento B visto da O 0

A
O0 x0 ∆x 0 O 0 x0
Cinematica relativistica Orologio luce
y B y ¡ ¢2
∆y = c 2 (∆t )2 − (∆x)2
c∆t
evento A visto da O ∆y evento B visto da O

A
O x ∆x O x

y0 B y¡ 0 ¢
2 ¡ ¢2 ¡ ¢2
∆y 0 = c 2 ∆t 0 − ∆x 0
c∆t 0
evento A visto da O 0 ∆y 0 evento B visto da O 0

A
O0 x0 ∆x 0 O 0 x0
Michele Perini Fisica 22 / 125
Cinematica relativistica Orologio luce
Intervallo spazio-tempo e sua conservazione

∆y = ∆y 0 →
¡ ¢2 ¡ ¢2
→ ∆y = ∆y 0 →
¡ ¢2 ¡ ¢2
→ c 2 (∆t )2 − (∆x)2 = c 2 ∆t 0 − ∆x 0
Intervallo spazio-tempo tra gli eventi A e B misurato
da O:
(∆s)2 = c 2 (∆t )2 − (∆x)2
Intervallo spazio-tempo tra gli eventi A e B misurato
0
da O :
¡ 0 ¢2 2
¡ 0 ¢2 ¡ 0 ¢2
∆s = c ∆t − ∆x

Michele Perini Fisica 23 / 125


Cinematica relativistica Galileo vs Einstein
Due diversi osservatori O e O0 misurano spazio e
tempo in sistemi di riferimento rispettivamente x −t
0 0
e x −t .

Michele Perini Fisica 24 / 125


Cinematica relativistica Galileo vs Einstein
Due diversi osservatori O e O0 misurano spazio e
tempo in sistemi di riferimento rispettivamente x −t
0 0
e x −t .

Secondo la sica
classica:

∆x = ∆x 0
½

∆t = ∆t 0
spazio e tempo vengono
misurati separatamente e
con le stesse variazioni da
tutti gli osservatori.
Michele Perini Fisica 24 / 125
Cinematica relativistica Galileo vs Einstein
Due diversi osservatori O e O0 misurano spazio e
tempo in sistemi di riferimento rispettivamente x −t
0 0
e x −t .

Secondo la sica
Secondo la sica
relativistica:
classica:
¡ ¢2
∆x = ∆x 0 (∆s)2 = ∆s 0
½

∆t = ∆t 0 ¡ ¢2 ¡
c 2 (∆t )2 −(∆x)2 = c 2 ∆t 0 − ∆x 0
¢2

spazio e tempo vengono


diversi osservatori
misurati separatamente e
misurano la stessa velocità
con le stesse variazioni da
della luce e gli stessi
tutti gli osservatori.
intervalli spazio-tempo.
Michele Perini Fisica 24 / 125
Cinematica relativistica Diagrammi spazio-tempo

ct
evento
FUTURO

PRESENTE PRESENTEx
osservatore

PASSATO

Michele Perini Fisica 25 / 125


Cinematica relativistica Diagrammi spazio-tempo

Denizioni delle funzioni iperboliche:

e x + e −x
cosh(x) =
2
x
e − e −x
sinh(x) =
2
sinh(x)
tanh(x) =
cosh(x)

Michele Perini Fisica 26 / 125


Cinematica relativistica Diagrammi spazio-tempo

Alcune proprietà delle funzioni iperboliche:

cosh2 (x) − sinh2 (x) = 1


tanh(x) ± tanh(y)
tanh(x ± y) =
1 ± tanh(x) tanh(y)

Michele Perini Fisica 27 / 125


Cinematica relativistica Diagrammi spazio-tempo

α è un parametro detto fattore di rapidità


Michele Perini Fisica 28 / 125
Cinematica relativistica Diagrammi spazio-tempo

ct
B

x
A

α è un parametro detto fattore di rapidità


Michele Perini Fisica 28 / 125
Cinematica relativistica Diagrammi spazio-tempo
µ ¶
~ = x
ct AB
ct
B
¯ ¯2
~ ¯ = c 2t 2 − x2
¯ AB
~ ¯ sinh(α)
½ ¯ ¯
x x = ¯¯ AB
~ ¯ cosh(α)
¯
t = ¯ AB
A c
~ ¯ sinh(α)
¯ ¯
x ¯ AB
v = =c¯ ¯
t ~ ¯ cosh(α)
¯ AB
v
= tanh(α)
c
α è un parametro detto fattore di rapidità
Michele Perini Fisica 28 / 125
Cinematica relativistica Dilatazione dei tempi
0
Consideriamo un sistema di riferimento O e uno O in
∆x
moto relativo con velocità v = . Consideriamo due
∆t
eventi A, B come da schema.

Michele Perini Fisica 29 / 125


Cinematica relativistica Dilatazione dei tempi
0
Consideriamo un sistema di riferimento O e uno O in
∆x
moto relativo con velocità v = . Consideriamo due
∆t
eventi A, B come da schema.

ct
B
∆s
c∆t
∆x
A x
O
Per l'osservatore O, i due
eventi avvengono in tempi
e posizioni diverse.
Michele Perini Fisica 29 / 125
Cinematica relativistica Dilatazione dei tempi
0
Consideriamo un sistema di riferimento O e uno O in
∆x
moto relativo con velocità v = . Consideriamo due
∆t
eventi A, B come da schema.
0
ct ct

B B
∆s c∆t 0 ∆s 0
c∆t
∆x A x0
A x 0
O O

Per l'osservatore O, i due


Per l'osservatore O 0, i due
eventi avvengono nella
eventi avvengono in tempi
stessa posizione, in tempi
e posizioni diverse.
Michele Perini diversi.Fisica 29 / 125
Cinematica relativistica Dilatazione dei tempi
Per la conservazione dell'intervallo spazio tempo si
ha:
¡ ¢2
(∆s)2 = ∆s 0
¡ ¢2
c 2 (∆t )2 − (∆x)2 = c 2 ∆t 0
µ 0 ¶2
∆x 2 2 ∆t
µ ¶
2
c − =c
∆t ∆t
µ 0 ¶2
2 2 2 ∆t
c −v =c
∆t
∆t 0
∆t = q = γ∆t 0
2
1 − vc 2
Michele Perini Fisica 30 / 125
Cinematica relativisticaContrazione delle lunghezze
0
Consideriamo un sistema di riferimento O e uno O in
∆x
moto relativo con velocità v = . Consideriamo un
∆t
segmento di lunghezza L nel sistema di O . Sia
0
l'evento A , il passaggio di O sulla prima estremità
0
del segmento, sia B , il passaggio di O sulla estremità
opposta del segmento.

Michele Perini Fisica 31 / 125


Cinematica relativisticaContrazione delle lunghezze
0
Consideriamo un sistema di riferimento O e uno O in
∆x
moto relativo con velocità v = . Consideriamo un
∆t
segmento di lunghezza L nel sistema di O . Sia
0
l'evento A , il passaggio di O sulla prima estremità
0
del segmento, sia B , il passaggio di O sulla estremità
opposta del segmento.
ct
B
∆s
c∆t
∆x = L
A x
O
Michele Perini Fisica 31 / 125
Cinematica relativisticaContrazione delle lunghezze
0
Consideriamo un sistema di riferimento O e uno O in
∆x
moto relativo con velocità v = . Consideriamo un
∆t
segmento di lunghezza L nel sistema di O . Sia
0
l'evento A , il passaggio di O sulla prima estremità
0
del segmento, sia B , il passaggio di O sulla estremità
opposta del segmento.
ct ct0
B B
∆s
c∆t c∆t 0 ∆s 0
∆x = L
A x A x0
O O0
Michele Perini Fisica 31 / 125
Cinematica relativisticaContrazione delle lunghezze
Per la conservazione dell'intervallo spazio tempo si ha:
¡ ¢2
(∆s)2 = ∆s 0
¡ ¢2
c 2 (∆t )2 − (∆x)2 = c 2 ∆t 0
La lunghezza L del segmento misurata da O è rappresentata
da ∆x mentre possiamo aermare che secondo O 0 il segmento
si è spostato di una distanza L 0 = v∆t 0 , quindi
µ ¶2 µ 0 ¶2
2 L 2 2 L
c −L = c
v v
s
0 v2 L
L = L 1− 2 =
c γ
Le misure di L e di L 0 non avvengono simultaneamente.
Michele Perini Fisica 32 / 125
Cinematica relativistica Trasformazioni di Lorentz
Consideriamo un sistema di riferimento O e uno O 0 in
0
moto relativo con velocità v rispetto a O , x ∥ x .
Entrambi gli osservatori descrivono un punto P .
All'istante 0 (per entrambi gli osservatori) essi sono
nello stesso punto.

