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IL

ROMANTICISMO

IL SENTIMENTO IN ARTE

AUTORI

Füssli Hayez
Turner Friedrich
Constable Delacroix Gericault
ROMANTICISMO _ CARATTERI GENERALI

Il termine ROMANTICISMO deriva dall’aggettivo ROMANTIC


di origine seicentesca che si riferiva ai romanzi cavallereschi
pieni di vicende fantastiche.
Nel ‘700 il termine ROMANTICO invece si usò per indicare
PAESAGGI SELVAGGI E PITTORESCHI
Il ROMANTICISMO si pone in
FORTE e TOTALE
contrapposizione al neoclassicismo
e alla cultura illuminista

E’ privo di caratteri nazionali omogenei


ROMANTICISMO _ CARATTERI GENERALI

ELEMENTI FONDAMENTALI

❖ Rifiuto degli ideali classici


❖ Soggettivismo
❖ Inclinazione all’evocazione fantastica e visionaria
❖ evocazione di valori spirituali e sentimentali
❖ Predilezione per il paesaggio,
❖ Predilezione per il mondo del mito e della tragedia.
NEOCLASSICISMO _ ROMANTICISMO
CONFRONTO
NEOCLASSICISMO ROMANTICISMO

Il Romanticismo esalta il sentimento,


l’immaginazione, il fantastico e il misterioso, la
Il Neoclassicismo ha come base teorica il
sensibilità personale e la malinconia, rifiutando
razionalismo illuminista.
il razionalismo e la perfezione delle forme
proprie del Neoclassicismo.

Si fa promotore del ritorno all’ordine, alla Esalta la fantasia, la sensibilità personale e


proporzione, all’equilibrio, ispirandosi ai modelli la malinconia, esasperando il sentimento e
della classicità greca e romana: l’opera d’arte è rifiutando tutto ciò che si poteva ricollegare al
espressione del bello ideale. Razionalismo illuminista

Si fa spesso riferimento alla storia . I Romantici si rifugiano nella spiritualità


classica, i cui valori civici vengono presi a del Medioevo, visto come periodo di origine
modello. dei sentimenti e dell’orgoglio nazionale.
NEOCLASSICISMO _ ROMANTICISMO
CONFRONTO
NEOCLASSICISMO ROMANTICISMO

L’uomo neoclassico si sforza di indagare la L’uomo romantico si sente parte integrante


natura razionalmente al fine di padroneggiarla, della natura e vi si immerge profondamente,
negandole volutamente qualsiasi valore personalizzandola e modificandola in funzione
poetico ed espressivo. dei propri stati d’animo e delle proprie
necessità espressive.

Il neoclassicismo imposta la pratica artistica il romanticismo rivalutava l’ispirazione ed il


sulle regole e sul metodo. genio individuale.

È uno stile internazionale, ed in ciò rifiuta le È un movimento che si presenta con


espressioni locali considerandole di livello caratteristiche differenziate da nazione a
inferiore. nazione.
La Pittura è il linguaggio in cui, il sentimento romantico, trova
la più significativa rappresentazione

PITTURA VISIONARIA PITTURA DI PAESAGGIO PITTURA STORICA


Quella utilizzata dai Quella utilizzata dai pittori Utilizzato dai pittori che
pittori che indagarono che indagavano la trovarono la propria
le regioni sconosciute natura e il suo rapporto ispirazione nelle
dell’anima cioè il con l’uomo vicende storiche del
sogno, l’incubo e la loro tempo o relative
fantasia al medioevo 8
ROMANTICISMO _ CARATTERI GENERALI

