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I

UMORISMO

IL CASO

FUMETTI

DIARIO DI LETTURA

Vacanze matte con Powell


Il romanzo-cult degli Anni 50
DAMICO P. II

Un regalo da Tiffany
La favola della Hill il bestseller estivo
SERRI P.III

LIncal di Moebius
La saga del grande autore francese
GEDDA P. IV

Mio marito von Rezzori


La vedova ricorda gli amori di Grisha
IADICICCO P. VIII

NUMERO ANNO XXXV SABATO 20 AGOSTO 2011

1779

PAROLE IN VALIGIA

tuttoLIBRI

SCUSATE
MA IO SONO UN ORSO

n giorno un orso si svegli dal letargo e invece della solita natura selvaggia si trov intorno le ciminiere di una fabbrica, con un caporeparto che lo sgridava scambiandolo per lavativo assenteista. Lanimalone cerc di spiegare gentile che lui non lavorava perch era un orso. Niente da fare, larrogante capetto ringhi: Tu non sei un orso, sei un babbeo col cappotto di pelliccia e la barba da tagliare in cerca di scuse per sottrarsi alla catena di montaggio. Dopo, intervennero altri superiori, persino il presidente sommo della fabbrica, e poi colleghi orsi di zoo e circhi, tutti a ripetere la solita tiritera ... sei solo un babbeo... etc., fin quasi a convincere il povero orso che non era un orso e avrebbe fatto meglio a sgobbare. Questa magnifica favoletta kafkiana, inno alla libert e alla mitezza contro la cocciuta arroganza dei tempi moderni, un graphic novel che si intitola Lorso che non lo era (Donzelli). Lha scritta e disegnata con grazia Frank Tashlin, uno dei primi cartoonist americani, collaboratore anche dei fratelli Marx o di Jerry Lewis, tanto per far capire da che parte delluniverso stava con la sua poetica stralunatezza. Si legge in meno di mezzora, ma ristora per molto di pi, quando difficile capire se siamo orsi smarriti in un mondo che non funziona o babbei da spennare di oboli per placare i mercati di questa strana estate. Limportante sapere di essere orsi, e andare in letargo, se serve.

Illustrazione di ALE + ALE per Tuttolibri ispirata al Giardino dei ciliegi di Anton Cechov
NADIA CAPRIOGLIO

Vi ricordo, signori, che il 22 agosto va allasta il giardino dei ciliegi. Pensateci!... il giardino dei ciliegi il punto di coagulazione dellultima, omonima, opera di Cechov, labbagliante velo bianco attraverso cui si vede tutta la storia, il giardino eternamente bianco sotto i fiori bianchi della primavera e sotto la neve dinverno. Una commedia, come la defin lautore stesso, crepuscolare e luminosa che mette in scena un giardino dun tenero biancore, un prezioso giardino daltri tempi dove, allalba, un alberello bianco, piegato ricorda lombra

Estate in giardino/8 La celebre commedia


un simbolo dellamore russo per piante e parchi dai vecchi alberi di Puskin ai viali oscuri di Bunin

Lo scrittore acquist una piccola tenuta in provincia di Mosca e provvide a rimboschirla accuratamente
materna. Quattro movimenti, quattro spaccati di tempo reale, uno per atto e per stagione, recitano il lungo addio al giardino dei ciliegi cos come ognuno dei protagonisti lha amato: per Ljuba ha la grazia gioiosa dellinfanzia, ma anche il luogo in cui il suo bambino annegato allet di sette anni; per Lopachin, figlio di contadini, vale oro, ma bisogna abbatterlo, dividerlo in lotti per costruirci dei villini: bellezza sterile, tesoro da sfigurare, ognuno porta dentro di s il proprio giardino dei ciliegi e per tutti

Tra i ciliegi di Cechov sfiorisce la vita


lavvenire si prefigura sulle rovine della sua bellezza. Ljuba comprende la propria vita soltanto quando, al ritorno da Parigi, dopo cinque anni ritrova il giardino intatto, con i suoi alberi bianchi che sembrano fantasmi. Di qui guardavo il giardino: era come adesso, bianco, tutto bianco, e la felicit si svegliava con me ogni mattina. Oh, giardino mio! Dopo lautunno, grigio, piovoso, dopo il gelo dellinverno eccoti di nuovo qui, giovane, allegro. [...] Tutte quelle macchie bianche di fiori, il cielo cos azzurro.... I fiori del giardino sono senza prezzo, ma anche senza valore alla vigilia della Prima Rivoluzione

conto Il monaco nero del 1894. A differenza del Giardino dei ciliegi, tutti i colori di questo racconto, fin dal monaco del titolo, sono cupi, cos come tetro lumore del protagonista, Andrej Kovrin, ospite nella tenuta di Pesockij, suo ex-tutore, per curarsi una malattia nervosa. Lenorme casa dalla facciata scrostata, con colonne e leoni, immersa in un antico

Turgenev scriveva allamico Annenkov: Non conosco nulla al mondo pi incantevole dei nostri vecchi giardini
parco, tetro e severo che si estende fino al fiume, su una riva argillosa, ripida, a picco sulla quale crescevano pini con le radici scoperte simili a zampe pelose: il classico parco romantico, che produce leffetto di profonda malinconia, una malinconia da far venir voglia di scrivere una ballata. Immancabili alcuni elementi che sottolineano la vita illusoria della natura: lacqua del fiume con i suoi riflessi, le brume delle nebbie, le ombre, il tramonto. Inoltre troviamo il culto degli alberi vecchi, molto diffuso in Russia. Anche Pukin, in una delle sue liriche liceali dedicate ai giardini di Carskoe Celo apprezza la vetusta lanugine degli alberi e Turgenev, conoscitore dei maggiori parchi dEuropa,

Letture
Anton Cechov

Il giardino dei ciliegi


(trad. Angelo Maria Ripellino) Einaudi, pp. 81, 9,00

BRUNO VENTAVOLI

Racconti
Garzanti, pp. XXX-1280, 24,00 (il racconto Il monaco nero contenuto nel secondo volume)

TUTTOLIBRI
A cura di: BRUNO VENTAVOLI con BRUNO QUARANTA tuttolibri@lastampa.it www.lastampa.it/tuttolibri/

Aleksandr Pukin

Poesie
(trad. di Eridano Bazzarelli) BUR, pp. 336, 10,90

Ivan Bunin

LA STAMPA

Viali oscuri
(trad. Alizia Romanovic) Salerno, pp. 372, 18,00

russa del 1905, quando laristocrazia ormai in fuga cede il passo alla pi intraprendente borghesia: la piena fioritura di maggio, immersa nella nebbia leggera, lascia spazio ai tronchi nudi e neri che lascia comincia ad abbattere sotto un chiaro sole dottobre. Anton Cechov aveva una passione tipicamente russa per le piante: quando acquist la piccola tenuta di Melichovo, in provincia di Mosca, provvide accuratamente a rimboschirla e nel suo giardino di Jalta piant migliaia di fiori e arbusti, di cui si interessava anche quando era lontano. A lui si deve il pi bel giardino della letteratura russa, nel rac-

Continua a pag. II

II

Narrativa
MASOLINO DAMICO

SUI CILIEGI DI CECHOV SFIORISCE LA VITA


NADIA CAPRIOGLIO

Segue da pag. I

scrive allamico Pavel Annenkov in una lettera del 1872: Non conosco nulla di pi incantevole dei nostri vecchi giardini: non c luogo al mondo con un tale profumo e un tale grigio verde-dorato. Nelle vicinanze della casa padronale, nascosta dagli alberi, il parco, secondo labitudine russa, lascia spazio a una parte recintata destinata a fiori e piante ornamentali: rose meravigliose, gigli, camelie, una variet di tinte di tulipani, cominciando dal bianco candido a finir al nerofumo si affiancano a spalliere di alberi da frutto, un pero che aveva la forma di un pioppo piramidale, querce e tigli come palloni, meli che formano ombrelle e arcate, susini intrecciati in monogrammi, viscioli, cespugli duva spina e di ribes, il tutto in unatmosfera di fatica e di lotta contro la natura che accomuna il lavoro dei padroni e dei contadini. Il giardino agreste arricchito di alberi da frutto corrisponde allo spirito dei piaceri semplici dei suoi proprietari e dei visitatori. Ancora Pukin, in Epistola a Judin,

Vacanze matte di Richard Powell fu un grande successo americano nel 1959 (con aggiunta di musiche, ne fu anche tratto uno dei film peggiori di Elvis Presley), ma in Italia arriv dieci anni dopo. Piacque comunque molto anche qui, e anzi divent, alla lunga, un culto sotterraneo, pare infatti che la sua odierna riproposta si debba a una grande e genuina richiesta del mercato. Sono le avventure di una singolare famiglia di neopionieri quasi controvoglia, i Kwimper - padre, figlio diciannovenne bello, forzuto e innocente come Lil Abner, due gemelli discoli ereditati da parenti, e una babysitter estranea al clan e sola ad avere la testa sulle spalle. Nel New Jersey da cui provengono i Kwimper appartengono a una comunit chiusa e anarchica, che ha un suo gergo e dei suoi costumi; il padre si specializzato nel vivere di sussidi statali, e anche il suo figliolone fruisce di una pensione che non gli spetta, per un incidente gonfiato di quando

Particolare di Coming and Going, illustrazione di Norman Rockwell

I Kwimper si perdono senza viveri e senza benzina nellAmerica disabitata E se la cavano benissimo
era sotto le armi. Rientrando da un viaggio in macchina nel profondo Sud, il gruppetto imbocca una strada ancora in costruzione, resta senza benzina, senza denaro e senza viveri in una zona disabitata sul mare (siamo in uno Stato immaginario che si chiama quasi come quello dove si trova la citt di Washington) ed quindi costretto a darsi da fare per sopravvivere. Pur abituati a farsi mantenere dal governo, i Kwimper hanno nelle vene troppo sangue americano per non saper affrontare lemergenza. Novelli Robinson, ma a differenza di quel celebre naufrago abilissimi nei lavori manuali, trovano subito acqua potabile, frutta commestibile, lenze rudimentali per pescare grossi pesci, legna per costruirsi unabitazione. Quando li scoprono, le autorit cerca-

Powell Torna Vacanze matte, classico dellumorismo Anni 50:


vizi, virt e bricolage di un clan di zoticoni che ricorda i Simpson

I viali stretti di tigli erano caratteristici delle tenute russe e ne costituivano la nostalgica bellezza
descrive con nostalgia Zacharovo, la tenuta della nonna, e ricorda la casetta che si affaccia sul giardino ridente dove Flora saccompagna a Pomona, per far dono di frutti e fiori insieme. Dalle finestre della casa di Pesockij la visuale si schiude su viali diritti, fitti e oscuri, mentre pi lontano le linee serpeggianti dei sentieri destinati alle passeggiate suddividono il parco in tanti paesaggi distinti, dando lillusione di uno spazio senza confini. I viali relativamente stretti formati da fitti filari, per lo pi di tigli, erano uno dei tratti pi caratteristici dei giardini delle tenute russe e ne costituivano la bellezza. Viali dritti, non potati, che servivano da tranquillo rifugio per gli uccelli e proiettavano unombra scura senza trasparenza. LEuropa non conosceva i muri di tigli dei giardini russi, tanto che tali viali fitti assumevano un alto valore simbolico: Viali oscuri il titolo di un racconto di Ivan Bunin che d il nome a una raccolta del 1943 pubblicata nellemigrazione e segnata da unintensa nostalgia per la Russia. Bunin vede nel viale di tigli oscuri un simbolo della Russia che fu: un vecchio giardino regolare lasciato libero di crescere che andato oltre se stesso, nel quale si evidenzia la vittoria della natura sul principio della regolarit razionale. In fondo, come scrive Aleksandr Blok il 1 aprile 1919 nel proprio diario, un bel giardino con i fiori di campo e la bardana non ha forse pi fascino di un brutto parco con i vialetti battuti?

