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Market

Falso allarme.

NewsLetter : anno 3 n 43 Data : 31 Ottobre 2011 Progetto : Informazione, Formazione e Consulenza

News

Lapocalisse rinviata a data da destinarsi


A cura di Alessandro Fugnoli

Ricapitolando. LEuropa non esplosa. La Germania non uscita dalleuro. La Grecia nemmeno. LItalia non stata espulsa per indegnit. La Spagna considerata praticamente fuori pericolo. Di Irlanda e Portogallo non si parla nemmeno pi. Il Bundestag ha approvato preventivamente senza fare storie. Slovacchi, finlandesi, austriaci e olandesi, solitamente malmostosi in prossimit delle grandi riunioni europee, sono stati silenziosi e collaborativi. Le banche, volenti o nolenti, si ricapitalizzeranno. Ad addolcire di molto le loro pene, se vero quanto ha scritto Les Echos, provveder lautorit bancaria europea, lEba, che le autorizzer a computare nel capitale i CoCos, obbligazioni ad alto rendimento convertibili in azioni in caso di pericolo per la sopravvivenza della banca. Un trilione molto abbondante di euro sar a disposizione per lacquisto di titoli italiani e spagnoli attraverso lEfsf. Considerando che la Spagna, verosimilmente, non avr bisogno di molto sostegno, il fondo potrebbe tranquillamente comprarsi quasi due terzi dello stock di debito italiano. Leuro, la valuta impossibile, veleggia tranquillo vicino a 1.40, il valore medio degli ultimi cinque anni. La sfiducia cosmica sullEuropa non ha coinvolto i gestori delle riserve valutarie asiatiche, che durante la crisi si sono guardati bene dal vendere gli euro in portafoglio. Due mesi e mezzo di psicodrammi, di annunci gridati di un grande ritorno al 2008 (peggio, anzi, del 2008), di recessione gi conclamata (Soros dixit), di atterraggio In questo numero: duro cinese, di implosione del sistema finanziario globale, di file di depositanti europei in coda davanti alle banche per chiudere il conto e - Falso allarme. L'apocalisse seppellire in giardino i loro poveri euro ed eccoci ancora vivi, con il Dow rinviata a data da destinarsi Jones in rialzo del 3 per cento rispetto allinizio dellanno, gli utili delle societ al massimo di tutti i tempi e il Pil americano per il quarto trimestre - Visioni e previsioni previsto in crescita del 2 per cento annualizzato. La facciamo facile? Ovvio. Questa non la prima volta che un vertice europeo sembra rimettere - L'orda barbarica dei banchieri tutto in piedi. E la terza o la quarta, se si considera anche il 21 luglio, e si franco-tedeschi comincia a perdere il conto. Poi mancano milioni di dettagli, nei quali si intravedono nascosti milioni di diavoli. E facile dire alle banche di andarsi - Quali prospettive per i a cercare un centinaio di miliardi e allEfsf di trovarsi un trilione e mezzo, mercati emergenti? pi difficile farlo. E facile promettere riforme, pi difficile realizzarle contro la piazza. LEuropa continuer poi a compiere le sue difficili acrobazie senza la rete di protezione della sua banca centrale, che i tedeschi hanno tolto, anche se non del tutto, perch temono che si

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News Letter n 43 Anno 3 del 31 Ottobre 2011

pre Visioni e previsioni

a cura di C C.

