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SENTIERO MARIANO

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SERAFICO
TO A E T
20 DIT
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Testo legislativo dell’Associazione
IG RIA RI

MISSIONE DELL’IMMACOLATA MEDIATRICE


FR A PY
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Casa Mariana Editrice

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TO A E T
20 DIT
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IG RIA RI
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“Sentiero Mariano Serafico”


Casa Mariana Editrice
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Via Piano della Croce


83040 Frigento (AV)
Tel/fax: 0825/444415
e-mail: cm.editrice@immacolata.ws

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PRESENTAZIONE

Il «Sentiero Mariano Serafico» è il testo legislativo


dell’Associazione pubblica di fedeli appartenente agli Istituti religiosi
dei Frati e delle Suore Francescani dell’Immacolata, denominata
«Missione dell’Immacolata Mediatrice».

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In esso è contenuto:

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a) lo Statuto MIM (norma generale dell’Associazione Missione

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dell’Immacolata Mediatrice);

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b) il Direttorio generale MIM (commento e guida pratica dello Sta-

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tuto);
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c) la Traccia Mariana e le Costituzioni del TOFI;
d) il libretto delle preghiere.
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Si può ben dire, che il Sentiero Mariano Serafico è un vero vade-


mecum per tutti i membri della MIM. Con questo vademecum, infatti,
ogni membro della MIM è chiamato a percorrere un «sentiero» di gra-
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zia e di santificazione «nella luce dell’Immacolata» e sui passi di san


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Francesco d’Assisi, è chiamato a percorrere nel mondo il sentiero della


vita evangelica con la guida e l’aiuto dei Francescani dell’Immacolata,
frati e suore.
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Ciò che san Francesco d’Assisi diceva della Regola per i


frati possiamo estenderlo e riferirlo anche a questo Sentiero
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Mariano Serafico. Il Serafico Padre diceva che la Regola dei


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Frati Minori è «il libro della vita, la speranza della salvezza, la


caparra della gloria, il midollo del Vangelo, la via della croce, lo
stato di perfezione, la chiave del paradiso, il patto di eterna al-
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leanza» (FF 1771).

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CENNI STORICI

Fin dagli inizi, le comunità religiose dei Frati e delle Suore


Francescani dell’Immacolata hanno avuto una cerchia molto nume-
rosa di fedeli, uniti a loro spiritualmente e impegnati con loro nel
campo apostolico.
Per questi fedeli e con questi fedeli, in forza della vocazione uni-
versale alla santità (cfr LG cap. V), il Fondatore e il Confondatore dei

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Frati e delle Suore hanno pensato di costituire un’Associazione pub-

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blica di fedeli, denominata «Missione dell’Immacolata Mediatrice»,

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distinta in tre gruppi:

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1. Missionari dell’Immacolata Mediatrice con l’atto di Consa-

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crazione;
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2. Missionari dell’Immacolata Mediatrice con il Voto mariano
privato;
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3. Terziari Francescani dell’Immacolata.


L’Associazione appartiene agli Istituti dei Frati Francescani e
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delle Suore Francescane dell’Immacolata.


L’esigenza di dare un volto e una configurazione precisa a que-
sta cerchia sempre più numerosa di fedeli ha fatto sì che l’erezione
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dell’Associazione pubblica denominata Missione dell’Immacolata


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Mediatrice (MIM) e l’approvazione della relativa legislazione avve-


nisse in due tempi, una prima volta nella solennità dell’Epifania del
1991, con l’approvazione della Legislazione dei Frati Francescani
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dell’Immacolata da parte dell’Arcivescovo Metropolita di Beneven-


to, Mons. Carlo Minchiatti; una seconda volta, in modo separato e
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autonomo dal Diritto particolare dei Frati Francescani


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dell’Immacolata, il 24 maggio 1997 da parte dell’Arcivescovo Me-


tropolita di Benevento, Mons. Serafino Sprovieri.
In tal modo la famiglia dei Frati e delle Suore Francescani
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dell’Immacolata si allarga nella Chiesa e per la Chiesa estendendo


il dono della Consacrazione illimitata all’Immacolata a un numero
sempre maggiore di fedeli, con la speranza di portare ogni cuore
che batta sulla terra alla Consacrazione totale all’Immacolata Me-
diatrice universale.

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DECRETO DI APPROVAZIONE DEGLI STATUTI
MISSIONE DELL’IMMACOLATA MEDIATRICE

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SERAFINO SPROVIERI
PER GRAZIA DI DIO E DELLA SEDE APOSTOLICA
ARCIVESCOVO METROPOLITA
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DI BENEVENTO
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(Prot. n. 56/97)
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Oggetto: Missione dell’Immacolata Mediatrice.


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* Ave Maria! L’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata:


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ecco un grande dono che la Provvidenza Ci ha reso, quando con


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piano sapiente Ci ha misteriosamente chiamato a reggere il ti-


mone dell’amata, gloriosa, santa Chiesa Beneventana.
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* Di modo che, Noi non cessiamo di elevare al Signore, l’inno


di ringraziamento, di lode e di benedizione, giacché scopriamo
che il Nostro cammino terreno è ben illuminato da una fiaccola
di speranza, l’Immacolata Vergine Maria, che orientandoCi sa-
pientemente verso il Monte Santo di Dio, Gesù, Ci fa fin da ora

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intravedere l’Oriente eterno, ove Lui, splendore infinito, stella
polare di straordinaria e superlativa bellezza, dà luce agli eletti
pacificando ogni loro aspirazione di bene.

* Perciò, in questo primo anno di preparazione al grande Giubi-


leo del Duemila, desideriamo allargare «il carisma» del beneme-
rito Istituto e custodire «in grate spirituali» un maggior numero
di fedeli che, abbracciando gli insegnamenti di San Francesco e

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di San Massimiliano e consacrandosi alla Beata Vergine Imma-

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colata, costituiscano un giardino armonicamente impiantato dal-

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lo Spirito Santo a custodia ed a riparo della Casa di Dio, che è la
stessa Santa Chiesa di Benevento.

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* Così, in forza dell’autorità che Ci viene da Cristo stesso, con il
presente decreto recante la firma del Cancelliere e il Nostro si-
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gillo episcopale, a norma dei cann. 303, 310, 312 e 320 del
C.J.C., visto altresì il diritto particolare dell’Istituto dei Frati
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Francescani dell’Immacolata, eretto dell’Ecc.mo e ven.mo


mons. Carlo Minchiatti, di santa e benedetta memoria, il 22 giu-
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gno 1990, conformemente all’attestato della Nostra Curia Me-


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tropolitana del 25 maggio 1992, aderendo alla volontà del be-


nemerito fondatore P. Stefano Maria Manelli, FI.
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Approviamo gli Statuti dell’Associazione Pubblica dei Fedeli,


appartenente all’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata,
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denominata: Missione dell’Immacolata Mediatrice, con sede in


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Benevento, via Monte delle Guardie, Casa Mariana «Regina del-


la Pace», integralmente allegati al presente Decreto.
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* I membri della Missione dell’Immacolata Mediatrice, la cui


sigla sarà MIM, che conducono una vita apostolica e partecipano
al carisma dell’Istituto Religioso, secondo gli Statuti, si distin-
guono in tre gruppi: 1) Missionari dell’Immacolata Mediatrice,
con l’Atto di Consacrazione all’Immacolata; 2) Missionari

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dell’Immacolata Mediatrice, con il Voto mariano di Consacra-
zione all’Immacolata; 3) Terziari Francescani dell’Immacolata
che, oltre il Voto mariano di Consacrazione all’Immacolata, pro-
fessano nel mondo la Forma di vita evangelica francescano-
mariana, costituita dalla «Traccia Mariana» vissuta secondo le
Costituzioni proprie, contenuta nel «Sentiero Mariano Serafico»,
testo integrale della legislazione propria.

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* Concediamo a tutti i membri dell’Associazione il dono della

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Indulgenza Parziale alle solite condizioni, ogni qualvolta si re-

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cheranno in visita alla Chiesa intitolata a Gesù Risorto, del Cen-
tro di Spiritualità «La Pace», ove è costituita la Sede Principale

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dell’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata, con la Casa
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Mariana «Regina della Pace»1, e, inoltre, purché visitino una
qualsiasi Chiesa ove è conservato nel Tabernacolo il preziosis-
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simo dono dell’Eucaristia, nelle solennità dell’Immacolata


Concezione di Maria, del Sacro Cuore di Gesù e del Sacro
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Cuore di Maria, della Madonna delle Grazie e di san Bartolo-


meo Apostolo, nel giorno della festa liturgica di san Francesco
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d’Assisi, santa Chiara d’Assisi, sant’Antonio di Padova e san


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Massimiliano Maria Kolbe, come pure il 22 e 23 giugno di ogni


anno, anniversario della fondazione dell’Istituto dei Frati France-
scani dell’Immacolata, e in ogni altra festa o memoria mariana, se-
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condo le disposizioni del Superiore Generale dei Frati Francescani


dell’Immacolata.
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* Auspichiamo che tutti gli iscritti alla nuova Associazione sia-


no cristiani secondo il Cuore di Cristo, impegnati nel dare testi-
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monianza di fede e di carità, orientati alla ricerca della Patria


eterna, la celeste Gerusalemme.

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Attualmente la Chiesa intitolata a Gesù Risorto è stata demolita e la sede
principale dell’Istituto è stata trasferita altrove.

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* Su tutti invochiamo la Benedizione di Dio, per le mani della
più pura di ogni creatura, la Beata sempre Vergine Maria,
l’Immacolata Genitrice di Dio, mentre imploriamo costante il
dono della Preghiera per il nostro Ministro Episcopale e per la
Santa Chiesa di Benevento. Così sia! Amen! Alleluia!

Benevento, dal Palazzo Arcivescovile il 24 maggio 1997, festa

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liturgica di Maria Aiuto del popolo cristiano, VI del Nostro Epi-

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scopato Beneventano.

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Il Cancelliere † SERAFINO SPROVIERI


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(mons. Antonio Raviele) Arcivescovo Metropolita


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DECRETO DI EREZIONE
DEI FRATI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA
IN ISTITUTO RELIGIOSO DI DIRITTO PONTIFICIO

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L’Istituto religioso dei Frati Francescani dell’Immacolata,
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la cui Casa Generalizia si trova nell’Arcidiocesi di Benevento,


fondato da Padre Stefano Maria Manelli e Padre Gabriele Maria
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Pellettieri, fu eretto in Istituto religioso di diritto diocesano il 22


giugno 1990, solennità del Sacro Cuore di Gesù.
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I Frati Francescani dell’Immacolata si propongono di rea-


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lizzare la propria santificazione e la salvezza dei fratelli per


mezzo dell’Immacolata, cercando, in modo particolare, di orga-
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nizzare, guidare e diffondere il movimento «Missione


dell’Immacolata Mediatrice», secondo gli insegnamenti e gli
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esempi di San Massimiliano Maria Kolbe; di promuovere gli


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studi sul mistero di Maria ed incrementare il culto e la devozio-


ne all’Immacolata.
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Essendo l’Istituto cresciuto e sparso in varie diocesi, Sua


Eccellenza Mons. Serafino Sprovieri, Arcivescovo di Beneven-
to, sostenuto anche dalle lettere commendatizie degli altri Ve-
scovi diocesani interessati, ha rivolto supplici preghiere perché

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detto Istituto fosse costituito come Istituto religioso di diritto
pontificio.

Sua Santità Papa Giovanni Paolo II, udito il parere favore-


vole della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le
Società di vita apostolica, si degnò di dare il suo assenso alla
supplica rivoltagli dall’Arcivescovo di Benevento.

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Pertanto, la stessa Congregazione, con il presente Decreto,

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dichiara l’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata Istituto

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religioso di diritto pontificio, e stabilisce che venga riconosciuto
come tale da tutti.

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Approva e conferma inoltre il testo delle Costituzioni redat-
to in lingua italiana, il cui esemplare è conservato nell’archivio
IG RIA RI

di questo Dicastero.
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I Frati Francescani dell’Immacolata, seguendo le orme di


San Massimiliano Kolbe, siano sempre fedeli al loro carisma,
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particolarmente alla loro Consacrazione illimitata


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all’Immacolata come sua proprietà, nello spirito della missiona-


rietà senza riserve, espressa mediante il loro «voto mariano».
M

Nonostante qualsiasi disposizione in contrario.


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Dal Vaticano, 1 Gennaio 1998, solennità di Maria Santissi-


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ma Madre di Dio.
C

EDUARDO CARD. MARTINEZ SOMALO


Prefetto

PIERGIORGIO SILVANO NESTI, C.P.


Segretario

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STATUTO
MISSIONE DELL’IMMACOLATA MEDIATRICE
(MIM)

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Articolo primo
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DENOMINAZIONE
IG RIA RI

La Missione dell’Immacolata Mediatrice (sigla: MIM) è


l’Associazione pubblica di fedeli appartenente agli Istituti reli-
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giosi dei Frati e delle Suore Francescani dell’Immacolata, a


norma dei cc. 303, 312-320 C.J.C.
O

L’ispirazione originaria della fondazione della MIM in P.


C

Stefano M. Manelli è nata l’8 settembre 1990 nella Santa Casa


di Loreto. La MIM si incentra sul carisma, sulla spiritualità e di-
sciplina specifica francescano-mariana dell’Istituto dei France-
M

scani dell’Immacolata, frati e suore, che consiste nel portare


avanti la «stessa Missione universale dell’Immacolata Mediatri-
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ce» (Costituzioni dei Frati Francescani dell’Immacolata, art. 21).


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L’Associazione è stata approvata canonicamente la prima


volta dall’Arcivescovo di Benevento il 6.01.91; la seconda volta
C

con decreto proprio dall’Arcivescovo Mons. Serafino Sprovieri


il 24.05.1997. In ultimo è stata ufficialmente presentata nel de-
creto di erezione pontificia dei Francescani dell’Immacolata,
l’1.01.1998 per i Frati, il 9.11.1998 per le Suore.

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Articolo secondo
FINE

Scopo fondamentale della MIM è la realizzazione del piano


salvifico di Dio mediante la conversione e santificazione di tutte
le anime per la «Mediazione materna» dell’Immacolata, a gloria
suprema della SS. Trinità.
Scopo specifico della MIM:

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a) incrementare il culto e la devozione all’Immacolata Me-

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diatrice ovunque sia possibile e con tutti i mezzi leciti (anche i

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più moderni e impegnativi: stampa, radio, televisione, internet,
ecc);

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b) sostenere e incrementare le Missioni ad gentes, soprattut-
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to là dove maggiori sono le necessità della Chiesa, dove più fer-
ve la lotta per la salvezza delle anime e per l’edificazione del
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Corpo di Cristo;
c) coltivare e anche promuovere, ad ogni livello, gli studi
FR A PY

sul Mistero di Maria, incentrato sull’Immacolata Concezione e


sulla Mediazione, per contribuire alla proclamazione del dogma
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della Mediazione dell’Immacolata (cfr Cost. FFI, art. 7).


C
M

Articolo terzo
A

SEDE
AS

La Sede Generale (e internazionale) della MIM è la Casa


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Mariana «B.V.M. del Buon Consiglio», via Piano della Croce, n.


6, Frigento (Avellino) Italia.

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Articolo quarto
MEMBRI DELLA MIM

Membri della MIM sono tutti i fedeli laici e chierici che si


consacrano all’Immacolata e vivono il mistero dell’Immacolata
lavorando e lottando per l’avvento del regno di Cristo in se
stessi e negli altri, servendosi di ogni mezzo lecito e utile alla mis-
sione dell’evangelizzazione per la salvezza e la santificazione

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universale.

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I membri della MIM si chiamano «Missionari

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dell’Immacolata Mediatrice» (MIM), e si dividono secondo tre
gradi:

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1. I Missionari dell’Immacolata Mediatrice che fanno l’atto
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specifico di Consacrazione illimitata all’Immacolata, e vivono
tale Consacrazione secondo le possibilità a loro offerte dalla
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condizione di vita e dai doveri di stato.


2. I Missionari dell’Immacolata Mediatrice che fanno anche il
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Voto mariano privato della Consacrazione illimitata


all’Immacolata, vivendo secondo il presente Statuto, compatibil-
O

mente con gli impegni del proprio stato di vita sia laica che sacer-
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dotale.
3. I Terziari Francescani dell’Immacolata, i quali professano
pubblicamente nel mondo la Forma di vita evangelica, costituita
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dalla Traccia mariana del Terz’Ordine Francescano


dell’Immacolata (sigla: TOFI), vissuta secondo le Costituzioni
A

proprie del TOFI, unite al presente Statuto, così sintetizzata: «Vita


AS

di preghiera, povertà e penitenza, sigillata dal Voto mariano della


Consacrazione illimitata all’Immacolata», che comporta i seguenti
C

obblighi:
a. formazione mariana e preghiera mariana, secondo la dire-
zione specifica dei Francescani dell’Immacolata (frati e suore);
b. organizzazione del lavoro apostolico, secondo il pro-
gramma della MIM;

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c. missionarietà anche ad gentes, secondo le possibilità, con
la guida dei Francescani dell’Immacolata.

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Articolo quinto
CONDIZIONI PER APPARTENERE ALLA MIM

Le condizioni per diventare membri della MIM sono le se-


guenti:
a) Iscriversi presso un Cenacolo MIM;
b) Fare la Consacrazione all’Immacolata, da rinnovarsi ogni
giorno, per vivere come «cosa e proprietà» dell’Immacolata, e

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per operare come suo «strumento docile»;

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c) portare indosso la Medaglia miracolosa e recitare ogni

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giorno la giaculatoria «O Maria concepita senza peccato, prega
per noi che a Te ricorriamo, e per quanti a Te non ricorrono, in

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particolare per i nemici della Santa Chiesa e per quelli che Ti
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sono raccomandati»;
d) vivere la vita di grazia e coltivarla con la preghiera quo-
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tidiana (vocale e mentale), con la recita del Rosario, con la pra-


tica frequente (almeno domenicale) dei Sacramenti
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dell’Eucaristia e della Penitenza;


e) praticare la mortificazione nella lotta contro il peccato,
O

evitando le occasioni di pericolo (televisione, stampe, mode,


C

spiagge...), custodendo gli occhi e il cuore, «castigando il pro-


prio corpo per ridurlo in servitù» (1 Cor 9,27), astenendosi dalla
carne ogni venerdì dell’anno (eccetto le solennità);
M

f) frequentare le riunioni periodiche di formazione e di pre-


ghiera e sostenere le altre iniziative dei Cenacoli della MIM;
A

g) esercitare l’apostolato mariano con ogni mezzo a disposi-


AS

zione, secondo le possibilità, curando particolarmente la diffu-


sione della Medaglia miracolosa, del Rosario e della stampa ma-
C

riana.

15
Cause di espulsione
I membri della MIM possono essere espulsi dall’Associazione
per giusto motivo secondo le cause stabilite dal diritto canonico e le
cause stabilite dallo Statuto (cfr 308 C.J.C.).
Le cause di espulsione proprie sono:
1) gli inadempimenti frequenti degli obblighi specifici della
professione della Forma di vita con Voto mariano per i Terziari
Francescani dell’Immacolata, ossia gli inadempimenti riguar-

E
danti: l’impegno della formazione e preghiera mariana legato al-

C
la frequenza periodica nei Cenacoli MIM; l’impegno

08 RI
dell’attività apostolica secondo il programma MIM; l’impegno

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alla missionarietà anche ad gentes, quando sia valutata come

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possibile dai responsabili;
2) gli inadempimenti frequenti dei doveri dell’atto di Con-
sacrazione illimitata all’Immacolata per i Missionari
IG RIA RI

dell’Immacolata Mediatrice non professi, derivanti dai punti


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stabiliti sopra: a-b-c-d-e-f-g.


O
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Articolo sesto
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LA SPIRITUALITÀ
FRANCESCANO-MARIANA DELLA MIM
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AS

Gli elementi caratteristici della spiritualità della M.I.M sono:


1) La «Marianità», ossia la totale Consacrazione e apparte-
nenza all’Immacolata - come «strumento» docile e ancora più
C

come «cosa e proprietà» (SK 1131) - di ogni membro attraverso


l’atto di Consacrazione illimitata all’Immacolata o la professio-
ne della Forma di vita con il Voto mariano, per realizzare in Lei
la più perfetta «conformità a Gesù» (cfr Rm 8,9), secondo la
stessa «Missione» della Madre e Mediatrice universale di sal-

16
vezza, ossia la stessa missione della Chiesa guidata e condotta
dall’Immacolata che con il Figlio «schiaccia la testa al serpente»
(cfr Gn 3,15) e fa crescere gli eletti fino al numero pieno stabili-
to da Dio (cfr San Pio X, Ad diem illum, 15; LG 62).
2) La «Missionarietà», ossia la piena disponibilità a lavorare
nella Chiesa e con la Chiesa per il Regno di Dio nel mondo, im-
pegnandosi all’evangelizzazione: a) con la testimonianza della
vita esemplare; b) con la preghiera intensa e fervida; c) con la

E
parola che illumina ed edifica; d) con l’azione apostolica nutrita

C
di sacrificio.

08 RI
La «missionarietà» comporta di per sé il fervore apostolico
generoso e combattivo nel sacrificio di sé, spinto fino

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all’eroismo della Missione ad gentes e anche all’immolazione
EN N GH
totale per salvare i fratelli (sull’esempio di san Massimiliano
M. Kolbe).
IG RIA RI

Comporta, inoltre, l’uso di tutti i mezzi leciti in ogni campo


da evangelizzare, sia negli ambienti e settori della vita sociale
FR A PY

(famiglia, cultura, arte, politica, scienza, ecc.), sia nelle terre di


missione.
O

In particolare, la «missionarietà» si volge ai cosiddetti «ne-


C

mici» della Chiesa, e in modo speciale ai «massoni», come vo-


leva san Massimiliano M. Kolbe, cercando di conoscere gli erro-
ri da respingere e donando le verità della nostra Fede.
M

In sintesi, bisogna dire che la MIM costituisce una realtà


originale che si configura secondo la «visione globale di vita
A

cattolica sotto forma nuova - come scrive san Massimiliano -


AS

consistente nel legame con l’Immacolata, nostra Mediatrice uni-


versale presso Gesù» (SK 1220).
C

Articolo settimo

17
FORMAZIONE SPIRITUALE DEI MEMBRI DELLA
MIM

La formazione spirituale di ogni missionario


dell’Immacolata Mediatrice deve percorrere un itinerario asceti-
co-mistico segnato dai passi biblici mariani, fondamentali, che
presentano la spiritualità della MIM inserita nell’arco della rive-
lazione intertestamentaria, dal Genesi all’Apocalisse.

E
Sono sette i passi biblici che fanno percorrere un cammino

C
spirituale di ascesi costante, iniziando dalla lotta al peccato (cfr

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Gn 3,15) e finendo alla configurazione con la «Donna vestita di
sole» (Ap 12,1). Sono i passi della vita ascetica e mistica che par-

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20 DIT
tono dalla purificazione e dall’esercizio delle virtù (carità, pre-
EN N GH
ghiera, mortificazione, purezza) per arrivare all’unione con Cri-
sto, alla coimmolazione con Maria, alla vita nello Spirito Santo e
IG RIA RI

all’identificazione con la «Donna vestita di sole».


FR A PY
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ITINERARIO SPIRITUALE: i sette «passi» biblici


C

1) La «Missione dell’Immacolata Mediatrice» è la missione


della «Donna» del Genesi (3,15), nemica irriducibile di satana con
M

la sua Immacolata Concezione, unita al Figlio suo (la «discenden-


za») nello «schiacciare la testa al serpente» per la salvezza
A

dell’umanità decaduta.
AS

- Lotta al peccato e purezza di vita.


C

2) È la missione della «piena di grazia» (Lc 1,28), che è tutta


«grazia» e niente peccato, ossia Immacolata Concezione, e che rea-
lizza con lo Spirito Santo, di cui è Sposa, l’Incarnazione del Figlio
di Dio, accettando con fede cosciente e sublime la Maternità
divina e verginale del Verbo, per la redenzione e salvezza del
genere umano.

18
- Vita di «grazia» con Gesù «dentro».

3) È la missione della «Madre del Signore» (Lc 1,43) che


porta la Buona Novella e distribuisce la «grazia» agli uomini,
come prima missionaria della Buona Novella che dà vita e gioia
(«il bambino ha esultato di gioia» nel grembo di sant’Elisabetta:
Lc 1,44), magnificando Dio per le grandi cose operate in Lei e
per la misericordia riversata sugli uomini.

E
- Apostolato e carità fraterna.

C
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4) È la missione della Madre che prega e opera come «Me-
diatrice» presso il Figlio per soccorrere i suoi figli bisognosi,

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specialmente nei momenti più importanti della vita (le «nozze»:
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Gv 2,1), ottenendo, se necessario, anche il miracolo.
- Vita di mediazione-orazione.
IG RIA RI

5) È la missione della Madre che ai piedi della Croce si im-


FR A PY

mola con il Figlio Crocifisso come Corredentrice per la rigene-


razione delle anime, diventando così vera Madre spirituale uni-
O

versale, proclamata tale dallo stesso Gesù morente: «Ecco tua


C

Madre» (Gv 19,27).


- Filiazione mariana.
M

6) È la missione della Madre della Chiesa, Sposa dello Spiri-


to Santo, Regina degli Apostoli in preghiera nel Cenacolo.
A

L’Eucarestia, lo Spirito Santo, la Madonna, la Chiesa:


AS

l’Immacolata è al centro, con la sua missione di radunare tutti i


figli nella Chiesa animata dallo Spirito Santo ai piedi del Taber-
C

nacolo.
- Vita nello Spirito Santo con la Madre della Chiesa.

7) È la missione della Madre Immacolata contro cui il «dra-


go» (Ap 12,9) non può nulla, respinto, abbattuto e precipitato
nell’abisso eterno di «fuoco e zolfo» (Ap 20,10) da san Michele

19
Arcangelo con i suoi Angeli. È la missione della Madre Regina
«vestita di sole», immagine radiosa della Gerusalemme celeste,
dove Ella vuole tutti i suoi figli.
- Trasfigurarsi nell’Immacolata, «vestita di sole».