La NATURA secondo l’estetica romantica


NON DOVEVA suggerire il
concetto di BELLO
ma doveva rimandare a immagini che
ispiravano
DUE SENTIMENTI FONDAMENTALI
Il BELLO riguarda le
opere prodotte dall'uomo
regolari e artificiali
Il PITTORESCO riguarda le
opere prodotte dalla natura
contorte e irregolari.
La natura produce cose belle da vedersi ma
sono, di solito, con forme irregolari
esempio albero contorto
Tutta la pittura romantica di paesaggio ha queste
caratteristiche:
❖ ELEMENTI VEGETALI (alberi, siepi ecc.)
❖ ELEMENTI ARTIFICIALI ( vialetti, scalinate,
panchine, ecc.) con l'aggiunta di una
❖ ROVINA disposti in apparente causalità – Le
rovine ispirano la sensazione del disfacimento
delle cose prodotte dall'uomo, danno allo
spettatore la commozione del tempo che passa.
Tormenta
di neve
Il sublime consiste in quel
misterioso e affascinante
Tramonto insieme di sensazioni indescrivibili
infuocato
che è possibile provare solo
Di fronte a certi grandiosi spettacoli naturali.
Tempesta
impetuosa
Il sublime è contemporaneamente
PIACERE INFINITO
Paesaggio e DOLORE ACUTISSIMO.
infinito
«Sono sublimi le alte querce, belle le aiuole;
la notte è sublime, il giorno è bello»
Immanuel Kant
«La natura… suscita più facilmente le idee
del sublime quando in lei domina il caos, il
disordine e la devastazione più selvaggi,
purché si manifestino grandezza e
potenza».
Immanuel Kant
Nella cultura romantica il concetto di sublime è
spesso legato quello di GENIO
Genio è colui che,
grazie alla sua sensibilità artistica, alla sua cultura e
ai mezzi tecnici
con cui sa eseguire e portare a termine un'opera,
ci consente di accedere alla
VERTIGINE del SUBLIME
FRANCESCO HAYEZ
Pittore italiano JOHN CONSTABLE
Venezia 1791 – Milano 1882 Pittore inglese
East Bergholt 1776 – Londra 1837

JOSEPH WILLIAM TURNER


Pittore e incisore inglese
Londra 1775 – Chelsea 1851

CASPAR DAVID FRIEDRICH


Pittore tedesco
15
Greifswald 1774 – Dresda 1840
GERMANIA
INGHILTERRA

FRIEDRICH
TURNER
CONSTABLE
ITALIA

FRANCIA

DELACROIX
HAYEZ

GERICAULT
CASPAR DAVID FRIEDRICH

Friedrich è il più sensibile interprete del


Romanticismo tedesco e in particolare di
quello spirito romantico che tende verso
l’Infinito, verso l’Assoluto.
In Friedrich il SUBLIME si manifesta sia come
capacità di proiettare il proprio sentimento e le
proprie visioni più segrete all’interno di uno
scenario naturale, sia come impulso a rivelare
il vero volto della natura.

Le sue opere sono spesso allegoria della fragilità della


vita la cui precarietà è vista in una prospettiva di fiducia e di
fede nella continuità tra la vita terrena e la vita eterna.
OPERE
1. VIANDANTE SUL MARE DI NEBBIA 3. ABBAZIA NEL QUERCETO

2. IL MARE DI GHIACCIO 4. UN UOMO E UNA DONNA DAVANTI ALLA LUNA


VIANDANTE SUL MARE DI NEBBIA
Friedrich, Viandante sul mare di nebbia
1818, olio su tela, 95x75 cm, Kunsthalle, Amburgo
Un uomo è ritratto di
spalle ed è affacciato su di
un mare di nebbia da cui
emergono
rocce scure e inospitali.
I personaggi di Friedrich
danno spesso le spalle
all’osservatore in modo da
condividerne
il punto di vista.
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d5/Caspar_David_Friedrich_Wanderer_above_the_Sea_of_Fog.jpg
La posizione di spalle
proietta lo spettatore,
nella sua stessa
meditazione:
l'uomo
di fronte all'infinito
percepisce
la propria fragilità,
la propria limitatezza.
Nell’opera si avverte
immediatamente la
poetica del SUBLIME:
il senso della natura
POSSENTE e
SMISURATA
simbolo del sentire
romantico.
IL MARE DI GHIACCIO / IL NAUFRAGIO DELLA SPERANZA -