La famiglia yankee non si piega e sarricchisce


no di scacciarli in quanto in quel terreno prevista una zona panoramica, ma tra la strada e lacqua c una striscia che tecnicamente terra di nessuno, e qui i nostri si insediano, mettendo su unattivit di pesca che col tempo comincia a attirare gitanti appassionati e quindi frutta loro ottimi guadagni. Paradossalmente, o forse non tanto, pi la piccola comunit degli ex scrocconi si appassiona al lavoro e quindi prospera, pi la societ ufficiale cerca di ostacolarla, e i persecutori si moltiplicano: prima il sovrintendente ai lavori pubblici, poi una assistente sociale, in seguito addirittura dei gangster che vogliono aprire una bisca in quel terreno fuori dalla giurisdizione dello Stato... La comicit dei conflitti da cui i nostri eroi emergono sempre vittoriosi come certi personaggi invincibili dei cartoni animati proviene dallantico espediente di affidare il racconto a un personaggio pi sciocco del lettore, che quindi capisce le situazioni prima di lui. Perch lespediente non diventi monotono occorre, primo, che le situazioni si rinnovino con una certa estrosit, e, secondo, che il narratore sia sufficientemenp p p p p
Richard Powell VACANZE MATTE trad. Luca Briasco Einaudi, pp.334, 18,50 Dal romanzo, nel 62, fu tratto il film Lo sceriffo scalzo con Elvis Presley, diretto da Gordon Douglas.

te interessante (magari, che non sia dopotutto cos cretino). Sommi e inarrivabili modelli del genere sono I viaggi di Gulliver e Huckleberry Finn; ma anche con ambizioni inferiori il nostro Powell se la cava. Gli episodi che inventa, tutte variazioni sul tema che si diceva, sono buffi e sempre arricchiti da una competenza piacevolmente yankee su dettagli tecnici tipo come ricavare una vanga dal parafango di una vecchia auto. E colui che racconta, ossia limbranato ragazzone reso invulnerabile dalla sua stessa schiettezza e inesperienza di mondo, simpaticissimo.

Manzon Lesordio della scrittrice trentenne


con un romanzo di sentimenti e conflitti
GIOVANNI TESIO

Quarta classificata nella cinquina del premio Campiello, Di fama e di sventura della trentenne Federica Manzon un romanzo desordio (dopo il reportage narrativo, Come si dice addio, pubblicato tre anni fa). Un romanzo troppo grosso - quasi quattrocentocinquanta le pagine, non tutte necessarie - che racconta una storia di sentimenti e di conflitti non tutti essenziali, di intrecci e di incroci non tutti efficaci. Troppe coincidenze stentano a farsi destino, anche se poi il destino simpone inopinato nelle pagine finali, quelle che meglio legittimano il titolo foscoliano. Ambientata per lo pi in una citt facilmente riconoscibile come Trieste, di cui non si fa mai il nome, ma di cui sono ben identificabili i riferimenti, a ricostruire la vicenda - in una prima per-

Due amici e una donna divisi dai giochi del destino


sona che affiora in alternanza con la terza - una donna che si svela a poco a poco, ma che costituisce una presenza viva almeno in tre della quattro tappe del percorso in cui il romanzo scandito.

La storia di un uomo che osserva le stelle e di un manager dellalta finanza in finale al Campiello
Il protagonista assoluto Tommaso, il comprimario lamico Ariel. Due figure molto diverse che occupano le pagine in un movimento di in-

contri, di addii, di ritorni. Da un lato Tommaso, il figlio di una ragazza-madre e il nipote di una nonna eccezionale; dallaltro Ariel, un bambino, che dietro le spinte del padre sviluppa nel tempo le sue doti natatorie fino a raggiungere podi e primati prestigiosi. Da un lato il carattere aspro e determinato di Tommaso, dallaltra il carattere aereo e innocente di Ariel. Da un lato una chiusura quasi ermetica, fatta di frustrazioni e delusioni affettive determinanti. Dallaltro una duttilit naturale, quasi miracolosa. Tommaso e Ariel si incontrano in un collegio dove sono accolti come borsisti. Tom-

Federica Manzon

p Federica Manzon p DI FAMA E DI SVENTURA p Mondadori, pp. 438, 19,50

maso un bravo studente specialmente versato nellastronomia e nei numeri. Ariel uno studente ordinario che sviluppa senza fanatismo

e soprattutto senza cattiveria le sue virt di atleta, sospinto dalla vigilanza di un padre ansioso di riscatto. Tommaso ha il cuore in due scisso, perch ostacola la sua bont fino a fare di s - dietro i colpi di delusioni e di abbandoni vissuti come tradimenti di confidenze mal riposte - un uomo di catafratta orditura.

Tuttolibri
SABATO 20 AGOSTO 2011 LA STAMPA

III

Personaggio La vita dolce e disperata


di Else Kirschner vista dalla figlia

Via col vento dalla Berlino del nazismo


Il caso Perch la favola della Hill
diventata il bestseller dellestate
LUIGI FORTE

Vado da Tiffany e vi regalo un po di bont


Audrey Hepburn continua a essere licona della gioielleria newyorkese dopo il celebre Colazione da Tiffany diretto da Blake Edwards nel 1961 dal romanzo di Capote Allattrice dedicato un volume pubblicato da Gremese, La principessa di Tiffany, di Robyn Karney

Ariel ha una vita pi piana e pi accetta, pi di Tommaso capace di affidarsi e conformarsi. Tra i due la storia con una ragazza (lio narrante) che li divide, perch Tommaso viene cacciato dal collegio. Da quel momento, studiando da cow-boy per sfuggire al suo destino di indiano, lo scrutatore di stelle - mentre

Ariel va nuotando nei suoi primati - si getta con ferocia in una mischia forsennata: prima nel ramo delle assicurazioni e poi della finanza internazionale, dove approda ad altissime mansioni direttive che lo portano in altri angoli di mondo. La figura di Ariel fin troppo positiva. La figura di Tommaso - cos indurita alleccesso - fin troppo negativa. Unamicizia il cui segreto difficile da ricostruire e che potrebbe apparire a tutta prima addirittura impossibile. Mentre invece genera una complicit unica ed esclusiva, anche se non salvifica. In troppe pagine descrittive e prevedibili affiora il gusto melodrammatico della sorpresa, ma in certi personaggi (come quello della nonna) o in certi frangenti (ad esempio, la vita matrimoniale di Tommaso) si fa strada e questo accade magnificamente nel finale - una tensione persuasiva. Tra alti e bassi il risultato di un esordio promettente che il Campiello ha generosamente ammesso alla lizza di settembre.

so anello di fidanzamento acquistato in uno dei pi sofisticaBrillano le vetrine ad- ti negozi del mondo. Il libro ridobbate, la neve cade in soffici manda allesile e magica figufiocchi sulla 5th Avenue, Va- retta di Audrey Hepburn che, nessa, Ethan e Daisy si rifugia- nel film Colazione da Tiffany, di no in un posto caldo a bere vino quei meravigliosi ambienti con speziato e cioccolata bollente. teche di brillanti dice: Non ci Nella fantasmagoria delle luci pu capitare nulla di brutto l di Manhattan un solo negozio dentro, non con quei cortesi sinon ha bisogno di ulteriori ar- gnori vestiti cos bene, con quel redi natalizi perch gi scin- simpatico odore dargento e di tillante tutto lanno con i suoi portafogli di coccodrillo. gioielli che confeziona in una Audrey, cos sottile e intrisontuosa scatolina blu. gante, oggi la vera icona miniNoi per non siamo n a malista ed elegante delle adoleNew York n a Natale, ma in- scenti che si appassionano a collati alla Un regalo da sdraio per Tiffany. Che capire cosa leggono, guardiavolo sucda caso, indoscede a quel sando tracolle pacchettino e t-shirt con con dentro sopra stampiun diamante gliato il bel volmontato seto di Audrey, condo il la imitano porclassico stitando fuseaux le di Tife ballerine, fany. Se ci mentre i pubp Melissa Hill guardiamo blicitari fanno p UN REGALO DA TIFFANY intorno, sordella famosa p Traduzione Milvia Faccia, presa: la attrice la loro p Roberto Lanzi e Rosa Prencipe spiaggia testimonial p Newton Compton punteggiata preferita. p pp. 401, 9,90 di copertine Il plot della color turcheHill - tradotto se. Non siamo i soli che non si in 18 lingue - ha sbaragliato nelstaccano da Un regalo da Tif- lindice delle vendite autori ben fany (Newton Compton) che pi decorati, come il premio racconta come, a seguito di Strega Edoardo Nesi, Andrea uno scambio di sacchettini Camilleri o Fred Vargas. Ma in del prestigioso punto vendita Un regalo da Tiffany i personagdi ori e affini, si intreccino le gi non sono solo in lizza per convite di Ethan, prof di inglese quistare lamato bene e convovedovo e un po distratto, del- lare a nozze. Il londinese Ethan la sua simpatica figlia, della e lirlandese Rachel vengono promessa sposa Vanessa e di definiti romantici e sognatodue giovani donne di Dublino. ri perch, mentre la storia si Uscito il 1 luglio in Italia, dipana, si evidenzia linsolita il libro della scrittrice irlande- propensione a non lottare con se sta correndo come un ful- le armi dei cinici e degli arrammine. La Hill, esclusivamente picatori, a non voler superare grazie al passaparola, diven- le proprie difficolt dannegtata la regina delle classifi- giando gli altri, a essere semche. E questo racconto, che pre pronti non a ferire ma a vequalcuno, erroneamente, po- dere il meglio delle persone. trebbe interpretare come la Anche Terri, compagna di versione zuccherina di un Na- avventura di Rachel nella getale in stile Vanzina, il caso stione di un localino dove si editoriale di queste settima- consumano spuntini succulenne. Sar dunque il caldo, sa- ti, nel drappello dei generosiranno le tensioni conflittuali altruisti. La favola che si svoldellestate allinsegna della ge tra Tiffany e il Plaza, tra crisi e delle polemiche, ma New York, Londra e Dublino, un fatto che del tutto inaspet- non invita mai a un eccesso di tatamente una commedia ro- consumismo, bens a farsi pamantica si posiziona in vetta ladini del benessere altrui, peralle preferenze (con 220mila sino a discapito del proprio. Alcopie stampate). A mettere in la fine, come in tutte le fiabe, moto la vicenda, con ironia e tutti i nodi verranno al pettine inattese soluzioni, un costo- e trionferanno i migliori.
MIRELLA SERRI