Il progresso spirituale - che impegna soprattutto i membri


che professano la Forma di vita con il Voto mariano - segue le
leggi della Teologia spirituale segnata dalle note caratteristiche

E
francescane e vissuta «nella luce dell’Immacolata», come itine-

C
rario alla SS. Trinità per mezzo dell’Immacolata, con

08 RI
l’Immacolata e nell’Immacolata.
Per questo è necessaria:

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20 DIT
a) la direzione spirituale costante e unitaria nel percorrere i passi
EN N GH
dell’ascesa fino alle vette della più perfetta e sublime «conformità a
Gesù», che si realizza con la transustanziazione mistica
IG RIA RI

nell’Immacolata;
b) la conoscenza del mistero di Maria Santissima per mezzo
FR A PY

dello studio (con attenzione particolare ai documenti del Magi-


stero su Maria Santissima) e della meditazione, con l’ap-
O

profondimento, in particolare, della spiritualità specifica


C

dell’Istituto e degli scritti di san Massimiliano M. Kolbe;


c) la lettura spirituale delle biografie dei Santi - particolar-
mente dei Santi francescani - i quali sono la «via sicurissima
M

che, attraverso le mutevoli cose del tempo, ci conduce all’unione


con Cristo, ossia alla santità» (LG 7).
A
AS
C

Articolo ottavo
MODO DI AGIRE DELLA MIM

20
In linea di principio si può dire che là dove è presente la
Madonna, lì è presente la MIM, perché la presenza
dell’Immacolata è inseparabile dalla sua «missione» salvifica
universale.
Se la MIM è protesa a realizzare in ogni uomo - e specifi-
camente in ogni consacrato con il Voto mariano - la perfetta vi-
ta cristiana come prolungamento della vita di Gesù nutrito e al-
levato, educato e formato dalla Madonna, è chiaro che essa de-

E
ve essere presente all’interno della vita cristiana come lievito e

C
fermento segreto di vita in crescita. La «marianità», infatti, è

08 RI
costitutiva della vita cristiana, secondo l’espressione fulgidis-
sima del Papa Paolo VI: «Non possiamo essere cristiani se non

TO A E T
20 DIT
siamo mariani» (Paolo VI, Omelia tenuta al Santuario di Bo-
EN N GH
naria ([CA] 24/4/70).
Compito dei «Missionari dell’Immacolata Mediatrice» è
IG RIA RI

quello di operare in forme anche organizzate perché la marianità


della vita cristiana sia resa manifesta, concreta, feconda in tutta
FR A PY

la sua ricchezza e bellezza di grazia.


Forme di organizzazione possono essere:
O

- i «Cenacoli mariani» per adulti-giovani-ragazzi;


C

- il «Giorno con Maria» (secondo il proprio regolamento);


- il Ritiro mensile;
- la Santa Messa del gruppo, almeno mensile;
M

- la riunione almeno mensile del Cenacolo.


A
AS
C

Articolo nono
GOVERNO DELLA MIM

Gli organi del governo della MIM sono:

21
- il Consiglio generale;
- il Consiglio nazionale;
- il Consiglio locale.
1) Il Consiglio Generale (CG) è composto di due frati e due
suore, che si dividono il campo di assistenza spirituale ed apo-
stolica, e dal Padre Comune che lo presiede. I quattro membri ven-
gono nominati dal Padre Comune (i frati) e dalla Madre Comune
(le suore) ogni sei anni e svolgono i compiti di Segretario, di Am-

E
ministratore, di Assistenti, secondo la designazione del Padre Co-

C
mune, previa consultazione con la Madre Comune. Il CG si riuni-

08 RI
sce due volte all’anno, orientativamente ogni sei mesi.
2) Il Consiglio Nazionale (CN) è composto da un frate e un

TO A E T
20 DIT
laico delegato, nominati dal Padre Comune e una suora nominata
EN N GH
dalla Madre Comune, ogni tre anni, con le funzioni, rispettivamen-
te, di assistente, delegato, segretaria. Esso si riunisce almeno ogni
IG RIA RI

sei mesi per le necessarie direttive e iniziative da proporre ai Con-


sigli locali (Cenacoli), e ogni anno invia al CG della MIM la rela-
FR A PY

zione generale dell’attività apostolica e la relazione economica.


Il Consiglio Generale e il Consiglio Nazionale, abbiano la loro
O

sede possibilmente in una «Città Mariana» (o «Cittadella Mariana»).


C

3) Il Consiglio locale (o «Consiglio del Cenacolo») è com-


posto dall’Assistente spirituale, da un Presidente, un Vice e un
Segretario, uomini o donne, nominati dall’Assistente; si riunisce
M

ogni mese, e ogni anno invia al CN della MIM la relazione ge-


nerale dell’attività apostolica e la relazione economica.
A

I «Consigli locali» abbiano i loro incontri periodici e orga-


AS

nizzino incontri allargati con i Presidenti dei Cenacoli e con altri


Consigli locali.
C

L’erezione di un «Cenacolo» viene fatta dal Padre Comune.


Si possono costituire Cenacoli particolari anche presso Monaste-
ri, in Case di cura, in Collegi e Comunità varie.

22
Articolo decimo
PATRIMONIO DELLA MIM

Il patrimonio della MIM in conformità alla norma del Codi-


ce di Diritto Canonico è costituito da: a) offerte in denaro; b) en-
trate di giornate missionarie; c) quote di iscrizione; d) beni mo-
bili, stampe (libri, riviste).

E
Il patrimonio della MIM viene gestito dall’Amministratore

C
locale, nazionale e generale.

08 RI
TO A E T
20 DIT
EN N GH
NORME FINALI
IG RIA RI
FR A PY

1. Ad ogni membro della MIM sia data una copia del Sen-
tiero Mariano Serafico, da conoscere sempre meglio con la ri-
O

flessione e la meditazione personale.


2. Per quanto non previsto nello Statuto, valgono le norme
C

del Diritto Canonico riguardo alle Associazioni pubbliche di fe-


deli. Per ulteriori dettagli delle norme statutarie si rimanda e ci
M

si attenga al Direttorio Generale.


3. Si esorta vivamente ogni membro della MIM a nutrirsi
A

spiritualmente delle fonti del carisma francescano-mariano, at-


AS

tingendo ai testi sia generali, sia particolari, indicati nel Diretto-


rio Generale.
C

23
DIRETTORIO
MISSIONE DELL’IMMACOLATA MEDIATRICE
(MIM)

E
C
08 RI
TO A E T
20 DIT
EN N GH
ARTICOLO PRIMO DELLO STATUTO
Denominazione
IG RIA RI

La Missione dell’Immacolata Mediatrice (sigla: MIM) è l’Associazione


FR A PY

pubblica di fedeli appartenente agli Istituti religiosi dei Frati e delle Suore
Francescani dell’Immacolata, a norma dei cc. 303, 312-320 C.J.C.
O

L’ispirazione originaria della fondazione della MIM in P. Stefano M.


Manelli è nata l’8 settembre 1990 nella Santa Casa di Loreto. La MIM si in-
C

centra sul carisma, sulla spiritualità e disciplina specifica francescano-


mariana dell’Istituto dei Francescani dell’Immacolata, frati e suore, che consi-
ste nel portare avanti la «stessa Missione universale dell’Immacolata Media-
M

trice» (Costituzioni dei Frati Francescani dell’Immacolata, art. 21).


L’Associazione è stata approvata canonicamente la prima volta
A

dall’Arcivescovo di Benevento il 6.01.91; la seconda volta con decreto proprio


AS

dall’Arcivescovo Mons. Serafino Sprovieri il 24.05.1997. In ultimo è stata ufficial-


mente presentata nel decreto di erezione pontificia dei Francescani
dell’Immacolata, l’1.01.1998 per i Frati, il 9.11.1998 per le Suore.
C

1. La MIM è un’Associazione pubblica di fedeli eretta a norma dei


cann. 303, 312-320 del CJC, approvata la prima volta
dall’Arcivescovo di Benevento, Mons. Carlo Minchiatti, il 6 gen-
naio del 1991; la seconda volta con decreto proprio
dall’Arcivescovo Mons. Serafino Sprovieri il 24.05.1997. Nel

24
1998 è stata ufficialmente presentata nei decreti di erezione pon-
tificia dei Frati e delle Suore Francescani dell’Immacolata.

2. La fondazione della MIM ha la sua origine dall’ispirazione che


Padre Stefano Maria Manelli ebbe l’8 settembre 1990 nella Santa
Casa di Loreto. Apparve chiaro, allora, che la Famiglia religiosa
dei Francescani dell’Immacolata non poteva restringersi soltanto ai
Frati e alle Suore, ma doveva allargarsi e abbracciare anche tutti gli

E
altri fratelli e sorelle, chiamati a condividere lo stesso carisma fran-

C
cescano-mariano nel loro particolare stato di vita.

08 RI
3. Il carisma, la spiritualità e la disciplina che configurano la

TO A E T
20 DIT
MIM sono gli stessi degli Istituti dei Frati e delle Suore France-
EN N GH
scani dell’Immacolata, salve le differenze proprie del diverso
stato di vita di ogni membro della MIM
IG RIA RI

4. Portare avanti la «stessa Missione universale dell’Immacolata


FR A PY

Mediatrice» (Cost. Frati FI, art. 21): questa è l’ispirazione apo-


stolica di base dei Francescani dell’Immacolata, e questa deve es-
O

sere l’ispirazione apostolica di ciascun membro della MIM


C

La famiglia dei Francescani dell’Immacolata nel suo insie-


me - frati e suore, laici e chierici - ha la missione primaria di
portare tutti gli uomini «attraverso l’Immacolata al Cuore di Ge-
M

sù» (SK 339).


A

5. La MIM si struttura in «Cenacoli» che possono differenziarsi


AS

in gruppi omogenei:
- gruppo adulti o famiglie;
C

- gruppo giovani: la Gioventù Francescana dell’Immacolata;


- gruppo ragazzi: i Paggi e le Damigelle dell’Immacolata.
Ognuno di questi gruppi ha un regolamento proprio per la
normativa interna al gruppo.
6. Si tenga presente che:

25
* il gruppo giovani è aperto ai giovani della fascia di età
compresa fra i 15 e i 30 anni;
* il gruppo ragazzi è aperto ai ragazzi della fascia di età
compresa fra i 7 e i 14 anni;
* ogni Cenacolo è intitolato alla Madonna o a un Santo Pa-
trono.

E
C
08 RI
ARTICOLO SECONDO DELLO STATUTO
Fine

TO A E T
20 DIT
EN N GH
Scopo fondamentale della MIM è la realizzazione del piano salvifico di
Dio mediante la conversione e santificazione di tutte le anime per la «Media-
zione materna» dell’Immacolata, a gloria suprema della SS. Trinità.
IG RIA RI

Scopo specifico della MIM:


a) incrementare il culto e la devozione all’Immacolata Mediatrice
FR A PY

ovunque sia possibile e con tutti i mezzi leciti (anche i più moderni e impe-
gnativi: stampa, radio, televisione, ecc);
O

b) sostenere e incrementare le Missioni ad gentes, soprattutto là dove


maggiori sono le necessità della Chiesa, dove più ferve la lotta per la salvez-
C

za delle anime e per l’edificazione del Corpo di Cristo;


c) coltivare e anche promuovere, ad ogni livello, gli studi sul Mistero di
Maria, incentrato sull’Immacolata Concezione e sulla Mediazione, per con-
M

tribuire alla proclamazione del dogma della Mediazione dell’Immacolata


(cfr Cost. FFI, art. 7).
A
AS

7. La MIM si propone di cooperare alla stessa Missione


dell’Immacolata Mediatrice, che è la Missione di conquista del
mondo intero al Regno di Cristo.
C

* Le due verità di fede dell’Immacolata Concezione e della


Mediazione universale di Maria Santissima sono le colonne por-
tanti del cammino spirituale e del piano apostolico della MIM
8. La verità dell’Immacolata Concezione deve diventare vita di
pienezza di grazia per ogni membro della MIM, deve essere in-

26
corporata tutta nella esistenza vissuta, deve trasfigurare ogni
anima consacrata nell’Immacolata, per realizzare la più perfetta
e sublime «conformità all’immagine del Figlio» (cfr Rm 8,9),
ossia a Gesù.

9. La verità della Mediazione universale di Maria - che è Media-


zione di redenzione (ossia Corredenzione) e Mediazione di gra-
zia (ossia distribuzione di tutte le grazie) - è il motore del piano

E
salvifico di Dio che ci ha donato il Salvatore per mezzo di Ma-

C
ria. Questo piano salvifico di Dio è il progetto apostolico della

08 RI
MIM.

TO A E T
20 DIT
10. Per questo i membri della MIM hanno lo scopo concreto di:
EN N GH
a) coltivare con impegno quotidiano la conoscenza e l’amore,
l’imitazione e il culto dell’Immacolata Mediatrice, per mezzo della
IG RIA RI

preghiera e della meditazione, dello studio e dell’approfondimento


del mistero di Maria «incentrato sull’Immacolata Concezione e
FR A PY

sulla Mediazione universale», affinché tutto l’essere e l’operare


del consacrato all’Immacolata rifletta al vivo, esistenzialmente,
O

l’Immacolata nel suo essere «piena di grazia», e la Mediatrice uni-


C

versale nel suo operare per la salvezza dell’umanità;


b) donare l’Immacolata agli uomini, facendola conoscere e
amare con tutti i mezzi, piccoli o grandi, anche i più moderni
M

mass-media (stampe, radio, televisione, computers, internet),


impegnando particolarmente i laici a manovrare le leve dei mezzi
A

di comunicazione sociale per l’apostolato in tutti gli ambienti di


AS

vita e di lavoro, nel mondo della famiglia e della scuola, dell’arte


e dello spettacolo, della cultura e della politica, del turismo e
C

dello sport...;
c) incrementare l’azione di sostegno per le Missioni «ad
gentes» dei Francescani dell’Immacolata, che si trovano già im-
piantate nei cinque continenti. Si coltivi sempre con fervore la
preghiera per le Missioni e per i missionari, insieme all’opera di
sensibilizzazione degli animi alla realtà preziosissima delle Mis-

27
sioni, all’aiuto concreto della carità in offerte dei mezzi per
l’apertura o la crescita delle Missioni, soprattutto là dove sono
maggiori le necessità e dove più «ferve la lotta per la salvezza
delle anime»;
d) contribuire in tutti i modi possibili allo sviluppo della fe-
de nella vita della Chiesa, impegnandosi particolarmente ad af-
frettare la proclamazione solenne del dogma di Maria Santissi-
ma Mediatrice materna, in quanto Corredentrice universale e Di-

E
spensatrice di tutte le grazie.

C
08 RI
TO A E T
20 DIT
EN N GH
ARTICOLO TERZO DELLO STATUTO
Sede
IG RIA RI

La Sede Generale (e internazionale) della MIM è la Casa Mariana


FR A PY

«B.V.M. del Buon Consiglio», via Piano della Croce, n. 6, Frigento (Avelli-
no, Italia).
O

11. La Sede Generale della MIM è la sede internazionale o


C

mondiale, a cui fanno capo tutte le sedi locali della MIM sparse
nei cinque continenti.
* Attualmente, la Sede Generale è collocata nella Casa Ma-
M

riana «B.V.M. del Buon Consiglio», via Piano della Croce, n. 6,


A

83040 Frigento (Avellino) Italia.


AS
C

ARTICOLO QUARTO DELLO STATUTO


Membri della MIM

28
Membri della MIM sono tutti i fedeli laici e sacerdoti che si consacrano
all’Immacolata e vivono il mistero dell’Immacolata lavorando e lottando per
l’avvento del regno di Cristo in se stessi e negli altri, servendosi di ogni mez-
zo lecito e utile alla missione dell’evangelizzazione per la salvezza e la santi-
ficazione universale.
I membri della MIM si chiamano «Missionari dell’Immacolata Mediatrice»
(MIM), e si dividono secondo tre gradi:
1. I Missionari dell’Immacolata Mediatrice che fanno l’atto specifico di
Consacrazione illimitata all’Immacolata, e vivono tale Consacrazione secondo le
possibilità a loro offerte dalla condizione di vita e dai doveri di stato.

E
2. I Missionari dell’Immacolata Mediatrice che fanno anche il Voto

C
mariano privato della Consacrazione illimitata all’Immacolata, vivendo se-

08 RI
condo il presente Statuto, compatibilmente con gli impegni del proprio stato
di vita sia laica che sacerdotale.

TO A E T
20 DIT
3. I Terziari Francescani dell’Immacolata, i quali professano pubbli-
EN N GH
camente nel mondo la Forma di vita evangelica, costituita dalla Traccia ma-
riana del Terz’Ordine Francescano dell’Immacolata (sigla: TOFI), vissuta
secondo le Costituzioni proprie del TOFI, unite al presente Statuto, così sin-
IG RIA RI

tetizzata: «Vita di preghiera, povertà e penitenza, sigillata dal Voto mariano


della Consacrazione illimitata all’Immacolata», che comporta i seguenti ob-
FR A PY

blighi:
a. formazione mariana e preghiera mariana, secondo la direzione spe-
cifica dei Francescani dell’Immacolata (frati e suore);
O

b. organizzazione del lavoro apostolico, secondo il programma della


C

MIM;
c. missionarietà anche ad gentes, secondo le possibilità, con la guida
dei Francescani dell’Immacolata.
M

12. I membri della MIM si chiamano Missionari


A

dell’Immacolata Mediatrice e si dividono in tre gruppi:


AS

1) i Missionari dell’Immacolata Mediatrice che fanno l’atto


specifico di Consacrazione illimitata all’Immacolata;
2) i Missionari dell’Immacolata Mediatrice con il Voto ma-
C

riano della Consacrazione illimitata all’Immacolata;


3) i Terziari Francescani dell’Immacolata con la Professio-
ne della Forma di vita evangelica.

29
Esaminiamo in breve gli elementi costitutivi di questi tre
gruppi, segnati rispettivamente dalla Consacrazione illimitata all’
Immacolata per il primo gruppo, dal Voto mariano della Consacra-
zione illimitata all’Immacolata per il secondo gruppo, dalla Profes-
sione della Forma di vita evangelica come Terziari Francescani
dell’Immacolata per il terzo gruppo.

E
I. CONSACRATI ALL’IMMACOLATA

C
08 RI
13. Il primo gruppo è costituito da tutti i fedeli, laici e chierici,
che vogliono donarsi all’Immacolata illimitatamente, vivendo il

TO A E T
20 DIT
mistero dell’Immacolata Mediatrice nella propria vita e aiutando
EN N GH
anche gli altri a viverlo.
IG RIA RI

14. Tutti i membri di questo primo gruppo fanno la Consacra-


zione illimitata all’Immacolata e vengono iscritti in uno dei Ce-
FR A PY

nacoli MIM, anche se si trovassero in località distanti dalla sede


del Cenacolo, purché cerchino di partecipare ai raduni, secondo
O

le possibilità.
C

15. Per essere ammessi a fare la Consacrazione all’Immacolata,


e quindi iscritti al Cenacolo MIM, è necessaria una seria prepa-
M

razione dottrinale e spirituale, con almeno un giorno di ritiro per


raccogliersi nella preghiera più intensa e riflessa. Può conside-
A

rarsi «giorno di ritiro» l’incontro mensile della MIM qualora


AS

comprenda il mattino ed il pomeriggio. Diversamente, si rischia


di ridurre la Consacrazione all’Immacolata ad un semplice e
C

passeggero atto di devozione mariana. È inutile contentarsi di


una rapida e sommaria informazione sulla Consacrazione illimi-
tata all’Immacolata, senza comprendere che si tratta di un impe-
gno di vita da concretizzare marianizzandosi di giorno in giorno
con una fedeltà senza riserve agli impegni della Consacrazione
mariana descritti nello Statuto MIM, art. 5, a-b-c-d-e-f-g.

30
16. Memori della Parola del Signore «Da questo tutti sapranno
che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri»
(Gv 13,35) i Missionari dell’Immacolata Mediatrice eserciteran-
no anzitutto tra loro la più perfetta carità, per poi diventare te-
stimoni fra gli altri. «La Carità è paziente, è benigna la carità;
non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca
di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene

E
conto del male ricevuto, non gode della ingiustizia, ma si com-

C
piace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto

08 RI
sopporta» (1 Cor 13,4-7).
Così i Missionari dell’Immacolata Mediatrice dovranno

TO A E T
20 DIT
amarsi nei loro Cenacoli, evitando con cura ogni contesa e ricer-
EN N GH
ca di affermazione personale, vivendo nello spirito di servizio
più gratuito e disinteressato: «Non fate nulla per spirito di riva-
IG RIA RI

lità o per vanagloria, ma ognuno di voi, con tutta umiltà, consi-


deri gli altri superiori a se stesso» (Fil 2,3).
FR A PY

Una carità che va oltre il tempo è far celebrare una volta al


mese, una Santa Messa per i membri defunti del Cenacolo.
O

Il precetto evangelico della Carità si riassume tutto nel bre-


C

ve monito del Padre Fondatore: «Siate l’Immacolata gli uni per


gli altri».
M

17. Il papa Giovanni Paolo II commentando le parole dette da


Gesù alla divina Madre dall’alto della Croce: «Donna, ecco tuo
A

figlio», dice che con queste parole di Gesù «viene pienamente


AS

indicato il motivo della dimensione mariana della vita dei di-


scepoli di Cristo...» (RM 45). Con la Consacrazione
C

all’Immacolata, quindi, si tratta di vivere la «dimensione maria-


na» della vita cristiana in tutta la sua pienezza. Per questo appa-
re necessario esigere un periodo di frequenza al Cenacolo MIM
(per alcuni mesi) e premettere un piccolo corso di lezioni e di
meditazioni, prima di ammettere alla Consacrazione illimitata
all’Immacolata.

31
II. CONSACRATI CON IL VOTO MARIANO

18. I membri del secondo gruppo sono coloro che fanno il Voto
mariano della Consacrazione illimitata all’Immacolata, assu-
mendone tutti quegli impegni di natura spirituale, morale, giuri-
dica e pastorale, che il Voto comporta.

E
C
19. Il Voto mariano si definisce così: promessa, deliberata e libe-

08 RI
ra, fatta a Dio, della Consacrazione illimitata di sé
all’Immacolata, come sua proprietà assoluta per affrettare

TO A E T
20 DIT
l’avvento del Regno di Cristo nel mondo.
EN N GH
20. Per il Voto mariano della Consacrazione illimitata
IG RIA RI

all’Immacolata, la preparazione deve essere articolata per fasi


successive che partono dallo studio del Voto mariano nel suo
FR A PY

contenuto dottrinale e spirituale, nei suoi obblighi morali e nel


suo impegno di apostolato, per passare poi alla fase della promes-
O

sa del Voto mariano, vissuta per un tempo conveniente (almeno


C

qualche anno), arrivando infine all’emissione del Voto mariano


in forma regolare. Tutto deve svolgersi sotto la guida di un Di-
rettore spirituale dei Francescani dell’Immacolata o che sia
M

esperto del carisma dei Francescani dell’Immacolata.


A

21. Chi vuole prepararsi al Voto mariano, dopo aver emesso la


AS

Consacrazione illimitata all’Immacolata nel 1° grado della


MIM, ne faccia domanda alla guida spirituale e all’Assistente
C

del Cenacolo. Il Voto mariano di norma è annuale, e viene


emesso o rinnovato in forma privata, in una solennità o ricor-
renza mariana.

22. Chi emette il Voto mariano non solo deve osservare fedel-
mente quanto prescritto per tutti nello Statuto (art. 5), ma deve

32
intensificare molto di più l’impegno della preghiera e della peni-
tenza, della carità e dell’apostolato, percorrendo senza soste
l’itinerario spirituale dei sette «passi» biblici presentati nello
Statuto (art. 7) e osservando puntualmente un programma mini-
mo di vita spirituale per ogni giorno dell’anno (cfr n. 25).
a) I missionari col Voto mariano portino al collo ben visibi-
le la Medaglia miracolosa (4 x 2,5 cm, colore argento) nelle
stesse occasioni (o negli stessi casi) previsti al n° 22 delle Costi-

E
tuzioni TOFI.

C
08 RI
23. Il Voto mariano, infatti, rende «proprietà assoluta»
dell’Immacolata, e perciò tende ad assimilare via via a Lei, fino alla

TO A E T
20 DIT
«transustanziazione» in Lei, come dice san Massimiliano (cfr SK
EN N GH
508), fino alla trasfigurazione in Lei, per cui si può arrivare a para-
frasare san Paolo dicendo: «Non sono più io che vivo, ma è
IG RIA RI

l’Immacolata che vive in me Gesù».


FR A PY

24. Questo processo dinamico di trasformazione


nell’Immacolata è, ovviamente, un processo graduale secondo
O

scadenze di passi in avanti più o meno rapidi a seconda della


C

generosità e della tenacia nell’impegno vissuto giorno per gior-


no.
* Questo impegno va sostenuto e alimentato quotidianamente
M

secondo un programma di vita ascetica che investa tutto


l’andamento della giornata dal mattino alla sera, senza perdite o
A

sciupii di tempo.
AS
C

Programma minimo di vita

25. Una bozza di schema quotidiano nell’impegno di vivere fe-


delmente il Voto mariano può essere il seguente:

33
- ogni giorno la levata del mattino avvenga presto (circa le
ore 6), senza pigrizie o indolenze, chiedendo la Benedizione alla
Madonna, seguita dalle preghiere del mattino e possibilmente
dalla meditazione (per circa trenta minuti) su un testo spirituale,
che può essere la Sacra Scrittura, specialmente il Vangelo, gli
Scritti e la vita di un Santo, altri testi spirituali specialmente ma-
riani e francescani (vedi nota bibliografica alla fine del testo);
- nel corso della giornata, poi, bisogna cercare di creare lo

E
spazio necessario alla Santa Messa, Comunione e Ringrazia-

C
mento, al Santo Rosario (possibilmente intero) e alla Lettura

08 RI
spirituale con la recita dell’Angelus al mattino, a mezzogiorno e
al vespro, per chiudere la giornata con le preghiere della sera e

TO A E T
20 DIT
con la Benedizione della Madonna per la notte;
EN N GH
- il lavoro della giornata sia reso «offerta sacrificale» in
unione intima con l’Immacolata, l’«Ancella del fiat». Durante le
IG RIA RI

ore di lavoro della giornata siano frequenti i «momenti» di pre-


ghiera con le giaculatorie, le Comunioni spirituali eucaristiche e
FR A PY

mariane, gli atti di amore e di offerta, le visite brevi al SS. Sa-


cramento, più spesso possibile;
O

- lo studio sulla Madonna deve occupare un posto particola-


C

re nella formazione spirituale del consacrato con il Voto maria-


no per scoprire e approfondire sempre più il mistero di Maria
Immacolata e Mediatrice da incorporare nella propria vita inte-
M

riore e nella vita apostolica. Per questo, non si richiedono studi


speciali né impegni scolastici, ma si esige la fedeltà nella parte-
A

cipazione alle riunioni periodiche di formazione del Cenacolo


AS

MIM e lo sforzo di attingere a testi mariani (riviste, opuscoli, li-


bri) che aiutano a conoscere meglio la Madonna;
C

- la mortificazione e penitenza debbono essere generose. La


somiglianza con l’Immacolata non si può realizzare senza la
mortificazione di tutte le passioni grandi e piccole, senza il rin-
negamento radicale del proprio egoismo. La fuga delle occasio-
ni, la custodia dei sensi, la mortificazione delle voglie e delle
tendenze naturali sono indispensabili per trasfigurarsi

34
nell’Immacolata. L’umiltà e la povertà, la pazienza e la dedizio-
ne agli altri esigono la mortificazione dell’orgoglio e
dell’ambizione, comportano la privazione di tante piccole soddi-
sfazioni naturali e comodità, l’accettazione serena di noie e fa-
stidi della vita, la dimenticanza di sé e dei propri interessi per
curare solo quelli degli altri.
Le penitenze del digiuno e dell’astinenza, del silenzio e del
nascondimento, delle veglie di preghiera e della rinuncia a vani-

E
tà e a divertimenti, a spettacoli mondani, a gite e a vacanze super-

C
flue - sull’esempio dell’Immacolata - non possono mancare in colui

08 RI
o colei che con il Voto mariano deve realizzare in sé l’«essere»
dell’Immacolata che è tutta grazia e l’«operare» della Mediatrice

TO A E T
20 DIT
che è tutta salvezza per gli altri. Soltanto le virtù portate alla loro
EN N GH
perfezione trasfigurano nell’Immacolata «piena di grazia». Sol-
tanto i sacrifici senza riserve trasfigurano nella Mediatrice che
IG RIA RI

salva le anime;
- l’apostolato, per ogni consacrato all’Immacolata con il
FR A PY

Voto mariano non può che essere fervido e instancabile, dal


momento che ha donato a Lei ogni energia e capacità di operare.
O

Finché ci sarà un’anima da salvare, il consacrato con il Voto ma-


C

riano non dovrebbe darsi pace né sosta di riposo: «Ci riposere-


mo in Paradiso!», soleva dire san Massimiliano a chi lo esortava
a ridurre il suo incessante lavoro di apostolato.
M

26. Tra le mani della Mediatrice universale, quale suo «strumen-


A

to docile», il consacrato con il Voto mariano deve fare propria la


AS

stessa ansia dell’Immacolata Mediatrice che vuole salvare tutti


gli uomini. Alla preghiera instancabile e al costante buon esem-
C

pio, alle veglie e ai digiuni, è necessario aggiungere l’apostolato


della parola e dell’azione organizzata sia per iniziativa propria,
sia nel gruppo del Cenacolo MIM
L’apostolato dell’ambiente - famiglia, scuola, fabbriche, uf-
fici... - deve impegnare giornalmente, industriandosi a trovare

35
tutti i modi e i mezzi per presentare l’Immacolata e irradiarla
con la parola e con le opere, con la dedizione e il sacrificio di sé.

