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DIRITTO PUBBLICO

È quel diritto riguardante lo Stato e i rapporti che lo Stato ha con i cittadini e con gli Enti pubblici.
Il punto di partenza del nostro programma è lo Stato (concetto di Stato, organizzazione,
funzionamento). Lo Stato è un Ente ed è la più importante persona giuridica.
Dall’insieme degli elementi che compongono lo Stato, derivano tutte le altre persone giuridiche.
Si dice che lo Stato è Sovrano perché nessuno può vietargli nulla, dal momento che è lui che
individua gli obbiettivi pubblici da raggiungere.
Proprio per questa sua funzione lo Stato viene considerato un Ente Politico.

POLITICA: è la scienza che si occupa degli interessi collettivi grazie a delle teorie ben precise.
La politica non si occupa del singolo, ma degli interessi e bisogni della collettività.
La politica studia come perseguire tali obbiettivi (il bravo politico è colui che usa tutto il suo
potenziale per il raggiungimento degli interessi pubblici e non personali)

STATO: -Ente politico

-Elementi costruttivi: -POPOLO: elemento personale


-TERRITORIO: elemento materiale.
-SOVRANITA’: elemento formale.

POPOLO

È l’elemento personale dello Stato, composto da soggetti fisici: i cittadini.


I cittadini sono tutti quei soggetti che sono legati alla Stato tramite un rapporto giuridico che si
chiama cittadinanza. Se io non ho questo rapporto con lo Stato, io sono uno straniero.

MODI DI ACQUISTO DELLA CITTADINANZA

1 DIRITTO DI SANGUE: se mio padre e mia madre sono italiani, io sono italiano perché tramite il
diritto di sangue io eredito la cittadinanza italiana.
2 DIRITTO DI LUOGO: si diventa cittadini dello Stato in cui si nasce. Se io nasco in Italia, di
conseguenza sono cittadino italiano. Ma se io nasco in Francia sono comunque cittadino italiano
(in questo caso entra in gioco il diritto di sangue)
Esempio di diritto di luogo: padre e madre sono cittadini di uno Stato estero. Se il loro figlio nasce,
ad esempio, in Italia e lo Stato di cui sono cittadini non concede la cittadinanza al loro figlio,
allora grazie al diritto di luogo il figlio della coppia riceve la cittadinanza italiana.
3 PREVISIONI DI LEGGE: norme giuridiche che prevedono che la cittadinanza si possa
acquistare in un secondo momento. Le previsioni di legge stabiliscono i possibili casi in cui la
cittadinanza può essere acquistata in un secondo momento.
-matrimonio fra italiano e straniero: lo straniero può diventare immediatamente cittadino italiano
a patto che egli dimori sin da subito in Italia, oppure in un secondo momento (dopo averne fatto
richiesta).
-soggiorno dello straniero: dopo 10 anni che lo straniero ha dimora fissa in Italia, egli può
diventare cittadino italiano ed ottenere, quindi, la cittadinanza. In molti, però, possono ricevere
delle agevolazioni sull’ottenimento della cittadinanza e se, ad esempio, uno straniero è figlio di un
emigrato italiano, lui può ricevere la cittadinanza dopo un periodo di 3 anni (ma comunque la
dimora deve essere fissa in Italia).
-naturalizzazione dello straniero: in questo caso la cittadinanza viene concessa solo in presenza di
particolari condizioni.
Ad esempio la cittadinanza è concessa ad uno scienziato straniero che ha collaborato con la
Ricerca Italiana o può essere concessa per meriti sportivi (o per meriti di studio) ecc. ecc.

Nell’Unione Europea non posso essere contemporaneamente cittadino di più Stati, ma se io


richiedo di avere più cittadinanze contemporaneamente (e la mia richiesta non viene rifiutata dagli
Stati di cui ne chiedo la cittadinanza) allora io posso essere cittadino di più stati nello stesso
momento. L’Unione Europea vieterebbe questa cosa, ma non lo fa esplicitamente perché uno dei
principi morali dell’UE è quello secondo il quale oltre ad essere cittadini nazionali, noi siamo
anche cittadini dell’Unione Europea.

MODI DI PERDITA DELLA CITTADINANZA

Lo straniero può essere espulso dal paese ospitante qualora non rispetti il codice civile e morale di
tale Stato. Il cittadino di uno Stato non può essere espulso dal proprio paese nemmeno qualora si
presenti una grave violazione del codice civile e morale di tale stato.

DIFFERENZE TRA CITTADINO E STRANIERO

Cittadino Straniero

Diritti di libertà, salute,


istruzione, informazione,
manifestazione del STESSI DIRITTI
pensiero, cure mediche
ecc. ecc

Diritti politici: Lo straniero non ha gli


partecipare attivamente stessi diritti politici
alla vita dello Stato perchè non partecipa
esercitando, ad esempio, attivamente alla vita
il diritto di voto o il dello Stato (es. non
diritto di assumere il esercita il diritto di
ruolo di carica pubblica voto)
ecc. ecc.

Doveri: il cittadino è
tenuto a rispettare i suoi Lo straniero ha il
doveri. Fino a poco dovere di rispettare il
tempo fa era dovere del codice civile e morale
cittadino intraprendere dello Stato che lo
un periodo in una ospita.
accademia militare.

POPOLAZIONE: è un concetto statistico e mi indica il numero di persone che in un preciso


momento si trovano all’interno di uno Stato. Il concetto di popolazione è diverso dal concetto di
popolo che invece può definire, in generale, un gruppo specifico di esseri umani che possiedono
caratteristiche comuni, come lingua, cultura, religione o nazionalità.
Nel caso della nazionalità, il gruppo può essere una nazione.
Per alcuni, popolo, è semplicemente l'insieme dei cittadini di uno Stato anche se più correttamente
si dovrebbe usare il termine popolazione, che è l'insieme di persone fisiche residenti nel territorio
di uno stato.

NAZIONE: (dal latino natio, "nascita", derivato da nasci, "nascere") è un raggruppamento di


persone che hanno in comune la lingua, la cultura e, normalmente, l'etnia.

TERRITORIO

Non esiste un minimo di superficie che uno Stato deve occupare con il suo territorio ( vedi la Cina
che ha un territorio vastissimo in confronto a quello dello Stato del Vaticano. Anche se uno è
enormemente più grande dell’altro, entrambi sono degli Stati regolati dalle proprie norme
giuridiche).

CONFINI TERRITORIALI

-Naturali: mari, catene montuose, fiumi ecc. ecc.


-Artificiali: confini topografici, non presenti fisicamente sul territorio.

ELEMENTI TERRITORIALI

SOTTOSUOLO: è territorio dello Stato fino alla profondità in cui lo Stato riesce a sfruttarne le
proprietà (al massimo fino a 2000/3000 metri di profondità).
SPAZIO AEREO: tutta la colonna d’aria, al di sopra della crosta terrestre, delimitata dai confini.
L’altezza dello spazio aereo è territorio dello Stato fino all’altezza in cui quest’ ultimo non ha
interesse ad escludere opera altrui.
MARE TERRITORIALE: è considerato territorio dello Stato dalla linea di bassa marea (dalla
costa) fino a 12 miglia marine (22 Km a largo). Oltre questo limite di 12 miglia marine, le acque
non sono più territorio nazionale ma internazionale.

PROBLEMI SUL TERRITORIO:

Delle NAVI e degli AEREI:

-Militari: in qualsiasi luogo si trovi o la nave o l’aereo, questa/o è soggetto al diritto nazionale.
-Civili, Mercantili, Passeggeri: sono soggette al diritto presente nel luogo in cui si trovano ma a
bordo si è comunque soggetti al diritto della propria nazione d’ appartenenza.

AMBASCIATA: è il posto in cui si trova l’ambasciatore, colui che rappresenta il proprio Stato
negli Stati esteri. Ciò che accade all’interno di una ambasciata non è soggetto al diritto presente
nello Stato in cui è situata quest’ ultima. Si dice quindi che l’ambasciata gode di extraterritorialità.
All’interno di una ambasciata non si possono compiere atti di polizia o di perquisizione.
CONSOLE: colui che si occupa della tutela dei cittadini appartenenti al suo Stato, che in quel
momento si trovano all’estero. Proprio in funzione del suo operato, il Console non può essere
soggetto ad atti di polizia o di perquisizione.
SOVRANITA’ DELLO STATO

Uno Stato nasce dal momento in cui si crea, si genera una sua sovranità. Quando un popolo
prende la decisione di vivere secondo delle norme giuridiche, da quel momento lo Stato nasce. Si
dice che la sovranità di uno Stato è originaria (quando lo Stato si munisce di norme giuridiche).
Uno Stato esiste anche se gli altri Stati possono non riconoscerlo come tale (es. L’Iran non
riconosce Israele come uno Stato).
La sovranità è l’elemento formale dello Stato. Lo Stato è sovrano perché ha tre principali poteri:

POTERE LEGISLATIVO (parlamento): è lo Stato che stabilisce il suo diritto e quindi le norme
giuridiche che lo regolano.
POTERE ESECUTIVO (governo): è lo Stato che individua e cerca di perseguire quegli obbiettivi
pubblici, legati agli interessi della collettività
POTERE GIUDIZIARIO (magistratura): è lo Stato che fissa delle regole; chi non le rispetta è
perseguibile penalmente e paga le conseguenze del mancato rispetto di tali regole tramite il potere
affidato alla magistratura.

La sovranità è il potere che lo Stato ha di imporre categoricamente il proprio diritto a tutti i suoi
cittadini.

ORGANI DELLO STATO

Strumenti mediante i quali lo Stato persegue i suoi obbiettivi. Gli organi possono essere:

-MONOCRATICI: se l’organo è composto da un solo soggetto e la volontà dell’organo


corrisponde alla volontà del soggetto che lo compone.
-COLLEGIALI: se l’organo è composto da più soggetti è la volontà dell’organo è la sintesi delle
volontà dei soggetti che lo compongono.

-SEMPLICI: se i soggetti che compongono un organo non sono organi a loro volta.
-COMPOSTI: se i soggetti che compongono un organo sono organi a loro volta.

-RAPPRERSENTATIVI: quando un organo rappresenta il popolo (e quindi quando il popolo elegge


quell’ organo tramite il diritto di voto). Se quell’organo elegge a sua volta un altro organo, tale
organo è comunque sempre riconducibile alla volontà del popolo.
-BUROCRATICI: quando il potere attribuibile a un organo non deriva dalla volontà del popolo ma
dalla nomina da parte di un altro organo (e quindi quando l’organo non è riconducibile alla
volontà del popolo)

-POLITICI: un organo è politico dal momento in cui va alla ricerca di quelli che lo Stato considera
gli obbiettivi pubblici da perseguire (es. giunta comunale).
-ESECUTIVI: un organo è esecutivo quando si limita ad attuare, eseguire le decisioni prese
dall’organo politico (es. capo ufficio tecnico).
COSTITUZIONE

Legge fondamentale di uno Stato, che regola i diritti dei cittadini, i poteri e le funzioni degli organi
pubblici, la struttura amministrativa del paese, ecc. Ogni Stato ne ha una. La Costituzione può
essere classificata secondo i vari casi sotto elencati:

-FORMALE: quando facciamo riferimento al documento in cui sono descritte le norme giuridiche
che riguardano esclusivamente la struttura e il funzionamento dello Stato (sono le 139 n.g varate il
1 gennaio 1948).
-SOSTANZIALE: quando facciamo riferimento a tutte le altre norme giuridiche riguradanti la
struttura e il funzionamento dello Stato varate dopo il 1 gennaio del 1948.
-VOTATA: quando la costituzione è frutto della volontà del popolo ed è da egli votata.
-CONCESSA: quando (nella monarchia) il monarca concede (e quindi quando stabilisce lui le
regole) la costituzione al proprio popolo senza tenere conto della sua volontà. In questo caso la
costituzione prende il nome di statuto.
-RIGIDA: quando le norme giuridiche contenute nella costituzione non possono essere cambiate se
non attraverso un lunghissimo e complicatissimo processo.
-FLESSIBILE: quando le norme giuridiche contenute nella costituzione possono essere cambiate
(anche velocemente).
-LUNGA: quando le norme giuridiche contenute nella costituzione mi descrivono in modo più che
completo il funzionamento e i principi fondamentali dello Stato.
-BREVE: quando le norme giuridiche contenute nella costituzione restano nell’ambito generale e
non entrano direttamente nello specifico.

FORME DI STATO

APPARTENENZA DELLA SOVRANITA’

Dalla diversa combinazione di POPOLO, TERRITORIO e SOVRANITA’ derivano le seguenti


forme di Stato:

-MONARCHIA: il monarca è titolare del potere se:


- questo gli è stato donato direttamente da Dio (diritto divino);
- il potere deriva dal popolo (attraverso il voto).
- il padre monarca trasmette il potere monarca al suo primo erede (legittimità)
Il monarca è comunque il solo titolare del potere indipendentemente dal modo in cui lo ha ricevuto.
-MONARCHIA RAPPRESENTATIVA: il monarca non è più il solo titolare del potere ma il potere
comincia ad essere diviso tra il monarca e i rappresentanti del popolo.
-REPUBBLICA ARISTOCRATICA OLIGARCHICA: il potere appartiene al popolo ma solamente
ad una parte di esso. Il potere è nelle mani di pochi (oligos  pochi) ovvero di coloro che hanno
una ricchezza.
-REPUBBLICA DEMOCRATICA: il potere appartiene a tutto il popolo senza fare distinzioni di
sesso, stato economico ecc. ecc.
Nella repubblica democratica si è verificato per la prima volta (nel 1946) il Suffragio Universale
ovvero il processo mediante il quale tutti (uomini e donne, ricchi e poveri) hanno potuto esercitare
il diritto di voto.

FUNZIONI DELLO STATO

1 STATO PATRIMONIALE: tutti i soggetti, i beni, i territori, sono di proprietà di chi governa(e
quindi del re o del duca o del conte e così via).
La persona è di proprietà dello Stato, è considerata come un oggetto e quindi come tale non ha
nessun diritto ma ha solamente il dovere di fare tutto in funzione di chi ha il potere.
2 STATO ASSOLUTO: il potere appartiene a pochi e coloro che lo hanno lo sfruttano a loro
vantaggio. La persona comincia ad avere dei diritti (ma solo di natura privata. Es. se io sono
proprietario di un terreno, posso sfruttralo a mio piacimento senza rendere conto a nessuno).
3 STATO DI POLIZIA: lo Stato comincia a considerare il cittadino ma è lui e solo lui che stabilisce
quali sono i bisogni del cittadino.
Lo Stato individua i bisogni dei cittadini e cerca di soddisfarli, ma senza interpellare direttamente
il cittadino.
4 STATO LIBERALE: il potere si ripartisce tra potere ESECUTIVO (governo), LEGISLATIVO
(parlamento), GIUDIZIARIO (magistratura) e la persona, oltre che di diritti privati, comincia a
munirsi di diritti pubblici e quindi comincia a partecipare attivamente alla vita dello Stato
(comincia a decidere per il suo bene).
-STATO SOCIALE: lo Stato si pone come obbiettivo primario il benessere (economico, materiale,
culturale, spirituale ecc. ecc.) del cittadino. Tutto quello che lo Stato fa, lo fa in funzione del
cittadino.

ARTICOLAZIONI DEL POTERE

-SEMPLICE UNITARIO: quando lo Stato è formato da 1 solo popolo, 1solo territorio e ha 1 sola
sovranità.
-COMPOSTO: quando uno Stato (federale) ha dei sotto-Stati (stati federati) sotto il suo controllo
(America).
-STATO CONFEDERALE: è un’alleanza tra diversi Stati (es. Svizzera i Cantoni).

ITALIA

-REPUBBLICA DEMOCRATICA REGIONALE: è una repubblica che si divide in tante particelle


denominate regioni.
-STATO SOCIALE: pone come obbiettivo primario il benessere del cittadino. Si basa sul principio
di uguaglianza (si impegna a rimuovere attraverso delle leggi gli ostacoli che impediscono
l’uguaglianza); si basa su:
- DIRITTI INVIOLABILI: neppure lo Stato li può vietare o limitare e quindi pongono un limite alla
stessa funzione dello Stato.
- DOVERI INDEROGABILI: quei diritti che neppure lo Stato può vietarmi dall’adempiere (es. lo
Stato non può vietarmi derogarmi o esentarmi dal pagare le imposte)

FORME DI GOVERNO

Con l’espressione forma di governo si intende il rapporto tra il popolo e i poteri, specialmente tra
popolo e potere esecutivo / legislativo.

