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10 giugno 2019 - 22:07 > Versione online

dall’UniUrb
Vite sottocosto
Migrazioni, lavoro e sfruttamento in agricoltura

– Il convegno martedì 11 giugno a Palazzo Battiferri –


L’UniversitàdiUrbino Carlo Bo – Dipartimento di Giurisprudenza (DiGIUR) e Dipartimento di
Economia, Società, Politica (DESP) – Caritas italiana e Organizzazione Internazionale del Lavoro
(OIL) Ufficio per l’Italia e San Marino – dedicano la giornata di martedì 11 giugno al tema delle
migrazioni e dello sfruttamento del lavoro in agricoltura. Particolare attenzione verrà prestata al
ruolo degli attori collettivi, sindacati dei lavoratori, imprese, associazioni del terzo settore e
società civile nel governo di tali fenomeni.
Il Convegno di studio, che si terrà nell’Aula Blu di Palazzo Battiferri in Via Saffi, 42 a Urbino,
si inserisce nell’ambito degli eventi sul “futuro del lavoro? promossi dall’Organizzazione
internazionale del lavoro in occasione del Suo Centenario ed è il frutto di una proficua
collaborazione tra l’UniversitàdiUrbino e la Caritas Italiana, sfociata nella pubblicazione del
volume Vite Sottocosto – 2° Rapporto Presidio, curato dalla Prof.ssa Piera Campanella (Uniurb)
e coordinato da Manuela De Marco (Caritas Italiana) che completa due anni di ricerca
sull’esperienza del Progetto Presidio di Caritas Italiana, presente in diverse Caritas diocesane
con lo scopo di garantire strutture permanenti di ascolto, orientamento e tutela dei lavoratori
vittime di sfruttamento.
Apertura dei lavori alle 9.30 con i saluti delle autorità accademiche e del Direttore dell’OIL,
Ufficio per l’Italia e San Marino, Gianni Rosas.
Seguirà una breve presentazione dei contenuti dell’attività di ricerca da parte di Piera Campanella
dell’UniversitàdiUrbino. La mattinata proseguirà con due relazioni: la prima, di taglio
economico, su Economia e lavoro nelle filiere agroalimentari, tenuta da Rino Ghelfi dell’Alma
Mater Studiorum, Università di Bologna; la seconda, di taglio giuridico, su Il lavoro dei migranti
in agricoltura fra sfruttamento e istanze di tutela, sarà tenuta da William Chiaromonte dell’
Università di Firenze. Ad esse faranno seguito una serie di interventi programmati da parte di
esponenti di organizzazioni sindacali, datoriali e associazioni del terzo settore.
I lavori riprenderanno nel pomeriggio con due relazioni e una serie di interventi programmati. La
prima relazione su Politiche europee su migrazione e sfruttamento lavorativo: intrecci e
implicazioni sarà di Letizia Palumbo dell’Università di Palermo. La seconda, su Politiche
migratorie e decreto sicurezza: il quadro nazionale e le sue implicazioni, di Manuela De Marco
di Caritas Italiana. Le relazioni saranno seguite da una serie di interventi da parte di operatori del
diritto ed esponenti dell’accademia urbinate, della società civile e delle organizzazioni del terzo
settore.
Alle 18 le conclusioni affidate a Paolo Morozzo della Rocca, Direttore del Dipartimento di
Giurisprudenza (DIGIUR) dell’UniversitàdiUrbino.
Info e contatti
https://www.facebook.com/events/1616560501811205/
Anche l’UniversitàdiUrbino partecipa agli Stati Generali del Teatro Universitario in
programma per domani 11 giugno a Pisa. Monica Bravi, Roberto Danese e Alberto Fraccacreta
del CTU “Cesare Questa” interverranno sul tema “Teatro, poesia, traduzione: tre anime per una
nuova ricerca universitaria”.
In allegato il programma della manifestazione: Stati_generali_Teatro_Univ
Rapporto Almalaurea 2019: la Carlo Bo si conferma attrattiva ed efficace
– Il 55% degli studenti arriva da fuori regione e il 70% lavora entro il primo anno dalla laurea –

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10 giugno 2019 - 22:07 > Versione online

Conferme gratificanti per l’UniversitàdiUrbino Carlo Bo arrivano dal XXI Rapporto sul
Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati presentato alla Sapienza di Roma dal
Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea durante il Convegno “Università e mercato del
lavoro”. Le indagini hanno coinvolto 75 università analizzando le performance di oltre 630 mila
laureati di primo e secondo livello contattati a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.
I laureati dell’UniversitàdiUrbino Carlo Bo coinvolti sono stati 2.613, di cui 1.613 di primo
livello, 637 magistrali biennali e 336 a ciclo unico; i restanti di altri corsi preriforma.
Una prima e importante conferma per Urbino è quella dell’attrattività dell’ateneo nei confronti
degli studenti provenienti da fuori regione, ben il 55%, un valore che da sempre connota
l’unicità dell’ateneo feltresco nel panorama nazionale, ottenuto dai 1590 posti letto dei collegi e
dai servizi che il Censis certifica ogni anno di valore assoluto.
L’età media alla laurea è di 25 anni per i triennali e 28 per i biennali, con un voto medio di 100,1.
Il grado di soddisfazione è superiore al 90%, un’altra bella tradizione della Carlo Bo, tanto che
il 71,2% si iscriverebbe di nuovo allo stessa università e allo stesso corso, un dato che sottolinea
le capacità dell’orientamento verso le matricole e gli studenti delle scuole superiori, come pure la
rispondenza informativa delle campagne di comunicazione che ogni anno sono un elemento di
distinzione di Uniurb.
Altro punto fondamentale dell’analisi di Almalaurea riguarda i livelli occupazionali post laurea: a
un anno dal conseguimento del titolo a Urbino, il tasso di occupazione (si considerano occupati,
seguendo la definizione dell’Istat, tutti coloro che sono impegnati in un’attività retribuita) è del
70,7%. L’efficacia del titolo, ovvero il rapporto fra la laurea richiesta per il lavoro svolto e
l’utilizzo delle competenze apprese all’università, vede il 48,1% degli occupati considerare il
titolo molto efficace per il lavoro svolto, con una retribuzione mensile media di 1080 euro netti. Il
42,1% di questi dichiara di utilizzare in misura elevata le competenze acquisite all’università.
Naturalmente, il tasso più elevato di occupazione si raggiunge a cinque anni dalla laurea di
secondo livello, che per Urbino è dell’86,6% (85,5% il dato nazionale) dei quali il 45,8% a
tempo indeterminato. La laurea è considerata efficace dal 69% dei laureati a Urbino, un dato
anche in questo caso superiore alla media nazionale che è del 65,35.
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