Friedrich, Il naufragio della Speranza, 1823, olio su tela, 96,7x126,9 cm Amburgo, Kunsthalle
Il dipinto rappresenta un naufragio nel bel mezzo di un mare
di ghiaccio rotto in una miriade infinita di pezzi, le cui schegge
si sono accumulate dopo l'impatto, ammassandosi l'una
sopra l'altra a formare una montagna
Le schegge di ghiaccio si innalzano in modo monumentale e
in direzione diagonale determinando una sorta di inquietante
movimento a spirale.
L’opera si ispira ad un disastro realmente accaduto nel
corso di una spedizione al Polo Nord.
Ma non è il fatto di cronaca a interessare Friedrich, infatti, la
nave dell’evento non è immediatamente riconoscibile tra
l’ammasso di ghiaccio che la seppellisce.

Adagiata su un fianco,
travolta e schiacciata
dalla forza inarrestabile
dei ghiacci, simili a lastre
tombali, si vede la sola
poppa di una nave.
Il naufragio della Speranza serve all’artista per raccontare la fragilità
e la piccolezza dell’uomo in balia di una
natura incontaminata e primordiale.
La composizione è basata su una impressionante struttura
piramidale la cui base è costituita da lastre di ghiaccio, come
scalini diroccati di un’antica chiesa, e la cui cuspide è
rappresentata, invece,
dalla punta acuminata di un’altra scheggia dell’iceberg,
che sembra lacerare l’aria circostante.
UN UOMO E UNA DONNA DAVANTI ALLA LUNA
Nel quadro prevale l'utilizzo di linee curve dall'andamento
tormentato e di colori freddi e neutri, stesi con sfumature
graduate.

Friedrich, Un uomo e una


donna davanti alla luna, 1819,
olio su tela, 34x44 cm,
Staatliche Museen
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bf/Caspar_David_Friedrich_-_Mann_und_Frau_in_Betrachtung_des_Mondes_-
_Alte_Nationalgalerie_Berlin.jpg/800px-Caspar_David_Friedrich_-_Mann_und_Frau_in_Betrachtung_des_Mondes_-_Alte_Nationalgalerie_Berlin.jpg
L’effetto di controluce crea un netto contrasto tra le aree
scure e quelle illuminate, rendendo suggestiva l'atmosfera.
Anche il chiaro di luna è un tema molto caro ai romantici. In
questo quadro il paesaggio notturno si trasforma in una
massa scura nella quale si insinua la controluce della luna a
delineare le silhouette molto espressive degli alberi e delle
due figure isolate di spalle: un uomo e una donna.

Forse il dipinto
vuole far
riflettere
l'osservatore
sul destino di
solitudine
dell’uomo.
Alcuni degli elementi hanno significati simbolici: l'imbrunire
simboleggia la vecchiaia, l'albero spoglio la morte, quello
rigoglioso raffigura la speranza e la fede della vita, mentre il
sentiero è il cammino dell'esistenza umana
ABBAZIA NEL QUERCETO
Alcuni piccoli, minuscoli, monaci stanno portando una bara al
di là del portale; lapidi scure e una croce piegata ci
raccontano che oggi quel campo è un cimitero.
Friedrich, Abbazia nel querceto, 1809-10, olio su tela, 110x171 cm, Alte Nationa lgalerie, Berlino
Al centro del quadro una rovina: il frammento di una grande struttura
gotica, che solo grazie al titolo del quadro identifichiamo come parte di
un'abbazia.
Intorno al rudere, i profili scheletrici di alberi, disposti come una spettrale
scenografia teatrale.
Nella fascia inferiore, una radura gelida.
Friedrich ci suggerisce i temi della sua riflessione: le rovine
dell'abbazia, gli scheletri degli alberi, le pietre tombali, il
funerale rimandano alla morte.
Le cose muoiono come muoiono gli uomini.
L'abbazia, forse un tempo possente, oggi è in rovina;
i grandi alberi sono spogli.
Eppure, i monaci e l'abbazia dovrebbero segnare la persistenza
della fede, della vita oltre la morte; dovrebbero, perché la
piccolezza degli esseri umani davanti alla Natura e il dissolversi
delle loro opere rendono ancor più misterioso il nostro destino.
Non è la luce pallida della luna a dare origine al fascio di luce fosforescente
che irradia il paesaggio di
una luce quasi divina e che, simboleggiando la vita oltre la morte, induce alla
meditazione e alla preghiera. In questa ambiguità di fondo, Friedrich lascia
allo spettatore la scelta tra pessimismo e speranza,
JOHN La produzione artistica di John Constable è
CONSTABLE
(1776-1837) quasi tutta incentrata sul