FORMA DI GOVERNO COSTITUZIONALE PURA (MONARCHIA:


La monarchia costituzionale è la forma di governo che si afferma nel passaggio dallo Stato
assoluto allo Stato liberale, una forma "attenuata" di monarchia nella quale il sovrano è
controllato, più o meno efficacemente, da altri organi dello Stato in base ad una costituzione o
leggi e usanze equivalenti (come in Gran Bretagna). Di solito ciò implica che esista un parlamento
che legifera e un governo sottoposto ad esso. La monarchia costituzionale si caratterizza per la
netta separazione dei poteri tra il Governo eletto dal Re ( Potere Esecutivo) ed il Parlamento
(Bicameralismo) composto da Camera Alta con soggetti eletti dal Re e Camera Bassa con soggetti
eletti da popolo (Potere Legislativo).In Italia la monarchia sabauda divenne costituzionale con
Carlo Alberto (1848, la Costituzione del Regno di Sardegna prese il nome di Statuto albertino). Lo
stesso "Statuto" fu poi costituzione del Regno d'Italia dal 1861 fino al 1946, anno nel quale l'Italia
divenne una repubblica.

FORMA DI GOVERNO PRESIDENZIALE:


E’ il tipo di governo presente tutt'ora negli USA. C'è un presidente eletto dal popolo,è a capo del
Governo,nomina i Ministri ed ha Potere Esecutivo ed in se ha i poteri del nostro presidente del
consiglio e presidente della repubblica. Viene eletto ogni 4 anni e il parlamento non può fargli
dare le dimissioni, in nessun modo. Il presidente non può sciogliere il parlamento e non può indire
elezioni anticipate, e tutto ciò che fa deve essere approvato dal parlamento.Il Parlamento eletto dal
popolo che ha Potere Legislativo.

FORMA DI GOVERNO SEMI-PRESIDENZIALE:


Nel sistema del governo Francese detto Repubblica Semipresidenziale o Semipresidenzialismo, il
Governo si trova a dipendere dalla fiducia di due organi designati da due differenti consultazioni
elettorali, il Presidente della Repubblica e il Parlamento. Il Primo Ministro viene perciò nominato
dal Presidente, ma necessita, insieme al resto del suo esecutivo, della fiducia parlamentare.

Questa forma di governo è caratterizzata dai seguenti punti:

1. l'elezione del Presidente della Repubblica avviene con voto popolare distinto ed autonomo
rispetto a quello del parlamento.
2. il potere esecutivo è condiviso con il primo ministro che però può essere scelto e revocato
dal capo di Stato.
3. l'elezione popolare fa sì che il Presidente della Repubblica non sia sfiduciabile dal
parlamento. Il primo ministro ed il governo possono essere sfiduciati dal parlamento e
revocati dal presidente.
4. lo scioglimento del parlamento da parte del Presidente della Repubblica avviene nei limiti
costituzionali.

Gli obiettivi di questa forma di governo sono la diminuzione della rigidità del sistema
presidenziale, senza i problemi legati alla partitocrazia (che sovente sorgono quando non si
raggiunge una maggioranza forte). Questo sistema fa sì che il presidente abbia la possibilità di
indirizzare politicamente il governo e non essere solo un garante al di sopra delle parti.

FORMA DI GOVERNO PARLAMENTARE:


E’ il nostro tipo di governo. Il popolo elegge direttamente solo il parlamento, che ha il potere
legislativo e si deve fidare del governo. Se il governo non ha la fiducia del parlamento si deve
dimettere. Il governo detiene il potere esecutivo e viene eletto dalla maggioranza parlamentare. La
maggioranza parlamentare è il partito o la coalizione di partiti che vince le apposite elezioni. Poi
c'è il presidente della repubblica, che direttamente non ha nessuna funzione (esecutiva o
legislativa), però può sciogliere il parlamento, indire elezioni anticipate, deve vigilare sul rispetto
della Costituzione e rappresentare l'unità nazionale.

FORMA DI GOVERNO DIRETTORIALE:


La forma di governo direttoriale è un sistema istituzionale in cui un collegio composto da più
persone funge da Capo dello Stato e del Governo.Il popolo elegge il Parlamento (Potere
Legislativo) che a sua volta elegge il Direttorio (Potere Esecutivo) e le persone che compongono
tale collegio eleggono il Presidente dello Stato. Tale forma di governo, il cui primo esempio è
rappresentato dal Direttorio francese del 1795, è attualmente adottata soltanto dalla Svizzera tanto
a livello federale quanto per i singoli Cantoni membri della Confederazione. Solo a livello
cantonale però l’esecutivo è eletto direttamente dal popolo. Nel passato, tale sistema costituzionale
fu adottato soltanto in Uruguay nel 1917 e nel 1951, ma in ambo i casi non rimase in vigore che
per un breve lasso di tempo.

DIRITTO (ACCORDI TRA STATI)

-INTERNO

-INTERNAZIONALE: si definiscono Diritti Internazionali gli accordi fra Stati aventi propri
Diritti Interni.

I Diritti Internazionali si determinano in cinque fasi:

1. TRATTATIVE TRA GOVERNI (tempo indeterminato)

2. I GOVERNI FIRMANO UN ACCORDO (accordo tra i governi)

3. ACCORDO ESAMINATO DAL PARLAMENTO

4. SE L’ACCORDO E’ ACCETTATO VIENE RATIFICATO DAL PRESIDENTE DELLA


REPUBBLICA

5. SCAMBIO DELLE RATIFICHE - se tutti gli Stati ratificano il trattato allora esso entra in atto.

- se gli Stati interessati sono pochi non entra in atto il trattato


sino a quando tutti gli stati non l’avranno ratificato.

- se gli Stati sono molti allora nel trattato si stabilisce quanti


dovranno essere gli Stati minimi che devono firmare per
attuare l’accordo.

L’ONU

Organizzazione internazionale basata sul reciproco riconoscimento della sovranità di ciascuno


degli stati membri; i suoi scopi sono quelli di mantenere la pace e la sicurezza internazionale,
sviluppare relazioni amichevoli tra le nazioni, promuovere la cooperazione in materia economica,
sociale e culturale, e favorire il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Gli stati
membri si impegnano a risolvere le controversie in modo pacifico, ad astenersi dall’uso della
forza, a sostenere le iniziative dell’ONU e ad agire conformemente al suo programma. Questi sono
gli obbiettivi principali dell’ONU:
-mantenere la pace e la sicurezza internazionale;
- promuovere la soluzione delle controversie internazionali e risorlvere pacificamente le situazioni
che potrebbero portare ad una rottura della pace;
- sviluppare relazioni amichevoli tra le nazioni sulla base del rispetto del principio di uguaglianza
tra gli Stati e l'autodeterminazione dei popoli;
- promuovere la cooperazione economica e sociale;
- promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali a vantaggio di tutti gli
individui;
- promuovere il disarmo e la disciplina degli armamenti;
- promuovere il rispetto per il diritto internazionale e incoraggiarne lo sviluppo progressivo e la
sua codificazione.

ORGANIZZAZIONE DELL’ONU (MONDIALE)

ASSEMBLEA GENERALE:
Organo in cui sono rappresentati tutti gli Stati facenti parte dell’ONU. Tutti gli Stati hanno un
rappresentante. E’ l’unico luogo della terra in cui hanno voce tutti gli Stati, dove anche i paesi più
piccoli hanno l’importanza di quelli più grandi. E’ solo un luogo di discussione perché l’Assemblea
Generale non può prendere alcun tipo di decisione.

CONSIGLIO DI SICUREZZA:
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è l'organo che ha maggiori poteri delle Nazioni Unite,
avendo la competenza esclusiva a decidere contro gli stati colpevoli di aggressione o di minaccia
alla pace. Si riunì per la prima volta il 17 gennaio 1946 a Londra. Le decisioni del Consiglio
necessitano di una maggioranza di almeno nove dei quindici membri e di tutti i cinque membri
permanenti. Il Consiglio è composto da cinque membri permanenti e dieci membri non-permanenti
eletti fra i paesi membri delle Nazioni Unite. Ogni anno l'Assemblea Generale elegge cinque
membri non-permanenti che restano in carica per due anni. Un rappresentante di ogni paese
membro deve essere costantemente presente presso la sede in modo che il consiglio possa riunirsi
in ogni momento.

SEGRETARIO GENERALE:
E’ in carica 5 anni, è una figura importantissima perché rappresenta l’ONU e mette un pratica,
attua le decisioni del Consiglio di Sicurezza.

CORTE DI GIUSTIZIA:
Ha sede all’Aia, in Olanda, ed è composta da quindici giudici nominati per nove anni
dall’Assemblea generale e dal Consiglio di sicurezza; essa esamina i casi che le sono sottoposti dai
membri delle NU; su richiesta dell’Organizzazione o delle sue agenzie, la Corte rilascia pareri non
vincolanti.

CEE (COMUNITA’ ECONOMICA EUROPEA)

CREAZIONE:

1951- All’indomani della Seconda Guerra Mondiale Sei Stati decisero di unirsi creando la
CECA (COMUNITA’ ECONOMICA DEL CARBONE E DELL’ACCIAIO) superando in
questo modo i nazionalismi costruendo assieme un nuovo modo per superare unitariamente i
problemi. La CECA dà risultati molto positivi dimostrando così l’efficacia dell’unitarietà.
1957- Il 25 Marzo la CECA diventa così la CEE si forma inoltre la MEC (MERCATO EUROPEO
COMUNE) volto a togliere le dogane tra i paesi della CEE. Nasce l’ EURATOM
(COMUNITA’ EUROPEA dell’ENERGIA ATOMICA) cooperativa che mira all’utilizzo di
energia rinnovabile in questo caso quella ATOMICA.

1987- Viene fatto l’ ATTO UNICO EUROPEO Lo scopo principale di questo trattato è quello di
incrementare l'integrazione fra i paesi della Comunità. L'obiettivo è quindi quello di passare
ad un mercato interno europeo in cui i paesi della Comunità possano far circolare
liberamente mano d'opera, merci, servizi e capitali. Con l'Atto unico europeo si è cercato
anche di introdurre nuove regole decisionali degli organi comunitari per evitare che un solo
paese possa bloccare il progresso di tutta la Comunità. Comunità che introduce nuove aree di
espansione: l'ambiente, la coesione, la ricerca e lo sviluppo tecnologico. L'Atto unico
europeo delinea, inoltre, il futuro progetto di Unione economica e monetaria. Inoltre la CEE
oltre ad essere una comunità economica diventa anche politica. Viene creata la Cooperazione
Politica Estera avente un solo ministro a rappresentare ogni Stato.

1992- Il 7 febbraio i dodici Stati appartenenti alla CEE firmano il Trattato di Maastricht in
questo trattato la CEE,l’ EURATOM e la CECA vengono riunite nella CE (Comunità
Europea).

1993- Il trattato entra in vigore l’ 1 novembre si crea così la CE e l’ UE (UNIONE EUROPEA)


un’organizzazione totalmente nuova priva di precedenti. Nasce inoltre la PESC (POLITICA
ESTERA e di SICUREZZA COMUNE) la quale sostituisce la Comunità Politica Europea.

AMPLIAMENTO TERRITORIALE:

1957- Sei Stati: ITALIA – FRANCIA – BELGIO – LUSSEMBURGO – OLANDA - GERMANIA

1973- Si aggiungono: GRAN BRETAGNA – DANIMARCA – EIRE

1981- Si aggiunge la GRECIA

1986- Si aggiungono: PORTOGALLO – SPAGNA

1995- Si aggiungono: FINLANDIA – SVEZIA – AUSTRIA

2004- Si aggiungono: LITUANI – ESTONIA – LETTONIA – REPUBBLICA CECA –


SLOVACCHIA
– SLOVENIA – POLONIA – CIPRO – MALTA – UNGHERIA

2007- Si aggiungono: ROMANIA – BULGARIA

U.E. e il TRATTATO di MAASTRICHT

L’U.E. è una forma di collaborazione tra Stati nasce l’1 novembre 1993 con l’entrata in vigore del
trattato.

Organi facenti parte dell’UE:


- C.E. (Comunità Europea)

- P.E.S.C. : con l’abolizione delle dogane, all’interno dell’Europa, merci persone e capitali
possono circolare liberamente e per la salvaguardia di scambi e di traffici nasce la
PESC.

- C.G.A.I. : questa organizzazione nasce con l’obbiettivo di creare omogeneità tra tutti i diritti
di ogni Stato in modo da creare un diritto omogeneo.

- U.M : (Unione Monetaria) prima della nascita dell’U.E. ogni Stato aveva una propria moneta
ma
successivamente essa diventa unica perché con monete diverse sarebbe stato un
disagio economico con la conseguenza inoltre di rallentamenti degli scambi.

EURO

La scelta del nome da dare alla moneta unitaria è stata molto discussa infatti in origine l’EURO
doveva chiamarsi E.C.U. ma si è pensato successivamente di trasformarlo in SCUDO come la
moneta usata nel medioevo ed infine in EURO come abbreviazione di Europa.

TRATTATO di MAASTRICHT

Oltre alla creazione dell’U.E.,con il trattato di Maastricht,avviene:

- un rafforzamento dei poteri del PARLAMENTO EUROPEO che sino al ’92 non aveva poteri
deliberativi ma con Maastricht viene concessa la FIDUCIA ALLA COMMISIONE.

- la nascita della CITTADINANZA EUROPEA cioè i cittadini oltre ad avere la cittadinanza della
propria nazione hanno anche la cittadinanza europea ( se in un paese extra U.E. non ci fosse
l’ambasciata o il consolato ad es. italiano io essendo cittadino europeo posso essere tutelato dai
consolati o ambasciate europee presenti sul territorio in cui io mi trovo ).

- l’ ufficializzazione del CONSIGLIO EUROPEO cioè i Capi di Stato e dei Capi di Governo di
ogni nazione facente parte dell’U.E. ogni sei mesi si riuniscono fissando nuove mete fino ai
prossimi 6 mesi.

- il PRINCIPIO della SUSSIDIARIETA’ che da competenze sempre maggiori all’U.E. quando


avvengono dei rapporti tra più Stati in questo modo il potere nei rapporti tra Stati tende
progressivamente a diminuire nei confronti degli stessi Stati interessati mentre aumenta quello
dell’U.E.

TRATTATO DI AMSTERDAM

Nell’ ottobre del 1997 avviene il Trattato di Amsterdam il quale entra in vigore nel 1999. Da
questo trattato scaturiscono:
- Cooperazioni rafforzate: all’epoca i paesi membri erano 15 e tutti molto diversi far loro,essi
essendo consapevoli della futura espansione a 25 stabiliscono che alcuni Stati potranno studiare
delle cooperazioni escludendo da esse altri Stati andando a creare così una sorta di
differenziazione tra di essi, volgarmente chiamati Stati di serie a e Stati di serie b.( L’ idea non
viene sfruttata pienamente).

- Consolidamento del funzionamento dell’organizzazione dell’unione: consolidamento degli organi


e competenze dell’unione.

TRATTATO DI ROMA

Nel 2004 i 25 Stati membri decidono di scrivere una nuova Costituzione Europea che vada bene
per ben oltre il 2050 (leggi,norme e basi della cost. europea).Il problema si presenta quando deve
avvenire la ratifica della costituzione infatti alcuni paesi come Francia e Danimarca si rifiutano di
ratificarla e tutte le procedure si fermano e si creano due possibili orientamenti:

- Scrivere una nuova Costituzione per mettere d’accordo tutti i paesi ma chiedendosi quanto tempo
ci voglia per far tutto ciò.

- Apportare alcune modifiche seguendo piccole indicazioni dei paesi che sino ad ora non l’hanno
ratificata.

ORGANI

- PARLAMENTO: unico organo rappresentativo eletto ogni 5 anni a suffragio universale,ha sede
a Strasburgo e ogni 5 anni i cittadini eleggono i rappresentanti (eurodeputati) i quali si
collocheranno in vari partiti europei. Inoltre il Trattato di Roma vuol dare più poteri al
parlamento.

- CONSIGLIO: si riunisce a Brucelle,ha poteri,se il consiglio deve prendere delle decisioni su


determinate materie i rappresentanti di quest’ ultime si riuniscono fra loro. Il presidente cambia
ogni 6 mesi e cambia in base all’ordine alfabetico.
Il Consiglio ha il potere: - Del Coordinamento delle Politiche Nazionali ( in modo che ogni Stato
debba perseguire lo stesso obbiettivo).