AVVERTENZE:Le pil ole di analisi tecnica finanziaria devono essere assunte seguendo attentamente le indicazioni del suo consulente finanziario. Solo dopo unattenta analisi del suo portafoglio complessivo, potr ricevere il giusto dosaggio.
In termini di previsioni per la prossima settimana: La formulazione di una previsione per la settimane entrante oggettivamente molto difficile in quanto si pu assistere ad andamenti lievemente diversi tra i mercati europei e il mercato americano. Mentre infatti il mercato azionario americano potrebbe in linea di massima risentire positivamente di dati di carattere macro economico che, come esposto nel lavoro, giudichiamo mediamente positivi e migliori di quelli di un mese fa, i mercati azionari europei potrebbero risentire nel corso della settimana delle determinazione verranno prese nel corso della riunione del G 20 prevista per Gioved e Venerd prossimi. Parliamo di decisioni che verranno prese in quella situazione ma dovremmo meglio dire del rischio di decisioni che si auspica siano prese e invece non assunte nella maniera desiderata e in questo contesto si ritiene doveroso certamente seguire giorno per giorno levoluzione nel caso di movimento in crescita mentre lattesa di fondo di un lieve assestamento generale dei mercati che potrebbe essere dellordine di un 3-3, 5% e tale da portare lindice Dow Jones in zona 11.800 11900 e anche di un 4.5 5% per il mercato italiano. Leventuale raggiungimento di questo livello da parte dellindice Dow Jones sarebbe di elevatissima importanza specie in relazione all' eventuale formazione di un Pull Back che sarebbe da leggersi come un segnale dai forti contenuti rialzisti che potrebbe e portarci a fare un reverse del 20% di posizioni attualmente short. Nel caso opposto di cedimento sotto questo livello, ipotesi alle quali attribuiamo soltanto un 40% di probabilit, potremmo rivedere lo scenario di fondo dai contenuti ribassisti e in quella circostanza potremo attenderci con una certa facilit la rivisitazione dei livelli minimali della zona di movimento laterale degli ultimi mesi e posta in zona 1120 punti dellindice SP 500. In base a questo quadro tecnico e allimportante riunione del G 20 a Cannes il 3-4 Novembre, si ritiene che solo sul finire della settimana potremo ricevere indicazioni importanti da parte del mercato azionario cos come anche del quadro intermarket che vede in questo momento un rafforzamento dellEuro verso il Dollaro e anche dellOro accompagnato da una flessione, seppur lieve del prezzo del petrolio.

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GLOSSARIO
Call (opzione call): contratto che da il diritto al posessore (ma non lobbligo) di acquistare azioni, obbligazioni, materie prime o altri strumenti ad un prezzo prefissato (prezzo di esercizio) entro una predeterminata scadenza. Capital Gain: Vedi Guadagno in Conto Capitale Capitale di Rischio: quota del portafoglio destinata a mantenere il potere di acquisto. Di contro il capitale di riserva, mira a mantenere il valore nominale. Fanno tipicamente parte del capitale di rischio azioni, beni reali (immobili, materie prime) ed obbligazioni indicizzate allinflazione. Capitale di Riserva: quota del portafoglio destinata a mantenere il valore nominale. Di contro il capitale di rischio, mira a mantenere il potere di acquisto. Fanno tipicamente parte del capitale di riserva gli strumenti di mercato monetario. Capitale protetto (Fondo a Capitale Protetto): si qualifica a capitale protetto un fondo la cui politica di investimento ha come obiettivo la protezione del valore dellinvestimento perseguita attraverso lapplicazione di tecniche quantitative di gestione degli investimenti e di limitazione delle perdite; non viene fornita alcuna garanzia che il valore dellinvestimento non scenda al di sotto del livello di protezione. Per valore dellinvestimento si intende una quantit legata allandamento della quota del fondo. Il fondo a capitale protetto pertanto unobbligazione di mezzi e non di risultato. Capitalizzazione di Mercato / Market Capitalization: la valutazione formulata dal mercato sul valore di una societ. La capitalizzazione stimata moltiplicando il numero di titoli azionari esistenti per il prezzo di mercato di una determinata giornata di Borsa. CAPM - Capital Asset Pricing Model: Modello teorico di determinazione e valutazione del rendimento di un investimento, che pone in relazione la rischiosit dellinvestimento stesso con il risultato reddituale che se ne pu ottenere. Cedola: Dividendo del certificato obbligazionario corrisposto a scadenza regolare al possessore dello stesso. Classe di Investimento: Categoria di attivit finanziarie omogenee (es. azioni, obbligazioni, liquidit, titoli domestici, titoli esteri, etc.). Commissione: Lonere che il fornitore di un servizio riceve dal beneficiario per la prestazione del servizio stesso. Commissione di Entrata: Ove prevista, la commissione che la societ che amministra un fondo dinvestimento fa pagare a chi ha sottoscritto nuove quote, come rimborso di parte delle spese di gestione che si verificheranno lungo il periodo dellinvestimento. Commissione di Performance: Commissione a volte prevista da una societ di gestione di un fondo di investimento, che viene percepita quando e se il rendimento del fondo supera la soglia obiettivo. Se il rendimento del fondo supera il parametro obiettivo, la societ di gestione percepisce una percentuale della differenza tra il rendimento del fondo e il parametro scelto. Commissioni di Uscita: Ove previste, commissioni pagate dal partecipante a un fondo di investimento nel momento in cui decide di vendere le quote. Possono essere fisse o variabili. Pronti Contro Termine: Operazione con cui due controparti si accordano per realizzare due operazioni di acquisto e vendita di titoli in diverse date, le cui condizioni sono stabilite al momento stesso delloperazione.

