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e 5 7-2é

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
Al rniNCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRIj AI SOMMI PONTEFICI, CARDIVAM
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI
DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E
,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI CARDINALIZIE E ,

PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON


CHE ALIA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC,

COMPILAZIONE

DI GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VOL. M.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
M D C C (; X L.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
'•«•«•Sf-

B
BON BON
B,0NC0:MPAGNI Famiglia. Eb- so, ov' eglipartendo da Assisi andò
be fjuesla la sua oiif^ine, come vuole ad Questa famiglia signo-
abitare.
Scipione Dollì, nella Cronologia reggiò la contea di Macerata , di
delle faniitrlie Bologna
nobili di Olmeto e di Appennino, con altri luo-
(la Dragoni
Boncoinpagiii liglio , ghi fino all'anno i4^<^> 'i^^l qnale
del conte Luilolfo, che fiori nel- per la discordia civile , fu cacciata
l'anno 990. Propagatasi con isplen- dal partito contrario, e si ritirò par-
dore in molti luoghi, ranno 11 33, te in Belforte, e parte in Foligno
fu Ridolfo investito della signo- ove ancora si mantiene nobilmente.
ria di Assisi da im- Lotario II Da Raniero, terzo fratello, vengono i

peratore, che Io cViiamava suo pa- Boncompagni di Arez.7.0 , da' quali


rente, perchè disceso da' duchi di discendono i Confidati ( f^. il con-
Sassonia Alcuni
. dicono trovarsi te Alberto Sohifer, mi libro intito-
questo diploma presso i duchi di lato: Albero della famiglia Bon/i-
Sera. Oltre a ciò i moderni storici dala, Roma 1666). Da Giovanni
dell'Umbria affermano, esistere nella traggono la discendenza i Boncom-
badia di l'inMizc; alcuni documenti pagni di Bologna, avendo ivi prt'>a
da' qualirilevasi, che donna Guida per moglie Nicola Fagnani, »lama
Drag<nn sjiosò in Viterbo Ugo
{le' illustre di quella città ( f^. il p.
di Chiaramonle , discendente nato d. Eugenio Camurrini, nella Storia
dalla linea Capetica di Francia. genealogica delle famiglie nobili
Da Ridolfo nacque Paolo, e da toscane ed umbre, tomo I, ove lun-

quello quiillro figli, che formarono gamente ti-atta di quella dei Boncom-
allrctlaiili; ianiiglie in diversi luoghi. pagni ). Giovanni ebbe per
Questo
Ridolio 11, signore di Assisi, diede figlio lìonconqiagni, che hi padie

l'origine a' Dragoni di Spoleto. Iioii- di Pierino, da cin nacque Pietro, e


compagui la diede a quelli di Vis- (Xa questo Gasparo, di\cuulo geni-
6 BON BON
diede per dote soli diecimila scudi
lore di Giacinto Boncompagni. Qiie-
per cadauna. Dopo tredici anni me-
fu padre di Cristoforo,
,
st' ultimo
no un giorno, di glorioso Pontifica-
die sposatosi ad Angela o Agnese
nobilissima di to, Gregorio XIII, assistito dal Car-
Marescalchi, signora
fra' quali dinal Boncompagni suo nipote, come
Bologna, ebbe otto figli,
peuitenzier maggiore rese anima
Giacomina maritata ad An- ,
l'
Ugo, e
gelo Michele Guastavillani, il cui fi- a Dio IO aprile i585, e fu se-
a'

glio Filippo fu poi, nel iSyS, crea- polto in Vaticano nella sua magni-
fica cappella Gregoriana, e poi,
nel
to Cardinale da Gregorio XIII, ed ac-
1723, corpo di lui fu trasferito
quistò per sessantamila scudi la co- il

spicua carica di camerlengo di san- nel bel deposito fatto per ordine del

ta Chiesa, allora vacante. pronipote Cardinal Giacomo, dal


Bo- cav. Rusconi, ad istanza di Clemente
Ugo Boncompagni nacque in

logna, a' 7 febbraio i5o2. Fatti e- XI, che di Gregorio XIII avca una
gregiamente i suoi studii, passò nel- stima grandissima. V. Leone Sanzi
la corte di Roma, e si rese degno, gesuita Solarium Gregorianum, Vi-
:

che il Pontefice Pio IV, a 1 2 mar- terbii,16 18; Marc' Antonio Ciappi,
zo i5ó5, lo creasse Cardinale. Es- Fita di Gregorio XIII, Roma 096, 1

sendo poi morto s.Pio V, con pie- non che il p. IMaffei gesuita. Annali
ni suffragi, a' i3 maggio i^J-^, fi^' di Gregorio XUI , continuati dal

nome Cocquelines, e stampati in Roma


eletto Sommo Pontefice col
Con questi Annali volle
di Gregorio XIII. ^. Lande com- nel 1742.
posta nella creazione Som- del il p. Malfei lasciare un perpetuo mo-
numento gratitudine all'affetto,
mo Pontefice Gregorio XIII da di

Leone ebreo da Fano, stampata in con cui Gregorio XIII avea sempre
riguardata la Compagnia di Gesìc,
Roma-
Questo medesimo Pontefice, a' 2 affettoche felicemente si trasfuse, e
giugno, elevò alla porpora il detto costantemente si conservò ne' Bon-
Filippo Boncompagni, figUo di suo compagni illustri, e degni discen-
,

fratello, con amplissima giurisdizione denti di sì gran Pontefice. Anche il

gesuita Ignazio Bompiani scrisse: i.


in tutto lo stato ecclesiastico, e quin-
di, a' 5 giugno iSyS, l'altro nipote
Hisloria Poiitificatus Gregorii XIII,
Guastavillani. Ma nel sesto anno del Romae, et Dilingae 168 5; 2. Parenti
suo Pontificato, venuto in cognizio- di N. S. Papa Gregorio XIII, e del

ne, che da Bologna re cavasi a Ro-


signor Boncompagni suo fratello si-

ma il fratello^ padre del Cardinale, no al quarto grado, Bologna 1.57 3.


Gregorio XIII, nell'anno i577,
né volendo dare argomento di mor-
morazione, con introdurre in corte comperò il marchesato di Vignola
altri parenti, ed in particolare la nel Modenese, da Alfonso duca di

cognata Cecilia Bargelini signora di Ferrara, per la somma di settanta-

mila ducati, e lo diede al detto Gia-


spirito, ad Otricoli gli fece imporre
como Boncompagni suo figlio col
di tornare alia patria.
Tuttavia da questo Pontefice la feudo di dover pagare due sparvieri
fauiiglia Boncompagni ricevette il l'anno alla Chiesa. Indi, nel i58o, gli

maggior suo ed ingrandimen-


lustro, diede il ducalo di Sora nel regno
to, come diremo, ma alle nipoti che di Napoli, comprato dal duca d'Ur-
bino per undicimila ducati, ma nel
maritò in casa Pepoli e Malvezzi,
BON BON 7
declinar del secolo XVIII, fu ceduta j lagni. Qui fu convenuto, che con-
Soia alla real corte di Napoli , la ceduti ne fossero il sommo dominio,
quale in connpen.so si obbligò di da- e la sovranità alla Toscana, ma con-
re una reliitegra/ione in altrettanti servasse il principe Ludovisi-Boncom-
feudi nel regno. Perciò ai Ludovisi pagiii, per sé, e pe'suoi successori,
Ijoiicoinpagni, principi di l'ionibino, oltre il titolo , tutte le proprietà
rimase il solo titolo di duchi di Sora. che la famiglia possedeva nel prin-
Nel 1 583, Gregorio XIII donò a Gia- cipato avanti la occupazione delle
como la signoria d'Arpino nella Ter- truppe francesi, comprese le miniere
ra di Lavoro avuta da Alfonso di
,
e le saline. Dipoi fu ceduto tutto
Avalos, marchese del \'asto e di Pe- alla Toscana, mediante altrettanti
scara per cui i Boncompagni per
,
fondi, e somme di danaro costituenti
lungo tempo s' intitolarono duchi di ima lendita eguale. Morto senza ere-
Arpino. Giacomo , il solo mecenate, de maschio, nell'anno 1707, il sud-
che avessero allora le lettere, come detto Gregorio, suo fratello Antonio
ne assicura il JMureto in un' elegia sposò Maria sua nipote, nella quale
al GissafTerro, medico di Paolo IV, ricadeva luna, e l'altra eredità. Da
nel 1^76, prese per moglie Costan- questi nacque Gaetano Boncompagni
za, figlia del conte sovrano di s. Fio- Ludovisi, nel I 707, il quale nel 1726
ra, con cincpiantamila scudi di dote. prese in moglie Laura Chigi, figlia

Gregorio XIII, nel i583, creò Car- del principe di Farnese, che gli die-
«linalc Francesco Sforza, fratello del- de con altri figli, il principe di Piom-
la sposa. Inolile, nell'anno 157G, bino, Antonio. Pietro Gregorio Bon-
fu Giacomo co' suoi discendenti ag- compagni-Ludovisi nacque nel 17 io,
gregato alla nobiltà veneziana, come e nel 1731, divenne duca di Fiano,
prima lo era stato con solenne pom- pel matrimonio con Maria France-
pa alla romana , e quindi a quella sca Oltoboni, pronipote di Alessan-
di Napoli. Fu eziandio fatto dal Pa- dro AHI, a condizione di prendere
pa governatore di Borgo e di Fer- il nome, e l'arme degli Ottoboni.
mo, generale della Chiesa, cariche Così Gaetano fece la casa Boncom-
che si conferivano a' nipoti de' Pon- pagni Ludovisi, e, nel 1731, diven-
tefici, e duca d'Arci Filippo II, re ne principe di Piombino, e duca di
di Spagna, lo fece cavaliere di Ca- Sora, e Pietro Gregorio diede ori-
la tra va, e generale di cavalleria nel- gine allo stipite Boncompagni-Ludo-
la Lombardia. visi-Ottoboni duca di Fiano.
Tra' discendenti di Giacomo Bon- Dal principe di Piombino figlio
compagni vi fu Gregorio , il quale di Gaetano, cioè Antonio, che suc-
sposò, nel iGSij Ippolita Ludovisi cesse a suo padre a' 24 marzo 1777,
pronipote di Gregorio XV. Questa nacque, a' 29 aprile 1767, il prin-
succeduta ai diritti dei Ludovisi cipe Luigi INÌaria, che divenne prin-
principi di Piombino, unì il princi- cipe di Piombino, per la morte del
pato sovrano di sua famiglia alla genitore, a' 26 aprile i8o5, e dhlla
casa Boncompagni, ma essendo stato sua moglie INIaddalena figlia ilei ,

occupato, nel 1799, da' francesi, (Giu- duca Odescalchi, nacquero \'ittoria,
seppe Vera l'omano recossi, nel 1 8 1 5, maritata al principe Altieri, e morta
al congresso di \ icnna , come rap- in quest'anno compianta per le sue

prescutante la casa Ludovisi-Boncom- virtù; Antonio duca di Sora, spo-


VOL. VI. 1
8 BO?^ BON
del duca ne appellati Salonicn , o Salonci-
sato a Guglielmetta figlia
,

no, per provvedere colle rendite di


Massimo, da cui nacquero Rodolfo,
maritata questa ad un seminario. Fu peni-
e Maria Carolina; Costanza
Fiano Alessandro, rapito tenziere maggiore, nel 1^79, ed eì>
al duca di
dalla morte ai cultori delle arti e be alcuni benelizii ed abbazie, che
fornì di molti arredi preziosi. Ter-
delle scienze; Maria Ippolita mari-
tata al duca di Rignano, fratello
di minò la sua carriera mortale a Ro-
ma, nel i586, di trentotto anni, e
Guglielmetta; e Baldassare. V. Lu-
tredici di Cardinalato, dopo essere
do visi tamigua, e OtTOEONI FAMIGLIA.
intervenuto al conclave di Sisto V.
Fra i palazzi, che la casa Bon-
Fu seppellito nella basilica di s. Ma-
compagni ha in Roma, oltre quello
sulla piazza Colonna, ria Maggiore.
di residenza
sono degni di menzione quello già
BONCOMPAGNI Francesco, Car-
dinale. FrancescoBoncompagni, na-
de' duchi Poh a Fontana di Trevi,
•architettato da IVIartino Longhi // poletano nacque a Sora nel i SgS
,

Vecchio, e l' altro già de' Simonetti dai duchi di quel luogo. Educato
disegno fino dalla puerizia col santo timore
a s. Marcello, edificato con
di Dio, compiè felicemente a Napo-
di Alessandro Specchi. Per conto
ne parlerà li il eorso degli studii , ed ottenne
della \illa Lvidovisi, se
la laurea. Venuto a Roma, fu go-
a suo luogo
vernatore diFermo. Gregorio XV
La famiglia Boncompagni, oltre
lo ascrisse al sacro Collegio, nella
r immortale Gregorio XIll, ha dato
al sacro Collegio i seguenti amplis- seconda promozione fatta a Roma
simi Cardinali. lì 19 aprile 162 1, e gli assegnò la
BONCOMPAGNI Filippo, Cardi- diaconia di s. Angelo. Quindi, nel

nale. Filippo Boncompagni, patrizio 1625, gU fu data la legazione di


bolognese, nacque nel 1 54i^- Era Perugia, e quella dell'Umbria e ;

nipote del Pontefice, fornito di stra- poi venne decorato del vescovato di

ordinario ingegno, e felice memoria, Fano. Poscia Urbano Vili gh con-


celebre nell' uno e nell'altro diritto. ferì r arcivescovato di Napoli , chie-
Gregorio XIII lo ascrisse al sacro sa, che il Boncompagni governò per
Sisto, nella quindici anni. Le esimie virtù, on-
Coliesio col titolo di s.

d'era fornito, lo rendevano caro al


prima promozione fatta a 2 gnigno
Or- suo gregge, e specialmente ai pove-
1573 ; lo fece protettore degli
carmelitano, premon- li, verso i quali si mostrò mai sem-
dini certosino,
stratense, con giurisdizione in tutto pre generoso, specialmente nel di-
governo cembre del i63i in cui un'irru-
lo stato della Chiesa, col ,

di Castello, e con ordine di recarsi zione del Vesuvio avea apportati

a Venezia come legato a latcre, nel gravi cUsastri. Morì nel bacio del
Signore a NapoU, nel i64i, di qua-
1574, per complimentare Enrico IH,
rantasei anni e venti di Cardina-
il quale avendo abdicato il trono di
,

compianto da tutti i buoni.


Polonia, andava ad occupare quello lato ,

La venerabile spoglia di lui ebbe


di Francia, dopo la morte di Carlo
tomba nella chiesa di s. INIaria, det-
IX, e per invitarlo a recarsi a R.oma.
Ottenne, nel i58i, l' arcipretura di ta della Cappella, che avea ristau-
s. Maria Maggiore, che arricchì di rato quand'era abbate commenda-
pi"eziosi arredi, e di una posscssio- tario , colla spesa di quattordicimila
ducali. Tea: dono al collegio gcr- gli spodali della Fila e Morir di
nijiiiico della tua biblioteca, rici.a di ]5ologiia; duemila cirKjiieccnto scudi
scelli voliMiii. alla làmiglia, ed un legato a' suoi do-
BOiVCOAU'AGNI Girolamo, Car- mestici leialivo al grado e merito loro.
dinaie. Girolamo Boncompagni sor- BO.XCOMrAGM Jacopo, Cardi-
tì i natali dai duchi di Sora bolo- naie. Jacopo Boncompagni, bologne-
gnesi, e nacque a Napoli nel 1621. se, dei duchi di Sora, nipote del

Era nipote del Cardinal Fianccsco, Cardinal Girolamo, e pronipote del


e pronipote del Cardinal Filippo del Cardinal Francesco del medesinio
mcdesin)0 nome, ed accoppiava al- nome, nacque in Sora, feudo di sua
lo .splendor della nascita quello del- casa, nel i652. Ancora fanciullo
le cristiane virtù. Studiò con otti- venne ascritto ai cavalieri di INIalta,

mo prodlto le lingue greca e lati- e desideroso di farsi ecclesiastico, an-


na, nonché le cose spettanti all' an- dò a Roma sotto Innocenzo XI, che
tichità : quindi venne ammesso tra depulollo al governo di Orvieto,
i prelati ponenti del buongoverno, Nel iGSf), yVlessandro Vili lo pre-
poi alla segretaria dei sacri riti; pose alla chiesa di lìologna, ch'egli
quindi da Iimocenzo X, nel i65i ,
resse da provvido pastore; visitò la
ebbe l'arcivescovato di Bologna. In- sua diocesi di frequente, anche nei
signito di questa dignità , visitò le .siti pii^i alpestri e pericolosi ; convo-
cliiese ed nionisleri della sua dio-
i co mi sinodo nel iGr)(S, quindi ne
cesi, al bene della quale provvide con pubblicò le determinazioni nel 1799,
un sinodo nel i6)4- H Papa A- essendo già stato proraos.so al Car-
les.sandro VII lo chiamò a Roma dinalato, col titolo di S. INIaria in
nel 1660, perchè fosse maggiordo- Via, da Innocenzo XII a'i?, dicem-
mo, uflizio che disinqiegnò assai he- bre 1G95. Fu ascritto alle congrega-
ne ; poscia cieollo Cardinal prete zioni de' riti , di propaganda, del
dei ss. Pietro e Marcellino, a' i/\. concilio, dei vescovi e regolari. A
gennaio 1G64. NclTanno prima di Gregorio XIII, suo cognato, eresse
morire, seppe con estremo ramma- magnifico mausoleo nella basilica
vico, che gli ottomani con esercito vaticana, opera del chiarissimo Bu-
formidabile mellevano 1' assedio a sconi, e fece nella metiopolitana di
Vienna. Egli allora per quaranta gior- Bologna ornare ili marmi assai fuii
ni oiòinces.santemenle col suo popolo la propria gentilizia cappella, cui ar-
innanzi a Gesti sacramentalo espo- ricclù di quattro cappellanie. Come
sto alla pubblica venerazione nella legato a Intere d'Innocenzo Xll,
sua metropolitana, al fme di placa- benedisse a Modena le nozze di Giu-
re l'ila del ciclo. Dopo che inler- seppe re dei romani, e di Gu^liel-
vennc ai Clemente IX
conclavi di mina Amalia di Brunswich, eil ac-
c X, o d" Iinioccnzo XI, mori colse con reale magniiìcenza a Bo-
a Bologna, nel 16S4, di sessanta- logna la regina di Polonia Maria
Ire anni, e \cnli di Cardinalato, ed Casimira della Grange. Lasciato il
ebbe tomba nella sua cappella gcn- primo titolo, .sotto Clemente XII,
lilizia di «juella meiropolil ma. La nel 173 r, passò al vescovato di AI-
carilà, che in vit.a lo distini^ncva ,
bano, e dopo esser intervenuto alla
tliresse in morte la sua disposizione elezione di Clemente \1, Innocenzo,
leslamenlaria ,
ducile lasciò eredi e Benedetto Xlll, e (.ilemcnle XII,
ro BON BON
conferita l'ordinaria, ove im-
mori a Roma di seltantanove anni di
gli ili

Cardinalato. Eb- piegali lodevolmente otto anni, Ales-


età, e trentacinque di
sandro VII lo creò Cardinal prete
be tomba nella metropolitana di Bolo-
Cardinal Girolamo suo assente di s. Anastasia, nella quin-
gna presso il

ta promozione fatta a Roma li i4


zio, ed arcivescovo di quella ci Ita.

gennaio 1664. Venne ascritto al-


BOjNCOIMPAGNI Ignazio, Car-
congregazioni della consulta, del-
dinale. Ignazio Boncompagni Ludo- le

romano dei principi di l' immunità , ed altre, colla protet-


visi, nobile
toria dei cappuccini. Fu presente ai
Piombino, e duchi di Sora, nacque
conclavi dei due Clementi IX, e X,
in Roma a'i8 giugno i743; fu vi-
e a quello di Innocenzo XI, del
qua-
celegato di Bologna, poi creato in
però non vide la elezione, dap-
17 luglio 1775, Cardinale
le
petto, a'

diacono da Pio VI, questi lo pub- poiché una fiera malattia lo con-
dusse alla tomba, nel 1676, di ses-
blicò a' i3 novembre 177^, col ti-
sanlaquattro anni di età e dodici di
tolo di s. Maria in Via lata, e poi
Cardinalato. Fu sepolto in chiesa di
lo fece legato di Bologna, ove an-
cora il suo nome Termi-
è lodato. s. Maria sopra INIinerva.

BOjNELLI IVIichele, Cardinale.


nò di vivere ai bagni di Lucca ai i54i
Michele Bonelli nacque nel
9 agosto 1799, non molto dopo Tor-
nella terra del Bosco, diocesi di
aver lasciato l' impiego di segretario
prescelto tona presso Alessandria della Paglia,
di stato, a cui lo avea il

e perciò è detto comunemente il Car-


Pontefice pel suo ingegno, per la sua
destrezza nel maneggio degli all'ari, dinal Alessandrino. Desiderando egli

professione re-
di tener dietro alla
e per l'attaccamento alla Santa Se-
ligiosa del Pontefice suo zio
mater-
de. Fu preletto delle congregazioni
no, si diede ad apprendere le lettere
Cardinalizie della s. consulta, e di
umane a Roma nel collegio ger-
Avignone e Loreto; e fra le pro- ,

quindi, nel i^Sg, vesti le


tettorie da lui tenute, noverasi tutto manico ,

divise di san Domenico, nel con-


rOrduie de' cappuccini, e del colle-
vento della Minerva di Roma,
ove
gio Gcrmanico-Ungarico.
sti-
BONELLl Carlo, Cardinale. Car- per le sue virtù ottenne tanta

lo Bonelli dei marchesi di Cassano, ma , che divenuto lo zio Cardinal


Ghislieri Sommo Ponteilce col no-
nacque a R.oma nel 1612. Era pro-
istanze repli-
nipote di s. Pio V, e nipote del Car- me dr s. Pio V, alle

cate del re diSpagna, e del sacro


dinal IVIichele dello stesso nome. Ur-
chiamò a Roma, quando
Collegio, lo
bano Vili lo fece cameriere segre-
to, e lo annoverò tra' prelati della
contava appena cinque lustri, e nel-
la prima promozione fatta ai 6
mar-
congregazione del buongoverno, quin-
di ai votanti dell'una e l'altra segna-
zo i566, lo creò Cardinale dell'or-
dine de'preli col titolo di s. Maria
so-
tura, colla presidenza di alcune cit
Minerva, a condizione però che
tà dello stato ecclesiastico. Alessan- pra
non lasciasse le insegne domenicane.
dro VII lo chiamò di nuovo a Ro-
accordò di usare il cappello
ma, e ne lo fece governatore. Con- Né gli

ma dipoi lo assunse, e a suo


sacrato arcivescovo di Corinto, ebbe rosso ;

la nunziatura straordinaria al re riguardo Gregorio XIV concedette


cattolico Filippo IV, per istabilire in appresso ai Cardinali regolari
la berretta rossa. Il Bonelli trattava
la pace tra' principi cristiani, poscia
BON II

coi grandi senza IkissczzcI, coj^l' inlé- che doveasi ascrivere tra' santi lo ,

riori senza fasto, locchè rendevalo a elesse a suo vicario generale in Ro-
tutti amabile , e degno della emi- ma, ed in tutto lo stato ecclesiastico,
nente dignità di cui era rivestito, con pienissima facoltà di ordinare
non meno che di altri splendidi ono- quanto avesse creduto più convene-
ri, dei quali lo decorò il Pontedce. vole al buon ordine, alla disciplina,
QiK'sti infatti lo deputò alla sopra- ed alla giustizia, di esaminare, e
intendenza di tutto lo stato ecclesia- compire tutti gli affari ecclesiastici
stico, quindi, nel i568, gli diede la e criminali , di rivedere , e rilìjr-

carica di camerlexigo della S. R. C; mare i giuilizii, e le sentenze irreg(;-


carica cui poscia rinunziò, per con- larmcnle [)ronunziate ilai giudici ,

siglio del Pontefice stesso, al Cardi- nunzi, delegali e governatori dello


nal Luigi Cornaro, per la somma di slato Pontifìcio, da ultimo gli accor-
settantamila scudi, che furono im- dò illimitata autorità di conceder
piegati dal Papa nella guerra con- grazie e stabilir anche la pena di
ilo il turco. In compenso però ot- morte, senza sottomeltere ad alcuno
tenne, nel iSji, l'abbazia di s. Mi- la sua maniera di operare , salvo
chele di Chiusi, ed il priorato della al Pontefice. Delle quali amplissime
religione di Malta in Roma, quindi, facoltà si servì il Bonelli con tale
a' ig giugno iSy^, fu eletto legato moderazione e prudenza, da soddis-
a lalerc in Francia, Spagna e Por- fare a tutti essendo più propenso a
togallo ,
per associare quei sovrani far grazie e favori, che ad imporrile
contro il turco. I principi, coi quali gaslighi, e supplieii. S'impegnò assai
trattò in questa legazione, stima- nella canonizzazione di s. Giaciuto
rono assai il RonelU. Filippo II gli domeniciino, che ebbe fine nel i5()4,
conferì una pensione di settemila e fu tra i Cardinali che opinarono a
scudi, e gli donò il marchesato del favore della riconciliazione di Ern-
Kosco sua patria, e Carlo IX, re di co IV re di Francia. Clemente Vili
Francia, lo regalò di un diamante lo deputò a capo della novella con-
pregevolissimo, che si trasse dal tli- gregazione per l'esame dei vcsconì.
to. Ebbe a compagni in quella le- Amministrò allo zio Pontefice mo-
gazione Ippolito Aldobrandiui udi- ribondo il ss. \iatico, e ne accolse
tore di Rota, poi Pontefice col no- l'ultimo respiro. Nella Rezia stabilì un
me di Clemente Vili , Alessandro seminario pel mantenimento di Ircn-
Riario, INIattco Contarelli, Francesco taquattro alunni, che dopo aver ap-
Maria Tarugi, che furono poi tutti prese le lettere, ed essersi esercitati
Cardinali, e Francesco Borgia, ge-
s. nella pietà, avessero a mantenere la
nerale dei gesuiti. Quindi ebbe la cattolica fede. La.sciato il primo ti-
prolettoria della religione gerosoli- tolo, sotto Gregorio XIV, passò suc-
mitana , dei canonici di Giorgio
s. cessivamente al vescovato di Albano
in Alga, del regno di Ungheria, e nel ì5c)i, e fu ai concla\i di Gre-
del ducalo di Savoia ; «lappoi Gre- gorio Xlll, Sisto V, Urbano VII,
gorio XI 11 lo deputò sopra la con- Gregorio XIV, e Clemente Vili.
gregazione dei regolari, della della Finalmente morì a Roma nel 1Ò98,
ril()rma apostolica, ed in seguito ne ilopo trentadue anni , dacché vesti-
fu dichiarato piefello. Sisto V po- va la porpora , e cint|uantaselte di
scia Irallando la causa di s. Diego vita. Fu sepolto nella chiesa di s.
CON BON
12 indirizzati per
Cardi- irò Pelagio, a lui
ove
Maria sopra Minerva,
il

a mezzo di Alipio.
Aldobraudini eresse
che questo Pontefice non
nal Pietro
son- Dicesi ,

memoria di lui un mausoleo


solamente prescrivesse, che niuno .

fosse ordinato sacerdote


prima dei
BONIFACIO I(s.), Papa XLIV. Fa-
Giocon- trent'anni, come aveva fatto
Era egli figliuolo del prete spurii ve-
biano, né i servi e gli
venne fatto
do, e da san Damaso a quella dignità
sua voglia, nissero innalzati ,

Cardinale prete. Contro ma ne


come avea stabilito Zosimo;
Pontefice a' 28 dicembre
fu creato che avessero debiti.
anche quelli,
dell'anno 418, siccome quegli, che ch'egli abbia
e ver- Inoltre alcuni vogliono,
era dotato di esimia virtù, Sotero, in
rinnovato il decreto di
disciplina.
satissimo nella ecclesiastica femmine ed alle
a tre cui si vietava alle
dispiacque
La sua elezione toccare vasi sacri e
affezio- monache di i ,

vescovi , e ad alcuni privati chiese; ma ciò e


d'incensar nelle
nati vescovi medesimi. Questi
ai il Papa
Eulalio, lungi dal vero, imperciocché
diedero il voto all'antipapa domandatosele monache
per Zaccaria,
donde ebbe origine lo scisma di chie-
antipapa potevano esercitar alcuni uRizi
noi già lifento a quell' appoggio della
Superate le diffi- sa, rispose di no, suU'
( P^.
Antipapa III).
vescovi di Lu-
confermata lettera di Gelasio 1 a'
coltà degli avversari!, e
cominciò tosto cania , senza for motto del decreto
la elezione di Bonifacio,
1' uni- di Sotero o di Bonifacio.
questo Pontefice a conseguire canto del
sua dol- Institui Boniilicio I il
versale ammirazione per la
exceUis Deo nel giovedì
pace. Né Gloria in
cezza, e per l'amore alla dei santi per-
vigilie
santo; levò le
mostrò minor costanza contro 1 una pie-
quali chè, mentre prima erano
vescovi di Costantinopoli,
i
per la quale pas-
giuris- tosa insti tuzlone,
volevano dilatare la propria le notti in orazione
savano i fedeli
dizione sino air Illiiia ,
ed in cer-
presso ide santi medesimi, si
sepolcri
te Provincie, clie quantunque sog-
erano cangiate in ridotti di canti e di
erano sem-
gette all'impero d'Oriente, nome alle vigi-
patriarcato balli. Lasciò solo il
pre state dipendenti dal aver go-
seppe altresì man- lieed il digiuno, e dopo
di Occidente. Egli mesi e
vernato quattro anni, nove
di Rufo,
tenere in vigore i diritti agli i ottobre
quindici giorni ,
i

di Tessalonica, e suo vica-


vescovo Roma, e fu sep-
Tessaglia e nella Grecia,
del 4^3, mori in
rio nella Felicita
pellito nel cimitero di s.
che le elezioni dei ve-
ed esigette,
Appia, presso quello di
contrade fos- sulla via
in quelle
scovi fatte
Calisto. Bosio però, nella
Roma sot-
sero sempre approvate da Rufo e
conforme all'aiv le.rranea,\xh. Ili, cap. 53, p. 4^°.
da' suoi successori, era parte
dice, che questo cimitero
tica disciplina. Sostenne ancora nella quale
di quello di s. Priscilla, il
di
Gallia i privilegi delle metropoli a dire
via Salaria, vale
dalla sta nella
Narbona e di Vienna, e le liberò Appia. Vaco
di Arles. assai lontano dalla via
giurisdizione della primazia Le let-
pelagia- la Santa Sede otto giorni.
Mostrò gran zelo contro i
si leggono
l'alta sti- tere di questo Pontefice
ni, e diede a conoscere Constant, e nelle
nella raccolta del
ma, che facea di s. Agostino, ac-
concilii appres-
libri coa- raccolte geueiali dei
cogliendo i SUOI ciuatlro
BON BON i3
so Lal)Lé, tomo II, pag. i582, e 60 3 siccome aprocrisario, ovvero nun-
t)mo IV, ]r'V^. 1702. Vedi pure zio presso Foca imperatore di Co-
Baionio ed il Pontificale pubblicalo stantinopoli. Difensore della fede lo
da Anastasio il bibliotecario, appres- chiamava Gregorio, nelle credenziali,
so il Muratori, Script, hai. tomo IH con cui lo dirigeva a
quella corte,
pag. I iG, noiicliè le dissertazioni di di specchiata illibatezza, di somma
Ciampini, di Sclicltstiatc, di Bian- fedeltà. ]Ma piìi che si eminenti vir-
chini , e di Vignelio sopra questo tù, la carica di nunzio, come d'or-
Pontificale. dinario avveniva ,
gli procurò il

BONIFACIO II, Papa LVII Pontificato, a' 19 febbraio del 607.


Nacrpie in Roma, ed era figliuolo Perocché j dovendo a quei dì il clero
di Sigibuldo, di nazione goto. Fu romano aspettare nella elezione dei
Cardinale prete di santa Cecilia ,
Papi il consenso degl' imperatori
e venne creato Pontefice ai 16 ot- di Oriente, studiavasi di eleggere
tobre del 53o. Male gradila gene- coloro che sapeva essere grati agli
,

ralmente quella elezione, fu quindi imperatori medesimi.


nominato certo Dioscoro, che però In un concilio, che dopo la sua
essendo morto un mese dopo, ri- elezione, celebrò tosto Bonifacio III
mase in lui estinto lo scisma (
ì^. in Roma, coli' intervento di settau-
Antu'apa V). Per impedire la facoltà tadue vescovi, ordinò, sotto pena di
usurpatasi dai re goti di eleggere scomunica, non doversi passare alla
il Pontefice xomano, nell'anno 53 1, nomina del Papa, o di qualunque
adunò un concilio, nel quale egli e- altro vescovo, se non se passati tre
lesse per suo successore il diacono giorni dalla morte del predecessore ;
Vigilio. Ma pentito di aver violate legge che però non fu osservata nel-
così le sacre leggi ed i canoni ,
l'elezione di parecchi Pontefici succes-
principalmente i niceni, ed offesa sivi;ma che da Gregorio fu eslesa X
la libertà de' sacri comizii, raccolto a dieci giorni. V. Novaes, Introdiiz.
di nuovo il concilio , abbruciò il alle vile de" Papi, Diss. XI, pag. ^Q.
decreto della poco elezione. Per Il favore goduto da questo Pon-
ancora rimase Bonifacio sulla Sede tefice presso menzionato impera-
il

Apostolica, poiché mori ai i6 ot- tore Foca gli che


fece ottenere ciò,
tobre del 535. Fu sepolto nella Gregorio I non aveva ottenuto dal-
basilica di s. Pietro, e vacò dopo l'imperatore Maurizio, cioè il dichia-
di lui Santa Sede due mesi, e
la rare con apposito decreto doversi al
quindici Coli' approvare il
giorni. solo romano Pontefice il titolo di
concilio secondo di Oraiige, cele- vescovo universale , che si arrogava
brato da s. Cesario, nel 52f), cslin- Ciriaco, successore di Giovanni Di-
se Bonifacio la eresia de' seniipela- giunalorc nel patriarcato di Costan-
giani, cheafllissc per cento amii la tinopoli. Già l'imperatore Giustinia-
Francia, e propose s. Agostino per no, vissuto ottanta anni circa innanzi
ottimo maestro nella materia della di Foca, aveva confessato essere Gio-
divina grazia. vanni II il capo di tutte le sante
BOiMFACIO in, Papa LXVIII, chiese, e, nella novella i3r, cap. 2,
era romano e figliuolo di Catlaudicrc il primo di tutti i sacerdoti, .sicché
o Catlaiuliooe. Fallo diacono Car- non fu il decreto di Foca cosa del
dinale da s. Gregorio, fu iaviato, nel tulio nuova, come asserivano i Cen-
i4 BON BON
turiatoii di Maddeburgo (Ceniur. 7 bate. V. Lambertini, Trattato sopra
cap. 7, pag. 121); ma fu emanalo ^li atti di alcuni santi , de' quali
per dichiararfi e stabilire il diritto xi fa V officio in Bologna, cap. 7.1,
conveniente al Pontefice di univer- pag. 207.
sale, come ben
riflettono due Car- i Bonifacio IV con un concilio ce-
dinali Baronio e Bellarmino. lebrato in R.oma, nel 610, raffrenò
Questo Pontefice, dopo aver go- coloro, i quali, più infiammati da
vernato otto mesi e ventidue giorni, rancore che da zelo, affermavano non
morì a' io novembre del 607 e ,
aver i monaci podestà di ammini-
fu sepolto nel Vaticano. La Santa strare né la penitenza, né il batte-
Sede vacò dieci mesi, e dodici giorni, simo. Il decreto di questo Pontefice
BONIFACIO IV (s.). Papa LXIX, fu poi confermato da Urbano II ,
sortì i natali in Valeria, città del- nel 1096.
l'Abruzzo nel regno di Napoli , ed Bonifacio governò sei anni , otto
era figlio di Giovanni medico. Dopo mesi, e dodici giorni , e morì ai 7
essere stato monaco benedettino nel maggio del 61 5. Il martirologio ro-
monistero di s. Sebastiano di Roma, mano , e quello del Maurolico ne
fu creato prete Cardinale. Non appe- fanno memoria a' 25 maggio. Fu
na venne eletto Pontefice, ai 25 ago- sepolto nel Vaticano tra la porta Ra-
sto del 608, che convertì la propria venniana e quella del Giudizio, ove
casa in un monistero, il quale di poi Bonifacio VIII gli eresse \\n
magnifici doni venne da lui altresì nuovo altare , che poi fu distrutto
arricchito. Consacrò
B. V. ed alla nella fabbrica della nuova basilica.
a tutti i Panteon fab-
ss. Martiri il Paolo V, come n' ebbe trovate le ce-
bricato da Marco Agrippa, genero neri, a' 20 ottobre i6o5, le ripose
di Augusto, e che dedicato poscia in un'arca nuova, e le fece traspor-
da Gregorio IV, neir834, a tutti tare con solenne pompa all'altai-e di
i santi, dei quali in quell' occasione s.Tommaso apostolo. La Santa Se-
insti tuì la festa , oggidì si chiama de vacò cinque mesi, e dodici giorni.
volgarmente s. Maria, della Roton- BONIFACIO V, Papa LXXI
da, dalla sua forma. Presi dipoi da figliuolo di Giovanni Fummini, co-
molti cimiteri di Roma ventotto me scrivono alcuni, era nativo di
carri di corpi dei ss. martiri , li ri- Capua, o piuttosto di Napoli. Il per-
pose in questa chiesa, la quale per chè era il nono Papa napoletano.
ciò fu appellata s. Maria ad mar- Essendo già Cardinale di s. Sisto
tyres. a' 28 dicembre del 619, fu eletto
M. Polono attribuisce a questo Pontefice. Bentosto, attesa la graa
Pontefice l'instituzione della comme- copia dei preti, comandò, che niuno
morazione di tutti i fedeli defunti, fosse fregiato di tal dignità, se non
che però Pietro de Natali bus dice dopo la morte di vm altro. Permise
instituita dopo la festa di tutti i inoltre solamente a' preti ed ai dia-
santi, comunque Sigiberto, all'an- coni di toccare le reliquie de' santi,
no 998, la riferisca ad Odilone, ab- e nelle chiese e ne' luoghi sacri apri
bate cluniacense, e Pietro Galesino, sicuro asilo ai rei, rinnovando i ca-
nelle note al martirologio, ne faccia noni antichi ed i decreti de' suoi
autore il Pontefice Giovanni XVI ,
predecessori.
per r insinuazione del medesimo ab- Egli era di singoiar pietà , affa-
1} o .\ BON i5
hi li là e clemen7a, e dopo aver gover- fonilo ed il clero di quel regno. Quin-
nato cinque unni e dicci mesi, morì di per tanti suoi meriti, venni; elet-
prima del 22 oUobieC25. Fu sepolto toPapa, a' 24 dicembre I2g4, in
nel Valicano, e la S. Sede vacò cinque Castel Novo presso Napoli , aven-
giorni soltanto, dappoiché non fu d'uo- do s. Celestino V, suo predece.s.sore
[X) aspettare da Costantinopoli la con- rinunziato formalmente al Papato.
fcitna del seguente Pontefice Ono- V. RiNU.NZiA AL Pontificato.
rio I, essendone stata impartita la Non scn/a ripugnanza, come a.sse-

facoltà dall'impeiatoro Eraclio all'e- ri.scono gli autori contemporanei, ac-


siu'ca di Ravenna, che allora si tro- cettò (gli la suprema dignità. Pertanto
vava in Roma. ai 2 di gennaio i 29.5, partì accompa-
EOINIFACIO VI, Papa CXV. V. gnato da Carlo II re di Sicilia e
Antipapa XIV. e l'articolo Crono- da Callo Martello suo figlio re d'Un-
logia de'Romam Pomekci. Qui gio- gheria, alla volta di Roma, ove fu
va avvertile, come legittimi Papi, i consacrato e coronato dal Cardinal
per non alleiare la loro cronologia, Matteo Orsini, primo diacono, ai 16
lasciarono, che il nome di alcuni gennaio, comunque altri dicano ai
antipapi figurasse nella cionologia di 2 3. deduccndolo dalla enciclica del
quelli canonicamente eletti. medesimo, con cui dà parte della
EOJNIFACIO VII, Papa CXL. sua esaltazione ai principi cristiani
V. Antipapa XVII. e che riportata viene dal Rinaldi
BONIFACIO Vili, Papa CCI. all'anno 1295, num. 7. Tale co-
Chiamavasi prima Benedetto Cae- ronazione segm con una pompa per
lani , nativo di Anagni. Fatto ca- lo addietro inusitata, ed il suo pas-
nonico di Todi , di Parigi , di .saggio dal Vaticano alla basilica la-

Lione e poi della basilica vaticana, teranense fu sopra modo magnifìto.


divenne puie avvocato concistoriale, Montato in una chinea , che adde-
e protonotario apostolico, finche, nel stravano a piedi i mentovati due re,
1281, da Martino IV fu creato in solennemente giunse il Pontefice in
Orvieto Cardinal diacono di san Laterano, ed ivi fu intronizzato.
Nicolò in carcere Tulliano , indi Furono sue prime cure di paci-
prete de' ss. Silvestro e Martino ficar l'Italia, ridurre la Sicilia al-

sotto Nicolò IV. Il Papa Martino, l'ubbidienza della Santa Sede, met-
che conosceva la destrezza ed i la- tere in concordia i due re Philippe
lenti di Bonifacio, lo spedì legato al di Francia ed Odoardo d'Inghilter-
re Carlo di Sicilia per ritrarlo dal i-a, dissuadere Alfonso , re de' ro-
duello col re di Aragona, e per man- mani dall'assalire colle armi la Fran-
tenere quei popoli nella divozione cia ; annientai-e le fazioni, che deso-
alla Chic-a Romana ; poscia lo man- lavano molte città cristiane ; ricon-
dò similmente in Francia, col Car- durre i greci scismatici all'unione
dinale Gerardo Bianchi per istabi- della Chiesa Romana, e ricuperare
lire la pace tra quel re ed Odoar- la Terra Santa, donde erano slati

do re d'Inghilterra, e per difendere scacciati i cattolici nel i'?9i.


i diritti della Chiesa. Nicolò IV dc- Conchiiisa la pace tra Carlo II

pulollo con altridue Cardinali ad re di Sicilia e Jacopo re di Ai^go-


esaminare e comporre le controver- na colla cessione, per parte di que-
sie nate tra Dionisio re di Porto- sto secondo, di qualsivoglia diritto
iG BON BON
sopra la Sicilia, Bonifacio, nciranno di tutte le facoltà, e fondò ancora
i2>f)5, levò l'intertlelto, cui erano il vescovato di Nocera de' Pagani in
sottoposte le terre del re di Ara- Napoli, erigendo in vescovato ad un
gona, assolvette gli ecclesiastici dal- tempo la badia di s. Antonio di
le ricompensa della
censure, ed, in Fredeles, ntilla città di Pamiers in
cessione fatta, promise a Jacopo la Francia; fmalmeiite fece la prima
Corsica e la Sardegna: isole, che nel promozione di diciassette Cardinali.
1297, con una bolla gli confermò Vedeva Bonificio, che il clero era
appieno, mercè un feudo annuale da' principi molto gravato d'imposi-
di duemila marche d'argento. E co- zioni, né erano rispettate le immu-
me alcuni procuravano di sturbare nità a quel ceto convenienti. Laon-
quella pace , il Pontefice fulminò de con una bolla datata in Anagni
contro di essi la scomunica, conce- a' 2 settembre del 129G, decretò,
I

dendo al contrario indulgenze a chi che i re ed i principi per qualun-


procurasse di ristabilirla, o pregasse que pretesto, senza il consenso del
con tale intenzione. Rimesso perciò Sommo Pontefice, non potessero e-
Carlo II nel possesso della Sicilia sigere da' chierici le decime, sotto
giui'ò in Roma vassallaggio e fedel- pena di scomunica tanto ai principi,-
tà a Bonifacio, nella chiesa di s. Sa- qiianto ai chierici stessi. Tuttavolta
anno 1295, e raf-
bina, nello stesso nell'anno appresso, a favore del re di
fermò r atto con un suo diploma. Francia, prescrisse non essersi estesa la

Richiese di piti al Pontefice di es- proibizione ai volontari donativi dati


sere assolto da qualunque pena in- o per la difesa del regno, o pel ri-

corsa per non aver pienamente a- scatto del re e de' figliuoli suoi. Frat-
dcmpiuto alle condizioni ordinate tanto , trovandosi il Pontefice in
nell'investitura. V . il Cardinal Bor- Orvieto, agli i i agosto del 1297,
gia , Storia dal dominio tciiìporalc canonizzò s. Lodovico IX, re di
delta Santa Sede nelle Sicilie, pa- Francia, morto in Tunisi nel 1270
gina 176. (P^. s. Lodovico IX). In quel tempo
Rassicurata per tal modo la pa- cominciavano a manifestarsi le dif-
ce alla Sicilia scomu-
, Bonifacio fei'cnze tra il Papa ed Colonnesi, i

nicò Enrico \I1I re di Danimar- per cui a questi secondi fiuono con-
ca, e condannollo a quarantano ve- fiscati i beni, condannati vennero
rnila marche d'argento a favore del- come scismatici e costretti ad uscir
l' arcivescovo di Lunden, perchè, a di Roma. F. Colonna Famiglia.
vendicare la morte di suo padre Ricorrendo però i due Cardinali
Enrico VII, avea quel re fatto mo- Colonna a Bonifacio, nel settembre
rire l'assassino, che era nipote del 1298, li accolse benignamente in Rie-
detto arcivescovo di Lunden, ed a- ti, gli assolvette dalle ecclesiastiche
vea (alto incarcerare l'innocente pre- censure, e li ristabili nella dignità
lato, in qualità di complice. primiera. Ma ribellatisi di bel nuo-
Nello slesso anno ordinò quel Pon- vo al Pontefice, egli rinnovò le pe-
tefice, che in tutta la Chiesa si ce- ne medesime, distrusse i loro feudi,
lebi'asscro con rito doppio le feste dei tra' quali contavasi la città di Pale-
ss. Apostoli Evangelisti, e dei quattro strina, spianata perciò interamente, e-
principali dottori, volle che in Ro- rigendosi sulle sue mine una nuova
ma \i fosse una generale accademia città delta città Papale, che dipoi
LON RON 17
riactjuistìj l'antico nome fli PiilesI li- pa celebrato dopo il suo li torno

na, al restituirsi le (lif,'!)!!;! ai Coloii- da Anagni, e vi Ibrmù, a' 6 novem-


nesi, per opera tli Uciicclctlo XI e bre la celebre costituzione l'iiani
Clenieiile V. sanctain nella , (pial(; , afllne di ri-
Bonifacio vedendo, nel line dt.l stabilire l'autorità Pontificia dai
con-
secolo XII 1, giungere a Roma mol- siglieri Francia oppressa, dichiarò
di
ti pellegrini per uc(jui.sl;ire il giu- e definì, non potersi dire senza col-
bileo, che una tiadizione ricorda- pa di eresia, che i cristiani tulli
va acquistarsi ogni a-uto anni a non siano sogf^etti al Papa, e sco-
chi visitasse la tomba del prin- municò quanti aveano impedito a
cipe degli Apostoli , rafltjnnò quel- chiunque si fosse di andare a Ro-
la plenaria con legge
indulgenza ma. In questo mezzo il regno di
perpetua di cento in cento anni, Francia ,
già per le accennate con-
che poscia fu ridotta da Clemente troversie interdetto, si diede dal Pon-
VI a cinquanta, Paolo li a e da tefice ad Alberto I d'Austria, figlio
venticiuijue. V. Anno Santo. dell'imperatore Ridolfo (/^. Austria).
Senonchè, nel 3o i, le controver- i Ciò gU cagionava maggiori inimici-
sie insorte tra il Papa ed il re di zie.Anzi, stimandosi poco sicuro in
Francia l^ilippo IV, detto // Bello^ Roma, tornò un'altra volta in Ana-
per cagione deiranzidetta bolla, in lljr- gni sua patria ; ma Sciarra Colon-
'/a erano scomunicati
della (juale i na ed il mentovato Nogaret, perfi-
principi, che esigessero, ed i chierici, do consigliere di Filippo dopo a- ,

che pagassero cosa alcuna a titolo di ver corrotti con denaro alcuni do-
gravezza, diedero luogo a molti av- mestici del Pontefice ed i principa-
venimenti, che per brevità qui si li di quella città, vi entrarono con
tralasciano, e che veder si possono gente armata gridando: muoia il Pa-
nell'autore del trattalo dello svi.siiia pa Bonifacio, e t'/ivz // re di Fran-
tradotto dal francese, cap. 7, § i cia, ed ai 7 di settembre j3o3,
pubblicato in Roma nel rvSS; nel mentre Ronilàcio era attento a scri-
p. Bianchi, t. li lib. VI § 6 e seg.; vere il decreto della nuova scomu-
nello Spendano, Annal. eccles. al- nica contro il re di Francia, decreto,
l'anno 1296 n. 4; nel Rinaldi al- che doveva essere pubblicato nel gior-
l'anno stesso n. 22, 24, 2 5, e nel no seguente della INatività di M. V.,
Tommasini, De vet. et now eccles. assalirono il suo palazzo. Avendolo
discijd. par. 3, lib. I, cap. 43 § 9. essi veduto assiso sulla sedia Papa-
In mezzo a ((uegli avvenimenti, in le, rivestito degli abiti pontificali,
un solenne parlamento fatto a' i3 colla corona in capo {alla quale fu
giugno !3o2, fu il Pa|)a iniqua- egli ilprimo che aggiungesse il se-
mente accusato da Guglielmo de condo cerchio) e colle chiavi della
Nogaret, di simonia, di ateismo e di Chiesa incrocicchiate in mano, ab-
magia, e furono esiliali tutti ve- i bandonato da tutta la sua famiglia
scovi, i teologi ed i dottori, che a- e dai Cardinali, fuorché da tre di essi
vevano ricusato di abbracciale i seu. (cioè tli Sabina, Pietro di Spagna,
timenti del re, vietandosi ad essi e Boccasini, poi suo Auco^'ssore), nessu-
eziandio di recarsi a Roma per as- no ardi di toccarlo, uè altro si fece
sistere ad un concilio, a cui erano per essi, che depredare il tesoro Pon-
chiamati. 11 concilio fu però d;d i'a- Idicio, ed ingiuriare collo parole il