- Normativo cioè approva regolamenti (tutti gli Stati) e le direttive


(singoli Stati).

- COMMISSIONE: è l’organo che ha subito più modifiche dopo il trattato di Maastricht ed è


l’organo che attua tutte le decisioni all’interno dell’unione.

Presidente: Viene scelto dall’intesa degli Stati membri, egli si presenta nel parlamento illustrando i
suoi obbiettivi. Se il Presidente riceve la fiducia dal Parlamento allora dovrà nominare i
Commissari (scelti in base alle competenze e in base all’importanza degli Stati) e attribuite le
cariche tutta la Commissione dovrà ricevere la fiducia dal Parlamento.

Funzioni della Commissione: - Iniziativa Normativa propone progetti di regolamenti e direttive che
il Consiglio approverà o meno.
- Esecutiva esegue quelle direttive e regolamenti.

- CORTE dei CONTI: è l’organo che si occupa della salvaguardia del patrimonio dell’U.E. ,ogni
Stato facente parte dell’ U.E. versa ad essa dei contributi i quali diverranno dei finanziamenti
offerti dall’Unione Europea ai paesi membri.

- CORTE di GIUSTIZIA: è l’organo che giudica il rispetto dei trattati,delle regole e delle direttive.
Se uno Stato non dovesse rispettare tutto ciò,allora la Corte potrebbe richiamarlo,sanzionarlo o
addirittura sospenderlo dall’U.E.

REPUBBLICA

Il popolo mediante il voto decide e sceglie la DEMOCRAZIA che potrà essere:

- DIRETTA: il popolo decide tutto ciò che riguarda lo Stato in merito di opere collettive (max 2000
persone).

- INDIRETTA: il popolo elegge dei suoi rappresentanti,essi dovranno decide tutto ciò che riguarda
le opere fatte dallo Stato. Non si esclude che alcune decisoni vengano direttamente prese dal
popolo.

Le decisioni del popolo si basano sul Diritto Politico,partecipando attivamente alla vita dello Stato
mediante: Voto (elezioni), Referendum (si vota su qualcosa di concreto), Iniziativa Legislativa
(popolo chiede al Parlamento di formula n.g.) e Petizione (richiesta popolare affinché il
parlamento esamini e risolva problematiche).

DIRITTO di VOTO

Con il voto io decido,scelgo ed espongo le mie idee e opinioni. Il voto è un diritto personale ed è
inseparabile dalla persona,cioè solo io lo posso esercitare.

Il voto è:

- EGUALE: i voti sono uguali fra tutti,hanno lo stesso valore indipendentemente dai votanti.

- LIBERTA’: tutti i voti hanno lo stesso peso e il cittadino decide come e in che modo votare. Il
cittadino decide: - Se andare a votare o non andare a votare.
- In che modo votare (scheda bianca, scheda votata, scheda nulla).

- SEGRETO: nessuno può sapere come ho votato, solo io lo posso sapere.

- DOVERE CIVICO: è il dovere di responsabilità di partecipazione.

- LIMITAZIONI: - età differenziate in base al voto.


- capacità di intendere e di volere (non può votare).
- come conseguenza della condanna penale (non può votare chi ha più di 5 anni
di carcerazione).
REFERENDUM

Il popolo vota per prendere una decisione, il referendum può essere: ABROGATIVO (abrogare
leggi e normative), COSTITUZIONALE (modifica della costituzione) e VARIAZIONI
TERRITORIALI (spostamento di comuni in altre regioni).

- ABROGATIVO: il popolo mediante il referendum vota l’abrogazione di leggi e norme

Il referendum abrogativo si divide in più fasi:

- INIZIATIVA: il referendum viene chiesto da 500.000 elettori o da 5 consigli Regionali.

- CONTROLLO DELLA LEGITIMMITALITA’: controllo dalla CASSAZIONE presso un giudice, 5


giudici fanno parte dell’ UFFICIO CENTRALE DEL REFERENDUM i quali controllano tutte le
firme degli elettori.

- CONTROLLO DI AMMISSIBILITA’: la Corte Costituzionale controlla la materia, alcune materie


non possono essere sottoposte a Referendum: Legge Tributaria, Legge di Bilancio, Armistia e
Indulto e Rattifica Trattati Internazionali. La Corte Costituzionale controlla anche il quesito del
Referendum cioè la domanda sottoposta agli elettori, la domanda deve essere precisa, non deve
trarre in inganno e non deve essere contraddittoria. Se dovesse esserlo il referendum verrebbe
annullato.

- INDIZIONE DEL REFERENDUM: il Presidente stabilisce il giorno della votazione sotto


proposta del CONSIGLIO DEI MINISTRI.

- VOTAZIONE: quorum - di partecipazione: la metà più uno degli elettori devono votare.
- di voto: scrutinio - votazione SI viene abrogata la n.g.
- votazione NO non viene abrogata la n.g.

Tre o quattro giorni dopo il referendum, il MINITRO dell’INTERNO pubblica l’esito della
votazione sulla gazzetta ufficiale.

PARLAMENTO

Si divide in due tipi:

- MONOCAMERALE

- BICAMERALE: si divide - CAMERA DEI DEPUTATI eletta dal popolo


- SENATO DELLA REPUBBLICA eletto dal popolo

In Italia, il Parlamento è Bicamerale perché è nato come eredità della Monarchia che era
composta da Camera dei Deputati del Regno (nominata dal popolo) e dal Senato del Regno
(nominato dal re).Il nostro Bicameralismo è perfetto in quanto entrambi i rami del parlamento
svolgono le stesse mansioni.
- CAMERA: 630 persone di cui - 618 eletti dagli italiani in Italia
- 12 eletti dagli italiani all’estero
Gli elettori: ELETTORATO ATTIVO coloro che hanno diritto di voto (più di 18 anni).
ELETTORATO PASSIVO coloro che possono essere votati (più di 25 anni).

SISTEMA ELETTORALE DELLA CAMERA: si individua un quoziente 58.000.000 / 618 e con


proporzioni matematiche si individua il rapporto tra deputati e il numero dei voti che dovrebbero
ricevere.

- SENATO: 315 persone - 309 eletti dagli italiani in Italia


- 6 eletti dagli italiani all’estero
- Senatori a Vita max. 10 o 11
Gli elettori: ELETTORATO ATTIVO coloro che hanno diritto di voto (più di 25 anni).
ELETTORATO PASSIVO coloro che possono essere votati (più di 40 anni).

SISTEMA ELETTORALE: rappresentanti eletti minimo 7 per tutte le regioni tranne Molise 2 e
Valle d’Aosta 1.

Il Senato oltre ad avere i Senatori eletti dal popolo hanno anche i Senatori a Vita che sono i
precedenti Presidenti della Repubblica che hanno terminato il loro mandato di 7 anni.
I Senatori eletti dal Presidente della Repubblica sono solitamente 5 persone che abbiano grandi
meriti sociali. Dalla presidenza Pertini i 5 Senatori devono essere eletti da ogni presidente
arrivando oggi a 14, in precedenza erano massimo 5.

Camera e Senato in alcuni casi lavorano assieme cioè in Seduta Comune (corso elettorale cioè
elezione Presidente della Repubblica ogni 7 anni, elezione Membri della Corte Costituzionale ogni
9 anni e elezione di una parte dei Membri del Consiglio Superiore della Magistratura ogni 4 anni.
Dirige il Presidente della Camera).

Deputati e Senatori rappresentano il popolo e in quanto tale hanno delle immunità (art. 67):

- IMMUNITA’ PARLAMENTARE: - INSINDACABILITA’: non potranno mai essere chiamati a


rispondere delle loro azioni nel momento
dell’attività rappresentativa del popolo.

- INVIOLABILITA’: Senza l’ autorizzazione della Camera


nessun membro di quest’ ultima potrà
essere perquisito, arrestato o in detenzione
tranne se venisse colto in flagranza
d’omicidio. Infine non possono essere
sottosposti ad intercettazioni.

I giudici che vogliono sottoporre a qualunque azione nei confronti di deputati o senatori devono
essere autorizzati dalla Camera o dal Senato.In questo modo si evita che i rappresentanti del
Parlamento vengano ostacolati da loro oppositori durante lo svolgimento del loro lavoro.
ORGANIZZAZIONE DELLA CAMERA E SENATO

Presidente - Vice Presidente - Segretari - Questori (volti a svolgere la sicurezza interna della
Camera e senato)

FUNZIONI DEL PARLAMENTO

- FUNZIONE LEGISLATIVA: legge - Ordinaria (fonte primaria)


- Revisione costituzionale (fonte costituzionale)
- Costituzionale (fonte costituzionale)

- FUNZIONE DI CONTROLLO:

- FUNZIONE DI CORPO ELETTORALE: il Parlamento si trasforma in un organo che nomina


altri
organi.

Il popolo elegge il Parlamento,esso elegge: il Presidente della Repubblica, una parte del CSM e
una parte dei giudici costituzionali .In questo caso le due parti del Parlamento (Camera e Senato)
si riuniscono in Seduta Comune e sempre in questo caso il Parlamento si trasforma in un organo
elettorale.

FUNZIONE LEGISLATIVA

- Leggi ordinarie: modificano o integrano la Costituzione e per essere approvate dal Parlamento
vi è il PROCEDIMENTO LEGISLATIVO ORDINARIO (art. 72).

- Leggi revisione costituzionale e leggi costituzionali: per queste leggi vi è il PROCEDIMENTO


LEGISLATIVO AGGRAVATO (art. 138).

Fasi del PROCEDIMENTO LEGISLATIVO ORDINARIO:

Prima Fase:

- FASE DELL’ INIZIATIVA: ogni Senatore o Deputato può scrivere un Progetto di Legge che è un
documento scritto con un titolo e contenuto da articoli.
Il Consiglio dei Ministri può fare un Disegno di Legge che è più chiaro del progetto.
Il Popolo composto da minimo 50.000 cittadini può presentare un progetto di legge su qualunque
argomento.
Il Consiglio Regionale può presentare un progetto di legge solo su argomenti riguardanti la
regione.
Il CNEL con rappresentanti imprenditoriali può presentare un progetto di legge solo un argomento
sull’ economia e il lavoro.
Seconda Fase:

- FASE DELL’ ESAME E APPROVAZIONE:

Il Presidente convoca l’aula (Senatori) nella fase di:

- DISCUSSIONE
- VOTAZIONE
- VOTAZIONE FINALE: - Senato boccia
- Senato approva: passa alla CAMERA DEI DEPUTATI che a sua volta
passa alla

COMMISSIONE IN SEDE REFERENTE

RELAZIONE

il Presidente convoca L’AULA DELLA CAMERA

DISCUSSIONE

VOTAZIONE (art. x art.)

VOTAZIONE FINALE (del tutto preso nella sua


globalità)

1. I testi devono essere identici.

2. Il testo è stato modificato cioè l’ EMENDAMENTO è


differente tra Camera e Senato, Il Presidente della Camera una volta approvato lo deve
rispedire al Senato per riscrivere, votare e riapprovare.

3. Il Senato riemenda il testo: la Camera dovrà riapprovare il


testo.

Se il testo viene subito approvato il tempo di attesa potrà essere di 2/3 settimane in caso contrario
potrebbero passare anche degli anni.

Il PROCEDIMENTO LEGISLATIVO può anche essere un PROCEDIMENTO ABBREVIATO:

Il progetto viene presentato al Senato, il Presidente decide di attuare il Proc. Abbreviato e presenta
il progetto alla COMMISSIONE in sede DELIBERANTE che decide se approvarlo o meno. Se esso
viene approvato allora viene posto alla Camera che lo presenta alla Commissione in sede
deliberante che decide se approvare o meno.
Per materie come Bilanci, Trattati Internazionali e modifiche alla Costituzione questo tipo di
procedura non può essere utilizzata.
Se il governo, 1/5 dei Senatori e 1/10 dei Membri della Commissione chiedono, un attimo prima
della votazione, che il testo venga analizzato in modo normale, allora si applicherà il
Procedimento Normale.

Terza Fase:

- FASE DELLA PROMULGAZIONE:

Il Presidente della Repubblica legge la futura legge e fa:

CONTROLLO FORMALE (se i testi sono uguali)

CONTROLLO MATERIALE (esamina cosa c’è scritto nel testo)

FIRMA (entro 30 giorni) del: PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


PRESIDENTE CONSIGLIO DEI MINISTRI
MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA
MINISTRO COMPETENZE PER MATERIA

Se al Controllo Formale i testi non sono identici il Presidente non firma mettendo per scritto un
messaggio motivato e il testo viene rinviato al Presidente della Camera e Senato. Questo
procedimento prende il nome di:

VETO SOSPENSIVO: Il testo non viene più esaminato o Modifica del testo secondo le possibilità
oppure Camera e Senato riapprovano il testo uguale e il Presidente della
Repubblica lo dovrà Promulgare.

Quarta Fase:

- FASE DELLA PUBBLICAZIONE:

Pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del testo della legge il quale se ne occupa il Ministro di
Grazia e Giustizia ed inoltre è lui che custodisce il testo ufficiale approvato da Parlamento e
Governo. Dal momento che è stata pubblicata dopo 15 giorni entra in atto ed è la stessa legge che
stabilisce la sua entrata in vigore. Se nella legge non vi è nessun articolo con indicato l’inizio
d’entrata in atto allora esso avverrà dopo 15 giorni.

Fasi del PROCEDIMENTO LEGISLATIVO AGGRAVATO:

Prima fase:

- FASE DELL’ INIZIATIVA: ogni Ministro (Governo) o Senatore oppure Deputato può scrivere un
Progetto di Legge che è un documento scritto con un titolo e contenuto da articoli.
Seconda Fase:

- FASE DELL’ ESAME E APPROVAZIONE:

-COMMISSIONE IN SEDE REFERENTE


-RELAZIONE

-Viene convocata l’AULA

-ESAME e APPROVAZIONE

- 3 mesi (minimo) di sospensione (dibattito del popolo che esprima se cambiare la Costituzione)

- Progetto ritorna alla CAMERA

-COMMISSIONE IN SEDE REFERENTE

-RELAZIONE

-Viene convocata l’AULA

-ESAME e APPROVAZIONE

-Passa al SENATO

-VOTAZIONE: -Numero Legale cioè la metà più 1 devono essere presenti al momento della
votazione
-Maggioranza Semplice cioè metà più 1 dei presenti (prima dei 3 mesi)
-Maggioranza Assoluta cioè metà più 1 dei componenti (dopo i 3 mesi)
-Maggioranza Qualificata cioè i 2/3 dei componenti (dopo i 3 mesi)

Le 3 maggioranze si riferiscono al PARLAMENTO

Camera 630 componenti – 420 Maggioranza Qualificata


– 316 Maggioranza Assoluta

Senato 320 componenti – 161 Maggioranza Assoluta


– 214 Maggioranza Qualificata

Se dopo i 3 mesi parte della Camera e parte del Senato non sono qualificati avviene la sospensione
nuovamente per 3 mesi e successivamente vi possono essere 2 possibilità:

Prima possibilità: Promulgazione e Pubblicazione


Seconda possibilità: Viene chiesto il “Referendum Costituzionale”

REFERENDUM COSTITUZIONALE

Identico a quello Abrogativo ma il periodo per l’ esecuzione è indipendente, cioè si può fare in
qualsiasi periodo dell’anno.
Quorum solo di VOTAZIONE –Si (promulgazione e pubblicazione)
–No (si annulla)

Esempi: nel 2001 in Italia è stata confermata la Costituzione


Nel 2006 in Italia non venne confermata

Terza Fase:

- FASE DELLA PROMULGAZIONE:

Il Presidente della Repubblica legge la futura legge e fa:

CONTROLLO FORMALE (se i testi sono uguali)

CONTROLLO MATERIALE (esamina cosa c’è scritto nel testo)

FIRMA (entro 30 giorni) del: PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


PRESIDENTE CONSIGLIO DEI MINISTRI
MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA
MINISTRO COMPETENZE PER MATERIA

Se al Controllo Formale i testi non sono identici il Presidente non firma mettendo per scritto un
messaggio motivato e il testo viene rinviato al Presidente della Camera e Senato. Questo
procedimento prende il nome di:

VETO SOSPENSIVO: Il testo non viene più esaminato o Modifica del testo secondo le possibilità
oppure Camera e Senato riapprovano il testo uguale e il Presidente della
Repubblica lo dovrà Promulgare.