News Letter n 43 Anno 3 del 31 Ottobre 2011

Approfondimenti: Mercati e ripresa economica ripresa cati ofondimenti: Merca Approf


...continua da prima pagina
trasformi in unamaca per la siesta dei lazzaroni mediterranei. Tutti i paesi del mondo hanno questa rete di protezione e la stanno usando, Stati Uniti, Inghilterra, Giappone. LEuropa no. Brad DeLong nota nel suo blog che la mitica Bank of England, nella mitica met Ottocento delle virt auree e vittoriane, fu sbrigativamente invitata dal Tesoro ben tre volte (nel 1847, 1858 e 1866) a violare il mandato che le era stato solennemente conferito (dallEccellentissima Maest Reale, su consiglio dei Lord Spirituali e Temporali e dei Comuni, in Parlamento riuniti) di non stampare mai, in nessuna circostanza e da chiunque richiesta, banconote non garantite da oro. La Banca viol tre volte la legge (in nome della salus populi, suprema lex) e nessuno ebbe niente da ridire. Alla Bce questa vergogna verr risparmiata. Non dovr pi contaminarsi con i titoli italiani e riconsacrare subito dopo il Tempio con la cerimonia della sterilizzazione (in modo da evitare di creare moneta). Le banche centrali, quando vogliono, sanno benissimo come si fa a sconfiggere la speculazione. La Banca Nazionale Svizzera, quando ha perso la pazienza, ha strizzato senza piet i compratori di franchi. Lha fatto con una guerra lampo in cui ha cambiato a sorpresa le regole, prima contenendo gli attaccanti, poi disperdendoli e infine, dopo averli confusi con qualche astuzia, inseguendoli nella foresta e finendoli fino allultimo uomo. La Bce, per contro, non ha mai voluto vincere la guerra dei Btp e si limitata a unazione di contenimento, usando le piccole variazioni giornaliere dello spread per mandare messaggi a Roma. Ha avuto indubbiamente le sue ragioni, che non hanno per niente a che fare con il timore di creare inflazione e hanno invece tutto a che fare con il problema di base della sfiducia reciproca tra europei. I tedeschi pensano che i mediterranei facciano sistematicamente di tutto per evitare le fatiche e i mediterranei li confermano in questa loro visione muovendosi solo quando sono presi a bastonate. Quello che conta, tuttavia, che alla fine i mediterranei si muovono e che i tedeschi, sempre alla fine, danno loro una mano. Tutti, insomma, fanno la cosa giusta, almeno fino al giro successivo. E questo a tenere in piedi lEuropa. Chi investe si trova a questo punto in una situazione non facile. Da una parte c da prendere atto che, dopo avere preparato i portafogli per lapocalisse, il sole sorge ancora e il mondo restato in piedi. Dallaltra c da fare i conti con recuperi dai minimi dinizio settembre che sono gi, per prendere solo lesempio della borsa tedesca, superiori al 25 per cento. Per non parlare del rallentamento della crescita che si profila quanto meno in Europa. Per quei pochi investitori value che hanno comprato ai minimi questo potrebbe gi essere, prudenzialmente, il momento di alleggerire. Per tutti gli altri, che per ragioni assolutamente legittime hanno mantenuto durante la crisi un profilo di rischio molto basso, si tratta a questo punto di procedere nel modo pi ordinato possibile, evitando di fare pasticci. Il mondo rimane un posto pericoloso. Ha uno scenario di base mediocre, ma ha code di rischio grave particolarmente grasse. In genere, nella gestione, bisognerebbe regolarsi sullo scenario di base e gestire le code comprando protezione, ma in circostanze eccezionali la preoccupazione per le code ha titolo per influenzare le scelte in modo decisivo. In pratica, quindi, chi ha scelto il profilo di rischio basso non ha motivo di ribaltare radicalmente la sua posizione. Pu per ridurre moderatamente lo sbilanciamento con qualche acquisto da fare adesso e tenendo da parte qualche fondo per fine novembre-inizio dicembre, quando torner a surriscaldarsi il clima politico americano. In quei giorni si decider il contesto economico in cui andranno a svolgersi le presidenziali del novembre 2012. I repubblicani cercheranno di concedere meno ossigeno possibile a Obama, cercando di modulare il bilancio in modo da avere una crescita vicina a zero proprio verso la fine dellanno prossimo. Il rischio di un profilo prudente quello di fare, da qui a fine anno, meno degli indici. In compenso, dal momento che saranno comunque in molti a preferire questa strada, leventuale sottoperformance rispetto alla media dei gestori sar bassa. Detto in un altro modo, quasi tutti, in questo 2011, faranno meno bene degli indici. Nulla vieta, in ogni caso, di destinare gli acquisti alle componenti pi aggressive dei mercati. Le borse mediterranee offrono le migliori occasioni e le loro banche sono a livelli molto depressi. Visti gli aumenti di capitale in arrivo, le azioni bancarie non offrono necessariamente il profilo di rischio/rendimento migliore. Il debito subordinato delle banche, al contrario, certamente degno di considerazione.