Peggio di cos a Else Kirschner non poteva andare. E dire che la bella berlinese, intelligente e vitale, figlia di genitori ebrei, era una forza della natura, una donna libera dal fascino provocante. Sembrava che la vita come gli uomini fossero ai suoi piedi. Ma ben presto quella ragazza dai capelli di bronzo, forti come una criniera, dovette incassare i primi colpi e scoprire che lavventura della sua esistenza era destinata, nonostante anni gioiosi e spensierati, a trasformarsi in un dramma senza fine. Terribili le sequenze: il fratello Friedel morto nel 1918 di febbre spagnola, il primo marito che la tradisce con due intime amiche, i divorzi, la fuga in Bulgaria con le due figlie dopo il pogrom del novembre del 1938 e la deportazione della madre a Theresienstadt. Poi la follia della guerra in cui, combattendo per i francesi, trova la morte non ancora trentenne il primogenito Peter; e da ultimo, colpita da sclerosi multipla, la sua lenta, inesorabile agonia e la fine alla soglia dei cinquantasei anni. Un destino drammaticamente esemplare che nellintenso romanzo della figlia Angelika Schrobsdorff, Tu non sei come le altre madri (1992), diventato in Germania un vero bestseller e ora edito da e/o nellottima traduzione di Monica Pesetti, si dilata nellaffresco di unepoca in bilico fra ebbrezza e rovina. La scrittrice che ha vissuto la sua infanzia e adolescenza a stretto contatto con la madre condividendone con la sorella maggiore Bettina anche i diffici-

Angelika Schrobsdorff

p p p p p

Angelika Schrobsdorff TU NON SEI COME LE ALTRE MADRI traduzione Monica Pesetti e/o, pp. 528, 20

Ebrea, intelligente bellissima e vitale am intellettuali e uomini potenti Poi, la tragedia


li anni dellemigrazione fra il 1939 e il 1945, proietta sul suo schermo autobiografico lascesa e la caduta di un mito. Quello di una madre disinvolta e rapace, che si appassionava agli intellettuali come il primo marito Fritz Schweifert autore di commedie, amava i potenti come Hans Huber, il secondo compagno figlio dun ministro bavarese, e adorava il denaro e la bella vita che laltro marito, Erich Schrobsdorff, le assicur come rampollo dellalta borghesia imprenditoriale nei primi anni Trenta. Facce diverse di un universo maschile che risulta spesso egoista e inadeguato. Else, da parte sua, inebriata dal gioco della trasgressione e dal travolgente girotondo di feste e spettacoli, rimuove la tragica realt che la circonda, segrega i figli in un mondo di fiaba e ne prepara linfelicit futura. Aveva anticipato i tempi infrangendo le regole del suo ristretto ambiente ebraico e sognato il mondo vasto cristiano, la cultura, leleganza di un milieu che ebbe modo di conoscere nelle sue case di Dahlem, Wannsee e Grunewald, nomi che a Berlino, gi

allora, suggerivano gioia di vivere e solidit borghese. Pi tardi, ormai mutilata nellanima e nel corpo, dovr ammettere: La mia vita non stata forse solo un susseguirsi di pazzia, superficialit, egoismo, ricerca del piacere e follia erotica?. Di questo ha dato conto la figlia Angelica nata nel 1927, delineando la sua stessa difficile iniziazione, ma soprattutto ricostruendo attraverso ricordi, testimonianze e lettere, latmosfera di una belle poque riflessa nella livida luce dellincombente tragedia. Come in Via col vento, a cui questepopea stata accostata, il destino dei singoli rimbalza fra ineluttabili catastrofi storiche e si affloscia senza speranza. Else non potr dire come Rossella OHara afflitta da tante sventure: Dopo tutto, domani un altro giorno. Nelle sue ultime lettere che la figlia mette in appendice, il passato ormai seppellito sotto le rovine della sua citt e la Germania il regno dellApocalisse. Eppure Angelika fa riaffiorare attimi di felicit - nelle pagine sui soggiorni a Ptz o a Bukowo nella misera campagna bulgara - che commuovono anche il lettore pi disincantato. C molto sentimentalismo, anche del godibile kitsch nella prosa della Schrobsdorff, ma la sua debolezza la forza del romanzo perch il cuore guidato da una vigile intelligenza che trasforma la storia in un duro jaccuse contro una societ che vuol rimuovere e dimenticare. Sola e disperata si leva a tratti la voce del fratello Peter in cerca di una propria identit, come ebreo e soprattutto come uomo, oltre la follia di un paese che sente nemico. Anche Angelica andata lontano: moglie del regista Claude Lanzmann, ha scritto e vissuto a Parigi, Monaco e Gerusalemme, per poi tornare in anni recenti a Berlino. L dove le voci dun tempo sinfittiscono, dove la porta il cuore e dove, come lei dice, si pu morire meglio.

IV

Scaffale per lestate


Dallet del jazz

Francis Scott Fitzgerald FILOSOFI E MASCHIETTE Traduzione di Luca Merlini Passigli, pp.225, 16,50

DallIndia

ma, una research student espatriata negli States, si reca al consolato indiano per un visto. Come sospetta, in India lattende un matrimonio combinato a sua insaputa. Un violento terremoto la imprigiona nelledificio, insieme a un gruppo eterogeneo: un funzionario e unimpiegata del consolato, un islamico travagliato e fanatico, una coppia di americani anziani, in cui la donna ha tentato il suicidio per disperazione e che una volta giunta in India vuole abbandonare il marito, una nonna di origine cinese con la nipote, un ex-militare afro-americano. Tale la premessa dellultimo romanzo della prolifica Chitra Banerjee Divakaruni, Raccontami una storia speciale. Intrappolato in due stanze, senza la certezza di essere soccorso, il gruppo rischia di cedere psicologicamente, se Uma non proponesse a ciascuno di raccontare il motivo che lo ha portato allufficio visti. Il volume assume il taglio di un pellegrinaggio che conduce alle radici celate del proprio io, un rivelarsi a se stesso e agli altri. Non a caso Uma ha nello

Nove personaggi in cerca di confessioni trovano la Divakaruni


zaino The Canterbury Tales di Chaucer, di cui il romanzo ambisce forse essere una versione aggiornata ai modi della confessione autobiografica. Comunque sia, appare evidente il proposito balzi e spezzoni, senza poter creare una realt alternativa: lunica illuminazione sar quella raggiunta da Uma, oltre lattesa di unipotetica salvezza. I racconti riflettono daltra parte i modi della cultura indiana contemporanea, nel privilegiare come veicolo di comunicazione la storia damore e lintreccio tra passato e presente, sulle orme del film Love Aaj Kal, in cui le due temporalit si rifrangono a vicenda. illuminante a tale proposito il racconto della vecchia cinese, dapprima emigrata in India e poi fuggita allo scoppio della guerra con la Cina, narrazione in cui dominano senza dubbio meccanismi di racconto filmico. Alessandro Monti

2011 - Les Humanoides Associs S.A.S. Per lItalia: Magic Press Edizioni srl

a sua moglie Zelda Sayre. I racconti hanno tutti al centro una maschietta di appena diciannove anni alle prese con il gioco della seduzione. Quasi sempre riescono nei loro propositi per poi ritrovarsi, sulle soglie del matrimonio, irrimediabilmente spaesate e pronte all'adulterio. La pi nota tra tutti Ardita, conquistata da un bel giovane che si finge pirata nelle acque aristocratiche di Palm Beach. lei che teorizza, prima di tuffarsi con un gesto di classica perfezione, la necessit di avere coraggio: per me coraggio significava farsi strada attraverso la spenta foschia

che scende sulla vitauna specie di insistenza sul valore delle vita e sul valore delle cose effimere. Ma c' anche una sua sorella per sempre macchiata dall'errore, da un eccesso di durezza, la protagonista de La coppa di cristallo colpita da una tremenda maledizione mandatale nella forma di una enorme coppa di cristallo da un amante rifiutato. Evocazione tratta da Henry James che pare essere il nonno di queste tanto aeree quanto inquiete creature, insidiate da un destino di morte, di oblio come Zelda, eterna principiante della vita. Camilla Valletti

Fumetti
Ma che cosa un detective privato di classe R? la curiosit che ci accompagna nella lettura della saga LIncal pubblicata per la prima volta in versione integrale e, da sottolineare, con i colori originali di Moebius restaurati sotto la sua diretta supervisione

n attesa che Baz Luhrmann esca l'anno prossimo con il quarto remake de Il grande Gatsby, Passigli propone con la traduzione di Luca Merlini la prima raccolta di Francis Scott Fitzgerald scritta negli anni Venti diventata celebre soprattutto grazie al titolo Flappers and Philophers, Filosofi e maschiette. Chi fossero le flappers non certo un mistero: canonizzate da Fitzgerald erano le fanciulle della buona societ americana degli anni del jazz, consapevoli del proprio irresistibile fascino, votate all'effimero, occupate solo di loro stesse, perennemente annoiate, ossessionate dalla moda, anche oscuramente rapite da una forza autodistruttiva. Fernanda Pivano in un suo antico saggio ha voluto vedere in loro una sorta di derivazione dal movimento delle suffraggette mentre Fitzgerald punt soprattutto sul loro aspetto, sulla loro splendente giovinezza tanto simile, per irresponsabilit e battuta pronta,