TEMA DEL PITTORESCO.

La natura, nella cultura romantica, svolge


sempre un ruolo fondamentale.

Ma alla natura gli artisti romantici si accostano


con animo diverso: per scoprirvi la potenza che
spaventa e atterrisce
e ciò lo si trova soprattutto nel romanticismo TEDESCO,

o per ritrovarvi angoli piacevoli ed accoglienti,

ed è ciò che caratterizza il romanticismo INGLESE di CONSTABLE.


1. IL CARRO DI FIENO 3. STUDIO DI NUVOLE E ALBERI 2. STUDIO DI NUVOLE
I suoi paesaggi ritraggono una natura in cui c’è un
felice equilibrio
tra gli elementi naturali: alberi, fiumi, colline
e gli elementi artificiali: case, stradine, ponticelli
ed esprimono il
sentimento di armonia tra l’uomo e la natura.
IL CARRO DEL FIENO
In questo dipinto il soggetto, il carro del fieno, è solo un pretesto per
consentire la rappresentazione di un paesaggio tipicamente inglese.
Il carro sta guadando un piccolo ruscelletto che, nello spazio del
quadro, forma una duplice curva ad esse.

In una delle due


anse del ruscello,
a sinistra, c’è una
casa che sembra
quasi confondersi
con il paesaggio
circostante.

Constable. Il carro del fieno,


1821, olio su tela,
130,2x185,4 cm, National
Gallery, Londra
Le forme non hanno un contorno definito ma si
riconoscono solo dai passaggi di tono e di colore.
La superficie del quadro viene così a presentarsi, ad
una visione molto ravvicinata come un miscuglio
formato da mille tonalità differenti.
La casa viene protetta da una cortina di alberi che
creano una nicchia accogliente in cui si inserisce l’edificio.
Sulla destra si apre una pianura che viene chiusa da una
fila di alberi che si vede in lontananza. La parte superiore
del quadro è occupata da un cielo percorso da NUVOLE.
Constable raffigura la cattedrale di Salisbury vista da
dai giardini del palazzo del vescovo (sud).
La fiancata della chiesa è in parte coperta dalla vegetazione
che si trova, invece, in primo piano

Alcuni alberi sono


flessi quasi a
formare un’arcata
gotica.
La cattedrale si
staglia, maestosa
contro un cielo
azzurro nel quale
si accavallano
nuvoloni bianchi.

Constable, La cattedrale di Salisbury vista dai giardini del palazzo del vescovo,
1823. Olio su tela, 87,6 x 111,8. Londra, Victoria and Albert Museum
Il dipinto fu eseguito direttamente sul posto:
questo consentì all'artista di studiare
al meglio la luce che colpisce la Cattedrale
lasciando in ombra i giardini.
Constable, Studio di nuvole, 1821, olio su carta,
cm. 29,8 x 48,3, Victoria and Albert Museum,
Londra