Quarta Fase:

- FASE DELLA PUBBLICAZIONE:

Pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del testo della legge il quale se ne occupa il Ministro di
Grazia e Giustizia ed inoltre è lui che custodisce il testo ufficiale approvato da Parlamento e
Governo. Dal momento che è stata pubblicata dopo 15 giorni entra in atto ed è la stessa legge che
stabilisce la sua entrata in vigore. Se nella legge non vi è nessun articolo con indicato l’inizio
d’entrata in atto allora esso avverrà dopo 15 giorni.

FUNZIONE DI CONTROLLO

E’ la funzione che si instaura tra GOVERNO e PARLAMENTO.

Lato Parlamentare:

-CONTROLLO POLITICO
-CONTROLLO FINANZIARIO: controllo mediante la legge di bilancio, cioè il Parlamento
analizza
i progetti di legge (bilancio) verificando in che modo il Governo
intende sostenere le cifre (denaro pubblico).

-CONTROLLO SULLA POLITICA ESTERA: è quando il Parlamento rattifica i Trattati


Internazionali valutando se il Governo ha fatto bene o
no a trattare con un altro Governo e i trattati vengono
autorizzati dal Parlamento mediante una legge.

CONTROLLO POLITICO:

-INTERPELLANZA: Senatore o Deputato (INTERPELLANTI) domanda al Governo


(INTERPELLATO) di sapere o quello che è accaduto su determinati
avvenimenti o determinati fatti. L’unica verità la conosce il Governo e la
risposta è affidata al Ministro della specifica materia interessata.

-INTERROGAZIONE: Senatore o Deputato (INTERROGANTI) domanda al Governo


(INTERROGATO) i provvedimenti che saranno presi in merito ad un
determinato problema. La risposta è data dal Ministro della materia in
esame e gli INTERROGANTI possono richiedere una seconda domanda.

-MOZIONE: 8 Senatori o 10 Deputati pongono una questione al Governo sulla sua politica, il
Governo risponde e si avrà una discussione e al termine ci sarà una votazione. Se i
Deputati o Senatori bocciano il Governo allora questo dovrà dimettersi.

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (art. 83-84-85-87-88-89-90)

E’ il secondo organo dello Stato, presenta 2 problemi:

- COME VIENE SCELTO: il Presidente è il primo organo costruito dal nulla e in 2 diversi stati
viene scelto in questo modo: PRESIDENZIALE direttamente dal popolo
PARLAMENTARE in seduta comune
(senatori) (deputati) (rappresentanti regionali 58
membri 3 x regione più uno della
Valle d’Aosta)

Analizzando quello Parlamentare il Presidente è in carica per 7 anni e l’ultimo mese si inizia a
cercare il nuovo Presidente in modo che non vi siano vuoti, se entro 30 giorni viene eletto un nuovo
Presidente quello in carica o si dimette immediatamente oppure aspetta la sua scadenza. L’
incaricato di ricercare il sostituto è il PRESIDENTE della CAMERA che dirige tutto l’operato.
Quando c’è la seduta avviene:
1° VOTAZIONE: ed essi sono NOMINALI e SEGRETI (tempo 1h o 1h e 1/2). Non esistono
candidati, può essere votato chiunque basta che abbia più di 50 anni, deve essere cittadino
(italiana in questo caso) con diritti civili e politici.

SCRUTINIO: 3° comma art. 83) l’ Assemblea (630 + 315 + 58 + Sen. a Vita) devono raggiungere
la MAGGIORANZA QUALIFICATA cioè i 2/3 dell’ Assemblea chi li ottiene è il nuovo Presidente.

Se non si ottiene avviene la:

2° VOTAZIONE: ha lo stesso procedimento della prima.

Se non si ottiene avviene la:

3° VOTAZIONE: dopo la 3° votazione basta la metà più 1 dell’Assemblea (MAGGIORANZA


ASSOLUTA).

Se non si ottiene si passa alla 5° - 6° - 7° - 8° votazione e così via sino ad avere un Presidente, si
possono raggiungere anche 3 votazioni al giorno.

Tre Presidenti sono stati votati al 1° scrutinio, al 2° e al 3° nessuno, al 4° sono stati votati 2 tra cui
Napoletano. Leone è stato votato al 23esimo Pertini dopo il 20esimo.

- NON VI SONO CANDIDATI:

PRIMO CRITERIO: avere un Presidente che abbia delle qualità in modo da avere subito il
consenso dell’Assemblea, se viene proposto un probabile candidato e riceve il consenso allora
viene eletto.

SECONDO CRITERIO: i partiti in maggioranza in Camera e Senato propongono candidati e gli


altri partiti possono promuovere o bocciare i candidati.

TERZO CRITERIO: non c’è accordo e quindi nessuna candidatura, viene eletta la seconda carica
dello Stato quindi il PRESIDENTE del SENATO.

Il Presidente della Repubblica è incompatibile con qualunque altro incarico. Il Presidente non
viene pagato, la Presidenza della Repubblica ha ville terreni che mette a disposizione del
Presidente e le sue spese sono garantite dal patrimonio della Presidenza della Repubblica.

Art. 84

Primo problema: negli ultimi 6 mesi (SEMESTRE BIANCO) il Presidente della Repubblica perde i
poteri cioè perde il potere di sciogliere il Parlamento il motivo: il Presidente potrebbe essere
rieletto, però se i Deputati e Senatori non fossero favorevoli allora egli soglierebbe il Parlamento
per sperare in una rielezione. Tutto questo non è possibile per evitare uno scioglimento
strumentale.
Art. 88 da SALVO in poi l’articolo è stato integrato con una parte aggiunta nel 91, prima di quella
data il Presidente della Repubblica e il Parlamento perdevano i loro poteri contemporaneamente e
quindi il Governo non avrebbe potuto ricevere la fiducia.

Durante i 7 anni di mandato il Presidente potrebbe subire degli impedimenti:

- IMPEDIMENTI TEMPORANEI: se il Presidente della Repubblica subisce interventi oppure si


trova all’estero in questi 2 casi il Presidente del Senato lo sostituisce.

- IMPEDIMENTI PERMANENTI: morte nel settennato


perde le capacità
dimissione

In caso di IMPEDIMENTI PERMANENTI la Commissione distribuisce le funzioni al:


Presidente del Senato che supplisce e al Presidente della Camera che deve cercare il prima
possibile un sostituto per la presidenza della Repubblica.
Il Presidente eletto dovrà guirare, leggendo il giuramento, davanti all’ASSEMBLEA.

(art.87)Il Presidente della Repubblica non ha nessuno dei 3 poteri, è una FIGURA di
COORDINAMENTO e di SINTESI, è una figura esterna ai 3 poteri.

- FUNZIONI:

Rappresenta l’UNITA’ NAZIONALE (Lo STATO NELLA SUA UNICITA’ )e agisce come
rappresentante quando, per esempio, si reca all’estero o fa il discorso di fine anno o quando deve
inaugurare qualche avvenimento.

Come garante della Costituzione deve controllare che tutti gli organi rispettino la Costituzione, lui
osserva il comportamento degli organi.

(art.87 dal 2° comma) In rapporto al POTERE LEGISLATIVO

Invia messaggi alla Camera


Indice le elezioni delle Camere
Autorizza i disegni di legge del Governo

In rapporto al POTERE ESECUTIVO

Nomina i componenti del Governo


Emana i decreti
Nomina i funzionari dello Stato
Ha il comando delle forze armate Consiglio di difesa (a capo il Pres. della
Repubblica poi i Ministri e
poi i Militari)
Riceve rappresentanti diplomatici stranieri
Rattifica i trattati

In rapporto al POTERE GIUDIZIARIO


Concede la grazia (cancellazione di una pena)
Presiede il Consiglio Superiore della Magistratura

Art. 89-90

Tutte le decisioni del Presidente della Repubblica sono DPR (decreto), il Presidente è
irresponsabile, cioè non risponde alle conseguenze delle sue decisioni. I decreti hanno la sua firma
e la controfirma che è del Presidente del Consiglio dei Ministri oppure di 1 o più Ministri, i quali
rispondono alle interrogazioni e interpellanze in seguito alle decisioni prese dal Presidente della
Repubblica, lui non ne risponde perché non ha poteri.

REATI PRESIDENZIALI

Possono essere compiuti solo dal Presidente della Repubblica e si dividono in:

- ALTO TRADIMENTO: avendo il comando delle forze armate, conosce i segreti militari, potrebbe
mettere in pericolo la difesa dello Stato.

- ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE: compie un atto che pone in pericolo la Costituzione e


quindi la funzione dello Stato. (es. autonomia come Consiglio dei Ministri.)

In questi 2 casi è responsabile e può essere processato e condannato dalla Corte Costituzionale.

ATTI PRESIDENZIALI

- FORMALMENTE PRESIDENZIALE: (art.87 7°-8° comma), DPR (decreto), decisione assunta da


un organo, comunicato al Presidente, firmato da lui e dall’organo. INDIZIONE (referendum
abrogativo).

- SOSTANZIALMENTE PRESIDENZIALE: (art.87 9°-11° comma), decreto, decisione presa dal


Presidente della Repubblica e il decreto dovrà essere controfirmato (atto dovuto dai Ministri) se il
Presidente deciderà di controfirmarlo.

- COMPLESSI: (art. 88-92), DPR (decisione) è il frutto della volontà del Presidente della
Repubblica e più la volontà di un altro organo ad esempio le nomine del Presidente della
Repubblica o Presidente del Governo. Il Presidente della Repubblica per sciogliere il Parlamento
deve concordare con i Presidenti di Camera e Senato.

CONSIGLIO DEI MINISTRI (GOVERNO)


Art. 92

Il CONSIGLIO DEI MINISTRI è un organo:

Composto Complesso perché è composto da organi ad es. i Ministri che hanno delle decisioni.

Collegiale 15/30 componenti che sono organi a loro volta:

- Presidente

- Ministri (variabile il numero è scelto dal consiglio): - per raggiungere gli obbiettivi hanno
bisogno di un apparato burocratico Ministri
con Portafoglio sono coloro che collaborano
con il Ministro per raggiungere l’obbiettivo.
- bastano solo loro per raggiungere gli
obbiettivi e si chiamano Ministri senza
Portafoglio.( MINISTRI dei RAPPORTI con L’
U.E. e MINISTRO dei RAPPORTI con il
PARLAMENTO).

Non c’è più importanza tra un tipo di Ministro dall’altro anche se hanno un peso politico diverso. I
Ministri con Portafoglio sono più ambiti hanno più potere ed hanno più peso, ma al momento della
votazione sono tutti uguali. I Ministri si occupano dei pubblici interessi quindi degli obbiettivi
pubblici: - Vice Presidente (variabili) ci può essere come no, ha come funzione, politica, quella di
riequilibrare politicamente dando più importanza al secondo partito per equilibrare l’
importanza.
- Sottosegretario sono collaboratori stretti del President, alcuni Ministri non hanno
sottosegretari.

Il numero dei Ministri è in funzione degli obbiettivi dello Stato, mediante la LEGGE ORDINARIA.

Secondo comma art. 92

Supponiamo che non vi sia il Governo, spetta al Presidente della Repubblica formare il nuovo
Presidente del Consiglio e quindi il Governo. Per trovare il nuovo Presidente del Consiglio, il
Presidente della Repubblica segue:

PRASSI COSTITUZIONALE: (uso, consuetudine) che lo obbliga a cercare un individui che siano:
ITALIANO, MAGGIORENNE e che GODANO DI DIRITTI CIVILI E PENALI.

Una volta trovati i possibili candidati deve decidere chi scegliere e iniziano quindi le

CONSULTAZIONI: il Presidente della Repubblica raccoglie proposte, suggerimenti e consigli


degli ex Presidenti della Repubblica, che a loro volta si sono trovati nella sua stessa condizione.
Inoltre, chiede consigli anche al Presidente della Camera e a quello del Senato, perché hanno un
quadro chiaro delle attuali forze parlamentari. Altri consigli si possono avere anche dai Segretari
dei partiti e dai Sindacati. Il Presidente fissa gli appuntamenti per le consultazioni che si svolgono
al Quirinale.

Dopo la raccolta di tutte le informazioni, il Presidente trova il soggetto convocandolo al Quirinale


ed ha inizio il

CONFERIMENTO DELL’INCARICATO: Nella prassi il soggetto (Presidente del Consiglio


Incaricato) accetta con RISERVA, cioè accetta ma si riserva di confermare.
A sua volta Presidente del Consiglio Incaricato fa delle

CONSULTAZIONI che hanno come obbiettivo quello di far dare la risposta definitiva. Çe
Consultazioni avvengono con PARTITI POLITICI, FORZE DEL LAVORO (imprenditori,
lavoratori, banche, assicuratori ecc.) ed altri, come ad esempio ORGANI DI VOLONTARIATO.

Se il Presidente del Consiglio Incaricato farà le consultazioni con Senatori esse si svolgeranno a
Palazzo Madama, se Deputati a Montecitorio, se Ministri nelle sedi dei Ministri e se invece non è
nessuno di questi 3 allora verrà scelta o un aula della Camera oppure una del Senato. Quando il
Presidente del Consiglio Incaricato avrà il quadro completo, allora si recherà nuovamente al
Quirinale per dare la risposta SCIOGLIENDO LA RISERVA. In caso la risposta fosse negativa, il
Presidente della Repubblica o sceglie un altro individuo ma se al 2° tentativo il risultato fosse
negativo scioglierà le Camere oppure se crede che quello scelto sia il migliore deciderà lo
scioglimento generale delle Camere, tornando così alle votazioni dei cittadini. Se invece la risposta
fosse positiva, il Presidente del Consiglio verrebbe nominato con un DPR e la prima sua mansone
sarebbe quella di controfirmare proprio quel DPR con il quale era stato nominato. Come secondo
atto sceglie i Ministri che, al Quirinale, davanti a 4 persone, tra cui: Presidente della Repubblica,
Presidente del Consiglio e i 2 Segretari Generali,vengono proposti al Presidente della Repubblica
che li nominerà o meno. Se alcune nomine fossero negate, il presidente del Consiglio dovrà
proporre altri nominativi immediatamente. Inoltre la decisione del numero dei Ministri viene
deciso durante questa riunione.

Art.93

GIURAMENTO: Il Presidente del Governo e i Ministri dovranno prestare giuramento davanti al


Presidente della Repubblica. Da quel momento nascerà il Governo.

Art.94 Entro 10 giorni dal Giuramento, il Governo si presenta alle Camere per ottenere la Fiducia
(1-3 coma). Il Governo si può presentare o prima al Senato o alla Camera (in base al Governo
precedente per il principio dell’alternanza e ciò è una prassi). Se x esempio il Governo si recasse
prima al Senato, il Presidente del Consiglio dovrà esporre il suo programma finito e da lì inizierà
il

DIBATTITO: avviene con i Senatori, ci sarà una breve replica del Presidente del Consiglio alle
idee esposte dai Senatori

e dopo tutto ciò vi saranno le

VOTAZIONI: la votazione è palese cioè tutti votano ed espongono la loro votazione esponendola a
tutti, se vi sarà la maggioranza assoluta allora il Governo avrà la FIDUCIA ma se la maggioranza
dei Senatori votasse in negativo (niente fiducia) la seduta verrebbe sospesa e il Presidente del
Consiglio si dovrà recare immediatamente al Quirinale esponendo al Presidente della Repubblica
l’esito negativo della votazioni e presentando le dimissioni.

Quando avvengono le elezioni del futuro Presidente del Consiglio, il Presidente della Repubblica
dovrà pensare e tener conto delle decisioni e dei consigli del Senato e della Camera, in modo che il
Governo possa ricevere immediatamente la FIDUCIA.
Negli anni 50 esistevano i governi Monocolori cioè il Presidente del Onsiglio e i Ministri
appartenevano tutti ad uno stesso partito (quello con la maggioranza assoluta) in modo che
ricevessero immediatamente la fiducia.
Oggi esistono le Coalizioni, cioè più partiti in accordo fra loro per eleggere una sola persona in
modo da avere la metà più uno dei voti a favore.

COALIZIONE: questo tipo di unione presenta però dei problemi:

- trovare i partiti d’accordo per creare la Coalizione.


- il numero dei Ministri dovranno essere decisi in base alle poltrone da occupare, perché potrebbe
verificarsi che un partito della coalizione, che riceve il 20% dei voti, possa chiede un numero
superiore di Ministri rispetto ad un partito, sempre della coalizione, che riceve solo il 10% dei voti.
- i piccoli partiti potrebbero ricattare quelli grossi, cioè per avere x esempio in cambio dei loro
voti i partiti piccoli potrebbero chiedere in cambio la nomina di 5 Ministri appartenenti ai loro
partiti.