Lesordio di Fitzgerald con maschiette che sognano di sedurre

Incal, il gioiello di Jodorowsky &

(Magic Press, 308 pagine a colori, 25). C tutta la deliziosa visionariet creativa di Alejandro Jodorowsky e di Moebius (Jean Giraud) in questa serie pubblicata per la prima volta negli Anni Ottanta in Francia da Mtal Hurlant e poi ripresa pi volte. La trama

L autrice indo-americana gioca sullintreccio tra passato e presente come nei kolossal costruiti a Bollywood
di collegarsi alla maieutica indiana del cosiddetto oceano dei racconti, secondo un progetto quasi ritualistico di salvezza spirituale. Tuttavia, viste le circostanze, le varie narrazioni procedono a

Ragazzi Piccoli libri da vacanza


per divertirsi, imparare e disegnare
FERDINANDO ALBERTAZZI

Chitra Banerjee Divakaruni RACCONTAMI UNA STORIA SPECIALE, Traduzione di Federica Oddera, Einaudi, pp. 247, 20

Dalla Croazia

na narrazione grondante sentimento che aspira a essere prosa poetica quella di Ogni giorno ogni ora della croata Natasa Dragnic, la pi adatta a vestire la storia antica di un amore ineluttabile e infinito con impresso il marchio di un fatale destino. In un villaggio marino Luka e la piccola Dora, cinque anni lei, poco di pi lui, incatenano i loro sguardi per sempre. Il loro rifugio una rocca sul mare, dove intessono sogni grandiosi al ritmo delle onde. Crescendo, la vita li separa ma non spegne la passione, intensa come solo pu albergare in anime dartista. A Dragnic interessano soprattutto i tratti distintivi dellamore, quello che si radica in due individui indipendentemente dalla loro volont, che ha la pregnanza del culto appassionato del bello quale suprema essenza della vita e il senso di una scelta che ha un afflato divino. Vuole cio tradurre sulla pagina

Prigionieri damore tra le luci di Parigi e i colori dellAdriatico


il sublime che si confonde e si assimila con lopera artistica e ne condivide la dedizione. Quanto non arte e amore riflette una pallida imitazione della vita: altre persone attratte dal fuoco che arde nella coppia incontrano insormontabili ostacoli tanto da dover ricorrere alle blandizie o allinganno. Dora studia teatro a Parigi e nel teatro si afferma mentre Luka, nel paese marino denso di profumi e di colori, dipinge quadri di grande impatto che lo impongono presto allattenzione della critica. Poi fortuitamente si ritrovano, la passione dun tempo prende corpo e lamore si fa carnale e cos totalizzante il suo peso che provano il bisogno di liberarsene, di fuggire. Altri incontri, altre esperienze, ma nessuna con lintensit della prima. Lamore continua a tenerli prigionieri, che lo vogliano o no, con il respiro eterno e inafferrabile del mare, con la necessit dellaria che respirano. Storia duna passione da romanzo dal sapore travolgente e immodificabile dei cicli della natura, trasposta nel mondo attuale a opporsi alla caducit dei sentimenti umani. Mia Peluso

Natasa Dragnic OGNI GIORNO OGNI ORA Traduzione di Aglae Pizzone, Feltrinelli, pp.220 15

Scampoli di vacanze con lo zainetto della curiosit indagatrice, da detective della natura e dei suoi abitatori: unesperienza stimolante per i bambini, che guardando un fal che brucia in aperta campagna, un ramo che ondeggia con un ritmo inusuale e il volo radente di un uccello, sono indotti a fare domande agli adulti per capire ci che sta accadendo e iniziano a fantasticare, a osservare con interesse crescente, a compiere associazioni tra realt diverse e anche distanti fra loro. Parola di Susan Isaacs, educatrice di riferimento per Albertina Oliverio e Anna Oliverio Ferraris che in A piedi nudi nel verde (Giunti, pp. 218, 10) rilanciano le attivit ludiche per sintonizzarsi con i diversi habitat, urbani compresi. Al primo ciak del percorso esplorativo i riflettori si accendono sulle tavole di Cos? di Andrew Pinder (Salani, pp. 140, 9,90): armati di pastelli, i bambini si divertono a trasformare ogni cosa in uno scarabocchio partendo da pezzi di corteccia per farne animali dalla pelle ruvida, da foglie sparse che diventano stormo di uccelli e da un giardino di erbe aromatiche in cui innestare lombrichi e insetti. Dallindagine a tavolino si passa alla ricognizione sul campo con Linvenzione degli alberi da 7 a 21 (pp. 98, 13,90), per laccuratezza grafica fiore allocchiello di Notes, neoeditrice torinese capitanata da Carla Mar-

Ti faccio capire la vita di alberi fiori e ragnetti


tino. Fabrizio Monetti mette in pagina chiome, tronchi e ombre, raccontate da Guido Quarzo, offrendo ai bambini unavvincente opportunit di passare dal generico (albero) allo specifico (pino, abete,) e di imparare ad ascoltare il respiro di un bosco dove in ogni albero sono scritti tutti gli anni del mondo. samente a capo della millenaria disputa sulle origini del parasole/ parapioggia: non unideazione cinese n indiana o egizia, lombrello semplicemente lunico animale con una zampa sola, che gli umani hanno chiamato manico e appartiene alla famiglia del pipistrello per alcune precise caratteristiche fisiche comuni: il muso stretto e appuntito, e la tendenza a dormire rovesciato e avvolto nelle ali palmate, di pelle lucida e impermeabile. In Spartaco (Gallucci, pp. 64, 15) le levigatissime illustrazioni di Etienne Delessert narrano il maldestro ragnetto deriso dalle mosche per le sue tele sgangherate. Allora lui ci si mette di buzzo buono a imparare il mestiere del tessitore, e dallalto dellacquisita maestria si guarda intorno soddisfatto. Per constata che, a forza di intrappolare insetti il mondo potrebbe diventare unimmensa, terrificante tela di ragno impossibile da rompere e ridiventa lo Spartaco prima maniera, imbranato e ridicolo ma convinto che la libert propria e altrui valga ben di pi di un cinico successo personale.

Consigli dautore per diventare detective della natura durante lestate tra sabbie e boschi
Lente dingrandimento ancora puntata sui rami, in questo 2011 dichiarato dallOnu Anno Internazionale delle Foreste, per unirsi ai due bambini che se la spassano Quass sullalbero (Giralangolo, pp. 64, 13,50), nella storia disegnata con catturante immediatezza da Margaret Atwood. Nello stregante La zampa dellombrello (Orecchio Acerbo, pp. 36, 13) Alice Umana e Agostino Iacurci arrivano gioco-

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Giallo

& Moebius

Biancaneve in Germania viene ammazzata col cric

n genere il giallo tedesco non conosce lievit, arguzia, sottigliezze. Soffre di compiacimenti grevi, sanguinari, ama molto corna e sesso. E, anche se li usa in maniera non esplicita - evitando magari le descrizioni pi pruriginose - li tratta comunque come dati di fatto, specchio perfetto di costume e indole popolare al punto che indifferente se lautore sia maschio o femmina. Biancaneve deve morire non si discosta dal clich, ma ha un grandissimo pregio: un plot assillante, con continui ribaltamenti di situazione, che, pur se leleganza rimane una categoria sconosciuta, incatena il lettore alla pagina successiva e lo tiene avvinto fino al colpo di scena finale. Lo sfondo un piccolo villaggio rurale non distante da Francoforte, infinito verminaio di invidie e rancori, dominato da una sorta di signorotto locale, Claudius senza scrupoli Terlinden, padre di due gemelli - uno, Thies affetto da autismo -

Nele Neuhaus (nata nel 1967) una dei pi noti esponenti del nuovo Krimiroman tedesco

e marito delloca giuliva del contado, tutta curve niente cervello. A scatenare lapparente quiete di quel piccolo mondo fasullo il ritorno di Tobias Sartorius che ha appena finito di scontare la pena di undici anni per laccusa di aver brutalmente assassinato due ex fidanzate, nonostante la sua dichiarata innocenza. Miccia che accende un rogo di brutalit: ricatti, sequestri, tentati omicidi, pestaggi e tradimenti. La sola presenza di Tobias diventa il catalizzatore di tutto il peggio dellanimo umano: non c famiglia che non ne venga travolta e distrutta, gli antichi segreti tornati a galla lasciando dietro di s solo macerie di lascivia ed immoralit. La scrittura non indimenticabile ma - come detto - tale la valanga delle cose che succedono che il racconto scorre come un torrente in piena. Piero Soria
Nele Neuhaus BIANCANEVE DEVE MORIRE Trad. di Emanuela Cervini, Giano Editore, pp. 461, 18

Classico

George Eliot, la rivincita della bruttina con cervello


complicata e gira intorno allincal, misterioso gioiello che ha poteri enormi: John Difool (il detective privato di classe R) ne viene casualmente in possesso e da allora inizia un vortice di avventure con mille personaggi folli che cercano di rubare il prezioso gioiello. Con Difool c' lo strano animale Deepo e un gruppo di complici con la splendida Animah. I pennelli di Moebius ci offrono panorami onirici e urbani di grande piacevolezza e precisi in ogni dettaglio, nei quali s'incontrano citazioni dal suo splendido Arzach. Alberto Gedda

Esordi italiani Garufi e Cuomo


due autori che giocano col surreale
SERGIO PENT

Il buongiorno si vede anche al pomeriggio, in questa stagione ricca di esordi felici: in piena bella estate con laggettivo invero assai mutilato dalle manovre di governo - due autori non pi adolescenti fanno capolino in libreria con tonalit espressive e ispirazioni fuori dal coro, isolati in una dimensione narrativa bizzarra, non solo - o non necessariamente - generazionale. I 48 anni di Sergio Garufi lasciano presupporre terremoti esistenziali ma anche biblioteche assalite da letture voraci e insaziabili. Con i suoi 37 anni Massimo Cuomo lancia un grido al di sopra di una quotidianit comunque sempre pi precaria e lontana dalle certezze. Garufi gioca a rimpiattino con Calvino e Perec, Cuomo rilancia su terreni doltreoceano con sottotraccia gialla fittizia. Entrambi gli autori sono accomunati dalla volont di raccontare vite estreme, destini sfiorati dal paradosso allinterno di realt da dimenticare pi che da ufficializzare per i posteri. Uomini e libri, nel destino del protagonista de Il nome giusto di Garufi (Ponte alle Grazie, pp. 234, 16): un milanese quasi cinquantenne muore investito sulla circonvallazione di Roma. Il suo fantasma vaga per la citt, racconta lappartenenza disincantata a una vita di riserva, quella di un intellettuale trafficone legato ai libri,