27. In particolare, la diffusione della Medaglia miracolosa e del-


la stampa mariana deve impegnare tutti i consacrati con il Voto
mariano in ogni luogo e in ogni tempo. Occasioni di incontri e
di colloqui possono trasformarsi in occasioni di catechesi maria-
ne efficaci e illuminanti. Anche la diffusione di audio e video

E
cassette mariane può essere molto utile e salutare. Organizzare

C
raduni di preghiera, giornate di ritiro, pellegrinaggi a santuari

08 RI
mariani o altri santuari, è apostolato di gruppo da coltivare senza
indolenze.

TO A E T
20 DIT
EN N GH
28. Per chi ha la possibilità e la capacità, infine, l’apostolato di-
retto dei mass-media - ad esempio: parlare della Madonna alla
IG RIA RI

radio e alla televisione - è un apostolato a raggio sempre più va-


sto, planetario, via satellite e via internet.
FR A PY
O

III. LA PROFESSIONE DELLA FORMA DI VITA


C

29. Il terzo gruppo dei Terziari Francescani dell’Immacolata è


costituito dai membri della MIM i quali, oltre la Consacrazione
M

illimitata all’Immacolata e il Voto mariano, professano anche la


Forma di vita francescano-mariana, che ha uno statuto proprio
A

chiamato Traccia Mariana del Terz’Ordine Francescano


AS

dell’Immacolata, aggiunto a questo Direttorio. Nella Traccia Ma-


riana del Terz’Ordine Francescano dell’Immacolata è contenuta
C

anche la normativa canonica che regola la vita e le opere dei Ter-


ziari Francescani dell’Immacolata (vedi avanti).

30. Possono accedere al TOFI i membri della MIM, I e II grado,


dell’età minima di 18 anni, ottenuta l’approvazione scritta
dell’Assistente del Cenacolo, e i sacerdoti del clero diocesano. Non

36
possono invece accedervi i religiosi e coloro che appartengono ad
un altro Terzo Ordine. È tuttavia possibile richiedere, eventual-
mente, il passaggio da un altro Terzo Ordine al TOFI.

31. In sintesi minima, la Forma di vita evangelica dei Terziari


Francescani dell’Immacolata è questa, riportata già nello Statuto
MIM: «Vita di preghiera, povertà e penitenza, sigillata dal Voto
mariano della Consacrazione illimitata all’Immacolata». Ognu-

E
no di questi punti viene debitamente sviluppato nella Traccia

C
Mariana del Terz’Ordine Francescano dell’Immacolata, che co-

08 RI
stituisce il sostanziale codice di vita spirituale e di comporta-
mento pratico per ogni membro del TOFI.

TO A E T
20 DIT
EN N GH
32. Specificamente, gli obblighi fondamentali derivanti dal Voto
mariano incorporato nella Professione di vita del Terziario
IG RIA RI

Francescano dell’Immacolata sono i seguenti:


a) la formazione e la preghiera mariana secondo la direzione
FR A PY

dei Francescani dell’Immacolata (frati e suore);


b) l’organizzazione del lavoro apostolico secondo il pro-
O

gramma di azione organizzato dalla MIM;


C

c) la missionarietà anche ad gentes, secondo le possibilità,


con la guida dei Francescani dell’Immacolata.
Ogni obbligo è spiegato e illustrato nella Traccia Mariana
M

del TOFI.
A
AS

ARTICOLO QUINTO DELLO STATUTO


Condizioni per appartenere alla MIM
C

Le condizioni per diventare membri della MIM sono le seguenti:


a) iscriversi presso un Cenacolo MIM;
b) fare la Consacrazione all’Immacolata, da rinnovarsi ogni giorno, per
vivere come «cosa e proprietà» dell’Immacolata, e per operare come suo
«strumento docile»;

37
c) portare indosso la Medaglia miracolosa e recitare ogni giorno la
giaculatoria «O Maria concepita senza peccato, prega per noi che a Te ricor-
riamo, e per quanti a Te non ricorrono, in particolare per i nemici della Santa
Chiesa e per quelli che Ti sono raccomandati»;
d) vivere la vita di grazia e coltivarla con la preghiera quotidiana (vo-
cale e mentale), con la recita del Rosario, con la pratica frequente (almeno
domenicale) dei Sacramenti dell’Eucaristia e della Penitenza;
e) praticare la mortificazione nella lotta contro il peccato, evitando le
occasioni di pericolo (televisione, stampe, mode, spiagge...), custodendo gli
occhi e il cuore, «castigando il proprio corpo per ridurlo in servitù» (1 Cor

E
9,27), astenendosi dalla carne ogni venerdì dell’anno (eccetto le solennità);

C
f) frequentare le riunioni periodiche di formazione e di preghiera e so-

08 RI
stenere le altre iniziative dei Cenacoli della MIM;
g) esercitare l’apostolato mariano con ogni mezzo a disposizione, se-

TO A E T
20 DIT
condo le possibilità, curando particolarmente la diffusione della Medaglia
EN N GH
miracolosa, del Rosario e della stampa mariana.

33. Le condizioni per appartenere alla MIM sono sette, già indi-
IG RIA RI

cate nello Statuto, ossia:


FR A PY

* Prima condizione: frequentare un Cenacolo MIM senza


altro impegno iniziale che quello della fedeltà alla partecipazio-
O

ne agli incontri periodici di formazione.


C

* Seconda condizione: fare la Consacrazione all’Immacolata


M

dopo un periodo di preparazione che predisponga alla grazia e


agli impegni della Consacrazione. Chi si consacra
A

all’Immacolata deve essere ben consapevole che con la Consa-


AS

crazione si impegna a vivere come «cosa e proprietà» di Lei, per


operare come suo «strumento docile» senza riserve di nessun
genere. Ogni giorno, inoltre, bisogna rinnovare tale Consacra-
C

zione da vivere con generosità illimitata, soprattutto da parte dei


membri che hanno il Voto mariano.

* Terza condizione: portare addosso la Medaglia miracolo-


sa, recitando almeno una volta al giorno la pia Giaculatoria: «O

38
Maria concepita senza peccato, prega per noi che a Te ricorria-
mo, e per quanti a Te non ricorrono, in particolare per i nemici
della santa Chiesa e per quelli che Ti sono raccomandati». È
bene portare la Medaglia miracolosa al collo, ma si può anche
portarla nel portafoglio, nella patente, in tasca... La Medaglia
miracolosa può essere grande o piccola, colorata o meno, di fer-
ro, di alluminio o di altro materiale consistente, sempre benedet-
ta dal Sacerdote quando viene sostituita.

E
C
* Quarta condizione: vivere la vita di grazia, evitando il

08 RI
peccato mortale con tutte le forze, combattendo senza tregua an-
che i difetti che sfigurano l’immagine dell’Immacolata

TO A E T
20 DIT
nell’anima (e anche nel corpo). Bisogna, inoltre, custodire e ac-
EN N GH
crescere la vita di grazia con la preghiera quotidiana fedele e fer-
vente, ossia, con la preghiera del mattino e della sera, con la medi-
IG RIA RI

tazione e la lettura spirituale sul Vangelo e su testi spirituali o agio-


grafici, la recita del Santo Rosario (possibilmente intero con le
FR A PY

quattro corone), la pratica frequente, almeno domenicale e festiva,


del Sacramento dell’Eucaristia e possibilmente della Penitenza.
O

La vita di preghiera deve essere ancora più intensa per coloro


C

che hanno il Voto mariano e per i Terziari Francescani


dell’Immacolata che fanno la Professione della Forma di vita
evangelica.
M

* Quinta condizione: difendere la vita di grazia e rafforzarla


A

con la mortificazione che fa evitare tutte le occasioni di peccato.


AS

Per questo è necessario evitare assolutamente la pornografia, le


mode indecenti, le musiche lascive, e le discoteche; usando la
C

massima prudenza e moderazione per quanto riguarda le spiagge


e le trasmissioni televisive, qualora fosse impossibile evitarle del
tutto. Oggi più che mai, contro la civiltà delle immagini oscene,
dei rumori a ritmo di rock, del consumismo e del permissivismo,
è necessaria a tutti la mortificazione dei sensi con la custodia
degli occhi e del cuore, con il rinnegamento nel «castigare il

39
proprio corpo per ridurlo in servitù» (1 Cor 9,27), con il digiu-
no nella Quaresima per la Pasqua2 e con l’astinenza dalle carni
ogni venerdì dell’anno (eccettuate le solennità). È sempre vitale
la Parola di Gesù che dice: «Vegliate e pregate per non cadere
in tentazione» (Mt 26,41).

* Sesta condizione: frequentare fedelmente le riunioni periodiche


di formazione organizzate dal Cenacolo MIM. Fare l’atto di Consa-

E
crazione all’Immacolata e trascurare poi la partecipazione alle riu-

C
nioni di formazione spirituale e dottrinale significa ridurre la Consa-

08 RI
crazione all’Immacolata soltanto a un atto di devozione e niente af-
fatto a una vita di donazione all’Immacolata per conoscerla sempre

TO A E T
20 DIT
più, amarla e imitarla sempre più, trasformandosi in Lei di giorno in
EN N GH
giorno. Il solo atto di Consacrazione all’Immacolata, sia pure fervo-
rosissimo, passa e lascia il vuoto dietro di sé. È la vita di Consacra-
IG RIA RI

zione, invece, che lega all’Immacolata: ma la vita deve essere ali-


mentata e sostenuta dalla formazione costante offerta a tutti partico-
FR A PY

larmente nelle riunioni e negli incontri del Cenacolo MIM. Ciò vale
ancora più per i membri della MIM che hanno anche il Voto maria-
O

no e la Professione come Terziari Francescani dell’Immacolata.


C

Assentarsi senza grave ragione dalle riunioni, quindi, è una vera


mancanza di fedeltà agli impegni della Consacrazione fatta
all’Immacolata senza riserva alcuna. Ugualmente, bisogna sostenere
M

le altre iniziative del Cenacolo MIM che si incentrano tutte sulla


formazione e fanno parte del piano formativo globale dei membri.
A
AS

* Settima condizione: esercitare l’apostolato mariano attivo


servendosi anche personalmente di ogni mezzo possibile, secondo
C

2
Il digiuno si pratica limitandosi ad un solo pasto completo e a due refezioni
con cibo ridotto al minimo necessario. Chi non potesse fare il digiuno scelga
una penitenza alternativa, ad esempio: privarsi del fumo, della televisione,
andare a Messa ogni giorno, recitare una corona in ginocchio, aumentare il
tempo della meditazione, fare la Via Crucis, ecc...)

40
le capacità e i talenti. Nessun consacrato all’Immacolata può mai
ritenersi dispensato dall’apostolato mariano attivo, fatto anche in
prima persona, individualmente, o in gruppo. La Consacrazione
all’Immacolata è missione, e comporta necessariamente l’attività
missionaria in ogni tempo e luogo.
L’apostolato di ambiente (in famiglia o in ufficio, nella scuo-
la o in fabbrica...) o l’apostolato in luogo di missione, vicino o lonta-
no; l’apostolato capillare o l’apostolato di più vasto respiro;

E
l’apostolato del buon esempio, della preghiera, del sacrificio, della

C
parola, dell’azione: ogni apostolato si può dire che appartiene al

08 RI
missionario dell’Immacolata Mediatrice, in forza della Consacra-
zione illimitata all’Immacolata.

TO A E T
20 DIT
Sottrarsi a questo impegno e non assolverlo per qualsiasi motivo
EN N GH
che non sia l’occupazione del dovere di stato e di lavoro, significa
svuotare o inaridire la Consacrazione all’Immacolata riducendola a
IG RIA RI

un’ombra sfuggente. È chiaro, per sé, che ogni giorno tutto il tempo
libero dai doveri di stato deve essere rigorosamente e amorosamente
FR A PY

messo a servizio esclusivo dell’Immacolata sia nel Cenacolo MIM


che fuori di esso, e non può servire ad altre iniziative e impegni per-
O

sonali, per quanto buoni possano essere. Bisogna costantemente ren-


C

dersi conto che la Consacrazione illimitata all’Immacolata, specie se


unita al Voto mariano, è davvero una cosa seria, è un impegno sacro
che lega all’Immacolata non con le parole, ma con i fatti, non con i
M

sentimenti ma con le virtù concrete che costano rinnegamento e sa-


crificio. «La Consacrazione all’Immacolata - insegna san Massimi-
A

liano - non consiste in un atto di devozione, sia pure recitato con


AS

grande fervore, ma consiste nel saper molto soffrire per Lei».


C

Cause di espulsione

I membri della MIM possono essere espulsi dall’Associazione per giusto


motivo secondo le cause stabilite dal diritto canonico e le cause stabilite dallo
Statuto (cfr 308 C.J.C.).

41
Le cause di espulsione proprie sono:
1) gli inadempimenti frequenti degli obblighi specifici della professione del-
la Forma di vita con Voto mariano per i Terziari Francescani dell’Immacolata,
ossia gli inadempimenti riguardanti: l’impegno della formazione e preghiera
mariana legato alla frequenza periodica nei Cenacoli MIM; l’impegno
dell’attività apostolica secondo il programma MIM; l’impegno alla missionarie-
tà anche ad gentes, quando sia valutata come possibile dai responsabili;
2) gli inadempimenti frequenti dei doveri dell’atto di Consacrazione illimi-
tata all’Immacolata per i Missionari dell’Immacolata Mediatrice non professi,
derivanti dai punti stabiliti sopra: a-b-c-d-e-f-g.

E
C
34. Ciò che è detto nello Statuto MIM riguardo a questo doloro-

08 RI
so punto è ben chiaro e preciso. È ovvio che prima di arrivare

TO A E T
all’espulsione si dovranno tentare tutte le vie possibili suggerite

20 DIT
EN N GH
dalla carità e dalla prudenza, sapendo esercitare la paziente atte-
sa nella speranza del ravvedimento o della ripresa da parte di chi
meriterebbe l’espulsione.
IG RIA RI

* La preghiera umile e intensa presieda sempre a queste


FR A PY

operazioni che sono dolorose non solo per chi deve essere espul-
so, ma anche per chi deve espellere.
O
C
M
A

ARTICOLO SESTO DELLO STATUTO


AS

La spiritualità francescano-mariana della MIM

Gli elementi caratteristici della spiritualità della M.I.M sono:


C

1) La «marianità», ossia la totale Consacrazione e appartenenza


all’Immacolata - come «strumento» docile e ancora più come «cosa e proprie-
tà» (SK 1131) - di ogni membro attraverso l’atto di Consacrazione illimitata
all’Immacolata o la professione della Forma di vita con il Voto mariano, per
realizzare in Lei la più perfetta «conformità a Gesù» (cfr Rm 8,9), secondo la
stessa «Missione» della Madre e Mediatrice universale di salvezza, ossia la
stessa missione della Chiesa guidata e condotta dall’Immacolata che con il Fi-

42
glio «schiaccia la testa al serpente» (cfr Gn 3,15) e fa crescere gli eletti fino al
numero pieno stabilito da Dio (cfr Enciclica Ad diem illum, 15; LG 62).
2) La «missionarietà», ossia la piena disponibilità a lavorare nella Chie-
sa e con la Chiesa per il Regno di Dio nel mondo, impegnandosi
all’evangelizzazione: a) con la testimonianza della vita esemplare; b) con la
preghiera intensa e fervida; c) con la parola che illumina ed edifica; d) con
l’azione apostolica nutrita di sacrificio.
La «missionarietà» comporta di per sé il fervore apostolico generoso e
combattivo nel sacrificio di sé spinto fino all’eroismo della missione ad gentes
e anche all’immolazione totale per salvare i fratelli (sull’esempio di san Mas-

E
similiano M. Kolbe).

C
Comporta, inoltre, l’uso di tutti i mezzi leciti in ogni campo da evangeliz-

08 RI
zare, sia negli ambienti e settori della vita sociale (famiglia, cultura, arte, poli-
tica, scienza, ecc.), sia nelle terre di missione.

TO A E T
20 DIT
In particolare, la «missionarietà» si volge ai cosiddetti «nemici» della Chie-
EN N GH
sa, e in modo speciale ai «massoni», come voleva san Massimiliano M. Kolbe, cer-
cando di conoscere gli errori da respingere e donando le verità della nostra Fede.
In sintesi, bisogna dire che la MIM costituisce una realtà originale che
IG RIA RI

si configura secondo la «visione globale di vita cattolica sotto forma nuova -


come scrive san Massimiliano - consistente nel legame con l’Immacolata,
FR A PY

nostra Mediatrice universale presso Gesù» (SK 1220).

35. Marianità e missionarietà caratterizzano la spiritualità e


O

l’apostolato della MIM. La forma di vita evangelica secondo san


C

Francesco d’Assisi, animata in modo speciale dalla marianità e


dalla missionarietà, è la forma di vita fondamentale di ogni
M

membro della MIM, sia esso laico o anche sacerdote.


Marianità
A
AS

36. La marianità fa rivestire dell’Immacolata e fa appartenere


ogni membro della MIM all’Immacolata come «strumento» do-
C

cile e ancora più come «cosa e proprietà» (SK 1131). La maria-


nità riveste tutta la persona del consacrato e anima tutto
l’operare della stessa persona, così che nulla in lui si sottragga o
sia privo del sigillo della marianità, soprattutto in colui che ha il
Voto mariano della Consacrazione illimitata all’Immacolata.

43
37. Essere «strumento docile» fra le mani dell’Immacolata, esse-
re sua «cosa e proprietà» significa non disporre mai più di se
stessi in nulla e per nulla. Tempo e spazio, veglia e riposo, gioie
e dolori, presente e futuro...: tutto è soltanto di Lei e deve servire
a Lei per la gloria suprema di Dio e per la salvezza eterna delle
anime.

38. Pensare e operare per Maria, con Maria e in Maria: questa

E
formula di san Luigi Grignion di Montfort e di san Massimiliano

C
esprime la marianità che penetra, anima e conduce i pensieri e

08 RI
le azioni del consacrato. In forma ancora più concreta, la maria-
nità è espressa da questi due brevi interrogativi: che cosa pense-

TO A E T
20 DIT
rebbe l’Immacolata al mio posto?.. che cosa farebbe o come si
EN N GH
comporterebbe l’Immacolata al mio posto?...
IG RIA RI

39. La Consacrazione illimitata all’Immacolata, in quanto illimi-


tata, comporta una marianità costante e ininterrotta, che impe-
FR A PY

gna in ogni momento e in ogni cosa da pensare o da fare. La ma-


rianità non è un atto di devozione che si fa o si recita in un de-
O

terminato momento, ma è un’anima che si trova in ogni parte


C

del nostro corpo e presiede ad ogni nostro pensiero, parola e


azione. I pensieri, le parole e le azioni senz’anima sono pensieri
morti, parole morte e azioni morte.
M

40. Concretamente, giorno per giorno, all’esame di coscienza, il


consacrato all’Immacolata (e in modo speciale chi ha il Voto
A

mariano) deve verificare in che modo e misura ha realizzato


AS

l’unione con l’Immacolata nel vivere la marianità:


- pensando e operando come «strumento docile» e come
C

«cosa e proprietà» dell’Immacolata nel dono totale del suo tem-


po e delle sue energie a Lei;
- pensando e operando per Maria, con Maria e in Maria,
rinnegando il pensare e l’operare secondo l’istinto puramente
«naturale», ossia secondo il «proprio» modo di vedere e di agire;

44
- pensando e operando in base alle due domande di fondo:
che cosa penserebbe o che cosa farebbe l’Immacolata in questo
preciso momento e situazione.

41. Esaminarsi al termine della giornata e ritrovarsi senza aver


mai, o quasi mai, pensato e operato da consacrato illimitatamen-
te all’Immacolata, secondo le indicazioni appena sopra segnala-
te, significa aver vissuto una giornata vuota di marianità, ossia

E
una giornata senza senso, perché in contraddizione con la Con-

C
sacrazione illimitata all’Immacolata che porto con me. Questa

08 RI
non può essere certamente una giornata di grazia.

TO A E T
20 DIT
42. La serietà della Consacrazione all’Immacolata (tanto più se
EN N GH
legata al Voto mariano) si misura dalla vitalità concreta e vissuta
della marianità che anima la mente e muove la volontà del consa-
IG RIA RI

crato. Pensare secondo l’Immacolata, agire e comportarsi secondo


l’Immacolata, nella donazione totale di ogni cosa a Lei, nella cor-
FR A PY

rispondenza piena del mio pensare al suo pensare, del mio operare
al suo operare: questa è la marianità in azione della Consacrazio-
O

ne illimitata all’Immacolata.
C

43. È proprio la marianità che noi vediamo splendere luminosis-


sima in san Massimiliano M. Kolbe, il quale consumava la sua vi-
M

ta vivendo costantemente con la sua «volontaria e amatissima


idea fissa, l’Immacolata», il quale ardeva e bruciava inesauribil-
A

mente di «amore folle» all’Immacolata. In lui troviamo scolpita,


AS

si potrebbe dire, la più completa marianizzazione della mente e


della volontà al vertice più alto e incandescente della «luce intel-
C

lettuale / piena d’amore», come canta l’Alighieri (Par. 32,85-6).

44. Ogni giorno anche noi consacrati all’Immacolata - tanto più


se con il Voto mariano - dobbiamo rendere conto della maria-
nizzazione del nostro pensare e operare all’interno e all’esterno
del nostro stato di vita (di laico o di prete, di sposato o meno);

45
dobbiamo rendere conto della nostra fedeltà alla dedizione totale
di noi stessi all’Immacolata senza cedimenti o concessioni di
sorta alla superficialità o al compromesso, alla mediocrità, o,
peggio ancora, alla tiepidezza e rilassamento.

45. È evidente, ad esempio, che se io ho donato all’Immacolata


tutto il mio tempo delle 24 ore del giorno, questo tempo debbo
considerarlo realmente tutto Suo e usarlo soltanto come lo use-

E
rebbe Lei momento per momento. E come userebbe Lei - debbo

C
chiedermi - il tempo che io sciupo:

08 RI
- nella pigrizia ad alzarmi al mattino per tempo,
- nelle chiacchiere inutili al posto di pregare,

TO A E T
20 DIT
- nel leggere giornali mondani o guardare vani spettacoli te-
EN N GH
levisivi, invece di meditare e restare raccolto,
- nell’uscire e andare di qua o di là senza alcuna necessità,
IG RIA RI

- nel perdere anche ore di tempo a vuoto, anziché impe-


gnarmi in attività di apostolato?...
FR A PY

46. Questo è soltanto un mini-abbozzo di esame sul tempo della


O

mia giornata che sono tenuto a marianizzare in forza della Con-


C

sacrazione illimitata all’Immacolata. E basta già questo mini-


abbozzo per farmi riflettere seriamente. Che cosa dire, infatti,
dell’esame di tutto il resto della mia giornata? Si pensi all’esame
M

della vita di preghiera, di carità, di penitenza, di buon esempio,


di povertà, di castità, di umiltà, di generosità, ossia delle virtù
A

dell’Immacolata che debbono marianizzare la mia giornata pun-


AS

to per punto, perché sia vero che sono realmente «proprietà»


dell’Immacolata.
C

47. Si deve esaminare, inoltre, la fedeltà ai doveri personali di


stato, specie quelli più delicati e importanti, particolarmente per
i coniugi nei riguardi dell’uso del matrimonio secondo la dottri-
na della Madre Chiesa che insegna l’intrinseca disonestà della
contraccezione sotto tutte le forme, consentendo solo, per i casi

46
gravi, l’uso dei metodi naturali di regolazione delle nascite (sen-
za nulla dire dell’aborto, considerato dalla Chiesa un «abomine-
vole delitto»). Questa è la castità matrimoniale, da salvaguardare
e testimoniare soprattutto oggi, contro la «cultura della morte»,
ormai dominante, si può dire, sull’intero pianeta terra. Quale
sfregio all’Immacolata è la profanazione del Sacramento del ma-
trimonio da parte dei coniugi consacrati a Lei! Parrebbe impos-
sibile, e dovrebbe essere davvero impossibile che ciò accada. La

E
realtà, invece, ci presenta tanti consacrati all’Immacolata che vi-

C
vono secondo la carne, calpestando, magari per anni e anni, la

08 RI
virtù della castità matrimoniale con la contraccezione che è con-
tro il «Dio dei vivi e non dei morti» (Mt 22,32).

TO A E T
20 DIT
EN N GH
48. Il primo campo di testimonianza mariana è la famiglia che
deve essere concepita secondo il modello esemplare della Sacra
IG RIA RI

Famiglia di Nazareth, dove ci si impegni a non far mancare quo-


tidianamente il tempo della preghiera comunitaria. La testimo-
FR A PY

nianza di preghiera e di vita cristiana dei genitori è la primaria e


la più efficace forma di educazione dei figli.
O
C

49. Ricordiamolo bene: la Consacrazione illimitata


all’Immacolata è fatta per santificare nella maniera più rapida e
perfetta se vissuta nell’impegno della verifica seria, costante,
M

giornaliera, che aiuta a scoprire sempre più e a vivere in ascesa


continua la marianizzazione. Soltanto questa marianizzazione in
A

ascesa conduce alla piena conformità a Gesù (cfr Rm 8,9), assimi-


AS

lando sempre più a Colei che è la «Forma Dei», come la chiama


sant’Agostino, a Colei che ha «la faccia che a Cristo più
C

s’assomiglia», come canta l’Alighieri (Par 32,85-86).