vt

O x O0 x0 P

x0

vt0
Michele Perini Fisica 33 / 125
Cinematica relativistica Trasformazioni di Lorentz
La distanza O 0P nel sistema di O0 è misurata
direttamente, per O è x − vt, considerato quanto
visto sulla contrazione delle lunghezze si può scrivere:

x − vt
x0 = q = γ(x − v t )
v2
1 − c2

La distanza OP
nel sistema di O è misurata
0 0 0
direttamente, per O è x + v t , considerato quanto
visto sulla contrazione delle lunghezze si può scrivere:

x0 + v t 0
x=q = γ(x 0 + v t 0 )
2
1 − vc 2

Michele Perini Fisica 34 / 125


Cinematica relativistica Trasformazioni di Lorentz
Dalle due relazioni precedenti sostituendo x0 dalla
prima nella seconda otteniamo:

rx−v t + vt0
2
1− v 2
c t − cv2 x ³ v ´
x= q 0
→t = q =γ t − 2x
2 2 c
1 − vc 2 1 − vc 2

Le trasformazioni di Lorentz sono:

x 0 = γ(x x = γ(x 0 0
½ ½
¡ − vv t )¢ ↔ ¡ 0 + vv t )0 ¢
t = γ t − c2 x
0
t = γ t + c2 x

Michele Perini Fisica 35 / 125


Cinematica relativistica Velocità relative
Consideriamo un sistema di riferimento O e uno O 0 in
moto relativo con velocità v rispetto a O , x ∥ x 0.
All'istante 0 (per entrambi gli osservatori) essi sono
nello stesso punto P.

vO0

vP

O x O0 x0 P

v P0

Michele Perini Fisica 36 / 125


Cinematica relativistica Velocità relative

Utilizzando le trasformazioni di Lorentz si ottengono


le relazioni:

x γ(x 0 + v O 0 t 0 ) x 0 + v O 0 t 0 v P0 + v O 0
vP = = ¡ ¢= =
t γ t 0 + vO20 x 0 t 0 + vO0 x 0 v 0 v0
1 + Oc 2 P
c c2

x 0 γ(x − v O 0 t ) x − v O 0 t v P − v O 0
v P0 = 0= ¡ v 0 ¢= v 0 = v 0v
t γ t − cO2 x t − cO2 x 1 − Oc 2 P

Michele Perini Fisica 37 / 125


Cinematica relativistica Velocità relative
Le trasformazioni di Lorentz delle velocità possono
essere riscritte con le tangenti iperboliche e i fattori
di rapidità:

v0 vO0
v P0 + v O 0 vP c
P
+ c
vP = → = →
v O 0 v P0 c v O 0 v P0
1+ c2
1+ c c
0
tanh(α ) + tanh(β)
tanh(α) = 0
= tanh(α0 + β) →
1 + tanh(α ) tanh(β)
α = α0 + β
essendo α il fattore di rapidità del punto P visto da
O , α0 il fattore di rapidità del punto P visto da O 0 , β
0
il fattore di rapidità del punto O visto da O .
Michele Perini Fisica 38 / 125
Cinematica relativistica Eetto Doppler

Ricaveremo l'espressione dell'eetto Doppler per


onde elettromagnetiche (che si muovono a velocità di
modulo c) tra una sorgente S e un ricevente R con
una velocità relativa di modulo v. Lo schema riporta
una possibile modellizzazione.
R x 0
x S
In questo caso per il ricevente la velocità delle onde
elettromagnetiche sarà −c , per la sorgente sarà c.
Per la modellizzazione scelta in caso di avvicinamento
la velocità relativa per sorgente e ricevente sarà −v e
in caso di allontanamento sarà v.

Michele Perini Fisica 39 / 125


Cinematica relativistica Eetto Doppler
I diagrammi spazio-tempo rappresentano gli eventi:

A, partenza dalla sorgente di un primo segnale

Michele Perini Fisica 40 / 125


Cinematica relativistica Eetto Doppler
I diagrammi spazio-tempo rappresentano gli eventi:

A, partenza dalla sorgente di un primo segnale

B, partenza dalla sorgente di un secondo segnale

Michele Perini Fisica 40 / 125


Cinematica relativistica Eetto Doppler
I diagrammi spazio-tempo rappresentano gli eventi:

A, partenza dalla sorgente di un primo segnale

B, partenza dalla sorgente di un secondo segnale

C, arrivo al ricevente del secondo segnale

Michele Perini Fisica 40 / 125


Cinematica relativistica Eetto Doppler
I diagrammi spazio-tempo rappresentano gli eventi:

A, partenza dalla sorgente di un primo segnale

B, partenza dalla sorgente di un secondo segnale

C, arrivo al ricevente del secondo segnale

D, arrivo al ricevente del primo segnale

Michele Perini Fisica 40 / 125


Cinematica relativistica Eetto Doppler
I diagrammi spazio-tempo rappresentano gli eventi:

A, partenza dalla sorgente di un primo segnale

B, partenza dalla sorgente di un secondo segnale

C, arrivo al ricevente del secondo segnale

D, arrivo al ricevente del primo segnale

Michele Perini Fisica 40 / 125


Cinematica relativistica Eetto Doppler
I diagrammi spazio-tempo rappresentano gli eventi:

A, partenza dalla sorgente di un primo segnale

B, partenza dalla sorgente di un secondo segnale

C, arrivo al ricevente del secondo segnale

D, arrivo al ricevente del primo segnale

per il ricevente:
ct C
x
D
B

Michele Perini Fisica 40 / 125


Cinematica relativistica Eetto Doppler
I diagrammi spazio-tempo rappresentano gli eventi:

A, partenza dalla sorgente di un primo segnale

B, partenza dalla sorgente di un secondo segnale

C, arrivo al ricevente del secondo segnale

D, arrivo al ricevente del primo segnale


per la sorgente:
per il ricevente:
0
ct C ct C
x
D
B
B D
A
A x0
Michele Perini Fisica 40 / 125
Cinematica relativistica Eetto Doppler
Il periodo della sorgente è TS ( AB ), il periodo del
ricevente è TR (DC ). Per la conservazione
dell'intervallo spazio-tempo:

∆s 2AB = ∆s 02
½
AB
∆s DC = ∆s DC
2 02

c 2 ∆t AB
2
− ∆x 2AB = c 2 TS2
½

c 2 TR2 = c 2 ∆t DC
02
− ∆x DC
02
 ³ ´2
2 2 2 TS
c − v = c ∆t AB TS 2 TR 2

 µ ¶ µ ¶
´2 → =
∆t AB ∆t DC
³ 0

 c 2 T0R = c2 − v2
∆t DC

Michele Perini Fisica 41 / 125


Cinematica relativistica Eetto Doppler
Per concludere è suciente ricavare le relazioni tra
periodi e intervalli di tempo nei due sistemi di
riferimento:

Michele Perini Fisica 42 / 125


Cinematica relativistica Eetto Doppler
Per concludere è suciente ricavare le relazioni tra
periodi e intervalli di tempo nei due sistemi di
riferimento:
per il ricevente:
ct C
x
D
B
A
A(x A , c t A ), B (x B , c t B ),
C (0, cTR ), D(0, 0),
c t B = −x B + cTR ,
c t A = −x A .
Michele Perini Fisica 42 / 125
Cinematica relativistica Eetto Doppler
Per concludere è suciente ricavare le relazioni tra
periodi e intervalli di tempo nei due sistemi di
riferimento:
per il ricevente: per la sorgente:
ct C ct0
C
x
D
B
B D
A
A x0
A(x A , c t A ), B (x B , c t B ),
C (0, cTR ), D(0, 0), A(0, 0), B (0, cTS ),
c t B = −x B + cTR , C (xC0 , c tC0 ), D(x D0 , ct D0 ),
c t A = −x A . c tC0 = xC0 + cTS , ct D0 = x D0 .

Michele Perini Fisica 42 / 125


Cinematica relativistica Eetto Doppler

Michele Perini Fisica 43 / 125


Cinematica relativistica Eetto Doppler

ct B − ct A = −x B + x A + cTR

c∆t AB = −∆x AB + cTR


TR
c = −v + c
∆t AB
c
∆t AB = TR
c +v

Michele Perini Fisica 43 / 125


Cinematica relativistica Eetto Doppler

c tC0 − c t D0 = xC0 − x D
0
+ cTS
ct B − ct A = −x B + x A + cTR

0
c∆t DC = ∆x DC
0
+ cTS
c∆t AB = −∆x AB + cTR
TS
TR c = v +c
c = −v + c ∆t DC
0
∆t AB
c c
∆t AB = TR ∆t DC
0
= TS
c +v c −v

Michele Perini Fisica 43 / 125


Cinematica relativistica Eetto Doppler
in conclusione:
¶2 ¶2
TS TR
µ µ
=
∆t AB ∆t DC
0

à !2 à !2
TS TR
c = c
T
c+v R
T
c−v S

(c + v)TS2 = (c − v)TR2
r
c +v
TR = TS
c −v

Michele Perini Fisica 44 / 125


Cinematica relativistica Eetto Doppler
Relazioni dell'eetto Doppler per onde
elettromagnetiche:
r
c +v
TR = TS
c −v
r
c −v
fR = fS
c +v
r
c +v
λR = λS
c −v
³ ´2 ³ ´2 ³ ´2
TR λR f
TS
−1 λS
−1 1 − fRS
v = c ³ ´2 = c ³ ´2 =c ³ ´2
TR λR fR
TS
+ 1 λS
+ 1 1 + fS
Michele Perini Fisica 45 / 125
Cinematica relativistica Esempi

I muoni, modello semplicato (1)

I muoni sono particelle elementari che in laboratorio


−6
mostrano avere una vita di 1, 5 · 10 s . I raggi cosmici
interagendo con alcune particelle presenti
nell'atmosfera ad una altezza di 15km generano
muoni i quali giungono sulla supercie terrestre e poi
decadono. Quanto tempo impiegano i muoni a
giungere sulla supercie per un osservatore posto
sulla supercie terrestre? A quale velocità viaggiano?