Vite estreme con fantasmi e loschi sms


al messaggio che ognuno di essi lascia nella memoria di chi li ha letti. Letture e percorsi, in una Roma recente transitata in lungo e in largo dallo spirito errante sulle tracce dei clienti che acquistano - da un libraio antiquario - i volumi che gli appartennero. Esplodono ricordi, citazioni, amicizie e riferimenti epocali, Altrettanto stralunato, ma pi consono a tematiche da commedia, il percorso del trentenne Marcello Zanzini in Malcom (e/o, pp. 281, 18), del veneziano Cuomo. Al di l delle consuete problematiche di moda precariet, crisi sentimentali, futuro incerto - il romanzo non lascia tregua pur nella sua leggerezza complessiva: il gioco astuto e convince, ed quello di una misteriosa scheda telefonica lasciata a Marcello da un barbone, che lo collega a tre sconosciuti messi in contatto fra loro da un indefinito Malcom. Tra bevute e scherzi con gli amici squinternati Tonno e Pino, quasi urgente sapere cosa si cela dietro il losco giro di SMS che fa ritrovare infine il protagonista e i tre compagni di contatto allappuntamento determinante. Niente di oscuro e tenebroso, semmai il beffardo segno di uninfinita banalit contemporanea, che ha fornito lispirazione per un romanzo sornione, ironico e beffardo nella sua analisi di unepoca senza riferimenti. Questa, ovvio.

onne che odiano le donne. Care scrittrici, deponete la penna. Siete ridicole, melense e poco adatte ai nostri complicati tempi che esigono verve e scrittura realistica. Cos il critico George Eliot, dietro il cui pseudonimo maschile si nascondeva Mary Anne Evans, attaccava le connazionali che non reggevano il confronto letterario con il resto dEuropa. Sempre con lo stesso nome de plume pubblicava il monumentale romanzo desordio, Adam Bede, che esce per la prima volta in versione integrale. Il bel falegname Adam, dallo sguardo penetrante, contende al possidente Arthur le grazie della superficiale e ignorantissima Hetty, mentre vanno in scena conflitti di classe e incontri-scontri tra i sessi, con borghesi che, per nulla gentiluomini, seducono altolocate signorine e signorotti che hanno forti contrasti con lavoratori generosi e onesti. A sospettare una manina femminile in quelle pagine acute e raffinate nellintrospezione fu Dickens, convinto che una narrazione tanto misogina

Dietro lo pseudonimo George Eliot si celava Mary Anne Evans (1819-1880), prolifica autrice inglese

potesse essere solo opera di una donna. Mary Anne, costretta a venire allo scoperto, aveva inaugurato con Adam il moderno romanzo psicologico. Non era bella, la geniale e anticonformista scrittrice che si faceva amare per la sua intelligenza e che il partner, il filosofo George Henry Lewes, descrive con fronte bassa, naso pendulo, bocca enorme nella quale si intravedono i denti storti... Ora, in questa mostruosa bruttezza risiede una bellezza potentissima che in pochi minuti rapisce. Traduttrice di Spinoza, studiosa del positivismo, George proprio in questo romanzo riusc a cogliere le pulsioni della nuova era, lemergere delle classi lavoratrici e laffermazione di una nuova immagine femminile. Dove le belle e svampite lasciavano il posto a donne intellettuali e laboriose: proprio come avviene in Adam in cui leroina Dinah surclassa per rigore e virt la sciocca Hetty. Un autogol per una misogina di razza. Mirella Serri
George Eliot ADAM BEDE Trad. di Francesca Nizi, Castelvecchi, pp.631, 19,50

Sport

La leggenda di Meazza dal primo gol ai Caroselli

Lo spirito di un libraio vaga tra donne e letture Una misteriosa scheda telefonica cambia tre destini
mentre in parallelo si delinea il viatico sentimentale del defunto, con le sue numerose donne, gli errori, le illusioni finali prima dellincidente. La ricerca di un filo che leghi amori e letture, di un nome - quello giusto - che possa definire la consistenza anche minima di una vita stroncata: il senso del romanzo trova qui la sua conferma, nel percorso errabondo di un moderno sognatore in cerca di pace.

i chiamo Giuseppe Meazza e questa la mia storia. Comincia cos il romanzo sul pi popolare calciatore italiano, se non anche il pi forte: una vita raccontata in prima persona dalla penna del nipote di Peppino, Federico Jaselli Meazza, che insieme con Marco Pedrazzini ha scritto queste 290 pagine (Il mio nome Giuseppe Meazza), un lungo omaggio a un simbolo mai tramontato del nostro calcio. Un nome cui stato intitolato uno stadio, quello di Milano, il modo pi solido e immutabile per eternarlo. Nel libro c la vita del campione nato il 23 agosto 1910 a Milano, zona di Porta Romana, e scomparso 69 anni dopo. Infanzia tra Parco Trotter e pellicole di Tom Mix, il primo gol nelle giovanili dellInter (allora ancora Ambrosiana), la trasformazione da terzino a centravanti passando per librido di mezzala destra. Gli articoli della Gazzetta mandati a memoria (E Meazza, autore di una bella doppietta, sembrato avere la fe-

Giuseppe Meazza (19101979) stato uno dei migliori attaccanti del calcio italiano

rocia di unape furiosa...), i successi con la maglia nerazzurra. Alla fine saranno 2 scudetti, 512 presenze e 314 gol (comprese le stagioni con Milan, Juventus, Varese e Atalanta). C la storia di Meazza ma anche quella dellItalia, lo chiamavano Balilla il Peppino e questo gi spiega tutto. Come quel mondiale vinto in Francia nel 38 (il bis dopo il trionfo nel 34), tra i fischi degli antifascisti. Un libro che si legge e si sfoglia con altrettanto piacere, notevole la parte fotografica: Meazza primo testimonial pubblicitario (dentifricio, olio per le automobili, tacchetti per le scarpe), Meazza nella vita quotidiana con Milano in sottofondo e poi raccontato da Vittorio De Sica per la Gazzetta dello Sport. Infine, la parte statistica: non c poesia ma numeri. La grandezza di Meazza, oltre le parole e i ricordi. Paolo Brusorio
Federico Jaselli Meazza e Marco Pedrazzini IL MIO NOME GIUSEPPE MEAZZA ExCogita Editore, pp. 296, 35

VI

Saggistica
Ceserani Un saggio stimolante e onnivoro sul lungo rapporto
tra fotografia e letteratura: tra Tournier e Calvino, Barthes e Proust
MARCO BELPOLITI

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SABATO 20 AGOSTO 2011 LA STAMPA

Trieste
La citt maggiorenne
Pi che un atto damore una radiografia: passionale, per, fatta da un medico che ha a cuore la salute del proprio paziente non solo per zelo professionale. E questo Trieste: la bella addormentata (edizioni Biblioteca dellimmagine, pp. 148 pagine, 12), lesordio con il quale il giovane Beniamino Pagliaro racconta gli ultimi due decenni di vita della propria citt. Lo spunto da cui si parte la maggiore et di Trieste, che diciotto anni fa (dopo la caduta del muro di Berlino, lindipendenza della Slovenia, il tornado di Tangentopoli) ha per la prima volta scelto direttamente il proprio sindaco: lascesa di Riccardo Illy prima e di Roberto Dipiazza poi sono linizio del percorso lungo una storia che fa da specchio a quella dellItalia, tra i pellegrinaggi dellestrema destra e il multiculturalismo dato per scontato, tra lesercizio allimmobilit e il

Esistono due scuole di fotografia, afferma Vronique, la protagonista di un racconto di Michel Tournier: quella che va a caccia dimmagini sorprendenti, emotive, sconvolgenti, e per far questo percorre paesi e citt, giunge sui campi di battaglia e approda nei punti caldi del Pianeta, cercando momenti lampeggianti che illustrino la straziante insignificanza della condizione umana, sorta dal nulla e condannata a ritornarvi; e quella che invece non mira allistante, bens ad una sorta di eternit, perci predilige limmagine deliberata, immobile, calcolata, e ha quattro soggetti specifici: il ritratto, il nudo, la natura morta e il paesaggio. La dicotomia enunciata da Tournier, scrittore, che si occupato molte volte di fotografia, sino a dedicargli un intero romanzo, La goccia doro (1985), forse schematica, eppure sostanzialmente vera, con pochissime eccezioni che finiscono per confermare la regola. Il romanziere

Nella camera oscura il romanzo sillumina


David Hemmings con Verushka in una scena di Blow-up il film cult di Michelangelo Antonioni ispirato al racconto di Cortzar Le bave del diavolo fissato per sempre? La maschera pu sempre pietrificarsi, come ci racconta un trascurato romanzo di Paolo Mauresing, Lombra e la meridiana, apparso nel 1998. Fotografare come cacciare, dice Calvino, come del resto hanno ribadito prima di lui, e anche dopo, innumerevoli scrittori: lobiettivo come un mirino. La morte in agguato dietro loculare della macchina. E alla morte allude, seppur in forma rovesciata, uno dei film cult della seconda met del Novecento: Blow-up (1966) di Michelangelo Antonioni, ispirato a un racconto di Cortzar, Le bave del diavolo. Il fotografo protagonista della pellicola scopre attraverso lingrandimento la presenza di un cadavere sulla scena da lui fotografata inconsapevolmente. La morte l, ma non si vede; solo ricorrendo al dettaglio - altro grande tema del saggio di Ceserani - si pu ottenere una visione pi ampia della realt. Un paradosso: andando sempre pi nel particolare (de-taglio come tagliare via), il reale si rivela a noi come tale per quanto si perda la sua visione dinsieme, lo sguardo generale sulle cose. Come ci ricorda Ceserani nelle prime pagine, la fotografia proprio questo: una visione del reale tagliata-via, un suo particolare: parte del tutto. Cortzar in un saggio dedicato al racconto fa una considerazione interessante: il romanzo come il cinema, un ordine aperto, che si sviluppa in vari modi e direzioni; il racconto invece simile alla fotografia: deve circoscrivere e dettagliare per far apparire significativo ci che narra. La foto come parzialit: un tema davvero interessante nel momento in cui la moltiplicazione delle immagini, grazie alla fotografia digitale, fa s che abbiamo sempre pi immagini del mondo da guardare e da mostrare, e insieme sempre pi racconti, storytelling, per consolarci del Tutto che abbiamo perduto.