Missionarietà

47
50. La missionarietà è frutto naturale della marianità. Se, infatti,
la marianità assimila via via all’Immacolata Mediatrice, vuol di-
re che via via il consacrato a Lei (specie se ha anche il Voto ma-
riano) deve diventare un «mediatore» con Lei e in Lei, vivendo
la sua stessa missione salvifica universale.

51. L’Immacolata è stata la Mediatrice universale di redenzione,


ossia è stata l’unica Corredentrice che ha condiviso di persona,

E
con il Redentore - «sotto di Lui e con Lui» (LG 56) - l’opera

C
della redenzione universale, cooperando attivamente con le sue

08 RI
lacrime, mescolate al Sangue del Figlio Crocifisso, al riscatto
dell’umanità peccatrice, da Adamo fino all’ultimo uomo che vi-

TO A E T
20 DIT
vrà sulla terra.
EN N GH
52. L’Immacolata è la Mediatrice universale di grazia, ossia è la
IG RIA RI

Distributrice o Dispensatrice di tutte le grazie che salvano e


santificano i redenti. Ella, quindi, ha in mano l’economia delle
FR A PY

grazie redentive da applicare ai singoli uomini perché siano sal-


vati e santificati, su tutta la terra, al presente e al futuro, fino alla
O

Parusia.
C

53. L’Immacolata è Mediatrice universale nello Spirito Santo di


cui è la Sposa. Ella, infatti, è diventata Madre di Cristo Capo e
Madre del Corpo mistico di Cristo per opera dello Spirito Santo.
M

Cristo intero, Capo e Corpo, è stato concepito e generato «de


Spiritu Sancto ex Maria Virgine». Lo Spirito Santo è la fecondi-
A

tà di grazia della Mediatrice. Lo Spirito Santo e la Mediatrice


AS

sono perciò inseparabili e fanno sinergia d’amore perfettissimo


nell’attuare il piano salvifico universale.
C

54. L’Immacolata è Mediatrice universale nella Chiesa di cui è


Madre e nella quale si ritrova quale «Vergine fatta Chiesa», se-
condo la stupenda espressione di san Francesco d’Assisi. La
Chiesa infatti prolunga Maria Santissima nella sua maternità vergi-
nale generando i figli di Dio alla vita della grazia con

48
l’evangelizzazione e i Sacramenti. La Mediazione materna
dell’Immacolata si invera, quindi, nella mediazione della Chiesa
«Sacramento universale di salvezza».

55. L’Immacolata Mediatrice, quindi, fa unità con Cristo «Media-


tore» assoluto fra Dio e gli uomini (cfr 1 Tm 2,5), con lo Spirito
Santo di cui è la Sposa feconda di tutta la grazia che salva e santifi-
ca, con la Chiesa nella quale prolunga la sua maternità verginale e

E
mediazione materna. Le radici vitali della Mediazione mariana so-

C
no quindi cristologiche, pneumatologiche ed ecclesiologiche, in at-

08 RI
tuazione del piano salvifico universale, che porta con sé la missio-
narietà universale.

TO A E T
20 DIT
EN N GH
56. La Mediazione universale di grazia costituisce la missione
salvifica universale dell’Immacolata e porta con sé, quindi, la
IG RIA RI

missionarietà per tutta la terra e per tutti gli uomini che vivono e
che vivranno. Chi si consacra all’Immacolata Mediatrice, dun-
FR A PY

que, e appartiene a Lei come «strumento docile» e «sua proprie-


tà» non può non fare propria anche la missionarietà universale
O

che è tutta connaturale alla Mediazione salvifica universale.


C

57. Si comprende, quindi, perché la missionarietà fa unità insepa-


rabile con la marianità nei consacrati illimitatamente
M

all’Immacolata Mediatrice. In forza dell’appartenenza illimitata


all’Immacolata - con il Voto mariano o senza di esso - ogni mem-
A

bro della MIM viene investito della stessa missione


AS

dell’Immacolata che è, appunto, la missione di Mediatrice univer-


sale di salvezza.
C

58. I membri della MIM, se vivono fedelmente la loro Consa-


crazione, diventano, in tal modo, dei «piccoli mediatori», come
dice san Massimiliano, a servizio incondizionato della Mediatri-
ce universale, pronti, quali «strumenti docili», a lavorare come
missionari e con lo spirito missionario nella Chiesa e nella fami-

49
glia, nella società e in ogni ambiente di lavoro; pronti anche, se-
condo le possibilità e l’obbedienza, a recarsi persino nelle mis-
sioni ad gentes per salvare le anime dei fratelli che si trovano
ancora «nell’ombra della morte» (Lc 1,79).

59. L’impegno missionario più fondamentale, è chiaro, resta


sempre, per tutti i membri della MIM e dovunque essi si trovino,
quello di evangelizzare come è scritto nello Statuto MIM :

E
- con la testimonianza della vita esemplare;

C
- con la preghiera intensa e fervida;

08 RI
- con la parola che illumina ed edifica;
- con l’azione apostolica nutrita di sacrificio.

TO A E T
20 DIT
EN N GH
60. Inoltre, i membri della MIM debbono industriarsi ad adope-
rare tutti i mezzi possibili per evangelizzare, iniziando dai mezzi
IG RIA RI

più piccoli (ad esempio, la Medaglia miracolosa) fino ai mezzi


più grandi della comunicazione sociale, quali i mass-media: ra-
FR A PY

dio, televisione, stampa, internet... La comunicazione sociale,


come dice il Magistero della Chiesa, «di fatto ha un contributo
O

da dare ad ogni altro apostolato, ministero o programma» (Aeta-


C

tis novae, 1992), tenendo anche presente che i mass-media per la


quasi totalità degli uomini «sono il principale strumento infor-
mativo e formativo di guida e di ispirazione per i comportamenti
M

individuali, familiari e sociali» (Redemptoris missio, 1991, 37).


A

61. In particolare, poi, si esortano i membri della MIM a svolge-


AS

re opera di apostolato verso i cosiddetti «nemici della Chiesa»,


dichiarati o nascosti, da convertire a salvezza. Per san Massimi-
C

liano c’erano al primo posto soprattutto i «massoni», e questo


primo posto non sembra sia stato occupato da altri fino ad oggi,
pur essendosi affiancati ai massoni, potremmo dire, alcune for-
me di religiosità più recenti e pericolosissime (ad esempio, New
Age), senza dire delle sette di ispirazione orientale che prolifera-

50
no, e dell’Islam fondamentalista che avanza in modo impres-
sionante.

62. Per lavorare con spirito missionario è necessario armarsi di


preghiera e di studio (nel conoscere gli errori da combattere),
come faceva san Massimiliano, bisogna rivestirsi di umiltà e di
carità, animate da quell’ardore apostolico che sosteneva san
Massimiliano M. Kolbe nel suo «lavoro febbrile» per la salvez-

E
za delle anime «attraverso l’Immacolata». Alla sua scuola pos-

C
siamo ben verificare quanto tempo invece noi perdiamo attri-

08 RI
buendo eccessivo valore a cose secondarie, o addirittura futili
(sport, canzoni, vacanze, gite, divertimenti...), così lontani dal

TO A E T
20 DIT
vivere la Consacrazione illimitata all’Immacolata con l’ansia del
EN N GH
vero missionario che prega e soffre consumandosi solo per la
salvezza delle anime.
IG RIA RI

63. Per la preghiera a sostegno delle missioni, perché non fare


FR A PY

nostra la massima di san Massimiliano sul Santo Rosario:


«Quante corone recitate, tante anime salvate»? Un quarto d’ora
O

di Rosario può salvare un’anima. Quanti quarti d’ora al giorno


C

non perdiamo noi?...


Per gli aiuti della carità da procurare ai missionari, è necessario
industriarsi a organizzare lotterie missionarie, mostre di beneficenza
M

missionaria, raccolte di offerte per micro-progetti missionari, salva-


danai missionari e adozioni spirituali. Rendiamoci conto che spesso
A

nelle missioni si stenta la vita e talvolta manca anche il necessario in


AS

cibo e medicinali. La carità spirituale e materiale non deve conoscere


mai soste nel missionario dell’Immacolata Mediatrice!
C

ARTICOLO SETTIMO DELLO STATUTO


Formazione spirituale dei membri della M.I.M

51
La formazione spirituale di ogni missionario dell’Immacolata Mediatri-
ce deve percorrere un itinerario ascetico-mistico segnato dai passi biblici
mariani, fondamentali, che presentano la spiritualità della MIM inserita
nell’arco della rivelazione intertestamentaria, dal Genesi all’Apocalisse.
Sono sette i passi biblici che fanno percorrere un cammino spirituale di
ascesi costante, iniziando dalla lotta al peccato (cfr Gn 3,15) e finendo alla
configurazione con la «Donna vestita di sole» (Ap 12,1). Sono i passi della
vita ascetica e mistica che partono dalla purificazione e dall’esercizio delle
virtù (carità, preghiera, mortificazione, purezza) per arrivare all’unione con

E
Cristo, alla co-immolazione con Maria, alla vita nello Spirito Santo e

C
all’identificazione con la «Donna vestita di sole».

08 RI
TO A E T
20 DIT
ITINERARIO SPIRITUALE: i sette «passi» biblici
EN N GH
1) La «Missione dell’Immacolata Mediatrice» è la missione della
«Donna» del Genesi (3,15), nemica irriducibile di satana con la sua Immaco-
IG RIA RI

lata Concezione, unita al Figlio suo (la «discendenza») nello «schiacciare la


testa al serpente» per la salvezza dell’umanità decaduta.
- Lotta al peccato e purezza di vita.
FR A PY

2) È la missione della «piena di grazia» (Lc 1,28), che è tutta «grazia» e


niente peccato, ossia Immacolata Concezione, e che realizza con lo Spirito
O

Santo, di cui è Sposa, l’Incarnazione del Figlio di Dio, accettando con fede
cosciente e sublime la Maternità divina e verginale del Verbo, per la reden-
C

zione e salvezza del genere umano.


- Vita di «grazia» con Gesù «dentro».
M

3) È la missione della «Madre del Signore» (Lc 1,43) che porta la Buo-
na Novella e distribuisce la «grazia» agli uomini, come prima missionaria
A

della Buona Novella che dà vita e gioia («il bambino ha esultato di gioia» nel
AS

grembo di sant’Elisabetta: Lc 1,44), magnificando Dio per le grandi cose


operate in Lei e per la misericordia riversata sugli uomini.
- Apostolato e carità fraterna.
C

4) È la missione della Madre che prega e opera come «Mediatrice»


presso il Figlio per soccorrere i suoi figli bisognosi, specialmente nei mo-
menti più importanti della vita (le «nozze»: Gv 2,1), ottenendo, se necessa-
rio, anche il miracolo.
- Vita di mediazione-orazione.

52
5) È la missione della Madre che ai piedi della Croce si immola con il
Figlio Crocifisso come Corredentrice per la rigenerazione delle anime, di-
ventando così vera Madre spirituale universale, proclamata tale dallo stesso
Gesù morente: «Ecco tua Madre» (Gv 19,27).
- Filiazione mariana.

6) È la missione della Madre della Chiesa, Sposa dello Spirito Santo,


Regina degli Apostoli in preghiera nel Cenacolo. L’Eucarestia, lo Spirito
Santo, la Madonna, la Chiesa: l’Immacolata è al centro, con la sua missione
di radunare tutti i figli nella Chiesa animata dallo Spirito Santo ai piedi del

E
Tabernacolo.

C
08 RI
- Vita nello Spirito Santo con la Madre della Chiesa.
7) È la missione della Madre Immacolata contro cui il «drago» (Ap

TO A E T
20 DIT
12,9) non può nulla, respinto, abbattuto e precipitato nell’abisso eterno di
EN N GH
«fuoco e zolfo» (Ap 20,10) da san Michele Arcangelo con i suoi Angeli. È la
missione della Madre Regina «vestita di sole», immagine radiosa della Ge-
rusalemme celeste, dove Ella vuole tutti i suoi figli.
IG RIA RI

- Trasfigurarsi nell’Immacolata, «vestita di sole».


FR A PY

Il progresso spirituale - che impegna soprattutto i membri che professano


la Forma di vita con il Voto mariano - segue le leggi della Teologia spirituale
segnata dalle note caratteristiche francescane e vissuta «nella luce
O

dell’Immacolata», come itinerario alla SS. Trinità per mezzo dell’Immacolata,


C

con l’Immacolata e nell’Immacolata.


Per questo è necessaria:
a) la direzione spirituale costante e unitaria nel percorrere i passi
M

dell’ascesa fino alle vette della più perfetta e sublime «conformità a Gesù»,
che si realizza con la transustanziazione mistica nell’Immacolata;
A

b) la conoscenza del mistero di Maria Santissima per mezzo dello studio


(con attenzione particolare ai documenti del Magistero su Maria Santissima)
AS

e della meditazione, con l’approfondimento, in particolare, della spiritualità


specifica dell’Istituto e degli scritti di san Massimiliano M. Kolbe;
c) la lettura spirituale delle biografie dei Santi - particolarmente dei Santi
C

francescani - i quali sono la «via sicurissima che, attraverso le mutevoli cose del
tempo, ci conduce all’unione con Cristo, ossia alla santità» (LG 7).

64. La formazione spirituale costituisce il contenuto di grazia e di


valore dei membri della MIM. Tutto è condizionato alla formazio-

53
ne spirituale. Senza di essa si ha il vuoto di sostanza e tutto diventa
inconsistente e senza senso, per i singoli come per il gruppo intero.

65. La formazione spirituale si realizza a gradi, percorrendo i


passi dell’itinerario ascetico-mistico che ha il suo tracciato nella
Parola di Dio vissuta e impersonata soprattutto dall’Immacolata,
da Colei, cioè, che, più di tutti, ha avuto la beatitudine riservata
a «chi ascolta la Parola di Dio e la mette in pratica» (Lc 11,28).

E
C
66. Nello Statuto MIM si ha la traccia dell’itinerario ascetico-

08 RI
mistico segnato da sette «passi» biblici che fanno camminare
l’anima sui passi di Maria santissima, rivelata nella Sacra Scrittu-

TO A E T
20 DIT
ra dal primo libro del Genesi, con la «Donna» che schiaccia la te-
EN N GH
sta al «serpente» (Gn 3,15), all’ultimo libro dell’Apocalisse, con
la «Donna vestita di sole» (Ap 12,1).
IG RIA RI

67. La breve descrizione dei sette «passi» biblici contenuta nello


FR A PY

Statuto deve essere approfondita e sviluppata nella meditazione


personale che illumina via via il tracciato da percorrere secondo le
O

leggi della Teologia spirituale, particolarmente sul modello dei


C

Santi francescani più mariani. I «passi» biblici mariani, infatti, aiu-


tano a vivere l’ascesi e la mistica della vita spirituale nella piena
«luce dell’Immacolata», secondo un «itinerario alla SS. Trinità per
M

mezzo dell’Immacolata, con l’Immacolata e nell’Immacolata».


A

68. Per assicurare la fecondità di questo itinerario ascetico-


AS

mistico, è necessaria la direzione spirituale costante e unitaria,


insieme alla progressiva conoscenza del mistero di Maria, so-
C

stenuta dalla lettura spirituale delle biografie dei Santi, specie


dei Santi francescani.

69. I Missionari dell’Immacolata Mediatrice sono invitati a col-


tivare un soprannaturale affetto verso san Giuseppe, Custode
della Sacra Famiglia, Patrono della Chiesa e dell’intera famiglia

54
dei Francescani dell’Immacolata. Affidarsi a san Giuseppe si-
gnifica riconoscere il ruolo singolare che egli ha, accanto
all’Immacolata, nell’opera della nostra santificazione.

70. Si stia attenti a non privarsi o a trascurare questi aiuti che la


scienza e l’esperienza dei Santi presentano come utili e anche
indispensabili al cammino più spedito verso le vette della perfe-
zione serafica. È vera grazia dell’Immacolata trovare questi aiu-

E
ti, e bisogna pregare perché siano concessi a tutti e valorizzati da

C
tutti senza indolenze o riserve. Qui si tratta, infatti, della nostra

08 RI
santificazione, a cui è legata la salvezza di tanti.

TO A E T
20 DIT
* Per l’approfondimento di questo articolo 7 dello Statuto si
EN N GH
rimanda ai testi spirituali riportati nella nota bibliografica finale.
IG RIA RI

ARTICOLO OTTAVO DELLO STATUTO


Modo di agire della MIM
FR A PY

In linea di principio si può dire che là dove è presente la Madonna, lì è pre-


O

sente la MIM, perché la presenza dell’Immacolata è inseparabile dalla sua «mis-


sione» salvifica universale.
C

Se la MIM è protesa a realizzare in ogni uomo - e specificamente in


ogni consacrato con il Voto mariano - la perfetta vita cristiana come prolun-
gamento della vita di Gesù nutrito e allevato, educato e formato dalla Ma-
M

donna, è chiaro che essa deve essere presente all’interno della vita cristiana
come lievito e fermento segreto di vita in crescita. La «marianità», infatti, è
A

costitutiva della vita cristiana, secondo l’espressione fulgidissima del Papa


AS

Paolo VI: «Non possiamo essere cristiani se non siamo mariani» (Paolo VI,
Omelia tenuta al Santuario di Bonaria ([CA] 24/4/70).
Compito dei «Missionari dell’Immacolata Mediatrice» è quello di
C

operare in forme anche organizzate perché la marianità della vita cristiana


sia resa manifesta, concreta, feconda in tutta la sua ricchezza e bellezza di
grazia.
Forme di organizzazione possono essere:
- i «Cenacoli mariani» per adulti-giovani-ragazzi;
- il «Giorno con Maria» (secondo il proprio regolamento);
- il Ritiro mensile;

55
- la Santa Messa del gruppo, almeno mensile;
- la riunione almeno mensile del Cenacolo.

71. La Consacrazione illimitata all’Immacolata, soprattutto con


il Voto mariano, realizza una presenza speciale dell’Immacolata
nel consacrato e nel suo operato. È una presenza reale spirituale.
L’Immacolata e la sua Missione investono il consacrato, si
fanno inseparabili da lui. Per questo la MIM nel suo essere e ope-

E
rare è presenza dell’Immacolata con la sua missione salvifica uni-
versale.

C
08 RI
72. Grande è la responsabilità dei membri della MIM se non fanno

TO A E T
20 DIT
irradiare questa presenza dell’Immacolata, quando addirittura non
EN N GH
la nascondono o la deturpano. L’Immacolata è luce: e «la luce non
si pone sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a
tutti» (Mt 5,15). L’Immacolata è luce attraverso la testimonianza
IG RIA RI

delle sue virtù messe in pratica dai consacrati a Lei, attraverso il


FR A PY

buon esempio di una vita edificante e operosa nell’apostolato di


ogni membro della MIM: gli uomini «vedano le vostre buone ope-
O

re» (Mt 5, 16) per glorificare l’Immacolata. Così deve essere.


C

73. L’Immacolata Mediatrice è lievito di grazia che fa fermentare


la vita delle anime quando entra in esse. È compito della MIM pro-
M

prio questo. Ogni membro della MIM è impegnato a portare


l’Immacolata in sé, nella propria anima, e a donare l’Immacolata
A

agli altri, facendola entrare nelle anime perché fermenti la vita cri-
AS

stiana quale «prolungamento della vita di Gesù nutrito e allevato,


educato e formato dalla Madonna» (Stat.). Questa è la «visione
C

globale di vita cattolica sotto forma nuova - come insegna san


Massimiliano - consistente nel legame con l’Immacolata, nostra
Mediatrice presso Gesù» (SK 1220).
Questa è la «marianità» della vita cristiana che ogni
membro della MIM è impegnato a vivere e a far vivere agli
altri nella sua realtà di grazia, operando in tutti i modi possi-

56
bili, organizzandosi singolarmente e comunitariamente con il
«Cenacolo mariano» a cui appartiene.

74. L’azione apostolica dei Cenacoli MIM deve riflettere


l’«azione febbrile» di san Massimiliano, il quale consumava se
stesso perché l’Immacolata entrasse in ogni cuore di uomo che
batte sulla terra, servendosi di tutti i mezzi spirituali e materiali,
in particolare dei mass-media. Il modo di agire della MIM, ossia

E
dei consacrati illimitatamente all’Immacolata, non può essere

C
solo per la «difesa», sosteneva san Massimiliano, ma anche per

08 RI
l’«assalto» alle forze del male. «Noi siamo per l’offensiva»:
questa era la strategia di san Massimiliano. Indolenza e negli-

TO A E T
20 DIT
genza, mediocrità e lentezze non possono essere consentite ai
EN N GH
missionari consacrati illimitatamente all’Immacolata.
75. Organizzare il Cenacolo mariano in funzione formativa per
IG RIA RI

la vita spirituale, e in funzione attiva per l’apostolato da svolge-


re, è compito di tutti i membri di ogni Cenacolo, sia esso per
FR A PY

adulti, per giovani o per ragazzi. Nessuno può sottrarsi


all’impegno della formazione personale, legata alla Santa Mes-
O

sa, ai Ritiri spirituali, alla riunione almeno mensile e alla forma-


C

zione del lavoro di apostolato organizzato dal Cenacolo sotto le


varie forme, ossia: diffusione della buona stampa, tavole rotonde
di studio, giornate, mostre, lotterie missionarie, il Rosario per le
M

famiglie...
A

76. A incremento dell’apostolato per la santificazione della fa-


AS

miglia cristiana, la M.I.M diffonda la devozione anche alla Sa-


cra Famiglia che è il modello divino della famiglia cristiana
C

“santa”.

«UN GIORNO CON MARIA»

57
77. Un particolare riguardo merita l’apostolato di Un Giorno con
Maria (sigla: GCM) che si sta espandendo in tutto il mondo dopo
la sua affermazione in Inghilterra, in Italia e le esperienze in Bra-
sile, Stati Uniti, Isole Filippine e Africa. È bene che i Cenacoli
MIM prendano a cuore questa attività, se ne facciano partecipi,
promotori e sostenitori. Un giorno con Maria è regolato da un
Regolamento proprio per la sua organizzazione e conduzione, ed
è strumento efficacissimo per l’apostolato mariano della Consa-

E
crazione al Cuore Immacolato e della buona stampa a più vasta

C
diffusione.

08 RI
In dodici punti qui si vuole delineare il contenuto del Gior-
no con Maria nei suoi valori portanti fondamentali, a cui fare

TO A E T
20 DIT
sempre riferimento per salvaguardarlo da ogni sfasatura sia a li-
EN N GH
vello spirituale che a livello organizzativo.
1) Il GCM è un giorno di preghiera eucaristica e mariana. Si
IG RIA RI

prega, in media, 6-8 ore di tempo con un sufficiente intervallo per


il pranzo. La preghiera eucaristica consiste nella Santa Messa con
FR A PY

omelia, nell’adorazione del SS. Sacramento solennemente esposto,


protratta possibilmente per tutto il pomeriggio, in una meditazione
O

eucaristica (circa 20 minuti), nella processione con il SS.mo Sa-


C

cramento e nella Benedizione eucaristica. La preghiera mariana


consiste nella processione con l’immagine di Maria, nella recita
delle quattro corone del Santo Rosario, nell’atto dell’incoronazione
M

della Madonna, nella Consacrazione a Lei, in almeno una medita-


zione mariana (circa 20 minuti), nella recita dell’Angelus e delle
A

preghiere insegnate dai Pastorelli di Fatima. Durante tutta la gior-


AS

nata i partecipanti al GCM potranno accostarsi al Sacramento della


confessione e, secondo l’opportunità, al Sacramento dell’Unzione
C

degli infermi; si terrà il pio esercizio della Via Crucis o della Via
Matris.
I canti che accompagnano via via le ore di preghiera sono
canti eucaristici, mariani, popolari, riportati assieme alle pre-
ghiere su appositi fogli o libretti distribuiti ai fedeli, per dare a
tutti la possibilità di unirsi nella lode a Dio e a Maria.

58
2) Scopi del GCM sono quelli di:
- diffondere la devozione al Cuore Immacolato di Maria por-
tando tutti i cuori degli uomini a Lei perché diventino di Gesù;
- offrire riparazioni al Cuore Immacolato di Maria, con
l’invito alla pratica dei primi cinque sabati del mese;
- fare la Consacrazione totale di sé al Cuore Immacolato,
donandosi a Lei senza limiti né condizioni;

E
- suffragare le anime purganti applicando a loro le indul-

C
genze che la Chiesa concede per le preghiere di questa giornata;

08 RI
- richiamare a conversione i peccatori evangelizzando con la
testimonianza della fedeltà alla Chiesa e dell’amore al Vicario di

TO A E T
20 DIT
Cristo.
EN N GH
3) L’espressione Un Giorno con Maria vuole significare:
- che la Madonna è particolarmente presente tra i suoi figli
IG RIA RI

che pregano, cantano e offrono durante questo giorno;


- che noi siamo uniti a Lei con una partecipazione viva nella
FR A PY

preghiera, attenti a tutto ciò che ci parla di Lei, ci attira a Lei, ci


fa imitare Lei;
O

- che Ella, quale Madre e Regina, è al centro della giornata,


C

al centro della comunità dei figli che pregano, al centro di tutte


le preghiere, i sacrifici, le offerte, i meriti donati interamente a
Lei, messi nelle Sue mani e nel Suo Cuore perché ne disponga
M

come meglio crede.


A

4) Nel GCM le intenzioni personali delle preghiere e delle


AS

offerte possono certamente unirsi alle intenzioni primarie e cen-


trali, che sono quelle dell’Immacolata. Noi abbiamo la certezza
C

che le nostre particolari intenzioni, affidate a Lei e subordinate


alle Sue intenzioni, non solo non perderanno nulla, ma guada-
gneranno in carità e fecondità di grazia per il bene nostro e degli
altri.

59
5) Il GCM è basato sul messaggio di Fatima, in tutto il suo
ricco contenuto di verità di fede, di richiami alla grande preghie-
ra e alla generosa penitenza, sull’esempio mirabile dei tre pasto-
relli di Fatima. Altre apparizioni, rivelazioni, messaggi, che la
Chiesa non ha ancora ufficialmente approvato devono restare
fuori del GCM, che è un evento pubblico, una celebrazione co-
munitaria di culto eucaristico e mariano secondo tutte le diretti-
ve ufficiali della Chiesa.