\^;l.. \i.
i8 CON BON
PonteficCj minacciandolo peisino di in 4° da Giovanni de Rossi benedet-
farlo depone, e condannare da un tino un' altra vita col titolo De :

concilio generale. vita et rebus gestis Bonifacii Vili


Pentiti però non mollo dopo i pa- pars altera, altera defenclit.
triotti di Bonifacio, ed eccitali dal Monsignor Nicolò Wiseman in-
Cardinal Luca Fieschi, corsero alle glese vescovo mellipotano, coadiutore
armi, sbandarono i nemici del Pa- del vicario apostolico del distretto
pa, alcuni ne uccisero ed altri ne centrale d' Inghilterra, e già rettore
imprigionarono, tra i quali il No- del collegio inglese in Roma , nel-
garet medesimo. Se non che il Pon- r adunanza dell' accademia di reli-

tefice con inaudita clemenza fece gione cattolica, tenuta a' 4 gi^'g"^
mettere in libertà quest'ultimo quan- 1840, recitò una dissertazione, inti-
do potè ritornare a Roma, ove accuo- tolata: Difesa di vani punti della
rato per le sofferte ingiurie, dopo tren- %'ita di Bonifacio Vili , la quale
taselte giorni, dacché era stato ar- meritò pubblicarsi colle stampe, ed
restato, mori agli ii ottobre i3o3, inserirsi negli encomiati Annali del-
avendo governato olio anni, nove le scienze religiose y compilati dal
mesi e diciotto giorni, e fu sepolto chiarissimo e benemerito abbate De
in Valicano. Luca, nel voi. XI, n. 32 di settem-
Fu Bonifacio Vili famoso giure- bre, e ottobre 1840, articolo Vili.
consulto, prudente e letterato. Vol- Ecco quanto ne scrisse il n. S'è del
le Iddio vendicare l'onore di questo Diario di Roma del i84o: » Il
Pontefice diffamato dalle calunnie -V detto prelato prese con molta eru-
de' suoi avversari (principalmente da •j dizione a rischiarare alcuni punti
quella di aver lui rosicata la pro- » del Papa Bonifacio Vili , ma-
pria carne per la rabbia prodotta- •> larnente sfigurati da varii storici.
gli dall'eccessivo dolore), col castiga- ' Dopo aver compartite le debite
re la citlà di Anagni, che ancora por- ' lodi a quegli scrittori protestanti,
ta il peso del suo stato, non essendo >5 che a' nostri giorni si sono dichia-
più potente e florida come prima, e » rati valenti difensori dei romani
col farlo comparire intieramente in- " Pontefici, facea voti perchè sor-
corrotto nell'anno i6o5. /^.Leandro " gesse un altro egregio campione
Alberto nella sua Descrizione d'Ita- .^> a mettere nel vero suo lume il

lia, Roma i55o. ^ grandioso carattere di Bonifacio


Amorevole co' suoi parenti, Boni- -> Vili , e a vendicarlo dalle nere
facio Vili quattro ne ascrisse al sa- -•> calunnie, di cui fu misei'amente
cro Collegio, cioè Leonardo Patras- •' bersaglio in vita e dopo morte
so suo zio maternOj Jacopo Torna- •' per l'inimicizia del Nogaret, e del-
si Caetani, Jacopo Caetani e Fran- •5 r Alighieri , e pei politici parteg-
cesco Caetani. V. Caetani famiglia, » giamenli dei secoli XIII, e XIV,
detta comunemente Gaetani. •>ed intanto egli stesso venne trac-
Gesù di Roma
Nella libreria del > ciando maestrevolmente la via che
si conservava manoscritta in tre tomi > si ha da tenere per giungere a
in foglio la vita di questo Pontefi- •' questa meta. A tre punti limitò
ce scritta da monsignor Cristoforo •' le dotte sue investigazioni il chia-
Gaetani vescovo di Fuligno, ed in •
rissimo disserenle. Provò in pri-
Roma fu pure pubblicata nel iGSi -1 mo luogo, che il Mosheim, ed il
IJON liON 19
> Sismondi vanno di gian lunga »»evidentemente che , la tirannide
> errali neirafTcrmare clic il Cai'di- " de' Colonnesi verso i proprii pa-

nai Gietani ( l'unifacio ), indusse " renti , il loro parteggiare per la

Celestino V a rinunziare il i'apa- " casa d' Aragona, e la loro aperta


lo , e che v' iiìipicf^ò le arti più >' ribellione al Pontefice , spinsero
vili ; giacché so consullalo avesse- > suo malgrado Bonifacio all'asse-

ro Tolomeo Lncense, lo Slef'ane- " dio di Paleslrina , e alle conse-


rio , Egidio Colonna, e l'autore ^' guenze, che ne derivarono. Parlò
anonimo della vita di Celestino, >> infine del sacrilego attentato com-
sciitlori quasi tulli contemporanei » messo in Anagni dal Nogaret e
a quell'avveninienlo e per nulla li- ') dai Colonnesi contro Bonifacio, e
gii a Bonifacio Vili, avrehbono >» quanto erroneamente si
rettificò

conosciulo, che Celestino V ebbe » dice Sismondi intorno alla


dal
sempre in animo di rinunziare morte di lui, facendo vedere, che
-•'

che niuna cosa potè mai rimuo- » questa fu degna di un vicario di


verlo da quel pensiero e che se ;
« Cristo, e venne nobilitata dall' e-
il Cactani da lui interpellato non " sercizio delle più belle virtù--».
biasimò quella determinazione, BONIFACIO IX, Papa CCXI, dap-
lo lece per liberare i' animo prima chiamato Pietro Tommazelli
del Pontefice dall'ognor crescen- nacque in Napoli da nobilissima fa-
te inquietezza , cxl unanimi al miglia, ma per altro assai povera.
suo furono i sentimenti dell'inte- Cresciuto nella pietà e negli stu-
ro collegio de' Cardinali. suono 11 dii, fu fatto canonico di Napoli , e
poi della tromba adoperato dal sebben assai giovinetto , conciliatasi
Cactani per indurre Celestino a in Roma la benevolenza di Urbano VI,
quell'atto, e le olTerte da lui fat- venne dichiarato protonotario af)osto-
te a Carlo re di Napoli per ave- lico, e poi decorato, nel i38i, della

re il Papato, non sono altro che porpora Cardinalizia colla diaconia


sogni immaginati dai nemici di di s. Giorgio in Velabro la quale ,

l'onifiicio, e ripetuti golfamente cangiò in seguito col titolo di san-


dai due succitati scrittori, i quali t'Anastasia. Morto il Papa Uibano,
non si cin-ano punto di scanda- la porzione de"" Cardinali rimasti in
gliare nelle verità storiche quante Roma a lui fedeli nello scisma pro-
volte loro si presenta il destro dotto da Clemente VII antipapa, gli

di poter dir inale dei Papi. Pas- elesse per successore il Tommazel-
.sò quindi al Pontificato di lui : li, come uomo di molta pietà, i'ie-

e accennate brevemente le mol- no di zelo e prudenza, il novello Pon-


tiplici negoziazioni, eh' ebbe feli- tefice si diede a tranquillare le .san-

cemente coi principi e colle re- guinose discordie, che ardevano nei
pubbliche «Ic'suoi tempi per met- suoi stali ; però se le cure di Bo-
ter line alle guerre che lacera- nifacio non sempre cblxMO sortito il
vano la società, venne alla conle- pili felice effetto, non possiamo a-
sa di l?onifacio coi Colonnesi ; e scriverlo che alla capai'bietà de' ri-
coi più autentici documenti dei belli, che profittavano del lagrime
conlcmporanci , avvalorati dalla vole scisma avignonese. Infatti il Ma-
critica, e dal raziocinio, giustifìeò lalesta de' Malatesti prima riconcilia
la condotta del J*apa , e mostrò tosi per le premure del Papa, e di lui
20 BON BON
assolto, indi no velia mente ribellato; i altro fu sventata, il Pon-
presto
perugini sommessi alla Santa Sede e tefice confermò alla Santa Sede il
visitati in ricompensa dalla sua stessa fiouìmo governo della città, fino al-
j^ersona, e di poi ricaduti nella livolta, lora vacillante, ed elesse magistra- i

fanno bastantemente conoscere l'at- ti a suo arbitrio. Confermò reie-


tività del Pontefice pel ben essere zione di Roberto di Baviera eletto
de' suoi sudditi. Egli confermò Bo- re de' romani ; fece due promozio-
logna nell'ubbidienza alla Santa Se- ni di Cardinali; canonizzò solenne-
de, le diede in feudo altre città, e mente s. Brigida, ed approvò l'uni-
{«nfermò Ferrara agli Estensi. Assol- versità di Ferrara. Molte altre cose
vette la Marca d'Ancona dalle censu- egli fece col consiglio e con l'opra,
re incorse nel seguire le parti dell'an- e molto più con l'esempio duna vi-

tipapa Clemente VII, e nulla omise ta illibata per modo tale, che as-
per condurre quel traviato co' suoi salitoda grave morbo per cui gli
nel seno della cattolica unità, locchè venne suggerito siccome certo rime-
fece eziandio col successore Bene- dio il perdere la piìi cara di tutte
detto XIII. Infatti ebbe il conforto le sue virtù ; sagrificò a questa ben
di ricondurne molti, tra i quali Gio- volentieri i suoi giorni. Infatti mori
vanni e Nicolò Colonna , e i Cae- nel primo di ottobre 14^4 ^ ^^^

tani ed allora con paterno affet-


, sepolto nel Vaticano, ove i suoi fra-
to spargendo lagrime di consola- telli gli fabbricarono un magnifi-
zione, stese il padre comune la ma- co deposito. Bonifacio è quel Pon-
no del perdono e tutti riconciliò tefice, il quale proibii che i beni
colla Chiesa. E vero che viene im- delle chiese e de' luoghi pii si po-
putata a Bonifacio troppa bramosia tessero affittare , o dare in enfi-
di denaro, ma è altres\ indubitabile teusi pei- più di tre anni , e che
che le spese necessarie per difendei'- le loro rendite si potessero riceve-
si dalle ostilità del possente anti- re prima del tempo annuale. Fu
papa e del suo numeroso partito, affi- quegli eziandio che istituì le anna-

ne di ricuperare le terre della Chie- te, ordinando che tutti benefizii, i i

sa usurpate da' tiranni di que' tem- quali fossero conferiti per la Santa
pi erano esorbitanti e non si po-
, , Sede dovessero pagare al fisco Pon-
teano sostenere co' soli fondi par- tificio pei bisogni della Chiesa , la

ticolari, ma sibbene colle pubbli- metà delle rendite del primo anno.
che imposte. Molto egli contribuì a Fu l'unico Papa, che abbia cele-

ristabilire Ladislao assoluto re di brato due anni santi, nel 1 Sgo e


Napoli ; perciò avea sin dal 1
894 i4oo. P^. Anno Santo.
fatta predicare la crociata contro BONIFACIO (s.), detto l'aposto-
Lodovico d' Angiò di lui emulo a lo della Germania , trasse i natali
quel trono, e perciò nemico, e for- a Crediton o Kirton, dopo la metà
ti provvidenze dispose ne' suoi sta- del secolo settimo. Fino da' suoi
ti affinchè questo principe non ten- più teneri anni sentiva gusto per
tasse d'impadronirsene. Nell'occasio- le cose del cielo, e mostrava desi-
ne di una congiura nata nella stes- derio di abbracciare lo stato reli-
.sa Roma per opera dell' antipapa gioso. Ebbe sulle prime a sostenere
Benedetto XIII, e di Martino re i rifiuti del padre, il quale in se-
d'Aragona suo fautore, la quale per guito, conoscendo esser tale il vo-
fìON B ON 21
Jere di Dio,
permiso di seguire
gli rono i luoghi, ove il santo apostolo
la sua vocazione. Per la qual cosa esercitò la sua missione, ed ebbe il

giulivo Bonifacio entrò nel moni- conforto di battezzare molli inlèdeli.


stero di Escancester, ovvero d'Exe- Rassodò nella loro fede cristiani i

ter. Lo studio, unito alla preghiera, dei quali ve ne avea nella Baviera,
alla meditazione, ed alle pratiche e nelle provincia vicine alla Fran-
di mortificazione, erano gli esercizii cia. Dopo la morte del re della
quotidiani di questo pio religioso, Frisia, si condusse in questo paese,
il quale dopo tredici anni, fu man- ove di concerto col santo vescovo
dato nel monistero di i\titcell. Com- Willibrordo, acquistò molli seguaci
pito appena il trigesimo anno di alla croce. Ma avendo inteso, che
età , fu fatto sacerdote , e da quel- si divisava di farlo successoi'c del
l'epoca in poi tutte impiegò le sue vescovo di quella regione, ei l'ab-
forze nel ministero della parola, e bandonò, e percorse ed una l'Assia
mi procurare la salute delle anime. parte ove a molti
della Sassonia ,

1 vescovi delia provincia aveano di conferì il battesimo, ed eresse dei


lui grandissima stima, e si valevano templi sulle rovine del paganesimo. Il
de' suoi consigli in tutti gli affari Sommo Pontefice Gregorio II, avendo
d' importanza. Ma il desiderio, da avuto contezza di tutto ciò, scrisse a
cui Bonifacio si sentiva principal- Bonifacio una lettera, colla quale gli
mente animato, era quello di re- ingiunse di ritornare a Roma. Obbedì
carsi a predicare ilvangelo presso egli a questo comando, ed il Papa,
quelle nazioni , che giacevano se- dopo avei'gli domandata la sua pro-
polte nelle tenebre e nell'ombra di fessione di lede, lo consecrò vescovo.
morte. Ottenutone il permesso dai Non appena fu insignito di questa
suo abbate, nell'anno 716, si mise dignità, fece ritorno nell'Assia, ove
in viaggio verso la Frisia. Giunto nel luogo in cui sorgeva un' alta
che fu ad Utrecht, che n'era la quercia sacra a Giove, innalzò una
«•apitale, si presentò al re per aver cappella in onore di san Pietro.
la libertà di esercitare suo mini-
il Eresse dalle fondamenta alcune chie-
stero; ma questa gli venne negata, se, ed in Orfordt mise in piedi un
e perciò fece ritorno al suo Ordine. monistero. Tanti erano i seguaci
J^oco ilopo l'abbate cessò di vivere, eh' egli acquistava al vangelo che,

e tutti voleano che Bonifacio gli non potendo da sé solo provvedere


succedesse; ma tanto ci fece per al loro bisogno spirituale, scrisse in
esserne esonerato, che il vescovo di Inghilterra per ottenere dei coope-
VVeinchester ne accettò la rinunzia. ratori , cui pose neir Assia e nella
La br na di esercitare l' ufiìzio di Turingia. Gregorio HI, nel ySa,
missionario presso gì' infedeli di lo regalò di un pallio, lo fece arci-
giorno in giorno diveniva maggiore vescovo e primate di tutta l'Alema-
m Bonifacio, il tpiale recatosi a Ro- gna, e dopo qualche anno, nonji-
ma, presenlossi a («rcgorio 11, per nollo della Sede Apostolica
legato
domandargli la sua benedizione. U in Alemagna. Il duca Olidone lo
Papa gli fece benigna accoglienza, chiamò in Baviera, alìlnchè ponesse
e gli concesse il potere di predio^-ìre riparo a molti abusi. Alloia non
a tutti i popoli idolatri dell' Ale- eravi in quel regno, che il solo
magna. La Bavieia e Turingia fu- vescovato di Passavia; e Bonifacio
22 BON BON
stabilì quelli di Frisinga e Ratisbo- di recare la luce della verità a quei
na, che ottennero i' approvazione popoli di Alemagna , che ancora
dal medesimo Gregorio III, nel ySg. non si erano uniti allo stendardo
In seguito fondò un vescovato ad Er- della croce. Si recò pertanto nelle
fort per la Turingia un altro a , parti più remote della Frisia , ove
Caraburgo, che poscia fu trasferito convertì molti infedeli ai quali, do-
a Paderbona, per l'Assia, un terzo po aver amministrato il battesimo,

a Wiirtzburgo per la Franconia promise di dare la confermazione


ed un quarto ad Eichstadt nel pa- nella vigilia della Pentecoste. Siccome
stinato di Baviera. Celebrò due l'angustia della chiesa non li potea
concilii, uno dei quali in Alemagna tutti capire, il santo stabilì di rac-
e r altro in Lessincs o Leptines cogliere i neofiti in un' aperta cam-
ch'era un palazzo dei re d'Austra- pagna presso a Dockum . Men-
sia ; e presiedette eziandio al sino- tre disponeva ogni cosa ,
gì' infedeli
do, che si tenne in Soissons. Sicco- gli si scagliarono contro colle armi
me non avea una sede stabile, gli alla mano , e lo tagliarono a pezzi
fu dato il vescovato di Magonza con cinquantadue cristiani, nel
altri

che fu innalzata al grado di metro- giorno 5 giugno dell' anno ySS. Il


poli, nell'anno yji, dal supremo corpo di lui fu deposto da s. Lullo
gerarca Zaccaria, il quale le sottomise nel monistero di Fulda. Molli mi-
le sedi vescovili di Colonia, di Ton- racoli comprovarono la santità di
gres , di Utrecht , di Augusta , di Bonifacio , di cui i Bullaudisli ne
Coirà e di Costanza quelle che ,
diedero la storia.
erano state erette da Bonifacio, non- BONIFACIO ( s. ) , martire ca-
ché quelle, che dianzi erano state maldolese, il quale chiamavasi an-
soggette alla sede di Treviri ,
quali che Brnnone, traeva la sua origine da
sono Strasburgo Spira e Vorms. , illustre famiglia di Sassonia. Lo studio
In quanto a Colonia, conviene os- delle belle lettere non fu disgiunto in
servare, che questa in seguito fu lui dalle più nobili virtù, alle quali tan-
eretta in arcivescovato, come piit to sentivasi inclinato, che decretò di
lardiavvenne di Utrecht. Bonifacio abbracciare lo stato religioso. Otto-
chiamò dall' Inghilterra degli uomini ne III imperatore lo fece cappella-
rispettabili per la loro santità , e no di corte , e gli diede molte di-
fondò un' abbazia a Fidislar , ad mostrazioni di stima e di affetto.
Amemburgo ad Ordorf ed a Ful-
, Non s' invanì Bonifacio di tanto ono-
da. Quantunque egli fosse molto re, ma eserci tossi in quella vece nel-
occupato nel provvedere ai bisogni la pratica dell' umiltà e della mor-
delle chiese e dei mo;«iisteri per tificazione , unita alle più .'•
ivorose
opera sua edificati , tuttavolta esten- preghiere. Entralo im giorno nella
deva il suo zelo anche ai più re- chiesa di s. Bonifacio martire, tutto
moti paesi, ed a quelli specialmente sentissi acceso dal desiderio d' incon-
ov' era nato. Senonchè essendo af- trare la morte per difesa della re-
flittoda infermila si elesse a suc- , ligione. Le rare virtù di s. Romual-
cessore s. Lullo monaco di Malmes- do, il quale si era recato alla corte,
bury, la qual nomina venne con- nel 998, lo fecero risolvere ad abbrac-
fermata da Stefano II. Egli però ciare l'istituto di lui. Il santo ab-
non desistette dall' affaticarsi , affine bate lo accolse di buon erado . e
BOi\ 23
non passò mollo tempo clic conob- nella celebrazione dell'incruento sa-
be quaiilo fosse perfello Io spirilo crifizio , e si presentò di nuovo a
di Bonifacio . Questi soventi fìnte queir orgoglioso sovrano. Questi gli

non mangiava cbe due volte pei pi'omise, che sarebbe pei' credere al
settimana, si avvoltolava fra rovi i vangelo , «pialora egli avesse attra-
e le pungenti orliohe, usava le più versato un gran fuoco senza solìrir-
rigorose discipline. Ma lo zelo per ne Dio operò questo prodi-
lesione.
Ja salute delle anime io animava gio, ed allora il re abbracciò il cri-
per modo, che s'indusse a pregare stianesimo con molti altri suoi vas-
il suo superiore, che gli volesse con- salli. Ma questi progressi accesero
cedere la grnzia di recarsi a disse- di sdegno que' barbari, i quali non
minare le verità della lede presso potendo venire a capo di slnigar •

coloro , che miseramente giaccano sene, lo decapitarono nell'anno 1009,


nelle tenebre della idolatria. Avu- e con esso lui onorarono del mar-
tone il permesso, andò a Roma, e tirio altri diciotto cristiani. 11 mar-

Giovanni XV 111, dopo averlo con- tirologio romano fa menzione di


fermalo nella sua nobile risoluzione, san Bonifacio nel giorno 19 giu-
gli diede un breve, per cui poteva gno, nonché ai i5 di ottobre sotto
essere ordinato arcivescovo qualora il nome di s. Brunone , locchè cer-
avrebbe comiiicinto la sua missione, tamente accadde per qualche trasla-
l^onitacio animato da religioso zelo zione delle sue reliquie.
diede mano all' aratro, e con molto BONIFACIO (s.), martire. Questo
fervore intraprese il nuovo ministero. eroe del vangelo passò i primi anni del-
Le falichc , che dovette incontrare la sua vita in mezzo a molti vizii; ma
punto non lo sgomentarono, ne lo dis- seppe conservare mai sempre un
tolsero dalla pratica delle sue austerità cuore compassionevole , e liberale.
e preghiere, l prussiani fuiono i primi, Illuminato dalla grazia , si avvide
cui egli ammaestrò nella dottrina dello stato lagrimevole di sua coscien-
di Cristo ma poco fu favorevole
, za, e stabilì di abbandonare la col-

r esito delle sue fatiche. Per la qual pa, e di piangerla colle piìi amare
cosa seguendo le istruzioni del van- lagrime di penitenza. Avendo inteso
gelo, andò a predicare sulle frontie che neirOrienle molti cristiani in-
re della Russia. Gli abitanti di que- contravano il martirio , stabilì di
sta nazione , i quali erano barbari prender seco gran somma di dena-
e selvaggi, ricusarono di porgere ro ,
per comperare dai carnefici i

orecchio alle parole del santo, e gli corpi di que' santi martiri. Tarso,
proibirono di predicare. Bonifacio, capitale della Cilicia , fu il luogo ,

niente curando questa proibizione ove egli reco.s.si. Appena vi giunse,


presenlfissi al re diuna piccola pro- corse al palazzo del governatore, che
vincia, il (piale, prevenuto dalla di- stava seduto sul suo tribunale, e
vina grazia, desiderava ardentemente con molto stupore vide mi gran
di ascollarlo. L'arnese però del mi- numero di cristiani posti alla tor-
nistro vangolico fece una Irisle im- tura. Una scena così commovente fece
pressione in (juel re , il quale tral- nascere nel cuore di Bonifacio il de-
lollo aspramenle, e gli vietò di aprir siderio di aver parie alla gloria del
bocca. Bonifacio par fi dolente, prese martirio , ed accostatosi a quei co
le sacre vesti, di cui solca far uso raggiosi alidi, li pregò ad interporre
^4 T^ON BON
le loro orazioni, Dio si Ve- nflinclic Perciò fioriva questo Cardinale noi
gliasse di concedergli una grazia sì terminare del secolo X.
singolare. Il governatore adirato lo BONIFACIO, Cardinale. Boni-
richiese chi egli si fosse, ed inteso facio fu creato Cardinal diacono dei
eli' era cristiano, lo fece tormentare santiCosimo e Damiano, nella terza
crudelmente, e nel giorno appresso promozione fatta a Roma da Adria-
lo fece gettare in una caldaia piena no IV, nel ii5q. Bonifacio difese la
di pece bollente. Da questa l'invitto legittima elezione di Alessandro III,
campione uscì illeso, ed il governatore contro gli sforzi dell'antipapa Vittore.
senza essere punto commosso da un BONIFACIO, Cardinale. Bonifa-
miracolo condannò
così strepitoso, lo cio, Cardinal prete di s. Marco, fu
al taglio della testa. Questo fatto dei Cardinali di Urbano II, eletto
avvenne nel Boy. I compagni di nel 1088. Da Onorio II ebbe il

Bonifacio ne comperarono il corpo, titolo di arciprete della Chiesa ro-


e, dopo averlo imbalsamato, lo por- mana, e con Pasquale II, nel i ro6,
tarono a Roma, fu al concilio di Guastalla , ed alle

BONIFACIO (s.), vescovo. Sen- elezioni dei Pontefici Gelasio ed Ono-


tendosi chiamato da una voce su- rio Con altri ventisette porpo-
II.

perna alia predicazione del vange- rati segnò una bolla di Calisto II,
lo determinò coraggioso di rinun-
, spedita nel 124 a favore dei ve-
i

ziare a quanto avea di più caro scovi della Corsica ; ed una di Ono-
al mondo, ed abbandonata 1' Ita- chiese di Ra-
rio II, a favore delle
lia , recossi al scllentrione della venna e di Pisa. Senonchè si ribel-
Gran - Bretagna. Le sue apostoli- lò ad Innocenzo II per sostenere ,

che fatiche ebbero un prospero suc- l'antipapa Anacleto, e fu temerario a


cesso, e le Provincie di Angus, Bu- modo, da scrivere con altri Cardi-
rhan, Elgin, Murray e Pioss diven- nali lettere commendatizie a Lotario
nero fedeli seguaci della religione II re dei romani, per favorire quel-
di Gesù
Cristo. Molte chiese furono l'empio scismatico.
eretteda Bonifacio in onore del ve- BONIFACIO, Cardinale. Boni-
ro Dio, e fra queste si annoverano facio viene annoverato tra i Cardi-
quelle di Tees, di Tellein e Resten- nali di Pasquale II, che eletto nel
net. In seguito fu consecrato vesco- 1099, sedette sulla cattedra aposto-
vo di Pvoss , la quale provincia fu lica sino al I I 1 8. Ebbe il titolo dei
da lui illuminata coll'esempio e colle ss. Martino ai Monti. Di-
Silvestro e
parole fino alla sua morte, che ac- ce il Baronio, che confermò col suo
cadde nell'anno 63o. giuramento il privilegio delle inve-
BONIFACIO (s.), sostenne il mar- stiture, dei vescovati, e delle abba-
tirio nel secolo V , in cui Unerico zie, accordalo a forza dal sullodato
re dei vandali in Africa infieriva Pontefice per le violenze dell' impe-
contro i cristiani. ratore Enrico V.
BONIFACIO, Cardinale. Bonifa- BONIFACIO, romano, Cardinale.
cio diacono fu tra i Cardinali sot- V. Bonifacio II, Papa.
toscritti alla bolla emanata nel con- BONIFACIO Cattaijdiere, Car-
cilio romano, celebrato nel 969, a dinale, Papa.
V. Bonifacio III,

favore della chiesa di Benevento BONIFACIO, da Valeria, Cardia


a' tempi del Pana Giovanni XIII. naie- V. Bonifacio IV, Papa.
BOiV a5
EOMTO («;.), era Hi nohilc sdiiaf- Ha Sarra di Rocco Pirro, colle note
ta , ed ottenne il {^ratlu tli cancel- del INlongitoie e di Vito M. Amico,
liere di s. Sigiberto III, re di Au- Palermo 1783. A mezzo di lui, il
slrasia. Siccome nutriva la più te- Papa spctfi in Sicilia un legato apo-
nera pietà, ei servissi dell' eminente stolico, per le cure del (juale furono
suo posto, adlncliè la giustizia e la tornati alla Cliiesa i beni empiamen-

religione fos-^ero <)vun([ue osservate. te usurpati in tempo di turbolenza.


Teodorieo 111, il (piale riunì l'Au- Passato a Iloma ,\ loBonifacio I

strasia alla UKjnarchia francese, lo accolse assai di buon grado, e gli


elesse a govcrnalorc di Marsiglia e conferì, nel 1895, la chiesa di An-
di la Provenza, nel G8o. Egli
tiilta dopoché il Bonito
tivari nell'Albania,
sostenne questa carica con tanta sag- jinunziò a quella di Palermo. Nel
gezza e prudenza, che la Hima del 1896 lo stesso l^ontefìce lo fece ve-
suo nome si divulgò per ogni luogo. scovo di Tessalonica, e poi di Berga-
S. Avito li, vescovo di Clermont mo, e, nel i4oo, gli diede l'arcive-
in Alvergna, credette di provvedere .scovato di Pisa , Bonito go-
cui il

al bene del suo gregge , se dopo vernava per vicarii idonei, perchè
la sua morte gli succedesse Bonito, il Pontefice lo occupava in affari
e perciò ne fece la domanda. Que- gravissimi. Poscia, nel i4o6, Inno-
sta venne esaudita, e Bonito fu con- cenzo VII lo trasferì alla chiesa di
siderato vescovo. Ei sostenne questa Taranto, e lo incaricò della nunzia-
dignità con molta perizia pel corso tura a Ladislao re di Napoli, e fi-

di due lustri, dopo quali ne fece la i nalmente Gregorio XII lo creò Car-
rinunzia, ))er rituarsi nella badia di dinale irete di s. Maria in Traste-
j

JManlieii. Quivi si diede alla pratica vere, nella seconda promozione fatta
«Ielle pili austere penitenze per ((uat- a Siena a' 19 settembre i4o8. Quan-
tro anni , dopo
terminò la i (piali do era arcivescovo di Palermo, nel
sua vita a Lione 5 gennaio del ai 1 1 38(S, tenne un concilio provinciale.
710. Le sue reliquie si conservano Rlorl in Biinini , ove si era ritira-
nella cattedrale di Clermont; e qual- to Gregorio XII, nel i4'3, dopo
clie parte ve n lia a Parigi nella cinque anni dalla sua promozione
cliiesa innalzata a suo onore, ed in e fu sepolto nella chiesa di s. Fran-
quella di s. Germano l'Auxerrois. cesco.
BONITO Lodovico, Cardinale. BONIZZONE, Cardinale. Boniz-
Lodovico Bonito, detto altrimenti zone, arciprete Cardinale di s. Lucia,
Boneto , e da alcuni creduto della ci è noto soltanto per aver segnato
famiglia Brancacci nacf|ue da no- , del suo nome, nel 998, la bolla del-
bile pi()sa[)ia in (lirgeiiti nella Sici- la ('anonizzazione di s. Uldarico, fatta
lia, XIV. (binarissimo nel-
nel secolo da (riovanni XV, detto XVI.
le Urbano II, nel i3(S3, lo
leggi. BONIZZONE, Cardinale. Boniz-
provvide della cliiesa di Palermo zone Cardinal prete vivea nel Pon-
da cui il re IMarlino nel 388 , 1 Benedetto IX, nel secolo
tificato di
cacciollo perclic; aderiva al partito XI. Fu prima vicedomino di s. Rulfi-
di ^Manfredo di Clermont, almiran- na e poi venne designato vescovo
,

U'. di Sicilia. Cessali però i trambu- toscanense. Non siamo però certi
sti, il Bonito venne restituito alia s'egli appartenesse veramente al no-
sue sede, come abbiaujo dalla Sici- vero de" Cardinali di s. Chiesa, polche
26 BON BON
i suoi caratteri non te ne danno Ancisole contro le prctcììsioni del
chiara notizia. vescovo di Mans.
BONJOUfì Guglielmo . Religioso BONO, Cardinale. Bono, prete
agostiniano nato a Tolosa, nei 1670. Cardinale di santa Crescenziana, fio-
Onorò il suo Ordine coli' estensione riva nel 494 5
quando era Sommo
delle sue cognizioni, e colla fervida Pontefice s. Gelasio I.

sua pietà. Chiamato a Roma , nel BONO, Cardinale. Bono Cardi-


1695, dal Cardinal Noris, non tar- nale prete di saut' Eusebio , nel-
dò a meritare l'intera confidenza 1' Esquilino, viveva verso la fine del
di Papa Clemente XI che adope- ,
sesto secolo, mentre s. Gregorio I

rollo in molti importanti affari. Mal- reggeva la Chiesa universale.


grado le varie sue occupazioni, col- BONOSI.ANI. Eretici, seguaci di
tivava le lingue orientali, e soprat- Bonoso macedone, vescovo di Sar-
tutto la copta. Nel 1 7 i o, fu inviato dica, il quale nel secolo IV rinnovò
allaChina come missionario, e non gli errori dell' ariano Elvidio e di
appena era sbarcato a Canton, l'im- Gioviniano, monaco di Milano, che,
peratore Rang-hi, istrutto de' suoi nel 38o e 882, attaccavano la vir-
talenti nelle matematiche^ chiamollo ginità di M. V., e furono perciò detti
a Pekin, dove in compagnia di altri Jntimariani. Ma Bonoso andò più ol-

otto mis.sionarii gesuiti, fu adoperato a tre di quei due eretici, poiché non ba-
levare la carta generale dell'impero. standogli di negare, come quelli la ,

Insieme ai pp. Rouvert, Fartoux e virginità perpetua di M. V., insegnò


Frideli fli inviato in Tartaria a con- la pluralità dei figli per essa avuti da
tinuare la carta di quelle vaste re- s. Giuseppe, rinnovò gli errori di
gioni già incominciata ; e come fu Teodato di Bisanzio ( an. 182) di
compiuta, da quell'imperatore veni- Prassea frigio (an. 207 ), di Noete
va mandato altrove; ma per la de- d' Efeso o di Smirne ( an. 240), di

bole sua complessione cedette al peso Sabellio di Tolemaide (an. 257),


di que' lavori, nell'età di quaranta- di Paolo Samosata vescovo di An-
quattro anni, nel 1714- ^^ p. Bon- tiochia (verso la metà del III seco-
jour ha lasciato molte opere, ma le lo) e di Fotino vescovo di Sirmio (an.
principali sono 1° Caltndariuni ro- 342). Egli insegnava inoltre, che G. C.
manum, chronologoruni causa con- era soltanto figlio adottivo di Dio.
structum, Romae 1700 ; 2." Exerci- Il concilio di Capua, tenuto nel 389
tatio in monumenta coptica , scu o 390, affine di terminare le discor-
cegyptiaca bibliothecce vaticanoe, Ro- die della chiesa di Antiochia , ri-

mae 1699. Altre però ne esistevano mandò il giudizio di Bonoso ai ve-

di lui manoscritte nel convento de- scovi di ]\Iacedonia ,


presieduti dal
gli agostiniani di Roma. metropolitano Anisio di Tessalonica,
BONNOEUIL. Villaggio di Fran- Bonoso, già interdetto dalle sue fun-
cia sidla Marna , tre leghe distante zioni dal concilio di Capua, fu con-
da Parigi, ove nell' 853, o 855, si dannato e separato dalla comunio-
celebrò un concilio presieduto da ne della Chiesa. Nondimeno il con-
Amaury, arcivescovo di Tours, con cilio di IMacedonia per timore, che
altri ventisette vescovi. Versava quel vmiti con lui non accrescessero lo
concilio sopra la disciplina ecclesia- scandalo, ammise coloro eh' erano
stica, e vi si difese il monistero di stati ordinali da Bonoso. Tultavol-
BON BON 27
(a il Pa[i<t s. Innocenzo I scrisse a Clemente Vili, e vi riuscì tanto
JMaiciaiio, vescovo di Naisso, ed a bene, e con tanta wddisla/ione del-
Lorenzo vescovo di Segna, percliè le parli, che il granduca lo dichia-

ricevessero (jiielli soltanto, che fos- rò senatore fiorentino, benché non


sero slati ordinali da Bonoso innan- avesse l'età richiesta ilalle leggi. A
zi di essere inleidelto, e scacciasse- mezzo Tonnnaso, vescovo
dello zio
ro gli alili, acciocché non seducesse- in Francia, fu nominato vescovo di
ro il volgo. Gli errori dei Bono- Beziers da Eurico IV, nel iSgS,
biani furono in parte rinnovati nei dove col mezzo di savie leg^'i, con
IX secolo dai pauliciani con esilo \isite frequenti, e coli' istitu/ione di
non molto felice. case religiose, esterminò del lutto la
lìOiN'OSO (s.). Era uno degli uf- eresia , e vi stabili la pietà , ed il

ficiali della squadra detta dei vec- buon costume. Migliorò eziandio la
chi Erciiliani, al tempo di Giulia- mensa vescovile per fàbbriche fatte co-
no r a[)oslata. Costui avea ordinato struire, e per parecchi feiuU e beni
che si togliesse la croce ed il nome ricuperali, tra' quali la Toparchia di
di G. C. dalle bandiere imperiali Caslclnuovo. Da Enrico di Memo-
cui davasi il nome di labarnm , e randi ebbe in dono la torre, fatta
cVjc in quella vece vi si ponessero innalzare presso l'episcopio, duran-
le immagini delle false divinila dei te i trambusti di Francia, e nella
pagani. Bonoso ed un suo compa- quale eravi scella e copiosa biblio-
gno per nome Massimiliano, ricu- teca. 11 f^randuca Ferdinando com-
sarono coslantemente di obbedire, mise a lui di trattare il matrimonio

e dichiararono, che non sarebbero di Maria de' Medici, con Enrico V, I

smossi tlalla loro fetlc, quantunque re delle Gallie, il che ebbe effetto. La
dovessero incontrare i piìi aspri tor- regina novella poi lo elesse a suo gran-
menti. L'empio Giuliano, montalo de elemosiniere, e lo arricchì delle ab-
sulle furie, ordinò che fossero bat- bazie di Aniana e di s. (ìiiglielmo dei
tuti con correggie di cuoio armate Deserti. Il Bonsi ammise in Beziers i

di palle di piombo, e poscia li fece minimi, ed i recollelti , nel i()0|,


gettare in caldaie di pece bollente, e poscia, ad istanza del re e della
da cui uscirono illesi. L'apostata, regina, fu creato Cardinal prete di
anziché essere commosso a tanto s.Clemente, nella quinta promozio-
miracolo, vieppiìi indnrossi, e coman- ne fiuta a Roma da Paolo V, li 17
dò che (ossero decapitali in compa- agosto i()i I. Dipoi nel i ti l'i» la sua
gnia di parecchi altri cristiani. La provincia gli commise di recarsi al-
hjro festa si celebra nel giorno 2 l' assemblea generale del clero , do-
agosto. po la quale passato a Roma , fu
BONSI (iiAMBATTisTA, Cardinale. ascritto alle congregazioni dei lili

Giambattista Bonsi nac/|uc a Firen- e di propaganda, ove at(|iiistò tan-


ze, nel i.'ìi'ìiG. Datosi alle scienze, fu ta fama, che non lerminavasi a Ro-
laurealo nella celebre università di ma cosa importante, senza t\ suo
Padova. A Roma léce l' avvocato parere. Oltenuto a suo coadiutore
con tale estimazione che France- , nella chiesa di Beziers Domenico
sco, granduca di Toscana, lo elesse Bonsi suo nipote, tlopochè vide Te
arbitro di ima spin<isa controversia sallamcnto al Sommo Ponlilìcalo di
a motivo dei conlìni, col Ponlrlìco Grrgoiio XV, morì a Bomn n<l
iH EON BON
iG-ìr, di sessantacinque anni, e dieci gina ; e, ad istanza del re fK Polo-
di Cardinalato, in concetto di de- nia , Clemente X
creoUo Cardinal
gno esemplare e dottissimo porpo- prete di s. Onofrio, nella terza pro-
rato e legale. La veneranda salma mozione fatta a Roma li 22 feb-
di Ini riposa nella chiesa dei tea- braio 1072. Da ultimo, dopo esse-
tini a Firenze nella sontuosa cap- re intervenuto all'elezione d'Inno-
pella di sua famiglia. cenzo Xf, Alessandro Vili, Inno-
BONSl Pietro, Cardinale. Pie- cenzo XII e Clemente XI morì a
tro Bonsi ,
patrizio fiorentino , ma Montpellier nel 1703, di settanta-
nato in Francia, nel 1629, proni- quattro anni, e trentun di Cardina-
pote dal Cardinal Giambattista dello lato. Fu sepolto nella metropolita-
stesso nome , da giovane si diede na di Narbona nella cappella della
agli esercizii cavallereschi, senza di- INladonna , detta di Betlemme. E-
menticare per altro gli studii, che ra di ottimi costumi, esemplare, me-
coltivò con molto impegno. Chia- diocremente dotto, e liberale verso
mato alla corte del vescovo di Be- i poveri.
zieis , suo zio , fu poscia spedito a BONUCCI Stefano, Cardinale.
l'arigi, perchè assistesse all'assemblea Stefano Bonucci nacque nel 1 52
del clero di Francia. In quella cir- in Arezzo , da un lavoratore di la-

costanza Ferdinando II granduca di na, o muratore. Pei suoi costumi,


To.scana lo dichiarò suo residente e per la sua abilità fu caro al p.
alla corte di Parigi, e fu allora che Agostino Bonucci servita, il quale
ilBonsi trattò e conchiuse il ma- da suo famigliare lo adottò nella
trimonio di Margherita figlia di Cra- propria làmiglia, gli diede il suo
stone duca di Orleans con Cosimo cognome, e poi ebbe il conforto
HI, principe di Toscana. Quindi fu di averlo a compagno nella vi-

fatto coadiutore a suo zio nel vescova- ta religiosa , dopo essergli stato
to, al quale succedette sotto Alessandro benefico protettore. 11 novello pa-
VII nel 1659. Insignito della dignità dre trasse tanto profitto dagli stu-
vescovile, visitò per intiero la sua dio- dii , che fu sollevato al grado di
cesi, e venuto in grazia al Cardinal maestro ; e poscia fu fatto lettore
JVIazzarini, ebbe l' ambasceria alla di teologia in Padova e Bologna.
repubblica veneta. Inoltre il monar- In appresso ebbe la carica di pro-
ca delle Gallie lo arricchì di molte curator generale dell'Ordine, e dopo
pingui abbazie, e nel 1676, Inno- la morte del generale Agostino Bonuc-

cenzo XI lo trasferì all' arcivesco- ci suo benefattore, con altri due sogget-
vato di Tolosa, quindi a quello di ti fu eletto visitatore apostolico di tutta

Narbona. A quest' ultima chiesa la religione, colla carica di provin-


compartì molti benefizii , e fra le ciale della Toscana, e fu decorato di
altre sontuose fabbriche , che vi altri carichi onorevolissimi. Interven-
costrusse, aprì una strada spaziosa ne eziandio come teologo al conci-
a comodo dei passeggeri. Perciò fu lio di Trento, e tornato a Roma,
fatto presidente agli stati di Lin- fu esaminatore dell' indice dei libri

guadoca, o provincia narbonese. In proibiti ,


priore del convento di s.

seguito couscguì la terza ambasce- Marcello di Roma, poscia, per ordi-


ria alla corte di Madrid, e la cari- ne di s. Pio V, con fra Felice Pe-
ca di grande elemosiniere della ve- retti (che fu poi Pontefice col nome
BON BOR 29
di SisloV) venne assegnalo socio al torc perpetuo della chiesa di Cler-
Cardinal Ugo l'oiiconipagni, poi Grc- nioiil,edi quella di Bordeaux. Luigi
j^orio XIll, die anilava legalo a latcrc XI lo stabili governatore di Parigi, e
in Ispagna. Al lilorno ebbe i voli d'i paciere tra Carlo duca di Borgogna,
tulli i religiosi per esser generale, e Francesco 11 duca di Bretagna.
il che avvenne a Cesena nel iSyn. Mentre fondava a Lione il palazzo
Nell'anno seguenle, Gregorio XI li pegli arcivescovi, ed ima magnificai
lo promosse al ve^covalo di Alalri, cappella nella chiesa di s. Giovan-
e, nel iSyj, acpiellodi Arezzo, dove ni mori di cinquanta((uatlro an-
,

fondò a' cappuccini un convento, i ni nel 14BB, e fa sepolto nella


,

quali sino allora aveano un ospizio con suddetta cappella.


celle cjuasi sotterra, ad Anlria, villa BORBONE C.vRLO, Cardinale.
liMigi dalla città circa tre miglia. Carlo Borbone, detto juniore, nac-
Sisto V lo cliiauiò a Roma, lo ac- que nel 15^3, alla Ferie Jovante
colse cortesemente nelle stanze del in Brie, dalla stirpe reale dei monar-
V'alicuno 5 e lo fece consultore del chi di 1'' rancia, ed era fratello di An-
santo Oillzio , e poi lo ascrisse al tonio re di Navarra, e zio di Enrico
sacro Collegio, come Cardinal pre- IV re delle Gallie. Era abbate di
te dei santi Pietro e ìMarcellino, s.Germano dei Prati, quando Pao-
nella (]uinla promozione falla a Roma lo III, nel 1539, S''
accordò la

a' 1 8 dicembre l 'tS'j. Ma dopo due an- mitra di Nivers, dopo la quale, nel
ni mori , e fu sepolto a s. Marcel- i544> J,!'
conferì quella di Sain-
lo, chiesa del suo Ordine, con bel- tes,ed in appresso l'arcivescovato
lissima iscrizione , a lui posta dai di Sens. Nel i55i, Giulio III lo

nipoti Giambattista e Lodovico Ro- prepose alla chiesa di Rouen , alla

nucci. quale Gregorio XIll uni nel 1^7 '2


BON URTA. Sede episcopale nel l'amministrazione della diocesi di
Cartaginese proconsolare in Africa Beauvais. campanile di questa cat-
Il

occidentale. Di essa si fa menzione tedrale, alto duecento ottantotto pie-


nella roiifi-ienza di Cartagine. di, minò nel i^yS, ed egli trasse
liORBOiNE Carlo, Cardinale. Car- dalle ruine quella basilica, e geuero-
lo Borbone, detto // seniore, nacque san>ente la edificò in modo che, nel
nel i4^'1? dall'augusta prosapia dei 1^76, potè ofllziarla. Senonchè alfine

monarchi di Francia. Fu cantore e ca- di riparare a tanto danno, vendette


nonico della nielropolitana di Lione; per trentamila lire il palazzo che ,

cpiiiuli piolonolario apostolico, dopo i vescovi di Beauvais teneaiio a


aver avuto nella età di undici anni da Billettes di Parigi. Quindi nel i574>
Paolo II, nel ^66, la chiesa di Lio- i lasciata ((iiell.i mitra a Nicolò Fu-
ne a titolo di commenda. Nel i^'JOy mel, ebbe da lui l'abbazia dettiv

a mezzo di Luigi \I, re di Fran- iMla Collura, nella diocesi di INIans,


cia, ollenne la lega/ione di Avigno- cui si aggiunsero in pi<i-icsso ipicllo

ne, non essendo ancora fregialo del- di s. Germano dei Piali , di Fon-
la ilignità Cardinalizia, che poscia tanelle, diLuciano di beauvais, di
gli fu conlèrila da Sisto IV, nella Oisocanipo, di Gorbia, ed altre lino
terza promoziom- liitla a Ruma li i.S a 1", o 20, ricordate nella Oallui
dicembre j'-G. Fbbe il tilolo prcsbi-
i Ciisiiantr. Dappoi fu eletto govci-
l<'ial<'di s Mailiiiu, e Ili amiinnistia- iialure di l'.iiigi. Ad i>,luiiza del le
3o BOR BOR
cristianissimo, fa da Paolo TU cieato avea fondato. Ai gesuiti, nel 1 583, fon-
Cardinal diacono di s. Sisto, nel- dò una casa professa in Parigi, ed un
r undecima promozione fatta a' 9 collegio a Rouen, con una dote con-
gennaio i548, la qual diaconia cam- veniente, ed un convento piantò ai

biò poi col titolo di s. Grisogono. cappuccini, nella stessa città di Rouen,
Intervenne al colloquio di Poissy, ed a Parigi edificò un palazzo ma-
nel i56i, ove difese da forte la gnifico alla sua abbazia di s. Ger-
religione cattolica. Bened\ solenne- mano dei Prati. 11 p. d. Giacomo
mente le nozze di Francesco Delfi- de Braul, benedettino di s. Germa-

no di Francia, e Maria Stuarda no de' Prati, scrisse in latino lavila


d' Inghilterra, nel i558; poi, nel di questo Cardinale, che fu stam-

1570, fu a quelle del re di Francia pata a Parigi nel 1611.


Carlo IX con Lisabetta d'Austria, a BORBONE Carlo, Cardinale.
cui nel vegnente anno impose la Carlo Borbone, dei duchi di P^an-
corona reale, nella chiesa di s. Dio- domOj nacque nel i56i. Fu cugino
nisio, e fu tutore di Francesco II, di Antonio re di Novarra, e di En-
e dell'anzidetto Carlo IX, l'uno e l'al- rico IV, monarca delle Gallie. Con-
tro monarchi delle Gallie. Fu inoltre seguita r abbazia di s. Germano di
presente al matrimonio di Elisabetta Parigi , di venti anni fu coadiutore
primogenita di Enrico II, re di al Cardinale suo zio, arcivescovo di
Francia con Filippo II monarca ,
Rouen, nel i582. Ad istanza di
delle Spagne presiedette all' assem-
,
Enrico III, fu creato Cardinal dia-
blea del clero, e nel i58i, tenne cono di S. R. C. da Gregorio XIII,
,

un concilio. Pio IV chiamollo a nella settima promozione fatta a


Roma per destinarlo a legalo nella Roma ai 12 dicembre i583. Morto
provincia patrimonio
del poi, ad ,
lo zio, il capitolo di quella metro-
istanza di Carlo IX, a quella di politana, che unito a Rouen segui-
Avignone. Nel ìSS'J, fu dichiarato va la lega contro Enrico IV, fino
capo della lega contro il partito ereti- a che il detto Enrico non prese
co, per dare alla Francia un su' cessore per lungo assedio la città sulle ,

cattolico ad Enrico III.San Pio V gli prime non volle riconosceilo per
ordinò, che alienasse una porzione di arcivescovo , ma poscia Io accolse.
beni immobili delle chiese di Francia, Amante delle lettere , e di quelli
dai quali si ritraessero centocin- che le coltivavano , fondò una
quantamila franchi annui, per soc- ricchissima e magnifica biblioteca.
correre il regno nella guerra contro S' interessò moltissimo per la con-
gli eretici. Acclamato re dalla lega col versione di Enrico IV, il quale
nome di Carlo X, a' 2 1 novembre non ancora cattolico, per le frodi dei

I 589, poscia nell'assemblea degli stati novatori ugonotti, trattava di stabilire


tenutasi a Blois, per ordine di En- in Francia un patriarca. Senonchè la

rico III, fu arrestato, ed incarce- opposizione Borbone valse adel


rato a Fontenay le Compte, ove tanto, che tramontò il concepito
morì nel iSgo, di sessantasette an- disegno, quantunque fosse già per
ni , e quarantadue di Cardinalato mandarsi ad effetto. Nel i588 fu
colla riputazione di placido, pio, ma presente all' assemblea di Bois , ove
di poco talento e fu sepolto nel
, avvenne la strage del duca e del
monistero de' certosini, ch'egli stesso Cardinale di Guisa j ma egli costante-
liOR BOR 3c

melile ^egln e Cu capo del piirlitu ili (Ili nel collegio di Navarra, vi fu

Enrico 1 1
1,
e IV. Dopo aver aiiiccliita laureato allorché contava diciotlo

ili certosa eli Gallioiie, fondala dallo anni. Nel rTii, Giulio II lo pro-
zio Cardinale, morì nel i
^94 '" mosse al vescovato di Laon ;
quin-
s. Germano dei Piali a Parigi, di di nel i5i9, Leone gli diede la X
trenlatre anni ed undici di Curdi- amministrazione della chiesa di Mans;
iialalo P^l sepolto nella chiesa dei e Clemente VII, nel i5i\, col me-
certosini di (iallione , con elogio desimo titolo gli segnò la chie-
,

greco l)r«'vissiino. sa di Lucon. Poscia Paolo III, nel


HORBONE Enrico, Cardinale. i?34, gli affidò l'arcivescovato di
Enrico Hoibonc di Siilly, dei conti Sens; e nel iSSy, la chiesa di Tie-
di Borbone, nacque nel duodecimo gujer, con nove delle migliori e più
secolo a Soliaco nel Berry. Era chia- ricche abbazie, che allora si contas-
rissimo per parentela coi monarchi sero in Francia. Ad istanza del re
ili Erant:ia e d'Inghilterra. Prima di Francia, Leone X lo creò Car
abbracciò l'Ordine cistcrciense, e poi dinal prete di s. Martino ai Monti,
fu archimandrita nel monislero Cal- legato a laterc nella Savoia, e prov-
lense, nella diocesi di Senlis. Quindi, visore nella università della Sorbo-

nel iH3, ebbe da Lucio IH l'arcive-


I na. Presiedette, nel i54B, all'assem-
scovato di Boiirgcs, e da Papa Urba- blea del clero tenuta a Mei va di

no IH, nel KG, fu creato Cardinale e


I I Sens; a Parigi fondò un palazzo
legato apostolico nell'Aquitania. Ur- magnifico, detto Borbottio; accreb-
bano scriveva a lui lettere di gran- be quello degli arcivescovi senonesi,
ile commendazione, appellandolo uo- e nei castelli Brinone, e Villanuo-
mo prudente, discreto, nobilissimo va , feudi di sua chiesa , eresse pa-
per siingiie, non meno che per vir- recchie magnifiche abitazioni. Enri-
tù. Del medesimo tenore scrissero a co III, nel 1^5?,, lo fece generale

lui i Pontefici Lucio e Celestino III, delle truppe francesi , che dirette
confèiiinandolo nella primazia della da lui, seppero tener lontani ne- i

provincia di Bordeaux, cui visitò mici dalla provincia di Piccardia :

rome primate dcU'Aquitania, ed al- poscia unì in matrimonio Maddale-


la presenza dell'arcivescovo di Bor- na Margarita primogenita di Fran-
deaux, consacrò solennemente la cat- cescoT, re di Francia , con Iacopo

Icdiale di Sainles. Nel lo.oo poi V re di Scozia in chiesa di No-


, ,

lermiiiò di vivere a Bourges, doj)o stra Signora a Parigi; nel i5.lG ri-

quattordici anni di Cardinalato, e generò al sacro fonte Francesco II

fu sepolto nel monislero del suo Or- poi re di Francia, e nel i ti53 , levò
dine, detto di Regioliiogo, del qua- al fijnle slesso Enrico di Borbone, an
le III abbate. Benché tutti i moiui- ch'egli dijìoi monarchi delle Gallie, col
nicnli cistcrciensi ricordino <pies(o nome dilMu-icoIV. Poscia, nel i'»'>9,
Porporato, pure né il Panvinio, uè celebrò l'esequie solenni di l-'rancesco
il Ciaccouio parlano di lui. II summentovato nella chiesa di s.