Michele Perini Fisica 46 / 125


Cinematica relativistica Esempi
I muoni, modello semplicato (2)

Consideriamo gli eventi: P, generazione dei muoni;


A, arrivo dei muoni sulla terra.

Michele Perini Fisica 47 / 125


Cinematica relativistica Esempi
I muoni, modello semplicato (2)

Consideriamo gli eventi: P, generazione dei muoni;


A, arrivo dei muoni sulla terra.

Per l'osservatore a terra:


ct
A
∆s
c∆t
∆x
x
O P
∆x = 1, 5 · 104 m
Michele Perini Fisica 47 / 125
Cinematica relativistica Esempi
I muoni, modello semplicato (2)

Consideriamo gli eventi: P, generazione dei muoni;


A, arrivo dei muoni sulla terra.
Per un osservatore solidale
Per l'osservatore a terra:
con i muoni:
ct 0
ct
A
∆s A
c∆t
c∆t 0 ∆s 0
∆x
x
O P P x0
O0
∆x = 1, 5 · 10 m 4
∆t 0 = 1, 5 · 10−6 s
Michele Perini Fisica 47 / 125
Cinematica relativistica Esempi

I muoni, modello semplicato (3)

Per la conservazione dell'intervallo spazio-tempo si


ha:
¡ ¢2
(∆s)2 = ∆s 0
c 2 ∆t 2 − ∆x 2 = c 2 ∆t 02
s
∆x 2
∆t = ∆t 02 + 2
= 5, 005709366 · 10−5 s = 33, 3∆t 0
c
∆x m
v= = 2, 996578288 · 108 = 0, 9996c
∆t s
Michele Perini Fisica 48 / 125
Cinematica relativistica Esempi

Paradosso dei gemelli (1)

Di due fratelli gemelli uno fa l'astronauta, l'altro il


docente di sica. All'età di 30 anni il gemello
astronauta parte per Proxima Centauri (distante dalla
3, 97 · 1016 m Terra). La missione prevede di viaggiare
a velocità costante no a Proxima Centauri e poi
tornare indietro alla medesima velocità. Il gemello
docente di sica all'età di 70 anni si reca in Florida
ad accogliere il fratello in ritorno dalla missione e lo
trova più giovane di quanto egli sia. Che età ha il
fratello astronauta al suo rientro?
Michele Perini Fisica 49 / 125
Cinematica relativistica Esempi
Paradosso dei gemelli (2)

Consideriamo gli eventi: P , partenza dalla Terra del gemello astronauta;


A , arrivo su Proxima Centauri; R , ritorno sulla Terra della missione.

Michele Perini Fisica 50 / 125


Cinematica relativistica Esempi
Paradosso dei gemelli (2)

Consideriamo gli eventi: P , partenza dalla Terra del gemello astronauta;


A , arrivo su Proxima Centauri; R , ritorno sulla Terra della missione.
Per il gemello a terra:

ct R

c∆t 2 ∆s 2
A
c∆t 1 ∆s 1
∆x
x
P O
∆x = 3, 97 · 1016 m ,
∆t 1 + ∆t 2 = 1, 261 · 109 s
Michele Perini Fisica 50 / 125
Cinematica relativistica Esempi
Paradosso dei gemelli (2)

Consideriamo gli eventi: P , partenza dalla Terra del gemello astronauta;


A , arrivo su Proxima Centauri; R , ritorno sulla Terra della missione.
Per il gemello a terra:

ct R Per il gemello astronauta:

c∆t 2 ∆s 2 ct0
R
A
c∆t 20 ∆s 20
c∆t 1 ∆s 1 A
∆x
x c∆t 10 ∆s 10
P O P x0
∆x = 3, 97 · 1016 m ,
O0
∆t 1 + ∆t 2 = 1, 261 · 109 s
Michele Perini Fisica 50 / 125
Cinematica relativistica Esempi
Paradosso dei gemelli (3)
∆x ∆x
Essendo v = ∆t 1
= ∆t 2
→ ∆t 1 = ∆t 2 = 6, 307 · 108 s si ha
che v = 6, 295 · 107 ms = 0, 21c . Per la conservazione
degli intervalli spazio-tempo:

∆s 12 = ∆s 102 c ∆t 1 − ∆x 2 = c 2 ∆t 102
½ ½ 2 2
→ →
∆s 22 = ∆s 202 c 2 ∆t 22 − ∆x 2 = c 2 ∆t 202
 q
 ∆t 0 = ∆t 1 − v 2
1 1 c2
q
2
→ ∆t 10 + ∆t 20 = 1, 233 · 109 s
 ∆t 0 = ∆t 1 − v
2 2 c2
Il gemello astronauta torna più giovane del fratello insegnante
di 32,5 giorni, ha quindi 70 anni meno 32,5 giorni.
Michele Perini Fisica 51 / 125
Cinematica relativistica Esempi

Paradosso dei gemelli (4)

La conclusione a cui siamo giunti potrebbe sembrare paradossale o


contraddittoria perché in denitiva entrambi i gemelli partono e arrivano
nello stesso punto spazio-temporale, per quale motivo dovrebbero
giungervi in modi diversi? I due sistemi di riferimento (quello a Terra e
quello in volo) dovrebbero essere equivalenti. In realtà una dierenza c'è.
Il gemello rimasto a Terra ha viaggiato nello spazio-tempo in modo
uniforme, senza subire accelerazioni particolari. Il gemello sulla nave (pur
viaggiando a velocità uniforme a tratti) all'arrivo su Proxima Centauri ha
subito delle accelerazioni per poter invertire la sua velocità, questo fatto
giustica la dierenza tra i due gemelli al loro incontro.
Michele Perini Fisica 52 / 125
Cinematica relativistica Esempi

Gara di sgusci (1)

Tre sgusci, uno blu, uno verde e uno rosso stanno


gareggiando viaggiando in linea retta su un pianeta
dell'Orlo Esterno. Gli spettatori dalla tribuna sono
avvisati del fatto che lo sguscio blu viaggia ad una
velocità di 0, 7c , quello verde corre a 0, 8c mentre
quello rosso sfreccia a 0, 9c . A che velocità si
muovono gli sgusci blu e rosso rispetto al verde?

Michele Perini Fisica 53 / 125


Cinematica relativistica Esempi

Gara di sgusci (2)

Michele Perini Fisica 54 / 125


Cinematica relativistica Esempi

Gara di sgusci (2)

,
α

β ²

γ δ


Michele Perini Fisica 54 / 125


Cinematica relativistica Esempi

Gara di sgusci (2)

,
tanh α = 0, 7
α
 tanh β = 0, 8
β ²
 tanh γ = 0, 9
γ δ


Michele Perini Fisica 54 / 125


Cinematica relativistica Esempi

Gara di sgusci (3)

β+δ = γ → δ = γ−β →
v R = c tanh tanh−1 0, 9 − tanh−1 0, 8 = 0, 357c
¡ ¢

² = α−β →
v B = c tanh tanh−1 0, 7 − tanh−1 0, 8 = −0, 227c
¡ ¢

Michele Perini Fisica 55 / 125


Cinematica relativistica Esempi

Segnali dalla sonda (1)

Una sonda lanciata dalla Terra anni fa invia un


segnale (un'onda elettromagnetica) ogni secondo sul
nostro pianeta. I segnali della sonda si registrano sul
nostro pianeta ogni 1, 002s . A quale velocità sta
viaggiando la sonda rispetto alla Terra? Sonda e
Terra si stanno avvicinando o allontanando?

Michele Perini Fisica 56 / 125


Cinematica relativistica Esempi

Segnali dalla sonda (2)

R x x0 S
³ ´2
TR
TS
−1
v =c³ ´2 = 1, 998 · 10−3 c
TR
TS
+1

La velocità è positiva quindi pianeta e sonda si


stanno allontanando.

Michele Perini Fisica 57 / 125


Dinamica relativistica Enermoto
0
Consideriamo un sistema di riferimento O e uno O in
∆x
moto relativo con velocità v = . Consideriamo due
∆t
eventi A, B come da schema.