E
Sacerdoti e predicatori, celebranti e confessori, invitati al

C
GCM, sappiano in anticipo di queste disposizioni da osservare

08 RI
in ossequio alle direttive della Madre Chiesa.

TO A E T
20 DIT
6) A tutti i Cenacoli MIM, ad ogni membro della MIM è of-
EN N GH
ferta questa celebrazione del GCM quale occasione speciale di
grazia per amare e lodare, far amare e far lodare l’Immacolata.
IG RIA RI

Tutti i membri della MIM debbono sentirsi chiamati e impegnati


a cooperare perché il GCM sia vissuto intensamente con la par-
FR A PY

tecipazione del maggior numero possibile di persone. Là dove si


celebra il GCM i Cenacoli MIM più vicini si rendano attivi sia
O

nell’aiutare e sostenere l’organizzazione, sia nel partecipare e far


C

partecipare altri.

7) La direzione e la guida del GCM sono affidati ai France-


M

scani dell’Immacolata, frati e suore. Soltanto essi hanno giuri-


sdizione canonica sul GCM, che è un’attività apostolica della lo-
A

ro Associazione «Missione dell’Immacolata Mediatrice». Ad es-


AS

si, quindi, è affidata la responsabilità del GCM di fronte alla


Chiesa. L’obbedienza ai frati e alle suore addetti alla conduzione
C

del GCM è perciò doverosa da parte di tutti ed è sicuramente


sorgente di grazie per il GCM. Dove non ci sono i Francescani
dell’Immacolata si provvederà a nominare un incaricato che vo-
glia prendere a cuore l’organizzazione e la conduzione del
GCM.

60
8) Nella conduzione del GCM un posto di particolare rilievo
spetta all’ideatore del GCM, il sig. Claudio Lo Sterzo, che già
dirige l’organizzazione del GCM in Inghilterra, dove egli dimo-
ra. All’interno della MIM, il settore dell’apostolato riguardante
il GCM potrà prevedere una struttura organizzativa internazio-
nale propria, diretta dal sig. Lo Sterzo, sempre sotto la giurisdi-
zione dell’Assistente generale della M.I.M, nel rispetto dei vari
livelli della gerarchia della M.I.M (assistente e presidente del

E
Cenacolo, assistente e delegato nazionale). È bene, in ogni caso,

C
rifarsi all’ideatore del GCM da parte degli organizzatori e re-

08 RI
sponsabili locali per salvaguardare il particolare carisma di que-
sta attività.

TO A E T
20 DIT
EN N GH
9) Ai membri dei nuclei operativi del GCM si raccomanda la
stretta unione con i Cenacoli MIM e con i Francescani
IG RIA RI

dell’Immacolata, per assicurare la propria formazione spirituale. È


auspicabile che gli stessi membri abbiano la direzione spirituale in-
FR A PY

dividuale da parte dei Francescani dell’Immacolata per garantire la


dottrina e la spiritualità secondo il carisma proprio della MIM a cui
O

appartiene il GCM. Dove non sia possibile avere la direzione spiri-


C

tuale dei Francescani dell’Immacolata, per i singoli e per i gruppi, è


necessario cercare il sacerdote che sia sensibile al carisma france-
scano-mariano ed esperto in questo apostolato.
M

10) I predicatori e confessori tengano presente e illustrino il


A

messaggio di Fatima con i suoi richiami al peccato, ai novissimi


AS

(morte, giudizio, inferno e Paradiso), al Vicario di Cristo, alla


Chiesa, alla pace; diano il massimo spazio e ogni disponibilità al
C

sacramento della Confessione individuale, per evitare Comunio-


ni sacrileghe; raccomandino senza stancarsi l’amore al Santo
Rosario quotidiano; spronino alla penitenza più generosa, se-
condo gli appelli accorati di Maria Santissima; evitino riferi-
menti a rivelazioni private non approvate dalla Chiesa.

61
11) Lo spirito di penitenza animi sempre l’operato dei nu-
clei operativi del GCM, impegnandoli:
- a conformarsi pienamente allo Statuto e al Direttorio
MIM, da meditare di frequente:
- a essere sempre presenti sia alle riunioni del Cenacolo
MIM, per coltivare la propria formazione spirituale e dottrinale,
sia agli incontri del nucleo operativo per il GCM;
- a saper accettare e offrire quanto di faticoso presenta il la-

E
voro di preparazione e organizzazione del GCM.

C
08 RI
12) Il GCM esige un servizio d’amore in ogni cosa, grande
o piccola che sia, e i membri della MIM sono chiamati a questo

TO A E T
20 DIT
servizio d’amore che unisce e assimila bene alla «Serva del Si-
EN N GH
gnore» (Lc 1,28). Ancora più i membri del nucleo operativo del
GCM devono all’Immacolata tutto il tempo libero dai doveri di
IG RIA RI

stato o di professione: chi è un vero missionario dell’Immacolata


Mediatrice, consacra all’apostolato tutto il suo tempo libero.
FR A PY

Con particolare riguardo sia curato l’apostolato della diffu-


sione della stampa mariana durante il GCM, riflettendo che un
O

libro santo può essere un compagno santo per tutta la vita.


C
M

ARTICOLO NONO DELLO STATUTO


A

Governo della MIM


AS

Gli organi del governo della MIM sono:


C

1) Il Consiglio Generale (CG) è composto di due frati e due suore, che


si dividono il campo di assistenza spirituale ed apostolica, e dal Padre Co-
mune che lo presiede. I quattro membri vengono nominati dal Padre Comune
(i frati) e dalla Madre Comune (le suore) ogni sei anni e svolgono i compiti
di Segretario, di Amministratore, di Assistenti, secondo la designazione del
Padre Comune, previa consultazione con la Madre Comune. Il CG si riuni-
sce due volte all’anno, orientativamente ogni sei mesi.

62
2) Il Consiglio Nazionale (CN) è composto da un frate e un laico dele-
gato, nominati dal Padre Comune e una suora nominata dalla Madre Comu-
ne, ogni tre anni, con le funzioni, rispettivamente, di Assistente, Delegato, e
Segretario. Esso si riunisce almeno ogni sei mesi per le necessarie direttive e
iniziative da proporre ai Consigli locali (Cenacoli), e ogni anno invia al CG
della MIM la relazione generale dell’attività apostolica e la relazione eco-
nomica.
Il Consiglio Generale e il Consiglio Nazionale, abbiano la loro sede
possibilmente in una «Città Mariana» (o «Cittadella Mariana»).
3) Il Consiglio locale (o «Consiglio del Cenacolo») è composto

E
dall’Assistente spirituale, da un Presidente, un Vice e un Segretario, uomini o

C
donne, nominati dall’Assistente; si riunisce ogni mese, e ogni anno invia al CN

08 RI
della MIM la relazione generale dell’attività apostolica e la relazione econo-
mica.

TO A E T
20 DIT
I «Consigli locali» abbiano i loro incontri periodici e organizzino in-
EN N GH
contri allargati con i Presidenti dei Cenacoli e con altri Consigli locali.
L’erezione di un «Cenacolo» viene fatta dal Padre Comune. Si possono
costituire Cenacoli particolari anche presso Monasteri, in Case di cura, in
IG RIA RI

Collegi e Comunità varie.


78. La partecipazione dei laici alla conduzione della MIM si ha
FR A PY

nel Consiglio Nazionale con la presenza di un Delegato, e nel


Consiglio locale con la presenza di un Presidente, un Vice-
O

presidente e un Segretario per ogni Cenacolo mariano (oltre i


vari delegati per i diversi settori di formazione e di apostolato
C

all’interno del Cenacolo).


M

79. Per il Consiglio Generale e per il Consiglio Nazionale le


nomine vengono dal Padre Comune e dalla Madre Comune dei
A

Francescani dell’Immacolata; per il Consiglio locale, la nomina


AS

dell’Assistente (frate o suora) viene ugualmente dal Padre Co-


mune o dalla Madre Comune, mentre le nomine dei tre membri
C

del Consiglio locale vengono fatte direttamente dall’Assistente


(frate o suora). Le nomine, all’interno dei diversi Consigli, dei
delegati per i diversi settori di formazione e apostolato vengono
fatte, rispettivamente dal Consiglio generale, nazionale e locale.

63
80. Quando sia possibile, è bene che la sede del Consiglio gene-
rale e del Consiglio nazionale siano collocate in una «Città Ma-
riana» dei Francescani dell’Immacolata, ove potrà essere più
agevole avere incontri e raduni sia a carattere nazionale che in-
ternazionale.

81. Per avere il quadro della vitalità dei Cenacoli MIM è neces-
saria la relazione annuale generale dell’attività sia spirituale che

E
apostolica di ogni Cenacolo locale, comprendente anche il reso-

C
conto dello stato dei singoli gruppi eventualmente presenti nel

08 RI
Cenacolo (Terz’Ordine Francescano dell’Immacolata, Gioventù
Francescana dell’Immacolata, Paggi e Damigelle

TO A E T
20 DIT
dell’Immacolata, Un Giorno con Maria). In tal modo, di anno in
EN N GH
anno è possibile verificare l’andamento di ogni Cenacolo ed
eventualmente aiutare i Cenacoli in difficoltà.
IG RIA RI

82. La responsabilità primaria dei dirigenti della MIM è legata an-


FR A PY

zitutto alla esemplarità della loro vita di consacrati all’Immacolata


e del loro lavoro di Missionari dell’Immacolata Mediatrice. La loro
O

vita deve essere riflesso irradiato dell’Immacolata nelle sue virtù; il


C

loro lavoro deve essere riflesso irradiato della Mediatrice universa-


le che dona grazia ai fratelli vicini e lontani. Questa è la missione
dell’Immacolata Mediatrice che i membri del governo MIM sono
M

chiamati a gestire con ferma fede, grande speranza e ardente carità,


contrapponendosi decisamente alla mentalità terrestre di questo
A

mondo.
AS

83. Conveniente e utile sarà il ricambio triennale dei dirigenti


C

della MIM, ove esso non risulti impossibile per situazioni con-
tingenti o necessità del momento. L’assunzione di respon-
sabilità, fatta in spirito di umiltà, aiuta la crescita della consape-
volezza più matura nel servizio dei fratelli per la salvezza e la
santificazione delle loro anime, e impegna con obbligo maggiore a

64
vivere l’esemplarità della vita consacrata illimitatamente
all’Immacolata Mediatrice.

84. È necessario, per questo, che i dirigenti della MIM preghino


di più per essere illuminati e sostenuti nella loro vita esemplare in
virtù e opere; ma è anche necessario che tutti i membri del Cena-
colo MIM preghino per i dirigenti, affinché sappiano trasmettere
il patrimonio di dottrina e di opere che la Consacrazione illimitata

E
all’Immacolata porta con sé per essere donato a tutti.

C
08 RI
ARTICOLO DECIMO DELLO STATUTO
Patrimonio della MIM

TO A E T
20 DIT
EN N GH
Il patrimonio della MIM in conformità alla norma del Codice di Diritto
Canonico è costituito da: a) offerte in denaro; b) entrate di giornate missio-
narie; c) quote di iscrizione; d) beni mobili, stampe (libri, riviste).
IG RIA RI

Il patrimonio della MIM viene gestito dall’Amministratore locale, na-


zionale e generale.
FR A PY

85. Per il suo sostentamento, la MIM si affida interamente alla


O

Provvidenza materna dell’Immacolata che interviene per mezzo


C

della carità in azione. La MIM non ha rendite né entrate fisse,


ma raccoglie, di solito, le offerte che vengono fatte spontanea-
mente dai singoli; raccoglie le offerte delle giornate missionarie,
M

delle mostre e lotterie missionarie; raccoglie le offerte delle quo-


te di iscrizione al Cenacolo; custodisce i beni mobili (stampe o
A

altro) che si ricevono o si acquistano nel tempo.


AS

86. Per le offerte e raccolte missionarie (in occasione, partico-


C

larmente, di giornate, mostre o lotterie missionarie) è bene ver-


sare sollecitamente il denaro sul conto corrente postale n°
10636827 intestato a Centro missionario mariano Frati France-
scani dell’Immacolata, specificando l’intenzione dell’offerta.

65
87. L’Amministratore - generale, nazionale, locale - è il respon-
sabile del patrimonio della MIM da gestire a beneficio delle
missioni dei Francescani dell’Immacolata già aperte o da apri-
re, a beneficio dei poveri e a sostegno delle attività del Cenaco-
lo stesso. Ogni anno, fedelmente, entro i mesi di giugno-luglio,
l’Amministratore invia la relazione economica per i rispettivi
Consigli Generale, Nazionale e locale, inglobando in essa tutte
le eventuali sottoamministrazioni di particolari settori del Cena-

E
colo.

C
88. In caso di particolari provvidenze notevoli che l’Immacolata,

08 RI
per le sue vie, facesse arrivare, si sia premurosi nell’inviare tra-
mite il conto corrente postale missionario gli aiuti alle missioni,

TO A E T
20 DIT
ai poveri e alle opere di carità e di apostolato già avviate o da
EN N GH
avviare. Si stia sempre attenti a non accumulare in nessun modo
riserve nella «cassa». L’Immacolata e la povertà: questo è il pa-
IG RIA RI

trimonio più ricco e più santo della «Missione dell’Immacolata


Mediatrice»; le virtù dell’Immacolata Mediatrice: questi sono i
FR A PY

tesori più ambiti e preziosi che deve possedere ogni membro


della MIM, ogni missionario dell’Immacolata Mediatrice.
O
C
M

NORME FINALI DELLO STATUTO


A

1. Ad ogni membro della MIM sia data una copia del Sentiero Mariano Se-
AS

rafico, da conoscere sempre meglio con la riflessione e la meditazione personale.


2. Per quanto non previsto nello Statuto, valgono le norme del Diritto
Canonico riguardo alle Associazioni pubbliche di fedeli. Per ulteriori detta-
C

gli delle norme statutarie si rimanda e ci si attenga al Direttorio Generale.


3. Si esorta vivamente ogni membro della MIM a nutrirsi spiritualmente
delle fonti del carisma francescano-mariano, attingendo ai testi sia generali,
sia particolari, indicati nel Direttorio Generale.

66
89. Ogni missionario dell’Immacolata Mediatrice abbia anche una
copia del Sentiero Mariano Serafico, che comprende lo Statuto, il
Direttorio, la Traccia Mariana TOFI e le Costituzioni. Il Sentiero
Mariano Serafico lo aiuterà a comprendere meglio il carisma fran-
cescano-mariano della MIM e a mettere in pratica più compiuta-
mente gli impegni della Consacrazione illimitata all’Immacolata.

90. Ogni punto del Direttorio, infatti, serve a spiegare lo Statuto

E
MIM illustrando il valore del contenuto e l’applicazione pratica

C
alla vita di Consacrazione all’Immacolata nella sua triplice for-

08 RI
ma di appartenenza a Lei, ossia:
- la Consacrazione Illimitata all’Immacolata

TO A E T
20 DIT
- il Voto mariano
EN N GH
- il Voto e la Professione della «Forma di vita» del France-
scano dell’Immacolata.
IG RIA RI

91. Il testo del Direttorio sia frequentemente oggetto di medita-


FR A PY

zione personale e comunitaria, per approfondire e vivere il cari-


sma della MIM in tutta la sua ricchezza di valori spirituali e
O

apostolici, che debbono transustanziare il consacrato


C

nell’Immacolata Mediatrice fino alla cristificazione più perfetta


e sublime.
M

92. Insieme al Direttorio, tuttavia, si abbia cura di leggere e meditare


tutto ciò che aiuta a vivere meglio il carisma francescano-mariano.
A

Per questo è bene attingere, oculatamente, ai testi di formazione spi-


AS

rituale e apostolica secondo la nostra forma di vita francescana e ma-


riana. Vedere, a riguardo, la nota bibliografica seguente:
C

FONTI FRANCESCANE, Padova


SCRITTI DI SAN MASSIMILIANO M. KOLBE, Roma
DIZIONARIO FRANCESCANO, Padova
Capisaldi della spiritualità francescana (P. M. Ciccarelli)
Quaderni francescani, (Autori Vari)
San Francesco d’Assisi (P. Stefano M. Manelli)

67
Santa Chiara d’Assisi (P. Stefano M. Manelli)
Lettere di santa Chiara (P. Stefano M. Manelli)
Il Folle dell’Immacolata (P. Stefano M. Manelli)
Mariologia biblica (P. Stefano M. Manelli)
Trattato della vera devozione (san Luigi Grignion)
Il segreto di Maria (san Luigi Grignion)
Le glorie di Maria (sant’Alfonso M. de’ Liguori)
Vita di unione con Maria (E. Neubert)
Il mio ideale: Gesù figlio di Maria (E. Neubert)

E
Maria vita dell’anima (S. Ragazzini)

C
Spiritualità di san Massimiliano (S. Ragazzini)

08 RI
Conosci la Madonna? (Suor Maria Francesca Perillo)

TO A E T
La devozione alla Madonna (P. Stefano M. Manelli)

20 DIT
EN N GH
Meditiamo con san Massimiliano (P. Stefano M. Manelli)
Chi è Maria? (P. Gabriele M. Pellettieri)
La Madre mia (G. Schryvers)
IG RIA RI

I Santi e la Madonna (Serie di volumetti di Autori vari)


Un nuovo «dono» nella Chiesa: il Voto mariano
FR A PY

(Suor Maria Massimiliana Prassino)


Le memorie di suor Lucia (I e II volume)
O

Gli appelli di Fatima (Suor Lucia)


La catechesi mariana di Giovanni Paolo II
C
M
A
AS
C

68
TRACCIA MARIANA
DEL TERZ’ORDINE FRANCESCANO
DELL’IMMACOLATA

E
C
08 RI
TO A E T
20 DIT
EN N GH
1. Il Terz’Ordine Francescano dell’Immacolata (sigla: TOFI) è
nato dalla Famiglia religiosa dei Francescani dell’Immacolata di cui
IG RIA RI

condivide il carisma proprio, espresso dal Voto mariano di Consa-


crazione illimitata all’Immacolata. Esso fa parte, quindi, della grande
FR A PY

Famiglia dei Francescani dell’Immacolata - frati, suore, secolari -


tutti figli di san Francesco d’Assisi, consacrati all’Immacolata con il
O

Voto mariano.
C

2. La Vita evangelica dei Terziari Francescani


M

dell’Immacolata è vita ardente di preghiera, di penitenza, di po-


vertà, di obbedienza, di castità e di carità, con la testimonianza
A

di apostolato in ogni campo dell’attività ecclesiale e laicale, di


AS

fraternità nello spirito dei consigli evangelici e del Voto mariano


per realizzare la più perfetta conformità a «Gesù povero e croci-
fisso» (FF 692), diventando quasi un’altra Maria «vivente, par-
C

lante e operante in questo mondo» (SK 486).

3. Vita di Preghiera. Una vita evangelica regolata secondo


il santo Vangelo e tutta animata dall’amore serafico a Dio e al
prossimo, sull’esempio del Serafico Padre e dei Santi francesca-

69
ni, deve essere costantemente sostenuta dalla «vigilanza e pre-
ghiera» (cfr Mt 26,41), incentrata quotidianamente
sull’Eucaristia e sul Rosario, impegnata nella Liturgia delle ore
e nella meditazione, assorta nel raccoglimento e nell’orazione di
intercessione per la Chiesa e per le anime, con lo sguardo co-
stantemente rivolto alla «Vergine orante» (MC 18).

4. Vita di Penitenza. La prima e più preziosa penitenza è

E
quella della Confessione sacramentale. I Terziari si accostino

C
ordinariamente a tale Sacramento ogni settimana (o almeno due

08 RI
volte al mese), facendo ogni giorno l’esame di coscienza. Com-
piano i doveri quotidiani con fedeltà e diligenza, in unione con

TO A E T
20 DIT
l’Immacolata; salvaguardino la giustizia nei rapporti di lavoro;
EN N GH
pratichino la mortificazione e promuovano la pace a beneficio
dell’ordine sociale e politico; vestano con modestia e si nutrano
IG RIA RI

sobriamente, evitando quei divertimenti inconciliabili con lo spi-


rito di penitenza e di sacrificio (balli, teatri, spettacoli sconve-
FR A PY

nienti...).
O

5. Vita di Povertà. I Terziari vivano la Povertà serafica


C

guardando all’«altissima» povertà del Serafico Padre per essere


poveri di cose terrene e ricchi di virtù (cfr FF 90), rigettando la
tentazione del benessere, evitando ogni spreco, staccando il cuo-
M

re da ogni cosa terrena, praticando sempre «la povertà e l’umiltà


di nostro Signore Gesù Cristo e della sua santissima Madre» (FF
A

2820) per vivere, conforme alle esigenze del proprio stato,


AS

espropriati di se stessi, come «cosa e proprietà» dell’Immacolata


(SK 1331), secondo il Voto mariano.
C

6. Vita di Obbedienza. L’obbedienza di Gesù che si nutriva


della Volontà del Padre (cfr Gv 4,34), l’obbedienza di Maria
Vergine, l’Ancella del Fiat (cfr Lc 1,28), l’obbedienza di san
Francesco d’Assisi scolpita nell’immagine del «cadavere» (FF
1107), deve modellare e sostenere l’obbedienza dei Terziari nel

70
rinnegare se stessi per seguire Cristo obbediente «fino alla morte
di Croce» (Fil 2,8), compiendo sempre la Volontà di Dio, mani-
festata dai suoi rappresentanti, che sono il Papa, i Vescovi, i su-
periori religiosi e civili, ripetendo ogni volta con Maria il Fiat
generoso e amoroso.

7. Vita di Castità. I Terziari vivano la castità secondo il loro


stato, a edificazione di quanti, soprattutto oggi, hanno bisogno di

E
testimonianze genuine contro gli scandali della corruzione impe-

C
rante. Bisogna essere «proprietà» santa e immacolata fra le mani

08 RI
dell’Immacolata. Perciò i giovani sappiano custodire la vergini-
tà, i fidanzati si preparino a vivere castamente il matrimonio, gli

TO A E T
20 DIT
sposati vivano la fedeltà e la fecondità, l’unità e l’indissolubilità
EN N GH
del matrimonio (contro l’infedeltà e il divorzio, la contraccezio-
ne e l’aborto), formando le famiglie cristiane più esemplari e
IG RIA RI

numerose per il dono dei figli.


FR A PY

8. Vita di Carità. I Terziari vivano la carità soprattutto con


le opere di misericordia spirituale e corporale, secondo le capa-
O

cità e le possibilità, guardando a Maria Santissima che si reca a


C

visitare la parente bisognosa, santa Elisabetta. La visita agli in-


fermi, particolarmente ai membri del TOFI, sia un esercizio do-
veroso della carità, specie se l’infermo è in gravi condizioni e ha
M

bisogno dell’aiuto spirituale per meglio preparare la sua anima


all’incontro con Dio. Si preghi per gli infermi e per i defunti. Si
A

operi attivamente nel campo della carità verso i più poveri ed


AS

emarginati.
C

9. Vita di Apostolato. «Araldi del Gran Re», a somiglianza


del Serafico Padre (FF 1044), i Terziari, laici e chierici, fanno
parte delle «schiere a vessilli spiegati» (Ct 6,4) che sono imma-
gine dell’Immacolata Regina dell’universo, per cooperare con
Lei, quali «strumenti docili», alla conquista del mondo intero
al Regno di Cristo, dando la testimonianza personale della vi-

71
ta evangelica «nelle comuni condizioni del secolo» (LG 35) e
in ogni ambiente di vita e di lavoro, servendosi di ogni mezzo
di apostolato (Medaglia miracolosa, Santo Rosario, stampa,
radio, televisione...), pronti anche a recarsi in terra di missio-
ne, se possibile, per portare gli uomini al Cuore di Cristo «at-
traverso l’Immacolata», come insegna san Massimiliano M.
Kolbe (SK 339).

E
10. Vita di Fraternità. Le fraternità dei Terziari si fondano

C
sulla Professione di questa Traccia Mariana e sono regolate da

08 RI
un Governo generale, nazionale e locale, affidato in modo spe-
ciale all’Immacolata Mediatrice. I Governi generale e nazionale

TO A E T
20 DIT
sono costituiti entrambi da un Consiglio Direttivo che si rinnova
EN N GH
ogni tre anni nei rispettivi Capitoli elettivi. È dovere dei respon-
sabili curare il buon andamento della vita di fraternità nella fe-
IG RIA RI

deltà alla Traccia Mariana. Nei casi di inosservanze o inadem-


pienze gravi si intervenga con carità e prudenza, prima di deci-
FR A PY

dere le dimissioni di un membro dalla Fraternità.


O
C
M
A
AS
C

72
COSTITUZIONI
DEL TERZ’ORDINE FRANCESCANO
DELL’IMMACOLATA

E
C
08 RI
TO A E T
20 DIT
EN N GH
Capitolo primo
NATURA E FINE
IG RIA RI
FR A PY

1. Il Terz’Ordine Francescano dell’Immacolata (sigla: TOFI) è


un germoglio novello dell’antico Terz’Ordine Francescano, og-
O

gi denominato Ordine francescano secolare (Sigla OFS).


C

I membri sono chiamati Terziari Francescani


dell’Immacolata.
M

2. Il TOFI è legato all’Istituto dei Frati Francescani


A

dell’Immacolata di cui condivide il carisma proprio, costituito


AS

dal Voto mariano della Consacrazione illimitata all’Immacolata.


C

3. Il titolo Terz’Ordine Francescano dell’Immacolata esprime


l’appartenenza dei membri alla grande famiglia dei Francescani
dell’Immacolata, costituita da frati, suore e secolari, tutti figli di
san Francesco d’Assisi, consacrati in modo speciale
all’Immacolata con il Voto mariano.

73
Il titolo vuole esprimere specificamente lo stato secolare, la
spiritualità francescana e il carisma mariano dei suoi membri,
uomini e donne, laici e chierici, a singoli e a gruppi.

4. Il TOFI è governato dal diritto universale della Chiesa (CJC)


e dal diritto proprio costituito dallo Statuto MIM, dalla Traccia
Mariana del TOFI e dalle presenti Costituzioni. Sorgente origi-
naria di ispirazione sono sempre le Fonti francescane; guida au-

E
torevole attuale è la Regola dell’OFS, Seraphicus Patriarcha,

C
promulgata dal Papa Paolo VI il 24 giugno 1978.

08 RI
5. Il TOFI è sotto la giurisdizione diretta e l’assistenza spirituale

TO A E T
20 DIT
dei Francescani dell’Immacolata, guidato dai suoi Direttori e dai
EN N GH
Capitoli propri, restando legato fraternamente all’Ordine Fran-
cescano secolare.
IG RIA RI

6. Di sua natura, il TOFI e ciascun membro di esso fanno parte


FR A PY

della Missione dell’Immacolata Mediatrice (MIM), movimento


mariano apostolico dei Frati e delle Suore Francescani
O

dell’Immacolata, che ha uno Statuto proprio approvato come Asso-


C

ciazione pubblica di fedeli secondo il CJC (cc. 303,312-320) la


prima volta il 6 gennaio 1991 dall’Arcivescovo di Benevento,
Mons. Carlo Minchiatti, la seconda volta il 24 maggio 1997
M

dall’Arcivescovo di Benevento, Mons. Serafino Sprovieri.