BORBONE Lodovico, Cardimilc. Dionigi di Francia, mentre nel 1 1^49


Lodovico Borbone <lella prosapia re- avea imposta la corona regale a Ca-
gale dei monarchi di l'Vancia, nai;- terina de' Medici, regina delle Gallie.
qtie in llam di Piciardianel i4m|' Da ultimo, iiitri venuto al conciavo
l'atti progressi meravigliosi negli slu- di Adriano VI , e .* qui Ili puiv di
32 BOR BOR
Paolo III, Giulio III e Marcello li zio, si era coniugato. Pio VII, nel-
li, tneritatosi il glorioso titolo di la promozione de' 20 ottobre 1800,
decoro alla cattolica religione. Do- lo creò Cardinale dell'ordine de' pre-
po trentotto anni di Cardinalato e ti, gli conferì il titolo di s. Maria
sessantatre di vita, mori a Parigi, della Scala già occupato dal genito-
nel i557, essendo vescovo di Pale- re, sebbene assente, e per ispecial
stina, chiesa, che ottenne da Giu- distinzione gli spedi il cappello e le

lio HI, nel i55o. Ebbe sepoltura altre insegne Cardinalizie. Quindi
nel coro della cattedrale di Laon, nel concistoro de' 22 dicembre di
innanzi le reliquie dei santi, senza detto anno , lo fece arcivescovo di
raemoria. Era devotissimo alla san- Toledo, ed amministratore della me-
tissima Vergine, e desiderava che si tropolitana di Siviglia, e sebbene
pubblicasse tutto ciò, che la riguar- in progresso divenne primo dell'or-
dava, e che teneasi occulto nelle bi- dine de' preti, continuò a ritenere
blioteche. il menzionato titolo, finché lasciò di
BORBONE Lodovico, Cardinale. vivere in Madrid a' 19 marzo 1823.
Lodovico Borbone, figlio di Filippo Il suo cadavere fu trasportato nella
V monarca delle Spagne, nacque metropolitana di Toledo, ed ivi eb-
nel 1727, Contava appena otto an- be sepoltura secondo la sua testa-
ni quando fu creato Cardinal dia- mentaria disposizione.
cono di s. Maria della Scala, nella BORBORIANI, o BORBORITI.
nona promozione fatta da Clemente Setta di gnostici del secolo secondo.
XII ai 19 novembre 1785. Nello
, Costoro, oltre le infamie degli altri
stesso tempo fu fatto amministratore gnostici, negavano il giudizio fina-
della chiesa di Toledo , fino a che le. Trassero il loro nome dal greco
nell'età prescritta dai canoni, potes- borboros, fango ^ perché praticavano
se da sé, come arcivescovo reggere d'imbrattarsi la faccia di fango e
quella estesissima diocesi ; e da Be- d'altre immondezze , onde figurare
nedetto XIV alle medesime condi- l'immagine di Dio.
zioni fu eletto amministratore della BORDEAUX (Burdegalen.). Città
metropolitana di Siviglia. Cresciuto con residenza di un arcivescovo in
in età, né sentendosi chiamato allo Francia. Questa é l'antica e celebi'e
stato chericale, principe religiosissi- capitale de' Biturgi-Vibisci ,
popoli
mo com'era , porpo-
lasciò la sacra dell' antica Gallia. Poscia divenne
ra, e le due chiese, che amministra- capoluogo di tutta la Guieima, ed
va, e, menata moglie, condusse vita ora é la piefettura dipartimentale
privata, lontano dalla corte in Ca- della Gironda. E costituita in semi-
dahalfo diocesi di Toledo fino al cerchio sulla sinistra riva della Ga-
1785, nel quale lasciò la vita, nel ronna ,
per cui coli' Oceano e col ,

cinquantottesimo anno della età, pian- IMediterraneo , il suo commercio si


to da tutti i buoni. estende per tutto il mondo. Allor-
BORBONE Lodovico o Lmr.i ché i romani se ne impadronirono
Cardinale. Luigi di Borbone nacque sotto l'imperatore Augusto, era già es-
nella diocesi di Toledo in Cadahal- sa rinomata ed importante. Da quel-
fo a' 22 maggio l'j'j'j' ^^ ebbe per l'imperatore si vuole costrutta la cosi
padre il precedente Lodovico, dopo delta porla bassa, mentre Adriano fece

che rinunziatu il cappello Cardina- la cillà metropoli della seconda Aqui-


BOR BOR 33
tnnia. Gallieno vi fabbricò un pa- l'ultima, che si sottomise a Napo-
lazzo, e dal suo anfiteatro di forma leone, perlocchè il detto Luigi XVIIl
ovale, e dagli altri magnifici avanzi ne diede il titolo al suo nipote En-
di sua grandezza, si vede qual con- i-ico ,
quando nacque a' 29 settem-
to ne facessero i romani. bre 1820, ad esempio di altri re,
Dai romani passò Bordeaux, (così che lo aveano conceduto ad altri
chiamata forse per esser costrutta principi reali di Francia.
sur li- Lord dcs eaiix ) in potere Bordeaux, come tutta l'Aquitania,
dei visigoti e de' goti nel V secolo, vanta per suo primo apostolo san
a' quali, dopo averla incendiata, nel Marziale, vescovo di Limoges , il

4i6, fu loUa da' re franchi. Presa quale dal Pontefice s. Fabiano , fu


nel 7J2, e saccheggiata dai sarace- spedito con s. Dionisio di Parigi
ni poscia soffrì grandemente nelle
,
verso l'anno 2 jo, a predicare il van-
scorrerie de' vandali, e de' norman- gelo nelle Ciallie, onde, nel III se-
ni, che, nel IX secolo l' hanno ro- colo, fu fondata la sua sede vesco-
vinata. Riedificata, e ripopolata sot- vile. Il più antico de' suoi vescovi
to Carlo il Semplice, dell' 896, eb- di cui si abbia notizia, è s. Gilberto
l)e dipoi de' principi particolai'i , e che ebbe diversi illustri successori
pel matrimonio di Eleonora, figlia Ira' quali si annoverano de' santi
ereditaria diGuglielmo X ultimo , come s. Delfino, che intervenne, nel
ducii di Guienna, con Lodovico VII 38o, al concilio di Saragozza, dopo
re di Francia , a questo regno fu otto anni battezzò s. Paolino, ed, ai
riunita insieme colla Guienna nel 24 dicembre 4o3, salì al cielo. Gli
ri 37. Dopo il Eleonora
divorzio, successe s. Armando, ma rinunziò
l'anno 11 5-?. sposò Enrico di Nor- subito a favore di s. Severino, che
mandia ,
poi re d' Inghilterra , col proveniente dall'Oriente fu scelto a
nome di Enrico II, e perciò la Gu- patrono di que' di Bordeaux ; e do-
ienna passò allora all'Inghilterra. Fu po la sua morte, s. Amando fu ob-
sotto Carlo VII, del 144'^, che Bor- bligato a ritornare nella sede. San
deaux sensibilmente si abbellì ,
poi- Leonzio I, nel 54 r, terminò santa-
ché avendo scosso il dominio stra- mente i suoi giorni, e fu succeduto
niero, divenne sede del parlamento, da s. Leonzio II, eletto dal clero, e
e del governo di Guienna, che poi popolo di Bordeaux a proprio pa-
le fu tolto dallo stessoCarlo VII, store. Egli dotò molte chiese, oltre
a favore tlegl' inglesi, per essersi ri- quelle di s. Nazario, di s. Dionigi, e
bellata. Nondimeno dal suo figlio della santa Vergine di Bordeaux, e
Lodovico \ I le venne ristabilito ver- morì nel .5G5. Secondo il Novaes,
so il ì/H'ìS. vSoggiac({ue in seguito (juesta sede metropolitana ebbe pu-
alle conseguenze delle guerre di re- re la dignità piimaziale dell Aipii-
ligione, e ad alcuni disordini, nel tania da Clemente V, e .siccome pri-
secolo XVII , nonché ne! declinar ma era soggetta all' arcivescovo di
del XV HI per la rivoluzione. A' 12 Bourges, primate d'Aquitania, Gre-
marzo i<Si4, fu la prima gran città gorio l.\, del 1227, aveva dovuto
che si ilichiarasse per Luigi XVIII, obbligare Bordeaux , a riconoscere
e fu la prima nella quale questo re j)er primate il pastore tli Bourges.
ponesse piede per ritornar»! sul tro- Bunilàcio Vili, nel H)>1 fece ,

no de' suoi avi. iNqI 181 5 poi fu vescovo di Comiiìircs Bertrando de


VOL. vi.
3/r BOR ROR
(iot, (li Villaiuhaut, tliocesi di lìov- rcnte, e poi, a' 1 5 dicembre, lo creò
deaiix, e, nel i'>99, l'> promosse a Cardinale. Molti porporati governa-
qwesto arcivescovato. Ofiiiu'.! . dopo rono r arcivescovato di Bordeaux ,
dieci mesi, e \entotto giorni di se- r ultimo dei cpiali fu Giovanni Le-
de vacante per moite di Benedetto febure de Clieverux, creato Cardi-
XI, col mezzo de' Caidinali Gaeta- nale dal regnante Pontefice il primo
ni e di Piato, benché non decorato febbraio iiS36, e morto in Bordeaux
della dignità Cardinalizia, fu detto a' 19 luglio del medesimo anno. Sei
a Sommo Pontefice, a' 5 giugno sono le sedi vescovili sulTraganee
l3o5. L'annalista Rinaldi, nel detto cioè ^gerij Angoulénie , Poilicrs
anno , descrive l' influenza avuta in Perigueux , Lucori e la Rochclle.
tale elezione da Filippo IV /'/ Bello, La chiesa metropolitana , dedicata
re di Francia. L' arcivescovo rice- all'apostolo s. Andrea da Papa Ur-
vette la notizia di sua esaltazione bano li nel 1096, per la sua goti-
mentre visitava la diocesi. R.estitui- ca architettura è una delle più belle,
tosia Bordeaux a' i5 luglio, conti- e magnifiche di Francia. 1 re della
nuò per cpialche tempo a trattarsi seconda dinastia gareggiarono coi
come semplice arcivescovo, sebbene Pontefici ad arricchirla copiosamente
ne avesse ricevuto la notizia. Ma di rendile, e di privilegi. Il capitolo
giuntogli il decreto del sacro Colle- componevasi di dieci dignitarii, e di

gio, a' 2 2 dello stesso mese, per mez- ventiquattro canonici. Attualmente
zo di tre ufllziali della corte roma- ce ne sono nove , oltre il cantore
na, deputati del conciavo, col loro eh' è la dignità principale, ed oltre
consenso cominciò a portarsi da Pa- i canonici onorarii, ed altri chierici.
pa, onde partito da Bordeau'i nella La mensa è tassata di cinquecento
fine di agosto , chiamò i Cardinali cinquanta fiorini. Ila la città sedici
in Francia, e col nome di Clemente parrocchie, seminario, moniste ri, con-
V si fece coronare in Lione a' i4 fraternite, monte di pietà, religiosi

novembre. Nel iSoy, Clemente V della dottrina cristiana, ed altri pii

litornò a Bordeaux per i-espirare istituti. Eravi pure in Bordeaux una


l'aria del vicino luogo, chiamato Pres- università istituita dal re Carlo VII,
sac, e ricuperare le forze perdute in nel i44'3 decorata di privilegi dal
lina grave malattia , visitando di Pontefice Eugenio IV, nel i44') e
nuovo Bordeaux nell' agosto i 3o(). ristabilita da Luigi XI, nel 14/3,
Vedendo poi T Italia lacerata dalle mentre il re Luigi XIV fondò l'ar-
fazioni , stabilì la residenza Pontifi- cadcmia delle scienze, e belle lettere.
cia in Avignone
ove si mantenne , Molli sono i pregi di Bordeaux; gli
ne' Pontificali Giovanni XXII di ,
stabilimenti, la zecca, i suoi eilificii

Benedetto XII, Clemente VI, Inno- ed altro, la rendono una delle prin-
cenzo VI, Urbano V, e Criegorio XI, cipali città del regno.
che la ristabilì a Roma ai 1 7 gen- Bordeaux eziandio è celebre nei
naio del 1377. V. Avignone. fasti della chiesa gallicana, pel gran
Clemente V, nell'anno stesso 1305, numero de' concilii, che vi si cele-
nominò alla sede di Bordeaux, che tol- brarono.
se dalla giurisdizione diBourges,in suo Il I. fu adunato per ordine di
successore, Arnaldo Frigerio di Chan- Massimo imperatore, l'anno 385,
teloup della stessa diocesi, di lui pa- nel Pontificato di Siricio , mentre
IU)R li OR 3j
n'era vescovo s. Delfino. Vi fdio- Il I
").
V anno 1 9.0.3, .sopia i riti

no corulaiinuti i piiscillianisti col lo- della (Chiesa. Labbé, tomo XI.


ro «;npo , ed in ìs|m;(;Ì(' Instaiizii) e Il 16. l'anno l'jHi, o 1 183, so-
.Salviano. Labhé torno II, Aidiiiiio, pra la fede , i costimii e la disci-
tomo I. plina.Vi presiedette l'arcivescovo

Il ?.. si tenne in favore deli' ai)- di Bordeaux le Prevot, e vi si ap-
bazin della Trinità di Vandóint.-. provarono trentasei statuti. Il i.
Marlene, in Thex., tomo IV. tratta dettagliatamente de' contratti,
Il 3. adimos.si nel lo-S, sulla di- usure, e .seminarii, che vu(j1sì siem»
sciplina ecclesiastica . Arduino, to- prontamente edificati presso la cat-
mo VI. tedrale, con cappella per la messa
Il 4- vuoisi che sia quello .stesso e le orazioni. Il 2. regola la scelta
del 1078, ovvero che siasi celebra- dei chierici, che si debbono ammet-
to nel 10S7. In esso Berenf^ario ,
tere nel seminario, spettante al ve-
capo de' .sacramentarii spief^ò la , scovo. Il 6. comanda che i semina-
professione di fede. Labbc, tom. X. risti abbiano ad obbedire al supe-
Il !j. celebrossi nel 1080. GalUa riore, ed altri ministri del luogo;
Chn'stinna, tomo II, p. 80 7. si occupino del silenzio , della mo-
Il 6. nel 1089 a Santes , in fa- destia, né escano soli, né mangino
V(,;e dell' abbazia di s. Massenzio. altrove. Il 7. invita i chierici a pra-
Gali. Chriit., tomo II, p. 806. ticare nel desinare brevi discorsi
Il 7. l'anno i09?>. Ivi, p. 807. istruttivi. L'8. riguarda il modo di
L'8. l'anno 1098, del quale non correggere de' superiori. Il 9. si oc-
si hanno gli alti. Labbé, tomo X, cupa dell'ordinazione, impiego ed
Arduino, tomo VI. de'chierici, usciti dal seminario. Lab-
Il 9. l'armo i i ?,8. Tìaluzio, tomo bé tomo XV. Arduino, tomo X.
I, Misccllan. Gali. Clirist., tom. II. Il 17. concilio fu celebrato, l'an-

p. 999. no 1G24, dal Cardinal de Sourdis,


Il 10. l'anno 11 37, sulla disci- arcivescovo di Bordeaux, sopra la
plina. Marlene ia Collect. tom., VII. disciplina, e vi furono stabiliti venti-
L' r anno
I I 49- Gali. Chri-
. i 1
due capitoli, contenenti molti canoni.
.?/. . tomo II, p. 911. 11 I . capitoloè sulla professione di lei]*',

Il 17.. l'anno 1 2 1 >. Ivi, tom. Il, prescrivendosene la formola a' bene-
p. 8(^9,. ficiati, predicatoi'i, stampatori, e mae-
Il 1 3. l'anno i2ji5, sopra la di- stri ec. Il 1. tratta sulla propaga-
sciplina. Gerardo di Malemort vi zione della fede, con alcune regole
pubblicò una costituzione in trenta pei predicatori. Il 3. riguarda l' uf-
articoli, in imo d(i' quali si prescri- ficio divino, e le reliquie; proibisce
ve la stabile residenza de' parrocbi celebrare la messa privata nel tem-
nelli! loro ciu'e, ed inoltre, che ai po della solenne, e presciive la pub-
lanciulli in vece di ostie consecrale, blicazione della scomimica nelle do-
diasi pane benedetto, sotto pena di meniche, contro chi manca alla
scomunica. Labbé tom. XI, e Ar- messa parrocchiale per tre domeni-
duino tomo VII. che consecutive. Il 4 verte sulle
il 1 4- l'anno i >.(k), per trovare feste, proibendosi i mercati , le fie-

il modo di respiiiL^erc i l.irtari. .Mar- re, danze, ed altri abusi.


le Il 5.

lene, Cullect., tom. \ 11. tratta dei sacramenti II (i. su quel-


36 BOR BOR
10 dell' ordine. Il 7. si occupa del inglesi lo ma dopo
imprigionarono,
matrimonio, e prescrivonsi le pene alcuni anni, a mezzo di Bertrando
ai sacerdoti , che assistono a quelli arcivescovo di Bordeaux suo metro-
in cui una delle parti sia eretica. politano fu messo in libertà
, per ;

L' H. dei doveri episcopali. Il g. par- cui tornato alla sua chiesa, si die-
la degli obblighi de' canonici, e dei de tutte le cure ottimo pasto-di
capitoli delle cattedrali, e collegiate. re, singolarmente nell' amministrare
11 fo. x'iguarda i pastori. L'ii. si i sacramenti, prediciu* la divina pa-
occupa della residenza. Il 12. della rola, sovvenire ai poveretti , ristau-
predicazione. Il i3. è sulla condot- rar chiese, accrescendo di alcune il

ta de' chierici. riguarda quei Il i4- decoro e la magnificenza, rialzando


che devono esser promossi a' bene- dalle fondamenta la collegiata di s.

fìzii. Il i5. provvede alla simonia, Asterio, e magnificamente costruen-


e alla confidenza. II 16. riguarda i do l'aitar maggiore della sua catte-
seminarii. Il 17. i monisteri. II 18. drale. Lo stato episcopale non gli

i priorati, e le cappelle. Il 19. le fece dimenticare le regole, e la po-


monache. Il 20. le sepolture. Il 21. vertà del .suo Ordine. Come vesco-
la visita. Il 22. tratta del concilio vo Perigord fu al concilio di Fer-
di
provinciale, e sulle pene da imporsi, rara e di Firenze
, tenutosi nel ,

a que' che non osservano le costitu- 1438, ed a quelli degli anni seguen-
zioni.Labbé, tomo XV. Arduino, ti. Nel 14C7 intervenne all'assem-
tomo XI. blea degli stati generali di Francia
CORDE LLIO Elia, Cardinale. da Luigi XI convocata in Tours, e
Elia Bordellio, o meglio Bourdeille, tanto ebbe di credito, che Gerardo
nacque a Perigord dai Visconti di di Crussol, nel 1468, cedette a lui
Bourdeille nel i4o6. Di dodici an- la metropoli di quella città ; ove da
ni, contro il volere della madre, die- valoroso difese la Santa Sede, i di-
de il suo nome alla religione di s. ritti della sua chiesa, e pubblicò un
Francesco, nel monistero di Agonac; trattato contro la prammatica san-
quindi passò a quello di Tolosa , e zione,opponendosi inoltre coraggio-
tanto vi studiò, che di diciannove an- samente a quei malavveduti, che
ni in un capitolo generale , ivi te- procuravano persuadere il re di ri-
nuto, fu abile a sostenere per otto chiamarla all'antico vigore. Fu me-
giorni continui solenni conclusioni rito della sua santità e dottrina, se
di filosofia e teologia, ove fece spic- il l'e Luigi XI lo elesse a suo con-
care il suo genio, rispondendo con fessore, ed intimo consigliere. Ze-
fra.nchezza accompagnata da severa lantissimo di serbare incorrotta la
modestia a chiunque avesse voluto cattolica fede, come seppe che sco-
arringare con lui. Il perchè, essendo- nosciuta persona pubblicamente in-
si sparso grido della mirabile dottri- segnava a Tours la magia, la volle
na di lui nelle scienze, Eugenio IV arrestata,e convinta di gravi di-
nel 14475 o meglio, secondo il p. sordini , la consegnò al braccio se-
Gio. da Salamanca, Nicolò V lo colare, perchè venisse punita. Per
ppomosse al vescovato della patria, tanti meriti, Sisto IV, nel finii-e del-
contro sua voglia ; ed il b. Cardina- l' anno 1483, lo creò Cardinale di
le Nicolò Albergati legato a la fere s. Lucia in Selci. Senonchè, otto me-
in Francia, lo consacrò vescovo. Gli si dopo la sua promozione, chiaro per
BOR BOR 37
santità e miracoli, morì in Artanes, ca- circa l'anno 11 63, vi morì, cinque
stello della sua diocesi, nel i4^4j <^'' anni dopo la sua promozione alla
settantotto anni di età. Fu sepolto sacra porpora, e probabilmente nel-
in quella metropolitana, ove il Si- la comunione della Chiesa Romana.
gnore a suo mezzo operò parecclii BORGHESE Questa Famiglia.
prodigii, e nel martirologio france- famiglia, orionda da Siena, apparte-
scano vien segnato come beato. Fu neva all' ordine de' nove di detta
amicissimo, e vero imitatore delle repubblica , e tenne dalla metà del
vjrtii di s. Francesco di Paola, e secolo XV in poi le prime magi-
gran protettore del suo Ordine strature dello stato. Indi si rese
Scrisse il Bordellio un trattato cir- famosa nella guerra dei sanesi con-
ca l'autorità del Papa, ed altre o- tro fiorentini, nella quale questi
i

pere, che riporta il p. Gio. da Sa- ultimi furono vinti, verso 1' anno
lamanca nella sua biblioteca france- 1490, da Borghese Borghesi, che
scana,tomo 1, p. 324- Giovanni de venne chiamato padre della patria.
Piani, vescovo di Perigord, fece che Questo Borghese Borghesi era bisa-
nel ij^.S si principiasse il processo volo del Sommo Pontefice Paolo V,
•ulla vita, e miracoli di questo Por- a cui la famiglia deve l' accresci-
porato degnissimo. mento del suo splendore, e delle
BOPiDlS(de) Bertrando, Carcli- sue ricchezze. Galgano Borghesi
ìialc.Bertrando de Bordis nacque prode condottiero del suo tempo
in Francia da onesta famiglia. Cle- comandò l'esercito de' veneziani con-
mente V, nel 1 3o5, gli conliiri un tro Alfonso re di Napoli; e da Leo-
canonicato nella chiesa di Letour ; ne X fu fatto senatore di Roma
un triennio dopo lo promosse alla Pietro Borghesi per la stima , in
chiesa di Alby nella Linguadoca, cui lo teneva. Giambattista Borghesi
quindi lo stesso Pontefice creollo acquistò la fama di valente capi-
Cardinale dei ss. Gio. e Paolo, nel- tano nella difesa di Volterra, ed
la seconda promozione fatta in Avi- in quella di Roma, ove si trovava
gnone nel dicembre i3io, colla cari- al servizio di Papa Clemente VII,
ca di ci»merlen"o di S. R. C. Morì neir assedio fattovi dal contestabile
in Avignone, nel i3ii, dieci mesi Carlo di Borbone. J^. Siena.
dacch'era l'orporato. Fiorirono in questa famiglia molti
BOllELLI SiME().\E, Cardinale. individui, che si resero celebri nella
Simeone Borelli, detto Sangrino, trae- giurisprudenza , anzi in tale facoltà
va la sua origine dalla nobile fami- essa conta trenta valenti uomini.
glia dei Borelli, conti ili Pietrabon- Tra questi merita particolare men-
dante, provincia di Campagna, re- zione Marc' Antonio, decano degli
gno di Napoli. Fu benedettino nel avvocati concistoriali, ed avvocato
monistero di Subiaco, ove sotto Eu- de' poveri che da F^ilippo II, re di
,

genio 111 fu eletto abbate, e da Adria- Spagna, fu stimolato a scrivere in


no iV venne creato Cardinid diacono suo favore per la successione al
di s. M. in Domnica nel mese di trono di Portogallo , che poi quel
marzo 'jS. l'asso dappoi
i i al par- monarca occupò, nel i58o, dopo
tito dell'antipapa, che ancora vive- la morte del Cardinal Enrico di
va, quando si ritirò al suo moniste- Portogallo ,
zio del re Sebastiano
re per coudurvi trantjuilla vita, e e superstite di (piella regia fàtniglia.
38 BOR BOR
Marc'Aiitoiiio Borghesi adunque nac- presagio dell'esaltazione del Cardi-
f[ue in Siena, e per cagione delle naie, appunto si verificò. /^.
che
turbolenze di sua patria, si trasferì Pauli Corvilii Gratidado in inau-
,

nella città di Roma, ove la sua guratione Pauli V, Parisiis i6o5;


profonda scienza legale gli meritò M. A Tonti Carmina in Stcìnina
,

l'ammirazione di tutti, e la sti- Burghcsianuni , Romae i6o5; Ber-


ma ili sette Pontefici. Colà sposò nardini Stephani Epipopeudca de.,

d. Flaminia Astalli romana, da cui Biirghesice gcntìs laudibas , apud


nacquero prima Orazio, poi Ca- Mascardium 1617; Signwn Diirgke-
millo, indi Giovanni Battista, e Fran- siimi ex antiq aitate petituni, Rom;e
Cesco, ed una figlia maritata al 16 16; Gaspare SoUia Plausns ,

duca Caflàrelli, che fu madi'e del Burghesicc gloria;, Romae apud Za-
Cardinal Scipione. Ad Orazio com- netti 1625. Il Bzovio, nella vita di
però il genitore per settantamila Paolo V , parla degli uomini gran-
ducati la carica di uditore della di, che fiorirono in questa famiglia.
camera apostolica, e per tal fine Nella mattina stessa della crea-
vendette alla famiglia Chigi di Ca- zione Paolo V spedì due corrieri a
malia la villa non
di Bibbiano Siena, uno dopo l'altro, per rendere
lungi da Buonconvento. Morto Ora- più autorevole 1' ordine già rigoro-
zio molto giovane, nel i5go, il samente imposto a tutta la nume-
Pontefice Gregorio XIV, per dinìi- rosa famiglia de' Borghesi , dinon
nuire al padre il dolore di quella moversi di là. Egli poi continuò a
perdita, e della cospicua somma mostrarsi da que' parenti, e
alieno
sborsata, fece uditore della camera da quella dove il padre suo
città,
l'altro figlio Camillo. era nato, come rileva Adriano Po-
Questi era già in carica prelati- liti, già secretano di lui nelle sue Ict-
zia, e, neli588, era stato spedito tere, pag. 269. Quantunque però
vicelegato a Bologna ; e per le non abbia usato tanto ligore coi
sue virtìi, meritò da Clemente Vili fratelli in Roma, tuttavolta questo
la dignità di Cardinale, a' 5 giugno 1 virtuoso, e magnanimo Pontefice
1596. Sempre volle usar egli l'a- viene difeso da tutti si perchè nei
bito Cardinalizio con mantello tala- quindici anni, otto mesi, e tredici
re , e per la sua modestia e saggia , giorni del suo Pontificato opei'ò
condotta, da tutti veniva riguardato mai sempre col parere e coi consi-
qunl futuro Pontefice, e chiamato gli de' suoi teologi, e sì ancora per-
V oUiino Cardinale. In fatti per che era adorno de'più distinti pregi,
morte di Leone XI, a' 16 maggio J^. Ciacconio, Vitce Pont, tomo IV,
i6o5, fu creato Papa nella fresca col. 38G, 891, e l'articolo Paolo V.
età di 53 anni, non mostrandone E primieramente diremo quali
che 4O5 e prese il nome di Paolo de'suoi parenti Paolo V innalzò al
V (f^edi). Alcuni narrano, che Cardinalato, rimettendo i lettori ai
mentre celebravasi il conclave, un'a- rispettivi articoli per quanto spetta
quila del duca d' Alteinps andò a alle loro Jiotizie. Pertanto a' 18 lu-
posarsi sul drago dell'arme di Gre- glio i6o5 pel primo creò Cardinale
gorio XIII del Castel sant'Angelo. Scipione Ciflàrelli Borghese, nobile
formando così lo stemma de' Bor- romano, figlio della sorella. Per
ghesi. Ciò fu preso come fausto averlo poi assistente al governo del
JGOR BOR 39
PunùCicalo, lo adulto nella sua là- ghc5o questo priucn)ato nella Cala-
niiylia , colle arme , e col cognome Inia ; principato , che gli fii tolto
de' Borghesi. Questi si rese degno neirultima guerra ])er la successione
di tale onore, im[)ei"ocehè per le di Carlo li, con tutti i Ix^ni, cVie

eminenti sue qualità, fu chiamalo j)osse(k'va in Napoli il principe (iio.

la delizia di Roma. La villa Pin- ballista Borghese, perchè non volle


ciana , la facciata di s. Gregorio al pn'stare il giuramento di fedeltà
(Jelio , r eremo di Frascati , ed al- all'Austria contro il pallilo della
tri grandiosi edificii attestano la sua Spagna. Fu
però restituito dall' im-
munificenza. Gli altri parenti deco- peratore Carlo VI al figlio Marcan-
lati della sacra por[K)ra da Paolo V, tonio, che inoltre veni>e da lui fatto,
.sono INIarcello Laute, nobile roma- nel 17?.!, viceré di Napoli, e che
no, creato agli ii .settembre 1606, mon neir età di sessantanove anni
il quale per le penitenze, pel can- nel 1729.
dor di costumi, e per le liraosine, Dal suddetto Paolo Borghese
fu denominato Giovanni Limosi- .s. nacque Giovanni Battista, princij>e
nano, come abbiamo dal Rossi, di Sulmona e di Rossano, duca di
che ne .stampò la vita, nel i6'ji3; Palombara ( che da Marc'Antonio
e Tiberio Muti nobile romano , era stala acquistata nel 1637 per
crealo dicembre 161 3, enco-
a' 2 trecento ottantacinquemila scudi )
miato per condotta da vero eccle- e che fu grande di Spagna, amba-
siastico, per virtù e dottrina. sciatore del re di Spagria Filippo
Ritornando a' liatelli del Ponte- V, a Roma, nel 1702, e cavaliere
fice Paolo V, diremo, che, nel 1607, del Toson d' oro. Spnsiita da lui
.<iuo fratello Francesco Borghese fu Eleoruira Boncompagni figlia del ,

dichiarato generale di s. Chiesa, e duca Sora, ne nacquero fra gli.


di
comandante delle truppe destinate altri, Marc'Antonio, che prese per
a sostenere i diritti della Santa moglie Flaminia Spinola, figlia del
Sede contro la i-epubblica di Vene- principe di s. Angelo di Genova, ed
zia dopo r interdetto. L'altro fra-
, Anna Camilla, che fu data prima
tello Giovanni Battista^ fu fatto dal in moglie, al principe Pico della
detto Pontefice castellano di Castel Mirandola, e poi, per morte di que-
s. Angelo. Quest'ultimo sposato era sto, ad Antonio del Giudice principe
piima d('l Pontificato di Paolo V, di Cellamarc. Da Marc' Antonio e
con d. Virginia Lanle, da cui ebbe da Flaminia oltre a Flamiiìia, e
,

Marc'Antonio Borghese, al quale il iMaria Maddalena , sorelle sposate


Papa zio ottenne dal re di Spagna sjuccessivamente a Baldassare Erlx»
Filippo III il principato di Sulmo- Od(,'scaIchi , duca di Bracciano , la
na [P'edi), regno di Napoli, nel prima nel e la seconda nel
17 17,
col titolo di grande di S[xigna. 172.1, nacque pure Camillo Borghese,
Questi si spo.sò a Camilla Orsini, che sposò Agnese Colonna figlia del
figlia del duca di Bracciano, da cui principe di Paliai^o , e d'Olimpia
iiacque Paolo Boighese, principe di Pan»fili, e lasciò tra i figli maschi,
Sulmona , che, presa per moglie il principe Marc'Antonio Borghese,
Olimpia, figliuola erede di Gian- cImj nato ai 14 settembre i73o,
gioigio Aldobrandini, prinrij>e di sposò dipoi d. Marianna figlia ere-
Bossano , tii[uìsNN pei la casa Bnr- •litaria drl duca SaKiati (per cui il
4o BOR BOR
cognome illustre e le facoltà de'Sal- lo dell' Ordine dato al genitore, di-
viati passarono ai Borghesi) dalla qua- venisse principe Aldobrandini ; e fi-

le ebbe due principi, d. Camillo Bor- nalmente che d. Scipione fosse prin-
ghese, e d. Francesco Aldobrandini, cipe Salviafi. In questo medesimo
e tra le femmine lasciò ancora Li- anno co' tipi del Monaldi,si è pub-

via Maria, che sposò il principe E- blicato in Roma V elogio del prin-
milio Carlo Altieri. cipe d. Fi'ancesco Borghese Aldo-
Camillo,
che successe a suo pa- brandini, presidente della cassa dei
dre per la casa Borghese, a' q no- risparmii, composto dal principe d.
vembre i8o3, si sposò a d. Paoli- Pietro Odescalchi.
na Bonaparte sorella di Napoleone, Ma d. Caterina, che dopo grave
e quando questi fu spogliato del- malattia morì a' 2 7 ottobre 1 840,
l'impero, lo segui all' isola d' Elba, fu tolta per pubblica sciagura e ca-
che gli era stata data in sovranità, lamità, all'esercizio d'ogni benefi-
e mori in Firenze a' q giugno 182,5. cenza. Essa era splendido modello
La principessa consorte, senza figli, non solo d' illibati costumi e di ,

mori a' 9 maggio i832, onde tut- preclare virtù, ma altresì ingegnosa
ta l'eredità si riunì nel fratello d. ed umile promotrice ed istitutiice
Francesco Aldobrandini, che nato ai di opere caritatevoli. Avendo essa

9 giugno 1776, e sposato agli 11 offerto nuovo spettacolo a Roma di


aprile 1809 ad Adele Maria dei nobile entusiasmo per l' universal
conti di Rochefoucauld francese ,
,
rincrescimento, ci uniamo volentieri
nacquero d. INLaiia Adele, d. IVlar- a' nostri concittadini , col prendere
c' Antonio, d. Camillo, e d. Scipio- viva parte al loro dolore, nel ren-
ne. D. Maria Adele, maritatasi al der cp.ii a questo angelo di bontà
marchese Mortemart, cessò di vi-
di un sincero, e solenne omaggio di
vere nel 1839, e fu compianta per ammirazione.
le sue virtù. Nel medesimo anno Dopo il pianto dì Roma ( de-
morì pure il principe d. Francesco scritto da Giovanni Briccio, e nel
decorato della gran croce dell' Or- 1625 pubblicato colle stampe dal
dine di s. Gregorio dal regnante Grignani ) pel Cardinal Alessandro
Pontefice, con uni versai dispiacere, Peretti [Vedi), che morì a'2 giugno
per le egregie doti, di cui eia dovi- 1623, la capitale del cristianesimo
ziosamente fornito. Egli stabilì, che ( meno le fatalissime epoche della
il primogenito d. Marc' Antonio morte de' sovrani Pontefici ) non
nato a' 2 3 febbraio 1 8 4, e mari- 1
vide altra più spontanea, e genera-
tato agli II maggio i835, a Cate- le manifestazione di duolo , come
rina Talbot figlia del contedi Schrews- quella che apprezzò sempre la vir-
bury (dalla quale nacquero Agnese, tù, fu ognora sollecita ad onorarla,
Camillo, Giovanni, e Francesco), fos- rendendone il dovuto tributo a chi
se principe Borghese co' feudi, digni- ne esercitò i precetti senza punto ,

tà, e le altre cose inerenti ; che d. avere riguardo a condizione , e a


Camillo colonnello onorario de'pom- sesso. La benemerita e illustre fa-
pieri, insignito dell'Ordine di com- miglia Borghese rammenterà poi con
mendatore Gregorio dal mede-
di s. tenere lagrime in un a lusinghiero
simo Pontefice regnante, il quale pure conforto, essere stato infausto per
ha decorato il detto principe fratel- lei il mese di ottobre negli anni
BOR BOR 4f
1629, e 1840, in cui furono rapi- lilla per le sue doli
li da immatura morte, piima il Five gloriosa nel mondo.
Cardinal Scipione Eorglicse, cliiatna- Per le sue limosine,
to da tutti la delizia di Roma, po- E per le orazioni de^ poveri
scia, e in florida età, la principessa f^ive beala nel cielo.
d. Caterina Gwendalina JJorgliese
la cui pompa funebre fu accompa- Ma oh caso veramente memo-
gnata dalle calde preci, dai sinj^ulti lando ! IMentre ovunque la fama
e lamenti, e dalle benedizioni de' po- spargeva la disgrazia avvenuta a d.
veri, e d'ogni ceto di persone ; pom- Marcantonio, magnanimo cooperato-
pa, che sembrò piuttosto il vero e re della beneficenza di sua pia con-
huninoso trionfo della virtù. .sorte , divenuto infelice oggetto del-
Quindi mentre il suo cadavere la compassione di tutti per tanta
veniva portato nella carrozza per disgrazia , e l' indescrivibile contra-
tumularsi dentro la basilica Libe- sto in lui ammirato d' immenso do-
riana, nella sontuosa cappella gen- lore, e di religiosa rassegnazione ai
tiliziade' Borghesi, essendo tirata da divini voleri, dolore temperato dalla
due cavalli, parecchi cittadini romani, Provvidenza per le suddescritte straor-
decentemente vestiti di nero, in ulte- dinarie dimostrazioni d'ogni ordine di
rior conferma dell'interesse preso a persone, e persino degli esteri dimo-
sì grande perdita, vollero spontanea- ranti in Roma, cui fece eco concor-
mente anche essi tirare la carrozza de ogni luogo ove giunse il tristo
che via facendo fu coperta di corone annunzio, alcuni giorni dopo e nel
di fiori, niuno dubitando dell'eterna seguente mese di novembre, la mor-
salute delia defonta : spettacolo inu- te troncò successivamente anche l'e-
sitato, e così commovente, che pro- sistenza a tre de' quattro figli della
vocò lagrime sensibili dagli occhi dclbnta e di d. Marcantonio ; cioè
di tutti. a tutti i maschi, d. Giovanni a' 5,
Anche dotte penne, e i pubbUci agli 8 a Camillo ambedue nati in
d.

fogli esternarono ammirazione e , Frascati, e da ultimo a d. Francesco


dispiacimento per sì egregia dama, nato in Inghilterra nel castello di
jie inmiorlalarono la memoria con iSchreAvsbury, che cessò di vivere ai r
q
molti elogi e poesie, ed eziandio di detto mese, rimanendo sola su-
celebrarono altamente im popolo perstite la primogenita d. Agnese
che sa riconoscere i benefizii. Fra le nata in P.oma. Dio ne'suoi impenetra-
pili brevi di tali dimostrazioni, giun- bili fini sembra che voluto abbia ri-

te a nostra cognizione , merita qui chiamare a sé d. Caterina per ri-

riportarsi la seguente epigrafi', quan- sparmiarla a tanta pena , e dispose


to semplice, altrettanto veiace , e che tutti ne deplorassero la grave
concettosa, pubblicata nel Diario di perdita , e ne esaltassero le gesta,

Roma N. 4'>, de' 5 novembre \'6.\o. per preparare l' animo desolato del
degno consorte, alla privazione e-
AI principe d. Marc'Antonio Bor-
ziandio de' suoi tre figli maschi. Se
ghese acerbamente dolente per la
egli qual Giobbe si umiliò al Si-
improvvisa perdita della consorte :

gnore, e pianse sulla tond)a della

Non piangere.Ti consola sposa, Iddio lo reintegrerà larga-

Non morì la tua sposa : mente ; e se la sua famiglia, in venti-


4?. BOll BOR
qiiallro f^'iorni liméise deserta, 1 quat- Clemente XII , appartennt;ro dnqiie
lio ileiuiiti iu cielo imploieraiiiio amplissimi Cardinali, fra' cpiali An-
benedizioni , e gloria a lui , ed ai tonmaria fondò 1' ospedale di s. (Gia-
i'uturi discendenti. como degl' incurabili colla chiesa an-
La famiglia Borghese, oltre Pao- nessa, e la chiesa di s. Maria in A-
lo \,ha dato al sacro Collegio tre quiro col contiguo collegio pegli or-
Cardinali , cioè Scipione Cafiarelli fani, dal suo nome detto Salviati.
Borghese, come da si disse, creato Il palazzo, e la villa x\ldobrandini,
Paolo V i6o5; Fran-
suo zio nel sulla punta del Quirinale, sono delizie
cesco Borghese, creato da Benedet- principesche, giacché oltre le bellezze
to XIII, nel 1729, e Scipione Bor- della villail palazzo ristaurato da
,

ghese creato da Clemente XIV, nel Carlo Lombardi è dovizioso di scelti


1770. Inoltre da questa famiglia li- quadri, e prima che fossero trasportate
sci d. Camilla Orsini Borghese, al Vaticano, eranvi le nozze Aldobran-
che per la sua santa vita gode il dini, fresco antico di gran pregio.
titolo di vencrabfh', può ve- come si Il palazzo Boi'ghese, presso s. Lo-
dere nella sua Pila stampata in Ro- renzo in Lucina, è uno de' più va-
ma nel 1717. sti, e magnifici di Roma, e siccome

Molti sono i feudi, i palazzi , le la sua forma esterna è obliqua fatta


ville ( fra le quali merita menzione come un cembalo, dicesi, che fra le
la Lante), le cappelle appartenenti alla meraviglie di Roma, avvi il cemba-
casa Borghese, e le sue grandezze lo di Borghese, eh' è veramente
sono ceiebiate da tanti autori che , magnifico. Principiato nel iSgo dal
lungo sarebbe qui farne distinta Cardinal Deza, con disegno di Mar-
menzione. Diremo però solo delle tino Longhi
il Kecchio, fu compiu-

principali di B.oma. to sotto Paolo V, che ne fece l'ac-


Avendo ereditato i Borghesi i be- quisto, da Flaminio Ponzio. Ma il
ni ed il palazzo do' duchi Salviati principal pregio di questa famiglia
alla Longara, faremo prima memo- è la galleria di superbi quadri di
ria di questo, sebbene il governo lo tutte le scuole , la piìi bella , e la
acquistò per l'archivio m'bano. Que- pili numerosa di Roma, custodita
sto magnifico edifìcio con architet- in dodici stanze. Di contro poi a
tui'a di Nanni di Piaccio Bigio , fu questo palazzo, innanzi la piazza
fatto costruire dal Cardinale Bernar- Borghese, vi è un altro grandioso
do Salviiid, per ricevervi Enrico III palazzo architettato da Antonio de
le di Francia, che doveva recarsi Baptistis ,
per le famiglie de' prin-
a Roma, essendo la sua famiglia pa- cipi.
rente di quella di Francia, come lo La villa Pinciana , o Borghese j,

era di Cosimo I granduca di Tosca- fuori della porta Flaminia, del cir-
na. L'antica galleria de' scelti suoi cuito di circa tre miglia, una delle
quadri passò alla Borghese; le vol- pili grandi j e splendide della città,
te de' due grandi saloni furono di- delizia favorita de' romani , ed am-
pinte dal IMorandi ; la cappella da nìirata dagli esteri, fu formala dal
Santi di Tito, e la volta da Cecchi- Cardinal Scipione CafFarelli Borghe-
no Rossi, detto de' Salviati dai suoi se, ed aumentata ed abbellita pre-
protettori. Ai Salviati congiunti in cipuamente dal principe Marcanto-
isiretta parentela con Leone X e nio nel declinare de! passato secolo,
r.on BOR 43
menile altri li^laiiri rhhu ti(;l seco- della basilica l' antichissima imma-
lo presente dai suoi ligli d. Camil- gine della beata Vergine, dipinta,
lo, e d. Francesco, come si può ve- come si crede , dall' evangelista s.

dere dalle recenti descrizioni dell'ai- Luai, un opuscolo Andi'ea


scrisse
chitetto Canina , e dell' archeologo Vittorelli nelle gloriose memorie del-
Nibby Pel suo stato antico, poi
. la beata Vergine, gran parte delle
si può consultare Lodovico Lapo- quali sono accennate con pitture,
reo, Villa Borghese, Roma, 1G2H; statue ed altro , nella meravigliosa
i^liaconio IManilli Villa Borghesi , cappella Borghesi da Paolo V edi-
Juari di porla Pinciana, ostia de- ficala nel Colle Esquilino , Roma
scrizione delle piUtire e statue in 1 6 1 6. Un Poema d' Andrea Boia-
ff (iella contenute , Roma 1 640, e 110 ne celebra egualmente i singr>-
i()^o; Domenico Montellatici Villa laii piegi, come fece Paolo Brunel-
Borghese fuori di porta Pinciana li in Oratione in laudem B. M. V.,
con gli ornamenti, che si osservano qnae Roniae loquitur, ac Ss. D. N.
nel di lei palazzo , e con le figure Paulo V. Pont. Max. de amplissi-
delle stanze pik singoiati, Roma ma aede in basilica S. M. Maio-
1700. Le Guide di Roma inoltre ris, summo artificio et ornata ex-
ne fanno descrizione tanto per la , aedificata gratulalur, Romae 161 3.
amenità che pei musei
, e pei di- , In questa cappella, il Cardinal Sci-
pinti che contiene. pione fece collocare un lungo epi-
Jn Frascati, come dicesi all'artico- tafio alPaolo V, che
sepolcro di
lo Ville, vi è la meravigliosa e per sé quel Pontefice avea edifica-
deliziosissima villa Aldobrandini, det- to e Marc' Antonio Borghese, eres-
;

ta di Belvedere, costruita dal Car- se il .sepolcro, che raccliiude le ce-


dinal Pietro Aldobrandini, nipote neri di Clemente Vili, Aldobran-
di Clemente Vili, con disegno di dini.
Giacomo della Porta, verso il i6o3; La stes.sa famiglia Borghese acrpti-
la Taverna
Villa , edificata dal stò finalmente nel «769, pel secon-
Cardinal Taverna , acquistata dal dogenito, la seconda genitura di det-
Cardinal Scipione Borghese, e fre- ta casa Aldobrandini [Vedi), estin-
cpientata da Paolo V; e la Villa tasi nella persona del principe Pam-
Moiidragone , fabbriaita tlal Cardi- fili morto nel 1760, senza succes-
nal Altemps, poi comperata dal sione,teraiinando così l'illustre di-
mentovato porporato in cui pure , scendenza di Clemente Vili , che
recavasi Paolo V. però riprese nuova vita, e lustro,
Finalmente fra le cappelle di/u,? ])er (juesto suo innestamento colla
patronato della liuniglia Rorghese, Borghese.
vi è «juclla <'n'lta nella basiliai li- Oltre i mentovati autori, scrisse-
l)eiiana da l*aolo V, come si legge ro di questa illustre famiglia anche
nella sua Costituzione 253 de' 28 Giambattista Chiodino, il quale trat-
ottobre 161 T, presso il Bollano tò della nobiltà borgìirse romana ,

luxnano tomo V, ])arte IV p. i83, Macerala 1619, come pure Giiola-


la i:ui sontu(jMtà , ricchezza, e ma- luo Gigli, che compose V Albero ge-
gnifìcenz.i è a tutti nota. Di ipiesta nealogico de' Borghesi, nel suo Dia-
cappella, alla (piale lo stesso J^onte- rio Sanese p. ()2 e seg. Egli co- 1

fice tr.isi'cri dall'altare maggiore minciando a dimostrar grande que-


44 BOR BOR
sta famiglia fino dal 1266, enume- a Grisogono , titolo Cardinalizio,
s.

ra ancora gli stati, che oggi possie- che con Pontificia dispensa, per quel-
de, ne' quali conta circa sessantami- la volta sola, a favor del Borghesie

la sudditi. fu dichiarato diaconia. Da ultimo


BORGHESE Camillo, Cardina- dopo dieciotto anni di Cardinalato,
le. V. Paolo V. mori a R.oma nel 1642 di quaran-
BORGHESE Piermaria Cardina- tatre anni, dopo quattordici giorni
le. Piermaria Borghese nacque nel di malattia, e fu sepolto nella tom-
1 599, da nobile patrizio di Siena ,
ba dei suoi maggiori.
l'u pronipote di Paolo V, da cui, a BORGHESE Francesco, Cardi-
detta d' Isidoro Ugurgieri Azzolini nale. Francesco Borghese di Roma
non potè ottenere che una pensio- nacque, nel 1697, dalla cospicua e
ne di trecento scudi sull' arcivesco- doviziosa famiglia di questo nome.
vato di Siena. Morto Paolo V, an- Dopo essere stato istruito dai mi-
dò a Roma col padre per riverire gliori maestri di quei tenipij e spe-
il Cardinal Scipione Borghese, ed il cialmente dal celebre Graveson do-
principe di Sulmona, che lo ricevette menicano, ottenne la laurea in am-
nel suo palazzo di Borgo, e Io trat- be le leggi. Quindi intrapresa la pre-
tò onorevolmente. Col suo elegante latizia carriera, da Benedetto XUI
aspetto, colto ingegno, e colle nobi- fu eletto a maestro di camera, poi
li maniere si cattivò gli animi di consacrato arcivescovo di Traiano-
tutti nella corte. Per le quali cose poli , e nel 1729, venne insignito
il Pontefice novello Urbano VHI dkilla carica di maggiordomo. Dopo
che volea tornare la sacra porpora tre mesi lo stesso Pontefice, nell'un-
alla casa Borghese, da cui l'ebbe ri- decima promozione fatta a Roma li

cevuta, lo creò Cardinal diacono di 6 luglio 1729, lo creò Cardinale prete


s. Giorgio inVelabro, nella secon- di s. Silvestro in Capite, e lo ascrisse
da fatta a Roma nel
promozione alle congregazioni della consulta, dei
giorno 7 ottobre 1624. Quindi lo riti, del buongoverno, della concisto-
ascrisse alle congregazioni del buon- riale ed altre,
, colla proletloria della
governo delle acque dei riti , ed
, , Germania, fino alla morte dell' impe-
altre, con tre pingui abbazie, la pro- ratore Carlo VII. Lasciato il primo
tettoria dei monaci Olivetani, della titolo, sotto Benedetto XIV, passò suc-
repubblica di Genova, e delle Fian- cessivamente, nel 1752,3! vescova-
dre presso la Santa Sede. W Cardi- to di Albano, ove fece innalzare un
nale Borghese Scipione rinunziò al palazzo per ricevervi il Pontefice nel
nostro Porporato le abbazie di Chia- suo Benevento ; palazzo
viaggio di
ravalle nel Piacentino , di un' al- che donò alla mensa vescovile
poi
tra in Ferrara ; ed alla sua mor- di Albano poiché,
vescovi, quan-
i

te ,
gli lasciò una pensione di do vi andavano, non avevano sta-
millecinquecento scudi sopra l' arci- bile abitazione. Nel febbraio 708 1 ,

vescm'ato di Ravenna. Donò la ba- dal medesimo Benedetto XIV fu ,

silica di s. Maria
Cosmedin, di consi-
in passato alla chiesa portuense, e do-
derabile somma, dacché
era divenuta po che ebbe concorso alle elezioni di
.sua diaconia, e così si potè ristaurare Clemente XII Benedetto XIV e
, ,

il campanile di quella chiesa, che mi- Clemente XIII, morì a Roma nel
nacciava di rovinare. Quindi passò 1 7 59, di sessautadue anni di età e Iren-
BOR lìOR 4T
ta di Cardinalato. La sua spoglia mor- III, e poscia morì a' G agosto i4^8.
(ale riposa nella tomba de' suoi mag- Dottissimo nella legge canonica, par-
giori nella cappella Corgliesiana, la co, limosiniero, giusto e zelante del-
tjuale è il più cospicuo ornamento l'imostolico fu degno di
ministero,
della basilica di santa Maria Mag- gran lodi. Ma
venne biasimato per
giore. l'amoVe verso i parenti, due dei
BORGHESE Caffapft.m-Scii'ionf:, «juali in un giorno promosse alla

Cardinale. V. C.-vFiAr.F.LLi BoRr.iinsE. porpora nel i4''6, cioè Gianlodo-


BORGHESI Scipione, Cardinale, vico Milano, figlio di .sua sorella, e
Sci|)i()ne Borghesi, nobile romano dei Roderico Lenzuoli , poi Alessandro
piiiicipi di Sulmona, nacque in Roma VI, figlio d'Isabella, altra sua sorel-
nel primo aprile 1734. Era maestro di la. f^. Calisto III.

camera di Clemente XIII, fino dal Pietro Borgia, altro nipote di Ca-
luglio 1766^ quindi arcivescovo di listo III, di cattive qualità, come fu-
Teodosia, e ai io settembre 1770, rono altri suoi nipoti, fu dallo zio
venne creato Cardinal prete di s. creato duca di Spoleto , nonostante
Maria sopra Minerva dal Pontefice rop|)osizione, che ne fece il celebre
Clemente XIV; quindi fu annoverato Cardinal Capranica, e poi venne elet-
alle congregazioni de' riti, delle indul- to generale delle armi Pontificie,
genze e sacre l'eliquie, della concisto- prefetto di Roma, e castellano di
riale, delle acque e strade, della se- Castel s. Angelo. Mentre Calisto III
gnatura di grazia, e delia fabbrica, si trovava infermo, i Cardinali, che
Fu inoltre protettore del collegio già vedeano non esservi speranza di
dementino , della chiesa e nazione guarigione, prociu-arono di togliere
sanese, de'pp. chierici regolari, ec. dalle mani di Pietro e de' suoi ca-
Moiì a Roma a' 26 dicembre 1782, lalani (piella fortezza, collo sborso
e venne esposto nella .sua chiesa ti- di alcune migliaia di scudi. Dopo la
tolare, e indi trasportato alla cap- morte poi del Papa, molti catalani
pella Borghe-siana nella basilica li- che nel Pontificato del concittadino
beriana ove restò sepolto. Encomia- si erano abusati della sua bontà, fu-
to venne e compianto per la sua rono arrestati, spogliati, ed uccisi, e
bontà, e magtìanimità d'animo. Pietro Borgia se ne fuggì a Civita-
BOROIA Famiglia. Una delle più vecchia, per evitar l'odio degliOr-
nobili di Valenza , che vanta l' ori- sini, dopo morì, come narra
e poco
gine da C. Giulio Cesare, questore lo Spondano all'anno 14^8.
della Spagna. Giovanni Borgia fu Roderico Lenzuoli, o Lansol Bor-
pad re di Alfonso, nato a' 9, dicembre 1 già nacque in Valenza di Spagna
1878. Fattosi adulto Allbnso ,
prò- il i gennaio i43i da Gollìrdo, os-
littò talmente negli studii, che di- sia JolTrè Lenzuoli, e da Isabella
venne professore nell'università di Borgia, .sorella di Calisto III, che gli
Lerida, e fu fatto vescovo di Majo- diede la sua arma e cognome, lo
rica da Martino V, che inoltre lo fece vescovo di Valenza comune pa-
promosse alla sede di Valenza sua tria, e lo creò secntamente Cardi-
patria. Eugenio IV, a' 7, maggio naie con altro suo nipote, come si

i444> 'o creò Cardinale, ed in età di disse, e poi lo pubblicò a' 18 set-
settantasette anni, agli 8 aprile i4^^> tembre i456, essendo poscia, agli i i

fu eletto Pontefice col nome di Calisto agosto i49^> eletto Papa col nome
46 P.OR BUR
di Alessandro \I
Alessandro (
/^. scrivono, dallo stesso Cesare, trafìt-
VI). Fu di vivace ingegno di singo- , to con nove ferite, e gomitato in una
iar eloquenza, pieno di fede, e di ze- chiavica vicino al Tevere, d' onde
lo per la Cliie.sa, e celebrò l'anno san- per ordine del Papa fu ripescato
to 1 5oo coi riti i più solenni. Ebbe da trecento pescatori, tutto ferito e
la moderazione di non riserbarsi un lacero;onde argutamente si disse,
palmo né per sé, né per la
di terra che anche allora Roma ebbe i suoi
Chiesa quando Ferdinando V, re di Ronioli.
Spagna, e Giovanni II, re di Porto- Il secondo, Giovannm Borgia, iu
gallo, il vollero arbitro nelle contese luogo dell'assassinato Pier Luigi, fu
per le conquiste del nuovo mondo, nominato da Alessandro VI aldu-
che il Papa divise in due parti. Fu cato di Gandia, e fu avo di s. Fran-
egli ancora il primo Pontefice, che cesco Borgia duca ancor esso di,

mise i suoi successori in posizione Gandia, poscia terzo generale della


di figurarecome sovrani ma que- ; compagnia di Gesù ( V. s. Frav-
steed altre qualità, considerandosi cEsco Borgia ). Die' pure il Pa-
come Pioderico scompariscono in , pa a Giovanni in ducato le città
confronto de' suoi difetti , e del- di Benevento e Terracina e per ,

l'eccessivo trasporto pe'suoi parenti, moglie Maria d' Aragona, figlia na-
e pe'suoi cinque figli, dei quali da- turale di Alfonso II, re di Napoli.
remo alciuii cenni. Delle quali cose il Il terzo, Cesare Borgia, da ve-
£zo\'io, ed
Cardinal Cienfiiegos
il scovo di Pamplona, veime da Ales-
nella vita di Francesco Borgia,,?. sandro VI trasferito all'arcivescovato
pretesero giustificarlo. K. Diariiini di Valenza, e, nel '493, ereato Car-
Carice Romanae sub Alexandro VI dinale, dignità, che rinunziò nel 1 49^-
in Jo. Eccardi, Corp, Historia me- Da Luigi XII, re di Francia, che seco-
dii aevi t. II p. 2017; Hieronymi lui erasi collegato per la conquista del
Porcii, Comnicntaria de rebus gestis IMilanese, fu fatto duai di Valenti-
ab Alexandro Borgia Papa VI, nois, e sposato a Carlotta d'Albret,
Roraae i493. sorella diGiovanni re di Navarra.
primo figlio fu adunque Pier
Il Divenuto Cesare potente, particolar-
Luigi Borgia , a cui il padre ot- mente per la protezione del padre,
tenne nella Spagna il ducato di mediante le Pontificie milizie, e le

Gandia, e, nel 1497? donò a' 7 giu- proprie, si fece tiranno d' Italia, spo-
gno, il ducato di Benevento e Terra- gliò delle loro terre i Colonnesi, uc-
cina, prestandovi il consenso i Cardi- cise gli Orsini, i Gaetcni di Sermo-
nali, fì^ioichè il Piccolomini, che fii il neta, i signori di Camerino Giulio
successore col nome di Pio III. Ma Cesare, \ enanzio , Pirro Varani,
non potè Pier Luigi goder per mol- ed A storre Manfredi signore di Faen-
to tempo le ricchezze della Chiesa, za. Cesare s' impadronì dei loro stali
poiché una sera, a' i4 dello stesso non meno che di quelli apparte-
mese, avendo cenato in una vigna nenti a Pandolfo Malatesta, a Gio-
presso s. Pietro in Vincoli, colla ma- vanni Sforza e a Guidobaldo di
,

dre Vannozia, e col fratello Cesare, Feltre, signori di Rimini, di Pesaro,


licenziatosi da essi, mentre senza ser- e di Urbino, i quali stimarono meglio
vitori girava per la città a cavallo, fuggire, che essere strangolati come
lu da alcuni malviventi, e molti gli altri. Uccise inoltre col veleno il
r. () p. i}()R ^^
(InicliiKil l'orgia iinii<n"i', e col ferro co prima dal capitano Careglia, l'as-

(àìovanni Serbelloni, pcichè custodi- salirono con grandissimo impeto, j)er


va in pii(lii:Ì7.i.i (l'iiiin donna, e (jio- cui Cesare fu costretto raccoman-
vaniii Santacroce nobile romano, lo darsi alla protezione del Papa, che
stesso principe di IViscglia suo cogna- Io ifcii porre sotto cortese giiaidia
to, ed altri. JN'el i jo") prose; Siiii- in Castel s. Angelo, per non uscirne
gaglia , ed a tradimento uccise Li- però, flni.hè non avesse rcslilMiti

verotto signore di l'ermo e \ , ilei- alla Santa Sede da lui i principali


lazzo signore di città di Castello. usurpati, o donatigli dal genitore.
Ma ai i8 agosto i'")o3, morto Ales- Cos'i con una carcere fu difeso cpie-

sandro VI, si dileguò subito l'ap- gli che poc' anzi era stato lo spa-
,

parente fumo della felicità di Cesare vento d' Italia. Sopra questo rifugio
e la possanza lino allora da esso go- di Cesare nel castello per timore
duta, conio quello, che oltre alle degli Orsini, che ardentemente il cer-
menzionate signorie, nel i5oo, era cavano per vendicarsi, scrisse il Sa-
stato nominato dal Pontefice an- nazzaro il seguente epigramma, giuo-
che duca di Romagna, e vessilli- cando sul Bue , eh' era 1' arme dei
fero di santa Chiesa. Tuttavia fece Borgia :

saccheggiare il palazzo vaticano , e


voIcikIo forzare i Cardinali a com- Qui modo prostratos jaclarat cor-
piacerlo nella nuova elezione , con nibns ursos.
dodicimila soldati assediò il Vatica- In latcbra.i tauruf! concila.^ ecce
no e Castel
, s. Angelo , ove si do- f"g'f-
vea celebrare il conclave. I Cardi- Ncc l/Kchras putat esse satis xibi,

nali invece si adunarono nella chie- Tyhride tota


sa della .Minerva , e sebb<>ne pur Ciiìgilur j et iiotìs vix bene fidit
ivi assediali venissero da Michelelto aquis.
Careglia, capitano di Cesare, furo-
no liberali dal popolo romano. Ce- Compianto per le egregie qualità,
sare allora a" prieglii degli ambascia- dopo ventisei giorni, morì Pio III,
tori , e di Piospero Colonna, ritirò ed, il primo novembre i5o3, fu crea-
le sue genti, e si recò a Nepi. Per- to Giulio il. Questi fece sentire su-
tanto entrati dipoi nel conclave, i bito a Cesare , che non 1' avrebbe
Gudinali non senza diversi contrasti liberato dalla prigione, se non quan-
(perchè alcuni erano inclinali a favori- do avesse fatto restituire da' suoi
re; le parti del duca Valentino Cesare castellani occupate, e man-
le città
loro antico collega), n 7.-?. settembre, datolo nella rocca d'Ostia, lo con-
elessero Pio 111. Intanto Cesare for- segnò alla custodia del Canlinale
gia ebbe dal nuovo Pontellce il Carvajal sjiagiuiolo , il quale ante-
salvoconilotto, e si recò a Roma con ponendo le parti di Spagna a quelle
parte del suo esercito a ringraziare del Papa, lo liberò dal caicere , e.

i Cardinali di tal' elezione. IS'el tem- lo mandò


a Napoli, da dove Cesare
po stesso , volendo i polenti Orsini sped'i soccorsi a' castellani per soste-
vendicarsi della morte de' loro pa- nersi. IMa Giulio II, avendo fallo
renti, e di Paolo duca di Gravina, di tutto avvisare il redi Spagna
nonché della perdita di porzione del Ferdinando V, Cibare venne per
proprio palazzo, posto a fiamme po- di lui comando portato in Ispagna,
48 BOR BOR
donde fuggito, e passato presso il tèce solennemente coronare Alfonso
re di Navaira suo cognato, si mise II, onorandolo collo stendardo della
alia testa dell'esercito, che assediava Chiesa.
il castello di Viano, di Beaumont Lucrezia Borgia finalmente, fi-

vassallo del re. Fu ucciso nella glia dello stesso Pontefice, quando
zuffa non conosciuto, a' r2 marzo questi, nel i5oi, parti colle milizie
i5o7, cioè in quel medesimo gior- contro Colonnesi, in cui fece l'uf-
i

no , e nella stessa diocesi di Pam- fizio di capitano generale come ,

plona, in cui quando n'era vescovo, racconta nel suo Diario il Burcar-
prese possesso. Cesare avea per que- do , allora maestro di cerimonie
st' impresa pigliato il motto: Aut ebbe in camera sua, nel-
cura la
Ccesar, aut niìiil^ che diede occa- l'appartamento da lui fabbricato,
sione al seguente epigramma : e dipinto dal Pinturicchio, nonché
lutto il palazzo vaticano, come pu-
Borgia Ccesar erat,factis, et nomine re altri diversi affari.