Michele Perini Fisica 58 / 125


Dinamica relativistica Enermoto
0
Consideriamo un sistema di riferimento O e uno O in
∆x
moto relativo con velocità v = . Consideriamo due
∆t
eventi A, B come da schema.

ct
B
∆s
c∆t
∆x
A x
O
Per l'osservatore O, i due
eventi avvengono in tempi
e posizioni diverse.
Michele Perini Fisica 58 / 125
Dinamica relativistica Enermoto
0
Consideriamo un sistema di riferimento O e uno O in
∆x
moto relativo con velocità v = . Consideriamo due
∆t
eventi A, B come da schema.
0
ct ct

B B
∆s c∆t 0 ∆s 0
c∆t
∆x A x0
A x 0
O O

Per l'osservatore O, i due


Per l'osservatore O 0, i due
eventi avvengono nella
eventi avvengono in tempi
stessa posizione, in tempi
e posizioni diverse.
Michele Perini diversi.Fisica 58 / 125
Dinamica relativistica Enermoto

Ricordiamo quanto precedentemente ricavato dalla


cinematica relativistica:

Il fattore di Lorentz γ= r 1
2
≥1
1− v 2
c

Michele Perini Fisica 59 / 125


Dinamica relativistica Enermoto

Ricordiamo quanto precedentemente ricavato dalla


cinematica relativistica:

Il fattore di Lorentz γ= r 1
2
≥1
1− v 2
c

∆t = γ∆t 0

Michele Perini Fisica 59 / 125


Dinamica relativistica Enermoto

Ricordiamo quanto precedentemente ricavato dalla


cinematica relativistica:

Il fattore di Lorentz γ= r 1
2
≥1
1− v 2
c

∆t = γ∆t 0

∆s 2 = ∆s 02 = c 2 ∆t 2 − ∆x 2 = c 2 ∆t 02

Michele Perini Fisica 59 / 125


Dinamica relativistica Enermoto
Denizione di enermoto
Similmente a quanto fatto in meccanica classica per la
quantità di moto deniamo un vettore relativistico detto
enermoto.
Per l'osservatore O l'enermoto è:

∆~s m ∆x m ∆x γmv
µ ¶ µ ¶ µ ¶
~ =m
E = =γ =
∆t 0 ∆t 0 c∆t ∆t c∆t γmc
Per l'osservatore O0 l'enermoto è:

∆~
s0m
µ ¶ µ ¶
~0 = m 0 0
E = =
∆t 0 ∆t 0 c∆t 0 mc
Così denito l'enermoto è un vettore parallelo alla linea universo per tutti
e due gli osservatori (esattamente come la quantità di moto classica).
Michele Perini Fisica 60 / 125
Dinamica relativistica Enermoto

modulo dell'enermoto

Il modulo dell'enermoto è lo stesso per l'osservatore


O e O 0 (per la conservazione dell'intervallo
spazio-tempo):

∆~ ~0 2
~2
s2
2 2 ∆s ~0 2
E =m = m = E
∆t 02 ∆t 02
Dalla conservazione del modulo dell'enermoto si
ottiene l'identità:

~0 2 → γ2 m 2 c 2 − v 2 = m 2 c 2
~2 = E
¡ ¢
E

Michele Perini Fisica 61 / 125


Dinamica relativistica Energia
Energia

Si accenna il calcolo del lavoro per portare una


particella di massa m da una velocità zero ad una
qualche velocità v (l'energia cinetica):
v v
1 1 0
Z Z
L=K = E ~0 ) =
~ d (E ~ d (E
E ~ ) = γmc 2 − mc 2
0 m 0 m
Chiamiamo energia totale, o semplicemente energia:

E = γmc 2
Chiamiamo energia a riposo la quantità:

E 0 = mc 2
Michele Perini Fisica 62 / 125
Dinamica relativistica Energia

Confronto tra energia cinetica classica e


relativistica

Michele Perini Fisica 63 / 125


Dinamica relativistica Energia

Confronto tra energia cinetica classica e


relativistica

Energia cinetica classica:

1 2 mc 2 ³ v ´2
K C = mv =
2 2 c
Energia cinetica relativistica:
 
1
K R = γ − 1 mc 2 =  q 2
¡ ¢
¡ v ¢2 − 1 mc
 
1− c

Michele Perini Fisica 63 / 125


Dinamica relativistica Energia

Confronto tra energia cinetica classica e


relativistica

Energia cinetica classica:

1 2 mc 2 ³ v ´2
K C = mv =
2 2 c
Energia cinetica relativistica:

K
 
1
K R = γ − 1 mc 2 =  q 2
¡ ¢
¡ v ¢2 − 1 mc
 
v
c
1− c

Michele Perini Fisica 63 / 125


Dinamica relativistica Energia

Confronto tra energia cinetica classica e


relativistica per v →0
à !
q 1 − 1 mc 2
2
KR 1−( vc )
lim = lim =
v→0 K C mc 2 v 2
v→0
¡ ¢
2 c
q x
³ ´
p 1 − 1
1−x 2 (1−x 2 )3 1
= lim 1 2
= lim = lim q ¢3 = 1
x→0 x x→0 x x→0 ¡
2 1 − x2

Michele Perini Fisica 64 / 125


Dinamica relativistica Energia e quantità di moto
Deniamo la quantità di moto relativistica come
p = γmv

Ricordando che E ~0 2
~2 = E si ottiene la relazione
relativistica tra energia e quantità di moto:

E2
2
− p 2 = m 2c 2
c
Michele Perini Fisica 65 / 125
Dinamica relativistica Energia e quantità di moto
Deniamo la quantità di moto relativistica come
p = γmv
Ricordiamo che l'energia relativistica vale
E = γmc 2

Ricordando che E ~0 2
~2 = E si ottiene la relazione
relativistica tra energia e quantità di moto:

E2
2
− p 2 = m 2c 2
c
Michele Perini Fisica 65 / 125
Dinamica relativistica Energia e quantità di moto
Deniamo la quantità di moto relativistica come
p = γmv
Ricordiamo che l'energia relativistica vale
E = γmc 2

γmv
µ ¶ µ ¶
~= p
L'enermoto per O è allora E =
γmc E
c

Ricordando che E ~0 2
~2 = E si ottiene la relazione
relativistica tra energia e quantità di moto:

E2
2
− p 2 = m 2c 2
c
Michele Perini Fisica 65 / 125
Dinamica relativistica Energia e quantità di moto
Deniamo la quantità di moto relativistica come
p = γmv
Ricordiamo che l'energia relativistica vale
E = γmc 2

γmv
µ ¶ µ ¶
~= p
L'enermoto per O è allora E =
γmc E
c
µ ¶
0 ~0 = 0
l'enermoto per O è E
mc
Ricordando che E ~0 2
~2 = E si ottiene la relazione
relativistica tra energia e quantità di moto:

E2
2
− p 2 = m 2c 2
c
Michele Perini Fisica 65 / 125
Dinamica relativistica Esempi

Particelle di massa nulla

La teoria della relatività assegna una quantità di


moto anche a particelle di massa nulla.
Dalla conservazione dell'enermoto per m=0 si
ottiene:
E2 E
2
− p2 = 0 → p =
c c

Michele Perini Fisica 66 / 125


Dinamica relativistica Esempi

Particelle di massa nulla

La teoria della relatività assegna una quantità di


moto anche a particelle di massa nulla.
Dalla conservazione dell'enermoto per m=0 si
ottiene:
E2 E
2
− p2 = 0 → p =
c c

Michele Perini Fisica 67 / 125


Dinamica relativistica Esempi

Non conservazione della massa (1)

Ipotizziamo che due particelle di massa m osservate


da un certo osservatore O, viaggino lungo la stessa
retta, in versi opposti con velocità entrambe v in
modulo. Ipotizziamo che le due particelle si scontrino
e si uniscano per formare una sola particella di massa
M. Ricaviamo dalla conservazione dell'enermoto la
velocità della particella dopo l'urto e la relazione tra
m e M.

Michele Perini Fisica 68 / 125


Dinamica relativistica Esempi

Non conservazione della massa (2)

Modellizziamo la situazione:

Michele Perini Fisica 69 / 125


Dinamica relativistica Esempi

Non conservazione della massa (2)

Modellizziamo la situazione:
Prima dell'urto le due
particelle per O:
ct

∆s 2 ∆s 1

x
O
Michele Perini Fisica 69 / 125
Dinamica relativistica Esempi

Non conservazione della massa (2)

Modellizziamo la situazione:
Prima dell'urto le due Dopo l'urto la particella
particelle per O: per O:
ct ct

∆s 2 ∆s 1
∆s

x x
O O
Michele Perini Fisica 69 / 125
Dinamica relativistica Esempi

Non conservazione della massa (3)

Secondo quanto modellizzato si ha:


 1
−r 1
  
r mv 2 2
mv
1− v 2 1− v 2
E~1 =  , E~2 = 
 c
  c

r 1 r 1


2
mc  
2
mc 
1− v 2 1− v 2
c c

Michele Perini Fisica 70 / 125


Dinamica relativistica Esempi

Non conservazione della massa (3)

Secondo quanto modellizzato si ha:


 1
−r 1
  
r mv 2 2
mv
1− v 2 1− v 2
E~1 =  , E~2 = 
 c
  c

r 1 r 1


2
mc  
2
mc 
1− v 2 1− v 2
c c

r 1
 
2
MV
1− V 2
~ =
 c

E
r 1


2
Mc 
1− V 2
c

Michele Perini Fisica 70 / 125


Dinamica relativistica Esempi

Non conservazione della massa (4)

Complessivamente quindi:
 