Il Presidente Prodi per evitare il 2° e 3° problema, ha deciso direttamente lui la nomina dei
Ministri.

La fiducia della Camera decreta anche la durata del Governo. Per esempio quando un partito non
darà più la fiducia avverrà la Crisi di Governo, con la presentazione delle dimissioni da parte del
Governo. (le votazioni avvengono quando viene chiesta la votazione di fiducia)

FUNZIONI DEL GOVERNO:

- Il Governo ha funzione esecutiva, deve individuare gli obbiettivi pubblici e sceglie il modo in cui
raggiungerli. I Ministri studiano nella loro materia e vanno alla ricerca di modi con i quali
migliorare la materia di cui sono Ministri inoltre le scelte vanno prese considerando anche le
risorse monetarie. Questa è la FUNZIONE ESECUTIVA.

- Il Governo ha il POTERE NORMATIVO cioè la possibilità di creare norme giuridiche mediante


decreti e regolamenti sostituendo il Parlamento, ma tutto questo in caso eccezionale.

Art.70

Grazie al POTERE NORMATIVO il potere di creare norme attraverso decreti o regolamenti spetta
al Governo.
RAPPORTI TRA PARLAMENTO E GOVERNO:

art. 76-77
Decreto Legislativo: Il Parlamento ha il compito di creare n.g. ma in alcuni casi il testo potrebbe
essere molto articolato oppure la materia potrebbe essere molto complessa e quindi ci potrebbe
essere il rischio che non diventino mai delle leggi. Quindi il Parlamento delega il Governo
mediante la LEGGE DI DELEGA.

Art.72
Il Governo deve accettare direttamente e il Parlamento dovrà porre Principi e Criteri Direttive che
il Governo non può superare e anche il Tempo.

Il Consiglio dei Ministri è composto dai Ministri e il Ministro interessato crea il decreto legislativo.
Se il decreto viene ADOTTATO (approvato) dal Consiglio dei Ministri allora il decreto verrà
EMANATO (Pres. della Repub.) poi PUBBLICATO sulla Gazzetta ed infine ENTRATA IN VIGORE
(spesso dopo 1 anni).
Se il Parlamento delega troppo spesso il Governo non va bene, perché il Governo non è eletto dal
popolo e inoltre non si verificherebbero le discussioni che avvengono nel Parlamento.

Art.77 comma 2
Decreto legge: CASO STRAORDINARIO che non è quindi ordinario, cioè che si verifica raramente
e quando si verifica è un caso. STRAORDINARIO DI NECESSITA’ è necessario di n.g. ed è
URGENTE quindi immediato, c’è urgentemente necessità di n.g. (il Parlamento non può fare in
fretta ma il Governo si).
Il Consiglio dei Ministri si riunisce immediatamente creando un Decreto Legge che passi
direttamente al Presidente della Repubblica che lo esamina e subito lo pubblica ed entra
immediatamente in vigore. In questo modo si creano leggi all’insaputa del Parlamento, quindi
bisogna necessariamente che il Parlamento sappia ciò che è accaduto e quindi appena vengono
creati i decreti legge essi vengono subito presentati alle Camere e viene trattato come se fosse un
disegno di legge.

Art.77 comma 3
Dal momento della pubblicazione ed entro 60 giorni le Camere devono votare e se il disegno di
legge viene approvato allora diviene LEGGE ORDINARIA, se non viene convertito in legge
(ancora in discussione) quel decreto è come se non fosse mai esistito. Il Parlamento però può fare
una LEGGE DI SANATORIA per salvare gli effetti che ha provocato l’immediata entrata in vigore
del Decreto Legge

FONTI SECONDARIE:

Vengono create dal Governo e si definiscono REGOLAMENTI GOVERNATIVI.


Vengono creati dal Consiglio dei Ministri, ma prima che esso si riunisca per decidere vi è il parere
del Consiglio di Stato (organo consultivo che esprime il parere se è opportuno o meno di fare il
regolamento).

Se dopo la riunione il regolamento viene adottato:


- il Presidente della Repubblica lo emana
- Viene controllato dalla Corte dei Conti (controlla cosa fa il Governo sotto l’aspetto finanziario)
se appone il visto
- Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
Nelle fonti secondarie il Parlamento è intervenuto in precedenza creando le fonti primarie.

REGOLAMENTO ESECUZIONE Le leggi e i decreti sono inapplicabili fino a quando esso non
viene fatto.

REGOLAMENTO INDIPENDENTE: colma una lacuna, cioè viene creato in attesa di leggi e
decreti.

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE: devono attenersi a delle regole che regolano quel che
devono fare e che sono costretto a fare, io inteso come amministrazione pubblica.

Le fonti primarie sarebbero inapplicabili senza le fonti secondarie.

MAGISTRATURA

Art. 102-104

FUNZIONE GIURISDIZIONALE (l’applicazione del diritto): è il potere che appartiene alla


Magistratura di verificare se un particolare soggetto sta rispettando determinate n.g.

TIPI DI MAGISTRATURE:

- AUTONOMA: potere distinto da quello di Governo e Parlamento. Un parlamentare non può far
parte della magistratura.

- INDIPENDENZA: - Esterna: La Magistratura è separata dal Cons. dei Min. e dal Parlamento.
Ciò si ottiene mediante il C.S.M.
- Interna: Sopra alla magistratura c’è solo la legge (Soggezione alla legge),
nessuno può dare ordini alla magistratura perché al disopra di esso
c’è solo la legge. In questo tipo di Magistratura vi sono:
- Vincoli Gerarchici: cioè vi è diversità delle funzioni, ognuno ha il
suo lavoro e ognuno deve fare il suo lavoro nessuno può svolgere
lavori diversi da quelli del giudice.
- IMPARZIALITA’: cioè l’estraneità del giudice ad ogni lite, il giudice essere coinvolto, se il
giudice fosse interessato alla lite non potrà giudicare e verrà sostituito.

Il C.S.M. è composto da 3 elementi eletti di diritto:

- Pres. della Repubblica

- Pres. Corte Cassazione

- Procuratore Generale della Corte di Cassazione


Membri elettivi, 1 volta ogni 4 anni tutti i giudici votano per eleggere i rappresentanti, sempre 1
volta ogni 4 anni il Parlamento elegge dei rappresentanti e tutti fanno parte del C.S.M.
Art.105
ASSUNZIONI: divengono giudici coloro che svolgono un concorso deciso dal C.S.M.
ASSEGNAZIONI: il C.S.M. decide in quale luogo destinare i giudici.

TRASFERIMENTI: per eventuali trasferimenti i giudici dovranno chiedere il trasferimento al


C.S.M.

PROMOZIONI: il C.S.M. decide il cambio di funzioni dei giudici interessati al cambio.

PROVVEDIMENTI: i magistrati vengono processati dalla sezione disciplinare del C.S.M.

Il Ministro di Grazia e Giustizia ha la funzione esecutiva, deve eseguire e mettere in pratica le


decisioni del C.S.M. , si occupa anche dell’organizzazione x esempio dei carceri e tribunali e si
occupa dell’azione penale disciplinare nei confronti dei magistrati.

ORGANIZZAZZIONE MAGISTRATURA

FUNZIONI:

MAGISTRATI REQUIRENTI: composta da PUBBLICI MINISTRI presso uffici le PROCURE,


(procedimento) la loro attività è quella di controllare il rispetto delle n.g., raccoglie notizie di ogni
genere su quello che accade mediante Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza che se notano un
presunto reato, lo comunicano al Pubblico Ministero. Raccogliendo tutti i dati, questa attività è
detta ISTRUZIONE e se il P.M. accerta l’illegalità, allora inizia l’ INDAGINE, comunicandolo e
dando ordini alle forze dell’ordine (posti di blocco, intercettazioni, perquisizioni ecc.).
Gli esiti: se il cittadino indagato non rispetta le n.g., i P.M. (TITOLARE DELL’AZIONE PENALE)
mandano il cittadino davanti ad un giudice.

MAGISTRATI GIUDICANTE (giudici): sono coloro che emettono sentenze e si dividono fra:
GIUDICI CIVILI che si occupano di processi civili, riguardano 2 soggetti in conflitto su diritti
privati e GIUDICI PENALI che si occupano di processi penali. Il Giudice Civile può essere DI
PACE che si occupa di questioni di vicinato o incidenti stradali e TRIBUNALI che si occupano di
fallimenti, separazioni ecc.

(procedimento) il giudice emette la sentenza, c’è la possibilità, da parte dell’indagato, di chiedere


un processo di 2° grado che viene eseguito dalla CORTE D’APPELLO composto da 3 Ministri (che
correggono eventuali errori fatti dal giudice nel processo di 1° grado). Il GIUDIZIO DI
LEGITTIMITA’ viene dato dalla CORTE DI CASSAZIONE ( 5 giudici), che controllano il 1° e 2°
grado, se i giudici non hanno rispettato le n.g. la CORTE DI CASSAZIONE annulla la sentenza e il
processo di 2° grado sarà da rifare.
Per coloro che diventano magistrati, il C.S.M. decide se renderli: P.M. o Giudicanti. I P.M.
solitamente restano P.M. per tutta la vita, perché immagazzinano molte informazioni e sono
indispensabili per lo Stato.

GIUDICI PENALI: Processo Penale, quando il P.M. si accerta che c’è un soggetto che ha
commesso un reato, lo accusa e lo porta davanti ad un giudice affinché egli lo condanni. Il
soggetto si presenterà con un difensore che lo difenderà. Il giudice dovrà valutare se condannare o
assolvere l’imputato.
Giudice Penale: di pace condanna con risarcimento di somme in denaro, tribunale (reati non
gravi), CORTE DI ASSISE (reati gravi) composta da 2 GIUDICI TECNICI TOGATI più 6
GIUDICI POPOLARI (cittadini) essendo in maggioranza giudicano soprattutto loro.

2° grado: con CORTE DI ASSISE DI APPELLO ( presente in ogni capoluogo), il giudice di 2°


grado può dare lo stesso esito o cambiarlo, il GIUDIZIO DI LEGITTIMITA’ della CORTE DI
CASSAZIONE controlla che la corte d’appello e la corte di assise d’appello abbiano rispettato le
n.g. nel 2° grado.

Art. 24

DIRITTO di AZIONE

Io sostengo che qualcuno mi ha danneggiato che mi impedisce di esercitare il mio diritto devo
rivolgermi ad un giudice ( questa azione è diritto di azione) e il giudice di pace giudicherà.

DIRITTO di DIFESA

1) nessun soggetto verrà condannato senza diritto di difendermi 2) ma può decidere di non
difendersi ma non può essere condannato 3) creare molta confusione difendendosi per annebbiare
le idee al giudice che molto probabilmente lo assolverà.

DIFESA TECNICA

Sevo avvalermi di un avvocato per la mia difesa, non posso difendermi da solo.
Se sono un soggetto che non posso pagare l’avvocato per la mia difesa (non abbiente), il giudice mi
darà un avvocato (gratuito patrocinio) scelto tra l’albo degli avvocati, che non vengono scelti a
caso ma in base al reato in giudizio.

Art. 111 6° comma

Il giudice deve scrivere le motivazioni e tutti i ragionamenti che l’hanno portato alla sua decisione.
Se la motivazione no è chiara può essere anche annullata la sentenza.

Art. 27

PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITA’ PERSONALE solo il soggetto che ha commesso un reato


deve essere condannato, nessun altro può essere condannato al suo posto.
CORTE COSTITUZIONALE

Art. 135-136-137

E’ un organo nuovo, creato dalla Costituzione, non tutti gli stati hanno la Corte Costituzionale,
esiste solo negli stati che hanno una Costituzione Rigida.
La Corte Costituzionale ha sede a Roma, nasce nel 1948 ma inizia il suo lavoro nel 1956, ha sede
nel Palazzo della Consulta.
E’ composta da 15 Giudici:
- 5 nominati dal Pres. della Repubblica
- 5 nominati dal Parlamento in seduta comune
- 5 nominati dalle Supreme Magistrature cioè rispettivamente 3 dalla Corte di Cassazione, 1 dal
Consiglio di Stato e 1 dalla Corte dei Conti.

Art. 135

I 15 giudici devono essere magistrati o in servizio o in pensione, docenti di diritto o avvocati.


Hanno competenze giuridiche, rimangono in carica per 9 anni, non possono essere rieletti, è una
carica incompatibile su tutto:
- autonoma su tutti gli altri organi
- interessa sempre il tempo

I 15 giudici si riuniranno per eleggere il Presidente, che rimarrà in carica per 3 anni.

Dallo Statuto Albertino che era flessibile si è passati alla Costituzione che è rigida, la Corte
Costituzionale controlla che venga rispettata la rigidità della Costituzione.

FUNZIONI:

1° funzione: Giudica sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi. Giudica
le n.g. non le persone.

- Giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale

Soggetto A (Comune,concorso comunale x sole donne) controversia con Soggetto B (uomo


denuncia il Comune x via del sesso), a questo punto un Giudice giudica in base a n.g. cioè Legge
ordinaria, Decreto legge (atti aventi forza di legge) e Decreto legislativo. Il giudice sospende il
processo con un’ ORDINANZA di SOSPENSIONE in base a questione rilevante cioè se la n.g.
rispetta la Costituzione, o in base a questione non manifestamente infondata cioè che non sia del
tutto infondata. Successivamente, il giudice chiede l’intervento della Corte Costituzionale e avviene
il procedimento in VIA INCIDENTALE, la Corte Costituzionale nomina un giudice relatore che
inizia a studiare e a raccogliere elementi, poi riunisce tutta la Corte Costituzionale e fa una
relazione, si scambia le idee con gli altri giudici della Corte Costituzionale e avviene una sentenza
che possono essere due:
Sentenza di rigetto in caso la n.g. rispettasse la Costituzione e il processo riprenderebbe il
processo tra A e B e a quel punto il giudice dovrà dare torto a B
Sentenza di accoglimento in caso la n.g. (che verrà annullata) non rispettasse la Costituzione il
processo riprenderebbe e verrebbe dato torto ad A (il Comune).

- Giudizio di legittimità costituzionale in via principale (non ci sono processi)

- Parlamento o Governo creano una n.g. (una regione contesta lo Stato) una delle 20 regioni
contesta il Parlamento o il Governo che hanno creato una n.g. che secondo lei non rispetta la
Costituzione e chiede l’intervento della Corte Costituzionale.

- Stato contro legge regionale cioè il Consiglio Regionale crea una n.g. (legge regionale) che non
si sa se rispetti la Costituzione, a quel punto il Consiglio dei Ministri chiede l’intervento della
Corte Costituzionale

- Regione contro regione su una legge regionale viene chiesto l’intervento della Corte
Costituzionale x valutare se la n.g. rispetta la Costituzione.

In tutti e 3 i casi il giudizio è uguale a quello in via incidentale.

Questi giudizi avvengono soprattutto in via incidentale, ma da 15 anni a questa parte sono in
aumento quelli in via principale, perché ormai le n.g. le creano le regioni e quindi entrano in
conflitto contro lo Stato.

2° funzione: Conflitto di Attribuzione che può verificarsi tra:

- Poteri dello Stato entrano in conflitto (Parlamento, Governo, Magistratura e Pres. della
Repubblica). I conflitti possono essere: SPETTANZA di un potere cioè la titolarità di un potere,
oppure ESERCIZIO del potere cioè si contesta come un organo esercita il potere a lui spettante, di
giudicare il conflitto se ne occupa la Corte Costituzionale.

- Tra Stato e Regioni, cioè il Consiglio di Stato vuole prendere una decisione e una Regione vuole
che invece spetti a lei quella decisione, di giudicare il conflitto se ne occupa la Corte
Costituzionale.

- Tra regione e Regione

Spesso accade che il C.S.M. entra in conflitto con il Ministro di Grazia e Giustizia e la Corte
Costituzionale giudica a chi spetta il potere.

3° funzione: Responsabilità penale di giudicare il Presidente della Repubblica (alto tradimento o


attentato alla Costituzione)
1° fase: il Parlamento in seduta comune vede se l’accusa è infondata o meno e decide mediante
voto: - contrario: termina l’accusa
- favorevole: messa in accusa

2° fase: in caso di messa d’accusa, la Corte Costituzionale lo processa ( 31 giudici, 15 + 16 giudici


aggregati, comprese 45 persone sorteggiate tra coloro che potrebbero essere eletti senatori e 16
vengono scelti su sorteggio).