Ccesar, Lucrezia pertanto, nel tempo di


Aut nihil, aut Ccesar dixìt: utruni- queir assenza , abitò nelle camere
que fuit. Pontificie , ed occorrendole cosa al-
cuna difficile, prendeva consiglio dal
La sua moglie Carlotta, dama Cardinal di Lisbona e da altri ,

illustre pel suo spirito, pel suo sen- che a suo talento poteva a sé chia-
no, e per la sua pietà, prese parte mare, secondo le istruzioni del pa-
nelle del marito,
disgrazie senza dre. Avendo questi promessa Lu-
prenderla ne'disoi'dini di lui e morì , crezia per isposa ad uno spagnuolo,
agli II marzo i5i4- Luisa Borgia, la concesse invece a Giovanni Sforza
unica loro figlia, sposò Luigi de la signore di Pesaro, e poi la maritò
Tremoville, dopo la morte del qua- ad Alfonso d'Aragona duca di Bise-
le si rimaritò con Filippo di Bor- glia , figlio naturale del re Alfonso
bone, barone di Busset. Tommaso II, che, nel i5oo, come si credette,
Tom masi Vita di Cesare
scrisse la venne assassinato dal duca Valentino,
Borgia duca Valentino , che fu fratello di Lucrezia , nel letto di
stampata da Giambattista Lucio lei ove era stato collocato per cu-
,

Vero, in Montechiaro, nel 1610. rarlo dalle ferite poco prima rice-
Il quarto figlio di Alessandro VI, vute d' ordine del medesimo suo
chiamato Joffrè Borgia in età di , cognato neir atrio Vaticano. Lucre-
tredici anni, fu, nel 1494? impal- zia in fine fu sposata, nel i5or, ad
mato a Sancia, figlia naturale di Alfonso d' Este duca di Ferrara
Alfonso II re di Napoli , la quale con cui poi morì, avendole il pa-
ebbe in dote il principato di Squil- dre date in dote le terre di Cento,
lace, con una pensione dal re suo e della pieve di Cento sul piccolo
padre di diecimila ducati, e Jolfrè Reno, che furono poi aggiunte al
fu poi creato dal medesimo monar- ducato di Ferrara. Abbiamo dal
ca ,
principe di Tricarico , e conte Bui-cardo, che a' 2 3 dicembre i5oi,
di Chiaramonte, Lauria , o Oria, i Cardinali , il senatore di Roma
e Carniola. Per lo quale matrimo- Pietro Chitani di Cesi, i prelati, e
nio Alessandro VI spedì legato a la curia romana andarono incontro
Napoli il Cardinale di Monreale, e al Cardinale Ippolito d'Esle, figlio
IU)R BOR 4()
(I EiToIo (luca (liFcirnra, (jiiaiulo sissimo popolo. Poco prima di mo-
si recò a Roma per le nozze di Lu- rire fu patriarca di Costantino-
crezia, col suo nipote Allljnso. poli, ed eletto a ricevere Carlo Vili
La famiglia Borgia di Valenza re di Francia, che veniva a Roma,
oltre Calisto III, ed Alessandro VI, l'incontrò nel ducalo di Bracciano,
diede al sacro Collef^io i dieci infra- e a nome del Papa, gli fece ])ropo-
scritti Cardinali, cinf[Me de' (piali sizioni di pace. Morì
jo3 a Ro- nel i

fiuvjno creali da Alessandro \I loro ma morte naturale, dopo imdici


di
zio. Altri ]>arcnli, e nipoti esaltati anni di Cardinalato, ed ebhe tom-
pur furono al Cardinalato dallo ba nel \ aticano nella cappella di
slesso Pontefice, cioè Anianeo d'Al- Calisto III.
hret, Giovanni Castellar, e Fran- BORGIA Cesare, Cardinale. Ce-
cesco de Loris. V. i respettivi ar- sare Borgia, appellato Duca f'alen-
ticoli . tino , nac(|ue a Roma da Rodrigo
BORGIA Alfo:^so, Cardinale. V. Cardinal Borgia assunto poi al Ponti-
Caiisto III, Papa. ficato col nome
Alessandro VI di
lìORGIA Rodrigo, Cardinale. V. Fu creato Cardinal diacono di santa
AT.KssANnno VI. Maria Nuova nella seconda piomo-
P»ORGIA Giovanni seniore. Car- zione fatta a Roma , a' 2 1 agosto
dinali', (jiovanni Borgia , appellato i4()3, dallo stesso Alessandro, il

seniore ,
*\,\ \ al(Miza nella Spagna ,
(piale già lo avea fatto arcivesco-
fratello di Picrlodovico Cardinale vo di Valenza , ed amministrato-
B(irgia , nipote del Pontefice Ales- re della chiesa di Pamplona alle ,

sandro VI per materna linea, ven- cpiali nello stesso anno il Pontefice
ne da Sisto IV ascritto ai protono- aggiunse la chiesa di Castrcs nellai
tari apostolici ,
poi fatl(j correttole Linguadoca, e, nel i4<)'', (piella di
(Ielle lettere Pontificie , e nel i4^3, Periìignano. In qualilà di legalo fir

promosso all'arcivescovato di IVI(jn- compagno ed ostaggio al re Car-


rcale nella Sicilia. Innocenzo Vili lo Vili, ma fuggito da Velletri, di-
lo fece governatore di Roma ; e cesi di certo, che pervenuto a Ro-
Alessandro S\ creoUo Cardinal pre- ma , uccidesse a tradimento il fra-
te di s. Susanna, nel dì 3i agoslo tello Gio. Bolgia duca di Gaiidia
i.^O"?-» vicccancellierc della S. R. C, che stimava suo emulo. Fleurv de-
od amministratore, o coinmendala- scrive le circostanze più minute di
rio delle chiese di Olmiitz nella questo tragico avvenimento e dice .

Moravia, di Coria, Melfi, Ferrara, che Cesare Borgia passasse per uno
cui el)b(; nel 149^- Siccome era dei più tristi uomini di <piei tem-
uomo di grandi affari, assai destro, ]ji. Khhe in seguilo la l(^i;,i7Ìone di
capace nel tratiare gravissimi nego- Orvieto, e (piella a Ferdinando re
zi, il Papa l(t s[)edì legato a Napo- di Napoli, a cui impose la corona
li
,
percln^' investisse del regno Al- reale, poi, nel i49<^> rinunziò spon-
llìiiso II, primogenito del re Ferdi- taneamente alla sacra por()ora, dopo
nando ili Aragona, e grimp(jness{! la un Insilo che la v^^sliva e si unì ,

reale corona. Tenne cpiesta (unzio- a Lod(»vico XII, re di l'raneia, per


ne nel i4')45 '"•"•' pi'esenza di un eonipiislare il ducalo di iMilano.
patriarca, di selle arcivescovi, di Quel monarca lo dichiarò duca del
«jnarantalrc vescovi,, e di nuineio- Valcnlinese, con annua pensione di
VOL. VI. 4
5o BOR BOR
ventimila con parecchi uomini
lire, dopo quiitlio anni di Cardinalato,
di arme , e col promcltergli i mi- probabilmente avvelenato dal lialcl-
gliori feiuli del ducalo qualora a- ,
lo Cesare Borgia, detto il duca Va-

vessc ottcnulo il milanese e fece , lentino. Ebbe tomba a Roma , in


inoltre che si unisse in matrimonio chiesa di S. INIaria del Popolo, o,

a Carolina, figlia di Giovanni di Al- come vogliono altri , nella basilica

hret , re di Navari'a. La vita del vaticana, senza veruna memoiia.


Borgia fu un tessuto di favorevoli BORGIA Pierluigi, Cardinale.
ed avverse vicende, ed una di que- Pierluigi Borgia,
o Pierlodovico,
ste ultime pose termine ai suoi gior- fratello del Cardinal Giovanni Borgia

ni nel i5o7, o meno probabilmente, seniore, arcivescovo di Monreale, e


nel 5o5. Egli peri da un colpo di
1 nipote del Pontefice da lato materno,
moschetto quando valorosamente
,
nacque a Valenza , di cui venne
combatteva nell'esercito di Giovanni eletto arcivescovo, essendo ancora
re di Navarra, sconosciuto, ovvero fanciullo. Fu poi creato Cardinal
per un aguato che gli tesero nela , diacono di Santa Maria in Vialata
battaglia di Mondavia, diocesi di dallo zio Alessandro VI , nella
Pamplona. Ciò avvenne alcuni anni settima promozione fatta li 16, ov-
dacché avea preso possesso di quel- vero 20 marzo i5oo, e poi dichia-
la chiesa. Lo scudiere del re di rato arciprete della basilica libe-

Navarra lo trasportò a Pamplona riana , e abbate di s. Simpliciano


ove fu seppellito, f^. Borgia Fami- di Milano. Fu ai conclavi di Pio
glia. III e Giulio II, sotto il Pontificato
BORGLV Giovanni iuniore, Car- del quale passò a Napoli come in
dinale. Giovanni Borgia, detto iu- volontario esilio , senza parlare col
niore, nipote del Pontefice Alessan- Papa. Sparsa poi voce della morte
dro VI, nacque a Valenza. Alessan- di Giulio II , si apparecchiò per
dro, dopoché lo pi'omosse, nell'an- tornare a P«.oma , ma caduto da
no 149"^ >
''^ vescovato di Melfi, e cavallo, morì nel 1 51 1
, ovvero 1 5 1 2,
lo ebbe destinato nunzio al re di dopo undici anni di Cardinalato. Eb-
Napoli, lo creò Cardinal diacono as- be tomba in chiesa a s. Pier Cele-
sente di S. Maria in Vialata nella stino di quella città, senza alcuna
quinta promozione fatta a Roma a' 1 funebre memoria.
febbraio 1496, col comando delle BORGIA Fit\NCESco , Cardinale.
truppe, cui allestiva lo stesso Ponte- Francesco Borgia nacque in Savina
fice per combattere i francesi, e sos- di Valenza nel i44i- Era uomo di
tenere Ferdinando V re di Spagna. placida natura, di dolci ed amabili
Ebbe da Cesare Borgia, nell' anno costumi figlio del Cardinal Alfonso
,

i499> l'I cessione della metropo- Borgia, poi Calisto III. Fu tesoriere
litana di Valenza ;
quindi fu lega- e, \\^^, da Alessandro VI ven-
nel
to dell' Umbria , Bologna, Ravenna ; ne eletto vescovo di Teano, non-
dappoi al re cristianissimo al se- , ché arcivescovo di Cosenza, nel i499'
nato veneto, e ad altri principi. Poscia, a' 28 settembre i5oo, Ales-
Inoltre venne arricchito delle mi- sandro VI lo creò Cardinale di s.

gliori prebende vacanti in quei tem- Cecilia, colla legazione della provin-
pi. Senonchè morì in Urbino, o, secon- cia di Campagna , e col possesso
do altri, in Fossorabrone, nel i5oo, dcirauzidetla metropolitana, a titolo
JiOK ROR 5(
(li commenda, la ({iiale, ilo[)o tredici l(j Cardinali;:io, ch'egli avca ricevuto
anni, rinunzii; ad un altro l'iancc- da Alessandr(j VI. Se non che, mentre
sco IjOii^ia suo collii mito. Iiitcìvca- andava a Roma per ricevere le insegne
iic ai conclavi di Pio IH e Giidio della novella dignità, percrudel mor-
11, contro il (piale scrisse alcune let- bo non conosciuto, in capo a dicci
tere dilette aH'auiijaseiatore del duca mesi di Cardinalato, morì a Viterbo
di Ferrara, che risiedeva presso l'ini- nel i54o. Trasportato a Roma, eb-
peratoie. Il Papa avendole lette, con- be .sepoltura nella basilica vaticana.
dannò il Cardinale Francesco alla c;u'- RORGIA Gasi'are , Cardinale.
cere, donde poi lii liberato a mezzo del Gaspare Borgia sortì i natali nella
saero Collegio. Francesco fu uno di Sj)agna dai duchi di Gandia , nel
quei cinque Cardinali, che convoca- 1 ^89, secondo la piìi probabile o-
rono lo scismatico conciliabolo di pinione. Pronipote del glorioso san
I*isa, e vi citarono il Sommo Pontefice Francesco Borgia, era decano nella
Giuliojilfjuale però con su|)remaauto- università complutcnse, ove venne
rità lo privò della dignità Cardinalizia. laureato in teologia e, secondo il Rat- ;

Senonchè' una morte improvvisa col[ù taglini, fu il primo, che tra' grandi di
il lìorgia a Reggio, (juando era per Spagna occupasse una cattedra co-
passare a Pisa, nel 1 5 1 i , di set- me maestro e pubblico lettore. Ad
limta anni di ed undici di
età istanza del re cattolico, fu fatto ca-
Cardiiialat(j ,
prima che gli fosse nonico della metropolitana di Tole-
pei venuta la nuova della propria de- do , e poi venne creato Cardinal
posizione. prete di s. Susanna , nella quinta
I50RGIA llonnico. Cardinale. Ro- |)iomozione, fatta a Roma
da Pao-
drico Rojgia, o L(xlovico, da Valen- lo V a' 1 7 agosto i6ii. Quindi 111
za nella Spagna, de' duchi di Gan- promosso all'arcivescovato di Sivi-
dia, pronipote di Alessandro VI, lia- glia, ed ascritto alla congregazione
lello uterino di s. Francesco ]}(jrgia, del s. olllzio, e fatto viceré di Na-
pcrch«!; nato da Francesca tli Ca- poli , nonch(ì ambasciatore del re
stro, seconda moglie di Giovanni 111 cattolico jjiesso la Sanla Sede. Di-
duca di Gandia ,
giovanissimo fu stribuiva ogni anno ai poveri , dei
creato Cardinal diacono assente di quali chiamavasi padre, diecimi- //

s. iNicolòcarcere da Paolo III,


in la scudi di elemosina. Poco dopo
nella tei zapromozione l'atta li a?, essersi recato a prender possesso del
dicembre /jiSG. Ma dopo sette mesi,
i la chiesa di Siviglia, venne trasferi-
nel i')37, mori nella Spagna, come to a (|uella di Toledo. A mezzo del
apparisce dai monumenti vaticani. suo vicario generale, fece tenere un
IjORCìIA Knp.ico, Cardinale. En- siuoilo diocesano, nel i(34') ^'^'' ^^'

rico Rorgia tla Valenza nella Spa- ce pubblicare a comodo del clero.

gna, fratello di s. Francesco dello Da ultimo, dopo essere intervenuto


stesso nome, e del Cardinal Rodrico ai conclavi di Gregorio XV ed Ur-
Rorgia, pronipote di Alessandro VI, bano Vili, morì in Madrid nel
ili vesc<.)V(j di Scpiillace, nel i jSf), i(i4'», di cinquantasei anni di età e
e nel medesimo aniKi ebbe da Pao- Ircntaipiattro di Cardinalato, e fu
lo III la dignità (Cardinalizia col ti- sepolto in (piella meliopolilana.
tolo presbiterale (Ur ss. i\'creo ed Racconta il Caiucllicii nel suo
Achilleo; in resliluzioue del cap[)il- CuluiubVj ossia Diòòcr Unioni ìJjisIo-
5?. BOR BOR
lari, p. TQj, che il Cardinal Gaspa- nico ed arcidiacono di Calatrava
re Borgia sperava d'essere il terzo nella metropolitana di Toledo. Morto
Papa di sua casa : e l' Amidenio Pietro di Portocarrero, di cui fun-
nelle Vite. inss. de Cardinali, rac- geva le veci, nel 1706, Clemente XI
coiila Card. Zappata a/chat fru-
: lo elesse ad arcivescovo di Trebi-
stra Card. Gasparcin Borchia ino- sonda, e quindi patriarca dell'Indie.
rcs coniponere, et a natura recede- Divenne inoltre cappellano maggiore,
re , ut Pontiftcatum asscfpialur. e limosiniere del re cattolico, nelle
Qaandoquidem a viullis amiis Spi- quali cariche diede prove di pietà,
ri tus S. non spirct in Hispania, In- religione e zelo. Da ultimo, ad istanza
hebat niliilominus /idem adldbere di Filippo V, dal medesimo Ponte-
inani, et fatuae praedictioni hoveni fice fu creato Cardinal prete di s.
terlio niugituruni. Qitod assentatores Pudenziana, nella decimaquinta pro-
interpretabantur, ut post Callisluni mozione fatta a Roma li 3o set-
HI, et Jlexandrum VI, ipse ter- tembre 1720. Poscia, passato in det-
tius Pontifex renuntiarctur , et favu- ta città per essere al conclave di
li a Borgia j bovein in scuto fc- Innocenzo XIII , tiovò già eletto il
rens. Pontefice. Alloi'a fece ritorno in Ispa-
BORGIA
Francesco, Cardinale. gna, ove visse sempre santamente fi-

Francesco Borgia, spagnuolo dei du- no 1733, in cui morì nella villa
al
chi di Gandia, nacque nel 1659, e reale di s. Idelfonso, contando anni
fu uomo di singolare, e straordina- ottanta di età, e tredici di Cardina-
ria pietà, per cui diven-
e dottrina, lato. Fu sepolto onorevolmente nel
ne arcidiacono di Calatrava e ca- , medesimo luogo.
nonico nella metropolitana di To- BORGIA Stefano, Cardinale.
ledo. Per la sua provata fedeltà si Stefano Borgia , nobile Veli terno
guadagnò la benevolenza di Carlo nacque a' 3 dicembre 1731. Nel
li, monarca delle Spagne, che lo 1759, fu governatore di Benevento,
ascrisse al consiglio di Aragona , e quindi segretario delle indulgenze
poi lo nominò alla chiesa di Colahor- nel 1764, da]>poi di propaganda
ra. In appresso, ad istanza del me- nel 1770 per dieciotto anni. Da ul-
desimo sovrano , fu da Innocenzo timo Pio VI, nella decimaottava sua
XII ascritto al sacro Collegio, nella promozione de'3o marzo i789,creol-
terza promozione fatta a Roma li lo Cardinal prete di s. Clemente ;
i4 novembre 1(599. jMorì santamen- quindi lo fece prefetto dell'indice,
te come visse, nel 1702, dopo qua- degli studii del collegio romano , e
rantatre anni di età, e ventidue me- poi lo divenne della congregazione
si di Cardinalato. di propaganda. Morì a Lion di Fran-
BORGIA Carlo, Cardinale. Carlo cia,quando accompagnava il Pon-
Borgia, detto anche Centella, Pons Pio VII a Parigi, a' 23 no-
tefice
e Leon, nacque nel i653 a Gandia, vembre 1804, di settantatre anni,
feudo di sua famiglia. Era fratello meno nove giorni. E da notarsi,
del Cardinale Francesco Borgia , e eh' egli fu battezzato nella basilica
profittò molto negli studii nel col- cattedrale di Velletri dedicata a s.

legio di s. Idelfonso della università Clemente Papa, già sua


titolare della
compi utense. In questa ebbe la lau- chiesa in Roma, e che nel dì della sua
rea, dopo la quale fu eletto cano- festa passò all' altra vita. 11 suo ca-
BOR BOR T:
davcro fu e6po>.to , e restò scpollo niò Borgo , e Borgo v. ritiro [tei

nella ni(.'tro]»olif;iria di VenneLione. la vicinanza della basilica.

compianto da tutti pel suo animo gran- Divenuto così abitato questo Bor-
de, esperienza negli alluri, dottrina, go, il Papa s. Leone IV, per nobi-
e profonda erudi/ione. Fu prolcllo- litarlo maggiormente, e per dilèn-
re della congregazione <le' cliierni dere la basilica vaticana da'sinflce-
regolari minori, de' nionaei biLsilinni, ni, verso l'anno 8jo, lo cinse di nui-
della Jiazione maronita, e di divelle ra e di torri, chiamando (piesUi re-
città dello stato ecclesiastico. Il p. gione dal suo nome. Città Leonina.
Paolino da s. Bartolomeo, carmeli- V'aprì dintorno sei porte, e lece che
tiino scalzo, ne scrisse in ristretto la gli servisse di rocca il vicino castel-
vita, come quegli, che era stretto con lo di s. Angelo. Prescrisse inoltre
amicizia al Borgia ; ed il celebre quel Pontefice, che, in quanto alla
Cancellieri in pochi momenti ne giin isdizione ecclesiastica, fosse sog-
compilò un elogio ,
pubblicato più getto al secondo Cardinal vescovo
di ima volta dal Bodoni. Questo suburbicario delle e Se- ss. Raffina
amplissimo Porporato fu autore di conda, o Selva Candida, luogo die-
paracchic oj)ere essendo le princi- , ci miglia distante da porta s. Pan-
pali Memorie storiche di Hcncven-
: crazio, appunto perchè i limili del
lo, tomi tre; Dotninii della Santa vescovato estendevano a quel
si

Sede nel regno delle due Sicilie j lato. Non solo questo vescovo avea
Difesa delle ragioni della Santa giurisdizione su tutte le chiese di
Sede sopra la sovranità di tal rea- Borgo, che il Panciroli, nei Tesori
me j De Cruce le literna , eie. nascosti di Roma, p. 1 58, fa ascen-
BOKGO m RoMv. Sebbene di dere a venticpiallrn , ma, come si

questo si tratterà all'articolo Citta' ha dal Piazza Gerarchia Cardina-


LroMva, pure se ne dirà qui alcuna lizia, p. 6 la estendeva pienissima
I ,

co.sa compendiosamente. Borgo pres- sui nionisleri di s. Stefano minore,


so gli antichi italiani era ima stra- e di s. Stefano maggiore de' .santi ,

da, o un aggregalo di più case sen- Gio. e Paolo, di s. Martino, di s.

za ciicuito di mura. Davasi questo Tecla, e sulla stessa basilica vatica-


nome eziandio alle leire col recin- na, per conces.sione di Giovanni \l\
t<» <li esse, come il subii rhimn.ócì nel io3i, di A ittore 11, e di Gre-
Lilini. // Borgo di Roma è la \1V gorio IX. Dipoi questa giurisdizione
regione, o rione della città, situala fu data pel Borgo al Caidinal vica-
al di là del Tevere, in quella par- rio di Roma e per la basilica al
,

ie, che gli antichi romani non vol- Cardinal arciprete. Giulio III, nel
lero abitare, per essere luogo basso i5)o, istituì un particolare gover-
e di cattiva aiia. ]\on così fecexo i natore di Borgo, con autorità civi-

cristiani, per essere vicini alla tom- le e criminale, carcere, alabardieri,


ba del principe degli apostoli , ove bargello e giudici , i quali godeva-
il (|uinl() l'ontelìi'e s. Anacleto, crea- no le parli di palazzo ; ma la sua giu-
to l'anno lol, eresse la basilica va- risdizione in tempo di conclave, quan-
ticana, che poi divenne il sontuoso do cclcbravasi al \ alleano, era devolu-
tempio, che ora si ammira. Quindi è ta al pr«'lato governatore di conclave.
che i cristiani vi edilicarono abita- Spos.so i Pontefici conferirono la ca-
iioni ed edilìcii, ed il luogo li dna- rica di governatore di Borgo ai lo-
54 BOll BOR
ro nipoti, come fecero (per non di- Lorenzo sulla piazza vaticana, e si
re di tutti) s. Pio V, Gregorio XIU, chiamò vecchio quando Alessandro
Sisto V, Paolo V ec, attesoché com- VI rifece quello vicino; il Borgo
prendeva il palazzo Apostolico Vatica- nuovo, eh' è il principale , è quello
no. Sisto V, nel i586, dichiarò il Kor- che dal detto ponte conduce sulla
jToXIV Rione di Pioma, e gli conces- medesima, e da lungi vedesi la son-
arma per insegna. Final-
se la sua tuosa basilica. Chiamasi pure Borgo
mente Papa Clemente IX, per le s. Pietro, e quando, nel i
499j Ales-
competenze del tribunale del goi>er- sandro VI vi ordinò la strada, l'aveva
natore di Dors;o cogli altri tribuna- chiamata Alessandrina. Il Borgo s.

li, lo aboh insieme alla carica, nel Angelo viene così appellato dalla
1667, ed eccettuandone il tempo chiesa di s. Angelo, che è sulla via
del conclave , in cui sarebbe dipen- detta anche Sistina, per essere sta-
dente dal governatore del conclave ta aperta da Sisto IV, nel i47^-
come prima , riunì la giurisdizione Il Borgo Pio è quello la cui strada
al prelato governatore di Roma conduce al cortile di Belvedere, da
eh' era vice governatore di Borgo. Pio IV ingran parte edificato nel
Attualmente in sede vacante il go- i56i, e denominato pure Borgo s.
vernatore del conclave non è più y^rtAifit, dalla chiesa, che poi, nel i58:?!,

governatore di Boi'go, perchè il con- vi fabbricò la confraternita de' pala-


clave si celebra al quirinale. Fino a frenieri. Finalmente il Borgo Vitto-
Clemente XII il governatore del con- rio è quello, che sbocca sul piazza-
clave era tnio del sacro Collegio, in- le dell'antica porta Castello, dalla
terveniva alle cappelle delle esequie parte di porta Angelica.
novendiali del Pontefice defunto, e Veggasi che tratta di s.
il libro,
per distinzione sedeva alla testa del- Leone IV fondatore
della citlà Leo-
la prelatura, e nella dispensa della nina, la qual città e il Rione di Bor-
cera aveva la torcia ma Clemente ; go, Roma 1768; Andres, Codici
XII ne abolì l'uffizio, conferendo il delle biblioteche di Novara, e di Ver-
governo del conclave e di Borgo al celli, Parma 1802; Francesco Mon-

maggiordomo, prefetto de' sacri pa- temellino, Discorso sopra la forti-


lazzi Apostolici prò tempore. ficazione del Borgo di Roma, Ve-
Benché s. Leone IV abbia posto nezia i584; Theod. Amidenius, De
a questa nome di citlà
regione il pietate romana , Romae 1625 ;

Leonina, pure l'antico nome di Bor- De giibernatore Lconinae


nrbis
go prevalse a segno, che suoi abi- i pag. 2?. 2. 11 celebre Gaetano Cen-
tatori chiamansi volgai'mente horglù- ni, neW Accademia di Storia Eccle-
giani. Il Borgo comprende sei bor- siastica di Benedetto XIV trattò
ghi con altrettante strade , che dal della cittàLeonina fabbricata in
ponte s. Angelo conducono al Vati- Roma da Leone IV Sommo Pon-
cano, cioè Borgo Borgo
s. Spirito, tefice , di cui fa menzione il dia-
vecchio. Borgo ?iiiOi'o, Borgo an- .?. rio di Roma num. 5280 del i'j5i.
gelo , Borgo pio , e Borgo Villorio. Paolo Sanquirico scrisse: Parere del-
Il Borgo s. Spirito è cpiello, che l'Aere di Borgo, Roma per Gio.
conduce al famoso ospedale di tal Mascardi 1670, e Tommaso Maria
nome: il Borgo vecchio è quello, che Geloni, Ragionamento sull'aria del
sbocca dalla parte della chiesa di s. Vaticano, Roma per Casaletti 1780.
]]OU r.oR ^-^

O(i;iii(lo lini :il)|jiano incomincialo vamcnle ftu'ono signoreggiati da Uguc


i [{(jiri.'iiii l'oiilc'lici ;i(l al)ilarc pres- (ione della Fagiuola, dui Tarlali, dai
so il lior^o e la basilici di s. l'ie- vescovi d' Arezzo uno dei quali ,

tio , e ((tiali sicno stali qni'lli , clic: (iiiido Petiamala, capo dei ghibel-
j)rcfci*iroiio la rcsidcn/^ Valicana a lini (òrlilicandola la rese piii popo-
quella del Quirinale, e viceversa, V. lala. Dominata poscia da' Vi sconti ,

Palazzo Ahìstomco Vaticano. si ribcll(j a quello di città di Castello,


lUJIlGO s. Snpor.cRo {Bur^i s. per le tirannie di Tjiancadoro Giicl-
iScpiihliiiy Citlà con residenza di un fucci. In seguilo fu acquistala dai
vescovo nella Toscana sulla spon- ,
Malalcsla, che la fortificarono rego-

da dei Tevere presso Arezzo, clic larmente. Dalle loro durezze passò
<la alcuni si vuole sia l'antica IJitur- sollo il dominio de' Papi, e fu data
i;ia clrusca, chiamala pure Bilcrna. in premio a Nicolò Forlebraccio, ge-
\ì.\\\ un'antica rocca, che per Inn^o nerale di s. Chiesa. Sid)ito rifior'i

tempo ehhe il nome di l?orgo , a né ebbe a sofTrire (-he le mo-


pi il

cui poi si aggiunse s. Sepolcro dalla mentanee invasioni de' V itelli dei ,

seguente circostanza. Anticamente in fuorusciti contrarii a' Medici di Fi-


questo luogo era vi una vasta selva renze, i quali poi si adoperarono a
sempre ricoperta onde In di neve , mantenervi la quiete, precipuamente
diianiata Nevia. I pellegrini Arcano nelle intestine guerre fra i Corazzi,
«•d tgidio, reduci dal viaggio di Pa- ed Prosperoso era il suo sta-
i Bigi.

lestina, ove visitato aveano il s. Se- to allorquando Papa Eugenio IV


polcro, nel secolo X, vi si fermaro- diede in pegno Borgo s. Sepolcro
no per riposarsi. Addormentati vi- alla repubblica fiorentina, sotto Cosi-

cino ad un fonte, in sogno credet- mo I de' Medici, nel i44 '> pci' ven-
tero ricevere il divino comando ili ticinquemila zecchini d' oro. Passati
dover erigere nel sito ima chiesa. ceiiloqiiarant'anni , Gregorio Xllf,
Fabbricata pertanto un rozza cap- nel i.)8i, la cedette definiti vamcnle
pella, vi depositarono le rcruiuie, che a Firenze, come quella, che la posse-
avevano raccolte dai luoghi santi, e deva prima, che si desse alla Santa
presto divenne quel luogo un san- ?>cde, ed a' suoi commissarii.
tuario, a cui continuamente concor- Papa Leone X, l'anno 1 5 1 5, eresse
revano popoli circostanti. Talmen-
i la città in sede vescovile con set-
te si popolò collo abitazioni, le (piali tecento scudi di rendita, convertì
si fabbricarono d'intorno, che in r abbazia de' camaldolesi in vcsco-
aggiunta al precedente Borgo for- ^ato , del monistcro formò l'episco-
come una città, alla quale
niossi si pio, e per primo vescovo creò l'ab-
diede nome di s. Sepolcro ,
il in bate, che la governava , dicliiaiaii-
memoria di quanto era avvenuto ai dola sulTraganea della nicliopoli-
«lue pcllcgiiiii. lana di Firenze. La cattedrale,
I monaci eahnaldolcsi ((iiidaroiio dedicata a s. Giovanni Evangelista,
colà un'abba/ia, ihe li\ rinomata, ed è maestosa con tre navale, decora-
fbberoSl dominio della principal \x\v- ta dai dipinti di Rallàellino. Si
U". del r.orgo. INIa gli abitanti, nel compone suo capitolo di dodici
il

secolo \III, scossa la dipendenza dai canonici, tre de' ((uali sono dignila-
monaci , e lacerati dalle llizioni. si rii , cio(j il prevosto, l'arcidiacono,
c'oUcgaroiio cogli Aretini, <• •«urccs.si- e l'arciprete, e contiene inoltre al-
56 COR COR
Ire chiese, conventi, monistcri e se- to di Toscana, e colla cooperazione
minario. Nel secolo ebbe unXV del pittore Chialli, dei canonici Lo-

Cardinale nella persona di Stefano renzo, e Francesco Barciulli ,


pro-
da Borgo s. Sepolcro, generale dei fessori di teologia, filosofia, e geo-
servili, creato da Martino V. La metria, del canonico Valori, del cav.
città fu molto desolata dal terremo- Muglioni e di d. Salvo Salvi,
, la

to principalmente in quello del accademia con sovrana sanzione tu


,

i3o2, ed in quello accaduto nel de- nuovamente eretta col suddetto ti-

clinar del secolo XVIII. Attualmen- tolo per essere quella parte bagna-
te è capoluogo di vicariato , del ta dal Tevere. Venne pure istituita

granducato di Toscana. una pubblica 1840, libreria, e, nel

Il vescovo di Borgo s. Sepolcro se ne pubblicarono gli statuti. L' in-


è protettore , e presidente onorario cisore Fabris di Udine condusse
dell' Accademia di scienze, lettere, i conii d' una medaglia ad ogget- ,

ed arti della valle Toscana Tibe- to di eternare 1' epoca della sua
rina , che ivi fiorisce , della quale, fondazione , di offrirla in attestalo

non che Accademia Romana


i[d\' di stima, e di darla in premio. La
'Tiberina, essendo membro il com- accademia ha due presidenti , uno
pilatore del dizionario , si permette dell'accademia, l'altro della censu-
il seguente cenno. Per dire adun- ra ; altrettanti secretarli , cioè uno
que alcuna cosa a saper-
di essa, è delle corrispondenze, ch'è perpetuo,

si, che Pietro Gherardi, gentiluomo r altro degli atti. Si aduna mensile
di famiglia antichissima di Lorgo mente, e favorisce in modo partico-
s. Sepolcro, illustre poeta, medico, lare i giovani che frequentano le ,

e storico , lìon che mio degli scrit- scuole, e con premii d incoraggiamen-
tori della biblioteca vaticana^ men- to, le manifatture , la coltura dei

tre n'era bibliotecario il Cardinal campi, e del bestiame. Tiene due


Sirleto, nel XVI secolo, fondò in solenni adunanze annuali, cinque or-
questa sua patria un' Accademia det- dinarie , e molte straordinarie, ha
ta degli Sbalzati. Avea per impre- quaranta soci ordinari residenti con
sa due cavalli bianchi traenti un altrettanti soprannumerari in soci o-

cocchio per un'erta via, col molto: norari , e in soci corrispondenti , e


per ardua. Fu di molta utilità al- si vanta di accademici cospicui per
le scienze , e alle lettere, ma , ver- dignità, ecclesiastica, e laicale. Cardi-
so il 1727, venne a mancare. Quin- nali , vescovi, prelati ec. ,
principi,
di il cav. Francesco Gherardi Dra- nobili ,
primari magistrati , uomini
gomanni, discendente di Pietro, sic- celebri per letteratura , e professori
come caldo amatore e cultore delle di belle arti , come potrà vedersi
scienze, non che possessore di mol- dall'elenco, che darà il prelodato
te dissertazioni, e scritti dell' Acca- Dragomanni nell'opera interessantis-
demia degli Sbalzati, bramoso di sima che co' tipi del Bellotli va
,

accrescere la gloria patria, vinti mol- pubblicando in Arezzo, intitolata:


ti ostacoli, e procuratesi le necessa- Memorie per servire alla storia
rie cognizioni, nel i83o, la fece ri- della valle Tiberina, con quella
vivere , animato Zuccagni dal eh. della città di Borgo s. Sepolcro del
Orlandini, dotto autore dell' Atlan- Goracci che incomincia dall' anno
,

te geogrci/ìco storico del granduca- c)33, ed arriva fino al iG36, segui-


la dalla cronaca della stessa cillà, la con duecento fiorini di tasse
die vuoisi scritta dal JJcicordati, i; per la camera Apostolica. Venne
cIk; nana le vicende dalla sua fuu- da Paolo V resa snlhaganea alla
dazione sino al i555, e gli annali metropoli di ^Bologna. Fra i migliori
della terra d'Ani^liiari del Taf^lie- suoi edilicii contasi l'antica e mae-
sclii, i (jiiali da remoti teni[)i giun- stosa caltetlrale, dedicala al martire
gono sino al iCir*. s. Donnino, patrono della eiltìi. Il

150 UGO s. Do\Ni\o {Diirf^i s. caj)ilolo è decorato di (jiiallro di-


Doinnini). Cillà con residenza di gnità , con arciprete , arcidiacono
un vescovo nel ducato di Parma. teologo, e penitenziere, dodici ca-
L situata in riva al torrente Sti- nonici, beneliciati, sacerdoti, e chie-
rone, e riceve il nome da un santo rici , che rulficiano. Vi .sono inol-
diacono, clic nella pcrsecu/ionc di tre quattro parrocchie, un collegio,
Massimiliano, vi pat\ il mai-tirio un seminario, un convento di reli-
l'anno 3o4- f^- Gollredo lleusclie- giosi,un ospizio per la mendicità,
nio, de s. Domnino diacono placeii- un ospedale, ed un monte di pietà.
tin., lircvis nolitia,ìn tomo III Jì/aii F. PAnM\.
Ijolland. pag. /["o; e Ireneo AliV», BORGOGNA, o 130URG0GNE
Storia di Parma, tomo I, ])ag. ()8 ( Burfjundia). Antica provincia di
i4*) i40- Chiamasi anche Fidentia Francia , di cui Dijon era la ca[)i-

Julia, perchè alcuni sostengono, che tale, e già regno o ducato, fra il
ne' suoi dintorni siano state scoperte Rorbonese, il Nivernese, la Franca
le rovine di Julia Chrisopolis, o Contea, la Sciampagna, ed il Lio-
Fidentia. Appartenne come feudo nese. Presentemente essa comprende
alla casa Pallavicini,ed ora è ca[)0- il maggior tratto del dijjartimento
luogo di distretto, in cui evvi Bius- di Yonne, di cui è capoluogo Au-
setto, o lìussetto [Buxelum) presso xerre, e per intero quei delia Co-
ilPo. Fu già marchesato della no- sta d'Oio (che ha Dijon, o Digio-
minata con mi pa-
illustre famiglia, ne per capoluogo ), di Saona e
lazzo assai maguilico, nel quale, Loira (che ha iMacon) e dell' Ain,
l'anno i543, si abboccò l'impera- ili cui Bourg è ca[»ilale.
tore Carlo V col l'ontefice Paolo San Benigno mai lire è ricono-
111, Farnese, per trattare sulle in- sciuto per apostolo della Borgogna,
vestiture di Pier Luigi Farnese, duca e vuoisi che fosse discepolo di san
di Parma e Piaccnzii, e sulla guerra P(;liearpo di Smirne, liorilo ilop^
colla l'arancia, clic il Papa voleva la metà del .secondo .secolo. Dicesi
impedire, insieme a' Cardinali di pertanto che s. Benigno si
, recasse
sua compagnia. nelle (iallie a bandire il vangelo
15orgo s. Donnino è una cillà coi Andochio
ss. e Tirso, balUv-
posta in bella e fertile pianura, cir- zando pel primo in Animi, I au>lii
condata da solide mura, con bel pa<lre di s. Sinforiano. lu'iiigno le-
palazzo «lucale, «• 111 onor.il i di ctissi a Langres, indi a J^igione, e
seggio vcscovdi; dal Ponlt'lici; Cie- di)vun(|ue le sue ])redicazioni pro-
inenle Vili, a' i .>. lebbraio ilio i, che ibissero ubertose conversioni, elicali
la sollomise immediatamente all.i San- suggellò con glorioso martirio. Fu
ta .Sede, e le assegnò mille ciiupiccento sepollo in Digione, ove |)al"i j)er la

Studi di rendita. 0»a pcvò è iliiuinni- fede, e hi chiesa, i he ivi fu eretta ^


rìS li oR BOR
divenne poi la celebre badia della Vistola in Prussia, e, nell'anno 4'^7)
conj^re^azione di s. Marno. Anche passarono entrarono nelle
il Reno ,

s. Claudio arcivescovo di Besansone, Gallie, e col loro re Gondaro s'im-


morto nel 698, illustrò colle sue padronirono del paese fra il Rodano
virtìi la parte orientale della Bor- e le Alpi. Quivi fondarono il regno
gogna, denominata poi Franca Con- di Borgogna al tempo di Onorio,

tea, ed in suo onore ed in quello di verso l'anno 4^0; "^^^ dopo cinque
s. Andrea apostolo, patroni della Bor- de' loro re, colla sconfitta avvenuta
gogna, il Cardinal Francesco Enri- nel 534, del re Gondomaro, o Go-
co di Borgogna, l'anno 1662, gli e- domaro, cadde in potere de're fran-
resse in Roma una che chia-
chiesa, chi che se lo divisero. Questo re
,

masi s. Claudio dei Borgognoni con , era figlio, o fratello di s. Sigismon-


ospizio e spedale pei suoi connazio- do martire, che avea regnato sulla
nali, f^. Piazza, Opere pie di Ro- Borgogna dal 517 al 524-
ma, p. i3g. Sui confini di questa Clotario I, primo figlio di Clo-
considerabile provincia , nel Ponti- doveo superstite de' suoi fratelli,
,

ficato di Agapito II, circa l'anno riunì il regno di Borgogna a quel-


q') T, fu celebrato un concilio sopra lo di Francia; ma alla sua morte

i beni ecclesiastici , nel quale fu ritornò ad essere un regno partico-


scomunicato Isuardo come ingiusto lare, e s. Gontrano, imo de' suoi
possessore dell'abbazia di s. Sinfo- figli fu coronato re di Borgogna
,

riano dell'Ordine benedettino, (ìjn- e di Orleans, nel 56 r. Egli si di-

data da s. Papoul vescovo di IVIetz, stinse nell'esercizio più belle; delle


nel VII secolo. Ma delle cose prin- virtù e soprattutto per la venera-
,

cipali di Borgogna, e di tuttociò zione a' vescovi , per aver fondato


che riguarda la religione, ed Pon- i im copioso numero di magnifiche
tefici romani , si tratta all' articolo chiese, e sontuosi monisteri, e quan-
Francia. do mori, nel 598, fu sepolto nella
I più celebri fra i celti, gli edui sua chiesa di s. Marcello a Chalons
ed i seguani abitarono questo pae- sulla Soana. I Carlovingi confusero
se, e precisamente quella parte fra poscia il regno colla monarchia fran-
la Saona, e la Loira, chiamata po- cese, e quando questa fu divisa fra
sciaBorgogna che da' romani era
,
i figli di Luigi /'/ Bttonn, Carlo //

compresa nel primo Lionese, o set- Calvo ebbe la parte dell' nntico
tima provincia [prima Liigdanensis), regno Borgognone alla destra della
e qualche parte appartenente alla Suana conosciuta poi col nome di
,

sesta, ch'era la maxima sequano- ducato di Borgogna, e Lotario eb-


rum. I Borgognoni ( Bnrgnnrliones), be il restante del regno. NelI'SrJi,
popolo bellicoso, di origine incerta, due figli di quest'ulfimo ereditarono
o vandalica, come vogliono Plinio, il Borgogna. Lotai-io rice-
regno di

e Zozimo, erano una delle princi- vette Borgogna Transjurana


la

pali tribìl de' vandali, e, come me- detta anche Borgogna superiore, la
glio leggesi nel Compendio della Gallia cisalpina, la Borgogna Gin-
Storia ecclesiastica, civile e lette- rana, cioè la Svizzera, e la Franca
raria di Borgogna, nella decadenza Contea con qualche poi'zione del-
dell'impero lomano, irruppero nel- l'.Msazia; e Carlo ebbe la Borgogna
l'Alemngna, si stabilirono lungo la Clsj'urana che comprendeva paesi
, i
r. ( ) R COR 5r)

dalla Soana , dalle Alpi,


liiicliiiisi VII e Benedetto XIII, noncliè col
dal Mediterraneo e <lal Rodano. ic Luigi XF, per le rivalità colla
Questa Borgogna Cìsjurana cadde casa d' Orleans, e per 1' impetuoso
in potere di Carlo // Calvo, che carattere di Giovanni Senza Paura,
ne aflldò il ducato o govcmo a , assassinatonel i4'9, al ponte di
Rosone, il quale, neir879, si liice Montereau-faut-Yonne, e di Carlo
eleggere re del paese, dipoi cono- il Tvmerario , nemico irreconcilia-
sciuto meglio sotto il nome di re- bile di Luigi XI, ucciso a tradi-
gno d'Arles, o di Provenza. La mento all'assedio di Nancy nel i477>
Transjurnna, toccala a Luigi // Ger- il fjualc lasciò la sola figlia Maria,
manico, gli fu tolta ben presto, e che prese a marito Massimiliano ani-
dall'anno 888 ebbe i suoi re par- duca di Austria.
ticolari. Dopo tal'epoca tutta intera la
Nel loS-?, ledue Borgogne riu- Borgogna fu incorporata da Luigi
nironsi dall' imperatore Corrado li XI alla monarchia francese, portan-
il Salico, ma la sua discendenza done per un tempo il titolo gli ar-
della casa di Svevia appena potè ciduchi d'Auslria , e fu divisa nei
conseguire il titolo, e gli omaggi baliaggi di Digione, ove si compren-
di re, giacché (juesti regni si estin- devano il cos'i detto paese della mon-
.sero nel secolo XIII. La esistenza tagna ed il Dnnois , Auxerre col»
del ducato di Borgogna contasi dal y Auxerrois, il Cliarollaix, e V Àutn-
regno di Carlo // Calvo, dell' 863. nais, Chrdons, e Macon. Vi fu-
Lude III, duca di Borgogna, fu rono inoltre aggiunti: i." il baliaggio
eletto re di Francia, neir888. Va- della Bresse da Enrico
, acrpiistato
rii duchi continuarono ad avere il IV pel trattato del i6oi con Car-
governo della Borgogna sino all'an- lo Emmanuele duca di Savoja, me-
no looi, in cui ritornò al re di diante la cessione del marchesato di
Francia Roberto, che ne diede il Saluzzo in Italia; i° il principato
titolo al suo secondogenito Enrico, di Dombes, che distaccato per varie
il cpiale montando sul trono fran- rivoluzioni dal reame di Borgogna,
cese, nel io39, donò il ducato di
, fu successivamente goduto dai signo-
Borgogna in appannaggio al suo ri di Beaujeu collegati per afllnilà
fratello Roberto, che fu lo stipite eolle case di Bresse , di Savoja , e
del primo tralcio de' duchi di Bor- di Beaujeu, e jiassò poi, per dona-
gogna della stirpe de' Capcti. zione fatta da Odoardo li re d' In-
Questo ramo sussistette per 3?.f) ghilterra, i4oo, alla famiglia
nel
anni sotto elodici ducili, e si estin- Boinbon-Montpensier, ove restò sino
se, nel i3Gi, alla morte di l'ilip- alla morte di Anna Maria d'Or-
po I, onde venne ritmilo alla co- leans, che ne fece presente al duca
rona di Giovanni II ne
Francia. di Maine, figlio naturale di Luigi
investì Filippo l' Ardito, suo figliuo- XIV; 3." il Bugey, che, oltre il pae-
lo da cui ricevette principio il se-
, se proprio così nominato, compren-
condo ramo de' duchi di Borgogna, de il Valroincy, la Michaille, etl il

che tanta parie ebbero allo stato territorio di Gex.