La fotografia ha introdotto nel mondo un dubbio sottile che colpisce e affascina tanti scrittori
francese al centro dellampio e articolato saggio che Remo Ceserani, studioso di letterature comparate, docente universitario, ha dedicato al rapporto tra fotografia e letteratura, Locchio di Medusa, per la sua attenzione al mondo visibile, ma anche, e soprattutto, alle tecniche attraverso cui dal 1838 a oggi registriamo il mondo, le cose e le persone che esso contiene. La fotografia appare ben presto nellimmaginario degli scrittori, nei loro racconti e romanzi, come qualcosa di magico e insieme di seducente. Fissa ci che altrimenti appare fluido, inafferrabile, che non pu essere conservato se non nella memoria, o attraverso la traccia della scrittura, altra attivit magica, secondo un antico pensiero, e tuttavia meno direttamente legata al reale. E proprio per questo la fotografia, come manifesta il titolo del volume di Ceserani, ha a che fare con Medusa, ov-

p p p p

Remo Ceserani LOCCHIO DI MEDUSA Bollati Boringhieri pp. 389, 29

vero con colei che pietrifica chi la guarda. Fotografia e scultura sono, secondo molti autori, strettamente legate. Andr Bazin, teorico del cinema, in uno degli scritti pi citati sulla foto-

grafia (Ontologia dellimmagine fotografica) suggerisce lanalogia fra atto fotografico e atto dimbalsamazione, o mummificazione, del soggetto stesso, sia in pittura, con i ritratti, sia in scultura, con busti e sarcofagi. La stessa origine dellarte, cui la fotografia del resto appartiene, connessa con il complesso della mummia, scrive il critico francese. Ceserani percorre a tratti in modo deliberato, a tratti quasi inconsapevolmente, questa pista, mettendo a tema il rapporto tra la fotografia e il -stato, su cui si soffermato Roland Barthes in La camera chiara (1980); e cos questo onnivoro saggio attraversa il tema della morte, declinato sul versante della identit e insieme della maschera. Tre sono gli autori

cui Ceserani dedica i saggi pi ampi e ponderati: Italo Calvino, autore di un racconto, Lavventura di un fotografo, che ha ispirato Barthes; Tournier stesso con La goccia doro, che d forma allantica superstizione per cui lobiettivo fotografico sottrarrebbe lanima di chi ritratto; e Antonio Tabucchi che in Il filo dellorizzonte insiste proprio sul tema postmoderno dellidentit multipla dellIo. La fotografia ha introdotto nel mondo un dubbio sottile che colpisce e appassiona tanti scrittori (lelenco che Ceserani ha steso al termine del volume di tutti i racconti e romanzi di argomento fotografico lunghissimo): e tu chi eri? E dunque: io chi sono? Cos esattamente il dagherrotipo o il riquadro di carta sensibile in cui sono

conflitto con la propria memoria. Al centro della cronaca ci sono i tanti confini che allo stesso tempo la attraversano e la dividono da ci che ha intorno: dal Friuli, dalla Slovenia, dallItalia. Il viaggio tra le ricche partecipazioni statali descrive una realt molto pi italiana di quello strano e operoso Nord-Est che la circonda: un microcosmo che si trovato costretto a creare leggi proprie per cercare un equilibrio che la storia le ha dato con avarizia, sempre alla ricerca di se stessa negli occhi degli altri. Sullo sfondo di una citt borghese, composta per met da pensionati e per otto decimi da dipendenti, Pagliaro racconta gli anni recenti con lo sguardo indagatore di chi nel presente cerca gli elementi per decifrare il futuro. Magari seduto al vento di piazza Unit dItalia, che guarda al mare respirando i tanti aromi diversi della terra alle proprie spalle. Davide Jaccod

FRANCESCO TROIANO

Se vero che gli anni dellimmediato dopoguerra videro nel cinema laffermazione culturale del neorealismo, con pellicole quali Roma citt aperta o Ladri di biciclette, pure indiscutibile che i gusti del grande pubblico erano rivolti al cinema statunitense - da tempo sparito dai nostri schermi, causa censura fascista - ed ai drammi in costume imparentati con il romanzo dappendice (da Il bacio di una morta a Sepolta viva). A ci si aggiunga che le elezioni del 1948 avevano condotto alla vittoria una Dc sostenuta dalla Chiesa e dagli Usa: ben attenta, perci, a tenere la realt il pi possibile lontana dalle masse, donde lavversione per i film del neorealismo (in ci si distinse lallora giovane sottosegretario allo Spettacolo, Giulio Andreotti). E in detto contesto che esce Catene (1949) di Raffaello Matarazzo, autentico paradigma di un fenomeno

Il saggio Morreale analizza il fenomeno


socioculturale del mel che domin gli Anni 50

Cos lItalia al cinema si divertiva piangendo


che, per vari anni, terr banco nelle sale della penisola: il mlo indigeno. Argomento, ora, di una trattazione di Emiliano Morreale: nelle pagine di Cos piangevano si delinea uninterpretazione del tema in chiave sociale e di storia del costume, tuttavia fondata sulla notomizzazione degli elementi formali e strutturali del genere. Figlio spurio del neorealismo, della sceneggiata napoletana e dellestetica del fotoromanzo, il mlo colloca nella contemporaneit vicende ove ogni cosa - ad esempio lemigrazione, dramma sentimentale in Catene - piegata alla puntuale esazione della lacrima. Non vi sono istanze di cambiamento, qui il privato giammai si fa politico: le eroine di codesti film percorrono, invariabilmente, un itinerario di colpa-degrado-redenzione (o, se si preferisce, di umanospoglia-rinnova) che conduce ad un riscatto coincidente con il ritorno alla norma. Sapranno andar al di l solo cineasti quali Alberto Lattuada (Anna) o Beppe De Santis (Riso amaro), in grado dattivare dinamiche pi complesse ed articolate, ad
Catene, un classico di Matarazzo

p Emiliano Morreale p COS PIANGEVANO p Donzelli, pp. 328, 25

esempio inserendo elementi erotici assai marcati e, almeno per lepoca, non poco trasgressivi. Inoltre, rimanendo in ambito strettamente cinematografico, evidente quanto nel solco del mlo sinscrivano parecchi cineasti di gran taglia, con lintento di affermarlo (Visconti, in tutta la sua carriera) oppure negarlo (Antonioni, ne Le amiche, Il grido e finanche Lavventura).

Luogo di incontro e di condensazione dellintero sistema dei media, il mlo pure spazio in cui risalta il ruolo delle donne, protagoniste e spettatrici privilegiate delle opere analizzate: ed sorprendente trovarvi una ricchezza di personaggi femminili quale il cinema di casa nostra non offrir pi, pur nel contesto di una societ ancora arretrata in termini di conquiste sociali e legislative. Infine, il genere in questione offre il veritiero ritratto di un paese condizionato dalla propria scaturigine rurale, da un analfabetismo ancora diffuso: basti il confronto tra i film di Matarazzo e quelli coevi di Douglas Sirk ad indicare il divario tra due nazioni, nelle quali la distanza in termini di consumi, per dirne una, palese. LItalia si metter - fortunatamente e sfortunatamente, direbbe Pasolini - al passo: con gli squilibri e le storture che tuttora patiamo, affatturati da un lavorare-produrre-consumare ch divenuto sciagurato imperativo categorico.

Classifiche
IL LIBRAIO CONSIGLIA

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SABATO 20 AGOSTO 2011 LA STAMPA

VII

Nel racconto fantasma di John Fante


I PRIMI DIECI

n racconto fantasma, mai uscito. Eppure, giurano a Torricella Peligna, reale e autobiografico. nascosta l, in quella manciata di pagine, la verit sull'unica visita di John Fante nel paese d'origine della sua famiglia, un borgo arrampicato sulle montagne abruzzesi che ogni anno organizza Il dio di mio padre, festival di tre giorni (la serata clou domenica 22 agosto) dedicato all'autore di Chiedi alla polvere e Aspetta primavera, Bandini. In questa edizione ci siamo concentrati sui suoi film dice la direttrice artistica Giovanna Di Lello . A darle una mano, i ragazzi della libreria Primo

Moroni di Pescara, la sede a cento chilometri di distanza, una vocazione da zingari che d'estate li fa viaggiare su e gi per lo Stivale, con i bagagliai stracolmi di romanzi. Nel nome di Fante, ovviamente, perch in questa regione ci sentiamo tutti emigranti, quelle sensazioni le abbiamo vissute sulla nostra pelle dice Daniela Santroni, ex volontaria che da sei anni passata dietro il bancone. La libreria nata come associazione culturale, la nostra missione resta quella: far scoprire nuovi autori, promuovere i libri migliori. Questa l'estate di Barbara Di Gregorio, abruzzese come noi. Il suo Le giostre sono per gli

scemi tra i pi letti, se la gioca con i gialli di Massimo Carlotto e Fred Vargas. E negli ultimi di tempo in molti hanno riscoperto Jean-Claude Izzo, la trilogia marsigliese. Vietato parlare di clienti. Alla Primo Moroni ci si scambia consigli, si inventano corsi di scrittura, aperitivi a ritmo di jazz. Abbiamo aperto anche un piccolo caff e uno spazio per i bambini, i pi appassionati sorride la Santroni, che da un anno e mezzo non si fa scappare loccasione di proporre a chiunque passi il suo libro culto. Accabadora di Michela Murgia. Intrigante e sorprendente, pieno di vita nonostante tutto. Giuseppe Bottero