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Lorda barbarica dei banchieri franco-tedeschi


Venerd 28 Ottobre 2011 15:30 Matteo Costa

LEba (European Banking Authority) ha stabilito il livello di ricapitalizzazione che gli istituti di credito europei dovranno raggiungere, destando per perplessit sui criteri adottati nellelaborazione del piano, in quanto essi favoriscono immotivatamente i gruppi di alcuni paesi a discapito di altri. La ricapitalizzazione richiesta alle banche italiane ammonta a 14,77 miliardi di euro, valore inferiore soltanto a quello richiesto agli istituti di Grecia (30 miliardi) e Spagna (26,2 miliardi). Alle banche francesi richiesta una ricapitalizzazione di 8,8 miliardi, a quelle tedesche di 5,2 ; addirittura, quelle del Regno Unito non dovranno sborsare nulla per la ricapitalizzazione, grazie anche allentrata di capitale pubblico. Il paradosso sta nel fatto che alle banche di questi ultimi tre paesi, nonostante operino in business pi rischiosi -maggiormente votati allinvestment banking puro pi che al credito alle imprese- detengano un maggior numero di titoli greci (gli unici per cui al momento previsto con certezza un haircut) e siano maggiormente esposte ai Pigs, viene imposto uno sforzo finanziario decisamente inferiore. Il motivo che lEba ha elaborato la sua analisi considerando, per i titoli di Stato europei presenti nei portafogli delle banche, i valori di mercato al 30 settembre; da questi valori viene effettuata una svalutazione teorica e, inoltre, alle banche richiesto il raggiungimento del 9% di Core Tier 1, ossia di patrimonio di base. La svalutazione, per, va a toccare solo titoli di Stato e non altri asset con rischi di perdita reale anche maggiore . Inoltre i prezzi di Bot e Btp al 30 settembre erano quasi ai minimi storici: i Btp a 10 anni avevano un rendimento del 5,5% e uno spread di 365 punti rispetto ai bund tedeschi. In linea teorica, per, difficilmente i titoli di Stato manterranno anche a lungo termine valori cos depressi, almeno in presenza di piani concreti e credibili per il superamento delleuro-crisi. Ecco che, dunque, lo schema dellEba va a penalizzare le banche italiane colpendo invece in misura minore gli istituti francesi e tedeschi anche se questi hanno in portafoglio pi titoli di Atene. Essendo gli attori pi influenti nella strategia di uscita dalla crisi dell Eurozona, appare evidente che Francia e Germania hanno fatto di tutto per ridurre al minimo le penalizzazioni per il proprio sistema bancario. LEba non ha quindi dato il giusto peso alla reale struttura delle banche, al modello di business e alla detenzione di asset potenzialmente pi rischiosi dei titoli di stato. La disparit di conseguenze per gli istituti di credito europei si fatta sentire ieri anche in borsa, dove il progresso registrato dalle azioni delle maggiori banche francesi e tedesche stato pari ad almeno il doppio della performance delle maggiori banche italiane. Leffetto negativo per i gruppi bancari italiani avr la duplice conseguenza di maggiori vincoli sullerogazione del credito alle imprese e maggiore costo della raccolta.