0
E~1 + E~2 =  r 2 mc 
2
1− v 2
c

Michele Perini Fisica 71 / 125


Dinamica relativistica Esempi

Non conservazione della massa (4)

Complessivamente quindi:
 
0
E~1 + E~2 =  r 2 mc 
2
1− v 2
c

r 1
 
2
MV
1− V 2
~ =
 c

E
r 1


2
Mc 
1− V 2
c

Michele Perini Fisica 71 / 125


Dinamica relativistica Esempi

Non conservazione della massa (5)

Per l'unico osservatore O l'enermoto si conserva (in


toto, non solo in modulo), ciò corrisponde alla
conservazione della quantità di moto totale e
dell'energia totale:

E~1 + E~2 = E
~

r 1
 
  MV 
0  V2
1− 2   V =0 2
r 2 = c → M = r
 mc r 1
m
1− 2 v2

2
Mc  
1− v
2
c 1− V 2 c2
c

Michele Perini Fisica 72 / 125


Dinamica relativistica Esempi

Non conservazione della massa (6)

Conclusioni:

V =0 signica che la velocità dell'unica


particella dopo l'urto è zero (conservazione della
quantità di moto)

Michele Perini Fisica 73 / 125


Dinamica relativistica Esempi

Non conservazione della massa (6)

Conclusioni:

V =0 signica che la velocità dell'unica


particella dopo l'urto è zero (conservazione della
quantità di moto)
2
M=r 2
m ≥ 2m (conservazione dell'energia)
1− v 2
c

Michele Perini Fisica 73 / 125


Dinamica relativistica Esempi

Non conservazione della massa (6)

Conclusioni:

V =0 signica che la velocità dell'unica


particella dopo l'urto è zero (conservazione della
quantità di moto)
2
M=r 2
m ≥ 2m (conservazione dell'energia)
1− v 2
c

l'energia cinetica persa durante l'urto si è


convertita in nuova massa

Michele Perini Fisica 73 / 125


Dinamica relativistica Massa relativistica
 . . . Le particelle elementari, protoni, neutroni,
elettroni, ecc. hanno ciascuna una massa ben
denita. La massa è con la carica elettrica una delle
grandezze fondamentali delle particelle elementari.
Esistono particelle, come il fotone, che hanno massa
nulla. Per queste l'espressione p = γmv non ha
senso. [. . . ] Anche i sistemi composti, come i nuclei,
gli atomi, le molecole e gli oggetti macroscopici
hanno ciascuno una massa. [. . . ] In molti libri si trova
usato il concetto di massa relativistica. Con questo
nome gli autori intendono il prodotto della massa m
con il fattore relativistico γ.
Michele Perini Fisica 74 / 125
Dinamica relativistica Massa relativistica
Con questa denizione la quantità di moto torna ad
essere il prodotto della massa (relativistica) per la
velocità. Naturalmente adesso la massa (relativistica)
diventa funzione della velocità. Questo concetto fu
introdotto da Lorentz nel 1899, sei anni prima della
creazione della teoria della relatività, in un momento
in cui la teoria era ancora confusa. È un concetto
arcaico quindi, che non ha utilità alcuna. Rimane
tuttavia presente in molte trattazioni anche
contemporanee. Noi non lo utilizzeremo mai.
Quando parleremo di massa intenderemo la costante
m che compare nella p = γmv .
Alessandro Bettini - Meccanica e Termodinamica, Zanichelli, 2000
Michele Perini Fisica 75 / 125
Atomi e Quanti

Un po' di cronistoria:
1896: viene scoperto il fenomeno della
radioattività, consistente nell'emissione di
particelle e/o radiazione da nuclei atomici
instabili

Michele Perini Fisica 76 / 125


Atomi e Quanti

Un po' di cronistoria:
1896: viene scoperto il fenomeno della
radioattività, consistente nell'emissione di
particelle e/o radiazione da nuclei atomici
instabili

1897: Thomson scopre l'elettrone come


costituente dei raggi catodici e Lorentz mette a
punto una teoria che descrive il comportamento
dell'elettrone in un campo magnetico

Michele Perini Fisica 76 / 125


Atomi e Quanti

1905-1907: gli studi teorici di Maxwell,


Boltzmann, Bose, Fermi, Einstein e Dirac e le
misure sperimentali sul moto Browniano (moto
casuale delle particelle di gas) confermano la
struttura molecolare della materia e conducono
ad una precisa determinazione del numero di
Avogadro

Michele Perini Fisica 77 / 125


Atomi e Quanti

1905-1907: gli studi teorici di Maxwell,


Boltzmann, Bose, Fermi, Einstein e Dirac e le
misure sperimentali sul moto Browniano (moto
casuale delle particelle di gas) confermano la
struttura molecolare della materia e conducono
ad una precisa determinazione del numero di
Avogadro

1910: Millikan determina la carica dell'elettrone

Michele Perini Fisica 77 / 125


Atomi e Quanti

1905-1907: gli studi teorici di Maxwell,


Boltzmann, Bose, Fermi, Einstein e Dirac e le
misure sperimentali sul moto Browniano (moto
casuale delle particelle di gas) confermano la
struttura molecolare della materia e conducono
ad una precisa determinazione del numero di
Avogadro

1910: Millikan determina la carica dell'elettrone

1911: Rutherford bombarda diversi materiali con


raggi α e ipotizza un modello atomico di tipo
planetario

Michele Perini Fisica 77 / 125


Atomi e Quanti Thomson
Esperimento di Thomson (modello semplicato)
Parte prima: selettore di velocità

Michele Perini Fisica 78 / 125


Atomi e Quanti Thomson
Esperimento di Thomson (modello semplicato)
Parte prima: selettore di velocità

· · ·
~
B
F~B
~ ~
E
· -·
v ·

F~E
· · ·

Michele Perini Fisica 78 / 125


Atomi e Quanti Thomson
Esperimento di Thomson (modello semplicato)
Parte prima: selettore di velocità

Gli elettroni estratti e


accelerati passano attraverso
· · · un campo elettro-magnetico
~
B no ad ottenere per loro una
F~B traiettoria rettilinea:
~ ~
E
· -·
v ·
FB = FE
F~E ¯ ¯ ¯ ¯
¯q ¯ vB = ¯q ¯ E
· · ·
E
v=
Michele Perini Fisica
B
78 / 125
Atomi e Quanti Thomson
Esperimento di Thomson (modello semplicato)
Parte seconda: spettrometro di massa

Michele Perini Fisica 79 / 125


Atomi e Quanti Thomson
Esperimento di Thomson (modello semplicato)
Parte seconda: spettrometro di massa

r
· · ·
~
B
F~B
· -·
~v ·

· · ·

Michele Perini Fisica 79 / 125


Atomi e Quanti Thomson
Esperimento di Thomson (modello semplicato)
Parte seconda: spettrometro di massa

Gli elettroni passano attraverso


lo stesso campo magnetico
r precedente, senza campo
· · ·
~ elettrico:
B
F~B
v2
· -·
~v · FB = m
r
2
¯q ¯ vB = m v
¯ ¯
· · · r
...
Michele Perini Fisica 79 / 125
Atomi e Quanti Thomson

Esperimento di Thomson (modello semplicato)


Parte seconda: spettrometro di massa

2
¯q ¯ vB = m v
¯ ¯
r
ricordando che nella prima parte dell'esperimento
E
abbiamo ottenuto v = :
B
¯ ¯
2 ¯q ¯
¯ ¯
¯q ¯ E = m E E 11 C
→ = = 1, 76 · 10
B 2r m B 2r kg

Michele Perini Fisica 80 / 125


Atomi e Quanti Millikan
Esperimento di Millikan (modello semplicato)

Michele Perini Fisica 81 / 125


Atomi e Quanti Millikan
Esperimento di Millikan (modello semplicato)

F~E
~
E
-

F~g

Michele Perini Fisica 81 / 125


Atomi e Quanti Millikan
Esperimento di Millikan (modello semplicato)

Gocce d'olio cariche di massa


nota m vengono tenute in
equilibrio con la forza di
gravità tramite l'applicazione
F~E di un campo elettrico:
~
E
-
F g = FE
F~g ¯ ¯
mg = ¯q ¯ E
¯ ¯ mg
¯q ¯ = = 1, 60 · 10−19C
E
Michele Perini Fisica 81 / 125
Atomi e Quanti Corpo nero
Un corpo nero è un oggetto ideale che assorbe tutta la
radiazione elettromagnetica incidente senza rietterla
all'esterno. Può essere modellizzato come una cavità con
pareti interne riettenti. Il corpo nero assorbe le radiazioni ma
se aprissimo la cavità le radiazioni intrappolate inizierebbero
ad irradiarsi presentando le medesime caratteristiche delle
radiazioni intrappolate all'interno della cavità.