INDAGINE NIELSEN BOOKSCAN

100

74

3
NESI BOMPIANI

74

4
SNCHEZ GARZANTI

55

5
CAMILLERI SELLERIO

55

Un regalo da Tiffany
HILL NEWTON COMPTON

Il linguaggio segreto dei fiori


DIFFENBAUGH GARZANTI

Storia della mia gente

Il profumo delle foglie di limone

Il gioco degli specchi

43

7
VARGAS EINAUDI

41

34

28

10

26

Il libro segreto di Dante


FIORETTI NEWTON COMPTON

La cavalcata dei morti

Nessuno si salva da solo


MAZZANTINI MONDADORI

Le luci di settembre
RUIZ ZAFN MONDADORI

Lombra del vento


RUIZ ZAFN MONDADORI

Narrativa italiana
1. Storia della mia gente NESI
14,00 BOMPIANI

Narrativa straniera
74 1. Un regalo da Tiffany HILL
9,90 NEWTON COMPTON

Saggistica
100 1. Ave Mary MURGIA
16,00 EINAUDI

Varia
24 1. Dai diamanti non nasce niente 20 DANDINI
19,00 RIZZOLI

Tascabili
1. Lombra del vento RUIZ ZAFN
13,00 MONDADORI

Ragazzi
26 1. Diario di una schiappa. Vita... 14 KINNEY
12,00 IL CASTORO

2. Il gioco degli specchi CAMILLERI


14,00 SELLERIO

55

2. Il linguaggio segreto dei fiori 74 DIFFENBAUGH


18,60 GARZANTI

2. Cosa tiene accese le stelle CALABRESI


17,00 MONDADORI

21

2. La dieta Dukan DUKAN


16,00 SPERLING & KUPFER

17

2. La biblioteca dei morti COOPER


13,00 TEA

24

2. Diario di una schiappa KINNEY


12,00 IL CASTORO

14

3. Il libro segreto di Dante FIORETTI


9,90 NEWTON COMPTON

43

3. Il profumo delle foglie di limone 55 SNCHEZ


18,60 GARZANTI

3. Sanguisughe. Le pensioni... 18 GIORDANO


18,50 MONDADORI

3. Teoritest 13 BERTOCCHI; FABBRI; BALBONI


39,00 ALPHA TEST

3. La solitudine dei numeri primi 23 GIORDANO P.


13,00 MONDADORI

3. Diariodi una schiappa.La legge...12 KINNEY


12,00 IL CASTORO

4. Nessuno si salva da solo MAZZANTINI


19,00 MONDADORI

34

4. La cavalcata dei morti VARGAS


19,00 EINAUDI

41

4. Ve lavevo detto. Berlusconi... 13 MONTANELLI


12,00 RIZZOLI

4. Agenzia delle entrate. Quesiti


32,00 GIURIDICHE SIMONE

12

4. Il piccolo principe SAINT-EXUPRY


7,90 BOMPIANI

23

4. Diario di una schiappa. Ora... 11 KINNEY


12,00 IL CASTORO

5. Per sempre TAMARO


18,00 GIUNTI

23

5. Le luci di settembre RUIZ ZAFN


19,00 MONDADORI

28

5. Ges. Linvenzione del Dio... 10 FLORES DARCAIS


5,00 ADD EDITORE

5. The secret BYRNE


18,60 MACRO EDIZIONI

11

5. Mangia prega ama GILBERT


13,00 RIZZOLI

22

5. La maledizione del titano RIORDAN


17,00 MONDADORI

10

6. La vita accanto VELADIANO


16,00 EINAUDI

18

6. Il leopardo NESB
21,00 EINAUDI

25

6. Salento amore mio PACODA


13,00 KOWALSKI

6. Agenzia delle entrate. Manuale 11


48,00 GIURIDICHE SIMONE

6. Acciaio AVALLONE
13,00 RIZZOLI

22

6. Viaggio nel tempo 4 STILTON


23,50 PIEMME

7. La fine del mondo storto CORONA


18,00 MONDADORI

17

7. Il profumo del t e dellamore 23 NEILL


9,90 NEWTON COMPTON

7. Trentamilanovantasei giorni 8 KAMPUSCH


17,50 BOMPIANI

7. facile smettere di fumare... 10 CARR


10,00 EWI

7. Il libro delle anime COOPER


13,00 TEA

20

7. Il mare dei mostri. Percy... RIORDAN


17,00 MONDADORI

8. Ternitti DESIATI
18,50 MONDADORI

13

8. Il centenario che salt... JONASSON


17,90 BOMPIANI

23

8. Tutti santi me compreso DE CRESCENZO


17,00 MONDADORI

8. Teoritest 10 BERTOCCHI; SIRONI; BALBONI


42,00 ALPHA TEST

8. Il giorno in pi VOLO
13,00 MONDADORI

20

8. Tutti in Spagna! GARLANDO


11,00 PIEMME

9. Io e te AMMANITI
10,00 EINAUDI

12

9. Lassassino SIMENON
16,00 ADELPHI

22

9. Odio gli indifferenti GRAMSCI


7,00 CHIARELETTERE

9. Puglia e Basilicata
20,00 EDT

9. E una vita che ti aspetto VOLO


12,00 MONDADORI

20

9. Harry Potter e i doni... ROWLING


23,00 SALANI

10.Un filo dolio AGNELLO HORNBY


14,00 SELLERIO

11

10.IntornoalmondoconziaMame DENNIS
19,50 ADELPHI

18

10.Indignatevi! HESSEL
5,00 ADD EDITORE

10.Meglio vedove che male... SIGNORIS


15,00 RIZZOLI

10.Bianca come il latte, rossa... 18 DAVENIA


13,00 MONDADORI

10.Barzellette lunghe & corte...


6,90 GIUNTI JUNIOR

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI REALIZZATA DALLA SOCIET NIELSEN BOOKSCAN, ANALIZZANDO I DATI DELLE COPIE VENDUTE OGNI SETTIMANA, RACCOLTI IN UN CAMPIONE DI 1100 LIBRERIE. SI ASSEGNANO I 100 PUNTI AL TITOLO PI VENDUTO TRA LE NOVIT. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 7 AL 13 AGOSTO.

nsegnare di meno, apprendere di pi, La sfida della nuova didattica che il pedagogista bolognese Franco Frabboni lancia, per Sellerio, alla vigilia del nuovo anno scolastico, puntando il dito sulle ultime riforme, che sviliscono un bene fondamentale: listruzione pubblica. Il tema della scuola , prevedibilmente, uno dei pi caldi nella saggistica italiana dellautunno. Mentre ci si interroga su Noi domani, come ha fatto Vinicio Ongini per Laterza nel suo viaggio (dai quartieri periferici di Torino, Milano e Roma alle scuole dei piccoli indiani sikh), nella scuola multiculturale, la scuola che verr, sembrato necessario a Tullio De Mauro, vero guru della materia, ripercorrere, per il Mulino, il cammino di questa istituzione vituperata, fallibile quanto ineliminabile: Se permettete parliamo di scuola. Scuola e lingua dallanalfabetismo pre-unitario allItalia del-

PROSSIMA MENTE
MIRELLA APPIOTTI

I tormenti di scuola e insegnanti


le immigrazioni, una sorta di controcanto a Togliamo il disturbo di Paola Mastrocola, una panoramica dautore che Nicola DAmico ha preceduto con la sua Storia e storie della scuola italiana (Zanichelli). Altro punto centrale, da sempre per leditoria, i drammi e i problemi sociali e politici che incalza-

no. In reportage come Il naufragio di Alessandro Leogrande, Feltrinelli: 1997, la vicenda mai raccontata del primo respingimento in Italia, laffondamento della piccola motovedetta albanese Kater I Rades speronata da una corvetta della nostra Marina. Nel saggio di analisi e di denuncia di Giancarlo Feliziani Accadde a Mirafiori il 14 gennaio (Bompiani): la Fiat, lassenza della sinistra.... In giustizia, (Rizzoli), i 30 anni con la toga di Giancarlo De Cataldo, la magistratura al di l delle isterie della politica. La mappa della vita. Volevo essere una farfalla, la filosofa Michela Marzano confessa: essere stata anoressica mi ha salvata (Mondadori). La terza et, lesistenza di una costruzione sociale delle et secondo il sociologo Enrico Pugliese (il Mulino). Anima e iPad, le rivelazioni filosofiche di Maurizio Ferraris per Guanda: parlare di iPad parlare di un supplemento danima, di unanima di scorta....

rima di chiudere i battenti, devo liberarmi del magazzino. Ho pensato allora di lasciare le porte aperte per un giorno o due, e lasciarli prendere tutto quello che vogliono. Ma temo che al mio ritorno avrei trovato pi libri in negozio, non meno. Cos scrive un libraio nella Londra in rivolta. E un altro: Non preoccupante che nemmeno i teppisti vogliano i libri?. Leggere i riots inglesi dalla visuale libresca (periferia della periferia) restituisce fortissimo il senso di una lotta di classe in corso, eppure gi decisa. La vedi nel disprezzo spaventato dei lettori verso i saccheggianti. La senti nella rassegnazione di un settore che si sta atrofizzando, senza suscitare pi neppure odio. Qualcuno cita Fahrenheit 451, dimenticando che oggi i libri non vengono degnati neanche di un fal; qualcun altro dice che si aspettava prendessero almeno le opere di Katie Price e al-

CHE LIBRO FA ... A LONDRA


GIOVANNA ZUCCONI

Gli eBook sconfiggono i saccheggi


tre star, sdegnando simultaneamente il popolo insorto e il popolare come genere editoriale. Resteremo aperti. Se rubano qualche libro, magari imparano qualcosa, pare abbia detto un commesso della Waterstones di Manchester. Ma la Macchina del disprezzo che trasuda da tutti i commenti non cancella una sensazione di margi-

nalit, perfino di malinconia. Oggetti, e persone, fuori dalla storia: in una terra desolante di autocompiacimento ormai anacronistico. La vita altrove. Eppure il racconto che i libreschi fanno di se stessi ben peggiore della realt delle cose. I dati e i fatti parlano di cambiamenti, non di catastrofe. A luglio le vendite in Gran Bretagna sono state in crescita, modesta ma crescita. Gli eBook, circa al 10% del mercato, salvano tanti bilanci editoriali. Le liste dei bestseller esibiscono anche Nesb o Bryson, non soltanto paccottiglia televisiva. E, soprattutto, continua a tenere il settore YA, young adults: i quali non sono tutti in strada a saccheggiare negozi, evidentemente. Pi 170% dal 2005 al 2010, sull'onda di Twilight ma ora ben oltre, alla ricerca di nuovi filoni. Funzionano le distopie, funzionano i racconti post-apocalisse. Dunque chi legge gi immagina un mondo nuovo, mentre chi pubblica e vende libri sembra calcinato nel vecchio.