3° fase: Dibattito (inizia il processo)

4° fase: decisione mediante sentenza - Pena che può essere la destituzione (rimozione) o il carcere
o qualunque pena escluse quelle non ammesse.
- Non c’è il 2° grado.

In caso di uno dei 2 reati presidenziali, la Corte Costituzionale dovrebbe occuparsene x mesi e
quindi lascerebbe tutto il resto del lavoro in sospeso, x questo nel 1989 è stato modificato l’articolo
che riguardava i Reati Ministeriali e questi ultimi passarono al Tribunale dei Ministri, che
giudicano appunto i Ministri.

URBANISTICA

L’urbanistica si occupa delle norme che regolano lo svolgimento delle attività di trasformazione
del territorio.

- La prima legge in materia è la legge urbanistica, essa prevede l’obbligo per i Comuni di dotarsi
di piani urbanistici programmatici ( p.r.g. e p. di fabbricazione ).
- Legge ponte: ha poi specificato che tutti i Comuni dovranno avere una pianificazione
urbanistica, che dovrà interessare tutto il territorio comunale in modo che esso possa essere
regolamentato.
- Legge tampone: che regola temporalmente la validità dei vincoli di inedificabilità.
- Legge sulla casa: che introduce un procedimento accelerato per l’edilizia economica, popolare e
convenzionata.
- Legge Bucalossi: ha separato la titolarità del diritto privato del cittadino dalla titolarità del
diritto ad edificare in capo allo Stato; cosicché la vecchia licenza edilizia si è trasformata in
concessione edilizia, proprio perché lo Stato concede ai privati di esercitare un proprio diritto. La
Corte Costituzionale ha poi modificato la concessione in autorizzazione, in quanto viene
autorizzato l’esercizio di una facoltà di un privato e non viene concesso un diritto dello Stato.
- Legge Nicolazzi: semplifica la procedura per il rilascio di concessioni e autorizzazioni.
- Legge sul condono: tratta il tema dell’abusivismo edilizio, intervenendo con la creazione di
sanzioni più severe.

Le competenze in materia sono divise tra Stato, Regione, Provincia e Comune.

- Lo Stato: ha il potere di indirizzo e di coordinamento e gli spettano i rapporti con gli organismi
internazionali e il coordinamento con l’Unione Europea in materia.
- La Regione: ha funzioni amministrative, ha funzione di indirizzo e programmazione della gestione
del territorio regionale attraverso l’emanazione di leggi regionali, l’adozione del piano territoriale
di coordinamento regionale e approva i p.r.g. dei Comuni.
- Provincia: l’adozione di piani territoriali di coordinamento provinciale.
- Comune: ha funzioni primarie rispetto allo Stato e rispetto a tutti gli altri enti, progettazione
nell’adozione di piani urbanistici programmatici ( p.r.g. e p. di fabbricazione ), rilascia
concessioni e autorizzazioni, vigila l’attività di trasformazione del territorio.

Gerarchie e divisione dei piani urbanistici:

Scala gerarchica:

- Piani territoriali di coordinamento regionali e provinciali.


- Piani comunali ( p.r.g., p. intercomunale, programma di fabbricazione ), redatti dai Comuni e
approvati dalle Regioni.
- Piani attuativi ( p. particolareggiati e p. di lottizzazione )che traducono le prescrizioni dei piani
regolatori comunali.
Elemento fondamentale della gerarchia, oltre ai vincoli gerarchici è la atemporalità, cioè tutti i
piani tranne gli attuativi hanno durata indeterminata.

I piani urbanistici si dividono in 2 tipi di piani:

- Piani programmatici: che dettano norme generali sull’assetto del territorio.


- Piani attuativi: che attuano le prescrizioni contenute nei piani precedenti.
Entrambi i piani hanno contenuti cartografici e normativi.

Il piano regolatore generale impone dei vincoli:

- vincoli preordinati all’espropiazione: vincoli che derivano da localizzazioni, su aree da


espropriare in futuro al fine di realizzare opere pubbliche.
- vincoli di inedificabilità assoluta o relativa: vincoli che derivano da zonizzazioni, interessano
aree destinate al verde oppure a bassa urbanizzazione.
La Corte Costituzionale ha specificato l’obbligo di indennizzo una volta superati i 5 anni di durata
dei vincoli, sempre che non sia intervenuta l’espropiazione.

PIANI URBANISTICI PROGRAMMATICI

PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO:

Ha lo scopo di coordinare l’attività urbanistica da svolgere in determinate aree nazionali, ha


carattere sovracomunale, cioè che interessa più comuni. Stabilisce delle direttive principali che i
Comuni dovranno rispettare.

Le Direttive riguardano:
- le zone da riservare a speciali destinazioni e quelle soggette a speciali vincoli.
- località destinate a essere sedi di nuovi nuclei edilizi.
- la rete delle principali linee di comunicazione.
Procedimento:
L’elaborazione e la approvazione del piano spetta alle regioni, la progettazione viene eseguita
d’intesa con gli altri enti. Il progetto verrà poi esaminato dal Consiglio Regionale e una volta
approvato verrà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione. Una copia è poi rilasciata nella
segreteria del Comune per poter essere visionata da chiunque. Ha durata illimitata ma possono
essere apportate delle varianti. Trovandosi all’apice della scala gerarchica, il piano ha più
importanza su tutti gli altri piani.

Altri piani sovracomunali:


- Piani urbanistici regionali: varati da diverse Regioni ( es. Sardegna )
- Piani Comprensoriali cioè che comprendono più comuni.
- Piani urbanistici delle Comunità montane cioè piani di sviluppo socio economico e piani.
urbanistici al fine di indirizzare i piani regolatori dei singoli Comuni inclusi nelle zone montane.

PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE:

Vengono redatti dalle Province, sulla base delle direttive dei piani territoriali di coordinamento
redatti dalle Regioni. Il p.t.c.p. deve determinare gli indirizzi generali di assetto del territorio,
indicando in particolare:
- le diverse destinazioni del territorio provinciale.
- la localizzazione di massima delle maggiori infrastrutture e linee di comunicazione.
- le linee di intervento per la sistemazione idrica, idrogeologica, idraulico-forestale.
- le aree nelle quali sia opportuno stabilire parchi o riserve naturali.

Il p.t.c.p. assume il valore e gli effetti dei piani di tutela nei settori della protezione della natura,
della tutela dell’ambiente, delle acque e della difesa del suolo e della tutela delle bellezze naturali.

PIANI URBANISTICI METROPOLITANI:

Nelle aree metropolitane ( Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e
Napoli ) sono previste 2 linee di governo: la città metropolitana e i Comuni siti all’interno della
medesima. Le città metropolitane adottano i p.t.c.p. e hanno competenze per la formazione di piano
regolatore generale dell’area metropolitana.

PIANO REGOLATORE GENERALE:

E’ la figura fondamentale di pianificazione comunale a carattere precettivo, ha efficacia a tempo


indeterminato, ma possono essere apportate variazioni. I Comuni iscritti in appositi elenchi
approvati dal presidente della Regione, sono obbligati a dotarsene. Tutti gli altri Comuni ne hanno
solo la facoltà, ma dovranno dotarsi di un programma di fabbricazione.

Contenuto:
- la rete delle principali vie di comunicazione
- la divisione in zone del territorio comunale con la precisazione delle zone destinate
all’espansione
- le aree destinate a spazi di uso pubblico o sottoposte a speciali servitù
- le aree da riservare a edifici pubblici o di uso pubblico
- vincoli da osservare nelle zone a carattere storico, ambientale e paesistico
- le norme per l’attuazione del piano medesimo.

Tutte queste prescrizioni possono essere suddivise in 2 categorie:

- Zonizzazioni: cioè la divisione del territorio comunale in grandi omogenee, comportano vincoli
alla edificabilità.
- Localizzazioni: cioè individuazioni delle opere di urbanizzazione primaria e di urbanizzazione
secondaria, esse individuano le aree preordinate all’espropiazione.
Procedimento:
Un progetto di piano viene elaborato dagli uffici tecnici del Comune o da progettisti privati, viene
elaborato dal Consiglio Comunale, con delibera soggetta al controllo del Comitato regionale di
Controllo. Il progetto è quindi depositato nella segreteria del Comune per 30 giorni durante i quali
chiunque può prenderne visione. Il progetto viene posto alla regione, che lo sottopone all’esame
del Provveditorato regionale alle opere pubbliche. Successivamente viene approvato con decreto
dal Pres. della Regione, oppure viene rinviato al Comune per le modifiche necessarie. Il Comune
entro 90 giorni dovrà modificarlo o presentare le controdeduzioni. Il decreto di approvazione viene
poi pubblicato sul BUR. Il piano entra in vigore subito dopo la sua approvazione. Nel periodo nel
quale il p.r.g. deve essere ancora approvato, tutte le concessioni non vengono rilasciate, cosiddette
misure di salvaguardia.

Programma di fabbricazione
E’ un surrogato del p.r.g., per quei comuni che scelgono di dotarsene. Il p.f. deve contenere la
zonizzazione del territorio comunale, la localizzazione della grande viabilità e le direttrici di
espansione dell’abitato. Può imporre vincoli alla edificabilità e preordinati all’esproprio della
stessa efficacia.

PIANI URBANISTICI ATTUATIVI

PIANO PARTICOLAREGGIATO:

La sua funzione è quella di dare esecuzione al p.r.g.. In regola i p.p. sono più di uno per Comun, in
quanto si riferiscono a singole zone.
Contenuto:
- volumetrie e altezze delle costruzioni lungo le principali strade e piazze.
- indicazione esatta degli edifici da demolire, restaurare, bonificare o ricostruire.
- la suddivisione degli isolati in lotti fabbricabili.
- la rete stradale nel dettaglio e gli spazi riservati a opere e impianti pubblici.
Procedimento:
Deve essere approvato dalla regioni per le aree e gli ambiti territoriali individuati dalla regione,
va disposto presso la segreteria del Comune e notificato, entro un mese, ai proprietari degli
immobili vincolati. La durata è limitata ed è di 10 anni, scaduto il termine la parte che non ha
avuto attuazione è inefficace.
Efficacia:
E’ quello di determinare un affievolimento del diritto di proprietà. L’approvazione del p.p. equivale
alla dichiarazione di pubblica utilità.

PIANO DI LOTTIZZAZIONE E GLI ALTRI STRUMENTI ATTUATIVI:


Il p.t. consiste in un piano elaborato a cura dei privati interessati e approvato dal Comune,
relativamente a una prozione di territorio dove il p.r.g. e il p.f. prevedono insediamenti abitativi o
produttivi.
Presupposti affinché vi sia un p. di lottizzazione:
- Vi deve essere almeno il p.r.g. o il p.f.
- quando vi siano i primi 2 ma manchi p. particolareggiato, il comune può autorizzare la
lottizzazione di aree a scopo edilizio predisposta dai proprietari.
- l’autorizzazione comunale è subordinata alla stipula di una convenzione, in cui siano precisati gli
oneri dei proprietari.
- ove i privati non vi provvedano, la lottizzazione può essere fatta dallo stesso Comune.
Esistono 2 titpi di lottizzazione:
- Lottizzazione privata si articola nelle fasi di istanza del privato corredata dal progetto do
convenzione, approvato dal Consiglio Comunale, stipula della convenzione,rilascio
dell’autorizzazione comunale.
- Lottizzazione pubblica è a iniziativa comunale, è prevista dalla legge urbanistica, ha come scopo
quello di promuovere l’accordo tra i privati di aree fabbricabili al fine di presentare, entro un
prefissato, un progetto di lottizzazione delle aree stesse.

PROGRAMMA PLURIENNALE DI ATTUAZIONE:

E’ lo stesso strumento che disciplina la scansione temporale degli interventi edilizi, poicheè la sua
funzione è quella di circoscrivere il tempo per edificare, onde adeguare i piani urbanistici aòlle
esigenze economiche.

I PIANI FINALIZZATI A INTERESSI PUBBLICI SETTORIALI:

Si possono equiparare al p.p., sono piani di zona per l’edilizia economica popolare, piani di
recupero, piani per gli insediamenti produttivi e programma urbano dei parcheggi.

L’edilizia economica e popolare: il diritto di tutti i cittadini di avere un’abitazione adeguata ai


bisogni propri è alla base dell’intervento pubblico nell’edilizia residenziale. L’intervento può
avvenire attraverso:
- agevolazioni tramite muti a tasso agevolato o di trattamenti fiscali di favore nei confronti di
soggetti privati.
- convenzioni lo Stato stipula una convenzione con enti o con soggetti privati, con la quale
trasferisce il diritto di proprietà o costruisce il diritto di superficie su aree destinate all’edilizia
economica popolare.
- sovvenzioni lo Stato costruisce direttamente lui attraverso gli IACP gli alloggi di edilizia
economica popolare.

PIANI PER L’EDILIZIA ECONOMICA E POPOLARE:

Rappresentano i principali strumenti urbanistici attraverso i quali si realizzano i programmi per


l’edilizia pubblica residenziale. E’ equiparato al p.p. la sua durata è però di 18 anni, può
contenere varianti in deroga al p.r.g.
Procedimento:
E’ adottato dal comune e comunicato alla regione, affichè esprima le sue osservazioni e quindi
pubblicato. Comporta le misure si salvaguardia.
PROGRAMMI PLURIENNALI DI ATTUAZIONE:

I piani per l’edilizia economica popolare sono attuati mediante il programma pluriennale di
attuazione, i quali devono indicare:
- l’estensione delle aree nelle quali è prevista l’utilizzazione e l’urbanizzazione.
- la quota parte delle aree da cedere in diritto di superficie e quella delle aree da cedere in diritto
di proprietà.
- la spesa prevista per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
- le spese per le opere di carattere generale.
- i mezzi finanziari per coprire le spese suddette.

Stabilita l’area di interesse, il Comune o consorzio di Comuni procede all’espropriazione dell’area


e sono assegnate:
- in diritto di superficie: sono rilasciate sempre agli enti pubblici per la realizzazione di impianti e
servizi pubblici.
- in diritto di proprietà a cooperative edilizie e ai singoli.

In entrambi i casi i proprietari espropriati sono assegnatari di alloggi di edilizia economica e


popolare. In ogni caso è necessario che il Comune stipuli una convenzione con gli acquirenti o con
l’ente superficiario.

PIANO DI RECUPERO:

E’ uno strumento pensato per il recupero del patrimonio edilizio già esistente ma deteriorato, con
interventi di risanamento, di ristrutturazione e di restauro e talvolta anche di modifiche di
destinazione d’uso. Ha lo stesso valore del piano particolareggiato. Individuate le zone di recupero
dal p.r.g. , il comune la sub-zonizzazione, per individuare gli immobili da recuperare e prevede di
adottare entro 3 anni il piano di recupero. Gli interventi possono essere eseguiti da proprietari
privati degli immobili compresi nell’area o consorzi di privati oppure dall’IACP oppure
direttamente dal Comune, soprattutto quando vi sono motivi di interesse pubblico.

Altro tipo di piano di recupero è quello previsto dalla legge sul condono edilizio per gli
agglomerati urbani abusivi. Un altro è il programma di recupero urbano, che consiste nella
realizzazione, manutenzione e ammodernamento delle urbanizzazioni primarie e secondarie.

PIANI PER GLI INSEDIAMENTI PRODUTTIVI:

Consentono ai Comuni di acquisire aree nelle zone di espansione da destinare a insediamenti di


carattere industriale, artigianale, commerciale e turistico per stimolare espansione produttiva. Il
procedimento è analogo a quello del piano edilizio economico e popolare. Il Comune procede
all’assunzione delle aree, espropriandole o acquisendole da proprietari, per poi trasferirle con
convenzioni a soggetti privati incaricati di eseguire le opere previste dal piano per gli insediamenti
produttivi.

PROGRAMMA URBANO DEI PARCHEGGI:


E’ previsto dalla legge Tognoli, il programma è rivolto a fornire aree di parcheggi agli abitanti di
quelle aree. Sono dotati di munirsi del programma i Comuni più grandi e quelli indicati nella legge
statale o regionale. Il programma ha durata pluriennale, deve contenere le localizzazioni, le
dimensioni dei parcheggi, i tempi e le modalità di realizzazione.
La legge Tognoli stabilisce inoltre una serie di disposizioni volte a vincolare la destinazione di
aree a parcheggio privato nei Comuni privi o provvisti di p.r.g.. Per i nuovi edifici si prevede la
realizzazione di parcheggi non inferiori a 1 m quadrato per ogni 10 m cubi di costruzione. Per gli
edifici già costruiti, è permesso ai proprietari la costruzione di parcheggi al piano terreno o nel
sottosuolo, senza necessità di concessione edilizia.