::::
::

::
::
::

::
:: :: :: ::
::

:::: :::: ::::corpo nero radiante


::

::
corpo nero assorbente ::::

:: :: :::
→ ←
::

:::: ::
::
::
:::: :
::

::
::::
::

::

Michele Perini Fisica 82 / 125


Atomi e Quanti Corpo nero
Una buona approssimazione sperimentale di un corpo
nero è una sfera metallica incandescente; della sfera è
possibile registrare emissioni elettromagnetiche in
funzione della temperatura. Anche le stelle e le
lampadine ad incandescenza sono in buona
approssimazione un corpo nero radiante. Ciò di cui ci
occuperemo sarà lo studio dello spettro di un corpo
nero, cioè lo studio delle caratteristiche delle
radiazioni emesse da un corpo nero. Il modello della
cavità è utilizzato per poter dedurre in modo teorico
le leggi che descrivono le caratteristiche delle
radiazioni del corpo nero.

Michele Perini Fisica 83 / 125


Atomi e Quanti Corpo nero

Fenomeni e risultati sperimentali

Michele Perini Fisica 84 / 125


Atomi e Quanti Corpo nero

Fenomeni e risultati sperimentali


dI
df

Michele Perini Fisica 84 / 125


Atomi e Quanti Corpo nero

Fenomeni e risultati sperimentali


dI
df

Michele Perini Fisica 84 / 125


Atomi e Quanti Corpo nero

Fenomeni e risultati sperimentali

lo spettro di emissione delle


frequenze del corpo nero varia
al variare della temperatura
dI
df

Michele Perini Fisica 84 / 125


Atomi e Quanti Corpo nero

Fenomeni e risultati sperimentali

lo spettro di emissione delle


frequenze del corpo nero varia
al variare della temperatura
dI
df

legge di Wien: il massimo


dell'intensità di emissione si
ha per f = 5, 88 · 1010 s −1 K −1 T

Michele Perini Fisica 84 / 125


Atomi e Quanti Corpo nero

Fenomeni e risultati sperimentali

lo spettro di emissione delle


frequenze del corpo nero varia
al variare della temperatura
dI
df

legge di Wien: il massimo


dell'intensità di emissione si
ha per f = 5, 88 · 1010 s −1 K −1 T
legge di Stefan - Boltzmann:
f I t ot = σT 4

Michele Perini Fisica 84 / 125


Atomi e Quanti Corpo nero

Previsioni sica classica

Michele Perini Fisica 85 / 125


Atomi e Quanti Corpo nero

Previsioni sica classica


dI
df

Michele Perini Fisica 85 / 125


Atomi e Quanti Corpo nero

Previsioni sica classica


dI
df

Michele Perini Fisica 85 / 125


Atomi e Quanti Corpo nero

Previsioni sica classica

curva di RayleighJeans
( y = T x 2 ): derivata
dall'ipotesi che le radiazioni
nella cavità siano onde
elettro-magnetiche come
dI
df

descritte dalle leggi di


Maxwell, in accordo con i dati
sperimentali per basse
frequenze

Michele Perini Fisica 85 / 125


Atomi e Quanti Corpo nero

Previsioni sica classica

curva di RayleighJeans
( y = T x 2 ): derivata
dall'ipotesi che le radiazioni
nella cavità siano onde
elettro-magnetiche come
dI
df

descritte dalle leggi di


Maxwell, in accordo con i dati
sperimentali per basse
frequenze
x
curva di Wien ( y = x 3 e − T ):
in accordo con legge di
f Stefan-Boltzmann e con i dati
sperimentali alle alte
frequenze
Michele Perini Fisica 85 / 125
Atomi e Quanti Corpo nero

Spiegazione di Planck

Michele Perini Fisica 86 / 125


Atomi e Quanti Corpo nero

Spiegazione di Planck
dI
df

Michele Perini Fisica 86 / 125


Atomi e Quanti Corpo nero

Spiegazione di Planck

x3
Curva di Planck ( y = x ) in pieno
e T −1
accordo con i dati e le leggi
sperimentali di Wien e
Stefan-Boltzmann. Derivata
dall'ipotesi che:
dI
df

Michele Perini Fisica 86 / 125


Atomi e Quanti Corpo nero

Spiegazione di Planck

x3
Curva di Planck ( y = x ) in pieno
e T −1
accordo con i dati e le leggi
sperimentali di Wien e
Stefan-Boltzmann. Derivata
dall'ipotesi che:
dI
df

le radiazioni nella cavità si


comportino come particelle
(fotoni) tra loro indistinguibili

Michele Perini Fisica 86 / 125


Atomi e Quanti Corpo nero

Spiegazione di Planck

x3
Curva di Planck ( y = x ) in pieno
e T −1
accordo con i dati e le leggi
sperimentali di Wien e
Stefan-Boltzmann. Derivata
dall'ipotesi che:
dI
df

le radiazioni nella cavità si


comportino come particelle
(fotoni) tra loro indistinguibili
i fotoni possano assumere
livelli energetici numerabili
f all'interno della cavità

Michele Perini Fisica 86 / 125


Atomi e Quanti Corpo nero

Spiegazione di Planck

x3
Curva di Planck ( y = x ) in pieno
e T −1
accordo con i dati e le leggi
sperimentali di Wien e
Stefan-Boltzmann. Derivata
dall'ipotesi che:
dI
df

le radiazioni nella cavità si


comportino come particelle
(fotoni) tra loro indistinguibili
i fotoni possano assumere
livelli energetici numerabili
f all'interno della cavità
l'energia di un fotone
(quanto) sia pari a E = h f
Michele Perini Fisica 86 / 125
Atomi e Quanti Quantità di moto dei fotoni

Da quanto ipotizzato per spiegare la radiazione da


corpo nero la radiazione elettromagnetica ha anche
caratteristiche corpuscolari, i corpuscoli legati alle
onde elettromagnetiche, i fotoni hanno massa nulla e
energia dipendente dalla frequenza E =hf .
Utilizzano anche quanto previsto dalla teoria della
relatività per la quantità di moto delle particelle di
massa nulla si ha che la quantità di moto di un
fotone vale:
E hf h
p= = =
c c λ

Michele Perini Fisica 87 / 125


Atomi e Quanti Eetto fotoelettrico

Fenomeni e risultati sperimentali

Michele Perini Fisica 88 / 125


Atomi e Quanti Eetto fotoelettrico

Fenomeni e risultati sperimentali

:: v
:
::::::
::: -

Michele Perini Fisica 88 / 125


Atomi e Quanti Eetto fotoelettrico

Fenomeni e risultati sperimentali

Radiazioni elettromagnetiche che


incidono su una lastra di metallo
consentono estrazione di elettroni
dalla lastra:
:: v
:
::::::
::: -

Michele Perini Fisica 88 / 125


Atomi e Quanti Eetto fotoelettrico

Fenomeni e risultati sperimentali

Radiazioni elettromagnetiche che


incidono su una lastra di metallo
consentono estrazione di elettroni
dalla lastra:
:: v l'estrazione degli elettroni
:
:::::: avviene solo se la lastra viene
::: - colpita con radiazioni di
frequenza superiore ad una
certa frequenza ( f 0 )
dipendente dal materiale di
cui è fatta la lastra

Michele Perini Fisica 88 / 125


Atomi e Quanti Eetto fotoelettrico

Fenomeni e risultati sperimentali

Radiazioni elettromagnetiche che


incidono su una lastra di metallo
consentono estrazione di elettroni
dalla lastra:
:: v l'estrazione degli elettroni
:
:::::: avviene solo se la lastra viene
::: - colpita con radiazioni di
frequenza superiore ad una
certa frequenza ( f 0 )
dipendente dal materiale di
cui è fatta la lastra
l'estrazione, se avviene, è
istantanea
Michele Perini Fisica 88 / 125
Atomi e Quanti Eetto fotoelettrico

Previsioni sica classica

l'estrazione degli elettroni dovrebbe essere


possibile con qualsiasi tipo di radiazione purché
sia sucientemente intenso

Michele Perini Fisica 89 / 125


Atomi e Quanti Eetto fotoelettrico

Previsioni sica classica

l'estrazione degli elettroni dovrebbe essere


possibile con qualsiasi tipo di radiazione purché
sia sucientemente intenso

l'estrazione degli elettroni è prevista con un


certo ritardo temporale rispetto all'inizio
dell'irradiazione della lastra soprattutto per
radiazioni a bassa intensità

Michele Perini Fisica 89 / 125


Atomi e Quanti Eetto fotoelettrico

Previsioni sica classica

l'estrazione degli elettroni dovrebbe essere


possibile con qualsiasi tipo di radiazione purché
sia sucientemente intenso

l'estrazione degli elettroni è prevista con un


certo ritardo temporale rispetto all'inizio
dell'irradiazione della lastra soprattutto per
radiazioni a bassa intensità

l'energia cinetica degli elettroni estratti


dovrebbe aumentare con l'aumentare
dell'intensità della radiazione incidente
Michele Perini Fisica 89 / 125
Atomi e Quanti Eetto fotoelettrico

Spiegazione di Einstein

L'energia della radiazione incidente (considerata


come fotoni) hf va in parte in energia cinetica
dell'elettrone estratto (K e ) e in parte in lavoro di
estrazione dell'elettrone dal metallo (L ). Se tutta
l'energia dei fotoni incidenti viene utilizzata per
l'espulsione degli elettroni essi vengono espulsi con
energia cinetica massima (K e M AX ), in questo caso:

L
Ke M AX = hf −L ≥ 0 → f ≥ = f0
h

Michele Perini Fisica 90 / 125


Atomi e Quanti Eetto Compton

Fenomeni e risultati sperimentali


Atomi e Quanti Eetto Compton

Fenomeni e risultati sperimentali

λ
:::: -
Atomi e Quanti Eetto Compton

Fenomeni e risultati sperimentali

λ
:::: -
Atomi e Quanti Eetto Compton

Fenomeni e risultati sperimentali

λ
:::: ::::
-
Atomi e Quanti Eetto Compton

Fenomeni e risultati sperimentali

Raggi X di lunghezza
d'onda λ interagendo con

λ0 : elettroni liberi vengono


:
::
diusi e la loro lunghezza
λ
:::: - α
:::: d'onda varia secondo la
β legge sperimentale:

-
λ0 − λ = k (1 − cos(α))

con k = 2, 43 · 10−12 m .
Michele Perini Fisica 91 / 125
Atomi e Quanti Eetto Compton

Previsioni sica classica

L'interazione tra le onde elettromagnetiche e


particelle come gli elettroni secondo quanto previsto
dalla sica classica dovrebbe dar luogo ad un
assorbimento delle onde elettromagnetiche e ad una
loro successiva remissione con la medesima frequenza
di assorbimento nel sistema di riferimento in cui
l'elettrone è a riposo. L'onda dovrebbe presentare
una lunghezza d'onda di poco diversa nel sistema del
laboratorio come previsto dall'eetto Doppler. Queste
previsioni non spiegano i risultati sperimentali.
Michele Perini Fisica 92 / 125
Atomi e Quanti Eetto Compton
Spiegazione con conservazione enermoto
 hf

y c
~ =
E  0


hf
c
+ me c
λ
:::: -
x
Atomi e Quanti Eetto Compton
Spiegazione con conservazione enermoto
 hf

y c
~ =
E  0


hf
c
+ me c
λ
:::: ::::
-
x
Atomi e Quanti Eetto Compton
Spiegazione con conservazione enermoto
 hf

y c
~ =
E 0

λ0  
hf

::: c
+ me c
:
λ
:::: ::::
-
α
β hf 0
 
x c cos(α) + γm e v cos(β)
~0 =  hf 0
 
c sin(α)0 − γm e v sin(β)
E 


hf
- c + γm e c

~
v

Michele Perini Fisica 93 / 125


Atomi e Quanti Eetto Compton

Spiegazione con conservazione enermoto

Dalla conservazione dell'enermoto si ricavano le


equazioni:

hf hf 0
= cos(α) + γm e v cos(β) (1)
c c
hf 0
0= sin(α) − γm e v sin(β) (2)
c
hf hf 0
+ me c = + γm e c (3)
c c
Michele Perini Fisica 94 / 125
Atomi e Quanti Eetto Compton

Spiegazione con conservazione enermoto

Dalla equazione 1 (equivalente alla conservazione


della quantità di moto lungo x) si può ricavare:


γm e v cos(β) = f − f 0 cos(α)
¢
(4)
c
dalla equazione 2 (equivalente alla conservazione
della quantità di moto lungo y) si può ricavare:

hf 0
γm e v sin(β) = sin(α) (5)
c
Michele Perini Fisica 95 / 125
Atomi e Quanti Eetto Compton

Spiegazione con conservazione enermoto

Ricordando che cos2 (β) + sin2 (β) = 1 dalle equazioni


4 e 5 si può ricavare:

2 2 h2 2
γ v m e2 = 2 ( f + f 02 − 2 f f 0 cos(α)) (6)
c
dalla equazione 3 (equivalente alla conservazione
dell'energia) si può ottenere:

h ¡
γ−1 = 0
¢
f − f (7)
me c 2
Michele Perini Fisica 96 / 125
Atomi e Quanti Eetto Compton

Spiegazione con conservazione enermoto

L'equazione 6 si può riscrivere come:

h2
γ v = 2 2 ( f 2 + f 02 − 2 f f 0 cos(α))
2 2
(8)
c me

l'equazione 7 può diventare, isolando γ ed elevando


al quadrato:

2 h2 ¡ ¢2 2h ¡
γ = 2 4 f − f 0 +1+ 0
¢
f − f (9)
me c me c 2

Michele Perini Fisica 97 / 125


Atomi e Quanti Eetto Compton

Spiegazione con conservazione enermoto

Utilizzando l'identità γ2 v 2 = c 2 (γ2 − 1) con le


equazioni 8 e 9 si ottiene:

h2 h2 ¡ ¢2 2h ¡
( f 2 + f 02 − 2 f f 0 cos(α)) = f −f0 f −f0
¢
2
+
c 2m e m e2 c 2 me
(10)
dalla 10 si può ricavare:

1 1 h
− = (1 − cos(α)) (11)
f 0 f me c 2

Michele Perini Fisica 98 / 125


Atomi e Quanti Eetto Compton

Spiegazione con conservazione enermoto

Ricordando che λ= c
f
e λ0 = c
f0
dalla 11 si ottiene la

relazione:
h
λ0 − λ = (1 − cos(α)) (12)
me c
L'equazione 12 è in perfetto accordo con i risultati
sperimentali. L'eetto Compton con la sua
spiegazione mostrano che i fotoni interagiscono con
le altre particelle evidenziandone una natura
corpuscolare oltre che ondulatoria (come previsto
dalla teoria classica delle onde elettro-magnetiche).
Michele Perini Fisica 99 / 125
Atomi e Quanti Eetto Compton

Spiegazione con conservazione enermoto

Dalla 12 si può ricavare:

h
λ0 = λ + (1 − cos(α)) → λ0 ≥ λ (13)
me c

L'ultima disequazione mostra che il fotone deesso


ha una lunghezza d'onda più elevata rispetto al
fotone incidente e ciò è dovuto al fatto che parte
dell'energia del fotone incidente è stata acquisita
dall'elettrone. L'energia del fotone deesso dunque è
minore rispetto all'energia del fotone incidente.
Michele Perini Fisica 100 / 125
Atomi e Quanti Particelle e onde
Il comportamento del corpo nero, l'eetto fotoelettrico e
l'eetto Compton sono spiegabili attribuendo caratteristiche
corpuscolari alle onde elettro-magnetiche. Anche le particelle
presentano caratteristiche ondulatorie. Se si eettua un
esperimento alla Young con un fascio di elettroni si ottiene
una distribuzione degli elettroni che rispecchia le gure di
interferenza ottenute con le onde elettromagnetiche.

sorgente di elettroni fenditure schermo

Michele Perini Fisica 101 / 125


Atomi e Quanti Meccanica Quantistica
La meccanica quantistica è una descrizione probabilistica della realtà per
la quale la posizione di una particella nello spazio e nel tempo è descritta
da una funzione d'onda Ψ(x, t ) il cui quadrato è la densità di probabilità
della particella di trovarsi in una data posizione in un certo istante di
tempo.
Ψ2 (x, t )

(x, t )

L'area sotto la Ψ2 (x, t ) rappresenta la probabilità di trovare la particella


in un certo volume spaziale in un certo intervallo di tempo.
Michele Perini Fisica 102 / 125
Atomi e Quanti Meccanica Quantistica
Dal paradigma descrittivo della realtà della
meccanica quantistica:
si può denire un modello atomico coerente con
la quantizzazione dei livelli energetici e del
momento angolare

Michele Perini Fisica 103 / 125


Atomi e Quanti Meccanica Quantistica
Dal paradigma descrittivo della realtà della
meccanica quantistica:
si può denire un modello atomico coerente con
la quantizzazione dei livelli energetici e del
momento angolare
si ricava lo spin come caratteristica particellare

Michele Perini Fisica 103 / 125


Atomi e Quanti Meccanica Quantistica
Dal paradigma descrittivo della realtà della
meccanica quantistica:
si può denire un modello atomico coerente con
la quantizzazione dei livelli energetici e del
momento angolare
si ricava lo spin come caratteristica particellare
si dimostra il principio di esclusione di Pauli

Michele Perini Fisica 103 / 125


Atomi e Quanti Meccanica Quantistica
Dal paradigma descrittivo della realtà della
meccanica quantistica:
si può denire un modello atomico coerente con
la quantizzazione dei livelli energetici e del
momento angolare
si ricava lo spin come caratteristica particellare
si dimostra il principio di esclusione di Pauli
si dimostra che quantità di moto e posizione di
una particella non possono essere misurate
contemporaneamente, se si conosce in modo
molto preciso una delle due si perdono
informazioni sull'altra (principio di
indeterminazione di Heisenberg)
Michele Perini Fisica 103 / 125
Atomi e Quanti Meccanica Quantistica

si teorizza che l'energia di una particella sia


costante su lunghi intervalli di tempo ma che
possa non esserlo per tempi relativamente brevi

ATTENZIONE: le incertezze nelle misure


quantistiche non dipendono dalle modalità tecniche
di eettuazione della misura e non sono teorizzate a
priori ma sono una conseguenza della particolare
descrizione probabilistica della realtà.