VIII

Diario di lettura

Tuttolibri
SABATO 20 AGOSTO 2011 LA STAMPA

La moglie di Von Rezzori La baronessa del Chiantishire


ALESSANDRA IADICICCO

Il diario di lettura di Beatrice Monti della Corte corrisponde al diario di una vita. Alla cronaca attualissima di unavventura appassionante e tuttora perdurante. Il primo contatto - fisico - con i libri di cui dice di avere memoria risale agli anni dellimpero italiano. Ai giorni in cui ne ricordo ogni tramonto - il pap, direttore degli uffici culturali imperiali, la portava con s nelle spedizioni in Africa. Raggiungevamo cavalcando i castelli di Gondar racconta lamazzone di allora che, per reggersi bene in sel-

Un orfano dellImpero
Di Gregor Grisha von Rezzori, nato nel 1914 in Bucovina, allora provincia orientale dellimpero Austro-ungarico (poi divenne Romania, poi Russia, oggi Ucraina), Guanda sta riproponendo le opere. Lultima uscita il romanzo Edipo a Stalingrado (trad. Lia Secci, 317 pagine, 20): Von Rezzori capolavoro di prosa virtuosistica e di arguzia ritrattistica alla Georg Grosz, scritto nel 1954 e ambientato nella Berlino del 1939. Dopo aver vagabondato negli studi, iniziando con ingegneria mineraria per passare ad architettura e medicina, e concludere con la laurea in arte a Vienna, von Rezzori fu romanziere, giornalista, e gran giramondo. Visse a lungo in Germania, dove lavor per la radio, la Nordwestdeutscher Rundfunk. Agli inizi degli anni Sessanta, si spost tra Roma, Parigi, gli Stati Uniti e la Toscana. Lavor anche nel cinema, come sceneggiatore e come attore, anche accanto a star, da Brigitte Bardot a Jeanne Moreau, da Anna Karina a Marcello Mastroianni e Charles Aznavour. Poliglotta, (parlava correntemente tedesco, italiano, romeno, polacco, russo, yiddish, francese e inglese) ha pubblicato oltre 20 libri. Tra le sue opere attualmente disponibili, Memorie di un antisemita (Guanda), Lattesa magnifica (Guanda), Uno straniero nel paese di Lolita (Guanda), Un ermellino a Cernopol (Guanda), Sulla scogliera (Guanda) , Storie di Maghrebinia ( Studio Tesi). Gregor Von Rezzori morto a Reggello, in Toscana, nel 1998.

Mai disposto a cedere ad alcuna cupezza.


lo stile dei suoi romanzi, un cocktail di seriet e soavit, di profonda consapevolezza e sense of humour

Bad humour una grave forma di maleducazione, diceva. Seppe mettermi di buonumore perfino quando, pochi mesi dopo il primo incontro mi colp il fuoco di SantAntonio. Ero tutta un prurito, non volevo farmi vedere da nessuno. Mi sped un telegramma: Can I come and share your plague? Non glielo permisi, ma lintenzione mi lusing.
Alla fine gli cedette. Lo spos a Dallas nel 67. Donnini non cera ancora

Abbiamo comprato una tenuta del Guicciardini perch fosse un eremo aperto agli amici
la, doveva stringere tra le ginocchia e la groppa del cavallo certe pagine che suo padre compilava con i nomi dei re di Francia, sicuro di aver escogitato il metodo pi efficace per impartire alla figlioletta le basi della storia dEuropa e dellarte equestre. Laneddoto pervaso da quella commistione di ironia, nostalgia, levit, cavalleresca nobilt che costituisce lo spirito del miglior Gregor von Rezzori, il marito scrittore di Beatrice dedito fino alla fine a quellAnecdotage, divertimento narrativo alla De Quincey, notava lautore stesso, che intitola la versione inglese della sua ultima opera. Lattesa magnifica nella traduzione italiana (di Andrea Landolfi, Guanda), e Greisengemurmel, rimuginio di vegliardo, nelloriginale tedesco. Un libro in cui lei, B., appare come una costante, stupenda presenza. Lattesa di incontrarla era magnifica. Laspettativa gran-

Io abitavo a Milano e lui a Roma. La Toscana era a met strada. E quando il duca di San Clemente ci avvis che svendevano una tenuta nella terra dei Guicciardini, non esitammo.

Veniva anche Grass: mio marito non lo amava ma trovava sontuoso il suo tedesco
La costruzione era una rovina, vi nidificavano le rondini e razzolavano le galline.
Qui intervenne il suo gusto nel ricreare le case.

Nel riportarle in vita. Come avevo fatto con il castello cinquecentesco di Lindos, a Rodi, dove abbiamo trascorso tante estati prima che lisola fosse invasa da turisti e discoteche. Donnini mi parve subito un luogo ideale per lavorare: per pensare e scrivere.
Non per stare in solitudine.

Chatwin arrivava senza preavviso e diventava molto sedentario per essere un viaggiatore
dissima. Lidea di raggiungere Donnini, in Valdarno, lungo la strada che da Firenze porta alla favolosa tenuta sulle colline toscane suscitava la trepidazione e il timore di un incontro vis--vis con un personaggio letterario uscito da un romanzo per raccontarsi. Dellilluminata Baronessa del Chiantishire, la vedova di Grisha, la creatrice e presidente - o anima fervida e intelligente - della Fondazione Santa Maddalena avevo letto e sentito raccontare molto. Della fascinosa nobildonna figlia di una principessa armena e di un conte di stirpe lombarda. La moglie e per oltre trentanni la musa del suddito pi irresistibile dellimpero austro-ungarico. La bambina cresciuta nelle colonie di un altro impero. La precoce golden girl - tale la disse Bruce Chatwin - della generazione intellettuale riunita a Capri nel dopo guerra.
A Capri approd da giovane orfana.

La vita La baronessa Beatrice Monti della Corte, vedova dello scrittore Gregor von Rezzori, presiede oggi nella residenza toscana di Donnini, dove si trasfer con il marito nel 1982, la Fondazione Santa Maddalena per scrittori e botanici. Nata in Lombardia, cresciuta tra Rovato (Bs), l'Africa Orientale e l'isola di Capri, approdata a Milano poco pi che ventenne, per venticinque anni vi diresse la Galleria dell'Ariete (il suo segno zodiacale) di via Sant'Andrea e vi espose, geniale talent scout, le opere di quelli che sarebbero divenuti i protagonisti della scena artistica americana e mondiale. vissuta per lunghi periodi a New York. E nella sua casa sulla 63 strada trascorre tuttora i suoi inverni.

No. La casa era aperta per gli amici, che vi soggiornavano volentieri. Bruce Chatwin si presentava qui senza preavviso e si stabiliva laggi, oltre la selva degli ulivi, nella torre medievale dove scrisse alcuni capitoli di Sulla collina nera. Per essere un viaggiatore si dimostrava piuttosto sedentario, ironizzava Grisha.
Come Chatwin, arrivavano Ugo Mulas, David Hockey e Michael Ondaatje. Erich Linder, Claudio Magris e Gnter Grass.

Beatrice Monti della Corte racconta perch ha deciso di continuare a ospitare nella sua dimora toscana gli artisti che vogliono creare

Che non amava Grisha: erano cos diversi. Ma trovava sontuoso il suo tedesco.

Grisha mi disse: non fare la vedova triste


E qui lei conobbe Moravia e la Morante

Nel 98 quando cap che stava per morire mi ordin di non chiudere mai queste stanze
Indro Montanelli.

Che aveva chiesto a Grisha di collaborare al Giornale, con piccole storie che mi raccontava mentre ci spostavamo in auto tra Firenze e Milano e che io trascrivevo per lui.
Poi sono stati a scrivere qui Anita Desai e Zadie Smith, Michael Cunningam e Colm Tobn, Edmund White e Jamaica Kincaid.

Litigavano sempre. Lavoravano schiena contro schiena chini su due opposte scrivanie.
Norman Douglas.

gnora Guarnati, che si occupava di libri darte: amica di De Pisis, amante di Gi Ponti, mi sembrava vecchissima.
Lei invece ragazza dorata, di l a poco sarebbe diventata tra le pi grandi galleriste italiane. Vestale dellepifania artistica americana, pioniera della New York art scene scrisse von Rezzori che allora, erano gli Anni 60, non era ancora entrato in scena

Mangiavo il gelato seduta sulle sue ginocchia. Forse perch sembravo un ragazzetto.
Vitaliano Brancati.

Mia madre, la fragile armena fuggita da Istanbul su una nave da guerra francese nel 22, mor quando avevo sei anni. Mio padre si rispos: con una matrigna degna dei fratelli Grimm, diceva Grisha. Possedeva per una casa ad Anacapri.

Era poco simpatico, con quella sua moglie sempre imbronciata.


Sibilla Aleramo.

Che si diceva avesse per amante un giovane poeta.


Curzio Malaparte.

Che per primo mi disse ora di mettersi a lavorare!. E mi sped a Milano a seguire le sue pubblicazioni. Mi affid alla si-

Non era ancora comparso, ma mi stava dando la caccia. Conosceva il personaggio, la gallerista. Erano gli anni in cui, alla Galleria dellAriete di Milano, compravo e esponevo le opere di Rothko, Rauschen-

berg e De Kooning, Bacon, Burri e Tpies.... Artisti contemporanei ancora ignorati dal pubblico italiano. Ci incontrammo nel 1965, a Gargnano, nella villa dei Feltrinelli che festeggiavano i dieci anni della casa editrice. Lui era ospite di Inge, io ero arrivata in compagnia di un fidanzato, lo scultore Andrea Cascella. Votre nom tait crit dans mon cur depuis longtemps mi disse con un inchino quando mi raggiunse sul lungolago dovero scesa a giocare con il mio cane. Chiss a quante altre laveva gi detto.
Conosceva la sua fama di seduttore?

lino a Cernopol, il romanzo che era uscito per la serie Medusa di Mondadori e aveva venduto quarantamila copie. Mi era molto piaciuto.
Von Rezzori lo sapeva. Ammettendo di essere uno degli stregoni che con le rune cercano di evocare la realt si diceva in dovere di prendersi sul serio: Lo devo a B. Mi ama (ama lo scrittore). E luomo?

Questanno cerano Miguel Syjuco, David Mitchel, Aleksandar Hemon, il vincitore del premio von Rezzori di cui tutti ci siamo invaghiti Per un altranno sto inseguendo il giovane argentino Andres Neuman.
Come se Grisha fosse ancora qui

Conoscevo la sua prosa di scrittore. Avevo letto Un ermel-

Luomo sapeva farsi amare. Non era certo un tipo noioso. Era pieno di charme. Irresistibile. Non ho fatto fatica a innamorarmene. Uno degli uomini pi intelligenti che abbia mai conosciuto. Pessimista, eppure solare. Cinico, ma luminoso.

Nel 98, quando sapeva di stare per andarsene mi ha detto: Non voglio che tu diventi una vedova lugubre. Non restringerti. Restringermi non era nel mio carattere. Cos ho tenuto aperte agli scrittori queste stanze.