de' regni di Carlo VI, e Carlo VII, Finalmente quest'antica provincia
co' (juali seguirono nel gl'anele scis- della l'raneia abbracciava sei vesco-
ma le parti degli antipapi Clemente vati, e iu, come si accennò, una del-
6o 13 OR BOR
le prime proviucie gaulesi, che ab- era una ilelle frontiere del regno
biano abbracciato il cristianesimo, prima della conquista della Fran(^»
sotto l'impero di IMarc' Aurelio An- Contea, eseguita nel 1674-
tonino, I Borgognoni divennero cat- BORRELISTI. Eretici, che avea-
tolici dopo il loro stabilimento in no per capo Adamo Borrel zelan-
Francia nel li secolo, e Sozomeno dese. Costoro abbracciavano la mag-
pone la loro conversione verso l'an- gior parte degli errori dei nienno-
no 3 17. JVon è vero, che cadessero niti , conducevano vita molto au-
neir eresia di Ario appena abbrac- stera, e dispensavano ai poveri molle
ciato il cristianesimo ,
poiché non elemosine. Per altro rigettavano l'uso
durarono nell'arianesimo, che per dei sacramenti , le pubbliche pre-
tutto il regno di G-ondebaldo loro ghiere ed il culto. Si mostravano
terzo re, essendo stati zelanti catto- contrarli alle chiese, diceano che
lici sino al termine del V secolo queste avevano degenerato dalla dot-
come Io continuarono ad essere dipoi. trina degli apostoli, sostenevano che
Gli stati della provincia compo- dottori falhbili coi loro commenti e
nevansi di tre ordini, cioè del clero, colle loro massime hanno corrotto
della nobiltà , e del terzo stalo. I le verità contenute nella sacra Scrit-
duchi Borgogna del primo ramo
di tura, che perciò leggevano senza al-
si mostrarono coraggiosi e gran , cuna spiegazione degli uomini, e fi-
guerrieri ; quelli del secondo diffu- nalmente rigettavano come opere
sero di più lo splendore della loro umane tulli i catechismi delle chie-
potenza, e Filippo // Buono nella ce- se, le liturgie e le confessioni di ^vAn.
lebrazione del suo matrimonio con BORROMEI Vitaliano, Cardina-
Isabella di Portogallo, nel i43o, le. nacque a
Vitaliano Borromei
istituì il celebie .Ordine equestre del Milano da nobile famiglia a' 3 mar-
Toson d'oro. Nel i433, un decreto zo 1720. Era nunzio a Vienna di
del concilio di Basilea diede a que- Austria, quando Clemente XIII creol-
sto principe il primo luogo dopo i lo Cardinal prete di s. Prassede , e
re, nominandolo primo duca della legato della Romagna nel i7(3().

cristianità, ma poi quel concilio es- Quindi fu prefetto della congrega-


sendo divenuto conciliabolo. Papa zione dell' immunità, e membro di
JVicolò V assolvette dalle censure il quelle del s. oftìzio, del concilio, di
duca, gli spedì un legato. Io pacifi- propaganda, dell' indulgenza e sacre
cò col re di Francia confermando
, reliquie^ delle acque, e fu deputato
le costituzioni del ducato di Borgo- alla correzione de' libri orientali. Fu
gna, fatte dal Cardinal legato di d'animo grande, pio, e di non vol-
Estoutevillc ; e Pio II si collegò col gare ingegno. Protettore delle lette-
medesimo duca Filippo, e colla re- re e de' letterati, lo era anche del-
pubblica veneta contro i turchi. Inol- l'Ordine de' cappuccini, delle convit-
tre i duchi di Borgogna
erano i trici del Bambino Gesù , e di pa-
primi fìa gli antichi pari di Fran- recchie chiese, sodalizii e città. Morì
cia , neir incoronazione dei re por- a Roma giugno 1793.
a' 7
tavano la corona, e loro cingevano BORROMEO (s.), Carlo, Cardi-
la spada. Il titolo di duca di Bor- naie. V. CArao (s.) Borromeo.
gogna da molti re fu poscia confe- BORROMEO Federico, Cardi-
rito a' loio iigli ; e questa provincia nale. Federico Borromeo sortì i na-
r>OR BOR r.f

tali (la pati'izia famif^Iia milanese, 1600, pervennero a Roma, tn^va-


nei i5<J4- " l'clramcllaiio, ed il rono in casa del Borromeo vitto ed
Sandcro lo a{t[)Lllaiio di angelici co- ospizio. Vedovata poi la chiesa «li
sluini , e vero imitatore delle viilìi Milano, Clemente Vili la conferì a
del glorioso suo congiunto Carlo lui, nel 1595, che accettolla miica-
Borromeo, da cui ebbe l'abito clie- meiile per non contraddire al Pon-
ricale, e la piima tonsura. Appiesa tefice. Condottosi a Milano ,
prese
la filosofìa, e la matematica nell'uni- ogni sorta di provvidenze per ista-
versità di Ijologna , fu ammesso il bilire e mantenere la riforma del
juimo lia tutti nel collegio di Pavia, clero, la osservanza esattissima dei sa-
fondato dallo stesso cugino s. Carlo. cri canoni, ed ogni maniera di buo-
Aceo[)|)iava il IJorromeo alla illiba- ne disci[)line, al quale scopo stabili
tezza dei costumi, lo studio pii^i in- un collegio di gio\ani, visitò la dio-
defèsso delle umane lettere e della cesi, celeljiò fiequenti sinodi , ed il

»'loquenza , la cognizione profonda settimo concilio milanese, e si pre-


delle lingue orientali, della teolo- se cura speciale delle monache
gia , del Pontifìcio diritto , clic in e delle vedove ; rislaurò con ec-
molte opere fece di pubblica ragio- clesiastica magnificenza la chiesa di
ne. Laureato a Pavia, passò a Ro- santa Malia di Pedona e vi sta- ,

ma, ove si elesse a confessore s. Fi- bili una collegiata. Pietosissimo coi
lippo Neii, da cui, per quanto po- poveri segnatamente in tempo di
,

teva, non mai si allontanava, ed al carestia e pestilenza , faceva girare


quale ebbe la consolazione di am- facchini carichi di pane, vino, ed al-
ministrare gli ultimi sacramenti. Die- tri comeslibili ,
perchè da' .sacerdoti
de anche cpiatlromila scudi per ne venisse fatta 1' opj)ortuna distri-
la fabbrica della sontuosa chiesa di buzione, dopo di averli istruiti nella

s. JMaria ove a sue


in Vallicella , religione. Egli stesso andava sovente
spese eresse l'aitar maggioje. Dopo- agli .spedali per visitare gì' infermi
ché fu cameriere d' onore di Sisto e provvedere ai loro bisogni, né la-
V, a' i8 dicembre i587, fu ereato sciava di annunziare al popolo le
Cardinal diacono di s. Maria in Do- verità del vangelo, accompagnando
nniica, contando soltanto ventitre an- sempre i detti coli' eseiiq)io delle
ni. Il Papa in pieno concistoro prote- pili specchiate virtù. Era divolissi-
stò averlo fregiato di tal dignità per mo alla A ergine Santissima, e gran-
soddisfare ai desideri! di lutto il de economo del tempo, per cui po-
mondo, poiché, quantunque il Bor- tè scrivere molle opere pubblicale

romeo fòsse giovane di anni, era dopo la sua morte, e delle (piali
però di tina consumata virtù. Dive- Oldoino tesse esatto catalogo nel suo
nuto Cartlinale, si applicò seriamen- Altitvo roinaiio. Basterebbe a ren-
te allo studio dei canoni , e delle dere immortale il Borromeo la sola
leggi , e ])er ordine del Pontefice ,
l)ibli()leca ambiosiana, cui fondò ed

presiedette con incredibile diiigcn/a arri(chì rarissimi volumi e ma-


«.li

alla correzione della sacra Scrittura, noscritti, con grande dispendio. A


ed alla stampa dei concilii gieco-la- «[uesla aggiunse una stamperia per
tini , che uscirono, nel 1627, tlalla le lingue orientali, avendo chiamati
stamperia della camera apostolica dotti profés-sori delle lingue greca ,

Tutti i milanesi, che, nel giubileo ebrea , araba ,


persiana ed armena
62 B () R BOR
(f^. Pietro Paolo Bosca, Dell'orìgine Gianscnio, poiché lo riteneva a ma-
e dello slato della biblioteca ambro- raviglia dotto nelle lettere sacre e
siana ). Intcrvenue ai conclavi di prolàne. Conseguita la legazione del-
Urb.nio VII, Gregorio XIV, Inno- la Romagna, eolla sola fama del suo
cenzo IX, Clcmenlc Vili, Leone XI, nome per ben tre anni tenne in
Paolo Gregorio XV ed Urbano
V^, dovere quei popoli a maniera, che
VIII, e dopo aver esattamente adem- non dovette condannar nessuno al-
pito ai doveri impostigli dal suo l'ultimo supplicio. Visitò quella pro-
ministero, mori in concetto di santi- vincia da capo a fondo, e studiossi
tà, nel i53i di sessantasette anni
,
a tutto potere di scemare i pubbli-
di età, e quarantaquattro di Cardi- ci aggravii. Dopo d' essere interve-
nalato. Ebbe tomi)a nella sua me- nuto ai conclavi di Alessandro \U,
tropolitana, innanzi l'aitar della Ma- e dei due Clementi IX e X, mori
donna detta dell' albero. La vita di a Nettuno, nel 1672, di cinquanta-
lui da Giuseppe Ri vola ,
fu scritta sctte anni, e venti di Cardinala-
impressa a Milano, nel iGj6, da Giu- to, e portato a Roma, ebbe tomba
seppe Ripamonti, e da Carlo Bo- nella chiesa di s. Carlo dei milanesi.
sco pè. BORROMEO Federico, Cardi-
BORROMEO Giberto, Cardina- nale. Federico Boiiomeo nacque a
le. Giberto Borromeo, milanese dei Milano, nel 16 6 dalla nobile fa-
1 ,

conti di Arona , nacque nel 1 6 1


5, miglia dei Borromei. Fino dai pri-
a' 28 settembre, ed era pionipote mi anni univa allo studio delle let-
del sauto Cardinal Carlo dello stes- tere quello della religione , e reca-
so nome. Emulatore della gloria tosi a Roma, Urbano Vili, dopo
de' suoi maggiori, terminò con feli- varii impieghi, lo deputò inquisitore
ce successo gli studii in patiia , e a Malta, quindi nunzio agli svizzeri.
poscia condottosi a Ptoma , Urbano Poscia, tornato a Roma, fu secrelario
Vili lo elesse vicelegato della pro- della congregazione della immunità
vincia del patrimonio , e del terri- ecclesiastica, ove i vescovi ammira-
torio ferrarese; quindi commissario vano la costanza di lui nel difen-
di ambedue quelle proviucie in tem- derla e sostenerla. Alessandro VII
pi difficilissimi, ne' quali era prossi- governatore di Roma, e Cle-
lo fece
ma la guerra. Innocenzo X lo as- mente IX nunzio di Spagna nel
, ,

segnò a ministro e consigliere al quale uflizio colla massima destrezza


Cardinale Camillo Pamfili, suo nipo- compose le controversie prossime ad
te nei gravi e delicati aifari
, che , iscoppiarc in guerra aperta, poiché
avea per le mani : quindi lo elesse procm'ò assai prudentemente, che il
sccretario di consulta, nella t|ual ca- p. Nidardo gesuita, nelle mani di
I rica soddisfece pienamente al Ponte- cui la regina reggente Maria d'Au-
fice , che creollo Cardinal prete dei stria , madre e tutrice di Carlo II,

/ ss. Giovanni e Paolo, nella sesta avea riposte le redini del governo
promozione fatta a Roma li 19 feb- venisse spedito ambasciatore di quel-
braio i652. In appresso lo ascrisse la corte presso la Santa Sede. Ri-
alle congregazioni del s. olfizio, del- staurò a Madrid il palazzo del nun-
l'immunità, ed altre colla protet- , zio, che minacciava ruina, e la chie-
toriu dei minori conventuali e lo , sa contigua, cui ridusse magnifica e
depulù supra la famosa causa di decorosa, con grave dispendio. Cle-
15 Oli lioR ^',^

(liUlla sua ehiesa, nel "


iiM iittj \, assuiilo u[)[.'cna al l'oii- Ut Ila i
v^ «^'i

tilicalo , diiaiiiò a iLUiiia il Hor- sessantaiiove anni, e ventitré di Car-


ioiiico , e lo lece .scf^rclaiio di dinrdalo. RiptiSa la sua salma nella
sialo, (j Cardinal prete di s. Agosti- cappella di s. Fece (|uesto
Carlo.
no , nella promozione lat-
prima chiarissimo Porporato una egregia
ta a Uomu li ?,.>, dicembje 1G70, collezione di libri, di cui, per la mas-

titolo, che, nel 1672, cangiò con sima p uie, <lonò alla biblioteca am-
quello di s. Agnese fuori delle mura. brosiana di Milano.
Scnoneliè un malavveduto cerusico BORSA UEL coRi'ORALE. Essa è
avendogli sventuratamente in un sa- formala due cartoni uniti ed
di
lasso tagliata l'arteria, lo lece mo- a[)erti da un lato deve esser co- :

rire a Roma nel iGyS, di cinquan- perta di un drappo eguale a quel-


taselte anni e venlisei mesi di Cardi- lo del paramento del sacerdole e ,

nalato. Questo degnissimo e magna- del coloie conveniente all' ullicio.

nimo l'orporato assegnò al cerusico IS' eli' interno dev'essere foderala di


slessouna pensione di cincjuanla candida lela , ed al di sopra vi si

scudi annui, [)crchè avesse di che deve segnare una croce. La sua
vivere. grandezza è di circa mezzo cubito
iJORRO.MEO GiuERTo, Cardi- da ogni lato, e si ripone al di so-
nalc. Giberto Borromeo nacque nel pra del calice ,
quando il saceidote
1G71, dall' inclita famiglia liorro- s'avvia all'altare, avuto riguardo,
meo milanese dei conti di Arona. che r apertura sempre guardi il ce-
l'assiito a Iloma giovanissimo, con lebrante. Sembra che prima del
determinazione di darsi al servizio concilio di Reims non fosse in uso,
di s. Chiesii, Innocenzo XII lo ascris- trovandosi prescritto nel capo 5, ,

se ai protonotarii apostolici, e, lode- che il venga riposto nel


corporale
volmente conq)iuli alcuni minori ca- libro messale. Dcssa venne istituita
richi nella curia romana, non andò per un maggior rispetto a quel sa-
molto che Clemente XI, il «piale cro lino, il <[uale altrimenti si avreb-
assai lo slimava per le distinte sue be potuto perdere facilmente, op-
prerogative , lo consacrò patriarca })ure cadendo, lordarsi. Quella Bor-
di Antiochia, e dichiarollo suo mae- sa deve riporsi eziandio sull' aliare
stro di camera , nel gennaio dei nella sposizione del ss. Sacramento,
1714, nonché vescovo di Novara. dovendosi riporre 1' ostensorio sopra
Quindi lo creò Cardinal prete di s. il coiporale. In pari modo, allorché
Alessio, nella duodecima promozione si anuninislra la Eucaristia, dev'es-
latta a Roma li i5 maggio del sere porlala suU' altare, e poscia le-
1717, e segnò il nome di lui alle vata. Così se si accompagna il \ ia-
congregazioni del concilio , dei ve- tico agli infermi, un accolito la de-
scovi e regolari, dei riti ed altre. ve portare con riverenza, perchè è
Andato al governo della sua t:hie- necessario, che vi sia il corporale sot-
sa, vi promosse con lutto lo studio to alla pisside.
la pietà, ed il buon costume, là- BORSA l'Ei SACRI oLH. E quel-
ccndo sé stesso specchio di tutte le la , in cui si devono riporre i vasi

virtù. Favorì la elezione d'Innocen- contenenli l'olio bene<lelto, nel ca-


zo, e Lencdetlo Xlll, e di Clemente so che si debba [lortarlo in cjualche

Xll, e co.npì la sua carriera mortale luogo per l amminislra/ionc del bai-
64 BOS BOS
tcsimo, o della estrema unzione. S. driano. Mori poco dopo la sua e-
Carlo preseiisse, elie pegli olii del lezione.
crisma e de' catecumeni , la Borsa BOSCHI GiovAXM Cario, Cut*-
fosse di di-appo di seta e del color dinaie. Giancarlo Boschi, nobile di
bianco, e quella dell' olio degl' in- Faenza, sortì i natali a'g aprile 1715.
fermi, di seta del colore violetto. In- Nel 1754 venne eletto segretario
striict. siippellect. eccles. lib. IT. dei memoriali di Benedetto XIV;
BOSA ( Bosanen. ). Città con l'c- quindi maestro di camera di Cle-
sidenza vescovile in Sardegna. Essa mente XIII, poscia dallo stesso Pon-
è cinta da cattive mura, fondata tefice fu creato Cardinal prete nel
dai marchesi IMalaspina, parte sopra 1766. La morte lo colse a Roma,
pi mura insalubre , e parte sul de- ai 6 settembre 1 788, quando era
clivio d'una collina, sulla cui som- primo prete titolare di s. Lorenzo
mità vedesi l'antico castello di Ser- in Lucina, e penitenzier maggiore.
ravalle quasi rovinato. Posta nel- Fa prefetto della congregazione de-
l'angolo boreale di uu golfo circo- putata alla correzione de' libri del-
scritto dal capo IMarargiu , e dal la chiesa orientale, e fece parte del-
capo Mannu, è presso la foce di un le più cospicue congregazioni Cardi-
piccolo fiume cui dà il proprio no- nalizie , come della s. inquisizione
me, e che le serve di porto guada- di propaganda , ec. Inoltre ebbe la
bile da piccoli battelli per la pe- ,
protettoria de' sacri luoghi di Terra
sca del corallo. L'antica Bosa fu santa , e di alcuni monisteri e pie
celebrata da Plinio e da Tolomeo. istituzioni. Questo dotto e zelante
Essa è sede vescovile eretta nel Porporato venne sepolto nella det-
secolo XII, prima sottoposta a To- ta chiesa titolare.
rino , ed ora suffraganea dell' ar- BOSEIA. Sede vescovile nella
civescovo di Sassari. La sna an- provincia di Numidia in Africa, chia-
tica cattedrale, dedicata a san Pie- mata pure Bosela. Si fa menzione
tro , si denomina anche di Nostra di questo vescovato negli atti di s.

Signora delle Nevi , ed il capitolo Mammerio, e de' suoi compagni, ed


componesi di un arciprete, di tredici è l'ammentato come una chiesa ve-
canonici, e sei beneficiati. Ha se- scovile di Numidia presso il Tigi.
minario, e tre conventi di dome- Uno de' suoi vescovi, per nome Ila-
nicani, serviti e cappuccini. rio , intervenne alla celebre confe-
BOSCHETTI Paolo, Cardinale. renza di Cartagine.
Paolo Boschetti nacque a Modena, BOSHAN Ereberto , Cardinale.
secondo alcuni, ed a Bologna, secon- Ereberto Boshan, detto anche Bos-
do altri, nel secolo XI, da prosapia senhan, inglese, trasse il nome dal
nobile ed antica. Egli per l'eminen- luogo, ove nacque, nella contea di
te sua dottrina s' acquistò straordi- Sussex. Era d' ingegno acutissimo,
nario credito, e consegui la dignità dotto in ogni maniera di lettere,
di primicerio nella cattedrale di Mo- ed ebbe a maestro Lombardo Pia-
dena. Dappoi pervenuto a Roma, centino ,
poi Cardinale. Quando
piacque di maniera al Pontefice A- visitava le più celebri accademie di
lessandro II, del 1061, pei pregi di- Francia e d' Inghilterra, ove fu pub-
stinti,ond' era adorno, che ne fu blico lettore di filosofia e teologia,
cieato Cardinal diacono di san A- divenne secretario di s. Tommaso
BOS BOS G?
cnntiiaricnse , del f|ii;ilc, nel t \^], e condanna del manicheismo fatta
o I i85, scrisse la \ila. Esili;ilu <lal dal re Stefano Tommaso, come ri-
w. d' liighilleria , Alcssandio III [)orta l'annalista Kinalili a detto an-
eliiamollu a lloma, e lo ascrisse al no. Per ([uesto Eugenio IV lo le-
Siterò Collei^io con alili dicci soq- gittimò ne' natali, e confermollo nel
f^elli ili l'rascali, nel medesimo di- regno, a cui lo avca eletto. Il suo
cembre 117S; riniiidi Lucio III lo successore JN'icolò V, con lettere del
pr<jiuosse all' arcivescovato di lieiic- K) giugno 14475 licevetle cpicsto
vento. Sdisse il Uosliaii pnreccliic regno sotto la tutela della Santa
opere sulla divina Scritliira, che piìi Sede, e con breve, ilnto nel giorno
non si le;,'qono e morì dopo olio , seguente, spetlì in Bosnia e nelle ,

anni di Cardiiial;tto nel I^JG. £ regioni tlclla Croazia Tommaso ve-


liO.SMA, o LOSN.V (Uossena, scovo fàiense colla (pialilà di le-
,

o Bossina). l'ascialalo della Tiir- gato apostolico, per aver cura della
cliia Europea situato Ira la Sava ,
Ciittolica fede, e della disciplina ec-
che lo separa dalla Schiavonia nel clesiasfica. Dipoi, nel i449> secondo
lato boreale, lìa la ramificazione il Wadingo, lo stesso IS'icolòV man-
meridionale de' monti dinarici, che la dò a pnnlicare nella Bosnia Antonio
dividono ilalla Dahnazici, tra il Drin, minore francescano e, nel ijj''?) <^'Ji'
;

jier cui disti iiguesi dalla Servia, ed bulla del primo luglio, confermò il
il Verbi tza , limile della Croazia, trattato di pace, concluso fra Stefa-
che ne chiude il lato occidentale. no Tommaso re di Bosnia, e Pie-
Questa niontuosa rej^ione, che for- tro Giorgio Tossolicli, magnate del-
ma la più occidentale provincia del- la Bosnia inferiore.
l'impero ottomano ricevette dal , La debolezza de' re bosniaci , e
primario suo fiume la denominazio- la crescente possanza de' monarchi
ne di Bosna , o Bossina Bosna o , ottomani durante la sanguinosa
,

Bosnia-serai vi è la capitale , seb- guerra coli' Ungheria, fecero la Bo-


bene il pascià abbia residenza a snia tributaria ; ma il formidabile
Trawnik. Maometto II, dopo di essersi impa-
La Bosnia appartenne anticamen- dronito dell'impero greco, e di cpiel-
te alla l'annonia inferiore (sotto il lo di Trebisonda, fece prigione lul-
• piai nome era conosciuta), e in timo re Stefano V, ordinò che si

parte alla Mcsia superiore. Poscia scorticasse vivo, soggiogò interamen-


fu provincia dell' lUirio , ed i re di te il regno , ed incorporandolo nel
<|uesta vi ])ieposcro un governatore suo vasto impero, vi costituì un
ihiamalo B<iii, o Gran Jiipaii. JNel pascià a governarlo. -Appena tpieslo
medi(j evo la Bosnia fece parte del disastro venne in cognizione di Pio
reame d' Liif^heria, comprendendovi 11, procurò di sollecitar la guerra
la Servia occidentale. Coli' aggiunta contro i turchi, decretata nel con-
di vaiii contigui paesi formò final- gresso di INLmtova , ma nel punto,
mente il regno di Bosnia, e, nel in cui stava per imbarcarsi in Anco-
i3j7, incominciò ad avere i suoi na, aJllne di porsi alla testa della cro-
])artie(jlari inonarchi. Il Pontefice ciata,morì a'i4 agosto J64. 1

Jiugenio IV, l'anno 1


'j4'>, riecvetle regina Caterina dopo la bar-
La
nell' uni(jne della Chiesa llomana gli bara morte del re Tommaso Stefano
scismatici della Bosaia, per l'abiura suo consorte, e la jH-rdita dei suoi
\I)I. VI. 5
GG BOS BOS
stali, si ritirò in Roma, ove fu pater- neir rierzegoviun. Gli ebrei vi godo-
namente generosamente
accolta , e no molta libertà, ed i zingari par-
soccorsa da Paolo II, che le asse- te hanno domicilio fisso, e parte so-
gnò cento scudi al mese, e da Si- no erranti. Non hanno essi educa-
sto IV. Grata e riconoscente la re- zione religiosa né sono frenali che ,

gina a tanta liberalità, prima di da' castighi. uomini esercitano


Gli
morire credette suo debito lasciare de' mestieri , e le donne predicono
per testamento alla Santa Sede tut- l' avvenire. La Bosnia conta più di
te le ragioni , che avea sul regno ottocento mila abitanti de' quali ,

di Bosnia ; per lo che introdotti due la sola metà professa 1" islamismo.
de' suoi famigliari in concistoro, pre- I Sommi Pontefici sono stati sem-
sentarono al Papa il testamento, la pre solleciti ,
per mezzo della sa-
spada, e gli speroni, come segno del cra congregazione Propaganda di
sovrano dominio. Sisto IV accettò d'inviarvi missionari! apostolici. V.
la donazione e , la clausola testa- Ungheria, e Turchi.
mentaria , cioè la condizione, che Tali missioni si dividono come
Caterina donava il reame alla Chie- in tre circondarli, in ognuno de'qua-
sa Romana ,
qualora il suo figlio lievvi un convento di francescani
apostata non abiurasse il suo erro- minori osservanti, che come il cen-
re. Fatto partecipe il testamento tro da cui si diramano i missiona-
ai Cardinali, ordinò al vice-cancel- ri! per le parrocchie a quel centro
liere, che in uno alla spada, ed agli subordinate. I conventi sono Foinit-
speroni si conservasse gelosamente za , il cui circondario comprende
nel!' archivio apostolico : tanto scris- trecento e sette villaggi divisi in se-
se al Cardinal Gonzaga di Manto- dici parrocchie, e nelle quali sono
va , il Cardinal di Pavia, Epistola da circa trenta mila cattolici ; Rresce-
695, presente iu concistoro, come vo, che ha cento sessanlasette villaggi
attesta il Volterrano, presso il Ri- divisi in dieci parrocchie con circa
naldi. Il tenore di questo testamen- venti mila cattolici ; e Sattisca che ,

to è riportato anche dal Leibnizio, ha sotto di sé cento sessanlanove


per tacere di altri, Codex jiiris gen- villaggi divisi in quattordici parroc-
tìum Diplom. p. 438. Questa regi- chie con trentacinqiic mila e più
na, essendo morta in Roma, a' 25 cattolici. La missione è affidata ai

ottobre 1478, Sisto IV le fece ce- detti religiosi , fra' quali imo è vi-
lebrare magnifici funerali, e seppel- cario apostolico con carattere epi-
lire nella chiesa d'Araceh. scopale. Questi risiedenel conven-
I bosniaci musulmani sono fana- to di Foinitza, come convento prin-
tici , e di austeri costumi : la su- cipale della provincia.
perstizione , e la stessa austerità di In tutta la Bosnia non esistono
costumi caratterizzano i cristiani. altre chiese oltre quelle fabbricate
Essi vengono chiamati raias. Sono negf indicati tre conventi, ed oltre
sotto la giurisdizione d' \\n vescovo, due cappelle, una situata nella vil-
cioè di quello diBosnìaSerai, ed letta delle Podmilazie, e laltra nel-
hanno qualche chiesa, ed un [)icco- la terra di Varres. Quindi accade
lo numero di conventi. I greci pu- in questa vasta missione, che nelle
re hanno una chiesa a Bosnia-Sc- parrocchie i divini uffici! si celebri-
rai, un vescovo e molti conventi no sopra altari porlalih innalzati
li OS BOS G7
Sotto le tende, o in ;illii Inolili al- tri sacerdoti per 1' ufficiatura. La
l' iipeila. chiesa parrocchiale è* sacra a tutti
I50SNIA, o P.0SNA-SI:RAI [Dox- i santi; evvi il seminario, e la men-
nieii.). Città con residenza vescovile sa è tassata di fiorini trecento tren-
in Unglieiia. Cliiamasi anche l'osna- ta tre e mezzo. Le predette diocesi
Sfiai, cioè Serraglio della Bosnia, sono composte dei comitati Seroclen-
nome tlie piese dal Serraglio, die se, Sirmiense, e Biodense, e di tutto

vi fece costruire, do[)0 la metà del il dominio di Peter varadino, non-


XV secolo, il conciuistatore della ché di parte di quello di Gradisca.
Bosnia, Maometto II. Essa è città BOSSUET JAf:(jpo Benigno, nac-
capitale della JJosnia, posta in parte (jue a Dyon 1627, di famiglia no-
nel
nella pianura bagnata dal JMigiiaska, bile ed antica. Venutagli alle mani
e parte sul declivio di alcuni mon- nella sua giovinezza una Bibbia la-
ticelli. Difesa da un vasto castello tina, fece in lui un'impressione si

fortificato, e fìanclieggiato da torri, viva, che non sapea mai dimenticar-


vi si contano ottanta moschee, mol- la per tutta la vita. Di quindici an-
te chiese greche e cattoliche, avendo ni, nel 164.2, fu mandato a Parigi,
in po(a distanza i rinomati bagni dove entrato nel collegio di Navar-
Sèraievsko. I tedeschi sotto l' impe- ra, unì agli studii scolastici un par-
ratole Leopoldo I , nel 1
697 , sac- ticolare studio dei capolavori del-
cheggiarono ed arsero questa città. l'antichità, ed in ispecie delle sacre
Oltre la residenza dell' arcivesco- lettere. Nell'età di venti anni fu
vo greco, ovvi un vescovo latino, il ammesso alla corporazione del col-
rpiale ha il titolo e la giinisdizione legio di Navarra innanzi di soste-
(Ielle chiese unite di Hosiiia e Sir- nere il finale consueto sperimento,
mio [Hosnini. et Syrniien.), che pe- al quale supplì nell'anno 1648, de-
rò risiede ordinariamente a Diakovar. dicand(j al principe di Condii il
Onesta sede vescovile appartenne suo discorso. Argomento di questo
alla provincia di Dardania nella ,
era il confronto tra la gloria del
tliocesi di Servia, sotto la metropoli tempo, e ([uella dell eternità. Condè
(li Scnpes , ma ora è sulFraganea entrava nella sala a mezzo il discor-
( lei r arcivescovo di Colocz , come si so medesimo, e ne fu sì tocco, che
ha dall' Orien.<! Clirist., t. Il, p. 32 1. sin d'allora accordò a Bossuet la in-
(Jommanville dice, che questo vesco- tera sua amicizia. La sua scienza
vato fu eretto nel secolo XI , colla rassodata dalla sempre più assidua
n"<i(l('ii/a del vescovo a Jaicza , o lettura della Bibbia e dei padri, cre-
Diakovar. sceva rapidamente. S. Agostino, nel
J)i(ikn\,<(iì\ |)iccola città della Schia- (piale egli vedeva lanima e la scien-
vonia, diveiHìc residenza del vescovo za tutta della religione, era la som-
(li liosnia, dopo che la città di Bosnia ma sua delizia. Finalmente ricevet-
pass?) sotto il dominio turco, ed il te la laurea dottorale di Sorbona,
solo episcopio, e la cattedrale sono gli nel !()')?., dopo di che si ritrasse a
idilicii (legni di osservazione. La catte- I\Ict/,(nl ivi f\i latto canonico, e quin-
drale è- dedicata a s. l'ietro apostolo, ed di fu aicidiacono e deauio. Più che
il suo capitolo si compone di cinque mai inteso agli studii divini, andava
dignità, la maggior delle (piali ì' il apparecchiandosi ad annunziare la
prevosto con tre canonici, ed al- parola di Dio. iNV- tardarono ad ol-
GS BOS BOS
vescovo di Metz
(éiirglisl occasioni. 11 fìsica .secondo la scuola di Cartesio,
ndopcrollo a confidare il calccliisnio e frutto delle abituali letture di
del Paolo Ferry, e f|iiel-
[)i(}I('stfinli* Platone e di Aristotele, era pure de-
ia confulazione coniinciù ad inspira- stinato all' educazione del deldno.
le ne' prol(>slanli la piìi alla stima Dopo quell'educazione fu nominat<j
tii Ini, l'Ile era [ler divenire il più al vescovato di INIcaux, nel 1 (38 1

polente tia i loro avversaiii. Il gri- Dedicato unicamcnle al vantaggio


do di rpiel libro lece immaginare della sua greggia, predicava solo per
<lalla regina madre una missione la salute di es.sa , faceva istruzio-
pi'r la diocesi di Metz, che da Cos- ni pastorali , catechismi ,
pie rac-
Miet tioveva essere diretta . Le comandazioni ; a quesla semplicità
lic(jiienti sue gite a Parigi porgen- riduceva l'eloquenza, che nella ma-
dogli modo di predicare in rpielia ca- nifestazione più elevata del pensie-
pitale,l'elidevano sempre più chiara ro avea tuonato sui pergami più
lasua fama. IMoIte però ileilesué pre- celebri della Francia. Due opere
diche sono perdute per noi, dac( he ad un tal hne furono da lui com-
.solca egli meditarle prima di salire poste per la istruzione delle religio-
in pergamo,dopo avere steso il
e se di un convento di Meaux, cioè le
doli rinaie, si abbandonava al-
solo meditazioni sul vanitelo e le eleva-
1ispirazione del momento. Ebbe frat- zioni sui misteri. Nel 168?., a dilu-
tanto la gloria di condurre nel grem- cidare alcimc dispule, che il re a-
bo della CJiie.sa il maresciallo di veva col Pontefice sul diritto di re-
Tnrenna, nella quale occasione com- galia, furono raccolti in vuiassemblea
pose il celebre libro óeW esposizione i vescovi di Francia, e Bossuet, che
iìtUa cìollrìna cattolica. Più avven- n'era l'anima, l'aprì con un discor-
ti ha predicato al cospelto della cor- so, nel troppo apparisce la
quale
te, ed assai si adoperò per indurre perplessità di un carattere, che de-
le religiose di Porto-Picale a sotto- voto ad amile le potenze non sa
scrivere il formulario intorno le pro- combattere luna a nome dell'altra.
posizioni di Gianseuio. Jl re pei" tan- Bossuet fu quegli, che slese le quat-
tebenemerenze lo nominò vescovo di tro proposizioni rimaste .sempre una
Condoni nel 66c), e dopo due me- i legge dello stato, e delle quali il

si Bossuet recitò l' orazione fùnebre Papa si mostrò cosi irritato, che le
della regina d'Inghilterra. Dopoché fu fece abbruciare. Sebbene avesse Bo.s-
vescovo sah per altro più di ra- suet preparata una difesa ,
pure re-
tio il pergamo, e fece sei orazioni stò imperfetta, né fu pubblicata che
funebri, il più bel monumento del- dopo la sua morte. La conversio-
la sua poderosa eloquenza. Divenu- ne dei protestanti era la sua occu-
to, nel1670, precettore del dellhio, pazione principale. // trattato della
rinunziò al vescovato, stimando di comunione sotto due specie , la sto-
non doverlo ritenere senza residen- rpia delle variazioni, il commen-
za. Per 1 educazione di lui compose to sull' apocalisse , furono opere
l'immortale Z)wcor.yo sulla storia imi- ch'ei pubblicò a questo fine insieme
versale, ed un'altra opera intitolata: ad un lungo carteggio da lui avu-
la politica della Scrittura. to con celebri protestanti. ÌNIa un
Il trattato della conoscenza di nuovo combattimento dovea impie-
sì' staso , opera di profonda mcla- gare ed inasprire le vecchie forze
BOS lì OS Ho
di IJossucl. La (livu/.i()ii<: mistica e r.ìgguardevole per la sua iKjlulta e
j).iss>ioii:ilii (Iella clama Giiyoii avca- I iccliezza , fili;) da' [)riini anni co-
iio funnala mia viva sinijialia in nobbe la vanità dei beni tcmi)orali,
mullc ])ersonc riislinle cUila Fran- e sentissi iiiliammati) dal desiderio
cia, alla lesta dello (juali vuol esser di consecrarsi a Dio. Recatosi a
posto Fciiclou. Bossuel fu incaricalo Beims per visitare il sepolcro di s.

(li esaminare gli scritti e le opinio- Bemigio, si nK-rilò la stima d;l ve-
ni della Giiyon. Fenelon li soslcnne scovo di ipiella cillà, che gli pro-
dimostrando contenere la stessa dot- mise Il sua assistenza e protezione.
ti'ina pi'ol(;ssatu da tutti mistici i Bosolo iin[)lor(> di essere ascritU» tra
approvati dalla Cliiesa. Nuovi acci- i religiosi del monistero di \er/y,
denti inasprirono gli animi dillè- ; i e ne ottenne l'abilo: ma dopo «pial-

rcnti caratteri dei due sommi ve- clie lem|)o lilirossi in u\ì descrlu
scovi alterarono l'antica loro scam- per attendere [»iìi di propositcj al-
liievole amicizia; Fenelon pubblicò l' acquisto dell'evangelica luMlezioue.
le sue inassiinv dei natili direlte a Quaranta aiìui ei visse nella solitu-
sostenere il (jiiietismo; 15ossuct oppo- dine, ove trionfò di sé- stesso e del
se altri scritti intesi a perseguitarlo. demonio colle preghiere, col digiu-
I.a vittoria fu di IJossuet. 11 libro di no e colla mortificazione. La sua
l'enelon fu condannato dal l\jnte(ice; morte gloriosa avvenne nel giorno
ma la moderazione di rpicl V(!scovo ?.6 novembre dell'anno (v>o circa.
a |)0co a [>oco aveva vinti gli ani- Fu sepolto nella cap[)ella del suo
mi a misura, clic IJossuet perdeva, romitaggio.
per la naluiale sua durezza, il fa- BOSU.NE, Cardinale . Bosonc
vore tiel pubblico. JNondimeno altri trasse origine dalla regia pros;ipia
lavori occupanjno allora il vescovo dei Bosoni Regoli di Arles, e fu crea-
(Il JMeaux.. F(;ce n\\ trattato contro to diacono Cardinale di s. Angelo
il teatro, scrisse contro lliccartlo Si- da Lucio IH, nel i83. Urbano III i

mone, autore della v/o/vVf critica cLl- lo ascrisse nell'ordine dei [ireti, i( .

i amico Icslanicnlo, contro Dupin titolo di s. Anastasia.


ed alcuni altri, rpiali avcano cre-
i BOSONE, Cardiiialr diacono. Ilo-

dulo di rinveiiiie nella Ciiina e ncl- sonc, Cardinale di l'astpiale li, fioriva
lOrieiile alcune tracce, non inter- nel secolo Xll. 11 detto Pontelico lo
rotte dal diluvio in poi, del cullo deputc) a giudice in una causa spe-
del vero Dio. INla giunto era Bos- ciale, di cui s' ignora il .soggetto.
suel presso al setlaiilesimo sesto an- BO.SPORA, attualmente Fc^po-
no deiretii, e sebbene un'anima vi- ra. Città vescovile nella cosla o-
va ancora ed ardente fosse in lui, rienlale d(!l Cbersoneso, ove le ac pie
pure dai dolori della pietra fu con- delle paludi IMeotitli si gettano nel
d()lt(j al sepolcro a J'arigi ai i
>, Ponto Eusino. Secondo le aniiclic
.ijnile deiraiimi •'"o'j. Il suo eorj)o memorie ecclesiasticlie {\\, sino dal
venne li-isfii ilo nella cattedrale di secolo I\, arcivescovato sullo la giu-
Meaiix. risdi/ione della provini :ia ineliopoli-
BOSOLO (s.), romito, clic fiori- taii i di Scizia, dipendenle dal pa-
va sul declinare del secdlo sesto, e Iriarralo di C'.oslaulinopoli
al principio del settimo, e (li>ccndc- BOSQliA'i'O lii:nN\iu>o, i\tr, li-
va da una lannglia del Limosino, liali-. Bernal do bosquato nacque di
70 BOS BOS
nobile prosapia nella città di Cahois. Boston postole dagli einigiati origina-
Era dotto in ambe le leggi, canonico, ri dell'altra Boston, in onore di M. Col-
e cantore Bordeaux, cappellano
di lon ministro anglicano di Boston iu
di Urbano V, quindi uditore di Inghilterra, perchè fuil primo mini-
Rota. Nel 1 365 fu arcivescovo di stro della prima chiesa stabilita iu
Napoli, e nella promozione
terza questa città. Ventinove sono le sn(>
fatta dallo stesso Urbano
in Monte- chiese, cioè undici pei presbiteriani,
iiascone a' 22 settembre i368, fu cinque pegli episcopali, altrettante
creato Cardinal prete assente dei ss. pegli anabattisti, due pe' metodisti ,

Apostoli. Nei tre anni nei quali , tre pegli universalisti , oltre quelle
resse quella metropoli , fu consacra- de' quaqueri, de' marinai, della njio-
ta la chiesa di s. Martino dei cer- va Gerusalemme, e de' cattolici. Il

tosini , nella qual circostanza egli primo giornale, pubblic;>lo nell' A-


accordò indulgenza di un anno a merica settentrionale comparve a ,

quelli, che furono presenti, e di Boston a' 24 aprile 1704,00! titolo:


quaianta a chi la visitasse nel gior- Boston-Lews-Letter. Molto soffrì la
no anniversario della sua dedicazio- città nel terremoto del 1727, e per
ne. Quando poi fu Cardinale, la ri- molti incendii principalmente per
,

nimziò nelle mani del Pontefice, cui quello del 1794, e del i8i8. Sarà
-seguì nel viaggio in Italia, e fu fra Boston sempre memorabile, perchè
j quattro Cardinali deputati a rice- vi ebbe origine la rivoluzione, che
vere la professione di fede di Gio- generò, e produsse la indipendenza
vanni Paleologo, imperatore di Orien- delle colonie di America Unita.
te, nella chiesa di santo Spirito di Invano gì' inglesi tentarono di sot-
Roma nel i36g. Tornato in Avi- tomettere questa città, che dal ce-
gnone, contribuì alla esaltazione di lebre Wassington, a' 1 7 marzo i 776,
Gregorio XI, e morì nel 1371 do- furono ad abliandonarla
obbligati
po tre anni di Cardinalato. Scrisse e a Questa città comu-
ritirarsi.
un hbro diviso in questioni, intito- nica con Charlestown per mezzo tli
lato: consigli della ruota. un lunghissimo ponte. Fra le piaz-
BOSTON ( Bostonicn. ). Città con ze pubbliche si distingue quella di
residenza di un vescovo negli Stati Beniamino Franklin per un monu-
Uniti di America. E capitale dello mento onorevole, ivi eretto da'suoi
stato di Massachusets, e capoluo- concittadini con eleganti edifizii
,

go della contea di Su (folk, delizio- d' intorno.


samente situata nel fondo della baia Ne' primordii di questo secolo
di Massachusets sopra una penisola, Pio VII istituì Boston un ve-
in
per cui prima chiamavasi Schaw- scovato , dichiarandolo suffiaganeo
mut. Coperta di molle colline , ha di Baltinora, la cui cattedrale è de-
im porto, eh' è uno de' migliori de- dicata alla santissima Croce. Vi sono
gli Stati-Uniti, e che viene formato ilseminario ed alcuni pii istituti, co-
dalla punta Alderton. Fu fondata me le Orsoline e le suore della,

questa città nel i63i, dagli abitan- Carità. Nella diocesi si contano piìi
ti coloni inglesi di Charlestown, che di venti chiese, e piìi di sedici mila
la chiamarono Trimountain, o Tre- cattolici. Tale è il progresso, che vi
moun, a cagione delle sue tre colline. fa il cattolicismo, sotto le zelanti
Cambiò poscia il nome in quello di sollecitudini, ed apostoliche fatiche del
BOS TI OT 71
vi:s<;(no e (lei missionarii, che men- sufìiaganei. Il prim<j de suoi ve-
ile per lo iiin;in/.i un prete (^ttolieo scovi fu Timoteo, uno de' primi sette
non poteva sotto ligonjse pene por- diaconi. Il Leiiglet coli' autorità di
re il piede nello stiito, e l' immagi- Labbi' tcuno I, e di Ardiiiii, riporta
ne del Hapa e quella del demonio che nell'anno '.i^^* '•» J'itadi l/ia, o

erano con deiisoria processione por- Bostra Arabia venne celebrato


nell'

tate per le strade di JJoston, nel un concilio contro gli eirori di


iH'ij, un mercante ragj^uardevole berillo vescovo della stessa Bostra.
delia città orilinò la costruzione di Nel .3q4 1^1 adunato un concilio in
una magnilica nave, denominando- Costantinopoli, sulle dilferenze di
la il Sommo Pontefice, e volle che due vescovi, che concorrevano al
la prora fosse decorata del busto vescovato di Bostra.
marmoreo del regnante Gregoi-io Fu eretta metropoli ecclesiastica
XVI. di quella parte, che conservò il no-
BOSTRO { Bostrm, Bosra , o me di Arabia, ed ebbe titolo arci-
Bostra). Arcivescovato in pai-tihus vescovile sotto i patriarchi d Antio-
nella Turchia Asiatica di Siria. Im- chia, e poi sotto quello di Gerusa-
mense rovine attestano la estensio- lemme. L' imperatore Giustiniano I

ne e lo splendore goduto antica-


, col consenso e beneplacito di Papa
mente da (juesta primaria città di Vigilio, creato nel 54o,
la separò
Arabia, anzi una delle sue metro- dalla d'Oriente per unirla
diocesi
poli. Dai l'e di Siria, nell' incomin- alla Palestina. Si pretende che ,

ciare del secondo secolo, sotto Tra- Maometto incontrasse in questa città
jano, passò in potere de' romani, e il monaco Nestoriano , quale gli
il

• jiii'st' iinperatoi'e la ornò con parec- diede tutte le istruzioni, che gli .ser-
tln edilìcii. Compresa nella provin- virono di base per la sua religione,
cia di Arabia, divenne una città e per comporre l'Alcorano. Dopo
nuova, e chiamossi Trajaiia. Setti- la sua morte, Bostra fu saccheggiata
mio Severo, ne'primordii del terzo da Abou-Bekre.
secolo vi fece tante aggiunte
, che , I sulfraganei in partibus di Bostra
fu riguardato come il suo lòndato- sono; Adra, Clionat, Costanza, Cri-
re , al paro degli augusti suoi suc- sopoli ^ Dibona, Dionisia , Draso ,
cessori , che la elevarono al grado Espona, Cerasa, Etalonia^ FUa-
di metropoli. Neil' impero di Ales- dclfia, Pentaconiia , Adrato ed A'
^andro Severo vi fu stabilita una %'aro,
colonia romana, onde prese il no- BOTOLFO (s.), inglese di nasci-
me di Alessandrina, per gratitudi- ta, fiori nel principio del secolo setti-
ne al .suo novello benefattore. Dicesi mo. In quel tempo pochi erano i

patria di quel l'ilippo, il (juale, nel cristiani in quel paese, e poche per
i\\, successe a (iordiano, e, secondo conseguenza le scuole ove si adde-
alluni, la léce chiamare Fili[)popoli. strasse la gioventìi alle praliclic vir-
Vient; inolile asserito, che fu poi tuose. Il desiderio, che Bololfo nu-
anelli; conosciuta col nome di Bus- triva di essere informato nelle scien-
strct, o Bnsscirlh. ze, e soprattutto nella pietà, lo in-
Commanville dice, che fu eretta dusse ad abbaiidoii.ne la patria, per
in sedi; episcopale nel IV secolo, e recarsi nell.i ('.alli.i belgica. Suo fra-

nel V in ineliopojitana ,con molli tello s. Adoho lo seguì in questo


72 BOX BOX
Tiaggio, ed imitollo nell'amore alle alla cui sede fu trasferito a' 1 3 mag-
cose celesti, e nello sliulio di perve- gio i838.
nire alla perfezione, evangelica. Do- BOTRIA, o BOTRANIENSE
po essersi instruito nella scienza dei (Bolranicnsi.s). Sede episcopale d'A-
santi, Botolfo ritornò in Inghilterra, frica, di cui ignorasi a quale provin-
e presentatosi al re Etelredo, ne lo cia appartenga. Un
suo vescovo in-
pregò che gli concedesse un tratto tervenne alla conferenza di Carta-
di terra abbandonata, affine di fon- gine.
dare un monistero. 11 deserto d' I- BOTB.YS. Città vescovile e ma-
kanho gli venne conceduto a que- rittima di Fenicia, vicino a Tripoli,
sto fine ed egli vi fondò un' ab-
, al mezzodì di Biblos. Se si può
bazia, che ben presto divenne scuo- credere agli storici della Fenicia,
la di perfezione. Dopo avere per Botrys fu fondata prima di Pioma
più anni sostenuto Tuiìlzio di abba- e di Cartagine ,
poiché dicesi edifi-
te, terminò di vivere nel 65S, com- cata da Itabele, sacerdote di Astar-
pianto da tutti i snoi figli spiritua- te. In Botrys fanno residenza due
li , che in lui perdevano un padre vescovi, cioè uno greco, l'altro ma-
amoroso ed un maestro di ogni ronita cattolico.
sorta di virtù. Gl'inglesi lo hanno BOTTIGLIA Luigi, Cardinale.
in grande venerazione, e quattro Luigi Bottiglia de' conti di Savaoulx,
parrocchie in Londra, e molte altre nacque in Cavour, diocesi di Tori-
chiese portano il suo nome. La sua no, a' 16 febbraio lySa. Nella car-
festa è segnata nel giorno 1 7 giugno. riera prelatizia occupò diverse cari-
BOTiuV {Botren o Botrys). Ve- che, fu chierico di camera e presi-
scovato in partibus, città della pri- dente della zecca Pontificia. Poscia
jna Fenicia, nella diocesi d'Antiochia, venne promosso all'arcivescovato di
sotto ia metropoli di Tiro, assai rie- Pirgi, in partibus, e fu dichiarato as-
ra, edificata da Ethobal re di Tiro, Divenuto
sistente al soglio Pontificio.
nel tiniipo che Acabbo suo genero decano de' chierici di camera, il re-
era re d'Israele. Entrato dipoi nella gnante Pontefice ne volle premiare
Palestina Antioco il Grande, nel la bontà creandolo Cardinale del-
,

passare per Botrys, se ne impadro- l' ordine de' preti, nella promozione
ni. Divenne vescovato nel V se- dei 2 3 giugno 1834} conferendogli
colo, e vuoisi che abbia avuto per titolo la chiesa di s. Silvestra
soli tre vescovi , cioè Porfiro che, in capite j e la prefettura della se-
assistette, nell'anno 44^, al concilio gnatura di grazia. Fu fatto anche
Calccdonesc; Elia eretico della Ser- membro di parecchie congregazioni
via, scomunicato nel concilio di Ti- Cardinalizie, emorì in Roma a' i4
Yo; e Stefano, che intervenne al quin- settembre i836. Fu esposto e sepol-
to concilio generale. Gli ultimi ve- to nella detta sua chiesa titolare.
scovi in partibus sono de
, E.aiìuele BOTTINI Lorenzo Prospero, Car-
la Vera, e Giovanni Francesco de dinale. Lorenzo Bottini nacque in
liercé di Mayenne, fatto dal regnan- Lucca, a' 2 marzo 1737, da nobile
te Pontcjfice nel concistoro del pri- lanii^lia, e, passato in Bologna, fece
mo (Lbbraio i836, ad istanza del gli Ntudii nel collegio patrio. Da Cle-
re de' francesi Luigi Filippo, colla mente XIV fu nominalo referendario
coadiutoria al vescovato di Nantes, di segnatura, e successivamente diven-
I) o [; EOU 73
ne clii«!iico (li canu'iM, presidente clcl- tenne a Bourges , stabilì utilissime
J.i grascia, pro-picllllo (K^irantiona, coslituzi(;ni per la rilòrma tiel cle-
vicario della basilica lil)eriana, e se- ro. Morì poi nel iìK), ilopo due
gi-etaiio di consulta. J'io VII, vo- anni di Cardinalato. J*orlato a Bour-
lendo rimunerare lunghi servigi i ges, ebbe tondja presso al pulpito
resi alla Santa Sede da questo egre- di quella metropolitana.
gio prelato, lo creò Cardinale, e BOLGUIER {CaiwiK-n.). Vesco-
riservollo in petto nel cont'istoro vato siifli'aganeo in pnrtihus del
degli marzo nS (>, ptilìblicandnlo
«S i patriarcato di Alessandria. Di que-
in del primo otlohre iMi7,
([uello sta città di Egitto, chiamala pure
dell Ordine de' diaconi, e dandogli Bnchira, e Canopo , è assai antica
j)('r titolo la cliiesa diaconale di s. r origine. E distante da Ales.sandria
Adriano. ÌNIorto poco ap[)resso in cento e venti stadii, verso una del-
lloma, agli i i 181H, fu espo-
agij.sto le imboccature del Nilo. Fu già se-
.sto nella chiesa di s. Maria in \ al- de; vescovile ed il suo nome vuoi-
,

liccila, e sepolto nella chiesa nazio- si, che derivi dal nume Canopo, ov-

nale del ss. Crocelìsso, e s. Ijonaven- vero da Canopo d' Amiclca, pilota
lura de' Lucchesi , di cui era stalo di [Menelao, che in essa fu se[>olto.
governatore. Francesco Cancellieri ,
BOULOGlN'E Guido, Cardinalf..
nell'epoca dell'esaltazione alla por- Guido Boulogne, dei principi o con-
pora di questo Cardinale, pubblicò ti di Boulogne ed Avernia, congiun-
colle stampe di Propaganda : Cra- to al re (iiovamii di Francia, pro-
titlalio /\ E. Laiii-cntiniii etc, ope- nipote Luigi 1\, prozio
del re s.