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Quali prospettive per i mercati emergenti?

Recente volatilit di mercato I mercati emergenti globali sono scesi drammaticamente negli ultimi mesi, e attualmente vengono scambiati a circa il 40% in meno rispetto al picco raggiunto alla fine del 2007. Le valutazioni sono ora vicine ai minimi storici, con lIndice dei mercati emergenti (MSCI Global Emerging Markets Index) che scambia a circa 9 volte le previsioni di utile dei prossimi dodici mesi, un livello che abbiamo visto soltanto nella fase pi profonda della crisi finanziaria del 2008, durante la crisi asiatica del decennio precedente e durante la crisi russa della fine degli anni 90. Il livello di queste valutazioni altres abbastanza sorprendente per quanto riguarda Russia, Corea, Brasile e Turchia che vengono scambiate a sconto su queste valutazioni gi molto basse. Il mercato US che questanno ha registrato performance migliori rispetto ai mercati emergenti, si trova ora a un premium price del 28%. Lo sconto dovrebbe diminuire con il tempo, a causa delle migliori prospettive di crescita dei mercati emergenti. Prospettive di crescita degli utili Il consensus sulla crescita degli utili nei mercati emergenti, basato sullIndice dei Mercati Emergenti MSCI, si aggira attorno al 16% per i prossimi 12 mesi. Le aspettative di crescita degli utili sono scese durante tutto lanno a causa dellindebolimento delleconomia globale, in particolar modo per quanto riguarda le prospettive di crescita per lEuropa. Alcuni paesi come Cina, Brasile e India hanno fatto ricorso a significativi rialzi del tasso di interesse per contenere linflazione nelle loro economie, rallentando in questo modo la crescita. La visibilit in alcuni settori stata ostacolata dai relativamente brevi cicli di giacenza messi in atto dalle aziende come reazione alla crisi del credito. Mantenendo basso il livello di scorte, infatti, le aziende si proteggono dallalto capitale di esercizio. Tuttavia, questi brevi cicli fanno s che i fornitori, molti dei quali localizzati nei mercati emergenti, abbiano meno visibilit sugli ordini futuri rispetto al passato. Gli ordini vengono s effettuati, ma in lotti pi ridotti e con maggiore frequenza, rendendo pi incerte le previsioni sugli utili della produzione. Lo stesso pu valere per le aziende che operano nei settori ciclici e legati alle materie prime, che stanno attraversando un periodo di volatilit elevata dei prezzi e di incertezza della domanda da parte del cliente. Crescita dellutile per azione nei prossimi 12 mesi Il tasso di crescita del Messico continua a essere interessante nonostante i recenti declassamenti, mentre gli utili previsti in Brasile sono contenuti dagli elevati tassi nel settore immobiliare. Anche se le cifre al momento sono un riferimento preciso, rimangono dei punti interrogativi sulla possibilit di sostenere utili e crescita da mercato sviluppato, in particolare in vista dei futuri sviluppi allinterno dei mercati sviluppati stessi. Opportunit Sulla base dei nostri dati, riteniamo che per i titoli che abbiamo attualmente in portafoglio ci sia la possibilit di un rialzo pari a circa il 30%, includendo le prospettive di utili previsti per il continua pag successiva