Tra il 1821 e il 1822,


realizza centinaia di studi
sulla forma e il colore delle
nuvole esercitandosi
all’aperto e sperimentando
una tecnica del tutto nuova:
il colore è steso con
poche e veloci pennellate
senza ritocchi o
ripensamenti inaugurando
la tecnica en plein air che,
nella seconda metà
dell’Ottocento,
caratterizzerà tutta la
pittura impressionista
Constable, Studio di nuvole, anno 1822, olio su
carta, cm. 28,5 x 48,5, Yale Center for British Art,
New Haven
L’interesse di Constable non si
sofferma solo sulla diversa FORMA
che i banchi di nuvole possono
assumere, ma ne indaga soprattutto la
QUALITÀ LUMINOSA e
CROMATICA in riferimento alle
diverse ore del giorno.
Questi esperimenti, che per
certi versi
anticipano
l’Impressionismo francese,
ci dimostrano come
Constable avesse già intuito
che la luce
è la grande protagonista
del paesaggio.
Constable, Studio del tronco di un olmo, Constable, Alberi vicino alla chiesa di
1820-23, olio su carta, 30,6 x 24cm., Victoria Hampstead, 1821, olio su tela, 91,4 x 72,4cm.,
and Albert Museum, Londra Victoria and Albert Museum, Londra
JOSEPH WILLIAM TURNER

Tra i pittori romantici inglesi,


Turner è senza dubbio l’interprete
più appassionato e sensibile della
POETICA DEL “SUBLIME”.
Mentre Constable ama la bellezza
e la freschezza della natura e si
sente immerso serenamente in
essa, Turner ne coglie piuttosto la grandiosità e lo
smarrimento dell’uomo di fronte alla maestosità dei suoi
fenomeni.

1. TORMENTA DI NEVE: ANNIBALE E IL SUO ESERCITO ATTRAVERSANO LE ALPI


OPERE
2. PIOGGIA, VAPORE E VELOCITA’
Il fine artistico di Turner è il COLORE, quasi liberato da
ogni riferimento naturalistico,

che si fa pura LUCE

rappresentata, non come riflesso sugli oggetti, ma come


autonoma entità atmosferica.

Il paesaggio tradizionale si dissolve

in vortici di linee e di colori

che annullano la consistenza degli oggetti rappresentati.


Battello a vapore al largo delle bocche di Harbour,
Turner, Battello a vapore al largo delle bocche di Harbour,
1842, olio su tela, 122x91,5 cm, Tate Gallery, Londra
Il soggetto si riduce ad
una sagoma indistinta,
per lasciare spazio al
devastante turbine di
ghiaccio che
campeggia sulla
scena.
I colori freddi
dell'opera aggiungono
alla tempesta una nota
di glaciale indifferenza
delle forze naturali nei
confronti dell'uomo.

Esempio della natura sublime ed impetuosa.


BUFERA DI NEVE: ANNIBALE E IL SUO ESERCITO ATTRAVERSANO LE ALPI

Il momento raffigurato è quello in cui Annibale e le sue


armate sono colpiti da un'improvvisa tempesta di neve
sulle Alpi che stanno valicando per entrare in Italia.
Turner, Bufera di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi,
1812, olio su tela, 146x237,5 cm, Tate Gallery, Londra
Ciò che immediatamente appare all'occhio
dell'osservatore è un'onda nella quale sono fusi turbini
di neve e nuvole in tempesta
Il titolo del dipinto non è l'esaltazione di una impresa umana,
ma piuttosto la rappresentazione
dell'inevitabile potenza della natura.
L'uomo e le sue più grandi imprese scompaiono di fronte alle
forze scatenate della natura e i veri protagonisti sono il
CIELO in BURRASCA e un SOLE VELATO, GELIDO.
La burrasca rimbalza, dal primo piano, in un
movimento vorticoso verso l'alto.
risale per avvolgersi attorno al sole in un moto
dinamico ininterrotto.
L'armata di Annibale appare indistinta e
caratterizzata soltanto dal variare di toni di terra
e ocra.
I toni caldi e luminosi della zona centrale si oppongono
alle forti e cupe ombre che si addensano in basso e
nell’arco superiore, suggerendo il senso di uno
sconfinato sfondamento prospettico.
PIOGGIA, VAPORE E VELOCITA’
Turner dipinge un treno che corre lungo i binari di un ponte
Turner, Pioggia, vapore e velocità, 1844, olio su tela, 91x122 cm, National Gallery, Londra
Tutto si riduce ad una linea di orizzonte e a due
diagonali trasversali, una a sinistra, poco
evidente, che rappresenta un ponte ad arcate,
una a destra, più evidente, che rappresenta un
altro ponte su cui sta
correndo un treno.
Il resto è solo luce,
resa nelle sue
differenti colorazioni
Turner cerca di far percepire un’atmosfera
densa, colma di pioggia e di vapore
Il taglio dato dalla diagonale del ponte, il
dinamismo che suggerisce la velocità del treno, ma
soprattutto la tecnica fatta di macchie che rendono
vaghi gli oggetti, pongono quest’opera come uno
dei precedenti più diretti della pittura della seconda
metà dell’Ottocento che,
dagli impressionisti
in poi, abbandonerà
sempre più la
rappresentazione
realistica di
forme statiche e
definite.
Nel quadro compare un elemento decisamente
nuovo per la pittura:
IL TRENO.