retta piena di erudizione. airantipa[)a Clemente VII, d'inge-


I30UCIIIE11 ANTONIO, Cardina- gno penetrantissimo , era canonico
le. Antonio Bouchier del Prato dei nella chiesa di Amiens. Benedetto
baioni di Sanciercpie, nacque in Is» XII lo elesse arcivescovo di Lione
soire neir Alvernia; fu benedettino, nel i34o; quindi, a' 20 dicembre
e abitale dell'abbazia di l''eeamp, J S/p, lo creò s. Ce- Cardinale di
di (piella di Saiit'Oven di llouen, cilia a cui aggiunse a commenda
,

secondo alcuni, presi-


cancelliere, e, la chiesa di s. Grisogono. 11 Boulo-
dente parlamento di JN'orman-
del gne ebbe la legazione di alcune parti
«lia. Leone \, nel i5i5, lo pro- d'Italia, nel 1 34f); <pu;l!a a Lodovico
mosse air arcivescovato di Iiourges ;
redi Lingheria, che movea contro i\a-
qinndi ad istanza dt;lla regina madre policon esercito poderoso, e, dopo a-
di J''rancesco I, re tli Francia, crcol- vcr ottenuto quanto bramava con ,

lo Carilinal prete di s. Anastasia, piena soddisfazione del re e della


nella quarta promozione, cui fece regina, tornò a Roma. Ivi celebrò
lì Roma al i aprile 151", e gli l'anno santo, ma per poco non vi

accordò tli portare le insegne Car- perilelte la vita coi colleghi a mo-
dinalìzie di rosso, contro il cosIiiiik; tivo di ima insurrezione del popolo
dei Cardinali regolari. Era liberale ])er la scarsezza dei viveri. Col Car-
nell im|)iegaie grosse soiinne a (a- dinal Amiibaldo da Ceeano volle,
voit" dell(? chiese .speci, ilmcnte a lui che delle oblazioni , fatte dai li*-

ailidate checché
, nt* dica il satirico dch alla eonf<'ssit)ne di san l*ie-

(ìaiindicrlì che , lo dipinge avaro, Iro, tre parti Iòsscro della camera
leincc, irreligioso. INcI .^iuoilu , cui apostolica, ed una del capitolo di
74 I5(>U BOU
quella J);isilicii, giusta l'antico co- Cleinenle VI, nel 1 35c), ebbe il ve-
stume. In febbraio del i35o, len- scovato di Porto, e dopo concia-i

ne a Padova un sinodo coi prelati vi Innocenzo VI,


d' Urbano V, e
della sua legazione, ove furono sta- Gregorio XI, mori a Lerida nella
biliti ottimi statuti a migliorare la Spagna nel iSyi, dopo ventinove
condotta degli ecclesiastici, a correg- anni di Cardinalato. Fu sepolto nel
gere costumi del popolo, e man-
i monistero di Valle Lucida in Lema-
tenere nell' antico suo lustro la cat- ne di Arsenia, al quale lasciò rcn-
tolica religione. Trasferì poi solen- dite per alimentare dodici monaci,
nemente le Antonio
reliquie di s. BOULOGNE sua Mer (Geso-
nclla magnifica chiesa eretta asuo riacuni navale, e Bononia ). Città
nome, e collocò parte del veneran- vescovile in Francia. Dicesi anche
do corpo in urna d'argento, cui Bologna a Mare, perchè città ma-
fece lavorare a sue spese. Voleva Era capitale d' una feracis-
rittima.
prima di partire pacificare Bertian- sima contea , ed ora è capoluogo
do di s. Gonesio patriarca di Aqui- distrettuale ^AX Artesia, parte della
leia , e il conte di Gorizia grave- Piccardia. Giace all' imboccatura del

mente discordi, ma inutilmente, fiume Liane, che gettasi nella Ma-


Quindi fu decano nella basilica di nica, ed ha ottimo e comodo porto
s. IMaitino di Tours nel iS^-x; e con rada. Dividesi in alta e bassa:
nell'anno appresso ritornato in Fran- la prima è ben fabbricata con ,

eia, procurò con altro porporato, seb- piazze forti , antica cattedrale ,
pa-
bene indarno, di stabilire la pace lazzo del vescovo e del pubblico,
della Francia coli' Inghilterra. Se- oltre quello di giustizia; la seconda
nonché dopo varii congressi tenuti è abitata da merciitanti, e si estende
a Sedunna e Tudela gli riuscì di lungo il porto ; ma la cittadella fu
pacificare tra loro il re di Castiglia diroccata nel 1690. Celebre è l'ac-
e quello di Aragona, i quali per qua minerale, che sorge ne' dintor-
altro coirandare del tempo s' ini- ni, chiamata la Fontana di Ferro.
micarono maggiormente. Quindi ven- Questa città fu abitata dai mo-
ne in Italia con Urbano V, ed as- rini , e conquistata dai romani ,

sistette all' incoronazione di Carlo venne poscia assediata da Costanzo


IV imperatore, fatta solennemente Cloro, e più tardi saccheggiata dai
dal medesimo Pontefice nella basili- normanni. Ebbe de' conti particola-
ca i36g. Poscia lo
vaticana, nel ri, e diede il suo nome ad una

stesso imperatore lo condusse seco illustre casa venuta per affinità da


e lo designò vicario generale d' Ita- quella de' re francesi della seconda
lia assegnandogli per residenza la
, stirpe, la qual casa dopo essersi dif-
città di Lucca; e Gregorio XI lo fusa in diverse altre, si concentrò
spedì di nuovo nella Spagna, ove in quella d' Auvergne nel 1260.
conciliò i re di Castiglia e di Por- Usurpata questa contea da Filippo
togallo. Tentò poi nuovamente di III il Buono, duca di Borgogna, fu
coni por le cose dei re di Castiglia, poi ceduta pel trattato di Arras
di Aragona, e di Navarra, e vi riu- nel i435; ma nel i477j i^ *'6 ^'
sci felicemente collo stipulare fra i Francia Luigi XI la riprese a Ma-
figli di quei principi vicendevoli ria di Borgogna, figlia ed erede di
nozze. Lasciato il primo titolo, sotto Carlo il Temerario, e 1' unì alla
li OM
sua corona. Per siliitlla coinjuibta mo I\', par. II, pag. 358, ed eresse
fece r omaggio d' mi diadema ricco il vesc(jval(j di bfjulogiie. dicliiarando-

di gemme ad xin immagine di IN'o- lo sulhaganeo di l'iiims ed assegnan-


slia Signora. IVel i 'ji44 ^^i assediala dogli la diocesi dell' antico vescova-
dagl' inglesi, sotto liniico Vili, i qua- to IMorincnse.. Il capitolo era coin-
li se ne impadronirono per la viltà jiosto di ventuno canonici, comprese
del governatore, benché i cittadini .sei dignità. Alolte prerogative fùr(>-
si losscro offerti a difenderla. Indi no accordate a (juesta sede, alla
avendo il re Enrico li presi molli (juale furono assegnale quattrocen-
de' suoi forti ,
glieli restituì nella to venti parrocchie, d(jdici abbazie,
pace del i55o. Inutilmente tenta- e dodicimila lire di rendita, colla tas-
rono gl'inglesi, nel i8or, di ripren- sa di millecinquecento fiorini. Tut-
dcila ; anzi voleva Napoleone da tavolfa evvi chi sostiene, che la sedii
questo luogo portan; la guerra al- di Boulogne fu fondata wW Vili se-

l' Ingliilteria, per lo che fece erigere colo, e solo ristabilita nel X\ I. Di-
una grandiosa colonna sopra un'emi- poi pel concordato del 1801, que-
nenza. sto vescovato fu sopprcs.so da Pa-
Ne' fasti ecclesiastici antichi Bou- pa Pio VII.
logne fu rinomata per due concilii, BOURCHIER To.MMASo dei conti
che vi si celebrarono, il primo l'an- di Essex, Cardinale. Tommaso Boiu-
no 1264, per Enrico III re d' In- chier de' conti di Essex venne alla luce
ghiU<-rra, contro i ribelli suoi sud- in Inghilterra. Essendo cancelliere del-
tlili,che perciò verniero sconnnii- l' università di Oxford, e decano del-
cali; il secondo si adunò nel 54<S, 1 la chiesa di s. Martino di Londra,
Gallia Chris t. toni. VI, pag. 25 1. fu promosso, nel i435, da Eugenio
In tempi più a noi vicini, cioè nel IV al vescovato di Vigorno, e nel-
I () j(>, in ([ue>ta città fu tenuto un si- l'anno 1438 a quello di sanl'Ely.
nudo. Dopo la distruzione ili Tcrovan- Negategli però consUmlemente dal
ne sulla Lys, distante sei leghe da Bou- re le rendite di quella chiesa
logne, rovinata nel i553 da Carlo ei fu costretto a rinunziarla. Non-
V, si convenne poi fra il figlio di dimeno venne di nuovo, sotto lo
questo, Filippo li re di Spagna, ed stesso Pontefice Eugenio IV, nel
il smldcllo Enrico li re di Erancia, 144^5 nominato alla medesima chie-
di non restaurarla più, e in conse- sa, di cui ottenne il pacifico possesso,
guenza di sopprimere il vescovato, e governolla per quasi undici anni.
che si chiamava Moriiiense. Perciò il Nicolò V, nel 1454» 'o trasferì al-

Pontefice Pio IV lo snppres.se, appli- l'arcivescovato di Cantorbery. dove


candone le rendite, parte al vescovo pubblicò alcuni decreti sinodali ri-

d'\pri, parte al vescovo Audomaren- guardanti la cli.sci|ilina del suo clero,


se, ambedue nella Germania inferio- e coronò a re d' Inghilleri.» Ocloar-
re. Indi il suo sui:ce.s.sore s. Pio V, ad do IV, Riccardo III^ ed Enri.o VII,
istanza del re di Francia Cai-lo IX, venendo poscia, a' 1 8 settembre 4^)7» 1

soppresse l'abbazia di s. Agostino in crealo Carilinalc prete del titolo di


Boulogiie, che non avea più di olio s. Ciiiaco nella prima promozione fat-
canonici, neir anno ^'>7, coli' auto-
1 ta da l'aolo II. Alla dignità Clardinali-
rità della costituzioMf \c)^ Diviiuv zia gli fu aggiunta (jiiclla di cancellie-
Maitstalis arbitrio, Bull. llum. to- re del regno ; e più volle fu incaricato
^6 BOU BOU
di esaminare la dollrina di alcuni ad ogni più lardo inlellello. Mor"/
erelici e di trasmetterne a Roma il neir esercizio del suo ministero. Ri-
voto : argomento evidente della sli- chiesto da una comunità di un ser-
ma in che era tenuta la sua dot- mone per una vestizione ad onta ,

trina e la purità della sua fede. Ce- che fosse malato, predicò con tanto
lebrò in Londia parecchi sinodi e vigore, che piìi crebbe in lui il ma-
concilii, e nel regno di Riccardo III, le. Nulla ostante non rallentò la sua
di cui era consigliere, fu posto in assiduità verso gì' infermi e verso i

jirigione per essersi dichiarato fedele penitenti, per cui si è accelerata la

ai figli del re Odoardo, verso quali i morie avvenuta ai i3 maggio 1704.


si mostrò mai sempre inclinato. Il Il p. Boiudaloue aveva genio felice
IMartene, nel secondo tomo della Rac- e sublime, ingegno vivo e penetran-
colta degli antìclii moiiwiicnli p. te, e sempre una profonda cognizio-
1476 somministra due
e p. i5o6, ci ne di ciò, che diceva. L'azione , la

lettere scritte da Sisto IV a questo voce, i sentimenti, tutto in lui era


Cardinale, nelle quali gli espone il da oratore, e giustamente viene chia-
desiderio, che nell'Inghilterra fosse mato il priiicijìc dei prcdicalori
richiamato 1"
uso di pagare il solilo francesi. I suoi sermoni videro la

Irihulo a s. Pietro. Mon questo (Car- luce nel 1 707 a Parigi. Avea il co-
dinale in Inghilterra, nel i4<^6, co- slume di gettare confusamente sulla
me rilevasi dall' autentico libro delle carta tulli i suoi pensieri , allorché
divisioni , e dall' epitafio posto alla componeva un sermone, per indi
sua toml)a. Fu sepollo nella sua scegliere ciò, ch'era più conveniente,
melropolilaiia. omettendo il resto. Di quel resto
ROURDALOUE Luigi, nacque a venne formata una raccolta col tito-
Bourges nel i632, ed entrò nella lo Pensieri sopra di\x'rsi argonwiiU
:

compagnia di Gesù, nel 1648, ove, di religione e di morale.


dopo essere stato maestro di uma- BOURG {Bourgen. Eresse, Ta-
nità , di rettorica , di filosofia e di mnwn-Burgum, Forum Segusiano-
teologia morale, fu destinato al per- nini). Cina vescovile di Fiancia, po-
gamo. Predici) alquanti anni in pro- sta in riva alla R.essouse, che dieesi
vincia, ed andò poscia a Parigi nel riedillcata nel sito dell' antiai dai si-

iGGq, ove ottenne tanto applauso, gnori de Baugé. Era un tempo capi-
che il re volle udirlo. Predicò alla tale della Eresse, ed ora è capoluogo
corte nell'avvento del 1670, e nella di prefettura nella diocesi di Lione.
quaresima del 1672, e sempre con Dal dominio de' romani passò a quel-
nuova soddisfazione fu ascoltato in lo de' borgognoni, indi a' franchi; e,
altri avventi ed in altre quaresime. nella metà del IX secolo, fcce parte

Dopo la rivocazione dell'editto di del regno d'Arles, e di quello della


Wantes [V. Nantes), fu mandato iu Borgogna Transjurana. Appartenne
Linguadoca per predicare ai prote- imperatori di Germania fino al
agi'

stanti, e mirabile fruito ottenne a secolo XI , ed alla casa di Savoia


Monlpellier nel 1686. Negli ultimi sino al XVI, e finalmente da En-
anni della sua vita dedicossi alle rico IV, nel 1601, fu riunita alla
case di carità, agli spedali , ed alle monarchia francese.
carceri, e per tutto rendeva care le Il Pontefice Giulio li, ad istanza
verità della religione, ed intelligibili di Carlo HI duca di Savoia, nel 1 5
1
1
ROU BOU 77
flesse (|iiesla dllà ia vescovato, ma làtica a soggiogarli. CI' imperatori
Leone X, pregato da Franecscj 1 re di romani compresei-o il Vntvvy ncll' ot-
l'raneia, lo soppresse. Tiiltavia,> ind tava ])rovincia, che chiamarono A-
ili.M, loiiiò <[iiel l*oiil(!li(;(! ad eri- finilaiiiic prima, e nel r<'gno di Arpiita-

p;i'rvi la sede veseoviiir, dicliiarandi) nia Irovossi anche solto franchi re i

e:ill(;diale la eliiesa della IJcala V'er- Merovingi. Durante la seconda dina-


gine, o di Nùlre Dame-dc Tlion, ili stia fiancese ebbe il Beriy princi{)i

niiiahile arcliiteltuia gotiea, ed asse- particolari, imo de'rpiali, per nome


gnandole sedici canoniei , fra' rfiiali Ifarpin, alienò Bonrges , e le sue di-
tre dignità, cioè il prevosto, il can- pendenze al re Filip[)o che Io
I,

tore, e il sagrestano. Conquistata di- riunì alla corona. 11 re Giovanni


poi la Dresse, nel i 'ji3(), dal re l''ran- II lo eresse, nel i jGo, in duaito Pa-
cesco I, ne ottenne dal Pontelìci; ri per appannaggio di suo figlio Gio-
l'aolo ll[ iiMovaniente ia soppressio- vanni, che mori senza prole. Restò
ne, onde soli due vescovi governa- allora a profitto de' principi e delle
rono questa diocesi. Yi liorirono re- principesse del sangue, come lo era
ligiosi , monache e pli istituii . Il Giovamiadi Valois figlia di Luigi XI,
convento colla cliiesa di s. Nicola di che, avendo sposato Luigi XII, ac-
Tolentino, ch'era degli agostiniani enei \()^ fondò
coiiseiili al divorzio, i

scalzi, celebrato per 1 » sua magnill- in UourgesOrdine delle monache


1

ca architettura gotic^a , sta in viei- ih\[' Annunziata (P'edi). ìluvìco IV

nan/a della città. Vi sono in essa ne fece goder l' iisufiutto alla ve-
diM'rsi nioninnenti sepolcrali di pre- dova di Enrico 111, la regina Eloi-
gio, partieolarment(; cpiello di Cili- sa e d()[)o la sua morte
, toiaiò a ,

berto , detto il Dello , diu^a di Sa- fin- parte integrante della monarcliia.
voia , di sua madre Margherita di Il secondogenito di Carlo X fu liil-

Bourbon, e di sua moglie INIarghe- timo principe distinto col titolo di


rita d' Austria , fondatrice del con- duca di Berry, titolo conservato dal-
^enlo. la duchessa vedova.
B(JL'PiGES {Bitiiricen., A'^'aricutn, Bourges, capoluogo del diparti-
Diturii;ac). Città con residenza di mento di Cher prende il, il cpiale
uiì arcivescovo in Francia. È situa- nome dal suo influente, che si uni-
ta (piasi nel centro della Francia, sce alla Loira nella Turenna, è an-
in riva a' due (lumi Auron, e Ye- che una delle più antiche città dei
vrc, V. dalla piccola riviera di Ava- gaulesi, essendo già florida, come
ra, o Averra, chiainossi [)rinia Àva- sede della monarchia de' celli, co-
riciun. Essa è una delle più belle, me lo divemie della priuui A-
comode, i; piìi grandi città del re- quitania sotto Ottaviano Augusto.
gno, già capitale tle" biturigi nella L' anno di Roma 702 fu pre-
(iallia A(juitanica, o IJerry. Secondo sa da Giulio Cesare, dopo im tre-
il Labbé, cilladiiio di (piesto paese, mendo asse<lio , strage ed inecn-
i biturii^i posscdctliro tulla la Celtica, dii. Alla caduta del romano impero
e vi un rci^no ove tlo-
stabilirono grandemente solili , nel secolo \,
minòconu' monarca .\nd)igaro, (pian- ilalle incursioni de" visigoti; e quan-
do Tar([uiuio l'risco lo era di llo- do ipiesti perdettero l' Aipiitania
ina. Diversi con(piisli fecero i bilini- Bourges fu con<piistata sotto Clodn-
gi neir Italia, e (iiulio Cesare durò veo, the si lece cristiano nel /il)'';
7^ ROU BOU
e nella divisioiif; toccò al suo figlio re Francesco I, n' ebbe la gloria
(Jloiloiniro; poi, nel Gi6i,a Gonlra- conservandosi però in esso alcuni
no re d' Orleans ; ma sotto di Ini de' suoi regolamenti. V. PRAMMAxr-
nel 583, la città fu presa ed incen- c\ Sanzione,
diata da Didier ,
generale di Cliil- li re Luigi XI, successore di Car-
perico I. Le sue principali ripara- lo VII, nel 1464, fondò in Bourges
zioni eseguironsi nel regno di Carlo l'università, che divenne celebre
Magno, e da Filippo II Augusto, nella facoltà del diritto, e siccome
clie nel declinare del secolo XIII la vi era nato, airicclù la città di sin-
fortificò; e poscia fu dichiarata ca- golari privilegi , e nobilitò i suoi
pitale del Berry, dopo aver avuto i consoli. Nel XVI secolo, per le guer-
suoi propri conti. Nel i^i"?-, duran- re icligiose, fu sorpresa dai prote-
te le fazioni della casa di Borgogna stanti sotto la condotta del conte di
e d' Orleans , il duca della prima, Montgomerry, a' 27 maggio i562;
impadronitosi del re Carlo Yf, lo il duca di Guisa poi l' assediò pel
condusse a Bourges, ove si conchiu- le Carlo IX, per cui fu resa dopo
se un accoixlo. im anno, indi Bourges seguì il par-
11 re Carlo VII il Vittorioso, a- tito della lega, che voleva escludere
sceso al trono nel ^^^i, ne' primi dal Irono Enrico IV, ma poi si sot-
anni del suo regno fece in (|uesta tomise a lui nel 1594. La città,
città il suo ordinario soggiorno, ac- che dividesi in nuova e in vecchia,
ci'esceiidone le fortificazioni ed inti- è molto bene fabbricata, ma ora
tolandosi re di Bourges. Nel i438, rimangono soltanto poche rovine
per trovare alcun mezzo di con- della sua grossa torre, che difen-
ciliazione fra il Pontefice Eugenio devala dal lato piìi debole . De-
IV, e i padri di Basilea resistenti gno di considerazione è il palazzo
a' decreti Pontificii, o almeno per pidiblico, e la riviera per la bellez-
opporsi alle conseguenze d'una dis- za, ed estensione delle sue cave fat-
cordia che nella maggior parte
, te a volta, godendo pure il benefi-
della Chiesa faceva languire la disci- cio di acque minerali fredde.
plina, il re Carlo VII col clero di La fede fu predicata in Bourges
Francia, e co'grandi del regno, ten- da s. Ursino, il quale ordinato ve-
ne a Boui'ges vni'assemblea somma- scovo dai discepoli degli apostoli , e
mente famosa, perchè vi si formò recatosi nelle Gallie, predicò il van-

la Prammatica Sanzione , che i gelo in questa città, vi fondò una


francesi chiamarono il baluardo del- chiesa e divenne il primo pasto-
la loro chiesa gallicana. Essa era com- re ; locchè si vuole accaduto nel se-
posta di ventitre articoli, estratti dai condo secolo dell'era cristiana, o
decreti di Basilea con alcune mo-
, più probabilmente nel tei-zo. Infatti
dificazioni, le quali convenivano al- alcuni, i quali credono questo santo
le consuetudini del reame , ed alle oriondo della illustre famiglia Orsi-
circostanze in cui allora trovavasi il ni romana, dicono, che nel 2 25 oc-
mondo cristiano. I padri di Basilea cupò la sede di Bourges. Dopo di
subito l'approvarono, ma i Romani lui dieciotto santi illustrarono que-
Pontefici nulla risparmiarono per- sta chiesa , fra' quali s. Desiderato,
chè venisse abolita, e Leone X nel che successe ad Arcadio, e morì nel
Concordaio celebralo nel 1 5 5
1 col 55o, s. Austregesilo, che nel Gì
BOU ROU 79
lu C'Ietto dopo Apollinare, e nel era goduta dall'aicivescovo di Boiir-
624, cl>I)e in degno successore s. ges come metropolita sui vescovati
Suipieio il Pio, al quale riuscì di con- di sua provincia, cioè Clermonl, fA-
vertire tutti gli ebrei della diocesi, mof^esj Le Puy , Jullc , e Saint
S. Aigulfo fu posto su questo seg- Flour, e la terza siv;i;omc arcive-
gio nell'Bii, e s. Ridolfo, di san- scovo del luogo. Quest'arcivescovato
gue regio, nell' 840. Pubblicò egli avea di rendita più di tienlarnila
una raccolta di canoni ad istruzione lire, e pagava quattromille e tienla-

del suo clero. tre fiorini di tasse. Innocenzo XI


Il Pontefice Pasquale li eresse in poi erigendo, nel 1G78, Alby in nie-
mctropoli questo vescovato, e Inno- tropoli, le diede per suflraganci Ca-
cenzo 11, nel ii4(, pubblicò l'in- sCresMende, Rodhcz Cahors , e
, ,

tcrdelto contro il regno di Francia, Vahrcs , che smembrò dall' arcive-


perchè il re Lodovico VII non voi- scovato di liourges, al quale in com-
ic riconoscere l' arcivescovo da lui penso assegnò quindici mila lire an-
eletto, ma tre anni dopo, il Ponte- nue, da pagarsi dalla chiesa d' Al-
fice Celestino li, supplicato dal re, by. Attualmente Bourges ha per
lo assolvette, insieme alreame da sufTraganee le sedi di Clcrniont, Li-
tali censure, come si ha dal Cono- moges, Le Puy , Tulle o Lulle e
grafo Maureneaccnsc. Non molto do Saint Flour.
pò il celebre Papa Alessandro HI, La cattedrale di Bourges , antico
accolto in Francia con grande ono- e celebre monumento di gotica ar-
re da Lodovico \ lì, nelir()T, visi- chitettura, uno de miglioii edifizii

tò pure Bouiges. Cf)rrendo 1" anno d Europa in simil genere, e che oc-
12 18, Onorio HI canonizzò solenne- cupa il più elevato luogo della cit-

mente s. Guglielmo, arcivescovo di tà, è dedicata a s. Stefano. Aveva


questa sede, morto a' io gennaio im capitolo composto di quattro di-
1209. Il suo successore Gregorio IX, gnitarii, e di quaranta ciinoniei, poi

non riconoscendo gli arcivescovi di ridotti a dodici. Ha un bel semina-


Bordeaux, il titolo di primate di rio, e prima vi erano quattro chie-
Aquitania negli arcivescovi di Bour- se collegiali, altrettante abl^azie, ed
ges , con autorità apostolica de- un gran numero di aise religiose
cise in favore di questi. L' arcive- d'amlx) i sessi, oltre a sedici par-
scovo godeva tre specie di giuriseli- rocchie.
/ione, ima in «pialilà di patriarca, o In questa illustre chiesa furono
di primate su quattro arcivescovati, celebrali ventitré concilii , com-
cioèNarbona, yiuch. Bordeaux, e jneso quello registralo da Lenglel e
Tolosa, cui [)Oseia si aggiunse Al- nell'anno i i45, vi si tenne im' as-
hy. Senonehè questo patriarcale di- Mnd)lea in cui s'intimò il concilio
,

ritto cessò da molto tempo, e far- <li Vezelay Labbé t. IX, Aiduino,
.

eivescovalo <li Bordeaux si sottrasse t. \ I, Augi. L


«lalla sua dipciiden/'a , i|uando Cle- Il i. concilio si adunò in Bour-
mente V, de Got , jiassò dalla sua ges nell'anno 4^4» Arduino, t. IV.
sede al Pontilìeato nel i Soli, ed an- 11 ?.. venne celebrato nel \'j'ì.
che per uw riguardo al re d'Inghil- per l'eli/iniie di Simplicio, e ne [»ar-

teiia, Bordeaux apparteni'va


cui la il sulo Lablu- f l\
coir Aquitania. Lallia giuiisdi/iunc 11 J nel 7G- hi, I \1
8o BOU BOU
il 4- 7^9; Arduino, t. I.
i^^'" sulla contea di Tolosa, anzi aggiunge
11 5. nc'ir 84^ ove si approvò , il Lenslet, che delta contea fii re-
la disposizione tii Ebjjone. Labbé sliluita a ilaimondo capo jlegli al-

VII, Ard. IV. bigesi. Labl)é XI, Arduino, VII.


Il 6. l'anno io3r, sopra l'apo- L' II. l'anno 1228, ove l'arcive-
stolato di s. Marziale, e sulla disci- scovo di ([uesta città fu sospeso nel-
])Iina. L'arcivescovo di Bourges Ai- la sua giurisdizione metropolitana.
mon, che vi presiedette, pubblicò Labbé XII, Arduino VII.
venticinque canoni. 11 i. comanda Il 12. fu celebrato nel 12/10, o
che s. Marziale si conti fra gli apo- 1241 contro gli eretici albigesi. Man-
stoli, non fra i confessori. 11 2. proi- si t. II. 11 Lenglet all'anno iiiJZ
bisce di conservare l'Ostia consacra- ne registra mi altro, ma incerto.
ta dopo una settimana. 11 3. vieta 11 1 3. nel 1276, sulla disciplina
a' vescovi , e loro scgrctarii di rice- ecclesiastica, celebrato dal legato del-
ver donativi per le ordinazioni. 11 la Santa Sede, Cardinal Simeone de
7. comanda agli ecclesiastici di por- Brié, poi Papa Martino IV, a' 21
tare la tonsura, e la barba rasa. 11 febbraio 1281. Vi siformarono sedici
12. proibisce ricever cosa alcuna, regolamenti. Il i. scomunica quelli,
tanto pel battesimo , per la confes- che turbano la libertà delle elezio-
sione,che per la sepoltura, permet- ni. Il 3. vieta a' giudici delegati il

tendo però ricevere le spontanee of- ricevimento de' doni per assoluzioni
ferte de' fedeli. Il i4- vieta porre di censure. 11 5. scomunica i tur-
sugli altari drappi usati per coprire i batori dell'ecclesiastica giurisdizione.
detònti. Il i5. proibisce le pubbli- Il 9. decreta egual censura contro
che adunanze nelle domeniche per coloro, che impediscono l'esecuzione
trattare gli affari civili , meno che de' testamenti, fatta secondo i sa(TÌ
per carità, od urgente bisogno. II 21. canoni. Il io. condanna alla stessa
vieta a' secolari i beneflcii di Chie- pena gl'impositori di novelli grava-
sa , ed 24. scomunica i monaci,
il mi, o che estendono gli antichi su-
che lasciano il loro abito. Labbé gli ecclesiastici, e loro beni. Il 1 5.
IX, Arduino, VI. vieta agli eccettuati, e a' privilegiati
Il 7. concilio si celebrò, l'anno di ammettere scientemente i pub-
ro4o, per l'abbazia di s. Sulpizio, blici scomunicati , ed usurai , a' sa-
Gali. Cìirist. t. II, p. 4i. gramenti, e di conceder loro sepoltura,
L' 8. nel 1128, come riporta Si- Labbé XI, Ard. VII.
mcon de Dunelm, de Gestis Angl. I. 11 i4- hi celebrato nel 1282. Gali.
11 9. nel i2i5, oi-dinato dal le- Christ. t. II, p. 73.
gato del Pontefice Imiocenzo HI, ma Il i5. contro le esenzioni, fu
che poi non ebbe l'effetto bramato. convocato nel 1286, presieduto da
Bessin. Simone di Beaulieu arcivescovo di
11 10. celebrossi nel I225 a' 3o Bourges, ove si pubblicò una costi-

novembre sotto Papa Onorio III, dal tuzione di trentasette capitoli, con-
Pontificio legato, e v'intervennero fermatoria de'concilii precedenti. Fra
cento vescovi francesi. Si disputò gli altri, il 4- vieta agli arcidiaconi,
senza decisione, la causa di Raimon- ed agli arcipreti, l'avere ufhziali fuo-
do conte tolosano, e di Amauri di ri della città. Il 6. proibisce di am-
Monlfort, che accampava pretensioni mettere alla celebrazione de' santi
BUV 8/
mislerii i cliiciici stranieri, ^on/a 1 ,ip- vò, a" ij ottobre i585, con b(j|la.
provaziono del proj)rio Oidiniiiid. Il Labbé XV^ Ard. t. X.
2 1. comanda ili levar dalle eliicse BOVA (s.) , fioriva nel secolo
i cofani , ed altre cose profane. Il settimo.Essa era prossima pareiilr
24. vieta alle donne coabitare eoi del re Dagoberto, e quantunque i

regolari. Ed 3i. dichiara, che si


il suoi genitori volessero indurla ad u-
adoprerà il braccio secolare per co- iiirsi in matrimonio, rifmlò mai sem-

stringere gli .scorniniicati a finsi as- pre di abbracciare quello stato, poi-
solvere dopo un anno dalle censure. ché avea desiderio di consccrare a
Gal/. Clirisl. t. 1, p. 124G, e Mar- Dio la sua verginitèi. A questo fine
lene, Tltesaur. t. IV. entrò in un chiostro di vergini j)o-
II i(). concilio si adunò nel i3rr. slo in un sobborgo di Keims, che
Gali. Christ. t. II. p. 77. suo fondatore ed abbate del
fratello,
Il 17. nel i3i2, in cui si rice- monistero di Montfaucon, avea fab-
vette il concilio generale di Vienna. bricato. La imiillà fu la virtù pre-
Il i3i5, presieduto dal-
18. nel diletta di s. Bova , la quale si ri-
l'arcivescovo di Bourges Egidio Co- guardava come r. ultima di tutte le
lonna. Mansi t. Ili, p. 3q5. sue compagne. Si i-ese l'oggetto del-
11 19. nel I 336, secondo Lcnglet, la comune ammirazione per la ob-
Lahbé t. XI, e Balu'zio, in FIistoria bedienza, per la dolcezza, e per la
TutcUiisi. diligenza, onde disimpegnava i suoi
11 •->«). nel ijiT, riguardante af- doveri. Tante viitìi indussero le sue
fari temporali, come la tassa sul vi- correi igiose ad affidarle il governo
no. Labbé XII, Ard. VIII. della loro comunità, cui ella accettò
il 2r. nel i432, intorno al con- soltanto per non opporsi alle dispo-
cilio di Basilea che fu apiiiovato,
,
sizioni superne. Dopo avere sostenu-
come riporta l' annalista Kiiialdi a to (picsta carica con molta lode ,

tale anno. terminò la sua carriera mortale nel-


Il 22. verme celebralo nel 1J28, 1 anno 673. Le sue reliquie furono
contro gli eirori di Lutero, sulla trasportate nell'abbazia di s. Pietro,
riforma de' costumi, e per trovarla nella città di- Reims.
manilla di riscattare da Carlo V BOVA [Boven.). Città con resi-
j figli del le l'rancesco I. L'arcive- denza di un vescovo nel regno del-
scovo di Bourges Tournon, che vi le due Sicilie. Essa è costruita so-
piesiedette, vi fece approvare venti- pra un monte dell'estremo Appen-
tre decreti, i primi cinque de' cpia- nino, non lungi dal mare ionio, e
li i-iguardano l'eresia luterana, e gli poco distante tlal capo Sparliven-
altri la disciplina. Labbé tomo XIV, to, anticamente denominato Tlcrcu-

Ard. tom. l.\. Itiim. Siccome alle sue falde scorre

11 2 3. si tenne .sulla fede, e i eo- il fiume Bova, cos\ ne prese il no-


•slumi, nel ^84, presieduto dall'ar-
i me la città. Se ne vogliono fonda-
civescovo Rinaldo di Beaume. ]\lolti tori gli albanesi che quivi, come
furono decreti, che vi si approva-
i nella maggior parte della Calabria,
rono, sotto (piaranlasci titoli , sulli* si dopo la morto del
rifugiarono ,

materie de'roncilii precedenti, nxìlte prode Scandcrbeg, nel 1466. Che


delle quali linoni» tolte dal e()nc\li() se essi non l'hanno del tutto fab-
ili Trento, e Papa Sisto V l'appro- bricala, 1 hanno almeno lifàbbricata
\()i. \\. Ci
82 I30V BOX
od ingrandita. Dislnitta dal tenc- ina, e di quattro caiìonici , con man-
inolo nel 1783, deve al re Ferdi- sionarii ,
preti, e chierici per l'ulli-
nando IV il suo lisorginiento, ed ciatura. Oltre la cattedrale, vi è
il niiglioi'aniento pei- 1' ordine e la un' altra parrocchia, un convento
regolarità delle fabbriche. di religiosi, il monte di pietà, ed
La città è sede vesco\ile circa dal- il seminano. La 'mensa è lassala di
l'anno (38 1, ed è sullraganea dell'ar- (jualtrocento fiorini.
civescovo di Reggio di Calabria. La BOVO (s.), trasse i natali nel
cattedrale di elegante aspetto dedi- castello di IS'oguiers. Era gentiluomo
cata alla Presentazione della B. Ver- di Provenza, e fioriva sui priniordii
gine, sino al Pontificato di Grego- del regno di Ottone, o di Luigi di
rio XI 11, 111 officiata cou rito gre- Oltremare. iSe' suoi ]>rimi anni eser-
co, per cui r arciprete cliiamavasi citava il mestiere delle armi, cui
Protopapa. Ora ha sei dignità, pri- santificò colle più eroiche cristiane
ma delle quali è l' arciprete , con virtù. Gli presentarono varie oc-
si

«piattordici canonici, ed altri preti casioni di la spada non


stringere
e chierici impiegati nel divino ser- solo per difesa della sua patria, ma
vigio. Vi hanno case religiose di eziandio a sostegno della religione.
ani-bo i sessi, un seminario, ospedale, Egli Provenza dalle scor-
liberò la
e monte di pietà. La mensa è tassata reiie dei saraceni, cui mise in fu-
di Irentatre fiorini e mezzo ne'libii ga o fece prigionieri. Ebbe anche
,

della camera apostolica. il conforto, che alcuni Ira questi


BOVIiNO [ Boviiien. Bovinum nemici diedero il loro nome alla
Vibiaum ). Città con residenza ve- religione cristiana. Dopo essersi ac-
scovile nel regno delle due Sicilie. quistata tanta gloria, appartossi dal
Questa città della provincia Capita- tumulto del secolo, e santificò il

nata ,
estrema falda di
posta sulla suo ritiro colla pratica delle morti-
un monte, è bagnata dal Cervaro, ficazioni e de' disagi. In un pelle-
ed è capoluogo di distretto, e di grinaggio fatto a Roma, fu collo
cantone. Ha solide mura , come da grave malattia, e, nel 985, do-
quella, che fu piazza forte. Nel 1734, vette soccombere a Voghera. La
vi fu combattuta vma battaglia fra Provenza gli presta un culto distin-
i tedeschi , e gli spagnuoli , colla to; e la sua festa, che si celebra
peggio dei secondi. La sede episco- nel giorno 22 di maggio, una volta
pale fu eretta verso il secolo X, ed è era di precetto in quasi tutte le

suffiaganea Benevento. Quando


di città di Lombardia.
il Pontefice Giovanni XllI, nel c)6q, BOXADORS fr. Giantommaso,
dichiarò sede arcivescovile Beneven- Cardinale. Giantommaso Boxadors,
to, fra i vescovati, che le assoggettò, nobile spagnuolo, nacque a Barcel-
comprese anche questo, ch'egli no- lona a' 3 aprile 1703. Era religioso
mina Bilnno-, come rilevasi nell'ap- e ministro generale dell'Ordine do-
pendice al tomo IX de'concilii. Pri- menicano e venne innalzato all'onor
meggia tra i sacri edificii la catte- della sacra porpora da Pio VI, ai
drale, che è dedicala alla B. Ver- i3 novembre 177^, come Cardinal
gine IMaria Assunta , ed ha il capi- pretedi s. Sisto, continuando ad
tolo composto di quattro dignità ,
essere generale fino al seguente ca-
delle quali V arcidiacono è la pri- pitolo. Ciò fu concesso dietro l'esem-
IJOZ BRA .S3

pio (li .'litri l'ontcHci, che in cimili Cardinal pretedi s. Silvestro in capi-
oc<;asioni corifcimaiono nel f^eneia- te il dì 11 maggio i^fJT. SenonclK-,
liito (li (juest' Ordine i porporati otto mesi dopo la sua promozione,
Gaetnni, Giustiniani, Galatnìni u morì di ({uarantacinque anni a Na-
Pipia. Appartenne alle congregazio- poli, ed ebbe tomba in quella metro-
ni Carclinali'/.ie della s. intpiisizione, politana.
dell'oarae de' vescovi, dell'indice, e BRACCIANO {Braccnum, Bra-
111 encomiato per pietà, dottrina ed saiinin, Bracìiianuni). Duciito ncllcj
altre belle doli. Morì a llonia a'i6 stato Pontificio, governo baronale,
dicembre 1780, lU esj)osto nella nella diocesi di Nepi e Sutri. K ini
chiiisa de' domenicani di s. Maria borgo assai vago, posto sulle sponde
sopra Minerva, e venne trasp(jitato del lotondo lago Sabbatino [Lacus
privatamente alla sua titolare di s. Sahbalinus) , nella via Claudia , ed
Sisto, ove ebbe la tomba. è feudo della romana famiglia Tor-
BOZZUTO Anmhvle, Cardinale. lonia. Vuoisi che il suo nome de-
Annibale Gozzuto, detto altrimenti rivi da fundus Braccianus _,
giac-
Pizzuto, nacque a Napoli nel i52 0, ché la gente Braccia presso Gru-
da nobile patrizio. Era giureconsulto lero trovasi avere esistito. Il cartello
valente, uomo di straordinario talen- faceva parte dell' antica Etruria , e
to, illustre in dottrina, di vasta eru- ne' dintorni veggonsi alcune rovine
di pronto ingegno. Perciò
tiizione, di Veio, e bagni d'acque termali,
sebbene ancor giovane, fii scelto per \ì si fabbri(?a della buona carta da
opporsi a Pietro di Toledo viceré stampa, e nel secolo XVII vi esisteva
di NajXìli, che voleva introdurre in una tij)Ografìa, dalla quale uscì in
quella capitale il tribiuiale della in- luce, nel i()3f, la rara edizione della
quisizione , a norma dei 1 egni di Pila di Cola di Rienzo, p(M- cura
Spagna. Quindi mandato ambascia- di Antonio Fei, nel popolare dialet-
tore a Carlo V, ottenne da lui, che to romanesco. Si dice che il famoso
il gran numero dei banditi per sif- tipografo Aldo Manuzio abbia sor-
fatto motivo, fòsse ridotto a soli ven- titi i natali in Bracciano.
ti,nei quali egli stesso fu compreso. Bracciano fu capoluogo di un jkì-
Riavuta ch'ebbe la libertà, fece ri- tente ducato, e, fino dal secolo XIV,
torno a Napoli ove non tenendosi , era stato occupato, come l'Anguilla-
siciu-o ,
passò a Roma. Qui venne ra e Trevignano, dalla romana là-
accolto gentilmente dai Pontefice miglia Oisini. Martino V, eletto nel
Paolo IH che lo elesse vicelegato
, 1417 j lo concesse a titolo di vica-
di Bologna nel i548. INIentre i>cr- riato per tre anni , col canone di
citava tale intunico, (jiidio 111 gli ini falcone da presentarsi alla ca-
conlèrì , nel 1
')')?, , la chiesa di A- mera a[)ostolica nella festa di san
vignone. Morti Giulio III, e Mar(;ello Pietro, a Francesco, Carlo, ed Or-
II, il sacro Collegio gli allidò il go- sino Orsini, ciò che dà indizio, che
verno della città, durante il tempo in precedenza n'erano stati privile-
del (xjnclave, e .•»! vaNe di lui negli giali, ovvero che il [)opolo romano
allar.i piii ÌL.Uressanli il governo dil- nella concordi. 1 criebiata nel l lOj,
la Chies.i. Quindi Paolo IV gli donò sotto Innocenzo Vii, n'era tornato
un chericalu di ( aniLMa, della (|uale in possesso, uiiilaiiit'iile ad altre ter-
divenne [)i elidente, i Pio IV »i eolio re. Nel Pimtiliialn «li Eugenio i\'^
84 BRA BRA
die successe, nel i43i, a Mavlino V, Pa[)a Pio IV, Medici, con diploma

si riunì a Bracciano l' esei-cito Pa- de' 9 ottobre 1 56o, eresse Brac-
pale, nella guerra contro Nicolò de ciano in ducato, dal qual anno gli
Stella , e Bracciano dovette sommi- Oi'sini cominciarono ad assistei'e al

nistrare trenta fanti. Nel i47^: Si- soglio Pontificio nelle fimzioni. A-

sto IV si recò a Bracciano, agli i i lessandro VII, nel 1666, proibì ai

luglio , e vi dimorò fino a' 1 3 set- principi, e baroni feudatarii della

tembre, come abbiamo dall'bifessura Sede apostolica, di usare il titolo

liei suo diario presso Muratori. Indi di altezza, giacché lo pretendeva il


essendo gli Orsini in guerra coi Co- duca di Nerula, succeduto per la
lonnesi, questi sotto il Pontificato morte del fratello al ducato di Brac-
di Innocenzo Vili , a' 20 luglio ciano. Nel 1(596 d. Livio Odescal-

1 485, presero e saccheggiarono Brac- chi, nipote d' Innocenzo XI, dopo

ciano. aver acquistato il feudo di Ceri, che


Dopo il ritorno del re di Fran- lo zio avea dichiarato ducato, com-
cia Carlo Vili nel suo regno, il però dagli Orsini il ducato di Braccia-
Pontefice Alessandro VI, Borgia, no che nel principio del corrente se-
,

nel 1496, lento di togliere il prin- colo dagli Odescalchi fu venduto al


cipato agli Orsini ; ma essendo scon- marchese d. Giovanni Torlonia ro-
fitto a Bracciano l'esercito Pontifi- mano per cinquecentomila scudi, con
cio, li ammise alla pace, affinchè i certi patti reversivi. A sì benemerito
francesi, amici degli Orsini, non tor- duca è succeduto nel possesso , co-

nassero neir Italia. Il Papa aveva me nel titolo e nel feudo di questa
dichiarato legato a Intere nella guer- terra, il degno primogenito d. Mari-
ra contro gli Orsini, ed altri baro- no duca di Poli.

ni confederati, il Cardinal Bernar- Si divide Bracciano in vecchio e


dino Lonati di Pavia; giacché, in- nuovo. Col primo s' intende il ca-

sorti essi nuovamente con numero- stello feudale circondato di mura e


so esercito, conducevano
si contro torri nel secolo XV, avente nel Iato
la stessa Roma. Vi si recò il Car- orientale la rocca, o palazzo feuda-
dinale alla testa delle milizie Pon- le ; col secondo la collegiata dedi-
tificie, duchi di
accompagnato dai cata a s. Stefano. L' architettura
Gandia e di Urbino, ed espugnò del palazzo è pure del secolo X\
l'Auguillara, Galera, Bassano Su- , e nello stile si rassomiglia al palaz-
tri, ed altre terre, ch'erano in loro zo di Venezia in Roma , eretto
potere; ma mentre il Cardinale, nel nello stesso secolo da Paolo II, con
i497j trovavasi all'assedio di Brac- disegno di Giuliano Maganense .

ciano, terminò di vivere^ e traspor- Dalla piazza avanti la rocca vi sono


tato in Roma, fu sepolto in santa due strade, fiancheggiate da
belle
Maria del Popolo. Progredendo la case ben fabbricate, particolarmente
guerra contro gli Orsini, nel iSoi, quella, che conduce a' cappuccini. Il
Alessandro VI medesimo fece l'uf- detto palazzo ha ricevuto dall' o-
fiziodi capitano generale. dierno duca sensibili miglioramenti;
Dopo il Pontificato di Martino V un governatore da lui stipendiato
si trovarono gli Orsini investiti di vi rende giusfizia ; e le zelanti cure

questo feudo ,
prima col titolo di del suo signore si estendono anche
conti, e poi di 'duchi , dopo che all' educazione morale e religiosa
BRA BRA 8?
degl'imlividui dipendcnli dal ducato. i suoi vizii. Bradvvardin professiiva il

V. Ant.uillara. tomismo piìi ligoroso , e lo spinse


Celebri sono poi le Ferriere di così che i protestanti ciedettero di
Bracciano in vicinanza del lago. Da trovarvi la dottrina di Calvino sulla
questo il Pontefice Paolo lece V grazia e sulla piedesti nazione nella
condurre in lloma per mezzo di sua opeia : De causa Dei conlra
un acquedotto l'acqua, che dal suo Pclagium, et de viriate causarum,
nome si chiama Paola. V. Saverio libri III ad suos Mertonenxes, cioè
Barlocci Ricerche Jlsico - chintiche
, ai membri del collegio di Merton,
sul lago Sabbatino j e sulle sorgen- ove aveva studiato. Si considera co-
ti di acque minerali, che scaturi- me introduttore del metodo geome-
scono ne' suoi contorni, Roma 1816. trico nella teologia. Le sue altre opere
Ivi si avverte, che i prodotti vulca- sono : I . Geometria speculativa, Pa-
nici del lago di Bracciano sono risiis 1 53o ; 2. Aritmetica specula-
perfettamente conformi a quelli dei tiva j 3. De proportionibus, Parisiis
vulcani di Frascati , e di Albano 149^, et Venetiis 1505; De qua-
essendo composti di lave, la cui ba- dratura circuii, Parisiis 149*^ '"
se è pirossena e anfìgena , mesco-
, fol., Venetiis j.53o.
lata talvolta con pseudo-nefelina. BRAGA ( Bracharen., Augusta
BRACHITI. Eretici , insorti nel Braccaruni , Braga , e Bragara).
secolo terzo, i quali sono un ramo Città con residenza di un arcivesco-
de' manichei e de' gnostici. vo nel Portogallo, capitale della pro-
BRADVVARDIN Tommaso, sopran- vincia di IMinho, posta in un'elevata
nominato il dottor profondo, era un e feracissima pianura, tra le due ri-

pio e dotto arcivescovo di Cantor- viere di Cavado, e di Desto. E chia-


bery, nato nel 1290 ad Ilarttcild, mata Bragara per certa sorte di
nella diocesi di Excester, da anti- vcstimenta usate da' suoi abitanti. 1
ca famiglia. Studiò nell'università di popoli callaici, sui quali dominava,
Oxford, e si res<; ragguardevole pei- si dissero braccari, per distinguerli
la sua scienza nella filosofia, nelle da' //«'f/zii più settentrionali. Voglio-
matematiche e nella teologia. Diven- no alcuni, che sia stata edificata dai
ne in seguito professore di teologia, greci, e che quindi divenisse sogget-
cancelliere della cattedrale di Lon- ta prima a' cartaginesi, e poi ai ro-
dra, confessore di Eduardo III, ar- mani, i quali le diedero il titolo di
civescovo Cantorbery nell' an-
di , Augusta, e la dichiararono capitale
no 1 348mor'i quaranta gior-
, e di tutta la Lusitania che eslende- ,

ni dopo la sua promozione, e pri- vasi a parte dell' Andalusia e della ,

ma di aver potuto prendere il pos- Estremadura spagnuola. Amora vei;-

sesso della sua sede. Quando si re- gonsi gli antichi avanzi degli antichi
cò alla corte di Avignone per otte- edificii, come di un tempio, dell ac-

nere la sua istituzione, Clemente VI quedotto, e dell' anfiteatro. Succes-


lo trattò con ogni riguardo po.ssd)i- sivamenle fu dominata dagli sve-
le. Tanto era virtuoso, e correggeva vi, i cui re vi fecero residenza, dai
con tanta carità i traviati, che il re goti, dai mori, e in line dai re di
Eduardo medesimo ascoltava le ri- L(>one. In una gara municipale co-
prensioni , cui questo jìrelato gli an- gli abitanti di Porlo, le doiuie di
daN-a facendo sui suoi diltrtli e sopra Braga ebbero il merito della villo-
86 BRA BRA
ria. La città è cinta di mui'a, fian- Pinhcl j ma questìiUimo ora è siif-

cheggiata da torri, t; difesa du un fraganeo del patriarcato di Lisbona.


castello fortificato. Fra gli arcivescovi di Braga, me-
Braga fu una delle prime città ritano special menzione Maurizio
di Spagna a ricevere il lume della Burdino francese, del io, e Pie- i i

fede, ed i suoi vescovi ftn*ono me- tro di Giuliano. Il primo fii soi^peso
tropoliti della Galizia, e di una por- dall' arcivescovo di Toledo, legalo upo-
zione del Tarragonese. E siccome fu tolico, pel cui mezzo era a sì
salito

una delle prime a liberarsi dal gio- sidilime grado. l'asquale 11 ne con-
go de' saraceni, contrastò con Tole- fermò la sospensione; ma poi flopo
do la primazia di tutta la Spagna. averlo restituito all'arcivescovafo , lo

Secondo Commanville, ([uesta città inviò legato impeiatore Enrico \


ali ,

fu eretta in sede vescovile nel terzo che nel Iii8 lo fece nnlipapa col
secolo, ed in metropoli l'anno ^^i. nome di Gregorio T III {^f edi).
Per altro im tempo cessò di essere L'altro arcivescovo di Braga, Pietro
riguardata per tale. Ebbe per suf- di Giuliano, nobile di Lisbona, che
fraganee Miranda, Porto,
le sedi di prima era stato arcidiacono di detta
Jjamego, Viseu e Guarda, le quali chiesa , fu creato Cardinale da Gre-
in progresso soggiacquero a cam- gorio X, nel ìi'jG, e finalmente,
biamenti, come vedremo. S. Mar- a' I
")
settembre, fu eletto Sommo
tino , oriondo della Pannonia , re- Pontefice col nome di Gio\'anni X\I
catosi nella Galizia, colle sue prC' {^Vedi). Questo Papa si adoperò per^
«liche ottenne, che, abbandonato l'a- che Alfonso III, re di Portogallo, de-
rianesimo, ritornasse all'unità catto- sistesse dall'opprimere le chiese del
lica ; e, nel SGo, vi edificò varii mo- regno, e dall' usurparne i beni. E
nisteri , insieme a quello di Duma siccome re di Portogallo aveano
i

presso Braga. I vescovi della pro- fatto il reame tributario della San-
vincia eressero questo in vescovato, ta Sede, con due mila marche d'oro,
e, nel 56'j, vi posero il santo a go- così Papa Benedetto
XII, nel i338,
vernarlo ; ed i re svevi vollero che scrisse all'arcivescovo di Braga, ac-
Martino fosse il vescovo della loro ciocché riscuotesse tal Ìi"ibuto da
corte , elevandolo poscia alla sede di Alfonso IV.
Braga. S. Fruttuoso del sangue rea- L'arcivescovo di Braga era anche
le de' visigoti di Spagna, fu ordina- signore temporale della città ed, ,

to A'escovo di Duma, e_, nel GjG^ essendogli stato tolto quel dominio,
arcivescovo di Braga, alla quale in il Pontefì,ce Gregorio XI, nel iSyi,
quel medesimo secolo fu riunita la scrisse al re Ferdinando , acciocché
sede di Duma. Dipoi, verso l' anno glielo restituisse. La cattedrale di
Ilio, il Pontefice Pasquale II resti- Braga è vasta, magnifica e di bella
tuì la dignità metropolitana alla chie- architettura; vi fu sepolto Enrico
sa di Braga ( locchè approvò Cali- di Borgogna , conte di Portogallo ,

sto II nel I 123), a que' dì apparte- che l'avea fatta ricostruire, ed è de-
nente al regno di Tarragona, ed og- dicata all' Assunzione di Maria Ver-
gi a quello di Portogallo , di cui è gine . 11 capitolo si componeva di
primate, con sette vescovati sufTra- tre dignitarii, e di trcntaqualtro ca-
£;anei, cioè Porto, Coimhra, Viseu, nonici; cinque erano le parrocchie,
Braganza , Miranda , Ai'ciro , e con diversi conventi, e monistcri eh
BRA «7
ambo i sewi. Copiosissimo era il iiii- solo permeile quello de' salmi, e di
meio tanto di questi, che delle par- pezzi presi dalla sacra Scrittura. Il

rocchie nella diocesi. Decoroso è 1 3. permette soltanto a' chierici di


r «episcopio, e considerevole il semi- entrare nel presbiterio per la comu-
nano ; evvi altresì im collegio, uno nione. comanda a' chierici,
Il ì/\.

spedale, ed un ospizio ec. Pi-esso la che non mangiano carne, a doversi


città è in somma venerazione il cibare con erbe cotte, per non far
Santuario Do Senhor Jesus do conoscere che sono priscillianisti . Il