All’interno del Cenacolo MIM il TOFI si costituisce in «Frater-
A

nità locale».
AS

7. Tutti i membri del TOFI nella loro Professione di vita serafica


C

consacrano interamente se stessi e tutta la loro vita francescana


all’Immacolata, sigillando l’appartenenza a Lei con il Voto spe-
ciale di Consacrazione mariana. Ciò comporta:
a) un’ardente dedizione di se stesso (anima e corpo, vita ed
eternità) all’Immacolata, per essere trasformato in Lei, serven-
dola amorosamente senza alcuna riserva, come suo «strumento

74
docile» e, ancor più, come sua «cosa e proprietà», per raggiun-
gere, in Lei, la più perfetta conformità a Gesù e la più efficace
fecondità apostolica;
b) uno spirito missionario senza limiti, che renda disponibi-
le ad andare dovunque voglia l’Immacolata secondo le disposi-
zioni dei suoi rappresentanti, che fa operare nella Chiesa e con
la Chiesa per il Regno di Cristo nel mondo, evangelizzando con
la testimonianza di una vita esemplare, con la preghiera fervida,

E
con l’apostolato più vasto e zelante nell’uso di ogni mezzo in

C
tutti i campi di lavoro (famiglia, scuola, arte, scienza, politica...).

08 RI
TO A E T
20 DIT
EN N GH
IG RIA RI

Capitolo secondo
FORMA DI VITA
FR A PY
O

8. La «Forma di vita» del Terziario francescano dell’Immacolata


C

(sigla: TFI) è contenuta nella Traccia Mariana del Terz’Ordine


Francescano dell’Immacolata e nelle presenti Costituzioni, e il
M

carattere distintivo della spiritualità e dell’apostolato del Terzia-


rio Francescano dell’Immacolata è dato dal Voto mariano della
A

Consacrazione illimitata all’Immacolata con il suo spirito mis-


AS

sionario senza riserve né confini.

9. L’essenza del Voto mariano è bene espressa dal genitivo di


C

possesso «dell’Immacolata»: tale genitivo di possesso rende


l’intero TOFI e ogni suo membro «proprietà dell’Immacolata»,
a illimitata disposizione di Lei. Questo è il carisma proprio del
TOFI nel suo contenuto più originale e significativo, che è co-
stitutivo dell’identità specifica di ogni terziario francescano
dell’Immacolata.

75
10. Questa identità specifica unisce strettamente, in radice, i
Terziari Francescani dell’Immacolata e le loro fraternità ai frati
e alle suore Francescani dell’Immacolata, per costituire l’unica
grande famiglia dei Francescani dell’Immacolata: una famiglia
tripartita in frati, suore, secolari, sparsa su tutta la terra e in
espansione senza confini per la sua spinta missionaria legata alla
Mediazione universale dell’Immacolata.

E
C
08 RI
Tit. I: IL VOTO MARIANO
(vedi Direttorio MIM)

TO A E T
20 DIT
EN N GH
11. Chi emette il Voto mariano non solo deve osservare fedel-
mente quanto prescritto per tutti nello Statuto (art. 5), ma deve
IG RIA RI

intensificare molto di più l’impegno della preghiera e della peni-


tenza, della carità e dell’apostolato, percorrendo senza soste
FR A PY

l’itinerario spirituale dei sette «passi» biblici presentati nello


Statuto (art. 7) e osservando puntualmente un programma mini-
O

mo di vita spirituale per ogni giorno dell’anno.


C

* Il Voto mariano, infatti, rende «proprietà assoluta»


dell’Immacolata, e perciò tende ad assimilare via via a Lei, fino al-
la «transustanziazione» in Lei, come dice san Massimiliano (cfr
M

SK 508), fino alla trasfigurazione in Lei, per cui si può arrivare a


parafrasare san Paolo dicendo: «Non sono più io che vivo, ma è
A

l’Immacolata che vive in me Gesù».


AS

* Questo processo dinamico di trasformazione


nell’Immacolata è, ovviamente, un processo graduale secondo
C

scadenze di passi in avanti più o meno rapidi a seconda della


generosità e della tenacia nell’impegno vissuto giorno per gior-
no.
E questo impegno va sostenuto e alimentato quotidianamente
secondo un programma di vita ascetica che investa tutto

76
l’andamento della giornata dal mattino alla sera, senza perdite o
sciupii di tempo.
* Una bozza di schema quotidiano nell’impegno di vivere
fedelmente il Voto mariano può essere il seguente:
- ogni giorno la levata del mattino avvenga presto (circa le
ore 6), senza pigrizie o indolenze, chiedendo la Benedizione alla
Madonna, seguita dalle preghiere del mattino con la Consacra-
zione all’Immacolata e possibilmente dalla meditazione (per cir-

E
ca trenta minuti) su un testo spirituale, che può essere il Vange-

C
lo, gli Scritti e la vita di un Santo, altri testi spirituali special-

08 RI
mente mariani e francescani (vedi nota bibliografica alla fine del
Direttorio MIM);

TO A E T
20 DIT
- nel corso della giornata, poi, bisogna cercare di creare lo
EN N GH
spazio necessario alla Santa Messa, Comunione e Ringrazia-
mento, al santo Rosario (possibilmente intero) e alla Lettura spi-
IG RIA RI

rituale con la recita dell’Angelus al mattino, a mezzogiorno e al


vespro, per chiudere la giornata con le preghiere della sera e
FR A PY

con la Benedizione della Madonna per la notte; ai più generosi si


consiglia la meditazione mariana al mattino, eucaristica al po-
O

meriggio, giuseppina alla sera;


C

- il lavoro della giornata sia reso «offerta sacrificale» in


unione intima con l’Immacolata, l’«Ancella del Fiat». Durante
le ore di lavoro della giornata siano frequenti i «momenti» di
M

preghiera con le Giaculatorie, le Comunioni spirituali eucaristi-


che e mariane, gli atti di amore e di offerta, le visite brevi al SS.
A

Sacramento, più spesso possibile;


AS

- lo studio sulla Madonna deve occupare un posto particola-


re nella formazione spirituale del consacrato con il Voto maria-
C

no per scoprire e approfondire sempre più il mistero di Maria


Immacolata e Mediatrice da incorporare nella propria vita inte-
riore e nella vita apostolica. Per questo, non si richiedono studi
speciali né impegni scolastici, ma si esige la fedeltà nella parte-
cipazione alle riunioni periodiche di formazione del Cenacolo

77
MIM e lo sforzo di attingere a testi mariani (riviste, opuscoli, li-
bri) che aiutano a conoscere meglio la Madonna;
- la mortificazione e penitenza debbono essere generose. La
somiglianza con l’Immacolata non si può realizzare senza la
mortificazione di tutte le passioni grandi e piccole, senza il rin-
negamento radicale del proprio egoismo. La fuga delle occasio-
ni, la custodia dei sensi, la mortificazione delle voglie e delle
tendenze naturali sono indispensabili per trasfigurarsi

E
nell’Immacolata. L’umiltà e la povertà, la pazienza e la dedizio-

C
ne agli altri esigono la mortificazione dell’orgoglio e

08 RI
dell’ambizione, comportano la privazione di tante piccole soddi-
sfazioni naturali e comodità, l’accettazione serena di noie e fa-

TO A E T
20 DIT
stidi della vita, la dimenticanza di sé e dei propri interessi per
EN N GH
curare solo quelli degli altri.
IG RIA RI

Tit. II: AMMISSIONE AL TOFI E NOVIZIATO


FR A PY

12. Chi vuole diventare terziario francescano dell’Immacolata fac-


O

cia domanda scritta all’Assistente spirituale del Cenacolo MIM


C

che è anche, di norma, l’Assistente spirituale della Fraternità,


per essere accettato e ammesso al TOFI. Può essere ammesso
chi ha già fatto la Consacrazione all’Immacolata ed emesso il
M

Voto mariano nei primi due gradi della MIM.


A

13. La domanda del candidato deve essere accettata dal Consi-


AS

glio locale del TOFI per essere registrata e conservata


nell’archivio locale e nazionale del TOFI. Prima
C

dell’ammissione al noviziato, il candidato si disporrà con un pe-


riodo più intenso di preparazione.

14. Il Maestro di noviziato viene nominato dall’Assistente del


Cenacolo fra i Terziari Francescani dell’Immacolata, fa parte del
Consiglio della fraternità e svolge il suo incarico per tre anni,

78
rinnovabile anche per più trienni, con l’impegno di seguire e ve-
gliare sulla formazione del novizio che si prepara alla Professio-
ne con il Voto mariano.

15. Incaricati della formazione, per i novizi e professi, siano il


Direttore con il suo Consiglio, il Maestro di noviziato e tutta la
fraternità guidata dall’Assistente spirituale.

E
16. I candidati al TOFI (cfr Direttorio MIM n° 30) facciano do-

C
manda scritta all’Assistente del Cenacolo e vi siano ammessi

08 RI
dopo l’approvazione scritta dello stesso Assistente.
a) Se il candidato è un missionario IM di 1° grado, l’iter forma-

TO A E T
20 DIT
tivo del TOFI prevede 1 anno di postulandato e 1 anno di novi-
EN N GH
ziato, prima della professione temporanea della forma di vita.
Questa è la via ordinaria per chi aspira sin dall’inizio a diventare
IG RIA RI

Terziario francescano dell’Immacolata.


b) Se il candidato, invece, è già un missionario IM di 2° grado,
FR A PY

la formazione prevede solo un anno di noviziato. Questa possi-


bilità è data a chi non aspira sin dall’inizio al Terz’Ordine, ma in
O

seguito al Voto mariano avverte l’ispirazione a diventare Terzia-


C

rio FI.
c) Dopo sei anni di professione temporanea, i terziari FI possono
chiedere per iscritto all’Assistente del Cenacolo di emettere la
M

professione perpetua. Questi non dia l’approvazione senza il


consenso scritto dell’Assistente MIM nazionale.
A

d) Per quanto concerne il rinnovo annuale della professione


AS

temporanea dei Terziari FI che si trovano molto lontani dalla se-


de del Cenacolo, l’assistente del Cenacolo potrà dare, su loro ri-
C

chiesta, il permesso di emettere in privato il rinnovo della loro


professione.
e) Il Noviziato inizia con il rito dell’ammissione secondo il Ritua-
le; dura un anno, ma può essere prolungato per qualche tempo o
al massimo per un altro anno; esige la maturazione della vocazio-
ne con la migliore conoscenza dell’ideale di vita serafica e con

79
l’esperienza della vita evangelica; impegna agli incontri di pre-
ghiera, alle riunioni di studio, alle esperienze di apostolato, se-
condo il programma della fraternità e la guida dell’Assistente.

17. In particolare ai novizi si raccomanda:


- la lettura e la meditazione della Sacra Scrittura commenta-
ta dai Santi Padri e da maestri fedeli al Magistero della Chiesa;
- la conoscenza della vita e degli scritti di san Francesco e dei

E
Santi francescani, specialmente di san Massimiliano M. Kolbe;

C
- lo studio accurato e approfondito del Sentiero mariano se-

08 RI
rafico che contiene lo Statuto MIM con il Direttorio MIM e la
Traccia Mariana del TOFI con le Costituzioni; i Terziari leggano

TO A E T
20 DIT
a scadenza fissa la Traccia Mariana del TOFI e le Costituzioni
EN N GH
(possibilmente ogni mese);
- la partecipazione alla vita della Chiesa nell’ascolto e fedel-
IG RIA RI

tà al Vicario di Cristo;
- la conoscenza della spiritualità mariana alla scuola dei
FR A PY

grandi Santi soprattutto francescani;


- la testimonianza luminosa di vita evangelica nell’impegno
O

temporale a servizio dei fratelli.


C

18. Per il novizio è fondamentale l’obbligo di partecipare - salvo


gravi ragioni - alle riunioni periodiche della Fraternità e del Ce-
M

nacolo MIM per l’esercizio della preghiera comunitaria, per la


migliore conoscenza della vita di fraternità, per la partecipazione
A

viva alle iniziative e attività di apostolato organizzato.


AS
C

Tit. III: PROFESSIONE DELLA «FORMA DI VITA»

19. Al termine del Noviziato, il candidato presenta all’Assistente


del Cenacolo la domanda di ammissione alla Professione con il
Voto mariano. Anche il maestro di noviziato presenta la sua re-

80
lazione sul novizio. Il Consiglio di fraternità, infine, viene ascol-
tato dall’Assistente al quale spetta decidere l’ammissione o me-
no del novizio alla Professione con il Voto mariano.
1. Le condizioni per essere ammesso alla Professione della
«Forma di vita» con il Voto mariano sono queste:
* l’età minima di diciotto anni compiuti;
* la testimonianza di vita evangelica nell’impegno tempora-
le a servizio dei fratelli;

E
* la partecipazione agli incontri di formazione della fraternità;

C
* la crescita della conoscenza, amore e imitazione

08 RI
dell’Immacolata;
* la pratica assidua e fedele della vita sacramentale.

TO A E T
20 DIT
2. Con la Professione il candidato si impegna pubblicamente a
EN N GH
vivere il Vangelo con il Voto della Consacrazione all’Immacolata
alla scuola di san Francesco d’Assisi e di san Massimiliano M.
IG RIA RI

Kolbe, secondo la «Traccia Mariana» e le Costituzioni del TOFI.


3. Con la Professione il candidato viene incorporato al
FR A PY

Terz’Ordine Francescano dell’Immacolata con un legame da rin-


novare annualmente, almeno per un triennio, prima dell’impegno
O

perpetuo.
C

4. Il Rito della Professione si svolga secondo il Rituale. Il can-


didato emette la Professione temporanea con il Voto mariano nelle
mani dell’Assistente della fraternità (o di un suo delegato) che la
M

riceve a nome della Chiesa e del TOFI. Durante il rito della prima
professione, vi è la vestizione dei neo-professi TFI (vedi Rituale).
A

5. L’atto della Professione con il Voto mariano sia registra-


AS

to, sottoscritto dal professo e conservato nell’Archivio della Fra-


ternità. Il Direttore locale dia comunicazione scritta
C

dell’avvenuta professione al Delegato Nazionale.


6. All’atto della professione perpetua è necessaria la presen-
za dell’assistente nazionale o di un suo delegato ad actum che
riporterà nel registro nazionale l’avvenuta professione.

20. Questa è la formula della Professione con il Voto mariano:

81
Io, fratello (sorella) N.N., alla presenza di Dio Onnipotente,
ad onore dell’Immacolata Mediatrice, del beato Padre France-
sco e di tutti i Santi, prometto di vivere la vita evangelica serafi-
ca, osservando per un anno (o per tutto il tempo della mia vita),
la «Forma di vita» evangelica secondo la «Traccia Mariana» e
le Costituzioni del TOFI, approvate dalla Chiesa, e faccio voto
di vivere per un anno (o per tutto il tempo della mia vita)
l’illimitata Consacrazione all’Immacolata, con la grazia di Dio

E
e con il vostro fraterno aiuto.

C
08 RI
21. Il Signore ha detto: «Nessuno che mette mano all’aratro e si
volge indietro è atto al Regno dei cieli» (Lc 9,62). Perciò i Terziari

TO A E T
20 DIT
e le Terziarie si rafforzino nella fedeltà alla loro Consacrazione a
EN N GH
Dio e all’Immacolata rinnovando ogni giorno la loro Professione
con il Voto mariano, secondo la formula scritta nel manuale delle
IG RIA RI

preghiere.
- Il rinnovo della Professione con il Voto mariano si può
FR A PY

fare anche pubblicamente in occasione degli esercizi spirituali e


nelle solennità dell’Immacolata Concezione e del Serafico Padre
O

san Francesco.
C

L’ABITO DEL TERZIARIO


M

22. L’abito del terziario francescano dell’Immacolata consiste in


A

uno scapolare di colore gray-blue lungo fin sotto il ginocchio,


AS

con cappuccio non separabile per gli uomini, e senza cappuccio


per le donne che porteranno, invece, un velo blu scuro trasparen-
C

te durante le celebrazioni liturgiche (l’uso del velo è facoltativo


quando non si indossa l’abito).
Sullo scapolare sarà ricamato o applicato il tau di colore
marrone a circa 10 cm dal collo di dimensione 6,5 x 5 cm, con
alla base del braccio verticale la medaglia miracolosa.

82
Lo scapolare sarà indossato con ai fianchi il cingolo con un solo
nodo, che simboleggia il Voto mariano, e la corona francescana.
L’abito va indossato:
- in tutti gli incontri MIM (del Cenacolo, di formazione, ritiri
spirituali);
- in occasione di raduni nazionali e internazionali della MIM;
- nelle celebrazioni del TOFI (professioni perpetue, vestizioni);
- durante il “Giorno con Maria”

E
- in occasione delle ordinazioni sacerdotali e delle professioni di

C
frati e suore Francescani dell’Immacolata;

08 RI
- in altre occasioni (messe solenni, processioni, celebrazioni o
eventi parrocchiali, ecc...), solo se si è in gruppo di più terziari.

TO A E T
20 DIT
Nei casi in cui non si indossa l’abito, va portato al collo il
EN N GH
Tau di legno (dim. 5,5 x 4 cm circa) con la Medaglia miracolosa
incastonata alla base del braccio verticale (dim. 2 x 1,5 cm circa).
IG RIA RI

Lo scapolare ha il significato di appartenenza e di servizio


all’Immacolata nella Famiglia dei Francescani dell’Immacolata.
FR A PY

Il vestito indossato sotto lo scapolare sia sobrio nella foggia


e nel colore, decoroso e modesto, con maniche lunghe e gonna
O

al di sotto delle ginocchia.


C

a) Tutti i Terziari e le Terziarie recitino ogni giorno la Giacula-


toria: «O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricor-
riamo a Te e per quanti a Te non ricorrono, in particolare per i ne-
M

mici della santa Chiesa e per quelli che Ti sono raccomandati».


b) Il saluto abituale dei Terziari, fra di loro, sia Ave Maria, e
A

si chiamino fra di loro «fratello» o «sorella».


AS

Capitolo terzo
VITA DI PREGHIERA
C

23. Con il Battesimo e con la Professione della Traccia Mariana


del TOFI i Terziari e le Terziarie sono chiamati a conformarsi
più radicalmente a Cristo Crocifisso vivendo una vita di grazia
sostenuta dalla continua vigilanza e preghiera (cfr Mt 26,41),

83
regolata secondo il santo Vangelo da osservare perfettamente,
come voleva il Serafico Padre, con l’amore più ardente a Dio e
al prossimo (cfr Mt 22,37-39), guardando e imitando costante-
mente la «Vergine orante» (MC 18).

24. Fedele e devota, assidua e attenta sia la partecipazione dei


Terziari alle sacre funzioni, santificando tutte le domeniche e la
feste di precetto secondo le norme della Chiesa. Inoltre, con at-

E
tiva sollecitudine, i Terziari abbiano cura di partecipare alle altre

C
celebrazioni sacre della Parrocchia e alle celebrazioni proprie

08 RI
del TOFI per le ricorrenze mariane e francescane.

TO A E T
20 DIT
25. I Terziari facciano il possibile per partecipare ogni giorno al
EN N GH
santo Sacrificio dell’altare, stando ai piedi della Croce sul Cal-
vario, in unione con l’Immacolata Corredentrice, per offrire se
IG RIA RI

stessi come vittime unite alla Vittima divina, Gesù Crocifisso,


ricevuto nel proprio cuore con la santa Comunione (almeno con
FR A PY

la Comunione spirituale, se non è possibile quella sacramentale).


Nutriti di Gesù Eucaristico, uniti all’Immacolata Mediatrice,
O

ogni giorno i Terziari vivano fedelmente i loro doveri quotidiani


C

di stato.
M
A
AS
C

84
Tit. I: VITA EUCARISTICA

26. La vita eucaristica stia al centro del cuore di ogni terziario


francescano dell’Immacolata. Bisogna amare l’Eucaristia con il
Cuore dell’Immacolata. Non sarà mai troppa la riverenza
d’amore al Santissimo Sacramento, come raccomandava con
ardore serafico il nostro Padre san Francesco: «Fratelli, ba-
ciandovi i piedi, e con tutta la carità di cui sono capace, prego

E
tutti di usare ogni possibile riverenza e onore al SS. Corpo e

C
Sangue di nostro Signore Gesù Cristo» (Lettera al Capitolo

08 RI
Generale: FF 217).

TO A E T
20 DIT
27. Il Tabernacolo eucaristico sia polo di attrazione costante, sia ir-
EN N GH
resistibile calamita d’amore per il cuore di ogni terziario francesca-
no dell’Immacolata. Ogni giorno, possibilmente, non manchi una o
IG RIA RI

più visite all’Eucaristia; ogni settimana ci sia anche uno spazio di


tempo per l’adorazione eucaristica in comune o in privato.
FR A PY

Ai piedi dell’altare del SS. Sacramento si ripetano con senti-


menti di amorosa adorazione le parole di saluto del Serafico Padre:
O

«Ti adoriamo santissimo Signore nostro Gesù Cristo, qui e in tutte


C

le Chiese che sono nel mondo, e Ti benediciamo perché per mezzo


della Tua santa Croce hai redento il mondo» (FF 111).
M

LITURGIA DELLE ORE


A
AS

28. I Terziari pregano ogni giorno con la Chiesa recitando alme-


no le ore canoniche delle Lodi e dei Vespri. Nelle difficoltà, in
C

sostituzione, potranno recitare dodici Pater per ogni ora canoni-


ca. È certamente lodevole recitare le Ore canoniche in comune e
alla presenza del SS. Sacramento. I Terziari Sacerdoti del Clero
diocesano, che già celebrano la Liturgia delle ore ogni giorno,
non sono obbligati ad altro.
Tit. II: PREGHIERA MARIANA

85
29. La preghiera mariana sia presente lungo tutto il corso della
giornata con la recita dell’Angelus al mattino, mezzogiorno e sera,
con la rinnovazione dell’Atto di Consacrazione all’Immacolata
ogni mattina, con la recita del Santo Rosario (almeno una coro-
na), con le pie giaculatorie mariane, le invocazioni, gli atti di
amore e di offerta, e soprattutto con le frequenti comunioni spiri-
tuali con la Madonna.

E
a) Si raccomanda anche la devozione alle tre corone mariane

C
dei Sette Gaudi (il giovedì), dei Sette Dolori (il venerdì) e delle Set-

08 RI
te Glorie (il sabato). Si cerchi, anzi, di farsi apostoli di queste coro-
ne mariane, specialmente della corona delle Sette Glorie, che è sta-

TO A E T
20 DIT
ta ideata e diffusa dai Francescani dell’Immacolata.
EN N GH
b) Nelle ricorrenze mariane (solennità, feste, memorie) si
faccia il possibile per non mancare alla Santa Messa e Comunione
IG RIA RI

in onore della divina Madre e Regina dell’Ordine Serafico.


c) In forza del Voto mariano è obbligo specifico dei Terziari
FR A PY

Francescani dell’Immacolata la formazione e la preghiera ma-


riana alla scuola dei grandi Santi mariani, specialmente france-
O

scani. Tutto ciò che può contribuire a questa formazione maria-


C

na (letture, studio, ricerche, pellegrinaggi, convegni...) sia cam-


po di lavoro e di impegno da parte di ogni terziario che voglia
essere fedele al Voto mariano.
M
A

ORAZIONE MENTALE
AS

30. Possibilmente ogni giorno i Terziari facciano la meditazione


C

e la lettura spirituale per lo spazio complessivo di circa un’ora. In


modo speciale i Terziari meditino a fondo il Vangelo da mettere in
pratica fedelmente «passando dal Vangelo alla vita e dalla vita al
Vangelo» (Regola OFS di Paolo VI, 4). Leggano e riflettano assi-
duamente sulle Fonti francescane, sugli scritti e le vite dei Santi e
in particolare di san Massimiliano, sui testi di spiritualità mariana e

86
francescana e sui documenti dei Sommi Pontefici. Sia proposito
stabile, per ogni terziario francescano dell’Immacolata, una me-
ditazione mariana giornaliera, sia pure breve.

31. Ogni venerdì si raccomanda l’esercizio della Via Crucis, e


ogni sabato quello della Via Matris. Si coltivi anche la pratica
dei primi nove venerdì del mese al Sacro Cuore di Gesù e dei
primi cinque sabati del mese al Cuore Immacolato di Maria. È

E
lodevole dedicare ogni mercoledì a san Giuseppe, con la recita

C
dei sette dolori e delle sette gioie di san Giuseppe, devozione

08 RI
diffusa nella Chiesa dai Francescani.
Ogni anno, a giugno, i Terziari rinnovino, possibilmente in

TO A E T
20 DIT
comune, la loro Consacrazione al Sacro Cuore di Gesù e al Cuo-
EN N GH
re Immacolato di Maria.
IG RIA RI

SANTI PATRONI
FR A PY

32. Particolare onore e amore sia riservato al nostro Patrono spe-


O

ciale, san Giuseppe Sposo di Maria Santissima, Padre verginale di


C

Gesù e nostro: con l’Immacolata, san Giuseppe aiuta a crescere fi-


no alla piena «statura di Cristo» (Ef 4, 13). I Terziari Francescani
dell’Immacolata possono lodevolmente affidarsi anche a san Giu-
M

seppe, accogliendolo come custode e padre della propria anima;


così si imita Gesù stesso che si donò tutto a Maria e a Giuseppe.
A

* Siano venerati, inoltre, in modo speciale il nostro Serafico


AS

Padre, la santa Madre Chiara, san Massimiliano M. Kolbe, san


Pio da Pietrelcina, Patroni dei Francescani dell’Immacolata, in-
C

sieme a san Luigi IX e santa Elisabetta d’Ungheria, Patroni del


Terz’Ordine francescano.
* Sia coltivata, infine, la devozione particolare a san Miche-
le Arcangelo e agli Angeli Custodi, celesti e potenti nostri Pro-
tettori.

87
AMORE ALLA CHIESA

33. I Terziari Francescani dell’Immacolata amino la santa Chie-


sa Romana con la massima devozione, perché soltanto ad essa
Cristo affidò il tesoro della Verità e della Santità. Perciò, con la
sottomissione dei figli, i Terziari venerino il Santo Padre, Vica-
rio di Cristo sulla terra, e tutti i vescovi e sacerdoti uniti al Papa,

E
non permettendosi mai di considerare in essi il peccato, come

C
raccomanda il Serafico Padre san Francesco (FF 113).

08 RI
TO A E T
20 DIT
EN N GH
Capitolo quarto
IG RIA RI

VITA DI PENITENZA
FR A PY
O

34. La vita di penitenza è stata programma di vita del Poverello


di Assisi. Egli stesso scrisse nel suo Testamento: «Il Signore
C

concesse a me, frate Francesco, la grazia di fare penitenza» (FF


110); e i «fratelli e sorelle della penitenza» (Memoriale proposi-
M

ti) ricordano ad ogni terziario che la penitenza deve essere anche


il loro programma di vita. È la penitenza che rende capaci di vi-
A

vere secondo lo Spirito e non secondo la carne (cfr Rm 8,13),


AS

crocifiggendo la carne con le sue concupiscenze (cfr Gal 5,24)


per conformarsi in tutto a «Gesù povero e crocifisso» (FF 692).
C

Anche a Lourdes e a Fatima l’Immacolata ha ripetuto un


unico messaggio: «Preghiera e penitenza». I Terziari France-
scani dell’Immacolata, quindi, insieme ai frati e alle suore de-
vono «dare un esempio di prima qualità - scrive san Massimi-
liano - di come si deve amare l’Immacolata, come ci si deve
sacrificare senza limiti per Lei» (Conferenza del 3/II/1938).