EDILIZIA

REGOLAMENTO EDILIZIO:

E’ lo strumento di disciplina dell’attività edilizia, avente scopo di assicurare l’igiene, l’estetica e il


decoro dei centri urbani. Il regolamento deve contenere:
- norme organizzative riguardanti la formazione, le attribuzioni, e il funzionamento della
commissione edilizia comunale.
- norme procedurali relative alla compilazione di progetti di opere edilizie, alla presentazione di
richiesta di licenza e alla vigilanza sull’esecuzione dei lavori.
- norme che assicurino l’igiene, l’estetica e il decoro degli edifici.
- norme a garantire la pubblica incolumità.
- norme integrative del piano regolatore generale.
Le norme del regolamento hanno efficacia anche tra privati, se la violazione delle norme del
regolamento comportano un danno, colui che l’ha subito può richiedere un risarcimento, oppure se
la violazione interessa norme sulle distanze si può richiedere la riduzione in ripristino. In entrambi
i casi il soggetto leso può presentarsi davanti ad un giudice ordinario oppure ad un giudice
amministrativo.
Il procedimento:
E’ analogo a quello dei piani urbanistici, comprende 2 fasi, l’adozione a cura del Comune e
l’approvazione a cura della Regione.
Il regolamento, a differenza del p.r.g. o del programma di fabbricazione, non può essere impugnato
isolatamente, ma soltanto con il provvedimento che vi ha dato attuazione.

CONCESSIONE EDILIZIA:

Per tutte le nuove costruzioni è previsto l’obbligo di licenza. La licenza diventa così un atto
ampliativi di carattere autorizzatorio con il quale il Sindaco consente ad un privato l’esercizio del
proprio diritto ad edificare. La legge Bucalossi ha poi sostituito la licenza in concessione edilizia.

Le opere soggette a concessione sono:


- le ristrutturazioni urbanistiche.
- le nuove costruzioni.
- le opere finalizzate a modificare la destinazione d’uso di edifici già esistenti.
- le ristrutturazioni edilizie.
- le opere da eseguire su aree demaniali da paret di privati o enti, sulle quali altri soggetti hanno il
diritto di godimento.

Le condizioni per il rilascio della concessione sono:


- la conformità della richiesta sulle disposizioni di legge e alle previsioni contenute negli strumenti
urbanistici vigenti.
- in mancanza degli strumenti gli edifici in progetto devono essere conformi agli standard
urbanistici generali.

Il procedimento:
- presentazione dell’istanza di concessione edilizia da parte dell’ interessato.
- l’ufficio comunale abilitato a ricevere l’istanza rilascia all’interessato una ricevuta con
l’indicazione del responsabile del procedimento.
- entro 60 giorni lo steso responsabile può indire una conferenza di servizi e acquisire il parere
della commissione edilizia.
- nei 15 giorni successivi il dirigente, in caso positivo rilascerà la concessione, decorso detto
termine, colui che ha richiesto la concessione può diffidare l’amministratore a provvedere entro 15
giorni.
- decorso anche detto termine, l’interessato può inoltrare l’istanza al Pres. della Regione, il quale
nomina nei 15 giorni successivi un commissario ad acta che entro 30 giorni adotta un
provvedimento pari alla concessione edilizia.
La concessione è onerosa, il suo rilascio comporta un contributo o onere di urbanizzazione, di
carattere tributario, commisurato alle spese di urbanizzazione.
La concessione indica il termine per l’inizio dei lavori, che non può superare 1 anno, e il termine
finale che non può superare i 3 anni, salvo rinnovo della concessione. La decadenza deve essere
espressa dal sindaco. In caso di annullamento della concessione, cioè quando risulta illegittima, gli
effetti sono retroattivi dalla stessa autorità che l’ha emanata.

LICENZA DI ABITABILITA’:

Dopo la costruzione, è necessario ottenere la licenza di abitabilità o la licenza di agibilità.


Attraverso tale provvedimento, viene verificato che l’edificio è stato realizzato conforme al
progetto e che sono state rispettate tutte le prescrizioni urbanistiche ed edilizie e le norme igienico-
sanitarie.

La richiesta deve essere correlata da:


- certificato di collaudo delle opere realizzate.
- attestazione dell’avvenuta presentazione della richiesta di iscrizione al catasto.
- dichiarazione del direttore dei lavori, che certifica la conformità delle opere al progetto
presentato e alle norme igienico-sanitarie.

Procedimento:
Presentata la richiesta, il Sindaco è tenuto a rilasciare la licenza entro 30 giorni dalla
presentazione, se non vi provvede, decorsi 45 giorni, la richiesta si intende rilasciata.

INTERVENTI EDILIZI MINORI:

Alcuni interventi sono ritenuti minori e quindi non sono sottoposti a concessione ma solo
all’autorizzazione ad edificare oppure alla denuncia di inizio attività. Questi interventi non sono di
carattere oneroso, quindi completamente gratuiti.
Si annoverano tra interventi edilizi minori:
- opere di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo.
- opere di eliminazione delle barriere architettoniche in edifici esistenti.
- recinzioni, muri di cinta e cancellate.
- opere interne di singole unità immobiliari che non comportino modifiche alla sagoma e che non
pregiudichino la stabilità dell’immobile.
- revisione o installazione di impianti al servizio dell’edificio.
- varianti alle concessioni edilizie già rilasciate.
- parcheggi di pertinenza nel sottosuolo del lotto.
- ristrutturazioni edilizie.
- interventi sottoposti a concessione, se disciplinati da piani attuativi.
- i sopralzi, le addizioni, gli ampliamenti e le nuove edificazioni.

Procedimento:
La denuncia deve essere presentata 20 giorni prima dell’inizio dei lavori e deve essere
accompagnata da una dettagliata relazione a firma di un progettista abilitato. Il Comune dove non
riscontri la non conformità del agli strumenti urbanistici, emette un ordine di motivato di non
effettuare le previste trasformazioni, tutto ciò deve essere esercitato entro 20 giorni dalla
presentazione della denuncia. Trascorso tale termine, i poteri del Comune si consumano. A lavori
ultimati, il progettista deve emettere il certificato di conformità al progetto, assumendo la qualifica
di persona esercitante un servizio di pubblica necessità. La manutenzione ordinaria nono è
soggetta a nessun provvedimento di concessione o autorizzativi.

TESTO UNICO:

Contiene norme primarie, e norme primarie delegificate. Nella prima parte contiene e coordina le
norme sulle concessioni edilizie, norme in tema di abitabilità e agibilità, mentre nella seconda
parte riunisce e coordina le norme tecniche sull’attività edilizia. Inoltre il testo unico ha ridotto a 2
titoli abitativi: concessione edilizia e denuncia di inizio attività. Il Tu esprime la competenza
comunale se rendere gratuita o meno la denuncia di inizio attività. E’ da sottolineare
l’eliminazione dell’obbligatorietà del parere della Commissione edilizia e l’autocertificazione , in
sostituzione del parere dell’Azienda Sanitaria locale. N innovazione è lo sportello unico
dell’edilizia per semplificare il procedimento, con i dubbi che però risulti solo come un ufficio
relazioni con i cittadini, non rendendo positivi i termini di semplificazione del rapporti burocratici.

Altri aspetti procedimentali:


- la razionalizzazione della tempistica procedimentale con riguardo all’azione comunale e
all’intervento sostitutivo della Regione.
- l’eliminazione di aggravi procedimentali in caso di immobili sottoposti a tutela.
- lo snellimento della procedura per il rilascio del certificato di agibilità.

Profilo organizzativo:
C’è una varietà e disomogeneità delle realtà locali suggeriscono che sia rimessa all’autonomia
normativa del Comune, singolarmente o in forma associata, la puntuale definizione dell’assetto
organizzativo.

ABUSIVISMO EDILIZIO

IL FENOMENO DELL’ABUSIVISMO:
E’ un fenomeno illegale, consiste nella costruzione di edifici e manufatti architettonici in mancanza
o in difformità dalla concessione edilizia. Le sanzioni previste per gli abusi sono di 3 tipi:
- sanzioni penali.
- sanzioni civili.
- sanzioni amministrative.

Sanzioni penali: ci sono 3 ipotesi di reato di natura contravvenzionale:


- inosservanza delle norme
- costruzione in difformità totale o in assenza della concessione
- lottizzazione abusiva
Le pene comportano delle ammende, la legge attribuisce inoltre al pretore il potere di ordinare la
demolizione delle opere abusive e la confisca.

Sanzioni Civili: la legge contempla alcune ipotesi di nullità degli atti di disposizione di immobili
abusivi. In base alla legge sul condono, sono nulli e non possono essere stipulati tutti gli atti tra
vivi, sia in forma pubblica sia in forma privata, che abbiano a oggetto il trasferimento, la
costruzione o lo scioglimento della comunione di qualsiasi diritto reale su edifici. Il risarcimento
del danno esprime che tutti i soggetti lesi possono presentarsi dinanzi ad un giudice civile per
ricevere il risarcimento del danno.

Sanzioni amministrative: vanno da quelle pecuniarie, per le ipotesi di minor gravità, alla
demolizione coattiva per gli abusi più gravi.
Sanzioni pecuniarie:
- per le costruzioni in difformità parziale dalla concessione edilizia: la sanzione è pari al doppio
del costo di costruzione o al doppio del valore venale della costruzione.
- per le costruzioni su concessione annullata: la sanzione è pari al valore venale delle opere
eseguite.
- per la ristrutturazione in mancanza di concessione: la sanzione è pari al doppio dell’incremento
di valore dell’immobile.
- per costruzioni soggette a d.i.a., ma eseguite in sua mancanza o in difformità da quanto
dichiarato dalla denuncia, o in difformità dagli strumenti urbanistici, la sanzione è pari al doppio
dell’aumento del valore venale dell’immobile.
Demolizione e confisca: è prevista per casi di:
costruzioni in difformità totale e per assenza di concessione edilizia: la demolizione è ordinata dal
sindaco e se il responsabile non la segue, ripristinando lo stato dei luoghi entro 90 giorni, viene
confiscata e acquisita gratuitamente al patrimonio del Comune. Di costruzioni in difformità
parziale dalla concessione edilizia, quando è possibile la demolizione della parte abusiva senza
pregiudizio per la parte realizzata in conformità.
Se la costruzione realizzata in mancanza di concessione risulta comunque conforme agli strumenti
urbanistici, il responsabile può richiedere entro 90 giorni la concessione in sanatoria, pagando un
contributo pari al doppio rispetto a quello normalmente dovuto.
La sospensione dei lavori è invece disposta in caso di lottizzazioni abusive.
Tutti i soggetti passivi della sanzione, sono obbligati in solido al pagamento delle sanzioni
pecuniarie amministrative e delle spese. Per i direttori dei lavori rispondono solo della conformità
dell’opera e vanno incontro a sanzioni disciplinari. La vigilanza e il controllo sull’attività spetta al
sindaco, che la esercita mediante funzionari e agenti comunali, e con ogni altro mezzo idoneo.
Di fronte ad un abuso edilizio, qualsiasi esso sia, il sindaco deve immediatamente ordinare la
sospensione dei lavori, salvo revoca , l’ordine resta efficace per 60 giorni, termine entro il quale
devono essere adottati i provvedimenti sanzionatori definitivi.
CONDONO EDILIZIO:

La stessa legge sul condono, oltre alle sanzioni, ha previsto un condono per le opere abusive già
costruite. Un secondo condono è stto previsto dalla legge 324/1994, che ha prorogato il termine
previsto dalla legge sul condono fino al 31 dicembre 1993. Sono quindi soggette a condono tutte le
opere abusivamente realizzate entro tale nuovo termine. Per opere realizzate si intendono le
costruzioni che sono state ultimate a rustico entro il 31/12/93, ossia ultimate con il completamento
della struttura portante, dei muri esterni e della copertura. La concessione edilizia in sanatoria
sana l’abuso edilizio commesso, trasformando l’attività abusiva in attività lecita sotto il profilo si
amministrativo. Sotto il profilo civile rende lecite le alienazioni degli immobili abusivi. Sono
sanabili le nuove costruzioni non superiori a 750 metri cubi, gli ampliamenti non superiori al 30%
o non superiori a 750 metri cubi di edifici preesistenti, le opere funzionali alla conduzione dei fondi
rustici nei Comuni montani, le opere necessarie per abbattimento delle barriere architettoniche, le
opere delle comunità terapeutiche, le opere sotterranee di riconosciuto valore artistico, anche
superiori a 750 metri cubi. Non sono invece sanabili in senso assoluto le opere eseguite in
violazione di un vincolo di inedificabilità assoluta. Per ottenere la concessione in sanatoria gli
interessati devono rivolgere apposita istanza al Comune e versare l’oblazione, ossia una somma di
denaro commisurata alle varie tipologie di abuso e un anticipo sui contributi di concessione. Sono
ammesse riduzioni dell’obligazione per le opere abusive eseguite su edifici adibiti ad abitazione del
possessore e dei suoi familiari. Successivamente il Comune rilascia la concessione edilizia in
sanatoria.
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

E’ di 2 tipi:

In senso soggettivo: cioè che si occupa del bisogno del cittadino e i soggetti sono: Stato ed enti
Pubblici che a loro volta possono essere territoriali (reg. prov. com.) e non
territoriali (inail imps).
In senso oggettivo: cioè che si occupa del bisogno pubblico sotto forma di atti e decisioni.

Principio di legalità: tutto quello che fa la P.A. è soggetto alle n.g. :

- Attività autoritativa: io soggetto devo fare quello che la P.A. mi dice di fare (demolizione abuso).

- Attività non autoritativa: vengo posto sullo stesso piano della P.A., la quale si comporta come un
privato (affitto del mio palazzo da parte del Comune).

La P.A. raggiunge i propri obbiettivi mediante:

- la Discrezionalità: è il modo in cui agire,la P.A. sceglie una delle strade diverse possibili, può
essere amministrativa cioè che la P.A. decide quale atto x raggiungere l’obbiettivo, oppure tecnica
cioè il modo che viene scelto x raggiungere l’obbiettivo secondo criteri tecnici.

Principio del buon andamento: buona amministrazione, la P.A. deve garantire un risultato, il
migliore, utilizzando nel miglior modo le risorse a disposizione.

- Economicità: è la capacità della P.A. nell’ utilizzare le sue risorse nel miglior modo possibile
senza risparmiare.

- Efficienza: è la capacità della P.A. nel raggiungere i propri obbiettivi nel miglior modo.

- Speditezza: è la capacità della P.A. nell’utilizzo del tempo in rapporto all’obbiettivo sfruttando al
massimo il tempo.

- Semplicità: la P.A. deve trovare la strada più immediata per raggiungere l’obbiettivo.

- Adeguatezza: la P.A. deve munirsi degli strumenti più idonei per raggiungere gli obbiettivi.
Principio dell’imparzialità:

- Imparzialità semplice: cioè svolgere il proprio lavoro oggettivamente, senza farsi condizionare da
elementi soggettivi.

- Imparzialità negativa: non fare preferenze o favoritismi.

Atto Amministrativo: è uan decisione, comportamento x il raggiungimento di un pubblico interesse.

La P.A. si comporta nei confronti si un soggetto in due modi:

- atti autoritativi: la P.A. sta sopra di me e quindi esercita un potere su di me (azioni di vigili).

- atti non autoritativi: la P.A. si comporta come un soggetto (affitto negato del mio locale nei
confronti della P.A.), si dicono anche meri atti cioè che sono semplici atti.

La facoltà della P.A. nell’emanazione dell’atto amministrativo:

- atti vincolanti: tramite la n.g. la P.A. deve emanare emanare x forza quegli atti, non può opporsi.
- atti discrezionali: la P.A. può fare delle scelte perché la n.g. lo permette, amministratività cioè la
scelta della direzione da parte della P.A., tecnica cioè il modo migliore di valutazione di interessi
contrapposti.

Classificazione degli atti

Si crea tramite le caratteristiche del procedimento:

- Atti amministrativi semplici: l’organo monocratico ha seguito solo la decisione.

- Atti amministrativi collegiali: organo collegiale hanno solo una volontà.

- Atti volontà collettiva: il punto di incontro tra due organi diversi cioè vogliono la stessa cosa.

- Atti amministrativi complessi: intervengono diverse volontà nella decisione da prendere di un


organo.

- Atti autorizzazione: io ho un diritto soggettivo ma non posso esercitarlo ma devo rivolgermi alla
P.A. affinché verifichi se ho i requisiti adatti x esercitarlo.

