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COMMENTO AL BRANO

Il brano si articola su due livelli, testuale e musicale. La composizione non percorre tutto il testo
dall’inizio alla fine in un’unica volta, ma bensì il componimento poetico viene re-inziato più volte,
scomposto e rielaborato. Alla base di questo lavoro vi è un’analisi formale, grammaticale e
semantica della poesia di Pasolini.

FORMA MADRIGALE di Pier Paolo Pasolini VERSO

A Vieni con rochi fiori in mano Novenario

A’ ti ritrarrò con delicato capo, Endecasillabo

tristi capelli forza nelle labbra Endecasillabo

B intente, in atto come di luna Endecasillabo

che triste sugli argini indugi. Novenario

I due versi iniziali rappresentano i fatti che il poeta descrive. Il primo in atto, espresso dal verbo
“Vieni”, il secondo reso in potenza dal futuro “ti ritrarrò”. La sezione B (che potremmo anche far
iniziare dopo le prime due parole del secondo verso) descrive proprio il ritratto che l’autore
intende compiere, realizzandolo quindi metaforicamente nei versi successivi.
Nella tabella ho evidenziato in grassetto i pochi verbi, ho sottolineato i tutti i sostantivi riferiti alle
parti del corpo della persona descritta e marcato in corsivo gli aggettivi, scelti con cura da
Pasolini, poiché accomunati da un unico mood. Tenendo a mente questi fattori ho provato a
scomporre e rimontare il testo in una nuova forma senza però intaccarne il significato

FORMA MADRIGALE ricomposto VERSO

A Con delicato di luna vieni Decasillabo

A’ triste con rochi fiori ti ritrarrò Endecasillabo

mano capo capelli labbra Novenario

B che indugi forza in atto Ottonario

intente sugli argini tristi Novenario

Ho quindi creato un percorso di scomposizione del testo parallelo all’idea musicale di precedere
dal non-suono intonato (vedi il recitato dell’introduzione) verso un suono sempre più definito.
Questo avviene in maniera inversamente proporzionale alle lunghezza delle sezioni: cioè, ogni
volta che il testo viene ripreso da capo ci vorrà più tempo affinché si arrivi in fondo. 

L’opera ha una forte componente teatrale. Il Coro è inteso come un unicum volto a rappresentare
il poeta, infatti è perlopiù trattato in blocco, poche volte appaiono le voci sole e quando ciò
accade è per mettere in evidenza musica e parole. Il tutto si basa su un tetracordo, il primo
esempio è si-do-re, all’interno del quale sono presenti i tre intervalli cardine del brano: seconda
minore, seconda maggiore e terza minore. A fondamenta della composizione vi è inoltre una
riflessione sull’emissione vocale ed in particolare sulle sue capacità evocative. Soprattutto il
respiro ed il sussurrato si vanno a fondere con il canto del coro creando un unico nuovo elemento. 


FORMA MUSICALE MISURE EMISSIONE VOCALE TESTO

Introduzione Misure 1 - 5 Recitato Completo

Misure 6 - 18 Cantato/Declamato Completo


A Misure 18 - 36 Cantato/Effetti Inversione dei verbi nei
primi due versi

Misure 36 - 82 Cantato/Recitato Scomposizione verbale


B
Misure 82 - 95 Cantato Caos verbale

A’ Misure 95 - 119 Cantato/Declamato Cantato - Completo

Coda Misure 120 - 126 Cantato/Bocca chiusa Assenza del testo

Giorgio Astrei