88
35. Si abbia cura di praticare le penitenze stabilite dalla santa
madre Chiesa nei giorni penitenziali del mercoledì delle ceneri e
del venerdì santo (digiuno e astinenza), della Quaresima per la
Pasqua e dei venerdì dell’anno (eccettuati i venerdì in cui ricor-
rono le solennità) con la penitenza del digiuno e dell’astinenza o
di altra penitenza.
In forza della Traccia e di queste Costituzioni si faccia an-

E
che la penitenza del digiuno (o di altra penitenza giornaliera) per

C
la Quaresima in preparazione al Santo Natale.

08 RI
TO A E T
20 DIT
CONFESSIONE SACRAMENTALE
EN N GH
36. I Terziari Francescani dell’Immacolata si accostino al Sacra-
IG RIA RI

mento della penitenza ordinariamente ogni settimana (o almeno


due volte al mese), e cerchino di avere un direttore spirituale,
FR A PY

esperto della spiritualità del TOFI, per essere guidati e sostenuti nel
cammino della perfezione evangelica. Facciano ogni giorno
O

l’esame di coscienza per purificarsi dalle colpe con sincero penti-


C

mento e fermo proposito.


M

Tit. I: LAVORO FEDELE, MODESTIA E SOBRIETÀ


A

37. Il lavoro quotidiano è la pratica della penitenza più valida


AS

e salutare, se è fatto con dedizione generosa e con fedele diligenza,


in unione con l’Immacolata Mediatrice che tutto fa servire alla
C

massima gloria di Dio e alla massima salvezza delle anime.


Con il lavoro si guadagna il necessario per vivere, si evita
l’ozio «nemico dell’anima» (FF 88), si sviluppano i talenti avuti da
Dio in aiuto ai fratelli, si possono compiere grandi opere di carità.

89
38. La giustizia commutativa e distributiva sia sempre garantita
e rivestita di carità nel dare e ricevere il prezzo giusto per il la-
voro o nel commercio, coltivando lo spirito di parsimonia, pro-
muovendo la pace fra i membri di classi sociali diverse a benefi-
cio dell’ordine sociale e politico della comunità umana.

39. La semplicità, la modestia e la convenienza devono rego-


lare il modo di vestire dei Terziari, e particolarmente delle

E
Terziarie, combattendo decisamente ogni moda indegna di

C
Cristo e dell’Immacolata. Per l’uso di gioielli e di cosmetici,

08 RI
si rifletta che essi sono soltanto apparenze, mentre ciò che va-
le sono le virtù. Gli sposi possono fare uso di cosmetici sol-

TO A E T
20 DIT
tanto al fine di piacersi a vicenda, evitandoli tuttavia quando
EN N GH
si indossa l’abito di terziario.
Siano evitati risolutamente i balli, i teatri, i films mondani,
IG RIA RI

gli spettacoli televisivi che possono spingere alla dissipazione


e all’offesa a Dio e sono facilmente occasione di scandalo.
FR A PY

40. La virtù della temperanza è la virtù regolatrice della qualità e


O

della quantità sia del cibo che delle bevande. Prima e dopo i pa-
C

sti si dicano piamente le brevi preghiere, e si sia fedeli alle nor-


me del digiuno e dell’astinenza stabilite dalla Chiesa e dalle pre-
senti Costituzioni, ricordando gli esempi e ammaestramenti del
M

Serafico Padre sulla vita di sobrietà e sacrificio nel distacco dal-


le cose di questo mondo.
A
AS
C

Tit. II: RADUNI E INCONTRI

41. Tutti i Terziari si sentano in dovere di partecipare, per quan-


to possibile, alle riunioni del Cenacolo, specialmente se si tratta
di una riunione soltanto mensile.

90
La riunione della Fraternità, presieduta dall’Assistente,
comprende:
- preghiera di apertura,
- meditazione (dell’Assistente o di chi per lui),
- comunicazioni e raccolta delle offerte (da parte del Direttore e
del tesoriere),
- Vespri e Rosario,
- benedizione eucaristica.

E
C
42. Le offerte raccolte dal gruppo devono costituire il fondo co-

08 RI
mune con cui
- aiutare i Terziari più poveri, specie se ammalati,

TO A E T
20 DIT
- aiutare altre fraternità più povere,
EN N GH
- aiutare le missioni,
- aiutare le comunità più povere dei frati e delle suore FI.
IG RIA RI

Se mancasse l’Assistente spirituale, il raduno si svolgerà in


forma ridotta con la lettura di un testo spirituale al posto della
FR A PY

meditazione dell’Assistente, e con la visita eucaristica al posto


della benedizione eucaristica.
O
C

43. È importante stabilire un giorno intero per il ritiro mensile,


possibilmente da fare in comune o almeno in privato, per una
revisione di vita più accurata o una ripresa del cammino spiri-
M

tuale più decisa e sollecita.


Per l’ammissione al Noviziato e per la Professione si faccia
A

un ritiro di almeno tre giorni, possibilmente in comune.


AS
C

Capitolo quinto
CONSIGLI EVANGELICI E CARITÀ

Tit. I: POVERTÀ SERAFICA

91
44. I Terziari Francescani dell’Immacolata vivano la povertà se-
rafica con la consapevolezza di onorare il Padre san Francesco
d’Assisi condividendo soprattutto la sua «altissima» povertà (cfr
FF 90). Stiano attenti a praticare la povertà evitando ogni spre-
co, contentandosi del necessario per vivere e operare santamen-
te: «Quando abbiamo di che mangiare e di che coprirci, conten-
tiamoci di questo», scriveva san Paolo (1 Tm 6,8). Per questo i
Terziari vivano sempre con sobrietà, usando di questo mondo

E
nel timore del Signore, mortificando «la concupiscenza della

C
carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, che

08 RI
non vengono dal Padre, ma dal mondo» (cfr 1 Gv 2,15-16).
a) Contro la tentazione dell’eccessivo benessere e del con-

TO A E T
20 DIT
sumismo dominante, praticando sempre «la povertà e l’umiltà di
EN N GH
nostro Signore Gesù Cristo e della sua santissima Madre» (FF
140), i Terziari si curino di staccare il cuore dalle cose di questo
IG RIA RI

mondo, aspirando solo al possesso di Colui che è «Mio Dio e


mio tutto», vivendo interiormente espropriati anche di se stessi
FR A PY

per essere «cosa e proprietà» dell’Immacolata (SK 1331), in for-


za del Voto mariano.
O

b) I Terziari devono provvedere prudentemente ai bisogni


C

propri e delle loro famiglie, per il presente e per il futuro; ma de-


vono guardarsi dal peccato di accumulare beni temporali, ricor-
dando che le cose terrene (inclusa la proprietà privata) sono state
M

date a loro da Dio anche perché siano condivise con il prossimo,


specie quello più povero, memori delle parole del Signore: «Ogni
A

volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli
AS

più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25, 40) e dando la testimo-
nianza della carità che «non cerca il suo interesse, non si adira,
C

non tiene conto del male ricevuto» (1 Cor 13, 5).


I Terziari facciano per tempo il testamento della loro pro-
prietà, regolandosi secondo giustizia e carità.

Tit. II: CASTITÀ IMMACOLATA

92
45. Chi ha il Voto mariano è tenuto a rivestirsi della purezza
dell’Immacolata, quale sua «proprietà» santa e immacolata, così
da diventare immagini di Lei che spandono ovunque il buon
«profumo di Cristo» (2 Cor 2,15).
a) I Terziari dell’Immacolata abbiano sacro rispetto per il
corpo che è «Tempio dello Spirito Santo» (1 Cor 6,19) e osser-
vino i precetti cristiani per vivere in castità di vita secondo il

E
proprio stato a edificazione di quanti hanno bisogno di testimo-

C
nianze genuine contro tutte le dissacrazioni del corpo idolatrato.

08 RI
b) I nubili abbiano grande stima dello stato di continenza e
di verginità da custodire inviolata. I fidanzati si preparino ca-

TO A E T
20 DIT
stamente a vivere il sacramento del matrimonio come missione
EN N GH
sulla terra. I Terziari sposati attingano dal sacramento del ma-
trimonio le grazie necessarie per vivere nella fedeltà pura l’unità
IG RIA RI

e l’indissolubilità del matrimonio cristiano, la fecondità della vi-


ta contro i delitti della contraccezione e dell’aborto,
FR A PY

l’educazione cristiana dei figli secondo Cristo e la Chiesa. Siano


pronti ad accettare il grande dono di una famiglia numerosa, che
O

di solito è vivaio di vocazioni e di santi.


C

c) Contro le dissolutezze e le rovine del pansessualismo im-


perante (con pornografia, nudismo, omosessualità, libero amore,
turpiloquio, rapporti prematrimoniali, concubinato, cinema e
M

spettacolo «porno», discoteche e spiagge scandalose...) i Terziari


Francescani dell’Immacolata devono combattere con l’austerità
A

di una casta vita evangelica vissuta secondo lo Spirito e non se-


AS

condo la carne (cfr Gal 5,16-17), tutta protesa a cercare e a gu-


stare «le cose di lassù, non quelle della terra» (Col 3,2), sfor-
C

zandosi di irradiare ovunque la purezza divina dell’Immacolata,


quali «figli di Dio immacolati - come scrive l’Apostolo - in mez-
zo a una generazione perversa e degenere nella quale dovete
splendere come astri nel mondo tenendo alta la parola di vita»
(Fil 2,15-16).

93
Tit. III: OBBEDIENZA SOPRANNATURALE

46. Guardando «Cristo povero e crocifisso» (FF 692) i Terziari


Francescani dell’Immacolata imparino a praticare l’obbedienza
di fede alla volontà di Dio in ogni luogo e in ogni tempo. Me-
mori del Redentore «obbediente fino alla morte di croce» (Fil
2,8), sappiano affrontare le situazioni di difficoltà e gli eventi

E
dolorosi che esigono rinnegamento del proprio volere e del pro-

C
prio modo di pensare, conformandosi sempre a Gesù che si nu-

08 RI
triva della volontà del Padre: «Mio cibo è fare la volontà del
Padre mio» (Gv 4,34).

TO A E T
20 DIT
a) L’obbedienza di Gesù Crocifisso, l’obbedienza di Maria
EN N GH
Vergine, l’Ancella del Fiat, l’obbedienza di san Francesco scol-
pita nell’immagine del «cadavere» (FF 1107), sostenga
IG RIA RI

l’impegno del rinnegamento di se stessi nel seguire Cristo (cfr


Mt 16, 24) e nel compiere il suo santificante volere: «Questa è
FR A PY

la volontà di Dio, la vostra santificazione» (1 Ts 4, 3).


b) L’obbedienza al Papa e alla Chiesa deve essere primaria
O

e senza riserve, a difesa del Magistero della Chiesa e a testimo-


C

nianza contro coloro che, oggi soprattutto, si oppongono al Vica-


rio di Cristo creando confusione e sbandamenti nel Popolo di Dio.
c) L’obbedienza agli altri superiori religiosi e civili, che so-
M

no i «rappresentanti di Dio» (PC 14), purché non comandino il


peccato, aiuta a far mettere in pratica la Parola di Dio che ci as-
A

sicura: «Chi ascolta voi ascolta Me, chi disprezza voi disprezza
AS

Me» (Lc 10,16).


d) In forza del Voto mariano, infine, i Terziari Francescani
C

dell’Immacolata hanno consacrato la loro libertà all’Immacolata,


e san Massimiliano insegna a pregare che Ella «si degni bene-
volmente di non rispettare la nostra libera volontà e, qualora noi
volessimo in qualsiasi cosa svincolarci dalla sua mano immaco-
lata, ci costringa, anche se a noi dispiacesse molto, moltissi-
mo...» (SK 373).

94
Tit. IV: FAMIGLIA ESEMPLARE

47. Anche la vita in famiglia sia specchio della semplicità e sobrie-


tà, della povertà e della letizia francescana. Le suppellettili della
casa abbiano l’impronta della semplicità e povertà francescana.
a) Il Crocifisso, così caro al Serafico Padre, occupi il posto

E
principale nelle stanze, e un’immagine della Madonna sia collocata

C
al posto di rilievo nella casa, quale amabilissima «Regina della fa-

08 RI
miglia», insieme a quella di san Giuseppe, fortissimo protettore.
b) Si esorta la famiglia dei Terziari a coltivare la vita spiri-

TO A E T
20 DIT
tuale con la lettura giornaliera di qualche brano del Vangelo e
EN N GH
con la recita in comune del santo Rosario.
c) La famiglia numerosa è ricchezza per la società e per la
IG RIA RI

Chiesa, ed è spesso vivaio di eletti alla vita consacrata e sacer-


dotale di cui tutti abbiamo bisogno: le famiglie dei Terziari sia-
FR A PY

no sempre esemplari in questo.


O

48. Sia salvaguardata la vita cristiana della famiglia dalla porno-


C

grafia (stampe, giornali, immagini), dalle trasmissioni via radio


o via televisione che rovinano la fede e la morale. Si abbia cura
di tutelare, con prudenza, anche le persone che lavorano in casa
M

come dipendenti, curandone anche la vita spirituale.


Tit. V: CARITÀ E OPERE DI MISERICORDIA
A
AS

49. I Terziari e le Terziarie, oltre al perfetto adempimento dei


doveri del proprio stato e dell’attività lavorativa, siano dediti
C

con generosità, secondo le possibilità, alle opere di misericordia


spirituale e corporale, perché la loro luce brilli davanti agli altri
in esempio (cfr Mt 5,16), docili alle ispirazioni dello Spirito
Santo nell’impegno di desiderare sopra tutte le cose «lo spirito
del Signore e le sue opere» (FF 104).

95
50. I Terziari non facciano mai giuramenti senza vera necessità.
Non si proferiscano mai parole né si facciano mai scherzi volga-
ri. I Terziari siano sempre di buon esempio a tutti nella dignità e
semplicità, sia nella vita di famiglia che nel lavoro, sia nella
gioia che nel dolore, sia negli impegni di vita sociale che nel
rapporto con ogni creatura.

51. I Terziari e le Terziarie che hanno un incarico nel Cenacolo

E
MIM visitino personalmente i membri infermi, oppure mandi-

C
no qualcuno a prestare i servizi della carità. In caso di grave in-

08 RI
fermità, esortino l’infermo ad apparecchiare la sua anima per
tempo.

TO A E T
20 DIT
EN N GH
52. Al funerale di un terziario deceduto partecipino i membri del
Cenacolo con l’offerta della santa Messa e della Comunione per
IG RIA RI

l’anima defunta; recitino anche, in comune, una corona del santo


Rosario in suffragio dell’anima.
FR A PY
O
C
M

Capitolo sesto
A

OPERE DI APOSTOLATO
AS

53. «Araldi del Gran Re», a somiglianza del Serafico Padre (FF
C

1044), anche i Terziari Francescani dell’Immacolata, laici e chie-


rici, fanno parte delle «schiere a vessilli spiegati» (Ct 6,4) che so-
no immagine dell’Immacolata Regina dell’universo, per coopera-
re con Lei, quali «strumenti docili», alla conquista del mondo in-
tero al Regno di Cristo.

96
Tit. I: TESTIMONIANZA APOSTOLICA

54. Fedeli al Vicario di Cristo, i Terziari Francescani


dell’Immacolata, quali figli del Serafico Padre, sono chiamati
anch’essi a riparare la Chiesa che va in rovina (cfr FF 593) con la
testimonianza personale della vita evangelica di «sposi, fratelli e
madri del Signore» (FF 200) e con le opere di apostolato per di-

E
fendere la Chiesa e promuovere la Fede cattolica.

C
Secondo il carisma della «Missione dell’Immacolata Media-

08 RI
trice», essi devono operare «nelle comuni condizioni del secolo»
(LG 35) alla conversione dei peccatori e alla santificazione delle

TO A E T
20 DIT
anime per «l’edificazione del Corpo di Cristo che è la Chiesa»
EN N GH
(Ef 4,12), portando tutti gli uomini «attraverso l’Immacolata» al
Cuore di Cristo, come insegna san Massimiliano (SK 339).
IG RIA RI

55. La «marianità» è la caratteristica specifica di tutta l’azione


FR A PY

apostolica del TOFI, così come lo è dell’intera MIM e degli Isti-


tuti dei Frati e Suore Francescani dell’Immacolata. La Missione
O

dell’Immacolata Mediatrice è infatti la missione primaria di tutta


C

la grande famiglia dei Francescani dell’Immacolata: frati, suore,


missionari laici, consacrati, terziari.
«Noi abbiamo un’idea fissa...: l’Immacolata... Per Lei vivia-
M

mo, lavoriamo, soffriamo e bramiamo morire»: così scrive san


Massimiliano (SK 325). Per questo, lo slancio apostolico primario
A

della famiglia dei Francescani dell’Immacolata è quello di donare


AS

l’Immacolata alle anime, di farla scoprire e conoscere, di farla


amare da «ogni cuore che batte sul globo terrestre», dice ancora
C

san Massimiliano (SK 603), utilizzando ogni mezzo utile.

56. Nell’apostolato si mantenga sempre l’armonia con i membri


di ogni Cenacolo MIM, fra i diversi Cenacoli, e fra i gruppi del-
le diverse famiglie francescane, organizzando anche pubbliche
manifestazioni (ad esempio pellegrinaggi, ritiri, raduni, congres-

97
si...) specialmente di natura eucaristica o mariana, per incontrar-
si e fraternizzare.
Ugualmente, si salvaguardi sempre l’armonia e la carità con
gli altri gruppi ecclesiali, sia parrocchiali che diocesani, regiona-
li o nazionali, e i Terziari siano lievito di pace e di carità fraterna
ovunque e per tutti gli uomini.

57. Riconoscenti a Dio per la loro vocazione francescana, i Ter-

E
ziari si sforzino con generosità di portare avanti in particolare le

C
iniziative della famiglia religiosa dei Francescani dell’Imma-

08 RI
colata. Per questo, in ogni Cenacolo MIM è bene che ci sia uno o
più incaricati a promuovere anche le vocazioni religiose e sacer-

TO A E T
20 DIT
dotali, specialmente fra i giovani. I superiori promuovano le pie
EN N GH
associazioni dei «Paggetti dell’Immacolata» e delle «Damigelle
dell’Immacolata» per i bambini e ragazzi, della «Gioventù Fran-
IG RIA RI

cescana dell’Immacolata» per i giovani e le giovani, cercando di


discernere attentamente in essi l’eventuale dono della vocazione
FR A PY

sacerdotale o religiosa.
O
C

Tit. II: APOSTOLATO A TUTTO CAMPO


M

58. I Terziari Francescani dell’Immacolata siano apostoli opero-


si anzitutto nelle loro famiglie, poi nelle loro Fraternità, e infine
A

nei loro ambienti di lavoro e nella Chiesa locale di cui fanno


AS

parte (Parrocchia, Diocesi).


1) La catechesi (soprattutto mariana), la guida di gruppi
C

ecclesiali, l’animazione liturgica, il ministero straordinario


dell’Eucaristia, l’istruzione religiosa, l’apostolato di ambien-
te, l’apostolato dei mass-media: sono forme di apostolato alla
portata di molti, e i Terziari siano in prima linea a svolgerlo

98
con l’ardore del Serafico Padre e con l’ansia apostolica di san
Massimiliano M. Kolbe.
2) Tra i mezzi di apostolato più semplici ed efficaci sia data
particolare importanza alla Medaglia miracolosa e al santo Ro-
sario. Tra gli altri mezzi di apostolato, siano promossi soprattut-
to la stampa, la radio e la televisione religiose. Per questo i Ter-
ziari Francescani dell’Immacolata lavorino in stretta collabora-
zione con i Frati e le Suore Francescani dell’Immacolata per in-

E
crementare questo apostolato.

C
3) I membri del TOFI non soltanto cercheranno di acquista-

08 RI
re per se stessi i libri e le stampe, le audio e le videocassette,
specialmente di carattere francescano-mariano, ma siano zelanti

TO A E T
20 DIT
nel diffondere tutto ciò il più possibile tra coloro che devono an-
EN N GH
cora conoscere e amare l’Immacolata. Famiglie e fabbriche,
scuole e ospedali, uffici e alberghi...: ovunque il terziario deve
IG RIA RI

penetrare e operare, portando l’Immacolata da donare a tutti


senza nessun risparmio di forze.
FR A PY

59. Impronta caratteristica dell’apostolato del TOFI, oltre la ma-


O

rianità, è anche la missionarietà a tutto campo. Chi ha il Voto


C

mariano porta in sé l’Immacolata Mediatrice universale di sal-


vezza, Regina delle Missioni, «Stella dell’evangelizzazione»
(Paolo VI). Il Voto mariano fa unità inscindibile con la «Media-
M

zione materna» di Maria (Giovanni Paolo II) che si estende a


tutti gli uomini da salvare e non può non spingere il consacrato,
A

quale «strumento docile», a salvare tutte le anime sia con


AS

l’azione generosa e fedele nell’uso di ogni mezzo utile (vedi Di-


rettorio MIM, nn. 50-63), sia con la disponibilità ad essere man-
C

dato anche in «missione», vicina o lontana (ad gentes), secondo


l’obbedienza e le possibilità dello stato di vita.

60. I Terziari Francescani dell’Immacolata siano sempre aper-


ti a fare proprio tutto ciò che impegna al lavoro di salvezza
per gli altri, ossia: esperienze di vita missionaria, campi di la-

99
voro in terra di missione, azione capillare nel sensibilizzare al
problema missionario con le sue urgenze inderogabili di aiuto
perché tutta l’umanità viva la fraternità universale contro ogni
razzismo e discriminazione, e diventi la «Famiglia» del Dio
della pace contro ogni guerra e violenza, del Dio della vita
contro la cultura della morte oggi imperante (aborto, contrac-
cezione, eutanasia...).
I Terziari Francescani dell’Immacolata ricordino che la mis-

E
sionarietà fa esercitare l’obbedienza più perfetta, dal Serafico

C
Padre equiparata al martirio (FF 1736), vero dono di grazia

08 RI
straordinaria.

TO A E T
20 DIT
EN N GH
IG RIA RI
FR A PY
O
C

Capitolo settimo
FRATERNITÀ, UFFICI E CAPITOLI
M
A

61. Le Fraternità del TOFI possono essere locali, regionali, na-


AS

zionali e internazionali, a seconda dello sviluppo e dei raggrup-


pamenti che si formano nell’uno o nell’altro luogo.
C

62. L’erezione canonica di una Fraternità locale spetta al Padre


Comune, previa consultazione con il suo Consiglio, con l’assistente
nazionale MIM e con il Direttore nazionale del TOFI.

100
a) Per l’erezione canonica di una Fraternità fuori delle case
o chiese dei Francescani dell’Immacolata (frati e suore) si ri-
chiede il consenso scritto del Vescovo diocesano.
b) La Fraternità formata deve essere composta di almeno tre
professi (inizialmente dipendenti da un’altra Fraternità locale
per la preparazione alla Professione).
c) Il decreto di erezione e gli atti di ammissione e di Profes-
sione siano conservati in copia nell’archivio della Fraternità.

E
L’originale del decreto di erezione si conservi nell’archivio na-

C
zionale del TOFI.

08 RI
TO A E T
20 DIT
Tit. I: GOVERNO GENERALE E LOCALE
EN N GH
63. Il Governo dell’insieme delle Fraternità è retto dal Direttivo
IG RIA RI

composto dal Direttore (internazionale o nazionale) con il suo


Consiglio, costituito dal vice-Direttore, Segretario, Tesoriere,
FR A PY

Consigliere, con la guida spirituale dell’Assistente generale del-


la MIM incaricato per il TOFI. I membri del Governo (interna-
O

zionale o nazionale) vengono eletti nel Capitolo elettivo.


C

64. Il Governo della singola Fraternità locale è costituito dal Di-


rettore e dal suo Consiglio, sotto la guida spirituale del padre (o
M

madre) Assistente del Cenacolo; il Consiglio è costituito dal Se-


gretario, dal Maestro di noviziato e dal Tesoriere; il Consiglio si
A

raduna, di solito, una volta al mese; i membri del Governo della


AS

Fraternità vengono nominati dall’Assistente, previa consultazio-


ne con le persone più qualificate e discrete.
C

65. I responsabili del Governo siano sempre fratelli professi per-


petui, esemplari nella fedeltà alla vita evangelica secondo la
«Traccia», generosi nello spirito di servizio ai fratelli, portatori di
pace e letizia francescana nella Fraternità.

101
* La durata degli uffici è triennale e può essere rinnovata
soltanto per un secondo triennio; i responsabili, rinnegando ogni
ambizione, quali «strumenti docili» fra le mani dell’Immacolata,
siano sempre pronti sia ad accettare come a lasciare l’ufficio, se-
condo il volere di Dio.
1. È compito del Direttore convocare e presiedere la riunio-
ne almeno mensile del Consiglio o della Fraternità; svolgere gli
atti riservati a lui dalla «Traccia»; curare l’adempimento delle

E
decisioni del Consiglio; tenere tutti i contatti con le Autorità re-

C
ligiose e civili;

08 RI
2. è compito del vice-Direttore cooperare con il Direttore al-

TO A E T
la conduzione e guida del TOFI; supplire in tutti i casi di assen-

20 DIT
EN N GH
za del Direttore; svolgere opera di mediazione e di raccordo fra
il Direttore e la Fraternità;
3. è compito del Segretario redigere gli atti ufficiali del
IG RIA RI

Consiglio e della Fraternità, dando comunicazione agli interes-


FR A PY

sati; curare la manutenzione e l’ordine aggiornato dell’archivio


con i documenti ufficiali e i registri delle ammissioni, professio-
ni, decessi, ritiri e chiusure della Fraternità;
O

4. è compito del Maestro di noviziato istruire e ammaestrare


C

i novizi; presentare la relazione finale all’Assistente spirituale e


al Consiglio sull’idoneità del novizio per la Professione con il
M

Voto mariano;
5. è compito del Tesoriere registrare e custodire i contributi ri-
A

cevuti, con la data e il nome dell’offerente; annotare le spese, speci-


AS

ficandone la data e la destinazione; rendere conto


dell’Amministrazione al Consiglio.
6. è compito del Consigliere svolgere incarichi di lavoro se-
C

condo le richieste del Direttore o del Consiglio; fare opera di assi-


stenza particolare alle Fraternità in difficoltà; curare la promozio-
ne vocazionale e il campo dell’apostolato mariano, specialmente
missionario.