Michele Perini Fisica 104 / 125


Atomi e Quanti Meccanica Quantistica

si teorizza che l'energia di una particella sia


costante su lunghi intervalli di tempo ma che
possa non esserlo per tempi relativamente brevi

si spiega come sia possibile per alcune particelle


superare barriere energetiche classicamente non
superabili (eetto tunnel).

ATTENZIONE: le incertezze nelle misure


quantistiche non dipendono dalle modalità tecniche
di eettuazione della misura e non sono teorizzate a
priori ma sono una conseguenza della particolare
descrizione probabilistica della realtà.

Michele Perini Fisica 104 / 125


Fisica e matematica Derivate

Simboli di derivazione:

df
f 0 (t ) = = D( f (t ))
dt
Derivata di una funzione vettoriale:
d fx
 

~ d~
f dt
= D( ~
d fy
f 0 (t ) = f (t )) = 
 
dt dt

d fz
dt

Michele Perini Fisica 105 / 125


Fisica e matematica Derivate

Cinematica:
 
x(t )
~
S(t ) =  y(t ) 
z(t )
 d x(t )  
0 
x (t )
d~ d t
S(t )  d y(t )   0
~v (t ) = =  d t  = y (t ) 
dt d z(t ) z 0 (t )
dt
 d v (t )  
x
x 00 (t )

d~ d t
v (t )  d v y (t )   00
~
a (t ) = =  d t  = y (t ) 
dt d v z (t ) z 00 (t )
dt
Michele Perini Fisica 106 / 125
Fisica e matematica Derivate

Moto rettilineo uniformemente accelerato

1
x(t ) = at 2 + v(0)t + x(0)
2
v(t ) = x 0 (t ) = at + v(0)
a(t ) = x 00 (t ) = a

Michele Perini Fisica 107 / 125


Fisica e matematica Derivate

Moto circolare uniforme: velocità


tangenziale e accelerazione centripeta (1)

µ ¶
~ r cos(ωt )
S(t ) =
r sin(ωt )
d~S(t ) −r ω sin(ωt )
µ ¶
~v (t ) = =
dt r ω cos(ωt )
d~v (t ) −r ω2 cos(ωt )
µ ¶
~
a (t ) = =
dt −r ω2 sin(ωt )

Michele Perini Fisica 108 / 125


Fisica e matematica Derivate

Moto circolare uniforme: velocità


tangenziale e accelerazione centripeta (2)

−r ω sin(ωt )
µ ¶µ ¶
~ r cos(ωt )
S(t )·~
v (t ) = 0 → · =0→~
S(t ) ⊥ ~
v (t )
r sin(ωt ) r ω cos(ωt )

a (t ) = −ω2~
~ a (t ) ∥ ~
S(t ) → ~ S(t )
q
v (t )| = (−r ω sin(ωt ))2 + (r ω cos(ωt ))2 = r ω
v = |~
v2
q
¢2 ¡ ¢2 2
−r ω cos(ωt ) + −r ω sin(ωt ) = r ω =
¡
a = |~
a (t )| = 2 2
r

Michele Perini Fisica 109 / 125


Fisica e matematica Derivate

Alternatore

d ΦB
V =−
dt
d (SB cos(ωt )) d (cos(ωt ))
V =− = −SB =
dt dt
= SB ω sin(ωt )

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Fisica e matematica Equazioni dierenziali

Equazioni dierenziali omogenee del primo


ordine a coecienti costanti

y = f (t )
dy dy
y0 = k y → = k y → (se y 6= 0) = kd t →
dt y
dy
Z Z
¯ ¯
= kd t → ln(¯ y ¯) +C 1 = kt +C 2 →
y
ln(¯ y ¯) = kt +C 3 → ¯ y ¯ = e kt +C 3 → ¯ y ¯ = e C 3 e kt →
¯ ¯ ¯ ¯ ¯ ¯

y = C 4 e kt

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Fisica e matematica Equazioni dierenziali

Equazioni dierenziali non omogenee del


primo ordine a coecienti costanti

y = f (t )
h
y 0 = k y + h → y = C e kt −
k

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Fisica e matematica Equazioni dierenziali
Equazioni dierenziali del secondo ordine a
coecienti costanti

y = f (t )
a y 00 + b y 0 + c y = 0
p p
−b+ b 2 −4ac −b− b 2 −4ac
2 t t
se b − 4ac > 0 → y = c 1 e 2a + c2e 2a

−b
se b 2 − 4ac = 0 → y = e 2a t (c 1 + c 2 t )

2
à à pse b − 4ac <! 0 → Ãp !!
−b −b 2 + 4ac −b 2 + 4ac
y = e 2a t c 1 cos t + c 2 sin t
2a 2a
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Fisica e matematica Equazioni dierenziali

Oscillatore armonico

F e = ma → −kx = mx 00
se x(0) = A e x 0 (0) = 0:
s 
k 
x = A cos  t
m
s s 
k k 
v = x 0 = −A sin  t
m m
s 
k k 
a = x 00 = −A cos  t
m m

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Fisica e matematica Equazioni dierenziali

Pendolo

F = ma → −mg sin(γ) = mLα → −g sin(γ) = Lγ00


se γ ≈ 0 → −g γ = Lγ00 e γ0 (0) = 0 e γ(0) = A :
µr s
g L

γ = A cos t → T = 2π
L g
r µr ¶
0 g g
ω = x = −A sin t
L L
µr ¶
00 g g
α = x = −A cos t
L L

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Fisica e matematica Equazioni dierenziali

Circuiti RC, fase di carica, Q(0) = 0

Q(t ) Q(t )
E − I (t )R − = 0 → E −Q 0 (t )R − =0
C C
³ t
´
Q(t ) = E C 1 − e − RC

E −t
I (t ) = Q 0 (t ) = e RC
R

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Fisica e matematica Equazioni dierenziali

Circuiti RC, fase di scarica

Q(t ) Q(t )
−I (t )R − = 0 → −Q 0 (t )R − =0
C C
t
Q(t ) = Q(0)e − RC
Q(0) − t
I (t ) = Q 0 (t ) = − e RC
RC

Michele Perini Fisica 117 / 125


Fisica e matematica Equazioni dierenziali

Circuiti RL, con generatore di tensione


continua, I (0) = 0

E − I (t )R − LI 0 (t ) = 0
E³ − Rt
´
I (t ) = 1−e L
R

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Fisica e matematica Equazioni dierenziali

Circuiti RL, senza generatore di tensione


continua

−I (t )R − LI 0 (t ) = 0
Rt
I (t ) = I (0)e − L

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Fisica e matematica Equazioni dierenziali

Circuiti LC, con Q(0) = 0

Q(t ) Q(t )
−LI 0 (t ) − = 0 → −LQ 00 (t ) − =0
C C
p t
µ ¶
Q(t ) = I (0) LC sin p
LC
t
µ ¶
0
I (t ) = Q (t ) = I (0) cos p
LC

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Fisica e matematica Integrali

Potenza media dissipata su una resistenza in


tensione alternata

1 T V 2 (t ) 1 T Vmax 2
sin2 (ωt )
Z Z
P= dt = dt =
T 0 R T 0 R
2 Z T 2 Z T
Vmax 2 Vmax 1 − cos(2ωt )
sin (ωt )d t = dt =
TR 0 TR 0 2
2 2
sin(2ωt ) T
Z T
Vmax Vmax
· ¸
1 − cos(2ωt )d t = t− =
2T R 0 2T R 2ω 0
2 2
V V
· ¸
sin(4π)
= max T − = max
2T R 2ω 2R
Michele Perini Fisica 121 / 125
Fisica e matematica Integrali

Lavoro in trasformazioni isoterme

B B
nRT
Z Z
L AB = P dV = dV =
A A V
B
dV
Z
= nRT = nRT [ln(V )]BA =
A V
VB
µ ¶
= nRT ln
VA

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Fisica e matematica Integrali

Legge di Stefan-Boltzmann dalla curva di


Wien (a meno di costanti moltiplicative) (1)
Z
x x ¡
x 3 e − T d x = e − T ax 3 + bx 2 + c x + d
¢

a 3 b 2 ³ c´ d
· µ ¶ ¸
3 − Tx − Tx
x e =e − x + 3a − x + 2b − x +c −
T T T T

− Ta = 1


  a = −T
b
b = −3T 2
 
3a − T = 0
 


 2b − Tc = 0 
 c = −6T 3
 c− d =0 d = −6T 4
 
T
Michele Perini Fisica 123 / 125
Fisica e matematica Integrali

Legge di Stefan-Boltzmann dalla curva di


Wien (a meno di costanti moltiplicative) (2)
Z
x x ¡
x 3 e − T d x = e − T −T x 3 − 3T 2 x 2 − 6T 3 x − 6T 4
¢

+∞ +∞
dI
Z Z
f
I t ot = df = f 3e − T d f =
0 df 0
h f
3 2 2 3 4
¢i+∞
−T
= 6T 4
¡
= e −T f − 3T f − 6T f − 6T
0

Michele Perini Fisica 124 / 125


Fisica e matematica Sistemi caotici
Condizioni iniziali molto simili non garantiscono
comportamenti dello stesso tipo anche in sistemi sici molto
semplici. Qui sono simulati due pendoli doppi con condizioni
iniziali vicine.

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