E l’artista lo riporta
simbolicamente nella
stessa categoria del
sublime, della potenza
sovraumana ma che,
in questo caso, non si
curva come la
tempesta ma procede
per linee rette come è
nelle cose fatte
dall’uomo.
Ombra e tenebre. La sera del diluvio

Ombra e tenebre.
La sera del diluvio,
1843. Olio su tela,
78,7x78,1.
Londra, Tate Britain
L’opposizione fra i toni caldi e luminosi del centro
e delle estremità inferiori con le forti e cupe ombre
in basso a destra e nell’arco superiore. Per
descrivere lo stato della
terra corrotta nel momento
in cui le acque del diluvio
si stanno per abbattere
su di essa al fine di
purificarla.
Una massa sferica (Il sole?, la luna?) si innalza al
centro della tela suggerendo uno sprofondamento
prospettico.
A essa si contrappone una lingua di terra che si
protende in direzione del punto più abbagliante
segnando la posizione di un’arca lontana.
Verso questa si
dirigono forme di
animali che si
scorgono in basso
e funerei uccelli neri
che solcano il cielo
secondo un arco.
È una calma sospesa e innaturale come avviene
nell’occhio di un ciclone.

L’immensità del cielo


è ridotta ad uno
spazio esiguo. La
volta celeste è limitata
da nubi scure la cui
struttura dinamica è
rinforzata dalla forma
quadrata della tela.
Gustave Courbet, L'onda, 1870, Winterthur, Sammlung Oskar Reinhart am
Römerholz

http://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Gustave_Courbet_020.jpg
FRANCESCO HAYEZ (1791-1882)

 Nasce a Venezia nel 1791


 Inizia il suo lavoro a Roma a contatto
con le antichità e le opere di Raffaello
 All'inizio della sua carriera è aiutato
da Canova
 Nel 1823 si trasferisce a Milano dove
entra in contatto con l'alta borghesia
liberale, la nobiltà e i circoli patriottici
 Muore a Milano nel 1882.

Fu fra i più grandi pittori di storia ed operò nel momento in cui


questo tipo di pittura divenne un mezzo per diffondere nell'animo
degli italiani una comune coscienza di Nazione proponendo un
glorioso passato a favore della libertà contro la tirannide straniera.
All'inizio della carriera aderisce al
movimento Neoclassico
Si rivolge alla rappresentazione
del VERO
Della REALTÀ
Della SOCIETÀ
Dei SENTIMENTI
HAYEZ dipinge il bacio
nel 1859, mentre la
seconda guerra
d'indipendenza
apriva le porte
all'unità d'Italia.
Il dolce e tenero bacio
che si danno due giovani
in abiti medievali è
immediatamente
interpretato come
l'addio del combattente
all'amata
per donare la
propria vita alla patria.
Francesco Hayez, 1859, olio su tela, 112x88 cm. Milano, Pinacoteca di Brera
Le figure si
stagliano nitide
contro una parete
di pietre
squadrate
interrotta, a
sinistra, da un
arco di cui si
vede una sottile
colonnina,
e dall’accenno a
una bifora
a destra in alto.
La fanciulla è
totalmente
abbandonata
nell’abbraccio.
La preziosità della
veste è resa da
riflessi cangianti e
lucenti.