Alante y visitato ogni anno da' pel- i<S. esclude la sepoltura nelle chiese
legrini ; e poco distante esisteva l'au- in venerazione dei corpi santi che ,

lico monistero benedettino di Duma, vi sono tumulati. Reg. XII, Lal)b('


di cui fii abbate s. Martino. t. V, Arduino, t. III. Il Lenglet, ci-
Quattrofurono i concilii, che si tando questi stessi autori ,
pone la

celebrarono in Braga. celebrazione di questo concilio ncl-


Il primo fu tenuto verso l' anno l'aniio 56 1.
4?.?. dal vescovo di Braga Pancra- Il concilio fu adunato in
terzo
zione, il quale con nove vescovi con- Braga nell'anno 777. dal suo vesco-
dannò gli errori de' vandali, ed altri vo Martino Dume per la disciplina,
barbari invasori della Spagna. Lab- con altri dodici vescovi di Galizia,
bé tom. II; Arduino, tomo II. Pe- e di Lugo. Dopo aver ricevuto i quat-
i-eziocanonico toletano dice che , tro concilii generali, meno il quinto,
questo concilio sia un' invenzione , e che ignoravasi nella Spagna, fecero
Lenglet, citando il Labbé al t. II, dieci canoni. 11 i." prescrive, che i
e l'Arduino, al toino I, lo registra vescovi nella visita esaminino chie- i

nell'anno 4' '• rici, che istruiscano il popolo. 11


Il secondo fu adunato nel 5G3 .
3." vieta ricever doni a titolo di
Lucrezio metropolitano di Braga ,
ordinazione, ed il 6." dichiara, che
con sette vescovi, rigettò l'errore non si riceverà ninna fondazione di
de'priscillianisti, formandovi vcnlidue chiesa, se il fondatore volesse par-
canoni. Il i. di questi ordina, che si tecipare delle oblazioni co' ministri
recitino le medesime lezioni nelle vigi- dell'altare. Ivi.
lie, e nelle messe. Il 3. vieta a' vesco- quarto fu celebralo nel 67^,
11

vi ordinar chierici di altre diocesi, particolarmente contro la supersti-


senza permesso scritto. Il 7. che i zione di alcuni preti, che volevano
beni della chiesa divisi in tre parli consacrare col latte, mentre regnava
appartengano a' vescovi , a' chierici, W amba . Otto vescovi fecero al-

ed alla chiesa, e che l'arcidiacono gli trettanti c;inoni . Il I. proibisce lo

amministri, rendendone conto al ve- olTerte del latte, e grappoli d'u-


scovo. Il f). comanda a' diaconi di va in vece del vino nonché d in- ,

portare esteriormente sulla spalla la zuppar nel vino l' Eucaristia. Il 7.


stola, per dislinguersi dai suddiaconi. vieta di adoperare sacri vasi, e gli i

Il IO. limita a' chierici /// smris ornamenti di Chiesa in prof.uii usi.
portare i vasi pel sacrifizio. L' 11. Il 4- proibisce a' chierici tenere ap-
vieta a' lettori cantare in chiesa presso di sé le donne, meno la ma-
con abito laicale, e di lasciarsi cre- dre. Il ">. dichiara appai tenere a' diaco-
scer la barba e fa[M'lii. Il i?,. proi-
i ni il portare le rclicpiit; de' in.ulii 1,

.hisce j1 canto dcgl' imu \\\ chiesa, e che se il vest:o\o volesse ciò fare
B8 BJl.V BRA
non potrà egli esseie pollato cìai minava dalla morte del Cardinal
diaconi, ma
dovrà camminare a pie- Enrico zio del re Sebastiano. Intat-
di. Reg. XV. Labbé VI. Arduino ti,in dello anno, Giovanni II, ot-

111. Angl. /. tavo duca di Braganza, che—discen-


BRAGADINO Marcantonio, Car- deva dalla famiglia reale , divenne
dinale. Marcantonio Bragadino, pa- re di Portogallo, col nome di Gio-
trizio veneto, nacque nel iSgo. Ur- vanni IV.
bano Vili lo promosse successiva- Il Pontefice Clemente XIV, nel
mente alle chiese di Crema nel concistoro del 16 agosto 1770, eres-
1629, di Ceneda nel i633, e di se in vescovato Braganza, e la fece
Vicenza nel 1689, nella reggenza sufTraganea di Braga , unendovi la

con pastorale premui» il


delle quali sede di ]Mi randa (che lo era sino
Bragadino adempiva a tutte le par- dal .secoloXVI), per le istanze del
ti di zelante pastore. Le sue rare
.
re Giuseppe I. La cattedrale è de-
virtù , e la nobiltà delia prosapia dicala all'Assunzione di Maria Ver-
nella quale contava V avo, che nel- gine, ed il capitolo si compone di
la conquista di Cipro sostenne 1' a- sette dignità , la prima delle quali
tiocissimo martirio di essere scorti- è il decano. V'hanno nove canoni-
cato vivo, gli fecero strada al Car- ci, compreso il teologo, sei sotto ca-
dinalato, cui ebbe da Urbano Vili, nonici, otto cappellani, e sei chierici.
col titolo di s. Marco, ai dieci, ov- La mensa è tassala di mille cento
vero ai sedici dicembre i64i- Uo- e sessantasei fiorini. Ampio è l'epi-
po essere intervenuto ai conclavi di scopio, evvi il seminario, altra par-
Innocenzo X, e di Alessandro VII, rocchia , oltre la cattedrale, eh'
morì a Roma nel i658, di sessan- collegiata, un convento di religiosi
totto anni , e sedici di Cardinalato, due monisteri di monache, due spe-
ed ebbe tornila nella chiesa del suo dali, e il monte di pietà, f^. Mi-
titolo. RA.^DA.
BRAGANZA e MIRANDA {Bri^ BRAGOSE Guglielmo, Cardinale.
gatien. el Contianen.). Città con resi- Gughclmo Bragose nacque nella dio-
denza vescovile in Portogallo, detta cesi di Manda, fu professore di di-

anche Braganca, e, secondo alcuni, ritto canonico nella università di


Ce/ioi/vcYZ. Questa città considei'abile è Tolosa per parecchi anni e vicario ,

situata nella provincia di Tra-os-Mon^ generale di quell'arcivescovo. Quindi


tes, presso il confluente della Fervenza eletto vescovo di Vabres, fu creato
e del Sabor, in una fertile pianura, è Cardinal diacono di s. Giorgio in
capoluogo di Comarca, ed in parte è Velabro da Innocenzo VI, residente
fortificata con buona cittadella. Si in Avignone, il d'i 17 settembre i36f,
vuole edificata in epoca rimotissima. ed in appresso Cardinal prete di s.
E famosa capitale del ducato eretto da Lorenzo in Lucina, e penitenziere
Alfonso V, nel i44^5 ^ favore del maggiore. Fu presente al conclave
figlio suo, donde discendono gli o^ di Urbano V, col quale, nel i365,
dierni monarchi. In quest'angolo e- si trovò a Viterbo . Nel i369
stremo del territorio portoghese si inori a Roma dopo olio anni di
ordirono le fila, che, nel i64o, sot- Cardinalato. Ebbe tomba nella chie-
trassero una parie della penisola al- sa del suo titolo, alla quale, secon-
la soggezione spaglinola, la quale do- do il Petrarca, lasciò la sua eredità.
BRA BR.\ .S,i

BRAJANTl. Eretici, che apparve- rale . vStrane però sono le idee


ro nel I ^^ erano un rumo de-
')44) intorno la Trinità, che dividono in
fili anaballisti. Fra le altre cobc in- tre numi , il primo creatore , il

M:;gnavano essi, clic il jiiangere ed il secondo conservatore , ed il ter-


f^ridare era l'azione a Dio pii» accetta; zo distruttore dell'universo, e che
il perchè furono chiamati Brajand. rappresentano con tre persone , o
IiRAMli\l, Brarnaiii, Bvacmani, con tre corpi collegati in uno. Il

Brahmani , ed anche Brciìutinani. primo è Brama , che significa terra,


I"'ilus(ili idolatri , indiani, i più colti ilsecondo Vishnu, o l' acqua, il ter-
«Iella na/.ione. La loro setta è un zo Schiva j cioè il sole, o il fuoco.
laino di quella degli antichi gin- A Vishnu attribuiscono dieci incar-
nosofisti, cioè di quei filosofi orien- nazioni , dottrine e tradizioni , che
tali , che erano scolastici sofisti tolte da' cristiani furono dalle loro
Alcuni vogliono, che prendessero il superstizioni corrotte. Distinguono
nome tlal patriarca Abramo, nella i peccati in tre classi, e gli espiano
loro chiamato />rrtm<7. Tra
lingua i co' digiuni, colle preghiere, colle limo-
Riamini, o Bracmani, cioè addetti al sine e coi pellegrinaggi. Alcuni peni-
culto di Brama, ve ne sono di quelli, tenti vivono in gabbie di ferro, oppure
che menano una vita austera, né si alzano le braccia, uè mai le abbassano,
cibano che di erbe, legumi, frutti, ovvero serrano le mani in pugno ,

esclusa ogni sorta non solo di ani- né mai le aprono, ec. I Bracmani
mali, ma col divieto eziandio di toc- lavansi ogni mattina, e debbono
carli, sotto pena di aver commesso quindi sacrificare, farsi il nome di
un'empietà, che li renderebbe im- Dio sulla fronte, sul petto, e sulle
mondi. La maggior parte dei gior- braccia.
no, e della notte cantano essi inni Un ordine dei talapoini porta il

in onore della divinità ed atten- , nome di piazcn, cioè quinto, perchè


dono con impazienza 1' ora della ad essi sono indispensabili cinque
morte. La maggior parie di essi mena- doti, di avere im luogo dedicato,
no la vita in luoghi solitarii, e vivono di vivere in una società di tala-
senza mogli e sostanze. Non tutti poini, di leggere ed intendere il li-

i Bramini sono sacerdoti, poiché al- bro kamnioa , di avere una certa
cuni vengono soltanto con partico- età, e di essere maschio.
colari riti iniziati al sacerdozio nel 1 Bramini del Malabar chiamano
settimo anno della loro età. Porta- i cristiani Nasram , forse tratto ila
no questi sugli omeri una zona, che quello di Nazareni, e talvolta li ap-
misurano con filo avvolto al pugno pellano pure discepoli, cioè del Dio
centotto volte, in onore delle cento incarnato. \i assai diflìcilc, che i Bra-
otto (àccie di Brama.
Evvi anche mini, o Bracmani si convertano al
un sacerdote maggiore, che ha il mi- callolicismo , nonostante che abbia-
nistero di sacrilìciue al sole e alla luna. no alcune credenze, e molti riti si-

Questi settari i, o filosofi credono mili ai nostri; perchè sono tena-


l'immortalità dell'anima, e la trasmi- cissimi della loro religione, della
grazione. Esiste presso di essi l'iilea di consuetudine , e de' costumi aviti ,

un supremo Signore del mondo, e crederebbero degeiurare dal lo-


ed hanno molle pratiche religio- ro istituto, abbr.uiiaiido un genere
se, e molli principii di sana mo- di vita meno iiiillice. Per compreu-
90 ERA BRA
dere poi niRglio la dottrìnn, gli usi, .se dichiarato innocente, liittavolta
Bracmani, V.
l'idolatria, e lo sette de' gli vennero sequestrate le rendite,
il Bergier nel suo Dizionario Enci- e s' intimarono gravissime pene a
clopedico , il p. Bartoli nella Storia chi lo riconoscesse per capo della

{Idia compagnia di Gesù, ed il p. chiesa di Capaccio. J'.ssendosi inoltre


Paoli ni, Muici Borgiaid Codices. sparsa fìima, che gli spagnuoli lo
BRANCACCI Francesco Maru ,
volevano ad ogni modo incarcerare,
Cardinale. Francesco Maria Bran- egli se ne stava mai sempre ritira-

cacci di nobile famiglia napoletana, to. Alla fine il Pontefice, esperimen-


nacque a Bari nella Puglia, nel iSgs, tata la lunga soffijrenza di lui, no-
quando il genitore di lui era \icere minollo Cardinal prete dei ss. apo-
di quella provincia. Tanto profittò stoli, nella settima promozione fatta
negli studii, che di diciassette anni fu a Roma li 28 novembre i633, e
laureato in ambe le leggi, e di ven- lo ascrisse pressoché a tutte le con-
tisei , ebbe la laurea nelle facoltà gregazioni ,
persuaso di avere così
teologiche. Passato a Roma, Grego- provveduto abbastanza alla sicurezza
rio XV lo ascrisse ai prelati. Il ed al suo ritorno al vescova-
di lui,

Brancacci mise allora ogni studio to. Ma pervenuto a Napoli il no-

per cattivarsi l'amorevolezza del Car- vello Porporato i ministri ne dis- ,

dinal MalTeo Barberini prefetto della simularono r arrivo, e la Spagna


segnatura che, eletto Pontefice col
,
ordinò , che dovesse subito partire
nome di Urbano Vili, gli affidò il dal regno. Tornato a Roma, il Pa-
governo di Fabriano, quindi il ve- pa lo promosse alla chiesa di Viter-

scovato di s. Marco nella Calabria bo nel i658, e lo provvide di altri

citeriore, poscia il governo delle cit- benelìzii. Preso il possesso del novel-
tà di Todi e di Terni, e, nel 1627, lo vescovato, lo resse per trentadue
lo trasferì alla sede di Capaccio. anni , nel quale spazio tenne otto
Quando governava la sua chiesa, eb- sinodi, compì il seminario, beneficò
be qualche dispiacere con un uffi- i poveri, ristaurò ed abbellì la cat-
ciale spagnuolo per alcune contro- tedrale , vi costrusse una cappella
versie di giurisdizione. Essendo av- cui arricchì di ecclesiastiche suppel-
venuto, che costui, per le sue pessi- lettili, e lasciò segni chiarissimi della
me qualità, venne ucciso in mezzo sua premura, e tiel suo amore per
alla strada, cadde il sospetto sopra la diocesi. Lasciato il primo titolo,

il vescovo. Questi pertanto fu citato passò, nel 1668, sotto Clemente IX,
a Napoli , e vi sarebbe anche an- al vescovato di Tusculano, e vi ten-
dato, se penetrando, che lo si vo- ne un sinodo, quindi, nell'anno 1671,
leva carcerare, di notte non avesse sotto Clemente X, fu fatto vescovo
presa la volta di Roma. Pervenuto di Porto poi lasciata a suo nipote
,

in questa città , espose al Pontefice la chiesa di Viteibo ebbe la pre- ,

la sua innocenza, e la cattiva con- fettura della congregazione dei vesco-


dotta dei ministri di Napoli. 11 Pa- vi regolari ; e dopo essere inter-

pa scrisse, ed incaricò il suo nunzio venuto ai conclavi d' Innocenzo X,


a tiattare la causa del prelato pres- Alessandro VII, e de' due Clementi
so il viceré; ma tutto riuscì indar- IX e X, morì a Roma nel 1675,
no ; imperciocché quantunque con di oltantatre anni e quarantadue ,

giuridica sentenza del Pontefice fos- di Cardinalato. Ebbe tomba nella


Il 11 A BllA f)r

<liic.ri mMi^iiifìrn del Gesti. Qucstn scemlcre alla regina Giovanna, che
(i.iidinale .ivca |)iil)|)lic;ilo un voln- lo teneva per intimo consigliere,
iiic «li crutlilc tlisscilazioni, mi Irat- seguì il parlilo dell'antipapa Cle-
lalo .suH'iiso della cioccolata nei gior- mente VII , che lo creò Cardinal
ni (li (li^'iiino, ed allie opere. prele di s. jAlarco, rpiindi vescovo
R A .\ A CCI I...\>r)oi.i-o, Cardinale.
J ! < - di Albano. Dopo aver jiersoverato
Landolfo IJrancaci:!, d'illiislic ed anti- nello .scisma, detestò jiiibbiicamenle
ca famiglia napoletana, (;aii>.siinn al ic il suo crroie, andò al concilio di
Carlo suo sovrano, fu crealo Cardinal Pisa, che lo ammise fra Cardinali i

diacono di s. Angelo da Celestino V, di S. R. C. , e come tale fu alla


nel settembre del 1294. Bonifacio elezione di Alessandro V, il rpiah; nel
Vili, in un suo breve, lo appella 1 |o() lo riconobbe per legittimo Car-
nnino cminrntcmciitf dotto , sagi^io dinale. Morì a l'^irenze, nel 1
j 1 7.

per ronsigU , e faninso ; il percliù dopo tre anni di Cardinalato, ed


nflldò a lui la legazione della Sici- ebbe tomba nella chiesa di S. AI.
lia, o r amministrazione di Napoli Novella.
con Filippo principe di Taranto, fì- Blt\NC\CCI RwALDo, Cardinal,'.
f^lio del re Callo 11. Mentre era Rinaldo Brancacci, nobile patri/io di
l<'gato, S()r>*e filile conlesa fra i ca- Napoli abbate ed accolito Pontifi-
,

nonici di Alilelf) per la elezione del cio,prolonotario apostolico, fu crea-


nuovo vescovo, dacché alcuni vole- to Cardinale diacono dei ss. Vito e
vano Andrea monaco cisterciense, e Modesto da Urbano VI nel dicem-
abbate di santo Stellino del Bosco, bre i38i. Per le sue belle qualità
alili Matteo di Cifone, canonico di si e1)be in gran conio dagli altri
<pieila ealledrale, .sospetto assai al Cardinali. Intervenne a sei conclavi,
}-ovrano. Per la rpial cosa sentilo e a Bologna impose Ponti- la tiara
dal Cardinale* il parer di JJonifiicio ficia a ("liovanni XXIII, che affidò
secondando le preghiere di Carlo II, a lui la legazione della provincia di
volle che si tenesse per valida e ca- Marittima e Campagna; e rpiella di
nonica la elezi(ìne di Andrea. Favo- Napoli col titolo di suo vicario, pei'
rì la eie/ione di l'onilàcio Vili, Be- istabilire col re Ladislao le condizio-
nedetto \I, e Clemente V, col cpiale ni di pace. Nel i4'' •. '" con-
g'i
in al concilio generale di Vienna ; ferito l'arcivescovato di Taranto. Fon-
dappoi morì in Avignone nel ili?:, dò a Napoli la chiesa di Angelo
s.

dieciodo anni dacché vestiva la sa- nel luogo detto L*f('s;c^in di ed


^Y/Vii,
cra |)oip()ia, «> fu sepolto in (piella una biblioteca di scelti volumi. Gre-
ealledrale, iir'lla cappella dei,'li Aiii^eli. gorio .VII , ad un tempo
che re-
IIUAM.ACCI IN'icoM), Cardinale. gnava , lo chiamò da Roma a Sie-
INicolò Ifrancacci, patrizio e canonico na, (piando lo vide risoluto <li con-
di Napoli, (loltori* in ambe le leg- dursi al concilio dì Pisa, intima-
gi, afline al l'onlclìce per lato ma- to contro il suo e>iprisso volere , e
lerno , cappellano l'onlilicK» , ed lo priv(ò di ogni onore e di^^nità ,

iidil()i<> fli ruota, fu da libano V che il concilio subilo gli re^liluì. l'òi

]>rnmoss<» ali arcivescovato di Bari, pirsenfe a (pidlo di Costanza, e per


nel I W»-, (jiiindi veiiiu! Iiasfcrito ordine di Mari ino V, promulgiò dal
da ('iregoiio \l a (piello <h Cosen- pulpito la liecn/a ai padri di an-
za, nel I ')j(J. Seiumthè per condi- daisciu; a loto iH'iicpI.ic.lo ; e dal
tp BR.\ BR.\
medesimo Martino, nel i4i83 ebbe per Alessandi'o V e a quello di Co- ;

l'amministrazione della chiesa di An- stanza, perMartino V, e dopo sedi-


versa, che dopo quattro anni rinun- ci anni di Cardinalato, morì a Ro-

ziò a Pietro Caracciolo. Compì la ma nel i4'27- Fu sepolto a Napoli


sua cariiera mortale a Roma nel , nella tomba dei porporati di sua fa-
1427, dopo un Cardinalato di qua- miglia , nella chiesa di s. Angelo a
rantasei anni Ebbe tomba nella
. Nido , lasciando di se incerta ripu-
chiesa di s. Angelo a Nido , da lui tazione.
fondata a Napoli. Pressò a questa BRAXCADORO Cesaiìe, Cardi-
chiesa aveva egli fatto edificare uno nale. Cesare Brancadoro nacque in
spedale pegl'infermi, colle ofllcine, co- Fermo a' 28 agosto lySS. Fatto ca-
gli attrezzi necessari all'uopo, e con meriere segreto da Papa Pio \I,
rendite sufficienti. divenne poscia vice superiore delle
BRANCACCI Stef.vivo, Cardinale. missioni d' Olanda , arcivescovo di
Stefano Brancacci nacque a Napoli, Nisibi, e segretario della congrega-
nel 16 18, da nobile famiglia. Era zione di propaganda. Pio \ li, a' 23
nipote del Cardinal Francesco Ma- febbraio 1801, lo creò Cardinale del-
ria di questo nome. Dopo essere sta- l'ordine de' preti, col titolo di s. A-

to ascritto ai votanti dell'una e l'al- gostino, e vescovo d'Orvieto, donde


tra segnatura, ed ai prelati di con- lo trasferì alla sede arcivescovile di
sulta venne spedito inquisitore a
, Fermo sua patria , nel concistoro
Malta da Innocenzo X. Richiamato degli I 1808. Alla moite
I luglio
a Roma, dopo la morie del Ponte- di questo Papa intervenne a' sacri
fice, fu occupato da Alessandro VII comizii per l'elezione di Leone XII;
nella nunziatura alla corte di To- ma la grave età gl'impedì di re-
scana, quindi alla repubblica di Ve- carsi a quelli, in cui furono eletti
nezia, poi fu segretario del concilio, Pio Vili, e Gregorio XVI. Egli
e, nel 1670, vescovo di Viterbo per era il piìi antico dell'ordine de' preti,
rinunzia dello zio. Da vdtimo, dopo e morì in Fermo la notte del 9 ve-
undici anni, fu creato Cardinal pre- nendo il o settembre 1837. Fu espo-
I

te di Maria della Pace da Inno-


s. sto, e sepolto in quella metropolita-
cenzo XI, nella promozione fatta a na. Appartenne ad otto congregazio-
Roma nel primo settembre 1681. ni Cardinalizie, fi*a cui a quelle del s.

Morì poi nell'età di sessantaquattro oiìlzio, e di propaganda. Fra le di-

anni, e fu sepolto in quella catte- verse sue protettorie sono a l'am-


drale. mentarsi la chiesa, ed il collegio Pi-
BRANCACCI Tommaso, Cardina- ceno, l'ospizio e la chiesa di s. Maria
le. Tommaso Brancacci, patrizio na- egiziaca degli armeni in Roma uni-
poletano, fu eletto vescovo di Tri- to all'ospizio di s. Gregorio illumi-
carico da Innocenzo \TI, nel i4o3, natore in Ancona, del collegio di
quindi dallo zio Pontefice Giovanni san Bonaventura, e della cappella
XXI 11, fu creato, il dì 6 giugno i4i ') Sistina nella basilica liberiana. Al-
Cardinal prete Giovanni e
dei ss. le virtù, di cui era ornato, ac-
Paolo, con facoltà di ritenere in qua- coppiò questo degno Porpoiato non
lità di commenda la sua chiesa. Al ordinaria scienza, e grande erudizio-
concilio di Pisa , sebbene non deco- ne, avendo fra le opere date alle
rato della porpora, diede il suo voto stampe, le seguenti: L'autorità del-
BRA. BR/V 93
le due podestà, in sei loini in otta- Valacchia, onde fu accolto molto ono-
vo, Fuligrio 1788 per Giovanni To- r<'volmente dal re e dai magnati del-
mnssini: Pii l^'I allorulfoìirs, hnnii- l'Ungheria. In <|uella occasione con-
liae, plfracque cpiiiolac, Ainstt-locla- firi il til(jl(> <li primate all'arcive-

ini, 179?., typis Van-'ict^otlt;Ae/om- sajvo Tritnonilano, insieme col pal-


Z»f' di Ilcn'eyj Meditazioni sulle me- lio, cui diede anche agli altri arci-

(h'simcj Parenesi per isposalizii, e vescovi di quel dominio. Era inti-


Discorsi per vestizioni, e pro-
lettere j mo amico di s. Francesco d' Assisi,
fessioni di tnonacliej Libro di Lat- e gran promotore del suo Ordine ;

tanzio sulle morti dei persecutori e dopo essere intervenuto ai concla-


della Chiesa, Opuscoli varii, tomi vi di Onorio III, e Gregorio IX,
nove in ottavo, Fermo 1806, 1807 ; pieno di meriti, mori nel i23o, qua-
Oratio ad S. R. E. Cardinales a si sei lustri dacché era Cardinale.
Cesare Brancadoro archiep. Nisi- BRACCATI Lorenzo, Cardinale.
heno, et s. cong. de Propaganda a Lorenzo Brancati fu d(;tto ancoi-a
seeretis, hahita Venetiis in patriar- di Lauria dalla terra di Lauria nel-
chali basilica, prid. kal. novembr. la provincia di Basilicata nel regno
1799, Venetiis typ. Antonii Zalta di Napoli, ove da civili genitori nac-
que IO aprile del 161 2. Per
1
799 in folio, che poi fu tradotta a'

in diverse lingue in più edizioni; voto, fatto in una grave malattia,

Lettera a Francesco Cancellieri sul- vestì l'abito religioso de' minori con-
la dissertazione del p. Poi'yard sul ventuali, e dopo aver insegnato nel-

ìnicio del piede de' Pontefici ec., Ro- le cattedre piìi celebri dell'Ordine,
ma 1807, presso Francesco Bourliè; venne fatto segretario, ed assisten-
Allocuzione per le missioni, Fermo te, e guardiano infine del convento

I 833, tipografìa arcivescovile, in (òlio. de' ss. Apostoli in Roma. Trasferito


BRAACALEOxXE Lfoe, Cardi- di là, per cedere all' altrui invidia,

nale. Leone Crancalcone, patrizio al convento di Albano, da Alessan-


romano, canonico regolare di san dro MI, che solca dirlo Sedis Apo-
Frediano di Lucca fu creato Car-, stolicae hrachiuni fu fatto consul- ,

dinale diacono di Lucia in Septi-


s. tore del e de' riti, esami-
s. officio

.solio , quindi prete di s. Croce in natore del clero e de' vescovi, e pre-
(}crnsal(;mme, nella terza promozio- fetto deglie di propaganda.
studii
ne latta in Roma da Innocenzo III, Stimato egualmente dai due Cle-
f\i

nel dicembre del 200. Dopo sei 1 menti IX e X , successori ad Ales-


anni fu spedito legato in Germania, sandro VII il primo lo fece anzi
;

e Sassonia con Ugolino Cardinale consultore della congregazione delle


dei Conti, affinchè componesse le indulgenze da lui istituita, ed il se-

dilTcrenze insorte fra quei principi condo il fece sotto-bibliotecario del-


per la elezione dell'imperatore, as- la Vaticana. Innocenzo XI nel ,

solvesse dalle incorse censure Filip- iG8i,in ricompensa de'suoi meriti,


ji() duca di Svevia, e lo inducesse a creollo Cardinal prete del titolo di >.
liberare da prigione Brunone arci- Agostino, e quindi bibliotecario della
vescovo di C-olonia. Fu parimente S. R.C., ascrivendolo eziandio alle pri-
legato nell'Ungheria e Bulgaria, per marie congregazioni di Roma. Fatto
consacrare e coronare, a nome del Cai diiialc raddoppiò le fitiche, e leoia-
Papa, Giovanni re della Bulgaria e zioni, uè alterò punlu la mudcslia tUl
94 ERA RRA
suo vivere, e la sua liberalità verso RRANDEBURGO, o RRANDE\-
j noveri. Dimesso il titolo di s. Ago- ìiUlii't (^/>ititulcnlnirgu/n , Brtitnobur-
stino, yiass<^j a quello de'ss. Apostoli i;iiin). Antica città d'Alemagna, ca-
chiesa e convento a cui fin da re- pitale della provincia dello stesso
ligioso compartiti aveva segnalati nome nella Prussia. Diede pure il
IjeneUcii , ed a cui in morte lasciò suo nome all' ex-elettorato del sacro
i piopri beni. Avvenne la sua mor- romano impero, lii il primo marche-
te in Pionic\ a' 3 novembre i()q3, sato della cristianità, ed è divisa in tie
neir età tli aimi ottantuno , dodici parti, la vecchia, e la nuova città
dei quali passò nel Cardinalato. E congiunte per mezzo d'im ponte,
forse che sarebbe asceso al soglio e r isola ove trovasi la cattedrale,
Pontificio, non avesse avuto la
se ed il collegio. Quando venne domi-
esclusiva dalla Spagna nel conclave nata, nel ()i5, dai vinidi , o vandali,
in cui i\i eletto Alessandro VII], a- ebbe il nome di Branniboi', cioè
vendo ottenuto (juindici voti. La vita Castello del Bosco , ed essendo in-
tli questo (Cardinale tu scritta dal pa- certa 1' epoca di sua fondazione
dre Bartolommeo Comando, e fra le non mancano quelli che l' attribui-
0})eie di lui gode maggior fama il .scono a Brenno, re de' galli sennoni.
tidclalus de Prafdestinatione, stam- Si crede, che san Remberto, ar-
I)ato in Roma
1688, ed in Ro- nel civescovo di Brema, abbia predicato
uen nel lyoS. In esso egregiamen- il vangelo a questi popoli. L' im-
te è trattato 1' argomento sulle or- peratore Enrico I, l' lice citato r(^
me sempie di s. Agostino. Alla pag. nell'anno 928, per forza la prese ai
74- il Comando tesse im esatto ca- vinidi , annientò il culto che trilm-
talogo delle opere di questo Car- tavano sul monte Harlung all' idolo
dinale. Triglaf, e vi edificò una chiesa a
BRAlN'DAiAO (s.). Questo santo Mai'ia Vergine , per lo che fino
abbate viveva nel principio del se- d'allora il monte chiamossi JMarieii-
colo VI, e molto si adoperò per bcrg. Diede Enrico il governo della
fondare de' nìoiiisteri e delle scuole città a Sigefredo conte di Ringel-
nell'Irlanda. Dapprima fu discepolo lieim, il quale ne divenne il primo
di s. Finiano nel convento di Clo- marchese. Elevato, nel 978, all'im-
nard ,
poscia recossi nel paese di pero Ottone 11 , vinidi se ne im- i

Galles, ove visse per qualche tempo padronirono di nuovo , e benché


sotto la disciplina di s. Gildas, in nel declinar del secolo X, la città
appresso si ascrisse tra i membri per ben due volte ritornasse in po-
della badia di Llan-Carvan, fabbricò tere de' tedeschi pure vinidi la i
,

ilmonislero di Ailech in Inglnller- ripresero, sebbene, nel o il mai- 1 i i ,

ra, nonché una chiesa in Heth. È gravio Lutero Odone II la ricon-


autore di una regola monastica, che quistasse. ]\Ia ancora una volta ri-

gì' irlandesi tengono in grande esti- cadde nelle mani de' vinidi, anzi il

mazione. Dopo una vita tutta im- loro re Pribislao vi stabib la sua
piegata nel procurare la gloria di dimora.
Dio, fu collo dalla morte addi i6 Fu poscia con tutto il paese pos-
maggio del 578, nel qual giorno seduta dal margravio Alberto Orso >

se ne fa nicnioria nel martirologio della casa di Anhalt, per cessione


romano. flìttagli da Corrado 111 in)perature
BRA. BRA 9^
eletto liti II 3'', onde prese il no- L'antica abbazia di Brandeburgo,
me (li marp;ravi(> di IJiandebuif^o. de' monaci benedettini, dedicata alla

da lui tutto il liallo


Coiii|iiiNtal(jNÌ Beata \ ergine era una delle piìi
,

tra Elba e l'Odor, sof^^ioi^ò gli


I irn[)ortanti d'Aleinagna. L'impera-
abitanti slavi, v' indusse una colonia tore Ottone 1 il Grande, nell'anno
di tedeschi, e divenne (juiiidi il 946, fondò in Brandeburgo un ve-
vero Ibndatore di Brandelnui^o, ed scovato con pingue rendita assog- ,

il figlio suo fu fief,'iato della dignità gettandolo all'arcivescovo di Mayen-


ducale ed elettorale. 1 discendenti ee, donde passò, nel ()62, sotto cpiel-
di Alberto possedettero la marca, o lo di Maddeburgo. La cattedrale era
marchesato, (ino al 1 34o, in cui il sacra al principe degli apostoli san
ramo si cstinse, per la morte dei Pietro , con capitolo decorato del
due margravi Valdemaro ed En- prevosto, del priore, e de' canonici
rico. L' imperatore Lodovico IV // regolari premostratensi. Questi ul-
Bavaro, dieVpiesto elettorato a Luigi timi furono tolti nella riforma lat-

suo figlio; ma, nel i373. Ottone di ta da s. jNorberto arcivescovo di Mad-


Baviera lo vendette all' imperatore deburgo. Vi era pure il prevosto
Carlo IV di Luxemburgo, re di j»remoslratense di Liezek, diocesi di
Boemia, per eenloinila fiorini d'oro. Brandeburgo; ed eravi eziandio im
11 suo (iglio donò al fra-
Venceslao lo arcidiacono, che dopo il prevosto ,

tello Sigismondo, il quale dopo aver avea il voto per l'elezione del ve-
alienato paite di Brandeburgo al lan- scovo.
gravio di Tiningia, nel i 4 ' >, vendette L' elettore di Brandeburgo Gioac-
il restante a Federico di llohenzol- chino I, figlio di Giovanni IV il
lern, burgravio di JNorimberga, per Grande, nominò il vescovo, e i suoi
quattrocentomila fiorini d'oio. Que- successori, a cancelliere della univer-
sto piinci[)e fu lo stipite della re- sità di Franctbrt da lui istituita nel

gnante dinastia di Prussia , ma il I ^08; ma Gioacchino li, suo figliuolo,


suo figlio Alberto volle dividere gli abbracciato il luteranismo, nel 1329,
stati fia i suoi tre figli. 11 maggiore secolarizzò il capitolo , e soppresse
fu insignito della dignità elettorale, nel i553, o i563 il vescovato, appru-
con la marca di Branilcburgo, il priandosene le rendite. Lo zio di
secondo ebbi; Anspach, ed il terzo «piesto fu AllxMto arcivescovo di I\lad-
Culinbach. l'ero non andò guari, debuigo, elettore di ÌNIagonza, e Car-
che i due ultimi paesi riunironsi dinale di Leone che insieme a X ,

alla Marca, e, nel 1701 a' 8 gen- 1 suo fratello Gioacchino l fondò la
naio, Federico I elettore divenne mentovata università, e finché visse
re ili Prussia. INlollo solVri Bran- si rese un validissimo muro contro
debiu'go nella guerra de'trent'anni gli sfòrzi di Alartino Lutero, confu-
e sotto r ainniiinslrazione del re tandolo eziandio colla voce, e co^di
Federico Guglielmo 111 rifiorì pron- scritti, e tutto facendo per ridurlo
tamente. 1807 l'antica marea
JNel alla conversione. /^. Prussia.
Brandeburghese fu ceduta a Napo- BllANDEHCRGO Albeuto, Car-
leone, e divenne poi parte del re- dinale. Alberto Brandeburgo naeipie
gno Wesllidieo finché, nel iSi j,, nel 149U, tla Giovanni IV detto
hi restituita inlej, unente alla mo- // Grande, elett(jie ili Braiuleburgo.
narchia Prussiana, Quando era canonico ili Alagonza
i)G BUA BRA
<; di Treviri, arcivescovo di Madde- Kent, provincia di Cantorbery, ri-

))urgo, e primate dell' Alemagna nomato per esservisi celebrati due


venne elello arcivescovo, ed elettore concilii il primo
; nell'anno g'jf), nel
di IMagonza, e, secondo il Ciacconio, <juale Eduino re d' Inghilterra, fra-
fu il primo tra' principi tedeschi a tello di Edgar, fu scomunicato ; ed
ritenere per apostolica concessione il secondo circa il c)G3 in cui tutti ,

due arcivescovati nella Germania. si annullarono gli ordini del re Edui-


Ad istanza dell' imperator Massimi- no , ed i beni usurpati alle chiese
liano, Leone X lo creò Cardinal e ai monisleri, vennero restituiti. 11

prete di s. Grisogono, nella sesia Lenglet dice, che, nel 954, fu tenuto
promozione fatta a Roma a' 24 in Brandfort un concilio sui beni
marzo i5i8, coli' amministrazione ecclesiastici, ^ngl. t. I , e nel 964
delia chiesa di Halbrestal. 11 Pa|>a un altro contro Eduino, fratello di
lo incaricò di far promulgare in Edgaro. Ibidem.
Germania le indulgenze a quelli BRAÌNDI Francesco , Cardinale.
che colle elemosine aveano contri- T^. Aguzzoni.

buito alla fabbrica della l)asilica BRANDIZUBERIUxM. Città epi-


Vaticana, ciocché diede argomento scopale di Bulgaria, diocesi di Tra-
a Lutero per iscagliarsi furiosamen- cia, provincia delia Mesia inferiore,
te contro le indulgenze, ed aposta- sotto Marcianopoli, eretta in metro-
tai-e dalla fede. Indi il nostro Por- poli da Innocenzo III (creato nel
porato come quegli, che adempiva da I 1 98 ) ,
per esaudire le istanze di
sé alle cure del ministero, viva- Giovanni re di Bulgaria, a cui inviò
mente si oppose colla voce e cogli le insegne reali. Biagio vi fu con-
scritti a Lutero, prociu-ando di ri- sacrato per primo arcivescovo.
trarlo dal preci]iizio, nel quale cadde BRANDOJN'E ( s.
)
, abbate nac-
miseramente. Alberto fece assai per que in Ardfert nella contea di
mantenere casto e disciplinato il suo Kerry ove venne educato alla
,

clero al quale dava esempi lumi-


, pietà ed alle scienze dal vescovo
nosi d' ogni virtù. Morto Massimi- Erto. Continuò poscia il corso de' suoi
liano, penetrando, che si voleva elegge- studii sotto s. Finiano, e li compì
re in re de' romani il re di Fiancia nella Connacia sotto s. Jarlato ve-
Francesco I, procurò di trarre gli elet- scovo di Tuam. In seguito fondò il

tori al pai'tito della casa d'Austria, e monistero di Birre nella contea di


molto operò per la elezione di Carlo V. King, cui governò con molta pru-
Quindi col fratello Gioacchino, elet- denza. Era intrinseco amico di san
tore di Brandeburgo, fondò la uni- Colomkillo, il quale per consiglio di
versità di Francfort ed una ne , lui ritirossi nell" isola d'Hii. La festa
avrebbe istituita in Halia, se i tor- di Brandone è segnata nel giorno
s.

bidi eccitati dall' eresia di Lutero 29 novembre.


non ne avessero stornato il disegno. BR ASCHI Famiglia. Essa è origina-
Morì a Magonza nel 1 54^1, contando ria,secondo alcuni, dalla Svezia, sicco-
cinquantacinque anni d'età, e ven- me afferma il conte Gio. Francesco
tisette di Cardinalato, e fu seppel- Fattiboni nelle annotazioni, che ser-
lito in quella metropolitana. vono ad illustrare il suo poemetto
BRANDFORT o BRENDFORT. intitolato la Storia Patria, dedica-
Luogo d'Inghilterra, nella contea di lo a Pio VI. Monsignor vescovo
15 1{ A BRA 97
Aguselli poi. nel mio Albero ditl- re il cognome di sua famiglia, chia-
la fainì^Ud Onesti, pag. ?.7, par- mati da Cesena a Roma i due fi-

lando dei Ijiasclii, così si espiimc: gli sua sorella Giulia, e del con-
di
Brasrìiii de Caeaena, oliin de Ale- te Girolamo Onesti ( famiglia che
xandria. JNè pochi sono quelli, i qua- si stima discendere da s. Romualdo

li tengono, che c[uesfa seconda opi- institutore de' Camaldolesi), Romual-


nione sia la più prohahile. Da que- do e Luigi , mediante un Ponti-
sta liuniglia nohile ed antica di Ce- ficio breve , li adottò nella pro-
sena discese Giovanni I^atlista dot- pria famiglia , collo stemma , e co-
to antiquario nato in tal città nel gnome Ihaschi. Fece il primo su(j
1664, vescovo di Marsina, ed arci- maggiordomo nel 1780, e Cardina-
vescovo di JNisihi, autore di diverse le di s. Chiesa nel 1786 {V. Bra-

opere, fra. le quali De familia Cae- schi Romualdo), e provvide il se-


senia andquissinia inseriptiones condo di buon assegnamento, del
stampate in Pioma nei lySi, et palazzo a Campo Marzo da lui abi-
Menioriae Caescnates sacrae et tato nel Cardinalato, poscia del ti-

profanae, Romae 1738. Dal conte tolo di duca che di JNemi , feudo
Marco Aurelio Braschi da Cesena, comperò dalla famiglia Frangipani, e
e dalla contessa Anna Teresa Ban- l'unì in matiimonio con d. Costanza
di , illustre dama della stessa città, Falconieri, dando loro privatamente
nacque, a' 9. 7 diccmhre 171"^ Gian- nella cappella Sistina l'anello nuziale,
nangelo, da cui ripete la famiglia il nella niosa che vi celebiò. Claudio
suo lustro, ed una tàma immortale. Tedeschi pubblicò un poemetto per le
Fino dalla tenera età avendo dato nozze di d. Luigi Onesti, e d. Co-
.saggio di mente lèlice, e di perspi- stanza Faleonieri, Roma 1781;
cace ingegno, abbracciò lo stato ec- Componimenti poetici per le nozze
clesiastico, e sotto la direzione di di d. Luigi Braschi Onesti , e d.
Giovanni Carlo BancH, suo /io ma- Costanza Falconieri, 1781. Roma
terno ,
potè entrare nel (livore del In seguito sulla piaz/a di Pasquino
(Cardinal Rullo, che il condusse per gli edificò un magnilico palazzo con

conclavista alla elezione di Benedet- disegno del cavalier JMorelli la cui ,

to XIV. Con (juesto il Braschi poi scala principale forse è la più ricca, e
entrò per aiutante di studio, e fat- nobile di Roma. L'antico, che fece
to cameiiere segreto, si pose quindi demolire, spettava prima agli Oisini,
in pielal(ua;, nel 1766. Clemente poi a duchi Santobuono, ed era e-

XIII lo (èce tesoriere generale, e retto dall'architetto Sangallo. ISel

Clemente \IV, a" ?.t» aprile \'"J^. lo 1758 fu acquistato dagli Odescalchi
creò Cardinale, e passati ventidue in concorrenza de' Santobuono, ma
mesi, tu innalzalo al Pontificato col fatta causa, lìi a questi devoluln.
nome di l'io VI. / . l'io \ I. Il ('ai)cellieri, nel suo Mercato a p.

Quel i'ont(>(ice, «iella seconda pro- T '(). riporta erudite notizie su (|ue-
mozione òii'ìC) maggio "'- "), elevò al- I sfo palazzo , e sulla famosa statua
la porpora il suddetto suo zio Bandi di Pasquino , un
eretta in angolo
{P edì), vescovo d Imola, non avendo esterno del medesimo. La famiglia
alcun nipote per jìarle del fratello Braschi è anche proprietaria dei

conte l'rancesco , sposato ad Anto- terreni, ove si ammirano 4;h ivan/i


nia Cappi; e bianioMj di conscrNa- della superba villa Adriana, ihe lini-
\oi,. \ I.
98 15 lA A BPtA
peiatore rli tal nome (ec-c falibrica- ragioni al Cardinale , e duca, suoi
re presso Tivoli. Pedi. nipoli ,
questi si ohbligaiono di ac-
Allorquando l'io VI, nel 1782, si comodare con somme di denaro, ed
itrò a Vienna, prima di partire altri compensi tanto Ambrogio Le-
chiamati a sé delti due nipoti i
,
pri, cugino di d. Amanzio, quanto
€Ìie' loro una carta suggellala, conte- i nipoti Curii, che indennizzati inol-
nente il privato suo testanicnlo, e tre vennero, per volere del l*apa,
con molta presenza di spirito disse: di quanto aveano speso nella lite.
ecco , xe. io morra in questo viag- Così terminò una celebre causa, su
gio, tuUiina mìa volontà ricorda- ; cui per lungo tempo tanto e diver-
tevi di me nelle vostre orazioni. samente fu occupata la pubblica at-
Giunto il Pontefice a Vienna, l'im- tenzione. Se poi in questa occasio-
peratore Giuseppe li gli presentò ne ad alcimi fòsse sembrato Pio VI
un diploma di principe dell'impero non del tutto eguale a sé stesso,
pel detto duca di Nemi suo nipote, per qualche delerenzi» verso i suoi
e pei suoi discendenti, ma il mode- nipoti, quando realmente ancora lo
rato Pio VI lo restituì all'impera- fosse stato, grande in tutto il
fu sì

tore, dicendogli : non voglio che .v£ resto della sua condotta che un ,

dica , mi sono occupato pili


eh' io tale difetto scomparisce al confron-
della grandezza di mìa famiglia to <lelle eminenti sue virtù , come
che degl' interessi della Chiesa. Ap- ben riflette il Tavanti, Fasti di Pio
provò l'augusto il prudente riguardo VI, tomo I pag. 222 e 223. /'.
del Papa, e depositò il diploma nel- Francesco Beccatini, Storia di Pio
la cancelleria imperiale. Benevolo PI, Venezia 180 1, toni. I p. 172.
peraltro il Pontefice co' suoi congiun- Invaso lo stato Pontificio da' re-
ti
,
quando passò per Cesena , volle pubblicani francesi , Pio VI fu co-
alloggiare nel palazzo della propria stretto a convenire al trattato di To-
famiglia, quale tro-
alla testa della lentino de' 19 febbraio 1797. Fra
vò con piacere lo zio Cardinal Ban- i plenipotenziarii da lui spediti, fuv-
di e, deposta la formalità del
; su- vi il duca di Nemi d. Luigi suo ni-
blime suo grado volle tutti i pa- , pote, che ne godeva la fiducia. Po-
renti, compresi i fanciulli, alla men- co durò la concordia, perchè, aven-
sa. Diede testimonianze in quell' oc- do decretato il direttorio francese
casione di benevolenza alia sorella r intera occupazione dello stato ec-
Giulia, e consacrò la chiesa de"Ser- clesiastico, a'20 febbraio 1798, col-
viti , ove conservansi le sepolture la forza armata fece detronizzare
delle due famiglie Braschi ed One- Pio VI, e come prigioniero traspor-
sti. Pio VI avea pure un'altra so- tare il fece a Siena. Nel viaggio,
rella per nume Olimpia monaca , verso Radicofani lo raggiunse il du-
delle Celibate della pia casa di Ri- ca nipote , dopo eh' era stato spo-
mini. gliato del suo palazzo , delle ricche
Nel 1785 ebbe termine la (amo- suppellettili, e di quanto possedeva.
sa causa Lepri, sul pingue fidccom- Il duca fu ammesso in carrozza dal-
misso mediante transazione del pa- lo zio, e restò in Siena a sollevarlo
trimonio di d. Amanzio Lepri, che per tre mesi, finché avendogli fììtto
avea costituito erede lo stesso Pio intendere i francesi, volerlo lontano
VI. IVfa il Pontefice cedendo le sue dal suo fianco, il magnanimo Pon-
13 R /V I ! Il A f)9

teine si ".olfomise n fjiicsto hIIcikmc tornlKia, rtl nrli di tnnltc unzioni.