Effetti giuridici: sono le conseguenze delle decisioni prese.


- Atti che ampliano la sfera giuridica del destinatario: cioè traggo beneficio dalla decisione presa
dalla P.A. e si dividono in:

Concessioni: io vorrei svolgere un attività(non ho nessun diritto) ho un requisito che serve z


svolgere l’attività quindi chiedo alla P.A. di poterla svolgere, ci sono 2 tipi di concessioni, la
Concessione amministrativa e la Concessione traslativa cioè la P.A. può far qualcosa, io chiedo
alla P.A. di poter esercitare quello che può fare la P.A..
Ammissione: un soggetto usufruisce di tanti servizi, alcuni ne usufruiscono automaticamente, altri
servizi io li devo chiede alla P.A. e se sono verificate determinate condizione ella mi Ammette.

Esonero o Dispensa: tutti devono tenere un determinato comportamento, io chiedo alla P.A. di
mantenere il mio comportamento e se la P.A. è d’accordo mi Esonera.

Incentivi e Sovvenzioni: vorrei svolgere una determinata attività e chiedo alla P.A. un aiuto
monetario, se ci sono le determinate condizioni io riceverò incentivi o sovvenzioni.

Nullaosta: io voglio far qualcosa, ma c’è un ostacolo che me lo impedisce allora chiedo alla P.A.
di poter svolgere quello che voglio fare, verificherà se c’è un ostacolo e se c’è concede il nullaosta.

- Atti che limitano la sfera giuridica del destinatario: impediscono di trarre vantaggio e impongono
di seguire una decisione. Si dividono in:

Ordine: la P.A. mi impone di comportarmi in un determinato modo e di seguire un ordine.

Esclusione: io godo di un determinato servizio pubblico grazie alla P.A. oppure godo di un
determinato Stato Giuridico e la P.A. mi esclude tutto questo.

Sanzione: Amministrativa quando io devo tenere un comportamento che però non ho tenuto e
quindi vado incontro a sanzioni amministrative (infrazione codice stradale), poi c’è la Sanzione
Amministrativa Disciplinare che interessa solo dipendenti pubblici.

Espropriazione per pubblico interesse: la P.A. mi sottrae la mia proprietà, il diritto di proprietà e
in compenso ricevo un indennizzo monetario che mi risarcisce (in parte) del danno che ho subito
rappresentato dalla sottrazione di un mio diritto di proprietà riguardante solo beni immobili.

Requisizione per pubblico interesse: siamo in un caso in cui dobbiamo soddisfare con
immediatezza e prontezza un interesse pubblico, riguarda sia il ben mobile che quello immobile. In
questo caso non viene tolta la proprietà ma, temporaneamente, il godimento. Il periodo dell’uso
(indeterminato) verrà pagato con un indennizzo che mi risarcirà dalla sottrazione del diritto di
godimento.

B. immobile – D. Proprietà – espropriazione


- D. Godimento
B. mobile - D. Proprietà - requisizione
- D. Godimento

Procedimento Amministrativo: la n.g. stabilisce una serie di passaggi x poter raggiungere il


risultato e devo seguire tutti questi passaggi. E’ il processo con il quale gli organi e soggetti
raggiungono i pubblici interessi. E’ un insieme di atti, operazioni, decisioni coordinate tra loro.
Compiuta da soggetti (sindaco, comune, organi) con il fine ultimo di arrivare alla tutela di un
pubblico interesse tramite l’emanazione di provvedimenti amministrativi. (concessione edilizia)

Le fasi del procedimento che porta il rilascio della “Concessione Edilizia” sono:
- Istruttoria: raccogliere elementi che permettano di decidere il rilascio.
- Decisione: emanazione o meno del provvedimento amministrativo.

Legge 241/1990 7Agosto disciplina il Procedimento amministrativo sotto 2 aspetti:

- Semplificazione del procedimento: rendere il più lineare, meno complicato possibile questo
procedimento che la P.A. fa x tutelare un pubblico interesse.

- Fondamentale garanzia a tutela del cittadino: il cittadino diventa destinatario e parte attiva della
P.A., mediante il diritto di accesso che nacque con la legge 241. Così la P.A. deve informare il
cittadino che c’è qualcosa che lo potrebbe riguardare (es. espropio). Il cittadino può così visionare
in Comune il progetto che potrebbe coinvolgerlo mediante un espropio della sua proprietà.

- Presentazione di memoria: è uno scritto nella quale il cittadino espone il suo parere sul progetto
della P.A..

MANCA PICCOLA PARTE SUL VIZIO

VIZIO

-Incompetenza: ogni soggetto deve fare quello che la n.g. dice di fare,se non si fa vi è incompetenza
Competenza per materia: atto che ha efficacia su determinate materie
Competenza per territorio: atto che ha efficacia in una determinata zona
Competenza per grado: emanazione di atti che spettano ad un determinato organo,
di conseguenza non possono essere emanati da altri organi.

-Violazione di legge: cioè vizi che violano il: Procedimento (la P.A. non informa il cittadino)
Contenuto (nell’atto non c’è scritta l’ora o la firma)

-Eccesso di potere: la P.A. esercita un suo potere ma non per il pubblico interesse e ci sono vari
casi:

Sviamento di potere: la P.A. emana un atto amministrativo che persegue un fine (interesse) che non
è di pubblico interesse.
Contraddittorietà dei provvedimenti: quando la P.A. emana due atti incompatibili fra di loro
Contraddittorietà tra spiegazione e dispositivo: quando la P.A. emana un atto amministrativo che
rispetta la n.g., cioè quando l’atto ha una
spiegazione e una decisione (dispositivo), ma queste
2 cose si contraddicono tra loro.
Travisamento dei fatti: quando i fatti (motivazione), x un atto amministrativo, vengono alterati.
Disposità del trattamento: quando 2 situazioni identiche vengono trattate in modo diverso, o
viceversa.

VIZIO DI MERITO
L’atto viene emanato ed è legittimo ma non risponde all’opportunità o alla convenienza
amministrativa (es. sostituzione di computer in ufficio comunale con stessi computer già presenti).

ATTO INVALIDO

I rimedi posso essere:

L’annullamento dell’atto da parte della P.A.


La P.A. non annulla ma lo modifica “Sanatoria”
La P.A. Convalida un altro atto uguale a quello precedente ma eliminando il vizio

1°osservazione: la P.A. non si accorge che l’atto è invalido, allora io cittadino faccio ricorso
chiedendo che la P.A. ponga rimedio. Il ricorso può essere:

Amministrativo: chiedo alla P.A. un ricorso ORDINARIO se mi rivolgo a alla P.A. non mi
posso rivolgere a giudici.
- In opposizione: chiedo allo stesso
organo che ha emanato l’atto di porvi
rimedio.
- Gerarchico: chiedo all’organo
superiore dell’organo che ha fatto
l’atto di porvi rimedio.
STRAORDINARIO anche in questo caso non posso
rivolgermi ad un altro giudice e
anzi prima che il presidente decida
deve chiedere il parere del Cons. di
Stato. Va presentato solo al pres.
della rep. e si può fare solo in base
ad una n.g.

Giurisdizionali: chiedo al giudice che può essere ORDINARIO può decidere la reintegrazione del
diritto che mi era stato tolto o il
risarcimento in denaro di danni
subiti.
AMMINISTRATIVO si occupa di P.A., sono i TAR (trib. Amm. Region.) e in
2° grado mi rivolgo al Cons. di Stato.

Se io sostengo che la P.A. mi ha leso in un diritto soggettivo mi rivolgo al giudice ORDINARIO, di


un diritto legittimo mi rivolgo a quello AMMINISTRATIVO. Togliere l’atto amministrativo può
annullare l’atto o risarcire del danno procurato.

SOGGETTI E ORGANI DELLA P.A.

STATO ENTI (la Rep. è costituita da enti Comune Provincia Regione e


Stato)

Art.114
La legge di revisione costituzionale n° 3 pubblicata il 18 ottobre 2001 sottoposta a referendum
popolare e poi promulgata ha posto dei PRINCIPI:

- Stabilisce l’ordinamento repubblicano, cioè stabilisce che il nostro stato adotti l’ordinamento
repubblicano dove tutti gli enti sono uguali sul piano dell’importanza.

- Principio di sussidiarietà: il Comune è l’ente centrale sul punto di vista amministrativo cioè deve
soddisfare l’esigenza del cittadino, se il Comune non è in grado si occupa la Regione o lo Stato.

- Differenza e adeguatezza: è compito del Comune la sanità e l’igiene ( lo smaltimento


dell’immondizia decide il Comune come occuparsene cioè la differenziazione).

- Potere sostitutivo dello Stato: quando il Comune è inattivo interviene lo Stato.

Sono enti autonomi i Comuni, le Province, la città metropolitana e le Regioni. Tutti hanno un
proprio statuto.

Ente regione: nasce con la nascita della repubblica. 15 regioni a statuto ordinario, con
organizzazioni molto simili tra loro. 5 regioni a statuto speciale (valle d’aosta, trentino, Friuli,
sardegna e Sicilia) che hanno organizzazione molto differente dalle altre e anche tra loro.

Art.121

Funzioni ordinarie: la regione ha degli organi:


delle 15 reg.

- Consiglio regionale: eletto dal cittadino della regione ogni 5 anni a suffragio universale, ha tra i
30 e gli 80 membri (decide il numero lo stato della regione), è l’organo legislativo. Può essere
sciolto anticipatamente in caso ponesse in pericolo l’unità dello Stato o per atti che violano la
Costituzione, il pres con un DPR scioglierebbe il consiglio. I consigli nono posso essere perseguiti
x il loro voto o per le loro manifestazioni.

- Giunta: è l’organo esecutivo ed composta da PRESIDENTE e ASSESSORI (scelti dal pres.) il loro
numero è deciso dallo statuto e ognuno di loro si occupa di uno specifico settore, la giunta ha il
potere di presentare disegni di legge.

- Presidente: direttamente eletto dal popolo, è pres. della regione e della giunta, ha forti poteri:
funzione politica cioè dell’attività amministrativa della Regione. (si avvicina alle funzioni del capo
del governo).
Funzione istituzionale gestionale: la legge regionale viene promulgata da lui, emana regolamento
regionali. (simile al Presidente della Repubblica).
Lo stato sta perdendo tutte le sue funzioni a scapito della Regione e del Comune, i quali assumono
sempre più importanza:

Stato Regione
f. legislativa f. legislativa
f. giurisdizionale f. esecutiva
f. esecutiva

REGIONE

funzione legislativa:

- iniziativa presentazione progetti di leggi regionali e se lo statuto lo permette l’azione può essere
fatta da qualsiasi cittadino e consigliere.

- Consiglio Regionale (monocamerale), il progetto passa alla Commissione Referente, poi all’Aula
(discussione), votazione e se il consiglio approva, allora la legge viene promulgata dal Presidente
della Regione. Viene pubblicata sul Bollettino Regionale ed entra in atto subito oppure quando lo
specifica la legge.

Art.117

- Quando la Regione fa una legge, deve attenersi a dei limiti:

LIMITI GENERALI COMUNI ( sia x Regione che x lo Stato ) Rispettare la Costituzione,


Ordinamenti e Regolamenti, U.E., Obblighi Internazionali.

LIMITI SPECIFICI REGIONALI


Principio dell’ unità e indivisibilità dello Stato
Limiti territoriali della Regione ( la legge appartiene solo alla Regione )
Statuto Regionale ( dice cosa si può fare e cosa non si può fare )
Principio Costituzionale Comune limite che non è della Regione ma che la Regione non può non
rispettare.

- POTESTA’ LEGISLATIVA STATALE


Lo Stato fa delle n.g. su delle materie solo sue : si può far tutto quello che riguarda la cittadinanza,
è dello Stato : immigrazione, la difesa, moneta, ordine di pubblica sicurezza, processi, commissioni,
istruzione, legislazioni elettorali e dogane.

- POTESTA’ LEGISLATIVA CONCORRENTE ( Stato – Regione )


Lo Stato fa dei Principi Fondamentali, una legge che si rivolge alle Regioni che i Cons. Reg.
dovranno rispettare cioè che impone dei limiti, a questo punto il Cons. Reg. fa delle n.g. che
rispettino i Principi Fondamentali.

- POTESTA’ LEGISLATIVA ESCLUSIVA REGIONALE


La regione mediante le leggi regionali che rispettano i principi può far quello che vuole. La Regione
fa delle n.g. che seguino i principi e anche i principi su alcune materie, lo Stato non può fare leggi
esterne ai principi da lei fissati, quindi è la regione che crea le n.g..
- POTESTA’ REGOLAMENTARE ( fonte secondaria regolamenti )
Se lo Stato ha la potestà leg. allora ha anche quella regolamentare, se la Regione ha la potestà leg.
concorrente o esclusiva regionale allora ha anche la regolamentare. Potrebbe succedre che lo Stato
deleghi la Regione sulla funzione regolamentare.

Art. 118

FUNZIONE ESECUTIVA ( amministrativa )


E’ il Comune che deve soddisfare l’interesse comune e quindi la Funzione Esecutiva spetta al
Comune, se ci sono problemi all’interno della Provincia se ne occupa la Provincia, se sono nella
Regione la Regione e se sono statali lo Stato.

PROVINCIA

La provincia è un ente secolare, ha avuto un importante funzione, ma già 15 anni fa fu chiesto di


eliminarla, sottolineando la maggiore importanza dei Comuni e delle Regioni. Attualmente la
Provincia è ancora esistente ma le sono state attribuite delle Funzioni (poche e specifiche). Per es.
si occupa di: strade di collegamento intercomunali, assistenza di opere pubbliche intercomunali ed
edilizia scolastica.

COMUNE

Si deve occupare di tutto ciò che riguarda il bisogno del cittadino, cioè AI FINI GENERALI esclusi
quelli dello Stato e Regione.

Sia Province che Comuni si basano su uno STATUTO (regola l’ente), il quale conitene:
- Organizzazione e il funzionamento degli uffici e degli organi
- Prevedono degli strumenti di partecipazione del cittadino, cioè la partecipazione del cittadino
alla vita del Comune o Provincia, mediante petizioni o referendum.

STATUTI COMUNALI ( nei grandi comuni ), prevedono il decentramento comunale, cioè creare
all’interno del Comune altri enti con poteri decisionali. Per es. a Genova quegli enti sono i
Municipi.

Organi:

- Consiglio ( entrambi gli enti ): eletto 1 volta ogni 5 anni a suffragio universale, composto da un
numero di consiglieri stabilito dallo statuto. Organizzato come il Consiglio Regionale, ma non ha
funzioni legislative, ma di INDIRIZZO, cioè individua i fini da raggiungere e di CONTROLLO
POLITICO sulla Giunta, cioè controlla che gli obbiettivi vengano raggiunti. Il Consiglio è
l’organo che adotta gli statuti. E’ l’organo che approva i regolamenti.

- Giunta: composta da assessori il cui numero è deciso dallo Statuto, non vengono eletti dal popolo
ma dal Sindaco o dal Pres. della Provincia. La Giunta è l’organo esecutivo che raggiunge gli
obbiettivi. L’assessore ha 2 funzioni: Gestione Amministrativa dell’ Ente ( deve far si che l’ente
funzioni nel miglior modo possibile ), Attuazione dell’ Indirizzo ( è una funzione esecutiva ).

- Presidente ( provincia), Sindaco ( comuni ): organo monocratico come il Cons. è eletto 1 volta
ogni 5 anni a suffragio universale, il Pres. o Sindaco nominano gli assessori. Le loro funzioni sono:
A capo dell’ente, A capo della Giunta ( individuano gli assessori, li nominano, li sostituiscono,
convocano la Giunta e presiedono la seduta ). Il Sindaco è anche organo dello Stato appena viene
eletto. La funzione di anagrafe viene esercitata dal Sindaco. Dove non esistono centrali di polizia o
asl si occupa il sindaco della sicurezza e dell’igiene.

FUNZIONE LEGISLATIVA: ripartita tra Stato e Regione ( centralità della regione ), il diritto lo
crea la Regione ( funzione assolutiva e funzione concorrente ).

FUNZIONE AMMINISTRATIVA: ripartita tra Stato (f. amministrativa), Regione (f.


amministrativa), Provincia(f. specifiche) e Comune (ente ai fini generali, vige il principio di
sussidiaretà cioè se si dovesse occupare di obblighi troppo grandi riguardanti la regione, allora se
ne occuperà la regione oppure lo stato.