Aderente nel busto


e gonfia di pieghe
sui fianchi
Il Bacio
versione del 1861
Il Bacio
versione del 1867
Hayez, La Meditazione, 1651, olio su tela, 90x70.
Verona, Galleria d’arte moderna Achille Forti

La Meditazione
E’ una composizione
allegorica che descrive la
situazione politica italiana
dopo i moti del 1848.
È rappresentata una
bellissima giovane donna
dai capelli corvini, il seno
semiscoperto e il volto
nascosto da un velo
d’ombra
Lo sguardo è fiero e
deciso.
Le mani, provate dal peso
del grosso volume e della
croce, esprimono
rassegnazione.
Sulla croce trattenuta
dalla ragazza si scorge la
data «1848», probabile
allusione alle
Cinque Giornate di
Milano, 18.19.20.21.22
marzo/1848, cui Hayez
partecipò attivamente.
Sul volume si legge
chiaramente la scritta
Storia d’Italia,
a confermare come già
per i contemporanei la
data del marzo 1848
fosse sentita come un
momento cruciale per le
sorti della penisola contro
i governi della
Restaurazione e l’Impero
Austriaco.
L'ultimo addio di Romeo e
Giulietta
1823, Olio su tela, 291x202, Tremezzo, Como, Villa Carlotta

Il dipinto raffigura una scena


descritta nel dramma di
Shakespeare, il momento in
cui, giunta ormai l'alba,
Romeo è costretto a lasciare
la stanza di Giulietta, non
prima di averle dato un ultimo
bacio.
Sullo sfondo del quadro è
raffigurata anche l'anziana
nutrice di Giulietta, che si
affaccia nella stanza per
avvisare la giovane
dell'imminente arrivo di sua
madre.
Nasce a Rouen il 26 settembre 1791 Teodore Gericault
Si trasferisce a Parigi, con la famiglia,
dove studia pittura.
Partecipa al concorso per la borsa di
studio «Prix de Rome» del 1818 che gli
avrebbe permesso di studiare
all’accademia di Francia a Roma
senza risultare vincitore.
Si trasferisce prima a Roma per un
anno poi in Inghilterra (ancora un anno)
Rientrato in patria la sua indagine
pittorica si concentra soprattutto sulla
tragica condizione umana
(compresa la malattia mentale)
Mette a punto una poetica sospesa tra il
Neoclassicismo e Romanticismo
Muore a Parigi il 26 gennaio 1824
Autoritratto (1821)
a soli 33 anni.
Théodore Géricault, La zattera della Medusa, 1819, Olio su tela, 491 x 716 cm.,
Museo del Louvre, Parigi
Finita quando l'artista aveva soltanto 27 anni, la tela rappresenta un
momento degli eventi successivi al naufragio della fregata
francese Méduse, avvenuto il 2 luglio 1816 davanti alle coste
dell'attuale Mauritania, a causa di negligenze e decisioni affrettate da
parte del comandante. Oltre 250 persone si salvarono grazie alle
scialuppe, le rimanenti 150 e la ciurma, dovettero essere imbarcate
su una zattera di fortuna, lunga 20 metri e larga 7, e di queste
soltanto 15 fecero ritorno a casa.
Géricault nella rappresentazione dei corpi si ispira a Michelangelo, che aveva
potuto osservare nel suo soggiorno romano.
Di questo scrive: «Michelangelo mi fece venire i brividi alla schiena, quelle
anime perse che si distruggono tra di loro vanno a formare il senso di
grandiosità della Cappella Sistina»
Il dipinto mostra i pochi scampati al naufragio nel momento in cui
avvistano in lontananza la nave che li porterà in salvo.
Sotto un cielo plumbeo che diffonde una luce cupa, tipicamente
romantica con onde minacciose e tutti gli uomini accalcati su ciò che
rimane della zattera quadrangolare.
La zattera è raffigurata con un vertice in corrispondenza del bordo
inferiore della tela e appare sollevata da un lato. La composizione è
quella di una doppia piramide.
Il vertice della prima coincide con l’albero di fortuna della zattera; il
vertice della seconda coincide con l’uomo che sventola un panno
bianco e rosso.
Su di essa si ammassano i sopravvissuti al naufragio.
Alcuni sono morti o privi di forze, come il giovane completamente nudo, fatta
eccezione per i calzini, che viene trattenuto da un vecchio dall’aria pensante,
altri invece cercano aiuto, come i due giovani che sventolano degli stracci
nella speranza di essere avvistati da una nave di passaggio.
Il vecchio rimanda alla cultura della Grecia antica (Neoclassicismo): è
coperto da un drappo rosso e la sua espressione pensante ricorda gli eroi
omerici. I corpi sono modellati come statue (Michelangelo).
I panni sventolati rappresentano la speranza dei naufraghi di essere visti da
altre navi.
La speranza insieme alla disperazione è il tema principale della composizione,
che è caratterizzata dal dualismo vita‐morte.
Gericault rappresenti una scena di cronaca trasformandola in un dramma
senza tempo, costringendo in questo modo il fruitore e interrogarsi sugli eterni
problemi dell’eroismo, della speranza e della disperazione.
EUGENE DELACROIX, Autoritratto, 1837, olio su tela, 65x54 cm, Parigi, museo del Louvre