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...continua prossimo anno, i dividendi e un discreto ritorno a multipli pi regolari. Gli investitori hanno inoltre assistito a un calo delle valute dei mercati emergenti pari a circa il 9% dal mese di agosto. Questo potrebbe generare ulteriori ritorni, dal momento che il calo di queste valute sembra essere la conseguenza di fondamentali superiori a livello macro o di differenziali dei tassi di interesse offerti da questi Paesi. In ogni caso necessario tenere presente che i mercati possono salire cos come scendere, e quindi qualsiasi previsione rimane tale, e non pu essere garantita. Le nostre stime vedono un significativo rialzo in Asia, prossimo al 40%, e in America Latina, pari in media al 30%. La regione EMEA mostra un rialzo pari a circa il 20%, pur avendo gi scontato limpatto delle recenti tensioni sui mercati. Questo potrebbe sorprendere, ma noi crediamo che i rischi di contagio per lUnione Europea restino molto alti per i Paesi CE3 come Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria. Al tempo stesso, la Russia ha dimostrato di essere particolarmente sensibile alla recente crisi europea, aggravata dalla debolezza del petrolio e delle risorse naturali. I titoli legati al Sud Africa si caratterizzano per unelevata visibilit degli utili, ma la loro recente sovraperformance riduce la possibilit di ulteriori ritorni. A livello di settore, quello industriale altamente ciclico mostra i rialzi pi evidenti, in particolar modo per quanto riguarda i titoli asiatici. Altrove, sono interessanti il settore dei materiali e, sempre pi spesso, quello finanziario. Settori sovraperformanti come beni di largo consumo, farmaceutico e telecomunicazioni sono attualmente meno attraenti e, a tempo debito, ci aspettiamo un allontanamento da parte degli investitori. Rischio valuta La volatilit valutaria, come risulta dalle nostre valutazioni del rischio, si trova a livelli molto elevati in linea con quelli registrati nei momenti di massima difficolt dei mercati, come durante la crisi finanziaria del 2008 e la crisi russa alla fine degli anni 90. Non crediamo che tale situazione possa protrarsi a lungo, pertanto ci aspettiamo una diminuzione dellinstabilit gi nel breve periodo. La nostra opinione che molti investitori non si sono ancora adattati alle nuove realt economiche dellera G20. Europa e Stati Uniti sono ora la dimora del rischio e i mercati emergenti sono sempre pi spesso i fornitori di liquidit e stabilit. I segnali su cui ci concentreremo con particolare attenzione sono gli spread tra i titoli obbligazionari tedeschi e quelli dei Paesi dellEuropa meridionale, lindice VIX degli Stati Uniti, gli spread obbligazionari dei mercati emergenti e landamento del dollaro americano. Tutti hanno mostrato di recente un elevato livello di rischio, ma stranamente gli spread nellEurozona si sono stabilizzati, forse suggerendo che la tensione nel continente europeo sta arrivando a un punto di svolta. Gli investitori possono ridurre al minimo i rischi legati allinstabilit nei mercati emergenti adottando un orizzonte temporale adeguato e sfruttando i periodi di debolezza per aggiungere nuove posizioni. E importante riequilibrare con regolarit il proprio portafoglio al fine di ottenere profitto. I prossimi step Ci che ha colpito di pi dei mercati emergenti durante le difficolt di questa estate stato come siano stati in grado di attuare politiche monetarie relativamente ortodosse. Paesi cos diversi tra loro come Brasile, Russia, India e Cina hanno attraversato tutti un ciclo di allentamento durante la crisi del 2008, seguito da una stretta negli ultimi 12-18 mesi. Le banche centrali dei mercati emergenti attuano misure tradizionali per contrastare linflazione e garantire la stabilit delleconomica domestica. Escludendo alcuni Paesi come Russia e Ungheria, vediamo poche o addirittura nessuna banca zombie che causi stress finanziario e, in generale, il governo e i debiti privati sembrano essere sotto controllo. La politica monetaria ha ampi spazi di manovra per facilitare il pi possibile le banche

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