102
Tit. II: CAPITOLO ELETTIVO

66. Il Capitolo elettivo dei Terziari Francescani dell’Immacolata


si tiene ogni tre anni, e viene indetto tre mesi prima.
a) Il capitolo internazionale viene indetto dall’Assistente
generale della MIM incaricato per il TOFI e dal Direttore inter-
nazionale del TOFI;

E
b) il capitolo nazionale viene indetto dall’Assistente nazio-

C
nale della MIM e dal direttore nazionale del TOFI;

08 RI
c) Il capitolo elettivo, internazionale o nazionale, è presie-
duto dal Ministro Generale (o Provinciale, o Custode) dei Frati

TO A E T
20 DIT
francescani dell’Immacolata o da un suo Delegato;
EN N GH
c) si svolge secondo un proprio Regolamento approvato dal
Padre Comune, previo esame da parte del Consiglio;
IG RIA RI

d) membri del Capitolo elettivo internazionale sono il Diret-


tivo del Governo internazionale con un Direttore e un Delegato
FR A PY

rappresentante di ogni nazione, eletto dalle Fraternità locali;


e) se si tratta di Capitolo elettivo nazionale, sono membri
O

ufficiali il Direttivo Nazionale con i Direttori delle Fraternità lo-


C

cali della nazione.

67. Nessuno rifiuti l’ufficio a cui è stato eletto senza un grave


M

motivo, e nessuno svolga il suo ufficio con negligenza. In caso


di dimissione (o di morte), si provvederà all’elezione del sostitu-
A

to da parte del Direttivo, fino al prossimo Capitolo elettivo.


AS

68. L’Assistente spirituale o un Superiore delegato dei France-


C

scani dell’Immacolata esercitino sempre una caritativa supervi-


sione sull’andamento della fraternità nella sua fedeltà alla Trac-
cia Mariana e alle Costituzioni del TOFI. Sarà loro dovere os-
servare e verificare, esortare ed, eventualmente, correggere.

103
69. Le inosservanze o inadempienze delle norme della Traccia e
delle Costituzioni del TOFI non comportano peccato, quando
non intaccano i Comandamenti di Dio e la fedeltà al Voto ma-
riano, o quando non siano fatte per disprezzo o volontaria ne-
gligenza. In caso di difficoltà o di rifiuto nell’osservanza di
qualche norma, il P. Assistente o i Superiori dei Francescani
dell’Immacolata possono prudentemente dispensare ad tempus
o commutare la norma anche a tempo indeterminato o per sem-

E
pre, prima di decidere le dimissioni da parte del Direttivo (cfr

C
CJC cann. 316; 1733ss).

08 RI
TO A E T
20 DIT
EN N GH
IG RIA RI
FR A PY
O
C

ESORTAZIONE FINALE
M

70. Ogni terziario francescano dell’Immacolata è chiamato a tra-


A

sformarsi e trasfigurarsi nell’Immacolata, diventando «in certo


AS

qual modo Ella stessa vivente, parlante e operante in questo


mondo», come insegna san Massimiliano (SK 486). Trasfor-
C

mandosi nell’Immacolata, il terziario francescano coopera in


modo straordinario, anche se nascosto, alla Missione
dell’Immacolata Mediatrice universale.

71. Questa è la santificazione di ogni terziario francescano


dell’Immacolata. Questa è la santità «più facile e più sublime»,

104
come dice san Massimiliano (SK 1325). Beato chi la raggiunge.
Un solo terziario santo vale più di un esercito di terziari medio-
cri. L’Immacolata salvi dalla mediocrità, conducendo sempre sui
passi di san Francesco d’Assisi e di san Massimiliano M. Kolbe.

72. «E chiunque osserverà queste cose, sia ricolmo in cielo della


benedizione dell’Altissimo Padre, e in terra sia ripieno della be-
nedizione del diletto Figlio suo col santissimo Spirito Paraclito e

E
con tutte le potenze dei cieli e con tutti i Santi. Ed io, frate Fran-

C
cesco, il più piccolo dei frati, vostro servo, come posso, confer-

08 RI
mo a voi, dentro e fuori, questa santissima benedizione. Amen»
(FF 131).

TO A E T
20 DIT
EN N GH
FATIMA, 11 ottobre 1996.
IG RIA RI
FR A PY
O
C
M
A
AS
C

105
APPENDICE

Atto solenne di Consacrazione all’Immacolata


(san Massimiliano M. Kolbe)

O Immacolata,

E
Regina del Cielo e della terra,
rifugio dei peccatori

C
e Madre nostra amorosissima,

08 RI
cui Dio volle affidare

TO A E T
20 DIT
l’intera economia della misericordia,
EN N GH
io, indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi,
supplicandoti umilmente
di volermi accettare tutto e completamente,
IG RIA RI

come cosa e proprietà tua,


FR A PY

e di fare ciò che ti piace di me


e di tutte le facoltà della mia anima e del mio corpo,
O

di tutta la mia vita, morte ed eternità.


Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso,
C

senza alcuna riserva,


per compiere ciò che è stato detto di Te:
M

«Ella ti schiaccerà il capo» (Gn 3,15),


come pure: «Tu solo hai distrutto tutte le eresie nel
A

mondo intero» (Lit.),


AS

affinché nelle tue mani


immacolate e misericordiosissime,
C

io divenga uno strumento utile


per innestare e incrementare
il più fortemente possibile la tua gloria
in tante anime smarrite e indifferenti
e per estendere in tal modo,
quanto più è possibile il benedetto Regno

106
del Sacratissimo Cuore di Gesù.
Dove Tu entri, infatti, ottieni la grazia della
conversione e santificazione, poiché ogni grazia
scorre, attraverso le tue mani, dal Cuore dolcissimo
di Gesù fino a noi.

V. Concedimi di lodarti o Vergine Santissima.


R. Dammi forza contro i tuoi nemici.

E
C
08 RI
Consacrazione quotidiana all’Immacolata

TO A E T
20 DIT
EN N GH
O IMMACOLATA
Madre della Chiesa
e Regina delle Missioni,
IG RIA RI

a Te rinnoviamo
oggi e per sempre la nostra totale consacrazione
FR A PY

per amarti e per farti amare,


per essere apostoli
O

del tuo CUORE IMMACOLATO


C

nostro sicuro rifugio


e via d’amore
che ci conduce
M

al SACRO CUORE DI GESÙ.


A

Amen.
AS

Saluto alla Beata Vergine Maria


C

(san Francesco d’Assisi)

Ave, Signora, santa regina,


santa Madre di Dio, Maria,
che sei vergine fatta Chiesa

107
ed eletta dal santissimo Padre celeste,
che ti ha consacrata
insieme col santissimo suo Figlio diletto
e con lo Spirito Santo Paraclito;
tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia
e ogni bene.
Ave, suo palazzo,
ave, suo tabernacolo,

E
ave, sua casa.

C
Ave, suo vestimento,

08 RI
ave, sua ancella,
ave, sua Madre.

TO A E T
20 DIT
E saluto voi tutte, sante virtù,
EN N GH
che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo
venite infuse nei cuori dei fedeli,
IG RIA RI

perché da infedeli
fedeli a Dio li rendiate.
FR A PY
O

Antifona
C

(san Francesco d’Assisi)

Santa Maria Vergine, non vi è alcuna simile a te, nata nel mon-
M

do, tra le donne, figlia e ancella del santissimo sommo Re il Pa-


A

dre celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesù Cristo,


sposa dello Spirito Santo; prega per noi con san Michele Arcan-
AS

gelo e con tutte le potenze dei cieli e con tutti i santi, presso il
tuo santissimo diletto Figlio, Signore e maestro. Gloria al Padre.
C

Come era.

108
Corona dei sette gaudi della Beata Vergine Maria

O Dio, vieni a salvarmi.


Signore vieni presto in mio aiuto. - Gloria.
Ad ogni gloria dire 1 Padre nostro, 10 Ave Maria, 1 gloria.

Primo gaudio: Mi rallegro con te, o Maria, per l’immenso

E
gaudio che ti inondò il cuore all’annuncio

C
dell’Angelo Gabriele.
Secondo gaudio: Mi rallegro con te, o Maria, per la consola-

08 RI
zione provata nella visita a santa Elisabetta.

TO A E T
20 DIT
Terzo gaudio: Mi rallegro con te, o Maria, per il gaudio inef-
EN N GH
fabile provato alla nascita di Gesù.
Quarto gaudio: Mi rallegro con te, o Maria, per la somma le-
IG RIA RI

tizia sperimentata dal tuo cuore per


l’adorazione dei Re Magi.
FR A PY

Quinto gaudio: Mi rallegro con te, o Maria, per il giubilo che


provò il tuo cuore al ritrovamento di Gesù nel
O

tempio.
Sesto gaudio: Mi rallegro con te, o Maria, per la gioia pu-
C

rissima che ti inebriò il cuore quando ti com-


parve Gesù risorto.
M

Settimo gaudio: Mi rallegro con te, o Maria, per l’immenso


gaudio di cui fosti inondata nella tua Assun-
A

zione in Cielo e nella tua Incoronazione.


AS

Si aggiungono due Ave Maria per compiere il numero di 72, a ricordo


C

degli anni trascorsi dalla Vergine Maria sulla terra.

PREGHIAMO: Signore Gesù Cristo, che facesti esultare in Te con inef-


fabile gaudio l’anima della tua Santissima Madre, concedici propizio
che, per i suoi meriti, siamo continuamente riempiti di consolazioni
celesti. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen

109
Corona delle sette letizie della Beata Vergine Maria

O Dio, vieni a salvarmi.


Signore vieni presto in mio aiuto. - Gloria.
La recita delle Corone delle Sette Letizie e delle Sette Glorie segue una
struttura identica alla Corona dei Sette Dolori, alla quale la Penitenzeria
Apostolica ha già concesso l’indulgenza plenaria.
Tale pia pratica consiste nella recita di 49 Ave Maria, divise in sette poste

E
da sette Ave Maria ciascuna, precedute dall’annuncio del mistero. Ogni po-

C
sta comincia con il Padre nostro e finisce con il Gloria al Padre. Ogni Coro-

08 RI
na, poi, è introdotta dall’invocazione O Dio vieni a salvarmi e si conclude
con la recita della Salve Regina.

TO A E T
20 DIT
EN N GH
Prima letizia: Maria santissima, Sposa dello Spirito Santo,
concepisce il Verbo incarnato.
IG RIA RI

Seconda letizia: Maria santissima visita santa Elisabetta.


FR A PY

Terza letizia: Maria santissima partorisce Gesù a Betlemme.


Quarta letizia: Maria santissima presenta Gesù all’adorazione
dei Magi.
O

Quinta letizia: Maria santissima ritrova Gesù nel Tempio.


C

Sesta letizia: Maria santissima incontra per prima Gesù Risorto.


Settima letizia: Maria santissima Madre della Chiesa a Pentecoste.
M
A

La giaculatoria “O Gesù mio…” è sostituita dalla seguente invo-


AS

cazione: Causa della nostra letizia, prega per noi.

PREGHIAMO: Signore Gesù Cristo, che facesti esultare in te con


C

ineffabile gaudio l’anima della tua Santissima Madre, concedi-


ci propizio che, per i suoi meriti, siamo continuamente riempiti
di consolazioni celesti. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.

110
Corona dei sette dolori della Beata Vergine Addolorata

O Dio, vieni a salvarmi.


Signore vieni presto in mio aiuto. - Gloria.

Ad ogni dolore dire 1 Padre Nostro, 7 Ave Maria, 1 Gloria e la


giaculatoria: O Maria dolce mio bene fa che pure nel mio cuore
siano impresse le tue pene.

E
C
08 RI
Primo dolore: La profezia di Simeone.

TO A E T
Secondo dolore: La fuga in Egitto.

20 DIT
EN N GH
Terzo dolore: Lo smarrimento di Gesù.
Quarto dolore: L’incontro con Gesù al Calvario.
Quinto dolore: La crocifissione di Gesù.
IG RIA RI

Sesto dolore: La deposizione di Gesù dalla Croce.


Settimo dolore: La deposizione di Gesù nel sepolcro.
FR A PY
O

PREGHIAMO: O Padre che accanto al tuo Figlio, innalzato sulla


C

Croce, hai voluto presente la sua Madre Addolorata, fa che la


Santa Chiesa, associata con Lei alla Passione del Cristo, parteci-
pi alla gloria della Resurrezione. Per Cristo nostro Signore.
M

Amen.
A
AS
C

111
Corona delle sette glorie della Beata Vergine Maria

O Dio, vieni a salvarmi.


Signore vieni presto in mio aiuto. - Gloria.

Ad ogni gloria dire 1 Padre nostro, 7 Ave Maria, 1 gloria, con la


giaculatoria : Benedetta sempre sia la Trinità divina per la glo-
ria concessa alla Madre e Regina.

E
C
08 RI
Prima gloria: L’Immacolata Concezione.

TO A E T
Seconda gloria: La Maternità divina.

20 DIT
EN N GH
Terza gloria: La Verginità perpetua.
Quarta gloria: La Corredenzione universale.
Quinta gloria: La Maternità spirituale.
IG RIA RI

Sesta gloria: L’Assunzione in anima e corpo al cielo.


Settima gloria: La Regalità universale.
FR A PY
O

PREGHIAMO: O Dio, nostro Padre, esaudisci la preghiera del tuo


C

popolo che venera la Beata Vergine Maria, tua serva e la ricono-


sce Madre di grazia e Regina dell’universo. Concedici di servirti
con amore nei nostri fratelli, imitando le sublimi virtù di Maria,
M

così da poterti lodare un giorno in cielo con tutti gli Angeli e i


A

Santi. Per il nostro Signore Gesù Cristo… Amen.


AS

.
C

112
TAVOLA DELLE ABBREVIAZIONI

Gn Genesi
Ct Cantico dei Cantici
Mt Vangelo secondo Matteo
Mc Vangelo secondo Marco
Lc Vangelo secondo Luca
Gv Vangelo secondo Giovanni

E
Rm Lettera ai Romani

C
1Cor Prima lettera ai Corinzi

08 RI
Gal Lettera ai Galati

TO A E T
Ef Lettera agli Efesini

20 DIT
EN N GH
Fil Lettera ai Filippesi
Col Lettera ai Colossesi
1 Tm Prima lettera a Timoteo
IG RIA RI

1Ts Prima lettera ai Tessalonicesi


Ap Apocalisse
FR A PY

Lit Liturgia
O
C

Par Paradiso, Divina Commedia di Dante Alighieri


M

LG Lumen Gentium, Costituzione dogmatica sulla


A

Chiesa del Concilio Vaticano II


AS

MC Marialis cultus, esortazione apostolica di Paolo VI


sul retto ordinamento e sviluppo del culto della
Beata Vergine Maria
C

PC Perfectae Caritatis, decreto del Concilio Vaticano


II sul rinnovamento della vita religiosa
RM Redemptoris Mater, enciclica di Giovanni Paolo II
sulla Vergine Maria

113
CJC Codice di diritto canonico

FF Fonti francescane
SK Scritti di san Massimiliano Kolbe

Cost Costituzioni
CG Consiglio generale

E
CN Consiglio nazionale

C
Dir Direttorio

08 RI
FI Francescani dell’Immacolata
GCM Giorno con Maria

TO A E T
20 DIT
MIM Missione dell’Immacolata Mediatrice
EN N GH
OFS Ordine Francescano secolare
SMS Sentiero mariano serafico
IG RIA RI

Stat Statuto
TOFI Terz’Ordine Francescano dell’Immacolata
FR A PY
O
C
M
A
AS
C

114
INDICE TEMATICO
A Dio; 6; 8; 10; 12; 16; 18; 25; 26; 31;
Amore; 77; 81; 86; 87; 93; 112 42; 46; 48; 52; 58; 69; 71; 82; 84;
Apostolato; 18; 52; 71 89; 90; 92; 94; 98; 100; 102; 104;
Autorità; 102 106; 107; 108; 109; 110; 111; 112
Direttore spirituale; 89
Direttorio; 3; 22; 35; 61; 66; 67; 76;
C 77; 79; 80; 100; 114

E
Capitolo; 73; 75; 84; 85; 88; 92; 97; Direzione spirituale 19; 53; 54; 61

C
101; 103; 104; Distacco; 90
Carità; 30; 41; 46; 50; 71

08 RI
Casa Mariana; 1; 6; 7; 12; 27 E

TO A E T
Castità; 46; 69; 71; 93

20 DIT
Cenacoli; 14; 15; 20; 21; 22; 24; 29; Esempio; 35; 39; 40; 45; 49; 50; 56;
EN N GH
30; 37; 41; 55; 60; 62; 63; 98 59; 89; 96; 98
Cenacolo; 14; 18; 20; 21; 22; 25; 29; Eucaristia; 37; 38; 85
30; 31; 33; 35; 36; 37; 39; 40; 52;
IG RIA RI

55; 57; 60; 61; 63; 64; 65; 74; 78; F


79; 80; 83; 96; 98; 102
FR A PY

Chiesa; 4; 5; 6; 7; 8; 12; 14; 16; 18; Famiglia; 46; 54; 57; 69; 83; 100
25; 27; 37; 38; 42; 46; 48; 49; 50; Famiglia religiosa; 24; 69; 98
52; 54; 58; 59; 60; 61; 68; 70; 74; Famiglie; 24; 57; 71; 92; 95
O

75; 80; 82; 85; 87; 89; 93; 94; 95; Fatima; 58; 59; 61; 68; 88
97; 99; 107; 110; 111; 113 Formazione; 13; 14; 15; 17; 28; 33
C

Consacrazione illimitata Fraternità; 72; 74; 78; 80; 91; 99;


all’Immacolata; 4; 10; 13; 15; 28; 101; 102; 103; 104
29; 31; 35; 36; 40; 42; 43; 44; 45;
M

47; 50; 55; 64; 73; 75


Consiglio; 12; 21; 27; 62; 63; 72; 79;
G
81; 101; 102; 103; 114
A

Gesù; 6; 7; 9; 16; 18; 20; 26; 30; 32;


Corredentrice; 18; 27; 47; 52; 84 39; 42; 47; 52; 53; 55; 56; 58; 69;
AS

Costituzioni; 3; 7; 10; 11; 13; 23; 28; 70; 75; 76; 84; 85; 87; 88; 92; 94;
32; 66; 74; 80; 82; 89; 104; 114 107; 108; 109; 111; 112
Croce; 12; 18; 27; 30; 52; 71; 84; 85 Giorno con Maria; 20; 55; 83; 114
C

Cuore; 7; 9; 24; 57; 58; 59; 72; 85;


94; 111
I
D Immacolata; 3; 4; 5; 6; 7; 10; 11; 13;
19; 23; 24; 25; 26; 29; 31; 32; 34;
Digiuno; 34; 39; 89; 90 35; 40; 41; 44; 47; 48; 50; 51; 54;
55; 56; 60; 61; 64; 67; 69; 70; 73;
74; 76; 77; 78; 81; 86; 88; 92; 93;

115
95; 97; 98; 100; 104; 105; 106; Postulandato; 79
107; 112; 114 Preghiera; 8; 69; 88; 91; 112
Istituto; 5; 6; 7; 9; 10; 11; 23; 53 Professione; 29; 36; 38; 39; 67; 72;
74; 79; 81; 82; 84; 91; 101; 103
Programma minimo di vita; 33
L
Lavoro; 28; 33; 36; 40; 50; 57; 64 R
Liturgia; 70; 85; 113
Raccoglimento; 70
Rinnegamento; 39; 40; 94
M

E
Rosario; 14; 33; 37; 38; 50; 57; 58;
Maestro; 78; 79; 102; 108 61; 70; 72; 77; 86; 91; 95; 96

C
Maria Santissima; 19; 25; 48; 53; 61;

08 RI
71; 87; 120 S
Marianità; 15; 42; 43; 55

TO A E T
Mediatrice; 4; 7; 11; 12; 13; 15; 16; Sacramenti; 14; 37; 48

20 DIT
EN N GH
17; 20; 23; 24; 25; 26; 27; 28; 29; Sacrificio; 16; 35; 40; 42; 84
30; 33; 34; 40; 41; 42; 47; 48; 49; San Massimiliano; 6; 9; 10; 67
51; 52; 54; 55; 56; 62; 64; 66; 67; Santificazione; 3; 9; 12; 13; 25; 28;
72; 77; 82; 89; 99 54; 57; 64; 94; 97; 105; 107
IG RIA RI

Meditazione; 19; 22; 26; 33; 38; 53; Sette passi biblici; 17; 32; 51; 76
54; 58; 66; 86; 87; 91 Spirito Santo; 6; 17; 18; 48; 51; 52;
FR A PY

MIM; 3; 4; 6; 11; 12; 13; 14; 16; 17; 93; 96; 108; 110
20; 22; 24; 26; 28; 31; 33; 35; 36; Studio; 19; 26; 31; 50; 57; 77; 80
39; 40; 42; 49; 50; 53; 55; 57; 60;
O

61; 62; 63; 64; 65; 66; 67; 74; 76;


78; 80; 96; 98; 100; 103; 114
T
C

Missionarietà; 16; 47; 48; 49 TOFI; 3; 13; 28; 32; 36; 66; 69; 71;
Missione dell’Immacolata 73; 75; 78; 79; 80; 82; 83; 84; 89;
Mediatrice; 1; 3; 4; 5; 6; 11; 17; 97; 99; 101; 102; 103; 104; 114
M

23; 25; 51; 60; 66; 74; 97; 114


U
A

N
AS

Umiltà; 30; 46; 50; 64


Noviziato; 78; 79; 81; 91
V
C

O
Virtù; 17; 40; 46; 51; 56; 64; 66; 70;
Obbedienza; 69;70; 94 90; 108; 112

P
Penitenza; 14; 37; 38; 70
Povertà; 70

116
INDICE GENERALE

E
C
Presentazione P. 3
Cenni storici “ 4

08 RI
Decreto di approvazione degli Statuti “

TO A E T
20 DIT
Missione dell’Immacolata Mediatrice “ 5
EN N GH
Decreto di erezione dei Frati Francescani “
dell’Immacolata in Istituto religioso di diritto Pontificio “ 9
IG RIA RI
FR A PY

STATUTO Missione dell’Immacolata Mediatrice “


11
(M.I.M.)
O

ARTICOLO PRIMO Denominazione “ 11


C

ARTICOLO SECONDO Fine “ 12


ARTICOLO TERZO Sede “ 12
M

ARTICOLO QUARTO Membri della M.I.M. “ 13


ARTICOLO QUINTO Condizioni per appartenere alla M.I.M. “ 14
A

Cause di espulsione “ 15
ARTICOLO SESTO La spiritualità francescano-mariana della M.I.M. “ 15
AS

ARTICOLO SETTIMO Formazione spirituale dei membri della M.I.M. “ 17


Itinerario spirituale: i sette «passi» biblici “ 17
C

ARTICOLO OTTAVO Modo di agire della M.I.M. “ 20


ARTICOLO NONO Governo della M.I.M. “ 21
ARTICOLO DECIMO Patrimonio della M.I.M. “ 22
NORME FINALI “ 22

117
DIRETTORIO
della Missione dell’Immacolata Mediatrice P. 23
M I M PRIMO DELLO STATUTO Denominazione
ARTICOLO “ 23
ARTICOLO SECONDO DELLO STATUTO Fine “ 25
ARTICOLO TERZO DELLO STATUTO Sede “ 27
ARTICOLO QUARTO DELLO STATUTO Membri della M.I.M. “ 28

E
I. Consacrati all’Immacolata “ 29

C
II. Consacrati con il Voto mariano “ 31

08 RI
Programma minimo di vita “ 32
III. La professione della forma di vita “ 35

TO A E T
20 DIT
“ 37
EN N GH
ARTICOLO QUINTO DELLO STATUTO
Condizioni per appartenere alla M.I.M. “ 37
Cause di espulsioni “ 41
IG RIA RI

ARTICOLO SESTO DELLO STATUTO “ 42


La spiritualità francescano-mariana della M.I.M.
FR A PY

42
Marianità “ 43
Missionarietà “ 47
O

ARTICOLO SETTIMO DELLO STATUTO “ 51


C

Formazione spirituale dei membri della M.I.M. “ 51


Itinerario spirituale: i sette «passi» biblici “ 52
M

ARTICOLO OTTAVO DELLO STATUTO Modo di agire della M.I.M “ 55


Un giorno con Maria “ 57
A

ARTICOLO NONO DELLO STATUTO Governo della M.I.M. “ 62


AS

ARTICOLO DECIMO DELLO STATUTO Patrimonio della M.I.M. “ 65


NORME F1NALI DELLO STATUTO 66
C

TRACCIA MARIANA 69
del Terz’Ordine Francescano dell’Immacolata 69

118
COSTITUZIONI
del Terz’Ordine Francescano dell’Immacolata P

CAPITOLO PRIMO Natura e fine “


CAPITOLO SECONDO Forma di vita “

Tit. I .Voto Mariano P.


Tit. II. Ammissione al TOFI e Noviziato “ 79

E
Tit. III. Professione della «forma di vita» “ 81

C
L’abito del Terziario “ 83

08 RI
CAPITOLO TERZO Vita di preghiera “ 85

TO A E T
Tit. I. Vita eucaristica “ 86

20 DIT
EN N GH
Liturgia delle ore “ 86
Tit. II Preghiera mariana “ 87
Orazione mentale “ 88
IG RIA RI

Santi Patroni “ 88
Amore alla Chiesa “ 89
FR A PY

CAPITOLO QUARTO Vita di penitenza “ 89


Confessione sacramentale “ 90
O

Tit. I. Lavoro fedele, modestia e sobrietà “ 91


C

Tit. II. Raduni e incontri “ 92


CAPITOLO QUINTO Consigli evangelici e carità “ 93
M

Tit. I. Povertà serafica “ 93


Tit. II. Castità immacolata “
94
A

Tit. III. Obbedienza soprannaturale “ 95


AS

Tit. IV. Famiglia esemplare “ 96


Tit. V. Carità e opere di misericordia “ 97
C

CAPITOLO SESTO Opere di apostolato “ 98


Tit. I. Testimonianza apostolica “ 99
Tit. II. Apostolato a tutto campo “ 100
CAPITOLO SETTIMO Fraternità, uffici e capitoli “ 102
Tit. I. Governo generale e locale “ 103
Tit. II. Capitolo elettivo “ 105

119
ESORTAZIONE FINALE P. 106
APPENDICE “ 108
Atto solenne di Consacrazione all’Immacolata
(san Massimiliano M. Kolbe) “ 108
Consacrazione quotidiana 109

Saluto alla Beata Vergine Maria “ 110


Antifona “ 110
Corona dei sette gaudi della Beata Vergine Maria “ 111

E
Corona delle sette letizie della Beata Vergine Maria “ 112

C
Corona dei sette dolori della Beata Vergine Addolorata “ 113

08 RI
Corona delle sette glorie della Beata Vergine Maria “ 114

TO A E T
20 DIT
INDICE TEMATICO “ 115
EN N GH
INDICE GENERALE “ 117
IG RIA RI
FR A PY
O
C
M
A
AS
C

Finito di stampare l’8 settembre 2008


Festa della Natività di Maria Santissima

120