«;i(.iifÌ7Ì<i. <(l impose al iiij)()t«i di (^)uesto scrittole straniero (;ontetn|)0-
pjiilirc. il direttorio fi'cc passare raneo eil imparziale ha diritto alla ri-

prima alla Ct'rtosa di Firenze, e poi putazione <li sincero e giuslti, siccome
i)('l icKjre della J'Vancia, angusto
1 ailiitto «'straneo agl'interessi <le'Pon-
prigioiiicio, elle moiì placidamen- tefiei , e della Santa Svi\r.
te in A alenza a' 7f) aj^osto '799> Il duca di Acmi d. Luigi Rra-
lodato dai;li slessi suoi persecutori schi ebbe da d. Costanzo
Onesti
con ipieslr» l)rc\e elogio. Falconieri due bgli, il duca d. Pio,
nato in Roma, capitano coadiutore
l'il.s \'I IV sri)!', Mvr.ws, della guardia nobile Pontifìcia, gran-
K\ si;i)K MMon, de Spagna erede del padre e
di ,

I.N COEI.O MVXIMVS. dello zio e donna Giulia maritata


;

al conte Bonaccorso commendatore


Al doloroso annunzio tiella mor- Bonaccorsi. Il duca d. Luigi mori
te di PioVI lutto il mondo ne ri- in Roma d'anni settantun, a' 9 fi-b-
mase commosso, e se la predilezio- braio 18 iH, venendogli celebratele
ne; pe'sMoi nipoti fu criticata, le i;lo- esequie nella (chiesa di s. Eustachio.
ri<jse sue «piali tà bastano per confu- Il re di Spagna Carlo IV lo avea
tali; tutte le invenzioni , che dalla fatto grande di Spagna onorificen- ,

malii^nitii iurono pubblicate contro za estensiva alla sua discendenza


di es«,o. l^a malif;;nitìi ebbe però map;- ed il re di Saidegna Vittorio Ama-
^ior aimpo, nel 1791, quando III deo III gli conferì la gran Cro(«
dato principio al grandioso palazzo dell" Ordine equestre de' ss. Mau-
tl(;lduca Braschi , sulle rovine del- rizio e Lazzaro. F. Jllocutio Pii
l' antico da Pio VI acquistato dal-
, VI iti aula concistoriali \.'at. ad
la famiglia Santobuono per cin- comifcm j^loYsiuni Braschium Ho-
quantaduemila scudi. Tale impresa neslinni \ T fehruarii i "-iS j , duni ci
fu caratterizzata per monumento di magnani Crnccni iniposuit Ord. ss.

fasto eccedente e superfluo da chi Mauritii et Lazari a. Sardinine


I non sapeva che questa spesa era
.
'
rcge dono transniissam. V. Bulln-
rinni Pii VI opera, et studio Cae-
"

fatta sull'entrata del duca di IVenii, ?..


non rammentava da quali mani fos- saris Brancadoro ete., Amslelodami
sero stati innalzati la maf^j^ior parte I79?.. LEIefantuzzi ha stampato : l^c
de' superbi edifizii v le fabbriche
, Gente Noiicsfia Braschi.
gentilizie, che adornano Roma; 3." BRASCIIl GrA.\\A\r.ioLo, Carr/i-
non considerava il vantaggio, che ri- nale. V. Pio VI.
trac il popolo dall' occupazione e la BRASCHI Om:sti Romi-moo, Car-
sussistenza, che trova nelle sue fati- dinale. Romualdo Braschi nacque \\\
che. Per quello poi che riguaida Cesena a' 19 luglio " 73, dalla so- i

quanto alctmi scrittori pubblicarono rella del Ponlelice J^io VI, Braschi.
poco onorevole alla lidice memo- Fu chiamato a Roma da quel Pon-
ria del gran Pio VI, tutto ha ca- i tefice che gli diede il proprio co-
,

ratteri della falsità, e della calunnia, gnome Braschi, lo pose nell'accade-


come a ragione valorosamente sos- mia ecclesiastica, lo nominò ablega-
tiene il eonte (r.Allhon: JJiscoisi to apostolico a portare in Francia
aopra In sloriit , ij^ox'crno , usi, /</- la berretta ros>a ai Cardinali Ro-
loo BRA BRA
chefaucauid, arcivescovo d'Alby, e de quinti dell'America meridionale. Si
Rollati, coadiutore del vescovo di fa derivare la parola Brazil, Bresil,
Strasburgo, creati nel 1777, e nel Breslje, da braza, bragia, che indi-
1780 lo fece suo maggiordomo, e ca il colore rosso del legno , il quale
prefetto de' sacri palazzi, nella qual diede il suo nome al paese , e che
carica si fece amare, ed ammirare tiovasi pure nelle Indie orientali.
dalla famiglia Pontificia. A' 18 di- Questo nome non indicò in origine
cembre 178G fu promosso al Car- che le coste di Para sino al Rio
dinalato, col titolo diaconale di s. (rrande di s. Pedro. Le contrade
Nicola in carcere , donde passò a dell'interno chiamavansi anticamen-
(juellodi s. Maria ad Marlyres. te il paese delle Amazzoni, ed una
Successivamente fu fatto gran priore parte delle provincie del sud-ovest
gerosolimitano del priorato di Roma, trovasi indicata col nome di Para-
camerlengo di s. Chiesa, segretario guay. La regione del Brasile fu det-
de' brevi, prefetto dell'economia di ta anche il paese di s. Croce [San-
Propaganda, e della fabbrica di s. ta Cruz ), nome che le fu imposto
Pietro, nonché membro di quasi tut- dall' ammiraglio portoghese Pedro
te le primarie congregazioni, ed ar- Alvarez Cabrai, che partito da Be-
ciprete della basilica vaticana. Fu in- lem , a' io marzo i5oo, con una
oltre protettore di molte città. Ordi- flotta destinata per le Indie Orien-

ni religiosi , chiese , collegi , confra- tali, scostandosi dalla costa d'Africa,


ternite, ed accademie, fra le quali per evitare le correnti , si trovò ai
l'ecclesiastica, ove avea ricevuto la 2 1 aprile seguente, con gran mera-
sua educazione. Fu Cardinale di gran- viglia, alla vista della costa d'A me-
de autorità anche nel Pontificato di lica, al 17." grado di latitudine set-
Pio VII, alla cui elezione grande- tentrionale. 01)bligato da una tem-
mente concorse. Encomiato per l'at- pestar a ricovrarsi in quelle spiaggie,
taccamento alla Santa Sede, per l'es- tvc/\'o il porto, che da lui fu per-
perienza e cognizione dei pubblici ciò chiamato Porto Seguro. Ne pre-
affari, per grandezza di animo , e se quindi possesso, in nome di Em-
per altri pregi e virtù, terminò i manuele re di Portogallo ; ma co-
suoi giorni in Roma a' 3o aprile me, sino dal 14995 Pinzon offi-
1817. Fu esposto nella chiesa di s. ziale di Colombo aveva toccato il
Maria in ^ alliccila, e tumulato, per capo della Consolazione, e ne aveva
volere del Pontefice Pio VII, nelle preso possesso per la corona di Ca-
grotte della prefata basilica , dopo stiglia , così Ferdinando V , re di
essersi trasportati i suoi precordi! Spagna, vivamente reclamò quell'ac-
nella diaconia di s. Maria ad Mar- quisto ar^he in ragione della sco-
tyres. Secondo la generosa sua te- perta dell' America meridionale, ese-
stamentaria disposizione stabilì dieci guita da Cristoforo Colombo nel
mila scudi, per erigere mi marmo- 1498. Ad evitare una sanguinosa
reo deposilo avanti la tomba dei guerra, ed interminabili dispute, il

principi degli apostoli, ad onore del Pontefice Alessandro YI tirò una


glorioso Pio \ ! suo zio, deposito linea di demarcazione a cento leghe
che poi fu eseguito dal celebre Canova. orientali dall' istmo di Capo Verde.
BRASILE Impero {Brazil, Brasi- In vigore di essa i portoghesi sa-
Un ). Paese, che occupa quasi due rebbero stati esclusi dal Brasile, se
BRA BRA lof

Ir cai le di quell'epoca non avessero tre sopra la settentrionale. Alla pri-


(lata la posizione di quel paese a ma appartenevano s. Vincenzo, Rio
xMiti gl'adi troppo all'est. Perciò Gennaro, Spinto Santo, Porto Se-
mediante il trattato conchiuso, a' 7 guro, Ilheos, Baia di tutti i santi,
giugno i594, mentre Filippo II do- Seregippe, Fernambuco, Tamaraca,
minava anche sul Portogallo, In ti- Parai ba, Rio grande; alla seconda
rala un'altra linea, che glielo con- Siara, INIaragnan e Para. Dierle per-
servò. >cl 177^, essendo re di Spa- tanto Giovanni IH dette eiq)itaiie-

gna Carlo III, e regina di Porto- rie a' più fedeli , e benemeriti suoi
gallo Maria un altro trattato ne
, sudditi obbligandoli di popolarle
confermò a' portoghesi il possesso avanti che altre nazioni tentassero
non solo ma aggiunse ancora buo-
; di stabilirvisi. Quelle colonie miglio-
na parte di territorio, che successi- rarono progressivamente lo stato del
vamente aveano occupato. Tultavol- paese, ma il re di Portogallo, cono-
ta dominii delle due nazioni non
i scendo tutta r importanza delle ca-
furono per questo stabilmente deter- pitanerie, ritirò poscia dai capi tutti i

minati nei confini. poteri concessi, e, nel 1


549, '"^'^ ^^^
Nel maggio m parli da Lisbo-
i t . titolo di governatore generale, Tom-
na Gonzalo Goclho con tre vascelli, maso di Souza, il quale, secondo gli

per ordine del re Emnianuele. Po- una capitale di


ordini ricevuti, stabili
co tempo dopo una seconda ilotta tutte le colonie, che chiamò s. Sal-
riconobbe la costa dell' America me- vatore, eretta poi da Alessandro VII,
ridionale, sino al capo des f- irgcns nel 1660, in vescovato, e da Inno-
lasciòuna colonia a porto Seguro cenzo Kl, nel i67("), decorata della
e portò in Portogallo gran quantità dignità metropolitica, assoggettando-
di legno brasiliano. Ignorando por- i le i vescovati del Brasile.
toghesi le ricchezze, e i prodotti del Sotto il re di Francia Enrico IH,
Brasile, ne' primi tempi limitaronsi Durand de A illegagnon , sostenuto
a spedirvi de' malfattori da' quali , dal celebre ammiraglio Coligny, ugo-
fu popolata la regione. Martino Al- notto ardentissimo, tentò inutilmente
fonso Souza, nel To fu incaricato
1 1
, di stabilir nel Brasile il calvinismo.
da Giovanni III ili fondare alcune jH)ieliè, nel i:j5(), fu cacciato dalle
foltezze, regolarizzar le colonie, e forze spedite da Giovanni IH. Assun-
distribuire i terreni; ma nel mede- to al trono Sebastiano suo figlio ,

simo anno, approdando i francesi a morto ne' campi d'Africa, ed estin-


Fernambuco, ch'era la provincia piìi ta col Cardinale Enrico la stirpe re-

considerabile, danneggiarono lo .sta- gale, l'ilippo II re di Spagna, nel


bilimento d' llamaiaia ciò che in- , i58o, uni il Portogallo alla sua co-
dusse il ad accrescere
detto re i rona, ed il Brasile ai possediinenli
coloni nel Brasile, anche perchè gli d' .America. IVel regno di I''ilip[)o l\ ,

spagnuoli eraiisi stabiliti nel Para- gli olandesi, nel iti?./}, s'impadro-
guay, e inoltre la Haia di lutti i nirono della capitale del Brasile, ma
santi era niinaci;iala dagli stessi lian- dipoi furono ol)bligali a cajìilolare:
cesi. Divise perliinlo il lìrasile in indi, nel i63o. uu'altia flotta nlau-
dodici capitanerie, o governi, ai (jiim- •lese coiKjuistò Fcriiambiieo, con al-

li se ne aggitniseio poscia due altre; tre città, ed il valoroso |>nncipe Mau-


undici, cioè, sulla costa oiieiitale , e ri/io di Nassau sottoiiiiM' ali ()|aiida
102 BRA BRA
più della metà del Erasile. Ma as- glio, che cessò nel 182'i^, liconosron-
sunta trono portoghese, nel 1640,
al do il padre questo nuovf) impero,
la gloriosa casa di Braganza, cambiò e prendendo per sé il solo titolo di
Ja condizione di questa regione. II nuo- imperatore del Brasile finché vives-
vo monarca Giovanni IV, nel 1641, se Ed è perciò che tanto il Bra-
.

fece alleanza colla repubblica olan- sile, quanto Pietro I, poscia ricono-

dese, il principe Maurizio fu richia- sciuti furono eziandio dalle potenze


mato dal Brasile , che, ad eccezione europee. A' 7 aprile i83i, avendo
di quella parte tra il fiume s. Fran- l'imperatore abdicato a favore di suo
cesco ed il Maragnan , invasa dalla figlio Pietro li, nato a' 2 dicembre
Olanda nella dominazione spagnuola, 1825, questi ascese il trono impe-
tornò al possesso de' portoghesi. IVIa riale , sotto la tutela di reggenza
le divergenze de' coloni Brasiliani stabilita nella minorile età, dalla
ed olandesi , dopo gravi combatti- quale è sortito nel 1840, facendosi
inenti, finirono nel 1664, colla espul- riconoscere per imperatore dalle po-
sione di questi ultimi, e cosi il Por- tenze. Prima il Brasile dava il ti-

togallo restò pacifico possessore del tolo al principe ereditario del trono
Brasile. portoghese.
Nel 1807, l'armata francese co- Jl culto cattolico dominante nel
mandata dal generale Junot, occu- Brasile era il solo permesso, ma re-
pò Lisbona, capitale del Portogallo, centemente vi fu pubblicata la li-

onde il re Giovarmi VI colla corte bertà di tutti i culli. La Santa Scr


si recò nel Brasile, e, verso la metà de tenne a Rio Janeiro i suoi nun-
di marzo 1808, fissò la sua dimora zii apostolici, due de' quali, Caleppi
a Rio Gennaro, ossia Rio Janeiro, ed Ostini, furono creati Cardinali,
divenuta capitale del Brasile fino dal ed il primo ricevette solennemente
J773, per decreto del re Giuseppe dallo stesso re la berretta Cai di Ma-
I. La corte rimase a Rio Janeiro lizia; giacché monsignor Marefoschi,
sino al primo luglio 1821, in cui successore del Cardinal Caleppi, mo-
tornando in Portogallo, il re vi la- ri in Rio Ji^neiro avanti di termi-
sciò d. Pietro suo primogenito, con nare la sua liiissione. Ora ewi pres-
estesissimi poteri, e col titolo di reg- so la corte Rio Ja- imperiale di
gente ; ma tal cambiamento di- neiro un internunzio apostolico ed ,

vise gl'interessi delle due nazio- in Roma 1' imperatore tiene mi


ni, portoghese e Brasiliana. Quindi, in suo rappresentante diplomatico. Di-
conseguenza delle turbolenze scoppia- versi Ordini religiosi si recarono
te a Fernambuco neri8i7, nell'a- alle missioni nel Brasile, per le quali
gosto 1822, il Brasile proclamò la eravi un apposito ospizio in Lisbo-
sua indipendenza dal Portogallo, pre- na, e nel Fernambuco, ed assai vi
.se il titolo d'impero costituzionale, faticarono cappuccini. Nondimeno i
i

ed il detto d. Pietro , col nome di missionarii con dillìcoltà raddolciro-


Pietio I, fu acclamato primo impe- no i costumi de' selvaggi. In genere
ratore dalla municipalità di Rio Ja- la popolazione ama la libertà del
neiro a' 2 I settembre, e formalmen- vivere ed una terza parte di essa
,

te a' 1 2 ottobre, siccome giorno è composta di schiavi negri, contro


natalizio del principe. Allora comin- il cui commercio il regnante Pon-
ciò la guerra fra il padre e il fi- tefice pubblicò il breve apostolico
I] Il A BUE io3

In xunrcinc) ajMìstolulns, emanalo ai del I 7.Gt., ovvero 1 jf)!, lo creò Cardi-


3 dicembre iHSf), ad e.sem|)io dfi nal j)rete di s. .Marco. Intervenne ai
suoi predecessori singolarmente di , conclavi di Clemente IV, (Gregorio
Benedetto XIV, che con lettere ajw X, Innocenzo, ed Adriano V, Gio-
sloliclie de' 20 dicembre i74') scnt- vanni XXI, Nicolò III e Martino IV.
le a' vescovi del Brasile, eccitò le Morì placidamente ni Divieto, nel
pastoi-ali sollecitiiriini di que' prelati 1282, ed ebbe toinlm in chiesa
all' estirjx»zior.e dell* inumano com- dei pirdicatori.
mercio. BRECHLX, o BRECIIINE {Rrc-
Sette sono le sedi vescovili del Bra- chi/iinni ). Città vescovile della Sco-
sile, cioè un arcivescovato e sei ve- zia setlentrionale, edificata sul de-
scovati. Il primo-è s. Sah'atorc, o clivio d'una collina, alla destra del-
Baia di lutti i santi, e gli altri so- l' Esh che si trapassa sopra un
,

no Cninhao, M
arianne, s. LodoK>i- ponte di due archi. Ae' dintorni si
co dtl Mara'^nano, Olinida e Fcr- veggono gli avanzi d' nn campo ro-
natnhnco, s. Paolo e s. Scbaslimio mano , e eli fortificazioni, 0|K'ra ilei

e Rio Janeiro. Pitti. Per la celebre vittoria ripor-


BRAL'LIONE ( s. ) vescovo, il tata presso quella città sui danesi,
quale vol^.irmciite chiamasi Biaiilif), ha Brechin il privilegio di borgo
illustrtj la sede di Saragozza nel i-eale. Anticamente era .sede vesctjvi-

secolo sellimo. Lo zelo, di v.\\\ av- le, sotto la metropoli di s. Andrea,


vampava pel bene del suo prossimo, giacché lu creila verso l'anno i 1 3o,
e la profonda dottrina, ond' era a ma ora è sede di un presbiterio.

gran dovizia fornito, lo resero utile L'antica cattedrale è degna di con-


non solo alla sua diocesi, ma alla siderazione, ed inoltre vi .sono di-

chiesa tutta di Spagna. Era unito verse chiese pei differenti culti.

a s. Isidoro col vincolo della più BRElvSPEAR Nicolò, Cardina-


inlima amicizia, e cooperò con esso le. f\ AnRi.\NO IV.
lui a rimettere in pieno vigore l'os- BRElvSPEAR Rosone, Cardina-
servanza dell' ecclesiastica disciplina. le. Bosone Bi-ekspear inglese, bene-
Dopo aver sostenuto per venti anni dellino nel monistero di s. Albano
la dignità episcopale, mori nel 64G. d" Inghilterra, uomo dotto e religio-
Lasciò alli nx-moria de' j>ost(!ri due so, fu ci-eato Cardi 'J il diacono dei
lettere indirizzale a s. Isidoro, un santi Cosimo e Damiano dallo zio
elogio di esso santo col catalogo Pontefice Adriano lY, nella prima
delle sue opere, e la vita di s. E- promozione fatta a Roma nel di-
miliano solitario di Spagna. Alcuni cembre i5'j, e camerlengo
I
della

lo ciedono autore eziandio di una S. R. C, nel I i63. Alessandro III

raccolta ili canoni , della vita tli s. lo ascrisse all'ordine de' preti col titolo

Leocadia , e ili altre opere. di s. Pudenziana. Adriano lo amava


BR.AY (iur.i.iKi.Mo, Cardinale. Gu- moltissimo, e temendo della fedeltà

glielmoBiay, appellalo così dal Inogo, dei i-omani, gli aflidò La fortezza di ca-
in cui nacipie nella diocesi di lleims, .stel .s. Angelo, o Mole Adriana, ove
dov'era arcidiacono, era riputato as- introdusse Cardinali elettori di .\-
i

sai dotto , e fu 1. ini calo in teologia, il lessaiulro. per ripararli dal furore
perchè Urbano l\', nella sec^unda |)ro- dell'antipapi (Kimdi ebl)e U» lega-
niozionc liiUa a Vikrbo, nel dicemluv zione (li Poitogallo, come dicono
io4 BRE BRE
alcuni, e poi quella di Toscana tikindo, principe sassone, Brema fu
affidatagli da Alessandro III. GÌ' in- il primo teatro delle sue azioni stre-
glesi lo slimano uno de' più dotti pitose. Egli la occupò, ed il vesco-
ed eccellenti teologi di quel secolo. vo stabilitovi da Carlo Magno, eb-
Favori in modo speciale la elezione be la ventura di salvarsi colla fuga,
di Alessandro III, col quale poscia per la via di mare. Quivi pertanto
si recò a Venezia, e quella di L\i- si riunirono i suoi sassoni, che con
cio III. Appose la sua sottoscrizione nuove vittorie lo guidarono al Re-
a parecchie bolle di Alessandro III no, onde Carlo Magno dovette far
e di Adriano IV, del quale ultimo uso di tutta la sua possanza per
scrisse anche la vita. Morì a Roma nuovamente debellarlo.
nel 1181, dopo venticinque annidi S. monaco di Gorbia
Anscario ,

Cardinalato. iu Sassonia, dopo aver predicato la


BREMA (Brenien.). Città arcive- fede in Danimarca, in Isvezia, e nel
scovile nella Germania. Quest' anti- settentrione di Alemagna dal Pon- ,

ca città anseatica, nella bassa Sasso- tefice s. Gregorio IV fu nominato


nia, capitale del ducato del suo no- neir832, legato apostolico, ed arci-
me, è ora una delle quattro città vescovo d'Amburgo, e vacando, nel-
libere della confederazione Germa- r 859, la sede di Brema Papa s. ,

nica. II Weser la divide in vecchia Nicolò I la riunì a quella d' Am-


e nuova, riunite da un gran ponte. burgo devastata da' normanni , e
Sono entrambe guernite di valide conferì a s. Anscario il governo del-
fortificazioni, e fiorentissimo è il loro le due Morì questo zelante pa-
chiese.
commercio marittimo con tutte le store in Brema
l'anno 865, ed ,

nazioni. Promiscui sono i culti, ma essendo chiamato anche san Sciares,


il calvinismo prevalere viene dalle con questo nome abbiamo la col-
magistrature professato. Il suo go- legiata di Brema. S. Remberto di
verno è democratico; il potere le- Bruges ( f-^edì), degno compagno
gislativo sta nelle maui dei cittadi- nelle apostoliche fatiche del de-
ni liberi senza distinzione di religio- fouto, fu scelto di comun consenso
ne. Il potere esecutivo è confidato a governatore delle diocesi di Bre-
ad un senato di quattro borgoma- ma e di Amburgo, e gli venne pure
stri, due sindaci, e ventisei senatori. affidata la sopraintendenza delle chie-
Brema occupa il XVII luogo nelle se di Svezia, di Danimai'ca, e della
assemblee ordinarie della confedera- bassa Alemagna. Predicò il vangelo
zione germanica e in quelle gene-
, agli slavi, ed ai vandali, e morì nel
rali ha un voto. La sua antica cat- bacio del Signore, l' anno 888.
tedrale è un rispettabile edificio go- Divenuta Brema, dopo la riunio-
tico , e grandioso è il palazzo del ne alla chiesa d' Amburgo, la me-
magistrato. tropoli di tutta r Alemagna setten-
Brema
fu città molto considera- trionale, per le gravi lagnanze del-
bile termine deirVIII secolo, al-
nel l' arcivescovo di Colonia . il concilio
lorché Carlo Magno verso 1' anno , celebrato in Triburo presso Ma gon-
788, vi fondò un vescovato suffi-a- za, 895, decretò, mediante la
nell'

ganeo di Colonia, che comprendeva approvazione del Pontefice Formoso,


il paese tra la Frisia e 1' Elba. I\Ia che le chiese di Brema e di Am-
essendo venuto nella Danimarca W'i- burgo dovessero dipendere dall ar-
BRK BRE io7
civescovo fli Colonia. :Ma crealo i suoi errori nella Germania nell«j

Papa Sergio III, nell'anno 904, l'i- impero di Carlo W, la città di Bre-
vocò tal dipendenza, onde l'arcive- ma , r anno iJ22 , abbracciò il

scovato di Brema ebbe a siiirra^a- luteranismo , e vi persistette nf>ri

nei i vescovi di Scleswich , di llat- ostante che, nel 1547, fosse as.sedia-
zeburg, di Isverino e di Lubecca. ta dagl' imperiali. Espulse il proprio
Asceso però, nel 978, all'impero Ot- arcivescovo, e questa illustie sede,
tone II, cominciò a figurare il ve- insieme a quelle di IMaddeburgo
scovo di Brema fra i più polenti e di Verden, fu secolarizzata. Bre-
della (Germania, esercitando la sua ma venne ceduta, pel trattato di
giurisdizione sui vescovi del nord Westfhlia nel 648, alla Svezia, sot-
i

finché L'psala, Limden e Diontheim to il regno di Cristina, insieme al


non furono esaltate al giado me- ducato, che fu dichiarato feudo im-
tropolitico. E
noto che gli trojjpo periale. Ceduti furono inoltre , nel
imperatoli successori
Ottone II di i6'73, alla Svezia i diritti degli ar-
larghi furono con Brema di bene- civescovi di Brema sul capitolo, e
ficenze e privilegi, rsell'anno io46, sulle diocesi d'Amburgo. \ olevano
fu sublimato al Sommo Pontificato gli svedesi togliere a Brema anche
Clemente II, sassone, già cappella- la libertà, ma inutilmente a tal li-

no dell'arcivescovo di Brema. ne r assediarono nel 1 654, ^j "^1


PSel Pontificato di Onorio III, per 1GG6, per l'interposizione di alcuni
terminare le contese fia il capitolo principi, riconoscendo per signore il
di s. Pietro di Brema , e quello di re di Svezia, lasciò di chiamarsi cit-

nostra Signora d'Amburgo, origina- tà libera ed imperiale. Indi nel ,

te pe'diritti di precedenza e di me- 1676, il vescovo di Munster, ed il


tropoli, non meno che per l'elezio- duca di Brunswick, presero alla
ne degli arcivescovi, nel i-ì-ìS, si Svezia la maggior parte di questo
stabilì, oltre la preferenza, che nel- arcivescovato; ina Luigi XIV, re di
le fiiture elezioni della chiesa di Francia, obbiigolli alla restituzione,
Biema , imitamente a' canonici in- meno i dominii spettanti a Bruns-
terverrebbero il prevosto decano , e wick. I danesi, nel 17 12, conqui-
il teologo d'Amburgo a nome del starono Brema, e, nel i7i5, la ce-
proprio capitolo. I due capitoli pre- dettero all'elettore di Annover Gior-
sla\ano omaggio, e giuramento di gio I re d' Inghilterra , insieme al
fedeltà agli arcivescovi, ch'erano pu- ducato di Verden. Restituì quel re
re principi sovrani del S. R. impe- a Brema la libertà, ed ogni altra
ro , con luogo nelle diete appresso prerogativa toltale dagli svedesi. JN'el

quelli di INIaddeburgo, e di Salisbur- 17J7 questa città fu presidiala dai


go ; ma per (picsli jirivilegi dovet- che abl)andonalala nell'anno
francesi,
tero gli aifivesoovi di (lequcnle con- seguente, la ripresero nel i8o<ì, e
trastare colla cillà, cui voltano do- dal 18 IO
al i^iS fece parte del
minare con potere assoluto. Brema loro impero come capoluogo delle
,

tuttavia ritenevasi libera, ed imperia- Bocche del Weser. Nel congresso di


le , ed < periKi (iie gli arcivescovi Vienna, nel 181 j, fu dichiarata pe-
risiedevano nel castello di Bemi'r- rò libera, insieme al suo territorio .

Mndc. e fu reslitnilo così a Brema (|n(|

Dopo the Martino Liiteio s[tar.Ne posto e quel voto, che godeva mllc
io6 BRE BRE
assemblee ordinarie della confedera- Cerio è , che Brescia ubbidiva ni

zione germanica, a cui, nel i64o, gallicenomani quando si diede a ,

era stata invitata come città im- lioma, dalla quale, nell'anno (i3(>
periale. di sua fondazione, venne dichiarata
BREMOND Antonio, domenica- colonia, e fu ascritta alla cittadinanza
no, nacque a Cassis in Provenza. e alla tribù Fabia per volere di

Era assai dotto coltivatore de' buo- Giulio Cesare. Caduto 1' impero ro-

ni studii , e si adoperò a ravvivare mano, e inondata l' Ilalia da' bar-


il buon gusto nel suo Ordine, di bari, Brescia ne provò i ti isti eflolti
cui divenne generale. Pubblicò le sotto il re goto, non che sotto il tre-
opere intitolate : BuUarium Ordinis mendo Attila, che interamente la di-

Dominie ano rum j de stirpe Gusnia- strussc^ I goti dominarono la città

na s. Dominici. Morì agli i i giu- sino allavenuta de" longobardi (an.


gno ì'j55, di anni sessantaquattro. 5&()), che vi fissarono la dimora.
BRENi^ES, o BRENNE (Bre- Dopo duecento dieci anni il loro ,

ncn.sis ager). Antico, e piccolo pae- regno terminò colla prigionia del re
se della Francia , tra il Berry , la Desiderio, mentre la moglie, la fi-
Turrena e il Poitou, diocesi di Bour- glia e la sorella di lui si ritirarono

ges. Quivi si celebrò un concilio 1' nel monistero di s. Giulia, dall'in-


anno 58o, ovvero nel 583, nel qua- felice principe eretto, e vissero sotto
le fu assoluto Gregorio di Tours. la regola di s. Benedetto.
Altri dicono , che si adunasse in A' longobardi succedette nella do-
Brenne, piccola città della Piccardia, minazione il vincitore Carlo Piagno,
chiamata pure Braiiie. Gi-egorio di e Biescia, come le altre città lom-
Tours fii accusalo dal conte Leu- barde, fu governata da' luogotenenti
daste di aver atFermato che Bertran- imperiali. Nel IX secolo, nuove
do arcivescovo di Bordeaux conviveva calamità sopi"aggiunsero alla città,
con Fredegonda. Ma Gregorio di- perchè Berengario, duca del Friuli,
chiaiò con gimamento d' essere in- e Guido, duca di Spoleto, disputa-
nocente da tale accusa; ed il con- ronsi il regno dltalia, egli ungari,
te riconosciuto per calunniatore, fu verso l'anno 900, scesi in questa
condannato al carcere, ove tei'minò regione, la travagliarono per cin-
di vivere. quant'anni, finché Ottone I la di-
BRESCIA [Brixien.,Brixia). Città chiarò città libera. Al termine del
con residenza di un vescovo nel secolo XI Brescia si costituì in for-
regno Lombardo -Veneto. Essa è ma di repubblica,
ed ai conti, e
antica capitale de'cenomani, e vuoisi governatori mandativi dagl'impera-
fondata seicento anni avanti l' era tori, successero i vescovi, ai quali
cristiana dagli etruschi , a' piedi di si associarono tempora- de' consoli
im' amenissima collina, in pianura, nei, ed un consiglio chiamato di
cui fanno argine i laghi di Garda credenza. Commanville aggiunge che
e d' Iseo, sulle sponde del Mella, i vescovi, allorché furono signori di
e di altri minori torrenti. Doviziosa Brescia, portarono i titoli di duca,
di acqua purissima, è ricca di molte conte e marchese. Le gelosie tia' capi

fontane, che abbelliscono la città. non tardarono a manifestaisi, e si au-


Dicesi pure, che sia stata fabbricata mentarono dalle differenze insorte
da Cidno, figlio del le de' liguri. tia il sacerdozio e l' impero.
R 11 K BUE 107
'«•
Nel r I /{.n, l'ap.'i Eii;^eiiio IH onorò ad inaudite crudeltà. Cadde poi
Brescia (li sua prcscMiza, fjiiaiido do- Biescia sotto div(Msi poteri, trava-
veva recarsi in Kiaricia. Nelle ì^ikmic gliata eziandi(j d.i intestine discrjr-
sterminatrici fra le città lirnilroli;, die. Non mancarono zelanti religiosi
Brescia per lo piìi Tu alleata co'ini- di adopeiarsi per sopirle ed in ,

lanesi, ecombattè vantaggiosamente parlicolar mrxlo si distinsero i ve-


contro cremonesi,
i hcii^arnasclii, i scovi, uno de'quali fu Berardi Mag-
ed comaschi, acqiiistaniio alta
i gi , d'una d(;lie piii illustri famiglie
fama giicrri(;ra da essa pur man- ,
di Bniscia, che divenuto capo del
tenuta sino a' nostri giorni. La va- governo , fei;e esiliare i facinorosi,
lorosa sua gioventù fu partecipe l'or lui quindi la città godette pa-
delle crociale di Palestina , e nei ce, e Morto
fiori. nel i3o8, lasciij

comizii della lega lombarda, tenuti gloriosi monumenti del suo dominio.
in INIodena nel iiyS, i Bresciani I ('alleiti e Ghibellini, continuan-
furono dichiarati rettori delle città do le motivo ad
dissensioni, diedero
confederate contro Federico 1 iinpo Enrico VII imperatore di assediare
ratore ; mentre nella pace di Co- Brescia. E vero che a mediazione ,

stanza, sottoscritta nel ii83, i de- de' Pontificii legati le fu concessa la


putati di Brescia figurarono i primi pace; ma contro la promessa fece
dopo quelli di iMilano. Tanta era egli smantellar le miu'a e le toiTi.
l'opinione della saggezza, e del va- Nel i3i(), essendo prevalsi i Guelfi,
lor militare de' Bresciani , che da diedero Brescia a Roljert(j // Scu'io,
molle città toscane e lombarde ve- re di Napoli. I Ghibellini aiutati da
nivano ricercati per loro governa- Mastino della Scala, nel i33o,
tori per la qual cosa Scaligero
,
tentarono impadronirsene, ma in-
tributò ad essi il più giusto e ve- vt^ce i Guelfi la diedero a Giovanni
ro elogio, chiamandoli : Gens ne- re di Boemia, dal cui dominio suc-
scia fnnidis. cessivamente Brescia tu signoreggia-
Soggiac((ue Brescia, nel r -2 •?,?., a ta dal i332 al i337 dagli Scali-
forte terremoto, e dopo che 1' im- geri, quindi lo fu da Azzo Visconti
peratore Enrico VI l'avea privata signore di Milano, e per diciassette
de' suoi privilegi, il figlio di lui, anni da Pandollò Malalcsta , che
Federico II, i238.
1' assediò nel nel 14^1 la cedette nuovamente ai
Il Ponlefice Innocenzo IV, che, per Visconti. Pandoltò ricevette in Bre-
evitare le persecir/ioni, erasi ritirato sciacon grande onore e splendidez-
in Francia, cessalo il pericolo Jiel za Pontefice Martino V, allor-
il

I25i, fece ritorno in Italia, e nel quando, reduce da Costanza, vi


setteud)re da "Milano passò a Bre- passò a' (7 ottobre i4'8. Stanchi i
scia, donde si recò a Mantova, Bresciani di tanti estranci gioglii,
Scomunicando poscia, «• rinluz/ando si diedero in fine spontaneamente alla
colle armi de'ciociali Ez/elino III repubblica veneta nel i4'26. E fa-
da Romano, ca[)itano nella Loud)ar- mosa riuscì la valida resistenza, che
dia pel defunto imperatore. iNè Bie- op|)Ose (piesta città, nel i j38, alle
scia fu esente dai tirannici tiattamenti truppe de' Visconti ,
c.qìitanate d.ii
di lui, (piando scompiglialo, nel li'ji^, funigerati Sforza e Nicolo Piccinini ,

il suo (;,sercilo a (iainhara, vemie i (piali doj)o due aiuii ,


pegli sforzi
da l'^/zclino occupala , e soggelta dei cittadini, aiutati dalle stesse don-
io8 BRE BRE
ne, e dai fanciulli, ad onta del fla- contemporaneamente le due chiese
gello dell epidemia, dovettero par- di Milano e di Brescia , ove mori
tiine umiliati. 1 anno 6 1 di Cristo. Gli successe san
Mentre Brescia godeva il benefico Clateo, o Caio, eh' è riconcsciut'o
governo de' veneziani, nel secolo come primo vescovo di Brescia. Do-
XVI neir occasione della lega di po la interruzione di due secoli cir-
Cambrai, dopo la disgraziata batta- ca , continuarono nelle cure episco-
glia di Agnadel, fu presa dai fran- pali prelati venerabili per santità e
cesi, e, nel i5og, il re di Francia dottrina, ed a s. Filastrio, che fu il
Lodovico XII vi fece solenne in- settimo vescovo , nel 887 , fu dato
gresso con un fasto sino allora sco- per successore s. Gaudenzio. Gloriosi
nosciuto. Divenuti i francesi ari'o- sono fasti i ecclesiastici di Brescia,
ganti, ne furono discacciati per la come riporta suo martirologio, ed
il

congiura di Avogadro con orrida i ss. Faustino e Giovita ne sono ve-


strage , nel 1 5 1 2 ; ma Gastone di neralicome campioni della fede per
Foix, detto il fulmine d'Italia, aver bagnato questo suolo col loro
inteso l'accaduto, recossi celeramen- sangue.
te a Brescia ne fece aspra ven-
, e Molli Cardinali di santa Chiesa
detta, abbandonandola per tre gior- governarono la sede Bresciana, che
ni a misero sacco. Salito al trono è sufiiaganea di Milano. Xia essi è
di Francia Francesco I, la restituì degno di special menzione il Cardinal
nel i5i7 a' veneziani, che la pos- Pietro Vito Ottoboni veneziano, che,
sedettero sino al 1797, in cui, ai fatto vescovo di Brescia da Innocen-
17 marzo, per un movimento rivo- zo X, rinunziò al vescovato nelle
luzionario, abbracciò le parti fran- mani di Alessandro VII, dopo aver
cesi , e dopo precario stato demo- egregiamente governata questa chie-
cratico, e l'occupazione tedesca, nel sa per un decennio, come attesta il

1799, divenne capoluogo del dipar- p. Gradenigo, nella sua Brescia sa-
timento del Mella nel regno italico, cra. Questo insigne Porporato per
finché nel 181 4, formò vino de'di- la sua virtù e dottrina fu eletto
partimenli del regno Lombardo- Sommo Pontefice, nel 1689, col no-
Veneto, e fu nominata città regia. me di Alessandro Vili (Fedi).
Non sono a tacersi fra i suoi infortu- La cattedrale antica edificata nel
nii , i contagi, che la desolarono nel VI, o VII secolo, è uno de' magnifi-
i63o, e 1675, e l'esplosione di ci edifici i di Brescia di gotica strut-
un deposito di polvere, che rovinò tura , e dedicata all' Assunzione di
la città, e fece morire molti abi- Maria Vergine. Il suo capitolo era
tanti a' IO agosto 1769. composto di un arcidiacono d' un ,

Dicesi che il vangelo sia stato arciprete, d'un cantore, d' un prevo-
promulgato in Brescia dall' apostolo sto d'un decano, e di diciassette
,

s. Barnaba o da s. Apollinare, ve-


, canonici, compreso il penitenziere e
scovo di Ravenna, discepolo di san il teologo, nonché di sei mansiona-

Pietro, ne' primordii del II secolo. rii, di undici cappellani, e di molti


Evvi chi sostiene, che s. Anatalone chierici. Oltre le sante reliquie de'suoi
arcivescovo di Milano e discepolo di vescovi ,
possiede questa cattedrale
s. Barnaba, ritiratosi a Brescia nella una croce d' oro chiamata Jianima,
persecuzion di JXerone, governasse o orijiatnrna, col prezioso legno della
BRE BRE ro9
». Croce, fatta nella forma di quella, nipoti di s. Basilio, dalle quali ebbe
che vide Costantino nella battaglia in dono le preziose reliquie dei ss.
contro il tiranno Massenzio, e che Quaranta martiri dell'Armenia, avute
uolsi donata da Carlo Mai^no. già dal santo vescovo loro zio. Le
La nuova cattedrale risplendente quali reliquie, insieme ad altre de-

per finissimi marmi, maestose colon- gli apostoli, e di altri martiri furo-
ne , e bassi rilievi di gran pi'cgio ,
no da s. Gaudenzio trasportate alla

incominciata nel i6o4, proseguita sua chiesa di Brescia, e collocate


dalle zelanti e generose cure del in ima basilica da lui fondala, che
Cardinal Quirini vescovo di Brescia, e perciòchiamò Conciliuni Sanclorunij
compita nel 1825, è pure dedicata al- come ricavasi dal suo sermone De
l' Assunzione di Maria Vergine. E dedicaliona basiliccv.
essa ufliciata dall'arciprete, da dodi- Il campo santo, o cimitero, dopo
ci canonici (fra' quali evvi il peni- quello di Bologna , è forse il più
tenziere e il teologo), da nove be- pregevole d'Italia, ed il palazzo mu-
neficiati, da sei cappellani corali, e nici[)ale fondato, nel 1 49'^> ^<3" ^''"

da altri sacerdoti e cliierici. .L'arci- segno di Bramante, e terminato nel


prete con due sacerdoti ha la cura 1074, tutto di marmo, è di tuie ele-
delleanime della soggetta parrocchia, ganza di disegno che dal Palladio ,

avendone altre nove la città, e tre- fu qualificato come edificio eccellen-


cento sessantasette tutta la diocesi. tissimo . Finalmente Brescia vanta
Questa cattedrale viene funzionata galk-rie, mu^^ei, e copiosi monumenti
dal vescovo col capitolo, dal giorno archeologici. Fra essi vi sono il tem-
di Pasqua inclusive sino alla festa pio d'Ercole, il liceo, le bibliotoohe
di Ognissanti, mentre pel rimanente ec. La principale sua biblinteca fon-
dell'anno, i divini ufììcii si celebrano data venne dal Cardinal Quirini. E
nell'antico duomo. Fra le chiese più doviziosa di codici, e di libri rari,

celebri vi ès. Maria de' Miracoli, il e vi si conserva una croce stazio-

cui frontespizio attesta l" epoca del nale, che fu donata da Desiderio re
risorgimento delle arti. Commende- de' longobardi al soppresso moniste-
voli pur sono, sì per l' antica che ro di s. Giulia ed è ornata di pietre
per la moderna architettura, quelle orientali, alcune incise, altre leviga-
di s. Pietro in Oli veto, di s. Dome- te. In Roma poi, nella via Giulia,
nico, di s. Afra, di s. Giovanni, di evvi la chiesa de' ss. Faustino e
s. Eufemia e di s. I\az;\ro. Anipii Giovila, eretta nel i^y'), dalla na-
sono l'episcopio, ed il seminario. Vi zione Bresciann, che ottenne il luo-
hanno due monisteri di monache go dal Pontefice Gregorio XI II, chie-
degli ospedali, e due monti di pie- sa che fu poi rinnovata ed abbellita
tà, con fabbriche di bel disegno. La con disegno del cav. Fontana. Quivi
mensa vescovile è tassata ne' libri i Bresciani istituirono una confrater-
della camera apostolica a. settecento nita con sacchi bianchi, clic portando
fiorini. sulla spalla per insegne detti snnli i

Narra il Cancellieri nella Disser- loro patroni, avea cura dello spedale
tazione sulle ss. Siniplicia ed Orsa nazionale.
p. 119, che s. Gaudenzio nel corso Brescia inoltre ha dato al sacro
del suo pellegrinaggio giunto in ,
Collegio gli otto seguenti amplis<iiiu
Cesarea conobbe alcinie monache Cardìnali'di S. ì\. C. Ottone da Bre-
no BRE BRE
scia, di cui fa menzione Bernardino cipe di Xeysse al vescovo di Bres-
Fayno nel Catalogo de' vescovi, di lavia.
Brescia, creato nel i5o da Papa i Nel XIII secolo questa città fu
Eugenio IFI; Gahriclc Rangoiii di assai benciìcata dal suo principe En-
civile làmiglia , e di una delle pri- rico IH, e molto soffri nel medesimo
marie. Secondo il citato Fayno, fu secolo per le scorrerie de' tartari, i

creato da Sisto IV, nel i477; '^'^*- quali barbaramente l'incendiarono ,


berto Gainhara
d' una primaria fa- disgrazia, che provò altre due volte
miglia, da Paolo HI, nel
creato a cagiorie de' suoi edificii di legno.
1 5'ic) ; Durante de^ Duranti d' illu- JXel i325, Breslavia,uno al prin- in
stre prosapia, creato da Paolo HI, cipato, passò dominio di
sotto il

nell'anno 1 544> e da Giulio HI fat- Giovanni di Luxemburgore di Boe-


to vescovo della stessa sua patria ^ mia, che r uni al proprio reame, ed
ove morì ; Gianfrancesco Ganiha- ebbe in tal' epoca diversi privilegi.
ra de' conti di Virola, nipote del Il figlio di detto re, Carlo IV im-

precedente, creato da Pio IV, nel peratore, ingrandì questa città, nel
i'j6i ; Lodovico Crt/mniobile, creato 134B si recò a visitarla, e ne col-
nel 766 da Clemente XIII, morto
I mò di favori gli abitanti. Breslavia
ili Brescia
a" 9 dicembre 1782; risentì le tristi conseguenze delle
Giannandrea Archetti nobile, spe- sciagure e delle guerre religiose, die
dito da Pio VI nunzio apostolico desolarono l'Alemagna ne' secoli XVI
in B.ussia , e da lui creato Car- e XVII, e nel i635 l'imperatore
dinale nel 17S4; e Michelangelo Ferdinando IH la privò de' suoi pri-
Luchi cassinese dell'Ordine di s. Be- vilegi, cessando d'essere città libera
nedetto, ereato a' 23 febbraio i8oi ed imperiale. Ma nel 1702, il suo
Cardinale da Pio VII, stato pure successore Leopoldo I vi fondò l'uni-
della medesima religione cassinese. A'ersità, la quale poi (n riunita a
BRESL.W lA (
Tfralislavien.). «piella di Francfort suH' Oder , nel
Cittìi con residenza di un vescovo castello Burg, università celebre per
nella Slesia. Chiamasi anche Breslau, le sue facoltà filosofiche e teologi-
già capitale di tutta la Slesia, capo- che.Finalmente Breslavia, nel 174^,
hiogo della provincia, e della prima fu conquistata da Federico II re di
reggenza, negli slati prussiani. E po- Prussia, e quasi fin d'allora fece par-
sta sulla riva sinistra dell' Oder, che te del suo regno. Agli 11 giugno
ne bagna le mura, viene attraver- 1742 vi fu segnata la pace fra det-
sata dal fiume Ohlau , e si divide to re, e INIaria Teresa regina d'Un-
in vecchia e nuova. Sino da Fede- gheria e di Boemia, confermata poi
rico II il Grande, fu dichiarata la in Dresda Tuttavia gli
nel 1 745'.
terz^ città della monarchia. jXelle austriaci tornarono
ad occuparla
sue vicinanze, nel i io9,Bo!esIao III, nel 1 707 , loccliè fecero pure nel
re di Polonia, sconfisse Enrico V 1760, uè si ritirarono che dopo
imperatore, e quando, nel 11 64, i micidialebombardamento. Un'arma-
figli di Ladislao II si divisero la comandata dal prin-
ta franco-bavara
Slesia, Boleslao, cognominato YAlto, cipe Girolamo Bonaparte, pose las-
diventò signore del principato di sedio a Breslavia , e la prese a' !j

Breslavia, ed il nipote di lui Enri- gennaio 1 807, ma nel luglio per la pa-
co II conferì il grado di pri ce di Tilsit^ fu restituita alla Prussia.
r.RE BRE m
Il primo vescovo di Breslavia ven- vento di religiosi , due monisteri di

ne eletto, V aiìuo ()Gi), nella piccola monache , tre ospedali e il monte


città (li Smogre col dii'itto di iioinina di pietà, oltre altri istituti di bene-
a'canonici, e ^<^pp^o^azione imperia- ficenza.
le. Poscia fu tra>f'ciito, nel io3'5, in Breslavia ha stabilimenti scienti-
Breslavia, dal vescovo Cìiiolaino, che fici, musei, biblioteche ec, e fra i
terminò suoi giorni nel loG^, e
i suoi edificii sono rinomati il castel-
divenne sullragarieo di Gnesna. lo regio di Federico II, ed i palaz-
Quivi si adunarono due concilii : zi governo e della città, di magni-
del
il primo nell'anno 1248, incili si fico disegno gotico, con una torre giu-

concesse al Pontefice Innocenzo IV dicata la più alla di Germania. In


la quinta parte delle rendite eccle- questa ad ogni ora suona un ar-
siastiche di Polonia per lo spazio tli monioso concerto di trombe e di
tre anni ed il secondo nel
; 2(37 i altri stromcnti.
o 1268, per procacciare qualche soc- BRESSANONE (Brixinen.). Città
corso ai cristiani della Palestina. con residenza di un vescovo nel Ti-
Labbè tomo XI, e Arduino t. VII. rolo, la quale trae il nome dai Bi-
Accaduta poscia la riforma lute- santi popoli della Rezia e perciò ,

rana il vescovato di Breslavia fu


,
detta Brixininm. E situata nel Xi-
assoggettato immediatamente alla Se- lolo tedesco nel circolo del Puster-
de apfìstolica, ed ha un sulfraganeo thal, ed era un tempo capitale del ju'in-

insignito del grado di vescovo in par- ci palo ecclesiastico dello stesso nome.
tiùiis. La sua diocesi si esleiide a tutta Trovjisi al confluente tic' fiumi R.i(iitz

la Slesia , avendo ne' lil»ri della ca- ed Eisach ,


presso il monte Bren-
mei"a apostolica la tassa di mille cento iier, contornata da rupi, in amena
sessautadue fiorini. posizione. S. Cassiano predici) il van-
In Breslavia vi sono ventotto chie- gelo in questa città, e vi fu consa-
se cattoliche, diciotto luterane , una crato vescovo circa il 867 da For-
calvinista , ed una sinagoga pcgli tunato vescovo d Aquileia nel Pon-
ebrei. Compresa la cattedrale, sei so- tificato di s. Damaso a' tempi di

no le parrocchie de' cattolici. La cat- Giuliano l'apostata, e poi fu mar-


tedrale esiste in un' isoletta fuori flcl- tirizzato in Imola. Bressanone tulta-
le mura della città, chiamata Viso- volta divenne sede episcopale verso
la del duomo. Essendosi questa ab- il sesto, o settimo secolo, quando vi
bruciata, nel l'/ì'xr), venne riedificata si trasferì quella di Sabiona nella
con elegante architettura, ed è de- Rezia , sulTraganca di Salisburgo ,

dicata aiss. Gio. Battista, e V incen- come lo è tuttora a (picsfii Bies.s;i-

zo martire e levita. Il capitolo si none.


compone di due dignità, prima del- Popone bavaro, vescovo di Bres-
le quali è il prevosto , di dicci ca- sanone, come si Leone O-
ha da
nonici, couqìrcso il teologo , sei ca- stiense ( lib. Il, cap. 3i. Climnicon
nonici onorarli, otto vicarii con altri Cttsin.) , nel io4''>, fu esdtato al

quattro per aiuto , oltre a cincpie ,


Sommo PontilìcMlo ,
1 ni nome di

che dal fondatore chiamansi Lisrhia- Damaso 11( ledi).

ni, con diversi sacerdoti e chierici , Nella famosa controversia delle

pel divino servigio. Vi sono un senii- investiture ecclesiastiche, aven<lo il

nario, lu» vasto episcopio, un con- Pontefice s. Gie-ioiiu \ Il scomuni-


115! BRE BRE
calo r imperatore Enrico IV, questi Volendo ritòrmare questo Cardinale
si adiiò talmente, che nel 1080 vm monistero Sigismondo arciduca
,

fece celebrare un conciliabolo in d'Austria, che avea favorito il ca-


Bressanone ( e non in Brescia , co- pitolo nell'elezione di Wismayr, ed
me scrissero taluni col Baronio eragli dispiaciuto che Nicolò V nel
per la similitudine del nome latino i45o nominasse il Cusa, lo fece
vi
Brixìa, Brixen )
, ove con trenta imprigionare nel giorno di Pasqua
vescovi suoi partitanti , fra le altre 1460, e per alcuni giorni lo tenne
cose , scismaticamente fu deposto arrestato nel castello di Brunecli
il legittimo Gregorio VII, ed eletto maltrattandolo perchè sosteneva i
in antipapa Guiberto vescovo di Ra- privilegii della sua chiesa, e i di-
venna col nome
di Clemente HI. ritti sopra alcune terre. Né potè
Il vescovo di Bressanone era prin- ottenere la libertà, che a dure con-
cipe sovrano dell' impero, ma questo dizioni , fia le quali , di non ricor-
stato ecclesiastico fu secolarizzato nel rere sulle offese ricevute, e di ce-
i8o3. Egli stava sotto la protezione dere il castello di Tanfer, varii di-
impe-
della casa d'Austria nelle diete ritti della sua chiesa, e pagare una
riali, ed è perciò, che rendeva ad gran somma di danaro. Locchè ve-
essa vm omaggio di dipendenza. Ciò nuto in cognizione del Pontefice Pio
non pertanto eguale in dignità al li, agli 8 agosto 1460, scomunicò
vescovo di Basilea , alternava con r arciduca , co' suoi complici e sic-
lui la preminenza nel voto, e nel come Sigismondo si era appellato
luogo. Erano grandi ulTiziali nella dal Papa al futuro concilio con ,

sua corte con diritto ereditario, il una costituzione proibì tali appella-
duca di Baviera come maresciallo, zioni. Tutte queste ditferenze furono
quel di Carintia come ciambellano, poi accomodate dall' imperatore Fe-
di Moravia in qualità di coppiere, derico III, e il Cardinale continuò
e di Savoia qual maggiordomo, per pacificamente a governare la diocesi
cui i detti principi si facevano sup- di Bressanone. 11 terzo Porporato è
plire nel sei vizio effettivo dai nobili Alelchiorre ÌVIechaAV, creato da Ales-
del paese. sandro VI, nel i5o3, insigne per
F'ra vescovi di Bressanone si
i dottrina , morto ambasciatore in
contano sei Cardinali, tra' quali meri- Roma nel 1009.
tano menzione i tre seguenti Bernar- ; L' episcopio è vasto e splendido
do Closs, gloi'ioso pel suo zelonell'ab- ornalissima ed elegante è la fabbri-
battere l'eresia de' protestanti, morto ca della cattedrale , una delle più
di apoplessia, nel iSSg, in Bressano- belle del Tirolo, dedicata prima al-
ne, mentre cenava, senza aver po- l'Assunzione della beata \ ergine, e
tuto prender possesso del vescovato, poi ai ss. Cassiano, Ingenuino ed ,

al qual oggetto vi si era condotto; Alboino suoi primarii vescovi. 11 ca-


IXicolò diCusa, legato a' principi di pitolo si compone di tre dignità, il

Germania, di sublime scienza, a cui prevosto, il decano, e il teologo, con


si attribuisce il rinnovamento del- quindici beneficiati, ed altri .sacer-
l' ipotesi del moto della terra in- doti pel divin servigio. IVIolte sono
torno al sole, posta in obblio dopo le insigni che si venerano
reliquie,
Pitagora, benché poi fossero più di nella cattedrale; però le più rimar-
lui foitunati Copernico e Galileo, chevoli sono un pezzo della ss, Croce,
BRE 1.3
f(l i corpi degli stessi suoi patroni e fu combattuta una memorabile batta-
vescovi, i ss. Ingennino, AII)oino5 ^'<l glia tra i russi , e i polacchi. V,
Hartmanno. Vi hanno tre parroc- Lituania, e Uladimiria.
chie nella città un seminario, tìue , BRESTENE Crysahhas. Sede e-
conventi di reUgiosi , tre inonisteri piscopale del Peloponneso, dipenden-
di monache, ed altri pii stabilimen- te dalla metropoli di Lacedemonia,
ti. La mensa vi è tassata a sette- fondata nel XVII secolo, già resi-
centocinrpianta Bressanone fiorini. denza d'un vescovo greco. È cono-
ceduta alla Baviera, nel i8o^, pel sciuta anche sotto il nome di Tha-
tialtato di Presburgo venne resli- , lame.
tuita all'Austria nel i8i4, ed ebbe BRETAGNA {Bretonia). Città
l'onore di esser visitata dal Ponte- vescovile nella Spagna, oggi villag-
fice Pio VI, allorché da Vienna si La sua sede ven-
gio nella Galizia."
recò a Venezia nel 1782. ne eretta nel VI secolo, sullraganea
BRESTA (Breslen.). Città con a Compostella, e nel IX si um al
residenza vescovile nella Lituania vescovato di Oviedo.
nella Russia europea, governo di BRETAGNA Armorica. Antica
Grodno, capoluogo del distretto sul- provincia ed una delle più conside-
la riva destra del Bug, al conflu- rabili della Francia, conosciuta sot-
ente del Moulikavetz. Essa viene to il nome di Brkannia minor ,

chiamala anche Brezsli, Brestia. Po- per distinguerla dalla grande isola
sta in terreno paludoso viene cinta britannica , Britannia major , che
di mura, e difesa da un castello. E comprende l' Inghilterra e la Sco-
sede d'un vescovo di rito greco ru- La Bretagna Armorica, che avea
zia.

teno, unito ad Uladimiria. Vi si un tempo il titolo di ducato, con-


celebrarono due concilii, per l'unio- tenente i paesi di Carnovaille, di
ne de' greci della Lituania colla Penlhievre, di Rohan, e di Nantois,
chiesa latina, ne' Pontificati di Cle- formava una penisola come quella,
mente Vili e Paolo V, cioè nel che circondata era in ogni parte
iSgS, e nel 1620. La sinagoga, dall' oceano , fuori che
ove all' est ,

che qui hanno gli ebrei, è una del- confinava col Poitou l'Aniou, la ,

le più grandi, e più celebri dell'Eu- Maina, e porzione della Normandia.


ropa. Nella diocesi di Bresta vi è Si divise già in alta e bassa,com-
il concistoro composto dell' ufficiale prendendo la prima i cinque vesco-
che vi presiede, o surrogato, e di vati di Renncs metropoli, già capi-
tre assessori del clero secolare , i taledi tutta la Bretagna di Saint ,

quali cambiano ogni tre anni, do-


si Brieux, Saint Malo, Dol, e Nan-
ve alcuno di essi non sia conferma- tex e r altra quelli di Vannes ,
,

to. Il vescovo ha il sostentamento Quimper, Saint- Pol-de- Leon e Tre-


dai redditi residuali del vescovato giiier.

di Pinsko soppresso, e da altri del- Molli furono i concilii celebrati


la mensa di Bresta mentre il semi- , nella Bretagna, il primo de' <jua!i a
nario si sostiene colle rendite del ino- Vannes nel 4^'^j ^ 1"
ultimo a Nan-
.«istero di Laury Szew, e di un altro tes nel i43o. Il Lenglet registra
monistero detto di Nawydwor, che due concilii di Bretagna; il primo
non esiste pili. Nel 1794 sotto l'impe- nella piccola Bretagna nel ^55^,

•ralriec Caterina II, nelle sue vicinanze contro il vescovo di Vannos, Labbé
VOI.. VI, 8
ii4 BRE BRE
tomo V, Aixluino t. Ili: il secondo titolo di conti. Ma inquieti, e sempre
nella Bretagna Aimorica, nel 1079, ribelli, furono compressi da Dagober-
contro le apparenze di una falsa pe- to lì, del 711, che li rese tributarli,
nitenza. Reg. XXVI 3 Labbé X, finché, assunto al trono di Francia
Arduino VI, e Martene in The- Carlo Magno, nel 787, vennero inte-
saur. t. IV. ramente assoggettati. Tornarono que-
Questa provincia forma attual- sti popoli belHcosi, avidi della libertà,
mente i cinque dipartimenti, d' Ille a prendere le armi contro Luigi // De~
e Vilaine, delle coste del Noi'd, del bole, e Carlo il Calvo., facendosi poscia
Finisterre, del Morbihan e della Loi- scambievolmente la guerra. E dopo
ra inferiore. I principali abitatori essersi disfatti del loro re Salomo-
dell' antica Bretagna furono gli a- ne, per le devastazioni normanne, e
gnoli ,
gli osisinii , i corisopiti , i le discordie de' successori di Carlo
veneti, i nannctii ,
gli andi , i le- Magno, diedero occasione ad un ca-
nomani , i redoni , i diablinti ed i po de' bretoni d'impadronirsi
, di
curiositi ec. Lungo la costa marit- Nantes di Rennes
, e di tutto , il

tima esistettero le più famose città paese, che chiamasi Alta Bretagna.
armoriche, che si resero popolatissi- Dipoi Bretagna venne conquista-
la
me dominio de' romani.
avanti il ta da' duchi di Normandia che la ,

Giulio Cesare s' impadronì di esse ritennero per lungo tempo. Le dif-
ed allora venne formata l'undecima ferenze furono terminate col matri-
provincia sotto il nome della terza monio di Costanza figlia di Conan
Lionese, Lugdunensis terlia. Verso IV, e di Goffredo figlio d'Enrico
la metà del V secolo alcuni breto- Il re d'Inghilterra, e duca di Nor-

ni, ad abbandonare la lo-


costretti