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Il pesce rosso fuor d'acqua (dolce): sulle citazioni a

sproposito

Dopo tanto scalpore per quella parola, come


era?, Weltanschengen?Weltanshow?Weltanschuhe?, perché non
concentrarsi su qualcosa di più semplice, che ne so, tipo pesce rosso?
Il pesce rosso (che in inglese non diremmo mai redfish, ma goldfish), in realtà,
è un nome in codice.
All'anagrafe è registrato come Carassius Auratus, e nega ogni legame di
parentela col pesce pugile, Carassius Clay.
Che vi piaccia o meno, pur tuttavia, è nel ceppo genealogico della carpa.
Infatti, per via della sua smemoratezza, ha un senso naturale per il cogliere
l'attimo, il Carpa Diem.

Per gli amanti dei Trivia, l'esemplare più lungo ha raggiunto i 59 centimetri. Il
più pesante ha fatto posare l'ago della bilancia sui quattro chili e mezzo. Alla
faccia del bicarbonato.
Il più longevo? Qua-ran-ta-no-ve anni.
Ergo, dacché ha una memoria di tre secondi,
percinquecentoquindicimilioniottantottomila volte ha gettato lo sguardo fuori
dalla bolla interragondosi su chi fosse e sul perché della propria esistenza.

Ad inaugurare la barbara usanza di conservarlo in bolla, la dinastia Tang.


L'esordio europeo, nel 1600. Il boom stelle&strisce, nel 1850.

In inverno, come un teenager alle prese con le prime delusioni d'amore, il


pesce rosso si fa apatico, smette di mangiare, se ne sta sul fondale e passa
ore interminabili attaccato al telefono, a sbocconcellare barattoli formato
famiglia di nutella, piange per i film in bianco e nero che raccontano i grandi
amori ed impara a memoria tutti i dialoghi di Dawson's Creek.

Ma soprattutto, e forse vi sconvolgerà, è un pesce d'acqua dolce.

Ma allora, perché TEA ha scelto come testimonial per la campagna estiva,


facendogli mettere faccia e pinne caudali sul peraltro scontatissimo slogan
"Un mare di libri?", proprio il pesce rosso?

[Aneddoto illuminante sulla simpatia di Fabrizio per Tea]


Fino a poco tempo fa, Il Profumo di Süskind era disponibile nell'edizione Tea.
Copertina morbida. Pagine spiacevoli al tatto, troppo leggère, e troppo ruvide. Carattere poco
migliore del Courier New.
L'avevo appena letto in versione originale.
Lo volevo nel mio idioma.
Ma quell'edizione, giammai.
Allora ho aspettato un po'. Finché non è uscito per Longanesi.
Solo allora l'ho comprato.
[Fine aneddoto illuminante]

Pubblicato da Fabrizio Gabrielli a 8/29/