Delacroix Nasce a Charenton-


diventa un Saint-Maurice, nella
pittore Francia settentrionale,
colorista: nel 1798.
Inizia la sua carriera
Un pittore che
tende a artistica come pittore
sfruttare e a neoclassico ma molto
sviluppare al presto diventa il
massimo grado maggiore esponente dei
tutti gli effetti
del colore.
pittori romantici francesi.
Muore a Parigi nel 1863
L'avversione per l'accademismo

❖ Il desiderio di cambiamento
Del
❖ Il riferimento ai fatti della storia medievale
romanticismo
❖ La malinconia
assume:
❖ L'impetuosità creativa
Nel 1829 il re di Francia Carlo X di Borbone insediò un governo
reazionario.
Questo governo, dopo la vittoria delle opposizioni alle elezioni, sciolse il
parlamento prima ancora che fosse convocato, sospese la libertà di
stampa, modificò il sistema elettorale a proprio vantaggio e indisse nuove
elezioni.
Il popolo di Parigi,
dal 27 al 29 luglio
(le tre gloriose
giornate), insorse
contro queste
disposizioni
obbligando il re a
revocare le
ordinanze emesse.

La Libertà che guida il popolo,


1830, olio su tela, 235x260 cm.,
Parigi, Museo del Louvre
Sulla barricata una donna, un'eroina - LA LIBERTÀ - con il
seno scoperto che stringe nella destra il tricolore e nella
sinistra un fucile e incita il popolo (coloro che osservano il
dipinto a seguirla). Le torri di Notre-Dame che si vedono in
lontananza ci suggeriscono che Parigi è il luogo della
battaglia.

Il fumo degli spari


e degli incendi
fuori dalla scena
principale ci
indicano che ci
sono insorti
ovunque.
Nella composizione piramidale
c'è un chiaro riferimento alla
Zattera della Medusa di Gericault,
dipinta dieci anni prima.
Ciascuno poteva identificarsi fra la gente che aveva
combattuto per il bene del proprio paese. Qui manca la
perfezione anatomica di quell'opera perché l'autore vuole
sottolineare l'importanza del popolo che qui diventa una
massa a tratti indistinta.
A B C D

Delacroix ha unito, nella lotta comune contro il governo del re


di Francia, le varie classi sociali e le persone di tutte l'età.
❖ Dal popolano (raffigurato con il calzino sfilato) - A
❖ Al militare - B
❖ Al ragazzino - C

❖ Al borghese (con il cilindro) - D


Probabilmente la fonte iconografica cui si riferisce
Delacroix per la fanciulla è la statua ellenistica della
Venere di Milo, scoperta nel 1820 ed esposta al
Louvre dal 1821.